Domenica del Corriere, 10 settembre 1968, n. 37 - Estratto sulla spedizione italiana al relitto dell'Andrea Doria
Contenuto
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
Reportage della spedizione italiana composta da Stefano Carletti (capo spedizione), Bruno Vailati (riprese) e Al Giddings (fotografie) al relitto dell'Andrea Doria a 74 mt. di profondità, effettuata in più discese tra il 6 ed il 26 luglio 1968, e di queste la più lunga durata 21 ore.
- Data testuale
- 1968 settembre 10
- Consistenza
- cc. 17 (pp. numerate 31-47)
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
- Andrea Murdock Alpini (1985 - ***)
- Identificativo
- MA.000005
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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- Temi correlati
- Disastri navali
- contenuto
-
DOMENICA »CORRIERE
SC SETTE TS ES ECO Via
- i N
@LE NON
DEL CRERMIINO
% TRAGEDIA
A BUCAREST
@ TITO
TRI TRINICEA
i
Dodici anni dopo la catastrofe nell'Oceano Atlantico
SIAMO TORNATI
SULL ANDREA DORIA
Pubblichiamo in esclusiva il diario e le fotografie della spedizione
dei sommozzatori italiani che hanno raggiunto
a 74 metri di profondità il relitto, restando immersi per 21 ore complessive
Servizio di BRUNO VAILATI - Foto di AL GIDDINGS, BRUNO VAILATI e STEFANO CARLETTI
Il relitto è stato raggiunto: Stefano Carletti, uno dei tre componenti della spedizione, si appoggia a un bigo, il sostegno di una delle scialuppe di salvataggio.
PERCHE' SIAMO RIMASTI VENTUN ORE
SUL RELITTO DELL'ANDREA DORIA
al 1956, anno del suo affonda:
mento, ad ogg, intorno all'«An-
drea Doria » sono stati
sici fiumi di ico.
golarità, coi
SIEEgII sara
e avventurosi privat
e
nuocisto e continuano nd sancire
tentativi di recuperi © ricognizioni.
Na D osa più strabiliante è che au
zo
stri nomi ha
pre abbondante.
Mesi discilo iniorno ill'Andia
Doria », suggerendo tecniche di recu-
pero e dando paticoareggite infor
mazioni attinte chissà dove, visto che
sano veve mel lutto Filevi cri
© documentati sul relitto.
Questa incredibile situazione mi
ava sempre colpito pel ua ns
mo
{a tentazione di andare a fere quello
che gli altri non avevano fatto era
forte. Sin dal 1965, durante le ripre-
la Grasinissione televii
inno,
il progetto è stato realizzato.
Sapero. delle serbi condizioni
‘ambientali del banco di Nantucket,
chie avevano frustrato i eni di
insigni sommozzatori
opzioni alle spalle rei) ha
preoccupazione era quella di trovare
compagni validi ed attrezzature foto
grafiche, cinematografiche c dim
sione d’assoluta avanguai
CA a
tre, mentre almeno altre
78 MAU (HE id ques limi ani,
[urante la realizzazione dell'e En
clopedia del ei
» dopo, ‘avevano (curato, l'uno
‘organizzazione Lo e alto La
e i tutte
le attezzature speciali) rano ormai
redatte perio amarlo mi paio riti
ve cele
La mia scelta per i compagni di
immersione cadde su Stefano Carletti.
(28 anni, archeologo subacqueo) e
AI Giddings, (americano di 30 anni,
fotografo subacqueo) ; l'uno e L'altro
entusaai dl progsto e con un ba:
gaglio. d'esperi (0 di migliaia
ra
piti: io avrei dovuto
fimare Live AL evredbe dorato
fotografarlo e Stefano avrebbe dovu-
difenderci dagli squali, che sapevo
simi e pericolosi. Così, il 5.
Kaven, a bordo della piccola nave
« Nartagansett », appositamente no-
leepali od alrvasato 15500; er
Dopo tre settimane fra nebbie e
peste, il 26 luglio (roprio lo
stesso gior in nave,. dodici
ARI ER i i a
del mare) abbiamo concluso il nostro
lavoro, con la ventunesima immersio-
ne. Ci siamo sempre immersi in tre
per venti minuti ogni volta, realizzan-
di
ai
alla superficie è fi
nebbia, fa da schermo al raggi sola
Sul fondo ci nel buio.
Seniga e cotta sono por:
solo con l'impiego di luce
Fealote coloni ail io
del relitt
i infesiie da
sa antropofagi e la zona è sog:
‘a tempeste improvvise.
Di bal a tante dol, che po:
ber scomi-
ea me imprese i
supero hanno alzato le brac
Che settanta meri, deu per
no costit sa
aragorabile al bararo che separa
Terra dall Luna. può spiegarsi în
e cioè con l'arretra:
E
cambiare mentalità, Tempest
esi acque oibide; quali bre
vità dei tempi di immersione” sono
dica lc ehe" sorgono. n° rapporto
Di
problema se gli uomini
nt far capo
ee
‘scientifico. Sono. dc
mei Saf
i
‘Anche in questa dimensione biso-
gna vedere l'« operazione Doria ».
Ecco come l'a Andrea Doria »
giace in fondo all'oceano, a 74 metri
di profondità, in una ricostruzione.
così possi
delle part “fotogralate
ha reso irriconoscibili.
Fa alle ore 25/09 della notte
Mi luogo, a sud dell'isola
dove si è compiuta
fieno
fi indennizzo; la compagnia svede
se chiedeva due milioni di dollari
Mattino di giovedì, 26 luglio 1956: il gigante, mortalmente ferito, agonizza sulle acque dell'oceano. L'inclinazione della nave diventa sempre più rapida.
ino gi
per oltre un miliardo. La nave tra.
sporiava un carico commerciale il
Pomeriggio di giovedì, 26 luglio "56: per metà inghiottita dalle acque, la nave sta per scomparire. S'Inabisserà alle 15.09.
PRIMA IMMERSIONE: GRANDE PIETA' PER IL COLOSSO FERITO
| protagonisti dell'eccezionale impresa. AI centro
Sopra.
Bruno” Vailati, noto specialista di riprese subacquee,
idoato © diretto la spedizione sull'« And
Site Statano Carlotta ciniatta l'americano Al Giddinge,
Ile 7.50 del 6 luglio, dopo 11
ritiene debba trovarsi
Ta nav. (A 12 anni dalla catastole
incredibilmente, la posizione del re
Htio è ancora controverta ed appro&.
simativa) I osto capitano Inca in
9.30, quando giù si sta insinuando in
noi la paura di non trovare la nave
e l'ocografo batte il relitto.
10. una grossa petroliera
gi incrocia vicinissima © srappa, fra
imprecazioni, una delle
sosire boe: questa sarà a prime del
le tante boe che navi di passaggio
ci strapperanno continuamente. Co-
munque, dopo poco, io, Stefano ed
AI saltiamo în acqu
Comincia la grande avventur
Scendiamo lungo la corda assicu:
tata all’ancora che più so.
non siamo stati pessimisti nel preve
ott è. la neve eppoggio
gtata la base dlla spedizione
Su di
propria olficina per tutte le esigenze dei subacquei.
finiamo giù a forza di
Ta irosgo ini im
o pensando a che cos
rebbe di noi sein qulle condizioni
dovessimo sostenere un attacco de
gli squali. Comunqu E
Ton purade) dopo ema Sor.
dato la coi ro plancton ari
iam fd Clo, sulla
vedo aleoni. obIO: rotondi €
lontano, al limite della visibi-
fità, uno quadrato. Dopo una rapida
cognizione scettiamo quae foto.
qualche metro di
film, ma senza convinz
Saliamo verso la superfici ango
50 ci immergiamo an
perdo il coltello
ino la lu
tenebre che avvolgono l'e Andrea Doria».
riate e dobbiamo arrivarle vicino
a cinque melt per incavedere pn,
Roo tO: ia nave. Dap:- Pssoni. in real. non passiamo
Senutio gros merluzi ci grano in ancora dir nulla dell RI
torno, nell'equa gelida, Qui pina. preessoeli ser
til e Treddo, no!
e po!
© doppi indumenti protelivi). For
vedremo meglio, domani.
Prima di dormire, rifletto ancora
lla nave sommersa. Grande pietà
per il colosso ferito. © morto? — mi
e e rien sac ASel Daci
L'ecografo ha trovato i rlitto, Un marinaio ia
e si aferrerà allo sca. Lungo questa
Corda l subacquei della spedizione diretta da no Vailati
Si Timergeranno la prima volta alla ricerca della nav
Nella sequenza sopra. - Uno squalo azzurro ta
a Stefano Carletti, che era in testa durante la risal
Lo stesso squalo, dopo pochi minuti, attaccherà port
1 subacquei più ia allo, durante la fase di decompressione. popolare a bordo. Spesso, poi, venivano rigettati in mare.
Uno squalo è stato ucciso con una fiocina
durante la decompressione.
preda, i tre subacquei della spedizione.
Da sinistra: Stefano Carletti, AI Giddings e Bruno Vailati.
DUE GRANDI PERICOLI: GLI SQUALI AZZURRI E LE RETI STRAPPATE
Un momento pericolermente drammatico: Val
sbarrato la strada da
igliata nel relitto.
l'agtacuenti
ti si vede
l'ha scorta
molti pesci, soprattutto merluzzi, rimasti imprigionati.
È 17 ‘glio. Anche oggi faremo
lue immersioni. inciamo
li discesa alle 9. Corrente moderata
visibilità migliore di ieri in superfì-
acqua gelida. Poi intravedo il re-
litto e atterro sulla nostra ancora
(Gigi pisc depperiato Mi muovo
in giro, ma non mi rendo ancora
conto della posizione dell’« Andrea
Doria ». Soltanto un_ fatto è certo:
giace coricata completamente su un
fanco. Vedo oblò quadrati, poi sce
do più în basso ed AI mi
seguono. Ora SIONI ino:
cdi un ponte che si erge davanti
muro perfettamente
vetticale. Mi muovo con gli altri m
l’acqua gialloscura c
battono disperatamente
Mi avvicino cauto © nel tentativo
di superare la rete mi si impiglia il
coltello. Per un momento, temo di
fare la fine di quei merluzzi. Ma rie
i subito. Queste reti,
che al buio non si scorgono, cost
tuiscono una difficoltà imprevista
Man mano che le nostre immersioni
procederanno, ci accorgeremo che
sono numerosisime, tante da poter
dire che l'e A è
SRO Na di pai po
schereeci che battono la zona, strap-
fate dal elio 5 rimase così, app
se ai loro galleggianti, come muri
sein
Alle 15.15 scendiamo di nuovo;
è la nostra quarta immersione e con
tiamo di procedere verso la prua, an
che se non sappiamo a che Sai
siamo da essa. Stefano, che
con sé il solito bastone acumi
tisqualo ed una lunga corda
fa, assomiglia in tutto © per tutto ad
in spal
ja del bastone anti.
squ rita qualche parola. E'
Sella di alluminio con ie i
tre tagli: Stefano se la
quando fummo improvvisament
vicinati dagli squali azzurri ed uno
venne ad attaccare. Lo vedemmo sol-
tinto quando era a tre 0 quatro
reti, di distanza; puntava dritio si
AL Fi allora che Stefano 45 coli
con il suo bastone. Lo squalo
una giravolta, ma subito tornò in-
dietro e vedemmo nettamente che
tentava di azzannare un pied
Stefano, che era poco disco:
specie di affondo e infilò. per
un bel palmo il ferro tra le bran-
chie dllo squalo, zona dliaisima
dove ci sono il cuore e tutti gli or.
Senti Iondermeniali lo “squat da
una codata e scomi
E cui more sche dA e
volta smo sati poco molesti da:
gli sul, come se si forsto pasti
Ja parola. Sapevamo che c'e
abbiamo incontrati, c'erano Ie! pinne
a galla attorno alla nave, come sem
pre. In acqua però non ne abbiamo
più incontrati sino alla tredicesi
immersione. E' chiaro che ci nuo
favano intorno, me rimanevano a
distanza di rispetto e, data la torbi-
dezza dell'acqua, noi non l'abbiamo
mai saputo. Meglio così =
che si erge come una bi
. Le reti hanno rappresentato
o pericolo per gll uomini immersi parehé, a causa del buio,
ino soltanto all'ultimo istante.
Vari ce
Ancora un groviglio di eti con un pesce in primo piano.
Questo pezzo di rete giace sopra
molti alti 0 tutti coprono una vasta zona della
fiancata dell'« Andrea Doria » prossima alla timoneria.
NELLA GABBIA ANTISQUALO
DURANTE LA DECOMPRESSIONE
Sopra. - Valla, Carotti Giddinge hanno finito la decompressione e tornano
all'aria aperta dopo di
Aiont ii sommozzatori everano alla! gi
{n primo piano lo manichette con gli erogatori per l'ossigeno puro.
7! panco, di Nantucket dove giace stanza prudenziale tere
a lungo nelle loro sconinon
La decompre:
eliminare
grandi predoni del mare. rante. l'immersione in
Higora” chic. qui ci impegna è lg (ca n
d e per la de. ogni voll) perché l'acqua
compressione essi sarebbero venuti | colarmente frei
ad Infatti, soltanto una
volta abbiamo avuto uno squalo sul
fondo che ci ha puntato dirti ad daliiraaono GSterEgIoni
n satura provocano un. maggior
sonsumo di arie. e quindi un mag
ccumulo di |
del violento rullo della nave
appoggio « Narmgunstt la
violenza delle
vato decomprime
18. Tn quest condizioni, abbia
prortre anche alcuni Bici
di i î [ui uno petticolarmente
ri 1 predoni Ad ac
ar tene ‘alti gira:
veno intorno. pronti
e qu "più di — Alla nostre gabbia di sicurezza
Una volta gli squali, quasi la gabbia rano legate Jc manichette per Pos
li intimoris api eno è quanto altro ci occorreva
sati a fianco, sempre tenen una sicura decompressione
r il mitico Teseo,
i è necessario un filo che
ci guidi e ci riporti indietro salvi.
La nosira discesa si effettua sempr
icurata al relit
spalla lunghi rotoli di corda e sroto
lari commin facendo. Nel buio più
sovrasta l’« Andrea
ie (che: a
sua tenuta da sommozzatore
La nostra ric
dentro Ja na
Sopra. - Un tratto della ringhiera della nave. Questa ringhiera Sotto. - Bruno Vallett è Stele tano lungo
è generalmente ben conservata, anche se molto la ringhiera diretti verso la timoneria. Vailati.
spesso coperta di una rigogliosa vegetazione marina. roca con sé l'ingombrante macchina da pi
Soltanto in alcuni leggermente deformat: Eh ha documentato, insiemo con le fotografi, l'impres:
Una delle tante corde necessari
sull'« Andrea Di
senza questi veri e propri fili di Arianna i sommozzatori
‘Svrebbero quasi certumante perduto la Via del ritorno.
IMPOSSIBILE MUOVERSI SENZA UN FILO D'ARIANNA
non può avvenire senza le corde. Ne fi- trare, e pochi met legate a tre bombole di ossigeno pu
î alcune, poi ci muoviamo. e " le è viamo un altro var al ro.
09 ripere qui che le or to ingomb (6 di cavi che pend
ogni previsione, lo o era di rua? Verso poppa? no. Entriamo anche in questo pe e il tempc
OE dicono squalo irug: SR i ri nale a ani > duello al
EE Stamo in oledi sua Intenso ori. Subito incor di pistola usando l'indice come arma
ttiamo un'apertura quadrata (in par $ RL Potoni cdr melo) valore
cl sistema- terna fortuna. lo,
pavimento di ferro interrotto di quan-
do in quando da oblò rotondi, quasi
N i
tre 0 quattro metri, quindi ad
da coi per
ciaio e da framm o il flo di Ar
ipa nd perineo ipo Srna punto di pa
etro l'altro, usando tutte le
te ostruita da catene
ano int
cautele palese plcano a ta ed AI in coda. Arrivati sotto la della mia maschera. Ma, fra ineruen
boa, Mimì dall'imbarcazione-appog- ti duelli e tentativi di a
vorrat mento, nessuno dimentica di gua
squali
spostamento, questo pavimento di a DI n
ro (che altro non la fiai A
Una suggestiva immagine
della risalita, a circa 40 metri di profondità
In que. l'acqua, a causa di
anne caanento pera! A alato tre manichette col
ni nave, dove re. son una certa
potrebbero arriva
SOTTO LA CROSTA DI ANEMONI E DI SPUGNE, FINALMENTE IL NOME
I faiio queste mole dal diri ro
datto subito dopo le immersioni:
20 luglio mattina (prima i
ne dela Quesito
nti minuti siamo arrivati
n la della nave, in prossimità
dell'asta della bandiera, una volta
svettante, ora perfettamente orizzon-
tale. Qui cerchiamo il nome. lo, Ste-
fano ed AI guardiemo freneicamen-
te în punti diversi, ma non si vede
al ita. Le mostre. lampade
Utuminano soltanto an tappeto spet
ed omogeneo di anemoni e di
spugne, talora. ingentlio da selle
marine sparse qua e là.
In superficie ci guardiamo in vi
so ed uno di noi (faceto, ma con
un velo di preoccupazione nella vo-
ce) chiede: « E se fosse un'altra na:
Tutti, dopo questa frase, siamo più
© meno profondamente sfiorati dal
dubbio.
sta è l'eAi
sette immersioni tanto
dello scafo, ma niente ci ha prova-
la nostra nave. (In
2 mezzogiorno, figuriamoci
alla sera. Quin uel buio, c'era
chi la piscina l'aveva vista, e chi mon
l'aveva vista.)
ue, come distinguere questa
che noi esploriamo da altre decine
per esteso. 1 su
‘avere una visione glol
Naturalmente,
PA
RATA RI
PENE
subacquei hant
(vedere il punto 2 del disegno a pagina 32)
He tutte
se erano incrostate
(vedere il punto 8 del disegno a pagina
di navi morte che sappiamo giacere
in ques fondali?
sogna trovare il nome
20 lugio pomeriggio (seconda im-
mersione). - Scendo veloce, pi
di ia veglia
rina Lomo de qualche parte deve
pur esserci e devo trovarlo. Al la
RE yi manca l'ultima « A da ripulire © pol « ANDREA » si potrà leggere
i non potranno
lobale del nome perché, allor
non riescono più a penetrare nel buio {punto 8 del disi
tendo, le lampade
no).
vora come me di coltello, Stefano,
invece, ha portato una spazzola d'
ciaio e gratta di buona lena al
ipo vedo qualcosa e frene
ticamente continuo Quella che emer
e di una lettera di otto
goli di planci
si
n e di d
N ad un palmo defini
questa è una « N»
drea. Ora bisogna fotografare e fil.
mare il nome, ma sarà né
lire le lettere ad una ad una. Lo fare-
0 Stefano ricomin:
p di pulizia con la
Da tacaiini
isa della tenaci-
Aid siero
lavorare circondato d
fo “olmo AR
dalle a appesi dalle bat
terie, pronti a film: grafare
appena una
bile
Gi vollero sette immer:
Go i
prima a poppa e poi a pi
e
derla rina
Eravamo tutti molto soddisfatti.
=
Sepa? Corta cool MESIA AR eni Ce Pieve
de
rché di Materiale plastico. punto 2 del disegno).
5 Sarteti ha portato con sé in una retina alcuno pali
SL EGG GciuiGciea per I proci to esperimento
SITO ito per liapordero ed une delle tante assurde propost
PetupGra: ite GAI Andrea Doria» rmpiendola di palline n
da ping-pong che
7° plancia, da dove partono tutti
gli ordini, dove il comandante,
i guardia fino all'ultimo, fatale, del.
la note dl 25 luglio. abbiamo po
sto di
Ga ipea, perdere omaggio, n) quella
che fu la più bella nave della mari
peri illa:
impugnato î due timoni,
quelo dr feno quello. di meso
che sono affiancati; abbiamo impu:
gnato con commozione le manopole
del telegrafo di macchina: abbiamo
rascorso molte decine di minuti in
questo ambiente ora pieno di pesci,
, tutto squassato ed
n c'è luce, né
lustrato questi ottoni, con amoroso
flo, le
cido, preservato dalla corrosione per
EE
Tutto, qui, è inclinato di 90 gra-
La della bue cl ora
ne innaturale. Anche noi siamo cn
ati innaturalmente: passando dalle
postando i grovigli di cavi
che le ostruivano, e ci siamo appog-
giati al parapetto antistante la _t-
yertcale, soltanto per
risalire ‘sino alla n
quella più vicina alla superficie dei
mare. Anche qui spezzoni di reti dap-
pertutto, reti che ignari pescherecci
hanno perso, e che, pietoso sudario,
vanno accumulandosi sull'« Andrea
Doria ». Questa nave, che mai avreb
be dovuto affondare, ruba le reti
legate alla superficie, quasi volesse
messaggi dal mondo esterno, quel
mondo per il quale era stata costr
ta e che per quattro anni l'aveva
amata ed ammirata.
Abbiamo visitato il relitto da pop-
pa a prua, abbiamo visitato (dove
€ come era possibile) gli ambienti
abbiamo visto le grandi let-
stra mente, talora ottenebrata per
Mido e la profondità CI siamo
Tutti
riusciti, credo. a
ni finite, abbiamo vividi ricordi dell
cuore e del cervello della « nostra »
nave.
Son un forte sforzo di immagina:
riusciamo a « vederli » come
prima; prima di pr
a copies di Abbi
ito soprattutto merluzzi: il mer-
meno cento metri più in basso. gl
IN PLANCIA, CERVELLO E CUORE DELLA NAVE
Sopra. - Sulla fiancata sporge questo sostegno
che probabimente reggeva ‘una delle scale mobili, Fatto
che è par
girava ancora
tupefacente:
cardini (punto $ del disegno).
Sotto a sinistra,
stato posi
A
Un oblò, con i vetro rotto. Nonostante lo lampade, non è
‘vedere nulla all'interno (punto 7 del di:
destra. - Un tavolo nel salone di prima classe. In realtà, essendo fissato al
pavimento, esso è ora perfettamente orizzontale (punto 4 del disegno).
E UNA SCOGLIERA IN FONDO ALL'OGEANO
Garieti impiigna uno dol duo timoni
dell'« Andr
SRO TEO ASTRA lie, na
di legno ed una di metallo (punto 3 del disegno)
Sotto. - Bruno Vallati e Stefano Carletti
co, sono arrivato alla fine di
queste mie note. Vorrei
una cosa, che forse giungerà piutto:
sio inattesa, e sulla quale abbiamo
già discusso fra noi — fra me e Ste-
fano — dopo le ultime immersioni.
E questa: noi abbiamo levormo af
finché
situazione dell'e Andrea Doria» ati
uri li abbiamo procurati fino a un
cerio punto, nei limiti in cui un
gruppo di tre uomini che ha fatto 21
immersioni può sn ati sicuri in
un putiferio del è
delle situazioni più. difiili, credo,
che si possano inconti
grosso, la nebbia, le correnti,
do, il torbido, gli squali e la profon-
modo, abbiamo raccolto
orione palla che
sta scritto sulla targa di bronzo
sciata sulla plancia: cioè che l' rr
tibie dive possible e che € Do
ria » può tornare alla luce.
Questo è un fatto razionale ed
anche un'aspirazione di uomo razio
nale, come io penso di essere, per il
quale la logica conta più di ogni al-
tra cosa,
Però, devo dire anche quest: cs
stono i sentimenti. miei semi
tend 30n0 divers; messo che sono
sceso sulle Andrea Doria». immer
sione dopo immersione, lentamente
mi sono reso conto di un dramma
ben diverso sia da quello del naufra
gio in sé sia anche da quello che può
rappresentare il recupero di una nave
di queste proporzioni. Ho avverio
anche altre cose
oa sono chiaramente delizie: Co.
munque, la natura ha certe sue leggi
ed tati d'animo di
fronte ai li l'uomo razionale de:
ve ceder
Non 0 se riesco a splegarmi: cut
to ‘ora în me tanto confuso e
ra Ma ho trovato questa
nave completamente diversa da co
me io pensavo di trovarla. L'ho tro-
di calore sono questi pesci che la po-
polano e che oramai ne hanno preso
possesso. Questa nave è completa
mente coperta di anemoni, di spi
ne, di idrozo, di molluschi. Ve ne
sor 10 imposs
di lei ropoieni im iche è
diventata una cosa rel
va: non è più una nave, non ha più
niente in comune con l'< Andrea Do»
E' un paragone sgradevole, lo
50; MÈ TO CARRI Il
mente per rendere in qualche modo
ivamente vi
l’uomo
EG porsi giu) cuando
si mettono a confronto con forze di
questo gen
"Sarà certo molto gilicie riportare
l'e Andrea Doria » a galla, ma credo
datti, con la spesa necessaria,
con le case sottomarine, con impe-
gni straordinari, © certamente con
ischi
rà. possibile ten-
grossissi
ri
così la tecnica di recuperi macitimi
del foto
o dire però, una co me
quelo; “sul piano del sentimento, sul
ano degli en, su que ‘mol
5 geloso dove mi ritiro di rado, e
molto più di rado ancora mi cons
so, spia e
rimanga TM. Oggi l'e Andrea Doria »
20 ‘alia partenza. (i
ne) se l’« Andrea_Doi se
rimanere quello che è. Una scogliera
in fondo al mare.
Bruno Vailati
Pelican
T\DRE\ DORTÌ
PIANO DELLE SISTEMAZIONI PASSERI
PLAN OF PASSENGER ACCONMODATION
lagprmane une
|
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DOMENICA »CORRIERE
SC SETTE TS ES ECO Via
- i N
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DEL CRERMIINO
% TRAGEDIA
A BUCAREST
@ TITO
TRI TRINICEA
i
Dodici anni dopo la catastrofe nell'Oceano Atlantico
SIAMO TORNATI
SULL ANDREA DORIA
Pubblichiamo in esclusiva il diario e le fotografie della spedizione
dei sommozzatori italiani che hanno raggiunto
a 74 metri di profondità il relitto, restando immersi per 21 ore complessive
Servizio di BRUNO VAILATI - Foto di AL GIDDINGS, BRUNO VAILATI e STEFANO CARLETTI
Il relitto è stato raggiunto: Stefano Carletti, uno dei tre componenti della spedizione, si appoggia a un bigo, il sostegno di una delle scialuppe di salvataggio.
PERCHE' SIAMO RIMASTI VENTUN ORE
SUL RELITTO DELL'ANDREA DORIA
al 1956, anno del suo affonda:
mento, ad ogg, intorno all'«An-
drea Doria » sono stati
sici fiumi di ico.
golarità, coi
SIEEgII sara
e avventurosi privat
e
nuocisto e continuano nd sancire
tentativi di recuperi © ricognizioni.
Na D osa più strabiliante è che au
zo
stri nomi ha
pre abbondante.
Mesi discilo iniorno ill'Andia
Doria », suggerendo tecniche di recu-
pero e dando paticoareggite infor
mazioni attinte chissà dove, visto che
sano veve mel lutto Filevi cri
© documentati sul relitto.
Questa incredibile situazione mi
ava sempre colpito pel ua ns
mo
{a tentazione di andare a fere quello
che gli altri non avevano fatto era
forte. Sin dal 1965, durante le ripre-
la Grasinissione televii
inno,
il progetto è stato realizzato.
Sapero. delle serbi condizioni
‘ambientali del banco di Nantucket,
chie avevano frustrato i eni di
insigni sommozzatori
opzioni alle spalle rei) ha
preoccupazione era quella di trovare
compagni validi ed attrezzature foto
grafiche, cinematografiche c dim
sione d’assoluta avanguai
CA a
tre, mentre almeno altre
78 MAU (HE id ques limi ani,
[urante la realizzazione dell'e En
clopedia del ei
» dopo, ‘avevano (curato, l'uno
‘organizzazione Lo e alto La
e i tutte
le attezzature speciali) rano ormai
redatte perio amarlo mi paio riti
ve cele
La mia scelta per i compagni di
immersione cadde su Stefano Carletti.
(28 anni, archeologo subacqueo) e
AI Giddings, (americano di 30 anni,
fotografo subacqueo) ; l'uno e L'altro
entusaai dl progsto e con un ba:
gaglio. d'esperi (0 di migliaia
ra
piti: io avrei dovuto
fimare Live AL evredbe dorato
fotografarlo e Stefano avrebbe dovu-
difenderci dagli squali, che sapevo
simi e pericolosi. Così, il 5.
Kaven, a bordo della piccola nave
« Nartagansett », appositamente no-
leepali od alrvasato 15500; er
Dopo tre settimane fra nebbie e
peste, il 26 luglio (roprio lo
stesso gior in nave,. dodici
ARI ER i i a
del mare) abbiamo concluso il nostro
lavoro, con la ventunesima immersio-
ne. Ci siamo sempre immersi in tre
per venti minuti ogni volta, realizzan-
di
ai
alla superficie è fi
nebbia, fa da schermo al raggi sola
Sul fondo ci nel buio.
Seniga e cotta sono por:
solo con l'impiego di luce
Fealote coloni ail io
del relitt
i infesiie da
sa antropofagi e la zona è sog:
‘a tempeste improvvise.
Di bal a tante dol, che po:
ber scomi-
ea me imprese i
supero hanno alzato le brac
Che settanta meri, deu per
no costit sa
aragorabile al bararo che separa
Terra dall Luna. può spiegarsi în
e cioè con l'arretra:
E
cambiare mentalità, Tempest
esi acque oibide; quali bre
vità dei tempi di immersione” sono
dica lc ehe" sorgono. n° rapporto
Di
problema se gli uomini
nt far capo
ee
‘scientifico. Sono. dc
mei Saf
i
‘Anche in questa dimensione biso-
gna vedere l'« operazione Doria ».
Ecco come l'a Andrea Doria »
giace in fondo all'oceano, a 74 metri
di profondità, in una ricostruzione.
così possi
delle part “fotogralate
ha reso irriconoscibili.
Fa alle ore 25/09 della notte
Mi luogo, a sud dell'isola
dove si è compiuta
fieno
fi indennizzo; la compagnia svede
se chiedeva due milioni di dollari
Mattino di giovedì, 26 luglio 1956: il gigante, mortalmente ferito, agonizza sulle acque dell'oceano. L'inclinazione della nave diventa sempre più rapida.
ino gi
per oltre un miliardo. La nave tra.
sporiava un carico commerciale il
Pomeriggio di giovedì, 26 luglio "56: per metà inghiottita dalle acque, la nave sta per scomparire. S'Inabisserà alle 15.09.
PRIMA IMMERSIONE: GRANDE PIETA' PER IL COLOSSO FERITO
| protagonisti dell'eccezionale impresa. AI centro
Sopra.
Bruno” Vailati, noto specialista di riprese subacquee,
idoato © diretto la spedizione sull'« And
Site Statano Carlotta ciniatta l'americano Al Giddinge,
Ile 7.50 del 6 luglio, dopo 11
ritiene debba trovarsi
Ta nav. (A 12 anni dalla catastole
incredibilmente, la posizione del re
Htio è ancora controverta ed appro&.
simativa) I osto capitano Inca in
9.30, quando giù si sta insinuando in
noi la paura di non trovare la nave
e l'ocografo batte il relitto.
10. una grossa petroliera
gi incrocia vicinissima © srappa, fra
imprecazioni, una delle
sosire boe: questa sarà a prime del
le tante boe che navi di passaggio
ci strapperanno continuamente. Co-
munque, dopo poco, io, Stefano ed
AI saltiamo în acqu
Comincia la grande avventur
Scendiamo lungo la corda assicu:
tata all’ancora che più so.
non siamo stati pessimisti nel preve
ott è. la neve eppoggio
gtata la base dlla spedizione
Su di
propria olficina per tutte le esigenze dei subacquei.
finiamo giù a forza di
Ta irosgo ini im
o pensando a che cos
rebbe di noi sein qulle condizioni
dovessimo sostenere un attacco de
gli squali. Comunqu E
Ton purade) dopo ema Sor.
dato la coi ro plancton ari
iam fd Clo, sulla
vedo aleoni. obIO: rotondi €
lontano, al limite della visibi-
fità, uno quadrato. Dopo una rapida
cognizione scettiamo quae foto.
qualche metro di
film, ma senza convinz
Saliamo verso la superfici ango
50 ci immergiamo an
perdo il coltello
ino la lu
tenebre che avvolgono l'e Andrea Doria».
riate e dobbiamo arrivarle vicino
a cinque melt per incavedere pn,
Roo tO: ia nave. Dap:- Pssoni. in real. non passiamo
Senutio gros merluzi ci grano in ancora dir nulla dell RI
torno, nell'equa gelida, Qui pina. preessoeli ser
til e Treddo, no!
e po!
© doppi indumenti protelivi). For
vedremo meglio, domani.
Prima di dormire, rifletto ancora
lla nave sommersa. Grande pietà
per il colosso ferito. © morto? — mi
e e rien sac ASel Daci
L'ecografo ha trovato i rlitto, Un marinaio ia
e si aferrerà allo sca. Lungo questa
Corda l subacquei della spedizione diretta da no Vailati
Si Timergeranno la prima volta alla ricerca della nav
Nella sequenza sopra. - Uno squalo azzurro ta
a Stefano Carletti, che era in testa durante la risal
Lo stesso squalo, dopo pochi minuti, attaccherà port
1 subacquei più ia allo, durante la fase di decompressione. popolare a bordo. Spesso, poi, venivano rigettati in mare.
Uno squalo è stato ucciso con una fiocina
durante la decompressione.
preda, i tre subacquei della spedizione.
Da sinistra: Stefano Carletti, AI Giddings e Bruno Vailati.
DUE GRANDI PERICOLI: GLI SQUALI AZZURRI E LE RETI STRAPPATE
Un momento pericolermente drammatico: Val
sbarrato la strada da
igliata nel relitto.
l'agtacuenti
ti si vede
l'ha scorta
molti pesci, soprattutto merluzzi, rimasti imprigionati.
È 17 ‘glio. Anche oggi faremo
lue immersioni. inciamo
li discesa alle 9. Corrente moderata
visibilità migliore di ieri in superfì-
acqua gelida. Poi intravedo il re-
litto e atterro sulla nostra ancora
(Gigi pisc depperiato Mi muovo
in giro, ma non mi rendo ancora
conto della posizione dell’« Andrea
Doria ». Soltanto un_ fatto è certo:
giace coricata completamente su un
fanco. Vedo oblò quadrati, poi sce
do più în basso ed AI mi
seguono. Ora SIONI ino:
cdi un ponte che si erge davanti
muro perfettamente
vetticale. Mi muovo con gli altri m
l’acqua gialloscura c
battono disperatamente
Mi avvicino cauto © nel tentativo
di superare la rete mi si impiglia il
coltello. Per un momento, temo di
fare la fine di quei merluzzi. Ma rie
i subito. Queste reti,
che al buio non si scorgono, cost
tuiscono una difficoltà imprevista
Man mano che le nostre immersioni
procederanno, ci accorgeremo che
sono numerosisime, tante da poter
dire che l'e A è
SRO Na di pai po
schereeci che battono la zona, strap-
fate dal elio 5 rimase così, app
se ai loro galleggianti, come muri
sein
Alle 15.15 scendiamo di nuovo;
è la nostra quarta immersione e con
tiamo di procedere verso la prua, an
che se non sappiamo a che Sai
siamo da essa. Stefano, che
con sé il solito bastone acumi
tisqualo ed una lunga corda
fa, assomiglia in tutto © per tutto ad
in spal
ja del bastone anti.
squ rita qualche parola. E'
Sella di alluminio con ie i
tre tagli: Stefano se la
quando fummo improvvisament
vicinati dagli squali azzurri ed uno
venne ad attaccare. Lo vedemmo sol-
tinto quando era a tre 0 quatro
reti, di distanza; puntava dritio si
AL Fi allora che Stefano 45 coli
con il suo bastone. Lo squalo
una giravolta, ma subito tornò in-
dietro e vedemmo nettamente che
tentava di azzannare un pied
Stefano, che era poco disco:
specie di affondo e infilò. per
un bel palmo il ferro tra le bran-
chie dllo squalo, zona dliaisima
dove ci sono il cuore e tutti gli or.
Senti Iondermeniali lo “squat da
una codata e scomi
E cui more sche dA e
volta smo sati poco molesti da:
gli sul, come se si forsto pasti
Ja parola. Sapevamo che c'e
abbiamo incontrati, c'erano Ie! pinne
a galla attorno alla nave, come sem
pre. In acqua però non ne abbiamo
più incontrati sino alla tredicesi
immersione. E' chiaro che ci nuo
favano intorno, me rimanevano a
distanza di rispetto e, data la torbi-
dezza dell'acqua, noi non l'abbiamo
mai saputo. Meglio così =
che si erge come una bi
. Le reti hanno rappresentato
o pericolo per gll uomini immersi parehé, a causa del buio,
ino soltanto all'ultimo istante.
Vari ce
Ancora un groviglio di eti con un pesce in primo piano.
Questo pezzo di rete giace sopra
molti alti 0 tutti coprono una vasta zona della
fiancata dell'« Andrea Doria » prossima alla timoneria.
NELLA GABBIA ANTISQUALO
DURANTE LA DECOMPRESSIONE
Sopra. - Valla, Carotti Giddinge hanno finito la decompressione e tornano
all'aria aperta dopo di
Aiont ii sommozzatori everano alla! gi
{n primo piano lo manichette con gli erogatori per l'ossigeno puro.
7! panco, di Nantucket dove giace stanza prudenziale tere
a lungo nelle loro sconinon
La decompre:
eliminare
grandi predoni del mare. rante. l'immersione in
Higora” chic. qui ci impegna è lg (ca n
d e per la de. ogni voll) perché l'acqua
compressione essi sarebbero venuti | colarmente frei
ad Infatti, soltanto una
volta abbiamo avuto uno squalo sul
fondo che ci ha puntato dirti ad daliiraaono GSterEgIoni
n satura provocano un. maggior
sonsumo di arie. e quindi un mag
ccumulo di |
del violento rullo della nave
appoggio « Narmgunstt la
violenza delle
vato decomprime
18. Tn quest condizioni, abbia
prortre anche alcuni Bici
di i î [ui uno petticolarmente
ri 1 predoni Ad ac
ar tene ‘alti gira:
veno intorno. pronti
e qu "più di — Alla nostre gabbia di sicurezza
Una volta gli squali, quasi la gabbia rano legate Jc manichette per Pos
li intimoris api eno è quanto altro ci occorreva
sati a fianco, sempre tenen una sicura decompressione
r il mitico Teseo,
i è necessario un filo che
ci guidi e ci riporti indietro salvi.
La nosira discesa si effettua sempr
icurata al relit
spalla lunghi rotoli di corda e sroto
lari commin facendo. Nel buio più
sovrasta l’« Andrea
ie (che: a
sua tenuta da sommozzatore
La nostra ric
dentro Ja na
Sopra. - Un tratto della ringhiera della nave. Questa ringhiera Sotto. - Bruno Vallett è Stele tano lungo
è generalmente ben conservata, anche se molto la ringhiera diretti verso la timoneria. Vailati.
spesso coperta di una rigogliosa vegetazione marina. roca con sé l'ingombrante macchina da pi
Soltanto in alcuni leggermente deformat: Eh ha documentato, insiemo con le fotografi, l'impres:
Una delle tante corde necessari
sull'« Andrea Di
senza questi veri e propri fili di Arianna i sommozzatori
‘Svrebbero quasi certumante perduto la Via del ritorno.
IMPOSSIBILE MUOVERSI SENZA UN FILO D'ARIANNA
non può avvenire senza le corde. Ne fi- trare, e pochi met legate a tre bombole di ossigeno pu
î alcune, poi ci muoviamo. e " le è viamo un altro var al ro.
09 ripere qui che le or to ingomb (6 di cavi che pend
ogni previsione, lo o era di rua? Verso poppa? no. Entriamo anche in questo pe e il tempc
OE dicono squalo irug: SR i ri nale a ani > duello al
EE Stamo in oledi sua Intenso ori. Subito incor di pistola usando l'indice come arma
ttiamo un'apertura quadrata (in par $ RL Potoni cdr melo) valore
cl sistema- terna fortuna. lo,
pavimento di ferro interrotto di quan-
do in quando da oblò rotondi, quasi
N i
tre 0 quattro metri, quindi ad
da coi per
ciaio e da framm o il flo di Ar
ipa nd perineo ipo Srna punto di pa
etro l'altro, usando tutte le
te ostruita da catene
ano int
cautele palese plcano a ta ed AI in coda. Arrivati sotto la della mia maschera. Ma, fra ineruen
boa, Mimì dall'imbarcazione-appog- ti duelli e tentativi di a
vorrat mento, nessuno dimentica di gua
squali
spostamento, questo pavimento di a DI n
ro (che altro non la fiai A
Una suggestiva immagine
della risalita, a circa 40 metri di profondità
In que. l'acqua, a causa di
anne caanento pera! A alato tre manichette col
ni nave, dove re. son una certa
potrebbero arriva
SOTTO LA CROSTA DI ANEMONI E DI SPUGNE, FINALMENTE IL NOME
I faiio queste mole dal diri ro
datto subito dopo le immersioni:
20 luglio mattina (prima i
ne dela Quesito
nti minuti siamo arrivati
n la della nave, in prossimità
dell'asta della bandiera, una volta
svettante, ora perfettamente orizzon-
tale. Qui cerchiamo il nome. lo, Ste-
fano ed AI guardiemo freneicamen-
te în punti diversi, ma non si vede
al ita. Le mostre. lampade
Utuminano soltanto an tappeto spet
ed omogeneo di anemoni e di
spugne, talora. ingentlio da selle
marine sparse qua e là.
In superficie ci guardiamo in vi
so ed uno di noi (faceto, ma con
un velo di preoccupazione nella vo-
ce) chiede: « E se fosse un'altra na:
Tutti, dopo questa frase, siamo più
© meno profondamente sfiorati dal
dubbio.
sta è l'eAi
sette immersioni tanto
dello scafo, ma niente ci ha prova-
la nostra nave. (In
2 mezzogiorno, figuriamoci
alla sera. Quin uel buio, c'era
chi la piscina l'aveva vista, e chi mon
l'aveva vista.)
ue, come distinguere questa
che noi esploriamo da altre decine
per esteso. 1 su
‘avere una visione glol
Naturalmente,
PA
RATA RI
PENE
subacquei hant
(vedere il punto 2 del disegno a pagina 32)
He tutte
se erano incrostate
(vedere il punto 8 del disegno a pagina
di navi morte che sappiamo giacere
in ques fondali?
sogna trovare il nome
20 lugio pomeriggio (seconda im-
mersione). - Scendo veloce, pi
di ia veglia
rina Lomo de qualche parte deve
pur esserci e devo trovarlo. Al la
RE yi manca l'ultima « A da ripulire © pol « ANDREA » si potrà leggere
i non potranno
lobale del nome perché, allor
non riescono più a penetrare nel buio {punto 8 del disi
tendo, le lampade
no).
vora come me di coltello, Stefano,
invece, ha portato una spazzola d'
ciaio e gratta di buona lena al
ipo vedo qualcosa e frene
ticamente continuo Quella che emer
e di una lettera di otto
goli di planci
si
n e di d
N ad un palmo defini
questa è una « N»
drea. Ora bisogna fotografare e fil.
mare il nome, ma sarà né
lire le lettere ad una ad una. Lo fare-
0 Stefano ricomin:
p di pulizia con la
Da tacaiini
isa della tenaci-
Aid siero
lavorare circondato d
fo “olmo AR
dalle a appesi dalle bat
terie, pronti a film: grafare
appena una
bile
Gi vollero sette immer:
Go i
prima a poppa e poi a pi
e
derla rina
Eravamo tutti molto soddisfatti.
=
Sepa? Corta cool MESIA AR eni Ce Pieve
de
rché di Materiale plastico. punto 2 del disegno).
5 Sarteti ha portato con sé in una retina alcuno pali
SL EGG GciuiGciea per I proci to esperimento
SITO ito per liapordero ed une delle tante assurde propost
PetupGra: ite GAI Andrea Doria» rmpiendola di palline n
da ping-pong che
7° plancia, da dove partono tutti
gli ordini, dove il comandante,
i guardia fino all'ultimo, fatale, del.
la note dl 25 luglio. abbiamo po
sto di
Ga ipea, perdere omaggio, n) quella
che fu la più bella nave della mari
peri illa:
impugnato î due timoni,
quelo dr feno quello. di meso
che sono affiancati; abbiamo impu:
gnato con commozione le manopole
del telegrafo di macchina: abbiamo
rascorso molte decine di minuti in
questo ambiente ora pieno di pesci,
, tutto squassato ed
n c'è luce, né
lustrato questi ottoni, con amoroso
flo, le
cido, preservato dalla corrosione per
EE
Tutto, qui, è inclinato di 90 gra-
La della bue cl ora
ne innaturale. Anche noi siamo cn
ati innaturalmente: passando dalle
postando i grovigli di cavi
che le ostruivano, e ci siamo appog-
giati al parapetto antistante la _t-
yertcale, soltanto per
risalire ‘sino alla n
quella più vicina alla superficie dei
mare. Anche qui spezzoni di reti dap-
pertutto, reti che ignari pescherecci
hanno perso, e che, pietoso sudario,
vanno accumulandosi sull'« Andrea
Doria ». Questa nave, che mai avreb
be dovuto affondare, ruba le reti
legate alla superficie, quasi volesse
messaggi dal mondo esterno, quel
mondo per il quale era stata costr
ta e che per quattro anni l'aveva
amata ed ammirata.
Abbiamo visitato il relitto da pop-
pa a prua, abbiamo visitato (dove
€ come era possibile) gli ambienti
abbiamo visto le grandi let-
stra mente, talora ottenebrata per
Mido e la profondità CI siamo
Tutti
riusciti, credo. a
ni finite, abbiamo vividi ricordi dell
cuore e del cervello della « nostra »
nave.
Son un forte sforzo di immagina:
riusciamo a « vederli » come
prima; prima di pr
a copies di Abbi
ito soprattutto merluzzi: il mer-
meno cento metri più in basso. gl
IN PLANCIA, CERVELLO E CUORE DELLA NAVE
Sopra. - Sulla fiancata sporge questo sostegno
che probabimente reggeva ‘una delle scale mobili, Fatto
che è par
girava ancora
tupefacente:
cardini (punto $ del disegno).
Sotto a sinistra,
stato posi
A
Un oblò, con i vetro rotto. Nonostante lo lampade, non è
‘vedere nulla all'interno (punto 7 del di:
destra. - Un tavolo nel salone di prima classe. In realtà, essendo fissato al
pavimento, esso è ora perfettamente orizzontale (punto 4 del disegno).
E UNA SCOGLIERA IN FONDO ALL'OGEANO
Garieti impiigna uno dol duo timoni
dell'« Andr
SRO TEO ASTRA lie, na
di legno ed una di metallo (punto 3 del disegno)
Sotto. - Bruno Vallati e Stefano Carletti
co, sono arrivato alla fine di
queste mie note. Vorrei
una cosa, che forse giungerà piutto:
sio inattesa, e sulla quale abbiamo
già discusso fra noi — fra me e Ste-
fano — dopo le ultime immersioni.
E questa: noi abbiamo levormo af
finché
situazione dell'e Andrea Doria» ati
uri li abbiamo procurati fino a un
cerio punto, nei limiti in cui un
gruppo di tre uomini che ha fatto 21
immersioni può sn ati sicuri in
un putiferio del è
delle situazioni più. difiili, credo,
che si possano inconti
grosso, la nebbia, le correnti,
do, il torbido, gli squali e la profon-
modo, abbiamo raccolto
orione palla che
sta scritto sulla targa di bronzo
sciata sulla plancia: cioè che l' rr
tibie dive possible e che € Do
ria » può tornare alla luce.
Questo è un fatto razionale ed
anche un'aspirazione di uomo razio
nale, come io penso di essere, per il
quale la logica conta più di ogni al-
tra cosa,
Però, devo dire anche quest: cs
stono i sentimenti. miei semi
tend 30n0 divers; messo che sono
sceso sulle Andrea Doria». immer
sione dopo immersione, lentamente
mi sono reso conto di un dramma
ben diverso sia da quello del naufra
gio in sé sia anche da quello che può
rappresentare il recupero di una nave
di queste proporzioni. Ho avverio
anche altre cose
oa sono chiaramente delizie: Co.
munque, la natura ha certe sue leggi
ed tati d'animo di
fronte ai li l'uomo razionale de:
ve ceder
Non 0 se riesco a splegarmi: cut
to ‘ora în me tanto confuso e
ra Ma ho trovato questa
nave completamente diversa da co
me io pensavo di trovarla. L'ho tro-
di calore sono questi pesci che la po-
polano e che oramai ne hanno preso
possesso. Questa nave è completa
mente coperta di anemoni, di spi
ne, di idrozo, di molluschi. Ve ne
sor 10 imposs
di lei ropoieni im iche è
diventata una cosa rel
va: non è più una nave, non ha più
niente in comune con l'< Andrea Do»
E' un paragone sgradevole, lo
50; MÈ TO CARRI Il
mente per rendere in qualche modo
ivamente vi
l’uomo
EG porsi giu) cuando
si mettono a confronto con forze di
questo gen
"Sarà certo molto gilicie riportare
l'e Andrea Doria » a galla, ma credo
datti, con la spesa necessaria,
con le case sottomarine, con impe-
gni straordinari, © certamente con
ischi
rà. possibile ten-
grossissi
ri
così la tecnica di recuperi macitimi
del foto
o dire però, una co me
quelo; “sul piano del sentimento, sul
ano degli en, su que ‘mol
5 geloso dove mi ritiro di rado, e
molto più di rado ancora mi cons
so, spia e
rimanga TM. Oggi l'e Andrea Doria »
20 ‘alia partenza. (i
ne) se l’« Andrea_Doi se
rimanere quello che è. Una scogliera
in fondo al mare.
Bruno Vailati
Pelican
T\DRE\ DORTÌ
PIANO DELLE SISTEMAZIONI PASSERI
PLAN OF PASSENGER ACCONMODATION
lagprmane une
|
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