Notiziario "C", n. 2, 1964
Contenuto
- Titolo
- Notiziario "C", n. 2, 1964
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
- Il bene di tutti, p. 1
- La volontà è la tua parola, p. 2
- "Giovanna C.": la fedele amica degli emigrati negli anni del dopoguerra si spinse perfino alla Terra del Fuoco, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4 - Data testuale
- 1964 marzo - aprile
- Estremi cronologici
- marzo 1964 – aprile 1964
- Consistenza
- pp. 4
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Famiglia Costa
- Identificativo
- PER.000364/19
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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- Collocazione
- Emeroteca
- Temi correlati
- Comunicazione d'impresa
- Navi passeggeri
- Navigazione crocieristica
- Vita di bordo
- Welfare aziendale
- contenuto
-
NOTIZIARIO
Linea “C,; - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via, G. D'Annunzio, 2 - Genova
Anno IV - Numero 2 . Marzo-Aprile 1964 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale . Gruppo IV
Il bene
di tutti
La collaborazione è oggi
alla base di ogni sviluppo e
del progresso nel mondo in-
tero. La responsabile parteci- a 2 ;
pazione di ognuno di noi ai /## a
problemi di ogni giorno è un =
diritto e un dovere e senza
di essa il futuro non può che
presentarsi incerto e danno-
so per tutti.
Proprio recentemente Sua
Santità Paolo VI ha attesta-
to ancora una volta, e pub-
blicamente, «la fiducia e
l'attesa che la Chiesa ripone
nelle organizzazioni sindaca-
li per i lavoratori ».
Paolo VI, dopo questo ri-
conoscimento, ha ricordato
come le rivendicazioni ope-
raie non debbano essere uno
strumento per « scavare sol-
chi pericolosi e sterilmente
ostili ». In proposito ha ri-
cordato quanto l’11 marzo
1945 ebbe a dichiarare Pio
XII:
«Al di sopra della distin-
zione fra datori e prestatori
di lavoro sappiano gli uomi-
ni vedere e riconoscere quel-
la più alta unità la quale
lega fra loro tutti quelli che
collaborano alla produzione,
vale a dire il collegamento e
la loro solidarietà nel dove-
re che hanno di provvede-
re insieme, stabilmente, al
bene comune e ai bisogni di
tutta la comunità. Che que-
sta solidarietà si estenda ad
ogni ramo della produzione,
che divenga il fondamento
di un migliore ordine econo-
mico, di una sana e giusta
autonomia, ed apra alle clas-
si lavoratrici il cammino per
acquistare onestamente la
loro parte di responsabilità
nella condotta dell’ econo-
mia nazionale ». Incontro fra la « Federico C.» e la « Giovanna Costa »
de
z
<
=
n
“La chiave La volontà è la tua parola
Chi ottiene il posto migliore?
Ascoltate i consigli di un famo-
so specialista in materia.
Ecco un consiglio pratico per
riuscire bene nel tuo lavoro, di-
ce Walter A. Lowen che da 25
" anni a questa parte ha trovato
impiego a molte persone nel
campo dell'industria e del com-
mercio, dove è molto difficile
farsi strada. Sta di fatto che
Lowen ha sistemato centinaia di
aspiranti, da fattorini d’ufficio
a dirigenti di azienda altamen-
te remunerati.
Quali sono le qualità che un
datore di lavoro cerca nella per-
sona che aspira a un posto im-
portante?
Secondo Lowen, queste sono
le tre principali: 1) il proposito
di migliorare il proprio carat-
tere; chi vuole fare strada si
studia di continuo, cerca di cor-
reggersi dei difetti che infasti
discono gli altri e di coltivare le
proprie qualità; 2) la disposi.
zione di accettare volentieri le
critiche; nessuno è tanto perfet-
to da non ammettere errori;
se reagisci a una critica con una
brusca risposta, dimostri inca-
pacità a migliorarti; 3) la capa-
cità di ispirare fiducia; questa
dote è tanto rara da aprire si-
curamente la strada a chi la
possiede, anche se gli mancano
altre qualità.
Il maggior segreto per fare
carriera sta nel mettere in pra-
tica la vecchia massima: « Co-
nosci te stesso». Una piccola
indagine introspettiva può rive-
larti che sei troppo timido, o
troppo orgoglioso, o ché hai
altri difetti. Forse parli troppo;
il silenzio è d’oro davvero quan-
do il tuo futuro principale co-
mincia a parlarti della sua car-
riera. Rifletti da queste norme
dettate da Lowen per migliora-
re la tua posizione: 1) interes-
sati agli altri, domanda loro con-
sigli e... mostra di apprezzarli;
2) appassionati al tuo lavoro,
in tal modo lo svolgerai con
entusiasmo e non ti accorgerai
del trascorrere delle ore; 3) fa
gli interessi del tuo principale,
farai al tempo stesso il tuo in-
teresse; 4) mettiti in grado di
sostituirti al tuo principale e
sii sempre pronto a compiere
il suo lavoro.
. Come consiglio generale per
farsi strada: impara ad avere
fiducia in te stesso. «Se hai
tendenza a preoccuparti, vinci
questo stato d’animo. Sostitui-
scilo con la fiducia». Lowen
ama citare la frase di Franklin
Delano Roosevelt: «Non dob-
biamo avere paura di nulla,
tranne che della paura ».
Robert Viano
(Da « Pala a prua », giornale
di bordo della « Franca C. »)
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due
Mi è capitato alcuni anni fa
di conoscere una persona, tro-
varla antipatica a prima vi-
sta, sentire aumentare in me
questa prima impressione fino
a disprezzarla profondamente;
e, credendo ‘di essere nel giusto,
quindi in piena tranquillità di
coscienza, sparlarne a più ri-
prese ad ogni favorevole occa-
sione,
Veramente a pensarla così non
ero il solo; anzi, la quasi tota-
lità delle persone che frequen-
tavo condivideva le mie opinio-
ni; però il più accanito fra
tutti ero io, tanto da farmi pre-
mura di mettere in guardia i
nuovi arrivati, informandoli su
quanto non dubitavo minima-
mente fosse verità.
La cosa andò avanti parecchi
mesi, nel corso dei quali mai mi
sfiorò il dubbio che avrei an-
che potuto essere in torto nei
confronti di questa persona; an-
zi, il sentimento iniziale era an-
dato gradatamente aumentando,
fino a spazzar via ogni minima
traccia di comprensione — se
pure questa vi era mai stata
— lasciando in me solo il di-
sprezzo, legittimo disprezzo co-
me pensavo io.
Se a quel tempo mi avessero
detto che ciò che io pensavo
era falso, e che a volte la ve
rità è nascosta negli angoli più
D__PPrD PT PP_WPPTW-.
remoti, ne avrei riso, con iro-
nia, e forse avrei guardato il
mio interlocutore come si guar-
da un bimbo cui si spiega una
cosa troppo evidente.
Altro che, ridere! Dovrei pian-
gere tutte le volte che mi sov-
viene di questa faccenda: è sta-
to lo sbaglio più grosso della
Il seme della
vita è un seme
buono, sepolto
soltanto sotto
la scorza del-
l’incom pren-
sione
mia vita. E adesso? Tutto da
rifare. Purtroppo non è possi-
bile, perché ciò che è detto non
lo si cancellerà più. Le cattive
parole sono state più facili a
dirsi quanto più difficili a can-
cellarsi. E tu, verità, quali stra-
ne forme avevi assunto per in-
gannarmi? In quale lontano luo-
go eri andata a nasconderti, per
sottrarti al mio sguardo?
No, non ci casco più, non vo-
glio giustificarmi, ho capito la
lezione, queste domande suona-
no false e viziose, Le scaccio e
comprendo la mia cecità.
La verità non inganna nes-
suno, né cerca di nascondersi;
anzi, è costantemente rivolta
verso di noi; ma talvolta tanto
piccolo e flebile è il suo raggio
di luce che per trovarla occorre
cercarla con tutte le nostre for-
ze, è necessario rovistare ogni
più minuto recesso della nostra
coscienza.
Prendi un piccone e scava fi-
no a sbucciarti le mani e se
non hai più forze graffia la ter-
ra, ti romperai le unghie, ma
una cosa è certa: troverai
l’acqua,
Con la stessa certezza, sca-
va nelle tenebre dell’egoismo,
spazzalo via, continua, non ti
fermare, il seme della vita è
un seme buono: è soltanto se-
polto sotto la dura scorza del-
la incomprensione. La volontà
è la tua parola: rendila di ac-
ciaio temprato; alla fine — sii-
ne certo — un piccolo, immen-
samente puro raggio di verità il-
luminerà il tuo sudato volto.
Pierre
(Da «La Luisette », notiziario di
bordo della t/n. « Luisa Costa »)
TI marinaio
Una fotografia come tante; ep.
pure ha il suo significato. Ci
è stata inviata da un nostro
dipendente, quasi a simboleggia-
re di quante acrobazie siano ca-
paci gli uomini del mare. Uo
mini sospesi in alto, sullo sfon-
do del cielo e del mare, inten-
ti scrupolosamente al loro la-
voro. E’ un mestiere, quello del
marinaio, che comporta forza,
volontà, spirito di sacrificio, ma
che dà anche i suoi frutti. Nel
nostro caso la soddisfazione di
aver portato a termine una « 0-
perazione » difficile e Oorgoglio-
sa. La foto che pubblichiamo è
stata accompagnata da questa
bella definizione del marinaio:
«Dure come il selce sono le
sue ‘membra; forti e temprati
come l’acciaio î suoìî muscoli;
grande la sua tenacia. immen-
so il suo coraggio, gigantesco
il suo lavoro, inesorabile la sua
generosità... Così Nettuno lo vol-
le per sfidare le terribili, infi-
nite ire del suo regno, per sfi-
dare l'onda spumeggiante e sor-
ridente, înfrangente e annienta-
trice... E quel vento che bavet-
ta ed accarezza... Per questo lui
è fiero e orgoglioso di tale fa-
tica... ».
Quattordicesima puntata
della storia della Linea ‘“C,.
Riprendiamo, dopo una breve
parentesi, la storia della LINEA C;
riprendiamo a sfogliare, cioè, quel
meraviglioso libro della nostra
Compagnia, dopo esserci lasciati
alle spalle le pagine leggendarie
degli inizi, quelle eroiche del tem-
po di guerra, quelle a volte perfi-
no epiche della ripresa dopo il ter-
ribile conflitto mondiale. Oggi sia-
mo giunti alla quattordicesima
puntata.
Il nostro appuntamento è ora
con il piroscafo « Giovanna C. », già
« Horace Luckemback », già « Ea-
stern Trade». Le sue caratteristi
che: costruito dalla « Asano S. B.
Co. Ld.» a Tsurumi, in Giappone,
nel 1919; lunghezza metri 141,38,
larghezza metri 17,74, altezza me-
tri 9,09; stazza lorda tonnellate
8339, stazza netta tonnellate 5029;
due macchine alternative a vapore,
a triplice espansione; Hp. nomina-
li 557; indicati alle prove 4200; due
eliche; quattro caldaie cilindriche
a ritorno di fiamma, monofronti,
di tre forni ciascuna, combustione
a nafta, tiraggio forzato. L'appara-
to motore venne costruito a Kobe,
nel 1919, dalla «Kubota Iron Works».
Il piroscafo fu comprato dalla
nostra Compagnia dalla « Overseas
Consolidated Co.» di New York e
iscritto al Compartimento Maritti-
mo di Genova il 4 agosto 1947 col
numero 2587.
La nave, nel 1947, cioè appena
comprata, venne adibita al traspor-
to di merci varie, in particolare
grano, nel viaggio Northbound
fra l'Italia e il Sud America, Il
« Giovanna C. » era allora al coman-
do del cap. Giulio Segoni prima
e poi del cap. Eugenio Cattarini,
un nome, quest'ultimo, che ha fat-
to più volte ricorso nella storia
della LINEA C.
Ad un certo momento si decise
di sottoporre la nave a radicali la-
“GIOVANNA C..,.:
degli emigranti negli anni del dopoguerra
la fedele amica
si spinse perfino alla Terra del Fuoco
vori di trasformazione; in quel pe-
riodo, infatti, si era nell'immediato
dopoguerra, la corrente degli emi-
granti verso il Sud America aveva
ripreso con grande imponenza;
d'altra parte non molte erano le
navi adatte allo scopo. Fu deciso,
così di trasformarla in una nave
passeggeri. Si attuò una soluzione
ardita e pratica. Al termine dei la-
vori, la nave possedeva una u-
nica classe, denominata « classe
unica emigranti »; i passeggeri da-
vevano praticamente tutta la nave
a loro disposizione, senza le restri-
zioni dovute alle differenziazioni
delle classi. Una nave inedita, in
Una foto dei tempi gloriosi della « Giovanna C.». E’ stata scattata nel
1950 e mostra un gruppo di emigranti col Comandante Guidetti, il Cappel-
lano Rev. Don Cima e il prima Commissario Fossati.
sostanza, valido strumento per l’e-
migrazione di allora. I locali di sog-
giorno, per esempio, erano stati
realizzati con criteri che, per quei
tempi, si potevano senz'altro con-
siderare di avanguardia.
L'unità fece il viaggio inaugura-
le, come nave passeggeri, al co-
mando del cap. Luciano Guidetti,
primo Commissario Armando Fos-
sati, direttore di macchina il com-
pianto cap. D.M. G. B. Bonsigno-
rio. Si era nel giugno del 1949 e la
rinnovata «Giovanna C. » lasciò Ge-
nova con milletrecento emigranti a
bordo; toccò Napoli, Palermo e
giunse a Buenos Aires salutata da
centinaia di persone in attesa, da
ore, di poter rivedere tanti con-
nazionali.
Il 6 agosto del 1949, la nave partì
da Genova verso un viaggio straor-
dinario, con meta addirittura la
Terra del Fuoco. Il viaggio fu
concordato con la « Sub-Comision
Naval Argentina » e le trattative in
Italia furono condotte dal Capitano
di Corvetta Aurelio C. Lopez de
Bertodano. Bisognava trasportare
1221 emigranti, e rispettive fami-
glie, a Ushuaia. Gli emigranti era-
no quasi tutti operai ingaggiati per
andare a lavorare nei cantieri di
Porto Belgrano, nelle miniere di
carbone di Rio Turbio e per certi
lavori che l’impresa italiana Borsa-
ri aveva in corso a Ushuaia. Fu un
viaggio veramente all'insegna della
speranza; si concluse appunto a
Ushuaia il sette settembre, dopo
aver toccato i porti di Dakar, Mon-
tevideo, Buenos Aires, Porto Bel-
grano e Rio Gallegos.
La « nave degli emigranti » — co-
me qualcuno intanto aveva defini-
to la « Giovanna C.» — esercitò la
linea regolare Genova-Buenos Aires
fino al marzo del 1951. Si conces-
se una sola parentesi e fu nel 1950
quando fu prescelta per trasporta-
re in Somalia oltre mille carabi-
nieri ivi destinati quale Corpo di
polizia dell’Amministrazione italia-
ni in Somalia.
Nel marzo del 1951 la nave aprì
una nuova pagina; cambiò rotta,
ma rimase sempre fedele alla sua
predilezione per gli emigranti. Ven-
ne infatti trasferita alla linea Vigo,
Lisbona, Rio de Janeiro e Santos
per il trasporto di emigranti spa-
gnoli e portoghesi. Rimase su que-
sta rotta, scalando saltuariamente
Genova, fino a tutto il 1952.
Ma ormai anche l'età cominciava
a farsi notare e la bella nave di o-
rigine giapponese sentiva che era
giunto il momento della messa a
riposo. Del resto — se è vero che
la vita di una nave è una vita uma-
na — la « Giovanna C. » poteva di-
re di aver con pieno merito esau-
rito il suo compito lungo i mari di
tutto il mondo, nave a volte di spe-
ranza, di attesa, protagonista di
uno dei più caratteristici fenome-
ni di ogni dopoguerra: quello del-
la gente che va in cerca di lavoro
in terre lontane.
Ma il 1952 non era certamente
quello di tanti anni prima. E così
la «nave degli emigranti» il di-
ciotto marzo 1953 fu venduta dalla
S.p.A. Cantiere di Portovenere - Ge-
nova, per essere demolita. Non più
il gigantesco avventuroso viaggio
alla Terra del Fuoco, ma un tragit-
to breve, da Genova a La Spezia;
l’ultimo viaggio, lento, triste. Un
viaggio però non solo, ma idealmen-
te accompagnato da migliaia di per-
sone, dai vari equipaggi e dai co-
mandanti Giulio Segoni, Eugenio
Cattarini, Luciano Guidetti, Fede-
rico Pieroni ed Egidio Acquarone,
via via succedutisi al comando del-
la bella e robusta unità.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
Un momento della cerimonia svoltasi a bordo della « Federico C.» in onore
del direttore di Macchina, Cap. Sup. Molfino. Da sinistra: il Cap. Sup.
D.M. Molfino, la signora Molfino e il comandante della « Federico C.»,
Cap. Sup. L. C. Marco Simicich,
Il Cap. Sup. D. M. Giuseppe
Molfino, direttore di macchina del-
la «Federico C.» ha lasciato lla
nostra Compagnia per godersi —
al termine di una lunga e lumino-
sa carriera — il meritato riposo.
Il Comandante e tutto l’equipag-
gio della « Federico C.», con ‘ani
mo commosso, hanno voluto espri-
mere al Cap. Sup, D. M. Molfino
l'amarezza del commiato, la gran-
de stima, e l’assicurazione che sa-
rà ‘sempre ricordato. Augurando-
gli un lungo e felice periodo di ri-
poso, gli hanno consegnato una ar-
tistica coppa ricordo.
Nato a Camogli nel (1901, Giu-
seppe Molfino iniziò la sua atti-
vità nel 1919 quale allievo macchi-
nista a bordo delle navi della
« Transatlantica Italiana Società
di Navigazione »; alle dipendenze
della stessa Società rimase fino al
30 marzo 1929, ricoprendo i ruoli
di terzo e secondo macchinista.
Dall'aprile dello stesso anno fino
al novembre del 1931, si imbarcò,
in qualità di primo macchinista,
sui piroscafi da carico della « So-
cietà Meridionale di Navigazione »,
di Napoli. Fu poi, fino al maggio
1940, imbarcato, come capo mac-
chinista, su piroscafo da carico
dell’Armatore Palomba.
La guerra doveva interrompere
l’attività di Giuseppe Molfino; ri-
chiamato alle armi col grado di
Tenente D.M.G.N. e poi Capitano
D.M.G.N., prestò servizio sulla na-
ve posamine «Scilla» e poi, dal
maggio 1940 al giugno 1943, sul
cacciatorpediniere « Nicolò Zeno ».
Militarizzato, col grado di capita-
no G.N. prese imbarco su mave
dragamine dall'aprile 1946 al no-
vembre 1947.
Terminata la guerra, Giuseppe
Molfino il 30 ottobre 1947 entrò a
far parte della nostra Compagnia,
Una Croce di Guerra al V. M.
sul campo, due Croci di guerra al
merito, la Medaglia d’oro di lun-
qa navigazione, l'onorificenza di
avaliere al Merito della Repubbli-
ca: ecco alcuni dei riconoscimenti
ufficiali di Giuseppe Molfino. Ma
a questi riconoscimenti vanno ag-
giunti tutti quelli che, in lunghi
ammi di carriera, gli sono sempre
venuti dai colleghi di lavoro, dai
superiori, dagli armatori, da tutti.
E con questo spirito « Notiziario
C.» presenta al Cap. Sup. Molfino
gli auguri più sinceri.
a _P__BP_P_P_P_M_-_PWPPP-_PPOPPWPPO
Nascite
® Paolo Percivale, figlio del se-
condo ufficiale della « Pia Co-
sta» Massimo 10 febbraio 1964.
® Umberto Fornari, figlio del
primo ufficiale della « Andrea
C.» Angelo e della signora Gian-
franca. 8 marzo 1964.
® Paola Emilia Mela, figlia del
dott. Giovanni (direttore della
nostra Agenzia di Buenos Aires)
e della signora Dora. 23 marzo
1964.
® Andrea Benzi, figlio del co-
mandante della « Luisa Costa »,
cap. Filippo. 24 dicembre 1963.
Auguri ai nuovi arrivati e fe-
licitazioni vivissime ai genitori.
Matrimoni
® Bruno Cassini, nostro allievo
ufficiale di coperta, con la si-
gnorina Sandra Pira. Imperia,
Collegiata di San Giovanni Bat-
tista, 5 aprile 1964.
® Gabriele Paone, nostro ba-
gagliere, con la signorina Gra-
ziella Trucco, cameriera a bor-
do dell’« Anna C.». Genova, Chie-
sa di San Bartolomeno, 14 mar-
zo 1964.
@ Antonio Bernardelli, nostro
secondo cuoco, con la signorina
Anna Bernabò. Romito Magra,
Chiesa dell’Immacolata, 26 gen-
naio 1964.
® Angelo Dellepiane, nostro ter-
zo ufficiale, con la signorina
Alda Brunengo. Imperia, Col-
legiata di San Giovanni Bati-
sa, 19 aprile 1964,
Agli sposi novelli giungano i
più vivi auguri.
Lutti
@® E’ deceduta a Venezia all’età
di 86 anni la signora Alma Bar-
della ved. Rizzi, mamma del
dott. Guido Rizzi, direttore sa-
nitario della motonave « Fran-
ca C.»; al dott. Rizzi, ai fami.
liari tutti, giungano i sensi del
più profondo cordoglio.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro
Oggi alla ribalta
la simpatica ‘‘Luisette,,
E' il turno, alla ribalta di « Gior-
nale di bordo », de « La Luisette »,
il notiziario della turbonave « Luisa
Costa ». Ricordate certamente tutti
la storia di questo simpatico gior-
nale navigante; chiese a « Notizia-
rio C.» una... veste e fu subito ac-
contentato.
Ora « La Luisette » si presenta in
forma ufficiale; ultimo fra i notizia-
ri di bordo (in ordine di tempo,
s'intende), è veramente curato.
Prendiamo, per esempio, il nume-
ro del mese di marzo, l’ultimo che
ci è giunto, tramite la « spedizione
in abbonamento portuale e marit-
timo ».
Il sommario è praticamente con
tenuto nella prima pagina e biso-
gna dire subito che il direttore
(« Mife ») e i suoi collaboratori ci
sanno fare; un certo spirito traspa-
re da ogni riga e contribuisce cer-
tamente a rendere la lettura agevo-
le e divertente. Avvenimenti e per-
sonaggi sfilano su «La Luisette»
come in passerella, mettendo in mo-
stra lati buoni e... meno buoni, sim-
patici e meno simpatici.
Come è possibile sintetizzare il
contenuto de «La Luisette»? Da
«Parlo con te » (ricordi, biografia,
saggezza) all’ironico « Tutto va ben...
Madama la Marchesa »? Dall’avven=
tura a Buenos Aires dei « quattro
moschettieri di bordo » (Torre, Pia-
nosi, Curatolo e Castino) alla ricet-
ta di Luisa Biondona nata Mizzi-
penti?
Ogni pagina, si può dire, una sor-
presa. Lo spazio utilizzato al... mil-
limetro. Rimane una riga vuota?
Ecco pronta tutta una serie di pic-
coli annunci: « Volete economizza-
re? Giocate a bocce! »; « Volete la
salute? Mantenetevela! »; « Volete
della birra? Cirillo la vende! »...
Ricordiamo ancora la « Leggenda
dei quattro barbudos » (Ferro, Cor-
tese, Milazzo e Garofalo), il « Luis...
ciack », « I... molluschi » e i ricordi
nobilissimi del... nobilissimo « Duca
di Pontassieve » (« In vino veritas »:
si chiama Misuri e chi non lo co-
nosce?)... E ancora «Il nostro fio-
re »; « Speculatore », « Tristezze di...
Dracula »; « La stazione del miste-
ro» (un simpaticissimo Luis... gial-
lo), per finire alla originale « Borsa
della Luisette », dalla quale appren-
diamo, per esempio, che alla chiu-
sura dell'8 marzo 1964 il caffé era
molto vivace, le sigarette in ribasso,
la «Cirilbocce» addirittura falli-
menrare, in forte aumento le pittu-
re, sostenuta la «De Lau-Benzi
Film »...
L'ultima pagina è dedicata agli av-
venimenti sportivi di bordo. Ap-
prendiamo così che la grande lotte-
ria si è svolta con soddisfazione di
tutti e con premi per tutti; il tor-
neo di briscola si è concluso con la
vittoria della coppia Savelli - De
Gaetano (sconfitto il quotatissimo e
sconcertante Odello); nel settore del
tiro a segno (che ha visto la parte-
cipazione di tutto l'equipaggio), vit-
toria del terzo ufficiale Francesco
Tortonesi; secondi, a pari merito il
comandante Benzi e il direttore di
macchina Orofino; Benzi ha poi
avuto ragione dello spareggio e
si è classificato così secondo (delu-
denti le prestazioni del « caporale »
Cortese e del « cacciatore » Mercan-
telli,
La « Luisa Costa», come è noto,
detiene attualmente il Trofeo boc-
ciofilo internavi «Coppa Giovanni
Costa »j si sta pensando ad un in-
contro con la « Federico C.»; per
l'eventualità sono stati selezionati i
seguenti giocatori: Bisso (bocciato-
re), Benzi (jolly), Orofino (accosta-
tore), Misuri (accostatore). Intanto
a bordo della nave si sono avute no-
vità nel campo dei giochi: si è ag-
giunto lo « Shuffle-board ».
Questo è « La Luisette »; giornale
bonaccione, allegro, spesierato, in-
triso nell'umorismo. L'indirizzo di-
ciamo così... scherzoso dei compi-
latori non toglie tuttavia che sul
foglio si possano leggere pensieri
come il seguente (si tratta di una
massima araba): « Nulla vi è di
eterno su questo pianeta. Noi sia-
mo le pedine del gioco del cielo, che
si diverte sullo scacchiere dell’Esse-
re; poi, una dopo l’altra, rientria»
mo nella scatola del nulla... ».
TACCUINO
Il dott. Guido Rizzi, diretto-
re sanitario della motonave
«Franca C.» ha partecipato il
3 aprile 1964 a Pointe-à-Pitre al
«IX Congrés de Médecins de
langue francaise de l’Hémisphè-
re Americain ». Il dott. Rizzi ha
svolto una comunicazione sul
tema: «L’oreille, voie des poi-
sons », ricevendo le più vive fe-
licitazioni da parte di tutti i
presenti al Congresso.
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno IV - N. 2 - Marzo-Aprile 1964
Spedizione in abb. post.,
aes Vi , %
Gruppo IV_ Genova, Via D'Annunzio 2
FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
, (piano XX)
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61
Stampa: BI-ESSE - Genova
- extracted text
-
NOTIZIARIO
Linea “C,; - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via, G. D'Annunzio, 2 - Genova
Anno IV - Numero 2 . Marzo-Aprile 1964 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale . Gruppo IV
Il bene
di tutti
La collaborazione è oggi
alla base di ogni sviluppo e
del progresso nel mondo in-
tero. La responsabile parteci- a 2 ;
pazione di ognuno di noi ai /## a
problemi di ogni giorno è un =
diritto e un dovere e senza
di essa il futuro non può che
presentarsi incerto e danno-
so per tutti.
Proprio recentemente Sua
Santità Paolo VI ha attesta-
to ancora una volta, e pub-
blicamente, «la fiducia e
l'attesa che la Chiesa ripone
nelle organizzazioni sindaca-
li per i lavoratori ».
Paolo VI, dopo questo ri-
conoscimento, ha ricordato
come le rivendicazioni ope-
raie non debbano essere uno
strumento per « scavare sol-
chi pericolosi e sterilmente
ostili ». In proposito ha ri-
cordato quanto l’11 marzo
1945 ebbe a dichiarare Pio
XII:
«Al di sopra della distin-
zione fra datori e prestatori
di lavoro sappiano gli uomi-
ni vedere e riconoscere quel-
la più alta unità la quale
lega fra loro tutti quelli che
collaborano alla produzione,
vale a dire il collegamento e
la loro solidarietà nel dove-
re che hanno di provvede-
re insieme, stabilmente, al
bene comune e ai bisogni di
tutta la comunità. Che que-
sta solidarietà si estenda ad
ogni ramo della produzione,
che divenga il fondamento
di un migliore ordine econo-
mico, di una sana e giusta
autonomia, ed apra alle clas-
si lavoratrici il cammino per
acquistare onestamente la
loro parte di responsabilità
nella condotta dell’ econo-
mia nazionale ». Incontro fra la « Federico C.» e la « Giovanna Costa »
de
z
<
=
n
“La chiave La volontà è la tua parola
Chi ottiene il posto migliore?
Ascoltate i consigli di un famo-
so specialista in materia.
Ecco un consiglio pratico per
riuscire bene nel tuo lavoro, di-
ce Walter A. Lowen che da 25
" anni a questa parte ha trovato
impiego a molte persone nel
campo dell'industria e del com-
mercio, dove è molto difficile
farsi strada. Sta di fatto che
Lowen ha sistemato centinaia di
aspiranti, da fattorini d’ufficio
a dirigenti di azienda altamen-
te remunerati.
Quali sono le qualità che un
datore di lavoro cerca nella per-
sona che aspira a un posto im-
portante?
Secondo Lowen, queste sono
le tre principali: 1) il proposito
di migliorare il proprio carat-
tere; chi vuole fare strada si
studia di continuo, cerca di cor-
reggersi dei difetti che infasti
discono gli altri e di coltivare le
proprie qualità; 2) la disposi.
zione di accettare volentieri le
critiche; nessuno è tanto perfet-
to da non ammettere errori;
se reagisci a una critica con una
brusca risposta, dimostri inca-
pacità a migliorarti; 3) la capa-
cità di ispirare fiducia; questa
dote è tanto rara da aprire si-
curamente la strada a chi la
possiede, anche se gli mancano
altre qualità.
Il maggior segreto per fare
carriera sta nel mettere in pra-
tica la vecchia massima: « Co-
nosci te stesso». Una piccola
indagine introspettiva può rive-
larti che sei troppo timido, o
troppo orgoglioso, o ché hai
altri difetti. Forse parli troppo;
il silenzio è d’oro davvero quan-
do il tuo futuro principale co-
mincia a parlarti della sua car-
riera. Rifletti da queste norme
dettate da Lowen per migliora-
re la tua posizione: 1) interes-
sati agli altri, domanda loro con-
sigli e... mostra di apprezzarli;
2) appassionati al tuo lavoro,
in tal modo lo svolgerai con
entusiasmo e non ti accorgerai
del trascorrere delle ore; 3) fa
gli interessi del tuo principale,
farai al tempo stesso il tuo in-
teresse; 4) mettiti in grado di
sostituirti al tuo principale e
sii sempre pronto a compiere
il suo lavoro.
. Come consiglio generale per
farsi strada: impara ad avere
fiducia in te stesso. «Se hai
tendenza a preoccuparti, vinci
questo stato d’animo. Sostitui-
scilo con la fiducia». Lowen
ama citare la frase di Franklin
Delano Roosevelt: «Non dob-
biamo avere paura di nulla,
tranne che della paura ».
Robert Viano
(Da « Pala a prua », giornale
di bordo della « Franca C. »)
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due
Mi è capitato alcuni anni fa
di conoscere una persona, tro-
varla antipatica a prima vi-
sta, sentire aumentare in me
questa prima impressione fino
a disprezzarla profondamente;
e, credendo ‘di essere nel giusto,
quindi in piena tranquillità di
coscienza, sparlarne a più ri-
prese ad ogni favorevole occa-
sione,
Veramente a pensarla così non
ero il solo; anzi, la quasi tota-
lità delle persone che frequen-
tavo condivideva le mie opinio-
ni; però il più accanito fra
tutti ero io, tanto da farmi pre-
mura di mettere in guardia i
nuovi arrivati, informandoli su
quanto non dubitavo minima-
mente fosse verità.
La cosa andò avanti parecchi
mesi, nel corso dei quali mai mi
sfiorò il dubbio che avrei an-
che potuto essere in torto nei
confronti di questa persona; an-
zi, il sentimento iniziale era an-
dato gradatamente aumentando,
fino a spazzar via ogni minima
traccia di comprensione — se
pure questa vi era mai stata
— lasciando in me solo il di-
sprezzo, legittimo disprezzo co-
me pensavo io.
Se a quel tempo mi avessero
detto che ciò che io pensavo
era falso, e che a volte la ve
rità è nascosta negli angoli più
D__PPrD PT PP_WPPTW-.
remoti, ne avrei riso, con iro-
nia, e forse avrei guardato il
mio interlocutore come si guar-
da un bimbo cui si spiega una
cosa troppo evidente.
Altro che, ridere! Dovrei pian-
gere tutte le volte che mi sov-
viene di questa faccenda: è sta-
to lo sbaglio più grosso della
Il seme della
vita è un seme
buono, sepolto
soltanto sotto
la scorza del-
l’incom pren-
sione
mia vita. E adesso? Tutto da
rifare. Purtroppo non è possi-
bile, perché ciò che è detto non
lo si cancellerà più. Le cattive
parole sono state più facili a
dirsi quanto più difficili a can-
cellarsi. E tu, verità, quali stra-
ne forme avevi assunto per in-
gannarmi? In quale lontano luo-
go eri andata a nasconderti, per
sottrarti al mio sguardo?
No, non ci casco più, non vo-
glio giustificarmi, ho capito la
lezione, queste domande suona-
no false e viziose, Le scaccio e
comprendo la mia cecità.
La verità non inganna nes-
suno, né cerca di nascondersi;
anzi, è costantemente rivolta
verso di noi; ma talvolta tanto
piccolo e flebile è il suo raggio
di luce che per trovarla occorre
cercarla con tutte le nostre for-
ze, è necessario rovistare ogni
più minuto recesso della nostra
coscienza.
Prendi un piccone e scava fi-
no a sbucciarti le mani e se
non hai più forze graffia la ter-
ra, ti romperai le unghie, ma
una cosa è certa: troverai
l’acqua,
Con la stessa certezza, sca-
va nelle tenebre dell’egoismo,
spazzalo via, continua, non ti
fermare, il seme della vita è
un seme buono: è soltanto se-
polto sotto la dura scorza del-
la incomprensione. La volontà
è la tua parola: rendila di ac-
ciaio temprato; alla fine — sii-
ne certo — un piccolo, immen-
samente puro raggio di verità il-
luminerà il tuo sudato volto.
Pierre
(Da «La Luisette », notiziario di
bordo della t/n. « Luisa Costa »)
TI marinaio
Una fotografia come tante; ep.
pure ha il suo significato. Ci
è stata inviata da un nostro
dipendente, quasi a simboleggia-
re di quante acrobazie siano ca-
paci gli uomini del mare. Uo
mini sospesi in alto, sullo sfon-
do del cielo e del mare, inten-
ti scrupolosamente al loro la-
voro. E’ un mestiere, quello del
marinaio, che comporta forza,
volontà, spirito di sacrificio, ma
che dà anche i suoi frutti. Nel
nostro caso la soddisfazione di
aver portato a termine una « 0-
perazione » difficile e Oorgoglio-
sa. La foto che pubblichiamo è
stata accompagnata da questa
bella definizione del marinaio:
«Dure come il selce sono le
sue ‘membra; forti e temprati
come l’acciaio î suoìî muscoli;
grande la sua tenacia. immen-
so il suo coraggio, gigantesco
il suo lavoro, inesorabile la sua
generosità... Così Nettuno lo vol-
le per sfidare le terribili, infi-
nite ire del suo regno, per sfi-
dare l'onda spumeggiante e sor-
ridente, înfrangente e annienta-
trice... E quel vento che bavet-
ta ed accarezza... Per questo lui
è fiero e orgoglioso di tale fa-
tica... ».
Quattordicesima puntata
della storia della Linea ‘“C,.
Riprendiamo, dopo una breve
parentesi, la storia della LINEA C;
riprendiamo a sfogliare, cioè, quel
meraviglioso libro della nostra
Compagnia, dopo esserci lasciati
alle spalle le pagine leggendarie
degli inizi, quelle eroiche del tem-
po di guerra, quelle a volte perfi-
no epiche della ripresa dopo il ter-
ribile conflitto mondiale. Oggi sia-
mo giunti alla quattordicesima
puntata.
Il nostro appuntamento è ora
con il piroscafo « Giovanna C. », già
« Horace Luckemback », già « Ea-
stern Trade». Le sue caratteristi
che: costruito dalla « Asano S. B.
Co. Ld.» a Tsurumi, in Giappone,
nel 1919; lunghezza metri 141,38,
larghezza metri 17,74, altezza me-
tri 9,09; stazza lorda tonnellate
8339, stazza netta tonnellate 5029;
due macchine alternative a vapore,
a triplice espansione; Hp. nomina-
li 557; indicati alle prove 4200; due
eliche; quattro caldaie cilindriche
a ritorno di fiamma, monofronti,
di tre forni ciascuna, combustione
a nafta, tiraggio forzato. L'appara-
to motore venne costruito a Kobe,
nel 1919, dalla «Kubota Iron Works».
Il piroscafo fu comprato dalla
nostra Compagnia dalla « Overseas
Consolidated Co.» di New York e
iscritto al Compartimento Maritti-
mo di Genova il 4 agosto 1947 col
numero 2587.
La nave, nel 1947, cioè appena
comprata, venne adibita al traspor-
to di merci varie, in particolare
grano, nel viaggio Northbound
fra l'Italia e il Sud America, Il
« Giovanna C. » era allora al coman-
do del cap. Giulio Segoni prima
e poi del cap. Eugenio Cattarini,
un nome, quest'ultimo, che ha fat-
to più volte ricorso nella storia
della LINEA C.
Ad un certo momento si decise
di sottoporre la nave a radicali la-
“GIOVANNA C..,.:
degli emigranti negli anni del dopoguerra
la fedele amica
si spinse perfino alla Terra del Fuoco
vori di trasformazione; in quel pe-
riodo, infatti, si era nell'immediato
dopoguerra, la corrente degli emi-
granti verso il Sud America aveva
ripreso con grande imponenza;
d'altra parte non molte erano le
navi adatte allo scopo. Fu deciso,
così di trasformarla in una nave
passeggeri. Si attuò una soluzione
ardita e pratica. Al termine dei la-
vori, la nave possedeva una u-
nica classe, denominata « classe
unica emigranti »; i passeggeri da-
vevano praticamente tutta la nave
a loro disposizione, senza le restri-
zioni dovute alle differenziazioni
delle classi. Una nave inedita, in
Una foto dei tempi gloriosi della « Giovanna C.». E’ stata scattata nel
1950 e mostra un gruppo di emigranti col Comandante Guidetti, il Cappel-
lano Rev. Don Cima e il prima Commissario Fossati.
sostanza, valido strumento per l’e-
migrazione di allora. I locali di sog-
giorno, per esempio, erano stati
realizzati con criteri che, per quei
tempi, si potevano senz'altro con-
siderare di avanguardia.
L'unità fece il viaggio inaugura-
le, come nave passeggeri, al co-
mando del cap. Luciano Guidetti,
primo Commissario Armando Fos-
sati, direttore di macchina il com-
pianto cap. D.M. G. B. Bonsigno-
rio. Si era nel giugno del 1949 e la
rinnovata «Giovanna C. » lasciò Ge-
nova con milletrecento emigranti a
bordo; toccò Napoli, Palermo e
giunse a Buenos Aires salutata da
centinaia di persone in attesa, da
ore, di poter rivedere tanti con-
nazionali.
Il 6 agosto del 1949, la nave partì
da Genova verso un viaggio straor-
dinario, con meta addirittura la
Terra del Fuoco. Il viaggio fu
concordato con la « Sub-Comision
Naval Argentina » e le trattative in
Italia furono condotte dal Capitano
di Corvetta Aurelio C. Lopez de
Bertodano. Bisognava trasportare
1221 emigranti, e rispettive fami-
glie, a Ushuaia. Gli emigranti era-
no quasi tutti operai ingaggiati per
andare a lavorare nei cantieri di
Porto Belgrano, nelle miniere di
carbone di Rio Turbio e per certi
lavori che l’impresa italiana Borsa-
ri aveva in corso a Ushuaia. Fu un
viaggio veramente all'insegna della
speranza; si concluse appunto a
Ushuaia il sette settembre, dopo
aver toccato i porti di Dakar, Mon-
tevideo, Buenos Aires, Porto Bel-
grano e Rio Gallegos.
La « nave degli emigranti » — co-
me qualcuno intanto aveva defini-
to la « Giovanna C.» — esercitò la
linea regolare Genova-Buenos Aires
fino al marzo del 1951. Si conces-
se una sola parentesi e fu nel 1950
quando fu prescelta per trasporta-
re in Somalia oltre mille carabi-
nieri ivi destinati quale Corpo di
polizia dell’Amministrazione italia-
ni in Somalia.
Nel marzo del 1951 la nave aprì
una nuova pagina; cambiò rotta,
ma rimase sempre fedele alla sua
predilezione per gli emigranti. Ven-
ne infatti trasferita alla linea Vigo,
Lisbona, Rio de Janeiro e Santos
per il trasporto di emigranti spa-
gnoli e portoghesi. Rimase su que-
sta rotta, scalando saltuariamente
Genova, fino a tutto il 1952.
Ma ormai anche l'età cominciava
a farsi notare e la bella nave di o-
rigine giapponese sentiva che era
giunto il momento della messa a
riposo. Del resto — se è vero che
la vita di una nave è una vita uma-
na — la « Giovanna C. » poteva di-
re di aver con pieno merito esau-
rito il suo compito lungo i mari di
tutto il mondo, nave a volte di spe-
ranza, di attesa, protagonista di
uno dei più caratteristici fenome-
ni di ogni dopoguerra: quello del-
la gente che va in cerca di lavoro
in terre lontane.
Ma il 1952 non era certamente
quello di tanti anni prima. E così
la «nave degli emigranti» il di-
ciotto marzo 1953 fu venduta dalla
S.p.A. Cantiere di Portovenere - Ge-
nova, per essere demolita. Non più
il gigantesco avventuroso viaggio
alla Terra del Fuoco, ma un tragit-
to breve, da Genova a La Spezia;
l’ultimo viaggio, lento, triste. Un
viaggio però non solo, ma idealmen-
te accompagnato da migliaia di per-
sone, dai vari equipaggi e dai co-
mandanti Giulio Segoni, Eugenio
Cattarini, Luciano Guidetti, Fede-
rico Pieroni ed Egidio Acquarone,
via via succedutisi al comando del-
la bella e robusta unità.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
Un momento della cerimonia svoltasi a bordo della « Federico C.» in onore
del direttore di Macchina, Cap. Sup. Molfino. Da sinistra: il Cap. Sup.
D.M. Molfino, la signora Molfino e il comandante della « Federico C.»,
Cap. Sup. L. C. Marco Simicich,
Il Cap. Sup. D. M. Giuseppe
Molfino, direttore di macchina del-
la «Federico C.» ha lasciato lla
nostra Compagnia per godersi —
al termine di una lunga e lumino-
sa carriera — il meritato riposo.
Il Comandante e tutto l’equipag-
gio della « Federico C.», con ‘ani
mo commosso, hanno voluto espri-
mere al Cap. Sup, D. M. Molfino
l'amarezza del commiato, la gran-
de stima, e l’assicurazione che sa-
rà ‘sempre ricordato. Augurando-
gli un lungo e felice periodo di ri-
poso, gli hanno consegnato una ar-
tistica coppa ricordo.
Nato a Camogli nel (1901, Giu-
seppe Molfino iniziò la sua atti-
vità nel 1919 quale allievo macchi-
nista a bordo delle navi della
« Transatlantica Italiana Società
di Navigazione »; alle dipendenze
della stessa Società rimase fino al
30 marzo 1929, ricoprendo i ruoli
di terzo e secondo macchinista.
Dall'aprile dello stesso anno fino
al novembre del 1931, si imbarcò,
in qualità di primo macchinista,
sui piroscafi da carico della « So-
cietà Meridionale di Navigazione »,
di Napoli. Fu poi, fino al maggio
1940, imbarcato, come capo mac-
chinista, su piroscafo da carico
dell’Armatore Palomba.
La guerra doveva interrompere
l’attività di Giuseppe Molfino; ri-
chiamato alle armi col grado di
Tenente D.M.G.N. e poi Capitano
D.M.G.N., prestò servizio sulla na-
ve posamine «Scilla» e poi, dal
maggio 1940 al giugno 1943, sul
cacciatorpediniere « Nicolò Zeno ».
Militarizzato, col grado di capita-
no G.N. prese imbarco su mave
dragamine dall'aprile 1946 al no-
vembre 1947.
Terminata la guerra, Giuseppe
Molfino il 30 ottobre 1947 entrò a
far parte della nostra Compagnia,
Una Croce di Guerra al V. M.
sul campo, due Croci di guerra al
merito, la Medaglia d’oro di lun-
qa navigazione, l'onorificenza di
avaliere al Merito della Repubbli-
ca: ecco alcuni dei riconoscimenti
ufficiali di Giuseppe Molfino. Ma
a questi riconoscimenti vanno ag-
giunti tutti quelli che, in lunghi
ammi di carriera, gli sono sempre
venuti dai colleghi di lavoro, dai
superiori, dagli armatori, da tutti.
E con questo spirito « Notiziario
C.» presenta al Cap. Sup. Molfino
gli auguri più sinceri.
a _P__BP_P_P_P_M_-_PWPPP-_PPOPPWPPO
Nascite
® Paolo Percivale, figlio del se-
condo ufficiale della « Pia Co-
sta» Massimo 10 febbraio 1964.
® Umberto Fornari, figlio del
primo ufficiale della « Andrea
C.» Angelo e della signora Gian-
franca. 8 marzo 1964.
® Paola Emilia Mela, figlia del
dott. Giovanni (direttore della
nostra Agenzia di Buenos Aires)
e della signora Dora. 23 marzo
1964.
® Andrea Benzi, figlio del co-
mandante della « Luisa Costa »,
cap. Filippo. 24 dicembre 1963.
Auguri ai nuovi arrivati e fe-
licitazioni vivissime ai genitori.
Matrimoni
® Bruno Cassini, nostro allievo
ufficiale di coperta, con la si-
gnorina Sandra Pira. Imperia,
Collegiata di San Giovanni Bat-
tista, 5 aprile 1964.
® Gabriele Paone, nostro ba-
gagliere, con la signorina Gra-
ziella Trucco, cameriera a bor-
do dell’« Anna C.». Genova, Chie-
sa di San Bartolomeno, 14 mar-
zo 1964.
@ Antonio Bernardelli, nostro
secondo cuoco, con la signorina
Anna Bernabò. Romito Magra,
Chiesa dell’Immacolata, 26 gen-
naio 1964.
® Angelo Dellepiane, nostro ter-
zo ufficiale, con la signorina
Alda Brunengo. Imperia, Col-
legiata di San Giovanni Bati-
sa, 19 aprile 1964,
Agli sposi novelli giungano i
più vivi auguri.
Lutti
@® E’ deceduta a Venezia all’età
di 86 anni la signora Alma Bar-
della ved. Rizzi, mamma del
dott. Guido Rizzi, direttore sa-
nitario della motonave « Fran-
ca C.»; al dott. Rizzi, ai fami.
liari tutti, giungano i sensi del
più profondo cordoglio.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro
Oggi alla ribalta
la simpatica ‘‘Luisette,,
E' il turno, alla ribalta di « Gior-
nale di bordo », de « La Luisette »,
il notiziario della turbonave « Luisa
Costa ». Ricordate certamente tutti
la storia di questo simpatico gior-
nale navigante; chiese a « Notizia-
rio C.» una... veste e fu subito ac-
contentato.
Ora « La Luisette » si presenta in
forma ufficiale; ultimo fra i notizia-
ri di bordo (in ordine di tempo,
s'intende), è veramente curato.
Prendiamo, per esempio, il nume-
ro del mese di marzo, l’ultimo che
ci è giunto, tramite la « spedizione
in abbonamento portuale e marit-
timo ».
Il sommario è praticamente con
tenuto nella prima pagina e biso-
gna dire subito che il direttore
(« Mife ») e i suoi collaboratori ci
sanno fare; un certo spirito traspa-
re da ogni riga e contribuisce cer-
tamente a rendere la lettura agevo-
le e divertente. Avvenimenti e per-
sonaggi sfilano su «La Luisette»
come in passerella, mettendo in mo-
stra lati buoni e... meno buoni, sim-
patici e meno simpatici.
Come è possibile sintetizzare il
contenuto de «La Luisette»? Da
«Parlo con te » (ricordi, biografia,
saggezza) all’ironico « Tutto va ben...
Madama la Marchesa »? Dall’avven=
tura a Buenos Aires dei « quattro
moschettieri di bordo » (Torre, Pia-
nosi, Curatolo e Castino) alla ricet-
ta di Luisa Biondona nata Mizzi-
penti?
Ogni pagina, si può dire, una sor-
presa. Lo spazio utilizzato al... mil-
limetro. Rimane una riga vuota?
Ecco pronta tutta una serie di pic-
coli annunci: « Volete economizza-
re? Giocate a bocce! »; « Volete la
salute? Mantenetevela! »; « Volete
della birra? Cirillo la vende! »...
Ricordiamo ancora la « Leggenda
dei quattro barbudos » (Ferro, Cor-
tese, Milazzo e Garofalo), il « Luis...
ciack », « I... molluschi » e i ricordi
nobilissimi del... nobilissimo « Duca
di Pontassieve » (« In vino veritas »:
si chiama Misuri e chi non lo co-
nosce?)... E ancora «Il nostro fio-
re »; « Speculatore », « Tristezze di...
Dracula »; « La stazione del miste-
ro» (un simpaticissimo Luis... gial-
lo), per finire alla originale « Borsa
della Luisette », dalla quale appren-
diamo, per esempio, che alla chiu-
sura dell'8 marzo 1964 il caffé era
molto vivace, le sigarette in ribasso,
la «Cirilbocce» addirittura falli-
menrare, in forte aumento le pittu-
re, sostenuta la «De Lau-Benzi
Film »...
L'ultima pagina è dedicata agli av-
venimenti sportivi di bordo. Ap-
prendiamo così che la grande lotte-
ria si è svolta con soddisfazione di
tutti e con premi per tutti; il tor-
neo di briscola si è concluso con la
vittoria della coppia Savelli - De
Gaetano (sconfitto il quotatissimo e
sconcertante Odello); nel settore del
tiro a segno (che ha visto la parte-
cipazione di tutto l'equipaggio), vit-
toria del terzo ufficiale Francesco
Tortonesi; secondi, a pari merito il
comandante Benzi e il direttore di
macchina Orofino; Benzi ha poi
avuto ragione dello spareggio e
si è classificato così secondo (delu-
denti le prestazioni del « caporale »
Cortese e del « cacciatore » Mercan-
telli,
La « Luisa Costa», come è noto,
detiene attualmente il Trofeo boc-
ciofilo internavi «Coppa Giovanni
Costa »j si sta pensando ad un in-
contro con la « Federico C.»; per
l'eventualità sono stati selezionati i
seguenti giocatori: Bisso (bocciato-
re), Benzi (jolly), Orofino (accosta-
tore), Misuri (accostatore). Intanto
a bordo della nave si sono avute no-
vità nel campo dei giochi: si è ag-
giunto lo « Shuffle-board ».
Questo è « La Luisette »; giornale
bonaccione, allegro, spesierato, in-
triso nell'umorismo. L'indirizzo di-
ciamo così... scherzoso dei compi-
latori non toglie tuttavia che sul
foglio si possano leggere pensieri
come il seguente (si tratta di una
massima araba): « Nulla vi è di
eterno su questo pianeta. Noi sia-
mo le pedine del gioco del cielo, che
si diverte sullo scacchiere dell’Esse-
re; poi, una dopo l’altra, rientria»
mo nella scatola del nulla... ».
TACCUINO
Il dott. Guido Rizzi, diretto-
re sanitario della motonave
«Franca C.» ha partecipato il
3 aprile 1964 a Pointe-à-Pitre al
«IX Congrés de Médecins de
langue francaise de l’Hémisphè-
re Americain ». Il dott. Rizzi ha
svolto una comunicazione sul
tema: «L’oreille, voie des poi-
sons », ricevendo le più vive fe-
licitazioni da parte di tutti i
presenti al Congresso.
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno IV - N. 2 - Marzo-Aprile 1964
Spedizione in abb. post.,
aes Vi , %
Gruppo IV_ Genova, Via D'Annunzio 2
FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
, (piano XX)
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61
Stampa: BI-ESSE - Genova
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