Notiziario "C", n. 1, 1964
Contenuto
- Titolo
- Notiziario "C", n. 1, 1964
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
- Una data storica, p. 1
- Impostata l'"Eugenio C.", p. 2
- A Rivalta Scrivia un "grande polmone" per il futuro del porto di Genova, p. 2 - 3
- Giornale di bordo, p. 4 - Data testuale
- 1964 gennaio - febbraio
- Estremi cronologici
- gennaio 1964 – febbraio 1964
- Consistenza
- pp. 4
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Famiglia Costa
- Identificativo
- PER.000364/18
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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- Collocazione
- Emeroteca
- Temi correlati
- Comunicazione d'impresa
- Navi passeggeri
- Navigazione crocieristica
- Vita di bordo
- Welfare aziendale
- contenuto
-
NOTIZIARIO
Linea “C,; - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio; 2 - Genova
Anno IV - Numero 1 . Gennaio - Febbraio 1964 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
Una data
storica
Il 4 gennaio 1964 è stata im-
postata nei Cantieri C.R.D.A. di
Monfalcone una turbonave pas-
seggeri da 29.000 tonn. di staz-
za lorda ordinata dalla Società
Armatrice Giacomo Costa fu
Andrea di Genova e che, regi-
strata con il numero di costru-
zione 1884, entrerà a far parte
della flotta della LINEA «C.»
con il nome di « Eugenio C. ».
La nuova turbonave, di con.
cezione modernissima, sarà del
tipo a sovrastruttura completa,
con poppa ad incrociatore com-
binata con guida di onda, pro-
ra a «clipper » molto slanciata.
Avrà un solo albero a profilo
aerodinamico e due fumaioli ac-
coppiati e spostati molto addie-
tro onde evitare la caduta sui
ponti dei prodotti della com.
bustione.
Le caratteristiche principali
sono le seguenti: lunghezza îuo-
ri tutto m. 217; larghezza mas-
sima m. 29,30; altezza al pon-
te soggiorni m. 20,10; immer-
sione a pieno carico m. 8,60;
stazza lorda tonn. 29.000; velo-
cità alle prove nodi 27.
La nave verrà costruita sotto
la sorveglianza speciale del R.I. T/N PASSEC
N.A., del Lloyd’s Register of ARMATORE-CIACO
i Shipping e dell’American Bu- [ei Si
reau of Shipping per la più al
ta classe. Risponderà a tutte le
norme in vigore per il trasporto
passeggeri per viaggi internazio-
nali di lunga navigazione e in
particolare soddisferà alla Con-
venzione di Londra del 1960.
Tutti i 1636 passeggeri, che la
nave potrà trasportare, saranno
ospitati in ampie e comode ca.
bine, tutte dotate di aria con-
dizionata, suddivisi: 186 passeg-
(Continua a pagina 2)
Ù
Il solenne momento del-
l’impostazione della « Co-
struzione 1884 », cioé del-
la turbonave passeggeri
EUGENIO C.
UNA DATA
STORICA
(Segue dalla 1.a pagina)
geri in prima classe, 350 in se-
conda classe e 1.100 in terza
classe.
Tutte le cabine di prima e
seconda classe e gran parte di
quelle di terza classe avranno
un locale igiene privato.
Per ogni classe vi saranno am-
pii e lussuosi locali pubblici e
precisamente: sala feste, sala
soggiorno con bar, sala lettura,
sala giuochi, veranda e ampio
vestibolo, oltre ad un locale ci-
nema ed una sala conferenze,
sala ginnastica ecc., il tutto per
una superficie coperta di oltre
2500 mq. Il servizio passeggeri
sarà completato da due sale
bambini con piscina e parco
giuochi, due cappelle, negozi, sa-
loni barbiere, fotografo, ecc.
Oltre alla piscina con relativo
ponte lido, ogni classe avrà a di-
sposizione ponte giuochi e pas-
seggiate coperte per un totale
di circa 4.000 mq. Per ogni clas-
se i passeggeri avranno a loro
disposizione due comodi ascen-
sori, completamente automatici,
con possibilità di trasferirsi dai
TI E Ie E
Impostata l'“Eugenio C.., A Rivalta
ponti più alti fino alle bagaglie-
re delle rispettive classi.
L'equipaggio sarà composto di
424 uomini, alloggiati in cabi.
ne comode ed ariose con un
massimo di 4 posti per la bassa
forza. Avrà a disposizione am-
pie sale da pranzo, con soggior-
no.cinema e bar: tutti i locali
equipaggio sono pure ad aria
condizionata.
L'impianto di condizionamen-
to, che è esteso a tutta la nave,
servito da tre grandi compres.
sori frigoriferi al Freon, permet-
terà di mantenere tutti i locali
interni nelle migliori condizioni
di abitabilità per tutte le diver-
se condizioni esterne di tempe-
ratura e umidità.
Naturalmente la nave avrà
una stazione radiotelegrafica e
radiotelefonica del tipo più mo-
derno, e per il servizio passeg-
geri vi sarà una saletta per ac.
cettazione telegrammi e una ca-
bina per le comunicazioni radio-
telefoniche private.
La timoniera sarà munita di
tutti i moderni ritrovati per ren-
dere più sicura la navigazione,
con due radar, girobussole e
giropilota, indicatori di rotta,
solcometri, ecometri ecc. In una
apposita sala a lato della sala
nautica vi saranno concentrati
in appositi pannelli tutte le in-
dicazioni e le manovre con rela-
tivi automatismi per tutti gli
impianti di sicurezza della nave.
La nave sarà dotata di un
impianto di stabilizzatori Den-
ny Brown del tipo più moderno,
cioé rientrante a rotazione, co-
stituito da 4 pinne eguali. L’ap-
parato motore sarà costituito da
due gruppi turboriduttori del
tipo ad alta pressione e alta
temperatura della potenza nor-
male di 55.000 cavalli asse a 150
giri al minuto e della potenza
massima continua di 60.500 ca-
valli asse a 155 giri.
I gue gruppi saranno alimen-
tati da 3 caldaie BabcockWil-
cox a 55 kg./cmq. di pressione
e con produzione di vapore sur-
riscaldato a 480°C. L’impianto
elettrico sarà alimentato da 4
turboalternatori da 1700 Kw. ca-
duno oltre ad 1 diesel alterna-
tore da 550 Kw.; la corrente
principale sarà a 440 Voli, 60
periodi.
TRIESTE: la mia città
In fondo al suo golfo, come
una bellissima dama sdraiata
sulle rive dell’Adriatico, sorge
Trieste. Semplice e maestosa ad
un tempo, presenta il suo ma.
gnifico scenario naturale senza
riserve a chi le si avvicina sul-
la costiera. E’ un alternarsi di
villini, di cottages, tutti carini
e ben costruiti, che rendono
questa costiera già bella di per
se stessa, più caratteristica e
simpatica. Ecco, già su questa
strada ampia e comoda, che si
snoda con un andirivieni di gal-
lerie scavate nel vivo della roc-
cia, lo spirito di Trieste in-
vade il viaggiatore, che non
può trattenersi dallo spingere
lo sguardo oltre, sino a scru-
tarlo estasiato. E il mare..., que
sto mare meraviglioso che in-
crespato da una leggera brezza
ammicca con i suoi mille lucci-
chii e riverberi! Le vele bian-
che, immote, sembrano enormi
gabbiani addormentati. I portic-
cioli tendono i loro scarni brac-
ci quasi ad indicare in quel fan.
tastico amplesso la comunione
tra Trieste ed il suo mare.
Fcco Barcola, il pittoresco
sobborgo, i Bagni, ancora un
breve tratto e poi Trieste ci
accoglie e ci saluta col suo ru-
moroso brusio. E’ una città par-
ticolare, come lo è il carattere
dei suoi abitanti. Un’ allegria
strana anima le vie del centro,
un’allegria esteriore, ma di at-
mosfera; nell’aria si sente la
vivacità di questi spiriti che
riuniscono diverse civiltà e raz-
ze. E’ lo spirito di Trieste: lo
si può scorgere negli occhi dei
bambini che saltellano gioiosi,
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due
negli occhi delle donne che
sgambettano veloci con le bor-
se della spesa, negli occhi dei
pescatori che rammendano le
reti, degli arzilli vecchietti che
calafatano le loro barche.
In alto San Giusto domina la
scena. Salendovi si entra in quel
l'atmosfera di deferente rispet-
to che regna nel Parco della
Rimembranza, ed in mezzo al
verde dei pini si può scorgere
una piccola donna dai capelli
bianchi. Una lacrima segna un
solco sul suo volto, pieno di
rughe, mentre sosta in preghie-
ra davanti ad una piccola lapi-
de « LAURI VITTORIO - SPER-
DUTO IN MARE ». Questa è una
atmosfera satura di ricordi, di
pianti repressi, di sogni svaniti.
Sono folate di malinconia che
investono chi passa per questo
parco; dopo potrà ascendere pu.
rificato alla Basilica di S. Giu-
sto, Essa si presenta agli occhi
del visitatore spoglia nella sua
semplicità romana. Una volta
entrati ci si trova avvolti da
una penombra odorosa di pol-
vere, d’antico. Il rosone gotico
filtra la luce del sole e striscioni
colorati accendono di luci i mo-
saici del pavimento. Una calma
serena si impossessa di coloro
che si fermano in questo tem-
pio. E’ come se il tempo si fos-
se fermato qui e gli spiriti di
S. Giusto e S. Sergio vi aleg-
giassero.
Uscendo si ha l’impressione
di rientrare nel mondo ed in
ognuno rimane il rimpianto per
quell'attimo di serenità, Il Ca-
stello di S. Giusto erge le sue
mura poderose a pochi metri
di distanza dalla Basilica. Gli
spalti sono deserti e l'edera ha
avviluppato le pietre scure, or-
mai esso rimane solo il sim-
bolo di una potenza che fu.
In fondo al Golfo sorge una
massa bianca merlata: è il ca-
stello di re. Una rapida
corsa lungo la costiera ed ecco
l'imbocco del parco. Un parco
meraviglioso circonda il castel-
lo. Alti pini e querce si parlano:
il loro dialogo secolare ed il
loro fruscio sembrano voler nar.
rare al visitatore la storia del
castello; di quando Massimilia-
no d’Austria fu sospinto col suo
battello su questo sito dalla
tempesta e se ne innamorò a tal
punto da costruirvi la sua di-
mora. E’ meraviglioso girare
per questo parco, scoprire i la-
ghetti nascosti dal verde, dove
i cigni nuotano tranquilli e i
pesciolini rossi parlano d’amo-
re alle ranocchie I ponticelli di
legno sembrano accessi di fiaba,
L’interno del castello sfarzesco
di sete, prezioso di mogani, of-
fre al visitatore una visione uni-
ca nel suo genere.
Trieste ha moltissimi sobbor.
ghi caratteristici, ne cito uno
fra i tanti, Muggia: quattro ca-
se, un porticciolo, un odore di
pesce fritto che stagna nell’aria,
il volto abbronzato di un pe-
scatore.
Trieste è indimenticabile, ri-
mane nel cuore e quando senti-
rete un triestino cantare « co’
son lontan de ti Trieste mia»
unitevi anche voi, sarete ben ac-
cetti. Sta cantando l’inno d’amo.-
re alla sua città.
Giampaolo Pertosi
(Allievo di sala - Corso alberghiero
ENALC - Hotel Sud Est - Lavagna)
per il fu
Il porto di Genova è ormai di-
venuto insufficiente a contenere e
a smistare il sempre crescente traf-
fico. Lo scorso anno ha fatto re-
gistrare un movimento merci di ol-
tre trenta milioni di tonnellate:
la notizia del nuovo record, pur se
ha rallegrato tutti, ha tuttavia po-
sto per l'ennesima voita l’accento
sull’urgente necessità di sveltire e
facilitare le operazioni del più gran-
de emporio marittimo del Mediter-
raneo. Infatti l'aumento è dovuto
all'incremento dei combustibili li-
quidi, mentre le altre merci non
hanno possibilità di incremento per
difetto del porto.
Un giornale milanese, trattando
appunto delle difficoltà del porto
di Genova, ha scritto recentemente
che la zona di mare attorno al
Porto è a volte trasformata in un
vero e immenso « posieggio nava-
le »: pullula cioè di decine di navi
che attendono, per giorni e giorni,
il turno per poter entrare in por-
to e compiere le operazioni di sca-
rico. Si tratta di un fenomeno quo-
tidiano che è venuto assumendo
col tempo un aspetto di sempre
maggiore gravità.
Il problema è ‘importantissimo
e interessa non soltanto gli ope-
ratori economici, ma anche i lavo-
ratori, gli stessi marittimi, tutti
coloro cioè che dal mare traggono
lavoro e sostentamento. Il porto
di Genova vede ogni giorno diminui-
re sempre più la sua funzionalità;
ove non si trovasse una soluzione,
la sua sfera di influenza verrebbe
ulteriormente a restringersi per la
concorrenza di altri porti, compre
si quelli del Nord Europa, facili-
tati dall’attuarsi di migliori comu-
nicazioni grazie ai trajori alpini. I
guai del porto di Genova sono in-
fatti quelli della estrema scarsità di
sistemi di comunicazioni con l’en-
troterra, oltre che quelli ricettivi
nell’ambito portuale. Bisogna, oggi,
fare in modo che il porto di Ge-
nova sia collegato in forma più ve-
loce e più sicura col suo vastissi
mo entroterra.
I difetti
‘ncinali
Quali sono i difetti principali del
porto di Genova? Proviamo a elen-
carli: la scarsità di spazio; la poca
collaborazione tra le varie catego-
rie; gravi difetti di impostazione del
lavoro, tali da renderlo complicato,
lento, costoso per oneri parte facil-
mente rilevabili, altri, indiretti, u-
gualmente onerosi,
Quanti fattori incidono sui co-
sti, tanto per fare un esempio, da
quando la nave giunge davanti al
porto fino all'arrivo a destino? Le
attese delle navi per avere l’acco-
sto; la lentezza delle operazioni per
Livia un “grande polmone,
ro del p
rene
orto di Genov
Servirà
a decongestionare
il traffico,
eliminando
un fenomeno
ormai preoccupante
Una visione panoramica purtroppo abituale per il porto di Genova. Decine di navi, in rada, attendono di poter entrare in porto. A volte questa attesa
si prolunga per settimane. Il « Centro » di Rivalta decongestionerà e incrementerà il traffico del più grande emporio marittimo del Mediterraneo.
la mancanza di spazio a magazzino
e per la mancanza di vagoni; le con-
dizioni del tempo; il movimento vu-
goni; le soste vagoni ed autocarri;
i danni al carico; le soste oltre il
porto; le attese della merce all’im-
barco; le incertezze sul tempo di
transito e sui costi; il costo ban-
chine e attrezzature. Tutta una se-
rie di cause che finisce per tra-
sformare il porto di Genova «nel
porto più caro d'Europa ».
Come risolvere questi inconvenien-
ti? Esiste, è vero, il grande « piano
regolatore » del porto, piano cine è
urgente attuare; ma ovviamente tra-
scorreranno molti anni prima che
esso possa diventare realtà. Nei con-
tempo, occorreva individuare una
soluzione immediata che riuscisse a
sollevare la pesante situazione di
questi ultimi tempi. Partendo da
questo punto di vista è sorta l'idea
del grande « Centro di Rivalta Scri-
via », un Centro che qualcuno ha
acutamente definito «il nuovo pol-
La storia
della « Linea C. »
La storia della LINEA C. -
che tanti consensi ha suscitato
nei nostri lettori - riprenderà
col prossimo numero. La so-
spensione è stata decisa - nel
numero scorso e in questo -
per far posto ad altri impor-
tanti e attuali avvenimenti.
Rinnoviamo l'invito ai lettori
di farci avere foto e notizie
curiose sulle navi delle quali
dobbiamo ancora parlare.
mone » a servizio per porti dell’al-
ta Italia.
Gli scopi del « Centro di Rivulta »
sono: alleviare, con i suoi impianti,
la carenza di spazio nei porti, of-
frendo, specie al porto di Genova la
possibilità di semplificare i meto-
di di lavoro; suscitare la collabo-
razione fra tutti gli interessati ai
traffici, al fine di ridurre i costi;
offrire alla merce possibilità di de-
posito, distribuzione, rapido inoltro,
attrezzature specializzate.
La notizia di questa realizzazione
ha suscitato vivissimo interesse in
tutta Italia, poiché si tratta di un
tentativo — imponente e realistico,
pratico — di offrire al porto di
Genova uno «sbocco» veramente
efficiente e funzionante. Un tenta-
tivo — ed è bene dirlo — privo di
qualsiasi carattere speculativo, in
quanto mosso dal desiderio di mi-
gliorare, mell’interesse della collet-
tività, lo stato attuale del porto: al
«Centro », infatti, collaborano tutti
coloro che intendono rendere il
grande emporio funzionale e mo-
derno. Tutte le categorie interes-
sate al traffico trovano in questo
progetto il loro giusto inserimento
e grandi vantaggi per la riduzio-
ne dei costi e per l'aumento del
traffico.
Un qnunto
dirategico
Rivalta Scrivia — dove sorgerà il
«Centro» — è situata nei pressi
di Tortona, nel punto strategico del-
le comunicazioni ferroviarie e stra-
dali con l’Alta Italia. Si è già prov-
veduto all'acquisto di una grande
estensione di terreno pianeggiante
(oltre due milioni di metri qua-
drati): qui saranno sistemate idonee
attrezzature in relazione alle esi--
genze del commercio. Il terreno
comprato usufruirà di un raccordo
ferroviario diretto, utilizzando nu-
merosi binari esistenti nella sta-
zione ferroviaria di Rivulta Scrivia,
sfruttati durante il periodo bellico
ed ora praticamente abbandonati.
Il «Centro » sarà dotato di magaz-
zini di tipo vario, compresi Silos e
frigoriferi, con servizi di uffici, al-
berghi e abitazioni. E’ prevista la
possibilità di una sezione «orto-
frutticoli », che potrà significare per
il porto di Genova nuovo traffico
per qualche centinaio di migliaia
di tonnellate. Grazie ai trafori al-
pini, a mezzo autotrasporti e parte
per ferrovia, sarà possibile dal Cen-
tro Europa, per l’Africa e l’Asia e
viceversa, ridurre i tempi di viaggio
di sei-dieci giorni in confronto
ai porti del Nord Europa. La co-
modità dei servizi promuoverà nuovi
traffici, centri di distribuzione, ser-
vizi di interesse internazionale. Tan-
to per dire dell'importanza del
«Centro », quando sarà pronto (al
massimo fra due anni} permetterà
con le attuali attrezzature portuali
già un aumento di traffico merci
generali del trenta-quaranta per
cento.
Come giungerà, in linca di mas-
sima, la merce al « Centro » di Fi-
valta Scrivia? A bordo delle navi sa-
rà stivata e separata come se doves-
se giungere a un porto diverso da
quello di Genova; verrà sbarcata
lungo numero (cioè senza divisio-
ne di partite. evitando l'uso di
chiatte, magazzinaggi, ricarichi) dalla
nave direttamenie a vagone, con
un'unica spedizione fino al punto
di destino. Rivalta assorbirà una
percentuale del traffico pari all’in-
cremento del traffico, mentre il
porto di Genova riceverà, tramite i
suoi magazzini, il traffico attuale
con un metodo di lavoro più sem-
plificato e meno costoso.
nell'interesse
Un progetto estremamente inte-
ressante che faciliterà, per la sua
semplicità, il lavoro di tutti. Gli at-
tuali impianti per la merce gene-
rale nel porto di Senvva potranno
incrementare la 'oro produttività
del 30-40 per cento e anche più dato
e considerato che, con la nuova îm-
postazione, si potranno facilmente
adottare i tre turni di lavoro. Gli
stessi lavoratori portuali, avranno
dal «Centro» di Rivalta vantaggi
notevoli, sia nel realizzo di migliori
cottimi sia per il maggior quantita
tivo di merce che transiterà in
porto.
Ecco perché il « Centro »y interessa
anche i marittimi. Perché sarà fonte
di lavoro per tutti, rendendo l’at-
tività attuale più funzionale e con-
sentendo l’acquisizione di nuove fon-
ti di traffico. Ma perché ciò si rea-
lizzi nel miglior modo, è neces-
sario che tutti collaborino, con fi-
ducia. L’unità di intenti non po-
trà che portare a risultati grande-
mente positivi.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre
GIORNALE DI BORDO
Riflettori puntati sulla “Franca (.,,
Riflettori puntati, in questo nu-
mero, su « Pala a prua », ovver9 sul
simpatico giornale di bordo della
«Franca C.», sempre minuzioso e
completo nell’informare su ciò che
accade sulla motonave. Non si può
dire davvero che sulla «Franca C. »
si rimanga con i... remi in mano.
Prendiamo per esempio l’ultimo nu-
mero pervenutoci di « Pala a prua »,
il numero 2 del 1963 (« Crociere nei
Caraibi »). La copertina intanto con-
tiene quattro versi che sono tutti...
un programma: « Non è ver che lo
scopone - sia il peggior di tutti i
giochi . ma è ben ver che siamo
in pochi - che lo sappiano giocar... ».
«Pala a prua » ci informa poi che
il 26 dicembre, alle ore 22, l’equipag-
gio è stato ospitato nella sala pas-
seggeri trasformata per l’occasione
in «sala feste». Consegna a tutti
della tessera del Circolo Franca C.;:
poi consegna dei premi in palio nella
ricca lotteria. Volete sapere il for-
tunato? Raia che ha vinto un ma-
gnifico registratore; ma fortunati
sono stati anche Angiulli, Nobili,
D'Arrigo e Canepa che si... sono im-
possessati (legalmente, d’accordo)
degli altri premi, fra i quali erano
un grammofono, un accendisigaro,
due sveglie, un servizio da mani-
cure (mah...), un visore, ecc...
Giordano, Pecunia, Domenichetti
e Palomba hanno quindi ricevuto
dal Comandante i premi per il tor-
neo di briscola; De Feudis e Putri-
no, Domenichetti e Palomba (an-
cora loro!) quelli per il torneo di
«tressette ». Coppa e foto-ricordo
per gli otto di coperta. E poi alle-
gria. Con Onorato che ha cantato
«Manuela », rivelando insospettate
doti nel campo della musica legge-
ra; con Rey Kidd (chi era... co-
stui?), Jack e Frank, Ramos e Nan-
nette, De Barbaris e l'orchestra del
Maestro Romagnoli. Come ricordare
tutto? Il «twist» di Salvatore, gli
stornelli di Marraco, Mazzocca e
Labaro, ancora la chitarra di Onora-
to, il brindisi generale...
Una serata che ha concluso tutta
una serie di manifestazioni. Il 26
novembre, a St. Thomas, per esem-
pio, si era svolta una combattutis-
sima gara di tiro alla fune, vinta
dalla «Camera »... capitanata da
Mangraviti e composta da Obero-
sler, Franchini, Peloso, Margiotti,
Gargiulo, Garibaldi e Bruno. La vi-
gilia di Natale, sempre a St. Thomas
altra... storica disfida con la « gara
delle lance ». Anche qui molto en-
tusiasmo, tifo alle stelle e vitto-
ria della «Coperta » con capo-
voga il II ufficiale Sacconi e
composta da Nania, Nesci, Benga-
si, Cardella, Barraco, Bonassorte,
Inno e Manuera.
Intensa anche l’attività della squa-
dra di calcio della «Franca C.».
A Pointe à Pitre ha incontrato una
agguerrita formazione locale e ha
vinto per 2-1; si sono distinti al-
l'attacco Speranza, Biggini, Leo-
pardi, Vitiello e Loffredo (tutti...);
Una eloquente foto della « grande squadra » di calcio della FRANCA C.
ST. THOMAS. — I due armi, vincitori e vinti, che hanno dato vita alla
combattuta ed emozionante gara.
ottimo il mediano... d'attacco Bian-
cato; sugli scudi in difesa, Brizzi,
Canese e Prellino. I goal furono se-
gnati da Biancato e Speranza (su
rigore). Pareggio, invece, per 2-2,
nell’incontro giocato a San Juan
con la rappresentativa della nave
inglese « Franconia ». Dopo trenta
minuti di gioco, gli inglesi perde-
vano già due a zero (1 goal erano
stati segnati da Biancato); poi nel-
la ripresa, gli avversari si fecero
sotto, riuscirono a strappare il pa-
reggio su rigore quando ormai il
risultato poteva considerarsi al si-
curo...
E qui facciamo punto. L’attività,
come si vede, è veramente intensa.
Tutti, a bordo della « Franca C.»
si sentono impegnati nelle diverse
attività: non importa che si tratti
di... « tressette » o di gioco del pal-
lone. Lo spirito che anima i vari
membri dell'equipaggio è alla ba-
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro
se ci pare, di tutte queste inizia-
tive. Era pertanto più che dovero-
so portare alla ribalta di « Notizia-
rio C.» i colleghi di « Pala a prua ».
A chi l’onore della prossima cita-
zione? Staremo a vedere.
IL MARE
Io vengo da lontano,
porto sogni e profumo marino,
sono la casa del sottomarino,
sono la valle dell'uomo sano.
La mia schiuma è odorosa,
i pesci miei figli sono infiniti,
tutti sulle mie onde
cavalcano felici.
Sono blu come il cielo
verso il nord anch'io gelo,
amo le navi belle
e ammiro le vecchie
sono un colosso, care barchette.
Il sole è l’amico galante,
quando mi guarda mi bacia,
e sulle mie onde lascia
come una rete salpante.
La luna cara
è sempre amica e pronta;
quando io calo un poco d'altezza,
ella mi aiuta ed io torno a posto
con tutta fierezza.
Bacio tutte le prore
accarezzo sponde e monti,
giro intorno alle isole,
passo sotto i ponti.
Vi lascio dondolare
vi cullo sopra i letti
con movimenti multipli e perfetti.
Quando mi sento male,
scateno le mie onde a fondo,
faccio paura a me
e all’intero mondo.
Lavo le spiagge d’inverno,
le rinfresco d’estate,
faccio il sale per tutti,
dono a chi li vuole i miei frutti.
Di notte dormo come voi.
Anch'io ho un letto,
respiro, mangio e mi diletto
nel vedere i miei figli aumentare,
sono padre, credetemi, esemplare.
Mi divido in Rosso e Nero
sono sempre un cavaliere
con la spada sguainata,
sono unico e tanto grande,
vi saluto e vi trastullo,
vi promettono solo pace,
sono forte e son tenace.
(Da «Pala a prua »)
Fiocco celeste
Il marinaio Enrico Depiro, (« An-
drea C.»), è stato allietato in na-
vigazione dalla bella notizia di es-
sere padre felice di un vispo ma-
schietto di nome Augusto, nato il
7 gennaio 1964. Auguri al neonato
e ai genitori.
NOTIZIARIO a
Periodico aziendale bi
FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Anno IV - N. 1 - Genn. - Feb. 1964 Via D'An 2 XX
Spedizione in abb. post., Gruppo uv > Genoa a Duno (piano )
Tel! 58.18.51 - Casella postale 492
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61
Stampa: BI-ESSE - Genova
- extracted text
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NOTIZIARIO
Linea “C,; - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio; 2 - Genova
Anno IV - Numero 1 . Gennaio - Febbraio 1964 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
Una data
storica
Il 4 gennaio 1964 è stata im-
postata nei Cantieri C.R.D.A. di
Monfalcone una turbonave pas-
seggeri da 29.000 tonn. di staz-
za lorda ordinata dalla Società
Armatrice Giacomo Costa fu
Andrea di Genova e che, regi-
strata con il numero di costru-
zione 1884, entrerà a far parte
della flotta della LINEA «C.»
con il nome di « Eugenio C. ».
La nuova turbonave, di con.
cezione modernissima, sarà del
tipo a sovrastruttura completa,
con poppa ad incrociatore com-
binata con guida di onda, pro-
ra a «clipper » molto slanciata.
Avrà un solo albero a profilo
aerodinamico e due fumaioli ac-
coppiati e spostati molto addie-
tro onde evitare la caduta sui
ponti dei prodotti della com.
bustione.
Le caratteristiche principali
sono le seguenti: lunghezza îuo-
ri tutto m. 217; larghezza mas-
sima m. 29,30; altezza al pon-
te soggiorni m. 20,10; immer-
sione a pieno carico m. 8,60;
stazza lorda tonn. 29.000; velo-
cità alle prove nodi 27.
La nave verrà costruita sotto
la sorveglianza speciale del R.I. T/N PASSEC
N.A., del Lloyd’s Register of ARMATORE-CIACO
i Shipping e dell’American Bu- [ei Si
reau of Shipping per la più al
ta classe. Risponderà a tutte le
norme in vigore per il trasporto
passeggeri per viaggi internazio-
nali di lunga navigazione e in
particolare soddisferà alla Con-
venzione di Londra del 1960.
Tutti i 1636 passeggeri, che la
nave potrà trasportare, saranno
ospitati in ampie e comode ca.
bine, tutte dotate di aria con-
dizionata, suddivisi: 186 passeg-
(Continua a pagina 2)
Ù
Il solenne momento del-
l’impostazione della « Co-
struzione 1884 », cioé del-
la turbonave passeggeri
EUGENIO C.
UNA DATA
STORICA
(Segue dalla 1.a pagina)
geri in prima classe, 350 in se-
conda classe e 1.100 in terza
classe.
Tutte le cabine di prima e
seconda classe e gran parte di
quelle di terza classe avranno
un locale igiene privato.
Per ogni classe vi saranno am-
pii e lussuosi locali pubblici e
precisamente: sala feste, sala
soggiorno con bar, sala lettura,
sala giuochi, veranda e ampio
vestibolo, oltre ad un locale ci-
nema ed una sala conferenze,
sala ginnastica ecc., il tutto per
una superficie coperta di oltre
2500 mq. Il servizio passeggeri
sarà completato da due sale
bambini con piscina e parco
giuochi, due cappelle, negozi, sa-
loni barbiere, fotografo, ecc.
Oltre alla piscina con relativo
ponte lido, ogni classe avrà a di-
sposizione ponte giuochi e pas-
seggiate coperte per un totale
di circa 4.000 mq. Per ogni clas-
se i passeggeri avranno a loro
disposizione due comodi ascen-
sori, completamente automatici,
con possibilità di trasferirsi dai
TI E Ie E
Impostata l'“Eugenio C.., A Rivalta
ponti più alti fino alle bagaglie-
re delle rispettive classi.
L'equipaggio sarà composto di
424 uomini, alloggiati in cabi.
ne comode ed ariose con un
massimo di 4 posti per la bassa
forza. Avrà a disposizione am-
pie sale da pranzo, con soggior-
no.cinema e bar: tutti i locali
equipaggio sono pure ad aria
condizionata.
L'impianto di condizionamen-
to, che è esteso a tutta la nave,
servito da tre grandi compres.
sori frigoriferi al Freon, permet-
terà di mantenere tutti i locali
interni nelle migliori condizioni
di abitabilità per tutte le diver-
se condizioni esterne di tempe-
ratura e umidità.
Naturalmente la nave avrà
una stazione radiotelegrafica e
radiotelefonica del tipo più mo-
derno, e per il servizio passeg-
geri vi sarà una saletta per ac.
cettazione telegrammi e una ca-
bina per le comunicazioni radio-
telefoniche private.
La timoniera sarà munita di
tutti i moderni ritrovati per ren-
dere più sicura la navigazione,
con due radar, girobussole e
giropilota, indicatori di rotta,
solcometri, ecometri ecc. In una
apposita sala a lato della sala
nautica vi saranno concentrati
in appositi pannelli tutte le in-
dicazioni e le manovre con rela-
tivi automatismi per tutti gli
impianti di sicurezza della nave.
La nave sarà dotata di un
impianto di stabilizzatori Den-
ny Brown del tipo più moderno,
cioé rientrante a rotazione, co-
stituito da 4 pinne eguali. L’ap-
parato motore sarà costituito da
due gruppi turboriduttori del
tipo ad alta pressione e alta
temperatura della potenza nor-
male di 55.000 cavalli asse a 150
giri al minuto e della potenza
massima continua di 60.500 ca-
valli asse a 155 giri.
I gue gruppi saranno alimen-
tati da 3 caldaie BabcockWil-
cox a 55 kg./cmq. di pressione
e con produzione di vapore sur-
riscaldato a 480°C. L’impianto
elettrico sarà alimentato da 4
turboalternatori da 1700 Kw. ca-
duno oltre ad 1 diesel alterna-
tore da 550 Kw.; la corrente
principale sarà a 440 Voli, 60
periodi.
TRIESTE: la mia città
In fondo al suo golfo, come
una bellissima dama sdraiata
sulle rive dell’Adriatico, sorge
Trieste. Semplice e maestosa ad
un tempo, presenta il suo ma.
gnifico scenario naturale senza
riserve a chi le si avvicina sul-
la costiera. E’ un alternarsi di
villini, di cottages, tutti carini
e ben costruiti, che rendono
questa costiera già bella di per
se stessa, più caratteristica e
simpatica. Ecco, già su questa
strada ampia e comoda, che si
snoda con un andirivieni di gal-
lerie scavate nel vivo della roc-
cia, lo spirito di Trieste in-
vade il viaggiatore, che non
può trattenersi dallo spingere
lo sguardo oltre, sino a scru-
tarlo estasiato. E il mare..., que
sto mare meraviglioso che in-
crespato da una leggera brezza
ammicca con i suoi mille lucci-
chii e riverberi! Le vele bian-
che, immote, sembrano enormi
gabbiani addormentati. I portic-
cioli tendono i loro scarni brac-
ci quasi ad indicare in quel fan.
tastico amplesso la comunione
tra Trieste ed il suo mare.
Fcco Barcola, il pittoresco
sobborgo, i Bagni, ancora un
breve tratto e poi Trieste ci
accoglie e ci saluta col suo ru-
moroso brusio. E’ una città par-
ticolare, come lo è il carattere
dei suoi abitanti. Un’ allegria
strana anima le vie del centro,
un’allegria esteriore, ma di at-
mosfera; nell’aria si sente la
vivacità di questi spiriti che
riuniscono diverse civiltà e raz-
ze. E’ lo spirito di Trieste: lo
si può scorgere negli occhi dei
bambini che saltellano gioiosi,
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due
negli occhi delle donne che
sgambettano veloci con le bor-
se della spesa, negli occhi dei
pescatori che rammendano le
reti, degli arzilli vecchietti che
calafatano le loro barche.
In alto San Giusto domina la
scena. Salendovi si entra in quel
l'atmosfera di deferente rispet-
to che regna nel Parco della
Rimembranza, ed in mezzo al
verde dei pini si può scorgere
una piccola donna dai capelli
bianchi. Una lacrima segna un
solco sul suo volto, pieno di
rughe, mentre sosta in preghie-
ra davanti ad una piccola lapi-
de « LAURI VITTORIO - SPER-
DUTO IN MARE ». Questa è una
atmosfera satura di ricordi, di
pianti repressi, di sogni svaniti.
Sono folate di malinconia che
investono chi passa per questo
parco; dopo potrà ascendere pu.
rificato alla Basilica di S. Giu-
sto, Essa si presenta agli occhi
del visitatore spoglia nella sua
semplicità romana. Una volta
entrati ci si trova avvolti da
una penombra odorosa di pol-
vere, d’antico. Il rosone gotico
filtra la luce del sole e striscioni
colorati accendono di luci i mo-
saici del pavimento. Una calma
serena si impossessa di coloro
che si fermano in questo tem-
pio. E’ come se il tempo si fos-
se fermato qui e gli spiriti di
S. Giusto e S. Sergio vi aleg-
giassero.
Uscendo si ha l’impressione
di rientrare nel mondo ed in
ognuno rimane il rimpianto per
quell'attimo di serenità, Il Ca-
stello di S. Giusto erge le sue
mura poderose a pochi metri
di distanza dalla Basilica. Gli
spalti sono deserti e l'edera ha
avviluppato le pietre scure, or-
mai esso rimane solo il sim-
bolo di una potenza che fu.
In fondo al Golfo sorge una
massa bianca merlata: è il ca-
stello di re. Una rapida
corsa lungo la costiera ed ecco
l'imbocco del parco. Un parco
meraviglioso circonda il castel-
lo. Alti pini e querce si parlano:
il loro dialogo secolare ed il
loro fruscio sembrano voler nar.
rare al visitatore la storia del
castello; di quando Massimilia-
no d’Austria fu sospinto col suo
battello su questo sito dalla
tempesta e se ne innamorò a tal
punto da costruirvi la sua di-
mora. E’ meraviglioso girare
per questo parco, scoprire i la-
ghetti nascosti dal verde, dove
i cigni nuotano tranquilli e i
pesciolini rossi parlano d’amo-
re alle ranocchie I ponticelli di
legno sembrano accessi di fiaba,
L’interno del castello sfarzesco
di sete, prezioso di mogani, of-
fre al visitatore una visione uni-
ca nel suo genere.
Trieste ha moltissimi sobbor.
ghi caratteristici, ne cito uno
fra i tanti, Muggia: quattro ca-
se, un porticciolo, un odore di
pesce fritto che stagna nell’aria,
il volto abbronzato di un pe-
scatore.
Trieste è indimenticabile, ri-
mane nel cuore e quando senti-
rete un triestino cantare « co’
son lontan de ti Trieste mia»
unitevi anche voi, sarete ben ac-
cetti. Sta cantando l’inno d’amo.-
re alla sua città.
Giampaolo Pertosi
(Allievo di sala - Corso alberghiero
ENALC - Hotel Sud Est - Lavagna)
per il fu
Il porto di Genova è ormai di-
venuto insufficiente a contenere e
a smistare il sempre crescente traf-
fico. Lo scorso anno ha fatto re-
gistrare un movimento merci di ol-
tre trenta milioni di tonnellate:
la notizia del nuovo record, pur se
ha rallegrato tutti, ha tuttavia po-
sto per l'ennesima voita l’accento
sull’urgente necessità di sveltire e
facilitare le operazioni del più gran-
de emporio marittimo del Mediter-
raneo. Infatti l'aumento è dovuto
all'incremento dei combustibili li-
quidi, mentre le altre merci non
hanno possibilità di incremento per
difetto del porto.
Un giornale milanese, trattando
appunto delle difficoltà del porto
di Genova, ha scritto recentemente
che la zona di mare attorno al
Porto è a volte trasformata in un
vero e immenso « posieggio nava-
le »: pullula cioè di decine di navi
che attendono, per giorni e giorni,
il turno per poter entrare in por-
to e compiere le operazioni di sca-
rico. Si tratta di un fenomeno quo-
tidiano che è venuto assumendo
col tempo un aspetto di sempre
maggiore gravità.
Il problema è ‘importantissimo
e interessa non soltanto gli ope-
ratori economici, ma anche i lavo-
ratori, gli stessi marittimi, tutti
coloro cioè che dal mare traggono
lavoro e sostentamento. Il porto
di Genova vede ogni giorno diminui-
re sempre più la sua funzionalità;
ove non si trovasse una soluzione,
la sua sfera di influenza verrebbe
ulteriormente a restringersi per la
concorrenza di altri porti, compre
si quelli del Nord Europa, facili-
tati dall’attuarsi di migliori comu-
nicazioni grazie ai trajori alpini. I
guai del porto di Genova sono in-
fatti quelli della estrema scarsità di
sistemi di comunicazioni con l’en-
troterra, oltre che quelli ricettivi
nell’ambito portuale. Bisogna, oggi,
fare in modo che il porto di Ge-
nova sia collegato in forma più ve-
loce e più sicura col suo vastissi
mo entroterra.
I difetti
‘ncinali
Quali sono i difetti principali del
porto di Genova? Proviamo a elen-
carli: la scarsità di spazio; la poca
collaborazione tra le varie catego-
rie; gravi difetti di impostazione del
lavoro, tali da renderlo complicato,
lento, costoso per oneri parte facil-
mente rilevabili, altri, indiretti, u-
gualmente onerosi,
Quanti fattori incidono sui co-
sti, tanto per fare un esempio, da
quando la nave giunge davanti al
porto fino all'arrivo a destino? Le
attese delle navi per avere l’acco-
sto; la lentezza delle operazioni per
Livia un “grande polmone,
ro del p
rene
orto di Genov
Servirà
a decongestionare
il traffico,
eliminando
un fenomeno
ormai preoccupante
Una visione panoramica purtroppo abituale per il porto di Genova. Decine di navi, in rada, attendono di poter entrare in porto. A volte questa attesa
si prolunga per settimane. Il « Centro » di Rivalta decongestionerà e incrementerà il traffico del più grande emporio marittimo del Mediterraneo.
la mancanza di spazio a magazzino
e per la mancanza di vagoni; le con-
dizioni del tempo; il movimento vu-
goni; le soste vagoni ed autocarri;
i danni al carico; le soste oltre il
porto; le attese della merce all’im-
barco; le incertezze sul tempo di
transito e sui costi; il costo ban-
chine e attrezzature. Tutta una se-
rie di cause che finisce per tra-
sformare il porto di Genova «nel
porto più caro d'Europa ».
Come risolvere questi inconvenien-
ti? Esiste, è vero, il grande « piano
regolatore » del porto, piano cine è
urgente attuare; ma ovviamente tra-
scorreranno molti anni prima che
esso possa diventare realtà. Nei con-
tempo, occorreva individuare una
soluzione immediata che riuscisse a
sollevare la pesante situazione di
questi ultimi tempi. Partendo da
questo punto di vista è sorta l'idea
del grande « Centro di Rivalta Scri-
via », un Centro che qualcuno ha
acutamente definito «il nuovo pol-
La storia
della « Linea C. »
La storia della LINEA C. -
che tanti consensi ha suscitato
nei nostri lettori - riprenderà
col prossimo numero. La so-
spensione è stata decisa - nel
numero scorso e in questo -
per far posto ad altri impor-
tanti e attuali avvenimenti.
Rinnoviamo l'invito ai lettori
di farci avere foto e notizie
curiose sulle navi delle quali
dobbiamo ancora parlare.
mone » a servizio per porti dell’al-
ta Italia.
Gli scopi del « Centro di Rivulta »
sono: alleviare, con i suoi impianti,
la carenza di spazio nei porti, of-
frendo, specie al porto di Genova la
possibilità di semplificare i meto-
di di lavoro; suscitare la collabo-
razione fra tutti gli interessati ai
traffici, al fine di ridurre i costi;
offrire alla merce possibilità di de-
posito, distribuzione, rapido inoltro,
attrezzature specializzate.
La notizia di questa realizzazione
ha suscitato vivissimo interesse in
tutta Italia, poiché si tratta di un
tentativo — imponente e realistico,
pratico — di offrire al porto di
Genova uno «sbocco» veramente
efficiente e funzionante. Un tenta-
tivo — ed è bene dirlo — privo di
qualsiasi carattere speculativo, in
quanto mosso dal desiderio di mi-
gliorare, mell’interesse della collet-
tività, lo stato attuale del porto: al
«Centro », infatti, collaborano tutti
coloro che intendono rendere il
grande emporio funzionale e mo-
derno. Tutte le categorie interes-
sate al traffico trovano in questo
progetto il loro giusto inserimento
e grandi vantaggi per la riduzio-
ne dei costi e per l'aumento del
traffico.
Un qnunto
dirategico
Rivalta Scrivia — dove sorgerà il
«Centro» — è situata nei pressi
di Tortona, nel punto strategico del-
le comunicazioni ferroviarie e stra-
dali con l’Alta Italia. Si è già prov-
veduto all'acquisto di una grande
estensione di terreno pianeggiante
(oltre due milioni di metri qua-
drati): qui saranno sistemate idonee
attrezzature in relazione alle esi--
genze del commercio. Il terreno
comprato usufruirà di un raccordo
ferroviario diretto, utilizzando nu-
merosi binari esistenti nella sta-
zione ferroviaria di Rivulta Scrivia,
sfruttati durante il periodo bellico
ed ora praticamente abbandonati.
Il «Centro » sarà dotato di magaz-
zini di tipo vario, compresi Silos e
frigoriferi, con servizi di uffici, al-
berghi e abitazioni. E’ prevista la
possibilità di una sezione «orto-
frutticoli », che potrà significare per
il porto di Genova nuovo traffico
per qualche centinaio di migliaia
di tonnellate. Grazie ai trafori al-
pini, a mezzo autotrasporti e parte
per ferrovia, sarà possibile dal Cen-
tro Europa, per l’Africa e l’Asia e
viceversa, ridurre i tempi di viaggio
di sei-dieci giorni in confronto
ai porti del Nord Europa. La co-
modità dei servizi promuoverà nuovi
traffici, centri di distribuzione, ser-
vizi di interesse internazionale. Tan-
to per dire dell'importanza del
«Centro », quando sarà pronto (al
massimo fra due anni} permetterà
con le attuali attrezzature portuali
già un aumento di traffico merci
generali del trenta-quaranta per
cento.
Come giungerà, in linca di mas-
sima, la merce al « Centro » di Fi-
valta Scrivia? A bordo delle navi sa-
rà stivata e separata come se doves-
se giungere a un porto diverso da
quello di Genova; verrà sbarcata
lungo numero (cioè senza divisio-
ne di partite. evitando l'uso di
chiatte, magazzinaggi, ricarichi) dalla
nave direttamenie a vagone, con
un'unica spedizione fino al punto
di destino. Rivalta assorbirà una
percentuale del traffico pari all’in-
cremento del traffico, mentre il
porto di Genova riceverà, tramite i
suoi magazzini, il traffico attuale
con un metodo di lavoro più sem-
plificato e meno costoso.
nell'interesse
Un progetto estremamente inte-
ressante che faciliterà, per la sua
semplicità, il lavoro di tutti. Gli at-
tuali impianti per la merce gene-
rale nel porto di Senvva potranno
incrementare la 'oro produttività
del 30-40 per cento e anche più dato
e considerato che, con la nuova îm-
postazione, si potranno facilmente
adottare i tre turni di lavoro. Gli
stessi lavoratori portuali, avranno
dal «Centro» di Rivalta vantaggi
notevoli, sia nel realizzo di migliori
cottimi sia per il maggior quantita
tivo di merce che transiterà in
porto.
Ecco perché il « Centro »y interessa
anche i marittimi. Perché sarà fonte
di lavoro per tutti, rendendo l’at-
tività attuale più funzionale e con-
sentendo l’acquisizione di nuove fon-
ti di traffico. Ma perché ciò si rea-
lizzi nel miglior modo, è neces-
sario che tutti collaborino, con fi-
ducia. L’unità di intenti non po-
trà che portare a risultati grande-
mente positivi.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre
GIORNALE DI BORDO
Riflettori puntati sulla “Franca (.,,
Riflettori puntati, in questo nu-
mero, su « Pala a prua », ovver9 sul
simpatico giornale di bordo della
«Franca C.», sempre minuzioso e
completo nell’informare su ciò che
accade sulla motonave. Non si può
dire davvero che sulla «Franca C. »
si rimanga con i... remi in mano.
Prendiamo per esempio l’ultimo nu-
mero pervenutoci di « Pala a prua »,
il numero 2 del 1963 (« Crociere nei
Caraibi »). La copertina intanto con-
tiene quattro versi che sono tutti...
un programma: « Non è ver che lo
scopone - sia il peggior di tutti i
giochi . ma è ben ver che siamo
in pochi - che lo sappiano giocar... ».
«Pala a prua » ci informa poi che
il 26 dicembre, alle ore 22, l’equipag-
gio è stato ospitato nella sala pas-
seggeri trasformata per l’occasione
in «sala feste». Consegna a tutti
della tessera del Circolo Franca C.;:
poi consegna dei premi in palio nella
ricca lotteria. Volete sapere il for-
tunato? Raia che ha vinto un ma-
gnifico registratore; ma fortunati
sono stati anche Angiulli, Nobili,
D'Arrigo e Canepa che si... sono im-
possessati (legalmente, d’accordo)
degli altri premi, fra i quali erano
un grammofono, un accendisigaro,
due sveglie, un servizio da mani-
cure (mah...), un visore, ecc...
Giordano, Pecunia, Domenichetti
e Palomba hanno quindi ricevuto
dal Comandante i premi per il tor-
neo di briscola; De Feudis e Putri-
no, Domenichetti e Palomba (an-
cora loro!) quelli per il torneo di
«tressette ». Coppa e foto-ricordo
per gli otto di coperta. E poi alle-
gria. Con Onorato che ha cantato
«Manuela », rivelando insospettate
doti nel campo della musica legge-
ra; con Rey Kidd (chi era... co-
stui?), Jack e Frank, Ramos e Nan-
nette, De Barbaris e l'orchestra del
Maestro Romagnoli. Come ricordare
tutto? Il «twist» di Salvatore, gli
stornelli di Marraco, Mazzocca e
Labaro, ancora la chitarra di Onora-
to, il brindisi generale...
Una serata che ha concluso tutta
una serie di manifestazioni. Il 26
novembre, a St. Thomas, per esem-
pio, si era svolta una combattutis-
sima gara di tiro alla fune, vinta
dalla «Camera »... capitanata da
Mangraviti e composta da Obero-
sler, Franchini, Peloso, Margiotti,
Gargiulo, Garibaldi e Bruno. La vi-
gilia di Natale, sempre a St. Thomas
altra... storica disfida con la « gara
delle lance ». Anche qui molto en-
tusiasmo, tifo alle stelle e vitto-
ria della «Coperta » con capo-
voga il II ufficiale Sacconi e
composta da Nania, Nesci, Benga-
si, Cardella, Barraco, Bonassorte,
Inno e Manuera.
Intensa anche l’attività della squa-
dra di calcio della «Franca C.».
A Pointe à Pitre ha incontrato una
agguerrita formazione locale e ha
vinto per 2-1; si sono distinti al-
l'attacco Speranza, Biggini, Leo-
pardi, Vitiello e Loffredo (tutti...);
Una eloquente foto della « grande squadra » di calcio della FRANCA C.
ST. THOMAS. — I due armi, vincitori e vinti, che hanno dato vita alla
combattuta ed emozionante gara.
ottimo il mediano... d'attacco Bian-
cato; sugli scudi in difesa, Brizzi,
Canese e Prellino. I goal furono se-
gnati da Biancato e Speranza (su
rigore). Pareggio, invece, per 2-2,
nell’incontro giocato a San Juan
con la rappresentativa della nave
inglese « Franconia ». Dopo trenta
minuti di gioco, gli inglesi perde-
vano già due a zero (1 goal erano
stati segnati da Biancato); poi nel-
la ripresa, gli avversari si fecero
sotto, riuscirono a strappare il pa-
reggio su rigore quando ormai il
risultato poteva considerarsi al si-
curo...
E qui facciamo punto. L’attività,
come si vede, è veramente intensa.
Tutti, a bordo della « Franca C.»
si sentono impegnati nelle diverse
attività: non importa che si tratti
di... « tressette » o di gioco del pal-
lone. Lo spirito che anima i vari
membri dell'equipaggio è alla ba-
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro
se ci pare, di tutte queste inizia-
tive. Era pertanto più che dovero-
so portare alla ribalta di « Notizia-
rio C.» i colleghi di « Pala a prua ».
A chi l’onore della prossima cita-
zione? Staremo a vedere.
IL MARE
Io vengo da lontano,
porto sogni e profumo marino,
sono la casa del sottomarino,
sono la valle dell'uomo sano.
La mia schiuma è odorosa,
i pesci miei figli sono infiniti,
tutti sulle mie onde
cavalcano felici.
Sono blu come il cielo
verso il nord anch'io gelo,
amo le navi belle
e ammiro le vecchie
sono un colosso, care barchette.
Il sole è l’amico galante,
quando mi guarda mi bacia,
e sulle mie onde lascia
come una rete salpante.
La luna cara
è sempre amica e pronta;
quando io calo un poco d'altezza,
ella mi aiuta ed io torno a posto
con tutta fierezza.
Bacio tutte le prore
accarezzo sponde e monti,
giro intorno alle isole,
passo sotto i ponti.
Vi lascio dondolare
vi cullo sopra i letti
con movimenti multipli e perfetti.
Quando mi sento male,
scateno le mie onde a fondo,
faccio paura a me
e all’intero mondo.
Lavo le spiagge d’inverno,
le rinfresco d’estate,
faccio il sale per tutti,
dono a chi li vuole i miei frutti.
Di notte dormo come voi.
Anch'io ho un letto,
respiro, mangio e mi diletto
nel vedere i miei figli aumentare,
sono padre, credetemi, esemplare.
Mi divido in Rosso e Nero
sono sempre un cavaliere
con la spada sguainata,
sono unico e tanto grande,
vi saluto e vi trastullo,
vi promettono solo pace,
sono forte e son tenace.
(Da «Pala a prua »)
Fiocco celeste
Il marinaio Enrico Depiro, (« An-
drea C.»), è stato allietato in na-
vigazione dalla bella notizia di es-
sere padre felice di un vispo ma-
schietto di nome Augusto, nato il
7 gennaio 1964. Auguri al neonato
e ai genitori.
NOTIZIARIO a
Periodico aziendale bi
FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Anno IV - N. 1 - Genn. - Feb. 1964 Via D'An 2 XX
Spedizione in abb. post., Gruppo uv > Genoa a Duno (piano )
Tel! 58.18.51 - Casella postale 492
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61
Stampa: BI-ESSE - Genova
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