Notiziario "C", n. 3, 1962

Contenuto

Notiziario "C", n. 3, 1962
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- Il primo viaggio della "Bice Costa", p. 2
- La domenica sportiva sul mare, p. 2
- Le eccezionali avventure liete e meno liete dell'Enrico Costa, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4
Data testuale
1962 maggio - giugno
Estremi cronologici
maggio 1962 – giugno 1962
Consistenza
pp. 4
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/08
Collocazione
Emeroteca
contenuto
NOTIZIARIO

Linea “C,, - ditta Giacomo Costà fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



lo sfondo di un cielo maestoso, sventola, su una delle nostre navi, la bandiera della Marina Mercantile Italiana.
lle rotte tra il Vecchio e il Nuovo Mondo la Linea ”’C” è presente con le sue superbe e modernissime unità, affi-
te a equipaggi di grande e tradizionale prestigio. In basso a sinistra: l’inconfondibile sagoma di un’antenna radar.





IL PRIMO VIAGGIO DELLA «BICE COSTA»



La nostra Compagnia ha recentemente acquistato la turbonave « Beaverlake » di 9824 tonnellate, della « Canadian

Pacific Steamships Ltd.» di Londra. La nave, ribattezzata « Bice Costa », è destinata alla linea commerciale del

Sud America ed effettuerà il viaggio completo (andata e ritorno) in meno di sessanta giorni. Di particolare risalto,

sulla « Bice Costa », la velocità (sedici nodi) e la dotazione delle celle frigorifere (mc. 3500). Con la nuova unità

sarà possibile accelerare la rotazione dei turni di alcune categorie di marittimi. La nave effettuerà il viaggio inau-
gurale, sotto la bandiera della « Linea C », ai primi di luglio.



La domenica sportiva sul mare

E' la storia di tutte le domeniche.
Cercheremo di illustrarla, non per
noi che già la viviamo, ma per i
nostri congiunti, affinché, leggendo
questo foglio, possano rendersi
conto di alcuni lati della nostra
vita, che, seppur monotona, è tut-
tavia sempre bella.

In qualsiasi latitudine ci si trovi
e con qualsiasi tempo, i proprieta-
ri di «transistor » si danno conve-
gno per l'ora della trasmissione al
ponte giochi: gli « abituèes» all’'a-
scolto hanno il posto fisso e si
presentano con notes, foglietti,
gomme, matite, almanacchi e ca-
lendari del calcio, ecc. ecc... I « vo-
lanti », appena hanno un minuto
di tempo, fanno una capatina: un
rapido sguardo ai fogli che man
mano vengono aggiornati sull’an-
damento delle partite: un com-
mento non meno rapido, spesso
un'umoristica battuta, e via...

* * *

Questa è la maniera di vivere la
domenica allo stadio; quasi pro-
prio come fossimo a terra. Perché
a differenza di coloro che sono a
casa e seguono il calcio attraverso
la radio, noi le partite non le sen-
tiamo solamente: bensì le sentia-
mo e le vediamo. Potenza d’imma-
ginazione del marittimo!

A fine trasmissione, prima an-
cora dei commenti ufficiali, già
sappiamo chi ha giocato bene, chi
male; la tattica usata da una squa-
dra, da che parte ha arriso la for-
tuna, tutto! Incredibile, ma vero!

Il ponte giochi è identico allo
stadio: finita la partita, tra i com-
menti, lentamente sfolla. Anche se
mancano i falò di giornali sugli
spalti e non vi sono cuscini da get-
tare nel rettangolo di gioco, in se-
gno di giubilo o protesta, noi vi-

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due

viamo tutto lo stesso: poiché cia-
scuno di noi, nel « suo » stadio ha
visto la «sua » partita: E vive ora
il «suo» dopopartita.

* xx

Abbiamo detto che il «nostro»
stadio lentamente si vuota: come
a terra. E come a terra ciascuno
controlla la schedina del concorso
pronostici. In base ai commenti,
la macchina del totalizzatore si
mette in moto. Si incrociano le

pronao urtare nzarv,

Crociere estive
sulla ’’Franca C”
e sulla ’’Federico C”

Il personale impiegatizio e
i relativi familiari (genitori,
fratelli, figli, mogli e mariti)
potranno partecipare alle fu-
ture crociere estive deila
«Franca C» e della « Fede-
rico C», previo pagamento
del 50 per cento del prezzo
corrispondente alla sistema-
zione richiesta e prevista per
gni crociera, più tasse (esclu-
sa la crociera 8/F della
«Franca C »). I bambini fi-
no a cinque anni compiuti
pagheranno il 50 per cento
del nolo dell'adulto; i bam-
bini oltre i cinque anni pa-
gheranno lo stesso nolo del-
l'adulto.

mana azeiaeaanzeinao

prrnmemazaeananzanaieinagaaanannananaeeicaeeeee
mummtumeazazazeiaonnazazeonananzanaaazenzenenenaoe

n

voci: ho fatto quattro, sei, sette...;
il « tale» ha fatto otto; questa set-
timana vi saranno pochi nove; cer-
to che con questi risultati l'otto
prenderà bene, ecc. ecc.. Lo stesso
alternarsi di congetture, di previ-
sioni, come a quell'ora si verifica
in tutte le città della penisola.

E durante e dopo la trasmissio-
ne, gli scherzosi sfottimenti, le
scherzose battute. Ce n'è per tutti,
perché su di una grande nave, c’è
il valdostano come il siciliano, il
romano od il fiorentino, il genove-
se ed il napoletano, una vera mi-
scela: il tifo è acceso, le battute
diventano pungenti e velenose...
«la Fiorentina pareggia perché
le manca Can Bartù», dice uno.
Risponde un altro: « gio per
lui che s'è preso le pulci»... e co-
sì via: «Cucchiaroni sta facendo
una bella partita»... «ma gioca
lui o suo figlio? »... «Il Genoa va
proprio forte»... «ma stai zitto,
che fin che era zero a zero trema-
vi »... «che fa il Napoli? »... « soli-
to »... « mannaggia »... «vuol dire
che l’anno prossimo a Genova ri-
vedremo il derby»... «è difficile,
il Genoa vien sicuro in A »... e tan-
te altre frecciate, tra le risate ed
il buon umore generale.

* * *

Ultimo atto: qualcuno beve la
birretta che ha scommesso e vin-
to, ma che fraternamente divide
con l'avversario pagante: altri fan-
no classifiche, statistiche, cartelli
murali da appendere nel quadro
avvisi dello Sporting Club, affin-
ché tutti siano informati...

E poi, purtroppo, cala la teia
sulla «nostra» giornata sportiva.
Ciascuno riprende il suo posto «in
mare »; però tutti in attesa della
domenica successiva, per ricomin-
ciare da capo...

Marol

(da "Eco di Prora”, giornale di
bordo della « Federico C »).

Risate
ai quattro
venti

IN SALETTA UFFICIALI. — Primo uffi.
ciale: « Portami il secondo ». Il camerie-
re sbadato: « Quello di macchina o quel.
lo... di coperta? ».

IL COLMO PER UN COMANDANTE. —
Avere il mal di... plancia.

DAL VERO. — Avviso affisso nella ri-
posteria di prima classe: « Pericoloso an-
centere il stratore ». Traduzione: « E’ pe-
ricoloso accendere l'estrattore ».

IL TIMONIERE PREMUROSO. — L'uffi.
ciale di guardia, vedendo il timoniere con
una fascia nera sul braccio sinistro; do-
manda: « Scusa, chi ti è morto di caro? ».
Il marinaio (facendo le corna): « Nessu-
no ». L'ufficiale: « E allora perché porti
il lutto al braccio sinistro? ». Il marinaio
(meravigliato): « Ma per distinguere la
sinistra dalla dritta... ».

IL NUOVO CARBONAIO. Il caporale:
« Rossi, vai a prendere delle spazzole per
pulire alcuni filtri ». Il carbonaio, con un
po‘ di ritardo: « Ecco, ho trovato soltanto
quella delle scarpe... ».

LEZIONE DI UOMO IN MARE. L'ufficia-
le, il mozzo e il dispensiere equipaggio.
L'ufficiale domanda : « Che cosa faresti ve-
dendo cadere un uomo in mare? ». Il moz-
zo: «Se fosse un passeggero, griderei
“Uomo in mare”; se fosse il dispensie-
re equipaggio, starei... zitto ».

L'ALLIEVO INESPERTO. — Il coman-
dante si reca sul ponte per controllare
la rotta; e chiede all'allievo: « Puoi
dirmi il punto dove siamo? ». Rispo-
sta: «Signor sì! 69 gradi...». Il co-
mandante: « Con questa tua rotta stia-
mo entrando, con la prora, nell'Arena di
Verona... ».

UOMO IN MARE. — Un marinaio di
guardia in coffa, grida al ponte di co-
mando: « Uomo in mare! ». Sibila un
lungo fischio di sirena e i marinai si
apprestano a preparare una lancia. Lo
stesso marinaio grida nuovamente: « Co-
mandante, proseguiamo la rotta. Ho sba-
gliato... ». Il comandante: « Imbecille,
ma che cosa avevi visto? ». Il marinaio:
« Da lontano mi sembrava un vomo, poi
ho scorto che era una donna... ».

SUCCEDE. — Un marinaio distratto,
sentendo un cattivo sapore in bocca, si
recò dal medico: terminata la visita,
questa fu la risposta: « Il polso è nor
male. Vediamo ora la lingua ». Il mari-
naio, aprì la bocca. Il medico guardò,
poi disse: « Beh... anche qui non c'è
male. Piuttosto: perché tenete attaccato
alla lingua un francobollo? ». Il mari
naio felice: «Ecco dove l'avevo messo...».

PRESUNZIONE. — Un pianista si van-
tava con un amico di essere in grado
di conoscere l'ora esatta per mezzo del
suo pianoforte. Per provarlo, sedette al-
lo strumento e incominciò a suonare una
marcia, battendo sui tasti energicamen-
te. Immediatamente si sentì battere il
muro e una voce assonnata gridare:
« Smettetela di suonare, idiota. E l'una
di notte ».

IN TRIBUNALE. — Giudice: « Non è
vero forse che il vostro amico aveva
l'abitudine di parlare tra sé e sé, quan-
do era solo? ». Testimone: «A dire la
verità, signor giudice, io non ero mai
con lui quando era solo... ».

(Spigolature dai giornali di
bordo della Linea «C »)


















Quinta puntata della
storia della Linea "C,, DP



liete e meno liete
dell'«Enrico Costa»

Una dopo l'altra, le navi della
LINEA «C» rivivono attraverso
queste brevi rievocazioni nella
mente di centinaia di nostri letto-
ri che furono, un giorno, protago-
b di tante avventure.

ina che apriamo oggi è
SA "a piroscafo « Enrico Co-
sta» gemello dell’« Eugenio C ».

Il piroscafo assunse il nome di
«Enrico C.». Al momento dell’ac-
quisto da parte della LINEA «C »
si chiamava « Cerasus» e batteva
bandiera inglese. Fu iscritto nel
Libro matricola del Compartimen-
to Marittimo di Genova il 4 ago-
sto 1934 per acquisto dall'estero.
L'atto di nazionalità porta invece
la data del 13/2/1935 e il nume-
ro 792.

L’« Enrico Costa» svolse pratica-
mente una attività simile a quella
dell’« Eugenio »; effettuò, per con-
to della Società « Cosulich », viaggi
con mercanzie generali e legname
da Belem (Nord Brasile) a Trieste
e Fiume. Un genere di lavoro, in
sostanza, perfettamente corrispon-
dente agli scopi per cui era stato
costruito. E forse, trasportando
merci, avrebbe concluso la sua car-
riera ‘dopo lunghi anni di onorato
servizio se, come già è accaduto
per altre navi, non fosse soprag-
| giunta la guerra a trasformare ogni
at ività, a rendere la navigazione
ifficile e movimentata e a stron-
‘care prima del previsto la vita stes-
sa della nave.

A bordo dell’« Enrico Costa» si
succedettero numerosi comandan-
ti; ricordiamo il cap. Daneri, il cap.
Agen, il cap. Simeone Lucchetta €
il cap. Mario Bruzzone, attuale co-
| mandante della « Anna C ».

Mario Bruzzone è particolarmen-
te legato all'« Enrico Costa», per
diversi motivi. Ari assunto dal-
la Ditta Costa, nel 1934, fu inviato
in qualità di primo ufficiale a Fal-
mouth cer prendere imbarco pro-
prio sulla nave di cui stiamo par-
lando. E vi rimase per circa di-
ciannove mesi; poi passò ad altre
navi della «Linea C». Ma era de-
stino che dovesse tornare sull'« En-
rico C »; e infatti vi tornò, come
comandante, dal 14 gennaio al 21
giugno 1940, in un periodo parti-
colarmente denso di avvenimenti.

Infatti, pur non essendo ancora
l'Italia entrata in guerra, già era
in corso sui mari una battaglia sen-
za esclusione di-colpi fra Inghilter-
ra e Germania, per il predominio
‘dei traffici. Le navi non belligeran-
ti, come quelle italiane per esem-
pio, frequentando le acque territo-
riali delle due Nazioni citate dove-
vano a scanso di brutte avventure,
portare sulle fiancate, ben visibili,
i segni di riconoscimento. Così, an-
che l'« Enrico Costa» — che in
quel periodo era adibito al traspor-
ito del carbone fra l'Inghilterra e
l'Italia per conto del « Monopolio
Italiano Carboni» — aveva dipinte
n fianchi grandi bandiere trico-
ori.

1 Il Cap. Bruzzone ricorda, di quei
\fempi, alcuni interessanti episodi.
«In uno dei miei primi viaggi»,
dice, «ero in rotta per Hull, dove
‘dovevo caricare del carbone. Già
‘avevo doppiato Capo OQuessant e
Stavo dirigendomi verso la Manica,
quando ricevetti dall'Italia un mes-
saggio cifrato. Mi si impediva di
attraversare la zona Dover-Calais
di notte; avrei potuto farlo soltan-
to di giorno e seguendo rotte pre-
tabilite, segnate da boe. Poiché












quando ricevetti il messaggio era-
vamo già nelle prime ore della not-
te, dovetti ridurre la velocità e in-
crociare sempre nello stesso spec-
chio acqueo in attesa che giunges-
se il giorno. La navigazione era
difficilissima; le coste erano prive
di qualsiasi luce, non c'era alcun
segnale per la nebbia, le Stazioni
Radio Goniometriche erano inatti-
ve. Il tutto per l'evidente motivo
che eravamo in zona di guerra. A
questi motivi contingenti si aggiun-
ga che nella zona le Cona sono
notoriamente molto forti...

Fu una notte veramente difficile;
l’« Enrico Costa » navigò sempre al-
la cieca, cambiando continuamente
rotta. Per ortuna, nulla si verificò
di grave. Ma le disavventure non
erano finite. Verso le quattro del
mattino, il comandante Bruzzone
si accinse a stabilire l'esatta posi-
zione dell'unità per dare inizio alla
navigazione regolare. « Purtroppo »,
dice, « mi resi subito conto di non
poter nemmeno fare un punto sti-
mato sul quale poggiare un certo
affidamento. Continuando a scan-
dagliare (con scandaglio a mano)
per evitare di trovarsi su qualche
bassofondo, decisi di attendere an-
cora, fino al sorgere del sole. Ma
di colpo, improvvisamente, ecco vi-
cino a noi spuntare una piccola
luce. Pensando si trattasse di un

Una rara foto dell’« Enrico Costa » gentilmente fornita dal R.T. signor Mudu.

837 84

See Chart 188, Catania to Cefalu, including the Stretto di Messina .
70 See

843 s0L
Da 917 va
.—r





> LE ECCEZIONALI AVVENTURE

01
808 Area

743

Caution N°2
671

6535 269
Gp.Fl/2/12. CO, 190
2 sac 87 5

mm

La cartina indica il punto esatto in cui, quattro miglia a nord della

Stazione di vedetta di S. Todoro di Caronia, è affondato il piroscafo

« Enrico Costa ». Da ricerche che abbiamo effettuato presso l'Ufficio

storico della Marina, risulta che un relitto si trova giacente, a circa
70 metri di profondità, a: Lat. 38°5',7 e Long. 14°27’,4.

peschereccio cominciammo a fare
segnali col proiettore alta scopo di
chiedere la posizione...

Ma le... meraviglie erano all’ini-
zio. Per tutta risposta, l’« Enrico
Costa» si trovò completamente il-
luminato dai fasci dei potenti riflet-
tori di una nave da guerra: si trat-
tava, per l'esattezza, di una nave
pattuglia di nazionalità inglese.
« Infatti », racconta ancora il cap.



Bruzzone, «ci venne subito intima-
to di fermare le macchine, mentre
la nave ci gireva tutto attorno per
uno scrupoloso controllo. Poi si fer-
mò e vedemmo mettere a mare una
lancia con un ufficiale e un pic-
chetto di marinai armati. Giunta
la lancia sotto bordo, l'ufficiale
chiese una biscaglina. Di lì a pochi
minuti, erano tutti sull’ «Enrico Co-
sta» per dare inizio a una ispezione
in piena regola. Controllarono tutti
i documenti della nave, le carte
nautiche, si assicurarono che tutti
gli uomini dell'equipaggio fossero
di nazionalità italiana. Quindi ci
dettero il .permesso di proseguire
la navigazione; anzi, ci fornirono
la nostra posizione esatta e ci in-
dicarono la rotta di sicurezza da
seguire per il Canale di Dover...

Una avventura finita a lieto (i
come quella, del resto, capitata in
un secondo viaggio sempre dall'Ita-
lia per Hull, « Secondo le nuove
disposizioni », spiega il comandan-
te Bruzzone, « dovevamo ancorar-
ci alla foce del Thames, in una zo-
na chiamata « The Down »; qui do-
vevamo restare in attesa, con altre
navi di nazionalità diversa, che ve-
nissero formati grandi convogli, an-
che di 50-60 navi, che avrebbero
proseguito la navigazione scortati
da navi da guerra e da aerei ingle-
si. L'attesa, a volte, si protraeva
per parecchi giorni. Dunque, quella
volta, giunti nella zona di ancorag-
gio, trovammo subito sorprese non
liete. A causa del cattivo tempo,
diverse mine si erano staccate dai
campi minati realizzati dagli stessi
inglesi a nord delle secche “di Good-
wing. Trasportate dalla corrente,
le mine scendevano proprio verso
la zona in cui eravamo ancorati.
Tutte le misure di sicurezza erano
in funzione. Noi avevamo dato fon-
do a entrambe le ancore e aveva-
mo filato circa sei lunghezze per
parte. Normalmente, un dragamine
effettuava servizio di sorveglianza,
aggirandosi nei dintorni e facendo
saltare le mine avvistate con raf-
fiche di mitragliatrice, dpRure tra-
scinandole via con reti...

Anche sull’« Enrico ua » il ser-
vizio di sorveglianza era continuo;
notte e giorno, un marinaio era di
vedetta sul ponte di comando. E
fu proprio uno di questi marinai,
un giorno, a dare l'allarme: una
mina alla deriva veniva trasporta-
ta dalla corrente verso la nave ita-
liana. Venne dato subito l'allarme.
« Appena giunto sul ponte», dice

(Continua in 4.a pag.)

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre



TG

COOPERATIVA :
EDILIZIA

AUXILIUM i:
U. 6. 1° DD;

Informiamo i nostri letto-
tori che la Cooperativa Edi-
lizia « AUXILIUM - UCID »,
con sede in Genova (Via As-
sarotti, 7) mette a disposi-
zione dei lavoratori alloggi
nelle zone di Genova - Grana-
rolo (già ultimati) e in Ge-
nova - Salita Angeli (in cor-
so di ultimazione). E’ previ-
sto nel prossimo anno un al-
tro importante lotto nella
zona di S. Fruttuoso alta
(Valle del Sole - Via Ber-
ghini).

Tutti gli appartamenti in
questione, da quelli minimi
a quelli più grandi, sonò mu-
riti di ogn' conforto indi- %
spersabile e vengono asse
gnati a condizioni di riscatto
molto favorevoli e cioé: il 75
per cento del costo può esse-
re ammortizzato in 25 anni
a rate semestrali (lire 40 mi-
la per ogni milione mutuato)
e di conseguenza soltanto il
25 per cento potrà essere an-
ticipato dall’assegnatario su
di un costo-vano di circa
700.000 e 750.000, 1 seconda
della zona richiesta. Le co-
struzioni sorgono in zon2 pa-
noramiche, tranquille e so-
leggiate.

Col minimo di anticipo e
con rate injeriori ad un nor-
male costo di affitto, ognu-
no può raggiungere la pro-
prietà dell'alloggio.

Per ultericri informazioni,
per la visita agli alloggi e
per quanto necessario, ci si
può rivolgere direttamente
alla Cooperativa «AUXI-
LIUM - UCID ».









Medaglia d’oro

di lunga navigazione

Il marittimo in pensione G.
B. Terzi, in servizio presso la
nostra Compagnia dal 1947 ai
1959, è stato insignito della me-
daglia d’oro di lunga navigazio-
ne (trentotto anni sui mari). Lo
ambito riconoscimento gli è sta-
to consegnato personalmente
dal Ministro della Marina Mer-
cantile, on. Macrelli, a Genova
il 16 giugno 1962. ;

Al signor G.B. Terzi — per
lunghi anni apprezzato nostro
dipendente — î più vivi com-
plimenti di Notiziario ”C”.

«Pasqua dell'equipaggio»

La «S. Pasqua dell'equipaggio » è
stata celebrata, sulla « Federico € »
la prima domenica di maggio, ri-
correndo anche la festa della « Stel-
la Maris ». Alla S. Messa celebrata
dal Cappellano Mons, Adelchi Ta-
vano, ha fatto seguito l'ammini-
strazione della (Cresima a quattro
marittimi. Il tutto si è poi conclu-
so con una cordialisima bicchierata
pasquale.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro



RNALE DI BORDO *.



In un clima elettorale entusiasmante, si sono svolte a bordo della « Anna € »
le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione che ha il compito di organiz-
zare l’attività varia della « Saletta soggiorno equipaggio ». Numerosi i partiti
in... lizza e accanita la campagna svolta con comizi da parte di tutti i... can-
didati, Qualche partito ha tentato... per vie antidemocratiche e reazionarie,
di partecipare alla competizione, ma è stato subito... messo al bando. I rag-
gruppamenti in lizza erano: « Carabottino », « Enemigo del trabajo » e « Sec-
chio caffettiera ». Per essersi presentati dopo il termine fissato, sono state
escluse le liste: « Piramidone », « La Lanterna », « O amigo da onca », « Mani-
chetta e frettazzo ». A quanto ci hanno comunicato i nostri « inviati naviganti »
U. Marmorato e Giovanni De Francisco, il partito del « Secchio » si è subito
messo in evidenza, con una campagna bene impostata. Un candidato, Anto-
ni Carossa, mentre teneva... comizio ha ricevuto la visita della cicogna con
l'annuncio di un nuovo figlio. Ed ecco i risultati: « Secchio caffettiera » voti 87;
« Carabottino » voti 41; « Enemigo del trabajo» voti 35. Il consiglio è così
formato: presidente Misuri; vicepresidente Ravecca; segretario signora Badini;
cassiere, Piromalli; coordinatore, Favretto; stampa, Vinci.



La vita dell’ «Enrico Costa»

(Segue dalla 3.a pag.)
il cap. Bruzzone, «vidi una mina
dirigersi verso di noi: era del tipo
più grande di quelle che normal-
mente venivano avvistate. Subito
alzammo segnali a bandiere che si-
gnificavano Mina in vista e comin-
ciammo a segnalare col proiettore,
chiedendo l'intervento del dragami-
ne. I minuti passavano e l'aiuto
non arrivava. Allora ordinai a tut-
to l'equipaggio di radunarsi in co-
perta pronto a sistemarsi nelle lan-
ce in caso che la mina avesse col-
pito la nave. Rimasi solo sul pon-
te, continuando a osservare la mi-
na che si avvicinava sempre più.
Furono attimi di estrema ansia. La
mina era ormai prossima alla na-
ve. Poi la vidi inesorabilmente e
lentamente sparire sotto il masco-
ne di prora... Che cosa feci? Trat-
tenni letteralmente il fiato, in at-
tesa dell’esplosione. I secondi pas-
savano e l'ansia cresceva, lo scop-
pio non si sentiva. Dopo qualche
minuto scesi in coperta e mi af-
facciai per guardare sottobordo. E
potei finalmente tornare a respi-
rare: la mina che fino a pochi istan-
ti prima sembrava ci dovesse colpi-
re, giunta in vicinanza delle catene
delle ancore, forse deviata dal mu-
linello che vi si formava, passò
attraverso le stesse; e lentamen-
te, a circa un metro di distanza
dallo scafo, continuò a scorrere lun-
go il fianco, passando. poi libera di
poppa. Appena scampato il perico-

lo, la nostra attenzione fu attrat-
ta dai. segnali di soccorso di una
nave» greca che era dietro di noi
e che era prossimo bersaglio della
mina. Fortunatamente, anche in
questo caso tutto si concluse lieta-
mente. Il dragamine di guardia, at-
tratto dai nostri segnali prima e
da quelli della nave greca poi, so-
praggiunse in tempo a far saltare
il terribile ordigno con una ben
precisa raffica di mitragliatrice...».

La fortuna non fu purtroppo
sempre amica dell’« Enrico Costa »;
requisito e adibito a trasporti mi-
litari, affondò il 26 giugno 1941. E-
rano le ore 13,06, stava navigando
a circa quattro miglia a nord della
Stazione vedetta di San Todoro di
Caronia (Sicilia) quando venne col-
pito in pieno da un siluro. Tutto
l'equipaggio riuscì tempestivamente
a mettersi in salvo.

MATRIMONI

e Cameriere Romano Traco-
gna con la signorina Paola Gran-
do (Buenos Aires, 12/5/1962).
® Cameriere Lorenzo Lercari
con la signorina Delfina Caval.
lo (Monterosso al Mare di La
Spezia, 2 maggio 1962).

@® Cameriere Nicola Palestini
con la signorina Mina Ludovico
(San Benedetto del Tronto, 2
giugno 1962).

Agli sposi giungano le feli-
citazioni e gli auguri più vivi da
parte di Notiziario ”C,,.

NASCITE

@ La casa del garzone Gabrie-
le Ammatuna è stata allietata,
il 19 aprile 1962, dalla nascita
di una vispa pupetta alla quale
è stato imposto il nome di Pa-
trizia.

@® Fiocco azzurro in casa del
garzone Antonio Carossa: il 10
aprile 1962 è giunto un bel ma-
schietto, chiamato Gianni.

@® La cicogna è giunta per la
prima volta nell’abitazione del
cameriere Emilio Dadà: ha por-
tato Federico-Giuseppe.

@ A Torre del Greco, l’abita-
zione del ripostiere Pietro Raio-
la è stata allietata dall’arrivo di
un bel bambino, cui è stato im-
posto il nome di Federico.

Ai genitori felici vive congra-
tulazioni; aì piccoli tanti au-

guri.
LUTTI

* Lorenzo Canepa, orchestra-
le sulle navi della ”Linea C” è
deceduto il 22 aprile 1962; era
nato a Genova e aveva cinquan-
ta anni. Sulle nostre navi dal
gennaio 1955, aveva prestato ser-
vizio sulla «Franca C», sulla
«Anna C» e sull’« Andrea C».

X% Pio Botto, Maestro di casa
sulle navi della linea ”C” dal
1974, è morto a bordo dell « An-
na C», in navigazione, l’8 mag-
gio 1962; era nato a Lerici l’8
ottobre del 1900.

* Alfondo Burgio, marconista,
nato a Ravanusa (Agrigento) il
23 giugno 1904, è deceduto il 25
aprile 1962 per tragico infortu-
nio a bordo della t/n « Pia Co-
sta ». Era sulle navi della Linea
”C” dal 1948.

Notiziario ”C”, nel dare il do-
loroso annuncio della scompar-
sa di tre valorosi dipendenti,
si associa al lutto dei familiari
per la grave perdita e porge ad
essi le più sentite condoglianze.





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale

Anno II - N.3 - Maggio-Giugno 1962

Spedizione in abb. post., Gruppo IV





Genova,
__ Tel. 58.18.51 - Casella
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961

FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Via D'Annunzio 2 (piano XX)
postale 492 —



| Stampa: BI-ESSE Genova




extracted text
NOTIZIARIO

Linea “C,, - ditta Giacomo Costà fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



lo sfondo di un cielo maestoso, sventola, su una delle nostre navi, la bandiera della Marina Mercantile Italiana.
lle rotte tra il Vecchio e il Nuovo Mondo la Linea ”’C” è presente con le sue superbe e modernissime unità, affi-
te a equipaggi di grande e tradizionale prestigio. In basso a sinistra: l’inconfondibile sagoma di un’antenna radar.





IL PRIMO VIAGGIO DELLA «BICE COSTA»



La nostra Compagnia ha recentemente acquistato la turbonave « Beaverlake » di 9824 tonnellate, della « Canadian

Pacific Steamships Ltd.» di Londra. La nave, ribattezzata « Bice Costa », è destinata alla linea commerciale del

Sud America ed effettuerà il viaggio completo (andata e ritorno) in meno di sessanta giorni. Di particolare risalto,

sulla « Bice Costa », la velocità (sedici nodi) e la dotazione delle celle frigorifere (mc. 3500). Con la nuova unità

sarà possibile accelerare la rotazione dei turni di alcune categorie di marittimi. La nave effettuerà il viaggio inau-
gurale, sotto la bandiera della « Linea C », ai primi di luglio.



La domenica sportiva sul mare

E' la storia di tutte le domeniche.
Cercheremo di illustrarla, non per
noi che già la viviamo, ma per i
nostri congiunti, affinché, leggendo
questo foglio, possano rendersi
conto di alcuni lati della nostra
vita, che, seppur monotona, è tut-
tavia sempre bella.

In qualsiasi latitudine ci si trovi
e con qualsiasi tempo, i proprieta-
ri di «transistor » si danno conve-
gno per l'ora della trasmissione al
ponte giochi: gli « abituèes» all’'a-
scolto hanno il posto fisso e si
presentano con notes, foglietti,
gomme, matite, almanacchi e ca-
lendari del calcio, ecc. ecc... I « vo-
lanti », appena hanno un minuto
di tempo, fanno una capatina: un
rapido sguardo ai fogli che man
mano vengono aggiornati sull’an-
damento delle partite: un com-
mento non meno rapido, spesso
un'umoristica battuta, e via...

* * *

Questa è la maniera di vivere la
domenica allo stadio; quasi pro-
prio come fossimo a terra. Perché
a differenza di coloro che sono a
casa e seguono il calcio attraverso
la radio, noi le partite non le sen-
tiamo solamente: bensì le sentia-
mo e le vediamo. Potenza d’imma-
ginazione del marittimo!

A fine trasmissione, prima an-
cora dei commenti ufficiali, già
sappiamo chi ha giocato bene, chi
male; la tattica usata da una squa-
dra, da che parte ha arriso la for-
tuna, tutto! Incredibile, ma vero!

Il ponte giochi è identico allo
stadio: finita la partita, tra i com-
menti, lentamente sfolla. Anche se
mancano i falò di giornali sugli
spalti e non vi sono cuscini da get-
tare nel rettangolo di gioco, in se-
gno di giubilo o protesta, noi vi-

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due

viamo tutto lo stesso: poiché cia-
scuno di noi, nel « suo » stadio ha
visto la «sua » partita: E vive ora
il «suo» dopopartita.

* xx

Abbiamo detto che il «nostro»
stadio lentamente si vuota: come
a terra. E come a terra ciascuno
controlla la schedina del concorso
pronostici. In base ai commenti,
la macchina del totalizzatore si
mette in moto. Si incrociano le

pronao urtare nzarv,

Crociere estive
sulla ’’Franca C”
e sulla ’’Federico C”

Il personale impiegatizio e
i relativi familiari (genitori,
fratelli, figli, mogli e mariti)
potranno partecipare alle fu-
ture crociere estive deila
«Franca C» e della « Fede-
rico C», previo pagamento
del 50 per cento del prezzo
corrispondente alla sistema-
zione richiesta e prevista per
gni crociera, più tasse (esclu-
sa la crociera 8/F della
«Franca C »). I bambini fi-
no a cinque anni compiuti
pagheranno il 50 per cento
del nolo dell'adulto; i bam-
bini oltre i cinque anni pa-
gheranno lo stesso nolo del-
l'adulto.

mana azeiaeaanzeinao

prrnmemazaeananzanaieinagaaanannananaeeicaeeeee
mummtumeazazazeiaonnazazeonananzanaaazenzenenenaoe

n

voci: ho fatto quattro, sei, sette...;
il « tale» ha fatto otto; questa set-
timana vi saranno pochi nove; cer-
to che con questi risultati l'otto
prenderà bene, ecc. ecc.. Lo stesso
alternarsi di congetture, di previ-
sioni, come a quell'ora si verifica
in tutte le città della penisola.

E durante e dopo la trasmissio-
ne, gli scherzosi sfottimenti, le
scherzose battute. Ce n'è per tutti,
perché su di una grande nave, c’è
il valdostano come il siciliano, il
romano od il fiorentino, il genove-
se ed il napoletano, una vera mi-
scela: il tifo è acceso, le battute
diventano pungenti e velenose...
«la Fiorentina pareggia perché
le manca Can Bartù», dice uno.
Risponde un altro: « gio per
lui che s'è preso le pulci»... e co-
sì via: «Cucchiaroni sta facendo
una bella partita»... «ma gioca
lui o suo figlio? »... «Il Genoa va
proprio forte»... «ma stai zitto,
che fin che era zero a zero trema-
vi »... «che fa il Napoli? »... « soli-
to »... « mannaggia »... «vuol dire
che l’anno prossimo a Genova ri-
vedremo il derby»... «è difficile,
il Genoa vien sicuro in A »... e tan-
te altre frecciate, tra le risate ed
il buon umore generale.

* * *

Ultimo atto: qualcuno beve la
birretta che ha scommesso e vin-
to, ma che fraternamente divide
con l'avversario pagante: altri fan-
no classifiche, statistiche, cartelli
murali da appendere nel quadro
avvisi dello Sporting Club, affin-
ché tutti siano informati...

E poi, purtroppo, cala la teia
sulla «nostra» giornata sportiva.
Ciascuno riprende il suo posto «in
mare »; però tutti in attesa della
domenica successiva, per ricomin-
ciare da capo...

Marol

(da "Eco di Prora”, giornale di
bordo della « Federico C »).

Risate
ai quattro
venti

IN SALETTA UFFICIALI. — Primo uffi.
ciale: « Portami il secondo ». Il camerie-
re sbadato: « Quello di macchina o quel.
lo... di coperta? ».

IL COLMO PER UN COMANDANTE. —
Avere il mal di... plancia.

DAL VERO. — Avviso affisso nella ri-
posteria di prima classe: « Pericoloso an-
centere il stratore ». Traduzione: « E’ pe-
ricoloso accendere l'estrattore ».

IL TIMONIERE PREMUROSO. — L'uffi.
ciale di guardia, vedendo il timoniere con
una fascia nera sul braccio sinistro; do-
manda: « Scusa, chi ti è morto di caro? ».
Il marinaio (facendo le corna): « Nessu-
no ». L'ufficiale: « E allora perché porti
il lutto al braccio sinistro? ». Il marinaio
(meravigliato): « Ma per distinguere la
sinistra dalla dritta... ».

IL NUOVO CARBONAIO. Il caporale:
« Rossi, vai a prendere delle spazzole per
pulire alcuni filtri ». Il carbonaio, con un
po‘ di ritardo: « Ecco, ho trovato soltanto
quella delle scarpe... ».

LEZIONE DI UOMO IN MARE. L'ufficia-
le, il mozzo e il dispensiere equipaggio.
L'ufficiale domanda : « Che cosa faresti ve-
dendo cadere un uomo in mare? ». Il moz-
zo: «Se fosse un passeggero, griderei
“Uomo in mare”; se fosse il dispensie-
re equipaggio, starei... zitto ».

L'ALLIEVO INESPERTO. — Il coman-
dante si reca sul ponte per controllare
la rotta; e chiede all'allievo: « Puoi
dirmi il punto dove siamo? ». Rispo-
sta: «Signor sì! 69 gradi...». Il co-
mandante: « Con questa tua rotta stia-
mo entrando, con la prora, nell'Arena di
Verona... ».

UOMO IN MARE. — Un marinaio di
guardia in coffa, grida al ponte di co-
mando: « Uomo in mare! ». Sibila un
lungo fischio di sirena e i marinai si
apprestano a preparare una lancia. Lo
stesso marinaio grida nuovamente: « Co-
mandante, proseguiamo la rotta. Ho sba-
gliato... ». Il comandante: « Imbecille,
ma che cosa avevi visto? ». Il marinaio:
« Da lontano mi sembrava un vomo, poi
ho scorto che era una donna... ».

SUCCEDE. — Un marinaio distratto,
sentendo un cattivo sapore in bocca, si
recò dal medico: terminata la visita,
questa fu la risposta: « Il polso è nor
male. Vediamo ora la lingua ». Il mari-
naio, aprì la bocca. Il medico guardò,
poi disse: « Beh... anche qui non c'è
male. Piuttosto: perché tenete attaccato
alla lingua un francobollo? ». Il mari
naio felice: «Ecco dove l'avevo messo...».

PRESUNZIONE. — Un pianista si van-
tava con un amico di essere in grado
di conoscere l'ora esatta per mezzo del
suo pianoforte. Per provarlo, sedette al-
lo strumento e incominciò a suonare una
marcia, battendo sui tasti energicamen-
te. Immediatamente si sentì battere il
muro e una voce assonnata gridare:
« Smettetela di suonare, idiota. E l'una
di notte ».

IN TRIBUNALE. — Giudice: « Non è
vero forse che il vostro amico aveva
l'abitudine di parlare tra sé e sé, quan-
do era solo? ». Testimone: «A dire la
verità, signor giudice, io non ero mai
con lui quando era solo... ».

(Spigolature dai giornali di
bordo della Linea «C »)


















Quinta puntata della
storia della Linea "C,, DP



liete e meno liete
dell'«Enrico Costa»

Una dopo l'altra, le navi della
LINEA «C» rivivono attraverso
queste brevi rievocazioni nella
mente di centinaia di nostri letto-
ri che furono, un giorno, protago-
b di tante avventure.

ina che apriamo oggi è
SA "a piroscafo « Enrico Co-
sta» gemello dell’« Eugenio C ».

Il piroscafo assunse il nome di
«Enrico C.». Al momento dell’ac-
quisto da parte della LINEA «C »
si chiamava « Cerasus» e batteva
bandiera inglese. Fu iscritto nel
Libro matricola del Compartimen-
to Marittimo di Genova il 4 ago-
sto 1934 per acquisto dall'estero.
L'atto di nazionalità porta invece
la data del 13/2/1935 e il nume-
ro 792.

L’« Enrico Costa» svolse pratica-
mente una attività simile a quella
dell’« Eugenio »; effettuò, per con-
to della Società « Cosulich », viaggi
con mercanzie generali e legname
da Belem (Nord Brasile) a Trieste
e Fiume. Un genere di lavoro, in
sostanza, perfettamente corrispon-
dente agli scopi per cui era stato
costruito. E forse, trasportando
merci, avrebbe concluso la sua car-
riera ‘dopo lunghi anni di onorato
servizio se, come già è accaduto
per altre navi, non fosse soprag-
| giunta la guerra a trasformare ogni
at ività, a rendere la navigazione
ifficile e movimentata e a stron-
‘care prima del previsto la vita stes-
sa della nave.

A bordo dell’« Enrico Costa» si
succedettero numerosi comandan-
ti; ricordiamo il cap. Daneri, il cap.
Agen, il cap. Simeone Lucchetta €
il cap. Mario Bruzzone, attuale co-
| mandante della « Anna C ».

Mario Bruzzone è particolarmen-
te legato all'« Enrico Costa», per
diversi motivi. Ari assunto dal-
la Ditta Costa, nel 1934, fu inviato
in qualità di primo ufficiale a Fal-
mouth cer prendere imbarco pro-
prio sulla nave di cui stiamo par-
lando. E vi rimase per circa di-
ciannove mesi; poi passò ad altre
navi della «Linea C». Ma era de-
stino che dovesse tornare sull'« En-
rico C »; e infatti vi tornò, come
comandante, dal 14 gennaio al 21
giugno 1940, in un periodo parti-
colarmente denso di avvenimenti.

Infatti, pur non essendo ancora
l'Italia entrata in guerra, già era
in corso sui mari una battaglia sen-
za esclusione di-colpi fra Inghilter-
ra e Germania, per il predominio
‘dei traffici. Le navi non belligeran-
ti, come quelle italiane per esem-
pio, frequentando le acque territo-
riali delle due Nazioni citate dove-
vano a scanso di brutte avventure,
portare sulle fiancate, ben visibili,
i segni di riconoscimento. Così, an-
che l'« Enrico Costa» — che in
quel periodo era adibito al traspor-
ito del carbone fra l'Inghilterra e
l'Italia per conto del « Monopolio
Italiano Carboni» — aveva dipinte
n fianchi grandi bandiere trico-
ori.

1 Il Cap. Bruzzone ricorda, di quei
\fempi, alcuni interessanti episodi.
«In uno dei miei primi viaggi»,
dice, «ero in rotta per Hull, dove
‘dovevo caricare del carbone. Già
‘avevo doppiato Capo OQuessant e
Stavo dirigendomi verso la Manica,
quando ricevetti dall'Italia un mes-
saggio cifrato. Mi si impediva di
attraversare la zona Dover-Calais
di notte; avrei potuto farlo soltan-
to di giorno e seguendo rotte pre-
tabilite, segnate da boe. Poiché












quando ricevetti il messaggio era-
vamo già nelle prime ore della not-
te, dovetti ridurre la velocità e in-
crociare sempre nello stesso spec-
chio acqueo in attesa che giunges-
se il giorno. La navigazione era
difficilissima; le coste erano prive
di qualsiasi luce, non c'era alcun
segnale per la nebbia, le Stazioni
Radio Goniometriche erano inatti-
ve. Il tutto per l'evidente motivo
che eravamo in zona di guerra. A
questi motivi contingenti si aggiun-
ga che nella zona le Cona sono
notoriamente molto forti...

Fu una notte veramente difficile;
l’« Enrico Costa » navigò sempre al-
la cieca, cambiando continuamente
rotta. Per ortuna, nulla si verificò
di grave. Ma le disavventure non
erano finite. Verso le quattro del
mattino, il comandante Bruzzone
si accinse a stabilire l'esatta posi-
zione dell'unità per dare inizio alla
navigazione regolare. « Purtroppo »,
dice, « mi resi subito conto di non
poter nemmeno fare un punto sti-
mato sul quale poggiare un certo
affidamento. Continuando a scan-
dagliare (con scandaglio a mano)
per evitare di trovarsi su qualche
bassofondo, decisi di attendere an-
cora, fino al sorgere del sole. Ma
di colpo, improvvisamente, ecco vi-
cino a noi spuntare una piccola
luce. Pensando si trattasse di un

Una rara foto dell’« Enrico Costa » gentilmente fornita dal R.T. signor Mudu.

837 84

See Chart 188, Catania to Cefalu, including the Stretto di Messina .
70 See

843 s0L
Da 917 va
.—r





> LE ECCEZIONALI AVVENTURE

01
808 Area

743

Caution N°2
671

6535 269
Gp.Fl/2/12. CO, 190
2 sac 87 5

mm

La cartina indica il punto esatto in cui, quattro miglia a nord della

Stazione di vedetta di S. Todoro di Caronia, è affondato il piroscafo

« Enrico Costa ». Da ricerche che abbiamo effettuato presso l'Ufficio

storico della Marina, risulta che un relitto si trova giacente, a circa
70 metri di profondità, a: Lat. 38°5',7 e Long. 14°27’,4.

peschereccio cominciammo a fare
segnali col proiettore alta scopo di
chiedere la posizione...

Ma le... meraviglie erano all’ini-
zio. Per tutta risposta, l’« Enrico
Costa» si trovò completamente il-
luminato dai fasci dei potenti riflet-
tori di una nave da guerra: si trat-
tava, per l'esattezza, di una nave
pattuglia di nazionalità inglese.
« Infatti », racconta ancora il cap.



Bruzzone, «ci venne subito intima-
to di fermare le macchine, mentre
la nave ci gireva tutto attorno per
uno scrupoloso controllo. Poi si fer-
mò e vedemmo mettere a mare una
lancia con un ufficiale e un pic-
chetto di marinai armati. Giunta
la lancia sotto bordo, l'ufficiale
chiese una biscaglina. Di lì a pochi
minuti, erano tutti sull’ «Enrico Co-
sta» per dare inizio a una ispezione
in piena regola. Controllarono tutti
i documenti della nave, le carte
nautiche, si assicurarono che tutti
gli uomini dell'equipaggio fossero
di nazionalità italiana. Quindi ci
dettero il .permesso di proseguire
la navigazione; anzi, ci fornirono
la nostra posizione esatta e ci in-
dicarono la rotta di sicurezza da
seguire per il Canale di Dover...

Una avventura finita a lieto (i
come quella, del resto, capitata in
un secondo viaggio sempre dall'Ita-
lia per Hull, « Secondo le nuove
disposizioni », spiega il comandan-
te Bruzzone, « dovevamo ancorar-
ci alla foce del Thames, in una zo-
na chiamata « The Down »; qui do-
vevamo restare in attesa, con altre
navi di nazionalità diversa, che ve-
nissero formati grandi convogli, an-
che di 50-60 navi, che avrebbero
proseguito la navigazione scortati
da navi da guerra e da aerei ingle-
si. L'attesa, a volte, si protraeva
per parecchi giorni. Dunque, quella
volta, giunti nella zona di ancorag-
gio, trovammo subito sorprese non
liete. A causa del cattivo tempo,
diverse mine si erano staccate dai
campi minati realizzati dagli stessi
inglesi a nord delle secche “di Good-
wing. Trasportate dalla corrente,
le mine scendevano proprio verso
la zona in cui eravamo ancorati.
Tutte le misure di sicurezza erano
in funzione. Noi avevamo dato fon-
do a entrambe le ancore e aveva-
mo filato circa sei lunghezze per
parte. Normalmente, un dragamine
effettuava servizio di sorveglianza,
aggirandosi nei dintorni e facendo
saltare le mine avvistate con raf-
fiche di mitragliatrice, dpRure tra-
scinandole via con reti...

Anche sull’« Enrico ua » il ser-
vizio di sorveglianza era continuo;
notte e giorno, un marinaio era di
vedetta sul ponte di comando. E
fu proprio uno di questi marinai,
un giorno, a dare l'allarme: una
mina alla deriva veniva trasporta-
ta dalla corrente verso la nave ita-
liana. Venne dato subito l'allarme.
« Appena giunto sul ponte», dice

(Continua in 4.a pag.)

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre



TG

COOPERATIVA :
EDILIZIA

AUXILIUM i:
U. 6. 1° DD;

Informiamo i nostri letto-
tori che la Cooperativa Edi-
lizia « AUXILIUM - UCID »,
con sede in Genova (Via As-
sarotti, 7) mette a disposi-
zione dei lavoratori alloggi
nelle zone di Genova - Grana-
rolo (già ultimati) e in Ge-
nova - Salita Angeli (in cor-
so di ultimazione). E’ previ-
sto nel prossimo anno un al-
tro importante lotto nella
zona di S. Fruttuoso alta
(Valle del Sole - Via Ber-
ghini).

Tutti gli appartamenti in
questione, da quelli minimi
a quelli più grandi, sonò mu-
riti di ogn' conforto indi- %
spersabile e vengono asse
gnati a condizioni di riscatto
molto favorevoli e cioé: il 75
per cento del costo può esse-
re ammortizzato in 25 anni
a rate semestrali (lire 40 mi-
la per ogni milione mutuato)
e di conseguenza soltanto il
25 per cento potrà essere an-
ticipato dall’assegnatario su
di un costo-vano di circa
700.000 e 750.000, 1 seconda
della zona richiesta. Le co-
struzioni sorgono in zon2 pa-
noramiche, tranquille e so-
leggiate.

Col minimo di anticipo e
con rate injeriori ad un nor-
male costo di affitto, ognu-
no può raggiungere la pro-
prietà dell'alloggio.

Per ultericri informazioni,
per la visita agli alloggi e
per quanto necessario, ci si
può rivolgere direttamente
alla Cooperativa «AUXI-
LIUM - UCID ».









Medaglia d’oro

di lunga navigazione

Il marittimo in pensione G.
B. Terzi, in servizio presso la
nostra Compagnia dal 1947 ai
1959, è stato insignito della me-
daglia d’oro di lunga navigazio-
ne (trentotto anni sui mari). Lo
ambito riconoscimento gli è sta-
to consegnato personalmente
dal Ministro della Marina Mer-
cantile, on. Macrelli, a Genova
il 16 giugno 1962. ;

Al signor G.B. Terzi — per
lunghi anni apprezzato nostro
dipendente — î più vivi com-
plimenti di Notiziario ”C”.

«Pasqua dell'equipaggio»

La «S. Pasqua dell'equipaggio » è
stata celebrata, sulla « Federico € »
la prima domenica di maggio, ri-
correndo anche la festa della « Stel-
la Maris ». Alla S. Messa celebrata
dal Cappellano Mons, Adelchi Ta-
vano, ha fatto seguito l'ammini-
strazione della (Cresima a quattro
marittimi. Il tutto si è poi conclu-
so con una cordialisima bicchierata
pasquale.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro



RNALE DI BORDO *.



In un clima elettorale entusiasmante, si sono svolte a bordo della « Anna € »
le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione che ha il compito di organiz-
zare l’attività varia della « Saletta soggiorno equipaggio ». Numerosi i partiti
in... lizza e accanita la campagna svolta con comizi da parte di tutti i... can-
didati, Qualche partito ha tentato... per vie antidemocratiche e reazionarie,
di partecipare alla competizione, ma è stato subito... messo al bando. I rag-
gruppamenti in lizza erano: « Carabottino », « Enemigo del trabajo » e « Sec-
chio caffettiera ». Per essersi presentati dopo il termine fissato, sono state
escluse le liste: « Piramidone », « La Lanterna », « O amigo da onca », « Mani-
chetta e frettazzo ». A quanto ci hanno comunicato i nostri « inviati naviganti »
U. Marmorato e Giovanni De Francisco, il partito del « Secchio » si è subito
messo in evidenza, con una campagna bene impostata. Un candidato, Anto-
ni Carossa, mentre teneva... comizio ha ricevuto la visita della cicogna con
l'annuncio di un nuovo figlio. Ed ecco i risultati: « Secchio caffettiera » voti 87;
« Carabottino » voti 41; « Enemigo del trabajo» voti 35. Il consiglio è così
formato: presidente Misuri; vicepresidente Ravecca; segretario signora Badini;
cassiere, Piromalli; coordinatore, Favretto; stampa, Vinci.



La vita dell’ «Enrico Costa»

(Segue dalla 3.a pag.)
il cap. Bruzzone, «vidi una mina
dirigersi verso di noi: era del tipo
più grande di quelle che normal-
mente venivano avvistate. Subito
alzammo segnali a bandiere che si-
gnificavano Mina in vista e comin-
ciammo a segnalare col proiettore,
chiedendo l'intervento del dragami-
ne. I minuti passavano e l'aiuto
non arrivava. Allora ordinai a tut-
to l'equipaggio di radunarsi in co-
perta pronto a sistemarsi nelle lan-
ce in caso che la mina avesse col-
pito la nave. Rimasi solo sul pon-
te, continuando a osservare la mi-
na che si avvicinava sempre più.
Furono attimi di estrema ansia. La
mina era ormai prossima alla na-
ve. Poi la vidi inesorabilmente e
lentamente sparire sotto il masco-
ne di prora... Che cosa feci? Trat-
tenni letteralmente il fiato, in at-
tesa dell’esplosione. I secondi pas-
savano e l'ansia cresceva, lo scop-
pio non si sentiva. Dopo qualche
minuto scesi in coperta e mi af-
facciai per guardare sottobordo. E
potei finalmente tornare a respi-
rare: la mina che fino a pochi istan-
ti prima sembrava ci dovesse colpi-
re, giunta in vicinanza delle catene
delle ancore, forse deviata dal mu-
linello che vi si formava, passò
attraverso le stesse; e lentamen-
te, a circa un metro di distanza
dallo scafo, continuò a scorrere lun-
go il fianco, passando. poi libera di
poppa. Appena scampato il perico-

lo, la nostra attenzione fu attrat-
ta dai. segnali di soccorso di una
nave» greca che era dietro di noi
e che era prossimo bersaglio della
mina. Fortunatamente, anche in
questo caso tutto si concluse lieta-
mente. Il dragamine di guardia, at-
tratto dai nostri segnali prima e
da quelli della nave greca poi, so-
praggiunse in tempo a far saltare
il terribile ordigno con una ben
precisa raffica di mitragliatrice...».

La fortuna non fu purtroppo
sempre amica dell’« Enrico Costa »;
requisito e adibito a trasporti mi-
litari, affondò il 26 giugno 1941. E-
rano le ore 13,06, stava navigando
a circa quattro miglia a nord della
Stazione vedetta di San Todoro di
Caronia (Sicilia) quando venne col-
pito in pieno da un siluro. Tutto
l'equipaggio riuscì tempestivamente
a mettersi in salvo.

MATRIMONI

e Cameriere Romano Traco-
gna con la signorina Paola Gran-
do (Buenos Aires, 12/5/1962).
® Cameriere Lorenzo Lercari
con la signorina Delfina Caval.
lo (Monterosso al Mare di La
Spezia, 2 maggio 1962).

@® Cameriere Nicola Palestini
con la signorina Mina Ludovico
(San Benedetto del Tronto, 2
giugno 1962).

Agli sposi giungano le feli-
citazioni e gli auguri più vivi da
parte di Notiziario ”C,,.

NASCITE

@ La casa del garzone Gabrie-
le Ammatuna è stata allietata,
il 19 aprile 1962, dalla nascita
di una vispa pupetta alla quale
è stato imposto il nome di Pa-
trizia.

@® Fiocco azzurro in casa del
garzone Antonio Carossa: il 10
aprile 1962 è giunto un bel ma-
schietto, chiamato Gianni.

@® La cicogna è giunta per la
prima volta nell’abitazione del
cameriere Emilio Dadà: ha por-
tato Federico-Giuseppe.

@ A Torre del Greco, l’abita-
zione del ripostiere Pietro Raio-
la è stata allietata dall’arrivo di
un bel bambino, cui è stato im-
posto il nome di Federico.

Ai genitori felici vive congra-
tulazioni; aì piccoli tanti au-

guri.
LUTTI

* Lorenzo Canepa, orchestra-
le sulle navi della ”Linea C” è
deceduto il 22 aprile 1962; era
nato a Genova e aveva cinquan-
ta anni. Sulle nostre navi dal
gennaio 1955, aveva prestato ser-
vizio sulla «Franca C», sulla
«Anna C» e sull’« Andrea C».

X% Pio Botto, Maestro di casa
sulle navi della linea ”C” dal
1974, è morto a bordo dell « An-
na C», in navigazione, l’8 mag-
gio 1962; era nato a Lerici l’8
ottobre del 1900.

* Alfondo Burgio, marconista,
nato a Ravanusa (Agrigento) il
23 giugno 1904, è deceduto il 25
aprile 1962 per tragico infortu-
nio a bordo della t/n « Pia Co-
sta ». Era sulle navi della Linea
”C” dal 1948.

Notiziario ”C”, nel dare il do-
loroso annuncio della scompar-
sa di tre valorosi dipendenti,
si associa al lutto dei familiari
per la grave perdita e porge ad
essi le più sentite condoglianze.





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale

Anno II - N.3 - Maggio-Giugno 1962

Spedizione in abb. post., Gruppo IV





Genova,
__ Tel. 58.18.51 - Casella
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961

FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Via D'Annunzio 2 (piano XX)
postale 492 —



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