Notiziario "C", n. 1 - 2, 1962

Contenuto

Notiziario "C", n. 1 - 2, 1962
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- La nuova nave, p. 1
- Successi a catena per i calciatori del Gruppo Sportivo "C", p. 2
- "Federico" la nave forte e coraggiosa sconfitta da un siluro, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4
- La costruzione C. R. d. A. N.° 1884, p. 5
- Lettera a tutti i marittimi, p. 6
- Il cuore del marinaio, p. 6
- L'avventurosa esistenza dell'"Eugenio C", p. 7
- Giornale di bordo, p. 8
Data testuale
1962 gennaio - aprile
Estremi cronologici
gennaio 1962 – aprile 1962
Consistenza
pp. 8
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/07
Collocazione
Emeroteca
contenuto
ue 9 ee
mel. NOTIZIARIO

S\
sù 99

tri

Linea

C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno II - Numero 1-2 - Gennaio-Aprile 1962 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

La nuova
nave

Nel numero 5 di « Notiziario
C», dando l'annuncio della tra-
gica fine della « Bianca C », con-
cludevamo con queste parole:
«Tuttavia anche le prove più
dure della vita devono essere
affrontate con fortezza e so-
prattutto con ferma fede nella
Divina Provvidenza, la quale
attraverso di esse, forgia un
migliore futuro; come un se-
me, che per sviluppare una
bella pianta deve distruggersi
nella terra. Ci auguriamo che
il sacrificio della "Bianca C”
possa far sorgere un giorno
una nave più bella ».

Siamo lieti di annunciare, a
tutti i nostri dipendenti, che
quel « giorno » è venuto. Fra la
«Linea C» e i Cantieri Riuniti
dell'Adriatico di Trieste — co-
me del resto ha già riportato
tutta la stampa italiana — è
stato perfezionato l'accordo
per la costruzione di una gran-
de e modernissima turbonave.
L'unità verrà consegnata alla
fine del 1964 ed entrerà in linea
nei primi mesi del 1965. Men-
tre ci riserviamo di comuni-
care nel prossimo numero di
«Notiziario C » tutti i partico-
lari della nave, anticipiamo che
avrà una stazza di circa 29 mi-
la tonnellate, ed una velocità
di crociera di circa 27 nodi.

Perché abbiamo scelto la via
di una nuova costruzione e non
quella dell'acquisto di una vec-
chia unità?

Rispondiamo.

Ben nota è la velocità con
cui il progresso tecnico si evol.
ve in ogni settore, particolar-
mente in quello dei trasporti.

I servizi aerei in pochi anni
hanno ridotto solamente ad
ore il tempo di viaggio per il
Sud America, migliorando il
confort a bordo. Perciò la na.
ve potrà in futuro mantenere
una buona posizione solamen:
te se potrà abbinare anch'essi
una ragionevole riduzione de
tempi di viaggio al miglior con-
fort per ogni ordine di posti.

E’ solo possibile ottenere
ciò da una nuova nave come
quella che è stata pensata e
realizzata con visione ampia e
generale della futura attività
della Linea C. ; 9 La turbonave « Pia Costa » nel porto di New York. Sullo sfondo dei famosi grattacieli, la nostra bella unità

Gli Armatori si staglia solenne, affiancata da due rimorchiatori.



Successi a
Sportivo “G,,

Il problema dell’impiego del
«tempo libero» si è presenta-
to, per le grandi Aziende, con
sempre maggiore importanza in
questi ultimi tempi. Come utiliz-
zare il tempo libero da orari di
lavoro? Quali gli svaghi prefe-
riti dai dipendenti? Quale diver-
timento sano, moralmente e fi-
sicamente? Quale lo sport più
in voga?

Fra le attività più seguite tro-
viamo il gioco del calcio; un gio-
co, è bene dirlo subito, ancora
seguito con lo spirito dilettan-
tistico di un tempo, quando le
parole « ingaggi », « premi di par-
tita », «trasferimenti » non era-
no ancora di moda. Dilettanti-
smo vero e proprio, come è ap-
punto quello praticato dal Grup-
po Sportivo «C», fondato nel
lontano 1949 e oggi all’avanguar-
dia fra i complessi sportivi del-
le grandi Aziende genovesi.

La storia di questa squadra
di calcio è tutta un succedersi
di affermazioni, di vittorie, (an-
che di sconfitte d’accordo: ma
sempre accettate con onore, al-
la insegna della più completa
lealtà).

Il Gruppo, come abbiamo det-
to, fu fondato nel 1949; iniziò
subito l’attività con una squa-
dra di calciatori, formata da di-
pendenti della Ditta. Il... batte-
simo del fuoco fu il « Primo tor-
neo estivo » organizzato dal Cen-
tro Sportivo Italiano denomina-
to « Coppa Amatori ». Nello stes-
so anno, il Gruppo Sportivo
«C» — sotto la presidenza del
compianto dottor Federico Co-
sta — diede l’avvio alle gite so-
ciali divenute ormai tradiziona-
li; la prima gita fu a Casella e
l'iniziativa si realizzò anche ne-
gli anni seguenti (ad eccezione
del 1959) con una sempre più
folta partecipazione degli atleti,
dei dipendenti e dei familiari.

La squadra di calcio si « tem-
prò », diciamo così, per due an-
ni in una vasta attività ricrea-
tiva, comportandosi sempre ono-
revolmente. Poi, nella stagione
1954-55 il grande salto: iscritta
per la prima volta al Campio-
nato Juniores, organizzato dal
C.S.I., fu la vera sorpresa del-
la manifestazione, tanto da ter-
minare al secondo posto nel
campionato provinciale, ad un
solo punto dalla prima classi-
ficata.

Nel 1956-57 ci fu, per il Grup-
po Sportivo, una specie di sta-
si, quasi un riposo prima di ci-
mentarsi in nuove e più difficili
prove. E così dicasi per la sta-
gione successiva che vide, alla
presidenza, il signor Giovanni
Costa.

Ormai la squadra — da tutti
ammirata, oltre che per il gio-
co, anche per la correttezza —
era pronta per altri traguardi.
Nella stagione 1958-59, con faci-
lità, vinse il titolo provinciale,
poi quello regionale. E andò co-
sì a rappresentare la Liguria

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due



calena per i calciatori del Gruppo




Questo è l’« undici » al completo della squadra di calcio del Gruppo Sportivo « € »; una formazione che si è fatta

e si sta facendo onore all'insegna dello sport visto sotto la forma

alle finali interregionali, com-
portandosi in misura più che
onorevole.

L’anno dopo, sempre nel cam-
pionato provinciale, si classifi-
cò seconda. Il Gruppo Sportivo
«C» era ormai la squadra da
battere. Nel 1960-61, fu ancora
campione provinciale e regiona-
le della categoria dilettanti, ag-
giudicandosi la promozione.

Il «libro d’oro» del Gruppo
Sportivo «C» è giunto al ter-
mine; attualmente è impegnato
nel campionato di seconda cate-
goria dilettanti, organizzato dal-
la F.I.G.C. (Girone D); al termi-
ne del girone d’andata, la squa-

dra si trovava al secondo posto
in classifica, ad appena un pun-
to dalla prima. Tutto fa pertan-
to prevedere che l’ultima parte
del campionato sarà durissima,
con partite di grande impegno.
Se il Gruppo Sportivo « C » vin-
cerà il Girone, la squadra sarà
ammessa alla disputa del cam-
pionato di prima categoria F.I.
G.C. (Ex-Promozione).

* « *

Ma l’attività del Gruppo Spor-
tivo «C» non è limitata al gio-
co del calcio. Ricordiamo anche
l’organizzazione e la partecipa-
zione a tornei boccistici, con al-



Quante Coppe ha vinto la squadra calcistica? Tante e tutte bellissime,
come si vede nella foto che pubblichiamo. Qualche ambito trofeo è
rimasto addirittura fuori «quadro »...

del più puro dilettantismo.

cune vittorie di rilievo consegui-
te in altri tornei indetti dal C.S.I.

Questo per quanto riguarda
l’attività a terra. Ma tutte le no-
stre navi, poi, hanno una loro
attività sportiva intensa e mul.
tiforme. Si è giunti alla istitu-
zione di numerosi « Clubs » con
attività che va dal foot-ball al
ping pong, dal tiro al piattello
allo scopone, ecc. Anche qui si
agisce in quel settore del « tem-
po libero » che ha come finalità
di offrire a tutti i dipendenti
una sana e piacevole ricreazione.

Già che siamo in argomento,
vorremmo rivolgere un invito a
tutti i «Clubs» di bordo. Sap-
piamo che esercitano una ntti-
vità continua e interessante, in
cui lo sport, inteso serenamen-
te, assume anche un aspetto ri-
creativo.

Ci rivolgiamo pertanto a tut-
ti i «Clubs» di bordo pregan-
doli di trasmetterci in forma
sintetica (lo spazio, purtroppo,
non è abbondante, e bisogna
cercare di accontentare tutti)
brevi resoconti delle loro gare,
dei loro progetti. E naturalmen-
te anche î nomi dei vincitori,
dei campioni...

Dunque siamo intesi. « Noti-
ziario C » vuol diventare un po’
il portavoce ufficiale dell’attivi-
tà sportiva a bordo. Tramite il
nostro giornale ogni equipaggio
sarà informato sull’attività del-
l’altro, originando, probabilmen-
te, fieri propositi di emulazione,
intesi logicamente sotto il se-
gno della lealtà sportiva. E chis-
sà che, un giorno, non si arrivi
a iniziative veramente interes-
santi.

La... corsa alla notizia è aper-
ta: chi giungerà primo al tra-
guardo di « Notiziario C »?







berza puntata della
storia della “ Linea C,,



la nave forte e coraggiosa

sconfitta da un siluro

La terza pagina del grande libro
della « Linea C » (abbiamo già par-
lato del « Ravenna» e del «Lan-
gano ») porta il nome del « Federi-
co»; una nave che, come vedremo,
ha avuto una esistenza piuttosto
movimentata, a tratti. addirittura
romanzesca.

Il « Federico » (la lettera ”C,, non
era ancora apparsa sulle fiancate
delle nostre unità) fu iscritto al nu-
mero 1730 di matricola del Com-
partimento Marittimo di Genova il
26 dicembre del 1931, per acquisto
dall’ Estero, precisamente dall’ O-
landa. Si chiamava «Ilos» ed era
stato costruito nei cantieri « Vige-
sak » di Brema nel 1920. La stazza
lorda era di 1465,84 tonnellate, quel-
la netta di 864,88; era lungo metri
75,41, largo 10,30, alto 5,91. Altre
caratteristiche: due ponti, due ai-
beri, macchine a triplice espansio-
ne della stessa ditta costruttrice;
tre cilindri (415, 476, 1120), HP 713
(giri 90), due caldaie, quattro for-
ni. Una nave ottima, per quei tem-
pi, con una velocità di dieci/undici
nodi.

Il comandante Bartolomeo Dul-
becco di Porto Maurizio si recò a
prelevare la nave in Olanda e la
portò a Genova, con un carico di
carbone. Nella Superba il «Fe-
derico » venne sottoposto a lavori
di verifica e quindi fu pronto per
iniziare la sua nuova attività.

Il comando fu affidato al com.
Giovanni Sardi, già noto ai nostri
lettori avendone parlato a propo-
sito del « Ravenna » e del « Langa-
no». Cominciarono i viaggi nel
Mediterraneo, con trasporto di olio
e di fosfati. Una attività pretta-
mente commerciale che, però, non
durò a lungo. Destino del « Federi-
co» fu infatti quello di svolgere,
successivamente e sempre con ono-
re, i più disparati viaggi. Venne in-



fatti noleggiato al «Lloyd Triesti-
no» per un servizio di linea fra il
Medio Oriente e Trieste. Intanto, il
comando era stato ripreso dal cap.
Dulbecco, mentre il comandante
Sardi era tornato sul « Langano ».
Sotto il « Lloyd Triestino » la nave
rimase per circa due anni, traspor-
tando passeggeri, posta e merce va-
ria; un itinerario di tutto prestigio,
se si considera che includeva ben
trentadue porti.

Ci fu poi, per circa un anno, un
altro spostamento di servizio; sem-
pre per conto del « Lloyd Triesti-
no » e al comando del cap. Agen di
Porto Maurizio, il « Federico » svol-
se regolare attività sulla linea Geno-
va- Mar Egeo. La nave aveva vera-
mente un «nome », era considerata
una delle migliori per la sua soli-
dità, per la sua capacità (in rap-
porto logicamente al tonnellaggio)
e per le sue attrezzature; aveva, per
esempio, bighi della portata di dodi-
ci tonnellate.

Ma ormai i traffici di cabotaggio
erano terminati. Il « Federico » nel
1936 ebbe un ulteriore trasferimen-
to: quello per la navigazione fuori
degli Stretti, nel Mare del Nord
Europa. Per tre anni, e cioè fino al
1939, fu moleggiato «Time Char-
te » alla società inglese « Golden
Cross » di Bristol che lo adibì al
traffico di merce varia dal Mediter-
raneo (Italia, Grecia, Tunisia e Al-
geria) al porto di Bristol. Non solo,
ma dopo la discarica a Bristol, ge-
neralmente il « Federico » riprende-
va il mare per trasportare carbone
dai porti del Canale di Bristol (Car-
diff, Barry-Dock e Swansea) al Me-
diterraneo (quasi sempre porti ita-
liani). Dopo la discarica del carbo-
ne, si procedeva alla pulitura delle
stive (lavaggio d’acqua dolce con
manichette); quindi si caricavano le
merci varie dai diversi porti medi-

} “SFEDERICO,,







te Se 3 "o Î n
Fuscalda C& zo”
î +] M&
Paoka\8

sea È see A
Il punto in cui è affondato il «Federico », a sud di Capo Bonifati,
colpito da un siluro mentre trasportava un carico di carbone.

terranei (Genova, Napoli, Livorno,
Messina, Sfar, Algeri, Tunisi, Ora-
no). Una attività imponente e senza
sosta, come si vede, estesa anche
ad altri settori. Per esempio, duran-
te il periodo della esportazione dal-
la Grecia della uva passa in casset-
te, la nave veniva caricata comple-
tamente di tale frutta che trasporta-
va, solitamente dai porti del Pireo
e di Patrasso, in Inghilterra.

In questa « parentesi inglese », il
« Federico » ebbe due « condottieri »;
prima il capitano Tebaldi, poi il
cap. l. c. Mario Bruzzone, ultimo
comandante prima che la nave ve-
nisse, allo scoppio delle ostilità,
militarizzata come tutte le unità
mercantili e adibita a servizi di ca-
rattere bellico. E fu la fine, perchè
il « Federico » — che aveva superato
tante tempeste della natura — non
riuscì a superare la violenza della
guerra. Il 28 luglio del 1941, infatti,
stava dirigendosi verso lo stretto di
Messina, con un carico di carbone,
quando all’altezza di Cetraro, a
sud di Capo Bonifati fu colpito
da un siluro. Affondò quasi istan-



Il «Federico » fotografato a Candia il 17 settembre 1933. Si noti il guidone postale e la ciminiera di color nero,
caratteristica del « Lloyd Triestino », Società alla quale la nave era stata in quel. periodo noleggiata.

taneamente, a circa tre miglia dalla
costa. E purtroppo un uomo del-
l'equipaggio non riuscì a salvarsi e
seguì la nave nella sua tragica fine:
il fuochista Mario Candi che a-
veva 4l anni.

Abbiamo rievocato l’ultimo perio-
do «civile» del «Federico» (cioè
quello del servizio fra il Mediterra-
neo e l’Inghilterra) col cap. supe-
riore di lungo corso Mario Bruz-
zone. « Quanta esperienza », ci ha
detto, «ho acquistato sul « Federi-
co », la prima nave che comandai!
Quante tempeste e quanti cicloni af-
Îrontati e superati. Ricordo che la
nave aveva, come tutte del resto in
quei tempi, un solo strumento nau-
tico a bordo: la bussola magnetica.
Eppure superava impavida il Golfo
di Guascogna, che è tutto dire, navi-
gava nei mari inglesi coperti di neb-
bia e sempre a pieno carico. A bor-
do non c’era nemmeno la radio tra-
smittente, perchè secondo le leggi
di allora la radiotelegrafia era ob-
bligatoria soltanto per le navi con
stazza lorda superiore alle 1900 ton-
nellate. Per fare i telegrammi agli
Armatori o alla Società noleggiatri-
ce dovevamo, come gli antichi basti-
menti a vela, poggiare verso qual-
che semaforo per comunicare con
segnalazioni a bandiera, secondo il
Codice Internazionale dei Segnali ».

Il comandante Bruzzone ha rievo-
cato per « Notiziario C » anche due
episodi altamente drammatici.

Un inverno, il « Federico » partito
da Bristol era diretto a Liverpool,
zavorrato e con pochissima merce.
All’altezza di Cardiff si incontrò un
vento fortissimo che ebbe in breve
la meglio sulla nave vuota. « Deci-
si», dice il comandante Bruzzone,
«di ancorarmi nella rada stessa di
Cardiff in attesa del bel tempo. Ma
una notte si abbattè su di noi una
vera tempesta, così che per non
scarrocciare e finire sulla costa,
fummo costretti, con sei lunghezze
di catena per ogni ancora a restare
fino all’alba con la macchina avanti
adagio. E proprio all’alba, in queste
condizioni, vedemmo vicino a noi,
a circa 200 metri, una nave lettone
di 8 mila tonnellate che stava mano-
vrando per ancorarsi. Ma l’ancora,
per colpa del vento, non tenne e la
nave ci venne addosso come un bo-
lide, battendo con violenza contro
il diritto di prora, strisciando poi
sul fianco destro. Tutti pensammo
di colare a picco, invece tutto si li-
mitò allo sfondamento di tutte le
lamiere del diritto di prora per cir-

(Continua in 4.a pagina)

NOTIZIARIO ‘“C,,: pagina tre

ago

Un bugliolo, però...

UNA GIORIOSA BANDIE RA-
UNA"C,AFFERMATA Wi

NEL M\ONPO -



Quando i marittimi scherzano, o, meglio, quando allo scherzo dei
marittimi partecipano anche i fotografi, allora ne consegue un risultato
come questo. La foto che ci è stata inviata, recava sul retro, anonima,
la seguente battuta: « Spirito... goldoniano ». Se fossimo poliziotti, ini-
zieremmo una inchiesta per rintracciare l’autore dello scherzo, d’altron-
de, per gli iniziati, facilmente individuabile. Chi ha posto il bugliolo fuo-
ni.. posto? I « NON TECNICI » lo deplorano. E’ uno scherzo che ci ha
fatto veramente piacere e, altrettanto scherzosamente, saremmo quasi
tentati di premiarne l’autore, magari per la foto. Ma trattandosi di un

professionista non ci è possibile.

“FEDERICO ;:

(continua dalla 3.a pagina)

ca due metri. Le paratie stagne del
gavone di prora per fortuna aveva-
no resistito, così che dopo una ri-
parazione provvisoria in cemento a
Cardiff, potemmo raggiungere Li-
verpool per i necessari lavori in
bacino... ».

L'altro episodio accadde nel gen-
naio 1939, durante un viaggio, con
un carico di pece, da Londra a Sète
(Francia). L'equipaggio comprende-
va 22 uomini, primo ufficiale era
l’attuale comandante della « Maria
Costa », cap. Chalvien; nostromo era
il signor Conte, di Porto Maurizio,
deceduto durante la guerra a bordo

dell’« Eugenio C ». « Doppiato Capo
Quessant », ricorda il cap. Bruzzo-
ne, « procedemmo verso il Golfo di
Guascogna. Il tempo era bello, ma
la tempesta scoppiò improvvisa. In-
dietro non si poteva tornare. E così
dovemmo subire un vero uragano
con raffiche di vento a 120 chilome-
tri l’ora. Lottammo per sei giorni,
disperatamente, contro tre uragani,
uno più terribile dell’altro. Il « Fe-
derico » sembrava perduto, investi-
to da ondate alte 16 metri. Per tre
volte sì guastò il frenello del ti-
mone e dovemmo sempre ripararlo
assicurando con sagole il nostromo
e î marinai, per evitare che venis-
sero trascinati via. Al quarto giorno
la nave era un relitto: le lance di



pre-bellico:

Grazie a tutti.



Cinquemila lire al miglior collaboratore

« Notiziario C » gradirebbe ricevere fotografie e particolari rela-
tivi alle seguenti navi, appartenenti alla « Flotta C», nel periodo

« Eugenio C», « Enrico Costa »,
C. », « Giacomo C. », « Caterina C. ».

A titolo di collaborazione, « Notiziario C » premierà con cinque-
mila lire la migliore foto che riceverà e che verrà, naturalmente, pub-
blicata. Inviateci sulle navi sopra indicate anche episodi, avventure,
dati, ecc. allo scopo di poter ricostruire, con la maggiore fedeltà
possibile, la storia della «Linea C» dalle origini ai nostri giorni.

Un grazie particolare intanto al comandante Leonardo Acquarone $
e al capitano L. C. Sup. Mario Bruzzone i quali ci hanno fornito par-
ticolari interessanti e inediti sulla vita del « Federico ».

Antonietta Costa », « Beatrice



NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



Mariitimi e poeti

C'è a bordo delle nostre
navi, tutto un fiorire di atti-
vità... editoriali. Giornalmen-
te riceviamo pubblicazioni
da parte dei nostri... colleghi
naviganti. Leggiamo tutto: e,
in confidenza, più di una vol-
ta siamo costretti a pensare
che sono più bravi di noi.
Vorremmo citare tutte le
pubblicazioni, pubblicare rac-
conti, poesie, note scherzose.
Ma lo spazio è tiranno. Così,
mentre invitiamo tutti a con-
tinuare nell’invio delle pub-
blicazioni, eccovi, in questo
numero una poesia veramen-
te superba.

Mia Liguria, ti porto in me
come il mare
una nave affondata.

Tornerò a camminare sulla rena
delle tue rive,

assorto al vento di ponente
che sa di resina di pini

e di salso.

Tornerò in una sera estiva
a riudire il grido d'un gabbiano
che lento si libra
in quell’aria ferma
e chiara.
S. SAGLIETTO

(da «La formaggetta », giornale
di bordo dell’« Andrea C »)

una nave coraggiosa

salvataggio non c’erano più, il timo-
ne era inservibile, in coperta era
stato spazzato via tutto. E non po-
tevamo nemmeno chiedere soccor-
so, perchè sprovvisti di radio tra-
smittente. Avevamo una grande fi-
ducia in Dio. Poi, finalmente, tutto
cessò. La nave aveva resistito, dimo-
strando una robustezza non comu-
ne. Era riuscita, in tutti i sei giorni,
con la sua alta e sagomata prora,
ad affrontare i marosi spostandosi
sia a diritta che a sinistra, a secon-
do della loro direzione. Con il ca-
stello di prora frenava l’irruenza
delle ondate, in modo che l’acqua si
rovesciava sulla nave allagandola,
senza però colpire direttamente la
superficie dei boccaporti. Sarebbe
bastato, infatti, che un solo bocca-
porto fosse stato sfondato per cola-
re a picco in pochi minuti... ».

Il « Federico »: una nave veramen-
te di... ferro. Ci voleva soltanto un
siluro per abbatterla, per obbli-
garla ad una resa.

RNALE DI BORDO ..



Nozze a Milano

Costa-Casnedi

Il 24 febbraio, a Milano, nella
Chiesa di San Fedele, l’ing. Piero
Costa di Giacomo si è unito in ma-
trimonio con la gentile signorina
Giuliana Casnedi. Al termine del ri-
to, gli sposi — salutati dai moltis-
simi parenti ed amici — sono par-
titi \per il tradizionale viaggio di
nozze. In Florida si sono imbarca-
ti sulla motonave « Franca C », at-
tualmente nei Caraibi per l'annuale
ciclo di crociere.

« Notiziario C » porge all’ing. Pie-
ro Costa e alla Sua gentile Signora
le congratulazioni più vive, unite
all’augurio di una lunga e prospera
felicità.

MATRIMONI
@ Teresita Beccaria e Antonio Chia-
pella, Mondovì, Chiesa di Santa Ma-
ria e Sant'Agostino, undici febbraio
1962.

@ Maria Giannone e Paolo Nania,
Pozzallo, Chiesa di S. Maria di Por-
to Salvo, 10 febbraio 1962.

@ Eleonora Giorgi e Gian Pietro
Geretto, Genova, Chiesa di San Roc-
co di Vernazza, undici febbraio 1962.

NASCITE

@ Mentre era in navigazione sul-
l’« Enrico C », il mozzo Antonio For-
misano è stato raggiunto da una lie-
ta e attesa notizia: la nascita, il 10
dicembre del 1961, di un bel pupet-
to cui è stato imposto il nome di
Gaetano. Ai genitori congratula-
zioni; al piccolo tanti auguri.

EEE

@ Dopo breve ed inesorabile ma-
lattia, è deceduto a Genova il 3 mar-
zo 1962 il signor Antonio Sterza di
55 anni, ispettore della « Linea C »;
funzionario di ottime qualità, di
non comuni doti professionali, la-
scia in quanti lo conobbero un vi-
vo rimpianto. Alla moglie, signora
Alda, e ai figli Marcella e Gianni
le più sentite condoglianze.

@ L'undici gennaio 1962 è deceduto
a New York, nel viaggio di rim-
patrio, sbarcato dalla « Franca C »,
per grave malattia, il cameriere si-
gnor Luigi Crosara, nato a Rimini
nel 1904 e residente a Genova Ri-
varolo. Era con la «Linea C» dal
dicembre 1959; era stato imbarcato
in precedenza sulla « Bianca C ».

@ Il) 10 agosto del 1961 è morto a
Genova, all'età di 53 anni, il signor
Wallter Sampaoli; prestò servizio,
come amanuense, dal 1950 sulle no-
stre motonavi: « Anna C », « Andrea
C », «Giovanna C », « Franca C» e
« Federico C ».

« Notiziario C » si associa al dolo-
re delle famiglie e porge i sensi del
più profondo cordoglio.





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno II - N. 1-2 - Gennaio-Aprile 1962
Spedizione in abb, post., Gruppo IV__

Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961



Genova,
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492

FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Via D'Annunzio 2 (piano XX)

Stampa: BI-ESSE Genova ———









NOTIZIARIO

Linea ‘’C., - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Supplemento al N. 1-2 . Gennaio-Aprile 1962 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

LA COSTRUZIONE
C.ALO.A, N° 1609

Come già abbiamo dato no-
tizia nello scorso numero, gli
Armatori COSTA, hanno re-
centemente firmato con i «Can-
tieri Riuniti dell'Adriatico » di
Trieste il contratto per la co-
struzione di una nuova nave
passeggeri. La decisione è stata
presa nell'intento di estendere
e perfezionare la rete delle ra-
pide comunicazioni oceaniche
fra Genova e le Americhe.

Il nuovo transatlantico —
che alzerà a riva le insegne del-
la « Linea C » — avrà altissime
e superbe caratteristiche, come
è sottolineato da due parametri
fondamentali; e cioé la stazza
lorda di 28 mila tonnellate e
la velocità di 27 nodi.

La elevata potenza delle due
turbine (oltre 60.000 HP), le
accurate sistemazioni interne
che accoglieranno con comodità
e conforto oltre 1600 passegge-
ri, tutti alloggiati in ampie ca-
bine munite di impianti igieni-
ci indipendenti ; il rilevantissimo
spazio riservato alle tre classi
(dai lussuosi saloni al Teatro-
cinematografo, dalle autorimes-
se a tre vastissime piscine);
il perfetto condizionamento di
aria che giungerà in ogni loca-
le di bordo ; i potenti congegni
antirollio e mille e mille altri
accorgimenti e strumenti... Tut-
to questo farà della nuova nave
il transatlantico maggiormente
aggiornato, al momento della
consegna che è prevista per la
fine del 1964.

Questo superbo transatlanti-
co, infatti, sarà motivo di fierez-
za tanto per l'armamento quan-
to per l'industria navale nazio-
nale. Verrà assegnato al servizio
con il Sud America, sulla rotta
dove attualmente la consorella
«Federico C» tiene la palma
per velocità e per recente en-
trata in linea.





Una bella inquadratura di due ufficiali del transatlantico ’ Federico C”. Sul ponte di co-
mando, lo sguardo volto all’orizzonte, stanno effettuando il rilevamento del «punto-nave»





LETTERA A TUTTI | MARITTIMI

Caro marittimo,

questa è una lettera rivolta
a te, personalmente, e ti prego
di leggerla con la massima at-
tenzione.

Tu, lavoratore del mare, hai
solcato gli oceani, hai affron-
tato serenamente fatiche e pe-
ricoli, con profondo senso del
dovere, per il bene della tua fa-
miglia... Forse non hai mai pen-
sato che la categoria dei ma-
rittimi è legata al progresso so-
ciale, alla sicurezza del lavoro,
allo scambio delle materie pri-
me, all’evoluzione rapida e
grandiosa del commercio mon-
diale.

Il benessere sociale passa
per le mani dei marittimi i
quali sono la pacifica forza di
una nazione che lavora e pro-
gredisce: sono la speranza del.
la gente delle «zone depresse »,

nonché dei popoli che si affac-

ciano impetuosi alla ribalta: del-
la libertà e cercano, avidi, pa-
ne e lavoro.

I. naviganti, oggi come nella
antichità, sono i veicoli della

civiltà, del progresso e della‘

solidarietà umana. La loro vi-
ta, il loro lavoro, con i taciti e
immancabili sacrifici, assurgono
ad: un’alta e luminosa dignità.
Fare dell’uomo un numero nel-
la massa, una semplice leva di
fatica, senza comprenderlo nel
suo valore _.trascendente, signi-
«fica gettare un’ombra, commet-
tere una ingiustizia alla sua per-
sonalità.

Bisogna però fare attenzione
a un pericolo. Caro marittimo:
nel turbine di una vita tutta
presa fra eccezionali esigenze
di lavoro, sotto il peso della ma-
teria, fra le preoccupazioni e lo
sconforto per. la lontananza dal
focolare domestico — e spesso

sotto l’irritazione degli screzi —

dimentichi te stesso nella. tua
sublime realtà, perdi il senso e
la misura della tua dignità e
circoscrivi penosamente la -vi-
sione di una vita che, invece,
esige di essere protesa verso gli
orizzonti dei valori divini: ed
eterni. È >

Purtroppo, qualche volta, di-

mentichi di essere uomo e cri.
stiano. E allora? E’ necessario
a un certo punto scuotere le

soprastrutture .materiali, sfuggi-.

re la comprensibile stanchezza

ed evadere nelle serene zone
dell’elevazione spirituale e nel

la libertà dei figli di Dio.

Interroga te stesso e vedrai
che questa è una esigenza del.
l’anima fatta per la verità e per
l’amore. Infatti anche tu hai
uno spirito, bello e immortale,
nel quale brilla la bellezza di-
vina. Anche se tu non ci pensi,
anzi, se dubiti, non importa: la
tua anima vive e vivrà per
sempre. È

Fermati, allora, e ascolta le
intime e carezzevoli voci della
tua coscienza che ti ricordano,

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due



con chiarezza, Dio, le eterne
verità, il tuo avvenire oltre il
tempo. Ascolta le dolci armo-
nie che salgono a te dall’ordine,
dalla pace, dalla rettitudine,
dalla bontà della vita. Sarai più
sereno, più felice, più forte.

Ed ecco la propizia occasio-
ne. Nella luce dei santi pensie-
ri ritornano le Feste pasquali
che ti ricordano il Mistero del-
la Passione e Morte di Gesù e
della Sua gloriosa Resurrezione
per la salvezza delle anime no-
stre. Gesù è via, verità, vita. In
questa serena circostanza, Egli
— il nostro amabilissimo Re-
dentore — ti invita a Sé, a rin-
novare e a ritemprare le tue e-
nergie spirituali alle divine sor-
genti della Sua Grazia.

Gesù ti invita a fare la S. Pa-
squa: a confessarti e a comu-
nicarti. E’, questo, un preciso
dovere di- fede e di amore: tra-
scurarlo, significa venir meno
alla coerenza leale e. sincera
dell'impegno con Cristo; signi-

- fica privare l’anima, fatta per

la vita eterna, di perdono, di pa-
ce e di grazia.

Caro marittimo, Gesù ti at-
tende perché, dopo esserti pu-
rificato nel Sacramento della
Sua Misericordia, lo riceva con
umile e riconoscente devozione
nell’ adorabile Sacramento del
Suo Amore. Così fanno le per-
sone a te care, i tuoi bambini
che ti attendono al focolare do-
mestico; e così farai anche tu,
in perfetta unione di cuori, per-
ché la benedizione di Dio sia
sempre su di te e sulla tua fa-
miglia.

Sono certo che non manche-
rai al Sacro precetto pasquale.
Gesù ti, invita, ti attende, ti de-
sidera. Ascolta la Sua parola:
« Venite a me, voi tutti che sie-
te stanchi, ed io vi ristorerò ».
Non mancare, pertanto, all’ap-
pello divino. E’ l’amore infinito
ed eterno che chiama i redenti
del suo sangue alla più alta e
completa corrispondenza. Gesù
ti benedice sempre, come di
cuore te lo augura il tuo

P. Gaetano Franceschetti

Cappellano dell’Apostolato del Mare
di Genova

VCPFVFVTVTFVFTFVFTPFTFTCVTFVFVCCCCTCCTCCvCvoecvceoevevee

Attività s portiva

sulla «Federico C»



i L'attività oi fra l'equipaggio prosegue intensa su tutte le
| nostre navi. Abbiamo notizia di tornei di ping-pong, di gare allo sco-
pone, di tornei scacchistici, ecc. Dalla « Federico €», intanto, ci è
giunta la foto che pubblichiamo e che mostra un momento della pre-
miazione dei vincitori e degli altri classificati nei tornei di dama,
scopone e ping-pong. Le tre gare, organizzate dallo « Sporting Club »
di bordo hanno avuto grande successo e sono servite per gettare le
basi di una sempre maggiore attività. Alla premiazione erano presenti
_ il Comandante, il Cappellano Mons. Tavano, altri ufficiali, nonché,
naturalmente, vincitori e... vinti. Un membro dell’equipaggio ha pro-
nunciato un breve discorso ringraziando tutti coloro che avevano
contribuito alla riuscita della manifestazione, Generosamente ha ‘anche
cercato di... lenire il dolore dei perdenti, dicendo che «saper perdere
è buon senso sportivo», che «nello sport :-si è avversari soltanto.
nel momento in cui si scende in lizza »...



IL CUORE DEL
MARINAIO

In una delle tante sere in por-
to... nei Caraibi, quando gli sca-
landroni vomitano folate di biz-
zarre toilette e di smoking elegan-
ti, Lui era solo... solo con se stes-
so e col mare, questo mare sala-
to, inquieto ed amaro. Si era iso-
lato in quella parte del molo, do-
ve è meno intenso il rumore del
mondo e dove tenue giunge la po-
ca luce riflessa dei lampioni. Non
c'era luna nel cielo stellato, non
v'era pace nel cuore ricolmo di
pianto. Passeggiavo sul molo, lo
vidi seduto su una bitta, chino
sull'acqua con la testa tra le ma-
ni nodose ed informi. Mi avvici-
nai. Non appena si accorse di me,
si scosse, gettò qualcosa in mare,
si passò la manica sul viso e si
ricompose. Si alzò e, passandomi
accanto, potei vedere i suoi oc-
chi piccoli e lucenti incastonati
come due perle in una faccia du-
ra e bruciata dal sole: erano oc-
chi ancora rossi di pianto. Lo vi-
di allontanarsi con la sua anda-
tura goffa e dondolantie, finché
il suono dei suoi passi sulla ban-
china si spense. Rimasi solo con
un odore di salmastro e di biiu-
me, fra uno scricchiolar di barche
e di corde sull’eterno andirivieni
dell'onda.

Fu allora che vidi galleggiare vi-
cino alle rive qualcosa che sem-
brava una barchetta di carta, ma
che era invece una lettera trico-
lore per via aerea. Doveva avergli
scritto molto, ed era quella; forse,
la ragione del suo pianto... Quan-
te volte, dopo un lavoro duro e
pesante, nella cupa angoscia di
contrastati sentimenti, nei tristi
abbandoni del cuore, si pensa a
chi ci consoli, a chi è lontano da
noi, a coloro che sentiamo di a-
mare, ed invece... si resta soli, sv
li con noi ed il vuoto, e tutto si
esaurisce nel nulla. Ma il cuore,
il cuore del marinaio che, come il
mare conosce la serena bonaccia
e le più grandi bufere, sa che tut-
to passerà, che il sole tornerà a
splendere ancora su questa vita
errabonda, che il vento soffierà
di nuovo sulle vele spente, che il
sereno che si profila sull’orizzon-
te è segno duraturo di pace e di
amore.

Se è vero che quando piange un
marinaio cade una stella, una stel-
la è caduta quella sera, un astro
lucente per lui, un insegnamento
per noi che non sappiamo - soffri-
re... in silenzio.

Lo rividi più tardi sulla prora,
col viso spruzzato di pittura e
l'occhio sereno. Pitturava sotto la
sferza del sole: il sorriso era tor-
nato sul suo volto bronzeo, respi-
rava felice l’aria del suo mare a
volte cattivo... ed ora così dolce e
buono. Nella pienezza della luce
il suo corpo tozzo e ruvido acqui-
stava forza; la sua muscolatura
potente, sullo sfondo bianco. della
paratia, dava un senso di sicurez-
za; le sue mani callose stringeva-
no il pennello come un'arma.

Ero felice di vederlo così bur-
bero e fiero, ultimo esemplare di
quella razza di lupi di mare... dei
cento barili di rum, che proprio
in queste acque ha visto i suoi
figli migliori.

Pitturava sulla prora e cantava...
e forse io solo so ancora che
pianse.

Mauritius

(da «Palo a prua », giornalino
per l'equipaggio della «Franca C»)







Quarta puntata della
storia della * Linea C,,

dell'« Eug

Il piroscafo «Eugenio C» fu
iscritto nel libro matricola del Com-
partimento Marittimo di Genova
il 9 luglio 1934, col numero 1960,
per acquisto dall'estero. Costruito
nel 1928 a Burtinsland .(Inghilter-
ra) si chiamava in precedenza «Ce-
drus ». Aveva una stazza lorda di
4077,91 tonnellate; la portata lorda
era di 8.000 tonnellate. Era dotato
di macchine a triplice espansione,
tre cilindri (diametro m/m 635-1041-
1727), tre caldaie con nove forni;
lunghezza m. 116,67; larghezza
m. 15,67.

Primo comandante della nave fu
il capitano Eugenio Agen, il qua-
le si recò in Inghilterra (Fallmouth)



ll Cap. Cattarini

rievoca la tragi-

ca alba del 26
aprile 1944





a prelevarla; i primi tre viaggi fu-
rono dal Nord Europa (Hool e
Belfast) a Rosario di Santa Fé, ove
si caricava a metà di grano e si
completava poi il carico a Buenos
Aires, Il comando passò poi a ca-
pitan Stefano Tossino e Casa-
vecchia. In quel periodo si svolse
un episodio venato di una punta
di umorismo; .un episodio che il
signor Agostino Pastorino, attuale
nostromo della « Anna C », non di-
menticherà mai. La nave aveva la-
sciato il porto di Buenos Aires
quando ci. si accorse di un clan-
destino a bordo; si decise di sbar-
carlo sulle coste uruguayane e co-

giunti nella posizione fissata,
vennero fermate le macchine. Poi
si ammainò una lancia sulla quale
presero posto, oltre il clandestino,
il primo ufficiale Giuggia e due
marinai (Vinci e Riso). Accadde
però che la lancia, prima di tocca-

enio C»

re terra, si capovolse... Nuotando,

1 quattro riuscirono a porsi in sal-
vo, ma mentre il clandestino fu la-

‘ sciato in libertà; l'ufficiale e i due

marinai si... trovarono praticamen-
te in trappola. Infatti, furono presi
in consegna dalla polizia a cavallo
subito sopraggiunta e portati via.
La nave dovette così proseguire il
viaggio con tre uomini ‘in meno. I
tre logicamente furono poi rimpa-
triati e raggiunsero l’ « Eugenio C »
in Inghilterra.

Si arrivò così al 25 settembre
1939, giorno in cui il comando fu
assunto dal cap. Eugenio Catta-
rini, il quale si trovava già sul-
l’Eugenio C » in qualità di primo
ufficiale. Ed è proprio al coman-
dante Cattarini — che ora tra-
scorre il meritato riposo nella sua
Trieste — che dobbiamo la possi-
bilità di aver ricostruito gli ulti-
mi movimentati anni di vita della
nave. «Fin dal primo acquisto »,
ci ha detto, «la nave era impie-
gata con carichi di massa dal Re-
gno Unito all'Italia; in seguito, no-
leggiata a tempo dalla Società «Ita-
lia », fu posta sulla linea commer-
ciale per il Sud America e Amaz-
zonia; l’« Eugenio C » prima di tor-
nare in Italia si spingeva anche
nel porto di Manaos che era an-
cora accessibile. Poi, quasi alla vi-
gilia dello scoppio della seconda
guerra mondiale, la nave fu im-
piegata per il trasporto di cari-
chi di massa dall'Inghilterra per
conto del'« Monopolio Carboni Ita-
liano ».

L’« Eugenio C » era proprio adi-
bito a questa rotta quando, in za-
vorra, arrivò a Cardiff: mancava-
no appena due giorni dall’inizio
delle ostilità. Già gli avvenimenti
erano precipitati, la minaccia era
forte e incombente. A Cardift, il
cap. Cattarini non trovò più né gli
Uffici del Consolato, né quelli del
« Monocarbo ». Che cosa si pote-
va fare? «Onde evitare che la na-
ve cadesse buona preda degli in-
glesi », dice il cap. Cattarini, rievo-
cando quei drammatici momenti,
«quale comandante mi misi in con-
tatto telefonico con l'allora Am-
basciatore Bastianini a Londra al-





> L'avventurosa esistenza









«’



La cartina indica il punto in cui venne affondata l’« Eugenio C»
nel mare di Norvegia.

lo scopo di ottenere, ufficialmen-
te e di diritto, il « Dock-pass» ne
cessario per uscire dal bacino. Ta-
le permesso mi era stato infatti
negato dalle autorità portuali di
Cardiff... ».

L’« Eugenio C » così poté ripar-
tire con soli tre giorni di fuoco:

ma rara fotografia dell’«Eugenio C», eseguita clandestinamente durante la guerra dal caporale della contraerea, mentre
la nave era in sosta nell’avamporto di Bilbao, in attesa di proseguire per Bordeaux.

raggiunse il porto neutrale di La
Coruna con. soltanto sei tonnella-
te di combustibile.

Ormai la guerra divampava. L’«Eu-
genio C », intanto, era stato. trasfe-
rito nel vicino porto di El Ferrol,
rimanendovi inoperoso per parec-
chi mesi. A causa delle pressioni e-
sercitate dalle autortià tedesche la
nave dovette essere noleggiata a
loro, le cui truppe, nel frattempo,
avevano invaso tutta la Francia.

«Dall'agosto 1941 al giugno 1942»,
dice ancora il cap. Cattarini, «la
nave, al servizio dei tedeschi, tra-
sportò, in zona di guerra, mine-
rale di ferro dalla costa settentrio-
nale della Spagna ai porti di Nan-
tes e di Bordeaux, navigando il
più strettamente possibile sotto co-
sta. Ma questo genere di lavoro
non durò a lungo. Le autorità mi-
litari decisero infatti che la nave,
per necessità di tonnellaggio nel
Nord Europa, doveva essere tra-
sferita a operare fra le coste set-
tentrionali della Germania e vari
porti della Norvegia meridionale e
settentrionale... ».

Così, l’« Eugenio C » dovette for-
zare la Manica, protetto e scorta-
to da ben diciotto MAS e da sei
vedette germaniche fra i porti di
Boulogne-sur-Mer e Dunkerque. Il-
luminata da razzi (in parte
neutralizzati da una densa cor-
tina fumogena); la nave subì tre
attacchi di siluranti rapidi, tre at-
tacchi di bombardieri veloci, non-
ché un continuo bombardamento,
dalla costa inglese, con cannoni a
lunga gittata.

«I primi diciotto mesi di traff
co al Nord », racconta il cap. Cat-

(continua in 4.a pagina)

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre







© GIORNALE DI BORDO . |

Una significativa cerimonia si è svolta il 21 marzo sulla motonave "Anna C”,

racao, La nave si è portata sul punto esatto in cui giace la "Bianca C”:
coperta, ha reso omaggio alle tre vittime del dovere. La cerimonia di «
pagina 57 del « Giornale di bordo » dell’« Anna



in navigazione da Grenada a Cu-
l'equipaggio al completo, schierato in
Onore al merito » è così sintetizzata a
C»: «Alle ore 13,15, pronti in macchina, si salpa. Alle ore 13,25

salpato, si dirige per il punto di affondamento della nave sociale "Bianca C”, dove si fermano le macchine,

si lancia una corona di fiori e si saluta con tre fischi e la bandiera... ».



L’« EUGENIO C,, E LA SUA AVVENTURA

(continua dalla 3.a pagina)

tarini, « furono impiegati nel tra-
sporto di carbone dai porti del
Baltico alla Norvegia meridionale.
Poi, per necessità militari, dovem-
mo prolungare i viaggi fino oltre
il Capo Nord, per raggiungere il
fronte artico nella Finlandia set-
tentrionale. Ricordo che per rag-
giungere il porto di Petsamo
subimmo varie volte gli attac-
chi dei russi: Mas, apparecchi
da bombardamento, nonché i can-
noneggiamenti dalla Penisola dei
Pescatori. Un po’ come era succes»
so durante il forzamento della Ma-
nica. Nel viaggio di andata il no-
stro carico consisteva soltanto in
materiale militare destinato alle
truppe (esercito, marina e aviazio-
ne) impegnate sul Fronte artico; il
ritorno era occupato dal carico di
minerale di ferro a Narvik per
Emden, attraverso il Canale di
Kiel ».

La fine dell’ « Eugenio C » avven-
ne il 26 aprile 1944, durante un
viaggio da Narvik a Kiel. La nave
aveva appena lasciato il primo por-
to (era insieme ad altre quattro
unità) quando fu colpita in pieno
da una bomba sganciata da un
aereo inglese: l'affondamento fu
quasi istantaneo (come, del resto
per altre tre unità del convoglio).

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro

A nulla era servita la precauzione
di navigare il più possibile dentro
i fiordi norvegesi.

Purtroppo con l’« Eugenio € » mo-
rirono 32 persone (15 erano tede-
schi, del personale della contraerea
di bordo). Questi i nomi degli ita-
liani: primo ufficiale Silvio Giri-
baldi; secondo ufficiale Giulio Con-
te; secondo macchinista Emilio Be-
risso; nostromo Vincenzo Saglietto,
padre del 2° Uff. Silvio Saglietto,
attualmente in servizio a bordo del-
la « Federico C »; cuoco Salvatore
Barca, padre del Sig. Nunzio, no-
stro impiegato presso l'Ufficio Pas-
seggeri di Genova; capor. Lui-
gi Falaga; carp. Duilio Doero; ma-
rinai: Giuseppe De Luca, Carlo Na-
vone, Umberto Oneto; fuochisti:
Ostilio Molinari, Nicola Stagnaro,
Orazio Orsino, Adriano Carezzano;
carb. Bartolomeo Olcese; camerie-
re Leonardo Mistrali; garzone En-
nio Tassara. I superstiti, salvatisi a
nuoto, furono tredici: otto italiani
e cinque tedeschi. Gli italiani: R.T.
Aurelio Mudu, attualmente Ufficia-
le Marconista a bordo della T/N
«Pia Costa»; ingr. Lazzaro Paro-
di; fuoch. Luigi Vitali e Domenico
Bozzo; mar. Virgilio Canepa; carb.
Andrea Grasso; comandante cap.
Eugenio Cattarini; carb. Letterio
Rando. Gli ultimi due rimasero fe-
riti e furono raccolti, insieme agli
altri sei, a nuoto dalla vedetta di
scorta e riportati a Bodò, dove ri-
masero per qualche tempo _ nell'ospe-
dale da campo; poi, via Oslo - Am-
burgo - Brennero, raggiunsero l’Ita-
lia, ad eccezione del cap. Cattarini

che , per le ferite riportate, rimpa-
triò dopo sei mesi.

Questa la storia della « Eugenio
C » che giace a 67° 06° Nord e 13° 57°
Est, in profondità 200 metri, a circa
undici miglia in linea d'aria a S.W.
dal piccolo villaggio di Bodò. Una
nave che tutti ricordano con nostal-
gia e con ammirazione; il signor
Agostino Pastorino possiede, del-
l’« Eugenio C», un quadro com-
prato ad Anversa da un pit-
tore dilettante che l'aveva di-
pinto sullo banchina del porto stes-
so. Pastorino ricorda anche altri
movimentati episodi, così come il
cap. Eugenio Cattarini ricorda che
la nave aveva le stesse iniziali del
suo nome e cognome: « Era_mia
omonima anche nelle iniziali. E per
quanto ad essa siano legati molii
giorni tristi, non la potrò mai di-
menticare... ».

#

Mi i ni

DUE MINUTI
DI BUON SANGUE

Il nostromo al nuovo im-
barcato: «Domani mattina ti
voglio vedere alle cinque in co-
perta, capito? ». « Sior si, sior
nostromo ». L'indomani matti-
na il nostromo è su tutte le fu-
rie: « Che cosa fai in quella co-
perta? ». « Eseguo î suoi ordi-
ni, sior nostromo... ).

L’infermiere e l’ammalato.
L’ammalato: «Mi sento male,
oggi. Ho paura di aver fatto u-
na indigestione di fichi... ». L’in-
fermiere: « Fichi bianchi, imma-
gino... ». L’ammalato: «Ma co-
me fai a saperlo...? ». L’infermie-
re: « Eh... sei così pallido! ».

Il lavandaio alla stiratrice:
«Ma che cosa hai fatto? Io ti
ho dato la bottiglia per sturar-
la, non per stirarla... ».

Un cameriere si presenta al
gardmanger: «Per favore, po-
trebbe darmi del salame? ». Ri-
sposta: « Mi dispiace, l'abbiamo
finito. Se vuoi, possiamo darti
soltanto del... cretino... ».

(dai giornalini di bordo)

NASCITE

@ Maurizio è giunto ad allie-
tare la casa di Giulio e Mirella
Conterno, (Caracas, 21 febbraio
1962).
@ Un bel maschietto — cui è
stato imposto il nome di Pietro
— è giunto ad allietare, il 14
marzo, la casa del Com.te Oli.
viero Cherubini (del nostro Uf-
ficio Marittimo) e della signora
Anna Maria.
@® Fiocco azzurro in casa del
Cap. L.C. Massimo Percivale e
della signora Maria Teresa: è
nato il 2 aprile Fabio, un vispo
pupetto che è la felicità dei ge-
nitori.

Ai genitori congratulazioni; ai
piccoli tanti auguri.

MATRIMONI

© Il Cap. LC. Filippo Benzi,
primo Ufficiale della « Federico
C », con la gentile signorina Cle-
lia Gavino (Genova, Chiesa di
San Martino, 23 aprile 1962).

@ Il Cap. Rinaldo Durante, no-
stro Allievo Ufficiale di coper-
ta, con la signorina Maddalena
Verda (Bestagno, Parrocchia di
San Michele, 14 aprile 1962).

Agli sposi le più vive felici-
tazioni di « Notiziario C ».





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno II - Suppl. n. 1-2 - Gennaio-Aprile 1962





Genova, Via
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492

Autor. Trib, di Genova N. 526 del 23/2/1961 Stampa: BI-ESSE Genova

D'Annunzio 2 (piano XX)






extracted text
ue 9 ee
mel. NOTIZIARIO

S\
sù 99

tri

Linea

C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno II - Numero 1-2 - Gennaio-Aprile 1962 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

La nuova
nave

Nel numero 5 di « Notiziario
C», dando l'annuncio della tra-
gica fine della « Bianca C », con-
cludevamo con queste parole:
«Tuttavia anche le prove più
dure della vita devono essere
affrontate con fortezza e so-
prattutto con ferma fede nella
Divina Provvidenza, la quale
attraverso di esse, forgia un
migliore futuro; come un se-
me, che per sviluppare una
bella pianta deve distruggersi
nella terra. Ci auguriamo che
il sacrificio della "Bianca C”
possa far sorgere un giorno
una nave più bella ».

Siamo lieti di annunciare, a
tutti i nostri dipendenti, che
quel « giorno » è venuto. Fra la
«Linea C» e i Cantieri Riuniti
dell'Adriatico di Trieste — co-
me del resto ha già riportato
tutta la stampa italiana — è
stato perfezionato l'accordo
per la costruzione di una gran-
de e modernissima turbonave.
L'unità verrà consegnata alla
fine del 1964 ed entrerà in linea
nei primi mesi del 1965. Men-
tre ci riserviamo di comuni-
care nel prossimo numero di
«Notiziario C » tutti i partico-
lari della nave, anticipiamo che
avrà una stazza di circa 29 mi-
la tonnellate, ed una velocità
di crociera di circa 27 nodi.

Perché abbiamo scelto la via
di una nuova costruzione e non
quella dell'acquisto di una vec-
chia unità?

Rispondiamo.

Ben nota è la velocità con
cui il progresso tecnico si evol.
ve in ogni settore, particolar-
mente in quello dei trasporti.

I servizi aerei in pochi anni
hanno ridotto solamente ad
ore il tempo di viaggio per il
Sud America, migliorando il
confort a bordo. Perciò la na.
ve potrà in futuro mantenere
una buona posizione solamen:
te se potrà abbinare anch'essi
una ragionevole riduzione de
tempi di viaggio al miglior con-
fort per ogni ordine di posti.

E’ solo possibile ottenere
ciò da una nuova nave come
quella che è stata pensata e
realizzata con visione ampia e
generale della futura attività
della Linea C. ; 9 La turbonave « Pia Costa » nel porto di New York. Sullo sfondo dei famosi grattacieli, la nostra bella unità

Gli Armatori si staglia solenne, affiancata da due rimorchiatori.



Successi a
Sportivo “G,,

Il problema dell’impiego del
«tempo libero» si è presenta-
to, per le grandi Aziende, con
sempre maggiore importanza in
questi ultimi tempi. Come utiliz-
zare il tempo libero da orari di
lavoro? Quali gli svaghi prefe-
riti dai dipendenti? Quale diver-
timento sano, moralmente e fi-
sicamente? Quale lo sport più
in voga?

Fra le attività più seguite tro-
viamo il gioco del calcio; un gio-
co, è bene dirlo subito, ancora
seguito con lo spirito dilettan-
tistico di un tempo, quando le
parole « ingaggi », « premi di par-
tita », «trasferimenti » non era-
no ancora di moda. Dilettanti-
smo vero e proprio, come è ap-
punto quello praticato dal Grup-
po Sportivo «C», fondato nel
lontano 1949 e oggi all’avanguar-
dia fra i complessi sportivi del-
le grandi Aziende genovesi.

La storia di questa squadra
di calcio è tutta un succedersi
di affermazioni, di vittorie, (an-
che di sconfitte d’accordo: ma
sempre accettate con onore, al-
la insegna della più completa
lealtà).

Il Gruppo, come abbiamo det-
to, fu fondato nel 1949; iniziò
subito l’attività con una squa-
dra di calciatori, formata da di-
pendenti della Ditta. Il... batte-
simo del fuoco fu il « Primo tor-
neo estivo » organizzato dal Cen-
tro Sportivo Italiano denomina-
to « Coppa Amatori ». Nello stes-
so anno, il Gruppo Sportivo
«C» — sotto la presidenza del
compianto dottor Federico Co-
sta — diede l’avvio alle gite so-
ciali divenute ormai tradiziona-
li; la prima gita fu a Casella e
l'iniziativa si realizzò anche ne-
gli anni seguenti (ad eccezione
del 1959) con una sempre più
folta partecipazione degli atleti,
dei dipendenti e dei familiari.

La squadra di calcio si « tem-
prò », diciamo così, per due an-
ni in una vasta attività ricrea-
tiva, comportandosi sempre ono-
revolmente. Poi, nella stagione
1954-55 il grande salto: iscritta
per la prima volta al Campio-
nato Juniores, organizzato dal
C.S.I., fu la vera sorpresa del-
la manifestazione, tanto da ter-
minare al secondo posto nel
campionato provinciale, ad un
solo punto dalla prima classi-
ficata.

Nel 1956-57 ci fu, per il Grup-
po Sportivo, una specie di sta-
si, quasi un riposo prima di ci-
mentarsi in nuove e più difficili
prove. E così dicasi per la sta-
gione successiva che vide, alla
presidenza, il signor Giovanni
Costa.

Ormai la squadra — da tutti
ammirata, oltre che per il gio-
co, anche per la correttezza —
era pronta per altri traguardi.
Nella stagione 1958-59, con faci-
lità, vinse il titolo provinciale,
poi quello regionale. E andò co-
sì a rappresentare la Liguria

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due



calena per i calciatori del Gruppo




Questo è l’« undici » al completo della squadra di calcio del Gruppo Sportivo « € »; una formazione che si è fatta

e si sta facendo onore all'insegna dello sport visto sotto la forma

alle finali interregionali, com-
portandosi in misura più che
onorevole.

L’anno dopo, sempre nel cam-
pionato provinciale, si classifi-
cò seconda. Il Gruppo Sportivo
«C» era ormai la squadra da
battere. Nel 1960-61, fu ancora
campione provinciale e regiona-
le della categoria dilettanti, ag-
giudicandosi la promozione.

Il «libro d’oro» del Gruppo
Sportivo «C» è giunto al ter-
mine; attualmente è impegnato
nel campionato di seconda cate-
goria dilettanti, organizzato dal-
la F.I.G.C. (Girone D); al termi-
ne del girone d’andata, la squa-

dra si trovava al secondo posto
in classifica, ad appena un pun-
to dalla prima. Tutto fa pertan-
to prevedere che l’ultima parte
del campionato sarà durissima,
con partite di grande impegno.
Se il Gruppo Sportivo « C » vin-
cerà il Girone, la squadra sarà
ammessa alla disputa del cam-
pionato di prima categoria F.I.
G.C. (Ex-Promozione).

* « *

Ma l’attività del Gruppo Spor-
tivo «C» non è limitata al gio-
co del calcio. Ricordiamo anche
l’organizzazione e la partecipa-
zione a tornei boccistici, con al-



Quante Coppe ha vinto la squadra calcistica? Tante e tutte bellissime,
come si vede nella foto che pubblichiamo. Qualche ambito trofeo è
rimasto addirittura fuori «quadro »...

del più puro dilettantismo.

cune vittorie di rilievo consegui-
te in altri tornei indetti dal C.S.I.

Questo per quanto riguarda
l’attività a terra. Ma tutte le no-
stre navi, poi, hanno una loro
attività sportiva intensa e mul.
tiforme. Si è giunti alla istitu-
zione di numerosi « Clubs » con
attività che va dal foot-ball al
ping pong, dal tiro al piattello
allo scopone, ecc. Anche qui si
agisce in quel settore del « tem-
po libero » che ha come finalità
di offrire a tutti i dipendenti
una sana e piacevole ricreazione.

Già che siamo in argomento,
vorremmo rivolgere un invito a
tutti i «Clubs» di bordo. Sap-
piamo che esercitano una ntti-
vità continua e interessante, in
cui lo sport, inteso serenamen-
te, assume anche un aspetto ri-
creativo.

Ci rivolgiamo pertanto a tut-
ti i «Clubs» di bordo pregan-
doli di trasmetterci in forma
sintetica (lo spazio, purtroppo,
non è abbondante, e bisogna
cercare di accontentare tutti)
brevi resoconti delle loro gare,
dei loro progetti. E naturalmen-
te anche î nomi dei vincitori,
dei campioni...

Dunque siamo intesi. « Noti-
ziario C » vuol diventare un po’
il portavoce ufficiale dell’attivi-
tà sportiva a bordo. Tramite il
nostro giornale ogni equipaggio
sarà informato sull’attività del-
l’altro, originando, probabilmen-
te, fieri propositi di emulazione,
intesi logicamente sotto il se-
gno della lealtà sportiva. E chis-
sà che, un giorno, non si arrivi
a iniziative veramente interes-
santi.

La... corsa alla notizia è aper-
ta: chi giungerà primo al tra-
guardo di « Notiziario C »?







berza puntata della
storia della “ Linea C,,



la nave forte e coraggiosa

sconfitta da un siluro

La terza pagina del grande libro
della « Linea C » (abbiamo già par-
lato del « Ravenna» e del «Lan-
gano ») porta il nome del « Federi-
co»; una nave che, come vedremo,
ha avuto una esistenza piuttosto
movimentata, a tratti. addirittura
romanzesca.

Il « Federico » (la lettera ”C,, non
era ancora apparsa sulle fiancate
delle nostre unità) fu iscritto al nu-
mero 1730 di matricola del Com-
partimento Marittimo di Genova il
26 dicembre del 1931, per acquisto
dall’ Estero, precisamente dall’ O-
landa. Si chiamava «Ilos» ed era
stato costruito nei cantieri « Vige-
sak » di Brema nel 1920. La stazza
lorda era di 1465,84 tonnellate, quel-
la netta di 864,88; era lungo metri
75,41, largo 10,30, alto 5,91. Altre
caratteristiche: due ponti, due ai-
beri, macchine a triplice espansio-
ne della stessa ditta costruttrice;
tre cilindri (415, 476, 1120), HP 713
(giri 90), due caldaie, quattro for-
ni. Una nave ottima, per quei tem-
pi, con una velocità di dieci/undici
nodi.

Il comandante Bartolomeo Dul-
becco di Porto Maurizio si recò a
prelevare la nave in Olanda e la
portò a Genova, con un carico di
carbone. Nella Superba il «Fe-
derico » venne sottoposto a lavori
di verifica e quindi fu pronto per
iniziare la sua nuova attività.

Il comando fu affidato al com.
Giovanni Sardi, già noto ai nostri
lettori avendone parlato a propo-
sito del « Ravenna » e del « Langa-
no». Cominciarono i viaggi nel
Mediterraneo, con trasporto di olio
e di fosfati. Una attività pretta-
mente commerciale che, però, non
durò a lungo. Destino del « Federi-
co» fu infatti quello di svolgere,
successivamente e sempre con ono-
re, i più disparati viaggi. Venne in-



fatti noleggiato al «Lloyd Triesti-
no» per un servizio di linea fra il
Medio Oriente e Trieste. Intanto, il
comando era stato ripreso dal cap.
Dulbecco, mentre il comandante
Sardi era tornato sul « Langano ».
Sotto il « Lloyd Triestino » la nave
rimase per circa due anni, traspor-
tando passeggeri, posta e merce va-
ria; un itinerario di tutto prestigio,
se si considera che includeva ben
trentadue porti.

Ci fu poi, per circa un anno, un
altro spostamento di servizio; sem-
pre per conto del « Lloyd Triesti-
no » e al comando del cap. Agen di
Porto Maurizio, il « Federico » svol-
se regolare attività sulla linea Geno-
va- Mar Egeo. La nave aveva vera-
mente un «nome », era considerata
una delle migliori per la sua soli-
dità, per la sua capacità (in rap-
porto logicamente al tonnellaggio)
e per le sue attrezzature; aveva, per
esempio, bighi della portata di dodi-
ci tonnellate.

Ma ormai i traffici di cabotaggio
erano terminati. Il « Federico » nel
1936 ebbe un ulteriore trasferimen-
to: quello per la navigazione fuori
degli Stretti, nel Mare del Nord
Europa. Per tre anni, e cioè fino al
1939, fu moleggiato «Time Char-
te » alla società inglese « Golden
Cross » di Bristol che lo adibì al
traffico di merce varia dal Mediter-
raneo (Italia, Grecia, Tunisia e Al-
geria) al porto di Bristol. Non solo,
ma dopo la discarica a Bristol, ge-
neralmente il « Federico » riprende-
va il mare per trasportare carbone
dai porti del Canale di Bristol (Car-
diff, Barry-Dock e Swansea) al Me-
diterraneo (quasi sempre porti ita-
liani). Dopo la discarica del carbo-
ne, si procedeva alla pulitura delle
stive (lavaggio d’acqua dolce con
manichette); quindi si caricavano le
merci varie dai diversi porti medi-

} “SFEDERICO,,







te Se 3 "o Î n
Fuscalda C& zo”
î +] M&
Paoka\8

sea È see A
Il punto in cui è affondato il «Federico », a sud di Capo Bonifati,
colpito da un siluro mentre trasportava un carico di carbone.

terranei (Genova, Napoli, Livorno,
Messina, Sfar, Algeri, Tunisi, Ora-
no). Una attività imponente e senza
sosta, come si vede, estesa anche
ad altri settori. Per esempio, duran-
te il periodo della esportazione dal-
la Grecia della uva passa in casset-
te, la nave veniva caricata comple-
tamente di tale frutta che trasporta-
va, solitamente dai porti del Pireo
e di Patrasso, in Inghilterra.

In questa « parentesi inglese », il
« Federico » ebbe due « condottieri »;
prima il capitano Tebaldi, poi il
cap. l. c. Mario Bruzzone, ultimo
comandante prima che la nave ve-
nisse, allo scoppio delle ostilità,
militarizzata come tutte le unità
mercantili e adibita a servizi di ca-
rattere bellico. E fu la fine, perchè
il « Federico » — che aveva superato
tante tempeste della natura — non
riuscì a superare la violenza della
guerra. Il 28 luglio del 1941, infatti,
stava dirigendosi verso lo stretto di
Messina, con un carico di carbone,
quando all’altezza di Cetraro, a
sud di Capo Bonifati fu colpito
da un siluro. Affondò quasi istan-



Il «Federico » fotografato a Candia il 17 settembre 1933. Si noti il guidone postale e la ciminiera di color nero,
caratteristica del « Lloyd Triestino », Società alla quale la nave era stata in quel. periodo noleggiata.

taneamente, a circa tre miglia dalla
costa. E purtroppo un uomo del-
l'equipaggio non riuscì a salvarsi e
seguì la nave nella sua tragica fine:
il fuochista Mario Candi che a-
veva 4l anni.

Abbiamo rievocato l’ultimo perio-
do «civile» del «Federico» (cioè
quello del servizio fra il Mediterra-
neo e l’Inghilterra) col cap. supe-
riore di lungo corso Mario Bruz-
zone. « Quanta esperienza », ci ha
detto, «ho acquistato sul « Federi-
co », la prima nave che comandai!
Quante tempeste e quanti cicloni af-
Îrontati e superati. Ricordo che la
nave aveva, come tutte del resto in
quei tempi, un solo strumento nau-
tico a bordo: la bussola magnetica.
Eppure superava impavida il Golfo
di Guascogna, che è tutto dire, navi-
gava nei mari inglesi coperti di neb-
bia e sempre a pieno carico. A bor-
do non c’era nemmeno la radio tra-
smittente, perchè secondo le leggi
di allora la radiotelegrafia era ob-
bligatoria soltanto per le navi con
stazza lorda superiore alle 1900 ton-
nellate. Per fare i telegrammi agli
Armatori o alla Società noleggiatri-
ce dovevamo, come gli antichi basti-
menti a vela, poggiare verso qual-
che semaforo per comunicare con
segnalazioni a bandiera, secondo il
Codice Internazionale dei Segnali ».

Il comandante Bruzzone ha rievo-
cato per « Notiziario C » anche due
episodi altamente drammatici.

Un inverno, il « Federico » partito
da Bristol era diretto a Liverpool,
zavorrato e con pochissima merce.
All’altezza di Cardiff si incontrò un
vento fortissimo che ebbe in breve
la meglio sulla nave vuota. « Deci-
si», dice il comandante Bruzzone,
«di ancorarmi nella rada stessa di
Cardiff in attesa del bel tempo. Ma
una notte si abbattè su di noi una
vera tempesta, così che per non
scarrocciare e finire sulla costa,
fummo costretti, con sei lunghezze
di catena per ogni ancora a restare
fino all’alba con la macchina avanti
adagio. E proprio all’alba, in queste
condizioni, vedemmo vicino a noi,
a circa 200 metri, una nave lettone
di 8 mila tonnellate che stava mano-
vrando per ancorarsi. Ma l’ancora,
per colpa del vento, non tenne e la
nave ci venne addosso come un bo-
lide, battendo con violenza contro
il diritto di prora, strisciando poi
sul fianco destro. Tutti pensammo
di colare a picco, invece tutto si li-
mitò allo sfondamento di tutte le
lamiere del diritto di prora per cir-

(Continua in 4.a pagina)

NOTIZIARIO ‘“C,,: pagina tre

ago

Un bugliolo, però...

UNA GIORIOSA BANDIE RA-
UNA"C,AFFERMATA Wi

NEL M\ONPO -



Quando i marittimi scherzano, o, meglio, quando allo scherzo dei
marittimi partecipano anche i fotografi, allora ne consegue un risultato
come questo. La foto che ci è stata inviata, recava sul retro, anonima,
la seguente battuta: « Spirito... goldoniano ». Se fossimo poliziotti, ini-
zieremmo una inchiesta per rintracciare l’autore dello scherzo, d’altron-
de, per gli iniziati, facilmente individuabile. Chi ha posto il bugliolo fuo-
ni.. posto? I « NON TECNICI » lo deplorano. E’ uno scherzo che ci ha
fatto veramente piacere e, altrettanto scherzosamente, saremmo quasi
tentati di premiarne l’autore, magari per la foto. Ma trattandosi di un

professionista non ci è possibile.

“FEDERICO ;:

(continua dalla 3.a pagina)

ca due metri. Le paratie stagne del
gavone di prora per fortuna aveva-
no resistito, così che dopo una ri-
parazione provvisoria in cemento a
Cardiff, potemmo raggiungere Li-
verpool per i necessari lavori in
bacino... ».

L'altro episodio accadde nel gen-
naio 1939, durante un viaggio, con
un carico di pece, da Londra a Sète
(Francia). L'equipaggio comprende-
va 22 uomini, primo ufficiale era
l’attuale comandante della « Maria
Costa », cap. Chalvien; nostromo era
il signor Conte, di Porto Maurizio,
deceduto durante la guerra a bordo

dell’« Eugenio C ». « Doppiato Capo
Quessant », ricorda il cap. Bruzzo-
ne, « procedemmo verso il Golfo di
Guascogna. Il tempo era bello, ma
la tempesta scoppiò improvvisa. In-
dietro non si poteva tornare. E così
dovemmo subire un vero uragano
con raffiche di vento a 120 chilome-
tri l’ora. Lottammo per sei giorni,
disperatamente, contro tre uragani,
uno più terribile dell’altro. Il « Fe-
derico » sembrava perduto, investi-
to da ondate alte 16 metri. Per tre
volte sì guastò il frenello del ti-
mone e dovemmo sempre ripararlo
assicurando con sagole il nostromo
e î marinai, per evitare che venis-
sero trascinati via. Al quarto giorno
la nave era un relitto: le lance di



pre-bellico:

Grazie a tutti.



Cinquemila lire al miglior collaboratore

« Notiziario C » gradirebbe ricevere fotografie e particolari rela-
tivi alle seguenti navi, appartenenti alla « Flotta C», nel periodo

« Eugenio C», « Enrico Costa »,
C. », « Giacomo C. », « Caterina C. ».

A titolo di collaborazione, « Notiziario C » premierà con cinque-
mila lire la migliore foto che riceverà e che verrà, naturalmente, pub-
blicata. Inviateci sulle navi sopra indicate anche episodi, avventure,
dati, ecc. allo scopo di poter ricostruire, con la maggiore fedeltà
possibile, la storia della «Linea C» dalle origini ai nostri giorni.

Un grazie particolare intanto al comandante Leonardo Acquarone $
e al capitano L. C. Sup. Mario Bruzzone i quali ci hanno fornito par-
ticolari interessanti e inediti sulla vita del « Federico ».

Antonietta Costa », « Beatrice



NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



Mariitimi e poeti

C'è a bordo delle nostre
navi, tutto un fiorire di atti-
vità... editoriali. Giornalmen-
te riceviamo pubblicazioni
da parte dei nostri... colleghi
naviganti. Leggiamo tutto: e,
in confidenza, più di una vol-
ta siamo costretti a pensare
che sono più bravi di noi.
Vorremmo citare tutte le
pubblicazioni, pubblicare rac-
conti, poesie, note scherzose.
Ma lo spazio è tiranno. Così,
mentre invitiamo tutti a con-
tinuare nell’invio delle pub-
blicazioni, eccovi, in questo
numero una poesia veramen-
te superba.

Mia Liguria, ti porto in me
come il mare
una nave affondata.

Tornerò a camminare sulla rena
delle tue rive,

assorto al vento di ponente
che sa di resina di pini

e di salso.

Tornerò in una sera estiva
a riudire il grido d'un gabbiano
che lento si libra
in quell’aria ferma
e chiara.
S. SAGLIETTO

(da «La formaggetta », giornale
di bordo dell’« Andrea C »)

una nave coraggiosa

salvataggio non c’erano più, il timo-
ne era inservibile, in coperta era
stato spazzato via tutto. E non po-
tevamo nemmeno chiedere soccor-
so, perchè sprovvisti di radio tra-
smittente. Avevamo una grande fi-
ducia in Dio. Poi, finalmente, tutto
cessò. La nave aveva resistito, dimo-
strando una robustezza non comu-
ne. Era riuscita, in tutti i sei giorni,
con la sua alta e sagomata prora,
ad affrontare i marosi spostandosi
sia a diritta che a sinistra, a secon-
do della loro direzione. Con il ca-
stello di prora frenava l’irruenza
delle ondate, in modo che l’acqua si
rovesciava sulla nave allagandola,
senza però colpire direttamente la
superficie dei boccaporti. Sarebbe
bastato, infatti, che un solo bocca-
porto fosse stato sfondato per cola-
re a picco in pochi minuti... ».

Il « Federico »: una nave veramen-
te di... ferro. Ci voleva soltanto un
siluro per abbatterla, per obbli-
garla ad una resa.

RNALE DI BORDO ..



Nozze a Milano

Costa-Casnedi

Il 24 febbraio, a Milano, nella
Chiesa di San Fedele, l’ing. Piero
Costa di Giacomo si è unito in ma-
trimonio con la gentile signorina
Giuliana Casnedi. Al termine del ri-
to, gli sposi — salutati dai moltis-
simi parenti ed amici — sono par-
titi \per il tradizionale viaggio di
nozze. In Florida si sono imbarca-
ti sulla motonave « Franca C », at-
tualmente nei Caraibi per l'annuale
ciclo di crociere.

« Notiziario C » porge all’ing. Pie-
ro Costa e alla Sua gentile Signora
le congratulazioni più vive, unite
all’augurio di una lunga e prospera
felicità.

MATRIMONI
@ Teresita Beccaria e Antonio Chia-
pella, Mondovì, Chiesa di Santa Ma-
ria e Sant'Agostino, undici febbraio
1962.

@ Maria Giannone e Paolo Nania,
Pozzallo, Chiesa di S. Maria di Por-
to Salvo, 10 febbraio 1962.

@ Eleonora Giorgi e Gian Pietro
Geretto, Genova, Chiesa di San Roc-
co di Vernazza, undici febbraio 1962.

NASCITE

@ Mentre era in navigazione sul-
l’« Enrico C », il mozzo Antonio For-
misano è stato raggiunto da una lie-
ta e attesa notizia: la nascita, il 10
dicembre del 1961, di un bel pupet-
to cui è stato imposto il nome di
Gaetano. Ai genitori congratula-
zioni; al piccolo tanti auguri.

EEE

@ Dopo breve ed inesorabile ma-
lattia, è deceduto a Genova il 3 mar-
zo 1962 il signor Antonio Sterza di
55 anni, ispettore della « Linea C »;
funzionario di ottime qualità, di
non comuni doti professionali, la-
scia in quanti lo conobbero un vi-
vo rimpianto. Alla moglie, signora
Alda, e ai figli Marcella e Gianni
le più sentite condoglianze.

@ L'undici gennaio 1962 è deceduto
a New York, nel viaggio di rim-
patrio, sbarcato dalla « Franca C »,
per grave malattia, il cameriere si-
gnor Luigi Crosara, nato a Rimini
nel 1904 e residente a Genova Ri-
varolo. Era con la «Linea C» dal
dicembre 1959; era stato imbarcato
in precedenza sulla « Bianca C ».

@ Il) 10 agosto del 1961 è morto a
Genova, all'età di 53 anni, il signor
Wallter Sampaoli; prestò servizio,
come amanuense, dal 1950 sulle no-
stre motonavi: « Anna C », « Andrea
C », «Giovanna C », « Franca C» e
« Federico C ».

« Notiziario C » si associa al dolo-
re delle famiglie e porge i sensi del
più profondo cordoglio.





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno II - N. 1-2 - Gennaio-Aprile 1962
Spedizione in abb, post., Gruppo IV__

Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961



Genova,
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492

FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Via D'Annunzio 2 (piano XX)

Stampa: BI-ESSE Genova ———









NOTIZIARIO

Linea ‘’C., - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Supplemento al N. 1-2 . Gennaio-Aprile 1962 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

LA COSTRUZIONE
C.ALO.A, N° 1609

Come già abbiamo dato no-
tizia nello scorso numero, gli
Armatori COSTA, hanno re-
centemente firmato con i «Can-
tieri Riuniti dell'Adriatico » di
Trieste il contratto per la co-
struzione di una nuova nave
passeggeri. La decisione è stata
presa nell'intento di estendere
e perfezionare la rete delle ra-
pide comunicazioni oceaniche
fra Genova e le Americhe.

Il nuovo transatlantico —
che alzerà a riva le insegne del-
la « Linea C » — avrà altissime
e superbe caratteristiche, come
è sottolineato da due parametri
fondamentali; e cioé la stazza
lorda di 28 mila tonnellate e
la velocità di 27 nodi.

La elevata potenza delle due
turbine (oltre 60.000 HP), le
accurate sistemazioni interne
che accoglieranno con comodità
e conforto oltre 1600 passegge-
ri, tutti alloggiati in ampie ca-
bine munite di impianti igieni-
ci indipendenti ; il rilevantissimo
spazio riservato alle tre classi
(dai lussuosi saloni al Teatro-
cinematografo, dalle autorimes-
se a tre vastissime piscine);
il perfetto condizionamento di
aria che giungerà in ogni loca-
le di bordo ; i potenti congegni
antirollio e mille e mille altri
accorgimenti e strumenti... Tut-
to questo farà della nuova nave
il transatlantico maggiormente
aggiornato, al momento della
consegna che è prevista per la
fine del 1964.

Questo superbo transatlanti-
co, infatti, sarà motivo di fierez-
za tanto per l'armamento quan-
to per l'industria navale nazio-
nale. Verrà assegnato al servizio
con il Sud America, sulla rotta
dove attualmente la consorella
«Federico C» tiene la palma
per velocità e per recente en-
trata in linea.





Una bella inquadratura di due ufficiali del transatlantico ’ Federico C”. Sul ponte di co-
mando, lo sguardo volto all’orizzonte, stanno effettuando il rilevamento del «punto-nave»





LETTERA A TUTTI | MARITTIMI

Caro marittimo,

questa è una lettera rivolta
a te, personalmente, e ti prego
di leggerla con la massima at-
tenzione.

Tu, lavoratore del mare, hai
solcato gli oceani, hai affron-
tato serenamente fatiche e pe-
ricoli, con profondo senso del
dovere, per il bene della tua fa-
miglia... Forse non hai mai pen-
sato che la categoria dei ma-
rittimi è legata al progresso so-
ciale, alla sicurezza del lavoro,
allo scambio delle materie pri-
me, all’evoluzione rapida e
grandiosa del commercio mon-
diale.

Il benessere sociale passa
per le mani dei marittimi i
quali sono la pacifica forza di
una nazione che lavora e pro-
gredisce: sono la speranza del.
la gente delle «zone depresse »,

nonché dei popoli che si affac-

ciano impetuosi alla ribalta: del-
la libertà e cercano, avidi, pa-
ne e lavoro.

I. naviganti, oggi come nella
antichità, sono i veicoli della

civiltà, del progresso e della‘

solidarietà umana. La loro vi-
ta, il loro lavoro, con i taciti e
immancabili sacrifici, assurgono
ad: un’alta e luminosa dignità.
Fare dell’uomo un numero nel-
la massa, una semplice leva di
fatica, senza comprenderlo nel
suo valore _.trascendente, signi-
«fica gettare un’ombra, commet-
tere una ingiustizia alla sua per-
sonalità.

Bisogna però fare attenzione
a un pericolo. Caro marittimo:
nel turbine di una vita tutta
presa fra eccezionali esigenze
di lavoro, sotto il peso della ma-
teria, fra le preoccupazioni e lo
sconforto per. la lontananza dal
focolare domestico — e spesso

sotto l’irritazione degli screzi —

dimentichi te stesso nella. tua
sublime realtà, perdi il senso e
la misura della tua dignità e
circoscrivi penosamente la -vi-
sione di una vita che, invece,
esige di essere protesa verso gli
orizzonti dei valori divini: ed
eterni. È >

Purtroppo, qualche volta, di-

mentichi di essere uomo e cri.
stiano. E allora? E’ necessario
a un certo punto scuotere le

soprastrutture .materiali, sfuggi-.

re la comprensibile stanchezza

ed evadere nelle serene zone
dell’elevazione spirituale e nel

la libertà dei figli di Dio.

Interroga te stesso e vedrai
che questa è una esigenza del.
l’anima fatta per la verità e per
l’amore. Infatti anche tu hai
uno spirito, bello e immortale,
nel quale brilla la bellezza di-
vina. Anche se tu non ci pensi,
anzi, se dubiti, non importa: la
tua anima vive e vivrà per
sempre. È

Fermati, allora, e ascolta le
intime e carezzevoli voci della
tua coscienza che ti ricordano,

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due



con chiarezza, Dio, le eterne
verità, il tuo avvenire oltre il
tempo. Ascolta le dolci armo-
nie che salgono a te dall’ordine,
dalla pace, dalla rettitudine,
dalla bontà della vita. Sarai più
sereno, più felice, più forte.

Ed ecco la propizia occasio-
ne. Nella luce dei santi pensie-
ri ritornano le Feste pasquali
che ti ricordano il Mistero del-
la Passione e Morte di Gesù e
della Sua gloriosa Resurrezione
per la salvezza delle anime no-
stre. Gesù è via, verità, vita. In
questa serena circostanza, Egli
— il nostro amabilissimo Re-
dentore — ti invita a Sé, a rin-
novare e a ritemprare le tue e-
nergie spirituali alle divine sor-
genti della Sua Grazia.

Gesù ti invita a fare la S. Pa-
squa: a confessarti e a comu-
nicarti. E’, questo, un preciso
dovere di- fede e di amore: tra-
scurarlo, significa venir meno
alla coerenza leale e. sincera
dell'impegno con Cristo; signi-

- fica privare l’anima, fatta per

la vita eterna, di perdono, di pa-
ce e di grazia.

Caro marittimo, Gesù ti at-
tende perché, dopo esserti pu-
rificato nel Sacramento della
Sua Misericordia, lo riceva con
umile e riconoscente devozione
nell’ adorabile Sacramento del
Suo Amore. Così fanno le per-
sone a te care, i tuoi bambini
che ti attendono al focolare do-
mestico; e così farai anche tu,
in perfetta unione di cuori, per-
ché la benedizione di Dio sia
sempre su di te e sulla tua fa-
miglia.

Sono certo che non manche-
rai al Sacro precetto pasquale.
Gesù ti, invita, ti attende, ti de-
sidera. Ascolta la Sua parola:
« Venite a me, voi tutti che sie-
te stanchi, ed io vi ristorerò ».
Non mancare, pertanto, all’ap-
pello divino. E’ l’amore infinito
ed eterno che chiama i redenti
del suo sangue alla più alta e
completa corrispondenza. Gesù
ti benedice sempre, come di
cuore te lo augura il tuo

P. Gaetano Franceschetti

Cappellano dell’Apostolato del Mare
di Genova

VCPFVFVTVTFVFTFVFTPFTFTCVTFVFVCCCCTCCTCCvCvoecvceoevevee

Attività s portiva

sulla «Federico C»



i L'attività oi fra l'equipaggio prosegue intensa su tutte le
| nostre navi. Abbiamo notizia di tornei di ping-pong, di gare allo sco-
pone, di tornei scacchistici, ecc. Dalla « Federico €», intanto, ci è
giunta la foto che pubblichiamo e che mostra un momento della pre-
miazione dei vincitori e degli altri classificati nei tornei di dama,
scopone e ping-pong. Le tre gare, organizzate dallo « Sporting Club »
di bordo hanno avuto grande successo e sono servite per gettare le
basi di una sempre maggiore attività. Alla premiazione erano presenti
_ il Comandante, il Cappellano Mons. Tavano, altri ufficiali, nonché,
naturalmente, vincitori e... vinti. Un membro dell’equipaggio ha pro-
nunciato un breve discorso ringraziando tutti coloro che avevano
contribuito alla riuscita della manifestazione, Generosamente ha ‘anche
cercato di... lenire il dolore dei perdenti, dicendo che «saper perdere
è buon senso sportivo», che «nello sport :-si è avversari soltanto.
nel momento in cui si scende in lizza »...



IL CUORE DEL
MARINAIO

In una delle tante sere in por-
to... nei Caraibi, quando gli sca-
landroni vomitano folate di biz-
zarre toilette e di smoking elegan-
ti, Lui era solo... solo con se stes-
so e col mare, questo mare sala-
to, inquieto ed amaro. Si era iso-
lato in quella parte del molo, do-
ve è meno intenso il rumore del
mondo e dove tenue giunge la po-
ca luce riflessa dei lampioni. Non
c'era luna nel cielo stellato, non
v'era pace nel cuore ricolmo di
pianto. Passeggiavo sul molo, lo
vidi seduto su una bitta, chino
sull'acqua con la testa tra le ma-
ni nodose ed informi. Mi avvici-
nai. Non appena si accorse di me,
si scosse, gettò qualcosa in mare,
si passò la manica sul viso e si
ricompose. Si alzò e, passandomi
accanto, potei vedere i suoi oc-
chi piccoli e lucenti incastonati
come due perle in una faccia du-
ra e bruciata dal sole: erano oc-
chi ancora rossi di pianto. Lo vi-
di allontanarsi con la sua anda-
tura goffa e dondolantie, finché
il suono dei suoi passi sulla ban-
china si spense. Rimasi solo con
un odore di salmastro e di biiu-
me, fra uno scricchiolar di barche
e di corde sull’eterno andirivieni
dell'onda.

Fu allora che vidi galleggiare vi-
cino alle rive qualcosa che sem-
brava una barchetta di carta, ma
che era invece una lettera trico-
lore per via aerea. Doveva avergli
scritto molto, ed era quella; forse,
la ragione del suo pianto... Quan-
te volte, dopo un lavoro duro e
pesante, nella cupa angoscia di
contrastati sentimenti, nei tristi
abbandoni del cuore, si pensa a
chi ci consoli, a chi è lontano da
noi, a coloro che sentiamo di a-
mare, ed invece... si resta soli, sv
li con noi ed il vuoto, e tutto si
esaurisce nel nulla. Ma il cuore,
il cuore del marinaio che, come il
mare conosce la serena bonaccia
e le più grandi bufere, sa che tut-
to passerà, che il sole tornerà a
splendere ancora su questa vita
errabonda, che il vento soffierà
di nuovo sulle vele spente, che il
sereno che si profila sull’orizzon-
te è segno duraturo di pace e di
amore.

Se è vero che quando piange un
marinaio cade una stella, una stel-
la è caduta quella sera, un astro
lucente per lui, un insegnamento
per noi che non sappiamo - soffri-
re... in silenzio.

Lo rividi più tardi sulla prora,
col viso spruzzato di pittura e
l'occhio sereno. Pitturava sotto la
sferza del sole: il sorriso era tor-
nato sul suo volto bronzeo, respi-
rava felice l’aria del suo mare a
volte cattivo... ed ora così dolce e
buono. Nella pienezza della luce
il suo corpo tozzo e ruvido acqui-
stava forza; la sua muscolatura
potente, sullo sfondo bianco. della
paratia, dava un senso di sicurez-
za; le sue mani callose stringeva-
no il pennello come un'arma.

Ero felice di vederlo così bur-
bero e fiero, ultimo esemplare di
quella razza di lupi di mare... dei
cento barili di rum, che proprio
in queste acque ha visto i suoi
figli migliori.

Pitturava sulla prora e cantava...
e forse io solo so ancora che
pianse.

Mauritius

(da «Palo a prua », giornalino
per l'equipaggio della «Franca C»)







Quarta puntata della
storia della * Linea C,,

dell'« Eug

Il piroscafo «Eugenio C» fu
iscritto nel libro matricola del Com-
partimento Marittimo di Genova
il 9 luglio 1934, col numero 1960,
per acquisto dall'estero. Costruito
nel 1928 a Burtinsland .(Inghilter-
ra) si chiamava in precedenza «Ce-
drus ». Aveva una stazza lorda di
4077,91 tonnellate; la portata lorda
era di 8.000 tonnellate. Era dotato
di macchine a triplice espansione,
tre cilindri (diametro m/m 635-1041-
1727), tre caldaie con nove forni;
lunghezza m. 116,67; larghezza
m. 15,67.

Primo comandante della nave fu
il capitano Eugenio Agen, il qua-
le si recò in Inghilterra (Fallmouth)



ll Cap. Cattarini

rievoca la tragi-

ca alba del 26
aprile 1944





a prelevarla; i primi tre viaggi fu-
rono dal Nord Europa (Hool e
Belfast) a Rosario di Santa Fé, ove
si caricava a metà di grano e si
completava poi il carico a Buenos
Aires, Il comando passò poi a ca-
pitan Stefano Tossino e Casa-
vecchia. In quel periodo si svolse
un episodio venato di una punta
di umorismo; .un episodio che il
signor Agostino Pastorino, attuale
nostromo della « Anna C », non di-
menticherà mai. La nave aveva la-
sciato il porto di Buenos Aires
quando ci. si accorse di un clan-
destino a bordo; si decise di sbar-
carlo sulle coste uruguayane e co-

giunti nella posizione fissata,
vennero fermate le macchine. Poi
si ammainò una lancia sulla quale
presero posto, oltre il clandestino,
il primo ufficiale Giuggia e due
marinai (Vinci e Riso). Accadde
però che la lancia, prima di tocca-

enio C»

re terra, si capovolse... Nuotando,

1 quattro riuscirono a porsi in sal-
vo, ma mentre il clandestino fu la-

‘ sciato in libertà; l'ufficiale e i due

marinai si... trovarono praticamen-
te in trappola. Infatti, furono presi
in consegna dalla polizia a cavallo
subito sopraggiunta e portati via.
La nave dovette così proseguire il
viaggio con tre uomini ‘in meno. I
tre logicamente furono poi rimpa-
triati e raggiunsero l’ « Eugenio C »
in Inghilterra.

Si arrivò così al 25 settembre
1939, giorno in cui il comando fu
assunto dal cap. Eugenio Catta-
rini, il quale si trovava già sul-
l’Eugenio C » in qualità di primo
ufficiale. Ed è proprio al coman-
dante Cattarini — che ora tra-
scorre il meritato riposo nella sua
Trieste — che dobbiamo la possi-
bilità di aver ricostruito gli ulti-
mi movimentati anni di vita della
nave. «Fin dal primo acquisto »,
ci ha detto, «la nave era impie-
gata con carichi di massa dal Re-
gno Unito all'Italia; in seguito, no-
leggiata a tempo dalla Società «Ita-
lia », fu posta sulla linea commer-
ciale per il Sud America e Amaz-
zonia; l’« Eugenio C » prima di tor-
nare in Italia si spingeva anche
nel porto di Manaos che era an-
cora accessibile. Poi, quasi alla vi-
gilia dello scoppio della seconda
guerra mondiale, la nave fu im-
piegata per il trasporto di cari-
chi di massa dall'Inghilterra per
conto del'« Monopolio Carboni Ita-
liano ».

L’« Eugenio C » era proprio adi-
bito a questa rotta quando, in za-
vorra, arrivò a Cardiff: mancava-
no appena due giorni dall’inizio
delle ostilità. Già gli avvenimenti
erano precipitati, la minaccia era
forte e incombente. A Cardift, il
cap. Cattarini non trovò più né gli
Uffici del Consolato, né quelli del
« Monocarbo ». Che cosa si pote-
va fare? «Onde evitare che la na-
ve cadesse buona preda degli in-
glesi », dice il cap. Cattarini, rievo-
cando quei drammatici momenti,
«quale comandante mi misi in con-
tatto telefonico con l'allora Am-
basciatore Bastianini a Londra al-





> L'avventurosa esistenza









«’



La cartina indica il punto in cui venne affondata l’« Eugenio C»
nel mare di Norvegia.

lo scopo di ottenere, ufficialmen-
te e di diritto, il « Dock-pass» ne
cessario per uscire dal bacino. Ta-
le permesso mi era stato infatti
negato dalle autorità portuali di
Cardiff... ».

L’« Eugenio C » così poté ripar-
tire con soli tre giorni di fuoco:

ma rara fotografia dell’«Eugenio C», eseguita clandestinamente durante la guerra dal caporale della contraerea, mentre
la nave era in sosta nell’avamporto di Bilbao, in attesa di proseguire per Bordeaux.

raggiunse il porto neutrale di La
Coruna con. soltanto sei tonnella-
te di combustibile.

Ormai la guerra divampava. L’«Eu-
genio C », intanto, era stato. trasfe-
rito nel vicino porto di El Ferrol,
rimanendovi inoperoso per parec-
chi mesi. A causa delle pressioni e-
sercitate dalle autortià tedesche la
nave dovette essere noleggiata a
loro, le cui truppe, nel frattempo,
avevano invaso tutta la Francia.

«Dall'agosto 1941 al giugno 1942»,
dice ancora il cap. Cattarini, «la
nave, al servizio dei tedeschi, tra-
sportò, in zona di guerra, mine-
rale di ferro dalla costa settentrio-
nale della Spagna ai porti di Nan-
tes e di Bordeaux, navigando il
più strettamente possibile sotto co-
sta. Ma questo genere di lavoro
non durò a lungo. Le autorità mi-
litari decisero infatti che la nave,
per necessità di tonnellaggio nel
Nord Europa, doveva essere tra-
sferita a operare fra le coste set-
tentrionali della Germania e vari
porti della Norvegia meridionale e
settentrionale... ».

Così, l’« Eugenio C » dovette for-
zare la Manica, protetto e scorta-
to da ben diciotto MAS e da sei
vedette germaniche fra i porti di
Boulogne-sur-Mer e Dunkerque. Il-
luminata da razzi (in parte
neutralizzati da una densa cor-
tina fumogena); la nave subì tre
attacchi di siluranti rapidi, tre at-
tacchi di bombardieri veloci, non-
ché un continuo bombardamento,
dalla costa inglese, con cannoni a
lunga gittata.

«I primi diciotto mesi di traff
co al Nord », racconta il cap. Cat-

(continua in 4.a pagina)

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre







© GIORNALE DI BORDO . |

Una significativa cerimonia si è svolta il 21 marzo sulla motonave "Anna C”,

racao, La nave si è portata sul punto esatto in cui giace la "Bianca C”:
coperta, ha reso omaggio alle tre vittime del dovere. La cerimonia di «
pagina 57 del « Giornale di bordo » dell’« Anna



in navigazione da Grenada a Cu-
l'equipaggio al completo, schierato in
Onore al merito » è così sintetizzata a
C»: «Alle ore 13,15, pronti in macchina, si salpa. Alle ore 13,25

salpato, si dirige per il punto di affondamento della nave sociale "Bianca C”, dove si fermano le macchine,

si lancia una corona di fiori e si saluta con tre fischi e la bandiera... ».



L’« EUGENIO C,, E LA SUA AVVENTURA

(continua dalla 3.a pagina)

tarini, « furono impiegati nel tra-
sporto di carbone dai porti del
Baltico alla Norvegia meridionale.
Poi, per necessità militari, dovem-
mo prolungare i viaggi fino oltre
il Capo Nord, per raggiungere il
fronte artico nella Finlandia set-
tentrionale. Ricordo che per rag-
giungere il porto di Petsamo
subimmo varie volte gli attac-
chi dei russi: Mas, apparecchi
da bombardamento, nonché i can-
noneggiamenti dalla Penisola dei
Pescatori. Un po’ come era succes»
so durante il forzamento della Ma-
nica. Nel viaggio di andata il no-
stro carico consisteva soltanto in
materiale militare destinato alle
truppe (esercito, marina e aviazio-
ne) impegnate sul Fronte artico; il
ritorno era occupato dal carico di
minerale di ferro a Narvik per
Emden, attraverso il Canale di
Kiel ».

La fine dell’ « Eugenio C » avven-
ne il 26 aprile 1944, durante un
viaggio da Narvik a Kiel. La nave
aveva appena lasciato il primo por-
to (era insieme ad altre quattro
unità) quando fu colpita in pieno
da una bomba sganciata da un
aereo inglese: l'affondamento fu
quasi istantaneo (come, del resto
per altre tre unità del convoglio).

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro

A nulla era servita la precauzione
di navigare il più possibile dentro
i fiordi norvegesi.

Purtroppo con l’« Eugenio € » mo-
rirono 32 persone (15 erano tede-
schi, del personale della contraerea
di bordo). Questi i nomi degli ita-
liani: primo ufficiale Silvio Giri-
baldi; secondo ufficiale Giulio Con-
te; secondo macchinista Emilio Be-
risso; nostromo Vincenzo Saglietto,
padre del 2° Uff. Silvio Saglietto,
attualmente in servizio a bordo del-
la « Federico C »; cuoco Salvatore
Barca, padre del Sig. Nunzio, no-
stro impiegato presso l'Ufficio Pas-
seggeri di Genova; capor. Lui-
gi Falaga; carp. Duilio Doero; ma-
rinai: Giuseppe De Luca, Carlo Na-
vone, Umberto Oneto; fuochisti:
Ostilio Molinari, Nicola Stagnaro,
Orazio Orsino, Adriano Carezzano;
carb. Bartolomeo Olcese; camerie-
re Leonardo Mistrali; garzone En-
nio Tassara. I superstiti, salvatisi a
nuoto, furono tredici: otto italiani
e cinque tedeschi. Gli italiani: R.T.
Aurelio Mudu, attualmente Ufficia-
le Marconista a bordo della T/N
«Pia Costa»; ingr. Lazzaro Paro-
di; fuoch. Luigi Vitali e Domenico
Bozzo; mar. Virgilio Canepa; carb.
Andrea Grasso; comandante cap.
Eugenio Cattarini; carb. Letterio
Rando. Gli ultimi due rimasero fe-
riti e furono raccolti, insieme agli
altri sei, a nuoto dalla vedetta di
scorta e riportati a Bodò, dove ri-
masero per qualche tempo _ nell'ospe-
dale da campo; poi, via Oslo - Am-
burgo - Brennero, raggiunsero l’Ita-
lia, ad eccezione del cap. Cattarini

che , per le ferite riportate, rimpa-
triò dopo sei mesi.

Questa la storia della « Eugenio
C » che giace a 67° 06° Nord e 13° 57°
Est, in profondità 200 metri, a circa
undici miglia in linea d'aria a S.W.
dal piccolo villaggio di Bodò. Una
nave che tutti ricordano con nostal-
gia e con ammirazione; il signor
Agostino Pastorino possiede, del-
l’« Eugenio C», un quadro com-
prato ad Anversa da un pit-
tore dilettante che l'aveva di-
pinto sullo banchina del porto stes-
so. Pastorino ricorda anche altri
movimentati episodi, così come il
cap. Eugenio Cattarini ricorda che
la nave aveva le stesse iniziali del
suo nome e cognome: « Era_mia
omonima anche nelle iniziali. E per
quanto ad essa siano legati molii
giorni tristi, non la potrò mai di-
menticare... ».

#

Mi i ni

DUE MINUTI
DI BUON SANGUE

Il nostromo al nuovo im-
barcato: «Domani mattina ti
voglio vedere alle cinque in co-
perta, capito? ». « Sior si, sior
nostromo ». L'indomani matti-
na il nostromo è su tutte le fu-
rie: « Che cosa fai in quella co-
perta? ». « Eseguo î suoi ordi-
ni, sior nostromo... ).

L’infermiere e l’ammalato.
L’ammalato: «Mi sento male,
oggi. Ho paura di aver fatto u-
na indigestione di fichi... ». L’in-
fermiere: « Fichi bianchi, imma-
gino... ». L’ammalato: «Ma co-
me fai a saperlo...? ». L’infermie-
re: « Eh... sei così pallido! ».

Il lavandaio alla stiratrice:
«Ma che cosa hai fatto? Io ti
ho dato la bottiglia per sturar-
la, non per stirarla... ».

Un cameriere si presenta al
gardmanger: «Per favore, po-
trebbe darmi del salame? ». Ri-
sposta: « Mi dispiace, l'abbiamo
finito. Se vuoi, possiamo darti
soltanto del... cretino... ».

(dai giornalini di bordo)

NASCITE

@ Maurizio è giunto ad allie-
tare la casa di Giulio e Mirella
Conterno, (Caracas, 21 febbraio
1962).
@ Un bel maschietto — cui è
stato imposto il nome di Pietro
— è giunto ad allietare, il 14
marzo, la casa del Com.te Oli.
viero Cherubini (del nostro Uf-
ficio Marittimo) e della signora
Anna Maria.
@® Fiocco azzurro in casa del
Cap. L.C. Massimo Percivale e
della signora Maria Teresa: è
nato il 2 aprile Fabio, un vispo
pupetto che è la felicità dei ge-
nitori.

Ai genitori congratulazioni; ai
piccoli tanti auguri.

MATRIMONI

© Il Cap. LC. Filippo Benzi,
primo Ufficiale della « Federico
C », con la gentile signorina Cle-
lia Gavino (Genova, Chiesa di
San Martino, 23 aprile 1962).

@ Il Cap. Rinaldo Durante, no-
stro Allievo Ufficiale di coper-
ta, con la signorina Maddalena
Verda (Bestagno, Parrocchia di
San Michele, 14 aprile 1962).

Agli sposi le più vive felici-
tazioni di « Notiziario C ».





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno II - Suppl. n. 1-2 - Gennaio-Aprile 1962





Genova, Via
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492

Autor. Trib, di Genova N. 526 del 23/2/1961 Stampa: BI-ESSE Genova

D'Annunzio 2 (piano XX)






Position: 1023 (46 views)