Notiziario "C", n. 2, 1961
Contenuto
- Titolo
- Notiziario "C", n. 2, 1961
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
- Nuova vita per la turbonave "Provence", p. 1
- Ponte Somalia presenta la sua carta d'identità, p. 2 - 3
- Comunità a bordo, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4 - Data testuale
- 1961 marzo - aprile
- Estremi cronologici
- marzo 1961 – aprile 1961
- Consistenza
- pp. 4
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Famiglia Costa
- Identificativo
- PER.000364/02
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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- Collocazione
- Emeroteca
- Temi correlati
- Comunicazione d'impresa
- Navi passeggeri
- Navigazione crocieristica
- Vita di bordo
- Welfare aziendale
- contenuto
-
pt:
,
RR
Lain pete
Anno I - Numero 2 - Marzo-Aprile 1961
Il dodici aprile ha lasciato il porto di
Genova per il viaggio inaugurale del ser-
vizio combinato con la Linea « € » sulla
rotta Mediterraneo - Brasile - Plata, la tur-
bonave « Provence » della Société Gén. de
Transports Maritimes di Marsiglia.
Questo accordo fra due Compagnie di
navigazione è meritevole di particolare
attenzione, in quanto rappresenta il pri-
mo esempio di collaborazione per il set-
tore marittimo nel quadro del Mercato
Comune Europeo. La « Provence », infat-
ti, verrà ora gestita dalla Linea « C » pur
restando di proprietà della Compagnia di
Marsiglia, con bandiera ed equipaggio
francesi.
La « Provence » ha iniziato il suo nuo-
SNC RIIIEN r<oes
UE EE E EROE IE TI
Periodico bimestrale
vo ciclo di attività dopo aver subito alcu-
ni importanti lavori di rimodernamento,
specialmente negli alloggi dei passeggeri,
per soddisfare al ben noto stile della Li-
nea « C », dovendo la nave svolgere un
servizio parallelo alle altre navi.
Di conseguenza, le tre classi sono state
radicalmente modificate, aprendo altre
vaste sale di ritrovo, dotando la classe
«cabina » di servizi igienici particolari,
realizzando nella terza classe esclusiva-
mente sistemazioni in cabine.
Inoltre la « Provence » è stata dotata di
due nuove piscine e di una Cappella, men-
tre il servizio di condizionamento d’aria
è stato esteso in ogni locale della nave.
Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
NUOVA VITA PER LA TURBONAVE "PROVENGE,,
suavenet
Le modifiche apportate fanno ora del-
la « Provence » una unità veramente ac-
cogliente, esaltandone le caratteristiche
di fondo, già assolutamente pregevoli. La
nave potrà portare 1.150 passeggeri, tut-
ti alloggiati in comode cabine, in modo
da assicurare un ottimo confort del viag-
gio effettuato ad una notevole velocità.
Tutti questi lavori, anche per desiderio
della Linea « C », sono stati eseguiti nei
Cantieri di Genova, tenendo occupati per
un periodo di oltre tre mesi una media
di 400 operai al giorno, contribuendo in
tal modo ad alleviare la presente situazio-
ne dell'industria delle riparazioni navali
che, come ben noto, sta attraversando un
periodo di crisi.
PONTE SOMALIA PRESENTA LA SUA |
Il grandioso complesso della Linea “C,,
sorto nel porto di Genova è il primo in
Italia ad
Vista dall'alto sembra la pista di
lancio di un'enorme portaerei: è
invece la grande terrazza del moder-
no e funzionale complesso della Li-
nea «C» PONTE SOMALIA Radice
Levante, il migliore che oggi esista
nel porto di Genova. Sotto la ter-
razza (che in caso di necessità po-
trebbe ospitare grandi quantitativi
di merce che non riceve danno dal-
l'esposizione agli agenti atmosferici)
si muove un’organizzazione program»
mata e realizzata con criteri moder-
ni e razionali.
Non è semplice descrivere le so-
luzioni attuate a PONTE SOMALIA
di armosi e difficili problemi di or-
ganizzazione di lavoro portuale.
Innanzi tutto PONTE SOMALIA
favorisce le navi che wi attraccano
e i loro equipaggi. Le navi della Li-
nea «C », specialmente quelle che
per non essere in servizio passegge-
ri in passato dovevano subire, con
lunghe attese fuori porto, le conse-
guenze dello stato di semicongestio-
ne del -porto di Genova, oggi possono
accostare a banchina immediata-
mente dopo il loro arrivo in porto.
Difatti, connesso con la costruzione
del complesso di PONTE SOMALIA,
è il privilegio di « accosto preferen-
ziale » per le navi della Linea «C ».
Ciò offre vantaggi a tutti — navi,
carico, operatori che sono sottobor-
do per l'imbarco e lo sbarco delle
merci — ed in particolare, sia con-
sentito metterlo in evidenza, ai
membri dell'equipaggio che possono
raggiungere subito dopo l'arrivo a
Genova le loro famiglie e rimanervi
più tempo di quanto era loro inve-
ce consentito in passato.
PONTE SOMALIA — come ormai
è chiamato da tutti — è veramente
un capitolo nuovo nella storia del-
l'organizzazione del nostro porto e
rappresenta il ‘primo complesso
portuale in Italia che abbia una
doppia banchina. Difatti la costru-
zione è a due piani ed all'altezza del
secondo piano vi è una « banchina
sopraelevata », larga 8 m. per tutta la
sua lunghezza, che integra la banchi-
na del piano di calata — larga 24
Una veduta parziale del piano
î terra, lato posteriore, con una se-
= rie dei caratteristici contenitori
avere
una doppia banchina
mt. — e che consente simultaneo
lavoro a due piani e quindi una
maggiore celerità di carico e sca-
rico.
Realizzando PONTE SOMALIA la
Costa Line (è Ja sigla che distingue
i servizi da e per il Nord America)
è l'unica che opera nel nostro porto
con accosto preferenziale. E' per
questo motivo che si è subito fatto
vivo l'interesse degli operatori.
Le merci, per esempio quelle in at-
tesa di imbarco, possono essere si-
stemate al coperto in attesa delle
navi, ed il loro maneggio, appilag-
gio, ecc. vengono effettuati con at-
trezzature meccaniche moderne, fun-
zionali e da personale selezionato.
Ma vediamo di esaminare un po'
più da vicino e nei dettagli il gran-
de complesso.
Come abbiamo detto due sono i
piani: quello di calata è accessibile
aiî vagoni ferroviari ed agli auto-
mezzi; quello sopraelevato agli auto-
mezzi, e tutta l'area è sotto la por-
tata delle sei gru che vi sono state
installate.
Il piano terreno — a livello del
piano di calata — è accessibile at-
traverso numerose, ampie ed alte
aperture sicché, pur nei momenti di
maggiore intensità di lavoro, ogni
cosa trova posto ed ogni uomo ha
spazio per operare senza essere di-
sturbato. La banchina al piano di
calata è percorsa da tre corsi di
binario, raccordati l'un l’altro, sì da
consentire il passaggio dei vagoni
senza difficoltà e senza intralcio.
Tutti i binari, compreso quello di
scorrimento della gru sul ciglio del-
la banchina, e compresi gli scambi,
sono completamente interrati in mo-
do che la circolazione degli auto-
veicoli e dei carri risulta libera in
tutti i sensi. Piccolo particolare que-
sto ma che dimostra come PONTE
SOMALIA sia stato progettato e rea-
lizzato in modo da agevolare al
massimo il lavoro di coloro che vi
devono operare.
Dunque, appena la nave ha at-
traccato e iniziato le operazioni di
sbarco (facciamo un esempio di na-
ve in arrivo) le due banchine, quel-
la del piano calata e quella del pia-
no sopraelevato, si animano imme-
diatamente per la presenza di colo-
ro che sono addetti alla ricezione
del carico sbarcato, oltre che dai
mezzi di sollevamento della nave,
da sei gru del tipo più moderno e
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
che sono considerate il prototipo
di quelle che gradatamente verran-
no installate in tutte le banchine
portuali da completare o da ammo-
dernare. Man mano che il lavoro si
svolge i camions ed i vagoni ferro-
viari caricati vengono smistati e
partono per le destinazioni finali del
carico. Il movimento degli auto-
mezzi e dei vagoni è agevole poiché
si sviluppa su una «doppia super-
fice » ed il guadagno di tempo nella
discarica non va o scapito del ma-
neggio delle merci né rende onerose
e ritardate le operazioni accessorie.
PONTE SOMALIA non è soltanto
quello che abbiamo descritto: altri
notevoli aspetti sono degni di esse-
re ricordati.
Attorno alla costruzione sono sta-
ti sistemati vasti spazi coperti e
scoperti sicché i capricci del tempo
non interrompono completamente
le operazioni che vi si compiono. Di-
remo a questo proposito, e a puro
titolo di cronaca, che i camionisti
che portano e ricevono carico in
porto usano, quando piove, una fra-
se ormai fissa: « Il tempo è brutto,
andiamo a Ponte Somalia ». Frase
povera, ma eloquente poiché a Pon-
te Somalia si può scaricare e carica-
re gli automezzi sempre e a dispetto
delle condizioni atmosferiche avverse.
Oltre agli spazi coperti esistono
considerevoli spazi scoperti, come
abbiamo detto, con fondo perfetto:
ed è qui che vengono ospitate le
merci che per loro natura non pos
sono essere sistemate nei magazze-
ni, come per esempio trattori, pale
caricatrici, macchinario pesante ©
di dimensioni eccezionali, ecc.
Quando piove e le operazioni in
porto di carico e scarico delle navi
st arrestano, ecco che a Ponte So-
malia sono disponibili e vengono
utilizzati due apparecchi speciali
che, limitatamente per merci in col-
li di piccole dimensioni, consentono
di continuare il lavoro.
Particolare impegno richiede (spe-
ciali accorgimenti sono stati adot-
altri generi refrigerati o congelati.
Lo smistamento di queste merci,
che può essere effettuato rapida-
mente da un'accurata organizzazio-
ne, favorisce i ricevitori che natu-
ralmente hanno fretta a motivo del-
la deperibilità del carico che essi
ricevono. Le operazioni di smista-
mento vengono effettuate preminen»
temente sulla banchina del piano di
calata con maggior celerità e me-
no complicazioni di quanto si veri-
fica in tante banchine del porto me-
no attrezzate di PONTE SOMALIA.
All'interno del piano rialzato sono
poi in funzione moderni carri-ponte
che sollevano il carico e lo offrono,
attraverso ampi boccaporti, ai va-
goni e camions sottostanti al co-
perto sul piano di calata.
In ordine sparso e sistemati negli
spazi più idonei si vedono poi i po-
licromi e caratteristici contenitori
che consentono di caricare e scari-
care da nave carico pregiato senza
danno e con rapidità considerevole.
Il PONTE SOMALIA della Linea
«€ » è il contributo più tecnicamen-
te valido e moderno alla soluzione
dell’annoso problema in cui si dibat-
te il porto di Genova e cioè la scar-
sità di accosti attrezzati moderna-
mente,
L'attuale complesso Linea «C » si
svilupperà verso il prolungamento,
e al lato ponente, con altri magaz-
zeni consimili tutti collegati fra di
loro in modo da formare un com-
plesso veramente eccezionale ove
sarà possibile alle navi operare con
sollecitudine e alle merci di muover-
si con la massima celerità.
La concessione sulla quale la Li»
nea «C» ha costruito il suo com-
A
£ Una veduta panoramica
| | della Linea « C » a Ponte
hi primo piano, la |
VIDON TEERI DARA NE
tati) lo sbarco della carne ed
I grande complesso A
malia. A sinistra, in È
aria Costa » i i
VIE FA
sso copre 200 metri lineari di
nchina e cioè più di quanto neces-
‘io per accogliere le navi di mag-
r dimensione della Compagnia.
li è un altro particolare da por-
in rilievo: il primo piano, che è
giungibile dagli automezzi attra-
‘so una rampa di accesso in radi-
ha un raccordo già predisposto
? consentirà di collegare in sopra-
vata il magazzeno Linea «C » al
strada sopraelevata che, secondo
progetto del Comune di Genova,
rà costruita lungo tutto il peri-
tro portuale. Quando la costru-
zione della « sopraelevata » sarà un
fatto compiuto PONTE SOMALIA
sarà accessibile direttamente e fa-
cilmente da qualunque punto del
porto di Genova.
A PONTE SOMALIA affluiscono
tutte le comitive di studiosi e tecni-
ci che vengono a visitare il nostro
porto che da esso trae anche pre-
stigio.
La Linea « C » è ovviamente soddi-
sfatta che la propria realizzazione
sia il primo passo verso un razio-
nale e speriamo sollecito perfezio-
namento delle attrezzature portuali.
DITESE BEI
Un carrello elevatore appila ca- i
rico prelevato sulla banchina, i
nell'interno del piano rialzato
so
COMUNITA’
A BORDO
Si può vivere ed esplicare
tutte le più alte manifestazioni
di vita assieme, senza avere lo
spirito della Comunità.
Quando il lavoro e la pre-
ghiera, la gioia e la sofferenza
non sono capaci di varcare il li-
mite del proprio io, non c'è io
spirito della comunità.
E‘ la tragedia di tante vite in
comune; dal nucleo più sem-
plice della famiglia e via via su
fino ai nuclei più complessi. E‘
la tragedia di cui forse ne sia-
mo stati attori o che abbiamo
seguito dietro le quinte senza
portare il nostro aiuto pur po-
tendolo. Ed è pure, io credo,
il male che c'è tra i marittimi.
La loro solidarietà a cui si fa
spesso appello è solo superfi-
ciale mentre nella loro vita so-
no degli individualisti e torna
difficile darne una spiegazione,
perchè molte e complesse sono
le cause interne e esterne al
marittimo stesso; un fatto però
è indiscutibile, io credo, e cioè
che il marittimo è più solo del-
la sua nave in pieno oceano.
Si è detto e si dice che il ma-
rittimo sia un libertino; non è
vero! Il libertino non ama la
famiglia mentre il marittimo la
ama. Anzi non so se ci sia una
categoria di persone più attac-
cate alla famiglia che il marit-
timo. Il suo forzato starne lon-
tano, il suo frequente staccar-
sene gliela fanno apprezzare di
più. Se si vuole penetrare nel
cuore e nell'anima del maritti-
mo basta parlargli della sua fa-
miglia; il suo volto si rischiara
e incomincia a raccontare sen-
za fermarsi dei suoi figli, di
sua moglie con una semplicità
che commuove.
Si è detto e si dice che
il marittimo non sia religioso.
Neppure questo è vero! Potrei
portare fatti a centinaia, come
l'ultimo mese mariano sulla mia
nave « BIANCA C », che docu-
mentano la religiosità del ma-
rittimo. Quando gli si danno !e
possibilità di esplicare la pro-
pria fede lo fa molto volentie-
ri ed in modo esemplare ; altri-
menti prega lo stesso nel silen-
zio della sua cabina dinnanzi
alle immagini attaccate sopra
la sua cuccetta.
Il male è un altro: il maritti-
mo ama isolarsi. ll forzato stare
assieme ad altri lo porta come
reazione ad allontanarsi appena
può, a chiudersi nel suo picco-
lo mondo di gioia e di dolore
pronto ogni giorno ad iniziare
il suo lavoro, reso ancor più
duro dalla mancanza di unione.
Che importa è il proprio lavo-
ro non quello degli altri, i pro-"
pri bisogni nor quelli degli _
altri. Bisogna AGGIUSTARSI o-
gnuno a proprio modo e di‘ pro-
pria iniziativa e quello che è
peggio non bisogna reagire pe-
na la mancanza del quieto vi-
vere. E’ un male più complesso di
quello che inon si creda e in cui
varrebbe la pena addentrarsi
con cognizione di causa, con
coraggio e appoggio.
Dal Congresso Internazionale
dell’Apostolatus Maris si è Je-
vato come grido unissonce che
bisogna dare vita alla -Comuni-:
tà Cristiana di bordo con unità
di programmi, vitae spiritua-
lità.
Non si poteva meglio colpire
nel segno. Se si vuole fare un
lavoro con i marittimi bisogna
proprio incominciare di qui e
ricordarsi che prima bisogna fa-
re una comunità di persone che
vivono ‘integralmente la loro vi-
ta comune. Come si può forma-
re un cristiano in un. individuo
che inon abbia un. corredo di
virtù umane, così non si può
formare una Comunità Cristiana
in un nucleo che non abbia lo
spirito della Comunità.
la meta è sempre un punto
di arrivo, mai di partenza ;. un
traguardo che può essere rag-
giunto dopo un lungo e pazien-
te allenamento di tutte le fa-
coltà umane.
Il Cappellano di bordo
L'importanza di un clima di >
comunità a bordo è importante
ed è sentita da tutti. Ma questo
clima, evidentemente, deve sor-
gere e prosperare con la parteci-
pazione di tutti, con una con-
quista collettiva che possa .crea-
re le basi di una vita serena con-
creta. E quando noi parliamo di
«tutti», ci riferiamo ad ogni ca-
tegoria, indistintamente a tutti
coloro che si trovano a bordo,
dal personale di comando al più
umile dell'equipaggio.
Soltanto la reciproca compren-
sione, soltanto l'umana e cristia- .
na considerazione del nostro
prossimo possono riuscire a crea-
re questo «clima di comunità ».
Quali cause ne ostacolano il
raggiungimento? Che cosa occor-
re superare?
Ecco, noi pensiamo che sia
utile una indagine approfondita
in grado di far comprendere i va-
ri aspetti del fenomeno e; di
conseguenza, di affrontarli .con
serenità.
Perché non ci fate conoscere
il vostro pensiero, i vostri sugge-
rimenti, le vostre considerazioni?
Il Notiziario « C» aspetta la vo-
stra collaborazione e ivi -ringrazia
anticipatamente, per il. bene che.
ne potrà derivare.
NOTIZIARIO ‘’C;}: pagina tre
[E] GIORNALE DI BORDO [3]
Il Comandante Eugenio
Cattarini, raggiunti gli ineso-
rabili limiti di età, è sbarca-
te il 19 febbraio all'arrivo a
Genova della T/n « Federico
C.», ponendo fine alle tra-
scorse vicende sul mare.
Il Comandante Cattarini
proviene da una generazione
di marinai. Nato a Lussin
Piccolo, nel centro dell’Adria-
tico, seguì i regolari studi in
quell’Istituto Nautico, dove
si licenziò nel 1913. Ma già
nei primi anni della sua in-
fanzia, il mare lo attirava ed
egli trascorreva ore spensie-
rate, bordeggiando lungo le
coste di quell’isola incantata,
come del resto usa gran par-
te della popolazione di Lus-
sino per la quale il « mare »
è tutto, così come avviene in Tirreno per la ligure Camogli.
Il Comandante Cattarini conta lunghi anni di attività ma-
rinara, dei quali 22 come comandante di navi gestite dalla
LINEA «C». Infatti, 14 sono le unità della Compagnia che egli
ha condotto con elevata perizia nel Mediterraneo, in Atlantico,
nel Mar dei Caraibi e nel Baltico, dal « GIACOMO C. » alla
« MARIA C. », dall’« ANNA C. » al « FRANCA C. » ed infine al
« FEDERICO C. », la nave Ammiraglia della Flotta «C».
Il Comandante Cattarini ricorda innumerevoli episodi, ve-
rificatisi durante il lungo e movimentato servizio in pace ed
in guerra. Tenente di Vascello nella Marina Militare, Capitano
di Lungo Corso in quella Mercantile, vanta molte ambite di-
stinzioni onorifiche. Per ben tre volte nell'ultimo conflitto,
violava il blocco nell'Atlantico Settentrionale. Veramente me-
morabile fu un suo viaggio sul piroscafo « EUGENIO C. »,
la prima nave della Compagnia a portare questo nome.
Attaccato, nell'aprile del 1944 da trenta bombardieri ne-
mici nel Fjord di Bodo, l’« EUGENIO C.» affondava in
meno di trenta secondi. Ciò non di meno, il Comandante Cat-
tarini riusciva a salvarsi a nuoto, riportando una ferita alla
gamba della quale tuttora soffre.
Il comando della T/n « FEDERICO C.» rappresenta la
degna conclusione di una brillante carriera. Negli ultimi otto
mesi, su questa veloce nave che collega Genova con i porti
dell'America latina, hanno varcato l'Oceano Atlantico oltre
16.000 passeggeri. Così, migliaia di persone hanno potuto tro-
vare nel Comandante Cattarini non solo la guida fidata ed
esperta, ma l’amico, sempre sollecito del loro benessere, sem-
pre cordiale, sempre sorridente. Essi ricorderanno sovente e
con grande affetto, questo magnifico marinaio che oggi scende
dalla ribalta oceanica per dedicarsi ad un sereno e meritato
riposo.
E’ sbarcato dalla motonave « ANDREA C. », il 14 marzo,
per raggiunti limiti d’età, il maître sig. RICCARDO TUZZI, che
ha prete per lunghi anni encomiabile servizio sulle navi so-
ciali.
Egli iniziò la carriera alberghiera nel lontano 1913, rag-
giungendo ben presto per la sua competenza, il grado di « chef ».
Dal 1925, con tale qualifica prestò servizio con la « Sitmar » ed
il'«.Lloyd Triestino ». Le vicende belliche lo portarono a Port
Sudan, in qualità di direttore d'albergo.
Rientrato in Italia, prese imbarco nel 1949, sulla « ANNA
C:» e ci rimase fino al 1958, quando passò sulla « FEDERICO
C.» ed « ANDREA C. ».
A bordo delle nostre navi fu anche apprezzato maestro di
lingue straniere, inglese e francese in particolare.
Al maître Tuzzi, vada il nostro ringraziamento e il cordiale
augurio di un ben meritato riposo.
NOTIZIARIO ‘€,,: pagina quattro
Colonie estive per 1 figli dei marittimi
L’Ente Nazionale per l’As-
sistenza alla Gente di Mare
comunica che sono aperte le
iscrizioni alle colonie estive
per i figli dei marittimi im-
barcati od in attesa di imbar-
co, dai 6 ai 12 anni di età.
Le domande di iscrizione
dovranno essere presentate
entro il 30 maggio presso gli
Uffici dell’E.N.A.G.M. com-
petenti per territorio su un
apposito modulo.
Gli interessati potranno ri-
chiedere l’assegnazione dei
bambini, che sarà subordina-
ta al parere del medico del-
l'E.N.A.G.M., ad una colonia
montana o marina. Gli am-
messi dovranno essere forni-
ti di un corredo indicato dal-
l’E.N.A.G.M., lo stesso ente,
allo scopo di venire incontro
alle famiglie dei bambini pre-
scelti, corrisponderà a titolo
di contributo per il corredo
la somma di L. 2.000 ( duemi-
la), ed un contributo di Lire
1.000 (mille) per le spese di
viaggio limitatamente alle
famiglie dei prescelti residen-
ti in località distanti oltre
20 Km. dai centri di raccol-
ta. La Linea €. contribuirà
per il corredo dei figli dei
suoi marittimi ammessi alle
colonie con la somma di L.
3.000 (tremila). Si consiglia
coloro ai quali questa utile
iniziativa può interessare,
dato il numero limitato dei
posti a disposizione (N. 450)
di rivolgersi sollecitamente
per ulteriori e più dettagliate
informazioni agli Uffici del-
l'E.N.A.G.M, Per coloro che
risiedono lontano dalle Sedi
dell’E.N.A.G.M., le informa-
zioni potranno anche essere
richieste a mezzo posta.
Record di velocità
stabilito dalla
“Federico C.,,
La turbonave « Federi-
co C.» ha effettuato la
traversata oceanica Ge-
nova-Buenos Aires — con
gli scali di Cannes, Bar-
cellona, Rio de Janeiro e
Santos — in dodici gior-
ni e diciotto ore.
La magnifica unità, na-
ve ammiraglia della Flot-
ta ”C.,, ha conquistato in
tal modo un effettivo pri-
mato fra le navi passeg-
geri, italiane ed estere, a-
dibite al servizio con l’A-
merica del Sud, su un
percorso che si estende
per 6139 miglia.
Matrimoni
@ Il signor Angelo Adinolfi con
la signonina Ileana Decisé (Ge-
nova, 16 gennaio 1961).
@ Il signor Antonio Vitale con
la signorina Mafalda Martinelli
(Genova, 23 febbraio 1961).
®@ Il signor Luigi Mele con la si-
gnorina Maria Giarbò (Genova,
26 febbraio 1961).
e Il signor Massimo Percivale
con la signorina Maria Teresa
Bruzzone (Genova-Sestri, 6 apri
le 1961).
Agli sposi giungano gli auguri
più vivi di una lunga e prospera
felicità.
“Famiglia Cristiana,
Poiché la Compagnia provvede a
inviare in omaggio alle famiglie dei
marittimi iscritti al suo turno par-
ticolare il periodico « Famiglia Cri-
stiana », tutti coloro che non lo ri-
cevessero regolarmente, o che comun-
que avessero da lamentare disconti-
nuità nella consegna, sono pregati di
segnalarlo al Comando di bordo o al
la Direzione della Compagnia, preci-
sando l’indirizzo cui deve essere in-
viato detto settimanale.
NOTIZIARIO «C»
FLAVIO MAGNARIN
Direttore bil
Periodico aziendale bimestrale
Anno I - N 2. - Marzo-Aprile 1961
Spedizione in abb. post., Gruppo IV
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961
Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Stampa: BI-ESSE Genova
- extracted text
-
pt:
,
RR
Lain pete
Anno I - Numero 2 - Marzo-Aprile 1961
Il dodici aprile ha lasciato il porto di
Genova per il viaggio inaugurale del ser-
vizio combinato con la Linea « € » sulla
rotta Mediterraneo - Brasile - Plata, la tur-
bonave « Provence » della Société Gén. de
Transports Maritimes di Marsiglia.
Questo accordo fra due Compagnie di
navigazione è meritevole di particolare
attenzione, in quanto rappresenta il pri-
mo esempio di collaborazione per il set-
tore marittimo nel quadro del Mercato
Comune Europeo. La « Provence », infat-
ti, verrà ora gestita dalla Linea « C » pur
restando di proprietà della Compagnia di
Marsiglia, con bandiera ed equipaggio
francesi.
La « Provence » ha iniziato il suo nuo-
SNC RIIIEN r<oes
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Periodico bimestrale
vo ciclo di attività dopo aver subito alcu-
ni importanti lavori di rimodernamento,
specialmente negli alloggi dei passeggeri,
per soddisfare al ben noto stile della Li-
nea « C », dovendo la nave svolgere un
servizio parallelo alle altre navi.
Di conseguenza, le tre classi sono state
radicalmente modificate, aprendo altre
vaste sale di ritrovo, dotando la classe
«cabina » di servizi igienici particolari,
realizzando nella terza classe esclusiva-
mente sistemazioni in cabine.
Inoltre la « Provence » è stata dotata di
due nuove piscine e di una Cappella, men-
tre il servizio di condizionamento d’aria
è stato esteso in ogni locale della nave.
Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
NUOVA VITA PER LA TURBONAVE "PROVENGE,,
suavenet
Le modifiche apportate fanno ora del-
la « Provence » una unità veramente ac-
cogliente, esaltandone le caratteristiche
di fondo, già assolutamente pregevoli. La
nave potrà portare 1.150 passeggeri, tut-
ti alloggiati in comode cabine, in modo
da assicurare un ottimo confort del viag-
gio effettuato ad una notevole velocità.
Tutti questi lavori, anche per desiderio
della Linea « C », sono stati eseguiti nei
Cantieri di Genova, tenendo occupati per
un periodo di oltre tre mesi una media
di 400 operai al giorno, contribuendo in
tal modo ad alleviare la presente situazio-
ne dell'industria delle riparazioni navali
che, come ben noto, sta attraversando un
periodo di crisi.
PONTE SOMALIA PRESENTA LA SUA |
Il grandioso complesso della Linea “C,,
sorto nel porto di Genova è il primo in
Italia ad
Vista dall'alto sembra la pista di
lancio di un'enorme portaerei: è
invece la grande terrazza del moder-
no e funzionale complesso della Li-
nea «C» PONTE SOMALIA Radice
Levante, il migliore che oggi esista
nel porto di Genova. Sotto la ter-
razza (che in caso di necessità po-
trebbe ospitare grandi quantitativi
di merce che non riceve danno dal-
l'esposizione agli agenti atmosferici)
si muove un’organizzazione program»
mata e realizzata con criteri moder-
ni e razionali.
Non è semplice descrivere le so-
luzioni attuate a PONTE SOMALIA
di armosi e difficili problemi di or-
ganizzazione di lavoro portuale.
Innanzi tutto PONTE SOMALIA
favorisce le navi che wi attraccano
e i loro equipaggi. Le navi della Li-
nea «C », specialmente quelle che
per non essere in servizio passegge-
ri in passato dovevano subire, con
lunghe attese fuori porto, le conse-
guenze dello stato di semicongestio-
ne del -porto di Genova, oggi possono
accostare a banchina immediata-
mente dopo il loro arrivo in porto.
Difatti, connesso con la costruzione
del complesso di PONTE SOMALIA,
è il privilegio di « accosto preferen-
ziale » per le navi della Linea «C ».
Ciò offre vantaggi a tutti — navi,
carico, operatori che sono sottobor-
do per l'imbarco e lo sbarco delle
merci — ed in particolare, sia con-
sentito metterlo in evidenza, ai
membri dell'equipaggio che possono
raggiungere subito dopo l'arrivo a
Genova le loro famiglie e rimanervi
più tempo di quanto era loro inve-
ce consentito in passato.
PONTE SOMALIA — come ormai
è chiamato da tutti — è veramente
un capitolo nuovo nella storia del-
l'organizzazione del nostro porto e
rappresenta il ‘primo complesso
portuale in Italia che abbia una
doppia banchina. Difatti la costru-
zione è a due piani ed all'altezza del
secondo piano vi è una « banchina
sopraelevata », larga 8 m. per tutta la
sua lunghezza, che integra la banchi-
na del piano di calata — larga 24
Una veduta parziale del piano
î terra, lato posteriore, con una se-
= rie dei caratteristici contenitori
avere
una doppia banchina
mt. — e che consente simultaneo
lavoro a due piani e quindi una
maggiore celerità di carico e sca-
rico.
Realizzando PONTE SOMALIA la
Costa Line (è Ja sigla che distingue
i servizi da e per il Nord America)
è l'unica che opera nel nostro porto
con accosto preferenziale. E' per
questo motivo che si è subito fatto
vivo l'interesse degli operatori.
Le merci, per esempio quelle in at-
tesa di imbarco, possono essere si-
stemate al coperto in attesa delle
navi, ed il loro maneggio, appilag-
gio, ecc. vengono effettuati con at-
trezzature meccaniche moderne, fun-
zionali e da personale selezionato.
Ma vediamo di esaminare un po'
più da vicino e nei dettagli il gran-
de complesso.
Come abbiamo detto due sono i
piani: quello di calata è accessibile
aiî vagoni ferroviari ed agli auto-
mezzi; quello sopraelevato agli auto-
mezzi, e tutta l'area è sotto la por-
tata delle sei gru che vi sono state
installate.
Il piano terreno — a livello del
piano di calata — è accessibile at-
traverso numerose, ampie ed alte
aperture sicché, pur nei momenti di
maggiore intensità di lavoro, ogni
cosa trova posto ed ogni uomo ha
spazio per operare senza essere di-
sturbato. La banchina al piano di
calata è percorsa da tre corsi di
binario, raccordati l'un l’altro, sì da
consentire il passaggio dei vagoni
senza difficoltà e senza intralcio.
Tutti i binari, compreso quello di
scorrimento della gru sul ciglio del-
la banchina, e compresi gli scambi,
sono completamente interrati in mo-
do che la circolazione degli auto-
veicoli e dei carri risulta libera in
tutti i sensi. Piccolo particolare que-
sto ma che dimostra come PONTE
SOMALIA sia stato progettato e rea-
lizzato in modo da agevolare al
massimo il lavoro di coloro che vi
devono operare.
Dunque, appena la nave ha at-
traccato e iniziato le operazioni di
sbarco (facciamo un esempio di na-
ve in arrivo) le due banchine, quel-
la del piano calata e quella del pia-
no sopraelevato, si animano imme-
diatamente per la presenza di colo-
ro che sono addetti alla ricezione
del carico sbarcato, oltre che dai
mezzi di sollevamento della nave,
da sei gru del tipo più moderno e
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
che sono considerate il prototipo
di quelle che gradatamente verran-
no installate in tutte le banchine
portuali da completare o da ammo-
dernare. Man mano che il lavoro si
svolge i camions ed i vagoni ferro-
viari caricati vengono smistati e
partono per le destinazioni finali del
carico. Il movimento degli auto-
mezzi e dei vagoni è agevole poiché
si sviluppa su una «doppia super-
fice » ed il guadagno di tempo nella
discarica non va o scapito del ma-
neggio delle merci né rende onerose
e ritardate le operazioni accessorie.
PONTE SOMALIA non è soltanto
quello che abbiamo descritto: altri
notevoli aspetti sono degni di esse-
re ricordati.
Attorno alla costruzione sono sta-
ti sistemati vasti spazi coperti e
scoperti sicché i capricci del tempo
non interrompono completamente
le operazioni che vi si compiono. Di-
remo a questo proposito, e a puro
titolo di cronaca, che i camionisti
che portano e ricevono carico in
porto usano, quando piove, una fra-
se ormai fissa: « Il tempo è brutto,
andiamo a Ponte Somalia ». Frase
povera, ma eloquente poiché a Pon-
te Somalia si può scaricare e carica-
re gli automezzi sempre e a dispetto
delle condizioni atmosferiche avverse.
Oltre agli spazi coperti esistono
considerevoli spazi scoperti, come
abbiamo detto, con fondo perfetto:
ed è qui che vengono ospitate le
merci che per loro natura non pos
sono essere sistemate nei magazze-
ni, come per esempio trattori, pale
caricatrici, macchinario pesante ©
di dimensioni eccezionali, ecc.
Quando piove e le operazioni in
porto di carico e scarico delle navi
st arrestano, ecco che a Ponte So-
malia sono disponibili e vengono
utilizzati due apparecchi speciali
che, limitatamente per merci in col-
li di piccole dimensioni, consentono
di continuare il lavoro.
Particolare impegno richiede (spe-
ciali accorgimenti sono stati adot-
altri generi refrigerati o congelati.
Lo smistamento di queste merci,
che può essere effettuato rapida-
mente da un'accurata organizzazio-
ne, favorisce i ricevitori che natu-
ralmente hanno fretta a motivo del-
la deperibilità del carico che essi
ricevono. Le operazioni di smista-
mento vengono effettuate preminen»
temente sulla banchina del piano di
calata con maggior celerità e me-
no complicazioni di quanto si veri-
fica in tante banchine del porto me-
no attrezzate di PONTE SOMALIA.
All'interno del piano rialzato sono
poi in funzione moderni carri-ponte
che sollevano il carico e lo offrono,
attraverso ampi boccaporti, ai va-
goni e camions sottostanti al co-
perto sul piano di calata.
In ordine sparso e sistemati negli
spazi più idonei si vedono poi i po-
licromi e caratteristici contenitori
che consentono di caricare e scari-
care da nave carico pregiato senza
danno e con rapidità considerevole.
Il PONTE SOMALIA della Linea
«€ » è il contributo più tecnicamen-
te valido e moderno alla soluzione
dell’annoso problema in cui si dibat-
te il porto di Genova e cioè la scar-
sità di accosti attrezzati moderna-
mente,
L'attuale complesso Linea «C » si
svilupperà verso il prolungamento,
e al lato ponente, con altri magaz-
zeni consimili tutti collegati fra di
loro in modo da formare un com-
plesso veramente eccezionale ove
sarà possibile alle navi operare con
sollecitudine e alle merci di muover-
si con la massima celerità.
La concessione sulla quale la Li»
nea «C» ha costruito il suo com-
A
£ Una veduta panoramica
| | della Linea « C » a Ponte
hi primo piano, la |
VIDON TEERI DARA NE
tati) lo sbarco della carne ed
I grande complesso A
malia. A sinistra, in È
aria Costa » i i
VIE FA
sso copre 200 metri lineari di
nchina e cioè più di quanto neces-
‘io per accogliere le navi di mag-
r dimensione della Compagnia.
li è un altro particolare da por-
in rilievo: il primo piano, che è
giungibile dagli automezzi attra-
‘so una rampa di accesso in radi-
ha un raccordo già predisposto
? consentirà di collegare in sopra-
vata il magazzeno Linea «C » al
strada sopraelevata che, secondo
progetto del Comune di Genova,
rà costruita lungo tutto il peri-
tro portuale. Quando la costru-
zione della « sopraelevata » sarà un
fatto compiuto PONTE SOMALIA
sarà accessibile direttamente e fa-
cilmente da qualunque punto del
porto di Genova.
A PONTE SOMALIA affluiscono
tutte le comitive di studiosi e tecni-
ci che vengono a visitare il nostro
porto che da esso trae anche pre-
stigio.
La Linea « C » è ovviamente soddi-
sfatta che la propria realizzazione
sia il primo passo verso un razio-
nale e speriamo sollecito perfezio-
namento delle attrezzature portuali.
DITESE BEI
Un carrello elevatore appila ca- i
rico prelevato sulla banchina, i
nell'interno del piano rialzato
so
COMUNITA’
A BORDO
Si può vivere ed esplicare
tutte le più alte manifestazioni
di vita assieme, senza avere lo
spirito della Comunità.
Quando il lavoro e la pre-
ghiera, la gioia e la sofferenza
non sono capaci di varcare il li-
mite del proprio io, non c'è io
spirito della comunità.
E‘ la tragedia di tante vite in
comune; dal nucleo più sem-
plice della famiglia e via via su
fino ai nuclei più complessi. E‘
la tragedia di cui forse ne sia-
mo stati attori o che abbiamo
seguito dietro le quinte senza
portare il nostro aiuto pur po-
tendolo. Ed è pure, io credo,
il male che c'è tra i marittimi.
La loro solidarietà a cui si fa
spesso appello è solo superfi-
ciale mentre nella loro vita so-
no degli individualisti e torna
difficile darne una spiegazione,
perchè molte e complesse sono
le cause interne e esterne al
marittimo stesso; un fatto però
è indiscutibile, io credo, e cioè
che il marittimo è più solo del-
la sua nave in pieno oceano.
Si è detto e si dice che il ma-
rittimo sia un libertino; non è
vero! Il libertino non ama la
famiglia mentre il marittimo la
ama. Anzi non so se ci sia una
categoria di persone più attac-
cate alla famiglia che il marit-
timo. Il suo forzato starne lon-
tano, il suo frequente staccar-
sene gliela fanno apprezzare di
più. Se si vuole penetrare nel
cuore e nell'anima del maritti-
mo basta parlargli della sua fa-
miglia; il suo volto si rischiara
e incomincia a raccontare sen-
za fermarsi dei suoi figli, di
sua moglie con una semplicità
che commuove.
Si è detto e si dice che
il marittimo non sia religioso.
Neppure questo è vero! Potrei
portare fatti a centinaia, come
l'ultimo mese mariano sulla mia
nave « BIANCA C », che docu-
mentano la religiosità del ma-
rittimo. Quando gli si danno !e
possibilità di esplicare la pro-
pria fede lo fa molto volentie-
ri ed in modo esemplare ; altri-
menti prega lo stesso nel silen-
zio della sua cabina dinnanzi
alle immagini attaccate sopra
la sua cuccetta.
Il male è un altro: il maritti-
mo ama isolarsi. ll forzato stare
assieme ad altri lo porta come
reazione ad allontanarsi appena
può, a chiudersi nel suo picco-
lo mondo di gioia e di dolore
pronto ogni giorno ad iniziare
il suo lavoro, reso ancor più
duro dalla mancanza di unione.
Che importa è il proprio lavo-
ro non quello degli altri, i pro-"
pri bisogni nor quelli degli _
altri. Bisogna AGGIUSTARSI o-
gnuno a proprio modo e di‘ pro-
pria iniziativa e quello che è
peggio non bisogna reagire pe-
na la mancanza del quieto vi-
vere. E’ un male più complesso di
quello che inon si creda e in cui
varrebbe la pena addentrarsi
con cognizione di causa, con
coraggio e appoggio.
Dal Congresso Internazionale
dell’Apostolatus Maris si è Je-
vato come grido unissonce che
bisogna dare vita alla -Comuni-:
tà Cristiana di bordo con unità
di programmi, vitae spiritua-
lità.
Non si poteva meglio colpire
nel segno. Se si vuole fare un
lavoro con i marittimi bisogna
proprio incominciare di qui e
ricordarsi che prima bisogna fa-
re una comunità di persone che
vivono ‘integralmente la loro vi-
ta comune. Come si può forma-
re un cristiano in un. individuo
che inon abbia un. corredo di
virtù umane, così non si può
formare una Comunità Cristiana
in un nucleo che non abbia lo
spirito della Comunità.
la meta è sempre un punto
di arrivo, mai di partenza ;. un
traguardo che può essere rag-
giunto dopo un lungo e pazien-
te allenamento di tutte le fa-
coltà umane.
Il Cappellano di bordo
L'importanza di un clima di >
comunità a bordo è importante
ed è sentita da tutti. Ma questo
clima, evidentemente, deve sor-
gere e prosperare con la parteci-
pazione di tutti, con una con-
quista collettiva che possa .crea-
re le basi di una vita serena con-
creta. E quando noi parliamo di
«tutti», ci riferiamo ad ogni ca-
tegoria, indistintamente a tutti
coloro che si trovano a bordo,
dal personale di comando al più
umile dell'equipaggio.
Soltanto la reciproca compren-
sione, soltanto l'umana e cristia- .
na considerazione del nostro
prossimo possono riuscire a crea-
re questo «clima di comunità ».
Quali cause ne ostacolano il
raggiungimento? Che cosa occor-
re superare?
Ecco, noi pensiamo che sia
utile una indagine approfondita
in grado di far comprendere i va-
ri aspetti del fenomeno e; di
conseguenza, di affrontarli .con
serenità.
Perché non ci fate conoscere
il vostro pensiero, i vostri sugge-
rimenti, le vostre considerazioni?
Il Notiziario « C» aspetta la vo-
stra collaborazione e ivi -ringrazia
anticipatamente, per il. bene che.
ne potrà derivare.
NOTIZIARIO ‘’C;}: pagina tre
[E] GIORNALE DI BORDO [3]
Il Comandante Eugenio
Cattarini, raggiunti gli ineso-
rabili limiti di età, è sbarca-
te il 19 febbraio all'arrivo a
Genova della T/n « Federico
C.», ponendo fine alle tra-
scorse vicende sul mare.
Il Comandante Cattarini
proviene da una generazione
di marinai. Nato a Lussin
Piccolo, nel centro dell’Adria-
tico, seguì i regolari studi in
quell’Istituto Nautico, dove
si licenziò nel 1913. Ma già
nei primi anni della sua in-
fanzia, il mare lo attirava ed
egli trascorreva ore spensie-
rate, bordeggiando lungo le
coste di quell’isola incantata,
come del resto usa gran par-
te della popolazione di Lus-
sino per la quale il « mare »
è tutto, così come avviene in Tirreno per la ligure Camogli.
Il Comandante Cattarini conta lunghi anni di attività ma-
rinara, dei quali 22 come comandante di navi gestite dalla
LINEA «C». Infatti, 14 sono le unità della Compagnia che egli
ha condotto con elevata perizia nel Mediterraneo, in Atlantico,
nel Mar dei Caraibi e nel Baltico, dal « GIACOMO C. » alla
« MARIA C. », dall’« ANNA C. » al « FRANCA C. » ed infine al
« FEDERICO C. », la nave Ammiraglia della Flotta «C».
Il Comandante Cattarini ricorda innumerevoli episodi, ve-
rificatisi durante il lungo e movimentato servizio in pace ed
in guerra. Tenente di Vascello nella Marina Militare, Capitano
di Lungo Corso in quella Mercantile, vanta molte ambite di-
stinzioni onorifiche. Per ben tre volte nell'ultimo conflitto,
violava il blocco nell'Atlantico Settentrionale. Veramente me-
morabile fu un suo viaggio sul piroscafo « EUGENIO C. »,
la prima nave della Compagnia a portare questo nome.
Attaccato, nell'aprile del 1944 da trenta bombardieri ne-
mici nel Fjord di Bodo, l’« EUGENIO C.» affondava in
meno di trenta secondi. Ciò non di meno, il Comandante Cat-
tarini riusciva a salvarsi a nuoto, riportando una ferita alla
gamba della quale tuttora soffre.
Il comando della T/n « FEDERICO C.» rappresenta la
degna conclusione di una brillante carriera. Negli ultimi otto
mesi, su questa veloce nave che collega Genova con i porti
dell'America latina, hanno varcato l'Oceano Atlantico oltre
16.000 passeggeri. Così, migliaia di persone hanno potuto tro-
vare nel Comandante Cattarini non solo la guida fidata ed
esperta, ma l’amico, sempre sollecito del loro benessere, sem-
pre cordiale, sempre sorridente. Essi ricorderanno sovente e
con grande affetto, questo magnifico marinaio che oggi scende
dalla ribalta oceanica per dedicarsi ad un sereno e meritato
riposo.
E’ sbarcato dalla motonave « ANDREA C. », il 14 marzo,
per raggiunti limiti d’età, il maître sig. RICCARDO TUZZI, che
ha prete per lunghi anni encomiabile servizio sulle navi so-
ciali.
Egli iniziò la carriera alberghiera nel lontano 1913, rag-
giungendo ben presto per la sua competenza, il grado di « chef ».
Dal 1925, con tale qualifica prestò servizio con la « Sitmar » ed
il'«.Lloyd Triestino ». Le vicende belliche lo portarono a Port
Sudan, in qualità di direttore d'albergo.
Rientrato in Italia, prese imbarco nel 1949, sulla « ANNA
C:» e ci rimase fino al 1958, quando passò sulla « FEDERICO
C.» ed « ANDREA C. ».
A bordo delle nostre navi fu anche apprezzato maestro di
lingue straniere, inglese e francese in particolare.
Al maître Tuzzi, vada il nostro ringraziamento e il cordiale
augurio di un ben meritato riposo.
NOTIZIARIO ‘€,,: pagina quattro
Colonie estive per 1 figli dei marittimi
L’Ente Nazionale per l’As-
sistenza alla Gente di Mare
comunica che sono aperte le
iscrizioni alle colonie estive
per i figli dei marittimi im-
barcati od in attesa di imbar-
co, dai 6 ai 12 anni di età.
Le domande di iscrizione
dovranno essere presentate
entro il 30 maggio presso gli
Uffici dell’E.N.A.G.M. com-
petenti per territorio su un
apposito modulo.
Gli interessati potranno ri-
chiedere l’assegnazione dei
bambini, che sarà subordina-
ta al parere del medico del-
l'E.N.A.G.M., ad una colonia
montana o marina. Gli am-
messi dovranno essere forni-
ti di un corredo indicato dal-
l’E.N.A.G.M., lo stesso ente,
allo scopo di venire incontro
alle famiglie dei bambini pre-
scelti, corrisponderà a titolo
di contributo per il corredo
la somma di L. 2.000 ( duemi-
la), ed un contributo di Lire
1.000 (mille) per le spese di
viaggio limitatamente alle
famiglie dei prescelti residen-
ti in località distanti oltre
20 Km. dai centri di raccol-
ta. La Linea €. contribuirà
per il corredo dei figli dei
suoi marittimi ammessi alle
colonie con la somma di L.
3.000 (tremila). Si consiglia
coloro ai quali questa utile
iniziativa può interessare,
dato il numero limitato dei
posti a disposizione (N. 450)
di rivolgersi sollecitamente
per ulteriori e più dettagliate
informazioni agli Uffici del-
l'E.N.A.G.M, Per coloro che
risiedono lontano dalle Sedi
dell’E.N.A.G.M., le informa-
zioni potranno anche essere
richieste a mezzo posta.
Record di velocità
stabilito dalla
“Federico C.,,
La turbonave « Federi-
co C.» ha effettuato la
traversata oceanica Ge-
nova-Buenos Aires — con
gli scali di Cannes, Bar-
cellona, Rio de Janeiro e
Santos — in dodici gior-
ni e diciotto ore.
La magnifica unità, na-
ve ammiraglia della Flot-
ta ”C.,, ha conquistato in
tal modo un effettivo pri-
mato fra le navi passeg-
geri, italiane ed estere, a-
dibite al servizio con l’A-
merica del Sud, su un
percorso che si estende
per 6139 miglia.
Matrimoni
@ Il signor Angelo Adinolfi con
la signonina Ileana Decisé (Ge-
nova, 16 gennaio 1961).
@ Il signor Antonio Vitale con
la signorina Mafalda Martinelli
(Genova, 23 febbraio 1961).
®@ Il signor Luigi Mele con la si-
gnorina Maria Giarbò (Genova,
26 febbraio 1961).
e Il signor Massimo Percivale
con la signorina Maria Teresa
Bruzzone (Genova-Sestri, 6 apri
le 1961).
Agli sposi giungano gli auguri
più vivi di una lunga e prospera
felicità.
“Famiglia Cristiana,
Poiché la Compagnia provvede a
inviare in omaggio alle famiglie dei
marittimi iscritti al suo turno par-
ticolare il periodico « Famiglia Cri-
stiana », tutti coloro che non lo ri-
cevessero regolarmente, o che comun-
que avessero da lamentare disconti-
nuità nella consegna, sono pregati di
segnalarlo al Comando di bordo o al
la Direzione della Compagnia, preci-
sando l’indirizzo cui deve essere in-
viato detto settimanale.
NOTIZIARIO «C»
FLAVIO MAGNARIN
Direttore bil
Periodico aziendale bimestrale
Anno I - N 2. - Marzo-Aprile 1961
Spedizione in abb. post., Gruppo IV
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961
Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Stampa: BI-ESSE Genova
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