L'Ansaldino, n. 1, 1960
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 1, 1960
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
A p. 1 (Copertina) : L'albero della "Leonardo da Vinci" recentemente sistemato sulla nave
A p. 28 (Quarta di copertina) : L'imbarco della ciminiera della "Leonardo da Vinci"
A p. 10, Allestimento della "Leonardo da Vinci"
A p. 13, Nello stabilimento per la produzione di acetati di Waynesboro un solo operaio controlla l'intero e complesso procedimento chimico che si determina attraverso grandiosi impianti
A p. 17, Una delle caldaie della centrale inglese di Bradwell
- L'on. Giorgio Tupini visita gli stabilimenti Ansaldo, p. 2
- Lo sviluppo dei lavori al cantiere di Sestri, p. 3
- Sta sorgendo la centrale Napoli - Levante, p. 3
- La medaglia d'oro al merito direttivo all'ing. Federico Lombardi, p. 4
- Panorama aziendale, p. 5
- Procede a pieno ritmo l'allestimento della "Leonardo", p. 8
- Fuorisacco, Il museo navale di La Spezia, p. 11
- Problemi e vantaggi dell'automazione, p. 13
- Viaggio immaginario nel sistema solare, Nettuno e Plutone, p. 15
- Il fabbisogno di energia e le centrali elettronucleari, p. 16
- Befana per piccoli e grandi, p. 20
- Fotocronaca del 1959, p. 22
- La personalizzazione dei costi indiretti come sistema di controllo, p. 23
- Dopolavoro, p. 24
- La ruota del tempo, p. 26
- L 'Ansaldino "risponde", p. 27 - Data testuale
- 1960 gennaio 1-15
- Estremi cronologici
- 1 gennaio 1960 – 15 gennaio 1960
- Consistenza
- pp.28
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/115
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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- Collocazione
- Emeroteca
- contenuto
-
’ansaldino
PERIODICO DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO TRE IRA n a Rea EIo
gruppo terzo
L’albero della “Leonardo da Vin
100 | Ca) ita ICON
Auguro
l nuovo anno è inizia-
to nel segno di una
attività innovatrice,
la maggiore rappresen-
tazione della quale è co-
stituita dal radicale mu-
tamento delle attrezza-
ture produttive del no-
stro maggiore cantiere
navale. Ogni ansaldino
deve vedere in questo
grande lavoro — entra-
to ora, l'appalto
delle opere marittime
aggiudicato il primo di-
cembre scorso — la ga-
ranzia della vita della
nostra Azienda nel fu-
turo.
Nuove opere di tanto
grande portata sono
frutto di cooperazione
e di convergenza di in-
tetti
tiamo profonda ricono-
scenza verso il Gover-
no che queste opere ha
approvato, verso l’IRI
ed il suo Capo che le
hanno fortemente volu-
te e ne hanno fornito i
mezzi, verso la nostra
maggiore azionista, la
Finmeccanica, per tut-
to il contributo appor-
tato alla soluzione dei
problemi relativi.
Da queste riflessioni
discende a tutti noi il
preciso obbligo di esse-
re degni, facendo sì che
la nostra attività di uo-
mini sia pari allo sforzo
che viene compiuto per
fornirci i mezzi miglio-
ri per svolgerla.
Operiamo concorde-
mente e sinceramente,
nel rispetto reciproco e
nella sincerità. Faccia-
mo sì che la nostra
grande ed operosa fa-
miglia affronti ogni dif-
ficoltà ed ogni ostacolo
in perfetta unione di
intenti e di volontà.
Nel nascere del nuo-
vo anno, giunga a tutti
voi ansaldini il mio fer-
vido augurio per un
futuro lieto, per ciascu-
no di voi, per ogni per-
sona a voi cara.
Federico De Barbieri
con
terventi: nol sen-
L’ on. Giorgio Tupini visita
gli stabilimenti Ansaldo
E’ noto come, in forza di
una recente deliberazione
del Consiglio di Ammipistra-
zione dell’I.R.I., sia stata
creata una nuova holding, la
« Società Finanziaria Cantieri
Navali» (Fincantieri), di cui
è stato nominato presidente
l'onorevole avv, Giorgio Tu-
pini e consigliere direttore ge-
nale il cav. del lav, dott. Er-
manno Guani,
Non è nostro compito fer-
marci ad illustrare le origini
e l’attuale struttura dell’Isti-
tuto per la Ricostruzione In-
dustriale; ma crediamo poter
stralciare quanto recentemen-
te ha dichiarato il suo presi-
dente — l’on, Aldo Fascetti -
all'’inviato speciale di un gio-
vane Ma già notissimo setti.
manale italiano.
Parlando, tra l’altro, della
nuova società finanziaria, il
presidente dell’I.R.I. ebbe a
dire, nel dicembre scorso, che
le partecipazioni cantieristi-
che (dopo il passaggio all’in-
dustria di Stato dei Cantieri
Navali di Taranto e con la
prossima acquisizione dei Can-
tieri Breda attualmente con-
trollati dalla FIM, l'’LR.I ha
raggiunto j! controllo di circa
della capacità
180”, produt-
tiva dei cantieri italiani) sa-
rebbero andate a costituire il
bpor'afoglio di una nuova hol-
ding, la » Fincantieri ».
La nuova società dispone di
otto caritisri ravali, tra i
quali vanno annoverati i tre
che fanno capo alla nostra so-
cietà, vale a dire quelli di
Genova, di Muggiano e di Li-
vorno, e la sua attività avrà
ufficialmente inizio il primo
febbraio prossimo.
Avremo tempo di dilungar-
ci ampiamente sulla nuova e
notevolmente complessa, ope-
razione finanziaria, che viene
ad intuadrarsi in un vasto
piano pluriennale «dell'I,R.I.:
avanzare, oggi come oggi,
commenti o idee o programmi
sarebbe comunque avanzato e
prematuro, giacchè la Fin-
cantiéri — come è del resto
ovviamente comprensibile —
attraversa uno dei periodi più
delicati della vita di una so-
cietà: quello della nascita e
relativo inserimento ed asse-
stamenio nel mondo econo:
mico,
L'on. Giorgio Tupini — un
top man: 38 anni, avvocato.
già Sottosegretario alla Presi-
denza e già presidente ed am-
ministratore delegato della
Navalmeccanica di Napoli —
L’on. Giorgio Tupini allo stabilimento Meccanico (sopra) e
allo stabilimento Fonderia (sotto), mentre gli vengono illu-
strate alcune fasi di lavoro
I.a visita al Cantiere di Sestri, Da sinistra:
l'ing. Cristofori,
‘on. Giorgio Tupini, l'avv. F. De Barbieri, l'ing. F. Lombardi,
l'ing. G. Boero e l’ing. E. de Vito
ha voluto, però, iniziare subì
to un giro attraverso tutte le
industrie oggi controllate cal-
la società di cui è presidente,
ed ha voluto iniziarlo appun-
to dall'Ansa!do, la più impor-
tante e più vasta azienda del-
la Fincantieri
Il tembo a sua disposizione
circa due giorni era ov-
viamente limitato; ma, ciò
nonostante, egli ha avuto la
possibilità» di effettuare una
visita assai minuziosa ai no-
stri stabilimenti ed alla dire-
zione generale, A Genova la
mattina del 21 gennaio scorso,
si è recato subito al Meccani-
co, accompagnato (come cl'u-
rante tutto il corso della visi
ta) dal nostro presidente avv.
Federico De Barbieri, dal di-
rettore generale ing. Federi-
co Lombardi, dal vice diret
tore generale ing. Edgardo
de Vito, dal direttore centra-
le ing. Franco Cristofori.
L'on. Tupini ha subito pre-
so contatto con il direttore
dello stabilimento, ing. Comi-
netti, ed è stato presentato a
tutti i dirigenti, con i quali si
è intrattenuto a cordiale col
loquio.
Dopo un lungo giro per lo
stabilimento, il neo-presidente
ha ricevuto la commissione
interna, fermandosi lurga-
mente anche con questa.
Con lo stesso progran:ima,
salvo poche e trascurabilissi-
me varianti, ha poi visitato il
Cantiere di Sestri e la Fonde-
ria nella mattinata dei 21 fen-
braio; nel primo pomeriggio
sì è poi recato nello Siabili-
mento di Costruzioni Mecca-
niche e Impianti Industriali
di Fegino, quindi all'O.A.R.N,
ed in Comune -— per un col-
loquio con il Sindaco di Ge-
nova.
Successivamente ha visitato
la nostra Direzione dove gli
sono stati presentati i dirigen-
ti centrali.
Il mattino successivo era al
Muggiano e nel pomeriggio al
Cantiere « Luigi Orlando » di
Livorno: anche qui, come già
avvenuto il giorno precedente
a Genova, è stato ricevuto dal
Direttore dello Stabilimento,
gli sono stati presentati i diri-
genti, ha effettuato una rapi-
da — ma minuziosa — visita
dello stabilimento ed ha infi-
ne avuto ‘un colloquio con le
commissioni interne,
Obiettivo della visita era
quello di una prima presa di
contatto con i dirigenti delle
aziende controllate dalla « hol-
ding » che presiede, Non man-
cherà occasione. ripetiamo, di
riprendere — il più esaurien-
temente possibile — l’argo-
mento, soprattutto per illu-
strare scopi, finalità, program-
mi della nuova società finan-
ziaria cui l'Ansaldo (come le
altre aziende cantieristiche
dell' IR.I.) è oggi legata per
larga partecipazione aziona-
ria.
EL.
. Lo sviluppo
dei lavori
al Cantiere
di Sestri
A distanza di un mese dal-
l'ultima segnalazione, lo sta
to dei lavori per il ram-
modernamento del Cantiere
di Sestri, che procedono sen-
za soste — anche se in qual-
che momento poco appari
scentemente data la grandio-
sità dell’opera — si presenta
come segue:
Opere marittime. Le opere
marittime (bacini, riempi-
menti, banchine, ecc.) sono
state appaltate con decorren-
za l.o dicembre 1959 dalle
imprese « SILM » e « Ferrobe-
ton», che stanno apprestando
gli studi esecutivi e le attrez-
zature per iniziare i lavori
Nei prossimi giorni verrà ini-
ziata l'operazione del prelie-
vo, dalla diga interna del
Cantiere, dei massi che saran-
no utilizzati per la muova
banchina a levante dei bacini
La « SILM » sta attrezzando a
Ponte Canepa il cantiere edi-
le in cui verranno costruiti i
cassoni ad aria compressa
che poi verranno portati a Se-
stri ed affondati per la co-
struzione delle pareti dei ba-
cini.
Gru per il servizio dei ba-
cini. E' stata confermata al
nostro stabilimento CMI la
ordinazione delle due, gru da
20 tonn. e sono stati definiti i
criteri per la progettazione e
la costruzione, sempre al
CMI, delle quattro gru da 60
tonn, e delle due gru da 40
tonn.
Nuova salderia. Completati
gli studi per la nuova salde-
ria, si sta concludendo l’ap-
palto dei lavori, il cui inizio
avverrà nel prossimo mese di
febbraio.
Demolizione impianto tele
feriche. Sono in corso di ap-
palto i lavori per lo smontag-
gio della prima campata a le
vante, che avranno inizio nei
prossimi giorni.
Una delle due gru da 20 tonn. per il servizio dei bacini
mito»
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Sta sorgendo la Centrale di Napoli-Levante
Nel n. 16 del 1.0 ottobre scor»
so atblamo pubblicato un arti
colo di Eraldo Colombo sul
montaggio della centrale, Diamo
ora, sullo sviluppo dei lavori,
uno stralcio dello seritto a firma
Giuseppe DI Natale, apparso re-
centemente sul « Notiziario per
ll personale SME »,
e caldaie della Centrale
termica «Napoli-Levante.,
così denominata per la sua
ubicazione rispetto al centro
urbano ed alle più antiche sue
consorelle «Vigliena» e «Mau-
rizio Capuano», hanno per 0s-
satura la torre di ferro e di
acciaio di cui abbiamo discor-
so di sopra, e per rivestimento
chilometri e chilometri di tu
bi di ferro, di varie dimensio-
ni e vario spessore fino a quel-
lo massimo di 55 mm., affian-
cati o sovrapposti da coprire
se stesi al suolo, una superfi-
cie di 17.700 mq., pari se non
superiore a quella di piazza
del Plebiscito a Napoli, In
sostanza, la vera caldaia è co-
stituita dai tubi bollitori in
cui circola l’acqua e il vapore,
mentre la camera formata dal-
le quattro pareti, dal suolo e
dal soffitto della torre, del vo-
lume di circa 15 mila metri
cubi, funziona da camera di
combustione e, in effetti, tecni-
camente così è denominata,
perchè in essa, da venti bru-
ciatori disposti in quattro file,
si riversano lunghi getti di
fiamma, che s’incrociano, si
confondono, si scavalcano. si
avventano ruggendo e sibilan-
do sulle pareti, costituite co-
me si è detto, dai tubi bolli-
tori, alimentati da 500 tonn
di acqua all’ora. Tutto il com:
plesso, oltre al nome generico
di caldaia, ha anche quello di
«generatore di vapore », e
spressione più appropriata e
che, col tempo, finirà col vre-
valere...
.. L'invenzione e la diffusio-
ne dell'energia elettrica han-
no rivoluzionato il lavoro e la
vita dell'uomo, imprimendo al
tempo stesso un ritmo così
possente e veloce alla ruota
del progresso, da non darci il
tempo di meravigliarci d’una
nuova scoperta, d’una nuova
conquista che già un'altra più
meravigliosa le ha superate.
Ciò vale anche per le Centra-
li termiche: non è stato anco-
ra ultimato un impianto che
già si preannunzia la costru-
zione di un altro di maggiore
potenza. La « Vigliena », en-
trata în esercizio il 28 febbraio
1953, cioè poco più di sei an-
nî or sono, fu salutata, nel
giorno della sua inaugurazio:
ne, come l’ultima e più felice
espressione della tecnica mo-
derna in materia di centrali
termiche. Ma dopo qualche
anno era già declassata dalla
termica di Bari, la quale, a
sua volta, prima ancora d’es-
sere completata (il suo terzo
gruppo entrerà in funzione tra
qualche mese), già si è vista
superata dalla « Napoli-Le-
vante », che avrà caratteristi.
che molto più avanzate, una
potenza e una producibilità s*
periori a quelle delle altre due
messe assieme: 90 MW «Vi
gliena »; 205,5 MW Bari; 300
MW « Napoli-Levante », E ciò
perchè questa ultima ha potu
to adottare i nuovissimi tipi di
caldaia a circolazione forzata
che assicurano una maggiore
prestazione. Ciascuna cal@uia
consuma, al carico massimo,
1.500 tonnellate di Sulcis o 850
tonnellate di nafta al giorno.
La prima pietra della co-
struenda Centrale (un masso
luvico dj considerevoli dimen»
sioni e del peso di alcune ton-
nellate) fu lanciata in mare
nell'aprile del 1958, non aope-
na furono perfezionati e resi
esecutivi i Decreti con i quali
il Demanio dello Stato dava
L'aspetto di una parete interna della caldaia da 500 tonn./h,
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Veduta notturna della caldaia con festoni illuminati
in concessione alla SME quel
lembo di spiaggia (poche mi-
gliaia di metri quadrati), au
torizzando altresì il riempi-
mento d’un tratto di mare
lungo la spiaggia medesima.
Da quel giorno, e con estre-
ma rapidità, teorie di camions
riversarono in mare, su un
fronte di 500 m. parallelo al
lido, massi vulcanici del veso
variabile da una a cinque ton-
nellate per complessive ton-
nellate 92 mila; massi che so-
no andati a costituire la sco-
gliera di contenimento del ter-
rapieno venuto su in seguito
alla colmata. Successivamen-
te si è proceduto alla forma-
zione di una scogliera di pro-
tezione dell’opera di scarico
lunga circa 100 metri e per la
quale sono occorse altre 30
mila tonnellate di massi vul-
canici,
A riempimento inoltrato, la
ditta Franki di Genova ha
proceduto alle opere di fonda-
zione del complesso elettroter-
mico mediante pali di vario
diametro e di varia lunghezza
in calcestruzzo parzialmente
armato, per complessivi me-
tri lineari 33.414, dei quali
17.288 sono stati portati, con
una lunghezza media per pa-
lo di 18 mt. fino al banco di
tufo sottostante u circa metri
Veduta della zona dei mulini
- pi generatori
20 di profondità dul livello
medio del mare. Per eseguire
cotesta palificata è stato ne-
cessario fare arrivare dal Bel-
gio due attrezzature della
Pieux Franki belga, dato che
non esistevano in Italia mac-
chine capaci di eseguire nali
della lunghezza di circa 20 me-
tri e del diametro di 520 m/m.
Per gli amatori di dati stati-
stici precisi, aggiungiamo che
il numero dei pali impiegati
(di cui abbiamo già data la
lunghezza complessiva) è sta-
to di 2.744,
Sulla suddetta palificata so-
no state impostate le opere di
fondazione in cemento arma;
to (platee, plinti, travi rove-
scie, cordoli, ecc.), Per la 1a
caldaia è stato eseguito un pla-
teone di fondazione, che ha ri-
chiesto complessivamente cir-
ca 1.300 metri cubi di cemen-
to armato con tondini di ferro
acciaioso del diametro di 30
m/m. Sul plateone è stata in-
nalzata l’incastellatura della
caldaia della prima sezione.
che ha una base di mt. 19,30
per 17 e raggiunge la quota di
circa 47 metri.
Per la messa in opera dei
singoli pezzi s’è reso necessa-
rio l'uso di una gru speciale
americana P.H. semovente,
unica attualmente in servizio
in Europa e che, a mezzo dei
suoì due motori, può spostar-
si rapidamente e può solleva-
re un peso di 63 tonnellate ad
un'altezza di 15 metri con uno
sbraccio massimo di mt. 4,50
dall’asse di rotazione, Può sol-
levare 16 tonnellate fino alla
altezza di 50 metri con uno
sbraccio di m. 10,5.
Le strutture in cemento ar-
mato costituenti la sala mac-
chine vera e propria, l’ Heater-
bay e il reparto silos e mulini
del carbone, sono attualmente
in avanzata fase di costruzio-
ne, essendosi raggiunta a fine
settembre la quota del carro-
ponte per la sala macchine re-
lativamente al primo gruppo,
e quota 18,50 per gli altri re-
parti.
Il montaggio della caldara è
anch'esso in avanzata fase e si
spera, mantenendo i program-
mi, di iniziare le prove del 1°
gruppo nella prossima estate.
I lavori edili del gruppo cen-
trale, parco nafta, quadro al-
l’aperto, canali di circolazio-
ne sono affidati all’ Impresa
Ing. Vincenzo Carola. Il com-
plesso di costruzione e mon-
taggio delle caldaie e dei grup-
all’ Ansaldo,
mentre la palificata di fonda-
zione, come si è detto è stata
eseguita dalla ditta Franki di
Genova,
Le opere a mare, per il pom-
paggio delle acque di circola-
zione sono state appaltate al-
l'Impresa SILM. La scogliera
di contenimento è stata ese-
guita dall’Impresa De Sanctis.
L’impianto sarà inoltre do-
tato di un parco carboni della
capacità di 120.000 tonn. e di
due serbatoi per la nafta, di
20.000 me, ciascuno, nonchè
di una banchina d’attracco per
navi petroliere e carboniere
fino ad una stazza di 15.000
tonnellate,
AI 30 settembre l’avanza-
mento del complesso generale
delle opere aveva raggiunto
circa il 25 per cento del tota-
le. con un impiego di 900 mi-
la ore lavorative; 65 mila
quintali di cemento; 16 mila
quintali di ferro per armatura
di vario diametro, che congua-
gliati ad un diametro medio di
18 m/m., danno una lunghez-
za di circa 800 chilometri!
La medaglia d’oro
al merito direttivo
all’ing. Federico Lombardi
A 1 nostro direttore genera-
le e consigliere d'ammini-
strazione ing. Federico Lom-
bardi è stata assegnata la me-
daglia d'oro al merito diret-
tivo, l’altissima onorificenza
istituita dalla « Confederazio-
ne italiana dirigenti d’azien-
da » per dirigenti di alto valo-
re professionale è di spiccati
meriti nel campo produttivo e
sociale.
Questa notizia, che la stam-
pa quotidiana ha già dato
commentandola con espressio-
ni di vivo e consapevole con-
senso, nella famiglia ansaldi-
na lroya anche qualcosa di
più: l'affettuosa solidarietà
che nasce dalla stima e dalla
ammirazione.
I lavoratori dell’Ansaldo, e
in special modo i più anziani,
conoscono bene l'ing. Lom-
bardi. Moltissimi di essi lo
hanno visto spesso visitare le
officine e gli uffici, altri han-
no avuta il privilegio di star
gli molto vicino nei lunghi
anni di lavoro comune. E tut:
ti abbiamo avuto modo di ap:
prezzare, in ogni circostanza,
la sua chiara e moderna vi
sione dei problemi aziendali,
la sua instancabile attività,
l'incessante contributo di com-
petenza in ogni ramo della
produzione, l’eccezionale spi-
rito giovanile ed entusiasta
che sempre lo ha animato e
che è una delle caratteristiche
salienti del suo temperamento
L'ing. Lombardi venne al-
l’Ansaldo nel 1925, quale stret-
to collaboratore dell'ing. Roc-
ca, allora amministratore de
legato, e subito dimostrò alte
capacità di organizzatore, Do-
po una parentesi di alcuni an-
ni, durante la quale fu alla
direzione del complesso in-
dustriale Pozzi, nel 1949 tornò
alla direzione della nostra
azienda, Era, quello, uno dei
momenti più delicati della
Società, che aveva bisogno di
essere riorganizzata e di ef-
fettuare il passaggio dalla
produzione di guerra a quella
di pace. Se l’Ansaldo è riu-
scita a superare meglio del
previsto questo difficile perio-
do, lo si deve in gran parte
all'energia e alle capacità tec-
niche del nostro direttore ge-
nerale,
L'ing. Federico Lombardi è,
dal 1957, anche consigliere di
amministrazione dell’ Ansaldo
e attualmente ricopre anche
le cariche di presidente del-
l'Ansaldo-Coke e di consi
gliere d'amministrazione della
Termomeccanica Italiana.
Cominciò la sua carriera
dopo aver conseguito la lau
rea in ingegneria industriale
nel 1910, nella marina milita»
re, lasciando il servizio attivo
nel 1919 col grado di capitano
del genio navale. Si dedicò
poi alla creazione del grande
stabilimento di Marghera e
quindi passò, quale direttore
generale, agli Stabilimenti
S. Eustacchio di Brescia.
All’Ansaldo egli ha quindi
portato una preziosa somma di
esperienza, L'onorificenza og-
gi conferitagli premia non so-
lo la sua lunga, nobile, bril
lante fatica, ma indirettamen-
te anche tutti gli ansaldini,
che gli rivolgono in questa oc-
casione gli auguri migliori,
con quell’affetto che egli ha
saputo meritarsi.
craig
In alto da sinistra: ruota lenta per turboriduttore da 21.000 cav. costruita allo sta-
ento Meccanico (la fotografia mostra l’arrivo al montaggio dopo il taglio dei
denti) e destinata all'apparato motore della costruzione 1552, turbocisterna «Egeria >»
da 52.000 tonnellate di portata lorda, in allestimento al Cantiere di Sestri. Sopra:
locomotiva Diesel-idromeccanica da manovra ADIM/M-1/4 tipo 0-3-0 a ponti di
trasmissione, costruita allo stabilimento CMI per conto dello stabilimento di Piom-
bino della Società « Ilva »; le sue caratteristiche principali sono: peso in servizio a
pieno carico kg. 45.000, velocità massima km/h 60-65, scartamento mm. 1.435, lun-
ghezza tra i respingenti mm. 8.880. Sotto: struttura del ponte di una gru da 15 tonn.
costruita al CMI per la «Cornigliano (stabilimento siderurgico « Oscar Sinigaglia »)
L'Ansaldo costruirà per la Spagna
un impianto per la produzione di acido nitrico
L'Ansaldo fornirà alla Socie-
tà « Abonos Sevilla » di Madrid
un impianto per la produzione
di 225 tonnellate al giorno di
acido nitrico, considerato alla
concentrazione del 100%.
Il contratto è stato firmato in
Madrid il 26 novembre 1959 ed
in questi giorni sono state con-
cesse dalle autorità spagnole le
autorizzazioni a procedere al-
la esecuzione del contratto.
Si tratta di una fornitura di
crea un miliardo di lire.
L'impianto sarà realizzato
sulla base del progetto Monte-
catini che collaborerà con l'An-
saldo nella sua realizzazione.
I! contratto con la « Abonos
Sevilla » rappresenta un note-
vole successo per l’Ansald> n
la Montecatini specie se si pon-
sa che l’ingresso nel mercato
spagnolo può portare ad en-
îambe le Società nuove af-
formazioni.
L'imbarco, sulla turbonave « Leonardo da Vinci» in allesti-
mento, di uno dei quattro motori Ansaldo-Maybach da 900 cav.
costruiti al Meccanico e destinati a gruppi elettrogeni
I MECCANICO,
Commesse
Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite
dal 23 giugno scorso al 7 gen-
naio c.m.:
—— Un apparato motore Die-
sel Ansaldo-Fiat tipo 908 so-
vralimentato per una motona-
ve dell'armatore Lauro in co-
struzione al cantiere di Mug-
giano.
- Dieci collettori completi
di fondelli e portine per la So-
cietà « Montecatini» (Stabili
mento Azoto di Novara).
Tubi in acciaio sagomati
per caldaia Ansaldo n. 1 da
350 ma. da noi fornita e in-
stallata nello Stabilimento di
Cesano Maderno della Società
Montecatini.
Quattro giunti a stella
per turbine per la T/n. «Asca-
nia» della Società Sicula Ocea-
nica.
— Cento camme di aspira-
zione in acciaio e cento cam-
me di scarico in acciaio per la
Società Termomeccanica Ita-
liana,
— Una stazione di desurri-
scaldamento e di riduzione
vapore per la centrale termo-
elettrica da 8.000 kW, di Lima
(Perù) della Società Fertili-
zantes Sinteticos.
— Particolari vari per sur-
riscaldatori ed economizzatori
per caldaie e valvolame per la
Società «Snia Viscosa» di
Milano.
— Parti di ricambio per ie
turbine installate nelle cen-
trali termoelettriche di Sasso
Pisano e Monterotondo della
Società Larderello.
— Una cassa valvola di ma-
novra per la T/c, « Giuseppe
Giulietti » della Società Gari-
baldi di Genova.
— Astucci e coni per la na-
ve « Garibaldi » al nostro Can-
tiere di Muggiano.
— Costruzione in trasforma-
zione di due collettori di va-
pore e due collettori d’acqua
per la «S.LA.C.».
— Una serie di macchinari
complementari per una M/e.
da 35.000 t.d.w. (impianto di
produzione vapore, due turbo-
alternatori, un gruppo Diesel-
alternatore, modelli e attrez-
zatura) in costruzione alla
Navalmeccaniea.
— Quattro assortimenti col-
lettori (vapore e acqua) per il
C.T. « Impavido» in costru-
zione aj Cantieri del Tirreno
di Riva Trigoso,
— Centrale termoelettrica
da 9375 kW. per l’impianto
fertilizzanti azotati di Neyve-
li (India) ordinato al CMI
dalla Neyveli Lignite Corpo-
ration Ltd.
- Parti di ricambio per la
turbina a vapore da 70 MW.
della Centrale termoelettrica
di Turbigo della Società « Viz-
* zola »,
— Un gruppo marino Die-
sel Ansaldo tipo 2131/3 ad
aspirazione atmosferica della
potenza di 80 cav. cff. a 390
giri al 1’, destinato all’arma-
tore Fernando Sciarretta di
Termoli, per il M/p. « Maiel-
la» in costruzione presso un
cantiere di Termoli,
— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali-
mentato, della potenza di 165
cav. eff. a 390 giri al 1’ desti
nato all’armatore Umberto La-
galla di San Benedetto del
Tronto per un M/p, in costru
zione presso il Cantiere Ma-
rini di Ancona,
— Un gruppo marino Die-
sel Ansaldo tipo 2131/4 sovra
limentato, della potenza di
165 cav. eff. a 390 giri al 1°,
dotato di camicie cilindro
cromate, destinato agli arma-
tori Renato Belemmi e Giusep-
pina Bigoni di Ancona, per il
M/p. « Marcello» in costru
zione presso un cantiere di
Ancona,
— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali
mentato, della potenza di 165
cav. eff. a 390 giri al 1’, dotato
di camicie cilindro cromate,
destinato agli armatori Giu-
seppe Altomare e Cosmo Pe-
iruzzelli di Molfetta per il
M/p. « Biancaneve » presso il
Cantiere De Ceglie di Molfet-
ta.
— Due gruppi marini Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali-
mentati, ciascuno idella poten-
za di 165 cav. eff. a 390 giri al
1’ e dotato di camicie croma:
te, destinati agli armatori Gia:
como, Francesco, Ignazio e
Sergio Salvemini di Molfetta,
per sostituzione di altri rispet:
tivamente sui M/p. «Anna
Dora » e « Malpighi» presso
i cantiere navale di Molfet-
a.
— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q 265/4 ad aspi-
razione atmosferica, della po-
tenza di 200 cav, eff. a 360 giri
al 1’, destinato all’armatore
Salvatore Agliano di Siracusa
per il M/p, «Cavallo Marino»,
in costruzione presso il Can-
tiere Navale Antonino Ponzio
di Augusta,
— Un gruppo marino Die-
sel Ansaldo tipo Q 265/6R so-
vralimentato, della potenza di
450 cav. eff. a 360 giri al 1’,
dotato di camicie cilindro cro-
mate, destinato a un M/p., del-
l’armatore Michele Amoruso
di Bari,
— Un gruppo elettrogeno
formato con motore Diesel
Ansaldo tipo 2131/3 della po-
tenza di 105 cav. eff. a 500 gi-
ri al l’ e dinamo da 75 kW,
220 Volta, destinato all’arma-
tore Lauro per la M/n. « Giu-
lia ».
— Un motore industriale
Diesel Ansaldo tipo 2131/6
ad aspirazione atmosferica,
della potenza di 150 cav. eff.
a 400 giri al 1’ per accoppia-
mento a dinamo del commit:
tente Lloyd Triestino ner la
M/n. « Risano ».
— Un gruppo Diesel-dina-
mo costituito di motore Diesel
Ansaldo tipo Q 265/6 sovra-
limentato, della potenza di
450 cav, eff. a 375 giri al
e dinamo da 300 kW, - 230
Volta, destinato alla linea
Giacomo Costa per la M/n.
« Franca €C.».
— Un gruppo Diesel-dina-
mo formato con motore Diesel
Ansaldo tipo Q 265/6 sovrali-
mentato della potenza di 450
cav. eff. a 375 giri al l’ e di-
namo da 300 kW. - 230 Volta,
destinato alla Flotta Lauro
per la M/n. « Surriento ».
Dette commesse comporta
no circa 658.000 ore lavorati-
ve.
Consegne
Il materiale più importante
spedito durante il periodo dal
21 luglio al 30 novembre 1959
è il seguente:
Al nostro Cantiere di Se-
stri: un turboriduttore princi-
pale e due turbogeneratori da
600 kW. per la T/c. « British
Beacon »; economizzatore per
caldaie principali per la T/c.
« British Signal »; due caldaie
principali, due economizzato»
ri, generatore di vapore BP e
turboriduttore principale per
la T/e. « Maria Adelaide »;
turbina AP sinistra, turboge-
neratori da 1100 kW., venti-
latori per caldaie ausiliarie,
elettropompe di circolazione
principale e gruppi Diesel An-
saldo-Maybach da 900 HP per
la T/n, « Leonardo da Vinci »;
caldaia Ansaldo Clarkson a
gas di scarico e linea d’assi
per la costr. 1547; astuccio
per asse port’elica per la co-
str. 1551: astuccio per asse
port’elica e refrigeranti olio
per la costr. 1553.
AI nostro Cantiere di Mug-
giano: caldaie principali, eco-
nomizzatori, un condensatore.
turboriduttore principale, li:
nea d'assi e turbodinamo da
550 kW per la T/c. « Cristina
D'Amico »; gruppo Diesel con
motore Ansaldo tipo 265/6
sovralimentato della potenza
di 450 HP e una caldaia An
saldo-Clarkson a gas di sca-
rico per la M/n, « Carlin Fas-
sio »; gruppi Diesel-dinamo
con motori tipo Q. 2695/6 del-
la potenza di 310 HP caduno,
un gruppo D.D. da 50 KW, li-
nea d’assi, serbatoi aria e ma-
teriale refrattario per caldaie
ausiliarie per la M/n. « Golfo
di Palermo =»,
Al nostro Cantiere di Livor-
no: due refrigeranti per olio
per la costr. 1555; apparato
motore Diesel Ansaldo-Fiat
tipo 757 sovralimentato ed au-
siliari per la M/n. « Coralli.
na»,
Alla « Società Meridionale
di Elettricità» (Centrale di
Napoli): parti di caldaie ed
altri materiali vari inerenti
due sezioni termoelettriche
della potenza di 1235 MW.
Ala Società « Vizzola » di
Turbigo: parti di turbina da
CASSETTA DELLE IDEE
premiate.
CANTIERE DI
di cui 5 premiate.
re 65.000.
70 MW per centrale termo-
elettrica,
Alla Società « Moncalvi »
di Pavia: gruppo Diesel alter-
natore da 315 HP,
Alla Società « Albimport »
di Tirana: motore marino Die-
sel Ansaldo tipo Q. 265/4 del-
la potenza di 200 HP; due mo-
tori marini Diesel Ansaldo ti-
po Q. 2653/3 della potenza di
150 HP caduno.
Aì «C.R.D.A.» di Monfal-
cone: rimessa in efficienza di
due motori Diesel Ansaldo ti-
po 2131/6 della potenza di
270 HP caduno,
Ai «C.R.D.A.» (Fabbrica
macchine S. Andrea) di Trie-
ste: gruppi valvole di mano-
vra ,turbogeneratori da 600
kW e un gruppo Diesel alier-
natore da 288 kVA per costr.
1843-1844.
Al « Cantiere Navale Santi-
ni» di Civitanova Marche:
motore marino Diesel Ansal-
do tipo Q. 2131/3 della poten-
za di 80 HP per un motope-
schereccio in costruzione per
conto del sig. Domenico D'An-
tonio di Pescara.
Ai sigg. Emanuele e Natale
De Giosa di Bari: motore ma-
rino Diesel Ansaldo tipo
370/6 R. della potenza di 600
HP completo di particolari.
AU. Ilva » di Piombino: tu-
bi d'acciaio per corpo caldaia
Al « Ministry of Defence
Republik Indonesia » di Dja-
karta: un albero a manovelle
per motore Diesel Ansaldo»
Fiat tipo 409 T.
Alla « Novalmeccanica Sp.
A.» di Castellammare di Sta-
bia: gruppi Diesel dinamo da
125 kW destinati alla costru
zione 622.
Alla « Vilhelm Torkildsen »
di Bergen: ricambi motori Die-
sel Ansaldo-Fiat tipo A 686
sovralimentati.
AI « Cantiere Navale Tatto-
li. di Molfetta: due motori
marini Diesel Ansaldo tipo
Q 370/6 R sovralimentati del-
la votenza di 900 HP, caduno.
Al « Cantiere Navale Pa-
petite » di Venezia: rimessa in
efficienza di un motore mari-
no Diesel Ansaldo tipo 376/6
R. sovralimentato della poten:
za di 900 HP.
Alla = Società di Navigazio-
ne Giacomo Costa» di Geno-
va: un srunpvo Diesel dinamo
da 300 kW. ner la M/n. «Fran:
ca C. >».
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro di minore
entità spedito è, in complesso,
di 5.600 tonnellate,
E
B
2
LIVORNO. Proposte esaminate 11, È
re
Le proposte del mese di dicembre
Durante il mese di dicembre sono state esaminate
dai comitati della « Cassetta delle idee » 79 proposte,
di cui 33 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
MECCANICO. Proposte esaminate 68, di
cui 28
L'ammontare complessivo dei premi è stato di li-
LIVORNO
Navi in bacino
Nel bacino di carenaggio di
Livorno, che il nostro Cantie-
re « Luigi Orlando» ha in
esercizio, hanno sostato le se-
guenti navi:
—— Dal 7 al 9 novembre la
motonave « Genepesca III» di
404 t.s.1. della Società « Gene-
pesca » di Livorno, per pittu-
razione della carena.
— Dal 9 al 10 novembre la
motonave « Genepesca VI» di
702 t.s.1. della Società « Gene
pesca » di Livorno, per pittu-
razione della carena.
— Dal 20 al 24 novembre il
piroscafo « Rosa Corrado» di
6.968 t.s.1, della Società di Na-
vigazione « Corrado », per pit-
turazione della carena e lavo-
ri da parte di ditte esterne.
— Dal 24 al 27 novembre il
piroscafo « Portoferraio » di
918 t,s.1, della « Società di Na-
vigazione Toscana » di Livor-
no, per pitturazione della ca-
rena.
—— Dal 28 novembre al 2
dicembre la motonave « Gene-
pesca V » di 618 t.s.1. della So-
cietà « Genepesca» di Livor-
no, per pitturazione della ca-
rena e lavori da parte di dit-
te esterne.
— Dal 3 al 4 dicembre la
motonave « Pertusola II » di
499 t.s.1. della « Società Mine-
raria Marittima » di Palermo
per sostituzione dell’elica da
parte di ditte esterne.
— Dal 7 al 9 dicembre la
motonave « Astrea SIAM » di
491 t.s.1. della Società Italiana
d'Armamento «Mediterraneo»
di Viareggio, per pitturazione
della carena e lavori da parte
di ditte esterne.
— Dal 14 al 15 dicembre la
motonave « Pertusola II» di
499 t.s.1, della « Società Mine-
raria Marittima » di Palermo
per prosecuzione lavori di so-
stituzione dell’elica da parte
di ditte esterne.
LS
Consegne
Il materiale più importante
spedito ai committenti negli
ultimi mesi è il seguente:
— Materiale ferroviario ro-
tabile, kg. 776.701,
— Escavatori e ricambi, ‘kg
98.278.
— Impianti chimici ed ap- È
kg. L
parecchiature relative,
195.244,
— Gru e apparecchi di sol-
levamento, kg, 950.909.
— Gasometri e serbatoi, kg.
260.868.
— Cementerie e
kg. 1.681.969.
— Costruzioni diverse di
carpenteria e meccanica va-
ria, kg. 3.921.309.
— Materiali inviati al CMI
per ricotture e sabbiature. kg.
780,564.
— Materiali di terzi inv:ati
al (CMI per lavorazione mec
canica, kg. 385.915.
— Materiali di terzi inviati
al CMI per riparazioni mecca-
niche, kg. 391.370.
Il peso complessivo dei ma-
teriali di cui sopra è di kg.
ricambi,
Recentemente hanno iniziato le prove di funzionamento i
due elevatori elettrici a caprazoppa per lo scarico di merci
varie, ordinati all’Ansaldo dal «Consorzio Autonomo del
Porto » di Genova e costruiti allo stabilimento CMI. Gli ele-
vatori, che sono stati installati a Ponte Rubattino, hanno le
seguenti principali caratteristiche: portata lorda alle funi,
kg. 6.000; capacità della benna, mc. 3,2; scartamento oriz-
zontale, m. 36; sporgenza a sbalzo del ponte, m. 9,6; lun-
ghezza totale, m. 45,6; sbraccio gru girevole, m, 16; altezza
massima benna sulla banchina, m. 21,4; velocità di solleva-
mento m. 60/1'; potenza motori sollevamento, HP 105
9.443.127.
NDERI
Commesse
Ecco le commesse più im-
portanti acquisite ne) mese di
dicembre:
- Getti vari di ghisa, per
complessive 750 tonn., per i
nostri stabilimenti Meccanico
e CMI, per i nostri Cantieri di
Sestri, Muggiano e Livorno,
per aziende del gruppo I.R.I.
e per clienti diversi,
— Eliche e getti di bronzo,
per complessive 47 tonn., per
i nostri stabilimenti Meccani-
co e CMI, per i nostri Cantie-
ri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno, per aziende del grup-
po I.RI. e per clienti diversi.
— Pezzi in acciaiv fucinati
e stampati, destinati a clienti
diversi.
Dette commesse comporta:
no circa 77.000 ore lavorative.
Consegne
Il materiale più importante
consegnato nel mese di dicem-
bre è il seguente:
Ai nostri Stabilimenti Mec-
canico e CMI ed ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 120 tonn. di getti vari
di ghisa e 16 tonn, di getti di
bronzo ed eliche. Ad aziende
del gruppo I.R.I.: 314 tonn, di
getti vari di ghisa e 15 tonn.
di getti di bronzo ed eliche, A
clienti diversi: 284 tonn. di
getti vari di ghisa e 3 tonn. di
getti di bronzo ed eliche.
Lavorazione di un'elica a quattro pale in bronzo al manga-
nese destinata a cacciatorpedMmiere tipo « San Giorgio » della
Marina Militare ltaliana (diametro mm. 4200; peso kg. 11.600)
7
ea È
Procede a pieno ritmo
l'allestimento della “Leonardo”
La trama delle ponteggiature sorte intorno allo scafo della nuova ammiraglia
E? difficile rendersi conto
— sia pure approssima-
tivamente — della mole di la-
voro che si cela dietro le pa-
reti — più esattamente: entro
le paratie — di un transatlan-
tico: quel lavoro cui nessuno
pensa quando la nave è en-
trata in esercizio, proprio ver-
chè a nessuno è offerta la pos
sibilità di rendersene conto.
Il luccichio dei cristalli, l’ele-
ganza dell'arredamento, l’ac-
costamento indovinato dei co-
lori, l’ovattata discrezione del-
le luci diffuse, lo scenario di
fiaba nascondono chilometri
di cavi, migliaia di cavalli-
vapore, una miriade di mac-
chine e di strumenti,
Dopo il varo il primo im-
barco è stato quello dei grossi
pezzi e delle caldaie: imbar-
chi, questi, che permettono di
completare le chiusure stagne
definitive della nave e di ope
rare il completamento dello
scafo: contemporaneamente e
| successivamente ha trovato
posto a bordo tutto l’altro ma-
teriale, fino all’albero e al
fumaiolo, cosicchè oggi è ter-
minato non solo tutto lo sche
letro della nave ma alcuni
collaudi o sono già stati ese-
guiti o sono ormai prossimi.
Nel dicembre scorso, infat-
ti, sono stati sistemati gli
ultimi pezzi di notevole di-
mensione ed ora è miziata la
i pulitura delle caldaie, facendo
così levare il primo filo di
fumo dall'aerodinamico fu-
maiolo. Tutti gli impianti
hanno già trovato il loro por
sto. la quasi totalità dei col-
legamenti è stata effettuata e
si è entrati in cuella che può
esser detta la fase finale del-
l'allestimento.
Nei saloni si comincia già
a vedere quella che sarà
la maggiore attrattiva della
« Leonardo », la sua eleganza.
Certo è prematuro varlare di
colori, di tappeti, di poltrene:
ma l’assetto definitivo, i soffit-
ti, l'illuminazione, le piste da
ballo vengono delineandosi,
sia pure in forma embrionale.
E già sono visibili gruppi di
| cabine, in cui letti, tavoli, la-
vabi, sono in buona parte già
sistemati.
Non si creda, leggendoci,
che oggi la «Leonardo da Vin-
ci» offra un'idea di disordine,
di caos: malgrado tutto il ]a-
voro e tutti gli uomini che so-
no a bordo, l'impressione è
solo apparente, superficiale,
perchè basta pocn per potersi
orientare in quello che sem-
bra un labirinto di corridoi e
di cavi. Per fare un esempio,
si può pensare al risveglio in
pieno giorno: dapprima la lu-
ce acceca l’occhio. poi — do-
po soli pochi istanti — lo
stesso occhio ha tutte le i:m-
magini a fuoco.
Gran parte dei pannelli sono
partiti verso gli studi degli
artisti che dovranno decorarli.
La loro è una via lunga: ven-
gono montati al posto de‘ini-
tivo per rilevarne le misure
esatte, vengono smontati iIn-
viati all’artista, decorati, ri-
spediti, rimessi definitivamen-
te a posto.
Il teatro — un gioiellino de-
gradante verso il palcoscenico
come le migliori sale di spet-
tacolo è ormai terminoto;
mancano solo le poltrone, le
seintillanti toilettes, gli ap-
plausi. Anche le piscine sono
praticamente ultimate, e a
terra sono già segnati i punti
in corrispondenza dei quali
verranno sistemate le lampa-
de a raggi infrarossi.
Sul Ponte Lido — dalla li
nea elegantissima — funzio-
nerà, durante tutta la notte,
un vero e proprio ristorante
notturno, non una semplice
tavola calda, mentre piste da
ballo sono state sistemate an-
che sulle verande delle pisci-
ne.
Il Cantiere ha studiato tatti
i servizi, i progetti delle ca-
bine, dell'ospedale, delle scale
non «artistiche », delle pas-
seggiate chiuse, delle mense
per l'equipaggio, dei cosid-
detti « locali sparsi » (come i
magazzini o i depositi), D'al-
tra parte una nutrita schiera
dei più noti architetti italiani
ha creato la parte meramente
estetica dei locali di rapore-
sentanza della nave, come le
sale da pranzo, gli scaloni ed
i vestiboli di prima e seconda
classe, il teatro e la cappella
(assai suggestiva), il soggior-
no e la sala delle feste di
prima e seconda classe, gli
appartamenti di lusso, la sala
da pranzo ufficiali, l’apparta-
mento del comandanie, del di-
rettore di macchina, del primo
ufficiale.
Se poi, lasciando da parte
il lato estetico, si dà uno
sguardo ai servizi, si nota su-
bito che la timoneria va av-
viandosi anch’essa verso la
messa a punto. Entro gennaio
anche l’apparato elettrico ini-
zierà il suo funzionamento,
dapprima alimentato da terra
e quindi con i diesel-elettro-
geni di bordo: potrà in tal mo- |
do aver luogo anche il collau- &
do dell'impianto di condizio.
namento. Quest'ultimo, a piog-
gia, è già in funzione in buo- È
na parte della nave: nelle ca-
bine di prima classe e degli
ufficiali superiori l'impianto è
singolo ed indipendente dagli
altri: ogni utente potrà, c'oè,
regolarlo come meglio ritiene.
La cambusa dà una singo-
lare impressione di grandio- Di
sità: il suo impianto, ormai a {8
punto, potrebbe servire como
damente un intero gruppo di
alberghi e ristoranti di lusso.
Le grues delle lance di sal-
vataggio permettono di ca'ure
in mare le scialuppe anche ‘
con una inclinazione superio
re a quella prevista dalla vi
gente Convenzione di Londra.
Ed il loro primo collaudo — È
molto recente — ha già dato
i primi brillantissimi risultati.
Tutte le cabine di prima
AA anaesici dacia
Sopra: l'imbarco del fumaiolo. Sotto: una inquadratura generale
quattro aspetti dell’allestimento della
il castello di prora (sotto); un salone (in basso a destra); fiancata destra (pag. 19)
il ponte lancé (sopra);
classe avranno, oltre al tele
fono, radio e microfono. A
borao abbondano poi i tele
rij e, quando non sarà pos
sibile collegarsi con trasmit-
tenti da terra, funzionerà una
autonoma stazione a bordo.
Vale a dire che il cameraman
riprenderà aspetti della vita
di bordo, teletrasmettendoli a
tutta la nave,
L’acqua sarà potabile per
qualsiasi servizio, giacchè un
impianto modernissimo, cap:
tata l’acqua marina, la farà
evaporare fino a renderla di-
stillata e quindi la mineraliz-
zerà per fornirle la necessaria
gradazione di sale: si berrà,
insomma, acqua ottima e pu-
ra,
Larghissimo l’uso del lami-
minato plastico, usato perfino
per i braghettoni delle porte
riducendo così al minimo
la necessità di pitturazione at-
tuale e futura ed aumentardo
indefinitivamente l’inalterabi
lità e la facilità del lavaggio.
Novità assolute anche i mez:
zi di imbarco: la « Leonardo
da Vinci» sarà fornita di im
barchi laterali, di tapistou
lants e di scivoli: il materiale
potrà entrare sempre da tutti
i boccaporti laterali, mentre
esisteranno picchi di carico
solo a mnrua. Altro elemento
importantissimo, oltrechè nuo:
vo, è che i boccaporti inter
medi delle stive da carico a
vranno comando idraulico con
pistone a rotazione sulle cer-
niere: sì aprono, cioè, «a li.
bro », con enormi vantaggi di
ordine pratico.
Il « garage » è a livello del
la banchina, cosicchè si po:
trebbe teoricamente enirare
addirittura a bordo in mac:
china.
Ultramoderno
anche l’ospe-
dale, fornito di sale di fisio
terapia, ginnastica e attrezza-
ture di ogni genere, Per l’im-
barco ed i depositi della po-
sta, la »- Leonardo -» avrà un
suo ufficio ed un suo tapis
roulant,
Inutile dire che l’'equipag-
gio è dotato di tutti i comforts,
dj un gran numero di mense
(ognuna con la sua riposteria)
e di ritrovi, tutti forniti di
aria condizionata e di bar.
Altro problema cui è stato
dato il massimo rilievo è
quello igienico ed antitopo.
Durante due successive visi
te, gli incaricati del Public
Health Service l'ente ame
ricano incaricato di vigilare
sui servizi igienici e sanitari
di bordo — si sono dichiarati
soddisfattissimi.
Tutto quanto abbiamo detto
è oggi praticamente già fun-
zionante, o quasi; mancano, si
intende, gli ultimi collega-
menti, le rifiniture, i ritocchi.
Sembra vicino, è verissimo, il
giorno della impostazione;
sembra — a pensarci che
solo ieri sia stata varata: e,
al tirar delle somme, dalla
limpida e freddissima matti-
na del 7 dicembre 1958 ad og-
gi gran tempo non è poi pas
sato. Eppure la « Leonardo da
Vinci », la nostra 1550, ha già
fatto tanta strada da sembra-
re irriconoscibile a chi la
ricordi com’era « allora ».
Un'altra nave ammiraglia
dovo la « Cristoforo Colom-
bo », la «Gripsholm», la « Fe-
derico C.»: — che porterà sui
mari la »nrova tangibilissima
della nostra abilità, del nostro
entusiasmo, del nostro lavo-
ro; e soprattutto ‘un lembo del
nostro cuore.
Emiddio Loscalzo
lansaldino
Il Museo navale
di La Spezia
N ella sua ultracentenaria e
multiforme attività VAn
saldo ha lasciato e continua a
lasciare traccia profonda di sè
nei luoghi 2 negli ambienti niù
diversi: è un nome che ormai
da oltre un secolo è legato alla
storia d'Italia 2 perianto non
poteva, questo nome, non fi-
gurare anche in taluni musei
îtaliani di grand» immortanza
storica e tecnica, fra i quali,
naturalmente, quello della Ma-
rina della Spezia.
Le origini di questo istituto
risalgono molto addietro mel
tempo e a quanto ci risulta il
primo nucleo di « oggetti sto-
ricì », pare sia stato riunito
addirittura nel 1570 nel primo
«Comando Marina » istituito
dal duca Emanuele Filiberto a
Villafranca (Nizza), comando
che costituì le basi del primo
La famosa polena « Atalanta » o «La fuggitiva x
Dipartimento della marina mi-
litare sabauda.
Un'altra raccolta di cimeli
marinareschi fu messa assieme
anche a Cagliari allorquando
i Savoia si trasferirono in Sar-
degna in seguito all’occupazio-
ne napoleonica del Piemonte,
Successivamente la sede del-
la real marina militare, cadu-
ta la Repubblica Genovese si
stabilì, agli ordini del gene-
rale Giorgio Des Geneus. a
Genova e così tutti i cimeli
marinareschi che erano con-
servati a Cagliari e a Villa-
franca furono trasferiti nel ca-
poluogo della Liguria. Questo
accadeva nel 1815,
Negli anni seguenti, intan-
to, il materiale del museo an-
dava sempre più arricchendosi
e nel 1858 il principe Eugenio
di Savoia Carignano donava al
museo marittimo di Genova
una bussola cinese,
E’ stabilito che il museo na-
vale sorse prima della famosa
armeria reale di Torino, alla
quale il museo stesso donava
il quadrante usato» da Napo-
leone nell’assalto dei francesi
alla Maddalena, nel febbraio
1793.
Nel 1857 il comando dell:
Marina militare venne trasfe-
rito da Genova alla Spezia ma
tutto il materiale del museo
seguì le sorti della Marina
soltanto nel 1870, dopo! la co-
struzione dell’Arsenale, pro-
gettato dal genovese generale
Domenico Chiodo.
Da allora le pregevoli rac-
colie 'marinaresche aumenta
rono di numero e di interesse
e il museo storico navale della
Spezia divenne uno dei più im-
portanti e l'esempio della Ma-
rina italiana fu seguito dalla
Francia, dalla Spagna, dalla
Germania dalla Danimarca e,
infine, dall’Inghilterra.
Parte del prezioso materiale
è andato perduto nelle vicissi-
tudini dell'ultima guerra, rut-
tavia, nel risorto modernissimo
edificio, all'ingresso dell’Arse-
nale della Spezia, chi si appas-
siona alla vita sul mare e al-
le sue vicende passate, sia per
studio che per semplice curio-
sità, ha modo di soddisfare
questa passione, Fra le varie
categorie di materiale esistono
modelli di navi d’ogni tempo,
taluni di pregevolissima fattu-
ra e di grande interesse co-
struttivo fra cui un vascello
mediceo, la mezza galera
« Beatrice » costruita nel 1814
e il suo giornale di bordo che
è il più antico documento del
genere che si conosca, il mo-
dello del vascello napoletano
«Minerva», sull’albero di mae-
stra del quale Nelson fece im-
piccare ammiraglio Carac-
ciolo, ed altri numerosi model-
li di navi antiche.
Una sezione del museo rac- |;
coglie carte nautiche del XVI
e XVII secolo; nell’armeria fi-
gurano il fucile personale di |
Garibaldi e una vasta serie
suse VEE
Sopra: la polena del < Don Juan de Austria». Sotto: petriera
Fio $
ì
Ò
La « mignatta » con la quale Rossetti e Paolucci forzarono la
di armi portatili. Le artiglie-
rie, molte delle quali costruite
all’Ansaldo, sono rappresenta-
te da cannoni da sbarco, avan=
treni, modelli di petriere, co-
lubrine, spingarde e bambar-
de: numerosi anche gli esem-
plari di armi subacquee, dal-
l'apparecchio usato da Paoluc-
ci e Rossetti, ai « maiali» con
i quali furono forzate le basi
nemiche nell'ultima guerra.
Oltre che per le artiglierie,
di cui abbiamo detto, il nome
della nostra Azienda figura su
numerose targhe che già ap-
partennero ad unità costruite
nei nostri Cantieri di Sestri,
Muggiano e Livorno, su anpa-
recchi di precisione e di con-
trollo, su carriaggi e salmerie,
su campane di bordo e su vari
altri oggetti già appartenenti
a navi,
Un documento raro e di ec-
cezionale interesse è quello
rappresentato da una « Scheda
di sottoscrizione per concorso
all’erezione di un monumento
al generale Domenico Chiodo»,
rilasciato alla società <« Gio.
Ansaldo e C.. di Sampierda-
rena.
Nonostanie i danni che la
guerra ha provocato al patri-
monio del museo esso Possiede
ancora una eccezionale colle-
zione di « polene », quelle fi-
gure în legno scolpito, sp.2s550
con elevato senso d'arte, che
un tempo venivano collocate
sulla estrema prora delle navi
e che ancora oggi, ma molto
raramente, ornano talune uni-
tà di bandiera nordica.
Queste figure hanno origini
antichissime. Secondo gli stu-
diosi esse vennero usate come
12
voti propiziatori, secondo la
leggenda anche la nave di
Enea ne aveva una sulla prora
raffigurante Minerva.
base di Pola per affondare la corazzata austriaca «Viribus Unitis»
voti» dei marinai in quanto
rappresentavano l’effige dei
Santi il cui nome era portuto
dalla nave ,e infine, le « pole-
in Italia, si possono ritrovare
« polene , soltanto sulle navi
scuola « Amerigo Vespucci » e
* Palinuro ».
Modello di fregata a due ordini di cannoni
In tempi più vicini a noi la
funzione delle « polene » fu
quasi esclusivamente religio-
sa: avevano carattere di « ex
ne» assunsero quasi sempre le
sembianze di personaggi sto-
rici i nomi dei quali erano gli
stessi delle navi, Attualmente,
Il mezzo d'assalto subacqueo denominato « Maiale »
Fra queste sculture il museo
conserva quella della corvetta
« S. Giovanni » costruita alla
Foce nel 1849 e che fu la vri-
ma nave munita dî macchina
a vapore fra le unità italiane
e quella dell’« Euridice », a'ira
corvetta costruita alla Foce nel
1828, quella del « Baleno>,
ecc. ecc.
La più nota è certamente
quella della «fuggitiva», la «po-
lena » alla quale è ormai le-
N° gata una romantica e tragica
storia d'amore e di morte,
spesso riecheggiata su giornali
e riviste ituliani,
Secondo quanto si narra, la
statua della « fuggitiva », pe-
scata in Atlantico e traspor-
tata infine nel museo spezzino,
venne data in consegna ad un
giovane operaio, il quale se
ne sarebbe innamorato e un
giorno, perchè deriso dai com-
pagni di lavoro, si sarebbe
gettato a capofitto in un baci-
no di carenaggio dell’Arsena-
le. In seguito un giornale ri-
camò un’altra poetica leggen-
da sulla stessa « polena »: rac-
contò che un capitano svedese
ritrovò in lei le sembianze
della fidanzata scomparsa in
mare durante una tempesta.
Ma più recentemente, e cioè
sul finire dell’ultima guerra.
sarebbe avvenuto l'ultimo tra-
gico episodio collegato al mi-
sterioso e affascinante pezzo
di legno. Un giovane ufficiale
tedesco durante l'occupazione
dell’Arsenale ebbe modo di
vedere la statua: la fece tra-
sportare nel suo alloggio per
averla sempre vicina e, natu-
ralmente, anch'egli se ne in-
namorò perdutamente, nono-
stante le mancasse un pezzo’
di naso ed un arto, tanto che
un giorno, dopo aver scritto
un disperato biglietto di addio,
si fece saltare le cervella con
un colpo di pistola.
Il biglietto scritto dal gio
vane tedesco, il tenente Eric
Kiirz, dice: « Poichè nessuna
donna oltre a te può darmi la
vita dei sogni, o Atalanta, io
ti sacrifico la mia vita».
Aldo Galli
Grano e mais
per l’ industria
La gara che si svolge tra i ri-
cercatori americani per giungere
alla scoperta di nuovi impieghi per
le colture prodotte in abbondanza
negli Stati Uniti, sta ottenendo
notevoli risultati per quanto ri-
guarda il mais ed il grano, ! te-
cnici statunitensi hanno fondate
speranze di affrettare il giorno in
cui questi due cereali diventeranno
importanti fonti di materie prime
per l'industria.
Per :sempo, un tecnico di una
società privata dell' Illinois ha sco-
perto un sistema molto pratico
per mescolare i carboidrati dei ce-
reali con il petrolio onde ottenere
nuove sostanze utilizzabili effica-
cemente come combustibili per
razzi. Da tali combinazioni po-
tranno anche derivare nuovi de-
tergenti, prodotti farmaceutici, an-
tiparassitari, composti resinosi €
plasticizzanti, Parecchie ditte ame-
ricane si sono già attrezzate per
la produzione commerciale delle
nuove sostanze.
Inoltre, numerose fattorie col-
tivano mais in crescente quantità
per venderlo per l'estrazione del-
l'amilasi di cui è ricco, utilizzata
largamente nella confezione di
materie plastiche, fibre e prodot-
ti cartacei. Infine, chimici del Di-
partimento dell'Agricoltura sono
riusciti recentemente a produrre um
nuovo tipo di amido di mais che
offrè il particolare vantaggio di
non formar: gelatina quando si
raffredda.
vr
1 Segretario al Lavoro ame-
cano, James P. Mitchell, è
stato recentemente interroga-
to da un giornalista della ri-
vista «Steel» (Acciaio), sugli
sviluppi dell'automazione ne-
gli Stati Uniti. Richiesto se, a
suo avviso, il Governo, gli in-
dustriali e i sindacati hanno
fatto abbastanza per prepara-
re il paese all'età dell'automa-
zione, il Segretario Mitchell
ha risposto: «Abbiamo tutti
lavorato piuttosto bene; tut-
tavia resta ancora molto da
fare. Dobbiamo affrettarci a
preparate le categorie lavora-
trici e, in genere, tutta la co-
munità nazionale ad alcuni
sostanziali mutamenti che, nel
volgere di pochi anni, si veri-
ficheranno in fatto di richiesta
di mano d'opera, Questa sarà
una delle prime conseguenze
degli sviluppi dell'automazio-
ne... Occorrerà creare al più
presto nuovi posti di lavoro
in diversi settori produttivi e,
nello stesso tempo, dovremo
prodigarci per accelerare i
tempi della qualificazione del-
la mano d'opera. E' soprattut-
to in questo settore che sarà
necessario procedere molto
speditamente: entro un decen-
nio i lavoratori impiegati nel-
la maggior parte delle nostre
industrie dovranno aver ap-
preso le tecniche fondamenta-
li dell'automazione ».
Le parole del Segretario al
Lavoro riassumono, in sostan-
za, il punto di vista delle cate-
gorie più direttamente inte-
ressate al progredire del pro-
cesso di «automation » ed al-
la soluzione dei molteplici
problemi che esso pone; ci ri-
feriamo in particolare agli
esponenti dell’industria ed ai
rappresentanti dei lavoratori.
Ha giustamente osservato il
Presidente della AFL- CIO,
George Meany, che il progres-
so tecnico che si identifica nel-
l’uso dei nuovi tipi di macchi-
ne elettroniche e dei nuovi
metodi automatici è in sè ga-
ranzia di migliori condizioni di
lavoro e di un più elevato li-
vello di vita per tutti; è però
necessario che a questi poten-
ziali benefici sì giunga senza
squilibri e senza pericolose
scosse nel vasto settore della
produzione,
L'applicazione delle muove
tecniche comporta complessi
problemi che investono sva-
riati campi: da quello econo-
mico a quello dell’istruzione
professionale, a quello delle
«human relations +; se que-
sti problemi fossero stati im-
postati ed affrontati dagli in-
dustriali e dai sindacati par-
tendo da punti di vista diver-
si o addirittura contrastanti,
la progressiva trasformazione
dell'intera sfera di produzione
degli Stati Uniti avrebbe sicu-
ramente determinato conse-
guenze negative sull'economia
nazionale,
ll senso di responsabilità ha
però prevalso sia tra i diri-
genti industriali sia tra i « lea-
der » sindacali, tanto che, pur
sussistendo divergenze per lo
più marginali, gli uni e gli al-
tri cooperano attentamente su
una comune piattaforma nel-
l'intento di sfruttare i prati-
ci risultati della «seconda ri-
voluzione industriale » a favo-
re dell'intera comunità nazio-
nale e non di singole catego-
rie.
Automazione, nel suo senso
più lato, significa la fine del-
RAC FEE EEN PT RIN VATI "IE i
la « misurazione del lavoro »,
in quanto l'unità di misura
non sarà più la produzione di
un singolo individuo ma piut-
tosto l'utilizzazione di una in-
tera « catena» di uomini e di
macchine, Prima conseguenza
di questo stato di cose sarà la
scomparsa della tradizionale
dualità esistente tra il lavora-
tore pagato a cottimo o ad
ore ed il lavoratore che frui-
sce di una retribuzione setti-
manale. Questa pianificazione
al livello salariale, per così di-
re, rappresenterà, dal punto
di vista della sociologia, un
importante traguardo che da
solo giustificherebbe la defini-
zione di seconda rivoluzione
industriale data all' « automa-
tion »,
E' evidente che i radicali
mutamenti della tecnica e del-
la produzione, che già si
profilano in determinati set-
tori dell'industria americana,
non potranno verificatsi senza
creare problemi nuovi e, nel-
lo stesso tempo, senza offrire
prospettive nuove sul piano
economico.
L'aumento di produzione, ad
esempio, comporterà la neces-
sità di un aumento del potere
di acquisto ed il potere di ac-
quisto non potrà, d’altra par-
te, essere incremeniato me-
diante successivi aumenti sa-
lariali, in quanto ciò determi-
nerebbe a breve scadenza l’ini-
zio di un processo inflazioni-
stico. Occorrerà, quindi, crea-
re nuove fonti di lavoro e di
impiego collaterali ai comples-
si automatizzati o indipenden-
denti da essi. Su questo pun-
to essenziale, sindacati ed in-
dustriali sono pienamente con-
cordi, Anzi, si deve sottolinea-
re, a questo proposito, che,
replicando ad alcuni sociolo-
gi i quali avevano manifesta-
to una certa apprensione per
le conseguenze di un rapido
sviluppo della automazione,
Walter Reuther, presidente
del Comitato di politica eco-
nomica della AFL-CIO, ha so-
stenuto in un suo recente
scritto che l'esperienza ha di-
mostrato che la tecnologia, la
produzione, le fonti di impie-
go ed il generale «standard »
di vita possono svilupparsi €
progredire di pari passo.
Si deve poi notare che i sin-
dacati e i rappresentanti del-
l'industria americana — af-
fiancati da economisti e socio-
logi — non ritengono oppor-
tuno affrontare le conseguen-
ze delle nuove tecniche senza
valutare fino ai minimi parti-
colari l’entità dei problemi che
esse pongono. I quali proble-
mi, in sostanza, possono esse-
re così raggruppati: 1) man-
tenimento in servizio della
mano d’opera occupata prima
dell'automatizzazione di un
settore di fabbrica o di un in-
tero complesso industriale;
2) qualificazione professiona-
le e specializzazione delle
nuove leve di lavoratori; 3)
assorbimento dell'incremento
di produzione da parte del
mercato.
Per il primo punto sono al-
lo studio tre soluzioni che, pur
non essendo interdipendenti,
non si escludono a vicenda;
esse sono: riduzione delle ore
lavorative settimanali, ridu-
(continua a pag. 18)
ROTTA re er
Fas a
Problemi e vantaggi dell’ automazione
In questo reparto degli stabilimenti Ford a Cleveland (Ohio) 25 macchine automatiche
effettuano tutto ls operazioni necessarie alla produzione in serie di pistoni, i quali vengono
presentanti nella posizione più opportuna per subire le diverse operazioni
Nello stabilimento per la produzione di ace
=. nic
o A dI]
tati di Waynesboro un solo operaio controlla
l'intero e complesso procedimento chimico che si determina attraverso grandiosi impianti
Una fase del processo automatico per la levigatura ad alta precisione dell'alesaggio dei
cilindri dei motori Chevrolet V 8, nella fabbrica di motori
Chevrolet a Flint, nel
Michigan
13
2173
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Plutone —S
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- Nettuno » i
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Urano x si
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38 / DI |
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1989 Bia
== 7 |
Negli anni 1969 e 2009 Plutone taglierà l'orbita di Nettuno
S iamo giunti ormai alla pe-
nultima tappa della nostra
esplorazione; con la prossima Plu-
tone - Sole - Terra, avrà termine
il nostro vagabonda: negli spazi
siderali: non a costo petremmo
autonominarci «gli esploratori
dell'infinito » dato che, oltr: ad
esplorare i nove astri che compon-
gono il nostro sistema solare ci
siamo inoltrati nelle profondità
della nostra galassia (via Lattea)
ed in quelle dello spazio cosmico
per oltre 1 milione di anni luce,
per. dare un fugace sguardo alla
nebulosa extragalatitica « Andro-
meda », quasi gemella della nostra.
A prescindere dalla loro grande
diversità di distanza dalla Terra €
dalle loro diverse dimensioni, Net-
tuno e Plutone hanno molte so-
stanziali affinità termiche, atmosfe-
riche, strutturali c di movimento
che ci consentiranno di poterli
esplorare in un'unica tappa. Que”
sti due ultimi pianeti non offrono
però molto alla nostra avidità di
sapere è di conoscere: troppo eran:
de è la distanza che ci separa da
essi per poter studiarli e conoscer-
li completamente; purtroppo ben
poco sappiamo di questi pianeti,
però. come mia consuetudine,
esporrò qui soltanto dati sicuri,
accertati e matematicamente esatti
e quando incontreremo qualche da-
to incerto non ne farò mistero.
Dal cielo di Urano, dove abbia-
mo compiuto la nostra ultima e-
splorazione, dobbiamo portarci
adesso sul prossimo pianeta; l’ot-
tavo del Sistema, cioè Nettuno. La
distanza che separa Nettuno dal
Sole è 30 volte maggiore di quella
che separa la Terra dal Sole: que-
sto pianeta si avvicina all’astro
diurno fino a 4.423 milioni di
Km. e se ne allontana fino a 4.517
milioni di Km., e perciò la sua
distanza media da esso è di 4.470
milioni di Km. Così trovandoci
nel cielo di Urano, per raggiun-
gere Nettuno dobbiamo fare un
balzo di 1.602 milioni di Km.
pochi in verità, se confrontati al-
le distanze extragalattiche, ma
molti, troppi. per i nostri attuali
e modesti mezzi. Alla velocità di
3.600 Km/h ci impiegheremmo
all'incirca 45 anni e quindi, tra
andata e ritorno, non bastercbbe
tutta una vita; alla velocità della
luce, 300.000 Km/sec, potremmo
invece giungervi in circa un'ora e
mezza; noi però viaggiando col
nostro pensiero, con la nostra im-
maginazione, possiamo superare la
enorme distanza in una frazione di
secondo, come se ci fosse possibile
smaterializzarci alla partenza e
nuovamente materializzarci all'ar-
rivo un istante dopo, Basta, per
prepararci, soltanto un attimo di
concentrazione, pensando intensa”
mente alla meta del nostro viaggio,
in un lontanissimo spazio sidereo,
inconcepibilmente freddo, alla tem-
peratura di —273° ad una distan-
za di circa 1.000.000 di Km. da
Nettuno, avvolti da un’oscurità e
da un silenzio completi ed inde
scrivibili: da qualsiasi parte vol-
giamo lo sguardo è sempre lo
stesso spettacolo, la stessa sensa-
zione di immobilità. di eterno. di
infinito, una sensazione che ci fa
smarrire il senso del tempo. dello
spazio, del moto e delle dimen-
sioni.
Ma prima di iniziare l'esplora-
zione di Nettuno è opportuno
parlare un poco della storia de'la
sua scoperta, che è veramente in-
teressante. Nell'articolo relativo al-
l'esplorazione di Urano, dissi che
W. Herschel fu lo scopritore di
VIAGGIO IMMAGINARIO NE.
Urano (13-3-1781); per amore
della verità debbo aggiungere che
Urano era già stato osservato mol-
ti anni prima da alcuni astroncmi,
ma esso era stato sempre scambia-
to per una insignificante stellina.
Herschel, più attento osservatore e
provvisto di più potenti telescopi,
fabbricati da lui stesso, notò che
a distanza di alcuni anni Ja « stel-
lina » aveva cambiato posizione e
che invece di presentarsi, analoga-
mente a tutte le stelle, come un
punto luminoso, aveva la forma
di un piccolo disco, Herschel cre-
dette perciò trattarsi di una cometa
e ne dette comunicazione all'Acca-
demia delle Scienze: tutti gli a-
stronomi cercarono allora di sta-
bilime matematicamente l'orbita,
ma questa nuova « cometa » sem-
brava seguire un percorso assolu-
tamente ribelle ad ogni calcolo.»
Dopo molte discussioni, osserva-
zioni ed esami, si concluse che do-
veva trattarsi di un nuovo piane
ta, che fu chiamato Urano e per :l
quale si calcolò una nuova orbita;
ma anche questa non andava bene
per questo bizzarro nuovo piane-
ta. Si verificavano infatti a!cune
differenze e, a distanza di tempo,
il pianeta si trovava in punti dif-
ferenti da quello che i calcoli in-
dicavano: esso subiva spostamenti
come un pallone aerostatico in
preda a correnti d'aria. Gli astro-
nomi osservavano e misuravano
ma a distanza di pochi anni i cal-
coli non tornavano più. Pianeti e
comete si erano fino ad allora adat-
tati perfettamente ai calcoli, ma
questo nuovo-Rianeta non voleva
in alcun modo adattarsi nè come
cometa nè come pianeta; gli astro-
nomi dell'epoca erano veramente
diforientati da questo fatto incon-
sueto. Fu allora che il grande ma-
tematico e astronomo francese Ur-
bain Jean Joseph Leverrier, dopo
un anno di scrupolosi calcoli ma-
tematici, dedusse che Urano era
disturbato nel suo cammino da un
pianeta ad esso esterno di cui nes:
suno conosceva ancora l'esistenza
ed indicò all'astronomo tedesco Jo-
hann Gottfried Galle il punto do-
ve doveva essere cercato questo
nuovo pianeta: la notte del 23
settembre 1846, Galle e D'Arrest
guardarono, dall’ osservatorio di
Berlino, nella direzione indicata
dal Leverrier, e con esattezza sba-
lorditiva scoprirono ad una distan-
za enorme un piccolo dischetto
quasi invisibile: Nettuno era stato
scoperto! Sulla tomba del Lever
rfier è scritto: « Al grande genio
matematico che scopriva gli astri
con la penna ».
Ora che conosciamo le vicende
principali della scoperta di Nettu-
nos accingiamoci all'osservazione
diretta. Col nostro immaginario
potente telescopio cerchiamo di ap-
prendere qualcosa che non sia
semplicemente frutto della fanta
sia: mettiamo a fuoco il nostro
strumento; come già quando os-
servammo Giove, Saturno e Ura
no, e vediamo un enorme globo
che ci lascia trasecolati; ma forse
siamo nella zona siderea occupata
dai giganti? Questo grande globo
bluastro {Urano tende invece al
verde) striato da « bande » come
Giove ed Urano, ci rotea lenta:
mente dinanzi agli occhi mostran-
doci progressivamente tutta la sua
superficie; da questa osservazione
deduciamo che esso compie la ro-
tazione completa in 15-16 ore
terrestri; questo significa che se su
questo pianeta in eterno crepuscolo
esistesse. il giorno e la notte, essi
avrebbero la durata di circa 8 ore
ciascuno. Con la maggiore appros
simazione possibile ne misuriamo
il diametro e troviamo che Nettu-
no è molto più piccolo dei tre ul-
timi giganteschi pianeti esplorati,
Giove, Saturno, Urano; infatti
Nettuno ha un diametro equato-
riale di 51.700 Km. Un semplice
calcolo ci porta a considerare che
esso è 78 volte più voluminoso
della Terra. Su questo pianeta,
che alcuni ritengono completamen-
te ricoperto di ghiaccio, la tempe
ratura si aggira con certezza sui
—200°/—220°; il Sole invia ad
esso appena la millesima parte del-
la radiazione luminosa è calor'fica
che invia alla Terra, cosicchè su
Nettuno regna completamente una
penombra simile a quella esistente
nelle zone polari della Terra al
l'inizio della lunga notte inverna-
le. La traslazione del pianeta intor
no al Sole si compie in 164 anni e
280 giorni, poichè tale è la durata
del lungo anno di Nettuno: se su
questo strano pianeta esistessero le
stagioni, esse avrebbero perciò la
durata di 41 anni terrestri ciascun
na, e a parità di nascita quando un
terrestre ha 82 anni, un ipotetico
nettuniano avrebbe appena mezzo
anno.
A causa della sua grande di
stanza dal Sole, Nettuno percorre
la sua orbita a piccola velocità,
I nove pianeti sono qui mostrati in scala rispetto all'enorme sfera fiammeggiante del Sole. Da sinistra vediamo
Terra (con la Luna), Marte (con i suoi due satelliti), Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.
SIONE rn rg;
Nettuno e
soltanto 5 Km/sec. pari a 18.000
Km/h (Terra circa 30 Km/sec.
pari a 108.000 Km/h). La rota
zione del pianeta su sè stesso av-
viene intorno ad un ass (imma
ginario) molto inclinato, cioè 29°
(Terra. 23%) I materiali che
compongono il globo hanno una
densità media di 2,2 (acqua 1,
Terra 5,5); da questi dati e dal
grande diametro del pianeta si
deduce che la sua gravità è legger-
mente maggiore di quella esisten:
te sulla Terra, ed infatti 1 Kg.
terrestre peserebbe su Nettuno Kg.
1,300; un terrestre di 75 Kg. su
Nettuno avrebbe un peso di Kg.
97,500.
Un rilievo interessante effettua-
to con i nostri strumenti di bordo
ci rivela che Nettuno ha un'atmo-
sfera venefica costituita da un den-
so strato atmosferico avente uno
spessore di 3.000-4.000 Km. e
composto prevalentemente di gas
metano e di tracce di ammoniaca,
gas quest'ultimo che, per la bassa
temperatura, è sotto forma di mi-
nutissimi cristalli presenti negli
strati inferiori dell'atmosfera e
sulla superficie del pianeta. Si ri-
tiene che Nettuno sia ricoperto da
una coltre di ghiaccio dello spes:
sore di circa ro.o00 Km.
Se sulla Terra il corpo umano
sopporta una pressione atmosferi-
ca totale di circa 15.000 Kg. che
lo comprime (fortunatamente) da
ogni parte e la pressione atmosfe-
rica al livello del mare è di 76
centimetri di mercurio, la molto
più densa ed alta atmosfera di Net-
tuno produce al livello del suolo
una pressione 1.000.000 di volte
maggiore di quella terrestre,
Dopo aver esplorato col nostro
telescopio il globo di Nettuno, ri-
volgiamo la nostra attenzione al
suo ciclo e vediamo che questo no-
stro lontanissimo compagno di
viaggio ha due satelliti (lune): il
primo. Tritone, ha un diametro
di 4.900 Km. (come vediamo
maggiore della Luna e di Mercu-
rio), dista 352.000 Km. dal pia-
neta (Luna 383.000 Km. «alla
Terra) e compie la sua traslazione
(giro) intorno a Nettuno in 5
giorni e 21 ore, il che vuol dire
che da Nettuno ogni 5 giorni è 21
ore terrestri si scorge la luna (Tri-
tone) piena. TI secondo satellite ha
poca importanza, dato che ha un
diametro di soli 320 Km.: esso
compie la sua traslazione in 359
giorni. Data l’enorme distanza. i
Mercurio, Venere
diametri di questi satelliti sono pe-
rò molto incerti. Queste due lune,
viste da Nettuno, appaiono molto
più grandi della nostra Luna. ma
a causa della loro grande distanza
dal Sole, non riflettono su Nettu-
no che una minima quantità di
luce e possono così richiarare ben
poco la perenne semioscurità del
pianeta; infatti tanto Tritone che
Nereide hanno uno splendore 850
volte minore di quello della nostra
Luna.
Tenendo presenti le suddette
condizioni ambientali, bassa tem-
peratura, oscurità, elevatissima
pressione atmosferica, velenosità
dell'atmosfera, superficie del suolo
completamente ghiacciata, come si
può pensare che possa esistere su
Nettuno una qualsiasi forma di vi-
ta superiore? Anche escludendo la
superficie ghiacciata, che potrebbe
probabilmente essere semifiuida o
allo stato di nevischio, come po-
tremmo concepire un essere che
possa respirare gas metano, idro-
geno e ammoniaca cristallizzata,
che sopporti il freddo di 220 gra-
di sotto zerog che possa vivere in
eterna oscurità, ed infine che sop-
porti l'enorme forza gravitaziona-
le?
In queste condizioni, soltanto
la nostra fantasia può aiutare ad
immaginare un essere vivente in
questo terribile ambiente; e men-
tre appunto fantastichiamo su
quali potrebbero essere lassù le
forme di vita, dirigiamo il nostro
immaginario veicolo spaziale ver-
so Plutone, nono ed ultimo pia-
neta del sistema solare.
La storia della scoperta di Plu-
tone ha molte analogie con la
storia della scoperta di Nettuno.
Infatti. dopo la scoperta di questo
ultimo pianeta, il grande astrono»
mo e matematico Leverrier affer-
mò che, col passare degli anni,
l'orbita calcolata matematicamente
per Nettuno avrebbe presentato
delle irregolarità rispetto all'orbita
reale del pianeta: in effetti le os
servazioni minuziosamente com
piute durante molti anni rivela-
rono che il pianeta subiva dei ri-
tardi e degli anticipi a causa di
«sballottamenti » che gli faceva-
no percorrere l'orbita in modo di-
sordinato e che si potevano spie-
gare soltanto con la presenza di un
pianeta esterno a ‘Nettuno, In tale
convinzione gli astronomi si mi-
sero con passione ‘alla ricerca di
questo nuovo ipotetico pianeta,
ma nonostante i lunghi e fatico»
sissimi studi e le iaboriosissime os
servazioni e ricerche nella volta
stellata, questo pianeta era intro-
vabile e Nettuno continuava a
percorrere la sua orbita sbandando
come un ubriaco.
Tra coloro che con maggiore
instancabilità e spirito di sacrifi-
cio si dedicarono a queste ricer
che è il grande astronomo ameri-
cano Percival Lowell (1885
1916) il quale, per amore di que-
sta scienza, spese tutto il suo co-
spicuo patrimonio per costruire ed
attrezzare a Flagstaff (Arizona) il
grande osservatorio che oggi porta
il suo nome. Il Lowell, che fu an-
che un fedele sostenitore e studio»
so dei canali di Marte, fu un con-
vinto assertore dell’esistenza del
pianeta trans-nettuniano, e dedicò
la maggior parte delle sue ricerche
per provare queste due ipotesi. Al-
la sua morte (ror6) le ricerche fu-
rono proseguite dai suoi assistenti.
i più famosi dei auali furono A.
Douglas e W. H. Pickering: essi,
SISTEMA SOLARE
lutone
il 23 gennaio 1930, esaminando
due foto della stessa zona del cie-
lo scattate dall'astronomo Clyde
Tombaugh a distanza di alcuni
giorni l'una dall'altra, notarono
che una quasi invisibile stellina a-
veva cambiato posto; dopo alcune
più minuziose osservazioni e foto
essi dedussero che quella « stelli-
na » non era che il tanto cercato
pianeta trans-nettuniano; però,
sia per eseguire ulteriori accerta»
menti, sia per compiere un simpa-
tico gesto, essi annunciarono la
scoperta di questo nuovo pianeta
soltanto il 13 marzo, anniversario
della scoperta di Urano da parte
di Herschel (13 marzo 1781).
Così, dopo circa 80 anni di ricer
che, si giunse finalmente alla scor
perta del pianeta esterno di Nertu-
no; per il nuovo pianetà, il nono,
fu scelto il nome di Plutone, le
prime due lettere del quale sono le
iniziali di Percival Lowell; si volle
così onorare il grande astronomo,
fondatore dell'osservatorio dal qua-
le il pianeta era stato scoperto.
Occorre dire tuttavia che le stra-
ne deviazioni di Nettuno sono sol-
tanto parzialmente provocate dal-
l'attrazione di Plutone; questo
pianeta ha in effetti una massa
relativamente esigua (os1 della
Terra) :d un diametro relaciva-
mente piccolo cosicchè la sua at-
trazione gravitazionale può in-
fluenzare il gigantesco Nettuno sol-
tanto parzialmente; probabilmente
esisterà un altro pianeta esterno,
ma tanto distante che il Sole non
invia ad esso alcuna radiazione lu-
minosa, cosicchè esso resta peren-
nemente avvolto nella più com
pleta oscurità e, almeno per ora, è
per noi completamente invisibile;
può darsi tuttavia che esso venga
un giorno individuato matematica-
mente come Nettuno e Plutone,
oppure mediante i potenti futuri
telescopi elettronici, chiarendo così
definitivamente il mistero di Net-
tuno e di Plutone.
Attualmente Plutone è conside
rato il nono ed ultimo pianeta del
sistema solare e la sua distanza me-
dia dal sole è di 5 miliardi e 920
milioni di Km.; ho detto che Plu-
tone è considerato l’ultimo piane-
ta del sistema solare ma questa de-
finizione non vale in senso asso-
luto perchè l'orbita di Plutone è
tanto eccentrica ed ellittica che
mentre alla sua maggiore distanza
dal Sole (afelio) il pianeta ne di-
sta ben 7 miliardi e 400 milioni
di Km., alla minima distanza (pe-
rielio), esso ne dista soltanto 4 mi-
liardi e 425 milioni di Km. e qui
Plutone si trova più vicino al So-
le che Nettuno e perciò in questi
periodi esso diventa l’ottavo pia-
neta de! sistema. Ad ogni giro che
Plutone compie lungo la sua or
bita sembra che tagli per due vol-
te l'orbita di Nettuno, ma non
accadrà mai che i due pianet' si
scontrino. Infatti, mentre le orbite
degli altri pianeti del sistema sola-
re sono pressocchè sullo stesso pia-
no dell'orbita solare, o eclittica,
(eccetto l'orbita di Mercurio che
ha un'inclinazione di 7°) l'orbita
di Plutone ha un'inclinazione di
17° e perciò quando Plutone do-
.vrebbe tagliare l'orbita di Nettuno
per diventare l'ottavo pianeta, esso
sarà talmente più in alto che forse
da Nettuno non sarà neppure vi-
sibile.
Per la cronaca, dirò che Plutone
sarà alla minima distanza dal Sole
nel 1989, ed alla massima nel
2113: ciò significa che nel 1969
Nel punto P (perielio) Plutone è più vicino al Sole e in posizione alta; nel punto
A (afelio) .è più lontano dal Sole e in posizione bassa
Plutone taglierà apparentemente
l'orbita di Nettuno divenendo l'ot-
tavo pianeta e nel 2009 taglierà
apparentemente di nuovo l'orbita
di Nettuno tornando ad essere il
nono pianeta; questa descrizione;
sebbene possa sembrare semplici»
stica, riduce in termini compren-
sibili a tutti un fatto che è in
realtà molto complesso.
Come ho sopra accennato, l’or
bita di Plutone oltre ad essere
molto inclinata e molto eccentrica,
è pure molto ellittica; questa or
bita si estende per 12-13 miliardi
di Km. nello spazio e rappresenta
attualmente il confine del sistema
solare; tutte le orbìte dei pianeti,
satelliti. pianetini e di alcune co-
mete sono perciò tutte racchiuse in
questa smisurata orbita. Per avere
un'idea dell'enorme lunghezza del-
l'asse maggiore di questa grandiosa
ellisse, si pensi che se ad una sua
estremità venisse acceso un potente
riflettore, noi, all'altra estremità
dovremmo aspettare ben 12 ore
prima di vederne la luce (se esso
venisse acceso sul Sole lo vedrem-
mo appena dopo 8 minuti) e per
altre 12 ore vedremmo la Îuce di
tale faro dopo che questo venisse
spento, tanto impiega la luce viag-
giando a 300.000 Km/sec. per
percorrere la distanza da un pun-
to all'altro dell'asse maggiore del-
l'orbita di Plutone.
Se dovessimo percorrere questa
distanza con un razzo alla fanta-
stica velocità di 10.000 chilometri
all'ora impiegheremmo. all'incirca
148 anni.
Nonostante che, dopo la sua
scoperta, Plutone sia stato infati-
cabilmente osservato e studiato con
gli strumenti più potenti e per-
fezionati, i dati che si conosrono
su di esso non sono molti, date
le enormi difficoltà che si incon-
trano per studiarlo. Al telescopio
esso appare infatti come se sì os
servasse la fiammella di una cane
dela distante r.000 Km.; osser
vato al telescopio a 1.200 ingran-
dimenti, appare come una testa
di spillo alla distanza di 1.000 me-
tri. Credo che questi due esempi
siano sufficienti a far comprendere
quanto sia faticosa e snervante la
osservazione e lo studio di questo
lontanissimo pianeta; si può tut-
tavia prestar fede ai dati in segui-
to citati, rilevati con i più mo-
derni strumenti dai più insigni
astronomi.
E' qui opportuno dire che al-
cuni astronomi credono che Plu-
tone sia stato una volta un satel-
lite di Nettuno che, alfontanatosi
troppo dal pianeta, si sia reso indi-
pendente e sia divenuto anch'esso
un satellite del Sole, cioè un pia-
neta. Altri, invece, credono che
Plutone e Tritone (attuale satel-
lite di Nettuno) siano stati due pia-
neti gemelli che percorrevano la
stessa orbita l'uno vicino all'altro,
e che Tritone sia stato poi cattu-
rato da Nettuno, diventandone un
satellite; ma in un caso o nell’al-
tro, si tratta soltanto di supposi-
zioni.
Supponiamo adesso, avendo ter-
minato l'esplorazione di Nettuno,
di dirigere il nostro immaginario
veicolo spaziale verso Plutone, Il
balzo che dobbiamo compiere è in*
commensurabile e molto maggiore
di quelli finora compiuti: 1 mi-
liardo e 450 milioni di chilometri,
calcolando che i due pianeti si tro-
vino alla loro distanza media. Per
percorrere tale distanza alla fan-
tastica (almeno attualmente) velo-
cità di 4.000 Km. all'ora impie-
gheremmo, soltanto per l'andata,
oltre 4: anni, ma noi con l'ormai
consueto ultraveloce nostro veicolo
immaginario, dopo un solo istan-
te di raccoglimento eccoci arrivati
presso questo remotissimo piane
ta: soltanto 500.000 chilometri
ci separano ora da esso. Grande è
la nostra emozione: siamo infatti
presso l'estremo confine del nostro
sistema solare: oltre questo confi-
ne, un vuoto inconcepibilmente
buio, freddo ed immenso; se le di-
stanze tra i corpi celesti del nostro
sistema solare sono state finora
misurate in milioni, in miliardi di
chilometri, oltre questo confine ta-
le unità di misura sarebbe troppo
piccola e le distanze fino agli altri
sistemi stellari dell’Universo do»
vrebbero essere espresse in anni-
luce (distanza percorsa dalla iuce
in 1 anno a 300.000 Km/sec.,
cioè circa 10.000.000 di milioni
di Km).
Dal nostro punto di osserva-
zione nel cielo di Plutone rivol-
giamo ora il nostro sguardo allo
spazio circostante: ‘tutto intorno
l'immensa nerissima volta del cie-
lo è cosparsa di miriadi di stelle;
queste appaiono molto più bril-
lanti e più numerose di quante
ne vediamo noi dalla Terra, e ciò
per mancanza di atmosfera tra noi
ed esse, ma, nonostante i sei mi-
liardi di chilometri di cui ci siamo
ad esse avvicinati, le loro dimen
sioni ci appaiono invariate: ben
poca è una differenza di 6 miliardi
di chilometri rispetto alle distanze
infinitamente maggiori che ci se-
parano dalle stelle! Ben poca rosa
sono le 6 ore-luce che ci separano
da Plutone rispetto ai 4 e mezzo
anni-luce che ci separano dalla
stella più vicina, Proxima Centau-
ri, rispetto ai 4.000 anni-luce che
ci separano da Deneb, e rispetto
ai milioni di anni-luce che ci se-
parano da altre stelle!
Dal nostro osservatorio nel cie
lo di Plutone, la nostra Terra è
ormai invisibile, il Sole si vede
40-50 volte più piccolo di quanto
lo vediamo noi dalla Terra ed ap-
pare perciò come una piccola stel-
la che invia su Plutone soltanto
una minima radiazione calorifica
e luminosa ed è perciò che quando
rivolgiamo il nostro telescopio su
Plutone, per quanto esso sia ora
relativamente vicino, non vediamo
pressochè niente; riusciamo appena
ad intravvedere un grande glubo
di ghiaccio, il quale ghiaccio non
è altro che l'atmosfera congelata di
Plutone, composta di ossigeno;
azoto, ammoniaca, metano ed ani-
dride carbonica solidificati. Il pia
neta è avvolto in un’oscurità qua
si completa; non esiste qui distin-
zione tra giorno e notte, è una
notte eterna, un eterno silenzio, un
ghiacciaio sconfinato; nell'oscurità
si nota soltanto il tenuissimo chia:
rore del ghiaccio impercettibilmen”
te illuminato dalle lontane stelle,
confusa tra le quali è la stella
che noi chiamiamo Sole.
Superato il primo attimo di stu-
pore e di contemplazione, mettia
mo in azione tutti i nostri stru-
menti di bordo per raccogliere tut-
ti i dati possibili. Plutone ci si
rivela come un globo alquanto più
grande di Mercurio e più piccolo
di Marte, il suo diametro è infatti
di 5.868 chilometri, cioè 46/100
di quello della Terra, dimensioni
queste già accertate dall'astronomo
Kuiper dell'osservatorio di Monte
Palomar, mentre la ‘sua massa è
un decimo di quella della Terra.
Plutone compie il suo giro in°
torno al Sole (anno plutoniano)
in 284 anni e 4 mesi terrestri, al-
la velocità di 4,7 Km/sec., cioè
molto bassa, data la suna grande
distanza dal Sole (1a velocità orbi»
tale della Terra è di circa 30
Km/sec.). Gli esattissimi calcoli
dei nostri strumenti rivelano che.
quando il pianeta si trova alla
minima distanza dal Sole ne rice
ve una quantità di calore 050 vol
te minore di quella ricevuta dalla
Terra, mentre quando si trova
alla massima distanza’ il calore ri-
cevuto diventa 2.000 volte mino-
re di quello ricevuto dalla Terra;
la temperatura ambientale di Plu-
tone deve perciò oscillare dai 210."
ai 270 gradi sotto zero.
Dalle nostre osservazioni del
pianeta deduciamo che il suo asse
di rotazione è inclinato di 7°
(Terra 23%27°) rispetto al piano
dell'orbita e che esso compie una
rotazione su sè stesso in 6 giorni
e 3 ore terrestri, cosicchè il giorno
e la notte di Plutone durerebbero
76 ore e 30 minuti ciascuno, seb-
bene, com? si è detto, su Plutone
IR
non esista differenza tra giorno €
notte perchè si ha soltanto una pe-
renne, gelida e silenziosa notte.
Dal nostro osservatorio spaziale
continuiamo ad osservare stupiti
il pianeta: sembra un enorme glo-
bo di cristallo, lo vediamo ruotare
molto lentamente e non scorgiamo
sulla sua superficie rilievi degni di
nota, è uno smisurato globo geli-
: do ed incolore immerso in una te
tra € monotona semioscurità: si
potrebbe quasi dire che su esso si
riflette la volta stellata... è una
immensa distesa di ghiaccio, senza
differenza tra poli ed equatore,
senza montagne, con appena alcuni
leggeri rilievi di ghiaccio, l'imma-
gine del silenzio, della morte della
materia: dinanzi ad un simile
spettacolo la mente si smarrisce,
la bocca resta senza parole. Che
cosa si può pensare? Che cosa si
può dire? Va oltre la capacità del-
la mente o della più feconda fan-
tasia umana anche il tentativo di
immaginare ipotetici abitatori di
questo terrificante pianeta. Come
si potrebbero immaginare tali abi-
tatori? Neppure come foche, poi-
chè anch'esse hanno bisogno di
aria, di calore e di liquido, cose
queste che su Plutone non esisto»
no affatto. Ciò non significa na-
turalmente escludere ogni forma
di vita su questo pianeta; come
non si può affermare categorica-
mente l'esistenza della vita su al-
tri pianeti se non se ne abbiano le
preve, così la stessa cosa non si
può negare se non se ne abbia
egualmente la prova, o per il sem
plice fatto che ciò sia incompren-
sibile o inconcepibile alla nostra
mente. Sulla stessa nostra Terra
noi possiamo osservare. nelle zone
equatoriali, animali e piante che
vivono oltre i 60 gradi sopra zero
e, nelle zone polari, animali che
vivono oltre i 60 gradi sotto zero.
Alcune diatomee con guscio sili-
ceo vivono nelle fonti calde del
Venezuela a 95 gradi sopra zero,
mentre molti insetti, come i mille
piedi, resistono ai 50 gradi sotto
zero e le chiocciole persino ai 120
gradi sotto zero! E questi non so-
no i limiti estremi: alcuni bacteri
resistono anche ai 250 gradi sotto
zero mentre altri resistono a tem-
peratura di oltre 200 gradi sopra
zero!
E' inoltre noto che nel mare. a
migliaia di metri di profondità esi-
ste la vita animale e vegetale no-
nostante l'oscurità, la bassa tem-
peratura e le centinaia di asmosfe-
re di pressione ivi esistenti.
Abbiamo perciò le prove sulla
stessa mostra Terra che la vita può
esistere con differenze di tempe-
ratura dell'ordine di centinaia di
gradi e con differenze di pressione
altrettanto notevoli.
Non si può quindi affermare
categoricamente che la vita, sotto
qualsiasi forma, è impossibile su
altri corpi celesti per la differenza
di condizioni ambientali. I prodi
giosi sviluppi attuali della scienza,
e particolarmente dell’astronautica,
daranno certamente all'uomo la
possibilità di rispondere in un
prossimo futuro ai molti interro-
gativi che esistono ancora in que-
sto campo,
Con l'immaginaria esplorazione
di Plutone siamo giunti all'estre-
mo confine del nostro sistema sola-
re: ci siamo tuffati “nell'immensità
dello spazio cosmico ed abbiamo
percorso, con la nostra fantasia,
miliardi e miliardi di chilonietri
fino a giungere all'ultimo nostro
baluardo nell'infinità dello spazio.
Prima però di terminare il nostro
viaggio immaginario effettueremo,
come ho già preannunciato nel mio
ultimo articolo, un'osservazione
ravvicinata del nostro Sole, della
fonte dalla quale tutto il sistema
‘che: ‘abbiamo visitato trae calore,
luce è vita.
e Tulio Mazzantini
Il fabbisogno di energia
elecentrali elettronucleari
sioni, perchè, mentre possono
lì prof, Carlo Matteini, già
presidente della «Società Flet-
tronucleare Nazionale », "ha te-
nuto recentemente al Congresso
annuale EUR di Roma un’inte-
rassanie conferenza sulla « Scel-
ta degli impianti nucleari in re-
lazione alla disponibilità di ener-
gla elettrica nelle reti».
Sapendo di far cosa grata a
numerosi lettori de < L'ansaldi-
ne >, i quali seguono con vive
interesse i sempre nuovi pro-
blemi che si agitano intorno al.
le applicazioni dell' energia nu-
cleare nella produzione della
energia eletirica, riportiamo qui
la parte più saliente e ricca ci
chiare osservazioni della confe-
renza.
li studi compiuti dalla
OECE e le conclusioni
della recente Conferenza di
Stresa hanno ancora una vol-
ta sottolineato il problema
delle fonti di energia. Per il
solo settore elettrico, i dicias-
sette Paesi dell’OECE preve.
dono infatti per il 1965 un
fabbisogno di 700 TWh è cir
ca il doppio per il 1975, cifre
che rivelano ancor più la loro
imponenza quando si conside-
ri che la produzione del 1955
è stata di 358 TWh.
Sempre in base ai dati so
pracitati, si calcola che nel
1975 la produzione di energia
idroelettrica potrà essere di
circa 350 TWh e conseguente-
mente l’altra parte dovrà es
sere di, origine termica, tradi-
zionale e anche nucleare.
Ciò spiega le iniziative pre-
se in vari Paesi di costruire
centrali elettronucleari per
poter disporre al più presto di
elementi risultanti dal pratico
esercizio e quindi formulare
programmi di estensione su
vasta scala degli impianti nu-
cleari.
Siccome l’esperienza fornita
dai prototipi di reattori già
funzionanti offre prospettive
molto allettanti, nella realiz-
zazione di questi primi im-
pianti si è cercato di concilia-
re l’esperienza industriale con
una produzione che arrechi un
sostanziale contributo al fab-
bisogno’ dell'energia, Tale ad
esempio è la direttiva adotta-
ta dall’ Inghilterra con un pro-
gramma, già in parte attuato
e che prevede la costruzione
di impianti elettronucleari
per una potenza complessiva
di 5-6.000 MWe entro il 1966
Anche in Italia, come è no-
to, per il 1963 dovranno essere
in funzione tre centrali per
una potenza totale di oltre 500
MWe.
Nel caso dei reattori nuclea-
ri la combinazione — combu-
stibile, moderatore, refrige-
rante — offre una tale varie-
tà di soluzioni da rendere im-
barazzante la scelta, sebbene
le esperienze fin qui compiu-
te restringano notevolmente,
allo stato attuale, le combina-
zioni convenienti. Per tutti gli
impianti nucleari esiste però,
al presente livello della tecni-
ca, un fattore comune rapore
sentato dall’elevato costo che
assume grande importanza
quando si voglia che questi
impianti debbano contribuire
adeguatamente alla produzio-
ne dell'energia, il costo della
quale non deve risultare vroi-
bitivo,
Il costo dell'impianto dimi-
nuisce per unità di potenza
con l’aumentare della mole
dell'impianto stesso e ciò im-
pone la costruzione di centra-
li di grande potenza, al mini-
mo dell’ordine dei 120-150
MW, mentre il suo effetto sul
costo dell’energia prodotta è
evidentemente tanto minore
quanto più grande è il fattore
di utilizzazione dell’impianto
stesso,
Un impiego razionale di una
centrale nucleare può quindi
oggi aversi solo se essa sia
connessa ad una rete alla qua-
le debba fornire una modesta
aliquota del consumo totale.
L’insieme delle due condizio»
ni — potenza elevata e fun-
zionamento di base — esclude
perciò la possibilità di costrui-
re impianti nucleari in zone a
scarso sviluppo industriale,
che non potrebbero assorbire
con continuità l’energia pro-
dotta.
Diversa è la situazione di
territori, sia pure economica
mente arretrati, ma dotati di
reti elettriche di interconnes-
trasferire altrove l’energia
esuberante, con la immediata
costruzione di centrali nuclea-
ri potranno, se l’esperimento
sortirà esito favorevole, assu
mere una posizione di avan:
guardia che consentirà di ren:
dere tempestivamente disno
nibile l'energia occorrente per
un'intensa industrializzazione.
Nella presente situazione
mista di esperimento e di pro-
duzione e cioè con la sovrap
posizione di esigenze economi:
che a criteri puramente tecni-
ci, chi ha affrontato la costru.
zione di impianti nucleari ha
dovuto più che altro conside-
rare se, data la situazione del-
le disponibilità di energia
elettrica, era possibile utiliz.
zare la centrale soltanto per il
servizio di base,
La scelta del tipo di reatto-
re è stata poi limitata a quei
tini decisamente usciti dalla
fase sperimenale, che si pos-
sono considerare equivalenti
dal punto di vista tecnico, ba-
sandosi essenzialmente su cri-
teri economici — costi di im-
pianto, spese di esercizio, ci-
clo del combustibile — e sulle
caratteristiche di sicurezza,
prendendo infine in esame i
vari elementi tecnici, fra i
quali ha notevole valore la
maggiore o minore elasticità
dell'impianto perchè, anche
prevedendo un funzionamen-
Sil
to di base, le esigenze dell’e-
sercizio comportano sovente
variazioni di carico più o me-
no brusche e più o meno am-
pie.
Diversa sarà la situazione
quando, superata favorevol-
mente la fase attuale come
tutto lascia prevedere, le cen-
trali elettronucleari comince-
ranno a rappresentare un’ali-
quota non trascurabile degli
impianti di .produzione, per-
chè allora almeno una parte
di esse dovranno inesorabil-
mente affrontare il servizio di
rete. Infatti le previsioni del-
l’OECE per il 1975 contempla»
no un'utilizzazione di 3.700
ore all'anno per gli impianti
idroelettrici e di 4.180 ore per
gli altri e quindi rimane limi
tato il numero di centrali che
potranno funzionare per 6-7
mila ore. Ad esempio, Sir
Christopher Hinton, prenden-
do in considerazione lo svilup-
po del programma nucleare in-
glese, pone in evidenza che in
Inghilterra nel 1968-1970, se si
vorrà riservare agli impianti
nucleari il solo servizio di ba-
se, tutte le centrali tradizio-
nali dovranno soddisfare alle
esigenze della modulazione e
dal 1970 in poi anche le cen-
trali elettronucleari dovranno
cominciare a svolgere il servi-
zio di rete,
D'altra parte se ci riferiamo
agli studi svolti per il proget-
to ENSI, prendendo in ennsi-
derazione la produzione degli
impianti dell’Italia centro-
meridionale, si nota che il rap-
porto fra potenza minima e
massima nei vari mesi dell’an-
no va dal 40 al 65%, ciò che
dimostra la facile inserzione
della centrale del Garigliano
(che dovrebbe entrare in ser-
vizio nel 1963), ma porta an-
che alla immediata considera-
zione delle difficoltà che si
presenteranno se si vorranno
successivamente costruire al-
tre centrali per il solo servi-
zio di base.
Il futuro dell'impiego su lar-
ga scala dell'energia nucleare
è quindi strettamente legato
alle possibilità del funziona-
mento modulato e perciò da
una parte dipenderà dal rag-
giungimento di costi comneti-
tivi e dall'altra dalle possibi-
TTT IT
re
lità tecniche degli impianti
nucleari di soddisfare alle va-
riabili richieste della rete,
Caratteristiche tecniche del-
le centrali e disponibilità qua-
litative dell'energia verranno
allora ad assumere un’impor-
tanza maggiore e quindi ad
influire decisamente sulla
scelta del tipo.
Senza entrare in merito agli
aspetti economici, e quindi
tralasciando anche l'utilizza-
zione della energia di supero
per pompaggio, cerchiamo di
fare un confronto fra gli im-
pianti termici tradizionali. e
quelli nucleari per quanto ri-
guarda le esigenze del servi-
zio di rete.
Per quanto riguarda il ser-
vizio di emergenza si potreb-
be ritenere che le turbine a
gas presentino la soluzione
più soddisfacente dal punto di
vista della rapidità di messa
in funzione. D’altra parte le
turbine a gas sono tuttora in
una fase di sviluppo tecnolo-
gico e non è nerciò agevole
stabilire un confronto fra ap-
parecchiature ancora in evo-
luzione.
Elementi viù precisi posso-
no aversi per un esame com
parativo fra gli impianti ter-
mici a nafta e quelli nuclea-
ri, tralasciando quelli a carbo-
ne che sono evidentemente
meno rapidi di quelli a nafta.
Ben nota è l’elasticità degli
impianti tradizionali a turbi-
na ed è quindi interessante
considerare quegli elementi
che più possono riguardare i
servizi di emergenza e a pro
gramma.
In una centrale convenzio-
nale a vapore surriscaldato,
ad esempio, dall’accensione
alla messa in parallelo octor-
rono 130 minuti primi ec 75
dall’entrata in parallelo al
pieno carico, cioè un totale di
3 ore e 25. Lo stesso impianto,
dopo una fermata di 10 ore,
richiede 2 ore e 25 per rag-
giungere il pieno carico, che
si riducono a 2 ore e 10 se il
sistema è fornito di dispositi-
vo ner avviamento rapido,
Nel caso degli impianti nu-
eleari, anche riferendosi ai so-
li tipi oggi usciti dalla fase
sperimentale, vi sono notevo-
li differenze fra un tipo e l’al-
lA I x
Sopra il titolo: la centrale elettronucleare di Dresden negli Stati Uniti. Sopra: una delle cal-
TIVATEETETA
daie della centrale inglese di Bradwell
tro, in quanto specie per l’ade-
guamento alle variazioni del
carico bisogna tener conto sia
della combinazione dei feno-
meni termodinamici e nuclea-
ri, sia dell'intervento delle
barre di controllo a funziona-
mento automatico, sia dell’a-
zione simultanea di questi
due effetti.
Per quanto riguarda la bru-
sca variazione in meno, che si
manifesta per lo scatto di in-
terruttori, i vari impianti oggi
adottati (grafite-gas, acqua pe-
sante, acqua leggera, modera-
tore organico) sono tutti in
condizioni di sopportarla; le
difficoltà si presentano invece
per la riassunzione del carico,
che a seconda del tipo di reat-
tore, del genere di moderato-
re usato e degli avvelenamen-
ti provocati dai prodotti di fis-
sione, può non essere molto
rapida,
Circa i periodi di avviamen-
to, i dati dei quali oggi si di-
spone indicano che in genere
ll cantiere della centrale celettronucleare di Latina
occorrono dalle 12 alle 19 ore.
Secondo quanto è stato finora
pubblicato, il più rapido sa-
rebbe il tipo ad acqua bollen-
te (E V R), che richiederebbe
circa 6 ore per l’avviamento
da freddo a 50 minuti da cal.
do, nell’ipotesi, naturalmente,
che il reattore sia già critico.
La velocità di assunzione
del carico è superiore per i
reattori ad acqua e diminui-
sce passando ai reattori con
moderatore organico e a quel
li a gas:grafite: a titolo indi.
cativo si può citare una velo-
cità di 8-10 MW/minuto per
quelli ad acqua e di 3-4 MW/
minuto per gli ultimi. In ge-
nere questa velocità è più bas
sa ai piccoli carichi e si eleva
con il crescere del carico, tan
to che per taluni tipi ad ac
qua si può passare dalla metà
alla piena potenza senza alcu-
na limitazione di tempo,
A parte le differenze intrin-
seche di costituzione sono
queste caratteristiche di nla-
sticità che differenziano mag
giormente un tipo di reattore
dall'altro e che perciò possono
influenzare la scelta in rela-
zione alle caratteristiche del
la rete e degli impianti con i
quali dovrà funzionare in pa
rallelo.
Le considerazioni ora svolte
mostrano dunque che non ci
sono sostanziali differenze fra
impianti termici tradizionali e
nucleari, ma, evidentemente
per ogni caso specifico si do-
vranno affrontare i problemi
di dettaglio che porteranno al-
la scelta del sistema più ri.
spondente alle condizioni del
la zona da servire.
La conclusione più interes
sante che si può trarre da
questo sommario esame è che
già fin da oggi gli impianti
nucleari, dal punto di vista
tecnico, sono in condizioni di
soddisfare a tutte le esigenze
del servizio di rete, sia come
funzionamento a programma,
sia per situazioni di emer
genza.
In fondo, a parte alcune li
mitazioni di carattere meteo-
rologico, come ubicazione gli
impianti nucleari sono meno
vincolati di quelli tradiziona-
li, in specie idroelettrici e
quindi possono essere più fa-
cilmente posti nei baricentri
di consumo, con sensibili van:
taggi nella diminuzione degli
oneri del trasporto o dell’ener-
gia o del combustibile. Il loro
impiego su scala sempre più
vasta dipende perciò soltanto
dalla possibilità di raggiunge-
re costi di produzione econo-
mici ciò che, alla luce di quan-
to si sta verificando sia. nei
prezzi degli impianti, sia nel
costo dei combustibili nuclea-
ri e dei loro trattamenti, ap-
pare di non lontana attua-
zione,
AURRIIBRTAVIRAIIAREVIJAKRIVARRITHIFKORKHTIHBEIMELKTABEXKAIOPITAREVINIEKKKaTE
Gli incidenti stradali
in continuo aumento
Il numero degli incidenti stra”
dali accaduti nel periodo gennaio»
settembre 1959 è stato di 163.819
contro 148.065 nello stesso perio-
do dell'anno precedente, con un
aumento del 10,6 per cento. Il nu-
mero dei morti causato da tali in*
cidenti è stato di 5.406 con un
aumento dell' 1,2, e quello dei fe-
riti di 125.027, con un aumento
del 7,6 rispetto allo stesso periodo
dell'anno precedente,
Nel mese di settembre scorso, il
numero degli incidenti è risultato
di 19.284 con un aumento del 2,3
rispetto allo stesso mese dell'anno
precedente, mentre si è avuta una
diminuzione del 7,9 nel numero
dei morti e del 3,4 nel numero dei
feriti nei confronti del settembre
1958.
Nel comune di Roma, gli inci-
denti accaduti nel periodo gennaio-
settembre sono stati 28.571 con
166 morti e 15,452 feriti,
Nel comune di Milano gli inci-
denti sono stati 18.883 con tor
morti è 10.075 feriti.
La profondità
massima
del Mediterraneo
La profondità massima del Me-
diterraneo è di 4.925 metri. Lo
ha accertato la nave idrografica
« Staffetta » dell’ Istituto idrogra-
fico della Marina nel corso di una
campagna esplorativa ormai
conclusione, La « fossa » si trova
nello Jonio a sud di Capo Mata-
pan. Ulteriori ricerche verranno
proseguite nella zona per accertare
se vi siano profondità superiori.
Finora il « fondo massimo » era
stato quello di 4.800 metri, segna-
lato dalla nave sovietica « Babi-
lof » e comunicato dalla Tass il
29 ottobre scorso,
17
alla *
Un “vortice elettrico” intorno alla Terra
Come Saturno, anche la Terra
è probabilmente circondata da un
immenso anello fluido, a 30.000
chilometri circa di distanza, che la
avvolge in un vortice elettrico di
un milione di ampères di intensità.
Questa è la scoperta che hanno per-
messo di fare i satelliti artificiali
lanciati dagli Stati Uniti, e gli
sputnik sovietici.
La massa di gas, ad altissima
carica elettrica, formerebbe una
corrente paragonabile grosso modo
a una ciambella di corpuscoli in
movimento che si estende tutto at-
torno al nostro globo.
Questa interpretazione. cioè ii
modello geometrico ipotetico che
è stato messo alla base dell'ipotesi,
non è ancora sicura. E' però la più
probabile. Ulteriori ricerche saran-
no necessarie per giustificare in pie
no l'assunzione della teoria.
La straordinaria somiglianza
con l’anello, o per meglio dire con
la fascia di diversi anelli che pos-
siede il pianeta Saturno, è solo ap
parente e consiste nel fatto che an-
che questi possono essere conside-
rati, in sostanza, « materia fluida»
come un liquido o un gas (e forse
materia gassosa o liquida sarà con-
tenuta in parte in essi), dato che
ogni corpuscolo della fascia anula
re segue la sua strada per conto
suo. E' dunque un pulviscolo, una
specie di pista polverosa, che se-
gue il pianeta Saturno nellà sua
rivoluzione attorno al Sole, e ruo-
ta attorno all'asse del pianeta.
Nulla ci vieta di fare la ipotesi
che anche gli anelli di Saturno
siano carichi di elettricità.
Gli scienziati, in realtà, dicono
che l'esistenza di una gran massa
di cariche elettriche nelle immensi»
tà dello spazio interplanetario era
una cosa che si sospettava da al-
meno mezzo secolo. Ma nessuno
supponeva che queste cariche fos-
sero, per così dire in parte « anco”
rate » alla materia interspaziale e
seguissero «destini orbitabili »
precisi, anche attorno ai pianeti.
Ml vortice elettrico forma una
fascia dello spessore di circa 1.300
chilometri. La larghezza della zo-
na anulare di Saturno è invece di
66.000 chilometri, più di quattro
volte superiore al diametro della
Terra! Però gli anelli di Saturno
formano uno strato molto sottile,
in confronto della larghezza: ap-
pena quindici chilometri. Per ciò
che riguarda la Terra, ancora si de
ve indagare sulla precisa forma di
questa massa anulare: è essa piat
{da «TI Giorno»)
ta, 0 tubolare, oppure ha altre for-
me, magari varianti?
Quanto poi el suo significato,
cioè alle cause che ne hanno deter
minato la formazione, la ipotesi
più probabile è quella che può
spiegare anche altri fenomeni di
elettromagnetismo scoperti dalle
varie sonde cosmiche, quella che fa
dell'elettricità come il crogiuolo di
generazione della materia stzssa,
come la « matrice dello spazio »:
per quanto strana possa sembrare
questa rivoluzionaria teoria, essa
si va facendo strada sempre più tra
le correnti meno tradizionaliste del»
la scienza. L'ipotesi dice che, es-
sendo la materia come un insieme
di « nodi » nella grande tela del-
la energia radiante, presente do-
vunque nell'Universo, questi nodi
sono il prodotto dinamico e sem-
pre mutante delle stesse convulsio-
ni dell'energia. Questà energia (e-
lettromagnetica) non solo è la ge
neratrice di materia (e quindi di
anelli planetari, pulviscolo cosmi-
co, gas interstellari, cioè punti di
inizio della formazione di corpi
celesti) ma è anche l'elemento nel
quale si viene a disperdere la ma-
teria stessa, una volta cessata Ja per-
turbazione che ha generato la con-
densazione, o agglomeramento. La
energia spaziale finisce con l'esse-
re così la culla e la tomba della
materia. L'anello gassoso terrestre
che l'uomo ha da poco scoperto
sarebbe una fase di questa perenne
trasformazione di energia in mate
ria, e viceversa.
Non si deve confondere l'anel-
lo di cui parliamo con la cosiddet-
ta corrente anulare che 1 russi han:
no scoperto recentemente, Gli
scienziati sovietici hanno riferito
che i loro satelliti hanno indivi-
duato tale corrente a una distanza
dalla superficie terrestre, variante
da 13.000 a 19.000 chilometri,
diversa quindi da quella dell’anel-
lo di gas.
Abbiamo dunque sospesa sulle
nostre teste una enorme quantità
di energia rotante in vortice.
Il reddito individuale
in Italia
e in USA
Il reddito individuale nelle pro-
vincie italiane registrato nel 1958
è il seguente tenuto conto che quel»
lo medio nazionale risulta nello
stesso anno di 244-437 lire,
Le dieci provincie più ricche ri-
sultano Milano, con 530.545
(contro 361.319 del 1952); To-
rino, con 428.454 (315.228);
Genova con 406.228 (291.706);
Val d'Aosta con 397.511 (304
mila 728); Imperia con 388.694
(239.397); Vercelli con 386.256
(305.356); Roma con 381.377
(233-368): Trieste con 371.775
(335.622); Savona con 368.274
(254.195); Varese con 366.910
(244.527).
Le 10 più « povere » risulrano
Potenza con 99.520 (64.083);
Cosenza con 104.376 (71.823);
Agrigento con 105.325 (58.269);
Avellino con 106.473 (65.134);
Reggio Calabria con 108.087 (66
mila 835); Catanzaro con 109.570
(609.208); Lecce con 119.186
(58.908); Caserta con 120.262
(73.216); Caltanissetta con 120
mila 451 (73.535) ed Enna con
121.118 (74411).
Delle altre grandi città italiane
Napoli figura al 58° posto con
176.266 (110.644): Palermo al
68° con 152.626 (00.682).
Dall’ultimo numero della rivi.
sta settimanale «Road Maps of
Industries», pubblicato dal Natio
nal Industrial Conference Board
(NICB), si apprende che durante
gli ultimi otto anni, il reddito in-
dividuale medio degli americani è
salito da 1.491 a 2.057 dollari
annui (corrispondenti a circa 1
milione e 227.400 lire),
Nel 1958; diciotto Stati ed il
Distretto di Columbia (sede della
capitale) avevano superato il livel-
lo di 2.000 dollari; mentre otto
anni prima solo il Delaware ed il
D. C. si trovavano al di sopra di
tale media. Lo Stato del Connecti-
cut; con un reddito medio pro-ca-
pite pari a 2.817 dollari, ha rag
giunto il primo posto, seguito da
vicino dal Delaware (2.760 dol-
lari). Il New Mexico ha subito, nel
periodo 1950-1958, l'incremento
maggiore (58%), salendo alla ci-
fra di 1.838 dollari.
IVIIUIKIVERVVINPOTAVKUIITNETTVIRHERUIVINDTRATIVIOUESTIVITEVANINTENVENEANWITOVEIRANTVInRAta
L’AEROSTATO
di Charbonnet
Nell'attuale clima di entusia-
smo e di profonde ricerche nel
mondo ' dell'astronantica, che
tiene sospeso il fiato di milioni
di uomini, tutli in attesa di no-
tizie concrete per i voli spaziali,
sarà bene ricordare, sopratutto
ai genovesi, una delle imprese
più famose dell'aerostato gui-
dato dal famoso Charbonnet,
nelle gloriose giornate delle ce-
lebrazioni colombiane del 1892,
,vale a dire nel quarto centenario
della scoperta dell'America.
Molte erano state in quell’anno
le manifestazioni, tra cuî la ce-
lebre Esposizione italo-ameri-
cana, alla foce del Bisagno, pres-
so Porta Pila, su una distesa di
40 mila metri quadrati, Le at-
trazioni della celebre Mostra
furono l’Eldoradd, teatro di va-
rietà e l'Uovo di Colombo, spe-
cie di caffè-ristorante, Aalto 26
metri e largo 500, In queste ma-
nifestazioni vennero inserite le
ascenstoni dell’aerostato " Stel-
la” così chiamato, come augu-
rio ed auspicio per la città,
La prima ascensione avvenne
il 31 luglio e ju organizzata dal-
la Società Sportiva ” Colombo ”,
Guidato dal capitano francese
Charbonnet, verso le 15,30 di
quel giorno l’aerostato sì levava
nel cielo di Genova, tra le urla
e gli evviva dei presenti, Un ce-
stino di vimini sotto il pallone
gonfiato a gas, portava alcuni
passeggeri. Purtroppo soffiava
vento forte ed il pallone riuscì
a raggiungere î cinquecento me-
tri soltanto di altezza, Verso le
19,30 discese lentamente presso
Casegli, località posta tra Bor.
zonasca e Torriglia,
I genovesi non furono soddi-
sfatti ed una settimana dopo
Charbonnet tentava una seconda
ascensione, ma l’effetto non fu
superiore alla prima volta e
l'aerostato ” Stella”, verso sera
scendeva nei pressi di Appari-
zione, Comunque le due ascen-
sioni servirono a dare alle ” Co-
lombiadi” un'atmosfera di im-
menso entusiasmo. A distanza di
67 anni, proprio a Genova, în
occasione del VII Convegno In.
ternazionale delle Comunicazio-
ni, nel quadro delle celebrazioni
colombiane, molto si è parlato
dei voli spaziali e della navi-
gazione astronautica, mentre il
”Lunik III” solcava i cieli, se-
guendo il periplo spaziale, Ma
forse pochissimi hanno ricorda-
to le ascensioni del capitano
Charbonnet, durante le celebra-
zioni del 1892,
Paolo Farenzi
La volta scorsa abbiamo
parlato della Medea e del suo
eccezionale « cast »: segnalia»
mo una selezione (45 giri
1.600 lire) per la voce superba
di Maria Callas, con l'orchestra
della Scala diretta da Tullio
Serafin.
Di Johann Sebastian Bach,
un 33 giri (4.500 lire) offre
la Cantata n. 53, la Cantata
n. 54, la Cantata n. 170: Hil-
degard Ròssel-Majdan è la con
tralto, l'orchestra è dell'Opera
di Stato di Vienna diretta da
Herman Scherchen. Dello stes
so autore un 45 giri (1600lì
re) propone il Concerto Bran
deburghese n. 3 in sol, eseguito
dalla London Baroque Ensem-
ble diretta da Karl Haas. Edi-
zioni Ricordi.
Jazz freddo: un 33 giri del-
la RCA è dedicato a Due aspet-
ti di Tony Scott (3.210 lire)
in otto esecuzioni, di cni due
— diremmo le più genuine —
deliberatamente improvvisate al
momento della registrazione.
Lo stesso illustre clarinettista
dichiara di non aver scritto pri-
ma la musica per essere libero
di suonare come « sentiva » in
quel momento.
Nella musica leggera, la Ri-
cordi presenta due 45 giri dop®
pi (1.400 lire). Il primo è del
Quartetto Cetra, Le favole del
juke-box, da poco teletrasmesse
in note rubriche della sera (Sei
DISCOTECA
piccolo per i bluejeans, Che
centrattacco!!!, Papà Walt Di-
sney. Un cavallo senza cow-
boy), l'altro è dedicato da Or
nella Vanoni alle Canzoni del-
la malavita (Hanno ammazza.
to il Mario, La zolfara. “Ma
mi..., Le mantellate): l’orche-
stra di Fiorenzo Carpi accom-
pagna la bella interprete dele
canzoni del giorno,
Allevato a base di whisky e
gin, proprietario di una villa
a Sing-Sing, Fred Buscaglione
si presenta come Il dritto di
Chicago (Cetra, 750 lire, 45
giri). Sul retro la nuovissima,
celebre, simpaticissima Una si
garetta (che sia king size, Fred,
mi raccomando!). E ancora So-
fisticata e Le bambole d’ Italia.
Per i sedicenni, la Verve Re-
cords ha messo in circolazione
(sempre a 45 giri) Cora Lee e
Mine all mine, complesso «The
fraternity brothers ». Heaven
fell last night e The three bells
per la RCA, Danny Boy è Half-
way to heaven della MGM so-
no i due 45 giri da juke-box
che chiudono la nostra rasse-
gna. Anticipiamo, però, che i
cantanti della RCA Italiana
che parteciperanno all'ormai
prossimo Decimo Festival di
Sanremo sono (inutile dirlo:
tutti notissimi) Renato Rascel,
Teddy Reno, Nilla Pizzi, Mi-
randa Martino, Marcello De
Martino e la sua orchestra. Ra-
scel canterà una sua composi-
zione, « Romantica », Teddy
Reno — in coppia con Modu-
gno, « Libero » ed « E' vero »,
Nilla Pizzi «Colpevole» e
« Perdonami », Miranda Mar-
tino « Invoco te» e « Vento,
pioggia e scarpe rotte ».
Le incisioni sono già alla fa
se finale. Tutti i dischi citati,
tranne questi ultimi ovviamen
te, sono in vendita nel negozio
Ricordi di via Fieschi.
DIONYSIUS
Problemi e vantaggi dell’automazione
(continuaz, da pag. 13)
zione del limite di età per il
diritto alla pensione, creazio-
ne — laddove sia possibile —
di nuovi reparti produttivi,
Per il superamento del se-
condo punto già molto è stato
fatto: in tutte le scuole tecni-
che della Confederazione sono
stati istituiti corsi di specia-
lizzazione che riguardano in
modo particolare le applica-
zioni dell'elettronica all’indu-
stria; si prevede che nel 1965
venticinque milioni di giova-
ni americani tra i 14 ed i 21
anni di età potranno essere
impiegati in reparti automa-
tizzati. Inoltre, entro il 1964,
l’attuale numero di specializ-
zazione e qualificazione tecni-
ca sarà quadruplicato.
La soluzione del terzo pro-
blema — e cioè l'assorbimen-
to della produzione — dipen-
de dalla capacità di condizio-
nare l'applicazione progressiva
delle nuove tecniche alla situa-
zione economica e di merca-
to: « Dobbiamo procedere sen-
za brusche scosse», dicono gli
industriali ed i sindacalisti.
Tale opportuna cautela è di
per sè una garanzia contro la
possibilità di una crisi deri-
vante dalla superproduzione di
uno o più settori rispetto alle
esigenze di mercato.
M pessimismo e la preoccu-
pazione che fino a qualche me-
se fa caratterizzavano le rea-
zioni di taluni ambienti eco-
nomici americani di fronte
agli interrogativi posti dall’av-
vento della «seconda rivolu-
zione industriale », vanno ra-
pidamente scomparendo. Come
ha detto il Segretario Mitchell,
è stato compiuto un buon la-
voro; la cooperazione tra Go-
verno, sindacati ed industria
ha rappresentato e rappresen-
ta una componente essenziale
della fiducia con la quale gli
Stati Uniti stanno procedendo
verso la trasformazione delle
forme e dei sistemi di produ-
zione.
<...Oltre a molti problemi
economici o strettamente te-
cnicîé — ha scritto tempo fa
David Morse, direttore genera-
le dell’ ITfficio Internazionale
del Lavoro — l’automazione
pone alcuni «problemi uma-
ni ». AA esempio, come reagi-
rà l'individuo ed in specie il
lavoratore dell'industria di
fronte ai nuovi congegni elet-
tronici dotati di una mente
perfetta incapace di commet-
tere errori?... Uno degli scopi
da raggiungere (e di certo non
il meno importante) è che au-
tomazione significhi anche
<«umanizzazione », e cioè piena
liberazione delle energie erea-
tive del popolo... Esaltazione
dell’uomo, insomma, e non del-
la macchina ».
Eugenio Melani
(da «Mondo occidentale >)
BIL % Mist tn
a a Roig Sul
o he 7, 0
\
Di
In queste due foto piccole: il Vescovo di Livorno monsignor
Pangrazio (sopra) e il direttore del Cantiere «Luigi Orlando»
ing. Mauceri
durante
la festa al
(sotto) consegnano
cinema-tcatro
i premi per
« Odeon »
i
di
genitori
Livorno
Befana
a Befana di quest'anno ci
ha visti riuniti, grandi e
piccini, per la sesta volta. E
per la sesta volta si è ripetu-
ta, in sostanza, la festa degli
anni passati: la Befana non
cambia, è sempre la stessa, ed
è proprio per questo che ci è
più cara, perchè da lei non ci
possiamo aspettare sorprese.
La Befana è fedele, è Incor-
ruttibile, è &terna.
Abbiamo voluto dire subito
questo perchè il secolare ri-
petersi di una fra le più belle
tradizioni del mondo — sen-
za dubbio la più bella del
mondo piccino — ci sembra
un fatto la cui importanza e
il cui significato hanno, og-
gi, un valore prezioso,
Noi stiamo attraversando,
in questo momento, un'epoca
in cui neanche la fantasia rie-
sce a star dietro agli avveni-
menti, un'epoca senza tregua
e senza respiro per la nostra
vita spirituale e materiale,
un’epoca in cui tutti, chi più,
chi meno, siamo diventati an-
siosi e trepidanti di fronte ai
minacciosi progressi della
scienza e della tecnica. Sem-
bra che noi, in questo momen-
to, stiamo perdendo il control-
lo di ciò che abbiamo realiz:
zato, perchè il progresso mec-
canico è andato molto più in
là del progresso spirituale.
Il giorno della Befana, così
umile e pur così grande, ci ap-
pare quindi sempre più — in-
sieme ad altre poche ricorren-
ze tradizionali come un
giorno in cui ritroviamo noi
stessi, un giorno di pace nel
quale possiamo finalmente fer-
marci un attimo nella dolcez-
za delle cose semplici e buo-
ne, e nella soave rievocazione
dei ricordi e guardare con rin-
novata fiducia la tremula luce
della speranza e della fede in
un avvenire più giusto e più
umano.
In questo giorno ci passa
davanti come un vecchio ro-
mantico film, la nostra infan-
zia spensierata e felice, il dol-
ce viso di nostra madre gio-
vane e piena di vita, un baloc-
co che ci fu particolarmente
caro, la nostra cara nonnina
e tanti e tanti altri ricordi, E°
dunque, questo giorno, un
punto fetmo e luminoso nella
nostra vita; e il suo continuo
ripetersi, lungi dallo sbiadirlo
nella consuetudine, lo raffor-
za nella tradizione e lo arric-
chisce di un nuovo e più vivo
splendore.
I seimila piccoli ansaldini
che ogni anno intervengono
alla festa organizzata dal no-
stro giornale ci sembrano dei
privilegiati: noi non avevamo
i loro bei vestitini, per noi
non c’erano feste nei teatri,
non autorità, fotografi, croni-
sti. Solo una calza appesa al-
la cappa del camino testimo-
niava jl passaggio della Befa-
na; una calza striminzita con
un giocattolo, qualche €
mella, due o tre mandarini,
una pasta dolce. A quei tem-
pi la Befana non poteva fare
di più. Ma per noi era molto,
e ci sentivamo felici,
Ora le esigenze e le possibi-
lità sono aumentate e nella vi-
ta di oggi, malgrado tutto,
non tutti i lati sono negativi.
E’ giusto che non ci si possa
più accontentare di quello che
avevamo noi. Ma poichè i
bambini hanno diritto ad una
infanzia felice, anche la Befa-
na si è messa al passo coi
tempi. Sì, perchè la Befana,
per modesta che sia, ha una
importanza più grande di quel
che sembri: la Befana è ‘un pa-
ne spirituale, è una esigenza
dell'anima, è una festa di bon-
tà, una maestra del sentimen-
to. Non possiamo buttar via
tanti dolci ricordi e privarne
i nostri figli!
E’ sotto questo aspetto, so-
PI
coli e grandi
prattutto, che noi vediamo e
spieghiamo la festa della Be-
fana; e siamo certi di essere
nel giusto.
** *
La manifestazione si è olta in
quattro ciner di Genova, in uno
di L 3 e in uno di Livorno,
con artecipazione di autorità
lc di dirigenti dell'Ansaldo,
Prima de distribuzione del doni
aj bambini, sono stati programmati
divertenti e sono stati
complessivamente 175
premi speciali per i genitori, Mol-
tissimi "ipanti hanno usufrul-
del servizio autotran-
posto dagli organi
sorteggiati
che
della
aleuni brevi appunti
no lo svolgimento
fone nei vari locali:
Cinema-teatro « Massimo >» di
Sampierdarena, Alle 9 inizio di uno
sttacolo di varietà a cura di
uco Meda e Ottavio Ottonello,
sono tati protagonisti Dante
Pompili (presentatore e canti
la maestra di piano Anna Canepà,
Anteo. Dodi (cantante), Nicolino
duppe (poesia ialet'ale), Zino
(fisarmoni: cantanti
R 1
Alle 10 arrivo del prefetto
accompagnato dal
» dell'Ansaldo gr. uff.
., dal d snerale ing.
Lombareti, re e centrale
ing. Zirilli e dal vice direttor
trale dott. Enrico, MN piecolo
Fantoni rivolge al dott.
brillante i
acarne
dott. Di
prefetto e del gr, uff. Gennaro, par-
tenza delle antorità alle 10,15, sor-
teggio dei premi per I genitori e
conelusione della festa con la di-
stribuzinone dei doni ai bambini.
sinistra: Babbo Natale all’« Odeon » di Livorno; i palloncini all'« Astra» di La Spezia;
Cinema « Splendor » di Sampier-
darena, |) la disposizione del lo-
enle, non si potuto
di varietà, ma i
divertiti ugualm te
comico « Buster Keaton nella
ziato alle 9, Alle 10,30
arrivo del prefetto, cui il piccolo
Enrico Rovegno porge il suluto e
un omaggio, e dei dirigenti del-
l'Ansaldo venienti dal « Massi-
mo ». È > af presenti d
dott, Pi o r, uff, Gennaro
e infine sor i premi per i
genitori e i rutione dei doni ai
bambini.
Cinema-teatro « Eden » di Corni-
gliano. Lo spettacolo di
iniziato alle 9,10, Vi hanno
pato il macchiettista Barbleri, il fi.
armonicista Ucci zza, la bambi-
na Nadia Perletti che ha recitato
con dolce grazia Infantile due poe-
sle, l'e Ancora d'oro 1957»
Balducci, notissimo a tutti gli
saldini ed anche fuori del nostro
ambiente, Ha presentato lo spetta-
colo Giuseppe Polleri. Anche qui il
gr, uff. Gennaro ha avuto per pli
intervenuti simpatiche parole di
augurio, che hanno riscosso vivis-
simi applausi,
Clinema-teatro
Ponente. Alle 9
qui uno spet
qualo hanno partecipato:
e Annamari
cantante e chitarr
ì me o
della maestra Floria Giampietro
con le bambine Nuccia Del Signo-
re, A Grazia Figari
tonietta Sabelli, Adris
DI pla Maria , Tna-
renzina signorina. Pia
rearelli; 1 chitarristi Osvaldo Cai
Stante; l'armonicista Renato Cai;
Ml violinista Limedei; 11 presentato-
re Palarchi, Sono intervenuti i diri-
bambini si
sono con il
film
Luna », ir
Sestri
rdi » di
i anche
genti dell’ aldo cui ha dato ll
benvenuto la piccola M ina Paga-
nni, Dopo ll breve discorso del vi-
ce presidente dell'Ansaldo, lo spet-
tacolo è finito col sorteggio dei pre
mi e la consegna dei doni.
Cinoma « Astra» di La Spezia.
Circen mille bambini accompagnati
dai famigliari hanno affellato il lo-
le ed hanr assistito al pro-
gramma allestito dal nostro corri-
dente, programma che ha
tito non soltanto i piccoli
anche gli accompagi
proiettata una
di film di Charlot),
huto rivolto ai bambini, alle
rità e al nostri dirigenti colle»
] Galli, il teatro delle ma-
e di Marlo Magonio ha s
divertentissimo. programma
quale è seguita l'estrazione dei re-
6 per 1 genitori. Infine le auto-
rità, fra cui il prefetto dott, Came-
il questore, il vice sinda av
i dirigenti del Muw-
giano, tra il direttore ing. Pa-
lenzona, ilvice direttore ing, € -
doli, il dott. Migone e l'ing. Ca-
pello, hanno iniziato la distribu
dei tradizionali doni de Re
Cinema-teatro «< Odeon » di
vorno. Allo spettacolo di vari
Iniziato partecipato
) Gambini,
Turini, ne
* Ferretti, Carla Ferretti,
arcella Marchetti, Nadia Silvestri,
auto»
il direttore
>rno ing. Mau-
scovo mon:
del Cantiere dl Li
ceri con | vice direttori ing.
fani e dott. Cavaliere, Ai presenti
hanno rivolto simpatiche parole il
Vescovo e l'ing. Mauceri,
Ubi
In queste due foto piccole: due aspetti della festa al cinema
«Astra » di La Spezia; sopra, da sinistra:
Camera,
g.
gruppo all’« Eden » di Cornigliano;
Palenzona, l'ing. Gradoli sotto:
stribuzione dei palloncini
la Befana all’« Odeon » di
il prefetto dott.
la di-
Livorno
i L’ANSALDO PER GLI ANSALDINI
__Fotocronaca del 1959___
6 gennaio: festa della Befana a Ge- 18 e 25 febbraio: visite alla Società
11 marzo: rappresentazione del « Ca-
nova, la Spezia, Livorno « Innocenti » di Milano
rosello ansaldino »
1,2 e 3 maggio: gita a Roma di mille 28 maggio - 2 giugno: gita a Parigi di 31 maggio: l'orchestra del Dopolavo-
dipendenti e loro famigliari 350 dopolavoristi ec loro famigliari ro alla « Festa della ricreazione »
z E Si sei 3 n
25 giugno: concerto musicale di no- 21, 28 e 29 giugno: gita a Napoli di - 28 giugno: gita a Siena e a S. Gimi-
stri dilettanti al Teatro del Falcone 455 ansaldini livornesi gnano degli ansaldini di La Spezia
.
Luglio: inizia l’attività tennistica sui 27 giugno-1° settembre: soggiorno dei
4 luglio - 5 settembre: soggiorni al-
campi di via Cantore, Sampierdarena bambini alla colonia di Montemaggio
î pini in Val di Fassa
20 settembre: gita a Nizza e Monte- Settembre: attività alpinistica dei Settembre: concorso « Robin Hood»
carlo con 13 autopullman dopolavoristi (1° premio: una «Lambretta »)
4 ottobre: inaugurazione del muovo 11 ottobre: gita a Stresa c sul Lago 25 ottobre: gara automobilistica di
circolo sociale del Dopolavoro Maggiore; 1.300 persone partecipanti regolarità per i soci del Dopolavoro
22
La personalizzazione dei costi indiretti
come sistema di controllo
uando si parla di costo si
fa riferimento in genere
al costo di un prodotto, in
quanto esso rappresenta l'in
dice della capacità economi:
co-produîttiva dell’azienda sul
mercato.
Il costo di un prodotto è
però sempre la somma di nu-
merose frazioni di costi soste
nute nej diversi uffici, reparti
o servizi dell'azienda, per cui,
in materia di controllo di co-
sti. bisognerà invece riportar-
si all'esame analitico dei suoi
componenti diretti e indiretti,
Ora, mentre il controllo dei
costi diretti di un prodotto
può essere inizialmente impo:
stato con preventivi più o me-
no dettagliati e con l’elabora-
zione di cicli di lavoro e di
distinte basi, e successiva.
mente seguito, durante le la-
vorazioni. attraverso lo svi-
luppo delle ore di lavoro e la
emissione degli ordini per l'ac
quisto dei materiali, quello
dei costi indiretti, meglio co-
nosciuti nella pratica come
« spese generali », non è al
trettanto agevole, sia per la
notevole varietà degli elemen:
ti che li compongono, sia per
la loro stessa natura non
sempre direttamente afferen-
te alle diverse produzioni del
l’azienda.
E’ ben vero che l’elabora-
zione di una previsione stan
dard dei costi indiretti, detta-
gliata per centri di spesa, può,
fra l’altro, dare non pochi ele-
menti per un controllo ante
cedente: ma questo controllo,
come pure quello effettuato
in sede amministrativa. a
posteriori, non sarebbe di per
se stesso operante se non si
provvedesse, durante l’eserci-
zio, con adeguati e tempestivi
interventi, a svolgere un’azio-
ne correttiva ‘per contenere
gli scostamenti ed eliminare
le anomalie,
Occorre dunque impostare
per i costi indiretti un con-
trollo concomitante all’ origi-
ne, operato cioè tempest.va-
mente nell'ambito dei singoli
centri di spesa dove i costi
nascono e dove esiste sempre
un capo-centro responsabile
che li spende.
Naturalmente non si tratta
di seguire tutti i costi dei
centri di spesa, in quanto o-
gni cenîro riceve molteplici
quote di costi spesi in altri
centri; necessita invece ana-
lizzare nel dettaglio soltanto
i costi spesi nei centri e in
particolare quelli che possono
venire personalizzati ai capi
centro responsabili, in quan:
to dagli stessi controllabili.
Talj costi costituiscono i co-
sidetti costi vivi dei centri di
spesa e risuardano narticolar:
mente le seguenti voci:
— costi relativi ai materiali
di consumo {attrezzature &'uf-
ficio e d'officina, cancelleria,
materiali per disegnatori.
combustibili, lubrificanti, u
tensili, attrezzi e calibri, ma-
teriali vari d’officina. ecc.);
consumi inerenti all’e-
nergia elettrica;
— costi dei trasporti;
— costi di manutenzione or-
dinaria e straordinaria delle
macchine e degli impianti»
— costi degli operai in atte
sa di lavoro per mancanza di
materiali, mezzi di lavoro,
energia, guasti, pioggia;
— costi degli operai inattivi
per mancanza di lavoro;
compensi per lavoro
straordinario agli impiegati e
agli operai;
— costi delle singole voci
di mano d'opera inairetta in
rapporto a quella diretta.
Si può quindi dire che gran
parte dei costi generali spesi
nei centri possono essere age-
volmente personalizzati e
quindi controllati; 11 che si
attua confrontando le spese
sostenute con quelle che si
sarebbero dovute sostenere in
relazione a standard prefissati
e mettendo in evidenza gli
scostamenti che si verificano
mensilmente e progressiva-
mente nel corso dell'esercizio.
Tali scostamenti devono esse-
re tempestivamente portati a
conoscenza di ciascun capo-
centro responsabile ed essere
da questi analizzati per ricer-
care le cause che li hanno
determinati e le possibili fu-
ture azioni correttive da svol-
gere per eliminarli.
Per attuare la procedura ac-
cennata occorre innanzitutto
portare a conoscenza dei capi-
centro gli scopi che si deside-
ra raggiungere con la perso-
nalizzazione, risvegliare in es
si la sensibilità dei costi e far
loro rilevare come la respon-
sabilità tecnica delle operazio-
ni del centro comporti sem-
pre, necessariamente, una pa-
rallela responsabilità econo
mica.
Bisogna poi predisporre una
elencazione dettagliata delle
voci di spese generali del cen-
tro che si vuol mensilmente
personalizzare e controllare.
Indipendentemente dall’ini-
ziale esistenza di standard di
spese generali, si nuò quindi
seguire mensilmente il matu-
rarsi dei singoli costi indiret-
ti e, ove possibile, delle quan-
tità impiegate (pesi, n°, kW,
h, %, ecc.). I relativi dati,
dapprima presi in esame dai
capi responsabili per una ana
lisi particolare e dettagliata,
sono portati in discussione ai
livelli immediatamente supe-
riori: e da questi, opportuna-
mente raggruppati e sintetiz-
zati. via via ai livelli più alti.
La responsabilità del con-
trollo dei costi indiretti non
deve infatti fermarsi ai sin-
goli capi-centro, ma trasmet-
tersi ai livelli superiori, nei
quali le responsabilità sono
via via meno specifiche ma
più estese, così da formare
come una catena verticale di
controlli, al cui vertice sta il
direttore dello stabilimento.
Mediante l’analisi e la di-
scussione è possibile trovare
le cause delle anomalie ri
scontrate e prendere opportu-
ni provvedimenti per una
graduale riduzione dei costi
indiretti futuri, in modo da
pervenire, attraverso opportu-
ni traguardi predisposti nel
tempo, alla determinazione di
basi standard, e cioè di spese
generali-tipo alle quali sostan-
zialmente tendere. Dopodichè
potrà naturalmente valere —
ad un certo momento il
principio del controllo per
esclusione, nel senso che si
potrà trascurare la normalità
e insistere invece sugli scosta
merti rispetto agli standard
prefissati.
Con il controllo dei costi
dei centri di spesa, personaliz:
zati ai capi responsabili, e con
l’uso degli standard, la pres
sione sistematica e costante
analiticamente esercitata sul-
le singole voci di spese gene-
rali. non potrà che dare buoni
risultati, contribuendo sopra»
tutto a creare nei capi quella
sensibilità economica che è
indiscutibilmente necessaria
anche a chi si preoccupa sar
stanzialmente delta tecnica
della produzione,
E con il senso di una più
sentita e attenta responsabili
tà economica e di una maggio»
re e più affinata consapevolez-
za dei costi di produzione,
verrà altresì favorito — ai
diversi livelli — il decentra-
mento delle funzioni aziendali
attraverso un più concreto
potere di decisione nell’ambi-
to della propria azione.
Il controllo dei costi così
concepito è ovviamente di so-
stanziale importanza ner la
azienda. La sua adozione e
più ancora il suo efficace ren-
dimento presuppongono natu-
ralmente una mentalità di
non facile improvvisazione,
ma che potrà ben formarsi nel
tempo,
Teresio Rava
ARITIIENNI SILHITIBNTI
Una visita a pensionati ansaldini
di rappresentanti del “ Gruppo anziani ”
Nella penultima settimana
di dicembre una rappresentan-
za del « Gruppo anziani » del-
l’Ansaldo: ha visitato alcuni
pensionati della nostra Socie-
tà per porgere loro gli auguri
di Natale.
Per ogni località è stato
scelto l’ex dipendente di età
più avanzata: Antonio Dasso-
ri di 74 anni (Pegli). Emilio
Tessier di 85 anni (Sammier-
darena), Sebastiano Canepa
di 85 anni (Genova centro),
Giuseppe Foîs di 89 anni (Se-
stri).
Gli anziani hanno rievocato,
con commoventi parole il l'oro
passato ansaldino, dimostran-
dosi vivamente riconoscenti
per la visita e rivolgendo pa-
role di augurio ai componenti
tutti della nostra Azienda,
Il sig. Sebastiano Canepa,
che è stato all'Ansaldo dal
1887 al 1949, cioè per ben 62
anni, ha voluto presentare la
sua signora, con la quale si è
unito in matrimonio nel lonta-
no 1899 ed ha espresso il desi-
derio di essere ricordato agli
ansaldini,
Le parole di Canepa sono
state accolte con particolare
emozione dai rappresentanti
del « Gruppo anziani », che
vedono in lui il capo spiritua-
le della categoria. Da parte
nostra siamo ben lieti di ri-
volgere da queste colonne, a
lui e a tutti gli altri compo-
nenti della benemerita schie-
ra degli anziani. un affettuoso,
deferente augurio.
riti
BORSE DI STUDIO
“Ernesto Fassio”
per il 1959 - 60
«li Cav. dei Lavoro dr,
nesto Fassio, In relazione alla co-
struzione cdi navi che la Società
Ansaldo ha in corso per le sue
Compagnie armatoriali « Villain &
Fassio e Compagnia internazionale
di Genova, Società riunite di navi.
gazione Syp.A. », nel desiderio di da.
re ni dipendenti dei nostri Stabili.
menti sociali un tangibile riconosci»
mento per l'opera ch'essi svolgono,
ha stabilito di erogare la somma di
Lit. 3.000.000 In occasione del varo
di ogni nave costruita.
Per desiderio dello stesso arma.
tore Fassio, la somma complessiva
dovrà essere elargita nel periodo di
alcuni anni, fino all'esaurimento
della somma stessa, sotto forma di
Rorse di Studio n favore dei figli
dei dipendenti della Società Ansal-
do che conseguano la promozione
in ogni scuola (asseluse lo celemen-
tari) di qualsiasi ordine e grado,
purchè governativa o comunque ]e-
galmente riconnaseluta
Le «Borse di Studio FK. Fassio 3,
per espresso desiderin del donato-
re, tengono conto non solo dei me-
scolastici dello studente, ma
anche della situazione economico -
familiare del dipendente,
n complesso delle Borse di studio
per ll rorrente anno senlastico è di
Lit, 3.000.000,
ing. Er-
Norme generali
Partecipazione, Potranno concor-
rere alle suddette borse | figli (ma-
schi e femmine) dei dipendenti dei-
la Società Ansaldo che abbiano fre-
quentato almeno la prima classe di
scuola media inferiore ed ottenuto
alla fine dell'anno scolastico la pro-
mozione all'anno successivo nella
sessione di giugno o abbiano supe-
rato tutti gli esami prescritti dal
regolamento se universitari e non
siano fuori corso e che frequentino
nell'anno in corso una scuola sta-
tale o legalmente riconosciuta, Inol-
tre alla suddetta borsa di studio non
notrà concorrere che un solo mem.
bro dello stesso nuelro famigliare,
Commissione giudicatrice. Una
commissione gindicatrico, pres
duta dall re Ernesto Fassio
e della quale faranno parte dirigen-
tì delle Compagnie di Navigazione
FE. Fassio e dirigenti della Società
Ansaldo, procederà all'assegnazione
delle Horse messe a concorso 211
aventi diritto, sia in relazione alla
votazione conseguita, sla in rela-
zione alla situazione sociale ed reo,
nomicea del dipendente.
Pagamento delle borse. ll paga-
mento delle borse verrà effettunto
nel mese di aprile n maggio 1960
per dar modo anche ai candidati
che frequentino | Università di
fruire della sessione supplettiva di
esami di febbralo.
Presentazione delle domande, Le
domnnde redatte sugli appositi mo-
duli a disposizione degli Interessati
presso le Assistenti Sociali di sta-
bilimento, dovranno essere Inviate
entro il 31 gennaio 1950 all'Ansaldo
- Direzione Generale . Ufficio ASA
- Genova - corredate dal seguenti
documenti in carta libera:
1) stato di famiglia, mumito del
visto degli UMel Imposte dirette
competenti (statale e comumale);
2) certificato di promozione ot-
tenuta alla Me dell'anno scolastico
1958-1959, dal quale risultino le vo-
tazioni ottenute nella serutinio fl-
nale o nell'esame della sessione
estiva. Detto certificato deve altresi
attestare che lo stndente non è ri-
petente o fuori corso se universi.
tario;
2) cortifiento di frequenza della
scuola eni è iscritto il concor-
rente nell'anno scolastico 1959-80,
Disposizioni finali, GU orfani dei
dipendenti deceduti da non oltre
due anni e che at momento della
morte avevano un'anzianità di ser-
Inferinre agli anni 10,
vizio non
nonchè | figli del dipendenti che
non passonn niò prestare servizio
presso l'Ansaldo per ragioni Indi.
pendenti dalla propria volontà (ma-
lattia, invalidità) potranno con.
correre alle borse n parità di trat-
tamento con î figli dei dipondonti
viventi e camunque non oltre | li-
miti di tempo (due anni) previsti
più soprit,
Per tutte le questioni di inter-
pretazinne e per qualsiasi questio.
ne che da tall norme non sia
contemplata, deciderà la suddetta
Commissione, la quale si riserva
altresì di fare ogni ulteriore accer-
tamento che ritenga opportuno
Norme particolari
1) Subordinatamente alle norme
suddette, il numero e l'entità dele
« Borsè F:, Fassio » restano così sta-
bititi:
Studenti universitari: n. 6 borse da
T., 150,000 cad,
Studenti scuole medie superiori:
n, 16 borse da L. 75.000 cad.
Studenti scuole medie inferiori?
n, 18 borse da L. 50,000 cad.
2) Se }e borse destinate a un
certo ordine di scuole non venissero
assegnate, i relativi importi sa
ranno destinati a borse supplemen-
tari per gli altri ordini di scuole,
a insindscabile giudizio della Com-
missione.
3) Le borse suddette sono messe
a concorso alle seguenti condizioni:
Studenti universitari. Devono
avere superato entro le sessioni di
esami dell'anno 1959, e In ogni
caso non oltre il 15 marzo 1960,
tutti gli esami previsti dai rispet-
tivi ordinamenti. Inoltre non deva-
no essere e [Iuori corso 3,
Studenti scuole medie superiori
e Inferiori, Devono avere superato
entro la sessione di esami di lu-
glio tutti gli esami conseguendo
perciò la promozione all'anno sue-
cessivo. Non dovranno essere ripe
tenti,
Le «€ Borse Ernesto Fassio» non
escludono le borse di studio « An-
saldo » e pertanto i figli dei dipen.
denti potranno partecipare nd en-
trambi i concorsi.
RENINBRITARREVIRRETANEVIVIERIMARKRADEVVALANIVITKKYINBENTARELIARIOTIABELITRKnK
ANSALDO NAVI
« Solcare i mari è dunque il prt-
mo grande impegno dell'Ansaldo,
bid essa vi adempie rispettando ìl
fondamentale principio che è sem-
pre stato ed è tutt'ora base del
suo prestigio: mantenersi sulla via
del progresso costruendo navi che
seguano costantemente la evolu-
zione teenic: e possibilmente
l'anticipino, senza mai deviare dal-
l'elevata qualità della produzione »,
Così conclude la prefazione ad An-
saldo Navi, il pregevole volume,
licenziato dalle stampe in questi
giorni, che Nereo Fioralti ha eura-
to con amorevole competenza,
Ansaldo Navi è la storia della
nave moderna, dal vellero alla
<Leonardo da Vinci», dall'avviso
«Staffetta » del 1876 alla corazzata
< Littorio », all'e Indomito », Il vo-
lutne, ricchissimo di Mustrazioni è
di pregevoli tavole a colori, dA ve-
ramente — anche al profano
l'idea di cosa sia, nella sua funzio-
nalità, quella città galleggiante che
è oggi la nave,
Esaurienti ed abbondanti le illu-
trazioni sui servizi, documentatissi-
ma la produzione — divisa tra 1
tre cantieri di Genova, La Spezia e
Livorno, tre cantieri di cul le pla-
nimetrie. pubblicate danno l'esatta
valutazione dei giganteschi impian-
ti in via sempre di aggiornamento:
impianti che, grazie aj teonici ed
alle maestranze, rappresentano je
fueino da cui escono le nostre navi.
Bellissime pagine sono pure de-
dicate al Meceanico ed alla Fonde-
ria, stabilimenti complementari
alla produzione navale, fornitori di
motori ed eliche, IL Laboratorio di
Ricerche e Controlli è abbondante-
mente. illustrato. Mm modo da far
conoscere anche questo importan-
tissimo servizio, che vanta venti
anni di tradizioni ed esperienza,
Abbinmno già detto che Ansaldo
Navi è pregevolmente illustrato;
dobbiamo aggiunger e che molte
fotografie hanno anehe un Inequi-
vocabile valore storico: segnaliamo,
tra le altre, lo spaccato della e Dul-
lio» e le sale da pranza dello
stesso transatlantico rivelatore del
gusto nell'arredamento dell'epoca, il
salone delle feste del « Rex», la
«Leonardo da Vine! » in costruzione
sullo scalo,
NM volume è stato stampato con i
tipi della Società Grafica Romana.
e. |.
23
Collaboratori e dirigenti del nostro Dopolavoro
premiati dall’ E. N. A. L. provinciale
Pi 2
Il direttore provinciale dell’Enal comm. Maffei con alcuni membri del consiglio direttivo del
Dopolavoro. Da sinistra: il sig. Benzi (cassiere), il comm. Maffei, il cav. Pollastro (presidente),
il sig. Allegra (segretario), il rag. Viotti e il sig. Jannone (consiglieri)
La sera del 29 dicembre
scorso, presente il direttore
provinciale dell’ENAL com-
mendatore Piero Maffei, sono
stati premiati dal presidente
del nostro Dopolavoro cav.
Pollastro e dal segretario Pie-
ro Allegra, alcuni tra i più at-
tivi collaboratori del sodalizio.
Ecco l’elenco dei premiati
în ordine di premiazione; vag.
Fulvio Fossati, Angelo Mora,
Aldo Orsolino, Milovano Te
si, Luigi Roncallo, Ezio Mo-
retti, Orlando Vendrame, Eli»
seo Bruzzo, Martino Cavalli.
no, Giuseppe Dodi, Luciano
Frulli, Claudio Goretti, Elio
Pavero, Guido Zambonini,
Tomaso Pastorino, Mario Gon-
dino, Sergio Massarino, Sergio
Banchero, Francesco Lupi,
Mario Capelli, Umberto Don-
nini, Gustavo Vannucci, Ma-
rio Gambino, Amedeo Canne
va, Gino Pansecco, Luigi Gal.
lo, Giovanni Franzosi, Glauco
Poggi, Giacomo Ravaschio,
Stelio Zoppini, Glauco Meda,
Bartolomeo Danovaro, Luigi
Baldini, Dario Cerato, Aure-
lio Maggiolo, Graziano Merla-
no, Michele Montesoro, Edilio
Orlandi, Giuseppe Rovegno.
Precedentemente erano sta-
ti premiati dal'’ENAL Prowvin-
ciale, presso la sede genovese
dell’ Ente: Renato Benzi, Giu-
seppe Sardi, Emiddio Loscal-
zo, Gigetto Badon, Aldo Mas-
siglio, Giuliano Stradella, Fi-
lippo Carbone, Luciano Mar-
concini, Giocondo Stacch.ni,
Ottavio Ottonello, Ennio Cam-
pagnoli, Secondo Pastorino,
Ernaldo Bergamini, Sergio Ri-
naldi, Dino Testi, Giuseppe
Vernazza, Adriano Burlando,
Manlio Barabino, Mario Cam-
biassi, Mario Guerci, Giovan-
ni B. Dagnino.
Notiziario delle sezioni
Fotocinema
La «Sezione fotocinema» ban-
disce ed organizza un concorso
fotografico bimestrale per l'as
segnazione del premio « La più
bel’n fotografia dell’anno », Cia-
scun socio potrà presentare non
più di due fotografie inedite a
tema fisso, nel formato di em.
18 x 24, senza supporto, Sul re-
tro della foto, dovrà essere chia-
ramente indicato titolo del
l’opera, nome, cognome, cartel-
lino e stabilimento di apparte
nenza del concorrente,
I lavori presentati dovranno
svo'gere i seguenti temi;
Gennaio-febbraio: «Il carne-
vale» (da presentare entro il
24-2); marzo-aprile: «La natura
e il suo risveglio »; (entro il
27-4); maggio-giugno: «La spiag-
gia » (entro il 28.6); luglio-ago-
sto: « Tutti in vacanza » (entro
il 24-8): seftembre-ottobre: «Ma-
linconico autunno» (entro il 26-
10); novembre-dicembre: « L’in-
verno » (entro il 28-12).
Classifica e fotografie verran-
no mensilmente pubblicate su
« L'ansaldino », A concorso ter-
24
minato, sarà probabilmente alle-
stita una mostra. Il regolamento
integra'e è visibile presso la se-
greteria del Dopolavoro, la se-
zione ed i delegati di stabili
mento,
** *
Ikecentemente il Dopolavoro
ha stipulato un vantaggioso
contratto con il rappresentante
di Genova della Società « Gali-
leo », in forza dej quali i nostri
SI 6)
soci potranno acquistare la
« Gondor 1 € », completa di hor-
sa di cuoio, parasole e un filtro
giallo al prezzo di lire 28.500
(mentre il prezzo di listino è di
lire 60.000). Inoltre chi lo desi-
derasse può acquistare la mac-
china versando la metà dell’im-
porto all'atto dell'acquisto ed il
residuo in tre rate mensili, Ac-
cenniamo a'le caratteristiche
della « Condor »: dorso comple-
tamente apribile; obbiettivo
Eliog-Galileo 1:2,8 trattato per
fotocolori ed accoppiato diretta
mente al telemetro a coinciden-
za; otturatore centrale per B e
da 1" a 1/500”; sincronizzazione
a X; autoscatto incorporato;
contatore automatico del'e pose
con dispositivo contro le doppie
esposizioni; formato 35 mm.
Gli interessati possono rivol-
gersi alla segreteria del Dopola-
voro e alla sezione stessa.
Attività montane
Diamo qui di seguito un pro-
gramma di massima dell'attività
della sezione, Informazioni ul-
teriori, programmi dettagliati e
prezzi verranno via via comuni.
cati a mezzo manifesti,
Gruppo alpinismo. 27-28 feb-
braio: Rocca d’Abisso (Alpi Ma.
rittime); 19-20 marzo: Rifugio
Talarico e Zanotti (Api Maritti-
me); 17-18 aprile: Rifugio Savi.
sliano (Alpi Cozie); 2
le: Rifugio Questa (Alpi Marit-
time); 21-22 maggio: Rocca Ca-
stello (Alpi Cozie); 24-25-26 giu-
gno: Pizzo Bernina (Alpi Reti.
che); agosto: accantonamento
alpino; 17-18 settembre: Monte
Gelas (Alpi Marittime); 1-2 ot-
lobre: Rifugio Gasta'di {Alpi
Cozie); 4-5-6 novembre: Rifugio
Scavarda (Alpi Graie),
Gruppo campeggio, 18-19) giu-
gno: Riomaggiore (mare); 9-10
luglio: Lerici (mare); 23-24 ]lu-
glio: Alassio (mare); 30-31 lu-
glio: Uppega (montagna); ago
sto: eventuale soggiorno estivo
in tende; 3-4 settembre: Spo-
torno,
x 4
Ml «Gruppo sci» della se-
zione sta organizzando gite scil-
stiche a Limone, Frabosa e Mo-
nesi, a prezzi accessibilissimi.
U'teriori informazioni vengono
date attraverso manifest] «€ co-
munque presso la segreteria del
Dopolavoro e la sezione stessa.
Caccia
Da più di mezzo secolo viene
edita dalla Val'ecchi, come è no-
to, una interessantissima e bel-
la rivista venatoria; Diana »,
un quindicinale tra i migliorì
in questo campo, Vi collaborano
migliori specialisti e noti esper-
ti di cinologia, ba'istica, ornito-
logia, e di ogni altro settore che
interessa la caccia. Viene pre-
sentata in splendida veste tipo-
grafica, secondo la tradizione
editoriale della casa fiorentina.
L’abbonamento annuo costa lire
tremila, ma i nostri socì, rivol
gendosi al'a segreteria od alla
sezione stessa, potranno ottene-
re uno seonto del 10 per cento
Bocce
La «Gara sociale natalizia »
a terne, con 84 partecipanti, si è
svolta a Sestri il 20 dicembre
da'le 9 alle 18. La elassifica è la
seguente: 1) Pescio - Marcenaro
- Traverso; 2) Burgassi - Buffa -
Bruzzo; 3) Congiu - Bozzano -
Soave; 4) Carlini - Sinibaldi
Giacobbe; 5) Testi . Boccardo -
Poggi - 6) Fiorito P. Fiorito
GB, - Bozzano; 7) Gondino . Mo-
roni - Leonuro; 8) Del Bene -
Marchelli - Calcagni, Tutti i
concorrenti hanno ricevuto un
premio,
Motorismo
Le assicurazioni per i moto-
cieli, contratte con l'Agenzia
« Tirrena » tramite la sezione
motorismo, sono scadute il 31
dicembre 1959,
Le nuove polizze, con la so-
cietà « Milano », possono essere
stipulate rivolgendosi ala segre-
teria del Dopolavoro ed alla se
zione stessa,
* * *
Tra il Dopolavoro e la Socie-
tà « FIREM» è stato stipulato
recentemente un accordo, grazie
al quale quest’ultima fornirà ai
soci il materiale ped auto e mo-
to che risulta dalla tabella,
Gli interessati possono richie
dere i buoni relativi presso la
segreteria del Dopolavoro ©
presso la sezione stessa,
Accumulatori al piombo della Biren - Fistrisch Im Rosenthal
Pneumatici della Good Year Tire and Rubber Company - Akron
Fez Nuove 500} Fist ({Fiar 1100 | Fia! 1100 | Alla | Moto | .Moto :Motoeon
Prezi ha 103 Romeo | fino a | impianto
UT PET | Bianchina] 600 ‘nost.59)} I 1957) { Giuli | Vespa | 175cc | Lucas
|kccumulatori | 5,900 | 5.300} 6.300 | 6.700 | 8.700 | 1.700 | 1.900 | 2.400
(garanzia 1 anno) | |
Pneumatici | 5.610] 7.105) 8.175, 8.175) 8.880, — _ È
Camere d'aria. 8401 980] 1,030 | 1.030 1.030 | — | — | —
La Segreteria comunica
Sono in corso trattative con la
Società di navigazione aerea « Ali-
talia - Lince Aeree Italiano » per
effettuare, in primavera, voli con
apparecchi di classe internazionale
riservati al nostri s0cì,
I voll assumeranno la fisionomia
di brevi crociere sul Monte Bianco,
sui Laghi, sulle Alpi e saranno ef-
fettuati a condizioni particolarmen.
te favorevoll.
* 0.
Oltre alle già note riduzioni tea-
trali, si rende noto che è ora pos-
sibile assistere anche agli spetta-
coli della < Borsa di Arlecchino »
per lire 700 (consumazione com-
presa) al posto delle 1.100, Come
noto ll teatro opera presso ll caf-
fè «Borsa» di piazza De Ferrari.
mn 22 dicembre sono stati estratti
i numeri vincenti della lotteria na-
talizia, che, nell'ordine dal primo al
decimo, sono: 3124 - 48 - 1399 -
7161 - 1304 - 78 - 9066 . 7058 -
6752 - 2047.
I premi dovranno essere ritirati
presso la Segreteria del Dopolavoro
entro il 15 febbralo, pena la deca-
denza dal diritto.
Dopo il successo ottenuto dalla
lotteria natalizia, i Dopolavoro pen-
sa di organizzare una lotteria pa-
squale, dotata di premi che com-
prendono una «Fiat 500», una
«Lambretta >», un televisore, una
cassetta di liquori, per un totale di
dieci premi, I biglietti verranno
messi in vendita al prezzo di lire
10, L'estrazione avverrà N11 aprile
prossimo.
"a
Con decorrenza 1° dicembre 1959,
la concessione del contributo assi-
stenzialo di I. 20.000 per i casi di
morte per malattia degli Iscritti
all'Enal, verrà riconosciuta, nell'or-
dine, al coniuge superstite (se non
separato legalmente), ai figli, al
genitori:
a) degli enalisti deceduti per
qualsiasi malattia tra 1 15 ed i 25
anni di età, purchè iscritti all'Enal
da almeno 2 anni consecutivi, com-
preso l'anno nel quale è avvenuto H
decosso;
b) degli enalisti deceduti per qual.
siasi malattia tra | 26 ed i 45 anni
di età, purchè iscritti all'Enal da
almeno 3 anni consecutivi, cnmpre-
so l'anno nel quale è avvenuto 11
decesso;
c) degli enalistt deceduti per
qualsiasi malattia tra 1 46 ed i 50
anni di età, purchè iscritti all'Enal
da almeno 4 anni consecutivi, com-
preso l'anno nel quale è avvenuto
il decesso.
Gli aventi diritto, entro 30 giorni
dalla data del decesso, dovranno
presentare richiesta di assegnazio-
ne di contributo al Dopolavoro Pro-
vineiale, corredandolo dei seguenti
documenti:
a) certificato di morte dell'iserit-
to all'Enal deceduto;
b) atto notorio dal quale risul-
tino le persone che hanno diritto
a percepire ll contributo assisten-
ziale;
ce) dichiarazione sottoseritta da-
gli aventi diritto, in carta libera,
con firma autenticata, che Indichi
la persona delegata alla riscossione,
qualora la quietanza non venga sot.
tosceritta da tutti gli aventi diritto;
d) le tessere Enal, secondo quan
to prescrive il precedente art, 1. In
caso di non reperibilità delle tes-
sere, una dichiarazione rilasciata
dal Presidente del Circolo - Dopola-
voro di appartenenza, che riporti 1}
numero della tessera o delle tesse-
re mancanti e la data del rilascio,
Il contributo assistenziale è unico
per ogni enalista deceduto, nel sen-
so che se gli aventi diritto fos-
sero più di uno, il contributo viene
erogato una sola volta e quindi, av-
venuto ll pagamento, non sarà ac-
sottata alcuna richiosta è reclamo,
dovendo le questioni inerenti essere
decise solo tra gli aventi diritto, és-
sendo l'Enal liberato per il solo
fatto della erogazione,
Prima mostra
dei pittori
sampierdarenesi
La delegazione di Sampier-
darena, pur avendo dato i na-
tali ad uomini illustri in ogni
campo, manca di una tradizio-
ne artistica; la sua struttura
eminentemente industriale ha
indirizzato ormai da molto
tempo le attività dei suoi cit
tadini quasi esclusivamente
verso le fabbriche.
Il nostro Dopolavoro si è
prefisso di collaborare, nei Ji
miti del possibile, a tutte quel-
le iniziative che possano rea:
gire contro queste condizioni;
perciò è stato varato il pro-
gramma di un cielo di mani-
festazioni che si susseguiran:
no nei locali di via Stennio:
conferenze, dibattiti, mostre,
proiezioni, concerti,
Si darà inizio a questo ciclo
con una mostra di pittori sam:
pierdarenesi dell'ultima gene-
razione; i giovani pittori rap
presentano varie correnti este-
tiche, dall’astrattismo di Bar-
goni al figurativo intimistico
di Chianese; dalla realtà og-
gettiva di Rigon al realismo
sociale di Ziveri e alle scul-
ture di Galotti.
La collaborazione richiesta
li giovani professionisti è sta-
ta accettata con molto entusia-
smo, in quanto il problema di
questa rivalutazione cultura:
le è, di fatto, molto sentito.
Esporre le proprie opere nel-
la propria città vuol dire sta-
bilire con il pubblico fisica-
mente vicino il colloquio ed il
‘ontatto estetico; dibattere il
proprio messaggio tra cono-
scenti in un'atmosfera di cor-
lialità, è l’esperienza nuova
li questi giovani.
Il loro pubblico sarà com-
posto soprattutto di lavorato-
ri: i costruttori di macchine si
incontreranno con i costrutto-
ri di forme. Vogliamo dire che
il punto centrale del dibattito
verterà soprattutto sul « che
cosa » può scaturire da un col.
loquio di giovani, rappresen-
tanti non solo dell'estetica di
avanguardia ma anche degli
schemi di utilitarismo pratico.
lina gradita visita
Il 13 gennnio scorso mons.
Aurelio Torazza, dirigente del-
*O,NA.R.M.0., ha visitato, ac-
“èmpagnato sla don Pasquale
Parodi, la sede de' nostro Do-
polavoro ed il circolo di via
Rela. Vivamente compiaciuto, ha
«spresso le Sue felicitazioni al
presidente ed al segretario del
Dopolavoro.
Solidarietà
Un pacco-dono è stato offerto,
in occasione dell'Epifania, ai
più vecchi pensionati dell'An-
saldo segnalati dalla « Associa-
zione anziani »
Ml 6 gennaio alle 9, a mezzo
de'la u Sezione motorismo », una
colonna di motociclisti ha por-
tato, sempre da parte del Dopo-
avoro, la tradizionale « Befa-
na vali vigili urbani.
Orlando Vendrame: « Pioggia sui vetri» (mostra fotografica)
Notiziario
Ricreazione
I 14 e 13 dicembre scorso ha
avuto luogo, al circolo ricreati-
vo, la terza gara alla * cirulta ”
diretta dal sig. Luigi Bruzzone
con la collaborazione di Milvio
Puppo, Domenico Collo e Nando
Pieruoci, Ecco la classifica delle
prime otto coppie: Venzano -
Guglielmi; Puppo Munapò;
Palli - Picchio; Repetto . Bri-
gnone: Sinero - Cero; Relletti-
dei servizi
ni - Lippi; Serra - Darunte; Ta»
gliasacchi-Donzelli,
Turismo
La crociera sulla motonave
"Iskenderun", allu quale è no-
stri soci hanno potuto parteci-
pare a prezzi notevolmente ri-
dotti, ha avuto un ottimo suc-
cesso. Vi hanno preso parte una
trentina di dopolavoristi, note-
volmente soddisfatti al ritorno,
Televisori ‘ Microlambda” a prezzi speciali
rale mensili di lire 5.000,
franco domicilio dell’acqui-
rente, assistenza tecnica
gratuita per la durata del
normale periodo di garan-
zia, antenna esclusa.
L'apparecchio è visibile
La Società «Microlam-
bda », in considerazione del-
l'interesse incontrato dalla
sua iniziativa, ha deciso di
destinare un altro lotto di
televisori «Challenger » da
21 pollici ai dipendenti del-
le aziende del gruppo I.R.I. funzionante presso l'agen-
Il televisore, munito di zia della « Microlambda »
cavalletto, viene ceduto al (Società CORAS, telefoni
prezzo di lire 150.000 (I.G.E 205796 e 293456, piazza Por
compresa), pagabili in 30 tello 2-3, Genova).
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1.0 - Duecento e Trecento . . . . . . . L. 260
2.0 - Quattrocento e Cinquecento . . . . . > 350
3.0 - Seicento e Settecento . . . . . . . >» 320
4.0 - Ottocento Simo TE SER.) n, Moio
5.o - Novecento . >» 396
Per ogni secolo i suo panorama generale e l'inquadra-
mento storico; per ogni autore le opere, il pensiero, pregi
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BRUNACCI - DIZIONARIO GENERALE DI CULTURA
Belle arti - Biografia - Filosofia - Geografia - Letteratura -
Mitologia - Musica - Religione - ici - MARiaio
| volume solidamente rilegato . . Sorel» , 15,009
25
Sono nati
8 ottobre: MARGHERITA,, dell'ing.
Pietro Guerello (Mec) e di Luisa
Gambaro - 14 ottobre: ANGELO, di
Carmine Buono (Can) e di Marian-
na Guerrieri - 20 ottobre; AURO-
RA, di Giovanni Capellino (Can) e
di Maria Poirè . 3 novembre: CAR
LA, di (Gino Paci (Can) e di Gio-
vanni Perasso - 6 novembre: GAR-
LA, di Carlo Camtoni (Liv) e di
Mara Claponi - 10 novembre: MA-
RINA, di Luigi Piecaluga (Can) e di
Rosalia Morchinro; ROSSELLA, di
Carlo Ottaggio (Can) e di Adriana
Oneto - 12 novembre: LUIGI, di
Paolo Scarsi (Fon) e di Dina Ca-
prili - 13 novembre: MASSIMO, di
Elviro RebuM (Liv) e di Rosa Miele
Visenta - 14 novembre: MARIO, di
Bartotomeo Verdino (Can) e di
Gemma Ponte - 19 novembre: MAU.
RO, di Giovanni Bruzzone (Fon) e
di Maria Luisa Sobrero - 20 no-
vembre: ENNIO, di Masaniello Flo-
rio (Can) e di Iva Canepa - 22 no.
vembre: PAOLA, di Luciano Diota]-
levi (Liv) e di Mirella Orlandi - 23
novembre: GIULIANO, di Mario
Mastino (Can) e di Argia Carli +
24 novembre: BLIANA, di Emidio
Ralnieri (Can) e di Mignon Rolla -
25 novembre: SONIA, di Mario Lan-
di (Liv) e di Josetta Goracci - 27
novembre: MASSIMO, di Enrico
Ferri (Mec) e di Natalia Geirola -
29 novembre: ORIETTA ANNA, di
Sergio (Mec) e di Ida
D'Aurello - 19 dicembre: CINZIA,
di Bruno Vannozzi (Liv) e di Gra-
ziella Bacigalupo - 7 dicembre:
MARCO, di Nello Repetto (Can) e
di Bianca Balbi - 9 dicembre: MA-
RINA, di Desiderio I.nuri (Can) e di
Anna Schiaffino - 10 dicembre:
GIUSEPPE, di Giovanni Rattazzi
(Mec) e di Rosa Raggio - 16 dicem-
bre: OSCAR MARIO, di Pierino
Grossetti (Mec) e di Rita Riccardi,
Righeschi
A tutti i piccolissimi ansaldini ed
ni loro genitori i nostri auguri più
fervidi,
Si sono sposati
21 giugno: Riccardo PERNO (Fon)
con Ines Floridia . 18 ottobre: Sal-
vatore NISI {L.jv) con Michela Loft.
fredo Castaldo - 23 ottobre: Piero
INGRINI (Liv) con Leda Ba-
ni - 25 ottobre: Bruno LOTTI
(Liv) con Alda Rossi - 8 novem-
bre: Angelo CASTAGNOLA (Fon)
ica Rislo - 8 dicembre: Lui-
LI (Can) con Ada Melis -
14 dicembre: Tomaso CONTI (Mec)
con Mariarita Grassi . 27 dicem-
bre: Nicola INGELLI (Can) «on
Franchina Micheletti - 30 dicem-
bre: rag, Giovanni PONZETTO (Can)
con Lavra Bombnel,
Agli sposi i
guri.
nostri vivissimi au-
COMMIATI
Hanno lasciato il servizio per rag-
giunti limiti di età i seguenti la-
voratori della nostra azienda:
DIREZIONE GENERALE
Giuseppe FERRARI, assunto il 1-3-
1916, cassiere principale.
Onorio RIGAMONTI, assunto ll 2-10-
1916, capo ispettore amministra-
tivo.
Davide PERRARI,
1920, autista.
assunto il 2-10-
Michele GHIONE, assunto il 4-2-
1925, fattorino.
Walter SCATASSI, nio il 19-3-
19399, capo grup
Francesco PEDEMONTE,
20-8-1934, fattorino,
Margherita SANGUINETI, assunta Il
10-9-1934, impiegata amministra»
t
Cav, Ennio CAMPAGNOLI, assunto
il 25-11-1935, capo ufficio.
Pietro PEOLA, assunto il 19-2-
tecnico,
Francesco ANGOLINI,
assunto il
1936,
assunto il 16-
9-1940, portiere.
Alberto CAVALLI, assunto il 9-1-
1941, contabile.
Marsilio MARIOTTI, assunto ll 12-
5-1941, fattorino
rag, Antonio RADI, assunto ll 4-B-
1941, vice capo ispettore,
TG AGNESE, assunta il 15-9-
1941, imp: fegata amministrativa,
Pierina INTERLIZZI, assunta il 15-4-
1943, visitatrice,
Nicola CATANI, assunto il
1943, capo gruppo.
Papirio ISOPO, assunto il 19-1-1947,
implegato amministrativo,
29-4-
rag. Aristide CONTI, assunto jl 19-
1-1955, Ispettore,
MECCANICO
Pietro STORACE, assunto Il 23.1.
1912, capo disegnatore,
Vincenzo LANDINI, assunta 11 15-9-
1913, eapo disegnatore,
Mario SOMMARIVA, assunto il 9-4-
1919, capo sezione,
Aurelio BIFFIGNANDI, assunto il
19-1-1920, capo officina,
Antonio RAMPONE, assunto ll 23-2-
1920, sottocapo officina,
Pietro REGGIO, assunto il 24-2-1920,
et assunto Il 16-4-
1920, aggiustatori
Caterino COR DEDDUÙ, assunto Sl 15-
6-1920, contabile.
Carlo PITTALUCA, assunto il 6-12-
1920, capo commressa,
i 21.2.
Carlo BERTERO, assunto
1921, tornitore,
Tomaso TRAVERSO, assunto il 1°-
3-1921, capo gruppo.
Mario BOZZANO, sunto
1921, capo officina.
AMredo BRUSCHI, assunto fl 17-3-
1921, addetto distr, magazz,
Torquato FAVA, assunto il 17-5-
1921, capo commessa,
Giuseppe GENTILINI, assunto /l 21-
5-1921, capo commessa,
V11-3-
Orazio RAPFO, assunto i 14-10.
1921, capo disegnatore,
Filippo OLCESE, assunto il 25-1-
1922, capo reparto,
Giuseppe ALETTI, assunto ll 20-3-
1923, vice capo uflicio
Giuseppe SCORZA, assunto il 1°-10-
1923, capo disegnatore.
Francesco DI RARI, assunto {l 10-23.
1924, capo commessa,
26
Luigi TRUCCO, assunto 1'11-12-1924,
capo squadra.
Giovanni MAPESTRI, assunto Îl 10-1-
1925, capo uMelo,
Aldo BHARABINO, assunto il 2-2-
1925, tecnico,
rag. Roberto BREZZO, assunto il 9-
1925, contabile.
Giuseppe BADINO, assunto il 1-5-
1925, capo commessa,
Nicolò CROCI, assunto 1 5-6-1925, di-
stributore attrezzi,
Ugo MANGIATERRA, assunto Îl 18-
4-1926, enpo gruppo,
Carlo LUME, assunto il 6-9-1926,
sollecitatore,
Lorenzo PESCE, assunto dl 3-3-
1930, impiegato amministrativo.
Pietro FORTUNATO, assunto 1'11-9-
19530, gruista.
ice ADESSI, assunto il 20-1-1931,
Imbragatore.
Alfredo MORGANTI, assunto il 17-
9-1934, aggiustatore,
Pierino .RET, assunto ll
contabile.
Eugenio ROLLERO,
1939, Impiegato ‘cn
Gaetano MELI, assunto il 198-1939,
impiegato amministrativo.
Giuseppe MONGIARDINI, assunto il
19-2-1940, capo officina.
Emilio DELLA CELLA. assunto i]
18-7-1940, impiegato amministra.
tivo.
Giuseppe FEDERICO, assunto 1'8-7.
1941, sorvegliante,
Andrea ILLUMINATO, assunto jl 10-
7T-1941, distributore attrezzi,
Matteo PUPPO, assunto il 4-5-1942,
imbragatore,
Secondino RINCO, assunto il 19-7-
1942, motorista
Maria CAVANNA, assunta Îl 16-2-
1943, addetta mensa.
Bernardo BONARIA, assunto il 5-&-
1942, nddetto magazzino,
Nube MARPETTI, assunta il
1943, addetta mensa.
Pri sco POZZOLO, assunto ll 10-
6-1943, trapanista,
Giuseppe MEDICA, assunto il 26-6-
1944, imbragatore,
10.3.1938,
ssunto il 16-3-
12-5-
Costantino PASTORINO, assunto
l'11-6-1945, manovale,
Vincenzo DE NUTO, assunto ii
27-6-1945, calderaio.
Polibio ASIOLI, assunto 1'8.12-1045,
autista,
Elisa SIMONASSI, ‘assunta {l 7-7-
1946, Impiegata è ministrati
Giuseppe FERRANDO,
10-1946, piantone.
Giacomo BOZZANO, assunto ll 16-
11-1953, sottocapo officina,
Attilio (CARLINI, assunto 1’8-7-1954,
capo gruppo.
assunto il 2.
C. M. |
Angelo VISMARA, assunto il
1919, vice capo ufficio,
Attilio PASIN, assunto l'11-11-1919,
fornitore.
Bartolomeo PIANA,
1925, aMlatore.
Giorgio DE BIAST, assunto il 13-11.
1925, tracciatore meccanico,
Lorenzo SCAGLIARINI, assunto fl
26-2- 1927, capo sezione,
Adolfo CASTELLANI, assunto il 28-
5-1927. barenatore
Manlio DURANTI, assimto il
1930, collaudatore,
Stefano MAOCIO’, assunto il 22.4.
1930, aggiustatore,
10.5-
assunto Îl 7-10-
10-3-
Armando QUAGLIA, assunto il 10-
9-1930, capo gruppo,
Pietro SCARSO, assunto il 4-4-1931,
aggiustatore.
Roberto CAGNONI, assunto il 16-4.
1931, operator:
Pietro ASSUNTINI, assunto ll 10-
12-1932, alesatore,
Stefano \ NAZZA, assunto jl 19-4-
1933, usintore,
Giuseppe RGIOGE: O, assunto Jl
18-4- »satore.
Nardo , assunto il 16-9-
1936, i o amministrativo.
Ing. Pietro FIGARI, assunto il 4-8
1937, capo ufficio,
Domenico BRIZZI, assunto Il 19-10.
1998, capo officina,
Luigi CRESPO, assunto ll 16-11-
1939, lattoniere,
Giovanni ROSSI, assunto ll 25-3-
1941, sorvegliante,
Teresa. BOZZOLO, assunta |11-9-
1941, addetta pulizia,
G. B. BOZZANO, assunto 1'8-6-1942
ponteggniatore
Angelo PUPPO, assunto Ml 27.1.
19423, autista,
Mario ROCCA, assunto 1'11-6-1942
piantone
Giovanni MUC:
19-11-1965,
MARELLI, assunto
vo reparto,
Ettore. BALDI: assunto Îl 19-7.
1946, capo reparto,
Giovanni PRAVE RSO, assunto]
16-1-1954, capo gruppo.
CANTIERE DI SESTRI
Bartolomeo DAMONT assunto |)
14-1-1920, tracciatore scafo,
Casimiro CANPPA, assunto il 26-1
1920, enpo officina.
Vittorio DASSORI, assunto il 26-5-
1921, agglustatore,
Pietro DE BARBIERI, assunto il 3-
12-1922, disegnatore costruttore
Angelo GIACOBBE, assunto il 24-3-
1923, capo squadri
Luigi PATRONE,
1925, capo gruppo,
Angelo BIGNONE, assunto il
1925, maestro d'ascia.
Vittorio DELFINO, assunto il 19-10-
1925, preventivista.
Benedetto FERRARI assunto 11 1L
1927, maestro d’'asci
Giovanni VERARDO,
9-1927, ponteggiatore,
Paolo GARBARINO, assunto
10-1929, fabbro.
Augusto CAVIGLIA,
1930, calderalo,
Adalgiso RORGHENI,
1930, elettrie
Armando MASSO
6-19930, manovale vagoni.
Agostino ARINI, assunto il 19-12.
1930, a e
Armando assunto il 29-9%-
1933, aggiusiatore,
Francesco OGANO, assunto il 25-2-
193
i 3-2.
12-6-
sunto I 16-
i 26-
assunto i 5-5-
assunto il 20.5.
ssunto il 18-
Gino assunto ll 20-
aggiustator
Nello PRTROCCHI,
1939, fucinatore,
Carlo GIACOBBE, assunto il 25-11.
unto il 24-8-
1940, piantone,
Gino ANDREONI, assunto 1'11-12-
1940, capo squadra,
Ing. Manlio CUMIN, assunto ]l 19-6-
1941, capo ufficio,
Egidio REBORA, assunto Il 19-10
1941, aggiustatore,
Giuseppe GALLIZIA, assunto il 10-
8-1942, elettricista,
Anita CANHPA, assunta il
1942, addetta pulizia.
Andrea LEVERONI, assunto Jl
1943, manovale specializzato.
Domenico ALLOISIO, assunto 1'8B-2-
1943, falegname,
Lorenzo PERASSO,
1943, fattorino.
Ferruccio MONACI, assunto il 19-9-
1944, manovale specializzato.
Giovanni CASAREGGIO, assunto il
- 26-7-1945, saldatore autogeno.
Filippo FILIBERTO, assunto il 17-68.
1946, verniciatore,
Angelo MILLIA, assunto {l
1947, manovale,
Agostino GHIGLIONE,
3-1947, verniciatore,
Domenico NICOLAI, assunto il 1°
11-19 eapo squadra.
12-12.
3-2.
assunto jl 10-8-
21.3.
assunto il 21.
FONDERIA
Narciso AROSIO,
1920, modellista.
FPmanuele FIORITO, assunto jl 15.4
1920, formatore,
Giovanni SARTINI, assunto il 2-12.
1925, capo squadra.
Giuseppe MANGANELI
1'11-5-1929, bobinatore,
Irmo RAPALLO, assunto il 9-8-1934,
capo servizio.
Mario PREDEMONTE, assunto ll 17-
1-1938, tornitore in legno,
Ugo BASSETTI, assunto il 1°-5-1939
ingrassatore,
Bartolomeo CHIAPPORI,
assunto il 6-1.
h assunto
assunto fl
20-2-1941, tornitore,
Domenico BERNARDELLI, assunto
il 17-11-1941, sorvegliante.
Maria CORSINI, assunta il 24-6-
1942, impiegata amministrativa.
Gaetano RANDO, assunto il 23-7-
1942, addetto gasogeno,
Raffaele NADILE, assunto il 19-5-
1943, impiegato tecnico,
Luigia CRVASCO, assunta il 27.12.
1943, addetta nero,
A questi benemeriti lavoratori,
che hanno speso le loro migliori
energie per l'affermazione dell’An-
saldo, 1 ringraziamenti più vivi e
l'augurio di un sereno riposo,
MEMENTO
Mario ROCCA
di 60 anni, dipendente dello stabi-
limento (MI, deceduto Îl 19-12-1959,
Era stato assunto nel 1943, Lascia
la moglie e una figlia,
Candeloro BONANNO
di 37 anni, dipendente del Mecca-
nico, deceduto il 15.12.1959, Era
stato assunto nel 1945. Lascia la
moglie e due figli.
Ciuseppe SOLA
dipendente de] Mecca-
28-12-1959. Era
1926, Lascia la
di 59
nico, deceduto il
stato assunto nel
moglie e tre figli.
anni,
Pantaleo BOZZANO
di 33 anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto Il 28-12-1959.
Fra stato assunto nel 1942, Lascia
Ml padre,
Andrea MACCIÒ
di 45 anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto ll 27-12-1959.
Fra stato assunto nel 1945. Lascia
la moglie © due figli,
Ai famigliari le commosse condo-
glianze de «< L'ansaldino >.
ATTI DI ONESTÀ
La signorina Elsa Sacco, dipen-
dente dello stabilimento Fonderia,
rinvenuto nelle adiacenze della por-
tineria un portamonoto con denaro,
lo consegnava al capo del Servizio
Vigilanza perchè lo restituisse al-
ta proprietaria,
* o *
Il sig, Natale Fossati dello sta-
bilimento Fonderia, rinvenuta. nello
spogliatolo una catenina d'oro con
medaglietta, la consegnava al capo
del servizio vigilanza che ne curava
la restituzione al proprietario,
Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, gli atti di onestà
della signorina Sacco e del signor
Fossati
Le inserzioni sono gratuite e so-
no riservate ai dipendenti del-
l'Ansaldo. Rivolgersi ai nostri
corrispondenti di stabilimento,
ACQUISTO, se occasione, glardinet-
ta metallica « Fiat 500 » in ottimo
stato. Telefonare allo stabilimento
eccanico, n. interno 357, oppure
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feriali.
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Bobbio n. 18.2 DB, Genova,
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vo, composto di attaccapanni con
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gnor Medda dello stabllimento Mec-
canico, telefono interno 476.
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parallela € portalampade a brac-
cio snodabile, Telefonare al nume-
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SEDICESIMO
Patrizia, figlia di Enrico
Aliberti del Meccanico
Angela Maria, figlia di Adriano
Arimane del Meccanico
Patrizia, nipote di G. B.
Ratto del Cantiere di Sestri
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Er
In queste mie poche righe
vorrei sfogare il solito diritto
al « mugugno » sulle iniziative
dello stabilimento Meccanico,
Ottima è stata l'installazione
dell'acqua calda ai lavandini
degli spogliatoi. Era un desi-
derio veramente sentito da
quasi tutti. Un conforto da re-
lazioni umane, specialmente
nella stagione invernale.
Si verifica però un inconve-
niente: l'erogazione dell'acqua
calda avviene saltuariamente.
Non tutti i giorni si ha l'acqua
calda, e molti giorni della set-
timana l’acqua è fredda. An-
che alle doccie, specialmente il
sabato quando si ha più tempo
disponibile, l'acqua viene ero-
gata appena appena tiepida.
Questo rende impossibile fare
la doccia nella stagione inver-
nale, poichè c'è il rischio di bu-
mentati l'Ufficio Impianti del
la Direzione Generale sta cer-
cando in questi giorni la si-
stemazione definitiva.
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CONCORSI
Il tesoro dell’isola
misteriosa
scarsi un malanno. i? È È }
Non credo che questi fatti ensmsgI dimo j
siano predisposti per economia ME NS IL È
di combustibile. Potrebbe di- i PENDEN N concorso consiste nel trovare il punto pre- nel bel fresco del boschetto
DEI DIPENDENTI
endere da una non ancor per- E 5 x ciso dove si trova il tesoro, e per questo occorre che sì trova dirimpetto.
0A organizzazione. P RA SITO attenersi a quanto è detto nei seguenti versi; Troverai la soluzione
Certo che in queste condizio- * Del veliero ca a loyante i O al leone, cn De
cia È x las Vasi a una rada assai invitante; .è soluzioni devono essere inviate entro
ni l'impianto non è funzionale. | EDITO DALL'ANSALDU S.p.A. dal Cassola scena 24 febbraio. Sono in palio, per sorteggio, | se-
E dà occasione allo sgradito è fino al becco de gru guenti premi: 1) un servizio di piatti per sei; 2) x
* mugugna », invece di riscuo- n 3 IRLi TUA I È ll un asciutacapelli; 3) una caffettiera; 4) uma cas- Ùi
t il itat I Direttore responsabile : Quindi recati al fortino, setta «li bottiglie di Coca-Cola; 5) prodotti « Pe- *
" 5 meritato Ria Arrito«Oitolani poscia a fare un pisolino rugina ».
ella speranza di essere sen- ° 5 S
tito. da chi di dovere, porgo Redazione: Via Fieschi, 10-11 . . davi n
distinti saluti ed anticipati rin- Ge n Risultati del concorso ‘‘Il titolo delle canzoni per sorteggio, i seguenti signori: 1) del Mec (vince prodotti « Pervzi-
graziamenti. ienova ei ; dia ] a de a Franchi Co an (vince un nn»)
; figurine *ilIn vignetta relativa ì f arece 2
C.C. (MEC/LAB) | E ax nì cancorsa «Il titolo delle esnzo- Vincenzo Mantoro del Can Cvine: Dia né
L'imnbiani siva sono | Stampato nella Tip. F.lli l'agano | ni», pubblicato nel n. 18 del 10 un ferro elettrico da stiro; 3) OTEHIONE = GELATERIE
a REATI o Der ETOGazione Genova - Via Monticelli, N0 11-1 novembre scorso, davano lo spunto Omero Sisti del Mec (vince uma I rebus pubblicati sotto In voce
dell’acqua calda è di recentis FOtainelaioi A etIa eta pan per le seguenti risposte: « Brivido caffettiera); 4) Maria Pittaluga del .« Passatempi» nel n. 12-13-14 del
sima installazione ed è ancora anehe ubblicità è ss blu Violino tzigano », «Mamma», CMI (vince una cnssetta di botti- 1.0 settembre avevano le seguenti
o È Scaletta Carmnenola, 7 * Autorizz. « Farfalle e Abat-jour e Piove le di e na); 5) Sebastian luzioni: e Pare lel Valenti »
în fase dì messa a punto. Per Trib; di Genown n, 200, 6-5-1954 ere AI] ° fove al a); 5 astinno soluzion nreo de alentino »,
Rai Palo EN è N VETTA STE Tra coloro che hanng inviato \°e Bottino ì A (vince. prodotti < L'Ansaldo. atta fiera di Parigi»,
eliminare gli inconvenienti la Satta soluzione sono stati premiati, « Perugina »); 6) Paolo Spallarossa e Palombara di mestiere »,
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’ansaldino
PERIODICO DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO TRE IRA n a Rea EIo
gruppo terzo
L’albero della “Leonardo da Vin
100 | Ca) ita ICON
Auguro
l nuovo anno è inizia-
to nel segno di una
attività innovatrice,
la maggiore rappresen-
tazione della quale è co-
stituita dal radicale mu-
tamento delle attrezza-
ture produttive del no-
stro maggiore cantiere
navale. Ogni ansaldino
deve vedere in questo
grande lavoro — entra-
to ora, l'appalto
delle opere marittime
aggiudicato il primo di-
cembre scorso — la ga-
ranzia della vita della
nostra Azienda nel fu-
turo.
Nuove opere di tanto
grande portata sono
frutto di cooperazione
e di convergenza di in-
tetti
tiamo profonda ricono-
scenza verso il Gover-
no che queste opere ha
approvato, verso l’IRI
ed il suo Capo che le
hanno fortemente volu-
te e ne hanno fornito i
mezzi, verso la nostra
maggiore azionista, la
Finmeccanica, per tut-
to il contributo appor-
tato alla soluzione dei
problemi relativi.
Da queste riflessioni
discende a tutti noi il
preciso obbligo di esse-
re degni, facendo sì che
la nostra attività di uo-
mini sia pari allo sforzo
che viene compiuto per
fornirci i mezzi miglio-
ri per svolgerla.
Operiamo concorde-
mente e sinceramente,
nel rispetto reciproco e
nella sincerità. Faccia-
mo sì che la nostra
grande ed operosa fa-
miglia affronti ogni dif-
ficoltà ed ogni ostacolo
in perfetta unione di
intenti e di volontà.
Nel nascere del nuo-
vo anno, giunga a tutti
voi ansaldini il mio fer-
vido augurio per un
futuro lieto, per ciascu-
no di voi, per ogni per-
sona a voi cara.
Federico De Barbieri
con
terventi: nol sen-
L’ on. Giorgio Tupini visita
gli stabilimenti Ansaldo
E’ noto come, in forza di
una recente deliberazione
del Consiglio di Ammipistra-
zione dell’I.R.I., sia stata
creata una nuova holding, la
« Società Finanziaria Cantieri
Navali» (Fincantieri), di cui
è stato nominato presidente
l'onorevole avv, Giorgio Tu-
pini e consigliere direttore ge-
nale il cav. del lav, dott. Er-
manno Guani,
Non è nostro compito fer-
marci ad illustrare le origini
e l’attuale struttura dell’Isti-
tuto per la Ricostruzione In-
dustriale; ma crediamo poter
stralciare quanto recentemen-
te ha dichiarato il suo presi-
dente — l’on, Aldo Fascetti -
all'’inviato speciale di un gio-
vane Ma già notissimo setti.
manale italiano.
Parlando, tra l’altro, della
nuova società finanziaria, il
presidente dell’I.R.I. ebbe a
dire, nel dicembre scorso, che
le partecipazioni cantieristi-
che (dopo il passaggio all’in-
dustria di Stato dei Cantieri
Navali di Taranto e con la
prossima acquisizione dei Can-
tieri Breda attualmente con-
trollati dalla FIM, l'’LR.I ha
raggiunto j! controllo di circa
della capacità
180”, produt-
tiva dei cantieri italiani) sa-
rebbero andate a costituire il
bpor'afoglio di una nuova hol-
ding, la » Fincantieri ».
La nuova società dispone di
otto caritisri ravali, tra i
quali vanno annoverati i tre
che fanno capo alla nostra so-
cietà, vale a dire quelli di
Genova, di Muggiano e di Li-
vorno, e la sua attività avrà
ufficialmente inizio il primo
febbraio prossimo.
Avremo tempo di dilungar-
ci ampiamente sulla nuova e
notevolmente complessa, ope-
razione finanziaria, che viene
ad intuadrarsi in un vasto
piano pluriennale «dell'I,R.I.:
avanzare, oggi come oggi,
commenti o idee o programmi
sarebbe comunque avanzato e
prematuro, giacchè la Fin-
cantiéri — come è del resto
ovviamente comprensibile —
attraversa uno dei periodi più
delicati della vita di una so-
cietà: quello della nascita e
relativo inserimento ed asse-
stamenio nel mondo econo:
mico,
L'on. Giorgio Tupini — un
top man: 38 anni, avvocato.
già Sottosegretario alla Presi-
denza e già presidente ed am-
ministratore delegato della
Navalmeccanica di Napoli —
L’on. Giorgio Tupini allo stabilimento Meccanico (sopra) e
allo stabilimento Fonderia (sotto), mentre gli vengono illu-
strate alcune fasi di lavoro
I.a visita al Cantiere di Sestri, Da sinistra:
l'ing. Cristofori,
‘on. Giorgio Tupini, l'avv. F. De Barbieri, l'ing. F. Lombardi,
l'ing. G. Boero e l’ing. E. de Vito
ha voluto, però, iniziare subì
to un giro attraverso tutte le
industrie oggi controllate cal-
la società di cui è presidente,
ed ha voluto iniziarlo appun-
to dall'Ansa!do, la più impor-
tante e più vasta azienda del-
la Fincantieri
Il tembo a sua disposizione
circa due giorni era ov-
viamente limitato; ma, ciò
nonostante, egli ha avuto la
possibilità» di effettuare una
visita assai minuziosa ai no-
stri stabilimenti ed alla dire-
zione generale, A Genova la
mattina del 21 gennaio scorso,
si è recato subito al Meccani-
co, accompagnato (come cl'u-
rante tutto il corso della visi
ta) dal nostro presidente avv.
Federico De Barbieri, dal di-
rettore generale ing. Federi-
co Lombardi, dal vice diret
tore generale ing. Edgardo
de Vito, dal direttore centra-
le ing. Franco Cristofori.
L'on. Tupini ha subito pre-
so contatto con il direttore
dello stabilimento, ing. Comi-
netti, ed è stato presentato a
tutti i dirigenti, con i quali si
è intrattenuto a cordiale col
loquio.
Dopo un lungo giro per lo
stabilimento, il neo-presidente
ha ricevuto la commissione
interna, fermandosi lurga-
mente anche con questa.
Con lo stesso progran:ima,
salvo poche e trascurabilissi-
me varianti, ha poi visitato il
Cantiere di Sestri e la Fonde-
ria nella mattinata dei 21 fen-
braio; nel primo pomeriggio
sì è poi recato nello Siabili-
mento di Costruzioni Mecca-
niche e Impianti Industriali
di Fegino, quindi all'O.A.R.N,
ed in Comune -— per un col-
loquio con il Sindaco di Ge-
nova.
Successivamente ha visitato
la nostra Direzione dove gli
sono stati presentati i dirigen-
ti centrali.
Il mattino successivo era al
Muggiano e nel pomeriggio al
Cantiere « Luigi Orlando » di
Livorno: anche qui, come già
avvenuto il giorno precedente
a Genova, è stato ricevuto dal
Direttore dello Stabilimento,
gli sono stati presentati i diri-
genti, ha effettuato una rapi-
da — ma minuziosa — visita
dello stabilimento ed ha infi-
ne avuto ‘un colloquio con le
commissioni interne,
Obiettivo della visita era
quello di una prima presa di
contatto con i dirigenti delle
aziende controllate dalla « hol-
ding » che presiede, Non man-
cherà occasione. ripetiamo, di
riprendere — il più esaurien-
temente possibile — l’argo-
mento, soprattutto per illu-
strare scopi, finalità, program-
mi della nuova società finan-
ziaria cui l'Ansaldo (come le
altre aziende cantieristiche
dell' IR.I.) è oggi legata per
larga partecipazione aziona-
ria.
EL.
. Lo sviluppo
dei lavori
al Cantiere
di Sestri
A distanza di un mese dal-
l'ultima segnalazione, lo sta
to dei lavori per il ram-
modernamento del Cantiere
di Sestri, che procedono sen-
za soste — anche se in qual-
che momento poco appari
scentemente data la grandio-
sità dell’opera — si presenta
come segue:
Opere marittime. Le opere
marittime (bacini, riempi-
menti, banchine, ecc.) sono
state appaltate con decorren-
za l.o dicembre 1959 dalle
imprese « SILM » e « Ferrobe-
ton», che stanno apprestando
gli studi esecutivi e le attrez-
zature per iniziare i lavori
Nei prossimi giorni verrà ini-
ziata l'operazione del prelie-
vo, dalla diga interna del
Cantiere, dei massi che saran-
no utilizzati per la muova
banchina a levante dei bacini
La « SILM » sta attrezzando a
Ponte Canepa il cantiere edi-
le in cui verranno costruiti i
cassoni ad aria compressa
che poi verranno portati a Se-
stri ed affondati per la co-
struzione delle pareti dei ba-
cini.
Gru per il servizio dei ba-
cini. E' stata confermata al
nostro stabilimento CMI la
ordinazione delle due, gru da
20 tonn. e sono stati definiti i
criteri per la progettazione e
la costruzione, sempre al
CMI, delle quattro gru da 60
tonn, e delle due gru da 40
tonn.
Nuova salderia. Completati
gli studi per la nuova salde-
ria, si sta concludendo l’ap-
palto dei lavori, il cui inizio
avverrà nel prossimo mese di
febbraio.
Demolizione impianto tele
feriche. Sono in corso di ap-
palto i lavori per lo smontag-
gio della prima campata a le
vante, che avranno inizio nei
prossimi giorni.
Una delle due gru da 20 tonn. per il servizio dei bacini
mito»
RUTIRDNIVIVANIABIABIVARITARLVIBE TARA VADELIOVABELXOBEANEOVIRBITBBIISTEVABROVOCEDASENIDRUMEVISELKOREMREANETAEIONEVAIREIA,AVONKIXOEVINEOVOEKKNEMDELAORKINRIVOBETKROKABOLTOREDARENTBELIVAPLVERINRATISELTIRETAREATARt MRNIBUTNIMIINEHNTEVINIEIINELNVRVIBAVINEFANAVANBACABELTISATUREAGKIVIVOHANOVO0M VAURASEVUMTELNIAKIARH'URLAVRTUGITARBIIRRMINIA}I0KIGOCMNARISRERTOIKRDREFIVRHMIELIAGEVABBATEISELDTORE,3TORENICELASAITARtK
Sta sorgendo la Centrale di Napoli-Levante
Nel n. 16 del 1.0 ottobre scor»
so atblamo pubblicato un arti
colo di Eraldo Colombo sul
montaggio della centrale, Diamo
ora, sullo sviluppo dei lavori,
uno stralcio dello seritto a firma
Giuseppe DI Natale, apparso re-
centemente sul « Notiziario per
ll personale SME »,
e caldaie della Centrale
termica «Napoli-Levante.,
così denominata per la sua
ubicazione rispetto al centro
urbano ed alle più antiche sue
consorelle «Vigliena» e «Mau-
rizio Capuano», hanno per 0s-
satura la torre di ferro e di
acciaio di cui abbiamo discor-
so di sopra, e per rivestimento
chilometri e chilometri di tu
bi di ferro, di varie dimensio-
ni e vario spessore fino a quel-
lo massimo di 55 mm., affian-
cati o sovrapposti da coprire
se stesi al suolo, una superfi-
cie di 17.700 mq., pari se non
superiore a quella di piazza
del Plebiscito a Napoli, In
sostanza, la vera caldaia è co-
stituita dai tubi bollitori in
cui circola l’acqua e il vapore,
mentre la camera formata dal-
le quattro pareti, dal suolo e
dal soffitto della torre, del vo-
lume di circa 15 mila metri
cubi, funziona da camera di
combustione e, in effetti, tecni-
camente così è denominata,
perchè in essa, da venti bru-
ciatori disposti in quattro file,
si riversano lunghi getti di
fiamma, che s’incrociano, si
confondono, si scavalcano. si
avventano ruggendo e sibilan-
do sulle pareti, costituite co-
me si è detto, dai tubi bolli-
tori, alimentati da 500 tonn
di acqua all’ora. Tutto il com:
plesso, oltre al nome generico
di caldaia, ha anche quello di
«generatore di vapore », e
spressione più appropriata e
che, col tempo, finirà col vre-
valere...
.. L'invenzione e la diffusio-
ne dell'energia elettrica han-
no rivoluzionato il lavoro e la
vita dell'uomo, imprimendo al
tempo stesso un ritmo così
possente e veloce alla ruota
del progresso, da non darci il
tempo di meravigliarci d’una
nuova scoperta, d’una nuova
conquista che già un'altra più
meravigliosa le ha superate.
Ciò vale anche per le Centra-
li termiche: non è stato anco-
ra ultimato un impianto che
già si preannunzia la costru-
zione di un altro di maggiore
potenza. La « Vigliena », en-
trata în esercizio il 28 febbraio
1953, cioè poco più di sei an-
nî or sono, fu salutata, nel
giorno della sua inaugurazio:
ne, come l’ultima e più felice
espressione della tecnica mo-
derna in materia di centrali
termiche. Ma dopo qualche
anno era già declassata dalla
termica di Bari, la quale, a
sua volta, prima ancora d’es-
sere completata (il suo terzo
gruppo entrerà in funzione tra
qualche mese), già si è vista
superata dalla « Napoli-Le-
vante », che avrà caratteristi.
che molto più avanzate, una
potenza e una producibilità s*
periori a quelle delle altre due
messe assieme: 90 MW «Vi
gliena »; 205,5 MW Bari; 300
MW « Napoli-Levante », E ciò
perchè questa ultima ha potu
to adottare i nuovissimi tipi di
caldaia a circolazione forzata
che assicurano una maggiore
prestazione. Ciascuna cal@uia
consuma, al carico massimo,
1.500 tonnellate di Sulcis o 850
tonnellate di nafta al giorno.
La prima pietra della co-
struenda Centrale (un masso
luvico dj considerevoli dimen»
sioni e del peso di alcune ton-
nellate) fu lanciata in mare
nell'aprile del 1958, non aope-
na furono perfezionati e resi
esecutivi i Decreti con i quali
il Demanio dello Stato dava
L'aspetto di una parete interna della caldaia da 500 tonn./h,
AIA. AU LO SII.
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Veduta notturna della caldaia con festoni illuminati
in concessione alla SME quel
lembo di spiaggia (poche mi-
gliaia di metri quadrati), au
torizzando altresì il riempi-
mento d’un tratto di mare
lungo la spiaggia medesima.
Da quel giorno, e con estre-
ma rapidità, teorie di camions
riversarono in mare, su un
fronte di 500 m. parallelo al
lido, massi vulcanici del veso
variabile da una a cinque ton-
nellate per complessive ton-
nellate 92 mila; massi che so-
no andati a costituire la sco-
gliera di contenimento del ter-
rapieno venuto su in seguito
alla colmata. Successivamen-
te si è proceduto alla forma-
zione di una scogliera di pro-
tezione dell’opera di scarico
lunga circa 100 metri e per la
quale sono occorse altre 30
mila tonnellate di massi vul-
canici,
A riempimento inoltrato, la
ditta Franki di Genova ha
proceduto alle opere di fonda-
zione del complesso elettroter-
mico mediante pali di vario
diametro e di varia lunghezza
in calcestruzzo parzialmente
armato, per complessivi me-
tri lineari 33.414, dei quali
17.288 sono stati portati, con
una lunghezza media per pa-
lo di 18 mt. fino al banco di
tufo sottostante u circa metri
Veduta della zona dei mulini
- pi generatori
20 di profondità dul livello
medio del mare. Per eseguire
cotesta palificata è stato ne-
cessario fare arrivare dal Bel-
gio due attrezzature della
Pieux Franki belga, dato che
non esistevano in Italia mac-
chine capaci di eseguire nali
della lunghezza di circa 20 me-
tri e del diametro di 520 m/m.
Per gli amatori di dati stati-
stici precisi, aggiungiamo che
il numero dei pali impiegati
(di cui abbiamo già data la
lunghezza complessiva) è sta-
to di 2.744,
Sulla suddetta palificata so-
no state impostate le opere di
fondazione in cemento arma;
to (platee, plinti, travi rove-
scie, cordoli, ecc.), Per la 1a
caldaia è stato eseguito un pla-
teone di fondazione, che ha ri-
chiesto complessivamente cir-
ca 1.300 metri cubi di cemen-
to armato con tondini di ferro
acciaioso del diametro di 30
m/m. Sul plateone è stata in-
nalzata l’incastellatura della
caldaia della prima sezione.
che ha una base di mt. 19,30
per 17 e raggiunge la quota di
circa 47 metri.
Per la messa in opera dei
singoli pezzi s’è reso necessa-
rio l'uso di una gru speciale
americana P.H. semovente,
unica attualmente in servizio
in Europa e che, a mezzo dei
suoì due motori, può spostar-
si rapidamente e può solleva-
re un peso di 63 tonnellate ad
un'altezza di 15 metri con uno
sbraccio massimo di mt. 4,50
dall’asse di rotazione, Può sol-
levare 16 tonnellate fino alla
altezza di 50 metri con uno
sbraccio di m. 10,5.
Le strutture in cemento ar-
mato costituenti la sala mac-
chine vera e propria, l’ Heater-
bay e il reparto silos e mulini
del carbone, sono attualmente
in avanzata fase di costruzio-
ne, essendosi raggiunta a fine
settembre la quota del carro-
ponte per la sala macchine re-
lativamente al primo gruppo,
e quota 18,50 per gli altri re-
parti.
Il montaggio della caldara è
anch'esso in avanzata fase e si
spera, mantenendo i program-
mi, di iniziare le prove del 1°
gruppo nella prossima estate.
I lavori edili del gruppo cen-
trale, parco nafta, quadro al-
l’aperto, canali di circolazio-
ne sono affidati all’ Impresa
Ing. Vincenzo Carola. Il com-
plesso di costruzione e mon-
taggio delle caldaie e dei grup-
all’ Ansaldo,
mentre la palificata di fonda-
zione, come si è detto è stata
eseguita dalla ditta Franki di
Genova,
Le opere a mare, per il pom-
paggio delle acque di circola-
zione sono state appaltate al-
l'Impresa SILM. La scogliera
di contenimento è stata ese-
guita dall’Impresa De Sanctis.
L’impianto sarà inoltre do-
tato di un parco carboni della
capacità di 120.000 tonn. e di
due serbatoi per la nafta, di
20.000 me, ciascuno, nonchè
di una banchina d’attracco per
navi petroliere e carboniere
fino ad una stazza di 15.000
tonnellate,
AI 30 settembre l’avanza-
mento del complesso generale
delle opere aveva raggiunto
circa il 25 per cento del tota-
le. con un impiego di 900 mi-
la ore lavorative; 65 mila
quintali di cemento; 16 mila
quintali di ferro per armatura
di vario diametro, che congua-
gliati ad un diametro medio di
18 m/m., danno una lunghez-
za di circa 800 chilometri!
La medaglia d’oro
al merito direttivo
all’ing. Federico Lombardi
A 1 nostro direttore genera-
le e consigliere d'ammini-
strazione ing. Federico Lom-
bardi è stata assegnata la me-
daglia d'oro al merito diret-
tivo, l’altissima onorificenza
istituita dalla « Confederazio-
ne italiana dirigenti d’azien-
da » per dirigenti di alto valo-
re professionale è di spiccati
meriti nel campo produttivo e
sociale.
Questa notizia, che la stam-
pa quotidiana ha già dato
commentandola con espressio-
ni di vivo e consapevole con-
senso, nella famiglia ansaldi-
na lroya anche qualcosa di
più: l'affettuosa solidarietà
che nasce dalla stima e dalla
ammirazione.
I lavoratori dell’Ansaldo, e
in special modo i più anziani,
conoscono bene l'ing. Lom-
bardi. Moltissimi di essi lo
hanno visto spesso visitare le
officine e gli uffici, altri han-
no avuta il privilegio di star
gli molto vicino nei lunghi
anni di lavoro comune. E tut:
ti abbiamo avuto modo di ap:
prezzare, in ogni circostanza,
la sua chiara e moderna vi
sione dei problemi aziendali,
la sua instancabile attività,
l'incessante contributo di com-
petenza in ogni ramo della
produzione, l’eccezionale spi-
rito giovanile ed entusiasta
che sempre lo ha animato e
che è una delle caratteristiche
salienti del suo temperamento
L'ing. Lombardi venne al-
l’Ansaldo nel 1925, quale stret-
to collaboratore dell'ing. Roc-
ca, allora amministratore de
legato, e subito dimostrò alte
capacità di organizzatore, Do-
po una parentesi di alcuni an-
ni, durante la quale fu alla
direzione del complesso in-
dustriale Pozzi, nel 1949 tornò
alla direzione della nostra
azienda, Era, quello, uno dei
momenti più delicati della
Società, che aveva bisogno di
essere riorganizzata e di ef-
fettuare il passaggio dalla
produzione di guerra a quella
di pace. Se l’Ansaldo è riu-
scita a superare meglio del
previsto questo difficile perio-
do, lo si deve in gran parte
all'energia e alle capacità tec-
niche del nostro direttore ge-
nerale,
L'ing. Federico Lombardi è,
dal 1957, anche consigliere di
amministrazione dell’ Ansaldo
e attualmente ricopre anche
le cariche di presidente del-
l'Ansaldo-Coke e di consi
gliere d'amministrazione della
Termomeccanica Italiana.
Cominciò la sua carriera
dopo aver conseguito la lau
rea in ingegneria industriale
nel 1910, nella marina milita»
re, lasciando il servizio attivo
nel 1919 col grado di capitano
del genio navale. Si dedicò
poi alla creazione del grande
stabilimento di Marghera e
quindi passò, quale direttore
generale, agli Stabilimenti
S. Eustacchio di Brescia.
All’Ansaldo egli ha quindi
portato una preziosa somma di
esperienza, L'onorificenza og-
gi conferitagli premia non so-
lo la sua lunga, nobile, bril
lante fatica, ma indirettamen-
te anche tutti gli ansaldini,
che gli rivolgono in questa oc-
casione gli auguri migliori,
con quell’affetto che egli ha
saputo meritarsi.
craig
In alto da sinistra: ruota lenta per turboriduttore da 21.000 cav. costruita allo sta-
ento Meccanico (la fotografia mostra l’arrivo al montaggio dopo il taglio dei
denti) e destinata all'apparato motore della costruzione 1552, turbocisterna «Egeria >»
da 52.000 tonnellate di portata lorda, in allestimento al Cantiere di Sestri. Sopra:
locomotiva Diesel-idromeccanica da manovra ADIM/M-1/4 tipo 0-3-0 a ponti di
trasmissione, costruita allo stabilimento CMI per conto dello stabilimento di Piom-
bino della Società « Ilva »; le sue caratteristiche principali sono: peso in servizio a
pieno carico kg. 45.000, velocità massima km/h 60-65, scartamento mm. 1.435, lun-
ghezza tra i respingenti mm. 8.880. Sotto: struttura del ponte di una gru da 15 tonn.
costruita al CMI per la «Cornigliano (stabilimento siderurgico « Oscar Sinigaglia »)
L'Ansaldo costruirà per la Spagna
un impianto per la produzione di acido nitrico
L'Ansaldo fornirà alla Socie-
tà « Abonos Sevilla » di Madrid
un impianto per la produzione
di 225 tonnellate al giorno di
acido nitrico, considerato alla
concentrazione del 100%.
Il contratto è stato firmato in
Madrid il 26 novembre 1959 ed
in questi giorni sono state con-
cesse dalle autorità spagnole le
autorizzazioni a procedere al-
la esecuzione del contratto.
Si tratta di una fornitura di
crea un miliardo di lire.
L'impianto sarà realizzato
sulla base del progetto Monte-
catini che collaborerà con l'An-
saldo nella sua realizzazione.
I! contratto con la « Abonos
Sevilla » rappresenta un note-
vole successo per l’Ansald> n
la Montecatini specie se si pon-
sa che l’ingresso nel mercato
spagnolo può portare ad en-
îambe le Società nuove af-
formazioni.
L'imbarco, sulla turbonave « Leonardo da Vinci» in allesti-
mento, di uno dei quattro motori Ansaldo-Maybach da 900 cav.
costruiti al Meccanico e destinati a gruppi elettrogeni
I MECCANICO,
Commesse
Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite
dal 23 giugno scorso al 7 gen-
naio c.m.:
—— Un apparato motore Die-
sel Ansaldo-Fiat tipo 908 so-
vralimentato per una motona-
ve dell'armatore Lauro in co-
struzione al cantiere di Mug-
giano.
- Dieci collettori completi
di fondelli e portine per la So-
cietà « Montecatini» (Stabili
mento Azoto di Novara).
Tubi in acciaio sagomati
per caldaia Ansaldo n. 1 da
350 ma. da noi fornita e in-
stallata nello Stabilimento di
Cesano Maderno della Società
Montecatini.
Quattro giunti a stella
per turbine per la T/n. «Asca-
nia» della Società Sicula Ocea-
nica.
— Cento camme di aspira-
zione in acciaio e cento cam-
me di scarico in acciaio per la
Società Termomeccanica Ita-
liana,
— Una stazione di desurri-
scaldamento e di riduzione
vapore per la centrale termo-
elettrica da 8.000 kW, di Lima
(Perù) della Società Fertili-
zantes Sinteticos.
— Particolari vari per sur-
riscaldatori ed economizzatori
per caldaie e valvolame per la
Società «Snia Viscosa» di
Milano.
— Parti di ricambio per ie
turbine installate nelle cen-
trali termoelettriche di Sasso
Pisano e Monterotondo della
Società Larderello.
— Una cassa valvola di ma-
novra per la T/c, « Giuseppe
Giulietti » della Società Gari-
baldi di Genova.
— Astucci e coni per la na-
ve « Garibaldi » al nostro Can-
tiere di Muggiano.
— Costruzione in trasforma-
zione di due collettori di va-
pore e due collettori d’acqua
per la «S.LA.C.».
— Una serie di macchinari
complementari per una M/e.
da 35.000 t.d.w. (impianto di
produzione vapore, due turbo-
alternatori, un gruppo Diesel-
alternatore, modelli e attrez-
zatura) in costruzione alla
Navalmeccaniea.
— Quattro assortimenti col-
lettori (vapore e acqua) per il
C.T. « Impavido» in costru-
zione aj Cantieri del Tirreno
di Riva Trigoso,
— Centrale termoelettrica
da 9375 kW. per l’impianto
fertilizzanti azotati di Neyve-
li (India) ordinato al CMI
dalla Neyveli Lignite Corpo-
ration Ltd.
- Parti di ricambio per la
turbina a vapore da 70 MW.
della Centrale termoelettrica
di Turbigo della Società « Viz-
* zola »,
— Un gruppo marino Die-
sel Ansaldo tipo 2131/3 ad
aspirazione atmosferica della
potenza di 80 cav. cff. a 390
giri al 1’, destinato all’arma-
tore Fernando Sciarretta di
Termoli, per il M/p. « Maiel-
la» in costruzione presso un
cantiere di Termoli,
— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali-
mentato, della potenza di 165
cav. eff. a 390 giri al 1’ desti
nato all’armatore Umberto La-
galla di San Benedetto del
Tronto per un M/p, in costru
zione presso il Cantiere Ma-
rini di Ancona,
— Un gruppo marino Die-
sel Ansaldo tipo 2131/4 sovra
limentato, della potenza di
165 cav. eff. a 390 giri al 1°,
dotato di camicie cilindro
cromate, destinato agli arma-
tori Renato Belemmi e Giusep-
pina Bigoni di Ancona, per il
M/p. « Marcello» in costru
zione presso un cantiere di
Ancona,
— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali
mentato, della potenza di 165
cav. eff. a 390 giri al 1’, dotato
di camicie cilindro cromate,
destinato agli armatori Giu-
seppe Altomare e Cosmo Pe-
iruzzelli di Molfetta per il
M/p. « Biancaneve » presso il
Cantiere De Ceglie di Molfet-
ta.
— Due gruppi marini Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali-
mentati, ciascuno idella poten-
za di 165 cav. eff. a 390 giri al
1’ e dotato di camicie croma:
te, destinati agli armatori Gia:
como, Francesco, Ignazio e
Sergio Salvemini di Molfetta,
per sostituzione di altri rispet:
tivamente sui M/p. «Anna
Dora » e « Malpighi» presso
i cantiere navale di Molfet-
a.
— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q 265/4 ad aspi-
razione atmosferica, della po-
tenza di 200 cav, eff. a 360 giri
al 1’, destinato all’armatore
Salvatore Agliano di Siracusa
per il M/p, «Cavallo Marino»,
in costruzione presso il Can-
tiere Navale Antonino Ponzio
di Augusta,
— Un gruppo marino Die-
sel Ansaldo tipo Q 265/6R so-
vralimentato, della potenza di
450 cav. eff. a 360 giri al 1’,
dotato di camicie cilindro cro-
mate, destinato a un M/p., del-
l’armatore Michele Amoruso
di Bari,
— Un gruppo elettrogeno
formato con motore Diesel
Ansaldo tipo 2131/3 della po-
tenza di 105 cav. eff. a 500 gi-
ri al l’ e dinamo da 75 kW,
220 Volta, destinato all’arma-
tore Lauro per la M/n. « Giu-
lia ».
— Un motore industriale
Diesel Ansaldo tipo 2131/6
ad aspirazione atmosferica,
della potenza di 150 cav. eff.
a 400 giri al 1’ per accoppia-
mento a dinamo del commit:
tente Lloyd Triestino ner la
M/n. « Risano ».
— Un gruppo Diesel-dina-
mo costituito di motore Diesel
Ansaldo tipo Q 265/6 sovra-
limentato, della potenza di
450 cav, eff. a 375 giri al
e dinamo da 300 kW, - 230
Volta, destinato alla linea
Giacomo Costa per la M/n.
« Franca €C.».
— Un gruppo Diesel-dina-
mo formato con motore Diesel
Ansaldo tipo Q 265/6 sovrali-
mentato della potenza di 450
cav. eff. a 375 giri al l’ e di-
namo da 300 kW. - 230 Volta,
destinato alla Flotta Lauro
per la M/n. « Surriento ».
Dette commesse comporta
no circa 658.000 ore lavorati-
ve.
Consegne
Il materiale più importante
spedito durante il periodo dal
21 luglio al 30 novembre 1959
è il seguente:
Al nostro Cantiere di Se-
stri: un turboriduttore princi-
pale e due turbogeneratori da
600 kW. per la T/c. « British
Beacon »; economizzatore per
caldaie principali per la T/c.
« British Signal »; due caldaie
principali, due economizzato»
ri, generatore di vapore BP e
turboriduttore principale per
la T/e. « Maria Adelaide »;
turbina AP sinistra, turboge-
neratori da 1100 kW., venti-
latori per caldaie ausiliarie,
elettropompe di circolazione
principale e gruppi Diesel An-
saldo-Maybach da 900 HP per
la T/n, « Leonardo da Vinci »;
caldaia Ansaldo Clarkson a
gas di scarico e linea d’assi
per la costr. 1547; astuccio
per asse port’elica per la co-
str. 1551: astuccio per asse
port’elica e refrigeranti olio
per la costr. 1553.
AI nostro Cantiere di Mug-
giano: caldaie principali, eco-
nomizzatori, un condensatore.
turboriduttore principale, li:
nea d'assi e turbodinamo da
550 kW per la T/c. « Cristina
D'Amico »; gruppo Diesel con
motore Ansaldo tipo 265/6
sovralimentato della potenza
di 450 HP e una caldaia An
saldo-Clarkson a gas di sca-
rico per la M/n, « Carlin Fas-
sio »; gruppi Diesel-dinamo
con motori tipo Q. 2695/6 del-
la potenza di 310 HP caduno,
un gruppo D.D. da 50 KW, li-
nea d’assi, serbatoi aria e ma-
teriale refrattario per caldaie
ausiliarie per la M/n. « Golfo
di Palermo =»,
Al nostro Cantiere di Livor-
no: due refrigeranti per olio
per la costr. 1555; apparato
motore Diesel Ansaldo-Fiat
tipo 757 sovralimentato ed au-
siliari per la M/n. « Coralli.
na»,
Alla « Società Meridionale
di Elettricità» (Centrale di
Napoli): parti di caldaie ed
altri materiali vari inerenti
due sezioni termoelettriche
della potenza di 1235 MW.
Ala Società « Vizzola » di
Turbigo: parti di turbina da
CASSETTA DELLE IDEE
premiate.
CANTIERE DI
di cui 5 premiate.
re 65.000.
70 MW per centrale termo-
elettrica,
Alla Società « Moncalvi »
di Pavia: gruppo Diesel alter-
natore da 315 HP,
Alla Società « Albimport »
di Tirana: motore marino Die-
sel Ansaldo tipo Q. 265/4 del-
la potenza di 200 HP; due mo-
tori marini Diesel Ansaldo ti-
po Q. 2653/3 della potenza di
150 HP caduno.
Aì «C.R.D.A.» di Monfal-
cone: rimessa in efficienza di
due motori Diesel Ansaldo ti-
po 2131/6 della potenza di
270 HP caduno,
Ai «C.R.D.A.» (Fabbrica
macchine S. Andrea) di Trie-
ste: gruppi valvole di mano-
vra ,turbogeneratori da 600
kW e un gruppo Diesel alier-
natore da 288 kVA per costr.
1843-1844.
Al « Cantiere Navale Santi-
ni» di Civitanova Marche:
motore marino Diesel Ansal-
do tipo Q. 2131/3 della poten-
za di 80 HP per un motope-
schereccio in costruzione per
conto del sig. Domenico D'An-
tonio di Pescara.
Ai sigg. Emanuele e Natale
De Giosa di Bari: motore ma-
rino Diesel Ansaldo tipo
370/6 R. della potenza di 600
HP completo di particolari.
AU. Ilva » di Piombino: tu-
bi d'acciaio per corpo caldaia
Al « Ministry of Defence
Republik Indonesia » di Dja-
karta: un albero a manovelle
per motore Diesel Ansaldo»
Fiat tipo 409 T.
Alla « Novalmeccanica Sp.
A.» di Castellammare di Sta-
bia: gruppi Diesel dinamo da
125 kW destinati alla costru
zione 622.
Alla « Vilhelm Torkildsen »
di Bergen: ricambi motori Die-
sel Ansaldo-Fiat tipo A 686
sovralimentati.
AI « Cantiere Navale Tatto-
li. di Molfetta: due motori
marini Diesel Ansaldo tipo
Q 370/6 R sovralimentati del-
la votenza di 900 HP, caduno.
Al « Cantiere Navale Pa-
petite » di Venezia: rimessa in
efficienza di un motore mari-
no Diesel Ansaldo tipo 376/6
R. sovralimentato della poten:
za di 900 HP.
Alla = Società di Navigazio-
ne Giacomo Costa» di Geno-
va: un srunpvo Diesel dinamo
da 300 kW. ner la M/n. «Fran:
ca C. >».
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro di minore
entità spedito è, in complesso,
di 5.600 tonnellate,
E
B
2
LIVORNO. Proposte esaminate 11, È
re
Le proposte del mese di dicembre
Durante il mese di dicembre sono state esaminate
dai comitati della « Cassetta delle idee » 79 proposte,
di cui 33 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
MECCANICO. Proposte esaminate 68, di
cui 28
L'ammontare complessivo dei premi è stato di li-
LIVORNO
Navi in bacino
Nel bacino di carenaggio di
Livorno, che il nostro Cantie-
re « Luigi Orlando» ha in
esercizio, hanno sostato le se-
guenti navi:
—— Dal 7 al 9 novembre la
motonave « Genepesca III» di
404 t.s.1. della Società « Gene-
pesca » di Livorno, per pittu-
razione della carena.
— Dal 9 al 10 novembre la
motonave « Genepesca VI» di
702 t.s.1. della Società « Gene
pesca » di Livorno, per pittu-
razione della carena.
— Dal 20 al 24 novembre il
piroscafo « Rosa Corrado» di
6.968 t.s.1, della Società di Na-
vigazione « Corrado », per pit-
turazione della carena e lavo-
ri da parte di ditte esterne.
— Dal 24 al 27 novembre il
piroscafo « Portoferraio » di
918 t,s.1, della « Società di Na-
vigazione Toscana » di Livor-
no, per pitturazione della ca-
rena.
—— Dal 28 novembre al 2
dicembre la motonave « Gene-
pesca V » di 618 t.s.1. della So-
cietà « Genepesca» di Livor-
no, per pitturazione della ca-
rena e lavori da parte di dit-
te esterne.
— Dal 3 al 4 dicembre la
motonave « Pertusola II » di
499 t.s.1. della « Società Mine-
raria Marittima » di Palermo
per sostituzione dell’elica da
parte di ditte esterne.
— Dal 7 al 9 dicembre la
motonave « Astrea SIAM » di
491 t.s.1. della Società Italiana
d'Armamento «Mediterraneo»
di Viareggio, per pitturazione
della carena e lavori da parte
di ditte esterne.
— Dal 14 al 15 dicembre la
motonave « Pertusola II» di
499 t.s.1, della « Società Mine-
raria Marittima » di Palermo
per prosecuzione lavori di so-
stituzione dell’elica da parte
di ditte esterne.
LS
Consegne
Il materiale più importante
spedito ai committenti negli
ultimi mesi è il seguente:
— Materiale ferroviario ro-
tabile, kg. 776.701,
— Escavatori e ricambi, ‘kg
98.278.
— Impianti chimici ed ap- È
kg. L
parecchiature relative,
195.244,
— Gru e apparecchi di sol-
levamento, kg, 950.909.
— Gasometri e serbatoi, kg.
260.868.
— Cementerie e
kg. 1.681.969.
— Costruzioni diverse di
carpenteria e meccanica va-
ria, kg. 3.921.309.
— Materiali inviati al CMI
per ricotture e sabbiature. kg.
780,564.
— Materiali di terzi inv:ati
al (CMI per lavorazione mec
canica, kg. 385.915.
— Materiali di terzi inviati
al CMI per riparazioni mecca-
niche, kg. 391.370.
Il peso complessivo dei ma-
teriali di cui sopra è di kg.
ricambi,
Recentemente hanno iniziato le prove di funzionamento i
due elevatori elettrici a caprazoppa per lo scarico di merci
varie, ordinati all’Ansaldo dal «Consorzio Autonomo del
Porto » di Genova e costruiti allo stabilimento CMI. Gli ele-
vatori, che sono stati installati a Ponte Rubattino, hanno le
seguenti principali caratteristiche: portata lorda alle funi,
kg. 6.000; capacità della benna, mc. 3,2; scartamento oriz-
zontale, m. 36; sporgenza a sbalzo del ponte, m. 9,6; lun-
ghezza totale, m. 45,6; sbraccio gru girevole, m, 16; altezza
massima benna sulla banchina, m. 21,4; velocità di solleva-
mento m. 60/1'; potenza motori sollevamento, HP 105
9.443.127.
NDERI
Commesse
Ecco le commesse più im-
portanti acquisite ne) mese di
dicembre:
- Getti vari di ghisa, per
complessive 750 tonn., per i
nostri stabilimenti Meccanico
e CMI, per i nostri Cantieri di
Sestri, Muggiano e Livorno,
per aziende del gruppo I.R.I.
e per clienti diversi,
— Eliche e getti di bronzo,
per complessive 47 tonn., per
i nostri stabilimenti Meccani-
co e CMI, per i nostri Cantie-
ri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno, per aziende del grup-
po I.RI. e per clienti diversi.
— Pezzi in acciaiv fucinati
e stampati, destinati a clienti
diversi.
Dette commesse comporta:
no circa 77.000 ore lavorative.
Consegne
Il materiale più importante
consegnato nel mese di dicem-
bre è il seguente:
Ai nostri Stabilimenti Mec-
canico e CMI ed ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 120 tonn. di getti vari
di ghisa e 16 tonn, di getti di
bronzo ed eliche. Ad aziende
del gruppo I.R.I.: 314 tonn, di
getti vari di ghisa e 15 tonn.
di getti di bronzo ed eliche, A
clienti diversi: 284 tonn. di
getti vari di ghisa e 3 tonn. di
getti di bronzo ed eliche.
Lavorazione di un'elica a quattro pale in bronzo al manga-
nese destinata a cacciatorpedMmiere tipo « San Giorgio » della
Marina Militare ltaliana (diametro mm. 4200; peso kg. 11.600)
7
ea È
Procede a pieno ritmo
l'allestimento della “Leonardo”
La trama delle ponteggiature sorte intorno allo scafo della nuova ammiraglia
E? difficile rendersi conto
— sia pure approssima-
tivamente — della mole di la-
voro che si cela dietro le pa-
reti — più esattamente: entro
le paratie — di un transatlan-
tico: quel lavoro cui nessuno
pensa quando la nave è en-
trata in esercizio, proprio ver-
chè a nessuno è offerta la pos
sibilità di rendersene conto.
Il luccichio dei cristalli, l’ele-
ganza dell'arredamento, l’ac-
costamento indovinato dei co-
lori, l’ovattata discrezione del-
le luci diffuse, lo scenario di
fiaba nascondono chilometri
di cavi, migliaia di cavalli-
vapore, una miriade di mac-
chine e di strumenti,
Dopo il varo il primo im-
barco è stato quello dei grossi
pezzi e delle caldaie: imbar-
chi, questi, che permettono di
completare le chiusure stagne
definitive della nave e di ope
rare il completamento dello
scafo: contemporaneamente e
| successivamente ha trovato
posto a bordo tutto l’altro ma-
teriale, fino all’albero e al
fumaiolo, cosicchè oggi è ter-
minato non solo tutto lo sche
letro della nave ma alcuni
collaudi o sono già stati ese-
guiti o sono ormai prossimi.
Nel dicembre scorso, infat-
ti, sono stati sistemati gli
ultimi pezzi di notevole di-
mensione ed ora è miziata la
i pulitura delle caldaie, facendo
così levare il primo filo di
fumo dall'aerodinamico fu-
maiolo. Tutti gli impianti
hanno già trovato il loro por
sto. la quasi totalità dei col-
legamenti è stata effettuata e
si è entrati in cuella che può
esser detta la fase finale del-
l'allestimento.
Nei saloni si comincia già
a vedere quella che sarà
la maggiore attrattiva della
« Leonardo », la sua eleganza.
Certo è prematuro varlare di
colori, di tappeti, di poltrene:
ma l’assetto definitivo, i soffit-
ti, l'illuminazione, le piste da
ballo vengono delineandosi,
sia pure in forma embrionale.
E già sono visibili gruppi di
| cabine, in cui letti, tavoli, la-
vabi, sono in buona parte già
sistemati.
Non si creda, leggendoci,
che oggi la «Leonardo da Vin-
ci» offra un'idea di disordine,
di caos: malgrado tutto il ]a-
voro e tutti gli uomini che so-
no a bordo, l'impressione è
solo apparente, superficiale,
perchè basta pocn per potersi
orientare in quello che sem-
bra un labirinto di corridoi e
di cavi. Per fare un esempio,
si può pensare al risveglio in
pieno giorno: dapprima la lu-
ce acceca l’occhio. poi — do-
po soli pochi istanti — lo
stesso occhio ha tutte le i:m-
magini a fuoco.
Gran parte dei pannelli sono
partiti verso gli studi degli
artisti che dovranno decorarli.
La loro è una via lunga: ven-
gono montati al posto de‘ini-
tivo per rilevarne le misure
esatte, vengono smontati iIn-
viati all’artista, decorati, ri-
spediti, rimessi definitivamen-
te a posto.
Il teatro — un gioiellino de-
gradante verso il palcoscenico
come le migliori sale di spet-
tacolo è ormai terminoto;
mancano solo le poltrone, le
seintillanti toilettes, gli ap-
plausi. Anche le piscine sono
praticamente ultimate, e a
terra sono già segnati i punti
in corrispondenza dei quali
verranno sistemate le lampa-
de a raggi infrarossi.
Sul Ponte Lido — dalla li
nea elegantissima — funzio-
nerà, durante tutta la notte,
un vero e proprio ristorante
notturno, non una semplice
tavola calda, mentre piste da
ballo sono state sistemate an-
che sulle verande delle pisci-
ne.
Il Cantiere ha studiato tatti
i servizi, i progetti delle ca-
bine, dell'ospedale, delle scale
non «artistiche », delle pas-
seggiate chiuse, delle mense
per l'equipaggio, dei cosid-
detti « locali sparsi » (come i
magazzini o i depositi), D'al-
tra parte una nutrita schiera
dei più noti architetti italiani
ha creato la parte meramente
estetica dei locali di rapore-
sentanza della nave, come le
sale da pranzo, gli scaloni ed
i vestiboli di prima e seconda
classe, il teatro e la cappella
(assai suggestiva), il soggior-
no e la sala delle feste di
prima e seconda classe, gli
appartamenti di lusso, la sala
da pranzo ufficiali, l’apparta-
mento del comandanie, del di-
rettore di macchina, del primo
ufficiale.
Se poi, lasciando da parte
il lato estetico, si dà uno
sguardo ai servizi, si nota su-
bito che la timoneria va av-
viandosi anch’essa verso la
messa a punto. Entro gennaio
anche l’apparato elettrico ini-
zierà il suo funzionamento,
dapprima alimentato da terra
e quindi con i diesel-elettro-
geni di bordo: potrà in tal mo- |
do aver luogo anche il collau- &
do dell'impianto di condizio.
namento. Quest'ultimo, a piog-
gia, è già in funzione in buo- È
na parte della nave: nelle ca-
bine di prima classe e degli
ufficiali superiori l'impianto è
singolo ed indipendente dagli
altri: ogni utente potrà, c'oè,
regolarlo come meglio ritiene.
La cambusa dà una singo-
lare impressione di grandio- Di
sità: il suo impianto, ormai a {8
punto, potrebbe servire como
damente un intero gruppo di
alberghi e ristoranti di lusso.
Le grues delle lance di sal-
vataggio permettono di ca'ure
in mare le scialuppe anche ‘
con una inclinazione superio
re a quella prevista dalla vi
gente Convenzione di Londra.
Ed il loro primo collaudo — È
molto recente — ha già dato
i primi brillantissimi risultati.
Tutte le cabine di prima
AA anaesici dacia
Sopra: l'imbarco del fumaiolo. Sotto: una inquadratura generale
quattro aspetti dell’allestimento della
il castello di prora (sotto); un salone (in basso a destra); fiancata destra (pag. 19)
il ponte lancé (sopra);
classe avranno, oltre al tele
fono, radio e microfono. A
borao abbondano poi i tele
rij e, quando non sarà pos
sibile collegarsi con trasmit-
tenti da terra, funzionerà una
autonoma stazione a bordo.
Vale a dire che il cameraman
riprenderà aspetti della vita
di bordo, teletrasmettendoli a
tutta la nave,
L’acqua sarà potabile per
qualsiasi servizio, giacchè un
impianto modernissimo, cap:
tata l’acqua marina, la farà
evaporare fino a renderla di-
stillata e quindi la mineraliz-
zerà per fornirle la necessaria
gradazione di sale: si berrà,
insomma, acqua ottima e pu-
ra,
Larghissimo l’uso del lami-
minato plastico, usato perfino
per i braghettoni delle porte
riducendo così al minimo
la necessità di pitturazione at-
tuale e futura ed aumentardo
indefinitivamente l’inalterabi
lità e la facilità del lavaggio.
Novità assolute anche i mez:
zi di imbarco: la « Leonardo
da Vinci» sarà fornita di im
barchi laterali, di tapistou
lants e di scivoli: il materiale
potrà entrare sempre da tutti
i boccaporti laterali, mentre
esisteranno picchi di carico
solo a mnrua. Altro elemento
importantissimo, oltrechè nuo:
vo, è che i boccaporti inter
medi delle stive da carico a
vranno comando idraulico con
pistone a rotazione sulle cer-
niere: sì aprono, cioè, «a li.
bro », con enormi vantaggi di
ordine pratico.
Il « garage » è a livello del
la banchina, cosicchè si po:
trebbe teoricamente enirare
addirittura a bordo in mac:
china.
Ultramoderno
anche l’ospe-
dale, fornito di sale di fisio
terapia, ginnastica e attrezza-
ture di ogni genere, Per l’im-
barco ed i depositi della po-
sta, la »- Leonardo -» avrà un
suo ufficio ed un suo tapis
roulant,
Inutile dire che l’'equipag-
gio è dotato di tutti i comforts,
dj un gran numero di mense
(ognuna con la sua riposteria)
e di ritrovi, tutti forniti di
aria condizionata e di bar.
Altro problema cui è stato
dato il massimo rilievo è
quello igienico ed antitopo.
Durante due successive visi
te, gli incaricati del Public
Health Service l'ente ame
ricano incaricato di vigilare
sui servizi igienici e sanitari
di bordo — si sono dichiarati
soddisfattissimi.
Tutto quanto abbiamo detto
è oggi praticamente già fun-
zionante, o quasi; mancano, si
intende, gli ultimi collega-
menti, le rifiniture, i ritocchi.
Sembra vicino, è verissimo, il
giorno della impostazione;
sembra — a pensarci che
solo ieri sia stata varata: e,
al tirar delle somme, dalla
limpida e freddissima matti-
na del 7 dicembre 1958 ad og-
gi gran tempo non è poi pas
sato. Eppure la « Leonardo da
Vinci », la nostra 1550, ha già
fatto tanta strada da sembra-
re irriconoscibile a chi la
ricordi com’era « allora ».
Un'altra nave ammiraglia
dovo la « Cristoforo Colom-
bo », la «Gripsholm», la « Fe-
derico C.»: — che porterà sui
mari la »nrova tangibilissima
della nostra abilità, del nostro
entusiasmo, del nostro lavo-
ro; e soprattutto ‘un lembo del
nostro cuore.
Emiddio Loscalzo
lansaldino
Il Museo navale
di La Spezia
N ella sua ultracentenaria e
multiforme attività VAn
saldo ha lasciato e continua a
lasciare traccia profonda di sè
nei luoghi 2 negli ambienti niù
diversi: è un nome che ormai
da oltre un secolo è legato alla
storia d'Italia 2 perianto non
poteva, questo nome, non fi-
gurare anche in taluni musei
îtaliani di grand» immortanza
storica e tecnica, fra i quali,
naturalmente, quello della Ma-
rina della Spezia.
Le origini di questo istituto
risalgono molto addietro mel
tempo e a quanto ci risulta il
primo nucleo di « oggetti sto-
ricì », pare sia stato riunito
addirittura nel 1570 nel primo
«Comando Marina » istituito
dal duca Emanuele Filiberto a
Villafranca (Nizza), comando
che costituì le basi del primo
La famosa polena « Atalanta » o «La fuggitiva x
Dipartimento della marina mi-
litare sabauda.
Un'altra raccolta di cimeli
marinareschi fu messa assieme
anche a Cagliari allorquando
i Savoia si trasferirono in Sar-
degna in seguito all’occupazio-
ne napoleonica del Piemonte,
Successivamente la sede del-
la real marina militare, cadu-
ta la Repubblica Genovese si
stabilì, agli ordini del gene-
rale Giorgio Des Geneus. a
Genova e così tutti i cimeli
marinareschi che erano con-
servati a Cagliari e a Villa-
franca furono trasferiti nel ca-
poluogo della Liguria. Questo
accadeva nel 1815,
Negli anni seguenti, intan-
to, il materiale del museo an-
dava sempre più arricchendosi
e nel 1858 il principe Eugenio
di Savoia Carignano donava al
museo marittimo di Genova
una bussola cinese,
E’ stabilito che il museo na-
vale sorse prima della famosa
armeria reale di Torino, alla
quale il museo stesso donava
il quadrante usato» da Napo-
leone nell’assalto dei francesi
alla Maddalena, nel febbraio
1793.
Nel 1857 il comando dell:
Marina militare venne trasfe-
rito da Genova alla Spezia ma
tutto il materiale del museo
seguì le sorti della Marina
soltanto nel 1870, dopo! la co-
struzione dell’Arsenale, pro-
gettato dal genovese generale
Domenico Chiodo.
Da allora le pregevoli rac-
colie 'marinaresche aumenta
rono di numero e di interesse
e il museo storico navale della
Spezia divenne uno dei più im-
portanti e l'esempio della Ma-
rina italiana fu seguito dalla
Francia, dalla Spagna, dalla
Germania dalla Danimarca e,
infine, dall’Inghilterra.
Parte del prezioso materiale
è andato perduto nelle vicissi-
tudini dell'ultima guerra, rut-
tavia, nel risorto modernissimo
edificio, all'ingresso dell’Arse-
nale della Spezia, chi si appas-
siona alla vita sul mare e al-
le sue vicende passate, sia per
studio che per semplice curio-
sità, ha modo di soddisfare
questa passione, Fra le varie
categorie di materiale esistono
modelli di navi d’ogni tempo,
taluni di pregevolissima fattu-
ra e di grande interesse co-
struttivo fra cui un vascello
mediceo, la mezza galera
« Beatrice » costruita nel 1814
e il suo giornale di bordo che
è il più antico documento del
genere che si conosca, il mo-
dello del vascello napoletano
«Minerva», sull’albero di mae-
stra del quale Nelson fece im-
piccare ammiraglio Carac-
ciolo, ed altri numerosi model-
li di navi antiche.
Una sezione del museo rac- |;
coglie carte nautiche del XVI
e XVII secolo; nell’armeria fi-
gurano il fucile personale di |
Garibaldi e una vasta serie
suse VEE
Sopra: la polena del < Don Juan de Austria». Sotto: petriera
Fio $
ì
Ò
La « mignatta » con la quale Rossetti e Paolucci forzarono la
di armi portatili. Le artiglie-
rie, molte delle quali costruite
all’Ansaldo, sono rappresenta-
te da cannoni da sbarco, avan=
treni, modelli di petriere, co-
lubrine, spingarde e bambar-
de: numerosi anche gli esem-
plari di armi subacquee, dal-
l'apparecchio usato da Paoluc-
ci e Rossetti, ai « maiali» con
i quali furono forzate le basi
nemiche nell'ultima guerra.
Oltre che per le artiglierie,
di cui abbiamo detto, il nome
della nostra Azienda figura su
numerose targhe che già ap-
partennero ad unità costruite
nei nostri Cantieri di Sestri,
Muggiano e Livorno, su anpa-
recchi di precisione e di con-
trollo, su carriaggi e salmerie,
su campane di bordo e su vari
altri oggetti già appartenenti
a navi,
Un documento raro e di ec-
cezionale interesse è quello
rappresentato da una « Scheda
di sottoscrizione per concorso
all’erezione di un monumento
al generale Domenico Chiodo»,
rilasciato alla società <« Gio.
Ansaldo e C.. di Sampierda-
rena.
Nonostanie i danni che la
guerra ha provocato al patri-
monio del museo esso Possiede
ancora una eccezionale colle-
zione di « polene », quelle fi-
gure în legno scolpito, sp.2s550
con elevato senso d'arte, che
un tempo venivano collocate
sulla estrema prora delle navi
e che ancora oggi, ma molto
raramente, ornano talune uni-
tà di bandiera nordica.
Queste figure hanno origini
antichissime. Secondo gli stu-
diosi esse vennero usate come
12
voti propiziatori, secondo la
leggenda anche la nave di
Enea ne aveva una sulla prora
raffigurante Minerva.
base di Pola per affondare la corazzata austriaca «Viribus Unitis»
voti» dei marinai in quanto
rappresentavano l’effige dei
Santi il cui nome era portuto
dalla nave ,e infine, le « pole-
in Italia, si possono ritrovare
« polene , soltanto sulle navi
scuola « Amerigo Vespucci » e
* Palinuro ».
Modello di fregata a due ordini di cannoni
In tempi più vicini a noi la
funzione delle « polene » fu
quasi esclusivamente religio-
sa: avevano carattere di « ex
ne» assunsero quasi sempre le
sembianze di personaggi sto-
rici i nomi dei quali erano gli
stessi delle navi, Attualmente,
Il mezzo d'assalto subacqueo denominato « Maiale »
Fra queste sculture il museo
conserva quella della corvetta
« S. Giovanni » costruita alla
Foce nel 1849 e che fu la vri-
ma nave munita dî macchina
a vapore fra le unità italiane
e quella dell’« Euridice », a'ira
corvetta costruita alla Foce nel
1828, quella del « Baleno>,
ecc. ecc.
La più nota è certamente
quella della «fuggitiva», la «po-
lena » alla quale è ormai le-
N° gata una romantica e tragica
storia d'amore e di morte,
spesso riecheggiata su giornali
e riviste ituliani,
Secondo quanto si narra, la
statua della « fuggitiva », pe-
scata in Atlantico e traspor-
tata infine nel museo spezzino,
venne data in consegna ad un
giovane operaio, il quale se
ne sarebbe innamorato e un
giorno, perchè deriso dai com-
pagni di lavoro, si sarebbe
gettato a capofitto in un baci-
no di carenaggio dell’Arsena-
le. In seguito un giornale ri-
camò un’altra poetica leggen-
da sulla stessa « polena »: rac-
contò che un capitano svedese
ritrovò in lei le sembianze
della fidanzata scomparsa in
mare durante una tempesta.
Ma più recentemente, e cioè
sul finire dell’ultima guerra.
sarebbe avvenuto l'ultimo tra-
gico episodio collegato al mi-
sterioso e affascinante pezzo
di legno. Un giovane ufficiale
tedesco durante l'occupazione
dell’Arsenale ebbe modo di
vedere la statua: la fece tra-
sportare nel suo alloggio per
averla sempre vicina e, natu-
ralmente, anch'egli se ne in-
namorò perdutamente, nono-
stante le mancasse un pezzo’
di naso ed un arto, tanto che
un giorno, dopo aver scritto
un disperato biglietto di addio,
si fece saltare le cervella con
un colpo di pistola.
Il biglietto scritto dal gio
vane tedesco, il tenente Eric
Kiirz, dice: « Poichè nessuna
donna oltre a te può darmi la
vita dei sogni, o Atalanta, io
ti sacrifico la mia vita».
Aldo Galli
Grano e mais
per l’ industria
La gara che si svolge tra i ri-
cercatori americani per giungere
alla scoperta di nuovi impieghi per
le colture prodotte in abbondanza
negli Stati Uniti, sta ottenendo
notevoli risultati per quanto ri-
guarda il mais ed il grano, ! te-
cnici statunitensi hanno fondate
speranze di affrettare il giorno in
cui questi due cereali diventeranno
importanti fonti di materie prime
per l'industria.
Per :sempo, un tecnico di una
società privata dell' Illinois ha sco-
perto un sistema molto pratico
per mescolare i carboidrati dei ce-
reali con il petrolio onde ottenere
nuove sostanze utilizzabili effica-
cemente come combustibili per
razzi. Da tali combinazioni po-
tranno anche derivare nuovi de-
tergenti, prodotti farmaceutici, an-
tiparassitari, composti resinosi €
plasticizzanti, Parecchie ditte ame-
ricane si sono già attrezzate per
la produzione commerciale delle
nuove sostanze.
Inoltre, numerose fattorie col-
tivano mais in crescente quantità
per venderlo per l'estrazione del-
l'amilasi di cui è ricco, utilizzata
largamente nella confezione di
materie plastiche, fibre e prodot-
ti cartacei. Infine, chimici del Di-
partimento dell'Agricoltura sono
riusciti recentemente a produrre um
nuovo tipo di amido di mais che
offrè il particolare vantaggio di
non formar: gelatina quando si
raffredda.
vr
1 Segretario al Lavoro ame-
cano, James P. Mitchell, è
stato recentemente interroga-
to da un giornalista della ri-
vista «Steel» (Acciaio), sugli
sviluppi dell'automazione ne-
gli Stati Uniti. Richiesto se, a
suo avviso, il Governo, gli in-
dustriali e i sindacati hanno
fatto abbastanza per prepara-
re il paese all'età dell'automa-
zione, il Segretario Mitchell
ha risposto: «Abbiamo tutti
lavorato piuttosto bene; tut-
tavia resta ancora molto da
fare. Dobbiamo affrettarci a
preparate le categorie lavora-
trici e, in genere, tutta la co-
munità nazionale ad alcuni
sostanziali mutamenti che, nel
volgere di pochi anni, si veri-
ficheranno in fatto di richiesta
di mano d'opera, Questa sarà
una delle prime conseguenze
degli sviluppi dell'automazio-
ne... Occorrerà creare al più
presto nuovi posti di lavoro
in diversi settori produttivi e,
nello stesso tempo, dovremo
prodigarci per accelerare i
tempi della qualificazione del-
la mano d'opera. E' soprattut-
to in questo settore che sarà
necessario procedere molto
speditamente: entro un decen-
nio i lavoratori impiegati nel-
la maggior parte delle nostre
industrie dovranno aver ap-
preso le tecniche fondamenta-
li dell'automazione ».
Le parole del Segretario al
Lavoro riassumono, in sostan-
za, il punto di vista delle cate-
gorie più direttamente inte-
ressate al progredire del pro-
cesso di «automation » ed al-
la soluzione dei molteplici
problemi che esso pone; ci ri-
feriamo in particolare agli
esponenti dell’industria ed ai
rappresentanti dei lavoratori.
Ha giustamente osservato il
Presidente della AFL- CIO,
George Meany, che il progres-
so tecnico che si identifica nel-
l’uso dei nuovi tipi di macchi-
ne elettroniche e dei nuovi
metodi automatici è in sè ga-
ranzia di migliori condizioni di
lavoro e di un più elevato li-
vello di vita per tutti; è però
necessario che a questi poten-
ziali benefici sì giunga senza
squilibri e senza pericolose
scosse nel vasto settore della
produzione,
L'applicazione delle muove
tecniche comporta complessi
problemi che investono sva-
riati campi: da quello econo-
mico a quello dell’istruzione
professionale, a quello delle
«human relations +; se que-
sti problemi fossero stati im-
postati ed affrontati dagli in-
dustriali e dai sindacati par-
tendo da punti di vista diver-
si o addirittura contrastanti,
la progressiva trasformazione
dell'intera sfera di produzione
degli Stati Uniti avrebbe sicu-
ramente determinato conse-
guenze negative sull'economia
nazionale,
ll senso di responsabilità ha
però prevalso sia tra i diri-
genti industriali sia tra i « lea-
der » sindacali, tanto che, pur
sussistendo divergenze per lo
più marginali, gli uni e gli al-
tri cooperano attentamente su
una comune piattaforma nel-
l'intento di sfruttare i prati-
ci risultati della «seconda ri-
voluzione industriale » a favo-
re dell'intera comunità nazio-
nale e non di singole catego-
rie.
Automazione, nel suo senso
più lato, significa la fine del-
RAC FEE EEN PT RIN VATI "IE i
la « misurazione del lavoro »,
in quanto l'unità di misura
non sarà più la produzione di
un singolo individuo ma piut-
tosto l'utilizzazione di una in-
tera « catena» di uomini e di
macchine, Prima conseguenza
di questo stato di cose sarà la
scomparsa della tradizionale
dualità esistente tra il lavora-
tore pagato a cottimo o ad
ore ed il lavoratore che frui-
sce di una retribuzione setti-
manale. Questa pianificazione
al livello salariale, per così di-
re, rappresenterà, dal punto
di vista della sociologia, un
importante traguardo che da
solo giustificherebbe la defini-
zione di seconda rivoluzione
industriale data all' « automa-
tion »,
E' evidente che i radicali
mutamenti della tecnica e del-
la produzione, che già si
profilano in determinati set-
tori dell'industria americana,
non potranno verificatsi senza
creare problemi nuovi e, nel-
lo stesso tempo, senza offrire
prospettive nuove sul piano
economico.
L'aumento di produzione, ad
esempio, comporterà la neces-
sità di un aumento del potere
di acquisto ed il potere di ac-
quisto non potrà, d’altra par-
te, essere incremeniato me-
diante successivi aumenti sa-
lariali, in quanto ciò determi-
nerebbe a breve scadenza l’ini-
zio di un processo inflazioni-
stico. Occorrerà, quindi, crea-
re nuove fonti di lavoro e di
impiego collaterali ai comples-
si automatizzati o indipenden-
denti da essi. Su questo pun-
to essenziale, sindacati ed in-
dustriali sono pienamente con-
cordi, Anzi, si deve sottolinea-
re, a questo proposito, che,
replicando ad alcuni sociolo-
gi i quali avevano manifesta-
to una certa apprensione per
le conseguenze di un rapido
sviluppo della automazione,
Walter Reuther, presidente
del Comitato di politica eco-
nomica della AFL-CIO, ha so-
stenuto in un suo recente
scritto che l'esperienza ha di-
mostrato che la tecnologia, la
produzione, le fonti di impie-
go ed il generale «standard »
di vita possono svilupparsi €
progredire di pari passo.
Si deve poi notare che i sin-
dacati e i rappresentanti del-
l'industria americana — af-
fiancati da economisti e socio-
logi — non ritengono oppor-
tuno affrontare le conseguen-
ze delle nuove tecniche senza
valutare fino ai minimi parti-
colari l’entità dei problemi che
esse pongono. I quali proble-
mi, in sostanza, possono esse-
re così raggruppati: 1) man-
tenimento in servizio della
mano d’opera occupata prima
dell'automatizzazione di un
settore di fabbrica o di un in-
tero complesso industriale;
2) qualificazione professiona-
le e specializzazione delle
nuove leve di lavoratori; 3)
assorbimento dell'incremento
di produzione da parte del
mercato.
Per il primo punto sono al-
lo studio tre soluzioni che, pur
non essendo interdipendenti,
non si escludono a vicenda;
esse sono: riduzione delle ore
lavorative settimanali, ridu-
(continua a pag. 18)
ROTTA re er
Fas a
Problemi e vantaggi dell’ automazione
In questo reparto degli stabilimenti Ford a Cleveland (Ohio) 25 macchine automatiche
effettuano tutto ls operazioni necessarie alla produzione in serie di pistoni, i quali vengono
presentanti nella posizione più opportuna per subire le diverse operazioni
Nello stabilimento per la produzione di ace
=. nic
o A dI]
tati di Waynesboro un solo operaio controlla
l'intero e complesso procedimento chimico che si determina attraverso grandiosi impianti
Una fase del processo automatico per la levigatura ad alta precisione dell'alesaggio dei
cilindri dei motori Chevrolet V 8, nella fabbrica di motori
Chevrolet a Flint, nel
Michigan
13
2173
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Plutone —S
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38 / DI |
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1989 Bia
== 7 |
Negli anni 1969 e 2009 Plutone taglierà l'orbita di Nettuno
S iamo giunti ormai alla pe-
nultima tappa della nostra
esplorazione; con la prossima Plu-
tone - Sole - Terra, avrà termine
il nostro vagabonda: negli spazi
siderali: non a costo petremmo
autonominarci «gli esploratori
dell'infinito » dato che, oltr: ad
esplorare i nove astri che compon-
gono il nostro sistema solare ci
siamo inoltrati nelle profondità
della nostra galassia (via Lattea)
ed in quelle dello spazio cosmico
per oltre 1 milione di anni luce,
per. dare un fugace sguardo alla
nebulosa extragalatitica « Andro-
meda », quasi gemella della nostra.
A prescindere dalla loro grande
diversità di distanza dalla Terra €
dalle loro diverse dimensioni, Net-
tuno e Plutone hanno molte so-
stanziali affinità termiche, atmosfe-
riche, strutturali c di movimento
che ci consentiranno di poterli
esplorare in un'unica tappa. Que”
sti due ultimi pianeti non offrono
però molto alla nostra avidità di
sapere è di conoscere: troppo eran:
de è la distanza che ci separa da
essi per poter studiarli e conoscer-
li completamente; purtroppo ben
poco sappiamo di questi pianeti,
però. come mia consuetudine,
esporrò qui soltanto dati sicuri,
accertati e matematicamente esatti
e quando incontreremo qualche da-
to incerto non ne farò mistero.
Dal cielo di Urano, dove abbia-
mo compiuto la nostra ultima e-
splorazione, dobbiamo portarci
adesso sul prossimo pianeta; l’ot-
tavo del Sistema, cioè Nettuno. La
distanza che separa Nettuno dal
Sole è 30 volte maggiore di quella
che separa la Terra dal Sole: que-
sto pianeta si avvicina all’astro
diurno fino a 4.423 milioni di
Km. e se ne allontana fino a 4.517
milioni di Km., e perciò la sua
distanza media da esso è di 4.470
milioni di Km. Così trovandoci
nel cielo di Urano, per raggiun-
gere Nettuno dobbiamo fare un
balzo di 1.602 milioni di Km.
pochi in verità, se confrontati al-
le distanze extragalattiche, ma
molti, troppi. per i nostri attuali
e modesti mezzi. Alla velocità di
3.600 Km/h ci impiegheremmo
all'incirca 45 anni e quindi, tra
andata e ritorno, non bastercbbe
tutta una vita; alla velocità della
luce, 300.000 Km/sec, potremmo
invece giungervi in circa un'ora e
mezza; noi però viaggiando col
nostro pensiero, con la nostra im-
maginazione, possiamo superare la
enorme distanza in una frazione di
secondo, come se ci fosse possibile
smaterializzarci alla partenza e
nuovamente materializzarci all'ar-
rivo un istante dopo, Basta, per
prepararci, soltanto un attimo di
concentrazione, pensando intensa”
mente alla meta del nostro viaggio,
in un lontanissimo spazio sidereo,
inconcepibilmente freddo, alla tem-
peratura di —273° ad una distan-
za di circa 1.000.000 di Km. da
Nettuno, avvolti da un’oscurità e
da un silenzio completi ed inde
scrivibili: da qualsiasi parte vol-
giamo lo sguardo è sempre lo
stesso spettacolo, la stessa sensa-
zione di immobilità. di eterno. di
infinito, una sensazione che ci fa
smarrire il senso del tempo. dello
spazio, del moto e delle dimen-
sioni.
Ma prima di iniziare l'esplora-
zione di Nettuno è opportuno
parlare un poco della storia de'la
sua scoperta, che è veramente in-
teressante. Nell'articolo relativo al-
l'esplorazione di Urano, dissi che
W. Herschel fu lo scopritore di
VIAGGIO IMMAGINARIO NE.
Urano (13-3-1781); per amore
della verità debbo aggiungere che
Urano era già stato osservato mol-
ti anni prima da alcuni astroncmi,
ma esso era stato sempre scambia-
to per una insignificante stellina.
Herschel, più attento osservatore e
provvisto di più potenti telescopi,
fabbricati da lui stesso, notò che
a distanza di alcuni anni Ja « stel-
lina » aveva cambiato posizione e
che invece di presentarsi, analoga-
mente a tutte le stelle, come un
punto luminoso, aveva la forma
di un piccolo disco, Herschel cre-
dette perciò trattarsi di una cometa
e ne dette comunicazione all'Acca-
demia delle Scienze: tutti gli a-
stronomi cercarono allora di sta-
bilime matematicamente l'orbita,
ma questa nuova « cometa » sem-
brava seguire un percorso assolu-
tamente ribelle ad ogni calcolo.»
Dopo molte discussioni, osserva-
zioni ed esami, si concluse che do-
veva trattarsi di un nuovo piane
ta, che fu chiamato Urano e per :l
quale si calcolò una nuova orbita;
ma anche questa non andava bene
per questo bizzarro nuovo piane-
ta. Si verificavano infatti a!cune
differenze e, a distanza di tempo,
il pianeta si trovava in punti dif-
ferenti da quello che i calcoli in-
dicavano: esso subiva spostamenti
come un pallone aerostatico in
preda a correnti d'aria. Gli astro-
nomi osservavano e misuravano
ma a distanza di pochi anni i cal-
coli non tornavano più. Pianeti e
comete si erano fino ad allora adat-
tati perfettamente ai calcoli, ma
questo nuovo-Rianeta non voleva
in alcun modo adattarsi nè come
cometa nè come pianeta; gli astro-
nomi dell'epoca erano veramente
diforientati da questo fatto incon-
sueto. Fu allora che il grande ma-
tematico e astronomo francese Ur-
bain Jean Joseph Leverrier, dopo
un anno di scrupolosi calcoli ma-
tematici, dedusse che Urano era
disturbato nel suo cammino da un
pianeta ad esso esterno di cui nes:
suno conosceva ancora l'esistenza
ed indicò all'astronomo tedesco Jo-
hann Gottfried Galle il punto do-
ve doveva essere cercato questo
nuovo pianeta: la notte del 23
settembre 1846, Galle e D'Arrest
guardarono, dall’ osservatorio di
Berlino, nella direzione indicata
dal Leverrier, e con esattezza sba-
lorditiva scoprirono ad una distan-
za enorme un piccolo dischetto
quasi invisibile: Nettuno era stato
scoperto! Sulla tomba del Lever
rfier è scritto: « Al grande genio
matematico che scopriva gli astri
con la penna ».
Ora che conosciamo le vicende
principali della scoperta di Nettu-
nos accingiamoci all'osservazione
diretta. Col nostro immaginario
potente telescopio cerchiamo di ap-
prendere qualcosa che non sia
semplicemente frutto della fanta
sia: mettiamo a fuoco il nostro
strumento; come già quando os-
servammo Giove, Saturno e Ura
no, e vediamo un enorme globo
che ci lascia trasecolati; ma forse
siamo nella zona siderea occupata
dai giganti? Questo grande globo
bluastro {Urano tende invece al
verde) striato da « bande » come
Giove ed Urano, ci rotea lenta:
mente dinanzi agli occhi mostran-
doci progressivamente tutta la sua
superficie; da questa osservazione
deduciamo che esso compie la ro-
tazione completa in 15-16 ore
terrestri; questo significa che se su
questo pianeta in eterno crepuscolo
esistesse. il giorno e la notte, essi
avrebbero la durata di circa 8 ore
ciascuno. Con la maggiore appros
simazione possibile ne misuriamo
il diametro e troviamo che Nettu-
no è molto più piccolo dei tre ul-
timi giganteschi pianeti esplorati,
Giove, Saturno, Urano; infatti
Nettuno ha un diametro equato-
riale di 51.700 Km. Un semplice
calcolo ci porta a considerare che
esso è 78 volte più voluminoso
della Terra. Su questo pianeta,
che alcuni ritengono completamen-
te ricoperto di ghiaccio, la tempe
ratura si aggira con certezza sui
—200°/—220°; il Sole invia ad
esso appena la millesima parte del-
la radiazione luminosa è calor'fica
che invia alla Terra, cosicchè su
Nettuno regna completamente una
penombra simile a quella esistente
nelle zone polari della Terra al
l'inizio della lunga notte inverna-
le. La traslazione del pianeta intor
no al Sole si compie in 164 anni e
280 giorni, poichè tale è la durata
del lungo anno di Nettuno: se su
questo strano pianeta esistessero le
stagioni, esse avrebbero perciò la
durata di 41 anni terrestri ciascun
na, e a parità di nascita quando un
terrestre ha 82 anni, un ipotetico
nettuniano avrebbe appena mezzo
anno.
A causa della sua grande di
stanza dal Sole, Nettuno percorre
la sua orbita a piccola velocità,
I nove pianeti sono qui mostrati in scala rispetto all'enorme sfera fiammeggiante del Sole. Da sinistra vediamo
Terra (con la Luna), Marte (con i suoi due satelliti), Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.
SIONE rn rg;
Nettuno e
soltanto 5 Km/sec. pari a 18.000
Km/h (Terra circa 30 Km/sec.
pari a 108.000 Km/h). La rota
zione del pianeta su sè stesso av-
viene intorno ad un ass (imma
ginario) molto inclinato, cioè 29°
(Terra. 23%) I materiali che
compongono il globo hanno una
densità media di 2,2 (acqua 1,
Terra 5,5); da questi dati e dal
grande diametro del pianeta si
deduce che la sua gravità è legger-
mente maggiore di quella esisten:
te sulla Terra, ed infatti 1 Kg.
terrestre peserebbe su Nettuno Kg.
1,300; un terrestre di 75 Kg. su
Nettuno avrebbe un peso di Kg.
97,500.
Un rilievo interessante effettua-
to con i nostri strumenti di bordo
ci rivela che Nettuno ha un'atmo-
sfera venefica costituita da un den-
so strato atmosferico avente uno
spessore di 3.000-4.000 Km. e
composto prevalentemente di gas
metano e di tracce di ammoniaca,
gas quest'ultimo che, per la bassa
temperatura, è sotto forma di mi-
nutissimi cristalli presenti negli
strati inferiori dell'atmosfera e
sulla superficie del pianeta. Si ri-
tiene che Nettuno sia ricoperto da
una coltre di ghiaccio dello spes:
sore di circa ro.o00 Km.
Se sulla Terra il corpo umano
sopporta una pressione atmosferi-
ca totale di circa 15.000 Kg. che
lo comprime (fortunatamente) da
ogni parte e la pressione atmosfe-
rica al livello del mare è di 76
centimetri di mercurio, la molto
più densa ed alta atmosfera di Net-
tuno produce al livello del suolo
una pressione 1.000.000 di volte
maggiore di quella terrestre,
Dopo aver esplorato col nostro
telescopio il globo di Nettuno, ri-
volgiamo la nostra attenzione al
suo ciclo e vediamo che questo no-
stro lontanissimo compagno di
viaggio ha due satelliti (lune): il
primo. Tritone, ha un diametro
di 4.900 Km. (come vediamo
maggiore della Luna e di Mercu-
rio), dista 352.000 Km. dal pia-
neta (Luna 383.000 Km. «alla
Terra) e compie la sua traslazione
(giro) intorno a Nettuno in 5
giorni e 21 ore, il che vuol dire
che da Nettuno ogni 5 giorni è 21
ore terrestri si scorge la luna (Tri-
tone) piena. TI secondo satellite ha
poca importanza, dato che ha un
diametro di soli 320 Km.: esso
compie la sua traslazione in 359
giorni. Data l’enorme distanza. i
Mercurio, Venere
diametri di questi satelliti sono pe-
rò molto incerti. Queste due lune,
viste da Nettuno, appaiono molto
più grandi della nostra Luna. ma
a causa della loro grande distanza
dal Sole, non riflettono su Nettu-
no che una minima quantità di
luce e possono così richiarare ben
poco la perenne semioscurità del
pianeta; infatti tanto Tritone che
Nereide hanno uno splendore 850
volte minore di quello della nostra
Luna.
Tenendo presenti le suddette
condizioni ambientali, bassa tem-
peratura, oscurità, elevatissima
pressione atmosferica, velenosità
dell'atmosfera, superficie del suolo
completamente ghiacciata, come si
può pensare che possa esistere su
Nettuno una qualsiasi forma di vi-
ta superiore? Anche escludendo la
superficie ghiacciata, che potrebbe
probabilmente essere semifiuida o
allo stato di nevischio, come po-
tremmo concepire un essere che
possa respirare gas metano, idro-
geno e ammoniaca cristallizzata,
che sopporti il freddo di 220 gra-
di sotto zerog che possa vivere in
eterna oscurità, ed infine che sop-
porti l'enorme forza gravitaziona-
le?
In queste condizioni, soltanto
la nostra fantasia può aiutare ad
immaginare un essere vivente in
questo terribile ambiente; e men-
tre appunto fantastichiamo su
quali potrebbero essere lassù le
forme di vita, dirigiamo il nostro
immaginario veicolo spaziale ver-
so Plutone, nono ed ultimo pia-
neta del sistema solare.
La storia della scoperta di Plu-
tone ha molte analogie con la
storia della scoperta di Nettuno.
Infatti. dopo la scoperta di questo
ultimo pianeta, il grande astrono»
mo e matematico Leverrier affer-
mò che, col passare degli anni,
l'orbita calcolata matematicamente
per Nettuno avrebbe presentato
delle irregolarità rispetto all'orbita
reale del pianeta: in effetti le os
servazioni minuziosamente com
piute durante molti anni rivela-
rono che il pianeta subiva dei ri-
tardi e degli anticipi a causa di
«sballottamenti » che gli faceva-
no percorrere l'orbita in modo di-
sordinato e che si potevano spie-
gare soltanto con la presenza di un
pianeta esterno a ‘Nettuno, In tale
convinzione gli astronomi si mi-
sero con passione ‘alla ricerca di
questo nuovo ipotetico pianeta,
ma nonostante i lunghi e fatico»
sissimi studi e le iaboriosissime os
servazioni e ricerche nella volta
stellata, questo pianeta era intro-
vabile e Nettuno continuava a
percorrere la sua orbita sbandando
come un ubriaco.
Tra coloro che con maggiore
instancabilità e spirito di sacrifi-
cio si dedicarono a queste ricer
che è il grande astronomo ameri-
cano Percival Lowell (1885
1916) il quale, per amore di que-
sta scienza, spese tutto il suo co-
spicuo patrimonio per costruire ed
attrezzare a Flagstaff (Arizona) il
grande osservatorio che oggi porta
il suo nome. Il Lowell, che fu an-
che un fedele sostenitore e studio»
so dei canali di Marte, fu un con-
vinto assertore dell’esistenza del
pianeta trans-nettuniano, e dedicò
la maggior parte delle sue ricerche
per provare queste due ipotesi. Al-
la sua morte (ror6) le ricerche fu-
rono proseguite dai suoi assistenti.
i più famosi dei auali furono A.
Douglas e W. H. Pickering: essi,
SISTEMA SOLARE
lutone
il 23 gennaio 1930, esaminando
due foto della stessa zona del cie-
lo scattate dall'astronomo Clyde
Tombaugh a distanza di alcuni
giorni l'una dall'altra, notarono
che una quasi invisibile stellina a-
veva cambiato posto; dopo alcune
più minuziose osservazioni e foto
essi dedussero che quella « stelli-
na » non era che il tanto cercato
pianeta trans-nettuniano; però,
sia per eseguire ulteriori accerta»
menti, sia per compiere un simpa-
tico gesto, essi annunciarono la
scoperta di questo nuovo pianeta
soltanto il 13 marzo, anniversario
della scoperta di Urano da parte
di Herschel (13 marzo 1781).
Così, dopo circa 80 anni di ricer
che, si giunse finalmente alla scor
perta del pianeta esterno di Nertu-
no; per il nuovo pianetà, il nono,
fu scelto il nome di Plutone, le
prime due lettere del quale sono le
iniziali di Percival Lowell; si volle
così onorare il grande astronomo,
fondatore dell'osservatorio dal qua-
le il pianeta era stato scoperto.
Occorre dire tuttavia che le stra-
ne deviazioni di Nettuno sono sol-
tanto parzialmente provocate dal-
l'attrazione di Plutone; questo
pianeta ha in effetti una massa
relativamente esigua (os1 della
Terra) :d un diametro relaciva-
mente piccolo cosicchè la sua at-
trazione gravitazionale può in-
fluenzare il gigantesco Nettuno sol-
tanto parzialmente; probabilmente
esisterà un altro pianeta esterno,
ma tanto distante che il Sole non
invia ad esso alcuna radiazione lu-
minosa, cosicchè esso resta peren-
nemente avvolto nella più com
pleta oscurità e, almeno per ora, è
per noi completamente invisibile;
può darsi tuttavia che esso venga
un giorno individuato matematica-
mente come Nettuno e Plutone,
oppure mediante i potenti futuri
telescopi elettronici, chiarendo così
definitivamente il mistero di Net-
tuno e di Plutone.
Attualmente Plutone è conside
rato il nono ed ultimo pianeta del
sistema solare e la sua distanza me-
dia dal sole è di 5 miliardi e 920
milioni di Km.; ho detto che Plu-
tone è considerato l’ultimo piane-
ta del sistema solare ma questa de-
finizione non vale in senso asso-
luto perchè l'orbita di Plutone è
tanto eccentrica ed ellittica che
mentre alla sua maggiore distanza
dal Sole (afelio) il pianeta ne di-
sta ben 7 miliardi e 400 milioni
di Km., alla minima distanza (pe-
rielio), esso ne dista soltanto 4 mi-
liardi e 425 milioni di Km. e qui
Plutone si trova più vicino al So-
le che Nettuno e perciò in questi
periodi esso diventa l’ottavo pia-
neta de! sistema. Ad ogni giro che
Plutone compie lungo la sua or
bita sembra che tagli per due vol-
te l'orbita di Nettuno, ma non
accadrà mai che i due pianet' si
scontrino. Infatti, mentre le orbite
degli altri pianeti del sistema sola-
re sono pressocchè sullo stesso pia-
no dell'orbita solare, o eclittica,
(eccetto l'orbita di Mercurio che
ha un'inclinazione di 7°) l'orbita
di Plutone ha un'inclinazione di
17° e perciò quando Plutone do-
.vrebbe tagliare l'orbita di Nettuno
per diventare l'ottavo pianeta, esso
sarà talmente più in alto che forse
da Nettuno non sarà neppure vi-
sibile.
Per la cronaca, dirò che Plutone
sarà alla minima distanza dal Sole
nel 1989, ed alla massima nel
2113: ciò significa che nel 1969
Nel punto P (perielio) Plutone è più vicino al Sole e in posizione alta; nel punto
A (afelio) .è più lontano dal Sole e in posizione bassa
Plutone taglierà apparentemente
l'orbita di Nettuno divenendo l'ot-
tavo pianeta e nel 2009 taglierà
apparentemente di nuovo l'orbita
di Nettuno tornando ad essere il
nono pianeta; questa descrizione;
sebbene possa sembrare semplici»
stica, riduce in termini compren-
sibili a tutti un fatto che è in
realtà molto complesso.
Come ho sopra accennato, l’or
bita di Plutone oltre ad essere
molto inclinata e molto eccentrica,
è pure molto ellittica; questa or
bita si estende per 12-13 miliardi
di Km. nello spazio e rappresenta
attualmente il confine del sistema
solare; tutte le orbìte dei pianeti,
satelliti. pianetini e di alcune co-
mete sono perciò tutte racchiuse in
questa smisurata orbita. Per avere
un'idea dell'enorme lunghezza del-
l'asse maggiore di questa grandiosa
ellisse, si pensi che se ad una sua
estremità venisse acceso un potente
riflettore, noi, all'altra estremità
dovremmo aspettare ben 12 ore
prima di vederne la luce (se esso
venisse acceso sul Sole lo vedrem-
mo appena dopo 8 minuti) e per
altre 12 ore vedremmo la Îuce di
tale faro dopo che questo venisse
spento, tanto impiega la luce viag-
giando a 300.000 Km/sec. per
percorrere la distanza da un pun-
to all'altro dell'asse maggiore del-
l'orbita di Plutone.
Se dovessimo percorrere questa
distanza con un razzo alla fanta-
stica velocità di 10.000 chilometri
all'ora impiegheremmo. all'incirca
148 anni.
Nonostante che, dopo la sua
scoperta, Plutone sia stato infati-
cabilmente osservato e studiato con
gli strumenti più potenti e per-
fezionati, i dati che si conosrono
su di esso non sono molti, date
le enormi difficoltà che si incon-
trano per studiarlo. Al telescopio
esso appare infatti come se sì os
servasse la fiammella di una cane
dela distante r.000 Km.; osser
vato al telescopio a 1.200 ingran-
dimenti, appare come una testa
di spillo alla distanza di 1.000 me-
tri. Credo che questi due esempi
siano sufficienti a far comprendere
quanto sia faticosa e snervante la
osservazione e lo studio di questo
lontanissimo pianeta; si può tut-
tavia prestar fede ai dati in segui-
to citati, rilevati con i più mo-
derni strumenti dai più insigni
astronomi.
E' qui opportuno dire che al-
cuni astronomi credono che Plu-
tone sia stato una volta un satel-
lite di Nettuno che, alfontanatosi
troppo dal pianeta, si sia reso indi-
pendente e sia divenuto anch'esso
un satellite del Sole, cioè un pia-
neta. Altri, invece, credono che
Plutone e Tritone (attuale satel-
lite di Nettuno) siano stati due pia-
neti gemelli che percorrevano la
stessa orbita l'uno vicino all'altro,
e che Tritone sia stato poi cattu-
rato da Nettuno, diventandone un
satellite; ma in un caso o nell’al-
tro, si tratta soltanto di supposi-
zioni.
Supponiamo adesso, avendo ter-
minato l'esplorazione di Nettuno,
di dirigere il nostro immaginario
veicolo spaziale verso Plutone, Il
balzo che dobbiamo compiere è in*
commensurabile e molto maggiore
di quelli finora compiuti: 1 mi-
liardo e 450 milioni di chilometri,
calcolando che i due pianeti si tro-
vino alla loro distanza media. Per
percorrere tale distanza alla fan-
tastica (almeno attualmente) velo-
cità di 4.000 Km. all'ora impie-
gheremmo, soltanto per l'andata,
oltre 4: anni, ma noi con l'ormai
consueto ultraveloce nostro veicolo
immaginario, dopo un solo istan-
te di raccoglimento eccoci arrivati
presso questo remotissimo piane
ta: soltanto 500.000 chilometri
ci separano ora da esso. Grande è
la nostra emozione: siamo infatti
presso l'estremo confine del nostro
sistema solare: oltre questo confi-
ne, un vuoto inconcepibilmente
buio, freddo ed immenso; se le di-
stanze tra i corpi celesti del nostro
sistema solare sono state finora
misurate in milioni, in miliardi di
chilometri, oltre questo confine ta-
le unità di misura sarebbe troppo
piccola e le distanze fino agli altri
sistemi stellari dell’Universo do»
vrebbero essere espresse in anni-
luce (distanza percorsa dalla iuce
in 1 anno a 300.000 Km/sec.,
cioè circa 10.000.000 di milioni
di Km).
Dal nostro punto di osserva-
zione nel cielo di Plutone rivol-
giamo ora il nostro sguardo allo
spazio circostante: ‘tutto intorno
l'immensa nerissima volta del cie-
lo è cosparsa di miriadi di stelle;
queste appaiono molto più bril-
lanti e più numerose di quante
ne vediamo noi dalla Terra, e ciò
per mancanza di atmosfera tra noi
ed esse, ma, nonostante i sei mi-
liardi di chilometri di cui ci siamo
ad esse avvicinati, le loro dimen
sioni ci appaiono invariate: ben
poca è una differenza di 6 miliardi
di chilometri rispetto alle distanze
infinitamente maggiori che ci se-
parano dalle stelle! Ben poca rosa
sono le 6 ore-luce che ci separano
da Plutone rispetto ai 4 e mezzo
anni-luce che ci separano dalla
stella più vicina, Proxima Centau-
ri, rispetto ai 4.000 anni-luce che
ci separano da Deneb, e rispetto
ai milioni di anni-luce che ci se-
parano da altre stelle!
Dal nostro osservatorio nel cie
lo di Plutone, la nostra Terra è
ormai invisibile, il Sole si vede
40-50 volte più piccolo di quanto
lo vediamo noi dalla Terra ed ap-
pare perciò come una piccola stel-
la che invia su Plutone soltanto
una minima radiazione calorifica
e luminosa ed è perciò che quando
rivolgiamo il nostro telescopio su
Plutone, per quanto esso sia ora
relativamente vicino, non vediamo
pressochè niente; riusciamo appena
ad intravvedere un grande glubo
di ghiaccio, il quale ghiaccio non
è altro che l'atmosfera congelata di
Plutone, composta di ossigeno;
azoto, ammoniaca, metano ed ani-
dride carbonica solidificati. Il pia
neta è avvolto in un’oscurità qua
si completa; non esiste qui distin-
zione tra giorno e notte, è una
notte eterna, un eterno silenzio, un
ghiacciaio sconfinato; nell'oscurità
si nota soltanto il tenuissimo chia:
rore del ghiaccio impercettibilmen”
te illuminato dalle lontane stelle,
confusa tra le quali è la stella
che noi chiamiamo Sole.
Superato il primo attimo di stu-
pore e di contemplazione, mettia
mo in azione tutti i nostri stru-
menti di bordo per raccogliere tut-
ti i dati possibili. Plutone ci si
rivela come un globo alquanto più
grande di Mercurio e più piccolo
di Marte, il suo diametro è infatti
di 5.868 chilometri, cioè 46/100
di quello della Terra, dimensioni
queste già accertate dall'astronomo
Kuiper dell'osservatorio di Monte
Palomar, mentre la ‘sua massa è
un decimo di quella della Terra.
Plutone compie il suo giro in°
torno al Sole (anno plutoniano)
in 284 anni e 4 mesi terrestri, al-
la velocità di 4,7 Km/sec., cioè
molto bassa, data la suna grande
distanza dal Sole (1a velocità orbi»
tale della Terra è di circa 30
Km/sec.). Gli esattissimi calcoli
dei nostri strumenti rivelano che.
quando il pianeta si trova alla
minima distanza dal Sole ne rice
ve una quantità di calore 050 vol
te minore di quella ricevuta dalla
Terra, mentre quando si trova
alla massima distanza’ il calore ri-
cevuto diventa 2.000 volte mino-
re di quello ricevuto dalla Terra;
la temperatura ambientale di Plu-
tone deve perciò oscillare dai 210."
ai 270 gradi sotto zero.
Dalle nostre osservazioni del
pianeta deduciamo che il suo asse
di rotazione è inclinato di 7°
(Terra 23%27°) rispetto al piano
dell'orbita e che esso compie una
rotazione su sè stesso in 6 giorni
e 3 ore terrestri, cosicchè il giorno
e la notte di Plutone durerebbero
76 ore e 30 minuti ciascuno, seb-
bene, com? si è detto, su Plutone
IR
non esista differenza tra giorno €
notte perchè si ha soltanto una pe-
renne, gelida e silenziosa notte.
Dal nostro osservatorio spaziale
continuiamo ad osservare stupiti
il pianeta: sembra un enorme glo-
bo di cristallo, lo vediamo ruotare
molto lentamente e non scorgiamo
sulla sua superficie rilievi degni di
nota, è uno smisurato globo geli-
: do ed incolore immerso in una te
tra € monotona semioscurità: si
potrebbe quasi dire che su esso si
riflette la volta stellata... è una
immensa distesa di ghiaccio, senza
differenza tra poli ed equatore,
senza montagne, con appena alcuni
leggeri rilievi di ghiaccio, l'imma-
gine del silenzio, della morte della
materia: dinanzi ad un simile
spettacolo la mente si smarrisce,
la bocca resta senza parole. Che
cosa si può pensare? Che cosa si
può dire? Va oltre la capacità del-
la mente o della più feconda fan-
tasia umana anche il tentativo di
immaginare ipotetici abitatori di
questo terrificante pianeta. Come
si potrebbero immaginare tali abi-
tatori? Neppure come foche, poi-
chè anch'esse hanno bisogno di
aria, di calore e di liquido, cose
queste che su Plutone non esisto»
no affatto. Ciò non significa na-
turalmente escludere ogni forma
di vita su questo pianeta; come
non si può affermare categorica-
mente l'esistenza della vita su al-
tri pianeti se non se ne abbiano le
preve, così la stessa cosa non si
può negare se non se ne abbia
egualmente la prova, o per il sem
plice fatto che ciò sia incompren-
sibile o inconcepibile alla nostra
mente. Sulla stessa nostra Terra
noi possiamo osservare. nelle zone
equatoriali, animali e piante che
vivono oltre i 60 gradi sopra zero
e, nelle zone polari, animali che
vivono oltre i 60 gradi sotto zero.
Alcune diatomee con guscio sili-
ceo vivono nelle fonti calde del
Venezuela a 95 gradi sopra zero,
mentre molti insetti, come i mille
piedi, resistono ai 50 gradi sotto
zero e le chiocciole persino ai 120
gradi sotto zero! E questi non so-
no i limiti estremi: alcuni bacteri
resistono anche ai 250 gradi sotto
zero mentre altri resistono a tem-
peratura di oltre 200 gradi sopra
zero!
E' inoltre noto che nel mare. a
migliaia di metri di profondità esi-
ste la vita animale e vegetale no-
nostante l'oscurità, la bassa tem-
peratura e le centinaia di asmosfe-
re di pressione ivi esistenti.
Abbiamo perciò le prove sulla
stessa mostra Terra che la vita può
esistere con differenze di tempe-
ratura dell'ordine di centinaia di
gradi e con differenze di pressione
altrettanto notevoli.
Non si può quindi affermare
categoricamente che la vita, sotto
qualsiasi forma, è impossibile su
altri corpi celesti per la differenza
di condizioni ambientali. I prodi
giosi sviluppi attuali della scienza,
e particolarmente dell’astronautica,
daranno certamente all'uomo la
possibilità di rispondere in un
prossimo futuro ai molti interro-
gativi che esistono ancora in que-
sto campo,
Con l'immaginaria esplorazione
di Plutone siamo giunti all'estre-
mo confine del nostro sistema sola-
re: ci siamo tuffati “nell'immensità
dello spazio cosmico ed abbiamo
percorso, con la nostra fantasia,
miliardi e miliardi di chilonietri
fino a giungere all'ultimo nostro
baluardo nell'infinità dello spazio.
Prima però di terminare il nostro
viaggio immaginario effettueremo,
come ho già preannunciato nel mio
ultimo articolo, un'osservazione
ravvicinata del nostro Sole, della
fonte dalla quale tutto il sistema
‘che: ‘abbiamo visitato trae calore,
luce è vita.
e Tulio Mazzantini
Il fabbisogno di energia
elecentrali elettronucleari
sioni, perchè, mentre possono
lì prof, Carlo Matteini, già
presidente della «Società Flet-
tronucleare Nazionale », "ha te-
nuto recentemente al Congresso
annuale EUR di Roma un’inte-
rassanie conferenza sulla « Scel-
ta degli impianti nucleari in re-
lazione alla disponibilità di ener-
gla elettrica nelle reti».
Sapendo di far cosa grata a
numerosi lettori de < L'ansaldi-
ne >, i quali seguono con vive
interesse i sempre nuovi pro-
blemi che si agitano intorno al.
le applicazioni dell' energia nu-
cleare nella produzione della
energia eletirica, riportiamo qui
la parte più saliente e ricca ci
chiare osservazioni della confe-
renza.
li studi compiuti dalla
OECE e le conclusioni
della recente Conferenza di
Stresa hanno ancora una vol-
ta sottolineato il problema
delle fonti di energia. Per il
solo settore elettrico, i dicias-
sette Paesi dell’OECE preve.
dono infatti per il 1965 un
fabbisogno di 700 TWh è cir
ca il doppio per il 1975, cifre
che rivelano ancor più la loro
imponenza quando si conside-
ri che la produzione del 1955
è stata di 358 TWh.
Sempre in base ai dati so
pracitati, si calcola che nel
1975 la produzione di energia
idroelettrica potrà essere di
circa 350 TWh e conseguente-
mente l’altra parte dovrà es
sere di, origine termica, tradi-
zionale e anche nucleare.
Ciò spiega le iniziative pre-
se in vari Paesi di costruire
centrali elettronucleari per
poter disporre al più presto di
elementi risultanti dal pratico
esercizio e quindi formulare
programmi di estensione su
vasta scala degli impianti nu-
cleari.
Siccome l’esperienza fornita
dai prototipi di reattori già
funzionanti offre prospettive
molto allettanti, nella realiz-
zazione di questi primi im-
pianti si è cercato di concilia-
re l’esperienza industriale con
una produzione che arrechi un
sostanziale contributo al fab-
bisogno’ dell'energia, Tale ad
esempio è la direttiva adotta-
ta dall’ Inghilterra con un pro-
gramma, già in parte attuato
e che prevede la costruzione
di impianti elettronucleari
per una potenza complessiva
di 5-6.000 MWe entro il 1966
Anche in Italia, come è no-
to, per il 1963 dovranno essere
in funzione tre centrali per
una potenza totale di oltre 500
MWe.
Nel caso dei reattori nuclea-
ri la combinazione — combu-
stibile, moderatore, refrige-
rante — offre una tale varie-
tà di soluzioni da rendere im-
barazzante la scelta, sebbene
le esperienze fin qui compiu-
te restringano notevolmente,
allo stato attuale, le combina-
zioni convenienti. Per tutti gli
impianti nucleari esiste però,
al presente livello della tecni-
ca, un fattore comune rapore
sentato dall’elevato costo che
assume grande importanza
quando si voglia che questi
impianti debbano contribuire
adeguatamente alla produzio-
ne dell'energia, il costo della
quale non deve risultare vroi-
bitivo,
Il costo dell'impianto dimi-
nuisce per unità di potenza
con l’aumentare della mole
dell'impianto stesso e ciò im-
pone la costruzione di centra-
li di grande potenza, al mini-
mo dell’ordine dei 120-150
MW, mentre il suo effetto sul
costo dell’energia prodotta è
evidentemente tanto minore
quanto più grande è il fattore
di utilizzazione dell’impianto
stesso,
Un impiego razionale di una
centrale nucleare può quindi
oggi aversi solo se essa sia
connessa ad una rete alla qua-
le debba fornire una modesta
aliquota del consumo totale.
L’insieme delle due condizio»
ni — potenza elevata e fun-
zionamento di base — esclude
perciò la possibilità di costrui-
re impianti nucleari in zone a
scarso sviluppo industriale,
che non potrebbero assorbire
con continuità l’energia pro-
dotta.
Diversa è la situazione di
territori, sia pure economica
mente arretrati, ma dotati di
reti elettriche di interconnes-
trasferire altrove l’energia
esuberante, con la immediata
costruzione di centrali nuclea-
ri potranno, se l’esperimento
sortirà esito favorevole, assu
mere una posizione di avan:
guardia che consentirà di ren:
dere tempestivamente disno
nibile l'energia occorrente per
un'intensa industrializzazione.
Nella presente situazione
mista di esperimento e di pro-
duzione e cioè con la sovrap
posizione di esigenze economi:
che a criteri puramente tecni-
ci, chi ha affrontato la costru.
zione di impianti nucleari ha
dovuto più che altro conside-
rare se, data la situazione del-
le disponibilità di energia
elettrica, era possibile utiliz.
zare la centrale soltanto per il
servizio di base,
La scelta del tipo di reatto-
re è stata poi limitata a quei
tini decisamente usciti dalla
fase sperimenale, che si pos-
sono considerare equivalenti
dal punto di vista tecnico, ba-
sandosi essenzialmente su cri-
teri economici — costi di im-
pianto, spese di esercizio, ci-
clo del combustibile — e sulle
caratteristiche di sicurezza,
prendendo infine in esame i
vari elementi tecnici, fra i
quali ha notevole valore la
maggiore o minore elasticità
dell'impianto perchè, anche
prevedendo un funzionamen-
Sil
to di base, le esigenze dell’e-
sercizio comportano sovente
variazioni di carico più o me-
no brusche e più o meno am-
pie.
Diversa sarà la situazione
quando, superata favorevol-
mente la fase attuale come
tutto lascia prevedere, le cen-
trali elettronucleari comince-
ranno a rappresentare un’ali-
quota non trascurabile degli
impianti di .produzione, per-
chè allora almeno una parte
di esse dovranno inesorabil-
mente affrontare il servizio di
rete. Infatti le previsioni del-
l’OECE per il 1975 contempla»
no un'utilizzazione di 3.700
ore all'anno per gli impianti
idroelettrici e di 4.180 ore per
gli altri e quindi rimane limi
tato il numero di centrali che
potranno funzionare per 6-7
mila ore. Ad esempio, Sir
Christopher Hinton, prenden-
do in considerazione lo svilup-
po del programma nucleare in-
glese, pone in evidenza che in
Inghilterra nel 1968-1970, se si
vorrà riservare agli impianti
nucleari il solo servizio di ba-
se, tutte le centrali tradizio-
nali dovranno soddisfare alle
esigenze della modulazione e
dal 1970 in poi anche le cen-
trali elettronucleari dovranno
cominciare a svolgere il servi-
zio di rete,
D'altra parte se ci riferiamo
agli studi svolti per il proget-
to ENSI, prendendo in ennsi-
derazione la produzione degli
impianti dell’Italia centro-
meridionale, si nota che il rap-
porto fra potenza minima e
massima nei vari mesi dell’an-
no va dal 40 al 65%, ciò che
dimostra la facile inserzione
della centrale del Garigliano
(che dovrebbe entrare in ser-
vizio nel 1963), ma porta an-
che alla immediata considera-
zione delle difficoltà che si
presenteranno se si vorranno
successivamente costruire al-
tre centrali per il solo servi-
zio di base.
Il futuro dell'impiego su lar-
ga scala dell'energia nucleare
è quindi strettamente legato
alle possibilità del funziona-
mento modulato e perciò da
una parte dipenderà dal rag-
giungimento di costi comneti-
tivi e dall'altra dalle possibi-
TTT IT
re
lità tecniche degli impianti
nucleari di soddisfare alle va-
riabili richieste della rete,
Caratteristiche tecniche del-
le centrali e disponibilità qua-
litative dell'energia verranno
allora ad assumere un’impor-
tanza maggiore e quindi ad
influire decisamente sulla
scelta del tipo.
Senza entrare in merito agli
aspetti economici, e quindi
tralasciando anche l'utilizza-
zione della energia di supero
per pompaggio, cerchiamo di
fare un confronto fra gli im-
pianti termici tradizionali. e
quelli nucleari per quanto ri-
guarda le esigenze del servi-
zio di rete.
Per quanto riguarda il ser-
vizio di emergenza si potreb-
be ritenere che le turbine a
gas presentino la soluzione
più soddisfacente dal punto di
vista della rapidità di messa
in funzione. D’altra parte le
turbine a gas sono tuttora in
una fase di sviluppo tecnolo-
gico e non è nerciò agevole
stabilire un confronto fra ap-
parecchiature ancora in evo-
luzione.
Elementi viù precisi posso-
no aversi per un esame com
parativo fra gli impianti ter-
mici a nafta e quelli nuclea-
ri, tralasciando quelli a carbo-
ne che sono evidentemente
meno rapidi di quelli a nafta.
Ben nota è l’elasticità degli
impianti tradizionali a turbi-
na ed è quindi interessante
considerare quegli elementi
che più possono riguardare i
servizi di emergenza e a pro
gramma.
In una centrale convenzio-
nale a vapore surriscaldato,
ad esempio, dall’accensione
alla messa in parallelo octor-
rono 130 minuti primi ec 75
dall’entrata in parallelo al
pieno carico, cioè un totale di
3 ore e 25. Lo stesso impianto,
dopo una fermata di 10 ore,
richiede 2 ore e 25 per rag-
giungere il pieno carico, che
si riducono a 2 ore e 10 se il
sistema è fornito di dispositi-
vo ner avviamento rapido,
Nel caso degli impianti nu-
eleari, anche riferendosi ai so-
li tipi oggi usciti dalla fase
sperimentale, vi sono notevo-
li differenze fra un tipo e l’al-
lA I x
Sopra il titolo: la centrale elettronucleare di Dresden negli Stati Uniti. Sopra: una delle cal-
TIVATEETETA
daie della centrale inglese di Bradwell
tro, in quanto specie per l’ade-
guamento alle variazioni del
carico bisogna tener conto sia
della combinazione dei feno-
meni termodinamici e nuclea-
ri, sia dell'intervento delle
barre di controllo a funziona-
mento automatico, sia dell’a-
zione simultanea di questi
due effetti.
Per quanto riguarda la bru-
sca variazione in meno, che si
manifesta per lo scatto di in-
terruttori, i vari impianti oggi
adottati (grafite-gas, acqua pe-
sante, acqua leggera, modera-
tore organico) sono tutti in
condizioni di sopportarla; le
difficoltà si presentano invece
per la riassunzione del carico,
che a seconda del tipo di reat-
tore, del genere di moderato-
re usato e degli avvelenamen-
ti provocati dai prodotti di fis-
sione, può non essere molto
rapida,
Circa i periodi di avviamen-
to, i dati dei quali oggi si di-
spone indicano che in genere
ll cantiere della centrale celettronucleare di Latina
occorrono dalle 12 alle 19 ore.
Secondo quanto è stato finora
pubblicato, il più rapido sa-
rebbe il tipo ad acqua bollen-
te (E V R), che richiederebbe
circa 6 ore per l’avviamento
da freddo a 50 minuti da cal.
do, nell’ipotesi, naturalmente,
che il reattore sia già critico.
La velocità di assunzione
del carico è superiore per i
reattori ad acqua e diminui-
sce passando ai reattori con
moderatore organico e a quel
li a gas:grafite: a titolo indi.
cativo si può citare una velo-
cità di 8-10 MW/minuto per
quelli ad acqua e di 3-4 MW/
minuto per gli ultimi. In ge-
nere questa velocità è più bas
sa ai piccoli carichi e si eleva
con il crescere del carico, tan
to che per taluni tipi ad ac
qua si può passare dalla metà
alla piena potenza senza alcu-
na limitazione di tempo,
A parte le differenze intrin-
seche di costituzione sono
queste caratteristiche di nla-
sticità che differenziano mag
giormente un tipo di reattore
dall'altro e che perciò possono
influenzare la scelta in rela-
zione alle caratteristiche del
la rete e degli impianti con i
quali dovrà funzionare in pa
rallelo.
Le considerazioni ora svolte
mostrano dunque che non ci
sono sostanziali differenze fra
impianti termici tradizionali e
nucleari, ma, evidentemente
per ogni caso specifico si do-
vranno affrontare i problemi
di dettaglio che porteranno al-
la scelta del sistema più ri.
spondente alle condizioni del
la zona da servire.
La conclusione più interes
sante che si può trarre da
questo sommario esame è che
già fin da oggi gli impianti
nucleari, dal punto di vista
tecnico, sono in condizioni di
soddisfare a tutte le esigenze
del servizio di rete, sia come
funzionamento a programma,
sia per situazioni di emer
genza.
In fondo, a parte alcune li
mitazioni di carattere meteo-
rologico, come ubicazione gli
impianti nucleari sono meno
vincolati di quelli tradiziona-
li, in specie idroelettrici e
quindi possono essere più fa-
cilmente posti nei baricentri
di consumo, con sensibili van:
taggi nella diminuzione degli
oneri del trasporto o dell’ener-
gia o del combustibile. Il loro
impiego su scala sempre più
vasta dipende perciò soltanto
dalla possibilità di raggiunge-
re costi di produzione econo-
mici ciò che, alla luce di quan-
to si sta verificando sia. nei
prezzi degli impianti, sia nel
costo dei combustibili nuclea-
ri e dei loro trattamenti, ap-
pare di non lontana attua-
zione,
AURRIIBRTAVIRAIIAREVIJAKRIVARRITHIFKORKHTIHBEIMELKTABEXKAIOPITAREVINIEKKKaTE
Gli incidenti stradali
in continuo aumento
Il numero degli incidenti stra”
dali accaduti nel periodo gennaio»
settembre 1959 è stato di 163.819
contro 148.065 nello stesso perio-
do dell'anno precedente, con un
aumento del 10,6 per cento. Il nu-
mero dei morti causato da tali in*
cidenti è stato di 5.406 con un
aumento dell' 1,2, e quello dei fe-
riti di 125.027, con un aumento
del 7,6 rispetto allo stesso periodo
dell'anno precedente,
Nel mese di settembre scorso, il
numero degli incidenti è risultato
di 19.284 con un aumento del 2,3
rispetto allo stesso mese dell'anno
precedente, mentre si è avuta una
diminuzione del 7,9 nel numero
dei morti e del 3,4 nel numero dei
feriti nei confronti del settembre
1958.
Nel comune di Roma, gli inci-
denti accaduti nel periodo gennaio-
settembre sono stati 28.571 con
166 morti e 15,452 feriti,
Nel comune di Milano gli inci-
denti sono stati 18.883 con tor
morti è 10.075 feriti.
La profondità
massima
del Mediterraneo
La profondità massima del Me-
diterraneo è di 4.925 metri. Lo
ha accertato la nave idrografica
« Staffetta » dell’ Istituto idrogra-
fico della Marina nel corso di una
campagna esplorativa ormai
conclusione, La « fossa » si trova
nello Jonio a sud di Capo Mata-
pan. Ulteriori ricerche verranno
proseguite nella zona per accertare
se vi siano profondità superiori.
Finora il « fondo massimo » era
stato quello di 4.800 metri, segna-
lato dalla nave sovietica « Babi-
lof » e comunicato dalla Tass il
29 ottobre scorso,
17
alla *
Un “vortice elettrico” intorno alla Terra
Come Saturno, anche la Terra
è probabilmente circondata da un
immenso anello fluido, a 30.000
chilometri circa di distanza, che la
avvolge in un vortice elettrico di
un milione di ampères di intensità.
Questa è la scoperta che hanno per-
messo di fare i satelliti artificiali
lanciati dagli Stati Uniti, e gli
sputnik sovietici.
La massa di gas, ad altissima
carica elettrica, formerebbe una
corrente paragonabile grosso modo
a una ciambella di corpuscoli in
movimento che si estende tutto at-
torno al nostro globo.
Questa interpretazione. cioè ii
modello geometrico ipotetico che
è stato messo alla base dell'ipotesi,
non è ancora sicura. E' però la più
probabile. Ulteriori ricerche saran-
no necessarie per giustificare in pie
no l'assunzione della teoria.
La straordinaria somiglianza
con l’anello, o per meglio dire con
la fascia di diversi anelli che pos-
siede il pianeta Saturno, è solo ap
parente e consiste nel fatto che an-
che questi possono essere conside-
rati, in sostanza, « materia fluida»
come un liquido o un gas (e forse
materia gassosa o liquida sarà con-
tenuta in parte in essi), dato che
ogni corpuscolo della fascia anula
re segue la sua strada per conto
suo. E' dunque un pulviscolo, una
specie di pista polverosa, che se-
gue il pianeta Saturno nellà sua
rivoluzione attorno al Sole, e ruo-
ta attorno all'asse del pianeta.
Nulla ci vieta di fare la ipotesi
che anche gli anelli di Saturno
siano carichi di elettricità.
Gli scienziati, in realtà, dicono
che l'esistenza di una gran massa
di cariche elettriche nelle immensi»
tà dello spazio interplanetario era
una cosa che si sospettava da al-
meno mezzo secolo. Ma nessuno
supponeva che queste cariche fos-
sero, per così dire in parte « anco”
rate » alla materia interspaziale e
seguissero «destini orbitabili »
precisi, anche attorno ai pianeti.
Ml vortice elettrico forma una
fascia dello spessore di circa 1.300
chilometri. La larghezza della zo-
na anulare di Saturno è invece di
66.000 chilometri, più di quattro
volte superiore al diametro della
Terra! Però gli anelli di Saturno
formano uno strato molto sottile,
in confronto della larghezza: ap-
pena quindici chilometri. Per ciò
che riguarda la Terra, ancora si de
ve indagare sulla precisa forma di
questa massa anulare: è essa piat
{da «TI Giorno»)
ta, 0 tubolare, oppure ha altre for-
me, magari varianti?
Quanto poi el suo significato,
cioè alle cause che ne hanno deter
minato la formazione, la ipotesi
più probabile è quella che può
spiegare anche altri fenomeni di
elettromagnetismo scoperti dalle
varie sonde cosmiche, quella che fa
dell'elettricità come il crogiuolo di
generazione della materia stzssa,
come la « matrice dello spazio »:
per quanto strana possa sembrare
questa rivoluzionaria teoria, essa
si va facendo strada sempre più tra
le correnti meno tradizionaliste del»
la scienza. L'ipotesi dice che, es-
sendo la materia come un insieme
di « nodi » nella grande tela del-
la energia radiante, presente do-
vunque nell'Universo, questi nodi
sono il prodotto dinamico e sem-
pre mutante delle stesse convulsio-
ni dell'energia. Questà energia (e-
lettromagnetica) non solo è la ge
neratrice di materia (e quindi di
anelli planetari, pulviscolo cosmi-
co, gas interstellari, cioè punti di
inizio della formazione di corpi
celesti) ma è anche l'elemento nel
quale si viene a disperdere la ma-
teria stessa, una volta cessata Ja per-
turbazione che ha generato la con-
densazione, o agglomeramento. La
energia spaziale finisce con l'esse-
re così la culla e la tomba della
materia. L'anello gassoso terrestre
che l'uomo ha da poco scoperto
sarebbe una fase di questa perenne
trasformazione di energia in mate
ria, e viceversa.
Non si deve confondere l'anel-
lo di cui parliamo con la cosiddet-
ta corrente anulare che 1 russi han:
no scoperto recentemente, Gli
scienziati sovietici hanno riferito
che i loro satelliti hanno indivi-
duato tale corrente a una distanza
dalla superficie terrestre, variante
da 13.000 a 19.000 chilometri,
diversa quindi da quella dell’anel-
lo di gas.
Abbiamo dunque sospesa sulle
nostre teste una enorme quantità
di energia rotante in vortice.
Il reddito individuale
in Italia
e in USA
Il reddito individuale nelle pro-
vincie italiane registrato nel 1958
è il seguente tenuto conto che quel»
lo medio nazionale risulta nello
stesso anno di 244-437 lire,
Le dieci provincie più ricche ri-
sultano Milano, con 530.545
(contro 361.319 del 1952); To-
rino, con 428.454 (315.228);
Genova con 406.228 (291.706);
Val d'Aosta con 397.511 (304
mila 728); Imperia con 388.694
(239.397); Vercelli con 386.256
(305.356); Roma con 381.377
(233-368): Trieste con 371.775
(335.622); Savona con 368.274
(254.195); Varese con 366.910
(244.527).
Le 10 più « povere » risulrano
Potenza con 99.520 (64.083);
Cosenza con 104.376 (71.823);
Agrigento con 105.325 (58.269);
Avellino con 106.473 (65.134);
Reggio Calabria con 108.087 (66
mila 835); Catanzaro con 109.570
(609.208); Lecce con 119.186
(58.908); Caserta con 120.262
(73.216); Caltanissetta con 120
mila 451 (73.535) ed Enna con
121.118 (74411).
Delle altre grandi città italiane
Napoli figura al 58° posto con
176.266 (110.644): Palermo al
68° con 152.626 (00.682).
Dall’ultimo numero della rivi.
sta settimanale «Road Maps of
Industries», pubblicato dal Natio
nal Industrial Conference Board
(NICB), si apprende che durante
gli ultimi otto anni, il reddito in-
dividuale medio degli americani è
salito da 1.491 a 2.057 dollari
annui (corrispondenti a circa 1
milione e 227.400 lire),
Nel 1958; diciotto Stati ed il
Distretto di Columbia (sede della
capitale) avevano superato il livel-
lo di 2.000 dollari; mentre otto
anni prima solo il Delaware ed il
D. C. si trovavano al di sopra di
tale media. Lo Stato del Connecti-
cut; con un reddito medio pro-ca-
pite pari a 2.817 dollari, ha rag
giunto il primo posto, seguito da
vicino dal Delaware (2.760 dol-
lari). Il New Mexico ha subito, nel
periodo 1950-1958, l'incremento
maggiore (58%), salendo alla ci-
fra di 1.838 dollari.
IVIIUIKIVERVVINPOTAVKUIITNETTVIRHERUIVINDTRATIVIOUESTIVITEVANINTENVENEANWITOVEIRANTVInRAta
L’AEROSTATO
di Charbonnet
Nell'attuale clima di entusia-
smo e di profonde ricerche nel
mondo ' dell'astronantica, che
tiene sospeso il fiato di milioni
di uomini, tutli in attesa di no-
tizie concrete per i voli spaziali,
sarà bene ricordare, sopratutto
ai genovesi, una delle imprese
più famose dell'aerostato gui-
dato dal famoso Charbonnet,
nelle gloriose giornate delle ce-
lebrazioni colombiane del 1892,
,vale a dire nel quarto centenario
della scoperta dell'America.
Molte erano state in quell’anno
le manifestazioni, tra cuî la ce-
lebre Esposizione italo-ameri-
cana, alla foce del Bisagno, pres-
so Porta Pila, su una distesa di
40 mila metri quadrati, Le at-
trazioni della celebre Mostra
furono l’Eldoradd, teatro di va-
rietà e l'Uovo di Colombo, spe-
cie di caffè-ristorante, Aalto 26
metri e largo 500, In queste ma-
nifestazioni vennero inserite le
ascenstoni dell’aerostato " Stel-
la” così chiamato, come augu-
rio ed auspicio per la città,
La prima ascensione avvenne
il 31 luglio e ju organizzata dal-
la Società Sportiva ” Colombo ”,
Guidato dal capitano francese
Charbonnet, verso le 15,30 di
quel giorno l’aerostato sì levava
nel cielo di Genova, tra le urla
e gli evviva dei presenti, Un ce-
stino di vimini sotto il pallone
gonfiato a gas, portava alcuni
passeggeri. Purtroppo soffiava
vento forte ed il pallone riuscì
a raggiungere î cinquecento me-
tri soltanto di altezza, Verso le
19,30 discese lentamente presso
Casegli, località posta tra Bor.
zonasca e Torriglia,
I genovesi non furono soddi-
sfatti ed una settimana dopo
Charbonnet tentava una seconda
ascensione, ma l’effetto non fu
superiore alla prima volta e
l'aerostato ” Stella”, verso sera
scendeva nei pressi di Appari-
zione, Comunque le due ascen-
sioni servirono a dare alle ” Co-
lombiadi” un'atmosfera di im-
menso entusiasmo. A distanza di
67 anni, proprio a Genova, în
occasione del VII Convegno In.
ternazionale delle Comunicazio-
ni, nel quadro delle celebrazioni
colombiane, molto si è parlato
dei voli spaziali e della navi-
gazione astronautica, mentre il
”Lunik III” solcava i cieli, se-
guendo il periplo spaziale, Ma
forse pochissimi hanno ricorda-
to le ascensioni del capitano
Charbonnet, durante le celebra-
zioni del 1892,
Paolo Farenzi
La volta scorsa abbiamo
parlato della Medea e del suo
eccezionale « cast »: segnalia»
mo una selezione (45 giri
1.600 lire) per la voce superba
di Maria Callas, con l'orchestra
della Scala diretta da Tullio
Serafin.
Di Johann Sebastian Bach,
un 33 giri (4.500 lire) offre
la Cantata n. 53, la Cantata
n. 54, la Cantata n. 170: Hil-
degard Ròssel-Majdan è la con
tralto, l'orchestra è dell'Opera
di Stato di Vienna diretta da
Herman Scherchen. Dello stes
so autore un 45 giri (1600lì
re) propone il Concerto Bran
deburghese n. 3 in sol, eseguito
dalla London Baroque Ensem-
ble diretta da Karl Haas. Edi-
zioni Ricordi.
Jazz freddo: un 33 giri del-
la RCA è dedicato a Due aspet-
ti di Tony Scott (3.210 lire)
in otto esecuzioni, di cni due
— diremmo le più genuine —
deliberatamente improvvisate al
momento della registrazione.
Lo stesso illustre clarinettista
dichiara di non aver scritto pri-
ma la musica per essere libero
di suonare come « sentiva » in
quel momento.
Nella musica leggera, la Ri-
cordi presenta due 45 giri dop®
pi (1.400 lire). Il primo è del
Quartetto Cetra, Le favole del
juke-box, da poco teletrasmesse
in note rubriche della sera (Sei
DISCOTECA
piccolo per i bluejeans, Che
centrattacco!!!, Papà Walt Di-
sney. Un cavallo senza cow-
boy), l'altro è dedicato da Or
nella Vanoni alle Canzoni del-
la malavita (Hanno ammazza.
to il Mario, La zolfara. “Ma
mi..., Le mantellate): l’orche-
stra di Fiorenzo Carpi accom-
pagna la bella interprete dele
canzoni del giorno,
Allevato a base di whisky e
gin, proprietario di una villa
a Sing-Sing, Fred Buscaglione
si presenta come Il dritto di
Chicago (Cetra, 750 lire, 45
giri). Sul retro la nuovissima,
celebre, simpaticissima Una si
garetta (che sia king size, Fred,
mi raccomando!). E ancora So-
fisticata e Le bambole d’ Italia.
Per i sedicenni, la Verve Re-
cords ha messo in circolazione
(sempre a 45 giri) Cora Lee e
Mine all mine, complesso «The
fraternity brothers ». Heaven
fell last night e The three bells
per la RCA, Danny Boy è Half-
way to heaven della MGM so-
no i due 45 giri da juke-box
che chiudono la nostra rasse-
gna. Anticipiamo, però, che i
cantanti della RCA Italiana
che parteciperanno all'ormai
prossimo Decimo Festival di
Sanremo sono (inutile dirlo:
tutti notissimi) Renato Rascel,
Teddy Reno, Nilla Pizzi, Mi-
randa Martino, Marcello De
Martino e la sua orchestra. Ra-
scel canterà una sua composi-
zione, « Romantica », Teddy
Reno — in coppia con Modu-
gno, « Libero » ed « E' vero »,
Nilla Pizzi «Colpevole» e
« Perdonami », Miranda Mar-
tino « Invoco te» e « Vento,
pioggia e scarpe rotte ».
Le incisioni sono già alla fa
se finale. Tutti i dischi citati,
tranne questi ultimi ovviamen
te, sono in vendita nel negozio
Ricordi di via Fieschi.
DIONYSIUS
Problemi e vantaggi dell’automazione
(continuaz, da pag. 13)
zione del limite di età per il
diritto alla pensione, creazio-
ne — laddove sia possibile —
di nuovi reparti produttivi,
Per il superamento del se-
condo punto già molto è stato
fatto: in tutte le scuole tecni-
che della Confederazione sono
stati istituiti corsi di specia-
lizzazione che riguardano in
modo particolare le applica-
zioni dell'elettronica all’indu-
stria; si prevede che nel 1965
venticinque milioni di giova-
ni americani tra i 14 ed i 21
anni di età potranno essere
impiegati in reparti automa-
tizzati. Inoltre, entro il 1964,
l’attuale numero di specializ-
zazione e qualificazione tecni-
ca sarà quadruplicato.
La soluzione del terzo pro-
blema — e cioè l'assorbimen-
to della produzione — dipen-
de dalla capacità di condizio-
nare l'applicazione progressiva
delle nuove tecniche alla situa-
zione economica e di merca-
to: « Dobbiamo procedere sen-
za brusche scosse», dicono gli
industriali ed i sindacalisti.
Tale opportuna cautela è di
per sè una garanzia contro la
possibilità di una crisi deri-
vante dalla superproduzione di
uno o più settori rispetto alle
esigenze di mercato.
M pessimismo e la preoccu-
pazione che fino a qualche me-
se fa caratterizzavano le rea-
zioni di taluni ambienti eco-
nomici americani di fronte
agli interrogativi posti dall’av-
vento della «seconda rivolu-
zione industriale », vanno ra-
pidamente scomparendo. Come
ha detto il Segretario Mitchell,
è stato compiuto un buon la-
voro; la cooperazione tra Go-
verno, sindacati ed industria
ha rappresentato e rappresen-
ta una componente essenziale
della fiducia con la quale gli
Stati Uniti stanno procedendo
verso la trasformazione delle
forme e dei sistemi di produ-
zione.
<...Oltre a molti problemi
economici o strettamente te-
cnicîé — ha scritto tempo fa
David Morse, direttore genera-
le dell’ ITfficio Internazionale
del Lavoro — l’automazione
pone alcuni «problemi uma-
ni ». AA esempio, come reagi-
rà l'individuo ed in specie il
lavoratore dell'industria di
fronte ai nuovi congegni elet-
tronici dotati di una mente
perfetta incapace di commet-
tere errori?... Uno degli scopi
da raggiungere (e di certo non
il meno importante) è che au-
tomazione significhi anche
<«umanizzazione », e cioè piena
liberazione delle energie erea-
tive del popolo... Esaltazione
dell’uomo, insomma, e non del-
la macchina ».
Eugenio Melani
(da «Mondo occidentale >)
BIL % Mist tn
a a Roig Sul
o he 7, 0
\
Di
In queste due foto piccole: il Vescovo di Livorno monsignor
Pangrazio (sopra) e il direttore del Cantiere «Luigi Orlando»
ing. Mauceri
durante
la festa al
(sotto) consegnano
cinema-tcatro
i premi per
« Odeon »
i
di
genitori
Livorno
Befana
a Befana di quest'anno ci
ha visti riuniti, grandi e
piccini, per la sesta volta. E
per la sesta volta si è ripetu-
ta, in sostanza, la festa degli
anni passati: la Befana non
cambia, è sempre la stessa, ed
è proprio per questo che ci è
più cara, perchè da lei non ci
possiamo aspettare sorprese.
La Befana è fedele, è Incor-
ruttibile, è &terna.
Abbiamo voluto dire subito
questo perchè il secolare ri-
petersi di una fra le più belle
tradizioni del mondo — sen-
za dubbio la più bella del
mondo piccino — ci sembra
un fatto la cui importanza e
il cui significato hanno, og-
gi, un valore prezioso,
Noi stiamo attraversando,
in questo momento, un'epoca
in cui neanche la fantasia rie-
sce a star dietro agli avveni-
menti, un'epoca senza tregua
e senza respiro per la nostra
vita spirituale e materiale,
un’epoca in cui tutti, chi più,
chi meno, siamo diventati an-
siosi e trepidanti di fronte ai
minacciosi progressi della
scienza e della tecnica. Sem-
bra che noi, in questo momen-
to, stiamo perdendo il control-
lo di ciò che abbiamo realiz:
zato, perchè il progresso mec-
canico è andato molto più in
là del progresso spirituale.
Il giorno della Befana, così
umile e pur così grande, ci ap-
pare quindi sempre più — in-
sieme ad altre poche ricorren-
ze tradizionali come un
giorno in cui ritroviamo noi
stessi, un giorno di pace nel
quale possiamo finalmente fer-
marci un attimo nella dolcez-
za delle cose semplici e buo-
ne, e nella soave rievocazione
dei ricordi e guardare con rin-
novata fiducia la tremula luce
della speranza e della fede in
un avvenire più giusto e più
umano.
In questo giorno ci passa
davanti come un vecchio ro-
mantico film, la nostra infan-
zia spensierata e felice, il dol-
ce viso di nostra madre gio-
vane e piena di vita, un baloc-
co che ci fu particolarmente
caro, la nostra cara nonnina
e tanti e tanti altri ricordi, E°
dunque, questo giorno, un
punto fetmo e luminoso nella
nostra vita; e il suo continuo
ripetersi, lungi dallo sbiadirlo
nella consuetudine, lo raffor-
za nella tradizione e lo arric-
chisce di un nuovo e più vivo
splendore.
I seimila piccoli ansaldini
che ogni anno intervengono
alla festa organizzata dal no-
stro giornale ci sembrano dei
privilegiati: noi non avevamo
i loro bei vestitini, per noi
non c’erano feste nei teatri,
non autorità, fotografi, croni-
sti. Solo una calza appesa al-
la cappa del camino testimo-
niava jl passaggio della Befa-
na; una calza striminzita con
un giocattolo, qualche €
mella, due o tre mandarini,
una pasta dolce. A quei tem-
pi la Befana non poteva fare
di più. Ma per noi era molto,
e ci sentivamo felici,
Ora le esigenze e le possibi-
lità sono aumentate e nella vi-
ta di oggi, malgrado tutto,
non tutti i lati sono negativi.
E’ giusto che non ci si possa
più accontentare di quello che
avevamo noi. Ma poichè i
bambini hanno diritto ad una
infanzia felice, anche la Befa-
na si è messa al passo coi
tempi. Sì, perchè la Befana,
per modesta che sia, ha una
importanza più grande di quel
che sembri: la Befana è ‘un pa-
ne spirituale, è una esigenza
dell'anima, è una festa di bon-
tà, una maestra del sentimen-
to. Non possiamo buttar via
tanti dolci ricordi e privarne
i nostri figli!
E’ sotto questo aspetto, so-
PI
coli e grandi
prattutto, che noi vediamo e
spieghiamo la festa della Be-
fana; e siamo certi di essere
nel giusto.
** *
La manifestazione si è olta in
quattro ciner di Genova, in uno
di L 3 e in uno di Livorno,
con artecipazione di autorità
lc di dirigenti dell'Ansaldo,
Prima de distribuzione del doni
aj bambini, sono stati programmati
divertenti e sono stati
complessivamente 175
premi speciali per i genitori, Mol-
tissimi "ipanti hanno usufrul-
del servizio autotran-
posto dagli organi
sorteggiati
che
della
aleuni brevi appunti
no lo svolgimento
fone nei vari locali:
Cinema-teatro « Massimo >» di
Sampierdarena, Alle 9 inizio di uno
sttacolo di varietà a cura di
uco Meda e Ottavio Ottonello,
sono tati protagonisti Dante
Pompili (presentatore e canti
la maestra di piano Anna Canepà,
Anteo. Dodi (cantante), Nicolino
duppe (poesia ialet'ale), Zino
(fisarmoni: cantanti
R 1
Alle 10 arrivo del prefetto
accompagnato dal
» dell'Ansaldo gr. uff.
., dal d snerale ing.
Lombareti, re e centrale
ing. Zirilli e dal vice direttor
trale dott. Enrico, MN piecolo
Fantoni rivolge al dott.
brillante i
acarne
dott. Di
prefetto e del gr, uff. Gennaro, par-
tenza delle antorità alle 10,15, sor-
teggio dei premi per I genitori e
conelusione della festa con la di-
stribuzinone dei doni ai bambini.
sinistra: Babbo Natale all’« Odeon » di Livorno; i palloncini all'« Astra» di La Spezia;
Cinema « Splendor » di Sampier-
darena, |) la disposizione del lo-
enle, non si potuto
di varietà, ma i
divertiti ugualm te
comico « Buster Keaton nella
ziato alle 9, Alle 10,30
arrivo del prefetto, cui il piccolo
Enrico Rovegno porge il suluto e
un omaggio, e dei dirigenti del-
l'Ansaldo venienti dal « Massi-
mo ». È > af presenti d
dott, Pi o r, uff, Gennaro
e infine sor i premi per i
genitori e i rutione dei doni ai
bambini.
Cinema-teatro « Eden » di Corni-
gliano. Lo spettacolo di
iniziato alle 9,10, Vi hanno
pato il macchiettista Barbleri, il fi.
armonicista Ucci zza, la bambi-
na Nadia Perletti che ha recitato
con dolce grazia Infantile due poe-
sle, l'e Ancora d'oro 1957»
Balducci, notissimo a tutti gli
saldini ed anche fuori del nostro
ambiente, Ha presentato lo spetta-
colo Giuseppe Polleri. Anche qui il
gr, uff. Gennaro ha avuto per pli
intervenuti simpatiche parole di
augurio, che hanno riscosso vivis-
simi applausi,
Clinema-teatro
Ponente. Alle 9
qui uno spet
qualo hanno partecipato:
e Annamari
cantante e chitarr
ì me o
della maestra Floria Giampietro
con le bambine Nuccia Del Signo-
re, A Grazia Figari
tonietta Sabelli, Adris
DI pla Maria , Tna-
renzina signorina. Pia
rearelli; 1 chitarristi Osvaldo Cai
Stante; l'armonicista Renato Cai;
Ml violinista Limedei; 11 presentato-
re Palarchi, Sono intervenuti i diri-
bambini si
sono con il
film
Luna », ir
Sestri
rdi » di
i anche
genti dell’ aldo cui ha dato ll
benvenuto la piccola M ina Paga-
nni, Dopo ll breve discorso del vi-
ce presidente dell'Ansaldo, lo spet-
tacolo è finito col sorteggio dei pre
mi e la consegna dei doni.
Cinoma « Astra» di La Spezia.
Circen mille bambini accompagnati
dai famigliari hanno affellato il lo-
le ed hanr assistito al pro-
gramma allestito dal nostro corri-
dente, programma che ha
tito non soltanto i piccoli
anche gli accompagi
proiettata una
di film di Charlot),
huto rivolto ai bambini, alle
rità e al nostri dirigenti colle»
] Galli, il teatro delle ma-
e di Marlo Magonio ha s
divertentissimo. programma
quale è seguita l'estrazione dei re-
6 per 1 genitori. Infine le auto-
rità, fra cui il prefetto dott, Came-
il questore, il vice sinda av
i dirigenti del Muw-
giano, tra il direttore ing. Pa-
lenzona, ilvice direttore ing, € -
doli, il dott. Migone e l'ing. Ca-
pello, hanno iniziato la distribu
dei tradizionali doni de Re
Cinema-teatro «< Odeon » di
vorno. Allo spettacolo di vari
Iniziato partecipato
) Gambini,
Turini, ne
* Ferretti, Carla Ferretti,
arcella Marchetti, Nadia Silvestri,
auto»
il direttore
>rno ing. Mau-
scovo mon:
del Cantiere dl Li
ceri con | vice direttori ing.
fani e dott. Cavaliere, Ai presenti
hanno rivolto simpatiche parole il
Vescovo e l'ing. Mauceri,
Ubi
In queste due foto piccole: due aspetti della festa al cinema
«Astra » di La Spezia; sopra, da sinistra:
Camera,
g.
gruppo all’« Eden » di Cornigliano;
Palenzona, l'ing. Gradoli sotto:
stribuzione dei palloncini
la Befana all’« Odeon » di
il prefetto dott.
la di-
Livorno
i L’ANSALDO PER GLI ANSALDINI
__Fotocronaca del 1959___
6 gennaio: festa della Befana a Ge- 18 e 25 febbraio: visite alla Società
11 marzo: rappresentazione del « Ca-
nova, la Spezia, Livorno « Innocenti » di Milano
rosello ansaldino »
1,2 e 3 maggio: gita a Roma di mille 28 maggio - 2 giugno: gita a Parigi di 31 maggio: l'orchestra del Dopolavo-
dipendenti e loro famigliari 350 dopolavoristi ec loro famigliari ro alla « Festa della ricreazione »
z E Si sei 3 n
25 giugno: concerto musicale di no- 21, 28 e 29 giugno: gita a Napoli di - 28 giugno: gita a Siena e a S. Gimi-
stri dilettanti al Teatro del Falcone 455 ansaldini livornesi gnano degli ansaldini di La Spezia
.
Luglio: inizia l’attività tennistica sui 27 giugno-1° settembre: soggiorno dei
4 luglio - 5 settembre: soggiorni al-
campi di via Cantore, Sampierdarena bambini alla colonia di Montemaggio
î pini in Val di Fassa
20 settembre: gita a Nizza e Monte- Settembre: attività alpinistica dei Settembre: concorso « Robin Hood»
carlo con 13 autopullman dopolavoristi (1° premio: una «Lambretta »)
4 ottobre: inaugurazione del muovo 11 ottobre: gita a Stresa c sul Lago 25 ottobre: gara automobilistica di
circolo sociale del Dopolavoro Maggiore; 1.300 persone partecipanti regolarità per i soci del Dopolavoro
22
La personalizzazione dei costi indiretti
come sistema di controllo
uando si parla di costo si
fa riferimento in genere
al costo di un prodotto, in
quanto esso rappresenta l'in
dice della capacità economi:
co-produîttiva dell’azienda sul
mercato.
Il costo di un prodotto è
però sempre la somma di nu-
merose frazioni di costi soste
nute nej diversi uffici, reparti
o servizi dell'azienda, per cui,
in materia di controllo di co-
sti. bisognerà invece riportar-
si all'esame analitico dei suoi
componenti diretti e indiretti,
Ora, mentre il controllo dei
costi diretti di un prodotto
può essere inizialmente impo:
stato con preventivi più o me-
no dettagliati e con l’elabora-
zione di cicli di lavoro e di
distinte basi, e successiva.
mente seguito, durante le la-
vorazioni. attraverso lo svi-
luppo delle ore di lavoro e la
emissione degli ordini per l'ac
quisto dei materiali, quello
dei costi indiretti, meglio co-
nosciuti nella pratica come
« spese generali », non è al
trettanto agevole, sia per la
notevole varietà degli elemen:
ti che li compongono, sia per
la loro stessa natura non
sempre direttamente afferen-
te alle diverse produzioni del
l’azienda.
E’ ben vero che l’elabora-
zione di una previsione stan
dard dei costi indiretti, detta-
gliata per centri di spesa, può,
fra l’altro, dare non pochi ele-
menti per un controllo ante
cedente: ma questo controllo,
come pure quello effettuato
in sede amministrativa. a
posteriori, non sarebbe di per
se stesso operante se non si
provvedesse, durante l’eserci-
zio, con adeguati e tempestivi
interventi, a svolgere un’azio-
ne correttiva ‘per contenere
gli scostamenti ed eliminare
le anomalie,
Occorre dunque impostare
per i costi indiretti un con-
trollo concomitante all’ origi-
ne, operato cioè tempest.va-
mente nell'ambito dei singoli
centri di spesa dove i costi
nascono e dove esiste sempre
un capo-centro responsabile
che li spende.
Naturalmente non si tratta
di seguire tutti i costi dei
centri di spesa, in quanto o-
gni cenîro riceve molteplici
quote di costi spesi in altri
centri; necessita invece ana-
lizzare nel dettaglio soltanto
i costi spesi nei centri e in
particolare quelli che possono
venire personalizzati ai capi
centro responsabili, in quan:
to dagli stessi controllabili.
Talj costi costituiscono i co-
sidetti costi vivi dei centri di
spesa e risuardano narticolar:
mente le seguenti voci:
— costi relativi ai materiali
di consumo {attrezzature &'uf-
ficio e d'officina, cancelleria,
materiali per disegnatori.
combustibili, lubrificanti, u
tensili, attrezzi e calibri, ma-
teriali vari d’officina. ecc.);
consumi inerenti all’e-
nergia elettrica;
— costi dei trasporti;
— costi di manutenzione or-
dinaria e straordinaria delle
macchine e degli impianti»
— costi degli operai in atte
sa di lavoro per mancanza di
materiali, mezzi di lavoro,
energia, guasti, pioggia;
— costi degli operai inattivi
per mancanza di lavoro;
compensi per lavoro
straordinario agli impiegati e
agli operai;
— costi delle singole voci
di mano d'opera inairetta in
rapporto a quella diretta.
Si può quindi dire che gran
parte dei costi generali spesi
nei centri possono essere age-
volmente personalizzati e
quindi controllati; 11 che si
attua confrontando le spese
sostenute con quelle che si
sarebbero dovute sostenere in
relazione a standard prefissati
e mettendo in evidenza gli
scostamenti che si verificano
mensilmente e progressiva-
mente nel corso dell'esercizio.
Tali scostamenti devono esse-
re tempestivamente portati a
conoscenza di ciascun capo-
centro responsabile ed essere
da questi analizzati per ricer-
care le cause che li hanno
determinati e le possibili fu-
ture azioni correttive da svol-
gere per eliminarli.
Per attuare la procedura ac-
cennata occorre innanzitutto
portare a conoscenza dei capi-
centro gli scopi che si deside-
ra raggiungere con la perso-
nalizzazione, risvegliare in es
si la sensibilità dei costi e far
loro rilevare come la respon-
sabilità tecnica delle operazio-
ni del centro comporti sem-
pre, necessariamente, una pa-
rallela responsabilità econo
mica.
Bisogna poi predisporre una
elencazione dettagliata delle
voci di spese generali del cen-
tro che si vuol mensilmente
personalizzare e controllare.
Indipendentemente dall’ini-
ziale esistenza di standard di
spese generali, si nuò quindi
seguire mensilmente il matu-
rarsi dei singoli costi indiret-
ti e, ove possibile, delle quan-
tità impiegate (pesi, n°, kW,
h, %, ecc.). I relativi dati,
dapprima presi in esame dai
capi responsabili per una ana
lisi particolare e dettagliata,
sono portati in discussione ai
livelli immediatamente supe-
riori: e da questi, opportuna-
mente raggruppati e sintetiz-
zati. via via ai livelli più alti.
La responsabilità del con-
trollo dei costi indiretti non
deve infatti fermarsi ai sin-
goli capi-centro, ma trasmet-
tersi ai livelli superiori, nei
quali le responsabilità sono
via via meno specifiche ma
più estese, così da formare
come una catena verticale di
controlli, al cui vertice sta il
direttore dello stabilimento.
Mediante l’analisi e la di-
scussione è possibile trovare
le cause delle anomalie ri
scontrate e prendere opportu-
ni provvedimenti per una
graduale riduzione dei costi
indiretti futuri, in modo da
pervenire, attraverso opportu-
ni traguardi predisposti nel
tempo, alla determinazione di
basi standard, e cioè di spese
generali-tipo alle quali sostan-
zialmente tendere. Dopodichè
potrà naturalmente valere —
ad un certo momento il
principio del controllo per
esclusione, nel senso che si
potrà trascurare la normalità
e insistere invece sugli scosta
merti rispetto agli standard
prefissati.
Con il controllo dei costi
dei centri di spesa, personaliz:
zati ai capi responsabili, e con
l’uso degli standard, la pres
sione sistematica e costante
analiticamente esercitata sul-
le singole voci di spese gene-
rali. non potrà che dare buoni
risultati, contribuendo sopra»
tutto a creare nei capi quella
sensibilità economica che è
indiscutibilmente necessaria
anche a chi si preoccupa sar
stanzialmente delta tecnica
della produzione,
E con il senso di una più
sentita e attenta responsabili
tà economica e di una maggio»
re e più affinata consapevolez-
za dei costi di produzione,
verrà altresì favorito — ai
diversi livelli — il decentra-
mento delle funzioni aziendali
attraverso un più concreto
potere di decisione nell’ambi-
to della propria azione.
Il controllo dei costi così
concepito è ovviamente di so-
stanziale importanza ner la
azienda. La sua adozione e
più ancora il suo efficace ren-
dimento presuppongono natu-
ralmente una mentalità di
non facile improvvisazione,
ma che potrà ben formarsi nel
tempo,
Teresio Rava
ARITIIENNI SILHITIBNTI
Una visita a pensionati ansaldini
di rappresentanti del “ Gruppo anziani ”
Nella penultima settimana
di dicembre una rappresentan-
za del « Gruppo anziani » del-
l’Ansaldo: ha visitato alcuni
pensionati della nostra Socie-
tà per porgere loro gli auguri
di Natale.
Per ogni località è stato
scelto l’ex dipendente di età
più avanzata: Antonio Dasso-
ri di 74 anni (Pegli). Emilio
Tessier di 85 anni (Sammier-
darena), Sebastiano Canepa
di 85 anni (Genova centro),
Giuseppe Foîs di 89 anni (Se-
stri).
Gli anziani hanno rievocato,
con commoventi parole il l'oro
passato ansaldino, dimostran-
dosi vivamente riconoscenti
per la visita e rivolgendo pa-
role di augurio ai componenti
tutti della nostra Azienda,
Il sig. Sebastiano Canepa,
che è stato all'Ansaldo dal
1887 al 1949, cioè per ben 62
anni, ha voluto presentare la
sua signora, con la quale si è
unito in matrimonio nel lonta-
no 1899 ed ha espresso il desi-
derio di essere ricordato agli
ansaldini,
Le parole di Canepa sono
state accolte con particolare
emozione dai rappresentanti
del « Gruppo anziani », che
vedono in lui il capo spiritua-
le della categoria. Da parte
nostra siamo ben lieti di ri-
volgere da queste colonne, a
lui e a tutti gli altri compo-
nenti della benemerita schie-
ra degli anziani. un affettuoso,
deferente augurio.
riti
BORSE DI STUDIO
“Ernesto Fassio”
per il 1959 - 60
«li Cav. dei Lavoro dr,
nesto Fassio, In relazione alla co-
struzione cdi navi che la Società
Ansaldo ha in corso per le sue
Compagnie armatoriali « Villain &
Fassio e Compagnia internazionale
di Genova, Società riunite di navi.
gazione Syp.A. », nel desiderio di da.
re ni dipendenti dei nostri Stabili.
menti sociali un tangibile riconosci»
mento per l'opera ch'essi svolgono,
ha stabilito di erogare la somma di
Lit. 3.000.000 In occasione del varo
di ogni nave costruita.
Per desiderio dello stesso arma.
tore Fassio, la somma complessiva
dovrà essere elargita nel periodo di
alcuni anni, fino all'esaurimento
della somma stessa, sotto forma di
Rorse di Studio n favore dei figli
dei dipendenti della Società Ansal-
do che conseguano la promozione
in ogni scuola (asseluse lo celemen-
tari) di qualsiasi ordine e grado,
purchè governativa o comunque ]e-
galmente riconnaseluta
Le «Borse di Studio FK. Fassio 3,
per espresso desiderin del donato-
re, tengono conto non solo dei me-
scolastici dello studente, ma
anche della situazione economico -
familiare del dipendente,
n complesso delle Borse di studio
per ll rorrente anno senlastico è di
Lit, 3.000.000,
ing. Er-
Norme generali
Partecipazione, Potranno concor-
rere alle suddette borse | figli (ma-
schi e femmine) dei dipendenti dei-
la Società Ansaldo che abbiano fre-
quentato almeno la prima classe di
scuola media inferiore ed ottenuto
alla fine dell'anno scolastico la pro-
mozione all'anno successivo nella
sessione di giugno o abbiano supe-
rato tutti gli esami prescritti dal
regolamento se universitari e non
siano fuori corso e che frequentino
nell'anno in corso una scuola sta-
tale o legalmente riconosciuta, Inol-
tre alla suddetta borsa di studio non
notrà concorrere che un solo mem.
bro dello stesso nuelro famigliare,
Commissione giudicatrice. Una
commissione gindicatrico, pres
duta dall re Ernesto Fassio
e della quale faranno parte dirigen-
tì delle Compagnie di Navigazione
FE. Fassio e dirigenti della Società
Ansaldo, procederà all'assegnazione
delle Horse messe a concorso 211
aventi diritto, sia in relazione alla
votazione conseguita, sla in rela-
zione alla situazione sociale ed reo,
nomicea del dipendente.
Pagamento delle borse. ll paga-
mento delle borse verrà effettunto
nel mese di aprile n maggio 1960
per dar modo anche ai candidati
che frequentino | Università di
fruire della sessione supplettiva di
esami di febbralo.
Presentazione delle domande, Le
domnnde redatte sugli appositi mo-
duli a disposizione degli Interessati
presso le Assistenti Sociali di sta-
bilimento, dovranno essere Inviate
entro il 31 gennaio 1950 all'Ansaldo
- Direzione Generale . Ufficio ASA
- Genova - corredate dal seguenti
documenti in carta libera:
1) stato di famiglia, mumito del
visto degli UMel Imposte dirette
competenti (statale e comumale);
2) certificato di promozione ot-
tenuta alla Me dell'anno scolastico
1958-1959, dal quale risultino le vo-
tazioni ottenute nella serutinio fl-
nale o nell'esame della sessione
estiva. Detto certificato deve altresi
attestare che lo stndente non è ri-
petente o fuori corso se universi.
tario;
2) cortifiento di frequenza della
scuola eni è iscritto il concor-
rente nell'anno scolastico 1959-80,
Disposizioni finali, GU orfani dei
dipendenti deceduti da non oltre
due anni e che at momento della
morte avevano un'anzianità di ser-
Inferinre agli anni 10,
vizio non
nonchè | figli del dipendenti che
non passonn niò prestare servizio
presso l'Ansaldo per ragioni Indi.
pendenti dalla propria volontà (ma-
lattia, invalidità) potranno con.
correre alle borse n parità di trat-
tamento con î figli dei dipondonti
viventi e camunque non oltre | li-
miti di tempo (due anni) previsti
più soprit,
Per tutte le questioni di inter-
pretazinne e per qualsiasi questio.
ne che da tall norme non sia
contemplata, deciderà la suddetta
Commissione, la quale si riserva
altresì di fare ogni ulteriore accer-
tamento che ritenga opportuno
Norme particolari
1) Subordinatamente alle norme
suddette, il numero e l'entità dele
« Borsè F:, Fassio » restano così sta-
bititi:
Studenti universitari: n. 6 borse da
T., 150,000 cad,
Studenti scuole medie superiori:
n, 16 borse da L. 75.000 cad.
Studenti scuole medie inferiori?
n, 18 borse da L. 50,000 cad.
2) Se }e borse destinate a un
certo ordine di scuole non venissero
assegnate, i relativi importi sa
ranno destinati a borse supplemen-
tari per gli altri ordini di scuole,
a insindscabile giudizio della Com-
missione.
3) Le borse suddette sono messe
a concorso alle seguenti condizioni:
Studenti universitari. Devono
avere superato entro le sessioni di
esami dell'anno 1959, e In ogni
caso non oltre il 15 marzo 1960,
tutti gli esami previsti dai rispet-
tivi ordinamenti. Inoltre non deva-
no essere e [Iuori corso 3,
Studenti scuole medie superiori
e Inferiori, Devono avere superato
entro la sessione di esami di lu-
glio tutti gli esami conseguendo
perciò la promozione all'anno sue-
cessivo. Non dovranno essere ripe
tenti,
Le «€ Borse Ernesto Fassio» non
escludono le borse di studio « An-
saldo » e pertanto i figli dei dipen.
denti potranno partecipare nd en-
trambi i concorsi.
RENINBRITARREVIRRETANEVIVIERIMARKRADEVVALANIVITKKYINBENTARELIARIOTIABELITRKnK
ANSALDO NAVI
« Solcare i mari è dunque il prt-
mo grande impegno dell'Ansaldo,
bid essa vi adempie rispettando ìl
fondamentale principio che è sem-
pre stato ed è tutt'ora base del
suo prestigio: mantenersi sulla via
del progresso costruendo navi che
seguano costantemente la evolu-
zione teenic: e possibilmente
l'anticipino, senza mai deviare dal-
l'elevata qualità della produzione »,
Così conclude la prefazione ad An-
saldo Navi, il pregevole volume,
licenziato dalle stampe in questi
giorni, che Nereo Fioralti ha eura-
to con amorevole competenza,
Ansaldo Navi è la storia della
nave moderna, dal vellero alla
<Leonardo da Vinci», dall'avviso
«Staffetta » del 1876 alla corazzata
< Littorio », all'e Indomito », Il vo-
lutne, ricchissimo di Mustrazioni è
di pregevoli tavole a colori, dA ve-
ramente — anche al profano
l'idea di cosa sia, nella sua funzio-
nalità, quella città galleggiante che
è oggi la nave,
Esaurienti ed abbondanti le illu-
trazioni sui servizi, documentatissi-
ma la produzione — divisa tra 1
tre cantieri di Genova, La Spezia e
Livorno, tre cantieri di cul le pla-
nimetrie. pubblicate danno l'esatta
valutazione dei giganteschi impian-
ti in via sempre di aggiornamento:
impianti che, grazie aj teonici ed
alle maestranze, rappresentano je
fueino da cui escono le nostre navi.
Bellissime pagine sono pure de-
dicate al Meceanico ed alla Fonde-
ria, stabilimenti complementari
alla produzione navale, fornitori di
motori ed eliche, IL Laboratorio di
Ricerche e Controlli è abbondante-
mente. illustrato. Mm modo da far
conoscere anche questo importan-
tissimo servizio, che vanta venti
anni di tradizioni ed esperienza,
Abbinmno già detto che Ansaldo
Navi è pregevolmente illustrato;
dobbiamo aggiunger e che molte
fotografie hanno anehe un Inequi-
vocabile valore storico: segnaliamo,
tra le altre, lo spaccato della e Dul-
lio» e le sale da pranza dello
stesso transatlantico rivelatore del
gusto nell'arredamento dell'epoca, il
salone delle feste del « Rex», la
«Leonardo da Vine! » in costruzione
sullo scalo,
NM volume è stato stampato con i
tipi della Società Grafica Romana.
e. |.
23
Collaboratori e dirigenti del nostro Dopolavoro
premiati dall’ E. N. A. L. provinciale
Pi 2
Il direttore provinciale dell’Enal comm. Maffei con alcuni membri del consiglio direttivo del
Dopolavoro. Da sinistra: il sig. Benzi (cassiere), il comm. Maffei, il cav. Pollastro (presidente),
il sig. Allegra (segretario), il rag. Viotti e il sig. Jannone (consiglieri)
La sera del 29 dicembre
scorso, presente il direttore
provinciale dell’ENAL com-
mendatore Piero Maffei, sono
stati premiati dal presidente
del nostro Dopolavoro cav.
Pollastro e dal segretario Pie-
ro Allegra, alcuni tra i più at-
tivi collaboratori del sodalizio.
Ecco l’elenco dei premiati
în ordine di premiazione; vag.
Fulvio Fossati, Angelo Mora,
Aldo Orsolino, Milovano Te
si, Luigi Roncallo, Ezio Mo-
retti, Orlando Vendrame, Eli»
seo Bruzzo, Martino Cavalli.
no, Giuseppe Dodi, Luciano
Frulli, Claudio Goretti, Elio
Pavero, Guido Zambonini,
Tomaso Pastorino, Mario Gon-
dino, Sergio Massarino, Sergio
Banchero, Francesco Lupi,
Mario Capelli, Umberto Don-
nini, Gustavo Vannucci, Ma-
rio Gambino, Amedeo Canne
va, Gino Pansecco, Luigi Gal.
lo, Giovanni Franzosi, Glauco
Poggi, Giacomo Ravaschio,
Stelio Zoppini, Glauco Meda,
Bartolomeo Danovaro, Luigi
Baldini, Dario Cerato, Aure-
lio Maggiolo, Graziano Merla-
no, Michele Montesoro, Edilio
Orlandi, Giuseppe Rovegno.
Precedentemente erano sta-
ti premiati dal'’ENAL Prowvin-
ciale, presso la sede genovese
dell’ Ente: Renato Benzi, Giu-
seppe Sardi, Emiddio Loscal-
zo, Gigetto Badon, Aldo Mas-
siglio, Giuliano Stradella, Fi-
lippo Carbone, Luciano Mar-
concini, Giocondo Stacch.ni,
Ottavio Ottonello, Ennio Cam-
pagnoli, Secondo Pastorino,
Ernaldo Bergamini, Sergio Ri-
naldi, Dino Testi, Giuseppe
Vernazza, Adriano Burlando,
Manlio Barabino, Mario Cam-
biassi, Mario Guerci, Giovan-
ni B. Dagnino.
Notiziario delle sezioni
Fotocinema
La «Sezione fotocinema» ban-
disce ed organizza un concorso
fotografico bimestrale per l'as
segnazione del premio « La più
bel’n fotografia dell’anno », Cia-
scun socio potrà presentare non
più di due fotografie inedite a
tema fisso, nel formato di em.
18 x 24, senza supporto, Sul re-
tro della foto, dovrà essere chia-
ramente indicato titolo del
l’opera, nome, cognome, cartel-
lino e stabilimento di apparte
nenza del concorrente,
I lavori presentati dovranno
svo'gere i seguenti temi;
Gennaio-febbraio: «Il carne-
vale» (da presentare entro il
24-2); marzo-aprile: «La natura
e il suo risveglio »; (entro il
27-4); maggio-giugno: «La spiag-
gia » (entro il 28.6); luglio-ago-
sto: « Tutti in vacanza » (entro
il 24-8): seftembre-ottobre: «Ma-
linconico autunno» (entro il 26-
10); novembre-dicembre: « L’in-
verno » (entro il 28-12).
Classifica e fotografie verran-
no mensilmente pubblicate su
« L'ansaldino », A concorso ter-
24
minato, sarà probabilmente alle-
stita una mostra. Il regolamento
integra'e è visibile presso la se-
greteria del Dopolavoro, la se-
zione ed i delegati di stabili
mento,
** *
Ikecentemente il Dopolavoro
ha stipulato un vantaggioso
contratto con il rappresentante
di Genova della Società « Gali-
leo », in forza dej quali i nostri
SI 6)
soci potranno acquistare la
« Gondor 1 € », completa di hor-
sa di cuoio, parasole e un filtro
giallo al prezzo di lire 28.500
(mentre il prezzo di listino è di
lire 60.000). Inoltre chi lo desi-
derasse può acquistare la mac-
china versando la metà dell’im-
porto all'atto dell'acquisto ed il
residuo in tre rate mensili, Ac-
cenniamo a'le caratteristiche
della « Condor »: dorso comple-
tamente apribile; obbiettivo
Eliog-Galileo 1:2,8 trattato per
fotocolori ed accoppiato diretta
mente al telemetro a coinciden-
za; otturatore centrale per B e
da 1" a 1/500”; sincronizzazione
a X; autoscatto incorporato;
contatore automatico del'e pose
con dispositivo contro le doppie
esposizioni; formato 35 mm.
Gli interessati possono rivol-
gersi alla segreteria del Dopola-
voro e alla sezione stessa.
Attività montane
Diamo qui di seguito un pro-
gramma di massima dell'attività
della sezione, Informazioni ul-
teriori, programmi dettagliati e
prezzi verranno via via comuni.
cati a mezzo manifesti,
Gruppo alpinismo. 27-28 feb-
braio: Rocca d’Abisso (Alpi Ma.
rittime); 19-20 marzo: Rifugio
Talarico e Zanotti (Api Maritti-
me); 17-18 aprile: Rifugio Savi.
sliano (Alpi Cozie); 2
le: Rifugio Questa (Alpi Marit-
time); 21-22 maggio: Rocca Ca-
stello (Alpi Cozie); 24-25-26 giu-
gno: Pizzo Bernina (Alpi Reti.
che); agosto: accantonamento
alpino; 17-18 settembre: Monte
Gelas (Alpi Marittime); 1-2 ot-
lobre: Rifugio Gasta'di {Alpi
Cozie); 4-5-6 novembre: Rifugio
Scavarda (Alpi Graie),
Gruppo campeggio, 18-19) giu-
gno: Riomaggiore (mare); 9-10
luglio: Lerici (mare); 23-24 ]lu-
glio: Alassio (mare); 30-31 lu-
glio: Uppega (montagna); ago
sto: eventuale soggiorno estivo
in tende; 3-4 settembre: Spo-
torno,
x 4
Ml «Gruppo sci» della se-
zione sta organizzando gite scil-
stiche a Limone, Frabosa e Mo-
nesi, a prezzi accessibilissimi.
U'teriori informazioni vengono
date attraverso manifest] «€ co-
munque presso la segreteria del
Dopolavoro e la sezione stessa.
Caccia
Da più di mezzo secolo viene
edita dalla Val'ecchi, come è no-
to, una interessantissima e bel-
la rivista venatoria; Diana »,
un quindicinale tra i migliorì
in questo campo, Vi collaborano
migliori specialisti e noti esper-
ti di cinologia, ba'istica, ornito-
logia, e di ogni altro settore che
interessa la caccia. Viene pre-
sentata in splendida veste tipo-
grafica, secondo la tradizione
editoriale della casa fiorentina.
L’abbonamento annuo costa lire
tremila, ma i nostri socì, rivol
gendosi al'a segreteria od alla
sezione stessa, potranno ottene-
re uno seonto del 10 per cento
Bocce
La «Gara sociale natalizia »
a terne, con 84 partecipanti, si è
svolta a Sestri il 20 dicembre
da'le 9 alle 18. La elassifica è la
seguente: 1) Pescio - Marcenaro
- Traverso; 2) Burgassi - Buffa -
Bruzzo; 3) Congiu - Bozzano -
Soave; 4) Carlini - Sinibaldi
Giacobbe; 5) Testi . Boccardo -
Poggi - 6) Fiorito P. Fiorito
GB, - Bozzano; 7) Gondino . Mo-
roni - Leonuro; 8) Del Bene -
Marchelli - Calcagni, Tutti i
concorrenti hanno ricevuto un
premio,
Motorismo
Le assicurazioni per i moto-
cieli, contratte con l'Agenzia
« Tirrena » tramite la sezione
motorismo, sono scadute il 31
dicembre 1959,
Le nuove polizze, con la so-
cietà « Milano », possono essere
stipulate rivolgendosi ala segre-
teria del Dopolavoro ed alla se
zione stessa,
* * *
Tra il Dopolavoro e la Socie-
tà « FIREM» è stato stipulato
recentemente un accordo, grazie
al quale quest’ultima fornirà ai
soci il materiale ped auto e mo-
to che risulta dalla tabella,
Gli interessati possono richie
dere i buoni relativi presso la
segreteria del Dopolavoro ©
presso la sezione stessa,
Accumulatori al piombo della Biren - Fistrisch Im Rosenthal
Pneumatici della Good Year Tire and Rubber Company - Akron
Fez Nuove 500} Fist ({Fiar 1100 | Fia! 1100 | Alla | Moto | .Moto :Motoeon
Prezi ha 103 Romeo | fino a | impianto
UT PET | Bianchina] 600 ‘nost.59)} I 1957) { Giuli | Vespa | 175cc | Lucas
|kccumulatori | 5,900 | 5.300} 6.300 | 6.700 | 8.700 | 1.700 | 1.900 | 2.400
(garanzia 1 anno) | |
Pneumatici | 5.610] 7.105) 8.175, 8.175) 8.880, — _ È
Camere d'aria. 8401 980] 1,030 | 1.030 1.030 | — | — | —
La Segreteria comunica
Sono in corso trattative con la
Società di navigazione aerea « Ali-
talia - Lince Aeree Italiano » per
effettuare, in primavera, voli con
apparecchi di classe internazionale
riservati al nostri s0cì,
I voll assumeranno la fisionomia
di brevi crociere sul Monte Bianco,
sui Laghi, sulle Alpi e saranno ef-
fettuati a condizioni particolarmen.
te favorevoll.
* 0.
Oltre alle già note riduzioni tea-
trali, si rende noto che è ora pos-
sibile assistere anche agli spetta-
coli della < Borsa di Arlecchino »
per lire 700 (consumazione com-
presa) al posto delle 1.100, Come
noto ll teatro opera presso ll caf-
fè «Borsa» di piazza De Ferrari.
mn 22 dicembre sono stati estratti
i numeri vincenti della lotteria na-
talizia, che, nell'ordine dal primo al
decimo, sono: 3124 - 48 - 1399 -
7161 - 1304 - 78 - 9066 . 7058 -
6752 - 2047.
I premi dovranno essere ritirati
presso la Segreteria del Dopolavoro
entro il 15 febbralo, pena la deca-
denza dal diritto.
Dopo il successo ottenuto dalla
lotteria natalizia, i Dopolavoro pen-
sa di organizzare una lotteria pa-
squale, dotata di premi che com-
prendono una «Fiat 500», una
«Lambretta >», un televisore, una
cassetta di liquori, per un totale di
dieci premi, I biglietti verranno
messi in vendita al prezzo di lire
10, L'estrazione avverrà N11 aprile
prossimo.
"a
Con decorrenza 1° dicembre 1959,
la concessione del contributo assi-
stenzialo di I. 20.000 per i casi di
morte per malattia degli Iscritti
all'Enal, verrà riconosciuta, nell'or-
dine, al coniuge superstite (se non
separato legalmente), ai figli, al
genitori:
a) degli enalisti deceduti per
qualsiasi malattia tra 1 15 ed i 25
anni di età, purchè iscritti all'Enal
da almeno 2 anni consecutivi, com-
preso l'anno nel quale è avvenuto H
decosso;
b) degli enalisti deceduti per qual.
siasi malattia tra | 26 ed i 45 anni
di età, purchè iscritti all'Enal da
almeno 3 anni consecutivi, cnmpre-
so l'anno nel quale è avvenuto 11
decesso;
c) degli enalistt deceduti per
qualsiasi malattia tra 1 46 ed i 50
anni di età, purchè iscritti all'Enal
da almeno 4 anni consecutivi, com-
preso l'anno nel quale è avvenuto
il decesso.
Gli aventi diritto, entro 30 giorni
dalla data del decesso, dovranno
presentare richiesta di assegnazio-
ne di contributo al Dopolavoro Pro-
vineiale, corredandolo dei seguenti
documenti:
a) certificato di morte dell'iserit-
to all'Enal deceduto;
b) atto notorio dal quale risul-
tino le persone che hanno diritto
a percepire ll contributo assisten-
ziale;
ce) dichiarazione sottoseritta da-
gli aventi diritto, in carta libera,
con firma autenticata, che Indichi
la persona delegata alla riscossione,
qualora la quietanza non venga sot.
tosceritta da tutti gli aventi diritto;
d) le tessere Enal, secondo quan
to prescrive il precedente art, 1. In
caso di non reperibilità delle tes-
sere, una dichiarazione rilasciata
dal Presidente del Circolo - Dopola-
voro di appartenenza, che riporti 1}
numero della tessera o delle tesse-
re mancanti e la data del rilascio,
Il contributo assistenziale è unico
per ogni enalista deceduto, nel sen-
so che se gli aventi diritto fos-
sero più di uno, il contributo viene
erogato una sola volta e quindi, av-
venuto ll pagamento, non sarà ac-
sottata alcuna richiosta è reclamo,
dovendo le questioni inerenti essere
decise solo tra gli aventi diritto, és-
sendo l'Enal liberato per il solo
fatto della erogazione,
Prima mostra
dei pittori
sampierdarenesi
La delegazione di Sampier-
darena, pur avendo dato i na-
tali ad uomini illustri in ogni
campo, manca di una tradizio-
ne artistica; la sua struttura
eminentemente industriale ha
indirizzato ormai da molto
tempo le attività dei suoi cit
tadini quasi esclusivamente
verso le fabbriche.
Il nostro Dopolavoro si è
prefisso di collaborare, nei Ji
miti del possibile, a tutte quel-
le iniziative che possano rea:
gire contro queste condizioni;
perciò è stato varato il pro-
gramma di un cielo di mani-
festazioni che si susseguiran:
no nei locali di via Stennio:
conferenze, dibattiti, mostre,
proiezioni, concerti,
Si darà inizio a questo ciclo
con una mostra di pittori sam:
pierdarenesi dell'ultima gene-
razione; i giovani pittori rap
presentano varie correnti este-
tiche, dall’astrattismo di Bar-
goni al figurativo intimistico
di Chianese; dalla realtà og-
gettiva di Rigon al realismo
sociale di Ziveri e alle scul-
ture di Galotti.
La collaborazione richiesta
li giovani professionisti è sta-
ta accettata con molto entusia-
smo, in quanto il problema di
questa rivalutazione cultura:
le è, di fatto, molto sentito.
Esporre le proprie opere nel-
la propria città vuol dire sta-
bilire con il pubblico fisica-
mente vicino il colloquio ed il
‘ontatto estetico; dibattere il
proprio messaggio tra cono-
scenti in un'atmosfera di cor-
lialità, è l’esperienza nuova
li questi giovani.
Il loro pubblico sarà com-
posto soprattutto di lavorato-
ri: i costruttori di macchine si
incontreranno con i costrutto-
ri di forme. Vogliamo dire che
il punto centrale del dibattito
verterà soprattutto sul « che
cosa » può scaturire da un col.
loquio di giovani, rappresen-
tanti non solo dell'estetica di
avanguardia ma anche degli
schemi di utilitarismo pratico.
lina gradita visita
Il 13 gennnio scorso mons.
Aurelio Torazza, dirigente del-
*O,NA.R.M.0., ha visitato, ac-
“èmpagnato sla don Pasquale
Parodi, la sede de' nostro Do-
polavoro ed il circolo di via
Rela. Vivamente compiaciuto, ha
«spresso le Sue felicitazioni al
presidente ed al segretario del
Dopolavoro.
Solidarietà
Un pacco-dono è stato offerto,
in occasione dell'Epifania, ai
più vecchi pensionati dell'An-
saldo segnalati dalla « Associa-
zione anziani »
Ml 6 gennaio alle 9, a mezzo
de'la u Sezione motorismo », una
colonna di motociclisti ha por-
tato, sempre da parte del Dopo-
avoro, la tradizionale « Befa-
na vali vigili urbani.
Orlando Vendrame: « Pioggia sui vetri» (mostra fotografica)
Notiziario
Ricreazione
I 14 e 13 dicembre scorso ha
avuto luogo, al circolo ricreati-
vo, la terza gara alla * cirulta ”
diretta dal sig. Luigi Bruzzone
con la collaborazione di Milvio
Puppo, Domenico Collo e Nando
Pieruoci, Ecco la classifica delle
prime otto coppie: Venzano -
Guglielmi; Puppo Munapò;
Palli - Picchio; Repetto . Bri-
gnone: Sinero - Cero; Relletti-
dei servizi
ni - Lippi; Serra - Darunte; Ta»
gliasacchi-Donzelli,
Turismo
La crociera sulla motonave
"Iskenderun", allu quale è no-
stri soci hanno potuto parteci-
pare a prezzi notevolmente ri-
dotti, ha avuto un ottimo suc-
cesso. Vi hanno preso parte una
trentina di dopolavoristi, note-
volmente soddisfatti al ritorno,
Televisori ‘ Microlambda” a prezzi speciali
rale mensili di lire 5.000,
franco domicilio dell’acqui-
rente, assistenza tecnica
gratuita per la durata del
normale periodo di garan-
zia, antenna esclusa.
L'apparecchio è visibile
La Società «Microlam-
bda », in considerazione del-
l'interesse incontrato dalla
sua iniziativa, ha deciso di
destinare un altro lotto di
televisori «Challenger » da
21 pollici ai dipendenti del-
le aziende del gruppo I.R.I. funzionante presso l'agen-
Il televisore, munito di zia della « Microlambda »
cavalletto, viene ceduto al (Società CORAS, telefoni
prezzo di lire 150.000 (I.G.E 205796 e 293456, piazza Por
compresa), pagabili in 30 tello 2-3, Genova).
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in cinque volumetti tascabili:
1.0 - Duecento e Trecento . . . . . . . L. 260
2.0 - Quattrocento e Cinquecento . . . . . > 350
3.0 - Seicento e Settecento . . . . . . . >» 320
4.0 - Ottocento Simo TE SER.) n, Moio
5.o - Novecento . >» 396
Per ogni secolo i suo panorama generale e l'inquadra-
mento storico; per ogni autore le opere, il pensiero, pregi
e difetti, sunto dei Capolavori.
Opera singolare di larghissima diffusione,
Una vera miniera di notizie raccolta in unico volume:
BRUNACCI - DIZIONARIO GENERALE DI CULTURA
Belle arti - Biografia - Filosofia - Geografia - Letteratura -
Mitologia - Musica - Religione - ici - MARiaio
| volume solidamente rilegato . . Sorel» , 15,009
25
Sono nati
8 ottobre: MARGHERITA,, dell'ing.
Pietro Guerello (Mec) e di Luisa
Gambaro - 14 ottobre: ANGELO, di
Carmine Buono (Can) e di Marian-
na Guerrieri - 20 ottobre; AURO-
RA, di Giovanni Capellino (Can) e
di Maria Poirè . 3 novembre: CAR
LA, di (Gino Paci (Can) e di Gio-
vanni Perasso - 6 novembre: GAR-
LA, di Carlo Camtoni (Liv) e di
Mara Claponi - 10 novembre: MA-
RINA, di Luigi Piecaluga (Can) e di
Rosalia Morchinro; ROSSELLA, di
Carlo Ottaggio (Can) e di Adriana
Oneto - 12 novembre: LUIGI, di
Paolo Scarsi (Fon) e di Dina Ca-
prili - 13 novembre: MASSIMO, di
Elviro RebuM (Liv) e di Rosa Miele
Visenta - 14 novembre: MARIO, di
Bartotomeo Verdino (Can) e di
Gemma Ponte - 19 novembre: MAU.
RO, di Giovanni Bruzzone (Fon) e
di Maria Luisa Sobrero - 20 no-
vembre: ENNIO, di Masaniello Flo-
rio (Can) e di Iva Canepa - 22 no.
vembre: PAOLA, di Luciano Diota]-
levi (Liv) e di Mirella Orlandi - 23
novembre: GIULIANO, di Mario
Mastino (Can) e di Argia Carli +
24 novembre: BLIANA, di Emidio
Ralnieri (Can) e di Mignon Rolla -
25 novembre: SONIA, di Mario Lan-
di (Liv) e di Josetta Goracci - 27
novembre: MASSIMO, di Enrico
Ferri (Mec) e di Natalia Geirola -
29 novembre: ORIETTA ANNA, di
Sergio (Mec) e di Ida
D'Aurello - 19 dicembre: CINZIA,
di Bruno Vannozzi (Liv) e di Gra-
ziella Bacigalupo - 7 dicembre:
MARCO, di Nello Repetto (Can) e
di Bianca Balbi - 9 dicembre: MA-
RINA, di Desiderio I.nuri (Can) e di
Anna Schiaffino - 10 dicembre:
GIUSEPPE, di Giovanni Rattazzi
(Mec) e di Rosa Raggio - 16 dicem-
bre: OSCAR MARIO, di Pierino
Grossetti (Mec) e di Rita Riccardi,
Righeschi
A tutti i piccolissimi ansaldini ed
ni loro genitori i nostri auguri più
fervidi,
Si sono sposati
21 giugno: Riccardo PERNO (Fon)
con Ines Floridia . 18 ottobre: Sal-
vatore NISI {L.jv) con Michela Loft.
fredo Castaldo - 23 ottobre: Piero
INGRINI (Liv) con Leda Ba-
ni - 25 ottobre: Bruno LOTTI
(Liv) con Alda Rossi - 8 novem-
bre: Angelo CASTAGNOLA (Fon)
ica Rislo - 8 dicembre: Lui-
LI (Can) con Ada Melis -
14 dicembre: Tomaso CONTI (Mec)
con Mariarita Grassi . 27 dicem-
bre: Nicola INGELLI (Can) «on
Franchina Micheletti - 30 dicem-
bre: rag, Giovanni PONZETTO (Can)
con Lavra Bombnel,
Agli sposi i
guri.
nostri vivissimi au-
COMMIATI
Hanno lasciato il servizio per rag-
giunti limiti di età i seguenti la-
voratori della nostra azienda:
DIREZIONE GENERALE
Giuseppe FERRARI, assunto il 1-3-
1916, cassiere principale.
Onorio RIGAMONTI, assunto ll 2-10-
1916, capo ispettore amministra-
tivo.
Davide PERRARI,
1920, autista.
assunto il 2-10-
Michele GHIONE, assunto il 4-2-
1925, fattorino.
Walter SCATASSI, nio il 19-3-
19399, capo grup
Francesco PEDEMONTE,
20-8-1934, fattorino,
Margherita SANGUINETI, assunta Il
10-9-1934, impiegata amministra»
t
Cav, Ennio CAMPAGNOLI, assunto
il 25-11-1935, capo ufficio.
Pietro PEOLA, assunto il 19-2-
tecnico,
Francesco ANGOLINI,
assunto il
1936,
assunto il 16-
9-1940, portiere.
Alberto CAVALLI, assunto il 9-1-
1941, contabile.
Marsilio MARIOTTI, assunto ll 12-
5-1941, fattorino
rag, Antonio RADI, assunto ll 4-B-
1941, vice capo ispettore,
TG AGNESE, assunta il 15-9-
1941, imp: fegata amministrativa,
Pierina INTERLIZZI, assunta il 15-4-
1943, visitatrice,
Nicola CATANI, assunto il
1943, capo gruppo.
Papirio ISOPO, assunto il 19-1-1947,
implegato amministrativo,
29-4-
rag. Aristide CONTI, assunto jl 19-
1-1955, Ispettore,
MECCANICO
Pietro STORACE, assunto Il 23.1.
1912, capo disegnatore,
Vincenzo LANDINI, assunta 11 15-9-
1913, eapo disegnatore,
Mario SOMMARIVA, assunto il 9-4-
1919, capo sezione,
Aurelio BIFFIGNANDI, assunto il
19-1-1920, capo officina,
Antonio RAMPONE, assunto ll 23-2-
1920, sottocapo officina,
Pietro REGGIO, assunto il 24-2-1920,
et assunto Il 16-4-
1920, aggiustatori
Caterino COR DEDDUÙ, assunto Sl 15-
6-1920, contabile.
Carlo PITTALUCA, assunto il 6-12-
1920, capo commressa,
i 21.2.
Carlo BERTERO, assunto
1921, tornitore,
Tomaso TRAVERSO, assunto il 1°-
3-1921, capo gruppo.
Mario BOZZANO, sunto
1921, capo officina.
AMredo BRUSCHI, assunto fl 17-3-
1921, addetto distr, magazz,
Torquato FAVA, assunto il 17-5-
1921, capo commessa,
Giuseppe GENTILINI, assunto /l 21-
5-1921, capo commessa,
V11-3-
Orazio RAPFO, assunto i 14-10.
1921, capo disegnatore,
Filippo OLCESE, assunto il 25-1-
1922, capo reparto,
Giuseppe ALETTI, assunto ll 20-3-
1923, vice capo uflicio
Giuseppe SCORZA, assunto il 1°-10-
1923, capo disegnatore.
Francesco DI RARI, assunto {l 10-23.
1924, capo commessa,
26
Luigi TRUCCO, assunto 1'11-12-1924,
capo squadra.
Giovanni MAPESTRI, assunto Îl 10-1-
1925, capo uMelo,
Aldo BHARABINO, assunto il 2-2-
1925, tecnico,
rag. Roberto BREZZO, assunto il 9-
1925, contabile.
Giuseppe BADINO, assunto il 1-5-
1925, capo commessa,
Nicolò CROCI, assunto 1 5-6-1925, di-
stributore attrezzi,
Ugo MANGIATERRA, assunto Îl 18-
4-1926, enpo gruppo,
Carlo LUME, assunto il 6-9-1926,
sollecitatore,
Lorenzo PESCE, assunto dl 3-3-
1930, impiegato amministrativo.
Pietro FORTUNATO, assunto 1'11-9-
19530, gruista.
ice ADESSI, assunto il 20-1-1931,
Imbragatore.
Alfredo MORGANTI, assunto il 17-
9-1934, aggiustatore,
Pierino .RET, assunto ll
contabile.
Eugenio ROLLERO,
1939, Impiegato ‘cn
Gaetano MELI, assunto il 198-1939,
impiegato amministrativo.
Giuseppe MONGIARDINI, assunto il
19-2-1940, capo officina.
Emilio DELLA CELLA. assunto i]
18-7-1940, impiegato amministra.
tivo.
Giuseppe FEDERICO, assunto 1'8-7.
1941, sorvegliante,
Andrea ILLUMINATO, assunto jl 10-
7T-1941, distributore attrezzi,
Matteo PUPPO, assunto il 4-5-1942,
imbragatore,
Secondino RINCO, assunto il 19-7-
1942, motorista
Maria CAVANNA, assunta Îl 16-2-
1943, addetta mensa.
Bernardo BONARIA, assunto il 5-&-
1942, nddetto magazzino,
Nube MARPETTI, assunta il
1943, addetta mensa.
Pri sco POZZOLO, assunto ll 10-
6-1943, trapanista,
Giuseppe MEDICA, assunto il 26-6-
1944, imbragatore,
10.3.1938,
ssunto il 16-3-
12-5-
Costantino PASTORINO, assunto
l'11-6-1945, manovale,
Vincenzo DE NUTO, assunto ii
27-6-1945, calderaio.
Polibio ASIOLI, assunto 1'8.12-1045,
autista,
Elisa SIMONASSI, ‘assunta {l 7-7-
1946, Impiegata è ministrati
Giuseppe FERRANDO,
10-1946, piantone.
Giacomo BOZZANO, assunto ll 16-
11-1953, sottocapo officina,
Attilio (CARLINI, assunto 1’8-7-1954,
capo gruppo.
assunto il 2.
C. M. |
Angelo VISMARA, assunto il
1919, vice capo ufficio,
Attilio PASIN, assunto l'11-11-1919,
fornitore.
Bartolomeo PIANA,
1925, aMlatore.
Giorgio DE BIAST, assunto il 13-11.
1925, tracciatore meccanico,
Lorenzo SCAGLIARINI, assunto fl
26-2- 1927, capo sezione,
Adolfo CASTELLANI, assunto il 28-
5-1927. barenatore
Manlio DURANTI, assimto il
1930, collaudatore,
Stefano MAOCIO’, assunto il 22.4.
1930, aggiustatore,
10.5-
assunto Îl 7-10-
10-3-
Armando QUAGLIA, assunto il 10-
9-1930, capo gruppo,
Pietro SCARSO, assunto il 4-4-1931,
aggiustatore.
Roberto CAGNONI, assunto il 16-4.
1931, operator:
Pietro ASSUNTINI, assunto ll 10-
12-1932, alesatore,
Stefano \ NAZZA, assunto jl 19-4-
1933, usintore,
Giuseppe RGIOGE: O, assunto Jl
18-4- »satore.
Nardo , assunto il 16-9-
1936, i o amministrativo.
Ing. Pietro FIGARI, assunto il 4-8
1937, capo ufficio,
Domenico BRIZZI, assunto Il 19-10.
1998, capo officina,
Luigi CRESPO, assunto ll 16-11-
1939, lattoniere,
Giovanni ROSSI, assunto ll 25-3-
1941, sorvegliante,
Teresa. BOZZOLO, assunta |11-9-
1941, addetta pulizia,
G. B. BOZZANO, assunto 1'8-6-1942
ponteggniatore
Angelo PUPPO, assunto Ml 27.1.
19423, autista,
Mario ROCCA, assunto 1'11-6-1942
piantone
Giovanni MUC:
19-11-1965,
MARELLI, assunto
vo reparto,
Ettore. BALDI: assunto Îl 19-7.
1946, capo reparto,
Giovanni PRAVE RSO, assunto]
16-1-1954, capo gruppo.
CANTIERE DI SESTRI
Bartolomeo DAMONT assunto |)
14-1-1920, tracciatore scafo,
Casimiro CANPPA, assunto il 26-1
1920, enpo officina.
Vittorio DASSORI, assunto il 26-5-
1921, agglustatore,
Pietro DE BARBIERI, assunto il 3-
12-1922, disegnatore costruttore
Angelo GIACOBBE, assunto il 24-3-
1923, capo squadri
Luigi PATRONE,
1925, capo gruppo,
Angelo BIGNONE, assunto il
1925, maestro d'ascia.
Vittorio DELFINO, assunto il 19-10-
1925, preventivista.
Benedetto FERRARI assunto 11 1L
1927, maestro d’'asci
Giovanni VERARDO,
9-1927, ponteggiatore,
Paolo GARBARINO, assunto
10-1929, fabbro.
Augusto CAVIGLIA,
1930, calderalo,
Adalgiso RORGHENI,
1930, elettrie
Armando MASSO
6-19930, manovale vagoni.
Agostino ARINI, assunto il 19-12.
1930, a e
Armando assunto il 29-9%-
1933, aggiusiatore,
Francesco OGANO, assunto il 25-2-
193
i 3-2.
12-6-
sunto I 16-
i 26-
assunto i 5-5-
assunto il 20.5.
ssunto il 18-
Gino assunto ll 20-
aggiustator
Nello PRTROCCHI,
1939, fucinatore,
Carlo GIACOBBE, assunto il 25-11.
unto il 24-8-
1940, piantone,
Gino ANDREONI, assunto 1'11-12-
1940, capo squadra,
Ing. Manlio CUMIN, assunto ]l 19-6-
1941, capo ufficio,
Egidio REBORA, assunto Il 19-10
1941, aggiustatore,
Giuseppe GALLIZIA, assunto il 10-
8-1942, elettricista,
Anita CANHPA, assunta il
1942, addetta pulizia.
Andrea LEVERONI, assunto Jl
1943, manovale specializzato.
Domenico ALLOISIO, assunto 1'8B-2-
1943, falegname,
Lorenzo PERASSO,
1943, fattorino.
Ferruccio MONACI, assunto il 19-9-
1944, manovale specializzato.
Giovanni CASAREGGIO, assunto il
- 26-7-1945, saldatore autogeno.
Filippo FILIBERTO, assunto il 17-68.
1946, verniciatore,
Angelo MILLIA, assunto {l
1947, manovale,
Agostino GHIGLIONE,
3-1947, verniciatore,
Domenico NICOLAI, assunto il 1°
11-19 eapo squadra.
12-12.
3-2.
assunto jl 10-8-
21.3.
assunto il 21.
FONDERIA
Narciso AROSIO,
1920, modellista.
FPmanuele FIORITO, assunto jl 15.4
1920, formatore,
Giovanni SARTINI, assunto il 2-12.
1925, capo squadra.
Giuseppe MANGANELI
1'11-5-1929, bobinatore,
Irmo RAPALLO, assunto il 9-8-1934,
capo servizio.
Mario PREDEMONTE, assunto ll 17-
1-1938, tornitore in legno,
Ugo BASSETTI, assunto il 1°-5-1939
ingrassatore,
Bartolomeo CHIAPPORI,
assunto il 6-1.
h assunto
assunto fl
20-2-1941, tornitore,
Domenico BERNARDELLI, assunto
il 17-11-1941, sorvegliante.
Maria CORSINI, assunta il 24-6-
1942, impiegata amministrativa.
Gaetano RANDO, assunto il 23-7-
1942, addetto gasogeno,
Raffaele NADILE, assunto il 19-5-
1943, impiegato tecnico,
Luigia CRVASCO, assunta il 27.12.
1943, addetta nero,
A questi benemeriti lavoratori,
che hanno speso le loro migliori
energie per l'affermazione dell’An-
saldo, 1 ringraziamenti più vivi e
l'augurio di un sereno riposo,
MEMENTO
Mario ROCCA
di 60 anni, dipendente dello stabi-
limento (MI, deceduto Îl 19-12-1959,
Era stato assunto nel 1943, Lascia
la moglie e una figlia,
Candeloro BONANNO
di 37 anni, dipendente del Mecca-
nico, deceduto il 15.12.1959, Era
stato assunto nel 1945. Lascia la
moglie e due figli.
Ciuseppe SOLA
dipendente de] Mecca-
28-12-1959. Era
1926, Lascia la
di 59
nico, deceduto il
stato assunto nel
moglie e tre figli.
anni,
Pantaleo BOZZANO
di 33 anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto Il 28-12-1959.
Fra stato assunto nel 1942, Lascia
Ml padre,
Andrea MACCIÒ
di 45 anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto ll 27-12-1959.
Fra stato assunto nel 1945. Lascia
la moglie © due figli,
Ai famigliari le commosse condo-
glianze de «< L'ansaldino >.
ATTI DI ONESTÀ
La signorina Elsa Sacco, dipen-
dente dello stabilimento Fonderia,
rinvenuto nelle adiacenze della por-
tineria un portamonoto con denaro,
lo consegnava al capo del Servizio
Vigilanza perchè lo restituisse al-
ta proprietaria,
* o *
Il sig, Natale Fossati dello sta-
bilimento Fonderia, rinvenuta. nello
spogliatolo una catenina d'oro con
medaglietta, la consegnava al capo
del servizio vigilanza che ne curava
la restituzione al proprietario,
Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, gli atti di onestà
della signorina Sacco e del signor
Fossati
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no riservate ai dipendenti del-
l'Ansaldo. Rivolgersi ai nostri
corrispondenti di stabilimento,
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In queste mie poche righe
vorrei sfogare il solito diritto
al « mugugno » sulle iniziative
dello stabilimento Meccanico,
Ottima è stata l'installazione
dell'acqua calda ai lavandini
degli spogliatoi. Era un desi-
derio veramente sentito da
quasi tutti. Un conforto da re-
lazioni umane, specialmente
nella stagione invernale.
Si verifica però un inconve-
niente: l'erogazione dell'acqua
calda avviene saltuariamente.
Non tutti i giorni si ha l'acqua
calda, e molti giorni della set-
timana l’acqua è fredda. An-
che alle doccie, specialmente il
sabato quando si ha più tempo
disponibile, l'acqua viene ero-
gata appena appena tiepida.
Questo rende impossibile fare
la doccia nella stagione inver-
nale, poichè c'è il rischio di bu-
mentati l'Ufficio Impianti del
la Direzione Generale sta cer-
cando in questi giorni la si-
stemazione definitiva.
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Il tesoro dell’isola
misteriosa
scarsi un malanno. i? È È }
Non credo che questi fatti ensmsgI dimo j
siano predisposti per economia ME NS IL È
di combustibile. Potrebbe di- i PENDEN N concorso consiste nel trovare il punto pre- nel bel fresco del boschetto
DEI DIPENDENTI
endere da una non ancor per- E 5 x ciso dove si trova il tesoro, e per questo occorre che sì trova dirimpetto.
0A organizzazione. P RA SITO attenersi a quanto è detto nei seguenti versi; Troverai la soluzione
Certo che in queste condizio- * Del veliero ca a loyante i O al leone, cn De
cia È x las Vasi a una rada assai invitante; .è soluzioni devono essere inviate entro
ni l'impianto non è funzionale. | EDITO DALL'ANSALDU S.p.A. dal Cassola scena 24 febbraio. Sono in palio, per sorteggio, | se-
E dà occasione allo sgradito è fino al becco de gru guenti premi: 1) un servizio di piatti per sei; 2) x
* mugugna », invece di riscuo- n 3 IRLi TUA I È ll un asciutacapelli; 3) una caffettiera; 4) uma cas- Ùi
t il itat I Direttore responsabile : Quindi recati al fortino, setta «li bottiglie di Coca-Cola; 5) prodotti « Pe- *
" 5 meritato Ria Arrito«Oitolani poscia a fare un pisolino rugina ».
ella speranza di essere sen- ° 5 S
tito. da chi di dovere, porgo Redazione: Via Fieschi, 10-11 . . davi n
distinti saluti ed anticipati rin- Ge n Risultati del concorso ‘‘Il titolo delle canzoni per sorteggio, i seguenti signori: 1) del Mec (vince prodotti « Pervzi-
graziamenti. ienova ei ; dia ] a de a Franchi Co an (vince un nn»)
; figurine *ilIn vignetta relativa ì f arece 2
C.C. (MEC/LAB) | E ax nì cancorsa «Il titolo delle esnzo- Vincenzo Mantoro del Can Cvine: Dia né
L'imnbiani siva sono | Stampato nella Tip. F.lli l'agano | ni», pubblicato nel n. 18 del 10 un ferro elettrico da stiro; 3) OTEHIONE = GELATERIE
a REATI o Der ETOGazione Genova - Via Monticelli, N0 11-1 novembre scorso, davano lo spunto Omero Sisti del Mec (vince uma I rebus pubblicati sotto In voce
dell’acqua calda è di recentis FOtainelaioi A etIa eta pan per le seguenti risposte: « Brivido caffettiera); 4) Maria Pittaluga del .« Passatempi» nel n. 12-13-14 del
sima installazione ed è ancora anehe ubblicità è ss blu Violino tzigano », «Mamma», CMI (vince una cnssetta di botti- 1.0 settembre avevano le seguenti
o È Scaletta Carmnenola, 7 * Autorizz. « Farfalle e Abat-jour e Piove le di e na); 5) Sebastian luzioni: e Pare lel Valenti »
în fase dì messa a punto. Per Trib; di Genown n, 200, 6-5-1954 ere AI] ° fove al a); 5 astinno soluzion nreo de alentino »,
Rai Palo EN è N VETTA STE Tra coloro che hanng inviato \°e Bottino ì A (vince. prodotti < L'Ansaldo. atta fiera di Parigi»,
eliminare gli inconvenienti la Satta soluzione sono stati premiati, « Perugina »); 6) Paolo Spallarossa e Palombara di mestiere »,
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