Esposizione dedicata all'artista Nicolò Costanzi

Contenuto

Esposizione dedicata all'artista Nicolò Costanzi
Tipologia
Opuscolo a stampa
Descrizione
Pubblicazione relativa all'esposizione dedicata all'artista Nicolò Costanzi (1893 - 1967) tenuta presso la Sala comunale d'arte di Trieste dal 16 al 26 settembre 1968.
Data testuale
1968 settembre
Data topica
Trieste
Consistenza
pp. 9
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Giovanni Zoncada (1898 - 1988)
Identificativo
NZ.000023
Temi correlati
contenuto
SALA COMUNALE D’' ARTE
TRIESTE - PIAZZA DELL’ UNITÀ D’ ITALIA



NICOLO COSTANZI

1893 - 1967

DAL 16 AL 26 SETTEMBRE 1968
ORARIO FERIALE: 10-13 e 17-20 - FESTIVO: 10-13





E’ più raro nella pittura che non nelle belle lettere
trovare artisti che seguono una professione diversa
da quella dell’arte.

Per far soltanto l’esempio più famoso, basta Claudel,
diplomatico di carriera ed ambasciatore, di questa
lunga carriera giunto al fastigio. Ma son tanti.
Nicolò Costanzi è un pittore che esercita, come me,
un’altra professione. Per questo m'è gradito parlar-
ne perchè in lui. ideatore di scafi di altissimo valore
e di fama riconosciuta, un asso nel suo campo, la
pittura la vince, come la vince in me che professo
l'architettura.

La sua adolescenza dal 1907 al 1911 (dove si radi-
cano quei sogni e quelle vocazioni che ci accompa-
gnano per tutta la vita) è stata segnata dalla pit-
tura, alla scuola triestina del Grimani, del Flumiani,
del Zangrando; poi Costanzi si lasciò attrarre dal-
l'ingegneria navale dove le sue facoltà chiedevano
di esprimersi, facoltà che sono di calcolo tecnico
determinato dall’intuito e dall'immaginazione, cioè
da una vocazione d'artista: la quale non solo non è
incompatibile con l'ingegneria, ma è il fulcro del-
l'alta ingegneria, e permette di arrivare col calcolo
là dove il calcolo solo non arriverebbe.

Ma io so che nessun interesse e nessun successo la
vince su coloro che « han provato la pittura », che
l'hanno avuta nel sangue, nella vocazione. Ed ecco
Costanzi nel ’42 riprendere i pennelli. Io vidi, le sue
cose la prima volta or sono due anni, quando venni
in contatto con lui per i lavori del « Conte Bianca-

mano » e gioii nel vedere nella sua casa le sue pit-
ture, di vero pittore, e mi parve di trovare un fra-
tello nella sorte che egualmente ci divide fra due
passioni l’una più bella dell'altra, l’una (la pittura)
più difficile dell’altra.

Io penso, o mi piace di pensarlo, immodestamente,
che ciò che gli dissi in quell'occasione l’abbia spinto
ad abbandonarsi ancor più a questa sua sicura vo-
cazione ed a presentarne i rinnovati frutti in questa
mostra, nella quale lo accompagno col più vivo e
fraterno sentimento.

GIO PONTI

(Dalla presentazione per la Mostra Personale alla
Galleria Cairola - Milano 1951)

Nicolò Costanzi, nato a Trieste il 19 ottobre 1893 e
qui morto il 20 giugno 1967, è stato il carenista prin-
cipe, luomo che ha dedicato un’intera vita alla
progettazione e costruzione di navi, rivoluzionando
più volte ogni tecnica. Un ingegnere che ha fatto
onore a Trieste ed ai cantieri adriatici, che il mon-
do intero ha ammirato e ci ha invidiato.

(Dalla presentazione per la mostra « Celebrazione
di Nicolò Costanzi Architetto Navale » - Sala Comu-
nale d’ Arte di Palazzo Costanzi - Trieste 1968)

n e

Nicolò Costanzi — uso a guidare schiere di esecu-
tori e macchine perfette verso la realizzazione di
grandi navi — ha lasciato al tempo — così dura-
mente combattuto dalla vetocità degli scafi — il
compito di saggiare in tutta calma il valore della
opera sua più umana. L’opera, cioè, eseguita con
due sole mani e con gli strumenti tradizionali : co-
lori e pennelli.

L'artista si è piegato con umiltà sulla sostanza delle
cose, per interrogarle senza attendere la facile ma
purtroppo provvisoria risposta che la genialità dello
scienziato avrebbe potuto formulare. La sua inquie-
tudine rimane e giunge a noi dal vibrare aspro e in-
tenso della greve materia pigmentata. L'ordine di
grandezze in cui spaziava la sua mente è testimo-
niato dal disegno, semplice e monumentale, inar-
cato lungo le grandi maglie del rigido schema com-
positivo, allargate fin quasi a superare i limiti della
cornice.

Che nella pittura di Costanzi non vi sia traccia al-
cuna di quelle intuizioni matematiche che mossero
l'alta opera del progettista e che ‘oggi sono apprez-
zate anche nelle arti figurative, non deve meravi-
gliarci: il dipingere nasceva dal bisogno di cercare
fuori del campo delle esperienze professionali gli
argomenti atti a dimostrare la perenne insoddisfa-
zione della volontà creatrice. bisogno avvertito con
l'intensità che solo gli spiriti eletti possono provare.

GIULIO MONTENERO

ELENCO DELLE OPERE

1)
2)
3)
4)
d)
6)
7)
8)
9)
10)
11)
12)
13)
14)
15)
16)
LI)
18)
19)
20)
21)
22)
23)
24)

CIRCO
CANTIERE
PAESAGGIO
VELE
PAESAGGIO
NATURA MORTA
CARSO

CARSO

CARSO

VASO CON FIORI
FIORI
VEGETAZIONE
PINO SULLA MONTAGNA
VEGETAZIONE
VEGETAZIONE
PRIMAVERA
VEGETAZIONE CON ROSSI
VEGETAZIONE
VEGETAZIONE
VELE

SAN MARCO
NATURA MORTA
CRISTO

PARIGI





Mostre personali :

Trieste - Galleria d'Arte « Trieste » - 1950
Milano - Galleria Cairo)a - 1951

Genova - Galleria d’Arte « Genova » - 1952
Trieste - Sala Comunale d’Arte - 1955
Genova - Galleria Rotta - 1956

Partecipò a numerose mostre collettive in Italia ed
all’estero. Opere in collezioni pubbliche, private e su
numerosi transatlantici (Conte Biancamano, Augu-
stus, Giulio Cesare, Sumatra, Les Eclaireur, Africa,
Europa, Helvetia, Kanaris, Fairsea).



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Tipografia Artigiana - Trieste




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SALA COMUNALE D’' ARTE
TRIESTE - PIAZZA DELL’ UNITÀ D’ ITALIA



NICOLO COSTANZI

1893 - 1967

DAL 16 AL 26 SETTEMBRE 1968
ORARIO FERIALE: 10-13 e 17-20 - FESTIVO: 10-13





E’ più raro nella pittura che non nelle belle lettere
trovare artisti che seguono una professione diversa
da quella dell’arte.

Per far soltanto l’esempio più famoso, basta Claudel,
diplomatico di carriera ed ambasciatore, di questa
lunga carriera giunto al fastigio. Ma son tanti.
Nicolò Costanzi è un pittore che esercita, come me,
un’altra professione. Per questo m'è gradito parlar-
ne perchè in lui. ideatore di scafi di altissimo valore
e di fama riconosciuta, un asso nel suo campo, la
pittura la vince, come la vince in me che professo
l'architettura.

La sua adolescenza dal 1907 al 1911 (dove si radi-
cano quei sogni e quelle vocazioni che ci accompa-
gnano per tutta la vita) è stata segnata dalla pit-
tura, alla scuola triestina del Grimani, del Flumiani,
del Zangrando; poi Costanzi si lasciò attrarre dal-
l'ingegneria navale dove le sue facoltà chiedevano
di esprimersi, facoltà che sono di calcolo tecnico
determinato dall’intuito e dall'immaginazione, cioè
da una vocazione d'artista: la quale non solo non è
incompatibile con l'ingegneria, ma è il fulcro del-
l'alta ingegneria, e permette di arrivare col calcolo
là dove il calcolo solo non arriverebbe.

Ma io so che nessun interesse e nessun successo la
vince su coloro che « han provato la pittura », che
l'hanno avuta nel sangue, nella vocazione. Ed ecco
Costanzi nel ’42 riprendere i pennelli. Io vidi, le sue
cose la prima volta or sono due anni, quando venni
in contatto con lui per i lavori del « Conte Bianca-

mano » e gioii nel vedere nella sua casa le sue pit-
ture, di vero pittore, e mi parve di trovare un fra-
tello nella sorte che egualmente ci divide fra due
passioni l’una più bella dell'altra, l’una (la pittura)
più difficile dell’altra.

Io penso, o mi piace di pensarlo, immodestamente,
che ciò che gli dissi in quell'occasione l’abbia spinto
ad abbandonarsi ancor più a questa sua sicura vo-
cazione ed a presentarne i rinnovati frutti in questa
mostra, nella quale lo accompagno col più vivo e
fraterno sentimento.

GIO PONTI

(Dalla presentazione per la Mostra Personale alla
Galleria Cairola - Milano 1951)

Nicolò Costanzi, nato a Trieste il 19 ottobre 1893 e
qui morto il 20 giugno 1967, è stato il carenista prin-
cipe, luomo che ha dedicato un’intera vita alla
progettazione e costruzione di navi, rivoluzionando
più volte ogni tecnica. Un ingegnere che ha fatto
onore a Trieste ed ai cantieri adriatici, che il mon-
do intero ha ammirato e ci ha invidiato.

(Dalla presentazione per la mostra « Celebrazione
di Nicolò Costanzi Architetto Navale » - Sala Comu-
nale d’ Arte di Palazzo Costanzi - Trieste 1968)

n e

Nicolò Costanzi — uso a guidare schiere di esecu-
tori e macchine perfette verso la realizzazione di
grandi navi — ha lasciato al tempo — così dura-
mente combattuto dalla vetocità degli scafi — il
compito di saggiare in tutta calma il valore della
opera sua più umana. L’opera, cioè, eseguita con
due sole mani e con gli strumenti tradizionali : co-
lori e pennelli.

L'artista si è piegato con umiltà sulla sostanza delle
cose, per interrogarle senza attendere la facile ma
purtroppo provvisoria risposta che la genialità dello
scienziato avrebbe potuto formulare. La sua inquie-
tudine rimane e giunge a noi dal vibrare aspro e in-
tenso della greve materia pigmentata. L'ordine di
grandezze in cui spaziava la sua mente è testimo-
niato dal disegno, semplice e monumentale, inar-
cato lungo le grandi maglie del rigido schema com-
positivo, allargate fin quasi a superare i limiti della
cornice.

Che nella pittura di Costanzi non vi sia traccia al-
cuna di quelle intuizioni matematiche che mossero
l'alta opera del progettista e che ‘oggi sono apprez-
zate anche nelle arti figurative, non deve meravi-
gliarci: il dipingere nasceva dal bisogno di cercare
fuori del campo delle esperienze professionali gli
argomenti atti a dimostrare la perenne insoddisfa-
zione della volontà creatrice. bisogno avvertito con
l'intensità che solo gli spiriti eletti possono provare.

GIULIO MONTENERO

ELENCO DELLE OPERE

1)
2)
3)
4)
d)
6)
7)
8)
9)
10)
11)
12)
13)
14)
15)
16)
LI)
18)
19)
20)
21)
22)
23)
24)

CIRCO
CANTIERE
PAESAGGIO
VELE
PAESAGGIO
NATURA MORTA
CARSO

CARSO

CARSO

VASO CON FIORI
FIORI
VEGETAZIONE
PINO SULLA MONTAGNA
VEGETAZIONE
VEGETAZIONE
PRIMAVERA
VEGETAZIONE CON ROSSI
VEGETAZIONE
VEGETAZIONE
VELE

SAN MARCO
NATURA MORTA
CRISTO

PARIGI





Mostre personali :

Trieste - Galleria d'Arte « Trieste » - 1950
Milano - Galleria Cairo)a - 1951

Genova - Galleria d’Arte « Genova » - 1952
Trieste - Sala Comunale d’Arte - 1955
Genova - Galleria Rotta - 1956

Partecipò a numerose mostre collettive in Italia ed
all’estero. Opere in collezioni pubbliche, private e su
numerosi transatlantici (Conte Biancamano, Augu-
stus, Giulio Cesare, Sumatra, Les Eclaireur, Africa,
Europa, Helvetia, Kanaris, Fairsea).



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