L'Ansaldino, n. 16, 1958
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 16, 1958
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), la "British Light" subito dopo il varo in una suggestiva inquadratura
A p. 20 (quarta di copertina), una caldaia navale Ansaldo-Clarkson costruita allo stabilimento Meccanico di Sampierdarena
- La "British Light" subito dopo il varo, p. 1
- Vararta a Sestri la "British Light", p. 2
- Prove della "Felce" e de "La Pintada", p. 4
- Panorama aziendale, p. 6
- Un ponte per il prossimo treno, p. 8
- Uomini alla conquista del cielo, p. 9
- Storia della nave, p. 10
- La popolazione terrestre, p. 12
- Un giornale murale antifortunistico al CMI, p. 14
- Visita alla "Olivetti" e alla Centrale di Chivasso, p. 15
- Panorama navale del biennio 1956- 58, p. 16
- Dopolavoro, p. 17
- La ruota del tempo, p. 18
- "L'Ansaldino" risponde, p. 19
- Una caldaia navale Ansaldo-Clarkson costruita allo stabilimento Meccanico, p. 20 - Data testuale
- 1958 novembre 1-14
- Consistenza
- pp. 20
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/96
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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- Collocazione
- Emeroteca
- contenuto
-
’ansaldaino
nove 1958 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO
LLIAAL IIS
CLIL
La “British Light” subito dopo il varo
in una suggestiva inquadratura
Ansaldo a Teheran
La mattina del 4 ottobre lo
Scià di Persia ha inaugurato
a Teheran la mostra industria-
le italiana, la prima rassegna
di questo genere che si sia mai
svolta nella capitale iraniana.
Accompagnato dal ministro
del Commercio Estero on. Emi-
lio Colombo e dall’ambascia-
tore d'Italia a Teheran Renato
Giardini, il sovrano ha com-
piuto una accurata visita ai
sei edifici, che occupano com-
plessivamente 45.000 metri
quadrati, nei quali è ordinata
la mostra italiana, intratte-
nendosi a lungo con i funzio-
nari delle Case espositrici e
chiedendo ragguagli su molti
dei prodotti presentati,
Il complesso dei padiglioni è
stato allestito in due mesi, ed
ha richiesto un notevole sfor-
zo da parte dell’Istituto del
Commercio Estero, il cui Pre.
sidente dr. Dall’Oglio e il cui
Direttore Generale dr, Groia
hanno seguito personalmente i
lavori, diretti dal Dirigente
le fiere all’estero dr. Bianco.
L’Ansaldo non poteva natu-
ralmente mancare a questa
importante manifestazione. I
prodotti della nostra Società
sono stati presentati nel padi-
glione della « Finmeccanica »,
accanto al quale sano stati
costruiti quelli della « Fiat » e
dell’: Ente Nazionale Idrocar-
buri ». L’Ansaldo ha esposto
un grandioso modello dell’im-
AU“ )
fr
pianto per la produzione di
fertilizzanti azotati recente-
mente costruito e montato a
Sindri in India, modello che
occupa una superficie di ben 50
metri quadrati, un gruppo Die-
sel alternatore da 80 kVA con
motore 2131 da 100 cav. co-
struito al Meccanico, due mo-
delli di navi cisterna e tre ve-
trine di utensili costruiti al
C.M.I.
Si sono presentate alla ras-
segna, naturalmente, tutte le
Società italiane che già opera-
no nell'Iran (impianti elettrici,
chimici, edili) Nel settore del
la meccanica leggera si sono
notate la «Innocenti» e la
« Moto Guzzi » in quello della
siderurgia la « Dalmine », la
« Finanziaria Ernesto Breda »
e l’« Ilva », in quello elettrico
l’« Anie » (che ha coordinato
ben cinquanta ditte), in quello
dell’industria edilizia e stra-
dale la « Enrico Longinotti »,
la « Loro & Parisini ».
Hanno partecipato, inoltre,
molti altri complessi, tra cui i
più importanti Istituti di cre-
dito.
Particolare interesse nel
pubblico ha suscitato l’allesti-
mento del gruppo « Finmare »
(Società «Italia», «Lloyd Trie-
stino», «Adriatica» e «Tirre-
nia») che ha esposto, tra l’al-
tro, un bellissimo modello del-
la turbonave « Cristoforo Co-
lombo » costruita dall’Ansaldo
ed altri quattro modelli di na-
vi di recente costruzione.
Nelle fotografie il nostro dot-
tor Nereo Fioratti mentre ac-
compagna nella visita lo Scià
e il ministro Colombo.
La madrina della turbocisterna « British Light» signora Greta
Mattei e il sottosegretario ai
arà ‘una pura combinazio-
9 ne, nessuno lo mette in
dubbio: ma la - British Light »
è stata varata lo stesso giorno
della scoperta dell'America,
esattamente quattrocentoses-
santasei anni dopo, il 12 ot-
tobre 1958, mentre nella nostra
città si venivano svolgendo le
rituali feste in onore del più
illustre dei genovesi.
Una felice combinazione,
La « British Light » fa parte
di una commessa di sei petro-
liere della « British Petro-
leum Tanker Company Ltd. »,
Trasporti on. Dario Antoniozzi
tre delle quali commesse al-
l’Ansaldo e tre ad altro can-
tiere del gruppo I.R.I. Le sue
caratteristiche divergono leg-
germente da quelle ormai con-
suete alle petroliere da 31.500
T.P.L., per cui crediamo sia il
caso di accennarle brevemen-
te: l’unità, da 34.500 T.P.L,
porta il numero 1530 di co-
struzione e viene costruita sot-
to la sorveglianza speciale del
« Lloyd's Register », onde ot-
tenere la più alta classe per
nave adibita al trasporto del
petrolio grezzo alla rinfusa, ed
Lo scafo della « British Light » subito dopo il varo, me
Se
ih Light”
è inoltre ovviamente conforme
alle prescrizioni vigenti per il
transito attraverso i canali di
Suez e Panama.
Il suo scafo, a struttura lon-
gitudinale, è suddiviso in 30
tanks aventi un volume com-
plessivo di 48.000 metri cubi;
ha un solo ponte, cassero di
poppa con sovrastrutture, iso-
la centrale e castello collegati
per mezzo di passerella, prora
slanciata e poppa tipo inero-
ciatore, timone « Simplex », al-
bero centrale e fumaiolo a pop-
pa, stiva con interponte per il
carico secco a prora.
I 68 componenti dell’equi-
paggio troveranno alloggio in
In occasione del varo della
turbocisterna « British Light»,
la Società armatrice della nave
ha offerto la somma di Ure
200.000 a favore delle opere as-
sistenziali degli stabilimenti che
hanno partecipato alla costru.
zione (lire 210.000 al Cantiere
di Sestri, lire 75,000 allo stabi-
limento Meccanico, lire 15,000
alla Fonderia),
Ringraziamo sentitamente, an-
che a nome delle maestranze
interessate, la « British Petro.
leum Company » per il gentite
gesto di solidarietà,
di tutti
tempe-
ampie cabine munite
i moderni comforts, a
ratura condizionata: sul ponte
imbarcazioni poppiero, come
già sulla « Agrigentum », vi sa-
rà anche una piscina,
L'apparato motore, in
struzione al Meccanico, verrà
co-
situato a poppa e comprende-
stri
rà principalmente un gruppo
turboriduttore a vapore, capa-
ce di sviluppare 14.000 cavalli
in navigazione normale, e da
due caldaie Ansaldo - Foster
Wheeler a tubi d’acqua. L’e-
nergia elettrica, a corrente al-
ternata, verrà fornita da due
gruppi turboalternatori da 600
kW. e da un Diesel-alternatore
da 150 kW.
La stazione di pompaggio
principale comprenderà tre
turbopompe centrifughe da
850 tonnellate/ora per il cari-
co, e tre pompe « Duplex » ver-
ticali da 150 tonnellate per lo
stripping.
La «British Light»
dotata di rilevatori di gas nel-
le tanks, di impianto di estin-
zione e lavaggio a vapore con
il sistema « Butterworth », di
modernissimi anparecchi di
navigazione: R. T., radar, ra-
sarà
diogoniometro. ecometro, giro-
pilota, bussola giroscopica, ecc.
Ed ecco infine le sue prin-
cipali dimensioni: lunghezza
fuori tutto, metri 208,30; lun-
ghezza fra le perpendicolari,
metri 195,20; larghezza massi-
ma fuori ossatura, metri 26,23;
altezza di costruzione al fian-
metri 15,02; immersione al
metri
co,
bordo libero estivo,
11,28; portata al bordo libero
estivo, circa 34.500 tonnellate;
pieno carico, 151%
velocità a
nodi.
\per essere rimorchiato alla banchina di allestimento.
ammmis*
EC
La
La cerimonia del varo è sta-
ta improntata alla più rigida
austerità, a causa del gravissi-
mo lutto che pochi giorni pri-
ma aveva colpito il mondo
cattolico. La benedizione alla
nave è stata impartita dall’Ar-
civescovo di Genova, card, Si-
ri. Tra le autorità erano pre-
senti mister Snow, presidente
della British », 1’ onorevole
Antoniozzi Sottosegretario ai
Trasporti, l’ing Vignuzzi Pre-
sidente della Finmeccanica, i
signori Dummett, Jackson, Da-
vies, Cary — consiglieri d’am-
ministrazione della B. P. ingle-
se; il signor Ross, architetto
navale della B.P.; il signor
Sandford, Presidente della B.
P. italiana; i signori Dyson.
Tilleard, Lorimer (della Ri-
faer), dott. Kovacs (della
Irom), comm. Monti (della
Sarom). Erano inoltre presenti
numerosissime Autorità civili
e militari, mentre gli onori di
casa venivano assolti dai no-
stri maggiori Dirigenti.
Pochi attimi prima del varo
li cardinale Siri ha impartito la
benedizione alla nuova
Quindi si è udito l’ing. Boero,
Direttore del Cantiere di Se-
unità.
ee
« British Light» mentre scivola
stri rivolgere alla madrina —
la gentile signora Greta Mat-
tei, consorte del Presidente
dell'Ente Nazionale Idrocar-
buri l’invito tradizionale del
« tagli! », nel più assoluto
lenzio. Silenzio subito dopo
rotto dall’augurale bottiglia di
infran-
si-
spumante andata ad
gersi contro il mascone di pro-
S. Em. il cardinale
sullo scalo
ra, dall’urlo festosissimo delle
sirene, dagli avplausi della nu-
ra foila che gremiva
l'incle-
meros
le tribune,
menza del tempo. La « British
malgrado
Light » ha iniziato veloce e
sicura la sua corsa verso il
mare.
e. |.
Siri benedice la nave
È e condizioni meteorologi-
che e cuelle del mare non
si presentavano — e non sono
state — favorevolissime alla
durante l'arco del 22
scorso: ma non per
hanno influito in ma-
niera apprezzabile (anzi!)
le prove di collaudo è sui
risultati.
La turbocisterna « Felce » è
stata costruita, come è noto, a
Livorno ed è stata consegnata
Felce +
citobre
questo
sul.
loro
all'armatore (Società «+ Nerei-
de » di Palermo, che fa capo
navi-
gazione dell’on. Achille Lauro)
con ben 37 giorni di anticipo,
al gruppo di società di
an-
che il mese di franchigia pre-
contratto di costru-
zione. La stessa, a Genova per
esigenze di bacino, ha affron-
fato le prove ufficiali il 22 ot-
tobre ed è stata consegnata.
con il notevole anticipo di cui
si è detto, solo due giorni do-
po. vererdì 24.
ai cuali andrebbe aggiunt
visto dal
A bordo erano circa 280 per-
sone, tra tecnici delle due so-
cietà, rappresentanti dei regi-
stri di classificazione, persona-
lità tra cui citiamo solo
(per esigenze di spazio) l'ing.
Ercole Lauro. amministratore
delegato della « Nereide », l’in-
gegner Giusenvpe Rosini, am-
ministratore delegato dell'An-
saldo, l'ing. Ascenso Mauceri,
Direttore del Cantiere « Orlan-
Prove
do » di Livorno,
struito l'unità.
Diciamo subito che l’arma-
tore ha rinunciato a far effet-
tuare le prove a tutto carico,
tenuto conto dell'esito brillan-
te già ottenuto — in analoghe
condizioni — dalla « Aretusa »
e dalla « Polinice » (conse-
gnate di recente) e dell’altret-
che ha co-
La t/c. « Felce » (sopra il titolo) e il suo albero (sotto)
tanto brillante esito delle pro-
ve a mezzo carico, di cui stia-
ino discorrendo E diciamo an-
cora, prima di ogni altra cosa,
che — sempre il 22 ottobre —
sono state effettuate oltre alle
previste sei ore di prova a tut-
ta forza a mezzo carico. anche
le prove di marcia indietro e
quelle di timone.
Non è — crediamo — il caso
di parlare, a cuesto punto, del-
la nave, della sua concezione
moderna, dei suoi
delle sue attrezzature.
remmo solo parlare pur-
troppo brevissimamente —
dell'apparato propulsore, che
ha conseguito un risultato ec-
cezionale, imprimendo alla na-
ve una velocità di 17,8 nodi
con una potenza di circa 15.250
cavalli a 114,1 giri al minuto.
L’apparato motore della
« Felce », costruito al Mecca-
nico, consta principalmente di
un gruppo turboriduttore tipo
Ansaldo con vapore fornito da
due caldaie Foster Wheeler a
tubi d'acqua ad alta pressione,
Ebbene — ci diceva l’ing. Pa-
Vor-
rodi, che appunto al Meccani-
co si interessa degli apparati
motori — dal 1954, cioè dal-
l'epoca delle prove della « Mi.
D'Amico » (prototipo di
questa lunga serie di navi e
ua
costruita proprio a Livorno)
l’Ansaldo è riuscita a realiz-
zare un progresso tecnico no-
tevolissimo, mediante il quale
il consumo medio di nafta per
cavallo asse orario è passato
da 280 grammi a meno di 220.
E tutto ciò è stato possibile
grazie ad un accurato studio
della palettatura dei rotori e
al perfezionamento delle cal-
daie e dei circuiti di alimento
delle stesse. Non sono certa-
mente necessarie molte parole
per mettere in giusta luce que-
sti risultati: ma si tenga conto
che il vapore prodotto dalle
caldaie — vale a dire 42 kg.
comforts,
a centimetro quadro, a 450° C
— è un risultato decisamente
brillante che si affianca a quel-
li, altrettanto soddisfacenti, già
ottenuti dalla « Elios » e dalla
« Polinice », che hanno prati-
camente le medesime caratte-
ristiche della - Felce » e che
della “Felce” e de “Li
oggetto di altre lievi miglio-
rie, consigliate dall'esperienza,
rispetto alle precedenti unità
simili; e questi miglioramenti
portano, a dei
buoni risultati in isnecie per
quello che riguarda il rendi-
mento generale Nella nave.
Il quadro di manovra della turbocisterna «Felce»
sono state consegnate da poco.
Non solo: ma non è da pas-
sare sotto silenzio il fatto che,
durante la sua recente visita
in Gran Bretagna, proprio
l'ing. Parodi ha ricevuto i ral-
legramenti degli ingegneri na-
vali e meccanici dell'« Institu-
te of Marine Engineer», dai
quali ha addirittura ricevuto
richieste di chiarimenti. E il
suo non è un caso a sè, per
quanto notevole: poco tempo
prima un altro ingegnere del
Meccanico aveva ricevuto ana-
loga richiesta da un noto co-
struttore svedese.
Ora, come sarà facile nota-
re — specie a chi ha seguîito
le nostre note sulle prove so-
stenute da tutte le unità an-
saldine nel corso di questi ul-
timi quattro anni — l'apparato
motore della « Felce » è stato
Dicevamo già, commentando
le prove di una gemella del-
l'agosto scorso, che il consumo
specifico per cavallo asse regi-
strato in cuella occasione (po-
co meno di 235 grammi) era
già da considerarsi un risultato
veramente prezioso: in tale
occasione dicernmo ancora che
il Meccanico, in collaborazio-
ne stretta con i tre cantieri,
non intendeva certamente fer.
li, e continuava a stu
diare migliorie da apportare
a questi apprezzatissimi appa-
rati. Siamo st:ti venga
concesso — buoni profeti; ed
oggi può tranquillamente
affermare che queste petroliere
da 31.500 tonnellate di portata
competere
con le più moderne similari
turbocisterne statunitensi: e i
costruttori navali d'oltre ocea-
marsi
— ci
vossono benissimo
)
À
/
intada”
no sono maestri in cuesto im-
portante tipo di costruzione.
Anche questa volta ci siamo
soffermati qualche minuto sul-
l'apparato motore — rubando
spazio agli altri pur importan-
tissimi ed altrettanto moderni
impianti della nave — perchè
questo ha una importanza vi-
tale per tutta l’unità: ma un
cenno particolare si impone-
va, dato l'eccezionale risultato
conseguito.
Se adesso, dopo aver parlato
dell’acciaio e del vapore surri-
scaldato, ci è concesso aggiun-
gere una nota di sapore quasi
poetico, solo ancora
che l’ultima nrova effettuata è
stata cuella di marcia indie-
tro. Era già notte ormai, e bril-
lava la classica luna delle an-
cor più classiche novelle ro-
mantiche. Mai come in quel-
l'istante la « Felce » ci è sem-
brata tanto elegante, bella nei
riflessi argentei delle sue tu-
bazioni, snodantesi lunghissi-
me da prora a povpa. La stes-
sull'ala di
plancia, stringerla
in un abbraccio di fiori bian-
chissimi, come una sposa (una
diremo
sa scla, eravamo
sembrava
immagine che i livornesi ama-
no ripetere spessissimo). Era
sul serio molto bella; capita di
rado poter ammirare scene
così involontariamente perfet-
te.
EMIDDIO LOSCALZO
x
S abato 11 ottobre la moto-
nave da carico secco « La
Pintada » di 16800 t.d.w. co-
struita presso il nostro Cantie-
re di Muggiano, ha effettuato
nel Golfo ligure le prove uffi-
ciali a mezzo carico.
La
nazionale a mezz’asta in segno
rave, con la bandie
di lutto per la morte del Papa
Pio XII, salpa le ancore alle 7.
Appena doppiata l'isola di Pal-
« La diri-
ge verso la consueta base mi-
maria, Pintada » si
surata di Punta Chianna - Por-
tofino,
Man mano che ci avvicinia-
mo alla base il
« Fiat » 757/S a 7
menta la
motore, un
cilindri, au-
potenza, e la
Alle
9.30 si raggiunge il numero dei
sua
nave acquista velocità.
giri voluto per il primo pas-
saggio
nave è in vista della Punta di
Portofino.
sulla base, mentre la
Intanto il cielo del Golfo Ti-
gullio si va progressivamente
di nuvole basse e
burrascose. Alle 9,40 il coman-
coprendo
dante Beretta, che comanda la
nave alle prove, riesce a ma-
lapena a distinguere Casa Spi-
nola: siamo, ormai, nel bel
mezzo di un temporale. Di que-
sta corsa non si vuò rilevare il
tempo impiegato perchè una
violenta pioggia impedisce di
vedere il Villa
Raggio. Passa un’altra ora pri-
traguardo di
ma che si riprendano le corse
Sopra e sotto: due istantanee della motonave « La Pintada » durante la navigazione
La prua della m/n « La Pintada » vista dal ponte di comando
frattemvo barometro e
radar sono continuamente con-
sultati.
e nel
Il barometro sale lentamente
e la pioggia diminuisce di in-
tensità fino a cessare del tutto.
fa
dimenticare la burrasca di po-
Un cielo azzurro ci presto
co prima. Si riprendono le cor-
se, che si protraggono per sei
ore alla mas
ima potenza. Ven-
gono eseguite quattro doppie
corse, raggiungendo una velo-
cità di circa 16 nodi a 128
giri.
Alle 19
rimorchiatori
tutto è finito e tre
aiutano la nave
ad ormeggiarsi alla banchina
del
piuttosto laboriosa, ma alle 20
Cantiere. La manovra è
anche la passerella è siste-
mata.
Hanno presenziato alle pro-
ve: l'ammiraglio Ciurlo, agente
generale della Compagnia ar-
il dott.
sole del Panama
Massa,
a La Spezia,
matrice; con-
la. signora
l'Ambasciatore
Pitteri,
Guiì, il
designato Santoro.
con ed il figlio;
Zamboni, gli
Ispettori Majandi e
Kaspar comandante
Erano inoltre presenti l’ing.
Pannunzio, il com.te Bellacasa,
l'ing. Scarna e l” Gallo per
il R.I.Na.,
Spinelli e De Simoni per l’« A-
ing
gli ingg. Lemmi,
merican Bureau of Shipping »,
l'ing. Battaglia per il «Lloyd's
Register », l'ing. Iraci per la
Vasca Navale.
Per
nuti il Direttore ing. Palenzo-
l’Ansaldo sono interve-
na, i Vice Direttori ingg. Gra-
Grillo del
Muggiano.
doli e Cantiere di
L'ammiraglio Ciurlo ha e-
spresso un giudizio favorevo-
lissimo sul rendimento della
nave, che permette una mag-
di
sistemazione del
giore capacità stivaggio
grazie alla
cassero all'estrema poppa.
+
}
fr
(- . M . o.
,
Reattore sperimentale per la produzione di melamina
Il reattore sperimentale durante l'operazione di riporto di
saldatura nell'interno, secondo eliche inclinate a 45 gradi
Lo stabilimento C.M.I, ha provveduto alla lavorazione degli al-
beri port'elica e delle relative camicie di bronzo della turbonave
«Leonardo da Vinci». Ecco una camicia al termine della fase
di riscaldo, cui seguirà l'inserimento sul rispettivo albero.
6
Presso lo Stabilimento C.M.IL è
in corso di ultimazione un reattore
sperimentale (recipiente a pressio-
ne nel quale avviene una reazione
chimica) per la produzione di
<« melamina >», che è un materiale
per la produzione delle resine sin-
tetiche usate per oggetti casalinghi.
Le condizioni di esercizio di que.
sto reattore sono le seguenti: pres-
sione interna al corpo tubolare
Kg. 100/emq.; temperatura 400° C.;
ambiente interno molto corrosivo.
In vista delle severe condizioni di
esercizio, il corpo tubolare del reat-
tore è stato previsto in acciaio
speciale per tubi, P 22, e l'interno
del tubo doveva essere protetto con-
tro la corrosione da uno strato di
mm. 3 di lega Hastelloy C. La
lega Hastelloy C., è composta di
ferro, carbonio, cromo, molibdeno,
tungsteno e nichel; ma data la
bassa percentuale di ferro, non si
tratta di un acciaio,
Date le dimensioni del tubo (dia-
metro interno = mm. 279 e lun-
ghezza —= mm. 1300) e la qualità
dell'acciaio, il problema del rive-
stimento mediante riporto di sal-
datura assumeva un carattere com-
plesso e importante, E' stata scar-
tata la possibilità di eseguire |l
riporto mediante saldatura a mano,
dato il piccolo diametro del tubo
in relazione alla sua lunghezza, Di
conseguenza si è dovuto ricorrere
all'uso di una particolare testa di
saldatura automatica con relativa at-
trezzatura, La testa saldante è stata
montata su di un braccio in mod>
che tutto il complesso avesse di-
mensioni tali da poter essere in-
trodotto nel tubo.
L'operazione di riporto doveva
essere eseguita con una tempera-
tura di preriscaldo di 300° C. per
eui occorreva che la testa saldante
fosse protetta dall'alta temperatura
e comunque permanesse nell'inter-
no del tubo per un tempo suffi-
cientemente breve, In vista di que-
sta necessità, il riporto avrebbe do-
vuto essere effettuato ricaricando
con saldatura lungo le generatrici
del cilindro, in modo che alla fine
di ogni cordone, la testa uscendo
dal cilindro potesse raffreddarsi.
Però tale tipo di cordone depositato
lungo la generatrice, per effetto
delle sollecitazioni di ritiro provoca
deformazioni e rotture.
Per ovviare a tali inconvenienti
sl è ricorso a riporti secondo eliche
dando i movimenti di rotazione e
di avanzamento al reattore, Dopo
ogni elica la testa saldante viene a
trovarsi fuori dal corpo cilindro
per il raffreddamento necessario.
L'angolo di inclinazione delle eliche
è stato tenuto di 45°, e il numero
delle eliche necessarie per il rico-
primento del tubo è stato di 62,
A riporto ultimato il pezzo è sta-
to trattato termicamente e poi sot-
toposto al controllo radiografico con
esito positivo,
LIVORNO
Navi in bacino
— Dal 23 settembre al 1.0
ottobre ha sostato la motonave
« Genepesca III » di 404 t.s.l.,
della Società « Genepesca » di
Livorno, per lavori da parte di
Ditte esterne.
— Dal l.o al 4 ottobre ha so-
stato la motonave « Città di
Ancona » di 1.029 t.s.l. della
Società « Adriamar » di Anco-
na, per lavori alla carena ed
altri lavori da parte di Ditte
esterne,
— Dal 15 al 17 ottobre ha
sostato la motonave «Manuel»
di 442 t.s.l, del rag. Alfredo
Bertocca di Viareggio, per ca-
renaggio e lavori da parte di
Ditte esterne.
| CASSETTA DELLE IDEE
- Le proposte della 2° quindicina di settembre
e della 1° quindicina di ottobre
Durante la seconda quindicina di settembre e la
prima quindicina di ottobre sono state esaminate dai
comitati della « Cassetta delle idee » 276 proposte, di
cui 90 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
È MECCANICO. Proposte esaminate 245, di cui 78 pre-
tinti
miate.
STABILIMENTO C.M.I. Proposte esaminate 16, di cui
8 premiate.
trtnnvainn
tn, sani ann
CANTIERE DI LIVORNO. Proposte esaminate 15, di è
= cui 4 premiate.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di li- =
re 141.000.
CANTIERE.
Impostazione di una T/c da 35.000 t.p.l,
Il 18 ottobre è stata impo-
stata, sullo scalo n. 3 del Can-
tiere navale di Sestri, la co-
struzione .1532, turbocisterna
da 35.000 t.p.l1. per la « British
Petroleum Company » di Lon-
dra.
La cerimonia ha avuto inizio
alle ore 11 con la sistemazione
del primo tronco di chiglia che
è stato subito seguito da altri
quattro.
Per la Compagnia armatrice
erano presenti i sigg. Mc Cuaig
ed E. Hall, ispettori presso il
Cantiere e il signor Cracolici,
agente generale a Genova. Per
l’Ansaldo sono intervenuti il
Direttore Generale ing, Lom-
bardi, il Direttore del Cantiere
ci Sestri ing. Boero, col Vice
Avanzini, il Vi.
ce Direttore Amministrativo
rag. Traversa ed altri dirigenti
e tecnici, e inoltre il Condi.
rettore Centrale ing. Corsi.
Per il « Lloyd's Register» ed
il « R.I.Na. » erano presenti al-
cuni ispettori,
Con l’impostamento della
costruzione 1532 le navi che il
Cantiere costruisce per conto
della « British Petroleum»
salgono a tre, essendo le prime
due rispettivamente in allesti-
mento e sullo scalo.
Direttore ing.
MECCANICO
Consegne
Il materiale più importante
spedito durante i mesi di lu-
glio e agosto è il seguente:
Al nostro Cantiere di Mug-
giano: un motore 757 sovrali-
mertato e due gruppi Diesel
dinamo da 200 kW. con moto-
re Ansaldo tipo 265 sovrali-
mentato della potenza di 310
HP., per la M/n. « Fucinato-
re »; turboriduttore principale,
gruppo turbogeneratore da 550
kW., elica in bronzo a 4 pale,
impianto evaporatore distilla-
tore, generatore di vapore di
B.P., refrigeranti olio, astuccio
per asse port’elica, condensa-
tore atmosferico per la T/c.
« Messana ». - Al nostro Can-
tiere dì Livorno: 6 gruppi Die-
sel dinamo da 180 kW, con
motore Ansaldo tipo 2131/6
sovralimentato della potenza
di 270 HP. e due caldaie An-
saldo Clarkson a nafta per le
M/nn. « Brennero » e « Berni-
na »; albero intermedio, ven-
tilatori a tiraggio forzato, tur-
bina B.P. per la T/c. « Fel-
ce »; refrigeranti acqua e refri-
geranti olio per la costr. 1563,
- Al nostro Cantiere di Sestri:
4 alberi intermedi per la co-
str. 1544; 2 gruppi combinati
riscaldatore alimento per le
costr. 1537 e 1539; 1 tubo
astuccio per la costr. 1537. -
Al Cantiere navale « Dante
Itoyz » di Viareggio: 1 motore
Diesel Ansaldo Fiat tipo 686
sovralimentato per la costr.
522. - Al sig. Carlo Landi di
Genova: basamento, incastel-
latura ed altri particolari per
motore Q 265/7 per la M/n.
« Bice » in riparazione nel por-
to di Trieste. - Al « Lloyd Trie-
stino », Soc. di navigazione di
Trieste: 2 motori Diesel Ansal-
do tipo Q. 265/7 sovralimentati
della potenza di 585 HP. per
le M/nn. « Adige » e « Isarco ».
- Ai sigg. Giacalone di Mazara
del Vallo: 1 motore marino
Diesel Ansaldo tipo 265/4 so-
vralimentato della potenza di
300 HP. per il M/p. « S. Vito
Padre », - Al sig. Nicola Maz-
zella di Castiglione della Pe-
scaia: 1 motore marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali-
mentato della notenza di 165
HP. per il M/p. « Saetta ». -
Alla Soc. « Traschimici » pres-
so « Butan-Gas » di Milano: 1
motore marino Diese! Ansa!do
tipo Q 265/6 R sovralimentato
della potenza di 450 HP, per
la M/c, « Cornelia », - Al sig
Visita al Cantiere e al Meccanico
di un gruppo di tecnici navali
Un gruppo di tecnici parte-
cipanti al « Convegno di tec-
nica navale» che si è svolto
recentemente a Genova, ha vi-
sitato nel pomeriggio del 30
settembre gli ir pianti del Can-
tiere navale di Sestri e del
Meccanico.
Guidato dal Presidente del
Convegno ing. Della Ragione,
il gruppo è stato ricevuto al
Cantiere dal Direttore ing.
Boero e da altri dirigenti;
quindi gli ospiti, accompagnati
dai Direttori Centrali ingg.
Casaccia e Rougier, si sono sof-
fermati ad osservare alcune
lavorazioni sul piazzale di pre-
fabbricazione portandosi po-
scia sulla travata a monte delle
teleferiche per osservare il pa-
norama del nostro massimo
stabilimento navale.
Lasciato il Cantiere i visi-
tatori, con un pullman messo
a disposizione della nostra So-
cietà, hanno raggiunto lo sta-
bilimento Meccanico a Sam-
pierdarena, ricevuti dal Diret-
tore ing, Cominetti e dal Diri-
gente ing. Rappini, che hanno
loro illustrato gli impianti e
le varie fasi delle lavorazioni.
Particolare attenzione i tecnici
hanno dedicato al laboratorio
metallografico e alle officine di
lavorazione delle turbine e dei
grandi motori.
Alla fine della visita l’ing.
Della Ragione ha espresso ai
nostri dirigenti, ai quali si
erano uniti anche l’Ammini-
stratore Delegato ing. Rosini e
il Direttore Generale ing. Lom-
bardi, la piena soddisfazione
di tutti i partecipanti.
L'ing. Della Ragione parla dal Cantiere al microfono della R.A.I.
Pietro Libardo di Brindisi: 1
motore marino Diesel Ansaldo
tipo Q 2131/3 della potenza di
80 HP. per il M/p. «I buoni
amici ». - Al « Cantiere navale
Papette » di Venezia: 1 motore
marino Diesel Ansaldo tipo
Q 370/6 R sovralimentato del-
la potenza di 900 HP. per la
costr. 130. - Alla « Fertilizan-
tes sinteticos » di Lima (Pe-
rù): tubazione per servizi va-
rii e gruppo turboalternatore |
da 8000 kW. - Alla « Pirelli S.
p. A.» di Milano: 1 gruppo
Diesel alternatore da 250 kW.
con motore Ansaldo tipo 1620/8
sovralimentato della potenza
di 300 HP. - Alla = Società
Idroelettrica Piemonte » (Cen-
trale di Chivasso): casse ac-
qua, collettori, preriscaldatori,
tubazione e particolari vari, -
Alla « Società Termoelettrica
Tirrena » di Civitavecchia: ro-
tore turbina di A.P. e B.P. ed
altri particolari vari.
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di
in complesso, di 2427 tonn.
minore entità spedito è, Involucro esterno del condensatore principale di uno dei gruppi
turboalternatori da 62.500 kW. costruiti per la centrale di Bari
)
MUGGIANO
Impostazione di una turbocisterna da 31.500 t. p. |.
Sullo scalo n. 5 del Cantiere
di Muggiano, rimasto libero
dopo il varo della T/c, « Santa
Isabella », mercoledì 15 otto-
bre alle ore 11 è stata impo-
stata una nuova unità da 31.500
tonnellate di portata lorda.
Si tratta di una turbocister-
na che verrà costruita per
conto della Società di naviga-
zione « Ortigia » di Palermo e
“
®»
MOON te Lt a al Bet
che avrà le seguenti caratteri-
stiche
fuori
principali: lunghezza
tutto, m, 200; larghezza
massima fuori ossatura, me-
tri 20; altezza di costruzio-
ne, m. 13,90; immersione a pie-
no carico, m. 10,30; stazza lor-
da, tonn. 20.700; potenza nor-
male apparato motore, cav./as-
se 14.500; velocità, nodi 16,30:
equipaggio (ufficiali, sottuffi-
ciali e comuni), n. 63.
Cinque blocchi di chiglia del
peso complessivo di 82 tonnel-
late sono stati posti sullo scalo
alla presenza dei dirigenti del
cantiere e del cappellano di
fabbrica don Aurelio Olivieri
che ha impartito la benedizio-
ne ai primi elementi della
nuova unità.
pesso si legge nella cro-
naca di qualche giornale
la notizia che il ponte tale
è stato « montato » in poco più
di un'ora, od il ponte tal’altro,
formato da due o più travate,
è stato « messo in opera» in
meno di due ore,
Forse per i profani simili no-
tizie hanno del paradossale, e
può darsi che qualcuno le giu-
dichi inventate o esagerate.
Invece esse rispondono perfet-
tamente alla realtà. Si tratta,
in effetti, della sostituzione di
un ponte pren.iontato a fianco
di un altro da sostituire; ope-
razione per la quale occorre
che tanto gli operai quanto i
tecnici abbiano molta espe-
rienza, in quanto essa deve es-
sere portata a termine nell’in-
tervallo tra due treni in tran-
sito sulla stessa linea.
Per quanto oggi i varamenti
dei ponti si facciano con una
certa agevolezza, derivata dal.
la frequenza delle sostituzioni,
richiedono sempre tuttavia una
preparazione accuratissima,
poichè un minimo inconve-
niente che si manifestasse du-
rante l'esecuzione potrebbe
pregiudicare seriamente l'esito
della sostituzione della tra
vata
Non è il caso di
assegna i diversi
me in opera di un ponte,
poichè sarebbe un po’ come
volere indicare secondo il pro-
verbio, tutte le strade che
conducono a Roma, per quan-
to permanganc sempre i clas-
sici sistemi di montaggio de-
nominati: «in sede definitiva»,
«a sbalzo >», «a varamento
longitudinale » e « a varamento
trasversale ». Quest'ultimo for-
ma l'argomento del presente
articolo, dato che è il sistema
più in uso, poichè il rinnova-
mento dell’armamento ferro-
viario dovuto all'aumento dei
carichi in transito od al rad-
doppiamento d' certe linee, op-
pure la ricostruzione dei ponti
danneggiati o distrutti con l’ul-
timo conflitto, hanno sempre
presentato un problema di so-
stituzione senza procedere al-
l'interruzione del traffico.
Lo schizzo schematico, che
rappresenta una vista trasver-
sale in corrispondenza di una
delle due testate, illustra la
impostazione di un varamento.
La nuova travata « a » che do-
vrà assumere i! posto di quella
passare in
sistemi di
preesistente, viene montata su
di un ponte di servizio co-
struito a fianco della travata
da sostituire. Le stilate « b »
di testata debbono essere di
portata tale da reggere tutta
la travata al momento del va-
ramento e durante il periodo
di preparazione dello stesso,
Dalla parte opposta a quella
della nuova travata ed in pro-
lungamento alle spalle ed alle
pile — a seconda che il ponte
sia formato da una o più tra-
vate — vengono costruite le
stilate « € » per il ricevimento
della vecchia travata durante
il varo
In prolungamento a ciascuna
UOVO PE
delle predette stilate «Cc»,
viene costruita una impalcatu-
ra «d» sulla quale vanno si-
stemati i verricelli per il trai-
no del ponte durante il vara-
mento.
Una diecina di giorni prima
dell’ultimazione del ponte, si
procede alla preparazione del
varamento, Tale preparazione
si inizia con il sollevamento
della travata nuova per por-
tarla al livello di quella pree-
sistente, rendendola indipen-
dente dal ponte di servizio, fa-
cendo appoggiare le testate su
tacche di legno. La travata
preesistente viene liberata da-
gli anparecchi di appoggio e
disposta essa pura su tacchi
di legno. Dopo questa preven-
tiva preparazione, si procede
alla sistemazione, in corrispon-
denza delle testate, delle car-
relliere « e » che serviranno
allo scorrimento della travata.
Le carrelliere sono formate
— come è visibile dal partico-
lare « A » dello schizzo — da
due fasci di rotaie, di cui uno
superiore ed uno inferiore, con
l'’interposizione dei rulli colle-
gati dalle relative stecche.
Queste carrelliere dovranno
essere disposte nel modo più
accurato ortogonalmente al.
l'asse longitudinale della tra-
vata, in modo da evitare qual-
siasi deviazione che potrebbé
pregiudicare il varamento.
Successivamente le carrel
liere vengono collegate al pa;
ranco dei verricelli i quali do
vranno in seguito provvedere
al traino. Immediatamente do
po il passaggio dell’ultimo tre.
no, la vecchia travata viené
anch'essa calata ed appoggiata
sulle carrelliere, in modo ché
le due travate formino un cor
po spostante unico durante il
varamento.
L’avanzamento del gruppg
formato dalle due travate ab:
binate viene regolato da aste
graduate disposte sull’impak
catura, e mediante una freccià
indicatrice fissata sulla testa!
ta verrà seguito il progredire
dello spostamento di tutto il
complesso. i
Quando tutto il lavoro di
messa a punto è ultimato é
ciascuno al proprio posto, la
persona che dirige il varamené
to dà il segnale di partenza é
gli uomini addetti ai verrice!
iniziano la marovra. Median
segnali acustici, se la distan:
lo permette, o con segnalazio
ottiche, composte di cartelli
numerati, vengono date, ma
a mano, le posizioni d’'avan:
mento della travata o del
travate, in modo da poter fi
seguire con lo stesso ritmo, |
spostamento di tutte le ca
relliere.
Quando la travata o le t
vate avranno raggiunto la
sizione definitiva, vengono ir
mediatamente sollevate per ti
gliere le carrelliere, sistemat
do la nuova travata su tace
di legno provvisori per da
la possibilità di procedere n
modo più sollecito al collega
mento del binario per il pa
saggio delle locomotive di pr
va. Contemporaneamente
procede alla sistemazione d
flessimetri per il controllo di
le freccie.
E’ ovvio che tutto questo ]
voro deve procedere con
massima celerità e portato
termine nel tempo stabilito p
fuorisacco
anno
18
e
n progresso decisivo nel cam-
U» della propulsione a razzo
fu realizzato nel corso de!-
l'ultimo conflitto. Le necessità bel-
liche imposero anche in questo
campo un acceleramento al mas-
simo dei tempi. I belligeranti per
fronteggiare la minaccia nemica e
per fiaccarne al contempo la resi-
stenza facevano assegnamento su
armi nuove. Scienziati e tecnici
furono così pressati perchè dessero
il massimo di prestazioni, e perchè
soprattutto cercassero di condurre a
conclusione con la massima celerità
possibile le loro ricerche e le loro
prove. Gli americani riuscirono co-
sì a mettere a punto il missile Jet
Bomber (I. B. 2), il quale però fu
pronto solo alla fine della guerra, e
che perciò non venne mai dato di
poter impiegare nel corso della
conflagrazione mondiale. I tedeschi
riuscirono a fare le cose molto più
presto, favoriti anche dal fatto —
come si è visto — di disporre di
« équipes » di scienziati e di tec-
nici veramente d'eccezione, anche se
taluno — come Willy Ley —
aveva tempestivamente preso il lar-
go per non porre la sua genialità
inventiva al servizio della folle vo-
lontà di distruzione e di sterminio
da cui era pervaso il nazismo.
Fu la grande realizzazione tede-
sca in questo campo la V2. I suoi
costruttori — e, tra questi, von
Braun e il generale Karl Beecher,
ideatore del famoso complesso di
Peenemunde — si avvalsero parti-
colarmente di quelle che erano state
le enunciazioni teoriche di Her-
mann Oberth, il quale già aveva
segnato la via per giungere all'ado-
zione dei sistemi di raffreddamento
maggiormente indicati, ed aveva
10
I
Î
Î
I
12
13 Rafa
22
27
2
Principali. organi del razzo V2: 1, presa d'aria; 2, serbatoto di
alcool; 3, valvola; 4, raccordo estensibile; 5, serbatoio di
liquido; 6, pompe d'alcool; 7, condotta per l'ossigeno evaporato;
8, conduttura per l'alcool; 9, conduttura che riporta l'eccesso di
alcool verso la parte a bassa pressione della pompa; 10, duomo
fornito di iniettori; 11, camera di combustione; 12, condutture per
l'alcool con spirali di espansione; 183, entrata dell'alcool nella
doppla parete; 14, conduttura di riempimento; 15, valvola; 16, con-
duttura di riempimento; 17, pompa dell'ossigeno; 18, turbina che
le due pompe; 19, distr 5 , avv dell'ossi-
geno verso 1 diciotto iniettori; 21, conduttura per l'alcool con spi-
rale di espansione; 22, aperture che permettono ad una parte del-
l'alcool di penetrare nell'interno della camera di combustione e
della tubazione di scarico; 23, bottiglie d'azoto; 24, rubinetto di
decompressione; 25, serbatoio di ganato; 26, serbatoio di
acqua ossigenata; 27, valvole; 28, apparecchio generatore di va-
pore; 29, regolatore termostatico; 30, tubi di scarico del vapore.
| UOMINI ALLA CONQUISTA DEL CIELO
La V2 capostipite
dei missili moderni
soprattutto individuato come il ti-
po di propellente più appropriato
e redditizio quello ad alcool ed os-
sigeno liquido,
Quello che militarmente rappre-
sentò la V2 è tema di storia re-
cente, la storia che tutti abbiamo
vissuto, © non mette perciò conto
di parlarne. Quello che a noi, in
questa sede, interessa è il fatto che
la strada per l’'astronautica ——
quella cioè che sarà una delle più
grandi conquiste dell'umanità — è
stata dischiusa proprio da questo
prodigioso strumento, inizialmente
nato soltanto a fini di distruzione
e di strage.
La V2 — come è stato da ta-
luni autorevolmente detto — non
ha rappresentato soltanto un per-
fezionamento, più o meno radi-
cale, dei tipi di razzi già in prece-
denza realizzati, ma qualche cosa
ii realmente nuovo, rispondente ad
una concezione originale che aveva
peraltro saputo con rara capacità
di sintesi far tesoro di tutto quanto
in materia era stato sino allora stu-
diato ed attuato in ogni paese.
La V2 è stata non soltanto un
tremento ordigno di guerra, ma il
prototipo del veicolo spaziale. Quel-
lo che riscontriamo in essa lo ri-
troveremo nella struttura e nel
funzionamento delle astronavi, con
le quali l'uomo tenterà — forse
più presto di quanto oggi si possa
supporre. — il balzo prodigioso
verso altri pianeti.
Mette conto — per tutto que-
sto complesso di motivi — di sof-
fermarci un poco a discorrere delle
caratteristiche essenziali delle Va.
La parte fondamentale del raz-
zo, © cellula, non presenta aspetto
dissimile da quello della fusoliera
di un aereo: l'intelaiatura è co-
stituita da longheroni e da ordinate
longitudinali o trasversali: il rive-
stimento esterno è formato da la-
miere d'acciaio saldate e chiodate,
mentre adeguati rinforzi adempio-
no al compito di sostegno del pro-
pulsore, nonchè dei due serbatoi.
Nella parte anteriore del fuso è
la camera dei comandi, a confor-
mazione tronco-conica, della lun-
ghezza di m. 1,40, e divisa infe-
riormente in quattro sezioni: in
una sono rinserrati tre recipienti
contenenti azoto, destinato a man-
tenere la pressione necessaria nel
serbatoio dell'alcool; nelle altre tre
sezioni è invece sistemato tutto il
complesso dell’atteezzatura di co-
mando, costituita da tutta una se-
rie di strumenti particolarmente
sensibili e delicati. Sono tra questi
un giroscopio d'azimut (o di dire-
zione), un giroscopio di elevazione,
apparecchi colleganti i giroscopi con
i servomotori, destinati ad impri-
mere i movimenti voluti agli alet-
toni di comando, sistemati nella
parte posteriore del razzo, un acce-
lerometro integratore avente la fun-
zione di assicurare il coordinamen-
to delle funzioni di comando, di
alimentazione, di regolazione di ve-
locità, in conformità , alla quota
raggiunta dal razzo.
Mentre in un primo tempo sul
razzo figuravano installati apparati
radiotrasmittenti e radioriceventi
destinati non solo» a segnalare la
velocità, ma anche ad interrompere,
Werner von Braun
al momento voluto, l'afflusso del
combustibile, in seguito non ven-
nero impiegati che apparati auto-
matici. Radio, servomotori e giro-
scopi erano alimentati da sorgenti
di energia elettrica ad accumulatori,
installate sulla V2.
Quanto ai due serbatoi, intera»
mente costruiti in alluminio, ed en-
trambi della capacità di 4360 litri,
quello anteriore conteneva l'alcool
etilico al 75%, quello posteriore
—— protetto da uno strato di lana
di vetro — l'ossigeno liquido.
L'enorme quantità di combusti-
bile imbarcata sulla V2 risponde
ad una precisa esigenza. Per otte-
nere la spinta alla partenza è ne-
cessaria l'azione di 125 chilogram-
mi di propergolo al secondo, di cui
tre quinti di alcool e la restante
parte di ossigeno, elemento questò
ultimo del quale per ogni missile
devono essere. impiegate cinque
tonnellate,
Un problema tecnico di diffici-
lissima soluzione si appalesò quel-
lo della spinta del combustibile è
del comburente fuori dei serbatoi e
sino alla camera di combustione. Le
soluzioni proposte al proposito fu-
rono molteplici, tra cui l’azione
esercitata su detti liquidi da un gas
inerte come l'azoto, l'azione mec-
canica di pompe a pistoni, la
pressione dell’aria esterna determi-
nata dalla velocità, la utilizzazione
di una parte della pressione gene-
rata dalla camera di combustione.
Ognuna di queste soluzioni, per
quanto ingegnosa, non valse peral-
tro a dare una soddisfacente solu-
zione al problema, le cui difficoltà
furono invece felicemente risolte a
seguito di un'opportuna coordina
zione e mutua integrazione di tutti
questi diversi sistemi.
Si provvide così, mediante una
presa d'atia esistente nella parte
anteriore del fuso ad utilizzare la
pressione dovuta alla velocità per
la fuoruscita dell’alcool; ma ad al-
ta quota quella presa si chiude e
comincia ad agire invece la pres-
sione esercitata dall'azoto contenu
to nei tre piccoli recipienti siste
mati — come già si è accennato —
in una delle quattro sezioni in cui
si divide inferiormente la parte an-
teriore del fuso della Va.
Per ottenere la fuoruscita del-
l'ossigeno, si provvede a farne eva-
porare una certa quantità per mez-
zo di una tubazione comunicante
con l'esterno, mentre il lavoro ef-
fettivo viene compiuto da pompe
Lancio di una V2 in Ger-
mania durante la guerra
rotative, azionate da una turbina.
alimentata da perossido di idrogeno
e da una soluzione di permanga-
nato di calcio. La turbina — con
un funzionamento limitato alla du-
rata di 113 secondi — ha un dia-
(continua a pag. 12)
db
Se iii
image cani ab
VUE
a famosa battaglia che si svo!-
L se nelle acque della Manica
nel luglio 1588 tra la flotta
inglese della Regina Elisabetta e
quella spagnola di Filippo Il, che
vide la sconfitta rovinosa della «In-
vincibile Armada», segnò qualcosa
di più del semplice tramonto della
potenza spagnola sul mare. Fu la
prima grande battaglia navale mo-
derna, con navi di grossa mole che
si affrontavano a distanza (relati-
va) e col cannone. La sorte subìta
dalle galeazze che osavano avvici-
nare i grandi galeoni irti di can-
noni fu un simbolo: la nave a
remi era finita, cominciava ormai
incontestabilmente l'era della « nave
d'alto bordo », o della « nave re-
donda » che dir si voglia, insomma
della nave oceanica con grandi ve-
lature,
Ma per trovare la fonte di tali
navi rotonde occorre tornare indie
tro almeno di due secoli: inconte-
stabilmente si tratta di una nave
atlantica, introdotta cioè dai popoli
dell'Atlantico e in particolare nor-
dici. Ciò si capisce facilmente se si
pensa che i venti costanti del-
l'Atlantico favorivano l’uso della
vela, come il « mare lungo » fa-
voriva l’uso di navi alte, senza
contare che i remi erano di poco
ausilio sulle acque spesso infuriate
dell'Atlantico. Si ebbe così la «coc-
ca» (il cui nome pare derivi da
« conchiglia » proprio per la sua
forma di guscio rotondo) un tipo
di nave importantissimo e dal qua-
le derivarono tutti i tipi succes-
sivi. Quando la cocca apparve in
Mediterraneo fu adottata anche da
noi, dati i suoi vantaggi, come
prova anche la « cronica » di Gior
vanni Villani (Vol. VIII) che
scrive: «A quel tempo (1304) al-
cuni di Bayona in Guascogna, con
le loro navi che chiamano cocche,
passarono gli stretti di Sibilla (Gi-
bilterra) e vennero in questi mari
saccheggiando e facendo molti dan-
ni, e da allora in avanti i geno-
vesi, i veneziani e i catalani usa-
rono navigare con cocche... e vi fu
nella nostra marina grande muta-
zion di naviglio ».
Per ricercare a sua volta l'origi-
ne della cocca si risale da parte de-
gli studiosi ai famosi « drakkar »
vichinghi, le navi di quell'avventu-
roso popolo che scorse mezza Eu-
ropa, conquistò l'Inghilterra, e
traversò sicuramente l’Atlantico
sbarcando nel Labrador. I « drak-
kar », così chiamati perchè por
tavano sulla prua una testa di dra-
go, erano lunghe navi che usavano
anche i remi come propulsione ac-
cessoria, ma avevano una grande
vela quadra sull’unico albero.
Altri studiosi mediterranei ten-
dono invece a far derivare il tipo
di « nave rotonda » che ebbe il pre-
valere dal '400 in poi, diretta-
mente da navi onerarie romane e
poi bizantine, e da ‘prototipi delle
Sopra il titolo: il «Great Harry». Qui sotto: tipo di cocca nordica
antiche marinerie veneta. e geno»
vese, Certamente un filone continuo
lo si trova: dalla nave oneraria ro-
mana, panciuta e con vele, si arriva
alla « acazia » bizantina e di qui
all'acazia medievale, veneziana ©
genovese, come ci è mostrata in va-
ri dipinti e specialmente nei mo-
saici di S. Marco a Venezia. Sono
navi con due e anche tre alberi, a
vele quadre che poi diventano lati-
ne, Così è anche per la « tarida »,
più piccola, e per gli « uscieri »,
tipi più grandi, con notevoli capa-
cità di carico, per portare cavalli o
equipaggiamenti militari pesanti.
Indubbiamente, per il trasporto
in Terrasanta dei grossi eserciti cro-
ciati, i genovesi fornirono molte
navi di tale tipo, che imbarcarono
nella nostra città cavalli e cava-
lieri, e le intere corti di Re e
Principi famosi, e furono « noli »
di grande importanza, per cui i
genovesi guadagnarono «di molti
baiocchi ».
Vi erano «uscieri » che pote-
vano portare fino a 80-100 caval-
li, e navi. che portavano anche
quattrocento o cinquecento armati:
su tutti questi tipi medievali, che
crescevano in dimensioni col cre
scere delle esigenze, si impostarono
i «castelli » a prua e a poppa,
che dapprima furono veri e propri
castelli merlati ma smontabili, e
puramente sovrapposti allo scafo,
poi invece furono più razionali e
costruiti come parte
dello scafo stesso.
A proposito di ciò Bartolomeo
Crescenzio scrive che sul ponte del-
la nave è posato, davanti, il « bal-
lauro » o «baluardo »; come il
fortino è la parte più forte della
fortezza, \esso è la parte più forte
della nave, dove ci.si difende fino
all'ultimo dal nemico, o dove si
assale il nemico nell'ultimo attacco. |
A poppa, invece, il castello ospi-
tava i quartieri più eleganti della ,
nave, gli alloggi degli ufficiali e |
del capitano, la timoneria ecc. Am-
bedue i castelli erano fortificati con
opere difensive e con cannoni di
ogni tipo.
Ci sembra giusto pensare che,
come sempre avvenne nelle cose di
mare, dati i frequenti scambi e con-
tatti, le marinerie mediterranee ab-
biano sì adottato la cocca, ma con-
servando e sviluppando alcuni ele-
integrante
STORIA DELLA NAVE |.
Dalla cocca al galeo
menti delle precedenti costruzioni
locali, che abbiamo testè illustrato.
E torniamo alla «cocca »: lo
scafo era più capace e arrotondato,
nonchè più elegante di linea di
quello dei velieri preesistenti, come
le taride; più alto di bordo e più
vistosamente incastellato alle due
estremità, con quelle tipiche sopra-
strutture che il "500 porterà fino
all'estremo.
Col *400 la cocca presenta ele-
menti di alberatura e di struttura
Galeone inglese dell'epoca di Enrico VIII
che corrispondono evidei
ad una precisa evoluzione
navale. Si applica il pri
« tress dos y as», vale a
l'altezza dello scafo cquii
della larghezza, e questa a
della lunghezza. Dapprima
aveva un solo albero, a vele
poi ne ebbe tre e anche
Quello di trinchetto bene
sul castello di prua, qu
stra alto e grosso, ad alti
quadrata, e quello di mezzi
» ia Mi iti
angolare, piantato sul castello di
dppa o cassero. Poi si aggiunse
albero di contromezzana, anche
so a vele triangolari. Gradata-
inte la disposizione delle vele mi-
lora, aggiungendo le vele qua-
fate superiori, dette di’ gabbia,
ttchè soprastanti la gabbia o cof-
i, e meglio si definisce il bom-
fesso sulla prua, destinato a por-
una o due vele quadre, dette
« civada » e di « controcivada »,
Si ebbero dei tipi di navi vera-
inte massicci, con ampio scafo €
urata molto alta, per contenere
ossi carichi, e castelli molto alti
ti numerosi soldati e arcieri che
iverano difendere la nave. Spesso
sti grossi tipi erano scortati, €
the « rimorchiati », da galee.
Alla cocca pare si debba legare
la grande scoperta che fu il
ibordeggio », cioè l'arte di navi-
anche controvento, © quasi,
bordeggio, come noto, si fa
fanzare Ja nave orientando ad
gni virata in modo opportuno ve-
è timone, in modo da sfruttare
vento anche parzialmente con-
tario, e guadagnare spazio nella
irezione voluta pur mettendo in
onto la deriva che la nave subisce.
osì si può procedere a zig Zag
icinandosi sempre più al punto
oluto. Alcuni attribuiscono la
operta del « bordeggio » ad An-
tà Doria, ma egli può tutt'al più
ne migliorato la tecnica. Se ne
anno infatti menzioni precedenti
omprese quelle contenute nel gior-
ale di bordo di Cristoforo Colom-
La cocca è poi la nave d'alto
orbo che diffonde definitivamente
so del timone unico, del resto
là introdotto in Mediterraneo sul-
l: galee. Com'è noto, le navi del-
‘antichità avevano a poppa due
remi timone », e due timoni ave-
fano ancora le « acazie » e « ta-
ide ». Per virare a destra si calava
mare il timone di destra, e vice»
rsa. Poi fu introdotto il timone
nico, detto «alla navarresca »,
be ebbe su per giù la stessa forma
the ha ancora oggi. A Genova pa-
che un certo Piccamiglio (se ne
de ancora la torre, nel vicolo di
î. Marcellino) abbia inventato gli
ugliotti di tale timone, per
o meglio allo scafo, e per ciò
stato esentato da tasse e ga-
Ile.
Una semplice variante della coc-
a probabilmente di origine porto-
bese, fu la caravella, più leggera e
ion fianchi più bassi, linee più af-
ate e quindi più veloce, e più
marina » perchè con vele latine,
quindi sovrastrutture più leggere
maneggevoli. Troppo note, spe-
mente a noi italiani, sono ie ca-
ivelle perchè io ne debba fare una
linga descrizione: esse sono legate
le grandi conquiste geografiche de-
li anni 1490-1530. Le grandi
toperte di Cristoforo Colombo,
Bartolomeo Diaz, Vasco de Gama
Magellano sono avvenute con na-
fi del tipo delle caravelle.
Con Magellano le caravelle fe-
ro il giro del mondo, come ci
arra Antonio Pigafetta nella sua
Storia del primo viaggio intorno
mondo ». A quella spedizione.
fom'è noto, partecipò anche, il sa-
onese Leon Pancaldo e quel certo
Unan Baptista de Punserol che vuol
Giobatta di Polcevera che fu
uramente di Sestri Ponente, e
ecisamente di Fegino, che guarda
Polcevera ma apparteneva allora
Sestri. Ed egli, partito come « pi-
îto » arrivò al posto di coman-
inte, dopo la morte di Magellano
le varie diserzioni e congiure.
Tutti conoscono Bartolomeo
Diaz, l'uomo che per primo rag-
iunse il Capo di Buona Speranza
Vasco de Gama che primo cir-
tomnavigò l'Africa. Essi appar-
ngono alla gloria di quel Porto-
ilo marittimo che ebbe l'ispira-
bre e il promotore nel saggio re
Enrico il Navigatore.
Del nostro Colombo, che dire
si
che non sia gia stato detto In
questa sede mi pare opportuno ri-
cordare qualcosa del giornale di
bordo, come quelle belle note di
partenza: «... ed io partii dalla
città di Granata addì 12 del mese
di maggio dello stesso anno 1492.
che era un sabato, e mi recai al
borgo di Palos, che è porto di ma-
re, dove armai tre navi assai bene
adatte a quella impresa». ». In real-
tà assai adatte non lo erano, e Co-
lombo lo sapeva bene, tanto che
aggiungeva, a proposito del grande
viaggio che lo attendeva «... e
per far questo sarà necessario che
io dimentichi il sonno e stia molte
attento alla navigazione... ». Tanto
è vero che la « Pinta », appena la-
sciate le Canarie, già faceva acqua
e le saltò parecchie volte il timone
Il modo per fare il punto era
abbastanza rudimentale: il 19 set-
tembre, infatti, «i piloti fecero il
punto, e secondo il parere di quello
della « Nifia » si trovavano a 440
leghe dalle Canarie, secondo quello
della « Pinta » a 420 e secondo il
pilota dell'Ammiraglio a 400 giu=
sle »,
In altri punti l'Ammiraglio stes-
so ci parla delle diverse vele della
sua nave, laddove annota, ad esem-
pio: « Fino a mezzogiorno proce-
detti con poco vento, il quale poi
riprese favorevolmente e tutte le
vele del mio vascello, la maestra,
due coltellacci, il trinchetto, la ci-
vada, la mezzana, la vela di arti-
mone e quella del battello di poppa
erano gonfie »,
Quello che qui preme sottoli.
neare, comunque, è l'abilità del Co-
lombo che malgrado i mezzi più
che rudimentali a disposizione riu-
scì a compiere tale viaggiò, e il
ruolo che le modeste caravelle sep-
pero svolgere, tanto -che Colombo
potè tornare in Spagna sulla più
piccola, la « Nifia », a causa delia
perdita della «Santa Maria» (pot-
tata sugli scogli perthè di guardia
fu lasciato un ragazzotto sonno-
— ami
antes
Caracca genovese del XVI secolo
lento) è della « Pinta » che disertò
a causa dell'avidità e dell'invidia di
Alfonso Pinzon.
Dalle cocche e dalle caravelle s
sviluppa, nel '500, quel tipico na-
viglio (ormai ai nostri occhi leg-
gendario e favoloso) che fu il ga-
leone. Quando, si dice galeone si
pensa non soltanto ai viaggi av-
venturosi, alla ricerca e al trasporto
dell'oro, alle gloriose imprese di
guerra degli spagnoli, dei portoghe-
si, degli olandesi e degli inglesi, ma
anche a quegli alti castelli a prora
e a poppa che davano alla nave un
aspetto imponente, e ai molti al-
beri con le fiamme e i « padiglio-
Modello di galeoncino veneto
ni » al vento, e alle ricche poppe
decoratissime, secondo lo stile ba-
rocco del tempo.
Furono i galeoni a stabilire €
mantenere i traffici con quelle lon-
tane contrade che le caravelle ave-
vano per prime raggiunte.
Il galeone era costruito fonden-
do i vantaggi delle lunghe navi a
remi con quelli della « nave roton-
da » a vela: era dunque più ve-
loce delle cocche ma poteva portare
più carico. La forma era snella e
raffinata, il castello di prua fu un
po' arretrato, quello di poppa giun-
se fino a metà nave e si alzò sem-
pre più. La murata era quasi drit-
ta da poppa a prua. Îl galeone ebbe
tre e più spesso quattro alberi: il
trinchetto e il maestro con due o
più vele quadrate, il mezzano €
contromezzano con vele latine, Eb-
be due e anche tre ponti. Il ton-
nellaggio fu di vario genere, ma
sempre piuttosto elevato, anche nei
tipi minori che in Italia si chiama-
rono « galeoncini ». Le murate si
aprirono in quelli che, con termine
derivato dall'inglese «sawn board»
si chiamarono « sabordi » e da essi
spuntarono i cannoni, in una o due
file. A causa del peso delle arti-
glierie (spesso 70 o anche 100
pezzi), degli uomini di equipaggio
(Museo dell'Arsenale di Venezia)
II
vr pere
e dei soldati (fino a sette, ottocen-
to uomini) e della sproporzione tra
la parte immersa e le opere morte
il galeone non fu mai un'ottima
nave quanto a qualità marine: pe-
ricoloso nelle tempeste, pesante nel-
la manovra, non obbediva bene al
timone e, da ultimo, era troppo
grande per i porti di quei tempi.
Ciò malgrado visse almeno un
secolo di piena epopea, col tra-
sporto dell'oro e le conseguenti lot-
te con i pirati.
Un galeone più piccolo, meno
armato (soltanto una trentina di
pezzi) e quasi esclusivamente usa-
to per trasporto di merci si chia-
mò « caracca »: la murata, appena
sopra il pelo d'acqua, s'incurvava
fortemente all’interno, sicchè il
ponte di coperta era molto più
stretto di quello del galeone. Era
un naviglio più equilibrato, pur
potendo portare fino a 1500-2000
tonnellate di merci. Famosissime
erano le caracche venete e quelle
genovesi,
I famosi « Statuti di Gazaria »
che erano poi il codice navale ge-
novese del tempo, stabilivano che
una nave mercantile di 20.000
cantari, vale a dire circa di g60
tonnellate, doveva. portare un
equipaggio normale, in tempo di
pace, di 120 uomini. Di questi,
32 erano « famuli » o garzoni è
4 erano « pueri » © piccoli di ca-
mera. Ma in tempo di guerra que-
sti effettivi erano aumentati di un
uomo ogni « mille cantari », senza
contare i soldati.
Il cibo era basato su carne o
pesce salati, pane biscotto, aglio e
cipolle. L'acqua sapete com'era,
conservata in botti o altri reci-
pienti in coperta o sottocoperta:
quando non era rovinata dal sali-
no aveva intere colonie di vermi
ben visibili. I passeggeri, quandc
ce n'erano, mangiavano come l'e-
quipaggio.
La disciplina non era proprio
così dura come quella delle galee
ma nemmeno molto umana. Anco-
ra le « Ordinanze Catalane » san-
zionavano il taglio della mano e
del naso e, come punizione minore,
il « bagno » per cui l'uomo legato
ad una corda veniva gettato in ma-
re a babordo e ripescato a tribor-
do, facendolo passare sotto la chi-
glia. I crimini maggiori, natural-
mente, erano puniti con lo squar-
tamento.
Questo era il navigare del tem-
Tra le navi più famose, va ri-
cordata la caracca genovese « La
Grimalda », che poteva portare finc
a 2300 tonnellate di grano, un ve-
ro colosso, assieme alla « Mongar-
bina » turca. Tra i grandi galeoni
(famosissimi quelli inglesi di En-
rico VIII e della Regina Elisabetta
e quelli olandesi) ricorderò i se-
guenti:
Il « S. Anna », dei Cavalieri di
Malta, a sei ponti oltre l'altissimo
cassero che raggiungeva i 25 metri
sul livello dell’acqua, stazzava for-
se, in termini odierni, 3000 ton-
nellate, e portava 300 marinai e
400 armati, molte artiglierie e per-
fino una cintura di lastre di piom-
bo alla linea di galleggiamento.
Il « Sovereign », del 1495, con
110 cannoni e 31 petriere.
Lo « Charente » di Carlo VIII
armato di ben 200 cannoni.
I celeberrimi «@ Henry grace a
Dieu » del 1520 e & Great Harry »
del 1523; di 1.500 tonnellate cia-
scuno, con 184 cannoni a bordo.
Furono alcune di queste navi, e
molte altre simili, a partecipare
appunto al famoso scontro che vi-
de scomparire l’« Invincibile Ar-
mada » di Filippo II.
La flotta spagnola. comandata
dal Duca di Medina Sidonia, con
tava almeno 145 navi armate di
2.500 cannoni, con un totale di
20.000 uomini a bordo. Vi erano
galeoni, caracche, galeazze e ga-
Jlere di origine mediterranea, spe-
cie venete. La flotta inglese era al
comando di Howard, e un settore
era comandato dal famoso Francis
Drake. La battaglia avvenne nella
zona di mare tra Plymouth e Ca-
lais. Contro Medina Sidonia, Ho-
ward copre il porto di Plymouth
Il 22 luglio 1588, prima avvisa-
glia: Francis Drake cattura il ga-
leone di Pedro de Valdès. Poi le
galeazze italiane tentano di ta-
gliare fuori il famoso esploratore
Frobisher, che comanda il galeone
« Triumph », ma invano: nulia
possono contro il gigante irto di
HUILROKPNVELYROVNOVARINIVKOTIRIVBINENKENKONKNRA VOTA
cannoni, Comincia il disastro: il
28 luglio Howard attacca, all'al-
tezza di Gravelines. La « San Ma-
teo » è presa, così come Ja « Nue-
stra Sefiora de Begrona ».La « San
Juan de Sicilia » è fuori combatti.
mento, la « Maria Juan » affonda
Numerosi navigli veneziani affon-
dano. Una pioggia torrenziale ar-
resta infine il combattimento, ma
gli inglesi hanno già vinto: 18 ga-
leoni spagnoli e 8000 uomini so-
no fuori combattimento. Medina
Sidonia, ottimo generale ma non
TINIKNKNKENA
buon navigatore, prende la fuga, e
comincia un vero calvario, con la
fiotta di Drake alle calcagna: nau-
fragano altre 17 navi, e si perdono
ancora 5.000 uomini.
La potenza della Spagna sul ma-
re è fiaccata forse per sempre, e con
essa tramonta l'era del galeone. Sta
per apparire sul mare un nuovo
grande protagonista, il vascello, e
con esso arriva l'ora dell'Inghilterra
e dell'Olanda, »
Lucio Bozzano
TIBIIIATA TINUIVBINBTVENINKNVIVOLKBTKEATRAYN t
LA POPOLAZIONE TERRESTRE
Saremo cinque miliardi
fra quarantadue anni
I! rapido Ma
zione terrestre — di cui vi abbia-
mo parlato in uno del nostri ultimi
numeri — sembra preoccupare vl-
vamente gli studiosi di tutto il mon-
do; certo è che mai come in que-
1 A già ai
peso di quest
minaccia di uno squilibrio sociale,
il quale rischierebbe di far perdere
i vantaggi acquisiti dall'uomo sul
piano tecnico.
a sentire il
be la
sto momento il problema è stato Finora — osserva il rapporto _
studiato in tutti i suoi aspetti, po- aveva p
sitivi e negativi, e mai si sono portare dalla corrente millenaria
fatte tante previsioni sul futuro
dell'umanità.
La rivista tedesca < Die Welt»
ha interrogato in proposito il prof.
Fritz Baade,
mia all'Università di Kiel, Il que-
sito era, presso a poco, il seguen-
te: posto che nell'anno 2000 ci sa-
ranno probabilmente sulla Terra
cinque miliardi di uomini, sì può
pensare che il cibo di cui potranno
disporre sia sufficiente per tutti?
Il prof. Baade è, su questo punto,
ottimista. La superficie
della terra — egli ha detto — può
ancora essere triplicata. Oggi essa
copre circa 13,5 miliardi di ettari.
Una enorme riserva è costituita
dalle zone, trasformabili, oggi an-
cora coperte da bosco, Per il 2000,
la metà di queste possono essere
messe a coltivazione: è già quanto
basterà a nutrire gli attesi 5 mi.
liardi di uomini.
Ma c'è un'altra decisiva risorsa
per il rendimento della terra, la
meccanizzazione. Sul 350 milioni di
famiglie di agricoltori che lavorano
oggi la terra, 250 milioni si ser-
vono ancora di strumenti assoluta-
mente primitivi. M progresso mec»
sanico potrà dunque produrre un
forte aumento quantitativo dei pro-
dotti della terra anche senza che
venga aumentata la superficie col
tivata.
Anche l'Ufficio per gli affari so-
ciali dell'ONU è entrato in campo
con un eélaboratissimo « rapporto
sullo sviluppo demografico della
Terra », nel quale si osserva che,
se pure è vero che il tasso d'in-
er to delle è
costante negli ultimi vent'anni (es-
so è dell'1,68 per cento e si tra-
duce in 5.400 nascite all'ora), fl
coeffici d'iner
globale è dato dalla diminnzione
della mortalità, che in molti paesi
raggiunge un tasso del 25 per cen-
to, e, nei più progrediti, sino quel-
lo del 50,
MN più alto indice d'incremento
della popolazione è attualmente
quello dell'America latina: 2,5 per
cento all'anno; segue l'Asia, con 24
milioni di muove nascite all'anno.
La più alta media di durata del-
la vita è in Olanda (71 anno per
gli uomini, 74 per le donne), la
più bassa in India (32 anni), Le
donne vivono dappertutto più de.
gli uomini: su 100 donne,
negli Stati Uniti 137 uomini.
Se la popolazione del mondo con-
tinuerà ad aumentare al ritmo at-
tuale, la avrà nell'anno 2600
un abitante in media per metro
quadrato, tenendo conto anche del-
le regioni polari, det deserti ©
delle cime montagnose,
L'aumento della p ri-
sulterà probabilmente ‘accelerato în
Africa, Asia e America Latina, Più
della metà della popolazione mon-
diale vive în Asia e alla fine del
nostro secolo gli asiatici saranno
senza dubbio più dei tre quinti del
totale. La superficie delle terre
emerse è di quasi 149 milioni di
chilometri quadrati.
TImmensi sono fi problemi che
deriveranno da questa eccedenza
di popolazione; il rapporto rileva la
necessità di accelerare wulterlor-
mente i progresso tecnico e di
rendere più stretta la collaborazio-
ne tra { popoli, Se — dice la rela-
zione — la scienza consentirà di ri.
l'uomo una specializzazione più ac-
centuata, una più efficiente orga-
nizzazione sociale, vma più stretta
disciplina. In mm'epoca nella quale
dell'evoluzione creatrice. Oggi la si-
tuazione è rovesciata: ma se esi-
ste l'eventualità di un accresci-
mento della popolazione in propor-
zioni for c'è anche la pos-
sibilità di fronteggiare la marea; la
soluzione del problema è nelle ma.
ni dell'uomo. «< Se l'uomo dovesse
perdere il gusto di vivere, o, più
esattamente, di sopravvivere, la
storia dell'uomo sulla Terra non
avrebbe più alcun senso >.
In un articolo dedicato allo stesso
il
fico de <La Stampa», Didimo, ba
tracciato questo suggestivo quadro
del mondo del 2000: «Le colture
agrarie, che oggi stentano a nutrire
una umanità molto minore, saranno
estese; regioni tuttora coperte di
foreste, come il bacino delle Amaz-
zoni, avranno conosciuto l'opera
dei < bulldozer » prima, dell'aratro
pol. M paesaggio naturale porterà,
più che oggi e quasi dovunque, i
segni della presenza umana: fatti
più scarsi i boschi e 1 pascoli, più
fitti gli abitati e i campi. Sul tetti
delle abitazioni sl terranno piccoli
orti perchè la luce del sole non vI
piova senza dar frutto. La scom-
parsa o la riduzione dei boschi e
degli spazi liberi avranno a loro
volta ridotto o spento specie sel-
vatiche di uccelli, di roditori, di
carnivori; i contadini non permet-
teranno Ja permanenza o la vici-
nanza di questi competitori; di for-
me animali, frutto di milioni di se-
coli di evoluzione, bisognerà cercar
testimonianza nei vecchi libri di
storia naturale.
Le ie tenderanno a scom-
parire dalla superficie del suolo per
non occupare il terreno agrario di-
venuto prezioso; molte di esse ver-
ranno allogate sottoterra, soprat-
tutto in luoghi collinari o su rive
alte come quelle della Liguria; s0-
pra di esse le falde delle alture
verranno terrazzate per migliorar-
ne il rendimento agricolo. L'alimen-
tazione umana tenderà verso diete
vegetali; la carne difatti sarà scar-
sa, perchè le specie, sia selvatiche
sia di allevamento, richiedono per
crescere troppa superficie di prati
o di campi. SI manipoleranno le
alghe per renderle commestibili. Sa-
rà Intensificata la pesca,
Sararmo cessate altresì le col-
ture delle piante industriali; non
sarà fi e cot o
lino o canapa, fibre sostituibili con
altre di materia plastica; © 1 ter-
reni rimasti disponibili saranno de-
stinat! a piante alimentari. La for-
tuna delle materie plastiche, per in
cui fabbricazione si adopera car-
bone, petrolio, gas del peteomuala,
sconsiglierà di sciupare queste so-
per la
le brucerà più, nè ci saranno più
centrali termiche; le case, riscal-
date ad elettricità, saranno
camini.
L'energia elettrica sarà ricavata
dalle centrali idrauliche, di cul
grandiosi impianti saranno sorti an-
che nell'acrocoro africano e nel bel
mezzo dell'Asia; ma, în ben mag-
gior misura, sarà ottenuta dalle
centrali di fusione mueleare,
Le acque dolci, necessarie alla
irrigazione agricola come ai bisogni
alimentari e igienici delle cresciute
moltitudini e a quelli delle innu-
meri industrie, non basteranno più.
Le falde sotterranee già si sono
db in fi allarmante aî
nostri tempi; già molta acqua si
deriva depurandola dai fiumi, assat
imbruttiti dal rifiuti. Verso l'anno
duemila bisognerà ricorrere alla
enèrgia elettrica per distillare l'ac-
qua, del mare. Le acque dolci così
pr verso il
retroterra, verso le pianure e le
colline con impianti di pompe, fa-
cendo seguire ad esse il corso _in-
verso dei fiumi: fluendo cioè dal
mare verso le valli e 1 monti, Una
parte di esse sarà adoprata per re-
suvulre alla fertilità terreni già ina-
riditi dall'erosione, Si cercherà di
riconquistare via via alle colture
quelle terre d'Africa che cedettero
il posto alle sabbie del Sahara; e
così nel Medio Oriente, nell'Arabia,
nei deserti del Nuovo Messico e
dell'Australia; e, per restare da nol,
in tante zone inaridite e brulle del
nostro Mezzogiorno. L'acqua sarà
divenuta in realtà la sostanza più
preziosa del mondo >.
(continuaz. da pag. 9)
metro di 57 centimetri, essendo ca-
pace di 5000 giri al minuto e
raggiungendo una potenza di 680
cavalli-vapore.
Ai due lati della turbina sono le
pompe per l'alcool e per l’ossige-
no liquido, da immettere nella ca-
mera di combustione. Dette pompe
— realizzate in maniera da poter
fornire 125 chilogrammi di misce-
la per secondo, sono accoppiate al-
lo stesso asse della turbina, della
quale hanno perciò la stessa velo-
cità di rotazione.
Il percorso seguito dall'ossigeno
che viene fuori -dalla pompa è il
seguente. Esso si inizia in un di-
stributore, e di qui, attraverso una
serie di successive ramificazioni,
viene immesso in ventiquattro pol-
verizzatori o iniettori da cui giun-
ge infine nella sezione centrale a
doppia parete connessa alla camera
di combustione.
Diversa e assai più complicata è
la tubazione che trasporta l'alcool
e che lo distribuisce uniformemente
a tutti i settori dell'apparato pro-
pulsore, al quale giunge attraverso
tutta una serie di ugelli calibrati
Questa tubazione è realizzata con
particolari accorgimenti, che per-
mettono di evitare gli svantaggi e
i pericoli delle altissime tempera-
ture delle pareti interne della ca-
mera di combustione. La tubazione
do infatti a doppia parete, si
crea una superficie gassosa protetti-
va, in virtù della quale si ottiene
che Ia temperatura delle pareti in-
terne non sorpassi i mille gradi,
neppure allorchè la temperatura di
combustione raggiunge i 2700 gra-
di e la pressione i 15 chilogrammi
per centimetro quadrato.
Un'apposita apparecchiatura, a
mezzo di una valvola che entra
automaticamente in funzione, prov-
vede ad eliminare il pericolo di un
eccesso di pressione.
Due gruppi di alette, le une in-
terne (deflettori di vena) sistemate
nel getto del propulsore, e le altre
esterne. fissate alle estremità delle
Inni a
La V2 capostipite dei missili
77 gradi sotto zero |
Molti risultati degli studi e delle
ricerche effettuate da 10,000 scien
ziati di 66 paesi nel quadro d
annata geofisica internazionale
stati resi pubblici.
Ecco alcuni dei più im
risultati:
1) Il punto più freddo della
Terra scoperto sinora non è il po
sud geografico, ma un punto dk
stante circa 800 km, da questo p
lo, in direzione dell'Australia.
scoperta è stata effettuata da scien
ziati sovietici, che vi hanno riscon-
ina della
km. e della larghezza dI 320 po ù
scoperta nell'Oceano Pacifico.
scoperta di muovi metodi
di propulsione attraverso lo spazio,
accoppiando la riproduzione j
processi solari con fenomeni della.
spinta dei campi magnetici. fi
4) L'Antartide non è una m
sa compatta di terra coperta
neve e ghiaccio, ma una regione
che abbonda di fiordi e di laghi
ghiacciati, U
163 navi
naufragate nel 1957
I Lloyds di Londra comunicano
che l’anno scorso nel mondo sono
andatè perdute 163 navi per com-
plessive 370.963 tonnellate, Ò
La sciagura più sensazionale è
stata quella del veliero scuola te-
desco « Pamir >.
L'Inghilterra ha perso 18 navi,
gli altri paesi del Commonwealth
16, la Norvegia 15, l'Italia, Canadà
e Svezia 11 ciascuno. î
ll numero delle navi perdute la
ta
cifra più bassa dalla fine della se-.
conda guerra mondiale, L'anno in
cul si ebbe il maggior numero di
navi perdute fu fl 1953 con 226,
quattro derive stabilizzatrici, rego- |
lano la posizione e la direzione
della V2.
Per il lancio le V2 venivano di.
sposte con opportuni accorgimenti
su una sorta di graticcio che ve
niva drizzato verticalmente. ll
riempimento dei serbatoi veniva
compiuto negli ultimi istanti,
evitare la perdita di ossigeno Te
quido per evaporazione, fenomeno
che .si verifica in ragione di due
chilogrammi per minuto,
Il comando di accensione veniva
trasmesso al momento stabilito per
il lancio, elettricamente, da una ca.
samatta sistemata a congrua di.
stanza: immediatamente dopo un
secondo comando a contatto libe-.
rava l'alcool e l'ossigeno, segnando
l'inizio della fase conclusiva, Al-
cool ed ossigeno infatti dilagano
con eccezionale rapidità nella ca-
mera di combustione, ove si in-
fiammano. Qualche secondo dopo
entrano in funzione i liquidi ausi-
liarî, e si inizia il funzionamento
della turbina che aziona le pompe,
la quale dopo tre secondi è già ai
punto massimo della sua presta»
zione: si accelera così l'afflusso del.
l’alcool e dell'ossigeno, si accresce
la spinta, e si determina il distacco
e quindi l'inizio dell'accensione,
Tutto avviene con una rapidità ec-.
cezionale, cronometrica: per giun=
gere alla fase del distacco non oe.
corrono infatti più che dieci se-
condi.
Questa la V2: un ordigno del
peso complessivo di circa dodicimi.
la chilogrammi, capace di una ve
locità di 6100 chilometri all'ora,
con una spinta alla partenza di 27
mila chilogrammi, e una gittata
massima a pieno carico di 350 chi-
lometri.
Ed è da questo. ordigno, nato
per la guerra e poi finalmente ri-
preso ed utilizzato con intendi-.
menti di pace e di progresso, che
è derivata tutta Ja superba serie di |
conquiste della scienza e della tec-
nica, oggi impegnate ad aprire agli
uomini le vie degli spazî siderali.
0 TRENO
permettere il transito del tre-
no successivo senza causare ri-
tardi, Quindi le operazioni di
varamento devono essere effet-
tuate predisponendo ogni cosa
nel modo più accurato. Cia-
scuno ha un compito ben pre-
ciso e definito perchè non vi
siano esitazioni e perdite di
tempo, che in un varamento
diviene prezioso.
Molti sono stati i ponti co-
struiti dalla nostra Società per
i quali è stato necessario pro-
cedere al varamento per la lo-
POSI
ro messa in opera. I più im-
portanti sono: il ponte sul Pe-
trace a Gioia Tauro, quello sul
Taro presso Berceto, sul Be-
tigna, quelli dello Stilo e sul
Lipuda a Soverato, i ponti ri-
costruiti perchè distrutti du-
rante l’ultimo conflitto, sul Po
ad Ostiglia, sul Senio, sul
Santerno e sull’Adige a Mez-
zocorona, La maggior parte di
essi sono ponti a più travate.
Il varamento più imponente
in Italia, è stato effettuato mol-
tissimi anni fa dall’Ansaldo e
precisamente dallo Stabilimen-
to Carpenteria, allora denomi-
nato Costruzioni Metaliiche. Si
tratta del ponte sul Taro pres-
so Borgo Val di Taro, vara-
mento simultaneo di sette tra-
vate oblique ed in curva. Que-
ste due caratteristiche rende-
vano il varamento molto diffi-
coltoso, in quanto le travate
sistemate obliquamente sono
soggette a deviare con maggior
facilità di quelle diritte e la
curva, inoltre, costringe tutto
il ponte, durante il varamento,
ad assumere uno sviluppo di-
verso tanto per le travate
esterne quanto per duelle in-
terne; quindi il varamento do-
veva essere seguito con spe-
ciale attenzione e la sistema-
zione delle apparecchiature
doveva essere eseguita con cu-
ra particolare. Inoltre, il nu-
mero delle travate da varare
simultaneamente era tale che
occorreva un sistema speciale
di segnalazione; all'uopo fu
sistemato un impianto telefo-
nico che metteva tutte le sta-
zioni di varamento in comu-
nicazione con un centralino
disposto sulla stazione pilota.
Molto interessanti, dal lato
tecnico, si presentano pure i
montaggi dei ponti mediante i
sistemi elencati all’inizio del
presente articclo, perchè, ec-
cezion fatta per il montaggio
in sede definitiva, si tratta nel-
la maggior parte dei casi di
opere di grande mole, costrui-
te in punti in cui non è possi-
bile eseguire i ponti di servi-
zio o per il fatto che essi ri-
sultano costosissimi. L’argo-
mento potrà essere trattato in
un prossimo articolo.
Lorenzo Scagliarini
né e
VII A
TRAVATA
NUOVA
è
Da
SOSTITUIRE
{ rravara )
|
|
|
Sopra il titolo: il ponte sul Taro presso Borgo Val di Taro, composto de sette travate oblique
in curva, dopo il varamento. - In basso nella pagina accanto: il ponte sul Taro presso Ber-
ceto, in fase di varamento, - A sinistra: particolare d'impostazione delle carrelliere per il ponte
sull’Adige a Mezzocorona. - In alto: fase di varamento del ponte sul Senio presso Lugo. -
Sopra: schizzo schematico illustrante l'impostazione di un varamento. - Sotto: passaggio di
due locomotive durante le prove effettuate dopo il varamento del ponte sull'Adige a Legnago
UN GIORNALE MURALE
antinfortunistico al CMI
SICUREZZA
A CURA DEL COMITATO DI
Le collaborazione è aperta a tutti
SICUREZZA
la voce del Comitato
Proposte antinfortunistiche
Attenzione !!!
AI fine d’investire i lavora-
tori del problema della sicu-
rezza viene redatto al CMI —
a cura del Comitato di Sicu-
rezza e con la collaborazione
aperta a tutti — il giornale
murale « SICUREZZA ». La
pubblicazione è mensile e si
articola su alcune rubriche
fisse, attraverso le quali è stato
“Mio zio
e perplessità davanti al
dilagante « macchini-
smo », di fronte a questa
civiltà di motori e di ru-
mori, di fronte ai meccani-
smi d'acciaio che paiono
ormai regolare la nostra vi-
ta e relegare in un angolo
i pacifici, romantici sogni
di un tempo che fu, sono
molte, e molto diffuse.
Ne hanno parlato gli
scrittori (Huxley), i filosofi
(Russel), gli artisti (Cha-
plin), i sociologhi (Burn.
ham), i politici e i tecnici.
Ognuno può avere una
propria opinione (e anche
un proprio gusto), ma mi
pare chiaro che la marcia
del progresso, in questo ca-
so rappresentata dallo svi-
luppo della civiltà mecca-
nica, sia inarrestabile e
quindi fatale. Sognare un
mondo di parchi silenziosi,
di campagne verdi e roman-
tiche, di piccole pianole che
suonano in periferia, può
essere antistorico, ma cer-
tamente è umano, molto
umano, e se un artista rie-
sce ad esprimere questo so-
gno in termini validi, fa
opera di grande poesia.
CINESELEZIONE
Jacques Tati, il moderno
« comico » francese affer-
matosi con « Giorno di fe-
sta » e « Monsieur Hulot »,
ha voluto esprimere tale so-
gno col suo ultimo film, a
colori, « Mon Onele ».
E’ una satira della mo-
dernità, rappresentata da
modernissime case tutte di
plastica e con meccanismi
automatici, da ‘fabbriche
precise come orologi, dalla
cucina elettronica, ecc., un
mondo he egli prende in
giro con tutti i suoi abitan-
ti, per contrapporvi il mon-
do semplice e anche un po’
« barbone » degli spensiera-
ti di periferia, dei giochi
dei bimbi, della libertà in
piena campagna.
Era una cosa che Chaplin
aveva già fatto con « Tem-
pi moderni » e René Clair
con « A noi la libertà », e
nel film di Tati si sente
spesso l’esempio chaplinia-
no, forse troppo. Ma ciò
malgrado il film è buono,
divertente, attento e ricco
di trovate, e ci pare che
abbia giustamente meritato
il gran premio al Festival
di Cannes.
IL PORTOGHESE
14
impostato il dialogo con i la-
voratori, Il giornale viene af-
fisso ad appositi tabelloni si-
stemati nell’atrio dello Stabi-
limento e nel locale Mensa e
viene attentamente seguito.
Illustriamo brevemente le
cinque rubriche fisse del gior-
nale:
La voce del Comitato è la
descrizione succinta di quanto
il Comitato ha preso in esame
e deciso nella sua riunione
mensile.
Proposte antinfortunistiche è
la segnalazione dei suggeri-
menti riguardanti la sicurezza
(presentati o no attruverso la
Cassetta delle Idee) e delle
realizzazioni compiute a se-
guito di essi. Se il proponente
è d'accordo, viene pubblicato il
suo nominativo.
Conosciamo le norme di pre-
venzione infortuni consta della
esposizione piana degli arti-
coli del D. P. 547 e di racco-
mandazioni di carattere gene-
rale.
Un lavoro pericoloso. Questa
“ubrica si avvale della colla-
borazione diretta dei lavorato-
ri: in essa infatti viene pre-
sentato dallo stesso operaio il
lavoro che egli svolge, con i
pericoli connessi e le norme
da seguire per prevenire gli
infortuni.
Attenzione! è la parte riser-
vata alle comunicazioni che,
in materia di sicurezza, la Di-
rezione di Stabilimento ritiene
opportuno fare a tutti i dipen-
denti.
Nel giornale esiste inoltre lo
spazio per la pubblicazione di
due disegni scelti fra quelli ri-
tenuti più efficaci sotto il pun-
to di vista psicologico. (Per i
primi numeri del giornale il
materiale è stato ricavato dai
calendari tascabili dell’ENPI),
Biblioteca
Meoni
Armando Meoni è nato a Prato
nel 1894 © vive tutt'ora nella gra-
ziosa città toscana, E proprio qui
è ambientata l'ultima sua opera —
Età proibita — che ha visto la lu-
ce di recente, edita da Vallecchi.
E* la confessione, in molti punti
spietata, di quanto l'uomo poten-
ziale rivela già nel fanciullo: un fan.
ciullo seguito fino al suo sedicesimo
anno. La periferia di Prato e i pr!-
mi anni dell’attuale secolo sono li
luogo © il tempo della confessione
di Meoni, in molti punti anche sca-
brosa, ma indubbiamente seritta
con arte consumata che — riscat-
tando questi « punti» — conferi.
sce loro addirittura una patina di
poesia e, a tratti, un non certo tra.
scurabile valore morale,
Meonl non s'è arrischiato ad un
tuffo all'indietro di parecchi anni
per compincimenti o — peglio an-
cora — per una postuma moralo
sul suo passato più lontano: anzi,
lungi da tutto questo, ha ubbidito
ad un impulso probabilmente spon-
taneo, perchè «è ancora lui che
mi sta accanto, testimone Impene-
trabile del mio viwere — racconta
Meoni —; non se ne stacca mal.
Qualunque cosa mi avvenga di fa-
re, non mi rimprovera; nemmeno
mi loda. Da ogni giudizio s'astiene:
ascolta, guarda, Ma non è me che
guarda, pure uscito un anno dietro
altro dalla sua impazienza, dal
suoi stupori, dalle sue stesse spe-
ranze; per lui non esisto più di
quanto esista chiunque mi stia at-
torno o nbbia con me comunanza
di vita, Se stesso guarda: ll fan-
clullo ch'io fui e che egli è rimasto;
quanto di ]ui continua a rimanere
inespresso o insoddisfatto. E* terri
bile, certi momenti >.
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Visita alla “Olivetti”
e alla Centrale di Chivasso
S e non andiamo errati, le pri
me wisite organizzate da
" L'ansaldino” furono a navi
della Società ”" Italia"; sequi-
rono poi quelle allo Stabilimen-
to siderurgico della " Corniglia-
no", alla Fiera di Milano, al
Porto di Genova, a musei e pi-
nacoteche e, recentissimamente,
alla” Fiat . Mirafiori" ed al Sa-
lone della tecnica di Torino.
Domenica 19 ottobre è stata
la volta della " Olivetti” e del
la centrale termoelettrica di Chi
(f
I
Abbiamo attentamente, a lun-
go, osservato i cieli di lavora-
zione. Ebbene, malgrado quanto
potrebbe credersi a prima vista,
molto del prodotto finito si deve
all'opera diretta dell'uomo, La
macchina è il suo migliore al-
leato, non il nemico peggiore. Si
pensi un attimo solo ai cosid-
detti " magazzini volanti”, cioè
a quei nastri trasportatori che
molto ci ricordano le montagne
dei nostri primi anni,
Hanno il compito di spostare
russe
Nello stabilimento di Ivrea
Partiti all'alba da Sam
pierdarena l'alba della prima
giornala veramente fredda, ma
senza una nuvola dopo la so-
sta di rito a mezza strada, il
nuovissimo fabbricato della
"Olivetti" di Ivrea ci ha visto
giungere poco dopo le 9,30.
l tre pullman della ” Riviera
Erpress” ospitavano circa cento
persone; ad attendere i visita-
tori erano i sigg. Luciano Gau-
passo,
na dell'Ufficio rappresentanza
della " Olivetti", Cesare Malu-
sà del collaudo macchine da
calcolo e il capo reparto Giu-
seppe Trabucco.
La ” Olivetti”, chi non la co-
nosce? Chi non ha mai usato le
sue macchine da scrivere, le sue
calcolatrici, le sue telescriventi?
Nella pur vasta gamma di pro-
duzioni, sono proprio questi
strumenti di lavoro, oggi indi-
spensabili, quelli più conosciuti.
E a tutti, chi più chi meno, in-
fteressa vedere "coi propri oc-
chi” come wengono costruiti,
pezzo per pezzo. Tutti hanno po-
tuto così ammirare il ciclo di
produzione dall'inizio,
-
continuamente i vari pezzi della
macchina, da un punto all'altro
del reparto, da operatore ad ope-
ratore, seguendo un itinerario
per il profano ma in
realtà rigidissimo, studiato ero-
nometricamente, una
legge ferrea, Abbiamo ancora vi-
sto i "robot", quelle macchine
che alla "Olivetti” sostituiscono
completamente la dattilografa
al banco di prova, capaci di sco-
prire anche i più piecoli difetti
di una calcolatrice, di una datti-
loscripente qualsiasi: poi però,
ad eventuale difetto corretto, il
prodotto sarà inevitabilmente
collaudato per l’ultima volta
proprio dalle agili dita di una
dattilografa, C'è insomma, alla
" Olivetti”, una razionalissima
organizzazione, che grande spa-
zio deve, naturalmente, al la-
meccanico: ma l'elemento
vero resta sempre l'operatore, in
qualunque stadio della lavora-
zione.
caotico
secondo
voro
Superbe sono le officine, nuo-
ve, luminose, ampie, modernis-
sime. La luce e i colori sono sta-
Davanti alla centrale della SIP
ti oggetto di studi attentissimi;
l'aria è quasi dovunque condi-
zionata, i soffitti antiacustici,
in molte parti viene continua-
mente diffusa della musica e
ancora oggetto di continua cura
è lo studio per la prevenzione
degli infortuni: i vari pezzi del-
le macchine infatti, tanto per
fare un esempio, hanno diverse
colorazioni, ognuna delle quali
ha un significato preciso, a se-
conda del grado di pericolosità.
Insomma quello di Ivrea è effet-
tivamente uno stabilimento da
vedere. E l'interesse è stato
grande sul serio, Basti pensare
che i visitatori uscirono appena
in tempo per consumare l'otti-
mo pasto e per dirigersi verso
Chivasso, attesi dall'ing. Ema-
nuele Sampier della Direzione
Generale della ” Società Idroelet-
trica Piemonte ”, dal Capo della
centrale dr, Renato Masoero, e
dai periti industriali Gino Cnae-
ciacane, Giustino Sciarretta, Fer-
ruccio Borea, Sergio Vittori, Ro-
berto Tomassetto e Giovanni
Morone.
La centrale rinunciamo a de-
seriperla. ” Chivasso”, come è
generalmente chiamata all'An-
saldo, la conoscevamo dalle fo-
tografie e dagli articoli che sono
comparsi su queste colonne. Ma
l'impressione di grandezza (im-
pressione — mi si creda
rosa), non può essere riassunta
- pan-
in poche righe. La centrale era
ferma, domenica scorsa; ferma
data l'abbondanza idrica del mo-
mento, che rende inutile l'ac-
censione ed il funzionamento di
una centrale termoelettrica tan-
to moderna e grande, E' ancora
tuttavia in fase di montaggio la
terza sezione, da 140.000 kW.;: e
questa è stata una gran bella
sorpresa, poichè vi abbiamo tro-
vato quasi trenta ansaldini, lì
in trasferta per i lavori ormai
a buon punto.
Questo immenso gigante ci ha
inghiottiti e rapiti per più di
un'ora. Dalle caldaie — alte sei
piani! — alle turbine di un
giallo intenso, ai quadri di con-
trollo, alle prese d'aria sul tetto
dell'edificio, a questo senso di
spazio, di aria, di ordine, a que-
sta riposante sicurezza che do-
mina le stesse macchine, tutto
insomma ha concorso a farci
perdere completamente il senso
delle dimensioni, a portarci di
peso in una atmosfera di fanta-
scienza,
Ed è bello per noi sapere che
gran parte di questa realizzazio-
ne è frutto del lavoro degli an-
saldini, quasi una continuazione
degli stabilimenti genovesi, una
altra bandierina bianco azzurra
piantata in una zona piena di
verde e di acque. Più o meno
questo diceva Maggiolo rispon-
dendo alle parole commosse del-
l'ing. Sampier quando, a visita
ultimata, venne offerto dalla
"SIP" un signorile rinfresco,
Poi riprese la corsa dei pull-
man verso Genova e qualcuno
approfittò del microfono per
mettere in luce le sue scaden-
tissime possibilità vocali. Ma
niente di grave: si era tutti
stanchi ed allegri, e Genova ci
vide rientrare per l'ora di cena,
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BO RS E
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CALZE
IL TAGLIANDO
GUANTI ecc.
15
L'ULTIMA PUBBLICAZIONE DEL GENERALE DE VITO
Panorama navale
del biennio 1956-58
R ievocando, nel numero scor.
l'indimenticabile figura
e la vita esemplare del com-
pianto generale Eugenio de Vito,
abbiamo accennato di sfuggita
a quella che fu l’ultima sua
fatiea di studioso e di tecnico
delle costruzic navali: un vo-
lume dal titolo « Le costruzio-
ni navali mercantili del biennio
1956-1958 », nel quale l'Autore
ricercava e tracciava, con acu-
tezza pari all’ ineguagliabile
competenza, le essenziali linee
evolutive della moderna tecni-
ca navale,
Il generale de Vito aveva pre-
parato quest'ampio studio per
presentarlo al VI Convegno in-
ternazionale delle comun'cazio.
ni organizzato a Genova in oc-
casione delle manifestazioni co-
lombiane. Il volume fu dato alle
stampe il 15 agosto
cura dell'Ente per le Manifesta-
zioni colombiane; e l'Autore
già sofferente, ma più che mai
ribelle ad ogni invito al riposo
e all’inattività — provvide per
sonalmente alla correzione delle
bozze con quella cura meticolo-
sa ch'egli poneva in ogni suo
atto, nei piccoli e quotidiani
come nei più importanti e me-
morabili. L'ultimo scritto ch'egli
tracciò di suo pugno fu la de-
dica al nostro Direttore Centrale
ing. Casaccia d'una copia del
volume, fresca ancora d’inchio-
stro tipografico
Il generale de Vito spirò se-
renamente la mattina del 6 ot-
tobre, Quel giorno stesso veni-
vano inaugurati i lavori del VI
Convegno delle comunicazioni e
la notizia della sua morte giun-
se ai congressisti nell'atto stes-
so in cui si radunavano per la
lettura delle prime relazioni. Il
primo atto del Convegno fu un
sincero e accorato omaggio reso
alla memoria di colui ch'era
stato uno dei più grandi tecnici
navali dell’epoca mostra; e il
suo studio sulle più recenti
costruzioni navali mercantili
venne illustrato in apertura di
seduta, fra la commossa atten-
zione di tutti i presenti,
Il volume è suddiviso in cin-
que capitoli, Nel primo, dedica-
to alle navi passeggeri, vengo-
SO,
scorso, a
no esaminate analiticamente le
più importanti costruzioni del
biennio, @ l’attenzione dei let-
tori viene particolarmente ri-
chiamata sulla motonave « Grip-
sholm », costruita a e
universalmente conside la
più bella fra le recenti realizza.
zioni mavali, e sugli stabilizza-
tori Denny Brown largamente e
felicemente sperimentati negli
ultimi anni,
Segue uno studio sulla rapida
evoluzione della nave da carico
secco, 0 cargoliner, dovuta es-
senzialmente al notevole au
mento di velocità ottenuto con
la sostituzione del motore Die-
sel a! tradizionale apparato
motore a vapore, Un esame com-
parativo delle navi di recente
costruzione e un accenno all'im-
portanza e all’uvvenire dell’ap-
plicazione dei motori Diesel so-
vralimentati completano questa
parte, Il terzo capitolo è dedi-
cato alle navi tframps, cioè a
quelle navi lente e di bassa por-
tata che, con pittoresca ed effi-
cace immagine, l'Autore parago-
na ai treni merci, e il quarto al-
le navi per carico di massa
16
(carbone, grano), Di entrambi i
tipi vengono esaminate le carat-
teristiche, l'evoluzione, le rea
lizzazioni più importanti in tut.
to il mondo,
Nell’ ultima parte | Autore
riassume in rapida e acuta sin-
tesi le fasi essenziali dello svi-
luppo delle navi cisterna, dai
primordi fino alle recenti costru-
zioni di grande tonnellaggio
(100 mila t.d.w.), ponendo in ri-
lievo il buon successo ottenuto
dalla Agrigentum, una delle più
notevoli realizzazioni dei Can-
tiere Ansaldo di Sestri.
Con lo studio sulle navi ci-
sterna si chiude l'ampio panora-
ma delle costruzioni navali nel
mondo, questo appassionante
capitolo della storia del pro-
gresso umano, in cui il gene-
rale de Vito ha inciso indele
bilmente il segro della sua ge-
nialità di progettista e di co-
struttore,
Dopolavoristi di Muggiano
in gita a Napoli
Di una città spesso e volentieri
ci facciamo una nostra idea, un'idea
ch: raramente corrisponde alla real-
tà. Così è accaduto a noi del Mug-
giano, che nei giorni 5, 6, 7 ed 8
settembre siamo stati a Napoli, ver-
so la quale molti di noi si erano
diretti con una certa prevenzione.
Partiti da La Spezia alle 4,30
del 4 settembre, ci siamo avviati in
pullman verso il sud, giungendo a
Roma. dopo aver consumato la
prima colazione a Cecina, a mez-
zogiorno, Pranziamo da «Zi' Gae-
tana», vicino a S. Pietro; ed an-
che il turista che fino ad allora era
stato alquanto silenzioso. di fronte
ai rigatoni al forno ed al vino dei
« Castelli » riacquista la favella.
Lasciamo la città eterna alle 15;
passando per via Cristoforo Colom-
bo e dirigendoci verso i «Castelli».
Poi ci ianciamo sulla « fettuccia »
di Terracina, che percorriamo can-
tando e ridendo senza ritegno, col-
pa, forse, del vino squisito di « Zi’
Gaetana ». Il Monte Circeo ci os-
serva da lontano e il Tempio di
Giove ci dà il nulla osta per l’in-
gresso in Campania. Osserviamo la
Grotta di Tiberio, la « Villa ro-
mana » e Gaeta, dove tutti cerca-
no il carcere militare. Ricordi di
tempi lontani, quando Gaeta era
un nome che incuteva paura alle
« burbette »: oggi è soltanto una
bella e ridente città con il suo am-
pio golfo le cui coste si specchiano
in un'acqua azzurro-cristallina. A
Formia c'è un vinello che Banca-
lari senior e Pellegri apprezzano
senza riserve e a questo punto
l'« oriundo » di turno, il nostro
caro Enrico La Lomia dà inizio
alle sue fatiche di « guida-interpre-
te », che dureranno ben quattro
giorni.
Alle 19, finalmente, Napoli è
davanti a noi, col suo cielo, il suo
mare. il suo folclore, il suo canto.
Gli « scugnizzi » non sono più di
moda, ma l’ingegnosità del napo-
letano caro a Marotta è sempre al-
l'avanguardia: occupatori di posti
in treno. affitta-giacche per avvo-
cati in tribunale, noleggiatori di
piatti per nozze; gente dalla fan-
tasia (e dal cuore) grande così, Via
Caracciolo è una quinta strada, via
Forcella è una via Prè: lusso è mi-
seria, sfarzo e squallore continua
no a rincorrersi. La tanto discussa
Piazza del Municipio è, a nostro
avviso, il miglior biglietto da vi-
sita della città,
Pompei ci riporta all'epoca ro-
mana. Gli scavi ci vengono illustra-
ti da due guide messe a nostra di-
sposizione dall'Ente del Turismo.
Lasciamo il Vesuvio e Pompei
per avviarci verso Cava dei Tirreni,
Vietri sul Mare e. quindi, Amalfi,
di cui visitiamo il duomo norman-
no, i negozi, le strade. Proseguiamo
per Sorrento. Ma per giungervi
Gruppo di dopolavoristi spezzini durante la
dobbiamo percorrere le 1132 cur-
ve della splendida « costiera amai-
fitana », Ad ogni curva un panc-
rama nuovo, un paesaggio meravi-
glioso. Mentre lasciamo la citta
viene intonata « Torna a Surrien-
to ». E siamo di nuovo a Napoli,
di cui continuiamo Îa visita.
Il giorno 7 andiamo a Capri
con la « Sirena del Golfo ». Ap-
pena giunti ci dividiamo in due
gruppi: chi va alla « Grotta az-
zurra » e chi gira per Marina
sosta a Roma
Grande. Poi si va su a Caprk
Anacapri, al S. Michele e si scende
a Marina Piccola, in vista dei « fa-
raglioni ». Si ritorna a Napoli
alle 19 e si cena con pizza e zuppa
di pesce a Mergellina.
Il giorno dopo si riparte, pur:
troppo. per la Spezia, con gli echi
della festa di Piedigrotta nelle ore
chie e nel cuore, con un’inhinità.
nostalgia per la metropoli meri-
dionale, bella oltre ogni dire.
Carlo Biondi
elpi 1165
30 volte
attrito.
qualsiasi temperatura.
protegge il motore
Nello spazio di un secondo, nella fase di
scoppio, il motore può raggiungere per ben
trenta volte la temperatura di 2000 ‘C.
Basterebbe questo solo fatto a rendere neces
sario un valido mezzo di difesa per le sue parti
vitali. È indispensabile un lubrificante che ga-
rantisca la massima resistenza alle alte tempe-
rature, oltre a combattere insidie altrettanto
pericolose come la corrosione ed il fortissimo
Affidatevi a un olio speciale, come lo
Shell X-100 Motor Oil Multigrade, che com-
batte la corrosione e protegge il motore a
facilita l'avviamento
combatte la corrosione
fa risparmiare carburante
in un secondo
l’olio per tutte le temperature
MOTOR OIL
SEZIONE TURISMO
Ottocento soci in gita all’ Isola d’ Elba
Domenica 28 settembre si è svol-
ta la gita all'Isola d'Elba program-
mata dalla « Sezione turismo » del
Dopolavoro, gita alla quale hanno
partecipato ottocento persone €
che ha avuto un lusinghiero suc-
cesso, particolarmente per quanto
riguarda l’organizzazione, curata
perfettamente dal Direttore tecnico
rag. Fulvio Fossati.
Il grosso dei partecipanti è par-
tito in treno speciale alle 4,25 da
Sampierdarena, mentre altri gitanti
sono saliti a Principe, Brignole,
Nervi e Rapallo. Un servizio di
pullman ha trasportato a Sam-
pierdarena gli ansaldini di Voltri,
Pegli, Sestri Ponente, Pontedecimo,
Bolzaneto, Rivarolo. Sul convo
SEZIONI TURISMO E ATTIVITA MONTANE
fungevano da capi gruppo i
Parodi. D'Alessandro e Ber-
gamini, e da capi vettura i sigg.
Cerato. Orsolino, Bonelli, Grosso,
Poggi, Tesi, Marconcini, Zoppini,
Vendrame, Filippi, Rossi e Berti
Alla gita hanno partecipato pure il
Chelini e il segretario sig. Allegra.
Giunta a Piombino alle 9,15, la
numerosa comitiva si trasferiva al-
marittima a bordo di
sette pullman. predisposti dal so-
lerte Ottonello e. dopo un'ora
mezza di navigazione con la moto.
mente noleggiata, sbarcava nell’iso-
la del ferro. Qui era già in attesa
il rag. Fossati con altri otto pull-
man per il giro dell'iscla,
Sono state visitate Marciana Ma-
rina, Marina di Campo e Porto
Azzurro, e dovunque i gitanti so-
no rimasti ammirati per la bellez-
za pittoresca dei luoghi. Si calcola
che siano state scattate 14.000
istantanee e « razziati » quasi tutti
« souvenirs », i fiaschi di aleatico
le botticelle di moscato dell'Elba.
Alle 17 è avvenuto l’imbarco per
il continente e alle 18,50 si rimet-
teva piede a Piombino. Il viaggio
di ritorno in treno, aliietato da
gioiosi canti, si svolgeva in per
fetto orario e | indimenticabile
giornata terminava così senza il
minimo incidente,
to)
La vendemmiata sociale a Castelletto d’ Orba
Nonostante il tempo incerto
oltre cinquecento persone hanno
partecipato alla « Vendemmiata
sociale del Dopolavoro a Ci
stelletto d'Orba
Gli ansaldini sono partiti con
dieci pullman da Sampierdarena,
da Pontedecimo e da Piazza del-
la Vittoria e sono giunti alla
tabella di marcia.
cabile Ottonello, mentre Caval.
provvedevano alla organizzazio
ne del torneo di boc e dell
partita di caleio fra le squadre
A e «Be» del Meccanico,
Verso le undici è avvenuta la
distribuzione dell’uv: con
di Bergamini; sono stati
slistribuiti oltre cinquecento-
trentasette chili di magnifici
grappoli.
A mezzogiorno pich-nich e co-
lazione in trattoria,
Nel pomeriggio, Bellucci e Bo-
ni s'occupavano delle attesissi-
me gare di gimkana e delle cor-
se nei sacchi, mentre le autorità
del posto, ricevute dal segreta-
rio del Dopolavoro Alleg
dal consi
“a e
D'Alessandro, ve
nivano a porgere il saluto della
popolazione offrendo una bel
sima coppa ricordo. Il Sindaco
di Castelletto ha promesso ai
dirigenti del Dopolavoro Ansal-
do, che la prossima edizione
della « Vendemmiata soc
le
is
la
sarà curata dagli amministra-
tori locali in modo ce ionale,
Alle 18 premiazione dei con
correnti alle varie gare, indi ri-
torno a Genova,
e
Ecco le classifiche e i premi:
Torneo di calcio. Prima classif-
cata squadr <A> del Meccanico
(Chiari, Ragni, Criaco, Firpo, Pre-
ve, Pronzato e Menegi
«ia squagra «<B> Le
Mec (Lucch Pinzel
co, Perino, Cassarino, Ferrari Griì-
lo). Ai componenti della squadra
<A> sono stati consegnati buoni.
premio da 800 lire, alla « B> buo-
ni-premlo da 500 lire. Torneo bocce
to). Secon-
n coppie 1) Sartori - Gine-
cone, 2) Ineri, 3) Alol
- Rruzzone, - Valzania
5) Pozzuolo . Pozzuolo, 6) 7
Cacciabue, 7) Fantoni - Fr
Sono stati distribuiti buoni-premia
UN CICLO DI CONCERTI
a prezzi ridottissimi al
Teatro Comunale dell’ Opera
La Sovraintendenza del « Teatro
Comunale dell'Opera >, in seguito
nl rinnovato vivo successo ed ai
consensi ottenuti nelle scorse sta-
gioni, organizza per il terzo anno
un clkclo di concerti con speciali
abbonamenti a prezzi ridottissir
per enalisti
I concerti si effettueranno ogni
domenica alle 17 e | cartellone
avrà quest'anno un interesse par-
ticolare sin per In presenza di Di-
ettori di fama internazionale, che
per la scelta di solisti di alto va-
lore e la partecipazione di orche-
stre e complessi di eccezione.
I programmi saranno curati in
modo speciale e comprenderanno i
capolavori del passato e clò che di
più Interessante può offrire la pro-
duzione contemporanea. Saranno
eseguiti l'orchestra del « Teatro
Comunale dell'Opera >, migliorata
nei quadri sotto la guida del mae-
stro Aleco Galliera,
Nel cartellone figurano ij Diret-
tori Ernest Bour, Alfred Hering,
Samo Hubad, Peter Maag, Lovro Von
Matacic, Pierre Monteux, no Son»
togno, Carlo Zecchi, | solisti di pia-
noforte Gino Gorini, Maureen Jo-
nes, Ornella Santoliquido, i solisti
di violino Bronislaw Gimpel, Karo-
line Kraus, Riccardo Odnoposoff, |l
violoncellista Enrico Mainardi, il
grande complesso orchestra coro
solisti della « Slovenska Filharmo-
nja » e l'orchestra stabile e coro
de) « Teatro Comunale dell'Opera
Feco le nuove forme di abbo-
namenti a prezzi ridottissimi:
Abbonamento al primo ciclo di
7 concerti (dal 4 novembre al 21
dicembre): poltrone I 3.500, pot-
23.000. distinti e nume.
galleria L, 2.400, galle-
ti 1.0 settore T.. 2.000,
galleria numerati 2.0 settore lire
1,400
Abbonamento al secondo ciclo di
6 concerti (dall'it gennaio al iS
febbraio): poltrone L. 2.000, pol-
troncine I, 2,600, distinti e nume-
ati a Nila galleria LIL. 2,000, galle-
ria numerati lo o L. 1.700,
galleria nume 2.0 settore lire
1.2
Abbonamento all'intero ciclo di
13 concerti: poltrone I. 6.000, poi-
troncine 1 200, distinti e prima
fila galleria L. 4.000, numerati p
ma gall I. 3.400, numerati se-
conda galleria T.. 2,400 (tasse e iîn-
gresso compresi)
Lgni abbonato avrà il suo posto
numernto © riservato; gli abbona-
menti si fanno presso la Direzione
del” « Teatro Comunale dell'Opera
ftel. 53.992 - 57.462) e presso il
Dopolavoro Aziendale (tel, 41.959)
SEZIONE ARTI FIGURATIVE E MODELLISMO
La 1a rassegna biennale di
pittura, scultura e modellismo
La « Sezione arti figurative e
modellismo » ha organizzato,
come già comunicato, una mo-
stra di pittura, scultura e mo-
Nlismo alla quale possono par-
tecipare tutti i dipendenti del-
l'’Ansaldo. La mostra sarà aper-
ta al pubblico dal 15 al 23 no-
vembre e sarà chiamata « La
Rassegna biennale
d
Alla dotazione del premi In palio
hanno contribuito le seguenti Ditt
ed Enti, che il Dopolavoro ringra-
zia sentitamente: E.N.A.I Provin-
ciale, a <Athen « Nucg-
get > issimo Carrea), « Fab.
brica a Plastica » (dott. Ma
co Di Liberto), « Morassutti », « D
no Pizzi», « Hotel Conte Verde
di S. Margherita Ligure, « Albergo
Dora > di La Thuile, « F.ili Pizzorni
- Calzature >, «lega >, « Assicura-
zioni Generall >», < Ippolito Catta-
neo >», € Burdese « Tipografia Con-
ticini « Tipoera Lan Ligure»
Autoservizi Callero », «La Medi.
terranena e Calabrese > « Llovd
tali & T'Anconra >», Vallechia-
Cartolerin Berardi», eS.A
da 400 a 1,200 lire, Gimkana gigan-
te a coppie miste: |) Fantoni -
Astori, 2) Vendrame - Vendrame,
Armat - Arman, 4) loniì -
nti. 5) Podetti - Mascardi, 6)
Patri . Bruzzo, 7) Ottonello - Gu
glielmi, 8) Ottonello . Ottonello. So-
no stati assegnati premi da 400 a
1.200 lire, Gim a a coppie miste
per bambini: 1) Barletta - BRarlet.
t 2) Fduppe . Fa )e. 3) Otto.
nello +. Gobbi, 4) rino - Isola,
5) Bisso - Plieropan, 5) Pieropan +
Pieropan
Riduzioni del 50%
al Politeama Genovese
Per accordi Intercorsi fra la
Direzione del « Politeama Ge-
novese > e ll Dopolavoro An-
saldo, ai soci del Dopolavoro
Ansaldo verrà concessa una rl-
duzione del 50 per cento sui
prezzi dei posti di ogni ordine
© per tutti gli spettacoli, nei
giorni di giovedì, venerdì e do-
menica alle ore 21.
Per ottenere questa riduzione
è sufficiente presentare alla
cassa del teatro l'apposito buo-
no da ritirarsi presso | delegati
di stabilimento.
NUOVI ACQUISTI
in Biblioteca
Il Signor Nessuno di Valentino Gavi.
E' una raccolta comprendente do-
dici novelle di sensibilità viva e
a L'autore che è nato e ri-
siede a Genova cominciò giovanis-
simo come commediografo, Colla-
boratore di giornali e rassegne. di.
rige la rivista « Genova del Co-
mune,
Gli occhiali d'oro di Giorgio Bns-
sani, Questo nuovo breve romanzo
di Bassani, seritto durante lo scorso
anno, si lega alla serie di lucide
rappresentazioni del suo mondo
emiliano, storicamente centrato ne.
gli nanni cruciali del nostro tempo,
tra la crisi del fascismo e il do-
poguerra. In questa opera prende
corpo la storia privata di un uomo:
uno stimato professionista, che per
vizio decade lentamente fino a Al-
ventare un escluso della soci
un reietto,
La grande Olga di Ugo Facco De
Lagarda. L'umorismo del veneziano
Ugo Facco De Lagarda è carico di
una dolorosa coscienza e il sun
amore per gente luoghi e fatti è
tutto nutrito di veleni. Questo
conto si svolge nel giro d'un
stretto numero di ritratti emble
matici. La grande Olga è un'affitta-
camere veneziana: sorniona e prov.
videnziaie, opportunista e genero
sa, pronuba d'amori segreti; dedi
borsa nera in tempo di
quer durante l'occupazione oe-
di clandestini
Il lungo so tre clar-
destini nella esigua ra di no-
ve metri quadrati assegnata
da Olga a dar corpo al raccont
ma sopratutto la tazione
del tre personaggi, ognuno col sun
passato sistematicamente «delin
il suo mondo psicologico, la
cultura. la sua polemica con
altri nella forzata convivenza
rto clandes O si aggiunge a im
punto. Ed è qui che il
conto Incontra una svolta dramn
tica, senza maj perdere ll suo tonn
di renstica ironia
I volumi sopracitati sono a dispo.
sizione presso ln biblioteca del Do-
polavoro in via A. Stennio a Sam.
plerdarena,
Abbonamenti speciali
per il Teatro “E. Duse,
Anche quest'anno VPENAL
Dopolavoro Provine
nale di Ge.
nova — metterà in vendita i
consueti abbonamenti spe
li
per lavoratori, valevoli per cin-
que spettacoli, I prezzi sono gli
stessi dello scorso anno, cioè
lire 3.250 per le poltrone e lire
1.750 per le poltroncine
A causa della tournée effet-
tuata nell'America del Sud, e
da poco conclusa, il Teatro Sta-
bile inizierà quest'anno la sua
stagione con ut; certo ritardo,
Presumibilmente, lo spettacolo
inaugurale avrà luogo in una
data compresa fra il 1.0 e il 20
dicembre.
17
Sono nati
13 giugno: DANIELA, di Fulvio
Argento (Dig) e di Vittorina Lecca
- 18 luglio: GIULIANO, di Paolo
Pastorino (Fon) e di Adelina Blon-
luglio: MAURO, di Giu-
Olivieri (Fon) © di Maria
ana -. 30 luglio: MARIA CRI-
STINA, di Giorgio Mansani (Liv) e
di Costanza Mascagni - 4 agosto:
PAOLO, di Mario Montarsolo (Cmi)
e di Anna Rasera - 7 agosto: LISA,
di Giampiero Gerli (Ufi) e di Ma.
ria Luisa Zampetti - 22 agosto:
TONIETTA, di Dellepiane
Nislo
(Can) e di Santina Fasoli - 24 ago-
Spiga
09
sto: CARLO, di Francesco
(Liv) e di Emma Corsini - 28 ago-
sto: LORENZO, di ivo Paoli (Can) e
di Maria Verardo; GIANFRANCO,
di Benedetto Pesce (Can) e di Ma-
ria Uroni - 30 agosto: TERESA, di
Ruggero Failla (Mec) e di Maria
Belluzzi . 31 agosto: EZIO, di Bar-
tolomeo Sette (Can) e di Anna Maz-
zocchi; MASSIMO, di Luigi Fabbri
(Liv) e di Loredana Bruciaferri -
2 settembre: LORIS, di Marino Qua.
glierini (Liv) e di Diana Croccolo -
5 settembre: GINEVRA, di Dome-
nico De Sanctis (Can) e di Ermi-
nia Di Pardo; GABRIELLA, di An-
tonietta Pastorino (Dig) e di Fran-
cesco Surace; MARCO, di Elvira
Lozito (Dig) e d' Pietro Giorgi -
9 settembre: LUCIA, di Luciano
Chiocca (Mec) e di Nella Boni.
vento - 10 settembre: SANDRA, di
Mario Poggi (Mec) e di Anita Pe-
demonte - s
di Eraldo 7
vana Fossati - 14
RINA, dell'’ingé Renzo Rapisarda
(Can) e di Maria Milazzo; VALE-
RIANO, di Sergio Varani (Mec) e
di Rita Quercioli; ANC A, di Ste.
fano Datodi (Mec) e di Norina Mat-
teucci 15 settembre: FRANCO, di
Mario Scarnecchia (Can) e di Tom.
masa Bonomi; ELISABETTA, di G.
B. Calvi (Can) e di Amelia Lom-
bardo -. 22 settembre: ROBERTO,
di Ottorino Tocchini (Liv) e di Ir-
landa Berni - 24 settembre: MAU.
RA, di Sergio Cabella (Mec) e Gli
Piera Bugoni - 25 settembre: MA-
RIO, di Ferruccio Boscoli (Mec) e
di Silvana Fumagalli; CLAUDIO, di
Vito Oppizzi (Mec) e di Rosa Ca-
30 settembre: ALESSAN-
di Enzo Franchini (Liv) e d:
nna Mazza,
A tutti i piccolissimi « ansaldini »
ed ai loro genitori i nostri auguri
più fervidi,
Si sono sposati
settembre:
3 agosto: Egidio CAMERA (Fon)
con Idilia Ghiori - 10 agosto: Edi-
lio PARODI (Mee) con Renza -
dino - 16 agosto: Ezio ALBE!
(Mec) con Maddalena Basso . 2
MN sig, Oreste Crecca, dipendente del Cantiere di Sestri, e la sua gentile
signora Lina Vana hanno festeggiato recentemente le nozze d'argento.
Agli ancor giovani coniugi, che hanno una figlia sposata da appena due
mesi, giungano le nostre più vive felicitazioni e i migliori voti augurali.
Pensioni di guerra
Ricordiamo agli interessati che
per poter usufruire del nostro
servizio, occorre compilare le
schede in distribuzione presso ij
corrispondenti di stabilimento.
ELVINO CASANOVA, In relazione
a quanto accennato nel n, 15 del
15 settembre, La informiamo che ‘4
Servizio Pagamenti della Direzione
Generale Pensioni di Guerra ha
spedito In data 20-9-1958 il ruolo
di iscrizione n. 69487 (Pos. Pag.
n. 8114377) all'Ufficio Provinciale
del Tesoro di Genova con elenco
n, 53, per la liquidazione dell'as-
segno rinnovabile di 8.a etg. Tab, C
con decorrenza dal 1-2-1958 al 31-
1-1960, Nel contempo verrà predi-
sposta la data della visita medica
di scadenza per un eventuale rin-
novo dell'assegno.
DAVIDE MUZIO, In relazione al Suo
ricorso La informiamo che sono
giunte alla Corte dei Conti le in-
formazioni richieste al Comando
Carabinieri di Sampierdarena,
PASQUALE ROZZO. Facciamo se
guito a quanto già comuniento per
informarla di ulteriori sviluppi del-
3 tica. La procura Generale
dei Conti, in data 5-
fatto richiesta del pa-
commissione medico-le-
gale, Quanto prima sarà chiamato
a visita medica dalla Commissione
sopra accennata.
ANDREA D'OBERTI, Facciamo se
Ruito alle notizie segnalate nel n. 2
del 1.0 febbraio per comunicarLe
che la Procura Generale della Cor-
te dei Conti, esaminando il Suo ri-
ha
8B-1958,
rere della
corso, ha fatto richiesta in data
10 gennalo 1958 del parere medico-
legale. Quanto prima sarà chiamato
per essere sottoposto a visita me-
dica dalia Commissione Medico Le-
Rale.
AMEDEO GIOVANNI TRAVERSO, Ci
riferiamo alla nostra pubblicazione
apparsa sul n, 3 del 15 febbraio
per comunicarLe che in data 17
giugni è pervenuto alla Corte del
18
Conti il Suo fascicolo amministra.
tivo richiesto alla Direzione Gene.
rale Pensioni di Guerra. Seguiamo
sempre la pratica ed appena pos-
sibile Le comunicheremo altre no-
tizie. La preghiamo di voler tele.
fonare in Redazione (589349),
DINO QUERCI. In riferimento a
quanto detto nel n, 8 del 15 mag-
Rio scorso, Le comunichiamo ulte-
riori notizie in merito alla Sua
pratica, La Procura Generale della
Corte dei Conti in data 8 settem-
bre 1958 ha fatto richiesta del pa-
rere medico-legale, Quanto prima
sarà chiamato a visita medica dalin
Commissione Medico Legale,
GIOVANNI BINETTI, Ci riferiamo
alla nostra segnalazione pubblicata
nel n. 2 del 1.0 febbraio per co-
municarLe che, in data 18 aprile,
è pervenuto alla Corte del Conti il
Suo cicolo amministrativo richie.
sto alla Direzione Generale Pen-
sioni di Guerra per completare il
carteggio relativo al suo ricorso,
che è in esame presso la Procura
Generale della Corte dei Conti,
AGOSTINO BARISONE, Le comuni-
chiamo che il Suo ricorso presso
la Corte dei Conti ha assunto il
n. 418309 di posizione. In data 12
dicembre 1957 è stato chiesto li
fascicolo amministrativo alla Dir
zione Generale Pensioni di Guerra
per ess e esaminato in corso di
istrutto
RAFFAELE SACERDOTE. In rela.
zione alla mostra segnalazione del
15 maggio 1957, Le comunichiamo
che in data 7 luglio 1958 è perve-
nuto alla Corte del Conti il parere
della commissione medico-legale,
DA GATTI ved. GAGLIARDI.
rimo seguito alla nostra segna
lazione apparsa nel n. 2 del lo
febbraio c, a., per informarLa che
in daia 12 febbraio 1958 è perve-
nuto alla Corte dei Conti il fasci-
colo amministrativo relativo alla
Sua pratica, già richiesto alla Dire-
zione Generale Pensioni di Guerra
per essere allegato al suo ricorso,
IN SEDICESIMO
ANSALDINI
agosto; Giovanni PESCE (Dig) con
Gaetana De Domenico - 25 agosto:
Eugenio RAVERA (Dig) con Ade-
laide Donatangelo - 30 agosto: Carlo
CANTONI (Liv) con Mara Claponi
- 31 agosto: Romano FALCIANI
(Liv) con Elena Bacci - 6 settem-
bre: Luigi Marlo RAMBERTI (Mee)
con Maria Antonia Montante - 5
settembre: Gabriella MUCCI (Mec)
con Giovanni Gignelli . 13 settem-
Da sinistra: Carlo, di Enrico Giordano - Maurizio, di Edoardo Prette +
bre: Elio OLIVIERI (Dig) con Fran-
ca Ruffnierigo = 14 settembre ei Claudia, nipote di Salvatore Tuo - Rodolfo, nipote di Giovanni Miloro
vatore PROFUMO (Mec) con Ada
Caminata; Natale SANTOSTEFANO
(Mec) «con Assuntina Macrì; Car-
letto MAGGIOLO (Mec) con An-
dreina Pittaluga - 21 settembro:
Ledo TANDEM (Can) con Marisa
Carosso; Ugo GRATTAPAGLIA (Mec)
con Anna Maria Sivieri - 28 set-
tembre: Luigi BUFFA (Can) con
Nella Peruzzo; Silvano FADDA
(Can) con Pierina Zuncheddu; Er-
naldo LUME (Mec) con Maria Ri-
volta - 2 ottobre: Enzo FIGARI
(Cmi) con Angela Parodi . 5 ot-
tobre: Luigi BRUZZONE (Cmi) con
Maria Lupi; Giuseppe DENTI (Cmi)
con Flora Carlevaro.
Agli sposi i nostri vivissimi au-
guri.
Da sinistra: Fulvio, di Remo Mazzoni - Alessandra di Federico Giordano .
Sabina, di Derno Zamboni - Danilo, di Domenico Patrone
Le
inserzioni
sono riservate al dipendenti del-
sono gratuite e
l'Ansaldo,
corrispondenti
Rivolgersi ai nostri
di stabilimento. pa sinistra: Maurizio; nipote di Davide Garruccin - Maurizio, di Lino Oliva
CEDESI al migliore offerente «jazz ® Daniele, nipote di Eolo Agnarelli - Fulvio, nipote di Alessandro Menegatti
band » (completo di grancassa, rul-
lante e piatti) seminuovo. Rivolger-
sì a Pietro Lavagni, cart. 90033,
Cantiere Navale di Sestri.
OCCASIONE! Vendo macchina da
pellicceria seminuova, completa di
motore, marca « Grimoldi >». Tele.
fonare allo stabilimento Meccanico.
numero interno 411,
OCCASIONE! Vendo moto «M. VV,»
150 «cc, perfetto ordine, completa
nccessori, bollo, Telefonare al nu-
mero 452328 o al mumero interno
437 del Meccanico.
VENDESI bicicletta da uomo marca
Da sinistra: Pietro, nipote di Antonio Puppo - Franca, nipote di Ulisse
Lippi - Giancarlo, di Isler Zappaterra - Giuseppe, di Angelo Sanguineti
<« Benotto > seminuova, cromi n
L. 13.000 trattabili, Rivolgersi al
sig. Pasini, telefono interno 5300
dello stabilimento CMI,
VENDO carrozzella per bambini con
< capote» ribaltabile, seminuova,
prezzo modico, Telefonare al nu-
mero 464251.
VENDO cinepresa « Paillard Bolex
B. 8> con obbiettivo e teleobbietti-
vo, garanzia, L. 85.000, Telefonare
al Cantiere Navale di Sestri, nume-
ro interno 244,
VENDO «Vespa» 150 ce., mod.
1956, 5000 km, percorsi. Telefonare
allo stabilimento Meccanico, nume.
ro interno 480,
Da sinistra: Carmen, nipote di Carlo Piccareta - Adriano, di Francesco De
Chirico - Antonio, di Giuseppe Dionisio - Maurizio, nipote di E. Barberis
UUBUIBOIKOTIRERIBRIBRITEITRIVROONICHICKIONIONITNITIOINITARIARITBRtRRKRntentenÌ
Atti di onestà
L’operaio Fernando Bonetti
del Cantiere di Livorno, rinve-
nuta una busta paga conte-
nente 23.500 lire nel tratto
Carpenteria pesante - Direzio-
ne, si affrettava a consegnarla
all'Ufficio vigilanza, che prov-
vedeva a restituirla al proprie-
tario.
Da sinistra: Enrico, di rag, Roberto Mayer - Massimo, nipote di Domenico
Gattulli - Fabrizio, nipote di Rosa Tosini - Filippo, di Angelo Traverso
* sè
L'’operaio Guido Ottonello
del Cantiere di Sestri, rinve-
nuti due anelli d’oro nel loca-
le docce dello spogliatoio, li
consegnava subito all'Ufficio
vigilanza, che provvedeva a
restituirli al proprietario.
* **
L’operaia Amedea Falorni
della Fonderia, rinvenuto nel-
l’interno dello stabilimento un
braccialetto d’oro, provvedeva
a consegnarlo al Capo della
vigilanza, che lo restituiva al-
la proprietaria.
-
Da sinistra: Giulio, nipote di Federico Raviola - Orietta, di Federico Gior-
dano - Anna Maria, di Sabino Scotto - Concettina, di Francesco Lo Presti
Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento. gli atti di one-
stà dei sigg. Bonetti e Otto-
nello e della signora Falorni.
sinistra: Tea, nipote di Alessandro Pelizza - Marcellina, di Alfredo Ra
Da
nalli - Mario, nipote di Mario Marcarelli - Riccardo, di Anteo Dot
Caro Ansaldino,
forse ciò che scrivo non
giungerà nuovo, ma poichè non
solo io, ma di riflesso tutto il
complesso Ansaldo, abbiamo
fatto una meschina figura, cer-
cherò di spiegarti i fatti.
Sabato 27 settembre ho pre-
so parte alla gita a Torino
(organizzata da te) e per la
verità sono rimasto molto sod-
disfatto per aver potuto ammi-
rare l'organizzazione, il tratta-
mento riservatoci e lo spirito
di cameratismo. Appena giunti
a Torino e alla « Fiat >, insie-
me ai dirigenti che ci hanno
ricevuti abbiamo trovato anche
tre o quattro anziani della
«Fiat» che cercavano di indi-
viduare i loro colleghi anziani
dell'Ansaldo. Essi erano certi
che anche noi avessimo un di-
stintivo simile a loro; sono
stato io a presentarmi ed a
presentar loro i miei colleghi
di una certa anzianità. Alla
loro incredulità ho esibito la
mia tessera di anziano dell’An-
saldo e ho detto loro, con gran-
de rincrescimento e malcelato
senso di inferiorità, che a noi
anziani l’Ansaldo non ha mai
dato alcunchè. Mai come in
quel momento mi sono sentito
tanto piccino e demoralizzato
ripensando ai miei trenta anni
trascorsi nella nostra Azienda
e ai quarantadue che vanta un
mio collega.
Inoltre i miei colleghi della
«Fiat» mi hanno parlato del
trattamento loro riservato dal-
la Società e mi hanno ancora
consegnato un opuscoletto in
cui è spiegato dettagliatamen-
te il trattamento usato nei lo-
ro confronti: questo per dirti
solo il principio.
Dopo il venticinquesimo anno
di servizio, infatti, essi rice-
vono oltre le retribuzioni in
denaro, un distintivo in oro e
smalto con incastrata una stel-
lina (brillante) che aumenta di
una unità ogni quinquennio,
fino a raggiungere i quaranta
anni di anzianità. Allora rice-
vono un altro distintivo, diver-
so dal precedente ma sempre
con stelline.
Questo è solo una parte, poi-
chè non voglio parlare dei pre-
mi in denaro che essi ricevono,
del trattamento usato ai pen-
sionati ecc. il tutto «come a
noi dell’Ansaldo >.
E’ stato ben triste per noi,
credimi, il dover vedere quei
vecchi operai mostrarci con
orgoglio e con riconoscenza il
loro stabilimento. E ne aveva-
no ben donde. Forse non mi si
crederà, ma ne ho provato una
fitta al cuore, io che sono
sempre ed ovunque stato orgo-
glioso di essere un ansaldino.
Altra domanda. E' vero che
al Cantiere di Sestri a coloro
che hanno raggiunto i 25 anni
di anzianità è stata donata una
medaglia d'oro? Non voglio
credere che la Direzione Gene-
rale abbia figli e figliastri.
AMBROGIO REMO (FON)
L’Ansaldo ha sempre cerca-
to, nel limite delle sue possi-
bilità, di onorare i suoi dipen-
denti che Vhanno servita a
lungo. Infatti — fino al 1948 —
Ansaldo ha corrisposto agli
operai ed agli impiegati, al
raggiungimento dei 25 e dei
35 anni di anzianità, un premio
pari rispettivamente ad una e
a due mensilità di stipendio o
di salario, rilasciando loro an-
che un diplomu di fedeltà.
Con l’entrata in vigore del
nuovo contratto collettivo di
lavoro (stipulato a Roma nel
1948), che prevede all’art, 21
(parte operai) la corresponsio-
ne di un premio di anzianità
lansaldino
| QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL' ANSALDO Î
Î
EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
*
Responsabile : Lorenzo Rebora
| * O
| Redazione: Via Fieschi, 10-11
Genova
dle
Corrispondenti di Stabilimento :
DIG: Lucia Diamante - MEC:
Spartaco Sardini, Giuseppe Ro- |
vegno - CAN: Graziano Merlano
CMI: (Voltri) Dina Pasquino;
| (Fegino) Aurelio Maggiolo - FON:
Michele Montesoro - SAU: Giu- |
seppe Sardi - MUG: Aldo Galli
LIV: Dino Dazzi - COKE: Edilio |
Orlandi - ROMA: Mario Fossati |
|
»
Spedizione in abbonamento po-
stale gruppo II * Abbonamento
gratuito ai dipendenti e pensio»
nati * Stampato nella Tipografia
F.lli Pagano, Via Monticelli, 11 *
Fotoincisioni A. Ceriale, Via Lan-
franconi, 43 * Pubblicità SIRA, |
Piazza delle Vigne, 6 * Autorizz.
Trib. di Genova n. 299, 6-5-1954
I NOSTRI
y
Questa scena di caccia si presta a
25 novembre.
con due federe, un
Un fucile automatico «Breda” fra i premi in palio
clpare al concorso gli ansaldini dovranno trovare una battuta umori-
stica che ne illustri il soggetto e comunicarcela per iscritto entro fl
Fra tutti i partecipanti saranno sorteggiati | seguenti
premi: un fucile automatico da caccia «€ Breda >», un lenzuolo ricamato
tovagliato per sel persone,
« Magia ligure >, prodotti « Perugina >». Le migliori battute saranno pub-
blicate e fra i loro autori sarà sorteggiato un servizio di piatti per sel
CONCORSI
diverse interpretazioni. Per parte-
tre copie del libro
al decimo ed al ventesimo an-
no di servizio, i lavoratori
hanno avuto facoltà di optare
per il trattamento contrattua-
le, o mantenere il vecchio
trattamento. I lavoratori han-
no optato per l'applicazione
del citato art. 21 del contratto.
La medaglia che viene con-
segnata agli anziani del Can-
tiere di Sestri si richiama ad
una iniziativa degli stessi la-
voratori di quello stabilimento
a favore dei colleghi anziani
che raggiungano i ventirw»:que
e i trentacinque anni di anzia-
nità; non .è quindi i! ceso di
parlare di trattamento da figli
e figliastri da parte della Di-
rezione.
Molto si vorrebbe jare ner i
vecchi lavoratori in riconosci.
mento della loro dedizione al-
l’Ansaldo, ma le condizioni at-
tuali non consentono di fare
di più. Ci auguriamo, e ciò
non è impossibile, che in av-
venire si possano onorare più
degnamente coloro che hanno
speso la loro vita al servizio
della nostra azienda.
M E M
N _T 0
Ilario RIFALDI
di 33 anni, dipendente dello stabi-
Ilmento Fonderia, assunto nel 1454
E' deceduto ll 14 ottobre scorso in
seguito all'esplosione di un forno
a gas, di cul stava procedendo al-
l'accensione, Purtroppo il soccorso
immediato portato dai compagni di
lavoro risultava vano, in quanto la
giovane vita del Rifaldi, operaio fra
Î più seri e volonterosi, era stata
crudelmente spezzata all'istante, La
moglie e una figlioletta sono rima-
ste nel più disperato dolore, i com.
pagni di lavoro lo ricordano col
più commosso rimpianto,
Antonio GAGGERO
di 53 anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto il 19-9-1958, Era
stato assunto nel 1948, Lascia la
moglie e due figlie.
Ai famigliari le commosse con-
doglianze de « L'ansaldino >».
per pavimenti costruita dalla
“SOCIETÀ ELETTRODOMESTICI SAN GIORGIO”
Rossana Rossanigo, la graziosa ‘Miss Fossette' di ‘Lascia o raddoppia?"
esamina compiaciuta la modernissima lucidatrice aspirante
19
a allo stabilimento Meccanico
É
Una caldaia navale Ansaldo-Clarkson
costruit
i pe o e
RR 10
«e eeetetittei
RAT
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- extracted text
-
’ansaldaino
nove 1958 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO
LLIAAL IIS
CLIL
La “British Light” subito dopo il varo
in una suggestiva inquadratura
Ansaldo a Teheran
La mattina del 4 ottobre lo
Scià di Persia ha inaugurato
a Teheran la mostra industria-
le italiana, la prima rassegna
di questo genere che si sia mai
svolta nella capitale iraniana.
Accompagnato dal ministro
del Commercio Estero on. Emi-
lio Colombo e dall’ambascia-
tore d'Italia a Teheran Renato
Giardini, il sovrano ha com-
piuto una accurata visita ai
sei edifici, che occupano com-
plessivamente 45.000 metri
quadrati, nei quali è ordinata
la mostra italiana, intratte-
nendosi a lungo con i funzio-
nari delle Case espositrici e
chiedendo ragguagli su molti
dei prodotti presentati,
Il complesso dei padiglioni è
stato allestito in due mesi, ed
ha richiesto un notevole sfor-
zo da parte dell’Istituto del
Commercio Estero, il cui Pre.
sidente dr. Dall’Oglio e il cui
Direttore Generale dr, Groia
hanno seguito personalmente i
lavori, diretti dal Dirigente
le fiere all’estero dr. Bianco.
L’Ansaldo non poteva natu-
ralmente mancare a questa
importante manifestazione. I
prodotti della nostra Società
sono stati presentati nel padi-
glione della « Finmeccanica »,
accanto al quale sano stati
costruiti quelli della « Fiat » e
dell’: Ente Nazionale Idrocar-
buri ». L’Ansaldo ha esposto
un grandioso modello dell’im-
AU“ )
fr
pianto per la produzione di
fertilizzanti azotati recente-
mente costruito e montato a
Sindri in India, modello che
occupa una superficie di ben 50
metri quadrati, un gruppo Die-
sel alternatore da 80 kVA con
motore 2131 da 100 cav. co-
struito al Meccanico, due mo-
delli di navi cisterna e tre ve-
trine di utensili costruiti al
C.M.I.
Si sono presentate alla ras-
segna, naturalmente, tutte le
Società italiane che già opera-
no nell'Iran (impianti elettrici,
chimici, edili) Nel settore del
la meccanica leggera si sono
notate la «Innocenti» e la
« Moto Guzzi » in quello della
siderurgia la « Dalmine », la
« Finanziaria Ernesto Breda »
e l’« Ilva », in quello elettrico
l’« Anie » (che ha coordinato
ben cinquanta ditte), in quello
dell’industria edilizia e stra-
dale la « Enrico Longinotti »,
la « Loro & Parisini ».
Hanno partecipato, inoltre,
molti altri complessi, tra cui i
più importanti Istituti di cre-
dito.
Particolare interesse nel
pubblico ha suscitato l’allesti-
mento del gruppo « Finmare »
(Società «Italia», «Lloyd Trie-
stino», «Adriatica» e «Tirre-
nia») che ha esposto, tra l’al-
tro, un bellissimo modello del-
la turbonave « Cristoforo Co-
lombo » costruita dall’Ansaldo
ed altri quattro modelli di na-
vi di recente costruzione.
Nelle fotografie il nostro dot-
tor Nereo Fioratti mentre ac-
compagna nella visita lo Scià
e il ministro Colombo.
La madrina della turbocisterna « British Light» signora Greta
Mattei e il sottosegretario ai
arà ‘una pura combinazio-
9 ne, nessuno lo mette in
dubbio: ma la - British Light »
è stata varata lo stesso giorno
della scoperta dell'America,
esattamente quattrocentoses-
santasei anni dopo, il 12 ot-
tobre 1958, mentre nella nostra
città si venivano svolgendo le
rituali feste in onore del più
illustre dei genovesi.
Una felice combinazione,
La « British Light » fa parte
di una commessa di sei petro-
liere della « British Petro-
leum Tanker Company Ltd. »,
Trasporti on. Dario Antoniozzi
tre delle quali commesse al-
l’Ansaldo e tre ad altro can-
tiere del gruppo I.R.I. Le sue
caratteristiche divergono leg-
germente da quelle ormai con-
suete alle petroliere da 31.500
T.P.L., per cui crediamo sia il
caso di accennarle brevemen-
te: l’unità, da 34.500 T.P.L,
porta il numero 1530 di co-
struzione e viene costruita sot-
to la sorveglianza speciale del
« Lloyd's Register », onde ot-
tenere la più alta classe per
nave adibita al trasporto del
petrolio grezzo alla rinfusa, ed
Lo scafo della « British Light » subito dopo il varo, me
Se
ih Light”
è inoltre ovviamente conforme
alle prescrizioni vigenti per il
transito attraverso i canali di
Suez e Panama.
Il suo scafo, a struttura lon-
gitudinale, è suddiviso in 30
tanks aventi un volume com-
plessivo di 48.000 metri cubi;
ha un solo ponte, cassero di
poppa con sovrastrutture, iso-
la centrale e castello collegati
per mezzo di passerella, prora
slanciata e poppa tipo inero-
ciatore, timone « Simplex », al-
bero centrale e fumaiolo a pop-
pa, stiva con interponte per il
carico secco a prora.
I 68 componenti dell’equi-
paggio troveranno alloggio in
In occasione del varo della
turbocisterna « British Light»,
la Società armatrice della nave
ha offerto la somma di Ure
200.000 a favore delle opere as-
sistenziali degli stabilimenti che
hanno partecipato alla costru.
zione (lire 210.000 al Cantiere
di Sestri, lire 75,000 allo stabi-
limento Meccanico, lire 15,000
alla Fonderia),
Ringraziamo sentitamente, an-
che a nome delle maestranze
interessate, la « British Petro.
leum Company » per il gentite
gesto di solidarietà,
di tutti
tempe-
ampie cabine munite
i moderni comforts, a
ratura condizionata: sul ponte
imbarcazioni poppiero, come
già sulla « Agrigentum », vi sa-
rà anche una piscina,
L'apparato motore, in
struzione al Meccanico, verrà
co-
situato a poppa e comprende-
stri
rà principalmente un gruppo
turboriduttore a vapore, capa-
ce di sviluppare 14.000 cavalli
in navigazione normale, e da
due caldaie Ansaldo - Foster
Wheeler a tubi d’acqua. L’e-
nergia elettrica, a corrente al-
ternata, verrà fornita da due
gruppi turboalternatori da 600
kW. e da un Diesel-alternatore
da 150 kW.
La stazione di pompaggio
principale comprenderà tre
turbopompe centrifughe da
850 tonnellate/ora per il cari-
co, e tre pompe « Duplex » ver-
ticali da 150 tonnellate per lo
stripping.
La «British Light»
dotata di rilevatori di gas nel-
le tanks, di impianto di estin-
zione e lavaggio a vapore con
il sistema « Butterworth », di
modernissimi anparecchi di
navigazione: R. T., radar, ra-
sarà
diogoniometro. ecometro, giro-
pilota, bussola giroscopica, ecc.
Ed ecco infine le sue prin-
cipali dimensioni: lunghezza
fuori tutto, metri 208,30; lun-
ghezza fra le perpendicolari,
metri 195,20; larghezza massi-
ma fuori ossatura, metri 26,23;
altezza di costruzione al fian-
metri 15,02; immersione al
metri
co,
bordo libero estivo,
11,28; portata al bordo libero
estivo, circa 34.500 tonnellate;
pieno carico, 151%
velocità a
nodi.
\per essere rimorchiato alla banchina di allestimento.
ammmis*
EC
La
La cerimonia del varo è sta-
ta improntata alla più rigida
austerità, a causa del gravissi-
mo lutto che pochi giorni pri-
ma aveva colpito il mondo
cattolico. La benedizione alla
nave è stata impartita dall’Ar-
civescovo di Genova, card, Si-
ri. Tra le autorità erano pre-
senti mister Snow, presidente
della British », 1’ onorevole
Antoniozzi Sottosegretario ai
Trasporti, l’ing Vignuzzi Pre-
sidente della Finmeccanica, i
signori Dummett, Jackson, Da-
vies, Cary — consiglieri d’am-
ministrazione della B. P. ingle-
se; il signor Ross, architetto
navale della B.P.; il signor
Sandford, Presidente della B.
P. italiana; i signori Dyson.
Tilleard, Lorimer (della Ri-
faer), dott. Kovacs (della
Irom), comm. Monti (della
Sarom). Erano inoltre presenti
numerosissime Autorità civili
e militari, mentre gli onori di
casa venivano assolti dai no-
stri maggiori Dirigenti.
Pochi attimi prima del varo
li cardinale Siri ha impartito la
benedizione alla nuova
Quindi si è udito l’ing. Boero,
Direttore del Cantiere di Se-
unità.
ee
« British Light» mentre scivola
stri rivolgere alla madrina —
la gentile signora Greta Mat-
tei, consorte del Presidente
dell'Ente Nazionale Idrocar-
buri l’invito tradizionale del
« tagli! », nel più assoluto
lenzio. Silenzio subito dopo
rotto dall’augurale bottiglia di
infran-
si-
spumante andata ad
gersi contro il mascone di pro-
S. Em. il cardinale
sullo scalo
ra, dall’urlo festosissimo delle
sirene, dagli avplausi della nu-
ra foila che gremiva
l'incle-
meros
le tribune,
menza del tempo. La « British
malgrado
Light » ha iniziato veloce e
sicura la sua corsa verso il
mare.
e. |.
Siri benedice la nave
È e condizioni meteorologi-
che e cuelle del mare non
si presentavano — e non sono
state — favorevolissime alla
durante l'arco del 22
scorso: ma non per
hanno influito in ma-
niera apprezzabile (anzi!)
le prove di collaudo è sui
risultati.
La turbocisterna « Felce » è
stata costruita, come è noto, a
Livorno ed è stata consegnata
Felce +
citobre
questo
sul.
loro
all'armatore (Società «+ Nerei-
de » di Palermo, che fa capo
navi-
gazione dell’on. Achille Lauro)
con ben 37 giorni di anticipo,
al gruppo di società di
an-
che il mese di franchigia pre-
contratto di costru-
zione. La stessa, a Genova per
esigenze di bacino, ha affron-
fato le prove ufficiali il 22 ot-
tobre ed è stata consegnata.
con il notevole anticipo di cui
si è detto, solo due giorni do-
po. vererdì 24.
ai cuali andrebbe aggiunt
visto dal
A bordo erano circa 280 per-
sone, tra tecnici delle due so-
cietà, rappresentanti dei regi-
stri di classificazione, persona-
lità tra cui citiamo solo
(per esigenze di spazio) l'ing.
Ercole Lauro. amministratore
delegato della « Nereide », l’in-
gegner Giusenvpe Rosini, am-
ministratore delegato dell'An-
saldo, l'ing. Ascenso Mauceri,
Direttore del Cantiere « Orlan-
Prove
do » di Livorno,
struito l'unità.
Diciamo subito che l’arma-
tore ha rinunciato a far effet-
tuare le prove a tutto carico,
tenuto conto dell'esito brillan-
te già ottenuto — in analoghe
condizioni — dalla « Aretusa »
e dalla « Polinice » (conse-
gnate di recente) e dell’altret-
che ha co-
La t/c. « Felce » (sopra il titolo) e il suo albero (sotto)
tanto brillante esito delle pro-
ve a mezzo carico, di cui stia-
ino discorrendo E diciamo an-
cora, prima di ogni altra cosa,
che — sempre il 22 ottobre —
sono state effettuate oltre alle
previste sei ore di prova a tut-
ta forza a mezzo carico. anche
le prove di marcia indietro e
quelle di timone.
Non è — crediamo — il caso
di parlare, a cuesto punto, del-
la nave, della sua concezione
moderna, dei suoi
delle sue attrezzature.
remmo solo parlare pur-
troppo brevissimamente —
dell'apparato propulsore, che
ha conseguito un risultato ec-
cezionale, imprimendo alla na-
ve una velocità di 17,8 nodi
con una potenza di circa 15.250
cavalli a 114,1 giri al minuto.
L’apparato motore della
« Felce », costruito al Mecca-
nico, consta principalmente di
un gruppo turboriduttore tipo
Ansaldo con vapore fornito da
due caldaie Foster Wheeler a
tubi d'acqua ad alta pressione,
Ebbene — ci diceva l’ing. Pa-
Vor-
rodi, che appunto al Meccani-
co si interessa degli apparati
motori — dal 1954, cioè dal-
l'epoca delle prove della « Mi.
D'Amico » (prototipo di
questa lunga serie di navi e
ua
costruita proprio a Livorno)
l’Ansaldo è riuscita a realiz-
zare un progresso tecnico no-
tevolissimo, mediante il quale
il consumo medio di nafta per
cavallo asse orario è passato
da 280 grammi a meno di 220.
E tutto ciò è stato possibile
grazie ad un accurato studio
della palettatura dei rotori e
al perfezionamento delle cal-
daie e dei circuiti di alimento
delle stesse. Non sono certa-
mente necessarie molte parole
per mettere in giusta luce que-
sti risultati: ma si tenga conto
che il vapore prodotto dalle
caldaie — vale a dire 42 kg.
comforts,
a centimetro quadro, a 450° C
— è un risultato decisamente
brillante che si affianca a quel-
li, altrettanto soddisfacenti, già
ottenuti dalla « Elios » e dalla
« Polinice », che hanno prati-
camente le medesime caratte-
ristiche della - Felce » e che
della “Felce” e de “Li
oggetto di altre lievi miglio-
rie, consigliate dall'esperienza,
rispetto alle precedenti unità
simili; e questi miglioramenti
portano, a dei
buoni risultati in isnecie per
quello che riguarda il rendi-
mento generale Nella nave.
Il quadro di manovra della turbocisterna «Felce»
sono state consegnate da poco.
Non solo: ma non è da pas-
sare sotto silenzio il fatto che,
durante la sua recente visita
in Gran Bretagna, proprio
l'ing. Parodi ha ricevuto i ral-
legramenti degli ingegneri na-
vali e meccanici dell'« Institu-
te of Marine Engineer», dai
quali ha addirittura ricevuto
richieste di chiarimenti. E il
suo non è un caso a sè, per
quanto notevole: poco tempo
prima un altro ingegnere del
Meccanico aveva ricevuto ana-
loga richiesta da un noto co-
struttore svedese.
Ora, come sarà facile nota-
re — specie a chi ha seguîito
le nostre note sulle prove so-
stenute da tutte le unità an-
saldine nel corso di questi ul-
timi quattro anni — l'apparato
motore della « Felce » è stato
Dicevamo già, commentando
le prove di una gemella del-
l'agosto scorso, che il consumo
specifico per cavallo asse regi-
strato in cuella occasione (po-
co meno di 235 grammi) era
già da considerarsi un risultato
veramente prezioso: in tale
occasione dicernmo ancora che
il Meccanico, in collaborazio-
ne stretta con i tre cantieri,
non intendeva certamente fer.
li, e continuava a stu
diare migliorie da apportare
a questi apprezzatissimi appa-
rati. Siamo st:ti venga
concesso — buoni profeti; ed
oggi può tranquillamente
affermare che queste petroliere
da 31.500 tonnellate di portata
competere
con le più moderne similari
turbocisterne statunitensi: e i
costruttori navali d'oltre ocea-
marsi
— ci
vossono benissimo
)
À
/
intada”
no sono maestri in cuesto im-
portante tipo di costruzione.
Anche questa volta ci siamo
soffermati qualche minuto sul-
l'apparato motore — rubando
spazio agli altri pur importan-
tissimi ed altrettanto moderni
impianti della nave — perchè
questo ha una importanza vi-
tale per tutta l’unità: ma un
cenno particolare si impone-
va, dato l'eccezionale risultato
conseguito.
Se adesso, dopo aver parlato
dell’acciaio e del vapore surri-
scaldato, ci è concesso aggiun-
gere una nota di sapore quasi
poetico, solo ancora
che l’ultima nrova effettuata è
stata cuella di marcia indie-
tro. Era già notte ormai, e bril-
lava la classica luna delle an-
cor più classiche novelle ro-
mantiche. Mai come in quel-
l'istante la « Felce » ci è sem-
brata tanto elegante, bella nei
riflessi argentei delle sue tu-
bazioni, snodantesi lunghissi-
me da prora a povpa. La stes-
sull'ala di
plancia, stringerla
in un abbraccio di fiori bian-
chissimi, come una sposa (una
diremo
sa scla, eravamo
sembrava
immagine che i livornesi ama-
no ripetere spessissimo). Era
sul serio molto bella; capita di
rado poter ammirare scene
così involontariamente perfet-
te.
EMIDDIO LOSCALZO
x
S abato 11 ottobre la moto-
nave da carico secco « La
Pintada » di 16800 t.d.w. co-
struita presso il nostro Cantie-
re di Muggiano, ha effettuato
nel Golfo ligure le prove uffi-
ciali a mezzo carico.
La
nazionale a mezz’asta in segno
rave, con la bandie
di lutto per la morte del Papa
Pio XII, salpa le ancore alle 7.
Appena doppiata l'isola di Pal-
« La diri-
ge verso la consueta base mi-
maria, Pintada » si
surata di Punta Chianna - Por-
tofino,
Man mano che ci avvicinia-
mo alla base il
« Fiat » 757/S a 7
menta la
motore, un
cilindri, au-
potenza, e la
Alle
9.30 si raggiunge il numero dei
sua
nave acquista velocità.
giri voluto per il primo pas-
saggio
nave è in vista della Punta di
Portofino.
sulla base, mentre la
Intanto il cielo del Golfo Ti-
gullio si va progressivamente
di nuvole basse e
burrascose. Alle 9,40 il coman-
coprendo
dante Beretta, che comanda la
nave alle prove, riesce a ma-
lapena a distinguere Casa Spi-
nola: siamo, ormai, nel bel
mezzo di un temporale. Di que-
sta corsa non si vuò rilevare il
tempo impiegato perchè una
violenta pioggia impedisce di
vedere il Villa
Raggio. Passa un’altra ora pri-
traguardo di
ma che si riprendano le corse
Sopra e sotto: due istantanee della motonave « La Pintada » durante la navigazione
La prua della m/n « La Pintada » vista dal ponte di comando
frattemvo barometro e
radar sono continuamente con-
sultati.
e nel
Il barometro sale lentamente
e la pioggia diminuisce di in-
tensità fino a cessare del tutto.
fa
dimenticare la burrasca di po-
Un cielo azzurro ci presto
co prima. Si riprendono le cor-
se, che si protraggono per sei
ore alla mas
ima potenza. Ven-
gono eseguite quattro doppie
corse, raggiungendo una velo-
cità di circa 16 nodi a 128
giri.
Alle 19
rimorchiatori
tutto è finito e tre
aiutano la nave
ad ormeggiarsi alla banchina
del
piuttosto laboriosa, ma alle 20
Cantiere. La manovra è
anche la passerella è siste-
mata.
Hanno presenziato alle pro-
ve: l'ammiraglio Ciurlo, agente
generale della Compagnia ar-
il dott.
sole del Panama
Massa,
a La Spezia,
matrice; con-
la. signora
l'Ambasciatore
Pitteri,
Guiì, il
designato Santoro.
con ed il figlio;
Zamboni, gli
Ispettori Majandi e
Kaspar comandante
Erano inoltre presenti l’ing.
Pannunzio, il com.te Bellacasa,
l'ing. Scarna e l” Gallo per
il R.I.Na.,
Spinelli e De Simoni per l’« A-
ing
gli ingg. Lemmi,
merican Bureau of Shipping »,
l'ing. Battaglia per il «Lloyd's
Register », l'ing. Iraci per la
Vasca Navale.
Per
nuti il Direttore ing. Palenzo-
l’Ansaldo sono interve-
na, i Vice Direttori ingg. Gra-
Grillo del
Muggiano.
doli e Cantiere di
L'ammiraglio Ciurlo ha e-
spresso un giudizio favorevo-
lissimo sul rendimento della
nave, che permette una mag-
di
sistemazione del
giore capacità stivaggio
grazie alla
cassero all'estrema poppa.
+
}
fr
(- . M . o.
,
Reattore sperimentale per la produzione di melamina
Il reattore sperimentale durante l'operazione di riporto di
saldatura nell'interno, secondo eliche inclinate a 45 gradi
Lo stabilimento C.M.I, ha provveduto alla lavorazione degli al-
beri port'elica e delle relative camicie di bronzo della turbonave
«Leonardo da Vinci». Ecco una camicia al termine della fase
di riscaldo, cui seguirà l'inserimento sul rispettivo albero.
6
Presso lo Stabilimento C.M.IL è
in corso di ultimazione un reattore
sperimentale (recipiente a pressio-
ne nel quale avviene una reazione
chimica) per la produzione di
<« melamina >», che è un materiale
per la produzione delle resine sin-
tetiche usate per oggetti casalinghi.
Le condizioni di esercizio di que.
sto reattore sono le seguenti: pres-
sione interna al corpo tubolare
Kg. 100/emq.; temperatura 400° C.;
ambiente interno molto corrosivo.
In vista delle severe condizioni di
esercizio, il corpo tubolare del reat-
tore è stato previsto in acciaio
speciale per tubi, P 22, e l'interno
del tubo doveva essere protetto con-
tro la corrosione da uno strato di
mm. 3 di lega Hastelloy C. La
lega Hastelloy C., è composta di
ferro, carbonio, cromo, molibdeno,
tungsteno e nichel; ma data la
bassa percentuale di ferro, non si
tratta di un acciaio,
Date le dimensioni del tubo (dia-
metro interno = mm. 279 e lun-
ghezza —= mm. 1300) e la qualità
dell'acciaio, il problema del rive-
stimento mediante riporto di sal-
datura assumeva un carattere com-
plesso e importante, E' stata scar-
tata la possibilità di eseguire |l
riporto mediante saldatura a mano,
dato il piccolo diametro del tubo
in relazione alla sua lunghezza, Di
conseguenza si è dovuto ricorrere
all'uso di una particolare testa di
saldatura automatica con relativa at-
trezzatura, La testa saldante è stata
montata su di un braccio in mod>
che tutto il complesso avesse di-
mensioni tali da poter essere in-
trodotto nel tubo.
L'operazione di riporto doveva
essere eseguita con una tempera-
tura di preriscaldo di 300° C. per
eui occorreva che la testa saldante
fosse protetta dall'alta temperatura
e comunque permanesse nell'inter-
no del tubo per un tempo suffi-
cientemente breve, In vista di que-
sta necessità, il riporto avrebbe do-
vuto essere effettuato ricaricando
con saldatura lungo le generatrici
del cilindro, in modo che alla fine
di ogni cordone, la testa uscendo
dal cilindro potesse raffreddarsi.
Però tale tipo di cordone depositato
lungo la generatrice, per effetto
delle sollecitazioni di ritiro provoca
deformazioni e rotture.
Per ovviare a tali inconvenienti
sl è ricorso a riporti secondo eliche
dando i movimenti di rotazione e
di avanzamento al reattore, Dopo
ogni elica la testa saldante viene a
trovarsi fuori dal corpo cilindro
per il raffreddamento necessario.
L'angolo di inclinazione delle eliche
è stato tenuto di 45°, e il numero
delle eliche necessarie per il rico-
primento del tubo è stato di 62,
A riporto ultimato il pezzo è sta-
to trattato termicamente e poi sot-
toposto al controllo radiografico con
esito positivo,
LIVORNO
Navi in bacino
— Dal 23 settembre al 1.0
ottobre ha sostato la motonave
« Genepesca III » di 404 t.s.l.,
della Società « Genepesca » di
Livorno, per lavori da parte di
Ditte esterne.
— Dal l.o al 4 ottobre ha so-
stato la motonave « Città di
Ancona » di 1.029 t.s.l. della
Società « Adriamar » di Anco-
na, per lavori alla carena ed
altri lavori da parte di Ditte
esterne,
— Dal 15 al 17 ottobre ha
sostato la motonave «Manuel»
di 442 t.s.l, del rag. Alfredo
Bertocca di Viareggio, per ca-
renaggio e lavori da parte di
Ditte esterne.
| CASSETTA DELLE IDEE
- Le proposte della 2° quindicina di settembre
e della 1° quindicina di ottobre
Durante la seconda quindicina di settembre e la
prima quindicina di ottobre sono state esaminate dai
comitati della « Cassetta delle idee » 276 proposte, di
cui 90 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
È MECCANICO. Proposte esaminate 245, di cui 78 pre-
tinti
miate.
STABILIMENTO C.M.I. Proposte esaminate 16, di cui
8 premiate.
trtnnvainn
tn, sani ann
CANTIERE DI LIVORNO. Proposte esaminate 15, di è
= cui 4 premiate.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di li- =
re 141.000.
CANTIERE.
Impostazione di una T/c da 35.000 t.p.l,
Il 18 ottobre è stata impo-
stata, sullo scalo n. 3 del Can-
tiere navale di Sestri, la co-
struzione .1532, turbocisterna
da 35.000 t.p.l1. per la « British
Petroleum Company » di Lon-
dra.
La cerimonia ha avuto inizio
alle ore 11 con la sistemazione
del primo tronco di chiglia che
è stato subito seguito da altri
quattro.
Per la Compagnia armatrice
erano presenti i sigg. Mc Cuaig
ed E. Hall, ispettori presso il
Cantiere e il signor Cracolici,
agente generale a Genova. Per
l’Ansaldo sono intervenuti il
Direttore Generale ing, Lom-
bardi, il Direttore del Cantiere
ci Sestri ing. Boero, col Vice
Avanzini, il Vi.
ce Direttore Amministrativo
rag. Traversa ed altri dirigenti
e tecnici, e inoltre il Condi.
rettore Centrale ing. Corsi.
Per il « Lloyd's Register» ed
il « R.I.Na. » erano presenti al-
cuni ispettori,
Con l’impostamento della
costruzione 1532 le navi che il
Cantiere costruisce per conto
della « British Petroleum»
salgono a tre, essendo le prime
due rispettivamente in allesti-
mento e sullo scalo.
Direttore ing.
MECCANICO
Consegne
Il materiale più importante
spedito durante i mesi di lu-
glio e agosto è il seguente:
Al nostro Cantiere di Mug-
giano: un motore 757 sovrali-
mertato e due gruppi Diesel
dinamo da 200 kW. con moto-
re Ansaldo tipo 265 sovrali-
mentato della potenza di 310
HP., per la M/n. « Fucinato-
re »; turboriduttore principale,
gruppo turbogeneratore da 550
kW., elica in bronzo a 4 pale,
impianto evaporatore distilla-
tore, generatore di vapore di
B.P., refrigeranti olio, astuccio
per asse port’elica, condensa-
tore atmosferico per la T/c.
« Messana ». - Al nostro Can-
tiere dì Livorno: 6 gruppi Die-
sel dinamo da 180 kW, con
motore Ansaldo tipo 2131/6
sovralimentato della potenza
di 270 HP. e due caldaie An-
saldo Clarkson a nafta per le
M/nn. « Brennero » e « Berni-
na »; albero intermedio, ven-
tilatori a tiraggio forzato, tur-
bina B.P. per la T/c. « Fel-
ce »; refrigeranti acqua e refri-
geranti olio per la costr. 1563,
- Al nostro Cantiere di Sestri:
4 alberi intermedi per la co-
str. 1544; 2 gruppi combinati
riscaldatore alimento per le
costr. 1537 e 1539; 1 tubo
astuccio per la costr. 1537. -
Al Cantiere navale « Dante
Itoyz » di Viareggio: 1 motore
Diesel Ansaldo Fiat tipo 686
sovralimentato per la costr.
522. - Al sig. Carlo Landi di
Genova: basamento, incastel-
latura ed altri particolari per
motore Q 265/7 per la M/n.
« Bice » in riparazione nel por-
to di Trieste. - Al « Lloyd Trie-
stino », Soc. di navigazione di
Trieste: 2 motori Diesel Ansal-
do tipo Q. 265/7 sovralimentati
della potenza di 585 HP. per
le M/nn. « Adige » e « Isarco ».
- Ai sigg. Giacalone di Mazara
del Vallo: 1 motore marino
Diesel Ansaldo tipo 265/4 so-
vralimentato della potenza di
300 HP. per il M/p. « S. Vito
Padre », - Al sig. Nicola Maz-
zella di Castiglione della Pe-
scaia: 1 motore marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali-
mentato della notenza di 165
HP. per il M/p. « Saetta ». -
Alla Soc. « Traschimici » pres-
so « Butan-Gas » di Milano: 1
motore marino Diese! Ansa!do
tipo Q 265/6 R sovralimentato
della potenza di 450 HP, per
la M/c, « Cornelia », - Al sig
Visita al Cantiere e al Meccanico
di un gruppo di tecnici navali
Un gruppo di tecnici parte-
cipanti al « Convegno di tec-
nica navale» che si è svolto
recentemente a Genova, ha vi-
sitato nel pomeriggio del 30
settembre gli ir pianti del Can-
tiere navale di Sestri e del
Meccanico.
Guidato dal Presidente del
Convegno ing. Della Ragione,
il gruppo è stato ricevuto al
Cantiere dal Direttore ing.
Boero e da altri dirigenti;
quindi gli ospiti, accompagnati
dai Direttori Centrali ingg.
Casaccia e Rougier, si sono sof-
fermati ad osservare alcune
lavorazioni sul piazzale di pre-
fabbricazione portandosi po-
scia sulla travata a monte delle
teleferiche per osservare il pa-
norama del nostro massimo
stabilimento navale.
Lasciato il Cantiere i visi-
tatori, con un pullman messo
a disposizione della nostra So-
cietà, hanno raggiunto lo sta-
bilimento Meccanico a Sam-
pierdarena, ricevuti dal Diret-
tore ing, Cominetti e dal Diri-
gente ing. Rappini, che hanno
loro illustrato gli impianti e
le varie fasi delle lavorazioni.
Particolare attenzione i tecnici
hanno dedicato al laboratorio
metallografico e alle officine di
lavorazione delle turbine e dei
grandi motori.
Alla fine della visita l’ing.
Della Ragione ha espresso ai
nostri dirigenti, ai quali si
erano uniti anche l’Ammini-
stratore Delegato ing. Rosini e
il Direttore Generale ing. Lom-
bardi, la piena soddisfazione
di tutti i partecipanti.
L'ing. Della Ragione parla dal Cantiere al microfono della R.A.I.
Pietro Libardo di Brindisi: 1
motore marino Diesel Ansaldo
tipo Q 2131/3 della potenza di
80 HP. per il M/p. «I buoni
amici ». - Al « Cantiere navale
Papette » di Venezia: 1 motore
marino Diesel Ansaldo tipo
Q 370/6 R sovralimentato del-
la potenza di 900 HP. per la
costr. 130. - Alla « Fertilizan-
tes sinteticos » di Lima (Pe-
rù): tubazione per servizi va-
rii e gruppo turboalternatore |
da 8000 kW. - Alla « Pirelli S.
p. A.» di Milano: 1 gruppo
Diesel alternatore da 250 kW.
con motore Ansaldo tipo 1620/8
sovralimentato della potenza
di 300 HP. - Alla = Società
Idroelettrica Piemonte » (Cen-
trale di Chivasso): casse ac-
qua, collettori, preriscaldatori,
tubazione e particolari vari, -
Alla « Società Termoelettrica
Tirrena » di Civitavecchia: ro-
tore turbina di A.P. e B.P. ed
altri particolari vari.
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di
in complesso, di 2427 tonn.
minore entità spedito è, Involucro esterno del condensatore principale di uno dei gruppi
turboalternatori da 62.500 kW. costruiti per la centrale di Bari
)
MUGGIANO
Impostazione di una turbocisterna da 31.500 t. p. |.
Sullo scalo n. 5 del Cantiere
di Muggiano, rimasto libero
dopo il varo della T/c, « Santa
Isabella », mercoledì 15 otto-
bre alle ore 11 è stata impo-
stata una nuova unità da 31.500
tonnellate di portata lorda.
Si tratta di una turbocister-
na che verrà costruita per
conto della Società di naviga-
zione « Ortigia » di Palermo e
“
®»
MOON te Lt a al Bet
che avrà le seguenti caratteri-
stiche
fuori
principali: lunghezza
tutto, m, 200; larghezza
massima fuori ossatura, me-
tri 20; altezza di costruzio-
ne, m. 13,90; immersione a pie-
no carico, m. 10,30; stazza lor-
da, tonn. 20.700; potenza nor-
male apparato motore, cav./as-
se 14.500; velocità, nodi 16,30:
equipaggio (ufficiali, sottuffi-
ciali e comuni), n. 63.
Cinque blocchi di chiglia del
peso complessivo di 82 tonnel-
late sono stati posti sullo scalo
alla presenza dei dirigenti del
cantiere e del cappellano di
fabbrica don Aurelio Olivieri
che ha impartito la benedizio-
ne ai primi elementi della
nuova unità.
pesso si legge nella cro-
naca di qualche giornale
la notizia che il ponte tale
è stato « montato » in poco più
di un'ora, od il ponte tal’altro,
formato da due o più travate,
è stato « messo in opera» in
meno di due ore,
Forse per i profani simili no-
tizie hanno del paradossale, e
può darsi che qualcuno le giu-
dichi inventate o esagerate.
Invece esse rispondono perfet-
tamente alla realtà. Si tratta,
in effetti, della sostituzione di
un ponte pren.iontato a fianco
di un altro da sostituire; ope-
razione per la quale occorre
che tanto gli operai quanto i
tecnici abbiano molta espe-
rienza, in quanto essa deve es-
sere portata a termine nell’in-
tervallo tra due treni in tran-
sito sulla stessa linea.
Per quanto oggi i varamenti
dei ponti si facciano con una
certa agevolezza, derivata dal.
la frequenza delle sostituzioni,
richiedono sempre tuttavia una
preparazione accuratissima,
poichè un minimo inconve-
niente che si manifestasse du-
rante l'esecuzione potrebbe
pregiudicare seriamente l'esito
della sostituzione della tra
vata
Non è il caso di
assegna i diversi
me in opera di un ponte,
poichè sarebbe un po’ come
volere indicare secondo il pro-
verbio, tutte le strade che
conducono a Roma, per quan-
to permanganc sempre i clas-
sici sistemi di montaggio de-
nominati: «in sede definitiva»,
«a sbalzo >», «a varamento
longitudinale » e « a varamento
trasversale ». Quest'ultimo for-
ma l'argomento del presente
articolo, dato che è il sistema
più in uso, poichè il rinnova-
mento dell’armamento ferro-
viario dovuto all'aumento dei
carichi in transito od al rad-
doppiamento d' certe linee, op-
pure la ricostruzione dei ponti
danneggiati o distrutti con l’ul-
timo conflitto, hanno sempre
presentato un problema di so-
stituzione senza procedere al-
l'interruzione del traffico.
Lo schizzo schematico, che
rappresenta una vista trasver-
sale in corrispondenza di una
delle due testate, illustra la
impostazione di un varamento.
La nuova travata « a » che do-
vrà assumere i! posto di quella
passare in
sistemi di
preesistente, viene montata su
di un ponte di servizio co-
struito a fianco della travata
da sostituire. Le stilate « b »
di testata debbono essere di
portata tale da reggere tutta
la travata al momento del va-
ramento e durante il periodo
di preparazione dello stesso,
Dalla parte opposta a quella
della nuova travata ed in pro-
lungamento alle spalle ed alle
pile — a seconda che il ponte
sia formato da una o più tra-
vate — vengono costruite le
stilate « € » per il ricevimento
della vecchia travata durante
il varo
In prolungamento a ciascuna
UOVO PE
delle predette stilate «Cc»,
viene costruita una impalcatu-
ra «d» sulla quale vanno si-
stemati i verricelli per il trai-
no del ponte durante il vara-
mento.
Una diecina di giorni prima
dell’ultimazione del ponte, si
procede alla preparazione del
varamento, Tale preparazione
si inizia con il sollevamento
della travata nuova per por-
tarla al livello di quella pree-
sistente, rendendola indipen-
dente dal ponte di servizio, fa-
cendo appoggiare le testate su
tacche di legno. La travata
preesistente viene liberata da-
gli anparecchi di appoggio e
disposta essa pura su tacchi
di legno. Dopo questa preven-
tiva preparazione, si procede
alla sistemazione, in corrispon-
denza delle testate, delle car-
relliere « e » che serviranno
allo scorrimento della travata.
Le carrelliere sono formate
— come è visibile dal partico-
lare « A » dello schizzo — da
due fasci di rotaie, di cui uno
superiore ed uno inferiore, con
l'’interposizione dei rulli colle-
gati dalle relative stecche.
Queste carrelliere dovranno
essere disposte nel modo più
accurato ortogonalmente al.
l'asse longitudinale della tra-
vata, in modo da evitare qual-
siasi deviazione che potrebbé
pregiudicare il varamento.
Successivamente le carrel
liere vengono collegate al pa;
ranco dei verricelli i quali do
vranno in seguito provvedere
al traino. Immediatamente do
po il passaggio dell’ultimo tre.
no, la vecchia travata viené
anch'essa calata ed appoggiata
sulle carrelliere, in modo ché
le due travate formino un cor
po spostante unico durante il
varamento.
L’avanzamento del gruppg
formato dalle due travate ab:
binate viene regolato da aste
graduate disposte sull’impak
catura, e mediante una freccià
indicatrice fissata sulla testa!
ta verrà seguito il progredire
dello spostamento di tutto il
complesso. i
Quando tutto il lavoro di
messa a punto è ultimato é
ciascuno al proprio posto, la
persona che dirige il varamené
to dà il segnale di partenza é
gli uomini addetti ai verrice!
iniziano la marovra. Median
segnali acustici, se la distan:
lo permette, o con segnalazio
ottiche, composte di cartelli
numerati, vengono date, ma
a mano, le posizioni d’'avan:
mento della travata o del
travate, in modo da poter fi
seguire con lo stesso ritmo, |
spostamento di tutte le ca
relliere.
Quando la travata o le t
vate avranno raggiunto la
sizione definitiva, vengono ir
mediatamente sollevate per ti
gliere le carrelliere, sistemat
do la nuova travata su tace
di legno provvisori per da
la possibilità di procedere n
modo più sollecito al collega
mento del binario per il pa
saggio delle locomotive di pr
va. Contemporaneamente
procede alla sistemazione d
flessimetri per il controllo di
le freccie.
E’ ovvio che tutto questo ]
voro deve procedere con
massima celerità e portato
termine nel tempo stabilito p
fuorisacco
anno
18
e
n progresso decisivo nel cam-
U» della propulsione a razzo
fu realizzato nel corso de!-
l'ultimo conflitto. Le necessità bel-
liche imposero anche in questo
campo un acceleramento al mas-
simo dei tempi. I belligeranti per
fronteggiare la minaccia nemica e
per fiaccarne al contempo la resi-
stenza facevano assegnamento su
armi nuove. Scienziati e tecnici
furono così pressati perchè dessero
il massimo di prestazioni, e perchè
soprattutto cercassero di condurre a
conclusione con la massima celerità
possibile le loro ricerche e le loro
prove. Gli americani riuscirono co-
sì a mettere a punto il missile Jet
Bomber (I. B. 2), il quale però fu
pronto solo alla fine della guerra, e
che perciò non venne mai dato di
poter impiegare nel corso della
conflagrazione mondiale. I tedeschi
riuscirono a fare le cose molto più
presto, favoriti anche dal fatto —
come si è visto — di disporre di
« équipes » di scienziati e di tec-
nici veramente d'eccezione, anche se
taluno — come Willy Ley —
aveva tempestivamente preso il lar-
go per non porre la sua genialità
inventiva al servizio della folle vo-
lontà di distruzione e di sterminio
da cui era pervaso il nazismo.
Fu la grande realizzazione tede-
sca in questo campo la V2. I suoi
costruttori — e, tra questi, von
Braun e il generale Karl Beecher,
ideatore del famoso complesso di
Peenemunde — si avvalsero parti-
colarmente di quelle che erano state
le enunciazioni teoriche di Her-
mann Oberth, il quale già aveva
segnato la via per giungere all'ado-
zione dei sistemi di raffreddamento
maggiormente indicati, ed aveva
10
I
Î
Î
I
12
13 Rafa
22
27
2
Principali. organi del razzo V2: 1, presa d'aria; 2, serbatoto di
alcool; 3, valvola; 4, raccordo estensibile; 5, serbatoio di
liquido; 6, pompe d'alcool; 7, condotta per l'ossigeno evaporato;
8, conduttura per l'alcool; 9, conduttura che riporta l'eccesso di
alcool verso la parte a bassa pressione della pompa; 10, duomo
fornito di iniettori; 11, camera di combustione; 12, condutture per
l'alcool con spirali di espansione; 183, entrata dell'alcool nella
doppla parete; 14, conduttura di riempimento; 15, valvola; 16, con-
duttura di riempimento; 17, pompa dell'ossigeno; 18, turbina che
le due pompe; 19, distr 5 , avv dell'ossi-
geno verso 1 diciotto iniettori; 21, conduttura per l'alcool con spi-
rale di espansione; 22, aperture che permettono ad una parte del-
l'alcool di penetrare nell'interno della camera di combustione e
della tubazione di scarico; 23, bottiglie d'azoto; 24, rubinetto di
decompressione; 25, serbatoio di ganato; 26, serbatoio di
acqua ossigenata; 27, valvole; 28, apparecchio generatore di va-
pore; 29, regolatore termostatico; 30, tubi di scarico del vapore.
| UOMINI ALLA CONQUISTA DEL CIELO
La V2 capostipite
dei missili moderni
soprattutto individuato come il ti-
po di propellente più appropriato
e redditizio quello ad alcool ed os-
sigeno liquido,
Quello che militarmente rappre-
sentò la V2 è tema di storia re-
cente, la storia che tutti abbiamo
vissuto, © non mette perciò conto
di parlarne. Quello che a noi, in
questa sede, interessa è il fatto che
la strada per l’'astronautica ——
quella cioè che sarà una delle più
grandi conquiste dell'umanità — è
stata dischiusa proprio da questo
prodigioso strumento, inizialmente
nato soltanto a fini di distruzione
e di strage.
La V2 — come è stato da ta-
luni autorevolmente detto — non
ha rappresentato soltanto un per-
fezionamento, più o meno radi-
cale, dei tipi di razzi già in prece-
denza realizzati, ma qualche cosa
ii realmente nuovo, rispondente ad
una concezione originale che aveva
peraltro saputo con rara capacità
di sintesi far tesoro di tutto quanto
in materia era stato sino allora stu-
diato ed attuato in ogni paese.
La V2 è stata non soltanto un
tremento ordigno di guerra, ma il
prototipo del veicolo spaziale. Quel-
lo che riscontriamo in essa lo ri-
troveremo nella struttura e nel
funzionamento delle astronavi, con
le quali l'uomo tenterà — forse
più presto di quanto oggi si possa
supporre. — il balzo prodigioso
verso altri pianeti.
Mette conto — per tutto que-
sto complesso di motivi — di sof-
fermarci un poco a discorrere delle
caratteristiche essenziali delle Va.
La parte fondamentale del raz-
zo, © cellula, non presenta aspetto
dissimile da quello della fusoliera
di un aereo: l'intelaiatura è co-
stituita da longheroni e da ordinate
longitudinali o trasversali: il rive-
stimento esterno è formato da la-
miere d'acciaio saldate e chiodate,
mentre adeguati rinforzi adempio-
no al compito di sostegno del pro-
pulsore, nonchè dei due serbatoi.
Nella parte anteriore del fuso è
la camera dei comandi, a confor-
mazione tronco-conica, della lun-
ghezza di m. 1,40, e divisa infe-
riormente in quattro sezioni: in
una sono rinserrati tre recipienti
contenenti azoto, destinato a man-
tenere la pressione necessaria nel
serbatoio dell'alcool; nelle altre tre
sezioni è invece sistemato tutto il
complesso dell’atteezzatura di co-
mando, costituita da tutta una se-
rie di strumenti particolarmente
sensibili e delicati. Sono tra questi
un giroscopio d'azimut (o di dire-
zione), un giroscopio di elevazione,
apparecchi colleganti i giroscopi con
i servomotori, destinati ad impri-
mere i movimenti voluti agli alet-
toni di comando, sistemati nella
parte posteriore del razzo, un acce-
lerometro integratore avente la fun-
zione di assicurare il coordinamen-
to delle funzioni di comando, di
alimentazione, di regolazione di ve-
locità, in conformità , alla quota
raggiunta dal razzo.
Mentre in un primo tempo sul
razzo figuravano installati apparati
radiotrasmittenti e radioriceventi
destinati non solo» a segnalare la
velocità, ma anche ad interrompere,
Werner von Braun
al momento voluto, l'afflusso del
combustibile, in seguito non ven-
nero impiegati che apparati auto-
matici. Radio, servomotori e giro-
scopi erano alimentati da sorgenti
di energia elettrica ad accumulatori,
installate sulla V2.
Quanto ai due serbatoi, intera»
mente costruiti in alluminio, ed en-
trambi della capacità di 4360 litri,
quello anteriore conteneva l'alcool
etilico al 75%, quello posteriore
—— protetto da uno strato di lana
di vetro — l'ossigeno liquido.
L'enorme quantità di combusti-
bile imbarcata sulla V2 risponde
ad una precisa esigenza. Per otte-
nere la spinta alla partenza è ne-
cessaria l'azione di 125 chilogram-
mi di propergolo al secondo, di cui
tre quinti di alcool e la restante
parte di ossigeno, elemento questò
ultimo del quale per ogni missile
devono essere. impiegate cinque
tonnellate,
Un problema tecnico di diffici-
lissima soluzione si appalesò quel-
lo della spinta del combustibile è
del comburente fuori dei serbatoi e
sino alla camera di combustione. Le
soluzioni proposte al proposito fu-
rono molteplici, tra cui l’azione
esercitata su detti liquidi da un gas
inerte come l'azoto, l'azione mec-
canica di pompe a pistoni, la
pressione dell’aria esterna determi-
nata dalla velocità, la utilizzazione
di una parte della pressione gene-
rata dalla camera di combustione.
Ognuna di queste soluzioni, per
quanto ingegnosa, non valse peral-
tro a dare una soddisfacente solu-
zione al problema, le cui difficoltà
furono invece felicemente risolte a
seguito di un'opportuna coordina
zione e mutua integrazione di tutti
questi diversi sistemi.
Si provvide così, mediante una
presa d'atia esistente nella parte
anteriore del fuso ad utilizzare la
pressione dovuta alla velocità per
la fuoruscita dell’alcool; ma ad al-
ta quota quella presa si chiude e
comincia ad agire invece la pres-
sione esercitata dall'azoto contenu
to nei tre piccoli recipienti siste
mati — come già si è accennato —
in una delle quattro sezioni in cui
si divide inferiormente la parte an-
teriore del fuso della Va.
Per ottenere la fuoruscita del-
l'ossigeno, si provvede a farne eva-
porare una certa quantità per mez-
zo di una tubazione comunicante
con l'esterno, mentre il lavoro ef-
fettivo viene compiuto da pompe
Lancio di una V2 in Ger-
mania durante la guerra
rotative, azionate da una turbina.
alimentata da perossido di idrogeno
e da una soluzione di permanga-
nato di calcio. La turbina — con
un funzionamento limitato alla du-
rata di 113 secondi — ha un dia-
(continua a pag. 12)
db
Se iii
image cani ab
VUE
a famosa battaglia che si svo!-
L se nelle acque della Manica
nel luglio 1588 tra la flotta
inglese della Regina Elisabetta e
quella spagnola di Filippo Il, che
vide la sconfitta rovinosa della «In-
vincibile Armada», segnò qualcosa
di più del semplice tramonto della
potenza spagnola sul mare. Fu la
prima grande battaglia navale mo-
derna, con navi di grossa mole che
si affrontavano a distanza (relati-
va) e col cannone. La sorte subìta
dalle galeazze che osavano avvici-
nare i grandi galeoni irti di can-
noni fu un simbolo: la nave a
remi era finita, cominciava ormai
incontestabilmente l'era della « nave
d'alto bordo », o della « nave re-
donda » che dir si voglia, insomma
della nave oceanica con grandi ve-
lature,
Ma per trovare la fonte di tali
navi rotonde occorre tornare indie
tro almeno di due secoli: inconte-
stabilmente si tratta di una nave
atlantica, introdotta cioè dai popoli
dell'Atlantico e in particolare nor-
dici. Ciò si capisce facilmente se si
pensa che i venti costanti del-
l'Atlantico favorivano l’uso della
vela, come il « mare lungo » fa-
voriva l’uso di navi alte, senza
contare che i remi erano di poco
ausilio sulle acque spesso infuriate
dell'Atlantico. Si ebbe così la «coc-
ca» (il cui nome pare derivi da
« conchiglia » proprio per la sua
forma di guscio rotondo) un tipo
di nave importantissimo e dal qua-
le derivarono tutti i tipi succes-
sivi. Quando la cocca apparve in
Mediterraneo fu adottata anche da
noi, dati i suoi vantaggi, come
prova anche la « cronica » di Gior
vanni Villani (Vol. VIII) che
scrive: «A quel tempo (1304) al-
cuni di Bayona in Guascogna, con
le loro navi che chiamano cocche,
passarono gli stretti di Sibilla (Gi-
bilterra) e vennero in questi mari
saccheggiando e facendo molti dan-
ni, e da allora in avanti i geno-
vesi, i veneziani e i catalani usa-
rono navigare con cocche... e vi fu
nella nostra marina grande muta-
zion di naviglio ».
Per ricercare a sua volta l'origi-
ne della cocca si risale da parte de-
gli studiosi ai famosi « drakkar »
vichinghi, le navi di quell'avventu-
roso popolo che scorse mezza Eu-
ropa, conquistò l'Inghilterra, e
traversò sicuramente l’Atlantico
sbarcando nel Labrador. I « drak-
kar », così chiamati perchè por
tavano sulla prua una testa di dra-
go, erano lunghe navi che usavano
anche i remi come propulsione ac-
cessoria, ma avevano una grande
vela quadra sull’unico albero.
Altri studiosi mediterranei ten-
dono invece a far derivare il tipo
di « nave rotonda » che ebbe il pre-
valere dal '400 in poi, diretta-
mente da navi onerarie romane e
poi bizantine, e da ‘prototipi delle
Sopra il titolo: il «Great Harry». Qui sotto: tipo di cocca nordica
antiche marinerie veneta. e geno»
vese, Certamente un filone continuo
lo si trova: dalla nave oneraria ro-
mana, panciuta e con vele, si arriva
alla « acazia » bizantina e di qui
all'acazia medievale, veneziana ©
genovese, come ci è mostrata in va-
ri dipinti e specialmente nei mo-
saici di S. Marco a Venezia. Sono
navi con due e anche tre alberi, a
vele quadre che poi diventano lati-
ne, Così è anche per la « tarida »,
più piccola, e per gli « uscieri »,
tipi più grandi, con notevoli capa-
cità di carico, per portare cavalli o
equipaggiamenti militari pesanti.
Indubbiamente, per il trasporto
in Terrasanta dei grossi eserciti cro-
ciati, i genovesi fornirono molte
navi di tale tipo, che imbarcarono
nella nostra città cavalli e cava-
lieri, e le intere corti di Re e
Principi famosi, e furono « noli »
di grande importanza, per cui i
genovesi guadagnarono «di molti
baiocchi ».
Vi erano «uscieri » che pote-
vano portare fino a 80-100 caval-
li, e navi. che portavano anche
quattrocento o cinquecento armati:
su tutti questi tipi medievali, che
crescevano in dimensioni col cre
scere delle esigenze, si impostarono
i «castelli » a prua e a poppa,
che dapprima furono veri e propri
castelli merlati ma smontabili, e
puramente sovrapposti allo scafo,
poi invece furono più razionali e
costruiti come parte
dello scafo stesso.
A proposito di ciò Bartolomeo
Crescenzio scrive che sul ponte del-
la nave è posato, davanti, il « bal-
lauro » o «baluardo »; come il
fortino è la parte più forte della
fortezza, \esso è la parte più forte
della nave, dove ci.si difende fino
all'ultimo dal nemico, o dove si
assale il nemico nell'ultimo attacco. |
A poppa, invece, il castello ospi-
tava i quartieri più eleganti della ,
nave, gli alloggi degli ufficiali e |
del capitano, la timoneria ecc. Am-
bedue i castelli erano fortificati con
opere difensive e con cannoni di
ogni tipo.
Ci sembra giusto pensare che,
come sempre avvenne nelle cose di
mare, dati i frequenti scambi e con-
tatti, le marinerie mediterranee ab-
biano sì adottato la cocca, ma con-
servando e sviluppando alcuni ele-
integrante
STORIA DELLA NAVE |.
Dalla cocca al galeo
menti delle precedenti costruzioni
locali, che abbiamo testè illustrato.
E torniamo alla «cocca »: lo
scafo era più capace e arrotondato,
nonchè più elegante di linea di
quello dei velieri preesistenti, come
le taride; più alto di bordo e più
vistosamente incastellato alle due
estremità, con quelle tipiche sopra-
strutture che il "500 porterà fino
all'estremo.
Col *400 la cocca presenta ele-
menti di alberatura e di struttura
Galeone inglese dell'epoca di Enrico VIII
che corrispondono evidei
ad una precisa evoluzione
navale. Si applica il pri
« tress dos y as», vale a
l'altezza dello scafo cquii
della larghezza, e questa a
della lunghezza. Dapprima
aveva un solo albero, a vele
poi ne ebbe tre e anche
Quello di trinchetto bene
sul castello di prua, qu
stra alto e grosso, ad alti
quadrata, e quello di mezzi
» ia Mi iti
angolare, piantato sul castello di
dppa o cassero. Poi si aggiunse
albero di contromezzana, anche
so a vele triangolari. Gradata-
inte la disposizione delle vele mi-
lora, aggiungendo le vele qua-
fate superiori, dette di’ gabbia,
ttchè soprastanti la gabbia o cof-
i, e meglio si definisce il bom-
fesso sulla prua, destinato a por-
una o due vele quadre, dette
« civada » e di « controcivada »,
Si ebbero dei tipi di navi vera-
inte massicci, con ampio scafo €
urata molto alta, per contenere
ossi carichi, e castelli molto alti
ti numerosi soldati e arcieri che
iverano difendere la nave. Spesso
sti grossi tipi erano scortati, €
the « rimorchiati », da galee.
Alla cocca pare si debba legare
la grande scoperta che fu il
ibordeggio », cioè l'arte di navi-
anche controvento, © quasi,
bordeggio, come noto, si fa
fanzare Ja nave orientando ad
gni virata in modo opportuno ve-
è timone, in modo da sfruttare
vento anche parzialmente con-
tario, e guadagnare spazio nella
irezione voluta pur mettendo in
onto la deriva che la nave subisce.
osì si può procedere a zig Zag
icinandosi sempre più al punto
oluto. Alcuni attribuiscono la
operta del « bordeggio » ad An-
tà Doria, ma egli può tutt'al più
ne migliorato la tecnica. Se ne
anno infatti menzioni precedenti
omprese quelle contenute nel gior-
ale di bordo di Cristoforo Colom-
La cocca è poi la nave d'alto
orbo che diffonde definitivamente
so del timone unico, del resto
là introdotto in Mediterraneo sul-
l: galee. Com'è noto, le navi del-
‘antichità avevano a poppa due
remi timone », e due timoni ave-
fano ancora le « acazie » e « ta-
ide ». Per virare a destra si calava
mare il timone di destra, e vice»
rsa. Poi fu introdotto il timone
nico, detto «alla navarresca »,
be ebbe su per giù la stessa forma
the ha ancora oggi. A Genova pa-
che un certo Piccamiglio (se ne
de ancora la torre, nel vicolo di
î. Marcellino) abbia inventato gli
ugliotti di tale timone, per
o meglio allo scafo, e per ciò
stato esentato da tasse e ga-
Ile.
Una semplice variante della coc-
a probabilmente di origine porto-
bese, fu la caravella, più leggera e
ion fianchi più bassi, linee più af-
ate e quindi più veloce, e più
marina » perchè con vele latine,
quindi sovrastrutture più leggere
maneggevoli. Troppo note, spe-
mente a noi italiani, sono ie ca-
ivelle perchè io ne debba fare una
linga descrizione: esse sono legate
le grandi conquiste geografiche de-
li anni 1490-1530. Le grandi
toperte di Cristoforo Colombo,
Bartolomeo Diaz, Vasco de Gama
Magellano sono avvenute con na-
fi del tipo delle caravelle.
Con Magellano le caravelle fe-
ro il giro del mondo, come ci
arra Antonio Pigafetta nella sua
Storia del primo viaggio intorno
mondo ». A quella spedizione.
fom'è noto, partecipò anche, il sa-
onese Leon Pancaldo e quel certo
Unan Baptista de Punserol che vuol
Giobatta di Polcevera che fu
uramente di Sestri Ponente, e
ecisamente di Fegino, che guarda
Polcevera ma apparteneva allora
Sestri. Ed egli, partito come « pi-
îto » arrivò al posto di coman-
inte, dopo la morte di Magellano
le varie diserzioni e congiure.
Tutti conoscono Bartolomeo
Diaz, l'uomo che per primo rag-
iunse il Capo di Buona Speranza
Vasco de Gama che primo cir-
tomnavigò l'Africa. Essi appar-
ngono alla gloria di quel Porto-
ilo marittimo che ebbe l'ispira-
bre e il promotore nel saggio re
Enrico il Navigatore.
Del nostro Colombo, che dire
si
che non sia gia stato detto In
questa sede mi pare opportuno ri-
cordare qualcosa del giornale di
bordo, come quelle belle note di
partenza: «... ed io partii dalla
città di Granata addì 12 del mese
di maggio dello stesso anno 1492.
che era un sabato, e mi recai al
borgo di Palos, che è porto di ma-
re, dove armai tre navi assai bene
adatte a quella impresa». ». In real-
tà assai adatte non lo erano, e Co-
lombo lo sapeva bene, tanto che
aggiungeva, a proposito del grande
viaggio che lo attendeva «... e
per far questo sarà necessario che
io dimentichi il sonno e stia molte
attento alla navigazione... ». Tanto
è vero che la « Pinta », appena la-
sciate le Canarie, già faceva acqua
e le saltò parecchie volte il timone
Il modo per fare il punto era
abbastanza rudimentale: il 19 set-
tembre, infatti, «i piloti fecero il
punto, e secondo il parere di quello
della « Nifia » si trovavano a 440
leghe dalle Canarie, secondo quello
della « Pinta » a 420 e secondo il
pilota dell'Ammiraglio a 400 giu=
sle »,
In altri punti l'Ammiraglio stes-
so ci parla delle diverse vele della
sua nave, laddove annota, ad esem-
pio: « Fino a mezzogiorno proce-
detti con poco vento, il quale poi
riprese favorevolmente e tutte le
vele del mio vascello, la maestra,
due coltellacci, il trinchetto, la ci-
vada, la mezzana, la vela di arti-
mone e quella del battello di poppa
erano gonfie »,
Quello che qui preme sottoli.
neare, comunque, è l'abilità del Co-
lombo che malgrado i mezzi più
che rudimentali a disposizione riu-
scì a compiere tale viaggiò, e il
ruolo che le modeste caravelle sep-
pero svolgere, tanto -che Colombo
potè tornare in Spagna sulla più
piccola, la « Nifia », a causa delia
perdita della «Santa Maria» (pot-
tata sugli scogli perthè di guardia
fu lasciato un ragazzotto sonno-
— ami
antes
Caracca genovese del XVI secolo
lento) è della « Pinta » che disertò
a causa dell'avidità e dell'invidia di
Alfonso Pinzon.
Dalle cocche e dalle caravelle s
sviluppa, nel '500, quel tipico na-
viglio (ormai ai nostri occhi leg-
gendario e favoloso) che fu il ga-
leone. Quando, si dice galeone si
pensa non soltanto ai viaggi av-
venturosi, alla ricerca e al trasporto
dell'oro, alle gloriose imprese di
guerra degli spagnoli, dei portoghe-
si, degli olandesi e degli inglesi, ma
anche a quegli alti castelli a prora
e a poppa che davano alla nave un
aspetto imponente, e ai molti al-
beri con le fiamme e i « padiglio-
Modello di galeoncino veneto
ni » al vento, e alle ricche poppe
decoratissime, secondo lo stile ba-
rocco del tempo.
Furono i galeoni a stabilire €
mantenere i traffici con quelle lon-
tane contrade che le caravelle ave-
vano per prime raggiunte.
Il galeone era costruito fonden-
do i vantaggi delle lunghe navi a
remi con quelli della « nave roton-
da » a vela: era dunque più ve-
loce delle cocche ma poteva portare
più carico. La forma era snella e
raffinata, il castello di prua fu un
po' arretrato, quello di poppa giun-
se fino a metà nave e si alzò sem-
pre più. La murata era quasi drit-
ta da poppa a prua. Îl galeone ebbe
tre e più spesso quattro alberi: il
trinchetto e il maestro con due o
più vele quadrate, il mezzano €
contromezzano con vele latine, Eb-
be due e anche tre ponti. Il ton-
nellaggio fu di vario genere, ma
sempre piuttosto elevato, anche nei
tipi minori che in Italia si chiama-
rono « galeoncini ». Le murate si
aprirono in quelli che, con termine
derivato dall'inglese «sawn board»
si chiamarono « sabordi » e da essi
spuntarono i cannoni, in una o due
file. A causa del peso delle arti-
glierie (spesso 70 o anche 100
pezzi), degli uomini di equipaggio
(Museo dell'Arsenale di Venezia)
II
vr pere
e dei soldati (fino a sette, ottocen-
to uomini) e della sproporzione tra
la parte immersa e le opere morte
il galeone non fu mai un'ottima
nave quanto a qualità marine: pe-
ricoloso nelle tempeste, pesante nel-
la manovra, non obbediva bene al
timone e, da ultimo, era troppo
grande per i porti di quei tempi.
Ciò malgrado visse almeno un
secolo di piena epopea, col tra-
sporto dell'oro e le conseguenti lot-
te con i pirati.
Un galeone più piccolo, meno
armato (soltanto una trentina di
pezzi) e quasi esclusivamente usa-
to per trasporto di merci si chia-
mò « caracca »: la murata, appena
sopra il pelo d'acqua, s'incurvava
fortemente all’interno, sicchè il
ponte di coperta era molto più
stretto di quello del galeone. Era
un naviglio più equilibrato, pur
potendo portare fino a 1500-2000
tonnellate di merci. Famosissime
erano le caracche venete e quelle
genovesi,
I famosi « Statuti di Gazaria »
che erano poi il codice navale ge-
novese del tempo, stabilivano che
una nave mercantile di 20.000
cantari, vale a dire circa di g60
tonnellate, doveva. portare un
equipaggio normale, in tempo di
pace, di 120 uomini. Di questi,
32 erano « famuli » o garzoni è
4 erano « pueri » © piccoli di ca-
mera. Ma in tempo di guerra que-
sti effettivi erano aumentati di un
uomo ogni « mille cantari », senza
contare i soldati.
Il cibo era basato su carne o
pesce salati, pane biscotto, aglio e
cipolle. L'acqua sapete com'era,
conservata in botti o altri reci-
pienti in coperta o sottocoperta:
quando non era rovinata dal sali-
no aveva intere colonie di vermi
ben visibili. I passeggeri, quandc
ce n'erano, mangiavano come l'e-
quipaggio.
La disciplina non era proprio
così dura come quella delle galee
ma nemmeno molto umana. Anco-
ra le « Ordinanze Catalane » san-
zionavano il taglio della mano e
del naso e, come punizione minore,
il « bagno » per cui l'uomo legato
ad una corda veniva gettato in ma-
re a babordo e ripescato a tribor-
do, facendolo passare sotto la chi-
glia. I crimini maggiori, natural-
mente, erano puniti con lo squar-
tamento.
Questo era il navigare del tem-
Tra le navi più famose, va ri-
cordata la caracca genovese « La
Grimalda », che poteva portare finc
a 2300 tonnellate di grano, un ve-
ro colosso, assieme alla « Mongar-
bina » turca. Tra i grandi galeoni
(famosissimi quelli inglesi di En-
rico VIII e della Regina Elisabetta
e quelli olandesi) ricorderò i se-
guenti:
Il « S. Anna », dei Cavalieri di
Malta, a sei ponti oltre l'altissimo
cassero che raggiungeva i 25 metri
sul livello dell’acqua, stazzava for-
se, in termini odierni, 3000 ton-
nellate, e portava 300 marinai e
400 armati, molte artiglierie e per-
fino una cintura di lastre di piom-
bo alla linea di galleggiamento.
Il « Sovereign », del 1495, con
110 cannoni e 31 petriere.
Lo « Charente » di Carlo VIII
armato di ben 200 cannoni.
I celeberrimi «@ Henry grace a
Dieu » del 1520 e & Great Harry »
del 1523; di 1.500 tonnellate cia-
scuno, con 184 cannoni a bordo.
Furono alcune di queste navi, e
molte altre simili, a partecipare
appunto al famoso scontro che vi-
de scomparire l’« Invincibile Ar-
mada » di Filippo II.
La flotta spagnola. comandata
dal Duca di Medina Sidonia, con
tava almeno 145 navi armate di
2.500 cannoni, con un totale di
20.000 uomini a bordo. Vi erano
galeoni, caracche, galeazze e ga-
Jlere di origine mediterranea, spe-
cie venete. La flotta inglese era al
comando di Howard, e un settore
era comandato dal famoso Francis
Drake. La battaglia avvenne nella
zona di mare tra Plymouth e Ca-
lais. Contro Medina Sidonia, Ho-
ward copre il porto di Plymouth
Il 22 luglio 1588, prima avvisa-
glia: Francis Drake cattura il ga-
leone di Pedro de Valdès. Poi le
galeazze italiane tentano di ta-
gliare fuori il famoso esploratore
Frobisher, che comanda il galeone
« Triumph », ma invano: nulia
possono contro il gigante irto di
HUILROKPNVELYROVNOVARINIVKOTIRIVBINENKENKONKNRA VOTA
cannoni, Comincia il disastro: il
28 luglio Howard attacca, all'al-
tezza di Gravelines. La « San Ma-
teo » è presa, così come Ja « Nue-
stra Sefiora de Begrona ».La « San
Juan de Sicilia » è fuori combatti.
mento, la « Maria Juan » affonda
Numerosi navigli veneziani affon-
dano. Una pioggia torrenziale ar-
resta infine il combattimento, ma
gli inglesi hanno già vinto: 18 ga-
leoni spagnoli e 8000 uomini so-
no fuori combattimento. Medina
Sidonia, ottimo generale ma non
TINIKNKNKENA
buon navigatore, prende la fuga, e
comincia un vero calvario, con la
fiotta di Drake alle calcagna: nau-
fragano altre 17 navi, e si perdono
ancora 5.000 uomini.
La potenza della Spagna sul ma-
re è fiaccata forse per sempre, e con
essa tramonta l'era del galeone. Sta
per apparire sul mare un nuovo
grande protagonista, il vascello, e
con esso arriva l'ora dell'Inghilterra
e dell'Olanda, »
Lucio Bozzano
TIBIIIATA TINUIVBINBTVENINKNVIVOLKBTKEATRAYN t
LA POPOLAZIONE TERRESTRE
Saremo cinque miliardi
fra quarantadue anni
I! rapido Ma
zione terrestre — di cui vi abbia-
mo parlato in uno del nostri ultimi
numeri — sembra preoccupare vl-
vamente gli studiosi di tutto il mon-
do; certo è che mai come in que-
1 A già ai
peso di quest
minaccia di uno squilibrio sociale,
il quale rischierebbe di far perdere
i vantaggi acquisiti dall'uomo sul
piano tecnico.
a sentire il
be la
sto momento il problema è stato Finora — osserva il rapporto _
studiato in tutti i suoi aspetti, po- aveva p
sitivi e negativi, e mai si sono portare dalla corrente millenaria
fatte tante previsioni sul futuro
dell'umanità.
La rivista tedesca < Die Welt»
ha interrogato in proposito il prof.
Fritz Baade,
mia all'Università di Kiel, Il que-
sito era, presso a poco, il seguen-
te: posto che nell'anno 2000 ci sa-
ranno probabilmente sulla Terra
cinque miliardi di uomini, sì può
pensare che il cibo di cui potranno
disporre sia sufficiente per tutti?
Il prof. Baade è, su questo punto,
ottimista. La superficie
della terra — egli ha detto — può
ancora essere triplicata. Oggi essa
copre circa 13,5 miliardi di ettari.
Una enorme riserva è costituita
dalle zone, trasformabili, oggi an-
cora coperte da bosco, Per il 2000,
la metà di queste possono essere
messe a coltivazione: è già quanto
basterà a nutrire gli attesi 5 mi.
liardi di uomini.
Ma c'è un'altra decisiva risorsa
per il rendimento della terra, la
meccanizzazione. Sul 350 milioni di
famiglie di agricoltori che lavorano
oggi la terra, 250 milioni si ser-
vono ancora di strumenti assoluta-
mente primitivi. M progresso mec»
sanico potrà dunque produrre un
forte aumento quantitativo dei pro-
dotti della terra anche senza che
venga aumentata la superficie col
tivata.
Anche l'Ufficio per gli affari so-
ciali dell'ONU è entrato in campo
con un eélaboratissimo « rapporto
sullo sviluppo demografico della
Terra », nel quale si osserva che,
se pure è vero che il tasso d'in-
er to delle è
costante negli ultimi vent'anni (es-
so è dell'1,68 per cento e si tra-
duce in 5.400 nascite all'ora), fl
coeffici d'iner
globale è dato dalla diminnzione
della mortalità, che in molti paesi
raggiunge un tasso del 25 per cen-
to, e, nei più progrediti, sino quel-
lo del 50,
MN più alto indice d'incremento
della popolazione è attualmente
quello dell'America latina: 2,5 per
cento all'anno; segue l'Asia, con 24
milioni di muove nascite all'anno.
La più alta media di durata del-
la vita è in Olanda (71 anno per
gli uomini, 74 per le donne), la
più bassa in India (32 anni), Le
donne vivono dappertutto più de.
gli uomini: su 100 donne,
negli Stati Uniti 137 uomini.
Se la popolazione del mondo con-
tinuerà ad aumentare al ritmo at-
tuale, la avrà nell'anno 2600
un abitante in media per metro
quadrato, tenendo conto anche del-
le regioni polari, det deserti ©
delle cime montagnose,
L'aumento della p ri-
sulterà probabilmente ‘accelerato în
Africa, Asia e America Latina, Più
della metà della popolazione mon-
diale vive în Asia e alla fine del
nostro secolo gli asiatici saranno
senza dubbio più dei tre quinti del
totale. La superficie delle terre
emerse è di quasi 149 milioni di
chilometri quadrati.
TImmensi sono fi problemi che
deriveranno da questa eccedenza
di popolazione; il rapporto rileva la
necessità di accelerare wulterlor-
mente i progresso tecnico e di
rendere più stretta la collaborazio-
ne tra { popoli, Se — dice la rela-
zione — la scienza consentirà di ri.
l'uomo una specializzazione più ac-
centuata, una più efficiente orga-
nizzazione sociale, vma più stretta
disciplina. In mm'epoca nella quale
dell'evoluzione creatrice. Oggi la si-
tuazione è rovesciata: ma se esi-
ste l'eventualità di un accresci-
mento della popolazione in propor-
zioni for c'è anche la pos-
sibilità di fronteggiare la marea; la
soluzione del problema è nelle ma.
ni dell'uomo. «< Se l'uomo dovesse
perdere il gusto di vivere, o, più
esattamente, di sopravvivere, la
storia dell'uomo sulla Terra non
avrebbe più alcun senso >.
In un articolo dedicato allo stesso
il
fico de <La Stampa», Didimo, ba
tracciato questo suggestivo quadro
del mondo del 2000: «Le colture
agrarie, che oggi stentano a nutrire
una umanità molto minore, saranno
estese; regioni tuttora coperte di
foreste, come il bacino delle Amaz-
zoni, avranno conosciuto l'opera
dei < bulldozer » prima, dell'aratro
pol. M paesaggio naturale porterà,
più che oggi e quasi dovunque, i
segni della presenza umana: fatti
più scarsi i boschi e 1 pascoli, più
fitti gli abitati e i campi. Sul tetti
delle abitazioni sl terranno piccoli
orti perchè la luce del sole non vI
piova senza dar frutto. La scom-
parsa o la riduzione dei boschi e
degli spazi liberi avranno a loro
volta ridotto o spento specie sel-
vatiche di uccelli, di roditori, di
carnivori; i contadini non permet-
teranno Ja permanenza o la vici-
nanza di questi competitori; di for-
me animali, frutto di milioni di se-
coli di evoluzione, bisognerà cercar
testimonianza nei vecchi libri di
storia naturale.
Le ie tenderanno a scom-
parire dalla superficie del suolo per
non occupare il terreno agrario di-
venuto prezioso; molte di esse ver-
ranno allogate sottoterra, soprat-
tutto in luoghi collinari o su rive
alte come quelle della Liguria; s0-
pra di esse le falde delle alture
verranno terrazzate per migliorar-
ne il rendimento agricolo. L'alimen-
tazione umana tenderà verso diete
vegetali; la carne difatti sarà scar-
sa, perchè le specie, sia selvatiche
sia di allevamento, richiedono per
crescere troppa superficie di prati
o di campi. SI manipoleranno le
alghe per renderle commestibili. Sa-
rà Intensificata la pesca,
Sararmo cessate altresì le col-
ture delle piante industriali; non
sarà fi e cot o
lino o canapa, fibre sostituibili con
altre di materia plastica; © 1 ter-
reni rimasti disponibili saranno de-
stinat! a piante alimentari. La for-
tuna delle materie plastiche, per in
cui fabbricazione si adopera car-
bone, petrolio, gas del peteomuala,
sconsiglierà di sciupare queste so-
per la
le brucerà più, nè ci saranno più
centrali termiche; le case, riscal-
date ad elettricità, saranno
camini.
L'energia elettrica sarà ricavata
dalle centrali idrauliche, di cul
grandiosi impianti saranno sorti an-
che nell'acrocoro africano e nel bel
mezzo dell'Asia; ma, în ben mag-
gior misura, sarà ottenuta dalle
centrali di fusione mueleare,
Le acque dolci, necessarie alla
irrigazione agricola come ai bisogni
alimentari e igienici delle cresciute
moltitudini e a quelli delle innu-
meri industrie, non basteranno più.
Le falde sotterranee già si sono
db in fi allarmante aî
nostri tempi; già molta acqua si
deriva depurandola dai fiumi, assat
imbruttiti dal rifiuti. Verso l'anno
duemila bisognerà ricorrere alla
enèrgia elettrica per distillare l'ac-
qua, del mare. Le acque dolci così
pr verso il
retroterra, verso le pianure e le
colline con impianti di pompe, fa-
cendo seguire ad esse il corso _in-
verso dei fiumi: fluendo cioè dal
mare verso le valli e 1 monti, Una
parte di esse sarà adoprata per re-
suvulre alla fertilità terreni già ina-
riditi dall'erosione, Si cercherà di
riconquistare via via alle colture
quelle terre d'Africa che cedettero
il posto alle sabbie del Sahara; e
così nel Medio Oriente, nell'Arabia,
nei deserti del Nuovo Messico e
dell'Australia; e, per restare da nol,
in tante zone inaridite e brulle del
nostro Mezzogiorno. L'acqua sarà
divenuta in realtà la sostanza più
preziosa del mondo >.
(continuaz. da pag. 9)
metro di 57 centimetri, essendo ca-
pace di 5000 giri al minuto e
raggiungendo una potenza di 680
cavalli-vapore.
Ai due lati della turbina sono le
pompe per l'alcool e per l’ossige-
no liquido, da immettere nella ca-
mera di combustione. Dette pompe
— realizzate in maniera da poter
fornire 125 chilogrammi di misce-
la per secondo, sono accoppiate al-
lo stesso asse della turbina, della
quale hanno perciò la stessa velo-
cità di rotazione.
Il percorso seguito dall'ossigeno
che viene fuori -dalla pompa è il
seguente. Esso si inizia in un di-
stributore, e di qui, attraverso una
serie di successive ramificazioni,
viene immesso in ventiquattro pol-
verizzatori o iniettori da cui giun-
ge infine nella sezione centrale a
doppia parete connessa alla camera
di combustione.
Diversa e assai più complicata è
la tubazione che trasporta l'alcool
e che lo distribuisce uniformemente
a tutti i settori dell'apparato pro-
pulsore, al quale giunge attraverso
tutta una serie di ugelli calibrati
Questa tubazione è realizzata con
particolari accorgimenti, che per-
mettono di evitare gli svantaggi e
i pericoli delle altissime tempera-
ture delle pareti interne della ca-
mera di combustione. La tubazione
do infatti a doppia parete, si
crea una superficie gassosa protetti-
va, in virtù della quale si ottiene
che Ia temperatura delle pareti in-
terne non sorpassi i mille gradi,
neppure allorchè la temperatura di
combustione raggiunge i 2700 gra-
di e la pressione i 15 chilogrammi
per centimetro quadrato.
Un'apposita apparecchiatura, a
mezzo di una valvola che entra
automaticamente in funzione, prov-
vede ad eliminare il pericolo di un
eccesso di pressione.
Due gruppi di alette, le une in-
terne (deflettori di vena) sistemate
nel getto del propulsore, e le altre
esterne. fissate alle estremità delle
Inni a
La V2 capostipite dei missili
77 gradi sotto zero |
Molti risultati degli studi e delle
ricerche effettuate da 10,000 scien
ziati di 66 paesi nel quadro d
annata geofisica internazionale
stati resi pubblici.
Ecco alcuni dei più im
risultati:
1) Il punto più freddo della
Terra scoperto sinora non è il po
sud geografico, ma un punto dk
stante circa 800 km, da questo p
lo, in direzione dell'Australia.
scoperta è stata effettuata da scien
ziati sovietici, che vi hanno riscon-
ina della
km. e della larghezza dI 320 po ù
scoperta nell'Oceano Pacifico.
scoperta di muovi metodi
di propulsione attraverso lo spazio,
accoppiando la riproduzione j
processi solari con fenomeni della.
spinta dei campi magnetici. fi
4) L'Antartide non è una m
sa compatta di terra coperta
neve e ghiaccio, ma una regione
che abbonda di fiordi e di laghi
ghiacciati, U
163 navi
naufragate nel 1957
I Lloyds di Londra comunicano
che l’anno scorso nel mondo sono
andatè perdute 163 navi per com-
plessive 370.963 tonnellate, Ò
La sciagura più sensazionale è
stata quella del veliero scuola te-
desco « Pamir >.
L'Inghilterra ha perso 18 navi,
gli altri paesi del Commonwealth
16, la Norvegia 15, l'Italia, Canadà
e Svezia 11 ciascuno. î
ll numero delle navi perdute la
ta
cifra più bassa dalla fine della se-.
conda guerra mondiale, L'anno in
cul si ebbe il maggior numero di
navi perdute fu fl 1953 con 226,
quattro derive stabilizzatrici, rego- |
lano la posizione e la direzione
della V2.
Per il lancio le V2 venivano di.
sposte con opportuni accorgimenti
su una sorta di graticcio che ve
niva drizzato verticalmente. ll
riempimento dei serbatoi veniva
compiuto negli ultimi istanti,
evitare la perdita di ossigeno Te
quido per evaporazione, fenomeno
che .si verifica in ragione di due
chilogrammi per minuto,
Il comando di accensione veniva
trasmesso al momento stabilito per
il lancio, elettricamente, da una ca.
samatta sistemata a congrua di.
stanza: immediatamente dopo un
secondo comando a contatto libe-.
rava l'alcool e l'ossigeno, segnando
l'inizio della fase conclusiva, Al-
cool ed ossigeno infatti dilagano
con eccezionale rapidità nella ca-
mera di combustione, ove si in-
fiammano. Qualche secondo dopo
entrano in funzione i liquidi ausi-
liarî, e si inizia il funzionamento
della turbina che aziona le pompe,
la quale dopo tre secondi è già ai
punto massimo della sua presta»
zione: si accelera così l'afflusso del.
l’alcool e dell'ossigeno, si accresce
la spinta, e si determina il distacco
e quindi l'inizio dell'accensione,
Tutto avviene con una rapidità ec-.
cezionale, cronometrica: per giun=
gere alla fase del distacco non oe.
corrono infatti più che dieci se-
condi.
Questa la V2: un ordigno del
peso complessivo di circa dodicimi.
la chilogrammi, capace di una ve
locità di 6100 chilometri all'ora,
con una spinta alla partenza di 27
mila chilogrammi, e una gittata
massima a pieno carico di 350 chi-
lometri.
Ed è da questo. ordigno, nato
per la guerra e poi finalmente ri-
preso ed utilizzato con intendi-.
menti di pace e di progresso, che
è derivata tutta Ja superba serie di |
conquiste della scienza e della tec-
nica, oggi impegnate ad aprire agli
uomini le vie degli spazî siderali.
0 TRENO
permettere il transito del tre-
no successivo senza causare ri-
tardi, Quindi le operazioni di
varamento devono essere effet-
tuate predisponendo ogni cosa
nel modo più accurato. Cia-
scuno ha un compito ben pre-
ciso e definito perchè non vi
siano esitazioni e perdite di
tempo, che in un varamento
diviene prezioso.
Molti sono stati i ponti co-
struiti dalla nostra Società per
i quali è stato necessario pro-
cedere al varamento per la lo-
POSI
ro messa in opera. I più im-
portanti sono: il ponte sul Pe-
trace a Gioia Tauro, quello sul
Taro presso Berceto, sul Be-
tigna, quelli dello Stilo e sul
Lipuda a Soverato, i ponti ri-
costruiti perchè distrutti du-
rante l’ultimo conflitto, sul Po
ad Ostiglia, sul Senio, sul
Santerno e sull’Adige a Mez-
zocorona, La maggior parte di
essi sono ponti a più travate.
Il varamento più imponente
in Italia, è stato effettuato mol-
tissimi anni fa dall’Ansaldo e
precisamente dallo Stabilimen-
to Carpenteria, allora denomi-
nato Costruzioni Metaliiche. Si
tratta del ponte sul Taro pres-
so Borgo Val di Taro, vara-
mento simultaneo di sette tra-
vate oblique ed in curva. Que-
ste due caratteristiche rende-
vano il varamento molto diffi-
coltoso, in quanto le travate
sistemate obliquamente sono
soggette a deviare con maggior
facilità di quelle diritte e la
curva, inoltre, costringe tutto
il ponte, durante il varamento,
ad assumere uno sviluppo di-
verso tanto per le travate
esterne quanto per duelle in-
terne; quindi il varamento do-
veva essere seguito con spe-
ciale attenzione e la sistema-
zione delle apparecchiature
doveva essere eseguita con cu-
ra particolare. Inoltre, il nu-
mero delle travate da varare
simultaneamente era tale che
occorreva un sistema speciale
di segnalazione; all'uopo fu
sistemato un impianto telefo-
nico che metteva tutte le sta-
zioni di varamento in comu-
nicazione con un centralino
disposto sulla stazione pilota.
Molto interessanti, dal lato
tecnico, si presentano pure i
montaggi dei ponti mediante i
sistemi elencati all’inizio del
presente articclo, perchè, ec-
cezion fatta per il montaggio
in sede definitiva, si tratta nel-
la maggior parte dei casi di
opere di grande mole, costrui-
te in punti in cui non è possi-
bile eseguire i ponti di servi-
zio o per il fatto che essi ri-
sultano costosissimi. L’argo-
mento potrà essere trattato in
un prossimo articolo.
Lorenzo Scagliarini
né e
VII A
TRAVATA
NUOVA
è
Da
SOSTITUIRE
{ rravara )
|
|
|
Sopra il titolo: il ponte sul Taro presso Borgo Val di Taro, composto de sette travate oblique
in curva, dopo il varamento. - In basso nella pagina accanto: il ponte sul Taro presso Ber-
ceto, in fase di varamento, - A sinistra: particolare d'impostazione delle carrelliere per il ponte
sull’Adige a Mezzocorona. - In alto: fase di varamento del ponte sul Senio presso Lugo. -
Sopra: schizzo schematico illustrante l'impostazione di un varamento. - Sotto: passaggio di
due locomotive durante le prove effettuate dopo il varamento del ponte sull'Adige a Legnago
UN GIORNALE MURALE
antinfortunistico al CMI
SICUREZZA
A CURA DEL COMITATO DI
Le collaborazione è aperta a tutti
SICUREZZA
la voce del Comitato
Proposte antinfortunistiche
Attenzione !!!
AI fine d’investire i lavora-
tori del problema della sicu-
rezza viene redatto al CMI —
a cura del Comitato di Sicu-
rezza e con la collaborazione
aperta a tutti — il giornale
murale « SICUREZZA ». La
pubblicazione è mensile e si
articola su alcune rubriche
fisse, attraverso le quali è stato
“Mio zio
e perplessità davanti al
dilagante « macchini-
smo », di fronte a questa
civiltà di motori e di ru-
mori, di fronte ai meccani-
smi d'acciaio che paiono
ormai regolare la nostra vi-
ta e relegare in un angolo
i pacifici, romantici sogni
di un tempo che fu, sono
molte, e molto diffuse.
Ne hanno parlato gli
scrittori (Huxley), i filosofi
(Russel), gli artisti (Cha-
plin), i sociologhi (Burn.
ham), i politici e i tecnici.
Ognuno può avere una
propria opinione (e anche
un proprio gusto), ma mi
pare chiaro che la marcia
del progresso, in questo ca-
so rappresentata dallo svi-
luppo della civiltà mecca-
nica, sia inarrestabile e
quindi fatale. Sognare un
mondo di parchi silenziosi,
di campagne verdi e roman-
tiche, di piccole pianole che
suonano in periferia, può
essere antistorico, ma cer-
tamente è umano, molto
umano, e se un artista rie-
sce ad esprimere questo so-
gno in termini validi, fa
opera di grande poesia.
CINESELEZIONE
Jacques Tati, il moderno
« comico » francese affer-
matosi con « Giorno di fe-
sta » e « Monsieur Hulot »,
ha voluto esprimere tale so-
gno col suo ultimo film, a
colori, « Mon Onele ».
E’ una satira della mo-
dernità, rappresentata da
modernissime case tutte di
plastica e con meccanismi
automatici, da ‘fabbriche
precise come orologi, dalla
cucina elettronica, ecc., un
mondo he egli prende in
giro con tutti i suoi abitan-
ti, per contrapporvi il mon-
do semplice e anche un po’
« barbone » degli spensiera-
ti di periferia, dei giochi
dei bimbi, della libertà in
piena campagna.
Era una cosa che Chaplin
aveva già fatto con « Tem-
pi moderni » e René Clair
con « A noi la libertà », e
nel film di Tati si sente
spesso l’esempio chaplinia-
no, forse troppo. Ma ciò
malgrado il film è buono,
divertente, attento e ricco
di trovate, e ci pare che
abbia giustamente meritato
il gran premio al Festival
di Cannes.
IL PORTOGHESE
14
impostato il dialogo con i la-
voratori, Il giornale viene af-
fisso ad appositi tabelloni si-
stemati nell’atrio dello Stabi-
limento e nel locale Mensa e
viene attentamente seguito.
Illustriamo brevemente le
cinque rubriche fisse del gior-
nale:
La voce del Comitato è la
descrizione succinta di quanto
il Comitato ha preso in esame
e deciso nella sua riunione
mensile.
Proposte antinfortunistiche è
la segnalazione dei suggeri-
menti riguardanti la sicurezza
(presentati o no attruverso la
Cassetta delle Idee) e delle
realizzazioni compiute a se-
guito di essi. Se il proponente
è d'accordo, viene pubblicato il
suo nominativo.
Conosciamo le norme di pre-
venzione infortuni consta della
esposizione piana degli arti-
coli del D. P. 547 e di racco-
mandazioni di carattere gene-
rale.
Un lavoro pericoloso. Questa
“ubrica si avvale della colla-
borazione diretta dei lavorato-
ri: in essa infatti viene pre-
sentato dallo stesso operaio il
lavoro che egli svolge, con i
pericoli connessi e le norme
da seguire per prevenire gli
infortuni.
Attenzione! è la parte riser-
vata alle comunicazioni che,
in materia di sicurezza, la Di-
rezione di Stabilimento ritiene
opportuno fare a tutti i dipen-
denti.
Nel giornale esiste inoltre lo
spazio per la pubblicazione di
due disegni scelti fra quelli ri-
tenuti più efficaci sotto il pun-
to di vista psicologico. (Per i
primi numeri del giornale il
materiale è stato ricavato dai
calendari tascabili dell’ENPI),
Biblioteca
Meoni
Armando Meoni è nato a Prato
nel 1894 © vive tutt'ora nella gra-
ziosa città toscana, E proprio qui
è ambientata l'ultima sua opera —
Età proibita — che ha visto la lu-
ce di recente, edita da Vallecchi.
E* la confessione, in molti punti
spietata, di quanto l'uomo poten-
ziale rivela già nel fanciullo: un fan.
ciullo seguito fino al suo sedicesimo
anno. La periferia di Prato e i pr!-
mi anni dell’attuale secolo sono li
luogo © il tempo della confessione
di Meoni, in molti punti anche sca-
brosa, ma indubbiamente seritta
con arte consumata che — riscat-
tando questi « punti» — conferi.
sce loro addirittura una patina di
poesia e, a tratti, un non certo tra.
scurabile valore morale,
Meonl non s'è arrischiato ad un
tuffo all'indietro di parecchi anni
per compincimenti o — peglio an-
cora — per una postuma moralo
sul suo passato più lontano: anzi,
lungi da tutto questo, ha ubbidito
ad un impulso probabilmente spon-
taneo, perchè «è ancora lui che
mi sta accanto, testimone Impene-
trabile del mio viwere — racconta
Meoni —; non se ne stacca mal.
Qualunque cosa mi avvenga di fa-
re, non mi rimprovera; nemmeno
mi loda. Da ogni giudizio s'astiene:
ascolta, guarda, Ma non è me che
guarda, pure uscito un anno dietro
altro dalla sua impazienza, dal
suoi stupori, dalle sue stesse spe-
ranze; per lui non esisto più di
quanto esista chiunque mi stia at-
torno o nbbia con me comunanza
di vita, Se stesso guarda: ll fan-
clullo ch'io fui e che egli è rimasto;
quanto di ]ui continua a rimanere
inespresso o insoddisfatto. E* terri
bile, certi momenti >.
(Armando Meoni, «Età proibita»;
Fd, Vallecchi - 1.200 lire).
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Visita alla “Olivetti”
e alla Centrale di Chivasso
S e non andiamo errati, le pri
me wisite organizzate da
" L'ansaldino” furono a navi
della Società ”" Italia"; sequi-
rono poi quelle allo Stabilimen-
to siderurgico della " Corniglia-
no", alla Fiera di Milano, al
Porto di Genova, a musei e pi-
nacoteche e, recentissimamente,
alla” Fiat . Mirafiori" ed al Sa-
lone della tecnica di Torino.
Domenica 19 ottobre è stata
la volta della " Olivetti” e del
la centrale termoelettrica di Chi
(f
I
Abbiamo attentamente, a lun-
go, osservato i cieli di lavora-
zione. Ebbene, malgrado quanto
potrebbe credersi a prima vista,
molto del prodotto finito si deve
all'opera diretta dell'uomo, La
macchina è il suo migliore al-
leato, non il nemico peggiore. Si
pensi un attimo solo ai cosid-
detti " magazzini volanti”, cioè
a quei nastri trasportatori che
molto ci ricordano le montagne
dei nostri primi anni,
Hanno il compito di spostare
russe
Nello stabilimento di Ivrea
Partiti all'alba da Sam
pierdarena l'alba della prima
giornala veramente fredda, ma
senza una nuvola dopo la so-
sta di rito a mezza strada, il
nuovissimo fabbricato della
"Olivetti" di Ivrea ci ha visto
giungere poco dopo le 9,30.
l tre pullman della ” Riviera
Erpress” ospitavano circa cento
persone; ad attendere i visita-
tori erano i sigg. Luciano Gau-
passo,
na dell'Ufficio rappresentanza
della " Olivetti", Cesare Malu-
sà del collaudo macchine da
calcolo e il capo reparto Giu-
seppe Trabucco.
La ” Olivetti”, chi non la co-
nosce? Chi non ha mai usato le
sue macchine da scrivere, le sue
calcolatrici, le sue telescriventi?
Nella pur vasta gamma di pro-
duzioni, sono proprio questi
strumenti di lavoro, oggi indi-
spensabili, quelli più conosciuti.
E a tutti, chi più chi meno, in-
fteressa vedere "coi propri oc-
chi” come wengono costruiti,
pezzo per pezzo. Tutti hanno po-
tuto così ammirare il ciclo di
produzione dall'inizio,
-
continuamente i vari pezzi della
macchina, da un punto all'altro
del reparto, da operatore ad ope-
ratore, seguendo un itinerario
per il profano ma in
realtà rigidissimo, studiato ero-
nometricamente, una
legge ferrea, Abbiamo ancora vi-
sto i "robot", quelle macchine
che alla "Olivetti” sostituiscono
completamente la dattilografa
al banco di prova, capaci di sco-
prire anche i più piecoli difetti
di una calcolatrice, di una datti-
loscripente qualsiasi: poi però,
ad eventuale difetto corretto, il
prodotto sarà inevitabilmente
collaudato per l’ultima volta
proprio dalle agili dita di una
dattilografa, C'è insomma, alla
" Olivetti”, una razionalissima
organizzazione, che grande spa-
zio deve, naturalmente, al la-
meccanico: ma l'elemento
vero resta sempre l'operatore, in
qualunque stadio della lavora-
zione.
caotico
secondo
voro
Superbe sono le officine, nuo-
ve, luminose, ampie, modernis-
sime. La luce e i colori sono sta-
Davanti alla centrale della SIP
ti oggetto di studi attentissimi;
l'aria è quasi dovunque condi-
zionata, i soffitti antiacustici,
in molte parti viene continua-
mente diffusa della musica e
ancora oggetto di continua cura
è lo studio per la prevenzione
degli infortuni: i vari pezzi del-
le macchine infatti, tanto per
fare un esempio, hanno diverse
colorazioni, ognuna delle quali
ha un significato preciso, a se-
conda del grado di pericolosità.
Insomma quello di Ivrea è effet-
tivamente uno stabilimento da
vedere. E l'interesse è stato
grande sul serio, Basti pensare
che i visitatori uscirono appena
in tempo per consumare l'otti-
mo pasto e per dirigersi verso
Chivasso, attesi dall'ing. Ema-
nuele Sampier della Direzione
Generale della ” Società Idroelet-
trica Piemonte ”, dal Capo della
centrale dr, Renato Masoero, e
dai periti industriali Gino Cnae-
ciacane, Giustino Sciarretta, Fer-
ruccio Borea, Sergio Vittori, Ro-
berto Tomassetto e Giovanni
Morone.
La centrale rinunciamo a de-
seriperla. ” Chivasso”, come è
generalmente chiamata all'An-
saldo, la conoscevamo dalle fo-
tografie e dagli articoli che sono
comparsi su queste colonne. Ma
l'impressione di grandezza (im-
pressione — mi si creda
rosa), non può essere riassunta
- pan-
in poche righe. La centrale era
ferma, domenica scorsa; ferma
data l'abbondanza idrica del mo-
mento, che rende inutile l'ac-
censione ed il funzionamento di
una centrale termoelettrica tan-
to moderna e grande, E' ancora
tuttavia in fase di montaggio la
terza sezione, da 140.000 kW.;: e
questa è stata una gran bella
sorpresa, poichè vi abbiamo tro-
vato quasi trenta ansaldini, lì
in trasferta per i lavori ormai
a buon punto.
Questo immenso gigante ci ha
inghiottiti e rapiti per più di
un'ora. Dalle caldaie — alte sei
piani! — alle turbine di un
giallo intenso, ai quadri di con-
trollo, alle prese d'aria sul tetto
dell'edificio, a questo senso di
spazio, di aria, di ordine, a que-
sta riposante sicurezza che do-
mina le stesse macchine, tutto
insomma ha concorso a farci
perdere completamente il senso
delle dimensioni, a portarci di
peso in una atmosfera di fanta-
scienza,
Ed è bello per noi sapere che
gran parte di questa realizzazio-
ne è frutto del lavoro degli an-
saldini, quasi una continuazione
degli stabilimenti genovesi, una
altra bandierina bianco azzurra
piantata in una zona piena di
verde e di acque. Più o meno
questo diceva Maggiolo rispon-
dendo alle parole commosse del-
l'ing. Sampier quando, a visita
ultimata, venne offerto dalla
"SIP" un signorile rinfresco,
Poi riprese la corsa dei pull-
man verso Genova e qualcuno
approfittò del microfono per
mettere in luce le sue scaden-
tissime possibilità vocali. Ma
niente di grave: si era tutti
stanchi ed allegri, e Genova ci
vide rientrare per l'ora di cena,
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TUTTO PER LA CASA
CON LUNGHE DILAZIONI DI PAGAMENTO
OLIMPIA
GENOVA-SESTRI
CONTINI
PORTICI XX SETTEMBRE; 172 r.
Pisi]
10°/
TUTTE le NOVITÀ
di STAGIONE
PRESENTANDO
DI QUESTO AVVISO
[O GT RT
BO RS E
VEC
ARTICOLI
VIAGGIO
CONFEZIONI
CURATI
CALZE
IL TAGLIANDO
GUANTI ecc.
15
L'ULTIMA PUBBLICAZIONE DEL GENERALE DE VITO
Panorama navale
del biennio 1956-58
R ievocando, nel numero scor.
l'indimenticabile figura
e la vita esemplare del com-
pianto generale Eugenio de Vito,
abbiamo accennato di sfuggita
a quella che fu l’ultima sua
fatiea di studioso e di tecnico
delle costruzic navali: un vo-
lume dal titolo « Le costruzio-
ni navali mercantili del biennio
1956-1958 », nel quale l'Autore
ricercava e tracciava, con acu-
tezza pari all’ ineguagliabile
competenza, le essenziali linee
evolutive della moderna tecni-
ca navale,
Il generale de Vito aveva pre-
parato quest'ampio studio per
presentarlo al VI Convegno in-
ternazionale delle comun'cazio.
ni organizzato a Genova in oc-
casione delle manifestazioni co-
lombiane. Il volume fu dato alle
stampe il 15 agosto
cura dell'Ente per le Manifesta-
zioni colombiane; e l'Autore
già sofferente, ma più che mai
ribelle ad ogni invito al riposo
e all’inattività — provvide per
sonalmente alla correzione delle
bozze con quella cura meticolo-
sa ch'egli poneva in ogni suo
atto, nei piccoli e quotidiani
come nei più importanti e me-
morabili. L'ultimo scritto ch'egli
tracciò di suo pugno fu la de-
dica al nostro Direttore Centrale
ing. Casaccia d'una copia del
volume, fresca ancora d’inchio-
stro tipografico
Il generale de Vito spirò se-
renamente la mattina del 6 ot-
tobre, Quel giorno stesso veni-
vano inaugurati i lavori del VI
Convegno delle comunicazioni e
la notizia della sua morte giun-
se ai congressisti nell'atto stes-
so in cui si radunavano per la
lettura delle prime relazioni. Il
primo atto del Convegno fu un
sincero e accorato omaggio reso
alla memoria di colui ch'era
stato uno dei più grandi tecnici
navali dell’epoca mostra; e il
suo studio sulle più recenti
costruzioni navali mercantili
venne illustrato in apertura di
seduta, fra la commossa atten-
zione di tutti i presenti,
Il volume è suddiviso in cin-
que capitoli, Nel primo, dedica-
to alle navi passeggeri, vengo-
SO,
scorso, a
no esaminate analiticamente le
più importanti costruzioni del
biennio, @ l’attenzione dei let-
tori viene particolarmente ri-
chiamata sulla motonave « Grip-
sholm », costruita a e
universalmente conside la
più bella fra le recenti realizza.
zioni mavali, e sugli stabilizza-
tori Denny Brown largamente e
felicemente sperimentati negli
ultimi anni,
Segue uno studio sulla rapida
evoluzione della nave da carico
secco, 0 cargoliner, dovuta es-
senzialmente al notevole au
mento di velocità ottenuto con
la sostituzione del motore Die-
sel a! tradizionale apparato
motore a vapore, Un esame com-
parativo delle navi di recente
costruzione e un accenno all'im-
portanza e all’uvvenire dell’ap-
plicazione dei motori Diesel so-
vralimentati completano questa
parte, Il terzo capitolo è dedi-
cato alle navi tframps, cioè a
quelle navi lente e di bassa por-
tata che, con pittoresca ed effi-
cace immagine, l'Autore parago-
na ai treni merci, e il quarto al-
le navi per carico di massa
16
(carbone, grano), Di entrambi i
tipi vengono esaminate le carat-
teristiche, l'evoluzione, le rea
lizzazioni più importanti in tut.
to il mondo,
Nell’ ultima parte | Autore
riassume in rapida e acuta sin-
tesi le fasi essenziali dello svi-
luppo delle navi cisterna, dai
primordi fino alle recenti costru-
zioni di grande tonnellaggio
(100 mila t.d.w.), ponendo in ri-
lievo il buon successo ottenuto
dalla Agrigentum, una delle più
notevoli realizzazioni dei Can-
tiere Ansaldo di Sestri.
Con lo studio sulle navi ci-
sterna si chiude l'ampio panora-
ma delle costruzioni navali nel
mondo, questo appassionante
capitolo della storia del pro-
gresso umano, in cui il gene-
rale de Vito ha inciso indele
bilmente il segro della sua ge-
nialità di progettista e di co-
struttore,
Dopolavoristi di Muggiano
in gita a Napoli
Di una città spesso e volentieri
ci facciamo una nostra idea, un'idea
ch: raramente corrisponde alla real-
tà. Così è accaduto a noi del Mug-
giano, che nei giorni 5, 6, 7 ed 8
settembre siamo stati a Napoli, ver-
so la quale molti di noi si erano
diretti con una certa prevenzione.
Partiti da La Spezia alle 4,30
del 4 settembre, ci siamo avviati in
pullman verso il sud, giungendo a
Roma. dopo aver consumato la
prima colazione a Cecina, a mez-
zogiorno, Pranziamo da «Zi' Gae-
tana», vicino a S. Pietro; ed an-
che il turista che fino ad allora era
stato alquanto silenzioso. di fronte
ai rigatoni al forno ed al vino dei
« Castelli » riacquista la favella.
Lasciamo la città eterna alle 15;
passando per via Cristoforo Colom-
bo e dirigendoci verso i «Castelli».
Poi ci ianciamo sulla « fettuccia »
di Terracina, che percorriamo can-
tando e ridendo senza ritegno, col-
pa, forse, del vino squisito di « Zi’
Gaetana ». Il Monte Circeo ci os-
serva da lontano e il Tempio di
Giove ci dà il nulla osta per l’in-
gresso in Campania. Osserviamo la
Grotta di Tiberio, la « Villa ro-
mana » e Gaeta, dove tutti cerca-
no il carcere militare. Ricordi di
tempi lontani, quando Gaeta era
un nome che incuteva paura alle
« burbette »: oggi è soltanto una
bella e ridente città con il suo am-
pio golfo le cui coste si specchiano
in un'acqua azzurro-cristallina. A
Formia c'è un vinello che Banca-
lari senior e Pellegri apprezzano
senza riserve e a questo punto
l'« oriundo » di turno, il nostro
caro Enrico La Lomia dà inizio
alle sue fatiche di « guida-interpre-
te », che dureranno ben quattro
giorni.
Alle 19, finalmente, Napoli è
davanti a noi, col suo cielo, il suo
mare. il suo folclore, il suo canto.
Gli « scugnizzi » non sono più di
moda, ma l’ingegnosità del napo-
letano caro a Marotta è sempre al-
l'avanguardia: occupatori di posti
in treno. affitta-giacche per avvo-
cati in tribunale, noleggiatori di
piatti per nozze; gente dalla fan-
tasia (e dal cuore) grande così, Via
Caracciolo è una quinta strada, via
Forcella è una via Prè: lusso è mi-
seria, sfarzo e squallore continua
no a rincorrersi. La tanto discussa
Piazza del Municipio è, a nostro
avviso, il miglior biglietto da vi-
sita della città,
Pompei ci riporta all'epoca ro-
mana. Gli scavi ci vengono illustra-
ti da due guide messe a nostra di-
sposizione dall'Ente del Turismo.
Lasciamo il Vesuvio e Pompei
per avviarci verso Cava dei Tirreni,
Vietri sul Mare e. quindi, Amalfi,
di cui visitiamo il duomo norman-
no, i negozi, le strade. Proseguiamo
per Sorrento. Ma per giungervi
Gruppo di dopolavoristi spezzini durante la
dobbiamo percorrere le 1132 cur-
ve della splendida « costiera amai-
fitana », Ad ogni curva un panc-
rama nuovo, un paesaggio meravi-
glioso. Mentre lasciamo la citta
viene intonata « Torna a Surrien-
to ». E siamo di nuovo a Napoli,
di cui continuiamo Îa visita.
Il giorno 7 andiamo a Capri
con la « Sirena del Golfo ». Ap-
pena giunti ci dividiamo in due
gruppi: chi va alla « Grotta az-
zurra » e chi gira per Marina
sosta a Roma
Grande. Poi si va su a Caprk
Anacapri, al S. Michele e si scende
a Marina Piccola, in vista dei « fa-
raglioni ». Si ritorna a Napoli
alle 19 e si cena con pizza e zuppa
di pesce a Mergellina.
Il giorno dopo si riparte, pur:
troppo. per la Spezia, con gli echi
della festa di Piedigrotta nelle ore
chie e nel cuore, con un’inhinità.
nostalgia per la metropoli meri-
dionale, bella oltre ogni dire.
Carlo Biondi
elpi 1165
30 volte
attrito.
qualsiasi temperatura.
protegge il motore
Nello spazio di un secondo, nella fase di
scoppio, il motore può raggiungere per ben
trenta volte la temperatura di 2000 ‘C.
Basterebbe questo solo fatto a rendere neces
sario un valido mezzo di difesa per le sue parti
vitali. È indispensabile un lubrificante che ga-
rantisca la massima resistenza alle alte tempe-
rature, oltre a combattere insidie altrettanto
pericolose come la corrosione ed il fortissimo
Affidatevi a un olio speciale, come lo
Shell X-100 Motor Oil Multigrade, che com-
batte la corrosione e protegge il motore a
facilita l'avviamento
combatte la corrosione
fa risparmiare carburante
in un secondo
l’olio per tutte le temperature
MOTOR OIL
SEZIONE TURISMO
Ottocento soci in gita all’ Isola d’ Elba
Domenica 28 settembre si è svol-
ta la gita all'Isola d'Elba program-
mata dalla « Sezione turismo » del
Dopolavoro, gita alla quale hanno
partecipato ottocento persone €
che ha avuto un lusinghiero suc-
cesso, particolarmente per quanto
riguarda l’organizzazione, curata
perfettamente dal Direttore tecnico
rag. Fulvio Fossati.
Il grosso dei partecipanti è par-
tito in treno speciale alle 4,25 da
Sampierdarena, mentre altri gitanti
sono saliti a Principe, Brignole,
Nervi e Rapallo. Un servizio di
pullman ha trasportato a Sam-
pierdarena gli ansaldini di Voltri,
Pegli, Sestri Ponente, Pontedecimo,
Bolzaneto, Rivarolo. Sul convo
SEZIONI TURISMO E ATTIVITA MONTANE
fungevano da capi gruppo i
Parodi. D'Alessandro e Ber-
gamini, e da capi vettura i sigg.
Cerato. Orsolino, Bonelli, Grosso,
Poggi, Tesi, Marconcini, Zoppini,
Vendrame, Filippi, Rossi e Berti
Alla gita hanno partecipato pure il
Chelini e il segretario sig. Allegra.
Giunta a Piombino alle 9,15, la
numerosa comitiva si trasferiva al-
marittima a bordo di
sette pullman. predisposti dal so-
lerte Ottonello e. dopo un'ora
mezza di navigazione con la moto.
mente noleggiata, sbarcava nell’iso-
la del ferro. Qui era già in attesa
il rag. Fossati con altri otto pull-
man per il giro dell'iscla,
Sono state visitate Marciana Ma-
rina, Marina di Campo e Porto
Azzurro, e dovunque i gitanti so-
no rimasti ammirati per la bellez-
za pittoresca dei luoghi. Si calcola
che siano state scattate 14.000
istantanee e « razziati » quasi tutti
« souvenirs », i fiaschi di aleatico
le botticelle di moscato dell'Elba.
Alle 17 è avvenuto l’imbarco per
il continente e alle 18,50 si rimet-
teva piede a Piombino. Il viaggio
di ritorno in treno, aliietato da
gioiosi canti, si svolgeva in per
fetto orario e | indimenticabile
giornata terminava così senza il
minimo incidente,
to)
La vendemmiata sociale a Castelletto d’ Orba
Nonostante il tempo incerto
oltre cinquecento persone hanno
partecipato alla « Vendemmiata
sociale del Dopolavoro a Ci
stelletto d'Orba
Gli ansaldini sono partiti con
dieci pullman da Sampierdarena,
da Pontedecimo e da Piazza del-
la Vittoria e sono giunti alla
tabella di marcia.
cabile Ottonello, mentre Caval.
provvedevano alla organizzazio
ne del torneo di boc e dell
partita di caleio fra le squadre
A e «Be» del Meccanico,
Verso le undici è avvenuta la
distribuzione dell’uv: con
di Bergamini; sono stati
slistribuiti oltre cinquecento-
trentasette chili di magnifici
grappoli.
A mezzogiorno pich-nich e co-
lazione in trattoria,
Nel pomeriggio, Bellucci e Bo-
ni s'occupavano delle attesissi-
me gare di gimkana e delle cor-
se nei sacchi, mentre le autorità
del posto, ricevute dal segreta-
rio del Dopolavoro Alleg
dal consi
“a e
D'Alessandro, ve
nivano a porgere il saluto della
popolazione offrendo una bel
sima coppa ricordo. Il Sindaco
di Castelletto ha promesso ai
dirigenti del Dopolavoro Ansal-
do, che la prossima edizione
della « Vendemmiata soc
le
is
la
sarà curata dagli amministra-
tori locali in modo ce ionale,
Alle 18 premiazione dei con
correnti alle varie gare, indi ri-
torno a Genova,
e
Ecco le classifiche e i premi:
Torneo di calcio. Prima classif-
cata squadr <A> del Meccanico
(Chiari, Ragni, Criaco, Firpo, Pre-
ve, Pronzato e Menegi
«ia squagra «<B> Le
Mec (Lucch Pinzel
co, Perino, Cassarino, Ferrari Griì-
lo). Ai componenti della squadra
<A> sono stati consegnati buoni.
premio da 800 lire, alla « B> buo-
ni-premlo da 500 lire. Torneo bocce
to). Secon-
n coppie 1) Sartori - Gine-
cone, 2) Ineri, 3) Alol
- Rruzzone, - Valzania
5) Pozzuolo . Pozzuolo, 6) 7
Cacciabue, 7) Fantoni - Fr
Sono stati distribuiti buoni-premia
UN CICLO DI CONCERTI
a prezzi ridottissimi al
Teatro Comunale dell’ Opera
La Sovraintendenza del « Teatro
Comunale dell'Opera >, in seguito
nl rinnovato vivo successo ed ai
consensi ottenuti nelle scorse sta-
gioni, organizza per il terzo anno
un clkclo di concerti con speciali
abbonamenti a prezzi ridottissir
per enalisti
I concerti si effettueranno ogni
domenica alle 17 e | cartellone
avrà quest'anno un interesse par-
ticolare sin per In presenza di Di-
ettori di fama internazionale, che
per la scelta di solisti di alto va-
lore e la partecipazione di orche-
stre e complessi di eccezione.
I programmi saranno curati in
modo speciale e comprenderanno i
capolavori del passato e clò che di
più Interessante può offrire la pro-
duzione contemporanea. Saranno
eseguiti l'orchestra del « Teatro
Comunale dell'Opera >, migliorata
nei quadri sotto la guida del mae-
stro Aleco Galliera,
Nel cartellone figurano ij Diret-
tori Ernest Bour, Alfred Hering,
Samo Hubad, Peter Maag, Lovro Von
Matacic, Pierre Monteux, no Son»
togno, Carlo Zecchi, | solisti di pia-
noforte Gino Gorini, Maureen Jo-
nes, Ornella Santoliquido, i solisti
di violino Bronislaw Gimpel, Karo-
line Kraus, Riccardo Odnoposoff, |l
violoncellista Enrico Mainardi, il
grande complesso orchestra coro
solisti della « Slovenska Filharmo-
nja » e l'orchestra stabile e coro
de) « Teatro Comunale dell'Opera
Feco le nuove forme di abbo-
namenti a prezzi ridottissimi:
Abbonamento al primo ciclo di
7 concerti (dal 4 novembre al 21
dicembre): poltrone I 3.500, pot-
23.000. distinti e nume.
galleria L, 2.400, galle-
ti 1.0 settore T.. 2.000,
galleria numerati 2.0 settore lire
1,400
Abbonamento al secondo ciclo di
6 concerti (dall'it gennaio al iS
febbraio): poltrone L. 2.000, pol-
troncine I, 2,600, distinti e nume-
ati a Nila galleria LIL. 2,000, galle-
ria numerati lo o L. 1.700,
galleria nume 2.0 settore lire
1.2
Abbonamento all'intero ciclo di
13 concerti: poltrone I. 6.000, poi-
troncine 1 200, distinti e prima
fila galleria L. 4.000, numerati p
ma gall I. 3.400, numerati se-
conda galleria T.. 2,400 (tasse e iîn-
gresso compresi)
Lgni abbonato avrà il suo posto
numernto © riservato; gli abbona-
menti si fanno presso la Direzione
del” « Teatro Comunale dell'Opera
ftel. 53.992 - 57.462) e presso il
Dopolavoro Aziendale (tel, 41.959)
SEZIONE ARTI FIGURATIVE E MODELLISMO
La 1a rassegna biennale di
pittura, scultura e modellismo
La « Sezione arti figurative e
modellismo » ha organizzato,
come già comunicato, una mo-
stra di pittura, scultura e mo-
Nlismo alla quale possono par-
tecipare tutti i dipendenti del-
l'’Ansaldo. La mostra sarà aper-
ta al pubblico dal 15 al 23 no-
vembre e sarà chiamata « La
Rassegna biennale
d
Alla dotazione del premi In palio
hanno contribuito le seguenti Ditt
ed Enti, che il Dopolavoro ringra-
zia sentitamente: E.N.A.I Provin-
ciale, a <Athen « Nucg-
get > issimo Carrea), « Fab.
brica a Plastica » (dott. Ma
co Di Liberto), « Morassutti », « D
no Pizzi», « Hotel Conte Verde
di S. Margherita Ligure, « Albergo
Dora > di La Thuile, « F.ili Pizzorni
- Calzature >, «lega >, « Assicura-
zioni Generall >», < Ippolito Catta-
neo >», € Burdese « Tipografia Con-
ticini « Tipoera Lan Ligure»
Autoservizi Callero », «La Medi.
terranena e Calabrese > « Llovd
tali & T'Anconra >», Vallechia-
Cartolerin Berardi», eS.A
da 400 a 1,200 lire, Gimkana gigan-
te a coppie miste: |) Fantoni -
Astori, 2) Vendrame - Vendrame,
Armat - Arman, 4) loniì -
nti. 5) Podetti - Mascardi, 6)
Patri . Bruzzo, 7) Ottonello - Gu
glielmi, 8) Ottonello . Ottonello. So-
no stati assegnati premi da 400 a
1.200 lire, Gim a a coppie miste
per bambini: 1) Barletta - BRarlet.
t 2) Fduppe . Fa )e. 3) Otto.
nello +. Gobbi, 4) rino - Isola,
5) Bisso - Plieropan, 5) Pieropan +
Pieropan
Riduzioni del 50%
al Politeama Genovese
Per accordi Intercorsi fra la
Direzione del « Politeama Ge-
novese > e ll Dopolavoro An-
saldo, ai soci del Dopolavoro
Ansaldo verrà concessa una rl-
duzione del 50 per cento sui
prezzi dei posti di ogni ordine
© per tutti gli spettacoli, nei
giorni di giovedì, venerdì e do-
menica alle ore 21.
Per ottenere questa riduzione
è sufficiente presentare alla
cassa del teatro l'apposito buo-
no da ritirarsi presso | delegati
di stabilimento.
NUOVI ACQUISTI
in Biblioteca
Il Signor Nessuno di Valentino Gavi.
E' una raccolta comprendente do-
dici novelle di sensibilità viva e
a L'autore che è nato e ri-
siede a Genova cominciò giovanis-
simo come commediografo, Colla-
boratore di giornali e rassegne. di.
rige la rivista « Genova del Co-
mune,
Gli occhiali d'oro di Giorgio Bns-
sani, Questo nuovo breve romanzo
di Bassani, seritto durante lo scorso
anno, si lega alla serie di lucide
rappresentazioni del suo mondo
emiliano, storicamente centrato ne.
gli nanni cruciali del nostro tempo,
tra la crisi del fascismo e il do-
poguerra. In questa opera prende
corpo la storia privata di un uomo:
uno stimato professionista, che per
vizio decade lentamente fino a Al-
ventare un escluso della soci
un reietto,
La grande Olga di Ugo Facco De
Lagarda. L'umorismo del veneziano
Ugo Facco De Lagarda è carico di
una dolorosa coscienza e il sun
amore per gente luoghi e fatti è
tutto nutrito di veleni. Questo
conto si svolge nel giro d'un
stretto numero di ritratti emble
matici. La grande Olga è un'affitta-
camere veneziana: sorniona e prov.
videnziaie, opportunista e genero
sa, pronuba d'amori segreti; dedi
borsa nera in tempo di
quer durante l'occupazione oe-
di clandestini
Il lungo so tre clar-
destini nella esigua ra di no-
ve metri quadrati assegnata
da Olga a dar corpo al raccont
ma sopratutto la tazione
del tre personaggi, ognuno col sun
passato sistematicamente «delin
il suo mondo psicologico, la
cultura. la sua polemica con
altri nella forzata convivenza
rto clandes O si aggiunge a im
punto. Ed è qui che il
conto Incontra una svolta dramn
tica, senza maj perdere ll suo tonn
di renstica ironia
I volumi sopracitati sono a dispo.
sizione presso ln biblioteca del Do-
polavoro in via A. Stennio a Sam.
plerdarena,
Abbonamenti speciali
per il Teatro “E. Duse,
Anche quest'anno VPENAL
Dopolavoro Provine
nale di Ge.
nova — metterà in vendita i
consueti abbonamenti spe
li
per lavoratori, valevoli per cin-
que spettacoli, I prezzi sono gli
stessi dello scorso anno, cioè
lire 3.250 per le poltrone e lire
1.750 per le poltroncine
A causa della tournée effet-
tuata nell'America del Sud, e
da poco conclusa, il Teatro Sta-
bile inizierà quest'anno la sua
stagione con ut; certo ritardo,
Presumibilmente, lo spettacolo
inaugurale avrà luogo in una
data compresa fra il 1.0 e il 20
dicembre.
17
Sono nati
13 giugno: DANIELA, di Fulvio
Argento (Dig) e di Vittorina Lecca
- 18 luglio: GIULIANO, di Paolo
Pastorino (Fon) e di Adelina Blon-
luglio: MAURO, di Giu-
Olivieri (Fon) © di Maria
ana -. 30 luglio: MARIA CRI-
STINA, di Giorgio Mansani (Liv) e
di Costanza Mascagni - 4 agosto:
PAOLO, di Mario Montarsolo (Cmi)
e di Anna Rasera - 7 agosto: LISA,
di Giampiero Gerli (Ufi) e di Ma.
ria Luisa Zampetti - 22 agosto:
TONIETTA, di Dellepiane
Nislo
(Can) e di Santina Fasoli - 24 ago-
Spiga
09
sto: CARLO, di Francesco
(Liv) e di Emma Corsini - 28 ago-
sto: LORENZO, di ivo Paoli (Can) e
di Maria Verardo; GIANFRANCO,
di Benedetto Pesce (Can) e di Ma-
ria Uroni - 30 agosto: TERESA, di
Ruggero Failla (Mec) e di Maria
Belluzzi . 31 agosto: EZIO, di Bar-
tolomeo Sette (Can) e di Anna Maz-
zocchi; MASSIMO, di Luigi Fabbri
(Liv) e di Loredana Bruciaferri -
2 settembre: LORIS, di Marino Qua.
glierini (Liv) e di Diana Croccolo -
5 settembre: GINEVRA, di Dome-
nico De Sanctis (Can) e di Ermi-
nia Di Pardo; GABRIELLA, di An-
tonietta Pastorino (Dig) e di Fran-
cesco Surace; MARCO, di Elvira
Lozito (Dig) e d' Pietro Giorgi -
9 settembre: LUCIA, di Luciano
Chiocca (Mec) e di Nella Boni.
vento - 10 settembre: SANDRA, di
Mario Poggi (Mec) e di Anita Pe-
demonte - s
di Eraldo 7
vana Fossati - 14
RINA, dell'’ingé Renzo Rapisarda
(Can) e di Maria Milazzo; VALE-
RIANO, di Sergio Varani (Mec) e
di Rita Quercioli; ANC A, di Ste.
fano Datodi (Mec) e di Norina Mat-
teucci 15 settembre: FRANCO, di
Mario Scarnecchia (Can) e di Tom.
masa Bonomi; ELISABETTA, di G.
B. Calvi (Can) e di Amelia Lom-
bardo -. 22 settembre: ROBERTO,
di Ottorino Tocchini (Liv) e di Ir-
landa Berni - 24 settembre: MAU.
RA, di Sergio Cabella (Mec) e Gli
Piera Bugoni - 25 settembre: MA-
RIO, di Ferruccio Boscoli (Mec) e
di Silvana Fumagalli; CLAUDIO, di
Vito Oppizzi (Mec) e di Rosa Ca-
30 settembre: ALESSAN-
di Enzo Franchini (Liv) e d:
nna Mazza,
A tutti i piccolissimi « ansaldini »
ed ai loro genitori i nostri auguri
più fervidi,
Si sono sposati
settembre:
3 agosto: Egidio CAMERA (Fon)
con Idilia Ghiori - 10 agosto: Edi-
lio PARODI (Mee) con Renza -
dino - 16 agosto: Ezio ALBE!
(Mec) con Maddalena Basso . 2
MN sig, Oreste Crecca, dipendente del Cantiere di Sestri, e la sua gentile
signora Lina Vana hanno festeggiato recentemente le nozze d'argento.
Agli ancor giovani coniugi, che hanno una figlia sposata da appena due
mesi, giungano le nostre più vive felicitazioni e i migliori voti augurali.
Pensioni di guerra
Ricordiamo agli interessati che
per poter usufruire del nostro
servizio, occorre compilare le
schede in distribuzione presso ij
corrispondenti di stabilimento.
ELVINO CASANOVA, In relazione
a quanto accennato nel n, 15 del
15 settembre, La informiamo che ‘4
Servizio Pagamenti della Direzione
Generale Pensioni di Guerra ha
spedito In data 20-9-1958 il ruolo
di iscrizione n. 69487 (Pos. Pag.
n. 8114377) all'Ufficio Provinciale
del Tesoro di Genova con elenco
n, 53, per la liquidazione dell'as-
segno rinnovabile di 8.a etg. Tab, C
con decorrenza dal 1-2-1958 al 31-
1-1960, Nel contempo verrà predi-
sposta la data della visita medica
di scadenza per un eventuale rin-
novo dell'assegno.
DAVIDE MUZIO, In relazione al Suo
ricorso La informiamo che sono
giunte alla Corte dei Conti le in-
formazioni richieste al Comando
Carabinieri di Sampierdarena,
PASQUALE ROZZO. Facciamo se
guito a quanto già comuniento per
informarla di ulteriori sviluppi del-
3 tica. La procura Generale
dei Conti, in data 5-
fatto richiesta del pa-
commissione medico-le-
gale, Quanto prima sarà chiamato
a visita medica dalla Commissione
sopra accennata.
ANDREA D'OBERTI, Facciamo se
Ruito alle notizie segnalate nel n. 2
del 1.0 febbraio per comunicarLe
che la Procura Generale della Cor-
te dei Conti, esaminando il Suo ri-
ha
8B-1958,
rere della
corso, ha fatto richiesta in data
10 gennalo 1958 del parere medico-
legale. Quanto prima sarà chiamato
per essere sottoposto a visita me-
dica dalia Commissione Medico Le-
Rale.
AMEDEO GIOVANNI TRAVERSO, Ci
riferiamo alla nostra pubblicazione
apparsa sul n, 3 del 15 febbraio
per comunicarLe che in data 17
giugni è pervenuto alla Corte del
18
Conti il Suo fascicolo amministra.
tivo richiesto alla Direzione Gene.
rale Pensioni di Guerra. Seguiamo
sempre la pratica ed appena pos-
sibile Le comunicheremo altre no-
tizie. La preghiamo di voler tele.
fonare in Redazione (589349),
DINO QUERCI. In riferimento a
quanto detto nel n, 8 del 15 mag-
Rio scorso, Le comunichiamo ulte-
riori notizie in merito alla Sua
pratica, La Procura Generale della
Corte dei Conti in data 8 settem-
bre 1958 ha fatto richiesta del pa-
rere medico-legale, Quanto prima
sarà chiamato a visita medica dalin
Commissione Medico Legale,
GIOVANNI BINETTI, Ci riferiamo
alla nostra segnalazione pubblicata
nel n. 2 del 1.0 febbraio per co-
municarLe che, in data 18 aprile,
è pervenuto alla Corte del Conti il
Suo cicolo amministrativo richie.
sto alla Direzione Generale Pen-
sioni di Guerra per completare il
carteggio relativo al suo ricorso,
che è in esame presso la Procura
Generale della Corte dei Conti,
AGOSTINO BARISONE, Le comuni-
chiamo che il Suo ricorso presso
la Corte dei Conti ha assunto il
n. 418309 di posizione. In data 12
dicembre 1957 è stato chiesto li
fascicolo amministrativo alla Dir
zione Generale Pensioni di Guerra
per ess e esaminato in corso di
istrutto
RAFFAELE SACERDOTE. In rela.
zione alla mostra segnalazione del
15 maggio 1957, Le comunichiamo
che in data 7 luglio 1958 è perve-
nuto alla Corte del Conti il parere
della commissione medico-legale,
DA GATTI ved. GAGLIARDI.
rimo seguito alla nostra segna
lazione apparsa nel n. 2 del lo
febbraio c, a., per informarLa che
in daia 12 febbraio 1958 è perve-
nuto alla Corte dei Conti il fasci-
colo amministrativo relativo alla
Sua pratica, già richiesto alla Dire-
zione Generale Pensioni di Guerra
per essere allegato al suo ricorso,
IN SEDICESIMO
ANSALDINI
agosto; Giovanni PESCE (Dig) con
Gaetana De Domenico - 25 agosto:
Eugenio RAVERA (Dig) con Ade-
laide Donatangelo - 30 agosto: Carlo
CANTONI (Liv) con Mara Claponi
- 31 agosto: Romano FALCIANI
(Liv) con Elena Bacci - 6 settem-
bre: Luigi Marlo RAMBERTI (Mee)
con Maria Antonia Montante - 5
settembre: Gabriella MUCCI (Mec)
con Giovanni Gignelli . 13 settem-
Da sinistra: Carlo, di Enrico Giordano - Maurizio, di Edoardo Prette +
bre: Elio OLIVIERI (Dig) con Fran-
ca Ruffnierigo = 14 settembre ei Claudia, nipote di Salvatore Tuo - Rodolfo, nipote di Giovanni Miloro
vatore PROFUMO (Mec) con Ada
Caminata; Natale SANTOSTEFANO
(Mec) «con Assuntina Macrì; Car-
letto MAGGIOLO (Mec) con An-
dreina Pittaluga - 21 settembro:
Ledo TANDEM (Can) con Marisa
Carosso; Ugo GRATTAPAGLIA (Mec)
con Anna Maria Sivieri - 28 set-
tembre: Luigi BUFFA (Can) con
Nella Peruzzo; Silvano FADDA
(Can) con Pierina Zuncheddu; Er-
naldo LUME (Mec) con Maria Ri-
volta - 2 ottobre: Enzo FIGARI
(Cmi) con Angela Parodi . 5 ot-
tobre: Luigi BRUZZONE (Cmi) con
Maria Lupi; Giuseppe DENTI (Cmi)
con Flora Carlevaro.
Agli sposi i nostri vivissimi au-
guri.
Da sinistra: Fulvio, di Remo Mazzoni - Alessandra di Federico Giordano .
Sabina, di Derno Zamboni - Danilo, di Domenico Patrone
Le
inserzioni
sono riservate al dipendenti del-
sono gratuite e
l'Ansaldo,
corrispondenti
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di stabilimento. pa sinistra: Maurizio; nipote di Davide Garruccin - Maurizio, di Lino Oliva
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Da sinistra: Pietro, nipote di Antonio Puppo - Franca, nipote di Ulisse
Lippi - Giancarlo, di Isler Zappaterra - Giuseppe, di Angelo Sanguineti
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Da sinistra: Carmen, nipote di Carlo Piccareta - Adriano, di Francesco De
Chirico - Antonio, di Giuseppe Dionisio - Maurizio, nipote di E. Barberis
UUBUIBOIKOTIRERIBRIBRITEITRIVROONICHICKIONIONITNITIOINITARIARITBRtRRKRntentenÌ
Atti di onestà
L’operaio Fernando Bonetti
del Cantiere di Livorno, rinve-
nuta una busta paga conte-
nente 23.500 lire nel tratto
Carpenteria pesante - Direzio-
ne, si affrettava a consegnarla
all'Ufficio vigilanza, che prov-
vedeva a restituirla al proprie-
tario.
Da sinistra: Enrico, di rag, Roberto Mayer - Massimo, nipote di Domenico
Gattulli - Fabrizio, nipote di Rosa Tosini - Filippo, di Angelo Traverso
* sè
L'’operaio Guido Ottonello
del Cantiere di Sestri, rinve-
nuti due anelli d’oro nel loca-
le docce dello spogliatoio, li
consegnava subito all'Ufficio
vigilanza, che provvedeva a
restituirli al proprietario.
* **
L’operaia Amedea Falorni
della Fonderia, rinvenuto nel-
l’interno dello stabilimento un
braccialetto d’oro, provvedeva
a consegnarlo al Capo della
vigilanza, che lo restituiva al-
la proprietaria.
-
Da sinistra: Giulio, nipote di Federico Raviola - Orietta, di Federico Gior-
dano - Anna Maria, di Sabino Scotto - Concettina, di Francesco Lo Presti
Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento. gli atti di one-
stà dei sigg. Bonetti e Otto-
nello e della signora Falorni.
sinistra: Tea, nipote di Alessandro Pelizza - Marcellina, di Alfredo Ra
Da
nalli - Mario, nipote di Mario Marcarelli - Riccardo, di Anteo Dot
Caro Ansaldino,
forse ciò che scrivo non
giungerà nuovo, ma poichè non
solo io, ma di riflesso tutto il
complesso Ansaldo, abbiamo
fatto una meschina figura, cer-
cherò di spiegarti i fatti.
Sabato 27 settembre ho pre-
so parte alla gita a Torino
(organizzata da te) e per la
verità sono rimasto molto sod-
disfatto per aver potuto ammi-
rare l'organizzazione, il tratta-
mento riservatoci e lo spirito
di cameratismo. Appena giunti
a Torino e alla « Fiat >, insie-
me ai dirigenti che ci hanno
ricevuti abbiamo trovato anche
tre o quattro anziani della
«Fiat» che cercavano di indi-
viduare i loro colleghi anziani
dell'Ansaldo. Essi erano certi
che anche noi avessimo un di-
stintivo simile a loro; sono
stato io a presentarmi ed a
presentar loro i miei colleghi
di una certa anzianità. Alla
loro incredulità ho esibito la
mia tessera di anziano dell’An-
saldo e ho detto loro, con gran-
de rincrescimento e malcelato
senso di inferiorità, che a noi
anziani l’Ansaldo non ha mai
dato alcunchè. Mai come in
quel momento mi sono sentito
tanto piccino e demoralizzato
ripensando ai miei trenta anni
trascorsi nella nostra Azienda
e ai quarantadue che vanta un
mio collega.
Inoltre i miei colleghi della
«Fiat» mi hanno parlato del
trattamento loro riservato dal-
la Società e mi hanno ancora
consegnato un opuscoletto in
cui è spiegato dettagliatamen-
te il trattamento usato nei lo-
ro confronti: questo per dirti
solo il principio.
Dopo il venticinquesimo anno
di servizio, infatti, essi rice-
vono oltre le retribuzioni in
denaro, un distintivo in oro e
smalto con incastrata una stel-
lina (brillante) che aumenta di
una unità ogni quinquennio,
fino a raggiungere i quaranta
anni di anzianità. Allora rice-
vono un altro distintivo, diver-
so dal precedente ma sempre
con stelline.
Questo è solo una parte, poi-
chè non voglio parlare dei pre-
mi in denaro che essi ricevono,
del trattamento usato ai pen-
sionati ecc. il tutto «come a
noi dell’Ansaldo >.
E’ stato ben triste per noi,
credimi, il dover vedere quei
vecchi operai mostrarci con
orgoglio e con riconoscenza il
loro stabilimento. E ne aveva-
no ben donde. Forse non mi si
crederà, ma ne ho provato una
fitta al cuore, io che sono
sempre ed ovunque stato orgo-
glioso di essere un ansaldino.
Altra domanda. E' vero che
al Cantiere di Sestri a coloro
che hanno raggiunto i 25 anni
di anzianità è stata donata una
medaglia d'oro? Non voglio
credere che la Direzione Gene-
rale abbia figli e figliastri.
AMBROGIO REMO (FON)
L’Ansaldo ha sempre cerca-
to, nel limite delle sue possi-
bilità, di onorare i suoi dipen-
denti che Vhanno servita a
lungo. Infatti — fino al 1948 —
Ansaldo ha corrisposto agli
operai ed agli impiegati, al
raggiungimento dei 25 e dei
35 anni di anzianità, un premio
pari rispettivamente ad una e
a due mensilità di stipendio o
di salario, rilasciando loro an-
che un diplomu di fedeltà.
Con l’entrata in vigore del
nuovo contratto collettivo di
lavoro (stipulato a Roma nel
1948), che prevede all’art, 21
(parte operai) la corresponsio-
ne di un premio di anzianità
lansaldino
| QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL' ANSALDO Î
Î
EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
*
Responsabile : Lorenzo Rebora
| * O
| Redazione: Via Fieschi, 10-11
Genova
dle
Corrispondenti di Stabilimento :
DIG: Lucia Diamante - MEC:
Spartaco Sardini, Giuseppe Ro- |
vegno - CAN: Graziano Merlano
CMI: (Voltri) Dina Pasquino;
| (Fegino) Aurelio Maggiolo - FON:
Michele Montesoro - SAU: Giu- |
seppe Sardi - MUG: Aldo Galli
LIV: Dino Dazzi - COKE: Edilio |
Orlandi - ROMA: Mario Fossati |
|
»
Spedizione in abbonamento po-
stale gruppo II * Abbonamento
gratuito ai dipendenti e pensio»
nati * Stampato nella Tipografia
F.lli Pagano, Via Monticelli, 11 *
Fotoincisioni A. Ceriale, Via Lan-
franconi, 43 * Pubblicità SIRA, |
Piazza delle Vigne, 6 * Autorizz.
Trib. di Genova n. 299, 6-5-1954
I NOSTRI
y
Questa scena di caccia si presta a
25 novembre.
con due federe, un
Un fucile automatico «Breda” fra i premi in palio
clpare al concorso gli ansaldini dovranno trovare una battuta umori-
stica che ne illustri il soggetto e comunicarcela per iscritto entro fl
Fra tutti i partecipanti saranno sorteggiati | seguenti
premi: un fucile automatico da caccia «€ Breda >», un lenzuolo ricamato
tovagliato per sel persone,
« Magia ligure >, prodotti « Perugina >». Le migliori battute saranno pub-
blicate e fra i loro autori sarà sorteggiato un servizio di piatti per sel
CONCORSI
diverse interpretazioni. Per parte-
tre copie del libro
al decimo ed al ventesimo an-
no di servizio, i lavoratori
hanno avuto facoltà di optare
per il trattamento contrattua-
le, o mantenere il vecchio
trattamento. I lavoratori han-
no optato per l'applicazione
del citato art. 21 del contratto.
La medaglia che viene con-
segnata agli anziani del Can-
tiere di Sestri si richiama ad
una iniziativa degli stessi la-
voratori di quello stabilimento
a favore dei colleghi anziani
che raggiungano i ventirw»:que
e i trentacinque anni di anzia-
nità; non .è quindi i! ceso di
parlare di trattamento da figli
e figliastri da parte della Di-
rezione.
Molto si vorrebbe jare ner i
vecchi lavoratori in riconosci.
mento della loro dedizione al-
l’Ansaldo, ma le condizioni at-
tuali non consentono di fare
di più. Ci auguriamo, e ciò
non è impossibile, che in av-
venire si possano onorare più
degnamente coloro che hanno
speso la loro vita al servizio
della nostra azienda.
M E M
N _T 0
Ilario RIFALDI
di 33 anni, dipendente dello stabi-
Ilmento Fonderia, assunto nel 1454
E' deceduto ll 14 ottobre scorso in
seguito all'esplosione di un forno
a gas, di cul stava procedendo al-
l'accensione, Purtroppo il soccorso
immediato portato dai compagni di
lavoro risultava vano, in quanto la
giovane vita del Rifaldi, operaio fra
Î più seri e volonterosi, era stata
crudelmente spezzata all'istante, La
moglie e una figlioletta sono rima-
ste nel più disperato dolore, i com.
pagni di lavoro lo ricordano col
più commosso rimpianto,
Antonio GAGGERO
di 53 anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto il 19-9-1958, Era
stato assunto nel 1948, Lascia la
moglie e due figlie.
Ai famigliari le commosse con-
doglianze de « L'ansaldino >».
per pavimenti costruita dalla
“SOCIETÀ ELETTRODOMESTICI SAN GIORGIO”
Rossana Rossanigo, la graziosa ‘Miss Fossette' di ‘Lascia o raddoppia?"
esamina compiaciuta la modernissima lucidatrice aspirante
19
a allo stabilimento Meccanico
É
Una caldaia navale Ansaldo-Clarkson
costruit
i pe o e
RR 10
«e eeetetittei
RAT
|
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