L'Ansaldino, n. 10, 1958

Contenuto

L'Ansaldino, n. 10, 1958
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
A p. 1 (copertina), la parte prodiera della turbonave "Leonardo Da Vinci" in costruzione a Sestri
A p. 16 (quarta di copertina), il dritto di poppa di una turbocisterna pronto per il montaggio al Cantiere navale di Sestri Ponente

- La parte prodiera della turbonave "Leonardo Da Vinci" in costruzione a Sestri, p. 1
- L'Ansaldo a Bruxelles, p. 2
- Varata la "Bernina" a Livorno, p. 3
- Panorama aziendale, p. 4
- Raffineria ad Augusta, p. 6
- Panorama dell'economia italiana, p. 7
- Le domeniche di un borghese parigino, p. 8
- Vita di casa, p. 10
- La programmazione e i suoi compiti in un cantiere navale, p. 12
- Dopolavoro, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Concorso cineselezione, p. 15
- Il dritto di poppa di una turbocisterna pronto per il montaggio al Cantiere di Sestri, p. 16
Data testuale
1958 giugno 15-30
Consistenza
pp. 16
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/90
Formato
Rivista quindicinale a stampa
contenuto
’ansaldino



DIPENDENTI

DE

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“Leonardo da Vinci” in costruzione a Sestri





Vansaldino

QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL' ANSALDO

»
EDITO DALL’'ANSALDO S.p.A.
*

Responsabile: Lorenzo Rebora

Redazione: Via Fieschi, 10-11



Genova
SI...” =
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sl

Una recente veduta degli scali del Cantiere di Sestri. Da sinistra: motonave da carico da 10.670 t.d.w.; turbocisterna da 31.500
t.d.w.; turbocisterna da 34.500 t.d.w.; turbocisterna da 34.500 t.d.w.; turbonave da 30.500 t.s.1.; motonave da carico da 10.670 t.d.w.

ni-_E L’Ansaldo a Bruxelles

3 VARATA [LA “ BERNINA,, A

LIVORNO I * Esposizione Universale di
4] EPANORAMA [AZIENDALE] 4 Bruxelles occupa una su-
RAFFINERIA AD AUGUSTA di perficie di due milioni di me-

Ettore Gabetta tri auadrati. Vi partecipano

7 PANORAMA UDELL' ECONO- 51 Paesi. Le aziende esposi-
MIA ITALIANA trici sono 100.000. Dalle pre-
8 LE DOMENICHE DI UN BOR- notazioni registrate al 15 di-

GHESE'!PARIGINO di Guy de
Maupassant

10 VITA DI CASA

12 LA [PROGRAMMAZIONE E |
SUOI COMPITI IN UN CAN-
TIERE NAVALE di Giorgio
Traverso.

13 DOPOLAVORO

14 LA RUOTA DEL TEMPO -
PENSIONI DI GUERRA

15 CONCORSO-CINESELEZIONE

cembre 1957 si prevedono 35
milioni di visitatori.
L’Atomium è il cuore della
esposizione perchè, sollevan-
dosi con i suoi 110 metri ol-
ire le cime degli alberi del
parco, rappresenta un’attratti-
va particolare per i visitatori
che possono spostarsi attraver-
so i nove atomi rappresentati
da grandi sfere metalliche di
20 metri di diametro, con ap-
positi ascensori e infine sosta-
re in accoglienti ristoranti.
4 Per far fronte alle respon-
BA sabilità di tale enorme mani-
E festazione, Bruxelles si è at-
trezzata eccellentemente. Tra
l’altro, venticinque trenini tra-
sportano all’interno dell’espo-
sizione 30.000 persone al gior-
no, oltre alle teleferiche che
Corrispondenti di Stabilimento : dispongono di 165 cabine a
DIG: Lucia Diamante - MEC: Spar- due posti,
top Sardini, Giuseppe Rovegno : | Lo spazio occupato dalla se-
(Voltri) Dina' Pasquino; (Fegino) zione italiana è in totale di
Aurelio Nasgiolo _ FON: Michel | otrea 17.000 metri quadrati di
MUG:A)do Galli, Franco Guadagni- cui 7.000 coperti. Gli stands
ni-LÎV: Dino Dazzi CORE: Edi: | riservati esclusivamente alla
| esposizione dei prodotti delle







Spedizione in abbonamento po- nostre imprese industriali 0c-
stale gruppo II * Abbonamento cupano una superficie coperta
gratuito ai dipendenti e pensio» di 3.000

nati * Stampato nella Tipografia 10. ma.

F.lli Pagano, Via Monticelli, 11 * La sezione italiana ha inte-

Fotoincisioni A. Ceriale, Via Lan- + :
franconi, 43 * Pubblicità SIRA, ressato il pubblico particolar-

Piazz ni A . :
Trib. di Genore n° 299, 6esciosa || mente per il carattere obblet-

L’Ansaldo vi partecipa, uni-
tamente a tutto il Gruppo
Finmeccanica, con i modelli
delle seguenti costruzioni: mo-
tonave « Gripsholm », caccia-
torpediniere « Almirante Cle-
mente », rotore di turbina, ce-
menteria « Coro ». Altri nostri
modelli di navi, come l'« Agri-
gentum » e la « Giovanni An-
saldo », sono stati esposti nel-
lo stand del Gruppo Finmare.



VAR

omenica l.0 giugno è sce-

so in mare, dallo scalo
«Umbria » dei Cantiere di Li-
vorno, lo scafo della motonave
mista « Bernina », ordinata al-
l'Ansaldo dalla Società di na-
vigazione « Adriatica » di Ve-
nezia. L'unità avrà una stazza
lorda di 4.350 tonnellate.

La cerimonia del varo è co-
minciata qualche minuto pri-
ma delle 10 con un breve in-
dirizzo augurale pronunciato
dal Direttore dello Stabilimen-
to ing. Ascenso Mauceri. Quin-
di l'Amministratore Apostolico
della Diocesi di Livorno, mons.
Andrea Pangrazio, ha impar-
tito la benedizione alla nave e
alle 10 in punto la madrina
contessina Elisabetta Foscari,
figlia del Presidente della So
cietà armatrice conte Adriano
Foscari, ha azionato il conge-
gno elettrico che ha mandato
la bottiglia di spumante ad
infrangersi sulla prora, Con-
temporaneamente lo scafo, sa-
lutato dalle sirene del Cantie-
re e dagli applausi della folla,
è scivolato lentamente in ac-
qua, andandosi a fermare a
| breve distanza dallo scalo per-
chè trattenuto da pesanti ca-
tene trascinate a terra.

La motonave - Bernina » è
la prima di tre unità gemelle
che la Società « Adriatica »
immetterà nei primi mesi del.
l’anno prossimo sulle linee Ita
lia-Egitto-Siria-Turchia, La se-
conda è la « Brennero », che
sarà varata prossimamente
sempre al nostro Cantiere di
Livorno e la terza è la « Stei-

vio », la cui costruzione è stata
affidata ai « Cantieri Riuniti

dell'Adriatico » e scenderà in
mare a Monfalcone.

Le dimensioni principali dei-
la « Bernina », che porta il
numero di costruzione 1543, so-
no le seguenti: lunghezza fuo-
ri tutto, m. 109; larghezza mas-
sima, m. 16,20; altezza al ponte
di coperta, m. 9,75; immersio-
ne, m. 5,85.

La nave sarà adibita al tra-
Sporto di passeggeri e merci è
sarà del tipo a sovrastruttura
completa con castello, cassero
centrale e tughe, prora incli-
nata, poppa ad incrociatore,
due alberi ed un fumaiolo. Sa-
fà suddivisa in otto comparti-
menti per mezzo di sette para-
lie stagne estendentesi fino ai
ponte principale.

Per i passeggeri vi saranno
complessivamente: otto cabine
a due posti con bagno, una ca-
bina a due posti con doccia,
nove cabine a un posto, 27 ca-
bine a due posti, per comples-
Sivi 81 posti.

Sul ponte principale saranno
sistemate una parte delle ca-
bine passeggeri, tutti gli ai-
loggi dei sottufficiali e della
bassa forza, la cucina, le ripo-
sterie, la mensa per gli uffi-
ciali e quelle per l'equipaggio,
l'ambulatorio, il deposito bom-



































ATA

a “Bernina”
a Livorno

bole CO; e depositi vari; sul
ponte di coperta ci saranno le
rimanenti cabine per i passeg-
geri con vestibolo d'entrata,
l'Ufficio Commissariato e l'Uf-
ficio turistico; sul ponte saloni
saranno sistemati, per i pas-
seggeri, ia sala di soggiorno
con bar, il vestibolo, la galle-
ria e la sala da pranzo.

L’apparato motore sarà si-
stemato al centro della nave e
sarà costituito da due motori
Diesel di propulsione del tipo
« FIAT » 605 T, capaci di svi-
luppare la potenza normale di
2x 2200 cavalli asse a circa
190 giri al 1° e la potenza mas-
sima alle prove di 2x2850 ca-
valli asse a un numero di giri
corrispondente; sarà inoltre
costituito da quattro gruppi
Diesel generatori principali, da
una calderina ausiliaria e da
tutti i meccanismi e parti com-
plemeniari necessari al fun-
zionamento dei motori princi-
pali e dei vari servizi.

La nave potrà raggiungere
alle prove a pieno carico con
potenza normale la velocità di
16 nodi e sarà dotata dei più
moderni impianti e servizi per
la navigazione. E’ costruita sot-
to la sorveglianza speciale dei
« Registro Italiano Navale » e

dell’ « American Bureau of
Shipping » per la più alta
classe rispettiva e sarà con-

forme alle vigenti norme ita-
liane per le navi da passeg-
geri e da carico destinate a
servizi di preminente interesse
nazionale.

Fra i moltissimi intervenu-
ti alla cerimonia del varo ab-
biamo notato: il Prefetto di
Livorno dr. Guido Bianchi di
Lavagna, il Presidente della
Provincia prof. Guido Torri-
giani, il Sindaco prof. Nicola
Badaloni, ii Comandante della
Accademia Navale ammira-
glio Paolo Pesci, il Comandan-
te del Presidio Militare gene-
rale Alberto Montesoro, il
Presidente del Tribunale dr.
Francesco De Marco, il Procu-



ratore della Repubblica dr.
Giovanni Leone, il Questore
dr. Ugo Di Loreto, il Capo

della Commissione Indonesiana
col. Martadinata, il cap. Re-
gulo Noriega per la Commis
sione Venezuelana ed altri. Per
la Società armatrice è interve-
nuto il Presidente conte Adaria-
no Foscari e per l’Ansaldo sono
intervenuti il Presidente avv.
Federico De Barbieri, il Diret-
tore Generale ing. Federico
Lombardi, i Direttori Centrali
ingg. Cristofori, Casaccia, Rou-
gier, Di Pietrantony, il Diret-
tore del Cantiere ing. Ascenso
Mauceri con i V. Direttori ingg.
Grillo, Fanfani, Priano, dr. Ca-
valiere e l’ex Direttore ing.
Rovetto, che recentemente ha
lasciato il servizio per limiti

d'età.
Di.J:



Sopra: lo scafo della motonave « Bernina » subito dopo il varo. - Sotto: la madrina contes-
sina Elisabetta Foscari, figlia del Presidente della Soc. « Adriatica » conte Adriano Foscari

I 2
È







LIVORNO

La consegna dell’ “Imam Bondjol,,



alla Marina Militare Indonesiana



Nella mattinata di sabato 31 maggio si è svolta al nostro Can-
tiere di Livorno, alla presenza di numerose autorità e perso-
nalità locali, la cerimonia della consegna alla Marina Militare
Indonesiana della fregata « Imam Bondijol », la terza delle
quattro unità ordinate all’Ansaldo dalla Repubblica dell’Indo-
nesia. Ha preso per primo la parola il Direttore del Cantiere
di Livorno ing. Ascenso Mauceri, il quale ha espresso il suo
più vivo desiderio ed augurio perchè attraverso queste com-
immesse navali la voce dell’Italia in Indonesia divenga sempre
più simbolo di operosità e di fattiva collaborazione. Gli ha
risposto il maggiore Wagiman che poi ha letto, nell'assumere
i! comando della nave, il primo bollettino ai 131 uomini del-
‘’equipaggio. Quindi hanno brevemente parlato, illustrando il
s:gnificato della cerimonia, il capo della commissione indone-
siana col. Martadinata e l'addetto militare indonesiano a Roma
col. Ahmad Tahir. Nella foto la firma dei documenti di consegna

rà rest

i % a

fumaiolo della M/n. « Bernina » di 4.350 t.s.l., varata a Livorno
1

I
il 1° giugno, durante la manovra per essere sistemato a posto



VISITE AGLI

Un folto gruppo di studen-
ti jugoslavi, laureandi in in-
gegneria della Università di
Zagabria, in giro d’istruzione
in Italia, giorni or sono ha
compiuto una visita al Cantie-
re di Muggiano.

Gli ospiti, che erano guida-
ti dal prof. ing. Stipan Erce-
govic, sono stati accompagna-
ti nella visita dall'ing, Tanti
ni e dal sig. Bancalari.

Il 14 maggio un gruppo di
40 tecnici, facenti parte del
Centro Fonderia dell’* Asso-
ciazione Italiana di Metallur-
gia » di Milano, accompagnati
dal dott. Lo Pinto, ha effettua-
to una visita alla nostra Fon-
deria. Gli ospiti sono stati ri-
cevuti dal Direttore sig. No-
ris e dai tecnici dello stabili-
mento. Hanno effettuato un
giro nelle varie officine ghisa
e bronzo e nel laboratorio chi-
mico metallografico.

STABILIMENTI



Il 3 giugno

dr. Sernesi, ricevuto dai

ha visitato l’Ansaido il Direttora Generale deil'I.R.I.
nostri

dirigenti. Da sinistra: l'ing.

Rosini, il dr. Sernesi, gli ingg. Cristofori, Lombardi e Boero



r

Commesse

Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite ne-
gli ultimi mesi:

Per la Società «Cornigliano»
di Genova: otto carrelli porta
lingottiere, un piastrone a
gabbia, due carri ferroviari,
cento sale montate per carrel-
îi, un carro « Morgan » (oltre
alla riparazione e manutenzio-
ne di nove carri a cassone, un
carroponte e cinque gru va-
rie). - Per la Società « Ilva »
di Genova: due carri porta
iingotti. - Per la Società «Mon-
tecatini» di Milano: una colon-
na di deetanizzazione. - Per
la Società « Solvay » di Rosi-
gnano: 35 serbatoi di varie ca-
pacità. - Per la Società « ST A-
NIC » di Rome: due serbatoi
Gi tipo speciale. - Per la So-
cietà « Ernesto Garrone » di
Genova: due serbatoi da 5100
me. - Per la Società « Cemen-
tos Coro » di Caracas (Vene-
zuela): ricambi per mulino da



cemento, - Per i « Chantiers
Ateliers de Provence »: bielle
per motore « Doxford ». - Per

la Società « Innocenti » di Mi-
lano: tre frese cilindriche com-
voste, una spianatrice per la-
minatoio, due gru a cavallet-
to da tonn. 8,5 (oltre a lavora-
zione meccanica di parti di
laminatoio, flange, supporti,
ecc.). - Per la Società « S.C.
A.M. » di Torino: nove involu-
cri di ottone. - Per il nostro
stabilimento Meccanico: lavo-
razione meccanica di cinque
basamenti per motori e di sei
linee d’assi.

Dette commesse ed altre va-
rie comportano complessiva-
mente circa 290.000 ore lavo-
rative. Nello stesso periodo la
« Sezione utensileria » ha ac-
quisito ordinazioni per 180 mi-
lioni di lire.

Il materiale più importante
spedito negli ultimi mesi è il
seguente:

Alla raffineria della Società
«+ Italia » di Cremona: impian-

e consegne

to « reforming » e serbatoi. -
Alla raffineria della Società
« Rasiom » di Augusta: im-
pianto di « topping ». Alla
« Fiat-Grandi Motori » di To-
rino: serbatoi a pressione. -
Alla « Colonial Sand & Stone »
di New York: macchinari vari
per cementeria. - Alla Società
« Ilva » di Genova: secchie di
colata. - Alle « Ferrovie dello
Stato » (compartimento di Fi-
renze): carrelli tipo 27A. - Alla

#

Cornigliano » di Genova:
carri per trasporto bramme. -

Alla Società « Butangas » di
Milano: carri-sarbotoio. - Alla
raffineria di Napoli della « Mo-

biloil Italiana »: apparecchia-
ture varie. - Alla « S.I.A,C. » di
Genova: gru a ponte da 80/15
tonn. - Al Ministero del La-
voro del Cile: strutture per
impianto scaricatore.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
spedito a ditte varie ed a no-
stri stabilimenti è, complessi-
vamente, di 5667 tonnellate.



MU

GIANO





La ruota di prora della motonave da carico « Fucinatore» di
19.200 t.d.w. issata da una gru per essere applicata allo scafo





















Le PROPOSTE della 2° QUINDICINA di MAGGIO

Durante la seconda quindicina del mese di maggio
sono state esaminate dai comitati della « Cassetta delle
idee » 114 proposte, di cui 28 sono state premiate. Ecco
il dettaglio:

CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 17, di cui

7 premiate.

MECCANICO, Proposte esaminate 97, di cui 21 premiate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di li-
re 44.500,

Tra gli ultimi premiati risultano i seguenti dipen-
denti dello stabilimento C.M.I.: Giovanni Angrisani, Se-
verino Boni, Mario Brassesco, Giuseppe Canepa, Adriano
De Giovanni, Agostino Fassone, Natale Gaggero, Giu-
seppe Mantero, Goliardo Marini, Costantino Merello,
Salvatore Piccolo, Ponziano Rimembrana, Giuseppe Ro-
mano, Agostino Spanò.

CASSETTA. DELLE =
|





l'imbarco del

Una delicata operazione al Cantiere di Sestri:
dritto di poppa della costruzione 1537. Si tratta di un'altra tur-
bocisterna della serie 31.500 t.d.w., ordinata all’Ansaldo dalla

«Compagnia Internazionale» di Genova del gruppo Fassio



FO

NDERIA





Commesse

Ecco l'elenco delle commesse

più importanti acquisite nel
mese di maggio:
— Cariers e getti vari di

ghisa per la Società

Melara » di La Spezia.
Camicie di ghisa per la

Società « CAI» di Milano.

— Elica di brondo al manga-
nese per la Società « ECMI »
di Buenos Aires.

— Piastre di ghisa e anelli
di bronzo per la Società
« SIAC » di Genova.

— Boccole di bronzo per la
Società « Termomeccanica » di
La Spezia.

— Camicie di bronzo per la
Società « Ilva » di Genova.

Ghiere di bronzo per la
: O,A.R.N, » di Genova.
Getti vari di
di bronzo per la Società
fa Romeo » di Milano.

Dette forniture, ed altre per
conto dei nostri Stabilimenti,
Meccanico e C.M.I. e dei nostri
Cantieri di Sestri, Muggiano e
Livorno, comportano circa
56.000 ore lavorative.

« AI-

Consegne

Il materiale più importante
consegnato nel mese di maggio
è il seguente:

Aî nostri stabilimenti Mec-
canico e C.M.I. e ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 342 tonn. di getti di
ghisa e bronzo per costruzioni
varie. - Alla Società « Alfa
romeo » di Milano: 248 tonn.
di getti di ghisa e bronzo per
costruzioni automobilistiche. -
Alle Società « Cornigliano » e
« SIAC »: 210 tonn. di lingot-



Formatura della testata anteriore di ghisa per il condensatore principale
passeggeri « Leonardo da Vinci», in costruzione al Cantiere di Sestri per la Società « Italia »

«OTO - i



ghisa e MA

Elica destrorsa di bronzo al manganese, del peso di 10.000 kg.
e del diametro di 4.950 mm., ordinata dalla « Fiat» di Torino

tiere di ghisa di tipo vario. un'elica a 5 pale di bronzo al
- Alle « Ferrovie dello Stato » manganese, del peso di 28
e alla « Compagnia Interna- tonn. - Al nostro stabilimento
zionale delle Carrozze con Meccanico, alla « FIAT » e ai
Letti » di Milano: 26 tonn. di « Cantieri del Tirreno »: dieci

eliche di bronzo al manganese
per complessive 83 tonn.

ceppi di ghisa per freni, - Ai
Cantieri Navali Riuniti »:

della turbonave

5

RAFFINERIA

a Società « Rasiom d

Milano ha affidato ali'An-
saldo la costruzione di una
nuova, completa unità di pro-
cesso per la sua raffineria di
Augusta, per la quaie già la
nostra Società aveva compiu-
to precedenti forniture. Il
montaggio di questa unità è
stato recentemente ultimato
con la collaborazione di ditte
specializzate e della « Com-
pagnia Tecnica Italiana Petro-

li» di Roma, esecutrice del
progetto e responsabile del
coordinamento per la realiz-
zazione dell'impianto.

Si tratta di una unità di di-
stillazione atmosferica capace
di lavorare fino a 2,5 milioni
di tonnellate all'anno di grez-
zo proveniente dal Medio
Oriente e dal Ragusano; con
la sua torre che pesa da sola
oltre 250 tonnellate questa
unità sarà fra le maggiori, se
non la più grande, di Europa.

Tra le unità di processo che
costituiscono una moderna
raffineria, l’unità di distilla-
zione atmosferica rappresen-
ta la fase primaria del tratta-
mento del crudo; nella lingua
inglese, che è un poco la lin-
gua del petrolio per ragioni
ben note, viene chiamata uni.
tà di « topping» che vuol si.
gnificare «+ scrematura » co
analogia a quanto avviene per
la parte più facilmente sepa-
rabile nella utilizzazione de!
latte.

Tanto per dare un'idea del-
le dimensioni, si pensi che le
più grande raffineria d’Euro-
pa è quella della - Shell» a
Pernis (Rotterdam), che hai
una capacità totale di 15 mì.
lioni di crudo all'anno; ebbe
ne, per il trattamento prim
rio del crudo questa enorme
raffineria possiede quattro
unità di distillazione atmosfe-
rica con una capacità giorna-
liera totale di 12.000 tonnella-





A sinistra: torre atmosferica T1 (altezza m. 52,50) e falcone

-
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A
iS
-
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MA

i) ina

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'ansaldino









fuorisacceo



ENO AE PL II Lo

®









La Lombardia, nella sua confi-
ft gurazione economica, è decisa.
mente favorita dalla posizione geo-
grafica: così si spiega, nel Medio
È il magnifico fiorire del regno
obardo con capitale a Pavia;
nel Rinascimento il grande Ducato
Visconti e degli Sforza con ca-
a Milano; e infine quella
nte regione moderna che, sta-
ilito Il proprio primato anche ju-
dustriate nel periodo austriaco e
mel ventennio francese, ha conti.
mato anche dopo l'unità ad essere
la regione più progredita d'Italia.
| La regione lombarda, dunque,
(non delimitata tanto da precisi
criteri naturali o umani quanto dal-
la posizione, nel bel mezzo della
regione padano-alpina, con grandi
bacini lacustri e notevoîie naviga-
bilità dei corsi d'acqua, con facile
Viabilità e grande sviluppo di opere
irrigatorie, è regione dallo sviluppo
economico avanzatissimo.

La regione ha una superficie di
(23.804 Kmq. e una popolazione di
6,879.348 abitanti, con una densità
‘di 289 abitanti per Kmaq.; è al
primo posto, tra le regioni italia-
ne, come popolazione assoluta e al
terzo posto come densità (dopo
Campania e Liguria).

La regione montana abbraccia,
grossolanamente, quella parte del
sistema alpino che va dallo Spluga
allo Stelvio, dal Lago Maggiore al
‘Garda e comprende sia le Alpi ve-
proprie, sia le Prealpi e la
atissima superficie appenninica
he sl sviluppa nel bobbiese e nel.
l'Oltrepd paveso. Il catasto ne cal-
o la l'area complessiva in ben
19.500 Kmq. e cioè i 4/10 dell
lombarda, Ove se ne eccettu
Valtellina e si consideri come
produttivo anche l'incolto, sl pud
lire che I quattro quinti del ter-
orio montano siano produttivi, €
loò una proporzione un po' più
di quella incontrata nella mon-
lagna piemontese. Ma in realtà una
buona metà e talora i due terzi
rca produttiva sono lasciati
‘all'allevamento e un buon terzo al
bosco, Le pendici solatie del fondo-
valle, volte n mezzodì, sono colti-
Vate n vite, per lo più allevata in
i faticosamente costruiti, ©
tra le vitt appare di frequente il
granturco, In qualche valle, come
in quella dell’Adda, tra le vigne e
I campi coltivati si insinua una fa-
ì più o meno spessa e densa
di castagneti. In generale, si de-
Îlea più spazio al granturco e al
cercali minori che nl frumento, e
ancora più spazio che ai cereali si
sica alle patate, ai legumi e agli











































































L
i

Com'è tipico dell'economia alpi-
ma, la ricchezza maggiore della
montarna lombarda è rappresen-
dall'allevamento. I pascoli lom-
i i dànno, di solito, più fieno di
quelli piemontesi e sopportano, di
consegnenza, un maegior carico «li
È inme. Ta montagna piemonte.
o. nd esempio. alleva In media dai
(15 al 25 bovini a Kmq., mentre in
quella lombarda si va dai 20 ni
40, esclusa l'alta Valtellina che è
o alla quindicina. Ma la con-
dizione dell'alpigiano lombardo non
certo ricca, dato che anch'egli
Importare farina, molenta ecc.
piano: tuttavia lo spopolamento
della montasna lombarda non av-
tiene col ritmo che abbiamo visto
la montagna piemontese, L'al-
ricchezza della montagna è 1
bosco, che copre una metà della
lecola provincia di Varese e poco
neno di quelle di Sondrio e di
oltre un quarto di quelle
Bergamo e di Brescia. Per la
la produzione del legname da ar-
è da lavoro Ja Lombardia sta
tra le regioni meglio dotate, ma
on tutto viene dal bosco: quasi
a metà è fornito dalle piante le-
sparse nella campagna col-

(a.
La collina, che è poco elevata, e
(pianura alta formano una regione
transizione, Sotto il punto di
economico, la superficie lavo.
le si tiene attorno al due terzi
soltanto dell'area produttiva, T se-
minativi, dove ormai si coltivano
esclusivamente grano e gra-
0, tengono ancora una metà
ca dell'area produttiva, e il se-
ninativo è per lo più arborato
parso di gelsi e di viti. Sulle ri-
dei laghi, in conseguenza della
me mitigatrice del bacini acquel,
ontrano anche colture spicca-
nte mediterranee: l’olivo ha









una discreta estensione nelle re-
gioni ‘rivierasche bresciana e ber-
gamasca del lago d’Iseo; sulla riva
bresciana del Garda vicino. all'oli-

yo s'incontrano gli agrumi e spe-
cialmente ll cedro. Anche il bestia-
me è assai più denso che in mon.
tagna: una cinquantina di bovini a
Kmq. nelle colline bergamasche e
bresciane, un’'ottantina in quelle
comasche e brianzole, e una ven-
tina di suini nell'una e nell'altra
regione. La popolazione vi è fit-
tissima, ma si appoggia alle indu-
strie e a grandi centri urbani come
Como, Bergamo, Brescia.

Scendendo dalla collina alla pia-
nura alta troviamo che quasi tutti
i terreni sono messì a coltura e
quasi più non esistono 1 bosch!, la
macchia, i pascoli. I seminativi si
dividono tra il frumento, 11 gran-
tureo e le piante foraggere, in varti
pressochè uguali. Qui già il fru-
mento e il granturco danno produ-
zioni unitarie notevolmente elevate
e le piante foraggere si calcola che
diano dai 30 ai 40 qli di fieno
secco per ogni ettaro di superfi-
cile agraria e forestale. La densità
dei bovini si avvicina .,a un centi
nalo di capi per Kma.; i sulni van-
no da una ventina a una quaranti-
na, e una ventina sono anche gli
equini,

Alla presenza di vaste vie d'ac-
qua, ma specie al lavoro di intere
generazioni che hanno creato una
fittissima rete di canali e canaletti,
deve In sun attuale fortuna quella
ferarissima . zona che chiamiamo
«la basca lombarda », SI tratta del-
In zona Adel € fontanili >, delle < mar-
cite » cho sono in sostanza prati
stabilmente irrioni. con nequa che
deriva in parte dal fontanili, o dai
cannli, o Aalle fognature cittadine.
In quest'nitimo caso i tasti dol fie-
no, che di solito si limitano a 7.
flivenvono anche 9 e fl raccolto di
fieno si raddoppia rispetto alle al-
tre zone, Va ricordato che qui tutti
beneficiano di tale sistema irriguo,
perchè l'acqua che ha frrigato una
marcita passa n quella
più bassa, e così via,

Neppure un'ara di terreno è la-
sciata infruttifera, quasi non esi-
stono boschi o pascoli, ridottissime



sono le colture legnose specializza-
te, mentre la superficie produttiva
è tutta a coltura e una vasta area,
per la necessità della rotazione del
bestiame, è lasciata alle marcite e
al prati da vicenda. Frumento è
granturco, che qui si tengono in
proporzioni quasi eguali e insieme
occupano poco meno di metà del-
l'area coltivata, raggiungono le pro-
duzioni unitarie più alte di tutta
Italia, Negli anni 1950-52 la pro-
vinela di Cremona, che mette a fru-
mento oltre un quinto della sua
superficie agraria e forestale, ha
sflorato i 32 quintali per ettaro di
media; quella di Brescia ha toccato
i 31; quella di Milano si è avvici-
nata ai 30, superati da quella di
Mantova, Nel suo insieme la Lom-
bardia ha superato nella media de.
gli anni 1950-53 1 29 quintali per
ettaro di frumento, e cioè quasi 11
doppio della produzione unitaria
media di tutta Italia,

Uno spazio anche maggiore di
quello dedicato al frumento o al
granturco è dedicato al riso nella
provincia di Pavia, e specialmente
in Lomellina. E' la regione risicola
della penisola, che continua e s'in-
tensifica, come già vedemmo, nel
vercellese e nel novarese. Tutto
sommato i campi della «bassa >»
dànno più frumento, granturco e
riso di quanto non ne abbisognino
gli abitanti, e perciò con 1 prodotti
della < bassa » si fornisce quell'iso-
la di altissima densità di popola-
zione (più di 1000 ab. per Kma.)
che partendo da m po' più a sud
di Milano sî allunga molto a nord
della città stessa, fin oltre Monza.

Naturalmente il carico di bestia-
me bovino è altissimo, tale che solo
VEMI]Ia può starvi a pari, Dai 90 at
100 bovini per Kmq. sl contano nel
Pavese a sinistra del Ticino, nel
bergamasco e. nel bresciano, oltre
100 nel basso milanese e lodigiano
e dai 110 ai 120 nel cremasco e
nel cremonese. La Lombardia for-
nisce da sola circa un terzo del
latte. prodotto in tutta la penisola.

dere che la
‘ bassn3 lombarda è la migliore
espressione dell'agricoltura italiana,
in terreni resi feraci dall'opera del-
l'uomo.

I principali prodotti dell’ agricoltura lombarda



PANORAMA DELL’ECONOMIA ITALIANA

La Lombardia

Non sì sarebbe raggiunta una co-
sì alta produttività della terra. se
l'agricoltura e l'allevamento non
avessero assunto un carattere splc-
catamente industriale, consentendo
elevati rendimenti unitari delle col-
tivazioni, costante sviluppo del pa-
trimonio zootecnico, e pronta rico-
stituzione in questo dopoguerra, Le
terre lombarde sono tra le meglio
coltivate, considerando il gran nu-
mero di macchine e di motori agri-
coli e le grandi quantità di conci-
mi chimici che vanno ad aggiun-
gersi a quelli naturali dovuti nl
denso allevamento.

La proprietà è piuttosto frazio-
nata in montagna, in collina e nel-
la pianura alta, ma nella « bassa >
frequenti sono le medie, le grandi
e le grandissime proprietà, divise
in varie aziende a conduzione ca-

cole, scooters, macchine da cucire,
elettrodomestici, radio e dischi, ecc.
La grande maggioranza di tall fab-
briche sta a Milano, ovviamente, ma
molte ve ne sono pure nel Brescia.
no e nel Bergamasco e, a seconda
del tipo di produzione, anche in
centri minori, come ad esempio
macchine agricole a Mortara, Lodi,
Crema, Cremona; stabilimenti pe
la produzione di macchine tessi
a Palazzolo sull'Oglio; macchine per
fare i cappelli nel monzese; per
fare le scarpe nel Varesotto e a
Vigevano e così via. Tipici, ad esem-
pio, gli impianti per macchine da
cucire a Pavia e per macchine da
scrivere e da calcolo a Crema.

Circa le fonti di energia, ricorde-
remo soltanto che la Lombardia è
al primo posto tra le regioni ita-
liane per produzione totale di ener-
gia elettrica e ha, insieme a Pie-
monte, Emilia e Veneto, la più fitta
rete di metanodotti.

Di primaria importanza è pol in
Lombardia l'industria tessile, che
mobilita oltre un quarto delle mas-
se operaie della regione. Tra le in-
dustrie tessili lombarde la più im-
portante è quella cotoniera, diffusa
un po' dovunque ma principalmen-
te accentrata a Milano e a Nord-
Ovest della città, sino al Ticino e
al confine svizzero; nel triangolo







pitalista. Nel Milanese e nel Pa- Monza-Cantù-Brivio; da Bergamo in
Le industrie manifatturiere in Lombardia
ADDETTI
INDUSTRIE num. in migliaiaf|% con la regione | % con l'Italia
I Ì
Alimentari e affini 61,2 4,9 17,7
Pelli e cuoio 13,1 1,0 35,0
Tessili . 366,6 29,0 59,0
Vestiario, abbigliamento,
arredamento e affini 91,3 7,2 23,0
Legno 63,8 5.1 22,4
Carta e cartoteenica 20,7 1,7 35,9
Poligrafiche, editoriali 23,0 1,8 30,7
Metallurgiche 63,6 5,0 43,1
Meccaniche 309,5 24,5 36,8
Trasformazioni minerali
non metalliferi 53,5 4,2 27,7
Chimiche 137,7 10,9 84,1
Gomma elastica 81,0 2,5 71,8
Altre 28,0 (® , __ 23,9.
Totale 1263,0 100,0 37,4

vese, nel Bergamasco e nel Bre-

sciano oltre metà della superficie

lavorabile è divisa tra proprietari
di oltre 50 ettari e numerose sono
le proprietà che superano i 200
ettari.

Per quanto riguarda le industrie
la Lombardia ha, fra tutte le re-
gioni italiane, PE ReORA fortis-
sima: circa. un quarto degli eser-
cizi con.forza motrice; un terzo de-
gli individui ad essi addetti; oltre
un quarto della potenza utilizzabile
în cavalli-vapore. La Lombardia ha
200 addetti alle Industrie per ogni
1000 abitanti, mentre ve ne sono
solo 150 in Piemonte e 100 in Li-
guria. Va osservato che quasi la
metà della popolazione attiva lom-
barda lavora per l'industria, che è
qui rappresentata da grandissimi €
grandi complessi e che appa
inoltre, l'industria più completa.
nel senso della varietà della pro-
duzione.

Sia nelle industrie metallurgiche
che in quelle meccaniche la Lom.

« bardia ha preminenza su ogni al-

tra regione, accentrando oltre un
terzo degli addetti In tutta Italla;
inoltre vi sono in Lombardia due
terzi del chimici e quasi i tre
quarti di quélli che lavorano la
gomma elastica; oltre la metà dei
tessili, due terzi o anche più de-
gli addetti alle industrie delle pelli
e cuoio o della carta e così via.
Per quanto riguarda la siderur-
gia basta notare che nel 1956, su
una produzione nazionale di 5 mi-
lioni 907.630 tonnellate, ‘oltre un
terzo fn prodotto in Lombardia, Ra.
sterà fare i nomi della Breda, del-
la Dalmine, della Falek, e citare
località come Milano, Sesto S, Gio-
vanni, Lecco, Dalmine, Brescia, Vo-
barno, per rich alla
ria Ia potenza dell' industria side.
rursica lombarda. La metallurgia
lombarda. com'è tipico di tale ra-
mo industriale, sl concentra solo
In uma trentina di grandi e gran-













SUPERFICIE |PRODUZ. TOT. RENDIMENTO
PRODOTTI {migliaia | Lombardia Italia
qfha CILL
'

Frumento 284 8,363 29 17
Granturco 216 7.539 35 20
Risone 06 3.237 49 sl
Fagiuoli 19 40 2 3
Patate 17 1.795 106 71
Rarbabietole da zucchero 9 2.834 308 281
Uva 1 451 _ _-
Bozzoli da filanda — 28 —_ —_
Fieno _ 60.900 —_ _

complessi.

Dimensioni anche maggiori si in-
contrano nell'industria meccanica,
dove già prima della guerra una
ventina di stabilimenti superavano
1 2000 addetti ciascuno, e nltrettan-
ti andavano dai 1000 ai 2000. La
diffusione di tali grandi industrie
è nccompagnata anche da una gran.
dissima varietà di produzione: au-
tomobili e autocarri, motociclette
biciclette, macchine per la prodo-
zione di energia elettrica, locomo-
tive, vagoni, apparecchi sanitari
e da riscaldamento, macchine agri-



su lungo la valle del Serio, a Bre-
scia e dintorni.

Circa la seta, l'ultimo censimen-
to industriale indica che la Lom-
mardia riunisce 1 due terzi degli
esercizi e degli operai di tutta Ita-
lia,

Abbastanza decaduta, o per lo
meno non sviluppata come le altre
industrie tessili, è quella della la-
na, che comunque ha ancora | pro-
pri centri a Bergamo e nella val.
lata del Serio, nella Val Sabbia ol-
trechè a Milano e nella bassa.

Le industrie alimentari impiega-
no oltre 61.200 unità, e sl tratta
spesso di moderni complessi indu-
striali con grande produzione, Note.
vole a Milano l'industria dolciaria,
poi quella delle carni e del salumi,
La Lombardia produce oltre un
terzo del latte munto in tutta la
penisola, trasformato in burro e
formaggio: le provincie di maggior
produzione sono Milano. Pavia, Cre-
mona, Mantova. Vale anpena la pe-
na di sottolineare 1 tipi di formaggi
x tutti noti, come NM «grana», il
< gorgonzola >», il « bel paese >.

Più delle alimentari. per numero
di addetti, avrebbero importanza le
industrie del vestiario e abbiglia-
mento e le chimiche. Le prime so-
no arcentrate In special modo nelle
grandi città e serbano ancora, nl-
meno In parte, carattere artie!tano.
Tutta in esercizi Industriali è .in-
vece ln fabbricazione di feltri e
cappelli, che ha fl centro princi.
nale in Monza, e miella dei hot.
toni, accententa nel berenmasco,
Metà Industriale e metà artigiana,
se sl considera Ml numero degli
addetti e 11 modo di produzione, è
la lavorazione del legno, che fal

ato nella Brian.
za, va alla fabbricazione delle cor-
nici e delle aste dorate, caratteri
stica del cremonese.

Un numero maggiore di operai
hanno le industrie che lavorano |
minerali non metalliferi: notevole
la diffusione delle fornaci da late-
rizi nel Pavese, come le fabbriche
di ceramiche a Laveno, e quelle di
grès a Colognola e Petosino, Nel
Bergamasco e nel Bresciano sono
numerose le®cave di calcare da ce-
mento. Gli operai delle cartiere
lombarde sono oltre un terzo di
quelli delle cartiere di tutta Italia.
e sono accentrati nel Milgnese, nel
Comasco e nel Bergamasco, Le po-
ligrafiche, che hanno poco meno di
un terzo degli addetti della peni-
sola, sono in grande maggioranza

(continua a pag 10)



baia lie











nt seta Ta









A casa di un amico

er tutta la settimana, Patissot raccontò la sua avventura,

dipingendo poeticamente i luoghi percorsi, e s'indispettì di

suscitare tanto poco entusiasmo. Soltanto un vecchio scri-
vano taciturno, il signor Boivin, soprannominato Boileau, gli
prestava molta attenzione. Costui abitava in campagna, aveva
un giardinetto che coltivava da sè; si contentava di poco, e
dicevano che fosse completamente felice. Ora Patissot capiva
i suoi gusti, e la concordanza delle loro aspirazioni li fece ami-
ci. Boivin, per rafforzare la nascente simpatia, l’invitò a desi-
nare per la domenica seguente, nella sua casetta di Colombes.

Patissot prese il treno delle otto, e, dopo molte ricerche,
scoprì proprio nel centro della cittadina una specie di vicoletto
buio, una cloaca fangosa tra due alti muri, e, proprio in forido,
una porta fradicia, chiusa con uno spago attorcigliato a due
chiodi. Aprì, e si trovò di fronte ad un essere inqualificabile
che, tuttavia, doveva essere una donna. Il petto di costei pa-
reva che fosse ravvolto dentro stracci sporchi, una gonna a
brandelli le pendeva dai fianchi, e nei capelli scarruffati vol-
teggiava qualche piuma di piccione, Guardò il visitatore con
un'espressione furente negli occhietti grigi, e, dopo qualche
istante di silenzio, gli domandò:

— Cosa volete ?

— Il signor Boivin.

— Sta qui. Cosa volete dal signor Boivin?

Patissot, turbato, esitava.

— Mi aspetta.

L'espressione della donna divenne ancor più feroce, ed el-
la, aggiunse:

— Ah, sicchè siete voi che venite a mangiare?

Egli balbettò un « sì » tremante. Allora, volgendosi verso
la casa, ella gridò con voce rabbiosa:

— Boivin, è arrivato!

Il piccolo Boivin comparve subito sulla soglia di una specie
di baracca di gesso, coperta di zinco, col solo pianterreno, che
pareva una stufetta. Portava un paio di calzoni di cotone bian-
co, macchiati di caffè, e in capo aveva un panama bisunto. Do-
po aver stretto la mano a Patissot, lo condusse in quel luogo
che egli chiamava il suo giardino: era, in fondo a un corridoio
fangoso, un quadratino di terra, grande come un fazzoletto e
circondato da case così alte che il sole vi poteva penetrare
soltanto per due o tre ore al giorno. Viole del pensiero, garo-
fani, ranuncoli, qualche rosaio, agonizzavano in fondo a quel
pozzo senz’aria e riscaldato come un forno dal riverbero dei
tetti.

— Non ci sono alberi, — disse Boivin, — ma i muri dei
vicini li sostituiscono, e c'è ombra come in un bosco.

Quindi, tenendo Patissot per un bottone:

— Mi dovete fare un piacere, Avete visto la padrona: non
è un tipo molto trattabile. Ma non avete visto tutto; aspetta-
te il desinare. Figuratevi che, per impedirmi di uscire, non mi
dà i vestiti dell'ufficio, e mi lascia degli stracci troppo logori
perchè possa andare in città. Oggi ‘porto roba pulita, perchè
le ho detto che desinavamo insieme. Su questo quindi, siamo
d'accordo, Ma non posso mettermi ad annaffiare: ho paura di
sporcarmi i pantaloni, e se li sporco è finita. Perciò, conto su
di voi...

Patissot acconsentì: si levò la giacca, si rimboccò le ma-
niche e si mise a faticare a tutta forza intorno a una specie
di pompa che fischiava, soffiava, rantolava come un tisico e
finalmente lasciava colare un filino d’acqua, simile a quello
d’una fontana Wallace, Ci vollero dieci minuti per riempire un
annaffiatoio. Patissot era in un bagno di sudore; Boivin lo
guidava.

— Qui, a questa piantina.. aricora un po’... basta! Ora a
quest'altra.

Ma l’annaffiatoio, bucato, perdeva acqua, e questa andava
più sui piedi di Patissot che sui fiori; l’orlo dei pantaloni, fra-
dicio, già s'impregnava di fango. Ricominciò per venti volte di
seguito, e si bagnò ancora i piedi, e sudò ancora, facendo ge-
mere il volano della pompa. Quando, spossato, voleva fermar-
si, Boivin supplichevole lo tirava per un braccio:

— Un altro innaffiatoio, uno solo e abbiamo finito...

Per ringraziamento gli regalò una rosa; ma era talmente
spampanata che al contatto della giacca di Patissot si sfogliò
tutta, lasciandogli all’occhiello una specie di perina verdastra
che egli guardò stupito. Non osò dir nulla, per discrezione.
Boivin fece le viste di non essersene accorto,

Si sentì di lontano la voce della signora Boivin:

— Vi decidete a venire? E’ un'ora che è pronto!

Si diressero verso la stufetta, tremando come colpevoli.

Se il giardino era in ombra, la casuccia, in compenso, era
in pieno sole, e nessun calore di stufa uguagliava quello delle
sue stanze.

Tre piatti, com accanto le posate di stagno-mal lavate, era-
no appiccicati al vecchio untume d’una tavola d’abete, al cen-
tro della quale un recipiente di terra conteneva alcuni fili di
lesso del giorno prima, riscaldati in un liquido qualsiasi, in cui
galleggiavano delle patate mezzo butterate. Si sedettero. Man-
giarono. pi

Una grossa boccia piena d’acqua appena tinta di rosa at-

tirava lo sguardo di Patissot. Boivin, un po’ confuso, disse al-
la moglie:

— Senti, cara, per la circostanza, non potresti darci un
po’ di vino puro?

Ella lo squadrò, furente:

— Perchè possiate sbronzarvi tutti e due, vero, e mi stia-
te tutto il giorno in casa a urlare? Grazie, per la circostanza!

Boivin tacque. Dopo la carne la donna portò un altro piat-
to di patate, rifatte con un po’ di lardo completamente rancido.
Quando anche questa pietanza fu smaltita in silenzio ella di-
chiarò:

— Non c'è altro. Ora filate.

Boivin la guardò stupito:

— E il piccione? il piccione che hai spennato stamattina?

La donna si mise i pugni sui fianchi:

— Forse non vi è bastato? Che tu inviti la gente non è
un buon motivo per divorare tutto quello che c'è in casa; caro

sforzi dell'amico per imj
Patissot dovette sostenerlo.
Sprofondarono nel bi
girovagarono a lungo;
mezzo ad una foresta di
del loro naso. Era un vi
rono per .un bel pezzo lì
e indietro, senza riuscire
Boivin, detto Boileau, finì
al viso, e, senza darsene gra
lanciando, a gola spiega
degli « Ahi!, ahi! » prolung
rito, gridava ai quattro veni
— Olà, qualcuno! Olà;
Un contadino, che torti
soccorso, e li rimise sulla.
Ma, via via che si a
s'impauriva. Alla fine arri

Guy de Maupassant



DI UN BORGE

11 mio signore, e cosa mi mangerò io, stasera, per cena?

I due uomini si alzarono, andarono sull’uscio, e il piccolo
Boivin detto Boileau, sussurrò nell'orecchio di Patissot:

— Aspettatemi un minuto, e ce la svigniamo!

Andò nella stanza accanto per finire di vestirsi, e Patisso*
sentì questo dialogo:

— Dammi un franco, tesoro.

— Cosa ci vuoi fare con un franco? (i

— Non si sa mai... è sempre bene avere in tasca qualche
soldo.

Ella urlò, per farsi sentire di là:

— Nossignore, non te lo dò; visto che quell’uomo ha man-
giato in casa tua, il meno che potrebbe fare è pagarti le spe-
succe della giornata.

Boivin tornò da Patissot, e questi, volendo essere corretto,
s’inchinò davanti alla paarona di casa, balbettando:

— Signora... ringraziamenti... gentile accoglienza...

— Bene, bene, — ella rispose, — ma non riportatemelo
ubriaco perchè farete i conti con me, siatene certo!

Se ne andarono. ;

Giunsero' în riva alla ‘Senna, di fronte a un isolotto albe-
rato di pioppi. Boivin, guardando il fiume con tenerezza, strin-
se il braccio del suo compagno:

— EH! tra otto giorni ci saremo, signor Patissot.

— Dove saremo, signor Boivin?

— Ma... a pesca. Apre il quindici.

Patissot ebbe unu leggero fremito, come la prima volta
che s'incontra la donna che ci sconvolgerà il cuore. Rispose:

— AR! voi siete pescatore, signor Boivin?

— Se lo sono, signore? La pesca è la mia passione!

Allora Patissot, molto interessato, cominciò ad interrogar-
lo. Boivin gli disse il nome di tutti i pesci che folleggiavano
dentro quell'acqua nerastra.. E Patissot credeva di vederli.
Boivin elencò gli ami, le esche, i luoghi, il momento, più adat-
ti a ciascuna specie... E Patissot si sentiva diventare più pe-
scatore dello stesso Boivin. Combinarono di fare l’apertura in-
sieme, la domenica seguente, così Patissot avrebbe cominciato
ad imparare; egli, difatti, si rallegrava di avere scoperto un
iniziatore tanto esperto.

Si fermarono a cenare in una specie di antro buio fre-
quentato dai barcaioli e dalla teppaglia dei dintorni. Mentre
stavano per entrare. Boivin ebbe cura di dire:

— Non ha pretese, ma ci si sta benone,

Si misero a tavola. Dopo il secondo bicchiere di un vinet-
to locale, Patissot capì perchè la signora Boivin dava soltanto
acqua al marito: il bravo ometto non connetteva più; faceva
delle concioni, volle esibirsi in giochi atletici, si mise a fare
il paciere tra due ubriachi che si picchiavano, e sia lui che
Patissot sarebbero stati ridotti male, senza l'intervento del pro-
prietario del locale. Al caffè era ‘ubriaco fradicio, malgrado gli

ii ni aan

lt

improvvisamente, e, simile
gnora Boivin con una cai
marito, si buttò contro

— Ah! mascalzone!
care!

Il pover'uomo ebbe
l’amico che s’'accasciò nel
diede a gambe fino alla sti
































Pesca

a vigilia del giorno in

doveva buttare l'amo

curò, con la spesa
con l'amo. Da quell’opera
particolarmente colpito dall

« In poche parole, volet
za principii, volete riuscire
sinistra, davanti o dietro, 0
quella sicurezza che non wi
prima, dopo e durante il ti
striato da linee di fuoco, Q
tolio prolungato del tuono
rore, tutti i pesci agitati e
dini, abbandonandosi a un

« In quesa confusion
pronostici di probabilità fi
rerete alla vittoria!»,

Per poter catturare pi
strumenti perfetti, baston
si allungavano smisurata
i ghiozzi prese gli ami n.
to, col n. 7, di riempire il
brichi, che riteneva possibi;
vista di larve da esca. Ne
si mise a contemplarle. Qi
maledettamente e brulica
ta carne putrefatta. Pa
filzarli sull’amo. Ne prest
l’ebbe posto sull'aguzza p
tandosi completamente. R
re miglior successo, e mag
notte se non avesse temuto)

Fartì col primo treno
mata di canne da pesca.
bravano semplici bastonei
pezzo, si drizzavano verso
ura selva di esili bacche!
mischiavano, battevano fi
come alberature al di
glia a tesa larga.

Quando la locomotiva
tare da tutti gli sportel








bere; e, quando uscirono,
celle.

iianura, persero la strada,
Im tratto si ritrovarono in
ivavano fino all'altezza
li di sostegno. Gironzola-
ballanti, impauriti, avanti
via d'uscita. Il piccolo
e su un bastone che lo feri
fo, rimase seduto per terra,
ostinazione degli ubriachi,
ori, mentre Patissot, smar-

a in ritardo, venne in loro

lla casa di Boivin, Patissot
nanzi alla porta, che s'aprì





Il

iche furie, comparve la si-
ano. Appena ebbe visto il
raitando:

che l’avreste fatto ubria-


























matta, abbandonò di colpo
scido del vicoletto, e se la

rlamo

rla prima volta in vita sua,
il signor Patissot si pro-
esimi, il Perfetto pescatore
‘imille cose utili, ma restò
è da questo brano:

fastidi, senza apparati, sen-
con successo, a destra, a
mente e controcorrente, con
ibbiezioni? Ebbene! pescate
quando il cielo si schiude,
terra è turbata dal bron-
la per avidità, sia per ter-
ati tralasciano le loro abitu-
di ridda.

uiate oppure tralasciate i
se andate a pescare cor-

ini grandezza, comprò tre
e canne sul fiume, i quali
na appena scuotendoli. Per
le carpe, e faceva con-
Î barbi. Non comprò i lom-
are ovunque, ma fece prov-
aso tutto pieno; e la sera
iciattoli schifosi puzzavano
‘erusca, come se fosse sta-
ercitarsi in anticipo ad in-
ripugnanza; ma appena
tiaio, quello scoppiò, vuo-
per venti volte, senza ave-
continuato per tutta la
fre tutta la provvista.

dhe era piena di gente ar-
me quelle di Patissot, sem-
nbù; ma altre, tutte d'un
assottigliandosi. Era come
‘ogni poco si urtavano, si
ne spade, o si dendolavano
oceano di cappelli di pa-

la esse si vedevano spun-
periali, dal capo alla coda



del convoglio, ne erano irti; sicchè il treno pareva un bruco
lungo lungo che si strascicasse per la pianura.

Scesero a Courbevoie, e la diligenza di Bezons fu presa
d'assalto, Un mucchio di pescatori si sistemò sul tetto, e sic-
come tutti avevano in mano la loro canna, il carrozzone sem-
brava un grosso porcospino.

Lungo tutta la strada si vedevano uomini che andavano
nella stessa direzione, come un immenso pellegrinaggio verso
una Gerusalemme sconosciuta. Portavano i lunghi bastoni acu-
minati, che facevano pensare a quelli degli antichi fedeli re-
Guci dalla Palestina, e ‘una scatola di latta ballonzolava suile
loro schiene. Avevano fretta.

A Bezons apparve il fiume. Sulle due rive, file di persone,
uomini.in giacchetta, altri in giubbotto, altri ancora in ma-
niche di camicia, e donne, fanciulli, perfino ragazze da marito,
stavano pescando. .

Patissot andò alla diga dove l'aspettava l’amico Boivin.
Questi lo accolse un po’ freddamente. Aveva appena fatto

DOMENICHE
NE PARIGINO

conoscenza con un grosso signore d’una cinquantina d’anni,
che pareva assai in gamba, e aveva il viso scurito dal sole.
Tutti e tre presero a nolo una grossa barca con la quale anda-
rono a mettersi proprio sotto la cascata della chiusa, dove
si forma il gorgo in cui è più facile prendere il pesce.

Boivin fu subito pronto, e, dopo aver messo l’esca, gettò
l'amo e restò immobile, fissando il piccolo galleggiante con
straordinaria attenzione. Di tanto in tanto tirava fuori il filo
dall'acqua e lo buttava un po’ più lontano. Il signore grosso,
quando ebbe buttato nel fiume il suo amo ben fornito d’esca,
posò -la canna accanto a sè, caricò la pipa, l’accese, incrociò
le braccia, e senza curarsi del sughero si mise a guardare la
cascata. Patissot ricominciò a far scoppiare i suoi vermi. Dopo
cinque minuti si rivolse a Boivin.

— Signor Boivin, siate tanto cortese da sistemarmi questi
vermi sull’amo. Io faccio, faccio, ma non ci riesco.

Boivin alzò il capo:

— Vi sarei grato se non mi disturbaste, signor Patissot;
non siamo qui per divertirci.

Tuttavia mise l’esca all'amo; e Patissot subito la lanciò,
avendo cura di imitare le manovre dell’amico. 7

La barca, così vicina alla cascata, ballava maledettamente;
le ondate la scuotevano, i bruschi risucchi della corrente la
facevano girare come una trottola, nonostante fosse legata al-
le due estremità; e Patissot, tutto intento alla pesca, cominciò
a sentire un vago malessere, una pesantezza di capo, uno strano
stordimento. ;

Non prendevano neanche un pesce: il piccolo Boivin era
assai nervoso, faceva gesti bruschi, dondolava il capo preoccu-
pato; Patissot ne soffriva come d'una catastrofe; soltanto il
signore grosso, sempre immobile, fumava tranquillamente,
senza curarsi della sua canna. A un certo punto Patissot, sec-
cato, si voltò verso di lui e con voce triste gli disse:

— Abboccano?

L'altro rispose semplicemente:

— Perbacco!

Patissot gli lanciò un'occhiata stupita:

— Ne prendete parecchi?

— Mail...

— Come, mai?

L'’omone, seguitando a fumare come la ciminiera d’un'offi-
cina, rispose così, lasciando sconvolto il suo interlocutore:

— Sarebbe proprio un bell'impiccio se abboccassero. Io
non vengo mica per pescare; vengo perchè qui mi ci trovo
benissimo: si dondola come in mare e io porto la canna pro-
prio per non sembrare differente dagli altri.

Il signor Patissot, invece, non ci stava bene per niente.
Il suo malessere, dapprima imprecisato, aumentava sempre più,
pigliava forma. Difatti la barca ballava come in mare, ed
egli soffriva il mal di mare.

Appena fu passato il primo attacco propose di andarsene;
ma Boivin, furibondo, per poco non gli saltò addosso. L’omone,

Re



Mr Va ASA

impietosito, si impose e’ riportò indietro la barca. Quando i
capogiri di Patissot furono scomparsi pensarono al desinare.

C'era da scegliere tra due trattorie. La prima, piccina
piccina, pareva piuttosto un'osteria, ed era frequentata dai
pescatori più modesti. La seconda, che si chiamava « Viliino
dei Tigli », somigliava a una villa borghese ed aveva come
clientela l'aristocrazia dell'amo. I due padroni, nemici dalla
nascita, si guardavano in cagnesco dalle estremità opposte di
un gran pezzo di terreno che li separava, su cui c’era la ca-
setta bianca dol guardiapesca e del sorvegliante della chiusa.
Queste* due autorità, a loro volta, parteggiavano, l’una per
l'osteria, l’altra per ia villa, e i dissensi interni di quelle tre
case isolate riproducevano la storia dell'umanità intera.

Boivin, che conosceva l’osteria, avrebbe voluto andarci:

— Servono molto bene, e non è caro, vedrete. Del resto,
signor Patissot, non sperate di farmi bere come domenica scor-
se; mia moglie era arrabbiatissima, ed ha giurato che non ve
la perdonerà mal.

Il signore grosso dichiarò che avrebbe mangiato soltanto
ai « Tigli», che era, secondo lui, un posto ottimo, con una
cucina paragonabile a quella dei migliori ristoranti di Parigi.

— Fate come vi pare — dichiarò Boivin, — io vado dove
sono abituato.

E se ne andò. Patissot, disapprovando l’amico, andò insie-
me al signore grosso.

Desinarono da soli, loro due, si scambiarono le loro opi-
nioni, si confidarono le lore impressioni, e riconobbero che
erano fatti per intendersi.

Dopo mangiato, i due nuovi amici tornarono a pescare:
ma andarono lungo la riva, si fermarono vicino al ponte della
ferrovia e gettarono gli ami nell'acqua, seguitando a chiac-
chierare. I pesci non abboccavano e Patissot ormai ci si era
rassegnato,

A ‘un certo punto una famiglia arrivò vicino a loro. Il
padre, coi favoriti da magistrato, aveva una canna smisurata;
tre figlioli maschi, di differente statura, avevano tre canne
di differente lunghezza, secondo l’età; e la madre, assai for-
mosa, manovrava con grazia una canna da pesca col manico
guarnito da un bel fiocco. Il padre salutò:

— E' un buon posto, signori?

Patissot stava per parlare, ma l’amico lo prevenne:

— Eccellente! -

La famiglia sorrise e si sistemò accanto ai due pescatori.
Allora Patissot fu preso da una voglia straordinaria di pescare
un pesce, uno solo, un pesce qualsiasi, fosse pure grosso come
una mosca, per meritarsi la stima di tutta quella gente; e si
mise a manovrare la canna come aveva Visto fare a Boivin
nella mattinata. Lasciava che il galleggiante seguis3e la cor-
rente per tutta la lunghezza della lenza, dava una scossa, ti-
rava l'amo fuori d’acqua, facendogli descrivere per aria un
vasto. cerchio, lo ributtava qualche metro più giù. Era con-
vinto di avere preso la mano per fare quel movimento con
eleganza, quando l’amo, che aveva tirato fuori d’acqua con
‘un rapido colpetto del polso, fu trattenuto da qualcosa dietro
a lui. Fece uno sforzo; un urlo esplose dietro le sue spalle,
ed egli vide, appeso all’amo che descriveva nel cielo una curva
a meteora, un magnifico cappello da signora carico di fiori,
che egli depose, sempre appeso all’estremità del filo, proprio
nel bel mezzo del fiume.

Si voltò impaurito, lasciò andare la canna, che seguì il
cappello, trascinato dalla corrente, mentre il suo nuovo amico,
sdraiato per terra, rideva a crepapelle. La signora, spettinata
e sconvolta, soffocava dalla rabbia; il marito diventò furente
e pretese di essere rimborsato del prezzo del cappello, che
Patissot pagò almeno il triplo del valore. Dopo di che la fa-
miglia se ne andò dignitosamente.

Patissot prese un’altra canna, e fino a sera fece fare il
bagno ai suoi vermi. L’amico se la dormiva tranquillo sul-
l'erba. Si svegliò verso le sette.

— Andiamocene!.. — disse.

Patissot tirò l'amo, lanciò un grido e rimase talmente stu-
pefatto che ricadde a sedere. In cima al filo dondolava un pe-
sciolino piccolissimo. Quando lo guardarono da vicino, videro
che era stato infilzato in mezzo alla pancia, mentre l’amo usciva
dall’acqua.

Fu un trionfo, una gioia senza limiti. Patissot volle che
giie lo friggessero, per lui solo.

Durante ia cena, l’intimità fra i due aumentò. Patissot
seppe che quel signore abitava ad Argenteuil, andava in barca
a vela da trent'anni, infaticabilmente, ed accettò l'invito a
desinar? che questi gli fece per la domenica seguente, con la
promessa di una bella gita sul « Trampolino », la barca del-
Vamicòo.

La conversazione era talmente interessante che finì per
dimenticare la sua pesca.

Se ne ricordò soltanto dopo il caffè, e volle che glie la
servissero. Si vedeva sul piatto una specie di fiammifero, gial-
lastro e torto. Ciononostante lo mangiò con gioia e, la sera,
sull'omnibus, raccontava ai vicini di aver preso quattordici
libbre di frittura.



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| PERISCOPIO ) [WWvA\ DII GASA

Missione italiana
in Cina

Sta per partire alla volta di
Pechino una missione italiana
presieduta dal senatore Gugliel-
mone,

La missione è composta da
una trentina di rappresentanti
di aziende industriali e com-
merciali e di istituti bancari, e
si propone di studiare le pos-
sibilità di sviluppo degli scam-
bi commerciali con la Cina con-
tinentale, e di avviare contatti
diretti con gli ambienti econo-
mici cinesi.

Il volume degli scambi italo-
cinesi è attualmente piuttosto
modesto, Nel 1957 abbiamo im-
portato dalla Cina per circa
4,5 miliardi di lire ed esportato
per 9,2 miliardi,

La missione, che partirà nei
primi giorni di luglio, si trat-
terrà in Cina circa un mese du-
rante il quale alternerà a con-
versazioni con i rappresentanti
economici cinesi visite a im-
pianti industriali,

Una indagine per rilevare
quali settori specifici offrano
maggiori possibilità di collabo-
razione con il governo di Pe-
chino — condotta sulla base
delle esperienze di altre dele-
gazioni recatesi recentemente
in Cina — ha dato le seguenti
risultanze. La ‘tecnica idraulica,
nel senso più esteso del termine,
può trovare in territorio cinese
ampie prospettive di espansione,

Seguono le fabbriche di con-
cimi, soprattutto fertilizzanti
artificiali, e in genere tutta l’in-
dustria chimica’ nelle sue appli-
cazioni all'agricoltura. Infine, il
campo. dei tessili, benchè si sap-
pia che in questo settore la Cina
va ormai orientandosi verso lo
sfruttamentg delle risorse locali
mediante imprese che si adat-
tino al clima e alle condizioni
del mercato,

Il segretario del ” Board of
Trade" britannico, F, J. Errol,
che a suo tempo guidò una de-

AMEBAZO THA EMMETT ALTAVLI RIUNITA VIMAITOVEVLTTIMANN TAMARA LA POETI TV

La Lombardia

(continua da pag. 7)

raccolte a Milano: del resto tutti
conoscono l'importanza di questa
città nell'attività editoriale e gior-
malistica del Paese,

Anche nelle industrie chimiche il
peso della Lombardia è assai note-
vole, Inutile poi insistere sull'inten-
sità del trasporti in questa regione,
Secondo i dati di un paio d'anni fa
assommando le linee statali e quel-
le private, la Lombardia contava
9,5 Km. di ferrovia ogni 100 Kmq..
contro i 7,5 del Piemonte e della
media di tutta Italla. Circa la rete
stradale, nel dicembre del '56 Ja
Lombardia contava 1.320 Km. di
strade statali, 3.435 di strade pro-
vinciali e 15.421 di comunali, cioè
la rete più vasta dopo il Piemonte,
Del resto. Milano sarà il capolinea
della costruenda «autostrada del so-
le> e già oggi vi fanno capo le più
lunghe autostrade d'Italia, che so-
no la Torino-Milano; la. Milano- La-
ghi e la Milano-Bergamo-Brescia,
Gli autoveicoli erano, sempre a fl-
"56, 296.545, pari a uno
abitanti (media superata solo
Piemonte, con un’auto ogni 20
abitanti),

Il traffico aereo si concretizza nel-

di

4: La
gerì a Milano-Malpensa (superato
solo da Roma-Ciampino), integrato
da Milano-Linate,

M grande sviluppo indwstriale
che abbiamo veduto fa sì che am-
plissimo sia il traffico commerciale,
tanto che la Lombardia è la re-
gione più commerciale d'Italia, do-
po la Liguria. Della sua povola-
zione attiva, un decimo circa è de-
dita ai commerci. , î

La Lombardia ha registrato nel
1956 un reddito medio per abi-
tante di 349.640 lire annue, con.
tro ad esempio, le 346.930 della
Liguria e le 105.772 della Lucania.

IO.

legazione inglese, ha indicato
anche altre prospettive. A suo
avviso, vi sarebbero infatti pos-
sibilità di incremento per mac-
chinari speciali e per alcuni tipi
di materie prime.

Esportazioni

e importazioni

Nel primi 3 mesi del 1958 le im.
portazioni sono ammontate, in Ita-
lia, a 500,7 miliardi di lire con una
diminuzione del 13,3 per cento ri-
spetto allo stesso periodo del 1957,
e le esportazioni a 379,9 miliardi
di lire con un aumento del 3,1 per
cento rispetto al corrispondente pe-
riodo del 1957. M deficit della no-
stra bilancia commerciale è risultato
pari a 120,8 miliardi di lire con
una diminuzione del 42,2 per cen-
SENO allo stesso periodo del

Lé importazioni dai Paesi della
Oece (Organizzazione economica eu.
ropea) sono ammontate a 237,2 mi.
Mardi di lire con una diminuzione
del 4,5 per cento rispetto al cor-
rispondente periodo dell'anno pre-
cedente; le esportazioni a 214,2 mi-
liardi con un aumento dell'1,3 per
cento. Le importazioni dai Paesi del
Mec (Mercato comune europeo) so-
no ammontate a 107 millardi con
uns diminuzione del 15,3 per cento,
le esportazioni a 91 miliardi con
una diminuzione del 7,5 per cento,

Le importazioni dall'area della
sterlina sono ammontate a 25,4 ml-
liardi con una diminuzione del 5,2
per cento, le esportazioni a 28 mi-
Mardi con un aumento del 19,7 per
cento,

Le importazioni dai Paesi non

partecipanti all'Oece sono ammon.'

tate a 263,2 miliardi con una di-
minuzione del 19,9 per cento e le
esportazioni a 160,9 miliardi con un
amento del 5,5 per cento. Fra tali
Paesi le importazioni dagli Stati
Uniti sono ammontate a 91,5 mi-
liardi con una diminuzione del 16,1
pet cento e le esportazioni a 31,7
miliardi con un aumento dello 0,3
per cento.

Turbine a gas
su navi inglesi

Recentemente in un cantiere
inglese è stata varata la ” Bra-
ve Swordsman”, seconda unità
del gruppo ” Brave” della flotta
veloce della Marina da guerra
britannica,

Questa nave, come la ” Brave
Bordered" varata il 7 gennaio,
è fornita di turbine a gas ” Bri-
stol Marine Proteus” svilup-
panti ognuna 3500 HP., che co-
stituiscono l’intero complesso
propulsore della nave, eliminan-
do l'uso del Diesel o di altre
macchine alternative.

Il gruppo ” Brave” della flot-
ta .veloce da guerra è stato pro-
gettato per l’uso di cannoniere
o motosiluranti per operazioni
costiere, L'equipaggio di queste
veloci unità sarà composto da
3 ufficiali e 17 nomini,

Il consumo del vino

Com'è distribuito il consumo del
vino. nel mondo? Una recentissima
statistica attribuisce il primato as-
soluto alla Francia, I francesi in-
fatti bevono in un anno, a testa,
140 litri di vino; gli italiani ne be-
vono 115 litri, e gli spagnoli, I
greci, gli argentini e i cileni, 50
litri. Seguono, notevolmente distan-
ziate, la Svizzera con 34 litri, }a
Germania con 8, gli Stat! Uniti con
&, L'Olanda e gli stati nordici han-
no consumi che sì aggirano sul ll-
tro all'anno per ogni abitante.

La produzione di vino in Italia
nel 1956 è stata di 63 milioni di
ettolitri, di cui 55 milioni consumati
in loco e 2 milioni esportati (Il
ri non ha trovato com-
pratori). La produzione del 1957,
data tal scarsità dell'ultima. ven-
demmia, è calcolata tra i 47 e i 50
milioni di ettolitri.

Auto a propulsione

nucleare

La Ford ha presentato il mo-
dellino di una vettura a pro-
puis'one atomica; la "Nucleon”.
II reattore nucleare sarà siste-
mato nella parte posteriore.

La “classifica” degli abiti estivi

li abiti delle donne si divi-

dono in quattro grandi ca-
tegorie; gli inutili, gli utili, gli
indispensabili, i superflui,

I più affascinanti sono, natu-
talmente, j superflui che vengo-
no presentati dai grandi sari!
nelle sfilate di stagione e che
fanno parte dello spettacolo, Ad
essi le donne dedicano lunghe
cupide occhiate, seguite da pro-
fondi sospiri di rammarico, Gli
abiti superflui sono i tubetti

falsamente semplici con la cin-
tura bassa, stile 1925, che impe-
discono nel modo più assoluto,
non dico l'andatura normale ma
il semplice gesto di alzare la
Sono i

gamba. meravigliosi



Due graziosi abitini che ap-
partengono al genere «utile»

mantelli da sera con cappuccio,
magari foderati di raso verde
o scarlatto, che non vanno be-
ne per nessuna evenienza, nean-
che per l’unico veglione di Car-
nevale, Sono i « trapezi » esage.

questa categoria, specialmente
quelle ampie e disinvolte che
con una camicetta indovinata
fanno « vestito »,

Ultimi gli abiti inutili: è im-
possibile sbagliare quando ven- |





Tramonto del “due pezzi”



Il « due pezzi » è definitivamente tramontato, I costumi
da bagno quest'anno hanno una linea molto castigata.
Notare il particolare delle spalline piuttosto pronunciate







rati o gli abiti con tutta la
ricchezza portata sul dorso €
fiuttuante come una camicia da
notte che tutt'al più possono
essere indossati dalle cantanti
al Festival napoletano susci-
tando la perplessità di migliaia
di telespettatori. Sono i lunghi
abiti ricchissimi da garden par-
ties, sostenuti da almeno tre
sottogonne, quando si sa benis-
simo che non si danno mai veri
garden parties ed eventualmente
ci si andrebbe in tailleur, Sono
infine gli splendidi accappatoi
da spiaggia in spugna gialla
quando si sa perfettamente che
non si potrà andare un solo
giorno a vedere infrangersi le
onde del mare comodamente
sdraiate sulla rena sottile.

I capi indispensabili sono i
più antipatici e i più' noiosi,
Quest'anno si presentano sotto
forma di camicia o di sacco che
vanno bene un po’ per tutte le
cccasioni: mattino, pomeriggio,
sera, Esigono una guarnizione
appropriata ed un contorno che
« spieghi » il perchè l’abito è
stato messo; cioè cappellino fio-
srito per un matrimonio o una
Comunione, lunga collana di
perle per un ricevimento al po-
meriggio, scarpe scollate e bor-
settina da sera per uno spétta-
colo importante,

Gli abiti utili sono quelli che
si indossano il primo di giugno
e si tolgono in settembre, La mo-
da in questo campo concede ogni
arbitrio: cioè lascia libere di
portare il largo e lo stretto, lo
chemisier o l’abito grembiule, a
seconda delle preferenze di cia-
scuna. Di solito hanno colori
neutri. o, viceversa, smaglianti
in modo da classificarsi subito
entro o fuori i confini del clas-
sico e dell’attuale. Gli abiti
utili sono realizzati in cotone,
popeline, canapa a disegni mi-
nuti e simpaticamente allegri,
nei quali sono compresi righe
ce quadretti, Anche le gonne
possono essere classificate in

gono visti o presentati. Sempli-
cemente perchè sono gli abiti
brutti che una donna di gusto
riconosce al volo e naturalmente
si guarda bene dal portare,

L’ acqua
fonte di bellezza

anche chi non ha mai messo

piede in un istituto di bellezza
sa benissimo che non giova alla
pelle lavarsi il viso con acqua e
sapone. Ma la proibizione vale solo
per il sapone; l'acqua non fa mai
male, anzi è una sorella, una al-
leata, un'amica.

L'acqua fa bene alle bionde, alle
giovani ed alle meno giovani per-
chè rende bella ogni carnagione.
E' un po' il segreto di Pulcinella:
la pelle ha bisogno di una grande
umidità e dopo essere stata ben
pulita con crema detergente sarà.
avvantaggiata da un risciacquio con
acqua fresca e ciò tenendo conto
del fatto che l'acqua calda pur am-
morbidendo i tessuti li sfibra un.
pochino .e li rilassa. Se si vuol
fare, invece, una buona reazione sul
viso allora è ottimo sistema usare
l'acqua bollente poi quella gelata,

E' importante non privare mai
la pelle dell'umidità necessaria, De)
resto abbiamo constatato più di una
volta che le donne che vivono ‘n
zone molto umide hanno una pelle
stupenda, mentre chi abita in luo-
ghi asciutti o ventosi risente del.
l'azione poco benefica del clima. La
controprova della meravigliosa ope-
ra dell'acqua sulla’ pelle del viso, |
è data da un Istituto di bellezza
che consiglia alle sue clienti di
uscire nelle giornate di pioggia la-
sciando che l’acqua piovana, che
non è affatto calcarea, bagni il
volto. d

N corpo, a sua volta, ha bisogno
quanto il volto di nequa. Più deli -
massaggi e persino della ginnastica
per mantenere il corpo giovane e
sano occorrono Î bagni. Bagni di
tutti i generi, ma specialmente in
vasca quelli con striglia e brusca
che stimolano la circolazione: del
sangue e rendono la pelle traspa-
rente.

L'acqua infine non si limita ad
un'azione benefica solo all'esterno.
Per restare belle, giovani, fresche,
tutto quello che volete, bevete ac-
qua. Non durante i pasti, sl capi-
sce, chè il viso ne risentirebbe, ma
a digiuno, al mattino. Poi durante
la giornata un bel bicchiere di
acqua è la migliore merenda della
signora che tiene alla Tinea, all'alito
fresco, alla bugia prolungata degli
eterni vent'anni. P





AUGUSTA

te, mentre ila nuova unità co-
struita dall'Ansaldo tratterà da
sola circa 7.000 tonnellate di
greggio al giorno. Mediante
successiva distillazione in «co-
lonne di frazionamento » si ot-
tengono i seguenti prodotti :
benzine pesanti e leggere, pe-
trolio bianco e per turbogetti.
nafte leggere e pesanti, ed un
residuo, per il cui ulteriore
sfruttamento si deve ricorre-
re ad altre unità di processo
che si avvalgono del vuoto
spinto, del calore, della pres-
sione e di catalizzatori per ot-
tenere altre benzine, gas li-
quidi, lubrificanti, asfalti, re-
sine sintetiche, detersivi, in
setticidi, paraffine, una serie
imponente di prodotti che so-
no ormai entrati nella nostra
vita e divenuti cose comuni,
cui non si presta più attenzio-
ne. Queste unità si chiamano,
come al solito, con caratteri-
stici termini inglesi di cra-
cking, catforming, platform-



gio. - Sotto: struttura supporto tubazioni; torre T1; torre T6 e T7;









ing, polimerizzazione ed altri
ancora che molti di noi hanno
udito o notato e che danno ori-
gine, ciascuno, ad una nuova
serie di prodotti di grande
interesse ed utilità.

Come si è accennato, il pez-
zo più importante di queste
unità è la torre di « topping »
che raggiunge i 52,50 m. di
altezza, appoggia su una in-
vasatura di cemento armato
alta 13 metri, ha un diametro
di circa 6 metri e pesa 250
tonnellate.

Le fasi di montaggio di que-
sta enorme torre hanno ri-
chiesto particolare cura in
quanto, data la mole, le vi-
role si sono dovute saldare in
posto e montare una sull'altra
fino a formare ia torre com-
pleta. Si noti che le norme
americane generalmente se-
guite in questo genere di co-
struzioni sono particolarmen-
te severe e minuziose, anche





Cossu smeenì __s

per que! che riguarda i mate-
riali. La torre, a seconda della

interni sono di particolari ca-

la saldatura è quindi partico-
larmente impegnativa.

Altro complesso notevole è
forno, costituito di una os-

f

alle murature, ai bruciatori ed
il forno è alto 20
tri e lungo 25 metri, ed è
nito di tutti i più modern:

minore mole comparati ai
colonne,
zazione e scambiatori di calo
re. L'impianto è dotato di un









moderno si
tazione ed è realizz
do pa permetterne l:
automatica e centralizzata,
e costituisce ‘un altro buon la-
voro eseguito in Italia in un
campo in cui è acuta la con-
correnza delle ditte straniere
specializzate.



SII

LIL!
sii ami







stema di strumen-
o in mo-
condot





Ettore Gabetta

struttura E8, E18A e B, D4; forno F1. - Sopra: montaggio tubi e coibentazione forno F1

[ARCTTIUI
1 | Mord

La programmazione È

e i suoi

in un cantiere navale |

L a struttura di un’organiz-
zazione industriale è il ri-
sultato del suò sviluppo. Il
punto di partenza è in genere
di minuscole proporzioni: gra-
Gualmente si espande. Una o
due persone esplicano agli ini-
zi tutte le mansioni e si inte-
ressano di ogni cosa: ogni atti-
vità dell'azienda ruota intorno
a loro. Come lo sviluppo conti-
nua, questo metodo di operare
diventa inefficiente e si rende
necessaria una struttura piani-
ficata di organizzazione.

Per soddisfare questa neces-
sità di organizzazione del la-
voro e per adempiere alle
varie funzioni ad essa connes-
se sono stati creati degli appo-
siti uffici, che nella nostra
azienda prendono il nome di
« Uffici Produzione ».

Quali sono i compiti della
«Programmazione» di un can-
tiere navale, nell’ambito della
sopra accennata organizzazio-
ne del lavoro? « Programma-
zione » è, in linea generale,
preparare in anticipo, rispetto
all'esecuzione, tutto quanto è
necessario per il raggiungi-
mento di traguardi fissati. Co-
struire una nave, in un deter-
minato spazio di tempo, pre-
suppone l’avere a disposizione
la mano d’opera necessaria, i
materiali adatti allo scopo e i





compiti

disegni di tutti i particolari da
eseguire. Ovviamente questi
tre fattori sono legati l’uno al-
l’altro da stretti legami, e so-
ro dipendenti da moltissimi
altri fattori che ne rendono
complessa la reciproca corri-
spondenza.

Per coordinare tali fattori e
formulare programmi genera-
ii del Cantiere e particolari
per le varie sezioni, è nec
sario avere abbondanti docu-
mentazioni ed esperienza sulle
possibilità dei varii reparti,
sui costi dei varii tipi di co-
struzioni e sulle possibilità di
approvvigionamenti dei mate-
riali. E’ pertanto opportuno
creare, per tutti i particolari
principali di ogni tipo di com-
messa, un archivio di dati sta-
tistici di costo ovvero di con-
suntivi assai particolareggiato
per pesi e manodopera. di ogni
nave costruita. Con tale mate-
riale a disposizione, l'Ufficio
Programmazione controlla con
continuità i carichi di lavoro
delle varie sezioni onde avere
la certezza, sopperendo per le
eventuali deficienze con mano-
dopera di terzi ,di poter com-
pletare, alla data fissata, le
varie costruzioni,

Contemporaneamente, è in-
dispensabile mettere le varie
sezioni in condizioni di poter





sviluppare con continuità e
con il minor numero possibile
di intralci, il lavoro nelle sue
varie fasi. Tale fattore implica
un normale afflusso di mate-
riali da parte dei nostri for-
nitori e di disegni da parte
dell'Ufficio Studi. E’ pertanto
necessario essere quotidiana-
mente al corrente delle precise
date di consegna previste per
letti materiali, delle eventuali
variazioni di tali date, di ogni
difficoltà che sorga ad intral-
ciare l’'approntamento di tali
prodotti lavorati o semilavo-
vati, presso le innumerevoli of-
ficine che espletano fornitura
su nostri ordinativi. Occorre

ottenere dall'Ufficio studi tut-
ti i disegni costruttivi, in
tempo utile e con la sequenza
desiderata onde poter prepa-
rare tempestivamente distinte
base, piani di prefabbricazio-
ne di scafo e cottimi, cioè tutti
i «documenti di lavoro » indi-
spensabili alle Officine per ese-
guire qualsiasi lavorazione,

L'Ufficio Programmazione è
composto al Cantiere di Se-
stri da tre ingegneri, cinque
capi gruppo, circa settanta im-
piegati ed una quindicina di
operai (la maggior parte col-
laudatori).

In questi anni, in cui il rit-
mo di lavoro in Cantiere si è





Nelie due fotografie: due vedute dell'Ufficio Produzione del nostro Cantiere di Sestri

12






assai intensificato, la capacità
del nostro Ufficio Programma-
stata messa a dura
prova. Si deve curare l’orga-
nizzazione del lavoro per più
di dieci costruzioni contempo-
ranee; abbiamo avuto, nei pe-
riodi di fine allestimento della
M/n. «Gripsholm» e della
T/n. « Costa », una cinquantina
di ditte operanti nell'ambito
del Cantiere: ognuna aveva i
suoi problemi e le sue neces-
sità, ognuna doveva essere
messa in condizioni di
re senza possibilità di avanzare
proteste compromettenti il
completamento del lavoro nel
tempo fissato. Abbiamo dovuto
seguire il regolare affluire dei
materiali pervenuti da molte
centinaia di ditte ed a fronte
di migliaia di ordinazioni: la
sola mancanza di alcuni pezzi
può compromettere il pro-
gramma di approntamento e
consegna di una nave {e solo
ie valvole, su una turbocister-
na da 31.500 t.p.l., assommano
a circa 2500 pezzi!

Nell'anno 1957 sono state
compilate distinte base di sca-
fo per più di 40.000 tonn. di
materiale imbarcato. Nello
stesso anno sono state conse-
gnate 8 costruzioni. La mano-
dopera diretta spesa in Cantie-
re nello stesso periodo (com-
vresi gli appalti) supera gli
11 milioni di ore lavorative.

Se è stato possibile svilup-
pare, con gli ottimi risultati
che tutti conosciamo, tale in-
gente quantità di manodopera,
ciò è almeno in parte dovuto
al lavoro preparatorio svolto
tempestivamente e con la mas-
sima scrupolosità possibile,
uall'Ufficio Programmazione
E poichè tale lavoro del PRO
in sede di preparazione si ri-
solve, durante l’esecuzione, in
una maggior facilità di ope-
“are da parte delle officine e
quindi in un minimo costo
delle commesse, possiamo con-
cludere che, se è pur vero che
le navi si fanno nelle officine
ed a bordo, è anche vero che
al PRO si opera fattivamente
per la loro costruzione.

zione è







vora-



Giorgio Traverso





1 ONE

SEZ

CA L'E 1:00

La squadra ansaldina è la migliore

della 2" edizione del “Trofeo del Lavoratore”

La squadra calcistica del Do-
polavoro Ansaldo ha ormai chia.
ramente dimostrato di essere la
compagine tecnicamente miglio-
re nella seconda edizione del
« Trofeo del Lavoratore », orga-
nizzato dal « C.S.I, »,

Essendo la manifestazione
prettamente dilettantistica e ri-
creativa, il regolamento stabi-
lisce che non possono. parteci.
parvi giocatori che, durante la
corrente stagione calcistica, ab-
biano disputato più di tre par-
tite in squadre partecipanti ai
varij campionati o tornei orga-
nizzati dalla « Federazione Ita-
liana Giuoco Calcio » 0 dal
e Centro Sportivo Italiano ».

Gli elementi che rispondono a
questi requisiti sono stati « pe-

Bruzzone, Carzino, Chiara, Idili,
Pittaluga, Rossi, Sacconi e Zam.
pilli; il Cantiere di Sestri Bel.
lafronte, Cagna, Del Bene, Fane,
l'arodi e Tacchino; il C.M.I. Ba-
rile,

Al torneo partecipano ben un-
dici squadre suddivise in due
gironi; le partite vengono dispu-
tate « all'italiana » con incontri
di andata e ritorno, al termine
dei quali le prime due squadre
di ogni girone disputeranno le
finali (sola andata).

La squadra è diretta dal Di-

rettore tecnico della « Sezione
calcio » sig. Adriano Burlando,
che ha trovato nell’allenatore

Franco Verdacchi
collaboratore,
Alla fine del girone di andata,

un prezioso





scati» nei diversi stabilimenti testè concluso, gli ansaldini oc-
della nostra Società, IM Mecca- cupano il primo posto. Ecco la
nico ha dato Baronti, Belleno, classifica:
PARTITE RETI
SQUADRE De a) sn P F s PUNTI

Ansaldo . 5 4 1 0 9 1 9

Consorzio del Porto 5 2 2 1 6 5 6

Teti ‘8". 5 1 3 | 6 9 5

Italia Soc. di navigaz. . 5 0 4 1 3 4 4

Halnavi - Linea C. 5 1 1 3 2 7 3

Dipendenti Provincia 5 1 1 3 5 5 3













SEZIONE FOTOGRAFIA E CINEMA A PASSO RIDOTTO

Concorso cinematografico a premi

per films a colori o in bianco e nero

La « Sezione fotografia e cine-
ma a passo ridotto » indice ed
organizza un concorso cinemato-
grafico a passo 8, 93: e 16 mm,,
a colori oppure in bianco e ne-
ro, riservato agli iscritti al Do-
polavoro aziendale Ansaldo.

I films, che dovranno essere
inediti e di durata inferiore ai
12 minuti di proiezione, potran-
no essere iscritti ad uno dei se-
guenti gruppi: « A » (schema li.
bero); «è B» (documentarii),

Il regolamento-programma è
in corso di stampa e sarà distri-
buito appena possibile, Il con-
corso si chiuderà improrogabil
mente il 15 ottobre p. v, e sarà
dotato di ricchi premi.

Tutti i dopolavoristi che han-
no intenzione di parteciparvi,
sono vivamente pregati di dare
una adesione di massima, pura-
mente indicativa e senza impe-
gno, entro il 20 giugno, rivol-
gendosi alla sede della sezione
in via Sestri 33/2, nelle sere
di mercoledì e venerdì dalle ore
21 alle ore 23, oppure alla Se-
greteria del Dopolavoro Azien-
dale a Sampierdarena (dove po-




tranno avere ulteriori informa.
zioni) tutti i giorni nelle ore

d'ufficio.
SEZIONE MOTORISMO

Ottime affermazioni
ai raduni di Cortemilia e Imperia

L'attività della « Sezione mo-
torismo » si sta facendo sempre
più intensa, Recentemente, in-
fatti, la sezione ha preso parte,
con largo numero di partecipan-
ti, alle seguenti manifestazioni:

Raduno di Cortemilia, Il grup-
po motociclistico si è presentato

a Cortemilia, percorrendo 120
chilometri, con 44 macchine e
68 partecipanti, E' stato classi-
ficato primo del gruppo B
Raduno nazionale motocicli»
stico di Imperia. Al nostro grup-
po sono state assegnate le coppe
del Ministero della Difesa quale
primo classificato del gruppo B
e dell'’ENAL Provinciale di Im-
peria per il gruppo più nume-
roso, Il gruppo si è presentato
con 40 moto e 67 artecipanti.

Quote d' iscrizione

Per l'adesione alla « Sezione
motorismo » (Gruppo motocieli-

sti), in relazione anche al neces-
sario tesseramento alla « Fede-
razione Motocielistica Italiana
sotto l'egida della quale si svol-
ge l'attività, la quota d’iserizio-
ne annuale è di lire 1.000,



SEZIONE PALLAVOLO

I pallavolisti dell’ Ansaldo
primi nel campionato di serie C

Nella serie £ del campionato
di pallavolo la compagine del
Dopolavoro Ansaldo sta colle-
zionando lusinghieri successi,

I tecnici sostengono che è la
squadra più forte in virtù prin-
cipalmente dell'esperienza dei
suoi atleti, e che gli ansaldini,
se spingeranno a fondo la loro
preparazione, non dovrebbero
faticare per conseguire la vit-
toria finale, Infatti le nette vit-
torie finora ottenute, specie con-
tro la « SIAC» (3-0), la « Vol.
ley » (3-0) e la « S, Cecilia » di
Albisola (3-0), sono state assai
indicative.

Il girone d'andata si è conelu-
so con la squadra del Dopolavo-
ro Ansaldo al comando della

classifica,
ley

seguita dalla « Vol
mentre in terza e quarta
P ne sono, rispettivamente,
la « SIAC» e la « S. Cecilia ».

Dopo la pausa del 15 giugno
gli atleti dell’Ansaldo si prepa-
reranno per il «ritorno », che
certamente non sarà facile come
la prima parte del campionato
in quanto, per tutte le avversa-
rie, la squadra dell’Ansaldo è
ora la squadra da battere.




SEZIONE ATTIVITÀ MONTANE

Il trasporto dei partecipanti
ai soggiorni alpini

Come già annunciato, il Do-
polavoro organizzerà il trasporto
dei partecipanti ai « Soggiorni
alpini» in autopullmann, pur-
chè venga raggiunto un minimo
di 25 partenti,

Il prezzo di andata e ritorno
è fissato in lire 4,000 sia per
Andalo e Pinzolo che per La
Thuile,

Si invitano pertanto coloro
che intendono usufruire del
viaggio in autopullman riserva-
to, ad effettuare al più presto la
prenotazione onde facilitare la
organizzazione,



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L’insidia

peratura.

qualsiasi temperatura.






degli acidi

Acidi nel motore? Certo: la combustione
ne lascia giorno per giorno una notevole quan
tità nei cilindri. I loro effetti sono dannosi:
quando il motore è fermo corrodono il metallo
e, quando é in moto, ne accentuano l'usura.

Ecco perchè è indispensabile un lubrificante
che neutralizzi gli acidi a mano a mano che si
formano, oltre a combattere insidie altrettanto
pericolose come l’attrito e gli sbalzi di tem-

Affidatevi a un olio speciale, come lo
Shell X-100 Motor Oil Multigrade, che com-
batte la corrosione e protegge il motore a

facilita l'avviamento
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13





Sono nati

marzo: CINZIA, di Unico Bar- ero Pesce

(Liv) e di Piera Fusco
marzo: SILVIO, î Îlio MI-
ragoli (Dig) e di Vivalda -
15 aprile: FRANCO, Mio Sarti
(Liv) e di Franca Lemmi - 5



(Can)



varo - 5 magg



ZA

ria Parodi - 6



nica. Potenzor




iprile: GIOVANNI, di Vincenzo Ai Cap ali (Liv )v e di Lida F to * È ne Rò
lo (Can) e di Maria D'Ippolito - ROBE To, “di Romano omonimia. se 1 cali pe Ria Ri
iprile ANNA, i Candido Nove (Liv) e di Miria Lavoratori — 7 no invece proprio alla . e ira
(Can) e di Maria Traverso - 1.9 maggio: MAURA, di Giovanni Cal a; sì. consiglia: rinnovare la do-




(Can) e di



NOZZE D'ARGENTO dira iam) ©
- 9 maggio: M
Amabili (Can)

11 maggio: GIU

Capurro (Mec)
maggio: RC





Molinari . 19

al loro genitori
fervidi.

Si son



{Mec) con Pile
Ml preventivista Silvio Sini del Aprile: Giacinte

Cantiere di Sestri e la sua gentile con Angela Veardo - 26 aprile: Giu- di Massa del Suo foglio matricolar

consorte Mafalda Gonella hanno fe- seppe PIOMBO È 4 e
steggiato recentemente le nozze Ponte - 17 maggio: Giuseppe AN. al Distretto di Massa l'inoltro ci

d'argento, Alla lieta ricorrenza del TONINI (Mec)

25.0 anno di matrimonio erano pre- Vagetto; ing, Pietro MANGRAVITI ci a pi
senti i tre figli Adriana, Albina » (Can) con Rosetta Gatto; Vincenzo CESIRA CANDIA ved, PONTINI. In nm 201197.



Giovanni ed altri parenti. MERELLO (Ca

Alla felice coppia, unita nel più Piano.
profondo affetto, formuliamo gli au- Agli sposi i
guri più fervidi. guri,







SUSANNA, dell'ing. Luigi ©» eta tabella D— a v

etta - 4 maggio: SILVA

di Carlo Curtar

Antonino Greco



SERGIO, di Celestino nutn al Minister A 1
di Pellegrina Oliveri cl Invii tutti gli elementi in Suo

(Cmi) e di Caterina Cavo - circa la Sua pratica, e cioè che 'l
io: MARCO, di Alfredo Ce
ri (Liv) e di F
maggio: GIOVANNI BATT
Nicola Chiappori (Can) e di Maria cessivo

di Giorgio Perclvale (Cmi) e di
Adriana Grottin
A tutti i piccolissimi ansaldini ed mo di darle ulteriori notizie,

7 aprile: S

Pensioni di guerra

Ricordiamo agli interessati che, giugno 1957, con il quale Le veniv
per poter usufruire del nostro rilasciato il libretto di pensione ni
ro 5400595 possiamo comun



servizio, occorre compilare le
schede in distribuzione presso i
corrispondenti di stabilimento.



tarLe di aver
che ll provvedimento in parola er
ac

in
competente ha provveduto n corn





GIUSEPPE ALOI. Abbiamo control.
lato ancora la pratica presso
il Ministe oro Servizio
Infortunati Civili, e abbiamo appre-
so che Lei fruisce di pensione di
pit



ro 54828 a favore della vedova







e di
do 1-7-158 31-1-1957. Poi- Nitivo, Con la prossima edizior
non risulta pervenuta alcuna contiamo di comunici
î, domanda di a ‘amento, che Lei del Decreto e ulteriori notizie
elli (Fon) e di Ma- afferma di avere inoltrato nel 19
maggio: MARIA, di La preghiamo controllare dai
(Can) e di Dome- di cul sopra se trattasi proprio del.
LUCA, di pratica oppure di un caso



Bianca Al-












amento non perve-
In censo contrario,

manda di aggr




Orsolina Cieuttin -





ASSIMO, di FEdoa possesso allo scopo di poter rin- Le Inserzioni sono gratuite ©
e di Rosa Rebor tracciare la pratica giusta sono riservate ai dipendenti del.
SEPPINA, di Ange! s ; e cas Ò s l'Ansaldo, Rivolgersi ni mostri
e di Rosn Capurro TERESIO GIANNECCHINI. Siamo corrispondenti di Stabilimento,

)SANNA, di Giacomo lieti di comunicarLe buone notizie



LETTINO di legno, se
cielo a bassissimo prezzo vend
Telefonare al n. Interno 462 del
stabilimento Meccanico.



Ministero del Tesoro - Servizio
Dirette N. G, - in data 8 maggio
STA. di 1958 ha compilato Il Progetto con-
B17 a Suo favore e lo
Comitato di Liqui- MOTO « B
dazione per l'i , Segv
mo anco pratica e ci riserv

lora Del Mazza -







gio: GIOVANNI. ha inoltrato



anchi » 125 c.c. in bu
nissimo stato, gomme nuove, ba





i nostri auguri più nalo "59, assicurazione a tutto








1958, vendesi. Telefonare

GIOVANNI SANTINI, In riferimento 110° (> 20 alle 21

È alla Sua richiesta, Le comunichiamo ‘ o n i
o sposati che il Ministero del Tesoro — Di- OCCASIONE! Vendesi vestito per
jergio SALTARELLI rezione Generale Pensioni di Dar comunione completo, Telefonare sl

ha




ra in data 11 marzo 19î

ra Martinengo - 13
A i RE atto richiesta al Distretto Mili

» BERNARDI (Mec)



"€ bilimento Meccanico



e ne è In attesa. Faccia sollec



{Fon) con



con Giuseppina La- detto documento, noce, imba

e garanzia. ‘Telefonare



n) con Marla De) riferimento alla Sua recente richie
sta di chiarimenti circa la

nostri vivissimi au- dazione ottenuta in base al Deerc- ©,e,, quattro mare
to Ministeriale n, 1202371 del 26 R6 alle ore 20








Telefonare





appreso al Ministero

ttere provvisorio, e pertanto
18 febbraîjo '58 Il Servizio

pilare il Progetto concessivo nume»
dlell'orfano, Inoltrandolo al Comi.
tato di Liquidazione per l'appro-

assegno di incollocamento per Ul vazione e successivo Decreto defi.

tLe il numero



lione e tri-

nuova, bollo scadenza gen-



sig. Scarpato, n, interno 357, sta-

*china per cucire < Nec.
PF, Supernova, mobile in ra-
ta con

VENDO motocicletta «< Guzzi » 25

1

e



Luigi, figlio di Umberto Ricci
del Cantiere di Livorno



o

de

il

al



al Giuseppe, figlio di Fortunato Santi
del Cantiere di Livorno



I
i

I
|

î
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5,5 CV. velocitò 80 Km/h,
consumo 2,2 litri per 100 Km







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4,5 CV, velocità 75 Km/h
consumo 1,8 litri per 100 Km
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LIVORNO - Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062





14





ATTO DI ONESTÀ

L’operaia Edda Maffei del
Cantiere di Livorno, rinvenu-
to un portafoglio contenente
documenti e denaro, si affret-
tava a restituirlo al proprie-
tario, l'impiegato Emilio Ros-
sini del coordinamento,

Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, l'atto di one-
stà della signora Maffei.

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Non vi illudete di ottenere risultati sostanzialmente effi-
caci coprendo odori con profumi, facendo apparire bianco

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sinfetta efficacemente la biancheria senza deteriorarla.
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bar, nel ristorante, negli allevamenti.

I NOSTRI CONCORSI





| MEMENTO |







Franco MUSSO

di 50 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto il 20-
5-1958. Era stato assunto nel
1946, Lascia la moglie e due
figli.

Renato SOBRERO

di 26 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto il 30-
5-1958. Era stato assunto nel
1956.



Oliviero BRUNO

di 57 anni, dipendente dello
stabilimento C.M.I., deceduto
il 24-5-1958. Era stato assunto
nel 1923. Lascia la moglie e
una figlia.



Un disegnatore è stato da noi incaricato di scenografare cinque
note canzoni e il risultato è la vignetta sopra riprodotta, Il con-
corso consiste nell'indovinare, basandosi sugli elementi del dise-
gno, i titoli esatti delle cinque canzoni, Le soluzioni devono essere
inviate entro il 15 luglio, Tra coloro che avranno risposto esatta-
mente sono in pallo, per sorteggio, i seguenti premi: un servizio

di piatti per sei persone; un ferro elettrico da stiro; un ser- L csi
vizio di tovaglie per sei persone; due scatole di cacao < Perugina > Ai famigliari le commosse

condoglianze de «L’ansaldino».









CINESELEZIONE . : "QUAL'E ILSEGRETO DELLA TUA BE LLEZZA,
| a | caanecnng: sea LACREMA © LA LOZIONE PREFERITA |
della periferia LUCE 6 € HETIDA QUESTA ETERAcIOVINEZZAT,,
iamo nel porto di New GENOVA RAZER ISPOSE QUELLA SPLENDIDA DAMINA,
York. Un bianco che ° AL SEcolo MABAMA POMPADOUR:

ha un passato da far dimen-
ticare cerca lavoro, e lo
trova tra gli scaricatori del
porto, grazie ad un altro
bianco che in compenso gli
preleverà sullo stipendio
una certa taglia.

Ad un certo punto il no-
stro uomo ha la pretesa di
sottrarsi allo sfruttamento
del suo capo bianco, e va
perciò a lavorare con un
capo negro, che non gli
preleva nessuna taglia, Se-
nonchè il capo bianco non
scherza, ed è facile imma-
ginare che il negro finirà
male, e il bianco la passerà
liscia grazie all’omertà e
alla paura dell'ambiente.

Ma, tutto sommato, il fi-
nale non sarà così pessimi-

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tuazioni scottanti, del resto
già largamente affrontate
dal cinema « neo-realista »
americano, e lo fa con una
tecnica ineccepibile, con
una fotografia davvero raf-
finata. Ma il regista non
mantiene tutte le promes-
se: il film ha più di una
caduta, più di una lungag-
gine, più di una incoeren-
za. Tutte cose gravi, che
valgono a ridurre di molto
il valore dell’opera.

Ed è perciò che un film
che doveva essere impor-
tante proprio sul piano con-
tenutistico finisce per sal-

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PORTICI XX SETTEMBRE, 172 r.

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con Sede in Genova, comunica ai dipendenti
dell' Ansaldo cha ha aperto il nuovo ingresso
ai propri magazzini in Piazza Scuole Pie, 19a
dotandolo di vetrine per l'esposizione dei propri
articoli di

Tessuti - Confezioni - Impermeabili - Calzature

e tutti gli articoli di abbigliamento maschile,
femminile e per ragazzo.









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lori formali.
IL PoRTOGHESE |



questo tagliando, beneficieranno del 10%; di sconto su
acquisti per contanti e del 3%, su acquisti a rate Buoni
ENAL.







STAGIONE CIOTTI
CALZE

GUANTI ecc.

PIL

10

PRESENTANDO lil TAGLIANDO
DI QUESTO AVVISO

15



LLE dritto di poppa di una turbocisterna ‘da 34,500
t.d.w. pronto per il montaggio al Cantiere di-Sestri


extracted text
’ansaldino



DIPENDENTI

DE

.INAI

O - numero 10

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A
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“Leonardo da Vinci” in costruzione a Sestri





Vansaldino

QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL' ANSALDO

»
EDITO DALL’'ANSALDO S.p.A.
*

Responsabile: Lorenzo Rebora

Redazione: Via Fieschi, 10-11



Genova
SI...” =
ps VinsaoA "ie e
ui n e e ee + Cc 9
sie se sem
sl

Una recente veduta degli scali del Cantiere di Sestri. Da sinistra: motonave da carico da 10.670 t.d.w.; turbocisterna da 31.500
t.d.w.; turbocisterna da 34.500 t.d.w.; turbocisterna da 34.500 t.d.w.; turbonave da 30.500 t.s.1.; motonave da carico da 10.670 t.d.w.

ni-_E L’Ansaldo a Bruxelles

3 VARATA [LA “ BERNINA,, A

LIVORNO I * Esposizione Universale di
4] EPANORAMA [AZIENDALE] 4 Bruxelles occupa una su-
RAFFINERIA AD AUGUSTA di perficie di due milioni di me-

Ettore Gabetta tri auadrati. Vi partecipano

7 PANORAMA UDELL' ECONO- 51 Paesi. Le aziende esposi-
MIA ITALIANA trici sono 100.000. Dalle pre-
8 LE DOMENICHE DI UN BOR- notazioni registrate al 15 di-

GHESE'!PARIGINO di Guy de
Maupassant

10 VITA DI CASA

12 LA [PROGRAMMAZIONE E |
SUOI COMPITI IN UN CAN-
TIERE NAVALE di Giorgio
Traverso.

13 DOPOLAVORO

14 LA RUOTA DEL TEMPO -
PENSIONI DI GUERRA

15 CONCORSO-CINESELEZIONE

cembre 1957 si prevedono 35
milioni di visitatori.
L’Atomium è il cuore della
esposizione perchè, sollevan-
dosi con i suoi 110 metri ol-
ire le cime degli alberi del
parco, rappresenta un’attratti-
va particolare per i visitatori
che possono spostarsi attraver-
so i nove atomi rappresentati
da grandi sfere metalliche di
20 metri di diametro, con ap-
positi ascensori e infine sosta-
re in accoglienti ristoranti.
4 Per far fronte alle respon-
BA sabilità di tale enorme mani-
E festazione, Bruxelles si è at-
trezzata eccellentemente. Tra
l’altro, venticinque trenini tra-
sportano all’interno dell’espo-
sizione 30.000 persone al gior-
no, oltre alle teleferiche che
Corrispondenti di Stabilimento : dispongono di 165 cabine a
DIG: Lucia Diamante - MEC: Spar- due posti,
top Sardini, Giuseppe Rovegno : | Lo spazio occupato dalla se-
(Voltri) Dina' Pasquino; (Fegino) zione italiana è in totale di
Aurelio Nasgiolo _ FON: Michel | otrea 17.000 metri quadrati di
MUG:A)do Galli, Franco Guadagni- cui 7.000 coperti. Gli stands
ni-LÎV: Dino Dazzi CORE: Edi: | riservati esclusivamente alla
| esposizione dei prodotti delle







Spedizione in abbonamento po- nostre imprese industriali 0c-
stale gruppo II * Abbonamento cupano una superficie coperta
gratuito ai dipendenti e pensio» di 3.000

nati * Stampato nella Tipografia 10. ma.

F.lli Pagano, Via Monticelli, 11 * La sezione italiana ha inte-

Fotoincisioni A. Ceriale, Via Lan- + :
franconi, 43 * Pubblicità SIRA, ressato il pubblico particolar-

Piazz ni A . :
Trib. di Genore n° 299, 6esciosa || mente per il carattere obblet-

L’Ansaldo vi partecipa, uni-
tamente a tutto il Gruppo
Finmeccanica, con i modelli
delle seguenti costruzioni: mo-
tonave « Gripsholm », caccia-
torpediniere « Almirante Cle-
mente », rotore di turbina, ce-
menteria « Coro ». Altri nostri
modelli di navi, come l'« Agri-
gentum » e la « Giovanni An-
saldo », sono stati esposti nel-
lo stand del Gruppo Finmare.



VAR

omenica l.0 giugno è sce-

so in mare, dallo scalo
«Umbria » dei Cantiere di Li-
vorno, lo scafo della motonave
mista « Bernina », ordinata al-
l'Ansaldo dalla Società di na-
vigazione « Adriatica » di Ve-
nezia. L'unità avrà una stazza
lorda di 4.350 tonnellate.

La cerimonia del varo è co-
minciata qualche minuto pri-
ma delle 10 con un breve in-
dirizzo augurale pronunciato
dal Direttore dello Stabilimen-
to ing. Ascenso Mauceri. Quin-
di l'Amministratore Apostolico
della Diocesi di Livorno, mons.
Andrea Pangrazio, ha impar-
tito la benedizione alla nave e
alle 10 in punto la madrina
contessina Elisabetta Foscari,
figlia del Presidente della So
cietà armatrice conte Adriano
Foscari, ha azionato il conge-
gno elettrico che ha mandato
la bottiglia di spumante ad
infrangersi sulla prora, Con-
temporaneamente lo scafo, sa-
lutato dalle sirene del Cantie-
re e dagli applausi della folla,
è scivolato lentamente in ac-
qua, andandosi a fermare a
| breve distanza dallo scalo per-
chè trattenuto da pesanti ca-
tene trascinate a terra.

La motonave - Bernina » è
la prima di tre unità gemelle
che la Società « Adriatica »
immetterà nei primi mesi del.
l’anno prossimo sulle linee Ita
lia-Egitto-Siria-Turchia, La se-
conda è la « Brennero », che
sarà varata prossimamente
sempre al nostro Cantiere di
Livorno e la terza è la « Stei-

vio », la cui costruzione è stata
affidata ai « Cantieri Riuniti

dell'Adriatico » e scenderà in
mare a Monfalcone.

Le dimensioni principali dei-
la « Bernina », che porta il
numero di costruzione 1543, so-
no le seguenti: lunghezza fuo-
ri tutto, m. 109; larghezza mas-
sima, m. 16,20; altezza al ponte
di coperta, m. 9,75; immersio-
ne, m. 5,85.

La nave sarà adibita al tra-
Sporto di passeggeri e merci è
sarà del tipo a sovrastruttura
completa con castello, cassero
centrale e tughe, prora incli-
nata, poppa ad incrociatore,
due alberi ed un fumaiolo. Sa-
fà suddivisa in otto comparti-
menti per mezzo di sette para-
lie stagne estendentesi fino ai
ponte principale.

Per i passeggeri vi saranno
complessivamente: otto cabine
a due posti con bagno, una ca-
bina a due posti con doccia,
nove cabine a un posto, 27 ca-
bine a due posti, per comples-
Sivi 81 posti.

Sul ponte principale saranno
sistemate una parte delle ca-
bine passeggeri, tutti gli ai-
loggi dei sottufficiali e della
bassa forza, la cucina, le ripo-
sterie, la mensa per gli uffi-
ciali e quelle per l'equipaggio,
l'ambulatorio, il deposito bom-



































ATA

a “Bernina”
a Livorno

bole CO; e depositi vari; sul
ponte di coperta ci saranno le
rimanenti cabine per i passeg-
geri con vestibolo d'entrata,
l'Ufficio Commissariato e l'Uf-
ficio turistico; sul ponte saloni
saranno sistemati, per i pas-
seggeri, ia sala di soggiorno
con bar, il vestibolo, la galle-
ria e la sala da pranzo.

L’apparato motore sarà si-
stemato al centro della nave e
sarà costituito da due motori
Diesel di propulsione del tipo
« FIAT » 605 T, capaci di svi-
luppare la potenza normale di
2x 2200 cavalli asse a circa
190 giri al 1° e la potenza mas-
sima alle prove di 2x2850 ca-
valli asse a un numero di giri
corrispondente; sarà inoltre
costituito da quattro gruppi
Diesel generatori principali, da
una calderina ausiliaria e da
tutti i meccanismi e parti com-
plemeniari necessari al fun-
zionamento dei motori princi-
pali e dei vari servizi.

La nave potrà raggiungere
alle prove a pieno carico con
potenza normale la velocità di
16 nodi e sarà dotata dei più
moderni impianti e servizi per
la navigazione. E’ costruita sot-
to la sorveglianza speciale dei
« Registro Italiano Navale » e

dell’ « American Bureau of
Shipping » per la più alta
classe rispettiva e sarà con-

forme alle vigenti norme ita-
liane per le navi da passeg-
geri e da carico destinate a
servizi di preminente interesse
nazionale.

Fra i moltissimi intervenu-
ti alla cerimonia del varo ab-
biamo notato: il Prefetto di
Livorno dr. Guido Bianchi di
Lavagna, il Presidente della
Provincia prof. Guido Torri-
giani, il Sindaco prof. Nicola
Badaloni, ii Comandante della
Accademia Navale ammira-
glio Paolo Pesci, il Comandan-
te del Presidio Militare gene-
rale Alberto Montesoro, il
Presidente del Tribunale dr.
Francesco De Marco, il Procu-



ratore della Repubblica dr.
Giovanni Leone, il Questore
dr. Ugo Di Loreto, il Capo

della Commissione Indonesiana
col. Martadinata, il cap. Re-
gulo Noriega per la Commis
sione Venezuelana ed altri. Per
la Società armatrice è interve-
nuto il Presidente conte Adaria-
no Foscari e per l’Ansaldo sono
intervenuti il Presidente avv.
Federico De Barbieri, il Diret-
tore Generale ing. Federico
Lombardi, i Direttori Centrali
ingg. Cristofori, Casaccia, Rou-
gier, Di Pietrantony, il Diret-
tore del Cantiere ing. Ascenso
Mauceri con i V. Direttori ingg.
Grillo, Fanfani, Priano, dr. Ca-
valiere e l’ex Direttore ing.
Rovetto, che recentemente ha
lasciato il servizio per limiti

d'età.
Di.J:



Sopra: lo scafo della motonave « Bernina » subito dopo il varo. - Sotto: la madrina contes-
sina Elisabetta Foscari, figlia del Presidente della Soc. « Adriatica » conte Adriano Foscari

I 2
È







LIVORNO

La consegna dell’ “Imam Bondjol,,



alla Marina Militare Indonesiana



Nella mattinata di sabato 31 maggio si è svolta al nostro Can-
tiere di Livorno, alla presenza di numerose autorità e perso-
nalità locali, la cerimonia della consegna alla Marina Militare
Indonesiana della fregata « Imam Bondijol », la terza delle
quattro unità ordinate all’Ansaldo dalla Repubblica dell’Indo-
nesia. Ha preso per primo la parola il Direttore del Cantiere
di Livorno ing. Ascenso Mauceri, il quale ha espresso il suo
più vivo desiderio ed augurio perchè attraverso queste com-
immesse navali la voce dell’Italia in Indonesia divenga sempre
più simbolo di operosità e di fattiva collaborazione. Gli ha
risposto il maggiore Wagiman che poi ha letto, nell'assumere
i! comando della nave, il primo bollettino ai 131 uomini del-
‘’equipaggio. Quindi hanno brevemente parlato, illustrando il
s:gnificato della cerimonia, il capo della commissione indone-
siana col. Martadinata e l'addetto militare indonesiano a Roma
col. Ahmad Tahir. Nella foto la firma dei documenti di consegna

rà rest

i % a

fumaiolo della M/n. « Bernina » di 4.350 t.s.l., varata a Livorno
1

I
il 1° giugno, durante la manovra per essere sistemato a posto



VISITE AGLI

Un folto gruppo di studen-
ti jugoslavi, laureandi in in-
gegneria della Università di
Zagabria, in giro d’istruzione
in Italia, giorni or sono ha
compiuto una visita al Cantie-
re di Muggiano.

Gli ospiti, che erano guida-
ti dal prof. ing. Stipan Erce-
govic, sono stati accompagna-
ti nella visita dall'ing, Tanti
ni e dal sig. Bancalari.

Il 14 maggio un gruppo di
40 tecnici, facenti parte del
Centro Fonderia dell’* Asso-
ciazione Italiana di Metallur-
gia » di Milano, accompagnati
dal dott. Lo Pinto, ha effettua-
to una visita alla nostra Fon-
deria. Gli ospiti sono stati ri-
cevuti dal Direttore sig. No-
ris e dai tecnici dello stabili-
mento. Hanno effettuato un
giro nelle varie officine ghisa
e bronzo e nel laboratorio chi-
mico metallografico.

STABILIMENTI



Il 3 giugno

dr. Sernesi, ricevuto dai

ha visitato l’Ansaido il Direttora Generale deil'I.R.I.
nostri

dirigenti. Da sinistra: l'ing.

Rosini, il dr. Sernesi, gli ingg. Cristofori, Lombardi e Boero



r

Commesse

Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite ne-
gli ultimi mesi:

Per la Società «Cornigliano»
di Genova: otto carrelli porta
lingottiere, un piastrone a
gabbia, due carri ferroviari,
cento sale montate per carrel-
îi, un carro « Morgan » (oltre
alla riparazione e manutenzio-
ne di nove carri a cassone, un
carroponte e cinque gru va-
rie). - Per la Società « Ilva »
di Genova: due carri porta
iingotti. - Per la Società «Mon-
tecatini» di Milano: una colon-
na di deetanizzazione. - Per
la Società « Solvay » di Rosi-
gnano: 35 serbatoi di varie ca-
pacità. - Per la Società « ST A-
NIC » di Rome: due serbatoi
Gi tipo speciale. - Per la So-
cietà « Ernesto Garrone » di
Genova: due serbatoi da 5100
me. - Per la Società « Cemen-
tos Coro » di Caracas (Vene-
zuela): ricambi per mulino da



cemento, - Per i « Chantiers
Ateliers de Provence »: bielle
per motore « Doxford ». - Per

la Società « Innocenti » di Mi-
lano: tre frese cilindriche com-
voste, una spianatrice per la-
minatoio, due gru a cavallet-
to da tonn. 8,5 (oltre a lavora-
zione meccanica di parti di
laminatoio, flange, supporti,
ecc.). - Per la Società « S.C.
A.M. » di Torino: nove involu-
cri di ottone. - Per il nostro
stabilimento Meccanico: lavo-
razione meccanica di cinque
basamenti per motori e di sei
linee d’assi.

Dette commesse ed altre va-
rie comportano complessiva-
mente circa 290.000 ore lavo-
rative. Nello stesso periodo la
« Sezione utensileria » ha ac-
quisito ordinazioni per 180 mi-
lioni di lire.

Il materiale più importante
spedito negli ultimi mesi è il
seguente:

Alla raffineria della Società
«+ Italia » di Cremona: impian-

e consegne

to « reforming » e serbatoi. -
Alla raffineria della Società
« Rasiom » di Augusta: im-
pianto di « topping ». Alla
« Fiat-Grandi Motori » di To-
rino: serbatoi a pressione. -
Alla « Colonial Sand & Stone »
di New York: macchinari vari
per cementeria. - Alla Società
« Ilva » di Genova: secchie di
colata. - Alle « Ferrovie dello
Stato » (compartimento di Fi-
renze): carrelli tipo 27A. - Alla

#

Cornigliano » di Genova:
carri per trasporto bramme. -

Alla Società « Butangas » di
Milano: carri-sarbotoio. - Alla
raffineria di Napoli della « Mo-

biloil Italiana »: apparecchia-
ture varie. - Alla « S.I.A,C. » di
Genova: gru a ponte da 80/15
tonn. - Al Ministero del La-
voro del Cile: strutture per
impianto scaricatore.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
spedito a ditte varie ed a no-
stri stabilimenti è, complessi-
vamente, di 5667 tonnellate.



MU

GIANO





La ruota di prora della motonave da carico « Fucinatore» di
19.200 t.d.w. issata da una gru per essere applicata allo scafo





















Le PROPOSTE della 2° QUINDICINA di MAGGIO

Durante la seconda quindicina del mese di maggio
sono state esaminate dai comitati della « Cassetta delle
idee » 114 proposte, di cui 28 sono state premiate. Ecco
il dettaglio:

CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 17, di cui

7 premiate.

MECCANICO, Proposte esaminate 97, di cui 21 premiate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di li-
re 44.500,

Tra gli ultimi premiati risultano i seguenti dipen-
denti dello stabilimento C.M.I.: Giovanni Angrisani, Se-
verino Boni, Mario Brassesco, Giuseppe Canepa, Adriano
De Giovanni, Agostino Fassone, Natale Gaggero, Giu-
seppe Mantero, Goliardo Marini, Costantino Merello,
Salvatore Piccolo, Ponziano Rimembrana, Giuseppe Ro-
mano, Agostino Spanò.

CASSETTA. DELLE =
|





l'imbarco del

Una delicata operazione al Cantiere di Sestri:
dritto di poppa della costruzione 1537. Si tratta di un'altra tur-
bocisterna della serie 31.500 t.d.w., ordinata all’Ansaldo dalla

«Compagnia Internazionale» di Genova del gruppo Fassio



FO

NDERIA





Commesse

Ecco l'elenco delle commesse

più importanti acquisite nel
mese di maggio:
— Cariers e getti vari di

ghisa per la Società

Melara » di La Spezia.
Camicie di ghisa per la

Società « CAI» di Milano.

— Elica di brondo al manga-
nese per la Società « ECMI »
di Buenos Aires.

— Piastre di ghisa e anelli
di bronzo per la Società
« SIAC » di Genova.

— Boccole di bronzo per la
Società « Termomeccanica » di
La Spezia.

— Camicie di bronzo per la
Società « Ilva » di Genova.

Ghiere di bronzo per la
: O,A.R.N, » di Genova.
Getti vari di
di bronzo per la Società
fa Romeo » di Milano.

Dette forniture, ed altre per
conto dei nostri Stabilimenti,
Meccanico e C.M.I. e dei nostri
Cantieri di Sestri, Muggiano e
Livorno, comportano circa
56.000 ore lavorative.

« AI-

Consegne

Il materiale più importante
consegnato nel mese di maggio
è il seguente:

Aî nostri stabilimenti Mec-
canico e C.M.I. e ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 342 tonn. di getti di
ghisa e bronzo per costruzioni
varie. - Alla Società « Alfa
romeo » di Milano: 248 tonn.
di getti di ghisa e bronzo per
costruzioni automobilistiche. -
Alle Società « Cornigliano » e
« SIAC »: 210 tonn. di lingot-



Formatura della testata anteriore di ghisa per il condensatore principale
passeggeri « Leonardo da Vinci», in costruzione al Cantiere di Sestri per la Società « Italia »

«OTO - i



ghisa e MA

Elica destrorsa di bronzo al manganese, del peso di 10.000 kg.
e del diametro di 4.950 mm., ordinata dalla « Fiat» di Torino

tiere di ghisa di tipo vario. un'elica a 5 pale di bronzo al
- Alle « Ferrovie dello Stato » manganese, del peso di 28
e alla « Compagnia Interna- tonn. - Al nostro stabilimento
zionale delle Carrozze con Meccanico, alla « FIAT » e ai
Letti » di Milano: 26 tonn. di « Cantieri del Tirreno »: dieci

eliche di bronzo al manganese
per complessive 83 tonn.

ceppi di ghisa per freni, - Ai
Cantieri Navali Riuniti »:

della turbonave

5

RAFFINERIA

a Società « Rasiom d

Milano ha affidato ali'An-
saldo la costruzione di una
nuova, completa unità di pro-
cesso per la sua raffineria di
Augusta, per la quaie già la
nostra Società aveva compiu-
to precedenti forniture. Il
montaggio di questa unità è
stato recentemente ultimato
con la collaborazione di ditte
specializzate e della « Com-
pagnia Tecnica Italiana Petro-

li» di Roma, esecutrice del
progetto e responsabile del
coordinamento per la realiz-
zazione dell'impianto.

Si tratta di una unità di di-
stillazione atmosferica capace
di lavorare fino a 2,5 milioni
di tonnellate all'anno di grez-
zo proveniente dal Medio
Oriente e dal Ragusano; con
la sua torre che pesa da sola
oltre 250 tonnellate questa
unità sarà fra le maggiori, se
non la più grande, di Europa.

Tra le unità di processo che
costituiscono una moderna
raffineria, l’unità di distilla-
zione atmosferica rappresen-
ta la fase primaria del tratta-
mento del crudo; nella lingua
inglese, che è un poco la lin-
gua del petrolio per ragioni
ben note, viene chiamata uni.
tà di « topping» che vuol si.
gnificare «+ scrematura » co
analogia a quanto avviene per
la parte più facilmente sepa-
rabile nella utilizzazione de!
latte.

Tanto per dare un'idea del-
le dimensioni, si pensi che le
più grande raffineria d’Euro-
pa è quella della - Shell» a
Pernis (Rotterdam), che hai
una capacità totale di 15 mì.
lioni di crudo all'anno; ebbe
ne, per il trattamento prim
rio del crudo questa enorme
raffineria possiede quattro
unità di distillazione atmosfe-
rica con una capacità giorna-
liera totale di 12.000 tonnella-





A sinistra: torre atmosferica T1 (altezza m. 52,50) e falcone

-
di
A
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È,
MA

i) ina

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"0





'ansaldino









fuorisacceo



ENO AE PL II Lo

®









La Lombardia, nella sua confi-
ft gurazione economica, è decisa.
mente favorita dalla posizione geo-
grafica: così si spiega, nel Medio
È il magnifico fiorire del regno
obardo con capitale a Pavia;
nel Rinascimento il grande Ducato
Visconti e degli Sforza con ca-
a Milano; e infine quella
nte regione moderna che, sta-
ilito Il proprio primato anche ju-
dustriate nel periodo austriaco e
mel ventennio francese, ha conti.
mato anche dopo l'unità ad essere
la regione più progredita d'Italia.
| La regione lombarda, dunque,
(non delimitata tanto da precisi
criteri naturali o umani quanto dal-
la posizione, nel bel mezzo della
regione padano-alpina, con grandi
bacini lacustri e notevoîie naviga-
bilità dei corsi d'acqua, con facile
Viabilità e grande sviluppo di opere
irrigatorie, è regione dallo sviluppo
economico avanzatissimo.

La regione ha una superficie di
(23.804 Kmq. e una popolazione di
6,879.348 abitanti, con una densità
‘di 289 abitanti per Kmaq.; è al
primo posto, tra le regioni italia-
ne, come popolazione assoluta e al
terzo posto come densità (dopo
Campania e Liguria).

La regione montana abbraccia,
grossolanamente, quella parte del
sistema alpino che va dallo Spluga
allo Stelvio, dal Lago Maggiore al
‘Garda e comprende sia le Alpi ve-
proprie, sia le Prealpi e la
atissima superficie appenninica
he sl sviluppa nel bobbiese e nel.
l'Oltrepd paveso. Il catasto ne cal-
o la l'area complessiva in ben
19.500 Kmq. e cioè i 4/10 dell
lombarda, Ove se ne eccettu
Valtellina e si consideri come
produttivo anche l'incolto, sl pud
lire che I quattro quinti del ter-
orio montano siano produttivi, €
loò una proporzione un po' più
di quella incontrata nella mon-
lagna piemontese. Ma in realtà una
buona metà e talora i due terzi
rca produttiva sono lasciati
‘all'allevamento e un buon terzo al
bosco, Le pendici solatie del fondo-
valle, volte n mezzodì, sono colti-
Vate n vite, per lo più allevata in
i faticosamente costruiti, ©
tra le vitt appare di frequente il
granturco, In qualche valle, come
in quella dell’Adda, tra le vigne e
I campi coltivati si insinua una fa-
ì più o meno spessa e densa
di castagneti. In generale, si de-
Îlea più spazio al granturco e al
cercali minori che nl frumento, e
ancora più spazio che ai cereali si
sica alle patate, ai legumi e agli











































































L
i

Com'è tipico dell'economia alpi-
ma, la ricchezza maggiore della
montarna lombarda è rappresen-
dall'allevamento. I pascoli lom-
i i dànno, di solito, più fieno di
quelli piemontesi e sopportano, di
consegnenza, un maegior carico «li
È inme. Ta montagna piemonte.
o. nd esempio. alleva In media dai
(15 al 25 bovini a Kmq., mentre in
quella lombarda si va dai 20 ni
40, esclusa l'alta Valtellina che è
o alla quindicina. Ma la con-
dizione dell'alpigiano lombardo non
certo ricca, dato che anch'egli
Importare farina, molenta ecc.
piano: tuttavia lo spopolamento
della montasna lombarda non av-
tiene col ritmo che abbiamo visto
la montagna piemontese, L'al-
ricchezza della montagna è 1
bosco, che copre una metà della
lecola provincia di Varese e poco
neno di quelle di Sondrio e di
oltre un quarto di quelle
Bergamo e di Brescia. Per la
la produzione del legname da ar-
è da lavoro Ja Lombardia sta
tra le regioni meglio dotate, ma
on tutto viene dal bosco: quasi
a metà è fornito dalle piante le-
sparse nella campagna col-

(a.
La collina, che è poco elevata, e
(pianura alta formano una regione
transizione, Sotto il punto di
economico, la superficie lavo.
le si tiene attorno al due terzi
soltanto dell'area produttiva, T se-
minativi, dove ormai si coltivano
esclusivamente grano e gra-
0, tengono ancora una metà
ca dell'area produttiva, e il se-
ninativo è per lo più arborato
parso di gelsi e di viti. Sulle ri-
dei laghi, in conseguenza della
me mitigatrice del bacini acquel,
ontrano anche colture spicca-
nte mediterranee: l’olivo ha









una discreta estensione nelle re-
gioni ‘rivierasche bresciana e ber-
gamasca del lago d’Iseo; sulla riva
bresciana del Garda vicino. all'oli-

yo s'incontrano gli agrumi e spe-
cialmente ll cedro. Anche il bestia-
me è assai più denso che in mon.
tagna: una cinquantina di bovini a
Kmq. nelle colline bergamasche e
bresciane, un’'ottantina in quelle
comasche e brianzole, e una ven-
tina di suini nell'una e nell'altra
regione. La popolazione vi è fit-
tissima, ma si appoggia alle indu-
strie e a grandi centri urbani come
Como, Bergamo, Brescia.

Scendendo dalla collina alla pia-
nura alta troviamo che quasi tutti
i terreni sono messì a coltura e
quasi più non esistono 1 bosch!, la
macchia, i pascoli. I seminativi si
dividono tra il frumento, 11 gran-
tureo e le piante foraggere, in varti
pressochè uguali. Qui già il fru-
mento e il granturco danno produ-
zioni unitarie notevolmente elevate
e le piante foraggere si calcola che
diano dai 30 ai 40 qli di fieno
secco per ogni ettaro di superfi-
cile agraria e forestale. La densità
dei bovini si avvicina .,a un centi
nalo di capi per Kma.; i sulni van-
no da una ventina a una quaranti-
na, e una ventina sono anche gli
equini,

Alla presenza di vaste vie d'ac-
qua, ma specie al lavoro di intere
generazioni che hanno creato una
fittissima rete di canali e canaletti,
deve In sun attuale fortuna quella
ferarissima . zona che chiamiamo
«la basca lombarda », SI tratta del-
In zona Adel € fontanili >, delle < mar-
cite » cho sono in sostanza prati
stabilmente irrioni. con nequa che
deriva in parte dal fontanili, o dai
cannli, o Aalle fognature cittadine.
In quest'nitimo caso i tasti dol fie-
no, che di solito si limitano a 7.
flivenvono anche 9 e fl raccolto di
fieno si raddoppia rispetto alle al-
tre zone, Va ricordato che qui tutti
beneficiano di tale sistema irriguo,
perchè l'acqua che ha frrigato una
marcita passa n quella
più bassa, e così via,

Neppure un'ara di terreno è la-
sciata infruttifera, quasi non esi-
stono boschi o pascoli, ridottissime



sono le colture legnose specializza-
te, mentre la superficie produttiva
è tutta a coltura e una vasta area,
per la necessità della rotazione del
bestiame, è lasciata alle marcite e
al prati da vicenda. Frumento è
granturco, che qui si tengono in
proporzioni quasi eguali e insieme
occupano poco meno di metà del-
l'area coltivata, raggiungono le pro-
duzioni unitarie più alte di tutta
Italia, Negli anni 1950-52 la pro-
vinela di Cremona, che mette a fru-
mento oltre un quinto della sua
superficie agraria e forestale, ha
sflorato i 32 quintali per ettaro di
media; quella di Brescia ha toccato
i 31; quella di Milano si è avvici-
nata ai 30, superati da quella di
Mantova, Nel suo insieme la Lom-
bardia ha superato nella media de.
gli anni 1950-53 1 29 quintali per
ettaro di frumento, e cioè quasi 11
doppio della produzione unitaria
media di tutta Italia,

Uno spazio anche maggiore di
quello dedicato al frumento o al
granturco è dedicato al riso nella
provincia di Pavia, e specialmente
in Lomellina. E' la regione risicola
della penisola, che continua e s'in-
tensifica, come già vedemmo, nel
vercellese e nel novarese. Tutto
sommato i campi della «bassa >»
dànno più frumento, granturco e
riso di quanto non ne abbisognino
gli abitanti, e perciò con 1 prodotti
della < bassa » si fornisce quell'iso-
la di altissima densità di popola-
zione (più di 1000 ab. per Kma.)
che partendo da m po' più a sud
di Milano sî allunga molto a nord
della città stessa, fin oltre Monza.

Naturalmente il carico di bestia-
me bovino è altissimo, tale che solo
VEMI]Ia può starvi a pari, Dai 90 at
100 bovini per Kmq. sl contano nel
Pavese a sinistra del Ticino, nel
bergamasco e. nel bresciano, oltre
100 nel basso milanese e lodigiano
e dai 110 ai 120 nel cremasco e
nel cremonese. La Lombardia for-
nisce da sola circa un terzo del
latte. prodotto in tutta la penisola.

dere che la
‘ bassn3 lombarda è la migliore
espressione dell'agricoltura italiana,
in terreni resi feraci dall'opera del-
l'uomo.

I principali prodotti dell’ agricoltura lombarda



PANORAMA DELL’ECONOMIA ITALIANA

La Lombardia

Non sì sarebbe raggiunta una co-
sì alta produttività della terra. se
l'agricoltura e l'allevamento non
avessero assunto un carattere splc-
catamente industriale, consentendo
elevati rendimenti unitari delle col-
tivazioni, costante sviluppo del pa-
trimonio zootecnico, e pronta rico-
stituzione in questo dopoguerra, Le
terre lombarde sono tra le meglio
coltivate, considerando il gran nu-
mero di macchine e di motori agri-
coli e le grandi quantità di conci-
mi chimici che vanno ad aggiun-
gersi a quelli naturali dovuti nl
denso allevamento.

La proprietà è piuttosto frazio-
nata in montagna, in collina e nel-
la pianura alta, ma nella « bassa >
frequenti sono le medie, le grandi
e le grandissime proprietà, divise
in varie aziende a conduzione ca-

cole, scooters, macchine da cucire,
elettrodomestici, radio e dischi, ecc.
La grande maggioranza di tall fab-
briche sta a Milano, ovviamente, ma
molte ve ne sono pure nel Brescia.
no e nel Bergamasco e, a seconda
del tipo di produzione, anche in
centri minori, come ad esempio
macchine agricole a Mortara, Lodi,
Crema, Cremona; stabilimenti pe
la produzione di macchine tessi
a Palazzolo sull'Oglio; macchine per
fare i cappelli nel monzese; per
fare le scarpe nel Varesotto e a
Vigevano e così via. Tipici, ad esem-
pio, gli impianti per macchine da
cucire a Pavia e per macchine da
scrivere e da calcolo a Crema.

Circa le fonti di energia, ricorde-
remo soltanto che la Lombardia è
al primo posto tra le regioni ita-
liane per produzione totale di ener-
gia elettrica e ha, insieme a Pie-
monte, Emilia e Veneto, la più fitta
rete di metanodotti.

Di primaria importanza è pol in
Lombardia l'industria tessile, che
mobilita oltre un quarto delle mas-
se operaie della regione. Tra le in-
dustrie tessili lombarde la più im-
portante è quella cotoniera, diffusa
un po' dovunque ma principalmen-
te accentrata a Milano e a Nord-
Ovest della città, sino al Ticino e
al confine svizzero; nel triangolo







pitalista. Nel Milanese e nel Pa- Monza-Cantù-Brivio; da Bergamo in
Le industrie manifatturiere in Lombardia
ADDETTI
INDUSTRIE num. in migliaiaf|% con la regione | % con l'Italia
I Ì
Alimentari e affini 61,2 4,9 17,7
Pelli e cuoio 13,1 1,0 35,0
Tessili . 366,6 29,0 59,0
Vestiario, abbigliamento,
arredamento e affini 91,3 7,2 23,0
Legno 63,8 5.1 22,4
Carta e cartoteenica 20,7 1,7 35,9
Poligrafiche, editoriali 23,0 1,8 30,7
Metallurgiche 63,6 5,0 43,1
Meccaniche 309,5 24,5 36,8
Trasformazioni minerali
non metalliferi 53,5 4,2 27,7
Chimiche 137,7 10,9 84,1
Gomma elastica 81,0 2,5 71,8
Altre 28,0 (® , __ 23,9.
Totale 1263,0 100,0 37,4

vese, nel Bergamasco e nel Bre-

sciano oltre metà della superficie

lavorabile è divisa tra proprietari
di oltre 50 ettari e numerose sono
le proprietà che superano i 200
ettari.

Per quanto riguarda le industrie
la Lombardia ha, fra tutte le re-
gioni italiane, PE ReORA fortis-
sima: circa. un quarto degli eser-
cizi con.forza motrice; un terzo de-
gli individui ad essi addetti; oltre
un quarto della potenza utilizzabile
în cavalli-vapore. La Lombardia ha
200 addetti alle Industrie per ogni
1000 abitanti, mentre ve ne sono
solo 150 in Piemonte e 100 in Li-
guria. Va osservato che quasi la
metà della popolazione attiva lom-
barda lavora per l'industria, che è
qui rappresentata da grandissimi €
grandi complessi e che appa
inoltre, l'industria più completa.
nel senso della varietà della pro-
duzione.

Sia nelle industrie metallurgiche
che in quelle meccaniche la Lom.

« bardia ha preminenza su ogni al-

tra regione, accentrando oltre un
terzo degli addetti In tutta Italla;
inoltre vi sono in Lombardia due
terzi del chimici e quasi i tre
quarti di quélli che lavorano la
gomma elastica; oltre la metà dei
tessili, due terzi o anche più de-
gli addetti alle industrie delle pelli
e cuoio o della carta e così via.
Per quanto riguarda la siderur-
gia basta notare che nel 1956, su
una produzione nazionale di 5 mi-
lioni 907.630 tonnellate, ‘oltre un
terzo fn prodotto in Lombardia, Ra.
sterà fare i nomi della Breda, del-
la Dalmine, della Falek, e citare
località come Milano, Sesto S, Gio-
vanni, Lecco, Dalmine, Brescia, Vo-
barno, per rich alla
ria Ia potenza dell' industria side.
rursica lombarda. La metallurgia
lombarda. com'è tipico di tale ra-
mo industriale, sl concentra solo
In uma trentina di grandi e gran-













SUPERFICIE |PRODUZ. TOT. RENDIMENTO
PRODOTTI {migliaia | Lombardia Italia
qfha CILL
'

Frumento 284 8,363 29 17
Granturco 216 7.539 35 20
Risone 06 3.237 49 sl
Fagiuoli 19 40 2 3
Patate 17 1.795 106 71
Rarbabietole da zucchero 9 2.834 308 281
Uva 1 451 _ _-
Bozzoli da filanda — 28 —_ —_
Fieno _ 60.900 —_ _

complessi.

Dimensioni anche maggiori si in-
contrano nell'industria meccanica,
dove già prima della guerra una
ventina di stabilimenti superavano
1 2000 addetti ciascuno, e nltrettan-
ti andavano dai 1000 ai 2000. La
diffusione di tali grandi industrie
è nccompagnata anche da una gran.
dissima varietà di produzione: au-
tomobili e autocarri, motociclette
biciclette, macchine per la prodo-
zione di energia elettrica, locomo-
tive, vagoni, apparecchi sanitari
e da riscaldamento, macchine agri-



su lungo la valle del Serio, a Bre-
scia e dintorni.

Circa la seta, l'ultimo censimen-
to industriale indica che la Lom-
mardia riunisce 1 due terzi degli
esercizi e degli operai di tutta Ita-
lia,

Abbastanza decaduta, o per lo
meno non sviluppata come le altre
industrie tessili, è quella della la-
na, che comunque ha ancora | pro-
pri centri a Bergamo e nella val.
lata del Serio, nella Val Sabbia ol-
trechè a Milano e nella bassa.

Le industrie alimentari impiega-
no oltre 61.200 unità, e sl tratta
spesso di moderni complessi indu-
striali con grande produzione, Note.
vole a Milano l'industria dolciaria,
poi quella delle carni e del salumi,
La Lombardia produce oltre un
terzo del latte munto in tutta la
penisola, trasformato in burro e
formaggio: le provincie di maggior
produzione sono Milano. Pavia, Cre-
mona, Mantova. Vale anpena la pe-
na di sottolineare 1 tipi di formaggi
x tutti noti, come NM «grana», il
< gorgonzola >», il « bel paese >.

Più delle alimentari. per numero
di addetti, avrebbero importanza le
industrie del vestiario e abbiglia-
mento e le chimiche. Le prime so-
no arcentrate In special modo nelle
grandi città e serbano ancora, nl-
meno In parte, carattere artie!tano.
Tutta in esercizi Industriali è .in-
vece ln fabbricazione di feltri e
cappelli, che ha fl centro princi.
nale in Monza, e miella dei hot.
toni, accententa nel berenmasco,
Metà Industriale e metà artigiana,
se sl considera Ml numero degli
addetti e 11 modo di produzione, è
la lavorazione del legno, che fal

ato nella Brian.
za, va alla fabbricazione delle cor-
nici e delle aste dorate, caratteri
stica del cremonese.

Un numero maggiore di operai
hanno le industrie che lavorano |
minerali non metalliferi: notevole
la diffusione delle fornaci da late-
rizi nel Pavese, come le fabbriche
di ceramiche a Laveno, e quelle di
grès a Colognola e Petosino, Nel
Bergamasco e nel Bresciano sono
numerose le®cave di calcare da ce-
mento. Gli operai delle cartiere
lombarde sono oltre un terzo di
quelli delle cartiere di tutta Italia.
e sono accentrati nel Milgnese, nel
Comasco e nel Bergamasco, Le po-
ligrafiche, che hanno poco meno di
un terzo degli addetti della peni-
sola, sono in grande maggioranza

(continua a pag 10)



baia lie











nt seta Ta









A casa di un amico

er tutta la settimana, Patissot raccontò la sua avventura,

dipingendo poeticamente i luoghi percorsi, e s'indispettì di

suscitare tanto poco entusiasmo. Soltanto un vecchio scri-
vano taciturno, il signor Boivin, soprannominato Boileau, gli
prestava molta attenzione. Costui abitava in campagna, aveva
un giardinetto che coltivava da sè; si contentava di poco, e
dicevano che fosse completamente felice. Ora Patissot capiva
i suoi gusti, e la concordanza delle loro aspirazioni li fece ami-
ci. Boivin, per rafforzare la nascente simpatia, l’invitò a desi-
nare per la domenica seguente, nella sua casetta di Colombes.

Patissot prese il treno delle otto, e, dopo molte ricerche,
scoprì proprio nel centro della cittadina una specie di vicoletto
buio, una cloaca fangosa tra due alti muri, e, proprio in forido,
una porta fradicia, chiusa con uno spago attorcigliato a due
chiodi. Aprì, e si trovò di fronte ad un essere inqualificabile
che, tuttavia, doveva essere una donna. Il petto di costei pa-
reva che fosse ravvolto dentro stracci sporchi, una gonna a
brandelli le pendeva dai fianchi, e nei capelli scarruffati vol-
teggiava qualche piuma di piccione, Guardò il visitatore con
un'espressione furente negli occhietti grigi, e, dopo qualche
istante di silenzio, gli domandò:

— Cosa volete ?

— Il signor Boivin.

— Sta qui. Cosa volete dal signor Boivin?

Patissot, turbato, esitava.

— Mi aspetta.

L'espressione della donna divenne ancor più feroce, ed el-
la, aggiunse:

— Ah, sicchè siete voi che venite a mangiare?

Egli balbettò un « sì » tremante. Allora, volgendosi verso
la casa, ella gridò con voce rabbiosa:

— Boivin, è arrivato!

Il piccolo Boivin comparve subito sulla soglia di una specie
di baracca di gesso, coperta di zinco, col solo pianterreno, che
pareva una stufetta. Portava un paio di calzoni di cotone bian-
co, macchiati di caffè, e in capo aveva un panama bisunto. Do-
po aver stretto la mano a Patissot, lo condusse in quel luogo
che egli chiamava il suo giardino: era, in fondo a un corridoio
fangoso, un quadratino di terra, grande come un fazzoletto e
circondato da case così alte che il sole vi poteva penetrare
soltanto per due o tre ore al giorno. Viole del pensiero, garo-
fani, ranuncoli, qualche rosaio, agonizzavano in fondo a quel
pozzo senz’aria e riscaldato come un forno dal riverbero dei
tetti.

— Non ci sono alberi, — disse Boivin, — ma i muri dei
vicini li sostituiscono, e c'è ombra come in un bosco.

Quindi, tenendo Patissot per un bottone:

— Mi dovete fare un piacere, Avete visto la padrona: non
è un tipo molto trattabile. Ma non avete visto tutto; aspetta-
te il desinare. Figuratevi che, per impedirmi di uscire, non mi
dà i vestiti dell'ufficio, e mi lascia degli stracci troppo logori
perchè possa andare in città. Oggi ‘porto roba pulita, perchè
le ho detto che desinavamo insieme. Su questo quindi, siamo
d'accordo, Ma non posso mettermi ad annaffiare: ho paura di
sporcarmi i pantaloni, e se li sporco è finita. Perciò, conto su
di voi...

Patissot acconsentì: si levò la giacca, si rimboccò le ma-
niche e si mise a faticare a tutta forza intorno a una specie
di pompa che fischiava, soffiava, rantolava come un tisico e
finalmente lasciava colare un filino d’acqua, simile a quello
d’una fontana Wallace, Ci vollero dieci minuti per riempire un
annaffiatoio. Patissot era in un bagno di sudore; Boivin lo
guidava.

— Qui, a questa piantina.. aricora un po’... basta! Ora a
quest'altra.

Ma l’annaffiatoio, bucato, perdeva acqua, e questa andava
più sui piedi di Patissot che sui fiori; l’orlo dei pantaloni, fra-
dicio, già s'impregnava di fango. Ricominciò per venti volte di
seguito, e si bagnò ancora i piedi, e sudò ancora, facendo ge-
mere il volano della pompa. Quando, spossato, voleva fermar-
si, Boivin supplichevole lo tirava per un braccio:

— Un altro innaffiatoio, uno solo e abbiamo finito...

Per ringraziamento gli regalò una rosa; ma era talmente
spampanata che al contatto della giacca di Patissot si sfogliò
tutta, lasciandogli all’occhiello una specie di perina verdastra
che egli guardò stupito. Non osò dir nulla, per discrezione.
Boivin fece le viste di non essersene accorto,

Si sentì di lontano la voce della signora Boivin:

— Vi decidete a venire? E’ un'ora che è pronto!

Si diressero verso la stufetta, tremando come colpevoli.

Se il giardino era in ombra, la casuccia, in compenso, era
in pieno sole, e nessun calore di stufa uguagliava quello delle
sue stanze.

Tre piatti, com accanto le posate di stagno-mal lavate, era-
no appiccicati al vecchio untume d’una tavola d’abete, al cen-
tro della quale un recipiente di terra conteneva alcuni fili di
lesso del giorno prima, riscaldati in un liquido qualsiasi, in cui
galleggiavano delle patate mezzo butterate. Si sedettero. Man-
giarono. pi

Una grossa boccia piena d’acqua appena tinta di rosa at-

tirava lo sguardo di Patissot. Boivin, un po’ confuso, disse al-
la moglie:

— Senti, cara, per la circostanza, non potresti darci un
po’ di vino puro?

Ella lo squadrò, furente:

— Perchè possiate sbronzarvi tutti e due, vero, e mi stia-
te tutto il giorno in casa a urlare? Grazie, per la circostanza!

Boivin tacque. Dopo la carne la donna portò un altro piat-
to di patate, rifatte con un po’ di lardo completamente rancido.
Quando anche questa pietanza fu smaltita in silenzio ella di-
chiarò:

— Non c'è altro. Ora filate.

Boivin la guardò stupito:

— E il piccione? il piccione che hai spennato stamattina?

La donna si mise i pugni sui fianchi:

— Forse non vi è bastato? Che tu inviti la gente non è
un buon motivo per divorare tutto quello che c'è in casa; caro

sforzi dell'amico per imj
Patissot dovette sostenerlo.
Sprofondarono nel bi
girovagarono a lungo;
mezzo ad una foresta di
del loro naso. Era un vi
rono per .un bel pezzo lì
e indietro, senza riuscire
Boivin, detto Boileau, finì
al viso, e, senza darsene gra
lanciando, a gola spiega
degli « Ahi!, ahi! » prolung
rito, gridava ai quattro veni
— Olà, qualcuno! Olà;
Un contadino, che torti
soccorso, e li rimise sulla.
Ma, via via che si a
s'impauriva. Alla fine arri

Guy de Maupassant



DI UN BORGE

11 mio signore, e cosa mi mangerò io, stasera, per cena?

I due uomini si alzarono, andarono sull’uscio, e il piccolo
Boivin detto Boileau, sussurrò nell'orecchio di Patissot:

— Aspettatemi un minuto, e ce la svigniamo!

Andò nella stanza accanto per finire di vestirsi, e Patisso*
sentì questo dialogo:

— Dammi un franco, tesoro.

— Cosa ci vuoi fare con un franco? (i

— Non si sa mai... è sempre bene avere in tasca qualche
soldo.

Ella urlò, per farsi sentire di là:

— Nossignore, non te lo dò; visto che quell’uomo ha man-
giato in casa tua, il meno che potrebbe fare è pagarti le spe-
succe della giornata.

Boivin tornò da Patissot, e questi, volendo essere corretto,
s’inchinò davanti alla paarona di casa, balbettando:

— Signora... ringraziamenti... gentile accoglienza...

— Bene, bene, — ella rispose, — ma non riportatemelo
ubriaco perchè farete i conti con me, siatene certo!

Se ne andarono. ;

Giunsero' în riva alla ‘Senna, di fronte a un isolotto albe-
rato di pioppi. Boivin, guardando il fiume con tenerezza, strin-
se il braccio del suo compagno:

— EH! tra otto giorni ci saremo, signor Patissot.

— Dove saremo, signor Boivin?

— Ma... a pesca. Apre il quindici.

Patissot ebbe unu leggero fremito, come la prima volta
che s'incontra la donna che ci sconvolgerà il cuore. Rispose:

— AR! voi siete pescatore, signor Boivin?

— Se lo sono, signore? La pesca è la mia passione!

Allora Patissot, molto interessato, cominciò ad interrogar-
lo. Boivin gli disse il nome di tutti i pesci che folleggiavano
dentro quell'acqua nerastra.. E Patissot credeva di vederli.
Boivin elencò gli ami, le esche, i luoghi, il momento, più adat-
ti a ciascuna specie... E Patissot si sentiva diventare più pe-
scatore dello stesso Boivin. Combinarono di fare l’apertura in-
sieme, la domenica seguente, così Patissot avrebbe cominciato
ad imparare; egli, difatti, si rallegrava di avere scoperto un
iniziatore tanto esperto.

Si fermarono a cenare in una specie di antro buio fre-
quentato dai barcaioli e dalla teppaglia dei dintorni. Mentre
stavano per entrare. Boivin ebbe cura di dire:

— Non ha pretese, ma ci si sta benone,

Si misero a tavola. Dopo il secondo bicchiere di un vinet-
to locale, Patissot capì perchè la signora Boivin dava soltanto
acqua al marito: il bravo ometto non connetteva più; faceva
delle concioni, volle esibirsi in giochi atletici, si mise a fare
il paciere tra due ubriachi che si picchiavano, e sia lui che
Patissot sarebbero stati ridotti male, senza l'intervento del pro-
prietario del locale. Al caffè era ‘ubriaco fradicio, malgrado gli

ii ni aan

lt

improvvisamente, e, simile
gnora Boivin con una cai
marito, si buttò contro

— Ah! mascalzone!
care!

Il pover'uomo ebbe
l’amico che s’'accasciò nel
diede a gambe fino alla sti
































Pesca

a vigilia del giorno in

doveva buttare l'amo

curò, con la spesa
con l'amo. Da quell’opera
particolarmente colpito dall

« In poche parole, volet
za principii, volete riuscire
sinistra, davanti o dietro, 0
quella sicurezza che non wi
prima, dopo e durante il ti
striato da linee di fuoco, Q
tolio prolungato del tuono
rore, tutti i pesci agitati e
dini, abbandonandosi a un

« In quesa confusion
pronostici di probabilità fi
rerete alla vittoria!»,

Per poter catturare pi
strumenti perfetti, baston
si allungavano smisurata
i ghiozzi prese gli ami n.
to, col n. 7, di riempire il
brichi, che riteneva possibi;
vista di larve da esca. Ne
si mise a contemplarle. Qi
maledettamente e brulica
ta carne putrefatta. Pa
filzarli sull’amo. Ne prest
l’ebbe posto sull'aguzza p
tandosi completamente. R
re miglior successo, e mag
notte se non avesse temuto)

Fartì col primo treno
mata di canne da pesca.
bravano semplici bastonei
pezzo, si drizzavano verso
ura selva di esili bacche!
mischiavano, battevano fi
come alberature al di
glia a tesa larga.

Quando la locomotiva
tare da tutti gli sportel








bere; e, quando uscirono,
celle.

iianura, persero la strada,
Im tratto si ritrovarono in
ivavano fino all'altezza
li di sostegno. Gironzola-
ballanti, impauriti, avanti
via d'uscita. Il piccolo
e su un bastone che lo feri
fo, rimase seduto per terra,
ostinazione degli ubriachi,
ori, mentre Patissot, smar-

a in ritardo, venne in loro

lla casa di Boivin, Patissot
nanzi alla porta, che s'aprì





Il

iche furie, comparve la si-
ano. Appena ebbe visto il
raitando:

che l’avreste fatto ubria-


























matta, abbandonò di colpo
scido del vicoletto, e se la

rlamo

rla prima volta in vita sua,
il signor Patissot si pro-
esimi, il Perfetto pescatore
‘imille cose utili, ma restò
è da questo brano:

fastidi, senza apparati, sen-
con successo, a destra, a
mente e controcorrente, con
ibbiezioni? Ebbene! pescate
quando il cielo si schiude,
terra è turbata dal bron-
la per avidità, sia per ter-
ati tralasciano le loro abitu-
di ridda.

uiate oppure tralasciate i
se andate a pescare cor-

ini grandezza, comprò tre
e canne sul fiume, i quali
na appena scuotendoli. Per
le carpe, e faceva con-
Î barbi. Non comprò i lom-
are ovunque, ma fece prov-
aso tutto pieno; e la sera
iciattoli schifosi puzzavano
‘erusca, come se fosse sta-
ercitarsi in anticipo ad in-
ripugnanza; ma appena
tiaio, quello scoppiò, vuo-
per venti volte, senza ave-
continuato per tutta la
fre tutta la provvista.

dhe era piena di gente ar-
me quelle di Patissot, sem-
nbù; ma altre, tutte d'un
assottigliandosi. Era come
‘ogni poco si urtavano, si
ne spade, o si dendolavano
oceano di cappelli di pa-

la esse si vedevano spun-
periali, dal capo alla coda



del convoglio, ne erano irti; sicchè il treno pareva un bruco
lungo lungo che si strascicasse per la pianura.

Scesero a Courbevoie, e la diligenza di Bezons fu presa
d'assalto, Un mucchio di pescatori si sistemò sul tetto, e sic-
come tutti avevano in mano la loro canna, il carrozzone sem-
brava un grosso porcospino.

Lungo tutta la strada si vedevano uomini che andavano
nella stessa direzione, come un immenso pellegrinaggio verso
una Gerusalemme sconosciuta. Portavano i lunghi bastoni acu-
minati, che facevano pensare a quelli degli antichi fedeli re-
Guci dalla Palestina, e ‘una scatola di latta ballonzolava suile
loro schiene. Avevano fretta.

A Bezons apparve il fiume. Sulle due rive, file di persone,
uomini.in giacchetta, altri in giubbotto, altri ancora in ma-
niche di camicia, e donne, fanciulli, perfino ragazze da marito,
stavano pescando. .

Patissot andò alla diga dove l'aspettava l’amico Boivin.
Questi lo accolse un po’ freddamente. Aveva appena fatto

DOMENICHE
NE PARIGINO

conoscenza con un grosso signore d’una cinquantina d’anni,
che pareva assai in gamba, e aveva il viso scurito dal sole.
Tutti e tre presero a nolo una grossa barca con la quale anda-
rono a mettersi proprio sotto la cascata della chiusa, dove
si forma il gorgo in cui è più facile prendere il pesce.

Boivin fu subito pronto, e, dopo aver messo l’esca, gettò
l'amo e restò immobile, fissando il piccolo galleggiante con
straordinaria attenzione. Di tanto in tanto tirava fuori il filo
dall'acqua e lo buttava un po’ più lontano. Il signore grosso,
quando ebbe buttato nel fiume il suo amo ben fornito d’esca,
posò -la canna accanto a sè, caricò la pipa, l’accese, incrociò
le braccia, e senza curarsi del sughero si mise a guardare la
cascata. Patissot ricominciò a far scoppiare i suoi vermi. Dopo
cinque minuti si rivolse a Boivin.

— Signor Boivin, siate tanto cortese da sistemarmi questi
vermi sull’amo. Io faccio, faccio, ma non ci riesco.

Boivin alzò il capo:

— Vi sarei grato se non mi disturbaste, signor Patissot;
non siamo qui per divertirci.

Tuttavia mise l’esca all'amo; e Patissot subito la lanciò,
avendo cura di imitare le manovre dell’amico. 7

La barca, così vicina alla cascata, ballava maledettamente;
le ondate la scuotevano, i bruschi risucchi della corrente la
facevano girare come una trottola, nonostante fosse legata al-
le due estremità; e Patissot, tutto intento alla pesca, cominciò
a sentire un vago malessere, una pesantezza di capo, uno strano
stordimento. ;

Non prendevano neanche un pesce: il piccolo Boivin era
assai nervoso, faceva gesti bruschi, dondolava il capo preoccu-
pato; Patissot ne soffriva come d'una catastrofe; soltanto il
signore grosso, sempre immobile, fumava tranquillamente,
senza curarsi della sua canna. A un certo punto Patissot, sec-
cato, si voltò verso di lui e con voce triste gli disse:

— Abboccano?

L'altro rispose semplicemente:

— Perbacco!

Patissot gli lanciò un'occhiata stupita:

— Ne prendete parecchi?

— Mail...

— Come, mai?

L'’omone, seguitando a fumare come la ciminiera d’un'offi-
cina, rispose così, lasciando sconvolto il suo interlocutore:

— Sarebbe proprio un bell'impiccio se abboccassero. Io
non vengo mica per pescare; vengo perchè qui mi ci trovo
benissimo: si dondola come in mare e io porto la canna pro-
prio per non sembrare differente dagli altri.

Il signor Patissot, invece, non ci stava bene per niente.
Il suo malessere, dapprima imprecisato, aumentava sempre più,
pigliava forma. Difatti la barca ballava come in mare, ed
egli soffriva il mal di mare.

Appena fu passato il primo attacco propose di andarsene;
ma Boivin, furibondo, per poco non gli saltò addosso. L’omone,

Re



Mr Va ASA

impietosito, si impose e’ riportò indietro la barca. Quando i
capogiri di Patissot furono scomparsi pensarono al desinare.

C'era da scegliere tra due trattorie. La prima, piccina
piccina, pareva piuttosto un'osteria, ed era frequentata dai
pescatori più modesti. La seconda, che si chiamava « Viliino
dei Tigli », somigliava a una villa borghese ed aveva come
clientela l'aristocrazia dell'amo. I due padroni, nemici dalla
nascita, si guardavano in cagnesco dalle estremità opposte di
un gran pezzo di terreno che li separava, su cui c’era la ca-
setta bianca dol guardiapesca e del sorvegliante della chiusa.
Queste* due autorità, a loro volta, parteggiavano, l’una per
l'osteria, l’altra per ia villa, e i dissensi interni di quelle tre
case isolate riproducevano la storia dell'umanità intera.

Boivin, che conosceva l’osteria, avrebbe voluto andarci:

— Servono molto bene, e non è caro, vedrete. Del resto,
signor Patissot, non sperate di farmi bere come domenica scor-
se; mia moglie era arrabbiatissima, ed ha giurato che non ve
la perdonerà mal.

Il signore grosso dichiarò che avrebbe mangiato soltanto
ai « Tigli», che era, secondo lui, un posto ottimo, con una
cucina paragonabile a quella dei migliori ristoranti di Parigi.

— Fate come vi pare — dichiarò Boivin, — io vado dove
sono abituato.

E se ne andò. Patissot, disapprovando l’amico, andò insie-
me al signore grosso.

Desinarono da soli, loro due, si scambiarono le loro opi-
nioni, si confidarono le lore impressioni, e riconobbero che
erano fatti per intendersi.

Dopo mangiato, i due nuovi amici tornarono a pescare:
ma andarono lungo la riva, si fermarono vicino al ponte della
ferrovia e gettarono gli ami nell'acqua, seguitando a chiac-
chierare. I pesci non abboccavano e Patissot ormai ci si era
rassegnato,

A ‘un certo punto una famiglia arrivò vicino a loro. Il
padre, coi favoriti da magistrato, aveva una canna smisurata;
tre figlioli maschi, di differente statura, avevano tre canne
di differente lunghezza, secondo l’età; e la madre, assai for-
mosa, manovrava con grazia una canna da pesca col manico
guarnito da un bel fiocco. Il padre salutò:

— E' un buon posto, signori?

Patissot stava per parlare, ma l’amico lo prevenne:

— Eccellente! -

La famiglia sorrise e si sistemò accanto ai due pescatori.
Allora Patissot fu preso da una voglia straordinaria di pescare
un pesce, uno solo, un pesce qualsiasi, fosse pure grosso come
una mosca, per meritarsi la stima di tutta quella gente; e si
mise a manovrare la canna come aveva Visto fare a Boivin
nella mattinata. Lasciava che il galleggiante seguis3e la cor-
rente per tutta la lunghezza della lenza, dava una scossa, ti-
rava l'amo fuori d’acqua, facendogli descrivere per aria un
vasto. cerchio, lo ributtava qualche metro più giù. Era con-
vinto di avere preso la mano per fare quel movimento con
eleganza, quando l’amo, che aveva tirato fuori d’acqua con
‘un rapido colpetto del polso, fu trattenuto da qualcosa dietro
a lui. Fece uno sforzo; un urlo esplose dietro le sue spalle,
ed egli vide, appeso all’amo che descriveva nel cielo una curva
a meteora, un magnifico cappello da signora carico di fiori,
che egli depose, sempre appeso all’estremità del filo, proprio
nel bel mezzo del fiume.

Si voltò impaurito, lasciò andare la canna, che seguì il
cappello, trascinato dalla corrente, mentre il suo nuovo amico,
sdraiato per terra, rideva a crepapelle. La signora, spettinata
e sconvolta, soffocava dalla rabbia; il marito diventò furente
e pretese di essere rimborsato del prezzo del cappello, che
Patissot pagò almeno il triplo del valore. Dopo di che la fa-
miglia se ne andò dignitosamente.

Patissot prese un’altra canna, e fino a sera fece fare il
bagno ai suoi vermi. L’amico se la dormiva tranquillo sul-
l'erba. Si svegliò verso le sette.

— Andiamocene!.. — disse.

Patissot tirò l'amo, lanciò un grido e rimase talmente stu-
pefatto che ricadde a sedere. In cima al filo dondolava un pe-
sciolino piccolissimo. Quando lo guardarono da vicino, videro
che era stato infilzato in mezzo alla pancia, mentre l’amo usciva
dall’acqua.

Fu un trionfo, una gioia senza limiti. Patissot volle che
giie lo friggessero, per lui solo.

Durante ia cena, l’intimità fra i due aumentò. Patissot
seppe che quel signore abitava ad Argenteuil, andava in barca
a vela da trent'anni, infaticabilmente, ed accettò l'invito a
desinar? che questi gli fece per la domenica seguente, con la
promessa di una bella gita sul « Trampolino », la barca del-
Vamicòo.

La conversazione era talmente interessante che finì per
dimenticare la sua pesca.

Se ne ricordò soltanto dopo il caffè, e volle che glie la
servissero. Si vedeva sul piatto una specie di fiammifero, gial-
lastro e torto. Ciononostante lo mangiò con gioia e, la sera,
sull'omnibus, raccontava ai vicini di aver preso quattordici
libbre di frittura.



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| PERISCOPIO ) [WWvA\ DII GASA

Missione italiana
in Cina

Sta per partire alla volta di
Pechino una missione italiana
presieduta dal senatore Gugliel-
mone,

La missione è composta da
una trentina di rappresentanti
di aziende industriali e com-
merciali e di istituti bancari, e
si propone di studiare le pos-
sibilità di sviluppo degli scam-
bi commerciali con la Cina con-
tinentale, e di avviare contatti
diretti con gli ambienti econo-
mici cinesi.

Il volume degli scambi italo-
cinesi è attualmente piuttosto
modesto, Nel 1957 abbiamo im-
portato dalla Cina per circa
4,5 miliardi di lire ed esportato
per 9,2 miliardi,

La missione, che partirà nei
primi giorni di luglio, si trat-
terrà in Cina circa un mese du-
rante il quale alternerà a con-
versazioni con i rappresentanti
economici cinesi visite a im-
pianti industriali,

Una indagine per rilevare
quali settori specifici offrano
maggiori possibilità di collabo-
razione con il governo di Pe-
chino — condotta sulla base
delle esperienze di altre dele-
gazioni recatesi recentemente
in Cina — ha dato le seguenti
risultanze. La ‘tecnica idraulica,
nel senso più esteso del termine,
può trovare in territorio cinese
ampie prospettive di espansione,

Seguono le fabbriche di con-
cimi, soprattutto fertilizzanti
artificiali, e in genere tutta l’in-
dustria chimica’ nelle sue appli-
cazioni all'agricoltura. Infine, il
campo. dei tessili, benchè si sap-
pia che in questo settore la Cina
va ormai orientandosi verso lo
sfruttamentg delle risorse locali
mediante imprese che si adat-
tino al clima e alle condizioni
del mercato,

Il segretario del ” Board of
Trade" britannico, F, J. Errol,
che a suo tempo guidò una de-

AMEBAZO THA EMMETT ALTAVLI RIUNITA VIMAITOVEVLTTIMANN TAMARA LA POETI TV

La Lombardia

(continua da pag. 7)

raccolte a Milano: del resto tutti
conoscono l'importanza di questa
città nell'attività editoriale e gior-
malistica del Paese,

Anche nelle industrie chimiche il
peso della Lombardia è assai note-
vole, Inutile poi insistere sull'inten-
sità del trasporti in questa regione,
Secondo i dati di un paio d'anni fa
assommando le linee statali e quel-
le private, la Lombardia contava
9,5 Km. di ferrovia ogni 100 Kmq..
contro i 7,5 del Piemonte e della
media di tutta Italla. Circa la rete
stradale, nel dicembre del '56 Ja
Lombardia contava 1.320 Km. di
strade statali, 3.435 di strade pro-
vinciali e 15.421 di comunali, cioè
la rete più vasta dopo il Piemonte,
Del resto. Milano sarà il capolinea
della costruenda «autostrada del so-
le> e già oggi vi fanno capo le più
lunghe autostrade d'Italia, che so-
no la Torino-Milano; la. Milano- La-
ghi e la Milano-Bergamo-Brescia,
Gli autoveicoli erano, sempre a fl-
"56, 296.545, pari a uno
abitanti (media superata solo
Piemonte, con un’auto ogni 20
abitanti),

Il traffico aereo si concretizza nel-

di

4: La
gerì a Milano-Malpensa (superato
solo da Roma-Ciampino), integrato
da Milano-Linate,

M grande sviluppo indwstriale
che abbiamo veduto fa sì che am-
plissimo sia il traffico commerciale,
tanto che la Lombardia è la re-
gione più commerciale d'Italia, do-
po la Liguria. Della sua povola-
zione attiva, un decimo circa è de-
dita ai commerci. , î

La Lombardia ha registrato nel
1956 un reddito medio per abi-
tante di 349.640 lire annue, con.
tro ad esempio, le 346.930 della
Liguria e le 105.772 della Lucania.

IO.

legazione inglese, ha indicato
anche altre prospettive. A suo
avviso, vi sarebbero infatti pos-
sibilità di incremento per mac-
chinari speciali e per alcuni tipi
di materie prime.

Esportazioni

e importazioni

Nel primi 3 mesi del 1958 le im.
portazioni sono ammontate, in Ita-
lia, a 500,7 miliardi di lire con una
diminuzione del 13,3 per cento ri-
spetto allo stesso periodo del 1957,
e le esportazioni a 379,9 miliardi
di lire con un aumento del 3,1 per
cento rispetto al corrispondente pe-
riodo del 1957. M deficit della no-
stra bilancia commerciale è risultato
pari a 120,8 miliardi di lire con
una diminuzione del 42,2 per cen-
SENO allo stesso periodo del

Lé importazioni dai Paesi della
Oece (Organizzazione economica eu.
ropea) sono ammontate a 237,2 mi.
Mardi di lire con una diminuzione
del 4,5 per cento rispetto al cor-
rispondente periodo dell'anno pre-
cedente; le esportazioni a 214,2 mi-
liardi con un aumento dell'1,3 per
cento. Le importazioni dai Paesi del
Mec (Mercato comune europeo) so-
no ammontate a 107 millardi con
uns diminuzione del 15,3 per cento,
le esportazioni a 91 miliardi con
una diminuzione del 7,5 per cento,

Le importazioni dall'area della
sterlina sono ammontate a 25,4 ml-
liardi con una diminuzione del 5,2
per cento, le esportazioni a 28 mi-
Mardi con un aumento del 19,7 per
cento,

Le importazioni dai Paesi non

partecipanti all'Oece sono ammon.'

tate a 263,2 miliardi con una di-
minuzione del 19,9 per cento e le
esportazioni a 160,9 miliardi con un
amento del 5,5 per cento. Fra tali
Paesi le importazioni dagli Stati
Uniti sono ammontate a 91,5 mi-
liardi con una diminuzione del 16,1
pet cento e le esportazioni a 31,7
miliardi con un aumento dello 0,3
per cento.

Turbine a gas
su navi inglesi

Recentemente in un cantiere
inglese è stata varata la ” Bra-
ve Swordsman”, seconda unità
del gruppo ” Brave” della flotta
veloce della Marina da guerra
britannica,

Questa nave, come la ” Brave
Bordered" varata il 7 gennaio,
è fornita di turbine a gas ” Bri-
stol Marine Proteus” svilup-
panti ognuna 3500 HP., che co-
stituiscono l’intero complesso
propulsore della nave, eliminan-
do l'uso del Diesel o di altre
macchine alternative.

Il gruppo ” Brave” della flot-
ta .veloce da guerra è stato pro-
gettato per l’uso di cannoniere
o motosiluranti per operazioni
costiere, L'equipaggio di queste
veloci unità sarà composto da
3 ufficiali e 17 nomini,

Il consumo del vino

Com'è distribuito il consumo del
vino. nel mondo? Una recentissima
statistica attribuisce il primato as-
soluto alla Francia, I francesi in-
fatti bevono in un anno, a testa,
140 litri di vino; gli italiani ne be-
vono 115 litri, e gli spagnoli, I
greci, gli argentini e i cileni, 50
litri. Seguono, notevolmente distan-
ziate, la Svizzera con 34 litri, }a
Germania con 8, gli Stat! Uniti con
&, L'Olanda e gli stati nordici han-
no consumi che sì aggirano sul ll-
tro all'anno per ogni abitante.

La produzione di vino in Italia
nel 1956 è stata di 63 milioni di
ettolitri, di cui 55 milioni consumati
in loco e 2 milioni esportati (Il
ri non ha trovato com-
pratori). La produzione del 1957,
data tal scarsità dell'ultima. ven-
demmia, è calcolata tra i 47 e i 50
milioni di ettolitri.

Auto a propulsione

nucleare

La Ford ha presentato il mo-
dellino di una vettura a pro-
puis'one atomica; la "Nucleon”.
II reattore nucleare sarà siste-
mato nella parte posteriore.

La “classifica” degli abiti estivi

li abiti delle donne si divi-

dono in quattro grandi ca-
tegorie; gli inutili, gli utili, gli
indispensabili, i superflui,

I più affascinanti sono, natu-
talmente, j superflui che vengo-
no presentati dai grandi sari!
nelle sfilate di stagione e che
fanno parte dello spettacolo, Ad
essi le donne dedicano lunghe
cupide occhiate, seguite da pro-
fondi sospiri di rammarico, Gli
abiti superflui sono i tubetti

falsamente semplici con la cin-
tura bassa, stile 1925, che impe-
discono nel modo più assoluto,
non dico l'andatura normale ma
il semplice gesto di alzare la
Sono i

gamba. meravigliosi



Due graziosi abitini che ap-
partengono al genere «utile»

mantelli da sera con cappuccio,
magari foderati di raso verde
o scarlatto, che non vanno be-
ne per nessuna evenienza, nean-
che per l’unico veglione di Car-
nevale, Sono i « trapezi » esage.

questa categoria, specialmente
quelle ampie e disinvolte che
con una camicetta indovinata
fanno « vestito »,

Ultimi gli abiti inutili: è im-
possibile sbagliare quando ven- |





Tramonto del “due pezzi”



Il « due pezzi » è definitivamente tramontato, I costumi
da bagno quest'anno hanno una linea molto castigata.
Notare il particolare delle spalline piuttosto pronunciate







rati o gli abiti con tutta la
ricchezza portata sul dorso €
fiuttuante come una camicia da
notte che tutt'al più possono
essere indossati dalle cantanti
al Festival napoletano susci-
tando la perplessità di migliaia
di telespettatori. Sono i lunghi
abiti ricchissimi da garden par-
ties, sostenuti da almeno tre
sottogonne, quando si sa benis-
simo che non si danno mai veri
garden parties ed eventualmente
ci si andrebbe in tailleur, Sono
infine gli splendidi accappatoi
da spiaggia in spugna gialla
quando si sa perfettamente che
non si potrà andare un solo
giorno a vedere infrangersi le
onde del mare comodamente
sdraiate sulla rena sottile.

I capi indispensabili sono i
più antipatici e i più' noiosi,
Quest'anno si presentano sotto
forma di camicia o di sacco che
vanno bene un po’ per tutte le
cccasioni: mattino, pomeriggio,
sera, Esigono una guarnizione
appropriata ed un contorno che
« spieghi » il perchè l’abito è
stato messo; cioè cappellino fio-
srito per un matrimonio o una
Comunione, lunga collana di
perle per un ricevimento al po-
meriggio, scarpe scollate e bor-
settina da sera per uno spétta-
colo importante,

Gli abiti utili sono quelli che
si indossano il primo di giugno
e si tolgono in settembre, La mo-
da in questo campo concede ogni
arbitrio: cioè lascia libere di
portare il largo e lo stretto, lo
chemisier o l’abito grembiule, a
seconda delle preferenze di cia-
scuna. Di solito hanno colori
neutri. o, viceversa, smaglianti
in modo da classificarsi subito
entro o fuori i confini del clas-
sico e dell’attuale. Gli abiti
utili sono realizzati in cotone,
popeline, canapa a disegni mi-
nuti e simpaticamente allegri,
nei quali sono compresi righe
ce quadretti, Anche le gonne
possono essere classificate in

gono visti o presentati. Sempli-
cemente perchè sono gli abiti
brutti che una donna di gusto
riconosce al volo e naturalmente
si guarda bene dal portare,

L’ acqua
fonte di bellezza

anche chi non ha mai messo

piede in un istituto di bellezza
sa benissimo che non giova alla
pelle lavarsi il viso con acqua e
sapone. Ma la proibizione vale solo
per il sapone; l'acqua non fa mai
male, anzi è una sorella, una al-
leata, un'amica.

L'acqua fa bene alle bionde, alle
giovani ed alle meno giovani per-
chè rende bella ogni carnagione.
E' un po' il segreto di Pulcinella:
la pelle ha bisogno di una grande
umidità e dopo essere stata ben
pulita con crema detergente sarà.
avvantaggiata da un risciacquio con
acqua fresca e ciò tenendo conto
del fatto che l'acqua calda pur am-
morbidendo i tessuti li sfibra un.
pochino .e li rilassa. Se si vuol
fare, invece, una buona reazione sul
viso allora è ottimo sistema usare
l'acqua bollente poi quella gelata,

E' importante non privare mai
la pelle dell'umidità necessaria, De)
resto abbiamo constatato più di una
volta che le donne che vivono ‘n
zone molto umide hanno una pelle
stupenda, mentre chi abita in luo-
ghi asciutti o ventosi risente del.
l'azione poco benefica del clima. La
controprova della meravigliosa ope-
ra dell'acqua sulla’ pelle del viso, |
è data da un Istituto di bellezza
che consiglia alle sue clienti di
uscire nelle giornate di pioggia la-
sciando che l’acqua piovana, che
non è affatto calcarea, bagni il
volto. d

N corpo, a sua volta, ha bisogno
quanto il volto di nequa. Più deli -
massaggi e persino della ginnastica
per mantenere il corpo giovane e
sano occorrono Î bagni. Bagni di
tutti i generi, ma specialmente in
vasca quelli con striglia e brusca
che stimolano la circolazione: del
sangue e rendono la pelle traspa-
rente.

L'acqua infine non si limita ad
un'azione benefica solo all'esterno.
Per restare belle, giovani, fresche,
tutto quello che volete, bevete ac-
qua. Non durante i pasti, sl capi-
sce, chè il viso ne risentirebbe, ma
a digiuno, al mattino. Poi durante
la giornata un bel bicchiere di
acqua è la migliore merenda della
signora che tiene alla Tinea, all'alito
fresco, alla bugia prolungata degli
eterni vent'anni. P





AUGUSTA

te, mentre ila nuova unità co-
struita dall'Ansaldo tratterà da
sola circa 7.000 tonnellate di
greggio al giorno. Mediante
successiva distillazione in «co-
lonne di frazionamento » si ot-
tengono i seguenti prodotti :
benzine pesanti e leggere, pe-
trolio bianco e per turbogetti.
nafte leggere e pesanti, ed un
residuo, per il cui ulteriore
sfruttamento si deve ricorre-
re ad altre unità di processo
che si avvalgono del vuoto
spinto, del calore, della pres-
sione e di catalizzatori per ot-
tenere altre benzine, gas li-
quidi, lubrificanti, asfalti, re-
sine sintetiche, detersivi, in
setticidi, paraffine, una serie
imponente di prodotti che so-
no ormai entrati nella nostra
vita e divenuti cose comuni,
cui non si presta più attenzio-
ne. Queste unità si chiamano,
come al solito, con caratteri-
stici termini inglesi di cra-
cking, catforming, platform-



gio. - Sotto: struttura supporto tubazioni; torre T1; torre T6 e T7;









ing, polimerizzazione ed altri
ancora che molti di noi hanno
udito o notato e che danno ori-
gine, ciascuno, ad una nuova
serie di prodotti di grande
interesse ed utilità.

Come si è accennato, il pez-
zo più importante di queste
unità è la torre di « topping »
che raggiunge i 52,50 m. di
altezza, appoggia su una in-
vasatura di cemento armato
alta 13 metri, ha un diametro
di circa 6 metri e pesa 250
tonnellate.

Le fasi di montaggio di que-
sta enorme torre hanno ri-
chiesto particolare cura in
quanto, data la mole, le vi-
role si sono dovute saldare in
posto e montare una sull'altra
fino a formare ia torre com-
pleta. Si noti che le norme
americane generalmente se-
guite in questo genere di co-
struzioni sono particolarmen-
te severe e minuziose, anche





Cossu smeenì __s

per que! che riguarda i mate-
riali. La torre, a seconda della

interni sono di particolari ca-

la saldatura è quindi partico-
larmente impegnativa.

Altro complesso notevole è
forno, costituito di una os-

f

alle murature, ai bruciatori ed
il forno è alto 20
tri e lungo 25 metri, ed è
nito di tutti i più modern:

minore mole comparati ai
colonne,
zazione e scambiatori di calo
re. L'impianto è dotato di un









moderno si
tazione ed è realizz
do pa permetterne l:
automatica e centralizzata,
e costituisce ‘un altro buon la-
voro eseguito in Italia in un
campo in cui è acuta la con-
correnza delle ditte straniere
specializzate.



SII

LIL!
sii ami







stema di strumen-
o in mo-
condot





Ettore Gabetta

struttura E8, E18A e B, D4; forno F1. - Sopra: montaggio tubi e coibentazione forno F1

[ARCTTIUI
1 | Mord

La programmazione È

e i suoi

in un cantiere navale |

L a struttura di un’organiz-
zazione industriale è il ri-
sultato del suò sviluppo. Il
punto di partenza è in genere
di minuscole proporzioni: gra-
Gualmente si espande. Una o
due persone esplicano agli ini-
zi tutte le mansioni e si inte-
ressano di ogni cosa: ogni atti-
vità dell'azienda ruota intorno
a loro. Come lo sviluppo conti-
nua, questo metodo di operare
diventa inefficiente e si rende
necessaria una struttura piani-
ficata di organizzazione.

Per soddisfare questa neces-
sità di organizzazione del la-
voro e per adempiere alle
varie funzioni ad essa connes-
se sono stati creati degli appo-
siti uffici, che nella nostra
azienda prendono il nome di
« Uffici Produzione ».

Quali sono i compiti della
«Programmazione» di un can-
tiere navale, nell’ambito della
sopra accennata organizzazio-
ne del lavoro? « Programma-
zione » è, in linea generale,
preparare in anticipo, rispetto
all'esecuzione, tutto quanto è
necessario per il raggiungi-
mento di traguardi fissati. Co-
struire una nave, in un deter-
minato spazio di tempo, pre-
suppone l’avere a disposizione
la mano d’opera necessaria, i
materiali adatti allo scopo e i





compiti

disegni di tutti i particolari da
eseguire. Ovviamente questi
tre fattori sono legati l’uno al-
l’altro da stretti legami, e so-
ro dipendenti da moltissimi
altri fattori che ne rendono
complessa la reciproca corri-
spondenza.

Per coordinare tali fattori e
formulare programmi genera-
ii del Cantiere e particolari
per le varie sezioni, è nec
sario avere abbondanti docu-
mentazioni ed esperienza sulle
possibilità dei varii reparti,
sui costi dei varii tipi di co-
struzioni e sulle possibilità di
approvvigionamenti dei mate-
riali. E’ pertanto opportuno
creare, per tutti i particolari
principali di ogni tipo di com-
messa, un archivio di dati sta-
tistici di costo ovvero di con-
suntivi assai particolareggiato
per pesi e manodopera. di ogni
nave costruita. Con tale mate-
riale a disposizione, l'Ufficio
Programmazione controlla con
continuità i carichi di lavoro
delle varie sezioni onde avere
la certezza, sopperendo per le
eventuali deficienze con mano-
dopera di terzi ,di poter com-
pletare, alla data fissata, le
varie costruzioni,

Contemporaneamente, è in-
dispensabile mettere le varie
sezioni in condizioni di poter





sviluppare con continuità e
con il minor numero possibile
di intralci, il lavoro nelle sue
varie fasi. Tale fattore implica
un normale afflusso di mate-
riali da parte dei nostri for-
nitori e di disegni da parte
dell'Ufficio Studi. E’ pertanto
necessario essere quotidiana-
mente al corrente delle precise
date di consegna previste per
letti materiali, delle eventuali
variazioni di tali date, di ogni
difficoltà che sorga ad intral-
ciare l’'approntamento di tali
prodotti lavorati o semilavo-
vati, presso le innumerevoli of-
ficine che espletano fornitura
su nostri ordinativi. Occorre

ottenere dall'Ufficio studi tut-
ti i disegni costruttivi, in
tempo utile e con la sequenza
desiderata onde poter prepa-
rare tempestivamente distinte
base, piani di prefabbricazio-
ne di scafo e cottimi, cioè tutti
i «documenti di lavoro » indi-
spensabili alle Officine per ese-
guire qualsiasi lavorazione,

L'Ufficio Programmazione è
composto al Cantiere di Se-
stri da tre ingegneri, cinque
capi gruppo, circa settanta im-
piegati ed una quindicina di
operai (la maggior parte col-
laudatori).

In questi anni, in cui il rit-
mo di lavoro in Cantiere si è





Nelie due fotografie: due vedute dell'Ufficio Produzione del nostro Cantiere di Sestri

12






assai intensificato, la capacità
del nostro Ufficio Programma-
stata messa a dura
prova. Si deve curare l’orga-
nizzazione del lavoro per più
di dieci costruzioni contempo-
ranee; abbiamo avuto, nei pe-
riodi di fine allestimento della
M/n. «Gripsholm» e della
T/n. « Costa », una cinquantina
di ditte operanti nell'ambito
del Cantiere: ognuna aveva i
suoi problemi e le sue neces-
sità, ognuna doveva essere
messa in condizioni di
re senza possibilità di avanzare
proteste compromettenti il
completamento del lavoro nel
tempo fissato. Abbiamo dovuto
seguire il regolare affluire dei
materiali pervenuti da molte
centinaia di ditte ed a fronte
di migliaia di ordinazioni: la
sola mancanza di alcuni pezzi
può compromettere il pro-
gramma di approntamento e
consegna di una nave {e solo
ie valvole, su una turbocister-
na da 31.500 t.p.l., assommano
a circa 2500 pezzi!

Nell'anno 1957 sono state
compilate distinte base di sca-
fo per più di 40.000 tonn. di
materiale imbarcato. Nello
stesso anno sono state conse-
gnate 8 costruzioni. La mano-
dopera diretta spesa in Cantie-
re nello stesso periodo (com-
vresi gli appalti) supera gli
11 milioni di ore lavorative.

Se è stato possibile svilup-
pare, con gli ottimi risultati
che tutti conosciamo, tale in-
gente quantità di manodopera,
ciò è almeno in parte dovuto
al lavoro preparatorio svolto
tempestivamente e con la mas-
sima scrupolosità possibile,
uall'Ufficio Programmazione
E poichè tale lavoro del PRO
in sede di preparazione si ri-
solve, durante l’esecuzione, in
una maggior facilità di ope-
“are da parte delle officine e
quindi in un minimo costo
delle commesse, possiamo con-
cludere che, se è pur vero che
le navi si fanno nelle officine
ed a bordo, è anche vero che
al PRO si opera fattivamente
per la loro costruzione.

zione è







vora-



Giorgio Traverso





1 ONE

SEZ

CA L'E 1:00

La squadra ansaldina è la migliore

della 2" edizione del “Trofeo del Lavoratore”

La squadra calcistica del Do-
polavoro Ansaldo ha ormai chia.
ramente dimostrato di essere la
compagine tecnicamente miglio-
re nella seconda edizione del
« Trofeo del Lavoratore », orga-
nizzato dal « C.S.I, »,

Essendo la manifestazione
prettamente dilettantistica e ri-
creativa, il regolamento stabi-
lisce che non possono. parteci.
parvi giocatori che, durante la
corrente stagione calcistica, ab-
biano disputato più di tre par-
tite in squadre partecipanti ai
varij campionati o tornei orga-
nizzati dalla « Federazione Ita-
liana Giuoco Calcio » 0 dal
e Centro Sportivo Italiano ».

Gli elementi che rispondono a
questi requisiti sono stati « pe-

Bruzzone, Carzino, Chiara, Idili,
Pittaluga, Rossi, Sacconi e Zam.
pilli; il Cantiere di Sestri Bel.
lafronte, Cagna, Del Bene, Fane,
l'arodi e Tacchino; il C.M.I. Ba-
rile,

Al torneo partecipano ben un-
dici squadre suddivise in due
gironi; le partite vengono dispu-
tate « all'italiana » con incontri
di andata e ritorno, al termine
dei quali le prime due squadre
di ogni girone disputeranno le
finali (sola andata).

La squadra è diretta dal Di-

rettore tecnico della « Sezione
calcio » sig. Adriano Burlando,
che ha trovato nell’allenatore

Franco Verdacchi
collaboratore,
Alla fine del girone di andata,

un prezioso





scati» nei diversi stabilimenti testè concluso, gli ansaldini oc-
della nostra Società, IM Mecca- cupano il primo posto. Ecco la
nico ha dato Baronti, Belleno, classifica:
PARTITE RETI
SQUADRE De a) sn P F s PUNTI

Ansaldo . 5 4 1 0 9 1 9

Consorzio del Porto 5 2 2 1 6 5 6

Teti ‘8". 5 1 3 | 6 9 5

Italia Soc. di navigaz. . 5 0 4 1 3 4 4

Halnavi - Linea C. 5 1 1 3 2 7 3

Dipendenti Provincia 5 1 1 3 5 5 3













SEZIONE FOTOGRAFIA E CINEMA A PASSO RIDOTTO

Concorso cinematografico a premi

per films a colori o in bianco e nero

La « Sezione fotografia e cine-
ma a passo ridotto » indice ed
organizza un concorso cinemato-
grafico a passo 8, 93: e 16 mm,,
a colori oppure in bianco e ne-
ro, riservato agli iscritti al Do-
polavoro aziendale Ansaldo.

I films, che dovranno essere
inediti e di durata inferiore ai
12 minuti di proiezione, potran-
no essere iscritti ad uno dei se-
guenti gruppi: « A » (schema li.
bero); «è B» (documentarii),

Il regolamento-programma è
in corso di stampa e sarà distri-
buito appena possibile, Il con-
corso si chiuderà improrogabil
mente il 15 ottobre p. v, e sarà
dotato di ricchi premi.

Tutti i dopolavoristi che han-
no intenzione di parteciparvi,
sono vivamente pregati di dare
una adesione di massima, pura-
mente indicativa e senza impe-
gno, entro il 20 giugno, rivol-
gendosi alla sede della sezione
in via Sestri 33/2, nelle sere
di mercoledì e venerdì dalle ore
21 alle ore 23, oppure alla Se-
greteria del Dopolavoro Azien-
dale a Sampierdarena (dove po-




tranno avere ulteriori informa.
zioni) tutti i giorni nelle ore

d'ufficio.
SEZIONE MOTORISMO

Ottime affermazioni
ai raduni di Cortemilia e Imperia

L'attività della « Sezione mo-
torismo » si sta facendo sempre
più intensa, Recentemente, in-
fatti, la sezione ha preso parte,
con largo numero di partecipan-
ti, alle seguenti manifestazioni:

Raduno di Cortemilia, Il grup-
po motociclistico si è presentato

a Cortemilia, percorrendo 120
chilometri, con 44 macchine e
68 partecipanti, E' stato classi-
ficato primo del gruppo B
Raduno nazionale motocicli»
stico di Imperia. Al nostro grup-
po sono state assegnate le coppe
del Ministero della Difesa quale
primo classificato del gruppo B
e dell'’ENAL Provinciale di Im-
peria per il gruppo più nume-
roso, Il gruppo si è presentato
con 40 moto e 67 artecipanti.

Quote d' iscrizione

Per l'adesione alla « Sezione
motorismo » (Gruppo motocieli-

sti), in relazione anche al neces-
sario tesseramento alla « Fede-
razione Motocielistica Italiana
sotto l'egida della quale si svol-
ge l'attività, la quota d’iserizio-
ne annuale è di lire 1.000,



SEZIONE PALLAVOLO

I pallavolisti dell’ Ansaldo
primi nel campionato di serie C

Nella serie £ del campionato
di pallavolo la compagine del
Dopolavoro Ansaldo sta colle-
zionando lusinghieri successi,

I tecnici sostengono che è la
squadra più forte in virtù prin-
cipalmente dell'esperienza dei
suoi atleti, e che gli ansaldini,
se spingeranno a fondo la loro
preparazione, non dovrebbero
faticare per conseguire la vit-
toria finale, Infatti le nette vit-
torie finora ottenute, specie con-
tro la « SIAC» (3-0), la « Vol.
ley » (3-0) e la « S, Cecilia » di
Albisola (3-0), sono state assai
indicative.

Il girone d'andata si è conelu-
so con la squadra del Dopolavo-
ro Ansaldo al comando della

classifica,
ley

seguita dalla « Vol
mentre in terza e quarta
P ne sono, rispettivamente,
la « SIAC» e la « S. Cecilia ».

Dopo la pausa del 15 giugno
gli atleti dell’Ansaldo si prepa-
reranno per il «ritorno », che
certamente non sarà facile come
la prima parte del campionato
in quanto, per tutte le avversa-
rie, la squadra dell’Ansaldo è
ora la squadra da battere.




SEZIONE ATTIVITÀ MONTANE

Il trasporto dei partecipanti
ai soggiorni alpini

Come già annunciato, il Do-
polavoro organizzerà il trasporto
dei partecipanti ai « Soggiorni
alpini» in autopullmann, pur-
chè venga raggiunto un minimo
di 25 partenti,

Il prezzo di andata e ritorno
è fissato in lire 4,000 sia per
Andalo e Pinzolo che per La
Thuile,

Si invitano pertanto coloro
che intendono usufruire del
viaggio in autopullman riserva-
to, ad effettuare al più presto la
prenotazione onde facilitare la
organizzazione,



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qualsiasi temperatura.






degli acidi

Acidi nel motore? Certo: la combustione
ne lascia giorno per giorno una notevole quan
tità nei cilindri. I loro effetti sono dannosi:
quando il motore è fermo corrodono il metallo
e, quando é in moto, ne accentuano l'usura.

Ecco perchè è indispensabile un lubrificante
che neutralizzi gli acidi a mano a mano che si
formano, oltre a combattere insidie altrettanto
pericolose come l’attrito e gli sbalzi di tem-

Affidatevi a un olio speciale, come lo
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batte la corrosione e protegge il motore a

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13





Sono nati

marzo: CINZIA, di Unico Bar- ero Pesce

(Liv) e di Piera Fusco
marzo: SILVIO, î Îlio MI-
ragoli (Dig) e di Vivalda -
15 aprile: FRANCO, Mio Sarti
(Liv) e di Franca Lemmi - 5



(Can)



varo - 5 magg



ZA

ria Parodi - 6



nica. Potenzor




iprile: GIOVANNI, di Vincenzo Ai Cap ali (Liv )v e di Lida F to * È ne Rò
lo (Can) e di Maria D'Ippolito - ROBE To, “di Romano omonimia. se 1 cali pe Ria Ri
iprile ANNA, i Candido Nove (Liv) e di Miria Lavoratori — 7 no invece proprio alla . e ira
(Can) e di Maria Traverso - 1.9 maggio: MAURA, di Giovanni Cal a; sì. consiglia: rinnovare la do-




(Can) e di



NOZZE D'ARGENTO dira iam) ©
- 9 maggio: M
Amabili (Can)

11 maggio: GIU

Capurro (Mec)
maggio: RC





Molinari . 19

al loro genitori
fervidi.

Si son



{Mec) con Pile
Ml preventivista Silvio Sini del Aprile: Giacinte

Cantiere di Sestri e la sua gentile con Angela Veardo - 26 aprile: Giu- di Massa del Suo foglio matricolar

consorte Mafalda Gonella hanno fe- seppe PIOMBO È 4 e
steggiato recentemente le nozze Ponte - 17 maggio: Giuseppe AN. al Distretto di Massa l'inoltro ci

d'argento, Alla lieta ricorrenza del TONINI (Mec)

25.0 anno di matrimonio erano pre- Vagetto; ing, Pietro MANGRAVITI ci a pi
senti i tre figli Adriana, Albina » (Can) con Rosetta Gatto; Vincenzo CESIRA CANDIA ved, PONTINI. In nm 201197.



Giovanni ed altri parenti. MERELLO (Ca

Alla felice coppia, unita nel più Piano.
profondo affetto, formuliamo gli au- Agli sposi i
guri più fervidi. guri,







SUSANNA, dell'ing. Luigi ©» eta tabella D— a v

etta - 4 maggio: SILVA

di Carlo Curtar

Antonino Greco



SERGIO, di Celestino nutn al Minister A 1
di Pellegrina Oliveri cl Invii tutti gli elementi in Suo

(Cmi) e di Caterina Cavo - circa la Sua pratica, e cioè che 'l
io: MARCO, di Alfredo Ce
ri (Liv) e di F
maggio: GIOVANNI BATT
Nicola Chiappori (Can) e di Maria cessivo

di Giorgio Perclvale (Cmi) e di
Adriana Grottin
A tutti i piccolissimi ansaldini ed mo di darle ulteriori notizie,

7 aprile: S

Pensioni di guerra

Ricordiamo agli interessati che, giugno 1957, con il quale Le veniv
per poter usufruire del nostro rilasciato il libretto di pensione ni
ro 5400595 possiamo comun



servizio, occorre compilare le
schede in distribuzione presso i
corrispondenti di stabilimento.



tarLe di aver
che ll provvedimento in parola er
ac

in
competente ha provveduto n corn





GIUSEPPE ALOI. Abbiamo control.
lato ancora la pratica presso
il Ministe oro Servizio
Infortunati Civili, e abbiamo appre-
so che Lei fruisce di pensione di
pit



ro 54828 a favore della vedova







e di
do 1-7-158 31-1-1957. Poi- Nitivo, Con la prossima edizior
non risulta pervenuta alcuna contiamo di comunici
î, domanda di a ‘amento, che Lei del Decreto e ulteriori notizie
elli (Fon) e di Ma- afferma di avere inoltrato nel 19
maggio: MARIA, di La preghiamo controllare dai
(Can) e di Dome- di cul sopra se trattasi proprio del.
LUCA, di pratica oppure di un caso



Bianca Al-












amento non perve-
In censo contrario,

manda di aggr




Orsolina Cieuttin -





ASSIMO, di FEdoa possesso allo scopo di poter rin- Le Inserzioni sono gratuite ©
e di Rosa Rebor tracciare la pratica giusta sono riservate ai dipendenti del.
SEPPINA, di Ange! s ; e cas Ò s l'Ansaldo, Rivolgersi ni mostri
e di Rosn Capurro TERESIO GIANNECCHINI. Siamo corrispondenti di Stabilimento,

)SANNA, di Giacomo lieti di comunicarLe buone notizie



LETTINO di legno, se
cielo a bassissimo prezzo vend
Telefonare al n. Interno 462 del
stabilimento Meccanico.



Ministero del Tesoro - Servizio
Dirette N. G, - in data 8 maggio
STA. di 1958 ha compilato Il Progetto con-
B17 a Suo favore e lo
Comitato di Liqui- MOTO « B
dazione per l'i , Segv
mo anco pratica e ci riserv

lora Del Mazza -







gio: GIOVANNI. ha inoltrato



anchi » 125 c.c. in bu
nissimo stato, gomme nuove, ba





i nostri auguri più nalo "59, assicurazione a tutto








1958, vendesi. Telefonare

GIOVANNI SANTINI, In riferimento 110° (> 20 alle 21

È alla Sua richiesta, Le comunichiamo ‘ o n i
o sposati che il Ministero del Tesoro — Di- OCCASIONE! Vendesi vestito per
jergio SALTARELLI rezione Generale Pensioni di Dar comunione completo, Telefonare sl

ha




ra in data 11 marzo 19î

ra Martinengo - 13
A i RE atto richiesta al Distretto Mili

» BERNARDI (Mec)



"€ bilimento Meccanico



e ne è In attesa. Faccia sollec



{Fon) con



con Giuseppina La- detto documento, noce, imba

e garanzia. ‘Telefonare



n) con Marla De) riferimento alla Sua recente richie
sta di chiarimenti circa la

nostri vivissimi au- dazione ottenuta in base al Deerc- ©,e,, quattro mare
to Ministeriale n, 1202371 del 26 R6 alle ore 20








Telefonare





appreso al Ministero

ttere provvisorio, e pertanto
18 febbraîjo '58 Il Servizio

pilare il Progetto concessivo nume»
dlell'orfano, Inoltrandolo al Comi.
tato di Liquidazione per l'appro-

assegno di incollocamento per Ul vazione e successivo Decreto defi.

tLe il numero



lione e tri-

nuova, bollo scadenza gen-



sig. Scarpato, n, interno 357, sta-

*china per cucire < Nec.
PF, Supernova, mobile in ra-
ta con

VENDO motocicletta «< Guzzi » 25

1

e



Luigi, figlio di Umberto Ricci
del Cantiere di Livorno



o

de

il

al



al Giuseppe, figlio di Fortunato Santi
del Cantiere di Livorno



I
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14





ATTO DI ONESTÀ

L’operaia Edda Maffei del
Cantiere di Livorno, rinvenu-
to un portafoglio contenente
documenti e denaro, si affret-
tava a restituirlo al proprie-
tario, l'impiegato Emilio Ros-
sini del coordinamento,

Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, l'atto di one-
stà della signora Maffei.

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bar, nel ristorante, negli allevamenti.

I NOSTRI CONCORSI





| MEMENTO |







Franco MUSSO

di 50 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto il 20-
5-1958. Era stato assunto nel
1946, Lascia la moglie e due
figli.

Renato SOBRERO

di 26 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto il 30-
5-1958. Era stato assunto nel
1956.



Oliviero BRUNO

di 57 anni, dipendente dello
stabilimento C.M.I., deceduto
il 24-5-1958. Era stato assunto
nel 1923. Lascia la moglie e
una figlia.



Un disegnatore è stato da noi incaricato di scenografare cinque
note canzoni e il risultato è la vignetta sopra riprodotta, Il con-
corso consiste nell'indovinare, basandosi sugli elementi del dise-
gno, i titoli esatti delle cinque canzoni, Le soluzioni devono essere
inviate entro il 15 luglio, Tra coloro che avranno risposto esatta-
mente sono in pallo, per sorteggio, i seguenti premi: un servizio

di piatti per sei persone; un ferro elettrico da stiro; un ser- L csi
vizio di tovaglie per sei persone; due scatole di cacao < Perugina > Ai famigliari le commosse

condoglianze de «L’ansaldino».









CINESELEZIONE . : "QUAL'E ILSEGRETO DELLA TUA BE LLEZZA,
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York. Un bianco che ° AL SEcolo MABAMA POMPADOUR:

ha un passato da far dimen-
ticare cerca lavoro, e lo
trova tra gli scaricatori del
porto, grazie ad un altro
bianco che in compenso gli
preleverà sullo stipendio
una certa taglia.

Ad un certo punto il no-
stro uomo ha la pretesa di
sottrarsi allo sfruttamento
del suo capo bianco, e va
perciò a lavorare con un
capo negro, che non gli
preleva nessuna taglia, Se-
nonchè il capo bianco non
scherza, ed è facile imma-
ginare che il negro finirà
male, e il bianco la passerà
liscia grazie all’omertà e
alla paura dell'ambiente.

Ma, tutto sommato, il fi-
nale non sarà così pessimi-

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tuazioni scottanti, del resto
già largamente affrontate
dal cinema « neo-realista »
americano, e lo fa con una
tecnica ineccepibile, con
una fotografia davvero raf-
finata. Ma il regista non
mantiene tutte le promes-
se: il film ha più di una
caduta, più di una lungag-
gine, più di una incoeren-
za. Tutte cose gravi, che
valgono a ridurre di molto
il valore dell’opera.

Ed è perciò che un film
che doveva essere impor-
tante proprio sul piano con-
tenutistico finisce per sal-

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PRESENTANDO lil TAGLIANDO
DI QUESTO AVVISO

15



LLE dritto di poppa di una turbocisterna ‘da 34,500
t.d.w. pronto per il montaggio al Cantiere di-Sestri


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