L'Ansaldino, n. 1, 1959
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 1, 1959
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina): il gruppo turboalternatore da 140.000 kW costruito per la centrale di Civitavecchia
A p. 24 (quarta di copertina): la motonave "Gimmi Fassio" scende in mare al Cantiere di Sestri
- Varata a Sestri la "Gimmi Fassio", p. 2
- In funzione a Civitavecchia la centrale da 140.000 kW, p. 3
- Entrata "in parallelo", p. 4-5
- Echi nella stampa romana, p. 5-6
- L'unificazione nel campo navale, p. 6
- Impostata a Muggiano una motonave da 10.670 t.d.w., p. 6
- Il modello dell'apparato motore della "Leonardo", p. 7
- Panorama aziendale, p. 8-9
- Nave Leonardo da Vinci, p. 10
- Vita gloriosa dell' "Artiglio", p. 11
- Storia della nave, p. 12-13
- Quanto spendono gli italiani, p. 14
- Periscopio, p. 14
- Nave Leonardo da Vinci, p. 15
- Risultati del concorso fotografico, p. 16
- Cineselezione, p. 16
- Borse di studio "Ernesto Fassio", p. 16
- La festa della Befana, p. 17-18-19
- Dopolavoro, p. 20
- Pensioni di guerra, p. 21
- Televisore per i bimbi poliomielitici, p. 21
- I nostri concorsi, p. 21
- Risultati di concorsi precedenti, p. 21
- La Ruota del Tempo, p. 22
- Piccoli annunci, p. 22
- Commiati, p. 22
- "L'ansaldino" risponde, p. 23
- Posta in arrivo, pp. 23
- Memento, p. 23 - Data testuale
- 1959 gennaio - febbraio
- Consistenza
- pp. 24
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/97
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Rivista quindicinale a stampa
- contenuto
-
ansaldino
15 gennaio 1959 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO sped. in abb. postale - gruppo ll
RITO O RS ELLA
costruito per ls Period e: (PMR
L
È
È 1
Varata a Sestri
la “Gimmi Fassio”
] | 22 dicembre 1957 veniva va-
rato 0 Sestri la turbocisterna
Elios e: un anno dopo, il 21
dicembre sempre a Be-
stri é scesa in mare la motonave
« Gimmi Fassio» dan 106/70 ton-
mellate di portata lorda. Fra
l'una e l'altra data hanno preso
il mare, dagli undici at-
tivi dell'Ansaldo, cinque moto-
navi da carico {« La Pinlada «,
White Rivera, Fucinatore a,
o Giuanin Fassio e a Corona
Australe s) per un totale di
416,0 tonnellate di portata lor
do, una motocisterna (e Sicilmo-
tor s} da «41.080 tonnellate, qual-
tro turbocisterne {(« Polinice »,
n Felce a, a Ginewra Fassio »,
« Santa Isabella «)da 41,500 ton-
nellate, un'altra petroliera, con
apparato motore a vapore, da
14.500 tonnellate di portata lor-
da (la « British Light «), un ri-
morchiatore (è Cantarena «+), due
motonavi miste per carico è
passeggeri da 4.350 tonnellate di
SCOrso,
«cali
stazza lorda {« Hernina sn ©
« Brennero s) è il 7 dicem
lire scorso la e Leonardo da
Vinci + da 42000 tonnellate di
stazza lorda.
La « Gimmi Fassio fa parte
cdi una commessa di sette unità
gemelle che la « Villain £ Fassio
e Compagnia Internazionale di
Genova s Società nzionarie riu:
nite di navigazione ha ordinato
all'Ansaldo; tre di queste
« Angela «, « Carmela «+ ed «Elet-
tra già navigano da
parecchio; una, « Giuanin Fas-
sio e, € in allestimento ed altre
due sono da costruire ancora. A
suo tempo puntualizzammo giù
le caratteristiche teeniche cdl
comomiche, ced i vantaggi deri-
vanti dalla costruzione in serie
di queste modernissime motona-
vi. Qui ci limitiamo a sintetix-
aleuni dati teenici: la
Gimmi Fassio» è stata impo-
stata il 28 novembre del 1957 e
costruita sotto la sorveglianza
speciale dei principali istituti di
classificazione, pero ottenere la
più alta classe relativa a navi
adibite al trasporto «i carichi
alla rinfusa; la nave è inoltre
conforme alle recenti preserizio-
ni di sicurezza e di igiene eda
quelle relative al tramsito nei
canali di Suez è Panama.
ici
Fassio
«ue
Lo scafo di questa motonave è
n struttura trasversale, suddivi-
sb, per mezzo di otto paratie
slagne trasversali, in cinque
stive per il Gilico cdl Li ia tank,
ha un interponte di carico con
boecaportello di stazza a poppa,
la prua slanciata e la poppa del
Lipo ad inerociatore, il fumaio-
lo al centro, cassero centrale,
castello e tuga poppiera, timone
tipo « Gertz », Le colonne di cn
rico sono gunrnite di picchi di
portato oscillamte da ds na 145
tonnellate e di un quieco di far
zan da 30 tonnellate,
L'apparato motore avrà
stalle
La madrina, sig.na Patrizia Fassio, con l'armatore Ernesto Fassio
s centro nave, Esso sarà cosi:
tuito da un motore DMesel An-
saldo - Fiat (n due tempi, sem
plice effetto, a sette cilindri, ca-
pace di sviluppare una potenza
normale di 7.000 cavalli asse) è
din «ue cenldaie ausiliario tipo
Ansaldo - Clarkson,
è è è
AL xaro avvenuto, come i
© detto, il 21 dicembre scorso,
alle 10,30 di una giornata me-
tercologicamente tempestosa —
erano presenti numerose auto.
citi militari. oltre an
molti rappresentanti del mondo
civili è
economico cd industrinle della
4%
biaF%
ES ml m FA
Liguria. Ricordiamo, tra gli al-
tri, il dott. Cadoni della Prefet-
tura, il vice sindaco Bovo, i ge-
nerali Carnino è Ruffini, il prof,
Minoletti, presidente del Consi-
glio Superiore della Marina Mer-
cnntile, il comm. Vittorio Fassio
ed i maggiori dirigenti della no-
stra Società, Dopo la benedizio»
ne, impartita da Ss, E mons.
accondo Chiceca, Vins. Gianan-
alien Boero direttore del Coan-
tiere «di Sestri ha impartito
gli ultimi ordini immediata
mente precedenti il varo ed ha
quindi rivolto il fatidico invito
alla signovina Patrizia Fassio,
gentile madrina della nuova e
modernissima unità. AL ata
sliat», docile e insieme solenne
li a Gimmi Fossio a è corsa in-
contro alla sua nuova culla li-
quida,
Subito dopo il presidente del-
l'Ansaldo, avw. Federico De Rar-
lbieri, ha rivolto all'ing. Ernesto
Fassio il «saluto di tutto VAn-
saldo, profittando — sono pa-
role di questo nuovo ape
puntamento di lavoro, Gli ha ri-
l'armiatore, constatanedo
viva soldizfazione come le
inesamribili energie della pente
ligure continuino a volgersi ver-
4Me
pasto
com
>» ten te ® ”
Augurio |
Da on anno all'altro, è ormai mia tanto gradita consue-
tudine il rivolgere a tutti voi ansaldini un vivo ed affettuoso
augurio, approfittando di queste pagine, anch'esse entrate
nella nostra tradizione.
Se un motivo di conforto tutti noi possiamo trovare
nel guardare il cammino percorso insieme, esso è dato
dal fatto che ciascun anno ha segnato un progresso di la-
voro su quello precedente,
Spetta a noi, a tutti noi, far si che il nostro comune
cammino continui verso il meglio, per le maggiori fortune
di questa grande famiglia ansaldina, della quale tutti siamo
partecipi,
Rinnoviamo, perciò, l'impegno di operare per questo
fine, con armonia di intenti.
A voi, a tutti coloro che vi sono cari, buon anno!
FEDERICO DE RARBIERI
so il mai ingrato mare, malgra-
do le difficoltà dej tempi e delle
avverse contingenze, s Ma — ha
aggiunto — faremmo «della re-
torica o del colpevole conformi
smo, se dicessimo che tutto va
per il meglio, e che è sufficiente
abbandonarsi alla corrente per
approdare al porto di una com-
pleta, robusta politica marinara,
E con vivo rammarico che
devo invece ancora una volta
puntualizzare l'assoluta urgenza
di provvedimenti atti a provare,
in attesa di nuove leggi, che il
(verno sj rende conto degli er-
rori che stati
errori che il silenzio, la indiffe-
renza, € la dilazione, non var-
vebbero a correggere,
E" inutile compiacersi di un
varo, ed è vano pronunciare in
una o in altra sede discorsi di
generico clogio alla Intrapren-
denza dell'avrmamento, al valore
dei tecnici e delle maestranze,
alla perizia dei naviganti, se non
si riconosce apertamente che la
sola legge che fu fortunosamen-
te creata per difendere i cantieri
e incoraggiare le costruzioni —
la legge Tambroni — è stata, nel
secondo tempo della sua appli-
cazione, frustrata neî suoi ell'et-
ti pratici, modificando con Îne-
sono commessi;
scusabile arlitrio, la data di
decorrenza dei henefici.
Questi. criteri, che possono
sembrare di lieve momento per
chi non è direttamente impe-
gnato nell'industria marittima e
ne ignora i duri problemi, hanno
sravemente scosso la fiducia di
coloro che hanno avuto il me
AIA
rito o il torto — di puntare
sulle leggi dello Stato, E° dolo.
roso doverlo dire, di fronte alla
violazione e capricciosa modifi.
cazione di uma legge approvata
e ratificata dai due rami del
Parlamento e sulla cui interpre-
tazione non dovevano sorgere
dubbi, come non ne sorsero
quando fu realizzata, in base al-
la logica calla giustizia, la co-
struzione del primo e notevole
gruppo di nuovo tonnellaggio.
Non più tardi di venerdì mat-
tina, rispondendo agli auguri
delle rappresentanze parlamen-
tari, il Gapo dello Stato espri-
l'avviso che «non si deb-
bono frapporre ritardi alla ret-
la funzionalità dello Stato » ed
invitava ad è agire con rapidità
e serietà di decisioni e metodin,
Mi sin consentito rilevare co-
me l’espressione « retta funzio
nalità «= distingua © caratterizzi
quella « fides publica » che è il
fondamento sociale degli Stati
liberi e delle libere democrazie,
e senza la quale viene meno la
fiduein, patrimonio più geloso
della stessa riechezza,
Compia il Governo un atto di
sacrosanta, doverosa riparazio-
ne, rimettendo la Legge Tambro-
nî sul suo giusto binario, rassi-
curando quella parte dell'arma-
mento che è oggi costretta dalle
circostanze a considerare l'even-
tualità di um arresto del suo
slancio costruttivo,
Salut'amo intanto col nostro
augurio più fervido, alla vigilin
del giorno più snero alla Cri-
stinnità, questa nuova nave che
il Lavoro ha cercato, e la Fede
ha battezzato: porti essa, con
costante fortuna, sui liberj occa-
ni il segno della nostra gente, il
sigillo della nostra civiltà! »,
meva
L’oratore ha poi così concluso
il suo apprezzato ed applauditis-
simo discorso:
a E poiché mi sento avvinto a
coloro che creano le navi come
n coloro che le guidano, da un
vincolo affettivo che supera gli
interessi immediati, vi dirò che
mi ha particolarmente toccato la
lettera con la quale una madre
mi ha informato che attraverso
le Borse di studio da me fon-
date per le famiglie dei lavora.
tori ansaldini — contributo che
sj rinnova ad ogni varo — suo
figlio ha potuto conseguire la
laurea in medicina.
Mentre rinnovo a tutti, capi e
gregari, vicini ce lontani, il voto
di ogni bene e di ogni fortuna,
mi nuguro che possa Vavvenire
del nostro Paese identificarei
ogni giorno di più co] testina cdi
un mondo rassicurato e ricon-
ciliato nella " pace della giusti.
zia" che è la pace cristiana! n,
Emiddio Loscalzo
one a Civitavecchia
la centrale da 140.000 kw
e centrali idroelettriche
sono state per molti anni,
come è noto, la principale fon-
te, che sembrava inesauribile.
di energia per il nostro Paese.
Solo la situazione di fronte
alla quale ci trovammo alla fi-
ne dell'ultimo conflitto mon-
diale, illuminò di piena luce
le vere necessità nostre e i
problemi che si presentavano
urgenti, ormai, anche in qQque-
sto settore. Ai competenti, agli
studiosi e alle categorie im-
prenditrici interessate apparve
chiaro che le nuove fonti di
energia elettrica andavano ri-
cercate, per una percentuale
sempre crescente, nelle centra-
li termiche di grande potenza,
ma per la costruzione di que-
ste l'industria meccanica na-
zionale praticamente non pote-
va innestarsi su una adeguata
esperienza passata, nè poteva
far leva su una ragionevole e
graduale evoluzione delle mo-
deste centrali fino ad allora
costruite e ai consumi bassi
raggiunti dai costruttori stra-
nieri attraverso una tecnica as-
sai difficile e perfezionata.
Non rimaneva che conside-
rare obiettivamente la realtà,
riconoscendo che i costruttori
italiani dovevano colmare una
distanza piuttosto notevole,
Le difficoltà finanziarie di
quegli anni, aggiunte alle im-
possibilità tecniche, imposero
le soluzioni che si conoscono,
cioè l'immediato intervento
delle costruzioni americane in
base al piano ERP e poi an-
che tedesche, che piazzarono
in Italia, nel giro di pochissi-
mi anni, quasi di balzo, ben
nove centrali termoelettriche
per una potenza complessiva
di oltre 700.000 kW.
Fu in que] periodo, fu sotto
il pungolo di quegli eventi che
sf rese urgente compiere uno
sforzo notevole di pazienza è
di volontà incominciando dac-
capo, recitando quasi il ruolo
di apprendisti, senza perdersi
d'animo. Si riprese a nuovo la
preparazione di uomini e di
mezzi che richiese sforzi tec-
nici ed investimenti di capitali
non comuni. Si trattava di far
fronte alle occorrenze di una
tecnica che anche in campi
collaterali, come ouello im-
portantissimo della siderurgia,
aveva raggiunto altrove risul-
tati notevoli pur essendo tut-
tavia quella italiana in una
fase di sicuro progresso. Tutto
ciò in un momento di agitazio-
ne e di turbamenti che certo
non potevano assecondare una
così difficile impresa.
L'insistenza e lo sforzo du-
rarono anni prima che qual-
che frutto si potesse racco-
gliere.
Occorre dare atto che, ciò
nonostante, la fiducia di una
parte degli imprenditori elet-
trici ci soccorse, col risultato
che fu possibile dimostrare che
il settore termomeccanico ita-
liano "poteva considerarsi in
condizioni di potersi presto al-
lineare con le migliori case
costruttrici straniere.
Tutto questo veniva prepa-
rato per far fronte al ben noto
incremento previsto e consta-
tato nel consumo di energia
elettrica in tutto il mondo, in-
eremento che si aggira intor-
no al sette ner cento annuo
e che in base a calcoli molto
approssimati porta al raddop-
pio dei consumi in dieci anni.
In base a tali previsioni il
nostro vaese, che ha una po-
tenza totale installata di 11
milioni e mezzo di KW. — di
cui il 75 per cento si può con-
siderare installato in impianti
idrici e il 25 per cento in im-
pianti termici — nel giro di
dieci anni deve raddoppiare
detta potenza.
Come è noto le percentuali
di incidenza degli impianti
idrici e di quelli termici si
sono alternate nei decenni
scorsi. Difatti nei primi tempi
dell'industria elettrica italiana
predominarono le centrali ter-
miche, ma col passare del tem-
po e col perfezionamento dei
sistemi di trasporto a distan-
za dell'energia prodotta dalle
centrali idroelettriche si in-
vertirono i rapporti. Dono la
prima guerra mondiale si os-
serva già che l'incidenza degli
impianti idrici aumenta note-
volmente e quella della poten-
za termoelettrica installata è
appena un tuarto della po-
tenza complessiva delle cen-
trali in esercizio allora. Le in-
cidenze degli impianti termici
diminuiscono ancora ver molti
anni sutccessivi fino a ridursi al
15 per cento, Solo tiuando en-
trano in esercizio gli impianti
termici installati in periodi re-
lativamente recenti e dopo il
1945 si verifica una ripresa
dell'energia termica la quale
oggi incide, come si è detto,
con circa il 25 per cento della
potenza totale.
Se, sembre per cuanto ri-
guarda la potenza, si pone in
confronto la situazione del
1953 con quella del 1938 —
che è l’anno di riferimento dei
dati statistici — e si prende
come base 100 per detto anno,
in Italia abbiamo che nel 1953
la potenza idroelettrica sale a
181 mentre quella termoelet-
trica sale a 245,
Riducendosi sempre più la
convenienza di impianti idrici
a causa del loro sempre più
alto costo, per il fatto che le
migliori fonti di tale energia
sono già state utilizzate, si può
ritenere che l'incidenza dello
sviluppo degli impianti ter-
mici sarà sempre maggiore.
Le centrali termiche in cor-
so di costruzione, il loro nu-
mero, le loro potenze, dimo-
strano chiaramente quest'as-
serto, anche se, in complesso,
non hanno raggiunto il ritmo
desiderato e necessario per far
fronte alle imperative esigen-
ze dei consumi, perchè le que-
stioni finanziarie, nel nostro
Dasse, sono state e sono uno
scoglio difficile da superare.
Fra le aziende imprenditrici
che, con larga visione del fu-
turo, riconobbero tempestiva-
mente la necessità di spingere
la costruzione di centrali ter-
moelettriche con gruppi di
grandi potenze, decidendo di
affidarne la costruzione all’in-
dustria nazionale fu anche la
« Società Termoelettrica Tir-
rena » di Roma, che verso la
metà del 1955 commise al-
l'Ansaldo l'ampliamento della
centrale di Civitavecchia che
recentemente è entrata in fun-
zione,
Fu un saggio atto di auten-
tico patriottismo quello com-
piuto dalla « S.T.T.» che oggi,
a distanza di tre anni, le deve
essere riconosciuto perchè si
trattava di affidare, per la pri-
ma volta all'industria italiana.
la più potente e moderna cen-
trale del nostro Paese.
se fosse proficuo volgere la
mente al passato e scorrere le
fasi attraverso le quali la co-
struzione si è svolta avremmo
da elencare difficoltà e con-
trattempi, che dimostrerebbero
sì quanto sia dura l'erta via
che conduce alle realizzazioni
in questo campo, ma dimostre-
rebbero altresi che elasticità,
vitalità e coraggio sono state
alla base della nostra Azienda
in particolare e del nostro
gruppo di industrie in gene-
rale, gruppo che si estende dal
settore meccanico a quello si-
derurgico, a quello elettrotece-
nico. In una nuova intesa che
ha messo in luce un vivo spi-
rito di collaborazione fra i di-
versi gruppi di industrie inte-
ressalte, sono stati affrontati e
risolti felicemente numerosi
problemi nuovi che solo pochi
anni fa sarebbero stati giudi-
cati insuperabili.
Pensiamo che bastino le ca-
ratteristiche tecniche della
centrale di Civitavecchia, che
sono fra le più spinte finora
adottate non solo in Italia, a
dare un'idea di ciò che è co-
stata di tenacia e di ansia una
realizzazione siffatta.
Il generatore di wrapore è
composto di ‘una caldaia « An-
saldo B.& W.» a circolazione
naturale di tipo ad irradiazio-
ne avente:
— produzione di vapore a ca-
rico max, cont, 450 T/h;
pressione di timbro 153 ata:
pressione di esercizio 1443
ata;
pressione del vapore all’u-
scita del surriscald. 135 ata:
— temperatura del vapore
surriscaldato 548° C;
— temperatura del vapore
risurriscaldato 538° C,
Il vapore, nella quantità 400
T/h, dopo la prima fase di la-
voro in turbina, torna in cal-
dalia per essere nuovamente
riscaldato a 538° C dalla tem-
peratura di 365° C alla quale
era disceso.
La caldaia funziona a nafta,
o a carbone polverizzato.
Il suo corpo a pressione ha
un ingombro di m. 16 in lar-
ghezza, di m. 20 in lunghezza
e d) m, 38 in altezza.
Il collettore di raccolta del
vapore, che è sistemato in te-
sta alla caldaia all'altezza di
m. 33,5 ha un diametro di me-
tri 1,870, una lunghezza di me-
tri 15 e pesa 85 tonn.
Il gruppo turboalternatore è
composto di una turbina di ti-
po a condensazione e a SUrri-
scaldamento intermedio che
funziona secondo le condizioni
seguenti:
— potenza al carico max. cont.
140.000 kW:
potenza al carico economico
125.000 kW;
regime di
3.000 giri/1';
pressione del vapore all'am-
missione 127 ata;
— temperatura del vapore al-
l'ammissione 538° C;
temperatura del vapore ri-
surriscaldato 538° C.
La turbina è del tipo tan-
dem - compound con doppio
flusso sulla bassa pressiune ed
ha la cassa di AF in acciaio
fuso al cromo-molibdeno-va-
nadio, mentre la cassa di BF
è in lamiera di acciaio com-
posta, i due rotori di alta e
bassa pressione in acciaio fu-
cinato, anch'esso al Cro-Mo-
Va, le palettature fissa e mobi-
le in acciaio inossidabile spe-
ciale adatto ner resistere alle
alte temperature.
La turbina è accoppiata di-
rettamente all’alternatore me-
diante giunto rigido.
L'alternatore, costruito dalla
consorella Ansaldo S. Giorgio,
è del tipo a raffreddamento
con idrogeno. Ha la potenza
funzionamento
4
massima di 170,000 kVA - ve-
locità 3,000 giri/l' - tensione
15.000 Volt - frequenza 50 pe-
riodi - cosfì 0,8.
Il gruppo turboalternatore
completo ha una lunghezza to-
tale di m. 26 e pesa circa 500
tonn.
Il condensatore a superficie
è in lamiera saldata, i tubi so-
no in cubral mandrinati, le
casse d’acqua in ghisa, le pia-
stre tubiere in metallo muntz.
in esso circolano 16.600 T/h
di acqua di mare di raffredda-
menta,
Le dimensioni d'ingombro
del condensatore sono m, 7,4 x
8,14 x 13,7 e vuoto pesa all'in-
circa 245 tonn.
I ciclo termico fornito è
composto: dell'impianto di de-
gasaggio, dell'impianto inie-
zione chimica, dell'impianto
preriscaldamento dell'acqua di
alimento, delle pompe d'ali-
mento, delle tubazioni e val-
vole, delle apparecchiature
accessorie, ecc.
Ù n» *
Questa sezione da 140.000
kW. della centrale dij Civita-
vecchia, è stata installata a
fianco dell'altra sezione da
70.000 kW, che funziona già da
parecchi anni e che fu costrui-
ta nell'immediato dopoguerra
dalla « Genera] Electric »,
La sua installazione in un
edificio esistente, ha imposto
problemi non sempre facili e
quindi soluzioni che hanno ri-
chiesto eccezionali studi di
progettazione e di sistema-
zione. L'affiatamento creatosi
fra i tecnici della Direzione
della cliente - Società Termo-
|
si
elettrica Tirrena », il cui con-
tributo di esperienza è stato
notevole, quelli della consu-
lente « Gilbert» e quelli del-
l'Ansaldo ha consentito di rag-
giungere risultati brillanti.
La mole del lavoro fatto,
l'alta qualità dei macchinari
prodotti, le soluzioni adottate,
la ciclopica imponenza del-
l'impianto, richiamano la men-
te degli esperti, che ben san-
no che cosa costano di capi-
tali e di tormenti simili co-
struzioni, a meditare sullo
sforzo che è stato necessario
nella profonda trasformazione
delle officine della nostra
Azienda, nella organizzazione
della produzione e nel perfe-
zionamento dei tecnici per
conseguire i risultati ottenuti.
Vi sono ancora, purtroppo,
degli imprenditori elettrici ita-
liani che non tenendo conto
del grado di efficienza ormai
raggiunto dall'industria nazio-
nale in questo settore, conti-
nuano ad importare dall’este-
ro questo genere di macchina-
rio, trascurando l'industria del
nostro paese che ha nffrontato
investimenti notevolissimi pro-
prio per assicurarsi, in un pri-
mo tempo, il mercato interno,
potendo anche contribuire co-
sì, per ingenti somme, ad un
migliore andamento della bi-
lancia commerciale,
Ma da ora in voi, anche gli
eterni ammiratori di tutto
quanto si fa e si produce oltre
Alpi e oltre Oceano, saranno
certamente più obiettivi di
fronte alle lusinghiere realiz-
zazioni nostre.
Luigi Palumbo
> era un'atmosfera diversa
dal normale in quel tar-
do pomeriggio di novembre
nel cantiere di montaggio del-
la nuova sezione da 140 MW
della « Società Termoelettrica
Tirrena» a Civitavecchia,
Un'atmosfera che era anda-
ta gradualmente trasforman-
dosi nel giro di poche setti-
mane, L'eterogeneità delle co-
se, l'irregolare muoversi degli
uomini, i lompi delle salda-
trici, i rumori assordanti e
stridenti, tutto ciò insomma
che da l'apparenza caratteristi-
ca nd un cantiere di montag-
gio, si era lentamente e come
per incanto, trasformato in un
complesso organico, ordinato,
armoniosamente composto nel-
le sue linee sobrie e pur an-
che estetiche.
La più grande unità termo-
elettrica finora costruita quasi
per intero dall'industria ita-
liana ed in gran parte dalla
nostra Società, aveva assunto
la sua definitiva fisionomia.
Ed anche l’espressione degli
uomini, che per circa quindici
mesi avevano dato la loro co-
stante attività per mettere in-
sieme tonnellate e fonnellate
di materiali, aveva cambiato
aspetto, I wisi erano tornati
sorridenti, lieti di avere supe-
rato, talvolta anche faticosa-
mente, le difficoltà inevitabili
e di avere così portato a ter-
mine il compito assegnato.
In quel periodo di prepara-
Entrata in
zione erano stati infatti col-
latedati ad uno ad uno i mac-
chinari ausiliari e così le pom.
pe di circolazione dell'acqua
di mare, quelle di estrazione
dal condensatore, quelle di ali-
mento della caldaia e tutte le
altre pompe di mole minore,
comprese quelle di lubrifica-
zione della turbina, furono
messe in servizio e regolar-
mente provate. Anche i grandi
ventilatori dell'aria combu-
rente ed i giganteschi estrat-
tori dei fumi dalla caldaia fu-
rono fatti preventivamente
funzionare,
Ed infine, seguendo le norme
degli Enti collaudatori, tutti
gli apparecchi soggetti a pres-
sione e cioé la caldaia, il de-
gasatore, i riscaldatori dell'ac-
qua di alimento, il condensa-
tore della turbina e le princi-
pali tubazioni del vapore e
dell'acqua furono sottoposti
alla prova idraulica ad una
pressione ancora maggiore di
quella che detti apparecchi
raggiungeranno in esercizio
normale,
Fatte queste prove venne la
fase dei lavaggi, operazioni
queste che per la caldaia e le
tubazioni del vapore principa-
le, assunsero una particolare
importanza. Le tubazioni furo-
no infatti « soffiate » una alla
volta con vapore alla pressio-
ne di 40 atmosfere, prodotto
dalla caldaia, scaricandolo di-
rettamente nell'atmosfera. II
L L'ILI % Li % h
VA AA i La
bi \\ ì \Òù ha N
4} \ \Ò RSI
\Ò
Ì
VA
A A : TL LI N
LAI % n Eu
RAMA x RA
parallelo”
getto di vapore era talmente
violento da ostacolare il traf-
fico sulla via Aurelia, che pas-
si a quasi cento metri dalla
centrale, Il «lavaggio » della
caldaia invece è stato un'ope-
razione molto delicata, aven-
dola sottoposta ad un vero e
proprio decappaggio acido.
Venne quindi la volta della
turbina, già provata nelle no-
stre officine. Dopo le prove
«da ferma», la turbina ven-
ne avviata e portata in auto-
regolazione alla normale ve-
locità di funzionamento ed al-
la sopravelocità di scatto con-
trollando tutti i dispositivi di
regolazione e di sicurezza.
Contemporaneamente, tutti i
macchinari e le apparecchia-
ture dai più importanti e gran-
diosi ni più minuti, venivano
collegati ai quadri di controllo
e manovra, da dove una sola
persona li può «vedere» e
controllare nell'intimo delle
loro strutture e nella loro
funzionalità.
Dal quadro di controllo si
possono infatti mettere in
marcia o fermare tutti i mac-
chinari; aprire o chiudere ser-
rande di regolazione; misurare
tutte le temperature e le pres-
sioni dei vapori, delle acque,
dei gas della combustione e
dell’oria comburente; e con-
trollare inoltre i livelli nei di-
versi recipienti.
Altre registrazioni molto im-
portanti sono quelle relative
alle temperature dei metalli
della caldaia, della turbina e
dell'alternatore; ed infine i
quattro sirumenti supervisori
della turbina misurano le wi-
brazioni sui cinque cuscinetti,
l'eccentricità del rotore, e le
dilatazioni differenziali fra
cassa e rotore.
L'impianto di allarme acu-
stico e luminoso completa i
quadri di controllo segnalando
quelle anormalità che possono
compromettere l'integrità dei
macchinari o addirittwtra il ser-
vizio della centrale,
Anche tutti questi strumenti
ed apparecchiature, il cui col-
legamento ha richiesto alcuni
chilometri di cavi e tubetti,
erano stati tarati e provati
« in bianco s,
Si era dunque giunti a quel
pomeriggio del 19 novembre,
e tutto ciò era già storia pas-
sata e nell'aria c'era atmosfera
di vigilia e nei cuori il vivo
desiderio di arrivare alla con-
clusione della grande fatica.
Essendo tutto pronto, tutto
provato, tutto a posto, biso-
gnava concludere, occorreva
quindi « entrare in parallelo ».
Ed il tanto e da tutti atteso
momento giunse quando il di-
rettore della «S.T.T.» ing.
Zamorani, inserì con decisa
manorra il nuovo grande com-
plesso nella rete elettrica na-
zionale,
Fu un attimo di commozione
generale e spontaneamente i
presenti nella sala quadri pro-
ruppero in una calda ovazione
all'indirizzo dell'ingegner Za-
morani,
Occorre ricordare che il
compito dei ‘progettisti era
particolarmente difficile. Si
trattava di installare un com-
plesso da 140 MW in un fab-
bricato costruito per contenere
un'unità da 60 MW. Questa
realizzazione ha senza dubbio
richiesto una rara maestria.
Questa nuova unità, che per
qualche tempo ancora sara la
più grande installata in Italia
e fra le più grandi in Europa,
è una chiara dimostrazione di
quanto sia necessaria e costrut-
tiva la collaborazione fra le
industrie e soprattutto fra i
tecnici,
Vi è un caso significativo che
può essere portato a conferma
ed esempio di ciò: le elettro-
pompe di alimento sono com-
poste da un motore elettrico
di costruzione e progetto ita-
liani, un giunto idraulico te-
desco, un moltiplicatore di ve-
locità francese e una pompa
di progetto americano.
Vi sono poi delle apparec-
chiature costruite negli USA,
in Gran Bretagna, e per quan-
to riguarda i macchinari di
costruzione italiana possiamo
dire che tutte le ditte più im-
portanti sono rappresentate in
questa fornitura.
Dai risultati raggiunti appa-
re evidente che si può guarda-
re al futuro con serena tran-
quillità. Non rimane che au-
qurarci di essere sempre più
frequentemente chiamati ad
assolvere altre costruzioni di
centrali termo-elettriche,
Anche se le caratteristiche
tecniche delle future centrali
saranno più severe, dobbiamo
avere la certezza che le sapre-
mo brillantemente superare,
Mario Capellaro
ECHI
€6
tra
NELLA STAMPA ROMANA
na centrale
le più potenti
d’ Europa”
Per meglio chiarire ai nostri
lettori l'eccezionale importan-
za dell'opera compiuta, credia-
mo interessante riportare una
parte dell'articolo che «Il
Tempo » di Roma ha dedicato
alla nuova centrale, sotto il
titolo: « Una tra le pitt moder-
ne centrali d'Europa ».
La più potente sezione gene-
ratrice termoelettrica d'Italia
ed una delle più importanti di
Europa ha concluso felice-
mente a Civitavecchia le pro-
ve di collaudo e nei prossimi
giorni entrerà in funzione per
il normale ciclo produttivo.
Guesto eccezionale avvenimen-
to, concretizzatosi in un pe-
riodo particolarmente delicato
per la vita economica della
città, non può non aver susci-
tato sentimenti di viva soddi-
sfazione nell'intera cittadinan-
za e particolarmente in coloro
che, guardando con fiducia al-
l'avvenire di Civitavecchia,
spendono le loro migliori
energie per la realizzazione di
complessi industriali, la cui
mole rappresenta una garan-
zia sicura e nel campo econo-
mico e in quello sociale,
Alla Società Termoelettrica
Tirrena — di cui è direttore
Sopra il titolo: la camera di combustione della caldaia. Sotto:
generale l'ing. Gherardo Za-
morani spetta anche il
grande merito di aver creduto
in queste vitali possibilità di
Civitavecchia e dj averle valo-
rizzate attraverso la costruzio-
ne della centrale termoelettri-
ca, il mastodontico impianto
posto a nord della città, fra
l’Aurelia e il mare, a poche
centinaia di metri dall'abitato;
un complesso mastodontico,
ma pure snello ed elegante,
nelle sue indovinate linee ar-
chitettoniche.
Non ci sembra, questa, la
sede più adatta per rifare la
cronistoria del nostro comples-
so industriale; come e perchè
esso è sorto, il suo funziona-
mento affidato finora alla pri-
ma sezione generatrice da
60.000 KW., sono cose che han-
no fornito in più d'una csca-
sione — malgrado il grande
riserbo mantenuto sempre in
proposito dai dirigenti della
Società — spunti per la nostra
cronaca, Noi vogliamo, invece,
accennare oggi alla grande
realizzazione che, in questo
importante settore industria-
le, rappresenta la costruzione
della seconda sezione genera-
trice; realizzazione tanto più
« grande » in quanto le straor-
il turboalternatore in prova
La turbina a vapore del gruppo da 140.000 kW in montaggio
dinarie capacità dei tecnici di
numerose imprese e società co-
struttrici prima fra tutte
l'Ansaldo — sono riuscite ad
allestire un impianto della po-
tenza di 140.000 kW., in un
complesso murario costruito
per ospitare una sezione iden-
tica alla prima, cioè da 60.000
kW. E' un fatto, questo, che
rappresenta un ambito » pri-
mato mondiale » nella propor-
zione fra volume e kW.; un
primato che, attraverso la So-
cietà Ansaldo, i suoi tecnici,
le sue maestranze, altamente
onora le capacità costruttrici
e di lavoro italiani,
Ci è anche doveroso segna-
lare che, a fianco delle grandi
case Industriali cui sj deve la
costruzione della seconda se-
zione generatrice (fra le quali,
oltre alla Società Ansaldo,
ci piace nominare | Ansal-
do - San Giorgio, la Edi-
son, la Siemens, la Tosi, la
Magrini, la Rosso - Demetrio,
la Capamianto, la Poretti, la
Max Mayer) hanno con grande
merito collaborato numerose
ditte locali, le cul maestranze
si sono fatte apprezzare per la
capacità, buona volontà e so-
pratutto per la disciplina sem»
pre dimostrata.
Ma è anche da sottolineare
che la fattiva collaborazione
fra le ditte locali e i grandi
complessi industriali su men-
zionati, fra la mano d'opera ci-
6
vitavecchiese e quella alta-
mente specializzata dei com-
plessi stessi, ha determinato
ber i nostri operai un insieme
di cosnizioni tecniche ed or-
ganizzative, di cui non si sa-
rebbe notuto avere altrimenti
conoscenza diretta; da Qui il
raggiungimento di risultati ve-
ramente lusinghieri, ma già in-
travisti durante i corsi di spe-
cializzazione organizzati, men-
tre erano in atto i lavori per
la costruzione della nuova se-
zione generatrice, Attualmente
è in fase di primo addestra-
mento l’istituzione di ‘una
squadra di specialisti ij quali
debbono conoscere veramente
a fondo le caratteristiche di
impianti del genere, che van-
no facendosi sempre viù nume-
rosi; senza contare che già si
parla della costruzione presso
la Centrale di Civitavecchia di
una terza sezione generntrice.
Inutile dire che è nei voti di
tutti (non si dimentichi che
nella scala dei più gravi pro-
blemi che angustiano la nostra
città, quello della disoccupa-
zione non occupa certo l’ulti-
mo gradino), che tale inizia-
tiva possa presto concretizzar-
si, per il benessere e la tran-
quillità di tante famiglie.
ùÙ #
La più importante prova di
collaudo dell'impianto ha avu-
to luogo quando lo stesso
ing. Zamorani, tra la generale
commozione, ha manovrato gli
speciali e delicatissimi conge-
gni per l'inserimento in « pa-
rallelo » della sezione genera-
trice, Un momento solenne che
ha sanzionato nella maniera
più soddisfacente mesi e mesi
di duro lavoro, di ansie, di
preoccupazioni per il supera-
mento di tante, inevitabili dif-
ficoltà, L'ing. Zamorani, da-
vanti a quell'insieme dj qua-
dri, lancette e manopole, sem-
brava l'intrepido comandante
di una nave, nel momento più
scabroso di una difficile navi-
gazione, E bisogna ammettere
che, entrando nel fabbricato
dei nuovi impianti, la prima
impressione che riporta il me-
no « iniziato », è proprio quel-
la di trovarsi su una grande
nave; meglio, in un sottoma-
rino, fatte le debite propor-
zioni, si intende. Immaginate
infatti che la sola caldaia, ca-
pace di produrre 450 T;h, di
vapore a 127 kg.//cm2 di pres-
sione, ha una camera di com-
bustione di 12,30x440x 30
metri di altezza. Le prestazioni
di questa caldaia sono ottime:
un vero vanto dell'Ansaldo di
Genova e merito del suo ufficio
caldaie, diretto da quel teceni-
co impareggiabile ch'è l'ing.
Ferrari-Leuzzi,
L’ unificazione
nel campo navale
Ha avuto luogo a Genova
presso la Faccità di ingegne-
ria, la Z.a riunione del S. Co-
mitato n. 1 dell'ISO/TC 8 per
!' unificazione ‘internazionale
delle colorazioni distintive per
tubazioni e dei simboli con-
venzionali per gli accessori di
tubazioni a bordo di navi,
A. tale riunione hanno parte-
cipato i delegati della Fran-
cia, Germania, Italia, Paesi
Bassi ed URSS, nonchè un
esperto dell'Istituto belga di
normalizzazione in rappresen»
tanza dell'ISO/TOC 5 » Colora-
zioni distintive delle tubazio-
ni cer Impianti terrestri », La
delegazione italiana, composta
dai ranpresentanti dej Cantie-
ri Ansaldo, CR.DA e CN.K,,
C.d.T. e dai delegati del Mini-
stero Difesa Marina, del RI.
Na. e dell’Associazione Arma-
tori Liberi, era diretta dall'ing.
L, Brandolin.
Dopo ampia discussione del-
le varie questioni tecniche è
stato raggiunto l'accordo sul
progetto di unificazione delle
colorazioni distintive delle tu-
bazioni, con la scelta dei se-
guenti 6 colori base: verde per
l'acqua marina; dzrzurro per
l'acqua dolce; bianco ner il va-
pore; bruno ner sli olii com-
bustibili: giallo ver gli olii
lubrificanti; nero per tutti gli
altri fluidi licuidi o gassosi.
E' stato convenuto di riser-
vare l’impiero del rosso segna-
le per contraddistinguere, in
aggiunta al colore base, i ftui-
di per estinzione incendi e del-
l'arancione per indicare la pe-
ricolosità.
Sono stati inoltre fissati i
eriteri per l'applicazione delle
colorazioni sulle tubazioni, la-
sciando facoltà, per quelle di
base, di pitturare per esteso
tutta la tubazione, oppure ap-
plicare delle bande colorate;
per contraddistinguere la di-
versa natura dei fluidi di una
stessa categoria è stato previ-
sto di riportare o la denomi-
nazione del fluido o il simbolo
chimico oppure un simbolo
convenzionale letterale o ci-
frato.
Per cuanto concerne l'unifi-
cazione dei simboli convenzio-
nali per gli accessori di tuba-
zioni, dopo esame dei diffe-
renti simboli mrevisti dalle
esistenti norma dei vari paesi,
si è proceduto alla scelta dei
segni convenzionali per rap-
presentare j tubl, le flange, i
passaggi di varatia e gli orga-
ni di intercettazione (valvole,
saracinesche, rubinetti, ece.).
I risultati raggiunti nella
2.a riunione del SC1/ISO/TC8&
segnano un ulteriore nasso sul-
la via di una comune intesa
tecnica tra vari paesi del
mondo: l'unificazione delle co-
lorazioni distintive dei fluidi
nelle tubazioni, oltre a stabi-
lire un unico sistema di iden-
tificazione risnetto alla molte-
plicità di quelli attualmente in
uso, riveste una particolare
importanza sotto l'aspetto fun-
zionale e della sicurezza dei
servizi a bordo di navi; l'uni-
ficarione dei simboli delle tu-
bazioni e dei relativi accessori
mira invece a stabilire un uni-
co linguaggio convenzionale,
inteso a semplificare la com-
nilazione e interpretazione
degli schemi dei vari servizi
delle tubolature di bordo, per
renderli di niù facile ed im-
mediata comprensibilità.
(TI EER PITTI
Impostata a Muggiano
una motonave da 10.670 L.d.w.
La costruzione 1546 per con-
to della « Villain & Fassio ©
Compagnia Internazionale » di
Genova, è stata impostata al
Muggiano il 15 dicembre,
Alla posa dei primi due ele-
menti di chiglia, del peso com-
plessivo di circa 40 tonnellate,
hanno assistito, in rappresen-
tanza della Compagnia arma-
trice, il comandante Giuseppe
Selvatici, l'ing. Martinoli, il
sig. Ippolito e l'agente marit-
per il
timo comm. Lardon;
Cantiere di Muggiano il diret-
tore ing, Palenzona, il vice di-
rettore ing. Grillo e i dirigen-
ti ing. Marras e dott. Migone.
Non appena i due blocchi di
chiglia sono stati deposti dalle
gru sullo scalo, il cappellano
di fabbrica, don Aurelio Oli-
vieri, ha impartito la benedi-
zione ai primi elementi di
quella che sarà una motonave
per trasporto di carichi secchi
da 10.670 tonnellate di por-
lata lorda.
}
Il modello.
dell’ apparato
motore della _
“Leonardo”
N el capannone della gran-
de Meccanica del Cantiere
di Sestri è in fase di costru-
zione il modello in scala 1:10
dell'apparato motore della
Tin, « Leonardo da Vinci », la
futura «ammiraglia » della
nostra flotta mercantile.
L'apparato motore è sistema-
to in quattro locali situati nel-
la zona centrale della nave e
precisamente, cuello della mo-
trice destra nel locale prodie-
ro, quello della motrice di sì-
nistra nel locale poppiero,
quello delle caldaie ausiliarie
ed evaporatori compreso fra i
due locali delle motrici prin-
cipali ed infine il locale della
centrale Diesel - elettrica per
il disimpegno del servizio di
porto.
Dei primi tre locali si è
ritenuto consigliabile eseguire
il modello in considerazione
del limitato spazio a disposi-
zione. del grande numero di
macchinari che vi vengono in-
stallati e delle particolari esi-
senze di ciascun macchinario.
« Modello » è una parola ma-
gica che richiama alla mente
una sinfonia di colori, un'or-
gia di profumi di cellulosa e
tanta grazia di linee, Ma ciò è
vero solo in parte per il mo-
dello dell'apparato motore del-
la « Leonardo da Vinci». Non
si tratta infatti di un « pezzo »
destinato alla gioia degli occhi
di profani in visita ad ‘una
esposizione, ma della materiale
messa a punto di progetti ela-
borati negli Uffici Studi e tra-
dotti al vero da modellisti, tu-
bisti e specialisti varii, che la-
vorano sotto la guida di tecni-
ci della Sezione apparati mo-
tori.
La meta che si vuole rag-
giungere è la migliore dispo-
sizione dei varii macchinari in
relazione al servizio che disim-
pegnano ed al loro ingombro,
il più razionale sviluppo delle
tubolature, delle condotte di
aria per il tiraggio forzato e
per la ventilazione, delle con-
dotte dei fumi e di tutto ciò
che è parte integrante dell'ap-
parato motore, per ottenere un
insieme tecnicamente armonio-
so e rispondente ai canoni del-
la migliore funzionalità,
Il concetto base che guida
nella realizzazione di questo
modello, si scosta notevolmen-
te dal concetto sino ad oggi
seguito nella costruzione dei
modelli precedenti che ave-
vano come scopo essenziale e
direi eselusivo, lo studio delle
tubolature per permetterne la
costruzione a tempi anticipati.
Con la costruzione del mo-
dello della « Leonardo da Vin-
ci» si vuole operare più in
profondità e risolvere nel cam-
po tecnico i problemi che si
presentano a ritmo serrato.
E' importante dare il giusto.
valore nel senso più esteso
della parola alla differenza che
intercorre fra modificare sul
modello e modificare a bordo.
Nel primo caso le modifiche
sono la giustificazione della
costruzione del modello e quin-
di vengono accettate come con-
seguenze logiche; nel secondo
caso e precisamente in fase di
montaggio, le modifiche sono
sgradite sorprese che provoca-
no, quasi sempre, soluzioni di
emergenza e certamente pro-
curano enorme perdita di
tempo.
A grandi linee illustriamo il
« nuovo » procedimento che al-
la luce dei fatti già si mostra
vantaggioso.
Gli Uffici Studi del confra-
tello Meccanico e del Cantiere
passano ai tecnici della Sezio-
ne montaggio apparati motori,
gli elementi di studio e di pro-
getto, Questi tecnici esaminano
al vaglio del ragionamento co-
struttivo in collaborazione con
gli esponenti degli Uffici Studi
citati e dell'Ufficio tecnico del.
la Società «Italia» gli ele-
menti avuti,
Da questa fattiva collabora-
zione prende forma sempre
più precisa e si completa il
progetto iniziale.
Nelle fasi successive di co-
struzione del modello, vengono
apportate le varianti concor-
date emerse dal contatto e
qualche volta dal contrasto,
fra il concetto di progetto e
quello di realizzazione.
E' evidente l'importanza di
questo lavoro prevaratorio,
eseguito alla luce di una com-
prensione forse mai raggiunta
fino ad oggi fra i vari settori.
Ciò permette di ottenere l’'op-
timum, che, traciotto in disegni
definitivi, darà a suo tempo il
« via » al lavoro di officina.
Infatti è a questo punto che
intervengono i disegnatori per
rilevare i disegni dei partico-
lari dei singoli elementi come
basamenti, tubolature, condot-
te di ventilazione e di aria
comburente, di fumi, grigliati,
scale e pagliolati ecc. che ver-
ranno poi avviati alle singole
officine del Cantiere di Sestri
per la costruzione ed infine al
montaggio a bordo.
E' da mettere in giusta evi-
denza che la perfetta collabo-
razione tra uffici studi e co-
struttori del modello è una
confortante dimostrazione del-
l'impegno che va oltre il do-
vere che è passione, gioia, di-
rei quasi poesia.
Questi ingegneri, tecnici ed
operai non sono mai piena-
mente soddisfatti del lavoro
eseguito, Sono prigionieri del
dubbio che si possa fare me-
glio e di più. Non pensano di
essere i soli depositari dei se-
greti degli apparati motori e
sono sempre pronti a fare te-
soro dei consigli e degli aiuti
che ad essi potrebbero arri-
vare sotto qualsiasi forma e
provenienza. Desiderano so-
pratutto che il cuore della
maestosa «ammiraglia» sia
perfetto, perchè ancora una
volta la vecchia Ansaldo si
presenti sulla scena del mon-
do marittimo destando con-
senso ed ammirazione.
Costantino Caorsi
Due vedute del modello, costruito in scala 1:10, Si noti con quanta cura sono stati ripro-
dotti tutti i particolari, al fine di raggiungere la migliore disposizione dei varii impianti è
macchinari, delle tubolature, e per ottenere un insieme che si presenti armonioso e funzionale
3]
MECCANICO
Prove di due turboalternatori e di una turbina
® # * "i a “a & 4%
destinati alla nave cisterna “Ginevra Fassio
Si sono svolte, recentemente,
nella sala prove turbine dello
Stabilimento Meccanico,
prove al banco dei due gruppi
le w.
turboalternatori ausiliari del-
la turbocisterna da 31.500 t.d.
« Ginevra Fassio», varata
al nostro Cantiere dj Sestri il
I turboalternatori da 550 kW sul banco di prova
TOTALI, Un IaREHitE Terr Dc RANE
CASSETTA DELLE IDEE
Le proposte del mese di dicembre
Durante il mese di dicembre sono state esaminate
dai comitati della « Cassetta delle idee» 229 proposte
di cui 80 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 15, di
cui 4 premiate,
MECCANICO. Proposte esaminate 192, di cui 68
premiate.
STABILIMENTO CMI. Proposte esaminate 22, di
cui B premiate.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di
L. 129.500.
Tra gli ultimi premiati risultano i seguenti dipen-
denti dello stabilimento CMI: Gaetano Cardillo, Donato
Giannetta, Nunzio Meringolo, Luigi Palazzo, Carlo Pe-
scetto, Armando Spiller.
Poni
al
Li
: rtl mr
NET
i
Preparazione
di tubi conici per caldaie
Ansaldo - Clarkson
7 settembre dello scorso anno.
I due gruppi, della potenza
di 550 kW, sono composti da
una turbina Ansaldo tipo
(vapore ammissione 40 Ata,
435° C., 8.000 giri/l') e da un
generatore Ansaldo - S. Gior-
gio (690 kVA, cosfi 0,8, Volt
450, Hz 60, 1200 giri/l'),
Le prove, della durata di sei
ore circa, hanno dimostrato la
perfetta funzionalità di ogni
organo, sia a carico normale
che a sovraccarico e alla so0-
pravelocità di emergenza.
Erano presenti gli ispettori
della Compagnia armatrice
della « Ginevra Fassio» e dei
registri di classificazione « R.I,
Na. », « Lloyd's Register» e
« American Bureau ».
Negli stessi giorni, sempre
per la stessa turbocisterna,
hanno avuto luogo le prove
sotto vapore della turbina di
alta pressione componente
il gruppo turboriduttore da
14.500 cav.
Le prove, della durata di
cinque ore circa, sono state ef-
fettuate alla velocità normale,
alla velocità massima e alla
sopravelocità di emergenza,
dando ottimi risultati.
Hanno presenziato gli ispet-
tori della Compagnia armatri-
ce e quelli dei Registri navali.
Commesse
Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite dal
23 settembre al 22 dicembre:
— Un giunto flessibile per
turboalternatore a condensa
da 5.300--5.800 kW, per la So-
cietà « Pirelli » di Milano.
— Una caldaia Ansaldo « B.
& W.» tipo F. H. da 100 T/h.
per la Società «Ilva» (stabi-
limento di Piombino).
— Sei apparecchiature co-
mando elettromeccanico per
manovra di saracinesche prese
a mare e scarico (costr. 1550
del Cantiere di Sestri).
— Rispetti extracontrattuali
in deposito a terra per le co-
struz. 1530+32 e per costru-
zioni dei « C.R.D.A.» di Trie-
ste,
— Due bombole per aria
compressa per servizio nave,
locale A. M., per la costr, 1550
del Cantiere di Sestri.
— Farti di rispetto per ap-
parato motore delle navi LE.V.
e LL.D. (ex. costr. 1505 - 1506
- 1507 - 1508 per conto del Mi-
nistry of Defénce Republik In-
donesia),
— Lavorazione a due grup-
pi riduttori del P.fo « Asca-
nia» della Compagnia Sicula
Oceanica.
— Revisione completa della
turbina MP. sinistra e forni-
tura di un pignone veloce per
turbina per il P.fo « Nassau»
della « Incres Nassau Line ».
— Riparazione delle turbine
AP. e BP. della T/n. « Maria
Costa» per conto dei « C.R.
D.A.» di Trieste.
— Un gruppo marino Die-
sel-Ansaldo tipo Q 265/6 R so-
vralimentato della potenza di
375 cav. eff, a 300 giri al V
destinato alla ditta « Merigot
& C.» di Algeri per essere si-
stemato sulla Myn. « S.te Fran-
coise Il», di proprietà del
committente,
— Un gruppo marino Die-
sel-Ansaldo tipo Q 265/4 ad
aspirazione atmosferica, della
potenza di 200 cav. eif. a 360
giri al l’, destinato agli ar-
matori Quinci e Asaro di Ma-
zara del Vallo per il M/p.
« Nuova Speranza », in costru-
zione presso il Cantiere « Elio
Gaetani » di Civitanova Mar-
che.
— Un gruppo Diesel-dinamo
costituito da motore Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 della po-
tenza normale continuativa di
100 cav. eff. a 430 giri all
e dinamo da 66 KW - 220 Vol-
ta, destinato alla nave traghet-
to « Villa » delle Ferrovie del.
lo Stato.
Dette commesse comportano
circa 113.000 ore lavorative,
{
FONDERIA
Ruota di bronzo per turbina « Francis +», del peso di 4 tonn. e del
diametro di 1.540 mm. fusa per la Società « Riva» di Milano
RISULTATI ELEZIONE C. I
Il 12, il 13 e il 14 novembre si sono svolte, presso lo stabi-
limento Fonderia, le operazioni di voto per l'elezione della
Commissione Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati
dello scrutinio, comparati con quelli del 1957.
mo” dia na Sa
851
794 (93,30) 775
145 (93,62| 718
IMPIEGATI
1957 1958
n°) "a nî Sia
Iscrilti . [138] — |i31| —
Vatanti . + |129(93,41 121/96,
Schede bianche. 4! 3,10) 3) 2,36
Schede nulle .| 11 0,77/—| —
Voti validi . .|124/96,13/124.97,64
VOTI DI LISTA |
CGIL FIOM . 32/45,50) 31 25,61
CISL - FIM 33/26,65| 4939,51
UIL-UILM . .| 5947,55) 43.34,68
|
OPERAI ELETTI
1057 | IO5A tngleg, | Opera]
1957 1558 1057 1958
— | 806
196,15
5,03
2,32
92,65
31| 3,92) 39
18| 2,26) 18
531 71,271 548 176,32
148 19,88] 108 [15,05
66 | 8,655) 62) 8,63) 1
|
RISULTATI E]
dello scrutinio, comparati con quelli del 1957,
LEZIONE C. LT.
21112, il 13 e il 14 novembre si sono svolte, presso lo sta-
bilimento C.M.I., le operazioni di voto per l'elezione della
Commissione Interna, Nella tabella che segue diamo i risultati
VOTI DI LISTA
CGIL- FIOM .
CISL-FIM . .
UIL HILM
IMPIEGATI
1957 | 1958
nei i Jul "a
Iscrilti .|#10} — [359 —
Votanti . . (37390,97/355 01,26
Schede bianche | 16 4,291 27) 7,61
Schede nulle 4| 1,07) 3| 0,84
Voti validi . |
IAS 91,55
|
|
53|15,01) 67 20,61
176/49,86' 145/44,64
i
-1124135,13/113|34,75
OPERAI ELETTI
1957 | 1958 | inpies. Operai
n° | [n] % [167 1essli097 1968
IST2| — |124/| =
1190 90,01}1127 90,37
30i 3.28) 37) 3,28 Î
52) 2,69) 26) 2,41
1119/94,03
6 1]59,007
314|28,07
144(12,86
1064 94,41
124 .67,95| —
226/21,25) 1
115/10,60] 1
(*
fa
LIVORNO
Blocco prefabbricato
essere sollevato
di
Strutture prefabbricate
a bordo
di una
mave
di prora, del peso di 57 tonn., in procinto
in costruzione
RISULTATI ELEZIONE C. LL
Il 18 e il 19 novembre si sono svolte, presso il Cantiere
di Livorno, le operazioni di voto per l'elezione della Commis-
sione Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati dello
scrutinio, comparati con quelli del 1957.
IMPIEGATI OPERAI ELETTI
1957 1958 1957 | 1958 Impisg. | Dsera
nf % |ns[ sg |n®]| 0 || sg frosafiosa 1957) rosa
Iscritti. . [311] 307} — [1713 — [1677 —
Votanti . . [283/90,99/162.85,34|1606.93,75/1505 89,74
Schede bianche. | 17) 6,00) 29.111,07) 342,12) 33 2,19
Schede nulle 4! 1,42) 20) 7,64] 37) 2,50) 45 2,90
Voli validi . .|262/92,58/213 81,29|1535 95,58 1427 94,82
VOTI DI LISTA
CGIL - FIOM . 90 34,35 — 1235 80,45 1223 85,70 —!' fl 7
CISL - FIN, 74/28,25| 8539.00] 148) 9,64) 137) 9.60| — I) 1
UIL. UILM . 983740) —| — | 152! 9,01] 67) 4,70 1 1}
IMPIEGATI CANT, 128 60,10 | —i ]
È
Tornitura di un albero intermedio della turbonawe « Leonardo da Vinci » sul nuovo tornio oriz-
zontale « S, Eustacchio » T.F, 24. E' al laworo l'operaio tornitore Cesare lrione
ee cia
Un altro tronco d'albero port'elica della « Leonardo da Vinci» in lavorazione
Ki e; ia (€ Bi
uu
Li "er: mr Ce 1985
ec TI
sd A Mi
par
fee”
Ls
"]
*
Piatti dosatori - miscelatori costruiti per la cemanteria di Porbandar
l’ansaldiso
sicario VE »- n. 1
S e vi foste trovati qualche
giorno fa in una certa zo-
na del Porto di Genova, in vi-
cinanza di un cantiere navale
di demolizione, avreste visto
un cumulo di lamiere ruggi-
nose, tagliate dalla fiamma os-
sidrica, in attesa di essere
inviate in fonderia. La cosa,
probabilmente, vi sarebbe par-
sa asselutamente priva di in-
teresse, Navi ne vanno tutti i
giorni in demolizione, in tutte
le parti del mondo; è la fine
naturale, per vecchiaia, di
ogni bastimento che non af-
fondi,
Ma se non siete più giova-
nissimi e vi ricordate fatti ac-
caduti oltre vent'anni fa, avre-
ste avuto un fremito di com-
mozione davanti a quel muc-
chio di rottami, se vi avessero
detto il nome della nave cui
appartenevano: « Artiglio », E
nel vostro cuore si sarebbe ri-
destata, più viva che mai, l'eco
di cento imprese leggendarie,
attutita, ma non spenta, dal
lFinesorabile passare del tem-
po.
I giovani di oggi erano bam-
bini o non erano ancora nati
quando successero quei fatti.
E queste righe, che vogliono
rievocare il sacrificio e l'eroi-
smo di un pugno di intrepidi
marinai e la più brillante tra
le imprese della loro piccola
nave, sono rivolte specialmen-
te a loro.
La vicenda che rese famoso
l'=« Artiglio. e che rappresenta,
finora, la più celebre e dram-
matica campagna di ricuperi
Sottomarini, ebbe inizio il 20
maggio 1922 al largo dell'isola
di Quessant, ad ovest di Brest.
Quel giorno la nave passeggeri
inglese « Egypt», partita da
Tilbury alle foci del Tamigi e
diretta in India e in Australia,
fu speronata nella nebbia dal
piroscafo francese « Seine» e
affondò in venti minuti.
Vita g
L'«Egwpit-» avevo a bordo 338,
persone e un autentico tesoro
nascosto in una camera blin-
data: 1.089 barre d’oro puro,
164.979 sterline d'oro, 1.229
lingotti d’argento del peso
complessivo di 43 tonnellate e
migliaia di banconote indiane.
Nel naufragio. perirono SE
persone.
La zona in cui era affondata
la nave presenta fondali bassi
Benna ca polipo » usata per il ricupero del tesoro dell'« Egypt >
e non si poteva escludere, in
teoria, la possibilità del ricu-
pero del tesoro. La posta in
giuoco era estremamente al-
lettante, pur essendo certa-
mente gravi i rischi e dispen-
diosa l'impresa.
Per anni inglesi, francesi,
tedeschi cercarono invano il
relitto: le tempestose acque dei
mari del nord sembrava aves-
sero suggellato per sempre la
tomba dell'« Egypt ».
Frattanto si era costituita a
Genova, l’II ottobre 1926, la
« SO.RI.MA. » (« Società Ricu-
peri Marittimi ») con lo scopo
di effettuare in tutti i mari, ma
specialmente nel golfo di Gua
scogna e nella Manica, rigorose
e vaste ricerche di navi piene
di materiali pregiati affondate
a profondità accessibili, e cer-
care di ricuperarne il carico.
Le acque dove si proponeva
di operare la « SO.RI.MA
erano estremamente pericolo-
se, sia per le frequenti tempe-
ste e le forti correnti. che per
la presenza, sui fondali, di re-
litti carichi di materiale esplo-
sivo e di ostacoli d'ogni gene-
re. Quelle acque erano state
it campo di operazioni dei
sommergibili tedeschi durante
la prima guerra mondiale. A
centinaia le navi
dall'Inghilterra, destinate a ri-
fornire di armi, munizioni e
materie prime gli eserciti al-
leati in lotta con la Germania
e l'Austria-Ungheria, erano
loriosa
dell'«Artiglio»
state vittime dell’inesorabile
caccia condotta dagli U-Boot.
Operare in quei mari era come
arare un campo minato.
Di ciò erano perfettamente
consci i dirigenti della « SO,
RI.MA.»,ma essi non si lascia-
rono impressionare, perchè sa-
pevano di poter contare su
equipaggi pronti a tutto, rotti
alla fatica, impavidi in faccia
alla morte. E i dirigenti stessi
erano pronti a condividere,
come fece specialmente il pre-
sidente e amministratore dele-
gato comm. avv. Giovanni
Quaglia, la vita dei marinai.
La «SO.RIMA.» acquistò
subito alcune piccole navi di
alte qualità nautiche e robu-
stissime, e le fece attrezzare
per i ricuperi a grandi pro-
fondità. I loro nomi, « Arti-
glio », « Arpione a,
« Rostro », « Rampinoa », rievo-
cano tutti episodi di grande
eroismo e sono entrati ormai
nella letteratura
leggendarie.
La ricerca del relitto del-
l'*« Egypt» e il ricupero del
suo tesoro, che era stato assi-
curato dai Llovwd's di Londra
per più di un milione di ster-
line (sette miliardi di lire di
oggi), furono affidati appunto
all'è Artiglio », Vennero accet-
tate, senza batter ciglio, le
dure condizioni imposte dai
Lloyd's di Londra: ricerca a ri-
schio e spese della «SO.RI.
MA >», divisione a metà del te-
soro recuperato.
Se st pensa che l'impresa ap-
pariva: aleatoria, dati i prece-
denti tentativi, tutti falliti, di
altre ditte specializzate, che i
pericoli erano sempre in ag-
gquato, che a quei tempi i mez-
zi tecnici a disposizione non
erano ancora abbastanza spe-
rimentati e che ci sarebbe vo-
luto, oltre all'abnegazione de-
gli uomini, anche un grande
dispendio di tempo e di capi-
tali, si può facilmente com-
prendere quale coraggio ci sta
da carico |
provenienti dall'America e È
« Raffio », |
delle gesta
Scafandro per immersioni a grandi profondità
voluto, e quale fede nella riu-
scita, per apporre la firma a
quel contratto.
L'« Artiglio » si mise subito
all’opera. La zona di mare dove
era affondeto l'« Egypt» fu
scandagliata palmo a palmo, i
palombari si immersero, in
speciali scafandri, centinnia di
volte. Dopo due anni di este-
nuanti ricerche, durante le
quali - furono localizzati altri
38 relitti di navi, il 30 agosto
1930 finalmente fu scoperta la
posizione dell'« Egypt », a 130
metri di profondità. La nave
si era appoggiata, senza rove-
sciarsi, su un fondo orizzon-
tale.
Conseguita questa prima vit-
toria, cominciavano ora ben al-
tre difficoltà, Mentre la « SO.
RI.MA.» continuava a studiare
mezzi sempre più idonei per
raggiungere il tesoro e ripe-
scarlo, l'« Artiglio» riceveva
l'incarico di demolire presso
Belle Ile, nello specchio di ma-
re fra le isole Houat e Hoedie,
lo scafo del piroscafo francese
« Florence », affondato con un
carico di munizioni dai tede-
schi in acque molto basse (tan-
to che l'albero maestro era
per buona parte wisibile) e
perciò pericolosissimo alla na-
vigazione. L'operazione era
quasi giunta al termine quan-
do, il 7 dicembre 1930, l’intero
carico di munizioni del « Flo-
rence » esplodeva, e l’« Arti.
glio », sebbene si fosse portato
a rispettosa distanza, saltava
in aria. Nel disastro perirono
dodici marinni e sette rimasero
(continua a pag. 14)
Dante Jannone
II
eye gr irig I SI SP
' &
STORIA DELLA .
Dal vasceli
Modello originale di vascello genovese del 'ED0D (Museo di Pegli)
ualcuno scrisse che st il
galeone era una nave che
poteva portare qualche cen-
tinaio di cannoni; il vascello era
una nave costruita intorno a qual-
che centinaro di cannoni. Ed in-
fatti il vascello può essere consi-
derato la corazzata dell'epoca che
va dal 1600 al 1800 e anche più,
cioè alla fine del periodo napoleo-
nico. Gli inglesi lo chiamavano
a man of war D,
Il primo « man of war» a tre
ponti fu il famoso « Sovereign of
the Seas », prototipo di tutti 1
wascelli. Fu costruito da Phineas
Pett nel 1637, dislocava 1.600
tonnellate, portava 112 cannoni è
aveva Goo uomini di equipaggio.
Lo si descrive, oltrechè irto di can-
noni che sbucano in triplice ordine
dalle fiancate e carico di velature
ai tre alberi giganteschi, coperto di
simboli. emblemi, trofei, stemmi,
angeli, corone, il tutto dorato e
arzigogolato sulla prua, lungo le
fiancate è sulla ricca poppa, Ma
le poppe delle navi successive van-
no alleggerendosi, fino alle forme
più piatte dello « specchio ».
La nave tipica del ‘600 fu però
di proporzioni ancora maggiori,
lunga da 54 a 60 metri larga da
14 a 16 e alta circa 15, dislocando
da 3.000 a 5.000 tonnellate. I
cannoni erano in numero qualche
volta minore, ma di molto maggior
calibro, sempre sistemati smi tre
ponti: i più pesanti sotto, i più
leggeri sopra, Va aggiunto che la
costruzione negli arsenali avveniva
col più geloso segreto: forma del-
la chiglia, armamento, disposizione
dei pezzi erano le armi segrete del-
l'epoca. L'ordine inferiore dei can-
noni, ad esempio, fu spesso modi-
ficato e anche abolito, perchè col
mare molto mosso si rivelava inu-
tile.
I vascelli erano distinti. a se-
conda della potenza. in tre ran-
chi, e si diceva appunto a di 1°
di 2° 0 di 3* rango ». Tipi minori
erano le fregate, con due soli or-
dini di cannoni. che erano in to-
tale circa 60. Minore ancora era
la corvetta, dalle linee snelle è
slanciate, che portava da 20 230
cannoni, tutti sul ponte di coperta.
La sconfitta della Spagna sul
mar: aveva aperto la corsa alla suc-
cessione, dove troviamo in un pri-
mo tempo inglesi e olandesi, poi i
12
francesi al posto degli olandesi.
Fu così che si crearono le gran-
di compagnie per le Indie Qcciden-
vali, e per quelle Orientali. Famosi
sono gli « East Indiaman » (vedi
la nostra illustrazione nel « Lavo.
ro nei tempi» su «l'Ansaldino »
n. 6 del 1957) che oltre a portare
nelle capaci stive un notevole ca-
fico, avevano anche una ventina
di pezzi d'artiglieria, Ma attac-
cati dai potenti vascelli di 1° e 2°
rango difficilmente patevano difen=
dersi. Fu così che si cominciò a
farli scortare da vascelli. e macque
appunto ‘in questa occasione la
netta distinzione tra marina mer-
cantile e marina da guerra,
Durante la guerra dei trent'anni
(1618-1648) la Spagna riuscì, in
un ultimo sforzo, a mettere in
mare una seconda grande armata.
inviandola verso le Fiandre al co-
mando di Antonio de Oquendo:
era composta di 7o vascelli, tra
spagnoli, portoghesi, galiziani, na-
poletani, di Dunkerque, ecc. Ma
questa volta incontrò nella Mani-
ca gli olandesi, comandati dall'am-
miraglio Tromp. con 17 vascelli.
Nell'agosto 1639 il Tromp sfugge
abilmente all'abbordaggio dell'am-
miraglio spagnolo, e poggia verso
Boulogne, dove sarà raggiunto da
altre 15 navi amiche. Lo scontro
riprende. tuttora impari, ma Tromp
battendosi come un leone {coi suoi
vascelli più stabili e robusti) in-
trattiene l'avversario fino all'arrivo
di altri rinforzi, finchè la flotta
olandese raggiunge i 110 legni. E'
allora che gli spagnoli urlano « ma
piovono dunque navi, in Olanda!».
E anche questa flotta spagnola è
distrutta, e perde 23 vascelli con
1o.000 uomini. Malgrado le wit-
torie terrestri dei suol grandi capi-
tani (tra essi il genovese Ambro-
gio Spinola, detto « conquistatore
di fortezze ») la Spagna è defini-
tivamente fiaccata proprio sul ma-
re, e così si sbriciola il suo impero
coloniale, e si solleva a rinnovata
indipendenza il Portorpallo.
Il mare decide dunque chi deb-
bano essere i dominatori: quattor.
dici anni dopo, infatti, la flotta
olandese comandata dallo stesso
Tromp, è battuta dalla flotta in-
plese. :
Ma nel periodo che abbiamo esa-
minato i cantieri olandesi fmrono
maestri: un paese di un milione e
mezzo di abitanti costrui una me-
dia di 2.000 navi all'anno! Alla
fine del "Goo aveva una flotta di
goo.oco tonnellate, mentre l'In-
ghilterra ne aveva 500.000 € tutta
l'Europa = milioni di tonnellate
Poi la decadenza fu rapidissima:
forse perchè l'Olanda non aveva
porti sufficienti per raccogliere le
navi che andavano facendosi sem-
pre più grandi: superavano ormai
sempre le 1.000 tonnellate, e non
potevano risalite il Reno per nico-
verarsi nello Zuiderste.
La ripresa navale francese co=
minciò con Richelieu. che usava
dire « chi è padrone del mare, ha
un gran potere sulla terra », Sono
i tempi dell'ammiraglio Armand
de Brizé c del vescovo ammira-
glio Sourdis.
Ma la grande marina francese
nasce soprattutto col Colbert, il
famoso ministro del Re Sole. Sot-
to il Colbert si hanno grandi ri-
forme: all'arruolamento obbliga-
torio si sostituisce quello volonta.
rio, inteso come un grande onore.
sui « vascelli del Re ». Si erea per
la prima volta la divisa, blu. con
galloni d'oro e d'argento. Il fi-
glio, Colbert de Seignaleis, va a
vedere i cantieri olandesi e inglesi
e nel 1671 visita il « Royal So-
vereign ©, mentre Biagio Sangallo
va a visitare i cantieri napoletani.
E così, traendo da tutti utilr am-
macstramenti, e sposando la poten-
za dei vascelli olandesi e la snel=
tezza di quelli inglesi, la Francia
crea una marina formidabile. L'in-
tendente Matharel poteva scrivere
che « non si vedono al mondo va-
scelli con la grazia e la bellezza di
quelli di Francia ». Si costruiscono,
ad opera di ingegneri celeberrimi.
i grandi arsenali: Brest diventa un
modello per tutto il mondo: così
Rochefort sulla Charente. Il fa-
maso Vauban costruisce gli arsenali
di Tolone e di Dunkerque. La ve-
locità di costruzione è sorpren-
La « Victory » di Nelson
rr
dente: Rochefort riesce a montare
una fregata in 306 ore; Brest in 22.
Marsiglia in 7! Su una galera
messa in cantiere alle 6 di mattina.
il Seignaleis e il Maresciallo di Vi-
vonne s'imbarcano alle s di sera
per il Castello d'If. Naturalmente
occorre la materia prima, che è il
legname: ci vogliono 8 mesi per
convertire 2000 querce in un var
scello. Ma a ciò si provvede, sem-
pre sotto il Colbert, col requisine
centinaia di foreste immense; riser-
vate a tale scopo,
All'arrivo di Colbert, nel 1661.
la marina francese contava 18 cat.
tivi vascelli: alla sua morte nel
1683 ve n'erano 117. più 6g fre-
gate. fuste, galeotte ecc. è un buon
nerbo di galee.
Luigi XIV, nella sua megaloma-
mia, andava ripetendo che il Medi-
terraneo gli « apparteneva in sovra-
nità », Ed infatti tutti, in Mediter-
raneo, abbassavano bandiera davanti
alla flotta francese, esclusi gl'inelest.
Anzi. la pretesa da parte degli
inglesi e dei francesi di essere salu-
tati per primi fu risolta dalle cime
potenze... evitandosi a vicenda.
Purtroppo di tale potenza fran-
cese sul mare dovevano fare le
spese proprio i genovesi, che su-
birono il famoso bombardamento
navale della flotta comandata dal
Seignaleis, che dal 17 al 22 mag»
pio r684 scagliò sulla città ben
13.300 bombe. La gente fusgiì
verso le colline, e i danni furono
molti. Le palcotte di distesero in
prima linea dalla Lanterna alla fo-
geiine
paratia
E
del Bisagno: i vascelli si ordi-
firono im linea di fila a 400 metri
alle galeotte; le galee si disposero
sulle due ali per impedire che alcu_
ha nave uscisse dal porto. E così
cominciò la grandine.
Chi wuole può ancora vedere
îno dei proiettili lanciati, conser-
fato nella chiesa di S, Maria di
Castello. Chi vuol studiare il pro-
‘gresso delle armi navali in meno di
tre secoli. vada a vedere il proiet-
tile inglese inesploso, nel duomo di
$. Lorenzo.
Dopo il bombardamento, fu il
doge di Genova a recarsi a Parigi
3 fare le sue scuse al Re Sole.
i Ed ora veniamo ad un rapido
esame dei sistemi di costruzione
séguiti in quei tempi. Vi fu una
grande rivoluzione. cioè liintrodu.
zione di sistemi scientifici e codifi-
cati in architettura navale. Fino
ad allora la costruzione era piutto-
sto empirica, affidata cioè alla mae-
stria di costruttori che si passavano
il mestiere di padre in figlio. Si co-
latruiva come si eri sempre costrui-
to, e le modificazioni si facevano
per intuito, e ad occhio. Il primo
3 scrivere un vero trattato fu l'in-
cglese Anthony Deane, col suo
« Doctrine of naval architecture »
del 1670. Il libro contiene il più
antico « disegno » tecnico com-
pleto di vascello di 2° rango. Col
"700, il secolo dell'illuminismo
e della « Enciclopedia », si han-=
no. varie pubblicazioni: « L'art
de batir les valsstanue 0 dei mi-
gliori autori olandesi. come Wit-
sn Van Eyk, Allard; stampato
ad Amsterdam nel 1719: il «Trai-
té de la construction pratique de
taisseanx » del Duhamel de Mon-
cem, nel 1758: il trattato dello
svizzero Leonardo Eulero, stam-
pato a Pietroburgo nel 1773.
Gli olandesi. ad esempio, ese-
quivano i disegni dei modelli, in
scala ridotta, e gli operai sape-
wano, in base al disegno, eseguire
il lavoro di costrozione. Gli in-
glesi e i francesi, invece, tracciava-
mo a terra o sulle pareti dei ca-
pannoni le linee del bastimento in
grandezza naturale; e sn quei di-
segni si segfavano è sagomavano È
tronchi, Era insomma tin'antici-
pazione della moderna sala a trac-
ciare.
Dopo un secolo di rivalità tra
inglesi e francesi. svoltasi soprat-
tutto sulle rotte delle Indie orien-
tali e occidentali, e lungo le coste
degli attuali Stati Uniti, la lotta
divenne particolarmente acuta nel
periodo napoleonico.
L'impero napoleonico, in conti-
nua espansione in terra ferma dove
travolse le coalizioni continentali
una dopo l'altra trovò sempre
sul mare l'insormontabile barriera
della flotta inglese. Vi sfuggi una
prima volta, in occasione della spe-
dizione d'Egitto, ma la fotta fran-
T ces fu distratta ad Abukir (dove
i aveva dovuto rifugiarsi per man-
°° canza di fondali ad Alessandria) il
1° agosto 1798. L'ammiraglio in-
glese era quel Nelson che doveva
poi infliggere ai francesi la famosa
e definitiva sconfitta di Trafalgar.
Essa avvenne nell'ottobre 1805:
come noto, proprio per difetto del-
la flotta che non aveva potuto
raggiungere la Manica. Napoleone
aveva dovuto rinunciaré al ten-
«tativo di sbarco in Inghilterra. Or-
dinò comunque all’ ammicaglio
Villenenve di uscire da Cadice e
portarsi mel Mediterraneo. Ville-
neuve disponeva di +3. vascelli
francesi e pagnoli, con 1.780
cannoni. Nelson aveva solo 27
qu
al clipper -
vascelli, ma con 2:368 cannoni.
Il piano di Nelson per la hat-
taglia fu perfetto: attaccare con
due colonne, perpendicolarmente al-
la linea nemica, in modo da divi-
derla in due tronconi; distruggere
il primo troncone prima che abbia
tempo di intervenire il secondo;
volgersi poi contro-il secondo tron-
cone. Appena il Villeneuve esse da
Cadice, ecco la flotta inglese dispo-
sta im due colonne: la prima. di
attacco, è composta dai vascelli di
Melson. anzi capofila è Nelson stes-
so colla « Victory ». A mezzo
giorno del 21 comincia la batta-
glia. alle due Nelson è colpito da
una palla di cannone, e. muore
lentamente, mentre il comando vie-
ne assunto da Collingwood. Ma il
piano si attua, € la vittoria è si-
cura. La linea di Villenenve è spez-
zata dai vascelli inglesi. Le navi
francesi del primo troncone, attac-
cate con violenza, si perdono una
dopo l'altra. Le altre non prendono
neppure parte alla battaglia, e ven-
gono poi attaccate da due lati. Vie-
ne allora l'ordine di ritirarsi a
Cadice, ma ben pochi vi riescono:
solo undici navi raggiungono il
porto. Le altre sono catturate 0
affondate. Napoleone sul mare è
finito: comincia il lungo blocco
navale del continente, che, tra
l’altro, caratterizzerà ‘la storia del-
la nostra Liguna fino al 1814.
Com'è noto, infatti, mentre la
Liguria era incorporata nell'impero
francese, fu affidata ai nostri mezzi
veloci la funzione di rompere il
L'agile, elegantissima sagoma del
i
i
sezione trasversale di vascello a tre ponti
severo blocco inglese, come anche
ai mezzi della marina napoletana,
allora sotto il regno di Murat.
AI Museo Navale di Pegli si
possono ammirare decine e decine
di acquarelli che mostrano 1 nostri
pinchi, sciabecchi, tartane, golette
{col tricolore francese) che pren-
dono caccia da una corvetta, fre-
gata, vascello inglesi. Furono gare
epiche, dove spesso la perizia dei
nostri cquipaggi e la bontà degli
scafi affusolati consentivano di vio-
lare la stretta guardia, e portare
sul continente preziose merci,
Poi venne l'epoca dei brigan-
tini, brigantini a palo; golette, ed
infine i famosi «clippers », i le-
vrieri del mare. Se ne costruivano
lungo tutto l'arco della riviera, al-
la Foce, a Sampierdarena. a Sestri,
a Voltri.
I « clippers » erano grandi navi
coperte di vele, a tre, quattro e
persino cinque alberi, ed avevano
scafi molto stretti e alti, quindi
velocissrmi. Li introdussero gli
americani, per il commercio del tè,
e in seguito furono usati per altre
spezie € pir i passeggeri. Famose
erano le gare che si stabilivano sul-
le rotte del tè (Cina - Inghilterra)
e su quelle della lana (Australia -
Inghilterra): e si raggiungevano
persino velocità di 17-18 miglia
all'ora. Famosa fu una corsa del
1867, tra sci « clippers» (White
Adder, Ziba, Taitsing, Black Prin-
ct, Yangtze e Chinaman).che arri-
varono lo stesso giorno a Londra
dopo aver compiuta la traversata
da Fuciau (via Capo di Buona
Speranza) rispettivamente in 123,
121: 120, I19, 117 è IIS giorni.
Poi arrivò la macchina, e la vela
fu condannata a morte lenta ma
sicura.
Dapprima gli scafi restarono. in
legno. poi furono compositi in le-
gno e ferro e quindi tutti in ferro.
Così come dapprima, specie sulle
navi da guerra, coesistettero vele e
ciminiere.
Poi restò solo il ferro delle
macchine e degli scafi. Cominciò
l'era della marina moderna.
Lucio Bozzano
clipper, il più veloce tra i velieri
Vita gloriosa dell’ “ Artiglio ”
(continnarzione dn pag. 11)
feriti. Tra gli scomparsi erano
il comandante, cap. Glacomo
Bertolotto di Camogli, e i fa-
mosi palombari viareggini Al-
berto Gianni, Aristide France-
schi, Alberto Bargellini.
Il colpo, morale e materiale,
subito dalla « SO.RI.MA.» era
tremendo, ma non riuscì ad
abbatterne il ferreo volere, Fu
acquistata subito un'altra na-
ve, già adibita alla pesca ocea-
nica, e sulla sua prora fu
scritto ancora il nome indomi-
to di.« Artiglio»: la sfida al
destino era lanciata,
Il nuovo « Artiglio ». aveva
le seguenti principali caratte-
ristiche: lunghezza m. 50,70,
larghezza m. 7,64, altezza me-
tri 4,19, stazza lorda tonn, 385.
Il suo scafo non era bello, ma
teneva stupendamente il mare.
Vi fu imbarcato un equipag-
gio sceltissimo, agli ordini del
cap. Giovanni Battista Carli e
di cui facevano parte, fra gli
altri, il capo macchinista Ce-
sare Albavera e tre intrepidi
palombari viareggini: Mario
Raffaelli, Giovanni Lenci, Raf-
faello Mancini,
Il 29 maggio 1931 l'a Arti-
glio » cominciò ad operare sul
relitto dell’« Egypt», Si trat-
tava di demolire quattro ponti
d'acciaio per giungere alla
cella blindata e scoperchiarla.
Per far ciò occorreva portarsi
sul fondo della nave aprendo
il passaggio dall'alto, per far
scendere i palombari, le tor-
rette di ossermazione, gli esplo-
sivi, le benne, Nuove attrez-
zature furono studiate e rea-
lizzate allo scopo. Cinquemila
chilogrammi di tritolo fecero
per settimane ribollire le ac-
que e squarciarono l'« Egypt ».
La fatica fu inaudita, poiché
il lavoro non si poteva suol-
gere come immaginavano i di-
segnatori delle copertine a co-
lori dei settimanali illustrati:
palombari
in fondo al mare, che entra-
vano e uscivano dagli squarci
dell’: Egypt », che afferravano
lingotti e sterline, che spinge-
vano le benne con le mani per
sistemarle sui carichi. I fatti
erano ben diversi, Raramente
i palombari, rinchiusi in pe-
santissimi scafandri metallici,
potevano agire direttamente.
Quasi sempre gli uomini scen-
devano rinchiusi in speciali
torrette di osservazione e di
lì ordinavano per telefono alla
nave i movimenti delle benne
e di uno speciale ricuperatore,
di cui non possiamo svelare i
principi, ma che diede risul-
tati eccezionali.
I palombari vedevano ma
non potevano agire; sull'« Ar-
le ee
L'equipaggio che ripescò il tesoro dell'« Egypt».
14
che camminavano.
tiglio » potevano agire ma non
vedevano. In questo modo si
lavorava.
Migliaia di volte le benne
mancarono il punto giusto, mi-
gliaia di volte i palombari do-
vettero ordinare spostamenti
anche minimi, Spesso rimasero
incagliati anche loro tra i rot-
tami, qualche volta disperaro-
no di poter tornare in super-
ficie. Ma non si stancarono mai
e vinsero.
Il 22 giugno I9SI giungeva-
no in coperta, tra fango'e rot-
tami, le prime due sterline
d’oro. Ma doveva passare an-
cora un anno esatto, un anno
in cui spesso le operazioni fu-
rono interrotte per il maltem-
po, perchè si cominciasse da
vedere qualcosa di sostanzioso.
Finalmente, il 22 giugno
1932, ecco i! primi lingotti
d’oro, e da quel momento la
campagna di ricupero comin-
cia a marciare a ritmo più
spedito per terminare, spesso
avversata dalle tempeste, nel
1934. Alla fine l'inventario del
tesoro recuperato dava le se-
quenti cifre: 83.300 sterline di
oro, 865 barre d’oro puro, 54
quintali d’argento, per un va-
lore di oltre 3 miliardi di lire
di oggi.
Conclusa questa favolosa av-
ventura che fu sequita, come
dicemmo, da tutto il mondo
con ansia e ammirazione (il
«Times» tenne a bordo per
quattro anni il suo inviato
speciale David Scott, che scris-
se due libri andati a ruba in
Inghilterra e in America),
l'« Artiglio »= intraprese altre
numerose compagne di ricupe-
ro, isolato o in collaborazione
con le altre unità della « SO.
RI.MA.», che per anni ebbero
le loro basi a Saint Nazaire,
Brest, Morlaix in Francia, a
Freetowon nella Sierra Leone,
East London nel Sud Africa, I
suoi palombari compirono al
tre migliaia di immersioni, le
sue benne affondarono altre
migliala di volte nei fondi
melmosi e tra lamiere contor-
te.
Ora l'« Artiglio » non esiste
più, come alcuni tra i suol pa-
lombari. L'acciaio di cui era
fatta questa nave e la carne
di cui erano fatti i suoi mari-
nai non hanno potuto resistere
all'insidia del tempo.
Ma Il tempo non potrà di-
struggere, è certo, la memoria
di tante prodezze, che reste-
ranno scritte per sempre nel-
l'albo degli eroismi del mare,
quell'albo che siamo andati a
consultare, appunto, alla « SO.
RI.MA.» e che ci è stato mo-
strato gentilmente dai diri-
genti della Società.
QUANTO SPENDONO GLI ITALIANI
Venti miliardi in sei anni
per assistere alle partite di calcio
Lotto, Totocalcio e Totip: oltre 80 miliardi in un anno
La ripresa del campionato di
calcio ha coinciso con la diffusione
di una pubblicazione ufficiale della
Lega dalla quale si desumono dati
illustranti l'interesse suscitato dal
foot-ball nel nostro Paese, Un inte>
resse che non è esagerato definire
enorme.
Nelle ultime sei stagioni. quel-
le prese in esame dallo studio, gli
spettatori delle gare di serie A
sono statl 31 milioni è mezzo, La
popolazione di tutta Italia è di 48
milioni 666 mila abitanti, cosic-
chè se si tiene anche conto deil'af-
fluenza di pubblico ai campionati
di serie B e C, affluenza certamente
superiore ai 10 milioni di unità,
risulta che in sei anni i campi di
calcio hanno richiamato una folla
di sportivi non di molto inferiore
all'intera popolazione italiana, E si
noti che vengono esclusi da questo
computo gli incontri internazionali
e l'infinità di partite di IV serie è
delle altre categorie inferiori.
Restando ai tornei della massi-
ma divisione ed al periodo sessen=
nale dalla stagione 1952-53 al
1957-58 emerge che gli incassi
complessivi (abbonamenti compre=
si) sono stati di venti miliardi di
lite {per la precisione 19 miliardi,
724 milioni, 470.506 lire).
Su queste cifre si è anche discus-
so in occasione della recente confe-
renza internazionale delle Leghe
professionali, svoltasi a Milano no-
nostante l'atteggiamento sospettoso
di alcuni burocrati federali. La ma-
teria degli incassi di solito è tenuta
riservata per motivi facilmente
comprensibili. Ha quindi una mag-
gior importanza la pubblicazione
che attinge direttamente alle fonti
nfficiali.
Per quanto riguarda la gradua-
toria dei punti conquistati mei sei
tornei dalle undici maggiori squa-
dre che sono sempre state in serie
A, essa è la seguente: Milan punti
256; Fiorentina p, 254: Juventus
p. 240: Internazionale p. 240;
Bologna e Napoli p- 221; Roma
p. 215: Lazio p. 200; Sampdo-
ria e Torino p. 190: Genoa p
toi.
Gli spettatori paganti. abbonati
compresi, sono stati questi:
Roma 3.306.277
Inter 2.747.540
Milan 2.525.338
Lazio 2.511.409
Fiorentina 2.362.341
Napoli 2.244.454
Juventus 1.888.038
Bologna 1.793-603
Genoa 1:73 0.355
Sampdoria 1.730.008
Torino 1.533.275
In base agli incassi realizzati,
la graduatoria vede ancora al pri-
mo posto la
Roma L. 2.097.679.642
seguita da
Napoli ®_ 1.894.158.987
Inter n r.817.873.626
Fiorentina >» 1.751.276.940
Lazio 3. 1.580.316.705
Milan n T1.551.520.961
Bolognal D T.138.509-826
La Juventus in sei anni ha In-
cassato poco più di un miliardo e
precisamente
Juventus L. r.018.201.422
Al di sotto del miliardo stanno
Genoa L. 920.187.547
; Sampdoria » g12.580.951
Torino » 893.300.568
Bisogna tener conto del fatto
che le cifre riferentisi al Genoa
non includono i dati del campio-.
nato 1952-53. disputato dalla
squadra ligure in serie B (l'ag-
giunta farebbe guadagnare ai rosso.
blù parecchie posizioni).
Venti miliardi d'incasso non
devono ingannare sulle ricchezze
delle società perchè le spese sono
superiori, Essi indicano semplice-
mente che le folle sportive d'Ita-
lia, nonostante l'alto prezzo (cui
poi, quasi ogni domenica, s1 ag=
giungono ulteriori balzelli) sono
soddisfatte dello spettacolo loro of-
ferto e disposte a sostenere gravi
oneri pur di assistervi. Le ingenti
incidenze delle tasse erariali, le
percentuali dovute agli enti pro-
prietari degli stadi, le tasse di as-
sociazione iscrizione e gara, le spe-
se generali, il carico delle trasferte
e il resto falcidiano notevolmente
gli incassi lordi, riducendo i! netto
ad assai modeste proporzioni,
Dati interessanti si hanno pure)
sui « portoghesi », ossia sugli spet=
tatori abusivi, che senz'alcun di-
ritto riescono ad assistere gratui-
tamente alle partite. La valutszion:
sì aggira sul milione annuo, con
un danno di mezzo miliardo netto
alle società,
Mtre che per gli spettacoli of-
ferti dalle partite di calcio, gli ita-
liani spendono considerevoli som-
me per giocare al lotto, al toto-
calcio, al totip e, ultimamente, al-
l'Enalotto. Questi giuochi prono-
stici, infatti, annoverano una nu=
merosa schiera di fedeli appassio=
nati, appartenenti a tutte le classi
sociali e a tutte le età.
Nel 1957 le somme giocate al
lotto hanno registrato una cifra
superiore ai 39 miliardi. Rispetto
al precedente anno si è avuto un
aumento di oltre 4 miliardi. pari
al 12%. Tra il 1952 è il 1957
le somme giocate sono aumentate
del 4196 essendo passate da 28
miliardi circa a oltre 30 miliardi
Al totocalcio le somme giocate
nel 1957 hanno superato la cifra
di 38 miliardi. Rispetto al prece-
dente anno si è avuto un aumento
di 4 miliardi, pari all'8,6%5. Tra
il rosa e il 1957 le somme gio:
cate al Totocalcio hanno avuto un
anmento del 10,3 ®, essendo pas-
sate da 32 miliardi a 38 miliardi,
Circa 4 miliardi sono le som-
me giocate nel 1957 al Totip, 200
milioni in più dell'anno preceden=
te. Tra il 1o52 e il 10957 le som-
me giocate sono raddoppiate.
| PERISCOPIO
(‘ome atterrare
sulla Luna
#l prof Georghi Pokrowski,
un esperto di astrofisica scvie-
tico, ha illustrato un progetro di
« allunaggio » (atterraggio sulla
Luna) di una futura nave spa-
ziale, progetto basato sul'ipotesi
della creazione di wna atmosfera
artificiale sulla superficie, lunare.
In un articolo pubblicato su
una rivista moscovita, citato dalla
« Tass », il prof. Pokrovski con-
stata infatti che le maggiori dif-
ficoltà per un eventuale « allunag=
gio » derivano principalmente dal-
l'assenza di atmosfera attorno al-
la Luna. Per cercare un'atmostera
artificiale e permettere in tal modo
l'«allunaggio» progressivo di una
nave cosmica, lo scienziato propo-
ne l'adozione del seguente dispo-
sitivo:
« Avvicinandosi alla Luna la
nave spaziale potrà sparare un
proiettile di dimensioni ridotte.
Quest'ultimo supererà la nave è
toccherà. alla velocità di un meteo-
rite, la superficie della Luna, ri-
coperta da una spessa coltre di
granelli di polvere friabile. Un'e-
norme quantità di questa polvere
verrà allora proiettata verso l'alto.
tt D'altra parte — prosegue il
professor Pokrovski — toccando
la superficie della Luna il proiettile
vi provocherà un aumento della
temperatura. sotto l'effetto del qua-
le una parte della polvere evaporerà
e si trasformerà in una nube di tas
più o meno consistente. La na-
ve spaziale avvicinandosi alla su-
perficie della Luna e toccando il
satellite della Terra quasi tangen-
zialmente spincerà, per un perio-
do di tempo abbastanza lungo, la
nube di gas verso l'astro »,
Lo scienziato sovietico così
prosegue: « Per attivare il fre-
Ì
iagr
naggio della nave spaziale si po-
trà, mediante un dispositivo an-
tomatico. far uscire dalla sua par=
te inferiore tn attrezzo ricurvo a
forma di pala che raccoglierà la
polvere e il gas è cambiando la di-
rezione del loro movimento, li
proietterà in avanti sotto forma
di corrente potente che supererà
la velocità della nave.
a Questa. corrente, colpendo la
superficie della Luna solleverà di
fronte alla nave delle nuove mas-
se di gas e creerà le condizioni
della « atmosfera # necessaria per
far scivolare la nave sulla coltre
della polvere lunare ».
Difesa
contro i missili
E' possibile la difesa contro i
missili balistici intercontinentali?
Sembra di sì: e, secondo il giornale
inglese « Daily Telegraph », que-
sto è stato il problema che il mi-
nistro inglese della Difesa, Sandys,
ha discusso recentemente a Wa-
shington con gli esperti militari
americani. Si trattava di mettere
a punto un piano congiunto anglo=
americano,
Il piano si baserebbe su un si-
stema di rilevazione dei missili
quando questi vengono lanciati dal-
le loro rampe. Per la individuazio-
me verrebbero impiegati apparati
elettronici del tipo di quelli usati
al radiotelescopio di Jodrell Bank
per seguire le rivoluzioni dei sa-
telliti sovietici e americani.
A differenza degli aerei, i missili
hanno una traiettoria fissa facil-
mente determinabile. Una volta
individuati. non dovrebbe cesere
impossibile provocarne la distre-
zione in aria,
Risultati del concorso iotograiico
2" premio: « Gaverna» di Flavio Ferrando (Dig)
3° oremio: « Ninfea » di Folco Cungi (Dig)
Con la pubblicazione delle
tre fotografie apparse nel n, 20
del 1.0 dicembre scorso, il con-
corso fotografico cominciato il
15 aprile 1955 èé terminato.
Che il concorso dovesse du-
rare tutto questo tempo non
era, veramente, nelle nostre
intenzioni, e tuttavia un po’
di colpa l'abbiamo anche noi.
Nei primi giorni dopo il ban-
do del concorso giunsero in
Redazione esattamente 475 fo-
tografie inviate da 118 persone
e altre ne giunsero dopo, L'in-
teressamento dei lettori alla
nostra iniziativa era quindi
superiore ad ogni previsione e
decidemmo allora di premiare
il più gran numero possibile
di concorrenti, almeno con la
pubblicazione di una fotografia
per ciascuno, salvo qualche
caso. Fu questo il nostro pri-
mitivo peccato, che originò la
lunga durata del concorso: un
beccato di buon cuore,
Dal 15 aprile 1955 al lo di-
cembre 1958 sono state pubbli-
cate 106 fotografie, che una
apposita commissione, formata
dal dr. Arrigo Ortolani e cai
sise. Dante Jannone, Emiddio
Loscalzo, Enrico Studlick e
Mario Gambino ha giudicato
il 15 dicembre scorso pren-
dendo in esame, naturalmente,
sli originali.
Ecco la classifica per l'asse-
enazione dei premi:
1} Luigi Lavagnino (Mec):
«Piazzale della camionale»; 2)
Flavio Ferrando (Dig): « Ga-
verna »; 2) geom, Folco Cungi
(Dig): « Ninfea =; 4) ing. En-
rico Guerrieri (Dig): « Neve «=;
5) Emanuele Villanello (Mec):
« Vele in controluce »; 6) Giu-
senpe Averame (Mug): « Chia-
re, fresche e dolci acque =: 7)
Maria Bertolone {Mec}: « Val-
le Lomellina +»; 8} Armido Bar-
li (Mug): « Finestra fiorita »|
9) ine. Alessandro Parenti
(Liv): «Larderello»; 10) Ame-
deo Caneva (Can): « Il Cervi-
no riflesso nel Lago bleu =».
Sono state inoltre segnalate
le seguenti fotografie a pari
merito:
Giovanni Filippini (Cmi):
: Alba al rifugio alpino »; Or-
lando Vendrame (Can): = Or-
meggio =: dr. Vincenzo Colaja-
como (Cmi): « Tramonto +; Al-
berto Mor (Mng): « Mosè»;
Eraldo Tacchino (Cmi}): « La-
shetto di Villa Doria »; Mar-
co Diociaiuti (Can): »« Casca-
tella montana »; ing. Leo Pa-
rodi (Mec): « In faccia al Cer-
vino»; Giuseppe Chiarotti
(Can): « Solitudine »; Stelio
Zoppini (Can): « Tropical =»;
Pietro Pereda (Can): « Porti-
co del ‘400 nella chiesa di San
Frantesco d'Assisi »; Bruno
Roncallo (Can): « Ruscello ti-
pico «=; Luciano Pini (Liv):
« Barche alla fonda al moletto
dell’Ardenza +; Cesare Casella
(Liv): « Vette anvusne: monte
Tambura +; Gino Reggiani
{Mec}: «Lago di Alleghe»; Gi-
no Gestro (Mec): »« Venezia
minore »: rag, Mirko Laviosa
(Dig): « Confine francese visto
dal Nivolet»: Lionella Tixi
(Canti: «SS, Moritz»; Carlo
Raimondo (Dig): « Prime gem-
mes,
Ed ecco l'elenco dei premi
assegnati ai diecj classificati:
1) una parure «Aurora» d'oro;
2) una penna « Aurora » d'oro;
3) una penna « Aurora» di
metallo; 4) un «mnecessalre »
da viaggio; 5) un portafogli di
pelle di foca; 6) un portafogli
di pelle dj vitello; 7), 8), 9)
e 10) una copia ciascuno del
libro « Magia ligure ».
“La ragazza Rosemarie,
Q uesto film della Germa-
nia occidentale sollevo
alla Mostra di Venezia un
certo scalpore, ed un acuto
nematografici e giornalisti
ci,
Il film pare tragga lo
spunto da un fatto di cro-
naca nera, accaduto pochi
anni fa in Germania.
Ma attraverso il fatto di
croturca il film fotografa
una realit pericolosa ed in-
quietante, e giunge quindi
od una critica di costume.
Ci sono precedenti impor
liunti, nel cinema tedesco, e
basterebbe citare per tulti
il famoso «M> di Fritz
Lang.
« La ragazza Rosemarie »,
diretto impeccabilmente dal
regista Rolf Thiele, riecheg-
gia in molti punti la le-
zione espressionisia e rag-
giunge in certi altri il rit-
mo della ballata, tutte cose
CINESELEZIONE
interesse negli qambenti ci-
care al film tedesco del pri-
mo dopoguerra.
Ma modernamente ag-
gressivi sono il taglio, il
ritmo narrativo e la recita-
zione da parte di tutti gli
attori: Nadja Tiller, Peter
Van Eyck, Carl Raddatz,
Mario Adorf, Geri Froebe,
La trama? Una bella ra-
gazza trova la strada del
benessere concedendo le
proprie grazie a grossi pe-
scicani dell'industria e del-
la finanza. Il lusso non le
basta: vuole guadagnare di
più, e indaga sulla vita di
questi suoi « ospiti » per ri-
cattarli, Qualcuni se ne ac-
corge e la fa uccidere,
La morale? Il guasto che
opera sull'animo umano lo
eccessivo amore per il de-
naro, per il benessere, per
la « posizione »,
Molto accurato (una vol-
ta tanto!) il doppiaggio.
Il film ha preso il Premio
Pasinetti,
IL PORTOGHESE
BORSE DI STUDIO
“ERNESTO FASSIO”
« ll Cav, del Lavoro dr. ing, Er-
nesto Fassio, in relazione alla «oe
siruzione di navi che la Società
Ansaldo hi im corso per le sue 520
cilea riunite di navigazione. « Wil=
lutto && Fassio è Compagnia Inier-
nazionale di Genova », nel desio
rio «ii dnre aj dipendenti aci mostri
Scabalimenti sociali ut vatigibile rl
cConopstmento pero Vopera cn'essì
svolgono, la stibilito al «rogire la
Sonnino i it, 3 0 i o ei
sione del varo di ogni nave costrul=
La, ciò sia per le sci invi più va-
rage che per le nove ehe lo saranno
in futuro, per uno Lotale ini chi
La AG. Uil A,
Piero desiderio dello sicsso aurprasi=
Lira Fis, Li SOTA ITA lai
cumie sopra inogestie, GO Cesti
+larglia nel periodo eli aleuni anni,
die diles uri mento — della sommi:
alessia, sono forma di Horse di
Sulidio a favore dei lipli del dipen
centi della Sosietà Ansaldo che
cunseguino la promozione in ogni
sengdli o deseluse le elementati ) «li
quialsbasi orame è graco, purelé
ARIEN'ESI TELE ENEL do CATENA TELALIA* legalm:en=
Li icons Libia,
fui « Hoftze dali Studio E tPassio »,
piero sspresso «cdhesiderio del cdioiize
bird, engono «conto non solo del
mieriti scolnstiel dello siugdenta, TH
anehe delli siiuazione economjeo =
familiare bel dipemientio.
Norme generali
Partecipazione, Poalrannoa concor:
pere nile sudietto borse i digli Comik-
«ehi ce fomminme). «lei dipendenti
della Socleti Ansaldo che abbiano
ui frequentato una classe di una
scuola nedii inferiore ed ottenute
alla line dell'anno scolastico la pro
mozione nll'anmo successivo mella
sessione di giugno o abblanò supe
colto tutti ali esami prescritti dal
Pepoli sa unfversitari è mom
sinnòoà fuori corso ec che frecppemntimo
re*il'anno jin corso uma soegoli sim=
Lale o lesalmente riconosciuta. Inal-
ire alla suddetta borsa di stuiia
VRCSBTO pps tri comcsorrere che nn solo
membro dello stesso nucleo fami-
pliare,
Commissione piudicatrice, Una
commissione giudientrice, presic
duta dall'armatore Ernesto Fnssio
è della quale farantio parte dirigens=
ti delle Compagnie di Navigazione
E. Fassio è dirigenti della Soeletà
Ansaldo, procederà all'assegnazione
clelle Borse mresse n conmcarso agli
mwenti diritto, sin in relazione alla
voalaziorne conseguita, sin in rela-
#fone nlla silunzione sbelale cd ceo»
nomica del dipendente,
Pagamento delle borse, Il paga
mento delle borse verrà effettuato
nel mese di aprile o maggio 1959
per dae modo anche ani candidati
ché frequentino l'Università %1l
fruire della sessione supplettiva «i
esami di febbraio,
Presentazione delle domande, Le
ctomande redatte sugli appositi moa-
duli a disposizione degli interessati
presso le Assistenti Soéiali di sia-
bilimenta, dovranno essere inviate
entro il 31 gennaio 1959 all'Ansalda
= Direzione Generale » Ulicelo ASA
- Genova - corrednie dni seguenti
documenti in carta libera:
1) stato «il famiglia, munito chel
visto degli Ufficio imposte cielo
cCompetanbL;
2) certilento di promozione ot-
Lemuta alla fine cell'anmo scolastico
Li5:-41955, dal quale risultino le wo-
Lizioni ottenute nello serutinio Ji=
nale Go nell'esame della sessione
callva. Detto coruilento deve allresi
nitestare che lo siucentie non è vi»
feelende è fuori corso se universi-
Lido:
24) certbilento di frequenza della
scuola cui è |seritto il concor
Pemle nell'anmto acolistico 1495H=5t,
Disposizioni finali. Gli orfani «ei
dipendenti deceduli da non olire
due anni e che ni momento della
morte avevano un'anzianità di ser-
*igio nom inferiore agli anni 10,
moncehé i figli del dipendenti che
nono possono più prestare servizio
presso l'Ansaldo per ragioni indi»
pendenti dalla propria volontà {ma-
lnttia, invalidità) potranno cons
correre slle borse a parltà di irat-
linmento con E figli dei dipendenti
viventi eo comuniue: non altre |
Limiti di termpo {due anni) previsti
pit sopra,
Per tutte deo questioni di Inter
pireinzione e per qualsiasi questio»
is che dn inli norme non sia
csapleenplatia, dieeiceri la suddetta
Lommimmisslonie, ii quale si riserva
alircesi di fire ogni ulteriore accer-
Rumento che ritenga opportuno,
Norme particolari
1} Sulraridlinatamento alle norme
suddette, il mumiero è l'entità delle
« Horse E, Fassio» reslano così
stabilità:
Studenti universitari: n. & borse dn
Dl. ALLO sal,
Studenti seuole medie superiori:
nm. 16 borse da Li. TARO00 cad.
Siudenti scuole medie inferiori:
n. 18 borse da L. 50000 cad,
5} Se le hbarse destinnte a un
ecrto ordine di seuole non venissero
assegnate, bo relativi Importi sa-
mamme. cheslinati a borse supplemens
inri pero gil nliri ordini di scuole,
n insindacabile giudizio della Coni
missione.
Si Le borse suddette sono mosse
i caneorsoi alle sepirenti condizioni:
Studenti universitari, Devono
were svperito entro le sessioni di
esami dell'onno 1958, e in ogni
caso nono oltre Il 15 marzo 1959,
tutti gli cesnami previsti dai rispet
tivi ordinamenti, Inoltre non devo»
nuo «secre « fuori corso 3,
Siudenti scuole. medie superiori
e inferiori, Devono avere superato
entro la sessione «dii esami di Ju
allo tutti gli esami comseguendo
percio la promozione all'anno sue
cessivo, Non dovranno essere ripe-
Lemel.
Le « Borse Ernesto Fassio» mon
«scludono le borse di studio « An-
Zaldo x & pertanto | figli dei dipen
denti potranno partecipare ad em»
irambl | concorsi,
La
p untuale come sempre, la
Befana dei piccoli ansal-
dini è venuta tra noi per la
quinta volta, per offrire a sel-
mila bambini dolci e giocat-
toli e intrattenerli con una
simpatica manifestazione.
S'è ripetuta, in sostanza, la
festicciola degli anni scorsi,
salvo qualche variante suege-
rita dall'esperienza.
Come ogni anno, ciascun
bambino di età superiore agli
otto anni, ha ricevuto per
tempo, tramite il genitore che
lavora all'Ansaldo, un bigliet-
to di invito per la festa. Men-
tre i segretari particolari della
Befana preparavano le migliaia
di biglietti, altri collaboratori
della benefica vecchietta, tra-
sferitisi in un ampio locale
dello stabilimento CMI, confe-
zionavano le scatole e i sac-
chetti e costruivano i trenini
di cartone e i robot con gli
occhi lampeggianti che hanno
costituito la sorpresa di que-
st'anno, sorpresa particolar=
mente gradita e calorosamente
apprezzata specialmente dai
proprietari dei locali dove si
è svolta la festa, e vedremo il
perchè,
Alla mezzanotte del 5 gen-
naio la Befana, organizzatissi-
ma come si conviene in que-
sti tempi, impartiva decisa-
mente l'ordine di cominciare
le operazioni preparatorie. Il
piecolo esercito dei suoi di-
pendenti, in parte motorizzato,
si metteva subito in movi-
mento e per tutta la notte si
dava da fare per prepararle
un'accoglienza degna di rispet-
to. Alle & del sei gennaio, e
anche prima, ogni cosa era
pronta al suo posto: i robot
con gli occhi lampeggianti e
la pancia piena di trombette,
i trenini guidati da conigli di
plastica, i manifesti con il di-
segno colorato della Befana, i
festoni bianco-azzurri, i pacchi
di giocattoli e di caramelle, i
doni speciali per i genitori.
Alle 8,45, l'ora stabilita per
l'inizio della festa, ! quattro
teatri di Genova (per la Spe-
zia e Livorno daremo un cenno
a parte), erano già quasi al
completo, Si calcola che circa
il 98 per cento dei bambini
{una piccola parte dei quali,
abitanti nelle zone più lonta-
ne, hanno potuto ‘usufruire di
un servizio autotramviario da
noi predisposto) siano stati
accompagnati alla loro festa
più cara e più attesa.
Anche quest'anno i teatri
erano gli stessi deglj anni pre-
cedenti: il »- Massimo» e lo
«Splendor» di Sampierdarena,
l'« Eden» di Cornigliano, il
festa della Befana
« Verdi » di Sestri. In ognuno
di essi i presentatori dello
spettacolo hanno rivolto un
breve cenno di saluto e di au-
gurio agli intervenuti, sono
state proiettate divertenti pel-
litole, sono stati sorteggiati i
premi speciali per i genitori,
sono stati distribuiti i pacchi
dono e, ovviamente all'ultimo
momento, le trombette per i
bambini, contenute nelle am-
pie pance dei robot. Al « Ver-
di », inoltre, qualche bambino
si è presentato sul palco per
cantare 0 per combinare qual-
che giuochetto; allo « Splen-
dor» e all'« Eden » hanno rap-
presentato la Direzione, per
tutto lo spettacolo, il dirigente
amministrativo del CMI dott.
Berta e il dirigente del perso-
nale del Cantiere di Sestri
dott. Schiavo Lena.
Foiché il presidente dell'’An-
saldo aveva, come sempre,
espresso il desiderio di portare
il saluto della nostra Società
e ll suo personale ai bambini
e ai loro accompagnatori, il
programma è stato diversa-
mente articolato in ogni tea-
tro, in modo che la visita del-
l'avv. Federico De Barbieri,
del direttore generale ing.
Lombardi, dei direttori cen-
trali ingg. Zirilli e Casaccia e
del dirigente dott. Enrico, po-
tesse verificarsi prima o dopo
la proiezione delle pellicole.
Infatti tutto si è svolto secon-
do l'orario prestabilito, senza
un minuto di contrattempo. Il
Prefetto di Genova, non pao-
tendo intervenire come era
suo desiderio, era rappresen-
tato dal vice prefetto dott.-Gia-
lanella.
La conclusione della mani-
festazione (leggi ritiro dei
pacechi-dono) ognuno se la può
facilmente immaginare, dato
che essa rappresentava il noc-
ciolo della questione, alla qua-
le non erano interessati dei
compiti signori in abito da ce-
rimonia, bensi dei vispi e im-
pazienti frugoletti, Si è trat-
tato, come è inevitabile, e
d'altra parte anche pittoresco,
di un arrembaggio, la cui tec-
nica non aveva nulla da invi-
diare a quella dei pirati di
Mompracem. L'unica differen-
za era questa: non c'erano nè
arpioni, nè scimitarre, nè ar-
chibugi, nè forzuti eroi della
filibusta, con gli anelli alle
orecchie, la gamba di legno e
un occhio tappato.
In fin dei conti tutto si è
svolto nel migliore dei modi, e
ogni bambino ha avuto subito
il suo dono e i più piccoli an-
che una trombetta. Si è forma-
ta così una banda improvvi-
rs
sata, per la delizia delle no-
stre orecchie, anelanti alla
carezza di sublimi armonie. Ma
meglio cento volte avere le
orecchie straziate dagli strilli
delle trombette che vedere dei
piccoli Tarzan (e qualche vol-
ta anche dei grandi) volare
sulle teste della gente per la
conquista, a costo di demolire
il teatro, di un palloncino co-
lorato. E di questo, come è
facile immaginare, i proprie-
tari dej locali ei hanno ringra-
ziato, sinceramente commossi.
A La Spezia la manifesta-
zione si è svolta al teatro
« Astra» con l'intervento di
autorità e personalità cittadi-
ne e del direttore del Cantiere
di Muggiano ing, Palenzona,
accompagnato dai v. direttori
ingg. Grillo e Gradoli e dal
dr, Migone. E’ stato proiettato
un comicissimo film e il nostro
Aldo Galli ha recato il saluto
de « L'ansaldino » ad un mi-
gliaio di bambini accompagna-
ti dai genitori, E' intervenuto
pure il vescovo mons. Stella,
che ha rivolto ai presenti un
breve discorso augurale,
E' seguita la premiazione
del primo e del terzo classifi-
cato al nostro concorso lette-
rario. Aldo Forma e Franco
Guadagnini. Successivamente
si è svolto un applaudito con-
certo di chitarre elettriche
eseguito dai bravissimi fratelli
Paolo e Vincenzo Campisi. La
festa si è conclusa con la di-
stribuzione dei pacchi dona ed
il sorteggio dei premi speciali
per i genitori.
A Livorno invece la festosa
cerimonia, già preparata, è
stata sospesa in segno di lutto
per la morte dei due operai
sergio Lubrano e Ilo Vivaldi,
deceduti in sezuito ad infor-
tunio sul lavoro qualche gior-
no prima. I bambini sono stati
Invitati solo a ritirare i pacchi
nell'atrio del cinema «Odeon:.,
D. J.
SEZIONE FOTOGRAFIA E CINEMA A PASSO RIDOTTO
LA PREMIAZIONE
DEI FILMS
presentati dai soci al primo festival
Il Presidente della giuria, dott. Sacco, mentre parla agli autori
dei films durante la cerimonia della premiazione
Nel salone della sede di Sam-
pierdarena si è concluso nei
giornj 29 e 30 dicembre il « 1.0
Festival del cinema a passo ri-
dotto », organizzato dalla « Se-
zione fotografia e cinema a pas-
so ridotto a,
La manifestazione, perfetta-
mente organizzata dai sigg. Frio-
li, Zoppini e Grosso, ha ottenu-
to un buon successo sia dal lato
tecnico che per concorso di pub-
blico. Sono stati visionati cin:
que films per la sezione « Tema
libero » e dieci documentari,
La graduatoria, effettuata da
una apposita giuria, risulta la
seguente:
Tema libero, 1) «a La fiducia »
di Glauco Poggi del Cantiere di
Sestri; 2) « Aria di leggenda sul.
le Dolomiti » di Sergio Rinaldi
del Meccanico; 3) « Ore laborio-
se» di Luigi Rivolta del Can-
tiere di Sestri; 4) « Una partita
a bocce» di Domenico Peruzzi
del Meccanico; 5) « Gite in col-
lina » di Germano Guizzardi del
Cantiere di Sestri,
Documentari, 1) « La coltiva-
zione dei garofani» di Adolfo
Ottonello del Meccanico; 2)
oCarnevale di Viareggio» di
Giuseppe Grosso del Cantiere di
Sestri: 3) a Sci di neve è sci
d'acqua » di Ezio Moretti del
Cantiere di Sestri; 4) « Il circo »
di Stelio Zoppini del Cantiere
di Sestri; 5) « E' nata una nave »
di Carlo Perazzi del Cantiere di
Sestri: 6} « Da Londra all'Ita-
lia » di Leo Farodi del Mecca:
nico: 7) a Le mie vacanze nd An-
dalo » di Carlo Sturolo: 8) « Ro-
ma monumentale » di Giuseppe
Rossi del Cantiere di Sestri: )
« Le vacanze di Cinzia » di Ma-
rio Ghezzi del Cantiere di Se-
stri: 10) «Vacanze estive ad An-
dalo» di Andrea Gambino del
Cantiere di Sestri.
La premiazione è stata effet-
tuata dal dott. Chelini, FPresi-
dente del Dopolavoro Ansaldo,
e dai componenti la giuria:
dott. Sacco (presidente), ing.
Pruzzo e sig, Riberti (membri).
SEZIONE TURISMO
Il programma delle gite
Ecco il programma di massi-
ma delle gite che saranno ef-
fettuate nel 195%
Febbraio: Nizza (Carnevale);
marzo: S, Remo (Corsa elelistica
Milano - S, Remo): aprile: Mila-
ZO
no (Fiera Campionaria); mayg-
gio - giugno; Parigi; giugno;
Siena - £S, Gimignano; settem-
bre: Bologna; aoltobre:; Lago di
Como; novembre: da destinarsi
{in occasione di manifestazioni
culturali o sportive)
SEZIONE BOCCE
Cartellino federale 1959
Si porta a conoscenza dei soci
che le iserizioni per il cartellino
federale 1959 sono aperte pres-
so la Segreteria della Sezione.
SEZIONE PALLAYOLO
L'inizio deeli allenamenti
per il campionato di Serie B
Sotto l'esperta guida dell’al-
lenatore Gallo, gli atleti della
« Sezione Pallavolo » hanno ini-
ziato gli allenamenti in pale-
stra, onde effettuare una adegua-
ta preparazione in vista dell’ini-
zio del campionato nazionale di
serie B,
Biglietti a riduzione
per il Teatro «Duse?
Presso la Segreteria del Doa-
polavoro sono in vendita bigliet-
ti a prezzo ridotto per gli spetta-
coli al Teatro « Duse ». Prezzi:
poltrone L, 750; poltroncine
L. 460,
Pubblicazioni in dono
ai soci del «T. C. L»
per l’anno 1959
« La fauna», Terzo volume della
grande collana « Conossi l'Italia »
iniziata dal T.C.L nel 1957 e di cui
sono già stati distribuiti « L'Italia
Fislca » e € La Flora». La collana
illustrerà l'Italia in tutti | suoi
aspetti cssenziali: dalle caratteri»
sttche della sua struttura fislca al-
lia Mora è alla fauna, dall'agricàl-
tura all'industria e ali traffici, dalla
vita culturale all'arte, dal folclore
all'artigianato. o
Come «La Flora » Illustra il man-
9 vegetale dell'Italia, il volume
«La fauna » offre una rassegna vl-
va delle specie animali carmteri=
stiche e della loro distribuzione nei
vari ambienti naturali cel nostra
l'est, Esso può essere dellnito co-
me il libro delle meraviglie del
regno antmale jin ltalia. L'opera,
divulgativa nella forma, ma rigoro-
samente scientilleon nella sosuanza,
è dovula a sutte sclenziati, sotto la
Guida del prof, Alessandro Ghigi,
miestro della scienza zoologica. Le
illustrazioni a colori e foiograllehe,
in gran parte riprese per il T.C.L,
costituiscono la più moderna dotu-
mentazione fotograllen che sia mal
&lata raccolta in lialia e all'estero,
Volume di grande formato (cm,
19,5 x 27), elegantemente e sollda-
mente rilegato Im cartone, di 368
pagine, di cui 272 di testo con 56
cartine a due colori, circa 300 di-
segni a penna e 46 pagine con cen»
tihaia di Illustrazioni fuori testo sia
in rotocalcogralla, sla in quadriero-
mia, e una tawola cartografica rl-
Quardante le spcecie caratteristiche
della fauna italiana,
« Guida rapida +» (Vol, I. Italia
centrale), E" una gulda d'Italia di
nuovo modernissimo tbpo, studiata
appositamente per ll turista di oggi
che vuole wedere molte cose è bene
e in poto tempo, ll Zoo volume è
indubbiamente il più iInteressanta
dei tre che la compongono: vi sono
deseritte in una sintesi necuratiazi-
ta Roma, Firenze, Siena, Perugia
e la splendente collana delle elttà
medie e piccole dell'Italia Centra
le, che assommano | più preziosi
tesori dell'arte Jtallana. La Guida,
per l'eccozlonale corredo cartogra-
fico, il testo succinto e chiarissimo,
la precisione è rischéerza di dati è
notizie, & uno sirumento di siraor=
dinaria praticità, che a colpo d'oc
chio amblenta il turista, indicanda-
gli percorsi, cose da vedere e ogni
pratica notizia per le suò soste, La
c Guida rapida - Italia centrale » è
un volume assai elegante, rilegato
im tutta tela formato 123,5 x 283. Inm=
teramente stampato a 4 colori è
conta ZHà pagine con 2 cartine di
insieme, «5 profili itinerari è 102
piante di ciità, Non potrebbe essere
messo in vendita in libreria a me-
no di L. 2.000,
€« Carta automobilistica d'Italia al
200,000» (Nuova serie - Fogli 13 0
15). E" Il terzo gruppo di fogli della
notissima carta ripubblicnta dal
Touring in una «muova serie > #
che può dirsi uma carta del tulto
muova, tanto profondamente casn è
rimaneggiata e arricchita. I nuovi
fogli offrono a colpo d'occhio non
scolo la più aggiornata è particola»
regglata rappresentazione della rete
stradale, ma anchò gran copla di
Informazioni turistiche (stato dele
strade, percorsi panoramici, centri
d'interezze turistico), I foasli in d'=
stribuzione quest'anno rappresceota-
no la Toscana a sud di Firenze.
quasi tutta. l'Umbria, parte dello
Marche e il Lazio settentrionale è
èeib@ gran parto del territorio de
scritto nel vol, Il della Guida Ra-
pida, Le due pubblicazioni s'inte-
grano a vicenda per fnrellitare um
viaggio nell'Italin Centrale, Il valore
del fogli è di almeno L. 500,
« Il Tomring +. Bollettino bimestra=
le di informazioni ai Soel. E! l'or-
gano dell'Associazione, di eni pub
blica di Atti ufficiali, e che informa
di tutte le attività e manifestazioni
del Sodalizio, delle sue pubblicazio=
ni e del Servizi sociali. el Tou-
ring » appare În fascicoli bimestrall
di almeno 32 pagine, riccamente
illustrati, e m elaseun numero olfre
articoli su argomenti di interesse
turistico, consigli per la viliegria-
tura, Itinerari turistici per +iaggi
in Italia e all'estero, sutcosi not
*iari degli avvenimenti turistici, ru-
briche di antomobilismma, motaci-
clismo, cioloturismo, turismo ferro»
viario, mauticòo, montagna, campeg-
gio, fotografia, ece. I 6 fascicoli han=
mo un valore non inferiore alle
300 lire, «Il Touring > è Inviato pri
tultamente a tutti i Sorci,
Lo pubblicazioni di cui sopra pos.
Romo essere ritirate immediata
mente presso i delegati di Stabili-
mento del Dopolavoro, facendosi
soci del «Touring Club Itallano 3,
L'importo dell'adesione è di Il
re 2.800 ed il pagamento può essero
effettuato in quattro rate mienaili,
di cui la prima in contanti.
Alle stesse conilizioni potranno
essere ritirati 1 volumi «L'Ttalla
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Pensioni di guerra
Hicordjamo apli interessati che,
per poter usulrulre del mostro
servizio, occorre compilare de
schede in distribuzione presso |
corrispondenti di siabilimento.
CAROLINA BONETTI ved. FERRA=
Ri. Le comunichiamo che la Sua
pratica, che come moio lirovasi
presso li Comitato «di Liquidazione,
fon è stata amtora approvata, im
quanto, data l'importanza della
Atessa, dovrà essere solloposta al
Frestdente del Comitalo competon=
te, Ci nuguriamo con la prossima
milzlione di poterle dare definitive
notizie,
GIACOMO CAUSA. Dietro Sua re-
cente segnalazione abblamo assunto
notizie della Sua pratica presso il
competente Servizio del Ministero,
La pratica si è conclusa con li
Decreto ministeriale n, 2763620 del
1®-10-1956, con ll quale Le veniva
folbesza una imientità « uma an-
ium >» dii fa cite. per la durata di
un anno, A seguito del dello prov.
vidimento la Ragioneria Centrale
della Direzione Generale per le Pen-
«lonl di ©huerra, in dnta 13=1-196k,
ha emesso ll mandato di paga-
mento inviandolo all'Ufflelo Pro=
vinsiale del Tesoro di Genova, Ora
per poter far rissaminare la pra
tica, qualora in Sua infermità sia
aggravata, occorre fare «comanda
al Minkstero deéel Tesoro - Direzione
Generale Fensioni di Guerra - Sera
vizio Dirette N, (G, - chiedendo di
èggere solloposto n visitano mieediti
per avvenuto aggravamento,
ANGELO CAVIGLIA, Facciamo ge
quito alla comunicazione precedente
per informarla che il Ministero del
Tesoro - Servizio Diretta x. O, +
in data 25-11-1954 ha provveduto
per le cople fotograliche di duo do.
commenti sanitari da iInviaro poi alia
Capitaneria di Porio di Genova par
l'aggiormnanienta «del foglia mairico-
lare. Il Ministero una volta in pos
sesso del foglio mairicolare aggier-
nato, potrà definire la Sua pratica ni
fini della jiquidazione degli prre=
irati.
FRANCESCO Lo PRESTI Faccia
mo soguito nlla nostra prtcedlente
comunicazione per informarla che
il Comitato di Liquidazione ka ape
provato il progetto concessivo. Sue
cessivamente ll Ministero del Te-
sora, con suo Decreto n, Z1T16G4Z4
del 27-11-»1958, ha dato parere favo=
revole, Ora il Decreto è passato al
Servizio Pagamenti della Direzione
Generale per le Pensioni di Guerra,
che dovrà provvedere ala warla-
zione del ruolo, iInoltrandolo al»
l'Ufficio Provinelale de! Tesoro di
(Remo vi, seguiamo sempre nai Prik=
ilea e Le daremo ulieriori notizie
sul prossimo numero chel nostro
perlodiceo,
RIEPILOGO
Pubblichiamo qui di seguito un
elenco dei nostri assistiti, segnando
a lianco di agnuno l'eslìto della pra-
tica, Preghiamo gli interessati di
voler controllare la propria posi
zione e di volerci inviare eventuali
osservazioni sugli appositi moduli
in distribuzione presso i corrispon=
ibenti di stabilimento.
Francesco ADRAGNA, esito ne-
pilivo » Giacomo ALLOISIO, sito
positivo - Giuseppe ALOI, in alte
sa - Nicola ARMAO, in attesa - An»
toniog ATTANASIO, esito posltjvo
(concessa la sesta cntegoria a vita)
- Lorenzo AUSTI, in attesa » Ivano
BARBI, in attesa + Agostino BARI
SONE, in attesa - Elena BASSI, in
in ai-
attesa - Luciano BELTRAMI,
tesy = Rinaldo BERMASCONE, in
aibesa - Giovanni BENETTI, in ai-
tesa - Fodelt BLAKNDO, esito nega-
tiro {dovuto ad intempestività mel-
la presentazione) - Ottavio BOLLI-
Cl, esito positivo (evasa la pratica
firesso il AMimisiero della Ditesa-
Esercito) - Carolina BONETTI, in
iMtest «a Teresa BOTTI, in attesa -
G. B, BRUZZONE, in aitesa - Maria
BRUZZONE, in attesa - Francesco
CACI, in attesa - Erzio CADENAS-
SO, in attesa - Cesira CANDIA, esl-
to positivo - Gerolamo CANEPA, In
altesi - Matteo CAPODICI, in nite
sì «= Pietro CARLI BALLOLA, eslto
positivo {evasa presso il Ministero
della Difesa-Eserelto) - dott. Elvino
CASANOVA, cslto positivo + Fram»
tesco CASINI, esito negativo (pèr
non dipendenza da cause di guerra)
» Eraldo CHIAPPIMI {esito negativo
(per non dipendenza din cnuse di
guerra) - (Giorgio CIONI, in attesa
- Luigi CONSIGLI, in attesa - Otel=
lo CONTI, in attesa »- lamento
COPPÀ, «sito positivo (sesta cale
porla a vita) - Fietro DAVAGNINO,
in attesa = Pierino DE MICHELI im
attesa - Marlo DE SIMONI, In at-
tesa - Mario DINI, in attesa . Ma-
rio DI STEFANO, esito posltivo
{terza categoria) - Andrea D'OBER-
TI, in attesa è» Andrea ESTELLI,
tito positivo (evasa presso il Mi
nistero della Difesa-Esercito) = erg=
di FAMANO, in wntiesa - Pia FEDE
HiGHI, esito negatixo (rigetto del
ECT pesi intempestività) = Cii-
seppe =FERRANDO, ino atiosa è»
Fompilio FERRARI, in attesa - Gio-
vanni FESTISESE, in attesa - Bru-
no A, FILIPPELLI, esito negativo
{mrsgato, cio, assegno di previden=
za per condizioni cconomichée) -
Fabrizio FILIPPI. in attesa » Novi»
Ha PLAMIXI, esito positivo = Vin>
cengo FoTIA, in nitesa »- Tullio
FRANCESCHINXI, in attesa - Franco
FRAXIZHI, In pnttesa - Micola FRAN
ZONE, ino attesa > Giuseppe GA
GIIARDO, in attesa >» Amedoo LGAl-
LETTI, esito positivo lrameo
GAMBACCIANI, esito positivo (pra
ilen cvasa presso il Ministero della
Difesa-Esercito) - Wanda GATTI,
in niflessa - Emilia GAZZO, in attesa
=» Riecardo GCHILARDI, esito positivo
(scsta categoria a vita) - Léoone
GHIO, esito megativo (iper non di-
pendenza cda cause di guerra) =
Marlo GIACONI, esito negativo >
Teresio GIAMNNECCHINI, esito posi»
tivo - pottava csntegoria rinnovate)
a Attilio GIANROSSI, in attesa »-
Serio GILARDOG=I, esito positivo -
Risaolino GOIFERENZO, in alleza —
lirbano GUALTIERI, esito megaltivo
{peer intempestività) - Carmine 1M-
PARATO, cslio positivo (sellima ca-
tesoria) »= Ivaldo ITALI, in attesa
Lillo LAZZERISI, esito positivo
{evasa la pratten presso il Ministe=
ta della IDifoag=EMaercito) - France-
se TLOPRESTI. in attesa è TLaueinno
MACCAPANI, In attesa - Maria MAC
CF, esito posliivoa » Renzo MAC-
CAPANI, cslio positlrvo (concessiva
una tantum =) - NMube MARETTI
ssito negativo (per nom dipendenza
da cause di guerra) - blario MA-
RIANI, in attesa - Romeo MASSA,
esito posilivo (sesta calegoria a
vital - Malte MASTROBRTLII in ata
tesa so Angelo MILIOOIJTA, in attesi »
Riccardo MOLINO, in attesa - Gio
vanni MONTALDO, in attesa - Gia
no MOREIILI, in nitesa - Natale MU-
RATORI, in attesa - Davide MIUZIO,
in attesa - Carolina PALEARI, esito
positiva - Raffaele PAPALLGA, cai
to positivo - Maurizio PARINO, In
Emilio Fliekl, evasa icurpunicato,
cioè, informazioni richieste; - Giu»
seppe PITTALUGA, in attesa - Ple-
iro POLLASTRI, if attesa - Pietro
PONTE, esito positivo (evasa In
pratica, presso il Ministero della
Lifess=lESercito) - Pasquale POZZO,
in attesa - ing. Antonio PREDIERI,
eslto positivo - Ino QUERCI, in
attesa > Armida RAGLIANTI, in at-
lesa - Gino RAPETTA, esito positivo
- Angelo RICATTI, mn attesa » Dina
RISSÙ, esito positivo - Mario Hl-
MAGNOLI, in attesa - Flavio HKOSSIÌ,
in attesa + Pasquale ROZzo, im qsi-
tesa - Haffaele SACERDOTE, in mi-
its » Angiolina SALVIATI in at
besn + Angelo SANGUINETI, in at-
era » Giovanni SA&AXTIMI, in attesa
- Lemmildo SATTURZÀO, esito negativo
- Galliano SIMONIINI, esito positivo
» (Giacomo SOMMARINA, in attesa =
Lursianòà SOMMONVIGO, «sito positi-
vo » Michele STRAGAPEDE, in atte
si «+ Ahlonio TACCHINO, in attesa
- Guido TADDEI, in attesa » Ameri-
go TOGXETTI, esito negativo < Ore-
&ie TORRE, in attesa - Pasquale
TORRE, esito negativo {per intem-
pestività) - Paolo TOSCHI, esito po
slitivo - Ettore TRAVERSO, esito po»
zitivo » Giovanni TRAVERSO, in ni
tesa - Gregorio TRIESTINO, esito
piasitivo » Michele TROIML.0, In at-
tesa - Giovanni IGGETTI, in mitesa
- Marta VANNINI In nitesa - El
imòor® VENTIRI, in attesa - Guido
VILLAVNECCHIA. In nttesa - Frant>
cesso VINOI, esito negntivo {per im-
iempostività) - natale. VISCARDI,
esito positivo »- *atale VISCONTI,
In nitesa - Salferino VITALI, in
attesa - Romolo VOLPICELLI in
auitesa - Emilio ZULATO, in attesa,
la dicliura «in sttesa»s non si
onilicea che, per l'interessato, mom
slnno mai state pubblkcate notizie
su «l''ansaldino » (anzi pareechi
hanno rict&vuto più di una risposta),
ma semplicemente ehe ln pratica
non è ancora definita presso il Mi-
nistero, I corrispondenti di Stab
limento sommo in possesso dell'elen-
co completo delle notizie pubblicato
per ogni singolo interessato, elenco
nggiormato sa tutto |} 14 settembre
attesa » Gincomo PARODI, in at- 1958. L'attunlie sintesi sl riferisco n
tesi - Bartolomeo PERELLI, in at- notizie in possesso del nostro servi-
tesn - Anita FIFRI, ino attess » ib n tutto Il 15 mowembre 1958,
FI Entre
UN TELEVISORE
per i bimbi
Gili
poliomielitici
impiegati del Cantiere di Sestri, del Meccanico © della
Direzione Generale hanno fatto omaggio al Reparto poliomielitici
dell'Istituto pediatrico « Giannina Gaslini» di un televisore da
24 pollici completo di tavolino e lampada,
I piecoli ricoverati hanno risposto ringraziando
per il
Ela
ditissimo dono e illustrando le loro helle parole con un disegno
da cui traspare la fresca
non può contaminare.
Quale
cluusi da mesi e mesi in questo ospedale, la vista della televisione!
poesia
dell'infanzia, ele la sventura
magnifica sorpresa, per iulti noi, grandi e piccoli rin-
Era già un piacere scendere nella elasse per le ore di lezione,
da adesso è diventata una grande gioia, perchè ci attende ogni
giorno anche un diperlimento; vediamo cose tanto belle e istrut-
find e spesso si ride mollo tulfi insieme,
Giaechè sappiamo chi ce lha donata, non possiamo fare a
meno di unirci futti in una sola voce, per gridarvi con esultanza
" Grazie, grazie! "',
grande eunore,
Nessuno di noi potrà dimenticare il Vostro
A nanni tutti i riconeriati alel piudiglione dello poltomielife
M. MARCHIANO -
GIOVANNI NONNI
La fotografia rappresenta la
chiese «d'Italia, Per
l'Ansaldo dovranno sapere
sorteggio. i seguenti premi:
I nostri concorsi
partecipare
dire,
dell'architetto della cupola è qual'è la chiesa, Sono in palio, per
1} frullino con maelna-cafft elettrico;
2) ferro elettr, da stiro: 3) caffettiera; 4} e GF) prodotti « Perugina +
cupola di una delle più celebri
al concorso i dipemdenti del-
entro il 10 febbraio, il nome
RISULTATI DI CONCORSI PRECEDENTI
Scena umoristica di caccia
sua
ra
San
Tra Rutti
concorso è» stato effettuato um
sorteggio (presso la Fonderia ala
la presenza di testimoni) per l'as-
segnazione dei premi. Ecco Il ri-
sultato: 1) Sergio Raiteri del C.MI.
{wince um fucile nutomatien « Bre
da > da cacclal; 2) Luigi Redi cdi
LIV {vinee un lenzuolo ricamato
con due federe); 3) Alfredo Clico-
gna del MEC (vince un tovagliato
ber sei persone); 4), 5) e G)} Emilia
Astori della DIG, Diva Robotti della
FON, Carlo Priarone della DIG {win-
cono clascunio una copla del libra
* Magia ligure): 7) è BR} Sergio Ghil=
lardoni del MEC, Giuseppe Cremona
del MEC (vincono prodotti « Peru-
fina »).
Sutessslvamente un'apposita piu»
ria ha scelto le migilori battute,
che sono risullate le semienti:
1) La lepre al cane: c Xom te la
prendere se il tuo padrone dorme;
tanto, na le non sarcblrero toccate
che le mie ossala.
GUIDO DI FRANCESCO (SAMI
1 Il enne: ©« MI dispiace, ma deb-
bo sverliarlo. Quello è l'unico al-
br «della soma +
CAMILLO BARTOLI (DIG)
#) Dl cane: «F' un unmo scalo
gnato: ha 7imio il futile in un come
corso ed i presidente della Protes
zione Animali... >.
DANILO MORGANTINI
Tra | loro autori, come preseri»
veva il regolamento, è stato effet-
tunto un alten sorteggio, che ha fas
worito il rag. Camillo Bartoli (DIG,
nl quale è stato nssegnato um ser
vizio di piatti per sel persone,
i partecipanti al nostro
{CANI
#38
gp N
“4
# L=] Fac
. {23:27
battute degne di
zlonme sono le stquenti:
1) La lepre al cane: « Ti raccom-
io ancora una barzelletta e pol sa
*Jtre segnala-
rà meglio che iu svegli ll tuo pa
drone perchè Il pollivendolo chiude
fra un'oretta... 3,
RINO CRESTA (MEC)
25 La lepre: « Mal visti um caccia
tore è uti came così pieril 3,
ll cane: «ll bello è che nol non
abbiamo val visto una lepre... ».
EDOARDO GORETTI (CANI
3) La lepre: «Ha il Breda? ».
I cane: c Ko, ha sonno».
RENZO TUO (MECI
La carta capovolta
[ua carta capovolin era il Re di
Cuorì, come si poteva vedere dal
nome del fabbricante e da Quella
cella città sedo della fabbrica stam-
pati ni lati. Tra i numerosi lettori
che hanno partecipato nl concorso,
il sorieggio (effettuato presso la
dii sezione di “Voltri «dello stabili-
mento CM. alla prosenza di tes
stimoni) ha favorito | signori: For-
tunato Mercatali del CAN fines
um aspirapolvere elelirico): Fiero
Poncl di LIW {vinee un lenzuolo com
fodere ricamate): Francesco Polrb
del CAN (vince um servizio di to
vaplie per sei persone): Maria Con-
sigliere della FON, Glinto Fellini
della FOX, Emilio Carlevaro della
PON, ing. Sergio Amserini «dela
DI, Franco “Wella dei MEC (vl
como ciascuno uhia copin del lilbea
« Magia liqure +}: Giovanni Alesseri
della DIG « “Wirgillo Pizzorno della
FON. (vincono elaseuno prodotti
" Perugina >),
ZI
Sono nati
dl anasto: MARIO, di Luciano Con»
ti (Can)ì e di Irene Rissotto > 6 otto
bite: ANSELASIO di Benito Macoggi
(Meel e di Remala Sarcoccia » &
novembre: FERNANDA, di Rocca
Lobascio (Cmi) e di Vittorina Di
Pietro i3 novembre: MARA, di
Nicoli. Cordone {(Mec)ì ce di Cote
rina Perazzo; ALBERTO, di Fran-
«esco Seattina (Mugi e di Miranda
Tivegnn + 15 movembre: EMANTUES
Lu, di Tomaso Ziferro (Cmi) e di
Anna Marin Bello =» li novembre:
STEFANIA, di Bruno Sceattina (Mug)
e adi Ivana. Cabani + 15 novembre:
MARZIA, di Carlo Picielletii {Aug}
eo di Tuelnnin Cantt! » 23 novembre:
4WINA MARIA, di ‘Vittorio Cuneo
(Moe) e di Paola Velo: INANA, di
Aldo Prossito {Mec} e di Giovanna
Cabella - 30 nivembro: ORNELLA.
di Florio Botti (Mug) e di Tueiana
Conti = 19 idleembre: GABRIELLA,
{*fecl c di Elide
GRAZIELLA.
Fre
dij Cnristito Arlcala
Peruzzi - 4 dicembre:
di Claudio Beencel (Cmii e dé
nesta RBariolueel - 5 die@mbre:
ALESSANDRA, cli Armando Raoan>
cheri (Mec) e di Fisa Parodi - 18
dicembre: ARMANDO, di T.mo (Ca
tellinni (Cani e si Emilin Gottormo:
ROSANNA, di Arturo Valle (Can) è
TMeembre: LU-
(Cani e «dl
di Amelia Puecl = IT
CIA, di Enrico Ravern
Marlin Parodi = 18 dicembre: RITA
MARIA, di Attilio Andrensei (AMecol
& di Flora Farné - 29 dbiceembreo:
PATRIZIA, di Luigi Pastorino {Can}
e di Pasqualina Ottonéella,
A tutti i piccolissimi ansaldini cd
ai loro genitori i mostri auguri più
ferwidl,
Si sono spostati
1® pttobre: Armando FANCANI
{Mug) con Rita Cipolli » 20 otto»
bre: Bruno SALVESTTI (Mug) com
Adria Dadi - 25 ottobre: Atifllo
SIVORI {sug} con Guglielma Spes
Setti =. 29 ollobre: Giorcioò INNO:
CENTI fi3usì con Vinceenzina Za-
nello - 16 novembre: Luigi NOCE
{3fee com Giancarla Bellocchi è»
23 novembre: Angelo PATRONE
(Abee) «cono Irene Gesino: Lorenzo
GARRONE {Mec} «on Franecsca Te-
come =» 23 novembre: Cesare Hi
VAN {X}lee}) con Rita Pienovi: Min-
rizio LAMPONRI (Mec) con Teresita
*Iai; Elio SEGARLLA (Mug) con Ra
Giorgini; Felloc GAGGINO
Caterina Tassisiro - 27
novembre: Ergio MASNATA {(Mece]
emi Ross Anna. Russo: Pietro CE
BRRDOA: (Mec) con Angela Gazzanipa
= BR dicembre: ing. INo BIALE (Cami)
Egidia Bellino - 20 dicembre:
Amtonio BULGGARELLOI Can)y con
Giuseppina
SAI
(Sia)
Con
cOn
Donzelli - 21 dicembre:
Antonio SCARANARI (Can) con El
sù Brmiera 27 dicembre: Renato
Lea Antonelli.
BABROÒOCCI (Can) con
niggtri
Agli sposi i vivissimi au
guri,
Le insetaloni sono sramuile è s0-
mo riservate ni dipendenti del-
lFAnsaldo, Hivolpersi ni mostri
corrispondenti di stabilimento.
ASCOQUISTERELI armadio «di media
grandezza, usato, al prezzo massimo
ci diro 10.000, Tolefonare al nume
Po E.
VENDO « Fint 1100 Ba con motore
revisionato, sommiatlssimna, lampo
uintori, Prezzo lire 180.000, Telefo-
nane nl n, 643598 nelle ore serali.
Atto di onestà
L'operaio Vincenzo Eloggi
dello stabilimento CMI, rinve-
nuto nell'interno della fabbri=
ca un portafogli contenente de-
naro, sj affrettava a rintraccia-
re il proprietario cui lo ricon-
ScEnava.
Segnaliamo o iuiti, con vivo
compiacimento, l'atto di onestà
del sig, Eloggi.
GENOVA -
LA SPEZIA -
LIVORNO -
COMMIATI
Hanno lasciato il servizio per
raggiunti limiti di età | seguenti la-
voaratori della mostra Azienda:
CANTIERE DI SESTRI
stina Dagniro, assunta [I 19-59-1923,
impieeanta amministrativa,
Agostino PITTALUGA, assunto il 14
h-] 925, capo reparto,
Gerolnmniia ;BRITEZONE,
13-10-1935. «discanalore
assunto ll
Costriile
tore,
Rinaldo CASOTTI, assunto ll ©-5-
1934, calafato in ferrò,
Giovanni NEGRO, assunto il Zi-i-
1693351, carpentiere in ferro,
Galllano FRASCHINI assunto il Ss-
1-1940, capo squadra.
Nicalb MONTAGNA,
2.940, elettricista.
GUANTI
dell, sabbiatore.
(GG. BR. FIANA,. assunto il
manovale specializzato
Imberio FUSI, assunto
manovale specializzato
anna REPETTO, assunta ll dt
1343, addetta pulizia.
nssunto iL 15
lirmelindo assunto Il 3-
A-3- 1969,
D'11-3-194d,
a
Bonfiglio PANCIROII, assunto Il 19
i=1950, capo squadra.
MECCANICO
Giovanni CAGRSI, assunto il 13-1-
lil, disegnatore progettista,
Gustavo MASMSATA, assunto ]l 18-2-
II, capo disegnatori.
Glevanni BELTRAMI, assunto il BG-
111-191, cnpo pruppo
Emilio LAXGER s6ssunto iI 191»
La], viec capo sezione,
Eugenio SANSON, assunio |l Z1-f-
1015, preventivista
Romolo CASTELLO. nssutito il Ba.
i0-1919, capo ollkeina.
Pasiuynle ARCERI, assunto il 20-7-
VZIE imbrazatorntì
Mario ANELLI, assunto II s1-3-
19ZI, spliamatore lamiere
Tagli ALBERI assunto Il 16-93-1991,
impiegato tecnico,
Silvio MASSA “assunto il 19-7-1923,
capo prua,
Luigi BIANCHI, nssuntp il 16-1-
1935, eruista,
Antonio SAPONI. assunto il 14-3-
LEE, preventiviata.
(Giuseppe CALIZZANO,
1G-3-1926, ribaditore.
Filippo GENOVESE, assmio |l 13-
fh= 1936, contabile,
Mario MILANESE,
IEZ6, capo reparto,
Armando MASNATA, assunta
1-1929, sotto capo olfkeina
nesurnto El
nssunio il Zîi-=f
ll 20
(Giacomo CASELLA, assunto Il 19-
PG, elettriclslo
Arrigo BASIETTI, nssunto il 23.19.
1935, Impiegato tecnica,
Gincomo PARODI, assunto VR-%=
IU, capo reparto.
Stefano PARODI, assunto Il 16-9-
til, carrelista.
I.ruigi SAVELLI, assunta JI
fattorino,
FERRI, assunto il 14-13
fuochista caldaie,
feiuseppinà CAVALLERI assunta Il
[ft=B=e 1944, nddelta mensa.
Abramo CAVICCHIOLLI, assunto {l
16-1-1946G, battimazea.
Amonlia CARTONI, assunta il
LOST, avcleletta mensa,
FONDERIA
Hnriolonieg ;OTTOENISILO,
I 19-6=1943, monovalo
dn
i-B- 10462,
Vincenzo
ago
Zia Da
assunto
ESpecializ-
SRD,
Feresi PARODI, assunta dl 17-10-
1944, acedetto mensa.
C.M.l.
Nicoli FERRARO, assunto ll Td
Za Bi,
Fransecexco ROCCONE, assunto il 16
tarnitore,
1E+1934, lornitlore,
Hartolomico CONTE, assunto KM ZS1=
fi-15819, disiributore®e
Irene STORACE, nssunta il 18-6-
19420 mdeltla pulizia,
intomino ROMEO, nssunto ll 18-H-
143, imbrapatore,
lTasen CARLI assuma Îl 19-3- DI,
impiegata amministrativa,
Aurnelin CORTE, assuma HE 10-1=
16454, smddetta mensa.
{Gennaro SCOTTI, assunto il 13-11-
195, impiegato amministrativa.
A questi bonemeriti lnvoratori,
che hanno speso le loro migliori
energie per l'affermazione dell'An-
saldo, giungano i ringraziamenti più
vivi e Vangurio di un sereno riposo.
Menini, nipote di
della Fonderia
Carla
Renato BRaphino
Giuseppe Gaggero
(SMI
Mario, Aglio di
dello Stabilimento
L. 128.000
L. 148.000
FILIALE S.A.R.P.I. - Viale Brigate Partigiane, 92 r., - Telef. 580.641-2-3
Ditta Dr. F. A. GABBIO - Via Biassa, 5 - Telefono 22.685
Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062
15SO
L. 178.000
Nei vari stabilimenti Ansaldo
si verifica che i metodi di la-
worazione si differenziano, Per
esempio i candelieri, mentre al
Muggiano vengono eseguiti me-
diante fucinatura, al Cantiere
di Sestri vengono realizzati
mediante composizione. Così
pure per la lavorazione degli
rappoli. Mentre a Muggiano si
eseguono alla piallatrice, a Se-
stri la lavorazione avviene me-
diante la contrassegnatura an-
golare alla fresatrice e quindi
spianati al tornio.
Gli esempi sopra descritti,
naturalmente, potrebbero esse-
re moltiplicati, ma credo ciò
non necessario in quanto la
redazione può rendersene con-
to interpellando singolarmente
gli operai che lavorano nei
vari reparti, in modo partico-
lare coloro che sono soliti tra-
sferirsi fuori sede. Proporrei,
per parte mia, una standardiz-
razione delle varie lavorazioni,
certo che ciò sarà di interesse
per la Società e gradito da tut-
ti gli operai.
Infiniti ringraziamenti per la
ospitalità.
MARIO COZZANI (MUG)
La direzione del « Settore
esercizio navale », interpellata
in merito a quanto sopra, ha
così risposto:
1) I candelieri risultano eco-
nomicamente più convenienti
se costruiti di tipo composto
anziché di tipo fucinato. Tal.
volta si è però costretti a ricor-
réere al tipo più costoso, allor-
chè si devono completare i
grigliati di un apparato motore
I Acuolaa But
di,
già da altri costruito con can-
delieri fucinati.
2) La lavorazione dei tac-
chetti di aggiustaggio al tor-
nio è senza dubbio più econo-
mica, anche se lascia qualche
tolleranza, spesso prossima al
limite della accettabilità. AL ri-
guardo bisogna però tener
conto che ciascun cantiere ha
differenti disponibilità di mac-
chine e pertanto, pur tendendo
alla realizzazione della spiana-
tura al tornio, si èé talvolta
obbligati a ricorrere anche a
macchine limatrici.
Le Sue osservazioni, comu
que, sono state portate all’at-
tenzione del direttore del Can-
tiere di Muggiano.
POSTA IN ARRIVO
Epifania 1958
Egregi signori,
Il vostro bel dono ci ha resi
molto felici. Ci permettiamo
di scrivervi per ancora viva-
mente ringraziarvi, ed inviar-
vi, assieme con i nostri devoti
saluti, auguri di bene e pro-
sperità.
MAURA e MARINA ZANOTTI
sm
Pegli, 18 dicembre 1958
Spett. Redazione,
a nome di mia madre, Caro-
lina Bonetti ved. Ferrari, rin-
grazio sentitamente per quan-
to « L'ansaldino » ha comuni-
cato riguardo alla pensione di
:
—_ «BBi gs
i
7
;
i
i
b
Ì,
È
e
de?
s
P
guerra. Sono molto grato del
vostro assiduo interessamento
e per quanto avete fatto finora
per mia madre.
Nella speranza che la prati.
ca si concluda felicemente, col-
go l'occasione per inviare ton-
ti cordiali e sinceri auguri di
buon Natale e buon anno, an-
che a nome di mia mamma,
UGO FERRARI
MEMENTO |
ue operai livornesi
deceduti per infortunio
ll 2 gsennnio È awwenuilo al Can-
tiere di Livorno un grave incidente
di cui sono rimasti vittime | care
pentieri in ferro Sergio Lubrano e
ilo Vivaldi.
I idduo bravi operai si trovavano
à bordo della motonave « Bernina »
intenti ad «seguire alcuni lavori «ii
miedilica nella cassa 16 bia, in com-
Sergio Lubrano
pagnia di um saldatore, quando im-
provvisamente si produceva Lita
violenta Mammata che li Investiva
in pieno.
ll Lubrano decedeva sul posto,
mentre il Vivaldi, grravemente ustio-
nato, veniwa trasportato all'ospedias
be, ll giorno dopo, malgridio le cure
prodigategli, anch'egli cossava di vi-
vpi,
Sergio Lubrano, *edovo e com
una figlia dodicenne, era nato a Li-
ilo Vivaldi
yorno il 19 marzo 1920 ed era stato
assunto nl Camtiere « Luigi Orlando 3
mel 1943,
Ilo Vivaldi, sposato e con una fi
glin di 13 anni, &ra nato a Livorno
il 17 novembre 1517 e lavorava al
Cantiere « Lulgl Orlando » dal 1946.
La notizia di questa grave disgra-
zia ha profondamente commosso I
lavoratori tutti dell'Ansaldo è la
cittadinanza livornese, che è since
cora Rlovani,
faetvano lo atesso lavoro, &d
tbiuroni
aveva riservato loro anche la stes-
sa tragica fine,
di Ti anni.
Musiliari, deceduto il 5-123-1958, Era
stato assunto mel 1925,
di 40 anni,
rilesa,
stato
moglie e un tiglio.
dl &R amni,
Ausiliari,
ramenie afferionata nl suo cantiere
è me segue le wicende con animo
sensibile.
Sergio Lubrano e Io Vivaldi, an=
erano quasi coetanei,
erano
il destino
amici. Purtroppo
Salvatore CREMONESI
dipendente dei Sersitzi
Savino RUINOS®£S]
dipendente del Mecca-
6@-12-1558. Erà
1946, Lascia la
deceduto il
assunto mel
geom. Guido TRINCHERO
di 932 anni, dipendente dello stabi=
limentao
2A-192-
1955,
CMI, deceduto H
19558. Era stato assunto nel
lascia i gonltori.
Giuseppe DELFINO
dipendente «del Sersizi
deceduto il 22-12-1958.
Erù stato assunto nèl 1946, Lasela
la moglie, due figlie e la madre,
Gilda SOLARI
cli 48 anni, dipendente del Servizi
Ausiliari, deceduta il 28-12-1958.
Fra stnia assonta nel 1939, Lasela
il marito e una figlia.
Umberto GIACOMINI
chi 4l anni, dipendente del Cantiere
ci Sestri, deceduto ji 20-19-1958. Era
stato assunto mel 1957, Lasela la
moglie e figli
Orfeo VIGETTI
di 5° anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, decoduio H 20-15-1954,
Er staio assunto nel 19452, Lascia
la moglie.
AI famigliari le commosse com-
doglianze do « l'Ansaldino »,
lansaldino
gui ibi NATE
DREI IHIPERDESTI
IRE LI.Î ASA LIE
n
ERTITO DALL'ANSALDO S.pA,
Li
Responsabile: Lorenzo Rebora
Redazione: Via Fieschi, 10-11
Genova
+
lorrispondenti «di Stobilimendor
DIG: Lucia Thiamante - MEC:
Spartaso Sardini, Ginseppe Lo
verno + CAN: Graziano Merlano
CMI: Dina Pasquino (Voltri):
Aurelio Mapeeiolo {Fegino) - PON:
Michele Montesori e SAU: dii
aeppa Sardì - MUG: Aldo Galli -
LIY: Dino Dazzi - CORE: Kdilio
Orlandi - ROMA: Mario Fossati
de
Spedizione in abbonamento po:
stale gruppo II * Abbonamento
gratuito ni dipendenti è pensio.
nati * Stampato nolla Tipografia
F.lli Paenno, Via Monticelli, 11 *
Fotoineisioni A. Ceriale, Via Lam=
franconi, 4 * Pubblicità STRA,
Senletta Carmognola, 7 * Autoriza.
Trib. di Genova n. #9, G-5-1954
Società Epirrice
SEDE CENTRALE: TORINO
CORSO MARGHERITA, 176
INTERNAZIONALE
FILIALE DI GENOVA
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RIA
INI
Ze
TAGLIANDO
(A
23
Hill
n
n
Sol
+
Dei
LS
+.
n.
*
na
ti
- extracted text
-
ansaldino
15 gennaio 1959 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO sped. in abb. postale - gruppo ll
RITO O RS ELLA
costruito per ls Period e: (PMR
L
È
È 1
Varata a Sestri
la “Gimmi Fassio”
] | 22 dicembre 1957 veniva va-
rato 0 Sestri la turbocisterna
Elios e: un anno dopo, il 21
dicembre sempre a Be-
stri é scesa in mare la motonave
« Gimmi Fassio» dan 106/70 ton-
mellate di portata lorda. Fra
l'una e l'altra data hanno preso
il mare, dagli undici at-
tivi dell'Ansaldo, cinque moto-
navi da carico {« La Pinlada «,
White Rivera, Fucinatore a,
o Giuanin Fassio e a Corona
Australe s) per un totale di
416,0 tonnellate di portata lor
do, una motocisterna (e Sicilmo-
tor s} da «41.080 tonnellate, qual-
tro turbocisterne {(« Polinice »,
n Felce a, a Ginewra Fassio »,
« Santa Isabella «)da 41,500 ton-
nellate, un'altra petroliera, con
apparato motore a vapore, da
14.500 tonnellate di portata lor-
da (la « British Light «), un ri-
morchiatore (è Cantarena «+), due
motonavi miste per carico è
passeggeri da 4.350 tonnellate di
SCOrso,
«cali
stazza lorda {« Hernina sn ©
« Brennero s) è il 7 dicem
lire scorso la e Leonardo da
Vinci + da 42000 tonnellate di
stazza lorda.
La « Gimmi Fassio fa parte
cdi una commessa di sette unità
gemelle che la « Villain £ Fassio
e Compagnia Internazionale di
Genova s Società nzionarie riu:
nite di navigazione ha ordinato
all'Ansaldo; tre di queste
« Angela «, « Carmela «+ ed «Elet-
tra già navigano da
parecchio; una, « Giuanin Fas-
sio e, € in allestimento ed altre
due sono da costruire ancora. A
suo tempo puntualizzammo giù
le caratteristiche teeniche cdl
comomiche, ced i vantaggi deri-
vanti dalla costruzione in serie
di queste modernissime motona-
vi. Qui ci limitiamo a sintetix-
aleuni dati teenici: la
Gimmi Fassio» è stata impo-
stata il 28 novembre del 1957 e
costruita sotto la sorveglianza
speciale dei principali istituti di
classificazione, pero ottenere la
più alta classe relativa a navi
adibite al trasporto «i carichi
alla rinfusa; la nave è inoltre
conforme alle recenti preserizio-
ni di sicurezza e di igiene eda
quelle relative al tramsito nei
canali di Suez è Panama.
ici
Fassio
«ue
Lo scafo di questa motonave è
n struttura trasversale, suddivi-
sb, per mezzo di otto paratie
slagne trasversali, in cinque
stive per il Gilico cdl Li ia tank,
ha un interponte di carico con
boecaportello di stazza a poppa,
la prua slanciata e la poppa del
Lipo ad inerociatore, il fumaio-
lo al centro, cassero centrale,
castello e tuga poppiera, timone
tipo « Gertz », Le colonne di cn
rico sono gunrnite di picchi di
portato oscillamte da ds na 145
tonnellate e di un quieco di far
zan da 30 tonnellate,
L'apparato motore avrà
stalle
La madrina, sig.na Patrizia Fassio, con l'armatore Ernesto Fassio
s centro nave, Esso sarà cosi:
tuito da un motore DMesel An-
saldo - Fiat (n due tempi, sem
plice effetto, a sette cilindri, ca-
pace di sviluppare una potenza
normale di 7.000 cavalli asse) è
din «ue cenldaie ausiliario tipo
Ansaldo - Clarkson,
è è è
AL xaro avvenuto, come i
© detto, il 21 dicembre scorso,
alle 10,30 di una giornata me-
tercologicamente tempestosa —
erano presenti numerose auto.
citi militari. oltre an
molti rappresentanti del mondo
civili è
economico cd industrinle della
4%
biaF%
ES ml m FA
Liguria. Ricordiamo, tra gli al-
tri, il dott. Cadoni della Prefet-
tura, il vice sindaco Bovo, i ge-
nerali Carnino è Ruffini, il prof,
Minoletti, presidente del Consi-
glio Superiore della Marina Mer-
cnntile, il comm. Vittorio Fassio
ed i maggiori dirigenti della no-
stra Società, Dopo la benedizio»
ne, impartita da Ss, E mons.
accondo Chiceca, Vins. Gianan-
alien Boero direttore del Coan-
tiere «di Sestri ha impartito
gli ultimi ordini immediata
mente precedenti il varo ed ha
quindi rivolto il fatidico invito
alla signovina Patrizia Fassio,
gentile madrina della nuova e
modernissima unità. AL ata
sliat», docile e insieme solenne
li a Gimmi Fossio a è corsa in-
contro alla sua nuova culla li-
quida,
Subito dopo il presidente del-
l'Ansaldo, avw. Federico De Rar-
lbieri, ha rivolto all'ing. Ernesto
Fassio il «saluto di tutto VAn-
saldo, profittando — sono pa-
role di questo nuovo ape
puntamento di lavoro, Gli ha ri-
l'armiatore, constatanedo
viva soldizfazione come le
inesamribili energie della pente
ligure continuino a volgersi ver-
4Me
pasto
com
>» ten te ® ”
Augurio |
Da on anno all'altro, è ormai mia tanto gradita consue-
tudine il rivolgere a tutti voi ansaldini un vivo ed affettuoso
augurio, approfittando di queste pagine, anch'esse entrate
nella nostra tradizione.
Se un motivo di conforto tutti noi possiamo trovare
nel guardare il cammino percorso insieme, esso è dato
dal fatto che ciascun anno ha segnato un progresso di la-
voro su quello precedente,
Spetta a noi, a tutti noi, far si che il nostro comune
cammino continui verso il meglio, per le maggiori fortune
di questa grande famiglia ansaldina, della quale tutti siamo
partecipi,
Rinnoviamo, perciò, l'impegno di operare per questo
fine, con armonia di intenti.
A voi, a tutti coloro che vi sono cari, buon anno!
FEDERICO DE RARBIERI
so il mai ingrato mare, malgra-
do le difficoltà dej tempi e delle
avverse contingenze, s Ma — ha
aggiunto — faremmo «della re-
torica o del colpevole conformi
smo, se dicessimo che tutto va
per il meglio, e che è sufficiente
abbandonarsi alla corrente per
approdare al porto di una com-
pleta, robusta politica marinara,
E con vivo rammarico che
devo invece ancora una volta
puntualizzare l'assoluta urgenza
di provvedimenti atti a provare,
in attesa di nuove leggi, che il
(verno sj rende conto degli er-
rori che stati
errori che il silenzio, la indiffe-
renza, € la dilazione, non var-
vebbero a correggere,
E" inutile compiacersi di un
varo, ed è vano pronunciare in
una o in altra sede discorsi di
generico clogio alla Intrapren-
denza dell'avrmamento, al valore
dei tecnici e delle maestranze,
alla perizia dei naviganti, se non
si riconosce apertamente che la
sola legge che fu fortunosamen-
te creata per difendere i cantieri
e incoraggiare le costruzioni —
la legge Tambroni — è stata, nel
secondo tempo della sua appli-
cazione, frustrata neî suoi ell'et-
ti pratici, modificando con Îne-
sono commessi;
scusabile arlitrio, la data di
decorrenza dei henefici.
Questi. criteri, che possono
sembrare di lieve momento per
chi non è direttamente impe-
gnato nell'industria marittima e
ne ignora i duri problemi, hanno
sravemente scosso la fiducia di
coloro che hanno avuto il me
AIA
rito o il torto — di puntare
sulle leggi dello Stato, E° dolo.
roso doverlo dire, di fronte alla
violazione e capricciosa modifi.
cazione di uma legge approvata
e ratificata dai due rami del
Parlamento e sulla cui interpre-
tazione non dovevano sorgere
dubbi, come non ne sorsero
quando fu realizzata, in base al-
la logica calla giustizia, la co-
struzione del primo e notevole
gruppo di nuovo tonnellaggio.
Non più tardi di venerdì mat-
tina, rispondendo agli auguri
delle rappresentanze parlamen-
tari, il Gapo dello Stato espri-
l'avviso che «non si deb-
bono frapporre ritardi alla ret-
la funzionalità dello Stato » ed
invitava ad è agire con rapidità
e serietà di decisioni e metodin,
Mi sin consentito rilevare co-
me l’espressione « retta funzio
nalità «= distingua © caratterizzi
quella « fides publica » che è il
fondamento sociale degli Stati
liberi e delle libere democrazie,
e senza la quale viene meno la
fiduein, patrimonio più geloso
della stessa riechezza,
Compia il Governo un atto di
sacrosanta, doverosa riparazio-
ne, rimettendo la Legge Tambro-
nî sul suo giusto binario, rassi-
curando quella parte dell'arma-
mento che è oggi costretta dalle
circostanze a considerare l'even-
tualità di um arresto del suo
slancio costruttivo,
Salut'amo intanto col nostro
augurio più fervido, alla vigilin
del giorno più snero alla Cri-
stinnità, questa nuova nave che
il Lavoro ha cercato, e la Fede
ha battezzato: porti essa, con
costante fortuna, sui liberj occa-
ni il segno della nostra gente, il
sigillo della nostra civiltà! »,
meva
L’oratore ha poi così concluso
il suo apprezzato ed applauditis-
simo discorso:
a E poiché mi sento avvinto a
coloro che creano le navi come
n coloro che le guidano, da un
vincolo affettivo che supera gli
interessi immediati, vi dirò che
mi ha particolarmente toccato la
lettera con la quale una madre
mi ha informato che attraverso
le Borse di studio da me fon-
date per le famiglie dei lavora.
tori ansaldini — contributo che
sj rinnova ad ogni varo — suo
figlio ha potuto conseguire la
laurea in medicina.
Mentre rinnovo a tutti, capi e
gregari, vicini ce lontani, il voto
di ogni bene e di ogni fortuna,
mi nuguro che possa Vavvenire
del nostro Paese identificarei
ogni giorno di più co] testina cdi
un mondo rassicurato e ricon-
ciliato nella " pace della giusti.
zia" che è la pace cristiana! n,
Emiddio Loscalzo
one a Civitavecchia
la centrale da 140.000 kw
e centrali idroelettriche
sono state per molti anni,
come è noto, la principale fon-
te, che sembrava inesauribile.
di energia per il nostro Paese.
Solo la situazione di fronte
alla quale ci trovammo alla fi-
ne dell'ultimo conflitto mon-
diale, illuminò di piena luce
le vere necessità nostre e i
problemi che si presentavano
urgenti, ormai, anche in qQque-
sto settore. Ai competenti, agli
studiosi e alle categorie im-
prenditrici interessate apparve
chiaro che le nuove fonti di
energia elettrica andavano ri-
cercate, per una percentuale
sempre crescente, nelle centra-
li termiche di grande potenza,
ma per la costruzione di que-
ste l'industria meccanica na-
zionale praticamente non pote-
va innestarsi su una adeguata
esperienza passata, nè poteva
far leva su una ragionevole e
graduale evoluzione delle mo-
deste centrali fino ad allora
costruite e ai consumi bassi
raggiunti dai costruttori stra-
nieri attraverso una tecnica as-
sai difficile e perfezionata.
Non rimaneva che conside-
rare obiettivamente la realtà,
riconoscendo che i costruttori
italiani dovevano colmare una
distanza piuttosto notevole,
Le difficoltà finanziarie di
quegli anni, aggiunte alle im-
possibilità tecniche, imposero
le soluzioni che si conoscono,
cioè l'immediato intervento
delle costruzioni americane in
base al piano ERP e poi an-
che tedesche, che piazzarono
in Italia, nel giro di pochissi-
mi anni, quasi di balzo, ben
nove centrali termoelettriche
per una potenza complessiva
di oltre 700.000 kW.
Fu in que] periodo, fu sotto
il pungolo di quegli eventi che
sf rese urgente compiere uno
sforzo notevole di pazienza è
di volontà incominciando dac-
capo, recitando quasi il ruolo
di apprendisti, senza perdersi
d'animo. Si riprese a nuovo la
preparazione di uomini e di
mezzi che richiese sforzi tec-
nici ed investimenti di capitali
non comuni. Si trattava di far
fronte alle occorrenze di una
tecnica che anche in campi
collaterali, come ouello im-
portantissimo della siderurgia,
aveva raggiunto altrove risul-
tati notevoli pur essendo tut-
tavia quella italiana in una
fase di sicuro progresso. Tutto
ciò in un momento di agitazio-
ne e di turbamenti che certo
non potevano assecondare una
così difficile impresa.
L'insistenza e lo sforzo du-
rarono anni prima che qual-
che frutto si potesse racco-
gliere.
Occorre dare atto che, ciò
nonostante, la fiducia di una
parte degli imprenditori elet-
trici ci soccorse, col risultato
che fu possibile dimostrare che
il settore termomeccanico ita-
liano "poteva considerarsi in
condizioni di potersi presto al-
lineare con le migliori case
costruttrici straniere.
Tutto questo veniva prepa-
rato per far fronte al ben noto
incremento previsto e consta-
tato nel consumo di energia
elettrica in tutto il mondo, in-
eremento che si aggira intor-
no al sette ner cento annuo
e che in base a calcoli molto
approssimati porta al raddop-
pio dei consumi in dieci anni.
In base a tali previsioni il
nostro vaese, che ha una po-
tenza totale installata di 11
milioni e mezzo di KW. — di
cui il 75 per cento si può con-
siderare installato in impianti
idrici e il 25 per cento in im-
pianti termici — nel giro di
dieci anni deve raddoppiare
detta potenza.
Come è noto le percentuali
di incidenza degli impianti
idrici e di quelli termici si
sono alternate nei decenni
scorsi. Difatti nei primi tempi
dell'industria elettrica italiana
predominarono le centrali ter-
miche, ma col passare del tem-
po e col perfezionamento dei
sistemi di trasporto a distan-
za dell'energia prodotta dalle
centrali idroelettriche si in-
vertirono i rapporti. Dono la
prima guerra mondiale si os-
serva già che l'incidenza degli
impianti idrici aumenta note-
volmente e quella della poten-
za termoelettrica installata è
appena un tuarto della po-
tenza complessiva delle cen-
trali in esercizio allora. Le in-
cidenze degli impianti termici
diminuiscono ancora ver molti
anni sutccessivi fino a ridursi al
15 per cento, Solo tiuando en-
trano in esercizio gli impianti
termici installati in periodi re-
lativamente recenti e dopo il
1945 si verifica una ripresa
dell'energia termica la quale
oggi incide, come si è detto,
con circa il 25 per cento della
potenza totale.
Se, sembre per cuanto ri-
guarda la potenza, si pone in
confronto la situazione del
1953 con quella del 1938 —
che è l’anno di riferimento dei
dati statistici — e si prende
come base 100 per detto anno,
in Italia abbiamo che nel 1953
la potenza idroelettrica sale a
181 mentre quella termoelet-
trica sale a 245,
Riducendosi sempre più la
convenienza di impianti idrici
a causa del loro sempre più
alto costo, per il fatto che le
migliori fonti di tale energia
sono già state utilizzate, si può
ritenere che l'incidenza dello
sviluppo degli impianti ter-
mici sarà sempre maggiore.
Le centrali termiche in cor-
so di costruzione, il loro nu-
mero, le loro potenze, dimo-
strano chiaramente quest'as-
serto, anche se, in complesso,
non hanno raggiunto il ritmo
desiderato e necessario per far
fronte alle imperative esigen-
ze dei consumi, perchè le que-
stioni finanziarie, nel nostro
Dasse, sono state e sono uno
scoglio difficile da superare.
Fra le aziende imprenditrici
che, con larga visione del fu-
turo, riconobbero tempestiva-
mente la necessità di spingere
la costruzione di centrali ter-
moelettriche con gruppi di
grandi potenze, decidendo di
affidarne la costruzione all’in-
dustria nazionale fu anche la
« Società Termoelettrica Tir-
rena » di Roma, che verso la
metà del 1955 commise al-
l'Ansaldo l'ampliamento della
centrale di Civitavecchia che
recentemente è entrata in fun-
zione,
Fu un saggio atto di auten-
tico patriottismo quello com-
piuto dalla « S.T.T.» che oggi,
a distanza di tre anni, le deve
essere riconosciuto perchè si
trattava di affidare, per la pri-
ma volta all'industria italiana.
la più potente e moderna cen-
trale del nostro Paese.
se fosse proficuo volgere la
mente al passato e scorrere le
fasi attraverso le quali la co-
struzione si è svolta avremmo
da elencare difficoltà e con-
trattempi, che dimostrerebbero
sì quanto sia dura l'erta via
che conduce alle realizzazioni
in questo campo, ma dimostre-
rebbero altresi che elasticità,
vitalità e coraggio sono state
alla base della nostra Azienda
in particolare e del nostro
gruppo di industrie in gene-
rale, gruppo che si estende dal
settore meccanico a quello si-
derurgico, a quello elettrotece-
nico. In una nuova intesa che
ha messo in luce un vivo spi-
rito di collaborazione fra i di-
versi gruppi di industrie inte-
ressalte, sono stati affrontati e
risolti felicemente numerosi
problemi nuovi che solo pochi
anni fa sarebbero stati giudi-
cati insuperabili.
Pensiamo che bastino le ca-
ratteristiche tecniche della
centrale di Civitavecchia, che
sono fra le più spinte finora
adottate non solo in Italia, a
dare un'idea di ciò che è co-
stata di tenacia e di ansia una
realizzazione siffatta.
Il generatore di wrapore è
composto di ‘una caldaia « An-
saldo B.& W.» a circolazione
naturale di tipo ad irradiazio-
ne avente:
— produzione di vapore a ca-
rico max, cont, 450 T/h;
pressione di timbro 153 ata:
pressione di esercizio 1443
ata;
pressione del vapore all’u-
scita del surriscald. 135 ata:
— temperatura del vapore
surriscaldato 548° C;
— temperatura del vapore
risurriscaldato 538° C,
Il vapore, nella quantità 400
T/h, dopo la prima fase di la-
voro in turbina, torna in cal-
dalia per essere nuovamente
riscaldato a 538° C dalla tem-
peratura di 365° C alla quale
era disceso.
La caldaia funziona a nafta,
o a carbone polverizzato.
Il suo corpo a pressione ha
un ingombro di m. 16 in lar-
ghezza, di m. 20 in lunghezza
e d) m, 38 in altezza.
Il collettore di raccolta del
vapore, che è sistemato in te-
sta alla caldaia all'altezza di
m. 33,5 ha un diametro di me-
tri 1,870, una lunghezza di me-
tri 15 e pesa 85 tonn.
Il gruppo turboalternatore è
composto di una turbina di ti-
po a condensazione e a SUrri-
scaldamento intermedio che
funziona secondo le condizioni
seguenti:
— potenza al carico max. cont.
140.000 kW:
potenza al carico economico
125.000 kW;
regime di
3.000 giri/1';
pressione del vapore all'am-
missione 127 ata;
— temperatura del vapore al-
l'ammissione 538° C;
temperatura del vapore ri-
surriscaldato 538° C.
La turbina è del tipo tan-
dem - compound con doppio
flusso sulla bassa pressiune ed
ha la cassa di AF in acciaio
fuso al cromo-molibdeno-va-
nadio, mentre la cassa di BF
è in lamiera di acciaio com-
posta, i due rotori di alta e
bassa pressione in acciaio fu-
cinato, anch'esso al Cro-Mo-
Va, le palettature fissa e mobi-
le in acciaio inossidabile spe-
ciale adatto ner resistere alle
alte temperature.
La turbina è accoppiata di-
rettamente all’alternatore me-
diante giunto rigido.
L'alternatore, costruito dalla
consorella Ansaldo S. Giorgio,
è del tipo a raffreddamento
con idrogeno. Ha la potenza
funzionamento
4
massima di 170,000 kVA - ve-
locità 3,000 giri/l' - tensione
15.000 Volt - frequenza 50 pe-
riodi - cosfì 0,8.
Il gruppo turboalternatore
completo ha una lunghezza to-
tale di m. 26 e pesa circa 500
tonn.
Il condensatore a superficie
è in lamiera saldata, i tubi so-
no in cubral mandrinati, le
casse d’acqua in ghisa, le pia-
stre tubiere in metallo muntz.
in esso circolano 16.600 T/h
di acqua di mare di raffredda-
menta,
Le dimensioni d'ingombro
del condensatore sono m, 7,4 x
8,14 x 13,7 e vuoto pesa all'in-
circa 245 tonn.
I ciclo termico fornito è
composto: dell'impianto di de-
gasaggio, dell'impianto inie-
zione chimica, dell'impianto
preriscaldamento dell'acqua di
alimento, delle pompe d'ali-
mento, delle tubazioni e val-
vole, delle apparecchiature
accessorie, ecc.
Ù n» *
Questa sezione da 140.000
kW. della centrale dij Civita-
vecchia, è stata installata a
fianco dell'altra sezione da
70.000 kW, che funziona già da
parecchi anni e che fu costrui-
ta nell'immediato dopoguerra
dalla « Genera] Electric »,
La sua installazione in un
edificio esistente, ha imposto
problemi non sempre facili e
quindi soluzioni che hanno ri-
chiesto eccezionali studi di
progettazione e di sistema-
zione. L'affiatamento creatosi
fra i tecnici della Direzione
della cliente - Società Termo-
|
si
elettrica Tirrena », il cui con-
tributo di esperienza è stato
notevole, quelli della consu-
lente « Gilbert» e quelli del-
l'Ansaldo ha consentito di rag-
giungere risultati brillanti.
La mole del lavoro fatto,
l'alta qualità dei macchinari
prodotti, le soluzioni adottate,
la ciclopica imponenza del-
l'impianto, richiamano la men-
te degli esperti, che ben san-
no che cosa costano di capi-
tali e di tormenti simili co-
struzioni, a meditare sullo
sforzo che è stato necessario
nella profonda trasformazione
delle officine della nostra
Azienda, nella organizzazione
della produzione e nel perfe-
zionamento dei tecnici per
conseguire i risultati ottenuti.
Vi sono ancora, purtroppo,
degli imprenditori elettrici ita-
liani che non tenendo conto
del grado di efficienza ormai
raggiunto dall'industria nazio-
nale in questo settore, conti-
nuano ad importare dall’este-
ro questo genere di macchina-
rio, trascurando l'industria del
nostro paese che ha nffrontato
investimenti notevolissimi pro-
prio per assicurarsi, in un pri-
mo tempo, il mercato interno,
potendo anche contribuire co-
sì, per ingenti somme, ad un
migliore andamento della bi-
lancia commerciale,
Ma da ora in voi, anche gli
eterni ammiratori di tutto
quanto si fa e si produce oltre
Alpi e oltre Oceano, saranno
certamente più obiettivi di
fronte alle lusinghiere realiz-
zazioni nostre.
Luigi Palumbo
> era un'atmosfera diversa
dal normale in quel tar-
do pomeriggio di novembre
nel cantiere di montaggio del-
la nuova sezione da 140 MW
della « Società Termoelettrica
Tirrena» a Civitavecchia,
Un'atmosfera che era anda-
ta gradualmente trasforman-
dosi nel giro di poche setti-
mane, L'eterogeneità delle co-
se, l'irregolare muoversi degli
uomini, i lompi delle salda-
trici, i rumori assordanti e
stridenti, tutto ciò insomma
che da l'apparenza caratteristi-
ca nd un cantiere di montag-
gio, si era lentamente e come
per incanto, trasformato in un
complesso organico, ordinato,
armoniosamente composto nel-
le sue linee sobrie e pur an-
che estetiche.
La più grande unità termo-
elettrica finora costruita quasi
per intero dall'industria ita-
liana ed in gran parte dalla
nostra Società, aveva assunto
la sua definitiva fisionomia.
Ed anche l’espressione degli
uomini, che per circa quindici
mesi avevano dato la loro co-
stante attività per mettere in-
sieme tonnellate e fonnellate
di materiali, aveva cambiato
aspetto, I wisi erano tornati
sorridenti, lieti di avere supe-
rato, talvolta anche faticosa-
mente, le difficoltà inevitabili
e di avere così portato a ter-
mine il compito assegnato.
In quel periodo di prepara-
Entrata in
zione erano stati infatti col-
latedati ad uno ad uno i mac-
chinari ausiliari e così le pom.
pe di circolazione dell'acqua
di mare, quelle di estrazione
dal condensatore, quelle di ali-
mento della caldaia e tutte le
altre pompe di mole minore,
comprese quelle di lubrifica-
zione della turbina, furono
messe in servizio e regolar-
mente provate. Anche i grandi
ventilatori dell'aria combu-
rente ed i giganteschi estrat-
tori dei fumi dalla caldaia fu-
rono fatti preventivamente
funzionare,
Ed infine, seguendo le norme
degli Enti collaudatori, tutti
gli apparecchi soggetti a pres-
sione e cioé la caldaia, il de-
gasatore, i riscaldatori dell'ac-
qua di alimento, il condensa-
tore della turbina e le princi-
pali tubazioni del vapore e
dell'acqua furono sottoposti
alla prova idraulica ad una
pressione ancora maggiore di
quella che detti apparecchi
raggiungeranno in esercizio
normale,
Fatte queste prove venne la
fase dei lavaggi, operazioni
queste che per la caldaia e le
tubazioni del vapore principa-
le, assunsero una particolare
importanza. Le tubazioni furo-
no infatti « soffiate » una alla
volta con vapore alla pressio-
ne di 40 atmosfere, prodotto
dalla caldaia, scaricandolo di-
rettamente nell'atmosfera. II
L L'ILI % Li % h
VA AA i La
bi \\ ì \Òù ha N
4} \ \Ò RSI
\Ò
Ì
VA
A A : TL LI N
LAI % n Eu
RAMA x RA
parallelo”
getto di vapore era talmente
violento da ostacolare il traf-
fico sulla via Aurelia, che pas-
si a quasi cento metri dalla
centrale, Il «lavaggio » della
caldaia invece è stato un'ope-
razione molto delicata, aven-
dola sottoposta ad un vero e
proprio decappaggio acido.
Venne quindi la volta della
turbina, già provata nelle no-
stre officine. Dopo le prove
«da ferma», la turbina ven-
ne avviata e portata in auto-
regolazione alla normale ve-
locità di funzionamento ed al-
la sopravelocità di scatto con-
trollando tutti i dispositivi di
regolazione e di sicurezza.
Contemporaneamente, tutti i
macchinari e le apparecchia-
ture dai più importanti e gran-
diosi ni più minuti, venivano
collegati ai quadri di controllo
e manovra, da dove una sola
persona li può «vedere» e
controllare nell'intimo delle
loro strutture e nella loro
funzionalità.
Dal quadro di controllo si
possono infatti mettere in
marcia o fermare tutti i mac-
chinari; aprire o chiudere ser-
rande di regolazione; misurare
tutte le temperature e le pres-
sioni dei vapori, delle acque,
dei gas della combustione e
dell’oria comburente; e con-
trollare inoltre i livelli nei di-
versi recipienti.
Altre registrazioni molto im-
portanti sono quelle relative
alle temperature dei metalli
della caldaia, della turbina e
dell'alternatore; ed infine i
quattro sirumenti supervisori
della turbina misurano le wi-
brazioni sui cinque cuscinetti,
l'eccentricità del rotore, e le
dilatazioni differenziali fra
cassa e rotore.
L'impianto di allarme acu-
stico e luminoso completa i
quadri di controllo segnalando
quelle anormalità che possono
compromettere l'integrità dei
macchinari o addirittwtra il ser-
vizio della centrale,
Anche tutti questi strumenti
ed apparecchiature, il cui col-
legamento ha richiesto alcuni
chilometri di cavi e tubetti,
erano stati tarati e provati
« in bianco s,
Si era dunque giunti a quel
pomeriggio del 19 novembre,
e tutto ciò era già storia pas-
sata e nell'aria c'era atmosfera
di vigilia e nei cuori il vivo
desiderio di arrivare alla con-
clusione della grande fatica.
Essendo tutto pronto, tutto
provato, tutto a posto, biso-
gnava concludere, occorreva
quindi « entrare in parallelo ».
Ed il tanto e da tutti atteso
momento giunse quando il di-
rettore della «S.T.T.» ing.
Zamorani, inserì con decisa
manorra il nuovo grande com-
plesso nella rete elettrica na-
zionale,
Fu un attimo di commozione
generale e spontaneamente i
presenti nella sala quadri pro-
ruppero in una calda ovazione
all'indirizzo dell'ingegner Za-
morani,
Occorre ricordare che il
compito dei ‘progettisti era
particolarmente difficile. Si
trattava di installare un com-
plesso da 140 MW in un fab-
bricato costruito per contenere
un'unità da 60 MW. Questa
realizzazione ha senza dubbio
richiesto una rara maestria.
Questa nuova unità, che per
qualche tempo ancora sara la
più grande installata in Italia
e fra le più grandi in Europa,
è una chiara dimostrazione di
quanto sia necessaria e costrut-
tiva la collaborazione fra le
industrie e soprattutto fra i
tecnici,
Vi è un caso significativo che
può essere portato a conferma
ed esempio di ciò: le elettro-
pompe di alimento sono com-
poste da un motore elettrico
di costruzione e progetto ita-
liani, un giunto idraulico te-
desco, un moltiplicatore di ve-
locità francese e una pompa
di progetto americano.
Vi sono poi delle apparec-
chiature costruite negli USA,
in Gran Bretagna, e per quan-
to riguarda i macchinari di
costruzione italiana possiamo
dire che tutte le ditte più im-
portanti sono rappresentate in
questa fornitura.
Dai risultati raggiunti appa-
re evidente che si può guarda-
re al futuro con serena tran-
quillità. Non rimane che au-
qurarci di essere sempre più
frequentemente chiamati ad
assolvere altre costruzioni di
centrali termo-elettriche,
Anche se le caratteristiche
tecniche delle future centrali
saranno più severe, dobbiamo
avere la certezza che le sapre-
mo brillantemente superare,
Mario Capellaro
ECHI
€6
tra
NELLA STAMPA ROMANA
na centrale
le più potenti
d’ Europa”
Per meglio chiarire ai nostri
lettori l'eccezionale importan-
za dell'opera compiuta, credia-
mo interessante riportare una
parte dell'articolo che «Il
Tempo » di Roma ha dedicato
alla nuova centrale, sotto il
titolo: « Una tra le pitt moder-
ne centrali d'Europa ».
La più potente sezione gene-
ratrice termoelettrica d'Italia
ed una delle più importanti di
Europa ha concluso felice-
mente a Civitavecchia le pro-
ve di collaudo e nei prossimi
giorni entrerà in funzione per
il normale ciclo produttivo.
Guesto eccezionale avvenimen-
to, concretizzatosi in un pe-
riodo particolarmente delicato
per la vita economica della
città, non può non aver susci-
tato sentimenti di viva soddi-
sfazione nell'intera cittadinan-
za e particolarmente in coloro
che, guardando con fiducia al-
l'avvenire di Civitavecchia,
spendono le loro migliori
energie per la realizzazione di
complessi industriali, la cui
mole rappresenta una garan-
zia sicura e nel campo econo-
mico e in quello sociale,
Alla Società Termoelettrica
Tirrena — di cui è direttore
Sopra il titolo: la camera di combustione della caldaia. Sotto:
generale l'ing. Gherardo Za-
morani spetta anche il
grande merito di aver creduto
in queste vitali possibilità di
Civitavecchia e dj averle valo-
rizzate attraverso la costruzio-
ne della centrale termoelettri-
ca, il mastodontico impianto
posto a nord della città, fra
l’Aurelia e il mare, a poche
centinaia di metri dall'abitato;
un complesso mastodontico,
ma pure snello ed elegante,
nelle sue indovinate linee ar-
chitettoniche.
Non ci sembra, questa, la
sede più adatta per rifare la
cronistoria del nostro comples-
so industriale; come e perchè
esso è sorto, il suo funziona-
mento affidato finora alla pri-
ma sezione generatrice da
60.000 KW., sono cose che han-
no fornito in più d'una csca-
sione — malgrado il grande
riserbo mantenuto sempre in
proposito dai dirigenti della
Società — spunti per la nostra
cronaca, Noi vogliamo, invece,
accennare oggi alla grande
realizzazione che, in questo
importante settore industria-
le, rappresenta la costruzione
della seconda sezione genera-
trice; realizzazione tanto più
« grande » in quanto le straor-
il turboalternatore in prova
La turbina a vapore del gruppo da 140.000 kW in montaggio
dinarie capacità dei tecnici di
numerose imprese e società co-
struttrici prima fra tutte
l'Ansaldo — sono riuscite ad
allestire un impianto della po-
tenza di 140.000 kW., in un
complesso murario costruito
per ospitare una sezione iden-
tica alla prima, cioè da 60.000
kW. E' un fatto, questo, che
rappresenta un ambito » pri-
mato mondiale » nella propor-
zione fra volume e kW.; un
primato che, attraverso la So-
cietà Ansaldo, i suoi tecnici,
le sue maestranze, altamente
onora le capacità costruttrici
e di lavoro italiani,
Ci è anche doveroso segna-
lare che, a fianco delle grandi
case Industriali cui sj deve la
costruzione della seconda se-
zione generatrice (fra le quali,
oltre alla Società Ansaldo,
ci piace nominare | Ansal-
do - San Giorgio, la Edi-
son, la Siemens, la Tosi, la
Magrini, la Rosso - Demetrio,
la Capamianto, la Poretti, la
Max Mayer) hanno con grande
merito collaborato numerose
ditte locali, le cul maestranze
si sono fatte apprezzare per la
capacità, buona volontà e so-
pratutto per la disciplina sem»
pre dimostrata.
Ma è anche da sottolineare
che la fattiva collaborazione
fra le ditte locali e i grandi
complessi industriali su men-
zionati, fra la mano d'opera ci-
6
vitavecchiese e quella alta-
mente specializzata dei com-
plessi stessi, ha determinato
ber i nostri operai un insieme
di cosnizioni tecniche ed or-
ganizzative, di cui non si sa-
rebbe notuto avere altrimenti
conoscenza diretta; da Qui il
raggiungimento di risultati ve-
ramente lusinghieri, ma già in-
travisti durante i corsi di spe-
cializzazione organizzati, men-
tre erano in atto i lavori per
la costruzione della nuova se-
zione generatrice, Attualmente
è in fase di primo addestra-
mento l’istituzione di ‘una
squadra di specialisti ij quali
debbono conoscere veramente
a fondo le caratteristiche di
impianti del genere, che van-
no facendosi sempre viù nume-
rosi; senza contare che già si
parla della costruzione presso
la Centrale di Civitavecchia di
una terza sezione generntrice.
Inutile dire che è nei voti di
tutti (non si dimentichi che
nella scala dei più gravi pro-
blemi che angustiano la nostra
città, quello della disoccupa-
zione non occupa certo l’ulti-
mo gradino), che tale inizia-
tiva possa presto concretizzar-
si, per il benessere e la tran-
quillità di tante famiglie.
ùÙ #
La più importante prova di
collaudo dell'impianto ha avu-
to luogo quando lo stesso
ing. Zamorani, tra la generale
commozione, ha manovrato gli
speciali e delicatissimi conge-
gni per l'inserimento in « pa-
rallelo » della sezione genera-
trice, Un momento solenne che
ha sanzionato nella maniera
più soddisfacente mesi e mesi
di duro lavoro, di ansie, di
preoccupazioni per il supera-
mento di tante, inevitabili dif-
ficoltà, L'ing. Zamorani, da-
vanti a quell'insieme dj qua-
dri, lancette e manopole, sem-
brava l'intrepido comandante
di una nave, nel momento più
scabroso di una difficile navi-
gazione, E bisogna ammettere
che, entrando nel fabbricato
dei nuovi impianti, la prima
impressione che riporta il me-
no « iniziato », è proprio quel-
la di trovarsi su una grande
nave; meglio, in un sottoma-
rino, fatte le debite propor-
zioni, si intende. Immaginate
infatti che la sola caldaia, ca-
pace di produrre 450 T;h, di
vapore a 127 kg.//cm2 di pres-
sione, ha una camera di com-
bustione di 12,30x440x 30
metri di altezza. Le prestazioni
di questa caldaia sono ottime:
un vero vanto dell'Ansaldo di
Genova e merito del suo ufficio
caldaie, diretto da quel teceni-
co impareggiabile ch'è l'ing.
Ferrari-Leuzzi,
L’ unificazione
nel campo navale
Ha avuto luogo a Genova
presso la Faccità di ingegne-
ria, la Z.a riunione del S. Co-
mitato n. 1 dell'ISO/TC 8 per
!' unificazione ‘internazionale
delle colorazioni distintive per
tubazioni e dei simboli con-
venzionali per gli accessori di
tubazioni a bordo di navi,
A. tale riunione hanno parte-
cipato i delegati della Fran-
cia, Germania, Italia, Paesi
Bassi ed URSS, nonchè un
esperto dell'Istituto belga di
normalizzazione in rappresen»
tanza dell'ISO/TOC 5 » Colora-
zioni distintive delle tubazio-
ni cer Impianti terrestri », La
delegazione italiana, composta
dai ranpresentanti dej Cantie-
ri Ansaldo, CR.DA e CN.K,,
C.d.T. e dai delegati del Mini-
stero Difesa Marina, del RI.
Na. e dell’Associazione Arma-
tori Liberi, era diretta dall'ing.
L, Brandolin.
Dopo ampia discussione del-
le varie questioni tecniche è
stato raggiunto l'accordo sul
progetto di unificazione delle
colorazioni distintive delle tu-
bazioni, con la scelta dei se-
guenti 6 colori base: verde per
l'acqua marina; dzrzurro per
l'acqua dolce; bianco ner il va-
pore; bruno ner sli olii com-
bustibili: giallo ver gli olii
lubrificanti; nero per tutti gli
altri fluidi licuidi o gassosi.
E' stato convenuto di riser-
vare l’impiero del rosso segna-
le per contraddistinguere, in
aggiunta al colore base, i ftui-
di per estinzione incendi e del-
l'arancione per indicare la pe-
ricolosità.
Sono stati inoltre fissati i
eriteri per l'applicazione delle
colorazioni sulle tubazioni, la-
sciando facoltà, per quelle di
base, di pitturare per esteso
tutta la tubazione, oppure ap-
plicare delle bande colorate;
per contraddistinguere la di-
versa natura dei fluidi di una
stessa categoria è stato previ-
sto di riportare o la denomi-
nazione del fluido o il simbolo
chimico oppure un simbolo
convenzionale letterale o ci-
frato.
Per cuanto concerne l'unifi-
cazione dei simboli convenzio-
nali per gli accessori di tuba-
zioni, dopo esame dei diffe-
renti simboli mrevisti dalle
esistenti norma dei vari paesi,
si è proceduto alla scelta dei
segni convenzionali per rap-
presentare j tubl, le flange, i
passaggi di varatia e gli orga-
ni di intercettazione (valvole,
saracinesche, rubinetti, ece.).
I risultati raggiunti nella
2.a riunione del SC1/ISO/TC8&
segnano un ulteriore nasso sul-
la via di una comune intesa
tecnica tra vari paesi del
mondo: l'unificazione delle co-
lorazioni distintive dei fluidi
nelle tubazioni, oltre a stabi-
lire un unico sistema di iden-
tificazione risnetto alla molte-
plicità di quelli attualmente in
uso, riveste una particolare
importanza sotto l'aspetto fun-
zionale e della sicurezza dei
servizi a bordo di navi; l'uni-
ficarione dei simboli delle tu-
bazioni e dei relativi accessori
mira invece a stabilire un uni-
co linguaggio convenzionale,
inteso a semplificare la com-
nilazione e interpretazione
degli schemi dei vari servizi
delle tubolature di bordo, per
renderli di niù facile ed im-
mediata comprensibilità.
(TI EER PITTI
Impostata a Muggiano
una motonave da 10.670 L.d.w.
La costruzione 1546 per con-
to della « Villain & Fassio ©
Compagnia Internazionale » di
Genova, è stata impostata al
Muggiano il 15 dicembre,
Alla posa dei primi due ele-
menti di chiglia, del peso com-
plessivo di circa 40 tonnellate,
hanno assistito, in rappresen-
tanza della Compagnia arma-
trice, il comandante Giuseppe
Selvatici, l'ing. Martinoli, il
sig. Ippolito e l'agente marit-
per il
timo comm. Lardon;
Cantiere di Muggiano il diret-
tore ing, Palenzona, il vice di-
rettore ing. Grillo e i dirigen-
ti ing. Marras e dott. Migone.
Non appena i due blocchi di
chiglia sono stati deposti dalle
gru sullo scalo, il cappellano
di fabbrica, don Aurelio Oli-
vieri, ha impartito la benedi-
zione ai primi elementi di
quella che sarà una motonave
per trasporto di carichi secchi
da 10.670 tonnellate di por-
lata lorda.
}
Il modello.
dell’ apparato
motore della _
“Leonardo”
N el capannone della gran-
de Meccanica del Cantiere
di Sestri è in fase di costru-
zione il modello in scala 1:10
dell'apparato motore della
Tin, « Leonardo da Vinci », la
futura «ammiraglia » della
nostra flotta mercantile.
L'apparato motore è sistema-
to in quattro locali situati nel-
la zona centrale della nave e
precisamente, cuello della mo-
trice destra nel locale prodie-
ro, quello della motrice di sì-
nistra nel locale poppiero,
quello delle caldaie ausiliarie
ed evaporatori compreso fra i
due locali delle motrici prin-
cipali ed infine il locale della
centrale Diesel - elettrica per
il disimpegno del servizio di
porto.
Dei primi tre locali si è
ritenuto consigliabile eseguire
il modello in considerazione
del limitato spazio a disposi-
zione. del grande numero di
macchinari che vi vengono in-
stallati e delle particolari esi-
senze di ciascun macchinario.
« Modello » è una parola ma-
gica che richiama alla mente
una sinfonia di colori, un'or-
gia di profumi di cellulosa e
tanta grazia di linee, Ma ciò è
vero solo in parte per il mo-
dello dell'apparato motore del-
la « Leonardo da Vinci». Non
si tratta infatti di un « pezzo »
destinato alla gioia degli occhi
di profani in visita ad ‘una
esposizione, ma della materiale
messa a punto di progetti ela-
borati negli Uffici Studi e tra-
dotti al vero da modellisti, tu-
bisti e specialisti varii, che la-
vorano sotto la guida di tecni-
ci della Sezione apparati mo-
tori.
La meta che si vuole rag-
giungere è la migliore dispo-
sizione dei varii macchinari in
relazione al servizio che disim-
pegnano ed al loro ingombro,
il più razionale sviluppo delle
tubolature, delle condotte di
aria per il tiraggio forzato e
per la ventilazione, delle con-
dotte dei fumi e di tutto ciò
che è parte integrante dell'ap-
parato motore, per ottenere un
insieme tecnicamente armonio-
so e rispondente ai canoni del-
la migliore funzionalità,
Il concetto base che guida
nella realizzazione di questo
modello, si scosta notevolmen-
te dal concetto sino ad oggi
seguito nella costruzione dei
modelli precedenti che ave-
vano come scopo essenziale e
direi eselusivo, lo studio delle
tubolature per permetterne la
costruzione a tempi anticipati.
Con la costruzione del mo-
dello della « Leonardo da Vin-
ci» si vuole operare più in
profondità e risolvere nel cam-
po tecnico i problemi che si
presentano a ritmo serrato.
E' importante dare il giusto.
valore nel senso più esteso
della parola alla differenza che
intercorre fra modificare sul
modello e modificare a bordo.
Nel primo caso le modifiche
sono la giustificazione della
costruzione del modello e quin-
di vengono accettate come con-
seguenze logiche; nel secondo
caso e precisamente in fase di
montaggio, le modifiche sono
sgradite sorprese che provoca-
no, quasi sempre, soluzioni di
emergenza e certamente pro-
curano enorme perdita di
tempo.
A grandi linee illustriamo il
« nuovo » procedimento che al-
la luce dei fatti già si mostra
vantaggioso.
Gli Uffici Studi del confra-
tello Meccanico e del Cantiere
passano ai tecnici della Sezio-
ne montaggio apparati motori,
gli elementi di studio e di pro-
getto, Questi tecnici esaminano
al vaglio del ragionamento co-
struttivo in collaborazione con
gli esponenti degli Uffici Studi
citati e dell'Ufficio tecnico del.
la Società «Italia» gli ele-
menti avuti,
Da questa fattiva collabora-
zione prende forma sempre
più precisa e si completa il
progetto iniziale.
Nelle fasi successive di co-
struzione del modello, vengono
apportate le varianti concor-
date emerse dal contatto e
qualche volta dal contrasto,
fra il concetto di progetto e
quello di realizzazione.
E' evidente l'importanza di
questo lavoro prevaratorio,
eseguito alla luce di una com-
prensione forse mai raggiunta
fino ad oggi fra i vari settori.
Ciò permette di ottenere l’'op-
timum, che, traciotto in disegni
definitivi, darà a suo tempo il
« via » al lavoro di officina.
Infatti è a questo punto che
intervengono i disegnatori per
rilevare i disegni dei partico-
lari dei singoli elementi come
basamenti, tubolature, condot-
te di ventilazione e di aria
comburente, di fumi, grigliati,
scale e pagliolati ecc. che ver-
ranno poi avviati alle singole
officine del Cantiere di Sestri
per la costruzione ed infine al
montaggio a bordo.
E' da mettere in giusta evi-
denza che la perfetta collabo-
razione tra uffici studi e co-
struttori del modello è una
confortante dimostrazione del-
l'impegno che va oltre il do-
vere che è passione, gioia, di-
rei quasi poesia.
Questi ingegneri, tecnici ed
operai non sono mai piena-
mente soddisfatti del lavoro
eseguito, Sono prigionieri del
dubbio che si possa fare me-
glio e di più. Non pensano di
essere i soli depositari dei se-
greti degli apparati motori e
sono sempre pronti a fare te-
soro dei consigli e degli aiuti
che ad essi potrebbero arri-
vare sotto qualsiasi forma e
provenienza. Desiderano so-
pratutto che il cuore della
maestosa «ammiraglia» sia
perfetto, perchè ancora una
volta la vecchia Ansaldo si
presenti sulla scena del mon-
do marittimo destando con-
senso ed ammirazione.
Costantino Caorsi
Due vedute del modello, costruito in scala 1:10, Si noti con quanta cura sono stati ripro-
dotti tutti i particolari, al fine di raggiungere la migliore disposizione dei varii impianti è
macchinari, delle tubolature, e per ottenere un insieme che si presenti armonioso e funzionale
3]
MECCANICO
Prove di due turboalternatori e di una turbina
® # * "i a “a & 4%
destinati alla nave cisterna “Ginevra Fassio
Si sono svolte, recentemente,
nella sala prove turbine dello
Stabilimento Meccanico,
prove al banco dei due gruppi
le w.
turboalternatori ausiliari del-
la turbocisterna da 31.500 t.d.
« Ginevra Fassio», varata
al nostro Cantiere dj Sestri il
I turboalternatori da 550 kW sul banco di prova
TOTALI, Un IaREHitE Terr Dc RANE
CASSETTA DELLE IDEE
Le proposte del mese di dicembre
Durante il mese di dicembre sono state esaminate
dai comitati della « Cassetta delle idee» 229 proposte
di cui 80 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 15, di
cui 4 premiate,
MECCANICO. Proposte esaminate 192, di cui 68
premiate.
STABILIMENTO CMI. Proposte esaminate 22, di
cui B premiate.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di
L. 129.500.
Tra gli ultimi premiati risultano i seguenti dipen-
denti dello stabilimento CMI: Gaetano Cardillo, Donato
Giannetta, Nunzio Meringolo, Luigi Palazzo, Carlo Pe-
scetto, Armando Spiller.
Poni
al
Li
: rtl mr
NET
i
Preparazione
di tubi conici per caldaie
Ansaldo - Clarkson
7 settembre dello scorso anno.
I due gruppi, della potenza
di 550 kW, sono composti da
una turbina Ansaldo tipo
(vapore ammissione 40 Ata,
435° C., 8.000 giri/l') e da un
generatore Ansaldo - S. Gior-
gio (690 kVA, cosfi 0,8, Volt
450, Hz 60, 1200 giri/l'),
Le prove, della durata di sei
ore circa, hanno dimostrato la
perfetta funzionalità di ogni
organo, sia a carico normale
che a sovraccarico e alla so0-
pravelocità di emergenza.
Erano presenti gli ispettori
della Compagnia armatrice
della « Ginevra Fassio» e dei
registri di classificazione « R.I,
Na. », « Lloyd's Register» e
« American Bureau ».
Negli stessi giorni, sempre
per la stessa turbocisterna,
hanno avuto luogo le prove
sotto vapore della turbina di
alta pressione componente
il gruppo turboriduttore da
14.500 cav.
Le prove, della durata di
cinque ore circa, sono state ef-
fettuate alla velocità normale,
alla velocità massima e alla
sopravelocità di emergenza,
dando ottimi risultati.
Hanno presenziato gli ispet-
tori della Compagnia armatri-
ce e quelli dei Registri navali.
Commesse
Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite dal
23 settembre al 22 dicembre:
— Un giunto flessibile per
turboalternatore a condensa
da 5.300--5.800 kW, per la So-
cietà « Pirelli » di Milano.
— Una caldaia Ansaldo « B.
& W.» tipo F. H. da 100 T/h.
per la Società «Ilva» (stabi-
limento di Piombino).
— Sei apparecchiature co-
mando elettromeccanico per
manovra di saracinesche prese
a mare e scarico (costr. 1550
del Cantiere di Sestri).
— Rispetti extracontrattuali
in deposito a terra per le co-
struz. 1530+32 e per costru-
zioni dei « C.R.D.A.» di Trie-
ste,
— Due bombole per aria
compressa per servizio nave,
locale A. M., per la costr, 1550
del Cantiere di Sestri.
— Farti di rispetto per ap-
parato motore delle navi LE.V.
e LL.D. (ex. costr. 1505 - 1506
- 1507 - 1508 per conto del Mi-
nistry of Defénce Republik In-
donesia),
— Lavorazione a due grup-
pi riduttori del P.fo « Asca-
nia» della Compagnia Sicula
Oceanica.
— Revisione completa della
turbina MP. sinistra e forni-
tura di un pignone veloce per
turbina per il P.fo « Nassau»
della « Incres Nassau Line ».
— Riparazione delle turbine
AP. e BP. della T/n. « Maria
Costa» per conto dei « C.R.
D.A.» di Trieste.
— Un gruppo marino Die-
sel-Ansaldo tipo Q 265/6 R so-
vralimentato della potenza di
375 cav. eff, a 300 giri al V
destinato alla ditta « Merigot
& C.» di Algeri per essere si-
stemato sulla Myn. « S.te Fran-
coise Il», di proprietà del
committente,
— Un gruppo marino Die-
sel-Ansaldo tipo Q 265/4 ad
aspirazione atmosferica, della
potenza di 200 cav. eif. a 360
giri al l’, destinato agli ar-
matori Quinci e Asaro di Ma-
zara del Vallo per il M/p.
« Nuova Speranza », in costru-
zione presso il Cantiere « Elio
Gaetani » di Civitanova Mar-
che.
— Un gruppo Diesel-dinamo
costituito da motore Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 della po-
tenza normale continuativa di
100 cav. eff. a 430 giri all
e dinamo da 66 KW - 220 Vol-
ta, destinato alla nave traghet-
to « Villa » delle Ferrovie del.
lo Stato.
Dette commesse comportano
circa 113.000 ore lavorative,
{
FONDERIA
Ruota di bronzo per turbina « Francis +», del peso di 4 tonn. e del
diametro di 1.540 mm. fusa per la Società « Riva» di Milano
RISULTATI ELEZIONE C. I
Il 12, il 13 e il 14 novembre si sono svolte, presso lo stabi-
limento Fonderia, le operazioni di voto per l'elezione della
Commissione Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati
dello scrutinio, comparati con quelli del 1957.
mo” dia na Sa
851
794 (93,30) 775
145 (93,62| 718
IMPIEGATI
1957 1958
n°) "a nî Sia
Iscrilti . [138] — |i31| —
Vatanti . + |129(93,41 121/96,
Schede bianche. 4! 3,10) 3) 2,36
Schede nulle .| 11 0,77/—| —
Voti validi . .|124/96,13/124.97,64
VOTI DI LISTA |
CGIL FIOM . 32/45,50) 31 25,61
CISL - FIM 33/26,65| 4939,51
UIL-UILM . .| 5947,55) 43.34,68
|
OPERAI ELETTI
1057 | IO5A tngleg, | Opera]
1957 1558 1057 1958
— | 806
196,15
5,03
2,32
92,65
31| 3,92) 39
18| 2,26) 18
531 71,271 548 176,32
148 19,88] 108 [15,05
66 | 8,655) 62) 8,63) 1
|
RISULTATI E]
dello scrutinio, comparati con quelli del 1957,
LEZIONE C. LT.
21112, il 13 e il 14 novembre si sono svolte, presso lo sta-
bilimento C.M.I., le operazioni di voto per l'elezione della
Commissione Interna, Nella tabella che segue diamo i risultati
VOTI DI LISTA
CGIL- FIOM .
CISL-FIM . .
UIL HILM
IMPIEGATI
1957 | 1958
nei i Jul "a
Iscrilti .|#10} — [359 —
Votanti . . (37390,97/355 01,26
Schede bianche | 16 4,291 27) 7,61
Schede nulle 4| 1,07) 3| 0,84
Voti validi . |
IAS 91,55
|
|
53|15,01) 67 20,61
176/49,86' 145/44,64
i
-1124135,13/113|34,75
OPERAI ELETTI
1957 | 1958 | inpies. Operai
n° | [n] % [167 1essli097 1968
IST2| — |124/| =
1190 90,01}1127 90,37
30i 3.28) 37) 3,28 Î
52) 2,69) 26) 2,41
1119/94,03
6 1]59,007
314|28,07
144(12,86
1064 94,41
124 .67,95| —
226/21,25) 1
115/10,60] 1
(*
fa
LIVORNO
Blocco prefabbricato
essere sollevato
di
Strutture prefabbricate
a bordo
di una
mave
di prora, del peso di 57 tonn., in procinto
in costruzione
RISULTATI ELEZIONE C. LL
Il 18 e il 19 novembre si sono svolte, presso il Cantiere
di Livorno, le operazioni di voto per l'elezione della Commis-
sione Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati dello
scrutinio, comparati con quelli del 1957.
IMPIEGATI OPERAI ELETTI
1957 1958 1957 | 1958 Impisg. | Dsera
nf % |ns[ sg |n®]| 0 || sg frosafiosa 1957) rosa
Iscritti. . [311] 307} — [1713 — [1677 —
Votanti . . [283/90,99/162.85,34|1606.93,75/1505 89,74
Schede bianche. | 17) 6,00) 29.111,07) 342,12) 33 2,19
Schede nulle 4! 1,42) 20) 7,64] 37) 2,50) 45 2,90
Voli validi . .|262/92,58/213 81,29|1535 95,58 1427 94,82
VOTI DI LISTA
CGIL - FIOM . 90 34,35 — 1235 80,45 1223 85,70 —!' fl 7
CISL - FIN, 74/28,25| 8539.00] 148) 9,64) 137) 9.60| — I) 1
UIL. UILM . 983740) —| — | 152! 9,01] 67) 4,70 1 1}
IMPIEGATI CANT, 128 60,10 | —i ]
È
Tornitura di un albero intermedio della turbonawe « Leonardo da Vinci » sul nuovo tornio oriz-
zontale « S, Eustacchio » T.F, 24. E' al laworo l'operaio tornitore Cesare lrione
ee cia
Un altro tronco d'albero port'elica della « Leonardo da Vinci» in lavorazione
Ki e; ia (€ Bi
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Li "er: mr Ce 1985
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sd A Mi
par
fee”
Ls
"]
*
Piatti dosatori - miscelatori costruiti per la cemanteria di Porbandar
l’ansaldiso
sicario VE »- n. 1
S e vi foste trovati qualche
giorno fa in una certa zo-
na del Porto di Genova, in vi-
cinanza di un cantiere navale
di demolizione, avreste visto
un cumulo di lamiere ruggi-
nose, tagliate dalla fiamma os-
sidrica, in attesa di essere
inviate in fonderia. La cosa,
probabilmente, vi sarebbe par-
sa asselutamente priva di in-
teresse, Navi ne vanno tutti i
giorni in demolizione, in tutte
le parti del mondo; è la fine
naturale, per vecchiaia, di
ogni bastimento che non af-
fondi,
Ma se non siete più giova-
nissimi e vi ricordate fatti ac-
caduti oltre vent'anni fa, avre-
ste avuto un fremito di com-
mozione davanti a quel muc-
chio di rottami, se vi avessero
detto il nome della nave cui
appartenevano: « Artiglio », E
nel vostro cuore si sarebbe ri-
destata, più viva che mai, l'eco
di cento imprese leggendarie,
attutita, ma non spenta, dal
lFinesorabile passare del tem-
po.
I giovani di oggi erano bam-
bini o non erano ancora nati
quando successero quei fatti.
E queste righe, che vogliono
rievocare il sacrificio e l'eroi-
smo di un pugno di intrepidi
marinai e la più brillante tra
le imprese della loro piccola
nave, sono rivolte specialmen-
te a loro.
La vicenda che rese famoso
l'=« Artiglio. e che rappresenta,
finora, la più celebre e dram-
matica campagna di ricuperi
Sottomarini, ebbe inizio il 20
maggio 1922 al largo dell'isola
di Quessant, ad ovest di Brest.
Quel giorno la nave passeggeri
inglese « Egypt», partita da
Tilbury alle foci del Tamigi e
diretta in India e in Australia,
fu speronata nella nebbia dal
piroscafo francese « Seine» e
affondò in venti minuti.
Vita g
L'«Egwpit-» avevo a bordo 338,
persone e un autentico tesoro
nascosto in una camera blin-
data: 1.089 barre d’oro puro,
164.979 sterline d'oro, 1.229
lingotti d’argento del peso
complessivo di 43 tonnellate e
migliaia di banconote indiane.
Nel naufragio. perirono SE
persone.
La zona in cui era affondata
la nave presenta fondali bassi
Benna ca polipo » usata per il ricupero del tesoro dell'« Egypt >
e non si poteva escludere, in
teoria, la possibilità del ricu-
pero del tesoro. La posta in
giuoco era estremamente al-
lettante, pur essendo certa-
mente gravi i rischi e dispen-
diosa l'impresa.
Per anni inglesi, francesi,
tedeschi cercarono invano il
relitto: le tempestose acque dei
mari del nord sembrava aves-
sero suggellato per sempre la
tomba dell'« Egypt ».
Frattanto si era costituita a
Genova, l’II ottobre 1926, la
« SO.RI.MA. » (« Società Ricu-
peri Marittimi ») con lo scopo
di effettuare in tutti i mari, ma
specialmente nel golfo di Gua
scogna e nella Manica, rigorose
e vaste ricerche di navi piene
di materiali pregiati affondate
a profondità accessibili, e cer-
care di ricuperarne il carico.
Le acque dove si proponeva
di operare la « SO.RI.MA
erano estremamente pericolo-
se, sia per le frequenti tempe-
ste e le forti correnti. che per
la presenza, sui fondali, di re-
litti carichi di materiale esplo-
sivo e di ostacoli d'ogni gene-
re. Quelle acque erano state
it campo di operazioni dei
sommergibili tedeschi durante
la prima guerra mondiale. A
centinaia le navi
dall'Inghilterra, destinate a ri-
fornire di armi, munizioni e
materie prime gli eserciti al-
leati in lotta con la Germania
e l'Austria-Ungheria, erano
loriosa
dell'«Artiglio»
state vittime dell’inesorabile
caccia condotta dagli U-Boot.
Operare in quei mari era come
arare un campo minato.
Di ciò erano perfettamente
consci i dirigenti della « SO,
RI.MA.»,ma essi non si lascia-
rono impressionare, perchè sa-
pevano di poter contare su
equipaggi pronti a tutto, rotti
alla fatica, impavidi in faccia
alla morte. E i dirigenti stessi
erano pronti a condividere,
come fece specialmente il pre-
sidente e amministratore dele-
gato comm. avv. Giovanni
Quaglia, la vita dei marinai.
La «SO.RIMA.» acquistò
subito alcune piccole navi di
alte qualità nautiche e robu-
stissime, e le fece attrezzare
per i ricuperi a grandi pro-
fondità. I loro nomi, « Arti-
glio », « Arpione a,
« Rostro », « Rampinoa », rievo-
cano tutti episodi di grande
eroismo e sono entrati ormai
nella letteratura
leggendarie.
La ricerca del relitto del-
l'*« Egypt» e il ricupero del
suo tesoro, che era stato assi-
curato dai Llovwd's di Londra
per più di un milione di ster-
line (sette miliardi di lire di
oggi), furono affidati appunto
all'è Artiglio », Vennero accet-
tate, senza batter ciglio, le
dure condizioni imposte dai
Lloyd's di Londra: ricerca a ri-
schio e spese della «SO.RI.
MA >», divisione a metà del te-
soro recuperato.
Se st pensa che l'impresa ap-
pariva: aleatoria, dati i prece-
denti tentativi, tutti falliti, di
altre ditte specializzate, che i
pericoli erano sempre in ag-
gquato, che a quei tempi i mez-
zi tecnici a disposizione non
erano ancora abbastanza spe-
rimentati e che ci sarebbe vo-
luto, oltre all'abnegazione de-
gli uomini, anche un grande
dispendio di tempo e di capi-
tali, si può facilmente com-
prendere quale coraggio ci sta
da carico |
provenienti dall'America e È
« Raffio », |
delle gesta
Scafandro per immersioni a grandi profondità
voluto, e quale fede nella riu-
scita, per apporre la firma a
quel contratto.
L'« Artiglio » si mise subito
all’opera. La zona di mare dove
era affondeto l'« Egypt» fu
scandagliata palmo a palmo, i
palombari si immersero, in
speciali scafandri, centinnia di
volte. Dopo due anni di este-
nuanti ricerche, durante le
quali - furono localizzati altri
38 relitti di navi, il 30 agosto
1930 finalmente fu scoperta la
posizione dell'« Egypt », a 130
metri di profondità. La nave
si era appoggiata, senza rove-
sciarsi, su un fondo orizzon-
tale.
Conseguita questa prima vit-
toria, cominciavano ora ben al-
tre difficoltà, Mentre la « SO.
RI.MA.» continuava a studiare
mezzi sempre più idonei per
raggiungere il tesoro e ripe-
scarlo, l'« Artiglio» riceveva
l'incarico di demolire presso
Belle Ile, nello specchio di ma-
re fra le isole Houat e Hoedie,
lo scafo del piroscafo francese
« Florence », affondato con un
carico di munizioni dai tede-
schi in acque molto basse (tan-
to che l'albero maestro era
per buona parte wisibile) e
perciò pericolosissimo alla na-
vigazione. L'operazione era
quasi giunta al termine quan-
do, il 7 dicembre 1930, l’intero
carico di munizioni del « Flo-
rence » esplodeva, e l’« Arti.
glio », sebbene si fosse portato
a rispettosa distanza, saltava
in aria. Nel disastro perirono
dodici marinni e sette rimasero
(continua a pag. 14)
Dante Jannone
II
eye gr irig I SI SP
' &
STORIA DELLA .
Dal vasceli
Modello originale di vascello genovese del 'ED0D (Museo di Pegli)
ualcuno scrisse che st il
galeone era una nave che
poteva portare qualche cen-
tinaio di cannoni; il vascello era
una nave costruita intorno a qual-
che centinaro di cannoni. Ed in-
fatti il vascello può essere consi-
derato la corazzata dell'epoca che
va dal 1600 al 1800 e anche più,
cioè alla fine del periodo napoleo-
nico. Gli inglesi lo chiamavano
a man of war D,
Il primo « man of war» a tre
ponti fu il famoso « Sovereign of
the Seas », prototipo di tutti 1
wascelli. Fu costruito da Phineas
Pett nel 1637, dislocava 1.600
tonnellate, portava 112 cannoni è
aveva Goo uomini di equipaggio.
Lo si descrive, oltrechè irto di can-
noni che sbucano in triplice ordine
dalle fiancate e carico di velature
ai tre alberi giganteschi, coperto di
simboli. emblemi, trofei, stemmi,
angeli, corone, il tutto dorato e
arzigogolato sulla prua, lungo le
fiancate è sulla ricca poppa, Ma
le poppe delle navi successive van-
no alleggerendosi, fino alle forme
più piatte dello « specchio ».
La nave tipica del ‘600 fu però
di proporzioni ancora maggiori,
lunga da 54 a 60 metri larga da
14 a 16 e alta circa 15, dislocando
da 3.000 a 5.000 tonnellate. I
cannoni erano in numero qualche
volta minore, ma di molto maggior
calibro, sempre sistemati smi tre
ponti: i più pesanti sotto, i più
leggeri sopra, Va aggiunto che la
costruzione negli arsenali avveniva
col più geloso segreto: forma del-
la chiglia, armamento, disposizione
dei pezzi erano le armi segrete del-
l'epoca. L'ordine inferiore dei can-
noni, ad esempio, fu spesso modi-
ficato e anche abolito, perchè col
mare molto mosso si rivelava inu-
tile.
I vascelli erano distinti. a se-
conda della potenza. in tre ran-
chi, e si diceva appunto a di 1°
di 2° 0 di 3* rango ». Tipi minori
erano le fregate, con due soli or-
dini di cannoni. che erano in to-
tale circa 60. Minore ancora era
la corvetta, dalle linee snelle è
slanciate, che portava da 20 230
cannoni, tutti sul ponte di coperta.
La sconfitta della Spagna sul
mar: aveva aperto la corsa alla suc-
cessione, dove troviamo in un pri-
mo tempo inglesi e olandesi, poi i
12
francesi al posto degli olandesi.
Fu così che si crearono le gran-
di compagnie per le Indie Qcciden-
vali, e per quelle Orientali. Famosi
sono gli « East Indiaman » (vedi
la nostra illustrazione nel « Lavo.
ro nei tempi» su «l'Ansaldino »
n. 6 del 1957) che oltre a portare
nelle capaci stive un notevole ca-
fico, avevano anche una ventina
di pezzi d'artiglieria, Ma attac-
cati dai potenti vascelli di 1° e 2°
rango difficilmente patevano difen=
dersi. Fu così che si cominciò a
farli scortare da vascelli. e macque
appunto ‘in questa occasione la
netta distinzione tra marina mer-
cantile e marina da guerra,
Durante la guerra dei trent'anni
(1618-1648) la Spagna riuscì, in
un ultimo sforzo, a mettere in
mare una seconda grande armata.
inviandola verso le Fiandre al co-
mando di Antonio de Oquendo:
era composta di 7o vascelli, tra
spagnoli, portoghesi, galiziani, na-
poletani, di Dunkerque, ecc. Ma
questa volta incontrò nella Mani-
ca gli olandesi, comandati dall'am-
miraglio Tromp. con 17 vascelli.
Nell'agosto 1639 il Tromp sfugge
abilmente all'abbordaggio dell'am-
miraglio spagnolo, e poggia verso
Boulogne, dove sarà raggiunto da
altre 15 navi amiche. Lo scontro
riprende. tuttora impari, ma Tromp
battendosi come un leone {coi suoi
vascelli più stabili e robusti) in-
trattiene l'avversario fino all'arrivo
di altri rinforzi, finchè la flotta
olandese raggiunge i 110 legni. E'
allora che gli spagnoli urlano « ma
piovono dunque navi, in Olanda!».
E anche questa flotta spagnola è
distrutta, e perde 23 vascelli con
1o.000 uomini. Malgrado le wit-
torie terrestri dei suol grandi capi-
tani (tra essi il genovese Ambro-
gio Spinola, detto « conquistatore
di fortezze ») la Spagna è defini-
tivamente fiaccata proprio sul ma-
re, e così si sbriciola il suo impero
coloniale, e si solleva a rinnovata
indipendenza il Portorpallo.
Il mare decide dunque chi deb-
bano essere i dominatori: quattor.
dici anni dopo, infatti, la flotta
olandese comandata dallo stesso
Tromp, è battuta dalla flotta in-
plese. :
Ma nel periodo che abbiamo esa-
minato i cantieri olandesi fmrono
maestri: un paese di un milione e
mezzo di abitanti costrui una me-
dia di 2.000 navi all'anno! Alla
fine del "Goo aveva una flotta di
goo.oco tonnellate, mentre l'In-
ghilterra ne aveva 500.000 € tutta
l'Europa = milioni di tonnellate
Poi la decadenza fu rapidissima:
forse perchè l'Olanda non aveva
porti sufficienti per raccogliere le
navi che andavano facendosi sem-
pre più grandi: superavano ormai
sempre le 1.000 tonnellate, e non
potevano risalite il Reno per nico-
verarsi nello Zuiderste.
La ripresa navale francese co=
minciò con Richelieu. che usava
dire « chi è padrone del mare, ha
un gran potere sulla terra », Sono
i tempi dell'ammiraglio Armand
de Brizé c del vescovo ammira-
glio Sourdis.
Ma la grande marina francese
nasce soprattutto col Colbert, il
famoso ministro del Re Sole. Sot-
to il Colbert si hanno grandi ri-
forme: all'arruolamento obbliga-
torio si sostituisce quello volonta.
rio, inteso come un grande onore.
sui « vascelli del Re ». Si erea per
la prima volta la divisa, blu. con
galloni d'oro e d'argento. Il fi-
glio, Colbert de Seignaleis, va a
vedere i cantieri olandesi e inglesi
e nel 1671 visita il « Royal So-
vereign ©, mentre Biagio Sangallo
va a visitare i cantieri napoletani.
E così, traendo da tutti utilr am-
macstramenti, e sposando la poten-
za dei vascelli olandesi e la snel=
tezza di quelli inglesi, la Francia
crea una marina formidabile. L'in-
tendente Matharel poteva scrivere
che « non si vedono al mondo va-
scelli con la grazia e la bellezza di
quelli di Francia ». Si costruiscono,
ad opera di ingegneri celeberrimi.
i grandi arsenali: Brest diventa un
modello per tutto il mondo: così
Rochefort sulla Charente. Il fa-
maso Vauban costruisce gli arsenali
di Tolone e di Dunkerque. La ve-
locità di costruzione è sorpren-
La « Victory » di Nelson
rr
dente: Rochefort riesce a montare
una fregata in 306 ore; Brest in 22.
Marsiglia in 7! Su una galera
messa in cantiere alle 6 di mattina.
il Seignaleis e il Maresciallo di Vi-
vonne s'imbarcano alle s di sera
per il Castello d'If. Naturalmente
occorre la materia prima, che è il
legname: ci vogliono 8 mesi per
convertire 2000 querce in un var
scello. Ma a ciò si provvede, sem-
pre sotto il Colbert, col requisine
centinaia di foreste immense; riser-
vate a tale scopo,
All'arrivo di Colbert, nel 1661.
la marina francese contava 18 cat.
tivi vascelli: alla sua morte nel
1683 ve n'erano 117. più 6g fre-
gate. fuste, galeotte ecc. è un buon
nerbo di galee.
Luigi XIV, nella sua megaloma-
mia, andava ripetendo che il Medi-
terraneo gli « apparteneva in sovra-
nità », Ed infatti tutti, in Mediter-
raneo, abbassavano bandiera davanti
alla flotta francese, esclusi gl'inelest.
Anzi. la pretesa da parte degli
inglesi e dei francesi di essere salu-
tati per primi fu risolta dalle cime
potenze... evitandosi a vicenda.
Purtroppo di tale potenza fran-
cese sul mare dovevano fare le
spese proprio i genovesi, che su-
birono il famoso bombardamento
navale della flotta comandata dal
Seignaleis, che dal 17 al 22 mag»
pio r684 scagliò sulla città ben
13.300 bombe. La gente fusgiì
verso le colline, e i danni furono
molti. Le palcotte di distesero in
prima linea dalla Lanterna alla fo-
geiine
paratia
E
del Bisagno: i vascelli si ordi-
firono im linea di fila a 400 metri
alle galeotte; le galee si disposero
sulle due ali per impedire che alcu_
ha nave uscisse dal porto. E così
cominciò la grandine.
Chi wuole può ancora vedere
îno dei proiettili lanciati, conser-
fato nella chiesa di S, Maria di
Castello. Chi vuol studiare il pro-
‘gresso delle armi navali in meno di
tre secoli. vada a vedere il proiet-
tile inglese inesploso, nel duomo di
$. Lorenzo.
Dopo il bombardamento, fu il
doge di Genova a recarsi a Parigi
3 fare le sue scuse al Re Sole.
i Ed ora veniamo ad un rapido
esame dei sistemi di costruzione
séguiti in quei tempi. Vi fu una
grande rivoluzione. cioè liintrodu.
zione di sistemi scientifici e codifi-
cati in architettura navale. Fino
ad allora la costruzione era piutto-
sto empirica, affidata cioè alla mae-
stria di costruttori che si passavano
il mestiere di padre in figlio. Si co-
latruiva come si eri sempre costrui-
to, e le modificazioni si facevano
per intuito, e ad occhio. Il primo
3 scrivere un vero trattato fu l'in-
cglese Anthony Deane, col suo
« Doctrine of naval architecture »
del 1670. Il libro contiene il più
antico « disegno » tecnico com-
pleto di vascello di 2° rango. Col
"700, il secolo dell'illuminismo
e della « Enciclopedia », si han-=
no. varie pubblicazioni: « L'art
de batir les valsstanue 0 dei mi-
gliori autori olandesi. come Wit-
sn Van Eyk, Allard; stampato
ad Amsterdam nel 1719: il «Trai-
té de la construction pratique de
taisseanx » del Duhamel de Mon-
cem, nel 1758: il trattato dello
svizzero Leonardo Eulero, stam-
pato a Pietroburgo nel 1773.
Gli olandesi. ad esempio, ese-
quivano i disegni dei modelli, in
scala ridotta, e gli operai sape-
wano, in base al disegno, eseguire
il lavoro di costrozione. Gli in-
glesi e i francesi, invece, tracciava-
mo a terra o sulle pareti dei ca-
pannoni le linee del bastimento in
grandezza naturale; e sn quei di-
segni si segfavano è sagomavano È
tronchi, Era insomma tin'antici-
pazione della moderna sala a trac-
ciare.
Dopo un secolo di rivalità tra
inglesi e francesi. svoltasi soprat-
tutto sulle rotte delle Indie orien-
tali e occidentali, e lungo le coste
degli attuali Stati Uniti, la lotta
divenne particolarmente acuta nel
periodo napoleonico.
L'impero napoleonico, in conti-
nua espansione in terra ferma dove
travolse le coalizioni continentali
una dopo l'altra trovò sempre
sul mare l'insormontabile barriera
della flotta inglese. Vi sfuggi una
prima volta, in occasione della spe-
dizione d'Egitto, ma la fotta fran-
T ces fu distratta ad Abukir (dove
i aveva dovuto rifugiarsi per man-
°° canza di fondali ad Alessandria) il
1° agosto 1798. L'ammiraglio in-
glese era quel Nelson che doveva
poi infliggere ai francesi la famosa
e definitiva sconfitta di Trafalgar.
Essa avvenne nell'ottobre 1805:
come noto, proprio per difetto del-
la flotta che non aveva potuto
raggiungere la Manica. Napoleone
aveva dovuto rinunciaré al ten-
«tativo di sbarco in Inghilterra. Or-
dinò comunque all’ ammicaglio
Villenenve di uscire da Cadice e
portarsi mel Mediterraneo. Ville-
neuve disponeva di +3. vascelli
francesi e pagnoli, con 1.780
cannoni. Nelson aveva solo 27
qu
al clipper -
vascelli, ma con 2:368 cannoni.
Il piano di Nelson per la hat-
taglia fu perfetto: attaccare con
due colonne, perpendicolarmente al-
la linea nemica, in modo da divi-
derla in due tronconi; distruggere
il primo troncone prima che abbia
tempo di intervenire il secondo;
volgersi poi contro-il secondo tron-
cone. Appena il Villeneuve esse da
Cadice, ecco la flotta inglese dispo-
sta im due colonne: la prima. di
attacco, è composta dai vascelli di
Melson. anzi capofila è Nelson stes-
so colla « Victory ». A mezzo
giorno del 21 comincia la batta-
glia. alle due Nelson è colpito da
una palla di cannone, e. muore
lentamente, mentre il comando vie-
ne assunto da Collingwood. Ma il
piano si attua, € la vittoria è si-
cura. La linea di Villenenve è spez-
zata dai vascelli inglesi. Le navi
francesi del primo troncone, attac-
cate con violenza, si perdono una
dopo l'altra. Le altre non prendono
neppure parte alla battaglia, e ven-
gono poi attaccate da due lati. Vie-
ne allora l'ordine di ritirarsi a
Cadice, ma ben pochi vi riescono:
solo undici navi raggiungono il
porto. Le altre sono catturate 0
affondate. Napoleone sul mare è
finito: comincia il lungo blocco
navale del continente, che, tra
l’altro, caratterizzerà ‘la storia del-
la nostra Liguna fino al 1814.
Com'è noto, infatti, mentre la
Liguria era incorporata nell'impero
francese, fu affidata ai nostri mezzi
veloci la funzione di rompere il
L'agile, elegantissima sagoma del
i
i
sezione trasversale di vascello a tre ponti
severo blocco inglese, come anche
ai mezzi della marina napoletana,
allora sotto il regno di Murat.
AI Museo Navale di Pegli si
possono ammirare decine e decine
di acquarelli che mostrano 1 nostri
pinchi, sciabecchi, tartane, golette
{col tricolore francese) che pren-
dono caccia da una corvetta, fre-
gata, vascello inglesi. Furono gare
epiche, dove spesso la perizia dei
nostri cquipaggi e la bontà degli
scafi affusolati consentivano di vio-
lare la stretta guardia, e portare
sul continente preziose merci,
Poi venne l'epoca dei brigan-
tini, brigantini a palo; golette, ed
infine i famosi «clippers », i le-
vrieri del mare. Se ne costruivano
lungo tutto l'arco della riviera, al-
la Foce, a Sampierdarena. a Sestri,
a Voltri.
I « clippers » erano grandi navi
coperte di vele, a tre, quattro e
persino cinque alberi, ed avevano
scafi molto stretti e alti, quindi
velocissrmi. Li introdussero gli
americani, per il commercio del tè,
e in seguito furono usati per altre
spezie € pir i passeggeri. Famose
erano le gare che si stabilivano sul-
le rotte del tè (Cina - Inghilterra)
e su quelle della lana (Australia -
Inghilterra): e si raggiungevano
persino velocità di 17-18 miglia
all'ora. Famosa fu una corsa del
1867, tra sci « clippers» (White
Adder, Ziba, Taitsing, Black Prin-
ct, Yangtze e Chinaman).che arri-
varono lo stesso giorno a Londra
dopo aver compiuta la traversata
da Fuciau (via Capo di Buona
Speranza) rispettivamente in 123,
121: 120, I19, 117 è IIS giorni.
Poi arrivò la macchina, e la vela
fu condannata a morte lenta ma
sicura.
Dapprima gli scafi restarono. in
legno. poi furono compositi in le-
gno e ferro e quindi tutti in ferro.
Così come dapprima, specie sulle
navi da guerra, coesistettero vele e
ciminiere.
Poi restò solo il ferro delle
macchine e degli scafi. Cominciò
l'era della marina moderna.
Lucio Bozzano
clipper, il più veloce tra i velieri
Vita gloriosa dell’ “ Artiglio ”
(continnarzione dn pag. 11)
feriti. Tra gli scomparsi erano
il comandante, cap. Glacomo
Bertolotto di Camogli, e i fa-
mosi palombari viareggini Al-
berto Gianni, Aristide France-
schi, Alberto Bargellini.
Il colpo, morale e materiale,
subito dalla « SO.RI.MA.» era
tremendo, ma non riuscì ad
abbatterne il ferreo volere, Fu
acquistata subito un'altra na-
ve, già adibita alla pesca ocea-
nica, e sulla sua prora fu
scritto ancora il nome indomi-
to di.« Artiglio»: la sfida al
destino era lanciata,
Il nuovo « Artiglio ». aveva
le seguenti principali caratte-
ristiche: lunghezza m. 50,70,
larghezza m. 7,64, altezza me-
tri 4,19, stazza lorda tonn, 385.
Il suo scafo non era bello, ma
teneva stupendamente il mare.
Vi fu imbarcato un equipag-
gio sceltissimo, agli ordini del
cap. Giovanni Battista Carli e
di cui facevano parte, fra gli
altri, il capo macchinista Ce-
sare Albavera e tre intrepidi
palombari viareggini: Mario
Raffaelli, Giovanni Lenci, Raf-
faello Mancini,
Il 29 maggio 1931 l'a Arti-
glio » cominciò ad operare sul
relitto dell’« Egypt», Si trat-
tava di demolire quattro ponti
d'acciaio per giungere alla
cella blindata e scoperchiarla.
Per far ciò occorreva portarsi
sul fondo della nave aprendo
il passaggio dall'alto, per far
scendere i palombari, le tor-
rette di ossermazione, gli esplo-
sivi, le benne, Nuove attrez-
zature furono studiate e rea-
lizzate allo scopo. Cinquemila
chilogrammi di tritolo fecero
per settimane ribollire le ac-
que e squarciarono l'« Egypt ».
La fatica fu inaudita, poiché
il lavoro non si poteva suol-
gere come immaginavano i di-
segnatori delle copertine a co-
lori dei settimanali illustrati:
palombari
in fondo al mare, che entra-
vano e uscivano dagli squarci
dell’: Egypt », che afferravano
lingotti e sterline, che spinge-
vano le benne con le mani per
sistemarle sui carichi. I fatti
erano ben diversi, Raramente
i palombari, rinchiusi in pe-
santissimi scafandri metallici,
potevano agire direttamente.
Quasi sempre gli uomini scen-
devano rinchiusi in speciali
torrette di osservazione e di
lì ordinavano per telefono alla
nave i movimenti delle benne
e di uno speciale ricuperatore,
di cui non possiamo svelare i
principi, ma che diede risul-
tati eccezionali.
I palombari vedevano ma
non potevano agire; sull'« Ar-
le ee
L'equipaggio che ripescò il tesoro dell'« Egypt».
14
che camminavano.
tiglio » potevano agire ma non
vedevano. In questo modo si
lavorava.
Migliaia di volte le benne
mancarono il punto giusto, mi-
gliaia di volte i palombari do-
vettero ordinare spostamenti
anche minimi, Spesso rimasero
incagliati anche loro tra i rot-
tami, qualche volta disperaro-
no di poter tornare in super-
ficie. Ma non si stancarono mai
e vinsero.
Il 22 giugno I9SI giungeva-
no in coperta, tra fango'e rot-
tami, le prime due sterline
d’oro. Ma doveva passare an-
cora un anno esatto, un anno
in cui spesso le operazioni fu-
rono interrotte per il maltem-
po, perchè si cominciasse da
vedere qualcosa di sostanzioso.
Finalmente, il 22 giugno
1932, ecco i! primi lingotti
d’oro, e da quel momento la
campagna di ricupero comin-
cia a marciare a ritmo più
spedito per terminare, spesso
avversata dalle tempeste, nel
1934. Alla fine l'inventario del
tesoro recuperato dava le se-
quenti cifre: 83.300 sterline di
oro, 865 barre d’oro puro, 54
quintali d’argento, per un va-
lore di oltre 3 miliardi di lire
di oggi.
Conclusa questa favolosa av-
ventura che fu sequita, come
dicemmo, da tutto il mondo
con ansia e ammirazione (il
«Times» tenne a bordo per
quattro anni il suo inviato
speciale David Scott, che scris-
se due libri andati a ruba in
Inghilterra e in America),
l'« Artiglio »= intraprese altre
numerose compagne di ricupe-
ro, isolato o in collaborazione
con le altre unità della « SO.
RI.MA.», che per anni ebbero
le loro basi a Saint Nazaire,
Brest, Morlaix in Francia, a
Freetowon nella Sierra Leone,
East London nel Sud Africa, I
suoi palombari compirono al
tre migliaia di immersioni, le
sue benne affondarono altre
migliala di volte nei fondi
melmosi e tra lamiere contor-
te.
Ora l'« Artiglio » non esiste
più, come alcuni tra i suol pa-
lombari. L'acciaio di cui era
fatta questa nave e la carne
di cui erano fatti i suoi mari-
nai non hanno potuto resistere
all'insidia del tempo.
Ma Il tempo non potrà di-
struggere, è certo, la memoria
di tante prodezze, che reste-
ranno scritte per sempre nel-
l'albo degli eroismi del mare,
quell'albo che siamo andati a
consultare, appunto, alla « SO.
RI.MA.» e che ci è stato mo-
strato gentilmente dai diri-
genti della Società.
QUANTO SPENDONO GLI ITALIANI
Venti miliardi in sei anni
per assistere alle partite di calcio
Lotto, Totocalcio e Totip: oltre 80 miliardi in un anno
La ripresa del campionato di
calcio ha coinciso con la diffusione
di una pubblicazione ufficiale della
Lega dalla quale si desumono dati
illustranti l'interesse suscitato dal
foot-ball nel nostro Paese, Un inte>
resse che non è esagerato definire
enorme.
Nelle ultime sei stagioni. quel-
le prese in esame dallo studio, gli
spettatori delle gare di serie A
sono statl 31 milioni è mezzo, La
popolazione di tutta Italia è di 48
milioni 666 mila abitanti, cosic-
chè se si tiene anche conto deil'af-
fluenza di pubblico ai campionati
di serie B e C, affluenza certamente
superiore ai 10 milioni di unità,
risulta che in sei anni i campi di
calcio hanno richiamato una folla
di sportivi non di molto inferiore
all'intera popolazione italiana, E si
noti che vengono esclusi da questo
computo gli incontri internazionali
e l'infinità di partite di IV serie è
delle altre categorie inferiori.
Restando ai tornei della massi-
ma divisione ed al periodo sessen=
nale dalla stagione 1952-53 al
1957-58 emerge che gli incassi
complessivi (abbonamenti compre=
si) sono stati di venti miliardi di
lite {per la precisione 19 miliardi,
724 milioni, 470.506 lire).
Su queste cifre si è anche discus-
so in occasione della recente confe-
renza internazionale delle Leghe
professionali, svoltasi a Milano no-
nostante l'atteggiamento sospettoso
di alcuni burocrati federali. La ma-
teria degli incassi di solito è tenuta
riservata per motivi facilmente
comprensibili. Ha quindi una mag-
gior importanza la pubblicazione
che attinge direttamente alle fonti
nfficiali.
Per quanto riguarda la gradua-
toria dei punti conquistati mei sei
tornei dalle undici maggiori squa-
dre che sono sempre state in serie
A, essa è la seguente: Milan punti
256; Fiorentina p, 254: Juventus
p. 240: Internazionale p. 240;
Bologna e Napoli p- 221; Roma
p. 215: Lazio p. 200; Sampdo-
ria e Torino p. 190: Genoa p
toi.
Gli spettatori paganti. abbonati
compresi, sono stati questi:
Roma 3.306.277
Inter 2.747.540
Milan 2.525.338
Lazio 2.511.409
Fiorentina 2.362.341
Napoli 2.244.454
Juventus 1.888.038
Bologna 1.793-603
Genoa 1:73 0.355
Sampdoria 1.730.008
Torino 1.533.275
In base agli incassi realizzati,
la graduatoria vede ancora al pri-
mo posto la
Roma L. 2.097.679.642
seguita da
Napoli ®_ 1.894.158.987
Inter n r.817.873.626
Fiorentina >» 1.751.276.940
Lazio 3. 1.580.316.705
Milan n T1.551.520.961
Bolognal D T.138.509-826
La Juventus in sei anni ha In-
cassato poco più di un miliardo e
precisamente
Juventus L. r.018.201.422
Al di sotto del miliardo stanno
Genoa L. 920.187.547
; Sampdoria » g12.580.951
Torino » 893.300.568
Bisogna tener conto del fatto
che le cifre riferentisi al Genoa
non includono i dati del campio-.
nato 1952-53. disputato dalla
squadra ligure in serie B (l'ag-
giunta farebbe guadagnare ai rosso.
blù parecchie posizioni).
Venti miliardi d'incasso non
devono ingannare sulle ricchezze
delle società perchè le spese sono
superiori, Essi indicano semplice-
mente che le folle sportive d'Ita-
lia, nonostante l'alto prezzo (cui
poi, quasi ogni domenica, s1 ag=
giungono ulteriori balzelli) sono
soddisfatte dello spettacolo loro of-
ferto e disposte a sostenere gravi
oneri pur di assistervi. Le ingenti
incidenze delle tasse erariali, le
percentuali dovute agli enti pro-
prietari degli stadi, le tasse di as-
sociazione iscrizione e gara, le spe-
se generali, il carico delle trasferte
e il resto falcidiano notevolmente
gli incassi lordi, riducendo i! netto
ad assai modeste proporzioni,
Dati interessanti si hanno pure)
sui « portoghesi », ossia sugli spet=
tatori abusivi, che senz'alcun di-
ritto riescono ad assistere gratui-
tamente alle partite. La valutszion:
sì aggira sul milione annuo, con
un danno di mezzo miliardo netto
alle società,
Mtre che per gli spettacoli of-
ferti dalle partite di calcio, gli ita-
liani spendono considerevoli som-
me per giocare al lotto, al toto-
calcio, al totip e, ultimamente, al-
l'Enalotto. Questi giuochi prono-
stici, infatti, annoverano una nu=
merosa schiera di fedeli appassio=
nati, appartenenti a tutte le classi
sociali e a tutte le età.
Nel 1957 le somme giocate al
lotto hanno registrato una cifra
superiore ai 39 miliardi. Rispetto
al precedente anno si è avuto un
aumento di oltre 4 miliardi. pari
al 12%. Tra il 1952 è il 1957
le somme giocate sono aumentate
del 4196 essendo passate da 28
miliardi circa a oltre 30 miliardi
Al totocalcio le somme giocate
nel 1957 hanno superato la cifra
di 38 miliardi. Rispetto al prece-
dente anno si è avuto un aumento
di 4 miliardi, pari all'8,6%5. Tra
il rosa e il 1957 le somme gio:
cate al Totocalcio hanno avuto un
anmento del 10,3 ®, essendo pas-
sate da 32 miliardi a 38 miliardi,
Circa 4 miliardi sono le som-
me giocate nel 1957 al Totip, 200
milioni in più dell'anno preceden=
te. Tra il 1o52 e il 10957 le som-
me giocate sono raddoppiate.
| PERISCOPIO
(‘ome atterrare
sulla Luna
#l prof Georghi Pokrowski,
un esperto di astrofisica scvie-
tico, ha illustrato un progetro di
« allunaggio » (atterraggio sulla
Luna) di una futura nave spa-
ziale, progetto basato sul'ipotesi
della creazione di wna atmosfera
artificiale sulla superficie, lunare.
In un articolo pubblicato su
una rivista moscovita, citato dalla
« Tass », il prof. Pokrovski con-
stata infatti che le maggiori dif-
ficoltà per un eventuale « allunag=
gio » derivano principalmente dal-
l'assenza di atmosfera attorno al-
la Luna. Per cercare un'atmostera
artificiale e permettere in tal modo
l'«allunaggio» progressivo di una
nave cosmica, lo scienziato propo-
ne l'adozione del seguente dispo-
sitivo:
« Avvicinandosi alla Luna la
nave spaziale potrà sparare un
proiettile di dimensioni ridotte.
Quest'ultimo supererà la nave è
toccherà. alla velocità di un meteo-
rite, la superficie della Luna, ri-
coperta da una spessa coltre di
granelli di polvere friabile. Un'e-
norme quantità di questa polvere
verrà allora proiettata verso l'alto.
tt D'altra parte — prosegue il
professor Pokrovski — toccando
la superficie della Luna il proiettile
vi provocherà un aumento della
temperatura. sotto l'effetto del qua-
le una parte della polvere evaporerà
e si trasformerà in una nube di tas
più o meno consistente. La na-
ve spaziale avvicinandosi alla su-
perficie della Luna e toccando il
satellite della Terra quasi tangen-
zialmente spincerà, per un perio-
do di tempo abbastanza lungo, la
nube di gas verso l'astro »,
Lo scienziato sovietico così
prosegue: « Per attivare il fre-
Ì
iagr
naggio della nave spaziale si po-
trà, mediante un dispositivo an-
tomatico. far uscire dalla sua par=
te inferiore tn attrezzo ricurvo a
forma di pala che raccoglierà la
polvere e il gas è cambiando la di-
rezione del loro movimento, li
proietterà in avanti sotto forma
di corrente potente che supererà
la velocità della nave.
a Questa. corrente, colpendo la
superficie della Luna solleverà di
fronte alla nave delle nuove mas-
se di gas e creerà le condizioni
della « atmosfera # necessaria per
far scivolare la nave sulla coltre
della polvere lunare ».
Difesa
contro i missili
E' possibile la difesa contro i
missili balistici intercontinentali?
Sembra di sì: e, secondo il giornale
inglese « Daily Telegraph », que-
sto è stato il problema che il mi-
nistro inglese della Difesa, Sandys,
ha discusso recentemente a Wa-
shington con gli esperti militari
americani. Si trattava di mettere
a punto un piano congiunto anglo=
americano,
Il piano si baserebbe su un si-
stema di rilevazione dei missili
quando questi vengono lanciati dal-
le loro rampe. Per la individuazio-
me verrebbero impiegati apparati
elettronici del tipo di quelli usati
al radiotelescopio di Jodrell Bank
per seguire le rivoluzioni dei sa-
telliti sovietici e americani.
A differenza degli aerei, i missili
hanno una traiettoria fissa facil-
mente determinabile. Una volta
individuati. non dovrebbe cesere
impossibile provocarne la distre-
zione in aria,
Risultati del concorso iotograiico
2" premio: « Gaverna» di Flavio Ferrando (Dig)
3° oremio: « Ninfea » di Folco Cungi (Dig)
Con la pubblicazione delle
tre fotografie apparse nel n, 20
del 1.0 dicembre scorso, il con-
corso fotografico cominciato il
15 aprile 1955 èé terminato.
Che il concorso dovesse du-
rare tutto questo tempo non
era, veramente, nelle nostre
intenzioni, e tuttavia un po’
di colpa l'abbiamo anche noi.
Nei primi giorni dopo il ban-
do del concorso giunsero in
Redazione esattamente 475 fo-
tografie inviate da 118 persone
e altre ne giunsero dopo, L'in-
teressamento dei lettori alla
nostra iniziativa era quindi
superiore ad ogni previsione e
decidemmo allora di premiare
il più gran numero possibile
di concorrenti, almeno con la
pubblicazione di una fotografia
per ciascuno, salvo qualche
caso. Fu questo il nostro pri-
mitivo peccato, che originò la
lunga durata del concorso: un
beccato di buon cuore,
Dal 15 aprile 1955 al lo di-
cembre 1958 sono state pubbli-
cate 106 fotografie, che una
apposita commissione, formata
dal dr. Arrigo Ortolani e cai
sise. Dante Jannone, Emiddio
Loscalzo, Enrico Studlick e
Mario Gambino ha giudicato
il 15 dicembre scorso pren-
dendo in esame, naturalmente,
sli originali.
Ecco la classifica per l'asse-
enazione dei premi:
1} Luigi Lavagnino (Mec):
«Piazzale della camionale»; 2)
Flavio Ferrando (Dig): « Ga-
verna »; 2) geom, Folco Cungi
(Dig): « Ninfea =; 4) ing. En-
rico Guerrieri (Dig): « Neve «=;
5) Emanuele Villanello (Mec):
« Vele in controluce »; 6) Giu-
senpe Averame (Mug): « Chia-
re, fresche e dolci acque =: 7)
Maria Bertolone {Mec}: « Val-
le Lomellina +»; 8} Armido Bar-
li (Mug): « Finestra fiorita »|
9) ine. Alessandro Parenti
(Liv): «Larderello»; 10) Ame-
deo Caneva (Can): « Il Cervi-
no riflesso nel Lago bleu =».
Sono state inoltre segnalate
le seguenti fotografie a pari
merito:
Giovanni Filippini (Cmi):
: Alba al rifugio alpino »; Or-
lando Vendrame (Can): = Or-
meggio =: dr. Vincenzo Colaja-
como (Cmi): « Tramonto +; Al-
berto Mor (Mng): « Mosè»;
Eraldo Tacchino (Cmi}): « La-
shetto di Villa Doria »; Mar-
co Diociaiuti (Can): »« Casca-
tella montana »; ing. Leo Pa-
rodi (Mec): « In faccia al Cer-
vino»; Giuseppe Chiarotti
(Can): « Solitudine »; Stelio
Zoppini (Can): « Tropical =»;
Pietro Pereda (Can): « Porti-
co del ‘400 nella chiesa di San
Frantesco d'Assisi »; Bruno
Roncallo (Can): « Ruscello ti-
pico «=; Luciano Pini (Liv):
« Barche alla fonda al moletto
dell’Ardenza +; Cesare Casella
(Liv): « Vette anvusne: monte
Tambura +; Gino Reggiani
{Mec}: «Lago di Alleghe»; Gi-
no Gestro (Mec): »« Venezia
minore »: rag, Mirko Laviosa
(Dig): « Confine francese visto
dal Nivolet»: Lionella Tixi
(Canti: «SS, Moritz»; Carlo
Raimondo (Dig): « Prime gem-
mes,
Ed ecco l'elenco dei premi
assegnati ai diecj classificati:
1) una parure «Aurora» d'oro;
2) una penna « Aurora » d'oro;
3) una penna « Aurora» di
metallo; 4) un «mnecessalre »
da viaggio; 5) un portafogli di
pelle di foca; 6) un portafogli
di pelle dj vitello; 7), 8), 9)
e 10) una copia ciascuno del
libro « Magia ligure ».
“La ragazza Rosemarie,
Q uesto film della Germa-
nia occidentale sollevo
alla Mostra di Venezia un
certo scalpore, ed un acuto
nematografici e giornalisti
ci,
Il film pare tragga lo
spunto da un fatto di cro-
naca nera, accaduto pochi
anni fa in Germania.
Ma attraverso il fatto di
croturca il film fotografa
una realit pericolosa ed in-
quietante, e giunge quindi
od una critica di costume.
Ci sono precedenti impor
liunti, nel cinema tedesco, e
basterebbe citare per tulti
il famoso «M> di Fritz
Lang.
« La ragazza Rosemarie »,
diretto impeccabilmente dal
regista Rolf Thiele, riecheg-
gia in molti punti la le-
zione espressionisia e rag-
giunge in certi altri il rit-
mo della ballata, tutte cose
CINESELEZIONE
interesse negli qambenti ci-
care al film tedesco del pri-
mo dopoguerra.
Ma modernamente ag-
gressivi sono il taglio, il
ritmo narrativo e la recita-
zione da parte di tutti gli
attori: Nadja Tiller, Peter
Van Eyck, Carl Raddatz,
Mario Adorf, Geri Froebe,
La trama? Una bella ra-
gazza trova la strada del
benessere concedendo le
proprie grazie a grossi pe-
scicani dell'industria e del-
la finanza. Il lusso non le
basta: vuole guadagnare di
più, e indaga sulla vita di
questi suoi « ospiti » per ri-
cattarli, Qualcuni se ne ac-
corge e la fa uccidere,
La morale? Il guasto che
opera sull'animo umano lo
eccessivo amore per il de-
naro, per il benessere, per
la « posizione »,
Molto accurato (una vol-
ta tanto!) il doppiaggio.
Il film ha preso il Premio
Pasinetti,
IL PORTOGHESE
BORSE DI STUDIO
“ERNESTO FASSIO”
« ll Cav, del Lavoro dr. ing, Er-
nesto Fassio, in relazione alla «oe
siruzione di navi che la Società
Ansaldo hi im corso per le sue 520
cilea riunite di navigazione. « Wil=
lutto && Fassio è Compagnia Inier-
nazionale di Genova », nel desio
rio «ii dnre aj dipendenti aci mostri
Scabalimenti sociali ut vatigibile rl
cConopstmento pero Vopera cn'essì
svolgono, la stibilito al «rogire la
Sonnino i it, 3 0 i o ei
sione del varo di ogni nave costrul=
La, ciò sia per le sci invi più va-
rage che per le nove ehe lo saranno
in futuro, per uno Lotale ini chi
La AG. Uil A,
Piero desiderio dello sicsso aurprasi=
Lira Fis, Li SOTA ITA lai
cumie sopra inogestie, GO Cesti
+larglia nel periodo eli aleuni anni,
die diles uri mento — della sommi:
alessia, sono forma di Horse di
Sulidio a favore dei lipli del dipen
centi della Sosietà Ansaldo che
cunseguino la promozione in ogni
sengdli o deseluse le elementati ) «li
quialsbasi orame è graco, purelé
ARIEN'ESI TELE ENEL do CATENA TELALIA* legalm:en=
Li icons Libia,
fui « Hoftze dali Studio E tPassio »,
piero sspresso «cdhesiderio del cdioiize
bird, engono «conto non solo del
mieriti scolnstiel dello siugdenta, TH
anehe delli siiuazione economjeo =
familiare bel dipemientio.
Norme generali
Partecipazione, Poalrannoa concor:
pere nile sudietto borse i digli Comik-
«ehi ce fomminme). «lei dipendenti
della Socleti Ansaldo che abbiano
ui frequentato una classe di una
scuola nedii inferiore ed ottenute
alla line dell'anno scolastico la pro
mozione nll'anmo successivo mella
sessione di giugno o abblanò supe
colto tutti ali esami prescritti dal
Pepoli sa unfversitari è mom
sinnòoà fuori corso ec che frecppemntimo
re*il'anno jin corso uma soegoli sim=
Lale o lesalmente riconosciuta. Inal-
ire alla suddetta borsa di stuiia
VRCSBTO pps tri comcsorrere che nn solo
membro dello stesso nucleo fami-
pliare,
Commissione piudicatrice, Una
commissione giudientrice, presic
duta dall'armatore Ernesto Fnssio
è della quale farantio parte dirigens=
ti delle Compagnie di Navigazione
E. Fassio è dirigenti della Soeletà
Ansaldo, procederà all'assegnazione
clelle Borse mresse n conmcarso agli
mwenti diritto, sin in relazione alla
voalaziorne conseguita, sin in rela-
#fone nlla silunzione sbelale cd ceo»
nomica del dipendente,
Pagamento delle borse, Il paga
mento delle borse verrà effettuato
nel mese di aprile o maggio 1959
per dae modo anche ani candidati
ché frequentino l'Università %1l
fruire della sessione supplettiva «i
esami di febbraio,
Presentazione delle domande, Le
ctomande redatte sugli appositi moa-
duli a disposizione degli interessati
presso le Assistenti Soéiali di sia-
bilimenta, dovranno essere inviate
entro il 31 gennaio 1959 all'Ansalda
= Direzione Generale » Ulicelo ASA
- Genova - corrednie dni seguenti
documenti in carta libera:
1) stato «il famiglia, munito chel
visto degli Ufficio imposte cielo
cCompetanbL;
2) certilento di promozione ot-
Lemuta alla fine cell'anmo scolastico
Li5:-41955, dal quale risultino le wo-
Lizioni ottenute nello serutinio Ji=
nale Go nell'esame della sessione
callva. Detto coruilento deve allresi
nitestare che lo siucentie non è vi»
feelende è fuori corso se universi-
Lido:
24) certbilento di frequenza della
scuola cui è |seritto il concor
Pemle nell'anmto acolistico 1495H=5t,
Disposizioni finali. Gli orfani «ei
dipendenti deceduli da non olire
due anni e che ni momento della
morte avevano un'anzianità di ser-
*igio nom inferiore agli anni 10,
moncehé i figli del dipendenti che
nono possono più prestare servizio
presso l'Ansaldo per ragioni indi»
pendenti dalla propria volontà {ma-
lnttia, invalidità) potranno cons
correre slle borse a parltà di irat-
linmento con E figli dei dipendenti
viventi eo comuniue: non altre |
Limiti di termpo {due anni) previsti
pit sopra,
Per tutte deo questioni di Inter
pireinzione e per qualsiasi questio»
is che dn inli norme non sia
csapleenplatia, dieeiceri la suddetta
Lommimmisslonie, ii quale si riserva
alircesi di fire ogni ulteriore accer-
Rumento che ritenga opportuno,
Norme particolari
1} Sulraridlinatamento alle norme
suddette, il mumiero è l'entità delle
« Horse E, Fassio» reslano così
stabilità:
Studenti universitari: n. & borse dn
Dl. ALLO sal,
Studenti seuole medie superiori:
nm. 16 borse da Li. TARO00 cad.
Siudenti scuole medie inferiori:
n. 18 borse da L. 50000 cad,
5} Se le hbarse destinnte a un
ecrto ordine di seuole non venissero
assegnate, bo relativi Importi sa-
mamme. cheslinati a borse supplemens
inri pero gil nliri ordini di scuole,
n insindacabile giudizio della Coni
missione.
Si Le borse suddette sono mosse
i caneorsoi alle sepirenti condizioni:
Studenti universitari, Devono
were svperito entro le sessioni di
esami dell'onno 1958, e in ogni
caso nono oltre Il 15 marzo 1959,
tutti gli cesnami previsti dai rispet
tivi ordinamenti, Inoltre non devo»
nuo «secre « fuori corso 3,
Siudenti scuole. medie superiori
e inferiori, Devono avere superato
entro la sessione «dii esami di Ju
allo tutti gli esami comseguendo
percio la promozione all'anno sue
cessivo, Non dovranno essere ripe-
Lemel.
Le « Borse Ernesto Fassio» mon
«scludono le borse di studio « An-
Zaldo x & pertanto | figli dei dipen
denti potranno partecipare ad em»
irambl | concorsi,
La
p untuale come sempre, la
Befana dei piccoli ansal-
dini è venuta tra noi per la
quinta volta, per offrire a sel-
mila bambini dolci e giocat-
toli e intrattenerli con una
simpatica manifestazione.
S'è ripetuta, in sostanza, la
festicciola degli anni scorsi,
salvo qualche variante suege-
rita dall'esperienza.
Come ogni anno, ciascun
bambino di età superiore agli
otto anni, ha ricevuto per
tempo, tramite il genitore che
lavora all'Ansaldo, un bigliet-
to di invito per la festa. Men-
tre i segretari particolari della
Befana preparavano le migliaia
di biglietti, altri collaboratori
della benefica vecchietta, tra-
sferitisi in un ampio locale
dello stabilimento CMI, confe-
zionavano le scatole e i sac-
chetti e costruivano i trenini
di cartone e i robot con gli
occhi lampeggianti che hanno
costituito la sorpresa di que-
st'anno, sorpresa particolar=
mente gradita e calorosamente
apprezzata specialmente dai
proprietari dei locali dove si
è svolta la festa, e vedremo il
perchè,
Alla mezzanotte del 5 gen-
naio la Befana, organizzatissi-
ma come si conviene in que-
sti tempi, impartiva decisa-
mente l'ordine di cominciare
le operazioni preparatorie. Il
piecolo esercito dei suoi di-
pendenti, in parte motorizzato,
si metteva subito in movi-
mento e per tutta la notte si
dava da fare per prepararle
un'accoglienza degna di rispet-
to. Alle & del sei gennaio, e
anche prima, ogni cosa era
pronta al suo posto: i robot
con gli occhi lampeggianti e
la pancia piena di trombette,
i trenini guidati da conigli di
plastica, i manifesti con il di-
segno colorato della Befana, i
festoni bianco-azzurri, i pacchi
di giocattoli e di caramelle, i
doni speciali per i genitori.
Alle 8,45, l'ora stabilita per
l'inizio della festa, ! quattro
teatri di Genova (per la Spe-
zia e Livorno daremo un cenno
a parte), erano già quasi al
completo, Si calcola che circa
il 98 per cento dei bambini
{una piccola parte dei quali,
abitanti nelle zone più lonta-
ne, hanno potuto ‘usufruire di
un servizio autotramviario da
noi predisposto) siano stati
accompagnati alla loro festa
più cara e più attesa.
Anche quest'anno i teatri
erano gli stessi deglj anni pre-
cedenti: il »- Massimo» e lo
«Splendor» di Sampierdarena,
l'« Eden» di Cornigliano, il
festa della Befana
« Verdi » di Sestri. In ognuno
di essi i presentatori dello
spettacolo hanno rivolto un
breve cenno di saluto e di au-
gurio agli intervenuti, sono
state proiettate divertenti pel-
litole, sono stati sorteggiati i
premi speciali per i genitori,
sono stati distribuiti i pacchi
dono e, ovviamente all'ultimo
momento, le trombette per i
bambini, contenute nelle am-
pie pance dei robot. Al « Ver-
di », inoltre, qualche bambino
si è presentato sul palco per
cantare 0 per combinare qual-
che giuochetto; allo « Splen-
dor» e all'« Eden » hanno rap-
presentato la Direzione, per
tutto lo spettacolo, il dirigente
amministrativo del CMI dott.
Berta e il dirigente del perso-
nale del Cantiere di Sestri
dott. Schiavo Lena.
Foiché il presidente dell'’An-
saldo aveva, come sempre,
espresso il desiderio di portare
il saluto della nostra Società
e ll suo personale ai bambini
e ai loro accompagnatori, il
programma è stato diversa-
mente articolato in ogni tea-
tro, in modo che la visita del-
l'avv. Federico De Barbieri,
del direttore generale ing.
Lombardi, dei direttori cen-
trali ingg. Zirilli e Casaccia e
del dirigente dott. Enrico, po-
tesse verificarsi prima o dopo
la proiezione delle pellicole.
Infatti tutto si è svolto secon-
do l'orario prestabilito, senza
un minuto di contrattempo. Il
Prefetto di Genova, non pao-
tendo intervenire come era
suo desiderio, era rappresen-
tato dal vice prefetto dott.-Gia-
lanella.
La conclusione della mani-
festazione (leggi ritiro dei
pacechi-dono) ognuno se la può
facilmente immaginare, dato
che essa rappresentava il noc-
ciolo della questione, alla qua-
le non erano interessati dei
compiti signori in abito da ce-
rimonia, bensi dei vispi e im-
pazienti frugoletti, Si è trat-
tato, come è inevitabile, e
d'altra parte anche pittoresco,
di un arrembaggio, la cui tec-
nica non aveva nulla da invi-
diare a quella dei pirati di
Mompracem. L'unica differen-
za era questa: non c'erano nè
arpioni, nè scimitarre, nè ar-
chibugi, nè forzuti eroi della
filibusta, con gli anelli alle
orecchie, la gamba di legno e
un occhio tappato.
In fin dei conti tutto si è
svolto nel migliore dei modi, e
ogni bambino ha avuto subito
il suo dono e i più piccoli an-
che una trombetta. Si è forma-
ta così una banda improvvi-
rs
sata, per la delizia delle no-
stre orecchie, anelanti alla
carezza di sublimi armonie. Ma
meglio cento volte avere le
orecchie straziate dagli strilli
delle trombette che vedere dei
piccoli Tarzan (e qualche vol-
ta anche dei grandi) volare
sulle teste della gente per la
conquista, a costo di demolire
il teatro, di un palloncino co-
lorato. E di questo, come è
facile immaginare, i proprie-
tari dej locali ei hanno ringra-
ziato, sinceramente commossi.
A La Spezia la manifesta-
zione si è svolta al teatro
« Astra» con l'intervento di
autorità e personalità cittadi-
ne e del direttore del Cantiere
di Muggiano ing, Palenzona,
accompagnato dai v. direttori
ingg. Grillo e Gradoli e dal
dr, Migone. E’ stato proiettato
un comicissimo film e il nostro
Aldo Galli ha recato il saluto
de « L'ansaldino » ad un mi-
gliaio di bambini accompagna-
ti dai genitori, E' intervenuto
pure il vescovo mons. Stella,
che ha rivolto ai presenti un
breve discorso augurale,
E' seguita la premiazione
del primo e del terzo classifi-
cato al nostro concorso lette-
rario. Aldo Forma e Franco
Guadagnini. Successivamente
si è svolto un applaudito con-
certo di chitarre elettriche
eseguito dai bravissimi fratelli
Paolo e Vincenzo Campisi. La
festa si è conclusa con la di-
stribuzione dei pacchi dona ed
il sorteggio dei premi speciali
per i genitori.
A Livorno invece la festosa
cerimonia, già preparata, è
stata sospesa in segno di lutto
per la morte dei due operai
sergio Lubrano e Ilo Vivaldi,
deceduti in sezuito ad infor-
tunio sul lavoro qualche gior-
no prima. I bambini sono stati
Invitati solo a ritirare i pacchi
nell'atrio del cinema «Odeon:.,
D. J.
SEZIONE FOTOGRAFIA E CINEMA A PASSO RIDOTTO
LA PREMIAZIONE
DEI FILMS
presentati dai soci al primo festival
Il Presidente della giuria, dott. Sacco, mentre parla agli autori
dei films durante la cerimonia della premiazione
Nel salone della sede di Sam-
pierdarena si è concluso nei
giornj 29 e 30 dicembre il « 1.0
Festival del cinema a passo ri-
dotto », organizzato dalla « Se-
zione fotografia e cinema a pas-
so ridotto a,
La manifestazione, perfetta-
mente organizzata dai sigg. Frio-
li, Zoppini e Grosso, ha ottenu-
to un buon successo sia dal lato
tecnico che per concorso di pub-
blico. Sono stati visionati cin:
que films per la sezione « Tema
libero » e dieci documentari,
La graduatoria, effettuata da
una apposita giuria, risulta la
seguente:
Tema libero, 1) «a La fiducia »
di Glauco Poggi del Cantiere di
Sestri; 2) « Aria di leggenda sul.
le Dolomiti » di Sergio Rinaldi
del Meccanico; 3) « Ore laborio-
se» di Luigi Rivolta del Can-
tiere di Sestri; 4) « Una partita
a bocce» di Domenico Peruzzi
del Meccanico; 5) « Gite in col-
lina » di Germano Guizzardi del
Cantiere di Sestri,
Documentari, 1) « La coltiva-
zione dei garofani» di Adolfo
Ottonello del Meccanico; 2)
oCarnevale di Viareggio» di
Giuseppe Grosso del Cantiere di
Sestri: 3) a Sci di neve è sci
d'acqua » di Ezio Moretti del
Cantiere di Sestri; 4) « Il circo »
di Stelio Zoppini del Cantiere
di Sestri; 5) « E' nata una nave »
di Carlo Perazzi del Cantiere di
Sestri: 6} « Da Londra all'Ita-
lia » di Leo Farodi del Mecca:
nico: 7) a Le mie vacanze nd An-
dalo » di Carlo Sturolo: 8) « Ro-
ma monumentale » di Giuseppe
Rossi del Cantiere di Sestri: )
« Le vacanze di Cinzia » di Ma-
rio Ghezzi del Cantiere di Se-
stri: 10) «Vacanze estive ad An-
dalo» di Andrea Gambino del
Cantiere di Sestri.
La premiazione è stata effet-
tuata dal dott. Chelini, FPresi-
dente del Dopolavoro Ansaldo,
e dai componenti la giuria:
dott. Sacco (presidente), ing.
Pruzzo e sig, Riberti (membri).
SEZIONE TURISMO
Il programma delle gite
Ecco il programma di massi-
ma delle gite che saranno ef-
fettuate nel 195%
Febbraio: Nizza (Carnevale);
marzo: S, Remo (Corsa elelistica
Milano - S, Remo): aprile: Mila-
ZO
no (Fiera Campionaria); mayg-
gio - giugno; Parigi; giugno;
Siena - £S, Gimignano; settem-
bre: Bologna; aoltobre:; Lago di
Como; novembre: da destinarsi
{in occasione di manifestazioni
culturali o sportive)
SEZIONE BOCCE
Cartellino federale 1959
Si porta a conoscenza dei soci
che le iserizioni per il cartellino
federale 1959 sono aperte pres-
so la Segreteria della Sezione.
SEZIONE PALLAYOLO
L'inizio deeli allenamenti
per il campionato di Serie B
Sotto l'esperta guida dell’al-
lenatore Gallo, gli atleti della
« Sezione Pallavolo » hanno ini-
ziato gli allenamenti in pale-
stra, onde effettuare una adegua-
ta preparazione in vista dell’ini-
zio del campionato nazionale di
serie B,
Biglietti a riduzione
per il Teatro «Duse?
Presso la Segreteria del Doa-
polavoro sono in vendita bigliet-
ti a prezzo ridotto per gli spetta-
coli al Teatro « Duse ». Prezzi:
poltrone L, 750; poltroncine
L. 460,
Pubblicazioni in dono
ai soci del «T. C. L»
per l’anno 1959
« La fauna», Terzo volume della
grande collana « Conossi l'Italia »
iniziata dal T.C.L nel 1957 e di cui
sono già stati distribuiti « L'Italia
Fislca » e € La Flora». La collana
illustrerà l'Italia in tutti | suoi
aspetti cssenziali: dalle caratteri»
sttche della sua struttura fislca al-
lia Mora è alla fauna, dall'agricàl-
tura all'industria e ali traffici, dalla
vita culturale all'arte, dal folclore
all'artigianato. o
Come «La Flora » Illustra il man-
9 vegetale dell'Italia, il volume
«La fauna » offre una rassegna vl-
va delle specie animali carmteri=
stiche e della loro distribuzione nei
vari ambienti naturali cel nostra
l'est, Esso può essere dellnito co-
me il libro delle meraviglie del
regno antmale jin ltalia. L'opera,
divulgativa nella forma, ma rigoro-
samente scientilleon nella sosuanza,
è dovula a sutte sclenziati, sotto la
Guida del prof, Alessandro Ghigi,
miestro della scienza zoologica. Le
illustrazioni a colori e foiograllehe,
in gran parte riprese per il T.C.L,
costituiscono la più moderna dotu-
mentazione fotograllen che sia mal
&lata raccolta in lialia e all'estero,
Volume di grande formato (cm,
19,5 x 27), elegantemente e sollda-
mente rilegato Im cartone, di 368
pagine, di cui 272 di testo con 56
cartine a due colori, circa 300 di-
segni a penna e 46 pagine con cen»
tihaia di Illustrazioni fuori testo sia
in rotocalcogralla, sla in quadriero-
mia, e una tawola cartografica rl-
Quardante le spcecie caratteristiche
della fauna italiana,
« Guida rapida +» (Vol, I. Italia
centrale), E" una gulda d'Italia di
nuovo modernissimo tbpo, studiata
appositamente per ll turista di oggi
che vuole wedere molte cose è bene
e in poto tempo, ll Zoo volume è
indubbiamente il più iInteressanta
dei tre che la compongono: vi sono
deseritte in una sintesi necuratiazi-
ta Roma, Firenze, Siena, Perugia
e la splendente collana delle elttà
medie e piccole dell'Italia Centra
le, che assommano | più preziosi
tesori dell'arte Jtallana. La Guida,
per l'eccozlonale corredo cartogra-
fico, il testo succinto e chiarissimo,
la precisione è rischéerza di dati è
notizie, & uno sirumento di siraor=
dinaria praticità, che a colpo d'oc
chio amblenta il turista, indicanda-
gli percorsi, cose da vedere e ogni
pratica notizia per le suò soste, La
c Guida rapida - Italia centrale » è
un volume assai elegante, rilegato
im tutta tela formato 123,5 x 283. Inm=
teramente stampato a 4 colori è
conta ZHà pagine con 2 cartine di
insieme, «5 profili itinerari è 102
piante di ciità, Non potrebbe essere
messo in vendita in libreria a me-
no di L. 2.000,
€« Carta automobilistica d'Italia al
200,000» (Nuova serie - Fogli 13 0
15). E" Il terzo gruppo di fogli della
notissima carta ripubblicnta dal
Touring in una «muova serie > #
che può dirsi uma carta del tulto
muova, tanto profondamente casn è
rimaneggiata e arricchita. I nuovi
fogli offrono a colpo d'occhio non
scolo la più aggiornata è particola»
regglata rappresentazione della rete
stradale, ma anchò gran copla di
Informazioni turistiche (stato dele
strade, percorsi panoramici, centri
d'interezze turistico), I foasli in d'=
stribuzione quest'anno rappresceota-
no la Toscana a sud di Firenze.
quasi tutta. l'Umbria, parte dello
Marche e il Lazio settentrionale è
èeib@ gran parto del territorio de
scritto nel vol, Il della Guida Ra-
pida, Le due pubblicazioni s'inte-
grano a vicenda per fnrellitare um
viaggio nell'Italin Centrale, Il valore
del fogli è di almeno L. 500,
« Il Tomring +. Bollettino bimestra=
le di informazioni ai Soel. E! l'or-
gano dell'Associazione, di eni pub
blica di Atti ufficiali, e che informa
di tutte le attività e manifestazioni
del Sodalizio, delle sue pubblicazio=
ni e del Servizi sociali. el Tou-
ring » appare În fascicoli bimestrall
di almeno 32 pagine, riccamente
illustrati, e m elaseun numero olfre
articoli su argomenti di interesse
turistico, consigli per la viliegria-
tura, Itinerari turistici per +iaggi
in Italia e all'estero, sutcosi not
*iari degli avvenimenti turistici, ru-
briche di antomobilismma, motaci-
clismo, cioloturismo, turismo ferro»
viario, mauticòo, montagna, campeg-
gio, fotografia, ece. I 6 fascicoli han=
mo un valore non inferiore alle
300 lire, «Il Touring > è Inviato pri
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Pensioni di guerra
Hicordjamo apli interessati che,
per poter usulrulre del mostro
servizio, occorre compilare de
schede in distribuzione presso |
corrispondenti di siabilimento.
CAROLINA BONETTI ved. FERRA=
Ri. Le comunichiamo che la Sua
pratica, che come moio lirovasi
presso li Comitato «di Liquidazione,
fon è stata amtora approvata, im
quanto, data l'importanza della
Atessa, dovrà essere solloposta al
Frestdente del Comitalo competon=
te, Ci nuguriamo con la prossima
milzlione di poterle dare definitive
notizie,
GIACOMO CAUSA. Dietro Sua re-
cente segnalazione abblamo assunto
notizie della Sua pratica presso il
competente Servizio del Ministero,
La pratica si è conclusa con li
Decreto ministeriale n, 2763620 del
1®-10-1956, con ll quale Le veniva
folbesza una imientità « uma an-
ium >» dii fa cite. per la durata di
un anno, A seguito del dello prov.
vidimento la Ragioneria Centrale
della Direzione Generale per le Pen-
«lonl di ©huerra, in dnta 13=1-196k,
ha emesso ll mandato di paga-
mento inviandolo all'Ufflelo Pro=
vinsiale del Tesoro di Genova, Ora
per poter far rissaminare la pra
tica, qualora in Sua infermità sia
aggravata, occorre fare «comanda
al Minkstero deéel Tesoro - Direzione
Generale Fensioni di Guerra - Sera
vizio Dirette N, (G, - chiedendo di
èggere solloposto n visitano mieediti
per avvenuto aggravamento,
ANGELO CAVIGLIA, Facciamo ge
quito alla comunicazione precedente
per informarla che il Ministero del
Tesoro - Servizio Diretta x. O, +
in data 25-11-1954 ha provveduto
per le cople fotograliche di duo do.
commenti sanitari da iInviaro poi alia
Capitaneria di Porio di Genova par
l'aggiormnanienta «del foglia mairico-
lare. Il Ministero una volta in pos
sesso del foglio mairicolare aggier-
nato, potrà definire la Sua pratica ni
fini della jiquidazione degli prre=
irati.
FRANCESCO Lo PRESTI Faccia
mo soguito nlla nostra prtcedlente
comunicazione per informarla che
il Comitato di Liquidazione ka ape
provato il progetto concessivo. Sue
cessivamente ll Ministero del Te-
sora, con suo Decreto n, Z1T16G4Z4
del 27-11-»1958, ha dato parere favo=
revole, Ora il Decreto è passato al
Servizio Pagamenti della Direzione
Generale per le Pensioni di Guerra,
che dovrà provvedere ala warla-
zione del ruolo, iInoltrandolo al»
l'Ufficio Provinelale de! Tesoro di
(Remo vi, seguiamo sempre nai Prik=
ilea e Le daremo ulieriori notizie
sul prossimo numero chel nostro
perlodiceo,
RIEPILOGO
Pubblichiamo qui di seguito un
elenco dei nostri assistiti, segnando
a lianco di agnuno l'eslìto della pra-
tica, Preghiamo gli interessati di
voler controllare la propria posi
zione e di volerci inviare eventuali
osservazioni sugli appositi moduli
in distribuzione presso i corrispon=
ibenti di stabilimento.
Francesco ADRAGNA, esito ne-
pilivo » Giacomo ALLOISIO, sito
positivo - Giuseppe ALOI, in alte
sa - Nicola ARMAO, in attesa - An»
toniog ATTANASIO, esito posltjvo
(concessa la sesta cntegoria a vita)
- Lorenzo AUSTI, in attesa » Ivano
BARBI, in attesa + Agostino BARI
SONE, in attesa - Elena BASSI, in
in ai-
attesa - Luciano BELTRAMI,
tesy = Rinaldo BERMASCONE, in
aibesa - Giovanni BENETTI, in ai-
tesa - Fodelt BLAKNDO, esito nega-
tiro {dovuto ad intempestività mel-
la presentazione) - Ottavio BOLLI-
Cl, esito positivo (evasa la pratica
firesso il AMimisiero della Ditesa-
Esercito) - Carolina BONETTI, in
iMtest «a Teresa BOTTI, in attesa -
G. B, BRUZZONE, in aitesa - Maria
BRUZZONE, in attesa - Francesco
CACI, in attesa - Erzio CADENAS-
SO, in attesa - Cesira CANDIA, esl-
to positivo - Gerolamo CANEPA, In
altesi - Matteo CAPODICI, in nite
sì «= Pietro CARLI BALLOLA, eslto
positivo {evasa presso il Ministero
della Difesa-Eserelto) - dott. Elvino
CASANOVA, cslto positivo + Fram»
tesco CASINI, esito negativo (pèr
non dipendenza da cause di guerra)
» Eraldo CHIAPPIMI {esito negativo
(per non dipendenza din cnuse di
guerra) - (Giorgio CIONI, in attesa
- Luigi CONSIGLI, in attesa - Otel=
lo CONTI, in attesa »- lamento
COPPÀ, «sito positivo (sesta cale
porla a vita) - Fietro DAVAGNINO,
in attesa = Pierino DE MICHELI im
attesa - Marlo DE SIMONI, In at-
tesa - Mario DINI, in attesa . Ma-
rio DI STEFANO, esito posltivo
{terza categoria) - Andrea D'OBER-
TI, in attesa è» Andrea ESTELLI,
tito positivo (evasa presso il Mi
nistero della Difesa-Esercito) = erg=
di FAMANO, in wntiesa - Pia FEDE
HiGHI, esito negatixo (rigetto del
ECT pesi intempestività) = Cii-
seppe =FERRANDO, ino atiosa è»
Fompilio FERRARI, in attesa - Gio-
vanni FESTISESE, in attesa - Bru-
no A, FILIPPELLI, esito negativo
{mrsgato, cio, assegno di previden=
za per condizioni cconomichée) -
Fabrizio FILIPPI. in attesa » Novi»
Ha PLAMIXI, esito positivo = Vin>
cengo FoTIA, in nitesa »- Tullio
FRANCESCHINXI, in attesa - Franco
FRAXIZHI, In pnttesa - Micola FRAN
ZONE, ino attesa > Giuseppe GA
GIIARDO, in attesa >» Amedoo LGAl-
LETTI, esito positivo lrameo
GAMBACCIANI, esito positivo (pra
ilen cvasa presso il Ministero della
Difesa-Esercito) - Wanda GATTI,
in niflessa - Emilia GAZZO, in attesa
=» Riecardo GCHILARDI, esito positivo
(scsta categoria a vita) - Léoone
GHIO, esito megativo (iper non di-
pendenza cda cause di guerra) =
Marlo GIACONI, esito negativo >
Teresio GIAMNNECCHINI, esito posi»
tivo - pottava csntegoria rinnovate)
a Attilio GIANROSSI, in attesa »-
Serio GILARDOG=I, esito positivo -
Risaolino GOIFERENZO, in alleza —
lirbano GUALTIERI, esito megaltivo
{peer intempestività) - Carmine 1M-
PARATO, cslio positivo (sellima ca-
tesoria) »= Ivaldo ITALI, in attesa
Lillo LAZZERISI, esito positivo
{evasa la pratten presso il Ministe=
ta della IDifoag=EMaercito) - France-
se TLOPRESTI. in attesa è TLaueinno
MACCAPANI, In attesa - Maria MAC
CF, esito posliivoa » Renzo MAC-
CAPANI, cslio positlrvo (concessiva
una tantum =) - NMube MARETTI
ssito negativo (per nom dipendenza
da cause di guerra) - blario MA-
RIANI, in attesa - Romeo MASSA,
esito posilivo (sesta calegoria a
vital - Malte MASTROBRTLII in ata
tesa so Angelo MILIOOIJTA, in attesi »
Riccardo MOLINO, in attesa - Gio
vanni MONTALDO, in attesa - Gia
no MOREIILI, in nitesa - Natale MU-
RATORI, in attesa - Davide MIUZIO,
in attesa - Carolina PALEARI, esito
positiva - Raffaele PAPALLGA, cai
to positivo - Maurizio PARINO, In
Emilio Fliekl, evasa icurpunicato,
cioè, informazioni richieste; - Giu»
seppe PITTALUGA, in attesa - Ple-
iro POLLASTRI, if attesa - Pietro
PONTE, esito positivo (evasa In
pratica, presso il Ministero della
Lifess=lESercito) - Pasquale POZZO,
in attesa - ing. Antonio PREDIERI,
eslto positivo - Ino QUERCI, in
attesa > Armida RAGLIANTI, in at-
lesa - Gino RAPETTA, esito positivo
- Angelo RICATTI, mn attesa » Dina
RISSÙ, esito positivo - Mario Hl-
MAGNOLI, in attesa - Flavio HKOSSIÌ,
in attesa + Pasquale ROZzo, im qsi-
tesa - Haffaele SACERDOTE, in mi-
its » Angiolina SALVIATI in at
besn + Angelo SANGUINETI, in at-
era » Giovanni SA&AXTIMI, in attesa
- Lemmildo SATTURZÀO, esito negativo
- Galliano SIMONIINI, esito positivo
» (Giacomo SOMMARINA, in attesa =
Lursianòà SOMMONVIGO, «sito positi-
vo » Michele STRAGAPEDE, in atte
si «+ Ahlonio TACCHINO, in attesa
- Guido TADDEI, in attesa » Ameri-
go TOGXETTI, esito negativo < Ore-
&ie TORRE, in attesa - Pasquale
TORRE, esito negativo {per intem-
pestività) - Paolo TOSCHI, esito po
slitivo - Ettore TRAVERSO, esito po»
zitivo » Giovanni TRAVERSO, in ni
tesa - Gregorio TRIESTINO, esito
piasitivo » Michele TROIML.0, In at-
tesa - Giovanni IGGETTI, in mitesa
- Marta VANNINI In nitesa - El
imòor® VENTIRI, in attesa - Guido
VILLAVNECCHIA. In nttesa - Frant>
cesso VINOI, esito negntivo {per im-
iempostività) - natale. VISCARDI,
esito positivo »- *atale VISCONTI,
In nitesa - Salferino VITALI, in
attesa - Romolo VOLPICELLI in
auitesa - Emilio ZULATO, in attesa,
la dicliura «in sttesa»s non si
onilicea che, per l'interessato, mom
slnno mai state pubblkcate notizie
su «l''ansaldino » (anzi pareechi
hanno rict&vuto più di una risposta),
ma semplicemente ehe ln pratica
non è ancora definita presso il Mi-
nistero, I corrispondenti di Stab
limento sommo in possesso dell'elen-
co completo delle notizie pubblicato
per ogni singolo interessato, elenco
nggiormato sa tutto |} 14 settembre
attesa » Gincomo PARODI, in at- 1958. L'attunlie sintesi sl riferisco n
tesi - Bartolomeo PERELLI, in at- notizie in possesso del nostro servi-
tesn - Anita FIFRI, ino attess » ib n tutto Il 15 mowembre 1958,
FI Entre
UN TELEVISORE
per i bimbi
Gili
poliomielitici
impiegati del Cantiere di Sestri, del Meccanico © della
Direzione Generale hanno fatto omaggio al Reparto poliomielitici
dell'Istituto pediatrico « Giannina Gaslini» di un televisore da
24 pollici completo di tavolino e lampada,
I piecoli ricoverati hanno risposto ringraziando
per il
Ela
ditissimo dono e illustrando le loro helle parole con un disegno
da cui traspare la fresca
non può contaminare.
Quale
cluusi da mesi e mesi in questo ospedale, la vista della televisione!
poesia
dell'infanzia, ele la sventura
magnifica sorpresa, per iulti noi, grandi e piccoli rin-
Era già un piacere scendere nella elasse per le ore di lezione,
da adesso è diventata una grande gioia, perchè ci attende ogni
giorno anche un diperlimento; vediamo cose tanto belle e istrut-
find e spesso si ride mollo tulfi insieme,
Giaechè sappiamo chi ce lha donata, non possiamo fare a
meno di unirci futti in una sola voce, per gridarvi con esultanza
" Grazie, grazie! "',
grande eunore,
Nessuno di noi potrà dimenticare il Vostro
A nanni tutti i riconeriati alel piudiglione dello poltomielife
M. MARCHIANO -
GIOVANNI NONNI
La fotografia rappresenta la
chiese «d'Italia, Per
l'Ansaldo dovranno sapere
sorteggio. i seguenti premi:
I nostri concorsi
partecipare
dire,
dell'architetto della cupola è qual'è la chiesa, Sono in palio, per
1} frullino con maelna-cafft elettrico;
2) ferro elettr, da stiro: 3) caffettiera; 4} e GF) prodotti « Perugina +
cupola di una delle più celebri
al concorso i dipemdenti del-
entro il 10 febbraio, il nome
RISULTATI DI CONCORSI PRECEDENTI
Scena umoristica di caccia
sua
ra
San
Tra Rutti
concorso è» stato effettuato um
sorteggio (presso la Fonderia ala
la presenza di testimoni) per l'as-
segnazione dei premi. Ecco Il ri-
sultato: 1) Sergio Raiteri del C.MI.
{wince um fucile nutomatien « Bre
da > da cacclal; 2) Luigi Redi cdi
LIV {vinee un lenzuolo ricamato
con due federe); 3) Alfredo Clico-
gna del MEC (vince un tovagliato
ber sei persone); 4), 5) e G)} Emilia
Astori della DIG, Diva Robotti della
FON, Carlo Priarone della DIG {win-
cono clascunio una copla del libra
* Magia ligure): 7) è BR} Sergio Ghil=
lardoni del MEC, Giuseppe Cremona
del MEC (vincono prodotti « Peru-
fina »).
Sutessslvamente un'apposita piu»
ria ha scelto le migilori battute,
che sono risullate le semienti:
1) La lepre al cane: c Xom te la
prendere se il tuo padrone dorme;
tanto, na le non sarcblrero toccate
che le mie ossala.
GUIDO DI FRANCESCO (SAMI
1 Il enne: ©« MI dispiace, ma deb-
bo sverliarlo. Quello è l'unico al-
br «della soma +
CAMILLO BARTOLI (DIG)
#) Dl cane: «F' un unmo scalo
gnato: ha 7imio il futile in un come
corso ed i presidente della Protes
zione Animali... >.
DANILO MORGANTINI
Tra | loro autori, come preseri»
veva il regolamento, è stato effet-
tunto un alten sorteggio, che ha fas
worito il rag. Camillo Bartoli (DIG,
nl quale è stato nssegnato um ser
vizio di piatti per sel persone,
i partecipanti al nostro
{CANI
#38
gp N
“4
# L=] Fac
. {23:27
battute degne di
zlonme sono le stquenti:
1) La lepre al cane: « Ti raccom-
io ancora una barzelletta e pol sa
*Jtre segnala-
rà meglio che iu svegli ll tuo pa
drone perchè Il pollivendolo chiude
fra un'oretta... 3,
RINO CRESTA (MEC)
25 La lepre: « Mal visti um caccia
tore è uti came così pieril 3,
ll cane: «ll bello è che nol non
abbiamo val visto una lepre... ».
EDOARDO GORETTI (CANI
3) La lepre: «Ha il Breda? ».
I cane: c Ko, ha sonno».
RENZO TUO (MECI
La carta capovolta
[ua carta capovolin era il Re di
Cuorì, come si poteva vedere dal
nome del fabbricante e da Quella
cella città sedo della fabbrica stam-
pati ni lati. Tra i numerosi lettori
che hanno partecipato nl concorso,
il sorieggio (effettuato presso la
dii sezione di “Voltri «dello stabili-
mento CM. alla prosenza di tes
stimoni) ha favorito | signori: For-
tunato Mercatali del CAN fines
um aspirapolvere elelirico): Fiero
Poncl di LIW {vinee un lenzuolo com
fodere ricamate): Francesco Polrb
del CAN (vince um servizio di to
vaplie per sei persone): Maria Con-
sigliere della FON, Glinto Fellini
della FOX, Emilio Carlevaro della
PON, ing. Sergio Amserini «dela
DI, Franco “Wella dei MEC (vl
como ciascuno uhia copin del lilbea
« Magia liqure +}: Giovanni Alesseri
della DIG « “Wirgillo Pizzorno della
FON. (vincono elaseuno prodotti
" Perugina >),
ZI
Sono nati
dl anasto: MARIO, di Luciano Con»
ti (Can)ì e di Irene Rissotto > 6 otto
bite: ANSELASIO di Benito Macoggi
(Meel e di Remala Sarcoccia » &
novembre: FERNANDA, di Rocca
Lobascio (Cmi) e di Vittorina Di
Pietro i3 novembre: MARA, di
Nicoli. Cordone {(Mec)ì ce di Cote
rina Perazzo; ALBERTO, di Fran-
«esco Seattina (Mugi e di Miranda
Tivegnn + 15 movembre: EMANTUES
Lu, di Tomaso Ziferro (Cmi) e di
Anna Marin Bello =» li novembre:
STEFANIA, di Bruno Sceattina (Mug)
e adi Ivana. Cabani + 15 novembre:
MARZIA, di Carlo Picielletii {Aug}
eo di Tuelnnin Cantt! » 23 novembre:
4WINA MARIA, di ‘Vittorio Cuneo
(Moe) e di Paola Velo: INANA, di
Aldo Prossito {Mec} e di Giovanna
Cabella - 30 nivembro: ORNELLA.
di Florio Botti (Mug) e di Tueiana
Conti = 19 idleembre: GABRIELLA,
{*fecl c di Elide
GRAZIELLA.
Fre
dij Cnristito Arlcala
Peruzzi - 4 dicembre:
di Claudio Beencel (Cmii e dé
nesta RBariolueel - 5 die@mbre:
ALESSANDRA, cli Armando Raoan>
cheri (Mec) e di Fisa Parodi - 18
dicembre: ARMANDO, di T.mo (Ca
tellinni (Cani e si Emilin Gottormo:
ROSANNA, di Arturo Valle (Can) è
TMeembre: LU-
(Cani e «dl
di Amelia Puecl = IT
CIA, di Enrico Ravern
Marlin Parodi = 18 dicembre: RITA
MARIA, di Attilio Andrensei (AMecol
& di Flora Farné - 29 dbiceembreo:
PATRIZIA, di Luigi Pastorino {Can}
e di Pasqualina Ottonéella,
A tutti i piccolissimi ansaldini cd
ai loro genitori i mostri auguri più
ferwidl,
Si sono spostati
1® pttobre: Armando FANCANI
{Mug) con Rita Cipolli » 20 otto»
bre: Bruno SALVESTTI (Mug) com
Adria Dadi - 25 ottobre: Atifllo
SIVORI {sug} con Guglielma Spes
Setti =. 29 ollobre: Giorcioò INNO:
CENTI fi3usì con Vinceenzina Za-
nello - 16 novembre: Luigi NOCE
{3fee com Giancarla Bellocchi è»
23 novembre: Angelo PATRONE
(Abee) «cono Irene Gesino: Lorenzo
GARRONE {Mec} «on Franecsca Te-
come =» 23 novembre: Cesare Hi
VAN {X}lee}) con Rita Pienovi: Min-
rizio LAMPONRI (Mec) con Teresita
*Iai; Elio SEGARLLA (Mug) con Ra
Giorgini; Felloc GAGGINO
Caterina Tassisiro - 27
novembre: Ergio MASNATA {(Mece]
emi Ross Anna. Russo: Pietro CE
BRRDOA: (Mec) con Angela Gazzanipa
= BR dicembre: ing. INo BIALE (Cami)
Egidia Bellino - 20 dicembre:
Amtonio BULGGARELLOI Can)y con
Giuseppina
SAI
(Sia)
Con
cOn
Donzelli - 21 dicembre:
Antonio SCARANARI (Can) con El
sù Brmiera 27 dicembre: Renato
Lea Antonelli.
BABROÒOCCI (Can) con
niggtri
Agli sposi i vivissimi au
guri,
Le insetaloni sono sramuile è s0-
mo riservate ni dipendenti del-
lFAnsaldo, Hivolpersi ni mostri
corrispondenti di stabilimento.
ASCOQUISTERELI armadio «di media
grandezza, usato, al prezzo massimo
ci diro 10.000, Tolefonare al nume
Po E.
VENDO « Fint 1100 Ba con motore
revisionato, sommiatlssimna, lampo
uintori, Prezzo lire 180.000, Telefo-
nane nl n, 643598 nelle ore serali.
Atto di onestà
L'operaio Vincenzo Eloggi
dello stabilimento CMI, rinve-
nuto nell'interno della fabbri=
ca un portafogli contenente de-
naro, sj affrettava a rintraccia-
re il proprietario cui lo ricon-
ScEnava.
Segnaliamo o iuiti, con vivo
compiacimento, l'atto di onestà
del sig, Eloggi.
GENOVA -
LA SPEZIA -
LIVORNO -
COMMIATI
Hanno lasciato il servizio per
raggiunti limiti di età | seguenti la-
voaratori della mostra Azienda:
CANTIERE DI SESTRI
stina Dagniro, assunta [I 19-59-1923,
impieeanta amministrativa,
Agostino PITTALUGA, assunto il 14
h-] 925, capo reparto,
Gerolnmniia ;BRITEZONE,
13-10-1935. «discanalore
assunto ll
Costriile
tore,
Rinaldo CASOTTI, assunto ll ©-5-
1934, calafato in ferrò,
Giovanni NEGRO, assunto il Zi-i-
1693351, carpentiere in ferro,
Galllano FRASCHINI assunto il Ss-
1-1940, capo squadra.
Nicalb MONTAGNA,
2.940, elettricista.
GUANTI
dell, sabbiatore.
(GG. BR. FIANA,. assunto il
manovale specializzato
Imberio FUSI, assunto
manovale specializzato
anna REPETTO, assunta ll dt
1343, addetta pulizia.
nssunto iL 15
lirmelindo assunto Il 3-
A-3- 1969,
D'11-3-194d,
a
Bonfiglio PANCIROII, assunto Il 19
i=1950, capo squadra.
MECCANICO
Giovanni CAGRSI, assunto il 13-1-
lil, disegnatore progettista,
Gustavo MASMSATA, assunto ]l 18-2-
II, capo disegnatori.
Glevanni BELTRAMI, assunto il BG-
111-191, cnpo pruppo
Emilio LAXGER s6ssunto iI 191»
La], viec capo sezione,
Eugenio SANSON, assunio |l Z1-f-
1015, preventivista
Romolo CASTELLO. nssutito il Ba.
i0-1919, capo ollkeina.
Pasiuynle ARCERI, assunto il 20-7-
VZIE imbrazatorntì
Mario ANELLI, assunto II s1-3-
19ZI, spliamatore lamiere
Tagli ALBERI assunto Il 16-93-1991,
impiegato tecnico,
Silvio MASSA “assunto il 19-7-1923,
capo prua,
Luigi BIANCHI, nssuntp il 16-1-
1935, eruista,
Antonio SAPONI. assunto il 14-3-
LEE, preventiviata.
(Giuseppe CALIZZANO,
1G-3-1926, ribaditore.
Filippo GENOVESE, assmio |l 13-
fh= 1936, contabile,
Mario MILANESE,
IEZ6, capo reparto,
Armando MASNATA, assunta
1-1929, sotto capo olfkeina
nesurnto El
nssunio il Zîi-=f
ll 20
(Giacomo CASELLA, assunto Il 19-
PG, elettriclslo
Arrigo BASIETTI, nssunto il 23.19.
1935, Impiegato tecnica,
Gincomo PARODI, assunto VR-%=
IU, capo reparto.
Stefano PARODI, assunto Il 16-9-
til, carrelista.
I.ruigi SAVELLI, assunta JI
fattorino,
FERRI, assunto il 14-13
fuochista caldaie,
feiuseppinà CAVALLERI assunta Il
[ft=B=e 1944, nddelta mensa.
Abramo CAVICCHIOLLI, assunto {l
16-1-1946G, battimazea.
Amonlia CARTONI, assunta il
LOST, avcleletta mensa,
FONDERIA
Hnriolonieg ;OTTOENISILO,
I 19-6=1943, monovalo
dn
i-B- 10462,
Vincenzo
ago
Zia Da
assunto
ESpecializ-
SRD,
Feresi PARODI, assunta dl 17-10-
1944, acedetto mensa.
C.M.l.
Nicoli FERRARO, assunto ll Td
Za Bi,
Fransecexco ROCCONE, assunto il 16
tarnitore,
1E+1934, lornitlore,
Hartolomico CONTE, assunto KM ZS1=
fi-15819, disiributore®e
Irene STORACE, nssunta il 18-6-
19420 mdeltla pulizia,
intomino ROMEO, nssunto ll 18-H-
143, imbrapatore,
lTasen CARLI assuma Îl 19-3- DI,
impiegata amministrativa,
Aurnelin CORTE, assuma HE 10-1=
16454, smddetta mensa.
{Gennaro SCOTTI, assunto il 13-11-
195, impiegato amministrativa.
A questi bonemeriti lnvoratori,
che hanno speso le loro migliori
energie per l'affermazione dell'An-
saldo, giungano i ringraziamenti più
vivi e Vangurio di un sereno riposo.
Menini, nipote di
della Fonderia
Carla
Renato BRaphino
Giuseppe Gaggero
(SMI
Mario, Aglio di
dello Stabilimento
L. 128.000
L. 148.000
FILIALE S.A.R.P.I. - Viale Brigate Partigiane, 92 r., - Telef. 580.641-2-3
Ditta Dr. F. A. GABBIO - Via Biassa, 5 - Telefono 22.685
Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062
15SO
L. 178.000
Nei vari stabilimenti Ansaldo
si verifica che i metodi di la-
worazione si differenziano, Per
esempio i candelieri, mentre al
Muggiano vengono eseguiti me-
diante fucinatura, al Cantiere
di Sestri vengono realizzati
mediante composizione. Così
pure per la lavorazione degli
rappoli. Mentre a Muggiano si
eseguono alla piallatrice, a Se-
stri la lavorazione avviene me-
diante la contrassegnatura an-
golare alla fresatrice e quindi
spianati al tornio.
Gli esempi sopra descritti,
naturalmente, potrebbero esse-
re moltiplicati, ma credo ciò
non necessario in quanto la
redazione può rendersene con-
to interpellando singolarmente
gli operai che lavorano nei
vari reparti, in modo partico-
lare coloro che sono soliti tra-
sferirsi fuori sede. Proporrei,
per parte mia, una standardiz-
razione delle varie lavorazioni,
certo che ciò sarà di interesse
per la Società e gradito da tut-
ti gli operai.
Infiniti ringraziamenti per la
ospitalità.
MARIO COZZANI (MUG)
La direzione del « Settore
esercizio navale », interpellata
in merito a quanto sopra, ha
così risposto:
1) I candelieri risultano eco-
nomicamente più convenienti
se costruiti di tipo composto
anziché di tipo fucinato. Tal.
volta si è però costretti a ricor-
réere al tipo più costoso, allor-
chè si devono completare i
grigliati di un apparato motore
I Acuolaa But
di,
già da altri costruito con can-
delieri fucinati.
2) La lavorazione dei tac-
chetti di aggiustaggio al tor-
nio è senza dubbio più econo-
mica, anche se lascia qualche
tolleranza, spesso prossima al
limite della accettabilità. AL ri-
guardo bisogna però tener
conto che ciascun cantiere ha
differenti disponibilità di mac-
chine e pertanto, pur tendendo
alla realizzazione della spiana-
tura al tornio, si èé talvolta
obbligati a ricorrere anche a
macchine limatrici.
Le Sue osservazioni, comu
que, sono state portate all’at-
tenzione del direttore del Can-
tiere di Muggiano.
POSTA IN ARRIVO
Epifania 1958
Egregi signori,
Il vostro bel dono ci ha resi
molto felici. Ci permettiamo
di scrivervi per ancora viva-
mente ringraziarvi, ed inviar-
vi, assieme con i nostri devoti
saluti, auguri di bene e pro-
sperità.
MAURA e MARINA ZANOTTI
sm
Pegli, 18 dicembre 1958
Spett. Redazione,
a nome di mia madre, Caro-
lina Bonetti ved. Ferrari, rin-
grazio sentitamente per quan-
to « L'ansaldino » ha comuni-
cato riguardo alla pensione di
:
—_ «BBi gs
i
7
;
i
i
b
Ì,
È
e
de?
s
P
guerra. Sono molto grato del
vostro assiduo interessamento
e per quanto avete fatto finora
per mia madre.
Nella speranza che la prati.
ca si concluda felicemente, col-
go l'occasione per inviare ton-
ti cordiali e sinceri auguri di
buon Natale e buon anno, an-
che a nome di mia mamma,
UGO FERRARI
MEMENTO |
ue operai livornesi
deceduti per infortunio
ll 2 gsennnio È awwenuilo al Can-
tiere di Livorno un grave incidente
di cui sono rimasti vittime | care
pentieri in ferro Sergio Lubrano e
ilo Vivaldi.
I idduo bravi operai si trovavano
à bordo della motonave « Bernina »
intenti ad «seguire alcuni lavori «ii
miedilica nella cassa 16 bia, in com-
Sergio Lubrano
pagnia di um saldatore, quando im-
provvisamente si produceva Lita
violenta Mammata che li Investiva
in pieno.
ll Lubrano decedeva sul posto,
mentre il Vivaldi, grravemente ustio-
nato, veniwa trasportato all'ospedias
be, ll giorno dopo, malgridio le cure
prodigategli, anch'egli cossava di vi-
vpi,
Sergio Lubrano, *edovo e com
una figlia dodicenne, era nato a Li-
ilo Vivaldi
yorno il 19 marzo 1920 ed era stato
assunto nl Camtiere « Luigi Orlando 3
mel 1943,
Ilo Vivaldi, sposato e con una fi
glin di 13 anni, &ra nato a Livorno
il 17 novembre 1517 e lavorava al
Cantiere « Lulgl Orlando » dal 1946.
La notizia di questa grave disgra-
zia ha profondamente commosso I
lavoratori tutti dell'Ansaldo è la
cittadinanza livornese, che è since
cora Rlovani,
faetvano lo atesso lavoro, &d
tbiuroni
aveva riservato loro anche la stes-
sa tragica fine,
di Ti anni.
Musiliari, deceduto il 5-123-1958, Era
stato assunto mel 1925,
di 40 anni,
rilesa,
stato
moglie e un tiglio.
dl &R amni,
Ausiliari,
ramenie afferionata nl suo cantiere
è me segue le wicende con animo
sensibile.
Sergio Lubrano e Io Vivaldi, an=
erano quasi coetanei,
erano
il destino
amici. Purtroppo
Salvatore CREMONESI
dipendente dei Sersitzi
Savino RUINOS®£S]
dipendente del Mecca-
6@-12-1558. Erà
1946, Lascia la
deceduto il
assunto mel
geom. Guido TRINCHERO
di 932 anni, dipendente dello stabi=
limentao
2A-192-
1955,
CMI, deceduto H
19558. Era stato assunto nel
lascia i gonltori.
Giuseppe DELFINO
dipendente «del Sersizi
deceduto il 22-12-1958.
Erù stato assunto nèl 1946, Lasela
la moglie, due figlie e la madre,
Gilda SOLARI
cli 48 anni, dipendente del Servizi
Ausiliari, deceduta il 28-12-1958.
Fra stnia assonta nel 1939, Lasela
il marito e una figlia.
Umberto GIACOMINI
chi 4l anni, dipendente del Cantiere
ci Sestri, deceduto ji 20-19-1958. Era
stato assunto mel 1957, Lasela la
moglie e figli
Orfeo VIGETTI
di 5° anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, decoduio H 20-15-1954,
Er staio assunto nel 19452, Lascia
la moglie.
AI famigliari le commosse com-
doglianze do « l'Ansaldino »,
lansaldino
gui ibi NATE
DREI IHIPERDESTI
IRE LI.Î ASA LIE
n
ERTITO DALL'ANSALDO S.pA,
Li
Responsabile: Lorenzo Rebora
Redazione: Via Fieschi, 10-11
Genova
+
lorrispondenti «di Stobilimendor
DIG: Lucia Thiamante - MEC:
Spartaso Sardini, Ginseppe Lo
verno + CAN: Graziano Merlano
CMI: Dina Pasquino (Voltri):
Aurelio Mapeeiolo {Fegino) - PON:
Michele Montesori e SAU: dii
aeppa Sardì - MUG: Aldo Galli -
LIY: Dino Dazzi - CORE: Kdilio
Orlandi - ROMA: Mario Fossati
de
Spedizione in abbonamento po:
stale gruppo II * Abbonamento
gratuito ni dipendenti è pensio.
nati * Stampato nolla Tipografia
F.lli Paenno, Via Monticelli, 11 *
Fotoineisioni A. Ceriale, Via Lam=
franconi, 4 * Pubblicità STRA,
Senletta Carmognola, 7 * Autoriza.
Trib. di Genova n. #9, G-5-1954
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