L'Ansaldino, n. 4, 1958

Contenuto

L'Ansaldino, n. 4, 1958
Tipologia
Rivista
Descrizione
A p. 1 (copertina), la turbonave passeggeri "Federico C.", costruita al Cantiere di Sestri, in bacino prima delle prove ufficiali
A p. 16 (quarta di copertina), la prora della T/c. "Polinice", varata a Muggiano il 23 febbraio

- La turbonave passeggeri "Federico C.", costruita al Cantiere di Sestri, in bacino prima delle prove ufficiali, p. 1
- Locomotori di nuovo tipo, p. 2
- L'"Indomito" consegnato alla Marina, p. 3
- Protezione catodica a corrente impressa, p. 4
- Cavi elettrici unificati di nuovo tipo per bordo, p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- Varata la "Polinice" a Muggiano, p. 8
- Prove e consegna della "Porto Marghera", p. 9
- Risultanze del referendum "Il dialogo", p. 10
- Dopolavoro-il museo navale di Pegli, p. 12
- Concorso fotografico, p. 13
- Opinioni, p. 15
- La prora della T/c. "Polinice", varata a Muggiano il 23 febbraio, p. 16
Data testuale
1958 marzo 1-15
Consistenza
pp. 16
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/84
Formato
Periodico quindicinale a stampa
contenuto
ansaldino

fUinio - numero 4 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO genova, 1-157marzo 1958





n

La copertina: la turbonave passeg-
geri « Federico €.» di 20.000 t.s.1,,
costruita al Cantiere di Sestri, in
bacino prima delle prove ufficizli



l'ansaldino

VQUINDICINALE

DEI DIPENDENTI
DELL' ANSALDO
*
EDITO DALL'ANSALDO £. p, A.
A
Responsabile: Lorenzo Rebora
*
Rédazione: Via Fieschi, 10-11

Genova

sommario

2 LOCOMOTORI DI NUOVO TIPO

3 L'“ INDOMITO " CONSEGNATO
ALLA MARINA

4 PROTEZIONE CATODICA A COR-
RENTE IMPRESSA di lialo Massenti

5 CAVI ELETTRICI UNIFICATI DI
SUONO TIPO PER BORDO d



6 PANORAMA AZIENDALE

8 VARATA LA ‘“ POLINICE” A MUG-
GIANO di agnin

9 PROVE E CONSEGNA DELLA
“ PORTO MARGHERA "

10 RISULTANZE DEL REFERENDUM:
IL «DIALOGO "

12 DOPOLAVORO - IL MUSEO NA.
VALE DI PEGLI

13. CONCORSO FOTOGRAFICO
15. OPINIONI

Franco Gua



Stabilimento:
DIG: Lucia Diamante - ME

Corrispondenti di



1 Spartaco
N:






Sardir Giuseppe Rovegno - CA
no Merlano CMI: (Voltri)

Dina Pasquino; (Fegino) Aurelio

Maggiolo - FON:; Michele Montes



ppe Sardi MUG:
neo Guadagnini -
- COK Edilio

Mario Fossati



Aldo Galli. }
LIV: Dino D
Orlandi ROMA:

*





Spedizione in abbonamento postale
gruppo JI * Abbonamento gratuito ai
dipendenti e DSOZIONAE. * Stampato
nella Tipografia .Ili Pagano, Via
Leuci. Fia Fotolnoletori A.Ceriale,
ia Lanfranconi,43XPubblie itàSIRA,
; zii delle Vigne, 6 * Auto
Tribunale di Genova n. 299, 6







1954

La controcopertina: la prora della
T/e. sPolinice» di 31.500 t.d.w., va-
rata a Muggiano il 22 febbraio










Locomotori di nuovo tipo

Motore Ansaldo - Maybach MD 435 a 8 cilindri a V;

l] giorno 5 corrente abbiamo

consegnato il primo dei due
locomotori Diesel idraulici del
nostro tipo AIDIM-L/2-16 che
ci furono a suo tempo com-
messi dalle F.S. e facenti par-
te di un certo numero di lo-
comotive Diesel (elettriche ed
idrauliche) destinate, in via
sperimentale, a dotare di mez-
zi di trazione moderni le linee
del mezzogiorno per le quali
(almeno per ora) non è previ-
sta l’elettrificazione.

Esternamente esso non dif-
ferisce molto dal nostro loco-
motore sperimentale ADIM-L/
2-23 da 2300 Cv, che ha già
eseguito brillantemente le cor-
se di prova nel dicembre del-
lo scorso anno.

Solo le due cabine di guida,
sistemate all’estremità della
macchina, si presentano un
poco diverse in conseguenza
di una diversa sistemazione
data alle apparecchiature in
esse montate,

All’interno, invece, la siste-
mazione del macchinario è del
iutto identica a quella del no-
stro ADIM-L/2-23. I due mo-
tori Diesel sono del tipo May-
bach MD 435 a 8 cilindri a V,
sovralimentati a mezzo di tur-

bo soffianti azionate dai gas
di scarico, atti ad erogare

ciascuno una potenza di 800
Cv. a 1500 giri/minuto. I cam-
bi idromeccanici, montati sui
carrelli ed azionati dai Diesel
a mezzo di trasmissioni carda-
niche sono del tipo Mekydro
K 104 U.

Ecco in breve le caratteri-
stiche principali della locomo-
tiva ADIM-L/2-16: peso della
locomotiva in ordine di mar-
cia a pieno carico di scorta,
tonn. 64; lunghezza fra i re-
spingenti, m. 14,500; potenza
installata (2x800), Cv. 1 600 (di
cui per sola trazione 1.500);
massimo sforzo allo spunto li-
mitato dalla massima aderen-
za della locomotiva, Kg. 21.000;
rodiggio, B. Bo; velocità mas-
sima, Km/h. 120; velocità mi-
nima a piena potenza Km/h.
18.





i locomotori hanno due di questi motori




febbraio,
alte auto.
invitati, ha



a mattina del
allo presenza di
tà e di numerosi
vuto luogo la consegna alla
farina Militare Italiana del
icciatorpedin'ere « Indomito »
ostruito al nostro Cantiere di
Livorno.







solenne cerimonia ha avu-
zio poco dopo le 11 al Por-
fo Mediceo, dove erano ormeg-
ate, a fianco della nuova uni.
i, la fregata « Centauro », la
orvetta « Castore » e. alcune
nità da trasporto americane.
autorità, fra cui erano il Mi-
istro dei Lavori Pubblici on.
duseppe Togni in rappresen-
nza del Governo, il Sottose-
fetario alla Difesa on. Giovan-
î Bovetti, il Presidente della
ommissione Difesa al Senato
en. Angelo Cerita, il Capo di
M. della Marina ammiraglio
Orso Pecori Giraldi, il Coman-
inte del Dipartimento dell’Al
d Tirreno ammiraglio Gastone
finotti. sono salite a bordo e,
ccompagnate dal Comandante
UP Indomito » cap. di vascel-
Luigi Baroni, hanno passato
I rivista l'equipaggio. Dopo il
gnale di attenti il nostro Pre-
Mente avv. Federico De Bar-
eri ha pronunciato brevi p
Me cui ha l'ammira
lio Pecori Giraldi ringraziando
Ansaldo per il lavoro compiu-
dalle sue. maestranze, che
Mino dato all'Italia una nuova
Mtà navale che continuerà le
fdizioni marinare del
ese,










































risposto



nostro

Ha preso quindi la parola il
finistro Togni, Egli ha detto:
# E con un senso di profonda
Dmmozione e di intimo
io che noi salutiamo qui, nel.
mostra operosa e dinamica
Vorno, sul mare che vide sceon-
Tsi ie galere delie grandi
uabbliche marinare, la solenne
onsegna, che io ho lonore di
ompier nome del governo
ella Repubblica Italiana, del-

orgo-



re-





Il nostro Presidente parla ai presenti alla cerimonia. Alla
sua sinistra il ministro Togni e l'ammiraglio Pecori Giraldi

L’“Indomito”
onsegnato

alla Marina.















P« Indomito » alla Marina Mi-
litare Italiana,
Creata dalla scienza, dalla



e paziente
maestranze,

tecnica e dalla du
fatica delle nostre



questa moderna unità che nel
nome riecheggia la gloria di
una trad'zione, la severità di

un impegno ed il fulgore di una
promessa, passa oggi dalle mani

dei costruttori che la vollero
perfetta nelle linee possenti
delle strutture e imbattibile

nell’armamento, al cuore fedele





dei marinai d’Italia che la cu-
stod'ranno con amore, la faran
no propria con la consuetudine

quotidiana, la porteranno orgo-
gliosamente sul mare nel sere-
ao ce nella tempesta sentendo di
recare con sè, nell'ombra del tri-
colore fregiato degli antichi
stemmi, un lembo della patria
con le case e le chiese, le madri
gli opi-



ei figli. le scuole e
fici, la storia di ieri e la vita



di oggi, i ricordi e le

ze

speran-
Dopo aver ricordato le gesta
delle due unità che portarono il
« Indomito », il Ministro

nome
Togni ha così concluso:

« Noi siamo sicuri che gli
uomini cui sarà concesso l’ono-



re di vivere la vita meraviglio
sa di questo generoso dominato-
re del mare e che sono j super-
bi continuatori della nostra
stirpe marinara sentiranno og-
gi più viva che mai la respon-
sabilità della tradizione che
saranno stati chiamati a rinno-
vare e l’imperativo del dovere



che avranno avuto il privilegio
di assolvere,
Ecco perchè noi celebriamo

con un senso di così fiero entu-
siasmo questa che è veramente

una festa di vita e di speranza
non soltanto per Livorno. per i
suoi cantieri, per i suoi operai,
per la sua impetuosa ansia di
lavoro, di progresso e di rinno-
vaunento, ma per la nostra Ma-
rina, per le nostre forze armate
e per l'Italia, per questa nostra
patria che faticosamente, ma si-
curamente sta compiendo la sua
un avvenire pro-
spero, dignitoso e sereno nella
leale solidarietà dei popoli li-
beri e nel pieno rispetto della
sun civiltà romana e cristia-
ma».

AI termine del discorso del
Ministro, il Comandante Baroni
ha ordinato il « cambia bandie-
mentre si levi alte



marcia verso





ra»; vano
ie note dell'inno n: nale è
stata ammainata la bandiera

della Marina Mercantile per far
posto a quella della Marina Mi-
litare, L’ordinario militare mon-
signor Arrigo Pintonello ha im-
partito quindi la benedizione
alla nave pronunciando la pre-
ghiera del marinaio. La ceri.
monia si è conclusa con la visi-
ta delle autorità ai locali della
nave e con un signorile rin-
fresco offerto dalla nostra So-
cietà.

Il cacciatorpedin'» « Indo-
mito » è il terzo della Marina
Militare Italiana che porta que-
nome. Fu impostato il 24



sto




aprile 1952 e varato il 7 agosto
I . Le sue principali caratte-
ristiche sono le seguenti: lun-
ghezza al galleggiamento, me
tri }; larghezza massima, me-
tei 13; dislocamento a carico
completo, tonn. 3500; potenza
dell'apparato motore, G500) HP:
velocità massima, 34 nodi.
Oltre alle persone gi





à nomi.



nate erano presenti alla cerimo-
n della consegna il Prefetto
di Livorno dott Giulio Bianchi
di Lavagna, il Preside della Pro-
vineia prof. Guido Torri il
Sindaco prof. Nicola Badaloni,
mons, Cinquini per l’Ammini-
stratore Apostolico, mons, An-
cirea Pangrazio, il Questore
dott, Ugo Di Loreto, Vammira-
glio Murzi, il Comandante del-
Accademia Navale
raglio Paolo Pesci, il Comandan-



contrammi»



te del Presidio gen. Alber
Montesoro, il generale Chiarot-
ti, l'ammiraglio De Moratti, il

Capo della missione militare
venezuelana com.te il
Capo della missione indonesiana
colonnello Martadinata, il co
lonnello americano Briekley, il
capitano di vascello americano

Ferrer,



Fellows ed altr. Per VAnsaldo,
oltre al Presidente avv, Fede-
rico De Barbieri era presente



tutta la direzione del Cantiere

di Livorno al completo,

Sta per avere inizio la solenne cerimonia della consegna del cacciatorpediniere: gli invitati salgono a bordo.



Protezione catodica
a corrente impressa

E° on il rapido e incessante
sviluppo della tecnica mo-
derna in ogni campo delle at-
tività industriali, si assiste
continuamente anche alla in-
troduzione ed alla affermazio-
ne di qualche innovazione
tecnica.

Il Cantiere di Sestri, pur
nell'attuale fervore di opere, è
particolarmente sensibile a
tale azione di rinnovamento e,
come già precedentemente
seritto sul nostro giornale
aziendale, si mantiene aggior-
nato, tra l’altro, anche con la
tecnica più progredita nel
campo della protezione delle
carene delle navi contro il pe-
ricolo delle corrosioni.

Le carene, dopo essere state
sabbiate, fosfatate e rivestite
con alcune mani di pittura an-
ticorrosiva e una antivegeta-
tiva, sullo scalo, vengono mu-

|

E N





ma o per corrente impressa.

Nel primo caso si col!egano
metallicamente allo scafo ele-
menti di materiali (anodi)
aventi votenziale elettrochi-
mico più elettronegativo del
ferro nella « serie elettrochi-
mica degli elementi ». In tal
modo lo scafo risulta protetto
a spese dell’anodo che si dis-
solve.

Nel secondo caso vengono
usati elettrodi di materiale
inerte che, collegati al polo po-
sitivo di un generatore a cor-
rente continua hanno, ovvia-
mente, la facoltà di proteggere
lo scafo.

Per la protezione catodica
furono impiegati in passato
anodi di zinco ad elevata pu-
rezza, che si mostrarono però
ben presto poco idonei allo
seovo, a causa della limitata
differenza di potenziale della

Caro ELETTRICO





<4roDa DI
FERRO ,









Fio.1 SCHEMA _ DI PROTEZIONE CATODICA CON ANODI DI MAGNESIO

nite, dopo il varo, al loro ar-
rivo alla banchina d’allesti-
mento, di una efficace prote-
zione catodica.

Com'è noto, tale protezione
si rende necessaria per evitare
l’effetto corrosivo dovuto alle
correnti vaganti disperse at-
traverso lo scafo, dalle macchi-
ne elettriche, oggi sempre più
impiegate, specie per lavori di
saldatura a bordo. Si cerca
quindi di rendere « catodico »
lo scafo rispetto ad un elet-
trodo che funge da anodo
o per la sua natura medesi-

Fig. 2

coppia zinco - ferro. e della
tendenza dello zinco a non
lavorare più come nelle con-
dizioni iniziali dopo poco
tempo (passivazione).

Da un anno si è passati al-
l'impiego di anodi di magne-
sio, che per la loro maggiore
differenza di potenziale ri-
spetto al ferro e per l’assenza
di fenomeni di passivazione,
consentono di realizzare una
efficace protezione della care-
na, senza richiedere alcuna
manutenzione.

Con l’impiego di anodi di



quest’ultimo tipo si è riusciti
ad eliminare completamente le
corrosioni delle carene delle
navi, come è risultato all’atto
dell'immissione in bacino delle
ultime navi protette con tale
sistema.

Si incontrano però notevoli
difficoltà a mantenere il poten-
ziale della nave rispetto alla
cella di riferimento « rame -
solfato di rame », nel campo
di 0,80-+0,90 Volt, che rappre-
senta il valore suggerito dal-
l’esperienza come « optimum »
per eliminare ogni fenomeno
di corrosione e di distacco del-
le pitture dallo scafo.

Infatti essendo il lavoro di
saldatura a bordo discontinuo,
l'intensità delle correnti di-
sperse, da esso generate, varia
non solo con il passare dal
g'orno alla nutte, ma anche
durante le diverse ore della
giornata lavorativa e ben si
comprende pertanto quali
siano le difficoltà di variare
istante per istante le correnti
di protezione in modo che
abbiano sempre un valore suf-
ficiente per neutralizzare le
correnti che provocano la cor-
roslone,

Mentre con sistemi di prote-
zioni con anodi di magnesio
tali variazioni di corrente era-
no eseguite introducendo ma-
nualmente due volte al giorno
delle resistenze limitatrici, og-
gi con il nuovo impianto a
corrente impressa la regola-
zione di corrente viene effet-
tuata automaticamente a mez-
zo di un dispositivo statico
elettrico ad amplificatori ma-
gnetici, in grado di mettere in
giuoco un valore di corrente
tale da annullare qualunque
variazione di « corrente di cor-
rosione » per quanto rapida
possa essere. Al posto degli
anodi di magnesio si hanno
ora anodi di grafite (fig. 2),
i quali, essendo di materiale
inerte, ossia non essendo in
grado di generare naturalmen-
te una corrente in coppia con
il ferro, vengono alimentati,
attraverso il regolatore (figu-
ra 3), con corrente continua a
bassa tensione, variabile a
mezzo commutatore da 4 a 20
Volt.

Le registrazioni di potenzia-
le effettuate per un periodo di
24 ore hanno messo chiara-
mente in evidenza l’efficacia
del dispositivo di protezione,
nel caso in cui sullo scafo pro-
tetto si faccia largo uso di sal-
datura elettrica,

A chiarimento di quanto so-
pradetto abbiamo riportato in
fig. 4 l'andamento del poten-
ziale scafo-acqua della turbo-
nave « Federico C.» rilevato
durante le ore di lavoro con
un carico di saldatrici a bor-
do, costituito da 115 saldatrici
rotanti e 50 puntatrici, con
scafo non protetto (1) o pro-
tetto senza (2) e con (3) re-
golazione automatica.

Grazie al dispositivo di re-
golazione il potenziale si man-
tiene in ogni caso al valore
« optimum » di 0,85 V + 0,02.

L'impianto installato sulla
« Federico C. », realizzato con
la collaborazione della Socie-
tà « SNAM » del gruppo ENI,
rappresenta auanto di meglio
la tecnica ci possa offrire al
momento presente nel campo
dei sistemi di prevenzione del-
le corrosioni e costituisce per-



Fig. 3

tanto un merito per il nostro
Cantiere averlo installato per
primo in Italia.

L'esame della carera in ba-
cino ha dimostrato definitiva-
mente che il sistema di prote-
zione a corrente impressa con
regolazione automatica del po-
tenziale scafo-acaua consente



maniera efficace l’integrità del-
le pitture.

Il nostro reparto MAN/
ELET sotto la guida dei sigg.
Rivolta e Giordano ha provve-
duto alla messa in opera del-
l’apparecchiatura, degli anodi
e dei cavi di collegamento. La
manutenzione e la sorveglian-









Fic 4° SCNEMA 0) PROTEZIONE CATODICA CON ANODI ALIMENTATI BA UNA SORGENTE ESTERNA

di risolvere brillantemente il
problema della protezione del-
le carene durante l’allesti-
mento, confermando che non
solo è possibile impedire qua-
lunque fenomeno corrosivo
sullo scafo, ma anche salva-
guardare nello stesso tempo in

za dell'impianto è stata affida-
ta all’operaio Vittori (fig. 2),
il quale provvede alla manu-
tenzione degli impianti di pro-
tezione catodica su tutte le na-
vi in allestimento.

Italo Massenti





he











Volt |
®© VALORE OPrIMUM,
QI
Pi AZIZ
08 Pa Srna
Q7 ®
Q6
05
o
Fi6.5
23
® Atenziale scgfo-xgus senze protezione
a2 ® ABrenz. scofo -acgua con prof ma senza regoli
Q Arenz. scafo acqua con prot e con regolatore
QI
1 12 ORE
fr n en e salgo











































i bbiamo avuto occasione di
presentare circa un anno
isu «l’Ansaldino» i quadri e-
ttrici normalizzati, progettati
allo STU/ELET del Cantiere
Sestri, già installati su più
110 navi e passati ora in pro-
izione corrente con un pro-
ma immediato di 15 navi.
l quadro elettrico principa-
i della C, 1520, la M/n « Her-
Rosa -, che fa parte di tale
erieé è stato riprodotto su
l'’Ansaldino» di novembre co-
ne uno dei particolari tecnici
d estetici di rilievo, con giu-

_ Nastro di tela

lificata soddisfazione del pro-
ttista, disegnatore costrut-
ore sig. Aldo Enria.

I centralini normalizzati per
istribuzione di luce e forza
no stati presi a modello del
fogetto di unificazione UNAV
$18, ben meritato premio per
‘progettisti DIS Ezio Moretti
Vittorio Forgione.
Desideriamo ora qui presen-
re un'altra innovazione tec-
icamente ed economicamente
îteressante, introdotta dal-
nsaldo nelle sue ultime ot-
navi con il favore e la sod-
sfazione degli armatori, dei
egistri, dei fornitori e degli
deratori dei Cantieri ad essa
eressati.

ISi tratta del nuovo tipo di
vo per bordo GPRAR e
PKAR normalizzato dal-
UNAV su progetto Pirelli,
etro proposta e con il con-
orso più attivo dei tecnici
la nostra Società.

E' un tipo di cavo derivato
quello di tipo svedese, im-

d economico dal Cantiere di
estri sulla M/n «Gripsholm»,
on trasformazioni e migliora-
enti che lo rendono più cor-

__Suaina di policloroprene

>
2, Treccia di filf di acciafo ricotto, zincati

_Guatna di polivinfcloruro

CAVO TPKAR (Tabella UNAV 1036)

legato con successo tecnico

rispondente alle esigenze d’in-
stallazione e di impiego.
Esso, rispetto ai tipi prece-
denti GPA e GPF sin qui u-
sati, risulta del 20 + 30% più
leggero, e inoltre più fles-
sibile e maneggevole alla in-
stallazione, più resistente ai
sovraccarichi intermittenti e
temporanei ed all’azione chi-
mica interna ed esterna degli
agenti atmosferici ambientali,
più protetto da azioni mecca-
niche esterne, dal fuoco e da-
gli effetti di vibrazioni, più
standardizzato (238 anzichè



720 tipi) e quindi di più fa-
cile produzione, immagazzina-
mento e reperimento in caso
di necessità urgente.

I conduttori, anche nelle se-
zioni minori, sono sempre co-
stituiti da corde di più fili e-
lementari che, rispetto ai con-
duttori a filo unico, risultano
in ogni caso più flessibili e,
nei 'terminali, più resistenti
alla rottura per lavorazione e
per vibrazioni. Rispetto ai ca-
vi del tipo precedente le cor-
de in rame dei conduttori so-
no però costituite da un nu-
mero di fili elementari mino-
ri, con minor costo di produ-
zione e reintegrazione della
giusta rigidezza, ridotta dalla
diminuzione dello spessore
della guaina di piombo e dal-
l'abolizione dell'armatura del
tipo a filo avvolto.

Ciascun filo elementare dei
conduttori è in ogni caso sta-
gnato, allo scopo di protegger-
lo dalle corrosioni entro e fuo-
ri guaina isolante, renderlo più
atto all’esecuzione dei termi-

nali saldati e migliorare la |

conducibilità elettrica trasver-
sale dei conduttori nei termi-
nali non saldati, conservando-

lavi elettrici unificati %
li nuovo tipo per bordo

ne meglio nel tempo il valore
iniziale.

Gli isolanti del nuovo tipo
di cavo sono al momento la
classica gomma naturale nel
tipo GPRAR e la tela sterlin-
gata, già impiegata con suc-
cesso nelle costruzioni Ansal-
do degli ultimi cinque anni,
nei tipi TPKAR. E’ inoltre in
programma la sostituzione del-
la tela sterlingata con gomma
artificiale butilica, che, con
pari portata specifica, presen-
terebbe rispetto alla prima una
resistenza di isolamento, una
minor difficoltà di installazio-
ne ed una migliore conserva-
zione in magazzino ed in ser-
vizio per la minore sensibilità
all’azione dei vapori d’acqua.

Tutti i cavi sono muniti in
ogni caso di una guaina in-
terna in lega di piombo di
spessore ridotto a quanto ne-
cessario a conservare a tale
guaina la sufficiente efficacia
protettiva chimica ed elettri-
ca, eliminando l’eccesso di pe-
so, costo e rigidezza derivante
al cavo del tipo precedente
dall’ eccessivo spessore della
guaina di piombo.

Gli spazi vuoti compresi tra
i conduttori isolati e la guai-
na di piombo sono tampo-
nati in modo continuo per
ridurre per quanto possibi-
le la « respirazione » del ca-
vo, causa prima dell’invecchia-
mento degli isolanti e della
riduzione nel tempo dell’isola-
mento degli impianti per l’a-
zione degradante dell’ossigeno
e dei vapori d’acqua e di olio,
continuamente rinnovantesi al-
l'interno del cavo non tampo-
nato, anche se munito di ter-
minale saldato e sigillato con
nastratura in neoprene.

La presenza del tamponan-
te aumenta inoltre l’inerzia
termica rendendo i cavi più

Fig. 3

Fig. 2

idonei a sopportare senza in-
convenienti i sovraccarichi di
Lreve durata, per guasto o
funzionamento intermittente,

Nei cavi non armati di se-
zione inferiore ai 2,5 mmî, al-
l’interno della guaina di piom-
bo ed a diretto contatto con
essa viene fatta correre una
corda di rame nuda della
stessa sezione dei conduttori,
che ha lo scopo di consentire
una rapida e sicura messa a
terra delle apparecchiature e
delle guaine di piombo.

La guaina di piombo è a
sua volta protetta da una ul-
teriore guaina di cloruro di
polivinile nei cavi isolati in
gomma naturale e di policlo-
roprene nei cavi isolati in te-
la sterlingata. Tale guaina con-
corre con il piombo ad una ef-
ficace protezione chimica del
cavo e sostituisce vantaggiosa-
mente la nastratura o l’imbot-
titura dei cavi PA e PF. risul-
tando più di quest’ultime resi-
stente agli agenti atmosferici
ed all’azione del fuoco ed atta
pertanto a proteggere il piom-
bo sottostante.



Sopra la guaina interna di
resina sintetica si trova l’ar-
matura a treccia in fili d’ac-
ciaio zincato, protetta a sua
volta, chimicamente e mecca-
nicamente da un’ultima guai-
na esterna di polivinile, che,
pur essendo di per sè un’otti-
ma finitura esterna del cavo,
è sempre atta a ricevere di-
rettamente la pitturazione di
rifinitura degli ambienti inte-
ressati.

Nella fig. n. 1 è riprodotto
un campione sezionato di ca-
vo TPKAR tripolare con tut-
te le indicazioni relative agli
elementi componenti suindi-
cati.

Nelle fig. n. 2 e 3 sono ri-
portate le fotografie di due fa-
sci cavi principali rispettiva-
mente di una nave passeggeri
e di una nave cisterna, già
consegnate.

Dall'esame delle fotogra-
fie è possibile rendersi con-
to della corrispondenza tecni-
ca ed estetica di tale tipo di
cavo alle necessità delle in-
stallazioni.

Vittorio Fanfani



inistra: la caldaia tipo « Ansaldo - Babcok e Wilcox », co-
struita al Meccanico, in montaggio a Civitavecchia nella centrale
della « Società Termoelettrica Tirrena » (caratteristiche: produ-
zione 450 tonn/h di vapore; pressione 135 atmosfere; tempera-
iura del vapore surriscaldato 540° C). — Sopra: saldatura auto-
matica delle giunte del fondo di una turbocisterna in costru-
zione al Cantiere di Sestri. — Sotto: nuova sabbiatrice WT
3/1700, fornita dalla Ditta «G. Fischer», installata alla Fonderia:
la macchina ha una tavola rotante di 1700 mm. di diametro







MECCANICO |



































Ecco l'elenco delle commes-
i più importanti acquisite dal
dicembre al 22 febbraio:

Un collettore uscita e suoi
trticolari, più particolari per
ollettore entrata per lo sta-
limento Ilva di Piombino.

10.500 ghiere in cuproni-
el per condensatore desti-
to alla T/c. « Miraflores »
la « Miraflores - Compafiia
faviera Panamena S. p. A.».
Quattro collettori per
tonomizzatori saldaie AP.
ue di ‘uscita e due di en-
ata) per la Società « Corni-
liano » (Stabilimento « Oscar
inigaglia »).

Un gruppo marino Diesel
insaldo tipo Q. 265/6 R sovra-
mentato, della potenza di 450
v. ef. a 360 giri al l’, da
stemare sulla P/c. « Corne-
la » della Società « Traschimi-
i» di Palermo, presso il
fantiere «I.N.M.S.» di La
pezia.

— Un gruppo marino Diesel
insaldo tipo Q. 265/4 sovrali-
hnentato, della potenza di 350
Vv. eff. a 420 giri al l’ de-
tinato al M/p. «Quest» di
roprietà dell'armatore Perez

Commesse e consegne

Canizares di Casablanca (Ma-
rocco),
Dette commesse comportano
circa 22.850 ore lavorative.
oo

Il materiale più importante
spedito dal 7 al 22 febbraio è
il seguente:

AI nostro Cantiere di Mug-
giano: riduttore principale ed
un condensatore per la turbo-
cisterna « Polinice » di 31.500
t.d.w. - AI nostro Cantiere di
Sestri: un astuccio per asse
port’elica per una motocisterna
da 31.080 t.d.w.; una caldaia
Ansaldo-Clarkson per la mo-
tonave « White River ». - Al
Cantiere navale « Castracani
& C.» di Ancona: ‘un motore
marino Diesel Ansaldo tipo Q.
265/6 R, completo di ogni par-
ticolare, della potenza di 300
HP. per una motonave della
Società di Navigazione « Me-
diterranea » di Ancora. - Alla
« Fertilizantes sinteticos S. A. »
di Lima (Perù): caldaie com-
plete ed ausiliari vari per una
centrale termoelettrica.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 574 tonnellate.





Ecco l'elenco delle commesse
Ù importanti acquisite negli
limi mesi:
Per la «Cornigliano S.p.A.»:
ambi per cilindri verticali
no reversibile; elementi a
stro metallico per prepara-
dhe materiali; otto carri a
sone ribaltabile; un carrello
caricatrice « Morgan »;
le bracci spingitori per forni
inta; rulli di ricambio li-
a stagnatura elettrolitica;
tte bozzelli per gru da 15
hn.; ricambi piastre tramog-
e scivoli; ricambi ruote
rtanti motrici e folli per
U; riparazione di particolari
















itura di un albero intermedio per una nave in costruzione
estri (lunghezza m. 10,035; diametro sulle portate mm. 600)

Commesse e consegne

inerenti ai treni di laminazio-
ne e prestazioni in sito per la-
vori di manutenzione. - Per la
«Raffineria Italia » di Cremo-
na: tre serbatoi della capacità
di mec. 15.000. - Per i « Can-
tieri Navali Riuniti» di Ge-
nova: sei serbatoi per aria
compressa della capacità di
me. 10, - Per la Società « Mon-
tecatini » di Milano: un reat-
tore pilota. - Per la « S. Eu-
stacchio » di Brescia: struttu-
re varie saldate e accessori. -
Per il nostro stabilimento
Meccanico: montaggio inca-
stellature per la Centrale ter-
mo-elettrica di Civitavecchia.



- Per la Società « Innocenti »
di Milano: lavorazione mecca-
nica di particolari per presse;
particolare per laminatoio a 9
gabbie. - Per le « Officine Pi-
stoiesi » di Pistoia: due serba-
toi per trasporto di cloruro di
vinile. - Per la « STANIC » di
Roma: quattro serbatoi com-
pieti della capacità di 200 me.
- Per la « Cementir » di Roma:
parti per molini preparatori e
finitori. - Per l’« AMGA » di
Bologna: un serbatoio sferico
della capacità di 100 me, -

Dette commesse ed altre per
i nostri stabilimenti Meccani-
co e Fonderia e per i nostri
Cantieri di Sestri, Muggiano
e Livorno, comportano circa
440.000 ore lavorative,

E

Il materiale più importante
spedito negli ultimi mesi è il
seguente:

Sedici carrelli tipo 27/A con
telaio interamente saldato per
vetture passeggeri Cz per le
« Ferrovie dello Stato ». - di-
ciannove carri trasporto spun-
tature per la Società « Cor-
nigliano » di Genova. - due
colonne di reazione per l’im-
pianto di Sindri, - venti scam-
biatori di calore per la So-
cietà « ANIC » di Milano. - due
gru a martello da T. 7,5 per
la « Swiss Afr. Ind. Co.» di
Johannesburg (South Africa).
- particolari vari, strutture, tu-
bazioni, ecc. per la Raffineria
« Italia » di Cremona, - ventot-
to carrelli tipo P.C.C. per
tram elettrici della « C.G.E.»
di Milano. - un escavatore ti-
po AM/12 completo di brac-
cio diritto, per la Ditta « Loro
e Parisini» di Milano.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
spedito a Ditte varie ed a no-
stri stabilimenti è, complessi-
vamente di 5800 tonnellate.









Il 24 febbraio è stata impostata a Sestri una motonave da 10.670

t.d.w.,

la posa sullo

ordinataci dalla « Villain & Fassio» di
scalo . della prima

Genova. Ecco

struttura prefabbricata



LIVORNO



AFFETTUOSO

Nei giorni scorsi, i dirigenti e
gli impiegati tecnici e ammini-
strativi del Cantiere di Livorno
si sono riuniti attorno all’ing.
Francesco Rovetto che, per rag-
giunti limiti di età, lascia la di-
rezione del Cantiere.

L’ing. Ascenso Mauceri, che
gli subentra, ha esaltato l’opera
svolta dall’ing. Rovetto durante
la sua direzione e gli ha espres-
so la gratitudine dei suoi col-

laboratori, offrendogli a nome
di tutti un’artistica medaglia
ricordo, Ha risposto il festeg-

giato ringraziando e assicuran-
do che porterà con sè il più
grato e caro ricordo di tutti i
suoi collaboratori e delle mae-
stranze del Cantiere, E’ stato
quindi offerto agli intervenuti
un vermouth d’onore.

All’ing. Rovetto il nostro Pre-
sidente ha indirizzato, nell’oc-
casione, la seguente lettera:

” Caro ing. Rovetto,

lPinesorabile decorso del tem-
po, anche per Lei, ha fatto giun-
gere l'ora di un meritato parzia-
le sollievo dalle più pesanti fa-
tiche di lavoro, con l'abbandono
della diretta responsabilità del-
la produzione, e con l’assunzio-
ne di un incarico di grande im-
portanza, nel quale la nostra
Società potrà ancora trarre frut-

SALUTO

to dalla di Lei competentissima
e appassionata collaborazione.

Ella lascia ora il Suo posto
di comando dopo un lungo atti-
vo periodo di lavoro, ed è se-
guita dal riconoscente affetto di
quanti L'hanno avvicinata nello
svolgimento della Sua opera e ne
hanno potuto apprezzare le al-

ALL’ ING.

ROVETTO

tissime doti di competenza, di
volontà e di dirittura.

Desidero in questa particola-
re ora esprimerLe il compiaci-
mento di tutti noi per il lavoro
da Lei compiuto e formulare i
migliori voti per un lungo, se-
reno e lieto avvenire,

Federico De Barbieri”,



La consegna della medaglia offerta all’ing. Rovetto dai collabo-
ratori. Da sinistra: l’ing. Rovetto, i’ing. Mauceri, il sig. Capocchi

d;

mmobile sulla dura pietra

sta il corpo fasciato di ferro
di Polinice, e lo flagella il ven-
to, e lo flagella la pioggia, e
non ci sarà riposo per lui, fi-
no a quando non sarà compiuto
il sacrifizio di Antigone...

Era facile domenica 23 feb-
braio dare al varo della T/c.

Polinice » della Soc. « Nerei-
de » di Palermo, un tono di
leggenda; tutto vi concorreva



infatti, dal nome della stessa
Società armatrice che rin-
verdiva memorie ginnasiali

delle cinquanta figlie di Nereo,
ninfe del mare — al nome del-
la nave, che fu celebre nella
storia del teatro classico per
il commovente destino di una
eroina dell’antichità,

Era facile perchè la costru-
zione di una nave è pure un
atto creativo, in cui l'elemento
tecnicistico — o, se preferite,
materialistico — si unisce e
compenetra con quello arti-
stico, eminentemente spiritua-
le; e niente vieta a chi assista
al varo (che di quell’atto crea-
tivo è il momento apparente-
mente più intenso e comunque
culminante) di sentire più vi-
va e trascinante la suggestione
del secondo elemento, cioè la
presenza attiva e la sover-
chiante influenza — nel fatto
tecnico — della cultura e del-
la fantasia.

Trovavo conferma di ciò,
domenica mattina, mentre mi
muovevo tra la folla interve-
nuta numerosa e cercavo di
afferrare qualcosa dei discorsi
di ognuno dei presenti, che va-
riamente commentavano il va-
ro secondo una personale pro-
spettiva. E ne riportavo la
convinzione che la gente pre-
sa nel suo insieme aderiva
spontaneamente alla propria
visione interiore e si commuo-
veva e partecipava a quanto
si stava svolgendo sotto i suoi
occhi, come se assistesse ad
uno spettacolo dove i valori
della tecnica erano, per così
dire, riscattati dai valori dello
spirito.

La nave, impassibile, se ne
stava chiusa nel suo involucro
di trentamila tonnellate, si-





WVarata la «Polinice” a M

e
mile ad ‘una sfinge che guarda
iontano, nel futuro o nel pas-
sato non sai, remota e solenne
nel suo enigmatico silenzio. In
un angolo, addossata ad un pi-
ione di una gru, una studentes-
sa del liceo artistico tracciava
su di un album rapide linee,
una impressione spaziale che

si andava delineando sulla
carta mentre intorno a lei
crepitavano gli scatti di mille
macchine fotografiche che a-
vrebbero fermato un’altra
realtà.

Intorno al piccolo altare al-
iestito alla base dello scalo
che era fronteggiato dalla tri-

buna degli invitati si erano
raccolte le autorità per ascol-
tare la Messa che veniva offi-
ciata dal parroco di fabbrica
Don Aurelio Olivieri: il Pre-
fetto comm. Meneghini, il Sin-
daco avv. Federici, l’amm.
Lazzoni in rappresentanza
dell'ammiraglio Minotti, il ge-

nerale Munaxo, l’on. Palenzo-
na membro dell’esecutivo con-
federale dei Sindacati liberi, il
presidente del Tribunale com-
mendator Loria, il presidente
della Camera di Commercio
dott, Lino Malco, il direttore
della Dogana dott. Santini ed
altri. Per la Società armatri-































































erano presenti il comm.
olo Diamanti, l’ing. Ercole
uro, l'ing. Verde, l’ing. Mi-
llo e la signora Angelina
auro consorte dell’armatore
ille Lauro. L’Ansaldo era
ppresentata dall’ing. Lom-
di, Direttore Generale, dal-
hg. Palenzona, Direttore del



Cantiere di Muggiano, dall’ing.
Avanzini, Vice Direttore, dal
Vice Direttore amministrativo
rag. Traversa e dall'ing. Gra-
doli, i cuali avevano dato il
benvenuto ai graditi ospiti in-
tervenuti al varo della prima
T/e. da 31.500 tonn, costruita
al Muggiano, che aveva richie-
sto vari accorgimenti tecnici
data la sua imponente mole.

Ospite straordinario e gra-
ditissimo il signor Gaston Pa-
iewski, Ambasciatore di Fran-
cia presso il Quirinale, il qua-
le, accompagnato dalla gentile
consorte e dal console gene-
rale a Genova Mr. Mésière,
aveva voluto assistere al varo
della « Polinice », essendo egli
direttamente interessato alle
costruzioni navali nella sua
qualità di ministro delegato
all'energia atomica nel campo
navale. Personalità delle più
interessanti quella di Mr. Pa-
lewski che alternò la vita di
uomo politico al fianco di De
Gaulle a quella di combattente
con le truppe della « France
Libre » in Africa ed in avia-
zione, meritando la citazione
all'ordine del giorno dell’Ar-
mata Aerea. E’ il promotore,
fra l’altro, del secondo piano
atomico francese ed ha messo
a punto la creazione di una
unità sahariana per lo sfrutta-
mento delle ricchezze del de-
serto,

A tutti i presenti rivolgeva
nobili ed elevate parole al
termine dell’officio religioso,
S. E. il Vescovo Mons. Stella.

Alle 11 in punto al coman-
do: «In nome di Dio, taglia!»,
la gentile madrina signora Lo
Giudice, consorte del Presi-
dente della. Regione Siciliana,
mandava la bottiglia augurale
ad infrangersi contro la prua
della bella nave, che come
spinta dalla mano di un ciclo-
pe, prendeva a scivolare velo-
cemente verso il mare.

Franco Guadagnini

Sopra il titolo e a sinistra in basso:
la turbocisterna «€ Polinice » prima
e durante il varo — Seconda foto
da sinistra in basso: la madrina si-
gnora Lo Giudice, tra la signora
Angelina Lauro e l'ing. Palenzona
taglia il cavo con la scure d'argento

PROVE E CONSEGNA
della ‘Porto Marghera”

A lla sua prima uscita uffi-
ciale in mare per le prove
di macchina, la motonave «Por-
to Marghera» di 16.000 tonnel-
late di portata lorda, ha avuto
un incontro di carattere inter-
nazionale,

Nell’uscire dal varco occi-
dentale della diga foranea del
Golfo della Spezia, la matti-
na del 14 febbraio, ha incro-
ciato una squadra navale fran-
cese formata da cinque cac-
ciatorpediniere e due sommer-
gibili al comando del contram-
miraglio Barthelemy.

Dalla batteria del Varigna-
no salve di cannone salutava-
no, in quel momento, l’arrivo
degli ospiti francesi e la «Por-
to Marghera» a sua volta, ha
scambiato, con ciascuna delle
sette unità incrociate, che ave-
vano gli equipaggi schierati in
coperta, il saluto con lalza e
ammaina bandiera.

Un quadro suggestivo, come
tutti i riti e le tradizioni ma-
rinaresche, attentamente se-
guito da tutto il personale im-
barcato sulla nuova unità del-
la Società « Vetrocoke » di Ve-
nezia per conto della quale è
stata costruita dal Cuntiere di
Muggiano,

Doppiata la punta dell’Isola
del Tino, la nave, al comando
del capitano d’armamento Al-
berto Beretta, s'è poi avviata
verso la base misurata che va
da Portofino a Punta Chiap-
pa (su una distanza di metri
5.352,8) e ha iniziato succes-
sivamente le prove a tutta for-
za durate ininterrottamente
sei ore, intercalate dal suono
rauco del clakson che faceva
scattare i cronometri degli ad-
detti ai rilevamenti.

La « Porto Marghera » è la
decima nave dél tipo « Capita-
ni del lavoro » con le quali ha
in comune le caratteristiche
principali e cioè: lunghezza
metri 165,46; larghezza massi-
ma m. 20,90; altezza m. 12,20;
volume totale del carico auto-
stivante me. 20.000; n. 6 boc-
caporti metallici « Mac Gre-
gor »; apparato motore («Fiat»
757 a sette cilindri) capace di
imprimere ‘alla nave, in servi-
zio a pieno carico, la velocità
di 14 nodi,

A differenza delle ultre navi
gemelle, la nuova unità ha pe-
rò tutti i locali di soggiorno
e di alloggio rivestiti in ele-
gante e signorile plastica.

In occasione della prova
avevano preso imbarco sulla
« Porto Marghera » per la So-
cietà armatrice: l’ing. Segre,
l'ing. Mari, la signorina Pu-
gno, gli ingg. Deanna e Rai-
mondi, i comandanti Sambrel-
lo e Paccanaro, il Direttore
di macchina sig. Maffei; per il

« Lloyd's Register »: il sig.
Battaglia; per V« American
Bureau »: l’ing. De Simoni e

Ving. Bianchi; per il «R.I.Na.»:
l’ing. Pannunzio, Ving. Scarpa,
il comandante Bellacosa e il
sig. Carpanese. Del Cantiere
di Muggiano erano a bordo il
Direttore ing. Bruno Palenzo-
na, il Vice Direttore ing. Gra-
doli, gli ingg. Vitale, De Nico-
la, De Marchi, Bertolotti e nu-
merosi altri ingegneri e tecni-
ci che hanno controllato, du-

A destra, dall'alto: la
« Porto Marghera » nella darsena
del Cantiere di Muggiano; la cerì-
monia della firma dei documenti di
consegna (da sinistra, seduti: gli
ingg. Palenzona, Dieanna, Mari e
Di Pietrantony); la posa in mare al
Muggiano, del primo masso per il
prolungamento del molo Mahroussa

motonave

rante tutto lo svolgimento del-
le prove, il funzionamento del-
le varie apparecchiature e stru-
menti di bordo.

Durante undici ore di nav'-

gazione tutto ha funzionato
regolarmente e la velocità
contrattuale, stabilita in 14

nodi, è stata largamente supe-
rata.

A luci accese la « Porto Mar-
ghera » ha fatto ritorno nel
Golfo della Spezia e verso le
ore 19 si è attraccata al molo
del Cantiere.

Otto giorni dopo, a bordo
della motonave ancorata mel
golfo, fra i rappresentanti del-
la nostra Società e queili della

« Vetrocoke », è avvenuta la
consegna.
Per la Società armatrice

erano presenti l’ing, Mari, l’in-

gegner Deanna, il comandante
Paccanaro, il Direttore ui mac.
china sig. Maffei; per l’Ansal-
do il Condirettore Cenirale
ing. Di Pietrantony, il Diret-
tore del Cantiere di Mvggiano
ing. Palenzona con i Vice Di-
rettori ingg. Avanzini e Gra-
doli e gli ingg. Vitale e De
Nicola.

Dopo la letture e !a firma
dei verbali di consegna l'ing
Mari ha pronunciato brevi
parole augurali.

Gli ha risposto l’ing. Di Pie-
trantony per ringrazicre e ri-
volgere un fervido augurio
alla Società « Vetrocoke » e al-
l'equipaggio della « Porio Mar-
ghera », che il giorno succes-
sivo è partita per il suo primo
viaggio diretta a Norfolk.

a. g.



I 1 giornale aziendale può ave-
re anche scopi culturali, en-
tro limiti necessariamente mol-
to ristretti. Ma il suo compito
principale ed essenziale sta
nel fornire a coloro che diri-
gono l’azienda, avendo la pie-

na responsabilità della sua
conduzione tecnico - ammini-
strativa, e a quelli che con

termine molto generico si so-
gliono chiamare î « prestatori

d’opera », una possibilità d’in-
contro, di comprensione, di
dialogo.

Sull’importanza e necessità
di tale compito non c’è biso-
gno di spendere molte parole.
Tutti sanno che, a partire dal-
la grande rivoluzione indu-
striale e per effetto di essa, le
aziende sono andate dilatan-
dosì fino ad assumere, in mol-
ti casi, proporzioni enormi; e
che in un’azienda « grande »
— cioè popolata da migliaia di
lavoratori e razionalmente di-
visa a settori — non è più pos-
sibile quel contatto costante e
diretto fra dirigenti e dipen-
denti che caratterizzava (e,
indubbiamente, umanizzava)
la vita della piccola officina
artigiana.

La grande industria ha reso
incalcolabili servigi all’uma-
nità, contribuendo potente-
mente al progresso civile dei
popoli; ma ha anche prodotto
qualche risultato negativo, il
primo dei quali consiste pro-
prio nell'aver ridotto a bran-
delli — nel suo stesso seno e
sia pure per necessità di cose
quel tessuto di rapporti
umani senza dei quali il lavo-
ro diventa un atto puramente
meccanico, e come tale repel-
lente alla nostra natura di es-
seri pensanti.

Sommerso mella « massa »,
non conoscendo e sentendosi a
sua volta ignorato da chi dal-
l'alto regola e indirizza l’ope-
ra sua, divenuto un semplice
anello d’una catena della qua-
le non riesce ad intravvedere
nè il principio nè il termine,
relegato in un ruolo così par-
ziale e delimitato da non con-
sentirgli una visione d’insieme
del vasto disegno produttivo
cui pure è chiamato a parteci-
pare, il lavoratore finisce per
sentirsi isolato e misconosciu-
to e nasce in lui l'amara sen-
sazione di non essere che uno
strumento passivo adoprato
(bene o male?) per chissà qua-
li fini. Questo, in sostanza, è
il dramma della grande indu-
stria moderna; la quale, quan-
to più è, appunto, grande e
moderna, cioè quanto più è
complessa nella sua struttura,
tanto più tende a « disumaniz-
zare », rendendolo automatico
e impersonale, il lavoro del
singolo individuo,

Se in un corpo umano i mu-
scoli fossero obbligati ad ese-

RISULTANZE DEL REFERENDUM

II «dialo

s

guire tutti i normali movi-
menti senza che la rete dei
nervi li tenesse in continuo ed
intimo contatto come in
realtà avviene — con il cer-
vello che quei movimenti pen-
sa e vuole, si parlerebbe sen-
za dubbio d’una grave malat-
tia. Ebbene, non diverso è il
male che affligge l'industria
moderna. Scarsa e imperfetta
è la rete nervosa, cioè la via
per la quale passano e si dif-
fondono fino alle cellule più
lontane gli impulsi della men-
te: e, per conseguenza, il cer-
vello tende a restare isolato e
i muscoli a rilassarsi.

Non è una novità. Questa
diagnosi è stata fatta da anni,
e da anni ci si sforza di trova-
re un efficace sistema di cura.
Non si tratta, evidentemente,
di un problema facile, e diffi-
cile ne è pertanto la soluzio-
ne. Ma una cosa è certa: poi-
chè indietro non si può torna-
re (vale a dire, poichè non si
può distruggere l’industria per
rifarsi a quell’azienda artigia-
nale dove il sistema dei rap-
porti umani è ovviamente mol-
to semplice), ogni sforzo va
fatto per moltiplicare i legami
e le occasioni di contatto fra
il cervello e i muscoli, o, per
uscir di metafora, fra direzio-
ne e maestranze. Tutto conta
în questo senso, anche il poco.
Il giornale aziendale non pre-
tende certo di poter operare,
da solo, un miracolo. Ma è un
mezzo di comunicazione; ag-
giungeremo, un validissimo
mezzo. E pertanto va usato il
più e il meglio possibile, come
una medicina che — pur sen-
za avere qualità portentose —
può tuttavia migliorare sen-
sibilmente lo stato di salute
di questo nostro balordissimo
mondo.

D unque hanno perfettamen-
te ragione i molti lettori
che, attraverso il « referen-
dum », hanno tenuto a mette-
re in luce questa particolare,
tipica funzione del giornale,
chiedendoci di intensificare
quanto piu sia possibile l’azio-
ne di collegamento fra diri-
genti e dipendenti. Noi con-
cordiamo pienamente con loro
e abbiamo fatto e faremo di
tutto per non deluderli.

La nostra azione deve svol-
gersi in due sensi. Abbiamo

immediatamente informato i
dirigenti del fatto che molti
lettori desiderano una loro più
attiva « presenza » sulle colon-
ne del giornale: ed è giusto
dire che dalla data del refe-
rendum ad oggi qualche risul-
tato, in tal senso, si è otte-
nuto. Insisteremo ancora e
sempre, ad ogni modo, perchè
la partecipazione dei dirigenti
alla vita del giornale si faccia
più intensa e continuativa,

Ma anche con i lettori ope-
raì e impiegati dobbiamo di-
scorrere un poco, su tale argo-
mento. Anzitutto, per dissipa-
re un equivoco.

« Perchè non sollecitate e
non accogliete la collabora-
zione di tutti gli ansaldini al
giornale? » domanda un
lettore. Forse che non l’abbia-
mo sollecitata dal primo gior-
no — chiediamo noi a nostra
volta — e forse che non l'ab-
biamo sempre accolta?

Le prime parole che abbia-
mo stampato su questo gior-
nale sono state le seguenti:
«l’” Ansaldino” è vostro! ».
Era uno « slogun » destinato a
far capire a tutti che le pagi-
ne del giornale erano aperte
a chiunque avesse un'idea e
desiderasse esprimerla. E, se
si prescinde da qualche com-
posizione poetica (sinceramen-
te pensiamo che, con Petrarca
e Leopardi, il più sia stato
già detto nel campo della liri-
ca), ben pochi sono gli scritti
cui non abbiamo dato ospita-
lità. Crediamo anzi che il let-
tore onesto non possa, in co-
scienza, negarci questo meri-
to, che consideriamo fonda-
mentale: d’aver sempre accet-
tato e posto in giusto rilievo
le critiche più aspre, le osser-
vazioni più imbarazzanti, solo
che in esse affiorasse l’incon-
fondibile tono della sincerità.
Se occorre un esempio, si pen-
si all’ormai famosa lettera fir-
mata «pecora nera» e alle in-
numerevoli altre che le fecero
eco e che occuparono intere
pagine del giornale per molti
numeri.

Per far posto alle lettere, al-
le richieste, aî mugugni, ai de-
siderì più o meno spiccioli, al-
l'esposizione di « casì persona-
lì », e per dare a tutti una ri-

sposta, abbiamo istituito dal
primo numero la rubrica:
e” Ansaldino ” risponde »,

aperta a tutti i possibili argo-
menti. Per dar modo, a chi vo-
lesse farlo, di trattare temi di

go”

maggiore ampiezza, e per per-
mettere a chiunque d’interve-
nire nella discussione dei temi
stessi, esprimendo il proprio
pensiero con piena libertà, ab-
biamo istituito un’altra rubri-
ca: « Opinioni ».

Pensavamo con ciò di aver
sollecitato tutti i lettori ad
esprimere apertamente il pro-
prio parere sull’azienda, sulla
sua attività, sui suoi problemi.
Se ancora, ciò nonostante, sus-
siste qualche dubbio in mate-
ria, ebbene, intendiamo dissi-
parlo una volta per tutte: il
giornale è aperto alla collabo-
razione di tutti, alle idee di
tutti, alle proposte di tutti;
non c’è categoria che sia
esclusa dall’esercizio di questa
facoltà e non c’è argomento
che sia « tabù »; e nessuno de-
ve preoccuparsi se la sua pre-
parazione culturale non gli
consente di « scrivere bene »,
perchè quel che veramente
importa è avere idee, non sa-
perle esporre elegantemente.

Da un esame anche superfi-
ciale delle schede del referen-
dum appare chiaro come sia
grande, anzi grandissimo, il
numero dei dipendenti i quali
vorrebbero che il « dialogo »
con la direzione si svolgesse
più aperto, più intenso, più
fiducioso e schietto. Ebbene,
non aspettino che la manna
cada dal cielo. \Prendano la
penna in mano e indirizzino a
« l’Ansaldino » tutte le doman-
de, le proposte, le critiche che
ritengono adatte a chiarire la
propria posizione, a dissipare
dubbi e perplessità 0 a giova-
re, în misura anche minima,
alla vita dell'Azienda. Lo fac-
ciano senza timore alcuno, sen-
za falsi pudori, senza precon-
cetto pessimismo sui risultati
della loro azione. E’ il solo
modo per far svanire la neb-
bia che ancora appesantisce
l'atmosfera aziendale e per ri-
dare al lavoro-tutta la sua di-
gnità di « fatica intelligente »,
cioè umana nel più alto signi-
ficato del termine.

oniamo una sola condizio-
ne alla pubblicazione de-
gli scritti che d’ora în poi ci
perverranno: che portino una
firma. E non una firma « fasul-

la» come troppe volte è acca.
duto, ma una firma vera,

Siamo giusti: si può chie.
dere ai dirigenti di rispondere
a chiunque e su qualsiasi ar:
gomento, ma non si può pre.
tendere che discutano con del.
le ombre. Dietro alla lettere
anonima sta un fantasma, not
un uomo; e i fantasmi non
hanno peso e non meritanc
credito; ‘nè le jloro opinioni
possono esser prese sul seri
perchè nessuno può dire se é
fino a qual punto siano det
tate e controllate da una retta
coscienza.

Ma perchè, poi, non firmare?
Le lettere e gli articoli che i
lettori ci mandano vengono
letti soltanto da pochi dirigen-
ti — i più elevati in grado —
e, necessariamente, dal redat-
tore del giornale. Ora, noi pos-
siamo garantire, sul nostro
onore, che mai nessun diri-
gente ha pensato — sia pure
per un attimo solo — di « far
pagare » ad un qualsiasi di-
pendente una critica anche du-
ramente negativa, un’espres-
sione anche irriguardosa od of-
fensiva; e, quanto al redatto-
re, egli è strettamente vinco-
iato, come ogni altro giornali-
sta, al segreto professionale.

Non esiste, dunque, in linea
di massima, alcun valido moti-
vo per non firmare. Ma se
qualche lettore avesse parti-
colari ragioni per non voler
rendere noto al pubblico il
proprio nome, firmi egualmen-
te la lettera e aggiunga que-
sta semplice frase: « vi pre-
go di non pubblicare la mia
firma ». E può esser certo che,
in tal caso, nè il suo nome
comparirà sul giornale nè al-
cuno mai verrà a conoscerlo
per bocca nostra.

Ammesso ciò, cade ogni ra-
gione di ricorso all’anonima-
to. E chi, d’ora in poi, ancora
omettesse la propria firma
non avrebbe più giustificazione
di sorta e farebbe soltanto la

«trista figura di chi nasconde

la mano dopo aver tirato il
sasso; vale a dire, perderebbe
ogni diritto di lamentarsi se il
suo scritto, qualunque ne sia

il contenuto, venisse — come
verrà — cestinato senza mise-
ricordia.

Con questi chiarimenti e ga-
ranzie; pensiamo di aver spia-
nato la strada ad una più in-
tensa collaborazione dei let-
torì al giornale; ad una colla-
borazione quale molti hanno
mostrato di desiderare, schiet-
ta, leale, attiva, nutrita di idee
e di seri propositi.

Credete, non potrà derivarne
che un bene all'azienda e, di
riflesso, a ciascuno di noi.





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10



MUNIFICI GESTI
delle Società
ssElios’’esSNereide’

In occasione del varo del-

la turbocisterna « Elios >»,
avvenuto al Cantiere di Se-



stri il 22 dicembre, la Com-
pagnia armatrice omonima

esaminate dai comitati della « Cassetta delle idee » 157

| proposte, di cui 48 sono state premiate. Ecco il detta-
di Palermo ha consegnato

lio:
° p. A a alla nostra Società la som-
MECCANICO. Proposte esaminate 99, di cui 23
| premiate.
STABILIMENTO CMI., Proposte esaminate 22, di cui assistenza sociale degli sta-

bilimenti che hanno parte-
cipato alla costruzione. La
somma è stata così asse-
gnata: lire 2.000.000 al Can-
tiere di Sestri; lire 850.000
allo stabilimento Meccanico;
lire 150.000 alla Fonderia.

* *£ *

__14 premiate.
CANTIERE DI LIVORNO. Proposte esaminate 13, di
cui 2 premiate.
CANTIERE DI MUGGIANO. Proposte esaminate 12,
di cui 4 premiate.

CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 11, di
cui 5 premiate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di
lire 93.400,

In occasione del varo del-
la turbocisterna « Polinice »,
avvenuto al Cantiere di
Muggiano il 23 febbraio, la
Compagnia armatrice « Ne-
reide » di Palermo ha con-
segnato alla nostra Società
la somma di lire 3,000,000
perchè fosse destinata, alle
opere di assistenza sociale
degli stabilimenti che hanno
— partecipato alla costruzione.

Es na La somma è stata così as-
ATTO DI ONESTÀ segnata: lire 2.000.000. al
L’operaio Aldo Pasquali, del

Durante la prima quindicina di febbraio sono state

ma di lire 3.000.000 perchè
fosse destinata alle opere di























isultati del concorso “Quattro strani personaggi”

ricostruire le figure dei quat- (vincono ciascuno due scatole di ca-
primitivi personaggi era neces- cao « Perugina »). Inoltre cinquan-
0 riunire i tre pezzi di ciascun ta dipendenti degli stabilimenti ge-
gno (contrassegnati da lettere, novesi hanno vinto due biglietti di
meri arabi e numeri romani). poltrona ciascuno per il Teatro
Modo seguente: A 4 II - B3 I « Fleonora Duse >».

2IV-D1 II. s a
a i numerosi lettori che hanno
to la soluzione esatta, il sor-
glo (effettuato alla presenza di
timoni) ha favorito i seguenti



Cantiere di Muggiano; lire




mori: Donato pa della Dig Cantiere di Livorno, rinvenu- 850.000 allo stabilimento
inice una scatola con se asciu- . : È :

mani); Giuseppe Vignoli della t0 un portafogli contenente Meccanico; lire 150.600 alla
a (vince una coperta di Jana); documenti e denaro, si affret- Fonderia.

ho Danesi, Giuseppe Lemmi, tav: itui - Rivolgiamo alla «Nereide»
IO Te ne tava a restituirlo al proprieta g

il e Virgilio Luschi di Liv (vin- rio, l'impiegato Giuseppe Fio- e all’« Elios » anche a nome
Ro ciascuno una copia del libro ri deli’Ufficio Produzione. delle maestranze interessa-
omo, o la TRSLICaDi, Fulvio Segnaliamo a tutti, con vivo |te, il più vivo ringrazia-
0 L'uomo è la tegnicas); vi COmpiacimento, l'atto di one- | mento.
o Mori e Carlo Merlini di Liv stà del signor Pasquali.



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I NOSTRI CONCORSI

BATTUTA DI CACCIA

Un fucile automatico calibro 20 offerto dalla “Breda
Meccanica Bresciana” e dieci libri offerti dalla Casa
Editrice “Vallecchi” fra i premi.











































BARI Volpe Merlo Lontra Daino Tordo
CAGLIARI Storno Riccio Cervo Anatra Struzzo
FIRENZE Ermellino| Istrice Passero Beccaccia| Tortora
GENOVA Orso Tigre Pitone Fagiano Pernice
MILANO Lepre Puma Gazza Pantera Quaglia
NAPOLI Martora Bisonte Gorilla Allodola Stambecco
PALERMO Marmotta| Tasso Alce Lupo Falco
ROMA Faina Cobra Renna Leone Lince
TORINO Leopardo | Donnola Sparviero| Castoro Aquila
VENEZIA Gazzella Cinghiale Foca Puzzola Etefante



















In questa tabella sono stati messi, al posto dei numeri delle estrazioni ufficiali del lotto, i nomi di cin-
Quanta animali. Per partecipare al concorso occorre scegliere cinque di questi nomi, che possono essere
tutti della stessa ruota o anche di ruote diverse e comunicare la scelta fatta (indicando nome, cogno-
Mme, sigla dello stabilimento di appartenenza e numero di cartellino) alla nostra Redazione o ai nostri
corrispondenti di stabilimento entro il 5 aprile, Ciascun nome di animale della tabella pubblicata
Sarà poi da noi sostituito con il numero corrispondente estratto al lotto sabato 12 aprile, In tal modo
i cinque animali scelti da ciaseun concorrente assumeranno il valore dei cinque corrispondenti numeri,
di cui sarà fatta la somma. Ne risulterà una graduatoria, in base alla quale saranno assegnati i seguenti
premi. Fra tutti i partecipanti: 1) un fucile automatico « Breda » cal. 20 offerto dalla « Breda - Mecca-
Mica Bresciana » (occorre, per ritirarlo, essere in possesso di porto d'armi, presentandolo entro un
mese dalla notifica della vincita; se il vincitore, per qualunque motivo, non potrà presentare il porto
d'armi, avrà in cambio una scatola con sei asciugamani); 2) e 3) una copia ciascuno del libro « Siamo
tutti bambini » di Carlo Bernari; 4) e 5) una copia ciascuno del libro « Dove abita il prossimo » di
Giuseppe Cassieri; 6) e 7) una copia ciascuno del libro « 1 museo delle figure viventi » di Bruno Cico-
gnani; 8) e 9) una copia ciascuno del libro € Giordano e la paura » di David Invrea; 10) e 11) una copia
\elascuno del libro « Concerto domenicale » di Nicola Lisi (questi libri sono stati offerti dalla Casa
editrice « Vallecchi » di Firenze), - Fra i dipendenti di Muggiano e Livorno: ai primi cinque classificati
per ciascuno di questi cantieri (dopo gli eventuali vincitori dei premi precedenti) saranno assegnate,
Una a, persona, dieci copie del libro « La saldatura elettrica ». - Fra i dipendenti degli stabilimenti ge-
Movesi: al ‘primi cinquanta classificati (dopo gli eventuali vincitori dei premi in palio per tutti i dipen-
denti)! saranno assegnati, due per persona, centò bizlietti di poltrona per il Teatro « Eleonora Duse », -
Nel caso che due o più concorrenti abbiano totalizzato uguale numero di punti si procederà' per sorteggio

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II



La gita a

Come annunciato nel numero
scorso, la « Sezione turismo »
del Dopolavoro sta organizzan-
do la gita a Parigi, che si farà
presumibilmente nei giorni dal
4.0 al 5 giugno, Tutti j respon-
sabili dell’organizzazione si so-
no messi al lavoro con entu-
siasmo affinchè questa manife-
stazione, che è al centro del
programma di gite per il 1958,
riesca perfetta in ogni partico-
lare. Anche le difficoltà cui si
era accennato sono state tutte
superate e possiamo quindi as-
sicurare gli interessati che nul-
la lascerà a desiderare nella no-
stra iniziativa. Diamo di segui-
to il programma e le modalità
di partecipazione, certi che la
nostra serupolosa organizzazio-
ne e !i nostri sforzi saranno am-
piamente premiati da una vasta
adesione e dall’apprezzamento
da parte anche dei più esigenti
partecipanti.

PROGRAMMA

1.0 giugno: partenza da Genova
Brignole alle 6,45; partenza da Ge-
nova Principe alle 7; partenza da
Sampierdarena alle 7,10; arrivo a
Parigi (gare de Lyon) alle 22;
sporto dei partecipanti (a me
autopullman riservati) ai vari
berghi; pernottamento. - 2 giugno
(pensione completa, mattinata li-
bera): visita alla Parigi moderna
con partenza alle 14,30 (Piazza
VendOme, Via della Pace, Piazza
dell'Opera, Chiesa della Maddalena,
Cappella dell’Espiazione, Grande e
olo Palazzo, Viale dei Campi
Piazza della Stella, Tomba del
» Ignoto, Bosco di Boulogne,
Torre Fiffel (senza salita), Albergo
degli Invalidi e visita alla tomba di
Napoleone, Quai d'Orsay, Piazza
della Concordia); ritorno agli al-
berghi; escursioni facoltative în
serata (vedere in calce al program-
ma). - 3 giugno (pensione com-
pleta): visita alla Parigi storica
con partenza alle 9,30 (Biblioteca
Nazionale, Borsa, Chiesa di S. Ger-
mano d'Auxerre, Piazza del Caro-
sello, Istituto di Francia, Zecca, Iso-
la di Città, Palazzo di Giustizia, Pri-
gioni, Santa Cappella, Teatro Odeon,
Giardini Lussemburgo, Osservatorio,
Pantheon, Tomba di S. Genoveffa,
Sorbona, Cattedrale di NOtre Dame,
Municipio, Piazza dei Vosgi, Piazza
della Bastiglia, Piazza della Repub-
blica, Boulevards, Chiesa del Sacro
Cuore, Chiesa della Trinità, Teatro
dell'Opera); ritorno agli alberghi;
escursioni facoltative nel pomerig-
gio e in serata (vedere in calce al
programma). - 4 giugno (1.a e 2.a
colazione in albergo, mattinata li-
bera): sgombero delle camere en-
tro le ore 12 e deposito bagagli in
apposito locale; escursione a Ver-
sailles (Porta di Saint Cloud, Sè-
vres, Parco e Palazzo dei Re di
Francia) con partenza alle 14,30;
ritorno alle 17 (via d’Avray, Fo-
resta di Saint Cloud e Foresta di
Boulogne); trasferimento alla sta-
zione ferroviaria; ore 18 consegna
dei cestini da viaggio; ore 18,50
partenza per l’Italia. - 5 giugno: ar-
rivo a Sampierdarena alle 7; arri.
vo a Genova Principe alle 7,10;
arrivo a Genova Brignole alle 7,20.

Escursioni’ facoltative (prenota-
zione all'atto dell’iscrizione): sulla
Senna in battello, lire 400 per una
ora, lire 700 per tre ore; Parigi
di notte con visita a quattro caba-
rets compreso € Lido », lire 6750;
Parigi di notte con visita ad altri
quattro cabarets compreso « Moulin
Rouge », lire 5750; visita alle « Fo-
lies Bergère », da lire 1100 a lire
2750.









PREZZI

Soci e famigliari a carico (paga-
mento in otto rate di cui la prima,
di lire 2000, all’atto dell'iscrizione
e le altre mediante trattenuta sul-
le competenze): lire 24.500 in al-
bergo di categoria 3 stelle; lire
21.000 in albergo di categoria 2
stelle.

Non soci (lire 2000 all'atto della
iscrizione, saldo dieci giorni prima
della partenza): lire 31.000 in al-

bergo di categoria 3 stelle; lire
27.500 in albergo di categoria 2
stelle,

Ragazzi: dal 4 ai 10 anni, sconto
di lire 4,300; dagli 11 ai 14 anni,
sconto di lire 800.

12



La quota di partecipazione com-
prende: viaggio in 2.a classe con
posti riservati da Genova a Parigi
e ritorno; trasporto dalla stazione
agli alberghi e viceversa; alloggio
in albergo in camere ad uno o due
letti; vitto negli stessi alberghi o
in ristoranti limitrofi; visita della
città ed a Versailles in autopullman

con guida; tasse e servizi
bevande, bagni privati,
ed extra in genere),

I posti sono suddivisi tra gli sta-
bilimenti proporzionalmente al nu-
mero dei soci. Le iscrizioni si rice-
vono presso la segreteria del Dopo=
lavoro, in via Achille Stennio 5/1
a Sampierdarena, nelle ore d'ufficio,
a partire dal 1.0 aprile e fino all'$8
aprile per i soci, dal 9 al 10 aprile
anche per i non soci.

DOCUMENTI

I partecipanti sprovvisti di pas-
saporto individuale dovranno pro-
durre all'atto dell'iscrizione la car-
ta d’identità (rilasciata posterior-
mente al 15 giugno 1955), Nessun
altro documento equipollente è rite-
nuto valido per ottenere il lascia-
passare; inoltre si dovranno pro-
durre alla Questura i seguenti do-
cumenti:

a) per i nati fuori provincia ma
residenti nel comune di Genova: il
certificato di residenza rilasciato
dall'Ufficio Anagrafe di corso Tori-
no; b) per i nati all'estero: il cer-
tificato di residenza come sopra ed
il certificato di cittadinanza italiana;
c) per i minorenni (inferiori agli
anni 21): l'autorizzazione del padre
o di chi ne fa le veci, in carta
bollata da L. 100 autenticata dal
Commissario di P. S. di zona o dalla
stessa Questura,

Per i partecipanti soggetti ad ob-
blighi militari:

a) per i nati negli anni 1939-40
il nulla-osta rilasciato. dall'Ufficio
Leva; b) per i nati negli anni 1936.
37-38 il nulla-osta rilasciato dal Di-
stretto Militare; c) per i nati negli
anni 1931-32-33-34-35. il congedo
militare (in visione),

NOTE

L'effettuazione della gita nei gior.
ni previsti è subordinata al fatto
che in quegli stessi giorni non ab-
biano luogo le elezioni politiche. Il
Dopolavoro si riserva inoltre il di-
ritto di apportare variazioni di ca-
rattere organizzativo qualora esi-
genze impreviste lo rendessero ne-
cessario. I partecipanti sono tenuti
a ritirare, 5 giorni prima della par-
tenza, la carta di viaggio e sog-
giorno, sulla quale risulterà l'orario
definitivo del treno e dei servizi
turistici, Il regolamento-programma
definitivo è in distribuzione presso
i delegati di stabilimento.

(escluse
facchinaggi



Notiziario delle Sezioni

Sezione bocce, - Il 23 febbraio
si è svolto sui campi di Villa
Maria a Sestri l’incontro inter-
sociale a terne fra il nostro
Dopolavoro e quello dell’Ansal-
do-Fossati, Al termine della
competizione è stato offerto un
rinfresco ai giocatori e al pub-
blico, quindi si è proceduto alla
premiazione delle prime due ter-
ne con medaglie d’oro, Ecco i
risultati: 1) Susco - Barisione -
Marchelli dell’Ansaldo; 2) Pi-
starino - Gaggero - Robello del-
l’Ansaldo - Fossati. Il terzo e
quarto premio è consistito in
bottiglie di marsala offerte dal
gestore del bar del boceiodromo
sig. Damonte.

Il 6 aprile, sempre sui campi
di Sestri, avrà inizio alle 8,30
la tradizionale gara pasquale a
terne con formazione a sorteg-
gio per categoria speciale, ri
servata ai soci del Dopolavoro.
Sezione attività montane. - La
£ di chiusura della stagione
invernale si svolgerà il 16 mar-
zo in località da scegliersi (Cer-
vinia o il Sestriere).

Per la stagione primaverile il
calendario è il seguente: 19 mar-
zo: Capo Mele; 23 marzo: Monte
Fasce; 30 marzo: Portofino; 7
aprile: Monte Dente; 13 aprile:
Monte Roccabruna (Fontanigor-
da); 20 aprile: Monte Rama; 27
aprile: Monte Gottero; 4 mag-
gio: Laghi del Gorzente; 11
maggio: narcisata; 18 maggio:
Monte Buio; 25 maggio: Monte
Aiona; 1.0 giugno: Monte Bei-





gua; 8 giugno: Oropa (lago Mu-
crone); 15 giugno: ciliegiata so-
ciale; 22 giugno: gara di mar-
cia in montagna; 29 giugno:
Monte Maggiorasca,

Ed ecco. il calendario della
stagione autunnale: 7 settembre:
Monte Argentera; 13-14 settem-
bre: Rifugio Gastaldi, Balme,
Val di Lanzo; 21 settembre:
Monte Carmo (Loano); 28 set-
tembre: vendemmiata: 5 otto-
bre: Acceglio, Val Maira; 12 ot-
tobre: Pian Castagna (castagna-
ta famigliare); 19 ottobre: Mon-
te Tobbio; 26 ottobre: Rocca
Grande (Monte Treggin); 2 no-
vembre: S. Uberto; 9 novembre:
polentata.

Sezione pallavolo: La squadra
giovanile del nostro Dopolavoro
è attualmente in testa alla
classifica del Campionato inter-
regionale del Centro Sportivo
Italiano, iniziato il 16 febbraio.
La squadra è formata dai gioca-
tori Costa, Bitossi, Granieri, Gi-
raudo, Delfino, Casagrande, Pe-
sce e Avellino ed è guidata dal-
l’allenatore Sirio Pellegrino.

Sezione pesca, - La sezione ha
recentemente stipulato un accor-
do in virtù del quale i soci
potranno recarsi gratuitamente
sulla diga foranea del Porto di
Genova, Il traghetto sarà effet-
tuato, a cominciare dal 5 apri-
le e fino al 4 novembre, nel po-
meriggio di ogni sabato e ogni
domenica mattina e pomeriggio,
nonchè nei giorni festivi e du-
rante il periodo delle ferie.



MITIGARE AAA sa ct



La Pasqua de “I Ansaldino”



festazione famigliare.



« Astra >;

premi per i genitori.

Già due volte, in occasione della Pasqua, « l’Ansaldino »
ha offerto ai suoi amici più piccoli, figli di dipendenti della
nostra Società, un uovo di cioccolato durante una mani-

L'accoglienza che i bimbi hanno fatto al dono ci ha
indotti a ripetere anche quest'anno questa cordiale ini-
ziativa, che ci dà occasione di ritrovarci ancora una volta
tutti, grandi e piccini, per scambiarci auguri e rafforzare
così una reciproca conoscenza.

La nostra festa pasquale si effettuerà quest'anno, in
collaborazione con i Dopolavoro della Società, il 30 marze
sia a Genova che a La Spezia e a Livorno.

I bambini nati dal 1.0 gennaio 1949 a tutto il 31 di-
cembre 1957, accompagnati da un loro famigliare, sono
invitati a parteciparvi, recandosi nei locali che verranno
loro indicati nei biglietti di invito distribuiti ai genitori.

A Genova la manifestazione avrà
« Massimo » e « Splendor » di Sampierdarena, « Eden » di
Cornigliano e « Verdi » di Sestri; a La Spezia nel teatro
a Livorno nel teatro «La Gran Guardia ». In
ogni locale la distribuzione delle uova sarà preceduta da
uno spettacolo divertente e saranno sorteggiati venticinque

luogo nei teatri



Si r nda agli

biglietti d’invito.



EAT RARA

Il museo navale di Pegl

nutile insistere sull’impor-

tanza del Museo Navale in
una città come Genova, antica
e gloriosa repubblica marina-
ra ed attualmente grande
centro portuale e cantieristico.

L’origine del Museo va ri-
cercata in quella « collezione
garelliana » che era ospitata
nel magnifico palazzo della
Scuola di Ingegneria Navale
in Albaro, dove rimase finchè
non fu sistemata ed allargata
nell'attuale sede di Villa Do-
ria a Pegli.

Il Museo attuale è ricchissi-
mo di pezzi di ogni genere, do-
nati da privati e da enti pub-
blici, da industrie e da arti-
giani: impossibile è farne an-
che solo una sommaria descri-

zione. Importantissima è la
raccolta di quadri, sia sotto
l'aspetto storico che sotto

quello artistico: vi sono ritrat-
ti dei Doria, quadri della flot-
ta genovese schierata in cento
battaglie, quadri della città,
scene di navigazione, ecc, Tra
i quadri più famosi sono quelli
del Wael, del Grassi e del
Tempesta. Vi sono poi centi-
naia di stampe, da far gola a
più di un erudito, e disegni
navali originali di artisti li-
guri come Domenico Piola e
altri.

Interessanti e rari sono i va-
ri portulani, bellissimi, ed al-
cuni mappamondi secenteschi.

I quadretti sono centinaia, e
rappresentano ogni tipo di
nave ligure, in bellissimi ac-
quarelli, soprattutto dei notis-
simi Angelo Arpe e Domenico
Gavarone. Questi quadretti
hanno un grande valore per la



attenersi agli orari ed alle altre indicazioni specificate ne

pagnatori dei bambini di
i



storia nautica, perchè docu-
mentano dell’esistenza e delle
caratteristiche di tipi ovvia
mente scomparsi e tutt'oggi as-
sai discussi tra gli studiosi.

Interessanti sono i materiali
originali, anche se non ecces:
sivamente numerosi, come po:
lene in legno, fanali di vascel.
li, cassepanche per corredì di
bordo, e armi di ogni tipo
spade, corazze, archibugi, pi
stole, spingarde, colubrine
cannoni.

Poi vengono i modelli, che
sono in gran numero: si trat.
ta di una raccolta preziosa
anche se un po’ eterogenea. I
pezzo più antico è un vascelk
del ’600, originale anche nel
sartiame, che appartiene ai
Santuario dell’Acquasanta. A
parte le tre caravelle colom
biane e un modello di galer
genovese del ’600, molti sone
i modelli di navi antiche, e via
via che si percorrono le varie
sale si passa in rassegna lc
sviluppo dell’arte navale ne
tempo, attraverso i vascelli,
brigantini, i «clippers», |
« pinchi », fino alle prime nav
miste a vela e a ruota, poi al
« elice » (come si diceva allo
ra) e giù giù fino alle moderne
corazzate e ai grandi transa
tlantici. Ovviamente, oltre a
modelli di scafi, ci sono anché
modelli di particolari, e di ap:
parati motori.

Per terminare vale la pen
di osservare che il Museo pre:
senta anche per il profano ut
grandissimo interesse, ed uni
visita sarà per chiunque, oltre.
chè sommamente istruttiva

quanto mai divertente.

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13











vanni Francese
Senarega - 30





di Sirio Gasperini
na Mozzavilla - 31 gennaio: CLAU-
DIO, di Alfredo Ramagli
di Lucia Luchini; MARIO, di Sergio Ricordiamo agli interessati che, ha giudicato immutata e non riva-

Porcile (Fon) e di P: per poter usufruire del nostro lutabile l'infermità che dette luogo guiamo la pr

di Rosa Molinari; WILMA,
(Can) e



gennai



di Gio-



(Liv) e



paria Servizio pensioni di guerra

(Liv) e di Ele

ricorso che porta il n, 349729
ica presso detto
indennità te e Le daremo ulteriori notizie














triccioli - 3 febbrz servizio, occorre compilare le alla concessione di una
di Vigazio Pantaleoni (Mec) e di schede in distribuzione presso i una tantum, Il Decreto ministeriale FRANCESCO LO PRESTI. Facciamo
. Benedetta _Rosasco - 9 febbraio: corrispondenti di stabilimento. negativo n. 1795087 è stato spedito seguito alla nostra precedente se
Sono natl CI BRE TINA di È Carlo Baceino in data 20-1-1958 al Municipio di del 15-10-1957, per co-
13 gennaio: GIUSEPPINA, di Do- (Mec) e di Geronima Baglietto. GINO RAPETTA. A conclusione di Genova per la notifica a norma di ica Ain IIS A di
menico Pischedda (Mec) e di An A tutti i bambini e ai loro geni- quanto pubblicato nel n, 22 del no- lesse. prati Il Serv Dirette N.
lita Poeti s-#0 disanibisi to vo. fori i nostri auguri più fervidi. stro periodico, Le comunichiamo G. del Ministero del oro ha com
nunziata Preti - 22 dicembre: GINO, coiio 5 9 MARIO ROMAGNOLI, Per poter rin-. pilato un Progetto concessivo prov
di Arduino Pavolini (Liv) e di Giu- Si È ; che il Ministero del Tesoro - Ser- .rreclàre la Sua pratica presso i visorio per rinnovo dell'assegno, e
seppin Longo - 26 dicembre: 1 sono sposatl vizio Infortunati Civili - con suo a a Sua, pratuca: presso. arena cc i n
; i ° salt i vari Servizi del Ministero del Te- lo ha trasmesso al Comitato di }
WALTER, di Alberto Gabrielli a P È progetto concessivo ha disposto per ‘°° Sn fans aa quidazione con elenco n
(Mec) e di Violetta Oddone - 3 26 dicembre: Maria PARODI a liquidazione della pensione di 3.a $9T9, ci occorrono le Sue genera-. quica sbbraio 1958. Ci rise;
7 (Mec) con Enrico Ravera - 4 gen- % Cn 1 Di lità complete, del 17 febbraio 1958. riser
VIA», COM: UECOLrenza di comunicarLe il numero del De

gennaio: GIGLIO, di Giuseppe Man-
tero (Can) e di Santina Ferrando -
6 nnaio: ROBERTO,



Quartero (Can) e di Anna Schi 9 febt ? Fabi PA

Taesnart ss diga) 7 Schiara - 9 febbraio: Fabio - x Na a ima ai n.
Zi onaRi Ce o VONI (Can) con Maura Blongetti Genova provvederà alla liquidazio- se
Giomi - 18 gennaio: CATE - 15 febbraio: Domenico PERUZZO © degli arretrati. cire

Eros Gaudani (Fon)

Facondini - 21 gennaio: ANNA Agli sposi vi
MARIA, di Bernardo Delfino (Cmi)

e di M
DONAT
(Mec) e



a Radagaiso




, di Amile
Luigia Scala - 29 gen-
naio: MARCO, di Alessandro Ben-
din (Mec) e di Giuseppina Cicero-

naio



di Tullio





(Can) con Mari



di Emilia





27 genn



Loc

ne; MARIA, di G. B. Ratto (Can) e

Luigina, figlia di Andrea Lara nuovissi
de] Cantiere di Sestri ta 25/8,



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l’Ansaldo. Rivolger:

Quirico con altro mi
a Sestri o Cornigliano, Rivolgersi a

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notificato il Decreto ministeriale,



GALLIANO SIMONCINI. In risposta del

issimi auguri alla Sua richiesta Le comunichiamo in
quanto appreso al Ministero del Te- Ruolo di var
soro. Con Decreto ministeriale nu- zione n.
mero 2846279 del 23-9-1957 è stato l'Ufficio provinciale del Tesoro di
assegno rinnovabile di Ales
ategoria per il periodo dal liquidata la pensione 3.a catg. a



liquidato

Ta



tr:



GUASTO di scadenza presso la Commissione



per un sollecito, direttamente allo

quanto appreso al Ministero del Te- alla

data 20-12-1957,



19-7-1951 al 30-4-1959. Il Servizio vita
pagamenti in data 17-10-1957 ha trati
messo il relativo ruolo di va- stra Redazione può riti
riazione all'Ufficio provinciale del tolina del Ministero con tutti. gli ancora del tempo prima che la Te
Tesoro di competenza, Nel contem- elementi sopra citati, che Le sa- soreria Provinciale di Livorno r
po è stata disposta la visita medica ranno utili per sollecitare l'incasso. ceva l'ordine di pagamento; «o

medica. Se non ha ottenuto ancora FRANCESCO CASINI, —
detta liquidazione, potrà rivolgersi, Centi doverLe comunicare che il citare l'incasso,
Ministero del Tesoro - Servizio Di-

ETTORE TRAVERSO, A seguito deî- notificato il Decreto Ministeriale, (ricevuti i documenti sanitari)
la Sua richiesta Le comunichiamo avverso il quale potrà fare ricorso emesso, in data 24 giugno 1

MARIO DI STEFANO, Facciamo se- ©reto non appena sarà firmato,
con Edmea l'Ufficio provinciale del Tesoro di guito a quanto da noi pubblicato nel RENZO MARCHETTI. A seguito del-
co SLOa tebbraio: per comuni- Ja Sua richiesta ed a conelusione
arLe le seguenti definitive notizie gi quanto da noî precedentemente
a la Sua pratica. Il Ministero pubblicato nel numero del





‘Tesoro - Servizio Pagamenti - maggio 1957, Le comunichiamo la



spedito il decisione favorevole del Ministero
168 (iseri- Tesoro - Servizio Dirette N. G
39), elenco 71, al- la Sua pratica, che Le con
cede la liquidazione di una inden-
ndria, con il quale Le vione Nîità « una tantum », In data 25
1958 con elenco n. 554, è
trasmesso il Suo fascicolo alla Ra
gioneria centrale per le Pensioni
di Guerra, per la emissione de
mandato di pagamento, Trascori














e Le si riconoscono gli arre-
dal 19-3-1950, E so Ja no-
re la car-








A munque, tra un paio di me
mo spia- rechi, con questi elementi, a solle









90105, Can- s 5_10 5" ha >} »

% CaN- Ufficio provinciale del Tesoro con i rette N. G. - in data 5-12-1957 ha LEON OHIO. Ci rifer
carenata in ‘ati da noi segnalati. COMPRO RECESSO RrCA Val informarLa che il Ministero del
MRI 06 A TA Tesoro - Servizio Dirette N. G, -



Corte dei Conti entro i termi- decreto negativo n. 1771289



150 ce., motore si x a

Rivolgersi al ga- SOro - Servizio Dirette N, G. L’inte- ni consentiti dalla Legge (90 gior- non dipendenza da cause di serv

Ausiliari » a Ca]- ressato fruisce di assegno rinnova-' ni dalla notifica). zio di guerra », Il decreto stesso
are al n, 202600. bile di 5.a categoria, tabella D., Non è stato trasmesso al Comune di

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bianca e una rete Quanto l’infermità per la quale è Se I : :
» ,, Pensione atta $ sollecitare la Sua xi n ness

letto. Rivolgersi al pensionato non è stata contratta in sollecitare la Sua pratica presso il, sua pratica presso

e

Sette 4/16, Genova-Sestri.

i







sig. Giuseppe Rovegno, Stabilimento zona di operazione, Ministero Difesa-
prima riceverà notizie direttamente

VENDESI bicicletta da donna mar- POMPILIO FERRARI. Qui di seguito dal

ompleta Le comunichiamo le notizie, pur-

di cambio e dinamo, seminuova. Ri- troppo negative, assunte al Ministe- ORESTE TORRE. Al Ministero del
via Guido ro del Tesoro. La Sua. domanda Tes

per un ulteriore trattamento di - risulta che il fa
125 cc, pensione di guerra non è stata :
Rivolgersi in via Spar- colta poichè la Commissione medi- alla



alla



ca superiore, previa visita diretta,



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Podi LO E È dt SANTINI IT
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tabella C in PIETRO CARLI BALOLLA, In data Sar

oro - Servizio Infortunati Civili





i o
i ;









10 per la notifica,



-195 A a rOvve a
1958 abbiamo provveduto 2 NATTEO MASTRORILLI. Seguendo

competen.
te Servizio del Ministero del Te-
soro, in merito alla Sua domanda

saggio di categoria, abbiamo
Lei gode di pensione
. a vita dal 27-9-1952 (D.
131). Non si concede il
di tabella dalla «D» alla
Sua pratica è stato trasmesso « . in quanto contrasse l'infer.
Corte dei Conti fin dal 24-2- mità il 29-7-1943 alla Spezia e non
per essere allegato al Suo in zona di operazione,



ercito. Quanto



Ministero al Suo domicilio.







icolo relativo

















150 cc. G.S.

8 CV, velocità 100 Km/h,























consumo 3 litri per 100 Km.

L. 178.000





Pn





\* {150 cc.
5,5 CV, velocitò 80 Km/h,
consumo 2,2 litri per 100 Km.









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consumo 1,8 litri per 100 Km.
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4

OPINIONI

























Due pesi

ono un ansaldino e, come La-
Mi giunge ogni due settima-
il nostro simpatico giornale
endale,

ella terza pagina del n. 22,
no IV, lessi: «Anno operoso».
Mendo quelle righe notai fra
ro: « E° un compito non fa-
ma le difficoltà non costi-
cono remora all’operare di
Mini di buona volontà e di
fente sentire, E° un compito
quale dobbiamo essere pari,
D saremo, se i nostri sforzi
no concordi... ».

un compito non facile ve-
nente e nessuno impedisce
uomini di buona volontà,
Mettere in atto queste sante
ole; e, purtroppo, da due-
anni queste frasi vengono
Mate qua e là, ma frutti se
Sono raccolti appena quel
fo da poterli risem'nare, Co-
che coscientemente













































ha osato



mcarsi alla giustizia per
diungere gli scopi in oggetto,
i ha raggiunto altra meta

quella d’essere seritto in
delle infinite pagine della
Ria, e null'altro, poichè gli
Mini di cosciente sentire sono
î. Perciò che cosa possono
sperare oltre il sepolero?

essuno sente quelle parole e,
è titolare fa da sordo, e s'è
Ml che sopporta le ingiusti-
non ha voce in capitolo.

Boncludendo, a chi sono rivol.
quelle esortazioni, se non a
bro che comandano? A noi
bordinati no di certo; e al
a chi ha orecchie per sentire,
oloro che noi trattiamo con
renza e obbedienza, dovreb-
0 sentire e meditare su quel-
parole e metterle in pratica,
to stessi. Quante ingiustizie
mente vergognose si usano
0 noi operai! E nessun « uo-
{di buona volontà » è stato
ra tanto cosciente da sfode-
la propria spada per ren-
giustizia contro queste ini-

lità. L'operaio ha solamente
doveri. mai dei diritti;
pernio è soggetto ad infor-

Mi sul lavoro, ma se, per di-
fazio, ciò gli accade i primi
giorni vanno persi, poichè

î in questi tre g'orni non
Me mangiare. e così pure la
famiglia: in seguito egli

e retribuito con una parte

la giornata. Così dicasi se
de ammalato,
Gli impiegati no; quelli han-

diritto a tutte le giornate

complete, sia per la mutua 0
qualsiasi altra assistenza. Essi
inoltre hanno diritto (dopo una
serie di mesi trascorsi negli uf-
fici, ventilati se caldo, riscal
dati se freddo) ad un mese di
ferie; per l'operaio, invece, po-
vero negro, dopo mesi di inde-
fesso lavoro al freddo od al
caldo, dodici giorni sono più
che sufficienti.

In quante altre cose è umi-
liato ingiustamente il povero
lavoratore! Ho avuto occasione
di trovarmi a bordo delle T/c.
« Aretusa » e « Agrigentum » per
le prove di macchina ed anche
in quelle occasioni si è dovuto
subire la differenza di tratta-
mento, sia nel mangiare come
nel riposo di due misere ore
dopo magari 24 consecutive di
lavoro, Infatti, mentre per il
personale riconosciuto impiega-




to era riservata, per mangiare,
ia saletta con tavolo, posate

ece., come persona civile, il so-
Ito rifiuto della società (l’ope-
raio) con una busta di carta, era
seduto lungo i corridoi o in co-
perta, col viso infossato nei
pacchetti di carta, senza posate,
a mo’ di gatto randagio, per
consumare quel po’ di vitto; in
casa sua 0 a qualsiasi misera
mensa, credo che oggigiorno
nessuno mangi seduto sul pavi-
mento senza posate. Tutto ciò
circa il mangiare; quanto al
dormire, per l'impiegato tutti i
riguardi; per Voperaio, invece,
otto uomini in una cabina de-
stinata per due dell'equipaggio.





In sostanza quest'uomo il cui
destino gli ha dato d'essere un
operaio, ma che nella società
pure lui rispetta tutte le leggi,
paga tutto ciò che lo Stato gli
impone, usa rispetti ai propri
superiori, dovrà pure avere
quei diritti civili e morali che
sono riconosciuti agli altri cit-
tadini,

Con per concludere dico:
egregio e gentilissimo signore
Federico De Barbieri, a nome
di tanti operai del complesso
Ansaldo e mio, auguro che tutte
quelle sue indimenticabili pa-
role rivolte a tutti gli ansaldini,
abbiano ad essere sentite vera.
mente da tutti gli uomini di
buona volontà, affinehè in un
prossimo futuro abbia ad avve-
rarsi tutto ciò che Lei s'augura
di raggiungere,

Con la speranza che la pre-
sente venga gentilmente pubbli-
cata ringrazio e distintamente
ossequio.

PIETRO SORIA (MEC)

ciò









«1.a mostra nazionale dell’apprendistato » ha avuto anche
Livorno un lusinghiero successo. Ecco tre visitatrici che
mirano una scultura dell’ansaldino Umberto Ciucci, raf-
rante un navigatore dell’età neolitica. A sinistra il mo-
Ilo della T/c. « Achillefs » costruita nel cantiere labronico



| MEMENTO |

Ernesto DELLACASA

di 57 anni, dipendente del
Meccanico, deceduto il 29-1-
1958. Era stato assunto nel

1942. Lascia la moglie e un fi-
glio.



Angelo ARVIGO
di 51 anni, dipendente dello
Stabilimento CMI, deceduto il
30-1-1958. Era stato assunto
rel 1929, Lascia la moglie e
due figli.



Davide BRUSI

ii 59 anni, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
7-2-1958. Era stato assunto nel
1943. Lascia la moglie.



Francesco CELESTINO

di 54 anni, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
7-2-1958. Era stato assunto nel
1947. Lascia la moglie e due
figli.

Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».



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fUinio - numero 4 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO genova, 1-157marzo 1958





n

La copertina: la turbonave passeg-
geri « Federico €.» di 20.000 t.s.1,,
costruita al Cantiere di Sestri, in
bacino prima delle prove ufficizli



l'ansaldino

VQUINDICINALE

DEI DIPENDENTI
DELL' ANSALDO
*
EDITO DALL'ANSALDO £. p, A.
A
Responsabile: Lorenzo Rebora
*
Rédazione: Via Fieschi, 10-11

Genova

sommario

2 LOCOMOTORI DI NUOVO TIPO

3 L'“ INDOMITO " CONSEGNATO
ALLA MARINA

4 PROTEZIONE CATODICA A COR-
RENTE IMPRESSA di lialo Massenti

5 CAVI ELETTRICI UNIFICATI DI
SUONO TIPO PER BORDO d



6 PANORAMA AZIENDALE

8 VARATA LA ‘“ POLINICE” A MUG-
GIANO di agnin

9 PROVE E CONSEGNA DELLA
“ PORTO MARGHERA "

10 RISULTANZE DEL REFERENDUM:
IL «DIALOGO "

12 DOPOLAVORO - IL MUSEO NA.
VALE DI PEGLI

13. CONCORSO FOTOGRAFICO
15. OPINIONI

Franco Gua



Stabilimento:
DIG: Lucia Diamante - ME

Corrispondenti di



1 Spartaco
N:






Sardir Giuseppe Rovegno - CA
no Merlano CMI: (Voltri)

Dina Pasquino; (Fegino) Aurelio

Maggiolo - FON:; Michele Montes



ppe Sardi MUG:
neo Guadagnini -
- COK Edilio

Mario Fossati



Aldo Galli. }
LIV: Dino D
Orlandi ROMA:

*





Spedizione in abbonamento postale
gruppo JI * Abbonamento gratuito ai
dipendenti e DSOZIONAE. * Stampato
nella Tipografia .Ili Pagano, Via
Leuci. Fia Fotolnoletori A.Ceriale,
ia Lanfranconi,43XPubblie itàSIRA,
; zii delle Vigne, 6 * Auto
Tribunale di Genova n. 299, 6







1954

La controcopertina: la prora della
T/e. sPolinice» di 31.500 t.d.w., va-
rata a Muggiano il 22 febbraio










Locomotori di nuovo tipo

Motore Ansaldo - Maybach MD 435 a 8 cilindri a V;

l] giorno 5 corrente abbiamo

consegnato il primo dei due
locomotori Diesel idraulici del
nostro tipo AIDIM-L/2-16 che
ci furono a suo tempo com-
messi dalle F.S. e facenti par-
te di un certo numero di lo-
comotive Diesel (elettriche ed
idrauliche) destinate, in via
sperimentale, a dotare di mez-
zi di trazione moderni le linee
del mezzogiorno per le quali
(almeno per ora) non è previ-
sta l’elettrificazione.

Esternamente esso non dif-
ferisce molto dal nostro loco-
motore sperimentale ADIM-L/
2-23 da 2300 Cv, che ha già
eseguito brillantemente le cor-
se di prova nel dicembre del-
lo scorso anno.

Solo le due cabine di guida,
sistemate all’estremità della
macchina, si presentano un
poco diverse in conseguenza
di una diversa sistemazione
data alle apparecchiature in
esse montate,

All’interno, invece, la siste-
mazione del macchinario è del
iutto identica a quella del no-
stro ADIM-L/2-23. I due mo-
tori Diesel sono del tipo May-
bach MD 435 a 8 cilindri a V,
sovralimentati a mezzo di tur-

bo soffianti azionate dai gas
di scarico, atti ad erogare

ciascuno una potenza di 800
Cv. a 1500 giri/minuto. I cam-
bi idromeccanici, montati sui
carrelli ed azionati dai Diesel
a mezzo di trasmissioni carda-
niche sono del tipo Mekydro
K 104 U.

Ecco in breve le caratteri-
stiche principali della locomo-
tiva ADIM-L/2-16: peso della
locomotiva in ordine di mar-
cia a pieno carico di scorta,
tonn. 64; lunghezza fra i re-
spingenti, m. 14,500; potenza
installata (2x800), Cv. 1 600 (di
cui per sola trazione 1.500);
massimo sforzo allo spunto li-
mitato dalla massima aderen-
za della locomotiva, Kg. 21.000;
rodiggio, B. Bo; velocità mas-
sima, Km/h. 120; velocità mi-
nima a piena potenza Km/h.
18.





i locomotori hanno due di questi motori




febbraio,
alte auto.
invitati, ha



a mattina del
allo presenza di
tà e di numerosi
vuto luogo la consegna alla
farina Militare Italiana del
icciatorpedin'ere « Indomito »
ostruito al nostro Cantiere di
Livorno.







solenne cerimonia ha avu-
zio poco dopo le 11 al Por-
fo Mediceo, dove erano ormeg-
ate, a fianco della nuova uni.
i, la fregata « Centauro », la
orvetta « Castore » e. alcune
nità da trasporto americane.
autorità, fra cui erano il Mi-
istro dei Lavori Pubblici on.
duseppe Togni in rappresen-
nza del Governo, il Sottose-
fetario alla Difesa on. Giovan-
î Bovetti, il Presidente della
ommissione Difesa al Senato
en. Angelo Cerita, il Capo di
M. della Marina ammiraglio
Orso Pecori Giraldi, il Coman-
inte del Dipartimento dell’Al
d Tirreno ammiraglio Gastone
finotti. sono salite a bordo e,
ccompagnate dal Comandante
UP Indomito » cap. di vascel-
Luigi Baroni, hanno passato
I rivista l'equipaggio. Dopo il
gnale di attenti il nostro Pre-
Mente avv. Federico De Bar-
eri ha pronunciato brevi p
Me cui ha l'ammira
lio Pecori Giraldi ringraziando
Ansaldo per il lavoro compiu-
dalle sue. maestranze, che
Mino dato all'Italia una nuova
Mtà navale che continuerà le
fdizioni marinare del
ese,










































risposto



nostro

Ha preso quindi la parola il
finistro Togni, Egli ha detto:
# E con un senso di profonda
Dmmozione e di intimo
io che noi salutiamo qui, nel.
mostra operosa e dinamica
Vorno, sul mare che vide sceon-
Tsi ie galere delie grandi
uabbliche marinare, la solenne
onsegna, che io ho lonore di
ompier nome del governo
ella Repubblica Italiana, del-

orgo-



re-





Il nostro Presidente parla ai presenti alla cerimonia. Alla
sua sinistra il ministro Togni e l'ammiraglio Pecori Giraldi

L’“Indomito”
onsegnato

alla Marina.















P« Indomito » alla Marina Mi-
litare Italiana,
Creata dalla scienza, dalla



e paziente
maestranze,

tecnica e dalla du
fatica delle nostre



questa moderna unità che nel
nome riecheggia la gloria di
una trad'zione, la severità di

un impegno ed il fulgore di una
promessa, passa oggi dalle mani

dei costruttori che la vollero
perfetta nelle linee possenti
delle strutture e imbattibile

nell’armamento, al cuore fedele





dei marinai d’Italia che la cu-
stod'ranno con amore, la faran
no propria con la consuetudine

quotidiana, la porteranno orgo-
gliosamente sul mare nel sere-
ao ce nella tempesta sentendo di
recare con sè, nell'ombra del tri-
colore fregiato degli antichi
stemmi, un lembo della patria
con le case e le chiese, le madri
gli opi-



ei figli. le scuole e
fici, la storia di ieri e la vita



di oggi, i ricordi e le

ze

speran-
Dopo aver ricordato le gesta
delle due unità che portarono il
« Indomito », il Ministro

nome
Togni ha così concluso:

« Noi siamo sicuri che gli
uomini cui sarà concesso l’ono-



re di vivere la vita meraviglio
sa di questo generoso dominato-
re del mare e che sono j super-
bi continuatori della nostra
stirpe marinara sentiranno og-
gi più viva che mai la respon-
sabilità della tradizione che
saranno stati chiamati a rinno-
vare e l’imperativo del dovere



che avranno avuto il privilegio
di assolvere,
Ecco perchè noi celebriamo

con un senso di così fiero entu-
siasmo questa che è veramente

una festa di vita e di speranza
non soltanto per Livorno. per i
suoi cantieri, per i suoi operai,
per la sua impetuosa ansia di
lavoro, di progresso e di rinno-
vaunento, ma per la nostra Ma-
rina, per le nostre forze armate
e per l'Italia, per questa nostra
patria che faticosamente, ma si-
curamente sta compiendo la sua
un avvenire pro-
spero, dignitoso e sereno nella
leale solidarietà dei popoli li-
beri e nel pieno rispetto della
sun civiltà romana e cristia-
ma».

AI termine del discorso del
Ministro, il Comandante Baroni
ha ordinato il « cambia bandie-
mentre si levi alte



marcia verso





ra»; vano
ie note dell'inno n: nale è
stata ammainata la bandiera

della Marina Mercantile per far
posto a quella della Marina Mi-
litare, L’ordinario militare mon-
signor Arrigo Pintonello ha im-
partito quindi la benedizione
alla nave pronunciando la pre-
ghiera del marinaio. La ceri.
monia si è conclusa con la visi-
ta delle autorità ai locali della
nave e con un signorile rin-
fresco offerto dalla nostra So-
cietà.

Il cacciatorpedin'» « Indo-
mito » è il terzo della Marina
Militare Italiana che porta que-
nome. Fu impostato il 24



sto




aprile 1952 e varato il 7 agosto
I . Le sue principali caratte-
ristiche sono le seguenti: lun-
ghezza al galleggiamento, me
tri }; larghezza massima, me-
tei 13; dislocamento a carico
completo, tonn. 3500; potenza
dell'apparato motore, G500) HP:
velocità massima, 34 nodi.
Oltre alle persone gi





à nomi.



nate erano presenti alla cerimo-
n della consegna il Prefetto
di Livorno dott Giulio Bianchi
di Lavagna, il Preside della Pro-
vineia prof. Guido Torri il
Sindaco prof. Nicola Badaloni,
mons, Cinquini per l’Ammini-
stratore Apostolico, mons, An-
cirea Pangrazio, il Questore
dott, Ugo Di Loreto, Vammira-
glio Murzi, il Comandante del-
Accademia Navale
raglio Paolo Pesci, il Comandan-



contrammi»



te del Presidio gen. Alber
Montesoro, il generale Chiarot-
ti, l'ammiraglio De Moratti, il

Capo della missione militare
venezuelana com.te il
Capo della missione indonesiana
colonnello Martadinata, il co
lonnello americano Briekley, il
capitano di vascello americano

Ferrer,



Fellows ed altr. Per VAnsaldo,
oltre al Presidente avv, Fede-
rico De Barbieri era presente



tutta la direzione del Cantiere

di Livorno al completo,

Sta per avere inizio la solenne cerimonia della consegna del cacciatorpediniere: gli invitati salgono a bordo.



Protezione catodica
a corrente impressa

E° on il rapido e incessante
sviluppo della tecnica mo-
derna in ogni campo delle at-
tività industriali, si assiste
continuamente anche alla in-
troduzione ed alla affermazio-
ne di qualche innovazione
tecnica.

Il Cantiere di Sestri, pur
nell'attuale fervore di opere, è
particolarmente sensibile a
tale azione di rinnovamento e,
come già precedentemente
seritto sul nostro giornale
aziendale, si mantiene aggior-
nato, tra l’altro, anche con la
tecnica più progredita nel
campo della protezione delle
carene delle navi contro il pe-
ricolo delle corrosioni.

Le carene, dopo essere state
sabbiate, fosfatate e rivestite
con alcune mani di pittura an-
ticorrosiva e una antivegeta-
tiva, sullo scalo, vengono mu-

|

E N





ma o per corrente impressa.

Nel primo caso si col!egano
metallicamente allo scafo ele-
menti di materiali (anodi)
aventi votenziale elettrochi-
mico più elettronegativo del
ferro nella « serie elettrochi-
mica degli elementi ». In tal
modo lo scafo risulta protetto
a spese dell’anodo che si dis-
solve.

Nel secondo caso vengono
usati elettrodi di materiale
inerte che, collegati al polo po-
sitivo di un generatore a cor-
rente continua hanno, ovvia-
mente, la facoltà di proteggere
lo scafo.

Per la protezione catodica
furono impiegati in passato
anodi di zinco ad elevata pu-
rezza, che si mostrarono però
ben presto poco idonei allo
seovo, a causa della limitata
differenza di potenziale della

Caro ELETTRICO





<4roDa DI
FERRO ,









Fio.1 SCHEMA _ DI PROTEZIONE CATODICA CON ANODI DI MAGNESIO

nite, dopo il varo, al loro ar-
rivo alla banchina d’allesti-
mento, di una efficace prote-
zione catodica.

Com'è noto, tale protezione
si rende necessaria per evitare
l’effetto corrosivo dovuto alle
correnti vaganti disperse at-
traverso lo scafo, dalle macchi-
ne elettriche, oggi sempre più
impiegate, specie per lavori di
saldatura a bordo. Si cerca
quindi di rendere « catodico »
lo scafo rispetto ad un elet-
trodo che funge da anodo
o per la sua natura medesi-

Fig. 2

coppia zinco - ferro. e della
tendenza dello zinco a non
lavorare più come nelle con-
dizioni iniziali dopo poco
tempo (passivazione).

Da un anno si è passati al-
l'impiego di anodi di magne-
sio, che per la loro maggiore
differenza di potenziale ri-
spetto al ferro e per l’assenza
di fenomeni di passivazione,
consentono di realizzare una
efficace protezione della care-
na, senza richiedere alcuna
manutenzione.

Con l’impiego di anodi di



quest’ultimo tipo si è riusciti
ad eliminare completamente le
corrosioni delle carene delle
navi, come è risultato all’atto
dell'immissione in bacino delle
ultime navi protette con tale
sistema.

Si incontrano però notevoli
difficoltà a mantenere il poten-
ziale della nave rispetto alla
cella di riferimento « rame -
solfato di rame », nel campo
di 0,80-+0,90 Volt, che rappre-
senta il valore suggerito dal-
l’esperienza come « optimum »
per eliminare ogni fenomeno
di corrosione e di distacco del-
le pitture dallo scafo.

Infatti essendo il lavoro di
saldatura a bordo discontinuo,
l'intensità delle correnti di-
sperse, da esso generate, varia
non solo con il passare dal
g'orno alla nutte, ma anche
durante le diverse ore della
giornata lavorativa e ben si
comprende pertanto quali
siano le difficoltà di variare
istante per istante le correnti
di protezione in modo che
abbiano sempre un valore suf-
ficiente per neutralizzare le
correnti che provocano la cor-
roslone,

Mentre con sistemi di prote-
zioni con anodi di magnesio
tali variazioni di corrente era-
no eseguite introducendo ma-
nualmente due volte al giorno
delle resistenze limitatrici, og-
gi con il nuovo impianto a
corrente impressa la regola-
zione di corrente viene effet-
tuata automaticamente a mez-
zo di un dispositivo statico
elettrico ad amplificatori ma-
gnetici, in grado di mettere in
giuoco un valore di corrente
tale da annullare qualunque
variazione di « corrente di cor-
rosione » per quanto rapida
possa essere. Al posto degli
anodi di magnesio si hanno
ora anodi di grafite (fig. 2),
i quali, essendo di materiale
inerte, ossia non essendo in
grado di generare naturalmen-
te una corrente in coppia con
il ferro, vengono alimentati,
attraverso il regolatore (figu-
ra 3), con corrente continua a
bassa tensione, variabile a
mezzo commutatore da 4 a 20
Volt.

Le registrazioni di potenzia-
le effettuate per un periodo di
24 ore hanno messo chiara-
mente in evidenza l’efficacia
del dispositivo di protezione,
nel caso in cui sullo scafo pro-
tetto si faccia largo uso di sal-
datura elettrica,

A chiarimento di quanto so-
pradetto abbiamo riportato in
fig. 4 l'andamento del poten-
ziale scafo-acqua della turbo-
nave « Federico C.» rilevato
durante le ore di lavoro con
un carico di saldatrici a bor-
do, costituito da 115 saldatrici
rotanti e 50 puntatrici, con
scafo non protetto (1) o pro-
tetto senza (2) e con (3) re-
golazione automatica.

Grazie al dispositivo di re-
golazione il potenziale si man-
tiene in ogni caso al valore
« optimum » di 0,85 V + 0,02.

L'impianto installato sulla
« Federico C. », realizzato con
la collaborazione della Socie-
tà « SNAM » del gruppo ENI,
rappresenta auanto di meglio
la tecnica ci possa offrire al
momento presente nel campo
dei sistemi di prevenzione del-
le corrosioni e costituisce per-



Fig. 3

tanto un merito per il nostro
Cantiere averlo installato per
primo in Italia.

L'esame della carera in ba-
cino ha dimostrato definitiva-
mente che il sistema di prote-
zione a corrente impressa con
regolazione automatica del po-
tenziale scafo-acaua consente



maniera efficace l’integrità del-
le pitture.

Il nostro reparto MAN/
ELET sotto la guida dei sigg.
Rivolta e Giordano ha provve-
duto alla messa in opera del-
l’apparecchiatura, degli anodi
e dei cavi di collegamento. La
manutenzione e la sorveglian-









Fic 4° SCNEMA 0) PROTEZIONE CATODICA CON ANODI ALIMENTATI BA UNA SORGENTE ESTERNA

di risolvere brillantemente il
problema della protezione del-
le carene durante l’allesti-
mento, confermando che non
solo è possibile impedire qua-
lunque fenomeno corrosivo
sullo scafo, ma anche salva-
guardare nello stesso tempo in

za dell'impianto è stata affida-
ta all’operaio Vittori (fig. 2),
il quale provvede alla manu-
tenzione degli impianti di pro-
tezione catodica su tutte le na-
vi in allestimento.

Italo Massenti





he











Volt |
®© VALORE OPrIMUM,
QI
Pi AZIZ
08 Pa Srna
Q7 ®
Q6
05
o
Fi6.5
23
® Atenziale scgfo-xgus senze protezione
a2 ® ABrenz. scofo -acgua con prof ma senza regoli
Q Arenz. scafo acqua con prot e con regolatore
QI
1 12 ORE
fr n en e salgo











































i bbiamo avuto occasione di
presentare circa un anno
isu «l’Ansaldino» i quadri e-
ttrici normalizzati, progettati
allo STU/ELET del Cantiere
Sestri, già installati su più
110 navi e passati ora in pro-
izione corrente con un pro-
ma immediato di 15 navi.
l quadro elettrico principa-
i della C, 1520, la M/n « Her-
Rosa -, che fa parte di tale
erieé è stato riprodotto su
l'’Ansaldino» di novembre co-
ne uno dei particolari tecnici
d estetici di rilievo, con giu-

_ Nastro di tela

lificata soddisfazione del pro-
ttista, disegnatore costrut-
ore sig. Aldo Enria.

I centralini normalizzati per
istribuzione di luce e forza
no stati presi a modello del
fogetto di unificazione UNAV
$18, ben meritato premio per
‘progettisti DIS Ezio Moretti
Vittorio Forgione.
Desideriamo ora qui presen-
re un'altra innovazione tec-
icamente ed economicamente
îteressante, introdotta dal-
nsaldo nelle sue ultime ot-
navi con il favore e la sod-
sfazione degli armatori, dei
egistri, dei fornitori e degli
deratori dei Cantieri ad essa
eressati.

ISi tratta del nuovo tipo di
vo per bordo GPRAR e
PKAR normalizzato dal-
UNAV su progetto Pirelli,
etro proposta e con il con-
orso più attivo dei tecnici
la nostra Società.

E' un tipo di cavo derivato
quello di tipo svedese, im-

d economico dal Cantiere di
estri sulla M/n «Gripsholm»,
on trasformazioni e migliora-
enti che lo rendono più cor-

__Suaina di policloroprene

>
2, Treccia di filf di acciafo ricotto, zincati

_Guatna di polivinfcloruro

CAVO TPKAR (Tabella UNAV 1036)

legato con successo tecnico

rispondente alle esigenze d’in-
stallazione e di impiego.
Esso, rispetto ai tipi prece-
denti GPA e GPF sin qui u-
sati, risulta del 20 + 30% più
leggero, e inoltre più fles-
sibile e maneggevole alla in-
stallazione, più resistente ai
sovraccarichi intermittenti e
temporanei ed all’azione chi-
mica interna ed esterna degli
agenti atmosferici ambientali,
più protetto da azioni mecca-
niche esterne, dal fuoco e da-
gli effetti di vibrazioni, più
standardizzato (238 anzichè



720 tipi) e quindi di più fa-
cile produzione, immagazzina-
mento e reperimento in caso
di necessità urgente.

I conduttori, anche nelle se-
zioni minori, sono sempre co-
stituiti da corde di più fili e-
lementari che, rispetto ai con-
duttori a filo unico, risultano
in ogni caso più flessibili e,
nei 'terminali, più resistenti
alla rottura per lavorazione e
per vibrazioni. Rispetto ai ca-
vi del tipo precedente le cor-
de in rame dei conduttori so-
no però costituite da un nu-
mero di fili elementari mino-
ri, con minor costo di produ-
zione e reintegrazione della
giusta rigidezza, ridotta dalla
diminuzione dello spessore
della guaina di piombo e dal-
l'abolizione dell'armatura del
tipo a filo avvolto.

Ciascun filo elementare dei
conduttori è in ogni caso sta-
gnato, allo scopo di protegger-
lo dalle corrosioni entro e fuo-
ri guaina isolante, renderlo più
atto all’esecuzione dei termi-

nali saldati e migliorare la |

conducibilità elettrica trasver-
sale dei conduttori nei termi-
nali non saldati, conservando-

lavi elettrici unificati %
li nuovo tipo per bordo

ne meglio nel tempo il valore
iniziale.

Gli isolanti del nuovo tipo
di cavo sono al momento la
classica gomma naturale nel
tipo GPRAR e la tela sterlin-
gata, già impiegata con suc-
cesso nelle costruzioni Ansal-
do degli ultimi cinque anni,
nei tipi TPKAR. E’ inoltre in
programma la sostituzione del-
la tela sterlingata con gomma
artificiale butilica, che, con
pari portata specifica, presen-
terebbe rispetto alla prima una
resistenza di isolamento, una
minor difficoltà di installazio-
ne ed una migliore conserva-
zione in magazzino ed in ser-
vizio per la minore sensibilità
all’azione dei vapori d’acqua.

Tutti i cavi sono muniti in
ogni caso di una guaina in-
terna in lega di piombo di
spessore ridotto a quanto ne-
cessario a conservare a tale
guaina la sufficiente efficacia
protettiva chimica ed elettri-
ca, eliminando l’eccesso di pe-
so, costo e rigidezza derivante
al cavo del tipo precedente
dall’ eccessivo spessore della
guaina di piombo.

Gli spazi vuoti compresi tra
i conduttori isolati e la guai-
na di piombo sono tampo-
nati in modo continuo per
ridurre per quanto possibi-
le la « respirazione » del ca-
vo, causa prima dell’invecchia-
mento degli isolanti e della
riduzione nel tempo dell’isola-
mento degli impianti per l’a-
zione degradante dell’ossigeno
e dei vapori d’acqua e di olio,
continuamente rinnovantesi al-
l'interno del cavo non tampo-
nato, anche se munito di ter-
minale saldato e sigillato con
nastratura in neoprene.

La presenza del tamponan-
te aumenta inoltre l’inerzia
termica rendendo i cavi più

Fig. 3

Fig. 2

idonei a sopportare senza in-
convenienti i sovraccarichi di
Lreve durata, per guasto o
funzionamento intermittente,

Nei cavi non armati di se-
zione inferiore ai 2,5 mmî, al-
l’interno della guaina di piom-
bo ed a diretto contatto con
essa viene fatta correre una
corda di rame nuda della
stessa sezione dei conduttori,
che ha lo scopo di consentire
una rapida e sicura messa a
terra delle apparecchiature e
delle guaine di piombo.

La guaina di piombo è a
sua volta protetta da una ul-
teriore guaina di cloruro di
polivinile nei cavi isolati in
gomma naturale e di policlo-
roprene nei cavi isolati in te-
la sterlingata. Tale guaina con-
corre con il piombo ad una ef-
ficace protezione chimica del
cavo e sostituisce vantaggiosa-
mente la nastratura o l’imbot-
titura dei cavi PA e PF. risul-
tando più di quest’ultime resi-
stente agli agenti atmosferici
ed all’azione del fuoco ed atta
pertanto a proteggere il piom-
bo sottostante.



Sopra la guaina interna di
resina sintetica si trova l’ar-
matura a treccia in fili d’ac-
ciaio zincato, protetta a sua
volta, chimicamente e mecca-
nicamente da un’ultima guai-
na esterna di polivinile, che,
pur essendo di per sè un’otti-
ma finitura esterna del cavo,
è sempre atta a ricevere di-
rettamente la pitturazione di
rifinitura degli ambienti inte-
ressati.

Nella fig. n. 1 è riprodotto
un campione sezionato di ca-
vo TPKAR tripolare con tut-
te le indicazioni relative agli
elementi componenti suindi-
cati.

Nelle fig. n. 2 e 3 sono ri-
portate le fotografie di due fa-
sci cavi principali rispettiva-
mente di una nave passeggeri
e di una nave cisterna, già
consegnate.

Dall'esame delle fotogra-
fie è possibile rendersi con-
to della corrispondenza tecni-
ca ed estetica di tale tipo di
cavo alle necessità delle in-
stallazioni.

Vittorio Fanfani



inistra: la caldaia tipo « Ansaldo - Babcok e Wilcox », co-
struita al Meccanico, in montaggio a Civitavecchia nella centrale
della « Società Termoelettrica Tirrena » (caratteristiche: produ-
zione 450 tonn/h di vapore; pressione 135 atmosfere; tempera-
iura del vapore surriscaldato 540° C). — Sopra: saldatura auto-
matica delle giunte del fondo di una turbocisterna in costru-
zione al Cantiere di Sestri. — Sotto: nuova sabbiatrice WT
3/1700, fornita dalla Ditta «G. Fischer», installata alla Fonderia:
la macchina ha una tavola rotante di 1700 mm. di diametro







MECCANICO |



































Ecco l'elenco delle commes-
i più importanti acquisite dal
dicembre al 22 febbraio:

Un collettore uscita e suoi
trticolari, più particolari per
ollettore entrata per lo sta-
limento Ilva di Piombino.

10.500 ghiere in cuproni-
el per condensatore desti-
to alla T/c. « Miraflores »
la « Miraflores - Compafiia
faviera Panamena S. p. A.».
Quattro collettori per
tonomizzatori saldaie AP.
ue di ‘uscita e due di en-
ata) per la Società « Corni-
liano » (Stabilimento « Oscar
inigaglia »).

Un gruppo marino Diesel
insaldo tipo Q. 265/6 R sovra-
mentato, della potenza di 450
v. ef. a 360 giri al l’, da
stemare sulla P/c. « Corne-
la » della Società « Traschimi-
i» di Palermo, presso il
fantiere «I.N.M.S.» di La
pezia.

— Un gruppo marino Diesel
insaldo tipo Q. 265/4 sovrali-
hnentato, della potenza di 350
Vv. eff. a 420 giri al l’ de-
tinato al M/p. «Quest» di
roprietà dell'armatore Perez

Commesse e consegne

Canizares di Casablanca (Ma-
rocco),
Dette commesse comportano
circa 22.850 ore lavorative.
oo

Il materiale più importante
spedito dal 7 al 22 febbraio è
il seguente:

AI nostro Cantiere di Mug-
giano: riduttore principale ed
un condensatore per la turbo-
cisterna « Polinice » di 31.500
t.d.w. - AI nostro Cantiere di
Sestri: un astuccio per asse
port’elica per una motocisterna
da 31.080 t.d.w.; una caldaia
Ansaldo-Clarkson per la mo-
tonave « White River ». - Al
Cantiere navale « Castracani
& C.» di Ancona: ‘un motore
marino Diesel Ansaldo tipo Q.
265/6 R, completo di ogni par-
ticolare, della potenza di 300
HP. per una motonave della
Società di Navigazione « Me-
diterranea » di Ancora. - Alla
« Fertilizantes sinteticos S. A. »
di Lima (Perù): caldaie com-
plete ed ausiliari vari per una
centrale termoelettrica.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 574 tonnellate.





Ecco l'elenco delle commesse
Ù importanti acquisite negli
limi mesi:
Per la «Cornigliano S.p.A.»:
ambi per cilindri verticali
no reversibile; elementi a
stro metallico per prepara-
dhe materiali; otto carri a
sone ribaltabile; un carrello
caricatrice « Morgan »;
le bracci spingitori per forni
inta; rulli di ricambio li-
a stagnatura elettrolitica;
tte bozzelli per gru da 15
hn.; ricambi piastre tramog-
e scivoli; ricambi ruote
rtanti motrici e folli per
U; riparazione di particolari
















itura di un albero intermedio per una nave in costruzione
estri (lunghezza m. 10,035; diametro sulle portate mm. 600)

Commesse e consegne

inerenti ai treni di laminazio-
ne e prestazioni in sito per la-
vori di manutenzione. - Per la
«Raffineria Italia » di Cremo-
na: tre serbatoi della capacità
di mec. 15.000. - Per i « Can-
tieri Navali Riuniti» di Ge-
nova: sei serbatoi per aria
compressa della capacità di
me. 10, - Per la Società « Mon-
tecatini » di Milano: un reat-
tore pilota. - Per la « S. Eu-
stacchio » di Brescia: struttu-
re varie saldate e accessori. -
Per il nostro stabilimento
Meccanico: montaggio inca-
stellature per la Centrale ter-
mo-elettrica di Civitavecchia.



- Per la Società « Innocenti »
di Milano: lavorazione mecca-
nica di particolari per presse;
particolare per laminatoio a 9
gabbie. - Per le « Officine Pi-
stoiesi » di Pistoia: due serba-
toi per trasporto di cloruro di
vinile. - Per la « STANIC » di
Roma: quattro serbatoi com-
pieti della capacità di 200 me.
- Per la « Cementir » di Roma:
parti per molini preparatori e
finitori. - Per l’« AMGA » di
Bologna: un serbatoio sferico
della capacità di 100 me, -

Dette commesse ed altre per
i nostri stabilimenti Meccani-
co e Fonderia e per i nostri
Cantieri di Sestri, Muggiano
e Livorno, comportano circa
440.000 ore lavorative,

E

Il materiale più importante
spedito negli ultimi mesi è il
seguente:

Sedici carrelli tipo 27/A con
telaio interamente saldato per
vetture passeggeri Cz per le
« Ferrovie dello Stato ». - di-
ciannove carri trasporto spun-
tature per la Società « Cor-
nigliano » di Genova. - due
colonne di reazione per l’im-
pianto di Sindri, - venti scam-
biatori di calore per la So-
cietà « ANIC » di Milano. - due
gru a martello da T. 7,5 per
la « Swiss Afr. Ind. Co.» di
Johannesburg (South Africa).
- particolari vari, strutture, tu-
bazioni, ecc. per la Raffineria
« Italia » di Cremona, - ventot-
to carrelli tipo P.C.C. per
tram elettrici della « C.G.E.»
di Milano. - un escavatore ti-
po AM/12 completo di brac-
cio diritto, per la Ditta « Loro
e Parisini» di Milano.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
spedito a Ditte varie ed a no-
stri stabilimenti è, complessi-
vamente di 5800 tonnellate.









Il 24 febbraio è stata impostata a Sestri una motonave da 10.670

t.d.w.,

la posa sullo

ordinataci dalla « Villain & Fassio» di
scalo . della prima

Genova. Ecco

struttura prefabbricata



LIVORNO



AFFETTUOSO

Nei giorni scorsi, i dirigenti e
gli impiegati tecnici e ammini-
strativi del Cantiere di Livorno
si sono riuniti attorno all’ing.
Francesco Rovetto che, per rag-
giunti limiti di età, lascia la di-
rezione del Cantiere.

L’ing. Ascenso Mauceri, che
gli subentra, ha esaltato l’opera
svolta dall’ing. Rovetto durante
la sua direzione e gli ha espres-
so la gratitudine dei suoi col-

laboratori, offrendogli a nome
di tutti un’artistica medaglia
ricordo, Ha risposto il festeg-

giato ringraziando e assicuran-
do che porterà con sè il più
grato e caro ricordo di tutti i
suoi collaboratori e delle mae-
stranze del Cantiere, E’ stato
quindi offerto agli intervenuti
un vermouth d’onore.

All’ing. Rovetto il nostro Pre-
sidente ha indirizzato, nell’oc-
casione, la seguente lettera:

” Caro ing. Rovetto,

lPinesorabile decorso del tem-
po, anche per Lei, ha fatto giun-
gere l'ora di un meritato parzia-
le sollievo dalle più pesanti fa-
tiche di lavoro, con l'abbandono
della diretta responsabilità del-
la produzione, e con l’assunzio-
ne di un incarico di grande im-
portanza, nel quale la nostra
Società potrà ancora trarre frut-

SALUTO

to dalla di Lei competentissima
e appassionata collaborazione.

Ella lascia ora il Suo posto
di comando dopo un lungo atti-
vo periodo di lavoro, ed è se-
guita dal riconoscente affetto di
quanti L'hanno avvicinata nello
svolgimento della Sua opera e ne
hanno potuto apprezzare le al-

ALL’ ING.

ROVETTO

tissime doti di competenza, di
volontà e di dirittura.

Desidero in questa particola-
re ora esprimerLe il compiaci-
mento di tutti noi per il lavoro
da Lei compiuto e formulare i
migliori voti per un lungo, se-
reno e lieto avvenire,

Federico De Barbieri”,



La consegna della medaglia offerta all’ing. Rovetto dai collabo-
ratori. Da sinistra: l’ing. Rovetto, i’ing. Mauceri, il sig. Capocchi

d;

mmobile sulla dura pietra

sta il corpo fasciato di ferro
di Polinice, e lo flagella il ven-
to, e lo flagella la pioggia, e
non ci sarà riposo per lui, fi-
no a quando non sarà compiuto
il sacrifizio di Antigone...

Era facile domenica 23 feb-
braio dare al varo della T/c.

Polinice » della Soc. « Nerei-
de » di Palermo, un tono di
leggenda; tutto vi concorreva



infatti, dal nome della stessa
Società armatrice che rin-
verdiva memorie ginnasiali

delle cinquanta figlie di Nereo,
ninfe del mare — al nome del-
la nave, che fu celebre nella
storia del teatro classico per
il commovente destino di una
eroina dell’antichità,

Era facile perchè la costru-
zione di una nave è pure un
atto creativo, in cui l'elemento
tecnicistico — o, se preferite,
materialistico — si unisce e
compenetra con quello arti-
stico, eminentemente spiritua-
le; e niente vieta a chi assista
al varo (che di quell’atto crea-
tivo è il momento apparente-
mente più intenso e comunque
culminante) di sentire più vi-
va e trascinante la suggestione
del secondo elemento, cioè la
presenza attiva e la sover-
chiante influenza — nel fatto
tecnico — della cultura e del-
la fantasia.

Trovavo conferma di ciò,
domenica mattina, mentre mi
muovevo tra la folla interve-
nuta numerosa e cercavo di
afferrare qualcosa dei discorsi
di ognuno dei presenti, che va-
riamente commentavano il va-
ro secondo una personale pro-
spettiva. E ne riportavo la
convinzione che la gente pre-
sa nel suo insieme aderiva
spontaneamente alla propria
visione interiore e si commuo-
veva e partecipava a quanto
si stava svolgendo sotto i suoi
occhi, come se assistesse ad
uno spettacolo dove i valori
della tecnica erano, per così
dire, riscattati dai valori dello
spirito.

La nave, impassibile, se ne
stava chiusa nel suo involucro
di trentamila tonnellate, si-





WVarata la «Polinice” a M

e
mile ad ‘una sfinge che guarda
iontano, nel futuro o nel pas-
sato non sai, remota e solenne
nel suo enigmatico silenzio. In
un angolo, addossata ad un pi-
ione di una gru, una studentes-
sa del liceo artistico tracciava
su di un album rapide linee,
una impressione spaziale che

si andava delineando sulla
carta mentre intorno a lei
crepitavano gli scatti di mille
macchine fotografiche che a-
vrebbero fermato un’altra
realtà.

Intorno al piccolo altare al-
iestito alla base dello scalo
che era fronteggiato dalla tri-

buna degli invitati si erano
raccolte le autorità per ascol-
tare la Messa che veniva offi-
ciata dal parroco di fabbrica
Don Aurelio Olivieri: il Pre-
fetto comm. Meneghini, il Sin-
daco avv. Federici, l’amm.
Lazzoni in rappresentanza
dell'ammiraglio Minotti, il ge-

nerale Munaxo, l’on. Palenzo-
na membro dell’esecutivo con-
federale dei Sindacati liberi, il
presidente del Tribunale com-
mendator Loria, il presidente
della Camera di Commercio
dott, Lino Malco, il direttore
della Dogana dott. Santini ed
altri. Per la Società armatri-































































erano presenti il comm.
olo Diamanti, l’ing. Ercole
uro, l'ing. Verde, l’ing. Mi-
llo e la signora Angelina
auro consorte dell’armatore
ille Lauro. L’Ansaldo era
ppresentata dall’ing. Lom-
di, Direttore Generale, dal-
hg. Palenzona, Direttore del



Cantiere di Muggiano, dall’ing.
Avanzini, Vice Direttore, dal
Vice Direttore amministrativo
rag. Traversa e dall'ing. Gra-
doli, i cuali avevano dato il
benvenuto ai graditi ospiti in-
tervenuti al varo della prima
T/e. da 31.500 tonn, costruita
al Muggiano, che aveva richie-
sto vari accorgimenti tecnici
data la sua imponente mole.

Ospite straordinario e gra-
ditissimo il signor Gaston Pa-
iewski, Ambasciatore di Fran-
cia presso il Quirinale, il qua-
le, accompagnato dalla gentile
consorte e dal console gene-
rale a Genova Mr. Mésière,
aveva voluto assistere al varo
della « Polinice », essendo egli
direttamente interessato alle
costruzioni navali nella sua
qualità di ministro delegato
all'energia atomica nel campo
navale. Personalità delle più
interessanti quella di Mr. Pa-
lewski che alternò la vita di
uomo politico al fianco di De
Gaulle a quella di combattente
con le truppe della « France
Libre » in Africa ed in avia-
zione, meritando la citazione
all'ordine del giorno dell’Ar-
mata Aerea. E’ il promotore,
fra l’altro, del secondo piano
atomico francese ed ha messo
a punto la creazione di una
unità sahariana per lo sfrutta-
mento delle ricchezze del de-
serto,

A tutti i presenti rivolgeva
nobili ed elevate parole al
termine dell’officio religioso,
S. E. il Vescovo Mons. Stella.

Alle 11 in punto al coman-
do: «In nome di Dio, taglia!»,
la gentile madrina signora Lo
Giudice, consorte del Presi-
dente della. Regione Siciliana,
mandava la bottiglia augurale
ad infrangersi contro la prua
della bella nave, che come
spinta dalla mano di un ciclo-
pe, prendeva a scivolare velo-
cemente verso il mare.

Franco Guadagnini

Sopra il titolo e a sinistra in basso:
la turbocisterna «€ Polinice » prima
e durante il varo — Seconda foto
da sinistra in basso: la madrina si-
gnora Lo Giudice, tra la signora
Angelina Lauro e l'ing. Palenzona
taglia il cavo con la scure d'argento

PROVE E CONSEGNA
della ‘Porto Marghera”

A lla sua prima uscita uffi-
ciale in mare per le prove
di macchina, la motonave «Por-
to Marghera» di 16.000 tonnel-
late di portata lorda, ha avuto
un incontro di carattere inter-
nazionale,

Nell’uscire dal varco occi-
dentale della diga foranea del
Golfo della Spezia, la matti-
na del 14 febbraio, ha incro-
ciato una squadra navale fran-
cese formata da cinque cac-
ciatorpediniere e due sommer-
gibili al comando del contram-
miraglio Barthelemy.

Dalla batteria del Varigna-
no salve di cannone salutava-
no, in quel momento, l’arrivo
degli ospiti francesi e la «Por-
to Marghera» a sua volta, ha
scambiato, con ciascuna delle
sette unità incrociate, che ave-
vano gli equipaggi schierati in
coperta, il saluto con lalza e
ammaina bandiera.

Un quadro suggestivo, come
tutti i riti e le tradizioni ma-
rinaresche, attentamente se-
guito da tutto il personale im-
barcato sulla nuova unità del-
la Società « Vetrocoke » di Ve-
nezia per conto della quale è
stata costruita dal Cuntiere di
Muggiano,

Doppiata la punta dell’Isola
del Tino, la nave, al comando
del capitano d’armamento Al-
berto Beretta, s'è poi avviata
verso la base misurata che va
da Portofino a Punta Chiap-
pa (su una distanza di metri
5.352,8) e ha iniziato succes-
sivamente le prove a tutta for-
za durate ininterrottamente
sei ore, intercalate dal suono
rauco del clakson che faceva
scattare i cronometri degli ad-
detti ai rilevamenti.

La « Porto Marghera » è la
decima nave dél tipo « Capita-
ni del lavoro » con le quali ha
in comune le caratteristiche
principali e cioè: lunghezza
metri 165,46; larghezza massi-
ma m. 20,90; altezza m. 12,20;
volume totale del carico auto-
stivante me. 20.000; n. 6 boc-
caporti metallici « Mac Gre-
gor »; apparato motore («Fiat»
757 a sette cilindri) capace di
imprimere ‘alla nave, in servi-
zio a pieno carico, la velocità
di 14 nodi,

A differenza delle ultre navi
gemelle, la nuova unità ha pe-
rò tutti i locali di soggiorno
e di alloggio rivestiti in ele-
gante e signorile plastica.

In occasione della prova
avevano preso imbarco sulla
« Porto Marghera » per la So-
cietà armatrice: l’ing. Segre,
l'ing. Mari, la signorina Pu-
gno, gli ingg. Deanna e Rai-
mondi, i comandanti Sambrel-
lo e Paccanaro, il Direttore
di macchina sig. Maffei; per il

« Lloyd's Register »: il sig.
Battaglia; per V« American
Bureau »: l’ing. De Simoni e

Ving. Bianchi; per il «R.I.Na.»:
l’ing. Pannunzio, Ving. Scarpa,
il comandante Bellacosa e il
sig. Carpanese. Del Cantiere
di Muggiano erano a bordo il
Direttore ing. Bruno Palenzo-
na, il Vice Direttore ing. Gra-
doli, gli ingg. Vitale, De Nico-
la, De Marchi, Bertolotti e nu-
merosi altri ingegneri e tecni-
ci che hanno controllato, du-

A destra, dall'alto: la
« Porto Marghera » nella darsena
del Cantiere di Muggiano; la cerì-
monia della firma dei documenti di
consegna (da sinistra, seduti: gli
ingg. Palenzona, Dieanna, Mari e
Di Pietrantony); la posa in mare al
Muggiano, del primo masso per il
prolungamento del molo Mahroussa

motonave

rante tutto lo svolgimento del-
le prove, il funzionamento del-
le varie apparecchiature e stru-
menti di bordo.

Durante undici ore di nav'-

gazione tutto ha funzionato
regolarmente e la velocità
contrattuale, stabilita in 14

nodi, è stata largamente supe-
rata.

A luci accese la « Porto Mar-
ghera » ha fatto ritorno nel
Golfo della Spezia e verso le
ore 19 si è attraccata al molo
del Cantiere.

Otto giorni dopo, a bordo
della motonave ancorata mel
golfo, fra i rappresentanti del-
la nostra Società e queili della

« Vetrocoke », è avvenuta la
consegna.
Per la Società armatrice

erano presenti l’ing, Mari, l’in-

gegner Deanna, il comandante
Paccanaro, il Direttore ui mac.
china sig. Maffei; per l’Ansal-
do il Condirettore Cenirale
ing. Di Pietrantony, il Diret-
tore del Cantiere di Mvggiano
ing. Palenzona con i Vice Di-
rettori ingg. Avanzini e Gra-
doli e gli ingg. Vitale e De
Nicola.

Dopo la letture e !a firma
dei verbali di consegna l'ing
Mari ha pronunciato brevi
parole augurali.

Gli ha risposto l’ing. Di Pie-
trantony per ringrazicre e ri-
volgere un fervido augurio
alla Società « Vetrocoke » e al-
l'equipaggio della « Porio Mar-
ghera », che il giorno succes-
sivo è partita per il suo primo
viaggio diretta a Norfolk.

a. g.



I 1 giornale aziendale può ave-
re anche scopi culturali, en-
tro limiti necessariamente mol-
to ristretti. Ma il suo compito
principale ed essenziale sta
nel fornire a coloro che diri-
gono l’azienda, avendo la pie-

na responsabilità della sua
conduzione tecnico - ammini-
strativa, e a quelli che con

termine molto generico si so-
gliono chiamare î « prestatori

d’opera », una possibilità d’in-
contro, di comprensione, di
dialogo.

Sull’importanza e necessità
di tale compito non c’è biso-
gno di spendere molte parole.
Tutti sanno che, a partire dal-
la grande rivoluzione indu-
striale e per effetto di essa, le
aziende sono andate dilatan-
dosì fino ad assumere, in mol-
ti casi, proporzioni enormi; e
che in un’azienda « grande »
— cioè popolata da migliaia di
lavoratori e razionalmente di-
visa a settori — non è più pos-
sibile quel contatto costante e
diretto fra dirigenti e dipen-
denti che caratterizzava (e,
indubbiamente, umanizzava)
la vita della piccola officina
artigiana.

La grande industria ha reso
incalcolabili servigi all’uma-
nità, contribuendo potente-
mente al progresso civile dei
popoli; ma ha anche prodotto
qualche risultato negativo, il
primo dei quali consiste pro-
prio nell'aver ridotto a bran-
delli — nel suo stesso seno e
sia pure per necessità di cose
quel tessuto di rapporti
umani senza dei quali il lavo-
ro diventa un atto puramente
meccanico, e come tale repel-
lente alla nostra natura di es-
seri pensanti.

Sommerso mella « massa »,
non conoscendo e sentendosi a
sua volta ignorato da chi dal-
l'alto regola e indirizza l’ope-
ra sua, divenuto un semplice
anello d’una catena della qua-
le non riesce ad intravvedere
nè il principio nè il termine,
relegato in un ruolo così par-
ziale e delimitato da non con-
sentirgli una visione d’insieme
del vasto disegno produttivo
cui pure è chiamato a parteci-
pare, il lavoratore finisce per
sentirsi isolato e misconosciu-
to e nasce in lui l'amara sen-
sazione di non essere che uno
strumento passivo adoprato
(bene o male?) per chissà qua-
li fini. Questo, in sostanza, è
il dramma della grande indu-
stria moderna; la quale, quan-
to più è, appunto, grande e
moderna, cioè quanto più è
complessa nella sua struttura,
tanto più tende a « disumaniz-
zare », rendendolo automatico
e impersonale, il lavoro del
singolo individuo,

Se in un corpo umano i mu-
scoli fossero obbligati ad ese-

RISULTANZE DEL REFERENDUM

II «dialo

s

guire tutti i normali movi-
menti senza che la rete dei
nervi li tenesse in continuo ed
intimo contatto come in
realtà avviene — con il cer-
vello che quei movimenti pen-
sa e vuole, si parlerebbe sen-
za dubbio d’una grave malat-
tia. Ebbene, non diverso è il
male che affligge l'industria
moderna. Scarsa e imperfetta
è la rete nervosa, cioè la via
per la quale passano e si dif-
fondono fino alle cellule più
lontane gli impulsi della men-
te: e, per conseguenza, il cer-
vello tende a restare isolato e
i muscoli a rilassarsi.

Non è una novità. Questa
diagnosi è stata fatta da anni,
e da anni ci si sforza di trova-
re un efficace sistema di cura.
Non si tratta, evidentemente,
di un problema facile, e diffi-
cile ne è pertanto la soluzio-
ne. Ma una cosa è certa: poi-
chè indietro non si può torna-
re (vale a dire, poichè non si
può distruggere l’industria per
rifarsi a quell’azienda artigia-
nale dove il sistema dei rap-
porti umani è ovviamente mol-
to semplice), ogni sforzo va
fatto per moltiplicare i legami
e le occasioni di contatto fra
il cervello e i muscoli, o, per
uscir di metafora, fra direzio-
ne e maestranze. Tutto conta
în questo senso, anche il poco.
Il giornale aziendale non pre-
tende certo di poter operare,
da solo, un miracolo. Ma è un
mezzo di comunicazione; ag-
giungeremo, un validissimo
mezzo. E pertanto va usato il
più e il meglio possibile, come
una medicina che — pur sen-
za avere qualità portentose —
può tuttavia migliorare sen-
sibilmente lo stato di salute
di questo nostro balordissimo
mondo.

D unque hanno perfettamen-
te ragione i molti lettori
che, attraverso il « referen-
dum », hanno tenuto a mette-
re in luce questa particolare,
tipica funzione del giornale,
chiedendoci di intensificare
quanto piu sia possibile l’azio-
ne di collegamento fra diri-
genti e dipendenti. Noi con-
cordiamo pienamente con loro
e abbiamo fatto e faremo di
tutto per non deluderli.

La nostra azione deve svol-
gersi in due sensi. Abbiamo

immediatamente informato i
dirigenti del fatto che molti
lettori desiderano una loro più
attiva « presenza » sulle colon-
ne del giornale: ed è giusto
dire che dalla data del refe-
rendum ad oggi qualche risul-
tato, in tal senso, si è otte-
nuto. Insisteremo ancora e
sempre, ad ogni modo, perchè
la partecipazione dei dirigenti
alla vita del giornale si faccia
più intensa e continuativa,

Ma anche con i lettori ope-
raì e impiegati dobbiamo di-
scorrere un poco, su tale argo-
mento. Anzitutto, per dissipa-
re un equivoco.

« Perchè non sollecitate e
non accogliete la collabora-
zione di tutti gli ansaldini al
giornale? » domanda un
lettore. Forse che non l’abbia-
mo sollecitata dal primo gior-
no — chiediamo noi a nostra
volta — e forse che non l'ab-
biamo sempre accolta?

Le prime parole che abbia-
mo stampato su questo gior-
nale sono state le seguenti:
«l’” Ansaldino” è vostro! ».
Era uno « slogun » destinato a
far capire a tutti che le pagi-
ne del giornale erano aperte
a chiunque avesse un'idea e
desiderasse esprimerla. E, se
si prescinde da qualche com-
posizione poetica (sinceramen-
te pensiamo che, con Petrarca
e Leopardi, il più sia stato
già detto nel campo della liri-
ca), ben pochi sono gli scritti
cui non abbiamo dato ospita-
lità. Crediamo anzi che il let-
tore onesto non possa, in co-
scienza, negarci questo meri-
to, che consideriamo fonda-
mentale: d’aver sempre accet-
tato e posto in giusto rilievo
le critiche più aspre, le osser-
vazioni più imbarazzanti, solo
che in esse affiorasse l’incon-
fondibile tono della sincerità.
Se occorre un esempio, si pen-
si all’ormai famosa lettera fir-
mata «pecora nera» e alle in-
numerevoli altre che le fecero
eco e che occuparono intere
pagine del giornale per molti
numeri.

Per far posto alle lettere, al-
le richieste, aî mugugni, ai de-
siderì più o meno spiccioli, al-
l'esposizione di « casì persona-
lì », e per dare a tutti una ri-

sposta, abbiamo istituito dal
primo numero la rubrica:
e” Ansaldino ” risponde »,

aperta a tutti i possibili argo-
menti. Per dar modo, a chi vo-
lesse farlo, di trattare temi di

go”

maggiore ampiezza, e per per-
mettere a chiunque d’interve-
nire nella discussione dei temi
stessi, esprimendo il proprio
pensiero con piena libertà, ab-
biamo istituito un’altra rubri-
ca: « Opinioni ».

Pensavamo con ciò di aver
sollecitato tutti i lettori ad
esprimere apertamente il pro-
prio parere sull’azienda, sulla
sua attività, sui suoi problemi.
Se ancora, ciò nonostante, sus-
siste qualche dubbio in mate-
ria, ebbene, intendiamo dissi-
parlo una volta per tutte: il
giornale è aperto alla collabo-
razione di tutti, alle idee di
tutti, alle proposte di tutti;
non c’è categoria che sia
esclusa dall’esercizio di questa
facoltà e non c’è argomento
che sia « tabù »; e nessuno de-
ve preoccuparsi se la sua pre-
parazione culturale non gli
consente di « scrivere bene »,
perchè quel che veramente
importa è avere idee, non sa-
perle esporre elegantemente.

Da un esame anche superfi-
ciale delle schede del referen-
dum appare chiaro come sia
grande, anzi grandissimo, il
numero dei dipendenti i quali
vorrebbero che il « dialogo »
con la direzione si svolgesse
più aperto, più intenso, più
fiducioso e schietto. Ebbene,
non aspettino che la manna
cada dal cielo. \Prendano la
penna in mano e indirizzino a
« l’Ansaldino » tutte le doman-
de, le proposte, le critiche che
ritengono adatte a chiarire la
propria posizione, a dissipare
dubbi e perplessità 0 a giova-
re, în misura anche minima,
alla vita dell'Azienda. Lo fac-
ciano senza timore alcuno, sen-
za falsi pudori, senza precon-
cetto pessimismo sui risultati
della loro azione. E’ il solo
modo per far svanire la neb-
bia che ancora appesantisce
l'atmosfera aziendale e per ri-
dare al lavoro-tutta la sua di-
gnità di « fatica intelligente »,
cioè umana nel più alto signi-
ficato del termine.

oniamo una sola condizio-
ne alla pubblicazione de-
gli scritti che d’ora în poi ci
perverranno: che portino una
firma. E non una firma « fasul-

la» come troppe volte è acca.
duto, ma una firma vera,

Siamo giusti: si può chie.
dere ai dirigenti di rispondere
a chiunque e su qualsiasi ar:
gomento, ma non si può pre.
tendere che discutano con del.
le ombre. Dietro alla lettere
anonima sta un fantasma, not
un uomo; e i fantasmi non
hanno peso e non meritanc
credito; ‘nè le jloro opinioni
possono esser prese sul seri
perchè nessuno può dire se é
fino a qual punto siano det
tate e controllate da una retta
coscienza.

Ma perchè, poi, non firmare?
Le lettere e gli articoli che i
lettori ci mandano vengono
letti soltanto da pochi dirigen-
ti — i più elevati in grado —
e, necessariamente, dal redat-
tore del giornale. Ora, noi pos-
siamo garantire, sul nostro
onore, che mai nessun diri-
gente ha pensato — sia pure
per un attimo solo — di « far
pagare » ad un qualsiasi di-
pendente una critica anche du-
ramente negativa, un’espres-
sione anche irriguardosa od of-
fensiva; e, quanto al redatto-
re, egli è strettamente vinco-
iato, come ogni altro giornali-
sta, al segreto professionale.

Non esiste, dunque, in linea
di massima, alcun valido moti-
vo per non firmare. Ma se
qualche lettore avesse parti-
colari ragioni per non voler
rendere noto al pubblico il
proprio nome, firmi egualmen-
te la lettera e aggiunga que-
sta semplice frase: « vi pre-
go di non pubblicare la mia
firma ». E può esser certo che,
in tal caso, nè il suo nome
comparirà sul giornale nè al-
cuno mai verrà a conoscerlo
per bocca nostra.

Ammesso ciò, cade ogni ra-
gione di ricorso all’anonima-
to. E chi, d’ora in poi, ancora
omettesse la propria firma
non avrebbe più giustificazione
di sorta e farebbe soltanto la

«trista figura di chi nasconde

la mano dopo aver tirato il
sasso; vale a dire, perderebbe
ogni diritto di lamentarsi se il
suo scritto, qualunque ne sia

il contenuto, venisse — come
verrà — cestinato senza mise-
ricordia.

Con questi chiarimenti e ga-
ranzie; pensiamo di aver spia-
nato la strada ad una più in-
tensa collaborazione dei let-
torì al giornale; ad una colla-
borazione quale molti hanno
mostrato di desiderare, schiet-
ta, leale, attiva, nutrita di idee
e di seri propositi.

Credete, non potrà derivarne
che un bene all'azienda e, di
riflesso, a ciascuno di noi.





SEDE

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10



MUNIFICI GESTI
delle Società
ssElios’’esSNereide’

In occasione del varo del-

la turbocisterna « Elios >»,
avvenuto al Cantiere di Se-



stri il 22 dicembre, la Com-
pagnia armatrice omonima

esaminate dai comitati della « Cassetta delle idee » 157

| proposte, di cui 48 sono state premiate. Ecco il detta-
di Palermo ha consegnato

lio:
° p. A a alla nostra Società la som-
MECCANICO. Proposte esaminate 99, di cui 23
| premiate.
STABILIMENTO CMI., Proposte esaminate 22, di cui assistenza sociale degli sta-

bilimenti che hanno parte-
cipato alla costruzione. La
somma è stata così asse-
gnata: lire 2.000.000 al Can-
tiere di Sestri; lire 850.000
allo stabilimento Meccanico;
lire 150.000 alla Fonderia.

* *£ *

__14 premiate.
CANTIERE DI LIVORNO. Proposte esaminate 13, di
cui 2 premiate.
CANTIERE DI MUGGIANO. Proposte esaminate 12,
di cui 4 premiate.

CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 11, di
cui 5 premiate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di
lire 93.400,

In occasione del varo del-
la turbocisterna « Polinice »,
avvenuto al Cantiere di
Muggiano il 23 febbraio, la
Compagnia armatrice « Ne-
reide » di Palermo ha con-
segnato alla nostra Società
la somma di lire 3,000,000
perchè fosse destinata, alle
opere di assistenza sociale
degli stabilimenti che hanno
— partecipato alla costruzione.

Es na La somma è stata così as-
ATTO DI ONESTÀ segnata: lire 2.000.000. al
L’operaio Aldo Pasquali, del

Durante la prima quindicina di febbraio sono state

ma di lire 3.000.000 perchè
fosse destinata alle opere di























isultati del concorso “Quattro strani personaggi”

ricostruire le figure dei quat- (vincono ciascuno due scatole di ca-
primitivi personaggi era neces- cao « Perugina »). Inoltre cinquan-
0 riunire i tre pezzi di ciascun ta dipendenti degli stabilimenti ge-
gno (contrassegnati da lettere, novesi hanno vinto due biglietti di
meri arabi e numeri romani). poltrona ciascuno per il Teatro
Modo seguente: A 4 II - B3 I « Fleonora Duse >».

2IV-D1 II. s a
a i numerosi lettori che hanno
to la soluzione esatta, il sor-
glo (effettuato alla presenza di
timoni) ha favorito i seguenti



Cantiere di Muggiano; lire




mori: Donato pa della Dig Cantiere di Livorno, rinvenu- 850.000 allo stabilimento
inice una scatola con se asciu- . : È :

mani); Giuseppe Vignoli della t0 un portafogli contenente Meccanico; lire 150.600 alla
a (vince una coperta di Jana); documenti e denaro, si affret- Fonderia.

ho Danesi, Giuseppe Lemmi, tav: itui - Rivolgiamo alla «Nereide»
IO Te ne tava a restituirlo al proprieta g

il e Virgilio Luschi di Liv (vin- rio, l'impiegato Giuseppe Fio- e all’« Elios » anche a nome
Ro ciascuno una copia del libro ri deli’Ufficio Produzione. delle maestranze interessa-
omo, o la TRSLICaDi, Fulvio Segnaliamo a tutti, con vivo |te, il più vivo ringrazia-
0 L'uomo è la tegnicas); vi COmpiacimento, l'atto di one- | mento.
o Mori e Carlo Merlini di Liv stà del signor Pasquali.



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BARI Volpe Merlo Lontra Daino Tordo
CAGLIARI Storno Riccio Cervo Anatra Struzzo
FIRENZE Ermellino| Istrice Passero Beccaccia| Tortora
GENOVA Orso Tigre Pitone Fagiano Pernice
MILANO Lepre Puma Gazza Pantera Quaglia
NAPOLI Martora Bisonte Gorilla Allodola Stambecco
PALERMO Marmotta| Tasso Alce Lupo Falco
ROMA Faina Cobra Renna Leone Lince
TORINO Leopardo | Donnola Sparviero| Castoro Aquila
VENEZIA Gazzella Cinghiale Foca Puzzola Etefante



















In questa tabella sono stati messi, al posto dei numeri delle estrazioni ufficiali del lotto, i nomi di cin-
Quanta animali. Per partecipare al concorso occorre scegliere cinque di questi nomi, che possono essere
tutti della stessa ruota o anche di ruote diverse e comunicare la scelta fatta (indicando nome, cogno-
Mme, sigla dello stabilimento di appartenenza e numero di cartellino) alla nostra Redazione o ai nostri
corrispondenti di stabilimento entro il 5 aprile, Ciascun nome di animale della tabella pubblicata
Sarà poi da noi sostituito con il numero corrispondente estratto al lotto sabato 12 aprile, In tal modo
i cinque animali scelti da ciaseun concorrente assumeranno il valore dei cinque corrispondenti numeri,
di cui sarà fatta la somma. Ne risulterà una graduatoria, in base alla quale saranno assegnati i seguenti
premi. Fra tutti i partecipanti: 1) un fucile automatico « Breda » cal. 20 offerto dalla « Breda - Mecca-
Mica Bresciana » (occorre, per ritirarlo, essere in possesso di porto d'armi, presentandolo entro un
mese dalla notifica della vincita; se il vincitore, per qualunque motivo, non potrà presentare il porto
d'armi, avrà in cambio una scatola con sei asciugamani); 2) e 3) una copia ciascuno del libro « Siamo
tutti bambini » di Carlo Bernari; 4) e 5) una copia ciascuno del libro « Dove abita il prossimo » di
Giuseppe Cassieri; 6) e 7) una copia ciascuno del libro « 1 museo delle figure viventi » di Bruno Cico-
gnani; 8) e 9) una copia ciascuno del libro € Giordano e la paura » di David Invrea; 10) e 11) una copia
\elascuno del libro « Concerto domenicale » di Nicola Lisi (questi libri sono stati offerti dalla Casa
editrice « Vallecchi » di Firenze), - Fra i dipendenti di Muggiano e Livorno: ai primi cinque classificati
per ciascuno di questi cantieri (dopo gli eventuali vincitori dei premi precedenti) saranno assegnate,
Una a, persona, dieci copie del libro « La saldatura elettrica ». - Fra i dipendenti degli stabilimenti ge-
Movesi: al ‘primi cinquanta classificati (dopo gli eventuali vincitori dei premi in palio per tutti i dipen-
denti)! saranno assegnati, due per persona, centò bizlietti di poltrona per il Teatro « Eleonora Duse », -
Nel caso che due o più concorrenti abbiano totalizzato uguale numero di punti si procederà' per sorteggio

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II



La gita a

Come annunciato nel numero
scorso, la « Sezione turismo »
del Dopolavoro sta organizzan-
do la gita a Parigi, che si farà
presumibilmente nei giorni dal
4.0 al 5 giugno, Tutti j respon-
sabili dell’organizzazione si so-
no messi al lavoro con entu-
siasmo affinchè questa manife-
stazione, che è al centro del
programma di gite per il 1958,
riesca perfetta in ogni partico-
lare. Anche le difficoltà cui si
era accennato sono state tutte
superate e possiamo quindi as-
sicurare gli interessati che nul-
la lascerà a desiderare nella no-
stra iniziativa. Diamo di segui-
to il programma e le modalità
di partecipazione, certi che la
nostra serupolosa organizzazio-
ne e !i nostri sforzi saranno am-
piamente premiati da una vasta
adesione e dall’apprezzamento
da parte anche dei più esigenti
partecipanti.

PROGRAMMA

1.0 giugno: partenza da Genova
Brignole alle 6,45; partenza da Ge-
nova Principe alle 7; partenza da
Sampierdarena alle 7,10; arrivo a
Parigi (gare de Lyon) alle 22;
sporto dei partecipanti (a me
autopullman riservati) ai vari
berghi; pernottamento. - 2 giugno
(pensione completa, mattinata li-
bera): visita alla Parigi moderna
con partenza alle 14,30 (Piazza
VendOme, Via della Pace, Piazza
dell'Opera, Chiesa della Maddalena,
Cappella dell’Espiazione, Grande e
olo Palazzo, Viale dei Campi
Piazza della Stella, Tomba del
» Ignoto, Bosco di Boulogne,
Torre Fiffel (senza salita), Albergo
degli Invalidi e visita alla tomba di
Napoleone, Quai d'Orsay, Piazza
della Concordia); ritorno agli al-
berghi; escursioni facoltative în
serata (vedere in calce al program-
ma). - 3 giugno (pensione com-
pleta): visita alla Parigi storica
con partenza alle 9,30 (Biblioteca
Nazionale, Borsa, Chiesa di S. Ger-
mano d'Auxerre, Piazza del Caro-
sello, Istituto di Francia, Zecca, Iso-
la di Città, Palazzo di Giustizia, Pri-
gioni, Santa Cappella, Teatro Odeon,
Giardini Lussemburgo, Osservatorio,
Pantheon, Tomba di S. Genoveffa,
Sorbona, Cattedrale di NOtre Dame,
Municipio, Piazza dei Vosgi, Piazza
della Bastiglia, Piazza della Repub-
blica, Boulevards, Chiesa del Sacro
Cuore, Chiesa della Trinità, Teatro
dell'Opera); ritorno agli alberghi;
escursioni facoltative nel pomerig-
gio e in serata (vedere in calce al
programma). - 4 giugno (1.a e 2.a
colazione in albergo, mattinata li-
bera): sgombero delle camere en-
tro le ore 12 e deposito bagagli in
apposito locale; escursione a Ver-
sailles (Porta di Saint Cloud, Sè-
vres, Parco e Palazzo dei Re di
Francia) con partenza alle 14,30;
ritorno alle 17 (via d’Avray, Fo-
resta di Saint Cloud e Foresta di
Boulogne); trasferimento alla sta-
zione ferroviaria; ore 18 consegna
dei cestini da viaggio; ore 18,50
partenza per l’Italia. - 5 giugno: ar-
rivo a Sampierdarena alle 7; arri.
vo a Genova Principe alle 7,10;
arrivo a Genova Brignole alle 7,20.

Escursioni’ facoltative (prenota-
zione all'atto dell’iscrizione): sulla
Senna in battello, lire 400 per una
ora, lire 700 per tre ore; Parigi
di notte con visita a quattro caba-
rets compreso € Lido », lire 6750;
Parigi di notte con visita ad altri
quattro cabarets compreso « Moulin
Rouge », lire 5750; visita alle « Fo-
lies Bergère », da lire 1100 a lire
2750.









PREZZI

Soci e famigliari a carico (paga-
mento in otto rate di cui la prima,
di lire 2000, all’atto dell'iscrizione
e le altre mediante trattenuta sul-
le competenze): lire 24.500 in al-
bergo di categoria 3 stelle; lire
21.000 in albergo di categoria 2
stelle.

Non soci (lire 2000 all'atto della
iscrizione, saldo dieci giorni prima
della partenza): lire 31.000 in al-

bergo di categoria 3 stelle; lire
27.500 in albergo di categoria 2
stelle,

Ragazzi: dal 4 ai 10 anni, sconto
di lire 4,300; dagli 11 ai 14 anni,
sconto di lire 800.

12



La quota di partecipazione com-
prende: viaggio in 2.a classe con
posti riservati da Genova a Parigi
e ritorno; trasporto dalla stazione
agli alberghi e viceversa; alloggio
in albergo in camere ad uno o due
letti; vitto negli stessi alberghi o
in ristoranti limitrofi; visita della
città ed a Versailles in autopullman

con guida; tasse e servizi
bevande, bagni privati,
ed extra in genere),

I posti sono suddivisi tra gli sta-
bilimenti proporzionalmente al nu-
mero dei soci. Le iscrizioni si rice-
vono presso la segreteria del Dopo=
lavoro, in via Achille Stennio 5/1
a Sampierdarena, nelle ore d'ufficio,
a partire dal 1.0 aprile e fino all'$8
aprile per i soci, dal 9 al 10 aprile
anche per i non soci.

DOCUMENTI

I partecipanti sprovvisti di pas-
saporto individuale dovranno pro-
durre all'atto dell'iscrizione la car-
ta d’identità (rilasciata posterior-
mente al 15 giugno 1955), Nessun
altro documento equipollente è rite-
nuto valido per ottenere il lascia-
passare; inoltre si dovranno pro-
durre alla Questura i seguenti do-
cumenti:

a) per i nati fuori provincia ma
residenti nel comune di Genova: il
certificato di residenza rilasciato
dall'Ufficio Anagrafe di corso Tori-
no; b) per i nati all'estero: il cer-
tificato di residenza come sopra ed
il certificato di cittadinanza italiana;
c) per i minorenni (inferiori agli
anni 21): l'autorizzazione del padre
o di chi ne fa le veci, in carta
bollata da L. 100 autenticata dal
Commissario di P. S. di zona o dalla
stessa Questura,

Per i partecipanti soggetti ad ob-
blighi militari:

a) per i nati negli anni 1939-40
il nulla-osta rilasciato. dall'Ufficio
Leva; b) per i nati negli anni 1936.
37-38 il nulla-osta rilasciato dal Di-
stretto Militare; c) per i nati negli
anni 1931-32-33-34-35. il congedo
militare (in visione),

NOTE

L'effettuazione della gita nei gior.
ni previsti è subordinata al fatto
che in quegli stessi giorni non ab-
biano luogo le elezioni politiche. Il
Dopolavoro si riserva inoltre il di-
ritto di apportare variazioni di ca-
rattere organizzativo qualora esi-
genze impreviste lo rendessero ne-
cessario. I partecipanti sono tenuti
a ritirare, 5 giorni prima della par-
tenza, la carta di viaggio e sog-
giorno, sulla quale risulterà l'orario
definitivo del treno e dei servizi
turistici, Il regolamento-programma
definitivo è in distribuzione presso
i delegati di stabilimento.

(escluse
facchinaggi



Notiziario delle Sezioni

Sezione bocce, - Il 23 febbraio
si è svolto sui campi di Villa
Maria a Sestri l’incontro inter-
sociale a terne fra il nostro
Dopolavoro e quello dell’Ansal-
do-Fossati, Al termine della
competizione è stato offerto un
rinfresco ai giocatori e al pub-
blico, quindi si è proceduto alla
premiazione delle prime due ter-
ne con medaglie d’oro, Ecco i
risultati: 1) Susco - Barisione -
Marchelli dell’Ansaldo; 2) Pi-
starino - Gaggero - Robello del-
l’Ansaldo - Fossati. Il terzo e
quarto premio è consistito in
bottiglie di marsala offerte dal
gestore del bar del boceiodromo
sig. Damonte.

Il 6 aprile, sempre sui campi
di Sestri, avrà inizio alle 8,30
la tradizionale gara pasquale a
terne con formazione a sorteg-
gio per categoria speciale, ri
servata ai soci del Dopolavoro.
Sezione attività montane. - La
£ di chiusura della stagione
invernale si svolgerà il 16 mar-
zo in località da scegliersi (Cer-
vinia o il Sestriere).

Per la stagione primaverile il
calendario è il seguente: 19 mar-
zo: Capo Mele; 23 marzo: Monte
Fasce; 30 marzo: Portofino; 7
aprile: Monte Dente; 13 aprile:
Monte Roccabruna (Fontanigor-
da); 20 aprile: Monte Rama; 27
aprile: Monte Gottero; 4 mag-
gio: Laghi del Gorzente; 11
maggio: narcisata; 18 maggio:
Monte Buio; 25 maggio: Monte
Aiona; 1.0 giugno: Monte Bei-





gua; 8 giugno: Oropa (lago Mu-
crone); 15 giugno: ciliegiata so-
ciale; 22 giugno: gara di mar-
cia in montagna; 29 giugno:
Monte Maggiorasca,

Ed ecco. il calendario della
stagione autunnale: 7 settembre:
Monte Argentera; 13-14 settem-
bre: Rifugio Gastaldi, Balme,
Val di Lanzo; 21 settembre:
Monte Carmo (Loano); 28 set-
tembre: vendemmiata: 5 otto-
bre: Acceglio, Val Maira; 12 ot-
tobre: Pian Castagna (castagna-
ta famigliare); 19 ottobre: Mon-
te Tobbio; 26 ottobre: Rocca
Grande (Monte Treggin); 2 no-
vembre: S. Uberto; 9 novembre:
polentata.

Sezione pallavolo: La squadra
giovanile del nostro Dopolavoro
è attualmente in testa alla
classifica del Campionato inter-
regionale del Centro Sportivo
Italiano, iniziato il 16 febbraio.
La squadra è formata dai gioca-
tori Costa, Bitossi, Granieri, Gi-
raudo, Delfino, Casagrande, Pe-
sce e Avellino ed è guidata dal-
l’allenatore Sirio Pellegrino.

Sezione pesca, - La sezione ha
recentemente stipulato un accor-
do in virtù del quale i soci
potranno recarsi gratuitamente
sulla diga foranea del Porto di
Genova, Il traghetto sarà effet-
tuato, a cominciare dal 5 apri-
le e fino al 4 novembre, nel po-
meriggio di ogni sabato e ogni
domenica mattina e pomeriggio,
nonchè nei giorni festivi e du-
rante il periodo delle ferie.



MITIGARE AAA sa ct



La Pasqua de “I Ansaldino”



festazione famigliare.



« Astra >;

premi per i genitori.

Già due volte, in occasione della Pasqua, « l’Ansaldino »
ha offerto ai suoi amici più piccoli, figli di dipendenti della
nostra Società, un uovo di cioccolato durante una mani-

L'accoglienza che i bimbi hanno fatto al dono ci ha
indotti a ripetere anche quest'anno questa cordiale ini-
ziativa, che ci dà occasione di ritrovarci ancora una volta
tutti, grandi e piccini, per scambiarci auguri e rafforzare
così una reciproca conoscenza.

La nostra festa pasquale si effettuerà quest'anno, in
collaborazione con i Dopolavoro della Società, il 30 marze
sia a Genova che a La Spezia e a Livorno.

I bambini nati dal 1.0 gennaio 1949 a tutto il 31 di-
cembre 1957, accompagnati da un loro famigliare, sono
invitati a parteciparvi, recandosi nei locali che verranno
loro indicati nei biglietti di invito distribuiti ai genitori.

A Genova la manifestazione avrà
« Massimo » e « Splendor » di Sampierdarena, « Eden » di
Cornigliano e « Verdi » di Sestri; a La Spezia nel teatro
a Livorno nel teatro «La Gran Guardia ». In
ogni locale la distribuzione delle uova sarà preceduta da
uno spettacolo divertente e saranno sorteggiati venticinque

luogo nei teatri



Si r nda agli

biglietti d’invito.



EAT RARA

Il museo navale di Pegl

nutile insistere sull’impor-

tanza del Museo Navale in
una città come Genova, antica
e gloriosa repubblica marina-
ra ed attualmente grande
centro portuale e cantieristico.

L’origine del Museo va ri-
cercata in quella « collezione
garelliana » che era ospitata
nel magnifico palazzo della
Scuola di Ingegneria Navale
in Albaro, dove rimase finchè
non fu sistemata ed allargata
nell'attuale sede di Villa Do-
ria a Pegli.

Il Museo attuale è ricchissi-
mo di pezzi di ogni genere, do-
nati da privati e da enti pub-
blici, da industrie e da arti-
giani: impossibile è farne an-
che solo una sommaria descri-

zione. Importantissima è la
raccolta di quadri, sia sotto
l'aspetto storico che sotto

quello artistico: vi sono ritrat-
ti dei Doria, quadri della flot-
ta genovese schierata in cento
battaglie, quadri della città,
scene di navigazione, ecc, Tra
i quadri più famosi sono quelli
del Wael, del Grassi e del
Tempesta. Vi sono poi centi-
naia di stampe, da far gola a
più di un erudito, e disegni
navali originali di artisti li-
guri come Domenico Piola e
altri.

Interessanti e rari sono i va-
ri portulani, bellissimi, ed al-
cuni mappamondi secenteschi.

I quadretti sono centinaia, e
rappresentano ogni tipo di
nave ligure, in bellissimi ac-
quarelli, soprattutto dei notis-
simi Angelo Arpe e Domenico
Gavarone. Questi quadretti
hanno un grande valore per la



attenersi agli orari ed alle altre indicazioni specificate ne

pagnatori dei bambini di
i



storia nautica, perchè docu-
mentano dell’esistenza e delle
caratteristiche di tipi ovvia
mente scomparsi e tutt'oggi as-
sai discussi tra gli studiosi.

Interessanti sono i materiali
originali, anche se non ecces:
sivamente numerosi, come po:
lene in legno, fanali di vascel.
li, cassepanche per corredì di
bordo, e armi di ogni tipo
spade, corazze, archibugi, pi
stole, spingarde, colubrine
cannoni.

Poi vengono i modelli, che
sono in gran numero: si trat.
ta di una raccolta preziosa
anche se un po’ eterogenea. I
pezzo più antico è un vascelk
del ’600, originale anche nel
sartiame, che appartiene ai
Santuario dell’Acquasanta. A
parte le tre caravelle colom
biane e un modello di galer
genovese del ’600, molti sone
i modelli di navi antiche, e via
via che si percorrono le varie
sale si passa in rassegna lc
sviluppo dell’arte navale ne
tempo, attraverso i vascelli,
brigantini, i «clippers», |
« pinchi », fino alle prime nav
miste a vela e a ruota, poi al
« elice » (come si diceva allo
ra) e giù giù fino alle moderne
corazzate e ai grandi transa
tlantici. Ovviamente, oltre a
modelli di scafi, ci sono anché
modelli di particolari, e di ap:
parati motori.

Per terminare vale la pen
di osservare che il Museo pre:
senta anche per il profano ut
grandissimo interesse, ed uni
visita sarà per chiunque, oltre.
chè sommamente istruttiva

quanto mai divertente.

versa











Uno sciabecco genovese



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13











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Senarega - 30





di Sirio Gasperini
na Mozzavilla - 31 gennaio: CLAU-
DIO, di Alfredo Ramagli
di Lucia Luchini; MARIO, di Sergio Ricordiamo agli interessati che, ha giudicato immutata e non riva-

Porcile (Fon) e di P: per poter usufruire del nostro lutabile l'infermità che dette luogo guiamo la pr

di Rosa Molinari; WILMA,
(Can) e



gennai



di Gio-



(Liv) e



paria Servizio pensioni di guerra

(Liv) e di Ele

ricorso che porta il n, 349729
ica presso detto
indennità te e Le daremo ulteriori notizie














triccioli - 3 febbrz servizio, occorre compilare le alla concessione di una
di Vigazio Pantaleoni (Mec) e di schede in distribuzione presso i una tantum, Il Decreto ministeriale FRANCESCO LO PRESTI. Facciamo
. Benedetta _Rosasco - 9 febbraio: corrispondenti di stabilimento. negativo n. 1795087 è stato spedito seguito alla nostra precedente se
Sono natl CI BRE TINA di È Carlo Baceino in data 20-1-1958 al Municipio di del 15-10-1957, per co-
13 gennaio: GIUSEPPINA, di Do- (Mec) e di Geronima Baglietto. GINO RAPETTA. A conclusione di Genova per la notifica a norma di ica Ain IIS A di
menico Pischedda (Mec) e di An A tutti i bambini e ai loro geni- quanto pubblicato nel n, 22 del no- lesse. prati Il Serv Dirette N.
lita Poeti s-#0 disanibisi to vo. fori i nostri auguri più fervidi. stro periodico, Le comunichiamo G. del Ministero del oro ha com
nunziata Preti - 22 dicembre: GINO, coiio 5 9 MARIO ROMAGNOLI, Per poter rin-. pilato un Progetto concessivo prov
di Arduino Pavolini (Liv) e di Giu- Si È ; che il Ministero del Tesoro - Ser- .rreclàre la Sua pratica presso i visorio per rinnovo dell'assegno, e
seppin Longo - 26 dicembre: 1 sono sposatl vizio Infortunati Civili - con suo a a Sua, pratuca: presso. arena cc i n
; i ° salt i vari Servizi del Ministero del Te- lo ha trasmesso al Comitato di }
WALTER, di Alberto Gabrielli a P È progetto concessivo ha disposto per ‘°° Sn fans aa quidazione con elenco n
(Mec) e di Violetta Oddone - 3 26 dicembre: Maria PARODI a liquidazione della pensione di 3.a $9T9, ci occorrono le Sue genera-. quica sbbraio 1958. Ci rise;
7 (Mec) con Enrico Ravera - 4 gen- % Cn 1 Di lità complete, del 17 febbraio 1958. riser
VIA», COM: UECOLrenza di comunicarLe il numero del De

gennaio: GIGLIO, di Giuseppe Man-
tero (Can) e di Santina Ferrando -
6 nnaio: ROBERTO,



Quartero (Can) e di Anna Schi 9 febt ? Fabi PA

Taesnart ss diga) 7 Schiara - 9 febbraio: Fabio - x Na a ima ai n.
Zi onaRi Ce o VONI (Can) con Maura Blongetti Genova provvederà alla liquidazio- se
Giomi - 18 gennaio: CATE - 15 febbraio: Domenico PERUZZO © degli arretrati. cire

Eros Gaudani (Fon)

Facondini - 21 gennaio: ANNA Agli sposi vi
MARIA, di Bernardo Delfino (Cmi)

e di M
DONAT
(Mec) e



a Radagaiso




, di Amile
Luigia Scala - 29 gen-
naio: MARCO, di Alessandro Ben-
din (Mec) e di Giuseppina Cicero-

naio



di Tullio





(Can) con Mari



di Emilia





27 genn



Loc

ne; MARIA, di G. B. Ratto (Can) e

Luigina, figlia di Andrea Lara nuovissi
de] Cantiere di Sestri ta 25/8,



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GALLIANO SIMONCINI. In risposta del

issimi auguri alla Sua richiesta Le comunichiamo in
quanto appreso al Ministero del Te- Ruolo di var
soro. Con Decreto ministeriale nu- zione n.
mero 2846279 del 23-9-1957 è stato l'Ufficio provinciale del Tesoro di
assegno rinnovabile di Ales
ategoria per il periodo dal liquidata la pensione 3.a catg. a



liquidato

Ta



tr:



GUASTO di scadenza presso la Commissione



per un sollecito, direttamente allo

quanto appreso al Ministero del Te- alla

data 20-12-1957,



19-7-1951 al 30-4-1959. Il Servizio vita
pagamenti in data 17-10-1957 ha trati
messo il relativo ruolo di va- stra Redazione può riti
riazione all'Ufficio provinciale del tolina del Ministero con tutti. gli ancora del tempo prima che la Te
Tesoro di competenza, Nel contem- elementi sopra citati, che Le sa- soreria Provinciale di Livorno r
po è stata disposta la visita medica ranno utili per sollecitare l'incasso. ceva l'ordine di pagamento; «o

medica. Se non ha ottenuto ancora FRANCESCO CASINI, —
detta liquidazione, potrà rivolgersi, Centi doverLe comunicare che il citare l'incasso,
Ministero del Tesoro - Servizio Di-

ETTORE TRAVERSO, A seguito deî- notificato il Decreto Ministeriale, (ricevuti i documenti sanitari)
la Sua richiesta Le comunichiamo avverso il quale potrà fare ricorso emesso, in data 24 giugno 1

MARIO DI STEFANO, Facciamo se- ©reto non appena sarà firmato,
con Edmea l'Ufficio provinciale del Tesoro di guito a quanto da noi pubblicato nel RENZO MARCHETTI. A seguito del-
co SLOa tebbraio: per comuni- Ja Sua richiesta ed a conelusione
arLe le seguenti definitive notizie gi quanto da noî precedentemente
a la Sua pratica. Il Ministero pubblicato nel numero del





‘Tesoro - Servizio Pagamenti - maggio 1957, Le comunichiamo la



spedito il decisione favorevole del Ministero
168 (iseri- Tesoro - Servizio Dirette N. G
39), elenco 71, al- la Sua pratica, che Le con
cede la liquidazione di una inden-
ndria, con il quale Le vione Nîità « una tantum », In data 25
1958 con elenco n. 554, è
trasmesso il Suo fascicolo alla Ra
gioneria centrale per le Pensioni
di Guerra, per la emissione de
mandato di pagamento, Trascori














e Le si riconoscono gli arre-
dal 19-3-1950, E so Ja no-
re la car-








A munque, tra un paio di me
mo spia- rechi, con questi elementi, a solle









90105, Can- s 5_10 5" ha >} »

% CaN- Ufficio provinciale del Tesoro con i rette N. G. - in data 5-12-1957 ha LEON OHIO. Ci rifer
carenata in ‘ati da noi segnalati. COMPRO RECESSO RrCA Val informarLa che il Ministero del
MRI 06 A TA Tesoro - Servizio Dirette N. G, -



Corte dei Conti entro i termi- decreto negativo n. 1771289



150 ce., motore si x a

Rivolgersi al ga- SOro - Servizio Dirette N, G. L’inte- ni consentiti dalla Legge (90 gior- non dipendenza da cause di serv

Ausiliari » a Ca]- ressato fruisce di assegno rinnova-' ni dalla notifica). zio di guerra », Il decreto stesso
are al n, 202600. bile di 5.a categoria, tabella D., Non è stato trasmesso al Comune di

/MARB.
po sport,
Spano,

« Baio »

-Sestri.





GENOVA

LA SPEZIA
LIVORNO



(ER RIT IT
is SEE STI pci O







Vendo ghiacciaia la- È stata concessa 1 P
bianca e una rete Quanto l’infermità per la quale è Se I : :
» ,, Pensione atta $ sollecitare la Sua xi n ness

letto. Rivolgersi al pensionato non è stata contratta in sollecitare la Sua pratica presso il, sua pratica presso

e

Sette 4/16, Genova-Sestri.

i







sig. Giuseppe Rovegno, Stabilimento zona di operazione, Ministero Difesa-
prima riceverà notizie direttamente

VENDESI bicicletta da donna mar- POMPILIO FERRARI. Qui di seguito dal

ompleta Le comunichiamo le notizie, pur-

di cambio e dinamo, seminuova. Ri- troppo negative, assunte al Ministe- ORESTE TORRE. Al Ministero del
via Guido ro del Tesoro. La Sua. domanda Tes

per un ulteriore trattamento di - risulta che il fa
125 cc, pensione di guerra non è stata :
Rivolgersi in via Spar- colta poichè la Commissione medi- alla



alla



ca superiore, previa visita diretta,



RE RE ERE rr orzo
Podi LO E È dt SANTINI IT
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tabella C in PIETRO CARLI BALOLLA, In data Sar

oro - Servizio Infortunati Civili





i o
i ;









10 per la notifica,



-195 A a rOvve a
1958 abbiamo provveduto 2 NATTEO MASTRORILLI. Seguendo

competen.
te Servizio del Ministero del Te-
soro, in merito alla Sua domanda

saggio di categoria, abbiamo
Lei gode di pensione
. a vita dal 27-9-1952 (D.
131). Non si concede il
di tabella dalla «D» alla
Sua pratica è stato trasmesso « . in quanto contrasse l'infer.
Corte dei Conti fin dal 24-2- mità il 29-7-1943 alla Spezia e non
per essere allegato al Suo in zona di operazione,



ercito. Quanto



Ministero al Suo domicilio.







icolo relativo

















150 cc. G.S.

8 CV, velocità 100 Km/h,























consumo 3 litri per 100 Km.

L. 178.000





Pn





\* {150 cc.
5,5 CV, velocitò 80 Km/h,
consumo 2,2 litri per 100 Km.









- FILIALE S.A.R.P.1 -

- Ditta Dr, F, A GABBIO

- Ditta ULRICO ROMEI -

4,5 CV, velocità 75 Km/h
consumo 1,8 litri per 100 Km.
L. 128.000

PIAGGIO



Viale Brigate Partigiane, 92 r. - Telefono 580.641 - 2 - 3

Via Biassa, 5 - Telefono 22.685

Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062











4

OPINIONI

























Due pesi

ono un ansaldino e, come La-
Mi giunge ogni due settima-
il nostro simpatico giornale
endale,

ella terza pagina del n. 22,
no IV, lessi: «Anno operoso».
Mendo quelle righe notai fra
ro: « E° un compito non fa-
ma le difficoltà non costi-
cono remora all’operare di
Mini di buona volontà e di
fente sentire, E° un compito
quale dobbiamo essere pari,
D saremo, se i nostri sforzi
no concordi... ».

un compito non facile ve-
nente e nessuno impedisce
uomini di buona volontà,
Mettere in atto queste sante
ole; e, purtroppo, da due-
anni queste frasi vengono
Mate qua e là, ma frutti se
Sono raccolti appena quel
fo da poterli risem'nare, Co-
che coscientemente













































ha osato



mcarsi alla giustizia per
diungere gli scopi in oggetto,
i ha raggiunto altra meta

quella d’essere seritto in
delle infinite pagine della
Ria, e null'altro, poichè gli
Mini di cosciente sentire sono
î. Perciò che cosa possono
sperare oltre il sepolero?

essuno sente quelle parole e,
è titolare fa da sordo, e s'è
Ml che sopporta le ingiusti-
non ha voce in capitolo.

Boncludendo, a chi sono rivol.
quelle esortazioni, se non a
bro che comandano? A noi
bordinati no di certo; e al
a chi ha orecchie per sentire,
oloro che noi trattiamo con
renza e obbedienza, dovreb-
0 sentire e meditare su quel-
parole e metterle in pratica,
to stessi. Quante ingiustizie
mente vergognose si usano
0 noi operai! E nessun « uo-
{di buona volontà » è stato
ra tanto cosciente da sfode-
la propria spada per ren-
giustizia contro queste ini-

lità. L'operaio ha solamente
doveri. mai dei diritti;
pernio è soggetto ad infor-

Mi sul lavoro, ma se, per di-
fazio, ciò gli accade i primi
giorni vanno persi, poichè

î in questi tre g'orni non
Me mangiare. e così pure la
famiglia: in seguito egli

e retribuito con una parte

la giornata. Così dicasi se
de ammalato,
Gli impiegati no; quelli han-

diritto a tutte le giornate

complete, sia per la mutua 0
qualsiasi altra assistenza. Essi
inoltre hanno diritto (dopo una
serie di mesi trascorsi negli uf-
fici, ventilati se caldo, riscal
dati se freddo) ad un mese di
ferie; per l'operaio, invece, po-
vero negro, dopo mesi di inde-
fesso lavoro al freddo od al
caldo, dodici giorni sono più
che sufficienti.

In quante altre cose è umi-
liato ingiustamente il povero
lavoratore! Ho avuto occasione
di trovarmi a bordo delle T/c.
« Aretusa » e « Agrigentum » per
le prove di macchina ed anche
in quelle occasioni si è dovuto
subire la differenza di tratta-
mento, sia nel mangiare come
nel riposo di due misere ore
dopo magari 24 consecutive di
lavoro, Infatti, mentre per il
personale riconosciuto impiega-




to era riservata, per mangiare,
ia saletta con tavolo, posate

ece., come persona civile, il so-
Ito rifiuto della società (l’ope-
raio) con una busta di carta, era
seduto lungo i corridoi o in co-
perta, col viso infossato nei
pacchetti di carta, senza posate,
a mo’ di gatto randagio, per
consumare quel po’ di vitto; in
casa sua 0 a qualsiasi misera
mensa, credo che oggigiorno
nessuno mangi seduto sul pavi-
mento senza posate. Tutto ciò
circa il mangiare; quanto al
dormire, per l'impiegato tutti i
riguardi; per Voperaio, invece,
otto uomini in una cabina de-
stinata per due dell'equipaggio.





In sostanza quest'uomo il cui
destino gli ha dato d'essere un
operaio, ma che nella società
pure lui rispetta tutte le leggi,
paga tutto ciò che lo Stato gli
impone, usa rispetti ai propri
superiori, dovrà pure avere
quei diritti civili e morali che
sono riconosciuti agli altri cit-
tadini,

Con per concludere dico:
egregio e gentilissimo signore
Federico De Barbieri, a nome
di tanti operai del complesso
Ansaldo e mio, auguro che tutte
quelle sue indimenticabili pa-
role rivolte a tutti gli ansaldini,
abbiano ad essere sentite vera.
mente da tutti gli uomini di
buona volontà, affinehè in un
prossimo futuro abbia ad avve-
rarsi tutto ciò che Lei s'augura
di raggiungere,

Con la speranza che la pre-
sente venga gentilmente pubbli-
cata ringrazio e distintamente
ossequio.

PIETRO SORIA (MEC)

ciò









«1.a mostra nazionale dell’apprendistato » ha avuto anche
Livorno un lusinghiero successo. Ecco tre visitatrici che
mirano una scultura dell’ansaldino Umberto Ciucci, raf-
rante un navigatore dell’età neolitica. A sinistra il mo-
Ilo della T/c. « Achillefs » costruita nel cantiere labronico



| MEMENTO |

Ernesto DELLACASA

di 57 anni, dipendente del
Meccanico, deceduto il 29-1-
1958. Era stato assunto nel

1942. Lascia la moglie e un fi-
glio.



Angelo ARVIGO
di 51 anni, dipendente dello
Stabilimento CMI, deceduto il
30-1-1958. Era stato assunto
rel 1929, Lascia la moglie e
due figli.



Davide BRUSI

ii 59 anni, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
7-2-1958. Era stato assunto nel
1943. Lascia la moglie.



Francesco CELESTINO

di 54 anni, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
7-2-1958. Era stato assunto nel
1947. Lascia la moglie e due
figli.

Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».



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vitali. È indispensabile un lubrificante che ga-
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