L'Ansaldino, n. 19, 1956

Contenuto

L'Ansaldino, n. 19, 1956
Tipologia
Rivista
Descrizione
A p. 1 (copertina), l'operaio Angelo Bianchi al lavoro su un'elica a quattro pale fusa al nostro stabilimento Fonderie e Acciaierie di Campi per la turbocisterna "Purfina Italia", sotto un'elica per motopeschereccio e un modellino di elica
A p. 16 (quarta di coperina), la poppa prefabbricata di una motonave da carico, in costruzione al Cantiere navale di Sestri Ponente per la società "Villain & Fassio" di Genova

- Un'elica a quattro pale fusa al nostro stabilimento Fonderie e Acciaierie di Campi per la turbocisterna "Purfina Italia", p. 1
- Varato a Livorno il "Josè Garcia", p. 2
- Le prove della "Purfina Italia", p. 3
- Compiti e problemi delle Aziende I.R.I, p. 4
- L'Ansaldo alle Fiere di Parigi e Zagabria, p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- Macchine in vetrina, p. 8
- Le gite de "L'Ansaldino": 640 livornesi a Roma, p. 10
- Cral, p. 12
- Opinioni, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- La poppa prefabbricata di una motonave da carico, p. 16
Data testuale
1956 ottobre 15-31
Consistenza
pp. 16
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/54
Formato
Periodico quindicinale a stampa
contenuto
7

N
GENOVA, 15 OTTOBRE 1956

n cinta iste se QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. wo SfIMIA Soon n

Abbonamonto gratuito ai dipendenti
ed ai pensionati





L’elica a quattro pale di bronzo al manganese (peso 23 tonn., diametro 6300 mm.) costruita dalla nostra Fonderia per la turbocisterna « Purfina Italia >,
un’elica per motopeschereccio e un modellino di elica. A sinistra l'operaio Angelo Bianchi



2

Varato a Livorno
il ‘Josè Garcia”

1 12 ottobre i Cantieri «Lui.

gi Orlando» di Livorno han-
no degnamente festeggiato, col
linguaggio dei fatti, la gran-
Ce ricorrenza colombiana.

Non poteva esservi modo
migliore per sottolineare la
ricorrenza, che segna il ri-
cordo di una impresa nella
quale il genio e l’ardimento
italiani hanno dato indimen-
ticabile contributo alla civil-
tà» mondiale:

Il 12 ottobre corrente i no-
stri cantieri varavano una na-

ve da guerra che, sorta col
lavoro e la capacità di tecnici
e maestranze italiani, andrà
a montare la guardia al pro-
gresso della Repubblica Ve-
nezuelana, quasi ritessendo
con la propria scia sull’ocea-
no, il simbolico legame getta-
to oltre quattro secoli fa da
Cristoforo Colombo,

L’aria di festa si avvertiva a
causa del pavese multicolore
steso sulla sagoma slanciata
del caccia, del palchetto pre-
parato per le autorità, delle
bandiere coi colori delle due
Repubbliche, della Ansaldo,
della città di Livorno. Per il
resto, però, il lavoro ferveva
sugli altri scali, e le gru con-
tinuavano ad allungare il col-
lo indaffarate, come a testi-
moniare la continuità di un
denso programma. di lavoro,
nel quale il varo odierno non
segna che un episodio, sia pu-
re festoso.

Ma' alle ore undici, come
stabilito, il lavoro si arresta,
le gru si fermano, gli operai
si assiepano sotto lo scafo bril-
lante nella sua nuova vernice.

Nel palco delle autorità so-
no presenti il dott. Juan Be-
roes, primo segretario d’Am-
basciata, in rappresentanza
dell’Ambasciatore Venezuela-
no a Roma; altri funzionari
dell'Ambasciata; l’Ambascia-
tore Renato Bova Scoppa in
rappresentanza del Ministero
degli Esteri; l’Ammiraglio di
Squadra ‘Gastone Minotti in
ranpresentanza della Marina
Italiana; l’Ammiraglio Carlo
De :Angeliswdella: Finmeccani-
ca; il Prefetto di Livorno dott.

Marfisa; il Sindaco di Livorno
e molte altre autorità civili e
militari.

La Commissione venezuela-
na era presente al completo,
con il Capo-commissione Cap.
di Fregata Antonio J. Ferrer e
il Vice-capo Cap. di Fregata
Josè Miguel Hernandez.

Era pure presente il Mag-
giore Martadinata, Capo del-
la Commissione indonesiana
presso il Cantiere Orlando

Per l’Ansaldo erano presen-
ti il Presidente Avv. Federico



De Barbieri e l’Amministrato-
re Delegato Ing. Giuseppe Ro-
sini, oltre ad altri dirigenti
centrali e locali.

La nave, che è la sesta ed
ultima del gruppo ordinato
dal Governo Venezuelano, do-
minava la cerimonia con lo
scafo slanciato ed elegante, sul
quale si disegnavano nitide le

lettere del nome: « Almirante
Josè Garcia », Eccone le prin-
cipali caratteristiche: lunghez-
za massima mt. 97,60; larghez-
za mt, 10,28; dislocamento
tonn. 1.300; potenza dell’ap-
parato motore 24.000 Cv.; ve-
locità alla potenza normale 32
nodi; armamento: due canno-
ni da 102/46, 2 mitragliere da
40, 4 mitragliere da 20 e altri
mezzi antisommergibili. Que-
sta unità, come le precedenti,
sarà munita di tutte le appa-
recchiature e gli strumenti più

moderni sia per la navigazione
che per il combattimento.
Alle ore undici e dodici mi-
nuti il Vescovo di Livorno,
Mons. Giovanni Piccioni, ha
impartito la benedizione, e la
madrina, Signora Ilse Marga-
rita de Hernandez, dopo alcu-
ne brevi parole augurali, ha
schiacciato il fatidico bottone:



la bottiglia di spumante si è
infranta sulla prua e la nave
ha cominciato la sua corsa
verso il mare, mentre l’equi-
paggio venezuelano schierato
sotto lo scafo, e un reparto di
carabinieri rendevano il sa-
luto.

L’attimo di generale « su-
spense » non è mancato nep-
pure questa volta, come ad
ogni varo. Quell’attimo in cui
tutto piomba in un silenzio as-
soluto, e la gente sembra +rat-
tenga il respiro, e il cuore dei
tecnici e degli operai affretta
forse il battito, in attesa del-
l'evento, vecchio eppur sem-
pre nuovo ed emozionante, co-
me una nascita.

Lo sguardo si fissa su un
punto dello scafo, oppure su
una bandiera che gioca col
vento, o su un uccello che
saetta nel cielo: voi l'orecchio
avverte cualche leggero scric-
chiolìo, quindi un fruscio con-
tinuo. La nave si muove in-
contro all’abbraccio del mare
(un mare limpido oggi, sotto



=

un sole estivo) e voi prende
slancio, sempre più, tanto che
qualcuno vicino a me ha com-
mentato, con inconfondibile
accento: « ma quella va fino
alla Meloria! ».

Invece, giunto nel bel mez-
zo dello specchio acqueo. lo
scafo si è fermato come sta-
bilito, ed è rimasto a troneg-
giare sicuro ed orgoglioso, tra
gli applausi dei presenti,

Poi andrà ad. ormeggiarsi
nella darsena di allestimento,
a fianco dei «gemelli» più
anziani, in attesa di raggiun-
gere, completato, la sua patria
lontana.

La sera la Commissione Mi-
litare Venezuelana ha offerto
un ricevimento.

Così si è festeggiata nei no-
stri cantieri di Livorno la ri-
correnza, italiana e mondiale,
del 12 ottobre, il giorno in cui
un Genovese su tre gusci di
legno aveva varcato l’oceano
donando all’umanità un nuovo
continente.



















































Le prove della “Purfina Italia”

G iovedì 11 ottobre, ore 6.30.
Ci imbarchiamo su un ri-
morchiatore in partenza da
Ponte dei Mille per assistere
alle prove ufficiali a pieno ca-
rico della turbocisterna « Pur-
fina Italia » di 31.500 T.D.W.,
costruita, com’è noto, al nostro
Cantiere di Sestri per la
« Compagnia Marittima Paler-
mitana ». Dopo pochi minuti
siamo sulla magnifica nave,
ferma alla Calata Olii Mine-
rali, mentre il sole nascente
accende preziosi riflessi e al-
lunga ombre irreali, Alle 7,30
vengono salpate le ancore. Sl
parte. Il mare è liscio come
una laguna, il cielo terso. Non
appena fuori del porto comin-
ciamo a navigare con i nostri
mezzi. La velocità aumenta
gradatamente. Le prime ore di
navigazione disegnano sulle
acque grandi archi spumeg-
gianti di curve e controcurve.
Dalla passerella vediamo la
nostra ombra girarci lenta-
mente intorno, come la lancet-
ta di un orologio. Se non ci
fossero i riferimenti della co-
sta e della scia nessuno si ac-
corgerebbe della rotta della
nave.

Sulla plancia il timoniere,
immobile, guarda fisso davan-
ti a sè, attentissimo agli ordi-
mi del com.te Alberto Beret-
ta, Capitano d’armamento del-
l’Ansaldo, coadiuvato dal Ca-

po dei Servizi Marinareschi
del Cantiere di Sestri, sig.
Longobardi.

Dopo la colazione torniamo
in plancia. Siamo ora nella fa-
se principale delle prove, cioè
il rilievo dei dati relativi alla
velocità, ai giri dell’elica, al-
la potenza sviluppata dall’ap-
parato motore. Andremo avan-
ti e indietro parecchie volte
lungo una «base » predispo-
sta, compresa fra due traguar-
di costituiti a terra da due ca-
pisaldi, Quando dalla nave si
vedono i due capisaldi uno
dietro l’altro in perfetto alli-
neamento con il ponte di co-
mando, si entra in base e così
pure se ne esce una volta arri-
vati sull’allineamento degli al-
tri due. La nostra base è lun-
ga metri 6.030,5 e va da Punta
Chiappa a Portofino. Ogni vol-
ta che si attraversa la base si
cronometra il tempo impiega-
to e alla fine si fa la media

delle misurazioni. Ecco i risul-
tati di sei passaggi: velocità,
nodi 17; giri, 110,85 al 1’; po-
tenza dell'apparato motore, 15
mila HP. Si fanno poi due pas-
saggi a extra-potenza, con il
seguente brillante esito: velo-
cità, nodi 17,70; giri, 117 al l’;
potenza, 18.250 HP. La nave
ha dato più di quello che do-
veva e tutti sono vivamente
soddisfatti, anche se ciò era
previsto dai nostri tecnici.
Ecco, in proposito, i giudizi
di alcune tra le persone più
qualificate presenti a bordo:
Il dottor Ortoleva, Ammini-
stratore Delegato della Com-
pagnia armatrice: « Sono pie-
namente e senza riserve sod-
disfatto dei comportamento di
tutti gli organi della nave.
L’Ansaldo può essere giusta-
mente orgogliosa di questa
nuova realizzazione, che rap-
presenta un ulteriore perfezio-
namento nel campo delle navi
cisterna, e la mia Società è al-
tamente compiaciuta di inal-
berare per la prima volta, su
una sua nave, la bandiera ita-
liana. Esprimo a tutti coloro
che hanno dato la loro colla-

borazione il vivo elogio della
Compagnia e il mio perso-
nale »,

L’ing. Cristofori, Direttore
del Cantiere di Sestri: « Fra
tutte le navi di questo tipo co-
struite in questi ultimi anni,
la « Purfina Italia » è quella
che ha soddisfatto completa-
mente le nostre aspirazioni, in
quanto, nonostante il più com-
pleto ciclo di prove (prelimi-
nari, a mezzo carico della du-
rata di 18 ore e a pieno cari-
co) ci ha dato i risultati più
brillanti sotto ogni rapporto, ii
più appariscente dei quali è
l'assenza assoluta di vibrazio-
ni. Con la prova di oggi abbia-
mo avuto un dislocamento di
oltre 41.000 tonn., superando
quello con cui eravamo abi-
tuati con le corazzate. Meglio
di così non poteva andare ».

L’ingegnere Bogaert, della
« Petrofina » di Bruxelles: « Le
prove di oggi sono state
molto soddisfacenti. Non mi
aspettavo di oltrepassare la
potenza di 18.000 HP senza al-
cuna difficoltà per le macchi-
ne. Sono molto soddisfatto i-
noltre per il consumo specifi-

co di nafta, che è risultato
molto basso, per l’assenza di
vibrazioni, che ha dimostrato
la robustezza strutturale dello
scafo. Mi felicito vivamente
con.i costruttori per questa
realizzazione ».

Il Capitano Beretta, che ha
comandato la nave: « Abbiamo
avuto un perfezionamento ri-
spetto alle precedenti navi di
questo tipo e le nostre osser-
vazioni non possono essere
che lusinghiere. La manovra-
bilità della nave e il funziona-
mento dei vari apparati sono
ottimi e la velocità è superiore
a quanto richiesto »,

L’ing. Bozzo, Consulente del-
lVAnsaldo per gli apparati mo-
tori: « La « Purfina Italia » di-
mostra il continuo migliora-
mento rispetto a precedenti
unità simili. Sono profonda-
mente soddisfatto sotto ogni
punto di vista ».

L’ing. Parodi, Dirigente del-
l'Ufficio Studi del Meccanico
per gli apparati motori: « In
questa prova tutto si è svolto
con la più grande regolarità.
Tutte le prove di altre grandi
turbocisterne sono andate be-



ne, ma in questa si sono rag-
giunte le condizioni ideali per
u tecnico. Tutto ha funzionato
senza dare la minima preoc-
cupazione ».

Per quanto riguarda l’orga-
nizzazione dei servizi logistici
a bordo, affidati alla sicura
competenza e sensibilità del
sig. Emanuelli, Capo della se-
greteria del Cantiere di Se-
stri, validamente coadiuvato
dal sig. Fiorenzo, nulla da ec-
cepire: tutte le persone a bor-
do si sono trovate come a ca-
sa propria, assistite e soddi-
sfatte in ogni esigenza.

Tra i presenti alla prova ab-
biamo notato, oltre alle perso-
ne già citate: il Cendirettore
del Meccanico ing. Zanetti, il
V. Direttore del Cantiere di
Sestri ing, Boerc, il sig. Ve-
rhè della « Petrofina » belga,
l'ing. Di Macco del « Registro
ltaliano Navale », Mr. Mavor
del « Lloyd's Register », Mr.
Mac Lean dell’« American Bu-
reau», l’ing, Iraci della Vasca
Navale di Roma, il capitano
Faccin che assumerà il co-
mando della nave, gli ingg.
Bruno e Fanfani del Cantiere
di Sestri, l’ing. Conti Barba-
ran del Meccanico, una comi-
tiva di studenti di ingegneria
navale inviata dal Circolo uni-
versitario «Il convegno» e nu-
merosi altri.

La « Purfina Italia », è rien-
trata in porto alle 22,30.

Dante Jannone

La consegna

A pochi giorni di distanza
dalle prove a pieno carico,
cioè lunedì 15 ottobre, la
« Purfina Italia » è stata con-
segnata alla Società armatrice.
La cerimonia della firma del
verbale di consegna si è svol-
ta nel pomeriggio presso la
Direzione Generale dell’An-
saldo. I documenti relativi so-
no stati firmati per la nostra
Società dal Direttore Com-
merciale Navale ing. Casaccia
e dal Direttore del Cantiere di
Sestri ing. Cristofori e per la
« Compagnia Marittima Paler-
mitana » dall’Amministratore
Delegato dr. Ortoleva e dal
Consigliere d’amministrazione
prof. Catinella,

Un

discorso

dell’on.

Fascetti

Compiti e problemi
delle Aziende LR.I.





















L'on. Fascetti in visita alla «Navalmeccanica» di Napoli

al discorso tenuto dal Pre-

sidente dell’IRI on.le Fa-
scetti, ai Dirigenti delle Azien-
de di Napoli, al termine delle
visite fatte nei giorni 19, 20, 21
settembre 1956, stralciamo al-
cuni passi che interessano an-
che i nostri lettori:

« Al termine di questa mia
terza giornata, passata a con-
tatto con i dirigenti e gli ope-
rai delle Aziende napoletane
dell’IRI, desidero fare alcune
considerazioni conclusive.

«Ho visto cose belle e cose
meno belle; ambienti di la-
voro sani ed altri che hanno
necessità di una sollecita tra-
sformazione; stabilimenti così
bene attrezzati da fare vera-
mente onore al nostro Paese,
altri invece che abbisoguano
di aggiornamento tecnico; a-
ziende che hanno un program-
ma di lavoro bene impostato
ed in piena attività, ed altre
che di detto programma sono
ancora alla ricerca ».

« Occorre ormai uscire da

un periodo di incertezza che
dura da troppo tempo, Occor-
re che ogni Azienda, in colla-
borazione con la Finmeccani-
ca, studi a fondo i suoi proble-
mi, la sua produzione, il suo
mercato. Noi dobbiamo dare
sicurezza di lavoro ai nostri
dipendenti, e, per arrivare a
ciò, è indispensabile non tar-
dare a rimettere in equilibrio
economico le nostre Aziende:
in modo particolare quelle che
non hanno problemi di fondo
da risolvere.

«Non che io ponga come tra-
guardo definitivo l’equilibrio
del bilancio aziendale: lo pon-
go come primo impegno degli
amministratori e dei dirigenti,
per poter passare successiva-
mente ad una gestione attiva.

«Quello che dico per alcune
aziende napoletane, logicamen-
te, vale anche per tutte le al-
tre Aziende IRI che si trovino
in analoghe condizioni.

«Io sono sempre stato fra co-
loro che hanno considerato



SS fomparso Carlo Magno,
il centro culturale del-
l’Impero non è più la corte,
ma i conventi, nelle cui bi-
blioteche e nelle cui offici-
ne si compie la parte più
importante della produzio-
ne intellettuale.

Importanti manoscritti e
accurate miniature ci tra-
mandano notizie e illustra-
zioni preziose sui costumi e
le attività dell’epoca.

Anche l'architettura,
naturalmente, gravita sul
mondo religioso: commit-
tenti sono il capitolo del
duomo o la fabbriceria del
convento.

Appare chiaro però, e
anche le nostre illustrazio-
ni lo documentano, che la
« favola » romantica delle
costruzioni anonime e col-
lettive non ha senso: le
grandi cattedrali romani-
che, com’era naturale, po-
sero in realtà gravi proble-
mi di organizzazione tecni-
ca, finanziaria e di lavoro,
e videro una netta distin-
zione dì compiti.

Riproduciamo una pre-
ziosa miniatura conservata
nella Biblioteca Capitolare
di Modena, del secolo XII ,
che mostra la fondazione e
la costruzione del Duomo

di Modena,
In essa si distinguono
nettamente |’ architetto,

maestri muratori e i ma-
novali.



IL LAVORO NEI TEMPI







l’IRI — e quando dico IRI in-
tendo tutto il formidabile com-
plesso delle Aziende del nostro
Istituto — come uno strumen-
to dello Stato per realizzare
una politica economica di svi-
luppo nell’interesse della co-
munità, senza per questo mor-
tificare l’iniziativa privata, ma
per sostituirla ove essa non
può operare, per integrarla oc-
correndo, e per sorreggerla
quando ciò sia necessario.
«Ma perchè l’IRI possa a-
dempiere a questa sua funzio-
ne occorre che esso abbia



La Cementeria di Chichiriviche



La grande cementeria costruita dal nostro stabilimento CMI per la Società venezuelana
«Cementos Coro » è attualmente in fase di montaggio a Chichiriviche. La fotografia mo-
stra la sistemazione di un forno rotante lungo m. 106,75 e del diametro di m. 3,355

Aziende economicamente sane.

«Secondo le fasi cicliche
le Aziende possono anche
non guadagnare, possono an-
che perdere talvolta, in attesa
di una ripresa che, se le azien-
de sono ben guidate, non può
mancare nelle alterne vicende
di una economia di mercato: e
le aziende, comunque, conti-
nuano anche in dette fasi ad
assolvere alla funzione socia-
le di creatrici di redditi di
lavoro nei confronti dei loro
occupati, direttamente o indi-
rettamente. Ma quando si con-
stata che vi sono Aziende le
quali, dalla Liberazione a 0g-
gi, hanno sempre e solo avuto
gestioni in perdita, che per an-
ni e anni sono state in conti-
nuità fuori mercato, allora io
sento il dovere di dire che
questo stato di cose non può, e
non deve, durare ».

« Mi permetto di fare avpel-
lo al senso di responsabilità
dei nosiri Consigli di Ammi-
nistrazione e dei nostri Diri-
genti: io sono certo che le loro
capacità amministrative e tec-
niche riusciranno a rimuovere
quei mali che, in talune no-
stre Aziende, potrebbero dive-
nire cronici, con irrimediabili
conseguenze.

«Uguale appello io ho rivolto
e rivolgo al senso di respon-
sabilità dei nostri lavoratori.
Non possiamo dimenticare che
il mercato interno non è asso-
lutamente sufficiente a soddi-
sfare il carnet di lavoro delle
nostre più grandi aziende
meccaniche, e che le commes-
se estere sono una necessità
insopprimibile ver conservare
il lavoro ai nostri dipendenti.
Nostre grandi aziende mecca-
niche hanno acquisito com-
messe per il 50 % e anche per
il 70 % dell’intero carico di la-
voro sul mercato internazio-
nale; l’intero nostro settore
meccanico ha fatturato per lo
estero, nel 1955, o'tre il 25 %
della sua produzione, e nel
1956 questa percentuale sa-
rà sensibilmente maggiore. Di

fronte a questi dati appare e-
vidente che il rendimento dei
lavoratori è elemento fonda-
mentale per avere successo
nella competizione internazio-
nale. Sul mercato estero non
ha valore alcuno il sistema
economico interno del Paese
fornitore, ma vale la dura leg-
ge della concorrenza: il com-
mittente ordina solo se paga
il minor prezzo e se può ave-
re l'oggetto della contrattazio-
ne nel tempo più breve,

«Cattivo rendimento e scio-
peri pongono le nostre Azien-
de fuori mercato: i lavoratori
ne considerino le conseguenze.

«Ma io sono certo che i no-
stri lavoratori sentiranno ap-
pieno il dovere che ad essi in-
combe di collaborare cor le
nostre Direzioni Generali. Tut-
te le Commissioni Interne me
lo hanno confermato, ed io
non ho ragioni per non crede-
re ai lavoratori. Essi devono
considerare che il capitale
delle Aziende è, tutto o in
maggioranza, dello Stato, cioè
della collettività, vale a dire
anche degli stessi lavoratori.
Il consolidamento economico
delle nostre Aziende assicura
ai nostri dipendenti lavoro e
progresso sociale; il loro po-
tenziamento non vuol dire ar-
ricchimento del capitalista nel
senso classico o polemico del-
la parola, ma vuole dire inve-
ce aumento dei posti di lavoro,
e, conseguentemente, assun-
zione di lavoratori disoccupa-
ti. Con la creazione di nuovi
redditi di lavoro si ha auto-
maticamente il miglioramento
nelle condizioni di vita di tan-
te famiglie, oggi purtroppo
ancora nell’indigenza,

«I dipendenti delle nostre
Aziende devono pertanto con-
siderare la loro posizione ver-
so l’Azienda e le loro rivendi-
cazioni, nell'ambito di questo
quadro: di solidarietà verso la
Azienda, che in definitiva vuol
dire assicurazione del proprio
lavoro e di quello dei lavora-
tori attualmente disoccupati ».

L'Ansaldo

alle Fiere

di Parigi e Zagabria

intazione effettuata

=. dall’Ansaldo al Salon Nau-
tique International di Parigi,
inaugurato dal Presidente della
Repubblica francese, M. Coty, il
28 settembre e che si è chiuso
il 14 ottobre, ha battuto un in-
discutibile primato di successo
fra tutti gli stands del Salone,

Da qualche anno la nostra
Società è presente a questa ma-

a pres





nifestazione, che è l’unica del
genere in Europa, attiratavi

soprattutto da una questione di
prestigio, cioè di bandiera, piut-
tosto che da ragioni economi-
che e commerciali. E tale pre-
stigio, evidentemente, non resta
limitato alla risonanza del nome
ANSALDO nel mondo, ma si
estende a vantaggio dell’intera
comunità nazionale.

Lo stand dell’Ansaldo, artico-
lato su 120 mq., esponeva, tut-
ti elegantemente racchiusi da
grandi pannelli di cristallo, i
seguenti modelli:
supercisterna da 53,000
tonn., una delle più grandi del
mondo, attualmente in costru-
zione sugli scali di Sestri, per
conto della

« Compagnia Tra-





























A sinistra:

sporti Petroli » di Palermo;

— transatlantico «Gripsholm»
da 24.000 tonn., motonave di
lusso, ormai in fase di avanzato
allestimento a Sestri, di cui la
Società «committente, Svenska
Amerika Linien, ha già annun-
ciato il viaggio inaugurale che
porterà la nuova unità a New
York il prossimo 27 maggio;

— nave da carico da 16.000
tonn., del tipo « Bibolini », il
cui successo nel campo mercan-
tile, dopo le magnifiche « per-
formances » delle prime unità,
ha procurato numerose richie-
ste di ulteriori costruzioni del-
lo stesso genere;

— cacciatorpediniere da 1,400
tonn., del tipo di quelli co-
struiti per la Marina Venezue-
lana;

— poppa di
31,500 tonn., opportunamente
sezionata in modo da mettere
in mostra il completo apparato
motore;

— grandi motori navali An-
saldo, Ansaldo-Fiat, Ansaldo-
Doxford, in produzione allo Sta-
bilimento Meccanico;

— uno fra le più potenti gru

petroliera da









ui

EN gt

































Veduta generale del nostro padiglione al Salone

in produzione allo Stabilimento

Costruzioni Meccaniche e Im-
pianti Industriali,
Nello stesso stand era ospi-

tata anche l’Ansaldo - S, Giorgio
che presentava un grande mo-
dello in plexiglass del « Cristo-
foro Colombo », nel quale erano
messi particolarmente in risalto
i numerosi impianti elettrici di
un grande transatlantico,

La grande ammirazione dei
visitatori, vivamente e ufficial-
mente espressa ai nostri rappre-
sentanti presenti al Salone, par-
ticolarmente dalle numerose
personalità convenute durante
tutto il periodo dell’apertura del
Salone, e prima fra tutte dal
Presidente Coty, rappresenta il
nostro miglior attestato di sue-

due escavatori (sopra) e un gruppo elettrogeno (sotto) esposti a Zagabria. A destra:

cesso. Un successo per il quale,
giustamente, la Società, e per
essa l'Amministratore Delegato,
ing. Rosini, ha voluto congratu-
larsi con i costruttori dei ma-
gnifici modelli, che sono la
Ditta Patrone di Sestri ed il
reparto modellisti del cantiere
di Livorno,

La Fiera di Zagabria, svoltasi

nel mese di settembre u. s., è
risultata una manifestazione,

quanto meno dal punto di vista
spettacolare, ben più ragguar-
devole delle precedenti, data la
erezione di nuovi grandiosi pa-
diglioni in una nuova area di
ampio respiro.

Nel padiglione italiano, pro-
gettato ed organizzato dall'I.C.E.,
hanno trovato larga ospitalità

il Presidente Coty visita il

nostro stand al

Nautico di Parigi.

numerose ditte nazionali, fra le
quali, raggruppate in un unico
grande stand, in posizione cen-
trale, diverse Aziende del grup-
po Finmeccanica particolarmen-
te interessate ad un maggior
sviluppo di rapporti commercia-
li con il mercato jugoslavo,

La nostra Società ha parte-
cipato esponendo: un gruppo
elettrogeno, alcuni modelli di
motori navali, un modello di
impianto petrolifero « catfor-
ming » e due escavatori univer-
sali, ’VAM 7 e D’AM12.

La Fiera è stata inaugurata
dal Maresciallo Tito, il quale,
durante la visita al Padiglione
italiano, ha pronunciato un
breve discorso di circostanza.

«Salon Nautique»

Mr









Recentemente il Cantiere « Luigi Orlando » ha terminato una serie di virole per il CMI ed
elementi per forni rotanti. I manufatti hanno richiesto 3.500 ore lavorative

La consegna del “General Moran"

Si è svolta il 1" ottobre al
Cantiere « Orlando » la con-
segna ufficiale del cacciator-
pediniere « Josè Moran» da
parte della nostra Società al
Governo Venezuelano rappre-
sentato da una missione di uf-
ficiali della marina militare.
Il caccia « Josè Moran » è, co-
m'è noto, la terza unità di una
commessa di sei fatta dalla
Repubblica del Venezuela al



Cantiere Navale di Livorno
Sulla bella nave palesata a
festa erano schierati i 140 uo-
mini dell’equipaggio quando
il Direttore Commerciale Na-
vale ing. Casaccia, l'ing. Ro-
vetto Direttore del Cantiere e
i comandanti Ferrer ed Her-
nandez della missione vene-

zuelana, sono saliti a bordo
con le altre personalità pre-
Dopo una visita alle

senti.

La firma dei documenti di consegna del « General Moran »:
da sinistra gli ingg. Rovetto e Casaccia e il dott. Scalari

strutture della nave, ha avu-
to luogo la firma dei documen-
ti di consegna. Essi sono stati
firmati dagli ingegneri Casac-
cia e Rovetto per il Cantiere
e dai comandanti Ferrer ed
Hernandez per il Venezuela.
Dopo la breve cerimonia, sa-
lutato ‘ dai tradizionali tre
squilli di tromba è stato am-
mainato il tricolore italiano
ed è stata inalberata la ban-
diera venezuelana. Il coman-
dante Ferrer ha quindi sim-
bolicamente consegnato la na-
ve al suo comandante, il ca-
pitano di fregata Tulio Perez
Rojas.

Al termine della breve ce-
rimonia, alla quale sono inter-
venuti inoltre il Condirettore
del Cantiere dottor Scalari, il
Vice Direttore ingegner Gril-
lo, il comandante Martadinata
e i rappresentanti della Ma-
rina Italiana e della Capita-
neria di porto, la direzione del
Cantiere ha offerto un ver-
mouth d’onore,

Atto di onestà

I sigg. Giovanni Calcagno,
Stefano Lupi ed Ezio Rolfino,
dipendenti del Cantiere di Se-
stri, rinvenuta la somma di
lire 30.000 nell’interno dello
stabilimento, si affrettavano a
consegnarla all’ufficio di vigi-
lanza, perchè fosse restituita
al provrietario, che è risulta-
to il sig. Leopoldo Pozzo. Se-
gnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, l’onestà dei
sigg. Calcagno, Lupi e Rolfino.

L’ingresso, il fabbricato servizi ed alcune gru del Cantiere
« Luigi Orlando » illuminati in occasione dei festeggiamenti
per ii 350° anniversario della elevazione di Livorno a città





Sa

RISULTATI DE

x

Gi Mil

4

LLE ELEZIONI

per la Commissione Interna del CMI

L'11, il 12 e il 13 ottobre si sono svolte, presso lo Stabili-
mento CMI, le operazioni di voto per l'elezione della Commis-
sione Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati dello
scrutinio, comparati con quelli del 1955 (CAR + MEF).




































IMPIEGATI OPERAI 6. ETTI
1955 | 1955 | 1956 Impieg. | Operai
n°) % | no % n° | %o 1955 1966 1055] 1956
0 lie
Iscrilti . . .|519 — [476] — [1584 — [1514 —
Votanti . - [49094,42/444/93,29/1520 95,97 1404/92,73
Schede bianche. | 15! 3,06| 16| 3,60] 45| 2,96] 57) 4,06
Schede nulle 71,43] 2) 0,45] 19) 1,25] 24) 1,71
Voti validi . . |468 95,51|42695,95|1456/95,79 1323 94,23
VOTI DI LISTA| | |
CGIL- FIOM. MEA ZA 912/68,94] 1—| 8) 5;
CISL-FILM . . 241,51,50 178,41,77 329)22,59 269/20,33) 2 1| 2
UIL- UILM . .{11023,50148 34,75] -| — | 142110,73} 1} 1|-| 1
| |
2
Sa



COMMESSE

Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite nel
mese di settembre:

— Due eliche a quattro pa-
le di bronzo al manganese, del
peso di 26 tonn. ciascuna, per
i « Cantieri Navali Riuniti » di
Genova.

— Lingottiere di ghisa ema-
tite di tipo vario per la
«FIAT» (Sezione Ferriere) di
Torino.

— Getti vari di ghisa mec-
canica per costruzioni automo-
bilistiche per l’« Alfa Romeo »
di Milano.

— Getti di bronzo B. 14 per
la « Cornigliano » di Genova.

— Camicie, boccole e bar-
rotti di bronzo per l’« Ansaldo
- Fossati » di Genova Sestri.

— Due eliche a quattro pa-

le (una di ghisa e una di bron-
zo), del peso di circa 10 tonn.
ciascuna, per i « Cantieri del
Mediterraneo » di Genova.

— Settori di ghisa amagne-
tica per Îi’« Ansaldo S. Gior-
gio » di Genova.

Dette forniture ed altre di
minore entità comportano cir-
ca 135.000 ore lavorative.

CONSEGNE

Il materiale più importan-
te consegnato nel mese di set-
tembre è il seguente:

Due eliche di bronzo al
manganese a quattro pale (u-
na del peso di 22 tonn. e del
diametro di 6300 mm. per la
motonave « Angela Fassio» e
l’altra del peso di 12 tonn. e
del diametro di 5400 mm. per
la motonave « Gripsholm ») al




'



nostro stabilimento Meccani-
co; 323 tonn. di getti di ghisa e
bronzo per costruzioni varie ai
nostri stabilimenti Meccanico,
Cantiere di Sestri, Costruzioni
Meccaniche e Impianti Indu-
striali, Cantiere di Livorro e
Cantiere di Muggiano; 7 tonn.
di getti di ghisa e bronzo al-
I°: Ansaldo S. Giorgio », alla
« Ansaldo Fossati » e al « Del-
ta» di Genova; 214 tonn. di
lingottiere di ghisa di tipo va-

rio alla « Siac » e alla « Corni-
gliano » di Genova e alla
« FIAT » di Torino; 40 tonn.
di ceppi e suole di ghisa al-
la « Compagnia Internazionale
delle Carrozze con Letti » e
alle « FF.SS. »; 58 tonn. di get-
ti di ghisa e bronzo a clienti
varii; 160 tonn. di getti di
ghisa meccanica per costru-
zioni automobilistiche all’«Al-
fa Romeo» di Milano; 8 tonn.
di eliche a clienti varii.



CANTIERE



Nuova

Recentemente il laboratorio
RAD del Cantiere di Sestri è

stato dotato di una nuova
unità radiografica « Gilardoni
MT 200/6 ».

Questa nuova apparecchia-
tura, che si aggiunge alla « Gi-
lardoni MT 200/8 » già in do-
tazione, viene a potenziare e
ad intensificare il controllo
radiografico delle saldature
sullo scafo,

L’esame ai raggi X dei giun-
ti saldati viene fatto in accor-
do con quanto richiesto dai
Registri di Classificazione e
riguarda circa ii 50 % delle
giunzioni di forza delle strut-
ture degli scafi, come fasciame
esterno, cielo del doppio fon-
do, ponti resistenti.

RISULTATI DE

unità radiografica



La nuova unità, di recente
modello, consta di monobloc-
co generatore e di cofano di
controllo e di comando. Con-
sente una regolazione conti-
nua della tensione di lavoro
da 60 kV ad una prestazione
massima di 200 kV e, in pro-
duzione corrente e con norma-

li tempi di posa, si possono
radiografare spessori di 60
mm.

Rispetto al vecchio modello,
oltre ad una regolazione più
fine, la nuova apparecchiatura
risulta meno ingombrante e
meno pesante: il suo trasporto
a bordo è pertanto più rapido
e il suo opportuno posiziona-
mento sul giunto da esaminare
risulta più facile.

LLE ELEZIONI

per la Commissione Interna del CAN

L’11, il 12 e il 13 ottobre si sono svolte, presso il Cantiere
di Sestri, le operazioni di voto per l’elezione della Commissione
Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati dello sceruti-
nio, comparati con quelli del 1955.



IMPIEGATI



1955 1956
no) % [n°] %
se
Iscritti. . .[764 — |760, —
Votanti . . [745 97,50|689 90,66
Schede bianche | 22| 2,96] 39, 5,66

I
1,88| 10 1,45

95,16|640 92,89

14
709

Schede nulle
Voti validi. .

VOTI DI LISTA

CGIL- FIOM . _. [224'31,59/204 31,88
CISL-FILM . . |363|51,21(281 43,90)
UIL -UILM . .|12217,20155 24,22









OPERAI ELETTI
1955 TO 1956 ‘Impieg. Operai |
ELE | no | 0% fi9s5 1056 1959 1 996
4201] — [4250 —
4042 96,22 4000 94,12 |
121) 3,00) 132. 3,20) |
82. 2,02) 82 2,05: |

3839 94,98 3786 94,65

|
| |
|

3051 79,47 2049 77,90] 1 1) 7, 8
654/17,04 61616,27| 1 1| 2 2
DS e De

134, 3,49 221, 5,83











|





MECCAN



CONSEGNE

il materiale più importante
spedito aai 23 settembre al li
ottonre e il seguente:

Ai nostro Stavuumento CMI:
tre calaaie per locomotive in-
diane compiete ai tutti i par-
ticoiari. - AL nostro Cantiere di
Muggiano: tre gruppi Diesel
uinamo da 125 kw con motori
industriali Ansaido tipo Q.
265/4 della potenza di 2U0 HP
ciascuno destinati alla moto-
nave « Carlo Canepa » in alle-
stimento. - Al nostro Cantiere
di Livorno: due gruppi Diesel
alternatore costituiti da moto-
ri Ansaldo Maybach tipo M.D.
160 della potenza di 130 HP
accoppiati ad alternatori trifa-
si da 100 KVA, destinati al-
lA. S. « Almirante Garcia »
in allestimento per conto della
Marina Militare Venezuelana;
due caldaie principali comple-
te di surriscaldatore e attac-
chi interni ed esterni, materia-
le coibente per caldaie, matto-
ni refrattari, due riscaldatori
acqua alimento e valvole di
sicurezza destinate all’A. S.
indonesiano « Iman Bondjol »;
mattoni refrattari, due riscal-
datori acqua alimento e valvo-
le sicurezza all’A. S. indone-
siano « Surapati »; due pompe
circolazione, turbine a vapore
per turboalternatore da 500
kVA, alternatori per dette, te-
le salva motori ed eiettori
«SCAM» destinati all’A. S
« Centauro » della Marina Mi-
litare Italiana. - Al nostro
Cantiere di Sestri: un albero
port’elica, tre alberi intermedi
e una caldaia Ansaido-Clark-
son destinata alla motonave
« Carmela Fassio »; supporti
autolubrificanti e tubo astuc-
cio per linea d'’asse destinati
ad una motonave gemella del-
la precedente. - Alla « Ilva »
Alti Forni e Acciaierie d’Italia
di Piombino: telaio per elet-
troventilatore, tubi collettori
alimento schermi, complesso
materiali per diaframmi, so-
spensioni ed altri particolari
per gli schermi. - Ai « Can-
tieri Navali di Taranto»: tubi
di acciaio, guarnimenti esterni
caldaia, impianto bruciatori
nafta con rispetti, due appa-
recchiature di analisi dei gas
combusti, due riscaldatori e-
lettrici per nafta destinati al-
l'A. S. « Castore» in costru-
zione per conto della Marina
Militare Italiana. - Alle «Nuo-
ve Reagiane» di Reggio Emi-
lia: cinque volani completi di
albero anteriore e posteriore
(giunti al Mec ner il bilancia-
mento dinamico). - Al « Tec-
nomasion Brown Boveri» di
Vado Liaure »: tre intelaiature
per carrelli locomotori E 636
(giunte al Mec ver Ja ricottu-
ra). - Al Cantiere Navale « Vi-
to Pansini» di Molfetta: un mo-
tore marino Diesel Ansaldo ti-
po Q. 2131/4 sovralimentato,
della notenza di 165 HP a 390
giri al 1’, completo di tutti i
particolari, destinato al moto-
peschereccio « Saratoga» in
costruzione per conto del sig.
Salvatore Farinato di Mo!fet-
ta.

Il peso del materiale soprae-
lencato e di altro materiale di
minore entità spedito è, in
complesso, di 614 tonnellave.



li trasporto alla banchina d'imbarco del condensatore per la
turbina da 20.000 kW in costruzione per la STES di Palermo



MUGGIANO



ATTO DI

La sera di venerdì 5 ottobre
si scatenò in mare un fortunale,

Verso le ore 21, la coda eciclo-
nica si infilava nel golfo di La
Spezia, e per buona parte della
notte metteva a soqquadro le
installazioni del porto, strap-
pava le barche agli ormeggi e
anche le navi ormeggiate al
largo passarono un brutto quar-
to d’ora.

Al cantiere di Muggiano una

squadra notturna di vernicia-
tori lavorava nei doppi fondi
della M/n, « Canepa » che è or-
meggiata nella darsena del
Cantiere,

« La nave rullava fortemente
— racconta uno degli operai

che fu tra i primi a salire in
coperta per vedere cosa diavolo
stava succedendo. — Fui inve-
stito da raffiche di pioggia ge-
lata, e a malapena riuscii a
portarmi verso la murata di
prua, appena in tempo per ca-
pire che, dopo un ultimo strat-
tone, sotto una raffica più rab-
biosa del vento che filava a
160 all'ora, la nave, spezzati
gli ormeggi, stava andando per
i fatti suoi »,

Un momento drammatico, se
pensiamo ai disastri incalcola-
bili che può arrecare una nave
senza controllo, trascinata via
in balîa delle acque dentro un
porto disseminato di ostacoli
di ogni genere,

In un attimo l'operaio diede
l'allarme ai compagni sottoco-
perta. Frattanto, da terra, gli
altri che non potevano salire a
bordo a prestare manforte, es-
sendo la nave soltanto trattenu-
ta dal cavo di poppa e distante
da terra quasi una diecina di
metri, seguivano le fasi del
dramma, cercando di stabilire
un contatto con il gruppetto di

uomini rimasto a bordo. Era

CORAGGIO

presente anche il Direttore del
Cantiere ing. Bruno Palenzona,
prontamente accorso in Cantie-
re, e rimasto a dirigere, insieme
al capo reparto Mario Gobettì,
le operazioni svolte nel corso
della drammatica notte.

Fu un lavoro duro e sfibrante
complicato dall’alternarsi delle
raffiche che disiruggevano in un
baleno un allacciamento di sa-
gole che era costato grandi sfor-
zi e fu così per ore ed ore, senza
un attimo di sosta, instancabil-
mente,

La lotta per il recupero della
nave si concludeva alle 2 del
mattino, Il gruppetto di uomini
scendeva a terra, fradicio di
pioggia e stremato dalla fatica,

Ad ognuno di essi il Direttore
del Cantiere, in silenzio, strin-
geva la mano, commosso, Ecco
i loro nomi: C.S, Olmi; operai
Urbani, Guidotti, Baldassari,
Viaggi, Grassi, Colli, Pedroni,
Carpanese, Nespolo, Torri, Nata-
lini, Morelli, Ferretti, Angeli-
nelli, Pensa, Musso, Micheli,
Cenacchi e Cantoni.

Abbiamo domandato al Capo
Mario Gobetti, che è stato re-
centemente promosso a Capo
Reparto, che cosa chiederebbe
per i suoi uomini se gli fosse
messo a disposizione un premio:
« Niente di più di quello che ci
ha offerto spontaneamente il
nostro Direttore, vino e siga-
rette, e forse un’altra cosa », e
si è passato una mano sul viso
serio. Poi, dietro nostra insi-
stenza, ci ha spiegato che cosa
richiederebbe. Una cosa che sta
a cuore a lui e al reparto che
dirige. Si tratta di questo. Una
piccola macchina a spruzzo, tipo
Jap, per potere irrorare tutte le
parti arpionate,

Franco Guadagnini

? autunno fa cadere le pri-
L me foglie gialle sui ser-
peggianti viali del Va-
lentine: i colori si fanno più
tenui, più velato il verde dei
prati, tutto somiglia alla pit-
tura divisionista che qui si è
ispirata. Il cammino del Po
sembra più lento, e più tri-
ste suona lo scalpiccio sulla
ghiaia,

Come devono essere dolci le
favole antiche sussurrate al-
l'orecchio dagli innamorati, e
come confortante il tepore del-
le caldarroste affondate nella
tasca del soprabito!

Ma in questi giorni non ci
sono innamorati, nè caldarro-
ste: anche i grilli se ne sono
andati lontano, come le farfal-
le, turbati e spaventati dall’in-
truso. Il silenzio del parco è
rotto.

L’intruso si chiama « Sesto
Salone Internazionale della
Tecnica », e non contento di
accamparsi sotto l'ampia e au-
dace volta del Salone dell’au-
to, ha straripato all’esterno in-
vadendo il verde dei prati e
dei giardini, popolando di sè
tutto il paesaggio fin quasi al-
la sponda del fiume.

Ma sollevato il velo di que-
sti sentimenti gozzaniani e
guardate le cose più da vicino,
ecco che l’intruso ci appare
quale veramente è, un gigante
dalle cento braccia che può
anche stupire e spaventare,
spesso rumoroso e invadente,
ma che resta inerte ed inuti-
le senza la presenza dell’uo-
mo. Ha bisogno di noi, al no-
stro contatto si ravviva e si
accende, per rispondere obbe-
dientemente alle nostre esi-
genze, per servirci con fedel-
tà: insomma, il gigante buono.

Anzi, per la precisione cro-
nistica, tutta una serie di gi-
ganti buoni, raggruppati nei
diversi settori della mostra,
che sono: il Terzo Salone Eu-
ropeo delle materie plastiche,

Macchine

la Sedicesima Mostra Interna-
zionale della Meccanica, l’Ot-
tava Mostra Internazionale
della Meccanica Agraria, l’Ot-

ala

tava Esposizione Internaziona-
le della Tecnica Cinematogra-
fica, Fotografica e Ottica, la
Prima Mostra Concorso Na-









Suggestive forme geometriche di macchine agricole

zionale delle Invenzioni.
Nell’ampia navata della mec-

canica inondata di luce, con le
gallerie laterali superiori, so-





vel

no allineate in lunghe corsie
centinaia di macchine in fun-
zione, che ci mostrano le stra-
bilianti cose che hanno impa-
rato a fare.

Dietro le macchine, vigilano
e controllano gli operai ed i
tecnici: al Salone, quest'anno,
è di moda il « blu tuta ».

Torni, fresatrici, alesatrici,
rettificatrici, piallatrici sono
ovunque al lavoro, e col loro
ritmico respiro tengono vera-
mente la battuta al nostro
tempo: ci sono macchine uten-
sili «a copiare » capaci di ri-
produrre con perfezione asso-
luta, in una quantità indeter-
minata di esemplari, qualun-
que pezzo loro presentato per
modello. Ci sono macchine che
eseguono contemporaneamen«
te sul pezzo tre o quattro la-
vorazioni diverse, con un au-
tocontrollo che scarta i pezzi
eventualmente difettosi. Anzi,
certe industrie automobilisti-
che presentano macchine che
da sole compiono l’intero ciclo
di lavorazione sul blocco-ma-
tore, sui pistoni e sulla scatola
del cambio. Quegli avvolgi-
menti elettrici complicati e
precisi, come ad esempio il
motorino d’avviamento, che
solo pochi anni fa richiedeva-
no l’attento lavoro di mano



©
d'opera altamente specializza-
ta, oggi sono eseguiti intera-
mente dalle macchine.
L'’automazione, che solo due
anni fa non aveva ancora tro-
vato in Italia neppure la sua
definitiva traduzione lessicale,
è ormai presente quasi ovun-
que: evidentemente siamo già
penetrati a fondo nella secon-
da rivoluzione industriale.
Neppure Butler nel suo « E-
rewhon » aveva osato sognare
macchine che riproducessero
sè stesse: qui non ci siamo an-
cora, ma si capisce che ci stia-
mo avvicinando a larghi passi,
Andate a vedere cosa può fare
l'automazione elettronica, col
contatore d’impulsi e regolato-
re a tempo Decantron.
è Per quanto riguarda la vita
' di ufficio va segnalata una
| « contabile superautomatica »
capace di tenere la contabilità
generale compilando situazio-
ni di bilancio, distinte di ef-
fetti, caricando e scaricando il
portafoglio bancario con si-
multanea compilazione di av-
visi di scadenza, ecc. Il ragio-
niere di domani sarà dunque
anch’ egli uno specializzato
macchinista?
Andate a vedere cos'è oggi
la sala collaudo di una grande
fabbrica italiana di macchine



calcolatrici: dove c'erano cen-
to, duecento donne per con-
trollare le macchine, oggi ba-
stano due persone per control-
lare la macchina che control-
la le calcolatrici. Una macchi-
na che «comanda » alle cal-
colatrici tutte le operazioni
possibili e scarta da sola quel-
le che non hanno saputo ri-
spondere esattamente. Chiaro?

Appare anche chiaro che
problemi umani, sociali e filo-
sofici si aprono davanti a noi,
come sempre quando una so-
cietà è in presenza di proble-
mi nuovi e altamente rivolu-
zionari: ma non c’è alcuna ra-
gione di spaventarsi. Tutto di-
pende dalla risposta che sa-
premo dare alla terribile do-
manda che da soli ci siamo po-
sti, come giustamente osserva
Norbert Wiener.

Il reparto della plastica a-
pre una finestra su un mondo
affascinante ed inaspettato:
tutti i materiali tradizionali
che siamo abituati a guardare
come indispensabili almeno
nelle applicazioni domestiche
più dirette, sembrano giunti
davvero alla vigilia della fine.
La plastica li sostituisce tutti;
comodamente, razionalmente,
elegantemente. Rivestimenti
di pareti e di mobili, con colo-
ri vivacissimi, con fedeli ri-
produzioni di stampe e quadri;
suppellettili di cucina, persino

secchi, recipienti vari, baci-
nelle.
La « Transferpressa idro-

block », una produzione ita-
liana che segna un primato
europeo, con un sol colpo e in
sol pezzo stampa fino a dieci-
mila centimetri quadrati di
superficie, con l’iniezione di
circa ottomila grammi di ma-
teria. Ciò significa che vi
« scodella » sotto gli occhi, in
poco più di un minuto, un
grosso mastello da cento litri.

Anche quello del lattoniere
sarà ormai tra poco un mestie-
re defunto.

Ma torniamo alla plastica:
che cosa devo aggiungere,
cuando vi avrò detto che una
ditta sta già apprestandosi a
narrarci una « favola di Nata-
le in polietilene » presentando
appunto in tale materia il tra-
dizionale « albero » cui appen-
dere le candeline e i doni?

Del resto, già tutto il repar-
to è una serra colma di fiori di
plastica, bellissimi nei loro
colori perfettamente naturali
o volutamente vivaci. Mi sono
chinato a toccarli per consta-
tare se non fossero veri, ma
senza risposta mi è rimasta la
domanda del poeta: « chi met-
terà nella rosa il suo profu-
mo? »,

Il padiglione delle macchine
agricole conferma che anche
sui campi è giunta la rivolu-
zione, che ormai il poeta deve
voltare le pagine delle bucoli-
che e mutare i suoi inni alla
« rustica pace », per dedicare
ai suoi mecenati altri poemi,
dove il canto delle cicale sarà
soffocato dal ruggire dei «Die-

sel», e il contadino sarà ormai
un tecnico,

Non c’è operazione e fatica,
quella dura fatica da condan-
na biblica, che la macchina
non possa fare per noi, sui
campi e nelle fattorie: semina-
re, concimare, arare, trebbia-
re, fare i covoni, imballare la
paglia, tagliare l’erba.

Sono allineati a centinaia,
con forme ora tozze ora snelle,
in colori vivaci e bellissimi, i
trattori e le macchine di ogni
tipo, e fanno davvero uno
spettacolo bello a vedersi. Per-
mettete che adoperi ancora le
metafore, che secondo me non
è vero che siano invecchiate:
ci sono macchine grosse e cor-
pulente, come laboriosi ele-
fanti indiani, capaci di disbo-
scare, sbancare calanchi, do-
nare all'uomo nuove terre da
lavorare; ci sono macchine
medie, servizievoli come buoi
maremmani, e piccole mac-
chine, docili come asinelli,
pronte ad ogni lavoro nella
piccola azienda famigliare.

Ho visto una macchina che
miete e fa i covoni disponen-
doli in bell’allineamento, una
altra taglia l'erba e la racco-
glie, un’altra ancora, con sei
ruote esili di cavalletta, che
fanno pensare a una macchina

1
n.



a
sE
La
&

ssspiat



RE





di Munari, rivolta il fieno e
l'erba tagliata.

Questa la Fiera della Tecni-
ca, così come io l’ho vista, e
come la vedono ogni giorno
cinque-seimila persone. L’in-
domani, sono andato a visita-
re il Museo Egizio, dove ho in-
contrato dieci persone.

Non mi è stato difficile con-
tinuare di fronte agli impo-
nenti faraoni e alle impassibi-
li statue dalla testa leonina
il soliloquio cominciato nelle
corsie della Fiera. Quello stra-
no pantheon fu creato quat-
tromila anni fa da un popolo
che viveva su una nuda terra
lungo il corso di un fiume e
sotto il sole che faceva cresce-
re le messi. Le divinità sono
spesso, se non sempre, ispirate
a queste forze naturali, per
la loro funzione a favore del-
l'agricoltura. Ci sono faraoni
ricordati nei secoli per le loro
opere idriche: che cosa avreb-
bero fatto se avessero avuto le
pompe idrovore, l’irrigazione
a pioggia, i trattori col bull-
dozer?

Ho visto un papiro con l’uo-
mo all’aratro, trainato da due
buoi. Al salone agricolo avevo
visto un aratro trivomere che
« rivoltava » profondamente la

9

terra, facendo una media di
dieci chilometri all’ora.

Qui mi sono ricordato della
facile ironia di Huxley di
fronte al suo mondo del futu-
ro. Non si tratta di dire che
allora « tutti saranno felici »:
questo è un problema di filo-
sofia che le macchine da sole
non potranno mai risolvere. Si
tratta solo di sapere quale era
la popolazione allora e qual’è
adesso: se non ci fossero le
macchine ci mangeremmo vi-
vi.

Dunque, il mondo del futuro
è già cominciato? Il VI° Salo-
ne della Tecnica sembrerebbe
rispondere di sì,

Esso ci avverte, per dirla
con Nicola Berdiajev, che an-
che le utopie sono realizzabili,
che la vita marcia verso le
utopie.

Ma noi perchè dovremmo
aver paura della loro realizza-
zione definitiva?

L’umanità ha inseguito va-
namente per secoli (fossero le
audacie di Icaro o i disegni di
Leonardo) tante utopie, che
oggi la tecnica sta per realiz-
zare. Non ci resta che applau-
dirla, come un nuovo Prome-
teo che promette di rapire per
noi altre scintille agli dei.

Lucio Bozzano





















ZA









SETE
fr
EEC

"SEI DO6n



































Lo stand dell’Ansaldo al Salone della Tecnica



GITE DE “L’ ANSALDINO”

40 livornesi a Roma

ui sèmo tutti lazziali! ».

Così, con una frase che

non ammette discussio-
ni, Franco Perucci, biondo
lambrettista, accompagnato da
Mario Fossati, bruno automo-
bilista, accoglie il treno spe-
ciale che, partito poche ore
prima da Livorno, porta i di-
pendenti del Cantiere del « sor
Luigi» a Roma. Funzionari
questi due del nostro Ufficio
della Capitale, non sono i soli
ad attendere i 641 partecinan-
ti alla gita: chè, notevole par-
ticolare, sul prîmo marciapie-
de della Stazione Ostiense. so-
no a salutarli il direttore ed il
dirigente dell’Ufficio Ansaldo
di Roma: i comandanti Della
Vedova e Ventura, sorridenti
e felici di averci ospiti. Prima
di dar ordine'agli appunti che
ora ho sotto gli occhi, vorrei
— a nome degli organizzatori
e di tutti i partecipanti — rin-
graziarli di cuore. Ringraziar-
li per il costante, validissimo
aiuto prestato nella parte or-
ganizzativa ed esecutiva della
gita, per essere venuti a salu-
tarci, per averci accolto tanto
cordialmente, per tutto insnm-
ma. E siccome non trovo le
parole adatte, me la caverò ro-
manescamente con un bisil-
labo: « grazzie! ».

E devo ancora premettere
che non racconterò tutto, ma
quello che sono riuscito a ve-
dere anch'io: dei particolari,
che complessivamente, forse,
e con l’aiuto delle fotografie,
riusciranno a far ricordare
qualche momento della gita.

Dunque, amici lettori, ave-
vo lasciato i livornesi alla sta-
zione. Vado subito a ripren-
derli con ben 16 pullman da
gran turismo, i quali, ben lun-
gi dal correre subito alle ri-
spettive pensioni, si incolon-
nano avviandosi al centro del-

la città, per un primo contatto
non certo con î monumenti (a
questo — dicevano — ci pen-
serà domani «l’Ansaldino »)
ma con una Roma modernissi-
ma, piena di fontane incande-
scenti, di strade illuminate e
zeppe di automobili: Roma, a
vederla come la vedo io, di se-
ra è una gran lampada fluore-
scente.

Dipoi, in Piazza dell’Esedra,
la colonna si scinde, ogni pull-
man va per... è fatti suoi e tut-
ti si recano verso la propria
sistemazione, Meno di un'ora
dopo, però, tutti sono fuori,
per quanto ci fossimo sgolati
a raccomandar loro di andare
a letto presto, di non andare a
gironzolare. Evidentemente i
capi-comitiva su certi argo-
menti non godono di alcuna
autorità. Del resto Roma è
troppo interessante, per prefe-
rirle il letto!

E «’ndove » sono andati al-
la sera? E cosa ne so io? Ve-
ramente lo so che sono andati
a Tivoli (si, pure a Tivoli, 25
chilometri da Roma) e al Pin-
cio, e alla Fontana di Tre»i e
ai Parioli e a Via Veneto e a
Trastevere, ma non lo posso
dire, non posso fare nomi. Fin
da piccolo mi hanno insegna-
to che gli amici vanno trattati
bene; e io sono troppo amico
di tutti per dire la verità. E
«’ndove » erano invece gli or-
ganizzatori? Provate ad im-
maginarlo, Attaccati al telefo-
no per comunicarsi le ultime
novità e le eventuali manche-
volezze della organizzazione
(c’era stato qualcuno che ino-
pinatamente aveva fatto delle
variazioni sui biglietti di viag-
gio, quasi a divertirsi alle

‘spalle del malcapitato colle-.-

ga...), perdevano invano il lo-
ro tempo. Maggiolo telefona a
Stradella, Merlano a Dazzi,
Farulli a Loscalzo (sarebbe



i gitanti salgono al Campidoglio. Sotto: a

il sottoscritto), Baronetto a
Vaiani, e tutti a Pollastro (0
viceversa), nessuno riusciva a
avere la comunicazione. Che
cos’ era successo? Una cosa,
diciamo così, simpaticissima:
due giorni prima erano muta-
ti i numeri telefonici. A ripen-
sarci, la cosa può anche susci-
tare il riso, ma in quel mo-
mento aveva, ve lo assicuro,
ben altro aspetto.

ID mio dovere di cronista
mi conduce ora în Trastevere
per una scrupolosa ispezione.
E lì, com'era prevedibile, in
una famosissima antica tratto-
ria, trovo un folto gruppo di
ansaldini che, allietati da una
orchestrina in costume secen-
tesco gustano un fresco e friz-
zante vino dei Castelli. Non
posso far nomi, dicevo; e allo-
ra, tralasciando il vino, la not-
te ed il Tevere, passo velocis-
simamente a parlarvi del gior-
no seguente, domenica 7 ot-
tobre, quando svegliati con
estrema energia, ì signori gi-
tanti, freschi, riposati (riposa-
ti! ma se non hanno dormito
nemmeno cinque ore!...} si so-
no ritrovati tutti o quasi al
Foro Italico prima delle nove.

« E° un fresco e radioso mat-
tino, sembra primavera eppu-
re non ci sono le rondini, ma
invece due fotografi, i ragazzi
della Lazio che si allenano e
lo Stadio dei Centomila che —
prima di chiudere i battenti
per la partita pomeridiana —

Castel Sant'Angelo



si compiace farsi ammirare
dai livornesi i quali, un giorno
o l’altro, torneranno in Serie
A; e noi speriamo presto, così
li battiamo 3 a 0 ». Questo an-
notano proditoriamente Fossa-
ti e Perucci sul mio taccuino e
tocca ora ai livornesi smentir-
li. Io passo a parlarvi della
tappa ulteriore, il Castel S.
Angelo, ancora chiuso al no-
stro arrivo. Un paio di colpi
ben assestati e il guardiano,
tenuto conto che — in fondo
— l'ingresso è gratis, apre al-
l’attenzione dei mattinieri tu-
risti quella bella opera, dove
pure ci sono (guardacaso) due
carri armati costruiti dall’An-
saldo (ma sta dappertutto
l’Ansaldo!), dove c'è un ange-
lo tutto verde, dove c’è una
terrazza da cui si ammira il
Tevere e si scrivono le cartoli-
ne illustrate, perchè adesso si
vendono anche queste nel ca-
stello. E non aspettatevi che
mi dilunghi a parlarvi di que-
sto ‘« vetusto, nobile esempio
ecc. » di tante illustri cose, in
quanto, avendole studiate tem-
po fa a scuola, non le ricordo
più.

Mentre ricordo perfettamen-
te che, all’Altare della Patria,
terza tappa, due litigavano
per inezie. E siccome queste
sono cose che non si dovrebbe-
ro dire, vi dirò invece che —
data la vastità del complesso
monumentale — molti si sono
attardati e i pullman sono ri-
partiti in ritardo verso il Co-
losseo, che, praticamente, è
una costruzione di forma ova-
le tutta buchi, E dove non ci
sono i buchi ci sono dei fossi,
regolarmente coperti ai tempi
in cui funzionava da terreno
di gioco. Per le partite Roma-
Lazio? Macchè! Era un’arzna,
dove i gladiatori si mangiava-
no i leoni. O viceversa. Non
ricordo bene perchè Fossati e
Perucci sono poco chiari nelle
spiegazioni (la ragione non ve
la posso dire).

E quindi andiamo a mangia-
re. Ed era ora. E dopo pranzo
beviamo il caffè, perchè ci
vuole e fa bene. Quindi la
sgradita sorpresa: la Basilica
di S. Pietro, a causa del solen-
ne rito che vi si sta svolgendo,
è chiusa al pubblico! Che si
fa, che non si fa? Tenuto con-
to che in Piazza S. Pietro vio-
ve, Pollastro prende una deci-
sione eroica: lascia liberi i ca-
pi-comitiva di condurre i gi-
tanti affidati alle loro cure do-
ve meglio credono, con l’ob-
bligo tassativo di ritornare in
tempo, con i gitanti ovviamen-
te, alla stazione. E qui prati-
camente termina il mio sudato
compito perchè, come facil-
mente potrete immaginare, il
giro di un pullman può mon
essere stato quello di un altro.
E farei torto agli esclusi, per
l'evidente ragione che tutti in
tempi e modi diversi, hanno
visitato, con un giro rapido
ma completo, tutta la città
« der cuppolone », compreso
«er cuppolone » che — alla
fin fine — viene anche lui a-
perto al pubblico.

E arriva pure per i livornesi
lora sottilmente romantica,
velatamente malinconica del
tramonto: no, del ritorno, Ar-
rivederci, Roma! Si, arrive-
derci, come ti dicemmo sulla
piazzetta di Trevi ieri sera. Il
motivo più conosciuto e —
credo di non sbagliare — più
amato da mezza Europa, di-
venta un coro possente, men-
tre il convoglio s'avvia. Arri-
vederci... arrivederci, Roma.

Emiddio Loscalzo



La comitiva

visita il Colosseo





MESI

omenica 7 ottobre ha

avuto inizio una nuova
serie nel ciclo delle mani-
festazioni promosse dal no-
stro giornale: le visite dei
dipendenti e dei loro fami-
gliari al Porto di Genova,
che continueranno, sempre
di domenica, fino al 28 ot-
tobre.

Hanno aperto la serie gli
ansaldini dello Stabilimen-
to Meccanico, giunti da-
vanti alla Stazione Maritti-
ma assai per tempo, sotto lo
sguardo compiaciuto del
nostro solerte corrispon-



A

dente Rovegno e la « pater-
na» protezione del sig.
Lucchesi, incaricato di sor-
vegliare in special modo i
bambini e di facilitare le o-
perazioni di imbarco e
sbarco, dato che il potente
rimorchiatore messo a no-
stra disposizione per il giro
del Porto ci avrebbe co-
stretto a qualche lieve « e-
sercizio atletico ».

Ma vediamo come sono
andate le cose. Alle 10,15 i
duecento ansaidini sono ca-
liti sull’« Iberia ». Con noi
si è imbarcato pure il co-

ao



mandante Silvestri del Con-
sorzio del Porto, il quale ci
ha illustrato via via, con
specifica competenza e squi-
sita cortesia, la funzione e
l'importanza dei vari im-
pianti portuali, ie ultime
vicende del grande empo-
rio gennvese, l’entità delle
attrezzature e ogni altro
particolare che potesse es-
sere utile e interessante
per i gitanti.

Partiti dalla testata di
Ponte dei Mille ci siamo
diretti verso levante, pas-
sando davanti ai Silos gra-





nari, al Ponte Parodi, alla
Darsena Municipale, al Mo-
lo Vecchio (magazzini per
il cotone), alle Calate Gad-
da e Boccardo (riparazioni
navali) e al Molo Giano.
Wui ci siamo fermati per
vedere i grandi bacini di
carenaggio e una delle due
centrali dove sono le elet-
tropompe per lo svuota-
mento dei bacini.

Proseguendo abbiamo rag-
giunto il Porticciuolo Duca
degli Abruzzi (imbarcazio-
ni da diporto) e l’imbocca-
tura di levante del Porto;
quindi ci siamo diretti ver-
so ponente: Calata Canzio
(depositi olii minerali), Ba-
cino della Lanterna (sbarco
dei carboni e altri minerali
alla rinfusa), Ponti Etiopia,
Eritrea, Somalia, Libia e
Canepa, fino al Molo Ron-
co. Durante il ritorno il co-
mandante Silvestri ci ha
dato interessanti informa-
zioni sui lavori di ripara-
zione dei danni subiti dal
Porto per l’uragano del
febbraio dell’anno scorso e
cenni storici sulla Lanter-
na.

Questa, in sintesi, la no-
stra breve avventura por-
tuale, che si è ripetuta do-
menica 14 con i dipendenti
del Cantiere di Sestri ac-
compagnati dal sig. Merla-
no. Ma le parole sono in-
sufficienti, come sempre, a
descrivere le sensazioni pro-
vate di fronte a tante cose
grandiose e sconosciute fi-
no a ieri, Tanto più, poi,
che sono nel cuore della
nostra città, e molti di noi
non lo sapevano.

D. J.

Di
RTO





A

12



La 1° mostra filatelica
provinciale dei CR AL

Ricordiamo agli inscritti al-
VE.N.A.L. in data non poste-
riore al 10 ottobre c. m. ap-
partenenti ai C.R.A.L. della
Provincia di Genova, al C.R.
A.L. Ansaldo del Cantiere di
Muggiano (La Spezia) e al
C.R.A.L. Ansaldo del Cantiere
di Livorno, che nel prossi-
mo mese di novembre (come
già ampiamente pubblicato su
queste colonne il 15 settem-
bre) avrà luogo la « Prima
mostra filatelica provinciale
dei C.R.A.L.».. La mostra av-
verrà con il patrocinio de
« l’Ansaldino » e sarà dotata
di ricchi premi,

La corrispondenza, le iscri-
zioni alla mostra, le richieste
di cartoline-ricordo e di infor-
mazioni dovranno essere indi-
rizzate al « Comitato organiz-
zatore mostra filatelica C.R.
A.L. Ansaldo e Consociate »,
Genova Sampierdarena, via
Achille Stennio 5-1.

SEZIONE BOCCIOFILA

Assemblea dei soci

Il 27 ottobre, nei locali del-
la Sede sociale (Bocciodromo
Ansaldo di Villa Maria) a Ge-
nova-Sestri, avrà luogo l’an-
nuale assemblea ordinaria dei
soci.

L’assemblea è fissata per le
ore 20,30 in 1.a convocazione,
e per le ore 21 in 2.a convo-
cazione, qualunque sia il nu-
mero dei soci presenti.

L'ordine del giorno dei la-
vori sarà il seguente: 1°) No-
mina Presidente e Segretario
dell'assemblea; 2°) Relazione
tecnica e finanziaria; 3°) No-
mina del Comitato elettorale
per il nuovo consiglio diretti-
vo; 4°) Varie.

Al termine dei lavori avrà
luogo un brindisi in onore dei
giocatori primi classificati nel-
le competizioni federali del-
l'anno sportivo 1956.

SEZIONE CACCIA

Domenica 14 ottobre ha a-
vuto luogo la prima partita di
caccia al Giovo del Sassello.
I partecipanti sono partiti da
piazza Verdi alle 3,45, su di
un torpedone che ha effettuato
fermate a Sampierdarena, Cor-
nigliano, Sestri Ponente, Mul-
tedo, Pegli, Pra, Voltri. Il ri-
torno ha avuto luogo alle
ore 17. eg

Il 21 ottobre la gita sarà ri-
petuta con lo stesso program-
ma e con la stessa quota di
partecipazione, cioè lire 400.

La terza partita sarà effet-
tuata domenica 11 novembre
in Lomellina, con partenza al-
le ore 3,45 da Genova Bri-
gnole. Le fermate del torpe-
done saranno a Sampierdare-
na, Certosa, Rivarolo, Teglia,
Bolzaneto. Ritorno alle ore 17.

Le prenotazioni si ricevono
presso i delegati di stabili-
mento e alla sede di via Achil-
le Stennio a Sampierdarena e
saranno chiuse alle ore 18 del
giovedì che precede la dome-
nica per cui si effettua la pre-
notazione.



LIONELLA TIXI (Can): « Verso il Cevedale ». (foto partecipante al nostro concorso).



ALBUM DI FAMIGLIA

Il “guaritore”
Mario Cioli
ario Cioli è un uomo di

M mezza età e di aspetto gio-
vanile, dal torso robusto e dallo
sguardo fermo,

Dal 1946 è addetto all’infer-
meria dell’Ansaldo Coke, Ma la
sensazione di avere qualcosa
da trasmettere agli altri,
qualcosa al di fuori del proprio
lavoro, come una «carica »
psichica che urgesse dentro, il

Una inquietudine interiore
che doveva passare attraverso
le mani, queste nostre sensibi-
lissime antenne: da giovane ec-
colo violinista.

Poi l’esperienza militare (fe-
ce il corso infermieri all’ospe-
dale militare di Livorno e fu
quindi aiutante di sanità al lo-
cale ospedale Giosuè Carducci)
lo convinse, di poter « comuni-
care » attraverso le mani un in-
flusso terapeutico sostanzial-
mente positivo.

Nel 1950 divenne radioestesi-
sta; si accorse che il pendolo

nostro Cioli l'aveva avuta da nelle sue mani rispondeva per-
tempo. fettamente, ma ben presto si
/



Il tetto

ittorio De Sica, con

questo film, è tornato
al neo-realismo più puro,
quello di « Ladri di bici-
clette ».

Si tratta questa volta
dell’ angoscioso problema
della casa, che una giovane
coppia (lui un aiutante mu-
ratore, lei una domesti-
ca) risolvono come posso-
no, cioè con una notturna
costruzione nella zona del-
le « baracche » alla perife-
ria di Roma.

Probleina sociale preso
per la « tangente », e svol-
to attraverso la commoven-
te e semplice vicenda di
due « persone della stra-
da », che parlano e agisco-
no come persone « vere »
nelle vere situazioni della
loro quotidiana realtà, se-
condo una poetica cara a
Zavattini, autore del sog-



CINESELEZIONE

=“

getto e della sceneggiatura.

De Sica, che ha scelto
per il film due giovani non
professionisti, ha avuto la
mano felice, poichè Ga-
briella Pallotta e Giorgio
Listuzzi ci hanno dato una
interpretazione magnifica e
commovente.

Un film di altissimo li-
vello, dunque, che ci ripa-
ga di tante delusioni dovu-
te a «produzioni-colosso »
interpretate da costosissime
dive.

La casetta, così come ci
appare mnell’ultima inqua-
dratura del film, viene tra-
sfigurata in un simbolo
poetico e non compren-
diamo proprio come certi
giornali genovesi abbiano
potuto ironizzare definendo
la trama del film come
« una storia dove si costrui-
sce una casa più presto che
col piano Fanfani ».

IL PORTOGHESE







convinse che il pendolo radioe-
stesistico non era che un inter-
mediario, un « trasmettitore »
del fluido che stava nelle sue
mani, e solo nelle mani,

Quindi abbandonato il « pen-
dolo » il nostro Cioli si diede
(sempre con degli amici, con dei
conoscenti, al di fuori di ogni
lucro) agli interventi con la
semplice applicazione delle ma-
ni, Insomma l’antica « imposi-
zione delle mani » che consenti-
rebbe di trasmettere un certo
potere radiante alle parti ma-
late, non disgiunto da una cer-
ta carica « psichica ».

Non si creda che un « guari-
tore » sia nel mondo moderno
un isolato: esiste infatti, con
sede in Roma, un Centro Inter-
nazionale Guaritori, al quale il
nostro Cioli è regolarmente i-
soritto, Che il Cioli possieda un
potere radiante, è provato da
una perizia extragiudiziaria (n.
792, giurata davanti al Pretore
di Roma) rilasciata dal dott.
Petrosellini, Accademico e Con-
sulente del Tribunale di Roma

per le specializzazioni radiotec-
niche, elettrotecniche, ete.

La perizia afferma, infatti,
sulla base delle varie prove
scientifiche eseguite, che « dopo
le prove radiostatiche, radioe-
lettriche e radiocinetiche si può
dedurre che il soggelto possiede
un proprio potere radiante e che
tale potere può in alcuni casi
essere trasmesso a sua volontà
e essere captato »,

Naturalmente, abbiamo par-
lato anche del « Mago di Napo-
li» e di altri, ma il Cioli chia-
risce che a luj non interessano
quei campi più spiccatamente
« magici » come la preveggenza,
l’influenza sulla condotta di
terzi ete. A lui interessa soltan-
to la «guarigione », un fatto
umano nel quale egli mette una
« pietas » tutta latina.

Poi abbiamo parlato dell’O-
riente, della metempsicosi, e
anche del fiume Gange...

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O PINIONI

Disoccupazione

e lavoro femminile

La prima impressione che si
riporta leggendo l’articolo ap-
parso su «l’Ansaldino » n. 14
sotto il titolo «La' disoccupa-
zione e il lavoro femminile »,
è che l’autore abbia trattato
l'argomento in modo non ob-
biettivo e poco sereno,

Fatta questa premessa, sem-
bra opportuno chiarire:

1) L’autore non può genera-
lizzare il caso delle donne
sposate che lavorano, Ciascuna
ha una situazione familiare
diversa dall’altra; ognuna ha
una dignità e delle buone ra-
gioni per non mettere in piazza
la propria.

E’ pur vero che vi sono donne
che lavorano per soddisfare le
proprie ambizioni, ma la per-
centuale è tale da non coinvol-
gerle tutte e la maggior parte
di esse è costretta a lavorare
perchè lo stipendio del marito
(quando uno stipendio c'è), è

assolutamente inadeguato al-
l'odierno costo della vita,
Anche il Codice dice: la mo-

glie deve contribuire al manteni-
mento del marito se questo non
ha mezzi sufficienti.

Si può obbiettare: ma allora
perchè queste donne si sono spo-
sate? Si risponde: si sono
sposate appunto perchè, già
in partenza, hanno fatto asse-
gnamento sul comune lavoro. E,
proprio in omaggio alla morale
più volte richiamata nell’arti-
colo, l’autore non ha pensato
che più di una donna — di fron-
te al pericolo del suo allonta-
namento dal lavoro in caso di
matrimonio — non avrebbe esi-
tato un solo istante ad unirsi
all'uomo prescelto, con la' con-
seguente poco regolare posizione
sociale. Il sogno di ogni donna
è quello di sposarsi ed occuparsi
tranquillamente e solo della
propria casa; non tutte hanno
questa fortuna e allora, debbo-
no proprio rinunciare a tutto?

2) In quanto poi ai diverti-
menti che i due salari o due
stipendi possono permettere,
sembra per lo ‘meno umano
concedere a chi lavora qualche
gita igienica, o qualche film
visto, magari, in locali di se-
cond’ordine, Siamo invece d’ac-
cordo che la disoccupazione reca
miseria, angoscia, fomenta l’o-
dio, ma raramente conduce alla
prostituzione, E’ recente la
notizia che una studentessa,
una commessa e qualche impie-
gata sono state sorprese in am-
biente equivoco. Alla studen-
tessa non sarà certamente man-
cato il necessario, nè è da pen-
sare che la commessa e le im-
piegate non godano di una
retribuzione; ciò dimostra che
fa la prostituta chi ha nel san-
gue di farlo perchè una donna
onesta, con sani principi morali,
è disposta a fare qualsiasi la-



PREMIO
“«ALMANACCO”

Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di
ottobre abbinato ad un nu-
mero dell’«Almanacco 1956»,
consistente in una piccola
radio. Nel prossimo numero
pubblicheremo il risultato
del sorteggio.







voro, anche il più umiliante, il
meno rispondente alle sue capa-
cità professionali, pur di man-
tenere integra la propria ono-
rabilità.

3) L’autore esclude le profes-
sioniste, le quali, fra l’altro,
nel nostro ambito potrebbero
essere utilizzate solo in misura
ridottissima, se non nulla, Il
lavoro si può esplicare in molti
modi, non tutti hanno però lo

stesso valore; c'è una gerarchia.

E’ indubbio, quindi, che anche
l’opera della modesta dattilogra-
fa è necessaria,

4) Per quanto riguarda l’im-
piegata che non vuole avere fi-
gli perchè questi intralcereb-
bero il suo lavoro, c'è da pen-
sare che essa ignori completa-
mente le norme che tutelano
le donne gestanti, Sembra, piut-
tosto, che l’impiegata in questio-
ne manchi di femminilità e di
sentimenti che. altamente ono-

rano una donna, e che non ab-
bia mai pensato che tante fa-
miglie riescono a dare una
istruzione ai propri figli grazie
al «contributo apportato dalla
moglie.

Si conclude: che cosa pensa
di risolvere il sig. Tubini po-
nendo la questione in campo
aziendale, quando già gli è stato
fatto osservare che, in campo
nazionale, il grave problema
della disoccupazione non ver-
rebbe certamente risolto sosti-
tuendo le donne maritate al
lavoro?

UN GRUPPO DI
DELLA DIG
(seguono 28 firme)

IMPIEGATE



Concorsi per lavoratori

Undici premi per 1 milione e 200 mila lire messi in palio dalla

“Gazzetta per i Lavorator

"ip

per concorsi antinfortunistici - Premi per

lavoratori anziani e per gli alpinisti - Borse di studio per laureati,

studenti universitari e periti industriali.

La « Gazzetta per i Lavoratori >»,
bandisce, per il 1956, due Concorsi,
sulla sicurezza nel lavoro. Ai detti
Concorsi potranno partecipare tut-
ti i lavoratori dell'industria (ope-
rai e impiegati), occupati o no, ed
i grandi invalidi del lavoro.

PRIMO CONCORSO

Per i migliori « bozzetti di car-
telli figurati » atti a servire come
mezzo di propaganda antinfortuni-
stica, o per la più efficace frase
che richiami l’attenzione sul peri-
colo degli infortuni,

I premi, in numero di 5, per
complessive L. 500.000 sono così
ripartiti: uno da L. 150.000; due

da L. 100.000; due da L. 75.000.

Per l'esecuzione dei bozzetti si
deve tener presente quanto segue:

le figure devono essere riprodot-
te con inchiostro di china oppure
a colori e completate eventualmen-
te con brevissime didascalie;

le immagini devono riferirsi alle
principali cause di pericoli che si
riscontrino nell’industria;

l'efficacia rappresentativa delle
figure non deve essere ottenuta per
mezzo di espressioni macabre o ec-
cessivamente patetiche;

i disegni devono essere montati
su sostegni rigidi o semirigidi (te-
laietti, fogli di compensato, carto-
ni, ecc.), aver formato di cm. 40 x
56 e devono potersi disporre ver-
ticalmente,

La Commissione giudicatrice si
riserva la facoltà di assegnare ai
concorrenti non vincitori un com-
penso non superiore a L, 2000 a
titolo di parziale rimborso delle
spese vive,

SECONDO CONCORSO

Per segnalazioni tecniche antin-
fortunistiche riguardanti:

dispositivi di sicurezza per im-
pianti o macchine dell'industria,
comprese le attrezzature in genere
che valgano ad eliminare o ridurre
gli infortuni o le malattie profes-
sionali;

mezzi individuali di protezione
(comprese le tenute di lavoro e
l'abbigliamento);

accorgimenti tecnici relativi alle
condizioni ambientali (disposizione

delle macchine, utilizzazione dei
locali, illuminazione, aereazione
ecc.)

;
procedimenti di sicurezza da a-
dottarsi in talune fasi di lavoro, a
mano, a macchina, con apparecchi.

I premi, in numero di 6, per
complessive L. 700 mila sono così
ripartiti: uno da L. 200.000; uno
da L. 150.000; due da L, 100.000;
due da L. 75.000,

Gli elaborati, da inviare in dupli-
ce copia, devono essere scritti pre-
feribilmente a macchina e correda-
ti da disegni di assieme (viste e
sezioni) e particolari. Dovranno
essere di data recente e comunque
non anteriori all'anno 1954.

Nel caso inoltre che il dispositivo
ritrovato o accorgimento sia già
stato sperimentato, dovrà essere al-
legata dichiarazione dell'Azienda at-
testante i risultati pratici dell’ap-
plicazione.

Il termine per la presentazione
dei bozzetti (primo Concorso) e co-
sì pure degli elaborati relativi alle
segnalazioni tecniche (secondo Con-
corso), è fissato. improrogabilmen-
te al 31 ottobre 1956.

La spedizione dei bozzetti e de-
gli elaborati deve essere fatta per
mezzo di plico raccomandato alla
« Gazzetta per i Lavoratori » - Con-
corso Antinfortunistico - Roma,
Piazza della Madonna di Loreto, 21,

Sia i bozzetti che le segnalazioni
dovranno portare ben chiaro co-
gnome, nome e indirizzo dell’au-
tore. A parte dovrà inoltre essere
rimesso alla « Gazzetta per i La-
voratori » un certificato dell'Azienda

industriale dalla quale il concor-
rente dipende, con specificata la
qualifica professionale. I concor-
renti disoccupati dovranno invece
inviare una dichiarazione, rilasciata
da competente Autorità, attestante
la loro condizione di disoccupati
dell'industria o di iscritti ad una
Scuola di qualificazione, I grandi
invalidi del lavoro allegheranno di-
chiarazione dell’I,N.A.I.L. attestante
tale loro qualità.

I bozzetti ai quali verranno as-
segnati i primi 3 premi resteranno
di proprietà della « Gazzetta per i
Lavoratori », la quale potrà even-
tualmente anche diffonderli tramite
la Confederazione dell'Industria,

Fra tutti i lavoratori dell'industria
(operai e impiegati), occupati da
almeno 40 anni presso la stessa
Azienda o complesso industriale, è
bandito anche quest'anno un con-
corso sul tema:

«Come potrebbe rendersi utile
agli altri operai della fabbrica un
lavoratore anziano ».

I saggi, da contenere in un mas-
simo di tre cartelle manoscritte o
dattilografate, dovranno essere in-
viati (possibilmente in cinque co-
pie) alla « Gazzetta per i Lavora-

tori », Piazza della Madonna di
Loreto, 21 - Roma, entro il 31
ottobre,

Ogni concorrente dovrà corredare
il proprio saggio di un certificato
dell'Azienda con l'indicazione della
qualifica professionale e della data
esatta di assunzione del concorrente
stesso.

Tutti i saggi saranno sottoposti
al giudizio di un'apposita Commis-
sione, la quale terrà principalmente
conto del valore morale ed indica-
tivo del saggio, mentre la presenza
o meno di pregi puramente lette-
rari fornirà solo parzialmente
oggetto di particolare valutazione.

A1 primo classificato sarà asse-
gnato un premio di L. 100,000, al
secondo di L, 70.000, al terzo di
L. 50.000. Tre premi di L. 20.000

ciascuno saranno attribuiti agli
altri lavoratori considerati meri-
tevoli di segnalazione da parte

della Commissione giudicatrice, il
giudizio della quale è insindaca-
bile.

Un premio di L. 100.000 sarà
inoltre assegnato al lavoratore par-
tecipante al concorso che avrà
raggiunto la più alta anzianità nella
stessa Azienda. Sono esclusi da
questo specifico premio coloro che
già ottennero analogo premio nei
precedenti concorsi.

La premiazione sarà fatta alla
presenza del vincitori, che saranno
ospiti in Roma della « Gazzetta per
i Lavoratori », in occasione delle
premiazioni delle altre gare cultu-
rali annuali.

La «Gazzetta per i Lavoratori »
si riserva di fare intervenire alla
premiazione anche altri lavoratori
che, per anzianità o per aver pre-
sentato saggi di particolare valore,
ne risultino meritevoli. Si riserva
altresì la facoltà di raccogliere in
speciale pubblicazione i saggi pre-
sentati al concorso,

Nell’intento di offrire ai giovani
meno abbienti e. più meritevoli,
figli od orfani di lavoratori della
industria (operai od impiegati), la
possibilità di seguire gli studi uni-
versitari nel rami tecnici di Inge-
gneria, Chimica e Fisica, la « Gaz-
zetta per i Lavoratori » bandisce un
Concorso nazionale per l'assegna-
zione di numero 3 borse di studio
universitarie di L. 150.000 annue
ciascuna per la durata di 5 anni,
da assegnarsi a giovani che abbia-
no conseguito, nella sessione estiva

dell’anno 1956, titolo di ammissione
all'Università con votazione di al-
meno 6,7/10 di profitto,

Gli aspiranti dovranno inoltrare
domanda alla « Gazzetta per i Lavo-
ratori >, Piazza della Madonna di
Loreto 21, Roma, entro il 31 otto-
DEC 1956 corredata dai seguenti
itoli:

a) certificato di nascita;

b) fotografia autenticata;

€) stato di famiglia;

d) certificato relativo alla pro-
fessione del padre rilasciato dalla
Azienda dalla quale dipenae; per
le domande presentate da orfani 0
figli di lavoratori disoccupati il cer-
tilicato precedente dovrà essere ri-
lasciato dall'ultima Azienda alle cui
dipendenze è stato il padre dello
aspirante;

e) diploma originale del titolo di
Studio conseguito o documento
equivalente autenticato;

f) certificato, debitamente auten-
ticato, dei punti ottenuti nelle
singole materie ove questi non
risultino sul precedente documento;

£) pagella dell'ultimo anno sco-
lastico superato.

Per coloro che abbiano conseguito
il titolo da privatisti, in luogo del
documento di cui alla lettera g),
dovrà essere presentata una dichia-
razione firmata dal padre o da chi
ne fa le veci, attestante che l'aspi-
rante ha conseguito il titolo di
studio in qualità di privatista.

In base alle votazioni conseguite
ed ai titoli posseduti dagli aspiranti,
l'apposita Commissione giudicatrice
compilerà una graduatoria di meri-
to ed invierà i primi 9 aspiranti
ad un colloquio che verterà sulle
discipline di carattere scientifico
studiate e sarà diretto ad accertare
il grado di cultura, di capacità e
di predisposizione di ciascuno in
relazione alla carriera universitaria
che l'aspirante ha chiesto di poter
seguire. Le spese per il viaggio a
Roma e per la permanenza degli
aspiranti saranno a carico della
« Gazzetta per i Lavoratori». In
base all'esito del colloquio e tenuto
conto della valutazione complessiva
dei titoli, la Commissione sceglierà
i tre vincitori con giudizio inappel-
labile,

Il godimento delle borse di studio
così conferite è regolato dalle
norme seguenti]:

1) All'atto del ricevimento della
comunicazione ufficiale dell'assegna-
zione della borsa, il vincitore sotto-
scriverà la dichiarazione (che con
apposito modulo gli verrà inviata)
con la quale, dichiarando di non
godere di altre borse e quindi di
accettare il conferimento della
borsa stessa, si impegna a seguire
il corso universitario prescelto fino

al conseguimento della laurea se-
condo le modalità del presente
Regolamento,

2) La «Gazzetta per i Lavora-
tori» in possesso della dichiara-
zione di accettazione disporrà un
primo versamento a favore del
borsista pari a 1/83 dell'ammonta-
re della borsa stessa. Nel rimet-
tere ricevuta della somma l'inte-
ressato dovrà produrre altresì la
documentazione della avvenuta |
serizione al corso universitario, in-
dicando il domicilio, che dovrà es-
sere in ogni caso nella città ove
ha sede la Facoltà universitaria
prescelta,

3) I residuo ammontare della
borsa verrà corrisposto all’interes-
sato in due rate uguali di cui la
prima entro il 15 marzo 1957 e la
seconda entro. il 15 maggio 1957,
previa presentazione da parte del-
l'interessato di un certificato di re-
golare frequenza del corso al qua-
le è iscritto,

13

4) Ml borsista dovrà superare an-
nualmente gli esami obbligatori e
quelli facoltativi compresi nel pia-
no di studi consigliato dalla Facol-
tà, o che sia stato da questa appro-
vato, riportando una votazione
complessiva non inferiore ai 24/
30 o 80/100 del punteggio massi-
mo, Delle votazioni conseguite do-
vrà essere inviato certificato auten-
ticato alla « Gazzetta per i Lavora-



tori » entro il 30 novembre 1957
per potere ottenere il pagamento
delle annualità successive per il

quale sarà seguito analogo proce-
dimento.

5) La « Gazzetta per i Lavorato-
ri» si riserva il diritto di sospen-
dere in qualunque momento, anche
durante l'anno scolastico, la con-
cessione della borsa di studio qua-
lora venga accertato lo scarso pro-
fitto del borsista o sia stata da
questo compiuta qualche mancan-
za per cui si sia reso passibile di
provvedimenti disciplinari da par-
te della Facoltà.

6) Al conseguimento del diplo-
ma di laurea i borsisti saranno a
cura della « Gazzetta per i Lavora-
tori » segnalati ad Aziende e Sta-

bilimenti Industriali per compiere
un adeguato periodo di tirocinio
pratico.

La « Gazzetta per i Lavoratori»
ha inoltre bandito um concorso na-
zionale per l'assegnazione di sette
borse di studio di L. 180.000 cia-
scuna da assegnarsi a giovani che
abbiano conseguito nella sessione
estiva del 1956 il diploma di perito
tecnico industriale con votazione
di almeno 6,50/10 di profitto, un
altro concorso per l'assegnazione di
tre borse di studio di L. 400.000
ciascuna per giovani laureati che
non abbiano superato il trentesimo
anno di età e, infine, un concorso
per i lavoratori alpinisti, dotato di
cinque premi di 100,000 lire cia-
seuno,



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Sono nuti

21 luglio: SILVANO, figlio
di G. B. Oddone (Can) e di
Maria Teresa Galliano - 28
lugiio: CLAUDIO, figlio di
Fiavio Pastorino (Mec) e di
Liliana Alto - 8 agosto: GIO-
VANNA, figlia di Oreste Ce-
roni (Mug) e di Angela Lupi
- 16 agosto; MARIA GRAZIA,
figlia di Clemente Morbin
(Mug) e di Giuseppa Crisoli
- 18 agosto: CLAUDIA, figlia
di Nello Alpinoli (Mug) e di
Pasquina Farina - CARLO, fi-
glio di Felice D’Urzo (Mec) e

di Lina Ospesi - 20 agosto:
EGILDA, figlia di Giovanni
Carmignani (Mec) e di An-

gela Parodi - 21 agosto: AN-
DREINA, figlia di Antonio I-

valdi (Mec) e di Idelma Pe-
ghin - 22 agosto: TIZIANA
figlia di Furio Pennacchini

(Liv) e di Nella Cerretti - 26
agosto: SANDRA, figlia di
Pietro Maivasio (Sau) e di
Giovanna Percivale - 30 ago-
sto: SONIA, figlia di Bruno
Sighenzi (Liv) e di Elvira
Menegazzi - ANDREA, figlio
di Ippolito Lombardi (Mec) e
di Rosa Canessa - 31 agosto:
ANDREA, figlio di Eraldo An-
dreotti (Liv) e di Mara Mar-
chini - 3 settembre: ADELE,
figlia di Giovanni Tognetti
(Mug) e di Giuseppa Anto-
nelli - 7 settembre: ARMAN-
DO, figlio di Giorgio Maffei
(Mug) e di Iole Chiappucci -
BRUNO, figlio di Leonetto
Domenici (Liv) e di Neda Ca-
luri - 9 settembre: MARIA
GRAZIA, figlia di Narciso
Corniglia (Mug) e di Beppi-
na Sarbia - FRANCESCO, fi-
glio di Giusevve D'Arrigo
(Mec) e di Cecilia Cama -
WILMA, figlia di Aldo Torre
(Can) e di Virginia Zena - 11
settembre: MASSIMO, figlio
di Gavino Sorba (Can) e di
Giovanna Virdis - TIZIANA,
figlia di Giovanni Uggetti
(Dig) e di Luigina Grillo - 12
settembre: PIERO, figlio di
Mario Giacomelli (Mug) e di
Ilca Fregosi - 16 settembre:
MARIA GRAZIA, figlia di Ro-
mualdo Capecchi (Cmi) e di
Dina Magi - ORNELLA, figlia
di Renato Cavanna (Can) e di
Maria Ginepra - 17 settembre:

ANSALDINI
IN SEDICESIMO











Ester, figlia del

rag. Davide
Cadenaccio della DIG

ANNA RITA, figlia di Mario
Bruzzo (Fon) e di Adriana
Cresta - MARIA, figlia di Sil-
vio Camoirano (Can) e di Ge-
ronima Ferrando - 21 settem-
bre: CARLO, figlio di Gino De
Giacobbe (Mug) e di Dina
Buongiorni - 22 settembre:
DANIELA, figlia di Aldo Lis-
si (Mec) e di Elina Nibaldi -
23 settembre: ROSSELLA, fi-

g°ia di Franco Nerini
e di Liliana Corvi.

A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.

(Mug)

Si sono sposati

5 agosto: Alfredo ROVE-
GNO (Mec) con Giovanna
Giondelli - 27 agosto: Giusep-

pe PELLEGRI (Mug) con Eli-
sa Zanelli - 30 agosto: Anto-
nino MANTIA (Mec) con Gio-
vanna Noce - 8 settembre: Sil-
vio LASTRICO (Mec) con
Bianca Piana - 15 settembre:
Francesco MASNATA (Mec)
con Giovanna Teresa Cade-
nasso - 16 settembre: Pietro
LORENZETTI (Mec) con Ma-
ria Carraro - 22 settembre:
Gerolamo BERRINO (Can)
con Guglielmina Morone . 26
settembre: ing. Bruno PA-
LAIA (Cmi) con Mirella Sa-
lone.

Agli svosi i nostri vivissimi
auguri.

NOZZE D’ORO

I coniugi Vincenzo Frassoni
e Teresa Ratto, genitori del-
l’adcetta mensa Giuseppina
Frassoni dello Stabilimento
di Costruzioni Meccaniche e
Impianti Industriali, hanno re-
centemente festeggiato le îoro
nozze d’oro.

Ai fortunati coniugi, uniti
nell’affetto da mezzo secolo,
giungano gli auguri del nostro
giornale e di tutti gli ansal-
dini.



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PROPOSTA N. 19407.

Oggetto: Raffreddatore olio
- diaframma Dis. M. 71466 pos.
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Propone di modificare l’ope-
razione 1/9 in « tagliare con
ceso:a dischi rotondi con so-
vrametallo », anzichè « taglia
re barra auadra da 750 mm.».

Prevede un risparmio di
tempo per la operazione 5/9
di tornitura del diametro e-
sterno in vacchi di 12 pezzi.
RISPOSTA.

La proposta e accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il cicio di lavora-
zione.

®
PROPOSTA N. 18048.

Oggetto:

Palette l.a e 3.a fila mobile
ruota Curtis A. P. tipo T/C.
31.500 Tonn. deviatrici 1° sta-
dio tipo GE.Co. 60.000 e 30 000
kW.

Propone una modifica alla
lavorazione che permette d’e-
liminare l’operazione di fre-
satura del lato passaggio va-
pore (entrata vapore).
RISPOSTA.

La proposta è accettata. Se
ne terrà conto per la prossima
costruzione di palette di que-
sto tipo e che si prevede pos-
sa avvenire fra un anno.

e
PROPOSTA N. 16159.

Propone di dotare qualche
tavolo da disegno degli Uffici
Studi di rulli per l’avvolgi-
mento dei grandi disegni.

Fa rilevare che i disegni di
dimensione grande sono i più
costosi e quindi quelli che bi-
sogna conservare con partico-
lare riguardo.

Allega uno schizzo che il-
lustra l’apparecchio.
RISPOSTA.

L’impiego dei rulli di av-
volgimento in pratica risulte-
rà limitato ad un numero as-
sai ridotto di disegni, come
assiemi, sistemazioni, piani di
tubolature e simili quando le
necessità tecniche di rappre-
sentazione non permettono la
adozione di scale a rapporto
adeguato tenendo sempre pre-
sente che detti disegni di
grandi dimensioni sono di dif-
ficile consultazione e maneg-
gio in officina.

Il sistema adottato attual-
mente di arrotondare i lati
eccedenti al foglio e fissarli
con puntine dello spessore del
tavolo è poco pratico special-
mente quando viene lasciata
una larga eccedenza in lun-
ghezza della carta, per non
avere bene conteggiata la mi-
sura necessaria.

Comunque il dispositivo
proposto viene accettato a ti-
tolo di prova e siccome da ri-

cerche fatte non esiste in com-
mercio, verrà costruito in STA

»

PROPOSTA N. 17578.

Suggerisce un esame più
profondo da parte dei proget-
tisti e del Capo commessa
nell'impiego del greggio per
le lavorazioni; all’uopo illu-
stra con esempio tre casi spe-
cifici in cui sono stati prele-
vati materiali con diametro
superiore di 5 mm. al neces-
sario con le conseguenze di
uno spreco di materiale e di
lavorazione,

RISPOSTA.

L'Ufiicio NOR provvede da
tiempo, neila revisione dei di-
segni, a controllare l’esisten-
za dell’indicazione di greggio
su tutte le superfici di lami-
nazione o trafilatura che pos-
sono essere utilizzate sul par-
ticolare finito (per limitate o
per mancanza di esigenze di
accoppiamento) in modo da ri-
durre lo sfrido ed eliminare
una operazione di lavorazione.

I fatti segnalati si riferisco-
no a particolari per è quali ta-
le indicazione mancava sui di-
segni e quindi î Capi commes-
sa in via prudenziale ritenne-
ro conveniente aggiungere il
sovrametallo senza chiedere
chiarimenti agli Uffici Studi e
rettificare in conformità Vin-
dicazione sui disegni stessi.

L’Ufficio NOR intensificherà
la revisione dei disegni ed i
Capi commessa chiederanno
informazioni agli Uffici Studi,
specialmente quando si trat-
terà di costruire numerosi
pezzi uguali o quando sarà
prevista l'utilizzazione di ma-
teriale esistente a Magazzino
avente le dimensioni non cor-
rispondenti al disegno; è evi-
dente che in tale caso il costo
della maggiore lavorazione ri-
chiesta è compensato dal van-
taggio di smaltire giacenze di
spezzoni non altrimenti uti-
lizzabili.

e

PROPOSTA N. 17267.

I torni paralleli Magdeburg
sono corredati da tabelle per
gli avanzamenti che si possono
adoperare nel caso che si ab-
bia la macchina a posto con
ruote di ricambio per passe
Whitworth. Nel caso di torni-
tura di pezzi con filettatura
metrica non si nvuò sapere @
che avanzamento marcia la
macchina.

Propone nertanto di dotare
‘i tabella ner gli avanzamen-
ti con ruote di ricambio per

massi metrici. tutti i torni
Magdeburg paraileli.
RISPOSTA.

La proposta è accettata. Lo
Ufficio MAU ha già provvedu-
to ad eseguire i dovuti rilievi





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targhette indicanti gli avan-
zamenti longitudinali e tra-
sversali ner giro del mandrino,
ottenibili quando sulla mac-
china sono montate le ruote di
ricambio per passi metrici.
MAN provvederà alta co-
struzione delle targhette per i
sette torni Magdeburg esìi-
stenti in STA, ed alla relativa
applicazione sulle macchine.



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18-9-1956. Era all’Ansaldo dal
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Varato a Livorno
il ‘Josè Garcia”

1 12 ottobre i Cantieri «Lui.

gi Orlando» di Livorno han-
no degnamente festeggiato, col
linguaggio dei fatti, la gran-
Ce ricorrenza colombiana.

Non poteva esservi modo
migliore per sottolineare la
ricorrenza, che segna il ri-
cordo di una impresa nella
quale il genio e l’ardimento
italiani hanno dato indimen-
ticabile contributo alla civil-
tà» mondiale:

Il 12 ottobre corrente i no-
stri cantieri varavano una na-

ve da guerra che, sorta col
lavoro e la capacità di tecnici
e maestranze italiani, andrà
a montare la guardia al pro-
gresso della Repubblica Ve-
nezuelana, quasi ritessendo
con la propria scia sull’ocea-
no, il simbolico legame getta-
to oltre quattro secoli fa da
Cristoforo Colombo,

L’aria di festa si avvertiva a
causa del pavese multicolore
steso sulla sagoma slanciata
del caccia, del palchetto pre-
parato per le autorità, delle
bandiere coi colori delle due
Repubbliche, della Ansaldo,
della città di Livorno. Per il
resto, però, il lavoro ferveva
sugli altri scali, e le gru con-
tinuavano ad allungare il col-
lo indaffarate, come a testi-
moniare la continuità di un
denso programma. di lavoro,
nel quale il varo odierno non
segna che un episodio, sia pu-
re festoso.

Ma' alle ore undici, come
stabilito, il lavoro si arresta,
le gru si fermano, gli operai
si assiepano sotto lo scafo bril-
lante nella sua nuova vernice.

Nel palco delle autorità so-
no presenti il dott. Juan Be-
roes, primo segretario d’Am-
basciata, in rappresentanza
dell’Ambasciatore Venezuela-
no a Roma; altri funzionari
dell'Ambasciata; l’Ambascia-
tore Renato Bova Scoppa in
rappresentanza del Ministero
degli Esteri; l’Ammiraglio di
Squadra ‘Gastone Minotti in
ranpresentanza della Marina
Italiana; l’Ammiraglio Carlo
De :Angeliswdella: Finmeccani-
ca; il Prefetto di Livorno dott.

Marfisa; il Sindaco di Livorno
e molte altre autorità civili e
militari.

La Commissione venezuela-
na era presente al completo,
con il Capo-commissione Cap.
di Fregata Antonio J. Ferrer e
il Vice-capo Cap. di Fregata
Josè Miguel Hernandez.

Era pure presente il Mag-
giore Martadinata, Capo del-
la Commissione indonesiana
presso il Cantiere Orlando

Per l’Ansaldo erano presen-
ti il Presidente Avv. Federico



De Barbieri e l’Amministrato-
re Delegato Ing. Giuseppe Ro-
sini, oltre ad altri dirigenti
centrali e locali.

La nave, che è la sesta ed
ultima del gruppo ordinato
dal Governo Venezuelano, do-
minava la cerimonia con lo
scafo slanciato ed elegante, sul
quale si disegnavano nitide le

lettere del nome: « Almirante
Josè Garcia », Eccone le prin-
cipali caratteristiche: lunghez-
za massima mt. 97,60; larghez-
za mt, 10,28; dislocamento
tonn. 1.300; potenza dell’ap-
parato motore 24.000 Cv.; ve-
locità alla potenza normale 32
nodi; armamento: due canno-
ni da 102/46, 2 mitragliere da
40, 4 mitragliere da 20 e altri
mezzi antisommergibili. Que-
sta unità, come le precedenti,
sarà munita di tutte le appa-
recchiature e gli strumenti più

moderni sia per la navigazione
che per il combattimento.
Alle ore undici e dodici mi-
nuti il Vescovo di Livorno,
Mons. Giovanni Piccioni, ha
impartito la benedizione, e la
madrina, Signora Ilse Marga-
rita de Hernandez, dopo alcu-
ne brevi parole augurali, ha
schiacciato il fatidico bottone:



la bottiglia di spumante si è
infranta sulla prua e la nave
ha cominciato la sua corsa
verso il mare, mentre l’equi-
paggio venezuelano schierato
sotto lo scafo, e un reparto di
carabinieri rendevano il sa-
luto.

L’attimo di generale « su-
spense » non è mancato nep-
pure questa volta, come ad
ogni varo. Quell’attimo in cui
tutto piomba in un silenzio as-
soluto, e la gente sembra +rat-
tenga il respiro, e il cuore dei
tecnici e degli operai affretta
forse il battito, in attesa del-
l'evento, vecchio eppur sem-
pre nuovo ed emozionante, co-
me una nascita.

Lo sguardo si fissa su un
punto dello scafo, oppure su
una bandiera che gioca col
vento, o su un uccello che
saetta nel cielo: voi l'orecchio
avverte cualche leggero scric-
chiolìo, quindi un fruscio con-
tinuo. La nave si muove in-
contro all’abbraccio del mare
(un mare limpido oggi, sotto



=

un sole estivo) e voi prende
slancio, sempre più, tanto che
qualcuno vicino a me ha com-
mentato, con inconfondibile
accento: « ma quella va fino
alla Meloria! ».

Invece, giunto nel bel mez-
zo dello specchio acqueo. lo
scafo si è fermato come sta-
bilito, ed è rimasto a troneg-
giare sicuro ed orgoglioso, tra
gli applausi dei presenti,

Poi andrà ad. ormeggiarsi
nella darsena di allestimento,
a fianco dei «gemelli» più
anziani, in attesa di raggiun-
gere, completato, la sua patria
lontana.

La sera la Commissione Mi-
litare Venezuelana ha offerto
un ricevimento.

Così si è festeggiata nei no-
stri cantieri di Livorno la ri-
correnza, italiana e mondiale,
del 12 ottobre, il giorno in cui
un Genovese su tre gusci di
legno aveva varcato l’oceano
donando all’umanità un nuovo
continente.



















































Le prove della “Purfina Italia”

G iovedì 11 ottobre, ore 6.30.
Ci imbarchiamo su un ri-
morchiatore in partenza da
Ponte dei Mille per assistere
alle prove ufficiali a pieno ca-
rico della turbocisterna « Pur-
fina Italia » di 31.500 T.D.W.,
costruita, com’è noto, al nostro
Cantiere di Sestri per la
« Compagnia Marittima Paler-
mitana ». Dopo pochi minuti
siamo sulla magnifica nave,
ferma alla Calata Olii Mine-
rali, mentre il sole nascente
accende preziosi riflessi e al-
lunga ombre irreali, Alle 7,30
vengono salpate le ancore. Sl
parte. Il mare è liscio come
una laguna, il cielo terso. Non
appena fuori del porto comin-
ciamo a navigare con i nostri
mezzi. La velocità aumenta
gradatamente. Le prime ore di
navigazione disegnano sulle
acque grandi archi spumeg-
gianti di curve e controcurve.
Dalla passerella vediamo la
nostra ombra girarci lenta-
mente intorno, come la lancet-
ta di un orologio. Se non ci
fossero i riferimenti della co-
sta e della scia nessuno si ac-
corgerebbe della rotta della
nave.

Sulla plancia il timoniere,
immobile, guarda fisso davan-
ti a sè, attentissimo agli ordi-
mi del com.te Alberto Beret-
ta, Capitano d’armamento del-
l’Ansaldo, coadiuvato dal Ca-

po dei Servizi Marinareschi
del Cantiere di Sestri, sig.
Longobardi.

Dopo la colazione torniamo
in plancia. Siamo ora nella fa-
se principale delle prove, cioè
il rilievo dei dati relativi alla
velocità, ai giri dell’elica, al-
la potenza sviluppata dall’ap-
parato motore. Andremo avan-
ti e indietro parecchie volte
lungo una «base » predispo-
sta, compresa fra due traguar-
di costituiti a terra da due ca-
pisaldi, Quando dalla nave si
vedono i due capisaldi uno
dietro l’altro in perfetto alli-
neamento con il ponte di co-
mando, si entra in base e così
pure se ne esce una volta arri-
vati sull’allineamento degli al-
tri due. La nostra base è lun-
ga metri 6.030,5 e va da Punta
Chiappa a Portofino. Ogni vol-
ta che si attraversa la base si
cronometra il tempo impiega-
to e alla fine si fa la media

delle misurazioni. Ecco i risul-
tati di sei passaggi: velocità,
nodi 17; giri, 110,85 al 1’; po-
tenza dell'apparato motore, 15
mila HP. Si fanno poi due pas-
saggi a extra-potenza, con il
seguente brillante esito: velo-
cità, nodi 17,70; giri, 117 al l’;
potenza, 18.250 HP. La nave
ha dato più di quello che do-
veva e tutti sono vivamente
soddisfatti, anche se ciò era
previsto dai nostri tecnici.
Ecco, in proposito, i giudizi
di alcune tra le persone più
qualificate presenti a bordo:
Il dottor Ortoleva, Ammini-
stratore Delegato della Com-
pagnia armatrice: « Sono pie-
namente e senza riserve sod-
disfatto dei comportamento di
tutti gli organi della nave.
L’Ansaldo può essere giusta-
mente orgogliosa di questa
nuova realizzazione, che rap-
presenta un ulteriore perfezio-
namento nel campo delle navi
cisterna, e la mia Società è al-
tamente compiaciuta di inal-
berare per la prima volta, su
una sua nave, la bandiera ita-
liana. Esprimo a tutti coloro
che hanno dato la loro colla-

borazione il vivo elogio della
Compagnia e il mio perso-
nale »,

L’ing. Cristofori, Direttore
del Cantiere di Sestri: « Fra
tutte le navi di questo tipo co-
struite in questi ultimi anni,
la « Purfina Italia » è quella
che ha soddisfatto completa-
mente le nostre aspirazioni, in
quanto, nonostante il più com-
pleto ciclo di prove (prelimi-
nari, a mezzo carico della du-
rata di 18 ore e a pieno cari-
co) ci ha dato i risultati più
brillanti sotto ogni rapporto, ii
più appariscente dei quali è
l'assenza assoluta di vibrazio-
ni. Con la prova di oggi abbia-
mo avuto un dislocamento di
oltre 41.000 tonn., superando
quello con cui eravamo abi-
tuati con le corazzate. Meglio
di così non poteva andare ».

L’ingegnere Bogaert, della
« Petrofina » di Bruxelles: « Le
prove di oggi sono state
molto soddisfacenti. Non mi
aspettavo di oltrepassare la
potenza di 18.000 HP senza al-
cuna difficoltà per le macchi-
ne. Sono molto soddisfatto i-
noltre per il consumo specifi-

co di nafta, che è risultato
molto basso, per l’assenza di
vibrazioni, che ha dimostrato
la robustezza strutturale dello
scafo. Mi felicito vivamente
con.i costruttori per questa
realizzazione ».

Il Capitano Beretta, che ha
comandato la nave: « Abbiamo
avuto un perfezionamento ri-
spetto alle precedenti navi di
questo tipo e le nostre osser-
vazioni non possono essere
che lusinghiere. La manovra-
bilità della nave e il funziona-
mento dei vari apparati sono
ottimi e la velocità è superiore
a quanto richiesto »,

L’ing. Bozzo, Consulente del-
lVAnsaldo per gli apparati mo-
tori: « La « Purfina Italia » di-
mostra il continuo migliora-
mento rispetto a precedenti
unità simili. Sono profonda-
mente soddisfatto sotto ogni
punto di vista ».

L’ing. Parodi, Dirigente del-
l'Ufficio Studi del Meccanico
per gli apparati motori: « In
questa prova tutto si è svolto
con la più grande regolarità.
Tutte le prove di altre grandi
turbocisterne sono andate be-



ne, ma in questa si sono rag-
giunte le condizioni ideali per
u tecnico. Tutto ha funzionato
senza dare la minima preoc-
cupazione ».

Per quanto riguarda l’orga-
nizzazione dei servizi logistici
a bordo, affidati alla sicura
competenza e sensibilità del
sig. Emanuelli, Capo della se-
greteria del Cantiere di Se-
stri, validamente coadiuvato
dal sig. Fiorenzo, nulla da ec-
cepire: tutte le persone a bor-
do si sono trovate come a ca-
sa propria, assistite e soddi-
sfatte in ogni esigenza.

Tra i presenti alla prova ab-
biamo notato, oltre alle perso-
ne già citate: il Cendirettore
del Meccanico ing. Zanetti, il
V. Direttore del Cantiere di
Sestri ing, Boerc, il sig. Ve-
rhè della « Petrofina » belga,
l'ing. Di Macco del « Registro
ltaliano Navale », Mr. Mavor
del « Lloyd's Register », Mr.
Mac Lean dell’« American Bu-
reau», l’ing, Iraci della Vasca
Navale di Roma, il capitano
Faccin che assumerà il co-
mando della nave, gli ingg.
Bruno e Fanfani del Cantiere
di Sestri, l’ing. Conti Barba-
ran del Meccanico, una comi-
tiva di studenti di ingegneria
navale inviata dal Circolo uni-
versitario «Il convegno» e nu-
merosi altri.

La « Purfina Italia », è rien-
trata in porto alle 22,30.

Dante Jannone

La consegna

A pochi giorni di distanza
dalle prove a pieno carico,
cioè lunedì 15 ottobre, la
« Purfina Italia » è stata con-
segnata alla Società armatrice.
La cerimonia della firma del
verbale di consegna si è svol-
ta nel pomeriggio presso la
Direzione Generale dell’An-
saldo. I documenti relativi so-
no stati firmati per la nostra
Società dal Direttore Com-
merciale Navale ing. Casaccia
e dal Direttore del Cantiere di
Sestri ing. Cristofori e per la
« Compagnia Marittima Paler-
mitana » dall’Amministratore
Delegato dr. Ortoleva e dal
Consigliere d’amministrazione
prof. Catinella,

Un

discorso

dell’on.

Fascetti

Compiti e problemi
delle Aziende LR.I.





















L'on. Fascetti in visita alla «Navalmeccanica» di Napoli

al discorso tenuto dal Pre-

sidente dell’IRI on.le Fa-
scetti, ai Dirigenti delle Azien-
de di Napoli, al termine delle
visite fatte nei giorni 19, 20, 21
settembre 1956, stralciamo al-
cuni passi che interessano an-
che i nostri lettori:

« Al termine di questa mia
terza giornata, passata a con-
tatto con i dirigenti e gli ope-
rai delle Aziende napoletane
dell’IRI, desidero fare alcune
considerazioni conclusive.

«Ho visto cose belle e cose
meno belle; ambienti di la-
voro sani ed altri che hanno
necessità di una sollecita tra-
sformazione; stabilimenti così
bene attrezzati da fare vera-
mente onore al nostro Paese,
altri invece che abbisoguano
di aggiornamento tecnico; a-
ziende che hanno un program-
ma di lavoro bene impostato
ed in piena attività, ed altre
che di detto programma sono
ancora alla ricerca ».

« Occorre ormai uscire da

un periodo di incertezza che
dura da troppo tempo, Occor-
re che ogni Azienda, in colla-
borazione con la Finmeccani-
ca, studi a fondo i suoi proble-
mi, la sua produzione, il suo
mercato. Noi dobbiamo dare
sicurezza di lavoro ai nostri
dipendenti, e, per arrivare a
ciò, è indispensabile non tar-
dare a rimettere in equilibrio
economico le nostre Aziende:
in modo particolare quelle che
non hanno problemi di fondo
da risolvere.

«Non che io ponga come tra-
guardo definitivo l’equilibrio
del bilancio aziendale: lo pon-
go come primo impegno degli
amministratori e dei dirigenti,
per poter passare successiva-
mente ad una gestione attiva.

«Quello che dico per alcune
aziende napoletane, logicamen-
te, vale anche per tutte le al-
tre Aziende IRI che si trovino
in analoghe condizioni.

«Io sono sempre stato fra co-
loro che hanno considerato



SS fomparso Carlo Magno,
il centro culturale del-
l’Impero non è più la corte,
ma i conventi, nelle cui bi-
blioteche e nelle cui offici-
ne si compie la parte più
importante della produzio-
ne intellettuale.

Importanti manoscritti e
accurate miniature ci tra-
mandano notizie e illustra-
zioni preziose sui costumi e
le attività dell’epoca.

Anche l'architettura,
naturalmente, gravita sul
mondo religioso: commit-
tenti sono il capitolo del
duomo o la fabbriceria del
convento.

Appare chiaro però, e
anche le nostre illustrazio-
ni lo documentano, che la
« favola » romantica delle
costruzioni anonime e col-
lettive non ha senso: le
grandi cattedrali romani-
che, com’era naturale, po-
sero in realtà gravi proble-
mi di organizzazione tecni-
ca, finanziaria e di lavoro,
e videro una netta distin-
zione dì compiti.

Riproduciamo una pre-
ziosa miniatura conservata
nella Biblioteca Capitolare
di Modena, del secolo XII ,
che mostra la fondazione e
la costruzione del Duomo

di Modena,
In essa si distinguono
nettamente |’ architetto,

maestri muratori e i ma-
novali.



IL LAVORO NEI TEMPI







l’IRI — e quando dico IRI in-
tendo tutto il formidabile com-
plesso delle Aziende del nostro
Istituto — come uno strumen-
to dello Stato per realizzare
una politica economica di svi-
luppo nell’interesse della co-
munità, senza per questo mor-
tificare l’iniziativa privata, ma
per sostituirla ove essa non
può operare, per integrarla oc-
correndo, e per sorreggerla
quando ciò sia necessario.
«Ma perchè l’IRI possa a-
dempiere a questa sua funzio-
ne occorre che esso abbia



La Cementeria di Chichiriviche



La grande cementeria costruita dal nostro stabilimento CMI per la Società venezuelana
«Cementos Coro » è attualmente in fase di montaggio a Chichiriviche. La fotografia mo-
stra la sistemazione di un forno rotante lungo m. 106,75 e del diametro di m. 3,355

Aziende economicamente sane.

«Secondo le fasi cicliche
le Aziende possono anche
non guadagnare, possono an-
che perdere talvolta, in attesa
di una ripresa che, se le azien-
de sono ben guidate, non può
mancare nelle alterne vicende
di una economia di mercato: e
le aziende, comunque, conti-
nuano anche in dette fasi ad
assolvere alla funzione socia-
le di creatrici di redditi di
lavoro nei confronti dei loro
occupati, direttamente o indi-
rettamente. Ma quando si con-
stata che vi sono Aziende le
quali, dalla Liberazione a 0g-
gi, hanno sempre e solo avuto
gestioni in perdita, che per an-
ni e anni sono state in conti-
nuità fuori mercato, allora io
sento il dovere di dire che
questo stato di cose non può, e
non deve, durare ».

« Mi permetto di fare avpel-
lo al senso di responsabilità
dei nosiri Consigli di Ammi-
nistrazione e dei nostri Diri-
genti: io sono certo che le loro
capacità amministrative e tec-
niche riusciranno a rimuovere
quei mali che, in talune no-
stre Aziende, potrebbero dive-
nire cronici, con irrimediabili
conseguenze.

«Uguale appello io ho rivolto
e rivolgo al senso di respon-
sabilità dei nostri lavoratori.
Non possiamo dimenticare che
il mercato interno non è asso-
lutamente sufficiente a soddi-
sfare il carnet di lavoro delle
nostre più grandi aziende
meccaniche, e che le commes-
se estere sono una necessità
insopprimibile ver conservare
il lavoro ai nostri dipendenti.
Nostre grandi aziende mecca-
niche hanno acquisito com-
messe per il 50 % e anche per
il 70 % dell’intero carico di la-
voro sul mercato internazio-
nale; l’intero nostro settore
meccanico ha fatturato per lo
estero, nel 1955, o'tre il 25 %
della sua produzione, e nel
1956 questa percentuale sa-
rà sensibilmente maggiore. Di

fronte a questi dati appare e-
vidente che il rendimento dei
lavoratori è elemento fonda-
mentale per avere successo
nella competizione internazio-
nale. Sul mercato estero non
ha valore alcuno il sistema
economico interno del Paese
fornitore, ma vale la dura leg-
ge della concorrenza: il com-
mittente ordina solo se paga
il minor prezzo e se può ave-
re l'oggetto della contrattazio-
ne nel tempo più breve,

«Cattivo rendimento e scio-
peri pongono le nostre Azien-
de fuori mercato: i lavoratori
ne considerino le conseguenze.

«Ma io sono certo che i no-
stri lavoratori sentiranno ap-
pieno il dovere che ad essi in-
combe di collaborare cor le
nostre Direzioni Generali. Tut-
te le Commissioni Interne me
lo hanno confermato, ed io
non ho ragioni per non crede-
re ai lavoratori. Essi devono
considerare che il capitale
delle Aziende è, tutto o in
maggioranza, dello Stato, cioè
della collettività, vale a dire
anche degli stessi lavoratori.
Il consolidamento economico
delle nostre Aziende assicura
ai nostri dipendenti lavoro e
progresso sociale; il loro po-
tenziamento non vuol dire ar-
ricchimento del capitalista nel
senso classico o polemico del-
la parola, ma vuole dire inve-
ce aumento dei posti di lavoro,
e, conseguentemente, assun-
zione di lavoratori disoccupa-
ti. Con la creazione di nuovi
redditi di lavoro si ha auto-
maticamente il miglioramento
nelle condizioni di vita di tan-
te famiglie, oggi purtroppo
ancora nell’indigenza,

«I dipendenti delle nostre
Aziende devono pertanto con-
siderare la loro posizione ver-
so l’Azienda e le loro rivendi-
cazioni, nell'ambito di questo
quadro: di solidarietà verso la
Azienda, che in definitiva vuol
dire assicurazione del proprio
lavoro e di quello dei lavora-
tori attualmente disoccupati ».

L'Ansaldo

alle Fiere

di Parigi e Zagabria

intazione effettuata

=. dall’Ansaldo al Salon Nau-
tique International di Parigi,
inaugurato dal Presidente della
Repubblica francese, M. Coty, il
28 settembre e che si è chiuso
il 14 ottobre, ha battuto un in-
discutibile primato di successo
fra tutti gli stands del Salone,

Da qualche anno la nostra
Società è presente a questa ma-

a pres





nifestazione, che è l’unica del
genere in Europa, attiratavi

soprattutto da una questione di
prestigio, cioè di bandiera, piut-
tosto che da ragioni economi-
che e commerciali. E tale pre-
stigio, evidentemente, non resta
limitato alla risonanza del nome
ANSALDO nel mondo, ma si
estende a vantaggio dell’intera
comunità nazionale.

Lo stand dell’Ansaldo, artico-
lato su 120 mq., esponeva, tut-
ti elegantemente racchiusi da
grandi pannelli di cristallo, i
seguenti modelli:
supercisterna da 53,000
tonn., una delle più grandi del
mondo, attualmente in costru-
zione sugli scali di Sestri, per
conto della

« Compagnia Tra-





























A sinistra:

sporti Petroli » di Palermo;

— transatlantico «Gripsholm»
da 24.000 tonn., motonave di
lusso, ormai in fase di avanzato
allestimento a Sestri, di cui la
Società «committente, Svenska
Amerika Linien, ha già annun-
ciato il viaggio inaugurale che
porterà la nuova unità a New
York il prossimo 27 maggio;

— nave da carico da 16.000
tonn., del tipo « Bibolini », il
cui successo nel campo mercan-
tile, dopo le magnifiche « per-
formances » delle prime unità,
ha procurato numerose richie-
ste di ulteriori costruzioni del-
lo stesso genere;

— cacciatorpediniere da 1,400
tonn., del tipo di quelli co-
struiti per la Marina Venezue-
lana;

— poppa di
31,500 tonn., opportunamente
sezionata in modo da mettere
in mostra il completo apparato
motore;

— grandi motori navali An-
saldo, Ansaldo-Fiat, Ansaldo-
Doxford, in produzione allo Sta-
bilimento Meccanico;

— uno fra le più potenti gru

petroliera da









ui

EN gt

































Veduta generale del nostro padiglione al Salone

in produzione allo Stabilimento

Costruzioni Meccaniche e Im-
pianti Industriali,
Nello stesso stand era ospi-

tata anche l’Ansaldo - S, Giorgio
che presentava un grande mo-
dello in plexiglass del « Cristo-
foro Colombo », nel quale erano
messi particolarmente in risalto
i numerosi impianti elettrici di
un grande transatlantico,

La grande ammirazione dei
visitatori, vivamente e ufficial-
mente espressa ai nostri rappre-
sentanti presenti al Salone, par-
ticolarmente dalle numerose
personalità convenute durante
tutto il periodo dell’apertura del
Salone, e prima fra tutte dal
Presidente Coty, rappresenta il
nostro miglior attestato di sue-

due escavatori (sopra) e un gruppo elettrogeno (sotto) esposti a Zagabria. A destra:

cesso. Un successo per il quale,
giustamente, la Società, e per
essa l'Amministratore Delegato,
ing. Rosini, ha voluto congratu-
larsi con i costruttori dei ma-
gnifici modelli, che sono la
Ditta Patrone di Sestri ed il
reparto modellisti del cantiere
di Livorno,

La Fiera di Zagabria, svoltasi

nel mese di settembre u. s., è
risultata una manifestazione,

quanto meno dal punto di vista
spettacolare, ben più ragguar-
devole delle precedenti, data la
erezione di nuovi grandiosi pa-
diglioni in una nuova area di
ampio respiro.

Nel padiglione italiano, pro-
gettato ed organizzato dall'I.C.E.,
hanno trovato larga ospitalità

il Presidente Coty visita il

nostro stand al

Nautico di Parigi.

numerose ditte nazionali, fra le
quali, raggruppate in un unico
grande stand, in posizione cen-
trale, diverse Aziende del grup-
po Finmeccanica particolarmen-
te interessate ad un maggior
sviluppo di rapporti commercia-
li con il mercato jugoslavo,

La nostra Società ha parte-
cipato esponendo: un gruppo
elettrogeno, alcuni modelli di
motori navali, un modello di
impianto petrolifero « catfor-
ming » e due escavatori univer-
sali, ’VAM 7 e D’AM12.

La Fiera è stata inaugurata
dal Maresciallo Tito, il quale,
durante la visita al Padiglione
italiano, ha pronunciato un
breve discorso di circostanza.

«Salon Nautique»

Mr









Recentemente il Cantiere « Luigi Orlando » ha terminato una serie di virole per il CMI ed
elementi per forni rotanti. I manufatti hanno richiesto 3.500 ore lavorative

La consegna del “General Moran"

Si è svolta il 1" ottobre al
Cantiere « Orlando » la con-
segna ufficiale del cacciator-
pediniere « Josè Moran» da
parte della nostra Società al
Governo Venezuelano rappre-
sentato da una missione di uf-
ficiali della marina militare.
Il caccia « Josè Moran » è, co-
m'è noto, la terza unità di una
commessa di sei fatta dalla
Repubblica del Venezuela al



Cantiere Navale di Livorno
Sulla bella nave palesata a
festa erano schierati i 140 uo-
mini dell’equipaggio quando
il Direttore Commerciale Na-
vale ing. Casaccia, l'ing. Ro-
vetto Direttore del Cantiere e
i comandanti Ferrer ed Her-
nandez della missione vene-

zuelana, sono saliti a bordo
con le altre personalità pre-
Dopo una visita alle

senti.

La firma dei documenti di consegna del « General Moran »:
da sinistra gli ingg. Rovetto e Casaccia e il dott. Scalari

strutture della nave, ha avu-
to luogo la firma dei documen-
ti di consegna. Essi sono stati
firmati dagli ingegneri Casac-
cia e Rovetto per il Cantiere
e dai comandanti Ferrer ed
Hernandez per il Venezuela.
Dopo la breve cerimonia, sa-
lutato ‘ dai tradizionali tre
squilli di tromba è stato am-
mainato il tricolore italiano
ed è stata inalberata la ban-
diera venezuelana. Il coman-
dante Ferrer ha quindi sim-
bolicamente consegnato la na-
ve al suo comandante, il ca-
pitano di fregata Tulio Perez
Rojas.

Al termine della breve ce-
rimonia, alla quale sono inter-
venuti inoltre il Condirettore
del Cantiere dottor Scalari, il
Vice Direttore ingegner Gril-
lo, il comandante Martadinata
e i rappresentanti della Ma-
rina Italiana e della Capita-
neria di porto, la direzione del
Cantiere ha offerto un ver-
mouth d’onore,

Atto di onestà

I sigg. Giovanni Calcagno,
Stefano Lupi ed Ezio Rolfino,
dipendenti del Cantiere di Se-
stri, rinvenuta la somma di
lire 30.000 nell’interno dello
stabilimento, si affrettavano a
consegnarla all’ufficio di vigi-
lanza, perchè fosse restituita
al provrietario, che è risulta-
to il sig. Leopoldo Pozzo. Se-
gnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, l’onestà dei
sigg. Calcagno, Lupi e Rolfino.

L’ingresso, il fabbricato servizi ed alcune gru del Cantiere
« Luigi Orlando » illuminati in occasione dei festeggiamenti
per ii 350° anniversario della elevazione di Livorno a città





Sa

RISULTATI DE

x

Gi Mil

4

LLE ELEZIONI

per la Commissione Interna del CMI

L'11, il 12 e il 13 ottobre si sono svolte, presso lo Stabili-
mento CMI, le operazioni di voto per l'elezione della Commis-
sione Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati dello
scrutinio, comparati con quelli del 1955 (CAR + MEF).




































IMPIEGATI OPERAI 6. ETTI
1955 | 1955 | 1956 Impieg. | Operai
n°) % | no % n° | %o 1955 1966 1055] 1956
0 lie
Iscrilti . . .|519 — [476] — [1584 — [1514 —
Votanti . - [49094,42/444/93,29/1520 95,97 1404/92,73
Schede bianche. | 15! 3,06| 16| 3,60] 45| 2,96] 57) 4,06
Schede nulle 71,43] 2) 0,45] 19) 1,25] 24) 1,71
Voti validi . . |468 95,51|42695,95|1456/95,79 1323 94,23
VOTI DI LISTA| | |
CGIL- FIOM. MEA ZA 912/68,94] 1—| 8) 5;
CISL-FILM . . 241,51,50 178,41,77 329)22,59 269/20,33) 2 1| 2
UIL- UILM . .{11023,50148 34,75] -| — | 142110,73} 1} 1|-| 1
| |
2
Sa



COMMESSE

Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite nel
mese di settembre:

— Due eliche a quattro pa-
le di bronzo al manganese, del
peso di 26 tonn. ciascuna, per
i « Cantieri Navali Riuniti » di
Genova.

— Lingottiere di ghisa ema-
tite di tipo vario per la
«FIAT» (Sezione Ferriere) di
Torino.

— Getti vari di ghisa mec-
canica per costruzioni automo-
bilistiche per l’« Alfa Romeo »
di Milano.

— Getti di bronzo B. 14 per
la « Cornigliano » di Genova.

— Camicie, boccole e bar-
rotti di bronzo per l’« Ansaldo
- Fossati » di Genova Sestri.

— Due eliche a quattro pa-

le (una di ghisa e una di bron-
zo), del peso di circa 10 tonn.
ciascuna, per i « Cantieri del
Mediterraneo » di Genova.

— Settori di ghisa amagne-
tica per Îi’« Ansaldo S. Gior-
gio » di Genova.

Dette forniture ed altre di
minore entità comportano cir-
ca 135.000 ore lavorative.

CONSEGNE

Il materiale più importan-
te consegnato nel mese di set-
tembre è il seguente:

Due eliche di bronzo al
manganese a quattro pale (u-
na del peso di 22 tonn. e del
diametro di 6300 mm. per la
motonave « Angela Fassio» e
l’altra del peso di 12 tonn. e
del diametro di 5400 mm. per
la motonave « Gripsholm ») al




'



nostro stabilimento Meccani-
co; 323 tonn. di getti di ghisa e
bronzo per costruzioni varie ai
nostri stabilimenti Meccanico,
Cantiere di Sestri, Costruzioni
Meccaniche e Impianti Indu-
striali, Cantiere di Livorro e
Cantiere di Muggiano; 7 tonn.
di getti di ghisa e bronzo al-
I°: Ansaldo S. Giorgio », alla
« Ansaldo Fossati » e al « Del-
ta» di Genova; 214 tonn. di
lingottiere di ghisa di tipo va-

rio alla « Siac » e alla « Corni-
gliano » di Genova e alla
« FIAT » di Torino; 40 tonn.
di ceppi e suole di ghisa al-
la « Compagnia Internazionale
delle Carrozze con Letti » e
alle « FF.SS. »; 58 tonn. di get-
ti di ghisa e bronzo a clienti
varii; 160 tonn. di getti di
ghisa meccanica per costru-
zioni automobilistiche all’«Al-
fa Romeo» di Milano; 8 tonn.
di eliche a clienti varii.



CANTIERE



Nuova

Recentemente il laboratorio
RAD del Cantiere di Sestri è

stato dotato di una nuova
unità radiografica « Gilardoni
MT 200/6 ».

Questa nuova apparecchia-
tura, che si aggiunge alla « Gi-
lardoni MT 200/8 » già in do-
tazione, viene a potenziare e
ad intensificare il controllo
radiografico delle saldature
sullo scafo,

L’esame ai raggi X dei giun-
ti saldati viene fatto in accor-
do con quanto richiesto dai
Registri di Classificazione e
riguarda circa ii 50 % delle
giunzioni di forza delle strut-
ture degli scafi, come fasciame
esterno, cielo del doppio fon-
do, ponti resistenti.

RISULTATI DE

unità radiografica



La nuova unità, di recente
modello, consta di monobloc-
co generatore e di cofano di
controllo e di comando. Con-
sente una regolazione conti-
nua della tensione di lavoro
da 60 kV ad una prestazione
massima di 200 kV e, in pro-
duzione corrente e con norma-

li tempi di posa, si possono
radiografare spessori di 60
mm.

Rispetto al vecchio modello,
oltre ad una regolazione più
fine, la nuova apparecchiatura
risulta meno ingombrante e
meno pesante: il suo trasporto
a bordo è pertanto più rapido
e il suo opportuno posiziona-
mento sul giunto da esaminare
risulta più facile.

LLE ELEZIONI

per la Commissione Interna del CAN

L’11, il 12 e il 13 ottobre si sono svolte, presso il Cantiere
di Sestri, le operazioni di voto per l’elezione della Commissione
Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati dello sceruti-
nio, comparati con quelli del 1955.



IMPIEGATI



1955 1956
no) % [n°] %
se
Iscritti. . .[764 — |760, —
Votanti . . [745 97,50|689 90,66
Schede bianche | 22| 2,96] 39, 5,66

I
1,88| 10 1,45

95,16|640 92,89

14
709

Schede nulle
Voti validi. .

VOTI DI LISTA

CGIL- FIOM . _. [224'31,59/204 31,88
CISL-FILM . . |363|51,21(281 43,90)
UIL -UILM . .|12217,20155 24,22









OPERAI ELETTI
1955 TO 1956 ‘Impieg. Operai |
ELE | no | 0% fi9s5 1056 1959 1 996
4201] — [4250 —
4042 96,22 4000 94,12 |
121) 3,00) 132. 3,20) |
82. 2,02) 82 2,05: |

3839 94,98 3786 94,65

|
| |
|

3051 79,47 2049 77,90] 1 1) 7, 8
654/17,04 61616,27| 1 1| 2 2
DS e De

134, 3,49 221, 5,83











|





MECCAN



CONSEGNE

il materiale più importante
spedito aai 23 settembre al li
ottonre e il seguente:

Ai nostro Stavuumento CMI:
tre calaaie per locomotive in-
diane compiete ai tutti i par-
ticoiari. - AL nostro Cantiere di
Muggiano: tre gruppi Diesel
uinamo da 125 kw con motori
industriali Ansaido tipo Q.
265/4 della potenza di 2U0 HP
ciascuno destinati alla moto-
nave « Carlo Canepa » in alle-
stimento. - Al nostro Cantiere
di Livorno: due gruppi Diesel
alternatore costituiti da moto-
ri Ansaldo Maybach tipo M.D.
160 della potenza di 130 HP
accoppiati ad alternatori trifa-
si da 100 KVA, destinati al-
lA. S. « Almirante Garcia »
in allestimento per conto della
Marina Militare Venezuelana;
due caldaie principali comple-
te di surriscaldatore e attac-
chi interni ed esterni, materia-
le coibente per caldaie, matto-
ni refrattari, due riscaldatori
acqua alimento e valvole di
sicurezza destinate all’A. S.
indonesiano « Iman Bondjol »;
mattoni refrattari, due riscal-
datori acqua alimento e valvo-
le sicurezza all’A. S. indone-
siano « Surapati »; due pompe
circolazione, turbine a vapore
per turboalternatore da 500
kVA, alternatori per dette, te-
le salva motori ed eiettori
«SCAM» destinati all’A. S
« Centauro » della Marina Mi-
litare Italiana. - Al nostro
Cantiere di Sestri: un albero
port’elica, tre alberi intermedi
e una caldaia Ansaido-Clark-
son destinata alla motonave
« Carmela Fassio »; supporti
autolubrificanti e tubo astuc-
cio per linea d'’asse destinati
ad una motonave gemella del-
la precedente. - Alla « Ilva »
Alti Forni e Acciaierie d’Italia
di Piombino: telaio per elet-
troventilatore, tubi collettori
alimento schermi, complesso
materiali per diaframmi, so-
spensioni ed altri particolari
per gli schermi. - Ai « Can-
tieri Navali di Taranto»: tubi
di acciaio, guarnimenti esterni
caldaia, impianto bruciatori
nafta con rispetti, due appa-
recchiature di analisi dei gas
combusti, due riscaldatori e-
lettrici per nafta destinati al-
l'A. S. « Castore» in costru-
zione per conto della Marina
Militare Italiana. - Alle «Nuo-
ve Reagiane» di Reggio Emi-
lia: cinque volani completi di
albero anteriore e posteriore
(giunti al Mec ner il bilancia-
mento dinamico). - Al « Tec-
nomasion Brown Boveri» di
Vado Liaure »: tre intelaiature
per carrelli locomotori E 636
(giunte al Mec ver Ja ricottu-
ra). - Al Cantiere Navale « Vi-
to Pansini» di Molfetta: un mo-
tore marino Diesel Ansaldo ti-
po Q. 2131/4 sovralimentato,
della notenza di 165 HP a 390
giri al 1’, completo di tutti i
particolari, destinato al moto-
peschereccio « Saratoga» in
costruzione per conto del sig.
Salvatore Farinato di Mo!fet-
ta.

Il peso del materiale soprae-
lencato e di altro materiale di
minore entità spedito è, in
complesso, di 614 tonnellave.



li trasporto alla banchina d'imbarco del condensatore per la
turbina da 20.000 kW in costruzione per la STES di Palermo



MUGGIANO



ATTO DI

La sera di venerdì 5 ottobre
si scatenò in mare un fortunale,

Verso le ore 21, la coda eciclo-
nica si infilava nel golfo di La
Spezia, e per buona parte della
notte metteva a soqquadro le
installazioni del porto, strap-
pava le barche agli ormeggi e
anche le navi ormeggiate al
largo passarono un brutto quar-
to d’ora.

Al cantiere di Muggiano una

squadra notturna di vernicia-
tori lavorava nei doppi fondi
della M/n, « Canepa » che è or-
meggiata nella darsena del
Cantiere,

« La nave rullava fortemente
— racconta uno degli operai

che fu tra i primi a salire in
coperta per vedere cosa diavolo
stava succedendo. — Fui inve-
stito da raffiche di pioggia ge-
lata, e a malapena riuscii a
portarmi verso la murata di
prua, appena in tempo per ca-
pire che, dopo un ultimo strat-
tone, sotto una raffica più rab-
biosa del vento che filava a
160 all'ora, la nave, spezzati
gli ormeggi, stava andando per
i fatti suoi »,

Un momento drammatico, se
pensiamo ai disastri incalcola-
bili che può arrecare una nave
senza controllo, trascinata via
in balîa delle acque dentro un
porto disseminato di ostacoli
di ogni genere,

In un attimo l'operaio diede
l'allarme ai compagni sottoco-
perta. Frattanto, da terra, gli
altri che non potevano salire a
bordo a prestare manforte, es-
sendo la nave soltanto trattenu-
ta dal cavo di poppa e distante
da terra quasi una diecina di
metri, seguivano le fasi del
dramma, cercando di stabilire
un contatto con il gruppetto di

uomini rimasto a bordo. Era

CORAGGIO

presente anche il Direttore del
Cantiere ing. Bruno Palenzona,
prontamente accorso in Cantie-
re, e rimasto a dirigere, insieme
al capo reparto Mario Gobettì,
le operazioni svolte nel corso
della drammatica notte.

Fu un lavoro duro e sfibrante
complicato dall’alternarsi delle
raffiche che disiruggevano in un
baleno un allacciamento di sa-
gole che era costato grandi sfor-
zi e fu così per ore ed ore, senza
un attimo di sosta, instancabil-
mente,

La lotta per il recupero della
nave si concludeva alle 2 del
mattino, Il gruppetto di uomini
scendeva a terra, fradicio di
pioggia e stremato dalla fatica,

Ad ognuno di essi il Direttore
del Cantiere, in silenzio, strin-
geva la mano, commosso, Ecco
i loro nomi: C.S, Olmi; operai
Urbani, Guidotti, Baldassari,
Viaggi, Grassi, Colli, Pedroni,
Carpanese, Nespolo, Torri, Nata-
lini, Morelli, Ferretti, Angeli-
nelli, Pensa, Musso, Micheli,
Cenacchi e Cantoni.

Abbiamo domandato al Capo
Mario Gobetti, che è stato re-
centemente promosso a Capo
Reparto, che cosa chiederebbe
per i suoi uomini se gli fosse
messo a disposizione un premio:
« Niente di più di quello che ci
ha offerto spontaneamente il
nostro Direttore, vino e siga-
rette, e forse un’altra cosa », e
si è passato una mano sul viso
serio. Poi, dietro nostra insi-
stenza, ci ha spiegato che cosa
richiederebbe. Una cosa che sta
a cuore a lui e al reparto che
dirige. Si tratta di questo. Una
piccola macchina a spruzzo, tipo
Jap, per potere irrorare tutte le
parti arpionate,

Franco Guadagnini

? autunno fa cadere le pri-
L me foglie gialle sui ser-
peggianti viali del Va-
lentine: i colori si fanno più
tenui, più velato il verde dei
prati, tutto somiglia alla pit-
tura divisionista che qui si è
ispirata. Il cammino del Po
sembra più lento, e più tri-
ste suona lo scalpiccio sulla
ghiaia,

Come devono essere dolci le
favole antiche sussurrate al-
l'orecchio dagli innamorati, e
come confortante il tepore del-
le caldarroste affondate nella
tasca del soprabito!

Ma in questi giorni non ci
sono innamorati, nè caldarro-
ste: anche i grilli se ne sono
andati lontano, come le farfal-
le, turbati e spaventati dall’in-
truso. Il silenzio del parco è
rotto.

L’intruso si chiama « Sesto
Salone Internazionale della
Tecnica », e non contento di
accamparsi sotto l'ampia e au-
dace volta del Salone dell’au-
to, ha straripato all’esterno in-
vadendo il verde dei prati e
dei giardini, popolando di sè
tutto il paesaggio fin quasi al-
la sponda del fiume.

Ma sollevato il velo di que-
sti sentimenti gozzaniani e
guardate le cose più da vicino,
ecco che l’intruso ci appare
quale veramente è, un gigante
dalle cento braccia che può
anche stupire e spaventare,
spesso rumoroso e invadente,
ma che resta inerte ed inuti-
le senza la presenza dell’uo-
mo. Ha bisogno di noi, al no-
stro contatto si ravviva e si
accende, per rispondere obbe-
dientemente alle nostre esi-
genze, per servirci con fedel-
tà: insomma, il gigante buono.

Anzi, per la precisione cro-
nistica, tutta una serie di gi-
ganti buoni, raggruppati nei
diversi settori della mostra,
che sono: il Terzo Salone Eu-
ropeo delle materie plastiche,

Macchine

la Sedicesima Mostra Interna-
zionale della Meccanica, l’Ot-
tava Mostra Internazionale
della Meccanica Agraria, l’Ot-

ala

tava Esposizione Internaziona-
le della Tecnica Cinematogra-
fica, Fotografica e Ottica, la
Prima Mostra Concorso Na-









Suggestive forme geometriche di macchine agricole

zionale delle Invenzioni.
Nell’ampia navata della mec-

canica inondata di luce, con le
gallerie laterali superiori, so-





vel

no allineate in lunghe corsie
centinaia di macchine in fun-
zione, che ci mostrano le stra-
bilianti cose che hanno impa-
rato a fare.

Dietro le macchine, vigilano
e controllano gli operai ed i
tecnici: al Salone, quest'anno,
è di moda il « blu tuta ».

Torni, fresatrici, alesatrici,
rettificatrici, piallatrici sono
ovunque al lavoro, e col loro
ritmico respiro tengono vera-
mente la battuta al nostro
tempo: ci sono macchine uten-
sili «a copiare » capaci di ri-
produrre con perfezione asso-
luta, in una quantità indeter-
minata di esemplari, qualun-
que pezzo loro presentato per
modello. Ci sono macchine che
eseguono contemporaneamen«
te sul pezzo tre o quattro la-
vorazioni diverse, con un au-
tocontrollo che scarta i pezzi
eventualmente difettosi. Anzi,
certe industrie automobilisti-
che presentano macchine che
da sole compiono l’intero ciclo
di lavorazione sul blocco-ma-
tore, sui pistoni e sulla scatola
del cambio. Quegli avvolgi-
menti elettrici complicati e
precisi, come ad esempio il
motorino d’avviamento, che
solo pochi anni fa richiedeva-
no l’attento lavoro di mano



©
d'opera altamente specializza-
ta, oggi sono eseguiti intera-
mente dalle macchine.
L'’automazione, che solo due
anni fa non aveva ancora tro-
vato in Italia neppure la sua
definitiva traduzione lessicale,
è ormai presente quasi ovun-
que: evidentemente siamo già
penetrati a fondo nella secon-
da rivoluzione industriale.
Neppure Butler nel suo « E-
rewhon » aveva osato sognare
macchine che riproducessero
sè stesse: qui non ci siamo an-
cora, ma si capisce che ci stia-
mo avvicinando a larghi passi,
Andate a vedere cosa può fare
l'automazione elettronica, col
contatore d’impulsi e regolato-
re a tempo Decantron.
è Per quanto riguarda la vita
' di ufficio va segnalata una
| « contabile superautomatica »
capace di tenere la contabilità
generale compilando situazio-
ni di bilancio, distinte di ef-
fetti, caricando e scaricando il
portafoglio bancario con si-
multanea compilazione di av-
visi di scadenza, ecc. Il ragio-
niere di domani sarà dunque
anch’ egli uno specializzato
macchinista?
Andate a vedere cos'è oggi
la sala collaudo di una grande
fabbrica italiana di macchine



calcolatrici: dove c'erano cen-
to, duecento donne per con-
trollare le macchine, oggi ba-
stano due persone per control-
lare la macchina che control-
la le calcolatrici. Una macchi-
na che «comanda » alle cal-
colatrici tutte le operazioni
possibili e scarta da sola quel-
le che non hanno saputo ri-
spondere esattamente. Chiaro?

Appare anche chiaro che
problemi umani, sociali e filo-
sofici si aprono davanti a noi,
come sempre quando una so-
cietà è in presenza di proble-
mi nuovi e altamente rivolu-
zionari: ma non c’è alcuna ra-
gione di spaventarsi. Tutto di-
pende dalla risposta che sa-
premo dare alla terribile do-
manda che da soli ci siamo po-
sti, come giustamente osserva
Norbert Wiener.

Il reparto della plastica a-
pre una finestra su un mondo
affascinante ed inaspettato:
tutti i materiali tradizionali
che siamo abituati a guardare
come indispensabili almeno
nelle applicazioni domestiche
più dirette, sembrano giunti
davvero alla vigilia della fine.
La plastica li sostituisce tutti;
comodamente, razionalmente,
elegantemente. Rivestimenti
di pareti e di mobili, con colo-
ri vivacissimi, con fedeli ri-
produzioni di stampe e quadri;
suppellettili di cucina, persino

secchi, recipienti vari, baci-
nelle.
La « Transferpressa idro-

block », una produzione ita-
liana che segna un primato
europeo, con un sol colpo e in
sol pezzo stampa fino a dieci-
mila centimetri quadrati di
superficie, con l’iniezione di
circa ottomila grammi di ma-
teria. Ciò significa che vi
« scodella » sotto gli occhi, in
poco più di un minuto, un
grosso mastello da cento litri.

Anche quello del lattoniere
sarà ormai tra poco un mestie-
re defunto.

Ma torniamo alla plastica:
che cosa devo aggiungere,
cuando vi avrò detto che una
ditta sta già apprestandosi a
narrarci una « favola di Nata-
le in polietilene » presentando
appunto in tale materia il tra-
dizionale « albero » cui appen-
dere le candeline e i doni?

Del resto, già tutto il repar-
to è una serra colma di fiori di
plastica, bellissimi nei loro
colori perfettamente naturali
o volutamente vivaci. Mi sono
chinato a toccarli per consta-
tare se non fossero veri, ma
senza risposta mi è rimasta la
domanda del poeta: « chi met-
terà nella rosa il suo profu-
mo? »,

Il padiglione delle macchine
agricole conferma che anche
sui campi è giunta la rivolu-
zione, che ormai il poeta deve
voltare le pagine delle bucoli-
che e mutare i suoi inni alla
« rustica pace », per dedicare
ai suoi mecenati altri poemi,
dove il canto delle cicale sarà
soffocato dal ruggire dei «Die-

sel», e il contadino sarà ormai
un tecnico,

Non c’è operazione e fatica,
quella dura fatica da condan-
na biblica, che la macchina
non possa fare per noi, sui
campi e nelle fattorie: semina-
re, concimare, arare, trebbia-
re, fare i covoni, imballare la
paglia, tagliare l’erba.

Sono allineati a centinaia,
con forme ora tozze ora snelle,
in colori vivaci e bellissimi, i
trattori e le macchine di ogni
tipo, e fanno davvero uno
spettacolo bello a vedersi. Per-
mettete che adoperi ancora le
metafore, che secondo me non
è vero che siano invecchiate:
ci sono macchine grosse e cor-
pulente, come laboriosi ele-
fanti indiani, capaci di disbo-
scare, sbancare calanchi, do-
nare all'uomo nuove terre da
lavorare; ci sono macchine
medie, servizievoli come buoi
maremmani, e piccole mac-
chine, docili come asinelli,
pronte ad ogni lavoro nella
piccola azienda famigliare.

Ho visto una macchina che
miete e fa i covoni disponen-
doli in bell’allineamento, una
altra taglia l'erba e la racco-
glie, un’altra ancora, con sei
ruote esili di cavalletta, che
fanno pensare a una macchina

1
n.



a
sE
La
&

ssspiat



RE





di Munari, rivolta il fieno e
l'erba tagliata.

Questa la Fiera della Tecni-
ca, così come io l’ho vista, e
come la vedono ogni giorno
cinque-seimila persone. L’in-
domani, sono andato a visita-
re il Museo Egizio, dove ho in-
contrato dieci persone.

Non mi è stato difficile con-
tinuare di fronte agli impo-
nenti faraoni e alle impassibi-
li statue dalla testa leonina
il soliloquio cominciato nelle
corsie della Fiera. Quello stra-
no pantheon fu creato quat-
tromila anni fa da un popolo
che viveva su una nuda terra
lungo il corso di un fiume e
sotto il sole che faceva cresce-
re le messi. Le divinità sono
spesso, se non sempre, ispirate
a queste forze naturali, per
la loro funzione a favore del-
l'agricoltura. Ci sono faraoni
ricordati nei secoli per le loro
opere idriche: che cosa avreb-
bero fatto se avessero avuto le
pompe idrovore, l’irrigazione
a pioggia, i trattori col bull-
dozer?

Ho visto un papiro con l’uo-
mo all’aratro, trainato da due
buoi. Al salone agricolo avevo
visto un aratro trivomere che
« rivoltava » profondamente la

9

terra, facendo una media di
dieci chilometri all’ora.

Qui mi sono ricordato della
facile ironia di Huxley di
fronte al suo mondo del futu-
ro. Non si tratta di dire che
allora « tutti saranno felici »:
questo è un problema di filo-
sofia che le macchine da sole
non potranno mai risolvere. Si
tratta solo di sapere quale era
la popolazione allora e qual’è
adesso: se non ci fossero le
macchine ci mangeremmo vi-
vi.

Dunque, il mondo del futuro
è già cominciato? Il VI° Salo-
ne della Tecnica sembrerebbe
rispondere di sì,

Esso ci avverte, per dirla
con Nicola Berdiajev, che an-
che le utopie sono realizzabili,
che la vita marcia verso le
utopie.

Ma noi perchè dovremmo
aver paura della loro realizza-
zione definitiva?

L’umanità ha inseguito va-
namente per secoli (fossero le
audacie di Icaro o i disegni di
Leonardo) tante utopie, che
oggi la tecnica sta per realiz-
zare. Non ci resta che applau-
dirla, come un nuovo Prome-
teo che promette di rapire per
noi altre scintille agli dei.

Lucio Bozzano





















ZA









SETE
fr
EEC

"SEI DO6n



































Lo stand dell’Ansaldo al Salone della Tecnica



GITE DE “L’ ANSALDINO”

40 livornesi a Roma

ui sèmo tutti lazziali! ».

Così, con una frase che

non ammette discussio-
ni, Franco Perucci, biondo
lambrettista, accompagnato da
Mario Fossati, bruno automo-
bilista, accoglie il treno spe-
ciale che, partito poche ore
prima da Livorno, porta i di-
pendenti del Cantiere del « sor
Luigi» a Roma. Funzionari
questi due del nostro Ufficio
della Capitale, non sono i soli
ad attendere i 641 partecinan-
ti alla gita: chè, notevole par-
ticolare, sul prîmo marciapie-
de della Stazione Ostiense. so-
no a salutarli il direttore ed il
dirigente dell’Ufficio Ansaldo
di Roma: i comandanti Della
Vedova e Ventura, sorridenti
e felici di averci ospiti. Prima
di dar ordine'agli appunti che
ora ho sotto gli occhi, vorrei
— a nome degli organizzatori
e di tutti i partecipanti — rin-
graziarli di cuore. Ringraziar-
li per il costante, validissimo
aiuto prestato nella parte or-
ganizzativa ed esecutiva della
gita, per essere venuti a salu-
tarci, per averci accolto tanto
cordialmente, per tutto insnm-
ma. E siccome non trovo le
parole adatte, me la caverò ro-
manescamente con un bisil-
labo: « grazzie! ».

E devo ancora premettere
che non racconterò tutto, ma
quello che sono riuscito a ve-
dere anch'io: dei particolari,
che complessivamente, forse,
e con l’aiuto delle fotografie,
riusciranno a far ricordare
qualche momento della gita.

Dunque, amici lettori, ave-
vo lasciato i livornesi alla sta-
zione. Vado subito a ripren-
derli con ben 16 pullman da
gran turismo, i quali, ben lun-
gi dal correre subito alle ri-
spettive pensioni, si incolon-
nano avviandosi al centro del-

la città, per un primo contatto
non certo con î monumenti (a
questo — dicevano — ci pen-
serà domani «l’Ansaldino »)
ma con una Roma modernissi-
ma, piena di fontane incande-
scenti, di strade illuminate e
zeppe di automobili: Roma, a
vederla come la vedo io, di se-
ra è una gran lampada fluore-
scente.

Dipoi, in Piazza dell’Esedra,
la colonna si scinde, ogni pull-
man va per... è fatti suoi e tut-
ti si recano verso la propria
sistemazione, Meno di un'ora
dopo, però, tutti sono fuori,
per quanto ci fossimo sgolati
a raccomandar loro di andare
a letto presto, di non andare a
gironzolare. Evidentemente i
capi-comitiva su certi argo-
menti non godono di alcuna
autorità. Del resto Roma è
troppo interessante, per prefe-
rirle il letto!

E «’ndove » sono andati al-
la sera? E cosa ne so io? Ve-
ramente lo so che sono andati
a Tivoli (si, pure a Tivoli, 25
chilometri da Roma) e al Pin-
cio, e alla Fontana di Tre»i e
ai Parioli e a Via Veneto e a
Trastevere, ma non lo posso
dire, non posso fare nomi. Fin
da piccolo mi hanno insegna-
to che gli amici vanno trattati
bene; e io sono troppo amico
di tutti per dire la verità. E
«’ndove » erano invece gli or-
ganizzatori? Provate ad im-
maginarlo, Attaccati al telefo-
no per comunicarsi le ultime
novità e le eventuali manche-
volezze della organizzazione
(c’era stato qualcuno che ino-
pinatamente aveva fatto delle
variazioni sui biglietti di viag-
gio, quasi a divertirsi alle

‘spalle del malcapitato colle-.-

ga...), perdevano invano il lo-
ro tempo. Maggiolo telefona a
Stradella, Merlano a Dazzi,
Farulli a Loscalzo (sarebbe



i gitanti salgono al Campidoglio. Sotto: a

il sottoscritto), Baronetto a
Vaiani, e tutti a Pollastro (0
viceversa), nessuno riusciva a
avere la comunicazione. Che
cos’ era successo? Una cosa,
diciamo così, simpaticissima:
due giorni prima erano muta-
ti i numeri telefonici. A ripen-
sarci, la cosa può anche susci-
tare il riso, ma in quel mo-
mento aveva, ve lo assicuro,
ben altro aspetto.

ID mio dovere di cronista
mi conduce ora în Trastevere
per una scrupolosa ispezione.
E lì, com'era prevedibile, in
una famosissima antica tratto-
ria, trovo un folto gruppo di
ansaldini che, allietati da una
orchestrina in costume secen-
tesco gustano un fresco e friz-
zante vino dei Castelli. Non
posso far nomi, dicevo; e allo-
ra, tralasciando il vino, la not-
te ed il Tevere, passo velocis-
simamente a parlarvi del gior-
no seguente, domenica 7 ot-
tobre, quando svegliati con
estrema energia, ì signori gi-
tanti, freschi, riposati (riposa-
ti! ma se non hanno dormito
nemmeno cinque ore!...} si so-
no ritrovati tutti o quasi al
Foro Italico prima delle nove.

« E° un fresco e radioso mat-
tino, sembra primavera eppu-
re non ci sono le rondini, ma
invece due fotografi, i ragazzi
della Lazio che si allenano e
lo Stadio dei Centomila che —
prima di chiudere i battenti
per la partita pomeridiana —

Castel Sant'Angelo



si compiace farsi ammirare
dai livornesi i quali, un giorno
o l’altro, torneranno in Serie
A; e noi speriamo presto, così
li battiamo 3 a 0 ». Questo an-
notano proditoriamente Fossa-
ti e Perucci sul mio taccuino e
tocca ora ai livornesi smentir-
li. Io passo a parlarvi della
tappa ulteriore, il Castel S.
Angelo, ancora chiuso al no-
stro arrivo. Un paio di colpi
ben assestati e il guardiano,
tenuto conto che — in fondo
— l'ingresso è gratis, apre al-
l’attenzione dei mattinieri tu-
risti quella bella opera, dove
pure ci sono (guardacaso) due
carri armati costruiti dall’An-
saldo (ma sta dappertutto
l’Ansaldo!), dove c'è un ange-
lo tutto verde, dove c’è una
terrazza da cui si ammira il
Tevere e si scrivono le cartoli-
ne illustrate, perchè adesso si
vendono anche queste nel ca-
stello. E non aspettatevi che
mi dilunghi a parlarvi di que-
sto ‘« vetusto, nobile esempio
ecc. » di tante illustri cose, in
quanto, avendole studiate tem-
po fa a scuola, non le ricordo
più.

Mentre ricordo perfettamen-
te che, all’Altare della Patria,
terza tappa, due litigavano
per inezie. E siccome queste
sono cose che non si dovrebbe-
ro dire, vi dirò invece che —
data la vastità del complesso
monumentale — molti si sono
attardati e i pullman sono ri-
partiti in ritardo verso il Co-
losseo, che, praticamente, è
una costruzione di forma ova-
le tutta buchi, E dove non ci
sono i buchi ci sono dei fossi,
regolarmente coperti ai tempi
in cui funzionava da terreno
di gioco. Per le partite Roma-
Lazio? Macchè! Era un’arzna,
dove i gladiatori si mangiava-
no i leoni. O viceversa. Non
ricordo bene perchè Fossati e
Perucci sono poco chiari nelle
spiegazioni (la ragione non ve
la posso dire).

E quindi andiamo a mangia-
re. Ed era ora. E dopo pranzo
beviamo il caffè, perchè ci
vuole e fa bene. Quindi la
sgradita sorpresa: la Basilica
di S. Pietro, a causa del solen-
ne rito che vi si sta svolgendo,
è chiusa al pubblico! Che si
fa, che non si fa? Tenuto con-
to che in Piazza S. Pietro vio-
ve, Pollastro prende una deci-
sione eroica: lascia liberi i ca-
pi-comitiva di condurre i gi-
tanti affidati alle loro cure do-
ve meglio credono, con l’ob-
bligo tassativo di ritornare in
tempo, con i gitanti ovviamen-
te, alla stazione. E qui prati-
camente termina il mio sudato
compito perchè, come facil-
mente potrete immaginare, il
giro di un pullman può mon
essere stato quello di un altro.
E farei torto agli esclusi, per
l'evidente ragione che tutti in
tempi e modi diversi, hanno
visitato, con un giro rapido
ma completo, tutta la città
« der cuppolone », compreso
«er cuppolone » che — alla
fin fine — viene anche lui a-
perto al pubblico.

E arriva pure per i livornesi
lora sottilmente romantica,
velatamente malinconica del
tramonto: no, del ritorno, Ar-
rivederci, Roma! Si, arrive-
derci, come ti dicemmo sulla
piazzetta di Trevi ieri sera. Il
motivo più conosciuto e —
credo di non sbagliare — più
amato da mezza Europa, di-
venta un coro possente, men-
tre il convoglio s'avvia. Arri-
vederci... arrivederci, Roma.

Emiddio Loscalzo



La comitiva

visita il Colosseo





MESI

omenica 7 ottobre ha

avuto inizio una nuova
serie nel ciclo delle mani-
festazioni promosse dal no-
stro giornale: le visite dei
dipendenti e dei loro fami-
gliari al Porto di Genova,
che continueranno, sempre
di domenica, fino al 28 ot-
tobre.

Hanno aperto la serie gli
ansaldini dello Stabilimen-
to Meccanico, giunti da-
vanti alla Stazione Maritti-
ma assai per tempo, sotto lo
sguardo compiaciuto del
nostro solerte corrispon-



A

dente Rovegno e la « pater-
na» protezione del sig.
Lucchesi, incaricato di sor-
vegliare in special modo i
bambini e di facilitare le o-
perazioni di imbarco e
sbarco, dato che il potente
rimorchiatore messo a no-
stra disposizione per il giro
del Porto ci avrebbe co-
stretto a qualche lieve « e-
sercizio atletico ».

Ma vediamo come sono
andate le cose. Alle 10,15 i
duecento ansaidini sono ca-
liti sull’« Iberia ». Con noi
si è imbarcato pure il co-

ao



mandante Silvestri del Con-
sorzio del Porto, il quale ci
ha illustrato via via, con
specifica competenza e squi-
sita cortesia, la funzione e
l'importanza dei vari im-
pianti portuali, ie ultime
vicende del grande empo-
rio gennvese, l’entità delle
attrezzature e ogni altro
particolare che potesse es-
sere utile e interessante
per i gitanti.

Partiti dalla testata di
Ponte dei Mille ci siamo
diretti verso levante, pas-
sando davanti ai Silos gra-





nari, al Ponte Parodi, alla
Darsena Municipale, al Mo-
lo Vecchio (magazzini per
il cotone), alle Calate Gad-
da e Boccardo (riparazioni
navali) e al Molo Giano.
Wui ci siamo fermati per
vedere i grandi bacini di
carenaggio e una delle due
centrali dove sono le elet-
tropompe per lo svuota-
mento dei bacini.

Proseguendo abbiamo rag-
giunto il Porticciuolo Duca
degli Abruzzi (imbarcazio-
ni da diporto) e l’imbocca-
tura di levante del Porto;
quindi ci siamo diretti ver-
so ponente: Calata Canzio
(depositi olii minerali), Ba-
cino della Lanterna (sbarco
dei carboni e altri minerali
alla rinfusa), Ponti Etiopia,
Eritrea, Somalia, Libia e
Canepa, fino al Molo Ron-
co. Durante il ritorno il co-
mandante Silvestri ci ha
dato interessanti informa-
zioni sui lavori di ripara-
zione dei danni subiti dal
Porto per l’uragano del
febbraio dell’anno scorso e
cenni storici sulla Lanter-
na.

Questa, in sintesi, la no-
stra breve avventura por-
tuale, che si è ripetuta do-
menica 14 con i dipendenti
del Cantiere di Sestri ac-
compagnati dal sig. Merla-
no. Ma le parole sono in-
sufficienti, come sempre, a
descrivere le sensazioni pro-
vate di fronte a tante cose
grandiose e sconosciute fi-
no a ieri, Tanto più, poi,
che sono nel cuore della
nostra città, e molti di noi
non lo sapevano.

D. J.

Di
RTO





A

12



La 1° mostra filatelica
provinciale dei CR AL

Ricordiamo agli inscritti al-
VE.N.A.L. in data non poste-
riore al 10 ottobre c. m. ap-
partenenti ai C.R.A.L. della
Provincia di Genova, al C.R.
A.L. Ansaldo del Cantiere di
Muggiano (La Spezia) e al
C.R.A.L. Ansaldo del Cantiere
di Livorno, che nel prossi-
mo mese di novembre (come
già ampiamente pubblicato su
queste colonne il 15 settem-
bre) avrà luogo la « Prima
mostra filatelica provinciale
dei C.R.A.L.».. La mostra av-
verrà con il patrocinio de
« l’Ansaldino » e sarà dotata
di ricchi premi,

La corrispondenza, le iscri-
zioni alla mostra, le richieste
di cartoline-ricordo e di infor-
mazioni dovranno essere indi-
rizzate al « Comitato organiz-
zatore mostra filatelica C.R.
A.L. Ansaldo e Consociate »,
Genova Sampierdarena, via
Achille Stennio 5-1.

SEZIONE BOCCIOFILA

Assemblea dei soci

Il 27 ottobre, nei locali del-
la Sede sociale (Bocciodromo
Ansaldo di Villa Maria) a Ge-
nova-Sestri, avrà luogo l’an-
nuale assemblea ordinaria dei
soci.

L’assemblea è fissata per le
ore 20,30 in 1.a convocazione,
e per le ore 21 in 2.a convo-
cazione, qualunque sia il nu-
mero dei soci presenti.

L'ordine del giorno dei la-
vori sarà il seguente: 1°) No-
mina Presidente e Segretario
dell'assemblea; 2°) Relazione
tecnica e finanziaria; 3°) No-
mina del Comitato elettorale
per il nuovo consiglio diretti-
vo; 4°) Varie.

Al termine dei lavori avrà
luogo un brindisi in onore dei
giocatori primi classificati nel-
le competizioni federali del-
l'anno sportivo 1956.

SEZIONE CACCIA

Domenica 14 ottobre ha a-
vuto luogo la prima partita di
caccia al Giovo del Sassello.
I partecipanti sono partiti da
piazza Verdi alle 3,45, su di
un torpedone che ha effettuato
fermate a Sampierdarena, Cor-
nigliano, Sestri Ponente, Mul-
tedo, Pegli, Pra, Voltri. Il ri-
torno ha avuto luogo alle
ore 17. eg

Il 21 ottobre la gita sarà ri-
petuta con lo stesso program-
ma e con la stessa quota di
partecipazione, cioè lire 400.

La terza partita sarà effet-
tuata domenica 11 novembre
in Lomellina, con partenza al-
le ore 3,45 da Genova Bri-
gnole. Le fermate del torpe-
done saranno a Sampierdare-
na, Certosa, Rivarolo, Teglia,
Bolzaneto. Ritorno alle ore 17.

Le prenotazioni si ricevono
presso i delegati di stabili-
mento e alla sede di via Achil-
le Stennio a Sampierdarena e
saranno chiuse alle ore 18 del
giovedì che precede la dome-
nica per cui si effettua la pre-
notazione.



LIONELLA TIXI (Can): « Verso il Cevedale ». (foto partecipante al nostro concorso).



ALBUM DI FAMIGLIA

Il “guaritore”
Mario Cioli
ario Cioli è un uomo di

M mezza età e di aspetto gio-
vanile, dal torso robusto e dallo
sguardo fermo,

Dal 1946 è addetto all’infer-
meria dell’Ansaldo Coke, Ma la
sensazione di avere qualcosa
da trasmettere agli altri,
qualcosa al di fuori del proprio
lavoro, come una «carica »
psichica che urgesse dentro, il

Una inquietudine interiore
che doveva passare attraverso
le mani, queste nostre sensibi-
lissime antenne: da giovane ec-
colo violinista.

Poi l’esperienza militare (fe-
ce il corso infermieri all’ospe-
dale militare di Livorno e fu
quindi aiutante di sanità al lo-
cale ospedale Giosuè Carducci)
lo convinse, di poter « comuni-
care » attraverso le mani un in-
flusso terapeutico sostanzial-
mente positivo.

Nel 1950 divenne radioestesi-
sta; si accorse che il pendolo

nostro Cioli l'aveva avuta da nelle sue mani rispondeva per-
tempo. fettamente, ma ben presto si
/



Il tetto

ittorio De Sica, con

questo film, è tornato
al neo-realismo più puro,
quello di « Ladri di bici-
clette ».

Si tratta questa volta
dell’ angoscioso problema
della casa, che una giovane
coppia (lui un aiutante mu-
ratore, lei una domesti-
ca) risolvono come posso-
no, cioè con una notturna
costruzione nella zona del-
le « baracche » alla perife-
ria di Roma.

Probleina sociale preso
per la « tangente », e svol-
to attraverso la commoven-
te e semplice vicenda di
due « persone della stra-
da », che parlano e agisco-
no come persone « vere »
nelle vere situazioni della
loro quotidiana realtà, se-
condo una poetica cara a
Zavattini, autore del sog-



CINESELEZIONE

=“

getto e della sceneggiatura.

De Sica, che ha scelto
per il film due giovani non
professionisti, ha avuto la
mano felice, poichè Ga-
briella Pallotta e Giorgio
Listuzzi ci hanno dato una
interpretazione magnifica e
commovente.

Un film di altissimo li-
vello, dunque, che ci ripa-
ga di tante delusioni dovu-
te a «produzioni-colosso »
interpretate da costosissime
dive.

La casetta, così come ci
appare mnell’ultima inqua-
dratura del film, viene tra-
sfigurata in un simbolo
poetico e non compren-
diamo proprio come certi
giornali genovesi abbiano
potuto ironizzare definendo
la trama del film come
« una storia dove si costrui-
sce una casa più presto che
col piano Fanfani ».

IL PORTOGHESE







convinse che il pendolo radioe-
stesistico non era che un inter-
mediario, un « trasmettitore »
del fluido che stava nelle sue
mani, e solo nelle mani,

Quindi abbandonato il « pen-
dolo » il nostro Cioli si diede
(sempre con degli amici, con dei
conoscenti, al di fuori di ogni
lucro) agli interventi con la
semplice applicazione delle ma-
ni, Insomma l’antica « imposi-
zione delle mani » che consenti-
rebbe di trasmettere un certo
potere radiante alle parti ma-
late, non disgiunto da una cer-
ta carica « psichica ».

Non si creda che un « guari-
tore » sia nel mondo moderno
un isolato: esiste infatti, con
sede in Roma, un Centro Inter-
nazionale Guaritori, al quale il
nostro Cioli è regolarmente i-
soritto, Che il Cioli possieda un
potere radiante, è provato da
una perizia extragiudiziaria (n.
792, giurata davanti al Pretore
di Roma) rilasciata dal dott.
Petrosellini, Accademico e Con-
sulente del Tribunale di Roma

per le specializzazioni radiotec-
niche, elettrotecniche, ete.

La perizia afferma, infatti,
sulla base delle varie prove
scientifiche eseguite, che « dopo
le prove radiostatiche, radioe-
lettriche e radiocinetiche si può
dedurre che il soggelto possiede
un proprio potere radiante e che
tale potere può in alcuni casi
essere trasmesso a sua volontà
e essere captato »,

Naturalmente, abbiamo par-
lato anche del « Mago di Napo-
li» e di altri, ma il Cioli chia-
risce che a luj non interessano
quei campi più spiccatamente
« magici » come la preveggenza,
l’influenza sulla condotta di
terzi ete. A lui interessa soltan-
to la «guarigione », un fatto
umano nel quale egli mette una
« pietas » tutta latina.

Poi abbiamo parlato dell’O-
riente, della metempsicosi, e
anche del fiume Gange...

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O PINIONI

Disoccupazione

e lavoro femminile

La prima impressione che si
riporta leggendo l’articolo ap-
parso su «l’Ansaldino » n. 14
sotto il titolo «La' disoccupa-
zione e il lavoro femminile »,
è che l’autore abbia trattato
l'argomento in modo non ob-
biettivo e poco sereno,

Fatta questa premessa, sem-
bra opportuno chiarire:

1) L’autore non può genera-
lizzare il caso delle donne
sposate che lavorano, Ciascuna
ha una situazione familiare
diversa dall’altra; ognuna ha
una dignità e delle buone ra-
gioni per non mettere in piazza
la propria.

E’ pur vero che vi sono donne
che lavorano per soddisfare le
proprie ambizioni, ma la per-
centuale è tale da non coinvol-
gerle tutte e la maggior parte
di esse è costretta a lavorare
perchè lo stipendio del marito
(quando uno stipendio c'è), è

assolutamente inadeguato al-
l'odierno costo della vita,
Anche il Codice dice: la mo-

glie deve contribuire al manteni-
mento del marito se questo non
ha mezzi sufficienti.

Si può obbiettare: ma allora
perchè queste donne si sono spo-
sate? Si risponde: si sono
sposate appunto perchè, già
in partenza, hanno fatto asse-
gnamento sul comune lavoro. E,
proprio in omaggio alla morale
più volte richiamata nell’arti-
colo, l’autore non ha pensato
che più di una donna — di fron-
te al pericolo del suo allonta-
namento dal lavoro in caso di
matrimonio — non avrebbe esi-
tato un solo istante ad unirsi
all'uomo prescelto, con la' con-
seguente poco regolare posizione
sociale. Il sogno di ogni donna
è quello di sposarsi ed occuparsi
tranquillamente e solo della
propria casa; non tutte hanno
questa fortuna e allora, debbo-
no proprio rinunciare a tutto?

2) In quanto poi ai diverti-
menti che i due salari o due
stipendi possono permettere,
sembra per lo ‘meno umano
concedere a chi lavora qualche
gita igienica, o qualche film
visto, magari, in locali di se-
cond’ordine, Siamo invece d’ac-
cordo che la disoccupazione reca
miseria, angoscia, fomenta l’o-
dio, ma raramente conduce alla
prostituzione, E’ recente la
notizia che una studentessa,
una commessa e qualche impie-
gata sono state sorprese in am-
biente equivoco. Alla studen-
tessa non sarà certamente man-
cato il necessario, nè è da pen-
sare che la commessa e le im-
piegate non godano di una
retribuzione; ciò dimostra che
fa la prostituta chi ha nel san-
gue di farlo perchè una donna
onesta, con sani principi morali,
è disposta a fare qualsiasi la-



PREMIO
“«ALMANACCO”

Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di
ottobre abbinato ad un nu-
mero dell’«Almanacco 1956»,
consistente in una piccola
radio. Nel prossimo numero
pubblicheremo il risultato
del sorteggio.







voro, anche il più umiliante, il
meno rispondente alle sue capa-
cità professionali, pur di man-
tenere integra la propria ono-
rabilità.

3) L’autore esclude le profes-
sioniste, le quali, fra l’altro,
nel nostro ambito potrebbero
essere utilizzate solo in misura
ridottissima, se non nulla, Il
lavoro si può esplicare in molti
modi, non tutti hanno però lo

stesso valore; c'è una gerarchia.

E’ indubbio, quindi, che anche
l’opera della modesta dattilogra-
fa è necessaria,

4) Per quanto riguarda l’im-
piegata che non vuole avere fi-
gli perchè questi intralcereb-
bero il suo lavoro, c'è da pen-
sare che essa ignori completa-
mente le norme che tutelano
le donne gestanti, Sembra, piut-
tosto, che l’impiegata in questio-
ne manchi di femminilità e di
sentimenti che. altamente ono-

rano una donna, e che non ab-
bia mai pensato che tante fa-
miglie riescono a dare una
istruzione ai propri figli grazie
al «contributo apportato dalla
moglie.

Si conclude: che cosa pensa
di risolvere il sig. Tubini po-
nendo la questione in campo
aziendale, quando già gli è stato
fatto osservare che, in campo
nazionale, il grave problema
della disoccupazione non ver-
rebbe certamente risolto sosti-
tuendo le donne maritate al
lavoro?

UN GRUPPO DI
DELLA DIG
(seguono 28 firme)

IMPIEGATE



Concorsi per lavoratori

Undici premi per 1 milione e 200 mila lire messi in palio dalla

“Gazzetta per i Lavorator

"ip

per concorsi antinfortunistici - Premi per

lavoratori anziani e per gli alpinisti - Borse di studio per laureati,

studenti universitari e periti industriali.

La « Gazzetta per i Lavoratori >»,
bandisce, per il 1956, due Concorsi,
sulla sicurezza nel lavoro. Ai detti
Concorsi potranno partecipare tut-
ti i lavoratori dell'industria (ope-
rai e impiegati), occupati o no, ed
i grandi invalidi del lavoro.

PRIMO CONCORSO

Per i migliori « bozzetti di car-
telli figurati » atti a servire come
mezzo di propaganda antinfortuni-
stica, o per la più efficace frase
che richiami l’attenzione sul peri-
colo degli infortuni,

I premi, in numero di 5, per
complessive L. 500.000 sono così
ripartiti: uno da L. 150.000; due

da L. 100.000; due da L. 75.000.

Per l'esecuzione dei bozzetti si
deve tener presente quanto segue:

le figure devono essere riprodot-
te con inchiostro di china oppure
a colori e completate eventualmen-
te con brevissime didascalie;

le immagini devono riferirsi alle
principali cause di pericoli che si
riscontrino nell’industria;

l'efficacia rappresentativa delle
figure non deve essere ottenuta per
mezzo di espressioni macabre o ec-
cessivamente patetiche;

i disegni devono essere montati
su sostegni rigidi o semirigidi (te-
laietti, fogli di compensato, carto-
ni, ecc.), aver formato di cm. 40 x
56 e devono potersi disporre ver-
ticalmente,

La Commissione giudicatrice si
riserva la facoltà di assegnare ai
concorrenti non vincitori un com-
penso non superiore a L, 2000 a
titolo di parziale rimborso delle
spese vive,

SECONDO CONCORSO

Per segnalazioni tecniche antin-
fortunistiche riguardanti:

dispositivi di sicurezza per im-
pianti o macchine dell'industria,
comprese le attrezzature in genere
che valgano ad eliminare o ridurre
gli infortuni o le malattie profes-
sionali;

mezzi individuali di protezione
(comprese le tenute di lavoro e
l'abbigliamento);

accorgimenti tecnici relativi alle
condizioni ambientali (disposizione

delle macchine, utilizzazione dei
locali, illuminazione, aereazione
ecc.)

;
procedimenti di sicurezza da a-
dottarsi in talune fasi di lavoro, a
mano, a macchina, con apparecchi.

I premi, in numero di 6, per
complessive L. 700 mila sono così
ripartiti: uno da L. 200.000; uno
da L. 150.000; due da L, 100.000;
due da L. 75.000,

Gli elaborati, da inviare in dupli-
ce copia, devono essere scritti pre-
feribilmente a macchina e correda-
ti da disegni di assieme (viste e
sezioni) e particolari. Dovranno
essere di data recente e comunque
non anteriori all'anno 1954.

Nel caso inoltre che il dispositivo
ritrovato o accorgimento sia già
stato sperimentato, dovrà essere al-
legata dichiarazione dell'Azienda at-
testante i risultati pratici dell’ap-
plicazione.

Il termine per la presentazione
dei bozzetti (primo Concorso) e co-
sì pure degli elaborati relativi alle
segnalazioni tecniche (secondo Con-
corso), è fissato. improrogabilmen-
te al 31 ottobre 1956.

La spedizione dei bozzetti e de-
gli elaborati deve essere fatta per
mezzo di plico raccomandato alla
« Gazzetta per i Lavoratori » - Con-
corso Antinfortunistico - Roma,
Piazza della Madonna di Loreto, 21,

Sia i bozzetti che le segnalazioni
dovranno portare ben chiaro co-
gnome, nome e indirizzo dell’au-
tore. A parte dovrà inoltre essere
rimesso alla « Gazzetta per i La-
voratori » un certificato dell'Azienda

industriale dalla quale il concor-
rente dipende, con specificata la
qualifica professionale. I concor-
renti disoccupati dovranno invece
inviare una dichiarazione, rilasciata
da competente Autorità, attestante
la loro condizione di disoccupati
dell'industria o di iscritti ad una
Scuola di qualificazione, I grandi
invalidi del lavoro allegheranno di-
chiarazione dell’I,N.A.I.L. attestante
tale loro qualità.

I bozzetti ai quali verranno as-
segnati i primi 3 premi resteranno
di proprietà della « Gazzetta per i
Lavoratori », la quale potrà even-
tualmente anche diffonderli tramite
la Confederazione dell'Industria,

Fra tutti i lavoratori dell'industria
(operai e impiegati), occupati da
almeno 40 anni presso la stessa
Azienda o complesso industriale, è
bandito anche quest'anno un con-
corso sul tema:

«Come potrebbe rendersi utile
agli altri operai della fabbrica un
lavoratore anziano ».

I saggi, da contenere in un mas-
simo di tre cartelle manoscritte o
dattilografate, dovranno essere in-
viati (possibilmente in cinque co-
pie) alla « Gazzetta per i Lavora-

tori », Piazza della Madonna di
Loreto, 21 - Roma, entro il 31
ottobre,

Ogni concorrente dovrà corredare
il proprio saggio di un certificato
dell'Azienda con l'indicazione della
qualifica professionale e della data
esatta di assunzione del concorrente
stesso.

Tutti i saggi saranno sottoposti
al giudizio di un'apposita Commis-
sione, la quale terrà principalmente
conto del valore morale ed indica-
tivo del saggio, mentre la presenza
o meno di pregi puramente lette-
rari fornirà solo parzialmente
oggetto di particolare valutazione.

A1 primo classificato sarà asse-
gnato un premio di L. 100,000, al
secondo di L, 70.000, al terzo di
L. 50.000. Tre premi di L. 20.000

ciascuno saranno attribuiti agli
altri lavoratori considerati meri-
tevoli di segnalazione da parte

della Commissione giudicatrice, il
giudizio della quale è insindaca-
bile.

Un premio di L. 100.000 sarà
inoltre assegnato al lavoratore par-
tecipante al concorso che avrà
raggiunto la più alta anzianità nella
stessa Azienda. Sono esclusi da
questo specifico premio coloro che
già ottennero analogo premio nei
precedenti concorsi.

La premiazione sarà fatta alla
presenza del vincitori, che saranno
ospiti in Roma della « Gazzetta per
i Lavoratori », in occasione delle
premiazioni delle altre gare cultu-
rali annuali.

La «Gazzetta per i Lavoratori »
si riserva di fare intervenire alla
premiazione anche altri lavoratori
che, per anzianità o per aver pre-
sentato saggi di particolare valore,
ne risultino meritevoli. Si riserva
altresì la facoltà di raccogliere in
speciale pubblicazione i saggi pre-
sentati al concorso,

Nell’intento di offrire ai giovani
meno abbienti e. più meritevoli,
figli od orfani di lavoratori della
industria (operai od impiegati), la
possibilità di seguire gli studi uni-
versitari nel rami tecnici di Inge-
gneria, Chimica e Fisica, la « Gaz-
zetta per i Lavoratori » bandisce un
Concorso nazionale per l'assegna-
zione di numero 3 borse di studio
universitarie di L. 150.000 annue
ciascuna per la durata di 5 anni,
da assegnarsi a giovani che abbia-
no conseguito, nella sessione estiva

dell’anno 1956, titolo di ammissione
all'Università con votazione di al-
meno 6,7/10 di profitto,

Gli aspiranti dovranno inoltrare
domanda alla « Gazzetta per i Lavo-
ratori >, Piazza della Madonna di
Loreto 21, Roma, entro il 31 otto-
DEC 1956 corredata dai seguenti
itoli:

a) certificato di nascita;

b) fotografia autenticata;

€) stato di famiglia;

d) certificato relativo alla pro-
fessione del padre rilasciato dalla
Azienda dalla quale dipenae; per
le domande presentate da orfani 0
figli di lavoratori disoccupati il cer-
tilicato precedente dovrà essere ri-
lasciato dall'ultima Azienda alle cui
dipendenze è stato il padre dello
aspirante;

e) diploma originale del titolo di
Studio conseguito o documento
equivalente autenticato;

f) certificato, debitamente auten-
ticato, dei punti ottenuti nelle
singole materie ove questi non
risultino sul precedente documento;

£) pagella dell'ultimo anno sco-
lastico superato.

Per coloro che abbiano conseguito
il titolo da privatisti, in luogo del
documento di cui alla lettera g),
dovrà essere presentata una dichia-
razione firmata dal padre o da chi
ne fa le veci, attestante che l'aspi-
rante ha conseguito il titolo di
studio in qualità di privatista.

In base alle votazioni conseguite
ed ai titoli posseduti dagli aspiranti,
l'apposita Commissione giudicatrice
compilerà una graduatoria di meri-
to ed invierà i primi 9 aspiranti
ad un colloquio che verterà sulle
discipline di carattere scientifico
studiate e sarà diretto ad accertare
il grado di cultura, di capacità e
di predisposizione di ciascuno in
relazione alla carriera universitaria
che l'aspirante ha chiesto di poter
seguire. Le spese per il viaggio a
Roma e per la permanenza degli
aspiranti saranno a carico della
« Gazzetta per i Lavoratori». In
base all'esito del colloquio e tenuto
conto della valutazione complessiva
dei titoli, la Commissione sceglierà
i tre vincitori con giudizio inappel-
labile,

Il godimento delle borse di studio
così conferite è regolato dalle
norme seguenti]:

1) All'atto del ricevimento della
comunicazione ufficiale dell'assegna-
zione della borsa, il vincitore sotto-
scriverà la dichiarazione (che con
apposito modulo gli verrà inviata)
con la quale, dichiarando di non
godere di altre borse e quindi di
accettare il conferimento della
borsa stessa, si impegna a seguire
il corso universitario prescelto fino

al conseguimento della laurea se-
condo le modalità del presente
Regolamento,

2) La «Gazzetta per i Lavora-
tori» in possesso della dichiara-
zione di accettazione disporrà un
primo versamento a favore del
borsista pari a 1/83 dell'ammonta-
re della borsa stessa. Nel rimet-
tere ricevuta della somma l'inte-
ressato dovrà produrre altresì la
documentazione della avvenuta |
serizione al corso universitario, in-
dicando il domicilio, che dovrà es-
sere in ogni caso nella città ove
ha sede la Facoltà universitaria
prescelta,

3) I residuo ammontare della
borsa verrà corrisposto all’interes-
sato in due rate uguali di cui la
prima entro il 15 marzo 1957 e la
seconda entro. il 15 maggio 1957,
previa presentazione da parte del-
l'interessato di un certificato di re-
golare frequenza del corso al qua-
le è iscritto,

13

4) Ml borsista dovrà superare an-
nualmente gli esami obbligatori e
quelli facoltativi compresi nel pia-
no di studi consigliato dalla Facol-
tà, o che sia stato da questa appro-
vato, riportando una votazione
complessiva non inferiore ai 24/
30 o 80/100 del punteggio massi-
mo, Delle votazioni conseguite do-
vrà essere inviato certificato auten-
ticato alla « Gazzetta per i Lavora-



tori » entro il 30 novembre 1957
per potere ottenere il pagamento
delle annualità successive per il

quale sarà seguito analogo proce-
dimento.

5) La « Gazzetta per i Lavorato-
ri» si riserva il diritto di sospen-
dere in qualunque momento, anche
durante l'anno scolastico, la con-
cessione della borsa di studio qua-
lora venga accertato lo scarso pro-
fitto del borsista o sia stata da
questo compiuta qualche mancan-
za per cui si sia reso passibile di
provvedimenti disciplinari da par-
te della Facoltà.

6) Al conseguimento del diplo-
ma di laurea i borsisti saranno a
cura della « Gazzetta per i Lavora-
tori » segnalati ad Aziende e Sta-

bilimenti Industriali per compiere
un adeguato periodo di tirocinio
pratico.

La « Gazzetta per i Lavoratori»
ha inoltre bandito um concorso na-
zionale per l'assegnazione di sette
borse di studio di L. 180.000 cia-
scuna da assegnarsi a giovani che
abbiano conseguito nella sessione
estiva del 1956 il diploma di perito
tecnico industriale con votazione
di almeno 6,50/10 di profitto, un
altro concorso per l'assegnazione di
tre borse di studio di L. 400.000
ciascuna per giovani laureati che
non abbiano superato il trentesimo
anno di età e, infine, un concorso
per i lavoratori alpinisti, dotato di
cinque premi di 100,000 lire cia-
seuno,



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Sono nuti

21 luglio: SILVANO, figlio
di G. B. Oddone (Can) e di
Maria Teresa Galliano - 28
lugiio: CLAUDIO, figlio di
Fiavio Pastorino (Mec) e di
Liliana Alto - 8 agosto: GIO-
VANNA, figlia di Oreste Ce-
roni (Mug) e di Angela Lupi
- 16 agosto; MARIA GRAZIA,
figlia di Clemente Morbin
(Mug) e di Giuseppa Crisoli
- 18 agosto: CLAUDIA, figlia
di Nello Alpinoli (Mug) e di
Pasquina Farina - CARLO, fi-
glio di Felice D’Urzo (Mec) e

di Lina Ospesi - 20 agosto:
EGILDA, figlia di Giovanni
Carmignani (Mec) e di An-

gela Parodi - 21 agosto: AN-
DREINA, figlia di Antonio I-

valdi (Mec) e di Idelma Pe-
ghin - 22 agosto: TIZIANA
figlia di Furio Pennacchini

(Liv) e di Nella Cerretti - 26
agosto: SANDRA, figlia di
Pietro Maivasio (Sau) e di
Giovanna Percivale - 30 ago-
sto: SONIA, figlia di Bruno
Sighenzi (Liv) e di Elvira
Menegazzi - ANDREA, figlio
di Ippolito Lombardi (Mec) e
di Rosa Canessa - 31 agosto:
ANDREA, figlio di Eraldo An-
dreotti (Liv) e di Mara Mar-
chini - 3 settembre: ADELE,
figlia di Giovanni Tognetti
(Mug) e di Giuseppa Anto-
nelli - 7 settembre: ARMAN-
DO, figlio di Giorgio Maffei
(Mug) e di Iole Chiappucci -
BRUNO, figlio di Leonetto
Domenici (Liv) e di Neda Ca-
luri - 9 settembre: MARIA
GRAZIA, figlia di Narciso
Corniglia (Mug) e di Beppi-
na Sarbia - FRANCESCO, fi-
glio di Giusevve D'Arrigo
(Mec) e di Cecilia Cama -
WILMA, figlia di Aldo Torre
(Can) e di Virginia Zena - 11
settembre: MASSIMO, figlio
di Gavino Sorba (Can) e di
Giovanna Virdis - TIZIANA,
figlia di Giovanni Uggetti
(Dig) e di Luigina Grillo - 12
settembre: PIERO, figlio di
Mario Giacomelli (Mug) e di
Ilca Fregosi - 16 settembre:
MARIA GRAZIA, figlia di Ro-
mualdo Capecchi (Cmi) e di
Dina Magi - ORNELLA, figlia
di Renato Cavanna (Can) e di
Maria Ginepra - 17 settembre:

ANSALDINI
IN SEDICESIMO











Ester, figlia del

rag. Davide
Cadenaccio della DIG

ANNA RITA, figlia di Mario
Bruzzo (Fon) e di Adriana
Cresta - MARIA, figlia di Sil-
vio Camoirano (Can) e di Ge-
ronima Ferrando - 21 settem-
bre: CARLO, figlio di Gino De
Giacobbe (Mug) e di Dina
Buongiorni - 22 settembre:
DANIELA, figlia di Aldo Lis-
si (Mec) e di Elina Nibaldi -
23 settembre: ROSSELLA, fi-

g°ia di Franco Nerini
e di Liliana Corvi.

A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.

(Mug)

Si sono sposati

5 agosto: Alfredo ROVE-
GNO (Mec) con Giovanna
Giondelli - 27 agosto: Giusep-

pe PELLEGRI (Mug) con Eli-
sa Zanelli - 30 agosto: Anto-
nino MANTIA (Mec) con Gio-
vanna Noce - 8 settembre: Sil-
vio LASTRICO (Mec) con
Bianca Piana - 15 settembre:
Francesco MASNATA (Mec)
con Giovanna Teresa Cade-
nasso - 16 settembre: Pietro
LORENZETTI (Mec) con Ma-
ria Carraro - 22 settembre:
Gerolamo BERRINO (Can)
con Guglielmina Morone . 26
settembre: ing. Bruno PA-
LAIA (Cmi) con Mirella Sa-
lone.

Agli svosi i nostri vivissimi
auguri.

NOZZE D’ORO

I coniugi Vincenzo Frassoni
e Teresa Ratto, genitori del-
l’adcetta mensa Giuseppina
Frassoni dello Stabilimento
di Costruzioni Meccaniche e
Impianti Industriali, hanno re-
centemente festeggiato le îoro
nozze d’oro.

Ai fortunati coniugi, uniti
nell’affetto da mezzo secolo,
giungano gli auguri del nostro
giornale e di tutti gli ansal-
dini.



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PROPOSTA N. 19407.

Oggetto: Raffreddatore olio
- diaframma Dis. M. 71466 pos.
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Propone di modificare l’ope-
razione 1/9 in « tagliare con
ceso:a dischi rotondi con so-
vrametallo », anzichè « taglia
re barra auadra da 750 mm.».

Prevede un risparmio di
tempo per la operazione 5/9
di tornitura del diametro e-
sterno in vacchi di 12 pezzi.
RISPOSTA.

La proposta e accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il cicio di lavora-
zione.

®
PROPOSTA N. 18048.

Oggetto:

Palette l.a e 3.a fila mobile
ruota Curtis A. P. tipo T/C.
31.500 Tonn. deviatrici 1° sta-
dio tipo GE.Co. 60.000 e 30 000
kW.

Propone una modifica alla
lavorazione che permette d’e-
liminare l’operazione di fre-
satura del lato passaggio va-
pore (entrata vapore).
RISPOSTA.

La proposta è accettata. Se
ne terrà conto per la prossima
costruzione di palette di que-
sto tipo e che si prevede pos-
sa avvenire fra un anno.

e
PROPOSTA N. 16159.

Propone di dotare qualche
tavolo da disegno degli Uffici
Studi di rulli per l’avvolgi-
mento dei grandi disegni.

Fa rilevare che i disegni di
dimensione grande sono i più
costosi e quindi quelli che bi-
sogna conservare con partico-
lare riguardo.

Allega uno schizzo che il-
lustra l’apparecchio.
RISPOSTA.

L’impiego dei rulli di av-
volgimento in pratica risulte-
rà limitato ad un numero as-
sai ridotto di disegni, come
assiemi, sistemazioni, piani di
tubolature e simili quando le
necessità tecniche di rappre-
sentazione non permettono la
adozione di scale a rapporto
adeguato tenendo sempre pre-
sente che detti disegni di
grandi dimensioni sono di dif-
ficile consultazione e maneg-
gio in officina.

Il sistema adottato attual-
mente di arrotondare i lati
eccedenti al foglio e fissarli
con puntine dello spessore del
tavolo è poco pratico special-
mente quando viene lasciata
una larga eccedenza in lun-
ghezza della carta, per non
avere bene conteggiata la mi-
sura necessaria.

Comunque il dispositivo
proposto viene accettato a ti-
tolo di prova e siccome da ri-

cerche fatte non esiste in com-
mercio, verrà costruito in STA

»

PROPOSTA N. 17578.

Suggerisce un esame più
profondo da parte dei proget-
tisti e del Capo commessa
nell'impiego del greggio per
le lavorazioni; all’uopo illu-
stra con esempio tre casi spe-
cifici in cui sono stati prele-
vati materiali con diametro
superiore di 5 mm. al neces-
sario con le conseguenze di
uno spreco di materiale e di
lavorazione,

RISPOSTA.

L'Ufiicio NOR provvede da
tiempo, neila revisione dei di-
segni, a controllare l’esisten-
za dell’indicazione di greggio
su tutte le superfici di lami-
nazione o trafilatura che pos-
sono essere utilizzate sul par-
ticolare finito (per limitate o
per mancanza di esigenze di
accoppiamento) in modo da ri-
durre lo sfrido ed eliminare
una operazione di lavorazione.

I fatti segnalati si riferisco-
no a particolari per è quali ta-
le indicazione mancava sui di-
segni e quindi î Capi commes-
sa in via prudenziale ritenne-
ro conveniente aggiungere il
sovrametallo senza chiedere
chiarimenti agli Uffici Studi e
rettificare in conformità Vin-
dicazione sui disegni stessi.

L’Ufficio NOR intensificherà
la revisione dei disegni ed i
Capi commessa chiederanno
informazioni agli Uffici Studi,
specialmente quando si trat-
terà di costruire numerosi
pezzi uguali o quando sarà
prevista l'utilizzazione di ma-
teriale esistente a Magazzino
avente le dimensioni non cor-
rispondenti al disegno; è evi-
dente che in tale caso il costo
della maggiore lavorazione ri-
chiesta è compensato dal van-
taggio di smaltire giacenze di
spezzoni non altrimenti uti-
lizzabili.

e

PROPOSTA N. 17267.

I torni paralleli Magdeburg
sono corredati da tabelle per
gli avanzamenti che si possono
adoperare nel caso che si ab-
bia la macchina a posto con
ruote di ricambio per passe
Whitworth. Nel caso di torni-
tura di pezzi con filettatura
metrica non si nvuò sapere @
che avanzamento marcia la
macchina.

Propone nertanto di dotare
‘i tabella ner gli avanzamen-
ti con ruote di ricambio per

massi metrici. tutti i torni
Magdeburg paraileli.
RISPOSTA.

La proposta è accettata. Lo
Ufficio MAU ha già provvedu-
to ad eseguire i dovuti rilievi





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ed a preparare i disegni delle
targhette indicanti gli avan-
zamenti longitudinali e tra-
sversali ner giro del mandrino,
ottenibili quando sulla mac-
china sono montate le ruote di
ricambio per passi metrici.
MAN provvederà alta co-
struzione delle targhette per i
sette torni Magdeburg esìi-
stenti in STA, ed alla relativa
applicazione sulle macchine.



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Le inserzioni in questa rubri-
ca sono riservate ai dipendenti
dell’Ansaldo e sono gratuite.
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Giuseppe MEDUSEIf
di anni 51, dipendente del
Cantiere di Muggiano, dece-
duto il 15-9-56. Era stato as-
sunto nel 1935. Lascia la mo-
glie e un figlio.



Garlo BENEITINO

di anni 45, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
18-9-1956. Era all’Ansaldo dal
1933.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».



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Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

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