Il Quarantacinque - raccolta pubblicazioni

Contenuto

Il Quarantacinque - raccolta pubblicazioni
Collezione
ARCHIVIO MONTAN
Tipologia
Fascicolo
Descrizione

Raccolta di 11 pubblicazioni, dal 1960 al 1963, del periodico mensile universitario «Il Quarantacinque» di informazione e cultura di Genova

Data testuale
30 gennaio 1960 - gennaio 1963
Data topica
Genova
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Francesco Montan
Identificativo
MON.000015
Archivio, fondo o serie di appartenenza
Archivio MontanARCHIVIO MONTAN
Temi correlati
contenuto
il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIO:

ANNO Il - N. 1 - 1

GENNAIO 1061

Finalmente una

CHIARIFICAZIONE |ellinerno:

nella goliardia genovese |t riore delle

E



CULTURA

16 pagino - L. 60









Come la maggior parte dei
lettori avra appreso dai quo-
tidiani, nella tumultuosa £
semblea dei soci dell’AGU



gruppo di studenti dall'As-

sociazione, per protesta con-

tro gli arbitrii del gruppo
gente. - —

onfronti dei. goliardi
più attivi ca impegnalirTale

suale Consiglio. dell'AGU
che è decano aaun an:
no; poichè da due non si
procede al rinnovo delle ca-
riche statutarie) ha infatti
tentato di procrastinare ul
teriormente _l’ Assemblea,
rendendosi conto. di non
possedere più la maggioran-
za dei consensi,

Tale atto, che veramente
segnava il limite massimo
dell'illegalismo e dell'inco-
scienza, provocava l'imme-
diata reazione della parte
migliore dell’ Associazione,
prima fra gli altri tutti i
maggiori si
dellAGU nell'ORUG di que-
sti ultimi anni, dagli ultimi
due Presidenti di Giunta
goliardi a parecchi ex-





Sostenitore

Benemerito







membri di Giunta e ci
nenti del Gruppo Goliar

In una mozione, essì pro-
pic i
ricreare a Gi
biente goliardico che l'AGU,
così come è, ha cessato di
esprimere, e invitavano tut-
ti i socì a seguirli nella loro
‘azione. ppi







f O danique co)
tito JA fr fo
pit possibile sopportare»oì-
ire una situazione di
carenza ideologica, di asso-
luto nullismo politico, di
pressochè totale inattività
in tutti i campi, persino
quello ricreativo; di conti.
nue discriminazioni. politi-
che, col pretesto di osserva-
re norme statutarie supera-
te dai tempi; di sistematica
denigrazione nei riguardi
dei goliardi che lavorano
nell'Organiemo:- Rappresen:
tativo.











camminando
così, e il <Quarantacinque »
ne prende atto con sodd
sfazione, verso il rinnova-
mento associativo che d
spicavamo in un nostro ar-
ticolo dell’anno scorso. Si








Abbonatevi a
“Il Quarantacinque,,

Abbonamento annuo













atta ora di dissipare una
certa atmosfera pe; che



ma, laica, demoni
perta a studenti di ogni cor-
rente politica, che trovino
i lo spazio e lo stimo.





vamento delle strutture dele
lay Scublemo 481 Paese:

una scaden: mediata în
i goliardi genovesi sa-
ranno messi alla prova, è
la diseu


















nale per la Scuola, con il
palese € scoperto tentativo
governativo di sovvenzio-
nare gli istituti confessio-
nali, è la assoluta assenza
di adeguati stanziamenti
per le nostre Università.
Occorre quindi che tutti
gli studenti che ancora ere-
lono negli ideali di Goliar-
dia e nell'utilità e necessi-
tà delle lotte della Rappre-
sentanza Universitaria, se-
guano con interesse questa
ni dei rappresentan-
ti locali qell'UOL e Il alut
no nel loro coraggioso ten-
tativo di portare la sede
Genova ad un livello di di-
gnità nelle battaglie per i
rinnovamento della scuola.
arte, 1 e Quaran-
tacinque» garantisce i suo
pieno ‘appoggio a quesi
sforzi, come & quelli di tutti
coloro che vogliano recare
un soffio di aria nuova nel
malsano ambiente in cui vi-
vono i nostri Atenei, e si ri-
promette di tenere informa-
i universitari sugli ulte-
ri sviluppi della situazio-















lotte operaie nel
1960








pag. 3
Prima puntata
della storia del




Intervista con
Vasco Pratolini
pag. 7

La questione al-
gerina
pag. 8

Un articolo sul
divorzio...

pag. 10

...e uno sulla
censura
pag. 13

“Un marziano a
Roma, di Flaiano
pag. 15









| TACCUINO UNIVERSITARIO







Una leffera in risposta a “Università,

Gennaio 1961
Sig. Direttore di
‘Il Giornale dell' Università »
Sig. Direttore di
ì Quarantacinque »

Questa mia lettera fa riferi-
sul primo m



mpetente persona >

che ha siglato l'articolo compar-

so sullo stesso periodico; terzo,

perchè sono membro del Grup:
UG.






a) Non sì spiega perchè egli
non voglia esaminare, per ti-
spetto a chi ospita il suo seritto,

attraverso
frasi reticenti e ingarbugliate.
Non si spiega perchè at-
tribuisea a me affermazioni ine-
gatte, come quella che i voti del

1 Fascismo e della Resistenza.

e) Non si spiega perchè af-
fermi che i Goliardi « richie-

cò di evitare ogni contatto col
mio Gruppo, e si inviò a noi solo
un « espresso » ultimativo, in cui
some alternativa fd una capi.





me avrebbero potuto reagire. i
Goliardi, se non con uno «sde-

0. devastando, ia
T'ORUR, © una trattativa rempone
sabile coi Goliardi, che la

punto al fine di avere È
ta responsabile il Regolamento
fu redatto in tal senso dai





Non i
questo Li pigit pe

tanto nel vecchio, tito e ritto
politica so-

‘ome se

lelle mura dell'Ate-

vesse ab-



carlo la lettera del uo Collega
di Gruppo Cino Montobbio, pub-



sità non può esprimersi che at

traverso gli Organismi Rappre-
sentativi), ela nostra attuale li- re ogni



in quelle giornate, ad allontana-
tentazione autoritaria.



Vel PIORAPVI di scusare questo
mio sfogo, che Vi

chio spazio, mi_ con
che la mia lettera





lie
ti ico cata imegralmente è tenza como
fobbio, «Ie opinioni più seguite | mento come quella Late
sono fabbricate da poche migliaia | linché siano \ lettori a giudicare
di persone (i padroni del delle nostre povere

re Sconomico) e ce le suggeri» _‘ Credetemi

scono giorno pet giorno dalle co- ERNESTO AVEGNO
lonne dei quotidiani che, guarda SoN
caso, sono finanziati dai maggio”

nostra. Università vive, ‘gioco. IL QUARANTACINQUE
insegna senza tenere assoluta- mensile universitario

mente conto. del nostro parere, di informazione e culuro

oi che siamo causa e scopo de

piattaforma di lancio

Più interessati alla politica
ito ch ne



scienza antifascista che esplose





Amministrazione:
paso 2 dell Posta Vecchia, n. 2 -










Autorizz. Trib, dî Geneva n. 487
in dota 30-1-1960.



del
it



Bo



ordella Ma-
‘dosso Coi, Guoftminati
Mit, Farai Moi Lotte ‘Ao



‘oz0gna Pietro, Levi Guido,
siro DI Bed Aldo, to
sì Moss Beniamino,
Severino



ul ronti. Ron
TEalalO! Geco Vitara inn
Valesi Aurelio.

Responsabile: Ronzo Farinelli.



CONTO CORRENTE POSTALE
15208

4



ABBONAMENTI:

500
Sostenitore. L: 1,000
Benemerito L. 5,000

Anno L











Coop. Poligr, A. G. - Geneva - Tal. 503.320



FABEO



LIBRI

E DISPENSE NUOVE E USATE





Corso Gastaldi, 39-1 (portone dopo il tabaccaio)

Telef. 360.763
























antifasciste

Quest'anno 1960

che sta vol-





miglioramento
enerale delle ‘condizioni dei la-
ratori, che dei miracoli eco-
ici sono i principali fauto-



Invece, non solo questo non è















E 7 questo quello che
no ha definito 11 tovesciò della

medaglia dell’attuale favorevole
momento economico.

qualen-

Nella primavera scorsa, al
Congresso nazionale del Sinda-
A cato unitario, la CG.LL, già si
noteva questa contraddizioni

fra l'aumento della prodi
€ la stasi dei alari, 6 si notava

e ore




‘migliorament
delle condizioni di vita degli o.
ja delle condizioni

















hè vi fosse, in
fiati n Libera pelle fab
eibiità di or
nissioni inier=
je ed Îl sindacato, insieme con
lo sviluppo del controllo operaio
sulle fabbriche, principale ga-
ranzia applicazione — della

costituzione sui luoghi slessi dei
i produtt
Vennero poi o a



tanti anni di durissime lotte.
combattività degli operai

parte fissa e la parte vai





bile di esso, a seconda dei vari

ma della

MONDO DEL LAVORO





LA RIPRESA OPERA

L'altro volto del

‘“miracolo,, economico - I lavoratori e le lotte
di luglio - Le grandi agitazioni degli operai del nord

Previdenza S

Altri problemi,
per l'uomo
molto importanti per
ati sviluppando di

ita



tamente ‘duri
tazioni, come del x
na



della

gli operai
distria





Totta:

operaia, unica strada per con
sir dello sostanziali Vione

rada,

aandoli. dagli anzioni

Zare la continuità

zione di
jo fa



stra
si



ante le recenti agi

Opal, smi

dei
SA corale "na il'pro!

blema del



iT'Sua

infatti, dovrebbe fare ancora por



cato, fino a qua

iserva di m

‘ando un ipotetico

Rencosere di fonderà anche in

quelle ri

o l'emi-

a

inzione
dh bosco per i e
SEB

quadro
strombazzato

va visto il
« aumento

sibili

incessante». delecommercio



aum he si realizza
tl o pai pei
salari e quindi con Ja produzio-
ne costi, e inoltre con li
contrazione dei commercio în-

Tutti questi nodi sono venuti



legna, scesì in

a
dotta per ottenere più alti



sar

ta per le contrattazioni setto-

Fino ad ora”la contrattazione



di tipo tradizionale, riuniva in-



progresso tecnico. ha differen=
gato al mento queste categorie,



ilo partico!



li elettromec-



di frattaro con | sinda”
fat ult queitiogie del contrat:
ti di sotfore. sr
Ta” Confindustria ron
cedeva, ma anzi. si irrigidiva
sulle. proprie posizioni, rifiuta»
va di trattare, ed impegnava co-
sì a lottare ancora per giorni. €
giomi. GO 000 "elettromeccanici
fines.



ento del sconta pa
mostrato quani
Siete disinteressai





le accuse di «sciopei

0 e politico» lanciati
lettromeccanici_ dagli

stampa. della Confindustria
‘comporta dell

TRI ha inchiodato alle proprie
Fesponeabi la Confindustria,
smentendò nei fatti îl « patriot-



tico» atteggiamento della. me-

ti € decisi vedranno soddisfatte
tutte le loro legittime richie-
le.

Noi famo sinceramente

che ciò avvenga presto, n
lo per la solidarietà
che ci legano agli operai,



diventano pericolosissimi per i
loro autori ed esecuti

Gianfranco Dellacasa

4







TACCUINO UNIVERSITARIO



UNA INIZIATIVA DEGLI STUDENTI CATTOLICI galore di una polemica che ci la Chiesp Cattolica. E. pertanto
fa per altro consenzienti), a{- ritengo sia questione di costume,
formate che. Bidault, leader aio me

l'opuscolo sull'Algeria

,mparso rei giorni scorsi menticare che siamo Cristiani €
tazione perciò ci sentiamo solidali con



te
cioè meno cattolico degli altri
Sappiamo puricoppo che in 0:
molti e forse troppi

i difeso è difendo
politiche iù

re. Tentata di omini nella



diminuire il
i documento







.. L'opuscoto contiene ingiurie, con le nostre guer-
FOMAIASI steglei dicume. docu: MOURARI (cairo divisioni Sie



tuire una parte integrante d Pietro Lazagna



e Sesia Sludenti e professori

muova Algeria ».



Essi costituiscono un dossier 1 compilatori dell’ opuscolo
inoppugnabile e tragico di quan- danno pei un rilievo pasticolare rp: probrbile che sul tema reciproche esigenze sono contra-
to accade în questa «sale guer- alla dichiarazione dell'Episcopa” . studenti-professori» si comin- stanti? No senz'altro. Anzi, la

classe 4 scrivere e a discutere in. soddisfazione delle condizioni ne-



essità di riflutare ed opporsi
quei mezzi i disumeni di condu
la guerra sisssa. (Lorture, esc



mente di fronte queste due cate- Dre più vivaci, Disogna









aristi a‘ch in©danna. Essi affermano; "sulla Der finire, l'auspicio (unico dal: — [ol quettigni ato finiti

ad eminenti persona- scorta di Pio XII: € Nessuna i- fo nuopo questo rispetto di tem- . tamente affrontate e siscità Doc
lità del” cattolicesimo SI 2S€ stanza superiore è idonea a co- pi passati) che un giorno esisti” ve agire. significa: acquistare
come Louis Massignon e l’As- mandare tin atto immorale; non no macchine speciali in grado | consapevolezza di una More
semblea dei Cardinali ed Arci- esiste nessun diritto, nessun di far assorbire senza fatica lo di’ interessi è ‘di ODiettici. da
vescovi di Francia, Bligo, nessun permesso scibile. raggiungere.
I compilatori genovesi del do- piere un atto in Non è esagerato dire come 0,

e gi no sforzo comune e u-
cumento, per re tali {e- anche se comandato, anche se il cusste ossergazioni: nascondano © nitetio ln sol cito One di
stimonianze © prese di posizio- _ rifuo di agire è causa dei di ina mira reazionaria e aretta: | ere l'avvio Der una generale ri-
nes fn Algeria si con- iù le 3 quella di tracciare in realtà una presa in tutti 1 campi della cule
NE Ciaoo cataezl bzloil dl Dino Pene __ quell di race i Fei una | prete fa fui cli dell i
pinta ad sender, SERE otinbre 1909) I momento in cui fingono di Non si tema: chiamare profes,
renti di fronte ad Î0- —L'opuscolo Spianarla. Esse. tacciono infatti _& eta
ne sempre più drammatica. Noi appello ella pace ni ciò che brofondame Tna= " PaItaNIente del lord pISbloA ii
Vogliamo la pace: non si può metta una fine na ssudenti è professori; parlo _ 3 Sobilire, È invece convinsio
iacciare di immobilismo chi si questo dissanguamento colletti- della scuola. ergenze ne. profonda che la SeMoctezii
muove per la pace. Come pos- Yo, appello cl Di SOnO, essc sono altrimenti su nepire Ta che la democrazia
iamo muoverci qui in Italia? Franeia col concorso dell'asso- _ perabili che con un coro di 7e- _ fecipan Li
Cercando di conoscere'e far co- ciazione unitaria degli studen-.‘ luzioni umane. zione di tali loro problemi, Que-
nioscere la verità, richiamando i ti, i < Sonia ore di coscienza quindi
principi: essenziali della giusti- | tele, ocllist, © dei professo= _ sy vattema
zia, formando una più larga o- _ri materna,
na a fronti degl mpo che la scuola,

Dinione in favore della pa Due rilievi cui, accenno sol- Sortimente politica © il cui PO O

Noi ci pronunciamo ferma- tanto potrebbero costituire 10 no è riardare in
mente per la autodeterminazio: spunto per uno studio € un di- _ tegorie la presa di
hattito ‘coi nostri colleghi. Il i problemi dell'una sono i



tudente di ;
; mio parere, è ne mente” (e qui centro. la vevie
vere nell'Algeria pacificata con sponde pienamente. allo spicito de
reciproco rispetto dei loro dirit- dî quanto espresso da Pio XII _ Siro messo nelle condizioni n

ti SO io Dr e poterlo fare. (collegi

Puropei, e perciò in di fare un bombardamento 0 al- universitari; ASA





pa responsabili degli er- uttrezzati;

ori del colonialismo siamo con Sizionex; il professore deve inse- Bisogna incontrarsi e i temi
quella parte, la più nobile, del lare, e anch'egli deve essere su cui dibattere ci sono. Il resto

cia, che fa l'esame di co- messo nelle analoghe condizioni viene da solo. Ripeto, i
sclenza delle proprie colpe ver- (ti iti; istituti. at- la riforma delle facoltà u-
igerini, € che a trezzati che permet Ticer- niversitarie vista nel contesto di
prezzo di umiliazioni © sacrifici, ca: assistenti che lo coadiuvino un rinnovamento 0 svecchiamen-
cerca la difficile strada della per attuare un rapporto perma- to di tuiti gli studi. Il resto, l'i-

nente con l'alunno riziativa comune in tale di

pace.
ÈNon vogliamo sopratutto di- Che se comprendiamo in parte qui bisogna chiedersi: tali ne, verrà di conseguenza.







COME NACQUE IL NAZISMO
IN GERMANIA: riaoubazione

L'attuale situnzione politica e quella successiva alla Grande (grazie al diversi prezzi dei pro- sun programma concreto di go-






iermania occiden- Guerra, e, speriamo, contribui- dotti sul

5
o [La | LA STORIA CHE FACCIAMO \mo |

vento si manifestò perchè coloro
i quali avevano il potere in ma-





sull'avvento del nazismo in quel avvicinarsi l'ora’ della resa Stato Maggiore, alla burocrazia e questo fosse
Paese. L'esigenza di dare un giu- conti con il proletariato; il e ai i Tests nella. prassi rmettere al-
dizio genere sì pone con potere politico veniva sempre più politico. L'ala sinistra, invece, la Germania di adempiere ai pre-
forza tanto maggiore quanto più trandosi nelle mani dei de- riunitosi durante Ta guerra neila 1 per Ja pace
l'evidenza dei fatti dimostra il legati del popolo. May al momen= | "Losa di Sperlaco & conduceva leati esigevano un gover-
carattere apertamente reaziona- to decisivo, in novembre, tra le un'attiva lotta all’interno del ni sabile di fronte ai par
rio € «revanchista» che anima file della classe operaia sbocciò | partito contro il riformismo ed i testo fu dovuta

3
gi

una gravissima crisì, già da lun- revisionismo, smascherando la alla paura del bolscevismo >. Na-
Stati «democratici» occidentali, ghi anni latente, che portò alla guerra come guerra imperialista, | sci











tanto simile a quella tenuta die- divisione del proletariato e alla e quindi estranea, Go cera una repubblica al cui governo g
RSS Ano al itesi da sociaidemocratici
| e del" 1018 ‘guidine | delle due tendenze! Ma questo |
Ove manchi una chiara consa- I! tradimento do la rivoluzione operaia.
pevolezza critica. sul © socialdemoeratico. did piena la di cla

Sulla natura del nazismo,
volge

















DE a
stra del partito, cedeva

gl FICO solovinit
“ella. borghesia imperialista. Ku»
glielmina, allineandosi su posi»
zioni ogni giorno più anti-ope-
zaie, I profitti differenziali che

borghesia tedesca otteneva

del
ala, des



disciolto «Corno degli
Vindali $ È ruppò dell'esca
tospiù sensibile alla volontà de-
gli Junker e del monopoli. Così,
per

ge sì senti gen
di orrore peri GET compro
id è carutteristica delle varie





mi” blasfemi. della «razza»

diale era stato gettato
volutamente soffer-










ati a lungo su come la borghe-
tedesca abbia mantenuto il
potere nel 1918, proprio per po-



campo sociale oltrechè ideologi- burocrazia). Quindi alla, ricca
Insomima, è per noi necessa- rghesia tedesca fu relativa-
fio studiare il fenomeno « dal fe facile mantenere il po-
punto di vista delle condizioni tere mediante la corruzione di
te della classe operaia

Je sia storicamente collegata con vocata da fattori esterni (il crol-






















lo di un esercito) ma sarà una
risi generale di produzione, ed
intuccherà gravemente l’unica
cosa sacra per il capitalista: il
profit

Prima però di passare allo stu-

dio della grande crisi e di cit
che in quelle occasioni sostitui-
sce la social i, il
nazifasclamo, ritoniamo dpportu-=
no un breve esame della strut-
tura economica. te pe-

Fido che va dal 1918 si 1990, per
accorgerei come

ni di
incita dopo avere ieatenato Î
proletari
Hama ose
el problema tedesco vi è un

dei beni di consumo, prioriti
dell incusti il agricoltura,
gonfiumento dei prezzi in rap-

forio al reddito nazionale.



Vede Hitler avrà ben

in Germania furono gli Stati re-
gionali, mentre il potere cent

le era impotente); la prossima
crisi avrebbe distrutto lo stato
posto





‘nubiani, fato ln Ungnerta
Finta. ’deuti epiosizi emigi



giio equipaggiati di
quat ditta 10 Teggeoda
3

agi



e ciò spiega i spes
Scontri tra le avverse fazioni di

Revanscismo
e piani di guerra

liticamente la scena è

prattutto Tri io

itamente
controllata dall'‘adustrla tedesca
del carbone e dell'acciaio, in cui

giore dell'eserieto e per ordine

del governo; si riorganizzò. un
proprio Stato Maggiore

dell'industria, pronto

Farben il 50 per cento dell’indu-
per

a mobili- spensabile per
degli ssplosivi
cent



tedesca end
mani di A società: fetà: Krupp, AR,
Farben, Zeis



Strzere olipopolenico) delli si
derurgia e della chimica; b) li
Fazionalizzazione (4) così ottenu=
ta sorpassava le capacità di as-
sorbimento del mercato tedesco;
<) di conseguenza sì assiste ua
im crescente. Interesse verso È
mercati esteri.

Tutto ciò Agravò lo «quilibrio












Ticonosciuto della Repubblica di

Weimar (8).
Secando le valutazioni ufficiali

tedesche i debiti contratti col










razioni, Col surplus li

nia voterà ingenti bilanci all'E-
sercito e creerà due trusts chi
contribuiranno all'avvento d





poco da

fironica AEG,
fallo assassinare nel ‘2 da Sin:






Ai capitalisti. tedeschi fu gio-
goforza scatenare
Îl caos



due fattori ni
quali Bitter atiizo © attioperà
liberamente: a) una massa
sottoproletariato, formato
tadini e piccoli borghesi ro-

vinati, pronta a gettarsi nelle
braccia di chiunque le promet-

a inflazione chi governò

seman i quali,

cei
preferivano aspetta=
re, razionalizzando l'industria





democri di Baviera, Tu
ingia, Si piuta per
ezzo dell'Esercito e con l'alta

approvazione del
TI periodo seguente. "fzs-90) è

il periodo in cui la Germania
rientra. nel cireuito. economico
internazionale. «Senza voler
cercare un nesso fra democrazia

so fr
economia, bisogna tuttavia

l'economia internazionale; la

storia della grande crisi ne fu
ja logica controprova ».

pi (@) gli alleati, o
rn

perialismo comunista >. Tutto ciò
non deve ingannarei e farei cre-

‘e che i monopoli fossero di-
veniati pacifisti. Tuttaltro, In
stretta alleanza collo Stato Mag-








NOTE E

1 D fenomeno si aggraverà in
seguit

TABELLE

50000000 alla A.BG. © alla

Seaton 8.000.000 25.000.000 alla È Since

1.000.900
250.000

10000.000 alla date Futte









330.000 3.000.000 alla
nei sindacati. nel 000.000 atta ieoener.
me ai vede l'industria tede-
Nel 1900 1a situazione è la 301 degli armamenti fio par:
pes nz 06
RNA 4.716.569 De
Cettoliei 778,868
tuberi. 18178 sy L'autrchia di cul
i zione di petrolio sintetico era
2) 11 piano Dawes fu negozia- -— F9RE di petrolio sintetico era
la feseman e da Sacht della politica di Weimar che il
per la Gi \azismo accettò senza critiche.
crediti ottenuti dai- Almo necettà senza cri
teatro secondo due esperti ia
vi di
19% 1925 1026
Wiggia 1 36 117
Schmidt 37 69



1927 1928 1929



Wiggi 165 219 25
Schmidt 132 201 256
1990 1931 1932
Wigzin 255 28
Schmidt 283" 204 28
L'industria privata fece la
parte del ripartendosi
si
226.500.000 dollari
118 000.00 e Ac



timo tradimento verso la clas-




Nel pubblicare l'intervista che



Yasco Pralolini ha voluto conce-

lere 1 Quarantacingue »

a
che ci ha permes:

parere di uno de-

‘li più qualitenti del

io Jcuni

oltre che sugli

spetti più ‘interessanti della sua

















i giorni dopo la pub-

(e del diario è obbiottivamente
Senti

ikea
tici, mi sembra doveroso | citare
quelli che me le hanno poste;








Emilio Cecchi, grande maestro a
ti devo molto cui

cosa, Carlo Salinari, ar
Pabbretti. A tutti rispondo con
massima cordialità che «Lo

iato > è um libro difficile (mo-

volmente) del quale si continua

@ parlare oggi con maggior di-

siteco che mesi fa, quando ven-
chi

più ampie e profonde. A Carlo
Salunari rispondo che imi dispiae

coi pi
sere” demolita. dalle facezio “di
dubbio gusto che lo stesso mi ri-

D) Parlando dello

« Scialo >
Ninì,



O I
quindi più una fgtia mitica ia
în distruzio ‘une mito. Ninî

vera dénina ttce i
mania di grandezza, sbattuta da

iù magniloquente
dello seritore convertito. Na È,

poi, una parte della borghesia,
tn carattere, un aspetto del fa-



IR e ar TT
| CRONACHE D'ATTUALITA’ |
E EL SMR I ARA

D) Siamo giunti quindi al fa-
scismo. Alcuni personaggi

dei
suoi libri — alludo sopratutto
al Tarbè dello «Scialo» — ci
fanno parte del movimento fa-
sclsta sono visti da un partico»
lare angolo visuale che sembri
assolverli storicamente a diffe-
renza di altri (Il Malesci, il Pi-
sano, Carlino) che sono senzial-
tro condannati



ina pagina del
«Scialo», quella della manife-
stazione interventista, i futuri-
sti acquista posizione di
indubbia superiorità su altri na-
zionalisti

Ritiene tei di pronunciare la
sua assoluzione storica în qi
to questi uomini, pu

lo te,



teggiamento parte da all

re pre-

î) Premetto subito che nessu-
aveva idee
grande

a
sentico personaggio storico), în
FS nelle loro idee confus
Fai
ETRO

si
loro valore Letterario: dl cor
n ta
ridato. contrappongo È stenzio
della cità che mot vuole, che
ia la guerra. Del resto tti asc

una Pica innocente dei suoi

DI 11 ciclo «Una storia italia
na» nel suo primo libro «Me-
tello» è siato Tatto segno ad ti-

i attacchi di critici morxisti













INTERVISTA CON PRATOLINI

‘uole precisarne le ragioni?
R) Metello è lu atoria di un la-
voratore dell'inizio del secolo,

‘on le sue virtù ed i suoi molti
diferti,

Non è nè ida
po popolo. Mi rimproverano di
non aver creato una figura ec:
gezionale, di non essere stato uno
Stendhal moderno in questa età



di essa che guida © con-
diziona tutto il bioeco reaziona=
E' inutile che i democratici cu-
gino ta Serita con i, pomnicelli
caldi del milioncino di voti per-
duti dalla DC: ci fol tro
Telo non. manca i

È oistenga pastamentara ingleve
sullo d distpplicario per rugio»
ni «contingenti» per og



sistere: è i — come
fatto quatemno — di minacci
esili in Francia quando la inn,
mne non desidera altro,

indi conformisti, che l'esilio o ‘ia

ne pensa dell'ultima
qndnta centoria contro la cine-

PRI CII livello ci attuale della ci-

re
i, analogo al codice Ha-
yes americano. Tali disposizioni
anche se ingenue sotto certi
spetti — all'esempio n



prostituta
‘mento delle sue

rovinano il credito acqui-
dall'arte italiana,
erto Garibbo

Stato




















| FATTI DEL MESE

Ancora sangue
ad Algeri

La barbarie usata dat na-
zionalisti francesi nel mese
scorso per mantenere il lo-
ro dominio in Algeria è un
fatto di per sè sufficiente
per dimostrare che in tutti i
sensi il colonialismo è fa-
scismo, è nazismo.

Gli algerini lo hanno ap-
preso da molto tempo, vi-
vendo come bestie' da soma,
soffrendo la fame, i pericoli,
il disprezzo le torture. Dopo
un martirio durato più di
un secolo nel 1945 40.000 di
loro furono massacrati per
paura di una qualsiasi on-
data di rivendicazioni na-
zionali, poi le loro elezioni
continuarono ad essere fal-

braccianti a gua-
30.000 franchi l’ar
le donne ad essere mal





no.
trattate ovunque, doro figli
a nda scuola, E"

îio
tà © anità che + no
nalisti francosi-6i vantano
di aver portato dalla Fran-
cial Per gli algerini tuttavia
non fu difficile vedere 0ì-
tre, e riconoscere nell'esnt-
tore e nel poliziotto il vero
volto dell’oppressore. Dopo
aver chiesto inutilmente di
diventare « francesi integra-
li>, compresero anche che
di fronte alla violenza le pa-
role non servono a nulla, e
che per far trionfare le lo-
ro aspirazioni non esisteva
altra via se non quella di
rispondere con la violenza
alla violenza.

E' così che nacquero dal-
le regioni più povere i com-
battenti per l'indipendenza,
quei valorosi partigiani che
la stampa e la propaganda
borghese ha cercato con o-
gni mezzo di camuffare,
presentandoli come ribell
ostremisti isolati,









capaci di



temente hanno
il contrario: è tutto il po-
polo che li spinge, tutto îl



sto all'avanguardia, il popo-
lo al cato ai
Yalori personali è collettivi







agli ideali di uguaglianza e

i giustizia, all'antifascismo.
Le distinzioni di classe spa-
scono nella lotta partigia-
na. Essì sono andati molto
in là con la prassi della di;
rezione collegiale, e per que-





l'Algeria non sarà totalmen-
te indipendente.

Questo non capiscono 0
non vogliono capire î gran-
di capitalisti francesi che
appoggiano i gruppi fasci-
sti dei coloni ad Algeri, e
neppure De Gaulle.

Elemento rivelatore di
questa loro ottusità è la mi







naccia continua di arresti e
di persecuzioni che il gover-
no gollista ha rivolto e con-



tinua a rivolgere contro la
parte migliore e più avan-
ata intelleitua

esi) qu mi alla test
filosofo JP. Sartre, sosten-
ROOT



dalle moderne a
tra cui proprio la Costitu-
zione della defunta IV Re-
pubblica francese, e ricono-
scono nel popolo algerino
l'avanguardia delle forze
anticolonialiste e antifasci-
ste la forza essenziale con-
tro il loro regime attuale
per restaurare la democra-
zia.

ci drama cui è arrivata
cietà francese tuttavia

ta fatto comprendere al ge-
rale De Gaulle che qual-
Cosa va cambiato in Algeria:
Sotto lo schermo di un'in-
dipendenza fasulla egli na-
sconde Ja disperazione di
chi vuol fare ad ogni costo
«qualcosa» per «salvare»
la vecchia colonia africana
alla Francia e, nello stesso
tempo, per non apparire
complice di una guerra in-
fame. Per parecchi giorni,
infatti, si parlò della sua i-
niziativa rivolta a conserva-
re il controllo sull’Algeria;
l'esito era stato dato quasi
per certo. Ma De Gaulle di-
menticava che avrebbe do-
vuto fare i conti con gli al-
gerini, i quali nella strategia
del suo gioco erano i veri

















Il generale

protagonisti. La loro lotta
eroica delle scorse settima-
ne ha sufficientemente rive-
lato quello che essi deside-
rano: un’indipendenza vera
e non un dominio coloniale
rinnovato nella forma. Il
governo francese sperava
forse che buona parte degli
algerini sarebbe rimasta in
isparte o avrebbe accettato
le sue proposte, così avreb-
be potuto denunciare Lutto
aleiavipenio:dilibemalepe
pera i pote
roci» fellaga, isolati dal re-
sto della popolazione. I fat-
ti invece, hanno dimostra-
to Îl contrario: una miriade
di uomini, di vecchi, di dor
ne e di bambini sì è vista
scendere nelle piazze di Al-
geri e di Orano, levando al-
to il grido di libertà e sven-
tolando la bandiera del F.
LN. Il colonialismo france-
se ha risposto con il massa-
oro e con atrocità simili a
quelle usate=dai n
Polonia.

Questa barbarie non può
non addolorare il mondo ci-
vile; essa costituisce inol-
tre un'offesa alla ti


















umana, agli stessi valori e
alla stessa tradizione di pen-
siero e di civiltà che la

Francia ci ha trasmesso. Per
molti anni si è taciuto sulla
realtà vera degli algerini e
si è lasciato che altri mini-
mizzassero o addirittura
nascondessero le sofferenze,
i pericoli, le torture, la re-
ia
algerini sono stati barbara-
mente uccisi fino ad oggi,
più di due milioni si trova-
no rinchiusi nei lager fran-
© 2 poche ore di distanza
dal massacro algerino es
dichierava brutalmente che





De Gaulle



«l'Italia sarà favorevole a
soluzioni di solidarietà oc-
cidentale ed europea, e re-
spingerà ogni posizione so-
sienuta e caldeggiata dai
circoli estremisti». Questo
significa semplicemente so-
lidarietà con i responsabili
degli eccic Igeri, con îl
colonialismo e il fascismo.
Bisogna dire che ciò non so-
lamente è assurdo €
struoso dal punto di
morale, ma_ che costituisce







tiva. politica, in quanto la
condizione in cui sì trova
l'Italia non presenta nessu-
na ragione e nessun interes-
se per sostenere il colonia-
lismo europeo. E' questo
che occorre portare a cono-
scenza delle masse, degli 0-
perai, degli intellettuali e
soprattutto degli studenti
inche in Italia, perchè la so-
lidarietà con il popolo al-
gerino, possa rappresentare
oggi la bandiera della lotta
contro ogni forma di fasci-
smo. Occorre chiarire di
fronte a tutta l'opinione
pubblica che il colonialismo

negazione della libertà
non del popolo degli oppres-
si solamente, ma anche del
popolo degli oppressori. Di
questo sono consapevoli in
Francia gli intellettuali, gli
studenti, gli operai, che han-
no visto moltiplicarsi per
loro gli arresti e le persecu-
zioni contemporaneamente
al moltiplicarsi degli errori
e delle infamie della guerra
d’Algeria; ne sono consape
voli i giovani di fronte alla
cui coscienza si pone questo
preciso e drammatico di-
torturatore 0 di





Pietro Riccobene





Juhpé disse a Caino: « dov'è il tuo fratello Abele? ». Risp
«Non lo so, sono forse il eustode del mio fratello? ». Ji
disse: «che hai fatto? Senti il sangue di tuo fratello che grida
@ me dal suolo! Ora sii maledetto © scacciato dal suolo fertile
che ha aperto la bi la tua mano il sangue

cca per ricevere dall
di tuo fratello.» (Genesi IV, 9-11),

Non, è né eUreo né greco, né schiavo né uomo libero, né
momo né donna; perchè tutti non fate che uno nel Cristo Gesù
(Galati III, 28)

Hanno attaccato, hanno colpito,

1 manganelli battevano a ritmo cadenzato, mentre le bombe
fumavano come invitati ad una les

Mentre fuggivano gli ultimi Lesa “scova i feriti.

La Celere portava via i fer pauriti, stupiti o ribelli.

RE

Anche i volti si Shiudevano, dolorosi.

E la folla, a piccoli gruppi, si disperdeva, mentre rapida si

da a hanno ucciso un nord-africano

Signore, mi guarda ani

Srna per, sempre. immobile nell'angoscia

dell'ultima domanda: «perchè colpite:

E disteso a terra, gli abiti laceri, ma il capo adorno dell’aureola

di sangue dipinta dalla morte sul marciapiede,





anime volata via Ti contempla, stupita
dell'improvviso viaggi

Signore, è disgustoso,

Si è detto loro: «Siete a casa»,

Li si è lasciati venire verso di noi come verso salvatori





Li sì è impiegati Ià dove nessuno avrebbe voluto servire,
E là, prigionieri dei Igea ezrot,

Alloggiati come besti

Sfrattati, 2 -

Disprezzati,

Umiliati,

«Nelxmomento in cui \yogliono manifestare îl loro scontento €
la loro ribellione,

Li si attende all'angolo ella strada, bastone in mano, come la

raduna per abbattere un cane randagio.
Sine ua la nostra stessa SA gli stessi
lì stessi cosi

Sino vengono da sn DE

li



Non li avrebbe raggiunti Ia Tua Redenzi
Oppure i Tuoi figli non hanno ancora Soon che sono tutti
fratelli



Che tutti sono stati battezzati, immersi in uno stesso sangue,
Il Tuo sangue, îl sangue di un Dio?
Signore, ovungue sono ancora erette barriere, {rontiere;





Ed aleuni Tuoi figli accettano queste barriere,
Come se fosse normale che in una stessa famiglia alcuni bam.
bini mangiassero gli avanzi in cucina, mentre gli altri si
impinzano nella sala,
Come se fosse normale che alcuni fossero serviti ed altri, servi.
Come se fosse normale che alcuni fossero puniti più severa-
te di altri
come. se fosse normale che alcuni si accanissero su altri, li
sassero, li condannassero, li uecidessero,
Signore, Îi Tuo Sangue ci radiati presto in uno stesso amore,
L'amore del nostro unico Padre?
Sapremo far cadere tutti gli ostacoli che ci dividono?
Accetteremo come unica diffornza i doni che Tu ci hai donati,
avere » che abbiamo acquistato?
Figlicio, i ssogue del to tretaro grida verso di Me
Ci vorrà un canto d'amore ben possente per coprire la voce di
un morto ucciso dai suoi fratelli





MICHEL QUOIST

Dal volume «Prières» del prete Michel Quoist, tradotto da
R Uateglio, cd. Marietti, Torino, 1957.











giungono,
yiamo, sempre
notizie dal Belgio: La prima
vittima delle giornate di pa:
sione popolare è caduta sot
to il piombo di uno squadri-
sta, mentre altri cittadini so.
no stati feriti dalle sciabola
te della polizia a cavallo. Ab-
amo da poco visto alla tele-
visione. alcune agini di
Bruxelles, che fino a pochi
giorni fa era descritta come
la felice capitale d
che salutava festinte 1a > gua

mentre

sen
più tragi

E















nuova, pallida regina.
allora, in verità, i tentativi
maggior parte della



di ammantare la vi
cenda di colori di fi
erano riusciti a can
uno spettatore attento l’'im-
pressione che, di là dal fasto-
so ma squallido corteo, sì er.
gesse il freddo murc a





ch
a di soldati ai
de quasi simbo-
leggiava. E dove fosse allora

popolo belga, lo si è capito
meglio vedendo queste nuove





unani.
ta parlecipazione popolare,
che sl esprimeva mel volti se.
ri, nell’at mento di com-
posta ot delle migliaia
di persone, di famiglie sfilan-
ti a braccetto; così diverse
noi,



freddi
nordici, come
i Imprigionara
in pesanti cappotti: eppure
tut siii Hello riesso fato,
dignitoso, per nulla demago.
gico sdegno,
ne cariche di cavalleria, più
lugubri ancora dei « carosel.
li> della nostra ©
chè quasi evocanti
immagini di repressioni di al-
tre epoche e altre civiltà













nno messe
questo giornale uscii
diamo pertanto un'indagine
più approfondita delle vicis.
situdini del Belgio, dalla «loi
unique > di Eyskens la qu
le impone un regime di ca
sterity » che finirebbe per cs
ato ancora e sol-

tanto dal popolo, ai rapporti
na ‘ongolese, al pro-
Îfema religioso ed'etnico che
intreccia con questi contr
buendo ad aggravare la situa.
zione. Quello che
sin d'ora rilevare, è l’aspetto
supernazionale del fenomeno,
che trascende i confini di






















quello Stato e diventa pro-
blema Europeo, Esattamente



‘alcuni giornali hanno
stato al molo dei lavoratori
belgi le ‘Fivetidicazioni ope.



ie così frequenti in questo
riodo nel Nord d'Italia. Si
atta infatti, în entrambi i
casi, di una protesta chè non
nasce in un ambiente depres

estrema indigenza, di
supersfruttamento; nasce nel
clima del «miracolo econo-
mico », dell’ « affluent socie-
ty>, della « stanchezza delle
masse



















»; nasce nella società
dell’operaio con Ja seicento,
la TV e il frigorifero, delle



< human relations » e del neo.
lismo paternalistico. Chi
lla, lo fa non già per
220 di perchè
gli ha ormai inse-
gnato che le sue piccole sod.
disfazioni se le toglie con ore
di duro lavoro oltre gli ora.
normali ,con pesanti rate
mensili © continue preocci-
pazioni, che potrebbe evitare
con una maggior giuizia so
ciale. Perciò la sua ribellione
è maggiormente” corisepevole
e qualificata, ed ha nota
preciso obietlivo, e ciot
gli scialacquatori monopolisti.
son st perilano di esibir.
si in pompa magna alle pri.
me teatrali © cinematogratio
che (magari per esprimere
tutta la loro crassa ignoranza
rendendosela con capolavori















minieri di diamanti,
che non pagano mai il prezzo
di nessuna ausi

Ma per‘ Pale difensori det-
la libertà e della democrazia,

come per î loro sèrvili segui
gi di certa stampa, anche la
protesta belga, come giù i fat-



(lo ha detto lo slessò Eyskenss
come allora Tambroni!) dei

piani or di
smo internazionale.
un paese, dove i comunisti

contano solo a decine di mi
gliaia, potesse essere paraliz.
zato da scioperi e dimostra:
zioni fomentate solo da

Ci si mostra meravigliati che
un partito
lo.” socla/demanzatico








si









0.
pero, e soprattutto che la
gente lo segua; ancora una
volta insomma, l'anticomuni-
smo preconcetto e irriflesso
di IL reteoto: coni Chi sioni
o situazioni altrettanto il.
iberali; è îl moderno 01
‘on cui

li teme che gli
nizi la peste e non s'ac-
corge d’averla già. | E.A,












2









Due se

sul di
hanno

Discussioni, e, polemiche
orzo, specie in passato,
spesso travalfcato 4 limi un
Aero e anticato dilata
creando situazioni i

in cui Ja vecchia mentalit
vorzista delle correnti di

laiche e liberali si scontrava
vitabilmente con l'antidivorzismo
più accanito del cattolicesin
ciale. Dalla constatazione di

guente tentativo di
deve partire, da parte di quanti
si interessano vera



Punto di vista giuridi
co, politico e sociale,
quali termini al può parlare,

tenti, di miseri € clandestini riple
ahi

ori
realtà, non è forse necessario esa-
inare senza preconcetti e pregiu=
diziali dî sorta, quali realizzazioni
sul terreno della politica legisla-
tiva postano ovviare ad una lu
ny inel in

ione di
contestabile, dell'istituto familiare?
Ma pecore su ciò iniraprendere
un discorso chiaro
la mente fa intenti po.
Ici, per feniare con coraggio di
riparare al isti. peggioni
EL
sile sono le uniche nazioni civili
del mondo la cul legislazione non
preveda il divorzio, E ci astenio-
mo da ogni commento elrca l'
del termine e civile riferito alle







li a
risolvere chiaramente e definitiva.
ente parecchi mali... inuaribili,

questo senza sostanziali. obbli-
gazioni da parte cattolica, per cui
jon essendo il problema dello
scio o del matrimonio tna

questione pregiudiziale, ogni



dente si regola secondo coscienza,

celebrando Îl matrimonio religio:
il rito civile, a
è delle leggi lo-

d
3 div

ro correlizionari di tutto jl mon-

lo, Perché «loro» sì e «noi» noi

Forse che il cattolicesimo italia

no è qualitativamente differente
o





sul divorzio

tidivorzisti nostrani, come nota

dè pesserazione nici

i di insigni giuristi
uotala! pollici e di cultura che ad



forza di conzione spirituale. Per






bel È
intimidazioni, in quanto i cattoli-
cl, almeno quelli veri, si affde»
ranno interamente al giudizio del-





“della: Chies
to. 0 per chi pae, ha complu-
to ‘ormale atto dabiura per

ordine sociale che prescinda dagli



Antonio,
landra, portavoce di un settore o



camente conservatore dllo ehi

amento politico italiano z
ae e

tro il progetto di legge sul divor=
zio presentato dal governo Zandi
relli perche temeva che esso fa
vorisse «lo svincolarsi delle don-





er Pioli le l'avvento det. asti:

1 timori del Satanatai famo jar-





pi
DI,
i no nel
la cs nell
classi © nella ribell di
primente conformismo ina
gia ai loro privilegi. economiei
sociali
Non a caso, nel elima di pro.
fondo rinnovamento. seguito alla
caduta del il principio
î





È
quella concordataria potrebbero



piegare gli etti che sono giu:
ridicamente propri a ciascuna di
esse, nel pieno rispetto del stati:

menti religiosi del cattolici, del
tutto liberi di contrarre matrimo-
nio cont e



libertà di li coscienza
pur sancite tite dalla Ci
stituzion
(OTE
Recante il titolo «Casi di



l'uxoricidio in d
0) se favo coni ha abbando
nato ll tetto coniugale
riodo ininterolto non inferiore si
quindici anni o se vi ala sat tra
tati



dell coniuge



RE ae
RR cen È

"A tuilogsi (1000), il srogetto non
posto in diseus-



dirilto delle persone. © della fami
glia, intonio Canepa





C. U, T.

volto a Roma nei giorni
12,13,14,15 dicembre, il Ci

nova e Giulio Marrone di
aliari, E’ stata quindi approvata
una mozione sulla censura, in
cui si auspica un attento esame
del



ita del 14, la seuo-
la di recitazione del CUT di Ro-
ma diretta dal dott. Mazzella, ha

serietà. della pur breve prepas

u

La scuola in Inghilterra

Gran Bretagna le seuole
pubbrie

non dipendono — dallo

necessari sono tratti parte da tri
© parte da contributi

vomplesso edueativo dipe
dente da enti pubblie!, ci sono di
tipi di scuole: quelle organizza-
te interamente dalle autorità lo-







pronta

Educazione primaria,
È rende. asi

1 mumero ‘di questi alumai in
Scozia era di circa 10.

‘Seroii ausilio. Aiche questi
sono a carico degli enti locali:
visite mediche, cure gratuite, pa-
ti a scuola e distribuzione di lat
te. Quest'ultimo è gratuito, le
mense cono 0 gratuite © a prezzi
ridotti, secondo la possibilità dei
genitori. Nelle seuole primarie e



studenti delle scuole
© secondarie nelle regi
Ri dell'Inghilterra e del Gallo se:

mila
© 28 milo femmine): Mentre

Tai uomo!,,

piggor, semi aa a

"Albe Sieinor. (Fol-

trial 2000) 2° Gediegto ag

differenti, agli « apolitici>, a co-

loro 1 quali si rinchiudono nel

proprio egoi: norando quan-
es



me [olografica. L'uno
i descrivono quella che
fu lortivile feattà del compi di
sterminio nazisti,

meno pianificata
ricordare quanto avvenne
ni “campi. di sterminio potrebbe
parire ad alcuni
cilamento” all'odio. Cos risponde
Calet:

lontarie,



made ‘nica. sucsiiate Atala



di Caleffi - Steiner

« Incitamento all'odio? Mio Dio,

biono potuto funzionare; e afin-
chè questo no ‘ripetersi.
Notiamo con , che rinee:

Caler
gnamento è tuttora val
amaro dovento dire, per l'Algeria,
ad esemi

o spazio non consente di pro-
seguire a fondo il discorso sui
vari problemi sollevati da < Pen-
saci, uomo! >: Te numerose folo-
gralo (150 circa) ci fano tocca-
Te do vicino cose che noi giova
È conpsciamo cosa‘ cpessd solo
<per sentito dire».



Wa ricor.

serie, che fra giovani esse non
idono nel









fe le scuole di questo tipo sono,

in Inghilterra e Galles, 178, Co-

me si vede, sono. pochissime,

2) Scuole indipendenti, ci
ivate, N 9, erano 4250, in

Iughilterra e Galles, e 160 in
n sono tulle a paga
into, @ non ricevono aleun con-

tributo da denaro pubì ut

ta nel 1304,
row School, fondata nel 1560 ci
636 studenti; eco.

Educazione media sui
Comprede i vari tipi di istruzio.
ne per giovani al di sopra dei 15

i, ‘ont:



Siate, nei 1090.6
stenine, Quella

di 600 milioni di

ogni. studente

scuola prltoaria 0° secondaria, cir
120,000 Live.

Sniverata.

E

Ce ne sono 16 in In-



che ela sill'aspelto esteriore del
la situazione.

MARCO SONNINO
1 dati riportati sono tratti da; THE

STATEMANS YEAR-BOOK. 1960,
LONDON. MACMILLAN & CO



A

12

DIARIO DI UN UNIVERSITARIO
«IMPEGNATO »

17 ott
Oggi ci siamo rivisti. Solile
facce, Qualcuno abbronzai

il nostro capo spiruuaie € per il
olmeclub ha



samente monopoliiche, È così è
passato. pomeriggio.
20 domer

"i rilorno dal cinema voleva
mo andare in rosticceria e bere



tra.
31

Siccome rivista di ci.
nema è uscito un soggelto ine
ilo di Pavese, Bep)

io» 2 domenicali

ripislo (rancesi che mon sono di
cinema, ma hanno trovato una
loro eleganza anche nel porgere
gli articoli
ettata in scrutinio segreto.
quatto. dite didscalie cora
problema delle abbrevviazioni. R.
Fegista; m. montaggio; sc, sce-
sembravano un
ha detti

s
Ce
Si

Allora
ho proposto di aggiungere la du-
rata del film. Anche questo si
trova nelle riviste.

27

picchiato Mario. Mi ha

telefonato dicendo di avere i bi-












ho detto © mi na risposto che la
Gianna l'ha piantato, Voleva di-
menticare.

Sono stato tutta la sera con la
sorella della piccoletta. Anche lei
na un gran seno e un bel sa

1a promesso di venire al
Teppenionzata:
28



andare da Marisa, è ta

precisando di essere giornalista
{al che tutti hanno riso) hi

steri

Nessuno





‘a di Cronaca di un ami
Molti che l'avevano visto
neclub ma non li
rimasti. sorpres
congrotutati.
ridevano



ni è piaciuto motto, soprat-
tutto per Certo pubblico con vol=
‘anissimi, pali, quasi af-






va vento fredto,
gente correva a casa dopo il 1a-
voro, i negozi si chiudevano: mi
ricordo dell'uomo massa e rido



‘potrà parlarn

di ostelica.

timo fim si
z

Non_ che

Mi sono alzato ©
ho parlato di Zolla. Non na tetto
l'ultimo Mbro. Pecci

Uscendo mi sono. accorto che
quessù a lettere, Îlo guardato gli
orari e c'è qualcosa che mi ini
ressa.

Giornata piena. Al pomeriggio





di
Berso e ci la fatto vedere certe

Sane

Isabella. GI ho pito rom:
tarmeta, è

subito con. storia. pene ade
sventato

Stassera è stata la prima del

cineciub, Fioveva ma è venuta to

mi si è presento FO
gasione © pol il Mim è cominci
io sul

Sono andato al dibaltito sulla



mato: il
tono squisitamente giuridico mi
na gneusiaomato. Poi 4 dibaliio.
izato uno ch vede
e e

dalai
PAOLO
17 assistente

An na



a sociale. (Dalla Ga
Cene
to la mia bambina în bambino; ci
differenza? >. «Il bambino ha biso-
no di latte, ma Jl suo papà non può

glie». «In risposa alla vostra

lettera, ho dato pia iu



, ho
duc bambini, nella busta acclisa..e









La nuova crociata

Nei mesi passati abbiamo vin — vedere soltanto Walt Disney»
sto lo Stato di polizia, lo Stato-








procuratore ge-
nerale presso la! Corte d'Appel-

TU. e dell'art. 126 del Regot. di
lo di Milano, dott. Pietro Trom:

possono ‘intervenire e
dere lo: spettacolo a 1010



bi, è stato il film «Rocco e i riuli, con conseguente prevalen- insindacabile giudizio, in una
Sii fratelli» (accanto ad esso a di elementi governativi o po- _ serie di ‘ipotesi ‘Che i parte rie
sono l'Avventura, Il passaggio litici), e abbia ottenuto il nilla petono quelle previste dalla leg-
del Reno, La giornata balorda). osta della Presidenza del Con- ge sulla censura del 1923 (art. è
Chi scrive questo articolo ha _ siglio. sopra riportato) e in parte le ai

molto fresca limpresone rice; |_Fonti lepalaiva Sondomentali-prazono. —
vuta ‘spettacolo square, o fra gli esempi di

a RIO 3



e profondamente pi
di fronte cd un'onera





sitiv di gi. di PS: dl nulla osta per La Apitogia» di Tattuata, cut-
tale, Livello artisticosed impegno Palloio resentarai
na Duvbiico non più, case tie
pure vi è chi (Il Nuovo Cit- sciato quando si tratti della ri-
tadino) ha il pessimo gusto di produzione (art. 3 RD. 1923
«liquidare» opere del genere scene, fatti @ soggetti
ifcundole «pattumiera» o, offensivi del pudore, della mo-
lendo a prestito l'espres: rale, del buon costume e della
Sione di un fo del pubblica decenza;
film stesso, « sacco di...». Fd il 1) di sceno, fuit © sogpetti
brutto è che proprio questo mal- _ contrari lla reputazione, ©
costume mentale, nella sua vol- aasionale È ‘all'ordine

Sanita feziooa non rimane senza | pubblico, 0vbero. che © possano

feti, ma porta a dello ben pre- | turbare i buoni rapporti inter

cise conse,

Îi Procuratore Trombi ©) di scene, fatti e soggetti
Ricordiamo che il doit. Trom- offensivi del decoro e del pre-





ell i;
offensivi dei privati cittadini e
che costituiseumo ci =
ologia di un fatto che lu legge ra tutto, la speculazione com:
prevede come reato ed incitano merciale Saita ti tal moto
all'odio fra le classi sociali; hè, quando un'opera si
i e rocurita a rin, impegnati ne. lasciare
srl Gi tuene, fatti e SONDE persona minore degli anni di° Gll'utore la più cmoia Uscita
at nai ciorto»i di esprimersi e lasciargli tocca-
RIALTO di ivi veglie Sla impressioni che_ risultano che gli eventuali e panni
menti legislativi che valgano ad tanti; di operazioni chirurgiche 2 tn esume delle disposizioni
Miprenare ciato che valoono gd Tenit, di operazioni GhiMugiehe | giuridiche che. riguardano la noi avessimo qui la possi-
corsa che è Juori della Tibertà e nici e in generule di scene, Jai COnSuTA sono molteplici: molte vii i oraminare fusa 18 ro:
Suagiche e fano i ne nie ci scene, [atti leggi e mal coordinate, una Co- ria della nostra. censura, ve
Saretimo curiosi (o'già ia co- scuola o Gi ficentivo al detto» mene i 0 nn
d ehlara?) di sapere cosa in= © Superato lo scoglio delle Coma | Tî!@ne lettera morta, la Gertee. {o { fimo a contenuto semipor=
rione pubblica più qualificata e sicuro. La legge del 1923 sitbi- ‘95% ca : Ri seno Pon di
più sana, quando le pone accan- lisce che in qualsiasi momento dnque nicssrie ina teg- dogs quell ale. afrontaveno
fo qu

ge che: 1) disciplini în modo problemi e questioni della no-

Celio Spettacolo uo richinmane | SIOONIco @ completo la materia; stra vita quelli che non si ab-



e ui ) muova da una fedele inter- bandonatano ‘al conformismo
Te il film in circolazione e ordi- | pretazione della Curta Costitu- dei seni della maggiorata fisica
Co a i SUE 2; 3) assicuri Tiniipenden: di ma ci mettevano di
‘ommissione d'appel za degli organi di revisione dal fronte alla realtà, più triste che
Inoltre la deliberazione favo- potere esecutito, lieta, di ogni giorno e di ogni
revole delle Commissioni non ambiente.
esclude l'intervento delle vurio Rocco e la censura E Rocco appartiene | a tale
autorità locali di P.S., le quali. Torniamo ora u parlare del gruppo di opere.

Convinto che bisogna andare a în viriù degli arti. BI e 03 del aim di Wizoti P./A.

MR +





Sul melodramma

Una delle manifestazioni d'arte





formazi sì
italianità» del
< spirilo nazionale >.
serie di frasi falle che ormai co-
nosciami

In realtà, a'mio parere, le cose

sono un po' diverse: il melodram-
ma italiano ha avuto una funzio-
formativa a posteriori, ovvero

i era già

quando i Risorgimento si

«ace
Rossini, Dontzettt e Bellini? Non
Spererono durendo i

favori. senza’ nessuna discrimina»
zione,
quanto 0 Bellini e Donizetti,
senso che abbiano avuto



mirato,

campioni
la. Beltintana

sportivi
RESA condi



nell' Ottocento _

la quale seppe realmen:



le entusiasmi patriottici
ogli spellalori. fulta la prodi
zione di questi due arlisii è l@

coin di una nuova [or-

ma operistica che potesse sosti









l'oleografico spirito italico, l'arte
musicale sopporto forse Î peso
imoggior

Tull serie di critici iravi-
1

f
podiici da tut
o di pseudopoe-












| littco-sociale ed assurge
@ paladino della nazionalità.





e. )

Verdi, suo buongrado, ne è le: fronda con la muova cità musi:

F'assot gr

rinmovatore della musica ile
liana. a tutti

Quella che n realià è la deca- Ormai la convinzione che Il lea-
denza de melodramma si accetta tro lirico fosse l'espressione per
cntistancomente come, «Toma cccelenza dell'arte talamo, oltre
lismo » dopo: W provincialismo è Di

‘maniera. cosareosta, piace

la retorica sono la bandiera del- Linzione del resto che faceva co
la nuova arte italica, modo per giustificare la sua scar-
(A questo punto. potrei venire {a ci pusicale.

accusato di

‘antinazionalismo

consacrati delle fotto che ‘aff testualmente
realtà se <Ma in nome del diavolo, se sia-

‘ere in evidenza i lali ino in Itatta, perchè facciamo del»
orchè il grande l'arte tedesco? 12 0 16 anni fa,
porto per questa foT- non ricordo se a Milano o altrove,
fa ripuonare tulta _ mi nomi presidente di und



per « Quai
le> Verdi iniende quella p
nia sinfonica de sel-settecento, la





quale, secondo lui precorre quet-
l'espressione di bel conto che è
l'opera, cd avrebbe, denuto vira

in noi l'amore per la stessa, Me
la reasione. più violenta terso.
glire forme, musicali l'abb



facili) applay.





gue ‘superata n telo:
rica nel contenuto se ta

andato a "ario. presenta 4
gramma di musiche



compresa
blico così male educato? È deri:

tici come si comportarono nei

me tale a considerarlo, ponendolu
(erò accanto a tutta la prima
produzione Verdiana, di conse-



(0 #°lati negativi dell'tore

che più coniribuirono ad sducere

artisticamente le nuove generazio-
i Ari

ramo che non ad lire for-
alt. 1 vari Puccini, To-
i, Giordano ed altri, prov-
montonere. sempre
TI repertorio ai opere
slo ad an pubblico Cral est
Dente soto di sorie patelcodagri:
mevoti: ai nuovi can-
tanti-divi le palestre musicali per
le tor

"Serilio da urcetite di tntettscrat,

ed anch'essi preferiscono corre:
Te giro ai fuochi artificiali di
R. Strauss che

maî uno
Sort di un hartok o di uno
Schomi

rimangono
quasi. sconosciult,
Sant i orte toccò per un lungo



seconda, eventualmente, apre:

RENATO SORRENTI



* 1

| NOTE TEATRALI

Un marziano a Roma



1 marziano non è un messia,
nè un essere ececzionale. E°;
uomo ». Non

e ae
viene per vivere,



«Il mio programma na
le non è interessante he) per
me: conoscere, vi

anche dagli altri: è
perchè gli

cile imparare, altri
non sanno.
Molti spettatori hanno rim-





ll e
gliere, perchè Îl suo volto è or-

ile, senza. lineamenti, liscio
come 'un uovo».

Alla notizia dell'arrivo del

Uomini « sperano +

Sperano che cosa? «Che tutto
gimblerà », Forse è innato nel-
lu che a un
certo punto lutto cambi, ma il
iragico è che nella mentalità di
molti sembra innato



noi, il credere che, così eno
‘così comodamente, un mes-
sia possa ver o pun-

10 a risolvere le nostre faccende.
Di questo si rende conto il



pire chi incontra, ma non come

chi si abbraccia senza vedersi:
«Non vi amo quando mi assalite

nche il marziano sente l'at-
stata di una al

il fondo,
la soluzione migliore».
Sapere di essere ciechi, di ave-
n essere il

Sa

di un peso opprimente e
patetico, che gli fa desiderare

inuncia. « Oh, poter dare im-
portanza alle cose ch ne



quel perfetto
mediocrità, che permet-
Mio. Dio,

hanno, sentirsi in
Stato di n
lutte Je delusioni,



gro © disoccupato »,
Non c'è un vero nà

TE
st teatrale, perchè non ci

sono
mo Siolgeri e FOA it ente a
ne

tato d'animo” a















ento espres-
ne dalle sue parole: «Il
peggio che può capitare ad un

3o scnlpiccio dei piedi
Serio si

chi, andando a vedere la
commedia di Flaiano e Gassman





ma, volutamente limitata si ri. Si aspettava di godersi un bello
nei
So tono?) pegnati di appaudie seen
mente (con applausi cin
mirino = nesto 7 risponde il si sente lo scalpiccio del piedi
pi che si avviano all'uscita»), cer-

Alora partiamo, andiamoce- to è rimasto delusi

0, come erano
ne' dove vuoi». asti delusi | romani dopo aver
‘osa è diversa, è conosciuto il loro marziano.

fa partenza quella che mi
propongo, e che ti
tire, per

Flaiano e Cisti voglio
me, significa ci

esso seniso aveva la rispo-

sta di Marcello. Iì vero affetto
non deve essere quello che limi-
ta, ma quello che apre, e aiuta a

PAOLA CABOARA





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il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE E ©

ANNO IT - N. 9 - 15 FEEBRAIO 1961



L'TURA

16 pagine - L. 60



COSTITUITA
PUnione Goliardica
Genovese

Accennavamo nello scor-
so numero alla situazione di



gruppo
Golpevole di aver privato i
questi ultimi tempi l'Asso:
ciazione di arvenza di
Vita! nociatica. oltre ich
pr pot
turale sul pi iversita.
zio e cittadino.



icevamo del:
sn una Associazio-
ne *’Goliardica, laddove non
ci siano ad un tempo libero
dibattito e libera critica,
senza preclusioni ideologiche
© settarismi di qualsiasi ge-
nere; autonoma elaborazione

[ez
la





l'ambito po TONI senza



zioni democratiche le Re
sistenza, da
Freieleo. a

mento si muovevano inol-
tre all’AGU precise e circo-
itiche, e si

rimmovamento _ g0)
Genova, magari anche alti
terno della vecchia Associa-
zione, se da essa fosse venu-
ta l'accettazione dei princi-
pali punti del documento,



ti in
turali e poltiche che pon-
iardi, come intel-
fettuali, lla. Ieaderehip, del
movimenti giovanili cittadi-

Nei giorni seguenti alla
rottura, i firmatari della mo-
zione di abbandono del-

U demandavano ad un
Comitato Politico il compito
di tracciare le linee diretti-

l ‘rinnovamento asso-
ciativo, che costituiva il fine
unico della loro azione,

che gli studenti genovesi da
troppo tempo attendono.
scopo detto Comi-

A tale



irrinunciabili, alle quali si
può ancora svolgere un la-
voro di Associazione nel

nisca Goliardica e voglia co-
stituire la Sezione Genovese
dell'UGI.

Da parte dell’attuale or-
gano direttivo dell'AGU si
manifestava invece pater:
zione di non accettare mas-
dal Sa ae
vanzate, e di trincerarsi in-
vece dietro vaghe dichiara-
lemocraticità e di

lissime, ma
stare vuote di contenuto, se
non accompagnate da fatti

‘oncreti comprovanti la vo-
lontà di rompere una buo-
na volta col passato.

Così il Comitato Politico
decideva di costituirsi
Unione Goliardica Genovese,
sulla base del documento in
precedenza elaborato, chia-
mando a raccolta tutti i go-













collaboratori
del “45,
sono
convocati
all'assemblea
plenaria
GIOVEDI’ 23
faro
alle ore 21

in via Balbi, 17













| TACCUINO UNIVERSITARIO |

CONVEGNO delle due GENERAZIONI ANTIFASCISTE

Le giornate genovesi di lotta
antifascista e le manifestazioni

Quando si parla di fascismo



tempo combattuto e vinto dalla
State caratterizzate da Resistenza jma sì intende porre
meno nuovi mi con forza l'attenzione — e ci
portanza: la partecipazi anche în maniera ica —
taria, massiccia e att sulla attuale situazione italiana:
gioventù operaia e studentesca. ‘momento
Questi fatti ver fondamentali problemi è sta
rappresentato l'irrompere isolto, che i poteri dello Stato
scena politica di una generazione sono nuovamente nelle mani di
nuova: la generazione successi- un gruppo assai ristretto usati
vi la a suo solo vantaggio ,e che per-
tanto le condizioni dei cittadini
italiani e le possibilità di svilup-
po del nostro paese — nel mon-
do della produzione, nel




ricerca
scientifica, nei rapporti interna-
zionali — si 10 in un vicolo
cieco; conseguenza di un regime

ione da quello
soltanto su un

mentale ad una certa tradizio- Sulla base di queste conside-
ne, ma necessità che scaturisee razioni si è costituito a Genova
dalle condizioni stesse della lo- subito dopo i fatti di luglio,



ro esistenza quotidiana. un Comitato con lo scopo di pre-
Consiglio Federativo della Resistenza
Camera del Lavoro

NPI

Giovani Radici

Movimento. Giovanile del Partito Socialista Italiano

Federazione Giovanile Comunista

Federazione Giovanile del Partito Socialista, Democratico Tialiano
Federazione Giovanile del Partito Repubblicano Italia

© Quaria Generazione»

Scciotà di, Cultura, e-Circolo Giovnile di cullura <P. Gobatti>
Gruppo di Docenti dell'Università di Genova

Centro Giovanile El

Giovani Amici della Resistenza

Jarare un convegno su l’anti-
fascismo delle due generazioni:
una seria ana-



Fis ii
pubblica e nei suoi ordinamenti,
giungesse ad individuare alcuni



local

namento dello Stato oggi in Ita-
lia.

(Genova)

)
(Genova)
Milano)



Seguito dalla prima pagina

liardi che ne condividono la
lettera e lo spirito, perchè zioni politiche si uniscano
ridiano vita finalmente alla attorno all'Unione Goliardi.
Sezione Genovese dell'UGI. cn Genovese e creino quella
Il Quarantacinque si pre- maggioranza sola
sta volentieri, con la sua mo- può consentire all’Organi-
desta voce, a questa inizia smo Rappresentativo di ri
tiva, ‘sperando che essa val- sollevarsi dalla crisi in cui
ga a colmare il vuoto asso- l'ha precipitato la
ciativo che da troppi anni e- dei gruppi Atenei ed
siste nella nostra città, e che. weiss l'anno a ora che
si ricostituisca finalmente l'AGU, ormai politicaminte
quell’ambiente goliardico în evirata, non nè la
cui l’AGU rinacque, il 26 a- forza nè le Ci
prile del 1945, ed in cui gli mutare la situazione.
studenti delle Saia tendo:

ramente al di sopra delle fa-









per

L'assassinio
di Lumumba

nto di

andare in




re dell'Afri

Potremmo dire molte cose,



le
più tragica delle smen-

Trent'anni
di storia
italiana

Anche nella nostra città si
sta svolgendo il cielo di lezioni
a cura dell'Istituto Storico del-
la Resistenza in Liguria e di

Consiglio Federativo della Re-
sistenza. Come già în altre cit-
tà, anche a Genova l'iniziativa
ha riscontrato un enorme sue-





cesso. Vastissimo è stato il con-
corso di pubblico particolar:
mente giovanile. «ll Wuaran-

tacinque» esprime la. propria
soddisfazione per la completa
riuscita dell'iniziativa
promette di parlarne
fusamente în seguito,
sendo possibile farlo, per
genze tipografiche, in questo
numero.

e sì re
più dir
non es
esi



IL QUARANTACINQUE
mensile universitario
di informazione e cultura
Redazione ed Amministrazione:
fia Balbi, n. 17 - Genova.



Autorizz. Trib, di Genova n. 487
1960.



jboratori: _ Andorno
tosto scor,
Accent
sano

colta



fi Dorio,
bo R



Responsabile: Renzo Farinelli.

CONTO CORRENTE POSTALE ©

ABBONAMENTI:
Anno —L 500
Sostenitore L. 7.000
Benemerito L. 5.000







Coop. Paligr. A_G. - Genova « Tel.503.320



trovino spazio
api
ne, cui lî nega la loro appar-
tenenza a gruppi diversi e

FABIO



Jontani.
Per ì giorni 14-17 marzo

LIBRI

E DISPENSE NUOVE E USATE



sono state fissate le elezioni
del XV° Congresso Univer-
sitario: tutti gli studenti ve-





Corso Gastaldi, 39-1 (portone dopo il tabaccaio) -

Telef. 360.763





‘ n A

( TACCUINO UNIVERSITARIO )

Perchè 1 Piano - L’ dei fondi - La cleri-
calizzazione della scuola - Il trucco dell'emendamento Franceschini

















Nel settembre 1958, quando prever inerementi. Si sen- che la mentalità statalistica in regolarmente le scuole paritarie

dia Cee
consapevolezza che la Chiesa è Jormazione professionale

ostacolo all’espandersi del

marxismo)

delle suore (non sarà male ram- La questione centrale posta în

mentare che nel 1958 risultava- discu lalla presentazione
un 27% di scuole materne del piano Fanfani era quella del

genite da enti pubbile, un 31% finenziamento










vidonte e lo Stato non

di,

dipichai ialiui tecnici l'o
versità, è quelli di itorma di

Alcune fac universitarie.



To
odre, Ta concessione i
Thorse di studio e G@riialiri pron
vediment

"Passato l’effetto indubbia

te notevole prodotto dall'effica»





iunale € pareggiata) ma pas:
va Îl principio del finanziamen-
ola materna privata
La gravità di quest'ultimo fatto
risulta chiara, pone cui
hgllettno dan Cat dele
marzo 1956) <la scuole

dare i suoi quattrini ad



sa e spirito di beneficienza,
è liberissimo. E qui è inutile di-



Le solite ragioni di spazio im
pediscono di narrare la storia
del piano decennale dalla appro-
vazione ato in avanti. Ac-

solo all'approvazione






garte ai milioni di giovani infe-

anni, e migliorare lo
stato degli edifici (1 pensi al
60% di aule inadeguate risul-
fanti in una città come Genova
@ al fatto che, nel 1960, ben
915 comuni, sprovvisti di edifi-
ci scolastici, supplivano con 1975



locali adattati» e 545 «di for-
tana»), SÌ notava ancora, ra-
gionando sulle cifre, che, inch Gia e là qualche voce cattolica

misure ecezi si leva a far presente, come ad sono venuti dai soliti. PC]

ssemplo Pesazzi in, Politico, m. IP PSDI © PLIvi soli <conver-






no assenti. Diciamo infine del natizzati non possono non esse-
‘anziamenti previsti dal progei- nale. a da conteappero ll | famigersto emendamento Fran: V7e_con nol, nelo schieramento
to fossero intesi come aggiuntivi celebre on. oe ras presentato:
rispetto ai bilanci normali ed ai le dichiarò alla Camera nel 1959 «Agli. alunni ‘che frequentano 9 di







danno

e la beffa

Se ancora esisle chi si fa iltu-

di questo g0-
,, certo deve aver provato
una streita al cuore dopo gli -

no delle aperture gotta e dele
« convergenge parallele >, col 70:
Tosiderdiore qsite (betta

democraiiche, viene presentato
alla Camera un emendamento a







na le loro capacità. Sono dei ia:
E



mento verrà ritirato. E' probabi-
le. Esso rappresenta la merce di

scambio con cui la dc, forte di

ensa di far passare quel piano
decennale, che prevede equalmen-
imenti alla scuola pri



ire con

Soto la lotta offre prospettive
di successo. Una lolta intrapresa
ad ‘ogni livello fuori e dentro le







Ordine nuovo e criminalità vecchia

Abbiamo potuto vedere, ri-
prodotto în fotografia, sul-
l’ultimo numero di
Critica », un coraggioso gior-
nale di studenti medi e uni
versitari, il testo di un mani
festo che la © Corporazione »
studentesca Ordine
sociazione di
pirazione neonazista,
ha fatto affiggere nei giorni
scorsi a Roma,

Riteniamo che sia nostro
dovere portare integralmente
a conoscenza dei nostri let.
tori il contenuto di quel ma-

ifesto perchè possano anco-
a una volta conos v
lutare

«STUDENTI !

Mentre în Francia l’opinio-
ne pubblica si stringe intor-
no a Lagailtarde, alla Jeune
Nation e agli Ultras, mentre
in Algeria, come ieri în Indo.
cina, la ' migliore gioventù
francese tiene alta la bandie-
ra della civiltà europea bat-
tendosi contro le orde della
« rivoluzione dî colore », le or-
« giovanili »_ s0-

nnifamente ai
senzapatria e agli omosessua.
li dell'internazionale. « ros»
radicalmartista, montano» in
tutta Europa ‘una votgare

my









basse menzo-
Gre [ol fine di colpire alle
spalle quanti în terra d'Afri-

moscovita sta dietro alle ma-

nifestazioni « studentesche >

sile paneonesche prolerie di

un branco di cialtroni sedi:

centi inteleltuali» antifasci.
te



soprattutto
la popolazione gioie, come di
recente a Boufarik ed Orano.
STUDENTI |
Reagile alla
marzista
Respingente il veleno bol-
scenico!
Opponetepi all aspeculazio-



provocazione

che il Sangue
Francese è sangue Europeo !

On. Luzzato, lei ebbe a di.
re che in Algeria i ribelli « si

baltono da setle anni, come
ieri gli «eroi » della resisten.
i metodi è
i». E allora




si sappia che così « combal-
tono » i ribelli
GE

ANDO granate sulla

STUPRANDO donne e ado-
lescenti
MASSACRANDO
innocenti !
LPENDO SEMPRE A
LE SPALLE e nell'oscurità
MUTILANDO oscenamente
i prigionieri
{UELENANDO i pozzi e le
sorgenti
INCENDIANDO, TORTU:
RANDO, DEVASTANDO !
DENTI A VOI
CONCLUSIONI t
I giovani di ORDINE NUO.
Vos saturno ne compaia
li d'Algeri gli affer-
e ce
cana della razza bianca, il
baluardo e la difesa dei valo-
ri occidentali minacciati dal-
l'avanzare della « rivoluzione
Pi

bambini





LE









FRA)
FRICA ALL'E





Ogni commento di fronte
alle menzogne, alle criminali

idiozie, alle volgarità di que-
i
fluo: con gente simile non è
assolutamente 1 caso di por.
tarsi sn piano della discus





sione

iciamo solo come questi
manifesti facciano esattamen-
te îl pato con tanti altri che
abbiamo visto questa estate
appiccicati alle colonne del
l'atrio della nostra Universi-



i iena della grande stam-

pa cosiddetta indipendente
sull'argomento e ancora una
volta i! mancato intervento
delle autorità pubbliche, sem-
pre così pronte a far manga.
nellare gli studenti democra-

« discoleili » neofascisti.

rescindere infatli dai
numerosi reati relativi al con-
tenuto ;il manifesto è stato af-

esempio, ancora recentemente
a Chiavari un Circolo cultu.

nella persona del suo presi-
dente per aver omesso în un
volantino la indicazione del-
la data. VP.

INCOSTITUZIONALITA’
DELLA SERRATA

Le recenti controversie ira da-
a
sentenza della Corte Costituzio-

a e
ne di giuristi e politici sul pro-



chiudere per reagire ad uno scio-
pero di lavoratori.



Mon adr quindi, male pari
fe brevemente di questo probl
ma e esaminarne la config

ne giuridica del nostro ordina-
mento.

ll fascismo aveva considerato
sciopero e serrata come due reati
(arti, 502 © segg. C.P.); il che era

l'ordinamento corporativo





una speciale.
‘on quali conseguenze per © la-
voratori, è noto @ tuiti DI con
tro la Costituzione della Repub-
blica all'art. 40 affermò. solenne
mente il dirilto di sciopero, men-
ire nulla disse relativamente di-

dell'Assemblea Co-
stituente liberali e qualunquisti
cercarono di far riconoscere, ac-
canto al dirilto di sciopero, am-
che il diritlo di serrata, ma sen-
Za successo, perchè tutti gli al
trì partiti si opposero.
Durante questi dodici anni la
questione non si presentò molto
50; le risoluzioni che

in quanto questo articolo sareb-
De stato streltamente dipendente
delirio «eni
mai non più în vig

7° quindi compito del tegistato-

re emanare al più presto norme

reato e quindi vietare la serrata,
proprio în base ai principi chia-
tamente espressi dalla nostra Co-
stiluzione,

E cerchiamo di dimostrare per-
chè.











1 liberatoni con ta tuba dicono.
« Diritto di sciopero e diritto di
Dirac
dizioni di un regime

ia
e ole



ro. Se l'imprenditore non può.
du n
mo nel clima della schiavitù > (1)
l'imprenditore è schiavo det la-







voratore e via di questo passo.
Ora sul piano . fiosofic,

piano dei vatritti inawiduali, se
dictamo che anche l'imprenditore
è un lavoratore come gli altri, il
sosiogemena pesaro
dare, Ma se noi guardiamo alla
dla ione
conitutto il rispelto tivi



gole cora)

loni — non sta in piedi.
Troppo diversi sono i due fe-
nomeni; le cause, i loro
presupposti: da una parle, come
è stato acutamente osservato (2),
abbiamo ta lotta per il profitto,
dall'altra la lotta per evitare la
fame, da una parte un fenomeno
tadivitiole.guilotca n fenome:
colletti
re
mezzo che il lavoratore ha per
richiedere un aumento del pro-
prio salario, la serrata non è che
uno dei tanti mezzi (licenziamei
ti, regolazione della produzione,
modifiche degli orari ecc.) che
nelle su l'imprenditore
premere sul lavoratore, per
propria. volonta;
mo è proprio mez











rali 1a non



solo,





torcere anzi, contro gli stessi la-
oratori l'unica arma di lotta sin
dacale di cui essi dispongono:

l
sciopero (« strumento ricattatorio

della fame» fu definita dal libe-
lemica con gli
rappresentanti, dol proprio



partito in sede di Assemblea Co-
stituente)

Mentre lo sciopero trova i suòi
Hmilt mel faito che esso è assai
oneroso per il lavoratore, che ha





parte "rime, che di
en altri mezzi economici pud di
sporre.

Per questo pare assurdo por-

Fe sullo sesso piano i dee [eno
meni: da questa ion









dir scfop
fe aa
rito 4 serrata

3 imma. delta

‘oratori ‘all'organizzazione

politica, economica € sociale del

Paese >.

E° dunque una effettiva demo-
ima demo

crazia, crazia sostan-

realtà, na
arte più debole contro a par
più forte.

Un ri imento da parte

razione sociale della Costituzione.

Cir. L. Einaudi: «IL Buongo
verno » pag. SI)

(2) Of fra gli alti G. Cono
Giur. i M; Severino fa Rio
giur. dell 1960.

Si ‘assai

interessanti

la deci
del fonale. del
4-5-1960. su giudice,
Tal quali peebloma è die
assai ampiamente.









La morte di

Blaise Cendrars



N vero nome di Blaise Cendrars
era. Frederick-Sauser-lall _(naî
nel 1876 è La Chaur-de-Fonds,
sul lago di Neuchatel nelta Sviz-
DI ’arigi
gno ee

4 81 di questo mese,
mana 7 ricevuto il
înio lelferario della città at Pari

sa, pullulante di piccoli borghest
dedili per la maggior parle al
rologeria, alla pignoleria ed al
‘protestantesimo, si era trasferito
organizzando una calena di cuf-
Je-concerti, una movità in quei
ee
cioè a soli 15 anni,
abbandono Napoli ‘e la. famiglia

ed inoltre poemi, note
s0ggi, criiche © seruli giorn

nie
gravitano tanti altri



Cendrars non era uno

scrittore e di laboratorio > e nep-

pure un grande letterato. 1 suoi
en

Scritti, benchè. colorati, putore-
schi, vivaci, esolici, sono lontani
dal darci delle lezioni di stilo, in-
tendo parlar: si

Mosofia materialistica — indiana,
che conosceva molto bene; con-
siderava l'azione



in spagnoto. 11
ticolarmente orientato

suo gusto era par-
alla tette-



formia) del suo forse più del ro-
manzo,

vi saputo resistere al
richiamo dell'impresvisto; scrive.
re era la cosa più contraria al
suo temperamento e mon se la
sentiva proprio di rimanere chiu-
so fra glio. mura per « noiretr
du papi

Lie O merò ali rensmmeriia»,
come lo definì John Doss Passos
infia ‘molto su Apottinaire; la
poesia francese era entrata nella
fase di rinnovamento che. pre-
cedette la querri



in quel perio-
do frequentava moltissimo l'am-
biente arlistico e musicale della
capitale. Pubblicò una serie di
articoli, sulla più gi

giovani artisti di quell'epoca che
Sncora. oggi non rocessierebbero
del minimo combiament

ris Victorovic, Arkhipenko,

guy
Il 17 genmato 1961 la giuria dei
gran, premio letterario della. ci-
fa” Parigi Taureana 1 poi
Blaise Cendrars, per
della ‘suo opera. i 2I dello stesso
‘neo-laureato moriva.

l'assegnazione, di questo _ premio
e Doo: anpnguere Lio:
Cendrars è una



I cosiddetti ‘



Accade assai spesso di sentii
fare dichiatazioni di apoliicità,
@ dichiarazioni del genere sono
pure molto frequenti nell'am-

dere qualche parola sui così det-
ti < apolitici ».

E il punto del discorso è que-
sto: è sostenibile la posizione di
costoro? Qual'è il suo significato
e quali ne sono 0 po:
sere gli effetti?

u un piano puramente razio-
nale-astratto essa



impegno,
sabilità e di incapi
prendere la complessa realtà rin



sa
si su una critica di tal genere
quanto essa è piuttosto vaga,
portata e incapa:



spire appieno il signi.
ficato della posizione dei sè di-
centi < apolitici ».

L'uomo vive in società con al-



E, pure con diverse e variabili

izioni nel reale contesto 50-
ciale l'uomo vive tuttavia sempre
come parte di.esso, da questo
sondizionato ed inseparabile, Ta



e “qualificava 10
uomo come eanimale politico
per eccellenza ».

i essere-sociale, punto

partenza non astratto, ma
concreto, storicamente verifica-
bile, in quanto apolitico non può,
sul Diano logico, chie essere aso-



Ma vediom n
fondo. ossibile che un
oggetto i







apolitici,,

roblema politico, e quindi un
atteggiamento... politico.

Ma un uomo non si. dichiara





Gi fuori di questo sistema è un
assurdo, dichiarare di
10 dell'ossigeno



at
esercita în lore o minor mi-

modo? È' ciò non porta

un'imlicita accellzione "tiao
cose esisi

Dichigrarel capolitici, signit=

ca in definitiva fi la





qui piano egli elfetti, è equiv

CIO constatabile in mo-

litici »,
giudizio politico, e risulta da
luanto detto sopra ci

sono talvolta fame a meno,



senza
d

Ubri di magia, Goethe in tedesco,
Dostotwiemski im russo, Cervantes

rimaneva disgustato, non percio
fossero dei ricchi,
ano indegni di quelle. richezze.
Non ne era invidioso, la sua sag-
gerra gui impediva di [requento:

ue! e mitieuzo,
roppo. aislante.

Giuseppe Riccardi

iso gli elementi es-
senziali” siano reclmente scom-

infatti se non altro

rilevare che il dichier

Hitici» implica glà di perio una
posizione rispetto



imo è bene ricordare
che se determinati regimi poli-
tici, quelli di tipo fascista per

impio, hanno potuto imporsi,
una grave responsabilità di ciò
ribuire anche a coloro

che, indifferenti, rifiutandosi di
n lche modo, hanno

un cid stesso favorito l'avvento
dei regimi stes PA.







COME NACQUE IL NAZISMO
IN GERMANIA: Hitler al potere

La demagogia nazista - Le classi subalterne davanti al nazismo - La grande crisi e la fine del Parlamento

1l nazismo, come Hitler stesso



ci dice nel « Mein Kampf » nae.
que £ sì formò ennio 1918
71920, negli anni quindi della
disfatta e del caos tedesco. Nac-
que e si sviluppò Javiera,

dove più acuta

all'apparato propagandistico del
partito; questo infatti era il
mezzo per il quale le masse do-



ge stupido, idiota, vigliacco» p.
87-10.

Questa la «concezione del
mondo» hitleriano. Se passit
10 dalla «filosofia » alla politi

ca vediamo come si. attuano





concretamente 1. principi.
Ssposti nel proframma di

penna
=




tici
2-1920 Hi
menti prol
cio
ali, nazionalizzazione
delle imprese anonime (quando
nel 1992, 19 milioni di {tedeschi

joni ai piccoli imprendi-
i riforma dell'agricoltura,



tutto condito con
se di antisemitismo e di nazio-

Come si vede è un program-
ma demagogico destinaio ad er-
ven accetto dalla piccola
Borghesia e dai contadini, ma a
restare solo un programma-ri=

Chi credette in Hitler ti
iii ly

‘ato e i iti fi
nerbo delle (gattuglie di
assalto naziste) e delle

Sal inistero
mo come tina guardia plebea

attorno al capitale monopoli

inni che vanno dal
1920 al 1924 tutti coloro che fu-
fono ro di jone sfo-
garono il loro cieco odio not

letariato. In

all saccheggio
giornalmente _nell'e Osservatore
(organ N.SD.A.
Ce
coloro che vivevano ai margini
della società; e, dopotutto Hitler
era stato ei
a i disoccupa:

essi non sapevano che sarebbe-
ro stati occupati in fabbi
Varmi e in

opere maproduiive

(come autostrade ecc.)
a

cingersi dell’aureola della _ri-

no di distruzione dei grandi

chiamo (ed era stato formulato
in questi termini proprio per a-
emipiero a questo scopo. Por il
di l'unico program
Volontà di Ritter per
Hiller due dei
‘ome è quindi possibile che
e milioni di tedeschi

prebbero dovuto temerli di più:





che, nell



nista Tedesco,
re la socialdemoerazia, attacca-
ire le classi che la soste-

certo momento pure i



mente contrari alla stragrande

popolo tedesco?



per comprendere ja del
on

li indusse a credere proprio in
lui,



ciioh





striali. Inoltre non dobbiamo ‘ 5a delle teorie di Roso Li
sottovalutare l'odio feroce dei burg nell'impostazione ideologi=
piccolo-borghesì contro gli e- ea dei temi politici nel Partito
brei, possessori di banche pri- Gorsunista. Privandosi. dell'a
vate che monopolizzavano il fl poggio o della neutralità | dei
nanziamento contadini inevitabilmente il
Partito Comunista sì vedeva ta-

gliato fuori dalla lotta per il

poteri
— guaimente fruttuosa per il
per

farne

che se ne servono (il
Corpo degli Ufficiali della, Mer

che) ssal- fra i giova
nel sotto- primi

mente. la loro massa “e
vra nei disoccupati,

i tempi si era aecorto cl
proletariato e in coloro che a-

senza l'appoggio 0 almeno la neu

DEUTSCHE

Aliteoezal

es were cine ec a Gn



ig i ci

te
= Ger i Par vebuiie Creme







Il neonazismo



pe RTRT
pEr ran



tralità dell'esercito era impos-

sibile per lui prendere il pote-
‘e. L'azione nazista fu quindi
diretta verso due obiettivi: la

lemoera-
tici e potenzialmente bitleriani,

ma per il momento erispetta»
bili») e dei giovani.
‘A gioventù ra stan

nelle loro coselenze, un vuoto di

e
giovani ancor più tragico) € l'a-
più sensi
bile all'insidiosa propaganda hi-
vistose ri-
que le avesse
tese la mano. Intossicati, abi
gliati, accecati, i giovani todo:
i arruolarono nelle S.
‘nell'ilusoria cone
vinzione cl movimento na-
zionale socialista rappresentasse
la Isalvezza nazio-



© alla volontà dei KI biso-
Java inchinarsi.



non è

Fitl
la tirannide p. 122)
gin quanto ‘il principio della



Infanzia di Bonn



maggioranza rifluta l'autorì
della persona e la sostituisce col

N isse e la loro opera
fra gli operai fu in gran parte
sterile.

>
A questo punto sorge sponta-
nea la domanda: che facevano,
smo serrava le fi-

le per impadronirsi del potere,
gli altri partiti

(d eccezione del (par
tito comunista tedesco) e di
parte della social democrazia,
non facevano ni peggio,
spianavano a Hitler la via del
potere. In effetti i vecchi partiti
non avevano più nulla da offri:
re al popolo la proi
del fatto sta che dall'inizio del-
ia crisi al 19: partiti che
vanzano sono il P, e il
PCT, i che erano al di
fuori dei tradizionali schiera-
menti pi 10 co-



che quando, con

i poiere, nel 1083 sl i
Gecilere di mettere cuori legge
î PT, i Sì fa





verificarono nel biennio 1930-82.

La crisi economica

a aicultura dell'economia

del tempo non portava nel suo

rovocarono lc io della
crisi, la crisi fu sentita in Ger-
esso pas-

sivo, ma la Germania l'aggravò
re età suo proprie:
squilibi i

stria e agricolturi
cità di acquisto ‘lei soleriati, di



occidentale. Qui appare în ma:



niera chiara ed. inequivocabile

on sid altro che una forma di
pirateria economica tra i paesi

pa 0 o an
a che le brutali richie-
Ste naziste mettessero in allar
li uomini politici delle ca-
pitali occidentali
Inoltre la Germi
lutò la sun moneta come fecero
tra il 1981 e îl 1936 tutti i pae-
si limitrofi; da questo mom
fennero a formare nel mon-
do capitalista due politiche nete
lamente distinte © che inevita-
bilmente avrebbero dovuto en-
trare in urto fra di loro. Ma

poichè anche in Germania la
crisi era crisi di s
ne, essa sfociò nel problema di

fare una possibilità di im-

go per le officine inattive da



dare i mercati e naturalmente
senza alzare il tenore di vita
lella popolazione. La sola so-
luzione accettabile era, por i
grandi industriali quella di te-
saurizzare la produzione sotto
forma di riarmo: i primi corag-
giosi ad impegt su quesi

fia di inflazione, di riarmo, di





dei prezzi al
{infero del passe e condere co
Sì sicuri i profitti.
poraneamente alla cri-
si crescevano i disoccupati e di
conseguenza gli iscritti al par-
tto gi Hier: mentre dal 20 al

17,000 a Panfobe ‘nell'estate. del
1929 sono mentre i di-
occupati ascendono 1.320.000,
nell'estate del 1930 il partito ha
250000 iscritti che nell'autunno
ascenderanno

mentre i disoccupati nello stes:



"st. SÌ palesava quindi l'op:

Portunità di cercare una solu-
il con-
trollo capitalistico si avvicinava
allo stato di emergenza nel qua-

le l'unoca soluzione è la ditta
tira militare © l'unica via” per



od inserirli in una politica tibe-
rale, il nazismo verri

cessità il suo posto nello
e nel sistema si

Qualunque commento sarebbe
superfluo.

Quindi una, e la principale,
delle tre premesse per l'avvent

‘stato

per
imi. contri-
biti dai Trusts era il Partito Nas

zionalista Tedesco, il cui presi-
dente Hugemberg, antico funzio-

zioni tedesche. Ma questo era un
partito senza avvenire:

suoi palesi legami col capitali-
smo monopolistico non poteva
certamente sperare di inganna-
re le masse. Ma fino al 1932 i
capitalisti divisero le loro at-
tenzioni fra Hugemberg e Hi-
tler e quest'ultimo seppe appro-
fittare egualmente bene del da-
naro e della poca coesione dei
nazionalisti.

Hugemberg si alleò con Hitler
nel 1929 e l'alleanza fu ribadi-
ta nel 1931 mettendo ufficial-
mente a disposizione del N.SD.
sovvenziona-
Quando
in piena crisi economica gli in-
dustriali cominciarono ad avve-
dersi che i nazionalisti avevano
tutto meno le masse e nazisti



Hugemberg al
suo destino, Una volta al potere

liardi del 1992 ai 15 miliardi del

1989.
Il terzo fattore, e cioè la crisi

della organizzazione politica del-
la classe operaia, è stato «già
chiarito precedentemente trat-
tando dell'incapacità del P.C.T.
di impostare correttamente la
questione della presa del pote

re da parte della classe operaia
con tutte le classi minacciate dal

gare nel 1932 la frattura tra
idacati e i partiti di sini-
stra. Infatti i sindacati, diven-
tati sempre più « apolitiei » non
condividevano la battaglia che
P.C.T, e SPD. stavano condu-
cendo contro i governi auto!
tari; inoltre i dirigenti sindacali
vivevano nella criminale llusio-
ne che Hitler una volta giunto
al potere avrebbe costituito una
«Camera delle Corporazioni
sotto il controllo delle forze ope-
raie, proprio come diceva il pro-
gramma del NSDAP.

Si erano maturate nel
1932 le condizioni che resero i





bre-
vemente come politicamente si
compì il passaggio dalla demo-
crazia borghese alla dittatura
borghese.

Morte del Parlamento

Nel 1930 cade il governo Mul.
ler, l'ultimo dei governi social-
succede



(che în Germania era la massi-
ma autorif soman-
dante in capo dell'esercito) e
dell'esercito. Quando nel
la



n nazio-
ua
i socialdemocratici e i comunisti,



modochè lo stato è rioccupato



da coloro i quali spianeranno la
vita ad Hiller. Ma Hindenburg
non si fida ancora di Hitler e
preferisce affidare il governo a

Papen, Junker prussiano e
cattolico, che forma un gover.
no cal di sopra dei pattiti» stret-
tamente legato ai latifondisti e
ai Trusts (basti pensare che tut-
ti i decasteri chiave erano in

Lente
chè sentiva che il potere era
ad un passo. Caduto in agosto
von Papen e richiamati alle urne
gli elettori i nazisti perdono cir-

Ricominciamo, cemerali!

=
ca 2 milioni di voti e i comuni-
sti ne guadagnano 1 milione; gli
industriali intervengono massie-
tito, Nel



lioni di marchi per sostenere il
partito, Finalmente in gennaio
ee an
dell'e-
sercito, © degli indi attor-
no ad Hitler, ed Hindenburg af-
fida ad Hitler Vinci. di for-

e Vogler per l'acciaio, Schnitzler
e Bosch per la chimica, Funk e
Kirdoff per il carbone, Schacht
er le banche e dice: « Ci tro-
viamo alla soglia delle nuove e-



dierà il Parlamento per gettare
fuori legge il P.C.T.

Padroni della radio e della
totalità delle fonti di propagan-
da i nazisti ottengono 17.277.000
voli, i comunisti (nonostante il
fatto che tutti i dirigenti fossero

ci
28 ‘borghesia tedesca
o dia dio ein
jai da tre anni:
voto contrario del S.
PD. (i comunisti sono fuorileg-
82) e col parlamento occupati
dalle S.S. si vota la abrogazione
delle garanzie costituzionali e di
pieni poteri ad Hitler per quat-
tro anni.
scan
al poter
Mare Dist
er del

gurgiti di nazifascismi
ti governi «difensori della ci-
viltà cristiana ed occidentale»,
possiamo comprendere appieno

‘il significato di quelle parole

















Bibliografia

- Tutte le pagine citate

si riferiscono al libro di Hitler
«La mia vita» ie ita:
liana edita da

Nella mia dui mi sono lar-

LI. Lador-Lederer: Cartelli Te-
deschi e Capitalismo interna-
zionale tra le due Guerre; Ei-
naudi ed

Wheeler-Bonnet: La Nemesi del
Potere; storia dello stato mag-
giore Tedesco tra le due Guer-
re. Feltrinelli ed.

Bullock: Hitler, studio sulla ti-
rannide. Mondado:
tamente la migliore opera di



ed. - Cer-





isch: Il regno dei demoni;
"dio sRuniti. Buono per u-
introduzione.



Vermeil: La Germania contem-
poranea. Laterza ed. Piuttosto
farragginoso e confuso.

SIONI RO

Luknes: La distruzione della
Ragione, Per tuito cib.che-io
guarda la crisi spiritual

10 b

SCRITTORI CONTEMPORANEI! |

VASCO PRATOLIN

ih una recente raccolta « Diario < questo oggi solo

Nell'attuale momento storico | quele è stata nel secoli più Jon-
a cri una città civilissima dove noi possiamo dirti
Sforicamente è frequente la lotta ciò che non siam
ira fazioni, la faida, la rissa, lo ci ‘ogliamo »,
nto sente passato; tro sanguinoso fra uc la storia della gioventù che sì
tendo alture ‘all'epoca bellica e 10. fa aquita nel 1930 6 che, sco
post-bell XI yero protagonista di Prato- i prendo di essere stata tradita
politici ed estetici che in ui ni i dal mondo che la circonda, si
riannoda

a ch pita e stanca so padri.
me ultime pagi-
ne dell'opera la speculazione ©
cllidia borghese tenta di sotto»
care Ii quartiere e di dividere
gli abitand, ma, quasi nessuno
1



Ta realtà sociale italiana nei suoi
ditgrsi aspetti.

rebbe dire che Pratolini
è Îlcoptinuatore delle varie terr
denze che nel rissato, hanno

nestre di una caserma popolata
di soldati così diversi da quelli
che lui stesso vede

da e la sì

prizli simili a reclus

preso il nome di realismo

fare, ma attribuirgli soltanto la

qualifica di continuatore sareb-
le non comprendi

sua opera che è soprattutt

novazione

innanzitutto è figlio del si

voluta ecitamente intitolare uesto periodo nascono al-



mina tutta
piena di entusiasmo e di ardore
Che viene ucelsa dalle

fuoco. meli cori
come

sia tt dini
quindi e alrerte ispirate dele
fe mne sente

: prime opere, decisami
uc
anche annoverare « Gli uomini

della letteratura



alcuni dei suoi
in questo libro drammatico evi

i capi acquistano

Dopo, le + Oronache »,, Prato
lini serive altri due racconti lun=

it
tempo, narrati in
uno stile gelido ed oggettivo,

imento quale è
non riescono 2 convincere per.

quello degli angi che valno dall
1963 al 1050

pere non sono però inutili per.
ché in esse lo stile emotivo pro-
prio del primo Pratolini è su:

la complessa opera’ delle cs
maturità di uo i ica

Roberto Garibbo

re si-
ione artistica Firenze appare Non c'enfra con la... lefteralura pa



I
degli « Ossi di seppia



adomenica
Anoho

Racconto breve di G. ANDORNO

colline sulla schiena del
porto, finallora grigiastre, con
quell’alba tarda ‘mostravano
candore delle nevi.

Ed il vento, che si buttava
nelle fenditure, ne portava il
gelido richiamo.

Nel porto si lavorava.

‘mpo — si trascinavano
appresso code di vago: poi
smistavano în binari diversi.





Ed ansimando, pennacchiava-
no vampate di fumo, che lambi-
vano ‘olgevano ogni cosa,
ell'odore acre del carbone

Sì aspettava l’Astrid, e gli uo-
înini per lo ”



fandosi.
ai bambini impazi
gettavano nelle gambo di fue





nl,
uattro mani, e pertanto dove-
da fitraccare da un momento
alla

sa le ore trascorreViho, ed
i bambini si eccitavano ancor
più.

Intanto, la città si svegliava
quietamente por il giorno di fe-

intocchi delle
ne erano tacitati dai bruschi ur=
li DI rimorchiato;

'u soltanto a fine, mattino che
nai comparve: il primo

lio alla Ditta e guisto vi

me lo spago d'un pacchetto ne-
talizi







tte il vapore, prendeva
a bordeggiare in quei mare agi-
tato, che saltav
ago
gnia a dire che sì sarebbe sca-
ricato nel pomeriggio,
macchine, ‘ancora accese,
squassavano le lamiere di co-
perta con radi singulti.
tone, tuffava la sua
proboscide nella pancia del va-
por



ui trat cadeva del nevischio,
iva le guance, come

FEAR fuga
Sulla banchina, il vento spaz-
zava quella finé brina contro
tronchi, i mucchi

Dai corridoi usciva aria calda.
Ci fu un battibecco, perchè il
erzo di guardia ci vietò l'ac-

“Alia sli searicatori zipara
lett nsorzio.

LAO
i



Smisero di lavorare due 0 tre
volte, incerti

«Il

terra una decina di legni, e



preparato il lavoro per domat-
a, ci avrebbe mandati a



<E perchè non ce l'ha detto?
brèntolò un altro.
I giovani ci davano con mala-



Si soffiavan intor-
pidite, © ‘aualcuno bestemmia=



“Vennero, due gestori, con le
d anche loro' doman-



atenei piovere
11 caporale ciancua math,
‘uomini. tono pai
pri e (pese
mini: < No, no; non
‘chi si diresse verso i
‘cell, chi si diede da fare



e i gestori se ne andaro-
no il caporale incominciò a gri-
dare, sfogando la sua ira: « Bel-
la figura, mi avete tatto fare.
Con me bioveva e con i gestori
no. Siete” delle pecore, ecco >.
vane; dai lineamenti de-
gist. tranquillamente fl
che mandate.
È iii
piovo © non ‘piove. Se dite
the il lavoro va fatto, noi lo
facciamo >.



ispo-.



Il caporale,
allontanò ed sa
aelamò: « Vili» igndo

He
avvicinò il mittente: «Vi
parlo da amico..». in

non convinto, si
a






Se ci foste amico,
terruppe lo stesso
ci avreste già mandati a casa».
Il mittente andò a chiudersi
nell'ufficio del capitano, dando
Segni d'insofferenza.
ei
vr ‘un'acqua
sata che sforzava gli uomi»





ua siva di legni aggancia
a formare co-
dit a rale ilo, Le ue
cacao non erano
state neppure aperte.

Uscì il mittene, guardò quei
visi ostinati © congestionati ©
proruppe con ira: « Ma andate
vene, andatevenei >

A quella voce, chi si pr

pitò verso le motorette e chi

verso il varco, poco distante.

Dei gabbiani, latte sporco, vol

teggiavano su uno zatterone di
or



immondizie, tanava
verso il largo, stridendo
rabbia.

oscurità colava come pect

n
sulle colline lontane: la giornata





GENOVA

la Stazione Marittima del futuro







12



LE GRANDI LOTTE DEGLI OPERAI BELGI



Qualche cosa è successo
nel Belgio! Qualche cosa che
ha fatto passare notti agitate
i governi e agli industriali

MEC, qualche cosa che
iamare « comuni.
n
cratici Delgi

Per la prima volta dopo il
1932 i lavoratori belgi sono
scesi în sciopero generale: e
questo è stato uno sciopero
ben diverso da quelli orga-







gialli. In primo
sciopero è nato

dacali: la
zione generale
Belga, di tendenze socialiste)
anche quando tulto il paese
era in sciopero si è rifiutato
di proclamare ufficialmente
lo sciopero generale; solo le
centrali vallone e brusellesi
hanno appoggiato con tutto il
loro peso le azi i lavora-
tori. La C.S.C. (Confederazio-
ne Sindacale Cristiana) nono-
stante che un forte numero







dei suoi iscritti abbia parte-
cipato attivamente allo scio.

Tifo





iò n
poli



il giorn: re
organo della destra cattolica
chiamava gli scioperanti un
SOFADIA secvi DL Moaai ii
un altro < delinquenti scer-
vellati

In secondo luogo: lo scio-
pero ha fatto perdere agli in-
dustriali più di ciò che si sa-
rebbe risparmiato con la
« legge unica » di cui fra bre.
ve parleremo: a conferma di
ciò 1 « Echo de la Bourse » il
giornale dî una parte dellal
dustria bel-
3 invitò in maniera piutto.
sto violenta il governo a di:
mettersi ed a accantonare la
<legge unica >

Orbene, se il governo de.
mocristiano, come dimostra
la sua stessa composizione —
quasi tutti i dicasteri chiave
sono în mano a stipendiati
della famigerata Società Ge.
nerale — è un gabinetto stret-
tamente legato ai gruppi mo-
nopolistici, perchè non ha ac-
cettato, come î suoi padroni
chiedevano, di dimettersi e di
affossare la «legge unica? >.

Lasciamo che ce lo spieghi
lo stesso Eyskens che, salu-
tando i belgi all'alba del 1961;
chiaramente disse che se il
governo avesse ceduto sareb.



















la fine della « de-
belga e che, saliti
Gai de

be: stata
mocrazia
al potere
Renard, il Belgio si sarebbe
e
ad economia pianificata, una
specie di Iugoslavia, del'O-

as










SEA.
vuole strappare delle decisio.
ni politiche sulla pubblica
strada. Il governo non inten-
le e non può indi

davanti alla violenza ». Paro-
le che sono risprese testual.
mente dal suo collega Tam-
broni.

Tutto ciò ba a farci
una idea dell'importanza e
Deli gtcità ali quantico
» le per la prima volta
non si d'imiosa a chiedere ai
un tozzo di pane,
struttura è,
trattava più di

puramente econo-

di uno sciopero
prettamente politico

Ciqueste prora
scrive sul suo giornale « La
Gauche » del 24-12-1960; « Si,
10 sciopero politico, se lo



2





e









i











lamento di una a che ii
carni l’esesnziale delle rifor.
me di struttura a cui noi dob-
biamo arrivare. Gli ipocriti e
i cinici che affermani
< antidemoeratico » e
re ci dovrebbero spiegare per-
chè questa pressione sarebbe

antidemocratica ed intolle
rabile » allorchè le pressioni
delle holdings, dei gruppi fi-
nanziari, dei grandi capitali.
sti dei banchieri è perfetta
mente democratica e tollera.
bile >)

Vediamo ora il perchè di
questo sciopero, quasi direi
di questa prova di forza tra
operai e capitalisti.

Il Belgio aveva una robu-
gta industria di base (carbo.

ed acciaio) concentrata
AVA Si
va mai provveduto a creare
una industria di trasforma.
ione (chimica, elettromecca-
nica, meccanica). Quindi tut-
to il ricavato si trasformava
in profitti che permisero alla
belga di pagare

lari relativamente alti agli
perai permettendo cos
< socialisti » belgi di dichiara-
re morta la lotta di classe,
ma che condannò a morte la
























economia del paese. Infatti
tutto ciò poteva durare fin.
chè l'industria pesante tede-
sca fosse în fase di riorganiz
zione, ma quando v

1950 ci

a dettar legge in materi
carbone, per l'industria belga
cominciarono i guai, Attual-
ruenta Te minire bi carine
producono solo per
della loro capacità picdate.
va, € sono mantenute în vita
grazie sovvenzionamenti
governativi. Ciò che è grave
è che il governo stesso è sov-
venzionato dall'industria te.
desca e dal cartello interna-
zionale del: petrolio tuttociò

far si che i prezzi

energia rimangano alti
tre il Belgio è sempre stato n
paradiso della libera ini
va privata, e non vi è mai

















stata una politica economica
razionale: basti pensare che

ra i paesi industrializzati il
Belgio è quello che paga me.
no di imposte, e che propor-
zionlamente ha la più alta
percentuale di imposte indi-
rette: l'imposta sui redditi
di circa 2 miliardi, quella sui
consumi, ricade intera-
mente sui lavoratori, è di 5
miliardi.

Giò che è stato detto sopra
illustra il carattere eminente.
mente parassitario della bor-
ghesia belga, che, invece di
investire i profitti nel paese
(il Belgio ha il tasso di in.
cremento degli investimenti
più basso del mondo) preferi-
sce comperare ricche pianta-
gioni nel Congo.

E proprio la erisi congole-

è stato il pretesto che ha
indotto i dirigenti democri.
stiani belgi a far pagare
lavoratori îl peso di diec
ni di economia fallimentare,
Diciamo pretesto perché i sin:

alisti hanno dimostrato,
die alla mano, che la per-
dita del Congo ha causato so-
lo una flessione del 8% del
reddito nazionale, e poi sap-
piamo bene che i belgi nel



















© nel resto del pa
se dettano legge. No, la «leg
ge unica > vuol far cadere în-
teramente sui lavoratori il
peso dell'incapacità, della pi-
grizia, della
nomica, del tradimento della
borghesia
La «legge unica» chi
principalmente: riduzione del
5% del salario reale dei lavo-
ratori e degli impiegati; una
forte decurtazione dei sovven-
zionamenti statali alle perico-
lanti miniere di carbone che
porterebbe un aumento
del già ingente numero di di.
soceupati ine del-
le spese per l'istruzione pub-
blica e per l'assistenza soci;























dustria vherate sotto l'i-





pocrito pretesto di faci!
l'industria nazionale,
queste proposte pretta-
i
e il «Drapeau rouge» chie-
dono a nome di tutti i lavo
ratori le seguenti contropro-
poste: 10 miliardi di riduzio.
ne delle spese militari; ricu-
pero di 10 miliardi di imposte
evase per mezzo di una ri.
forma fiscale immediata
dale ele
di tenza nazionale gra-
tnita del:medlci e del prodot
ti farmaceutici; nazionalizza-

















dell'economia per garantire
11 pieno impiego; costituzione
gi una società nazionale di
mento puramente pub-
Dico (con ui eapitale mme:
to di 5 miliardi.

Come si vede gli operai si
sono eroicamente battuti vi;
cendo l'ostilità e i tentenn
PISdii IA Tnt solaio:
moerati
zazioni sindacali;
d'ordine <gréve au fibish»,
sciopero ad oltranza, ha gal-
vanizzato per diverse settima
e gli operai; aleune grandi
vittorie sono ottenute

















state



proclamando lo sciopero ge-
nerale ad Anversa e a Gand,
città delle Fiandre tradizio.
ER
ti cristiani. Purtroppo allen.
tu popolare non è se-
guito, nel partito Socialdemo-
eratico un simile entusiasmo
nel difendere alla Camera gi
operai, i dirigenti riformisti
della ‘socialdemocrazia sono
scesi a compromesso con E
skens tradendo così l’interes.
lavoratori e rimanen-
do loro stessi beffati. Alla
metà di gennaio seguendo lo
ordine della F.G.T.B. gli ope-
rai hanno ripreso il lavoro
rientrando con la testa alta
nelle loro officine, nelle mi
niere, negli uffici. Renard ha
detto che lo sciopero è finito,
ina che la lotta continua, con
condizioni meno onerose per
i lavoratori (basti pensar
che per un mese gli operai
sono rimasti senza stipendio).



























Rimane ancora una que
ione: quella dell'anima
la Vallonia è sempre
Sata lesroccatORRBi iso
isti al'abietra, SI
1950 in poi allontanarsi sem-
pre di più le industrie verso
le più tranquille Fiandre. Si
comprende così îl significato







«France Observator » del 19-
1-1961 dice: < Noi pensiamo
effettivamente che la federa-
zione permettendo la co:
zione in Vallonia di un gover-
no socialista maggioritario
permetterebbe di sperimenta”
re qui l'applicazione del né

a
struttura, e nello stesso tem-
po di creare în Vallonia una
atmosfera di espansione eco-
nomica che non pot es
sere seguita simpatia da
tutti i lavoratori belgi »













Tuttociò è vero ed interes-
sante, basta però che di ciò
non approfitti il re e i circoli

ultrareazionari della corte per
venire a salvare « l'unità del
paese >



La situazione come si vede
è ancora grave, noi che siamo
passati da Tambroni a Fan-
fani facciamo l'augurio ai la
voratori belgi di prendere al
più presto nelle loro mani i
loro destini senza acconten-
tarsi di compromessi che peg-
giorerebbero sempre più la si.
tuazione.





TOTILA

La situazione

della cultura

a

Genova



Lo sviluppo culturale della città è strettamente collegato allo svi-
luppo industriale - Necessità di una svolta nel governo della città

tempo ci siamo abituati
lerare Genova comi

ziativa in questo campo; tale si-
<a
irrevocabile, quasi

fatto non susceitione. di trastor=

mazioni, da accettare per man=
sonza, di soluzioni, © raramente
si avverte la n

anca del ‘problema,
Dia raramente ancora st cerca di
Spora. ‘un fimedio con ur

ne sistematica,



nova ha vissuto un momento
di vivacità cufurale durante la
fase di sviluppo della borghesia
strialo (a cui è legato
ipio il sorgere liver.
‘popotari), vivacità. estintasi
col crollo di detta classe im se-
fo olia statalizzazione — delle
fnduirie € oll'afermersi ai una
vori rcantile per la sua
Stesso allivilà non legata agli in
i, ma in effetti,



lalmenio, iuese
sembra creato apposta per sofo-



A verano avuto una
certa risonanza sul piano nazio-
dle; ci riferiamo, per fare

Per quanto riguarda poi la vi-
ta arbittica; qu ostacoli da supe:
incora più numerosi €

lenova ha un patri=
io arlistico ira i più ricchi
cato, ‘che resto pressoché sco:



praoe

nosciuto e privo di risonanza per
Pinadeguato propagmnda da por:
l’opera dei
Delle Arti, alta
quale si deve la intelligente siste»
mazione di Palazzo Bianco,

tano tutti i loro sforzi nel ricer-
trove le possibilità di of-
fermazione, rinunciando a_prio-
a crearsi in loco un terreno
iù favorevole. Il problema della
permanente crisi ha
quindi origine ia
Sromaturit dot giovani che, pur
vvertendo la necessità di tom-
an
ipezzare la borriora del provin:
clatismo, ‘arsene
per. creare condoni nuove di
rinascita lu que-
sio. impreparazione: "aumen
ha in ta i de-

fure organizzative della | cultura,

ta grisi dell'ordinamento scolo”
stico, fenomeno di port
CASE

mento msiperalo Gia
ille sta sede appedero Do
(A “sullo crisi della scuole. lo:
, crisi che investe strutture
a principii aiucalio, capelti pi
volle sottolineati mon solo dall'o-
pinione pubblica ma anche attra-
verso la lotta delle categorie în-
leressale; ci basta constatare, per
quanto concerne la nostra città,



{1 super affollamento delle scuote
e le condizioni di disagio ambien-
dai cha 10n0 una doll cameo pr
me della af
fieno a itttati privato "cui
insegnamento non uisce
certo. all'auspicato svecchiomen
cente



che investe e colnvolge nduairi
marine:

luzione
economica, dipe
ra di un lo se

foca de guanto detto trar:
re delle, conelusioni. che per la
detta




















ICI



raccomi DI EITO VITTORINI

Pubblichiamo alcuni passi dello
sorittore Elio Vittorini comparsi su
alcuni periodici. dall del
1939 al marzo del 1 10

i ai giovani universitari,

Nome e lagrime
sa

dino è già era buio:
con le luci accese a
stre

Pissò Il uardiano



— Che parola è? — chiese di
Bene, — dissi io, — E' un no-

'Egli agitò Je sue chiavi

— Mente viva? Niente abbasso?

_ Oh no! — io eselami

È risi anche,

E' un nome di persona, —

dissi

Di una persona che aspettate?
Ji chie



— L'aspetto,
n stordito ‘alora si allontanò,
lo ripresi ‘Scrissi €



incontrai la terra solto la sii
e scaval, e serisi, e la,notte fu più

+4X
Ritorno il svargiano
Ancora Seriveter = dissi



trito n
‘ce Te or

le d'altro, — fo risposi, —
— Niente lo che quella pi



‘altr
nuovo agito
accese la sua lanterna per guar:
dr

Vedo, — disse. — Non è altro
che quel n
Alzo da "anterna e mi guardò in



ù profondo, -



2 at/coait — apt net ei

ito, — Se volete continuare vi dò
zappa.

— Datemela, — risposi

nomi antichi,
Ma dl guardiano tornò ancora una
volta e dissi
Ora dovete andarvene, Qui si
chitude.
CECI

10 sci qalle {ose del nome.
Va spo:

pallio



‘on è venuta, — dissi fo,

: — Chi
alzò la sua lanter-
na a guardarmi în faccia come
prima



La persona che aspettavate, —
qisse,




), — dissl fo, — nor ui
.Ma, di nuovo, suito dopo chie:
sî: — Quale persona?

Diamine! — il guardiano dis



late ancora un poco,
non "ite complimenti
questo che conta, —
zie. mille,





dissi jo. —
*x

Mia on me ne anda. rimasi.

di me, co

sce qualche passo,

ernia În mano, Vere

disse, — siete slcuro

che non sia 18?
To sapevo che non poteva veni-
re, pure trasalii

dissi sottovoce,
il guardiano disse. —



Seduta sulla

panca,
‘glie, n queste parole si mos-
sero; una donna sì alzò e comin
ciò a camminare sulla g
Jo chini gli Gchi perillatioa
"Era venuta, eh?
guardiano

Senza rispondergli 0





zi
vi invero, Non
altro, EA ebbi paura di perderla,

geno al fondo,
ai le E



Tutti mi
sapere,
ja bambina beffarda sì av-
vicinò, veloce su pattini a rotel-
le, e rise
"— Anah! — rise,

rispondevano di non

— Scommetto



ii
tina rispose
di nuovo rise; fece, sui pat-

Ît Vi ro ali dini dell ant
te intorno a me,
e



si Sinni allora dovè. — io le
— ta bambina rise,

me nella sua
te ancora un mi-



nuto,
viale,

stilnò via sullininito



‘E° in un portone, — gridò da
ridendo,
do
Cerano abbicte coppie nei por
lo giunsi ad uno ch'era
ente si

tune!



cominelai a sentir piangere.
È je piange es

alla portinaia.
La vecchia dormiva seduta a me-
tà delle scale, eoi (suoi stracci in



nardò este

Jose: —' Volete









lo non volli, volevo andare si-

no a quel pianto, e continuai a

salire le scale tra le nere finestre
Arrivai infine dov'era

pianto; dierto un uscio bianco,

Entraî € l'ebbi vicino, accesi la

lue

Ma non vidi nella sianza
aul divano, cera un fazzoletto del-
le sue lacrime







I balconi di Venezia

Ogni notte egli saliva sulla
terrazza e stava lì, e si appoggia=
va alla ringhiera, si metteva a fi-
ischiava dapprima co-
‘allegro uccello, poi il suo
fischio iventava lamentoso, e
allora Jei lo 10
— Vado a predere un po’ di

“’Sdliva anche lei, sedeva nella

deserto della notte
mo in fondo
in ascolto.
— Ma chi chiamate? — disse
all'uomo una sera,
— Oh! — l’uomo esclamò. —
chiamo nessuno. Soggiunse:
Fichiaoo ‘un poco.
vero, — disse la donna.
riti
— Di niente, — egli disse.
E restò muto.

“erano, tra le terrazze, molte
stelle ,e il mondo del giorno pus-
sato sotto terra: vivi i morti;
esclusi i vivi,

erchè nom fischiate più?

disse la dom
2° E° come Venezia. —
— Come Venezia? —

con quell'uo-
che chiamava; stava

Togli

chiese.
Cercò il motivo dentro di sè,
voleva supere che cosa fosse sta-

riprese. — Come i balconi su
Venezia, quella città antica.
sono mai stato, —

— Non
egli disse.

— Neanch'io, — disse la don-

na, — vi sono mai stata. Però

soggiunse, — credo che si pos-
pin





iO
satecì.
gli pensò, cercando ancora,
entro di sé il motivo. Che cosa,
0? Di più
een
le nella solitudine’
uovo la donna a par-
lare.
ce ieri Voi chiomate per
molte ore ogni notte. Egli
protestò.
—,E dopo? — chiese la donna.
— Da ormite?
Egli inerme con quella
donna che non vedono
fon mi è possibile, — am-
h DiDo! — la donna disse.
cos. lui tremò, alla suo voce;
e seppe che lei dor:
miva; © fe ritrovò il suo motivo, ne

fu pi

SAS tini ome dtd pome
‘messamente.
ima, ora, piangeva.
), — rispose. — Ogni

e nom so chi sono je non si
venire.
Disse: — Dimmelo tu chi sono.
Ma tui, non visto, già scuote”
va il capo,

(er
ze; durò a lungo, tutte chiuse le

porte, su aeque nere.
— È freddo, — disse infine
fonna disse.
Sarà meglio che mi ritiri

a donna che lo a-
scoliava; e suo simulaero se non
lei.

— fippettate, — le gridò
— Che
fivete purlato dei balconi di
ne
speciale?
"— No, che io sappia. Ho detto
per dire.

Il vestito
dietro la porta

mesi mi inseguiva l'insonnia.
Afrivando agli alvergni, nella
«Prego, datemi un colpo di
ta»)
‘Me lo davano, cadevo, ero por-
quando mi vi



idro)
m È vostra?» ll padrone dis
Consuttò
" Slete ato.



quadro delle cime
camera 31?»
si.

Colt fisse | comi pi è

camera, E'



fo risposi



Convergenze





tornai at sopra, Ma prima di e

trare origliaî alla porta per sen-
tiro come i vestito abitava la mie

«Avete un fiammifero? » mi
chiemò uma voce.

Era un olovane paralitico. che
usciva “dal ‘corridoto. ta une sok
ona di pimini cos manovella €
i

«Oh, buona sera!» io dissi.

E accesi Aammilero per lu

«Ma,» disse lui, «dovreste dar:
mi anche la sigaretta, »

Si,» io gli dissi, certo.»

GU" dedi “lo ‘siadretta e queta

" Grazie!» egli esclamò,

«Grazie!» esclamò di nuovo.

Lanelò alto il suo fumo e con
squillante apostrofe. sogginuse:

‘a Chi mi dareste d'altro?

Non sapevo che cosa offrirgli:
gli offriî il mio dene

Ma lui scosse il ci

€ Non mi dareste la donna che
amate?»

Scossl di capo a mia volta
non me la dareste?»



grido tl giona
“Pensate che lei pure vi amî?
“Allora cominciai ad essere an-

rio dI rivedere quei vito di



‘le mie sigarette
nella ‘camera.
rinchiusi, mi gettaî



9° quel giovone cho si è uccl-
500 pensi
ica
un quarto, un quinto un

ife volte può uccidersi un to

ELIO-VITTORINI







Palla...
»== «Canestro

Il mio amico Carlo Antonio

pregio e la sua de:
Co

di

10 face-
saltava:
gridavano



rÒ per donne aveva s0l0
Jonecano almeno

efono: perchè. tai
fono. Oppure tra quelle che in-
Gondiaca 4 ion, Perchà tut an:
lava a giocare a tn dio.
‘co che i $

Ta Salote + © onche io e 180 pt

dre la suo Tempo îo abbiamo fat
t0>)

Oppure ira quelle, del circolo
professioni è 1 andava
sabato sera, ‘accolto dalla do.
naria simpalia degli amici di pi
DO 1 padri. poi si raccogiievono

carte, în





gior-

nata falicosa ne abbiano ancora

voglia dî fondersi il cervello per
delle ore>)

Stavano seduti su poltrone di

delle mante dei loro pa-

amico Carlo

ni

va trovato Voltaire. Era lì che,
guai

te viole ge enna

fipelisar cir

ni de

ricalis. E diceva che ai



È
Il sabato. pomeriggio c'erano
Sinore e le, signorine
gl gircolo, È llora vallavano. *

Lui però non Di pre-
terenta Mova seduio ni uno del





i che erano ai lali della sa-

fidente. Perchè,
« oseurantismo
«fascismo >
quardavano, però,
cere impacciato.
ignore dicevano « Bravo ra-

medioevale» e
ro

con um. pia-

bella gioventà
Dopo tutte quelle che abbiamo

passato ».
Alludevano alla guerra,
*

Ci convocò al circolo in una
serata di inverno di qualche an
no fa.

Una serata fredda. Ci fece stra.
o prendo iui stesso lo pi
vetri. CI dis
Fiato, non cera più, ormai.
nai al circolo verita solo qual
che vecchione, fanatico delle pol-
irone di pelle. Se volevamo here
qualcosa ci dovevamo servire da



pomeriggio ‘possono sempre
Jungere

Jerso i salo»

= ottocento Borges.
immo una porta. Un raggio
GIA rumore di azz cre
vano a ping-pong. N
accogliemmo ‘intorno ala, “avo:
la verde della nes da gi
ci di i che per
la Tinasolla det noctro paese, &
nelle fenebre del
icalismo

tentica iradizione risorgimenta=
*

Alle ultime elezioni
eletto. E ora

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SOMMARIO ——





LA RESISTENZA

! giovani e il 1945 - di Paolo Gobetti... . Moni +80 page) |

Gli ideali della Resistenza - di Leonida Balestreri . . in |
Risorgimento e Resistenza - di Sebi. . De Hb |

LA SOCIETÀ |
Istruzione professionale - di Ezio Beltramini... calli po

TACCUINO UNIVERSITARIO



| RISULTATI DETTAGLIATI DELLE ELEZIONI DEL XV C.U.G. . . 0. 0. pag?
sr corarigate bile elezioni.= di Eenesto Avegno. ..---../ er} i iu a
Minnie © Folitica ed'Università I Lund DSL fu e)
8

9

9



Sono tutti comunisti - di Paolo Boero. n sfini i
| piffari di montagna - di Monaldo di ion ib ai
Commissioni di facoltà - di Paolo Boero pistoia et n
La scuola al 1° round. pi lena Lp rigiro A #9

Le ragazza all'università - di Paola Bertogi . . . Hit e gi

LETTERATURA E TEATRO



Autoanalisi e.tempo in svevo - di G.C.C.. 3 pag. 18
Cronaca teatrale - di Armando Rocella |... 0.0. SERE a)

I POPOLI NUOVI

Momento africano - di Gianfranco Dellacasa . . È 5 pag. 14-15



n



Partecipiamo tutti il

—25 APRILE

alle manifestazioni in onore dei
Caduti nella lotta antifascista









e

Due parole ai nostri lettori



crediamo che «Il
rantacingue» debba Sssolvere



ad una impoi

Esso vuole dare il suo conti

but mell’opera_di

mento della Società che è st:

fa base

alla, quale ‘il nostro. periodico
richi ad un corag-

no, oche. non” deve

orge
fo partiodare' «1 Quaranta»
cinque» si propone di



— combattere di ente l'a-
zione qualunquista della con-
, che si serve



vr sottrarre la peo



cond:

il loro posto în essa, per porta-

xe il loro contributo alla costru:

zio) li

guarda ditettamente, e della cui
riu jo sono €

al ranno "lirottamente responsa»



avotàre' un colloquio tra
fovani dempera
aturare.





n ti
Ara le ruote. testi,

ja questo numero uscito a
2000 ‘conle.
"Tuttavia registriamo degli in
convenienti notevoli che



ncarvi, per evi
diventino "in seguito
PREGIUDIZIALI IN MODO



UN DISCO
di canti partigiani

1’ Esecutivo | provinciale
dell’ Associazione Nazionale
Partigiani d'Italia (AN.P.I.))
di Genova ha raccolto în un
disco L'eanti più popolari che
i nostri partigiani
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mentaneame collaborazio.



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‘osa.
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magari scrivendoci, comunican:
doci la quantità ed





llaborazione che possono dar:

La redazione



IL QUARANTACINQUE
mensile universitario
di informazione @ cultura
Redazione ed. Amministrazione:
Via Balbi, n. 17 - Gonova.
Autorizz. Trib. di Genova n. 487
in data 30-1-1960.
Responsabile: Gianni Befico

CONTO CORRENTE POSTALE



ABBONAMENTI:
Anno = L 500
Sostenitore L. 1.000

Benemerito L: 5.000





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Per informazioni sulle date ed orari rivolgersi a :

ARMAMDO ROCELLA - FRANCO DELLACASA

ERNESTO AVEGNO
GIACOMO TRAVERSO

Constatata la possibilità e la notevole utilità di allargare le riunioni della reda-
zione ad un sempre maggior numero di persone, si invitano tutti coloro che lo
desiderino, a parieciparvi.

EZIO BELTRAMINI







della scarsa pò
sodono le com:

sè oggi nell'università,
nome teri al eso, como doma

mi nella vita: vedi la cultura
ufficiale accademica e pomposa.
Tale isolarsi delle elites è la

nota caratteristica delle socie
allo

tà chiuse al dibattito,



iscono esse stesse per erigersi
ad elite», è le conseguenze so:
no proprio la loro mancanza di





% Elites (alain

it
ide:
me ani è un male ineren-
fe alla società italiana per vec:
chia Tradizione, ed un male di
i siamo vittine più o meno
tutti quanti.
Il problema fondamentale
della vita universitaria è
Brio quello. di, iovare 1 mode

di zompere l'isolamento. rdesi



sanno una
di tutte Je
osso cultural, politiche, social,
si ratti di problemi di orge:

questioni, —

nizzazione e di rivendicazio-







sposi
ne di quanti vogliono esprit
re le loro idee, dare suggeri:
nenti, impostare problemi
mi resse, Nel caso par
ticolare delle Commissioni di
‘acoltà, se non sì vuole
un assurdo e sospetto seruj
19 di coscienza — collaborare
Ja stampa di co
dirizzo ideologico, si faccia el
modo.

reni
giornale. dell'OR.U.G.

di viva attualità universitaria,
il bollettino dei molti

fallimenti registrati e del. Do:

successi. conseguiti.
mezzi in fondo son

puoi "pusche si sla capito che

la ristrettezza

Mentale delle elites e sì abbia

l'intenzione di farlo, giovando

modo sostanziale alla

vita dell'università © della so:

cietà.

Paolo Boero



FA BIO



LIBRI

E DISPENSE NUOVE E USATE





Gorso Gastaldi 39-1 (portone dopo il tabaccaio) - Telef. 360.763





[LA RESISTENZA |
I sioEani e il 1945

H rich @l «quarantacin- si erano coscienti, ed altri a «ui tà. Gli stessi partiti nuovi, quel- giani di 20 0 22, abbiamo credu-
que» è indubbiamente importano ina gpinoranza sempre crescente li più aperti, che per lo meno
è che sareb- nei programmi, i
lle dizione parevano imp
Res er un rinnovamento davvero to:
tale, sì lasciarono dominare: dal
mal costume pollico «di prima e
durante 1
ia Siplomatiche, 6

macchiavelliche, 4 compromessi,

utile attaccamento a formule
ibride, non del tutto.

















chiarezza, la ta p hi, du
rivolu- te Ìl fascismo, aveva avuto. li

tempo di prepararsi, per lo me-
no con gli studi, per un mondo

Rea tie role poi e la
‘hici si vennero evolven- i








do €, quando queste formazioni o po
seppero continuare © intensificare Suelle cerano Je nostre idee più
la loro attività, Lu perche, a quel care, nate e i sulle
pîimo equivoco molin resi- montagne, mentre. ti
stenza, s€era sostituito una più un colpo contro i tedeschi 0 sì
matura. presa di cosci e fuggiva durante un rastrellamen=
quel primo motivo andava gra- to, abbiamo peccato da un lato di
datamente superando fiitmiema _ (pensando che_cerle
sm di: a individuale, 0 Nelle forze migliori della nesi- Mberià, Fonsero
iroppo personale 0 atenza, inecce, 1 prima iotini mente conquistate; mentre inve
io ce o ibellone al guaina

per un giu
si sui co





res” sto, Alina delia | e possi

fto l'ordine! costituito, Non'_ zione. incominciarono per i par. Dît dana DIA Szione. Abia:

sî Jottiva insomma contro 3l fa- liglani lo delusioni, Je. sconnite, mo fallo con l'accettare Ia socie.
solo i Ta Ci



izfoni, materiali e spirit
Ii, che hanno condotto ? pariig:
ni, di varie
grad







tha
stai eo a
personal, deimente cocente

le. Dopo vent'anni di fasci”





AUtalO 1 più. peste in
Mitra o a in questa Società così diversa da

quella sperata, ed è rimasto un
vano anche saputo acquistare una PO’ al margini, svolgendo unratti»
nuova coscienza — della propria vità che non lo uppussionava
dignità Umana, dei propri doveri Completamente. E chi invece ha

to, qualcosa spesso conquistare la cosa più reziosa | Sociali. sentito ugualmente il. bisogno

da giudicare in base ai progr: perduta con il fascismo: la lil La Sta contro i vari par. inserirsi ha accettato in mo
Soi (e ci ee me gini fn Dertnte pon per le montagne tili e irigenti rischia pe- ancora più osplieto 1 compro:





grammi è la cosa più dilficie rÒ di aiventae € rimanere sti memo, 1 irionto. del essiotm
forse anche la più inutile). le. Gli errori degli altri sono gra smo.
sapeva soprattutto, che contadini e i montanari, che con vi solo perchè siamo noi stessi a Un discorso del genere
renderli possibili. E più ancora
€ Idegli come « socialismo», «Ci N rangiare e a degli sbagli, delle insufficienze
mi 7 dei dirigenti politici durante quei
(nelle loro varie ecce- e qui di tre anni determin:
no dal 1° gennaio 1945 al 31 di-
ica della lotta poliica. Non e combi on
che ion



re, © meglio Ja mancanza di
zione, da parle di tanti partigio:
ni coscienti e preparati. ©

fondo non seppero far sentire la

profondità € in furti sat asset:
di più capîlri © pericolosi,
n_l0

im si sapeva ro voce, non seppero imporre
volesse dire, in quali le proprie opinioni, si arreseri
col n presto all'atmostera di



maggi
(accompagnata da un massimell: | mente di vol stesi. siate cocsine



terreno adatto per una rinascita ricchezza più grande. La chiaror.
del fuscismo nelle sue varie for- zi, magari spietata, la coerenza,
ine i



d'un coman- n ll rifiuto di tutti i compromessi
ra ben preci Passato l'entusiasmo della vit- è di tutti i conformismi. sono la
sclonte. toria, all'indomani del 25 aprile, prima base su cul costruire Ja

c'erano alcuni punti quani abbiamo rimuneiato a sorta rivoluzione,
divise dI UA O E lee E Nol, i ribelli di 18 anni, 1 parti Paolo Gobetti






Gli ideali della Resistenza



Anche. seinalo er indici”
re la lotta dei popoli oppres
si dal Taste — per de-
finire, in preciso feno-
MENO relativo g determinati
paesi in un dato momento
storico — il termine Resi-
stenza ha acquistato in tatla





flesso dell'esigenza più ve-
ra e profonda da cui il fatto
da tale termine passo
risulta esser ques.
fuori di
ione retorica
ente appare di tutte
agente sualuniue: aglio
ra che batta sul quadrante
della loro storia.
do Resistenza
10 stesso nome
definizione, Essa
volontà che rifiuta di sotto-
mettersi perchè la coscienza
che la guida e la sorregge
sente che ciò che le.si pr
tenderebbe imporrerè ingiu-
sto e malvagio. Prima






porta nel
la propria





E

si

biocl, peso di origine
E un «no» che li

Resistenza anzitutto signifi-
Ma non per ss
esaurisi
ne negativa : a trasfigurarla,
imprimendole il più saldo e
possente degli slanci co-
struttivi, sta il perchè di que







diritti della personalità uma-
na, considerata così nella
sua individualità al pari che
nel coordinato ambito della
Vita associata.

ui a e principi,
questi, che — tante o-
gni posse Si tal
volta di una loro più o me-
no totale eclissi — non pos-

me avviene di tutto quanto
è ormai venuto a far parte
te del loto io —

rendersi più nemmeno conto
nè delle une nè degli altri
Ma, quando di queste ideali-
tà e di queusti principi si
tenti — non importa da chi
— di fare tabula rasa, ecco

l'insorgere delle coscienze.
a Resistenza prende forz:
così.



Tale appunto è stato il pro-
cesso attraverso il quale si è
affermata anche la Resisten-
za italiana, il moto popolare
di maggiore estensione e dai
più concreti risultati tra
quanti in Europa hanno avu-
to a contrastare la sangui-
nosa tirannide nazifascista
10 contenuto ideale non
è Gisinito (nè, per quanto
si è detto, poteva esserlo) da
quello degli analoghi movi-
menti quali si sono affermati
in ogni altro paese del nostro
vecchio continente, sicchè —
considerata sotto questo
spetto — la Resistenza vera-
mente ci appare quale un
grande moto europeo, gui.
dato da un'ispirazione unit:
ria 1 suoi motivi basilari
appaiono infatti, nella loro
essenzialità, i medesimi
Simque; perchè lo stesso è
stato) oviinqueVil patrimonio,
dife-











quali si è opposta. Qualsia-
si fosse la loro nazionalità,
gli uomini che si battevano
rele parla-
lenti; era,
appello ai medesimi è
ritorno alla pace
Ai ina
staurazione delle libertà civi-
li, e l'attuazione di una mag-
giore giustizia sociale.

Quanto di siffatto










lin



Gli ideali del Regime

guaggio ha costituito l’ele-
mento nuovo e, insieme, pi
costruttivo è stato l’esser es-
so sorretto dal diffuso con-
v





Vergenza del. valori rappr
sentati dalla pace, dalla li-
bertà e dalla giustizia per
fronteggiare ed eliminare i
mali della guerra, del dispo-
tismo e del privilegio







Poteva questo linguaggio,
noncetante bifto, apparire

cora Groppo vago e gene
rico, e maga certi a-
spetti, ariana patenti
In realtà non fu per nulla co-
sì, chè, diversamente, non ci
si potrebbe dar ragione della
eccezionale presa che esso









zioni, questo linguaggio ba
stava, perchè in pochi con-
cetti tutto esso sapeva raceo-
gliere ed esprimere, dallo

asimo, pertciò che ci era
SEatO FORO. attese aper
cid: che sivv riconqui

pasa





d'italia al pari di quelli di E
gni altro paese d'Europa, non
avevano bisogno di altre pa-

role d'ordine per muovere al
combattimento, ed affronta
re con ferma determinazione
tutte le prove, sino a quella
suprema. Bastava, perchè
froute al regno della morte,
essi si sentivano veramente



2





portatori în armi di un idea-
vita.

fon stupisce perciò —
quanto riguarda il no-
Paese — che nel perio-



per
stro

do aspro della lotta — tra il
finire del 1943 e la primavera
del 1945 — i Comitati di Li-
berazione Nazionale non ab-
biano mai ritenuto di dover
procedere alla formulazione



ati
immediato del-
l'abbattimento del nazifasci-

l'obbiettivo

smo, un programma infatti
vi era quello rappresentato
appunto dall’auspicata tra-
duzione in pratica delle idea-
lità di cui si è detto. Que-
ste costituivano realmente la
piattaforma comune sulla
quale si realizzava la con-
vergenza di tutte le forze so-
ciali e politiche costituenti il
fulcro del movimento di
berazione. Non più che que-
sto era-guanto in quel mo-
Mento doveva tenersi pre

i n
Snia
forze erano







rsa, impostazione
ideologica dissimile, aveva
no cioè, ciascuna, una loro
propria politica. Sui mi



#00, a tal Fine ‘cesendo su
ficiente porre un particolare
accento sull’esigenza unani-
memente sentita di dare alla
società italiana un assetto

politico e sociale nuovo nel-
le strutture e, soprattutto,
nello spirito.

Fu questo che appunto fe-
ce il Comitato Nazionale di
Liberazione dell’Alta Italia,
evitando di fissare entro ri-
gidi schemi un programma
per il de e semplice
mente invece concretando, in
una mozione chiara e conci-



sti termini: «Non vi sarà
posto domani da noi per un
regime di reazione masche-
rato e neppure per una de-
mocrazia zoppa. Il nuovo si-
stema politico sociale ed eco-
nomico non potrà essere che



la democrazia schietta ed ef-
fettiva».

La visione di questo avve-
nire, la fede nel suo avve-
guidò gli

me come lari tra i pil

modest non è retorica
ra
mandarlo alle generazioni
venture stanno le ina
parole di tanti e tani

cipi e în vista di quali ob-
biettivi di rinnovata solida
rietà umana essi andavano
a morire.

«Non chiamatemi povero,
muoio per aver servito una
idea» — proclamava l’uno,

e gli altri ribadivano: «Muo-
io per la patria e per il be-
nessere di tutti», «Ho lotta-
to per la grande e santa cau-
sa della liberazione dell’u-
manità oppressa»,
questo mi

DEE



bi lella Civiltà», «
mondo migliorerà, , siatene

certi».

Queste parole pronunciate
alle soglie della morte dico-
no, con sommessa semplici»
tà, ben più e ben meglio di
ogni più forbia orazione ce-
lebrativa, di quanta forza
Hele R
trita. Traspare da esse infatti
la consapevolezza del sacri-



gni frontiera, al di là di o-

gni differenza di razza, di
religione e di pensiero.

Una grande eredità di
na e di fede quella dun-
que che la Resistenza ci ha
i

Ma l'Italia d'oggi — an-
che se di questa eredità ha

il comandamento dei morti
per la sua libertà:
Leonida Balestreri







5

Risorgimento e Resistenza



Per evitare il facilismo
jpesso interessato e sempre
fastidiosamente demagogico
con cui, anche da parte lai
ca, si lende a collegare

dealmente îl Risorgimento





ti, negli anni dell’immedia-
to dopoguerra, da penna li-

berale e repubblicana), ci
pare che si debba impostare
la problematica circa il ra:

porto Risorgimento - Resi-
stenza come «avvertenza»
da parte della Resistenza dei

«limiti» dell’epopea risor-
gimentale.
Umberto Segre, in un

«fondo» apparso su un fo-
glio milanese recentemente,
con giustezza avvertiva che
nel Risorgimento era da va-
gliare quanto vi fosse. om

o di «capacità di dar vi
ta ad ideologie. e movimen:
ti politici che costituissero
a O

lente, ci sembra,
stanza tdi
coguelfismo e del Par-
tito d’Azione. Ora, se per il
liberalismo cavouriano e per
il giobertismo la disamina è
ro alri
si
ere grotte:
maticità dì un Partito d'A-
zione come rapporto con-
creto con le masse, come e-
ideologico-prati-

mico
è da porsi în
termini precisi

Se noi concepiamo la Re-
sistenza storicamente, ossia
in un certo senso, come reat-
tività allo spirito «ufficiale»
del Risorgimento (quale es-
so è risultato în effetti dalla
distoria, falsa e provinciali
stica interpretazione opera-
ta dal fascismo, il quale ha
sostanzialmente avulso lo
spirito Risorgimentale dal
moto democratico, illumini
sta € romantico della cultu-
ra europea dell'800 (la « vo-
lontà generale» del Rous-
semu, ad esempio), è chiaro
che anche îl Risorgimento
debba essere impostato, co-
me avvertiva il Gramsci, co-
me assenza, carenza di moto
popolare. Gramsci giusta

di SEBI
mente metteva în risalto, al
proposito, come lo stesso
Garbialdi, il «braccio » del

o d'Azione, non an-
dasse esente da incertezze
nella sua azione, sia pure
saltuariamente, a causa del
suo porsi subalterno di fron-
te alla gerarchia sabauda,
cavouriana ea in genere
moderata.

Ed allora?

E legittimo parlare da
un lato del Risorgimento co
me e contemplazione» po:
polare, dando a q er-
mine, naturalmente, un
gnificato storico attravers
le mille traversie di tenta-
tivi, talora convulsi, caotici
ed improvvisati, della Sini-
stra subentrare attiva-

dirigenza nel
processo risorgimentale; ce,
Ce Srna
questo, è valido parlare în-
tese E come
o» definitivo,

la sto?
carattere © la
DICAHONE cel fatti ior?
peramento ottenuto soltanto
attraverso
partiti popolari nela totta
contro il nazismo? (Sarebbe
assui interessante, al propo-
sito, studiare come î Comun-
di partigiani in montagna
risolvevano cin loco», sia
provvisoriamente, %
problemi contadini nei ter-

ritori momentaneamente li
berati nella guerriglia;
a

rapporto
economico = soclate = politi
co).



Ed ancora: è criticamen-
te felice porre il Risorgimen-
come espressione di

trasti profondi nella strut-
tura della Nazione italiana
derivati dal tentativo di da-
re corso alle premesse ri!
Iuzoinarie dei fatti dell’89,
da un lata © dall'altro «i
«contenimento» di queste
azioni qualora la loro «na-
tura» oltrepassasse î limiti
«giuridici » stabilmente po-
sti dallo Statuto Albertino ?
ed ancora: porre, al contra-
rio la Resistenza i
dificazione
dello. strultura. politico.e
nomica del Paese, di cui è
non piccolo risultato la Car-
ta Costituzionale ?







0-





C'è indubbiamente questo
tipo di rapporto: al contra-
sto di libertà, come senso
di autonomia pastone, da
una parte, €
mel iniaidetvo sidel popolo;
dall'altra, contrasto ed oppo-
sizione specifici del Risor;
mento, risponde, ver
so, l'unità tra i dune aspetti
della Resistenza







Ecco Girona i @ nostro pa-
rere, una celebrazione Ri
sorgimentale non può pre-
scindere comunque dalla Re-
sistenza, ed ecco perchè, nel
nostro Paese, in certe sfere,
che si dicono intellettuali
Spesso © volentieri, mon ci

imano in genere certi acco-
Siohentt Si preferiscono di
gran lunga i soliti rituali di
fanfare, sfilate, parate mili-

fari: la «paura» della Re-
sistenza è la «paura» del
Risorgimento. Si è estranei
alla si riticnen e e sì è anche
estranei al Risorgimento;
citare Icosa d









per

mente »;
guiante gene sen sa

Vesdirconicsrioni



Gascola
sa ‘Pttatia ‘su certi 00,
mali « d'informazione ».
a guerra partigiana non
CA moto de-
sunto espressa
da forza », una ri-
valsa popolare all'oppressio-
ne, ma, come sempre accade
nei decisivi pronunciamen-
ti popolari, vi sono contenu-
ti presupposti profondamen-
te vitali lotta è « nazic
le» ome di una
autonomia «nazionale» com-
promessa dal disastro e dal
tradimento di una cricca, ma





vi è implicito il superamen-
to ideale della Nazione in-
col

tesa sciovinisticamente,
presupposto di una equa:
ne storicamente muova, Pa-
tria - Popolo; sula sfondo,
il miraggio di una Europa
o
cretamente comentatasì nel
martirio e nella sofferenza
comuni contro il nazifasci-





Ecco un altro aspetto «ul-



nuazione del « discorso» ri-
sorgimentale.








[TA SOCIETÀ |
Istruzione professionale



Le prospettive e ia situazione

Nel 1975, secondo uno studio
condotto dalla

mativamente del seguente per-
sonale:

si Pelindustzia: cinca 8 mi:

di cui

doo nta rioni sto E

ra tecnici

e personale di coordinamento

(il 24%), 4 milioni di personale

qualificato (il 48%), 1 milione

è mezzo ssonale generico
(il 29%).

— nell agricoltura: circa 4
milioni e 600 mila unità; di cui
100 mila tra dirigenti e perso-

(il 2%), 3 milioni
@ mezzo di qualificati (Il 75%),
1 gnllione circa di personale ge-
nerico {il
crv circa 8 milioni
di'unità: di cui 800 mila dirigen-
ti dl 10%), quasi 3 milioni di
personale tecnico e di coordina-
mento (il 39%), 2 milioni
800 mila qualificati, 1 milione

tra quindici. anni la nostra so-

giotà assciblra, goltento un_20
i personale non qua-

ilcato. Ss ‘gialo delle forze



95 Sttenzono. la licenza di MT
80 Steam” quella di V ele

An
grado (Media, Avviamento
‘Professionale, eec.);

30 assolvono l'obbligo scolasti-

anno di età;

17 sì iscrivono alle scuole di Il
‘ado (ginnasio-liceo, Liceo
rtistico, |

istituto



Matt dell'istratione pid

dit quella. eenico-professionale
in particolare, nel nostro Paese.

ai dati esposti risulta che
VItalia esce ad assicura-

rela sizione cppigtori os
Îl minimo di preparazione
culturale, al 70% di suoi figli
o le qauso di questa mor-
‘on derivino

Canin fonontà Intclietiutie dei

zione Professionale, frequenta:
ta, come noto,

condizione sociale a tipo previ:
lentemente operaio e come tali



con disponibilità economiche al-
quanto si

‘Tafatti la percentuale di ab-
andono durante l'Avviamento

D'altra parte considerando

dia Superiore, risulta evidente
come la « mortalità scolastica »
Snelde per la massima. purte
sui giovani che frequentano il
ramo dell'Istruzione Professio-
nale,

Ti problema della. Istruzione
Profesisonale è quindi oi
DI

5
n
3
>
8a
pa
5
9

57

formazione di quel pi

ze Tavorati





fue esigenze di mano d'ope
Mualigcata - céterminiare
d iiza dell'art



istruzione publica.
La «strozzai
“Analizzando i valori
a
dono. cai
professionale, si
constata che essa



rado superiore (Scuole
Teoniolte e Tstituti Professio-

fTermato che l'abbandono

una quasi ela contra
zione della percentuale di ab-
bandono), è evidente che sus.

rozzatura »
nei pr ito degli studi
{po il conseguimento della Li

di Avviamento Professio-

oetrazo tale. indirizzo

he Te tra l'altro. il fat

che, ad esempio nella Pro-
vincia ‘di Genova, di fronte a
53 scuole di Avvi

fessionale stanno 18 fra. Scuole
Tecniche e Istituti Professio-
li.

L'attuale politica scolastica
tende così a plasmare un nu
mero sempre maggiore di gio-

vani con una comune base tec-
nico-culturale, considerata non
some logico presupposto pe: una
successiva qualificazione tecni
ca e professionale, bensì come

ii
&

Paese decidono di perseguire.
I monopoli
Il padronato sostiene infatti

ca)
individuati <del” Tavore:

idente che secondo



esso “speci
fitatamenté istituiti rispettoral.
larvstruttura. produttiva e
O
al modo 00°
me TSO Rell'Apprendistato

i ee
ma precarietà, legato alle par

ticolari esigenze che sul mei
to del lavoro si presentano per
la pol upazione delle

aziende monopolistiche; bo
ta così su un Apprendistato

tolto vin peso (pesta vaniente

sussidio di
una adeguata base di forma»

zione.
Che fare.



questo un indirizzo
sbagliato.

Non è vero che, la macchina
sostituendo I l'uomo, il di lavoratore





mente sostituendosi quella del
moderno operaio agricolo, e a
Guella della commessa di nego:
la moderna lavorante del
grade magazzino 0 super:mer-

go i
e della meccanizzazione degli
impianti richiede da dei
lavoratori di tutti i gradi non

attività di manovalanza speci
lizzata, mi rtire dai pri
mi gradi cia gerarchia del ia

ro, una somma di nozioni €
soprattutto una apertura men.
tale molto più approfondite di

lì organi scolastici del nostro

attile tendenze ad sdde:
stra

solo la insufficienza delle tec-
niche e degli oriei

gati nel campo della Istru
zione Pro! jale, ma anche so-
Timttutto, da perte della nontra



risoluzione del pro!
acli diazione Professionale pas.
Sa | inevitabilmente attraverso



coordinan
delta ‘scuote im tutti 1 suol gra

empatiani anni
esperienza di vita, eccitatrice

di libertà del cittadino, ma
dello stesso. progresso ISînipo:

Necessita quindi che l'a
zione delle Autorità Seolasti-



ico ggologiea fondata |sulla
gni
astuttamento delluomo sullo:

Ezio Beltramini





ELEZIONI del XV C;

G.





UN COMMENTO

di ERNESTO AVEGNO

Dal quadro dei risultati che
presentiamo qui accanto, l lello"

e potrà far: in'idea sul
l'esito delle recenti elezioni ual-







altma ©



eglio di ogni

parlano le cifre

Il € Quarantacinque > però, pur
‘e strumento di





breve commento ilustrativo.

er la prima volta da



Ce
fslussioni. viene. dallattitenza
Fe entaio
funio. proporzioni. Sccettabii
fasi 1% degli scri).
L'elemento uovo dela «i
e era costato. dall prosen:
15 dla a doltunone ‘la:
dica. Genovese («Lante»), ed
RA al
na 200 ni d "fra gli
ste

nei vialetti di
gente che discuteva €



be dell'attricetta di
l'ultimo tipo
‘a, noi auspicavi

egli ion ser che 1



una di
mefitico ambiente della nostri
Università, per ci

da solo a procu

ne. Ma i risultati ri



la violenta propaganda
contro la lista «Lanterna» (per
cut sè scomodato persino «Or-
dine Civile» con appositi volan-
tini) era basata sull'aceusa di es-
sere Ia lista più o meno ufficiale
del PCI, solo perchè, fondandosi
sul Principio, dell'apertura asso-

ciativa alle più va nti
ideologiche, essa accoglieva an-
‘he studenti comunisti; ma tale
propaganda si è infranta contro
la chierezza di un programma, e
soprattutto la garanzia di
serietà che offrivano agli studen-
ti i candidati dell'U.0.6., che per







avvenuta nelle sue file, scenden-



22,3% al

do da, 9 a 6 seggi e dal



altrettanto presunto « fronti-
smo » dell'U.G.0.

In realtà, tulle le migliori e-
nergie progrossisle dell'Universi-
tà sono dunque ora rappresenta»
te in Congresso dall'Unione Go-





tamenie all'oscuro del problemi
della Scuola, pronto a disertare |

0, salvo a
Senior er cootolee A Cucmmet
ta di «vecchie glo-

rie; squallidi fantasmi di ‘un
(hO Tl gone Ye fr gf
Ta migliore dimostrazione (io



a conquista. delle maggio:
a

pen
speliivo al governo finiti

lare di una <c del Grup-

nfronti dei

dota de'U.0.0. Sotto pre:
fe ua preclusione coni
rremismo (come se

Avegno, che per an-

‘ono in Giunta con

Noi, proprio in nome di questo
innovamento, auspichiamo che
T'AG.U., lo ripetiamo, (se ancora

l'Associazione su su-
per il bene comune me-





te c'è unica
lena; pigrizia costituzionale, esì-

zl litica, e — soprattutto
= scarsa vocazione democratica.



Ecco il quadro completo. e det-
tagliato dei risultatà delle ultime
elezionisper il rindovo del Con-

gresso Universitario, Gengyese:
(Rrisutati fra parentesi Si \aiferi-
Scono alle prededentà elezioni)

I RISULTATI













F Ità

=
toe Lan) A 243 125 ese 380.
sh
sara:
cn
i ice i ae
dina
voti 608-15,3%
(660-22,3%) Si }_109 so gua

} mani
nato n IAT
Totale votanti







Lista «Università Nuo-

L aveva ottenuto l'anno scorso vo-
va>, non presentatasi quest'anno, 5

ti 229, pari al 76%.

I CANDIDATI ELETTI

Ed ecco l'elenco dei membri e-

letti a far parte del XY Con-

gresso Universitario Genovese:

POSTA
seggi):









ezio a ne
Da geo s
dun KE Srppo iene el AS
pedi fogli
Sue nome
Ha fi file
in

ripe catene» fini © DE. cio
otto tt ora

de ui
xo nio Gene DI
Ratto Dellepiane 78
Sonetti iis. Ditta
Sn 488 € Goliardia > dell'A.( 00
Ept A sia
Genovesi 117 107
1 A08 'orrisi 78
gatto me Det Hi
gio i due È



8



*



( TACCUINO UNIVERSITARIO )



Politica ed Università

La Rappresentanza Univer dire che nell'Università si svi-



sitaria, ha sul luppi un dibattito politico che
l' proî Lecessariamente vesti:

le attuali strutture della socie.

tà italiana e che deve porre le

Dremesse per” un. insermento

dei giovani nel futuro del no
stro Di
a quanto si è detto fin

diturisce che soggettiva»
mente, cioè nel loro interesse,
ed cioè

Spinte solo grazie all'unità. del-
le forze democratiche a



le a luglio si ritrovò

problemi che direttamente ii
pui



ui che credono
nala possibilità per gli univer-
ri di dire la loro parola sui

zia non Solamente formale.



SONO TUTTI

COMUNISTI



dalle condizioni di
si dibatte attualmente la strut-
tura dello Stato Itallano, | gio:

crisi in cui



com

tore e ‘iDpAr: Diere "una. ben_ determinata
$© sullo. squallido foglio. € Ate pcelta politica. per poter com:
tal tere e vincere le forze







Un problema dunque sì pone
per tutti gli universitari in pio a Genova, Ateneo © AGU.
ter (che formalmente rappi
i ‘soho, ©. meglio, no intesa © UGI)

quali. dovrebbero essere i rape tui
por ed univers
( Ed è pi ini

Per, non dico. risolvere, ma ehe da ‘teneo hanno
almeno cercare di impostare fatto sfog; 1 più assoluto

ina








mì, gli universitari invece deb- infatti non a caso sempre su
bano attendere che i loro pro «Ateneo» si chi perm
biemi si risolvano da soli. ere te le Università

Ta seconda. constatazione che



potenza insomma, perchè impe-



1
nirsi dello Stato e furono re

Gli studenti — matricole
non — he chiedevano. infor
mazioni sulla lista Lanterna,
ultime lezioni,
entivano rispondere «son tut-
fl comunisti» da esponenti de.
più diverse correnti e la
campagna contro Lai
terna si è proprio sviluppata



7 non



grado di riconoscere che

«tutti» Sì

men
manovrati abilmente dagli
strateghi rossi.
Questo è un aspetto del pro-
blema di fondo degli studenti
i: la mancanza, nei
interessamenti



rappre:
edel-

dee liberamente dibattute
Paolo Boero

LA SCUOLA AL PRIMO ROUNDI :

|Sull’ultimo numero del nostro

Camera, i deputati
fiberati © socialdemocratici dele
si, presentano come le più. gi

uime ‘forse laiche del Paese!)







confessionale,
normali erogazioni

nostro ultime
imava a raccolta
Ne anno a eu:
re la Libertà, l'auton la de



Je rinnova»
mo oggi questinvito, per impe
dire cnuto al



ale!), esistono: ak
Re a a





dJ “piffari” di montagna

Anche noi, nelle combattuta veramente da tu



intense gior.



nate per le elezioni del XV Con: tizione, (che abbia:
‘Universitario Genovese comune, questi
El'Università. degli. Studi, ci inte essa’ sl pre
Siamo trovati a dare il nostro Sertrice della de:
contributo per rialzare si livel l'antifascismo, della necessità di
îo della politica universitaria cerca autonoma degli stu
dalle bassure in cui a nostro la soluzione del Joro
parere sì trovava, € non per problemi, ricerca non di alcuni,
Solpa nostra: contributo. non ma di tubti, nel reciproco rispet
Serterico, ma specifico, dato che to delle loro posizioni.
ine dei cinque redattori dei
ostro giornale militavano nel- . Ma noi abbiamo Il piacere di
la lista della «Lanterna» co- fra gent le non giu-
ine candidati, è gii altri redai: dica le liste elettorali în base
tori collaboratori solidarizza: ai loro programmi, ma in base
vano con essa, che per noi e considerazioni di tipo
Sprimeva duel anuovo» ehe ii Psicologico, quando non colle
le malattie di orig



degli universitari. a non essendo energicamente
urate in tempo, degenerate poi
Lista combattuta, quella del. in di joni mentali: così

la «Lanterna», quant'altre mai: non c'è stato uno solo di que



sfi «critici» della « Lanterna »

‘abbia parlato della riforma

del la Scuola, g\ lle suo pito
oppure dei pro.

blemi delle varie” facoltà. e del

luzioni

dini



soa, gi
composti, con voce tenera e dol
Speriamo bene!)

i «critici»,

erano insi

coloro che manifestamente non



abbiamo avuto ragione.
Come nella storia famosa dei
pifferi di montagna
Monaldo

o Teo voti avete

RRSIonE”Gì Facolta ti don

chu-

studenti, atrivano

alla vi-

ta Universitaria © alle 'elative rec
abit

Je non è colpe-

disinte-

issione è troppo chiu-
sa, raccoglie soltanto i rappresen
tanti di un certo colore politico?
Si risponde ancora che la colpa
è degli studenti: le porte sono a-
verte, venite alle nostre riunio-
Ri colliborale.
Nessuno mette in dubbio la se
rietà di queste
dare atto alla
1

te
cento per gli lu

1 può chiedere: perchè
fe risolve

E

na la Commissione è abbastanza
intelligente per capire tutto ciò,
die:

loro:
i0lro lavoro 10-fncciamo i
Commissione faccia
quello che echede» Il
vere, non c'è dubbio: che facela
quello che «è» il suo dovere,
solo la Commissione a
pensario.
Oli studenti mostrano una apa-
tia eche e volane





Tira ‘of ici Stai
colare, del licei privati





ciale, se esp
di tutto l'amo

messo la. volonta.
biente studentesi
dazio









Il Centro Universitario Tea-

sue fortune alterne. Ma da cir-
ca dieci anni in Università si
fa: vosgholiica teatrale. Db.
bene, si







Teatrale è principalmente un
organismo che vuole svolgere
un ben preciso programma po-
litico. Sia chiaro che si tratta
di una politica teatrale. 11 Cen-
tro Universitario Teatrale, vuo.
le far sì che in Università il
‘Teatro assuma il ruolo che gli



sembre: a è spetta. Per questo combatte
i or raereazione

Teatrase è co Citato di cale È
fuori dell’ tà ERE NEO REIT SPIES REDS
fra gli studenti stessi. Questo biicà di un stadio preciso

perchè al di fuori dellUniver impostato scientfcamente, si
sità si trova qualcuno che leg- va diffondendo la
e il giornale e non gi ac

‘arda i
soltanto; leggendo _il
‘o qualcuno ha
rcare Je notizie
lè possono interessare un in-
tellettuale e spesso, mollo spe
so, è stato così informato del
l'attività nel cento eso
tario Teatrale.
"Tra gli Universitari, questo
non accade che raramente, e
qualcuno, con estremo stupo-





suggerisce mezzo migliore del-
la diffusione delle notizie per
stan Supponendo



to,
Spiegare subito cosa sì vuole
lavorando nel Centro Universi-
io Teatrale. Il Centro Uni-





non è un
« Teatro iù Università», nè
una «compagnia università



ria»; può cade questo.
Ma il Centro Universitario





tro debba essere innanzi tutto
un uomo di studio e, come ta-
le, in possesso di adatta. pre.
parazione. D'altra parte,
Re
co più attento rivolge ad auto-
ri, registi, attori, e critici tea-
trali, sono giuste proprio pe
chè troppo spesso l'uomo di
teatro è semplicemente l’uomo
che ama il teatro come fenome.
no sentimentale, Lo studio se-
attento, attualmente è
un fatto individuale.





1 Centro Universitario Tea-
trale vorrebbe proprio questo
che per tutti ci fosse la possi-
bilità di svolgere una prepa-
razione adeguata al Teatro e
di affrontare un organico pia-
no di studio teatrali

Durante la presente stagione
di studio, il Centro Universita-
rio Teatrale svolge una vasta
Ha scientifica e di collabo-

zione, A seguito dello studio
fatto. nella scorsa stagione, Il
Centro studier n teatro del
primo novecento nelle sue va-





7
Un'organismo universitaria da sostenere | smusinimiii

|

té, espressioni?" dalla” eoitente
crepuscolare agli, autoti :impos-
sibili ad:inquadrare in:un mo-
‘vimento' o corrente, quali, P
randello, Bontempéili, Verga e
‘Rosso di San Secondo. Inoltre
‘è:già iniziata da tempo la col










Ln
doll’Associazione Culturà
Classica. Le letture drammati-

che, geriere în cui il
dato prova di capacità ‘indubi
bie, dele chmeleite di Teri

tentamente da un numeroso
pubblico di Professori
denti

In occasione del Centenario
dell'Unità d'Italia, il Centro
Universitario Teatrale, prepa-
ra uno spettacolo rievocativo e
celebrativo, da portare al Fe
stival Internazionale di Par.

ma. In collaborazione con il
Teatro Stabile « Eleonora Du-





sen, il Centro Universitario
Teatrale prepara brevi studi e
dibattiti sugli autori le cui

opere sono rappresentate. In-
fine, è stato realizzato un inte-
ressante esperimento di studio
scenico teatrale per. l’Istituto
di Francese, metiendo ii
na il € Caligula» di ‘Albert Ca:
imu







4 give eval' valo-
Le Lesto, l'esperimento ba
porianze perchè res

nio iene in ca
borazio!

n parti.
colare corso, Ei En
nuto dal Chiarissimo Professo-
se Petre Clureanu, gu. Albert
Camu:





I futuro del Centro Univer-
sitario Teatrale è legato a mol.
ponenti, mon ultima
quella del ipaiaiamentoi Ges
neralmente il finanziamento,
Vo imeldatgh Sito
ghiozzo ». La cau Ò
‘derivazione. burocrati:
indi non ben precisabi-
fe. MA è Indubblo, che questo
crea momenti di tensione e im-
pedisce un lavoro sereno.
€ numerosi sono i pro-
‘Fondamentale. cemb
quello del locsie, poiohò sttugi:
mente manca un qualsiasi sot-
i rn
teciale con una tenta tranguil
lità. Sono problemi sfoni
ei
iano
e spesso il sacrificio che
tro. Universitario
o SI jono.























n

ii

Le ragazze all’Università



Ì «problema della donna» è
ormai molto vecchio; da quando
la donna sì è inserita nella vita
jomica e sociale, sono
dei problemi particolari, e di or-
idico o, diremo, sit










Inotpendente, vera,
la

spari ad

lol per tutto 10 donne, di tutte Je





classi sociali e d di
educazione. No) imiteremo a
i i
tano l'Università, delle laureate
€ delle future laureate, delle don-
ne fornire dei
quadri alla futura classe diri-
nie.
Noi frequentiamo l'Università,
vi incontriamo nostre colleghe,

ci sembrano molte. Ma se sì esa=
dei dati, le donne ita-
che frequentano l'Univer-
che si laureano non sono
purtoppo | pole





qui. sotto











tutt con ‘alcuni dei piuttosto
Simei, riguar gi st
GnUPPI STUDENTI LAUREATI
M Ù ade
Letterario Sao isoor doni sos nto sore
race Dom nio ‘60 © sos 205
tagogneria gun sn mi ame sa
= mul do tas ne
SY (Ea
ente Sanna isti diso ito nd
nisutino evidenti due i
rio conito, la ‘dona che al si



neppu
intiavinte soi

LE

Abbiamo interrogato professori
cora i
posto. Speravamo di sentire da

to s
problema, quello che e: A
neva più significativo, a_ volte
ampliando il campo di indagine.
‘Abbiamo per primo interrogato





Poi
di cose gi
italiana ©



volgono le attuazioni e gli strali

dei benpensanti; per cui è il caso
i possi.

sto cor pi
sue possibilità qualora il numero
delle laureate aumentasse.

Per cercare di far luce e quin-

1.10 seguo aglre in tutto
neccssario



battito, ‘partecipino. aîmeno
tutte le universitarie

INTERVISTE

profesore Luzaro Marla Do
Bernardis docente di Diritto ea-
nonico nella. nostra Università;
egli ci ha risposi uestà
indubbiamente _esis





le condizioni generali







economiche per cui le
preferiscono studi più brevi
neno costosi di quelli univers
ri, specie se în casa vi sono
dei ‘ragazzi.

‘er quello che

riguarda la
determinate



quello tra
preoecapane
spe



er quel
itità di im-
lonna diciamo che

the riguarda le possi
piego di una



partoniossa dal n



concepisce. che, anche una don-
ssa contribuire al manteni-
menteo qella famiglia. Gli uomi-
poi, losto como-
‘avére una do vivi
per le gioie © le soddisfazioni cel
marito» priva cioè di
personalità. Anche In frequenza
delle donna a determina
penso sia dov





molto

O €
0 domestiche.

ipazioni > mondane
in tralasciare
che molte studino ancora
passatempo in attesa di un mari-
o. Le possibilità di lavoro per
una laureata? Giuridicamente e





toorieimente

Bavaro della don:



parte di noi ragazze >.

Come si vede la collega Pesci
Na Alche accenzateo alle possi
bilità giuridiche della donna,

‘che tutelano diritto ‘al
ira de







da parte della donna,
sa individualità e della
sua indipendenza.
n diviene
verso al lavoro;
il
Lormazione di
gradini

sociale altra
© Îl lavoro de
s nella
lella donna. Il primo
sella Sua maipazione,



pro
te quanto sia’ compatii
cea



gui

solo per

poche ore



E° questo molto importante,

nata lavorativa Di breve per da




meccanizzare e. sve
nto possibile i lavor
si possono svolgere con minore
impegno di t
Da eee ili
‘ad esempio
da alleviare

il lavoro familiare; oltre a que- Queste sono necessità elementa-








sti, gravi golslono pér la ri e improrogabili in una società
donna che vuole lavorare, come in cui la donna lavori. Ma un pran-
i, Slmo ostacolo più difficimen:



{o ellminabile è ancora, costibui-

{o dala mentalità, che è eufemi-

stico htm arretrata, di

Si NErte GGI Itoleni 1 quei are

fermano i le aspirazioni fem-
inili alla al

a della scuola, prima,
è in seguito del lavoro, non si quasi sempre in mala fede, che
può trascurare anche l'attuale or- ct

fianizzazione sociale del Paese». ne, in fondo, non vogliono al-

facciamo se- cuna «parità>, sono felicissime
in'altra donna di fare «le donne di casa» e
universi- vono vivere in il mari:

sto le donne non neppure
La possibilità di inserirsi, con sue-
attività che sono
dominio. assoluto — dell'inieletto
Si Liri





Da moi infatti non







dei seltori, anche la fun-
zione di elementi femminili per
attività, ora quasi assoluto ap-
pannaggio di uomini, diventerà

processo di emancipazione

na donna che Na studiato 1un-
anni (tanti qui





Fo tullo questo? Con una gior:

Han le labz4i©,)

L'Angelo della famiglia!

3
salinghi, con buoni asili infantili,
veramente seri, cuì avere possi
bilità di affidare i fili durante



“quanto. mal
Rea arto



CONCLUSIONI

alla madre, alla donna angelo ».

necessario prima di tutto
dle gara i
le_ Università settentrionali, da
culto che succede in quello me-
ridionali,

Di od
più basso € una. tradizione
che impedisce alla don ai
a ‘università,



La
ia
minile è dovuto innanzitutto ad
una causa economica. Gli studi
e
stimento di un piccolo capitale,
the per una. famiglia media

liana rappi
tevol





lunghi per
blema de
Jmurenta, è
lerò solt

tica





pf
di









Ma purtroppo abbiamo avuto
esperienze piuttosto inequivoca-
Dili a questo proposito © le fra
sì che sbblamo sentito non

no per mollo diverse da questo ©



spesso provenivan persone
colle © inanimamente giudicate
intelligenti. E riamo 1a



ve nel lavoro scientifico, ma diffi.

raggiungere libere docenze e qua-
Jificazioni,



DEI rest
tri impo:
no bisogno della madre ed





cino, essere

la
trice dei n

studi scientifici sminulsca la pro-
pria femminilità, o, fi



ambienti Lradizio popo-
lati da uomini, si senta, prima 0
voi, a disagio. Per quel che ri-
guarda le possibilità di lavoro,
penso che ind



tività, eccettuato. quelle ‘o ric
chledano notevoli ‘disagi “sit

questo punto crediamo di po-
te Siero questa mostro re:



gi
riumo di creare un certo interes



PAOLA RERTOGLI

ii di
bollettini dellIS

2) L'elevato numero di donne
în questo gruppo è dovuto
soprattutto alle facoltà di

Scienze | naturali,

Scienze biologiche, | selenze

matemaliche, Matematica fi-



| LETTERATURA £ SPETTACOWI |

Uomo e superuomo





stagione sterile, il

uno sella







Zioni Dorghesî © la facile morale
Quezto valore attua si sare;
del
Toga "cut
cipa

pubblico così dello, di «ben per
ella, straor

Studenti di parecchie scuole ge-
novesi che, assistendo alla tap-
Presentazione con attenzione ©

stro teatro Stabile ha mostra
di non essere capace o di m
volere prendere una posizione

scarso significato in tut-

periodo come questo in cui ogni
espressione artistica,

festi idee vive e che
di intendimenti "horn

spirito @
SÌ, suscita le dre c

e
fonaca che vorrebbero vedere s0-
lamente un mondo falsamente T0-
sa popolato da persone rassegni
te e con cervelli arrugginiti. Per-

sone che provabilmente îl nostro

di SHAW
autore coltocherebbe neì suo in-
ferno, { regno degli ismi, della
Speranza, della giustizia, det do-
vere, dell'onore, della morale «e
delle rimanenti sette virtù capt-

iali perchè tutte le scelleratezze
e in terra sono
in loro onore» (e ta
Sura è forse qualcosa di più
Per er
le proteste dei « cen.
Cartagine»

ocmpiute
cieca cen-
di

reboero potute
qudaci e l'esigenza di
Lionello aa baltute Iroppo Lunghe
è di difficile interpretazione;
Questa riduzione ha comporta-
to un grave difelto, che è salla-
to sbio agli occhi di quelle per.
sone moscono il festo e
teatro chi SHAW, Cioè ta nen
rigoroso svolgimento
sioni pagine Tesi

no fi suo lavoro €
2 che è una. flosona»). che

ento caso scorre. paratila-
glio svolgimento det



ii
onde facitmeni

terzo atto la risoluzione
della trama © del penziero quvie-
ne pesantemente, malgrado l'ac
cenbiarsî del facili efetti sceni-
ci, per la mancanza di

uti la, realizzazione dell'ope
ala buona © ben accetto al
a
ine di Lio

mer

presentazione la sua impronta

personale, Interessante e lodevo-

sigenze puramente vecniche.
fe è tentativo în buona





rappresentazione la scena dell'in. ra oggi non solo sul piano artisti»
10 che ad esempio è slata &- co il che è indiscusso, ma anch
liminata dal testo da altri registi sui problemi sociali, che affron-
stra ido di mettere în ta con una polemica che può es-
viden volo la bravura ec- sere valida anche e specialmente
Cezionale "di Show nell'imposto» ‘Gi ‘giotm nostri. è volta misira

commedia, che mulilata po-

particolare. società.
trebbe apparire

solamente bril- La realizzazione di questa 0-
pera lascia sperare molto per i
prossimi lavori, che, sono sicuro,
sa nella scelta che nella loro at-
tuazione non deluderanno le no-
stre aspettative.
‘Armando Roccella



li povera! me questo credo

Autoanalisi e oe in svevo

I romanzi così detti
ci e psicanalitici di Svevo furo-



tradizionale, proprio perchè la
intenzione dello serittore



varia, e

razione >
Moselito come «Je Proust ita-

Hof gofreo (ate (urna
gi ‘osatori di

fono Intngnte "o deftalto ciel
filosofia dî Schopenhauer e n

{Do Fifegol per comprenda Ia
rit

di
Ja teonica palconitia di fond
gr SRI intere

lo la sua
‘soprattutto pre
Cia trattazione del CR

In questo rom;
perfetta e risolta. © Rione

de, le ogni momento

on si giustappone soltanto al-

l’altro, ma tutti sono compene-

le può essere, sì, rici trati è vivono in una ritmica
propos ‘an particolare ge- ed eguale v diste tm».

nere di letteratura d'occasione uso di definizioni agostiniane 0

" di categorie bergsoniane, riguar=

ma nel
re superata tegrata

în una giustificazione più com- rebbe forse essere ingiustitica=
a lo, se volessimo abbozzar:
‘allora nel clima lette- 2SÌratta divisione di prosa nar-
mao o itallano gella fine dell'Ot- rativa e prosa analitica; tutta
I
nostro secolo, era nyvertita, se evoluzione di Svevo, esse el per-
Tacco implicito è qua- mettono di definire il suo pas-
Si 'inconsaperole. una distinzio- | S@AEIO da forme di analisi ll
ne fra la tradizionale prosa nar- eare — che sottintendono un
rativa e la prosa analitica, Del empirico, una
Drimo "tipo. non. mancavano | zazione del tempo interiore >, al-
certamente i testi, ma per il men erte parti, © ni
secondo, al , soprattut- quali, sotto l'influsso del ro-

manzo naturalistici

di autoanalisi in profondità, PUP evidente qualche pretese
non ci si poteva riferire ad al far della elette-
ran progenitore ‘lusire, nella Fattta> — a forme sempre più
nostra tradizione. Inoltre, i goneluse ed immediate,

negio della, roma analitica | tonnalisi, profonda della "Co
era, per ‘e talora scienza di Zeni

verso
SbBOStO a quello della narrativa Goo





POPOLI NUOVI
Momento africano: COLONIALISMO





questi due fenomeni che ca-

lioni di vomini. N
< classico » invece, sopravvive nel-

e Colonie Portoghesi © in quelle
Spagnoi







na pri nimare da vi
gino. questi paesi, ""Aobbtemo. esa
tuinare brevemente 1 problemi co-
inni alla maggior parte di essi,
è dalla cul Solugione dipende grari
parte del loro e del nostro fu-
turo.

Problemi dell’Africa

0) Linduatria, le miniere e dl
reato industriale.

1 presi africani non ancora
veri mancano in generale di una
industria nazionale sia
che legge





ste tn mercato africani
dotti industriali
L'industria nazionale scardine-
rebbe la natura del neocglonia-
lismo: infatti i paesi africani
Servono ‘come mertato l' svocco
dei, prodotti. industriali
T magari con_le
prime ‘dell'Africa, che' funge co
‘da | fornitric@ di materiale
flo prima, e di eresip del
‘dotto









ft e e

re che ciò avvenga.

c Sotza industria pesante in 10°
, l'estrazione, mineraria è com

perchè il trasporto del

‘materiale: dall'interno alle. coste,







locale, © colla conseguente crea-
zione’ di un mercato industriale
africano. Ma tuttociò significa li-
deri ed indipendenza.

0) L'agricoltura.

jaesi africani sono ge-



lu coltivazione indigena e le
aziende agricole



dei. bianchi
Lagriccitora indigene, dar
fratissima, legata perlopiù a quel-



onali
nella loro distribuzione.



i paesi neocolonialisti,

"e soggette



ago strani Ger uit gli altri
generi di lar;

Ed aggi aio "i
terre i prodolti di largo consu-
mo allignano fecilmente, i ge-

quelle

RR Ra e





enza europea ne

i

€) Le rajfinerio,
industria delle raffinerie è le-

da ‘tiende agricole cu

siena so faffingndo È Prodotti



Seno
to di progresso e di avanzamen-
to per i popoli africani.

d) 11 eribalismo.





nella maggior par-
te dei paesi africani, non si può
parlare ili vere e proprie classi
sociali, se non in misura ristret-
ta: in realtà, i popoli africani so-
ni divisi in tribù, spesso ostili

‘a loro, divise da rancori per la

tribalismo significa
«nazione» è tali
ta, che l'agricoltura è non solo



grave don
zionamento ti

tre che ecor fi

ders africani sono tutti più o me-
no legati alle

ri e pr

ropri Di
Africa è azar rato, per tam
le dei casi (fan



facile preda d
che ne fa un
petuare il suo dominio.



©) I cotont curopet.

Per la maggior parte

dei colo-
mai, specialmente delle co-
lonie inglesi, l'abbandono dell'A-





frica e il ritorno in patria sono

ffinerie sono bianchi, i
impensabili: questi von ri.

del
ia

nali © vissuti in quelle terre, Si La soluzione apende anche dal-
alti una solida posizione e' organizzazioni. bianche, ovvia:
famigliare, ed hanno gli agi che mente le quali si devono rende:

in patria non avrebbero re conto che non è
ifica pe:

affatto una so-
abbandonare l'Africa de



razziale: fisolvers

che
i padroni delle fattorie

Le colonie

La Spugna, no poeti territori
che le sono rimasti, sparsi sul
eni

reazionario che



sivamente una superficie di 2 mi
di Km



ca ecivilizzati> (su 10 milioni €

mezzo!)

Il concetto di «civilizzato »

stato escogitato dall Portogatio
dare una parvenza di buon-
governo, ma non è che un truo-
co: infatti ecivilizzato > è colui
È cattolico e alfabeta. (le
cattoli-





S

le scuole sono poel



FAngola
zumbico,
ciso





Così la mag-
della Pobpiazione non ha



gallo non è più un paese eolo- © ii mercato mi
nialista! dotti metropolitani, La lotta ini-
Le tre colonie hanno comples- ziata în questi giorni dai patrioti





La conferenza di Tananarive, ovvero:
“Tutti i congolesi sono qui rappresentati









48



[POPOLI NUOVI |
E NEO - COLERIAZIORO

angolani nelle ni del Nord ma dellercica lotta del popclo Dobbiamo zionrdare ce nell'A0B
fion sarà breve né facile: ma la algerino per la sua liberazione, | coloni dopo
loro causa è giusta, e riuseiran- _jl nostro giornale ha già parlato #lcuni ai sono

<a È zioni di ragionevolezza. evidente»







zionale; di attività estate
imitate, imbosta. dal neoco:
travaglio. uno dei più











e pon è 1 caso di tratta: _ MON di ragtotorolea tene n
tino. arie questo meno valida lella Nigeria,
da quest gior: uesto non si può dire invece indipendente (nel quadro del



ad un accor- o



sl affimerie e azionisti | del 1080, Su
te fori Diparti- dò, che noi auspichiamo prossi- nejje' miniere) soli Federazione fina 3h
Hethi della Hopibblica Francese! mi De I pa

Gli interessi
belgi e inglesi

Parlundo degli interessi ingle- gno, rame
si in Afrie © variamente l'importanza
articolati, non si può dimenticare che. dell'atte;
îl Congo, dove il capitale in Pe







sgiungere che il.3
perriaie. ei incl icopitto ci
foreste.

nà .la Ma il governo di Legos, invecé
Soluzione, € pone in forse la re: ‘di ‘atfroniare © risolvere questi
senza futura dei bianchi mede fo com'è da, fede]
simi in quelle regioni: cosa sem-

plice, n non è

Dita dal ice

lenski, che



ciò si comprende
di ‘queste. terre,
amento dela fu:















ingl
Se ne sta beato del potere. nell
capitale, senza neppure aver mos:

di uno dei



ci di paesi gi separazione Da yroblemi del

la Francia, {heid, spal ito “dalla Repub- mie
fio, l'Inghilterra, sono. pre eni IU sa suli A parte la costa, le regioni del
dappertutto i capi on ate cei 1 Nord, soho di fatto
Fram RE RAR gie hO Spice slegate dal potere centrale, e là

cere, nonostante la pena sia già preziose al ferro, dal rame all'a- mperversano i signori, feu
scontata: ma M°boya in questi mianto, dallo zinco all'oro, è te- ‘Quelle terre, gli emiri, che [ann
ciò che vogliono della vita e dei

comi



‘are la situazione, ma questo It

plicherebbe, appunto. quella. poi

tico anticoloniatistica che La-

gos non vuol fare: per ora,

chè non È detto che il’ popo

non lo costringa ben presto d

farla.

La Maggior arie del movi?
pei non sì è

è Hill
a



8





ismo. i
Gianfranco Dellacasà

BIBLIOGRAFIA





et
aperta è può. avere natia svi:
luppi
1 "teri afticani direttamen
Li

Calendario Atlante' De Agostini
- 1961 (per le informazioni geo







‘anni si è legato strettamente al- nuto chto ‘aéle grandi possibi: vA'HI della Conferenza Afroasia

la CISL. internazionale © alle sor lità agricole,del paese, specie del . +. tica, del, Qairo (dicembre 1957
cietà angioamericane che hannò Niassa, la FAC ha delle ottime —1‘g@nnaio 1958)

in mano l'economia del paese, Drospellive di sviluppo: anzi a- —Intervento del delegato Suda
promette vene come futuro col: Srebbe, perchè ll neocoloniai esiinezinioi

laborator





Imtervento \del delegato Egk
PR
s Atti dela Conferenza Africana
La ta ina di Acéra (aprile, 1958):
o]

goiamo present {Sio im. Pesi partecipa.

Trodighin: Nazionalismo nella
ORA ille
Ancora più dele 1 mosimen: fulsio Spano - Risorgimento atricana.
16 nazionale dell'Uganda | dove i endifrebpe ‘già. la situazione. e 3 n
Ica nate (ini fe Gabrieli “ll Risorgimento ard
ani, e l divisioni tribali, ancor più che generi 1
sono diamanti, ae Sta- negli altri due paesi dell’AOB. Rropicati: di assenza di un'indu- Kermoal - Africa aperta.



aiomo "PIÙ isterico.

piano su tale strada, anche se
il Movimento nazionale del Tan:
ganika non è forte come
Kenya.







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il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE E CULTURA

ANNO II - N. 4 - 80 MAGGIO 1961

xu



DELL’UNIONE GOLIARDICA ITALIANA

12 pagine -



L'U.6.6. RICONOSCIUTA DALL'U.6.I.



po tun acceso, dramm:



coi
lonne di Ca

Italiana, tenutosi in. quella



so portato dal delegati. peri
Numero degli nti (ol
dem tentinaio) questo

‘esso. ha costituito una

1946 sognavano e che deside-
ravano e che

viva realtà: l'unione delle li
bere Associazioni Goliardi-

che di tutta Italia espressio-
igl



pi

tate direttamente dalla base

all’assise dei Goliardi.
Questa va con le

iscente, Giacinto
di Palermo, che
relazione iniziale
ricordava le vittorie polar:
diche fuori e dentro la Rap-
presentanza Universitaria nei
due anni del suo mandato e
poneva le basi programmati.
che dei prossimi mesi di at-
tività.
uccessivamente aveva i-
dibattito generale
in evidenza la



giosa e pertanto inconsisten-
fe «minoranza» che. svol-

Valore del contributo politi-



geva îl suo discorso sul pia-
no puramente protestatario,
non chiarendo il suo disac-
cordo tesi politiche
maggioritaria se non_in ter-
mini moralistici ‘e personali-
stici.

Questa « minoranza » cor
prendeva peraltro solo IU-
Romana





le Associazioni
Università come Camerino,
Macerata, Urbino, Perugia è

vi a
Goliordia u-
te Lucio Cecchini, e ad
uno dei delegati dell'A.G.U.
Carlo: Angelino.

AI contrario, le tesi della
ranza storica» (So

definizione. data
dal Presidente dellU.N.U.

Gerard:

consigliere di

contributo di nuove idee alla
discussione.

In particolare brillavano
rerioriginelità di impostazio-
ne, serietà di impegno e no-
vità di contenuto gli inter:

enti di Mario Isnenghi di
Padova.. Gianni De Miche-
lis di Venezia, Achille Oc-
chetto di Milano, Giuliano
Spazzali di Milano, Jannuz-
zi di Napoli, Recuperati e
Gandolfi di Torino, Petronio
di Parma,
che i più signifi
PURO toeale. © decisivo del
dibattito, si aveva con la
relazione di Andrea Marghe-
ri di Firenze. Il giovane so:

toscano portava con

vigore

ione al Congresso
contributo di
marxista, puntualizzando la
necessità storica di stretti
legami fra sindacati e mo-
vimento universitario, lega-
mi non postulati aprioristi-
camente, ma. nascenti dalla



sta

lore



comune condizione di «alie-



nazione» dello studente e
del lavoratore. Margheri
giungeva a definire I'U.G.I
sul filo di questo ragiona-

mento «Organismo di massa
facente parte del movimen-
“ano
sione, tratta dall’esame di
una realtà concreta, ma e-
nunciata astrattamente, fi

ceva sorgere in molti l’equi-
voco i teorizzasse la
strutturazione sindacale del
movimento

che contem







She mon, credono nell’alie-
azione come fenomeno isti-

tuzionale permane:
queste posizioni

l'ala. non socialista
schieramento di maggioran-
za, che vedeva le accese pre-

di posizione di Giorgio

tonio Paladini di Venezia, e
sopratutto Claudio Simonel-
li di Pavia, oltre a Mombelli;
la frazione comunista si po-
neva intelligentemente su
posizioni. mediatrici.

Questo equivoco vedeva
la «minoranza» di cui par-
lammo prima, cogliere la
palla al balzo per accusare





o
affiancarsi
all’ala dissidente dalla mag-
gioranza per fare fronte co-

questo modo di

mune, e dimostrando così
chiaramente il valore pura-

mente di potere della sua op-
E
belli-Simonelli-La Malfa re-



chiarendo a
l'adesione di Cecchini
& C. alle proprie tesi met-
teva in evidenza il fatto in-
egabile che sulla piatta:

ig
allargata fino alla unanimi-

studentesco, e. mi:
amente si



Inoltre Mombelli in par-
giustificava la pro-
pria presa di posizione, oltre
che col discorso di Marghe-
ri, sopratutto con la scarsità
di indicazioni contenuie, a
avviso, nella relazione

di Militello sulla politica
U.RI, politi

ca di cui egli ed i suoi amici
si sentivano particolarmen-

nia










i Miramare di Ri
candidava alla presi
dell’'U.G.I. Fran



ore dizioni peri lim
Dente, scadenza PU.

CI. dov alfrontare Inte



e
potrebbe credere, ma reale
indicazione scaturita dalla
dialettica interna. Ne è pro-
iiamo, l'elezione di

Consiglio di
unitario,



hetto (Mi
vaio
‘Simonelli
, € che sopratutto ve-
SA non «un



Pupllio (Roma),



prio “pel! PA ridres” Margheri
che ese:



a dato esca ai con-
La «minoranza dava so-
an
ui



fando ‘il dibattito sui sette
casi di doppie delegazioni,
uno dei quali come sapete
era quello di Genova, dove

Sogno © pag.








Due parole ai nostri lettori



Poichè rifiutiamo il nome
e le funzioni del circolo cul
turale è chiaro che conce-
piamo la nostra attività ds

cis



ld renne
la nostra società, la
rottura di determinati equi.
librì politici, di certe situa-
zionì sociali, morali e cul
turali che giudichiamo so
passate e dannose, Si tratta
insomma di dare il nostro
contributo, e di sollecitare



L'UGG riconosciuta dall'UGI



seg

‘O da pag. |
l'Unione Goliardica Geno-
Vese si era costituita per

prendere il posto dell'ormai
svirilizzata A.GU.. Così i
principali esponenti di que-
sta corrente (Vittorio Men-
nesini di Perugia, Fabrizio
Cicchetto di
nico. Barillà oltre
a Cecchini) «bbardonazano
ad un certo punto il C







isazione, una manovra
tempo. concertata.
Nonostante le infondate
accuse di costoro, di setta-
rismo e di unilaterlità 1a
olveva i c:
equanime,





maggioranza
ìn maniera

ac-
creditando fra l’altro i Go-

liardi Autonomi di Roma,
e. quel che a noi più interes:
sa, l'Unione Goliardica Ge-
novese.

In tal modo si è cone
a Venezia, nell'umido locale
della Giudecca, la vicenda
asi a Genova con la
decisa presa di posizione del
16 dicembre 1960 all’Assem-
blea dell'A.G.U. Dopo mesi
di









finalmente
quel posto che le spetta di
sola rappresentante a Geno-
va delle migliori tradizioni
dell’U.G.I. Essa si conferma
a dispetto di tutti i censori.
associazione autonoma ed
unitaria della sinistra goliar-
dica genovese, espressione
indipendente delle migliori





sca del nostro Ai
Ernesto Avegno



carni





quello di tutti i giovani, per
la costruzione di una nuova
civiltà.
Ciò posto, ne deriva l'im-
pegno "di lavorare seriomen.
le ed efficacemente. Non ci
possiamo permettere le inu-
tili verbosità e le azioni su-
perficiali: piuttosto, dobbia-
mo continuamente aumen-
lare la nostra preparazione,
chiarire gli scopi da ra
giungere, ricercarne î mezzi
più efficaci. Sopratutto dob-
biamo evitare le dispersioni
di forze, il siavoro spezsei-
tato e discon
resto Da ci sem-
ci fn
Gulefono ira i. giovand: en:
denze centrifughe, che in-
tralciano qualsiasi loro coe-
rente azione sul piano poli-
tico, sociale e culturale. E”
necessario prenderne atto
con. sincerità: comprende
remo così come le iniziative
giovanili, anche di sinistra,
siano Troppe volte superfi-
ciali, prive di incisività, di
iarezza e perciò, quando
nonyfalliscono in breve tem.
po manchino peraltro di el:
‘acia. Non solo cissono gio
amo; 0 none si



mu esigen- —

za di a si n sa o
eratico, mel qua-
tnquismo: dre della
nostra società 0 corrotti dai
suoi allettamenti: ma anche
tra coloro che si credono più
sensibili esiste molta confu-
sione. Si confonde l'esigenza
di un mutamento radicale
nelle strutture polifiche, sn-
ciali © morali della nostra
società, con gli esibizioni-
smi, gli CARRI pseu-
do ivoluzi zioni logmati-
“Tiformioni,

le tattiche e
spicciolo.
Più che altro non si com-
prende l'importanza dell'o
pera da intraprendere, che
cosa significhi
e Lagoon: da Mot
giovani che sì sentono im-
pegnati danno l'impressione
di recitare una parie che
non sentono, tanto è assur-







do il loro comportamento.
Abbiamo così i «t
cosidetti «puri»,
nelle toro formule, che am
no le discussioni intellettua-
li, dicono di rifiutare ogni
cedimento ideologico, ogni
compromesso, della qual co-
12 accuso olengeri gliol
tri, ma sopratutto non lavo-
rano mai. Questi giovani g0-
no un vero danno per le ini-
ziative di una ceria serietà;
prima ne sembrano i
accesi fautori, poi,
gli all donno lavo alla
cosa, trovai pre il mo
o di assumere Uh abtegpia
mento «intransigente » © di
riftutari

Un caso meno grave ma
più jrequente, è quello dei
giovani che non hanno una
seria Prpcnione nè Ea



ti molto sicuri. Essi si ac-
contentano. di discussioni
iù 0 meno rivoluzionarie,

di progetti sempre futuri, e

partecipano volentieri alle

iniziative culturali. Tra co-

storo possiamo considerare

anche i cosidetti « duri », dai

modi apparente decisi
e la



Tutti.
questi? giavani° spariscono
Ta

un vente
Lo stato di cose conside-

rato "e aa

con ancora
TL decisione, al lavoro:
abbinare la penetra-
zione in nuovi gruppi di gio-
vani, ad una azione ancora
più tenace di miglioramen-
to nostro e dì coloro che via,
via, collaborerunno con noi.
Un altro Lu ema. impor
al fine di
rendere 'ficace la nostra at-
tività, è quello della concen-
trazione delle forze giovani-
ti Non si più = are
le
nelle quali gruppi di gi dior







Tea

S

Ca er
dai
cietà che lì circonda, seono-



IL QUARANTACINGUE
Mensile
di informazione © cultura

universitario

Jo ed Amministrazione:
n. 17 - Genova,



Autorizz. Trib. di Gonova n. 487
in dota 30-1-1960.

Responsobile: Gianni Belico



| CONTO CORRENTE POSTALE
5



IRRSAT









Coop. Polia. A.G. - Genova - Tel. 503.320



seiuti gli uni de altri. Si fà
enti
‘c'è do sup.

gruppetti di menti sveglie
ed inconcludenti,

Bisogna superare È vecchi
schemi, î preconcetti, le in-
frastrulture che impe









l'a Torino: occorre appro-
fondiria € portaria a comoi-
mento. Dobbiamo suscitare
un deciso movimento gio-
vanile che s'imponga per se-
rietà, preparazione, geniali-
tà e costanza. Potremmo an-
che fallire l'impresa, ma
dobbiamo tentarla, perchè
in ogni caso essa segnerà un
deciso passo avanti per la
lolta democratica nel nostro
Paese.

Questa estate
mo dunque un





impostere-
nuovo lavo-
bbiamo già parlato
Vella sultime riunioni di e
dazione, e, la ter-
CU
remo alla sua realizzuzio-
ne. Invitiamo tutti coloro
che desiderassero collàbora-
re con noi a segnalarci il ‘o-
ro nominativo ed indirizzo.
LA REDAZIONE





FABIO



LIBRI

E DISPENSE NUOVE E USATE





Carso Gastaldi 39-1 (portone dopo il tabaccaio) - Telef. 360.763











[ra SOCIETÀ ]
Cuba: rivoluzione e controrivoluzione

Per ben comprendere la nalu- Compagnie dei telefoni dell'e ti commorelgli con Cuba, Sì pub “mezzi da sbarco © di qeet: tut-
le Bui l da




























la portata dell'aggressione | tricità ed infine l Ino veramente dire che questi paesi to questo, con le loro finanze
Si cele

în questi wtimi giorni, case, seuole, ospedali, intensifca —Già da tempo gli Stati Uniti tessero procurare, mentre pote
tuno rifarsi un po’ indietr la cultura dei cereali’ per ovvia- accusavano Fidel Castro di co- vano farlo benissimo i monopoli

tempo: esattamente sino al gen- re il fabbisogno nazionale e per munismo e questo fu un nuovo
nalo ‘59 quando Fidel sfruttare tutte le risorse della motivo, quasi una conferma dei





prese il polere con la rivoluzio- terra ed eliminare gli inconve- loro sospelti, e ne approfittaro- lam
ne. nenti della | monocdltura (ic no por cereuro di scredilare Cu- cho” partì” quella che si. volle
Fin (allora, falla eccezione per chero) fio ad allora pratlcalu. ba presso pli allei paosi dell'A- chiamare. conirorivoluzione, ma
sta e per altri Si ultuarono cioè quelle cose meriea Lulina, pef*T quali teme- _ che in effetti non fu ultro
Jato senza delle quali non avrebbe a- vano che l'esempi



on di misantropica Intran- vato senso
la rivoluzione fidelista voluzione. Ma i,
osteggiata nè all'inter- sto il regie di Fidel Castro ot- la rivoluzione continuava ala
stero: c'erano i favo. poggio incon
i © degli oper
vio una forte re:
na du parte di quel gruppi, | soprattutto p
agrari e capitalisti, che furi





inte Tutto «made



fapporti diplomatici con lui
tipico infatti della police stat



diciamo, le vifime di queste ri- | ti Urgeva cormai stroncare in in USA> tuto sotto la tutela. Il
jo la rivoluzione. Bi- consiglio e l'appoggio del g

prima con il nuovo governo Cu- Cuba prima no di W sstingion.



attendevano che Fidel
iaia tacere pei



Street, bisognava eliminarlo, era | stro di F. Castro e
cià tardi e non si poteva perde- lu rivoluzione, assunse



te altro tempo do autoproclamandosi
uesto fu il problema più dit. governo provy
Questo fu il problema più dit- fOverno. provYisor







ta terra sespropria i grandi pro del monopoli americani. I Cube. | sislano ancora, simili dubbi. di
dove rò che, questo era Impossibile 'ampante | dimostrazi
terra ai contadini e creando dol: | smerelare "1 La perchè essi numericamente insuf- Uontà del regime rivoluzionario
le cooperative. Poi Je varie na-Repubblien Popolare Joi ficlenti, privi di mezzi ed impre Cubano. Non ci sono dubbi or-
zionalizzazioni e confische: îì pe TURSS, la Polonia, l'Ungheria € parati, avevano bisogno di armi, mai. Continuino a pgracchiare in
tralio, le raffinerie della Shell, èe la Jugoslavia allacciarono rappor- di addestramento militare, di USA contro il com

girontre, La soluzione migliore — perenpe oto come. Iberatre
C'E ttcredooe=si tt
uma serie di riforme che sconvol- z do posto ici oro», Li pi i ut cotani E vartita di DE 4 Den la pe
mitando la proprietà privata del do, grave ore scopo di dial: qualora e- ita 7 DO DE dara Te



etari terrieri concedendo la ni trovarono





0 — e quasi a voler dar loro
colmo di bella,

contro chi voleva privarli di que



lì d'una libertà di chissà quale
genere?

Questi stessi Stai Uniti che ap:
polsiano «le Lasciste
del Nicar: i
Guitemala, volevano ripristinare



democrazia e la Jibertà a Cu-
ba. Ma se con questa azione sì
sono seontrati con fuzto il popo
io cubaro,: questo non significa
forse che le democrazia
ela li " non



Ala ora che il primo tentativo è
fallito, Ù,
al Fende per loro abbattere 1a tic
Voluzione.



Cuba finora ha vinto ed è un
io




ire a questa iniziati
Questo si potrei
1). dioeco

)
10» economico totale, 3)
un'allra controrivoluzione meglio
Organizzata 3.
Scartando la terza che
be senz'altro un'aguressione, le
altre due possibilità. mi



si
eliminare Cuba,
può eliminare affatto

1 legami commerciali che Cuba
aveva stretto con alcuni. paesi
soelalisti neutralisti si sono raf-



forati ed intensificati ed hanno

prodotto solidi legami politici.
L'UNSS ha promesso a Guba il

suo aiuto economico

per quali





inoltre





por:
non è effatlo. Silermiiemo. fagli:
stificato.
Posto ai fronte u qusti Inter:
rogalivi, che com rispondora il
lovane Kennedy?

In USA, intanto, ricominciano
le esercilizioni di allarme ato-





Wa



di

Il cosiddetto Piano Decen-
nale della Scuola fu presen-
tato al Senato della Repui
blica nel Settembre del 1958

dal I° Governo Presieduto
dall'On, Fanfani. La presen-
tazione avvenne in un dli-

ER
glio, le agenzie, i giornali
governativi e la RAI TV fi
fono mobilitati per annun-
ciare e ripelere fino alla noia
che finalmente l'Italia dispo-
neva di uno strumento di
progresso quale mai prima
ora
di ideare e proporri

A
amici, giunsero a dire che





riforma avrebbi
la faccia dell’Italia» e che
tutti i cittadini avrebbero Di
ui ia

{= BI agglufideva die
{Op seri n
fragate dallo, stanziamento
vpi pe

il G
non senza abilità, a fare ©
splodere la bomba della pro-
paganda attorno ai problemi
della scuola, Era-la prima
volta infatti che si parlava
Gi nianificare per dieci ari
chi non era addentro
dle aci GARAIINE
della politica questo fatto e
mille e più miliardi fecero

un certo effetto

Che cosa rimane di tutto
ciò a distanza di due anni?
Vediamo ora un po' d
vicino come è articolato il
Piano.

Passati i giorni della festa
del lancio il Piano, dietro Je
critiche provenienti dai set-
tori di sinistra, si rivelò per
quel che era ed è: una pre-
visione di spesa senza una
sicura copertura finanziaria,
1 fondi dovrebbero essere
urati dal «naturale in-
ue delle entrate,» for

mula qua
Pi
te che la suaccennata ipotesi
nen va
prima incongruenza si ri-
scontra laddove si unificano
gli stanziamenti per gli im-
pianti fissi (edilizia) e quelli
per attrezzature, organici ©
borse di studio, le cui ii
economiche sono ben divi











SILVANO BOZZO





i primi richiedono un im-
a finanziario per la edi-

licazion 10 calcolabili



cuzione; i secondi
ziamenti destinati ad aumen-

i na-
{ura è diversa e pertanto non
si vede come possano «fun-
zionare » regolate da un uni-
co_provvedimi

Per quanto concerne il re-
perimento dei fondi per la
edilizia il Pinno autorizza la
Cassa Depositi e Prestiti n
concedere ai i mutui
pri trentacinquennali



‘on que-
sto sistema i piccoli Comuni
continueranno a trovarsi in
gravi difficoltà per la assun-
zione da mutui e il costo
delle opere risulterà molto
oneroso. È stato calcolato da
più parti che aggiungendo al
pagamento degli interessi Je
maggiori spese, derivanti dal
costo dei paid, Pfgirantcai
‘toa U

pura A 60000 000








0.000.000
Che tale sistema. di Mi Finan.

ziamento sia fra i più anti-
sun è dal Mbroscia-
to anche da coloro che hanno
ideato il Piano senza peral-
tro accettare di modifi
Va aggiunto subito però ca

ià in sede



scuole materne che, comé è
noto, sono per 180 % gestite
© dirette da enti religiosi.
Per tale tipo di scuole è pre-
visto un contributo diretto
dello Stato pari al 50 % del
costo delle opere. Ovvero lo
Stato concede ai privati ciò
che nega agli enti pubblici.
‘Anche per quanto riguar-
da gli stanziamenti per la
istituzione, di borse di stu-
Piano pur preveden-
Va
to lascia insoluto il fonda-
mentale problema della to-
tale gratuiticità dell’insegna-
mento e quindi dell'accesso
agli studi di tutti i capaci e
i meritevol
Pero Sesia
piano, infatti, prevede che
dall'attuale percentuale di 1
su 100 assistiti si passi a
quella di 1 su 15. Il passo
può sembrare lungo rispet-



IL PIANO

to alla situazione preceden-
te, ma assolutamente insuffi-
ciente per offrire a tutti gli

«temi

pubblica vantaggio di

quella privata, è sato porta:
alla

della Ca

In quella sede i Commis-
ri democristiani, con il be-
neplacito dei liberali © dei

lemocratici, sono riu-
iti adetenere ie borse d
studio anche agli istituti
privati.

Se consideriamo che le
borse vengono assegnate in
base ai voti
scendo, la

uole confessionali, saremo
facili profeti prevedendo che
migliori» risulteranno
tutti, o quasi, gli allievi delle
scuole private.

Il piano prevede poi, uno
scarso aumento degli orga-
nici : 19.000 nuovi insegnan-
ti elementa: 00. profes-
soi secondari) 10.000. inse:
‘nanti per Je Scuole profe:
sionali, 900
‘prote:











condo le previsi dello
SVIMEZ tra quindici anni
ii fabbisogno di insegnanti
sarà molto superiore : oltre
60.000 per: le scuole elemene

ma el

gittimo chiedersi se non sia-
no addirittura aleatori. Il go-
verno non ha ancora chiari-
to quale sarà Ja dinamica

giungersi quelli del piano.
Vel decennio che va dal

1949 al 1959 si è avuto un

incremento medio © annuo

del bilancio della pubblica
Istruzione di 100 miliardi, i
quali

per

sono stati impiegati
conservare le strutture



stanziamenti di bilancio su-
pererebbero le cifre del pia-

A conforto di questa os-
servazione vengono i calcoti
fatti da studiosi di problemi
scolastici, î quali hanno ipo-
tizzato che senza îl piano al-





DECENNALE della SCUOLA






la fine del decei
tuale tendenza di



ineremen-

to, il bilancio della P.L si
aggirerebbe sui 2200 mi-
liardi di lîre.

D'altra parte, ancora, se-

condo calcoli di esponenti
e

il Piano, anche so-
lo come «previsione di spe-
sa per la sviluppo della
scuola », esiste o non esiste ?
1 1386 miliardi del Piano so-



«normali »
(100 miliardi all'anno) de!
bilancio della P.I? A questa
domanda il feto si è fe
nora rifiutato di rispondere
chiaramente.







Il Piano si presta inoltre
ad un'altra critica di fondo.
Come si può prevedere una
spesa senza sapere a quali
fini? Più chiaramente: co-
me è possibile disancorare i
finanziamenti” dalla gtifor:

Non è pensabile! ciepà-
Te acostoeninii i dotach
inti senza

parsi di rendere i
possibile

rene
to il



dai



bu
almeno a pali
no. Quindi non solo dî a
© attrezzature si tratta, m
di ideali, indirizzi educativi,
vita democratica. Questa
parte che è la più importan-
ici piano la eltde-o meglio,
la esclude.

ui formano ancor più
chiari gli intendimenti con-
servatori e antidemocratici
degli ideatori e propugnatori

&:



n
che l° ‘ultimo, attacco, in ordi-
ne di tempo, alla scuola pub-
blica è stato portato dall’o-
norevole Franceschini e da



presentazione di
igeralo emendamento che
propone di pi

dello stato RO % delle spese
che le scuole private sosten-
gono durante l’anno scolasti-
co. Se questo emendamento
fosse accettato lo Stato do-
vrebbe versare ogni anno a-
gli istituti privati «paritari»
na somma vicina ai 50 mi-
liardi. Oltre a ciò è chiaro
che uuna volta affermato il
principio del finanziamento
diretto nessuno sarebbe m
grado di prevederne la futu-
ra entità dato il moltiplicar-









si delle scuole private
di Commissione
a





ita
Roio
ma l'onorevole Franceschini
si è riservato di ripresentar-
lo in aula; grava
pertanto la minaccia della
affermazione del principio del
finanziamento diretto della
scuola privata con fondi
pubblici, e per sventarla oc:

rrerà l'impegno e la pro
SO
cratici

Da queste annotazioni si
possono trarre alcune. con-
sioni. Îl piano non è uno
strumento per una organica
riforma del sistema educa-
tivo nazionale, ma sempli-
cemente una previsione di
spese per conso le a
vecchie strutture del-
inoltre si propone

per così

la violazione della Carta Co-
stituzionale facendo contem-
legge» il finan-
ento alla scuola privata
inobarba allo articolo 29 del:













Scuole, ma Mr ONERT
PER LO STA
In altre parole il piano

tende a moderare la conser-

nopolistiche, nel loro eselu-
sivo interesse di classe. A ciò
va aggiunto che il Piano as-
seconda il disegno della
Chiesa Cattolica di assurge-
re a guida ideale dell’at-
tuale tipo di Società tentan-
do perciò di conseguire una
sorta di primato nel cam-
pe dell'istruzione,



Non c'è bisogno di dire a
questo punto che ogni de-
mocratico non può che op-
porsi al Piano così com'è
a

fiato nel



bilancio della
P.L e siano discusse e appro-
tate Ie leggi. di riforma
(Scuola media
ra del icel:e degli Istituti
tec ione dei Di-
Slomali (Cold ella Daoo









, riforma delle scuole
Magistrali, finanziamenti e
approntamento di una legge
organica per l'Università)
Per questa piattaforma
democratica e rinnovatrice
l’ADESSPI si è battuta e-
‘egiamente ed ha ottenuto
che i partiti comunista, so-
cialista e radicale si impe-
gnassero a fondo nel Par
mento e nel Paesè; anche i
repubblicani. con ale
lezze, hanno aderito alia
azione dell'ADESSPI. I libe:
lî hanno condiviso e co
dividono certi punti
nostro parere sono
condizionati dall'attuale for-
mula governativa; i
democratici,
perifericamente in
occasione levato la
fesa e per lo
scuola pub-
associazioni della
role, sia pure con sfuma-
ture diverse, si sono opposte
decisamente al Piano e ne è























ossa dal
PUR, dull'UNAU e darne

ISTAT ein fe Li gra {BI fog

Posizioni critiche hanno as-
sunto anche i sindacati dell:









scuola Media ed Elementare.

Vi sono quindi possibilità
concrete per ravvivare la
battaglia e conseguire dei
successi.





Quanto prima il Piano an-
drà in discussione alla Ca-
mera e in quella sede i par-







taglia
parte del
lag



il Paese si intensifichi



zione per far giungere al
governo il senso preciso del-
0] agl ni
le ri-

lifica.



nno svolgere un ruolo
vanguardia come in al-
Secasionii Hanno! dimes
ato di saper svolgere.
mo Che l'intervento
attivo di tutti 1 democratici
@ in primo luogo degli stu-
denti, potrebbe essere deter-
minante per i fini che ci cla.







Il Piano Decennale per una scuola moderna







LA SITUAZIONE FRANCESE

11 recente tentati di colpo, di suorro coloniali e giovani di leva - un'arma clio a seconda delle cir: _ disproxio verso la verità. Il culto
abituati all'inerociarsi delle pro- costanze può essere invincibile 0

pagando più diverse, abbandonati | debolissima: le masse popolari, Da-
id un deatino incompresi di vanti alla minacela di un colpo di
sacrificio ‘scott i











che avrebbe tentato di sterilizzare
it ica del popolo, di
Sao DARI sini eni

mente diminulre insleme

prio salario reale e la buto dell'anti:Storia, del sogni folli
one sind della mistica vazio mas
intellettuale, la grande saerificala sa ha capito, giunto 11



Momento. 61.1 fronte, di serrare

ci,
Non sono certo | giovani delle

niversità o gli operai della

Sio ii a

aule universitarie, come rengir



vano nulla

selenzi

loco. pere!
stretto a implorare
mosso: € Francais aid



oratico e popolare, nelle lotte, ur
del Fronte popolare e della
stenza. nel icordo amaro della
guerra di Spagna e della vergo:
na di Vichy













A questo punto vien però da
Gi mediatomente delle forze organte: | chiedersi: ‘como È possible. che
iiniciato un pericoloso biaccio di _ zate e numerose una Nazione con delle avanenare
ferro alla lunza Siuxante per uNa. Ma le masse si sono mosso, si _ fe così avanzate. ricche di espe
Srancia staneg,\dal rifai 101t: sono yInossg «pre CUNtO,. DEOprlo, ) Menza ali coscionza polti ela
Rbituzia ‘ormal’ a am ene) supertase fotto 0’ petmegso) / (avagliata (da Amnii da crise oli
dare i propri. della refeolare de .Poline»..0 tiche. e. istitutzionali che lasciano
no zione del governo. orea- aperto Ml varco al pericolo. delle
x , “mo clero I le mi: _ preci avventure? Guest è. 1
7 hanno dato torto al lioni di persone, presidiando le domanda che bi i oggi
mio istintivo pessimismo ma cre fabbriche nazionalizzate, Improv- al'ai Id dell'euforta per Ta satverza
do che avrei torto ugualmente se visando comizi: questo’ elemento elle istituzioni. Repubblicane dale
oEzI i iui i coro della Mag. Da contributo a dave ut mo dî la @minacea even Notsano
respiro alle autorità. che nella | può disconoseera Infati, per qua
prima fase del colpo di Stato fa ammirazione e riconoscenza. tb
tentoni. _ bia per De Gaulie © per i dirigenti
Linltro fattore decisivo è stato Il della V_ Repubblica, che nei. tre
coraggioso comportamento della. non del nuovo Resime ll proble
ndissima massa del soldati dî ma algerino ro ancora
ola arte del'ESsrtto | risolto a rvancia è stata dia
meno pollticzzata e faaiosa. più | niata da complotti. tivolte, sets
legnta ‘al sentimenti, reali © mile sioni profonde
tradizioni più vere e. profonde” rio letto recentemente un diver
della Nazione: questo fatto deter. O IO oteva che a
di una scontita sui ol








i è quindi continuità tra
gimo gollista e la quarta re
blica: è la veechta commedi
gli equivoci, delle divisioni

4) ron scosse oe
Îi Mlgtannte feno che sio maia Stio "Teri

Mec fn ezine vie _ Tnt sai cenone MA,
gite Toto dl pa ito i attore ta mora To e Podi do Tonio asa





non commettere pertcolese imprime prima confutazione
lenze, sto argomento era dedi.
i atti semo mertieri om cato vu ne DID profondi

‘pubbl



io



là cen
venimenti, 1 errato credere che
il 19: maggio 1958 abbia.
sentato In Fi
radieaio svolta:



comuni del due regimi: Il distac- tato, In cui

— dI masse, Îl stessa lingua strana e cabalisti-



tutti. parlavano 1a



to, dissanguato n

25 aprile

alla Casa dello Studente

Allorchè sei mesi or si



è, 0 dovrebbe essere, molivo prim-

cipale.

Ove mi illudevo di scoprire una
«fucina> di idee nuove, un co-
raggioso spirito di intraprenden-
za © di anticonformismo, purtrop-
no non tardavo a rinvenire l'op-
posto: un deprimente qualunqui-



ca, Îl linguaggio degli uomini po-

titiei
nè fanta

Le responsabilità, maggiori. di
questo eronico Immobilismo van-

geni, senza. nè coraggio,

no a mio parere. principalmente
alt uomini politici, radicata
isti del. ti Y Mollet, che per

Ta. paura ice



DIÙ al ricatti e pe
rentori della destra moderata ed
si sono lasciati sospin-

in'una strada senzavia di
scia, 1 trad, del i
è dello lo

ivo delle "Teftutioni re



pubblicano. all'interno
lettorale del Fron-
te Repubblicano ottenuta con u

e yieend







la crateri
ridinamenti costituzio.



mollare, qualsiasi prezzo debba c
stase. >.
raccordo, L'importante è
RT nn
in Europa questo il vero compito
della nostra generazione.

GUIDO LEVI



un'acquiescenza | diffusa,

un'abulica. accettazione di. tutto
ciò che scende, 0 sembra scen
dere dall'alto, im poche parole
una mentalità. neltamente antiso-
ciale, che è la. tipica maschera
in egoismo più 0 meno lar
talo golfo vlete espressioni qua.
tunquistie]
Da ‘tondo risiedi alla Cara
sono — rimasti
siotondamente “otpio dal Sion





* È
retaggio ideale che i caduti della

natura, bensì è una faticosa, în-

Resistenza ci hanno lasciati cessanle conquista di ogni giorno.
Vo; imentichi che di fasci: © La slast, 6 peggio la comgorva:
‘mo, tipica espressione dell'anti- zione è NON-VITA : ogni colpo
guiura (come Tha Jelicomente | arresto, ogni ripensamento ci ld
definito il sen. Caleffi nella, sua
prolusione al Carlo Felice) non ga
Di ariani all
Umila ai; pochi nostalgici del M:1y alta libertà ed alle Istituzio»
Sh feno multa morlo: È ni democratiche, ma anche colui
recenti fatti di Algeri ne 30N0 W= Che.si scarica di quel peso gh
voso, e di quel presupposto fndi-
pensabile della dignità umana
ghe la° RESPONSABILITA? 1N-
DIVIDU
PIERO DELMONTE
Medicina - Lo Anno





Kafka

cipato in

Cresciuto alla confuenza di alcun



modo. Io sono












culture: (ceca, tedesca. ed ebrea), ‘una fine o un principio ». Questa
quella ceca ‘esercitò su Kafka è dunque l'nterpretazione della
un'infiuenza decisiva, del sua testimonianza, Iucida cd an-
sto sugli. altri scrittori. della | xosciosa, di una @NiltA Tn crt
scuola di Praga: (Rilke, Werfel, tgli rigetta, contrariamente u
Fogli Merzia quanto afermano quest cli
acattori, gistintivi di | mistciuzanti ogni Impostazione

fe Icologica © Îosolica che preti
Metals du di annullare to rontà “direi
che dà » dell nega
nazione da orifio fn’ una giuetie
anto litteram, considerando



Je come ipocritu
stificatrice, come una vera
© propria « molamorfosi. morbo-



centi ed
quel mondo onirico che gi










da pg lore SO e e.
svegliare dal torpore i miei col- ia > La sua lotta per il positivo,
segni 0, se mon aUtri, coloro ch (i per la, se ii
ce ;

fo. Siam sac |

BI N Gelato die scale 00
e ov rusetention Ii
one
IAA ro era,
50 che GUOlZiO dpitioiona ala
Iaia ga cesena dal
Sestomente dellonue
Guanto di Fender in orinigio di:

meno formale al «tempio dela
Patria redimila © libera> è stata
delusa.

enso, un gruppo di er-



mamo È toro oppositori)
Rpurano gli unici depositari. del



no € helm-
1

la Tetteratura,
accorda una visione indipenden-
e, «incalcolibito, | sioconda, ‘n
me il Neeco, ritiene «il tono scendentes.
allusivo ed enigmatico » capace di
spezzare l'incanto del simbolo
@ talvolla quello dell’arte ».
«Maestro della lingua, maestro
delle forme semplici» lo giudica
thomas Mann.
Molli di questi giudizi sul
siano ore
© sulle inevitabili concessioni che
egli dovette fare all' loni
smo, imporante nell'ambiente ar-
tisico del suo tempo, sono ale»
n parte giustificat

"I tulla Ingcoltaito è.
ce, la posizione di quegli zeta
{teologi © valgano Max Brod ©
ssowski per tutti, che preten:
Ones to I
nuovo profeta venuto ad annun-
ciare il Regno,

isegno
tanti sinfcatt. > Non manca chi

Questo Intobco one; aloe di
to







senza una controp
i gUaiohe Stati Peline















ha sentito cd espresso,
nella sua “ Commedia», L3olo

è è che mò questa i




lestino spirituale
tore. Kafka stesso, rigettant
vanli leltera queste v
mentazioni, confessa



sole
eni pi
mi la testa contro il m ma
colla senza porie e. senza. fine-
stre >.



r. d'anna









| T POPOLI NUOVI |

Momento africano:

Nell'ultimo numero del
giornale, avevo parlato dei
problemi comuni ai paesi
africani, eccettuati i paesi

mediterranei e il Sudafrica,
e gu quella, base avevo esa:
iato la situazione di

guord dominati Vasi
anche formal.



paesi
colonialisti,
te.

La maggior parte del Con-

è formata di
indipendì
differenziano subito in due
grandi gruppi: quelli che so-





Sulla Liberia, ben poco
cè da dire: questo paese « in-
dipendente » dal 1847, conta
poco in Africa, ed.è carat

o da un jratobilismo
esso infattivhon ha
sica nei
rai di eul'sope



ui
risolto.
tema





finisce negli USA, mentre
della parte coltivabile del
suo territorio (535%), il
39% è lasciato incolto per
volontà dei monopoli ameri-
cani, contrari anche all’au-
mento della cultura di caue-



nonosta:
tradizione di Stat
autonomo.

inte la sua

eine enne
formali

Le Republic della Com-
munauté Fran

caise sono na-
usando dell'articolo 7
Costituzione della

Repubblica, che le-
oltà a tutte le
Ei scegliere la
indipendenza, avendo poi la
possibilità di entrare nella
Communauté: tutte meno







Tul este ex: colonie
francesi hanno di fronte i
problemi di cui dicevamo



‘monoeultura,
nessuna industria di fondo,
tribalismo, corruzione,

irette da una classe di-







rigente politica asservita ai
neocolonialisti ea

‘5 di queste Re
pubbliche; una volta inte le
10 po)

rore, come Ahmadou Ahidjo
nel Cameroun, o presentan-
dosi come rivoluzionari,
me Felix Houphouet Boigny
nella Costa d° Léo-
pold Senghor nel Senegal),
honno imbavagliato l’oppo-
sizione; e si sono presentati
per quello che sono, e cioè

ervi della Fran
sio processo. è stato
oggettivamente favorito dal-
la mancanza, in genere delle
.Colonie francesi, di una for-
te colonizzazione bianca sta-
bile come nelle regioni sog-
gette all'Inghilterra, il che
ha evitato quelle forme esa-
speranti di razzismo, che a-
vrebbero ostacolato di più
manovra neocolonialista

ins questi Paesi,
questo fmodoy di Senggai
o per la Francia !





di "pal
Volta dei cercati, CENE
roun di caucciù e cotone, la
Mauritania di ferro e rame,
‘osta d'Avorio di caffè e
cacao, il Toga di olio di pal
ma e cacao, il Niger di be-
stiame: ovini. e beViMo
zione dei proble-





el-Benin formata dalle Re:
pubbliche della Costa d'A-
orio, Dabor
per. al posto della Federa:
rione del Mali, che compren
olta, Se-
negal è Sudan (l'attuale Ma:
fu mandata a bagno
da Parigi e dai suoi amici
fedeli, quando apparv
he il Leader” del Sudari
Kejta, intendeva
muoversi nella direzione di
Sodipenzonza:
ora
per. meglio. tutelare. Ci
interessi della













vaquardati inoltre dall'Unio-
ne

* doganale fra tuti questi
DE a così nella



La rd TO carat-
terizza le Repubbliche del-
Li ei sEgutoriale Pran-

‘ongo ex
TE Repubblica. Ce
rafricana (riunite nell'UR
AC, Union des IL







paesi indipendenti

de l’Afrique Centrale) e il
Gabon, tutte e quattro le-
gate alla Francia da unione
loganale, e rimaste anche
esse riserve
me

e



a Repubblica cene
trafricana, la E mine-
q





domina per conto
cia la triste figura dell'A-
bate Cattolico Fulbert You-
lou, dittatore del Congo ex
francese. a
La penosa situazione di
soggezione neocolonialistica
caratterizza anche la grande
isola del Madagascar, che ha
assunto ufficialmente il no-
me di Repubblica Malgascia
îi 26 giugno 1960, con
dente quel Philibert Teme
nana che già si era presen-
tato. come Jrivlizionario in
transigente, vrebbe
portato la sua Patria allori









Purtroppo questo non è av-
aa
le elezioni che gli hanno da-
io.la vittoria, ed il Madage=
scar è rimasto sostanzial-
mente un: paese soggetto al
la Franci
pass dle
ziali
nor?





sorse poten
di quest'isola sono e-
asta ricordare che i
4/5 della vaniglia mondiale
vengono di là, che questa è
l'isola delle spezie, che tutte
le culture tropicali, da) caf-
fè al cotone, prosperano fa-
cilmente, che vi sono sulla
costa occidentale circa 6 n

lioni di bovini all
ha una forte potenzialità

dreelettrica (sono in fun-
zione 4 centrali): nonostan-
te tutte queste possibilità
potenziali, cui si aggiungono
giacimenti di graîte, pietre
preziose e uranotorianite
(nello atonzioeì, Meda è
senza industria nazionale,
ha una agricoltura ristretta









nno, che





i prodotti tr e resta
lega ii
Todo delle nitee Sc colo»

I paesi liberi

Essi sono profondamente
diversi fra loro, con struttu-
re economiche € regimi po-
litici a volte opposti: Ja Re-

pubblica Sudafricana, l'Im-



malia, per intender-
esi dell’Africa Oc-
cidentae (Guinea, Ghana,

Îa Repubblica Sudafrica
na uscita dal Commonwealth
pur di non recedere dalla
politica di segregazione taz
Fee Gresdiai Siosata
indipendente più reazionario

ntidemocratico del Conti:



nai
niere ingenti dei minerali
più svariati, dai diamanti al
ferro, una agricoltura non
mo estesa come territorio
coltivato (10 milioni di etta-
ri su Le milioni), ma mo-
dernissi Soprattutto
una india nazionale a
vanzati





Questo ultimo atto è mol-
to importante,
#10 è Tui
ad dvere una moderna strui
tura industriale (con stabili=





mici,
automobilisti i),
ga circa 1 milione ci operai
(su una popolazione di
milioni e mezzi di abitanti!)
Tutto farebbe supporre ben
altro che il regime sudaft
a esso si spiega se si
Hone presente che i blanc
ssi le miniere, le
rins» (aziende agricole)
e le fabbriche, e i neg
nc l'immensa maggioranza
dei lavoratori (e della popo:
lazione totale), a cui i
GR
riconoscere alcun diritto.
E' noto che su 249 fra Si
natori e Deputati, i negri
(che sono 11 milioni su 14
e mezzo!) eleggono solo 8
rappresentanti, ‘che. devono
e bianchi, e magari razo
zisti! La lotta
combina qui col enna
to le, inasprendo i
contrasti ed esasperandoli,
non saranno certo Verwoerd
e Swart, col Joro razzismo i-
sterico, a
Lo. Me di que-
sto Paese, in linea con quel-
la interna, è razzista e anti.
progressista oltre ogni dire.
Un altro Paese reaziona-
rio all’interno, ma anticolo-
nialista in politica estera
(anche per amare esperien-
ze dirette), è l'Etiopia, che





























er

ai problemi africani di cui
dicevamo, aggiunge una
struttura economica, sociale
e politica di tipo feudale: la



Questo grande Paese è fa-

dalla sorte, avendo
climatiche differenti
(tropicali, temperate sugli
altipiani, e fredde sulle am-
be), ciò che permette tutti i
tipi di culture agricole e l'al-
levamento, dal caffè e dalle
frumento e al



ste zone incolte (solo il 10%
del è coltivato!),
una estensione enorme dei
17,2% della super-

a di



pascoli. (47,2 %
ficie totale!), la manca
iii
tratezza generale del Paese,
che pure potrebbe avere un
grande sviluppo.
Nuovi Togli
«vivi» del
Continente sono altri, ov)
mente, sono quelli Arabi, €
quelli Occidentali.
Per







biamo ricordare {è dutintli
naturalmente). ciò
che avvenne in Europa nel-
la prima metà del secolo
de quando la Borghesia
otere politico ap-

Tinta sulle. masse, po-
polari; _all'ine della
vittoria, però, I contrasti tra
borghesi e lavoratori esplo-
sero in tutta la loro forza, e
la nuova Casse dominante
instaurò
«Immortali principi Di ti»
avevano solo

Questo è per all'in
circa nei nai Ab Oc-
cidentali, spetto
Fossa galla dotta met nine
dipendenza era
te collegato all'aspetto. "Na
zionale, ma dove



intendiamo, ma piuttosto di
gruppi mercantili ed intel
lettuali, si è
neando una Società più o-
mogenea che ritiene neces-
rai oa

ja di Riforma Agraria e di







Industrializzazione (Guinea,
fali, Ghan:

Tutti questi Stati hanno

nialistica, condizione prima
per non ricadere sotto il
Dominio straniero
Nei Paesi Arabi, una vol-
ta risolto il problema Nazio-
zible, la borghesia Si è adi
ta portando, lentamente o
velocemente a seconda del
minore o maggiore grado di
u posizioni di po-
ina con
la restrizione ed a volte la
eliminazione dell'attività dei
Partiti dei lavoratori e dei





loro sindacati, con la com-
pressione del salari ‘e del
consumi per favorire gli în-

vestimenti industriali (paga-
ti così coi sacrifici dei Javo-
ratori), con la Riforma A-
graria ' condotta lentamente

© lasciata irrealizzata (come
‘SGEHEAE, a. 01 A0p0 UO
tà): anche qui spesso ui
mo una borghesia che ha o-
perato un compromesso con
gli agrari e la Chiesa Mu-
sulmana (come in Marocco
0 in Egitto), ponendo così
un grave ostacolo alla radi-
cale soluzione dei problemi
razionali.



obi vindi quit mimi lin ae o
(unito con la Siria e lo-Ye-

men nella Repubblica Ara-
ba Unita), dove
impianti meccanici, si
ed. elettrotecnici,





reso sempre più forte la pro-

testa operaia, e da qui
rovvedimenti antidemocra
tici che caratterizzano il re-
gime, come del resto avvie-
ne nel Marocco, dove la av-
viata meccanizzazione del-
l'agricoltura si tra c
fatto che poche famiglie
possiedono la maggior parte
della terra, coltivata quasi
esclusivamente ad agrumi,
frutta ed ortaggi scelti, e 0
ivo.

Cosiechè qui, sulle masse
popolari marocchine, grava
non soltanto il peso dellin.
dustrializzazione,
quello delle importazioni. di
beni di consumo di prim:
necessità.

Nella Libia, la moderniz-
zazione della struttura eco-
nomica è molto più diffici
se si tiene a mente che solo
il 14,1 % del territorio è col-







tivato, e solo a frutta ed o-
livo!

Le culture tropicali, sue
ee ae a
malia, imno ancora

permesso alla fo Re
pubblica di darsi una indu-
stria, situazione comune an-
che ad un immenso Paese a-
fricano, la Repubblica Suda-

nese dove, l'enorme produ.
a
quantità di ne canna da

zucchero e bestiame, non
role
nora di passare sa industria:
lizzazione, che

programmi ‘del "Presidente,
Maresciallo Abbud.
Situazione particolare è
uelli nisia, dove
industrializza-

zione è dovuta non solo, co-

o
prietà terriera e al fatto che
solo il 27,3 % del territorio



è coltivato, ma anche e so-
pratutto al fatto che la Re.
pubblica Tunisina si trova
da anni in stato di emergen-
za, legata com'è alle vicende
algerine, ed alla lotta del
popolo algerino contro il
negeolonialismo francese
Africa _ Occidentale,
per le regioni "n eipei
abbiamo.” strutture © sociali
Diù omogenee e regimi più
democratici nel
Guinea/e nel Mali
procede all’el
ani
ana, cotone nel
prodotti tropicali in Gui-
nea), condizione necessaria
pero eyitere le /spese ici
portazione dei beni di con-
de Tara
ce negli investimenti
stria questo
Guinea detiene la massima
produzione di alluminio del
Continente.

Il patto doganale fra i tre
Paesi permetterà di mettere
in comune le loro
per meglio
sviluppo generale dell’eco-
nomia.

Questo avviene perchè i
dirigenti sono legati alle
masse popolati, e hanno ca-
pito olo una politica di













(cacao nel

Mali e









$
î







i indipendenti per
neocoloniali-
non avviene
in tanti altri. Stati,
perchè i loro, dirigenti sono
legati mani e piedi ai colo-
gus. ba que i
da, ed’ essa imboccheranno
anche gli altri popoli africa-
î, perchè l'era delle pro-
messe e delle chiacchiere nai
mogene è finita anche in A-
frica
Gianfranco Dellacasa



ancora





0 @ n

li


=










10

Un uomo nello spazio: Yuri Gagarin



Alle ore 907, tempo di Mo-
dei 12 aprile 1961, 11 pilota

Liche,
nuova, era «del volo umano nel
lo spazio

Alle ore 9,34, tempo di Cape
Canaveral maggio 1961,
il pilota statunitense Alan She
pard, più Gagann
ei meno sicuro di
Poficiadere bene Ia sua ‘arvene







« Snrto
una felice espressione
stra.



Snepara, nei 15, minuti del



E leggi Newtoniane
deila gravitazione universali
troviamo così sin. piena



cera. spaziale n,
delle. conquista’ dello, spazi
ccnl pei



costruite, sperimentata ed msa-
ΰ dagli Stati Uniti; però la
prima centrale elettrica termo
nucleare fu realizzata dall'U-
Sovietica.





si può pretendere
che l'uomo passi tutta la
vita nella culla

Veniamo, dunque, ai due lan:
ci umani: ci si oscurerà se il
Shccedersi. “degli avvenimenti
impone un antipatico confron-

Osserviamo subito che il
lancio spaziale di un ‘uomo,
‘specialmente missilistie:

deve dire assolutamente. nulla
di nuovo. Esso deve esseri

rifico. di mezzi, ampiamente
collaudati, che di
e «entro certi |
riuscita. dell'im









Drlmo ebbe carattere esclusiva:
mente missilistico (15 maggio)



gr
dio del 19 agosto (Belka ©
Strelka), fino all'ultimo, del 25
marzo scorso (Svesdovska). La
orbita descritia dalla Vostok

n
sssero al primo cosmonauta

la certezza del

nei caso più sfort
‘nti Indio” iii





lanciato
cury (1500 Kg.)

a 213 Km

velocità massima 2 Km/sec. (©

involontaria coni



peso iniziale

nellate {un

lorda

®, rintendere; 2). 1 problemi
to dagli scien

o neppure sfiora

s
é



proporzioni,

che la spinta iniziale dura tre

minuti, al lancio di
sneraviglipsa per



uso di razzi di rallentamento,
e non solo di oirentement



direzione ci el caso di She-

pard, con tolleranze molto ri-
stretti

Ognuno sa che l'eatterrag:

gio» di Shepard è stato w

jaraggio "ia capsula, prima

‘andata

se ci

ino; per

sarebbe finita molto








ridicolo!
ciato per aria, descrive
parabola altrettanto perfetta
Invece il ritorno da un'oi



in , II gi
prima dello storico 12 ‘aprile
E° inoltre necessario lo

le.
Truscurando le ragioni; di
dell'uomo una

ra stessa, sia dal punto di vi











x ti



ffafstronomico, che da quello
fisico biologico, sof
i Sulle ragioni «pare

ali voli nelle at
dizioni

rmiamei



in esperimento di



Jenserà subito alle vio
ite eccelerazioni e decelera:
zioni subite da Gagarin ©
Jar
din grave errore. A patti

, questi
re al
i assoluto.
sulla
superficie terrestre con i ben
EL “qui

fee di
metà (67 eg») di



pei na
quelle cui era allenato. me

Shepard è andato al limite di
1112 genze mi

periodo, di asiane el
Invece non è sperim
terra, se non per la du



psicologi.
în volo

le si può
reazioni
un astronaute.



strutturali In modo da ferrero

Haano ln panicoiare, Fappor
to con la gravità: 1) La chico.
lazione dei sai dia
stione 6 {n Specie. l'inge

tiqui

del

pia verticale, forte
da celle cigliate, su cul p

po, varin la direzione e
tensità della pressione eserc
dagli otoliti; queste varia-
zioni, | trasmess organi
centrali, permettono di stabili-
Te la posizione delle testa uello
Spazio. E in assenza di grevità?
E' stato sperimentato infatti,
i reani, che
e di



ti ha
Entriamo così nel campo delle
Fescioni prlciogone nera
nauta, soggetto a stimoli ec
ionali ed assolutamente nu
vi: 1) Assenza di gravità; 2)
Assenza di riferimento call
basso»; 3 ja coscienza di
po una accelerazione eccezio
nale, molto. penosa, di essere
cosmo, affidato com-

iL





Il rovescia della medaglia





20 aprile coprono draftarsi di una com di Gagarin non può elevare la

(ero che la maggior par- qui umanità, perchè quelli che lo

te aelramanttà ha creduto il ono nemici

12 aprile di salire un gi della religione
più in alto, un buon numero di 5

giornalisti italiani dei soliti cosmonauta

«Quotidiani di informazione», ag Sera
usa di questo generale 5




ques
ha inciampato e
faito un ruzzolone per alcune
rampe di scale.

‘tralasciando coloro che pre
vedono imminente il volo di
un Americano nel cosmo,
scambiando per «cosmo» una
parabola alta 200 Sun:

con Maria
latte di Baldovino.

Pia 0 col fratello di Edizione













lung: ere pochi
minuti, ventamo ai commenti
più interessanti. ‘1 « Corriere
Mercantile », che la sa lunga e riceveranno un me!
nou è muovo a pensieri, eleva: fo: comunque gli risponde ch
ti, sentenzia: «Ma romente il « G. 5
sempie la puesta delramore»» Tor Le pre no pie) Ali

a pe chi. Forse un tale volo sarà
So favi. dts AeO x possibile tra qualche decennio,
Tr a III E° quindi falso affermare che
alano E Sotiprenie fclisent: D'eunai Fagorio è di primo astronauta



tervistare un tale chi
me non me ne importa niente»
delle conquiste spaziali. TI o
« Mercantile ci Ta pure sapere | tl © l'appareo

hanno

mpletamente
Cesena
sovietico è giunto nello spazio
almeno
di



a "

zeitino » hanno gil cochiati rat:
‘chio acustico gua

inteso. che nello







che secon ‘ocato Carne
lotti, di Piectoniana memoria, | Spiio cè andato il maggiore
il fatto del 12 aprile è stato un Joe: dra pilota del Mas





“gpicodio dela sfrenata ambi. Sac a
0 ed anche della
dctone gea
sua” stupidità, stupido non. © :
certo favolosi os a e
conti, a ca SÌ parla, già DO
ca dicono se
debito o dono nia



0

Organizzazione Razionale Aziende



Intorno a tali questioni, { So
etici avevano cercato dati

sperimentali, prima ci

poi (con _{ limi baslitio! dei

tu

DIOGOGUIC. aenta laut pro

paganda); infine, con maggiori

Nuove Tecniche commerciali
Ricerche di mercato
0 corte

camma
Dletemente sia ‘azioni. Gi ipo
manuale (manovrare apparee:

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S. T. 0. P.

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sì risolve in un
di paura e in una «Kolossal»
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Pietro Arduini

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Nei mesi di luglio, agosto e settembre si svolgerà un

CO RS: ESTIVO
LINGUA RUSSA

Per intormazioni ed iscrizioni rivolgersi alla Segreteria dalle ore 10
alle 1215 e dalle 16 ‘alle 19,380 dei giorni feriali entro il 28 giugno




ANNO I - N. 1 - 90 GENNAIO 1960









Ai lettori _ASPETTI

Questo giornale nasce
di un gruj

ressione





simile impegno cor

nifelattuale situazione ital

classe
che va

izzazit
‘opria persopalit

gh una tale situazione, si
agli Re

i
quiamarsi





rigeni
Cs



politica .che, sì pone, come



Quara:

«Il
bene tuttavia
vuole essere

sntacinque »,

ricordare,
ale

ì
entrale della nostra

sarà

non



DELLA DISTENSI

16 pagine - L. 60



il quarantacinque

PERIODICO UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE E

EJCUL'TURA





Distensione sì, distesi no.
sto lo slogan con cui

Que-
i neofascisti
idente E.

romani accolsero il presi
senhower al st

È questa

proverbiale imbecilità p

sembra proprio che est
7 vo

In verità, se fino al 1054-55 cir-

‘mificalo Uiverso:
Naturalmente le reazioni del
campo occidentale n° questo 7
‘esciamenio della situazione s0-

frelta di traltare,
îa per Francia è Germa
che tirano per le lunghe, è fa-
cile individuare lo stesso sotto-
fondo comune, la paura, vera
stavollo. Tuttavia a questo si so-
sppon si fntrecciono al
tri importanti. fattori
essere. tenuti
vuol cd

approfondire în questazsede le
varie situazioni perlicoldri, ci ti-

i

situazione americana che
die Argan e
lerminante sibili alcu
ne osservazioni fondamentali.



competenti,
con cui appunto
farsi una competenza, o meglio

ma un giornale

cerca



una consapevolezza: è uno sfor-
di consapevolezza, che i col-
invitando

TL QUARANTAGINQUE

1) La guerra fredda si è chiu-

sa ‘ci etlamente

fallimentare, Fssa è iniziata ci

gli Stati Uniti usciti indenni dol
fori det mono-

pollo delle aridi atomiche
parte © dall'alîra la Russia de-

lo di togliere
tica quel vantaggi
stati, @ malincuore



atomiche sarebbe stata

sufficiente,
aaa grovpeltvo da dira:
Hiroshima

Alieni lp Chad clappora

‘RESTERA: UN BRUTTO RICORDO?






gra già crollo prima, del bom |
litica





grondi otituiti da pae
si sottosviluppalt, sono appan-
naggio 6 della Mussa, per. via
dei prestiti al 2/9 senza impe-





e

il quarante



cinque



di grandeur di cui una forma è
Produzione della bomba ati
mica sanariana (fabbricata con
capilali edeschi). Può anche si-
gnificare la soluzione del. proble-
ima algerino, ma non è da dimen-

la forza francese st

gni militari,
possono

o dei paesi europei
vendere

compri per gia del costi >
i







non sarà possibile finchè gli Sta- fe creata cor ni
ti Uniti saranno costretti a sov- Ed è evidente che su questo pia
venzionare la NATO, il CENTO, no gli inieressi francesi vengo-
la SEAT imerevoli a- no a confittto con quelli russi

i ‘americani. L'Italia non sembra

in tullo il mondo, E° sintomatico
© questo. proposilo che duranie | cess0 distensivo, ma legata comrè
Salogu ‘i camp Dari si ra _2 deppio lo ci Fran e Ger-
partato. di 7 di mania siro, probabilmente co
ooo econo Questo è fa stre per tia n
iglio oto nali" cala D 10 ciasse dirigente, @ condividere ri-
schi 2ion
Ta













poni
precedett





È
ti
Infatti ammetteag! ronche che do confilto mondiate vedrà che
did possibile lderiaimiszionmenbevo delle puone: ragioni. biso
€ qu nni ener atene e
a Lam eriata, pilaladier



în di
ani
Imestistice.
La situazione omo la
CESt ti la mani libere ad st
sovietica alleorono con la Russia. Di
conte a ciò € ben naturale
Tuttavia un tale tipo di ricer- Stalin abbia cercato di trarre il
che da possibiltà di lavo nantaggi ‘da una
un settore molto limitato dell'in voluta. che aveva
siria © d'altra parte l'a immense. disiruzioni "di
Menlo convenzionale è ormai ‘nel. timore. del tutto
turo. rebbe. quindi "la n lo gli amici di ale
cessità di un maggior aggrevio lora potessero facilmente dior
fiscote in concomitanza ‘dd (ci del 1850, Le
Sontrazione del reddi ‘nei

Di
problemi

sono propri degli Stati Uniti e 10 di portare i confini della Rus-

forse, Urmitatamente, detta . In questa pro-

Bretagna che deve sopportare in responsabilità. detta

gran parte la concorrenza risale ai

sca sul mercato er-coloniale, nuen- invece di ce-

ire la situazione della Germania ione, _Lenneri
7 ni.



i tevolmenie diversa. ;

da alcuni che la-
linca molto generale si. pui n ‘sue carte
che la Germania tragga OE IA
alor " vantaggio. dalla” suuazione ione
alluale. Ha un'economia in pie a-aggessia
soltupno, ha È copilali per poter Va anche questo è opitabile. n
sostenere con. prestiti. a s i
scadenza il proprio altissimo ‘maggior contribu-
lume di esportazioni; ha tu ‘pace negli an-
la perdere eco) OE
Berlino che, con ogni probabili Piani

o, allo che la Russia ha

‘sanzionerebbe deiiicamen: neri leoni nima
iparlisione dell'ex” Reich

pei

ta

ineta, 0 meglio
De Gone, gione non:a to eso
cosa, distensione e disarmo si-
gnificano rinuncia. alla. politica

dello stesso il cl
SO dog Stan Ut polso com:





mettere qualche sciaguralo colpo diminuire la percentuale del lo-
di testa, (L'esempio Mac Arthur ro reddito nazionale investita in



insegni, spese militari per poler portare
que evidente che la ag- 94 un livello < corrispondente
oressivilà. sovietica non era una loro potenziale produttivo». co
realtà negli anni scorsi. Neanche me direbbe Saragal, il livello di
oggi Krusciov ha inleresse ad un vita delle masse ici, In
peggioramento della politica in- verità. anche tenendo conto del
ternazionale, per duè ordini di maggio. produttività derivante
motivi. dui’ notevolt progressi tecnici rea
1 anzituito un motivo questi ultimi tempi, si
carallere ideologico che consiste presumere che aumento dei
nella certezza sovietica di vin- e spese, militari” siano
cere tn ogm la zio: she net bilancio rus-
ne con i mondo capitalistico sul in quello di qualsiasi
piano economico- politico. Questo aliro paese, si condet È
perchè sono convinti he il loro cenda, in’ senso inversamente
Halema via tl solo €he possa per: | proporzionale. ‘A quesio problema
mellere ci paesi soltosviluppati ne inerisce un'altro. La. politi-
un rapido sviluppo. Se così sarà, | ca che_ Ruscio, fmende svilup
doni rischio dI guerra. diviene pure nei confronti delle zone sOi-
inutite © dann iossiluppete (prestiti al 2 %,

2) 1 Russi ‘io bisogno di segue a pag. 10



1960:

anno di scelte
perio















Mi 1560 si preannuncia come Stato. 1 termini aspri della: po-
un denso di avvenimenti Jemica precongressuale lasclavi-
di grande portata sul piano in- vedere l'importanza che
temazionale © per il nostro Pue be assunto” la vittoria per
se dna delle parti al congresso
1 Congresso speroni a Fire
de il 23 ottobre 1959 confermò
td esasperò le aversa. sieati
schieramenti. Le de si
fg nno
furono «Primavera > ai Andreot=
i per-li quale avversari della do-
di en at
i
Popolare i Sceiba che ritiene a
o socialiti
© comunisti. dall'altro, 1 missini
parte di primo piano Î parti»
{O Demoeitano
eressonte per” giudicare “ gramma formulato e dicono "chie
n politico. dell DE. nello scor. 1e alleanze. contano meno: 0



tento "in fanzione. del



se che da Lante parti furono fat-

Un po' di storia
L'attullo direzione unitaria de

la D.C., il governo che si regue
destre sono la ri-



che è sen

per cauto, operazioni di
Soovenatita Got non
osso per < isciplina >. ittero
ca







ministero Fanfani. Alla caduta i ig Ton

frerno seguivano lo Ginie (oct CI MOT AO A

sioni dell'On. Fanfani dalla se- tono piuttosto conelliante e con

greteria del partito demoeristia- ampi appelli all'unità del parti-
no, Le scissioni di Iniziativa De- to terminò ina pi
mocralica, Ja maggiore corrente dichiarazione di plauso al ove
no Segni, E' dopo tale interv

19 che si delineb acuendosi 1a
visione esisteni
SLI titoli dei. giornali parlaro:
no chiaramente di due schiera



dirizzo delle alleanze politiche du
realizzare per il governo

il quarantacinque



gontrepposti di destra e



totalitarismo ‘partirono. dal. dele-
‘ati di sinistra (sindacalisti, ba-

laccio di irregolarità

chi grida a chi

10 interrompe - « Disgraziato! ti

fard ingoiare le parole» mentre
gi










conservatore digaro, scrive

illa gitobre: Con la sa vio-
enza e la sua inutilità il con-

sesso DE

è diventato scon



tra,
ME

che i risul



i commenti et
mento il valo-



grosso © sonza avventure». Chi-

riamo meglio i termini:
n

riasse a letali situazioni





ti
razioni di progres-
sismo. D'altronde dopo i risultati





tro
cosa. indisculibie

<E' uni =
bene non perfettamente capita
«Ma

dal grande pubblico » (111).
veni



di trat
i i ne
dacci direttore del fanfaniano -
Il Giorno» quando scrisse: «Il suini da una parte
congresso è stato reso così in- di Fanfani, ni,
Candiscente dpr opriaisdall inferi | Tirmart\iradi e aloe ar
ent nascosto dei l’altro. Non ce Jon per
Caruppi sstono >. E' gente qualche. sfumatura». (11 Giorno,





se ea I

è tutto un viluppo di
sompromessi © di subordinazio:



e questa. volla ha orto
Ca
Le
precato governo di centro destra
siedono i minacciosi. alfieri del
centro-sinistra; Tambroni, Fer:
ma Anni e

Ma si tratt e po:
uiiche Bin



Finpasino «7 Giorno» che per
del suo direttore avera

scelto parole ‘enni

dica che esistono due










fatta 1h, Stan



livquesti avrebbe vesso Sti è raltro Mi cono:
foverno di perseguire la sua po- giono alla qualo x up-
lilica conservatrice (vedasi îl pa e trova la sua ragione di es-
tempo del quadripartito) Sere un partito come Ja DC. Li







D C.: OVVERO DELL'EQUILIBRIO INSTABILE









politica di centro sinistra non



Infatti neppure noi pensiamo
che possa esservi una politica di
n



stra € cioè di riven-
e di giustizia | sociale
con l'appoggio totale dei ben no-

ressione >.
Gi riserviamo di giudicare una
politica mon dal nome che le si
vuole are ma dagli





forme. ei di e-



sione » possiamo ritenere
50 pe iateroni gi Torlonia, Fas:
stan stes
cetanti
id





ste riforme avrebbe solo da per-

dere.

congresso democristiano

animo: cresta di




stra più

sta Cal sensiviità so-
ceva le Sora seine
lore politico mella misura in at
‘agisce autonomo © cioè Tl-
bero dalla ipoteca confindustria
le che attualmente esiste nella
De.
&a vomini

Noi riconosciamo

Ila ed Andreotti di ben



nom si possano servire
due padroni è ci
mo rilenere che gii Vontini della
Conindustria è del grande padro-
‘o agricolo siano disposti a fi-
nanziare al lotta politica "ai chi
minaccia il loro privilegio?
Così ci rende perplessi il li
di un equivoco tragico ©
sì mantiene, îl timo
litica che veramente co
interessi” olkgarchic.
Riusciranno, 1 democratici







re di na po-
pra esclu-







dalle



politica di sviluppo

sociale, non accompagnata

riforme di struttura»:
PIETRO LAZAGNA











4

il



SCUOLA E SOCIETA’

SCUOLA DI CLASSE ..

Con una certa approssimazio-



Seuola è l'istituzione che più



cullura degradata e strumentali
sata, Tutti abblamo sotto gli ve-
chi l'immagine di una seucla che
si è ntrofizzata, anchilosata, como

spitpooete in a

areppate: col
nelle pie sirutolico zeta goparit
di accogliere | Ù,

eso
aria, crt
ae ine
fideale di una oltgarcha

inche quando la realtà sto-



il
tini; le gelta Gi coloro chie come



«. del eonformismo -.

piranno li studi superiori avy nte fuori Ja provincia sede del
"ragazzi che l'Università co
frequentano le sete, medie uni. giori spes
juelli che vi
tocsdono dalle seuolo © dai corsi con
attra.
scuole tecniche e quindi
gti Istituti tene.
questartcolò ci occuperemo Torino








delIOA Arata santo baftare. | casio e
della Scuola secondaria, richiede che ln media il 45,9% deeli stu-
rebbe un esame ben più pacticola- denti lavora con del
reggiato e complesso, ma non bi sime a Econ
feare che il pro. 69,65%,

blema base per una riforma de. sprudenz:
mocratica della seuola è quello ri. di Se
suardanio | ragazzi dagli Il ai na cri
1 us

Un'iadasine sulla composizione | Studen
sociologica degli universitari è 30);
dificile in quanto i dati non sono l'acmento delle tasse renlizzatosi

ve molto chiari negli ulti È

tistica fornita dall'Istituto centra pre n
le qli statistica risulta come il come tra il
431 i studenti appartenga | cifre

Fidati ‘ia 84.000 Le a 62800 €
008) vr le altre facoltà, sem-
inirca colla stessa proper:



pri
zione).

it fabbrica

ea) e il 46%, ha la famiglia rest:



sci “ci almostra:

1) glasiamo delle seni {tali
na pone non sol
Bits pollici'e morelema
costituisce una strozzatura econo-
Snfea delle più rilevanti; è ormai
generalmente acquisito
re i
de un numero di tecnici direzio,
nali è di ricercatori scletifii a
i quello esisten-

Questi dati sommari eì artenenti
o ie e
FUniveraità è alimentata in porti fuorisede che derono affrontare
plate di Deli dela else meNa spese e diterl rilevanti e sluden
di

a entegorie



molto maggiore
To tati 1 paesi d'altronde. sì
Udine ia



a classe die



classe.
sato al
del p
è indubbiamente quel
evidenza, Ma
non bisogna cadere nell'errore di
Italiana
rib ‘sue caratteristi
coll‘ stabilità dalle legge e desti var la mi- che di classe con un semplice al
nandoli illegalmente non alle son o base socla-
file Facolt ma al cetioio delle. remi, feccia n anni si è

1
bene ricordare com

tre
la. discriminazione non avvenga _‘& coprire 1 posti messi a concor» zione. sociologica degli. student,



gore SI

il quarantacinque







6
ci Ti
eopure ciò non ha significato nn strie, di presidenza di consigli di mini non perde {l suo gorattore di ni, del oo distoco dll vita de
Neale progresso in senso democra- amministrazione ete: ciò spiega scandalo morale tra | più inde lo Democratico,
tico dell'Università, un mutamen- cmpio come nelle facoltà di sul © stridenti colla nostra © co: des
to radicale di strulture, Ciò deri. legge fl Keynes sia considerato an scienza di cittadini e di democra

va anche dal fatto che la classe
media In Italia si è sempre tro-
vata in una







che, im cui manca ogni esp rienza

del reate e Îl cui

catvedrattico e autoritario. “Nole
oltà di Reonomia

Se ai o gl tras E

to politieo-ceor centua.

e l'as







sil che sl interegtazio?{ggpe can
no "tutto sull'alluviohe è Pavulsi
ne ma non coi nulla gut
del problema del ceniratti

ta cultura sla

ito sa



extra-universitari
di consulenza presso grandi indu

pericoloso rivoli



zionario e la po.
maligno, infido

Htica un demone



Kaieo Facoltà scientifiche il pro-

hi persi nel centro
studi di un'industria. Quale resi
allora da attendersi da





i più arrivisti è
carriera.
uestione, come può appari»

La qi
ce anche da Questi sosenni inevi:
tabilmente sommari, — presenta
moOIti e complessi aspetti; ma da
ualsiasi punto di vista la si esa-





GIOVENTU?

tici: il detto che la civiltà occì

iectoidena mnacazza

NEL MONDO

VI è un ultimo punito che non si

può sottacere: è stato dett
stamente che il problema della
classe dirigente Italiana è un pro




il 1usso delle civ

GUIDO LEVI

.. GIOVENTU SCONVOLTA



A

ua a geobinia problema dell’ America d'oggi

Afcmni imesi Gr. appar
in tata un Moro. del giornalista
americano Harrison E. Salisbury





1 bro è
up generation» (*)

lo l'elemento
Patologica delle nuove generazio-

ni a ventre studiato. o messo in

TT

mura i ine

ili, non è possibile sfuggîre 2l-
che ad essere chi



sia tutto Il tessuto giovantie ame-
ricano

on autoctone
xa dolorosamente ereditate dalla

Società in cui affonda.
tazione che Sal



di di tutto il Faese nel suoi mago
giori: come nei suoi m



sono le bande minorili?
la chi sono formate? Qua-
lì i principali moduli di compor-
tamento dei giovani che li







no to i nomi, în pre
lenza a sfondo terroristico, di al-

PITAN tana sbtovdi
foto ni

neWyorkesì,

centro. lumultuoso alla

ni venii anni, di sesso sia maschi
le, sta femminile.
Tutto un mondo sioranile vi si
rime, un mondo certo febbri=
leo smalkano, ad intendere 1l qua-
le è però ne donare
ogni morelietico atteggiamento cd
gni morbosa a interessata ricerca
ana

in piccolo nucleo di edifici a
traverso da due vie è il











s
3

per molli
uti



lenti
molteplicità. di rapporti ©



tuazioni le che vanno
dallo guerre più o seno durature,
alle paci più vonrie,



dalle vittorie. alle scontitie, dal:

al. quelle di
distensione, dalle alleanze alle
controalieanze ecc,, da qui ancora
Î se i insopprimibili esi-
genze come quelle di avere abil

Sopi. astuti

tuti consiglieri, una forte



infatti come mi-
nuscoli complessi sociali che ol-

Le bande son

zio, un proprio apparato poîte-







vi questi microorg
a ise più dramma-
ica è, rappresentata dai combat
timenti ‘che avvengono oramai
quasi Sponioneanene, inseriti co-
me in dizione di
lotte e di violen
Ra o voro Poi I
ficiente a scatenare 1 più feroci
nflitti. Se questi combattimen-
sono improvvisi e non

sono concordati in precedenza, ma

avvengono per deliberata inizia
iva di une bande alleate
vengono in genero preparati con

i

Sgggraio) sfudiano per giorni 3
i il < campo» avversario, le

fue vie di casssso e quello di fue















conatglire militare prepara il pia-

no dell

giovani procedono al

fo delle armi. Alla data” stabilita

per l'aggressione, naturalmente

Sera; i giovani si radunano e pre-
gli ultimi accordi, dopo aver

abbondantomento bevuto 00. 8°

alla lotta, avan





ni di cui rispongono sono
nere fra le più vari
lose: bombe a mani

namite, bottiglie di acido, fucili
‘a canne mozze, rivoltelle, coltelli,
catene di acciaio, tubi di piombo,
bottiglie rotte etc, indossano ge-
neralmente giubboni di cuolo per
‘proteggersi alla meglio dalle col-

versari; anche le macchine, qua-



lora i giovani mo dispongano ver
‘armi, mieidiati.



re della polizia sono pressochè in-
variabili; due o tre sono 1 gio-



ie vu
sopra il selciato feri
vita. Agli scontri succedono gli ar-




gli assalti ad edifici pi
le scuole;

aule, biblioteche,

oratori, tutto iene. messo ‘sos






arono a centinaia. di
migliaia idoli

Ozio e violenza

ata 1 combattimenti. (bopping)

elio lo desiderano ai puto di
bucare 1 preservativi e auendere
divertiti 1 risultati dell
che sorpresa per
Dec Leg> qice 11 ragazzo i suo!
compagni,
Frequenti sono i casi di per-
versione sessuale e soprauuuo i





€ » e «il girotondo».

Un giovane convince un
gazza a darglisi e una volta sod-
distatti i pi si



nume Le que.
sta un gruppo di amici ad ap-

«Il girotondo> consiste inve-
co nella masturbazione in gruj

po e assumo a volte forme
rituali, Un'altra manifestazione di



code
ta due
ai ine (o colte
miamoli ballerini, non uo



vono affatto; questa danza è sta-
ia definita da ‘un assistente so-
‘oprio « con-



mento» noti ma indisturbati spac-
ciatori spesso con. Intermediari
giovani già viziati. Quanto ho

rie

trebbero ripelere

a proposito di quello do

città grandi e piccole del

a proposito delle ‘bande minorili
hicago, di S. Francisco, di

Biadeiotta, i Baltimora, di Li







in questo pantano di violenza ©

di vizio i giovani stiano senza di-



*

agio e soferenza, ma le deboli e
contrastanti loro aspl

differen
N at ogni fe I)

pi,
Herat “tirano giovanile cis
proprio perchi







il'quarantaciaque

il male alle radici 0 lo intaccano



bi
ponsabililà. comunitaria, tai

Ihiziativa civica
Del resto mi sembra, ma potrei
lare, che il finto ‘agnello ri-
juando si met-





lella legge sul



rie categorie
età) e un ritorno al sistema del-
l'apprendistato. Salisbury ammet-
© infatti che questa « interpreta-
zione realistica » potrebbe creare
muova fonte di lavoro a basso
costo ma non crede « che le con-
seguenze sociali sarebbero
peggiori di quelle che provoca il
sistema atluale>. D'altronde dice
oltre sempre a proposito di
«queste leggi arbitrarie», «oramai
gii Stati Uniti non si possono più
permettere di buttar
lento e l'abilità. del giovani, di
sprecare tante energie» ‘e Sali-
sbury, non bisogna dimenticare
queste cose le scrive sul New York
Times.











(1) Eselusion, fatta naturalmente



Ditalistica di quella società.

(0) ffrad IT. (Bianchardi - Casa

di ani - Utolo in ita
lano «Giovani il doppio Gin
CD:







Dal prossimo numero:

TAE GUIMO
UNIVERSITARIO



Notizie e indiscrezioni

dall’ UNIVERSITA'

Scriveteci e collaborate
leggete e diffondete
“IL QUARANTACINQUE,,





il quarantacinque

IL MONDO DEL LAVORO

L’OPERAIO e la FABBRICA



Tl tema espresso dal titolo
sui impegnativo poichè la situa-



no di muovi apparati produtti,
alla repressione dei
« tem






capitali
fialiano alle di sottolttenrne ti



Doria l'impronta’ delle contraddi:
zioni che vi furono fra le forze





a di quanto è sta-

L'industria italiana è sorim i

ritardo e si è sviluppuii pibrta-

nidi o dell'inctu Ja (es.
francese. È nati ri





rapidamente per l'alfannose
corca di un posto nell'arena ta
tica ed economica euro;



reazionaria
mi di un processo di crisi sempre

© indicano gli estre-



La situazione dell'operato nella
fabbrica è una situazio!

gli ven
politici, sin-
retribuito con
salari lontani dal costo della vita.
si osserviamo gli indici
(dei profitti)



organici dovuta alla introduzio-



pito TOSIA/SuA cori foiea i Tati

nine ai Lanier
mento dei DrONt dovuto allo sue
an





corti posti,
l super rendimento del-
la forza lavoro con le mao-
n ha corrisposto un mag:
benessere dello cine 1





Solo la dove i lavoratori si so-
no battuti hanno p
pare migliori condizioni



ro, dell'azione operaia,

le, vanno
petti positivi det movi
di lavoro ottenuti. fra-



isti gli as
contrati





- dalla viva esperienza del nostro redattore | —



a oceapatti Sul avori
delle donne © del giovi
1





maguiormento la irresponsabilità
padronale,
La difesa degli operai da parte

dei datori di lavoro è quasi em.
pre puramente paternalistica e si
limita a misure marginali,





sas,





alla istituzione di comitati antin:
fortunistici composti da dirigenti
della azienda con la esclusion
\vo rari casi, del lavoratori che
son Fossati.
La libertà di opinione, ci onga-
nizeazione







to 10 delie brite esi
litiche © sindacali, ma pure da
personalità della cultura sivamon-

‘mi della di



gnità ume
"n molte fabbriche osistono tri-



a ssd ii

MARIO GARDELLA operaio metallurgico



mute {e otte, ualiazio regisirate



ogni qualvolta la cigni i “rt,
le libertà degli operai vengone
calpestati è tutta 1a
ne risente perchè parlare dell'in-
dustria, soprattutto di chi vi In
0° fare la storia
Ja nazione, inquantochè Je ca-
ratteristiche di ‘un pi
aelineandosi
rapporti di lavoro, i mezzi di
produzione si s 10 acqui
stando una determinata fisiono
Id: molte fabbriche l'operato 1a-
sora in condizioni cche pregiugi-
gua integrità fisica men



tro caiston



quando esistono oltre due’ milio-

operaio








Saro i verbali Gogli Misoni te
terrogatori.

Operaî sono stati licenziati per-
chè si erano opposti alla perqui



vieta aî propri
dipendenti di esprimere, oratmen-

iscritto, giudizi sui di-
rigonti della azienda salvo previa
autorizzazione dei dirigenti stes-



(e Commissioni interne che so-
no garantite da un accordo sti
pulato tra le Organizzazioni sin-
dacali e la Confindustria, vengo.
no poste in n omofd
modi: ostacolando ai membri la
possibilità di movimento e di co-
municare con gli operai all'in-
terno della. fabi

cali in cui rsunirsi,
False, atiraverso la intinidunio-
ne e la corruzione l'esito delle

O,







0 C. attacco
al dit dal eorstori ne ore

muccia alla salvuguarala de) con-



norme as

CAR devo-

regolare l'assunzione del per
ani



x interessante la maniera in
e determinato 11" valore
secondo l'umore dei



a "nai
© i sentimeni
Ta discriminazione verso l'ope-
ia ancora che que
tramite let-
tazione € linterro=



di prese



VI assuni nt dia certi pi perico-
xbbrica, bugiardi © pe
Istidrogi > gi ettore ha Capito
‘di chi sì tratto,

Una violeuza ai diritti dei Ja-
tu a ter.





voratori sono 1 coni
Mine per mezzo del di
Paio ttma. per sei mesi 0 tre
inche meno) e vive sempre col
Umore di essere liconziato ed
costretto a di fronte ad
jsni abuso. Con i contratti a ter-
mine _l'operaic e derubato
perchè non è in grado di veder
maturare le ferie e l'anziù
Potremmo a lungo

inuare
in questo senso ma credo che gli
esempi riportati, pure în modo
cuotco, siano summcentemente si-
gnincativi. L'importanie
tanto fare degli abusi
ma intenderne l'origine, io scopo
e, soprauuito, i mezzi per impe-
dirti,

ta per la libertà e per

di



affrontati
su un terreno che non sla quello
della lotta: di clusse.

‘per il rinnovo dei con-





speso molte questioni, particolare
niente normative, _ problemi
merito ai quali i Sindacati
© sono daccordo @ che l'insensi-
ta puaromue, ancorata alla
cerca del massimo promtto, hi
respinto.
ali ucsttoni coslulscono e:

lementi iropp



ate
soi Milione SI cadi)

È
x
i



3
KEcEoRZE

il quarantacinque

IN GIOCO

La Cassa del Mezzogiorno



sentii dall'unifia:



o) a ©
il % n
1936, 11 189% nel 1952. Inoltre,
nel 1087, mentre medi
nazionale d'industrializzazione era
nel Mezzogiorno su 100

a da lavoro solo 4,9

l'industria, Du:

ps

n

e fu



‘afia Mtepub-
,, mentre quelle del
per





della congiuninra favorevole 18
St na perito ff cod incontu-
tnbile che i stuble più gravi arie
x muse nella stesgassiuiaiira / pio

è duttiva, quando si, consideri fl





3% (18,
ini) del tota-
nendo

ludendo gli artigiai
le nazionale, e che, apparte!



18,5% di questo totale al settore
manifatturiero, nel Nord il 59%
degli occupati. nel



fatturiero laverava in industrie
metallurgiche, chimiche e tessili, e

la stessa
percentuale lavorava nelle indn-

strie amento ‘di abbigliamento

grado medio, azione fino a 21
HP

problema era talmente indi

lazionabile che,



la Cassa,
io ll mitistro Campili i foste die _

chiarato certo che l'intera dota-



Vanno affrontate e risolte a tutti
i livelli: aziendali, settoriafi ma
sempre nel quadro della prospet-
tiva generale gel bisogni, dol do-
sideri. dello classi lavoratrici, 1°

processo produttivo ©
idealmente da un cap tr





Bisogna assolutamente
lavoratori di contrattare

tutti gli aspetti del rapporto
lavoro in omaggio ad una esi-
denza vitale e democrali

che il me
impone Ja legge <erga omnes»
la quale sancisce « minimi di trat

tamento economico e normativo
ai lavoratori», €mani norme giu-
idiche per reni ‘anti i di
ritti contrattuali contro quei da

Amos
mo, ottenere risultati
sil elio

impostare. azio1
impronta di
decisione unitaria.

E necessario che l'istituto del-



iccettati e eletti dai lavora:

pai nel imondo, nel, nostra

rambiato,

qualcosa è I
Slassico € disgelo» è in corso ni:

che da noi. Molti sono i fatti che

alla distensione che intende ln-

porsi solcano pure l'aria del no-

stro paese anche se i Pella ope-

rano per lì contrario; 1 congres:
c.

ja, la scienza in
ogni’ attività ama
quale l'uomo è legato © trova ra-
ne di vita materiale e spiri-
tuale,
Non bisogna dimenticarci che
non si può parlare di democra-
sere e felicità per
ogni singolo cittadino s0 il 1avo:
ogni bene socia-
le rimane vincolato con l'inganno
ideologico e con la prepotenza po-
litica agli interessi dei monopoli.

Tutti si devono rendere conto

gho la lotta per T'aumonto del

salari, per gli aspetti normativi e
1

dei lavoratori nell'azienda, inte

vare Il plauso, T'adesione d'ogni
clttadi
MARIO GARDELLA

zione sarebbe stata spesa quasi
con anticipo sulle sue stesse sca
denzo, risulta dal Notigiario della
Cassa che, alla meta del









ques penso alla
d'intervento collegato,
dei miseri palliativi nomi-
i le duo del on cut





20
liardi annui dal 1955 al 1959
filo a ‘180. millardi dal 1960 al
1985.

ia) SY ec



‘quando pel) gu
Sato 658. bloc Grebiira
di un «secondo cielo», della Cassa,
Sie nie et
mente, la gravità delle disfunzi

ni di coordinamento riscontrabili



dustrie di Stato al Mezzogiorno.
I cionondimeno neppure in se-
guito si ebbero risultati

re d



at a
volse

gl Interventi ordinari continuano
a decresceri desti dunque

sig alri
mate straordinarietà, sui totali
nazionali delle giornate operaio

1avorative all
è Impossibile valutare la sotto
‘cupazione.



Nell'estate del 1958, Fanfani,
chiedendo 1a Aduela per Il suo
Governo, affermava testualmente

to un cospicuo aumento del reddi.
, dal 1954 in poi quando
constatiamo ehe nel Centro Nord
iso è stato superiore, conetudia-
‘che la polftiea fin qui svolta
idotto il divario preesistente

ma non lo ha annullato>, Orbe-





del, Cene
tro-Nord È ereseluto In misura
maggiore lo scarto si è accentua
to © non ridotto. Nel rapporto del
prof. Saraceno sugli obbiettivi
mancati dalla mutila renizzazi

ne a Vanoni, si è ri

dello Scher
padita. ufficialmente questa cruda

on un articolo sulla € Review
of economic conditions in Italy»,
riassunto nei numeri 4-56 del



settant'anni Il raggiungimento del.

l'equilibrio.
Tutto questo mentre è stato del
il ritnio medio di accresci-
annuo dell'URSS. dal
stante la con:

900 96 ‘quella del
1

o questo mentre a codesti
ritmi si avviano molti di quei
pei a
ria del no > di politica
esteri portare un vali
20" POSpOIGABIE ato Tata



ali > Documenti di vita ite

LUIGI CASTAGNOLA

il quarantacinque

STATO DI

Polemica sulla d

DIRITTO?

ivisione dei poteri



0 aggio di Gromahi a Movca ri
DrOpOnE Gra Siria Giona
broblema dei potrà aet Presidente
della Repubblica. Esso ha dato
luogo ad innumerevoli. scritti
discussioni tendenti ad interpre.
tare in maniera ora estensiva ora
norme. cosituzionali

una posizio-
ne quale che sia, occorre sgombi
re il campo dall'atteggiamento a



Esso d
non-conoseonza. della Costituzione

istituto. Giora aggiungere evi
dente sfavore co? quale la clusse
dirigente italiana considera ogni
divisione di competenze, sia pure
cul Capo detto Stato. conce
zione monistica che sussiste con-
tro A principi tanto sbondicrat

della divi ‘contro

ha Apivito GNA Oni ta Q0MIGiOt

Rigettata tate nosibloe precon



tutta 10 struttura
dello Sta

Asse tica Costituente dovette
ione dif

"costituzionale

|, orgoniati
0 Jedete della si
tuczione ‘internazionale,

Le ‘masse popolari. esercitarono
una notevolissima pressione 0, se
n riuscirono a prevalere e hp:
pure furono adottati istituti demo:
cratici che garantivano un mag-
giore controllo del popolo come at
ea. la revoca det mandato parlu-

mentare, 0500 condizionarono pa

lesemente VAssemDle
La Costituzione appare in veri:
tà come un compromesso fra isti

questa situazione di profon-

‘logici © sociali si
Jorazione dell'istituto
del Capo dello Stato.

Risotto con ereforendumo popo
tare la questione _ Monare?
pudonica I Tepiiatore si trovò di
fronte @ tre fondamentali sot
sioni

‘nne respinta con rare opposi

l'esecutivo avre
Cilea bol alle





| poteri del Presidente della Repubblica

tuzioni nel senso. detta dittatura
personale

Brattro canto neppure un Dir
torio di lip sv Sembrava
adattarsi ll condizioni del Pae-

snatogio dì strvitura consiglia

fono di seguire con alcuni muta
ment Pesempla della. Prancia do-
ve era statu di

fa ama forma

regna ma non go:
teri &; fu ceotuso Qatrattieita te
gistativa a da quelta esecutiva; gli
fu attribuita una irresponsabitità

i solo limite dell'alto tra-



dimento e dell'attentato alla Co-
atituzione (art, 90 10 comma). in
tal modo mentre ttrasvano

del poteri sì cercava di spoliticie.

zare l'organo rendendolo autono-

mo e si creava quel « quarto po-
tere» che diGuarino chiama del-
l'equitivrio politico,

Le attribuzioni del Presidente
ripuardono tutta Cattività degli at
tri organi. contituionali TI potere
togistativo: are. 87

i ini



nel momnenil DIA aolicini feta i
ta politica del Paese, tenendosi
costantemente informato di ogni
atto dello Stato.

I «ristrettivisti » oppongono @

queste considerazioni gli articoti
59 © 90 che sanciscono l'obbligo
delia | controfrma — ministeriale

tutti gli uiti del Presidente ©

per
da sua irresponsabilità politica.

organo irr
svolgere

responsa:

queste considera»
so potrebbe farsi
limiterò ad osservare

l'rresponsubilità | potitica
a e velo
poichè, tranne | Ministri (che

spondono di fronte al Poslamens





) de ionipento Agi antro,
TI

le. Nel primo cas
to compiesso dove



di lepiitmità © (consultivo)

da
Presidente del Consiglio e dei Mi

Ver secondo cuso (nomina

che non lo è di



Anche qui è opportuno un

C distinguo»:
A) se 10 scioglimento

soniro la volontà della. mago

ranza parlamentare si

UM ai pera rag) noe

Per: tto il tempo previsto

dalla Costituzione.



to in atto dalla
magra rà con ogni probe
Milità per afruttare una coni
tura politica favorevole ol
sfavorevote alla minoranza. In ul-
tima analisi, abbreviando arti

clalmente ta durata dell'incarico
parlamentare, si tende in realtà a
protungario oltre i limiti costit
zionali,
ioglimento dette Camere în
conseguenza di ripetuti. voti di
sfitucia nei confronti det Governo,
che attestino l'impossibilità di
consente di
Possono darsi casi diversi: il Go-
(presenta semplicemente
d) presenta ita p
scioglimento di una © "i entrambe

presenta
fina provo

alternativamente

In questo caso ogettivamente
Presidente e l'arbitto della situa.
1 cisione che Egli pren:
dera con piena autonomia sarà ri-
tevontissima per È futuro del pae

in tati momenti, quando cio
Ùl Capo detto Stato è chiamato @
tutta l'ampiezza con-



lungo tempo a un Tuvoro faticoso,
Soi
slo re dirò +
dl
le la controfirma del Mie
nitro fa valore di an controllo
di lepittimità, assicura cinò che il
presidente nin svolgo aittoltà. di
i

quanto detto prende consì-
quo la Junzione presidenziale

qurante della Costituzione
rea si dacioiaa
price senso:





a) come condizione indispen-
sabite al funzionamento degli or
gani costituzionali ;

controtto di tutta
Stato



a Pre
il Capo dello Stato è rappresenta
l'unità nazionale». Con essa si
uole a porre al di sopra di que-
la molteplicità di organi © di

parti tn istituto che

è che vi è di permani
discusso di comune a tutti nell
vita nazionale nella sua continuti»
iù». B)

ALFREDO MEDIO



Presidente
trim. Dit

{1 GUARINO, Il
della Repubblica, Riv.
Pubb,. 1951)

(2) GUARINO, Op. cit
(3) CERBTI, Dir, Cost, It),





LE LETTERE E LE ARTI

Gioventù di Giorgio Caproni

ne sono così aperte
(non considerando ora quei «gru.
e Haven





a sua lampada) © 1a

dennizione sembra essere:

di
sono rime «ventilate >: ma l'ag-
gettivo è di Caproni. E non solo
questo: tutta l'aggettivazione più

trequente (ctimida >, «leggera >,

carne unalita più peri
rica dictizio p

Ra

sì fos-
se meticolosamente completato il



oferti ne
che il poeta ci ha trasmesso rac-
chiusa nell'urna dell i ur
na gelosa, che non concede

questo punto (poichè a
© bisogna continuare pur
cominceremo a disti

1 bro di. Caproni, le
diversità. di. Umbro re
che, nonostante. la continma pre:







VOCABOLARIETTO

GRANDEZZA (politica di) -

PARTICOLARE - cattivo francese

(fr. il particolare si oppone el “generale,,)





senza di uno stile ormai sicuro e
1eaele



pure in
modo assai sfumai une
ie allre composizioni comunque




Ja ment
sa la pol”
ua del dolore. Abbiamo detto mito,
otuto dire anche poe-



rnanti della poesia
caproni? E in questi
on Muncano senza duobio som







termino
glio quei nonnuila

di fievole € ‘onosente
fievole>, he pare si
spi un Caproni
inclina più d'una volta (<... la mia
ina debole, stretta / fra quelle

anche... > troveremo nella poesia
gl! decolino >). D'altronde, anche
«candela >, che in questi primi
versi viene cautame
che poi l' «animi
rà attorno sul luoghi del tempo
infantile, quasi di
talizia? ‘e quel € pennino» che

Megaullemania





il'quarantacinque



fa tutta godibile, visibile, tan-





sericchiola, struselando, nel silen- si







‘da assai quello di uno gibile quasi: Caproni è riusci
Soolarelto, che vi fracci con ine "i assitmare usi roma durato
genua attenzione le sue sillabe, atti quotidiani in una sfera in
Dia se tutti questi clementi pos- cul la morte è vinta da una pe-
ono ini © qualche sospel- renne gioventà. ©' davvero un
10 che essi costituiscazio gl limite tempo ritrovato: ed in sè celn



Redi di
rroppo inte
to ed atteggiato, Ia dove Ja
sensibilità è invece perfettamente
fuoco e consegue le immagini

Hinpido fuoco di un_ pianto
purificato ormaî — e fl segno di
questa purificazi

ritmo ilare della canzonetta < che
sembra scritta per. gio







La ricamatrice

Com'era acuto l'ago
e agile e fino l'estro!
Raccolta entro quel vago
bianco odore di fresco
fino, oh il ricomare |
abile come la spumi
Ansa deli miare!
Nel sole era il cantare,
candido, d'un canarino.
Vedevi li eopo chino
(e acre) strappa;
coi denti la iliua
mova, per ricominciare.
Livdrmo=tidta intorno
coni art venti



Conîe sapeva di mare
sapendo î suo lavorare!
EPILOGO

Annina è nella tomba.
Annina, ormai, è Igea
E chi potrà più appoggiar
l'orecchio. @l'suo petto, e ascoltare
come una volta il cuore,

timido, tumultuare?

Giorgio Caproni







senvine € più vive è senza tal punto che, come în Unprei

<ub'anima si fa

dubbio nella prima raccolta di ti



Schieita © gentile, Annina (la ma”
‘e del poeta,

Du del

ripetizi

dell'imperfetto, del p





(o, è cognomi certi mcmei

Ù quasi non fa più ombra, quasi

anche dal

la vita irromo

inanzi al no-

rdo troppo felice e pie-

ric cor:

che sè spenta (« Barbaglio +). La
0 ci





rappresentazione acquista tutte
le apparenze "dell'esistenza. reale,



la poetica resurrezione

il quarantacinque





to, come abbiamo visto, la rit
cazione della sofferenza ©



F'intersonto aetk
1 nel sonoro sa

te in un'aria di distacco, sia pure
malinconico e affettuoso.

Negli «Altri vorsi» infine, la
secoli dello due raccolle che
atituiscono fl volume (a parte la

reve serie delle brillanti < Imita-

si possono distinguere,



si

‘so. La prima è costituita da
tun genere di brevi © un poco
fuggevoli annotazioni ritmate con.
cernenti qi
mento o moto un pi





'nonostanio l'apparente
compiutezza del giro della com-

, che sembra sicura di
racchiudere li senso d'un preciso
avvenimento interiore, quest’



venimento è tutt'altro che reso
se ne afferra la vera na-
tura, ed {l riferimento resta in-
determinato, per nulla de
bolmente sensibile.
« Divertimento > e < ll becolino >
0 accento, due 1
richo della consapevolezza:
ciò ci pare si possano attribuire
‘ad una comune matrice, S
che (Soprattutto 1a prima) quel
i più difficile presa e di più









E
la che nasce da una
Agira di co
stato finora Îl nostro senza
soluzioni di continuità, il modo
dell'infanzia © dell'adolescenza
del momento in cui qi

ci fa sentire che siamo entrati
nell'età adulta. Da questo punto









la consapevolerz
scogli, nè accottata
fantile ‘si ritr





ormai (sebbene essa si rifiuti di
ammetterlo) gliel'hanno imposta;
e <Il decolino» è tutta un vuo:
to nero, nel quale 1 vento ma:
rino (che altrove valeva

n
del canto) s'è fatto un rombo fo-
sco e pauroso, e l' «midore del

d



sare è di
ventato uno slillicidio diaccio,
iggela l'anima ignara colta



serre dal ezio della re
smutazione >, Ora, qui
della traamitiata0e9





to >). Analoghe esperienze, mu
che hanno, alla radice, differenze

sostanziali
sgomento,

conosciuto mon distrug-
gono tutti i germi degli. antichi



sconvolgono, matureranno

Mento 3 Aa consapevolezza, dirti,



altro nel tono, nel

è più ch



puoi da n

pesa incora iroppo; ma nella sc-
sonda parte dell lirica ecco que



Pe
sii:
sctutte tigt



stupenda, ad un tempo, "di una
sofferenza accettata e di una no
Staluia pia
Un assui felice, È
costi atrata lirica, «Lu
a



Sin ‘1 uggootioni
guardate quanto meno im
di quelle delle poesie ud Anni





di quelle Ti reg na
Sudano delicate > è nella €
Fitipa x delle loro cimaglieito: è





BRUCIA LA SUASTICA



Nel prossimo numero parleremo dell’antisemi-
tismo e dei campi ci concentramento nazisti







cri»: quell'aggettivo e prenottur-
na» («l'ombra prenolturna>: che
è bot altra cosa, lo sentito, da
puscoluro 3).
RL







di ricongiungersi ad un suo
mondo fatto di slanci inge-
di commozioni



xi dolore e 10 sgomento; non, per
sua fortuna,

dire la detuzione radicale; quela
di cui parla Sbarbaro:

perduto ha la vo
la sirena det mondo e tt mondo
un grande



deserto

€ che consuma alle radici tanta
parte della lirica contemporanci.
tn mondo



za malizio, di dan-
isa, d'ingenvi ros-
Sguardi idolescenti ac

g gina viva



a ndo di una gio:
venti che il dolore può atombra»
te, senza estinguere Îl
È ta iorlé, ve immensa arriva
ed-oscuravla-riva
in girotondi

versi proprio forse si



dell'opera oni. La «n
glio gioventù » n n
se qualcosa di così genuinamen-

è come questa poesia?




"He a cui eg
CARLO GAZZELLI

APRONI, ” seme det
Garzanti, Milano 1959
Prezzo lire mille.







de

UOMINI

FERRUCCIO PARRI

ato a Pinerolo {1 10 gennalo
ni Ferruccio Parri partecipa a
Re

regime



di popolo — non più d
le — che solo potrà riallacciare
fl passato all'avvenire,.>.



trasferito a Lipari, Parri diede



‘nto © la guida morale degli
antitasetst itaiani
Nel luglio 1942 fu tra i fonda
tori del Partito d'Azione, il quale
cercava di inseriti nell vita ftw-

e socialismo umanistico,



dtmocatico

sivamente condotia dai partiti del
la classe operai

Durante | 4 gioni (5 egli
bre Pai



n ripeto politico, e la sua pre-

sempre ‘ispiratrice di
Sancio © ardizmiento i
combattenti per la cus
bertà. Realizzata una piena unità
d'azione con i comunisti ai fini
della letta comune, nel maggio 4

L'esercito



mente



gennaio 1945 Parri fu ar-
restato dallo S8 azite. Trasfe
ito @ Verona In attesa di
fuetto, Lo galvato Patate vento
del aloe
Aste





1942 egli diventa il punto di rife

vano a termine il «Secondo Ri-



+
sorg’mento», da Parri preconizza
1927.



riprendere saldamente îl potere

CL azione, presi
duto da Ferruccio Ques
one





eioè 1 vecchi capi della borghosia

il quarantaci;



gonservatrice e faselata, ne provo:
carono la crisi e Parri il
Satibre ‘1916 diede e dimissioni
In quei frangenti, Îl P. d'Azione,
stretto tra 1 partiti marviati e lt







mancato scatto della
Dopo questa battaglia demoera-
tica, Parri 6 !l Movimento di Uni-
co
pre più alle posizioni della sini.
atra marzieta; e dopo Il congres-
lata di Venezia (957),
MRO





Nella presente legislatura Par

ri fa parte del gruppo senatoriale

socialista.
NICOLA BONACASA



MIDA

LE ORECCHIE DI

Una brillante operazione

di'polizià—.
can

Offida - Squadra di P.S,
Processo verbale di sequestro

ima, nato
il 14 aprile 1921, ed ivi
residente, in via G. Marconi n. 1,
manovale.

‘anno | milenonecentocinguan
tolto, addì 24 del mese di agosto,

1958, doi





era appars n
2a non era stalo possibile con-
statarlo con ione — che lo
stesso procedeva alla vendita dei
giornali stessi, lo abbiamo seg:

to. Poco dopo, il Lucidi Giacomo
entrava nel Dar posto nella stessa

ur pi
piazza principale, gestito dalla st-

Ca
Cappelloni Guido. Poco dopo noi

Vallitari (eerbalizzanti entrati nel

To consegna



storano, contrada S. Silvestro n
0.

Tutti e tre è predetti hanno

il Di Lorenzo e il Fe
liciani dichiaravano di aver p
, mani del Lucidi, ia
imma di L, 30 ognuno.

Il Lucidi Giacomo, alle. conte-
stazione, si giustificava asserendo

il quaarantoinque

LA STORIA CHE FACCIAMO

IL DRAMMA ALGERINO



Nel mondo di ogsi vige conan:
del dimenticare. Gli



nel
le carceri di Francia o sui campi
di Algeria

Non si tratta di ripristinare un
presunto < carattere pedagogii
ela storia, e di quela dolorosa
In particolare, ma di riacquistare
un ‘abito mentale, che con groppa
tesgerezza si è abbandonato
la distrazione ed il ri

coin
uomini, ma la responsabilità e
ll silenzio.

Il dramma algerino è diventato
pubblico 1°. norembre 31956,
e e VR ST IL]

pmpere con

vassato di
nie sioni e at Inatit Torte,
uclia ricerca di una soluzione pa
cia, ‘aledero inizio alle Insurre.



quel paese, il crollo delle istitu:

di vendere i giornali in

cun guadagno pers
1 giornali sequestrati, in nume-

copie; e la somma di
L. 60 costitutta da una moneta da
ma da L. 10, soran-

torità giudiziaria con verbali
uanfo sopra, perchè
sonstî, abbiamo redatto 11 presen
te verbale di sequestro, in qua
druplice copia, per ;rimetterni
uno all'iLmo Sig Pretore di Of-
fida; una per conoscenza, gi Ci
Mando dello Tenensa det Car
nierî di Ascoli Piceno; una viene
consegnala per ricevuta al Sig.
Lucidi Giacomo © l'ultima viene







conservata atti det nostro
ufficio.
Fatto, letto, confermato e sot-

toscritto da moi militari verbaliz=
ronti è dal Sig. Lucidi Giacomo

(dal «Libro blanco sulle Mega
‘anfani », edi-
10 a ente del PCI)

zioni repubblicane e l'avvento del. vuta ad
marehia gaullista; oggi,
Do le testimonianze di Hai

uno serezio fra il dev
console francese




derel'se le Storia e la Libera ab
biano duro ‘a tanto dolore ed a
tanto sa

‘ questo proposito la storia del:

la conquista francese in Algeria
è anch'essa un testo classici







le la pena ripercorrerla; ci servi. zione liberale che aveva accolto
rà altresi a cancellare dalla no: Impresa d'Africa con la_ parola
e l'e d'ordine «la Francia ha biso;

torno a queste coso
ci hanno lasetato e el Iasciano Ia si va
«storia uMeiale> e i elibri di

Prima della conquista
rimavera
860) Alserio: ore ‘une ato. or
vrano, con confini ben definiti, con
una propria fisionomia, nazionale
ed internazionale, riconosciuta ul
ficialmento
os






Je: di ana tertalcha eco



quisto a prezzi politici dei pro-
dolti, delle economie rigide
monoculturali) prevede un note-



funzionari che a loro vole aumentò del reddito com-
vedevano plessivo dell'Unione Sovietica ©
Ogni pi pertanto

Ndati il servizio di polizia, la di-
stribuzione delle terre, la riparti



ione ed esazione delle imposte,
Di n pi esercito
(15,000 uomini) lo stato algerino
possedeva una flotta imponente
(66 navi) per molti anni, fino al
la batazila di Nrarrino, padro
na del Mediter
erano pol in Cutto n torto



rio duemila senolo © diverse uni
vel Algeri, Costantna, SI
rano. ia

un cerio limite piuttosto ristret-
to, per evitare di creare incon-
venienti alla produzione agricola.







già assaî me vicina ai

Umile minimo della forza lavoro

recessaria per assicurare una

reali e di canepa e con prestiti I quantità di prodotti suficente al

denaro. l'aumento dei consumi che la po-
La conquista francese Iniziò nel lifica di Krusciov pret

primi mesi del 1830 e si protras- Si doerà insistere quindi sui

al 1847, Inizialmente do- primi due aumentando sensibil-





voro, avevano reso florida e ris-

Le atrocità più disumane furo-







no compiute; e imonianze
vengono Je
perpetrarono:
vare la lor
allor
tiala. di particolari e con spirito
gi esaltazione, cid che credevano
lagemziment del dove:
Ed era la tragedia cd Îl sangue
Vale Ta pena, “atcacire qualche
breve citazio ‘emo forse
comprendere gli uomini che oggi
paiono a Sartre «arcangeli del-

Piras e le cul sosia non possono
a rs ad una dottrina politica
O ad ina Seslogio im sdceii
tradizione di folla criminale e di
culto del disumano,

estratore della carneficina
Lt mal trp
che in passato aveva disipprovato
quella guerra ev:









"obblamigreistittre la loro agri
colt»

I 1 gftterio
Pelissier



a



La distensione

mente i lenore di vila © anto:
matizzandò velocemente Vindi
stria que
cessari dei capitali iniziali che
devono per forza essere sottratti
alle spese militari.
Dunque come ha scrilto Ber-
d Russe! nella sua lettera gi





abbiano una maggiore am-
Blezza di vodule
Restano

ancora i De Gaulle ©

quelle dell'on. Pella.
BRIAREO







ell'ubbidire ed eseguire i
ordini: uno di questi dicev:
Qreansrillo

suoi





lella motto iuo
una terribile Jotta di vomint e di
animali

AI mattino, quando si tentò di



di
Sesia te

respirare

Varta che mancava all'interno.



pr
terati all'spedaletto di eampo, in

‘ondizi .vissime, i restanti
‘he ancora possono trascinarsi so-
no stati rimessi in libertà, perchè






prietà e i villaggi di Ben Salem e
di Bel-Cassem-ou.

Negli anni fra Il 1847 e 1 1871,
conquistato ormai integralmente
il paese, ottenuta la resa di Abd-
lider, Tesercito francese si vor

alla pacificazione,

La terra promessa

pil realtà 1a guorra continuò più

GU <ascang dellira> rete
voto ne) paese, alcii di Toro di
Vennero, goveriatri

(Cavagnao, 1949 - 1959; Chan.
gatnieri. Peliseir, 19641810)

n popolo alsering; geutto
sato, Gol CL Mpbittzione) e
ulti Ci) nni vl

(1668 quel capi
Li gigi









alla < pacificazione» iniziò Îl pro
si
preda di ma



lazione che eccedeva sul territorio
metropolitano.
SI Paiaid così 1a « colonizzazione
e fi



dovrebbe essere

nome. ele



are in Francia, l'Algersa è l'ulti:
ma risorsa della nostra grandezza,
Di fatto vi furono inviati tutti i
cosiddetti < IndesiderabMi> (forza:

<uomini validi dediti alla men.
dici, € quat 0.000 Individui
uselti dagli ospizi per fanciulli ab-
bantonati e perfino orfani?»
ava. dicendo:





popo:
TAtA da gento- pura p- senza mae,

isolse ini una entastro= 0
ed

a Colonizzazione,
impopolare fra le massi
to medio cominciò ad allettare eli
ambienti finanziari e copitalistiei



BOXE E FEDE

“La boxe è uno sport
che fa bene all'anima.
La maggior par'e dei
pugilatori che io co-
nosco sono devoti e
non bestemmiano mai.

(del cardinale Spellman
arcivescovo di New York)









Uomini



ificò così una alleanza
permanente {ra 1 più fortunati
speculatori di Algeri, l'alta finan-





22 metropolitana e esercito
niale;

Igeria divenne la proprie.

gruppo di uomi.

Ana ed l'gonegttaarsy dels tor

tici che crgi dirigono l'Algeria.

na

un quatro
economica, sociale e
ica, | così



gere agli anni dell'immediato do-
‘a ed lare al 1047,







Igerina».
parte tale più complesso ap-



il quarantacinque



e sottouomini

parato, il regime politico corri-



i
gerino è ino francese, l'et
fettiva eguaglianza essendo procla-
nata fra tutti | cittadini francesi,
senza. distinzione di origine, di
razza, di lingun e di religione:
l'art °: le donne di origine
musulmana godono del diritto di
voto. Per disgrazia però di tale

lo statuto conte

10 dal quale si vien

‘che l'Algeria comprende




tificato elettorale di un mussulma

no vale pressapoco un

quello di un europeo.
570.009 elctori del primo colle

dono auche

tlegimani del se





fi uizio

tori di sesso maschile. E, quello



| fece soriere



‘ogli furono tall da
spro» erba.
osti del secondo eollezio
furono ‘anpanmaggio di. delegati
amministrativi, camuffa
pendenti

50 n testimonianza di un di







LIO. trasieese all'assemblea
zionale: € Non sono stati gli elet
tori a letti, è stata



l'ammintetrazione che li”'ha
amati, impiegando i metodi di si-
4 da ina de

I fatto è

i avere fiacca
to ancora per lungo tempo.
GA

il quarantacinque





Guia Ù



| LADRI Eovol È
SRO EE

Quando i ladri presero la cit-
tà, il popolo fu contento, fece
vacanza © bei fuochi di artifizio.

La cacciata dei briganti autoriz-



proprietà ».
il furto vennero emanate e ap-
plicate. A un tagliaborse fu ta-
gliata la destra, a un ba-
Ja mano sinistra (che serve
le carte) a un ladro
di cappelli, la testa. Poi si spar-
se la voce che i Tadri rubava-
no. Dapprincipio, questa voci
parve una trovata della propa-
avversaria e fu respinta



imponenti, e si vide che non era
possibile farli senza l'aiuto di
una grossa organizzazione, E si
capì che i ladri avevano questa

organizzazione. Una mattina, pe

esempio, ci si accorgeva che era

scomparso un palazzo dal centro

della ssuno sapev.

te: nofiia, Pol sparisona piso,
alberi, monumenti, gall

foro quadri e le loro statu

ficine coi loro opera

loro viaggiatori,







ini. Ma vissero sempre felici e
contenti.

NOTA. I compilatori di un li-
bro di lettura per le scuole ele-



una favola arguta. O forse non
è nemmeno una favola.

(dal Diario Notturno di Ennio
Flaiano - Il Mondo)



LA CIRCOLAZIONE: UNO DEI PROBLEMI NON RISOLTI DELLA
VITA CITTADINA DI CUI PROSSIMAMENTE CI OCCUPEREMO



gono qui trattati.



STORIA MACABRA

Un generale, sul campo di
battaglia, vede un soldato
chi raolosam cate scopelle
sce dei feriti:
sciagurato — gli 01
State per seppellire dei sol:

non

cora
di
sponde il soldato = a dar
loto retta sarebbero sempre
vivi ». (Paris-Presse).

L è VIA GIUSTA
ragazzo sedicenne vie-
ne en dalla corte mi-



n
a
stato Guia per un ge
nere di reato che indicava
mne verso l'omo-
scssualità. Quest
cusa indi ece, con 0-
pisa

®



gendo dei passi avanti nel
la retta via». (da News of
the World)

LA CLAUSOLA

Una catena radiofonica a-
mericana. ha offerto i fune
rali gratuiti a tutti i pro
prietari di automobili che si
uccidono il 1. di gennaio.
Unica clausola: bisognava
inviare la domanda entro il
31 dicembre. (il mondo).

DISTENSIONE MUSICALE
Il cantante Tommy Steele
è partito per nesso con in-
tenzioni ben Vuole
convincere Krusciov. ad im:
parare il rock'n'roll. Egli so-
stiene che è un controsenso
che i Russi preferiscano i
elassici ». (il mondo





Due parole all'orecchio

Un giornale ha un significato nella mi-
sura in cui coloro ai quali è indirizzato lo
sentono come cosa propria.

Gi rivolgiamo quindi a tutti voi che leg-
gerete questo foglio affinché ci sosteniate con
la vostra collaborazione.

Scriveteci, fateci conoscere la vostra opi-
nione sugli argomenti e i problemi che ven-

Una.critica obiettiva è il modo migliore
per sostenere una iniziativa libera e spregiu-
dicata come la nostra.

“IL QUARANTACINQUE,, dovrà essere
non solo il nostro ma anche il vostro giornale.

Leggetelo e diffondetelo!





{COLLABORATORI



Luigi Ugo ARGENTI
Ezio BELTRAMINI
Franz BOLTE
Nicola BONACASA
Santo BONACASA
Manlio CABLEGARI
Antonio CANEPA

io CUROTTI
‘anco DELLAC
Leo FARALLI
Carlo GAZZELLI

Mino GUGLIELMINETTI
Guido LEVI

Dante MAZZARELLO
Gionmossmo MORTILLARO
Giorgio PEDROCCO
Massimo ROSS
Beniamino SCALFARO
Giacomo TRAVERSO
Ottorino VACCARO
Aurelio VALESI












IL QUARANTACINQUE

periodico universitario. d'informazione










Coop. Paligr. A. 6

querantaeinque

Libreria MARIO BOZZI

ANTICA LIBRERIA BEUF FONDATA NEL 1810
Via Cairoli, 2-A r. (ang. piazza Meridiana) - GENOVA - Tel. 207.845 - 292.877





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ALLEANZA COOPERATIVA GENOVESE


ANNO T - N. 8 - 81 MARZO 1960 —



‘ 16 pagine - L 60



il quaranfacinque

MENSILE UNIVERS



ITARIO DI INFORMAZIONE E CULTURA



NOI e l'UNIVERSITA'’ :::



10 studente stanno scioperando da
più giorni per protestare contro
corosa Situazione | della



Anche per îl nostro mon-
do (quello universitario)



questo secondo dopoguerra
ha si,
N



ato poco o nulla.
solo è mancato ogni
mento ed ammoder-
ento delle attrezzature
didattiche, così che lenta-
mente le biblioteche si so-
no trasformate in archivi
ed i laboratori in musei, ma
ancor più si è proseguito
sulla via tracciata negli an-
nî del ventennio fascista,
verso il progressivo svuota-
lento dell'autonomia cul-





igente aggiungiamo il ci
corso di Altri fattori, riscon:

trabili nella realtà sociale
del paese, dove la carriera
scolastica non è che uno

le; nelle strutture oggettive
entro cui si articola l'inse-
gnamento (pressochè totale
incomunicabilità ed assenza
di collaborazione fra allie-
vi e docenti, corsi e rendi-
conti annuali); nella omer-
tà intelettuaie del. corpo
iccademico, nella sua assue-
fazione ad un clima di illi-
bertà e di rinuncia, il qua-





possiamo dire, senza
tema di eccedere che l’Uni-
versità ita)
casi) è la vera scuola del
conformismo più che il li-
ceo, più che l'asilo stesso.
Chi vi entra, vi incontra
la sanzione autorevole di un
costume, la conferma di una
educazione in cui converi





smo, trasformismo, corru-
zione.
Quindi, o si accettano le

regole del giuoco, ci si sot-
tomette alle leggi che lo go-

me
turale dell'Università. la sua,



vernano, perchè soltanto
così si « riesce nella vita», e
ci si accontenta frattanto
delle «libertà goliardiche »,
per rinunciare definitiva-
mente a se stessi; 0, dopo il
primo disagio, si chiude la
partita, ci si abbandona alla
solitudine, ad una desolata
considerazione del
mo, allo sce
Anche l'Università è uno di
quei molti orti,
quelle fatiche di Sisifo che
sono vita e dovere.
Queste i
zioni allo n













n sono
SEE

\pprofondito.
Ciò'che ci premeva era'ài
porre una questione così vi



IL MERCATO DELLA CULTURA



chel.

Mi sombra supertivo atfermare



a i a tie di
cioè drammatici. non sui Digita rilievo
SR ne

tigliezze, né valga la pena
ritornare a strumenti e isti-
tuti, che in un ormai lungo
volgere d'anni hanno accu-
sato ed accusano sro

igine di questa situazione
Jormale sta” nel



"ai



(orga-
mi. rappresentativi, cone
sigli di facoltà), vorremmo
invitare tutti ad una comu-
ne collaborazione e ricerca;
rendendosi conte che non
sono în giuoco un'aula 0 un



Le “particolari
attenzioni,,





cimenti © per tali fini è sor=
to) e continua
cinque »:

Det d'appalto del ser-



È



stuto realizzano degli utili <rag-
iuardevo)

A una cieczione, ji ptudonti,
che protestava per la situazione



no immeritevoli delle sue «par
ticolari attenzioni»,
ada



ttolineare che ogni con-

versa per la mensa li
700 giornalmente © riceve sostan-
ze all alute come è



si registrano





‘a i pensionanti

ui 1 motivi dell'agilazione,
dia CTR AMO
trasferi







D re le even:
i inadempi
inora da O giunta
aipag..î: Fidel Gaetro.e la'niova Cuba! | té suse posteri
a pag. 6: Lettera aperta ad uno studente
a pag. 11: n mestiere - racconto di A. Canevaro







ed mons. Cicali

il querantacinque





| TACCUINO UNIVERSITARIO



La politica
dello struzzo

rappresentanti a
schierarsi con gli arleici della

Le callotiche organizzate, a
totato contro la mozione di ade-
A. facendo proprie

presen



a 1
antifascista. Nell'università essa
fu lolta per ll diritto alto studio;
lotta contro l'autoritarismo anti-
democratico; iotta contro l'igno-
ranza e l'oscurantismo; lotta per
la libertà delia cultura. A Genov




cienti. TL vuoto ideologico. Ton
1 egoistici



ideologico col pretesto che ail'U-

ntveroià mon si deve fare politica.

Ma ciò è menzognero. pe
o

fo-uno politica che altri ha scelto

noi. Significa abdicare atta
Te intellettuale e s0-
e di altri che a que-
la funzione non abdicano.
preteso che bisogni
« buona

Cot
parlare solo
amministrazione » ©





siae

le di questi titoli 1

Ateneo si

altenulî per respingere l'a-
Fa



di posi
quella del gruppo Edelui

dipendenti ‘di destra), preceduia
ghe quanto inutiti. enuncia-
zioni verbali dè ragione a gi

presenta
qualunquismo più del
possiamo dimenticare che in at-
degl occasioni gd sndiogne

i guenti got,

crime cl RI ISI fe To

respinsero Ta murione, di 201
fà per 4 licenziati dell. "anglo



batigra da fisica

No





ureati in fisica ha
Sposi ta notevole aumento de:
MI a questa Facoltà. (nc
7 gli iscrità e
TRE e questo celiinto.
tanto più notevole e sintoma-
tico se sì considera che, contem-
poraneamente, si è avuta una
lenta, ma preoccupante, diminu
gione! dogli iseritt nelle altre Fi
mtifche (infatti mentre
gli studenti. di ti
ippresentavano il 43,7%
nel ’57 erano scesi al 51,8%;
Essa è, in un cerlo senso, una









ref gioco det. > ha finora con mio avviso, è l'autonomia dell
di ta

per cui non più li condiziona la
paura di «fare Îl gioco>, ma una
SeNiO. coseno nerro i pun

infaa confluenza



tra l'aspersorio».

Cas C.

ne il mangandio.
na Moglie n cs



studenti e professori. Nella Fa-
colà di dsica, nel secondo bicn:

1 programmi che il CIC. (cen: Dio data ia te
tro lteraio cinematografico) — gi seri patiti
a Svollo e svolge ques'anno sl n i





anni, in cul praticamente
n di fisica coincide con
quello di ingegneria.



tniverstorio assegna ad un





'Diù che la struttura organica — 60m NO
corso universitario (se è

i di ner presenti le fngenti speso cui
uanorietto Lattiolta del cent in chi intendo” intra
e ‘questi studi. Le tasse
legge Ermini hanno ri-
poriato un notevole aumento (t
prat ributi ©

sale vati, diîicimente st s
oto delle 0.00 tiro);



uri grandi complessi in dustriati

della nostra ci ‘litoronza” del coî-

Paco sumo
Sonico dica
cr fon i na reo
PZA 4 Quentin che scie
cfdira tl Udi eriici ed duce sita di che_ es
seculo spronato di
Siani © l'inpomiviià
attimo dl



le nostra
o
si abbandonino falt prospettive di



dere ni
‘L'obbligo della

AE sui i o
esperienze più consone alla naiu- 3, poburcarsi la spesa di una
a del centro, già tentate in pas Ranama® © agio que



salo, con risultati soddisfacenti.
ta sia) pur)
puntuai
ST
Alcuni

gpida e



facoltà in, via di Formazione

iò presenta oltre ai proble-
ea
to, ed ai problemi” che conseguo-
no dalla situazione gi







mancabili diserzioni da del
rsì, © per permettere una

irieoioaa

pevole e < scientifica » della mi





estensione senza perdere in bro:
Utile, a fondit

cronistiche e. deficienti.

11 quarantacinque



a
[ LA STORIA CHE FACCIAMO |

UNA RIVOLUZIONE CONTADINA



La rivoluzione di Castro non



gennaio.





indipender
gna. Nel 104

oltenuta la decisiva vittoria

gli Spagnoli, non potè entrare
nelle città, chè qu Jennero
occupate «manu. militari» dal



Nordamericani, È quali si
tu





Casi
sistemi | monopoli, americani e
rano; giunti ad nelle loro
mani la metà della produzione di

l'intera rete telefonica,



Gion dei vantaggi

statu
immagina. facile
Sta:

schero; e si

mente che erano proprio gli










Uniti che importavano da Cu- rebbe slata, oltre che la prova
Î I

voluzionario del



dell
bisogno nazio:



venne: proprio
lismo della riforma
presidente Urruttà"e 4





0 delle grandi compagn
la





contiibutva ga
esistente stratora, "‘atitondistica
© cam e cor
n impover
di



mpre
di piccoli con



più larghi strati
tadini.

sempre quando



sabotaggi
ogni officina, in ogni w
l'Università. si formarono milizie
armate.

Organo — propulsore ©
della rivoluzione nella sua fasc
costruttiva divenne VINRA (isti-



soltosviluppati: ine
Sliminare le antiquate stratture
ne Al feudalesimo indigeno,
pottamo. inaigeno, il privi
legio indigeno, né ralfor







Una [forma agraria su cui basa



Wi riforma
Ù “diretto,
rivoluzio-

por
agraria) sotto
Sontrollo detteleren
VINRA che ha proceduto
priazione dei latifondisti

‘cietà americane:

in
la cacciata di Jimènez dal
vela,

Sta in Argen
vela ci si è limita
Bantere da dittatura, a resta
Te Ie Jibertà. parlamentari e la
Semocizi politic:

tina che nel Ve- zione appunto; Cuba era





sSpropriazione delle
‘ompagnio statunitensi
Tutto questo in attuazione del-



io di
iodio Gi Ora
Questo fervore costruttivo ©
rinnovatore non poteva non ren-
dere ratio, 1 magneti orde
mericani e Ja prime arma che
SOppErO tirar. fuori fo. naturale





un paese pt

capitalista.





proletaria, ma non è neppure horghese

mente di accusare la. rivolto:



battaglio economiche

nell'organiz



coattiva domi-
tato dui betistiano Eusebio Mus
fal. La forza di gesta
rivoluzione è costituita daî con-
£ Telemento, dirigente 6)







maggior pari

cattolici

ti di

cattolieî* una vol
Batista spararono su





p ‘questi. non
voluto includere. nelle
loro 7preghiefo mn'incocnzione a
favofe del. regime.

Lo stesso’ FIde] Castro, è un

possidente e catiolico

questo 10 i può Ieuere si que:
gli stessi giornali americi
iopo la destituzione di
resero a dipingerlo



al
detta “della rivoluzione, dalle per



Ugo Argenti






[stATO DI DIRITTO #]

il quarantacit



REGIONI E DEMOCRAZIA

Le autonomie regionali

nancata

ptttazione dello
male si inseri-
istesto Gi ‘inadem:
li e di sov-
dello Stato repubbli-




Voluta © di
Sciplinata dall'Assemblea Costi

Pur nella diversità delle pre-
delle impostazioni ideo.

lo. Così si fi
chè l'autonomia
la cittadella della liber-



dividuo e 10 St
nel dispotismo,
‘Regioni ale è

1

questi



DI che si diceva allora

Vale la pena rivedere alcuni
n

netta sensazione. al

qua sia passata sotto i ponti da

segretario della
tempi neila rel

Costi
del 1946,





lo n p
le le forme di autogoverno
‘amministrazioni locali, ne-
gli organismi sindacali, nelle asc
aociazioni colturali, negli enti di
assistenza e di previdenza,

nell'Aprile



della Rivoluzione Fran-
fu il centralismo che ellmi-
ente sociale fra l'in-



cese
nava ogni



MASSAIA DI PERIFERIA



- Decentramento e sovranità popolare

LV disp.

trans. della ©
tuz. fissa al 31-12-19

948 il termine
massimo per l'elezione dei Con-
Siti Regionali, ll 10. Dicembre
1949 con sollecitudine esemplare
il governo presentò due disegni



di legge: uno per l'ordinamento
regionale, l’altro per la relativa
legge elettorale. Poichè evi



rà.
1 la Democrazia
‘magiénevgei | suoi impe,

La Li oggi

Cristiana
ogni.

tra parte del giornale ab-
biauo Fiporisio m'ama e



questa serie amplissima di pote-
ri uno strumento di ionale
i pro-

di concentrazione economi
he caratterizza

di sviluppo della





l'organizzazione

scolastica,

nella

di crisi



c 1984 zazione
col itolo € Via il Prefetto! 5 sce 000), ha
sileno, analoghe, posizioni. De: | prova della vol

fetto — afferma mento
Einaudi — ripugnano profon: na
damente l'uno ‘all'altra Nè in La stampa conservatrice, ov-
Italia, nè in Francia nè în Spa- viamente non ha risparmiato i
gna, nè in Pr li e le sue ironie a que-
© non rà n



Sinchè ci sarà rlato ancora una volta



no sccenttato di cui il Prefetto. gi unita nazionale, di recite
è il simbolo di contenere le spese, di sicu-
Ma dopo linte belle parole 1 Sezza ceo. ecc: ‘Rae il vaga
fatti aspetta- glio della retorica borghese,
Venne il 18 Aprile, venne liberali cui si deve, almeno
la maggioranza assoluta della formalmente, la crisi hanno mo-
De a itiro del loro appoggio
democristiani che, sotto ln al governo Segni fra l'altro col





più campo anche fra csponeni
partito di maggioranza 1a
di attuare il. precetto
le in materia di Rte-
Persino fl senatore Luigi Ei
regionale i Stmemore di avere dello
sabotato in tanti altri. in alt tempi che: «La demo.
faro un po" Gi eroni- cresia sl créa colla Snolleholtà
delle. Assemblee nola. vita















nell'ambito delle quali la Regione |zione 0 di

il quarantacinque 6
4 2
zionale >, è sceso in campo aper-

to Art. 114: L R bbli i ri t j r inni
a Mepubblica SI riparte In regioni...
(Costituzione rit 115-1%; ee-|La dottrina ha poco oriodossa- | Il Governo se ritino cho una
10 Febbraio 1058) fiente ‘inferprolato questa. norma [1ogue dio Regione "sio. visita
Me Regioni. | nel senso che lo Stato deve prima |da violazione di legge o da con-
omar iena emanare delle «leggi. cornici» |irarietà. agli interes a

giano legislativo eletto, dal popolo



da le Regioni a Statuto Speciale.
Mi permetto di osservare che:
già ‘ore prendere co
me metro per giudicare l'istituto
regionale le Regioni a Statuto
furono. inve-

sito di particolari poteri,
{a dei particolari pro-





Regioni sarda e siciliana) furono
partendo dal riconosci
mento di Tatto che per alcun





lizzato. Non si poteva uscire da
quella crisi se non eciso
impegno di lavorare alla ripa
razione di i torti
fatti a quelle regioni e ponendo

iisposizione di gli stru-
menti e i mezzi necessari allo

adempimento di quell'impegno »

Una battaglia democratica

Comunque la lotta continua da
con la. semi





attuato con

preoccupanti
ini a noi non resta che
esprimere. la. sporanza che lo
istanze popolari e demoeratiche,
pur coneulcate sul piano, legi-

ed amministrativo, pren-





a dal Consiglio nel | eserciterà îl
‘che è l'organo - [no cccez





secutivo, azione. alcune
Presidente della Giunta, che | ca "ri d delia reggo 10.2 1050:
Fappresente Ja legione; promul- | uno di merito: il che significa



‘coordina l'attività che l'allività legislativa delle Re-
zioni [gioni non deve recare danno al-
Futarosso nezionele o a quello di

altre Regioni t117

ga le leggi;

nale
o la questione di merito di fron:
fara Paini
2. controllo sull'attività am-
| ministrativa.
controllo sulle. persone:

Il governo della Repubblica
può chiedere al Consiglio regio-
nale la sostituzione, della. Giun-
ta o del Fresidente, in
a violazion








tate atta organizzazione interna. |
(e.
ò ‘1 poteri della Regione.



n

‘osì in qui
wii in u prerogativa |
A. (Giunta
tiva). (C.|

importantissima

ta
della Republica per le glosioni
Prefetto e alla s i Lies î

| teginali, può sciogliere il Consi
glio. regionale nol. seguenti. cast:

cuando compia atti contrari al

ione o gravi violazioni



130).
"| 4) Controllo dello Stato sulle
Renon oi Der I





a
controllo sul'atività le
siti vi
pn) lese spprovata dal Con-
calo pedonale È Comuna a |



In questa attività la Regione in-
contra due limiti
‘uno di legittimità:
re che le leggi re
ere





il che vuol




sicurezza nario-

vare;
si per ragioni di
SO” Morni. dell'apbrovafione, -—)|naley (Cost, -art-128)







dono sempre maggior campo fra
l'opinione pubbliea riescano
impor:

na lean



quelli cho "formano
Gittadino de



Alfredo Medio

P.S, - L'A. consiglia vivamen-
te, al fine di comprendere me-
glio lo spirito della nostra Co-
Stituzione,

merose citazioni per
lavoro.

presente

(1) Partito Comunista Ttaliano, Par
di Unità Prole.

Partito Repub.
rai: Cristi,



tito. Socialista I
taria, Parlo. d'Azione
licero ltaliono, Demon
Partito Liberale Italiano.



In Italia il rapporto agricoltura - industria è da paese sottosviluppato









il quarantacingu



IL MONDO DEL LAVORO
A



Lettera aperta
ad uno studente

10 ha



tallone @Schite; 4 mio, fortunatomente



Roluto (e non depreco la sua sinceril) motivare
«Quarantacinque > in generale ta
rubrica < Mondo del ino E rel lare al mio



LE COMMISSIONI INTERNE



nome e cognome le seguenti parole: vuole costringere
anche lui g Arizzar lacrime culle miserie degli operoi “sftatali

Evidentemente, amico studente, il





corrent avviene nelle fabbriche, Il mio giudizio, nei
SUOI confronli, sarebbe senzaliro diverso,

Voglio precisare che mon no lo sioffa del commediante: non
intendo far piangere nessuno; perlomeno non ho la poco edificante
pri i far estrizsar lacrime > per delle vanità; unico mio deste

lerio è di esporre le cose come sono ; se qualcuno, venendo a co-
noscenza di certi falli dovesse, magari, piangere, ebbene: non
dovrebbe sergogne!sensperoho adtoltrarsi, anche. vivamenie,

de so $ qa maniestacione di acpotosso gu di
forsa” perchè. implica U “rionoscimento “qhuit dimensioni

Gelato Tenete pron ESA i
mic) ident, ll opera! mon sono strutati. Non

etuno queste cose Negure a coro Gi. sione

tolo delle Irattalice in rappresentanza dei datori di lavoro:
Non conputerò i suo pensiero riporiondo tabelle salariati per-

chè lo spazio a mio disposizione



lamentazione del rapporto
di lavoro in armonia con la muova reattà soci

Lo, fruttamento significa fatica € dolore, Asici © morati. per

milioni di lavoratori che dopo aver piegata la sci chiuse le
lebbra sono costrelti a versare nelle mani delle loro donne. fanto
denaro da farle disperare perchè il costo della vita è più ati

assci più alto, amico studente.

Le gico, in pieno sincerità. che avrei preferito mon scrivere
questa lettera: perchè, questo scritto, è



maredienti di dantesca memoria, benaì poveri dio
ropria elotenza. entro
Der far pesanti le lasche dei ri

mi n te



i studenti e operai, per rinnorare la vita sta nella
scuola che nella fabbrica.
MARIO GARDELLA





riferimento alla situazione sî

rai

numero scorso, alcuni 1
stri loi ci hanno chiesto un pro
filo storico e un maggior approfon:
dimento sul fois
Il primo accordo costitutivo
di una C.I. permanente risale al
106, € venne firmato a Torin
nella fabbrica di automobili

poni nsgarò 18 Soppressione
le libere rappresentanze. ope

Tolfa co accordo puoi



spezzato, tra la orga ione
degli industriali e dei lavorato-

‘Il 25 Aprile 1945 il Comitato
Italia

46), ma la disposizione
niva confermata dalle autorità
alleate.

Nel 1947 si ha un nuovo ae-
cordo tra la CIG.LL. e la Coi

Andustria ma già nell'anno suc-
cessivo un colpo viene in-



ferto alla organizzazione operaia
ssione. sindacale.

onseguenza si ha la de-

nuncia dell'accordo da parte del.

la Confindustria e il rifiuto di

rinnovazio a partire dal 1° Gen-



dine ancora oggi in
Commissioni Inter-



tratti collettivi non legano s
non le parti firmatarie, esso non
ha vigore in tutte le aziende ch

ino all'associazione
padronale (Confindustria). Oggi
i sente l'esigenza di una legge
sulle C.I. che né 1 fun-

zionamento e ne estenda l'osser-

questo proposito si possono
cin alcuni dati

ione parlamenta-
ta
il 30% circa delle imprese visi-



tate non ha la C.L, e che man

mano che diminuisce l'ampiezza
della fabbrica la presenza delle
CL si fa più rara.

A Milano su 180 aziende prese



in esame dalla C.G.LL., 145 non
hanno rappresentanza operaia.
Roma su 100 cantieri edili uno
E graiRiCI
Li no, peggiora, natu-
ralmente, quando si scende ver:
il Sud: A Palermo la C.L.
Ste solo in pochi can
è CI dannorfastidio ai < di
moeratici> padroni di fabbriche
erchò, auncia la com-
missione | parlamentare, in essi
che contrasta

un organo
î dote assoluto imprenditoria-

fatto molto indicativo: il



gli esempi si possono moltipli:

La crisi in cui si trovano oggi
le CI. è dovuta principalmente
a questi fatti: mancanza di lo-

lucono la tec-
nica delle trattative separate.

A una legislazione sulle CI.
sì sono sollevate varie obiezioni



ne più ampia dei problemi e



il quarantacinque

LE CONTRADDIZIONI

DI MACMILLAN

Il neo-colonialismo inglese

Città del Capo, 20 Gennaio. Il
primo ministro sude

fiuenza politica
dell'Inghilterra,
Parlament

ichinrava
ento sudafricani Noi



DobOl del Pacifico e gli altri con

Feat vivono e sì sento dela

acformato in quello

ii eola Verso le nuove asnera

gioni); Nidiigera ul < Qua:
ii bainbrb dels Communmeeità

‘vivo desiderio’ di dare a



il nestro

CORE ROIO
frinca.



‘e în pratica nei nostri ter-



Come si vede, le dichiarazioni
dei due primi ministri, esprimo-

no concetti antitelici; esse, per
altro, sono perfettamente valide,
in quanto s'inquadrano, a mio
ivviso, în due di:



zista sull’atteggiamento ufficiale
ino allora tenuto dal Governo



inglese verso i territori delle ex-
colonie; atteggiamento di tacito
assenso. e qualche volta di effet

Jere infiuto sulle decisioni del
Governo ing]

Distensione
e doppiezza”

Anzitutto,

internazionale la posi
fe dell'Inghilterra era assurda €
doveva essere riveduta. Nei ri-
guardi infatti dei problemi della



dicata

"ae

‘suo
leati di essere» troppo elastica,
tO pes ipdeal roof

ta a compromess
rischi con le potenze comuniste»







fazioni dei « bianchi» sugli. in
igeni di colore e di favorire,
con ingiusti interventi. la discri-
minazione razziale. In una pa-
rola, in riferimento a quanto e-
sposto, la politica estera inglese
era stata definita: « della doppia
cela

Sempre in campo internazio
nale, grande peso nelle decisio-
ni britanniche, devono poi a



una autonomia più sicura che è

dei contratti collettivi, spettan-
lo alla C.1. la rappresentanza
conereta degli operai dell’azien-

da presso la direzione di fabbri-
ca):

La Confindustria, poi, diceva
di non comprendere perchè si



quio alle autonomo
potere » dei lavoratori



Una legge sulle C.I. dovrebbe



bri della
5) vigilare sull'adempimento
lelle norme e stabilire le san-

zioni.

Si attuerebbe in tal modo una

maggiore intesa tra i datori di



lavoro e lavoratori, e la colla-
orazione all'interno, delluzien

‘herebbe soltanto
l'assoggettamento della CL ai

poteri discrezionali dell'impren-
Gitore.

‘RINO VACCARO



re avuto le considerazioni su pe-

argomento come întrodi

suo citato discorso, giustificando
n esso anche la sua ingerenza

negli affari interni di un «Do-

minion », puello sudafri-

cano,

1910. Egli dice: «Il

la sovranità l'uno dell'altro nel-
ba
sa vo)

iremmo essere renti diro dt

5A della politica Inglese sia in:
terna che estera.

Salvare
capra e cavoli

coner
politiche e sociali dei popoli di
colore. Chi si



pri enormi inte-
ressi politici ed economi ni
misurare accuratamente i ‘propri
passi. Questo perchè il
problema è multiforme. (e sareb-
Faterescanto ap-
nonchè,
dato Il rate ita cea
è possibile farlo)
quanto riguarda le popo-
Tazioni di colore, esse chiedono
il rispetto dei loro diritti umani
dia dana
civili, la resa dei beni economi-
gi di cui sono stati defraudati,
e, in ultima analisi, un prop!
e
tima richiesta ha assunto pro-
porzioni notevoli in questi ulti-
mi tempi, galvanizzata dai sue-
cessi riportati in varie regioni,
esasperata dai lunghi anni di
forzato silenzio. Al proposito
Macmillan dice: «Il vento dei







mutamenti soffia su tutto il con-
tinente. Sia che lo gradiamo 0

ca> sono di duplice ordine. In
breve, nelle regioni in cui essi
reclamano |’

indo rimanere,
gioni romiche, nell'ambito
del Commonwealth: In queste re-
gioni ed in quel Su

ann
‘antaggi economici che sono riu-
sciti ad accaparare a danno delle
popolazioni negre. 0 op-
osizione a qualsiasi concessione



cagione appunto dei motivi sud»
detti.

ultimi

que, in questi



rica ha detto: «Noi —

iti sappiamo che, durante îl
Ro roc
prese importanti di



tico, economico e sociale del con-
tinente africano.
GIACOMO TRAVERSO

— Al momento di andare
giunge notizia

ne ie
so traltiamo în altra



ariaze troppo governo ate

a commenti sono superi. P



Vi le pace. net
Cia



s

UN MALEDETTO
IMBROGLIO

Dunque, bastano poche o
re, le velate minaccie di un






























controlla mezzo paese, per
disfare il faticoso, se pur
ben minuto, lavoro di molti
giorni, soffocare la poca lu-

mento così importante e de-
sivo nella storia del nostro
es
E' inutile cercare sottil-
mente le responsabilità
motivi di un fallimento così
palese e solare, anche se è
doveroso operare distinzio-
ni e riconoscere ad alcuni
una qualche serietà nelle in-
tenzioni e una certa volontà
di chiarezza; la verità è che
la democrazia cristiana, co-
sì com'è, o non è ancora
matura per svolgere un
ruolo veramente autonomo
nel quadro dello sviluppo
democratico del paese 0
‘oppo si è compromessa în
passato con quelle forze
che oggi la ricattano e Ja

quistar sens
fermazioni di teri;
sul carattere « oe ed
antifascista » del partito,
Ciò che Us sono gli equi
voci, le ambiguità di sempre
le mezze di e in fondo,
l rees ponsatne condotta di
uomini, troppo avvezzi Al
giuoco del potere, senz
sostegno di una pie
morale, «facili prede» di
chi, altre volte e con inde-
tici Az da guidato e di-
retto il p "

«Il goroeno d'affari» che

spera di va-
Lino

cora una volta, quei proble:
mi e quelle soluzioni, cui al-
tra volta abbiamo accenna-
to e che costituiscono gli u-
nici strumenti per un reale
ncreto rinnovamento
i
Problemi e soluzioni che

non si possono nè accanto-
nare, nè ulteriormente pro
crastinare, che prima o poi,
ma certamente molto pre-
sto, si riproporranno come

scelta e dovere; questa vol-
ta non soltanto ai dirigenti
del partito di maggioranza,
ma a tutti i cattolici,

FATTI

Î I



il quarantacinque

DEL MESE |

Disarmo e perplessità



Sono trascorsi ormai due
anni da quel 31 marzo 1958
in cui il governo sovieti
decise di sospenderi



‘unila-
teralmente i propri esperi-



menti termonucleari: è in
questi due anni gli effettivi
delle forze armate dell'U-
nione Sovietica sono stati
ridotti ad un livello inferio-
re a quello previsto per il
termine della prima fase
dal piano occidentale di di
sarmo. Contemporaneamen=
ie il governo inglese, che
aveva in precedenza dimi-
nuito le forze armate, assi-
curava, dichiarazione
pubblica, che avrebbe ripre-
so gli esperimenti solo do.

po le altre potenze. E un
medesimo proposito mani-
festarono gli americani dal-
l'autunno del ’58, con paro-
le dello stesso Eisenhower
(anche se ogni tanto qual-
che generale del Pentagono
consiglia di cambiare idea).








Tuite queste sono, a no-
stro avviso, concrete e ra-
gionevoli iniziative di pace.
Per armonizzare in una
convenzione non provviso-
ria si stanno svolgendo a
Ginevra, in questo momen-
to, due conferenze, una sul
disarmo totale e l'altra sulla
messa al bando degli espe-
rimenti nucleari. In questa
ultima anzi si è già raggiun-
to l'accordo per la sospen-
sione di tutti gli esperimen-
ti atmosferici e di quelli sot-
ferranci di grandi dimensio-
i, e per l'organizzazione di
ispezioni fisse annue onde
rificare eventuali. viola»

ra stato tuttavia
DOssibia.irlioluere 10 que-









ione delle scosse sismiche
tensità inferiore a 4,75
perchè cogli
menti non si è in grado di
distinguere le piccole esplo-
sioni sotterranee da quelle
telluriche di modesta porta-
ta. Dapprima gli occidentati
proposero che ogni scossa di
questo tipo fosse oggetto di
controlli. straordinari onde
accertarne la natura, ma i
sovietici dissentirono per-
chè, dato il numero eleva-
tissimo di piccole scosse tel-
luriche nel loro immenio
territorio, ciò avrebbe signi-
ficato sottoporsi ad A
ni troppo frequenti. Le ci
missioni infatti
raccolto una messe di infor-
mazioni potenzialmente uti-
lizzabili anche per fini di-
versi,
stici.
Dopo di ciò, dichiaratisi
contrari ad un trattato par-
ziale (riguardante cioè le









per esempio spioni-



5) sottoscrivere collo stes-
so trattato l'impegno per u-
na moratoria volontaria dei
piccoli esperimenti în atte-
sa che studi in comune non
consentano di migliorare gli
sirumenti in uso.

ll primo punto cioè accet-

sospensione totale e legaliz-
ne di fatto,
dall'autunno 1958.

A questo compromesso gli
inglesi si sono mostrati fa-
vorevoli mentre gli ameri-
cani Ronito Ginori ine vol-
ta confermato di essere pro-
fondamente divisi: perciò
Mac Millan si è precipitato
a Washington a controbat-
tere le tesi dei più riluttan-
ti. Costoro infatti (Penta-
gono, Atomic Energy Com-
mission, alcuni leaders det
Congresso) sostegono -—
lo citiamo dal «Corriere
d'Informazione» del 25 mar-
20 1960:







ci sono garanzie

per violazioni segre
D) se si potessero CRE
te adesso alcuni esperimen-



ti, si otterrebbero degli otti.
mi risultati economici e
strategici.

Ovviamente la seconda o-
biezione rivela la pretestuo-
piego

ntamo da soi
mgue Herter e n Di-
deren di Stato sono as-
vai più i



così palese quella che è 0g-
gi la maggior preoceupazio-
ne del governo americano:
prender tempo senza vinco-
îoni definiti
scadere dei dodici
mesi sarà nuovamente pos-
sibile decidere se conviene
© no dar retta ai militari.
Ma queste ripetute dila-
zioni non possono che nuo-
cere alla causa della pac





Noi non vogliamo valuta-
re con questa nota i motivi
per i quali gli americani
perseguono tn disegno di
questo genere;

TÒ ribadire che col dilatare
artificiosamente i problemi
del controllo ci si Sup,
pur trattando, alla spinta
distonsiva dell'opinione pubs
blica mondiale.

Secondo Adenauer, per e-
sempio, «disarmo nella si-
significa che sie-
come lui non è «sicuro»
che il disarmo gli convenga,
è meglio rimandarne la
concreta attuazione ad un
futuro indeterminato.





lidi

il quarantacinque

IPOCRITA COMMOZIONE

A Veereninging e a Shar-
peville (Sud Africa) la po-
lizia ha sparato su una fol-
la inerme di negri, colpevoli
di aver protestato pacifica
mente contro la segregazio.
ne razziale, il cd. <apar-
theid ». Bilancio: 150 vittime
e 136 feriti che giacciono in
ospedale guardati a vista
come pericolosi criminali.
L'opinione pubblica e la
stampa borghese sono in-
sorte: si è parlato di « sde-
gno», di «orrore», di cinu-
mana fio ona









discorrendo roi è tirata fio:
Titta 1a fraseologla, delle

indi occasioni. Persino
LOSSENVATONE ROMANO
è intervenuto precisando ri-
gorosamente i limiti oltre i
quali, in una nazione civile,
i tutori dell'ordine pubblico
mon devono andare. Abbia-

soffocaria con le
bombe lacrimogeng, analme=
narla con gli sfollagenie ma

jammai . falciarla indiscri=

minatamente coi mitra. E'
già qualcosa.
Ciò che non si è dUlo, ciò



cani non costituiscono un
episodio isolato di violenza,
un delitto perpetrato da un
pazzo per qualche sadica
poluttà; mo, al contrario

seguenza logica
cd Mede di i politi-





ca, di un'economia, di un
costume, in brevo di una so-
letà. Di una società che si è

creata, pufroalamnine È
ora, quando da i soli {rutti
che può si vorrebbe con-
dannare

L'eccidio di Sharpeville e
di Veereninging ci appaiono
come un'efflorescenz
bubbone su un corpo mala»
to che è la società borghe-
se occidentale.



Situazioni come quella
sudafricana ce ne sono 0-
vunque nel mondo: in A-

frica come in America, n
Asia come in Europa.
hanno nomi Biesse o acco
da delle
chiamano cotonialioo, 195

ismo, fascismo, sfrutta-
Mento. delia classe reperata.

Dovunque l'equilibrio so-
ciale si basa sull'asservi-
mento di milioni di uomini
da parte di altri ivi la vio-
lenza è necessità; si potrà
porre in essere cogli sche-
dari 0 coi mitra, ma non se
ne potrà fare a meno. Di peg
le stato di cose, che si s0-
stanzia di quotidiane pleno
zed SIpARinE







di Uberto, 1 bonponsonti
borghesi non si accorgono,
non vogliono accorgersi
Poi un giorno 150 negri
vengono falciati dai mitra



a lupara»



Scene di vita coloniale



9



ne fosse bisogno, dell'ipo-
crisia colla quale vengono
affrontate certe situazioni.
Non basti
Verwoerd 0 con chi come
lui in preda al panico si ab-
indona a isteriche mani-
festazioni di impotenza. 0c-
corre ricercarne le cause
per eliminarle radicalmente.
AM.



essi si destano dal loro tor-
pore e bi



tirsi lesi nei loro principit
umanitari e liberali
‘a per ottenere compas-

{a cura di Luigi Castagnola
sione e appoggio morale gli carte









oppressi devono essere i- POI
nermi © rassegnati. Guai se gi
CIUESE O OT REN eri dr Ciani Vl vale rg
mac ta DIO- na Elisabenta al Louvre gli ufficiali
tenza con la giolenza! DI biiunci bano jr la decisione
venterebbero "allora comu- di limi ll più posi fotogr
nisti, ribelli, terroristi, ban: © dela "eine Pos) cli de
diti e porcherie del genere. dere ia loro sovrana tra tanti iudi
Riprova questa, se pur ce (Dal Dial tiro)



À proposifo della
Mostra del Deportato



avviai verso la 0 sta di fronte al municipio me-
dii dl Hans, Zauner, taqualirenne. VorgomaStFO. di
ch sindaco quando i nadisti goverantino iu edi



“ita ia SUDi nipotini dal Joro posto; davanti mi televisore
imodare in una poltrona.
disse in tono gentilissimo:

che a Dachau





sieno m èrot Moti copiti Prigionieri poli-
tici che St trovavano Ia purchè di opganevano Mieggmmenie al ui
verno dallora
Sussultai a questa giustilcaione gol crimini nazisti da parte
del vecchio gioviale dallo sguardo tt
1 borgpaneatro conlinub parare d'una nuova controver-
sia che jau — oggi dimore



del
fuso e Hutsguala T Tomieanecento Pironi tig, ceri iau
tale

re Leonhard Rotl



ricordo di quelli che vi morirono. E' specialmente grazie
sforzi che vanno avanti i piani per l'erezione d'un monumento &



Padre Roth ha prodotto sensazione in Baviera accusando
1» aiilorità di voler far cadere Dachau dalla memoria del popolo
tedesco,

se il borgomastro Zauner, mentre sedevamo insieme:
quei Padre Roth è un planiagrano
hanno niente è che fi in prete,
Dachau dovrebbe essere biasimeata? II
che





merci alle flere internazionali,
Dachau. Non è il luogo dove quelli avevano

ta gio. doo
to? E a causa di ciò evitano le nostre

il campo di concentrament
merci...

ubbio ghe polesi avere sulla polonza dol gruppi di
la Germania Occidentale, ssa:
nel campo di Dachau pér far





rele È un uomo forte, muscoloso, con guance profondi
Sritano di fera siucerità. Un uomo
e te lio Ma calo lei è
un giornalista, non posso parlare, a o
po. Mi è sato detto che no già parlato troppo, che non devo più
Toncodero, Ias
Sui 10th a pio Diato Chiesi. Scosse le spalle e dis-
dine è venuto dalla E RIO

Il pr
mente Incavate ed occhi che



















se: «L'on
verno. Qui non è come nel suo paese. Chiesa e governo sono stret-
tamente uniti. Ci sono molti in potenti posizioni ai quali piaci
be vedermi ridotto al silenzio. Ora deve andare
ve ne andai. Venendo dal campo, passal davanti ad un eaifi-
cio di mattoni; il erematorio dot” furono bruciati ‘migiiata. di
E' l'edificio che il borgomastro Zauner e cinquantacinque
talloni ai tedeschi tengono tanto è dimeniteite,
LLEW GARDNER
«The Sunday Express >, 10 gennaio 1960



10

il quarantacinque



| TESTIMONIANZE |

Intendono gli uomini quando dico “amico, ©



Poichè questa rubrica vuol e5-
sere specchio di certi aspetti del
re € di sen

pongono nella mia vita.
Voglio prima riportare una le-

corsogli durante
in ospedale, quale egli lo ha scrit=
to.

«Lo riportano in corsia dalla
sala di medicazione.

Vedo che trema è non riesce a
coordinare più i suoi movimenti;
l'infermiere lo mette a letto e se
ne va.

Passano
labbra ed { sui

cinque minuti e le sue
continua





— Volevo vivere della mia fa- vare sè stessi, a comprendere il
tica, non volevo essere mant senso della vita, a vi
to. Perchè ho la mia dignità, per= società, in ogni caso i modo di
chè non sono un i fe co: vodere mio © quello dl mio omi-
me vorrei essere. Sono una brut- co sono molto simili. E° nel cri-
fa cosa gli incoscienti, dottore, sitnesimo che abbiamo riposta
se ne accorgono © la nostra vita. La nostra tolta di
tono fel. Vorrei perdere tì cer: vomini, per. mutare questa. s0-
tello. Cletà, muove da questa premessa.
1953, da un anno non lavora. La società da mufare è prima di
E andato a trovare il sindaco lutto in noi stessi. È' quanto Ge-
Che lo ha ricevuto e gli ha streî- | sù di Nazareth disse a Nicodemo.
a mano cin fo lo di o
minna a chiedere 1000. Pon E de
201951 continua a chiedere 1000. _ Sere" Regno di Dio». (Giovanni
si i Fpato di se stesso. 1 Sui sco ento sonate
voglio essere un Tn ter dere ai nostri frat ciò che
elio agito ta mia atto e II i ni

1065, J000x, Fides è divenita

fissa. Lo martella giorno € notte. _ addi
Nel ‘53 aveva avuto dele crisi nella
nervi si fanno. più fre- coniemp

Sono di quest'idea

De
care un lavoro, voglio lavorare È
fronte © 50, cho mon posso [T "% sindaco 6 va onorevole lo Cmentalimo, retorica pos
ente di PIÙ: |. verità, doltore, | ficevono e gi stringono la mano. ter del
Gp spore 1a senta. Lo tetà glo padre è Luco che (4 GITA
in piccone toi i salta Crede. M jo fratello, tu! fa mano, zia», Te at
fr te mi man i Sinti o zioni pet pp
Torte, troppo forte. leggo con i Preti: L) Tute fes,, no batose perdie note erutoni.
nente; nre Vini pi si jr di i
* L nni 180. i jogri
posso diri uomi e L'maretico dl Sud Vor acta diari
i aver comsentito Gi tra
è o

Cerco di rilirare
la mia mano dalla sua, ma è su-
Bilo di nuovo Ceco ‘e continua
a stringerla fori

— Son sette anni dottore,
seite anni che coni
mi sto uccidendo
non riesco a riposarmi,
sempre.

Mi parl

la fronte è ma strim

Cinquantaqualiro armi
[piana



troppo,
‘penso

mentre gli accarezzo
ge la mano.
scapo-

disertò l'esercito e si.
delle alla macchia. Combalte con
È parligiani nella zona di Ales-
sandria fino al *45.
Parla di sudore e di

a Tpertd, lo giu
etto, la speranza, la
pace, il lavoro.



— tornai giù dalle
montagne non ero più quello di
prima. Da allora non stetti. più
dene.

iprese @ì lavoro di calslnio;

una cis curata all'occhio
destro Di soi

— Mi accorgevo da solo che la
mia scarpa (e dice «scarpa» a
letter mau

tà> e clavoro>) non era più
quella di prima.
(O fl suo mestiere e gi fe-

mai più 1

roba che capis
messo che querre ed ingiustizie si

natia” Sa no. tasci | Perpetrassero sotto" nostro
ae dia no. tatci Ei tordO 0 pedgio coi nanro ar
che non lo farei. RT Ò
ve om 10 Tar, ma non Mo: — La sofferenza di tanti è ta no-
role che valgono, ne Ma sen: lo chi non è. brutalo dalla
lite lroppe. Con tante mani che Ss0/0_ chi mom È a
streito, di sindaci onore. Miseria e DI appa ne One
voll, non capisco perchè continui TiONi © DOGENTCRe (0303 Na: Tr
ct E rorane, caro | Chedermi dove ho personalmente
5 a icon io, Lomianione è #
astiote ma lic ni E La ta N orso unico grando pecedio di
nno di al i macho: E quetto Il pet:
sue Ulioni, Cè una cosa che 00: Cato ene id malo tas è
Sieni sono molaoibili te (leo aeì | Trento ene macita fm altri riber
gono invinolbl, fe {deo del Tione © dispusto; © questo che m
rintaceiono Inti "4. (rate che

auguro di rimanere sempre
giovane. Io. pretendo il. rispetto



per me, per quello che son0, DE scorrere, _scricere, ‘na

nomo che rappresento, Se fr: , ,

vossi un ai O a o ei

quando esco di “qui ci fosse une A

ica ricura per i oi Non chiediamici altro.

rei subito. Ma oTa è così, e. OTd Non saremo not due a grida-
‘meglio che perda la testa. M re allo scandalo se ‘un fratello

510 uccidendo. lasciando la Chiesa pens È
(on diciamo più nulla, solo ver abbandonato la tradizione, la
ino sguardo, solo luce negli 0c- superstizione, ll dogmatismo, il

chi un chiederci di fratelli e ba- eltonisino >. Ma. ciò che

na di iconto, Ta

Stasera gli faranno l'encefato- Misura della mia adesione dl Cri-

gromma >. La mia" compartectpazione

agli utili>. Agli «utili» dell'ago-

Salvatore Spensieri l'amico di nia nel Getsemani; delle
cuzioni senza ragione; della slra-
da del Calvario; della croce. Io

non sono it più bello,
n prpoleglalo. Sono it più mise:
ro, il responsabile. «Se un fra-

ie a
mancano del cibo quotidiano, e
uno di voi dice loro ANDATE IN

senza dare loro ciò che è



sofia. Atutare i più giovani a tro-



necessario al loro corpo, @ co-



questo: che Ul amiata gli tri glt
altri come io vi ho

Sano ha maggior amore di comi
che dona la sua vita



gli altri; soto ere
Mo nella fecondilà. del sacrificio
nostro, e nella necessità di

possibite @ tu

della gioria ©

i col
‘o rendere
la parola <veni-
te a me voi tutti che siete dispe-

ati».
Dio non è morto.

de, come
nel buio, 10 dato coraggio
forse a qualcuno. ma è sempre
notte. E la loro parola, il lor



le nostre spalle narrodio dumete

fratello to fa

tenere. il posto, lavora coi preti»:
Questo ci fa male. Contro que:

sto lotttamo. Anche questo ci è

proposto dalla parola dd Figlio

dell'Uomo. E not non

Mo di nuove da aggiungere.

Pietro Lazagna

il quarantacinque ti



gni tano qualcuno pasava e le
grida

di pamagio, Gente che





? Ma cosa fai qui,
se non lavori! «Non linoro, per te
sa quando lavoro



Qualcuno rideva sentendoa prlare
mini, per "a quelle che sbatte



Ti pel
da portare al Jabororio. Îl



teva un. rossetto forte
c macchie i denti “Adeno
za. Aveva, una. borsa grossi
busto, € mon fumava. Anche la
era per al Pi






do bat,
mo che ava rito le url «Lane!
oggi. proprio i
spose ‘e quello rise servendo. due
negri Cocacola ©

==“ UN MEST TERE

ie
rano una moneta. Il mezzo-cieco
Rastò piano suonando colo; € guar: dò Lane e pis oltre, solenne € Sto sedute una mezzora poi
SO fon Voctio sano la donna im. pci. La OD lo guado 2 Invero. Con qu
‘commosse

nica















Pa
Re "o sole oto
pavano avanti © i gen



ameninar dallo.
qualche negozio, prima che chiu
d

mo rosso con n a (os > Die
il



di alberti e su n dp noe
Il fotografo

scattare. Da principio. i Pap Na
tale prendera (i racco "tuti i
bambini. Poi il suo braccio si era
lio cone e sio
picci 1. ge ridevano. Solo

donna pensava € non vedera
Quanti uomini aveva cono.
molti. Quanti. ubria=
Moll. Da piaciono tento
lesa. Poi capì ch







Sambin Poiano Papà
dovra cose molto sporco. È
non capiva

Il Papà Natale

li Papà. Nate aveva avu

tanta



Fino a quando, quella vin? Dif.
ficile dirlo. La veci





freddo ©



> colt dea





Poi era stata li






br cenziata perché er seria. Col.
i, fiche se 1 pas | pa eun Nos doveva Moti Soleil
va tanta gen Senza, Senza boro € senza sot
n fondo: at bar orologio cet di, anche luomo la lascia. È a un
‘O quadrato segnava le serre meno | tritio si era ul
am guar Quanto ancora da per: — vita, Un Spiro Te ua e da eco: iti tere eric ara pane
E tro. dandogli pochi coli, DI fo



visiina in ogni po-
“Joro locale. ormai
chieri per farli



squa



Riu camminare lento in mez.
20 alla folla che lo rispertaca. Guass



pic: Papà Na un affare
af, pena, lo prendo. Sedita.. | Verso le fore ci Tu di enoro LUTE



1a il quarantacinque







Berto ora stava fermo. ra stan: — dojo Je feste? Avesm un uva. inintrroni. Berto €, Anna
riviciva più a pensare to malato € rovinato dalla ni
mo. Cercò le




‘0 marcio gu
pensarla più. Ma ri- dopo E cos non poter
Cosa farà Anna adesso? ite, Bi mise a contre le
Îì: quando finirà questa

domanda migliore.



porteggit
a glo riparato gii
di Mazzi





Genin ae lora sega fanno © netto. dille mec
VET agro ia aaa Che "lo. occupage ma ese tanto chine. Prese gualene mandi sem
i pi casto
” mezzocieco î



la fia {Ala come mai, chice il mezsocie
crt "hse si movava la ta

te di mone
o sedere al









ai



to "tutto il giorno Ù Ho pensato di 10
le gam- vare pericolante © di
eng co



ri e Je ingiustizi
a i nelle. sirade di. quel cuo. cornicione.
Se qual gino, «IT mezzocicco em. stato. a

di quella sua finestra, che per Jul
be







cere, erano oro, Si sarel so a po
AI più sto con qualche soldo e Anna non
bere. A vol avrebbe più Battuto, Avrebbe
fl Siciliano, uno che sò un banchetto di fi
ne e glie vatte, Tanto ver com



care finche “Ama
lele

spes ormai ere
dea anche

Ta Sa e rr ape im
pio a ‘ciali (oregitella matta lc "dl cale
PRE ita palla)

Una persiana del marchese Rovl:
fracasso ir







‘mandata se
riporiva più inteddolita di pie
‘Anzi: quel poco cnìdo e il
freddo, le avevano procurato un
forte raffreddore © la sen, quan
Tee
spetto. invitante.
Fond la pioggia, Aveva già pio
to prima, tano da fare
Gollare € siae da "per. mito





a di
ficione della caso. Ma Il vento. li
bagnara lo. stesso. pina venne
n bb i



sono gli
Manet. di Milano



‘altro crolla giù. È È
dio all'uficio che subito pagano



che si sedette, Ne aveva bi
sogno.

II nuovo psnagio

Sava seduti



Po
cre] non he anno dis
genitori che volevano la fotagra- ip un dirai, che Tha
fia. Ma urato. poco. far letto che



Un giorno gli avicbbero arno:
do 1a paga



eli in sapeva
iù i pi * *fociande io
piero



ù € gli
Sioetra non" avrebbe dovuto. resi miare € magari. afutarsi.

EA CANEVARO



invitò ‘a bere. Berto. non voleia, |’ Sposito ‘Î poro, i turni comi- ma volta, © avrebbe dovuto. seder: ANI

il quarantacinque

Antologia di Sergio Barletta



ergio Barletta è nato
togna nel 1996 È auamatore e Lan

rezza e certe sue vive intuizio-
n brillano che denî

mana <Costum
prove, egli traduce pregi e di-
fetti di una sensibilità fin trop-





Come disegna, di getto; uninvin:
cibile ri



Sergio scrive sono spesso oro Dio somigliasi







ia Quella fanciulla
schioccò due dita gta chiemendo

e mi disse subito Ra venduto il suo Paradiso

Poche storie tra noi dei mici p +
ora ti do qualcosa Non dico che
che ti palo faccia un

geo cattivo affare,
ei I
Anaò di la queta

€ se ne tornò Satin
dei suoî seni eretti
suonano © cantano
i limiti profondi
della Notte Antica
un poco
la sublime
del Cantico dei Cantici.

E tu
- mi disse -

Feco qualcosa
da far fruttare

— disse — cinque talenti
e questo è uno.

I seni piccoli

le cosce sode

il corpo un teso

ritmo senese

Cristo Signore

mi diede



E tu — mi disse — Qual'è
{l tuo Nome?

arena mi accorsi dalla
un dolce corpo

di fanciulla

— gli occhi ancora geo
@ scherzare nel Sezione 6
Cielo, gli occhi
su nel Paradiso
un dolce corpo
a battere a tempo
sulle scogliere

la pena dell’esistere.

—__—______tt_P__r____r

di fanciulla
da far fruttare.





quelle del Canova. Così, come. sottolinearla: certe volte ell
stato, perch

i
i
i
3







me
no, talvolta. gi asciarei









una risatina furbesca: che vo; far la
« Quelta fanciulla, sincerità, la semplicità, con cui
non dico chef Sergio cerca di dire, sia pure
cattivo affare», approssimativamente, quel suo
quasi del modo cor libero, arioso, ingenuo e religio-
vide e scandisce i versi, so ‘empre îm-
che il suo andare on cui sa
ra non servire creature, le fan-



Buardare Je
ciulle. e la sua stessa arte.

sione lirica della frase più che Carlo Gazzetti

eee li i a



con funzioni puramente decorative

(o

LE LETTEREUE LEX ARTI

Siorglo Bassani

il quarantacinque

e le Storie Ferraresi



per Giorgio Dascani, come



LZ
aio:

mondo a

rosta totalmente sconosciuta al mondo

a

le c cose » nel




filato



‘ lavora di immaginai
tania, secondo i falsi eriteei dell'opi.



Solo il poeta, nascosto fra la folla,
pruò resti loro pri
mitivo linguaggio, distruggere la pi
ha fia
istarle







Solo il poeta
da cifra di un gesto,

puo ili” dott mi
dia



" Tani

cato i fa pre

Etna na Volta irimediabilmente
duo





la più al poeta 2a:

‘prendere la leggen

Altre volte è l'improvriso îrrompe-
tina luce sconosciuta ad aprire

‘nuovo orizzonte nell’





chinde uno dei racconti più

spit di B i,
so Errnre
‘qualido 10 ma
‘ure ci si fosse richi







ll norm

renti, può darsi che ad

si mostzino per quelle che como re
che

n vale



me ad un tratto
Vi palio — in quel punto
tono e foga one di na Sor
22 er la quia volta di x e
santo













sa

Bir ioni, estimoniano tnt
te il motivo di fondo sonimariamen:
te gcconnato.









può scoprire
giepomi "tempore, .
i del p
ei
i Fenisarn
fine il protagonista. -
Dapprima il marcatore «i «doppia
pp o nua





te a Sì
‘mondo, nel su







le co
che sempre

le opp
sia socie, Te trad
tudini e « il passato
ea

è lo «spettacolo della vita in ter.
n0 rinnovati, eppure sempre ugo
le a sè stesso © indifferente ai pro.
blemi e alle ‘ioni degli no

i fronte a






Pale mai raggi
conii defaitive, e tito



i sicure, sa la
d seperinza

deg che Pavl se vola:

RESORT tace I



Feto allenta. Torto
e a dicticiainaì





è diffidenza, ma si stabili
area di ognuno di esi tra gli ste
individui he



i abitano
iquietan



Ancora una volta o;
Î'esieto
ere 1

lemento
a di n segreto.
“dina




















sc un antico patriarca in
ebrei è il volto
uno porta con sè

perte dei 109 deportati ciau
o del 48,

primo racco

x Lida Mantovani»
(ida) di
RIV A cio
da fd und ande
irtenente alla ricca







cui ha ceduto Ja sua giovinezza ©
perché l'abbia



Jarezze ed ‘an
iii elio
Mande.





la seconda storia « La passeg:
giato prima di cena», il tessuto si
fa ricco e ang







a E sposa Gi

nina remi tm lora
di coniaai Ta vita co
tale



do © il pro Sic

sé pomo di Elia sttrono o spunto
inuta € precisa dei

i etici © psicologici

Che intereortono trai

diversi che 4 due confgi rappresen

tano.





prensione ed incomuni-
ail pon sono soltanto tra i due
mondi, fra conflitto



ti.
— non guar

« Quando L

commenta îl narratore



il quarantacinque





LA LIBERTA” d&

Era uno dei suoi ritorni fra
Qualche giorno di ferie, qual-
che giorno di sole ligure, di
chiacchere con glî amici în riva
al mare di settembre, Di pesca,

11 guito della matura gli era



richiedeva una concentrazione €

una sensibilità speciale per es-

gere scoperta, un guaio cd una
inata.

le con cui face-

il





‘Anche Te donn
va l'amore erano, simili



fiche, silenziosi
Ci aveva stupità, forse detul
so. Poi lo accettammorcome im

"Einorana lla capitale da al-
cuni anni maniera i
si può to. nella capitale:
ci si arrangia dapprima, poi, a
poco a poco, la cerchia si allar-

‘ga. E allora non resta neanche





faccia a nessuno » e, alla fine
im pare
cal







Area
Ne «gli ultimi anni di Clo
Troisi» il Dovta sì fa peromasg
o. Fantobiogrfia Ver

e del ‘39 e nei
i



serca conforto REIT
ando gli ambienti anti

Fascia Mello. città,
Un Sabatino anaroide
rn exdepa un'ormai
anziona ma ancor battagliera





nella
E Irecoccmene
É

la donna, ancor



Fnvecehiato nasce uma stan
fi











il gusto di doversi arrangiare, di-
‘eva il nostro amico. Scriveva

le per
romanesco è il linguaggio
dell'immediata familiarità. Ea:

Yoride popolame che sapeva-
no ridere nonostani

con na
Sulle soglie delle loro case, con
dei

sjatte ni

a Piazza

azzurra Tche



ora di silenzio («in questa città
sempre sveglia nella sua lussu-
nia»). Anche Villa Borghese al
n dava l'impressione di

fà: 10 bali
ciare

nellezza degli 3eanine "at
fo, È bambini seduti



delle fontane.

invece non parlava mai.
Erano belle lettere, Scritte con
una calligrafia regolure, ci

riodi d'anditura classica, ‘pun






fezza
matinconta I fico ato
<a;

Ain pro iena al arene





ia" al
la spontaneità. Foto "ie
te dhizata con Brano Lattes comi.





NEI
fina toria ine fore
se l'opera più felice sfrondata e li»
berata a quello foreature di ritmo
lbbidieaza agli sebemi pi



di una poetica che ie
sore precedenti sembrano ire
e coartare la libertà della fantasia
TA

dico che cedo vin via





fra isprpriate cina





‘ono contenti sopre patto
TSE seppero che Antonioni,

avanzarono spiegazioni psicorna-
litiche.

Il nostro amico aveva
ciato il discorso dicendo: «quel-
l'uomo frisie che è Michelange-

li gio pesta ma-
nera di porre aggettivi a nomi
propri: nel mestiere e fuori. Co-
me gli giovava dire « yearling »
invece di cavallo gi

glì giovavano le giac-
de Large, di lana morbida, in-

comin-

rispondera con più
ali alle sue

assi-



nati, Posurgli. gli occhi addos=
so, nei suoi ritorni, rispondergli
con lentezza, mentre gli altri

amici guardavano e aseoltava-

Si apvicinò, Si sedette tra di



‘a
della ci

ora.
borghi,

di pinne x

Sa: ‘cardinali, Descobi, papi.
Mecha non SESIA accorto.
Diva, rimasto smale | Scrisse la
‘prima. lettera Mella, dun vita; d-
perta, di dimissioni
Non fu capita. La prima lette-
ra della lucidità fitzgeraldiana è
libertina, dente da
leggere, commentare, ap)
re, solo nella cerchia digita pie
ci. Poi emigrò alla Capital

A cameriere disse: <Un suo-
co di pompelmo

Lo Zigomatico





mondo pettgolo della pronta it
Fiona della le del 739 è
teso che
prearreriezii proprio destino Con
il dottor Fadigati anlegli sarà so
"na solitudine mon determi
Li
1a in una scelta che vale per
ita Ta vita.











ginerlarmente



è giù c

fer pl, sche de temi, e i si

me premeva lf

mini

© nel contempo Invitare alle lettura.
CoA









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mensile. universitorio

di informazione e cultura

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Responsabile: Renzo Farinelli.

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ANNO I - N. 4-5 - 31 MAGGIO 1960

il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE



E CUL!



‘PURA



STUDENTI
e OPERAI

Pregiudizi e ignoranza pe-
sano sui rapporti tra gli stu-
denti e gli operai. Una frat-
tura irrazionale porta nei mi-
gliori dei casi queste due ca-
tegorie ad ignorarsi a vicen-
da, quando come più spesso

‘ade non vi sia un recipro-
co atteggiamento ostile. Di-
verse le cause di questo stato
di cose. La necessità per mol-
ti giovani di guadagnarsi la
vita e la e degli studi





mente difficile
io pell Università pet coloro
che, provengono, da amielie

frequentare le Università ji
maniera quasi automatica,
indipendentemente dall’inte:
resse pe le facoltà scelte e
senza richiedere grande im:

o capaci la su-
perAicialità con dii per-
seguiti gli studi sì ripercuote
anche nel rapporto con le ca-
tegorie non privilegiate. La
possibilità, per tanti univer-
Sitari, di vivere da «allegri
goliardi > gli anni della loro



grava sul loro atteggiamento
di fronte alla vita culturale,
sociale e politica del paese
L'egoismo incoscente su cui si
adagiano tanti
senza ripercussione.

stagna



dae
intellettuale, là dove avrebbe

scire per cooperare nella vita
el paese, sono spesso impre-
parati e sprovveduti di espe-
rienze fondamentali. D'altro
lato gli operai sono tenuti co-
stantemente fuori dall’eserci-
zio di un potere politico auto-
nemo; Essi posti i quotidia-
no contatto con i pro!
salario, della sobtabi
lavoro o della possibi



accrescere il loro livello cul
turale,
come espr
tegoria e:
mai fa buon
cui può fruire. I rari contatti
con le manifestazioni festaio-
le dei goliardi, non fanno che
acuîre il distacco ed il disap-
punto nei
mentre nelle gra
in cui si è trovato il paese,
raramente gli operai hanno
visto con loro gli universita:
ri, Così, accumulandosi
diffidenze e _il distacco, di
studenti da









‘heraie lessi: famo” propri gi

«rgomenti di duttivi/benpen:
santi, che senza riflettere lan-
ciano condanne su chi turba

la loro tranquillità. Senza
pensare che un giorno di scio-
ro è un giorno senza sala-

rio e una possibilità di perde-
re il lavoro, si giudicano gli
operai colpevoli di smanie
turbolenti e ingiustificate. Di
qui a schierarsi con le forze
dell’e ordine » per mantenere
tranquille le «masse facino-
rose» il passo è breve, E sia-
mo al limite di una posizione
insensata dove disinteresse e
colpevole ignoranza sono i
massimi responsabili. In real-
tà studenti € operai costitui-
scono due elementi fonda-
mentali ed insostituibili nella
società mod a un lato
che. cotanno alle boss
della prog
dall'altro coloro che dovran-
no costituire la categoria dei
tecnici e degli studiosi.

considerazioni generali che si
possono estendere a tutti gli
elementi di una comunità
valgono anche per noi. Negli
atti'banali di una nostra gior-
nata entrano migliaia di es-
seri. Leggere un giornale, fu-























Tale Feriproca inferdipahdohe
mndéve essere Vista È inqila”
grata ja modo da evitate po:
sizioni fals anto nocive
per pui Dai LEI più e-

lemer rome quelli della



Possibilità di Iavoro, a quelli
cene
studenti ed operai sono u-

almente interessati. E tri-
ste constatare come vi sia da
parte degli studenti l’incapa
cità di scorgere l'identità cd
interessi che essi possono ave-
re con gli operai; quando gli

operai vengono licenziati e le
industrie chiudono, vengono
meno anche per molti stu-
det Ie poceibiito di trovare
lavoro come dirigenti, tecnici
ed impiegati. Quando le li-
bertà democratiche sono sop-
presse e nelle fabbriche le
intimidazioni e le discrimina-
zioni divengono ordinaria

\mministrazione, anche le li-
bora dt scriveree di pensare
liberamenie divengono cose

ficili se non impossibili.









Non a caso contro gli intellet-
tuali e le organizzazioni ce
raie si concentrano sempi

gli sforzi delle dittature, E
necessario un passo deciso

che spezzi questa situazione



i

rai. Non esistono disparità di
interessi e non trova giustifi-
cazione la indifferenza ret












a;
MmitAaral e rendere

FagioneVoTe Îl nostro rappor-

to con gli operai significa in-

tanto rendersi ci

non ha luogo

suno d’altronde contesta que-
sta evidenza ma di essa non
si tiene conto nel rapport

quotidiano. E' in questo senso

PES;
contatti con giovani operai.
Abbiamo voluto conoscere le
loro condizioni
motivi
situazione della loro vita.
Quello che è nato da questi
primi incontri è stata la con-



volta

e Miproroganie necessità
di studtare i approfondire i
problemi del nostro ambiente

pra delle differenti condezio-
nî di vita. Anche per questi
incontri è nato il nostro gior
nale. Ciascuno col proprio la-
voro, ciascuno con le proprie
competenze non può rifiutare

s 2









"TACCUINO

il quarantacinque
3

i;



Leffera dal Magistero :

At Magistero, come in molte ate
tre tà universitarie, i pr

è scolastica



si gno)



ati 34 uni conce. Mranlera (2. Gant); totale 17° esa:
fl orico-umanistica, assotu- ritti. (italiano,
tamente inadeguata zione lingua straniera, pedagogia).

che gli studenti saranno chiamati renalgono Te ma-



ad assolvere. tradizionali (Tita.

‘orse mai — come #n quosto 0 ita « Divina Com-
so — è esatto parlare di scuol rire € senza scam
laccata dalla vita: come definire po » datta prima all'ultima cantica;
altrimenti un indirizzo di studi | Lenza tralasclamno wa solo Voss!



ChE ‘parce te mento di stri 108,0
i) ia no
atto i Vagtanca in partite C
To non sono condimnasione — patito moli At guenti è
nelftioto Movie del guaio nato da ttt ca
ripetono o auoravano difetti © ‘eo. © qui e meglio far punto).
apr i ratti, |, Tuîta questa farragine a scapi-
DR aa
ce A SOT piane setti risecaie
CO è grotte 1, OTO Porte i arl ano o della pistoni
un diplomato st. samurai è Cl ge Wragi. nos
Ca

16 toh He

Mi nce
Salitaione allo. ripanta nelte tesa it

mentari Ceto sot nta, Grehiomo di cabrace
ag Ne ene die

Sora diatti so avivo, i piono ai

cografa> (2. anni), atorio — Sti

anno), storia mo-
derna (1 anno), diritto e leglsta.

Studenti
e aneral =





genze di maggiore concretezza

funzionalità.

GUT,





retti dell
stre possiblità e colei nt
la ricerca e alla preparazio-
De specializzata didatiattia

rendere più ei
ganica la funzione del È n

03 alla aprile si è x
cato. stesso, E nello | 50ess0 _ pu i Fia Inernasiniio del
tempo muovere un prii Universitario. Approfittiamo
passo verso la eliminazione del manine po, dr che i
di quelle artificiose barriere ‘liete e com

nok ini, titaliro che È
che si pongono tra il mondo _/or

degli operai e quello degli
Non è infatti che un
esiguo contributo ancora in-



aio un olim di "
Solo i acri dei giovani gori e
uri





sufficiente, ma senz'altro su- are o spettacolo’ del Futuri
scettibile di estendersi e. di “mo a un tale Ifcello artistico e tex
assumere un significato più ia
dinamico nel processo di de- angurarsi un. tal
mocralizzazione Che è tutta. _ “oto ill ei, quando n



via în atto nel nostro paese.
NETRO. LAZAGNA



olo” significa»

dir
tito” € unico come quello dell Futa



ile sa “suola
e
TIE I EG DI Et



jo, meritava un certo riguordo an- che, la vita dei Teatri nelle V
aa sficiate. Cho la si

cultura ufficiale no

preoccupata di, sen

‘ire. allo. spettac

tomi della lenta. mummip

tale cultura. IL



la. profonda. crisi. organissutiva

del per ji Teairo dell'Uni
Teatro nelle Università. n

enti di Got) dopo più di dii
anni di appassionato lacoro în condi
Zioni delle più disperate; dopo più
Lt di dieci end dani quali ri
Gli tati sono stati tali da

1 gioni uniersitari iii non
aisi "n alcun. mad soddisfere
Scientgicamente le gr a





‘ivazion
lo preperacione tetta.
et fanno, son dg
speranza. Le. soccenzioni sono
ppt fe queio È parceipanti ia
Han, al di quori del’ successo deg
spet. 5000 ormai del, restii
gione, € omereggit
delta, di Far





profondamente
L'incontro con. È
di Bruxelles, di



dell'Untoersità di
fore sea
grado col suo ottima polo
niche questo, per li

ire © Lesiguità
dito ‘a fore! com scarse



di bel
TRE tnt

“ Notizie da Lettere

di MARC
ci) Ù, Sona Me Sigg a
+

degli cia, è af:
speranze ©







eg epblent più







alla rilome della Fa
colti di Late © Fiosla

Berte. neggiie
È



si monogratie: con
degli ocomi di

sombono su di i











il quarantacinque 8
*

LE ELEZIONI DEL XIV C.U.G. |

Tramonto dell’ A. 6.U. ?















di un la dell’ A. G. U.
Le pi di nella ui 9
Abbiamo appreso, mentre sta- ira associazione che non_ fosse _ corateristica dell'esperto in orga- — più profonde, di quelle esistenti
vamo andando în macchina, i ri- quela cattolica legata a flo dop- nismi rappresentativi, rappresen- in concreto tra i due gru
Sultati delle elezioni per il XIV 0 quelle tante a vita della «mmassa> stu: cana
cuo. dentes Ria Deptanta,



ormai il momento per gli univer-
ultati di una così brillinto | sitari di renderai conto esta

a lterenza degli anni scorsi 1 risi
azione politica no



le oo al del cer i Sn
gem mostamenti i suMfati | presentato da un genero ilex E ii
i onatisi repposizione al al disinte- suoni « via la confusione e le



confessionalismo dell'Ateneo ri-



le di-
rattura crea- seriminazioni artificiose dall'uni-









Il fenomeno più appariscente è | D'oduce su scala universitaria lo IAT RA E, VIE
‘sito: ti orolio eat Nata Gol: _ sato dimo qustenie nel pae SA ORO APE &
dica gell'Assoctziono Genovese ua rigida suddivisione della vita li carri. Se è vero che sui problemi ri-
Sti politica e sociale în due blocc di da versità non è pos
Na visto dim n time elezioni. La maggioranza del
i tea Cda 10M a contrapposti © Inconetioni nostri colleghi, salvo i pochi co- | S!Ulle
660) scentendo da 15 0 9 seggi Sì è. potuto tuttavia vedere Scient; dei loro diritti e doveri e
fede alla propria infen-
lo grave salasso hanno pria
at tt gu miri grep zia si 1 Neanche presa Ta



riga vali votan

Tineo Iche. pur avendo registrato no da una diversa formazione €

U. dunque è



La crisi dell
una crisi di fiducia,









dela situazione nel. Congresso Chiarezza

Anche i liberali malagodiani del- e serietà scelta pi la essa cosciente
la lista Edelweiss, unisti di un'azione politica concretamente ness RETA
Università Nuova e na "tit la fasci- Strttoretate È perda And STO Ci sembra quindi molto neces-



che gli inconvenienti che abbia-
mo rilevato nella _ eterogenea



stà de) E.U.A.N. hanno aumenta
to, di un seugio cino
pria, rappre

etico È pie n
, ci cn
RT n

CO JR GREIA E dò Paso IE profiudiziale» af









ibbassamento del attoRu Pro PI ORE UTI ind.wolte-pet-tutfe a coloro che
puenza della diminusii dE YO” Una sierione el genere er SUSE Ni alt ca foro DET DIO 0 por scala
di eda situazione, del genere eri oi programmi concreto di at-

indi è evidente che anche lo pochi ma navigati, ua di tività a giovani di diversa for

‘aumento delle altre liste è la di- professione. che fa della lo- Mazione intellettuale e ideologica Proposte
la débacke ro parlecipazione all'ORU.G. un

ardica che da sva- mestiere o meglio und sinecura _ genze sorte all'interno dei gruppi concrete
nni era la lista di maggio. sono riusciti a creare la figura | Cattolico © goliardico, sono state
ranza ora assoluta ora relativa Noi de <Îì quarantacinque » per
nel Congresso Universit: E di = parte nostra pensiamo che su un
questa erisi che. pensiamo valga

pena di parlare



Le due anime
dell’ A. G.U.
Vediamo subito da chi è com-

Posta e che forze esprime la llsta
presentata dall



dell permettere una più
sui tutela degli interes

Gloporati per i motivi più diversi

stati in mag
gioranza i cosiddetti « folcloristi »



lella riscossa. culturale;
mo Orale e politica atto melipee:

nuova associazione che su
pro



gi quanto mai necessaria.

Jonta. di svolgere un azione poli

Se questo avverrà potremo di-
tica nell'ambito univei

re che la fine della goliardia ha
rappresentato la fine di



L e fondamentale per
cui essi sceglievano l’A.G.U. ci
sisieva nella mancanza di unal: Studenti durante una manifestazione il quarantacinque







4 il quarantacinque

E I





LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA

Per non dimenticare

sLesgendo {e lettere de condanna | per
a, scorgia: |a",








idea politica



le non| nel corso di sette giorni consecuti»

i. Impiccoto all'alba del 25 agosto





tini destamenti, SP | vorei d Ponte degli Alloechi. Medaglia
Tegano in. |stituito ai n
dissolubilmente il prima © dl dopo: | vicino a a



da dig dell "Noro: monte cila:the Gigi os Di pui
i egli dip e
nascerà necessariamente 1 luo: Ore 11 dello stesso giorno! ora tocca a noi
50 futuro, non possono dubitare che

nom pira 60, triment” che senso | Mo una febbre da cane Andiamo a raggitigere gli alti tre
stori im






aicrebbe morire? latorai ipagni caduti per lu sal-

E a noi che siamo il futuro, strin RE

dî Cuore fel sedere ce loro spe | pl cano (o compito che i tocca
Hanzo è ideali. calpecsati, perchè dî | confessare: ho + co-| fo l'idea nel futu|
menticat munque vi a | ro, min rando è bella

A fare accuse generiche e mora | rione da uomo a uomo imo alla di tutti i mali
a Ra i IA



c05 nol” sappiano. che. 1f. male che | Fosa
combatterono ma non sconfissero de
finitivamente. per "la. maggior” parte



se queste parole: « squillo di fia di ea pressa more
soltanto il corpo, non l'anima, ma | che suol Die più nltine ponbiE



l'idea vive» Dopo di ciò i
di loro avosa ita. precisa fstonoman, Se» tocca a voi rifare que.
et ta pre dis fiche, | mici parenti spgamgeranno ciò che | so Pira lisi cha cito Gal
10 attimo di voglion Tiipenso ancora alla forsa | qs Doe sole cosi collo, se mamme
a 0, e premeditatamet: | del mio corpo e per simpatia penso | Cu4 guate 2 ii,
tosero di gica quale lu la | alle ragazze che lo rifiutarono 1 perch Ta
thalto. © le flo; della Redetene | ma Rivedo te, carissima El-|__L@ mia giovinezza è speszata ma



Hi ui “seppe sono sicuro che servirà da esempio.





















n on E bb fa far co Salle fb ch | frolla Libertà
chi ancor ant Ein più di tutt 0 mame
Solo così il flo RSA Data TE alri | TY Bene dit
mon sarà spes dolore ehe 1 dò. Sopportalo, pensa purtroppo iL Destino ha scello me
mr |che era n titano. che | e alti disgrasioti per bofare lo rab.| Muoîo pec le ila Parri, Ho sem
Ù non ha mai pianto, che tutto ha sop- | lia fascista. Non preoceapatesi tanel pro fatto i mio marea
E portito Sonpont. pure tr son to 0 0 ramegnatere dl più presto della | lg aiuto Spe

cafeini ni nAVERNA

Lr E 78 sod. Colima At .
Aida chop pera” dan
sRon -iermoranno clara

tranquilli Viva l'Italia








NOTA



tutti giovani
vita e av
"ate ostra lotta ardua

ima muova nità na

Bordi (P o)
8a Brig | cop alii quatro patiti oc
o Brigat quatiro patrioti
17: agosto 1948, & torturato | —









giò che ui sorprende è 1
tia calma; nom ivi mai eeduto

Samp imislia bo
fa sanno che L'uccidersi
tra ict” non produrrà mai la con












paletto
v



Gianni siano degni conti

Giancarlo



carl Pacher Pasmlli di i
e Dopo TI Set



corpo. re
muti ‘nprso, ad ei po
po. cli gruppi. partigieni sn Hrba
Pontelomibro (Cono)
Catturato il 12 settembre 1943
| più volte torturato, procesato il 21
centre 1909, fucilato nello steso
amici, senza cimitero Nuovo di Erba
crt | Una vetrina di libraio nella Germania di Adonauer Haley dere el VAL

e
Ristenna Ti




asa
ntare che come me ne si









uagristionza

















Il quarantacinque ‘ 5
[ LA STORIA CHE FACCIAMO
" a
COME NACQUE IL FASCISMO IN ITALIA: l’incubazione
"
Le radici del fascismo affondano profondamente nella nostra storia e risalgono
alle insufficienze strutturali dello Stato unitario - Non fu una rivoluzione bensì
la rivelazione dell'anima reazionaria della stessa classe dirigente tradizionale
mostra generazione non derire ad un qualsiasi canone beta; il reddito medio italiano | proprietà contadina, Pu scelta
ta sitio la Resi di storiografia scientifica che si
ci, all'elà della ri in incapacità di
serale roppi. italia
ragione "conservatri amente
soccomibendo 1 ella là di cui es
irrazionale della a, © collettiva:
mo Eli anni del: n
ri e produttori di
ani sono ore L'imposta progressiva
lagato i frivoli memorialisti alla rovescio
d'occasione e gli squaltidi di
fensori d'ufficio del proprio pas: Le tariffe aumentavano il
nuo prezzo dei prodotti stranieri e
© quindi un com ostringevano i consumatori è
ratico, i virsi di quelli itoliani. Gli
attentici. sopperi enormi sacrifici di questa poli-
Senza di lavoro culturale e far ica ricaddero completamente
che finalmente si diffonda la sulle classi popolari doppiamen-
conoscenza di ciò che molti si gravate: primo perchè dove: |
Gnorano e altri trascurano je vano comperare a caro prezzo
me da scuole ima: quelli che erano i generi di ?
sce, sempre, un'i ti mo, Ser
glifcata del nostro Pacse grati- te da un documento ufficiale ché gli alli salari nominali, © i
fica topa» dell'epoca: l'inchiesta | paria- perciò gli alti cost

le persone perbei
insegnamento della gioiaT
talia per cui essa si

rebbe în una congerie di
le magniloquenti

solani. d'inti





ra reve, di un
strutturale inettitudine ad a-











EI
PRESE dici de sporta », è citando

id ai e mici

In realtà l'unificazione cacciò

Ttalta nell'età
gran
‘nazionale
del Me





rovis N i
tutto il Regno); di 75% della po
nazionale era analfa-





mentare Agrama),

7 Erra eil Sarei a

tensivo io Sfrutragiento.Garie



frutteto, €



Quello cho noi ricordiamo.












dope india all'agricoltu
a

vr
Eito di accetere 01 uercati stra
neri. Così Îl pane di una re
gione fu pagato con la fame dei

quei tempi, Giustino
Fortunato ‘dimostrò. che il





, come elemento deter-
minante' del ris



inte



bile fiscale per far pagare
non abbienti le enormi spese?



in Parlamento eletto, nel

superiore i 1
per il titolo di studio. Fra essi

Solo 238.448 (il 452,) esercitava
no ii diritto di vot

per
centuale scese ai 24% nel bal:
lottaggi.

Dal 181 al 1919, gli elettori
salirono poi al 5% del total

3a questa situazione le ua





ile spiegare perciò come
le contraddizioni che si tentava
di soffocare all'interno con l'at:





mica e delle. repressioni. poll:
ziesche, quando Ia spinta dei
movimento operalo e 18 sue





e del sistema parlamen-

La soluzione Giolitti

si scelse la soluzione

fa poi

gluntura economica favorevo-
le, era cioè il tentativo di cor
rompere, con una, certa eleva.



siderandosi prisilegiata in pae

Fagone alla 5

quell'unità di clesserche faceva
sous

così pau a
delta “crisi” di sovraproduzi
il margine dei protti Gant
tici sì restrinse, il processo di

tabilizzazione | portò. rapida
mente a forme di pressioni e
conomiche ‘e. politiche. esespe
rate.

la guerra libica non fu che
un palliativo, una parentesi che
acutizzò le contraddizioni.

Nazionalismo
e imperialismo

juesto l'allargamento del

zionalista, e i suoi giornali nei

Giolitti, e attraverso

il «Giornale d'Italia» era usci.





to con un fatidico titolo su
tutta la prima AGRA
RI e FASCISTI: vecchi CEPPI
e VIRGI Che se

non sî fosse trattato di un gior
nale d'agrari, poteva. persino

sembrare un atto di aci
fa torniamo al i91i: in 1 Qt
ann rmò il Partito Na-



sta. furono espulsi i riformt
in quell’anno è da ricerear-
si la rottura dell'asse politit

giolittiano a cui
rimedi
cara ritorus e cnitolchipale

cali cercò di





n



classe direttrice di casta domi
de e comanda,
0 fare una politica so:
Prasttto, nazionale

C'era ovviamente molta con-
fusione nell'ideologia naziona-



Nel luglio del 1914 erano per
l'intervento a favore della Ger.
mania giacchè, si noti

Tare ina non fortuito tentativo
di catturare le masse socialiste
con iguaggi ciano,

da ap







Per_quesi
1913 Giolitti vide non frutti!

portavoce degli
lui stesso.

agrari, agrario

Le radiose
giornate di maggio

Costui, colla dilatazione del



fear A saperi
“citavano per poterla avere vas:
salla.

La sconfitta fu sì dovuta al
delirio incomposto di letterati



sep
Gant) È Arp | nceondimo,

E tende terna re asgetic

bolitica estera una forte offen: Uotò le due co

siva imperialistica RETE ni sità: il

ce termino. col {urea Giericali e i quattrini degli tn

a Fasseenazione ANTA dustriati o. CCiobetti).

ia della Li

11 ‘Partito. Nazionalista sorto



nonarchici voglia:
mo tenere il nostro posto. di



I e





JACKSON POLLOCK
Totem II° 1945







il quarantacinque

demagoghi e di poliicanti che
avevano perduto la testa, così

E vennero le radiose giomate



del mas re, Salandra e
Sontiné avevano già preprmito
Cassai male in verità) l'inter

nunzio, per consiglio di Alber
tini, a Quarto dei Mill

Salandra
contro il Parlamento

Salandra non aveva una



21 Parlamento

concesse è pieni
"Tulti più è mene fano

Andò ia guerra, anche se molti

non sanno

mente Caporetto È “che

rono i
arse





guerra terminò 0òn ul
vinetto Ortando. di con nera

gione in cui stavano fra

tri Nitti

Tarso pene tre
formato un «Fascio parlamen-
tare di difesa, nazionale» in
luivano nazionalisti è

Sera consertator in
ittoria 8d 0

sea gelo stesso Fascio, Satan:
fasci» do
ua



Sione imperiale ». La rivista an





nunciava tra i suoi collabbrà*

‘a. dichia
lismo storico nel 1900, Îl socli
lismo în via di esauri nei
1907, e nel 1912 aveva scritto
sull'« Unità» di Salvemini che
ì partiti politici erano generi
della casistica politica, corr
ondenti ai generi letterari
della retorica, e che andavano
superati. Aveva altresì dim
strato che le classi non esisto:

ncatena-
zione », che la peste non esiste,

morì di peste. Perchè dire, c
me fece Don Benedetto Îl 7 a-
gosto in un suo articolo,
che fascismo e razzismo furono
‘attività di una banda di av-
pi i radici nel

ttivo sogno dile-

guatosi alla prima Ice» signi

viso, non esse

re onesti, prima ancora che con

noi stessi è con

le nostre responsabilità. La car

issolini, come gì

quella di Crispi, induce chiun-

debbano es

vizi intrinseci

i ‘secolo

erchè se ad esse fecero

le crisi e le

poteva non

"i retto rigore storie

le InsuMolenze

stritturali Belo seat malenze

risalenti a vizi congeniti nei

apporti economicosociali e nì-
la mai



ta ripartizione dei pi
teri all'inttenò StzIOnE d





Nel 1914 Mussolini era stato
espulso, dai Partito

tore “dell'e 'Avanti 9, impo
neutralista a quello interventi



sta, improvviso rovesci

periodi fronte a cui i fu

estraneo l'o Tutta»

via negli, sun. 1918, DD 1920

gol suo gi

tro la borghesia putocratica con
iolenza assai



11 21 marzo 1819 ci fu Ja fon
dazione dei Italiani di

che si svolse in Sepok
n.3, nel Salone gi niente

concesso dal «
feressi industsiati e comserola
li di Milano»: nascita singola
re per un movimento rivoluzio-
nario.

1 «Fasci»
progri

‘amm:
1) Una Assemblea

avevano questo



Nazionale

La crisi,
l’interventismo e gli industriali

sa Frei
“sa a
n

di Son

demente
mne di Prato
Sia nell’eprie 1915. quando non eré
|tglio 5



all'oc Mon
ci i Te, Gi Die 6 Lite
‘so | cid, diventarne grandi sompicmi
“ndusttati. di dip
‘uinee



ia ghe une minima por
RUE ott
Tutto per ‘pe









st



e ia) ZI INZE SELES

R



UNA « RIVOLUZIONE » PEDESTRE







Costituente, sezione italiana Niente di più rivotuzionazio
dela | Cosftuzione. Interna era possibile allora immazio
zionale dei. popoli re: Muscoli infetti, violente

n ione. della Repub Mene. antisoolalista combatte:

si Rane RAS ialisti ufficiali non per

i chè volevano la rivoluzione ma
Peccitramenia, ecgioni
nni Oni TE perché se ne risciacquavazo la

— ferendo popslate: Pince cense

8) Abolizione del Senato. E Mou

4) Abolizione del servizio mili ni i

_, fare obbligatorio. =" nfemporaneo . del ‘nazionale:

5) Soppressione delle soeîetà a- Stio risulta chiaro che il p

èramma fascista» non è ii

6) ar delle rendite im- primo ma

produttive, palesa ‘irrefulabiimente nevi



bilità dell'unificazione — più
tardi avvenuta del fascismo €
del nazionalismi

LUIGI castaGNOLA

) Revisione di tutti i contrat
ti di forniture di guerra €
sequestro di dei profit













quarantacinque

Una malata cronica:
la scuola media italiana



situazione della sola ialina
fa dalla
rienza degli ‘ae uo rta
mentale udenti € famiglie
degl'imegnanti che vi spendono le
Toro ener
pel







© non accenna a pr
Ampiezza e interes
ed “ludendo ome la






na “el dol

in ogni campo: in quello
dl “strutture — a di cifre
ose, sù cui ale volta non sarà
etere — ello dei













tut quell'obbli»
x adempiuto, che
dio, Ta





zione e che "prende il nome dal mic
nistro Medici.
Nilo



introdutiva,
pre



li prisilegio di senso e di, l
una scuola dperto ptt, che fut



rsonali

che, in realtà, invece,

“mbigua è talora covonte trasforma
Zioni. sconcertanti ».

far troppo caso alla Singolo
l'espressione, qui e alt

tarsi, come ha fatto







pedagogiat, a pens
tro Fri albia, nono scritto, n
pur Tetto da proprio relazione) che
Berio itardare cla seta degli stu:
li fata: cicladere, almeno fino







14 anni, ogni impiego lavorativo del

ragazzo n, « È ormaî non un suggeri-

mento prudenziale, ma un evi

dettamo di accertata conquista psico
pedagogica
Riconoscimento

it, giatzzo è mode

per



o dunque; della ne:
di uno



fino agli undici. Ric
peraltro veniva pellmente, glie î
decreto





drone
media,
educazione civica, osserva:

peculiare che er per la sezione
manico, quello de Intino e



Some (destinata agli alunni cche

Si sentono portati al fre dei campi
elle off





pa conseguenza della nuova
“ bolito îl famige-











elle provincia © della monta
0 rebbero mai



ne sparsa, senza
le » della scuola seconda
soltanto i fre
"osano insegnare in tale sezione»).



Por quanto riguardavi
SA
Sezione imansioa potevano sc




‘vedere

Re lAEtOle socondatio supesio.

Si studia fl latino, © quindi

versità qulli provenienti dal:
alle





scuole. teeni
‘a alle seu
ice, e infine {look del
sie Ei Ireteinae, ‘Ancora una
, cioè, il latino fungeva da mar
E O



isagi pre
istituzione che della se segione norma:
le, s'intende subito _ ch la
parvenza d'una moderna imp
le didattica e pedagogica, si
pi pia situazione scolastica
che petti social
feriva da quella per cui s'e
tati con tanto success i du
atti fascisti Gentle © Bottai e, ice
N CE
i rrtii







Divin





Quanto al latino, esso veni
10 NE lesione Grana dal mi










stro con argomenti

smenti co sti: ch
T°C decaddero pere « tradur





fino erinino,gerisunla o liraico
Li iradussero direttamente nella lin:

cage





ppr post gi primo anno, con in
(Mfaniginto Jlettà Mingua straniera,
Ja scelta









ii



aperta.
favorevole. sd una souola a

nte unica daî sci ai nt

latino, non può non an-

delle quogtiche propo:
.. Finch

langue dor



sere; pt

ia

ne
ridotto strumento di tortura per

gran parte degli stu

vera di certo un mi Conza







GIORGIO BINI





il quarantacinque n

LA BORSA DI ARLECCHINO

A Genova la prima esperienza di

dere nell'estetismo e nel decorati.

affè



teatro italiano

Di Paolo Minetti direttore or-
Ar

inizzativo de «La Borsa di
lecchino » pubblichiamo questa
Jota volta a com ai

lettori i della



di cul

interessanti sorte in Ma
lia în questi ultimi ani
I IO fiore
sulla ribalta nazionale.



pare wottima iten quella di
re nel simpatico mensile uni-

iure in forma sintetica,
tin profilo di questo teatro, meglio
‘è Teatro >, unico, nel suo 9e-

ottenuto consensi e
Sieato in ‘ogni parto d'Italia
Di che natura sia il nostro Caffè
tro i Giovani universitari ge-
novesi dovrebbero saperlo, perchè
è soprattutto un Teatro di giovo-
ni, per i giovani, in quanto ha
o {aformativo è caturat
d'avanguardia, 80 così si può an
dora entamare. Mat giovani sono
assenti o pochissimi; intendo na-
‘parlare dei giovani in

pegnati culturalmente, i quali ine
vece, , rod

Ù“ Sigibri u0





do riformatori) che riporta athemi

‘© procedimenti della 1

stra. scelta ©






si possa ; a

butto al progresso della fo1 Vi pri de

Co ovest disertano il Teutro?i mi GIUSEPPE FERRESCHI - 1957 i
; Hidult che seguono pochissimo an-



Lo pcpo iso ‘ire I



o eroga pre Una «cittadella » del Teatro — al- — stilivitole?; forse, ma senza eom- =
iti è con una costan-



ss80 tempo, Dro-
qu Mesleria oneora a. Milmo - Jondonenie a ‘volte tragicamente
Tries



tinguaggo Inauistante è priciane _E120 2% Tiara. Vengono i gio E, Cono gie ep dl
dei bop aveva allontanato). dit" sami e ci dieno unche la lo — Abbiamo orto a paico ge. POI

no for , e con piente la- ‘isapprovazione, sarà wempre il novese spettacoli muovi nel si La ra prima affermazione
Doro dI Ievigazionese Valencia, oraiono, diam leone od i lato della parola; sia A uesto senso e il nostro primo
Sr dei ‘dncuaszi precedenti e il @ndiamo cercando di suscitare, On setta degli autori, alcuni dei quali

formule dello








‘nuovamente pesa-
To su di lui. —Gionfrenco Goeta

la nostra fatica © la nostra ‘pas.

A moltì è parso strano che que
ù avanzata, questo

queste frasi indicati
Sitting questa, della Borso d'AT-



esperimen
ere e, soprattutt
Der tre sot
tedtanie al Caffè & Borsa» è stata



in Italia ed
accolti no)
dai puobiici più
Lella concertazione
coll aessi
gico, tenuti su di un pIORO
A euritmia dal
di Aldo Trionfo,
Pautentico inventore dei nostri
spettacoli più impegnati e accla-
mati

Questo giovane regiata cho ha



storie di piazza - dile ingenue can-
tilene dei bambini. Raffnatezse



Hanno fatto
Suito. Beckett, tutore di «Mapei
1a gua tragica

pi







"il cm. atto
me » ha

dell'anima. del
nell'incantato



abbandono tirico dette canzoncine
Sovere e dei canti d'amore pro-
renza

PAOLO MINETTI













[=





CRONACHE DELLA QUINTA

il quarantacinque



*

Una repubblica dopo l’altra



1 primi mesi d' 1 1960 sono sta-



lendosi della consulenza di
oratori diretti © di teenici che co-
stitulscono veri e propri « consigit
privati dello Corona»; fl governo
$, ta semplice orpono esecutivo al
te dipendenze del Capo dello Stato
che ton solo nomina 4 cupi del di-
versi dicasteri ma può licenziarii





iunirgî annualmente per un di
ve con una competenza

Ha possibilità

scuvuculo/@udweto dello,
‘che. può 7 TRSOIgerst "afri
ne



im
stessa Costituzione ©

arrogaroi poteri assotuti.

Slittamento autoritario



tere al Parlamento è sopprimendo
la responsabilità del Governo da:
venti

GmmisSonte lagion coni orcansi







stupiscono
alownt aitepglamenti poradossali €

a volte umoristici del Generate?

egli parta



dice appunto De Gaulle nelle sue

Un fenomeno “originale,
giornalisti ‘© gli osservatori

I
francesi anno tentalo di dure al
cune interp

ga

se fino ai duc Napoleone € tbbo=-
2ando suggestivi paralleli. fra le
vicende del Gramte Corso dol Con
solato all'Impero © gli attuali ae
cadimenti, altri offormamao ene tut
21 ccidentati si avvie

più decisamente verso
Repubbliche quasi presidenziali
sulP'erempio della mazione leader,
gii Stati Un
In realtà questo affermazioni
partono dallo stesso erronea pre-
posizio.
ne gollista è la posizione della de-
stra in genere; essi guardano ut

l'aspetto ustraîto © formale dello
sitende

vlla Francia contempora:
issert3eQuo e Tsi one
donatore rà

È

fu îl dramma dette menzogne, de
gli inganni, degli equivoci, La vi
ta politica, it dibattito, la critica,
la manifestazione cirio 0
rene delle opialont conivarie, non
gono lavi da intellettuale ma 50
la difesa contro gli avven-
Pia ca tace mer ainsi
fantasmi; più ce lombra, più 1a
vita politica è limitata @ una pie
cola cerchia e a scambi di corri
doîo, © più gli uomini responsubi-
#6 Nonno dell intenzioni, rio.
nevoli sono impotenti @ reuliz:
te, Eiseamiono (LBedsno stano



50-56, Da w
nie e nie LI
nunciato con forza per un
Ca Uberate cle metta fine alla di
sastrosa avventura algerina, è wr
Esercito che in

seguire
opubbicona; dattattro fero gii tn:
triganti di professi
cospiratori
‘anze di fanatici

petto al popolo,









tremebonti notabili della defunta

Repubbitea. (DI vatamente

Témoignage Ohretten:- enon: siamo
‘blica di eseget





11 fondo di tutto questo, del vec-
clin © del nuovo regime, v'è la
realtà

on om 1 del
Capitale © del Lavoro, del Produt-
tivismo in cui si risolverebbero le
esigenze dei padroni li ope
rai, del passaggio dulla fase potiti
ca ideologica alla fase tecnice-am
Mministrativa ct. 1 teorico princi-
ne è il sociologo di



stra e di destra non panno più at-
cun significato nelle moderne si
cietà ‘industrinti ad alto

politica del non intervento, della
conservazione delle strutture $0-
ciali esistenti, dei privilegi, delle
barduture prolezioniste è corpora-
tive, delle Duronie monopotiato
Questa politica ha finalmente



destino immortale della Francia»,
ie.

Contraddizioni e disagio

di FRE orni ta monarstia
n ha prode.



1 dell'Ese-
6





gov
che Saccvano una politica ai destra,

n
di sinistra

NIN t ages ui È) en
zio saran soit
MO.» 1 membri del UN.R, devo:
il governo sia che
sia di destra 0 di sinistra» devo.

De Gai
no», Un capo clandestino che par-
la per enigmi, con un linguaggio
ambiguo e ambivalente che egli
crede sia il marchio del Sovrano
© dell'Uomo del Destino, ma che în
reultà È il vecchio linguaggio dei

Onouitte, aei Monet, dei Gaittara,
dei Bourges-Mauoury, dei

piccoti





bilità al auccesso: un regime not
i Solo su un uomo mor-





non accontenta nessi e
pio chiarificatore è ciò che è acca:
duto nell'ultima visita di De Gaul.
lo aa Atgeri; durante questo viag

AL
gio il generate ha dichiarato agli



ss

fl quarantacinque da 19
SIAT



la» di Petain col suo famoso sche. d'incertezza e di transitorietà del

Î "| ma e Francia agricota - Germania | regime gollista. Ma questa srducia

industriate ». (E' da notare però | Crescente nelle istituzioni della V

che vi sono anche dol Bintaenti (REDLWlica si traduce in una posi
O Pole: | ione di forsa per



i Prospettive

P'imazione I partiti del centro sinistra trop-

io il evoluzione della civiltà industriale
‘movimento © che se sì vuoto una rinascita
formati repubblicana non si pitò concepiria



eno non si sia stati in grato di
stabilire qualche misùra concreta.

questa Ta terza grave crisi



e di espansione economica, ma sen-
Sa rijlrm di alratiura folio pò
garantire ta Francia contro i Di
ricoli iafiazionistici; > d'altronde
i grandì tecnocrati | del Regime,
Rueff e Baumgarten, sono Weri
sti convinti e legati al grande ca
pitate.

Velleitarismo e impotenza

Due attri fatti politici sono avve-
nuti durante îl mio soggiorno pa-
rigino: To scoppio delle Que prime
bombe atomiche e l'arrivo di Kru-
1911: Circo Forain scev in Prancia,
La Vomba atomica non na

stento una orge nat
Fopigrane penpitca eMP Inaggior.



aciopero universitarin), tonitî în




uf quin tto SL) dot:
«la guerra durerà ancofa @x{tvgp. Uli umteiaziAu cout:xideitay



allitid dio (al (dI da non riguar



a dit dalia ‘ma tutta ta
Bisogna che voi andiate agere Cota minoranza di professionisti nazione: Ta Francia deve liberarsi
lo armi GelP.LN, perchè PP, | della guerra; questa è ai miti, deve svecchiarsi, e il sto

Passo sione che Ro ricavato non solo dt stata invece una
MT ei A ae sbcilagiche e da indagi- ostile na parte
no prodotto in Prancia una grande ni pubblicate st varie riviste It | potiticamente sa Iccnici, sponsavitità. L' necessario reagire d
© sfavorevole impressione; gran cui «Esprit», ma da colloqui avuti degti antes, atmosfera dl dimiscioni, spiri

porte della popotarità del generale | con giovani uficiai in ticonza @ lo ‘spreco di mitra in inimpre: MS, è necessario ricordare come
si basata Sulla convinzione €he Parigi. Essi vedono la situazione ga vellotaria dale le risorse d



diceva. giustamente «France



mesi, e creto che quei piovani e DE sempre mu che anche il pa >
anrimessero un sentimento gone. lermalismo è ormai superato in A- n È
ate, La «ouuaticazione Drincipa. Srica. Era a questi uamini che De zione col risveglio di Cna
{eo de mamo regime era proprio moria
nellineffcacia, melta tentessa det.

Fazione. della” vecchia Republica NO S%i ctadini in uniforme e Che 1 viaggio di Kruscev in Francia
poriomentare el ora questo POLE odio e qlla frtUra. °° © non ha ottenuto de risultati pol: porto una. dininazione, noie

oluto ‘e solitario si rivela ticî immediati. nè Ma suscitato dci furti di cavalli». 4Il Mondo)

gli solo potesse risoleero la que- | con sorprendente e ammirevole la a Francia € pescato Leo do Wo ni coniare.
sione alcrina; i icardo di quer ct, qonrtono la contragtizione ic ehe para avere oi mazioni _ love ma ioni di semini anno
incontrato nel settembro 59 Un che esiste tra la politica di înter- Cho non possiedono ancora armi certamente torto se lasciano. che
gruppo di soldati in partenza per vento economico tipo piano di Co nueleari come ta Cina e soprattut- uno soI0 abbia ragione ».

l'Algeria che mi manifestarono ta stantina o Ta negazione tell'indi- È dtug fencanioi doc. o
toro steurezza ehe De Gaulle a- pendenza” senno benissimo cne "0 11 Germania i Cui tentativi die cn
trebbe sistemato le cose in pochi NOn solo il colonialismo è finito Strstiche sono stati accolti ©

Perchè
della fanzione. del
società. modern:





Gaulle doveva parlare in Algeria, sionalistiche di

idente ‘Truman
@ questi soldati che sì considera. francese è promotrice, n

de importanza
il suo sviluppo he
e







inefficace è incapace di agire sen si grato entusiasmo e fanatica osti- voro
zo compromessi come a tunio ca. La orisi nelle campagne fia i Premier asili è sato O MASCIA soap
Pn na queaietoliete Il IL © Dopo la crisi la Aigeria tun se. BeTò accolto ovunque con SIMPOtIa —siugiosi. rus in dl
Stato una porte detta so popoiri. condo route Tal in Algeria un ne: E"ripetto è 1 och oliransiti tel. Iowikcimo” compiono. di nero
tà declinante appoggiandosi per Ga il fronte dei contadini, anticomunismo più fanatico, fasti verso l'occidente, © questo li spinge



Stl 0 clericali. che fossero, sono x realizzazioni. spettacclose
rimasti isolati, Questa simpatia st (Das Francesco Chronicle)
scitata nella opinione pubblica, è



resittero alle tupreso degli cl Oiroa i 2696 del franceni too
dell'esercito în le campagne che non potrebbero






Zigerta ona metropoli: ma ea Sngnino ne a Ade si so Definizione della stella

on queste dichiarazioni Sembra delle zone come la Bretagna one _dl Dese sieont n fallo po x UNA, DEFINIZIONE della ste
ole via (Questa cordo ta miseria ansume aspetti fragici; 10 distensione si è concretizzata 1," Hollywood ed europea), icon:
preocoupandosi poco atte riperewe. 19 aeria asmume aspetti taDich; con sceni dol francese medio, si è 1a (A Holuyrood ch europa) secon



gioni Sullo masbo mussumanO © devono trovare un nazvo impiego. ‘POST la base per un DIR AMCttto ito che, secondo le teorie dar
50 jume della realtà sovietica e so

a ar vinine dicnde dl'antmoile ©
Gun perdo di più di - fo Pose di un powsai sn Drattuito si è reso impossibile ogni Vea a nuatci (A Na

manto guadagna: egli non ha ri- ici sora ore iP

quanto guadagna: culi pon Ma FE o gi barbatietolo di latte cero. ricalto psicologico conto un cven- n
mano Le azioni di agita. n0. di Pordabietole, tuale Pronto Popolare che dovesse geniale reda

tori che esist esercito mu di ti nol « ABBIAMO



ezzato l'incantamento che fa taismo. Non a formarsi, în caso d'emergenza. Per sclirico che eccelle nel trovare. ti
” 0010 MENA De sim ro ci, le ein dele br reo elio che cole nl ten di
bra aver capito che agrario fascista Dorgetès rilanciare | ©QNe. perialismo americano minaccia il
l'insurrezione del 29 gennaio ha i recchi slogans del mistico ritoi Vi è aunque, a mio parere, una ‘mondo intero». (Dal giornale polac
accentuato il solco che già divide- no ala terra, della «carta agrico» | situazione obiettiva di debolezza, co Glos Szcecinshi).





n



Catuo, ega lo, mano sullo sportello
Sl colei
{anda da cui sonveniva. Chiude
tacsso | soddssiccent



Quindi" sporto, dn poso to" tenta dal di
festino” gorridendo, diete
7 Ti gioccione i gamberetti. Fabul
A
una pedellora d'llo puro d'oliva iv



L'altro giovano (entrambi non pote

vene superate 1 eietonnove anni), aul
o si arriccio, leggermente le
le lunghe ‘n eurate:







e iosa vit
fe pense Si picci

— Adoro 1 gamberetti, Catullo — si
»





1 dovuti
attendo. @
‘feci,

— Bene, potsci prestorgli
culto siaceedo Visto che. il
Sasa mia. Ma non prima delle
Fable. Cico?





Montre. pilotava

vnlocemente verso
casa, Cetullo como Gì soll



te GE ché
cati pelato
citi E Cinta ezio mi



Ù C$ gia Lebio e pe
se, © dal salotto igliosa con.
ferma 2 giunne sini la voce di lek

‘ato? "Ma che aspetti? Mo



— diese iui entrando nel

Ficciono 1 gamberoni.
‘stepria. Voce. ripelede

cite: Catolo fa invano



quela
Falla gioia. Era la certezza
sensa dici dl'iato che e "ioneo Î

Sila



‘apictameni
Salito pieno



" perttic; 10 rendeva ene



UN

iusiasta come un bambino che rive




depositata molte he 8, do
indio, "Îì giocattolo che gli hanno te:
Salato dl giomo prima. ©

4 gamberetti, caro — riepo-



toefo intelig
tono dopo l'alto per svago), di pro:
Sb dolore. 1 mon deve toe lo ce:

Amare è ace Pretende:





e di lat ar
CIRO a
Fonialio un amore direi molle più

o o ito



ran
Erice podio di ‘quei pente
Diss 1)

el momento orlo

Cio allora senti ch bit

quo” lunesto di' uggiunigere eltto. Senti

non CEE, Gogiungere
at





si de quando
Dl'aniamo, siamo mollo combiati. nen
ti paro?
mita lo quat un momento io n
n nuo echi, paerò
&





Fabullo, introdotto assai festosamento
pelle stenza. tspose con grande ferte:
Volozza quelle lestoslià. Fabullo
dequigione e Catallo che la ce
toi ai esteriori e cio acpratetto per
chè ent raro che avvenissero in iui del



il quarantacinque

*
fio so ferro sito il suo specchio, Le
fia To ‘ Bono lo specchio.
di detail golto di Losbio si pes:
Shia in me ». Aveva da bosco il apere

gemborct. Serutava. di ai, cone
sean Mei ali gi ceci
È sopracciglio. nu
pi ia avion È
"1 rossetto sullo labbra lo
figa suo
i
di










fonte, por



fatti interior.



Era uno di quel gruppo
arno avevo i modi. Eta societ ite
Vantiono. Anche Iii scriveva poesie.









ila e. guardò
bic Anche le parlavo, ma iran
ata. ©



























Tai Ea
iamente, Son- frasi Ettullo, con cui starò, Con cali non
f glio. esterei mai’ stata



ancora dei gambere
fai Re



— Prendi
Fabullo «i
coniite

lo penaeva: «Un cutenio se



iena
Vicinie:
‘due

fono delle forchetta dell'altro
sini, si sonilvano leggericsimi,
siro > nel di



‘Ondedo, (af ubf dea,
Ae le



fa ento. entro
e aa teo o" red Lu te CRE
ia sonia siena | Pico "© rullo io ediaenio che Ji

Mint Tit T'potutoiati | incaso, "C'e un grande Mondo! sì

FRANCESCO GUARDI (particolare)









il quarantacinque 9

A MISURA DELL'UOMO : la scuola nell’ U.R. S.S.





fi Consegne di Siena sulla eagle domeniali no. cni i oneri que tè _ cazioni scientifiche rus, grosse lacune prerivoluzionarie ©
e govietica nel DSL - po di società; il culto del lavoro, | Particolare inierese presentano i _ per attenere con relativa rapidità ©
doro quer afermato _ l'interesse per la natura, che dex csi «ollttivi », gruppi di con suecesso delle nuove generazio-

edo



che la caratteristica della nuova so- sere dominata © assoggettata ull'



raverto le gita. e lo grado di contribuire al pro:

mo, è via dicendo, Per aluare gue studio în conune nelle città © nei _ pro. Vattimo sviluppo.
di sito forio materiale e ci



i. Nel C 10, M. nchè a rien
nacorda parlo dell'insegnamento del. possibile, © « rogassi difficili».

terso a scelta di i testo, la Passato e presente

impostazione storiografia. l'uso Un vasto impiego di pubblicazio-
dei meszi didattici sussidiari ec adulti © per re:
Francesco Albergo paro dell'a inema documentario, "di
cellne scientifico, contrapponendo Finto nello Stampa è de-
Pe di partito, accanto @ va
a, proprio del mondo ‘capitato, lo rie di n Deo mali e so
stadio della scienza ‘per. la costru: Galia igtalia rie, tom di
zione del mondo socialista, tendente quadro di un sistema com
al progresso e al benessere popolare. _ nofitico che pur. essendo privo "di _lativi a u “oce sono diversî
lavoro, della pro Tn base a questi criteri, gli studenti — quella liberalità e spontaneità che a | da scrittore ‘a seritore, da studioso
della solidarietà, dello fe sovietici sono tenuti in contatto con Soi cenbraro impoliznti, baicoo È‘ sedia

le fbbriche, ol mondo dol lavoro, _ ‘n patente strumento in mano alla _* Il slto dal 1918 a oggi è poi par
sggrono tra poco, la rele «questo permetto le enormi resi socittà” sovietica per colmare le _ ticolammente. senile pelle Top:

ALCUNI DATI

mentati în maniera enorme Ci di

denti elementari, gli
mate DI STUDIO L'onDNi

ci de gle













dii aurea. gli TESE que
si può desumere. paragonando
belt

Scuola gratuita
e assistita

rPonicanicenio
connesse con le precedenti. Bisogno:
cb ri














di considerarsi



ue incontestabile



delazione con coraggio. li lagusò



“chia ez, anca

n
fare. questo,
airuzione fosse



SPESA. PUBBLICA. PRO.CAPITE
PER L'ISTRUZIONE: (in lire)



di un paio di
State pulce in Italia di
tori Riun

‘pare
raggiunto: gratuite le scuole elemen-
piccola tassa all'uni-







Alla Vagii dtt one degl
SR e iii orde



dli tendenti. ©. delle famiglia verso

il lavoro manuale, e aggiungeva che
giovani, attraverso la posizione dei
genitori © le ud



n gresso nel
Segue









il quarantacinque

Ii
iL MONDO DEL LAVORO |

Il n contrattuale del Sindacato



tenore in tutta
so proble è ne
preliminarmente

zione con:













per permettergli.
un fronte



lo quando per la mancanza dei
cati 0 per la lo > deboli si
ela conti

portarono in
Aid fimo spe



ve di
vesioso pruperismo.

Necessità della compattezza
contro i ricatti

Si avevano giornate lavorative di
tordici ore, le donne
fari

dodici © quat



TREO debole. Hu

i dei due © più con



o elemento costitutivo. del



La scuola nell’ U.R.S.S.



pos. 9
er) lavoro produtivo. Ma la
DIA





< incominciando © lasornre sono pi
di pero che di aiuto, E coîì vin Se
PERSE
fatto a introdurre il lavoro negli ul:
della scuola sovietica
FA “finita dalle parole di N. Kr
sciov è, come dicevo al principio.
meno raseo di quello di 4. Fan
naturalmente più più
Non nascondono | Te” dfficol
tà, È difetti, È tu pur som
Re
se paragonato a quello









ce fa noi P80% dei giorni
arrivasse alla settima classe, potrem-
Do sedili del più deg “difonvori
della «civiltà occidentale ».. Vieno







potere contrattuale di grande ri «i ca che
bilità di fondi per
digli scioperi die
RI

il datore di lavoro può





n cla prodi
bri ‘il'esptazione dell'a:
chiedere troppo 6



Tafine” condizione | fondamentile
per, na efficace azione contrattuale
È l'esisienta zione di
piego Impiego Ladro” ciot nose
fia esercito industriale di
diceva Marx, di





cato potra disporre
fondi solo se avrà molti aderenti che









LA TUTELA DELL'ORDINE PUBBLICO





sottopongono al sacrificio di pa- di
gare periodicamente una quota di



lione di disocempati cronici,
7 rapporto tra prestatori e datori di





sierra. lavoro. è. sempre i
so degno spora faltato, La paura di tornare a far
ii appresen Porto de disoccupati © 7



ia
pre l'operaio ad Artena
ndizi di



nio ii
dei quadri sindacali





Nelle contrattazioni con
Cao
ina invece chiedere quello che





Ne sono stat




a di
cioperi per il
o. del contratti. di Lavoro sei
nocessari dalla legge validi:
Ot
tto tufo! dito dela ne.

in mente un discorso dell'o
gltora Ministro della Ritira fa:
zione, (un paio d'anni fa): Vemi
nente parlamentare democristiano ch









no ragion d'essere. E) SI dali
sando alla scuola sovietica, credo | MO visto essere necessa "un
‘he da quella avremmo potere. contral



molto da
imparare. Anche senza essere comu
MS.

attual-
si hanno

di « Rinascita », settembre 1958. | concezion





{die dell prolciaziato,
Ivendicaiva.
ad otte e fine ultimo 1
aiigliaro: ditribisiono. dol reddito
nell'ambito dell'attuale seattura del

Ta tocietîo Ta questa. prospettita
lotta sindacale fu usata

77 è ‘48 dalla maggioranza mat
della COLL come ultima. trincea
tica che si stava svolgendo
volmente

semplice aio
per î secondi, di:










"Agri i
IS. subito
torale della

nel 1948 e

allora gli 1 ibunav i
avviso il secondo im-
portante molfvo di questa scissione



I “fondi di pente



Non di di riserva per
ME scioperi: Tur por:
Sono constatare come da noi gli

tane © talvolta anche di ‘e

sta Dante il problma dei
treltamente legato a quel

lo degli icertà el sindacati. In It

tia soltanto una minoranza di lavo:
n











at
ee






“qual ti court
un filo teso su un bu
pre paura di cadere.





lei notevoli successi

quelo della preparazione dei loro

dirigenti sindacali. In reali

sti ultimi

compiuto un m
razione ad 1









della
produzione per poter combattere ad
‘Armi pari con i rappresentanti. de-



pre

cea

gludere, è pertanto largamicote la:
disfacente, ma ha tuttavia dell
iluppa che







uarantaciogue

*



LE NO



seno te mogli Ie geshe è le da
ne libere, în vecidlent

La moglie è l'invenzione più an
tica

La moglie è quella donna che è
islia di una moglie. Voglio dire:
quella signorina) che Ayfiglia dioune
signora che le ha insegnato
simifica farsi riportare, Perché le hi
TERA Ro renne pine
come quando il papà regola i fiori
alla mano, por i uo compleanno

a la pellscia per Natale, che
ia SAS
0; per le messi di fratellino mi
ino

Sirio
bilì è fissi al tempo stesso: ©
sdpglio da palle Digiorai i ina
occasioni speciali, come i vestiti
Quello da oecasione spociale. costa
di più ed è il migliore.











La figlia di una moglie è quela
che non fa l'amore se non è stata în
Cie ia








Se la geisha è nota il merito
la signora dell'occidente e\dò sua fi
glia. Se si è diffusa, se è venuta ale
da ribln il merito è di Homing
wwy: lu sua Cat insisteva che pro
prio non vi che
non voleva



lei era lì perchè di
ed era libero doi suoi i



sta.



Cat avera riconfortato lui che
va la faccio rugosa e stanca di
fulto e guerre dell'Paropa © annoia.
ta di tuti è formoliemi dell'ci



La fezione fu appresa più tardi
q ‘5 fecero Te. gueree
E Girone a di 00 scoprendo
le orientali tere © proprie. Allora
infatti Yoko Tani si irsferà in Zis

I suo compito, fa proprio
II a









snchini, sentugli zcamati © Kimoni
di seta @ fior donna che gli
tegliesse” omorosamente. lo scarpe,

Di recente Chabrol ha raccontato,
jppia mandata », lo scontro

in A

«l'amore è una cosa meravigliosa »
mentre William Holden indossava è



SARNATH - Tempi

puoi primi inpermeebili dc
Bon gli sta a Hemingi



invece fumano
tanto: spesso coni di fumo, sicuri,
che escono dalle narici dilatate. Fu
mino manre perno oppure anche

PAT spes.
so sitte. Ma non perchè sono ocew-
que © sorridere como le. geishe
Stanno siste perchè pensano, nel
mentre che gli altri parlano. Poi lu



cn

troni Criffi A questo punto in teatro

di foceva buîo © tulli opplondivano
la di





na libera parla: dice quello che ha

Ecco, Rossella Falck: è fisicamente
significativo, per chi si ocenpi della
donna libera, Un interessante punto
di riferimento per i due 0 ire re
quisiti essenziali che în lei si ritro.
vano, direi, allo stato puro: ha i ca.
Pi ai na

© forse è anche miope. Inoltre le
EA
è Sì interessano necessaria»

rente di musica cloni e di entro
Non «i truccano molto e camminano





Pao eda.
Spesso infottî la donna litera lo



buddista X- XII Sec.



vora. Per questo leî è più intel
gente della geisha, della figlia di
tina signora, Non sempre_lavora sul

Fade tha

PET Per IE ferreri grone
store. È' i caso di Alicia de «La
atrada dei quartieri alti». Alici
IRA Lig fici bai tin
ti



A chi non la capisce (e spesso
voglie



È a do
a
tg n Pinno lerora. Done 0a
JE rapetiro da talia Gola dl
l'ocidenta dicono a «ha ciel
sog imioo i 0 ml di ve

dire. (Le pei

se
soggezione che del loro signore).
Gli nomini vorrebbero farei l'amo-







Solo che non si ue
RLEVERE Streep
ll più bravo sarà qullo che riv
‘a capire la sua tristezza e la
du ito Sî chiamerà dr
Exsi, guandondosi negli occhi co-
e
È più furbi.



Sme sole
te isole Eolie. O nel Cor
lo

Con
questo
numero
doppio

Il _Quarantacinque

sospende
la
pubblicazione
a causa delle
vacanze
estive
dell'Università
Riprenderà
in

ottobre

con il
NUMERO 6-7

FASI

continua la vendita



DI LIBRI
E DISPENSE
NSUSO VEE:
E USATE

negli Uffici editoriali di
Corso GASTALDI 39-1

PORTONE dopo Il tabascata

Telefono 360.763
















FATTI

DEL MESE |

IL BALUARDO
COREANO

Qualche tempo l'un
articolo su «Th Mondo» F.

‘maggior parte ‘det'diti
coll” che in Sqlicoti ani
quindici anni, hanno afflitto
l'umanità.
Fu accusato di parzi
e di mancanza di equilib
Ma oggi, ancora una volta,
se ce ne era bisogno, i fatti
di Corea confermano la sua
tesi

lità







per un;
lefica Lietta coloro che pri

di ogni altro, escluso forse
l'on. Pella, si sciaequano la
bocca con le parole di de-

i loro Non



due “fondamenta.
go (Ricc:
ostiene
qualche ‘tempo gli uomini di
tato del mondo occidenta-
de gono tutti ad un live de
praticoni senza fantasia e
Pao ‘sompromeztono
con i loro ta
zione le sortì del popoli che
governano. Quelli poi che si
staccano dalla mediocrità
generale non sono capiti e
sono presto privati del po-
tere. Un cerchio chiuso da










cui non sì sfugge.

Naturalmente argo-
menti del genere è difficile
‘contraddire in termini logi-
ei fonia” fr

uv sb. Mater)
fan idro ti Dio sta sento
Sha lora dell Occidente È
suonata, oppure che deve e-
spiare i peccati commessi, €
pertanto gli si mandano i
Foster Dulles e gli Eden co-
me castigo. Non si vede tut-
tavia perchè Guerrjero si af-
fanni tanto a sostenere le
sorti di una causa così scre-
ditata în alto loco. Altri in-
vece, più ragionevolmente
sostengono che il compito di
difendere i popoli dal peri-
colo comunista fa sì che gli
Stati Uniti e gli altri popoli
«liberi » non debbano guar-
dar tanto per il sottile nel-
la scelta delle armi da im-
piegare: anche un Batista,
un Franco, un Syngman
Rhee possono essere degli
efficaci bastioni contro il pe-
ricolo rosso. A costoro si
può opporre che spesso in-
vece si ha la prova che il
bastione si trasforma in una
ampia e comoda srada di ac-
alla cittadella asse-
dieta,
Quindi in realtà la scelta
delle armi è assai importan-
te e non si può impunemen-











te conculeare quei diritti di
cui ci si serve come bandie
Ma il nocciolo del pro-

blema è un'altro.
Stati

In verità
Uniti non hanno
bilità di scelta in



politica estera per delle ra-
gioni che riguardano la loro
struttura
una politica estera
significa oggi permettere ai
popoli dei paesi sottosvilup-
ati di sfruttare le loro
concedendo loro pre-
stiti e tecnici che gli permet-
tano di farlo. Se però si bat-
tesse questa strada verreb-
bero a cessare alle industrie
Sonia di pifoenimenti
di materie priî
MerGilofche gli permenono
di pagare alti salari pur con-
vando rilevanti. profitti.
TA
fare dei sac
vio le grosse corporations
tenterebbero di addossarii
per la maggior parte sui
voratori, che non le accette
rebbero certo del tutto paci-
ficamente.

Con ogni probabilità si
metterebbe în moto un pro-
cesso che potrebbe condur-
re a gravi pericoli per il re-
gime democratico all'inter.
no degli stessi Stati Uniti.
Come è evidente quando
Foster Dulles sostenei
Syngman Rhee e quando
Franco ©





















cedere all’
che essi concedono; e gli a-
mericani hanno bisogno di
tali concessioni

Inoltre per la logica del
essendo il mondo
due grandi bloc-
chi di potenze, se si è in ur-
to con uno dei due si dive
ta necessariamente amico
dell'altro. Quindi anche sul
piano strategico i dittatorel-
no
della Corea del Sud; ce
mente essa non rappresen:
ta per gli Stati Uniti un im-
ue aC

è t











quest
essi sian





no di poco forse
permessa una larva di de
mocrazia, altrimenti non ci

a trovare un
nuovo Syngman Rhee da
offrir loro.







il quarantacinque

=» Il baluardo
turco

a Rimitazione alla Libertà fatta



da una pi
ova portato no giro dî pochi an.
nî, dal "50 al "54, 1a Turchi





Alle elezioni del ‘57, i partito
alopposizione ‘repubblicano, ot-
tenne 196-seggi contro i 69 delle
ti e le proi-

rale,









indagare sull'atti
vilà del partito repubblicano, ed
ha pieni poteri stampa. Po-

ni dopo questo, il repub-





stambuî, la sparatoria, gli stu-
denti uccisi, la legge marzial
E ono ricordaro che 1a Tu
toni "di Ubtista e la Corea
SbagiadRiibo, vivo icon gli
“Ati” amori
qlbezione denti studenti, sia in
She in Turchia, è impor-





ora rminante.
versità turche. sono stat

dei due Atenei

ankara e di Tstambul hanno



quindi davanti agli

Sono indifferenti a tutto,

-=. 2 la crisi
continua

La crisi continua: più buia
e confusa che mai; non è

poc
edificante dei giorni trascorsi,

il quarantacinque

né per spuntare inutili lance
i

edi-



ra più buio, visto che vive

si alimenta col nero delle
seppie fasciste, che ridà loro
vita, si che ne abbiano altro
per gettarcelo in faccia e lor-

Ma che cos'è questo buio?
Nient'altro che il progressivo
allontanamento nel tempo del
processo di democratizzazio-
ne del paese; nient'altro che
il tentativo di affossare gli
ideali della Resistenza, con-
cretati nella Costituzione e
nella Repubblica; nient'altro
che la tenace volontà di con-
servare privilegi e miseria,





lavorano Gedda e Vale, Si
De Micheli, Otti
‘A questo hanno colla-

sotto ipocrite formule
grammi non mantenuti.

Che ilm
svolta, è cosa chiara, lampan-
te.

E altrettanto chiaro e lam-
pante è che tale svolta può e
i ian



sA Tursi

18
*

| I FATTI DEL MESE |

chiusura a sinistra



Le vicende che hanno por-
tato alla caduta della Giunta
Pertusio hanno almeno il
merito di aver dissolto
equivoci sofismi
Democrazia Cristiana Geno-
vese aveva tentato di na-
seondere il connubio coi fa-
scisti; il voto dei missini sì
è rivelato _ pubblicamente
per quello ch'è sempre sta
tn voto, politico, deter:
minante accettato e

gradito. Abbiamo assistito
infatti al penoso spettacolo
di un consiglio comunale
che attende con trepidazione
le decisioni. missine, abbi
mo visto maggioranza
CLS
vii per arrivare ad accordi
in extremis, elargire

del





8





degli
e sottostare
Qi dii o
e umiliante.

Si

correttezza al
all' cbblettigità
misti di di





to ann ui o Do.
CSR
ata la coscien
a e democratica
di dora la minoranza fa-

scista per reinserirla nel gio-
co alterno delle maggioran-
ze e rivalutarne così la fun-
zione di «sana forza nazio-
nale ».

La storia recente del no-
stro comune ha un chiaro
significato politico che con-
ferma una convinzione che
abbiamo ben ferma: rifiu-
tare oggi l'apertura a Sini-
stra significa sostanzialmen-
te volere l'accordo colle de-
stre e gli schemi quadripar-
titici non servono più ad oc-





cultare questa Suo n a
Sen

na en
issimo



CA a
destra. Ma le vicende geno- | presenista Gisunite nella loto
vesi di questi ultimi anni ta per

non riguardano solo dei pie- ziende

coli notabili dalla vista cor-




ta, tra
ma hanno un valore indica-



tivo ben e pro-
fondo: la crisi della Giunta pi era sorta un'atmosfera di
è l'indice della crisi di tut- sospetto per certi fatti co-

se dirigente cit- me il
Senza VO-
iniziativa,

‘0 Aimi o le dimis-
sioni di Bovo.
una A



lontà, senza







2 4 ermine. del. dibattito
classe dirigente che si è sui bilanci il Sindaco e gli
staccata dal popolo e che ri- oratori della aisi

stagna nell! mento, in hanno lamentato l’asprezza
una oitus



loma- della polemica, la politeizza-
ni, del rischio della trasfor- zione della discussione e si
mazione. Questa crisi ha pe- sono meravigliati che non
sato su Genova e non solo siano giunti elogi alla. far
politicamente, ma nel cam- tica degli assess
po produttivo ed economi- re egregie pone, alla de







ri
co come in quellò della cul- dizione al bene pubblico di
tura € delle idee: queste mostrata ecc. ecc, ma

cose le denunciano ormai. gono forso essi i primi re



non solo gli uomini di sini- sponsabili di questa situa-
stra ina Molti osseriatori zione, essi che. hanno \re.

A ersten pt) (Ep) Eee iosa _

Camera di. hr ‘he-hanno-impedito l'al-









i a largamento dell'area demo-
formula politica della Giun- gratica? In politica alle di

ta Pertusio e la chiusura a chiatazioni di guerra si ti

sinis as suono un valo- sponde. na guerra, e fepol
re esempla? illuminane del pate senti.
te, sono i “logico risultato Mentale, trasformista e pa:
di una situazione storica og stiecione è tramontata per
gettiv sempre.

Il Bilancio di questi quat- Il problema di una nuova

tro anni è maggioranza di centro-sini-
teva essere altrimenti O E e
blemi vitali termini di roti con

passato di RT e A
una serie di condizionamen-
ti esterni e interni che pe-
su gran parte delle

seo



vie di comunicazione, di una
nuova politica
culturale. non sono



‘tati





interna del
partito cattolico; le altre for-



ogni Sndotuion ad ogni re-

no nel
c. A

gresso, i rito;
Gorgo aell'Antistoria.







4

ATTUALITÀ DELLA SPAGNA

il quarantacinque

La enaclata franchista







gennta doll'Ectremadura

pe ci tone slazion rami,

intenderchbe cos gettare le p

20 er ben detiene delle
è dell'oppresione





e delle Mis Apri porti
gisquesta Toto £ si

Ha la giornata dice protesta pdcifica

che avrelibe dovufo essere tenuto AT





ento inivenltario “i Mi



Betazine ERIN
tecipano, beninteso, anche mol
denti cattolici), era stata ripresa da
e oraniazini di uti le teme
‘ovimenti operai.
sd circo






oli
liszione ‘alice
so. Numerosissimi_ arre
putti sli Bei DE



ben poco credibile. Si vorrebbe la-
vedere che gli spagnoli pref:




Ea com
Ta a eg ia

La posizione dei cattolici

Tie















tek
lettuali etici Frane "ta laspor






















gmorimiento >. rierendone în came
tro

bio
1





ia grande maggioranza del
moneta DA
iva il ricordo




Steno. etica. (Gandhi © india
SE, ale Sulla
ca e la protesta, pacifica



Mete strascendontai,
si attendono anche che il
culi sotto i peso di
grave cris ceo e le loro spe
avrebbero potuto più salt,
cen dopoguerra, non andare de
Lus
Ri bal
fino ad o
to dei dollari
viaggio di aL
dra la confermato che tra
i esili "della libertà 0
tale tato Fascia di
fu oh PRO ati eco
fe tino a qual puaio londata sulla
fino a qual punto consi
te e duratura
Pensavo fore a queto elim di
at cin, 1° Generalisimo,





Generalisimo. i nb
ci ivesse







pr retidenziale appor
ricani. il


















‘proî
LORI mene valloni
Ta nostra dottrina © la logica del suo

‘d adeguato
Segue a pag. 15





__il quarantacinque





Poesie di guerra di Antonio Machado :



15



polo stesso qualeosa di molto. diffi

cile da

ere Tala ria]
politica internazionale

alienare. Perchè sopra ©



Il poeta e la morte
I



Fu visto camminare tra i fucili,

Per una lunga stra

a er
Vecisero Federico



Che il cielo appena albeggiava.

1 plotone di carnefici
cò guardarlo în faccia.

Tone cu gli oa





Pres
OS
In fronte sangue e piombo nelle



Fu în Granada il delitto
Triste Granada, nella sua Granuda,
"

Fu visto camminar solo con essa:
Non temeva la falce
- Di torre in torre il solo, e i mar.

Telli
i magli nelle fab-
(O



Sull'incudine



Parlava Federico
Lusingando la morte. Essa ascoltuv
- Perchè ieri, compagna, nel mio
Battevi il colpo secco delle palme
E desti il gelo al mio cantare, e il
filo
la tragedia mia della tua falce,
Ti canterà la carne che mon haî,
E gli occhi che ti mangino
tl

Boi capelli che ils i»

Le labbra rosse LI Sa

Oggi" eri, giano, marte, if

(he dalce, casta sl

L'eco! in Coma, mali nia GIO
{edo

m

Fu visto comminare...



Fate, amici
Di piotra è sogno, nell'Alhambra,
Un tumulo al poeta,
ssa





Mori in ira nella uo Gr
[madfa



pos
po Fianco Da sottolineato
some. gno delle meat del fe



imiento” n
volzione suisacezie della proble
matica spa può costituire
alcolabile

trascendentali
mtativo di



(sich. Serio pai un 1a

peeudo giustificazione ideologica che

vale Ta pena. di riportare per ini





nto. pol
dal primo momento non
visrità» che spi

ificò la



li
era
è proposto di rselver



ordine poli
sueate corvertito, ma fn dll'isinio i







Meditazione del giorno
Davanti alla palma di fuoco
Accesa dal sole che cade,



Nella sera silenziosa,
E în questo giardino di puce,
Mentre Valenza fiorita
Sì beve il Guadalaviar

Valenza di torri sottili
lu quel lirico cielo di Ausias March,
Che cambia il suo fiume in rose
Prima che giunga nel mare -
Penso alla guerra. La guerra
Vione come un uragano
Per gli altipiani dell'alto Duero,
Per le pianure ricche di grano
Dalla fertile Estremadura

A questi freschi giardini d'arancì,
Dai nuvolosi cieli d'Asturia
Allo maremmo di
rnso alla Spagna, venduta tutta
da fiume a fiume da monte a monte





ce e sole.



[da more a mare.
Tutta venduta all'avidità straniera: il
sio è il cielo e il sottosuolo. Yen-



dura tutta per quello che potremmo
chiamare, perdonatemi l'espressione
parudomale, la tragica frivolezza dei
Ed în verità il



SI



motivi di tali tra-
dimenti non sono meno insignificane

consegue



ti © meschini,
ri ed inconfossabili. Se vi domando:
- A parte é trenta denari, per-
1A Giada vendette i Cristo? = ei
trovereste in grave difficoltà per ri-
sponderti.
ia
nici per trovare una rispost
gorica a questa domanda. “ion Elo

benchè sempre psc



ro regime fu « l'ordine politico »
Non ditta dl uno Stato di lato
che avesse la sua liecità è la «na le.





ricanente normale è legittimo. Fin
Llano i
«Stio di ei
laoclemazione, si





la sul ©
hole spagiolo. (to pi
Internazionali » n. 46)
Peraltro il Movimiento, 0 la Cro-
ciata, come Franco ama definire il
suo regime, ha ricevuto în quest





liver por feto

re caperimenti con missili eee. L'e

sisicaza di queste trattative è sta
L:



reazione. bene
ra

sano. Qual'era d eran delitto di _ fumata nel mare
Ca cia) STE9 nerara Sa





lo a E la coscienza uni
sale dei lavoratori
Valenza, Aprile 1937.



trovata. Ma l'ipotesi. più plonsibile

sarebbe questa: tra è dodici Apo





Dia eg gta Acco
Giuta Panico mentecatto. Nell'no Il sorgere del sole a

lisî poicologica deî grandi tradimen Valenza da una torre
ti troverete sempre la tragica pozzi



Le folate di Marzo nelle grotte
verso il mare - del tempi

doll'iscariota. Se ora domandate:

Perchè questi militari ribelli hanno 33 de sE

{tomba
rivolto contro il popolo quelle armi j; piuma girasole, i tulipani
medesime che il popolo aveva po rito
sto nelle loro mani per la difesa
della nazione? Perehà, non contene italiana
ardore latte argento indaco © spuma
è vele bianche nel mare latino.
Valenza dî feconde primavere,
d'orti fioriti © risaio, qual eri

questo, hanno aperto È porti ©
le frontiere della Spagna agli ane
liti imperialisti. delle. potenze. stra
niere? Io vi risponderei: in primo

luogo per i trenta denari dî Giuta, 9 fi ricordo,



per i iuiaor' vantaggi; cioò, che: = Sane nel tuoi conali
vrebbero essi, i poveri traditori del nello Jogune,

il centanro d'amore.

è con i tuoi roseti



la Spagna, nel caso d'una piona vit.
torîa delle armi italiane e tedesche

sul nostro suolo. In secondo luogo, (Canzone





per l'astiosa leggerezza, jeno

i Già sto salendo la luna
degna di Giuda, la quale nom mis Ue 1° /oaie degli eran
ra mai le conseguenze dei suoi atti

brilla venere come una
passoretta di eristullo.
Di ambra © di Verillo
dietro la sierra lontana,
il cielo, e di pr

Sì sono ribellati al governo degli
nomini onorati, attenti. alle aspira



zioni più giuste dol popolo, la cui



volontà legittimamente rappresenta





fan fs odora il gelsomino

usignolo dei. profumi



sento i de conite. cl

senso essenziale della storia. Per
Oh come pare dormire
abbattere tale governo, che non ave. n



na la vendita non ha avuto luogo,
come sempre, quando il venditore
non. dispone della mercanzia
offre. Perchè ln Spagna, oggi come
ieri, lu difende il popolo ed è il

sarò con te,

aeadie n pari,

dove cresce lu rena dei campi

ed il mare di vile alri?
ra di L LEVI





all'illusione.
ian a



inte la care
CRE
‘errore di. d

abbia la
ho rischiare ancora

Le sofferenze
ni di persone non pos
presto © tardi, tutto



pertcatore



Selmi, interni
‘pace dell'Europa





Non si deve nemmeno dimenticare
roprio con la gi

l'intera arca del paese è






grave scandalo, vedono ie
Sa

Spese dell tato: amm
5%: dif



ima. E' te
1 ceo continuo
si, anche se cost



n
errore di diagno. 11,15 %: presenza spagnola
asse una erudele ca 3.36%.

16

Inutile. sottolineare
site, il livellamento laguisti-



tel bop) e della numerosa schiera
del loro epigoni, gli « hard-bop:

pers»
Naturalmente fn processo
diluito tutto ciò che vi





suo messaggio così rioeo di uma-

nità e di drammaticità) ma spesso



11 quaranlaciuque



ini ==



© addirittura di non essere



2).
* Peretà la vita dei boppers fu per
‘anni travagliata e dimelle: caso ti



Tuttavia l'influenza determinata
Apressione artistica attinge la pro-
È iena ie la PIO dal be.bo)



srafonda novità delltt
boppere



volgarizzavano) { canoni espressi-
Vi del nuovo stile, senza spezzare





Do le convenzioni del vecchio monto,
dr) ‘chè Ta rivoluzione operatasi in
Esa torno a oro non si era però veri:
ritmiche, ficata in essi
E iiipe nineesii Nea è SI assisti allora alla selssione
peniai come Chace Parker, D rami diversi di quello
Gitoente le o ra tato tm tronco nto,
op ULI sono__un altro Indirizzo prese consisten-
fat n etdefto ‘dplaiCgor:3 jazz, ad o
della ina ditaleuni gi deteibti provaton
file nelori sa tluente bianchi ehe abbandona:

La rivoluzione boppistiea trovi fa protesta a sfondo razzia
osti 3 tuarono una
tirò mali, il modo



del:
PTT mbe Seicona, Sl di Suonare distacento e iano,







ll Lennie Tristano, Lee
Billy Bauer, transfughi del be
come Miles Davis è Joh

Xi



allievi di Lester Young some Stan
Getz, Al Colm, Herbi





SET o smoreali IAGIicimaitane
mo € raccolto,
operfenza pIÙ interessante fu



- Testa di bronzo



tita fino ad oggi. Il pericolo di ca-





Îl quarantacioque

tirano improvvisamente come stanchi
‘atalio le abbandono le spalle, guardò









Faobulle Specie fa
2 dove si



Toattilo © Lon
om ne ito non i done gi



‘gta Unico. E e
xt

Una: sere di quaiche anzo
pullo osa al bar con va emi





RE

Gaio fi gra
Sig duri



Gamselli



| LELE LE LETTERE LEI LE ARTI







Vi a
gne © valide che al
tento fot della, R



tun marinaio, che è in ca

rel, la pivoio n Così

tem sl ragazzino che
fai quasi come











ontagne con i partigioni,
icvontare sono per lai tragiche e
nello stesso tempo hanno fun sapore





itato in guerra »
© pri narrano Te lt

volo a irtigiana: sara cam

ni "sinti tradimenti, marce, 1 se

tondi, seppure sci in segui

no 3 “menti “O frodi






> SEI
vino lo scenario favo:
foso “gella son grande avventura vis:



ad omai
seritte-con "una semplicità e une ele

inf
alicre Gistent solo come armatora,
perfetto come una macina. na
vulne: n un sol no: “ngi
<p











Ecco i prontagonisti favolosi © ve

tamente rivoluzionari.













stati “dimo al
sioni
os



con pati
ani do Misocrali
lo, lo scrittore concretizza a pieni

la sua arte e il suo spirito. Marco.
valdo ama:




le della nostra letteratura.



0 si real
tazione che







Molti serittori non dani

lore al ling

eo



lale. visione.
stiroribile;

turale €
dal tor



tan wola è difici
pereliè favola e fagtia sono le due
componenti essenziali della

"ANDREA CANEVARO

di È



iaza grazie



della natura

Si Cal
‘alla conside:
egli ha del linguansio
importante ma” sempre









realizzare una poetica
ino alcun va



ttribuendo impor-



ono di



2

il quarantacinque



LA NUOVA LA LLILE

Questa dreve nota non vuole es-
sere un bilancio, o comunque dire
quilcosa di definitivo, sulla pro-
duzione narrativa @ noi più vici-
20, nè indicarne problemaniconen:
te possibili vie d'acc
iniriore. un. discoroo che Vajgo. en-
che per il futuro.
Se dovessi indicare il tono ed
qaruitere pecuiari di alcune opere
oggi à ta page (mi riferisco In par
Nestore a Pasoini €
rei che esso tendono al «puro de-
scrittivismo disimpegnato e com-
piuciuto »

La fantasia incontra i propriò



Ciò che viene a mancare non è
così. la resa estetica dell'opera,
“quanto la sua capacità di senvo in
quol tempo di cui vuole © deci
‘stimanianzo.
ure è da confondersi tale
tendenza con una volontà di chiu-



di corattere edificatorio o prote-
siatario.

Faraoni
anche quando ottengono risultati
gotica così dire, alta

0e* ‘onaca € nella
sara hcnsono "ti toro confine neo.
tica
senso opposto sembra muo-
versi invece ta narrativa di Car-
lo Tuosoto e ce ne effre ultima
prova È romanzo testò apparso
Sio radici Pei
Torino 1980).
Anzi mi pare di scorgervi una
e





Fare tuce: due giovani, vittime
entrambi di vicende che mon com-
prendono, trovano nella solidarietà
© nell'amore, Ta ragione per anta
ro avanti in ana vito che riserva
molto dolore © poca felicità
Da Budo, Doe

comunista, chiamato © e vengica-
per la spregiudicatezza del
glia e per il
cui mecide 1

niero, a volta rimpatriato,
condannato 0. quattortici quni di

Lr O ne
retla del ann)
nia fa pilagig,gi pre





i ite

Geo a i el regia
Mura, contro le leggi © le tenta.

zioni del mondo, decide di atten'

Fare luce; € le pagine più Delle
del romanzo sono proprio là di
lenta matura to iuce della
rietà © dell'amore, dove

coscienza e prende a operare net
mondo, "inico affumonto di ala:



Cassola sembra così indicare una
di scendere 0l-
i, nel loro

riliebo, e. se pos
discus



cià



Quisquilie...

Che in Italia vi siano sva-
riati milioni di analfabeti, è
cosa che, 0 si sa cm
pre, o non si sa Dione

Certamente chi si rivol.
gesse, per avere nozioni e-
satte, a pubblicazioni auto-
revoli come, per esempio, il
fascicolo « Istruzione » edi
to recentemente ‘dall'IS.T.A.
T., avrebbe di che stupirsi
apprendendo che dall'esito
del recente censimento
mografico, sono, classificati
come:

Amministra:
tori d’ azien-
de e ammi



nistratori de-
legati



11.917 analf.

1.611»

»

»

»
artisti, lette-
rati, giorna.







Rivolgetevi a
« EDITORI RIUNITI »,



UNA NOVITA’
Editori -Riuniti-

UMBERTO BARBARO -
risarcimento marxista dell'arte»

CA ati

STAI

et
CETItS0I



salita S. Leonardo, 18
Oppure telefonate al 55862, vi
pitato immediatamente.

«Il Film e il

sarà reca





listi e pubbli-
cisti »

Ma a parte queste clap
ficazioni quasi grottesche, è
assai significativo apprende-
re la situazione culturale
delle casalinghe italiane. In
un complesso ‘di 12.517.193

linghe, il 64% non è do-

tato di un'istruzione almeno
elementari

SDA eoco ia graduatoria se:
condo il titolo di studio
con la licenza
di 3° element. . n. 4.092.847
analfabete o se-
mi-analfabete
con la
di






3.85:





» 3.808.7



con la
di scuola media

inferiore »
laureate . ....»

A TURSI:
chiusura a_ sinistra

Seguito da pas. 13
forze politiche genovesi: i
del «centro» sono
i dalle correnti di
destra e i dirigenti sembra-
no più attenti agli argomen-
ti del sottogoverno_e_ della
distribuzione di cariche



542.697
22.100





fiuenza determinante della
destra clericale: poche set-
timane fa il « Nuovo Citta-

novesi consentiranno l’aper-
tura a sinistra », Il Comita-
to Civico è più particolar
mente attivo e bellicoso spe-
cie colla nuova dirigenza di
chiara impostazione conser-
vatrice; anche la CISL.

le A.C.L.I. sono su posizio-
ni molto arretrate e confor:
miste rispetto all’atteggia-
mento delle stesse organiz.



zazioni nelle altre grandi
città industriali.
Tutti questi elementi ci

indicano che lotta. per
una nuova maggioranza che
tuteli gli interessi della cit-
tà e dei lavoratori sarà du
ra e richiederà coerenza, lu-
cidità e coraggio. Ma la po-
sta în gioco è l'avvenire di
una grande città di tradizio-
ni repubblicane e democra-
iche, di una città di gente
civile e seria che ha il di-
tto di essere amministrata
da uomini civili e seri.
cuipo Levi





il quarantacinque

2



POUT - POURRI

élite
Si serv il cai + Papa, n che
pensando; rsa
«Non è È gente geco
l





e







metto niente ». — «E pensaci! ». —

Era il padre di una mia compagna
di scuol «Lo sappiamo »

In giomo mi vortò nella sua ‘gar

tere Assez, cherie. Le va-

Act nous écote ani

i dice î peccato, non
Tresa mamma,

me sci antiquata. E ii Pico?





Mi

soi popolo perché si di
verte con vero; papà? ».

‘Annio Flat di Il Morido]

(Da Il Mondo)



Stato vi
CAMERUN essendo diventato






lg
La Presse du Cameroun)

La storiella



dat dl 19254 Mato



IL QUARANTACINQUE
mensila. univarsitorio.



informazione @ cultura



ne ed Amministrazion
Pianto dele Pon VIGO

Autorizz. Trib. di Genova n: 487
in data 30-1-1960.

Collaboratori:

piaci Ma



Medio Alto, Ros
Scelfero. Beniamino,
Severino. Giuli, Sorrnti Rena,
Traverso Giacomo, Vaccaro Rino,
Valesi Aurelio,



Responsabile: Renzo Farinelli.

CONTO CORRENTE POSTALE



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K. Blixen

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Pt. Huddleston

M. Hachiya

J.W. Wheeler-Benneti
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F. Villon

Erasmo da Rotterdam
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Istituto G. Feltrinelli
D. Puccini

Il Gattopardo
Il bisturi e la spada

Zapata l'invincibile

L'ultimo dei giusti

Il dottor Zivago

La scure di Wandsbeck

Zenzero

L'anonimo lombardo

25 racconti del terrore

Tramonto

Il ponte della Ghisolfa

La Gilda del Mac Mahon

L'adescamento

Alla catena

duomo del 1h pravvidenza

La promesta

La mia Africa

La tradotta del. Brennero

Segregazione

Diario di Hiroshima

La Nemesi del potere

Avventute e viaggi di mare

L'esplorazione di Marte

Poesie

I colloqui

L'eroe dai mille volti

Nitti, D'Annunzio e la questione Adriatica
La via dello Zen

Miti e coscienza del decandentismo italiano
La teoria della verità nel materialismo e nell'idealismo

La psicologia del misticismo religioso
Da Quarto a Torino

Manuale di logica

Lineamenti di logica matematica

Il caffè (edizione integrale)

Una parigina

L'età dell'innocenza

Lotte agrarie in Italia

Romancero della resistenza spagnola



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il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE E CULTURA
ANNO I -

LA LEZIONE. i
DI LUGLIO

di GUIDO LEVI

6



- 31 ODTOBRE 1900 24 nagine - L. 100













I popoli a certe scadenze | ispirazione nella azione pre-
della storia hanno bisogno

fare i conti colla realtà,
abbattendo il fragile e intri- a
cato viluppo di equivoci, di se costretta colle palle al

î muro da un paese che ac-

ee
della necessità di certe pl:
te indeferibili. «Tambroni
un avventuriero» dicono og-
gi molti democristiani e mo.

ipressione d venta: diritto di chiedere’ perchè

ta daria in un SARO che ai in Italia gli avventurie-
roppo tempo teneva le ri abbiano vita così facile,

i lana volte di

sfera opprimente e pesante, andarsene più per vi

în cui le parole e i gesti ni; in realtà si tratta di ben

Piero Albertini - Disegno



‘atrice e pau-
la borghesia. 11 di-



s
questa nuova realtà della i; e le tico, paralizzato c immobile, popolare sì traducesse con-
Storia Italiana, questa real. giornate di Luglio non sono impossibilitato a far funzio: cretamente, sul piano delle
ta compiessa e difficile da un anacronismo storico; an- i hi
interpretare, ma ricca di zi un discorso sul Fascismo,
P motivi di riflessione sul de- vecchio e nuovo,

stino della nostra società quasi tutto da

nazionale; tentare di capire,









non di piegare Ja realta a u- rismo si succedono i forze se non numerose certo
no scheme. precostituito, a contraddizioni della nostra regolarmente potenti per stillare program-
una strategia astratta. Un associata, dei d'Italia, due mi di conquista del potere
rimo elemento deve essere mani e civili si identico male. Il paese ha in chiave Franchista e Sala-



sottoposto alla nostra medi- tra gli italiani. E purttop. assistito in questi ultimi an: seriane.
azione: è chiaro che in Ita- po Ja generazione del dopo ni con rabbia apparenti L'opinione pubblica più
lia dopo quindiei anni dalla guerra non ha avuto nessun mente impotente a questa avvertita ha subito intuito










fine della Suri r una Gramsci e nessun ‘Gobetti, involuzione che vedeva ri- quindi che il Governo Tam-
larga e oggi ne sentiamo la man-. tornare i fascisti, spavaldi e broni non era una soluzione
classe canza, sicuri di si nelle pi DECEUSona ma era il frutto
sentata la tentazione SS su chiave, nei ‘posti al coman- di una scelta ben MEL
i sta; probabilmente solo u- Paralisi dello Stato do della burcerazia privata e cosciente. che. opera
Fic

are in ex Cotazue noi abbiamo e pubblica, della propagan- sul doppio binario della vio»
tema; CRAC possibili. ben che il Governo da culturale, nella ammini- lenza poliziesca contro gli
del trasformismo e del ‘ambroni non è un episo- strazione locale; il paese ha avversari e del favoritismo

i co- dio a sè stante, ma è il frut- visto la pressione clericalee clientelista verso grandi e

î- to di un lungo processo di dei gruppi monopolistici piccoli borghesi, tentava di

venuto una esperienza a cui corruzione e di imputridi- farsi sempre più scoperta preparare Îl paese a una su:
rifarsi per trarne motivi di mento dello Stato Democra- per impedire che la volontà luzione autoritaria; lo rive








lava. chiaramente l'appello
al «paese reale» e il violento
attacco al Parlamento con
cui aveva debuttato l’avvo-
cato marchigiano, proud
all'ineitamento allo squadri-
Smo € alle mltragliate omi-
oi us

ica. I Missini in

Erede
manovra; il bub-

bone to gnoso che rivela

l'infezione, il marchio di u-
dii

na classe dirigente non si
sa, se più cinica 0 inco
sciente.

Inevitabilità di Tambroni

Quest” offensiva reaziona-
ria può aver sorpreso molti
che credevano con ingenuo
ottimismo che certi proble-
mi fossero superati definiti-
vamente, e la storia dell’Ita-
lia contemporanea chiara

nelle sue linee essenziali,
per tutti; e che la tragica vi-
cenda dell’oppressione, del-
la guerra e della

disfatta






nei suoi dati di fondo non
sembra essere mutatadal
Berio dell i ila

eco bor-
dei “prodotto in









le
complessi, e l'esercito ottuso
e pavido della Rivoluzione
Fascista »; il ceto medio ita-
fano è sempre stato una ca-

per lo Stato autoritario. E'
Broprlo questo. ceto medio



tito che detiene il monopo:
lio del governo e del sotto -
governo, perchè ritrova in
esso le caratteristiche for-
me del partito totalitario di

eo figli della
Lupa, il partito - Padre,
Padre delle vedove, degli
artigiani, dei coltivatori di-
retti, dei pescatori e dei di-
rigenti d'azienda, il partito

di tutti gli italiani, insom-
ma « per la Patria, contro le
fazioni ifratricide ». Vengo:

può chiedere



crificio...,

fummo privi di una lotta
politica aperta, mancò
principio della’ educazione

olitica ossi: cala scelta
delle classi dirigent

AI di sopra di i «pa
lude » sta la borghesia diri-
gente, certamente più scal-



ologia fu il nazionalismo
chico e protezionista.

Il potere come oligarchia

îa quindi che
mai compiuto un
rivoluzionario

zio
E è don, il
potere è nelle mani i
chi che lo vogliono ‘tenti
re a qualsiasi costo, il Fasci-
smo è un pericolo sempre
presente, è la soluzione faci-
le dei ci difficili. Credo
che questa sia una realtà dif-
ficiimente confutabile: gran
parte della classe dirigente
indonato il nazio-
Li delle origini per un
liberismo
all'attuale Sa di e-
spansione e di vitalità eco-
nomica, non sì è per questo
convertita alla democrazi
non si considera ancora ab:
bastanza sicura per piegarsi
al funzionamento di un re-
gime democr: i
vincersene basta leggere =
scienziosamente ogni giorno
i quotidiani « indipendenti ».

dei privilegiati:







Credo però che gli avve-
nimenti di Luglio ci dimo-
strino che non dobbiamo
fermarci a quest'analisi pur
esatta nelle sue grandi li
nee: Ja è sempre di-
nanica clo/# oggi in lilla
come non lo fu mai in pas-
Sato; senza che noi quasi ce



Queste le parole
del prot. Eugenio Togliatti
alla Casa dello Studente

Capisa ilora in tati troppo

ulfen eccereno molte parle per il:
ques ‘Ale

riunione);
Mognifico Rettr









ta sin” ‘lla. gue
dora 1 rieordo di Guanto. è ove










0 a chi ult | ha
ipen

de di nol aa
seguo! ri



con i limiti
neo-capitalismo,
potrà rompere la stagnante
atmosfera di conformismo e

ne accorgiamo il nostro pae-
se sta diventando, anche se
molto lentamente, un paese

peo; si inserisce cioè in
un’area economica più vasta di
e attiva, in cui sorgono pro-

tica che,
storici del



provincialismo dei ceti
medi. Nello stesso tempo un
maggior numero di persone
acquisterà coscienza che un



‘ope sarà sempre più certo tipo di sviluppo econo-
per l’Italia uno scontro mico lo pone ai margini del
drammatici progresso tecnico, del be-

ri sorgeranno € v nessere del magico
nuovi e luccicante dell'e affluent
direnno; society» «della ricchezza

TESO per tutti »: costoro impare-

zionari, di intellettuali più FARO Il significato della
in ea BI battaglia per îl rinnovamen-

to democratico e sfuggiran-
(Segue in penultima pagina)

formerà l'ossatura di una o-
pinione pubbliea demoera-

3

VIGILIA ELETTORALE

Necessità di scelte consapevoli e chiare - La catastrofe finanziaria
del di
















giovani che fra pochi giorni



Pr esprimei
volgper mutare



Bellani 0 patetiche della campa
gna elettorale. Nessuno verrà
dirci di essere contro Îl benessere



Jorionte celle

mandazioni, le di

realtà
zione, le protezioni



‘le racco=
criminazioni, la



- Le

sinizcaione fera eoria Leda
no Îl problema del dà per-



Possiamo anche averi
e voler indagare. Con queste pre
messe è forse più chiaro ciò che
abbiamo chiamato scelta politica
sonsapovolo, che, da parte nostra,
di, nio. et in un
o ai gruppi di opposizione
alla politica ‘ael'attuale governo







Gli avvenimenti della nostra cit-



ia

V. Van Gogh: Contadino

sinistre, fra tardive e poco con-

vincenti dichiarazi

Scismo cedette

ioni di antifa-
un Commissario

prefettizio il governo del Comune.

GENOVI

puesto

iatoghe

t
partiti che ne condivisero è ap-
poggiarono la line:

DC. è, a Genova,
conservatrici e rel





tostrade del
olimpico.

ion porloranno
mento sistematico



principale responsabile la D.C. co-

‘A OGGI

stato di cose è

responsabilità





persona.

1é au
sole. Îl villaggio

dello menti:
dele

di TUTTA la D. C.



7 parleranno forso anche
tota




contr
a "scolastico, i

popolare,
Po cssai Parto, lo vio
Precisiomo alcuni di questi



torossi postivi.
SITUAZIONE GRAVE

Cifre catastrofiche, se si
dora che sul'altro ‘pintto delta bic

na, radi
tamento

ecc.)

ia vinvità © de







(estate il sindaco Pi
tusio Girando di ‘problema stra

statale qel. Giovi
nel tratto Ge-Pon-
tedecimo ». compere di San
Giorgio”: mensile della Camera di
Commercio, anno #, n.è,

Se si eccettua l'acquedotto del
igneto, gli stanziamenti per la
via Pedemontana e ì contributi

l'aeroporto
‘anacronistiche

(di prospettive

beriero, armatoriale, tit, x
perché impratin: | troie i asse:

trol



ile dagli aviogetti), non vi sono
che spese rientranti nella norma-

sori ei ‘meio n
Cn gli
SCONdOlI”nanziri è significativo

È

tra ‘gi Implanti di tro. otterd
peri Drugneto quello che costava
130 milioni di più. Da tener pre-
denlé Chea Dilts: citocenle Gm
nor prezzo era rappresentata da
un figlio del vice-sindaco stesso,
Bovo.



sont (I
lee

Significato politico di questo voto

Sì voglia o no, le prossime ele:

trative avranno

da certi stessi democristiani. Inol-

signineato fortemente politico: E° trare nel Governo. Così dopo ll
bene notare, prima di tutto, che A lel presidente
liberali tolsero Il loro

Tor





al
rascegnò {o dimissioni. Vi fu una
lu disseminata di conci
tute consultazioni fra i leaders di



i gtuppi. Fu chiesto senza

l'on, Segni di tentare
esperimento di centro-
Segni rifiutò il tentativo.

QUALUNQUISMO
E FASCISMO



sinistra,

Si pensò allora al
Tambroni,

‘progressista
colmi che ai



f °
{
e neo ponti.
eee
Pon di
Golia noce
Î

ji i già notevoli cont





conomica, denunciati ampiamente

| contento;



















canì fanno intendere che tale go-
rattere. provvisori
ò



‘mento fenerale degtt lettori DO*

Phi comsorvarsi è mutare tule L0-

erno, Della DE nessurio è molto,
n {e destre.



mono i

D'altronde l'irriflessione passiona-
le potrà tradu





rebbe in tutta la sua chiare:



meno giovani a r
ciò che mai l'attuale
classe dirigente ha saputo e vo-
luto rimuovere. Il partito demo-
cristiano che sì presenta agli e-
lettori per chiedere un responso,
può "daro soltanto. nella ‘egg
reparazione poli

‘zz © nell'impi

tia ‘acgti elettori, nella Toro magc
loranza. Infatti, qualunque

ione di destre 0 di Sinistra
1 tico









uno” quegli ideali che così fac
ini





vere con bi

con le sor
Non possiamo avallare il grot-
tosco slogan dei Comitati Civici
«Vota «bene, vola cristiano», che
vuole infeudare al proprio carro
n

x di "Campanile
Paesi moderni in cui sì legge

P.L









Cristianesimo
e politica

Duemila anni di cristianesimo Ora, la
ani cristiani

nostra speranza di gio-
è ancora



so
mentata di odio e di sopraffa- rialismo nelle cose spirituali.
zione, abbiamo fede nell'uomo, Bca
anche se fondiamo questa fede «Il cristianesimo deve infor-
Su piani nettamente diversi Ù

Nelle m sto-



borghosimento
cristianità pre-



pri
posita delle cr
toriche, nessuna dotte quali



riforma atta ‘£rancese,
‘quell'iumis di riveligge © di et. È
vendicazione, del carnale,
vano a i
ose in fi
che paradossali © anarchiche, lo-
di una falsa in-




(crm È peri
osomente "Tegao eì "iooFoiemo
italistico ‘©. borghese». (Mou

la







a
SAT a pel Sire SOG dita Sodi e tempra i
Si e e gio ala de omni
predisposto ed all'ansia mes ©Sa ‘naundra Di ha e
Mmdipono el alam, met: | Gore immersa nel concetto:

Te a c'est

i SEO



Mello ‘epiiigale © della el
eta, dalia aio; pen pets: mai



tale rap- di

Sì capì allora che





i conservazione del.





lo sostenuti si l'essere un puro mezzo
una società di interessi, che ten- nei confronti della vita eterna:
deva a mascherare lo sfrutta così 1 ica sarà per noi sal-
mento diet fondata sulla filosofia

una religione integralmente. pla-
smata di carità e non di pater
nalismo,



ideologica. di uns flosote













ianesimo in sè €
rà dare, essen-
cristiana

gono e le vie e 1 mezzi per res.
lizrarlo, è normale che si speezi





avis

‘Stessa. men: ti
nella città Sarete contrario alla
to



n
ira lo spirituale © il

ver sempre cor

în M'uno € l'ineftionoia
dell'altro. E' forse perché siam

incoerenti. nello spi-
rituale, che confondiamo como-
damente i nostri precisi impegni:
per conto nostro non ci stanehe-
formare la nostra
Opposizione contro. ogni. sepere
cose dello spirito €
credendo
la della grazia
la nostra natura,
possiamo dubitare che la no-
stra azione non ne sia compene-
irala e illuminata, anche
mergendoci nel temp
gnamo singolarmente,
coinvolgere la Chiesa,
Nell'azione politica,
credenti





di uomini Ieri nori aaa
SCRIAVILÙ MOGLI Bert sone;

famo che



ora, più che mai,




do e di visioni politiche va
sempre più estendendosi



è l'unione, è la
sere di regol

tivo è la vita terrena ila

mini do ne delle la compren-
terreni, beni terreni, tale o tul'al- sione universale.

iro ideale del bene comune ter- PIETRO LAZAGNA

















| TACCUINO UNIVERSITARIO





I TERMINI DI UNA LOTTA



(gri amici de *l quarantacin= ordinato contesto di volontà poli-



tico Bere. E veramente il mo:



Zano siano luite confacenti.
Occorre, quindi. in queste cir-

costanze, sforzarci di chiarire il

più possibile il mostro pensiero.



universitaria). Stamo not siessi
ad essere in gioco.

i sembra, appunto, che
tuito questo discorso sia viziato,
irrimediabilmente, alta base, per
un'integrale astrattezza del con-



‘chè — qual'è melle linee es-
senziali la trama. del’ vostro di- _olla realta dei fotti e alla logicità
scorso? del discorso. Un'astrattezza_ che,

nce peri mondo uitversi.__ioluolie‘oll'onio meno rasenta;
tario — voi dif 2 Questo secon polrehb agrarie quulrirtra =
0 dol to poco ica






Ma vediamo punto per punto.

pato o leo Vol scrivete, nol dimostrare 10
mento delle attrezzature onzo di, contradazione; nel:
Mdatiohe. ma enche dell'astoret: | PUnivorotà, tra «paeso reale» e
Mento delllnicersità © (n un pre- «paese legdle>, la quale sla atta

IDEE CHIARE

Nei 0] era teormanto gieieto









ale

isaccordo dl ae | ivo

Le di ser uno a gin fimeto, nel | no a co
famo tti

cepoiment
non rupi i pensiero olintoro nuore

ra di ciò è ia |fo meno, ra
qui





no copi più spicctomente one è
feet alle petra del nesiro giornale

Il rimprovero tel 0 0 a
PI











base di tutto Il vostro discorso, scrivevate, fare di ogni erba un
che in Ialia «la carriera scola- fascio,

m

mini, è vero, ma astrattamente quant ,

vero; voi, cioè, conslalate quesio quando, per fare solo qualche
cercate di spie-

‘0 fl come e il per

ol suò diffondersi. sempre

ite

‘a è quindi naturale che non
lo colteghiate, come è necessario
per fare ui celo, a
quell'altro fatto dell'ingresso. in
musa di nuovi cett nell'Universi-



duppo di muove e diverse funzioni
intellettuali nel corpo sociale
@ mulare la funzione stessa del-
l'ordinamento universitario.

Persa la sua funzione tradizio-

nale di formazione della classe
dirigente, l'Università italiana non
ha saputo ris





ne è alla base, non_pol

pratica, che diventar

Toso Couingoro=ia #znaoibranz Îa
seno ofrd. asfraita argomentazione, ar.

coltdi economiche, at 1 ue aste o

dna più rosso ci



i ae na
cesso che ha portato l'Università Care ii I
na a.

modo non può cert
operi Hara 10 rei del one



questo pi sem

bra — risulta palese la reale com- La quale non
essità del problema universita Term rcanza di contrad-
do i aio pesanti corna dizioni nell'Università, ma in mo-

il Paese è, maggiormente in que-



E° per questo, conlinuando a
rispontere ‘dl vostre astratte de-



scindendo, per astratte:
tà.

‘sì, come prescindete sempre



Soette poliiche, falte in_ piena
consapevole: non, come ab-
tlene. per. corluni, per deteriore
romanticismo.
Solo in questi termini, ci pare
che questo discorso sull'Univer-
possa essere impostato in





modo esatto e profi
Alirimentî esso finisce pe
salcaro dell'autori-
forma di tà”, che fu, or
ui il cavallo di batta-
glia dell'allora neonata. "nu
sinistra” democratica, radicale e
‘sociatist del cuì fallimento
(proprio quando sempre nuove
forze del mondo della politica €

della produzione, iniziavano ll di-
scorso della riforma dell'Iniver-
lutto, neppure completamente ve- sità, pressate dall

ri: perché, non solo era aîmeno sviluppo tecnico)
troppo atventato, già quando ssa, allora, constatava sì, astrat-





tamente, che l'Università ha
le tradizionale di
dlasse dirigente



rivendicative
Anzi, ci sembra addirittura che

quella leoria sia stata da voi rie-
sumala im una versione, se possi-
bile, ancora. peggiora!

parla più di qutoriforma intellet-
tuale, morale e politica di w
classe dirigente, solamente,

‘mai, di autoriforma morale ed
intoltettuate.
ra unastra

Mo assunti di per. i

a testimonianza dela fine di una

imustone. fa una volta sì ri

fugge dalla realtà: non si vede,

gli organismi rappre:

ti sì uno dei

stratificazione

do naturale nella

universitaria, hanno
in. divorzio



‘popolazione
oriato a ti

monio concreto di ‘rivendicazioni
è di rÙ
tratta di abbandonare

por la riforma democratica
dell'Università.
Questo è quanto volevamo dir-

sario proseguire ed ampli
Pietro Arduini - Ugo
genti - Vittorio Arlom
Luigi C:
Dellacasa, Giorgio Pedrocco





TEMPO D'ESAMI















io, ai primi caldi gi

consorte e figli
cina. Un
consentire

dal mi
collega commissario di ali
no, un umbro sula. sessantina,

asciulto e’ di parola arguic.
Penso, quei pomeriggio 1 Jasctt
auovano 00e dpato or

ovtaria >. Sorride “ironico, quar=
dandomi di sbiece

cadente che di
uni di un Istituto fecnico, sti-



piccheremo!”. Sut

celere”



vali sui muri di via Gr
al Congresso del M.

I larga, questa volta, mu
ancora. dite. Infesriale alte Nine
stre, l soffite

la mano, il quanto di ferro sfilato
sotto il braccio. Ansioso, mi fisso

er

h

Mi sorprende la quast_ perfetta
rassomigiianza con l'attore Miche-



tutto. Na dovo gogliono arrivare.

perdiana, con una situazion così

difficile? Mah! Ne vedarém delle
et >.

Il commissario di materie giu-

Foa
peratio. Eppoi, ormai che voglia-
10 fare, la rivoluzione

este ultime giornate di

ice e
ria tesa, che mozza tl fiato.

im

le Borghese Falloppa vi



BRUEGEL ,

visi



Il principe Carnevale

segno dalla porte. Qualcuno mt

mani arrotola nervosamente un
giornale.

ire lo accompagno all'usci-
varda tntoi
ostaiica



v
Eironta



come appartenesse ad w
Si quarda negli occhi e sento che





agli oggetti più insignificanti;
provo un leggero senso di nau-
ea alla voce affiochila dal (re-
more di chi scandisce pedestre-

mente:
Tal della mesla immemore
so 11 fat
Solo un oblio di | phiedere
Che le





sa, passiamo ad altro; non si

intervalto, il. professore
giurista va spiando i titoli della

dinanzi a me.
«Che
Di indica
— Con tutte queste si-
gle non ci si capisce più niente».

Antonio, l bidello, mi fa un



gna quiala facoltà. Proprio untol:

tima persona, e.poi molto devota,
religiosissima..>.

ARSENIO



}













‘TACCUINO UNIVERSITARIO



Un comunicato dell'UNURI

proposta di riordinamento dramento di
della Facoltà di L si
sofia, interessante anche le Fa. l'altro, alcun riferimento 5gio
coltà di Lingue

tino qualsiori pro:



ua a suo fempo - situazione manipolando i piani di
missione di prèsidi e professori studi quando non vi sia ta n=
universitari, ‘è stala approvata zia. economica dell'adeguamento
dal Consi Superiore della delle siruiture universitarie rie
Pubbiica Trazione mero degli studenti © alle esigeni=
La notizia ha destato vira sor- 2e della” preparazione” sclentifica
presa negli ambienti universilari, | © professional
DoIche st tratta delto stesso pro:
ito che în se discussione St RIDE

Crofessori cssiteni, student). Mae got na itato ti nt
crica e piudiio inequivocabile | SUITE Von gior dhe Tercas
Le e
fe ono ee

Unione. mazione degli. stu: a

deri CONOR ia min O e

lulto, che si eraita di di Lettere avrà infatti conse-

plico riordmamenio di un piano | quenze per tutta la scuola italia

i studi, isolalo dal contesto del- na, poiché da essa escono i candi.

l'Università e della Scuola, net- dali all'insegnamento. L'UNURI,
nie insufficiente, quindi, a sottolineando

rispondere ole osigenze di orga-
nicità è di pianfeazione“degli in zione degli insegnanti la Facoltà
terventi riformatori. mi



La propost@ inofi"evtnduadratamdì distul io. i} sistemrescotastico; fra
sata n rid (aegione de car elett rr
slema giuridico universitario, che _Vnleressule diano 1 1010 contri.
ve lle Vuto ud una risolula
1eggi comsatatione. del. 008 posizione all'approvazione del

incipi di autonomia culturale e progetto, € a tal fine ha organiz

iti dala Co- zalo dibattiti in iuite le sedi
Stituzione. Inoltre manca l'inqua- | unfversttarie.

Clericalismo e fascismo
nell'Università di Genova È

Quello che sta succedendo in. nuova Giunta era palese in dal:
ORUG dalle recenti elezioni in l'inizio, perché solo dei legami
poi è, a dir poco, avvilente € ri- bene stretti con l'estrema destra
Schia'ai far cadere ancor più nel polevano permettere il mercan-



fango fl nostro Organismo Rap- leggiamento con cui si sono ot-
presentativo, nti i voti del FUAN, e cioè l'e.

‘è nofo, quest'anno, dopo lezione, smbio, del ben noto
3 mesi di ininterrotta presenza missino Testori alla Vicepresi-

al potere (fatto salvo un brevis- denza
AGU, fa, a convincere chi ancora



posizione in un manifesto {fatto
unico in Italia, che trova riscon-
tro” solo nell'alteggiamento dei

le giornate di giugno-luglio, giun-
gendo a compiere assurde discri-
minazioni fra di loro, nel tac-
È i di antidemocraticità



l'anno scorso, per merito della

Giunta Gallingro, al Consiglio Fe-
derativo della Resistenza

giustificazione, addotta ad

Giunta al

suo contegno, è la solita trita ra

se: « l'ORUI deve fare po







ognî autonoma iniziativa della
tracotanza e l'imprepara-

zione sono le migliori dott di co-
che reggono quest'anno

sorti dell'ORUG* tracotanza ed im-



Gtunta di colaboraaione, con l'ap

sterno del neofascisti del | fettua
D tica.
viso mutamento ha Valga il vero: in occasione del-
le recenti manifestazioni antifa-
, Ja Giunta ha dichiarato
improponibile una mozioi
Ilardica coni
MSI, raccogliendo gli elogi della
prima pagina del Secolo d'Italia;



‘presentante del Magnifico
non contenta di ciò, ha preso

L'orientamento

politico della



delle ben singo-
lari simpatie politiche, a convin-
cere Ja maggioranza ‘reazionaria
di quest'anno a non vol

le ap
IO ii

della P.I. Bosco (facente secullo
l'UNURI)



2a, per cuì i golfardi
essere male informati. Infatti il





dui sinistrorsi dell
‘azione, di queste

che veramente trasformano



primavera il
elettorale.

a )
C. U. C.

Si vocifera in ambienti “soi
Ba fiiosino seno a

Gio perito su do
fonaamen opera di i





Bergman, quell
l'espressionismo tedesco.
rezzare l'alto valore
spirituale delle opere del grande
l'impareggiabile

inaesiria di Clair e lindubbia
portanza delle opere, espresso

niste” nella storia del

mo esimerei dales:

“od







dboeoa qie ni mostra i



Oltre a profondo turbamento
suscitato nello spettatore

tita del pescatori di dito in
"La t ebbe



salità del capolavoro.
NESTORE



‘VIA IL PREFETTO!,,



Uno strumento antidemocratico nelle mani del Governo per

impedire ogni autonomia, garantita dalla Cos

Che si debba ancora oggi, ©
distanza di dodici anni dalla en-



stessa diedero vita, avrebbero
allora immaginato.
Di prefetto, <Ime che fu ino:
culeta nel corpo politico italtano
ipoleone come scrisse Lu

poi esteso a tutta l'Italia in se-
quito alia Pr ione.

in verità dopo la prima quer-
ra mondiale ta; cicca dal'avo
ea



po dea vita locate
mento amministratit0:-34

mio di caltorici Ber riti



breve il prefetto era una specie
di duce in dimensione provinciale,

Costituzione
e Prefetti

Dopo la caduta del fascismo il

ripugnano profondi
dil'alirone. Finchè esisterà in lia



lia il prefelto, ta detiberazione le
l'attuazione non spetteranno al

e al sindaco, | fesa ad entrambi gii

i costituzionali
idonte; ma sempre € soltanio ar,
ormo centrale, a ftoma; 0, Der omtara che eta
Darlere più concretomente, dl hi Cara che c
stro. dell'interno elenda — tuove le autonomi
ffago della democrazia libera. | M90t le qutonomie lo
Via il fetto! via con tutti w So
i su ujfici e fe sue dipendenze © | Stato fi più ampio
pamifeaion È (1)

chtarissimo e non
PA o Costituente, la o

ed interpretazioni tendenziose.
L'art. 130 demanda cd
no della Regio



tra fascista ed i suoi strumenti.
L'esistenza del prefeito suona of=
intendimonti
DO
ica, una

10 dallo
Stato il più ampio decentramento

ll significato di tale articoto è
ud prestare



sposte concernenti le quionomie
locali afferm
i, mi sembri
essi dovrebbero esseri
aboliti..>. (2) dei Comuni, clutendo quindi tto



Incostituzionalità
del prefetto

Quello spirito di rinnovamento
democratico che amimara l'As-
semblea Costiluente si espresse im
diverse disposizioni dell'attuale
Costituzione relativamente _ alle

da di Damocle

varie Teposiion escludono îndi-
rettamente la soprovelcenza dello
Istituto prefetizi

ai Costituzione attena fu falla
per qualcosa e contro qualcosa:



ra, contro in particolare la diita- la Provi

Henry Koerner (USA) - Le sbarre - 1947

parlare del prefelto. cor
< Più alta autorità dello Stato net-
incia », esso usa la più mo-



ame Felativo gl merlo (cioè
alla opportunità) di tali
Sullo Ulie i 10 assporloni a



nomi
‘autcamministrazione senza la spa-

PER e E

lalmente immutate. LO





uzione

derata espressione «Il Prefetto
rappresenta il potere esecutivo
nella Provincia>: tale. articolo,
pur dopo le modificazioni, deman-
da ol prefelio ta vigllonza su tute

le pubbliche amministrazioni, è

l'arma Den

conosciamo della possibitità di no-
i commissari



eri ata
‘erebve

poni sio senta asia asia

ne, perchè un organo di questa



tutto, In Sicitia esist

coltà di nto ron
duteta
dentordite pusbico "ol tata ne

curezza pubblica»: la Corte Co-
tituzional 20-6-1086) >
dichi que

articolo che l'azione dei prefelti
Ra potuto giocare,
provvedimenti. chiaramente ilte-
Gal.

d
__Lasciamofparlare
i fatti

E contro simili provvedimenti la
iuiela dei clitatini è degli enti è

Sivertra fo noe bot oalo tosta
ne del Governo..» (3).

iderato l'aspetto _ stretta
mente giuridico della questione,
sarà bone esaminare alcuni fatti
indicativi, costituiti da decreti pre.
feltizi, per avere un quadro ab-
bastanza chiaro del significato pos







10



lilico del permane? pre- zazione dello Siato, di «evitare

fetti, malgrado ta Catiione Re quzitulto di introdurre. 4 Pro

segni la condanna a mi feti opgiigona "<Disogna
L'attività illegittima nei prefet- farla finita con l'ingerenza politi.

ti si è svolta in modo particolare

in due direzioni: contro le duto-

nomie locali e contro i diritti di

libertà dei cittadini. Valgano alu-.

ni esempi



st
i
®

tora vigente, det T.I. P.S. sopra
Mi sindaco di Livorno si vede an- | lato «ramutava ogni, prefetto
nullare dal suo prefello una de- în un piccolo dittatori

liberazione che istituisce un ci- potuto avvenire che ri-
clo di conferenze sulla Costituzio- manendo dl potere per tanti anni
ne. (4), un aliro si vede seque- un partito come la D.C., malgrà-

raîo un manifesto che invita do Ù suo primitivo atteggiomen.
tl governo ed îl Parlamento ad a- io in sede va Costi

della pa tuente, malgrado le dichiarazioni

‘avvenimenti del. ‘malgrado suo nome stesso
Medio Oriente minacciavano la pa- di «democrazia», abbia mante»
e nel mondo). Vogliamo, lasciati muto al servizio sto © dei suoi
da parte altri esempi (ia lista sa- governi un istituto profondomen-
rebbe alquanto lunga) rilevare un {e cratico "come. quello
dal he è Indfalivo per _ prefetti
iutti? attualmente circa 200 Co- ‘/l monopolio del potere li
muni italiani i dia regimi mantenuto in vita quegli stru
commissariali, alcuni di questi menti. che Yi Cmsiei
{rirenze, Napo, Venezia) da al sussistere ,ad 251 si è appoggi
ciò i Pig ‘politica antidemocrati=

Do limulali previsti Golla legge
Il partito di m

ca di sopraffazione © di discrimi=
az



Le dichiarazioni

del Ministro Scelba

o Ascoltiamo le affermazioni rila-

del Consiglio dei Ministri) hanno | sciato in questi giorni dall'attua=
tufo a loro piacere giovarsi te Ministro degli

della sopravvivenza di tanto cri Sceiba di giornale «La Nazioney

ticali istituti potenziati dal fasci- di Firenze” (domenica 25 setter

smo, attribuendo loro poteri che re): « Lascando da parte sì
minono la struttura democratica _%419; diro che'ogot. 38 ti prefetto
Gus non esistesse, bisognerebbe crear-

Si può chiari aBebubbico to. Per ampio che possa essere
democratica » (arl Î Cost.) quel" l'autonomia degli enti. locali non
‘DOtra) essérossoppressa “com;

Ta Jigilanza dulla Toro. atti.

© quan
cri reprimere le inizia»
dive, è per sostituirsi ad esso?



Il prefetto strumento
del partito al potere
Dove si vede che



Ma non solo gli enti locali han-

tadini, singoli 0 cssoclati, posso-
imbattersi nell'alto a @l quat: pria esistenza proprio. per. csia-

si
longa manus del partito al pot mforme a quella del partito di
e, agisce assai spesso È maggioranza che è al gover

no politico di repressione contro lì tradimento di una delle più

le libertà politiche, che a tutti 1
ciltadini indirettamente la legge stiluzione Repubi
riconosce. a rei

Così il prefetto di Belluno 8-
1958) ordina il seguestro, divie
to di affsstone e diffustone di un {y Liberazione). "su ‘una china





volant ra del
quanto esso co. ca
montanari bellunesi attendon 0 per di
sposie concrete cd impegr i da partiti che arbitra»
rivendicano un indirizzo politico (camente © pir sa o
del governo più confacente Di
‘o bisogni è a tutta l'economia



pe o con A Soto, motivo tuale Malara deg
spreco premono CR
Vergine pui



sO) E EINAUDI - è Via il Preto!»
ZUCCARINI, > « Un impe
3 ra



; DE pig

SIDE NOE ace

Fe ei ql co parte SEE i
igi Sturzo nel 1049 pro- oa ne i pra

sorio Aaron ata O noe ME















ERIDANIA: ZUCCHERO AMARO

In Ualîa ci sono quattro milio. denza fiscale 17,38 %).
ni di qli di zucchero invenduio —ITALIA dopo la recente dimi-
qiacente in magazzino e milioni muîzione L. 205 al kg. (incidenza
ie che non consumano | fiscale

zucchero. Inutile dire che una ulteriore

Se chiedete ai capitani d'indu- diminuzione scale da parte del-
stria dell'Eridania il perchè di lo a
queste giacenze, vi sentirla ri- massiccia, decuriazione del pro-
ist di sovra. fili dell'e Eridonia» porterebbe



produzione, ma se. siel po ‘ad un assorbimento dello zucchi
troppo curiosi e volete sapere venduto, nelle famiglie, nel
come mai eccede tanto zucchero l'industria dolciaria © per ultimo
vi sentirete rispondere mollo e- od un aumento della produzione
spressivamente "în questo mo- © la parola fine alla marea di ll
cenziamenti avvenuta nei

STENDE al dona stre lngutzcati (Mi cei ano. sattnento "di

coi sigg. Bora pani, Mus- Sampierdarena.

dell'Eridania, loro Un discorso parlicolare è da
hanno altro da pensare che a que- farsi per lo stabilimento suddet-

ste quisquilie, gli affari sono af- lo, per non andare troppo lon-

fari». tano nel tempo partiremo dal
Apa per chi mon lo sapesse: 1086.

VEridenia — che fu fondaia nei —A quella data lo stabitimento

1099 col «sudore della fron- enden

fe ing che con-

gutena di giornali fratelli,
maggiore gloria della loro di-
onden:

Alcune di queste società sono:
Società Indusiria Agricola Sacca-



rifera Lombarda, Ligure, Lom
timo la 515 (S0o on. ©

TO dite Spirdl) che. produce | dia. L'Eridania ae Mes

il 50% di alcool etilico di prima leso altri duecento cen:

categoria ziamenti: la reazione dei Sinda-

I giornali famosi intuito lo
mondo per la loro profonda ob- questo, la direzione dell'Eridania
bietlività sono: il Resto del Car. accettò di

lino, La Nazione di Firenze, ll ad un accordo in
Giornale d'Itali

Orc 0on ly bono egtontarche Y farle corr

e} gnima, belremo di rispondere | Fi. 500.090 ire di premio, e solo 07
alviquebtiora assioné. ajtiroberaid-oporateSt-demisero; alcuni uccet:



“La collaborazione la
famosa caricatura del socialista Scalarini





ghe per animi sono stati sprem tarono il trasferimento in altre
ti, © compensati generosamente fabbriche fuori Genova, senza be-
0n_ 40.00 mensili di salario (non _ neficare Cell'indennità © di tra
scherziamo) e nel ‘scorso — sferta.
battuti [uori dallo stabuimento — Per 1 rimonentt 50 Tavoratori,
i Sampierdarena 1 _tnlacati- proposero una
GUI operas con 0.000 mensitt di stone temporanea a cass
salario sostengono che l'industria | tegrazione (50% della paga); per
Saccarifera è in crisi, non di so. dar modo @ questi ultimi di fn-
vrapproduzione come affermano

I carati
alcuni Paesi del MEC; le licenziamer





GERMANIA 20 kg. - OLANDA

OLANDA I. 156 dl kg. (inci- ri del patazzo, per impedire che
denza fiscale 2673 %, quesit pericolosissimi lavoratori.
GERMANIA L: 104 al kg..(inci- Mario Faralli

"

“Noi non abbiamo bisogno

di sigarette e di fiaschi di vino...,





Noi non abbiamo bisogno di
sigarelto © di Maschi ai vino, na




un operaio
il nostro



per
brafondimento. dei. comuni. pro:
blemi e la base per una comune

Je în difesa della democra-



è Perchè, sappiamo di-Combafte.
una li

miti dello Stati ci Il nostro
obiett



fascismo nelle fabbriche che ad

spiega un o-
in 1164 divisi



teria); da alora progressivamen-
i



leviteria e, n
agi (Compra ll 0 icone)
siamo rimasti in 230, E' chi
che. l'Ericania vuole moglie.
Questo è il modo co) quale i
pagano de siccici
sostenuti nell'interesse della fab-
bri





Nel ‘56, per esempio; i sindaca-
ca
dei cottimi, con conseguente di-

minuzione di stipendio, variant
dalle 5.000 alle 25.000 lire, perchè
Pensate poi che molti
ziali hanno una

fto 20° ont. ‘Tatoni ‘anehe iù ‘i
30 aani, Uno pol lo hi









presa senza neppure

La CGIL. comunque ha ten-





tato di arrivare ad un

con la direzione ma sì

cn tacciamo
uello che vogliamo ».

tn tuvito del Ministro qa Lu:

accordo





nie

negativo,

Le autorità sono {mpolenti con
tro i monopoli

un onere finanziario

soddista-

ne le nostro. riches. sla ciò





del lavoratore © la ruzione
ERI riva non
troversie sindacali. Naturalmente

colla



< Sappiamo che



pactoro © gi
Sovaprodiione di cche in
talia, dove, stando ‘al. risuta
Sen'chiia paramoniare sula
seria sì. consuma
citi

del Me.
alto. "Sem:





ita di sotto





consumo. Piuttosto bisogna rile-

vare come l'Eridania ha creato

in Sardegna la Saccarifera Si

ne intraprende la costruzione di
rande stabilimento, usu-

fruendo del mino;
















andiamo: « C'è discrimina-
zione politica in fabbrica? Come
vengono effettuati i licenzia.
menti? a,

<Vedolo alla direzione non so-
no stupidi La. discriminazione



non viono attuata. Scopertamente.
Fra gli operai
ti sono comunisti.
sinistra: ce n'è uno per esempio
che porta fl Grato 1 proésseio
ne, tutto le feste di

e par testi ce se ce

dati. Secondo l'accordo Intercon

i pi sie a di














federale, la soc id imporre
il trasferimento a mano d'opera
ui da un luogo di pro-
duzione dove sia in eccesso, ad
ltro dove scarseggi. testa

n non peggio:

el



RI
subire il licenziamento. Ben po-
o e di questi

del sindacato, con

to sistema, dal ‘50 ad oggi
sono rimasti solo

Altro. bell'esempio di metodo

demoeratico è fl seguente: il Sin-

aacato Provincia dedi gucehe:
rieri è stato licenziato in tronco
‘e violazione della fedeltà alia
cietà> per aver firmato cLu
Segreteria» un manifesto col
le si chiedeva la diminuzione

i Fappresentanza I

detta, Tela





Coneludi tro
accordandoci co-
inuno che proprio in questi gior=

i sta prendendo corpo. Gli ope-
rai dell'Eridania ci hanrio confes-
‘sato _ salutani nutrono



Spensabile nella lotta in corso a
Senoya come altrove per combat

tere 11 monopolio e rt
fe la legalità. democratica nelle
fabbriche.
Vorremmo che 1 nostri lettori
nds Jott

nostro, degl

Alfredo Medio

Mentre andiamo in macchina ci
giunge la nocizia che {ra 4 9 sin
dacati © l’Eridania
giuato ‘un accordo, relativo agti
50 operaî. icenziali.

‘accordo consisie in una ligui

700 pro-capite al giorno.









| FATTI DEL MESE |

CONGO ANNO ZERO

Quando Baldovino e de
Schyver, ministro belga per
le Colonie. nel gennaio di
quest'anno sentirono a Leo-
poldville il grido « Indipen-
denza », dovettero pensare
che la ti
decantata «tranquillità» del-
la loro colonia fosse forte-
mente scossa: @ pensarono

di fare già molto, promet-
tendo l'indipendenza politi-
ca per il 1963.

Ma la lotta del popolo
congolese per la propria in-
dipendenza, per l’applica-
zione del principio dell’au-
todeterminazione al paese,
aumentava sempre più: tan-
to che l'indipendenza politi-
ca dovette essere concessa
con un anticipo di tre anni.

Ma la posizione dei mono-
poli minerari belgi, che ave-



(associati in ciò all'inglese
Tanganika Concessiòns, con
la presenza di capitale nord.

\mericano în enttambi);.nbn

andava al di la y0l n ja con-
| dell



ulla, ;in futu
ro, la rapina delle miniere
katanghesi.

© siccome il premier usci-
to dalle elezioni politiche,
Patrice Lumumba, capo del
Movimento Nazionale Con-

golese, parlava di naziona-
lizzazioni delle miniere, bi-
sognava fare in modo che si
potesse avere un appiglio
tale, da poter tornare come
portatori dell’ ordine nel
caos congolese, e riportare
così il Congo alla situazione
precedente, una volta mo-







strata. l’assoluta incapacità
del suo popolo ad autogo-

Non era difficile creare
una situazione caotica in un
paese come il Congo, dove,
sotto la dominazione belga,
il più alto grado nella poli-
zia per i congolesi era quel-
lo di sergente, dove nella
burocrazia era quello di
«clerc» (impiegato comu-
ne), dove non esistevano
laureati, dove i colonialisti
belgi, espressione dei mono-



tari di fattorie, avevano 'aiz-
zato contro tribù (cosa facile,
data l'estrema arretratezza in
cui le tribù erano state tenu-
te dai colonialisti), dove i
congolesi non analfabeti era-
un'infima minoranza, do-
ve gli abitanti avevano Sem-
pre svolto la sola funzione di
lavoratori a bassissimi sala-
ri, nelle fattorie, nelle poche
fal briche, e sopratutto nel-
le mi
n sy senza una
saldi struttura statale, sen-
i Jorganizzazioni Poli
Lichee! Sindacali / (a parte
quelle delle miniere katan-
sei

rata, era facile che scoppias-
s ro inevitabili ondate di o-
di rabbia, repressi per
io
glle trovare uomini che si
mettessero, in un modo 0
nell'altro, al servizio del co-
Jonialisi

Così, e ea
volta della Force Publique,
che si rifiutava di obbedire
ancora agli ufficiali belgi, e
la rabbia popolare esplose
in disordini locali contro i
bianchi, che per decenni e



decenni avevano trattato i
et a

E iizionte ingigantiti, que-
sti fatti diedero pretesto ai
belgi per tornare in forze
nel Congos,si pensava di fa»
re/del governo fin fantocdio;
con l'aiuto del presidente

e Kasavubu (rivelatosi poi
fragile), permise di richiede.
re l'intervento dell’ONU,
mentre i paesi già liberi del:
l'Afri utrali e i paesi
socialisti, dichiaravanio il 1
ro appoggio alla Repubblica
del Congo e al suo governo.
A questo punto vi furono





data da Dag
Hammarskjoeld in DE i
biguità d'azione e di pi

dimenti, favoriva sabieni

rina Sa
ro, data la forte resistenza a
un ritorno belga, che tutto
il Congo non si poteva tene-

, © ripiegarono sul solo
Katanga, l’unica regione,
del resto, a cui tenessero di-
rettamente.

Fu trovato il secessioni-
sta, Mosè Tschombe, che si
servì del Conakat (Confede-
razione del Katanga), orga-
nizzazione politico-sindacale,
subordinata ai gruppi mine-
sai belgi.

lentre i caschi azzurri
delloNU occupavano i pun-
ti strategici del territorio,
parte ai



belgi e molto più ai congo-
lesi, i colonialisti entrava-
no in forze nel Katanga, do-
ve sono tuttora. Fino ad og-

Bg:
gi il piano dei colonialisti è
‘uscito.



Tritàntaral Hegpold - ville,
if \barte..sobillati dai colo-



che il o aveva ri-
conosciuto Lumumba) una
lelle soluzioni 'Hpiche del
lerno colonialismo: la
dittatura militare di un fan-
toccio, Mobutu, che avendo
trovato resistenza nel pae-
se, è retto, quanto pa-
re, al cormpromesso con Lu



8

E Sn che solo un
rafforzamento del gruppo
dirigente congolese permet-
terà di riorganizzare il pa
se, cacciare definitivamente
i colonialisti, riunire il Ka-
tanga alla Repubblica. Noi
ci ender che ciò avven-
ga presti
Il nostro compito, però
non è fare delle ipotesi,.ma
mostrare ai lettori quanto il
colonialismo sia ‘imasto
banditesco e aggressivo an-
che nella nostra epoca. Da
i la necessità di opporsi
decisamente ad es
GONGAADII Dellacasa.



ee



Rigurgiti
borbonici

AL XVI° Congresso della
F.G.C1., che

rano rappresentate alcune
centinaia dì migliaia di gio-
vani comunisti italiani, a-
vrebbero dovuto partecipa-
re, come di consueto, mol-
lissime delegazioni stranie-



re.
Dalla Danimarca al Ghu-
na, da Cuba all'Austria, dal-
la Spagna all’Indonesia, dal-
la Francia alla Guinea, oltre
che da quasi tutti î paesi
socialisti, la gioventù comu-
nista di tutto il mondo în-
tendeva portare così la sua
soldizista e ilisio muro
di buon lavoro aì militanti
di quell'orgonisaazione che
ju di Curiel, di Fillak e di
Buranello, martiri della cau-
sa della democrazia in Ita-
lia, quando per avere il di
o di considerarsi demo-
di
monti a combattere, € spes-
so a morire.

Ma il pini Scelba on

ju di questo avviso,
Lordo con 1 INIENA degli
isteri, ha negato Vrusca
mente il visto d'ingresso a
tutti i rappresentanti dei
paesi socialisti e di Cube
poi, per non sfuggire al
ha provveduto
jar rinviare a dopo
le elezioni la tournèe italia
na di un balletto sovietico €
di alcune squadre sportive.
Perchè è appunto a causa
delle elezioni, se qualcuno
jon lo avesse ancora capi-
to, che si giustificano queste
procedure arbitrarie, ed
col pretesto delle elezioni
che sì legittima la patente
violazione sa un preciso
junto del ‘ente dro
Dee “italo] IOsAia Tut-
to questo mentre il mini-
stro Segni salmodiava al-
TO.N.U. che l’Italia è deci-
sa ad adoperarsi attivamen-
te per intrattenere dei buoni

dii
Ben triste conferma dell'in-
sanabile contraddizione che
sempre esiste tra l’untuosa
ipocrisia delle formule uffi
ciali e la quotidiana, ottusa,
azione di governo della D.C.

Ma noi non vogliamo po-
emiszare col ministro Scek
da e col governo di Fanfa-
nî, di Pella e di Andreotti

nell'assurdo tentativo di con-
tribuire a persuaderli che

perdonabile ingenuita.

Questa gente infatti ha fi-
nîto di stupirci tanto tempo
fa, quando ci costrinsero ad
ammettere che essi sono ir-
recuperabili ad un'autenti-
‘a vita democratica e ad
una politica estera distensi-
va, che liquidi definitivamen-
te la guerra fredda.

Vogliamo invece sottoli
neare, per î nostri lettori,
l'estrema faziosità e la vo-
lontà liberticida che carat-
tertzza questi provvedimet

quali oggettivamente
abbassato FItaha al oello
della Spagna e del Portogat-
lo, che del resto hanno ri
cevuto, nel recente passato,
autorevoli riconoscimenti po
sitivi da parte del card.
Ruffini e di Indro Monta:
nelli.

Col provvedimento poi
contro il balletto sì è ag-
giunta, al rigurgito borboni-
co, una nota non si sa se co-
mi 0 patetica, certo ridi-



ie

in cio
influenzare la campagna e-
ORE
qua a votare per il
n Comunista”

E sc, per esempio, un e-

metà di tobre,
forse che {l ministro. ‘Scelba
avrebbe impedito lo svolger-
si delle Olimpiadi con il pre-
testo che la più probabi
le vitioria olimpica del
VU.R.S.S. avrebbe potuto
influenzare il risultato delle
elezioni?

Ma l'abbandonarsi ai sar-
casmi oppure ul otasimare
nio Tn autorita-
rismi nor nulla, di
Dertaa. bleconi (nese opa
2ar via questa gente, scon-
figgendola tutt'assieme, se
si vuoî andare avanti e libe-
rarsi subito della loro inca-
pacità e della loro impron-
titudine reazionaria; onde
creare concretamenie un'al-
ternatita storica allo strapo-
tere e
della DO. E a
ne siamo certî, serviranno
in misura determinante an-
che le prossime elezioni.
Luigi Castagnola











| FATTI DEL MESE |

0.N.U. ANNO QUINDICI

L'organizzazione delle Na-
zioni Unite sorse nell’Apri-
le-Maggio del 1945, con lo
scopo di preservare Ta pace,
impedire le agressioni, diri
mere pacificamente le com
troversie fra gli Stat?

Ve sessione ordinaria
dell'Assemblea Generale del-
PO.N.U. si è aperta il 20 set-
tembre scorso in un mondo
radicalmente mutato.

Il sistema degli Stati so-
cialisti ha realizzato enor-
mi progressi: spezzato il
monopolio atomico USA;
raggiunte posizioni compe-
titive nel campo della pro-
duzione industriale; supera-
ti gli USA e i loro alleati
nell'armamento tradizionale
e in quello missilistico; ot-
tenutî prestigiosi risultati
nella cd. gara spaziale. In
totale oggi gli abitanti dei
paesi socialisti assommano a
1.000.000.000. contro circa
9a 1000 gi rr

quest a te occorre

pae pi





che, con oltre 600.000.000
di abitanti e enormi riserve
economiche si appresta a di:
venire elemento decisivo
della police monaiole.
L'altro fatto di decisiva
importanza è costituito dal
sorgere e dall'affermarsi di
Stati nevirati ed ex-colonia-

ini
derazione della Malesia, il
Laos, la Repubblica demo-
cratica del Viet-Nam, sep-
pure con un grado diverso
di autonomia si liberarono
del giogo coloniale.

Nel 1950. nel. continente
africano solo tre erano gli
Stati indipendenti
la Liberia e l'Union
ffacena (dove peraltro FAO
della popolazione negra vie-
ne tuttora mantenuto in uno
stato di vergognosa segrega-
zione), A dieci anni di di-
stanza la situazione sì è ca-
povolta: 00gi gli Stati afri

ini indipendenti sono 32
& motti altri si si apprestano ad

BRUEGEL - Babel










1

coloniali sono oggi 850 mi
lioni; quelli dei paesi colo-
miati 100.000.000.

Neppure l'America Lo



fronte antifascista che com-

prende i comuntati; la rico:

luzione cubani fandi

Ù, casta delle olona “egli
ti Uni:



‘ondate sen non vuole abdi-
care alla sua funzione di
Parlamento degli Sata so:
vrani e fare la fine della So-
cietà delle Nazioni.

Chi abbia senso della real
tà non può disconoscere il
sostanziale valore delle
poste di pica cet

i



U. rap-
presentanti dei aa socda-
dis

Sic A



È ciò tndipendentemente dai
giudizio sulla





Piccioni fascisti

i veneziani erano sl-

i, perfetti fascisti, anzi,
— Perchè?

— Perchè no i serve a qnen-

caga su la fe
sla. Quando, a mezodi, spara ei
canon, i scampa

Prova provata

nacque a Mussolini

è monito ed esempio
@ tutti gli Italiani»,

Esterofilia

« Dedito alla stretta di mano»

trice quasi sempre
scarso spirito fascista.
«Foglio di disposizio-
ni del 26-1-1992).
**
Solulare romanamente rima-
nendo seduti è poco romeno! è
(iv, 2-1-1937)





20 proposte Slésser

‘on si pud.esciudere dal-
de aio ato la Cina: d



; non si

negli organi fa e pre-
tendere che



-memb
si sentano 306 @ ri
spettarne le decisioni; non



americani (e i loro
devono prendere

atto della socie, cente; 2

ricordare

mondiale Si sisi Uniti è



che il problema del disar ni



e quindi della pr ) a

può essere risolto che duca:
luzioni multilaterali; | che
tengano present igen-

sere vittim
" i tredo Medio





"RITO

RITO SANTORI è nao (e vi risiede)
@ Genova nel 1
fn guese psi di Soi, dicano
‘piace la tematica scelto
contadini — come prova di
i





cenere riposante su. sassi
agi i rta re,





rosi, malgrado fuorî la calamità
dal oaazione sommersa _ l'ubertosa

Psa gia als di contati net |
ta plova di nbra che. sc
551 non comminino. sull'acqua

ANTOLOGIA

SANTORI

RICORDO

rdo l'età delle tenebre
de a





Ricordo, quaggiù, non resta
onere riposante su sassì annoriti
e una moltitudine di roci precoci
Ricordo, di ogni tempo e di ogni ritzza,
tutti 1 morti così orrendamente morti

CAMMINO DI RIPOSO

Ti rosa della sera sta agonizzando,

£ gli vomini addosso terra © sudore
vengono al viottolo.
Riconmoa 1 cameito at rprs
Ma sono così stanchi
che sembra che mai arriveranno laggiù
delle loro case intonacate d'edera.

E OUSAGGLO





che in parte già allaga i campi.
se case
a raccomodare ceste, rasire]
sembra che solo i sassi noi



ed da lavoro,
camminino sull'acqua.

ie



16
7

[ LA STORIA CHE FACCIAMO |

Come nacque il fascismo in Italia:
la marcia SU Roma di luigi castagnola

La legitimita dei grandi scioperi - La connivenza di Giolitti col fascismo, milizia controrivo-
dalla Confindustria - Il primo delle cambiali in scadenza










Nella, prima parte Qi questa | zione Generale dell'industria, com. _ sta prospettiva in cli oîcorre im-__ streordinais
pur breve indagine intorno alle os



O i resenza
Soto ‘tion "noire aveva. ©
nello spazio di due an

ssi per circa 2 miliardi



Chi saloni i P miliardi? 1

‘ago magnetico della crisi
‘seguì non fu dunque la ”
Trgano E dotto la epibla di una Inttia morale” ola "perduta fede
sempre crescente domanda di be- nel razionalismo”, ma il conflitto
lella marcia su Roma la cla ala SÌ oppose, 6on ni e di prezzi In continua ascesa, delle differenti risposte a questa
Savoia dallo perduta fedo ‘nel "lui l euol. moza dl toniolo Papperalo intustriaie fi andb inv: | domanda: chi dovrà fare 1 pri
razionallemo”. CI ip'ometomo | reionaro di fera pagare il cOn: _ petvosnmente ed artificiosamento _ 10 aesemari, per. pagare. ques
adesso di documentare/Comesà ve- \crra, na guorra _ sviluppando, mentre o Stato mol- _£0 miierdi, equivalente cioè. di

n du nazionali.









mo che.essa non aveva solutae nella. 7 eva. izionemdel itale _

Dain EEA rporad fai pe Fa
fa PM ‘tanto la manodopera - fecit Classi popolari a stibire una pre-

Thando cospicui premi di * prodi: alare CA annota Rui Olga





assi popolari Jlallane ri.

n
lendosi vigorosamente perché

questo non isso:

dei salari reali, che -

tata nel 1918-1918, cominciò a ri-



quello del computo statistico del
salario reale (media del salario
nominale riferita al costo medio

passano da 159 con
5:732 milioni capii ne
I 980



della vita), ci sia una ci "
rale convergenza nell'indicare Jn
discendente. Citiar ti



conseguen el 1911
zen doi ct DliNcare, che 1 salario mensile, nei
dilazione dell copecià © 1914, fosse l'equivalente del prezzo
"ol lire] decuno l solrto ie ki

degl ‘perì © ul gli sl





Sa merce, Comunque ecco i dali
ALDI TR ie





1016 | 1917 | 1918 | 1919 |_1920



70,77 | 50,92 | 50,87 | 4419 | 8008 | 7941

lari, e le "’Fluctuations” del Ru-
qurva con oscillazioni più o me- | rei International du Travail (0)



A n È Sol dar Marlo Baleari del Ga _l grande
L'Italia in una caricatura di Mata (su binetto di Statistica dell'Univer-

‘iLo Spirito folletto,,) del 23 febbraio 1882 la ‘ibi ati La

mo studio sulla statistica dei sa-













16

Spgcre poggioo sa di uno bos ben
reale, tutt'altro. che. pslelogica. ‘le
VS
Go 1019 1a corsa dei salari
reali prende dre © di
porta poco al di sotto de) vello
la con-
ore





ziotti, come ‘a Boston nel 1019

Nel 1919 ci furono,

negli



Omgettivamente le sisi subordi-
nate e a reddito fis

| cambi esteri e il prezzo politico del pane

A causa dell'inflazione, infatti,
il valore della



Il fallimento
classe dirigente



Certo, la soluzione dei prezzi
politici era una soluzione provvi-
Je ne fu
ralmente ita, ma non
può imputarla alla classe operaia
solo perché essa se ne difese.



Polari, (MD di



ca
Sin esito in quanto for rata

solo dopo l'avvento di Giolitti
ino al ritorno al Governo di
costui, lo Stato borghese visse in

fanpvrare Jo
afiostrubpa a arcuddensarie api
Atene Pnci) colto lazionari
penssotrocarli»simmediatumente

corcherà di spezzare inoso:
robilmonte gli Srgonimi di lola
Htico dell ‘operai



economica

sSopercine] egli nare:

Reagan)

Nella Jotta per oltenere la pri-
soluzioni, Anto-

Sl
anni di ‘© © con la morle,
ni giungere Ja secon-
la, gli industriali Italiani avevano
fondato, zo 1920, la Con-
federazione Generale dell'indu-
stria, approvando un ordine del
giorio fn coi si gico: fra rak
tro, che bisognava < abband
i Vecchi metodi, debolezze, lolle-
ie > e e portare tile direzione
dello Stato la forza di uomini e

ietodi nuovi » onde « tarpare l

ali alle illusioni di un prossimo
Eden comunistico ». All'uopo ogni



Îilta associata fu obbligata a ver-
sare un contributo proporzionale
alni di persone occupate (4)
Così i dirigenti ebbero i

per poriaro alla, direzione. dello
Stato gli "uomini nuovi

dremo in seguito come ci. ru

iron.

La connivenza di Giolitti










del

Comando di Stato Maggiore



positi, Ja mi



olizione del prez
litici € liquidazione dei calmi

ina parte ig aooiemitvità dell
titoli, confisca dei profitti bellici,
inchieste sulle fornilure di guerra,
dall'art

La manovra terroristica
dello squadrismo fascista
Ma, montre





con i primi prov.



significava comprimere i salari
reali operai e spingerli verso il
1918. Non si poteva naturalmente

pensare che ciò fosse accettato
Porci Gol pratenò 1 er
pura ferita de form



nel
Lavoro, le ali si seg:
tati. Il fascismo sì sviluppò co-

Ligia Macorei - La notte delle notti senza amore









i Così 10; g
aio si aumoste
‘niera Incontroverttblie, uno

me strumento di questa grande
che aveva com
immediato quello di rintuzzare
l'opposizione
;me scopo ultimo quello di di-
Struggore
nirzazione socialista,

nendole un blocco liberal-fascista-
conservatore. Ed eri
ottenere questi risultati

rreva proz



di ‘un. programma anche

Uno Stato classista

Questo trasormismo cinico, de-
ano di chi fu © rimase Îl mini-
Sito ‘dotta. malavita. Giolito
volle giustificare una volta col
diro cho, avendo trovato un gob-

dello. Stato
tura una negi
ragion d'essere dello SI
rale, le. carrel battagli
el reugimento. poriatano i mo-
fascio © li andavano a



avendo operato, più 0 meno ile-
galmente,

ra, la sopietà
errone. finì con l’acquistare una

toftvenza predominante nella Ben:

ca, violando la lazione che

fegola questi detlati rapporti



In quegli anni, molti industrii
di guerra
tarono di











proprio cinismo sprezzante. Con
Giolitti, 10. Slato_ risorgimentale
fiat

i comunisti. Nel giugno. Giolit

no Bonomi che lo
qtitul cadde nol febbraio xd per

Ri, elevato fino a 315 nel 1918; e



I GOVERNI DEL DOPOGUERRA
ORLANDO: dal 29 ottobre
1917 al 19 giugno 1919
NITTI: dal 21 giugno
1919 al ÎI maggio 1020
dal 21 maggio
1020 al 9 giugno 1920
GIOLITTI: dal 11 giugno
1920 ‘al 23 giugno 1901



‘BONOMI: dal 4 luglio
ui n Si febbraio
dal 25 febbraio
nel ai n fuguo 1922
dal 1 agosto
1928 1 36 ottobre o22

manifesto appoggio del Governo
fascista».

L'autorevole testimonianza
del direttore della Confindustria

ii capitalismo non
ice accumulazione di ricchezza;

È un'elaborazione di valori, fattasi
Valori oggi

Felloo



pag. 54 dello stesso libro
In seguito taluno dirà



borghesia rurale diede al fasci-


















a
Ae
o

L56



Sul fascismo milizia mercenaria
al soldo della Confindustria

Fra i doscisti:



giri ai fescmo non possiom
AE

Due

©. FERRERO: Do Fiume a Roma - pp.
79-90. Milano, 1923.

e vove: e
acismo Palermo, 1928.



L STURZO; Popolo e foco
74-75. Torino,

W da (cinque volumi). Firenze,



E CHIESA: La mono ul tocco * pp.
6 @ 102-103. Roma, 1925.

SALVEMINI: Solto lo scure del fasci.
smo - pp. 20. Terino, 1948.

A. TASCA: Noscita @ avvento del fa-
scismo — pp. 60 e 498. Firen-
ze, 1950.

A 509,167 Cher difndo. Agna
di



CL SFORZA: L'italia dol 1914 al
1944 - pp. 129, Milano, 1944.

SALVATORELLI: Storia del fosclsmo - Edna
Pp. 27-59. ; i GR GI po. 2890).









18



mo, oltre agli aluti materiali,
anche gran parle dei suoi uomini

Specie quelli delle classi giovani
reduci dalla guerra, di cui
pochi parteciparono al movimento
fin dalle origini.

Nella primavera del 1929, il

i



cialisti è comunisti.

Complicità..di' Facta

se si spo Re mf
a dscistà aceu-



lere e il "Corriere
della Sera” giustifico l'occupa-

gna anche dire, per farne
glio i moventi e i man-



Risi
lano. Questa Cassa,
sendo un ente morale, era
istrata dal
n



100-
la
gente “Derbene", colpita alla ra-

dice del suo potere. Nacque, da

punitive a Milano, Mantova, No-
vara e Pavia, che si concluser
felicemente Scioglimento.

, ea il pericolo fu
sventato (15)
Eos andavano le cose nell'an-
ja 1922, nella civilis-
alia, mare di diritto per
re
E giungiamo dunque alla Mar-
cia su Roma (16).





La tragica farsa

Abbiamo già visto come Il Go-
verno In nulla a
preparazione insurrezionale _ del
fascismo, com si adoperasse



‘Regolamento di disciplina per 1a

milizia fascista” con cu il fasci-

diede un'organizzazione



ottobre ci fu un raduno
tasti a NEDOI GRIGOL parti la
parola d'ordine della Marela su

1 26 De Vecchi e Ciano chiesero
ai re de dinieioni del donna
nel pomeriggio dello. stesso
giorno il Govarno si. dimiso
A Milano intanto Mussolini sta-
ya trattando con gli vomini della
Confindustria idoli che




Picasso: Periodo blu



cul disse: «1 26 ottobre 1l
gruppi mini, che oggi sono
tutti qui presenti, andarono da

an le

titoli di Stato, al credito del Pnese

verso l'estero.

Ed ceco Infine, per completare
testimonianze, il comunicato
Volta delli novem-



loll'ayenzia
Dro 1922 (19

«Negli ami
vento del mi
accolto con viva sii
Arande fiducia. La Confed
Generale dell'Industria,
essendo. un'organizzazione
mica € sindacale, non potrebbe,
nei momenti più

i industriali l'av-







Sfirot ia correlasional lapo

“Risorge,, l'antica Roma



A noi sembra di aver dimo



Ritratto sallustiano

Il prefetto Marzano (anziano

ragiona pittato'e ferro

di Roma: uno degli atti più effi-
caci è stato quello di

ire al re Ja voce del mondo del-
l'Industria, quando ancora dall’at-
teggiamenio del re tutto
deva».

erteme classico





ica farsa si
ai
no giunti al potere e i metodi
ori” stavano





n
segnare l'Italia is
udi, nel “Cori

a”, scriveva sul progr:
conomico del governo

trale della Confindustria, deciden-
do di chiedere quali
menti immediati nl nuovo Go-



1) Abolizione della nominativi-
tà per titoli pubblici e privati;
2) Passaggio all'esercizio pri-
vato dei telefoni
l giorno topo, il Consiglio dei
sinidi
» orogazione della legge sul-
la nominativ
Pasagiio gella rete lelefo-
nica alle Soci
L'italia
viando così. ver
imperiali





alvilo nell'interesse di chi tutto

questo | éra [sfato) futlo € a chi

rifalo.dlareSponsibilità dei disa-
e ne seguirono.

LUIGI CASTAGNOLA

6 cfr, L EINAUDI - «La condotta

ce gno i delia gue
Dr finora”
tal dana n



Capa
© Socio» 1988,

Dott © SEIN e Ltatia
colomici di “IST al 2 67
RESELO

ye E ROSSI - <I padroni del
vibo i pe

O 00 lE Ponte, tua 188:

© P_ATATRI



et

I FERRERO
(9) ZERNOGLIO GRANDI
sio». nE. 3 SR

101 STURZO + «La libertà in To

«1 fasci.

(00) « L'avventura fascista », pe. 3.
le eCoggmiche fra le due

(ID) Batti

gîrte © Milano, 988,

E ALATRI - x Origil dl fc
dda DE: 6 e 18

Roma ita dal

Î

SB e ta at 18 a 1808
DR ne

49) gn AL LABRIOLA - «Fico €

o

09, Li ALATRI, op. cit, pe. 250201;
SI, 0p. Ci, Bg Adi, TASCA

a e io toc

LS





{IT) CESARINO ROSSI. (razionalista,
ministro di Masstin) 5 Mussolini co:
vg. 100: ALFREDO: ROCCO (ne
"igiene
Si





Ares "guai
qu cttino della” Confindustria), del. 30
rovembre

TEO 10 «Rotta è fut
= cpl



DE:
i

are», Ottenov. 1981 si
@D cfr. E. ROSSI, op. cit, pg. 6330.











QUASIMODO: Amore e dissonanza



L'editore Mondadori ha ripub-
Dlicato in un solo volume, tutta

poetica di Salvatore Qua-
L'assegnazione del

forte che questa aspetto è nella composizione che



















rimmagine "più
‘affettuo:
Sosia ell

i suoi

corsi: È





calcolato dalla” scaltrezia’ di
un mestiere.



Già nel «Falso e vero verde»



O dolio. nascoeta
di essersi fatto inca-

cazioni sincere,
reale. Io temo

di comunic

nessa di tutte, da cui risulta solo
che l'autore non sì sente più i-
verso

frammento spinto



bruto in fatto umano (< oltrepassi
la spinta di ine
dubblumento un,
generale



et: ompO,
francamente, sono. diverient lè

del risvolto di copertina
‘al, questi risvolti) he gontan.
do-1e gole affermano

Da par a

Viiicoto LO più va
sta, esistenziale», come se non







«1
re eccentricità d'un gusto peguio-



20

rep Solo 1 finale è abbastonza

A proposito di 2



aleino
fi, e co o DE
di maligne ui
cento è mastica fle-
le), ecco Quasimodo sotto il ma-







Sumitioso (Ti
do potuto a un certo
nellevtentina poi
perchè no, ma invece non ne
in lui gli elfi (e tutto îl senso
che sì Sprigiona da loro e dalle
creature che a loro somigl

lia dini che non dicono
nul Jano - patologia simu
lata. Persino Ja civetta di Alo-
na ha ora in Quasimodo un a-
spetto | da uccellaccio _ d'incubo
anglosassone, @ quel suo essere
«{resca, felice> fa rabbrividire

Pochissimo dunque diremo anche



luce temi e inclinazioni piolgndn-
mente
pura >?

impliciti nella © sta



| surato în base
storia maturata
‘quello di misu poeta
base 2° quantità!) ebbeno, dire:

> (elraio inotodo,

mo che qui questa quantità è
uasi 2ero, quando por maturata
s'intenda trasformata nei frutti
d'oro della pi

Come Montale, così Quasimodo:
che tristezza. L'uno cerca scam-
po nel cielo di Palmira, anzi nel
Suo «oltrecielo > mistico orienta-





una delle più belle liriche ita
liane del nostro

La vecchia. signora. ritorni

riti,
© meglio, lei è la gu ca
chè dove c'è una potenza finan

tarlo Cè la giustizia. ‘Accompa-

perdizione. Propone un gioco dl-
ero paes (ole l'ucci-
sione det colpevole e in cambio
allontanerà con 1 ricchezze
vent squallida pover-

tà degli abitanti. Dapprima uno

to il coraggio
SOLI aM Rbvan pariolipnio bios!
ti

uesto è l'argomento de «La
visita della vecchia signora» di



ces0 Milan E RE

tragedia. Ha costruito moderni
ri € paniomime, ha intreccia
to siluazioni con perfetta lucidi
, © nell n

mat inaridito

tema della i compra:
ta, e della vendetta personale as-

signora» si aggiungono altri te-
dope ep)

o pata delle

Fesponsabiità. eu rifugio delle

coscienze dietro allo schermo
della colpa comune. Tutto questo
ha falto fantasticare molti cri-

voler dare un valore crona-
chistico ale sue

opere. Vuole
gueera bero di pensare © per
questo non neppure

ia
ana sud estetico. teatrale,
paura di essere poi costretto a
seguirla. GI ridone qui occhi die
e lenti, mentre di-

chiara di non pre essere chiu-
in nessuna formula nè arti-
stica nè politica. Prende un po”
tutti to gro con queste sue af.

per

ini di cultura, Ma il

grholve tulto nella vera giu
fo» è la storia di
patto stagno

un. vecchi



‘morte. Un colmo di scena risol»
De la vi

Dirrenmati prospetta
la giustizia in un mondo reotistt-

mato a morte e ucciso con un
colpo di pistola; invece di

re seguendo la tradizionale fin
zione dramm ta

fine a se stesso, Questa comme-



OI
collocato Dilrrenmati







onniscenti e’ sempre

Arionfont:

‘mbra che Dirrenmatt sia un

78; ma mon dovrebbero neppure
è

smentirsi. Come non
tito nei s00/, radiodrammi ‘uno
dei quali, < Sera d'Autunno», si

affermò nel ‘50 al premio Tatia:
Andrea Canevaro





oto. coi



MESSAGGIO A MALAGODI

STRETTAMENTE
CONFINDUSTRIALE




PARLA



TEDESCHETO

IRREDENTISSIMO



A BOLZANETO





ai



— «Avere pazienza e avere coraggio...»

"

| LE LETTERE E LE ARTI |





Cesare Pavese scrittore Europeo - Un tragico vissuto in
un tempo che non consente di esserlo, salvo soccombervi

o degli uomini che. non

In un tempo como © noslro, co-
mforio di una religione

gli idoli. posticet

pe creduto di

10 consensi

Dalla "eeliione dello stoicismo,
della memoria,

‘iso di una Disinit

gato a risolvere nella mei
zione ironica © nella vertigine del
Sacrificio il mate



Europeo, e quindi portatore di



|
|
|
o |
= SAGA La
i

GEORGES ROUAULT
una, spiritualità universale
niche dal bisogno di chiarire in
storicamente cerio ta
ine
nella mostra cultura (di
giovani).

Grava, ce 1a offre del resta
ai sone di Davide Laioio
oria di Cesare Pas
iscito presso il "Sag:

crede di aver trovato di
Perché il dolore di Paese, di

vizio assurdo, la

autolesionista ca i
prssonia e del Facconto Ta vela simili è contemporante. esperiene
ze umane.

La biografia di Laîoto, prege-
vole per ricchezza e novità di
documentazione, resta perciò una

1 discorso falolmento. cate
re una siorla che sia
obiettiva sembra impossivite.

collezione di dati esterni, non la
toria, di un'anima.
lore sembra volonloriamen-
gita puro onuncio.

voglio qui affermare l'ine-
stenza di un. problema politica

di sn rapporio costante di

‘on la politica e

n iomiomeno negare” i biscono

sempre presente,

ide
“poscia ai ape
razione della sotitu=

dine © dell'isolamento

proprio {l risultato falli

Lardo 6 coccio, cera
(e di

Seoriainerne
‘problemi

Sì ritiene pregiudiziamente unico
© infallibile, palesore una menta-

le mediano,

da mrseneratira?
La domanda che resta nella

penna € che varrebbe "44 cioote

la rinascita.

e
raggio» ma chiedere ciò non
forse oggi la più solenne delle
itusioni?

CA



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ARI I A /

La lezione di Luglio

no all’equivoco interclassi-
sta.

L'Italia mi sembra oggi
come la famiglia di Rocco,
nel film di Visconti, alla
conquista della metropoli
moderna; la grande famiglia
meridionale col suo relag-
gio arcaico, contadino, tra-
dizionale, coi suoi vecchi ti-
mori e le superstizioni: di-
penderà anche dalla capaci
tà direttiva delle forze de-
mocratiche se in questo mo-

lento di si ‘così
difficile l'Italia sarà il paese
non di Simone l’ex-pugila-
tore sconfitto ma di Ciro,
l'operaio dell'Alfa Romeo,
l’uomo civile e libero.
Assenza di una
‘prospettiva storica

Queste modificazioni strut-
turalî sono già in larga par-
te in atto nel nostro paese:
i contadini abbandonano le
campagne per andare a la-
vorare in città, le attività
terziarie hanno uno, svilup-
po ogni giorno crescente; Ta





zaziohe tende ad accentuare
la differenza tra. semplice
manovale e operaio specia-
za un sono fatti che crea-
‘un tempo nuove pos-
sibilità d'azione e muori bre:
blemi. Le prospettive del
1948 sono quindi superate
dalla situazione che non ve-
de più la borghesia e il mo-
vimento operaio come unità
organiche, chiuse in se stes-
se, l'una all'altra contrap-
poste; ma nei dibattiti tra
i partiti noi avvertiamo l’as-
enza di una prospettiva
storica chiara, che tenga
conto în modo unitario dei
differenti gradi di sviluppo,
della complessità e della va-
dei rapporti sociali ed
economici del nostro paese.
La responsabilità maggiore è
evidentemente dei « princi-







PRES

i abdicano alla
lor funzione dirigente; que-
sta carenza di potere rende
anci pressante Ja ne-
cessità che i gruppi d'oppo-
sizione approfondiscano il
loro discorso sulla società i-
taliana, ricerchino soluzioni
nuove per questo schiera
mento di forze, ch'è più va-



sto e articolato che in pas-
sato,

Sono dati di riflessione che
ritrovo con evidenza anche
negli avvenimenti del Lu-
glio scorso: la lotta si è ac-
iva in regioni ed



in città che in passato sem-
bravano essere periferiche
rispetto ai grandi contrasti
ideali e politici, come il Me-



tipo molto diverso, meno va-
sta e violenta. Inoltre la
protesta popolare si è ma-
nifestata con caratteri diffe-
renti, dal ribellismo oca
co forse, ma sofferto

esionsio delle aree dala
miseria e del sotto-sviluppo,
alla maggior consapevolezza
e minor unità delle città in-
dustriali.

Io eredo che questi ed al-
tri fatti ci indichino ad un
tempo una crisi e una rin-
novata capacità e volontà di
lotta, smentendo sia coloro
che ) avevano parlato di

glivabi
i agli eterni bollettini di

n dii a Genova
Un altro fatto dobbiamo
considerare con attenzione:
è a Genova che il movimen-
to antifascista si è manife-
stato con la maggior vasti-
enararo ie so-
ciali e di vidente-
mente perchè A
città che in Luglio si volle
sfidare con l'offesa alle sue
memorie più sacre, a quel
patrimonio morale ch'è l'u-
nico in cui tutti si possono
riconoscere concordi, ce
dini di una stessa città.
non solo per questo; noi due
ti sapevamo di essere nel
1960 € le nostre rabbie era-
no ben rabbie di oggi, rab-
bie più generali e astratte
quelle degli intelettuali, più
determinate, legate a cose
precise e concrete quelle dei
ratori: legate alla di-
sl
che, all’incertezza, al lavoro
duro malamente ricompen-
sato... Anche a va
quindi vi è stata una SE
spondenza immediata tra
la situazione strutturale e
lo sviluppo dell'azione poli-
tica; la nostra città appar-
tiene al «triangolo del





Nord », ad un'area cioè con
un tenore di vita relativa-
mente alto e una potenzialità
produttiva elevata, ma nello
stesso tempo noi ‘attraver-
siamo una grave crisi, che
investe quasi tutte le gran-
di industrie, il porto e le at-
tività commerciali più diret-
tamente legate alla vita di
questi organismi economici,
una crisi che si traduce e si
accompagna ad uno stato
di depressione in altri set-
tori, dalla politica locale e
comunale alle attività cul-
turali. A_ Genova, quindi, si
ritrovano elemeîti che ‘al-
tore senibrsno apteroni
dialetticamente: ed è

per questo che una volta i ni

2

Est pan
co chiaro e concreto la
aa
una decisione non previste
e non sperate.

Si sono mossi sopratutto i
giovani, i giovani lavorato-
ri, coloro cioè che sentono
con maggiore angoscia e in
profondità la crisi di una si



del progresso,
dello sviluppo, ingenti mas:
se di cittadini, che pur

corrono col loro lavoro al
benessere generale, e li de-



prime coll’insicurezza, colla
mancanza di prospettive
chiare e razionali, coll’at-

trattiva di miraggi falsi ed
illusori,

La bandiera della Resistenza

E' un'esperienza che tutti
abbiamo fatto e facciamo,
anche se in modi diversi:
noi tutti conosciamo la som-
ma di ostacoli, di contrad-
dizioni, di pregiudizi, che
frenano oggi in Italia il pas-
so di chi avanza verso

vita, desideroso di libertà,
desideroso sopratutto di ve-
rità. Non saremo quindi noi

Pei ii poi

carica dî rancore e di a-
sprezza che li poneva in
qualche occasione in contra-
sto coll’azione degli stessi
partiti e dei movimenti or-
ganizzati. Essi non erano
Scesi în piazza inconsape-
volmente.

bandiera della Resistenza
perchè è il loro unico punto
di riferimento; l’unica espe-
rienza rivoluzionaria a cui
si possono ricollegare. Spet-
ta alle forze democratiche
dare un contenuto reale, po-
fitico e liberatore alla loro
protesta, liberandosi dal mo-
ralismo dei dogmatici per
una rinnovata capacità di
intuizione. Noi non voglia-
mo creare il mito di una
gioventù detentrice per gra-
zia divina della verità asso-
luta al di fuori degli schie-
ramenti storici dei partiti
italiani; sentiamo però che
vi è un punto fermo acqui-
sito per la nostra generazio-
ne: noi siamo una genera-
zione di aderenti, come dice-
va Salvemini, alla confra-
ternita degli apoti, « di quel-
li che non bevono», i pri-
mi forse nella storia d'Italia.
Ricordo le parole di un gio-
vane francese: « noi Ti
mo imparato a disprezzari

più del nostri padri, o per



lo meno a noi le cose spre-
gevoli si sono più nettamen-
te ri ciato i fascismo ci ha
relat si nasconde
dietro l'uniforme del Genera:
le e dell’Accademico, die-
tro l'abito del prete o del
giudice. E” per questo che il
senso del rispetto ci è dif
I? perchè abbiamo vi-
sto. Si cnpisce, allora, în che
cosa noi possiamo essere dif-









vista. E 1
nostro rifiuto è così forte,
che talvolta ci porta quasi
alîo scoraggiamento. Il con-
forto morale non esiste più
per noi. Le parole non ci toc-
cano più. Un certo tipo po-
litico o di oratore che a-
vrebbe potuto commuoverci,
che commuove i nostri pa-
dri ci fa ridere, quando non
ci Suo indignazione ».
nostro compito,
re Lai
fiuto, che la nostra lucidità
ventino una energia atti-
va, una capacità di «inven-
tare» l'avvenire, ogni gior-
no, colla volontà e il corag-
go degli uomini moral, cr
tici, razionali. E’ qu il
moltvo di todo della nostra
fedeltà alla Resistenza: noi
sentiamo che solo da questa
fedeltà ci può venire la for-
za di essere gli uomini di
domani.

Il Delitto è stato commes-
so in Europa. Il Delitto sca-
turito dalle viscere più pro-
fonde della Storia Europea;
questo nessuno potrà farce
lo dimenticare. È fin quan-

lo non riusciranno ad im-

porei l'oblio noi sappiamo

che il Delitto non potrà più

ripetersi, che il Fascismo
jon passerà pi





Guido Levi





si



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n |




F

GIO”

il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE E CULTURA



ANNO I - N. 8

9 - 30 NOVEMBRE 1960

20 pagine - L 60



I GIOVANI
ELA POLITICA



Venti anni, fa, nel 1940, i

giovani italiani di allora la-
Sciavano il libro per il mo-
schetto, l’orbace per il tra-



dizionale grigioverde, e an-
davano a morire cantando,
în una guerra inutile e as:
surda.

Per molti di loro fu la
scoperta ormai irrimediabile
di una assurdità ventenna-
le: assurda la società, assur-
di i suoi miti, menzogne i
suoi ideali, folle 1 i







RO ‘comune!
gio della revisione,
ta la bufera si schierarono
con quelli che già da anni
lottavano per un mondo mi-
gliore.
Altri trassero da quella
Feluzione una lezione di
scetticismo: quando se
fono che la reaità delle cose
non corrispondeva alle alti-
sonanti parole dei. discorsi,
assolutizzarono quella seo:
perta e abbracciarono il par-
ticolare di Guicciardiniana
memoria.

Tutti comunque avverti-
tono una ferita, una lac
zione, una frattura:
sione e l'inganno delle pa-
role, rivelavano una civiltà

fi coragi
Das:



mente estranea alle loro ri
chieste più vere.

Oggi, sempre per noi gio-
vani, le cose non sono so-
stanzialmente mutate.

E la spia di questa conser-
vazione è la scuola che ab-
biamo frequentato 0 che fre-
quentiamo, rimasta presso-
chè immobile, gesuitica ne



caico di una classe dirigen-
te irrimediabilmente votata
al conservatorismo e alla
reazione.



Una società senza. una
scuola democratica, aperta,
libera è una società che po

ne i giovani fuori della ci
viltà, ai margini della storia,
che li costringe o allo scet-
ticismo o alla ribellione. Del
resto è nella scuola che il



tradizioni del paese,

la propria vita sociale.
« Scetticisno e Ribelli
i accettazione 12)

efché miitacciano di sele.
rotizzate ulveriormente:
no

di essere
stettate da demagogie na-
zionalistiche e qualunqui-
stiche,

Il quadro tuttavia non è
esclusivamente nero: e quel
la ribellione informe, quan-
do matura nell'analisi delle
proprie ragioni, si trasforma
Sovente în una autentica vo-
lontà di rinnovamento,
un'esigenza di lotta, e di Iot-
ta comune.

Per chi poi raggiunge l'e
tà della ragione nell'atmo-
sfera irrespirabile delle fab-
briche, in un clima assurdo
di discriminazione e di su
ditanza dove l'operaio, in
mancanza di una scuola pro-
fessionale di apprendistato
deve conquistare da solo
proprio ingresso nel Mio
produttivo, l'esigenza della
lotta diventa ragione stessa

li vita, e l'istanza collettiva
la premessa necessaria del-
la sua possibilità.

Non sono quindi pochi i
giovani che oggi accettano
Îa responsabilità delle deci-
sioni politiche: lo hanno di-
mostrato a luglio, testimo-
niando col loro sacrificio la
irreversibilità del passato, lo
hanno dimostrato il 8 no-




















Arte della Costa d'Avorio - Maschera di donna









vembre facendo convergere
i loro suffragi si le
Ecate psoriasi ni
quei partiti in cui hanno
trovato e trovano conforto
e speranza



nell’interno:

Una nota sul lancio
dei pomodori



ccorre quindi precisare, REaRR
chiarire i termini di questa | L'opinione di un
lotta, nella sua finalità, ne- nu
gli strumenti e nei mezzi demperilioho
che possono garantirne il |SUlle elezioni
successo, con la certezza con- PIÙRO:
sapevole che da noi, solo da ,
noi giovani, può scaturire |!! dramme dell'Ansaldo

una promessa che sia, non peg. 7
un’ansia astratta o un astrat-
to furore, ma un'indicazione

Terza puntata della
concreta per il futuro di
uti.

storia del fascismo
DERE

C. A.







LIACCUNO UNIVERSITARIO



Agri... cultura. soft ono a cotone ti
fu È

la pri
lusione? Siamo realisti. La cosa



È cnche questa: L'an- | più interessante, tutti glì anni, so-
nò soolasiico si è solem mo ancora gli scherzi degli. stu.
Gperto con un matrito lancio di ontt' cia Surironra “St
pomodori e uova. I proietili han: sonno pil essere anticonformisti
cao © riducono la loro protesta a urla
Senaio' tn toga, generali eos de: 5 "isueono la ioro protesto a urla
corazioni, prefetto, tutti. coloro © Co'mineta Se non ti piole che
insomma che si è soliti ormai rac- {i manto d'ermellino, si tenga.
cogliere solto l'onnicomprensiva e solita conferenza a. sba-
curialesca denominazione di <au- digli, con le < autorità» tn pri
torità>. Figurarsi la meraviglia. fila ed i «primi della classe» in
lo scalpone nel nostro sonnolen- i Ma a noi interessa qui un
io ossequioso paese, nella nostra altro aspetto del problema. La
{rigida © compassata cità: polo scarsissima considerazione che le
e sui giornali, lettera del Ma- autorità accademiche. dimostrano
gnifico Rettore alla stampa, scan- per la dignità degli studenti. în
lalo nei salotti. Qualeuno si chie- quanto tali. Ha un bel dire il si
derd: vale la he anche «il gnor Rettore che sono stati dis
quai inque> se me occupi? in | ullt centocinquanta invi
effetti, tutto cid che sembri al: della democraticità dell'u-
fent solo epidermicu aperti che i; manca la
menie cl conformismo _che me di un, atenso | quale
tempo ha soffocato i nostri aienei,

ep ‘0 di docenti e di-
centi senza distinzione di grati.

SQUADRISMO 1960

Il 4 dicembre, fase
Settembri

ci deve interessare." Sopratiuitò












i hanno aggredito în via XX
amici, Mauro Adamoli

ica, un"giornale di sinistra, 1 pre-
pd 9) las v{1} pe Rita
Ma oggi, RN TORTI IT
chi mesi, non siamo nel 1922.

Sappiamo che « l’equidistanza fra opposti estremismi »
ha già condotto alla marcia su Roma.

Il Quarantacinque











uando alcuni atteggiamenti del-
le autorità accademiche sembra-

‘osì non si inserisce nel program-
ma ufficiale dell'incupurazione la
relazione del rappresentante de-
gli studenti, la quale è sempr

questo passo
sagiore demo-

signor Ret.

n

lio

Monelli
e SERZRE

Tambroni, ecco i giovani proseliti
oltraggiare Ja memoria di Giaco-







se tte Le ste
mento non altrettantospaterno er
invece riservato poco dopo, ai





A diventare
criminali quando si turba Îl pas-



el
tica, dell'organizazione nazionale
degli studenti, che sollo la guida
Si cli elementi più ar

peri. Ù aomooratici cho £
‘cattolica. è riuscita





n. pr
definisce <intel

Iettuale ».
NESTORE



Valesi Aurelio.

CONTO CORRENTE POSTALE

0A
nile. universitario
pra



Redazione ed Amministrazione:
Piozza della Posta Vecchia, n. 2 -
Genovo.

Autorizz. Trib, di Canova n. 487
în dato 30-1-1960.

cre







Responsabile: Renzo Farine



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L'AREA DEMOCRATICA

Topografia parlamentare e democrazia - Partiti e Costituzione - Chi sono i sovversivi
























L'espressione carea democra- | zione, intenaiamo dare a un par. Quando vogliamo invece indivi- — tuzionlità o meno. Taùto per fa-
tica» è v tto patente gi democraticità go- | dunro l'eroe] eniorratica quel

con la qu lo affrontandone il contenuto: i- segmento di

spazi declogia e sua azione politico-par- semmai sostitulto da un altro po-

spazi

titi che nella topografia parlamen- lamentare Nino ad oggi, confron- sto in verticale dove, uno sotto
andolo poi sui termini attuali l’altro, siano indicati i partiti che
ti vitanti attorno al cen- della democrazia. E mi spiego: Il meglio e da maggior tt
iro, Un pactito compreso nell'en- segmento cui si ricorre con una fendono la democrazia A nulla
rea democratica » è evidentemen. lrequente esemplificazione, sul serve qui spendere pi sì
partito democratico. Sono quale procedendo da sinistra a gnificato © l'interprelazione della

tnvece | Porti antidomeoratici | destra compalono tutti 1 partiti
c)li non compresi nell'area sud: stra a quelli







Foe nie ite
lizando (le forse. politiche che | Sreaia ha ogél in Itolla un conte:
che si tenfle a evitare ua proble: | gravitano attorno alle sona me | Suto preciso. Esso le è stato dato
Sha di analisi del conlendio po- diana. L'espediente è soaaltro | ga tuti 1 pardt nell'atto tn cui
Tico qei partiti, Certo tutti sBP> grossolano e Terrore è all'inisio vente definitivamente redatta 1a
piamo benissimo che = DA del processo. Si tende cioè a de- Costitu:

appartiene a una zona del par- viare il pensiero dal rapporto s0- ;

Jamento 0 del Danorame potico zione polticanceessià per di--_La Uemocrazia

s0l0 în quanto interprete’ di Uh tigerlo verso dI rapporto soluzio: sugi
contenuto © ci dt re otra: sorta e la Costituzione

ma tutti sappiamo che esiste an- che evidentemente non ha senso La democrazia è la Costituzio-
ce una forio teen 8,6: _e la ioluzine police è astrat- nov La democraticità è 1a

dere i problema di. corfpauto da modicare che _ ogionati, co tr
I per tro n qua gi

ro equazione:















or n più to alla genericità
o ti Mi i coflici. | _e' abl'atbitrioyema pen}più valido
P Per palufare la democraticità neltovò Consinuiolfacimente ac-
Jesto vdi«un partito possiamo quindi au-cettabile. alla larga







seatae cPipronleso poli
ds di'certi partiti ma monvper ques




cento



"erge
Soingiao "een Taroa democratica. © zitutto considerare la sua costi: "degli Italiani, Falla posts du ito
lle esclusione del partito neofa-
ta, dei restanti partiti
vonat liberale già nel
le loro linee programmatiche



le riforma agraria, alle leggi an-
timonopolio); i restanti vi sono
sostanzialmente fedeli,
Ma più SA programma

tiche ha valore € significato la
pratica politica. del vari. pari.



ente centro (Luglio docet),

Il “giusto mezzo,
Si è andata introducendo in tal



che non sono state attuate per
ulla € i diritti più elementari che
no! le vengono cl

le prime dobbiamo ripetere
parte gli appunti già faiti ai di
partiti di destra: riguardi

autonomie regionali, le leg





è îl resto, I atritti poi che normal-
mente, © în alcuni casi in modo
permanente, vengono lesi, sono
noti purtroppo (o per fortuna) a

erronea interpretazione dell'e area
democratica >.
Noi, di contro a questa posi-









4

ca iaia UNA POLEMICA D'ATTUALITÀ:

100 di perso:
ne, a quello dell'equaglianza Ai
fronte alla legge (<pari digni
sociale ») Ja, cul violazione fu pro:
clamata ufficialmente in un co-
1954 del au

I recenti fatti della appena tr Fossiamo quindi concludere che mico, col possesso di grandi gior-
scorsa aestate calda » hanno rimes- soltanto a posteriori e dopo una nali, con le manovre del credito e









Minicato del 4 Dicembre 1954 de
Consiglio del Ministri (a danno
‘naturalmente Sppartenenti























0 {n circolazione alcuni vecchi & | allenta analisi ‘è possibile sceve: | con ti gli altri messi potenti
o fare se uno sciopero sia stato pre. simi di cui dspongono, riescono
yaleptemente economico o poli: | di [atto non gia solo ad influire,
co. Ogni valutazione preventiva è olio spesso a determinare la
di circolazione e di soggiorno (vio- pertanto Iasciata all'arbitrio di chi politica dello Stato?»
lata), liberià di manifestare Ml la compie



proprio pensiero (e poi mantene- în Tialla tele incarico. sarebbe

re in vita il TU, di PS. del ‘81 quasi certamente affidato al pre

la censura (che non dovrebbe es: affrettate a. chie ME resa

serci, ma cè)... ecc. Ma più di Fable fopiar Sme ii ne dei ce

tutte queste cose basterebbe ricor. #mo. nazion rebbe l'abolizione del diritto di
E° ta

ja delle nostre af- neavamo, fore ingenuamente, _1©D0E_ Iabolimone del. diriti che
Fà tutti gli scioperi di una ceri
ne politica ai tali partiti: la logge portanza — sarel iderg

) detta maggioritaria, o ancì



rutto, del 53, che avrebbe dova: i rat dl
lare un parlament mod ato, com È invece, lo su
ie Gel Stelo ORE VIVE GIONI A road cosi ui los elite





care la Costituzione. (1).
L'autenticità
democratica

cipio. del. secolo, che l'eccesso di , qualche "autorità, può fare



ido ed immat
i propri erealiv inte-

Zione dei partiti alicati, D.C.

Non è da escludere che tra 1 fl
presa; in” seguito «l'opposizione gi
mo o sempié indi loro prose

Pubbiicam Ja, ala ela

‘uale avevano attivamente par=
ttcpato hi vuole poi mettere Vediamo dungue di chiarire! un
da parle tali programmi conside- pg le idee tn rutesta
Sandoli latta, © facendo magari



via del tutto pregtudiziale c'è
che

PITTURA VASCOLARE








pero, nella sua accezione corrente, | ficio notevole. In secondo luogo si

ha sempre carattere economico © riceve delle hastonate dalla poli-

sociale. Zia e talvolta anche delle scariche
Ma anche nel caso che la distin- di mitra,

zione fosse semplice è facile per Non è quindi credibile che gli



qual ragione non dovrebbero i la- operai

do del sindacati era quello
per cui le
che | dell'in-

degli Statt- Ualti che

o leggo inte "i
CO i n imbcctità, 1 vigineoheria
pronuneiati >. l'esperienza di Pétaîn. talisti, col loro strapotere econo. Briareo



Commenti

ai risultati

di CARLO ANGELINO di

Una lettura attenta e non

i, sia pure relativo, verso si

movimento non sì rifeti-

cristiani

tando i

elezioni nella sua cità, li
de:

elettorali

i ALFREDO MEDIO

Pare che un dirigente, demo:
lano fiorentino, commer
risultati delle recenti

finiti «una Sn

amo che tale. definizio
ip

lo stato di necessità» di ogni
comprese

D
‘quadro tuttavia non è ©:
ro;anzi: cia motto cit Crenticin=
que capoluoghi di provincia. fra
cui Milano, Ro

ren
Venetia) la DC. è gostreti
coglieragira

rismo, sulla via della democrazia
© del socialismo.
CA

Sulle elezioni, argomento
attorno al quale sì sta svol
gendo un ampio dibattito da
parte dei partiti politici e
della stampa, pubblichiamo
due interventi dei nostri col-
laboratori Carlo Angelino e
Alfredo Medio. Ad essi ab-
biamo ritenuto utile aggiun-
gere l'opinione di un giova
ne dirigente democristiano,
Curlo Cravero. Cì sembra che
il raffronto possa fornire pro-
ficue indicazioni sugli orien-
tamenti politici di determi
natì settori dell'ambiente u-
niversitario.





‘alleanze,
soi neo

nitenimen ogni ‘costo
del poterg /L2/ democrazia eil
Stiana ha sue
promesse non mantenute,
‘sua politica

na ot
fenuto la più potevole avanza:
ta di tutti
politico (15%), Me n

il dato numerico che conta. Os-

cè ai livelli più bassi e dove 1
interna ed estera
Cee

gioni nelle città e nelle regioni
Gr

gredite del Nord, 1à di
magi

iste gio!
sfriziazazione SA bo più: ele

Torino - Milano;
Emilia, Toscana.

în Umbria,



pi
tottavia sitpeaio, che di

Ra proporzione”
jon 10 valida la spie

grazione ‘adottata all'on. Nate

cente dichiarazi:

ne, colla quale sì attribuiva lt
maggiore responsabilità dell

successo elettorale del PSI al-

aggressione subita

Sponsabilità vada ricerca
ma all'interno
suo parti

tiva al potere D.C. Ciò ha ob-






immonitrice a tale propo:

alto ia frase colla quale on)
Giulio Andreotti conciude un
articolo apparso su etti
«Oggi» «Cè da augure
ce nessuno. dimentichi

può

«salva rerum

COMMENTI

ALLE ELEZIONI



L'opinione di Carlo Cravero
della sinistra democristiana

Non credo i possa

che si
nuare à disculere sut significato
1 6 mo-







cont la



mo- Inutile quindi parlare di coloro
L si sono posti

D.C. che è il partito che da De
Gasperi sino a Fanfani ha inizia»

to è continua a mutare le strut-
ture del Paese.

Inoltre perchè l'elettorato, que-
ta volta penso con ne
Za, deve aver fotlo un esame del-
la sitwazione, degli uomini, delle
prospettive. È se nom tutti È

mocristiani,

to, nonost
Sloni che può aver dato,

‘utlo questo l'ho delto perchè
fl 40 per cento della D.C. sembra
il risultato più. sensazionale, it

o che, secondo me,
chiude îl discorso delle aperture
di destra o di sinistra.

dell'elettorato

og
polare e antifascista,

po;
polazione, di solito più distrat- ha puntualizzato il Segretario On.
ii. Nonostante ciò M

le posizioni € credo per di

che nol MS
‘Mente fuori legge. 0° del resi
Oris mopgrenick ché wa pro







sizione di destra storica, di oppo-
sizione costituzionale, sebbene an-

lesto anno di grazia
1960 servono a costituire un cen-
tro demoeratico per gli equivoci

‘suoneranno male
queste due ultime parole. Mi spic-

ombra un movin
Speranza. Eppure come partito è

s ranza.
Per il fallimento delle sue solu-

degli stessi iscritti. per ni
degli elettori comunisti, il P.CI.
non ha avvenire.

Motivi questi che indicano che
l'ascesa de P.CI. è solo legata
a una situazione di miseria it

‘e-però che a
volle nom sì tralta-s0t0 di miseria
HiatoriblonE se melmeridione; ho



pace.
P.SA. dovrebbe, al pari del
Socialismo Europeo, rendersi con-

lo di questa situazione, non cer.
care posizioni di potere anche se
solo comunali € il troppo comodo

ye del términe, cioè collabo
ra realizzazione di un
ordine civile migliore.
Verchè c'è purtropi
avvilire la
Su antistoriche posizioni di con-
servazione e si

i una. designazio: ‘apcità,
non si fanno certo interpreii del-
le aspirazioni e det bisogni degli
i

Ma agli uomini responsabili
della D.C. e alle minoranze vera-
mente capaci di essa, le cui tesi
oggi stanno vivificando il partito,

per cento di voti da co-

‘Sanno che la Situazione politica
taliana va sbloccata anche se

la destra, {1 minimo aumenti
la sinistra comunista, l'inaspetta-
ma logico fermarsi del P.SL

po chi vuole
Democrazia Cristiana ©

le migliorate posizioni delle si-
nistre socialdemocratiche e repub-
è l'ottima tenuta della D.

la tutti e in tuiti È modi ber-

cagliata, danno la possipittà di

capire " che l'elettorato italiano
non ama le avventure ma ama il

gresso; che vuole aver fiducia
sperando che us

ira le fedi politiche più
disparate che può farsi la scelta
per



i

mai, ne è la condizione.
Eliminato quindi i pericolo che
D.C. priva confortante

sociale e ci
stato di diritto in cui luili si sen-

tano è
Terminando ricorderò che D.
imo Mazzolari diceva: «dob-
biamo lottare perchè si realizzi:
non una rivoluzione che invidit,
ma una rivoluzione che ami. Pere
©hè non si porli vio a nessuno
il suo piccolo star bene: ma solo
trgli che il suo piccolo star



catrice della nost
nostra carità».
CARLO CRAVERO

recch
ida
ita
nt.
RI
ie n
e en
Ò il ministro rede-
a
rr ceo
È pome O
Ra
sostegni Dedo
Se n





Non pensano
PENSA più l'uomo calvo o l'uomo
fomito di ricca chioma? Ma risolto





perci a
intensa attività di pensiero, «Le don-
ne — ha aggiunto
hanno in generale chiome
ti perchè non pensano mai ».
{11 Mondo)
La famiglia, quest'ente che gli ita
liani desiderano proteggere e poten:
ziare per cui pre:
sidio della morale e dell'amore, ful-
gente simbolo religioso, nel commer-
cio ha un significato peggiorativo.
Le merci « per famiglia » sono quelle
di seconda qualicà. Da un pesciven-
dolo ho visto un. pesce. immondo
con questo cartello piantato sulla
schiena «Tipo famiglia ».
(Da 71 Mondo)
ENNIO FLAIANO





ie
e,

| IL MONDO DEL LAVORO |

*

‘Ansaldo:
cavia dei monopoli

Que! che ci proponiamo in
questo articolo non è trac-
ciare una storia del Me
nico nè tanto meno una di-
samina dell'indirizzo politi-
co-economico generale delle
aziende LR.I. nella nostra
città, ma uno schizzo dell'im-
postazione che il governo ha
seguito e, tuttora segue nelle
aziende che gestisce e con-
trolla. D'altronde, crediamo
che il caso del Meccanico sia
esempio tipico di una linea
sin qui séguita ed in esso si
specchino Îe due tesi di uno
stesso problema: quello po-
litico ed economico.

Lo stabilimento di Sam-
pierdarena inquadrato nella
Fin-cantieri è parte del com-
plesso Ansaldo che consta di
varie branche di produzione:
un cantiere a Livorno, uno
a La Spezia e l’altro a Se
stri P., il C-M.I. che produce
impianti industriali, Ja Fon-
deria e in ultimo a Calginara
il SIA.U. (servizi ausiliazi).













o 16:000 unità
alla fine dell'ultimo donflitto
ammontavano a 30,000.
1 Meccanico è uno dei più
antichi del gruppo Ansaldo
lata della sua fondazio-
ne risale alla metà del sec.
scorso — è specializzato in
A a
anche impianti centrali.
termiche, Paitrezatura piut-
tosto antiquata, è di 25-25
anni; i dipendenti da 60.000,
lopo una lunga erosione pro-
dotta dai licenziamenti, so-
no scesi a 4.000.

Le cause ufficiali della cri-
si sono due: i costi di pro-
duzione relativamente alti e,
afficiente carico di lavo-
ro. Possiamo subito rispon-
dere che una soluzione si tro-

rebbe, zitutto nel
ia
irezzature e nel rinnovamen-
to e potenziamento flella flot-
ta mercantile italiana incor-
porata nella Finn,

Ma ciò che ci preme è fa-
e
alla politica dell'IRI e cioè:
che il principio a cui si deve
ispirare la direzione politico.
economica delle aziende di
Stato è assolutamente diver-
sa da quella a cui si attiene
l'impresa privata

L'indirizzo dell'IRI., te-
nuto conto di certe ragioni




















tecnico-economiche, dovreb:
bc informarsi agli Interessi
lella collettività, gareggian

'ntre di fallo per-
seg Mingd_di bordi,
nazione al monopolio priva
to, con il criterio di « socia-
lizzare le perdite e privatiz
zare i profitti »
Comproveremo questo con
un esempio: l'LR.I. a Geno-
pa nomea Jo SCIE
SIAC., accia-
ierle potenziate al punto da
portarle, particolarmente la
prima, a un livello europeo
me” capacità tecnico pro-
duttivo; come industria me
canica esisteva sino a poco
tempo sati un'effi-
ciente. fabbrica. trattoristica
alla quale sì mise il lucchet-
Îo perché, ahimè! osava far
concorrenza alla F.L.A.T. Co-
me è evidente la crisi che
sosrasta il Meccanico è squi.
sitamente politica, lo
fe emanteliare perche la sua
produzione di motori marini
pesta i piedi alla FIAT. e
‘alla Marell fossero
delle ragioni tecniche, non
si capirebbe come mai siano
stati profusi miliardi nella
siderurgia, quando è noto
che questo settore per la len-
ta rotazione del capitale of-













vi





fre, scarsi profitti a lunga
ana e, juesto mo-
t prato, lo cesta vo-



lentieri alla collettività.
Come abbiamo visto la cri-
si del settore meccanico-can-

SAI ga
NE 17,



tieristico è organicamente le-

gata all'indirizzo nazionale
dell'I.R.
So 1 ur:



dell'pfone o
Concludendo non possia-
mo non accennare al clima
dei rapporti umani tra dire-
zione e dipendenti, impron-
tato a uno spirito tipicamen-
te fascista, basti pensare al-
l’ineredibile easo di far foto-
grafare le tessere di pattito
è sindacato riposte negli in-
dumenti degli operai, del re-
sto non è da ieri che ogni
licenziamento si attui con la
odiosa discriminazione poli-
tica, colpendo particolarmen-
te i ‘dirigenti politici © sinda-
che quasi sempre sono
«elementi qualificati con 20 e
più anni di anzianità di ser-
vizio; in tal modo sl ottiene
un duplice scopo: distru
sei patrigno tenion
mano dell'azienda accelleran-
done la sua rovina e, tentare
di indebolire il movimento
operaio privandolo dei suoi
quadri.







linea dell'IR.I.
si erigono i sindacati unitari
rappresentativi dell’80 per
cento delle maestranze, che
alla fallimentare gestione
tecnica e, alla eversiva dire-
zione politica, oppongono
‘una linea di rinascita econo-
mica dell'azienda e, un cen-
tro di effettiva democrazia.

MARIO FARALLI



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8



Il mondo guarda agli U. S.A. È



« Deve essere chiaro a tut-
ti che i prossimi quattro an-
ni saranno anni di difficoltà
e di prove dure», ha detto
Kennedy nella sua prima
conferenza-stampa come Pre-
sidente degli Stati Uniti.

Più che un serio impegno
di lavoro, questa è la consta-
tazione di un’amara realtà:
crollati ad uno ad uno i miti
della propaganda repubbli:

na, gli americani non si
sono trovati mè ricchi né for-
ti come credevano. E hanno
compreso che la loro tanto
vantata superiorità morale
è a brandelli, che lo stesso
potenziale bellico e industria.
le è fortemente compromes-
so. Kennedy non ha usato
eufemismi nel denunciare
durante la campagna eletto-
rale la stagnante situazione

poggio ai tirannelli europei
tici. Ha usato termini
E è stato detto, ha
fi gli america.












ni. Peri D ‘convinto;
sti inziale.

Molti-hanno già
parlato di ritorno a Roose-
velt e al New Deal: se non
azzardato, è almeno prema-
turo fare previsioni del ge-
nere. E' certo che eleggendo
Kennedy, gli americani han-
no inteso votare contro la
politica seguita finora dal. go-
verno repubblicano, hanno
inteso votare contro il con-
formismo che deriva dalla
manipolazione dell’opinione
pubblica da parte di tecnici
della propaganda politica,
contro îl malcostume finan-
ziario e la corruzione in se-
iacati, contro l'in-
debolimento del potere fede-





contro il pericolo sempre

presente
mmaccartismo.
L'ex vicepresidente Nixon,

di un ritorno al

to dunque travolto dalla sen-
tenza di condanna che gli
elettori USA hanno emesso
nei confronti dell’ammini-
strazione Eisenhower.
ctravolto » è il termine e-
satto se si pensa che egli, a
differenza del suo antagoni-
sta democratico, non aveva
il grave handicap di appar-
tenere a una religione la cui
potenza politica ed economi-
ca suscita tante preoccupa-
zioni nell'animo degli ame-
ricani.

Intanto, il neo Presidente
è atteso da i alla
prova dei fatti: i governanti
di tutto il mondo nei loro af-
frettati messaggi di congra-
tulazione hanno già cercato
di porre qualche ipoteca sul-
la futura politica statuni-
tense. De Gaulle non riesce
a nascondere la preoccupa-
zione per la piega che po-
trebbe prendere la guerra in
Alger ia, nel caso che gli U!

utassero atteggiamento

Ta. ni, del problema atri







neggia
americana. Mac Millan spera
finalmente di aver trovato in
‘ennedy un valido aiuto per
la sua politica favorevole al-
la distensione e al Mo.
Adenauer, che ha perso in
Nixon un sicuro paladino
dell'oltranzismo tedesco, sì
è trincerato piuttosto goffa-
rente dietro una vacua esal-
tazione della democrazia a-
mericana, augurandosi che
dl cambio della guardia alla
isa Bianca non porti alcun
O AGO De.
«tradizionali rapporti
Micisia e di. reciproca. soll
darietà ».
Ormai abbiamo sentito al-
l'infinito simili comunicati,
e abbiamo imparato a cono



















scere che cosa intendano per
«amicizia e reciproca soli-
darietà » i neonazisti tede-

« Naturalmente — come
nota l’Avanti! in un suo edi-
toriale — per i reazionati di
tutti i colori e di tutti i Pae-
sì, la cosa migliore sarebbe
che tutto restasse come pri-
ma: appena si manifesta non
diciamo il sintomo ma solo
la eventualità che possa muo-
versi qualcosa - nel mondo,
che qualche idea non pere-
grina possa farsi strada, si
comincia a tremare e si met-
tono le mani avanti, si cerca
di frenare la nuova tenden-
za, sì pongono i bastoni fra
je ruote a tutte le iniziative

Sd possiblità di rompere lo
omatico al

quale ci pi è ridotti da alcu-
ni mesi. Adenauer, come
sempre, è
queste forze, e fin qui ha tro-
vato saldi appoggi a Wa-
shington: vi riuscirà anche
stavolta? E' auguranile di





è alimentata

"°D la speranza è

E orcolonialismo
americano

avvenimenti degli ultimi





i Governi completamente

ai gruppi dirigenti
nordamericani, confermano an-
cora una volta che î paesi Lati-
no-americani sono ormai all’or-
dine del giorno da alcuni anni
nella lotta mondizle dei pacsi
coloniali e sottosviluppati. per
una autentica e sostanziale în-
dipendenza.

Vi sono. profonde. differenze
ira i paesi dei Caraibi e quelli
dellAmerica meridionale, e no-
noieuoli differenze anche all'in-
terno dei due gruppi, fra i pae
si che li compongono ma una
cosa li accomunava saldamente
tutti, ed era la totale dipen-

questi paesi nei ri-

guardi dei monopoli e dei grup:
pi dirigenti degli USA; dico
«era » perchè la Bolivia, è molto
più profondamente Cuba, han-
no mostrato la reale possibilità
di modificare le cose alla radice,
de Na naturalmente raffor-
o la lotta dei popoli Latino-
americani per la libertà e l'in-

dipendenza.





dal fatto che Kennedy è cir-

condato dagli uomini più pre.
parati di cui l'America



taries » tra i più csperti di
rigenti new-dealis

Non si pone da un
problema di uomini quanto
il problema, fondamentale
del resto, di saper convoglia-
re questa intelligenza verso
mete ° soluzioni più proere:
dite. situa-
Se quella Statuni
tense, caratterizzata
molteplicità degli faieresati în
giuoco, ricca di contraddi-
zioni e di squilibri, la parti-
ta tra progresso e reazione,
tra il ritorno al NEW DEAL
rooseveltiano interno e in-
sarai e lo scivolamen-
to su posizioni maccartiste,
è sempre aperta,

Dalla vittoria o meno di
queste istanze di rinnova-
mento morale e politico di-
pende in gran parte la pace,
la sicurezza, la prosperità
del mondo intero. Ed è per
questo che oggi il mondo
guarda di nuovo all'America.

ANTONIO CANEPA







Tutti i paesi dell'America la-
tina, in generale, sono caratte

izzati dalla man quasi
totale di un'industria | na-
sede

siste — quasi
e
serie di raffinerie, che apparten-
gono ai monopoli stranieri, co-
me del resto la maggior parte

dei prodotti agricoli 0 industria-
li che in esse vengono trasfor-
mati

Questo porta, în generale, ad



re, tutti i prodotti industriali ne-
cessari nel mondo moderno, da-
10 che nessuno di essi è fab-
bricato sul posto; così i salari,
spesso alli, anche în proporzione
ai salari americani, vengono st-
bito riassorbiti nell'acquisto dei
beni necessari alla vita.

Quanto all'agricoltura, i paesi
latino-americani sono costretti,
sia pure în diver
monoculiura 0 a
Pluzicultra _ (olo succhera
Cuba, mane in Colom-

ea restiamo in
Brasile); e siccome non è pensabi-









(peli potrai porro

Gre dei Loro. prodotti sole
e canto ad
una dilagante denutrizione, lu
necessità di importare, ai prezzi
fissati dagli stranieri,

e la forzata pluricultura ristret.
ta, hanno come risultato la man-
cuta meccanizzazione dell'agri-
coltura, e la sua estrema arre-
iratezza.



Conosciute queste cose, non
può stupire nessuno la denutri-
sione, Panatfabetismo, lo man
canza di case, la disoccupazione,
arr a pop los
mericani; diventa chiaro allora
perchè nel Guatemala si formò
nel 1954 un governo democratico,
quello di lacobo Arbenz, pron-
tamente rovesciato dai latifondi
sti appoggiati dal monopolio che
domina P'agricoltura guatemalte
cus fa Uniled Fruit; perchè in
Bolivia nel 1066, i formò un
governo di i
a, guidato da Estenssoro, che ha

ato la nazionalizzazione del-
dii di stagno e









na agraria è\la ng:
zione delle raffinerie.
In un momento di crisi del
predominio americano nel mon-
do, in una fase di rafforzamento

nautralisti,
latinoamericani a disporre di se
stessi si sono ormai concretamen-
te affermati, e non è più
bile impedire lo sviluppo di que-

Gianfranco Dellacasa





"

Il neo-colonialismo ©

francese

Pochi giorni prima di es-
sere assasinato dagli agenti
della «mano rosse» (orga-
nizzuzione terroristica fran.
ese ql servizio del neo colo-
nialismo) F. R. Moumié, pre-
sidente dell'U.P.O. @unione
cioè delle popolazioni del Ca-
meroun), în un acuto studio
sulla situazione politica del
, così scriveva: « Sotto
I POISNE GRANA fine a
una anarchia che non esiste-
va che nel loro cervello, di
Jan cessare un disordine che
essi provocavano, essi
volevano: Gi fatto seritara
in causa Fiadipendine. Ca
cordata il 30 giugno e met-
tere il Congo ‘sotto lo dire.
zione di un gruppo d’uomini
che rimanesse sotto la loro
stretta dipen
i a Io
retti del Congo; ma il discor-
so valeva e vale anche per îl
suo paese: il Cameroun.
Il motivo dell'unità è al
entro degli interessi del
giovane rioni africano...
dna te egli scrive:
ia





biamo mai ces-
nirante ld mostre lottar



solo l’unità militante e one-
sta di tutte le forze vive
della’ nazione può e deve
sbarrare la strada

com
del 21 febbraio e dell'avvento
al potere delta dittatura gol



acre difesa delli
nità nazionale,
do le frodi elettorali A
zate): «Si vorrebbe arriva-
re alla realizzazione di due
Cameroun, cinico progetto
che nasconde la scandalosa
questione delle « minoranze
etniche ».. Infatti all'infuori
di qualche colono installato
nel Cameroun sarebbe oggi
paradossale trovare delle mi-
noranze etniche in seno a un

i



politicanti, ha dato prova del
suo odio per il tribalismo.
Sono le stesse parole di
Lumumba sul necessario su-
peramento della struttura

tribale in una unità nazio
nale che sia salvaguardia di
indipendenza. Oggi il Came-

e ed ipocrita neo-
colonialismo. IL Cameroun
formalmente è indipendente

il suo governo è asservi-
to agli interessi coloniali
francesi.

Tutte le libertà sono abo-
lite. La ricostituzione del-

lU.P.C. è vietata. Tutta la
opposizione, da
ma

stampa di



tato camerounese della con.
ferenza Hi | popoli africani è
stato sciol

Uno Li sulla repressio=





ne nel Cameroun si deve an-
cora fare ma alcuni esempi
sono significativi. Il Came-
roun oggi è il solo paese al
mondo în cui la legge pre-
veda che: le condanne alla
pena capitale siano eseguite
in luogo pubblico «sur les
lieux du forfait ».

E” così che nel mese di lu-
glio cinque condannati poli-



i per dei fatti
auterioni a Aa sciagura-

fa del 22 maggio sono stati
Giusva in pieno giorno,
in mezzo al villaggio, al mer-
cato di Rafoussen.

Citiamo un altro esempio:
la legge '59 sul mantenimen-
to dell'ordine pubblico.

Essa permette al ministro
dell'Interno în caso di pre-





costituire una minaccia per
l'ordine pubblico di procla-
mare per semplice decreto lo
stato di allarme

stato di allarme permette ai
capi delle regioni (francesì),
per decisione immediatamen
te esecutoria, di procedere
all'arresto di chiunque e:
spina dannoso alla sicu-
a pubblica...

L'assassinio di F. R. Mou-
mié per avvelenamento
mostra ancora una volta, se
ce ne fosse bisogno, che l'im-









Michelangelo - La Pietà



perialismo ricorre ai mezzi
più ignobili, non escluso il
delitto, per difendere gli in-
preminenti dell'op-
pressione e dello sfrutta-
mento.

L’assassinio di FP. R. Mou-
mié è un messaggio sulla
necessità di lotta senza tre-
gua contro l'imperialismo.

RINO VACCARO

teressi



pe





| I FATTI DEL MESE

La crisi algerina

="
"

fine di una civiltà



Sf pie it an
di questi ultimi tempi,

so troppo schematizzati dal
quoti

Joro

diani, meritano, per la
indiscutibile gravità.
n accenno un poco più or
ganico. Dal momento che la
causa fondamentale delle
traversie politiche della na-
zione francese è la questio.
ne algerina ne riassu
mo lo evilubpo e i momenti
più importanti.

Quando nel novembre del
1954 i due principali partiti
politici cai il moderato

Movimento mani
sto aigrivo ci "ehrat Ab:

i Agi,

dero vita al Fronte di Libe-
ione Nazionale le loro
‘hieste erano delle più
Chiedevano una

po

attuazione dello statuto Spe
fe Kale
‘o da

ione di prendere
ni fu dovuta alla tre:
menda delusione



ceri di Algeri e di Parigi, è
stata infranta con la riaf.
fermazione di quel principi
iviltà che hanno reso ca:
4 gli uomini liberi

none deller
Agli intellettuali si sono
aggiunte le altre forze di si-
nisira quale in misura mag-
giore come l'Union Natio-
nale Etudiant de France















munista stesso che si
portano con molta cautela.

com-

A questo riguardo va os-
servato che i comunisti fran-
cesì, 0 per considerazioi di
politica estera a per una na-
turale diffidenza nei riguar-
di del partiti e delle forze

rhesia | progressista,
ri o pata dalle
delusioni subite negli anni
45, 46 quando furono
I dal governo do-
po aver dovuti sopportare
duri sacrifici, non mettono



in gioco tutta la loro forza,
che è notevole, e restano su
posizioni sostanzialmente
‘ambigue.

se pur con con-
trastl”@ pause, l'azione delle
sinistre hay già contribuito
fe) Isegsb_ gli spingere De-
‘Gaule” adrim: eli



berale e alge

i spinta decisiva la sta





ancia, in Europ:



do













s operando naturalmente _il
dobo avor se Sn Governo della
a ‘prima, s’anche per l'efficienza della gli Stati Uniti, e stanno ten- Repubblica Algerina (GP.
docina poi, si vedevano N.A.T.O. tando di assicurarsi l’appog- che dimostra sempre
costantemente negato quan- In Francia se la maggio- gio incondizionato di Pinay Più di essere formato da uo-
ranza per la soluzione gol- procurarsi sul piano în- Mini politici di notevole sta-
lista FIWBA5 algerina, ternazionale quella serietà tura. Essi sono riusciti a Tae
sembra assicurata, perman- di cui mancano. Tuttavia di un conflitto che po

gono tuttora gravi (negii: non sembra postano causa sembrare edi era, agli int
te sulle reazioni dell’Armée sivi pericoli a De- di portata limitata, uno de-
Pronta fai gli «enjeu de la guerre fro-
sli defini Eoverno ata, cercandonettra: ide» come dice flag

una ribellione di fanatici

, il F.LN. richie

A
babile che la futura Repub-
blica Algerina sia uno stato
a prevalenza socialista.
l'irancesì dopo aver par-
lato di «Algerie Francaise»
per tutto questo tempo, so-
no arrivati all’« Algerie Al-
gerienme» nel discorso di
De Gaulle del 4 novembre
scorso. Che vuol dire, fuori
di metafora, riconoscere il
diritto all'indipendenza.

setto del Nord. Africa e for-

verso una serie continua di

Jean Daniel su l'Expre:



nelle alte
cariche dell'esercito, di as-
sicurarsene la fedeltà; ma
l'offensiva lanciata dai vari
Juin, Salan, Guillaume ecc.,
gontro 11 Capo dello Stato,
tacciato di to ai
danni della LEE ascii
sussistere ampi dubbi su ta-
le fedeltà. Gli ultras di Al-
Keri sembrano piuttosto pe
lessi Le manifestazioni
dell'li scorso ad Om
no state sn re
presse dalla Guardia Nazio-
nale e dal C.R.S,, mentre

è mosso.
Trelire” gi Sedi
tropoli, i vari Soustele, B
lault, ecc. ZA RE
ancora decisi ad agi
occupati “delle reazioni de:











non e, ma
alla 2 della gu.
erra, si è ‘invece andata raf-
forzando în questi ultimi
tempi.

LA coraggiosa presa di po
Shine di noli: inicletali
e di una piccola parte dei

2
g
È
E
E
3



preferito la galera piuttosto
di diventare complici di tor-
uratori, ha posto sul tap-
peto in modo drammatico la
rave crisi di coscienza che
fravaglia la parte migliore
cella Pesio;
ncora una volta il pae-
isa Voltaire deve ai suoi
Nomini Gi caltarai ni Berte,
ai Jeanson ecc. se la congiu-
ra del silenzio sui Gg
delitti contro l'umanità
Si sono commessi. nelle care

dui
giuridicamente esso

problema interno francese,
la questione algerina è or-
mai di fatto un problema
internazionale, una delle po-
ste della guerra fredda. Do-
po aver iniziato militarmen-
te con una lotta che
stata finora un grani
tributo di sangue e di sof-
ferenze, essi hanno saputo

în seguito con una intelli-
ente azione diplomatica,
la cia con le



una loro sconfitta è presso-
chè impossibile.
Inoltre, dopo il fallimen-

Mu



lo per colpa francese delle
n, anche la
Tunisia e il Marocco sono
costretti ad accordare, forse
a malincuore, tutto il loro
appoggio alla causa dell’Al-
geria indipendente.

Un popolo che ci era stato
descritto come semibari
ha saputo in sette anni e-
sprimere un esercito eroico
che ha tenuto in ‘scacco



l’Armée francese superiore
di almeno tre volte come uo-
mini e mezzi ed una classe
dirigente di alto livello.
Per coloro, come n
RL
cese, resta una speranza
Che la nascita della nazione
algerina, non significhi l’e-
clissi della Francia del 1789.

Gianni Bafico





Ci prendono in giro :

All’interpellanza dell'on.
Tambroni al Presidente del
Consiglio oi fani, a par
te la polemichetta sollevata
sulla disciplina di partito;
ripropone in termini sempre
più evidenti il problema chia



ve della realtà politica, eco-
nomica a Er del Nostro
Paese: la validità o meno

dell’attuale compagine de-
mocristiana come classe di.
rigente. I fatti di luglio mo-
tivo dell’interpellanza, e la
loro interpretazione, rappre-
sentano un punto di riferi
mento in margine all'esame
dell'affermato problem
‘ambroni (ario
pe Sa
ciale data ai fattivdi luglio
lal suo ex Governo eudalla
D.C.









scontro tra insorti e forze
dello Stato impegnate nella
difesa della libertà »; egli ha
poi ricordato come la sua
azione e quella dei suoi col
laboratori (Ministri, Prefetti
e Polizia) fosse stata compli-
mentata dal Partito di mag-
gioranza. L'on. Fanfani, nel
suo discorso di Arezzo, dà
invece una versione rivedu-
ta degli avvenimenti în pa-
rola, più adatta forse ad ave-
re successo nell’indolente
opinione pubblica italiana;
egli riduce la questione ad
una lotta «tra opposti estre-
misti », cioè tra i soliti co-
munisti ed i fascisti. Le fer-
ze governative sarebbero in-
tervenute per ristabilire l'or-
dine e la coalizione dei par-
titi «democratici» avrebbe
salvata il Paese da un'even-
tuale involuzione. Quanto sia
no inconsistenti e faziose ta-
si può rile-

commenti
che dei fatti di luglio hanno
dato giornali dichiavatamen-
te anticomunisti. « La Stam-
pa » dell’8 luglio scorso por-

storelli che
L'iniziativa an-
Hfascista di Genova, insle-



me colle dimostrazioni di
conse enute special-
ente in alta Italia, va con-
siderata come uno dei pochi

glia vita
ultimi an-





modo e modo
di sciogliere una dimostra-
zione. Qualsiasi sfoggio di
esuberante energia rischian-
te di tradursi brutalità
pura e semplice, deve essere
bandito da qualsiasi polizia,
sotto la responsabilità del
Governo ».

1 «Times» nota che ela
alleanza tra D.C. e MSI

rato profondo risen:

timento nel- Prese, l'e Peo.
nOmistasStriveche













molti italiani è stata una
gradita sorpresa di vedere
come îl Paese reagisca im-

mediatamente alle provoca-
zioni fasciste ». Ma quello
che mi preoccupa soprattut-
to notare, sono I_tece-
denti dei fatti di luglio, duet:
li che determinarono
stato di esasperazione tra So
masse dei lavoratori. Questi
antecedenti ebbero larga
parte nella violenza con cui
esplose la protesta antifasci-
sta (e antigovernativa nella
isura in cui îl Governo si
trovò con le
forze ed i metodi fascisti,
non Mor dimenticarlo).
Per essere breve, mi rife-
rirò alla situazione della sola
Genova, quale esempio dimo-
strativo, anche se forse un
poco particolare. Una nota
del Direttivo Provinciale del-
la Confederazione Italiana
Sindacati Lavoratori del 18
RE ai
programma di lavori pro-
Messi dal Ministro delle Par-
tecipazioni Statali come con-
tropartita dei licenziamenti
aziende geno-
vesi T. è restato tut-
tora lettera morta; che nes-
suna nuova occupazione è
tata offerta ai licenziati ed
ai disoccupati, che, per con-
tro, la crisi di lavoro già da





*
tempo in atto nelle aziende
R.I. va investendo altri iì
portanti settori industriali,
particolarmente le attività







VISTA della Camera di Com.
mercio di Genova, « Le com-
pere di S. Giorgio » del ma
so, rivela 1 risultati

di un'indagine svolta in
aziende con più di 50 ci
denti, della Provincia. In es-
se, al 31-12-1959 rispetto al-
la fine del 1958 si era con-
statata una diminuzione di
occupazione di 1500 unità
Dalla Rassegna dell’Econo-
mia Genovese ill lese di
Febbraio che fa la s ri
vista, rileviamo i 129 licen-
amenti e le riduzioni d
ario di lavoro riguardanti
l'Eridania; anche in vari ri
gli stabilimenti













dell'orario di lavoro e si pro-
spettano generali ridimensio-



namenti nella organizzazio-
ne, ciò che signifi la
mano d'ope pe-



ricolo di nuovi licenziamenti.

Le promesse

non mantenute ni



‘Si l'angiungà, TO oO,
notate i siNdacagi della/C.I,
S. L., pure notoriamente fi
logovernativi, che le pro-
messe 2700 assunzioni tem-
poranee da effettuarsi en-
tro un anno, secondo i piani
resi noti nel maggio 1959 dal
Ministro delle Partecipazio-
ni Statali. «i sono realizzate
per sole 140 unità, e si pre-
Vede che soltanto altre 1000
assunzioni verranno fatte
entro i termini stabiliti.
Questi fatti devono illumi-
nare su quali devono essere
stati i sentimenti dei lavo-
ratori dell'industria genove-













se în quei giorni, e ancor più
devono far pensare a quali
devono essere diventati in
seguito, con l’aggravarsi del-
le prospettive economiche.



La tragedia
dell’ industria
genovese

Le vicende della Bridania
sono giunte alle conseguen-
ze estreme qualche settima-
na fa, e sono di questi giorni
le proteste dei lavoratori per
i continui licenziamenti al-
l’Ansaldo Meccanico,



Questi fatti fanno dubitare
della buona fede di coloro
che inorridiscono guardando
la fotografia, largamente pro-
pagandata, che ritrae un di-
che sventola una

mostrante



. senza dubbio; teniamo pe-
te ciò che scrisse il
1 provocatori, i
soverchiatori, tutti coloro
che, in qualche modo, fenno
torto altrui, sono rei, non
Ren
ma del Desiree
ancora a cui porta



- TT.

pari genfigra)rileviamo,
èoimela. cattiva amminis
Zione economica, le discrimi-
nazioni e la corruzione che
la rendono iniqua, siano stati

causa, la sola causa, dei

disordini nel Paese, e, quello
che più ci nreoccope, dello
stato di disagio in
Sa la parte meno abbiente
della popolazione. Non ci
prenda per il naso svento-
Jando il solito pericolo co-
munista! Esso è
anni la comoda,
consunta, causa di ogni po-
litica fasulla.

GIACOMO TRAVERSO



so






1a



RIEdEia AE)

Sulla libertà della scuola sovietica



Come avevamo annunciato,
pubblichiamo una lettera © ; che
Franco Croce ci ha in-

il Prof.
viato a proposito dell'articolo
li M. S. sulla seuola nell'URSS

apparso sul numero 45 d
‘stro giornale.

‘a Mi



vate

tito sull'argomento avrà un se-

guilo sui prossimi numeri,
‘intervento di alcuni





Signor. Direttore,
suo giornale con
più risentito e



posto di un ‘
vangelo su su fino aÎ corsiymono?



grafici su. un autore gi Cui. gli
studenti paghi delle dispense
fuardano bene dal leggere le

dl





> ta simpatta che mi
sapira inque a, -vor-
rei osservazione
alla buone

° srché. mi pube
Ù hè ci pensino)
a dell'articolo di MS

)



condotto bene,
giocato abilmente com sulle due

rosea "di Basi, quella più
realistica dì Krusci s

per
dalla scuola



esso delle lingue delle
studentesse-guida dell'Intourist

per i suoi rappo
del lavoro)
stra
Nell'articolo che ha
un così suggestivo titolo, a misura

‘om il mondo
qualunquismo, di sini.

dell'uomo,

scuola russa Importante proprio





dell'uomo », più grave
quelle indicate da Kru-
che per questo argomento
preferisco ‘rifarmi alle mie im-
pressioni di Russia,

forse di

ca misu:
sciov: l'a



quel
ta la brevit
con informazioni ch
mo di N
Ne ai fucili spianati, al

n penso
lo spionaggio, alla di
che sono esistite



tutto. l'ottocentismo
getiare via; tante
di molte nol



î
Però sarebbe sciocco” Voler
dere tutto. bello
episodi;
media di Kalinin che
dono 1 Îibri occidentali; non gi
si mandassero però a Kalinin (che











è una città di provincia, ma non
un villaggio), lî si spedissero dai
suoi a Leningrado, Mica perchè

dd essere
malvisto come spirito troppo per-
onale.

o, questo bigottismo dell'e.
ducazione sovietica non può pia
cere ai giovani de i Il Quaranta
cinque », la data della riconquista.
ta libertà!

3

Faccio del solito anticomunismo?
io credo proprio di no.

battaglia
lo intorno al-



la scuola, la

libertà dele
l'insegnante, della © e è

tura, che

l'imprenditore privato di scuo]
cara ai clericali), è un obbiettivo







di pari imporianza che gli altri
si potrà forse, per tattica, dovendo

tratt È democristiani, porre
più l'accento sulla efficienza e sul
a tà si dovrà di

socialità; ma non

menticare quest'altra esigenza fon-

mentale,
to meno farsi un mito di

‘educazione, che l

do piacerebbe così ai gesuiti, l'e:



gotta dei russi
Lei scuserà, signor di

rettore, le
mie lunghe ciarle fatte, il

ripeto, al



Franco Croce

Franco Croce ha perfettamente
scuola russa ha





sdidtiva rapidità e con
si lesmuove 0 n
tn grado di contribuire al proprio
continuo solluppo».

E av to, prima, di va
rie disposizioni formalmente e so.
stanzialmente totalitarie »,

rennavo, forse trop.
po brevemente, alla mancanza di
Libertà, che necessariamente

impli»
ca servilismo e ipocrisia, ma anche
intendevo spiegarla nom giusti



ficarla — cos
berta, i

la mancanza di If
totalitarismo, sono parte
integrante del sistema, cioè appun-



to un potente st
tecnici è di

grado, di. trasformare il puese,
Der trasformarlo in un certo mo:



da un mondo ostile che
‘occasione propizia pei

ato di emergenza

tanti. aspetti _ totalitari

loro sistema, Si può discuter

rio se questo sistema sia, o si
Il più adatto, i



lo scopo e del sistema net suo
complesso non. possiamo dimentt-



Va da sè che non mi auguro ef-

tro e da applicare dovunque e co.

Marco Sonnino

18
*

CLASSI e PARTITI nella crisi

italiana del primo dopoguerra



Il fascismo dittatura terroristica del capitale finanziario - Le ragio



della

contradditoria alleanza colla piccola borghesia - Gli errori del movimento operaio

stro lungo esame si è assai sviluppato nel senso di
tosto definitiva, che cil fi

rin:
vore » (1), sulla base di una ben chiara natura di classe, scopi

di [ario favore ce lo dice il Prof. Steve, in una mono-
grafia pubblicata nel 1947, dalla quale si viene a conoscenza,
che all'inizio della seconda guerra mondiale il gettito com:
Riessivo delle imposte gravanti suila popolazione italiane era

asi il doppio di quello
‘«La gravità di questo aumento di pressione risulta evide;
ddito pro capiti



tin
inetaria di stesso



maggiormente questa doppia pres:
giano Sscale ‘A parità di reddito medio pro capite! Ce lo
tra Îl gettito delle Imposte indirette © gettito delle



dirotto.
Nei 1914 le imposte sui consumi rendevano per il 61% e

quelle sui Fedditi per. ii 30 del totale
i 1989 le smposte gui Consumi rendevano Îl #5



‘ssi popolari, io di punto
lella che caratterie-



za lo siviippa

fudie:

al qualit REI
‘medieval:

A questo punto noi jam certi che nessuno del nostri let-

tori possa conservare del dubbi e dissentire dall’irretutabile

commento che Emesto Rossi dedicò alle cifre fornite da
la più convincente dimostrazione della

ia dal Governo Mussolini ».



di
classe att



Quello che abbiamo dimostrato.

assumendo le cose dette, noi abbiamo giò dato
la verita, dele seguenti tesi (che sono tesì gramsci

1) Lo Stato formatosi sotto la spinta di
‘nuclei capitalisti, elia, settentrionale, che volevano unt



contadini poveri, che gli scritiori. merce
0) marchio di «briganti», e. nel 188, soffocò con m

terroristici i movimenti nei quali la classe operaia per la pri-
sollevò contemporaneamente ai contadini poveri
jardegna..




Ti capitalismo italiano incominciò ad essere reazionario

6
produttive italiane, la borghesia ridusse lo Stato all'ufficio di
un suo diretto agente commerciale; il capitalismo ridusse tutti
gli istituti governativi, esercito
ud

nostra classe dirigente di quel periodo costituiscono il docu:
vergognoso di questa incapacità. Da qui sfociò inevita:

bilmente la guerra.
3) La guerra indebolì politicamente il capitale industriale



d'opposizione costituzionale agli industriali. Lo Stato borghe:
se entrò quindi in una crisi formidabile che poteva farlo anda:

4) Colla guerra la tattica giolittiana delle aristocrazie ope
raie non potè essere ulteriormente efficace, perchè o
Jatilizzate le condizioni oggettive che la rendevano realizza:

. Pertanto il capitalismo andò sempre più rivelandosi im-

potente di fronte all'esplosione delle sue contraddizioni all'in-
terno della società nazi

5) Esiste un'incontutabie dimostrazione che Mussolini fu
portato al potere dalla Confindustria, complici govemo è mor

«.@2 quello che vogliamo dimostrare

Adesso ci resta da sviluppare l'analisi su queste altre test:

1) Quando il capitalismo non riesce più a dominare lo svi-

luppo delle forze produttive diventa reazione armata. Îl fascio

gnoso di questa incapacità,

Soppressione dello libertà pariomentari in Italia si

gnifico che ll capitalismo poteva permettere, in quel
momento, delle concessioni. paternalistiche. Non polev

finanziare la presenza, corruttrice per il movimento operaio, di

ito socialdemoeratici
5) La vittoria del fascismo non sarebbe stata possibile





senza l'alleanza fra in grande borghesia e piccola. borghesi
erchè anzi ne fu determinati oi coniato di rasta
icanza forono 1a Salotti nazionalista e la tabe an
lista, che trasformarono ì i di inferiorità in ragioni di
orgoglio.

4) Gli errori del movimento furono tl frutto di de



pena .
di scarsa. aria: (Coll'entasi tribunizia: es Pal.
tazione verbale sireono fatte sempre e soltanto delle
se non; delle rivoluzioni,



unque .coll'allermiazione the! Kastismo è il
[stem c più Integrale che sia esistito nel paesi a
tin certo grado di sviluppo capitalistico, non per dl grande nu



BUDDA DELL'XI SECOLO |











mero di operaì e contadini ferocemente assassinati dai fascisti

"la totale soppressione sistematica di ogni forma
Enne 4; Tunes EE ale” i e:
on

edi
zione, ben diversi MA OI ea e sig soho e
dono

data verno meno cara, che costa
meno, perche d “caiiatimo deve solo accottasia è stfatietia:

1) Lo spirito ‘i iniziativa è assai più favorito in un regime di

I diritti politici accordati alle masse funzionano come val

gola di sicurezza è prevengono gli unt violenti © i contrae
colpi rivoluzi

Tia a democrazia», cioè le Ibertà parlamentari e la libertà

a

nore di vita, accrescono gli stimoli
tendola al riparo dai catastrofici pericoli di stagnazione e di
contrazione.



si
Solsmo © del suol capi, identificate con quelle che taluni hanno
chiamato « malattia, della violenza».

I rapporti tra fascismo
e socialdemacrazia

In questa particolare necessità, esaminati i rapporti. di
classe, si inserisce una giusta prospettiva per intendere la sop-

pressione. del. parlamento. Politicamente par ndo Lil regime
parlamentare è una forma di organizzazione del potere che ben

Ki adatta ‘al bisogni © alla ideciogia della piccole borghesia. 1
legame tra piccoli e medi borghesi , re
ghesia dall'altra si salda principalmente sul piano della vita
Darlamentore € si concretà su Questo terreno sotto
compromesso politico concluso tra i dirigenti di diversi par
titi. Esaminando 2 fondo questo compromesso si vede che esso
iovuto sia a concessioni economiche, sia a interessi economi

delle cl iù le è difficile governare destreggian:
dosi tra compromessi ‘paziamentar. Ma quanto più 1a crisi del
jagna in profondità tanto più l'



Le del

Per (questo la (democrazia », nel passi capitalistici avai
zati, resta un affare. Ma con ciò non si elimina la radice delle
contraddizioni, bensi soltanto se ne rimanda



È



E lo si vede bene, nei paesi capitalistici più deboli, come l'Ita-
lia, nel momento della crisi. L'Italia del prim Tra era
paese overo; Îl capitalismo, pur aven giunto
uno stadio considerevole di sviluppo ed essendo minato dalle
contraddizioni all’imperialismo, vi aveva una struttura debole,
miser sue lezze massime, oggettive e non oggettive,
furono sempre e soprattutto que
a) la mancanza di mati rime, ci Pioppi ea
rghesla di creare in Italia radice profonda nel
paese, in iesitvamente ‘svilupparsi, assorbendo

grado di pro
0 d'opera esuberante
D da m ‘mancanza tra npeciatt ica ft iena (onora;
a fate devoluzione Capitaizico che corrisponde
eipentaitzione si capitate pmansi razione
Reload indi tp È DOO



guestione qei contadini e

Per questo la strozzatura del dopoguerra rese ancora
profonde le contraddizioni interne del capitalismo italiano,
che si manifestarono con violenti conflitti. Nel momento della

Macerazione, le contraddizioni del differenti radi

di sviluppo,
che avevano vo



a aristocrazia. operai
sistere. Il margine riservato a beneficio. del. capitalisti si re
strinse. La pressione della massa sull'apparato del potere bor
e è su quello della produzione capitalistica si Goneralizzo,
Finto. Ti Processo di stabili doveva quindi por:
‘pressione economica è politica esasperate (più

presto E negli altri paesi europei dove Ja borghesia. più ricca

© biù forte fino più ampia ina

novra nella difeso del propri privilegD) Nel campo colti

ta stabilizzazione si poteva coneretare, Solamente in quela sie
pol Chiimo la egrende

brutale diminuzione dei ‘al



consumi, tassazione feroce del produttori. piccolecboranehi

metrazione del capitale finanziario in Gita 1a rito e
se, per te urre Te contradalzioni i

facevano ostacolo ad un sistema parziale d'equilib

tiza to mava comunque servirsi. dello

Stato. Soltanto altraverso la forza dello Stato si può comple.

re queste razzi si Sostituisce

La liquidazione delle organizzazioni
operaie coincise con la liquidazione
della democrazia

a jo e demoereta liberale On sì presta quasi per mulla
alla realizzazione di un tale disegno. Finchè sussiste la

demo-
crazio, le diverse entegorie sociali bénche abbondantementente
ate e defraudate, hanno purtuttavia qualchi 0 per
difendersi dalla « i libertà di stampa, suf-
io universale, diritti sìndacali etc. Mezzi insufficienti sen-
za dubbio, m ingono delle remore alle esigenze illimitate
del capitale . E' soprattutto la resistenza del prole
tariato organi le rende za difficile il massaci
dei salari. Per questo la liquidazione della democrazia coinci-

teressi comporta necessariamente, la borghesia sollecita uno

te
stenza. di diversi partiti. Che tutti, HE fin dei conti, A

ii dra oro, att che
a un Musso ‘che



£
5
3)
E3

rghe
DIO permettersi. La sola via di salvezza RE
è un'unità politica diretta di tutte le sue
frazioni. Il fascismo italiano scegliendo questa via giunse ra-






onte
del primo de
soprattutto).





tito veg
e Lo



razioni, ci sembra glusto af
iL cascigtso ninepuol estere Hemilio conti
ve,

fa forma Particolare
ir rio a delie
originali del capitalismo Itaitano.

i Sascismo comprendeva elio stesso
tempo molti atri elementi Gs ie rear Maio "N i teo
Goniprendeva, soprattutto. un movimento! sse piccolo.

ine e rurali, Senza le quali Non tvrebbero po:

“temute presedti queste consi
Chesdi

tuto vincere.

La contradditoria alleanza
con la piccola horghesi:



vora.
Fu una lotta politica, seppur condotta in maniera fonda-
Tuentelmente errata, di certi vappresentanti della piccola e me
dia borghesia contro una parte delle antiche classi diri

mi cismo non è spiegabile selamen-
te colla volontà e colle sovvenzioni dei magnati capitalisti. Es-



sa del gapiaie
Smo monopolistico contribuì ad assottiglire sempre di
Diccoli produttori indipendenti. Chi era costretto fa vivend con
redeiti spesso inferiori a quelli del salariati; con spese Di
riori a causa della disperata decision

dia, impediscono a questi ceti di avere

Un piccoloborghese non è mai ciò che crede di esse;

ideologia è ser più o meno, 10 strumento del dominio che
un’altra classe deo che

mento piccolo borghese di rivolta ann
cosa di contradditorio €, se vengono tradotte în pratica, por.

, în maniera soprendente, a conseguenze completamente
diverse da quelle che ci si sarebbe aspettati secondo i principi
fondamentali che esse

contengono,
è questa rivolta non assume un ca-
© dalla borghesia o dai

fascismo




in organizzazioni il cui
fesa dei vecchi privilegi.

Piccola borghesia è lotta di diante

Questo è li fuoco della questione. Occorre la serie
lei motivi per i quali le classi inate € spogliati
frande capitale, Non tesero la mano'al protetaviato ia ciato
rivoluzionaria ed anticapitalista per eccellenza. Perchè insom-

, {ra socialismo © 10, scelsero il fascismo. Vedia=
moli per e

a) Lanicpialiamo della classe operaia è diverso struttural-
mente da quello delle classi medie. Il primo vuole andare

‘autentico scopo era la



vano
Prietà. La borghesia capitalistica che, rispetto a tutto il pas
0, è ù £ Spietata espropriatiice della stria,
superabile solo da un'organi le socialista del potere,
sì professa tuttavia tutrice della «sacrosanta proprietà » ©
pauracchio per le classi. medie il socia-
lo, « negatore della pro]
La piocola. borghesia sente. tina” aaa invincibile per
r la condizione proletaria.
die non tollerano di essere proletarizzate, non perdonano ‘ai
s rimere le classi, vale a dire i suoi
meschini e suor ‘ ‘prive ‘dl'cinsse», niente di briciole
alla tavola del padri
rghesis capitalistica manovra sempre, e spesso con
sonia ‘consumata, per contra
letariato organizzato, sfrutta il fatto she” l'azione sindacal

e
È

e

commerciante contro le cooperative socialiste, 1 1
più bassi; i loro privilegi fiscali, la loro ‘maggiore capacità
concorrenzia]

) Tia nozione di lotta di classe, fondamentale per la classe



> 1
Se E>"E==*SE = "55104

operaia, è incomprensibile e ripugna al piccoloborghese.

coinvolto. Per lui ci sono



di classe sotto
dendo complicità nell'accusa del contrario alla. ciasse ope:
raia organ:

} aziira l'operio he poesia tolo 1a sa Sapacità di lavoro


non he patria», per usare l'espressione di Marx. il piso:
borghese dà Il nome di patria a ciò ch La pro
prietà pi ; mimaceiata nello stesso. eripo' abita
concentrazione capitalistica e dalle rivendicazioni popolari,
può scegliere tra 0 e fascismi vece sceglie ii
azionalismo, cioè ii fascismo mascherato come terza via,
presunta sostituentesi a quell'altra terza via che è la via
democratico-parlamentare. Moni utao €

l'ideologia nazionalista veniva assorbita dal fascismo in a-

scesa Svanivano le contraddltorle istanze anarcoidi del pri
mo fascismo, rinnegate per sempre, come era ovvio ie ‘i



cel
Runciatari € distattsti

La “farsa, di Fiume

lla campagna interventista, prima, e nella creazione del
mito dello vittoria mutate psi, pe memi airone del
erano trovati sem) J



è erand anca fo cori: secondosil Pasto
agltosegiioida WII [Pinedo cea at
goalavi ela Dalmazia Gagli-italiàni; ma, al tavolo della pace,
Wilson fece legittimamente osservare che non esisteva tratta:
tone) quale gli USA: si impernasano ad accondiscendere agli
Accordi di Londra. AliTtalia quindi do
© Trieste, oltre al confine
Da Dalmazio. Soltanto che gli (n chiesero anche Fiume:





mmeticante, nta
fcue apostrofi ‘al boleogo ai, (E
a del € Duce;

lo fece cacciare con îl cannone, Mus-
solini non i ‘appoggiario € anzi voto conte
l'odg. dell'esecutivo fascista di pistone, net toi provvedi








16



mento. Il governo infatti stava ormai patteggiando ed ei

mai iniziata la fase delle alleanze elettorali Libra -fasgioto,

Mentre lo Stato iniziava la sua progressiva resa al sovversi-

vismo mussoliniano, l'appoggio, capitalistico favoriva fadozio:

A A AA AAA
a

Qua
Sostituite quelo Beato Votato. a difesa desi mi
talistici, che il nazionalismo a’

allora apparve inevitabile la fusione, che, infatti, avvenne nel
192

isaminate le diverse classi sociali alla luce del ruolo che
ebbero rispetto al fascismo, ci restano ancora da valutare i par-
ibbiemo ancora espresso un giudizio
i popolari, i socialisti, e 1 comunisti.

dissentire da Guido Dorso

Fosa
inalogo a quello tbera conservato 01

surzo dichiara (8 i popolari appoggiarono
1 gabinetti Nitti e Giolitti 5010. er “mpedlre lo gono

nuovo maggior successo socialista. Più "a marcia

entrarono nel gabinttto Memolini (con
due ministri e quattro sottosegretari). Quando furono cacciati,
e furono cacciati per davvero, nell'agosto 1928, dal governo Mus:
solini, l'on. ani dichiarò: «io ritengo che siano sufficienti
le nostre dichiarazioni e i nostri atti tendenti a collaborare,
Perchè noi vogliamo che I" sento

Popolari formano la
\sse dirigente del fallimento.

su errori e le divisioni dei socialisti

quanto riguarda i socialisti dobbiamo dire
irotmaii dale are glettorali e frastomnati dall nd
luzionaria în Euro) roppo spesso superati dalla dia-
lettica del movimento negli Anni dell'avanzata ©, guidandola

indebolimento e la dispersio-





E,

n inoapaeità fu senza dubbio determinata dalla di
visione in riformisti e massimalisti: remissivi e rinunciatari,
i primi, verbalistici ed estremisti, i secondi. Mentre i primi an:
davano progressivamente sostituendo all'idea delle riforme per

socialismo quellu;telle riforme del capitalismo, 1 secondi at-
tendevano Invece il crollo fatale delle Società borshese 6, mei
trattem dini è ingenuità.

Tin eni
te vol io del
guerra. Gli operai che in realtà occupando le fabbriche
ia

no in una situazione senza via d'u-



ioni conformistiohe è accomodanti del so:



‘Conceme i dilatarsi della degenerazione social»
democratica in seno alla corrente riformistica basterà citarne

3 l che scrisse « Battaglie sindacali» organo
della Confederazione Generale dei Lavoro il 7 novembre 1922
2 commento del colpo di stato fi





*

scriteriati fanfaroni comunisti hanno potuto pensare alla par.
tecipazione delle forze proletarie ad un conflitto che non le
le e nisi



ma quello di un mutamento
radi, Co Situttara dll potere. È Quando comunduo questa
0, GOSÌ come era possibile, cioè dal Tasso
TR i e e
ata

Gli errori e le debolezze
dei comunisti
Infine, 1 pertivo comunista
nel gennaio seguito alla critica dell'orienta:

at
prc eee
fino @ quando non fu sciolto, un elemento di forse © due di de!

s sssere da un jo veramente rivoluzio-
razionale, che respinga quindi da sè così gli alletta
nti riformisti come le posizioni puramente dei mas
simalisti. Elementi di debolezza sono invece: da una parte, le
sue ancora scarse numeriche, in confroni it
cialista e alla massa dei lavoratori nel suo insieme, e, dall'altra,
ra nd isolarsi in una purezza estremistica, coni
na forse inevitabile del le d'intransigen 10es
sariamente assì er costituirsi in partiti comunque ao:



centuata dalla linea direttiva che al partito stesso imprime
Bordiga dando all'intransigenza un carattere formale e setta-
rio, sostanzialmente passivo

Sugli errori dei comunisti Togliatti ha soritto» n

«Anzitutto noi non ci eravamo accorti che sarebbe stato

possible impedire al fascismo di conquistare certi ambienti

di iMecola Bor phatia; pi initamente nol auicmo potuto con-
a Ligddizioni erenti n questo mo:



‘compiendo avevamo negato la possibi
lità Gi un colpo di stato faseista

Alcune conclusioni

Se da tutto questo discorso risulta evidente l'infondatezza
della tesi, difesa dai democratici di sinistra e dai socialdemo-

Possibili{a di formulare un'assoluta identità. di tasciamo
pitalismo., Questa. formula, è inesatta se la si voglia intendere
Rel senso che mevitabilmente il copitatismo diventa per forza,
mpre e definitivamente, fascismo, E' invece giusto se essa
defini e {n quel. periodo avvenne in Ttalla, per carat-
teristiche Rpelete della situazione italiani
ae i aiar qui pie nie

re i miti è sì possono generalizzare ioni de
dotte dall'esperienza del fascismo italiano. E qi sei

mettere in guardia coloro ci entano di schematizzare
(oltre a smentire coloro ch ci a sor:

8
3

condo il corso e te della sua evoluzione, e ap-
plicando il metodo dell'analisi differenziata, che è alla base
di ogni politica marxista.

Luigi Castagnola (*)

(0 Queste. paole. coscituicono uniirire, dimostrazione. perchè
tono scritte da Arnaldo Mussolini il 19 settembre 1 adess
sono alla pagina ottaniacingue di «Panorami di rentizzazioni
i poni 1000
- Il sistema tributario è le sue prospettive - pp. Al € 43,
8 EE e fascismo - pg. 66.





(O) per comettzza ciengo di dover precisare che, nello stendere que
starticolo, mi sono largamente giovato delle a

1) Gramsci e Togliatti per la storia e la struttura del capitalismo
italiano;

* 2) Daniel Guerin per i rapport fra piccola borghesia" € fascismo;
3) Paolo Alatri per i giudizi eu partît.





AT



Mi è difficile confessare tante

cose pubblicamente, Ma mi è sta-
ta assicurata la morte e questo mi
consola. Devo prem

lettere che io



già umanamente, ma solo nella
giusta luce,

Passiamo ai fatti, Ho ucciso M.
F, Non me ne pento perchè vole:





6, cederlo.
M, F. faceva il casellante, come

*7l profio purissimo di una don-
Buttò all'aria agni mia razio«
Al dibattiti prefer passero
giate solitarie, Vedi scoglio



lo lasciava capire e

detti all'invito che M.
nov, Ricordo che quella sera a-
vevo mal di testa e la gola mi





















E i
mo processo.

informazioni preliminari,

scottuadosi con 1 risotto mi chie:

alito

precisione

Mi spie:

ingiu-

cui volen-

il mi

cul

eredevo

anche lontana

infatti mi ine

che la lotta era

ta la moli

avanti durante il vecchio regime,

lo, {DI alfanzai a spiesare; del

tutto inve:
M. F. non comprese assoluta:
mente silla Tanto è vero che al

termine mia prolusione, mi
CARRO



une. Avevo la gola Secca © il



Altri incontri ci
avvicinavo sempre
cisione chiara,

furono e mi
più a una de

la amavo molto e tentavo sem
pre di comunicare alla ragazza la



e di
eontatto com del, Questo. e fl dato

he nprendo i giornale Jesi Ja
di



morte di Zavi, mi dec
RA
tato di attribuimmi anche la re
sponsabilità di questa morte, ma
Zavi morì realmente per un inch
dente stradale, Però mi decisi de-

finltivamente, 1on so dirne

pAnalizal la situazione; Si trat



il capocellula era
gel continuo





Si pi n &

Fi Sullo molto semplice



rici
vo la mia scelta
più turbarmi
lome vedete il mio non è ci
Per molti giorni non mi oceu-
pai più del capocellula, Ho già
s I

Ormai vive
€ nulla poteva



18



| RECENSIONI

Un classico della divulgazione scientifica e
l'ultimo romanzo di Alberto MORAVIA

Uomo e natura» di C.S. Sher-

Sherringion (premio Nobel 1932)
i più grandi fisiologi

conoscenze, dell

te l'evoluzione della ricerca solen-

tifica in questi ultimi quattro se-
mi

lito che «mon vi sono sc



termini fisico-chimiei: scomparse
le cause finali che rimangono sol-
tanto come cun mezzo di clossi-
ficazione », la natura viene puri-
ficata da ogni elemento sopran-
naturale. € Gli — spiriti dll'ani-
ma



sacrificando gli altri, per un altro





eg, Les
La mia calma mi ha fatto passa- Di

Vi
dire che a molti, a tutti, le mie



media assurda e scontata, Ma que-



volta che è ‘gtusto vivere la la
scelta. Questo è tutto. Ho final
nente finto

Andrea Canevaro—

in quanto esseri umani

altro che dividerla l'uno con l'al-
Roberto Bafico

«La noia è, per.me, propriamen-


salvarlo qdalla. not È
n ente dl



ca degli altri, a sopport
re, ad

(are un me-
aiutare l'uomo con

richiesta di nation, tenta,
lendolo {l suicidio: nella quiete del-
ta clinica in cui è ric

tana Cecilia con 1









mi faceva magfiore piacere,



uninalie-

i altro oggetto, come mi



zione, lo stesso sentimento di it
sauribile compiacimento »

iche l'amore si rinnovava e
alla furia del possesso erotico si

sostituisce la comsemplazione e la
rini

Non più quel bisogno, di volta

in volta iu



nunziando a Cecilia,
to di amaria, di p
per lei quel sentime;

Vevo pure chial
corsi che quel genere di
però di un amore nuovo
Quest'amore pote

accompagnarsi con il rai

è ripreso i
di un tempo oppure
vremmo ripresi; ma lo in tutti I
casì, non avre cossatondi

La tematica del romanzo non è



dunque nuova, nè per fl mond

moraviano, nè. per la Jetteratura
dei nbstrivgiorato Anzi la e Nt

si re {ntreccio in

nidi

nfugale n,
"Ambizioni sbagliate» a ela DE
sobbedienza ».

ino non è molto diverso dal Mi-



nostro Dino, è soltanto una furia
inutile che lascia intatte nola e
indifter
‘Solo il suleidio mancato, l'im-
rovvisa e forzata quiete della
convalescenza gli permetteranno
i scoprirne la vacuità, per rag*
lungere una serenità ‘ anch'essa
o:

prima persona, con lo



CA

LE STRENNE “PARENTI,

ED

“EDITORI RIUNITI,

Carlo Levi e Claudio Natoli

presentano

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ghevoli, di cui: 447 in nero, 24 in grigio e nero, 75 in bistro e nero, 38

metallizzate in oro, argento e bronzo, è i drlerote. rilegato in tela

franconia, sovracoperta metalli a, LL

la splendida civiltà di un antichissimo eo della Mesopotania rico-

struita da un critico e storico d’arte

seguiranno

n mondo degli Assiri di André Parrot
pre-islamico di Roman Ghirshman

I Carolingi di Jean Porcher

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Questo è il Il numero di una
nuova serie del quarto anno
che il giornale esce, con tutte quelle
difficoltà che incontrano i giornal
nostro che în modi diversi negli
anni passati ha svolto una battaglia di
opposizione. Tn fongo ua discorso sul:
o nea e




ma ne parley.mo ancora”

Direi che con glisànni sono cresci
te le ambizioni insieme alle difficoltà
e questo numero si rivolge anche fuori
del nostro tradizionale terreno di
battito prima limitato alla nostra cit-
tà. E' la necessità di gollegarsi a chi
è doge di noi. E' la ità
sentiamo di portare a cerca un di-
scorso che altrove esiste ma che da
noi giunge come una eco lontana. E'
anche coscienza di possibilità di poter
dare un contributo nostro a questo di-
battito. Ma quale dibattito?









Quando abbiamo parlato in redazi
ne di questa presentazione pensavamo
di dovere delle spiegazioni. Ai lettori
del "45° e anche a quelli che non lo era-
no e che ne avevano solo sentito par-
lare. Un po’ il « chi siamo e cosa vo
gliamo » e non per fare diga al passa-
to ma per spiegare che certe cose era-
no diverse. Forse era più giusto farlo
capire dal giornale stesso, ma poi
solvemmo tutto quando ripensammo
‘a come erano andate le cose. Ora non

facciamo la storia, solo i
titoli : nel '60 nasce il ’45” come punto
di incontro di studenti di diversa for-
mazione che intendevano proporre agli
universitari i temi del loro dibattito
politico. E' giusto dire che i temi era-
no quelli della sinistra italiana intesa
nel senso più ampio che comprende
anche la sinistra cattolica Mm
to ci fu. Produsse fra l’altro una chia-











È







Aano IV - N. 1-

rificazione nell’ambito della politi
universtitaria: nasceva una nuova as-
sociazione, l'Unione Goliardica Geno-
vese, che a breve distanza veniva ri-
conosciuta come sezione genovese del
l'Unione Goliardica Italiana. Gli anni
RAI OOO

let.

E' veramente poco serio porsi come
sintesi, condizione preliminare d'ogni
dogmatismo. Noi non lo faremo. Dire-
mo soltanto che e dopo » veniamo noi
con questo primo numero del '63. So-
no passati tre anni e il dibattito cul-
turale in corso nel paese si è precisato.
Se non si può dire che il dibattito po-
Didcaferve nell Universttàce per ina
politica per l'Università e per la cul-
Gol RAR
nei modi più vari che individueremo
via via. La differenza delle diverse po-
sizioni politiche non ci impedisce di
lavorare insieme unisce inoltre
qualcosa di l'intento comune
dato dalla volontà di dibattito: siamo
studenti, e aderiamo all'Unione Gol
dica Italiana; vediamo, come momen-
to essenziale al dibattito, la sua veri
fica nella battaglia politica che por
mo avanti con Îa nostra associazione









Ora nello spazio che resta diremo
di quelle cose che ci interessano di
iù, che cercheremo di sviluppare, chia-
rire, modificare anche, via via nel cor-
so dei numeri che verranno.

Il mondo in cui viviamo è contras-
segnato da mutamenti irreversibili. La
conoscenza umana si amplia a dismi-
sura e propone in continuazione nuo-
ve prospettive e movi approfondimen-
ti. Problemi nuovissimi ci vengono im-





— ———_ _ °___

IL QUARANTACINQUE

Mensile universitario di informazione e di cultura
Autorizzazione Tribunale di Genova n. 487 in data 30-1-1960

Direttore Responsabile: GIANI
c/o Società

Conto Corrente Postale: N. 4)

Gennaio 1963





VI BAFICO



Via

15208

di Cultura - D'Annunzio,



Lire cento



Noi e

posti dall’applicazione stessa delle nuo-
ve conoscenze

La parola cultura assume così, pur
nella sua accezione più generica, un
significato. estremamente —« dinami
co»; è in movimento. V'è












aveva la funzione di mantenere ogni
cosa stabile e immutabile, fare uguali
tra loro le epoche e i prodotti intelle

le sue costanti, per le « verità » 0 « va-
lori eterni » che riusciva ad esprime

Oggi non è più così: la finzione
della cultura — e l'indicazione la traia-
modella estivo SRO
ma — è di fornire gli strumenti per un
rapido mutamento.



L'Università nel nostro paese come
altrove ha risentito di questo stato di
cose. Essa è divenuta un momento es-
senziale allo sviluppo economico e so-
ciale del pacse. Le strutture più arcai-
che sono crollate anche se ne restano
incora. Stanno per compiersi scelte
importanti per decisive riforme. Attor-
no ad esse il dibattito esistente indica
oltre la semplice diversità di opinione
due indirizzi di sviluppo sostanzial-
mente opposti, come opposte risultano
le lorze che vengono chiamate a por-
tarli avanti. Il nostro posto è qui in
questo dibattito che investe tutto il
campo dell'istruzione e del vivere.

Oggi le forze economiche e politiche
che dirigono il paese tendono a rea-
lizzare questa riforma e facendo in
modo che la tendenza oggettiva alla
integrazione fra scuola c società, fra
università e produzione si realizzi nei
fatti come totale e incondizionata su-



















bordinazione della cultura, della ricer-
ca, della preparazione tecnica alle esi-

che
o molto lunigo per la vi-
LL'u










2

genze della produzione e, quindi, del
profitto privato. Il grande compito c
ine de
mocratiche Do e fuori l'univers
è non di opporsi al processo sempre
DFEpido ed Evidente (caratteristico
della nostra epoca - n.d.r.) di integra.
zione fra università e cultura e soci
tà e produzione, ma, di condizionare
democraticamente quel processo »












Gli strumenti culturali tradizionali





strumenti songidone dello sviluppo

sociale e uman

(SEA o i
bilire quale funzione essi debbano ave-
re all'i



ata sempre (în
modo dialettico e non certo con l’as-
Servimento bis ratico) Gil csigonze
generali, Îà dove esse democratica.
mente si esprimono (Com ‘ovin-
cie, Regioni, Associazioni "Sindacali e
Professionali, ecc.); esigenze generali
che non hanno mai collimato con quel-
le del profitto privato e delle soci
per azioni

Risolvere questo problema, nel sen-
so di scegliere e portare avanti una
soluzione, è anche definire il ruolo de-
gli intellettuali oggi; questo è possi-
bile guardandore analizzando la loro
situazione - odierfia. Solo icon” questa
resa di cita mon astrar remo» il











cia
ficerca dal nostro posto di studio.
oe delie
per il quale non abbiamo rimpianti,



Direttore: M. Calegari
Redazioni
Rocchi - A. Bafico - Bolognini



Collaboratori
Viganò

Buonacorsi - Boero - Casarino.



lurcotta - Gibelli - Regini - Roccella -

Olivieri - Olivari - Pesce - Sartori -
Rotondo - Brusco - Garibbo - Papone -

staccato dalle volgarità del mondo, pe-
renne viaggiatore di un olimpo offe
togli, anche allora, sulla pelle degli
uomini, va scomparendo. Al suo posto
c'è il direttore (non tutti per fortuna)
dell'istituto di ricerca dell'Università,
i quale accetta di fare del suo istituto

‘uffficio-ricerca della zienda
vata; cè quella dell’ intellettuale
< impegnato » al servizio, diretto o

o (.













lazioni umane » 0 allo studio per un

ano impiego del tempo libero » del-
le maestranze (scopo tutt'altro che
lantropico se il problema di chi lo pa-
ga è solo quello di fare aumentare la
produzione e lo sfruttamento). Esem-

tipici e macroscopici della strumen-
Taliziazione della cultura che s'accorm-
pagnano ad altri di ben più vaste pro-
porzioni. Non si fa una riforma della
scuola, 0 meglio la si fa in modo che
sia necessario il sorgere di private
scuole
{e dello!Stato (ispirate Gi medes
mi principî) forniscano un insegna
mento utile solo a produrre i « pi
tecnici », 0, se volete, i « criticamente
imbecilli» che poi, nella volontà di

è proprio la stessa cosa

EE ri più re-
sponsabili della cultura si sviluppi un
dibattito sulla moderna alienazione,
sulla situazione dell'intellettuale oggi,
sulla necessità di una nuova concezio-
ne_dell’intellettuale e della cultura,
Cultura chesta! Considerata un prodot





















rittura mezzo di i oppressione,
casca A
sto lo diceva Oppenheimer e pensava
alle bombe nucleari.



L'esame del CRE attuale uni-
Joci



ca all'interno di questo problema, coin-
volgono pol altri discorsi
che vanno i
tesco alle nuove fo







enso di modificare
il processo oggi in atto, alle forze chia-
mate a portarli avanti. Il tutto non ci
può far perdere di vista l'ambito più
generale all'interno del quale questi
problemi sorgono e si sviluppano; i
grandi temi che oggi interessano gli
uomini: i temi della pace della coesi-
stenza, della liberazione dei popoli co-
loniali e gli altri ancora.



ben radicata in noi la coscienza
della necessità di
mi





per questo, e în questo senso fa
dell'apertura del giormalealle dra
posizioni ideali un punto del nostro
programma.

Questo è il primo numero; e poichè
esce all'inizio di un nuovo anno fac-
ciamo un augurio per un proficuo

mbio di idee e di collaborazione
n gli amici che vorranno seguirci su
rità

A tutti; po} un:augurio sincero per
nuoti passi favafiti. io la



Bi





Il periodo citato è tratto dall'art

del vice
laudio Petruccioli «Una
l'autonomia = pubblicato sul

dente dell'UGI

le battaglia per



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a a a | | le Le a

Politica universitari

iritto allo studio

Il problema del diritto allo

sione complessiva della funzio-
‘uola e dell'Universi-

ndo ed in una so-

ida trasformazione,

ogni sup
porto politico ed ogni giusti
fcazione ideal, che gli consen
tano di superare le imposi

ni assisionziali è demagogiche,
che da qualche parte (vedi Go.
vemo) vengono prospettate od

E' evidente quindi che ci tro-
viamo di fronte ad un proble
ma di squisito carattere poli-
tico che non può essere ridot-
to a più modeste ed innoque
dimensioni corporative a pena
di non snaturame il significa
to. profondamente innovatore
sia in senso oggettivi

fattore di mobilità

‘movimento politico ne

ollocandoli. ‘in una

i0lo for
damentale di tecnici nelle so-

ina he geek n me
fase .*. dallo
tro, în tutti i gangli della vita

sociale, tra le cigenze di cenare
sione produttiva e di acquie-



turale che investa tutto il si-
stema sociale. In altre parole,
non siamo più di fronte ad un
diritto allo studio «tout-court»





golare tipo qualitativo di ist
zione, quello ai
faureati ed gi tecoici di inse



rirsi come elementi coscienti
(e non subalterni) nel proces-

dustriale) sostanzialmente ete-
rogeneo ed inferiore, in quanto
a complessità problematica,
quello attuale. Nella nostra
concezione accettiamo come
vato rreveralbile come por
tato storico progressivo questa
determinata realtà oggettiva:
o (e non mi sembra poco!)
adeguati me combattiamo pero
comporta il | venga subordinata, ed in parte
deformata, dagli interessi © dal:

professionali ed
todi pedagogici,
problema delle gar:

i luppi scientifico-tecni
turale del — blema dell'autonomia ela fl
‘o quin- tura e della
ERE {intesa come difesa del s
chiesta degli studenti di parte
re al Consiglio di Ammi

nuova, ‘intuizione tu:
manistica della cultura in qu
to legata ai TA storici e di
mocratici della trasformazione
del mondo operata dalle forze
più coscienti.

D'altra parte lo stesso inte
resse delle. forze monopalisi

ad un n

impostare, cd attuare una
politica di diritto allo sio,

Gi questo genere è

sario Lera un punto dr ti

a un criterio di

Tu ne dhe e che impeit mdle nelle Sogno, Îa definizione dello stu:

che il ui decada al tivel fenie rana ev oro

È nt fiale






Ecco tutte le implicanze di-
cui era, ed è, pieno il presala-
rio. nella concezione dell'UGI,
€ che ne facevano un fatto nuo!
ta sempre più palesando m:
mano che la scuola e l'Univer-
sità acquisivano un prevalente
ttere di centri formativi
del mercato del lavoro e delle
re altamente qualificate sul
muovo

a.
e non disires
sata © dell'artivit
quando si definisce et
x lavoratore, intellettuale
to di una certa real:

:d economico-
PRES
astrattamente giuridiche,
che tenevano conto, valorizzan-
dolo, di tutto un processo sto-
rico in

Ebbene, è legittimo chieder-
into, se e quale
occo positivo ha avuto la no-






strutturazione e funzione delle
classi dirigenti intellettual

în go, qua-
un contesto sociale (agrario-in-

li cause soggettive ed oggetti

ve ne hanno impedito 0 rinvia-
to una soluzione conforme al
la visione « globale » testé è
nunciata.

“ bene osseriare però, che
se volessimo sceni

tanza
riferimento
alle situazioni ultime che

tezza al tipo di lotta che

proposta al movimento unter:
sitario ed agli stue Una
riprova di ciò è Zoo a

contradiaitorietà ed ade: @
era












ti di enti e di insufficienza da
rapportarsi più direttamente
alle strutture attuali della Rap:
presentanza, non sono riusciti a
greare alliniero dell'Universt
ticolato di

ici Sostanziali
passi in avanti.
Che quindi sì sia giunti ad

che non c

io e dalla Giunta UNUI
ie hanno dimostrato scarsa
capacità di contrat
terno delle proposte avanzate
, del resto, era inevita
le 10 di dcioiton DI
che il problema del diritto al-






te assistenziale © considerato»







4
risolubile con provvedimenti
di « solidarietà » sociale, e non
è ancora sufficientemente
quadrato in una visione gene-
rale che lo colleghi da, una par-
te con lo svi ell'Univer-
e della ent



eran
conomico programmato del

Quindi incapacità dell’ UNU
RI di mobilitare gli studenti
ed incapacità di offrire una
goluzione dell'attuale crisi del-



e manovrare fino in fondo
un'impegnativa battaglia poli-
tica.

In tal modo si è giunti a cer-
ti risultati che noi giudichia-
insoddisfacenti: cioè
iva di



« presalario »,
Nigscono ancora le lince deli:
nitive a pochi mesi dallo scio.
glimento delle Camere, il che,
se non altro, ci induce ad avan:
zare le nostre riserve su prov:



tano così chiaramente demago-
gici ed elettoralistici.

11 carattere paternalistico ed
della proposta
di «Assegno mensile », ne spie
ga del resto i gravi limiti in-





gna inoltre un sostanziale ac-
cantonamento delle altre riven-



jtto=Silo studio»
non_ sarebbe? risoltosic
ir di Nesti

indiretta)
che 7 06000 esere
titilizzaci in funzione comple.
mentare rispetto al presalario
stesso.

La casa dello studente, ed
‘analogamente, i collegi, dovreb-
bero svolgere una loro funzio-
ne di centro d'incontro e di vi.
ta comunitaria, permettendone



© non godono di un ambiente
liare idoneo allo studio.





accade, lasciate ad imprese pri-
vate, dovrebbero prati

prezzo politico inferiore all'at-
tuale, quasi ad un contributo
integrativo dell'Opera Univer-
ditaria, L'assistenza seni

5
3
>
i
&
sd

previdenza, dovrebbe essere co-
ordinata da una Mutua Nazio-
nale, gestita dagl siii
pofine la Coopera
SI

i ad una funzione di





imprenditoriali e le stru
antidemocratiche che spesso ne
frenano l’attività e l'incisività:



mento dell'autogoverno
Comunità Universitarie e come
tale dovrebbe essere resa ca-

Î la pro





Gli studenti chiedono il presalario

duzione culturale dell'Univer-
sità.

Garanzia dell'attuazione di
questa impostazione program:
matica è una dimensione demo-
ciao
delle Opere Universitari



Universitarie di sede che com-
pe

presentanti dei neo-aureati, ol-
freché gli studenti ed i pi
fessori



o in cui lo sviluppo del-

l'Università, condotto attraver.
'Opera Universitaria, si col-

lega e si salda

Régione e degli Enti Locali



0 della Re



saldamente radicati nei proble-
mi locali.




far ciò e per risolvere

no necessarie forme
di collegamento con gli. Enti
ie rappresentano le esigenze
di sviluppo dela cità e della
regione: Comune, Provincia,
Sindacati, Associazioni profes.

sionali
Perciò il consorzio deve es
sere allargato © deve assurge-
re a nuova vita: più complessi
Î intervento, e di



An problema, è

quello di garantire la possibi

lità di controllo democratico €
le condizioni pe



fa pre
stimolante agli effetti del supe:
10 delle grette concezioni
corporative senti.
fn qualche settore della scuola
e dell'Università
E' lungo queste linee che
deve svilupparsi sul piano lo-
le la nostra ricerca e la no-
i io
studio,





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dell'ORUG
sul diritto
allo studio

Si è svolto nelle aule dell'U-
piverstà_per iniziativa del.
l'Organismo — Rappresentativo
dor ir
ti delle Associazioni Universi.
rarie sul tema: il diritto allo
studio. Erano presenti, oltre a
rappresentanti. dell'Intesa, del-





genovese prof.

Assistenti, l'amico Barabino în
rappresentanza. del: Sindacato
Universi

Hi cdraticte. Corretto) delie
contro, la sua convocazione
quasi improvvisa, îl tono di
novità elitaria che ha assunto,



retratezza di
popolazione studentesca
nova e la povertà di temi del
la maggior parte delle Ass
Gli interventi on hanno qua:
(occaro





condo il vecchio concetto as-
Sri rispetto al quale il
presalario voleva essere un

Qualcuno (Conti, del Gruppc



si sa come della dignità
dello studen

In fine i più parti è stata
auspicata la preparazione di un
nuova incontro sullo stesso te-
ma, meno provvisorio, meno

mocratica di proposte e dî so-
luzio










Quando nell'ottobre scorso,

pre dalla Corte Suprem
sulla integrazione razzi

k nelle scuole statunitensi, a-
rebbe finito per essere appli.
Lia dovunque negli Stati del

Da ghe Ja situazione sareb.
bo cambiata dall'oggi al dome-
ni: si sapeva che i razzisti
rebbero ricorsi a pressioni c ad

nl ivincere
egri a rinunciare
al ti, progetto di iscriversi a
le finora frequentate dai
GU sembrava
robabile che
le autorità Scolastiche di a

la prova di
rimeza oliene de RICT ing

Lg STERE Dico: i,
icenda hanno però

za che si constata come il pri
vilegio razziale, come l'intolle-

(ii li core
Washing \gton. Abral
in DI Rose ‘Si ha,

Lun e

ria degli Stati Uniti

jone che Ja situazione dei ne
ggi sia andata, peggiorando fi
no agli anni prec se
‘onda guerra mondiale e che

a riv
ira sei “gir e di

dignità civile per i negri în que-
gli Stati del sud dove la lenae
ce odiose discriminazioni.

no liberi gli scl



Problemi

Razzismo

avevano Fatto George Washin
mas Jefferson. Anche

questa pianta
schiavi negri che ad essa

versi procurare ogni cosa, dal-
l'abitazione al vitto non gode
vano neppure di quelle cure
si prestano agli strumenti
n i quali ci si proca
guadagno. I bianchi
rifiutavano i contal
gri: ne fanno fede al nord le
Società che
Ati fuggitivi, cd al si
Mero sempre crescente di pic.
coli mulatti che nascev
nelle misere capanne all'ombra
delle ville padronali. Il confl
to razziale non esisteva ancora
€ neppure determinante nel suo
sorgere fu la guerra di seces-
zione, sebbene negli anni ad es
0 le prime

prande crisi agricola che tra-
vagliò il par

riforme a favore
coli più poveri, dopo alcuni
Cc...
icoli dell'ovest e del si

duramente sconfitto in seguito
ner L'ellermata opposizione de:
gli interessi industriali e

ari dell'est e dell'assenteismo

dii
votare come prima,
ne popolare bianca fu violenta
% piena di cientimento, comin.
re la voce che se
avuto il
diritto di voto l'esito della bat
faglia bolitica sarebbe
Perso

re 25 alunne questa, dice
ria con lo scopo di scongiur:
se per sempre. in avvenire, fi
convergere delle masse popola-

ranpresentano una per-
centuale della popolazione che
talvolta tocca il 50%

E' cosa nota che, una volta
incamminatisi sulla strada del-

difficile fermarsi, e così via via
furono introdotti provvedimen-
ti sempre più radicali ed umi-
lianti; la. discriminazione a
iola, sui trasporti pubblici,

nei pubblici locali, ni
Fu sanzionata in duesti casi la
formazione di una categoria di
cittadini di seconda classe, con
gli stessi doveri ma con mini-
mi, dit fu. presto evidente
cuole,
Lidi dei Bianchi erano
rando si
stesse opere pub

che per i negri

re tutto in economia. E questa

discriminazione | ebbe

successo perchè. sorse

elaborate da una piccola dite.
nero, ma furono po-

ve la legge garantisce ugua
fi diritti per tutti
sceiù i casi

isolati che si
polat se qualche Î
esse tmslocato,
lotta
ri hanno intrapreso contro le
discriminazioni, and
lenziosa, ‘scarsa
2a interazione dan
Srinato a modificare l'attuale
Situazione; la parte più
dell'niione Pubblica
americana, ed 0 Fe
Der motivi sin ideali che
tattici, sono d:
Gli studenti neeri
senza distinzione

di
tei ner le strade. pubblicano
ticoli sui giornali studenteschi
e sopratutto hanno inventato
un muovo metodo di lotta;
torpedoni

tolozzi libraio in genova

dai vivaci, color, dalla loro
segregazionisti — dell

nei locali risci
vati ai bianchi, sì siedono e si

che tanta importanza
cio ghe gli altri possono pense:

seriminazione sui trasporti pub:
blici. Per più di un anno i ne
ari andarono ‘a piedi, e le di

mobilistico di
fine la compaeni
ria fu costretta ad abolire la
discriminazione. L'arma
rev. King è la forza esemplare
di una azione decisa € consa-
perole del prendo beot dice
to € sopratutto lenta.
"tti questi. gruppi. comun:
que avrebbero ben poche s
ranze di vedere un qualsiasi ri-
sultato a breve scav
vessero tin. potentissimo ap-
poggio nel Gov derale
che per cr svnati o

te_indipendenze

Di
razzolare male in patri
Inoltre motivi elettoralistici

per una sua prossima riele
zione.

E' con queste prospettive, che

onsentono un effettivo

presenta oggi il problema di
iazzismo in Amei
‘concludere ch Lance
mes Meredith che un gior-
no l'Università. di fl
glori di averlo avuto tra i pro-
pri studenti.

libri rari e d'occasione

| piazza colombo, 4-10 — telef. 35.055










































6 Libri ‘e riviste *
e 1 © Il programma degli Editori Riuniti per il 1963
La cultura nazionale an
: . LEALE E I
dei popoli coloniali #77 essi
i Cl. ragno, Ireneo sopresa
i non, «I dannati della terra» contro un ordinamento socia- dendosi con questo termine i diri va di Ami
(Einaudi 1962), appena uscito i costruito sul razzismo, sul- pic e SEE TRPaaTE granda Dizionario Her
suscitò larghe polemiche fra i la Teme sul di toa n
È













logie note, e schemi fissi. insieme il pericolo dlla «pon
È' il Fanon, negro nativo taneità rivoluzi La Re I
delle Anilio va Dolo paria © Conta di una direzione orge: gralova, Ki
tra, imbevuto di coltura euro. Li L'inrezione di Varsavia
pea, la cui formazione cultu- le Du
rale Ù filosofica deriva dalla De ‘fazionali verso la lite: ra
conoscenza psicanalisi, razione e nell'involuzione neo- e avanzata. sovietica. verto
Te sartriano © coloiaista e la Battaglia di Mosca di
marxismo; appena ‘utto ciò è stato oggetto di
il Fanon si dedico cublto | attento csame è di aesese di leo
alla rivoluzione ‘algerina, la: scussioni, mentre è stata a tor:
ano studi e professione, di-_10 trascurata la pur importan:
Tenendo reddatore d‘ El Mou tssima parte dell'ope
N diabid» (Il Combuttento); E
1960 pubblicò a Parigi (Ed. fondamentale per la compren:
Maspero) «L'An V de la RÉ — sione del libro Intero
volution inne », che L'autore innanzitutto analiz
tava per la prima volta dinan- l ne di una «intel.
zi al pubblico cui leghentia» colonizzata che —
tà nazionale e popolare del mo- e qui il Fanon da delle spie
vimento per l'indipendenza; gazioni di carattere psicoan:
È appena trentasettenne, nel no- _ fitico — si rivolge alla rivens
F vembre 1961, terminava la sua dicazione di. une, coltura mi
ita al servizio di una causa zionale a, da cui nasce
ki che egli idea assoluta: f'esi ict



mente con la di ua cultora nazionale futu-











pi Ae ignstà Il processo in cui l'intellet- 1,°tmr.c" ST Love
dell'elaboragione (e01îga | Com" sigle Sologigato, dita Mi coda it cong
‘piuta dal Fagob, unita alla Shi" d sconerta/ del Inassato,a6l Fial-A Q\grgssa patti american

EEE EE TAO o ie eine Care E
identificazione del: ti*Sue ti Suso. IE
del SELES a di Hanson. L'ereditarietà di Bon- mento
Si nel 1







un tion piuttosto A
un' | che sorelibe mae



tile 10 atri uns Introduzione di Mar
tice Dot.











sio NERO che sl potrebbe nn
A ‘morso De

coloni alismo. LÌ più grande sar iscrivono necessariamente nel

lore della sua opera sta infat- 1a stessa prospettiva del colo

tf nell'essere fiori e contro | nialismo, ©la cultura che

ogni dogma e ogni schema pro ne affermata non

fissato, nel coraggio di affron- se 0 quella



tare tutta una tematica nuova
ed attuale, derivante dai pro-
dell Ci



pretati si fa L.
ziesame le concezioni sino- « negritudine ». Ma questa n

Tobia principale del Fa- | senza dubbio fortemente limi
nor tracciare la lin ten



pics ancora gp. gl omini de pesi dopo se Il lavoro forzato delle donne nell'Angola - Riparazione delle strade
















dal colonialismo, sulla _ coli di esperienze d
sase di alcuni presupposti di- che se simili; e la strada
mostrati da secoli di esperien percorrere, anche se i proble della supremazia economica e to di « negritudine », che al-
3°. Primo di essi la conside + mi ds alfrontare, liberazione, | culturale del colonialismo, che l'Assemblea Generale “dell'ONU
il coloni creazione di un'economia, so- tale nozione razziale ha posto votarono contro il popolo al.
meno in: no gli stessi, non può essere © sostenuto gerino). Ma non è questo il
teramente legato alla forza © la medesima per ogni popolo jon ci sarà cultura negra punto: e il problema è di sa-
alla. viole: CA ne nere il posto che quegli uomi
Hioba dora Cascio mela stop © esistere cultive Mgorosamente | nesson uc polifica pensa dini hign l'intenzione di verve
sa misura, giacchè si tratta di identiche. were la vocazione di far na- loro. popi
i gostiture una specie d'uomo E credere che al possa fare Scere repubbliche me nere. ila
altra specie d'uomo » iii.
zazione delli violenza, _ ca nonsteper, conto del patto r, Presidente aa Repub-
un allo. profondamente che ormai i ri mo blica Senegalese e con Jacques tà. E' questo che conta. Tu
î ldimente |. scomparendo, con la’ Rabemananjara, irinistro del to il resto è letteratura e mi
aa Ie‘82:’ gal, difensori del concet. . stificazione ».



45 Attualità



7

COS'E’ L’U. G. G.



ge- te inserita nel paese come ia

è l'asso
D tore di democrazia

I. che, secondo



le sono espressione le elezioni
annuali del Consiglio di Go-
liardia, organo dirigente, ed il
frequente appello, attraverso
assemblee, alla volontà degli



però che la
nostra associazione sia la sin iscritti.
tesi dei gruppi studenteschi dei Autonomia positiva significa
partiti più © meno di sinistra per noi elaborare autonoma.
su un programma minimo mente la nostra linea
SIA





NOMIA POSITIVA. da
que; accogliamo i nostri iscrit-
ti (assai spesso,

ad alcun partito) senza fare al-
cuna discriminazione, politica

chiun-



contenuti alle aspirazioni degli

studenti ad una nuova Univer-

sità, responsabilizzarli e gui

na nella fotta perché talia
irazioni si realizzimi



Del resto, per comprendere
il ruolo che noi vogliamo ass
mere nella vita dell'Università,

fà di iniziative da portare





Ipo IA VAI he oi
biamo nella nostra associazio-



le facoltà con riferimento ai
problemi sociali è culturali 1e-
i, onde porre una valida "e, nei pi



prospetiva di avvenire demo. © democrazia su cui poggia, nel.

vatico all egli istituti la sua capacità di portare tra

sulle fa. gli studenti un serio discorso

ideale e concrete proposte per

idurlo in pratica; cioè in de-

finitiva la fiducia che noi ab-
i ed biamo in un movimento sl



un convegno sul diritto allo
studio, che faccia il punto sul
la situazione dopo l'accettazio-

parziale da parte del
Governo del progetto per l'isti- in esso,
tuzione del presalario, sostenu- ibpresesletivo pepovate (ON:
10 dall'UGI. all'avanguardia —UG.), gli amici eletti one
del movimento studentesco. Si









G.-CALUGI
Via XX Settembre 20.51 - GENOVA - Tel. 580.158
Orario: 16- 19,30
W. Shirer: Storia del III Reich L. 6.000
O' Neill: Teatro » 15.000
Forster: Passaggio in India "2.500
Pascal: Pensieri » 5.000
N. Ginzburg: Le piccole virtù ® 1000
B. Brechi Dialoghi con la folla » 2.500
Pavese: Poesie edite e inedite "2.000





all 1 1 erre

via domenico fiasella JI r. - genova

LA

BOTTEGA

DEL
SOPRAMMOBILE











re sì rpi pnerenti alle singole Facol

Montecreto, nell'Emilia, un | th, loro rapporto

Congresso di studio dei quadri Locali, ecc.)

dirigenti dell'Unione Goliardi. Sono state fatte relazioni in-

, con l'intervento di troduttive da De Michelis,

irca duecento studenti rag- sidente dell'UGI, ,

gruppati in delegazioni prove- truccioli, Panella. Il conve,
ienti da tutta Italia. è iorni e ha dato ot-
Il lavoro, di approfondimen | imi risultati specie per il gran

to e studio dei. i

cipali della

ria era al

missioni :

sentative universi.



membri.



Diritto allo Studio,

Taccuino dew0ORUG

Dopo una lunga crisi, carat. dizio positivo di i)
terizzata dalle intemperanze e tive: l'uscita regi un
dalle violenze decoroso «Giornale dell'Unive
ata degli esponenti del E. n° ; il manifesto a proposito
N. miri mollo. delta Moi cosina
di efter glio il Con laboratorio), in attesa che il
Eresso (il « parlamentino ) ha | Congresso csprinta. finalmente
cspresso la fiducta alla giur una maggioranza (e cioè che il
ta. Giacopell sruppo cattolico faccia la sua
dell'Orgariomo scelta tra l'Edelweiss liberale
a ). Continuano î
discorsi vuoti, le sterili mano-
vre di vertice, le accuse e con-
troaccuse spesso sul piano per-
sonale.., e î gruppi responsa
Hit di questo sin
traversano

recerimente nella se
det' gruppo cattolico (clamoro:
sa) è del gruppo liberale.







la che si limita al
la normale amministrazione
(pur se bisogna dare un giu-















8

I) Ing

ti iscnti al primo bien
hîo della Facoltà di Seite

72 incontrano notevoli dif-

ficolta di « ambientamen-

to» (adeguamento ad un

certo ritmo e ad un

to metodo di studio, 600);

quali ritiene Lei ne si

to i motti, sa di ord

con la

45 attualità

QUESTE LE DOMANDE:



ere, ci studen-





ne generale; sia in
rsa
ie



studenti di determinate

responsabilità nei Consi

gli di Facoltà?

Lit) Considera Lei utile,
'idea di sti

Dona

1) Per ovviare all'atua
priî



Universitaria,
spense che di appunti « re
visionati » dai docenti?

sunzione da parte degli



con il

prof. Vallauri prof. Togliatti

1) Il passaggio dal liceo al
l'università determina un bru-
sco cambiamento di ambiente
e di metodo di

Fino al Cogito della



ha più una 0
RR "ificoltà,
sua propri!
controllo. continuo passa
e sa i ice
lo. Da uno schema di studio
seen
jo ed imposto, passa ad una
Did iv liberi roll sel
{a dei libri da seguire, degli
esercizi da fare, delle lezioni
da frequentare. Se tutto ciò è
comune per studenti di qua-
lunque facoltà, determina però
de)













potrebbe essere mitigato o an-

scuola » un maggior senso
responsabilità allo studente,
esortandolo ad affrontare an
che da solo, le difficoltà, ali-

ndogli la curiosità di ri
cercare e risolvere problemi, di
che oltre quanto gli viene
to dalla cattedra o sul libro
di testo; dall'altro lato invece,







avvicinando il docente allo st

le con corsi cipale è
tt





li
gnamenti
sfuggire lo studente non appe- più conoscere
na finita la « coni im
rtita ad un muro uniforme
di volti indistinguil
trollare la
fitto degl

2). Naturalmente, quando
parlo di contatti extra lezione
tra docenti e studenti, non li di essere
intendo solo come delle specie stessi

di lezioni private fornite a que-
gli) studenti } che } ric}
qualEhe spiegarne







due parti interessate alla vita
scolastica universitaria e, con-
seguentemente fonti di discus-
sione dei problemi prospettati
e delle soluzioni proposte.

ito

che si effettuano
nel primo biennio della Facol-
tà di Scienze sono di tipo pro
pedeutico generale. Non riten-





tamente legate a quanto il do-
cente illustra a lezione e al
modo con cui la materia è pre-
sentata, Anzi, all



gli permettano di arricchire ed
ampliare quanto h

nella lezione. Gli sarà
mente utile anche se inizialmen-
te arduo, rimeditare quanto ha







studenti per pubblicare com-
plementi, guide, aggiornamenti
ai testi esistenti, purchè sia
‘sempre evitato il rischio di re-
stringere e schematizzare la
cultura dello studente.



1) A mio avviso la causa prin

tica; con le attuali sco-
laresche pletoriche, non solo i
ventano in

stessi assistenti incontrano di
ficoltà nello svolgimento delle
esercitazioni nè possono con-

ni
fiovani abbiano la sensazione

Vi sono
dano, ) Ma diversa! organizzazionendet
segntarn: a







cetto errato della « libertà »
ione universitaria.

ai meglio che attraverso
ad una partecipazione degli stu-
sufficienti, denti ai consigli di Facoltà per
determinati argom i
Fon irretbe a confal
Ti e radi, ritengo che pi
coltà di Scienze

la_ sovrapi














a
















frequenza ed il pi
| student. In queste



abbandonati a se

inche altre cause




chio | dopetto
0 bene



E
endere bene Ki







Tanica ine
ta).

talvolta un. precon:



Carletto

TESSUTI - CONFEZIONI







INTERNI

DOMANDA: Ritiene che
la facoltà di legge, così co-
corrisponda alle esigenze
fa società moderna?
RISPOSTA: No. La facoltà di
e così come è organizzata
corrisponden







tore
i non hanno alcuna



rciò organizzare i pi
ne
gn
sogna tenere conto del fatto
che solamente circa il 25% dei
laureati della facoltà di lesge
le professio:







la ur ci
ila
ministrazione dello Stato © in
privato o pubblico 0

diverse



Bi Materie, dare i leuree dif-

lt) sd 7}, VIa





45 attualità

possibilmente sepa:

ferenziate,
rare l'indirizzo ammi



tuno che anche in Italia,
nella maggior parte degli ste
ti europei, si addivenisse a

na doppia licenza universita:
ria; la prima ché abilitasse al
l'esercizio della professione
la seconda, cioè il v ‘o
Brio dottorato », al termine
di un corso per Studenti che
Hanno ‘interessi scientifici ©
che si specializzano come stu-
diosi in un determinato
tore,







set

DOMANDA: Si
molto i

de 2



1 di
getto di legge sul pieito
impiego dei docenti uni
versitari. Vuole esporci
brevemente è termini del

e dirci cosa ne

pensa?
RISPOSTA
reve è questa: una
li assistenti, professori



nari
so il Ministero





con il dott.

della Pubblica Istruzione ha e
laborato un progetto
le cui linee e:






versitari

lennità sostitutiva dell'a

professional

drebbero però

ti nei Con n

yinciali, Regionali. od al Par

lamenti esiste

incompaiità, da cet de
dattica e partecipazione alle

funzioni politiche Sopra elenca:
te, I professori ordinari han-



traverso la loro Associ
ripudiato questo pr

ne Nazionale Assistenti Unive

gitari), che appoggia il a

to originale.

questa opinione non sia condi
dh





rt categorie
gite di docenti sniveritari

10 particolarmente’
eee
pratica professionale.e l'attivi





Ii po Rbia 1/0



* 9

Tarello

tà didattica e scientifi
svolge nell'Unive
no convinto chè sia possi
studiare

a che si







dei modi per consentire a
centi l'e di attività pro.
fessionale non come singol
attraverso gli istituti di cui
fanno part

DOMANDA: Per







le ricorrere a frequenti

incontri fra studenti e
RISPOSTA: Ovviamente sì

su questo punto si potrebbe di
re le solite cose
quando questa doma
posta; ormai si tratta di una
interrogazione retorica alla qua:
le nessuno osa rispondere di
no. Comunque si potrebbe di-
quentemente sì fa, c









agli stessi pri
fessori di svolgere bene la lo-

r0 funzione non soltanto didat-
tica ma anche scientifici





Maglierie - Calze - Guanti

VIA LUCCOLI 106. TEL.293532
GENOVA



Lavorazione esclusiva










10



L'ELEZIONE DEL RETTORE

La recente successione del | non avviene con metodi per
prof. Girolamo Orestano al nulla ortodossi, a voler usare

prof. Carlo Cereti nella carica un eufemismo (come. l'anno
IRON E si E O Roo do I oh
rende d'attualità il problema Papi, fra le proteste di mezzo

della indilazionabilità di una corpo insegnante, fu eletto
a i n i ;0 costituire un
sto dalla legge per l'elevazione regolare seogio, ma col sistem
a a dignità accallemica

in generale, anzi, essa la gi ci
rende d'attualità fl più vasto | più piccola larva di discussio.
problema dell'abrogazione del
‘esto Unico delle norme per
P'Istruzione Superiore 318-193
n. 1592, nato, come si com. da parte del Corpo Accademi-

Quindi la designazione diventa
un. fatto personalistico, 0 pes-
cessdrie dopo la caduta del regio di «clan» d'istituto o di
gime. Facoltà, quando dietro le quin-
La sostanza di tale comples- te non
so di disposizioni è rimasta in-
fatti autoritaria, la impostazio-
ne dei rapporti docente-discen-
ie tipicamente paternalistica
(come del resto accade ai
tri livelli distruzione), & me, è — nessuna
suna direttiva gli è stata im-

ta
svincolato







Cn
gli, L'Amministrazione “delle | dara.
ina Insomma si ha attualmente

Le norme riguardanti de ele di delega assoluta




zioni i poteri al Rettore, il quale
che le uniche fupeebbiano Mi) può fare e disfare ciò che cre:
subito 1onclotgg- Winedi dep) ey sl CE III Je

la Liberazione im" | mitazioni.. questa. non «gl

Rappresentanza Universitaria,
che sempre ha prospe

uestî anni gli obbietti
avanzati alle forze democrati:

fessori, la « nomina » dei Ret.
tori da parte del Ministro.
L'aspetata legislazione post.
resistenziale (di
vedeva che la sostan.- © zoo,
za delle strutture scolastiche 3 SE





resentanza è la parte
Saroope n remasta inalterata) più coscierite ed avanzata?
co. quale. organo colfetae | TA Rappresentanza ‘studente

comprendente tutti è professo du -
Pnp amando cd a tale stato di cose sia
ba del Rettore da parte
ri i tutto il corpo insegnante,
compresi gli assistenti, fino che
nom sia matura anche una
partecipazione "di © rapprest.

PO TR a pe ole o lari dagli i sulla base

pare” profondamei di un chiaro pro;

oggi che l'Università si deve pu nella rina
avviare ad essere realmente, di tc RO tutti i no-
come detta la Costituzione Re- di ii al pei
pubblicana, centro autonomo

e democratico di produzione ro una ragione dî contrapposi-

culturale. zione ed anche le forze del-

Anzitutto infatti, il Corpo l'Università estranee al corpi
elettorale (per es.

ti) polrebboro battersi a viso
aperto, e non certo per
ti Interessi. a favore di questo



© quel Rei
senza voler allargare, per ora, In tal n e solo în tal
il discorso agli studenti, i qua-—modo, una carica che ha per-
li, se l'Uni % co ogni contat-





ch
essì contribuire ad cleggere la Sorcbto le
îù alta carica miei che ne garantirebbe sciolta la
Ma soprattutto l'elezione del autonomia da tutti i gruppi di
Rettore, quando ‘addirittura | pressione che soto L'ad na







45 attualità



quistare una diver

le dignità accademica. E' qu
det migliore augurio che ci
sentiamo di di

mici. dell'Università e della



Il Rettore solo în questo mo-
do, ripetiamo, potrebbe smel _ leresse per gli universitari, per.

le loro Associazioni ed i loro
problemi, è doveroso dirlo, la-
giorno dell'Iì gra sciano bene sperare.

II NESTORE



AB:

LIBRI E DISPENSE
NUOVE E USATE

Corso Gastaldi, 39-1
(porione dopo il febaccsio]
Telefono 360.763



IL MORALITÀ

mostre facoltà la speciale con. ta n esame; erché is

Siderazione in cuî sono tenuti |. sa sì finisce, con i crescere del

È ce de niamero degli studenti in tue
tà,



li ultimi anni, il che permet. te le
e Toro un rapporto di stretta
collaborazione con gli assisten —pegnano » ed. hann
ti e frequanti ed uil contatti i



ne vuole che i professori si buone condizioni economiche e
ergo, ia attraverso loro as. _ li alti Oggi vec, pu sed
sistenti, sia attraverso l'elito. | meno soddisfazioni ai docenti,

degli studenti, Uma o sorta d permettere ta I) 006 di
indi di ricerca)
realizza în pratica Sidia a uti gli 1000 che affron-
di vita RECTO che pre
vede appunto, aîtomo ad ogni
« maestro », il formarsi di te
na ristretta comunità di assi-
stenti e studenti che lavorano
Do la sua guida e fanno te-

o dei suo insegnamenti

AE che ovviamente fa a pu
gni con la realtà di un profes-



selusiva (sovente. paternalisti-
) dei « virgulti » più promet-
tenti. Un tale discorso presup-



nizzazione della vita degli isti
Dore Ogni Gino (fit casi. for. tuti ‘(con iniziative dillermpio
tunati) studenti, dei quali del o e

la metà non ha af
fatto intenzione, di
una seri
nostante queste giustificazioni
la discriminazione che si attua i è parti

fettiva collaborazione degli stu-
denti con i docenti nella loro

tra gli studenti nel rapj ), seguentemente
m i docenti (e quindi con rivalutazione del ruolo dello
la ricerca) è un fatto negati- studente, con Pistituzione di

vo sia perché il giudizio sul
le capacità e sull'impegno può
sere falsato dalle condizioni

resalario che pei
quatti lo ‘vogliano. senza. di
cdi

‘on serietà e iran-
vora, od — abitando fuori se. quia nella loro attività.
de — è costretto a viaggiare) P. B.

























Facoltà! sO.

Nelle sue lotte per la riforma della scuola ed, in particolare,
dell'Università I'U.GI. ha bisogno, a livello nazionale come a
livello locale, di schemi che indichino linee di sviluppo delle
situazioni nelle quali via via ci si trova, secondo le finalità
proprie della associazione. Così, questa nostra iniziativa vuole
essere anzitutto una enunciazione di principi ed idee oggi pro.
posti dall'U.G.G. agli studenti ed ai docenti delle singole Facoltà
dell'Università di Genova per l'apertura di un dialogo aperto
e (sì spera) fecondo di concrete realizzazioni. Nei confronti
della politica dell'U.G.I. nelle altre sedi questa iniziativa, nella
misura in cui indica delle prospettive di azione inevitabilmente
legate ad esperienze locali (anche se il materiale consultato:
documenti, libri, riviste, è in genere a carattere nazionale) può
servire di confronto con le idee e le situazioni maturate in
altre università, contribuendo così all'elaborazione di documen-
ti nazionali, facoltà per facoltà.



LA FACOLTA' DI SCIENZE

I fini che in genere si atti
Facolt:

te che motivi ben più forti del
la volontà di rifora





quale senso (cioè nel rispetto
dell'autone della demo.



petenza. Sull'enunciazione
questi fini in fermini così






per pr
dati, o di uomini per la so
cietà) dipende però in non pie
cola misura anche dal compor-

ento di quanti nell'Univer-
sità operano.

Prospettive di riforma.



motivi che la giustificano.



La situazione. oggi.






glio di ogni altra Tenuto conto che una indi-
considerazione] possono rendere me di soluzioni, di i proble
di sca



liane

Medie deli ultini anni. (da no
tare che i ro dei laurea
ti tenda

Iscritti al primo anno: circa
8500



laureati: circa 3500;

personale comunque dedito al-
l'insegnamento nella. Facoltà:
circa
ricambio

italiana, indicando dei punti di
rilermento, poiché è pratica.

possibile enunciare
dettagliatamente. tutte le posi-



npuo nei quadri in-

seananti. delle seuoli esca i o
rie: circa 2000, sere l'evoluzione della situazio:
Previsioni per l'anno 1975 PER



interessata, ogni pa asi

dici dei problemi dell

(I.
idea precisa, un suo piano.

condo un tasso di e RE
del. reddito
delle strutture produttive che
probabilmente <aranno ancora — sua
superati nella realtà):

tecnici richiesti, di preparazio.
ne paragonabile a quella di un
laureato dell'attuale Facoltà di
Scien 5i



La prospettiva neocapitalista.

Almeno fino a qualche anno
fa, le Forze capitalisiche italia:

Favano troppo, ©
rettamente, di problemi gira
li l'organizzazione della ricerca
scientilica 04. Îl ruolo, della




ricambio quadri _ins
scuole secondarie : circa 10000:





di ti
altamente Si



gnanti in grado di impartire le-
zioni di tipo universitario; ed a di progluzione ora an.
accanto ad essi, bisognerebbe cora quella rradizionle, del
provvedere a formare 150000 prodotto progtiato
e discipline scien a

tiliche per le scuole massimo profitto. è fabbricato
E però già evidente per ra- dagli operai secondo le istru








gioni puramente numeriche che _ zioni dei tecnici intermedi. In

tale a di personale qua tal raedo, spesso risultava più
libico Der a produzione e la | comodo alle industrie compe:
scuola potrà essere soddisfat- rare brevetti ed ottenere licen-



ta solo in parte, come è eviden: se di fabbricazione da industrie









Parliamo
della Facoltà

di Scienze

straniere opportunamente at. cui sono state esposte queste
trezzate per la ricerca. Oggi, tesi), sostenuto dalla stampa
miche © economica (24 Ore) ed appos:

di produzione che rivoluzione- giato dai grandi qu uoridiani bor
fhosi (Corriere della Sera) nel

si propone,










zi
elettronueleari) il rapporto tra

ttazione ed esecuzione del
prodotto.

ze della

La prpgettzione non si esa Panziario
risco più el Iboratorio ove la efficienti © mo-
inziato », ma ogni di studio per

Stadio” della. produzione. è ‘n e

660 di seul profe
7 indisina; è er
pio duzion LA
istituzione del diploma
diordopo due o





i pron massa di
nti, una volia appresi dei
metodi per. risolvere un cesto

i problemi, di esere
mente nel pro-

CO prati 7
chi voglia limitarsi a

sfruttare delle « formule »; ©

$55



cesso produttivo o {per poi e

sal effetti della sonquista Ù
ui lesi

un coordinamento dell'attività

di ricerca tra industrie as

te, anche a livello ci









nale, © di delega



E fondamentali; di qui so-
0 la necessità di cre
laboratori © val:
de e nutrite squadre di tecnici
e 55 a N strumentale alla sociologia,
Siino de na le « human relatione n, alla
Co tura classica, alle arti (musica
e pittura) in vista della forma-

dei dirigenti «d il mondo del

sione in profon
piezza delle conoscenze scien.
tifiche, sia con l'accostamento



che tutte le forze
€ materiali siano



ili ces DI liberi e
« responsabili » degli alti
een al
attuali metodi di insegnamen
permettono nem-
meno dopo la laurea una im.



pic



assurdo che la preparazione tu
vrofes-



Sgt 1 ico la dla _ mera dem la eee a i
utilizzazione, ma richieda an —teriale umano preparato, e può
cora lunghi corsi di specializ pure spl I RE la LE
razione. Sao di formare

ol
I...
volte in convegni (famoso quel- sente in questi schemi, pt
lo di Ischia per la brutalità con basta ovviamente la presenza



























12

di un buon numero di tecnici
Si fav e lo

insegnano ai loro allievi, sia
i di preparare dei



Inutile aggiungere che, co-
me altermativa alla realizazio.
ne di questo piano, si fa bale
nare il ricatto, della formazi
di scuole professionali che
esautorino _l' Università nelle
Ste funzioni, magari servendosi
della discriminazione nelle as
sunzioni per vincere la r
i stenza della scuola statale (0
delle facoltà più indipendenti),



La scienza
come pura tecnica.
o nalizzato
ineccepibile nella sua logicità
che
tiva intrapresa. debe
Ba obbedire alla legge del m





È



saria per garantire ed accresce
re tale profit

tta, se vuol



) essere effi

cace e condurre all'unità di tut-
forze positivamente int






in posizione subordinata alle
esigenze del profitto economi
0 rappresenta sia per il fut





ro di che per quello
della società sì fa-
re un discorso sul quale è pos:

sibile raggiungere una larga



ssa tra tut
al di là delle rispeitive posizio.
nni ideologiche, avvertano tutta-

via la necessità di opporsi in-
pericoli.
Abbiamo accennato a mine:
ce per la scienza e la sov
cerchiamo ora





assumere nei confron
della produzi
scienza è sintesi di elabo-
razioni teoriche €
pratiche; nel pi
10 de



— presso ti
Je civiltà, e non solo quelle oe-
cidentali — lunghi periodi di

ismo, la ricer
ca pum è cifettivemente avan

sintesi,
effettuata degli scienziati, di
csi sperienze pratiche,

dal mai

alto
teresse garantiti dal non aver



Facoltà °



opere pubbliche, e con ciò for-
nendo suggerimenti e stimoli

sla Ficerca pura, Oggi sta
srollan





fra
ei e
vello (ricerca pura) e le sint
si eftettnio allatto della rt
cerca applicata, nei laboratori
industriali; € d'altro canto, la
ricerca è ricerca di equipe ed
i laboratori costano decine e
centinaia di milioni, onde di
venta anacronistica’ la figura
dello scienziato che, in lotta
con le opinioni corr
sce gli strumenti. di indagine
a
secondo nu











concepire. la
iso compito
di farne uno strumento di

lasciare un angolino anch
le ricerche « libere»,
prospettiva di utilizzarle a più
Tunga scadenza; vuol dire stru-
lo



Misce la scienza come pura tec-
nica, della ragione, nor come
to, Ssencial: (della cub



‘come

ragione che uom
uo sia con le elaborazio-
ni teoriche che con le esperien-

e



tta a tener
conto delle esigenze della pro-
d dei problemi
concreti; significa in altre pa-
role, caduto proprio con l'evo-
luzione della scienza il mito
positivista, dare una giustifica»
zione della scienza che, senza
sssere troppo impegnativa sul
piano etico







dell'economia di oggi. Una ta-
le concezione della scienza, che
ha avuto fortuna nella prima



ciò che la loro attività di scien-
ziati non aveva un carattere
puramente tecnico, © perciò
neutrale, non coinvolgente re-
morali. Emerge
con ciò la necessità di umaniz-
ve la scienza,

senso tradizionale della sua
squalifica (di solito, di fronte
alla religione ed all'arte): gli
scienziati chiedono oggi di

i ‘del frutti







del proprio lavoro, sottraendo-
li agli interessi dei gruppi icco-
nomici 0 della lotta tra gli sta





medicina, fisica teorica
‘a libertà lasciata ai ri-

cercatori di. tutto i mondo ka

permesso il maturare

tive esperienze in comune di

lavoro per il progresso di tutta

la società.

Di fronte a questa»presa di
coscienza da parte, dell'io
scie: ndiale: appare
dunque ue già superata Îa posti:

che le società di tipo neoca-

resta

o ed allo scienziato come sem:
plici ruote del meccanismo del

ne; del resto un ta-

le ruolo risulta inadeguato ogni











loro utilizzazione come distinti
anche se ciò può costituire for.

e un comodo alibi offerto al
tecnico che lavora nella indu-
stria farmaceutica.

La nostra scelta.

L'alternativa al disegno neo.
capitalistico si può esprimere
l'idea di una scienza
integrata nellassociétà, ove na
‘uralmente ai, due /t
ipporto — sti

za abbiamo esaminato nella
« confindustriale »

dello ‘integrazione della. se

nella società,

quale può gvilupparai la scien

za senza prei

autonomia © per la sua utilità

sociale di







come lotta per il po-
fere sugli altri uomini una





ch solo sotto
I
subordinazione della scienza ad
interessi che non siano q
[ella società, e non si

un prol





nio comune di tuta Fumanità,
non ha più ragi
tutta quella problematica (eu

l'utilità o meno di certi rami

della scenza £ delle loro con
ra



ssa Offre soppiantano
i contenuti e soprattutto i me-

todì delle vecchie culture, ga



rantite nel tà » non
ala verifica sperimentale. 0
dell'analisi storicocritica dei
proble! ma piut
tosto dal dogmatismo o dalle
fumosità dell'intuizione acri-
ica,

corollario di un tale
rapporto ra società £ scienza
seguono il sanarsi della fra
tura tra coltura umanistica e
na e la collpcazione deb
l'insegnante nel di
di ricercatore e RO
‘a ed insegnamento non
vanno più è scapito l'una del
l'altro, ma la prima
condizione per il sccondo, în
alla concezione che, a tut-
1 ii ratica di











€ ogni ricer.

catore può essere « allievo » di
‘atore, o suo mae-

stro, a seconda del prol
delle

roblema
competenze



di
ha purtroppo solo il valore di
idea-guida che
























potersi realizzate, un profondo

mutamento nelle strutture del-
la se

vuol dire trascura
re, in attesa di tale mutamen-
to strutturale, la lotta che oggi
può c vviare il

tamente ai problemi di una
facoltà di scienze, è pericoloso
(anche iche ed



pegni) evitare di battersi te



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bn







nacemente perchè l'Università

luca non degli esecutori

«alienati » di ordini ma degli

uomini responsabili che avver-

10 la necessità di

ed assumere, delle precise

fronte alla so-

roduttivo,





ne di formule) soggetto al mo-
nopolio privato.
pSbiettivi come quelli ora de



inuri
giunti ©, se raggiunti, incidere
profondamente sulle strutture

la “italia” delle giovani gene:

i, € la scienza avrà assun-
fo un Tuolo determinante nel:
Ja vita della società ed i proces-
si produttivi richiederanno per
lo più operatori aventi
parazione pari a quella del tcc-
nico laureato di oggi.

La prospettiva
moderata-riformista.

Condizione necessaria per



ancora per qualche tempo, un
ob



lo
no gli ambienti cattolici
vi





‘neocapitalistico della socie-
dà, I pe

cessità di porre un freno alla
totale e. dieta subordinazione

dei centri di cultura alle esi-
‘tnine dieci produ:
zione e del profitto. Di



concezione della scuola e sd



intacchi certe garanzie
di « prestigio » del
l'Università, concezione che, no-
nostante gli equivoci su cui
ia ed i pericoli cui dà luo-
go, finisce per essere accettata
corp
Jerchè non lede il prestigio for-
Male. anche da quegli vomini
dostituiscon
coca
accademica, del paese («TI Gior-







te aperte, esclusivamente in ba:
merito); è previsto inol-



tre che la ricerca pura sia ri
servata agli istituti universita-
ri, mentre,

Facoltà: 15
oggi © nell'immediato futuro degli istituti universitari, del-
bisognerà più tener conto è pro. la responsabilità della ricerca
prio, quelle sopra trateagira, | talia. La Jott

contatto con i reali problemi
gi di istruzione,
nelle industrie



mazione degli studenti sono
cepiti con sufficiente moderni-
ta per garantire una certa a
pertura e.

d abbastanza prudenti da non
condurre al dubbio sulla bontà





«fini» e delle responsabilità
sociali appartiene ad
ra diversa (€ comunque si
ta di argomenti non soggetti a
dialogo în un istituto scienti
fico). Naturale che un tale as
setto dell'istruzione superiore
preveda poi il fiorire degli isti
tuti per i tecnici subalterni ad
ogni livello nei vari sett
condo l'idea che il teenico ste
balterno è un puro esecutore di
; e non importa natural-









economico, anzi, per ragioni



spicabile la scuola professiona
le annessa all'industria. Natu-

© vagamente
informativa ed pe
dante Ca





gi TON land RR Ù
li occor.
elica
un corpo insegnante di prepa:
razione universitaria ; per il fu-
turo tecnico bastano invece al:
ino





questa prospettiva prevedi
suddivisione della ‘cultura in
« scientifica » ed « umanistica »
e la subordinazione della pri-
ma alla seconda (o, tradizio
nalmente, secondo l'idea che le
lenze non posi ir nul
Sui fondamentali problemi del-
l'uomo; ovvero, in modo più
raffinato, concependo le scien-
7e come tecniche della « ragio.
ee
a
ci: anzitutto, essa presume di







la cultura di massa di tipo neo-
saptalistico. Inoltre, presume
che la scienza possa organiz-
tarsi anche per. il futuro. in
scienza pura € scienza applica-



ro:

blemi oggi presenti solo in ta-

luni settori d'avanguardia, una
dicotomia non

genso, Nonostante ta

ficienze, la con

scuola © della scienza di cui



€ ciò perchè è quella che neces
ina pos alici
come già accennato, è la «
no peggiore » per molte del
forze interessate; con uno sca










so impegno finanziario dello | versitari siano — come dotazio.
Stato, senza creare gravi pro- ne di uomini e mezzi — alme-

Jemi! di coscienza 0 scontento no all'altezza di quell dell'n-
le baronie universitarie e gl rivata, mentre in altri
Ssponenti della cultura uffici (ce matematica Applicata) TUS

le, essa evita per di met. niversità deve
tere in pericol

ze e del capitalismo italiano
{anzi in molti punti risulta pa:
















1 temi della lotta
Delineato così un quadro del-

cui poggia la tendenza oggi do. munque di eliminare le remo
minante a provvedimenti setto Te © gli impedimenti burocrati
riali inarticolati che, invece di ci che si oppongono ad un:

risolvere aggravano | problemi _ aFammazione autonoma, demo.

dell'Universi
scientifica, bisogna



cerca



niversità, l'associazione degli

assistenti, U.N.A.U, e quella de- rd
ina

gli incaricati, A. » (ed u- tore e responsabile della ricer-

na porzione mon trascurabile ca in Italia,
degli. stes
lo) sor

ma perchè si rea
lizzi tale obiettivo occorre che



La lotta — emerga, in aluni set

tori di tutte le ‘categorie, la
pazione di udire cr colpiti
interessi o privilegi, (asempla:
zione di Solta docen

Sao pen cd i 7
PrO na del « fulli nine ca







i) permette all mo

10 studentesco di ricon
chiarezza quali sono i suoi {1 fut veszione dei rappresentar

alleati e di guardare con fidu- (prevista cla mot renano

dia verso un'azione imitaria tra {0

tutte le vamente in Colt une

teressate all'interno dell'Univer: Souate) te uigiche (un sesto del

sità alla sua riforma. Altrettan-
to n si prospeita però la
cOllaborazione con le dle
all'esterno della Università, og: Mafie pope
gi Grin per "i soluzione de-
ocratica dei suoi problemi
(partiti, sindacati, enti locali),
3 nella fase di elaborazione
di piani di riforma, sia în quel-
ta di lota per vederli enza,
+ per fare un ese
sa ‘come questo ‘avrebbe E



facoltà umanistiche un tale pe-
ischia come
inimo di sperperare quattrini
nella stampa di lussuose mono-
grafie su studi sun inte-
se sociale o culturale).
B) STRUTTURAZIONE DELLA
FACOLTA' DI SCIENZE: le fa-
coltà di scienze dovrebbero la-
vorare, nel settore delle ricer-
i







Specialmente per quanto riguar:
da la soluzione dei problemi
« pratici » che ora via via deli-

\eeremo, secondo piani a lun-
ga scadenza © prospettive di 2°
e immediata.

4) RICERCA, SCIENTIFICA E

STRUTTURAZ)

R.: si tratta fsenialment
dell cit

dell'Università, l'assun: che incaricati, assistenti e stu-

zione ben coordinata, da parie denti partecipino, nei Consigli



pere

14

Facoltà, a direzione de
ris



la situazione di dinamica evo:
luzione della ‘oggi,
A i
di compartimenti stagni, né
nel momento della ricerca né
fa quello della forziazione di
nuovi qua \ecnici e
insegnanti.

E’ opportuno notare a
sto punto che, se



que.
sono indi-





spens azione are
turali, nelle attuali ci

è però già possibile battersi
per realizzare di fatto a

ni gi

quanto riguarda gli istituti po.

licattedra, estendendo e colle-

gando tra loro le esperienze

fatte in molte facoltà di scien-
ian



DEL

oncarizzazioNe
L'INSEGNAMENTO: gli

ta tenu-
to conto dell'evoluzione.stori-
ca delle: vare e lino) ciò
non vuol dire api

to ù



alla ricerca
ente su temi di
guardia © mirante a nu
s Scoperte»; si. può fare del
la ricerca compiend
dio a carattere storico sul sì
gnificato di un certo teoi
magari dimostrato da un se:



certe tendenze oggi diffuse (e
basterà pensare a quanto det-
sito della « prospet-

to a propos



ull

ETTANA
riservare alla specializzazione
professionale un biennio post-
aurea: di pe
fezionamento > per.i futuri ri-
cercatori (almeno: presso tut-
ti

3
#





pito quale esperienza di
profondimento di certi settori
della. ricerca, SE negli isti
tuti con le cquipe dei ricerca.
tori; e come ‘hieona di tto,
cinio per i futuri

retribi controllato dalla a
coltà, sostitutivo dell'attuale e-
same di nine de per
ERI di colle; su ba
si nuove A alle scuo!
ei









Facoltà

camente, tutti gli insegnanti
medi, delle discipline scientifi

io — per qualche mese, ade-
guotamente retribuiti, presso
gli istituti maitai come



collaboratori. alle. ricerche
quindi costretti se non altro
ad aggiornarsi).
FINANZIAMENTO: — perché
abbiano la tranquillità econo.
mica necessaria per dedicarsi
senza preoccupazioni (o rim-
pianti) l loro lavoro, come pi
re per porre i laboratori degli





li un monopo-
Ho privato rea
certa ricerca, pena il formar-
si "A ne



organisi
Cappanto, CNR),
cento ibridi, connubi di priva.
ti 6 di enti statali ta respon



cerca. Il finanziamento deve
serre sia per dotare gli ist
tuti universitari di

attrezzature. (pianificando op.
portunamente le scelte per e-
vitare spese inutili e gravi de-
ficienze) sia per il trattamen-
10 economico adeguato di quan-
ti operano negli istituti univer.



nei laboratori per i laureati
hi 0 con un minimo
fissato di profitto i corsi di

dirne la rapida cattura da par-
te dell'industria. fatto partico.
larmente grave în Italia
data la scarsità di Eta



di
A.U. per il trattamento e-
ico delle categorie do-
centi e quello per l'ampliamen-
to degli organici costituiscono

poveri —
a riconoscimento
della funzione sociale del «la-
voro » che lo studente compie
studiando: è inconcepibile —
eppure accade — che uno str
dente degli ultimi anni della
facoltà di scienze di: Genova



sia soggetto allo sfruttamento
da parte di un
to che gli paga — senza alcun

contratto. Jgalmente _ ricono
sciuto — 600 lire per ogni ora
di lezione (e si tratta di una
tariffa invidiata).

Per raggiungere gli obietti-
vi prima indicati, occorre al
più presto almeno ses







ed esponenti della finanza
conducano una vita da nabab-

e ville principe-
tribuendo _le





dello Stato

lè ill a parte considera
zioni politiche più generali,
Che l'Italia dedichi lo 00,3%
suo reddito alla ricerca ed

il 4% alla difesa, mentre, per

Francia (Mig}ilera, Germania

Occidental ercentuali so-
no rispettivamente ll 2% e
dr a

ordinata, evitando, nel
bilancio della PL, le spese inu





tili o per
no
li alimentare la retoric
Er
RESPONSABIETTA




DEGLI
STUDENTI : lat battaglia sugli
‘ondizioni di
i gresli
suo esito positivo (abbiamo ci
tato già il fatto che alcuni set-
tori della ricerca possono es.
sere facilmente condotti nel-

o per
Ta realizzazione degli «istitati
policattedra »; si potrebbe ay-

nicazioni © sulla produzi
energia, se non
l'aspetto formale, può a sua
volta costituire una sondizione
molto positiva per la ricerci
scientifica connessa con. tali
attività). Glî studenti devono
contribuire attivamente alla so-

mocrazia
condizione perché tale autono-
mia e tale democrazia siano
un fatto reale e duraturo; nel
momento in cui ci si orienta
verso ll" ione degli stu
denti nei Consigli di Facoltà
— pur se con responsabilità
piuttosto limitate —
soprattutto che gli
sappiano rendersi conto delle
possibilità che così si offrono







ta di creare al più presto pos-





è neri di
tudenti.



tutta la Facoltà di Scienze, sî



ice « funzioni » la sola com-
missione degli studenti di
Chimica)

Gli studenti dell'U.G.I. pe
non possone

tare ad ‘spet
tare che nelle alte sfere de
Organismi _ rappresentati
sede si elaborino soddisfacen=
ti strutture per la vita demo-
Siatica deli studiati, me del
ono — quale forza d'avanguar







dini del movimento. studente:
sco (anzi, bnica Forza oggi im
me Genova,

pegnata, in sedi c
ad elaborare concrete prospet-
tive di vita democratica per le
facoltà) — impegnarsi per la

responsabilizzazione dell’am-
biente studentesco e nella col
laborazione con ti suî

re nelle iniziative che possa-



no contri all'istaurazione
li un nuovo costume di vita
nella Facoltà. Col sido
ganizzare un convegno su um

certo problema, della. Facoltà;
© Palricipare ad una azione ri-



na iniziativa, culturale

tica, di un docente se essa
sulta positiva. Ciò corrisponde
delresto al ruolo che [U.GI,





ve
ps slim
re per una società migliore
fici sua cultura, nella sua
organizzazione, nelle sue strut-



‘@ cura di un gruppo di studenti del.
F'U.G.G. della Facolta di Scienze
n



Nei prossimi numeri

seguiranno analoghi
studi sulle Facoltà di
Filosofia, - Giurispru-
denza ecc.







Gino



15

LE PROSPETTIVE DELLA CULTURA ITALIANA



Un saggio di

Nei 7 saggi del volume < Li Cultura 1
taliana tra io Garin ci
offre uno Lie estremamente ricco
er inquadrare în prospettiva storica | pro.
blemi della nostra culture sini
nostre idee © gli stimoli intellettuali del
l'ambiente, cioè vederne le radici e gli svi
luppî, in relazione col contesto storico so-
ciale in cui si sono venuti determinando;
il che è la base di ogni ricerca e approjon:
dimento, l'utico. modo per discernere, nel
mostro quotidiano sforzo di comprensione. e
dî autocoscienza, spunti fecondi di
polemiche. Senza i, sforzo storicizzan-
je © prospettico è impossibile portare un
contributo anche minimo ad un qualsiasi
ad un programma di po-
litica culturale, ad una per il rinno-
vamento delle strutture scolastiche e della



‘orso, politico, filosofico o cultura-
compia innanzitutto Î tentativo
di epproforidire (se passato,

ni critichi
Temi obbligati di questo impegno sul

giano dei problemi cultugli, sono per noi

Croce © il Crociamesimog— todi ciò è sim
10.il p st

non 7
i difaito adi #sc0 31
10 esteso da arrivare dl fimilte della pole:
mica quotidiana. Croce è un punto fermo
della massima importanza, e liquidarlo sul-
la base delle formule, © come' cosa morta
‘spauracchio che nessuno teme più, è



fentamente è seriamente, ben ‘comprenden
do come superare e rinnovare è, come si è
detto, innattcitutto storicizzare

E superare Il Crocianesimo significa pro.
porre una nuova funzione ovo se
5o della cultura, rivedere i rapporti tra
tellettuali e società, tra filosofia e scio
significa abbandonare la pretesa « obietti
vira » del sapere, nel senso di un antistorico
lella imparzialità del-
‘ora interpretare
ememonia crociana în rapporto all'egemonia
fascista e, infine, sradicare la tesi che pre
il fascismo come “grana,
ella che vede il fascismo ©
biemî non risolti dallo Stato! iberale, vlt
fratture non sanate, nelle nelle
responsabilità della vecchia classe dirigente.



"

mlt questa prospettiva lo stesso Croce asi
ime un nuovo volto, e si mostra come ti-

pica manifestazione di trasformismo cultu

rele, di «ipropera di armonizzazione appe-

rente ma di eliminazione reale, per raggiu;
gore di fatto, nella complessa vitalità dt
talia fra 800 900 una continuità senza sco
se, lale da permettere la conservazione di

im ordine, attraverso l'assotbimeno di ogai
elemento rinnovatore ».



Al di sotto della volontà imparziale Cro-
Candia portatore dell'ideologia di
una classe, © di w

nuo)
sociale: ln tendenza di un certo idealismo
a considerarsi come filosofia conclusiva rias-

sorbente în sé è motivi più veri delle altre
filosofie, ha il suo corrispettivo politico nel-
la tendenza ad assorbire e È nestralizzare, ser
soffocarli, i motivi delle altre ideologie
iii propazende del
la storiografia idealistica il socialismo deve
essere assorbito nel liberalismo e mon vice-
versa; il quarto stato non elabora una sua
civiltà e una sua cultura pi ùavanzata de-
stinata ad oltrepassare quella del terz
facendo tesoro delle sue con:
quiste. No! esso deve essere elevato in mo-
do da potersi inserire e risolvere nella cul.
tura di un mondo considerato definitivo ed
in, im questa interpre-
riduttive di una cul
A
vazione, introduce il parallelo CroceGiolitt,
nella crisi di un'età in cui scoppiano i dram-
mi della guerra e del fascismo.







3
Spi

tura e di



Gi testa la cllura idealistca harno
lavorato ci x fistacco » dell'intellettuale; por-
tandolo ella vità reole, al di fa th
Ceo fuori della pi

tica militante,



1 o)
rposi con la terra, con la classe, per la-

sciarlo poi disoriemiato, oscillante, inc
puando la realtà gli si presentava da



brutale, imponendogli delle scelte decisive.
« Le colpe — e quante! — degli intellettua-

illo i

la storia del loro paese, ad una ideologia,
dell cut carattere conservatore non si sato
resi conto con chiarezza ».

Questi. brani chiariscono la. posizione
estremamente decisa del Garin nei confronti
doi limiti di una cultura, delle suo
delle sue precise responsa

imane però, è n dirlo, il rico.
ppscimento di ali pagine nei confronti del.
l'opera culturale del Croce durante il fa
scismo, quel [ronie di resistenza imtellettua:
le che salvò la continuità della vita culturafe
rò i quadri per la rinresa. « Un lim.
guaggio fatto dî un sapere di cui tutti era



®
Ss
di

che
ce fece Teggere agi italiani si formarono co-
Sì Liberali come socialisti è comunisti. così
idealisti come materie noltre il suo
riconoscimento della inellimnabile funzione
della filosofia crociana specie per quanto
riguarda l'approfondimento dello stori





A questo proposito si inserisce il discor-

so sulla Casa Laterza e segnatamente su

Giovanni Laterza, che in siretta collabora-

'roce contribuì non tanto a spro-
la cultura, nel senso che la por

tò ad affacciarsi sui problemi europei,







MR ae
un'opera di elaborazione attiva nettamente
orientata, saldata ad una revisione dei valori
ione Lu



rivedere gli sounti più fe-
li 10 non sufficientemente
Sent in considerazione, ‘come P. Villari €
‘dî una certa cultura posi
stica, sì collega, nel yoltamo del Gar, uno
studio su L. Russo, figura quasi esemplare
di quello sforzo di cosciente superamento





è an

lazioni, i loro smarrimenti, il loro trapassa: coatta
n i PSI dr

sid della cultura, 4 RTS

Garin «La cultura italiana tra ‘800 e '900»

del crocianesimo, di apertura a nuove cor-
renti è forze politiche, che è caratteristico
di quel periodo di cultura nazio:

NEgli ‘ultimi due saggi Garin indica poi
le prospettive della cultura ttaliana del do-
poguerra, mostrando quelle che sembrano
le © Somponenti più feconde di per se stesse,
© più suscettibili di una feconda apertui
nella flocofia italiana in relazione alla filo.

fia mondiale.







Esisienzialismo, materialismo storico, fi-

fia della scienza sembrano le tre linee
fondamemiali per le quali passa il rinnova:
mento della problematica filosofico cultura:
le: linee che sembrano riproporre un clima
filosofico in cui lo sioric

î ricerca, la consapevoli
gli Strumenti logicometodologici usati as
sicurino muova forza all'indogine © un senso
nuoro della funzione della filosofia nel vi
vere storico sociale. Al valore polemico del-
lesistonzialismo, pur coi limiti delle dege-
ne e delle combinazioni astratte, con.



tro la visione superficial misti
lî una realtà garamiita, nella distruzione del-
le fidi

listiche, n

sé uni.

sti

e esitologici.

queste linece si inserisce l'opera di
un Ban © della sud scuola, da Cantoni a
Paci a G. Preti, di un Geymonat, di un Ab-
bagnano e di un Rossi, di un Gram.

die « î problemi sociologiei

in come i punti nodali della nuova pro-
blematica. E da queste rolemiche
no, come temi centrali d

crisi creata dalla incomprensione ideaistica

n solo delle scienze in generale (fisiche e

O n più
fonda ivismo.



ivoca. liquidazione delle ne
della natura è degli studi di logica, che
Italia venne operata dall'idealismo, der
nò una serie di guasti che vennero interes
sando anche le discipline umane, ove lo
la filosofia
ria si disfece con
tà di quanto sembrava aver sir
loccò persino l'in-
vasti Carpi, como quelli dele
sociologiche, antropologiche, psi-





Riassumendo, ci sembra che le indica
zioni di maggior importanza che emergono
dal libro di Garin siano t'esortati



impegno concreto nei problemi
litica è della come. responsabili

zione uiova che tenga desto l'uomo dî fron
te alle scelte storiche, per un effettivo uma-
nesimo, contro le sempre nuove alienazi

A. GIBELLI















n





Idee' e' opinioni



EINSTEIN E LA PACE

Sembra purtroppo che i temi della
pace tengano desta l'attenzione dei po-
poli solo nella imminenza del pericolo,
nell'immediata impressione suscitata
dalle crisi più violente e più minaccio-
se. Allora l'interesse e la preoccupa-
zione divengono psicosi e propaganda

” bene invece che su questo proble-
ma, oggi così pressante, si parli con
insistenza e con continuità. E' bene
che si ascoltino le voci più responsabi-
li, gli uomini come Finstein, B. Russel,
G. Anders, le quali si levano in nome
del vincolo umano e della razionalità :
e non perchè si debba isolare questo
astratto, illuministico richiamo dal
momento strettamente politico e sto-
rico del problema, che vuole imprime
re ad esso una determinata direzione
nella connessione con gli altri tutti e
si impegna ad una ristrutturazione
globale della società umana; quanto
piuttosto perchè sia sempre desta e vi-
va dinanzi agli occhi degli uomini la
differenza qualitativa dei termini in
cui il problema della pace si pone og-
gi rispetto al passato: che sono i ter-
mini di una alternativa radicale tra
sopravvivenza e distruzione. Per que-
sto abbiamo ritenuito attuale ed utile
riportare alcuni bramiSignificativi, del.
la parola di Binsicin,.jche perMlungo
tempo si è levata, insieme è que, i













sponsabilizzare l'umanità.

Oggi più che mai il destino del mon-
do civile dipende dalle energie, morali
che esso saprà sviluppare. Per questo
la missione che incombe al nostro
tempo non è certamente meno grave
di quella delle generazioni che
no preceduto.

Senza dubbio le esigenze dell'uma-
nità in alimenti e generi di consumo
possono oggi essere soddisfatte con un

di lavoro assai più ridotto che
in passato, ma per contro assai più ar-
duo si presenta il problema della di-
stribuzione del lavoro e dei beni pro-
dotti. Tutti noi sentiamo che il libero
gioco delle forze economiche, la sfre-
nata e caotica ricerca della ricchezza
e del potere sono ben lungi dal costi-
tuire una soluzione ragionevole di
quei problemi. Per scongiurare la per-
dita di pi ie produttive,
l’impoverimento e l’abbruttimento di
larghi strati della popolazione, è indi-
spensabile organizzare la produzione,
il lavoro e la distribuzione secondo un
piano preciso.

Ma se il sacro egoismo il itato
conduce a funeste conseguenze nella
vita economica, effetti ancor peggiori
esso produce quando lo si assuma a
criterio regolatore nei rapporti tra le
Nazioni. Se in breve tempo non si sco-
prirà un mezzo per impedire le guerre,
l’attuale impressionante sviluppo dei
mezzi bellici renderà la nostra vita în-



an















tollerabile. L'importanza di questo fi-
ne è solo uguagliata dalla inadeguate:
za degli sforzi che si sono finora mes-
si in opera per raggiungerlo.

Si cerca di diminuire il pericolo
ricorrendo a limitazioni degli arma-
menti e ad accordi particolari sulla
condotta della guerra. Ma la guerra
non è un gioco di società dove i par-
tecipanti si attengono serupolosamen-
te alle regole. Dove la posta in gioco
è rappresentata dalla vita o dalla mor-
te, le regole e gl’impegni perdono ogni
valore. Soltanto il ripudio totale della
guerra può scongiurare il pericolo. La
creazione di una corte arbitrale inter-
nazionale è insufficiente. Si rendono
altresì necessari patti che garantisca-
no l'effettiva applicazione delle deci-
sioni di quella corte, attraverso l'azio
ne coordinata di tutte le nazioni. Sen-
za una tale garanzia mai le nazioni
avranno il coraggio di procedere ad
un serio disarmo

Supponiamo, per esempi













o, che i go-
verni americano, inglese, tedesco

francese richiedano al governo giap-
ponese l'immediata sospensioni delle
‘operazioni militari in Cina, minaccian-
do diversamente l'applicazione di un
completo boicottaggio economico, ere
deter yoîrche' si’ troverebbe {ni Giappo:







così grave rischio il Paese? Perchè al-
lora non agire in quel senso? Perchè
ogni individuo e nazione devono te
mere per la propria esistenza? La ra-
gione si spiega col fatto che ciascuno
bada al proprio meschino interesse
immediato e rifiuta di lasciarsi sotto-
mettere ai vantaggi e al benessere del-
la comunità internazionale.

Per questo ho iniziato il mio discor
so affermando che oggi più che mai
le sorti dell'umanità dipendono dalla
sua forza morale. Ovunque la via che
conduce ad un'esistenza serena e feli-
ce passa per le rinunce e le limitazioni
individuali.

Da dove possono venire le forze per
una tale marcia in avanti? Soltanto
da coloro ai quali è stata offerta la
possibilità di fortificare il proprio spi-
rito attraverso gli studi e di allargare
il proprio orizzonte. Così noi delle vec-
chie generazioni guardiamo a voi e
ururiamo che saprete lottare con tut-
te le vostre forze per raggiungere quel-
le mète che a noi sono state negate.

LE BOMBE ATOMICHE
COSTANO POCO

Siamo usciti da una guerra nel cor-
so della quale fummo costretti ad ac-
cettare il comportamento morale del-
avversario, degradante nella sua bas-
sezza. Ma anzichè sentirci liberi dalla
necessità di riportarci a quel livello
volti a restaurare in libertà la santità
della vita umana e la sicurezza dei




















civili, noi oggi stiamo effettivamente
facendo nostri i bassi criteri impiegati
dal nemico nell'ultima guerra. Così
per nostra scelta ci stiamo avviando



Possiamo misurarne i pericoli dagli
effetti prodotti dall'esplosione delle
tre bombe prima della fine dell'ultima
guerra. Il pubblico può anche rendersi
conto che in rapporto del danno pro-
dotto, le bombe atomiche sono dive-
nute già la forma più economica di
distruzione che possa essere impiega-
ta per scopi offensivi. In una prossima
guerra vi sarà una grande quantità
di bombe e il loro costo sarà relativa
mente basso. Se non ci sì decide a im-
pedirne l'uso (un'idea che oggi è ben
lungi dall'essere condivisa dai dirigen-
ti politici e dai capi militari americani
e da parte dello stesso pubblico), di
verrà difficile evitare la guerra atomi-
ca

LA PACE

Gli uomini veramente superiori

delle passate generazioni riconobbero
‘importanza degli sforzi. per assicura-
re la pacernel mond












la tecnica ha fatto di que
etico una questione di vita 0 di morte
per l'umanità civilizzata e la parteci-
“pazione attiva alla soluzione del pro-
blema della pace si presenta oggi co-
me un dovere morale che nessun uo-
mo responsabile può ignorare.
Occorre rendersi conto che i poten-
ti gruppi industriali interessati alla
fabbricazione delle armi stanno dan-
dosi di n tutti i paesi allo scopo
di impedire una soluzione pacifica del-
le controversie internazionali, e
igenti politici stanno realizzando
questo obiettivo solo Fidando nell'ap-
poggio, energico della maggioranza dei
loro popoli. In un'evo
di regimi democrai
nazioni dinende dai popoli stessi : que-
sto fatto deve essere presente allo spi-

rito di ognuno, în ogni istante.



















Queste parole assumono il tono di
un'accusa estremamente attuale. La
potenza persistente dei trusts dell'ac-

iaio in Germania, la volontà di Ade-
nauer, documentata dalle crescenti ri-
chieste di questi giorni, di ottenere un
autonomo potenziale atomico, gli in-
trallazzi egemonici ira Adenauer e De
Gaulle, sono tutti elementi che non pos-
sono non destare grave preoccupazione
nelle coscienze









Ringraziamo l'editore Schwarz per everci
concesso di pubblicare questi stralci dal
libro, da lui edito, «Idee e opinioni» di A.
Einstein.



il 45

mensile universitario di informazione e cultura

anno III° n. 3 - aprile 1962

IL QUARANTACINQUE
mensile universitario
di informazione e cultura
Redazione ed Amministrazione
Via Balbi, n. 17 - Genova.
Autorizz. Trib, di Genova n. 487
in data 30-1-1960
Responsabile: Gianni Bafico
CONTO CORRENTE POSTALE
N. 4/15208
ABBONAMENTI
Annuo L 700
Sostenitore. L. 1000
Benemerito L. 5000

disegni di G. Sommeriva

Redazione

Giacomo Traverso
Giancarlo Sommariva
Roberto Garibbo
Armando Roccella
Fulvio Jurcotta
Marino Regini

Nando Rotondo

L. 100

TIP. CECCHINELLI

libertà al popolo spagnolo!

Venticinque anni fa, con la difesa di Madrid, le forze migliori del popolo spagnolo e
i volontari internazionali fermavano, innanzi alla città, l'offensiva fascista che minacciava
di travolgere, con il territorio della Repubblica, le ultime istituzioni libere in tutta Euro-
pa. Per quanto partite in condizioni di inferiorità, le forze popolari e repubblicane riu-
scivano a fermare, per oltre due anni, l’eser cito del generale Franco e i corpi di spedizio-
ne di Mussolini e di Hitler .

Anche se, alla fine, gli antifascisti spagnoli dovettero subire la superiorità materiale
degli aggressori stranieri e dei franchisti, si deve nondimeno a loro non soltanto il ritar-
do dell'attacco fascista contro gli altri popoli, ma anche l’indebolimento decisivo di alme-
no uno dei due dittatori, Mussolini, e la diffu sione di quella volontà di resistere con le ar-
mi al fascismo che si doveva esprimere in ogni paese con la Resistenza e la Lotta di Libe-
razione.

Coloro che, nel 1936, furono vicini al po polo spagnolo, non possono dimenticare, al
di sopra di tutte le distinzioni politiche, quel che devono agli eroici difensori di Madrid.
Non possono dimenticare neppure che il po polo spagnolo, dopo aver insegnato la via del:
la libertà agli altri popoli, non gode oggi degli elementari diritti, mentre le sue energie mi-
gliori sono soffocate da un regime militarista e ciecamente conservatore.







un cancro per l’europa

La dittatura di Franco non rappresenta soltanto, per tutti gli uomini liberi, una que-
stione morale; il fascismo spagnolo costituisce un grave e serio problema politico. Nella
Europa di oggi, la Spagna ufficiale è una centrale di sovversione, e le cronache di ogni
giorno ci aiutano a ricordarlo: abbiamo visto i torbidi personaggi dell'estrema destra fran-
cese, i Lagaillarde ed i Salan, i Susini e gli Ortiz, riparare sotto le ali protettrici di Fran-
co, dove già si erano raccolti tanti criminali di guerra italiani e tedeschi. In Spagna hanno
trovato un accogliente asilo, e possibilità di continuare intrighi e complotti, i dittatori fal-
liti come Batista e Peron. Stretti sono i rapporti tra la Falange ed i movimenti neofascisti

i congiure. Il








isti; a Madrid si annodano le file di insidiose, anche se velleitarie,



e neon

clericalismo più retrivo, il conservatorismo più reazionario, il militarismo più cieco, han-

no trovato la loro Mecca nella capitale spagnola: è difficile sconfiggerli altrove, finchè

trionferanno oltre i Pirenei. La democrazia non sarà sicura in Occidente, fino a quando

la penisola iberica vivrà sotto i regimi di Franco e di Salazar.

Aiutare la Resistenza spagnola non è solo un dover
i ogni paese. Al



è un utile calcolo politico per
i democr: i ogni paese. All'internazionale fascista di Madrid, è necessario contrappor-
re il fronte vigile ed attivo degli uomini liberi. Franco non cadrà domani; ma ogni denun-
cia, ogni protesta, ogni gesto di solidarietà con le sue vittime, serve a preparare un av-
venire migliore per la Spagna amica. E quin di a difendere la nostra libertà.



Essi convocano (Roma 13-14 aprile, Genova 15 aprile) un Convegno di quanti
sono interessati alla soluzione del problema spagnolo, per reclamare libertà alla Spagna
e studiare i mezzi più efficaci per esprimere la loro solidarietà.

dal periodico: RESISTENZA





documenti: 1) sz
risulti che il concorra
de risu ne

Un ciondolo che stenta a cadere















Ho appreso l’esistenza di Giamila Bupascià da
un articolo pubblicato dall'Unità del sedici feb-
braio. La giovane partigiana algerina fu torturata
dagli ultras, i quali con raffinati metodi scientifici
le tolsero la verginità; testimoniò su questa fan:
ciulla Simone de Beauvoir in una sua opera recente
la quale, nella singola figura di Giamila, vuole rap- 4
presentare la sorte subìta da numerose ragazze
mussulmane da parte di colonialisti francesi. Gia-
mila pertanto nella sua giovinezza infangata con
metodi scientifici è simbolo dell’Africa oppressa e
della ribellione umana contro la tortura e la scien-
za ad essa asservita.

jamila

I tuoi occhi risplendono
con la luce del grano,
occhi che mai più sapranno
in te non ancora ventenne,
il forte riso.d' infanzi
Da iquando»nel! tuo co7po
s'è abbattuta ‘infernale la mandria
dei torturatori,
ed il vento levò sabbie ogni mattina,
il mare ribolliva sulla rena
nulla mai concellerà, È
Jamila, quell'incubo di morte
le tue urla non hanno coperto.
Noi ti sappiamo
nell’umiliazione di ogni giorno,
ed ora con me tu grida
le corse innocenti,
il tuo corpo di bimba e madre;
tu devi dire, con fermi occhi,
che t'hanno violata
per noi, per la tua genie.
Se l'umiliazione non s' insabbia, dunque,
con gli anni
già ti redime la storia;
Jamila, sorella,
la tua purezza è grano.

CARLO OLIVARI







l'esame di coscienza di piero gobetti

Il pensiero politico, l’opera e la figura di Piero
Gobetti sono in questi ultimi tempi l'oggetto di rin-
novato interesse.

Se ci domandiamo la ragione di questo fervore
di studi, penso che si dovrebbe rispondere breve-
mente în questo modo: ci rendiamo sempre più con-
to che gli anni dal 1919 al 1925 sono stati anni deci-
sivi per la storia del nostro paese, e sono stati deci-
sivi perchè in essi si è consumata ed esaurita la vec-
chia classe dirigente, in parte assimilata, in parte
eliminata dal fascismo, mentre la giovane genera
zione antifascista impostò, nella lotta contro il re-
gime, tutti i problemi di critica e di rinnovamento
dello stato italiano, che sono ancora oggi î nositi
problemi. Ora di questi anni Gobetti è-statouna-del-
le voci più appassionate, uno degli interpreti più
chiaroveggenti, uno degli scrittori attraverso cui
meglio si rivela la lotta tra il vecchio ed il nuovo, la
fine di una classe dirigente, incapace di dominare
gli eventi, e il sorgere di una nuova, che viene allora
sconfitta, ma getta, durante la battaglia, semi così
resistenti che il lungo inverno del regime non riu-
scirà ad uccidere, e germoglieranno nella guerra di
liberazione e nella costituzione di una vita democra-
tica del nostro paese. L'identificazione dell'opera di
Gobetti con la vita italiana di quegli anni è tanto
più completa in quanto nessun altro contempora-
neo ebbe ad iniziare ed a concludere il proprio ciclo
di scrittore. in quell'arco di tempo: ricordiamo che
Gobetti cominciò a scrivere alla fine del "18 e ter-
minò poco prima di morire ,al principio del '26. Non
vi è un Gobetti di prima del '18, e un Gobetti di do-
po il '25. Tutta la sua opera si iscrive in quell'oriz:
zonte di uomini e di eventi, vi aderisce così perfet-



di Noberto Bobbio

tamente ed intimamente da poter essere considera-
ta oggi come uno dei commentari più drammatici e
illuminati di quella storia.

Come dicevo, oggi ci rendiamo sempre più con-
ta che quegli anni hanno rappresentato una svolta
nel corso della nostra storia post-unitaria. Ebbene
l'opera di Gobetti ci appare come un prolungato.
puntiglioso, coraggioso esame di coscienza delle ra-
gioni che hanno determinato quella svolta € insie-
me un messaggio che cerca di decifrare i sintomi
e le linee di una rinascita. Da questovesame di co-
scienza Gobetti apprese a giudicare il fascismo in
modo nuovo e più serio, non come una malattia pas-
seggera, o addirittura come una iniezione di vitalità,
ma; come il'« autobiografia; della nazione », oppure
come « il blocco completo dell'altra Italia, l'unione
confusa di tutte le nostre antitesi, il simbolo di tutte
le malattie ». Mentre alcuni uomini della vecchia ge-
nerazione, che pur furono e sarebbero diventati an-
tifascisti, continuavano a credere che il fascismo sa-
rebbe stato una breve parentesi destinata a non la-
sciar traccia, Gobetti vide chiaro sin dall'iffizio che
il fascismo era la manifestazione virulenta di vec-
chi malanni italiani, e si ricollegava ai recenti mo-
vimenti irrazionalisti in filosofia, decadentistici in
letteratura, imperial-nazionalistici in politica, che
avevano caratterizzato il clima culturale italiano (ed
europeo) dei primi anni del secolo. Tanto per cita-
re una frase incisiva (ma se ne potrebbero scegliere
molte altre):



«Il fascismo ha avuto almeno questo merito:

di offrire la sintesi, spinta alle ultime conseguen-
«ze , delle storiche malattie italiane: retorica, corti-
« gianeria, demagogia, trasformismo. Combattere il

« fascismo vuol dire rifare la nostra formazione spi-
« rituale, lavorare per le nuove élites e per la nuova
« rivoluzione ».

Gobetti era giunto a questa chiarezza di idee
attraverso un esame spregiudicato del Risorgimen-
to, del periodo post-risorgimentale sino alla prima
guerra mondiale e dell'età a lui contemporanea. Ve-
diamo separatamente i tre punti.

Di fronte al Risorgimento Gobetti assunse l'at-
teggiamento critico della storiografia radicale. L'Ita-
lia non aveva mai avuto nel corso della sua storia
una rivoluzione: il Risorgimento avrebbe potuto es-
sere la rivoluzione italiana ma, come rivoluzione, era
fallito. Per essere una rivoluzione, avrebbe dovuto
dar vita ad una classe dirigente completamente nuo-
va 0 profondamente rinnovata. Ma ciò non accadde
La borghesia realizzò l'unità italiana attraverso un
compromesso politico duraturo con le vecchie clas-
si aristocratiche feudali: non seppe creare uno sta-
to nuovo, E le plebi rimasero estranee al moto. Il
Risorgimento fu. più-l'opera, dell'abilità di Cavour
che dell'iniziativa popolare. Per citare anche qui una
frase riassuntiva:



« Ma la nostra crisi rivoluzionaria non ha avuto
« una soluzione integrale e conclusiva. Il problema
« del nostro Risorgimento: costruire una unità che
« fosse unità di popolo, rimane insoluto perchè la



« tanto da diventare vita intima della nazione stes-
«sa, non è stata opera faticosa e autonoma di for-
« mazione attivamente spontanea ».

Anche durante il Risorgimento si era rivelata
una tendenza costante della nostra storia: da un la-
to, la trasformazione di un moto rivoluzionario in
eresia, cioè in moto di minoranze ribelli e destinate
ad essere vinte, dall'altro il rovesciamento della ri-
forma in controriforma, della rivoluzione in contro-
rivoluzione, in una parola, la vittoria dell'altra
Italia.

Fatta l'unità, l’altra Italia aveva tenuto ben sal-
do il potere nel periodo postunitario, e la sua poli-

tica era stata caratterizzata da un cauto riformismo,
più corruttore che risanatore, liberale a parole,
paternalistico nei fatti, che era giunto sino a Gio-
litti: un riformismo o socialismo di stato che
era proprio il contrario di una rivoluzione, perchè
mentre la rivoluzione scatena forze assopite, il ri.
Jormismo addormenta forze in risvegli



« L'opera della Sinistra come riformismo eco-
«nomico era il coronamento logico della nostra im-
« potenza rivoluzionaria... L'ideale del governo è una
« monarchia paterna dispensatrice di privilegi... Il
« trasformismo di Depretis fu l'espressione più evi-
« dente di un'Italia che si pasceva di conciliazioni e
« di umanimità e non riusciva ad affrontare i terri-
« bili doveri della fondazione dello stato ».





In questa palude dello stato burocratico-ammi-
nistrativo era scoppiata violentemente, all'inizio del
ecolo, l'esplosione del nuovo romanticismo, del ri-
veluzionarismo velleitario dei sindacalisti, del belli
cismo dei nazionalisti, una reazione disordinata, ta-
lora brutale, talora soltanto grottesca, alla democra-
zia, che aveva domato le vecchie forze popolari sen-
za suscitarne di nuove: una ribellione alla rovescia,
che invocava violenze non creatrici o riparatrici ma
soltanto eversive, opponeva alla rivoluzione manca-
ta non una nuova rivoluzione, ma la guerra; la vio-
lenza per-la violenza, non il moto per avanzare ma
il moto per muoversi, l'agitazione per agitarsi, la
sovversione per sovvertire. In questa esplosione bi-
sognava andare a cercare i germi del fascismo, Et-
co come Gobetti ritraeva incisivamente i tratti ca-
ratteristici di Marinetti, il precursore:

« Marinetti è il maestro autentico degli italiani.
« Solo in un mondo provinciale, filisteo, allegro co-
«me il nostro poteva nascere un tale patriottico fa
« natico dell’internazionalismo. Solo in un paese di
«improvvisatori poteva formarsi un plagio così
« grossolano, una mistificazione così inebriante ».

A Marinetti bisognava sempre tornare, secondo
Gobetti, per trovare la genesi di alcune classiche fi-





gure del fascismo italiano, e prima di tutti, di Mus-
solini



« C'è solo un altro uomo in Italia che abbia co-
« me lui la compromettente abitudine di pensare in
pubblico. E il pensare in pubblico esclude in que-
« sti casi il pensare in privato ».

La guerra, esasperando le passioni, aveva per
lo meno chiarito le posizioni. Tra la generazione dei
suoi coetanei e quella immediatamente precedente
aveva aperto un solco incolmabile. Quando nella
prefazione di Rivoluzione liberale, Gobetti scrive
che la sua generazione sarebbe stata una generazio-
ne di storici pensava per contrasto alla generazione
di « poligrafi », di « romantici inespressi » che ave-
va caratterizzato la « Voce », e voleva dire che alla
sua generazione sarebbe spettato il compito di pre-
parare, con maggior serietà e distacco, sulla base di
una riflessione più matura sul passato e di una com-
prensione senza pietose giustificazioni del presente,
lo politica di domani: Nella bellissima pagina, con
la quale aprivl'ultima.rivistay «Il Baretti >; dipin:
gendo l'irrequietezza è l'inconcludenza dei suoi pre:
decessori, scrive:

« La generazione che ci precedette combatté al-
« lora l’ultima battaglia della sua passione romanti-
«ca. Cercò la salvezza nelle conversioni, nei pro-
« grammi neo-classici, negli appelli spirituali; con
« giovanile innocenza, come l'aveva cercata prima
«nel futurismo, nell'idealismo attuale, nelle cento
« religioni che venivano dai profeti d'oltralpe, nella
« guerra. Tutte quelle formule erano espedienti, fat-
« ti personali; classicismo senza classici, misticismo
“ senza rinunce, conversioni crepuscolari... Le con-
« fuse aspettazioni e i messianismi di questa gene-
«razione dei programmi... preparavano dunque la
«atmosfera di una nuova invasione di barbari, a
« consacrare la decadenza ».



Sulla situazione presente lo « storico », ch'egli
voleva essere, non poteva farsi alcuna illusione. Il
libro Rivoluzione Liberale è una analisi amara del-



la crisi in cui versano i partiti tradizionali in Italia
dai liberali storici, che non hanno adattato la vec-
chia dottrina ai tempi nuovi ed alle mutate condi
zioni della lotta di classe, ai popolari che non han-
no mai avuto una dottrina originale; dai socialisti
per la loro impotenza rivoluzianaria ai comunisti
per il contrasto tra ideologia libertaria e pratica bu-
rocratica; dai nazionalisti per la loro vuotaggine e
incoerenza dottrinale, ai repubblicani devoti ad un
Mazzini ormai inattuale ed intraducibile in linguag-
gio moderno. Al di sopra delle formule e dei pro-
grammi dei partiti, ormai svuotati dal fascismo
trionfante, egli ribadiva il proprio concetto della
rivoluzione liberale. Che cosa intendeva con questa
espressione? Voleva dire che l'Italia avrebbe dovu-
to passare attraverso un rivolgimento innovatore
per liberarsi definitivamente dalla impotenza dei
partiti tradizionali che l'aveva condotta alla reazii
ne fascista; ma, nello stesso tempo, questo rivolgi-
mento doveva ispirarsi agli ideali perenni della dot-
trina liberale.





Quando Gobetti parlava di liberalismo non in-
tendeva riferirsi ad una determinata teoria dello
stato, a quella teoria dei limiti del potere statale
che era stata elaborata dai costituzionalisti inglesi
e ffancesi, ma ad una concezione globale della vita
e della storia, a quella concezione secondo cui la
storia è il teatro delle lotte tra gli uomini, e solo
nell'antagonismo degli interessi, nell'antit@si delle
forze politiche, nel dibattito delle idee, risiede la
molla della civiltà e del progresso: 7

« La sola volontà collettiva valida si crea dalla
«lotta, dalle forze che nella lotta intervengono e si
« estrinseca non ordinatamente, ma rivoluzionaria-
«mente attraverso feroci intransigenze, integri
« esclusivismi, incorrotte volontà. L’ agitarsi è una
« colpa in un governo teocratico e nella Città del
« sole, ma è la realtà bella e brutale della vita de-
« mocratica moderna. E se ne nascono soprusi e
« violenze si afferma al di sopra di esse il trionfo
« dell'idea, dell'iniziativa, della responsabilità ».

E altrove: /

«Il nostro liberalismo, che chiamammo rivolu-
« zionario per evitare ogni equivoco, s' inspira ad
«una inesorabile passione libertaria, vede nella
« realtà un contrasto di forze, capace di produrre
«sempre nuove aristocrazie dirigenti a patto che
«muove classi popolari ravvivino la lotta con la lo-
«ro disperata volontà di elevazione..... Lo Stato è
« l'equilibrio in cui ogni giorno si compongono que-
« sti liberi contrasti: il compito della classe politi-
«ca consiste nel tradurre le esigenze e gli istinti in
«armonie storiche e giuridiche. Lo stato non è se
«non è lotta ».



In questo senso una rivoluzione non può non
issere liberale, proprio perchè è nella natura di
ogni rivoluzione, a qualunque ideologia si ispiri, il
fare scoppiare conflitti latenti, esasperare gli anta-
gonismi, liberare forze nuove capaci di rinnovare la
lotta politica. Per Gobetti anche la rivoluzione rus:
sa, come è noto, era una rivoluzione liberale. Ogni
rivoluzione è liberale in quanto liberatrice. Una ri.
voluzione non liberale non è rivoluzione, ma reazio-
ne, controriforma; controrivoluzione.

Da questa concezione generale! della storia Go
beiti traeva il suovideale morale che era, ancora una
volta,;un ideale di libertà. Il liberalismo era per lui,
come per Croce, oltre che una concezione della sto-
ria, un ideale morale, Tra i due valori supremi cui
tende la società politica ben ordinata, la libertà e
l'uguaglianza, Gobetti duva la preferenza al primo:
era schiettamente liberale nel senso classi-
<c (e vorrei dire perenne) del liberalismo. Critican-
do la dottrina mazziniana, e con questa ogni forma
di democratismo astratto che pregia sopra ogni co-
sa l'eguaglianza, diceva che « il problema del movi-
mento operaio è problema di libertà e non di egua-
glianza sociale », precisando:



« L'uguaglianza sociale è l'ideale di tutte le pre-

| « parazioni e di tutti î sogni ribelli, è l'aspirazione

< più tragicamente commossa dell'uomo di tutti i
«tempi, ma esaurisce la sua ricchezza nel creare lo
® slancio rivoluzionario : poi solo la differenziazio-
«ne può alimentare una morale sociale e un senso



«« dei limiti e una responsabilità di sacrificio ».

Questa concezione generale della storia e que-
s‘0 ideale morale avrebbero dovuto prender forma
concreta in istituzioni economiche e politiche, ispi-
rate ai principi della responsabilità individuale, del-
la spinta dal' basso, della spontaneità creatrice: in
economia Gobetti non rinunciò mai agli insegna-
menti del liberismo, inteso come dottrina dell’ini-
ziativa economica, che aveva appreso dal suo mae-
stro Einaudi; e in politica riteneva che la forma più
alta di reggimento fosse l’autogoverno, di cui vede-
va una manifestazione nuova per tempi nuovi nei
consigli di fabbrica, tanto da affermare, in contra-
sto coi suoi maestri:

«Di fronte al grandioso movimento dei Consi-
e gli un liberale non può assumere la posizione me-
«ramente negatrice di L. Einaudi o di E. Giretti.
«Il liberale ha dinnanzi uno dei più caratteristici
« fenomeni autonomisti, che siano sorti nell’ Italia
« moderna ».

Se poi volessimo dare un nome a questo afflat-
to di liberilismo perenne che animò le sue opere
e la sua vita. militante, non potremmo trovare
espressionerpiù felice, forse, che le due parole « pas-
« sione libertaria » che gli erano care e aveva ado-
perato per indicare il carattere di uno dei perso-
naggi più vivi della sua galleria di antenati! Vitto-
rio Alfieri. Così si esprimeva:

«Un partito liberale privo di una dominante
« passione libertaria è nulla più che un partito di
« governo, una diplomazia per iniziati, che eserci-
«terà la sua funzione tutoria ingannando i gover-
« nati con le transazioni e con gli artifici della poli-
« tica sociale »,

Animato da questa « passione libertaria » Go-
betti impersonò in quegli anni lo spirito di resisten-
x al fascismo, e ne è diventato un simbolo, E poi
chè il liberalismo di cui si professava seguace, era,
come si è detto, il riconoscimento del valore della
ertà come lievito nella storia umana, il suo inse-
gnamento non è destinato a tramontare.



Ci siamo voluti soffermare sull'esame di co-
scienza che Gobetti compì in quegli anni, perchè
rivela la crisi di un'epoca. Da questo esame di co- |

scienza egli traeva la speranza di una nuova età illu-
ministica, fondata sulla vittoria della ragione con-
tro l'istinto, della civiltà contro le barbarie, della
serietà contro la retorica.

«Avendo assistito alla triste sorte delle spe-
«ranze sproporzionate, delle fiduciose baldanze,
« delle febbri di attivismo, il nostro proposito è di
« conservarci molto parchi in fatto di crisi di co-
« scienza e di formule di salvazione; nè di lasciarci
« sorprendere ad escogitare nuove teorie, dove ba-
« sterà la sapienza quotidiana. Abbiamo deciso di
« mettere tutte le nostre forze per salvare la dignità
« prima che la genialità, per ristabilire un tono de-
«coroso e consolidare una sicurezza di valori e di
« convinzioni. La nostra vita comincia qui, con la
e scontentezza di ciò che sembrava materia di en-

Dipinti in bianco e nero
di Guido Ziveri

« tusiasmo. Perciò, invece di levare grida di allarme
«o voci di raccolta, incominciamo a lavorare con
« semplicità per trovare anche per noi uno stile
« europeo ».

Che poi questa età della ragione sia venuta,
non avremmo davvero il coraggio di affermare. Ma
proprio per questo non possiamo dimenticare il
messaggio gobettiano, dal quale abbiamo appreso
quale sia il valore dell'eresia nella storia.



La Redazione ed i Collaboratori de Il Quaran-
tacinque ringraziano il prof. Bobbio ed il Centro
Siudi « Piero Gobetti » di Torino per aver permes-
so la pubblicazione del presente saggio, già appar-
so sul terzo dei Quaderni del Centro stesso.



la scuola italiana

La scuola italiana è una scuola classista? E’ cioè una
scuola che appare e viene predicata come democratica ma
in realtà è destinata a perpetuare le differenze di classe e
a cristallizzare le attuali forme sociali? La Costituzione ita-
liana lo nega. Ed infatti l'art. 34 dispone che «I capaci e
meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di rag
giungere i più alti gradi degli studi ». E subito dopo pre
a «La Repubblica rende effettivo questo diritto con
borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze ».







La nostra pratica quotidiana di studio e autorevoli te-
stimonianze, provenienti dai più disparati settori della vita
politica e dell'opinione pubblica, smentiscono quanto affer-
ma l'art. 34. L'onorevole Franco Maria Malfatti nel corso
del recente dibattito sul bilancio della Pubblica Istruzione





so i problemi della scuola. Benchè deputato del partito al
governo e dirigente dell'ufficio centrale per le attività cul-
turale della Democrazia_Cristiana, l'onorevole Malfatti ha
coraggiosamente denunciato che Ja composizione sociale
della popolazione \universitaria. italiana’ rivela una strut-
tura tipicamente classista,

E ha precisato il suo pensiero « Quando ho parlato di
struttura di classe dell'Università italiana non ho usato
una frase ad effeto nè ho fatto della demagogia. Ho de
finito sinteticamente un preoccupante fenomeno che è sta
to portato a conoscenza della pubblica opinione dall'inda-
gine sulle università italiane condotta dalla rivista « Il Mu-
lino» ed i cui termini essenziali sono che appena I'll per
cento degli universitari italiani proviene dal mondo agri-
colo, solo il 9 per cento dagli operai, solo il 6 per cento
dal mondo artigiano. (E' chiaro che il rimanente 74 per
cento proviene da ambienti borghesi. N.d.A.). Se parago-
niamo la composizione sociale della popolazione universi-
taria con la composizione sociale del paese, risulta dalla
citata indagine che gli imprenditori e i liberi professioni
sti, dirigenti ed impiegati, i quali nel paese sono pari
all'86 per cento della popolazione maschile, si trovano so-
vrarappresentati nelle università, dove le corrispondenti
due pa 'SE0de costituiscono circa il 60 per cento del totale
degli iscritti. All'opposto, sono fortemente sottorappresen-
tati i lavoratori dipendenti ed i coadiuvanti, nel paese pari
rispettivamente al 38 e all'112 per cento, mentre gli indici





corrispondenti della popolazione universitaria sono intorno
all'Il e allo 0,3 per cento».

Sarebbe un errore credere che gli squilibri nella com-
posizione sociale degli studenti siano una prerogativa del
le università. Essi sono riscontrabili a tutti i livelli scola-
Stici, ma traggono origine da una gravissima strozzatura
che si verifica al momento del passaggio dalla scuola pri-
maria alla scuola secondaria, Un fascicolo statistico pub-
blicato recentemente dal Ministero della P.I ha reso di
ione che 1'80,7 per cento dei ragazzi frequen-
tanti la scuola di avviamento professionale proviene da
famiglie di lavoratori dipendenti, di contadini, di operai.
La scuola d'avviamento, salvo rari ed eccezionali casi, è

una strada chiusa, I ragazzi di modesta origine familiare
sono © i

fannati in partenza, all
vono, o meglio vengono iscritti all'avviamento. La scuola
media, invece, apre la via agli studi superiori e lancia i
ragazzi verso un destino sociale più fortunato perché sa-
ranno essi a formare la classe dirigente di domani.











pubblica ra;











A (questa sselezione nom tutti (partecipano con eguali
possibilità, se pure con gli ‘stessi diritti. All'uscita dalla
scuola elementare obbiettivamente avviene una discrimina-
zione di classe, determinata da una ragione d'ordine econo.
mico e da una ragione d'ordine culturale. Tralasciando
è di iscrizione, d'immatricolazione e
di frequenza, esigue, ma non al punto da non incidere sui
bilanci familiari più modesti, il ragazzo che va alla scuola
media devo effettuare una spesa che si aggira sulle 25.000
lire. Se talora da tale somma può essere defalcato îl prez
zo dei vocabolari e dell’atlante, perché usati precedente
mente da altri studenti della famiglia, questo pur minimo
sollievo non tocca le famiglie più modeste, che più ne
avrebbero bisogno, poiché manca una tradizione di studio
non solo in famiglia ma addirittura nell'ambiente loro.

Si aggiungano le continue e non indifferenti spese
per il decoro esteriore del ragazzo, che non devono essere
intese come effetto di vanità bensì come espressione di
un chiaro atteggiamento psicologico motivato dall'esigen-
za di non trovarsi a disagio in un ambiente ritenuto supe
riore 0 quantomeno diverso.

di considerare le ta









Il ragazzo la cui famiglia ha superato i primi ostacoli
economici si trova adesso davanti ad impedimenti ben
maggiori che sono la causa effettiva della mortalità scola



stica nella scuola media. Questo ragazzo proviene da am-
bienti culturalmente depressi che nessuno aiuto possono
dargli quando sarà alle prese con le difficoltà del latino,
materia che richiede tormentose applicazioni. Il bilancio
familiare già abbondantemente lo non sopporta
ulteriori sforzi per lezioni private, di cui il ragazzo avreb-
be veramente bisogno poichè gli manca un retroterra fa-
miliare e ambientale di cultura.





Il fascicolo ministeriale pubblica altre cifre illuminan-
ti: il latino incide con il 92,6 per cento sulle bocciature e
con il 594 per cento sugli alunni rimandati. Sono cifre
molto eloquenti. Testimoniano l'insostenibilità della situa-
zione e, se ve ne fosse ancora bisogno, l'urgente necessità
di una riforma delle strutture scolastiche che elimini di-
sparità sociali e allinei tutti i ragazzi su una medesima
posizione di partenza e con eguali possibilità di successo.



La scuola dagli 11 ai 14 anni è la base dell'intero
edificio scolastico; dal numero degli alunni che la frequen-
tano si misura il livello sociale e civile del paese. La strut-
turazione odierna della scuola italiana, e in particolare
della scuola media, è in netta contraddizione con l’evolu-
so sociale del paese. Così scriveva Mario Alicata fin

I 1955 «La spinta dinamica degli strati popolari verso
a scuola fa saltarein aria una organizzazione che, dalle
classi elementari fino»a. giungere (all'università, ‘era stata
costruita per l'istruzione di-piccole élites, per la prepara
zione di ristretti gruppi dirigenti, allo stesso modo che lo
sviluppo, per un verso, della coscienza democratica del
paese e, per l'altro verso, della scienza e della cultura
moderna, è entrato in contraddizione con il contenuto e
i metodi dell'insegnamento della scuola, da quella elemen-
tare a quella universitaria ».



Quello che una volta era considerato lo strumento es
senziale per la formazione del cittadino investito di respon-
sabilità politiche, culturali od economiche oggi è un freno
all'espansione della cultura e quindi alla partecipazione
dci singoli a tutti i livelli della vita sociale. Il bivio cui
siamo giunti non offre altre alternati
questa strada significherebbe condannarci a perdere i con-
tatti con l'evoluzione economica e sociale della nostra
epoca.





Molto bene scrive André Philip, della facoltà di Diritto
© di Scienze Economiche di Parigi « L'Occidente non so-
Dravviverà se non arriverà a formare rapidamente un nu-
mero di insegnanti, di ricercatori, di scienziati, di inge
Sneri © di tecnici indispensabili al suo sviluppo economi.
co; e perciò bisogna riguadagnare rapidamente i milioni
di talenti e di geni oggi sprecati, di fanciulli cui la man-





canza di mezzi impedisce di proseguire gli studi; la demo-
cratizzazione dell'insegnamento e l'orientamento di tutte
le scuole verso una formazione corrispondente alle esigen-
ze del paese è una condizione di sopravvivenza », La Svimez
in una inchiesta sui mutamenti della struttura professio
nale e sul ruolo della scuola italiana nel prossimo quindi
cennio ti spodzzalo! DEL il uo un IO nella scuola



neamente dovranno quadruplicarsi gli Fusi medi, rad-
doppiare quelli universitari e aumentare del 120 per cento
i laureati.

Il punto di partenza per la risoluzione del problema
è l'eliminazione della discriminazione che avviene all'atto
della scelta tra scuola media e avviamento, I privilegiati
alla prima, i poveri al secondo. Sono termini crudi ma è
il problema stesso che per la sua crudezza impone di met-
tere da parte ogni indulgente, ma non per questo meno

colpevole, forma di accomodantismo. È

Quanto al problema del latino, esso è in gran parte
economico; infatti, le ripetizioni private di latino rappre
sentano per tanti professori un notevole cespite di guada-
gno che verrebbè a mancare se si sopprimesse lo studio
dell latino mell'intera scuola media. Naturalmene non si
abolire lo studio del Tatino nell'intera scuola ita
ma di farlo studiare a chi deve e può e nella sede
adatta. Il latino in cinque anni di liceo, în classi omo-
genee di studenti interessati alla materia, verrebbe studiato
cor profitto maggiore che in otto anni di stiracchiamenti,
ripetizioni e pappagallesche traduzioni.





Le evidenti contraddizioni esistenti nella composizione
sociale della popolazione scolastica della scuola *fnedia ge
nerano ;squilibri e perturbazioni che si ripercuotono nega-
tivamente — e non potrebbe essere diversamente — nella
scuola media superiore e nell'università. Le cifre portate
ciall'onorevole Malfatti a sostegno delle sue tesi parlano da
Il diritto allo studio, garantito dalla Costituzione, as-
sume il sapore di una beffa duando si pensa che nel 1960
appena l'1.31% della popolazione universitaria ha usufruito
di borse di studio, solo il 2% ha trovato ospitalità nelle
case dello studente, solo il 3% ha frequentato le mense
universitarie. La media delle borse di studio è di 70.000
lire annue mentre l'UNURI ha accertato che una borsa
di studio non dovrebbe scendere sotto le 350.000 lire.
Ben si comprende la crudezza della realtà che si cela
dietro l'aridità di tutte queste cifre. Un'evidenza ancor
maggiore e una caratterizzazione più netta dà al problema







l'inchiesta condotta dall'organismo rappresentativo univer-
sitario bolognese, dalla quale risulta che circa il 16 per
cento degli studenti era costituito da figli di laureati, lau-
reati che — nelle classi di età alle quali appartenevano
presumibilmente i padri degli studenti — costituivano solo
il 2 per cento della popolazione, Questo è un ulteriore
esempio di quello che eufemisticamente viene definito
Scarso ricambio sociale. Obiettivamente si tratta di una
cristallizzazione dei rapporti sociali in rigide strutture clas-
siste nettamente contrastanti con la dinamica della vita
moderna, la democratizzazione degli istituti politici, la lot-
ta di emancipazione e di liberazione di grandi masse dalla
schiavitù del bisogno e dell'ignoranza, la partecipazione di
tutti i ceti al governo e al controllo della cosa pubblica.



In pratica è un monopolio di potere, meglio un oligo-
polio che si trasmette per vie interne e rigidamente prefis
se, e che opera per îl mantenimento di privilegi particola-
ristici e si oppone ad ogni legittima aspirazione di dilata-
zone dell'area în cui si reclutano le forze partecipanti al
l'alternativa del potere e al ricambio delle élites dirigenziali.
Lungi dall’attenuarsi e progressivamente sparire le barrie-
re che separano le varie classi sociali si istituzionalizzano,
si rafforzano emanando il prestigio” dell'istituzione intoc-
cabile e che si giustifica di per/sè, separata ormai, scissa
da quei reali motivi che un giorno, ormai remoto, ne giu-
stificarono storicamente la formazione,

E l'articolo 34 della Costituzione? Come è potuta avve-
nire la svirilizzazione della carta costituzionale? La rispo-
sta va oltre il limite dell'aspetto costituzionale ed investe
il campo dei rapporti storici, politici e sociali. La demo
crazia borghese, dando all'aggettivo un significato voluta:
mente limitativo, concede alcuni diritti ma non la pos
bilità di avvalersene, perchè la sovranità del popolo non
è più assoluta quando i servizi essenziali del paese sono
nelle mani delle potenze del denaro, che possono eserci-
tare la loro pressione sulle Assemblee parlamentari.

NANDO ROTONDO





Por le gratia de diés



i giovani e l’università

Un problema fondamentale della vita universitaria (e
nazionale) è quello di trovare î metodi di rendere viva,
ira noi giovani, l'esigenza di una attiva e responsabile
partecipazione alla vita culturale e politica della nazione,
© questo per ovviare alla deficenza del sistema educativo
è al conformismo dilagante; e per giungere a qualche
risultato concreto è essenziale individuare le ragioni pro-
fonde che determinano la situazione attuale.

Noi giovani siamo accusaji di essere spregiudicati, ri-
belli, iconoclasti di fronte agli ideali di ieri e ciò per for-
tuna è vero: a molti di noi non importa più nulla degli
idoli delle generazioni passate, ci sentiamo istintivamente
nemici di tante convenzioni che un tempo non lontano
erano legge. Eppure in genere non ci possiamo dire degli



anticonformisti nel senso più vero e profondo della pu
rota: abbiamo i mostri tabù, le nostre posizioni attuate
ione éonSapevole, vsiamo ribelli che hanno ac:



senza rifle.
cetiato implicitamente nuove schiavitù èd lin | fondo "non
hanno rotto col passato se è vero, come amano sostener
molti, che di fronte alle prize prove impegnative della
vita reagiamo come hanno reagito coloro che oggi sono
adulti, subendo con il solito rimpianto per i sogni non
i compromessi e le inibizioni della vita bor



Il faito è che la ribellione è solo formale e si man-
tiene tale perchè tutto congiura a non permetterci. di ap-
profondirla, a cominciare dalla famiglia; siamo infatti
spesso vittime di madri e padri che tollerano ogni quto-
nomia, ma non una autonoma formazione etica e politica,
poichè hanno paura per il nostro avvenire e così finiscono
col suggerire il compromesso, l'opporiunismo come mi
gliore via per farsi strada.

La scuola poi, salvo rare eccez
a professori intelligenti e coraggiosi, imbottisce il capo
delle solite nozioni e dei soliti ideali e gli studenti fini
scono con l'assimilare date, nomi, fatti, formule, critiche
estetiche, frasi cifre senza alcuna partecipazione viva e
spontanea

L'università tende infine a fare di noî dei tecnici ca-

foni di cui il merito va





paci dî progettare ponti o di ‘inquadrare correttamente
problemi di mercato, produttori di salumi e di agrumi e
consumatori di programmi televisivi, dî films d'evasione,
di giornali « indipendenti ».

Adeguarsi a questa situazione senza reagire, senza ten-
sare di fare qualcosa significa rendersi complici dei nemici
della civiltà, usi ad approfittare del fatto che altri uomini,
rinunziando più o meno coscientemente alla loro umanità,
pensano che le questioni politiche, etiche, culturali non
siano problemi di loro competenza.

Accettando i pressanti inviti dell'ambiente a trascu-
rare le questioni politiche e culturali. perchè non siamo
degli specialisti e perchè c'è già chi pensa ad esse ed è
ben più qualificato di noî, permettiamo che si instauri la
società vagheggiata dai nemici dell'uomo: sla socletà nella
quali gli artisti producono opere da ammirare, gli intellet
inali verità în cui credere, gli operai automobili colle quali
illudersi divessere felici, le madri î figli che domani sosti
luirinno gli igranaggi vecchi-della/ macchina sociale.

Nell'Università si mostra; netto;vil pericolo che trionfi
una tale società e, strano a dirsi, spesso ne favoriscono
l'avvento proprio quanti si appellano alla spiritualità del
l'uomo: Infatti sentiamo costoro dire’ « non facciamo della
politica» appena la situazione interna ed internazionale



presenta qualche avvenimento su cui sarebbe utile discu-
iere, confroniare opinioni e giudizi.

Vediamo molti rifiutarsi, d'altra parte, di®sostenere
una loro tesì nella presunzione che si tratti di una tesi in-
discutibile è gli uni con l'intolleranza, gli altri con l'indif-
ferenza, non fanno che negare î veri valori dello spirito e
della vita. Per tanti amici. giovani come noi, il problema





di una vita vissuta responsabilmente, minuto per minuto,
l'ideale veramente anticonformista e rivoluzionario di una
tale quionomia neppure si pone, e pensare che spesso si
iratta di giovani apparentemente « moderni » e spregiudi



cati.

Intanto nelle alte sfere della cultura ufficiale, artisti
raffinati creano opere ove, più che l'arte, si dovrebbero
cercare le manifestazioni morbose di fantasie malate: ma
la critica accademica vi scopre suggerimenti metafisici



ed aperture verso il mistero e l'infinito e così i palati più
difficili sono soddisfatti mentre per le nostre coetanee,
scrittrici «rosa» producono a getto continuo romanzi e
novelle di protesta, di tanto în tanto, contro la degenera-
zione del costume... e se ne cercano î responsabili tra
quanti propongono virili prospettive, etiche e sociali, di
vita vissuta spontaneamente, senza complessi, compromes-
si, inibizioni, mentre i veri responsabili, con î loro incita-
menti al conformismo, all'evasione, alla îrresponsabilità
vengono osannati. Panem et circenses è il motto dei veri
corruttori dell'uomi
caso, sedendo ai banchi dell'università per memorizzare
formule e frasi da imparare, domani, a produrre altre
formule e frasi; i circenses che ci propina la società per
farci evadere dalla noia.

1 risultati di una tale situazione?

Siamo soli e ci sentiamo scontenti, anche se c'è la ra-
gazza con cui trscorrere qualche ora, perchè non possiamo
costruire alcun legame di amicizia e di amore su quegli
interessi comuni (svago e studio) che accettiamo dall'am-





: il panem che si acquista, nel nostro



biente senza alcun entusiasmo, tanto per non morire di
noia e non pregiudicare, la nostra carriera. Siamo privati
della gioia g dell'orgoglio»di creare colle nostre manî il
mnondo in cui vivere domani, e quasi neppure (ce ne de:
corgiamo; sapiamo solo di dover studiare per guadagnare
ed essere rispettati e basta, poichè la società non ci sugge-
risce che l'«ideale» borghese della rispettabilità e della
ricchezza. Le stesse manifestazioni tradizionti della goliar-

LIBRI

Corso Gastaldi, 39 -1
(portone dopo il tabaccaio)
Telefono 360.763

dia hanno perso — per giudizio unanime — la carica di
vitalità che avevano un tempo; l'ambiente universitario si
è esteso e contemporaneamente si è imborghesito: quanti
una volta formavano l'università costituivano un'aristocra-
zia che avvertiva la particolarità della sua posizione nella
società; oggi è logico che ciò non sia più; ed è un bene.

C'è il pericolo però che si perda il senso della respon
sabilità che compete a noî în quanto uomini dai quati, per
il fatto di «avere studiato », la società aspetterà suggeri
menti ed iniziative per il comune interesse. Per questo il
nostro problema supera l'ambito universitario e la sua
soluzione è di fondamentale importanza nella vita nazio
nale: una soluzione che dipende soltanto da noi, poichè
la società, almeno quella ufficiale, ci spinge in una dire-
zione ben diversa da quella, unica, che conduce a tempi
migliori,

Tocca a noi imboccare la via del dibattito aperto,
franco, nel quale ciascuno metta al servizio degli altri il
proprio patrimonio di esperienze, riflessioni, idee e dat
quale tutti possano ricavare una giustificazione nuova del
la vita come personale ed autonomo impegno etico verso
la società; tocca a noi evitare la superficialità degli atteg-
giamenti, ripudiare, îl facile ritornello « non mi interesso
di ‘queste cose #70’ quello ancora più facile/<è così e ba-
sta» con cui molti irresponisabilmente (e non per colpa
loro) tentano di sottrarsi al loro dovere ed alla loro dignità
di uomini,



UNA MATRICOLA

REeBIO

E DISPENSE NUOVE E USATE





il teatro a genova

Nelle pagine che seguono si può leggere una serie di
interviste sull'attività del « Teatro Stabile» di Genova con-
cesse al nostro giornale da persone di ogni corrente ideo-
logica legate per professione o per elezione alle sorti del
mondo del teatro.



Il perchè di queste interviste nasce dal fatto che, allo
scadere di dieci anni d'attività del nostro « Stabile», si è
avuto, in verità, il tentativo di abbozzare una storia uffi-
ciale alla quale, per i suoi chiari limiti, negheremmo volen-
tieri il nome di storia, ma non si È raggiunto ancora il
risultato di aprire un dibattito serio ed impegnato
funzioni che tale teatro ha e dovrebbe avere, sui tara
del repertorio e dello stile, dei rapporti con il pubblico,







della libertà d'espressione.

Se vi sono state discussioni tra pubblico, autori, registi,
attori sotto la guida del direttore del nostro teatro citta-
dino del quale non sono certo da negare il gusto per il
dibattito e la forbitezza che ha nel presiedere, esse hanno
incontrato da ‘un ato jl limite formale dell'argomento,
ristretto al giudizio sil ciasetmo dei) lavori rappresentati,
dall'altro quello contenutistico della rarità di interventi
qualificati.





Questa volta, noi abbiamo di proposito sentito le
opinioni dei critici, assenti in quella sede, e, a giudicare
dall'entusiasmo con il quale hanno accolto le nostre do-
mante, dobbiamo affermare che se una serie di interviste
non è ancora l'ampio dibattito che avremmo desiderato,
ne è tuttavia la più efficace introduzione.

E provato, dunque, che l'attività del « Teatro Stabile »,
centro per alcuni degli anni passati di interessi culturali e
di polemiche vastissime sconfinate talvolta anche nel ter-

eno politico, è sempre oggetto di generale attenzione.



Poche cose vorremmo dire per chiarire il nostro pen-
siero su l’attuale attività del teatro cittadino, seguendo la
linea dei quesiti che abbiamo posto agli intervistati.





Per conto nostro, inanzitutto, la funzione di un teatro
Stabile è quella, chiaramente individuata da alcuni dei no-
interlocutori, di svolgere un'azione culturale allo scopo
di far conoscere al pubblico particolari aspetti della pro-
duzione classica e contemporanea.







Questo scopo può essere conseguito solo partendo da

una spregiudicata visione di inquadramento delle opere nel
loro aspetto storico, da un impegno di cultura che orienti
le scelte di contenuto e di stile.

Come intelligentemente ha notato un altro intervistato
che può allegare a prova della sua tesi una pluriennale e
valida esperienza, un teatro stabile non deve essere um
teatro « di tendenza » ma di « tendenze » un punto d'incon-
tro e di dibattito tra concezioni, tra visioni diverse, quindi
un alimento alla discussione.





La concezione delle funzioni del teatro che hanno i di-
rigenti del nostro Stabile» non sembra vicina alla nostra.

Alla pluralità di tendenze, al libero dibattito, al con-
trasto si preferisce una produzione omogenea 'compren-
dente solo un determinato teatro borghese o persborghesi,
lontano dalle inquietudini attuali, dai vèri problemi di
fondo.

La stessa omogeneità presiede alla scelta dei testi clas-
sici, al modo»di ‘interpretarli troppo spesso antistorico.

Alcuni /di noi



‘ordano ancora; per fare un esempio del
teatro che preferiamo, il « Volpone» di Ben Johnson rap-
presentato anni or sono dal nostro « Stabile» allora di-
retto da Giannino Galloni.



f La scelta felice ed anticonformistica del testo volta a
presentare al nostro pubblico un grande elisabettiano im-
meritatamente relegato nelle biblioteche, la regia mossà,
ricca di umori facevano ben comprendere il signfficato sto.
rico della polemica di Johson, la sua formazione dotta, il
suo impegno civile, la ricchezza del suo mondo rioetico.

Duole rilevare — e qui siamo nel campo degli esempi
che abbondano, purtroppo, sotto la direzione attuale — che
il contemporaneo, grande vicino di Johnson, non ha avuto
un'interpretazione così ricca, così completa,





Lo shakespeareano «Misura per misura» diretto da Lui-
gi Squarzina, autore e regista antistorico per eccellenza,
Sì può definire, se vogliamo sforzarei ad inquadrarlo in
uno schema di comodo, non uno spettacolo in costume 0
di costume, ma uno spettacolo di costumi, propriamente,
cioè di sciabole, di daghe, di ricchi pennacchi, di palcosce
nico girevole e via discorrendo, l'ideale dello spettacolo va-
lido, secondo Ivo Chiesa.







Il macchinoso che raramente raggiunge il meraviglioso
le sovrastrutture antistoriche che gravano sul testo, que
sti i difetti principali nelle regie del nostro « Stabile ».

E? ancora recente il ricordo di « Ciascuno a suo modo »:
in un anno nel quale si tenta l'interpretazione distaccata
di Pirandello valutato nel suo e nel nostro tempo (ricor-
diamo le riletture lucide e varie di Strehler, di De Sica, di
Gassman, di Franco Parenti) ecco l'oleografia, il Pirandello
da musco, la brutta statua di cera.

Meglio mille volte allora l'alternativa offerta da Ter-
ron e da Puecher, un « Matrimonio di Figaro » miscuglio
di varii e discordanti stili, ma presentato in una riduzione
rigorosa e viva.

Che dire poi delle scelte degli autori contemporanei?

Non si è avuta sempre la mano felice per quelli itali:
: se Salvato Cappelli ha offerto, aiutato da una >
lente regia, un inquietante « Diavolo Peter » troppo presi
dimenticato e se Enrico Bassano ha espresso con o
la sua protesta di uomo libero contro il terrore atomico,
altri autori si sono dilettati con qualunquistiche macchiet-
te di cittadini di altri pianeti o hanno inintelligentemente
giocato con problemi gravi come quello dell'esodo dei me-
ridionali disoccupati al Settentrione o hanno tentato il me-
tafisico in storie abbondantemente convenzionali di guappi
da canzone sceneggiata.









In quanto agli autori stranieri, Anouilh e Salacrourso:
no preferiti non soloral teatro d'avanguardia, ma persino a
Sartre e a Camus: il fatto che, a distanza di pochi mesi,
Genova abbia ospitato due versioni, eseguite da giovani di
diversa ispirazione, del « Caligola » non ha insegnato nulla
ai dirigenti del nostro Teatro, come nulla aveva insegnato
l'esperienza non tutta valida ma nel complesso positiva
della « Borsa di Arlechino ».



I grandi problemi contemporanei, gli stili nuovi di re-
gia e di recitazione sono tuttora banditi: si respinge il pub
blico più avanzato, non si ospita né l'« Opera da tre soldi »
né l'« Arturo Uvi», si è parchi di scambi con i teatri con-
fratelli, Nemmeno la lezione della proficua collaborazione
di De Bosio con Parenti che ha fatto dello « Stabile» di
Torino uno dei più serii teatri d'Italia è stato oggetto di
molta commozione. Ma il pubblico nuovo si forma con le
scelte valide (quelle che, al loro tempo, seppero fare tanto
Trabucco quanto Galloni), creando un centro di interessi
locali, patrocinando uno scuola di recitazione nel nostro
capoluogo.





Si preferisce, invece, piuttosto di mandare avanti una
scuola genovese, di ricorrere all'aiuto pregevole di un allievo



di Squarzina e di Orazio Costa che ha dichiarato pubblica-
mente di non avere mai veduto una regia teatrale di Luchi
no conti. Per il resto si ricorre alle « human relations »
e alla campagna abbonamenti.





L'unico modo di provocare soluzioni e fermenti nuovi è,
a nostro avviso. quello di una campagna democratica pro-
mossa dai critici più impegnati, dai rappresentanti delle cor-
renti più progressive in seno all'amministrazione dello « St:
bile », della parte più avanzata del pubblico per un teatro
vario nel repertorio e nello stile, in una parola più libero.
ROBERTO GARIBBO, MARINO REGINI, ARMANDO ROC.
CELLA, CARLO SCARDULLA

Gli intervistati:









Ivo Chiesa, direttore del « Teatro stabile della Città di Ge-
nova Eleonora Duse »,

Enrica Basevi, membro del Consiglio di Amministra-
zione del Teatro Stabile, segretaria della « Società di Cul
tura ».



Enrico Bassano, autore drammatico, critico teatrale e
cinematografico del « Nuovo Cittadino ».



Tullio Cicciarellî) critico teatrale, cinematografico
tario! de « Il Lavoro Nuovo»,

e lette.



Giannino Galloni, critico teatrale de « L'Unità ».

Carlo Marcello Rietman, autore drammatico critico tea-
trale, musicale, cinematografico de « Il Secolo XIX ».*



Giorgio Striglia, critico teatrale del « Corriere' Mercan-
tile» hanno risposto alle seguenti domande:

1) Quale è, a suo giudizio, la funzione di un teatro stabile?

2) Quale è effettivamente la funzione del Teatro Stabile di
Genova e quale dovrebbe esse



3) Qual è il suo pensiero sulle attuali scelte di repertorio?

4) Quali possibità vi sono di formare a Genova un pubblico
nuovo?
del



5) Che cosa ne pe a critica teatrale genovese?



IVO CHIESA

1° — Qual'è la funzione di un Teatro Stabile



Premetto che nè a questa, nè alle successive domande,
risponderò in modo completo ed esauriente, Ogni domanda





infatti riguarda una questione di fondo, che non può essere
esaurita nella sede per forza limitata che una intervista of-
fre. Mi limiterò a dire che non si può parlare di «una» fun-
zione dei Teatri Stabili, bensì di molteplici finalità, I Tea-
trì Stabili, anzitutto, costituiscono un modo di passare da
una gestione privata a una gestione pubblica del teatro di
prosa. Da qualche decennio la rete dell'esercizio e dell'im-
presa privata va indebolendosi sempre di più: la crisi si è
verificata prima nelle città di provincia, è passata poi nelle
città maggiori e sta toccando ormai anche le due città, Ro-
ma e Milano, più tradizionalmente « teatrali ». Si parla sem-
pre, a questo proposito, di crisi; sì dovrebbe invece seguire
- favorire quello che non è altro che un naturale trapasso
da un sistema a carattere industriale, speculativo — oggi
non più autosufficiente — a un sistema basato su gestioni
pubbliche. Un secondo obiettivo dell'attività dei Teatri Sta-
bili è da vedere nella sottrazione del teatro di prosa ad una
di semplice divertimento dalla quale le forme meccaniche
di spettacolo lo vanno sempre più eliminando: ma chiarisco
subito che un risultato di divertimento — non inteso però
come unica finalità — si deve sempre raggiungere. Credo
di avere sottolineato così che l'attività di un Teatro Stabile
deve essere un'attività di cultura. Ed ecco un'altra funzione
dei Teatri Stabili: èssi devono a mio avviso puntare ad un
sempre maggior perfezionamento dei propri strumenti:
ganicità e compattezza-delle compagnie, esattezza nella
ibuzione dei ruoli, cura scrupolosa»delle-messinscene, Ho
lasciata per ultima-— ma molte altre ve ne' sarebbero —
quella che a me pare la funzione principale: il rinnova-
‘allargamento del pubblico della propria citt
delle altre città che nel corso delal stagione vengono vi:
tate.



























mento ©





2 — Qual'è effettivamente e quale dovrebbe essere a Ge
nova?

Le funzioni che ho elencato rispondendo alla prima do-
manda sono le stesse che il Teatro Stabile di Genova si
propone. E’ nell'ordine delle cose che ogni risultato non sia
raggiunto al cento per cento: io spero che la percentuale
negativa sia giudicata nel nostro caso d'una misura soppor-
tabile



® — Che cosa ne pensa delle attuali scelte di repertorio?

Noi siamo sostanzialmente soddisfatti del repertorio
presentato questo anno. La stessa cosa non potremmo dire
per tutti i testi presentati negli anni precedenti. Non credo
di potermi addentrare in questioni di dettaglio, indicando
gli spettacoli che nelle stagioni passate hanno rappresen
tato i punti bassi della nostra attività. E' più importante



sottolineare che noi consideriamo la stagione 1961/1962, che
si sta concludendo, come una specie di base dalla quale
procedere senza arresti, 0, peggio, senza passi all'indietro.
In particolare, il Comitato Direttivo e la Direzione del Tea-
tro Stabile di Genova desiderano per il futuro effettuare
delle scelte condizionate da un carattere di « necessità »
degli spettacoli prodotti: si punterà su affermazioni di ta-
lenti contemporanei, preferibilmente italiani, o su interpre-
tazioni critiche di opere più lontane (ma lontane solo nel
tempo, onde tenere fede al carattere di necessità sopra po-
stulato).



4 — Quali possibilità ci sono di formare un nuovo pub-
blico a Genova?

Enormi. Su questo piano, il Teatro Stabile di Genova
ha concrete ragioni di vanto. Si sa infatti che « Uomo e
superuomo » ha raggiunto le 26.000 presenze, e che parecchi
spettacoli di questa o delle passate stagioni hanno ottenuto
frequenze comprese fra i 15.000 e i 18.000 spettatori. Ove
queste cifre non risultassero eloquenti in loro stesse, ricor-
do che fino a pochi anni fa uno spettacolo di prosa poteva
raggiungere a Genova poche migliaia di spettatori, con una
punia record — purtroppo isolatissima — di 12.400, Qual
che altra cifra indicativa: il Teatro Stabile di Genova ha
quest'anno 6.572 abonati. Tale numero di abbonati è infe-
riore soltantova quello offerto dal Piecolo Teatro di Milano;
e talevinferiorità sparisce ove'ci-si-ponga-su un piano pro-
porzionale, ove si confronti cioè il numero degli abitanti
con il numero degli abbonati delle due città. Di questi ri-
sultati, pure ragguardevoli, il Teatro Stabile di Genova non





allargamento ancora maggiore del pubblico teatrale ca
dino: si punterà, ovviamente, sulle categorie impiegatizi:
operaie e sugli studenti delle scuole medie Cinigrvent al
«Duse» nella misura di oltre 10.000 per 3 spettacoli) e del-
l'Universi!





5 — Che cosa ne pensa della critica teatrale genovese?

Penso che în quasi tutti i suoi componenti sia all'altez-
za della critica teatrale offerta dalle maggiori città italiane,
sia per preparazione culturale intesa in senso largo, sia per
competenza teatrale.





ENRICA BASEVI

1) Mi pare che definire la funzione di un teatro stabile
in maniera astratta, prescindendo dal discorso sul «mo-
mento culturale » în cui si opera (inteso nel senso più lato)



e senza tentare di precisare chiaramente di quale teatro si
parli, a chi faccia capo, chi lo vuole, chi ne determina i

rogrammi ecc., finisca col condurci a ragionamenti non
solo sterili o accademici, ma in ultima analisi anche poco
seri.

Un teatro stabile può dunque essere o non essere molte
cose; tuttavia mi sembra vi siano due punti «ovvii» da
premettere al discorso sulle scelte culturali: che un teatro
stabile debba essere veramente una « teatro», cioè un cen-
tro di vita teatrale, di conoscenza, di esperienza, (quindi di
scuola, di discussione vivace nel quadro di un dibattito cul-
turale aperto ecc.); în secondo luogo mi sembra impor-
tante che questo teatro sia effettivamente « stabile » îl che
naturalmente, non impedisce le eventuali tournées) : cioè sia
<inserito » nella città, e domani nella regione, con il pro
gredire delle strutture politico/amministrative stesse del
nostro paese, e sia infine presente e attivo durante tutto
l'anno.



2) Non so bene quale sia stata Ja « funzione » del nostro
Stabile in questi ultimi sette o otto anni, né se si fosse
posto il problema di averne una.

Per quanto si riferisce al futuro, mi pare che questa
domanda vada collegata alla quarta, sulla possibilità di
formare un nuovo pubblico a Genova e poi anche alla terza,
sul repertorio.



Mi sembra evidente che nofi si possa pensare; id' uni
nuovo pubblico senza prevedere anche un « rinnovamento »
del teatro; secondo me questo rinnovamento da un lato
riguarda una più organica scelta dei testi (sia quelli con-
temporanei sia quelli cosidetti classici) ma d'altro lato
coinvolge anche problemi di regia: mi sembra che îl la
voro di ricerca su un testo dovrebbe tendere ad approfon-
dire, a mettere in luce l'esatto significato e le «ragioni»
di quel testo, in modo che appunto queste — le idee pos-
sano giungere al pubblico, interessarlo e divertirlo esclu-
dendo quel tipo di messa in scena oggi di moda in Italia
(e non solo in Italia) che si propone di raggiungere il pub-
blico attraverso un'inutile — e in fondo superficiale anche
se erudita — opulenza di scene, e dettagli scenici accura-
tamente « veristi », î quali poco o nulla contribuiscono alla
comprensione delle opere; mi pare infine che questo sia,
in un certo senso, una prova dell'involuzione della nostra
vita teatrale.



lo credo the questo malinteso sui veri valori del teatro
te



scono col rendere non solo macchinosi gli spettacoli poichè
si parla di milioni, privano uno « stabile » della possil



di fare ogni anno perecchie esperienze (e non solo due 0
tre grossi colpi) con danno del pubblico che non viene edu-
cato e non può servirsi adeguatamente del suo « servizio
(e divertirsi), ma soprattutto con danno degli intellettuali
del teatro: registi, attori, scenografi, ecc.



3) Io credo che a Genova vi siano serie e concrete pos-
sibilità per creare un pubblico nuovo e che per questo fon-
mentale possa essere l'opera dello «Stabile»: natural
mente da un lato è necessario che disponga di strutture or-
ganizzative adeguate, di attività culturali collaterali, che
possa (e voglia) mettere în atto spostamenti în zone peri
feriche e in altre provincie della regione; d'altro Jato è
necessario, mi sembr
blema delle « scelte », intese nel senso sopra accennato.







affrontare coraggiosamente il pro-

4) E passo alla quarta domanda affermando che, secon-
do me, il repertorio di questi ultimi due anni ha segnato
un indubbio passo avanti provato anche dal successo di
publico che, se non sempre fa testo, è tuttavia un indice
valido.

5, Che dire della critica teatrale genovese? Sono per-
plessa, perchè non sempre leggo tutte le critiche, né, d'altra
parte, sono una specialista in questo campo.

Tuttavia imivparè essa rispecchi, salvo poche eccezioni,
il livello culturale della nostra-città, ove spesso conformi
smo e sciatto provincialismo si danno la mano,



ENRICO BASSANO

1) La funzione di un teatro stabile è quella di portare
a conoscenza del pubblico gli spettacoli che le compagnie
regolari rifiutano ostinatamente di ‘ogliere e di far arri-
vare al pubblico, per una parte del repertorio, opere di
giovani autori, mentre în genere si ritiene che i teatri sta-
bili non debbano correre l‘alea delle rappresentazioni speri
mentali. Ritengo che appunto un teatro stabile, s'intende
in una parte del repertorio debba diventare sperimentale,
essendo l'unico teatro che se lo possa permettere, dal mo-
mento che non ha fini industriali ed ha forti basi econo-
miche.





2) E' forse l'unico teatro stabile che abbia saputo ade
guarsi ai principi sopra enunciati. Soprattutto è molto giu
sto che quando ha rappresentato autori nuovi lo abbia
fatto con serietà ed impegno e nella sede ufficiale (mentre,
per esempio, il piccolo teatro di Milano, quando rappresen
ta autori nuovi li manda al Teatro delle Arti).







3) In parte ho già risposto. E' sempre stata fatta con
molta sensibilità ed intelligenza, anche se talvolta (caso
Pistilli) si può sbagliare.





4) Bisogna tener conto di ragioni di ordine economico
e di formazione di repertorio. C'è una grande quantità
di persone che non hanno materialmente la possibilità di
andare a teatro. Un teatro stabile può e deve permettere
con apposite riduzioni di prezzo che il pubblico teatrale
diventi più numeroso, e questo il nostro Teatro Stabile ha
fatto sia con gli abbonamenti a prezzo ridotto, sia con la
bontà degli spettacoli. Una rivista di teatro romana ha
recentemente pubblicato che i teatri stabili di



di Genova,
Trieste, Bolzano, hanno per lo meno il merito di aver of-
ferto al pubblico meno abbiente la possibilità di potersi
avvicinare al teatro. Protesto perchè il nostro teatro stabile
non deve essere messo în una posizione che sia soltanto
di ricerca fabile di pubblico, quando è nota la sua dignità
di ricerca (a questo proposito vorrei ricordare gli inizi eroi
ci, zingareschi del Piccolo Teatro, creato alla bersagliera
dopo la guerra, sotto la guida di Aldo Trabucco, regista an-
che del Circolo di Genova, il primo teatro a pista in Italia).





5) Preferisco non dare giudizi sui miei colleghi, che
peraltro ritengo tutti bravissimi. Per quanto mi riguarda ho
afferto al teatro trenta anni della mia vita.



TULLIO CICCIARELHI.



1) La funzione di un Teatro stabile non dovrebbe con:
stere nella pur lodevole ricerca di un repertorio legato ai
temi della vita contemporanea (non facciamo — sia chia-
ro — una questione di repertorio nazionale in quanto non
ci proponiamo il problema delle frontiere) ma il compito
glio la ragione di quel Teatro dovrebbero mirare attra-
verso una politica colturale concreta e non accademica, a
creare attorno al pubblico uno speciale clima di interesse
ed anche di polemica. In altri termini ed anche per uscire
dal generico, il Direttore di un Teatro stabile prima della
scelta del repertorio e dopo dovrebbe allestire un dibattito
con il pubblico e con la critica anche attraverso la Stampa.









2) Per quanto riguarda la presenza genovese del Teatro
stabile valgono esattamente le considerazioni fatte sopra.

3) L'attuale scelta del repertorio riflette ancora una
situazione non completamente chiara. Cioè i testi rappre
sentati obbediscono ad un criterio utilitaristico nonostante
Îl tentativo di inserire nel quadro del programma opere
(si pensi a « L'arbitro» di Gennaro Pistilli) di una certa
punta avanzata e di un certo linguaggio non convenzionale.



4) Se si vuole davvero formare un pubblico nuovo (gio
vane e non giovane) a Genova è indispensabile lavorare
nella direzione di un repertorio sempre più selezionato ed
attento, ad una rosa di opere che tra l’altro (e per la loro
originalità e per il loro discorso culturale) siano in grade
di giustificare în pieno l'esistenza ed il ruolo di un Teatro
stabile.

5) La critica teatrale genovese è la fotografia quasi esat-
ta di una città che faticosamente cerca un « pubblico » ca-
pace di reagire con i richiami del proprio gusto e della
propria educazione alla realtà del Teatro.



GIANNINO GALLONI

1) Direi innanzi tutto una cosa tanto ovvia da essere
banale e facilmente dimenticata: un teatro stabile non deve
divertire. Dio ci guardi dal farlo diventare un'aula univer-
sitaria, o peggio, un musco. Esso deve principalmente esse
re un servizio, alla stessa stregua della Nettezza Urbana e
della Società dei tram. Un servizio aperto, a tuttè le idee,
a tutti gli spettatori, senza che siano all'entrata messe in
quarantena certe idee, certe tessere.



Un teatro stabile, e cioè comunale o paracomunale, non
deve; è chiatò, essere.un teatro di parte, di tendenza. Ma di
tendenze, sì. E così passo facilmente alla seconda domanda,

2) Il teatro stabile di Genova non ha dietro di sé al
cuna idea, alcuna ideologia. Scettico e mondano, è il teatri:
no d'una corte. Il suo vero ambiente lo si può ammirare
alié «prime». E' la corte degli armatori piccoli e grandi,
degli oratori di Costa o di Fassio, degli operatori di borsa,
degli industriali în proprio e dei grossi personaggi della
Italsider, dell'Ansaldo, ecc. ecc. (Ricordo una sgra, in un
intervallo cinque o sei signori in « fumo di Londra » impe-
gnalissimi a parlare al bar del ridotto per tutto,il tempo
concesso fra un atto e l'altro... dell'autore della commedia
rappresentata, della commedia? no, di certo, degli ultimi
sbalzi in borsa, delle previsioni per il futuro ecc. ecc.).











3) Penso che manchi un piano di lavoro, che nasca da
quelle « idee chiare » che non ci sono. Il mondo del teatro
è oggi terremotato da importanti rivolgimenti, Qui a Ge
nova, in via Bacigalupo, siamo fermi alla vigilia dell'89.
O commedie evasive e formalistiche (ricordate Giraudoux)
o commedie di pura marca parigina, della Parigi degli stan-
chi Anouilh e Salacrou. Roba vecchia, teatro del 1946.

Prendiamo Milano, il Piccolo: qui in una sera si reci-
terà Brecht e Miller in un certo senso i due poli di quella



rivoluzione di cui si è detto. Tutto il resto, il meglio, a
onor del vero, non è che riesumazione, questo sì, museo.

4) Per un pubblico nuovo non farei molto conto sulla
iniziativa del nostro « dispotismo illuminato », sulle rela-
zioni pubbliche. Credo che sia necessario un lavoro auto-
nomo, che parta dalle organizzazioni dei lavoratori stessi.
Un organismo del genere esiste e muove i suoi primi passi
a Genova. Occorre naturalmente che î lavoratori, gli operai
in primo luogo, diano ad esso quella forza, quella energia,
quella spînta ideologica che consentirà un'azione diretta
sulla formazione del repertorio del teatro stesso. Di qui,
da un repertorio nuovo, vivo, attuale, polemico, aperto
all'interesse, alla discussione, muoverà il formarsi d'un pub-
blico nuovo.



Se no, chi vorrebbe un pubblico nuovo per un teatro
vecchio?

5) Preferisco non rispondere alla domanda impertinente
(cioè non pertinente). Lavoro, come meglio posso, imitando
Candide, il mio orto e non guardo al di là del mio cancello.

CARLO MARCELLO; RIETMANN

1) E' una domanda pittosto/ complessa. 1 teatri stabili
sono sorti în tutto il mondo come strumento di cultura per
la divulgazione di quei testi, sia nel campo delle riprese
classiche che nel campo delle novità, che per ragioni di

vario ordine, soprattutto economico, trovano difficoltà ad

essere rappresentate. La linea ideale deve essere nella scel-
ta attentissima delle opere e nella esecuzione il più possi-
bile fedele alla struttura delle opere originali.

2) Praticamnte quella di tutti i teatri stabili (da non
confondersi con i teatri sperimentali) ha svolto anche un
compito informativo di alto livello, per esempio mettendo
in scena per la prima volta l'edizione integrale di « Uomo
e superuomo » di Shaw, e riportando alla luce un testo di-
menticato dalle altre compagnie come « Ciascuno a suo
modo » di Pirandello. Anzi Ja compagnia del nostro Teatro
Stabile è stata invitata a partecipare al Festival delle Na-
zioni a Parigi, proprio con quest'ultimo spettacolo, e que-
sto fatto è una notevole prova del prestigio acquistato. Co-
sicchè possiamo dire che ormai il Teatro Stabile di Genova
si sia piazzato come il secondo în Italia dopo quello di
Milano.

3) Qualche cosa ho già detto. Innanzi tutto ritengo si
debba tener conto di diversi fattori che influiscono moltis-



simo sulla scelta dei testi; intanto la scarsissima materia
del teatro contemporaneo, non solo italiano, poi il fatto
che gli autori più noti danno la preferenza alle compagnie
di grande nome non stabili che hanno la possibilità di dif-
fondere uno spettacolo în molte città. Se a tutto ciò aggiun-
mo la neces: di avere testi non proprio sperimentali,
vediamo quanta difficoltà vi sia a portare sulla scena ope
re degne che nello stesso tempo assolvano la loro funzio
ne di attirare pubblico a teatro.



Comunque, malgrado tutte queste difficoltà, si deve
dire che fino ad oggi le scelte del Teatro Stabile di Genova
sono state nel complesso molto buone pur con qualche
errore.

4) Innanzi tutto quelle forme di abbonamenti a prezzo
ridotto per op‘ tudenti che il Teatro Stabile sta pra
ticando penso siano molto utili per la diffusione del teatro.



ni e



D'altra parte deve essere nell'interesse dei produttori di
spettacolo il preoccuparsi di preparare un numero di gio
vani che, nello stesso tempo, aumenti il numero degli spet-
tatori abituali e ne garantisca la continuazione. Il Teatro
Stabile ha assolto questa funzione e ce lo dimostra il gran-
de numero di abbonati che è riuscito ad avere. D'altra par-
ie vediamo che quando gli spettacoli sono buoni, anche
a Genova gli spettatori, accorrono numerosi.



5)E' una critica che»si è trovata. spesso in difficoltà,
ma che ha sempre assolto il suo compito onestamente ed
iuscita molte volte a strappare il pubblico dall'apatia.
Penso di poter dire, e me lo hanno confermato molti attori,
registi e produttori che Genova abbia una delle migliori
critiche d’Italia che è stimata per la sua onestà ed obietti-
vità. Ad ogni modo sono i lettori che devono giudicarci,
ilmente tenendo conto del compito difficilissimo che

biamo, cioè quello di fungere da interpreti fra lavori
teatrali e pubblico, e del bisogno di adeguarsi a tutto il
larghissimo pubblico dei lettori.







GIORGIO STRIGLIA

1) Le funzioni di un Teatro Stabile dovrebbero essere
quelle chiaramente indicate nello statuto dei Teatri Sta-
bili stessi, vale a dire una funzione culturale, e quella di
valorizzare gli autori italiani. Un Teatro Stabile non deve
assolutamente seguire una linca preordinata, uno schema
fisso, ma deve ispirarsi al massimo eclettismo nella scelta
dei testi.

2) Il Teatro Stabile di Genova ha finora risposto piena-





mente alle esigenze sopra indicate, essendo diretto da Ivo
Chiesa con molta intelligenza. Così ha finora messo in sce
na vari spettavoli al disopra della media: si possono citare
îl «Revisore» di Gogol, «Le Colonne della Società » di
Ibsen, « Ciascuno a suo modo » di Pirandello e « Le Nozze
di Figaro» di Beaumarchais.

3) Ho già detto che la scelta dei testi è stata fatta si-
nora con molta intelligenza, ed ispirandosi ad un lodevole
eclettismo. Se un appunto si può muovere, è quello di non
avere avuto sempre la mano felice nella scelta degli autori
italiani contemporanei. Ma nel giudicare i testi non si può
prescindere dalla regia. Oggi il regista è un coautore e in-
terpreta un testo classico secondo un determinato gusto.
Per questo il direttore deve lasciare al regista una certa
libertà. A questo proposito, io non sono favorevole alla
combinazione fissa direttoreregista (ad esempio Grassi-
Strehler al Piccolo Teatro di Milano), mentre la formula
migliore mi sembra quella di chiamare di volta în volta i
migliori registi d'Italia e dirigere i vari spettacoli.



4) Il pubblico genovese è il pubblico più strano che
a. Fondalmentalmente non ama il teatro, come non
di nessuna delle altre manifestazioni d'arte,
Basterebbe l'esempio del (Carlo Felice à convalidare questa
affermazione. Il' teatro, lirico non-ha' solo-una funzione
decorativa, ma una-vera e propria funzione industriale, e
se a 17 anni dalla fine della guerra non si è ancora rico
struito il nostro Teatro Comunale, ciò è indice di un pro













fondo distacco tra pubblico e teatro. Solo gli spettacoli
dello Stabile, infatti, vanno molto bene anche per affluen:
‘a di pubblico: ma l'interesse di questo pubblico è quasi
‘ampanilistico, simile a quello per le nostre squadre di
calcio. Alle prime di prosa, il pubblico accorre, a patto che
esse siano precedute da grande clamore di rotocalchi (vedi
censura ecc.) 0 che comunque presentino un qualsiasi inte.
resse extra artistico. Altre prime, come «I lupi» di Giova
ninetti, non trovano echi: si vanno a vedere î barocchismi
decadenti di Visconti, e non un autore nostro serio e pre



parato, come Giovaninetti.

Questo pubblico è sensibile a troppi elementi etero.
genei (spettacoli alla T.V., partite di calcio, giornata più
0 meno bella), e quindi Ja sua partecipazione è labile e
fluttuante. Modi efficaci di acquistare e formare un pub-
Dlico nuovo, a Genova, non ne saprei indicare. Delle inizia-
tive del Teatro Stabile presso le fabbriche e le scuole, non





posso prevedere l'esito. Genova ha comunque un vanto: ha
vinto il festival nazionale dei GAD. dell'Enal a Pesaro.

5)La critica teatrale genovese è fatta da giornalisti che
ce la mettono tutta per far bene, In linca generale, Ja cri-
tica teatrale dovrebbe essere svolta esclusivamente da gior-
ralisti, non-anche da autori, 0 da giomnalisti-autori, per
permettere maggiore serenità di giudizio ed obiettività. Qui
a Genova, ci sono due critici-autori, e due critici sono gior-
nalisti. Io, logicamente, preferisco i secondi, pur essendo
amico anche dei primi.

È
;
ì





Poeti spagnoli



Il crescente fervore di studi intorno al teatro
di Brecht, cui si assiste in Italia in questi ultimi
mesi, sta a testimoniare della validità e dell'impor-
tanza della sua lezione poetica.

Pongo subito l'accento su queste due ultime
parole, perchè su di esse si.accentra l'intento di
questo articolo: chiamare l'attenzione’ sul valore
essenzialmente artistico dell’opera di Brecht.

Troppo spesso la critica discute delle concezio-
ni estetiche o delle formulazioni ideologiche brech-
tiane, mettendole in rapporto e spesso in contrasto
con quelle dell'estetica marxista di Lukàcs. Sareb-
be invece auspicabile un esame più approfondito
sul valore poetico dell’opera brechtiana, poichè
questo grande valore l’ha imposta su quelle di mol-
ti altri artisti, forse più rigorosamente, ma tanto
meno appasionatamente marxisti di Brecht.

In una visione d’insieme dell’opera brechtiana,
bisogna certo riconoscere che la sua poetica, comè
complesso di teorie estetiche e di attuazioni prati.
che ,d'innovazioni tecniche confermate dall’ esem-
pio vivo, costituisce l’ineliminabile fondamento del
la sua poesia, tanto che non si può gustare piena-
mente questa senza conoscere e comprendere quel-
la. Tuttavia, si nota spesso un fenomeno forse non
singolare, ma pur sempre interessante. Talvolta
l’arte brechtiana sboccia più alta dove meno è pre:
parata da formulazioni estetiche. Si direbbe che

bertolt brecht

dove si nota qualche forzatura nella teoria, dove
c'è qualche insufficienza logica, qualche oscurità,
spesso l’immagine risulta più vivace, colorita, e la
espressione più intensa e più sapida.

Un altro fattore che induce la critica a trascu-
rare il,valòre puramente. artistico dell’opera di
Brecht, è.la preponderanza-che.in essa hanno l’in-
tento educativo e l'elemento politico. Quanto al pri-
mo, dobbiamo osservare che è sempre presente in
ogni dramma, per lo stesso carattere e le stesse
finalità dell’opera brechtiana, volta non a « sugge-
tionare » lo spettacolo, ma a proporgli un libero
discorso critico, dal quale egli possa imparare qual-
cosa. Talvolta questo intento pedagogico #lomina
addirittura incontrastato, e alla luce di esso l’azio-
ne procede e si risolve: e ne vengon fuori irigenui-
tà, pesantezze, mentre le figure non sono compiuta-
mente realizzate e le situazioni assumono aspetti
paradossali. In questi casi, noi dobbiamo osserva-
re situazioni e persone in riferimento alla teoria
che le ha prodotte, per non smarrirne il significato
e non lasciarle cadere nella banalità. Altre volte,
invece, l'estro artistico è più forte della volontà di
insegnare, o meglio, Brecht dimostra una formida-
bile capacità di sintetizzare l'uno e l’altra, facendo
scaturire l'insegnamento da situazioni drammati-
che realizzate. Anche l' elemento politico diventa
spesso poesi;





Infatti il marxismo non vi è teorizzato come
nell’opera di un filosofo, con un procedimento ra-
zionale, sistematico, ma vi è predicato, sostenuto,
attraverso i dialoghi e l’azione, da una fede sicura,
da una convinzione che dà forza ed efficacia alle
parole. Talvolta la dottrina è ingenua, tal’altra in-
sufficiente, spesso banale, ma non vi è mai la fred-
dezza del teorico, bensì c'è spesso tutto il calore
dell’uomo giusto, e l’ardore del profeta di tempi
nuovi. In realtà, per comprendere pienamente la
personalità di Brecht e la sua poesia, bisogna tener
presente una definizione che di lui ha dato L. Mitt-
ner: « Rigore morale e formale fatto sistema. di
vita».

Essa ci spiega l'apparente aridità di alcuni suoi
drammi, volti unicamente alla dimostrazione della
tesi, în cui ogni abbellimento esteriore è volutamen-
te trascurato per dare rilievo all'idea. Ma questo
rigore non è « la passione dell'intransigenza », co-
me aggiunge il Mittner subito dopo, bensì un carat-
tere della sua personalità e della sua arte, acquista-
to a prezzo di grandi sacrifici e di dolorose rinunce.
Brecht artista doveva spesso fare concessioni al
Brecht uomo, e far tacere la voce impellente della
poesia per trattare problemi più urgenti, più assil
Jonti. Era la condizione di molti grandi artisti mar-
proponimento di Majakovsij:





« Molto è il lavoro,

occorre fare in tempo.

Bisogna dapprima

trasformare la vita

e, trasformata,

si potrà esaltarla »,
una rinuncia consapevole e dolorosa: « Vergare ro-
manze per voi sarebbe stato più lucroso e
cente. Ma io dominavo me stesso, schiacciando la
gola della mia propria canzone ».



Questa condizione era oggetto di particolare
rimpianto per Brecht:
__ « Quale tempo è il nostro! Oggi
parlare di alberi è quasi un delitt





— E' tacere di tanti misfatti
— noi che abbiamo voluto sulla terra
— edificare la gentilezza,

— non potemmo essere gentili ».

Questo rigore morale e formale conquistato a
duro prezzo, è dunque la chiave esplicativa dell’ope-
ra di Brecht. Ci serve a comprendere sia la rigidez-
za dei suoi drammi didattici, sia il gusto del gioco
scenico di altre opere, che ci appaiono come mo-
menti di libero sfogo, di evasione da una realtà du-
ra, ma che prendendo le mosse da essa conservano
sempre il loro sapore amaro. Naturalmente, non c'è
arte soltanto in questo secondo tipo di opere. Anzi,
talvolta, dove s'accentua l’elementarità del discor-
so, dove aumenta l’intento didattico e propagandi
stico, e il dramma rischia di cadere nell’infantili-
smo, in un semplice aggregato di nozioni di comu-
nismo, l’arte di Brecht può improvvisamente mo-
strarsi in una meravigliosa essenzialità. Si veda ad
es. la V scena della « Madre »: formalmente è una
completa realizzazione delle teorie teatrali di
Brecht. Gli attori, anzichè interpretare la scena del-
lo sciopero e della conseguente sparatoria della po-
lizia, la raccontano come già avvenuta, quasi per to-
gliere drammaticità all'azione. Eppure, mai come
in questa scena lo spettatore o il lettore « parteci
pa » del racconto degli operai. Mai come in questa
scena l’azione è viva, presente sotto il nostri occhi
più che se fosse interpretata. E il racconto « impas-
sibile » acquista una progressiva drammaticità, e
ci sembra alto e nobile quanto più procede sempli-
cemente, con sincerità e crudezza. L'eroismo degli
operai, ha grandezza semplice del portabandiera
Smilghin che muore per la causa comune, e della
« Madre » che in quell'istante comprende le ragioni
di una lotta, risultano tanto più puri quanto meno
seno idealizzati, e la scena intera acquista senza
forzature delle proporzioni epiche.











Tuttavia, nel suo complesso, la « Madre » non
è un'opera artisticamente ben riuscita. Essa appar-
tiene ad un periodo (1930-32) fecondo per la pro-
duzione didattica di Brecht, con due brevi drammi
didascalici in primo piano: « La linea di condotta »



e « L'eccezione e la regola ». Se il primo è il più im-
pegnato ideologicamente ,il secondo è senza dubbio
migliore artisticamente. « L'eccezione e la regola »
ci dà la misura di come sia possibile ad un genio
come Brecht fare dell’arte, e della grande arte, par-
tendo unicamente da presupposti pedagogici. Dopo
una tale prova ci riesce più difficile giustificare be-
nevolmente i momenti della sua propaganda poli
ce non sostenuta dall'arte, come concessioni che
l'artista deve fare al politico, per una presunta in-
conciliabilità di questi due aspetti della sua figura
umana. Bisogna invece considerare questi momenti
come periodi di carenza inventiva e poctica, aspetti
negativi della personalità artistica di Brecht. Se
noi esaminiamo che cosa in sostanza manca alla
« Madre » e alla « Linea di condotta » rispetto a
quest'ultimo dramma, potremo indicare un clemen-
to che è costitutivo essenziale dell’arte brechtiana
l'umorismo, nelle sue varie sfumature, ora acre, ora
violento, ora bonario, sempre prodotto da una sola
sorgente: il dolore. Questo umorismo ha la magica
virtù di dare vivacità, e movimento all’azione, veri-
tà all'amarezza ‘che pervadé l’opera. Quando esso
viene a mancare, manca il gusto del gioco scenico,
l'azione sembra ristagnare lenta e pesante, il dolo-
re assume aspetti retorici anzichè poetici, e, insom-
ma, non si realizza l’opera d’arte.





Dopo il periodo dei drammi didattici, viene per
Brecht la grande stagione dei drammi storici e fan
tastici. In questi, l'insegnamento e la dimostrazione
sono finalmente interamente sciolti nelle figure e
nell'azione. In tal modo, queste ultime hanno sem-
pre un rapporto ad un'altra realtà e presentano, in
termini fantastici, determinati problemi, che sono
presenti nella mente dell'autore e ogni tanto tra-
spaiono dall’ azione drammatica. Questi problemi
sono sempre presenti, nell’aderenza delle figure fit-
tizie a quelle reali e nella coincidenza dell’azione
storica con quella scenica. Ma Brecht, lungi dal
creare allegorie e personificazioni, dà alle sue figu-
re una loro vita autonoma e reale, e anzichè sim-
bolizzare l’azione, la fa sviluppare fluida, senza che
mai si avverta il peso di una teoria o di una tesi.





Il tono ironico e amaro delle opere precedenti



ben si accordava con il carattere di critica alla so-
cietà che volontariamente assumeva la sua opera
di marxista, e per la sua natura faceva presumere
un successivo lavoro di ricostruzione sociale. E
mentre si attende la fase positiva, basata logica-
mente su soluzioni marxiste, ecco apparire la « Vita
di Galileo », un capolavoro di sintesi fra storia e
fantasia da u nlato e fra ideologia e arte dall'altro
ma anche il trionfo del pessimismo. Il monologo fi-
nale di Galileo sembra orientare in un modo nuo-
vo, certamente inatteso le tesi brechtiane:

Io credo che la scienza non possa aver al-
tro scopo che di rendere sicura l’esistenza umana;
ma se si apre la strada alla coercizione, la scienza
può rimanere fiaccata per sempre. Ogni nuova mac-
china non sarà che l'incentivo a nuovi triboli per
l'uomo... Peggio ancora, tra voi scienziati @ l’uma-
nità si scaverà un abisso così grande, che ad ogni
vostro eureka risponderà un grido di orrore uni-
versale... ».





E le ultima battute hanno una incisività e una
ferocia inconsuete anche per Brecht.

Galileo — Ho) tradito! la ‘mia’ professione; e
quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua
presenza non può essere tollerata nei ranghi della
scienza.

{ Virginia — Babbo, hai il tuo posto nei ranghi
della fede.

Galileo — Giusto, ora debbo cenare. ,

Qui il sarcasmo raggiunge proporzioni voltai-
riane, unendosi a una profonda, infinita aniarezza.
Questo pessimismo totale è un’altra costante del
mondo brechtiano Je crea alcuni fra î suoi perso-
naggi migliori. Galileo e madre Courage non sono
eroi, sono esseri umani. Non compiono azioni gran-
ni e nobili, non sono mossi da una fede incrollabile
© da una passione travolgente, ma da una umanità
dolorosa. E sono figure vive, immortali: la fervida
fantasia che le ha create aveva a sostegno morale
una visione disincantata e pessimistica della vita
e del mondo. Nell'ultimo periodo della produzione
brechtiana, si accentua il gusto del gioco, la ten-
dei favolistica, e questo gioco diventa spesso sco-





po a sè, trascende la sua funzione di puro strumen-
to, per diventare la vera molla del dramma. Nel
contempo, la satira si allarga verso nuovi temi.

«Il signor Puntila », uomo dalla duplice per-
sonalità, rappresenta il borghese parzialmente in
buona fede: nei momenti migliori è capace di poe-
sia, di bontà, tradizionali « belle cose » del mondo
capitalista. Ma con l'ironia di Brecht cadono anche
questi miti: la bontà e la poesia così intese sono
false, prive di fondamento.

Anche quella tradizionalmente chiamata gran-
de arte è spesso falsa, perchè tende ad esaltare una
natura con determinate bellezze, che sono tali solo
per chi può distorcere gli occhi dalle brutture del
mondo. Bisogna essere un uno stato di ebbrezza
permanente, avulsi dalla realtà quotidiana, come
lo è Puntila, per poter esaltare la bellezza della na-
tura senza vederne l’ ingiusti; mentre chi deve
ogni giorno affrontare gravi problemi, come il ser-
vo Matti, può solo pensare in-:modo realistico e ma-
terialistico. Veramente amara è la chiusa della bel:
fissima scena:





D



Puntila — Oh, terra di Tavasto, sii benedetta!
Sii benedetta col tuo cielo, coi tuoi laghi, col tuo
popolo, coi tuoi boschi! Di la verità, Matti, non
senti che ti si apre il cuore a una vista simile?

Matti — Sì, signor Puntila, vedo i suoi boschi
e sento che mi si apre il cuore!

Con « L'anima buona di Sezuan » e « Il cerchio
di gesso nel Caucaso » si conclude la serie dei dram-

mi migliori. Nella prima il gioco fantastico è anco-
ra più vario, attraente, fantasmagorico: le azioni
si succedono impreviste e scorrono vive, per l’umo-
rismo onnipresente, sostanziato di una visione sem-
pre più amara del mondo e delle persone. Nella se-
conda, l'ironia si dilata nell’antica favola orientale,
densa di avventura e di saggezza, narrata sempre
con uno spirito acuto ma pacato, con un tono quasi
di gentilezza lontana dagli eccessi.

Bertolt Brecht farà difficilmente scuola: la sua
grandezza veramente singolare è un risultato del-
l'acutezza del teorico e della potenza dell'artista, e
soprattutto della felice sintesi di queste sue due
prerogative, che ha dato origine ai suoi capolavori.
Ma proprio per questo, la sua esperienza teatrale
e artistica è irripetibile e resterà probabilmente iso-
lata. Pure, le sue poesie e i suoi drammi sono « le
prime poesie e i primi drammi del terzo millen-
nio », come ha detto P. Chiarini citando Feuchtwan-
ger, e aprono un'era nuova all'arte.

Quando_il marxismo avrà; portato.a termine le
sue battaglie, ela tensione eroica di questo secolo
di lotte per la giustizia sociale si sarà attenuata, la
problematica dei drammi brechtiani perderà certa-
mente il suo valore attuale, e le sue teorie teatrali
saranno sicuramente superate o rinnovate; Ma la
sua esperienza poetica resterà un momento fonda-
mentale nello sviluppo di un'arte nuova, adeguata
a una nuova società: sarà il punto di riferimento
e il centro di ammirazione di ogni artista seriamen-
te impegnato nei problemi del suo tempo.

MARINO REGINI









i giovani e l'emancipazione

l'emancipazione
proletariato

Dobbiamo analizzare come venga concepita la
emancipazione negli ambienti strettamente legati
alle attività industriali ed alla città. Come prima
situazione di riferimento, scegliamo quella proleta-
ria, caratterizzata dalla prestazione d'opera, in ge-
nere scarsamente qualificata, spesso a carattere sal-
tuario (fino al livello della sotto-occupazione e del-
la disoccupazione) presso le grandi aziende, e dal
concentramento di grandi masse lavoratrici legate
alla medesima attività industriale. Per comprendere
la mentalità e glivatteggiamenti del proletariato ita-
liano, occorre tener conto ‘anzitutto della sua origi-
ne; la maggior parte degli operai ioni qualificati, la
quasi totalità del sottoproletariato è costituita da
immigrati di data più o meno recente, poichè la
condizione proletaria rappresenta un passaggio ob-
bligato per quanti oggi (e sono centinaia di migliaia
di persone ogni anno) sfuggono alle condizioni di
miseria delle zone sottosviluppate del paese e cer-
cano fortuna, lavoro, prospettive nuove di vita nel-
le zone fortemente industrializzate.

Di fronte alla vita di città, il primo atteggiamen-
10 degli immigrati è sempre di incertezza: l'esisten-
za vissuta in modo sbrigativo e che non lascia re-
spiro, il lavoro industriale condotto ad un ritmo
massacrante, non possono non sgomentare; d'altra
parte, l'educazione impartita nelle campagne se non
creava gravi problemi nel mondo rurale, legato a
tradizioni secolari nell'ambito delle quali era risol-
to ogni problema, si rivela inadeguata di fronte alla
società cittadina. Talvolta, la reazione alle difficot-
« di ambientamento si manifesta con il costituirsi

e gli ambien

( cont.)



cittadini

di comunità di immigrati che cercano, nella conser-
vazione del dialetto e delle usanze avite, di crearsi
una piattaforma per la conquista di una decente
condizione sociale. Comunque, a parte la tragedia di
quanti vengono travolti dal contatto con la città,
quelli che riescono ad assicurarsi un lavoro stabile
si inseriscono rapidamente nel ritmo di vita delle
masse lavoratrici, mentre le tradizionj ed ipregiu-
dizi della società che li ha visti nascere perdono via
via il loro peso di fronte ai problemi del mondo del
lavoro (questioni sindacali e conseguente solidarie-
tà di classe)» E' facile\comprendere così come l’in-
fluenza della Chiesa cessi appena abbandonato il
paese natale (come risulta dalle stesse proteste del-
le autorità religiose contro la scristianizzazione d:
quanti si trasferiscono nelle città, lontano dalla vi-
gile tutela dei parroci), ed abbiano invece successo
quei movimenti politici e sindacali che, forti di una
loro tradizione di costante difesa degli intesessi del
proletariato, a buon diritto possono presentarsi co-
me interpreti delle aspirazioni delle masse’ lavora-
trici





All'azione delle forze della sinistra nel mondo
del lavoro, oggi come ieri si contrappongono gli
sforzi tenaci dei gruppi conservatori, impegnati nel-
la tutela del potere economico e politico e delle
ideologie che lo giustificano. Naturalmente, si di-
stinguono, nella politica delle forze conservatrici
verso il proletariato, varie tendenze, e spesso vio-
lenti contrasti: questo perchè troppo diversi sono
gh obiettivi che oggi si propongono la destra estre-
ma ed il centro riformista, e soprattutto ben diver-



sa è la sensibilità politica e l'abilità tattica alle
estreme dello schieramento conservatore.

Ad una destra che usa la tattica del bastone
(verso î sovevrsivi) e della carota (per i « fedeli >,
i buoni) per difendere TUTTI i privilegi e TUTTE
le posizioni di potere, si contrappongono i modera-
ti che sanno agire spregiudicatamente fino ad acco-
darsi all'operazione di centro-sinistra, rinunciando
a molti obiettivi ormai superati dalla storia; si con-
trappongono soprattutto i riformisti che, pur se in-
teressati alla conservazione del loro potere politico
ed ideologico, avvertono tuttavia l'esigenza di un
certo rinnovamento nelle strutture economiche (in
senso neocapitalista) per venire incontro alle istan-
ze delle masse lavoratrici (isolando nel contempo
le forze « sovversive » della sinistra). Come risultati
di queste azioni contrastanti, vediamo i sindacati
« liberi » e le organizzazioni cattolico-operaie tipo
A.C.LI., i caroselli della Celere ed il massiccio con-
dizionamento psicologico ad opera della Radio-TV,
con i suoi festival ed î suoi-programmi vuoti ed
insulsi.



Quanto alle forzè della sinistra, la loro azione si
svolge in primo luogo sul piano sindacale, ove il
iretto interesse è lo strumento migliore per scuo-
tere l'indifferenza e l'apatia a rendersi conto dei fat-
ti del mondo e delle possibilità di modificare la pre
sente situazione, ed in secondo luogo sul piano cul
turale e politico, come stimolo all'impegno politico
ed alla lotta per la trasformazione della società.

E' interessante notare come le forze conserva-



i, a proposito di questa linea di condotta poli
ca delle sinistre, siano concordi mell'accusarle di
speculare sulla miseria (in contraddizione con il
« miracolo italiano », poichè non si può speculare
sulla miseria se la miseria non esiste).

E° certo vero che le lotte della sinistra prendo-
no vigore dalle condizioni economiche e sociali di
gran parte del popolo italiano, e ciò perchè esse rap-
presentano gli aspetti più tangibili e disumani di

una ceria struttura economico-sociale; però, al di
là delle accuse fatte con quel tono moralistico che
tutti sanno assumere quando non costa niente e non
impegna a nulla, cosa le forze della conservazione
sanno opporre di idealmente valido alla spinta rin-
movatrice delle sinistre? Si vuole imporre a tutti î
costi l'imborghesimento, non solo come condizione
economica, ma anche e soprattutto come soggezione
alla concezione dell’uomo secondo la scala dei valo-
ri « borghesi »; e questa manovra riesce tra gli ope-
rai specializzati, tra gli impiegati, cui il reddito per-
mette di porsi su un piano sociale superiore; riesce
meno tra i ceti diseredati, per i quali l'ingiustizia
sociale è un fatto tangibile ed uno stimolo bru







ciante.

Ma il concetto di emancipazione come viene
pensato nell'ambiente proletario rivela quanto il pe-
ricolo di imborghesimento deteriore sia oggi vivo e
presente: l'orientamento versa gli ideali medio bor-
ghesi della radio TV, degli spettacoli, della scuola,
provoca un' sensò di inferiorità, che si traduce nel
vederevil «meglio» nella convinzione | medio-bor-
ghese. Così l'avvenire del figlio è visto nella prospet-
iiva medio-borghese di oggi, senza distinguere quan-
to di artificiale, sorpassato, fatuo, spesso immorale



ci sia nell'arrivismo, nella ricerca della « posizione »
a tutti i costi mel qualunquismo del mondo piccolo-
borghese italiano. D'altra parte, un po’ di saggezza.
le attuali ‘condizioni di ingiustizia, le difficoltà eco-
nomiche sempre presenti reclamano, da parte del
figlio, comprensione per gli ideali ed i sentimenti
famigliari di elementare onestà e di solidarietà



umana; donde una specie di compromesso su con-
cetti di rettitudine proletaria (è ribelle il figlio che
non lavora, ha vizi, ecc.) e di ascesa sociale (è ribel-
le chi rifiuta le possibilità che gli sono offerte di
raggiungere con lo studio un titolo ed una profes-
sione sicura). C'è poco senso di inferiorità verso la
cultura, sia perchè non gravi sono le lacune (di edu-
cazione, linguaggio, ecc.; ed in questo giocano un



ruolo importante i giornali di sinistra) sia perchè





si avverte come gran parte della cultura (specie di
quella impartita a scuola) sia una cosa morta, for-
male, un orpello che non può ingannare. Si aspira a
conoscere în concreto, a conseguire specializzazioni
che liberino dalle strettezze economiche, e questo è
vero sia per i giovani che per le giovani.

Nell'ambiente proletario, la donna è libera, e si
su rendere indipendente; per molteplici ragioni (in-
fluenza delle forze tendenzialmente «emancipatrici»
della sinistra, necessità di lavorare, con conseguen- +
te parificazione nella dignità e nella posizione eco-
nomica rispetto ai fratelli ed al marito), la donna si
presenta oggi nel ceto operaio în posizione di avan:
guardia sia rispetto ai ceti contadini che rispetto ai
ceti borghesi (nonostante questi offrano esempi di
atteggiamenti apparentemente più spregiudicati).

Purtroppo però è difficile che la figlia di operai
non subisca l'influsso delle letture e degli spettacoli
deteriori oggi offerti dall'editoria e dal cinema alle
giovani generazioni, specie a quelle più sprovvedute
sul piano culturale; per cui anche da questa direzio:
ne proviene la minaccia (che l'emancipazione rap!
presenti una involuzione sociale, la soggezione ai
miti dei fumetti e delle riviste femminili di « moda
e di attualità ».



CETO MEDIO

Passiamo ora ad analizzare il problema dell’e-
mancipazione per quanto riguarda il ceto medio;
ceto medio che possiamo caratterizzare con il tipo
di attività svolta sotto l'aspetto'di lavoro qualifica.
to che non richieda di « sporcarsi le mani » o di in-
dossare tute, e che in compenso offra qualche sod-
disfazione. Il ceto medio italiano comprende le va-
sie categorie dei tecnici, degli impiegati, dei piccoli
negozianti; si tratta quindi di un ceto eterogeneo,
che raccoglie individui di provenienza sociale spes-
so assai diversa (c'è lex operaio che, come capo re-

parto, è riuscito a raggiungere una certa stabilità
economica e ad abitare in quartieri non proletari, e
c'è l'impiegato che in genere già proviene da un am-
biente medio borghese, e che quindi ha raggiunto
un certo livello di istruzione); tuttavia nonostante
le differenze di origine, ci sono sul piano psicologi-
co e sociale molti caratteri che accomunano gli
esponenti del ceto medio. Abitare in una casa arre-
data con decoro, possedere un televisore, magari de-
gli elettrodomestici e l’utilitaria comprati a rate,
creano nel ceto medio una sorta di mentalità « eli-
taria » nei confronti del ceto operaio. Si tratti di
tecnici o di negozianti, la comunanza di interessi ed
abitudini, cementata dall'abitare in genere negli
stessi quartieri (caseggiati decorosi, ma senza lus-
sì, negozi a buon mercato ma con una certa distin-
zione nella presentazione dei prodotti), dal'manda-
re i figli alla stessa scuola, dall'avere i ntedesimi
svaghi (film sopratutto d’evasione, senza troppa
volgarità, e soprattutto spettacoli televisivi), confe-
risce agli esponenti del ceto medio una patina in-
confondibile. Iceto-mediv) è il-riaturale consuma-
tore-degli spettacoli-della nostra TV$ si appassiona
cile vicende degli eroi dello schermo e dei principi
decaduti, che segue nella vita privata attraverso Ì
rotocalchi e le riviste femminile; è il sostenitore di
tutte le avventure di carattere reazionario compiu-
ie in nome di qualche ideale (specie patriottico,
quasi a voler meglio marcare il suo distaccasdal pro-
letariato internazionalista e materialista), ed insie-
me il\detentore del buon senso nazionale (sotto il
duplice aspetto di qualunquismo — di chi sa come
vanno a finire le vicende del mondo degli stati e dei
partiti — e di vaghe aspirazioni alla giustizia socia-
le, che però non sanno andare oltre la richiesta ver-
bale di provvedimenti giudiziari contro i ricchi e gli
sfruttatori). Si capisce come le forze conservatrici
di ogni gradazione abbiano facile gioco a controlla.
re il ceto medio soddisfacendo il suo desiderio di
crdine e stabilità per godere in pace la posizione
economica e sociale raggiunta, l’utilitaria ed il tele-
visore ,e si comprendono pure le sue aspirazioni so-





crali, che si rispecchiano fedelmente sul concetto di
emancipazione. Per l'incertezza della sua situazione
economica (legata alla fortuna ed alla operosità
personale più che ad un titolo o ad una preparazio
ne professionale che diano la sicurezza di poter con-
servare un impiego ben remunerato) il ceto medio
aspira, con i figli, a raggiungere quella stabilità che
solo una laurea ed una « buona posizione » possono
garantire, al riparo dagli sconvolgimenti economici
e politici



Ma l’ostinazione con cui il padre piccolo impie
gato pretende — spesso a costo di enormi sacrifici
finanziari — che il figlio giunga ad un «titolo » a
tutti i costi, il dramma che ogni bocciatura rappre-
senta per una famiglia, si possono spiegare solo 1
rendo anche conto del faito che il ceto medio pro-
va un vivo senso di inferiorità verso l'educazione, la
cultura, la ricchezza « borghese »: il ceto medio vive
con la precisa sensazione di trovarsi alla soglia di
una sorta di Eden! (Îl mondo dei liberi professioni»
sti e dei funzionari dell’amministrazione statale), e
difende tenacemente la posizione raggiunta; posi-
zione di privilegio rispetto a quanti non sono anco-
ra riusciti ad elevarsi dalla condizione proletaria
per gustare le gioie del televisore e magari dell’uti-
litaria alla porta. Ebbene: l'intelligenza del figlio,
la bellezza della figlia, sono altrettanti mezzi per
tentare l'ultima scalata; e questo desiderio di affer-
mazione sia economica che sociale si rivela proprio
nel pretendere che il figlio coroni, con una laurea,
gli sforzi della famiglia per conquistare un posto

« sotto il sole borghese ». Tutto Stimola to as
o ;



sarde e questa

ce, dai programmi televisivi, inno alla facile conqui-
sta del benessere e del successo, alla scuola (specie
privata), che si riduce spesso ad una sorta di « uffi
cio concessione titoli » imbottendo in modo irrazio-
nale i cervelli di formule (scientifiche e morali). In
sintesi, l'emancipazione del giovane significa, per il
ceto medio, la conquista di una posizione sociale
stabile, cioè di un titolo per ottenere un posto si-

curo e ben remunerato per sposarsi ed avere tanti
figli da portare in gita la doinenica con l'auto.

Naturalmente, le forze conservatrici hanno una
funzione di primo piano nella realizzazione di que-
sti tipici ideali borghesi; da un lato la Chiesa, attra-
verso le sue istituzioni parrocchiali ed i movimenti
tipo Boy Scout, offre ai genitori svaghi sicuri e sa-
ni per i figli (ed i genitori difficilmente sanno resi
stere al sentimento di sicurezza ed all’intima soddi-
sfazione che danno un figlio chierichetto o scout).
All'altro estremo della formazione del giovine, sta
l'azienda che vuole tecnici preparati e cervelli im:
bottiti degli slogans dei giornali « ben pensanti ».

La situazione delle giovani merita un cenno
particolare: per la famiglia-tipo italiana l’emancipa-
zione della figlia non passa mai attraverso un serio
impegno di lavoro indipendente; specie se la figlia
è bella, quello che importa è un buon matrimonio.
ed in vista di un buon matrimonio la figlia studia,
si interessa un-po' di tutto, magari svolge qualche
altivitàva carattere dichobby (lelrivisie! femminili
sono piene di suggerimenti a questo proposito). Se
proprio la famiglia non può mantenerla in attesa
della sistemazione matrimoniale, la figlia si impie-
ga, ed i posti ideali sono naturalmente quelli che
non compromettono le prospettive matrimonial



Per il ceto medio, la ribellione consiste nel sot-
tirarsi a tutti questi clichè, nella ricerca di autono
mia, nei tentativi di sfuggire a quella sorte di fato
che oggi pesa sul giovane italiano figlio di un im-
piegato 0 di un piccolo commerciante. Di qui da un
luto le iù i (spesso aggravate dal diver-
so grado di ora raggiunto), dall'altro le manife
srazioni più violente e spesso tragiche di ribellione
provocate dal desiderio dì sfuggire a tutti i costi,
« con rabbia », senza riflettere, all'asfissiante atmo-
sfera psicologica del ceto medio italiano.

PAOLO BOERO







Elezioni all’ Università di Genova
Risultati 1961
LANTERNA ATENEO F. U. AN. EDELWEIS AZZURRA A.G.U
Triennio 55 125 39 43 17 108
Lettere 82 252 d 4 12 %
Medicina 121 29 % 188 16 108
Biennio 138 3979 78 104 55 199
Commercio 60 258 d 171 28 na
Legge 86 243 6 129 3 de 6n)
Torsli — 542 1486 412 683 161 608
Risultati 1962
LANTERNA ATENEO F.U. A. N. EDELWEIS AZZURRA A GU
4
Triennio tO 4 97 5 70 73
Lettere 78 182 75 95 2 ‘6
Medicina 106 142 75 208 19 78
Biennio 186 359 80 107 84 109
Commercio 44 185 46 114 45 109
Legge 83 142 na 195 73 21
Totali 516 1104 350 718 313 425

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Distensione sì, distesi no.
sto lo slogan con cui

Que-
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idente E.

romani accolsero il presi
senhower al st

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proverbiale imbecilità p

sembra proprio che est
7 vo

In verità, se fino al 1054-55 cir-

‘mificalo Uiverso:
Naturalmente le reazioni del
campo occidentale n° questo 7
‘esciamenio della situazione s0-

frelta di traltare,
îa per Francia è Germa
che tirano per le lunghe, è fa-
cile individuare lo stesso sotto-
fondo comune, la paura, vera
stavollo. Tuttavia a questo si so-
sppon si fntrecciono al
tri importanti. fattori
essere. tenuti
vuol cd

approfondire în questazsede le
varie situazioni perlicoldri, ci ti-

i

situazione americana che
die Argan e
lerminante sibili alcu
ne osservazioni fondamentali.



competenti,
con cui appunto
farsi una competenza, o meglio

ma un giornale

cerca



una consapevolezza: è uno sfor-
di consapevolezza, che i col-
invitando

TL QUARANTAGINQUE

1) La guerra fredda si è chiu-

sa ‘ci etlamente

fallimentare, Fssa è iniziata ci

gli Stati Uniti usciti indenni dol
fori det mono-

pollo delle aridi atomiche
parte © dall'alîra la Russia de-

lo di togliere
tica quel vantaggi
stati, @ malincuore



atomiche sarebbe stata

sufficiente,
aaa grovpeltvo da dira:
Hiroshima

Alieni lp Chad clappora

‘RESTERA: UN BRUTTO RICORDO?






gra già crollo prima, del bom |
litica





grondi otituiti da pae
si sottosviluppalt, sono appan-
naggio 6 della Mussa, per. via
dei prestiti al 2/9 senza impe-





e

il quarante



cinque



di grandeur di cui una forma è
Produzione della bomba ati
mica sanariana (fabbricata con
capilali edeschi). Può anche si-
gnificare la soluzione del. proble-
ima algerino, ma non è da dimen-

la forza francese st

gni militari,
possono

o dei paesi europei
vendere

compri per gia del costi >
i







non sarà possibile finchè gli Sta- fe creata cor ni
ti Uniti saranno costretti a sov- Ed è evidente che su questo pia
venzionare la NATO, il CENTO, no gli inieressi francesi vengo-
la SEAT imerevoli a- no a confittto con quelli russi

i ‘americani. L'Italia non sembra

in tullo il mondo, E° sintomatico
© questo. proposilo che duranie | cess0 distensivo, ma legata comrè
Salogu ‘i camp Dari si ra _2 deppio lo ci Fran e Ger-
partato. di 7 di mania siro, probabilmente co
ooo econo Questo è fa stre per tia n
iglio oto nali" cala D 10 ciasse dirigente, @ condividere ri-
schi 2ion
Ta













poni
precedett





È
ti
Infatti ammetteag! ronche che do confilto mondiate vedrà che
did possibile lderiaimiszionmenbevo delle puone: ragioni. biso
€ qu nni ener atene e
a Lam eriata, pilaladier



în di
ani
Imestistice.
La situazione omo la
CESt ti la mani libere ad st
sovietica alleorono con la Russia. Di
conte a ciò € ben naturale
Tuttavia un tale tipo di ricer- Stalin abbia cercato di trarre il
che da possibiltà di lavo nantaggi ‘da una
un settore molto limitato dell'in voluta. che aveva
siria © d'altra parte l'a immense. disiruzioni "di
Menlo convenzionale è ormai ‘nel. timore. del tutto
turo. rebbe. quindi "la n lo gli amici di ale
cessità di un maggior aggrevio lora potessero facilmente dior
fiscote in concomitanza ‘dd (ci del 1850, Le
Sontrazione del reddi ‘nei

Di
problemi

sono propri degli Stati Uniti e 10 di portare i confini della Rus-

forse, Urmitatamente, detta . In questa pro-

Bretagna che deve sopportare in responsabilità. detta

gran parte la concorrenza risale ai

sca sul mercato er-coloniale, nuen- invece di ce-

ire la situazione della Germania ione, _Lenneri
7 ni.



i tevolmenie diversa. ;

da alcuni che la-
linca molto generale si. pui n ‘sue carte
che la Germania tragga OE IA
alor " vantaggio. dalla” suuazione ione
alluale. Ha un'economia in pie a-aggessia
soltupno, ha È copilali per poter Va anche questo è opitabile. n
sostenere con. prestiti. a s i
scadenza il proprio altissimo ‘maggior contribu-
lume di esportazioni; ha tu ‘pace negli an-
la perdere eco) OE
Berlino che, con ogni probabili Piani

o, allo che la Russia ha

‘sanzionerebbe deiiicamen: neri leoni nima
iparlisione dell'ex” Reich

pei

ta

ineta, 0 meglio
De Gone, gione non:a to eso
cosa, distensione e disarmo si-
gnificano rinuncia. alla. politica

dello stesso il cl
SO dog Stan Ut polso com:





mettere qualche sciaguralo colpo diminuire la percentuale del lo-
di testa, (L'esempio Mac Arthur ro reddito nazionale investita in



insegni, spese militari per poler portare
que evidente che la ag- 94 un livello < corrispondente
oressivilà. sovietica non era una loro potenziale produttivo». co
realtà negli anni scorsi. Neanche me direbbe Saragal, il livello di
oggi Krusciov ha inleresse ad un vita delle masse ici, In
peggioramento della politica in- verità. anche tenendo conto del
ternazionale, per duè ordini di maggio. produttività derivante
motivi. dui’ notevolt progressi tecnici rea
1 anzituito un motivo questi ultimi tempi, si
carallere ideologico che consiste presumere che aumento dei
nella certezza sovietica di vin- e spese, militari” siano
cere tn ogm la zio: she net bilancio rus-
ne con i mondo capitalistico sul in quello di qualsiasi
piano economico- politico. Questo aliro paese, si condet È
perchè sono convinti he il loro cenda, in’ senso inversamente
Halema via tl solo €he possa per: | proporzionale. ‘A quesio problema
mellere ci paesi soltosviluppati ne inerisce un'altro. La. politi-
un rapido sviluppo. Se così sarà, | ca che_ Ruscio, fmende svilup
doni rischio dI guerra. diviene pure nei confronti delle zone sOi-
inutite © dann iossiluppete (prestiti al 2 %,

2) 1 Russi ‘io bisogno di segue a pag. 10



1960:

anno di scelte
perio















Mi 1560 si preannuncia come Stato. 1 termini aspri della: po-
un denso di avvenimenti Jemica precongressuale lasclavi-
di grande portata sul piano in- vedere l'importanza che
temazionale © per il nostro Pue be assunto” la vittoria per
se dna delle parti al congresso
1 Congresso speroni a Fire
de il 23 ottobre 1959 confermò
td esasperò le aversa. sieati
schieramenti. Le de si
fg nno
furono «Primavera > ai Andreot=
i per-li quale avversari della do-
di en at
i
Popolare i Sceiba che ritiene a
o socialiti
© comunisti. dall'altro, 1 missini
parte di primo piano Î parti»
{O Demoeitano
eressonte per” giudicare “ gramma formulato e dicono "chie
n politico. dell DE. nello scor. 1e alleanze. contano meno: 0



tento "in fanzione. del



se che da Lante parti furono fat-

Un po' di storia
L'attullo direzione unitaria de

la D.C., il governo che si regue
destre sono la ri-



che è sen

per cauto, operazioni di
Soovenatita Got non
osso per < isciplina >. ittero
ca







ministero Fanfani. Alla caduta i ig Ton

frerno seguivano lo Ginie (oct CI MOT AO A

sioni dell'On. Fanfani dalla se- tono piuttosto conelliante e con

greteria del partito demoeristia- ampi appelli all'unità del parti-
no, Le scissioni di Iniziativa De- to terminò ina pi
mocralica, Ja maggiore corrente dichiarazione di plauso al ove
no Segni, E' dopo tale interv

19 che si delineb acuendosi 1a
visione esisteni
SLI titoli dei. giornali parlaro:
no chiaramente di due schiera



dirizzo delle alleanze politiche du
realizzare per il governo

il quarantacinque



gontrepposti di destra e



totalitarismo ‘partirono. dal. dele-
‘ati di sinistra (sindacalisti, ba-

laccio di irregolarità

chi grida a chi

10 interrompe - « Disgraziato! ti

fard ingoiare le parole» mentre
gi










conservatore digaro, scrive

illa gitobre: Con la sa vio-
enza e la sua inutilità il con-

sesso DE

è diventato scon



tra,
ME

che i risul



i commenti et
mento il valo-



grosso © sonza avventure». Chi-

riamo meglio i termini:
n

riasse a letali situazioni





ti
razioni di progres-
sismo. D'altronde dopo i risultati





tro
cosa. indisculibie

<E' uni =
bene non perfettamente capita
«Ma

dal grande pubblico » (111).
veni



di trat
i i ne
dacci direttore del fanfaniano -
Il Giorno» quando scrisse: «Il suini da una parte
congresso è stato reso così in- di Fanfani, ni,
Candiscente dpr opriaisdall inferi | Tirmart\iradi e aloe ar
ent nascosto dei l’altro. Non ce Jon per
Caruppi sstono >. E' gente qualche. sfumatura». (11 Giorno,





se ea I

è tutto un viluppo di
sompromessi © di subordinazio:



e questa. volla ha orto
Ca
Le
precato governo di centro destra
siedono i minacciosi. alfieri del
centro-sinistra; Tambroni, Fer:
ma Anni e

Ma si tratt e po:
uiiche Bin



Finpasino «7 Giorno» che per
del suo direttore avera

scelto parole ‘enni

dica che esistono due










fatta 1h, Stan



livquesti avrebbe vesso Sti è raltro Mi cono:
foverno di perseguire la sua po- giono alla qualo x up-
lilica conservatrice (vedasi îl pa e trova la sua ragione di es-
tempo del quadripartito) Sere un partito come Ja DC. Li







D C.: OVVERO DELL'EQUILIBRIO INSTABILE









politica di centro sinistra non



Infatti neppure noi pensiamo
che possa esservi una politica di
n



stra € cioè di riven-
e di giustizia | sociale
con l'appoggio totale dei ben no-

ressione >.
Gi riserviamo di giudicare una
politica mon dal nome che le si
vuole are ma dagli





forme. ei di e-



sione » possiamo ritenere
50 pe iateroni gi Torlonia, Fas:
stan stes
cetanti
id





ste riforme avrebbe solo da per-

dere.

congresso democristiano

animo: cresta di




stra più

sta Cal sensiviità so-
ceva le Sora seine
lore politico mella misura in at
‘agisce autonomo © cioè Tl-
bero dalla ipoteca confindustria
le che attualmente esiste nella
De.
&a vomini

Noi riconosciamo

Ila ed Andreotti di ben



nom si possano servire
due padroni è ci
mo rilenere che gii Vontini della
Conindustria è del grande padro-
‘o agricolo siano disposti a fi-
nanziare al lotta politica "ai chi
minaccia il loro privilegio?
Così ci rende perplessi il li
di un equivoco tragico ©
sì mantiene, îl timo
litica che veramente co
interessi” olkgarchic.
Riusciranno, 1 democratici







re di na po-
pra esclu-







dalle



politica di sviluppo

sociale, non accompagnata

riforme di struttura»:
PIETRO LAZAGNA











4

il



SCUOLA E SOCIETA’

SCUOLA DI CLASSE ..

Con una certa approssimazio-



Seuola è l'istituzione che più



cullura degradata e strumentali
sata, Tutti abblamo sotto gli ve-
chi l'immagine di una seucla che
si è ntrofizzata, anchilosata, como

spitpooete in a

areppate: col
nelle pie sirutolico zeta goparit
di accogliere | Ù,

eso
aria, crt
ae ine
fideale di una oltgarcha

inche quando la realtà sto-



il
tini; le gelta Gi coloro chie come



«. del eonformismo -.

piranno li studi superiori avy nte fuori Ja provincia sede del
"ragazzi che l'Università co
frequentano le sete, medie uni. giori spes
juelli che vi
tocsdono dalle seuolo © dai corsi con
attra.
scuole tecniche e quindi
gti Istituti tene.
questartcolò ci occuperemo Torino








delIOA Arata santo baftare. | casio e
della Scuola secondaria, richiede che ln media il 45,9% deeli stu-
rebbe un esame ben più pacticola- denti lavora con del
reggiato e complesso, ma non bi sime a Econ
feare che il pro. 69,65%,

blema base per una riforma de. sprudenz:
mocratica della seuola è quello ri. di Se
suardanio | ragazzi dagli Il ai na cri
1 us

Un'iadasine sulla composizione | Studen
sociologica degli universitari è 30);
dificile in quanto i dati non sono l'acmento delle tasse renlizzatosi

ve molto chiari negli ulti È

tistica fornita dall'Istituto centra pre n
le qli statistica risulta come il come tra il
431 i studenti appartenga | cifre

Fidati ‘ia 84.000 Le a 62800 €
008) vr le altre facoltà, sem-
inirca colla stessa proper:



pri
zione).

it fabbrica

ea) e il 46%, ha la famiglia rest:



sci “ci almostra:

1) glasiamo delle seni {tali
na pone non sol
Bits pollici'e morelema
costituisce una strozzatura econo-
Snfea delle più rilevanti; è ormai
generalmente acquisito
re i
de un numero di tecnici direzio,
nali è di ricercatori scletifii a
i quello esisten-

Questi dati sommari eì artenenti
o ie e
FUniveraità è alimentata in porti fuorisede che derono affrontare
plate di Deli dela else meNa spese e diterl rilevanti e sluden
di

a entegorie



molto maggiore
To tati 1 paesi d'altronde. sì
Udine ia



a classe die



classe.
sato al
del p
è indubbiamente quel
evidenza, Ma
non bisogna cadere nell'errore di
Italiana
rib ‘sue caratteristi
coll‘ stabilità dalle legge e desti var la mi- che di classe con un semplice al
nandoli illegalmente non alle son o base socla-
file Facolt ma al cetioio delle. remi, feccia n anni si è

1
bene ricordare com

tre
la. discriminazione non avvenga _‘& coprire 1 posti messi a concor» zione. sociologica degli. student,



gore SI

il quarantacinque







6
ci Ti
eopure ciò non ha significato nn strie, di presidenza di consigli di mini non perde {l suo gorattore di ni, del oo distoco dll vita de
Neale progresso in senso democra- amministrazione ete: ciò spiega scandalo morale tra | più inde lo Democratico,
tico dell'Università, un mutamen- cmpio come nelle facoltà di sul © stridenti colla nostra © co: des
to radicale di strulture, Ciò deri. legge fl Keynes sia considerato an scienza di cittadini e di democra

va anche dal fatto che la classe
media In Italia si è sempre tro-
vata in una







che, im cui manca ogni esp rienza

del reate e Îl cui

catvedrattico e autoritario. “Nole
oltà di Reonomia

Se ai o gl tras E

to politieo-ceor centua.

e l'as







sil che sl interegtazio?{ggpe can
no "tutto sull'alluviohe è Pavulsi
ne ma non coi nulla gut
del problema del ceniratti

ta cultura sla

ito sa



extra-universitari
di consulenza presso grandi indu

pericoloso rivoli



zionario e la po.
maligno, infido

Htica un demone



Kaieo Facoltà scientifiche il pro-

hi persi nel centro
studi di un'industria. Quale resi
allora da attendersi da





i più arrivisti è
carriera.
uestione, come può appari»

La qi
ce anche da Questi sosenni inevi:
tabilmente sommari, — presenta
moOIti e complessi aspetti; ma da
ualsiasi punto di vista la si esa-





GIOVENTU?

tici: il detto che la civiltà occì

iectoidena mnacazza

NEL MONDO

VI è un ultimo punito che non si

può sottacere: è stato dett
stamente che il problema della
classe dirigente Italiana è un pro




il 1usso delle civ

GUIDO LEVI

.. GIOVENTU SCONVOLTA



A

ua a geobinia problema dell’ America d'oggi

Afcmni imesi Gr. appar
in tata un Moro. del giornalista
americano Harrison E. Salisbury





1 bro è
up generation» (*)

lo l'elemento
Patologica delle nuove generazio-

ni a ventre studiato. o messo in

TT

mura i ine

ili, non è possibile sfuggîre 2l-
che ad essere chi



sia tutto Il tessuto giovantie ame-
ricano

on autoctone
xa dolorosamente ereditate dalla

Società in cui affonda.
tazione che Sal



di di tutto il Faese nel suoi mago
giori: come nei suoi m



sono le bande minorili?
la chi sono formate? Qua-
lì i principali moduli di compor-
tamento dei giovani che li







no to i nomi, în pre
lenza a sfondo terroristico, di al-

PITAN tana sbtovdi
foto ni

neWyorkesì,

centro. lumultuoso alla

ni venii anni, di sesso sia maschi
le, sta femminile.
Tutto un mondo sioranile vi si
rime, un mondo certo febbri=
leo smalkano, ad intendere 1l qua-
le è però ne donare
ogni morelietico atteggiamento cd
gni morbosa a interessata ricerca
ana

in piccolo nucleo di edifici a
traverso da due vie è il











s
3

per molli
uti



lenti
molteplicità. di rapporti ©



tuazioni le che vanno
dallo guerre più o seno durature,
alle paci più vonrie,



dalle vittorie. alle scontitie, dal:

al. quelle di
distensione, dalle alleanze alle
controalieanze ecc,, da qui ancora
Î se i insopprimibili esi-
genze come quelle di avere abil

Sopi. astuti

tuti consiglieri, una forte



infatti come mi-
nuscoli complessi sociali che ol-

Le bande son

zio, un proprio apparato poîte-







vi questi microorg
a ise più dramma-
ica è, rappresentata dai combat
timenti ‘che avvengono oramai
quasi Sponioneanene, inseriti co-
me in dizione di
lotte e di violen
Ra o voro Poi I
ficiente a scatenare 1 più feroci
nflitti. Se questi combattimen-
sono improvvisi e non

sono concordati in precedenza, ma

avvengono per deliberata inizia
iva di une bande alleate
vengono in genero preparati con

i

Sgggraio) sfudiano per giorni 3
i il < campo» avversario, le

fue vie di casssso e quello di fue















conatglire militare prepara il pia-

no dell

giovani procedono al

fo delle armi. Alla data” stabilita

per l'aggressione, naturalmente

Sera; i giovani si radunano e pre-
gli ultimi accordi, dopo aver

abbondantomento bevuto 00. 8°

alla lotta, avan





ni di cui rispongono sono
nere fra le più vari
lose: bombe a mani

namite, bottiglie di acido, fucili
‘a canne mozze, rivoltelle, coltelli,
catene di acciaio, tubi di piombo,
bottiglie rotte etc, indossano ge-
neralmente giubboni di cuolo per
‘proteggersi alla meglio dalle col-

versari; anche le macchine, qua-



lora i giovani mo dispongano ver
‘armi, mieidiati.



re della polizia sono pressochè in-
variabili; due o tre sono 1 gio-



ie vu
sopra il selciato feri
vita. Agli scontri succedono gli ar-




gli assalti ad edifici pi
le scuole;

aule, biblioteche,

oratori, tutto iene. messo ‘sos






arono a centinaia. di
migliaia idoli

Ozio e violenza

ata 1 combattimenti. (bopping)

elio lo desiderano ai puto di
bucare 1 preservativi e auendere
divertiti 1 risultati dell
che sorpresa per
Dec Leg> qice 11 ragazzo i suo!
compagni,
Frequenti sono i casi di per-
versione sessuale e soprauuuo i





€ » e «il girotondo».

Un giovane convince un
gazza a darglisi e una volta sod-
distatti i pi si



nume Le que.
sta un gruppo di amici ad ap-

«Il girotondo> consiste inve-
co nella masturbazione in gruj

po e assumo a volte forme
rituali, Un'altra manifestazione di



code
ta due
ai ine (o colte
miamoli ballerini, non uo



vono affatto; questa danza è sta-
ia definita da ‘un assistente so-
‘oprio « con-



mento» noti ma indisturbati spac-
ciatori spesso con. Intermediari
giovani già viziati. Quanto ho

rie

trebbero ripelere

a proposito di quello do

città grandi e piccole del

a proposito delle ‘bande minorili
hicago, di S. Francisco, di

Biadeiotta, i Baltimora, di Li







in questo pantano di violenza ©

di vizio i giovani stiano senza di-



*

agio e soferenza, ma le deboli e
contrastanti loro aspl

differen
N at ogni fe I)

pi,
Herat “tirano giovanile cis
proprio perchi







il'quarantaciaque

il male alle radici 0 lo intaccano



bi
ponsabililà. comunitaria, tai

Ihiziativa civica
Del resto mi sembra, ma potrei
lare, che il finto ‘agnello ri-
juando si met-





lella legge sul



rie categorie
età) e un ritorno al sistema del-
l'apprendistato. Salisbury ammet-
© infatti che questa « interpreta-
zione realistica » potrebbe creare
muova fonte di lavoro a basso
costo ma non crede « che le con-
seguenze sociali sarebbero
peggiori di quelle che provoca il
sistema atluale>. D'altronde dice
oltre sempre a proposito di
«queste leggi arbitrarie», «oramai
gii Stati Uniti non si possono più
permettere di buttar
lento e l'abilità. del giovani, di
sprecare tante energie» ‘e Sali-
sbury, non bisogna dimenticare
queste cose le scrive sul New York
Times.











(1) Eselusion, fatta naturalmente



Ditalistica di quella società.

(0) ffrad IT. (Bianchardi - Casa

di ani - Utolo in ita
lano «Giovani il doppio Gin
CD:







Dal prossimo numero:

TAE GUIMO
UNIVERSITARIO



Notizie e indiscrezioni

dall’ UNIVERSITA'

Scriveteci e collaborate
leggete e diffondete
“IL QUARANTACINQUE,,





il quarantacinque

IL MONDO DEL LAVORO

L’OPERAIO e la FABBRICA



Tl tema espresso dal titolo
sui impegnativo poichè la situa-



no di muovi apparati produtti,
alla repressione dei
« tem






capitali
fialiano alle di sottolttenrne ti



Doria l'impronta’ delle contraddi:
zioni che vi furono fra le forze





a di quanto è sta-

L'industria italiana è sorim i

ritardo e si è sviluppuii pibrta-

nidi o dell'inctu Ja (es.
francese. È nati ri





rapidamente per l'alfannose
corca di un posto nell'arena ta
tica ed economica euro;



reazionaria
mi di un processo di crisi sempre

© indicano gli estre-



La situazione dell'operato nella
fabbrica è una situazio!

gli ven
politici, sin-
retribuito con
salari lontani dal costo della vita.
si osserviamo gli indici
(dei profitti)



organici dovuta alla introduzio-



pito TOSIA/SuA cori foiea i Tati

nine ai Lanier
mento dei DrONt dovuto allo sue
an





corti posti,
l super rendimento del-
la forza lavoro con le mao-
n ha corrisposto un mag:
benessere dello cine 1





Solo la dove i lavoratori si so-
no battuti hanno p
pare migliori condizioni



ro, dell'azione operaia,

le, vanno
petti positivi det movi
di lavoro ottenuti. fra-



isti gli as
contrati





- dalla viva esperienza del nostro redattore | —



a oceapatti Sul avori
delle donne © del giovi
1





maguiormento la irresponsabilità
padronale,
La difesa degli operai da parte

dei datori di lavoro è quasi em.
pre puramente paternalistica e si
limita a misure marginali,





sas,





alla istituzione di comitati antin:
fortunistici composti da dirigenti
della azienda con la esclusion
\vo rari casi, del lavoratori che
son Fossati.
La libertà di opinione, ci onga-
nizeazione







to 10 delie brite esi
litiche © sindacali, ma pure da
personalità della cultura sivamon-

‘mi della di



gnità ume
"n molte fabbriche osistono tri-



a ssd ii

MARIO GARDELLA operaio metallurgico



mute {e otte, ualiazio regisirate



ogni qualvolta la cigni i “rt,
le libertà degli operai vengone
calpestati è tutta 1a
ne risente perchè parlare dell'in-
dustria, soprattutto di chi vi In
0° fare la storia
Ja nazione, inquantochè Je ca-
ratteristiche di ‘un pi
aelineandosi
rapporti di lavoro, i mezzi di
produzione si s 10 acqui
stando una determinata fisiono
Id: molte fabbriche l'operato 1a-
sora in condizioni cche pregiugi-
gua integrità fisica men



tro caiston



quando esistono oltre due’ milio-

operaio








Saro i verbali Gogli Misoni te
terrogatori.

Operaî sono stati licenziati per-
chè si erano opposti alla perqui



vieta aî propri
dipendenti di esprimere, oratmen-

iscritto, giudizi sui di-
rigonti della azienda salvo previa
autorizzazione dei dirigenti stes-



(e Commissioni interne che so-
no garantite da un accordo sti
pulato tra le Organizzazioni sin-
dacali e la Confindustria, vengo.
no poste in n omofd
modi: ostacolando ai membri la
possibilità di movimento e di co-
municare con gli operai all'in-
terno della. fabi

cali in cui rsunirsi,
False, atiraverso la intinidunio-
ne e la corruzione l'esito delle

O,







0 C. attacco
al dit dal eorstori ne ore

muccia alla salvuguarala de) con-



norme as

CAR devo-

regolare l'assunzione del per
ani



x interessante la maniera in
e determinato 11" valore
secondo l'umore dei



a "nai
© i sentimeni
Ta discriminazione verso l'ope-
ia ancora che que
tramite let-
tazione € linterro=



di prese



VI assuni nt dia certi pi perico-
xbbrica, bugiardi © pe
Istidrogi > gi ettore ha Capito
‘di chi sì tratto,

Una violeuza ai diritti dei Ja-
tu a ter.





voratori sono 1 coni
Mine per mezzo del di
Paio ttma. per sei mesi 0 tre
inche meno) e vive sempre col
Umore di essere liconziato ed
costretto a di fronte ad
jsni abuso. Con i contratti a ter-
mine _l'operaic e derubato
perchè non è in grado di veder
maturare le ferie e l'anziù
Potremmo a lungo

inuare
in questo senso ma credo che gli
esempi riportati, pure în modo
cuotco, siano summcentemente si-
gnincativi. L'importanie
tanto fare degli abusi
ma intenderne l'origine, io scopo
e, soprauuito, i mezzi per impe-
dirti,

ta per la libertà e per

di



affrontati
su un terreno che non sla quello
della lotta: di clusse.

‘per il rinnovo dei con-





speso molte questioni, particolare
niente normative, _ problemi
merito ai quali i Sindacati
© sono daccordo @ che l'insensi-
ta puaromue, ancorata alla
cerca del massimo promtto, hi
respinto.
ali ucsttoni coslulscono e:

lementi iropp



ate
soi Milione SI cadi)

È
x
i



3
KEcEoRZE

il quarantacinque

IN GIOCO

La Cassa del Mezzogiorno



sentii dall'unifia:



o) a ©
il % n
1936, 11 189% nel 1952. Inoltre,
nel 1087, mentre medi
nazionale d'industrializzazione era
nel Mezzogiorno su 100

a da lavoro solo 4,9

l'industria, Du:

ps

n

e fu



‘afia Mtepub-
,, mentre quelle del
per





della congiuninra favorevole 18
St na perito ff cod incontu-
tnbile che i stuble più gravi arie
x muse nella stesgassiuiaiira / pio

è duttiva, quando si, consideri fl





3% (18,
ini) del tota-
nendo

ludendo gli artigiai
le nazionale, e che, apparte!



18,5% di questo totale al settore
manifatturiero, nel Nord il 59%
degli occupati. nel



fatturiero laverava in industrie
metallurgiche, chimiche e tessili, e

la stessa
percentuale lavorava nelle indn-

strie amento ‘di abbigliamento

grado medio, azione fino a 21
HP

problema era talmente indi

lazionabile che,



la Cassa,
io ll mitistro Campili i foste die _

chiarato certo che l'intera dota-



Vanno affrontate e risolte a tutti
i livelli: aziendali, settoriafi ma
sempre nel quadro della prospet-
tiva generale gel bisogni, dol do-
sideri. dello classi lavoratrici, 1°

processo produttivo ©
idealmente da un cap tr





Bisogna assolutamente
lavoratori di contrattare

tutti gli aspetti del rapporto
lavoro in omaggio ad una esi-
denza vitale e democrali

che il me
impone Ja legge <erga omnes»
la quale sancisce « minimi di trat

tamento economico e normativo
ai lavoratori», €mani norme giu-
idiche per reni ‘anti i di
ritti contrattuali contro quei da

Amos
mo, ottenere risultati
sil elio

impostare. azio1
impronta di
decisione unitaria.

E necessario che l'istituto del-



iccettati e eletti dai lavora:

pai nel imondo, nel, nostra

rambiato,

qualcosa è I
Slassico € disgelo» è in corso ni:

che da noi. Molti sono i fatti che

alla distensione che intende ln-

porsi solcano pure l'aria del no-

stro paese anche se i Pella ope-

rano per lì contrario; 1 congres:
c.

ja, la scienza in
ogni’ attività ama
quale l'uomo è legato © trova ra-
ne di vita materiale e spiri-
tuale,
Non bisogna dimenticarci che
non si può parlare di democra-
sere e felicità per
ogni singolo cittadino s0 il 1avo:
ogni bene socia-
le rimane vincolato con l'inganno
ideologico e con la prepotenza po-
litica agli interessi dei monopoli.

Tutti si devono rendere conto

gho la lotta per T'aumonto del

salari, per gli aspetti normativi e
1

dei lavoratori nell'azienda, inte

vare Il plauso, T'adesione d'ogni
clttadi
MARIO GARDELLA

zione sarebbe stata spesa quasi
con anticipo sulle sue stesse sca
denzo, risulta dal Notigiario della
Cassa che, alla meta del









ques penso alla
d'intervento collegato,
dei miseri palliativi nomi-
i le duo del on cut





20
liardi annui dal 1955 al 1959
filo a ‘180. millardi dal 1960 al
1985.

ia) SY ec



‘quando pel) gu
Sato 658. bloc Grebiira
di un «secondo cielo», della Cassa,
Sie nie et
mente, la gravità delle disfunzi

ni di coordinamento riscontrabili



dustrie di Stato al Mezzogiorno.
I cionondimeno neppure in se-
guito si ebbero risultati

re d



at a
volse

gl Interventi ordinari continuano
a decresceri desti dunque

sig alri
mate straordinarietà, sui totali
nazionali delle giornate operaio

1avorative all
è Impossibile valutare la sotto
‘cupazione.



Nell'estate del 1958, Fanfani,
chiedendo 1a Aduela per Il suo
Governo, affermava testualmente

to un cospicuo aumento del reddi.
, dal 1954 in poi quando
constatiamo ehe nel Centro Nord
iso è stato superiore, conetudia-
‘che la polftiea fin qui svolta
idotto il divario preesistente

ma non lo ha annullato>, Orbe-





del, Cene
tro-Nord È ereseluto In misura
maggiore lo scarto si è accentua
to © non ridotto. Nel rapporto del
prof. Saraceno sugli obbiettivi
mancati dalla mutila renizzazi

ne a Vanoni, si è ri

dello Scher
padita. ufficialmente questa cruda

on un articolo sulla € Review
of economic conditions in Italy»,
riassunto nei numeri 4-56 del



settant'anni Il raggiungimento del.

l'equilibrio.
Tutto questo mentre è stato del
il ritnio medio di accresci-
annuo dell'URSS. dal
stante la con:

900 96 ‘quella del
1

o questo mentre a codesti
ritmi si avviano molti di quei
pei a
ria del no > di politica
esteri portare un vali
20" POSpOIGABIE ato Tata



ali > Documenti di vita ite

LUIGI CASTAGNOLA

il quarantacinque

STATO DI

Polemica sulla d

DIRITTO?

ivisione dei poteri



0 aggio di Gromahi a Movca ri
DrOpOnE Gra Siria Giona
broblema dei potrà aet Presidente
della Repubblica. Esso ha dato
luogo ad innumerevoli. scritti
discussioni tendenti ad interpre.
tare in maniera ora estensiva ora
norme. cosituzionali

una posizio-
ne quale che sia, occorre sgombi
re il campo dall'atteggiamento a



Esso d
non-conoseonza. della Costituzione

istituto. Giora aggiungere evi
dente sfavore co? quale la clusse
dirigente italiana considera ogni
divisione di competenze, sia pure
cul Capo detto Stato. conce
zione monistica che sussiste con-
tro A principi tanto sbondicrat

della divi ‘contro

ha Apivito GNA Oni ta Q0MIGiOt

Rigettata tate nosibloe precon



tutta 10 struttura
dello Sta

Asse tica Costituente dovette
ione dif

"costituzionale

|, orgoniati
0 Jedete della si
tuczione ‘internazionale,

Le ‘masse popolari. esercitarono
una notevolissima pressione 0, se
n riuscirono a prevalere e hp:
pure furono adottati istituti demo:
cratici che garantivano un mag-
giore controllo del popolo come at
ea. la revoca det mandato parlu-

mentare, 0500 condizionarono pa

lesemente VAssemDle
La Costituzione appare in veri:
tà come un compromesso fra isti

questa situazione di profon-

‘logici © sociali si
Jorazione dell'istituto
del Capo dello Stato.

Risotto con ereforendumo popo
tare la questione _ Monare?
pudonica I Tepiiatore si trovò di
fronte @ tre fondamentali sot
sioni

‘nne respinta con rare opposi

l'esecutivo avre
Cilea bol alle





| poteri del Presidente della Repubblica

tuzioni nel senso. detta dittatura
personale

Brattro canto neppure un Dir
torio di lip sv Sembrava
adattarsi ll condizioni del Pae-

snatogio dì strvitura consiglia

fono di seguire con alcuni muta
ment Pesempla della. Prancia do-
ve era statu di

fa ama forma

regna ma non go:
teri &; fu ceotuso Qatrattieita te
gistativa a da quelta esecutiva; gli
fu attribuita una irresponsabitità

i solo limite dell'alto tra-



dimento e dell'attentato alla Co-
atituzione (art, 90 10 comma). in
tal modo mentre ttrasvano

del poteri sì cercava di spoliticie.

zare l'organo rendendolo autono-

mo e si creava quel « quarto po-
tere» che diGuarino chiama del-
l'equitivrio politico,

Le attribuzioni del Presidente
ripuardono tutta Cattività degli at
tri organi. contituionali TI potere
togistativo: are. 87

i ini



nel momnenil DIA aolicini feta i
ta politica del Paese, tenendosi
costantemente informato di ogni
atto dello Stato.

I «ristrettivisti » oppongono @

queste considerazioni gli articoti
59 © 90 che sanciscono l'obbligo
delia | controfrma — ministeriale

tutti gli uiti del Presidente ©

per
da sua irresponsabilità politica.

organo irr
svolgere

responsa:

queste considera»
so potrebbe farsi
limiterò ad osservare

l'rresponsubilità | potitica
a e velo
poichè, tranne | Ministri (che

spondono di fronte al Poslamens





) de ionipento Agi antro,
TI

le. Nel primo cas
to compiesso dove



di lepiitmità © (consultivo)

da
Presidente del Consiglio e dei Mi

Ver secondo cuso (nomina

che non lo è di



Anche qui è opportuno un

C distinguo»:
A) se 10 scioglimento

soniro la volontà della. mago

ranza parlamentare si

UM ai pera rag) noe

Per: tto il tempo previsto

dalla Costituzione.



to in atto dalla
magra rà con ogni probe
Milità per afruttare una coni
tura politica favorevole ol
sfavorevote alla minoranza. In ul-
tima analisi, abbreviando arti

clalmente ta durata dell'incarico
parlamentare, si tende in realtà a
protungario oltre i limiti costit
zionali,
ioglimento dette Camere în
conseguenza di ripetuti. voti di
sfitucia nei confronti det Governo,
che attestino l'impossibilità di
consente di
Possono darsi casi diversi: il Go-
(presenta semplicemente
d) presenta ita p
scioglimento di una © "i entrambe

presenta
fina provo

alternativamente

In questo caso ogettivamente
Presidente e l'arbitto della situa.
1 cisione che Egli pren:
dera con piena autonomia sarà ri-
tevontissima per È futuro del pae

in tati momenti, quando cio
Ùl Capo detto Stato è chiamato @
tutta l'ampiezza con-



lungo tempo a un Tuvoro faticoso,
Soi
slo re dirò +
dl
le la controfirma del Mie
nitro fa valore di an controllo
di lepittimità, assicura cinò che il
presidente nin svolgo aittoltà. di
i

quanto detto prende consì-
quo la Junzione presidenziale

qurante della Costituzione
rea si dacioiaa
price senso:





a) come condizione indispen-
sabite al funzionamento degli or
gani costituzionali ;

controtto di tutta
Stato



a Pre
il Capo dello Stato è rappresenta
l'unità nazionale». Con essa si
uole a porre al di sopra di que-
la molteplicità di organi © di

parti tn istituto che

è che vi è di permani
discusso di comune a tutti nell
vita nazionale nella sua continuti»
iù». B)

ALFREDO MEDIO



Presidente
trim. Dit

{1 GUARINO, Il
della Repubblica, Riv.
Pubb,. 1951)

(2) GUARINO, Op. cit
(3) CERBTI, Dir, Cost, It),





LE LETTERE E LE ARTI

Gioventù di Giorgio Caproni

ne sono così aperte
(non considerando ora quei «gru.
e Haven





a sua lampada) © 1a

dennizione sembra essere:

di
sono rime «ventilate >: ma l'ag-
gettivo è di Caproni. E non solo
questo: tutta l'aggettivazione più

trequente (ctimida >, «leggera >,

carne unalita più peri
rica dictizio p

Ra

sì fos-
se meticolosamente completato il



oferti ne
che il poeta ci ha trasmesso rac-
chiusa nell'urna dell i ur
na gelosa, che non concede

questo punto (poichè a
© bisogna continuare pur
cominceremo a disti

1 bro di. Caproni, le
diversità. di. Umbro re
che, nonostante. la continma pre:







VOCABOLARIETTO

GRANDEZZA (politica di) -

PARTICOLARE - cattivo francese

(fr. il particolare si oppone el “generale,,)





senza di uno stile ormai sicuro e
1eaele



pure in
modo assai sfumai une
ie allre composizioni comunque




Ja ment
sa la pol”
ua del dolore. Abbiamo detto mito,
otuto dire anche poe-



rnanti della poesia
caproni? E in questi
on Muncano senza duobio som







termino
glio quei nonnuila

di fievole € ‘onosente
fievole>, he pare si
spi un Caproni
inclina più d'una volta (<... la mia
ina debole, stretta / fra quelle

anche... > troveremo nella poesia
gl! decolino >). D'altronde, anche
«candela >, che in questi primi
versi viene cautame
che poi l' «animi
rà attorno sul luoghi del tempo
infantile, quasi di
talizia? ‘e quel € pennino» che

Megaullemania





il'quarantacinque



fa tutta godibile, visibile, tan-





sericchiola, struselando, nel silen- si







‘da assai quello di uno gibile quasi: Caproni è riusci
Soolarelto, che vi fracci con ine "i assitmare usi roma durato
genua attenzione le sue sillabe, atti quotidiani in una sfera in
Dia se tutti questi clementi pos- cul la morte è vinta da una pe-
ono ini © qualche sospel- renne gioventà. ©' davvero un
10 che essi costituiscazio gl limite tempo ritrovato: ed in sè celn



Redi di
rroppo inte
to ed atteggiato, Ia dove Ja
sensibilità è invece perfettamente
fuoco e consegue le immagini

Hinpido fuoco di un_ pianto
purificato ormaî — e fl segno di
questa purificazi

ritmo ilare della canzonetta < che
sembra scritta per. gio







La ricamatrice

Com'era acuto l'ago
e agile e fino l'estro!
Raccolta entro quel vago
bianco odore di fresco
fino, oh il ricomare |
abile come la spumi
Ansa deli miare!
Nel sole era il cantare,
candido, d'un canarino.
Vedevi li eopo chino
(e acre) strappa;
coi denti la iliua
mova, per ricominciare.
Livdrmo=tidta intorno
coni art venti



Conîe sapeva di mare
sapendo î suo lavorare!
EPILOGO

Annina è nella tomba.
Annina, ormai, è Igea
E chi potrà più appoggiar
l'orecchio. @l'suo petto, e ascoltare
come una volta il cuore,

timido, tumultuare?

Giorgio Caproni







senvine € più vive è senza tal punto che, come în Unprei

<ub'anima si fa

dubbio nella prima raccolta di ti



Schieita © gentile, Annina (la ma”
‘e del poeta,

Du del

ripetizi

dell'imperfetto, del p





(o, è cognomi certi mcmei

Ù quasi non fa più ombra, quasi

anche dal

la vita irromo

inanzi al no-

rdo troppo felice e pie-

ric cor:

che sè spenta (« Barbaglio +). La
0 ci





rappresentazione acquista tutte
le apparenze "dell'esistenza. reale,



la poetica resurrezione

il quarantacinque





to, come abbiamo visto, la rit
cazione della sofferenza ©



F'intersonto aetk
1 nel sonoro sa

te in un'aria di distacco, sia pure
malinconico e affettuoso.

Negli «Altri vorsi» infine, la
secoli dello due raccolle che
atituiscono fl volume (a parte la

reve serie delle brillanti < Imita-

si possono distinguere,



si

‘so. La prima è costituita da
tun genere di brevi © un poco
fuggevoli annotazioni ritmate con.
cernenti qi
mento o moto un pi





'nonostanio l'apparente
compiutezza del giro della com-

, che sembra sicura di
racchiudere li senso d'un preciso
avvenimento interiore, quest’



venimento è tutt'altro che reso
se ne afferra la vera na-
tura, ed {l riferimento resta in-
determinato, per nulla de
bolmente sensibile.
« Divertimento > e < ll becolino >
0 accento, due 1
richo della consapevolezza:
ciò ci pare si possano attribuire
‘ad una comune matrice, S
che (Soprattutto 1a prima) quel
i più difficile presa e di più









E
la che nasce da una
Agira di co
stato finora Îl nostro senza
soluzioni di continuità, il modo
dell'infanzia © dell'adolescenza
del momento in cui qi

ci fa sentire che siamo entrati
nell'età adulta. Da questo punto









la consapevolerz
scogli, nè accottata
fantile ‘si ritr





ormai (sebbene essa si rifiuti di
ammetterlo) gliel'hanno imposta;
e <Il decolino» è tutta un vuo:
to nero, nel quale 1 vento ma:
rino (che altrove valeva

n
del canto) s'è fatto un rombo fo-
sco e pauroso, e l' «midore del

d



sare è di
ventato uno slillicidio diaccio,
iggela l'anima ignara colta



serre dal ezio della re
smutazione >, Ora, qui
della traamitiata0e9





to >). Analoghe esperienze, mu
che hanno, alla radice, differenze

sostanziali
sgomento,

conosciuto mon distrug-
gono tutti i germi degli. antichi



sconvolgono, matureranno

Mento 3 Aa consapevolezza, dirti,



altro nel tono, nel

è più ch



puoi da n

pesa incora iroppo; ma nella sc-
sonda parte dell lirica ecco que



Pe
sii:
sctutte tigt



stupenda, ad un tempo, "di una
sofferenza accettata e di una no
Staluia pia
Un assui felice, È
costi atrata lirica, «Lu
a



Sin ‘1 uggootioni
guardate quanto meno im
di quelle delle poesie ud Anni





di quelle Ti reg na
Sudano delicate > è nella €
Fitipa x delle loro cimaglieito: è





BRUCIA LA SUASTICA



Nel prossimo numero parleremo dell’antisemi-
tismo e dei campi ci concentramento nazisti







cri»: quell'aggettivo e prenottur-
na» («l'ombra prenolturna>: che
è bot altra cosa, lo sentito, da
puscoluro 3).
RL







di ricongiungersi ad un suo
mondo fatto di slanci inge-
di commozioni



xi dolore e 10 sgomento; non, per
sua fortuna,

dire la detuzione radicale; quela
di cui parla Sbarbaro:

perduto ha la vo
la sirena det mondo e tt mondo
un grande



deserto

€ che consuma alle radici tanta
parte della lirica contemporanci.
tn mondo



za malizio, di dan-
isa, d'ingenvi ros-
Sguardi idolescenti ac

g gina viva



a ndo di una gio:
venti che il dolore può atombra»
te, senza estinguere Îl
È ta iorlé, ve immensa arriva
ed-oscuravla-riva
in girotondi

versi proprio forse si



dell'opera oni. La «n
glio gioventù » n n
se qualcosa di così genuinamen-

è come questa poesia?




"He a cui eg
CARLO GAZZELLI

APRONI, ” seme det
Garzanti, Milano 1959
Prezzo lire mille.







de

UOMINI

FERRUCCIO PARRI

ato a Pinerolo {1 10 gennalo
ni Ferruccio Parri partecipa a
Re

regime



di popolo — non più d
le — che solo potrà riallacciare
fl passato all'avvenire,.>.



trasferito a Lipari, Parri diede



‘nto © la guida morale degli
antitasetst itaiani
Nel luglio 1942 fu tra i fonda
tori del Partito d'Azione, il quale
cercava di inseriti nell vita ftw-

e socialismo umanistico,



dtmocatico

sivamente condotia dai partiti del
la classe operai

Durante | 4 gioni (5 egli
bre Pai



n ripeto politico, e la sua pre-

sempre ‘ispiratrice di
Sancio © ardizmiento i
combattenti per la cus
bertà. Realizzata una piena unità
d'azione con i comunisti ai fini
della letta comune, nel maggio 4

L'esercito



mente



gennaio 1945 Parri fu ar-
restato dallo S8 azite. Trasfe
ito @ Verona In attesa di
fuetto, Lo galvato Patate vento
del aloe
Aste





1942 egli diventa il punto di rife

vano a termine il «Secondo Ri-



+
sorg’mento», da Parri preconizza
1927.



riprendere saldamente îl potere

CL azione, presi
duto da Ferruccio Ques
one





eioè 1 vecchi capi della borghosia

il quarantaci;



gonservatrice e faselata, ne provo:
carono la crisi e Parri il
Satibre ‘1916 diede e dimissioni
In quei frangenti, Îl P. d'Azione,
stretto tra 1 partiti marviati e lt







mancato scatto della
Dopo questa battaglia demoera-
tica, Parri 6 !l Movimento di Uni-
co
pre più alle posizioni della sini.
atra marzieta; e dopo Il congres-
lata di Venezia (957),
MRO





Nella presente legislatura Par

ri fa parte del gruppo senatoriale

socialista.
NICOLA BONACASA



MIDA

LE ORECCHIE DI

Una brillante operazione

di'polizià—.
can

Offida - Squadra di P.S,
Processo verbale di sequestro

ima, nato
il 14 aprile 1921, ed ivi
residente, in via G. Marconi n. 1,
manovale.

‘anno | milenonecentocinguan
tolto, addì 24 del mese di agosto,

1958, doi





era appars n
2a non era stalo possibile con-
statarlo con ione — che lo
stesso procedeva alla vendita dei
giornali stessi, lo abbiamo seg:

to. Poco dopo, il Lucidi Giacomo
entrava nel Dar posto nella stessa

ur pi
piazza principale, gestito dalla st-

Ca
Cappelloni Guido. Poco dopo noi

Vallitari (eerbalizzanti entrati nel

To consegna



storano, contrada S. Silvestro n
0.

Tutti e tre è predetti hanno

il Di Lorenzo e il Fe
liciani dichiaravano di aver p
, mani del Lucidi, ia
imma di L, 30 ognuno.

Il Lucidi Giacomo, alle. conte-
stazione, si giustificava asserendo

il quaarantoinque

LA STORIA CHE FACCIAMO

IL DRAMMA ALGERINO



Nel mondo di ogsi vige conan:
del dimenticare. Gli



nel
le carceri di Francia o sui campi
di Algeria

Non si tratta di ripristinare un
presunto < carattere pedagogii
ela storia, e di quela dolorosa
In particolare, ma di riacquistare
un ‘abito mentale, che con groppa
tesgerezza si è abbandonato
la distrazione ed il ri

coin
uomini, ma la responsabilità e
ll silenzio.

Il dramma algerino è diventato
pubblico 1°. norembre 31956,
e e VR ST IL]

pmpere con

vassato di
nie sioni e at Inatit Torte,
uclia ricerca di una soluzione pa
cia, ‘aledero inizio alle Insurre.



quel paese, il crollo delle istitu:

di vendere i giornali in

cun guadagno pers
1 giornali sequestrati, in nume-

copie; e la somma di
L. 60 costitutta da una moneta da
ma da L. 10, soran-

torità giudiziaria con verbali
uanfo sopra, perchè
sonstî, abbiamo redatto 11 presen
te verbale di sequestro, in qua
druplice copia, per ;rimetterni
uno all'iLmo Sig Pretore di Of-
fida; una per conoscenza, gi Ci
Mando dello Tenensa det Car
nierî di Ascoli Piceno; una viene
consegnala per ricevuta al Sig.
Lucidi Giacomo © l'ultima viene







conservata atti det nostro
ufficio.
Fatto, letto, confermato e sot-

toscritto da moi militari verbaliz=
ronti è dal Sig. Lucidi Giacomo

(dal «Libro blanco sulle Mega
‘anfani », edi-
10 a ente del PCI)

zioni repubblicane e l'avvento del. vuta ad
marehia gaullista; oggi,
Do le testimonianze di Hai

uno serezio fra il dev
console francese




derel'se le Storia e la Libera ab
biano duro ‘a tanto dolore ed a
tanto sa

‘ questo proposito la storia del:

la conquista francese in Algeria
è anch'essa un testo classici







le la pena ripercorrerla; ci servi. zione liberale che aveva accolto
rà altresi a cancellare dalla no: Impresa d'Africa con la_ parola
e l'e d'ordine «la Francia ha biso;

torno a queste coso
ci hanno lasetato e el Iasciano Ia si va
«storia uMeiale> e i elibri di

Prima della conquista
rimavera
860) Alserio: ore ‘une ato. or
vrano, con confini ben definiti, con
una propria fisionomia, nazionale
ed internazionale, riconosciuta ul
ficialmento
os






Je: di ana tertalcha eco



quisto a prezzi politici dei pro-
dolti, delle economie rigide
monoculturali) prevede un note-



funzionari che a loro vole aumentò del reddito com-
vedevano plessivo dell'Unione Sovietica ©
Ogni pi pertanto

Ndati il servizio di polizia, la di-
stribuzione delle terre, la riparti



ione ed esazione delle imposte,
Di n pi esercito
(15,000 uomini) lo stato algerino
possedeva una flotta imponente
(66 navi) per molti anni, fino al
la batazila di Nrarrino, padro
na del Mediter
erano pol in Cutto n torto



rio duemila senolo © diverse uni
vel Algeri, Costantna, SI
rano. ia

un cerio limite piuttosto ristret-
to, per evitare di creare incon-
venienti alla produzione agricola.







già assaî me vicina ai

Umile minimo della forza lavoro

recessaria per assicurare una

reali e di canepa e con prestiti I quantità di prodotti suficente al

denaro. l'aumento dei consumi che la po-
La conquista francese Iniziò nel lifica di Krusciov pret

primi mesi del 1830 e si protras- Si doerà insistere quindi sui

al 1847, Inizialmente do- primi due aumentando sensibil-





voro, avevano reso florida e ris-

Le atrocità più disumane furo-







no compiute; e imonianze
vengono Je
perpetrarono:
vare la lor
allor
tiala. di particolari e con spirito
gi esaltazione, cid che credevano
lagemziment del dove:
Ed era la tragedia cd Îl sangue
Vale Ta pena, “atcacire qualche
breve citazio ‘emo forse
comprendere gli uomini che oggi
paiono a Sartre «arcangeli del-

Piras e le cul sosia non possono
a rs ad una dottrina politica
O ad ina Seslogio im sdceii
tradizione di folla criminale e di
culto del disumano,

estratore della carneficina
Lt mal trp
che in passato aveva disipprovato
quella guerra ev:









"obblamigreistittre la loro agri
colt»

I 1 gftterio
Pelissier



a



La distensione

mente i lenore di vila © anto:
matizzandò velocemente Vindi
stria que
cessari dei capitali iniziali che
devono per forza essere sottratti
alle spese militari.
Dunque come ha scrilto Ber-
d Russe! nella sua lettera gi





abbiano una maggiore am-
Blezza di vodule
Restano

ancora i De Gaulle ©

quelle dell'on. Pella.
BRIAREO







ell'ubbidire ed eseguire i
ordini: uno di questi dicev:
Qreansrillo

suoi





lella motto iuo
una terribile Jotta di vomint e di
animali

AI mattino, quando si tentò di



di
Sesia te

respirare

Varta che mancava all'interno.



pr
terati all'spedaletto di eampo, in

‘ondizi .vissime, i restanti
‘he ancora possono trascinarsi so-
no stati rimessi in libertà, perchè






prietà e i villaggi di Ben Salem e
di Bel-Cassem-ou.

Negli anni fra Il 1847 e 1 1871,
conquistato ormai integralmente
il paese, ottenuta la resa di Abd-
lider, Tesercito francese si vor

alla pacificazione,

La terra promessa

pil realtà 1a guorra continuò più

GU <ascang dellira> rete
voto ne) paese, alcii di Toro di
Vennero, goveriatri

(Cavagnao, 1949 - 1959; Chan.
gatnieri. Peliseir, 19641810)

n popolo alsering; geutto
sato, Gol CL Mpbittzione) e
ulti Ci) nni vl

(1668 quel capi
Li gigi









alla < pacificazione» iniziò Îl pro
si
preda di ma



lazione che eccedeva sul territorio
metropolitano.
SI Paiaid così 1a « colonizzazione
e fi



dovrebbe essere

nome. ele



are in Francia, l'Algersa è l'ulti:
ma risorsa della nostra grandezza,
Di fatto vi furono inviati tutti i
cosiddetti < IndesiderabMi> (forza:

<uomini validi dediti alla men.
dici, € quat 0.000 Individui
uselti dagli ospizi per fanciulli ab-
bantonati e perfino orfani?»
ava. dicendo:





popo:
TAtA da gento- pura p- senza mae,

isolse ini una entastro= 0
ed

a Colonizzazione,
impopolare fra le massi
to medio cominciò ad allettare eli
ambienti finanziari e copitalistiei



BOXE E FEDE

“La boxe è uno sport
che fa bene all'anima.
La maggior par'e dei
pugilatori che io co-
nosco sono devoti e
non bestemmiano mai.

(del cardinale Spellman
arcivescovo di New York)









Uomini



ificò così una alleanza
permanente {ra 1 più fortunati
speculatori di Algeri, l'alta finan-





22 metropolitana e esercito
niale;

Igeria divenne la proprie.

gruppo di uomi.

Ana ed l'gonegttaarsy dels tor

tici che crgi dirigono l'Algeria.

na

un quatro
economica, sociale e
ica, | così



gere agli anni dell'immediato do-
‘a ed lare al 1047,







Igerina».
parte tale più complesso ap-



il quarantacinque



e sottouomini

parato, il regime politico corri-



i
gerino è ino francese, l'et
fettiva eguaglianza essendo procla-
nata fra tutti | cittadini francesi,
senza. distinzione di origine, di
razza, di lingun e di religione:
l'art °: le donne di origine
musulmana godono del diritto di
voto. Per disgrazia però di tale

lo statuto conte

10 dal quale si vien

‘che l'Algeria comprende




tificato elettorale di un mussulma

no vale pressapoco un

quello di un europeo.
570.009 elctori del primo colle

dono auche

tlegimani del se





fi uizio

tori di sesso maschile. E, quello



| fece soriere



‘ogli furono tall da
spro» erba.
osti del secondo eollezio
furono ‘anpanmaggio di. delegati
amministrativi, camuffa
pendenti

50 n testimonianza di un di







LIO. trasieese all'assemblea
zionale: € Non sono stati gli elet
tori a letti, è stata



l'ammintetrazione che li”'ha
amati, impiegando i metodi di si-
4 da ina de

I fatto è

i avere fiacca
to ancora per lungo tempo.
GA

il quarantacinque





Guia Ù



| LADRI Eovol È
SRO EE

Quando i ladri presero la cit-
tà, il popolo fu contento, fece
vacanza © bei fuochi di artifizio.

La cacciata dei briganti autoriz-



proprietà ».
il furto vennero emanate e ap-
plicate. A un tagliaborse fu ta-
gliata la destra, a un ba-
Ja mano sinistra (che serve
le carte) a un ladro
di cappelli, la testa. Poi si spar-
se la voce che i Tadri rubava-
no. Dapprincipio, questa voci
parve una trovata della propa-
avversaria e fu respinta



imponenti, e si vide che non era
possibile farli senza l'aiuto di
una grossa organizzazione, E si
capì che i ladri avevano questa

organizzazione. Una mattina, pe

esempio, ci si accorgeva che era

scomparso un palazzo dal centro

della ssuno sapev.

te: nofiia, Pol sparisona piso,
alberi, monumenti, gall

foro quadri e le loro statu

ficine coi loro opera

loro viaggiatori,







ini. Ma vissero sempre felici e
contenti.

NOTA. I compilatori di un li-
bro di lettura per le scuole ele-



una favola arguta. O forse non
è nemmeno una favola.

(dal Diario Notturno di Ennio
Flaiano - Il Mondo)



LA CIRCOLAZIONE: UNO DEI PROBLEMI NON RISOLTI DELLA
VITA CITTADINA DI CUI PROSSIMAMENTE CI OCCUPEREMO



gono qui trattati.



STORIA MACABRA

Un generale, sul campo di
battaglia, vede un soldato
chi raolosam cate scopelle
sce dei feriti:
sciagurato — gli 01
State per seppellire dei sol:

non

cora
di
sponde il soldato = a dar
loto retta sarebbero sempre
vivi ». (Paris-Presse).

L è VIA GIUSTA
ragazzo sedicenne vie-
ne en dalla corte mi-



n
a
stato Guia per un ge
nere di reato che indicava
mne verso l'omo-
scssualità. Quest
cusa indi ece, con 0-
pisa

®



gendo dei passi avanti nel
la retta via». (da News of
the World)

LA CLAUSOLA

Una catena radiofonica a-
mericana. ha offerto i fune
rali gratuiti a tutti i pro
prietari di automobili che si
uccidono il 1. di gennaio.
Unica clausola: bisognava
inviare la domanda entro il
31 dicembre. (il mondo).

DISTENSIONE MUSICALE
Il cantante Tommy Steele
è partito per nesso con in-
tenzioni ben Vuole
convincere Krusciov. ad im:
parare il rock'n'roll. Egli so-
stiene che è un controsenso
che i Russi preferiscano i
elassici ». (il mondo





Due parole all'orecchio

Un giornale ha un significato nella mi-
sura in cui coloro ai quali è indirizzato lo
sentono come cosa propria.

Gi rivolgiamo quindi a tutti voi che leg-
gerete questo foglio affinché ci sosteniate con
la vostra collaborazione.

Scriveteci, fateci conoscere la vostra opi-
nione sugli argomenti e i problemi che ven-

Una.critica obiettiva è il modo migliore
per sostenere una iniziativa libera e spregiu-
dicata come la nostra.

“IL QUARANTACINQUE,, dovrà essere
non solo il nostro ma anche il vostro giornale.

Leggetelo e diffondetelo!





{COLLABORATORI



Luigi Ugo ARGENTI
Ezio BELTRAMINI
Franz BOLTE
Nicola BONACASA
Santo BONACASA
Manlio CABLEGARI
Antonio CANEPA

io CUROTTI
‘anco DELLAC
Leo FARALLI
Carlo GAZZELLI

Mino GUGLIELMINETTI
Guido LEVI

Dante MAZZARELLO
Gionmossmo MORTILLARO
Giorgio PEDROCCO
Massimo ROSS
Beniamino SCALFARO
Giacomo TRAVERSO
Ottorino VACCARO
Aurelio VALESI












IL QUARANTACINQUE

periodico universitario. d'informazione










Coop. Paligr. A. 6

querantaeinque

Libreria MARIO BOZZI

ANTICA LIBRERIA BEUF FONDATA NEL 1810
Via Cairoli, 2-A r. (ang. piazza Meridiana) - GENOVA - Tel. 207.845 - 292.877





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salute

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agli spacci della

ALLEANZA COOPERATIVA GENOVESE



ANNO T - N. 8 - 81 MARZO 1960 —



‘ 16 pagine - L 60



il quaranfacinque

MENSILE UNIVERS



ITARIO DI INFORMAZIONE E CULTURA



NOI e l'UNIVERSITA'’ :::



10 studente stanno scioperando da
più giorni per protestare contro
corosa Situazione | della



Anche per îl nostro mon-
do (quello universitario)



questo secondo dopoguerra
ha si,
N



ato poco o nulla.
solo è mancato ogni
mento ed ammoder-
ento delle attrezzature
didattiche, così che lenta-
mente le biblioteche si so-
no trasformate in archivi
ed i laboratori in musei, ma
ancor più si è proseguito
sulla via tracciata negli an-
nî del ventennio fascista,
verso il progressivo svuota-
lento dell'autonomia cul-





igente aggiungiamo il ci
corso di Altri fattori, riscon:

trabili nella realtà sociale
del paese, dove la carriera
scolastica non è che uno

le; nelle strutture oggettive
entro cui si articola l'inse-
gnamento (pressochè totale
incomunicabilità ed assenza
di collaborazione fra allie-
vi e docenti, corsi e rendi-
conti annuali); nella omer-
tà intelettuaie del. corpo
iccademico, nella sua assue-
fazione ad un clima di illi-
bertà e di rinuncia, il qua-





possiamo dire, senza
tema di eccedere che l’Uni-
versità ita)
casi) è la vera scuola del
conformismo più che il li-
ceo, più che l'asilo stesso.
Chi vi entra, vi incontra
la sanzione autorevole di un
costume, la conferma di una
educazione in cui converi





smo, trasformismo, corru-
zione.
Quindi, o si accettano le

regole del giuoco, ci si sot-
tomette alle leggi che lo go-

me
turale dell'Università. la sua,



vernano, perchè soltanto
così si « riesce nella vita», e
ci si accontenta frattanto
delle «libertà goliardiche »,
per rinunciare definitiva-
mente a se stessi; 0, dopo il
primo disagio, si chiude la
partita, ci si abbandona alla
solitudine, ad una desolata
considerazione del
mo, allo sce
Anche l'Università è uno di
quei molti orti,
quelle fatiche di Sisifo che
sono vita e dovere.
Queste i
zioni allo n













n sono
SEE

\pprofondito.
Ciò'che ci premeva era'ài
porre una questione così vi



IL MERCATO DELLA CULTURA



chel.

Mi sombra supertivo atfermare



a i a tie di
cioè drammatici. non sui Digita rilievo
SR ne

tigliezze, né valga la pena
ritornare a strumenti e isti-
tuti, che in un ormai lungo
volgere d'anni hanno accu-
sato ed accusano sro

igine di questa situazione
Jormale sta” nel



"ai



(orga-
mi. rappresentativi, cone
sigli di facoltà), vorremmo
invitare tutti ad una comu-
ne collaborazione e ricerca;
rendendosi conte che non
sono în giuoco un'aula 0 un



Le “particolari
attenzioni,,





cimenti © per tali fini è sor=
to) e continua
cinque »:

Det d'appalto del ser-



È



stuto realizzano degli utili <rag-
iuardevo)

A una cieczione, ji ptudonti,
che protestava per la situazione



no immeritevoli delle sue «par
ticolari attenzioni»,
ada



ttolineare che ogni con-

versa per la mensa li
700 giornalmente © riceve sostan-
ze all alute come è



si registrano





‘a i pensionanti

ui 1 motivi dell'agilazione,
dia CTR AMO
trasferi







D re le even:
i inadempi
inora da O giunta
aipag..î: Fidel Gaetro.e la'niova Cuba! | té suse posteri
a pag. 6: Lettera aperta ad uno studente
a pag. 11: n mestiere - racconto di A. Canevaro







ed mons. Cicali

il querantacinque





| TACCUINO UNIVERSITARIO



La politica
dello struzzo

rappresentanti a
schierarsi con gli arleici della

Le callotiche organizzate, a
totato contro la mozione di ade-
A. facendo proprie

presen



a 1
antifascista. Nell'università essa
fu lolta per ll diritto alto studio;
lotta contro l'autoritarismo anti-
democratico; iotta contro l'igno-
ranza e l'oscurantismo; lotta per
la libertà delia cultura. A Genov




cienti. TL vuoto ideologico. Ton
1 egoistici



ideologico col pretesto che ail'U-

ntveroià mon si deve fare politica.

Ma ciò è menzognero. pe
o

fo-uno politica che altri ha scelto

noi. Significa abdicare atta
Te intellettuale e s0-
e di altri che a que-
la funzione non abdicano.
preteso che bisogni
« buona

Cot
parlare solo
amministrazione » ©





siae

le di questi titoli 1

Ateneo si

altenulî per respingere l'a-
Fa



di posi
quella del gruppo Edelui

dipendenti ‘di destra), preceduia
ghe quanto inutiti. enuncia-
zioni verbali dè ragione a gi

presenta
qualunquismo più del
possiamo dimenticare che in at-
degl occasioni gd sndiogne

i guenti got,

crime cl RI ISI fe To

respinsero Ta murione, di 201
fà per 4 licenziati dell. "anglo



batigra da fisica

No





ureati in fisica ha
Sposi ta notevole aumento de:
MI a questa Facoltà. (nc
7 gli iscrità e
TRE e questo celiinto.
tanto più notevole e sintoma-
tico se sì considera che, contem-
poraneamente, si è avuta una
lenta, ma preoccupante, diminu
gione! dogli iseritt nelle altre Fi
mtifche (infatti mentre
gli studenti. di ti
ippresentavano il 43,7%
nel ’57 erano scesi al 51,8%;
Essa è, in un cerlo senso, una









ref gioco det. > ha finora con mio avviso, è l'autonomia dell
di ta

per cui non più li condiziona la
paura di «fare Îl gioco>, ma una
SeNiO. coseno nerro i pun

infaa confluenza



tra l'aspersorio».

Cas C.

ne il mangandio.
na Moglie n cs



studenti e professori. Nella Fa-
colà di dsica, nel secondo bicn:

1 programmi che il CIC. (cen: Dio data ia te
tro lteraio cinematografico) — gi seri patiti
a Svollo e svolge ques'anno sl n i





anni, in cul praticamente
n di fisica coincide con
quello di ingegneria.



tniverstorio assegna ad un





'Diù che la struttura organica — 60m NO
corso universitario (se è

i di ner presenti le fngenti speso cui
uanorietto Lattiolta del cent in chi intendo” intra
e ‘questi studi. Le tasse
legge Ermini hanno ri-
poriato un notevole aumento (t
prat ributi ©

sale vati, diîicimente st s
oto delle 0.00 tiro);



uri grandi complessi in dustriati

della nostra ci ‘litoronza” del coî-

Paco sumo
Sonico dica
cr fon i na reo
PZA 4 Quentin che scie
cfdira tl Udi eriici ed duce sita di che_ es
seculo spronato di
Siani © l'inpomiviià
attimo dl



le nostra
o
si abbandonino falt prospettive di



dere ni
‘L'obbligo della

AE sui i o
esperienze più consone alla naiu- 3, poburcarsi la spesa di una
a del centro, già tentate in pas Ranama® © agio que



salo, con risultati soddisfacenti.
ta sia) pur)
puntuai
ST
Alcuni

gpida e



facoltà in, via di Formazione

iò presenta oltre ai proble-
ea
to, ed ai problemi” che conseguo-
no dalla situazione gi







mancabili diserzioni da del
rsì, © per permettere una

irieoioaa

pevole e < scientifica » della mi





estensione senza perdere in bro:
Utile, a fondit

cronistiche e. deficienti.

11 quarantacinque



a
[ LA STORIA CHE FACCIAMO |

UNA RIVOLUZIONE CONTADINA



La rivoluzione di Castro non



gennaio.





indipender
gna. Nel 104

oltenuta la decisiva vittoria

gli Spagnoli, non potè entrare
nelle città, chè qu Jennero
occupate «manu. militari» dal



Nordamericani, È quali si
tu





Casi
sistemi | monopoli, americani e
rano; giunti ad nelle loro
mani la metà della produzione di

l'intera rete telefonica,



Gion dei vantaggi

statu
immagina. facile
Sta:

schero; e si

mente che erano proprio gli










Uniti che importavano da Cu- rebbe slata, oltre che la prova
Î I

voluzionario del



dell
bisogno nazio:



venne: proprio
lismo della riforma
presidente Urruttà"e 4





0 delle grandi compagn
la





contiibutva ga
esistente stratora, "‘atitondistica
© cam e cor
n impover
di



mpre
di piccoli con



più larghi strati
tadini.

sempre quando



sabotaggi
ogni officina, in ogni w
l'Università. si formarono milizie
armate.

Organo — propulsore ©
della rivoluzione nella sua fasc
costruttiva divenne VINRA (isti-



soltosviluppati: ine
Sliminare le antiquate stratture
ne Al feudalesimo indigeno,
pottamo. inaigeno, il privi
legio indigeno, né ralfor







Una [forma agraria su cui basa



Wi riforma
Ù “diretto,
rivoluzio-

por
agraria) sotto
Sontrollo detteleren
VINRA che ha proceduto
priazione dei latifondisti

‘cietà americane:

in
la cacciata di Jimènez dal
vela,

Sta in Argen
vela ci si è limita
Bantere da dittatura, a resta
Te Ie Jibertà. parlamentari e la
Semocizi politic:

tina che nel Ve- zione appunto; Cuba era





sSpropriazione delle
‘ompagnio statunitensi
Tutto questo in attuazione del-



io di
iodio Gi Ora
Questo fervore costruttivo ©
rinnovatore non poteva non ren-
dere ratio, 1 magneti orde
mericani e Ja prime arma che
SOppErO tirar. fuori fo. naturale





un paese pt

capitalista.





proletaria, ma non è neppure horghese

mente di accusare la. rivolto:



battaglio economiche

nell'organiz



coattiva domi-
tato dui betistiano Eusebio Mus
fal. La forza di gesta
rivoluzione è costituita daî con-
£ Telemento, dirigente 6)







maggior pari

cattolici

ti di

cattolieî* una vol
Batista spararono su





p ‘questi. non
voluto includere. nelle
loro 7preghiefo mn'incocnzione a
favofe del. regime.

Lo stesso’ FIde] Castro, è un

possidente e catiolico

questo 10 i può Ieuere si que:
gli stessi giornali americi
iopo la destituzione di
resero a dipingerlo



al
detta “della rivoluzione, dalle per



Ugo Argenti






[stATO DI DIRITTO #]

il quarantacit



REGIONI E DEMOCRAZIA

Le autonomie regionali

nancata

ptttazione dello
male si inseri-
istesto Gi ‘inadem:
li e di sov-
dello Stato repubbli-




Voluta © di
Sciplinata dall'Assemblea Costi

Pur nella diversità delle pre-
delle impostazioni ideo.

lo. Così si fi
chè l'autonomia
la cittadella della liber-



dividuo e 10 St
nel dispotismo,
‘Regioni ale è

1

questi



DI che si diceva allora

Vale la pena rivedere alcuni
n

netta sensazione. al

qua sia passata sotto i ponti da

segretario della
tempi neila rel

Costi
del 1946,





lo n p
le le forme di autogoverno
‘amministrazioni locali, ne-
gli organismi sindacali, nelle asc
aociazioni colturali, negli enti di
assistenza e di previdenza,

nell'Aprile



della Rivoluzione Fran-
fu il centralismo che ellmi-
ente sociale fra l'in-



cese
nava ogni



MASSAIA DI PERIFERIA



- Decentramento e sovranità popolare

LV disp.

trans. della ©
tuz. fissa al 31-12-19

948 il termine
massimo per l'elezione dei Con-
Siti Regionali, ll 10. Dicembre
1949 con sollecitudine esemplare
il governo presentò due disegni



di legge: uno per l'ordinamento
regionale, l’altro per la relativa
legge elettorale. Poichè evi



rà.
1 la Democrazia
‘magiénevgei | suoi impe,

La Li oggi

Cristiana
ogni.

tra parte del giornale ab-
biauo Fiporisio m'ama e



questa serie amplissima di pote-
ri uno strumento di ionale
i pro-

di concentrazione economi
he caratterizza

di sviluppo della





l'organizzazione

scolastica,

nella

di crisi



c 1984 zazione
col itolo € Via il Prefetto! 5 sce 000), ha
sileno, analoghe, posizioni. De: | prova della vol

fetto — afferma mento
Einaudi — ripugnano profon: na
damente l'uno ‘all'altra Nè in La stampa conservatrice, ov-
Italia, nè in Francia nè în Spa- viamente non ha risparmiato i
gna, nè in Pr li e le sue ironie a que-
© non rà n



Sinchè ci sarà rlato ancora una volta



no sccenttato di cui il Prefetto. gi unita nazionale, di recite
è il simbolo di contenere le spese, di sicu-
Ma dopo linte belle parole 1 Sezza ceo. ecc: ‘Rae il vaga
fatti aspetta- glio della retorica borghese,
Venne il 18 Aprile, venne liberali cui si deve, almeno
la maggioranza assoluta della formalmente, la crisi hanno mo-
De a itiro del loro appoggio
democristiani che, sotto ln al governo Segni fra l'altro col





più campo anche fra csponeni
partito di maggioranza 1a
di attuare il. precetto
le in materia di Rte-
Persino fl senatore Luigi Ei
regionale i Stmemore di avere dello
sabotato in tanti altri. in alt tempi che: «La demo.
faro un po" Gi eroni- cresia sl créa colla Snolleholtà
delle. Assemblee nola. vita















nell'ambito delle quali la Regione |zione 0 di

il quarantacinque 6
4 2
zionale >, è sceso in campo aper-

to Art. 114: L R bbli i ri t j r inni
a Mepubblica SI riparte In regioni...
(Costituzione rit 115-1%; ee-|La dottrina ha poco oriodossa- | Il Governo se ritino cho una
10 Febbraio 1058) fiente ‘inferprolato questa. norma [1ogue dio Regione "sio. visita
Me Regioni. | nel senso che lo Stato deve prima |da violazione di legge o da con-
omar iena emanare delle «leggi. cornici» |irarietà. agli interes a

giano legislativo eletto, dal popolo



da le Regioni a Statuto Speciale.
Mi permetto di osservare che:
già ‘ore prendere co
me metro per giudicare l'istituto
regionale le Regioni a Statuto
furono. inve-

sito di particolari poteri,
{a dei particolari pro-





Regioni sarda e siciliana) furono
partendo dal riconosci
mento di Tatto che per alcun





lizzato. Non si poteva uscire da
quella crisi se non eciso
impegno di lavorare alla ripa
razione di i torti
fatti a quelle regioni e ponendo

iisposizione di gli stru-
menti e i mezzi necessari allo

adempimento di quell'impegno »

Una battaglia democratica

Comunque la lotta continua da
con la. semi





attuato con

preoccupanti
ini a noi non resta che
esprimere. la. sporanza che lo
istanze popolari e demoeratiche,
pur coneulcate sul piano, legi-

ed amministrativo, pren-





a dal Consiglio nel | eserciterà îl
‘che è l'organo - [no cccez





secutivo, azione. alcune
Presidente della Giunta, che | ca "ri d delia reggo 10.2 1050:
Fappresente Ja legione; promul- | uno di merito: il che significa



‘coordina l'attività che l'allività legislativa delle Re-
zioni [gioni non deve recare danno al-
Futarosso nezionele o a quello di

altre Regioni t117

ga le leggi;

nale
o la questione di merito di fron:
fara Paini
2. controllo sull'attività am-
| ministrativa.
controllo sulle. persone:

Il governo della Repubblica
può chiedere al Consiglio regio-
nale la sostituzione, della. Giun-
ta o del Fresidente, in
a violazion








tate atta organizzazione interna. |
(e.
ò ‘1 poteri della Regione.



n

‘osì in qui
wii in u prerogativa |
A. (Giunta
tiva). (C.|

importantissima

ta
della Republica per le glosioni
Prefetto e alla s i Lies î

| teginali, può sciogliere il Consi
glio. regionale nol. seguenti. cast:

cuando compia atti contrari al

ione o gravi violazioni



130).
"| 4) Controllo dello Stato sulle
Renon oi Der I





a
controllo sul'atività le
siti vi
pn) lese spprovata dal Con-
calo pedonale È Comuna a |



In questa attività la Regione in-
contra due limiti
‘uno di legittimità:
re che le leggi re
ere





il che vuol




sicurezza nario-

vare;
si per ragioni di
SO” Morni. dell'apbrovafione, -—)|naley (Cost, -art-128)







dono sempre maggior campo fra
l'opinione pubbliea riescano
impor:

na lean



quelli cho "formano
Gittadino de



Alfredo Medio

P.S, - L'A. consiglia vivamen-
te, al fine di comprendere me-
glio lo spirito della nostra Co-
Stituzione,

merose citazioni per
lavoro.

presente

(1) Partito Comunista Ttaliano, Par
di Unità Prole.

Partito Repub.
rai: Cristi,



tito. Socialista I
taria, Parlo. d'Azione
licero ltaliono, Demon
Partito Liberale Italiano.



In Italia il rapporto agricoltura - industria è da paese sottosviluppato









il quarantacingu



IL MONDO DEL LAVORO
A



Lettera aperta
ad uno studente

10 ha



tallone @Schite; 4 mio, fortunatomente



Roluto (e non depreco la sua sinceril) motivare
«Quarantacinque > in generale ta
rubrica < Mondo del ino E rel lare al mio



LE COMMISSIONI INTERNE



nome e cognome le seguenti parole: vuole costringere
anche lui g Arizzar lacrime culle miserie degli operoi “sftatali

Evidentemente, amico studente, il





corrent avviene nelle fabbriche, Il mio giudizio, nei
SUOI confronli, sarebbe senzaliro diverso,

Voglio precisare che mon no lo sioffa del commediante: non
intendo far piangere nessuno; perlomeno non ho la poco edificante
pri i far estrizsar lacrime > per delle vanità; unico mio deste

lerio è di esporre le cose come sono ; se qualcuno, venendo a co-
noscenza di certi falli dovesse, magari, piangere, ebbene: non
dovrebbe sergogne!sensperoho adtoltrarsi, anche. vivamenie,

de so $ qa maniestacione di acpotosso gu di
forsa” perchè. implica U “rionoscimento “qhuit dimensioni

Gelato Tenete pron ESA i
mic) ident, ll opera! mon sono strutati. Non

etuno queste cose Negure a coro Gi. sione

tolo delle Irattalice in rappresentanza dei datori di lavoro:
Non conputerò i suo pensiero riporiondo tabelle salariati per-

chè lo spazio a mio disposizione



lamentazione del rapporto
di lavoro in armonia con la muova reattà soci

Lo, fruttamento significa fatica € dolore, Asici © morati. per

milioni di lavoratori che dopo aver piegata la sci chiuse le
lebbra sono costrelti a versare nelle mani delle loro donne. fanto
denaro da farle disperare perchè il costo della vita è più ati

assci più alto, amico studente.

Le gico, in pieno sincerità. che avrei preferito mon scrivere
questa lettera: perchè, questo scritto, è



maredienti di dantesca memoria, benaì poveri dio
ropria elotenza. entro
Der far pesanti le lasche dei ri

mi n te



i studenti e operai, per rinnorare la vita sta nella
scuola che nella fabbrica.
MARIO GARDELLA





riferimento alla situazione sî

rai

numero scorso, alcuni 1
stri loi ci hanno chiesto un pro
filo storico e un maggior approfon:
dimento sul fois
Il primo accordo costitutivo
di una C.I. permanente risale al
106, € venne firmato a Torin
nella fabbrica di automobili

poni nsgarò 18 Soppressione
le libere rappresentanze. ope

Tolfa co accordo puoi



spezzato, tra la orga ione
degli industriali e dei lavorato-

‘Il 25 Aprile 1945 il Comitato
Italia

46), ma la disposizione
niva confermata dalle autorità
alleate.

Nel 1947 si ha un nuovo ae-
cordo tra la CIG.LL. e la Coi

Andustria ma già nell'anno suc-
cessivo un colpo viene in-



ferto alla organizzazione operaia
ssione. sindacale.

onseguenza si ha la de-

nuncia dell'accordo da parte del.

la Confindustria e il rifiuto di

rinnovazio a partire dal 1° Gen-



dine ancora oggi in
Commissioni Inter-



tratti collettivi non legano s
non le parti firmatarie, esso non
ha vigore in tutte le aziende ch

ino all'associazione
padronale (Confindustria). Oggi
i sente l'esigenza di una legge
sulle C.I. che né 1 fun-

zionamento e ne estenda l'osser-

questo proposito si possono
cin alcuni dati

ione parlamenta-
ta
il 30% circa delle imprese visi-



tate non ha la C.L, e che man

mano che diminuisce l'ampiezza
della fabbrica la presenza delle
CL si fa più rara.

A Milano su 180 aziende prese



in esame dalla C.G.LL., 145 non
hanno rappresentanza operaia.
Roma su 100 cantieri edili uno
E graiRiCI
Li no, peggiora, natu-
ralmente, quando si scende ver:
il Sud: A Palermo la C.L.
Ste solo in pochi can
è CI dannorfastidio ai < di
moeratici> padroni di fabbriche
erchò, auncia la com-
missione | parlamentare, in essi
che contrasta

un organo
î dote assoluto imprenditoria-

fatto molto indicativo: il



gli esempi si possono moltipli:

La crisi in cui si trovano oggi
le CI. è dovuta principalmente
a questi fatti: mancanza di lo-

lucono la tec-
nica delle trattative separate.

A una legislazione sulle CI.
sì sono sollevate varie obiezioni



ne più ampia dei problemi e



il quarantacinque

LE CONTRADDIZIONI

DI MACMILLAN

Il neo-colonialismo inglese

Città del Capo, 20 Gennaio. Il
primo ministro sude

fiuenza politica
dell'Inghilterra,
Parlament

ichinrava
ento sudafricani Noi



DobOl del Pacifico e gli altri con

Feat vivono e sì sento dela

acformato in quello

ii eola Verso le nuove asnera

gioni); Nidiigera ul < Qua:
ii bainbrb dels Communmeeità

‘vivo desiderio’ di dare a



il nestro

CORE ROIO
frinca.



‘e în pratica nei nostri ter-



Come si vede, le dichiarazioni
dei due primi ministri, esprimo-

no concetti antitelici; esse, per
altro, sono perfettamente valide,
in quanto s'inquadrano, a mio
ivviso, în due di:



zista sull’atteggiamento ufficiale
ino allora tenuto dal Governo



inglese verso i territori delle ex-
colonie; atteggiamento di tacito
assenso. e qualche volta di effet

Jere infiuto sulle decisioni del
Governo ing]

Distensione
e doppiezza”

Anzitutto,

internazionale la posi
fe dell'Inghilterra era assurda €
doveva essere riveduta. Nei ri-
guardi infatti dei problemi della



dicata

"ae

‘suo
leati di essere» troppo elastica,
tO pes ipdeal roof

ta a compromess
rischi con le potenze comuniste»







fazioni dei « bianchi» sugli. in
igeni di colore e di favorire,
con ingiusti interventi. la discri-
minazione razziale. In una pa-
rola, in riferimento a quanto e-
sposto, la politica estera inglese
era stata definita: « della doppia
cela

Sempre in campo internazio
nale, grande peso nelle decisio-
ni britanniche, devono poi a



una autonomia più sicura che è

dei contratti collettivi, spettan-
lo alla C.1. la rappresentanza
conereta degli operai dell’azien-

da presso la direzione di fabbri-
ca):

La Confindustria, poi, diceva
di non comprendere perchè si



quio alle autonomo
potere » dei lavoratori



Una legge sulle C.I. dovrebbe



bri della
5) vigilare sull'adempimento
lelle norme e stabilire le san-

zioni.

Si attuerebbe in tal modo una

maggiore intesa tra i datori di



lavoro e lavoratori, e la colla-
orazione all'interno, delluzien

‘herebbe soltanto
l'assoggettamento della CL ai

poteri discrezionali dell'impren-
Gitore.

‘RINO VACCARO



re avuto le considerazioni su pe-

argomento come întrodi

suo citato discorso, giustificando
n esso anche la sua ingerenza

negli affari interni di un «Do-

minion », puello sudafri-

cano,

1910. Egli dice: «Il

la sovranità l'uno dell'altro nel-
ba
sa vo)

iremmo essere renti diro dt

5A della politica Inglese sia in:
terna che estera.

Salvare
capra e cavoli

coner
politiche e sociali dei popoli di
colore. Chi si



pri enormi inte-
ressi politici ed economi ni
misurare accuratamente i ‘propri
passi. Questo perchè il
problema è multiforme. (e sareb-
Faterescanto ap-
nonchè,
dato Il rate ita cea
è possibile farlo)
quanto riguarda le popo-
Tazioni di colore, esse chiedono
il rispetto dei loro diritti umani
dia dana
civili, la resa dei beni economi-
gi di cui sono stati defraudati,
e, in ultima analisi, un prop!
e
tima richiesta ha assunto pro-
porzioni notevoli in questi ulti-
mi tempi, galvanizzata dai sue-
cessi riportati in varie regioni,
esasperata dai lunghi anni di
forzato silenzio. Al proposito
Macmillan dice: «Il vento dei







mutamenti soffia su tutto il con-
tinente. Sia che lo gradiamo 0

ca> sono di duplice ordine. In
breve, nelle regioni in cui essi
reclamano |’

indo rimanere,
gioni romiche, nell'ambito
del Commonwealth: In queste re-
gioni ed in quel Su

ann
‘antaggi economici che sono riu-
sciti ad accaparare a danno delle
popolazioni negre. 0 op-
osizione a qualsiasi concessione



cagione appunto dei motivi sud»
detti.

ultimi

que, in questi



rica ha detto: «Noi —

iti sappiamo che, durante îl
Ro roc
prese importanti di



tico, economico e sociale del con-
tinente africano.
GIACOMO TRAVERSO

— Al momento di andare
giunge notizia

ne ie
so traltiamo în altra



ariaze troppo governo ate

a commenti sono superi. P



Vi le pace. net
Cia



s

UN MALEDETTO
IMBROGLIO

Dunque, bastano poche o
re, le velate minaccie di un






























controlla mezzo paese, per
disfare il faticoso, se pur
ben minuto, lavoro di molti
giorni, soffocare la poca lu-

mento così importante e de-
sivo nella storia del nostro
es
E' inutile cercare sottil-
mente le responsabilità
motivi di un fallimento così
palese e solare, anche se è
doveroso operare distinzio-
ni e riconoscere ad alcuni
una qualche serietà nelle in-
tenzioni e una certa volontà
di chiarezza; la verità è che
la democrazia cristiana, co-
sì com'è, o non è ancora
matura per svolgere un
ruolo veramente autonomo
nel quadro dello sviluppo
democratico del paese 0
‘oppo si è compromessa în
passato con quelle forze
che oggi la ricattano e Ja

quistar sens
fermazioni di teri;
sul carattere « oe ed
antifascista » del partito,
Ciò che Us sono gli equi
voci, le ambiguità di sempre
le mezze di e in fondo,
l rees ponsatne condotta di
uomini, troppo avvezzi Al
giuoco del potere, senz
sostegno di una pie
morale, «facili prede» di
chi, altre volte e con inde-
tici Az da guidato e di-
retto il p "

«Il goroeno d'affari» che

spera di va-
Lino

cora una volta, quei proble:
mi e quelle soluzioni, cui al-
tra volta abbiamo accenna-
to e che costituiscono gli u-
nici strumenti per un reale
ncreto rinnovamento
i
Problemi e soluzioni che

non si possono nè accanto-
nare, nè ulteriormente pro
crastinare, che prima o poi,
ma certamente molto pre-
sto, si riproporranno come

scelta e dovere; questa vol-
ta non soltanto ai dirigenti
del partito di maggioranza,
ma a tutti i cattolici,

FATTI

Î I



il quarantacinque

DEL MESE |

Disarmo e perplessità



Sono trascorsi ormai due
anni da quel 31 marzo 1958
in cui il governo sovieti
decise di sospenderi



‘unila-
teralmente i propri esperi-



menti termonucleari: è in
questi due anni gli effettivi
delle forze armate dell'U-
nione Sovietica sono stati
ridotti ad un livello inferio-
re a quello previsto per il
termine della prima fase
dal piano occidentale di di
sarmo. Contemporaneamen=
ie il governo inglese, che
aveva in precedenza dimi-
nuito le forze armate, assi-
curava, dichiarazione
pubblica, che avrebbe ripre-
so gli esperimenti solo do.

po le altre potenze. E un
medesimo proposito mani-
festarono gli americani dal-
l'autunno del ’58, con paro-
le dello stesso Eisenhower
(anche se ogni tanto qual-
che generale del Pentagono
consiglia di cambiare idea).








Tuite queste sono, a no-
stro avviso, concrete e ra-
gionevoli iniziative di pace.
Per armonizzare in una
convenzione non provviso-
ria si stanno svolgendo a
Ginevra, in questo momen-
to, due conferenze, una sul
disarmo totale e l'altra sulla
messa al bando degli espe-
rimenti nucleari. In questa
ultima anzi si è già raggiun-
to l'accordo per la sospen-
sione di tutti gli esperimen-
ti atmosferici e di quelli sot-
ferranci di grandi dimensio-
i, e per l'organizzazione di
ispezioni fisse annue onde
rificare eventuali. viola»

ra stato tuttavia
DOssibia.irlioluere 10 que-









ione delle scosse sismiche
tensità inferiore a 4,75
perchè cogli
menti non si è in grado di
distinguere le piccole esplo-
sioni sotterranee da quelle
telluriche di modesta porta-
ta. Dapprima gli occidentati
proposero che ogni scossa di
questo tipo fosse oggetto di
controlli. straordinari onde
accertarne la natura, ma i
sovietici dissentirono per-
chè, dato il numero eleva-
tissimo di piccole scosse tel-
luriche nel loro immenio
territorio, ciò avrebbe signi-
ficato sottoporsi ad A
ni troppo frequenti. Le ci
missioni infatti
raccolto una messe di infor-
mazioni potenzialmente uti-
lizzabili anche per fini di-
versi,
stici.
Dopo di ciò, dichiaratisi
contrari ad un trattato par-
ziale (riguardante cioè le









per esempio spioni-



5) sottoscrivere collo stes-
so trattato l'impegno per u-
na moratoria volontaria dei
piccoli esperimenti în atte-
sa che studi in comune non
consentano di migliorare gli
sirumenti in uso.

ll primo punto cioè accet-

sospensione totale e legaliz-
ne di fatto,
dall'autunno 1958.

A questo compromesso gli
inglesi si sono mostrati fa-
vorevoli mentre gli ameri-
cani Ronito Ginori ine vol-
ta confermato di essere pro-
fondamente divisi: perciò
Mac Millan si è precipitato
a Washington a controbat-
tere le tesi dei più riluttan-
ti. Costoro infatti (Penta-
gono, Atomic Energy Com-
mission, alcuni leaders det
Congresso) sostegono -—
lo citiamo dal «Corriere
d'Informazione» del 25 mar-
20 1960:







ci sono garanzie

per violazioni segre
D) se si potessero CRE
te adesso alcuni esperimen-



ti, si otterrebbero degli otti.
mi risultati economici e
strategici.

Ovviamente la seconda o-
biezione rivela la pretestuo-
piego

ntamo da soi
mgue Herter e n Di-
deren di Stato sono as-
vai più i



così palese quella che è 0g-
gi la maggior preoceupazio-
ne del governo americano:
prender tempo senza vinco-
îoni definiti
scadere dei dodici
mesi sarà nuovamente pos-
sibile decidere se conviene
© no dar retta ai militari.
Ma queste ripetute dila-
zioni non possono che nuo-
cere alla causa della pac





Noi non vogliamo valuta-
re con questa nota i motivi
per i quali gli americani
perseguono tn disegno di
questo genere;

TÒ ribadire che col dilatare
artificiosamente i problemi
del controllo ci si Sup,
pur trattando, alla spinta
distonsiva dell'opinione pubs
blica mondiale.

Secondo Adenauer, per e-
sempio, «disarmo nella si-
significa che sie-
come lui non è «sicuro»
che il disarmo gli convenga,
è meglio rimandarne la
concreta attuazione ad un
futuro indeterminato.





lidi

il quarantacinque

IPOCRITA COMMOZIONE

A Veereninging e a Shar-
peville (Sud Africa) la po-
lizia ha sparato su una fol-
la inerme di negri, colpevoli
di aver protestato pacifica
mente contro la segregazio.
ne razziale, il cd. <apar-
theid ». Bilancio: 150 vittime
e 136 feriti che giacciono in
ospedale guardati a vista
come pericolosi criminali.
L'opinione pubblica e la
stampa borghese sono in-
sorte: si è parlato di « sde-
gno», di «orrore», di cinu-
mana fio ona









discorrendo roi è tirata fio:
Titta 1a fraseologla, delle

indi occasioni. Persino
LOSSENVATONE ROMANO
è intervenuto precisando ri-
gorosamente i limiti oltre i
quali, in una nazione civile,
i tutori dell'ordine pubblico
mon devono andare. Abbia-

soffocaria con le
bombe lacrimogeng, analme=
narla con gli sfollagenie ma

jammai . falciarla indiscri=

minatamente coi mitra. E'
già qualcosa.
Ciò che non si è dUlo, ciò



cani non costituiscono un
episodio isolato di violenza,
un delitto perpetrato da un
pazzo per qualche sadica
poluttà; mo, al contrario

seguenza logica
cd Mede di i politi-





ca, di un'economia, di un
costume, in brevo di una so-
letà. Di una società che si è

creata, pufroalamnine È
ora, quando da i soli {rutti
che può si vorrebbe con-
dannare

L'eccidio di Sharpeville e
di Veereninging ci appaiono
come un'efflorescenz
bubbone su un corpo mala»
to che è la società borghe-
se occidentale.



Situazioni come quella
sudafricana ce ne sono 0-
vunque nel mondo: in A-

frica come in America, n
Asia come in Europa.
hanno nomi Biesse o acco
da delle
chiamano cotonialioo, 195

ismo, fascismo, sfrutta-
Mento. delia classe reperata.

Dovunque l'equilibrio so-
ciale si basa sull'asservi-
mento di milioni di uomini
da parte di altri ivi la vio-
lenza è necessità; si potrà
porre in essere cogli sche-
dari 0 coi mitra, ma non se
ne potrà fare a meno. Di peg
le stato di cose, che si s0-
stanzia di quotidiane pleno
zed SIpARinE







di Uberto, 1 bonponsonti
borghesi non si accorgono,
non vogliono accorgersi
Poi un giorno 150 negri
vengono falciati dai mitra



a lupara»



Scene di vita coloniale



9



ne fosse bisogno, dell'ipo-
crisia colla quale vengono
affrontate certe situazioni.
Non basti
Verwoerd 0 con chi come
lui in preda al panico si ab-
indona a isteriche mani-
festazioni di impotenza. 0c-
corre ricercarne le cause
per eliminarle radicalmente.
AM.



essi si destano dal loro tor-
pore e bi



tirsi lesi nei loro principit
umanitari e liberali
‘a per ottenere compas-

{a cura di Luigi Castagnola
sione e appoggio morale gli carte









oppressi devono essere i- POI
nermi © rassegnati. Guai se gi
CIUESE O OT REN eri dr Ciani Vl vale rg
mac ta DIO- na Elisabenta al Louvre gli ufficiali
tenza con la giolenza! DI biiunci bano jr la decisione
venterebbero "allora comu- di limi ll più posi fotogr
nisti, ribelli, terroristi, ban: © dela "eine Pos) cli de
diti e porcherie del genere. dere ia loro sovrana tra tanti iudi
Riprova questa, se pur ce (Dal Dial tiro)



À proposifo della
Mostra del Deportato



avviai verso la 0 sta di fronte al municipio me-
dii dl Hans, Zauner, taqualirenne. VorgomaStFO. di
ch sindaco quando i nadisti goverantino iu edi



“ita ia SUDi nipotini dal Joro posto; davanti mi televisore
imodare in una poltrona.
disse in tono gentilissimo:

che a Dachau





sieno m èrot Moti copiti Prigionieri poli-
tici che St trovavano Ia purchè di opganevano Mieggmmenie al ui
verno dallora
Sussultai a questa giustilcaione gol crimini nazisti da parte
del vecchio gioviale dallo sguardo tt
1 borgpaneatro conlinub parare d'una nuova controver-
sia che jau — oggi dimore



del
fuso e Hutsguala T Tomieanecento Pironi tig, ceri iau
tale

re Leonhard Rotl



ricordo di quelli che vi morirono. E' specialmente grazie
sforzi che vanno avanti i piani per l'erezione d'un monumento &



Padre Roth ha prodotto sensazione in Baviera accusando
1» aiilorità di voler far cadere Dachau dalla memoria del popolo
tedesco,

se il borgomastro Zauner, mentre sedevamo insieme:
quei Padre Roth è un planiagrano
hanno niente è che fi in prete,
Dachau dovrebbe essere biasimeata? II
che





merci alle flere internazionali,
Dachau. Non è il luogo dove quelli avevano

ta gio. doo
to? E a causa di ciò evitano le nostre

il campo di concentrament
merci...

ubbio ghe polesi avere sulla polonza dol gruppi di
la Germania Occidentale, ssa:
nel campo di Dachau pér far





rele È un uomo forte, muscoloso, con guance profondi
Sritano di fera siucerità. Un uomo
e te lio Ma calo lei è
un giornalista, non posso parlare, a o
po. Mi è sato detto che no già parlato troppo, che non devo più
Toncodero, Ias
Sui 10th a pio Diato Chiesi. Scosse le spalle e dis-
dine è venuto dalla E RIO

Il pr
mente Incavate ed occhi che



















se: «L'on
verno. Qui non è come nel suo paese. Chiesa e governo sono stret-
tamente uniti. Ci sono molti in potenti posizioni ai quali piaci
be vedermi ridotto al silenzio. Ora deve andare
ve ne andai. Venendo dal campo, passal davanti ad un eaifi-
cio di mattoni; il erematorio dot” furono bruciati ‘migiiata. di
E' l'edificio che il borgomastro Zauner e cinquantacinque
talloni ai tedeschi tengono tanto è dimeniteite,
LLEW GARDNER
«The Sunday Express >, 10 gennaio 1960



10

il quarantacinque



| TESTIMONIANZE |

Intendono gli uomini quando dico “amico, ©



Poichè questa rubrica vuol e5-
sere specchio di certi aspetti del
re € di sen

pongono nella mia vita.
Voglio prima riportare una le-

corsogli durante
in ospedale, quale egli lo ha scrit=
to.

«Lo riportano in corsia dalla
sala di medicazione.

Vedo che trema è non riesce a
coordinare più i suoi movimenti;
l'infermiere lo mette a letto e se
ne va.

Passano
labbra ed { sui

cinque minuti e le sue
continua





— Volevo vivere della mia fa- vare sè stessi, a comprendere il
tica, non volevo essere mant senso della vita, a vi
to. Perchè ho la mia dignità, per= società, in ogni caso i modo di
chè non sono un i fe co: vodere mio © quello dl mio omi-
me vorrei essere. Sono una brut- co sono molto simili. E° nel cri-
fa cosa gli incoscienti, dottore, sitnesimo che abbiamo riposta
se ne accorgono © la nostra vita. La nostra tolta di
tono fel. Vorrei perdere tì cer: vomini, per. mutare questa. s0-
tello. Cletà, muove da questa premessa.
1953, da un anno non lavora. La società da mufare è prima di
E andato a trovare il sindaco lutto in noi stessi. È' quanto Ge-
Che lo ha ricevuto e gli ha streî- | sù di Nazareth disse a Nicodemo.
a mano cin fo lo di o
minna a chiedere 1000. Pon E de
201951 continua a chiedere 1000. _ Sere" Regno di Dio». (Giovanni
si i Fpato di se stesso. 1 Sui sco ento sonate
voglio essere un Tn ter dere ai nostri frat ciò che
elio agito ta mia atto e II i ni

1065, J000x, Fides è divenita

fissa. Lo martella giorno € notte. _ addi
Nel ‘53 aveva avuto dele crisi nella
nervi si fanno. più fre- coniemp

Sono di quest'idea

De
care un lavoro, voglio lavorare È
fronte © 50, cho mon posso [T "% sindaco 6 va onorevole lo Cmentalimo, retorica pos
ente di PIÙ: |. verità, doltore, | ficevono e gi stringono la mano. ter del
Gp spore 1a senta. Lo tetà glo padre è Luco che (4 GITA
in piccone toi i salta Crede. M jo fratello, tu! fa mano, zia», Te at
fr te mi man i Sinti o zioni pet pp
Torte, troppo forte. leggo con i Preti: L) Tute fes,, no batose perdie note erutoni.
nente; nre Vini pi si jr di i
* L nni 180. i jogri
posso diri uomi e L'maretico dl Sud Vor acta diari
i aver comsentito Gi tra
è o

Cerco di rilirare
la mia mano dalla sua, ma è su-
Bilo di nuovo Ceco ‘e continua
a stringerla fori

— Son sette anni dottore,
seite anni che coni
mi sto uccidendo
non riesco a riposarmi,
sempre.

Mi parl

la fronte è ma strim

Cinquantaqualiro armi
[piana



troppo,
‘penso

mentre gli accarezzo
ge la mano.
scapo-

disertò l'esercito e si.
delle alla macchia. Combalte con
È parligiani nella zona di Ales-
sandria fino al *45.
Parla di sudore e di

a Tpertd, lo giu
etto, la speranza, la
pace, il lavoro.



— tornai giù dalle
montagne non ero più quello di
prima. Da allora non stetti. più
dene.

iprese @ì lavoro di calslnio;

una cis curata all'occhio
destro Di soi

— Mi accorgevo da solo che la
mia scarpa (e dice «scarpa» a
letter mau

tà> e clavoro>) non era più
quella di prima.
(O fl suo mestiere e gi fe-

mai più 1

roba che capis
messo che querre ed ingiustizie si

natia” Sa no. tasci | Perpetrassero sotto" nostro
ae dia no. tatci Ei tordO 0 pedgio coi nanro ar
che non lo farei. RT Ò
ve om 10 Tar, ma non Mo: — La sofferenza di tanti è ta no-
role che valgono, ne Ma sen: lo chi non è. brutalo dalla
lite lroppe. Con tante mani che Ss0/0_ chi mom È a
streito, di sindaci onore. Miseria e DI appa ne One
voll, non capisco perchè continui TiONi © DOGENTCRe (0303 Na: Tr
ct E rorane, caro | Chedermi dove ho personalmente
5 a icon io, Lomianione è #
astiote ma lic ni E La ta N orso unico grando pecedio di
nno di al i macho: E quetto Il pet:
sue Ulioni, Cè una cosa che 00: Cato ene id malo tas è
Sieni sono molaoibili te (leo aeì | Trento ene macita fm altri riber
gono invinolbl, fe {deo del Tione © dispusto; © questo che m
rintaceiono Inti "4. (rate che

auguro di rimanere sempre
giovane. Io. pretendo il. rispetto



per me, per quello che son0, DE scorrere, _scricere, ‘na

nomo che rappresento, Se fr: , ,

vossi un ai O a o ei

quando esco di “qui ci fosse une A

ica ricura per i oi Non chiediamici altro.

rei subito. Ma oTa è così, e. OTd Non saremo not due a grida-
‘meglio che perda la testa. M re allo scandalo se ‘un fratello

510 uccidendo. lasciando la Chiesa pens È
(on diciamo più nulla, solo ver abbandonato la tradizione, la
ino sguardo, solo luce negli 0c- superstizione, ll dogmatismo, il

chi un chiederci di fratelli e ba- eltonisino >. Ma. ciò che

na di iconto, Ta

Stasera gli faranno l'encefato- Misura della mia adesione dl Cri-

gromma >. La mia" compartectpazione

agli utili>. Agli «utili» dell'ago-

Salvatore Spensieri l'amico di nia nel Getsemani; delle
cuzioni senza ragione; della slra-
da del Calvario; della croce. Io

non sono it più bello,
n prpoleglalo. Sono it più mise:
ro, il responsabile. «Se un fra-

ie a
mancano del cibo quotidiano, e
uno di voi dice loro ANDATE IN

senza dare loro ciò che è



sofia. Atutare i più giovani a tro-



necessario al loro corpo, @ co-



questo: che Ul amiata gli tri glt
altri come io vi ho

Sano ha maggior amore di comi
che dona la sua vita



gli altri; soto ere
Mo nella fecondilà. del sacrificio
nostro, e nella necessità di

possibite @ tu

della gioria ©

i col
‘o rendere
la parola <veni-
te a me voi tutti che siete dispe-

ati».
Dio non è morto.

de, come
nel buio, 10 dato coraggio
forse a qualcuno. ma è sempre
notte. E la loro parola, il lor



le nostre spalle narrodio dumete

fratello to fa

tenere. il posto, lavora coi preti»:
Questo ci fa male. Contro que:

sto lotttamo. Anche questo ci è

proposto dalla parola dd Figlio

dell'Uomo. E not non

Mo di nuove da aggiungere.

Pietro Lazagna

il quarantacinque ti



gni tano qualcuno pasava e le
grida

di pamagio, Gente che





? Ma cosa fai qui,
se non lavori! «Non linoro, per te
sa quando lavoro



Qualcuno rideva sentendoa prlare
mini, per "a quelle che sbatte



Ti pel
da portare al Jabororio. Îl



teva un. rossetto forte
c macchie i denti “Adeno
za. Aveva, una. borsa grossi
busto, € mon fumava. Anche la
era per al Pi






do bat,
mo che ava rito le url «Lane!
oggi. proprio i
spose ‘e quello rise servendo. due
negri Cocacola ©

==“ UN MEST TERE

ie
rano una moneta. Il mezzo-cieco
Rastò piano suonando colo; € guar: dò Lane e pis oltre, solenne € Sto sedute una mezzora poi
SO fon Voctio sano la donna im. pci. La OD lo guado 2 Invero. Con qu
‘commosse

nica















Pa
Re "o sole oto
pavano avanti © i gen



ameninar dallo.
qualche negozio, prima che chiu
d

mo rosso con n a (os > Die
il



di alberti e su n dp noe
Il fotografo

scattare. Da principio. i Pap Na
tale prendera (i racco "tuti i
bambini. Poi il suo braccio si era
lio cone e sio
picci 1. ge ridevano. Solo

donna pensava € non vedera
Quanti uomini aveva cono.
molti. Quanti. ubria=
Moll. Da piaciono tento
lesa. Poi capì ch







Sambin Poiano Papà
dovra cose molto sporco. È
non capiva

Il Papà Natale

li Papà. Nate aveva avu

tanta



Fino a quando, quella vin? Dif.
ficile dirlo. La veci





freddo ©



> colt dea





Poi era stata li






br cenziata perché er seria. Col.
i, fiche se 1 pas | pa eun Nos doveva Moti Soleil
va tanta gen Senza, Senza boro € senza sot
n fondo: at bar orologio cet di, anche luomo la lascia. È a un
‘O quadrato segnava le serre meno | tritio si era ul
am guar Quanto ancora da per: — vita, Un Spiro Te ua e da eco: iti tere eric ara pane
E tro. dandogli pochi coli, DI fo



visiina in ogni po-
“Joro locale. ormai
chieri per farli



squa



Riu camminare lento in mez.
20 alla folla che lo rispertaca. Guass



pic: Papà Na un affare
af, pena, lo prendo. Sedita.. | Verso le fore ci Tu di enoro LUTE



1a il quarantacinque







Berto ora stava fermo. ra stan: — dojo Je feste? Avesm un uva. inintrroni. Berto €, Anna
riviciva più a pensare to malato € rovinato dalla ni
mo. Cercò le




‘0 marcio gu
pensarla più. Ma ri- dopo E cos non poter
Cosa farà Anna adesso? ite, Bi mise a contre le
Îì: quando finirà questa

domanda migliore.



porteggit
a glo riparato gii
di Mazzi





Genin ae lora sega fanno © netto. dille mec
VET agro ia aaa Che "lo. occupage ma ese tanto chine. Prese gualene mandi sem
i pi casto
” mezzocieco î



la fia {Ala come mai, chice il mezsocie
crt "hse si movava la ta

te di mone
o sedere al









ai



to "tutto il giorno Ù Ho pensato di 10
le gam- vare pericolante © di
eng co



ri e Je ingiustizi
a i nelle. sirade di. quel cuo. cornicione.
Se qual gino, «IT mezzocicco em. stato. a

di quella sua finestra, che per Jul
be







cere, erano oro, Si sarel so a po
AI più sto con qualche soldo e Anna non
bere. A vol avrebbe più Battuto, Avrebbe
fl Siciliano, uno che sò un banchetto di fi
ne e glie vatte, Tanto ver com



care finche “Ama
lele

spes ormai ere
dea anche

Ta Sa e rr ape im
pio a ‘ciali (oregitella matta lc "dl cale
PRE ita palla)

Una persiana del marchese Rovl:
fracasso ir







‘mandata se
riporiva più inteddolita di pie
‘Anzi: quel poco cnìdo e il
freddo, le avevano procurato un
forte raffreddore © la sen, quan
Tee
spetto. invitante.
Fond la pioggia, Aveva già pio
to prima, tano da fare
Gollare € siae da "per. mito





a di
ficione della caso. Ma Il vento. li
bagnara lo. stesso. pina venne
n bb i



sono gli
Manet. di Milano



‘altro crolla giù. È È
dio all'uficio che subito pagano



che si sedette, Ne aveva bi
sogno.

II nuovo psnagio

Sava seduti



Po
cre] non he anno dis
genitori che volevano la fotagra- ip un dirai, che Tha
fia. Ma urato. poco. far letto che



Un giorno gli avicbbero arno:
do 1a paga



eli in sapeva
iù i pi * *fociande io
piero



ù € gli
Sioetra non" avrebbe dovuto. resi miare € magari. afutarsi.

EA CANEVARO



invitò ‘a bere. Berto. non voleia, |’ Sposito ‘Î poro, i turni comi- ma volta, © avrebbe dovuto. seder: ANI

il quarantacinque

Antologia di Sergio Barletta



ergio Barletta è nato
togna nel 1996 È auamatore e Lan

rezza e certe sue vive intuizio-
n brillano che denî

mana <Costum
prove, egli traduce pregi e di-
fetti di una sensibilità fin trop-





Come disegna, di getto; uninvin:
cibile ri



Sergio scrive sono spesso oro Dio somigliasi







ia Quella fanciulla
schioccò due dita gta chiemendo

e mi disse subito Ra venduto il suo Paradiso

Poche storie tra noi dei mici p +
ora ti do qualcosa Non dico che
che ti palo faccia un

geo cattivo affare,
ei I
Anaò di la queta

€ se ne tornò Satin
dei suoî seni eretti
suonano © cantano
i limiti profondi
della Notte Antica
un poco
la sublime
del Cantico dei Cantici.

E tu
- mi disse -

Feco qualcosa
da far fruttare

— disse — cinque talenti
e questo è uno.

I seni piccoli

le cosce sode

il corpo un teso

ritmo senese

Cristo Signore

mi diede



E tu — mi disse — Qual'è
{l tuo Nome?

arena mi accorsi dalla
un dolce corpo

di fanciulla

— gli occhi ancora geo
@ scherzare nel Sezione 6
Cielo, gli occhi
su nel Paradiso
un dolce corpo
a battere a tempo
sulle scogliere

la pena dell’esistere.

—__—______tt_P__r____r

di fanciulla
da far fruttare.





quelle del Canova. Così, come. sottolinearla: certe volte ell
stato, perch

i
i
i
3







me
no, talvolta. gi asciarei









una risatina furbesca: che vo; far la
« Quelta fanciulla, sincerità, la semplicità, con cui
non dico chef Sergio cerca di dire, sia pure
cattivo affare», approssimativamente, quel suo
quasi del modo cor libero, arioso, ingenuo e religio-
vide e scandisce i versi, so ‘empre îm-
che il suo andare on cui sa
ra non servire creature, le fan-



Buardare Je
ciulle. e la sua stessa arte.

sione lirica della frase più che Carlo Gazzetti

eee li i a



con funzioni puramente decorative

(o

LE LETTEREUE LEX ARTI

Siorglo Bassani

il quarantacinque

e le Storie Ferraresi



per Giorgio Dascani, come



LZ
aio:

mondo a

rosta totalmente sconosciuta al mondo

a

le c cose » nel




filato



‘ lavora di immaginai
tania, secondo i falsi eriteei dell'opi.



Solo il poeta, nascosto fra la folla,
pruò resti loro pri
mitivo linguaggio, distruggere la pi
ha fia
istarle







Solo il poeta
da cifra di un gesto,

puo ili” dott mi
dia



" Tani

cato i fa pre

Etna na Volta irimediabilmente
duo





la più al poeta 2a:

‘prendere la leggen

Altre volte è l'improvriso îrrompe-
tina luce sconosciuta ad aprire

‘nuovo orizzonte nell’





chinde uno dei racconti più

spit di B i,
so Errnre
‘qualido 10 ma
‘ure ci si fosse richi







ll norm

renti, può darsi che ad

si mostzino per quelle che como re
che

n vale



me ad un tratto
Vi palio — in quel punto
tono e foga one di na Sor
22 er la quia volta di x e
santo













sa

Bir ioni, estimoniano tnt
te il motivo di fondo sonimariamen:
te gcconnato.









può scoprire
giepomi "tempore, .
i del p
ei
i Fenisarn
fine il protagonista. -
Dapprima il marcatore «i «doppia
pp o nua





te a Sì
‘mondo, nel su







le co
che sempre

le opp
sia socie, Te trad
tudini e « il passato
ea

è lo «spettacolo della vita in ter.
n0 rinnovati, eppure sempre ugo
le a sè stesso © indifferente ai pro.
blemi e alle ‘ioni degli no

i fronte a






Pale mai raggi
conii defaitive, e tito



i sicure, sa la
d seperinza

deg che Pavl se vola:

RESORT tace I



Feto allenta. Torto
e a dicticiainaì





è diffidenza, ma si stabili
area di ognuno di esi tra gli ste
individui he



i abitano
iquietan



Ancora una volta o;
Î'esieto
ere 1

lemento
a di n segreto.
“dina




















sc un antico patriarca in
ebrei è il volto
uno porta con sè

perte dei 109 deportati ciau
o del 48,

primo racco

x Lida Mantovani»
(ida) di
RIV A cio
da fd und ande
irtenente alla ricca







cui ha ceduto Ja sua giovinezza ©
perché l'abbia



Jarezze ed ‘an
iii elio
Mande.





la seconda storia « La passeg:
giato prima di cena», il tessuto si
fa ricco e ang







a E sposa Gi

nina remi tm lora
di coniaai Ta vita co
tale



do © il pro Sic

sé pomo di Elia sttrono o spunto
inuta € precisa dei

i etici © psicologici

Che intereortono trai

diversi che 4 due confgi rappresen

tano.





prensione ed incomuni-
ail pon sono soltanto tra i due
mondi, fra conflitto



ti.
— non guar

« Quando L

commenta îl narratore



il quarantacinque





LA LIBERTA” d&

Era uno dei suoi ritorni fra
Qualche giorno di ferie, qual-
che giorno di sole ligure, di
chiacchere con glî amici în riva
al mare di settembre, Di pesca,

11 guito della matura gli era



richiedeva una concentrazione €

una sensibilità speciale per es-

gere scoperta, un guaio cd una
inata.

le con cui face-

il





‘Anche Te donn
va l'amore erano, simili



fiche, silenziosi
Ci aveva stupità, forse detul
so. Poi lo accettammorcome im

"Einorana lla capitale da al-
cuni anni maniera i
si può to. nella capitale:
ci si arrangia dapprima, poi, a
poco a poco, la cerchia si allar-

‘ga. E allora non resta neanche





faccia a nessuno » e, alla fine
im pare
cal







Area
Ne «gli ultimi anni di Clo
Troisi» il Dovta sì fa peromasg
o. Fantobiogrfia Ver

e del ‘39 e nei
i



serca conforto REIT
ando gli ambienti anti

Fascia Mello. città,
Un Sabatino anaroide
rn exdepa un'ormai
anziona ma ancor battagliera





nella
E Irecoccmene
É

la donna, ancor



Fnvecehiato nasce uma stan
fi











il gusto di doversi arrangiare, di-
‘eva il nostro amico. Scriveva

le per
romanesco è il linguaggio
dell'immediata familiarità. Ea:

Yoride popolame che sapeva-
no ridere nonostani

con na
Sulle soglie delle loro case, con
dei

sjatte ni

a Piazza

azzurra Tche



ora di silenzio («in questa città
sempre sveglia nella sua lussu-
nia»). Anche Villa Borghese al
n dava l'impressione di

fà: 10 bali
ciare

nellezza degli 3eanine "at
fo, È bambini seduti



delle fontane.

invece non parlava mai.
Erano belle lettere, Scritte con
una calligrafia regolure, ci

riodi d'anditura classica, ‘pun






fezza
matinconta I fico ato
<a;

Ain pro iena al arene





ia" al
la spontaneità. Foto "ie
te dhizata con Brano Lattes comi.





NEI
fina toria ine fore
se l'opera più felice sfrondata e li»
berata a quello foreature di ritmo
lbbidieaza agli sebemi pi



di una poetica che ie
sore precedenti sembrano ire
e coartare la libertà della fantasia
TA

dico che cedo vin via





fra isprpriate cina





‘ono contenti sopre patto
TSE seppero che Antonioni,

avanzarono spiegazioni psicorna-
litiche.

Il nostro amico aveva
ciato il discorso dicendo: «quel-
l'uomo frisie che è Michelange-

li gio pesta ma-
nera di porre aggettivi a nomi
propri: nel mestiere e fuori. Co-
me gli giovava dire « yearling »
invece di cavallo gi

glì giovavano le giac-
de Large, di lana morbida, in-

comin-

rispondera con più
ali alle sue

assi-



nati, Posurgli. gli occhi addos=
so, nei suoi ritorni, rispondergli
con lentezza, mentre gli altri

amici guardavano e aseoltava-

Si apvicinò, Si sedette tra di



‘a
della ci

ora.
borghi,

di pinne x

Sa: ‘cardinali, Descobi, papi.
Mecha non SESIA accorto.
Diva, rimasto smale | Scrisse la
‘prima. lettera Mella, dun vita; d-
perta, di dimissioni
Non fu capita. La prima lette-
ra della lucidità fitzgeraldiana è
libertina, dente da
leggere, commentare, ap)
re, solo nella cerchia digita pie
ci. Poi emigrò alla Capital

A cameriere disse: <Un suo-
co di pompelmo

Lo Zigomatico





mondo pettgolo della pronta it
Fiona della le del 739 è
teso che
prearreriezii proprio destino Con
il dottor Fadigati anlegli sarà so
"na solitudine mon determi
Li
1a in una scelta che vale per
ita Ta vita.











ginerlarmente



è giù c

fer pl, sche de temi, e i si

me premeva lf

mini

© nel contempo Invitare alle lettura.
CoA









IL QUARANTACINQUE
mensile. universitorio

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Responsabile: Renzo Farinelli.

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ANNO I - N. 4-5 - 31 MAGGIO 1960

il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE



E CUL!



‘PURA



STUDENTI
e OPERAI

Pregiudizi e ignoranza pe-
sano sui rapporti tra gli stu-
denti e gli operai. Una frat-
tura irrazionale porta nei mi-
gliori dei casi queste due ca-
tegorie ad ignorarsi a vicen-
da, quando come più spesso

‘ade non vi sia un recipro-
co atteggiamento ostile. Di-
verse le cause di questo stato
di cose. La necessità per mol-
ti giovani di guadagnarsi la
vita e la e degli studi





mente difficile
io pell Università pet coloro
che, provengono, da amielie

frequentare le Università ji
maniera quasi automatica,
indipendentemente dall’inte:
resse pe le facoltà scelte e
senza richiedere grande im:

o capaci la su-
perAicialità con dii per-
seguiti gli studi sì ripercuote
anche nel rapporto con le ca-
tegorie non privilegiate. La
possibilità, per tanti univer-
Sitari, di vivere da «allegri
goliardi > gli anni della loro



grava sul loro atteggiamento
di fronte alla vita culturale,
sociale e politica del paese
L'egoismo incoscente su cui si
adagiano tanti
senza ripercussione.

stagna



dae
intellettuale, là dove avrebbe

scire per cooperare nella vita
el paese, sono spesso impre-
parati e sprovveduti di espe-
rienze fondamentali. D'altro
lato gli operai sono tenuti co-
stantemente fuori dall’eserci-
zio di un potere politico auto-
nemo; Essi posti i quotidia-
no contatto con i pro!
salario, della sobtabi
lavoro o della possibi



accrescere il loro livello cul
turale,
come espr
tegoria e:
mai fa buon
cui può fruire. I rari contatti
con le manifestazioni festaio-
le dei goliardi, non fanno che
acuîre il distacco ed il disap-
punto nei
mentre nelle gra
in cui si è trovato il paese,
raramente gli operai hanno
visto con loro gli universita:
ri, Così, accumulandosi
diffidenze e _il distacco, di
studenti da









‘heraie lessi: famo” propri gi

«rgomenti di duttivi/benpen:
santi, che senza riflettere lan-
ciano condanne su chi turba

la loro tranquillità. Senza
pensare che un giorno di scio-
ro è un giorno senza sala-

rio e una possibilità di perde-
re il lavoro, si giudicano gli
operai colpevoli di smanie
turbolenti e ingiustificate. Di
qui a schierarsi con le forze
dell’e ordine » per mantenere
tranquille le «masse facino-
rose» il passo è breve, E sia-
mo al limite di una posizione
insensata dove disinteresse e
colpevole ignoranza sono i
massimi responsabili. In real-
tà studenti € operai costitui-
scono due elementi fonda-
mentali ed insostituibili nella
società mod a un lato
che. cotanno alle boss
della prog
dall'altro coloro che dovran-
no costituire la categoria dei
tecnici e degli studiosi.

considerazioni generali che si
possono estendere a tutti gli
elementi di una comunità
valgono anche per noi. Negli
atti'banali di una nostra gior-
nata entrano migliaia di es-
seri. Leggere un giornale, fu-























Tale Feriproca inferdipahdohe
mndéve essere Vista È inqila”
grata ja modo da evitate po:
sizioni fals anto nocive
per pui Dai LEI più e-

lemer rome quelli della



Possibilità di Iavoro, a quelli
cene
studenti ed operai sono u-

almente interessati. E tri-
ste constatare come vi sia da
parte degli studenti l’incapa
cità di scorgere l'identità cd
interessi che essi possono ave-
re con gli operai; quando gli

operai vengono licenziati e le
industrie chiudono, vengono
meno anche per molti stu-
det Ie poceibiito di trovare
lavoro come dirigenti, tecnici
ed impiegati. Quando le li-
bertà democratiche sono sop-
presse e nelle fabbriche le
intimidazioni e le discrimina-
zioni divengono ordinaria

\mministrazione, anche le li-
bora dt scriveree di pensare
liberamenie divengono cose

ficili se non impossibili.









Non a caso contro gli intellet-
tuali e le organizzazioni ce
raie si concentrano sempi

gli sforzi delle dittature, E
necessario un passo deciso

che spezzi questa situazione



i

rai. Non esistono disparità di
interessi e non trova giustifi-
cazione la indifferenza ret












a;
MmitAaral e rendere

FagioneVoTe Îl nostro rappor-

to con gli operai significa in-

tanto rendersi ci

non ha luogo

suno d’altronde contesta que-
sta evidenza ma di essa non
si tiene conto nel rapport

quotidiano. E' in questo senso

PES;
contatti con giovani operai.
Abbiamo voluto conoscere le
loro condizioni
motivi
situazione della loro vita.
Quello che è nato da questi
primi incontri è stata la con-



volta

e Miproroganie necessità
di studtare i approfondire i
problemi del nostro ambiente

pra delle differenti condezio-
nî di vita. Anche per questi
incontri è nato il nostro gior
nale. Ciascuno col proprio la-
voro, ciascuno con le proprie
competenze non può rifiutare

s 2









"TACCUINO

il quarantacinque
3

i;



Leffera dal Magistero :

At Magistero, come in molte ate
tre tà universitarie, i pr

è scolastica



si gno)



ati 34 uni conce. Mranlera (2. Gant); totale 17° esa:
fl orico-umanistica, assotu- ritti. (italiano,
tamente inadeguata zione lingua straniera, pedagogia).

che gli studenti saranno chiamati renalgono Te ma-



ad assolvere. tradizionali (Tita.

‘orse mai — come #n quosto 0 ita « Divina Com-
so — è esatto parlare di scuol rire € senza scam
laccata dalla vita: come definire po » datta prima all'ultima cantica;
altrimenti un indirizzo di studi | Lenza tralasclamno wa solo Voss!



ChE ‘parce te mento di stri 108,0
i) ia no
atto i Vagtanca in partite C
To non sono condimnasione — patito moli At guenti è
nelftioto Movie del guaio nato da ttt ca
ripetono o auoravano difetti © ‘eo. © qui e meglio far punto).
apr i ratti, |, Tuîta questa farragine a scapi-
DR aa
ce A SOT piane setti risecaie
CO è grotte 1, OTO Porte i arl ano o della pistoni
un diplomato st. samurai è Cl ge Wragi. nos
Ca

16 toh He

Mi nce
Salitaione allo. ripanta nelte tesa it

mentari Ceto sot nta, Grehiomo di cabrace
ag Ne ene die

Sora diatti so avivo, i piono ai

cografa> (2. anni), atorio — Sti

anno), storia mo-
derna (1 anno), diritto e leglsta.

Studenti
e aneral =





genze di maggiore concretezza

funzionalità.

GUT,





retti dell
stre possiblità e colei nt
la ricerca e alla preparazio-
De specializzata didatiattia

rendere più ei
ganica la funzione del È n

03 alla aprile si è x
cato. stesso, E nello | 50ess0 _ pu i Fia Inernasiniio del
tempo muovere un prii Universitario. Approfittiamo
passo verso la eliminazione del manine po, dr che i
di quelle artificiose barriere ‘liete e com

nok ini, titaliro che È
che si pongono tra il mondo _/or

degli operai e quello degli
Non è infatti che un
esiguo contributo ancora in-



aio un olim di "
Solo i acri dei giovani gori e
uri





sufficiente, ma senz'altro su- are o spettacolo’ del Futuri
scettibile di estendersi e. di “mo a un tale Ifcello artistico e tex
assumere un significato più ia
dinamico nel processo di de- angurarsi un. tal
mocralizzazione Che è tutta. _ “oto ill ei, quando n



via în atto nel nostro paese.
NETRO. LAZAGNA



olo” significa»

dir
tito” € unico come quello dell Futa



ile sa “suola
e
TIE I EG DI Et



jo, meritava un certo riguordo an- che, la vita dei Teatri nelle V
aa sficiate. Cho la si

cultura ufficiale no

preoccupata di, sen

‘ire. allo. spettac

tomi della lenta. mummip

tale cultura. IL



la. profonda. crisi. organissutiva

del per ji Teairo dell'Uni
Teatro nelle Università. n

enti di Got) dopo più di dii
anni di appassionato lacoro în condi
Zioni delle più disperate; dopo più
Lt di dieci end dani quali ri
Gli tati sono stati tali da

1 gioni uniersitari iii non
aisi "n alcun. mad soddisfere
Scientgicamente le gr a





‘ivazion
lo preperacione tetta.
et fanno, son dg
speranza. Le. soccenzioni sono
ppt fe queio È parceipanti ia
Han, al di quori del’ successo deg
spet. 5000 ormai del, restii
gione, € omereggit
delta, di Far





profondamente
L'incontro con. È
di Bruxelles, di



dell'Untoersità di
fore sea
grado col suo ottima polo
niche questo, per li

ire © Lesiguità
dito ‘a fore! com scarse



di bel
TRE tnt

“ Notizie da Lettere

di MARC
ci) Ù, Sona Me Sigg a
+

degli cia, è af:
speranze ©







eg epblent più







alla rilome della Fa
colti di Late © Fiosla

Berte. neggiie
È



si monogratie: con
degli ocomi di

sombono su di i











il quarantacinque 8
*

LE ELEZIONI DEL XIV C.U.G. |

Tramonto dell’ A. 6.U. ?















di un la dell’ A. G. U.
Le pi di nella ui 9
Abbiamo appreso, mentre sta- ira associazione che non_ fosse _ corateristica dell'esperto in orga- — più profonde, di quelle esistenti
vamo andando în macchina, i ri- quela cattolica legata a flo dop- nismi rappresentativi, rappresen- in concreto tra i due gru
Sultati delle elezioni per il XIV 0 quelle tante a vita della «mmassa> stu: cana
cuo. dentes Ria Deptanta,



ormai il momento per gli univer-
ultati di una così brillinto | sitari di renderai conto esta

a lterenza degli anni scorsi 1 risi
azione politica no



le oo al del cer i Sn
gem mostamenti i suMfati | presentato da un genero ilex E ii
i onatisi repposizione al al disinte- suoni « via la confusione e le



confessionalismo dell'Ateneo ri-



le di-
rattura crea- seriminazioni artificiose dall'uni-









Il fenomeno più appariscente è | D'oduce su scala universitaria lo IAT RA E, VIE
‘sito: ti orolio eat Nata Gol: _ sato dimo qustenie nel pae SA ORO APE &
dica gell'Assoctziono Genovese ua rigida suddivisione della vita li carri. Se è vero che sui problemi ri-
Sti politica e sociale în due blocc di da versità non è pos
Na visto dim n time elezioni. La maggioranza del
i tea Cda 10M a contrapposti © Inconetioni nostri colleghi, salvo i pochi co- | S!Ulle
660) scentendo da 15 0 9 seggi Sì è. potuto tuttavia vedere Scient; dei loro diritti e doveri e
fede alla propria infen-
lo grave salasso hanno pria
at tt gu miri grep zia si 1 Neanche presa Ta



riga vali votan

Tineo Iche. pur avendo registrato no da una diversa formazione €

U. dunque è



La crisi dell
una crisi di fiducia,









dela situazione nel. Congresso Chiarezza

Anche i liberali malagodiani del- e serietà scelta pi la essa cosciente
la lista Edelweiss, unisti di un'azione politica concretamente ness RETA
Università Nuova e na "tit la fasci- Strttoretate È perda And STO Ci sembra quindi molto neces-



che gli inconvenienti che abbia-
mo rilevato nella _ eterogenea



stà de) E.U.A.N. hanno aumenta
to, di un seugio cino
pria, rappre

etico È pie n
, ci cn
RT n

CO JR GREIA E dò Paso IE profiudiziale» af









ibbassamento del attoRu Pro PI ORE UTI ind.wolte-pet-tutfe a coloro che
puenza della diminusii dE YO” Una sierione el genere er SUSE Ni alt ca foro DET DIO 0 por scala
di eda situazione, del genere eri oi programmi concreto di at-

indi è evidente che anche lo pochi ma navigati, ua di tività a giovani di diversa for

‘aumento delle altre liste è la di- professione. che fa della lo- Mazione intellettuale e ideologica Proposte
la débacke ro parlecipazione all'ORU.G. un

ardica che da sva- mestiere o meglio und sinecura _ genze sorte all'interno dei gruppi concrete
nni era la lista di maggio. sono riusciti a creare la figura | Cattolico © goliardico, sono state
ranza ora assoluta ora relativa Noi de <Îì quarantacinque » per
nel Congresso Universit: E di = parte nostra pensiamo che su un
questa erisi che. pensiamo valga

pena di parlare



Le due anime
dell’ A. G.U.
Vediamo subito da chi è com-

Posta e che forze esprime la llsta
presentata dall



dell permettere una più
sui tutela degli interes

Gloporati per i motivi più diversi

stati in mag
gioranza i cosiddetti « folcloristi »



lella riscossa. culturale;
mo Orale e politica atto melipee:

nuova associazione che su
pro



gi quanto mai necessaria.

Jonta. di svolgere un azione poli

Se questo avverrà potremo di-
tica nell'ambito univei

re che la fine della goliardia ha
rappresentato la fine di



L e fondamentale per
cui essi sceglievano l’A.G.U. ci
sisieva nella mancanza di unal: Studenti durante una manifestazione il quarantacinque







4 il quarantacinque

E I





LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA

Per non dimenticare

sLesgendo {e lettere de condanna | per
a, scorgia: |a",








idea politica



le non| nel corso di sette giorni consecuti»

i. Impiccoto all'alba del 25 agosto





tini destamenti, SP | vorei d Ponte degli Alloechi. Medaglia
Tegano in. |stituito ai n
dissolubilmente il prima © dl dopo: | vicino a a



da dig dell "Noro: monte cila:the Gigi os Di pui
i egli dip e
nascerà necessariamente 1 luo: Ore 11 dello stesso giorno! ora tocca a noi
50 futuro, non possono dubitare che

nom pira 60, triment” che senso | Mo una febbre da cane Andiamo a raggitigere gli alti tre
stori im






aicrebbe morire? latorai ipagni caduti per lu sal-

E a noi che siamo il futuro, strin RE

dî Cuore fel sedere ce loro spe | pl cano (o compito che i tocca
Hanzo è ideali. calpecsati, perchè dî | confessare: ho + co-| fo l'idea nel futu|
menticat munque vi a | ro, min rando è bella

A fare accuse generiche e mora | rione da uomo a uomo imo alla di tutti i mali
a Ra i IA



c05 nol” sappiano. che. 1f. male che | Fosa
combatterono ma non sconfissero de
finitivamente. per "la. maggior” parte



se queste parole: « squillo di fia di ea pressa more
soltanto il corpo, non l'anima, ma | che suol Die più nltine ponbiE



l'idea vive» Dopo di ciò i
di loro avosa ita. precisa fstonoman, Se» tocca a voi rifare que.
et ta pre dis fiche, | mici parenti spgamgeranno ciò che | so Pira lisi cha cito Gal
10 attimo di voglion Tiipenso ancora alla forsa | qs Doe sole cosi collo, se mamme
a 0, e premeditatamet: | del mio corpo e per simpatia penso | Cu4 guate 2 ii,
tosero di gica quale lu la | alle ragazze che lo rifiutarono 1 perch Ta
thalto. © le flo; della Redetene | ma Rivedo te, carissima El-|__L@ mia giovinezza è speszata ma



Hi ui “seppe sono sicuro che servirà da esempio.





















n on E bb fa far co Salle fb ch | frolla Libertà
chi ancor ant Ein più di tutt 0 mame
Solo così il flo RSA Data TE alri | TY Bene dit
mon sarà spes dolore ehe 1 dò. Sopportalo, pensa purtroppo iL Destino ha scello me
mr |che era n titano. che | e alti disgrasioti per bofare lo rab.| Muoîo pec le ila Parri, Ho sem
Ù non ha mai pianto, che tutto ha sop- | lia fascista. Non preoceapatesi tanel pro fatto i mio marea
E portito Sonpont. pure tr son to 0 0 ramegnatere dl più presto della | lg aiuto Spe

cafeini ni nAVERNA

Lr E 78 sod. Colima At .
Aida chop pera” dan
sRon -iermoranno clara

tranquilli Viva l'Italia








NOTA



tutti giovani
vita e av
"ate ostra lotta ardua

ima muova nità na

Bordi (P o)
8a Brig | cop alii quatro patiti oc
o Brigat quatiro patrioti
17: agosto 1948, & torturato | —









giò che ui sorprende è 1
tia calma; nom ivi mai eeduto

Samp imislia bo
fa sanno che L'uccidersi
tra ict” non produrrà mai la con












paletto
v



Gianni siano degni conti

Giancarlo



carl Pacher Pasmlli di i
e Dopo TI Set



corpo. re
muti ‘nprso, ad ei po
po. cli gruppi. partigieni sn Hrba
Pontelomibro (Cono)
Catturato il 12 settembre 1943
| più volte torturato, procesato il 21
centre 1909, fucilato nello steso
amici, senza cimitero Nuovo di Erba
crt | Una vetrina di libraio nella Germania di Adonauer Haley dere el VAL

e
Ristenna Ti




asa
ntare che come me ne si









uagristionza

















Il quarantacinque ‘ 5
[ LA STORIA CHE FACCIAMO
" a
COME NACQUE IL FASCISMO IN ITALIA: l’incubazione
"
Le radici del fascismo affondano profondamente nella nostra storia e risalgono
alle insufficienze strutturali dello Stato unitario - Non fu una rivoluzione bensì
la rivelazione dell'anima reazionaria della stessa classe dirigente tradizionale
mostra generazione non derire ad un qualsiasi canone beta; il reddito medio italiano | proprietà contadina, Pu scelta
ta sitio la Resi di storiografia scientifica che si
ci, all'elà della ri in incapacità di
serale roppi. italia
ragione "conservatri amente
soccomibendo 1 ella là di cui es
irrazionale della a, © collettiva:
mo Eli anni del: n
ri e produttori di
ani sono ore L'imposta progressiva
lagato i frivoli memorialisti alla rovescio
d'occasione e gli squaltidi di
fensori d'ufficio del proprio pas: Le tariffe aumentavano il
nuo prezzo dei prodotti stranieri e
© quindi un com ostringevano i consumatori è
ratico, i virsi di quelli itoliani. Gli
attentici. sopperi enormi sacrifici di questa poli-
Senza di lavoro culturale e far ica ricaddero completamente
che finalmente si diffonda la sulle classi popolari doppiamen-
conoscenza di ciò che molti si gravate: primo perchè dove: |
Gnorano e altri trascurano je vano comperare a caro prezzo
me da scuole ima: quelli che erano i generi di ?
sce, sempre, un'i ti mo, Ser
glifcata del nostro Pacse grati- te da un documento ufficiale ché gli alli salari nominali, © i
fica topa» dell'epoca: l'inchiesta | paria- perciò gli alti cost

le persone perbei
insegnamento della gioiaT
talia per cui essa si

rebbe în una congerie di
le magniloquenti

solani. d'inti





ra reve, di un
strutturale inettitudine ad a-











EI
PRESE dici de sporta », è citando

id ai e mici

In realtà l'unificazione cacciò

Ttalta nell'età
gran
‘nazionale
del Me





rovis N i
tutto il Regno); di 75% della po
nazionale era analfa-





mentare Agrama),

7 Erra eil Sarei a

tensivo io Sfrutragiento.Garie



frutteto, €



Quello cho noi ricordiamo.












dope india all'agricoltu
a

vr
Eito di accetere 01 uercati stra
neri. Così Îl pane di una re
gione fu pagato con la fame dei

quei tempi, Giustino
Fortunato ‘dimostrò. che il





, come elemento deter-
minante' del ris



inte



bile fiscale per far pagare
non abbienti le enormi spese?



in Parlamento eletto, nel

superiore i 1
per il titolo di studio. Fra essi

Solo 238.448 (il 452,) esercitava
no ii diritto di vot

per
centuale scese ai 24% nel bal:
lottaggi.

Dal 181 al 1919, gli elettori
salirono poi al 5% del total

3a questa situazione le ua





ile spiegare perciò come
le contraddizioni che si tentava
di soffocare all'interno con l'at:





mica e delle. repressioni. poll:
ziesche, quando Ia spinta dei
movimento operalo e 18 sue





e del sistema parlamen-

La soluzione Giolitti

si scelse la soluzione

fa poi

gluntura economica favorevo-
le, era cioè il tentativo di cor
rompere, con una, certa eleva.



siderandosi prisilegiata in pae

Fagone alla 5

quell'unità di clesserche faceva
sous

così pau a
delta “crisi” di sovraproduzi
il margine dei protti Gant
tici sì restrinse, il processo di

tabilizzazione | portò. rapida
mente a forme di pressioni e
conomiche ‘e. politiche. esespe
rate.

la guerra libica non fu che
un palliativo, una parentesi che
acutizzò le contraddizioni.

Nazionalismo
e imperialismo

juesto l'allargamento del

zionalista, e i suoi giornali nei

Giolitti, e attraverso

il «Giornale d'Italia» era usci.





to con un fatidico titolo su
tutta la prima AGRA
RI e FASCISTI: vecchi CEPPI
e VIRGI Che se

non sî fosse trattato di un gior
nale d'agrari, poteva. persino

sembrare un atto di aci
fa torniamo al i91i: in 1 Qt
ann rmò il Partito Na-



sta. furono espulsi i riformt
in quell’anno è da ricerear-
si la rottura dell'asse politit

giolittiano a cui
rimedi
cara ritorus e cnitolchipale

cali cercò di





n



classe direttrice di casta domi
de e comanda,
0 fare una politica so:
Prasttto, nazionale

C'era ovviamente molta con-
fusione nell'ideologia naziona-



Nel luglio del 1914 erano per
l'intervento a favore della Ger.
mania giacchè, si noti

Tare ina non fortuito tentativo
di catturare le masse socialiste
con iguaggi ciano,

da ap







Per_quesi
1913 Giolitti vide non frutti!

portavoce degli
lui stesso.

agrari, agrario

Le radiose
giornate di maggio

Costui, colla dilatazione del



fear A saperi
“citavano per poterla avere vas:
salla.

La sconfitta fu sì dovuta al
delirio incomposto di letterati



sep
Gant) È Arp | nceondimo,

E tende terna re asgetic

bolitica estera una forte offen: Uotò le due co

siva imperialistica RETE ni sità: il

ce termino. col {urea Giericali e i quattrini degli tn

a Fasseenazione ANTA dustriati o. CCiobetti).

ia della Li

11 ‘Partito. Nazionalista sorto



nonarchici voglia:
mo tenere il nostro posto. di



I e





JACKSON POLLOCK
Totem II° 1945







il quarantacinque

demagoghi e di poliicanti che
avevano perduto la testa, così

E vennero le radiose giomate



del mas re, Salandra e
Sontiné avevano già preprmito
Cassai male in verità) l'inter

nunzio, per consiglio di Alber
tini, a Quarto dei Mill

Salandra
contro il Parlamento

Salandra non aveva una



21 Parlamento

concesse è pieni
"Tulti più è mene fano

Andò ia guerra, anche se molti

non sanno

mente Caporetto È “che

rono i
arse





guerra terminò 0òn ul
vinetto Ortando. di con nera

gione in cui stavano fra

tri Nitti

Tarso pene tre
formato un «Fascio parlamen-
tare di difesa, nazionale» in
luivano nazionalisti è

Sera consertator in
ittoria 8d 0

sea gelo stesso Fascio, Satan:
fasci» do
ua



Sione imperiale ». La rivista an





nunciava tra i suoi collabbrà*

‘a. dichia
lismo storico nel 1900, Îl socli
lismo în via di esauri nei
1907, e nel 1912 aveva scritto
sull'« Unità» di Salvemini che
ì partiti politici erano generi
della casistica politica, corr
ondenti ai generi letterari
della retorica, e che andavano
superati. Aveva altresì dim
strato che le classi non esisto:

ncatena-
zione », che la peste non esiste,

morì di peste. Perchè dire, c
me fece Don Benedetto Îl 7 a-
gosto in un suo articolo,
che fascismo e razzismo furono
‘attività di una banda di av-
pi i radici nel

ttivo sogno dile-

guatosi alla prima Ice» signi

viso, non esse

re onesti, prima ancora che con

noi stessi è con

le nostre responsabilità. La car

issolini, come gì

quella di Crispi, induce chiun-

debbano es

vizi intrinseci

i ‘secolo

erchè se ad esse fecero

le crisi e le

poteva non

"i retto rigore storie

le InsuMolenze

stritturali Belo seat malenze

risalenti a vizi congeniti nei

apporti economicosociali e nì-
la mai



ta ripartizione dei pi
teri all'inttenò StzIOnE d





Nel 1914 Mussolini era stato
espulso, dai Partito

tore “dell'e 'Avanti 9, impo
neutralista a quello interventi



sta, improvviso rovesci

periodi fronte a cui i fu

estraneo l'o Tutta»

via negli, sun. 1918, DD 1920

gol suo gi

tro la borghesia putocratica con
iolenza assai



11 21 marzo 1819 ci fu Ja fon
dazione dei Italiani di

che si svolse in Sepok
n.3, nel Salone gi niente

concesso dal «
feressi industsiati e comserola
li di Milano»: nascita singola
re per un movimento rivoluzio-
nario.

1 «Fasci»
progri

‘amm:
1) Una Assemblea

avevano questo



Nazionale

La crisi,
l’interventismo e gli industriali

sa Frei
“sa a
n

di Son

demente
mne di Prato
Sia nell’eprie 1915. quando non eré
|tglio 5



all'oc Mon
ci i Te, Gi Die 6 Lite
‘so | cid, diventarne grandi sompicmi
“ndusttati. di dip
‘uinee



ia ghe une minima por
RUE ott
Tutto per ‘pe









st



e ia) ZI INZE SELES

R



UNA « RIVOLUZIONE » PEDESTRE







Costituente, sezione italiana Niente di più rivotuzionazio
dela | Cosftuzione. Interna era possibile allora immazio
zionale dei. popoli re: Muscoli infetti, violente

n ione. della Repub Mene. antisoolalista combatte:

si Rane RAS ialisti ufficiali non per

i chè volevano la rivoluzione ma
Peccitramenia, ecgioni
nni Oni TE perché se ne risciacquavazo la

— ferendo popslate: Pince cense

8) Abolizione del Senato. E Mou

4) Abolizione del servizio mili ni i

_, fare obbligatorio. =" nfemporaneo . del ‘nazionale:

5) Soppressione delle soeîetà a- Stio risulta chiaro che il p

èramma fascista» non è ii

6) ar delle rendite im- primo ma

produttive, palesa ‘irrefulabiimente nevi



bilità dell'unificazione — più
tardi avvenuta del fascismo €
del nazionalismi

LUIGI castaGNOLA

) Revisione di tutti i contrat
ti di forniture di guerra €
sequestro di dei profit













quarantacinque

Una malata cronica:
la scuola media italiana



situazione della sola ialina
fa dalla
rienza degli ‘ae uo rta
mentale udenti € famiglie
degl'imegnanti che vi spendono le
Toro ener
pel







© non accenna a pr
Ampiezza e interes
ed “ludendo ome la






na “el dol

in ogni campo: in quello
dl “strutture — a di cifre
ose, sù cui ale volta non sarà
etere — ello dei













tut quell'obbli»
x adempiuto, che
dio, Ta





zione e che "prende il nome dal mic
nistro Medici.
Nilo



introdutiva,
pre



li prisilegio di senso e di, l
una scuola dperto ptt, che fut



rsonali

che, in realtà, invece,

“mbigua è talora covonte trasforma
Zioni. sconcertanti ».

far troppo caso alla Singolo
l'espressione, qui e alt

tarsi, come ha fatto







pedagogiat, a pens
tro Fri albia, nono scritto, n
pur Tetto da proprio relazione) che
Berio itardare cla seta degli stu:
li fata: cicladere, almeno fino







14 anni, ogni impiego lavorativo del

ragazzo n, « È ormaî non un suggeri-

mento prudenziale, ma un evi

dettamo di accertata conquista psico
pedagogica
Riconoscimento

it, giatzzo è mode

per



o dunque; della ne:
di uno



fino agli undici. Ric
peraltro veniva pellmente, glie î
decreto





drone
media,
educazione civica, osserva:

peculiare che er per la sezione
manico, quello de Intino e



Some (destinata agli alunni cche

Si sentono portati al fre dei campi
elle off





pa conseguenza della nuova
“ bolito îl famige-











elle provincia © della monta
0 rebbero mai



ne sparsa, senza
le » della scuola seconda
soltanto i fre
"osano insegnare in tale sezione»).



Por quanto riguardavi
SA
Sezione imansioa potevano sc




‘vedere

Re lAEtOle socondatio supesio.

Si studia fl latino, © quindi

versità qulli provenienti dal:
alle





scuole. teeni
‘a alle seu
ice, e infine {look del
sie Ei Ireteinae, ‘Ancora una
, cioè, il latino fungeva da mar
E O



isagi pre
istituzione che della se segione norma:
le, s'intende subito _ ch la
parvenza d'una moderna imp
le didattica e pedagogica, si
pi pia situazione scolastica
che petti social
feriva da quella per cui s'e
tati con tanto success i du
atti fascisti Gentle © Bottai e, ice
N CE
i rrtii







Divin





Quanto al latino, esso veni
10 NE lesione Grana dal mi










stro con argomenti

smenti co sti: ch
T°C decaddero pere « tradur





fino erinino,gerisunla o liraico
Li iradussero direttamente nella lin:

cage





ppr post gi primo anno, con in
(Mfaniginto Jlettà Mingua straniera,
Ja scelta









ii



aperta.
favorevole. sd una souola a

nte unica daî sci ai nt

latino, non può non an-

delle quogtiche propo:
.. Finch

langue dor



sere; pt

ia

ne
ridotto strumento di tortura per

gran parte degli stu

vera di certo un mi Conza







GIORGIO BINI





il quarantacinque n

LA BORSA DI ARLECCHINO

A Genova la prima esperienza di

dere nell'estetismo e nel decorati.

affè



teatro italiano

Di Paolo Minetti direttore or-
Ar

inizzativo de «La Borsa di
lecchino » pubblichiamo questa
Jota volta a com ai

lettori i della



di cul

interessanti sorte in Ma
lia în questi ultimi ani
I IO fiore
sulla ribalta nazionale.



pare wottima iten quella di
re nel simpatico mensile uni-

iure in forma sintetica,
tin profilo di questo teatro, meglio
‘è Teatro >, unico, nel suo 9e-

ottenuto consensi e
Sieato in ‘ogni parto d'Italia
Di che natura sia il nostro Caffè
tro i Giovani universitari ge-
novesi dovrebbero saperlo, perchè
è soprattutto un Teatro di giovo-
ni, per i giovani, in quanto ha
o {aformativo è caturat
d'avanguardia, 80 così si può an
dora entamare. Mat giovani sono
assenti o pochissimi; intendo na-
‘parlare dei giovani in

pegnati culturalmente, i quali ine
vece, , rod

Ù“ Sigibri u0





do riformatori) che riporta athemi

‘© procedimenti della 1

stra. scelta ©






si possa ; a

butto al progresso della fo1 Vi pri de

Co ovest disertano il Teutro?i mi GIUSEPPE FERRESCHI - 1957 i
; Hidult che seguono pochissimo an-



Lo pcpo iso ‘ire I



o eroga pre Una «cittadella » del Teatro — al- — stilivitole?; forse, ma senza eom- =
iti è con una costan-



ss80 tempo, Dro-
qu Mesleria oneora a. Milmo - Jondonenie a ‘volte tragicamente
Tries



tinguaggo Inauistante è priciane _E120 2% Tiara. Vengono i gio E, Cono gie ep dl
dei bop aveva allontanato). dit" sami e ci dieno unche la lo — Abbiamo orto a paico ge. POI

no for , e con piente la- ‘isapprovazione, sarà wempre il novese spettacoli muovi nel si La ra prima affermazione
Doro dI Ievigazionese Valencia, oraiono, diam leone od i lato della parola; sia A uesto senso e il nostro primo
Sr dei ‘dncuaszi precedenti e il @ndiamo cercando di suscitare, On setta degli autori, alcuni dei quali

formule dello








‘nuovamente pesa-
To su di lui. —Gionfrenco Goeta

la nostra fatica © la nostra ‘pas.

A moltì è parso strano che que
ù avanzata, questo

queste frasi indicati
Sitting questa, della Borso d'AT-



esperimen
ere e, soprattutt
Der tre sot
tedtanie al Caffè & Borsa» è stata



in Italia ed
accolti no)
dai puobiici più
Lella concertazione
coll aessi
gico, tenuti su di un pIORO
A euritmia dal
di Aldo Trionfo,
Pautentico inventore dei nostri
spettacoli più impegnati e accla-
mati

Questo giovane regiata cho ha



storie di piazza - dile ingenue can-
tilene dei bambini. Raffnatezse



Hanno fatto
Suito. Beckett, tutore di «Mapei
1a gua tragica

pi







"il cm. atto
me » ha

dell'anima. del
nell'incantato



abbandono tirico dette canzoncine
Sovere e dei canti d'amore pro-
renza

PAOLO MINETTI













[=





CRONACHE DELLA QUINTA

il quarantacinque



*

Una repubblica dopo l’altra



1 primi mesi d' 1 1960 sono sta-



lendosi della consulenza di
oratori diretti © di teenici che co-
stitulscono veri e propri « consigit
privati dello Corona»; fl governo
$, ta semplice orpono esecutivo al
te dipendenze del Capo dello Stato
che ton solo nomina 4 cupi del di-
versi dicasteri ma può licenziarii





iunirgî annualmente per un di
ve con una competenza

Ha possibilità

scuvuculo/@udweto dello,
‘che. può 7 TRSOIgerst "afri
ne



im
stessa Costituzione ©

arrogaroi poteri assotuti.

Slittamento autoritario



tere al Parlamento è sopprimendo
la responsabilità del Governo da:
venti

GmmisSonte lagion coni orcansi







stupiscono
alownt aitepglamenti poradossali €

a volte umoristici del Generate?

egli parta



dice appunto De Gaulle nelle sue

Un fenomeno “originale,
giornalisti ‘© gli osservatori

I
francesi anno tentalo di dure al
cune interp

ga

se fino ai duc Napoleone € tbbo=-
2ando suggestivi paralleli. fra le
vicende del Gramte Corso dol Con
solato all'Impero © gli attuali ae
cadimenti, altri offormamao ene tut
21 ccidentati si avvie

più decisamente verso
Repubbliche quasi presidenziali
sulP'erempio della mazione leader,
gii Stati Un
In realtà questo affermazioni
partono dallo stesso erronea pre-
posizio.
ne gollista è la posizione della de-
stra in genere; essi guardano ut

l'aspetto ustraîto © formale dello
sitende

vlla Francia contempora:
issert3eQuo e Tsi one
donatore rà

È

fu îl dramma dette menzogne, de
gli inganni, degli equivoci, La vi
ta politica, it dibattito, la critica,
la manifestazione cirio 0
rene delle opialont conivarie, non
gono lavi da intellettuale ma 50
la difesa contro gli avven-
Pia ca tace mer ainsi
fantasmi; più ce lombra, più 1a
vita politica è limitata @ una pie
cola cerchia e a scambi di corri
doîo, © più gli uomini responsubi-
#6 Nonno dell intenzioni, rio.
nevoli sono impotenti @ reuliz:
te, Eiseamiono (LBedsno stano



50-56, Da w
nie e nie LI
nunciato con forza per un
Ca Uberate cle metta fine alla di
sastrosa avventura algerina, è wr
Esercito che in

seguire
opubbicona; dattattro fero gii tn:
triganti di professi
cospiratori
‘anze di fanatici

petto al popolo,









tremebonti notabili della defunta

Repubbitea. (DI vatamente

Témoignage Ohretten:- enon: siamo
‘blica di eseget





11 fondo di tutto questo, del vec-
clin © del nuovo regime, v'è la
realtà

on om 1 del
Capitale © del Lavoro, del Produt-
tivismo in cui si risolverebbero le
esigenze dei padroni li ope
rai, del passaggio dulla fase potiti
ca ideologica alla fase tecnice-am
Mministrativa ct. 1 teorico princi-
ne è il sociologo di



stra e di destra non panno più at-
cun significato nelle moderne si
cietà ‘industrinti ad alto

politica del non intervento, della
conservazione delle strutture $0-
ciali esistenti, dei privilegi, delle
barduture prolezioniste è corpora-
tive, delle Duronie monopotiato
Questa politica ha finalmente



destino immortale della Francia»,
ie.

Contraddizioni e disagio

di FRE orni ta monarstia
n ha prode.



1 dell'Ese-
6





gov
che Saccvano una politica ai destra,

n
di sinistra

NIN t ages ui È) en
zio saran soit
MO.» 1 membri del UN.R, devo:
il governo sia che
sia di destra 0 di sinistra» devo.

De Gai
no», Un capo clandestino che par-
la per enigmi, con un linguaggio
ambiguo e ambivalente che egli
crede sia il marchio del Sovrano
© dell'Uomo del Destino, ma che în
reultà È il vecchio linguaggio dei

Onouitte, aei Monet, dei Gaittara,
dei Bourges-Mauoury, dei

piccoti





bilità al auccesso: un regime not
i Solo su un uomo mor-





non accontenta nessi e
pio chiarificatore è ciò che è acca:
duto nell'ultima visita di De Gaul.
lo aa Atgeri; durante questo viag

AL
gio il generate ha dichiarato agli



ss

fl quarantacinque da 19
SIAT



la» di Petain col suo famoso sche. d'incertezza e di transitorietà del

Î "| ma e Francia agricota - Germania | regime gollista. Ma questa srducia

industriate ». (E' da notare però | Crescente nelle istituzioni della V

che vi sono anche dol Bintaenti (REDLWlica si traduce in una posi
O Pole: | ione di forsa per



i Prospettive

P'imazione I partiti del centro sinistra trop-

io il evoluzione della civiltà industriale
‘movimento © che se sì vuoto una rinascita
formati repubblicana non si pitò concepiria



eno non si sia stati in grato di
stabilire qualche misùra concreta.

questa Ta terza grave crisi



e di espansione economica, ma sen-
Sa rijlrm di alratiura folio pò
garantire ta Francia contro i Di
ricoli iafiazionistici; > d'altronde
i grandì tecnocrati | del Regime,
Rueff e Baumgarten, sono Weri
sti convinti e legati al grande ca
pitate.

Velleitarismo e impotenza

Due attri fatti politici sono avve-
nuti durante îl mio soggiorno pa-
rigino: To scoppio delle Que prime
bombe atomiche e l'arrivo di Kru-
1911: Circo Forain scev in Prancia,
La Vomba atomica non na

stento una orge nat
Fopigrane penpitca eMP Inaggior.



aciopero universitarin), tonitî în




uf quin tto SL) dot:
«la guerra durerà ancofa @x{tvgp. Uli umteiaziAu cout:xideitay



allitid dio (al (dI da non riguar



a dit dalia ‘ma tutta ta
Bisogna che voi andiate agere Cota minoranza di professionisti nazione: Ta Francia deve liberarsi
lo armi GelP.LN, perchè PP, | della guerra; questa è ai miti, deve svecchiarsi, e il sto

Passo sione che Ro ricavato non solo dt stata invece una
MT ei A ae sbcilagiche e da indagi- ostile na parte
no prodotto in Prancia una grande ni pubblicate st varie riviste It | potiticamente sa Iccnici, sponsavitità. L' necessario reagire d
© sfavorevole impressione; gran cui «Esprit», ma da colloqui avuti degti antes, atmosfera dl dimiscioni, spiri

porte della popotarità del generale | con giovani uficiai in ticonza @ lo ‘spreco di mitra in inimpre: MS, è necessario ricordare come
si basata Sulla convinzione €he Parigi. Essi vedono la situazione ga vellotaria dale le risorse d



diceva. giustamente «France



mesi, e creto che quei piovani e DE sempre mu che anche il pa >
anrimessero un sentimento gone. lermalismo è ormai superato in A- n È
ate, La «ouuaticazione Drincipa. Srica. Era a questi uamini che De zione col risveglio di Cna
{eo de mamo regime era proprio moria
nellineffcacia, melta tentessa det.

Fazione. della” vecchia Republica NO S%i ctadini in uniforme e Che 1 viaggio di Kruscev in Francia
poriomentare el ora questo POLE odio e qlla frtUra. °° © non ha ottenuto de risultati pol: porto una. dininazione, noie

oluto ‘e solitario si rivela ticî immediati. nè Ma suscitato dci furti di cavalli». 4Il Mondo)

gli solo potesse risoleero la que- | con sorprendente e ammirevole la a Francia € pescato Leo do Wo ni coniare.
sione alcrina; i icardo di quer ct, qonrtono la contragtizione ic ehe para avere oi mazioni _ love ma ioni di semini anno
incontrato nel settembro 59 Un che esiste tra la politica di înter- Cho non possiedono ancora armi certamente torto se lasciano. che
gruppo di soldati in partenza per vento economico tipo piano di Co nueleari come ta Cina e soprattut- uno soI0 abbia ragione ».

l'Algeria che mi manifestarono ta stantina o Ta negazione tell'indi- È dtug fencanioi doc. o
toro steurezza ehe De Gaulle a- pendenza” senno benissimo cne "0 11 Germania i Cui tentativi die cn
trebbe sistemato le cose in pochi NOn solo il colonialismo è finito Strstiche sono stati accolti ©

Perchè
della fanzione. del
società. modern:





Gaulle doveva parlare in Algeria, sionalistiche di

idente ‘Truman
@ questi soldati che sì considera. francese è promotrice, n

de importanza
il suo sviluppo he
e







inefficace è incapace di agire sen si grato entusiasmo e fanatica osti- voro
zo compromessi come a tunio ca. La orisi nelle campagne fia i Premier asili è sato O MASCIA soap
Pn na queaietoliete Il IL © Dopo la crisi la Aigeria tun se. BeTò accolto ovunque con SIMPOtIa —siugiosi. rus in dl
Stato una porte detta so popoiri. condo route Tal in Algeria un ne: E"ripetto è 1 och oliransiti tel. Iowikcimo” compiono. di nero
tà declinante appoggiandosi per Ga il fronte dei contadini, anticomunismo più fanatico, fasti verso l'occidente, © questo li spinge



Stl 0 clericali. che fossero, sono x realizzazioni. spettacclose
rimasti isolati, Questa simpatia st (Das Francesco Chronicle)
scitata nella opinione pubblica, è



resittero alle tupreso degli cl Oiroa i 2696 del franceni too
dell'esercito în le campagne che non potrebbero






Zigerta ona metropoli: ma ea Sngnino ne a Ade si so Definizione della stella

on queste dichiarazioni Sembra delle zone come la Bretagna one _dl Dese sieont n fallo po x UNA, DEFINIZIONE della ste
ole via (Questa cordo ta miseria ansume aspetti fragici; 10 distensione si è concretizzata 1," Hollywood ed europea), icon:
preocoupandosi poco atte riperewe. 19 aeria asmume aspetti taDich; con sceni dol francese medio, si è 1a (A Holuyrood ch europa) secon



gioni Sullo masbo mussumanO © devono trovare un nazvo impiego. ‘POST la base per un DIR AMCttto ito che, secondo le teorie dar
50 jume della realtà sovietica e so

a ar vinine dicnde dl'antmoile ©
Gun perdo di più di - fo Pose di un powsai sn Drattuito si è reso impossibile ogni Vea a nuatci (A Na

manto guadagna: egli non ha ri- ici sora ore iP

quanto guadagna: culi pon Ma FE o gi barbatietolo di latte cero. ricalto psicologico conto un cven- n
mano Le azioni di agita. n0. di Pordabietole, tuale Pronto Popolare che dovesse geniale reda

tori che esist esercito mu di ti nol « ABBIAMO



ezzato l'incantamento che fa taismo. Non a formarsi, în caso d'emergenza. Per sclirico che eccelle nel trovare. ti
” 0010 MENA De sim ro ci, le ein dele br reo elio che cole nl ten di
bra aver capito che agrario fascista Dorgetès rilanciare | ©QNe. perialismo americano minaccia il
l'insurrezione del 29 gennaio ha i recchi slogans del mistico ritoi Vi è aunque, a mio parere, una ‘mondo intero». (Dal giornale polac
accentuato il solco che già divide- no ala terra, della «carta agrico» | situazione obiettiva di debolezza, co Glos Szcecinshi).





n



Catuo, ega lo, mano sullo sportello
Sl colei
{anda da cui sonveniva. Chiude
tacsso | soddssiccent



Quindi" sporto, dn poso to" tenta dal di
festino” gorridendo, diete
7 Ti gioccione i gamberetti. Fabul
A
una pedellora d'llo puro d'oliva iv



L'altro giovano (entrambi non pote

vene superate 1 eietonnove anni), aul
o si arriccio, leggermente le
le lunghe ‘n eurate:







e iosa vit
fe pense Si picci

— Adoro 1 gamberetti, Catullo — si
»





1 dovuti
attendo. @
‘feci,

— Bene, potsci prestorgli
culto siaceedo Visto che. il
Sasa mia. Ma non prima delle
Fable. Cico?





Montre. pilotava

vnlocemente verso
casa, Cetullo como Gì soll



te GE ché
cati pelato
citi E Cinta ezio mi



Ù C$ gia Lebio e pe
se, © dal salotto igliosa con.
ferma 2 giunne sini la voce di lek

‘ato? "Ma che aspetti? Mo



— diese iui entrando nel

Ficciono 1 gamberoni.
‘stepria. Voce. ripelede

cite: Catolo fa invano



quela
Falla gioia. Era la certezza
sensa dici dl'iato che e "ioneo Î

Sila



‘apictameni
Salito pieno



" perttic; 10 rendeva ene



UN

iusiasta come un bambino che rive




depositata molte he 8, do
indio, "Îì giocattolo che gli hanno te:
Salato dl giomo prima. ©

4 gamberetti, caro — riepo-



toefo intelig
tono dopo l'alto per svago), di pro:
Sb dolore. 1 mon deve toe lo ce:

Amare è ace Pretende:





e di lat ar
CIRO a
Fonialio un amore direi molle più

o o ito



ran
Erice podio di ‘quei pente
Diss 1)

el momento orlo

Cio allora senti ch bit

quo” lunesto di' uggiunigere eltto. Senti

non CEE, Gogiungere
at





si de quando
Dl'aniamo, siamo mollo combiati. nen
ti paro?
mita lo quat un momento io n
n nuo echi, paerò
&





Fabullo, introdotto assai festosamento
pelle stenza. tspose con grande ferte:
Volozza quelle lestoslià. Fabullo
dequigione e Catallo che la ce
toi ai esteriori e cio acpratetto per
chè ent raro che avvenissero in iui del



il quarantacinque

*
fio so ferro sito il suo specchio, Le
fia To ‘ Bono lo specchio.
di detail golto di Losbio si pes:
Shia in me ». Aveva da bosco il apere

gemborct. Serutava. di ai, cone
sean Mei ali gi ceci
È sopracciglio. nu
pi ia avion È
"1 rossetto sullo labbra lo
figa suo
i
di










fonte, por



fatti interior.



Era uno di quel gruppo
arno avevo i modi. Eta societ ite
Vantiono. Anche Iii scriveva poesie.









ila e. guardò
bic Anche le parlavo, ma iran
ata. ©



























Tai Ea
iamente, Son- frasi Ettullo, con cui starò, Con cali non
f glio. esterei mai’ stata



ancora dei gambere
fai Re



— Prendi
Fabullo «i
coniite

lo penaeva: «Un cutenio se



iena
Vicinie:
‘due

fono delle forchetta dell'altro
sini, si sonilvano leggericsimi,
siro > nel di



‘Ondedo, (af ubf dea,
Ae le



fa ento. entro
e aa teo o" red Lu te CRE
ia sonia siena | Pico "© rullo io ediaenio che Ji

Mint Tit T'potutoiati | incaso, "C'e un grande Mondo! sì

FRANCESCO GUARDI (particolare)









il quarantacinque 9

A MISURA DELL'UOMO : la scuola nell’ U.R. S.S.





fi Consegne di Siena sulla eagle domeniali no. cni i oneri que tè _ cazioni scientifiche rus, grosse lacune prerivoluzionarie ©
e govietica nel DSL - po di società; il culto del lavoro, | Particolare inierese presentano i _ per attenere con relativa rapidità ©
doro quer afermato _ l'interesse per la natura, che dex csi «ollttivi », gruppi di con suecesso delle nuove generazio-

edo



che la caratteristica della nuova so- sere dominata © assoggettata ull'



raverto le gita. e lo grado di contribuire al pro:

mo, è via dicendo, Per aluare gue studio în conune nelle città © nei _ pro. Vattimo sviluppo.
di sito forio materiale e ci



i. Nel C 10, M. nchè a rien
nacorda parlo dell'insegnamento del. possibile, © « rogassi difficili».

terso a scelta di i testo, la Passato e presente

impostazione storiografia. l'uso Un vasto impiego di pubblicazio-
dei meszi didattici sussidiari ec adulti © per re:
Francesco Albergo paro dell'a inema documentario, "di
cellne scientifico, contrapponendo Finto nello Stampa è de-
Pe di partito, accanto @ va
a, proprio del mondo ‘capitato, lo rie di n Deo mali e so
stadio della scienza ‘per. la costru: Galia igtalia rie, tom di
zione del mondo socialista, tendente quadro di un sistema com
al progresso e al benessere popolare. _ nofitico che pur. essendo privo "di _lativi a u “oce sono diversî
lavoro, della pro Tn base a questi criteri, gli studenti — quella liberalità e spontaneità che a | da scrittore ‘a seritore, da studioso
della solidarietà, dello fe sovietici sono tenuti in contatto con Soi cenbraro impoliznti, baicoo È‘ sedia

le fbbriche, ol mondo dol lavoro, _ ‘n patente strumento in mano alla _* Il slto dal 1918 a oggi è poi par
sggrono tra poco, la rele «questo permetto le enormi resi socittà” sovietica per colmare le _ ticolammente. senile pelle Top:

ALCUNI DATI

mentati în maniera enorme Ci di

denti elementari, gli
mate DI STUDIO L'onDNi

ci de gle













dii aurea. gli TESE que
si può desumere. paragonando
belt

Scuola gratuita
e assistita

rPonicanicenio
connesse con le precedenti. Bisogno:
cb ri














di considerarsi



ue incontestabile



delazione con coraggio. li lagusò



“chia ez, anca

n
fare. questo,
airuzione fosse



SPESA. PUBBLICA. PRO.CAPITE
PER L'ISTRUZIONE: (in lire)



di un paio di
State pulce in Italia di
tori Riun

‘pare
raggiunto: gratuite le scuole elemen-
piccola tassa all'uni-







Alla Vagii dtt one degl
SR e iii orde



dli tendenti. ©. delle famiglia verso

il lavoro manuale, e aggiungeva che
giovani, attraverso la posizione dei
genitori © le ud



n gresso nel
Segue









il quarantacinque

Ii
iL MONDO DEL LAVORO |

Il n contrattuale del Sindacato



tenore in tutta
so proble è ne
preliminarmente

zione con:













per permettergli.
un fronte



lo quando per la mancanza dei
cati 0 per la lo > deboli si
ela conti

portarono in
Aid fimo spe



ve di
vesioso pruperismo.

Necessità della compattezza
contro i ricatti

Si avevano giornate lavorative di
tordici ore, le donne
fari

dodici © quat



TREO debole. Hu

i dei due © più con



o elemento costitutivo. del



La scuola nell’ U.R.S.S.



pos. 9
er) lavoro produtivo. Ma la
DIA





< incominciando © lasornre sono pi
di pero che di aiuto, E coîì vin Se
PERSE
fatto a introdurre il lavoro negli ul:
della scuola sovietica
FA “finita dalle parole di N. Kr
sciov è, come dicevo al principio.
meno raseo di quello di 4. Fan
naturalmente più più
Non nascondono | Te” dfficol
tà, È difetti, È tu pur som
Re
se paragonato a quello









ce fa noi P80% dei giorni
arrivasse alla settima classe, potrem-
Do sedili del più deg “difonvori
della «civiltà occidentale ».. Vieno







potere contrattuale di grande ri «i ca che
bilità di fondi per
digli scioperi die
RI

il datore di lavoro può





n cla prodi
bri ‘il'esptazione dell'a:
chiedere troppo 6



Tafine” condizione | fondamentile
per, na efficace azione contrattuale
È l'esisienta zione di
piego Impiego Ladro” ciot nose
fia esercito industriale di
diceva Marx, di





cato potra disporre
fondi solo se avrà molti aderenti che









LA TUTELA DELL'ORDINE PUBBLICO





sottopongono al sacrificio di pa- di
gare periodicamente una quota di



lione di disocempati cronici,
7 rapporto tra prestatori e datori di





sierra. lavoro. è. sempre i
so degno spora faltato, La paura di tornare a far
ii appresen Porto de disoccupati © 7



ia
pre l'operaio ad Artena
ndizi di



nio ii
dei quadri sindacali





Nelle contrattazioni con
Cao
ina invece chiedere quello che





Ne sono stat




a di
cioperi per il
o. del contratti. di Lavoro sei
nocessari dalla legge validi:
Ot
tto tufo! dito dela ne.

in mente un discorso dell'o
gltora Ministro della Ritira fa:
zione, (un paio d'anni fa): Vemi
nente parlamentare democristiano ch









no ragion d'essere. E) SI dali
sando alla scuola sovietica, credo | MO visto essere necessa "un
‘he da quella avremmo potere. contral



molto da
imparare. Anche senza essere comu
MS.

attual-
si hanno

di « Rinascita », settembre 1958. | concezion





{die dell prolciaziato,
Ivendicaiva.
ad otte e fine ultimo 1
aiigliaro: ditribisiono. dol reddito
nell'ambito dell'attuale seattura del

Ta tocietîo Ta questa. prospettita
lotta sindacale fu usata

77 è ‘48 dalla maggioranza mat
della COLL come ultima. trincea
tica che si stava svolgendo
volmente

semplice aio
per î secondi, di:










"Agri i
IS. subito
torale della

nel 1948 e

allora gli 1 ibunav i
avviso il secondo im-
portante molfvo di questa scissione



I “fondi di pente



Non di di riserva per
ME scioperi: Tur por:
Sono constatare come da noi gli

tane © talvolta anche di ‘e

sta Dante il problma dei
treltamente legato a quel

lo degli icertà el sindacati. In It

tia soltanto una minoranza di lavo:
n











at
ee






“qual ti court
un filo teso su un bu
pre paura di cadere.





lei notevoli successi

quelo della preparazione dei loro

dirigenti sindacali. In reali

sti ultimi

compiuto un m
razione ad 1









della
produzione per poter combattere ad
‘Armi pari con i rappresentanti. de-



pre

cea

gludere, è pertanto largamicote la:
disfacente, ma ha tuttavia dell
iluppa che







uarantaciogue

*



LE NO



seno te mogli Ie geshe è le da
ne libere, în vecidlent

La moglie è l'invenzione più an
tica

La moglie è quella donna che è
islia di una moglie. Voglio dire:
quella signorina) che Ayfiglia dioune
signora che le ha insegnato
simifica farsi riportare, Perché le hi
TERA Ro renne pine
come quando il papà regola i fiori
alla mano, por i uo compleanno

a la pellscia per Natale, che
ia SAS
0; per le messi di fratellino mi
ino

Sirio
bilì è fissi al tempo stesso: ©
sdpglio da palle Digiorai i ina
occasioni speciali, come i vestiti
Quello da oecasione spociale. costa
di più ed è il migliore.











La figlia di una moglie è quela
che non fa l'amore se non è stata în
Cie ia








Se la geisha è nota il merito
la signora dell'occidente e\dò sua fi
glia. Se si è diffusa, se è venuta ale
da ribln il merito è di Homing
wwy: lu sua Cat insisteva che pro
prio non vi che
non voleva



lei era lì perchè di
ed era libero doi suoi i



sta.



Cat avera riconfortato lui che
va la faccio rugosa e stanca di
fulto e guerre dell'Paropa © annoia.
ta di tuti è formoliemi dell'ci



La fezione fu appresa più tardi
q ‘5 fecero Te. gueree
E Girone a di 00 scoprendo
le orientali tere © proprie. Allora
infatti Yoko Tani si irsferà in Zis

I suo compito, fa proprio
II a









snchini, sentugli zcamati © Kimoni
di seta @ fior donna che gli
tegliesse” omorosamente. lo scarpe,

Di recente Chabrol ha raccontato,
jppia mandata », lo scontro

in A

«l'amore è una cosa meravigliosa »
mentre William Holden indossava è



SARNATH - Tempi

puoi primi inpermeebili dc
Bon gli sta a Hemingi



invece fumano
tanto: spesso coni di fumo, sicuri,
che escono dalle narici dilatate. Fu
mino manre perno oppure anche

PAT spes.
so sitte. Ma non perchè sono ocew-
que © sorridere como le. geishe
Stanno siste perchè pensano, nel
mentre che gli altri parlano. Poi lu



cn

troni Criffi A questo punto in teatro

di foceva buîo © tulli opplondivano
la di





na libera parla: dice quello che ha

Ecco, Rossella Falck: è fisicamente
significativo, per chi si ocenpi della
donna libera, Un interessante punto
di riferimento per i due 0 ire re
quisiti essenziali che în lei si ritro.
vano, direi, allo stato puro: ha i ca.
Pi ai na

© forse è anche miope. Inoltre le
EA
è Sì interessano necessaria»

rente di musica cloni e di entro
Non «i truccano molto e camminano





Pao eda.
Spesso infottî la donna litera lo



buddista X- XII Sec.



vora. Per questo leî è più intel
gente della geisha, della figlia di
tina signora, Non sempre_lavora sul

Fade tha

PET Per IE ferreri grone
store. È' i caso di Alicia de «La
atrada dei quartieri alti». Alici
IRA Lig fici bai tin
ti



A chi non la capisce (e spesso
voglie



È a do
a
tg n Pinno lerora. Done 0a
JE rapetiro da talia Gola dl
l'ocidenta dicono a «ha ciel
sog imioo i 0 ml di ve

dire. (Le pei

se
soggezione che del loro signore).
Gli nomini vorrebbero farei l'amo-







Solo che non si ue
RLEVERE Streep
ll più bravo sarà qullo che riv
‘a capire la sua tristezza e la
du ito Sî chiamerà dr
Exsi, guandondosi negli occhi co-
e
È più furbi.



Sme sole
te isole Eolie. O nel Cor
lo

Con
questo
numero
doppio

Il _Quarantacinque

sospende
la
pubblicazione
a causa delle
vacanze
estive
dell'Università
Riprenderà
in

ottobre

con il
NUMERO 6-7

FASI

continua la vendita



DI LIBRI
E DISPENSE
NSUSO VEE:
E USATE

negli Uffici editoriali di
Corso GASTALDI 39-1

PORTONE dopo Il tabascata

Telefono 360.763
















FATTI

DEL MESE |

IL BALUARDO
COREANO

Qualche tempo l'un
articolo su «Th Mondo» F.

‘maggior parte ‘det'diti
coll” che in Sqlicoti ani
quindici anni, hanno afflitto
l'umanità.
Fu accusato di parzi
e di mancanza di equilib
Ma oggi, ancora una volta,
se ce ne era bisogno, i fatti
di Corea confermano la sua
tesi

lità







per un;
lefica Lietta coloro che pri

di ogni altro, escluso forse
l'on. Pella, si sciaequano la
bocca con le parole di de-

i loro Non



due “fondamenta.
go (Ricc:
ostiene
qualche ‘tempo gli uomini di
tato del mondo occidenta-
de gono tutti ad un live de
praticoni senza fantasia e
Pao ‘sompromeztono
con i loro ta
zione le sortì del popoli che
governano. Quelli poi che si
staccano dalla mediocrità
generale non sono capiti e
sono presto privati del po-
tere. Un cerchio chiuso da










cui non sì sfugge.

Naturalmente argo-
menti del genere è difficile
‘contraddire in termini logi-
ei fonia” fr

uv sb. Mater)
fan idro ti Dio sta sento
Sha lora dell Occidente È
suonata, oppure che deve e-
spiare i peccati commessi, €
pertanto gli si mandano i
Foster Dulles e gli Eden co-
me castigo. Non si vede tut-
tavia perchè Guerrjero si af-
fanni tanto a sostenere le
sorti di una causa così scre-
ditata în alto loco. Altri in-
vece, più ragionevolmente
sostengono che il compito di
difendere i popoli dal peri-
colo comunista fa sì che gli
Stati Uniti e gli altri popoli
«liberi » non debbano guar-
dar tanto per il sottile nel-
la scelta delle armi da im-
piegare: anche un Batista,
un Franco, un Syngman
Rhee possono essere degli
efficaci bastioni contro il pe-
ricolo rosso. A costoro si
può opporre che spesso in-
vece si ha la prova che il
bastione si trasforma in una
ampia e comoda srada di ac-
alla cittadella asse-
dieta,
Quindi in realtà la scelta
delle armi è assai importan-
te e non si può impunemen-











te conculeare quei diritti di
cui ci si serve come bandie
Ma il nocciolo del pro-

blema è un'altro.
Stati

In verità
Uniti non hanno
bilità di scelta in



politica estera per delle ra-
gioni che riguardano la loro
struttura
una politica estera
significa oggi permettere ai
popoli dei paesi sottosvilup-
ati di sfruttare le loro
concedendo loro pre-
stiti e tecnici che gli permet-
tano di farlo. Se però si bat-
tesse questa strada verreb-
bero a cessare alle industrie
Sonia di pifoenimenti
di materie priî
MerGilofche gli permenono
di pagare alti salari pur con-
vando rilevanti. profitti.
TA
fare dei sac
vio le grosse corporations
tenterebbero di addossarii
per la maggior parte sui
voratori, che non le accette
rebbero certo del tutto paci-
ficamente.

Con ogni probabilità si
metterebbe în moto un pro-
cesso che potrebbe condur-
re a gravi pericoli per il re-
gime democratico all'inter.
no degli stessi Stati Uniti.
Come è evidente quando
Foster Dulles sostenei
Syngman Rhee e quando
Franco ©





















cedere all’
che essi concedono; e gli a-
mericani hanno bisogno di
tali concessioni

Inoltre per la logica del
essendo il mondo
due grandi bloc-
chi di potenze, se si è in ur-
to con uno dei due si dive
ta necessariamente amico
dell'altro. Quindi anche sul
piano strategico i dittatorel-
no
della Corea del Sud; ce
mente essa non rappresen:
ta per gli Stati Uniti un im-
ue aC

è t











quest
essi sian





no di poco forse
permessa una larva di de
mocrazia, altrimenti non ci

a trovare un
nuovo Syngman Rhee da
offrir loro.







il quarantacinque

=» Il baluardo
turco

a Rimitazione alla Libertà fatta



da una pi
ova portato no giro dî pochi an.
nî, dal "50 al "54, 1a Turchi





Alle elezioni del ‘57, i partito
alopposizione ‘repubblicano, ot-
tenne 196-seggi contro i 69 delle
ti e le proi-

rale,









indagare sull'atti
vilà del partito repubblicano, ed
ha pieni poteri stampa. Po-

ni dopo questo, il repub-





stambuî, la sparatoria, gli stu-
denti uccisi, la legge marzial
E ono ricordaro che 1a Tu
toni "di Ubtista e la Corea
SbagiadRiibo, vivo icon gli
“Ati” amori
qlbezione denti studenti, sia in
She in Turchia, è impor-





ora rminante.
versità turche. sono stat

dei due Atenei

ankara e di Tstambul hanno



quindi davanti agli

Sono indifferenti a tutto,

-=. 2 la crisi
continua

La crisi continua: più buia
e confusa che mai; non è

poc
edificante dei giorni trascorsi,

il quarantacinque

né per spuntare inutili lance
i

edi-



ra più buio, visto che vive

si alimenta col nero delle
seppie fasciste, che ridà loro
vita, si che ne abbiano altro
per gettarcelo in faccia e lor-

Ma che cos'è questo buio?
Nient'altro che il progressivo
allontanamento nel tempo del
processo di democratizzazio-
ne del paese; nient'altro che
il tentativo di affossare gli
ideali della Resistenza, con-
cretati nella Costituzione e
nella Repubblica; nient'altro
che la tenace volontà di con-
servare privilegi e miseria,





lavorano Gedda e Vale, Si
De Micheli, Otti
‘A questo hanno colla-

sotto ipocrite formule
grammi non mantenuti.

Che ilm
svolta, è cosa chiara, lampan-
te.

E altrettanto chiaro e lam-
pante è che tale svolta può e
i ian



sA Tursi

18
*

| I FATTI DEL MESE |

chiusura a sinistra



Le vicende che hanno por-
tato alla caduta della Giunta
Pertusio hanno almeno il
merito di aver dissolto
equivoci sofismi
Democrazia Cristiana Geno-
vese aveva tentato di na-
seondere il connubio coi fa-
scisti; il voto dei missini sì
è rivelato _ pubblicamente
per quello ch'è sempre sta
tn voto, politico, deter:
minante accettato e

gradito. Abbiamo assistito
infatti al penoso spettacolo
di un consiglio comunale
che attende con trepidazione
le decisioni. missine, abbi
mo visto maggioranza
CLS
vii per arrivare ad accordi
in extremis, elargire

del





8





degli
e sottostare
Qi dii o
e umiliante.

Si

correttezza al
all' cbblettigità
misti di di





to ann ui o Do.
CSR
ata la coscien
a e democratica
di dora la minoranza fa-

scista per reinserirla nel gio-
co alterno delle maggioran-
ze e rivalutarne così la fun-
zione di «sana forza nazio-
nale ».

La storia recente del no-
stro comune ha un chiaro
significato politico che con-
ferma una convinzione che
abbiamo ben ferma: rifiu-
tare oggi l'apertura a Sini-
stra significa sostanzialmen-
te volere l'accordo colle de-
stre e gli schemi quadripar-
titici non servono più ad oc-





cultare questa Suo n a
Sen

na en
issimo



CA a
destra. Ma le vicende geno- | presenista Gisunite nella loto
vesi di questi ultimi anni ta per

non riguardano solo dei pie- ziende

coli notabili dalla vista cor-




ta, tra
ma hanno un valore indica-



tivo ben e pro-
fondo: la crisi della Giunta pi era sorta un'atmosfera di
è l'indice della crisi di tut- sospetto per certi fatti co-

se dirigente cit- me il
Senza VO-
iniziativa,

‘0 Aimi o le dimis-
sioni di Bovo.
una A



lontà, senza







2 4 ermine. del. dibattito
classe dirigente che si è sui bilanci il Sindaco e gli
staccata dal popolo e che ri- oratori della aisi

stagna nell! mento, in hanno lamentato l’asprezza
una oitus



loma- della polemica, la politeizza-
ni, del rischio della trasfor- zione della discussione e si
mazione. Questa crisi ha pe- sono meravigliati che non
sato su Genova e non solo siano giunti elogi alla. far
politicamente, ma nel cam- tica degli assess
po produttivo ed economi- re egregie pone, alla de







ri
co come in quellò della cul- dizione al bene pubblico di
tura € delle idee: queste mostrata ecc. ecc, ma

cose le denunciano ormai. gono forso essi i primi re



non solo gli uomini di sini- sponsabili di questa situa-
stra ina Molti osseriatori zione, essi che. hanno \re.

A ersten pt) (Ep) Eee iosa _

Camera di. hr ‘he-hanno-impedito l'al-









i a largamento dell'area demo-
formula politica della Giun- gratica? In politica alle di

ta Pertusio e la chiusura a chiatazioni di guerra si ti

sinis as suono un valo- sponde. na guerra, e fepol
re esempla? illuminane del pate senti.
te, sono i “logico risultato Mentale, trasformista e pa:
di una situazione storica og stiecione è tramontata per
gettiv sempre.

Il Bilancio di questi quat- Il problema di una nuova

tro anni è maggioranza di centro-sini-
teva essere altrimenti O E e
blemi vitali termini di roti con

passato di RT e A
una serie di condizionamen-
ti esterni e interni che pe-
su gran parte delle

seo



vie di comunicazione, di una
nuova politica
culturale. non sono



‘tati





interna del
partito cattolico; le altre for-



ogni Sndotuion ad ogni re-

no nel
c. A

gresso, i rito;
Gorgo aell'Antistoria.







4

ATTUALITÀ DELLA SPAGNA

il quarantacinque

La enaclata franchista







gennta doll'Ectremadura

pe ci tone slazion rami,

intenderchbe cos gettare le p

20 er ben detiene delle
è dell'oppresione





e delle Mis Apri porti
gisquesta Toto £ si

Ha la giornata dice protesta pdcifica

che avrelibe dovufo essere tenuto AT





ento inivenltario “i Mi



Betazine ERIN
tecipano, beninteso, anche mol
denti cattolici), era stata ripresa da
e oraniazini di uti le teme
‘ovimenti operai.
sd circo






oli
liszione ‘alice
so. Numerosissimi_ arre
putti sli Bei DE



ben poco credibile. Si vorrebbe la-
vedere che gli spagnoli pref:




Ea com
Ta a eg ia

La posizione dei cattolici

Tie















tek
lettuali etici Frane "ta laspor






















gmorimiento >. rierendone în came
tro

bio
1





ia grande maggioranza del
moneta DA
iva il ricordo




Steno. etica. (Gandhi © india
SE, ale Sulla
ca e la protesta, pacifica



Mete strascendontai,
si attendono anche che il
culi sotto i peso di
grave cris ceo e le loro spe
avrebbero potuto più salt,
cen dopoguerra, non andare de
Lus
Ri bal
fino ad o
to dei dollari
viaggio di aL
dra la confermato che tra
i esili "della libertà 0
tale tato Fascia di
fu oh PRO ati eco
fe tino a qual puaio londata sulla
fino a qual punto consi
te e duratura
Pensavo fore a queto elim di
at cin, 1° Generalisimo,





Generalisimo. i nb
ci ivesse







pr retidenziale appor
ricani. il


















‘proî
LORI mene valloni
Ta nostra dottrina © la logica del suo

‘d adeguato
Segue a pag. 15





__il quarantacinque





Poesie di guerra di Antonio Machado :



15



polo stesso qualeosa di molto. diffi

cile da

ere Tala ria]
politica internazionale

alienare. Perchè sopra ©



Il poeta e la morte
I



Fu visto camminare tra i fucili,

Per una lunga stra

a er
Vecisero Federico



Che il cielo appena albeggiava.

1 plotone di carnefici
cò guardarlo în faccia.

Tone cu gli oa





Pres
OS
In fronte sangue e piombo nelle



Fu în Granada il delitto
Triste Granada, nella sua Granuda,
"

Fu visto camminar solo con essa:
Non temeva la falce
- Di torre in torre il solo, e i mar.

Telli
i magli nelle fab-
(O



Sull'incudine



Parlava Federico
Lusingando la morte. Essa ascoltuv
- Perchè ieri, compagna, nel mio
Battevi il colpo secco delle palme
E desti il gelo al mio cantare, e il
filo
la tragedia mia della tua falce,
Ti canterà la carne che mon haî,
E gli occhi che ti mangino
tl

Boi capelli che ils i»

Le labbra rosse LI Sa

Oggi" eri, giano, marte, if

(he dalce, casta sl

L'eco! in Coma, mali nia GIO
{edo

m

Fu visto comminare...



Fate, amici
Di piotra è sogno, nell'Alhambra,
Un tumulo al poeta,
ssa





Mori in ira nella uo Gr
[madfa



pos
po Fianco Da sottolineato
some. gno delle meat del fe



imiento” n
volzione suisacezie della proble
matica spa può costituire
alcolabile

trascendentali
mtativo di



(sich. Serio pai un 1a

peeudo giustificazione ideologica che

vale Ta pena. di riportare per ini





nto. pol
dal primo momento non
visrità» che spi

ificò la



li
era
è proposto di rselver



ordine poli
sueate corvertito, ma fn dll'isinio i







Meditazione del giorno
Davanti alla palma di fuoco
Accesa dal sole che cade,



Nella sera silenziosa,
E în questo giardino di puce,
Mentre Valenza fiorita
Sì beve il Guadalaviar

Valenza di torri sottili
lu quel lirico cielo di Ausias March,
Che cambia il suo fiume in rose
Prima che giunga nel mare -
Penso alla guerra. La guerra
Vione come un uragano
Per gli altipiani dell'alto Duero,
Per le pianure ricche di grano
Dalla fertile Estremadura

A questi freschi giardini d'arancì,
Dai nuvolosi cieli d'Asturia
Allo maremmo di
rnso alla Spagna, venduta tutta
da fiume a fiume da monte a monte





ce e sole.



[da more a mare.
Tutta venduta all'avidità straniera: il
sio è il cielo e il sottosuolo. Yen-



dura tutta per quello che potremmo
chiamare, perdonatemi l'espressione
parudomale, la tragica frivolezza dei
Ed în verità il



SI



motivi di tali tra-
dimenti non sono meno insignificane

consegue



ti © meschini,
ri ed inconfossabili. Se vi domando:
- A parte é trenta denari, per-
1A Giada vendette i Cristo? = ei
trovereste in grave difficoltà per ri-
sponderti.
ia
nici per trovare una rispost
gorica a questa domanda. “ion Elo

benchè sempre psc



ro regime fu « l'ordine politico »
Non ditta dl uno Stato di lato
che avesse la sua liecità è la «na le.





ricanente normale è legittimo. Fin
Llano i
«Stio di ei
laoclemazione, si





la sul ©
hole spagiolo. (to pi
Internazionali » n. 46)
Peraltro il Movimiento, 0 la Cro-
ciata, come Franco ama definire il
suo regime, ha ricevuto în quest





liver por feto

re caperimenti con missili eee. L'e

sisicaza di queste trattative è sta
L:



reazione. bene
ra

sano. Qual'era d eran delitto di _ fumata nel mare
Ca cia) STE9 nerara Sa





lo a E la coscienza uni
sale dei lavoratori
Valenza, Aprile 1937.



trovata. Ma l'ipotesi. più plonsibile

sarebbe questa: tra è dodici Apo





Dia eg gta Acco
Giuta Panico mentecatto. Nell'no Il sorgere del sole a

lisî poicologica deî grandi tradimen Valenza da una torre
ti troverete sempre la tragica pozzi



Le folate di Marzo nelle grotte
verso il mare - del tempi

doll'iscariota. Se ora domandate:

Perchè questi militari ribelli hanno 33 de sE

{tomba
rivolto contro il popolo quelle armi j; piuma girasole, i tulipani
medesime che il popolo aveva po rito
sto nelle loro mani per la difesa
della nazione? Perehà, non contene italiana
ardore latte argento indaco © spuma
è vele bianche nel mare latino.
Valenza dî feconde primavere,
d'orti fioriti © risaio, qual eri

questo, hanno aperto È porti ©
le frontiere della Spagna agli ane
liti imperialisti. delle. potenze. stra
niere? Io vi risponderei: in primo

luogo per i trenta denari dî Giuta, 9 fi ricordo,



per i iuiaor' vantaggi; cioò, che: = Sane nel tuoi conali
vrebbero essi, i poveri traditori del nello Jogune,

il centanro d'amore.

è con i tuoi roseti



la Spagna, nel caso d'una piona vit.
torîa delle armi italiane e tedesche

sul nostro suolo. In secondo luogo, (Canzone





per l'astiosa leggerezza, jeno

i Già sto salendo la luna
degna di Giuda, la quale nom mis Ue 1° /oaie degli eran
ra mai le conseguenze dei suoi atti

brilla venere come una
passoretta di eristullo.
Di ambra © di Verillo
dietro la sierra lontana,
il cielo, e di pr

Sì sono ribellati al governo degli
nomini onorati, attenti. alle aspira



zioni più giuste dol popolo, la cui



volontà legittimamente rappresenta





fan fs odora il gelsomino

usignolo dei. profumi



sento i de conite. cl

senso essenziale della storia. Per
Oh come pare dormire
abbattere tale governo, che non ave. n



na la vendita non ha avuto luogo,
come sempre, quando il venditore
non. dispone della mercanzia
offre. Perchè ln Spagna, oggi come
ieri, lu difende il popolo ed è il

sarò con te,

aeadie n pari,

dove cresce lu rena dei campi

ed il mare di vile alri?
ra di L LEVI





all'illusione.
ian a



inte la care
CRE
‘errore di. d

abbia la
ho rischiare ancora

Le sofferenze
ni di persone non pos
presto © tardi, tutto



pertcatore



Selmi, interni
‘pace dell'Europa





Non si deve nemmeno dimenticare
roprio con la gi

l'intera arca del paese è






grave scandalo, vedono ie
Sa

Spese dell tato: amm
5%: dif



ima. E' te
1 ceo continuo
si, anche se cost



n
errore di diagno. 11,15 %: presenza spagnola
asse una erudele ca 3.36%.

16

Inutile. sottolineare
site, il livellamento laguisti-



tel bop) e della numerosa schiera
del loro epigoni, gli « hard-bop:

pers»
Naturalmente fn processo
diluito tutto ciò che vi





suo messaggio così rioeo di uma-

nità e di drammaticità) ma spesso



11 quaranlaciuque



ini ==



© addirittura di non essere



2).
* Peretà la vita dei boppers fu per
‘anni travagliata e dimelle: caso ti



Tuttavia l'influenza determinata
Apressione artistica attinge la pro-
È iena ie la PIO dal be.bo)



srafonda novità delltt
boppere



volgarizzavano) { canoni espressi-
Vi del nuovo stile, senza spezzare





Do le convenzioni del vecchio monto,
dr) ‘chè Ta rivoluzione operatasi in
Esa torno a oro non si era però veri:
ritmiche, ficata in essi
E iiipe nineesii Nea è SI assisti allora alla selssione
peniai come Chace Parker, D rami diversi di quello
Gitoente le o ra tato tm tronco nto,
op ULI sono__un altro Indirizzo prese consisten-
fat n etdefto ‘dplaiCgor:3 jazz, ad o
della ina ditaleuni gi deteibti provaton
file nelori sa tluente bianchi ehe abbandona:

La rivoluzione boppistiea trovi fa protesta a sfondo razzia
osti 3 tuarono una
tirò mali, il modo



del:
PTT mbe Seicona, Sl di Suonare distacento e iano,







ll Lennie Tristano, Lee
Billy Bauer, transfughi del be
come Miles Davis è Joh

Xi



allievi di Lester Young some Stan
Getz, Al Colm, Herbi





SET o smoreali IAGIicimaitane
mo € raccolto,
operfenza pIÙ interessante fu



- Testa di bronzo



tita fino ad oggi. Il pericolo di ca-





Îl quarantacioque

tirano improvvisamente come stanchi
‘atalio le abbandono le spalle, guardò









Faobulle Specie fa
2 dove si



Toattilo © Lon
om ne ito non i done gi



‘gta Unico. E e
xt

Una: sere di quaiche anzo
pullo osa al bar con va emi





RE

Gaio fi gra
Sig duri



Gamselli



| LELE LE LETTERE LEI LE ARTI







Vi a
gne © valide che al
tento fot della, R



tun marinaio, che è in ca

rel, la pivoio n Così

tem sl ragazzino che
fai quasi come











ontagne con i partigioni,
icvontare sono per lai tragiche e
nello stesso tempo hanno fun sapore





itato in guerra »
© pri narrano Te lt

volo a irtigiana: sara cam

ni "sinti tradimenti, marce, 1 se

tondi, seppure sci in segui

no 3 “menti “O frodi






> SEI
vino lo scenario favo:
foso “gella son grande avventura vis:



ad omai
seritte-con "una semplicità e une ele

inf
alicre Gistent solo come armatora,
perfetto come una macina. na
vulne: n un sol no: “ngi
<p











Ecco i prontagonisti favolosi © ve

tamente rivoluzionari.













stati “dimo al
sioni
os



con pati
ani do Misocrali
lo, lo scrittore concretizza a pieni

la sua arte e il suo spirito. Marco.
valdo ama:




le della nostra letteratura.



0 si real
tazione che







Molti serittori non dani

lore al ling

eo



lale. visione.
stiroribile;

turale €
dal tor



tan wola è difici
pereliè favola e fagtia sono le due
componenti essenziali della

"ANDREA CANEVARO

di È



iaza grazie



della natura

Si Cal
‘alla conside:
egli ha del linguansio
importante ma” sempre









realizzare una poetica
ino alcun va



ttribuendo impor-



ono di



2

il quarantacinque



LA NUOVA LA LLILE

Questa dreve nota non vuole es-
sere un bilancio, o comunque dire
quilcosa di definitivo, sulla pro-
duzione narrativa @ noi più vici-
20, nè indicarne problemaniconen:
te possibili vie d'acc
iniriore. un. discoroo che Vajgo. en-
che per il futuro.
Se dovessi indicare il tono ed
qaruitere pecuiari di alcune opere
oggi à ta page (mi riferisco In par
Nestore a Pasoini €
rei che esso tendono al «puro de-
scrittivismo disimpegnato e com-
piuciuto »

La fantasia incontra i propriò



Ciò che viene a mancare non è
così. la resa estetica dell'opera,
“quanto la sua capacità di senvo in
quol tempo di cui vuole © deci
‘stimanianzo.
ure è da confondersi tale
tendenza con una volontà di chiu-



di corattere edificatorio o prote-
siatario.

Faraoni
anche quando ottengono risultati
gotica così dire, alta

0e* ‘onaca € nella
sara hcnsono "ti toro confine neo.
tica
senso opposto sembra muo-
versi invece ta narrativa di Car-
lo Tuosoto e ce ne effre ultima
prova È romanzo testò apparso
Sio radici Pei
Torino 1980).
Anzi mi pare di scorgervi una
e





Fare tuce: due giovani, vittime
entrambi di vicende che mon com-
prendono, trovano nella solidarietà
© nell'amore, Ta ragione per anta
ro avanti in ana vito che riserva
molto dolore © poca felicità
Da Budo, Doe

comunista, chiamato © e vengica-
per la spregiudicatezza del
glia e per il
cui mecide 1

niero, a volta rimpatriato,
condannato 0. quattortici quni di

Lr O ne
retla del ann)
nia fa pilagig,gi pre





i ite

Geo a i el regia
Mura, contro le leggi © le tenta.

zioni del mondo, decide di atten'

Fare luce; € le pagine più Delle
del romanzo sono proprio là di
lenta matura to iuce della
rietà © dell'amore, dove

coscienza e prende a operare net
mondo, "inico affumonto di ala:



Cassola sembra così indicare una
di scendere 0l-
i, nel loro

riliebo, e. se pos
discus



cià



Quisquilie...

Che in Italia vi siano sva-
riati milioni di analfabeti, è
cosa che, 0 si sa cm
pre, o non si sa Dione

Certamente chi si rivol.
gesse, per avere nozioni e-
satte, a pubblicazioni auto-
revoli come, per esempio, il
fascicolo « Istruzione » edi
to recentemente ‘dall'IS.T.A.
T., avrebbe di che stupirsi
apprendendo che dall'esito
del recente censimento
mografico, sono, classificati
come:

Amministra:
tori d’ azien-
de e ammi



nistratori de-
legati



11.917 analf.

1.611»

»

»

»
artisti, lette-
rati, giorna.







Rivolgetevi a
« EDITORI RIUNITI »,



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pitato immediatamente.

«Il Film e il

sarà reca





listi e pubbli-
cisti »

Ma a parte queste clap
ficazioni quasi grottesche, è
assai significativo apprende-
re la situazione culturale
delle casalinghe italiane. In
un complesso ‘di 12.517.193

linghe, il 64% non è do-

tato di un'istruzione almeno
elementari

SDA eoco ia graduatoria se:
condo il titolo di studio
con la licenza
di 3° element. . n. 4.092.847
analfabete o se-
mi-analfabete
con la
di






3.85:





» 3.808.7



con la
di scuola media

inferiore »
laureate . ....»

A TURSI:
chiusura a_ sinistra

Seguito da pas. 13
forze politiche genovesi: i
del «centro» sono
i dalle correnti di
destra e i dirigenti sembra-
no più attenti agli argomen-
ti del sottogoverno_e_ della
distribuzione di cariche



542.697
22.100





fiuenza determinante della
destra clericale: poche set-
timane fa il « Nuovo Citta-

novesi consentiranno l’aper-
tura a sinistra », Il Comita-
to Civico è più particolar
mente attivo e bellicoso spe-
cie colla nuova dirigenza di
chiara impostazione conser-
vatrice; anche la CISL.

le A.C.L.I. sono su posizio-
ni molto arretrate e confor:
miste rispetto all’atteggia-
mento delle stesse organiz.



zazioni nelle altre grandi
città industriali.
Tutti questi elementi ci

indicano che lotta. per
una nuova maggioranza che
tuteli gli interessi della cit-
tà e dei lavoratori sarà du
ra e richiederà coerenza, lu-
cidità e coraggio. Ma la po-
sta în gioco è l'avvenire di
una grande città di tradizio-
ni repubblicane e democra-
iche, di una città di gente
civile e seria che ha il di-
tto di essere amministrata
da uomini civili e seri.
cuipo Levi





il quarantacinque

2



POUT - POURRI

élite
Si serv il cai + Papa, n che
pensando; rsa
«Non è È gente geco
l





e







metto niente ». — «E pensaci! ». —

Era il padre di una mia compagna
di scuol «Lo sappiamo »

In giomo mi vortò nella sua ‘gar

tere Assez, cherie. Le va-

Act nous écote ani

i dice î peccato, non
Tresa mamma,

me sci antiquata. E ii Pico?





Mi

soi popolo perché si di
verte con vero; papà? ».

‘Annio Flat di Il Morido]

(Da Il Mondo)



Stato vi
CAMERUN essendo diventato






lg
La Presse du Cameroun)

La storiella



dat dl 19254 Mato



IL QUARANTACINQUE
mensila. univarsitorio.



informazione @ cultura



ne ed Amministrazion
Pianto dele Pon VIGO

Autorizz. Trib. di Genova n: 487
in data 30-1-1960.

Collaboratori:

piaci Ma



Medio Alto, Ros
Scelfero. Beniamino,
Severino. Giuli, Sorrnti Rena,
Traverso Giacomo, Vaccaro Rino,
Valesi Aurelio,



Responsabile: Renzo Farinelli.

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Nitti, D'Annunzio e la questione Adriatica
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I popoli a certe scadenze | ispirazione nella azione pre-
della storia hanno bisogno

fare i conti colla realtà,
abbattendo il fragile e intri- a
cato viluppo di equivoci, di se costretta colle palle al

î muro da un paese che ac-

ee
della necessità di certe pl:
te indeferibili. «Tambroni
un avventuriero» dicono og-
gi molti democristiani e mo.

ipressione d venta: diritto di chiedere’ perchè

ta daria in un SARO che ai in Italia gli avventurie-
roppo tempo teneva le ri abbiano vita così facile,

i lana volte di

sfera opprimente e pesante, andarsene più per vi

în cui le parole e i gesti ni; in realtà si tratta di ben

Piero Albertini - Disegno



‘atrice e pau-
la borghesia. 11 di-



s
questa nuova realtà della i; e le tico, paralizzato c immobile, popolare sì traducesse con-
Storia Italiana, questa real. giornate di Luglio non sono impossibilitato a far funzio: cretamente, sul piano delle
ta compiessa e difficile da un anacronismo storico; an- i hi
interpretare, ma ricca di zi un discorso sul Fascismo,
P motivi di riflessione sul de- vecchio e nuovo,

stino della nostra società quasi tutto da

nazionale; tentare di capire,









non di piegare Ja realta a u- rismo si succedono i forze se non numerose certo
no scheme. precostituito, a contraddizioni della nostra regolarmente potenti per stillare program-
una strategia astratta. Un associata, dei d'Italia, due mi di conquista del potere
rimo elemento deve essere mani e civili si identico male. Il paese ha in chiave Franchista e Sala-



sottoposto alla nostra medi- tra gli italiani. E purttop. assistito in questi ultimi an: seriane.
azione: è chiaro che in Ita- po Ja generazione del dopo ni con rabbia apparenti L'opinione pubblica più
lia dopo quindiei anni dalla guerra non ha avuto nessun mente impotente a questa avvertita ha subito intuito










fine della Suri r una Gramsci e nessun ‘Gobetti, involuzione che vedeva ri- quindi che il Governo Tam-
larga e oggi ne sentiamo la man-. tornare i fascisti, spavaldi e broni non era una soluzione
classe canza, sicuri di si nelle pi DECEUSona ma era il frutto
sentata la tentazione SS su chiave, nei ‘posti al coman- di una scelta ben MEL
i sta; probabilmente solo u- Paralisi dello Stato do della burcerazia privata e cosciente. che. opera
Fic

are in ex Cotazue noi abbiamo e pubblica, della propagan- sul doppio binario della vio»
tema; CRAC possibili. ben che il Governo da culturale, nella ammini- lenza poliziesca contro gli
del trasformismo e del ‘ambroni non è un episo- strazione locale; il paese ha avversari e del favoritismo

i co- dio a sè stante, ma è il frut- visto la pressione clericalee clientelista verso grandi e

î- to di un lungo processo di dei gruppi monopolistici piccoli borghesi, tentava di

venuto una esperienza a cui corruzione e di imputridi- farsi sempre più scoperta preparare Îl paese a una su:
rifarsi per trarne motivi di mento dello Stato Democra- per impedire che la volontà luzione autoritaria; lo rive








lava. chiaramente l'appello
al «paese reale» e il violento
attacco al Parlamento con
cui aveva debuttato l’avvo-
cato marchigiano, proud
all'ineitamento allo squadri-
Smo € alle mltragliate omi-
oi us

ica. I Missini in

Erede
manovra; il bub-

bone to gnoso che rivela

l'infezione, il marchio di u-
dii

na classe dirigente non si
sa, se più cinica 0 inco
sciente.

Inevitabilità di Tambroni

Quest” offensiva reaziona-
ria può aver sorpreso molti
che credevano con ingenuo
ottimismo che certi proble-
mi fossero superati definiti-
vamente, e la storia dell’Ita-
lia contemporanea chiara

nelle sue linee essenziali,
per tutti; e che la tragica vi-
cenda dell’oppressione, del-
la guerra e della

disfatta






nei suoi dati di fondo non
sembra essere mutatadal
Berio dell i ila

eco bor-
dei “prodotto in









le
complessi, e l'esercito ottuso
e pavido della Rivoluzione
Fascista »; il ceto medio ita-
fano è sempre stato una ca-

per lo Stato autoritario. E'
Broprlo questo. ceto medio



tito che detiene il monopo:
lio del governo e del sotto -
governo, perchè ritrova in
esso le caratteristiche for-
me del partito totalitario di

eo figli della
Lupa, il partito - Padre,
Padre delle vedove, degli
artigiani, dei coltivatori di-
retti, dei pescatori e dei di-
rigenti d'azienda, il partito

di tutti gli italiani, insom-
ma « per la Patria, contro le
fazioni ifratricide ». Vengo:

può chiedere



crificio...,

fummo privi di una lotta
politica aperta, mancò
principio della’ educazione

olitica ossi: cala scelta
delle classi dirigent

AI di sopra di i «pa
lude » sta la borghesia diri-
gente, certamente più scal-



ologia fu il nazionalismo
chico e protezionista.

Il potere come oligarchia

îa quindi che
mai compiuto un
rivoluzionario

zio
E è don, il
potere è nelle mani i
chi che lo vogliono ‘tenti
re a qualsiasi costo, il Fasci-
smo è un pericolo sempre
presente, è la soluzione faci-
le dei ci difficili. Credo
che questa sia una realtà dif-
ficiimente confutabile: gran
parte della classe dirigente
indonato il nazio-
Li delle origini per un
liberismo
all'attuale Sa di e-
spansione e di vitalità eco-
nomica, non sì è per questo
convertita alla democrazi
non si considera ancora ab:
bastanza sicura per piegarsi
al funzionamento di un re-
gime democr: i
vincersene basta leggere =
scienziosamente ogni giorno
i quotidiani « indipendenti ».

dei privilegiati:







Credo però che gli avve-
nimenti di Luglio ci dimo-
strino che non dobbiamo
fermarci a quest'analisi pur
esatta nelle sue grandi li
nee: Ja è sempre di-
nanica clo/# oggi in lilla
come non lo fu mai in pas-
Sato; senza che noi quasi ce



Queste le parole
del prot. Eugenio Togliatti
alla Casa dello Studente

Capisa ilora in tati troppo

ulfen eccereno molte parle per il:
ques ‘Ale

riunione);
Mognifico Rettr









ta sin” ‘lla. gue
dora 1 rieordo di Guanto. è ove










0 a chi ult | ha
ipen

de di nol aa
seguo! ri



con i limiti
neo-capitalismo,
potrà rompere la stagnante
atmosfera di conformismo e

ne accorgiamo il nostro pae-
se sta diventando, anche se
molto lentamente, un paese

peo; si inserisce cioè in
un’area economica più vasta di
e attiva, in cui sorgono pro-

tica che,
storici del



provincialismo dei ceti
medi. Nello stesso tempo un
maggior numero di persone
acquisterà coscienza che un



‘ope sarà sempre più certo tipo di sviluppo econo-
per l’Italia uno scontro mico lo pone ai margini del
drammatici progresso tecnico, del be-

ri sorgeranno € v nessere del magico
nuovi e luccicante dell'e affluent
direnno; society» «della ricchezza

TESO per tutti »: costoro impare-

zionari, di intellettuali più FARO Il significato della
in ea BI battaglia per îl rinnovamen-

to democratico e sfuggiran-
(Segue in penultima pagina)

formerà l'ossatura di una o-
pinione pubbliea demoera-

3

VIGILIA ELETTORALE

Necessità di scelte consapevoli e chiare - La catastrofe finanziaria
del di
















giovani che fra pochi giorni



Pr esprimei
volgper mutare



Bellani 0 patetiche della campa
gna elettorale. Nessuno verrà
dirci di essere contro Îl benessere



Jorionte celle

mandazioni, le di

realtà
zione, le protezioni



‘le racco=
criminazioni, la



- Le

sinizcaione fera eoria Leda
no Îl problema del dà per-



Possiamo anche averi
e voler indagare. Con queste pre
messe è forse più chiaro ciò che
abbiamo chiamato scelta politica
sonsapovolo, che, da parte nostra,
di, nio. et in un
o ai gruppi di opposizione
alla politica ‘ael'attuale governo







Gli avvenimenti della nostra cit-



ia

V. Van Gogh: Contadino

sinistre, fra tardive e poco con-

vincenti dichiarazi

Scismo cedette

ioni di antifa-
un Commissario

prefettizio il governo del Comune.

GENOVI

puesto

iatoghe

t
partiti che ne condivisero è ap-
poggiarono la line:

DC. è, a Genova,
conservatrici e rel





tostrade del
olimpico.

ion porloranno
mento sistematico



principale responsabile la D.C. co-

‘A OGGI

stato di cose è

responsabilità





persona.

1é au
sole. Îl villaggio

dello menti:
dele

di TUTTA la D. C.



7 parleranno forso anche
tota




contr
a "scolastico, i

popolare,
Po cssai Parto, lo vio
Precisiomo alcuni di questi



torossi postivi.
SITUAZIONE GRAVE

Cifre catastrofiche, se si
dora che sul'altro ‘pintto delta bic

na, radi
tamento

ecc.)

ia vinvità © de







(estate il sindaco Pi
tusio Girando di ‘problema stra

statale qel. Giovi
nel tratto Ge-Pon-
tedecimo ». compere di San
Giorgio”: mensile della Camera di
Commercio, anno #, n.è,

Se si eccettua l'acquedotto del
igneto, gli stanziamenti per la
via Pedemontana e ì contributi

l'aeroporto
‘anacronistiche

(di prospettive

beriero, armatoriale, tit, x
perché impratin: | troie i asse:

trol



ile dagli aviogetti), non vi sono
che spese rientranti nella norma-

sori ei ‘meio n
Cn gli
SCONdOlI”nanziri è significativo

È

tra ‘gi Implanti di tro. otterd
peri Drugneto quello che costava
130 milioni di più. Da tener pre-
denlé Chea Dilts: citocenle Gm
nor prezzo era rappresentata da
un figlio del vice-sindaco stesso,
Bovo.



sont (I
lee

Significato politico di questo voto

Sì voglia o no, le prossime ele:

trative avranno

da certi stessi democristiani. Inol-

signineato fortemente politico: E° trare nel Governo. Così dopo ll
bene notare, prima di tutto, che A lel presidente
liberali tolsero Il loro

Tor





al
rascegnò {o dimissioni. Vi fu una
lu disseminata di conci
tute consultazioni fra i leaders di



i gtuppi. Fu chiesto senza

l'on, Segni di tentare
esperimento di centro-
Segni rifiutò il tentativo.

QUALUNQUISMO
E FASCISMO



sinistra,

Si pensò allora al
Tambroni,

‘progressista
colmi che ai



f °
{
e neo ponti.
eee
Pon di
Golia noce
Î

ji i già notevoli cont





conomica, denunciati ampiamente

| contento;



















canì fanno intendere che tale go-
rattere. provvisori
ò



‘mento fenerale degtt lettori DO*

Phi comsorvarsi è mutare tule L0-

erno, Della DE nessurio è molto,
n {e destre.



mono i

D'altronde l'irriflessione passiona-
le potrà tradu





rebbe in tutta la sua chiare:



meno giovani a r
ciò che mai l'attuale
classe dirigente ha saputo e vo-
luto rimuovere. Il partito demo-
cristiano che sì presenta agli e-
lettori per chiedere un responso,
può "daro soltanto. nella ‘egg
reparazione poli

‘zz © nell'impi

tia ‘acgti elettori, nella Toro magc
loranza. Infatti, qualunque

ione di destre 0 di Sinistra
1 tico









uno” quegli ideali che così fac
ini





vere con bi

con le sor
Non possiamo avallare il grot-
tosco slogan dei Comitati Civici
«Vota «bene, vola cristiano», che
vuole infeudare al proprio carro
n

x di "Campanile
Paesi moderni in cui sì legge

P.L









Cristianesimo
e politica

Duemila anni di cristianesimo Ora, la
ani cristiani

nostra speranza di gio-
è ancora



so
mentata di odio e di sopraffa- rialismo nelle cose spirituali.
zione, abbiamo fede nell'uomo, Bca
anche se fondiamo questa fede «Il cristianesimo deve infor-
Su piani nettamente diversi Ù

Nelle m sto-



borghosimento
cristianità pre-



pri
posita delle cr
toriche, nessuna dotte quali



riforma atta ‘£rancese,
‘quell'iumis di riveligge © di et. È
vendicazione, del carnale,
vano a i
ose in fi
che paradossali © anarchiche, lo-
di una falsa in-




(crm È peri
osomente "Tegao eì "iooFoiemo
italistico ‘©. borghese». (Mou

la







a
SAT a pel Sire SOG dita Sodi e tempra i
Si e e gio ala de omni
predisposto ed all'ansia mes ©Sa ‘naundra Di ha e
Mmdipono el alam, met: | Gore immersa nel concetto:

Te a c'est

i SEO



Mello ‘epiiigale © della el
eta, dalia aio; pen pets: mai



tale rap- di

Sì capì allora che





i conservazione del.





lo sostenuti si l'essere un puro mezzo
una società di interessi, che ten- nei confronti della vita eterna:
deva a mascherare lo sfrutta così 1 ica sarà per noi sal-
mento diet fondata sulla filosofia

una religione integralmente. pla-
smata di carità e non di pater
nalismo,



ideologica. di uns flosote













ianesimo in sè €
rà dare, essen-
cristiana

gono e le vie e 1 mezzi per res.
lizrarlo, è normale che si speezi





avis

‘Stessa. men: ti
nella città Sarete contrario alla
to



n
ira lo spirituale © il

ver sempre cor

în M'uno € l'ineftionoia
dell'altro. E' forse perché siam

incoerenti. nello spi-
rituale, che confondiamo como-
damente i nostri precisi impegni:
per conto nostro non ci stanehe-
formare la nostra
Opposizione contro. ogni. sepere
cose dello spirito €
credendo
la della grazia
la nostra natura,
possiamo dubitare che la no-
stra azione non ne sia compene-
irala e illuminata, anche
mergendoci nel temp
gnamo singolarmente,
coinvolgere la Chiesa,
Nell'azione politica,
credenti





di uomini Ieri nori aaa
SCRIAVILÙ MOGLI Bert sone;

famo che



ora, più che mai,




do e di visioni politiche va
sempre più estendendosi



è l'unione, è la
sere di regol

tivo è la vita terrena ila

mini do ne delle la compren-
terreni, beni terreni, tale o tul'al- sione universale.

iro ideale del bene comune ter- PIETRO LAZAGNA

















| TACCUINO UNIVERSITARIO





I TERMINI DI UNA LOTTA



(gri amici de *l quarantacin= ordinato contesto di volontà poli-



tico Bere. E veramente il mo:



Zano siano luite confacenti.
Occorre, quindi. in queste cir-

costanze, sforzarci di chiarire il

più possibile il mostro pensiero.



universitaria). Stamo not siessi
ad essere in gioco.

i sembra, appunto, che
tuito questo discorso sia viziato,
irrimediabilmente, alta base, per
un'integrale astrattezza del con-



‘chè — qual'è melle linee es-
senziali la trama. del’ vostro di- _olla realta dei fotti e alla logicità
scorso? del discorso. Un'astrattezza_ che,

nce peri mondo uitversi.__ioluolie‘oll'onio meno rasenta;
tario — voi dif 2 Questo secon polrehb agrarie quulrirtra =
0 dol to poco ica






Ma vediamo punto per punto.

pato o leo Vol scrivete, nol dimostrare 10
mento delle attrezzature onzo di, contradazione; nel:
Mdatiohe. ma enche dell'astoret: | PUnivorotà, tra «paeso reale» e
Mento delllnicersità © (n un pre- «paese legdle>, la quale sla atta

IDEE CHIARE

Nei 0] era teormanto gieieto









ale

isaccordo dl ae | ivo

Le di ser uno a gin fimeto, nel | no a co
famo tti

cepoiment
non rupi i pensiero olintoro nuore

ra di ciò è ia |fo meno, ra
qui





no copi più spicctomente one è
feet alle petra del nesiro giornale

Il rimprovero tel 0 0 a
PI











base di tutto Il vostro discorso, scrivevate, fare di ogni erba un
che in Ialia «la carriera scola- fascio,

m

mini, è vero, ma astrattamente quant ,

vero; voi, cioè, conslalate quesio quando, per fare solo qualche
cercate di spie-

‘0 fl come e il per

ol suò diffondersi. sempre

ite

‘a è quindi naturale che non
lo colteghiate, come è necessario
per fare ui celo, a
quell'altro fatto dell'ingresso. in
musa di nuovi cett nell'Universi-



duppo di muove e diverse funzioni
intellettuali nel corpo sociale
@ mulare la funzione stessa del-
l'ordinamento universitario.

Persa la sua funzione tradizio-

nale di formazione della classe
dirigente, l'Università italiana non
ha saputo ris





ne è alla base, non_pol

pratica, che diventar

Toso Couingoro=ia #znaoibranz Îa
seno ofrd. asfraita argomentazione, ar.

coltdi economiche, at 1 ue aste o

dna più rosso ci



i ae na
cesso che ha portato l'Università Care ii I
na a.

modo non può cert
operi Hara 10 rei del one



questo pi sem

bra — risulta palese la reale com- La quale non
essità del problema universita Term rcanza di contrad-
do i aio pesanti corna dizioni nell'Università, ma in mo-

il Paese è, maggiormente in que-



E° per questo, conlinuando a
rispontere ‘dl vostre astratte de-



scindendo, per astratte:
tà.

‘sì, come prescindete sempre



Soette poliiche, falte in_ piena
consapevole: non, come ab-
tlene. per. corluni, per deteriore
romanticismo.
Solo in questi termini, ci pare
che questo discorso sull'Univer-
possa essere impostato in





modo esatto e profi
Alirimentî esso finisce pe
salcaro dell'autori-
forma di tà”, che fu, or
ui il cavallo di batta-
glia dell'allora neonata. "nu
sinistra” democratica, radicale e
‘sociatist del cuì fallimento
(proprio quando sempre nuove
forze del mondo della politica €

della produzione, iniziavano ll di-
scorso della riforma dell'Iniver-
lutto, neppure completamente ve- sità, pressate dall

ri: perché, non solo era aîmeno sviluppo tecnico)
troppo atventato, già quando ssa, allora, constatava sì, astrat-





tamente, che l'Università ha
le tradizionale di
dlasse dirigente



rivendicative
Anzi, ci sembra addirittura che

quella leoria sia stata da voi rie-
sumala im una versione, se possi-
bile, ancora. peggiora!

parla più di qutoriforma intellet-
tuale, morale e politica di w
classe dirigente, solamente,

‘mai, di autoriforma morale ed
intoltettuate.
ra unastra

Mo assunti di per. i

a testimonianza dela fine di una

imustone. fa una volta sì ri

fugge dalla realtà: non si vede,

gli organismi rappre:

ti sì uno dei

stratificazione

do naturale nella

universitaria, hanno
in. divorzio



‘popolazione
oriato a ti

monio concreto di ‘rivendicazioni
è di rÙ
tratta di abbandonare

por la riforma democratica
dell'Università.
Questo è quanto volevamo dir-

sario proseguire ed ampli
Pietro Arduini - Ugo
genti - Vittorio Arlom
Luigi C:
Dellacasa, Giorgio Pedrocco





TEMPO D'ESAMI















io, ai primi caldi gi

consorte e figli
cina. Un
consentire

dal mi
collega commissario di ali
no, un umbro sula. sessantina,

asciulto e’ di parola arguic.
Penso, quei pomeriggio 1 Jasctt
auovano 00e dpato or

ovtaria >. Sorride “ironico, quar=
dandomi di sbiece

cadente che di
uni di un Istituto fecnico, sti-



piccheremo!”. Sut

celere”



vali sui muri di via Gr
al Congresso del M.

I larga, questa volta, mu
ancora. dite. Infesriale alte Nine
stre, l soffite

la mano, il quanto di ferro sfilato
sotto il braccio. Ansioso, mi fisso

er

h

Mi sorprende la quast_ perfetta
rassomigiianza con l'attore Miche-



tutto. Na dovo gogliono arrivare.

perdiana, con una situazion così

difficile? Mah! Ne vedarém delle
et >.

Il commissario di materie giu-

Foa
peratio. Eppoi, ormai che voglia-
10 fare, la rivoluzione

este ultime giornate di

ice e
ria tesa, che mozza tl fiato.

im

le Borghese Falloppa vi



BRUEGEL ,

visi



Il principe Carnevale

segno dalla porte. Qualcuno mt

mani arrotola nervosamente un
giornale.

ire lo accompagno all'usci-
varda tntoi
ostaiica



v
Eironta



come appartenesse ad w
Si quarda negli occhi e sento che





agli oggetti più insignificanti;
provo un leggero senso di nau-
ea alla voce affiochila dal (re-
more di chi scandisce pedestre-

mente:
Tal della mesla immemore
so 11 fat
Solo un oblio di | phiedere
Che le





sa, passiamo ad altro; non si

intervalto, il. professore
giurista va spiando i titoli della

dinanzi a me.
«Che
Di indica
— Con tutte queste si-
gle non ci si capisce più niente».

Antonio, l bidello, mi fa un



gna quiala facoltà. Proprio untol:

tima persona, e.poi molto devota,
religiosissima..>.

ARSENIO



}













‘TACCUINO UNIVERSITARIO



Un comunicato dell'UNURI

proposta di riordinamento dramento di
della Facoltà di L si
sofia, interessante anche le Fa. l'altro, alcun riferimento 5gio
coltà di Lingue

tino qualsiori pro:



ua a suo fempo - situazione manipolando i piani di
missione di prèsidi e professori studi quando non vi sia ta n=
universitari, ‘è stala approvata zia. economica dell'adeguamento
dal Consi Superiore della delle siruiture universitarie rie
Pubbiica Trazione mero degli studenti © alle esigeni=
La notizia ha destato vira sor- 2e della” preparazione” sclentifica
presa negli ambienti universilari, | © professional
DoIche st tratta delto stesso pro:
ito che în se discussione St RIDE

Crofessori cssiteni, student). Mae got na itato ti nt
crica e piudiio inequivocabile | SUITE Von gior dhe Tercas
Le e
fe ono ee

Unione. mazione degli. stu: a

deri CONOR ia min O e

lulto, che si eraita di di Lettere avrà infatti conse-

plico riordmamenio di un piano | quenze per tutta la scuola italia

i studi, isolalo dal contesto del- na, poiché da essa escono i candi.

l'Università e della Scuola, net- dali all'insegnamento. L'UNURI,
nie insufficiente, quindi, a sottolineando

rispondere ole osigenze di orga-
nicità è di pianfeazione“degli in zione degli insegnanti la Facoltà
terventi riformatori. mi



La propost@ inofi"evtnduadratamdì distul io. i} sistemrescotastico; fra
sata n rid (aegione de car elett rr
slema giuridico universitario, che _Vnleressule diano 1 1010 contri.
ve lle Vuto ud una risolula
1eggi comsatatione. del. 008 posizione all'approvazione del

incipi di autonomia culturale e progetto, € a tal fine ha organiz

iti dala Co- zalo dibattiti in iuite le sedi
Stituzione. Inoltre manca l'inqua- | unfversttarie.

Clericalismo e fascismo
nell'Università di Genova È

Quello che sta succedendo in. nuova Giunta era palese in dal:
ORUG dalle recenti elezioni in l'inizio, perché solo dei legami
poi è, a dir poco, avvilente € ri- bene stretti con l'estrema destra
Schia'ai far cadere ancor più nel polevano permettere il mercan-



fango fl nostro Organismo Rap- leggiamento con cui si sono ot-
presentativo, nti i voti del FUAN, e cioè l'e.

‘è nofo, quest'anno, dopo lezione, smbio, del ben noto
3 mesi di ininterrotta presenza missino Testori alla Vicepresi-

al potere (fatto salvo un brevis- denza
AGU, fa, a convincere chi ancora



posizione in un manifesto {fatto
unico in Italia, che trova riscon-
tro” solo nell'alteggiamento dei

le giornate di giugno-luglio, giun-
gendo a compiere assurde discri-
minazioni fra di loro, nel tac-
È i di antidemocraticità



l'anno scorso, per merito della

Giunta Gallingro, al Consiglio Fe-
derativo della Resistenza

giustificazione, addotta ad

Giunta al

suo contegno, è la solita trita ra

se: « l'ORUI deve fare po







ognî autonoma iniziativa della
tracotanza e l'imprepara-

zione sono le migliori dott di co-
che reggono quest'anno

sorti dell'ORUG* tracotanza ed im-



Gtunta di colaboraaione, con l'ap

sterno del neofascisti del | fettua
D tica.
viso mutamento ha Valga il vero: in occasione del-
le recenti manifestazioni antifa-
, Ja Giunta ha dichiarato
improponibile una mozioi
Ilardica coni
MSI, raccogliendo gli elogi della
prima pagina del Secolo d'Italia;



‘presentante del Magnifico
non contenta di ciò, ha preso

L'orientamento

politico della



delle ben singo-
lari simpatie politiche, a convin-
cere Ja maggioranza ‘reazionaria
di quest'anno a non vol

le ap
IO ii

della P.I. Bosco (facente secullo
l'UNURI)



2a, per cuì i golfardi
essere male informati. Infatti il





dui sinistrorsi dell
‘azione, di queste

che veramente trasformano



primavera il
elettorale.

a )
C. U. C.

Si vocifera in ambienti “soi
Ba fiiosino seno a

Gio perito su do
fonaamen opera di i





Bergman, quell
l'espressionismo tedesco.
rezzare l'alto valore
spirituale delle opere del grande
l'impareggiabile

inaesiria di Clair e lindubbia
portanza delle opere, espresso

niste” nella storia del

mo esimerei dales:

“od







dboeoa qie ni mostra i



Oltre a profondo turbamento
suscitato nello spettatore

tita del pescatori di dito in
"La t ebbe



salità del capolavoro.
NESTORE



‘VIA IL PREFETTO!,,



Uno strumento antidemocratico nelle mani del Governo per

impedire ogni autonomia, garantita dalla Cos

Che si debba ancora oggi, ©
distanza di dodici anni dalla en-



stessa diedero vita, avrebbero
allora immaginato.
Di prefetto, <Ime che fu ino:
culeta nel corpo politico italtano
ipoleone come scrisse Lu

poi esteso a tutta l'Italia in se-
quito alia Pr ione.

in verità dopo la prima quer-
ra mondiale ta; cicca dal'avo
ea



po dea vita locate
mento amministratit0:-34

mio di caltorici Ber riti



breve il prefetto era una specie
di duce in dimensione provinciale,

Costituzione
e Prefetti

Dopo la caduta del fascismo il

ripugnano profondi
dil'alirone. Finchè esisterà in lia



lia il prefelto, ta detiberazione le
l'attuazione non spetteranno al

e al sindaco, | fesa ad entrambi gii

i costituzionali
idonte; ma sempre € soltanio ar,
ormo centrale, a ftoma; 0, Der omtara che eta
Darlere più concretomente, dl hi Cara che c
stro. dell'interno elenda — tuove le autonomi
ffago della democrazia libera. | M90t le qutonomie lo
Via il fetto! via con tutti w So
i su ujfici e fe sue dipendenze © | Stato fi più ampio
pamifeaion È (1)

chtarissimo e non
PA o Costituente, la o

ed interpretazioni tendenziose.
L'art. 130 demanda cd
no della Regio



tra fascista ed i suoi strumenti.
L'esistenza del prefeito suona of=
intendimonti
DO
ica, una

10 dallo
Stato il più ampio decentramento

ll significato di tale articoto è
ud prestare



sposte concernenti le quionomie
locali afferm
i, mi sembri
essi dovrebbero esseri
aboliti..>. (2) dei Comuni, clutendo quindi tto



Incostituzionalità
del prefetto

Quello spirito di rinnovamento
democratico che amimara l'As-
semblea Costiluente si espresse im
diverse disposizioni dell'attuale
Costituzione relativamente _ alle

da di Damocle

varie Teposiion escludono îndi-
rettamente la soprovelcenza dello
Istituto prefetizi

ai Costituzione attena fu falla
per qualcosa e contro qualcosa:



ra, contro in particolare la diita- la Provi

Henry Koerner (USA) - Le sbarre - 1947

parlare del prefelto. cor
< Più alta autorità dello Stato net-
incia », esso usa la più mo-



ame Felativo gl merlo (cioè
alla opportunità) di tali
Sullo Ulie i 10 assporloni a



nomi
‘autcamministrazione senza la spa-

PER e E

lalmente immutate. LO





uzione

derata espressione «Il Prefetto
rappresenta il potere esecutivo
nella Provincia>: tale. articolo,
pur dopo le modificazioni, deman-
da ol prefelio ta vigllonza su tute

le pubbliche amministrazioni, è

l'arma Den

conosciamo della possibitità di no-
i commissari



eri ata
‘erebve

poni sio senta asia asia

ne, perchè un organo di questa



tutto, In Sicitia esist

coltà di nto ron
duteta
dentordite pusbico "ol tata ne

curezza pubblica»: la Corte Co-
tituzional 20-6-1086) >
dichi que

articolo che l'azione dei prefelti
Ra potuto giocare,
provvedimenti. chiaramente ilte-
Gal.

d
__Lasciamofparlare
i fatti

E contro simili provvedimenti la
iuiela dei clitatini è degli enti è

Sivertra fo noe bot oalo tosta
ne del Governo..» (3).

iderato l'aspetto _ stretta
mente giuridico della questione,
sarà bone esaminare alcuni fatti
indicativi, costituiti da decreti pre.
feltizi, per avere un quadro ab-
bastanza chiaro del significato pos







10



lilico del permane? pre- zazione dello Siato, di «evitare

fetti, malgrado ta Catiione Re quzitulto di introdurre. 4 Pro

segni la condanna a mi feti opgiigona "<Disogna
L'attività illegittima nei prefet- farla finita con l'ingerenza politi.

ti si è svolta in modo particolare

in due direzioni: contro le duto-

nomie locali e contro i diritti di

libertà dei cittadini. Valgano alu-.

ni esempi



st
i
®

tora vigente, det T.I. P.S. sopra
Mi sindaco di Livorno si vede an- | lato «ramutava ogni, prefetto
nullare dal suo prefello una de- în un piccolo dittatori

liberazione che istituisce un ci- potuto avvenire che ri-
clo di conferenze sulla Costituzio- manendo dl potere per tanti anni
ne. (4), un aliro si vede seque- un partito come la D.C., malgrà-

raîo un manifesto che invita do Ù suo primitivo atteggiomen.
tl governo ed îl Parlamento ad a- io in sede va Costi

della pa tuente, malgrado le dichiarazioni

‘avvenimenti del. ‘malgrado suo nome stesso
Medio Oriente minacciavano la pa- di «democrazia», abbia mante»
e nel mondo). Vogliamo, lasciati muto al servizio sto © dei suoi
da parte altri esempi (ia lista sa- governi un istituto profondomen-
rebbe alquanto lunga) rilevare un {e cratico "come. quello
dal he è Indfalivo per _ prefetti
iutti? attualmente circa 200 Co- ‘/l monopolio del potere li
muni italiani i dia regimi mantenuto in vita quegli stru
commissariali, alcuni di questi menti. che Yi Cmsiei
{rirenze, Napo, Venezia) da al sussistere ,ad 251 si è appoggi
ciò i Pig ‘politica antidemocrati=

Do limulali previsti Golla legge
Il partito di m

ca di sopraffazione © di discrimi=
az



Le dichiarazioni

del Ministro Scelba

o Ascoltiamo le affermazioni rila-

del Consiglio dei Ministri) hanno | sciato in questi giorni dall'attua=
tufo a loro piacere giovarsi te Ministro degli

della sopravvivenza di tanto cri Sceiba di giornale «La Nazioney

ticali istituti potenziati dal fasci- di Firenze” (domenica 25 setter

smo, attribuendo loro poteri che re): « Lascando da parte sì
minono la struttura democratica _%419; diro che'ogot. 38 ti prefetto
Gus non esistesse, bisognerebbe crear-

Si può chiari aBebubbico to. Per ampio che possa essere
democratica » (arl Î Cost.) quel" l'autonomia degli enti. locali non
‘DOtra) essérossoppressa “com;

Ta Jigilanza dulla Toro. atti.

© quan
cri reprimere le inizia»
dive, è per sostituirsi ad esso?



Il prefetto strumento
del partito al potere
Dove si vede che



Ma non solo gli enti locali han-

tadini, singoli 0 cssoclati, posso-
imbattersi nell'alto a @l quat: pria esistenza proprio. per. csia-

si
longa manus del partito al pot mforme a quella del partito di
e, agisce assai spesso È maggioranza che è al gover

no politico di repressione contro lì tradimento di una delle più

le libertà politiche, che a tutti 1
ciltadini indirettamente la legge stiluzione Repubi
riconosce. a rei

Così il prefetto di Belluno 8-
1958) ordina il seguestro, divie
to di affsstone e diffustone di un {y Liberazione). "su ‘una china





volant ra del
quanto esso co. ca
montanari bellunesi attendon 0 per di
sposie concrete cd impegr i da partiti che arbitra»
rivendicano un indirizzo politico (camente © pir sa o
del governo più confacente Di
‘o bisogni è a tutta l'economia



pe o con A Soto, motivo tuale Malara deg
spreco premono CR
Vergine pui



sO) E EINAUDI - è Via il Preto!»
ZUCCARINI, > « Un impe
3 ra



; DE pig

SIDE NOE ace

Fe ei ql co parte SEE i
igi Sturzo nel 1049 pro- oa ne i pra

sorio Aaron ata O noe ME















ERIDANIA: ZUCCHERO AMARO

In Ualîa ci sono quattro milio. denza fiscale 17,38 %).
ni di qli di zucchero invenduio —ITALIA dopo la recente dimi-
qiacente in magazzino e milioni muîzione L. 205 al kg. (incidenza
ie che non consumano | fiscale

zucchero. Inutile dire che una ulteriore

Se chiedete ai capitani d'indu- diminuzione scale da parte del-
stria dell'Eridania il perchè di lo a
queste giacenze, vi sentirla ri- massiccia, decuriazione del pro-
ist di sovra. fili dell'e Eridonia» porterebbe



produzione, ma se. siel po ‘ad un assorbimento dello zucchi
troppo curiosi e volete sapere venduto, nelle famiglie, nel
come mai eccede tanto zucchero l'industria dolciaria © per ultimo
vi sentirete rispondere mollo e- od un aumento della produzione
spressivamente "în questo mo- © la parola fine alla marea di ll
cenziamenti avvenuta nei

STENDE al dona stre lngutzcati (Mi cei ano. sattnento "di

coi sigg. Bora pani, Mus- Sampierdarena.

dell'Eridania, loro Un discorso parlicolare è da
hanno altro da pensare che a que- farsi per lo stabilimento suddet-

ste quisquilie, gli affari sono af- lo, per non andare troppo lon-

fari». tano nel tempo partiremo dal
Apa per chi mon lo sapesse: 1086.

VEridenia — che fu fondaia nei —A quella data lo stabitimento

1099 col «sudore della fron- enden

fe ing che con-

gutena di giornali fratelli,
maggiore gloria della loro di-
onden:

Alcune di queste società sono:
Società Indusiria Agricola Sacca-



rifera Lombarda, Ligure, Lom
timo la 515 (S0o on. ©

TO dite Spirdl) che. produce | dia. L'Eridania ae Mes

il 50% di alcool etilico di prima leso altri duecento cen:

categoria ziamenti: la reazione dei Sinda-

I giornali famosi intuito lo
mondo per la loro profonda ob- questo, la direzione dell'Eridania
bietlività sono: il Resto del Car. accettò di

lino, La Nazione di Firenze, ll ad un accordo in
Giornale d'Itali

Orc 0on ly bono egtontarche Y farle corr

e} gnima, belremo di rispondere | Fi. 500.090 ire di premio, e solo 07
alviquebtiora assioné. ajtiroberaid-oporateSt-demisero; alcuni uccet:



“La collaborazione la
famosa caricatura del socialista Scalarini





ghe per animi sono stati sprem tarono il trasferimento in altre
ti, © compensati generosamente fabbriche fuori Genova, senza be-
0n_ 40.00 mensili di salario (non _ neficare Cell'indennità © di tra
scherziamo) e nel ‘scorso — sferta.
battuti [uori dallo stabuimento — Per 1 rimonentt 50 Tavoratori,
i Sampierdarena 1 _tnlacati- proposero una
GUI operas con 0.000 mensitt di stone temporanea a cass
salario sostengono che l'industria | tegrazione (50% della paga); per
Saccarifera è in crisi, non di so. dar modo @ questi ultimi di fn-
vrapproduzione come affermano

I carati
alcuni Paesi del MEC; le licenziamer





GERMANIA 20 kg. - OLANDA

OLANDA I. 156 dl kg. (inci- ri del patazzo, per impedire che
denza fiscale 2673 %, quesit pericolosissimi lavoratori.
GERMANIA L: 104 al kg..(inci- Mario Faralli

"

“Noi non abbiamo bisogno

di sigarette e di fiaschi di vino...,





Noi non abbiamo bisogno di
sigarelto © di Maschi ai vino, na




un operaio
il nostro



per
brafondimento. dei. comuni. pro:
blemi e la base per una comune

Je în difesa della democra-



è Perchè, sappiamo di-Combafte.
una li

miti dello Stati ci Il nostro
obiett



fascismo nelle fabbriche che ad

spiega un o-
in 1164 divisi



teria); da alora progressivamen-
i



leviteria e, n
agi (Compra ll 0 icone)
siamo rimasti in 230, E' chi
che. l'Ericania vuole moglie.
Questo è il modo co) quale i
pagano de siccici
sostenuti nell'interesse della fab-
bri





Nel ‘56, per esempio; i sindaca-
ca
dei cottimi, con conseguente di-

minuzione di stipendio, variant
dalle 5.000 alle 25.000 lire, perchè
Pensate poi che molti
ziali hanno una

fto 20° ont. ‘Tatoni ‘anehe iù ‘i
30 aani, Uno pol lo hi









presa senza neppure

La CGIL. comunque ha ten-





tato di arrivare ad un

con la direzione ma sì

cn tacciamo
uello che vogliamo ».

tn tuvito del Ministro qa Lu:

accordo





nie

negativo,

Le autorità sono {mpolenti con
tro i monopoli

un onere finanziario

soddista-

ne le nostro. riches. sla ciò





del lavoratore © la ruzione
ERI riva non
troversie sindacali. Naturalmente

colla



< Sappiamo che



pactoro © gi
Sovaprodiione di cche in
talia, dove, stando ‘al. risuta
Sen'chiia paramoniare sula
seria sì. consuma
citi

del Me.
alto. "Sem:





ita di sotto





consumo. Piuttosto bisogna rile-

vare come l'Eridania ha creato

in Sardegna la Saccarifera Si

ne intraprende la costruzione di
rande stabilimento, usu-

fruendo del mino;
















andiamo: « C'è discrimina-
zione politica in fabbrica? Come
vengono effettuati i licenzia.
menti? a,

<Vedolo alla direzione non so-
no stupidi La. discriminazione



non viono attuata. Scopertamente.
Fra gli operai
ti sono comunisti.
sinistra: ce n'è uno per esempio
che porta fl Grato 1 proésseio
ne, tutto le feste di

e par testi ce se ce

dati. Secondo l'accordo Intercon

i pi sie a di














federale, la soc id imporre
il trasferimento a mano d'opera
ui da un luogo di pro-
duzione dove sia in eccesso, ad
ltro dove scarseggi. testa

n non peggio:

el



RI
subire il licenziamento. Ben po-
o e di questi

del sindacato, con

to sistema, dal ‘50 ad oggi
sono rimasti solo

Altro. bell'esempio di metodo

demoeratico è fl seguente: il Sin-

aacato Provincia dedi gucehe:
rieri è stato licenziato in tronco
‘e violazione della fedeltà alia
cietà> per aver firmato cLu
Segreteria» un manifesto col
le si chiedeva la diminuzione

i Fappresentanza I

detta, Tela





Coneludi tro
accordandoci co-
inuno che proprio in questi gior=

i sta prendendo corpo. Gli ope-
rai dell'Eridania ci hanrio confes-
‘sato _ salutani nutrono



Spensabile nella lotta in corso a
Senoya come altrove per combat

tere 11 monopolio e rt
fe la legalità. democratica nelle
fabbriche.
Vorremmo che 1 nostri lettori
nds Jott

nostro, degl

Alfredo Medio

Mentre andiamo in macchina ci
giunge la nocizia che {ra 4 9 sin
dacati © l’Eridania
giuato ‘un accordo, relativo agti
50 operaî. icenziali.

‘accordo consisie in una ligui

700 pro-capite al giorno.









| FATTI DEL MESE |

CONGO ANNO ZERO

Quando Baldovino e de
Schyver, ministro belga per
le Colonie. nel gennaio di
quest'anno sentirono a Leo-
poldville il grido « Indipen-
denza », dovettero pensare
che la ti
decantata «tranquillità» del-
la loro colonia fosse forte-
mente scossa: @ pensarono

di fare già molto, promet-
tendo l'indipendenza politi-
ca per il 1963.

Ma la lotta del popolo
congolese per la propria in-
dipendenza, per l’applica-
zione del principio dell’au-
todeterminazione al paese,
aumentava sempre più: tan-
to che l'indipendenza politi-
ca dovette essere concessa
con un anticipo di tre anni.

Ma la posizione dei mono-
poli minerari belgi, che ave-



(associati in ciò all'inglese
Tanganika Concessiòns, con
la presenza di capitale nord.

\mericano în enttambi);.nbn

andava al di la y0l n ja con-
| dell



ulla, ;in futu
ro, la rapina delle miniere
katanghesi.

© siccome il premier usci-
to dalle elezioni politiche,
Patrice Lumumba, capo del
Movimento Nazionale Con-

golese, parlava di naziona-
lizzazioni delle miniere, bi-
sognava fare in modo che si
potesse avere un appiglio
tale, da poter tornare come
portatori dell’ ordine nel
caos congolese, e riportare
così il Congo alla situazione
precedente, una volta mo-







strata. l’assoluta incapacità
del suo popolo ad autogo-

Non era difficile creare
una situazione caotica in un
paese come il Congo, dove,
sotto la dominazione belga,
il più alto grado nella poli-
zia per i congolesi era quel-
lo di sergente, dove nella
burocrazia era quello di
«clerc» (impiegato comu-
ne), dove non esistevano
laureati, dove i colonialisti
belgi, espressione dei mono-



tari di fattorie, avevano 'aiz-
zato contro tribù (cosa facile,
data l'estrema arretratezza in
cui le tribù erano state tenu-
te dai colonialisti), dove i
congolesi non analfabeti era-
un'infima minoranza, do-
ve gli abitanti avevano Sem-
pre svolto la sola funzione di
lavoratori a bassissimi sala-
ri, nelle fattorie, nelle poche
fal briche, e sopratutto nel-
le mi
n sy senza una
saldi struttura statale, sen-
i Jorganizzazioni Poli
Lichee! Sindacali / (a parte
quelle delle miniere katan-
sei

rata, era facile che scoppias-
s ro inevitabili ondate di o-
di rabbia, repressi per
io
glle trovare uomini che si
mettessero, in un modo 0
nell'altro, al servizio del co-
Jonialisi

Così, e ea
volta della Force Publique,
che si rifiutava di obbedire
ancora agli ufficiali belgi, e
la rabbia popolare esplose
in disordini locali contro i
bianchi, che per decenni e



decenni avevano trattato i
et a

E iizionte ingigantiti, que-
sti fatti diedero pretesto ai
belgi per tornare in forze
nel Congos,si pensava di fa»
re/del governo fin fantocdio;
con l'aiuto del presidente

e Kasavubu (rivelatosi poi
fragile), permise di richiede.
re l'intervento dell’ONU,
mentre i paesi già liberi del:
l'Afri utrali e i paesi
socialisti, dichiaravanio il 1
ro appoggio alla Repubblica
del Congo e al suo governo.
A questo punto vi furono





data da Dag
Hammarskjoeld in DE i
biguità d'azione e di pi

dimenti, favoriva sabieni

rina Sa
ro, data la forte resistenza a
un ritorno belga, che tutto
il Congo non si poteva tene-

, © ripiegarono sul solo
Katanga, l’unica regione,
del resto, a cui tenessero di-
rettamente.

Fu trovato il secessioni-
sta, Mosè Tschombe, che si
servì del Conakat (Confede-
razione del Katanga), orga-
nizzazione politico-sindacale,
subordinata ai gruppi mine-
sai belgi.

lentre i caschi azzurri
delloNU occupavano i pun-
ti strategici del territorio,
parte ai



belgi e molto più ai congo-
lesi, i colonialisti entrava-
no in forze nel Katanga, do-
ve sono tuttora. Fino ad og-

Bg:
gi il piano dei colonialisti è
‘uscito.



Tritàntaral Hegpold - ville,
if \barte..sobillati dai colo-



che il o aveva ri-
conosciuto Lumumba) una
lelle soluzioni 'Hpiche del
lerno colonialismo: la
dittatura militare di un fan-
toccio, Mobutu, che avendo
trovato resistenza nel pae-
se, è retto, quanto pa-
re, al cormpromesso con Lu



8

E Sn che solo un
rafforzamento del gruppo
dirigente congolese permet-
terà di riorganizzare il pa
se, cacciare definitivamente
i colonialisti, riunire il Ka-
tanga alla Repubblica. Noi
ci ender che ciò avven-
ga presti
Il nostro compito, però
non è fare delle ipotesi,.ma
mostrare ai lettori quanto il
colonialismo sia ‘imasto
banditesco e aggressivo an-
che nella nostra epoca. Da
i la necessità di opporsi
decisamente ad es
GONGAADII Dellacasa.



ee



Rigurgiti
borbonici

AL XVI° Congresso della
F.G.C1., che

rano rappresentate alcune
centinaia dì migliaia di gio-
vani comunisti italiani, a-
vrebbero dovuto partecipa-
re, come di consueto, mol-
lissime delegazioni stranie-



re.
Dalla Danimarca al Ghu-
na, da Cuba all'Austria, dal-
la Spagna all’Indonesia, dal-
la Francia alla Guinea, oltre
che da quasi tutti î paesi
socialisti, la gioventù comu-
nista di tutto il mondo în-
tendeva portare così la sua
soldizista e ilisio muro
di buon lavoro aì militanti
di quell'orgonisaazione che
ju di Curiel, di Fillak e di
Buranello, martiri della cau-
sa della democrazia in Ita-
lia, quando per avere il di
o di considerarsi demo-
di
monti a combattere, € spes-
so a morire.

Ma il pini Scelba on

ju di questo avviso,
Lordo con 1 INIENA degli
isteri, ha negato Vrusca
mente il visto d'ingresso a
tutti i rappresentanti dei
paesi socialisti e di Cube
poi, per non sfuggire al
ha provveduto
jar rinviare a dopo
le elezioni la tournèe italia
na di un balletto sovietico €
di alcune squadre sportive.
Perchè è appunto a causa
delle elezioni, se qualcuno
jon lo avesse ancora capi-
to, che si giustificano queste
procedure arbitrarie, ed
col pretesto delle elezioni
che sì legittima la patente
violazione sa un preciso
junto del ‘ente dro
Dee “italo] IOsAia Tut-
to questo mentre il mini-
stro Segni salmodiava al-
TO.N.U. che l’Italia è deci-
sa ad adoperarsi attivamen-
te per intrattenere dei buoni

dii
Ben triste conferma dell'in-
sanabile contraddizione che
sempre esiste tra l’untuosa
ipocrisia delle formule uffi
ciali e la quotidiana, ottusa,
azione di governo della D.C.

Ma noi non vogliamo po-
emiszare col ministro Scek
da e col governo di Fanfa-
nî, di Pella e di Andreotti

nell'assurdo tentativo di con-
tribuire a persuaderli che

perdonabile ingenuita.

Questa gente infatti ha fi-
nîto di stupirci tanto tempo
fa, quando ci costrinsero ad
ammettere che essi sono ir-
recuperabili ad un'autenti-
‘a vita democratica e ad
una politica estera distensi-
va, che liquidi definitivamen-
te la guerra fredda.

Vogliamo invece sottoli
neare, per î nostri lettori,
l'estrema faziosità e la vo-
lontà liberticida che carat-
tertzza questi provvedimet

quali oggettivamente
abbassato FItaha al oello
della Spagna e del Portogat-
lo, che del resto hanno ri
cevuto, nel recente passato,
autorevoli riconoscimenti po
sitivi da parte del card.
Ruffini e di Indro Monta:
nelli.

Col provvedimento poi
contro il balletto sì è ag-
giunta, al rigurgito borboni-
co, una nota non si sa se co-
mi 0 patetica, certo ridi-



ie

in cio
influenzare la campagna e-
ORE
qua a votare per il
n Comunista”

E sc, per esempio, un e-

metà di tobre,
forse che {l ministro. ‘Scelba
avrebbe impedito lo svolger-
si delle Olimpiadi con il pre-
testo che la più probabi
le vitioria olimpica del
VU.R.S.S. avrebbe potuto
influenzare il risultato delle
elezioni?

Ma l'abbandonarsi ai sar-
casmi oppure ul otasimare
nio Tn autorita-
rismi nor nulla, di
Dertaa. bleconi (nese opa
2ar via questa gente, scon-
figgendola tutt'assieme, se
si vuoî andare avanti e libe-
rarsi subito della loro inca-
pacità e della loro impron-
titudine reazionaria; onde
creare concretamenie un'al-
ternatita storica allo strapo-
tere e
della DO. E a
ne siamo certî, serviranno
in misura determinante an-
che le prossime elezioni.
Luigi Castagnola











| FATTI DEL MESE |

0.N.U. ANNO QUINDICI

L'organizzazione delle Na-
zioni Unite sorse nell’Apri-
le-Maggio del 1945, con lo
scopo di preservare Ta pace,
impedire le agressioni, diri
mere pacificamente le com
troversie fra gli Stat?

Ve sessione ordinaria
dell'Assemblea Generale del-
PO.N.U. si è aperta il 20 set-
tembre scorso in un mondo
radicalmente mutato.

Il sistema degli Stati so-
cialisti ha realizzato enor-
mi progressi: spezzato il
monopolio atomico USA;
raggiunte posizioni compe-
titive nel campo della pro-
duzione industriale; supera-
ti gli USA e i loro alleati
nell'armamento tradizionale
e in quello missilistico; ot-
tenutî prestigiosi risultati
nella cd. gara spaziale. In
totale oggi gli abitanti dei
paesi socialisti assommano a
1.000.000.000. contro circa
9a 1000 gi rr

quest a te occorre

pae pi





che, con oltre 600.000.000
di abitanti e enormi riserve
economiche si appresta a di:
venire elemento decisivo
della police monaiole.
L'altro fatto di decisiva
importanza è costituito dal
sorgere e dall'affermarsi di
Stati nevirati ed ex-colonia-

ini
derazione della Malesia, il
Laos, la Repubblica demo-
cratica del Viet-Nam, sep-
pure con un grado diverso
di autonomia si liberarono
del giogo coloniale.

Nel 1950. nel. continente
africano solo tre erano gli
Stati indipendenti
la Liberia e l'Union
ffacena (dove peraltro FAO
della popolazione negra vie-
ne tuttora mantenuto in uno
stato di vergognosa segrega-
zione), A dieci anni di di-
stanza la situazione sì è ca-
povolta: 00gi gli Stati afri

ini indipendenti sono 32
& motti altri si si apprestano ad

BRUEGEL - Babel










1

coloniali sono oggi 850 mi
lioni; quelli dei paesi colo-
miati 100.000.000.

Neppure l'America Lo



fronte antifascista che com-

prende i comuntati; la rico:

luzione cubani fandi

Ù, casta delle olona “egli
ti Uni:



‘ondate sen non vuole abdi-
care alla sua funzione di
Parlamento degli Sata so:
vrani e fare la fine della So-
cietà delle Nazioni.

Chi abbia senso della real
tà non può disconoscere il
sostanziale valore delle
poste di pica cet

i



U. rap-
presentanti dei aa socda-
dis

Sic A



È ciò tndipendentemente dai
giudizio sulla





Piccioni fascisti

i veneziani erano sl-

i, perfetti fascisti, anzi,
— Perchè?

— Perchè no i serve a qnen-

caga su la fe
sla. Quando, a mezodi, spara ei
canon, i scampa

Prova provata

nacque a Mussolini

è monito ed esempio
@ tutti gli Italiani»,

Esterofilia

« Dedito alla stretta di mano»

trice quasi sempre
scarso spirito fascista.
«Foglio di disposizio-
ni del 26-1-1992).
**
Solulare romanamente rima-
nendo seduti è poco romeno! è
(iv, 2-1-1937)





20 proposte Slésser

‘on si pud.esciudere dal-
de aio ato la Cina: d



; non si

negli organi fa e pre-
tendere che



-memb
si sentano 306 @ ri
spettarne le decisioni; non



americani (e i loro
devono prendere

atto della socie, cente; 2

ricordare

mondiale Si sisi Uniti è



che il problema del disar ni



e quindi della pr ) a

può essere risolto che duca:
luzioni multilaterali; | che
tengano present igen-

sere vittim
" i tredo Medio





"RITO

RITO SANTORI è nao (e vi risiede)
@ Genova nel 1
fn guese psi di Soi, dicano
‘piace la tematica scelto
contadini — come prova di
i





cenere riposante su. sassi
agi i rta re,





rosi, malgrado fuorî la calamità
dal oaazione sommersa _ l'ubertosa

Psa gia als di contati net |
ta plova di nbra che. sc
551 non comminino. sull'acqua

ANTOLOGIA

SANTORI

RICORDO

rdo l'età delle tenebre
de a





Ricordo, quaggiù, non resta
onere riposante su sassì annoriti
e una moltitudine di roci precoci
Ricordo, di ogni tempo e di ogni ritzza,
tutti 1 morti così orrendamente morti

CAMMINO DI RIPOSO

Ti rosa della sera sta agonizzando,

£ gli vomini addosso terra © sudore
vengono al viottolo.
Riconmoa 1 cameito at rprs
Ma sono così stanchi
che sembra che mai arriveranno laggiù
delle loro case intonacate d'edera.

E OUSAGGLO





che in parte già allaga i campi.
se case
a raccomodare ceste, rasire]
sembra che solo i sassi noi



ed da lavoro,
camminino sull'acqua.

ie



16
7

[ LA STORIA CHE FACCIAMO |

Come nacque il fascismo in Italia:
la marcia SU Roma di luigi castagnola

La legitimita dei grandi scioperi - La connivenza di Giolitti col fascismo, milizia controrivo-
dalla Confindustria - Il primo delle cambiali in scadenza










Nella, prima parte Qi questa | zione Generale dell'industria, com. _ sta prospettiva in cli oîcorre im-__ streordinais
pur breve indagine intorno alle os



O i resenza
Soto ‘tion "noire aveva. ©
nello spazio di due an

ssi per circa 2 miliardi



Chi saloni i P miliardi? 1

‘ago magnetico della crisi
‘seguì non fu dunque la ”
Trgano E dotto la epibla di una Inttia morale” ola "perduta fede
sempre crescente domanda di be- nel razionalismo”, ma il conflitto
lella marcia su Roma la cla ala SÌ oppose, 6on ni e di prezzi In continua ascesa, delle differenti risposte a questa
Savoia dallo perduta fedo ‘nel "lui l euol. moza dl toniolo Papperalo intustriaie fi andb inv: | domanda: chi dovrà fare 1 pri
razionallemo”. CI ip'ometomo | reionaro di fera pagare il cOn: _ petvosnmente ed artificiosamento _ 10 aesemari, per. pagare. ques
adesso di documentare/Comesà ve- \crra, na guorra _ sviluppando, mentre o Stato mol- _£0 miierdi, equivalente cioè. di

n du nazionali.









mo che.essa non aveva solutae nella. 7 eva. izionemdel itale _

Dain EEA rporad fai pe Fa
fa PM ‘tanto la manodopera - fecit Classi popolari a stibire una pre-

Thando cospicui premi di * prodi: alare CA annota Rui Olga





assi popolari Jlallane ri.

n
lendosi vigorosamente perché

questo non isso:

dei salari reali, che -

tata nel 1918-1918, cominciò a ri-



quello del computo statistico del
salario reale (media del salario
nominale riferita al costo medio

passano da 159 con
5:732 milioni capii ne
I 980



della vita), ci sia una ci "
rale convergenza nell'indicare Jn
discendente. Citiar ti



conseguen el 1911
zen doi ct DliNcare, che 1 salario mensile, nei
dilazione dell copecià © 1914, fosse l'equivalente del prezzo
"ol lire] decuno l solrto ie ki

degl ‘perì © ul gli sl





Sa merce, Comunque ecco i dali
ALDI TR ie





1016 | 1917 | 1918 | 1919 |_1920



70,77 | 50,92 | 50,87 | 4419 | 8008 | 7941

lari, e le "’Fluctuations” del Ru-
qurva con oscillazioni più o me- | rei International du Travail (0)



A n È Sol dar Marlo Baleari del Ga _l grande
L'Italia in una caricatura di Mata (su binetto di Statistica dell'Univer-

‘iLo Spirito folletto,,) del 23 febbraio 1882 la ‘ibi ati La

mo studio sulla statistica dei sa-













16

Spgcre poggioo sa di uno bos ben
reale, tutt'altro. che. pslelogica. ‘le
VS
Go 1019 1a corsa dei salari
reali prende dre © di
porta poco al di sotto de) vello
la con-
ore





ziotti, come ‘a Boston nel 1019

Nel 1919 ci furono,

negli



Omgettivamente le sisi subordi-
nate e a reddito fis

| cambi esteri e il prezzo politico del pane

A causa dell'inflazione, infatti,
il valore della



Il fallimento
classe dirigente



Certo, la soluzione dei prezzi
politici era una soluzione provvi-
Je ne fu
ralmente ita, ma non
può imputarla alla classe operaia
solo perché essa se ne difese.



Polari, (MD di



ca
Sin esito in quanto for rata

solo dopo l'avvento di Giolitti
ino al ritorno al Governo di
costui, lo Stato borghese visse in

fanpvrare Jo
afiostrubpa a arcuddensarie api
Atene Pnci) colto lazionari
penssotrocarli»simmediatumente

corcherà di spezzare inoso:
robilmonte gli Srgonimi di lola
Htico dell ‘operai



economica

sSopercine] egli nare:

Reagan)

Nella Jotta per oltenere la pri-
soluzioni, Anto-

Sl
anni di ‘© © con la morle,
ni giungere Ja secon-
la, gli industriali Italiani avevano
fondato, zo 1920, la Con-
federazione Generale dell'indu-
stria, approvando un ordine del
giorio fn coi si gico: fra rak
tro, che bisognava < abband
i Vecchi metodi, debolezze, lolle-
ie > e e portare tile direzione
dello Stato la forza di uomini e

ietodi nuovi » onde « tarpare l

ali alle illusioni di un prossimo
Eden comunistico ». All'uopo ogni



Îilta associata fu obbligata a ver-
sare un contributo proporzionale
alni di persone occupate (4)
Così i dirigenti ebbero i

per poriaro alla, direzione. dello
Stato gli "uomini nuovi

dremo in seguito come ci. ru

iron.

La connivenza di Giolitti










del

Comando di Stato Maggiore



positi, Ja mi



olizione del prez
litici € liquidazione dei calmi

ina parte ig aooiemitvità dell
titoli, confisca dei profitti bellici,
inchieste sulle fornilure di guerra,
dall'art

La manovra terroristica
dello squadrismo fascista
Ma, montre





con i primi prov.



significava comprimere i salari
reali operai e spingerli verso il
1918. Non si poteva naturalmente

pensare che ciò fosse accettato
Porci Gol pratenò 1 er
pura ferita de form



nel
Lavoro, le ali si seg:
tati. Il fascismo sì sviluppò co-

Ligia Macorei - La notte delle notti senza amore









i Così 10; g
aio si aumoste
‘niera Incontroverttblie, uno

me strumento di questa grande
che aveva com
immediato quello di rintuzzare
l'opposizione
;me scopo ultimo quello di di-
Struggore
nirzazione socialista,

nendole un blocco liberal-fascista-
conservatore. Ed eri
ottenere questi risultati

rreva proz



di ‘un. programma anche

Uno Stato classista

Questo trasormismo cinico, de-
ano di chi fu © rimase Îl mini-
Sito ‘dotta. malavita. Giolito
volle giustificare una volta col
diro cho, avendo trovato un gob-

dello. Stato
tura una negi
ragion d'essere dello SI
rale, le. carrel battagli
el reugimento. poriatano i mo-
fascio © li andavano a



avendo operato, più 0 meno ile-
galmente,

ra, la sopietà
errone. finì con l’acquistare una

toftvenza predominante nella Ben:

ca, violando la lazione che

fegola questi detlati rapporti



In quegli anni, molti industrii
di guerra
tarono di











proprio cinismo sprezzante. Con
Giolitti, 10. Slato_ risorgimentale
fiat

i comunisti. Nel giugno. Giolit

no Bonomi che lo
qtitul cadde nol febbraio xd per

Ri, elevato fino a 315 nel 1918; e



I GOVERNI DEL DOPOGUERRA
ORLANDO: dal 29 ottobre
1917 al 19 giugno 1919
NITTI: dal 21 giugno
1919 al ÎI maggio 1020
dal 21 maggio
1020 al 9 giugno 1920
GIOLITTI: dal 11 giugno
1920 ‘al 23 giugno 1901



‘BONOMI: dal 4 luglio
ui n Si febbraio
dal 25 febbraio
nel ai n fuguo 1922
dal 1 agosto
1928 1 36 ottobre o22

manifesto appoggio del Governo
fascista».

L'autorevole testimonianza
del direttore della Confindustria

ii capitalismo non
ice accumulazione di ricchezza;

È un'elaborazione di valori, fattasi
Valori oggi

Felloo



pag. 54 dello stesso libro
In seguito taluno dirà



borghesia rurale diede al fasci-


















a
Ae
o

L56



Sul fascismo milizia mercenaria
al soldo della Confindustria

Fra i doscisti:



giri ai fescmo non possiom
AE

Due

©. FERRERO: Do Fiume a Roma - pp.
79-90. Milano, 1923.

e vove: e
acismo Palermo, 1928.



L STURZO; Popolo e foco
74-75. Torino,

W da (cinque volumi). Firenze,



E CHIESA: La mono ul tocco * pp.
6 @ 102-103. Roma, 1925.

SALVEMINI: Solto lo scure del fasci.
smo - pp. 20. Terino, 1948.

A. TASCA: Noscita @ avvento del fa-
scismo — pp. 60 e 498. Firen-
ze, 1950.

A 509,167 Cher difndo. Agna
di



CL SFORZA: L'italia dol 1914 al
1944 - pp. 129, Milano, 1944.

SALVATORELLI: Storia del fosclsmo - Edna
Pp. 27-59. ; i GR GI po. 2890).









18



mo, oltre agli aluti materiali,
anche gran parle dei suoi uomini

Specie quelli delle classi giovani
reduci dalla guerra, di cui
pochi parteciparono al movimento
fin dalle origini.

Nella primavera del 1929, il

i



cialisti è comunisti.

Complicità..di' Facta

se si spo Re mf
a dscistà aceu-



lere e il "Corriere
della Sera” giustifico l'occupa-

gna anche dire, per farne
glio i moventi e i man-



Risi
lano. Questa Cassa,
sendo un ente morale, era
istrata dal
n



100-
la
gente “Derbene", colpita alla ra-

dice del suo potere. Nacque, da

punitive a Milano, Mantova, No-
vara e Pavia, che si concluser
felicemente Scioglimento.

, ea il pericolo fu
sventato (15)
Eos andavano le cose nell'an-
ja 1922, nella civilis-
alia, mare di diritto per
re
E giungiamo dunque alla Mar-
cia su Roma (16).





La tragica farsa

Abbiamo già visto come Il Go-
verno In nulla a
preparazione insurrezionale _ del
fascismo, com si adoperasse



‘Regolamento di disciplina per 1a

milizia fascista” con cu il fasci-

diede un'organizzazione



ottobre ci fu un raduno
tasti a NEDOI GRIGOL parti la
parola d'ordine della Marela su

1 26 De Vecchi e Ciano chiesero
ai re de dinieioni del donna
nel pomeriggio dello. stesso
giorno il Govarno si. dimiso
A Milano intanto Mussolini sta-
ya trattando con gli vomini della
Confindustria idoli che




Picasso: Periodo blu



cul disse: «1 26 ottobre 1l
gruppi mini, che oggi sono
tutti qui presenti, andarono da

an le

titoli di Stato, al credito del Pnese

verso l'estero.

Ed ceco Infine, per completare
testimonianze, il comunicato
Volta delli novem-



loll'ayenzia
Dro 1922 (19

«Negli ami
vento del mi
accolto con viva sii
Arande fiducia. La Confed
Generale dell'Industria,
essendo. un'organizzazione
mica € sindacale, non potrebbe,
nei momenti più

i industriali l'av-







Sfirot ia correlasional lapo

“Risorge,, l'antica Roma



A noi sembra di aver dimo



Ritratto sallustiano

Il prefetto Marzano (anziano

ragiona pittato'e ferro

di Roma: uno degli atti più effi-
caci è stato quello di

ire al re Ja voce del mondo del-
l'Industria, quando ancora dall’at-
teggiamenio del re tutto
deva».

erteme classico





ica farsa si
ai
no giunti al potere e i metodi
ori” stavano





n
segnare l'Italia is
udi, nel “Cori

a”, scriveva sul progr:
conomico del governo

trale della Confindustria, deciden-
do di chiedere quali
menti immediati nl nuovo Go-



1) Abolizione della nominativi-
tà per titoli pubblici e privati;
2) Passaggio all'esercizio pri-
vato dei telefoni
l giorno topo, il Consiglio dei
sinidi
» orogazione della legge sul-
la nominativ
Pasagiio gella rete lelefo-
nica alle Soci
L'italia
viando così. ver
imperiali





alvilo nell'interesse di chi tutto

questo | éra [sfato) futlo € a chi

rifalo.dlareSponsibilità dei disa-
e ne seguirono.

LUIGI CASTAGNOLA

6 cfr, L EINAUDI - «La condotta

ce gno i delia gue
Dr finora”
tal dana n



Capa
© Socio» 1988,

Dott © SEIN e Ltatia
colomici di “IST al 2 67
RESELO

ye E ROSSI - <I padroni del
vibo i pe

O 00 lE Ponte, tua 188:

© P_ATATRI



et

I FERRERO
(9) ZERNOGLIO GRANDI
sio». nE. 3 SR

101 STURZO + «La libertà in To

«1 fasci.

(00) « L'avventura fascista », pe. 3.
le eCoggmiche fra le due

(ID) Batti

gîrte © Milano, 988,

E ALATRI - x Origil dl fc
dda DE: 6 e 18

Roma ita dal

Î

SB e ta at 18 a 1808
DR ne

49) gn AL LABRIOLA - «Fico €

o

09, Li ALATRI, op. cit, pe. 250201;
SI, 0p. Ci, Bg Adi, TASCA

a e io toc

LS





{IT) CESARINO ROSSI. (razionalista,
ministro di Masstin) 5 Mussolini co:
vg. 100: ALFREDO: ROCCO (ne
"igiene
Si





Ares "guai
qu cttino della” Confindustria), del. 30
rovembre

TEO 10 «Rotta è fut
= cpl



DE:
i

are», Ottenov. 1981 si
@D cfr. E. ROSSI, op. cit, pg. 6330.











QUASIMODO: Amore e dissonanza



L'editore Mondadori ha ripub-
Dlicato in un solo volume, tutta

poetica di Salvatore Qua-
L'assegnazione del

forte che questa aspetto è nella composizione che



















rimmagine "più
‘affettuo:
Sosia ell

i suoi

corsi: È





calcolato dalla” scaltrezia’ di
un mestiere.



Già nel «Falso e vero verde»



O dolio. nascoeta
di essersi fatto inca-

cazioni sincere,
reale. Io temo

di comunic

nessa di tutte, da cui risulta solo
che l'autore non sì sente più i-
verso

frammento spinto



bruto in fatto umano (< oltrepassi
la spinta di ine
dubblumento un,
generale



et: ompO,
francamente, sono. diverient lè

del risvolto di copertina
‘al, questi risvolti) he gontan.
do-1e gole affermano

Da par a

Viiicoto LO più va
sta, esistenziale», come se non







«1
re eccentricità d'un gusto peguio-



20

rep Solo 1 finale è abbastonza

A proposito di 2



aleino
fi, e co o DE
di maligne ui
cento è mastica fle-
le), ecco Quasimodo sotto il ma-







Sumitioso (Ti
do potuto a un certo
nellevtentina poi
perchè no, ma invece non ne
in lui gli elfi (e tutto îl senso
che sì Sprigiona da loro e dalle
creature che a loro somigl

lia dini che non dicono
nul Jano - patologia simu
lata. Persino Ja civetta di Alo-
na ha ora in Quasimodo un a-
spetto | da uccellaccio _ d'incubo
anglosassone, @ quel suo essere
«{resca, felice> fa rabbrividire

Pochissimo dunque diremo anche



luce temi e inclinazioni piolgndn-
mente
pura >?

impliciti nella © sta



| surato în base
storia maturata
‘quello di misu poeta
base 2° quantità!) ebbeno, dire:

> (elraio inotodo,

mo che qui questa quantità è
uasi 2ero, quando por maturata
s'intenda trasformata nei frutti
d'oro della pi

Come Montale, così Quasimodo:
che tristezza. L'uno cerca scam-
po nel cielo di Palmira, anzi nel
Suo «oltrecielo > mistico orienta-





una delle più belle liriche ita
liane del nostro

La vecchia. signora. ritorni

riti,
© meglio, lei è la gu ca
chè dove c'è una potenza finan

tarlo Cè la giustizia. ‘Accompa-

perdizione. Propone un gioco dl-
ero paes (ole l'ucci-
sione det colpevole e in cambio
allontanerà con 1 ricchezze
vent squallida pover-

tà degli abitanti. Dapprima uno

to il coraggio
SOLI aM Rbvan pariolipnio bios!
ti

uesto è l'argomento de «La
visita della vecchia signora» di



ces0 Milan E RE

tragedia. Ha costruito moderni
ri € paniomime, ha intreccia
to siluazioni con perfetta lucidi
, © nell n

mat inaridito

tema della i compra:
ta, e della vendetta personale as-

signora» si aggiungono altri te-
dope ep)

o pata delle

Fesponsabiità. eu rifugio delle

coscienze dietro allo schermo
della colpa comune. Tutto questo
ha falto fantasticare molti cri-

voler dare un valore crona-
chistico ale sue

opere. Vuole
gueera bero di pensare © per
questo non neppure

ia
ana sud estetico. teatrale,
paura di essere poi costretto a
seguirla. GI ridone qui occhi die
e lenti, mentre di-

chiara di non pre essere chiu-
in nessuna formula nè arti-
stica nè politica. Prende un po”
tutti to gro con queste sue af.

per

ini di cultura, Ma il

grholve tulto nella vera giu
fo» è la storia di
patto stagno

un. vecchi



‘morte. Un colmo di scena risol»
De la vi

Dirrenmati prospetta
la giustizia in un mondo reotistt-

mato a morte e ucciso con un
colpo di pistola; invece di

re seguendo la tradizionale fin
zione dramm ta

fine a se stesso, Questa comme-



OI
collocato Dilrrenmati







onniscenti e’ sempre

Arionfont:

‘mbra che Dirrenmatt sia un

78; ma mon dovrebbero neppure
è

smentirsi. Come non
tito nei s00/, radiodrammi ‘uno
dei quali, < Sera d'Autunno», si

affermò nel ‘50 al premio Tatia:
Andrea Canevaro





oto. coi



MESSAGGIO A MALAGODI

STRETTAMENTE
CONFINDUSTRIALE




PARLA



TEDESCHETO

IRREDENTISSIMO



A BOLZANETO





ai



— «Avere pazienza e avere coraggio...»

"

| LE LETTERE E LE ARTI |





Cesare Pavese scrittore Europeo - Un tragico vissuto in
un tempo che non consente di esserlo, salvo soccombervi

o degli uomini che. non

In un tempo como © noslro, co-
mforio di una religione

gli idoli. posticet

pe creduto di

10 consensi

Dalla "eeliione dello stoicismo,
della memoria,

‘iso di una Disinit

gato a risolvere nella mei
zione ironica © nella vertigine del
Sacrificio il mate



Europeo, e quindi portatore di



|
|
|
o |
= SAGA La
i

GEORGES ROUAULT
una, spiritualità universale
niche dal bisogno di chiarire in
storicamente cerio ta
ine
nella mostra cultura (di
giovani).

Grava, ce 1a offre del resta
ai sone di Davide Laioio
oria di Cesare Pas
iscito presso il "Sag:

crede di aver trovato di
Perché il dolore di Paese, di

vizio assurdo, la

autolesionista ca i
prssonia e del Facconto Ta vela simili è contemporante. esperiene
ze umane.

La biografia di Laîoto, prege-
vole per ricchezza e novità di
documentazione, resta perciò una

1 discorso falolmento. cate
re una siorla che sia
obiettiva sembra impossivite.

collezione di dati esterni, non la
toria, di un'anima.
lore sembra volonloriamen-
gita puro onuncio.

voglio qui affermare l'ine-
stenza di un. problema politica

di sn rapporio costante di

‘on la politica e

n iomiomeno negare” i biscono

sempre presente,

ide
“poscia ai ape
razione della sotitu=

dine © dell'isolamento

proprio {l risultato falli

Lardo 6 coccio, cera
(e di

Seoriainerne
‘problemi

Sì ritiene pregiudiziamente unico
© infallibile, palesore una menta-

le mediano,

da mrseneratira?
La domanda che resta nella

penna € che varrebbe "44 cioote

la rinascita.

e
raggio» ma chiedere ciò non
forse oggi la più solenne delle
itusioni?

CA



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ARI I A /

La lezione di Luglio

no all’equivoco interclassi-
sta.

L'Italia mi sembra oggi
come la famiglia di Rocco,
nel film di Visconti, alla
conquista della metropoli
moderna; la grande famiglia
meridionale col suo relag-
gio arcaico, contadino, tra-
dizionale, coi suoi vecchi ti-
mori e le superstizioni: di-
penderà anche dalla capaci
tà direttiva delle forze de-
mocratiche se in questo mo-

lento di si ‘così
difficile l'Italia sarà il paese
non di Simone l’ex-pugila-
tore sconfitto ma di Ciro,
l'operaio dell'Alfa Romeo,
l’uomo civile e libero.
Assenza di una
‘prospettiva storica

Queste modificazioni strut-
turalî sono già in larga par-
te in atto nel nostro paese:
i contadini abbandonano le
campagne per andare a la-
vorare in città, le attività
terziarie hanno uno, svilup-
po ogni giorno crescente; Ta





zaziohe tende ad accentuare
la differenza tra. semplice
manovale e operaio specia-
za un sono fatti che crea-
‘un tempo nuove pos-
sibilità d'azione e muori bre:
blemi. Le prospettive del
1948 sono quindi superate
dalla situazione che non ve-
de più la borghesia e il mo-
vimento operaio come unità
organiche, chiuse in se stes-
se, l'una all'altra contrap-
poste; ma nei dibattiti tra
i partiti noi avvertiamo l’as-
enza di una prospettiva
storica chiara, che tenga
conto în modo unitario dei
differenti gradi di sviluppo,
della complessità e della va-
dei rapporti sociali ed
economici del nostro paese.
La responsabilità maggiore è
evidentemente dei « princi-







PRES

i abdicano alla
lor funzione dirigente; que-
sta carenza di potere rende
anci pressante Ja ne-
cessità che i gruppi d'oppo-
sizione approfondiscano il
loro discorso sulla società i-
taliana, ricerchino soluzioni
nuove per questo schiera
mento di forze, ch'è più va-



sto e articolato che in pas-
sato,

Sono dati di riflessione che
ritrovo con evidenza anche
negli avvenimenti del Lu-
glio scorso: la lotta si è ac-
iva in regioni ed



in città che in passato sem-
bravano essere periferiche
rispetto ai grandi contrasti
ideali e politici, come il Me-



tipo molto diverso, meno va-
sta e violenta. Inoltre la
protesta popolare si è ma-
nifestata con caratteri diffe-
renti, dal ribellismo oca
co forse, ma sofferto

esionsio delle aree dala
miseria e del sotto-sviluppo,
alla maggior consapevolezza
e minor unità delle città in-
dustriali.

Io eredo che questi ed al-
tri fatti ci indichino ad un
tempo una crisi e una rin-
novata capacità e volontà di
lotta, smentendo sia coloro
che ) avevano parlato di

glivabi
i agli eterni bollettini di

n dii a Genova
Un altro fatto dobbiamo
considerare con attenzione:
è a Genova che il movimen-
to antifascista si è manife-
stato con la maggior vasti-
enararo ie so-
ciali e di vidente-
mente perchè A
città che in Luglio si volle
sfidare con l'offesa alle sue
memorie più sacre, a quel
patrimonio morale ch'è l'u-
nico in cui tutti si possono
riconoscere concordi, ce
dini di una stessa città.
non solo per questo; noi due
ti sapevamo di essere nel
1960 € le nostre rabbie era-
no ben rabbie di oggi, rab-
bie più generali e astratte
quelle degli intelettuali, più
determinate, legate a cose
precise e concrete quelle dei
ratori: legate alla di-
sl
che, all’incertezza, al lavoro
duro malamente ricompen-
sato... Anche a va
quindi vi è stata una SE
spondenza immediata tra
la situazione strutturale e
lo sviluppo dell'azione poli-
tica; la nostra città appar-
tiene al «triangolo del





Nord », ad un'area cioè con
un tenore di vita relativa-
mente alto e una potenzialità
produttiva elevata, ma nello
stesso tempo noi ‘attraver-
siamo una grave crisi, che
investe quasi tutte le gran-
di industrie, il porto e le at-
tività commerciali più diret-
tamente legate alla vita di
questi organismi economici,
una crisi che si traduce e si
accompagna ad uno stato
di depressione in altri set-
tori, dalla politica locale e
comunale alle attività cul-
turali. A_ Genova, quindi, si
ritrovano elemeîti che ‘al-
tore senibrsno apteroni
dialetticamente: ed è

per questo che una volta i ni

2

Est pan
co chiaro e concreto la
aa
una decisione non previste
e non sperate.

Si sono mossi sopratutto i
giovani, i giovani lavorato-
ri, coloro cioè che sentono
con maggiore angoscia e in
profondità la crisi di una si



del progresso,
dello sviluppo, ingenti mas:
se di cittadini, che pur

corrono col loro lavoro al
benessere generale, e li de-



prime coll’insicurezza, colla
mancanza di prospettive
chiare e razionali, coll’at-

trattiva di miraggi falsi ed
illusori,

La bandiera della Resistenza

E' un'esperienza che tutti
abbiamo fatto e facciamo,
anche se in modi diversi:
noi tutti conosciamo la som-
ma di ostacoli, di contrad-
dizioni, di pregiudizi, che
frenano oggi in Italia il pas-
so di chi avanza verso

vita, desideroso di libertà,
desideroso sopratutto di ve-
rità. Non saremo quindi noi

Pei ii poi

carica dî rancore e di a-
sprezza che li poneva in
qualche occasione in contra-
sto coll’azione degli stessi
partiti e dei movimenti or-
ganizzati. Essi non erano
Scesi în piazza inconsape-
volmente.

bandiera della Resistenza
perchè è il loro unico punto
di riferimento; l’unica espe-
rienza rivoluzionaria a cui
si possono ricollegare. Spet-
ta alle forze democratiche
dare un contenuto reale, po-
fitico e liberatore alla loro
protesta, liberandosi dal mo-
ralismo dei dogmatici per
una rinnovata capacità di
intuizione. Noi non voglia-
mo creare il mito di una
gioventù detentrice per gra-
zia divina della verità asso-
luta al di fuori degli schie-
ramenti storici dei partiti
italiani; sentiamo però che
vi è un punto fermo acqui-
sito per la nostra generazio-
ne: noi siamo una genera-
zione di aderenti, come dice-
va Salvemini, alla confra-
ternita degli apoti, « di quel-
li che non bevono», i pri-
mi forse nella storia d'Italia.
Ricordo le parole di un gio-
vane francese: « noi Ti
mo imparato a disprezzari

più del nostri padri, o per



lo meno a noi le cose spre-
gevoli si sono più nettamen-
te ri ciato i fascismo ci ha
relat si nasconde
dietro l'uniforme del Genera:
le e dell’Accademico, die-
tro l'abito del prete o del
giudice. E” per questo che il
senso del rispetto ci è dif
I? perchè abbiamo vi-
sto. Si cnpisce, allora, în che
cosa noi possiamo essere dif-









vista. E 1
nostro rifiuto è così forte,
che talvolta ci porta quasi
alîo scoraggiamento. Il con-
forto morale non esiste più
per noi. Le parole non ci toc-
cano più. Un certo tipo po-
litico o di oratore che a-
vrebbe potuto commuoverci,
che commuove i nostri pa-
dri ci fa ridere, quando non
ci Suo indignazione ».
nostro compito,
re Lai
fiuto, che la nostra lucidità
ventino una energia atti-
va, una capacità di «inven-
tare» l'avvenire, ogni gior-
no, colla volontà e il corag-
go degli uomini moral, cr
tici, razionali. E’ qu il
moltvo di todo della nostra
fedeltà alla Resistenza: noi
sentiamo che solo da questa
fedeltà ci può venire la for-
za di essere gli uomini di
domani.

Il Delitto è stato commes-
so in Europa. Il Delitto sca-
turito dalle viscere più pro-
fonde della Storia Europea;
questo nessuno potrà farce
lo dimenticare. È fin quan-

lo non riusciranno ad im-

porei l'oblio noi sappiamo

che il Delitto non potrà più

ripetersi, che il Fascismo
jon passerà pi





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Universitarie





n |





F

GIO”

il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE E CULTURA



ANNO I - N. 8

9 - 30 NOVEMBRE 1960

20 pagine - L 60



I GIOVANI
ELA POLITICA



Venti anni, fa, nel 1940, i

giovani italiani di allora la-
Sciavano il libro per il mo-
schetto, l’orbace per il tra-



dizionale grigioverde, e an-
davano a morire cantando,
în una guerra inutile e as:
surda.

Per molti di loro fu la
scoperta ormai irrimediabile
di una assurdità ventenna-
le: assurda la società, assur-
di i suoi miti, menzogne i
suoi ideali, folle 1 i







RO ‘comune!
gio della revisione,
ta la bufera si schierarono
con quelli che già da anni
lottavano per un mondo mi-
gliore.
Altri trassero da quella
Feluzione una lezione di
scetticismo: quando se
fono che la reaità delle cose
non corrispondeva alle alti-
sonanti parole dei. discorsi,
assolutizzarono quella seo:
perta e abbracciarono il par-
ticolare di Guicciardiniana
memoria.

Tutti comunque avverti-
tono una ferita, una lac
zione, una frattura:
sione e l'inganno delle pa-
role, rivelavano una civiltà

fi coragi
Das:



mente estranea alle loro ri
chieste più vere.

Oggi, sempre per noi gio-
vani, le cose non sono so-
stanzialmente mutate.

E la spia di questa conser-
vazione è la scuola che ab-
biamo frequentato 0 che fre-
quentiamo, rimasta presso-
chè immobile, gesuitica ne



caico di una classe dirigen-
te irrimediabilmente votata
al conservatorismo e alla
reazione.



Una società senza. una
scuola democratica, aperta,
libera è una società che po

ne i giovani fuori della ci
viltà, ai margini della storia,
che li costringe o allo scet-
ticismo o alla ribellione. Del
resto è nella scuola che il



tradizioni del paese,

la propria vita sociale.
« Scetticisno e Ribelli
i accettazione 12)

efché miitacciano di sele.
rotizzate ulveriormente:
no

di essere
stettate da demagogie na-
zionalistiche e qualunqui-
stiche,

Il quadro tuttavia non è
esclusivamente nero: e quel
la ribellione informe, quan-
do matura nell'analisi delle
proprie ragioni, si trasforma
Sovente în una autentica vo-
lontà di rinnovamento,
un'esigenza di lotta, e di Iot-
ta comune.

Per chi poi raggiunge l'e
tà della ragione nell'atmo-
sfera irrespirabile delle fab-
briche, in un clima assurdo
di discriminazione e di su
ditanza dove l'operaio, in
mancanza di una scuola pro-
fessionale di apprendistato
deve conquistare da solo
proprio ingresso nel Mio
produttivo, l'esigenza della
lotta diventa ragione stessa

li vita, e l'istanza collettiva
la premessa necessaria del-
la sua possibilità.

Non sono quindi pochi i
giovani che oggi accettano
Îa responsabilità delle deci-
sioni politiche: lo hanno di-
mostrato a luglio, testimo-
niando col loro sacrificio la
irreversibilità del passato, lo
hanno dimostrato il 8 no-




















Arte della Costa d'Avorio - Maschera di donna









vembre facendo convergere
i loro suffragi si le
Ecate psoriasi ni
quei partiti in cui hanno
trovato e trovano conforto
e speranza



nell’interno:

Una nota sul lancio
dei pomodori



ccorre quindi precisare, REaRR
chiarire i termini di questa | L'opinione di un
lotta, nella sua finalità, ne- nu
gli strumenti e nei mezzi demperilioho
che possono garantirne il |SUlle elezioni
successo, con la certezza con- PIÙRO:
sapevole che da noi, solo da ,
noi giovani, può scaturire |!! dramme dell'Ansaldo

una promessa che sia, non peg. 7
un’ansia astratta o un astrat-
to furore, ma un'indicazione

Terza puntata della
concreta per il futuro di
uti.

storia del fascismo
DERE

C. A.







LIACCUNO UNIVERSITARIO



Agri... cultura. soft ono a cotone ti
fu È

la pri
lusione? Siamo realisti. La cosa



È cnche questa: L'an- | più interessante, tutti glì anni, so-
nò soolasiico si è solem mo ancora gli scherzi degli. stu.
Gperto con un matrito lancio di ontt' cia Surironra “St
pomodori e uova. I proietili han: sonno pil essere anticonformisti
cao © riducono la loro protesta a urla
Senaio' tn toga, generali eos de: 5 "isueono la ioro protesto a urla
corazioni, prefetto, tutti. coloro © Co'mineta Se non ti piole che
insomma che si è soliti ormai rac- {i manto d'ermellino, si tenga.
cogliere solto l'onnicomprensiva e solita conferenza a. sba-
curialesca denominazione di <au- digli, con le < autorità» tn pri
torità>. Figurarsi la meraviglia. fila ed i «primi della classe» in
lo scalpone nel nostro sonnolen- i Ma a noi interessa qui un
io ossequioso paese, nella nostra altro aspetto del problema. La
{rigida © compassata cità: polo scarsissima considerazione che le
e sui giornali, lettera del Ma- autorità accademiche. dimostrano
gnifico Rettore alla stampa, scan- per la dignità degli studenti. în
lalo nei salotti. Qualeuno si chie- quanto tali. Ha un bel dire il si
derd: vale la he anche «il gnor Rettore che sono stati dis
quai inque> se me occupi? in | ullt centocinquanta invi
effetti, tutto cid che sembri al: della democraticità dell'u-
fent solo epidermicu aperti che i; manca la
menie cl conformismo _che me di un, atenso | quale
tempo ha soffocato i nostri aienei,

ep ‘0 di docenti e di-
centi senza distinzione di grati.

SQUADRISMO 1960

Il 4 dicembre, fase
Settembri

ci deve interessare." Sopratiuitò












i hanno aggredito în via XX
amici, Mauro Adamoli

ica, un"giornale di sinistra, 1 pre-
pd 9) las v{1} pe Rita
Ma oggi, RN TORTI IT
chi mesi, non siamo nel 1922.

Sappiamo che « l’equidistanza fra opposti estremismi »
ha già condotto alla marcia su Roma.

Il Quarantacinque











uando alcuni atteggiamenti del-
le autorità accademiche sembra-

‘osì non si inserisce nel program-
ma ufficiale dell'incupurazione la
relazione del rappresentante de-
gli studenti, la quale è sempr

questo passo
sagiore demo-

signor Ret.

n

lio

Monelli
e SERZRE

Tambroni, ecco i giovani proseliti
oltraggiare Ja memoria di Giaco-







se tte Le ste
mento non altrettantospaterno er
invece riservato poco dopo, ai





A diventare
criminali quando si turba Îl pas-



el
tica, dell'organizazione nazionale
degli studenti, che sollo la guida
Si cli elementi più ar

peri. Ù aomooratici cho £
‘cattolica. è riuscita





n. pr
definisce <intel

Iettuale ».
NESTORE



Valesi Aurelio.

CONTO CORRENTE POSTALE

0A
nile. universitario
pra



Redazione ed Amministrazione:
Piozza della Posta Vecchia, n. 2 -
Genovo.

Autorizz. Trib, di Canova n. 487
în dato 30-1-1960.

cre







Responsabile: Renzo Farine



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L'AREA DEMOCRATICA

Topografia parlamentare e democrazia - Partiti e Costituzione - Chi sono i sovversivi
























L'espressione carea democra- | zione, intenaiamo dare a un par. Quando vogliamo invece indivi- — tuzionlità o meno. Taùto per fa-
tica» è v tto patente gi democraticità go- | dunro l'eroe] eniorratica quel

con la qu lo affrontandone il contenuto: i- segmento di

spazi declogia e sua azione politico-par- semmai sostitulto da un altro po-

spazi

titi che nella topografia parlamen- lamentare Nino ad oggi, confron- sto in verticale dove, uno sotto
andolo poi sui termini attuali l’altro, siano indicati i partiti che
ti vitanti attorno al cen- della democrazia. E mi spiego: Il meglio e da maggior tt
iro, Un pactito compreso nell'en- segmento cui si ricorre con una fendono la democrazia A nulla
rea democratica » è evidentemen. lrequente esemplificazione, sul serve qui spendere pi sì
partito democratico. Sono quale procedendo da sinistra a gnificato © l'interprelazione della

tnvece | Porti antidomeoratici | destra compalono tutti 1 partiti
c)li non compresi nell'area sud: stra a quelli







Foe nie ite
lizando (le forse. politiche che | Sreaia ha ogél in Itolla un conte:
che si tenfle a evitare ua proble: | gravitano attorno alle sona me | Suto preciso. Esso le è stato dato
Sha di analisi del conlendio po- diana. L'espediente è soaaltro | ga tuti 1 pardt nell'atto tn cui
Tico qei partiti, Certo tutti sBP> grossolano e Terrore è all'inisio vente definitivamente redatta 1a
piamo benissimo che = DA del processo. Si tende cioè a de- Costitu:

appartiene a una zona del par- viare il pensiero dal rapporto s0- ;

Jamento 0 del Danorame potico zione polticanceessià per di--_La Uemocrazia

s0l0 în quanto interprete’ di Uh tigerlo verso dI rapporto soluzio: sugi
contenuto © ci dt re otra: sorta e la Costituzione

ma tutti sappiamo che esiste an- che evidentemente non ha senso La democrazia è la Costituzio-
ce una forio teen 8,6: _e la ioluzine police è astrat- nov La democraticità è 1a

dere i problema di. corfpauto da modicare che _ ogionati, co tr
I per tro n qua gi

ro equazione:















or n più to alla genericità
o ti Mi i coflici. | _e' abl'atbitrioyema pen}più valido
P Per palufare la democraticità neltovò Consinuiolfacimente ac-
Jesto vdi«un partito possiamo quindi au-cettabile. alla larga







seatae cPipronleso poli
ds di'certi partiti ma monvper ques




cento



"erge
Soingiao "een Taroa democratica. © zitutto considerare la sua costi: "degli Italiani, Falla posts du ito
lle esclusione del partito neofa-
ta, dei restanti partiti
vonat liberale già nel
le loro linee programmatiche



le riforma agraria, alle leggi an-
timonopolio); i restanti vi sono
sostanzialmente fedeli,
Ma più SA programma

tiche ha valore € significato la
pratica politica. del vari. pari.



ente centro (Luglio docet),

Il “giusto mezzo,
Si è andata introducendo in tal



che non sono state attuate per
ulla € i diritti più elementari che
no! le vengono cl

le prime dobbiamo ripetere
parte gli appunti già faiti ai di
partiti di destra: riguardi

autonomie regionali, le leg





è îl resto, I atritti poi che normal-
mente, © în alcuni casi in modo
permanente, vengono lesi, sono
noti purtroppo (o per fortuna) a

erronea interpretazione dell'e area
democratica >.
Noi, di contro a questa posi-









4

ca iaia UNA POLEMICA D'ATTUALITÀ:

100 di perso:
ne, a quello dell'equaglianza Ai
fronte alla legge (<pari digni
sociale ») Ja, cul violazione fu pro:
clamata ufficialmente in un co-
1954 del au

I recenti fatti della appena tr Fossiamo quindi concludere che mico, col possesso di grandi gior-
scorsa aestate calda » hanno rimes- soltanto a posteriori e dopo una nali, con le manovre del credito e









Minicato del 4 Dicembre 1954 de
Consiglio del Ministri (a danno
‘naturalmente Sppartenenti























0 {n circolazione alcuni vecchi & | allenta analisi ‘è possibile sceve: | con ti gli altri messi potenti
o fare se uno sciopero sia stato pre. simi di cui dspongono, riescono
yaleptemente economico o poli: | di [atto non gia solo ad influire,
co. Ogni valutazione preventiva è olio spesso a determinare la
di circolazione e di soggiorno (vio- pertanto Iasciata all'arbitrio di chi politica dello Stato?»
lata), liberià di manifestare Ml la compie



proprio pensiero (e poi mantene- în Tialla tele incarico. sarebbe

re in vita il TU, di PS. del ‘81 quasi certamente affidato al pre

la censura (che non dovrebbe es: affrettate a. chie ME resa

serci, ma cè)... ecc. Ma più di Fable fopiar Sme ii ne dei ce

tutte queste cose basterebbe ricor. #mo. nazion rebbe l'abolizione del diritto di
E° ta

ja delle nostre af- neavamo, fore ingenuamente, _1©D0E_ Iabolimone del. diriti che
Fà tutti gli scioperi di una ceri
ne politica ai tali partiti: la logge portanza — sarel iderg

) detta maggioritaria, o ancì



rutto, del 53, che avrebbe dova: i rat dl
lare un parlament mod ato, com È invece, lo su
ie Gel Stelo ORE VIVE GIONI A road cosi ui los elite





care la Costituzione. (1).
L'autenticità
democratica

cipio. del. secolo, che l'eccesso di , qualche "autorità, può fare



ido ed immat
i propri erealiv inte-

Zione dei partiti alicati, D.C.

Non è da escludere che tra 1 fl
presa; in” seguito «l'opposizione gi
mo o sempié indi loro prose

Pubbiicam Ja, ala ela

‘uale avevano attivamente par=
ttcpato hi vuole poi mettere Vediamo dungue di chiarire! un
da parle tali programmi conside- pg le idee tn rutesta
Sandoli latta, © facendo magari



via del tutto pregtudiziale c'è
che

PITTURA VASCOLARE








pero, nella sua accezione corrente, | ficio notevole. In secondo luogo si

ha sempre carattere economico © riceve delle hastonate dalla poli-

sociale. Zia e talvolta anche delle scariche
Ma anche nel caso che la distin- di mitra,

zione fosse semplice è facile per Non è quindi credibile che gli



qual ragione non dovrebbero i la- operai

do del sindacati era quello
per cui le
che | dell'in-

degli Statt- Ualti che

o leggo inte "i
CO i n imbcctità, 1 vigineoheria
pronuneiati >. l'esperienza di Pétaîn. talisti, col loro strapotere econo. Briareo



Commenti

ai risultati

di CARLO ANGELINO di

Una lettura attenta e non

i, sia pure relativo, verso si

movimento non sì rifeti-

cristiani

tando i

elezioni nella sua cità, li
de:

elettorali

i ALFREDO MEDIO

Pare che un dirigente, demo:
lano fiorentino, commer
risultati delle recenti

finiti «una Sn

amo che tale. definizio
ip

lo stato di necessità» di ogni
comprese

D
‘quadro tuttavia non è ©:
ro;anzi: cia motto cit Crenticin=
que capoluoghi di provincia. fra
cui Milano, Ro

ren
Venetia) la DC. è gostreti
coglieragira

rismo, sulla via della democrazia
© del socialismo.
CA

Sulle elezioni, argomento
attorno al quale sì sta svol
gendo un ampio dibattito da
parte dei partiti politici e
della stampa, pubblichiamo
due interventi dei nostri col-
laboratori Carlo Angelino e
Alfredo Medio. Ad essi ab-
biamo ritenuto utile aggiun-
gere l'opinione di un giova
ne dirigente democristiano,
Curlo Cravero. Cì sembra che
il raffronto possa fornire pro-
ficue indicazioni sugli orien-
tamenti politici di determi
natì settori dell'ambiente u-
niversitario.





‘alleanze,
soi neo

nitenimen ogni ‘costo
del poterg /L2/ democrazia eil
Stiana ha sue
promesse non mantenute,
‘sua politica

na ot
fenuto la più potevole avanza:
ta di tutti
politico (15%), Me n

il dato numerico che conta. Os-

cè ai livelli più bassi e dove 1
interna ed estera
Cee

gioni nelle città e nelle regioni
Gr

gredite del Nord, 1à di
magi

iste gio!
sfriziazazione SA bo più: ele

Torino - Milano;
Emilia, Toscana.

în Umbria,



pi
tottavia sitpeaio, che di

Ra proporzione”
jon 10 valida la spie

grazione ‘adottata all'on. Nate

cente dichiarazi:

ne, colla quale sì attribuiva lt
maggiore responsabilità dell

successo elettorale del PSI al-

aggressione subita

Sponsabilità vada ricerca
ma all'interno
suo parti

tiva al potere D.C. Ciò ha ob-






immonitrice a tale propo:

alto ia frase colla quale on)
Giulio Andreotti conciude un
articolo apparso su etti
«Oggi» «Cè da augure
ce nessuno. dimentichi

può

«salva rerum

COMMENTI

ALLE ELEZIONI



L'opinione di Carlo Cravero
della sinistra democristiana

Non credo i possa

che si
nuare à disculere sut significato
1 6 mo-







cont la



mo- Inutile quindi parlare di coloro
L si sono posti

D.C. che è il partito che da De
Gasperi sino a Fanfani ha inizia»

to è continua a mutare le strut-
ture del Paese.

Inoltre perchè l'elettorato, que-
ta volta penso con ne
Za, deve aver fotlo un esame del-
la sitwazione, degli uomini, delle
prospettive. È se nom tutti È

mocristiani,

to, nonost
Sloni che può aver dato,

‘utlo questo l'ho delto perchè
fl 40 per cento della D.C. sembra
il risultato più. sensazionale, it

o che, secondo me,
chiude îl discorso delle aperture
di destra o di sinistra.

dell'elettorato

og
polare e antifascista,

po;
polazione, di solito più distrat- ha puntualizzato il Segretario On.
ii. Nonostante ciò M

le posizioni € credo per di

che nol MS
‘Mente fuori legge. 0° del resi
Oris mopgrenick ché wa pro







sizione di destra storica, di oppo-
sizione costituzionale, sebbene an-

lesto anno di grazia
1960 servono a costituire un cen-
tro demoeratico per gli equivoci

‘suoneranno male
queste due ultime parole. Mi spic-

ombra un movin
Speranza. Eppure come partito è

s ranza.
Per il fallimento delle sue solu-

degli stessi iscritti. per ni
degli elettori comunisti, il P.CI.
non ha avvenire.

Motivi questi che indicano che
l'ascesa de P.CI. è solo legata
a una situazione di miseria it

‘e-però che a
volle nom sì tralta-s0t0 di miseria
HiatoriblonE se melmeridione; ho



pace.
P.SA. dovrebbe, al pari del
Socialismo Europeo, rendersi con-

lo di questa situazione, non cer.
care posizioni di potere anche se
solo comunali € il troppo comodo

ye del términe, cioè collabo
ra realizzazione di un
ordine civile migliore.
Verchè c'è purtropi
avvilire la
Su antistoriche posizioni di con-
servazione e si

i una. designazio: ‘apcità,
non si fanno certo interpreii del-
le aspirazioni e det bisogni degli
i

Ma agli uomini responsabili
della D.C. e alle minoranze vera-
mente capaci di essa, le cui tesi
oggi stanno vivificando il partito,

per cento di voti da co-

‘Sanno che la Situazione politica
taliana va sbloccata anche se

la destra, {1 minimo aumenti
la sinistra comunista, l'inaspetta-
ma logico fermarsi del P.SL

po chi vuole
Democrazia Cristiana ©

le migliorate posizioni delle si-
nistre socialdemocratiche e repub-
è l'ottima tenuta della D.

la tutti e in tuiti È modi ber-

cagliata, danno la possipittà di

capire " che l'elettorato italiano
non ama le avventure ma ama il

gresso; che vuole aver fiducia
sperando che us

ira le fedi politiche più
disparate che può farsi la scelta
per



i

mai, ne è la condizione.
Eliminato quindi i pericolo che
D.C. priva confortante

sociale e ci
stato di diritto in cui luili si sen-

tano è
Terminando ricorderò che D.
imo Mazzolari diceva: «dob-
biamo lottare perchè si realizzi:
non una rivoluzione che invidit,
ma una rivoluzione che ami. Pere
©hè non si porli vio a nessuno
il suo piccolo star bene: ma solo
trgli che il suo piccolo star



catrice della nost
nostra carità».
CARLO CRAVERO

recch
ida
ita
nt.
RI
ie n
e en
Ò il ministro rede-
a
rr ceo
È pome O
Ra
sostegni Dedo
Se n





Non pensano
PENSA più l'uomo calvo o l'uomo
fomito di ricca chioma? Ma risolto





perci a
intensa attività di pensiero, «Le don-
ne — ha aggiunto
hanno in generale chiome
ti perchè non pensano mai ».
{11 Mondo)
La famiglia, quest'ente che gli ita
liani desiderano proteggere e poten:
ziare per cui pre:
sidio della morale e dell'amore, ful-
gente simbolo religioso, nel commer-
cio ha un significato peggiorativo.
Le merci « per famiglia » sono quelle
di seconda qualicà. Da un pesciven-
dolo ho visto un. pesce. immondo
con questo cartello piantato sulla
schiena «Tipo famiglia ».
(Da 71 Mondo)
ENNIO FLAIANO





ie
e,

| IL MONDO DEL LAVORO |

*

‘Ansaldo:
cavia dei monopoli

Que! che ci proponiamo in
questo articolo non è trac-
ciare una storia del Me
nico nè tanto meno una di-
samina dell'indirizzo politi-
co-economico generale delle
aziende LR.I. nella nostra
città, ma uno schizzo dell'im-
postazione che il governo ha
seguito e, tuttora segue nelle
aziende che gestisce e con-
trolla. D'altronde, crediamo
che il caso del Meccanico sia
esempio tipico di una linea
sin qui séguita ed in esso si
specchino Îe due tesi di uno
stesso problema: quello po-
litico ed economico.

Lo stabilimento di Sam-
pierdarena inquadrato nella
Fin-cantieri è parte del com-
plesso Ansaldo che consta di
varie branche di produzione:
un cantiere a Livorno, uno
a La Spezia e l’altro a Se
stri P., il C-M.I. che produce
impianti industriali, Ja Fon-
deria e in ultimo a Calginara
il SIA.U. (servizi ausiliazi).













o 16:000 unità
alla fine dell'ultimo donflitto
ammontavano a 30,000.
1 Meccanico è uno dei più
antichi del gruppo Ansaldo
lata della sua fondazio-
ne risale alla metà del sec.
scorso — è specializzato in
A a
anche impianti centrali.
termiche, Paitrezatura piut-
tosto antiquata, è di 25-25
anni; i dipendenti da 60.000,
lopo una lunga erosione pro-
dotta dai licenziamenti, so-
no scesi a 4.000.

Le cause ufficiali della cri-
si sono due: i costi di pro-
duzione relativamente alti e,
afficiente carico di lavo-
ro. Possiamo subito rispon-
dere che una soluzione si tro-

rebbe, zitutto nel
ia
irezzature e nel rinnovamen-
to e potenziamento flella flot-
ta mercantile italiana incor-
porata nella Finn,

Ma ciò che ci preme è fa-
e
alla politica dell'IRI e cioè:
che il principio a cui si deve
ispirare la direzione politico.
economica delle aziende di
Stato è assolutamente diver-
sa da quella a cui si attiene
l'impresa privata

L'indirizzo dell'IRI., te-
nuto conto di certe ragioni




















tecnico-economiche, dovreb:
bc informarsi agli Interessi
lella collettività, gareggian

'ntre di fallo per-
seg Mingd_di bordi,
nazione al monopolio priva
to, con il criterio di « socia-
lizzare le perdite e privatiz
zare i profitti »
Comproveremo questo con
un esempio: l'LR.I. a Geno-
pa nomea Jo SCIE
SIAC., accia-
ierle potenziate al punto da
portarle, particolarmente la
prima, a un livello europeo
me” capacità tecnico pro-
duttivo; come industria me
canica esisteva sino a poco
tempo sati un'effi-
ciente. fabbrica. trattoristica
alla quale sì mise il lucchet-
Îo perché, ahimè! osava far
concorrenza alla F.L.A.T. Co-
me è evidente la crisi che
sosrasta il Meccanico è squi.
sitamente politica, lo
fe emanteliare perche la sua
produzione di motori marini
pesta i piedi alla FIAT. e
‘alla Marell fossero
delle ragioni tecniche, non
si capirebbe come mai siano
stati profusi miliardi nella
siderurgia, quando è noto
che questo settore per la len-
ta rotazione del capitale of-













vi





fre, scarsi profitti a lunga
ana e, juesto mo-
t prato, lo cesta vo-



lentieri alla collettività.
Come abbiamo visto la cri-
si del settore meccanico-can-

SAI ga
NE 17,



tieristico è organicamente le-

gata all'indirizzo nazionale
dell'I.R.
So 1 ur:



dell'pfone o
Concludendo non possia-
mo non accennare al clima
dei rapporti umani tra dire-
zione e dipendenti, impron-
tato a uno spirito tipicamen-
te fascista, basti pensare al-
l’ineredibile easo di far foto-
grafare le tessere di pattito
è sindacato riposte negli in-
dumenti degli operai, del re-
sto non è da ieri che ogni
licenziamento si attui con la
odiosa discriminazione poli-
tica, colpendo particolarmen-
te i ‘dirigenti politici © sinda-
che quasi sempre sono
«elementi qualificati con 20 e
più anni di anzianità di ser-
vizio; in tal modo sl ottiene
un duplice scopo: distru
sei patrigno tenion
mano dell'azienda accelleran-
done la sua rovina e, tentare
di indebolire il movimento
operaio privandolo dei suoi
quadri.







linea dell'IR.I.
si erigono i sindacati unitari
rappresentativi dell’80 per
cento delle maestranze, che
alla fallimentare gestione
tecnica e, alla eversiva dire-
zione politica, oppongono
‘una linea di rinascita econo-
mica dell'azienda e, un cen-
tro di effettiva democrazia.

MARIO FARALLI



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o)nagli affari
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8



Il mondo guarda agli U. S.A. È



« Deve essere chiaro a tut-
ti che i prossimi quattro an-
ni saranno anni di difficoltà
e di prove dure», ha detto
Kennedy nella sua prima
conferenza-stampa come Pre-
sidente degli Stati Uniti.

Più che un serio impegno
di lavoro, questa è la consta-
tazione di un’amara realtà:
crollati ad uno ad uno i miti
della propaganda repubbli:

na, gli americani non si
sono trovati mè ricchi né for-
ti come credevano. E hanno
compreso che la loro tanto
vantata superiorità morale
è a brandelli, che lo stesso
potenziale bellico e industria.
le è fortemente compromes-
so. Kennedy non ha usato
eufemismi nel denunciare
durante la campagna eletto-
rale la stagnante situazione

poggio ai tirannelli europei
tici. Ha usato termini
E è stato detto, ha
fi gli america.












ni. Peri D ‘convinto;
sti inziale.

Molti-hanno già
parlato di ritorno a Roose-
velt e al New Deal: se non
azzardato, è almeno prema-
turo fare previsioni del ge-
nere. E' certo che eleggendo
Kennedy, gli americani han-
no inteso votare contro la
politica seguita finora dal. go-
verno repubblicano, hanno
inteso votare contro il con-
formismo che deriva dalla
manipolazione dell’opinione
pubblica da parte di tecnici
della propaganda politica,
contro îl malcostume finan-
ziario e la corruzione in se-
iacati, contro l'in-
debolimento del potere fede-





contro il pericolo sempre

presente
mmaccartismo.
L'ex vicepresidente Nixon,

di un ritorno al

to dunque travolto dalla sen-
tenza di condanna che gli
elettori USA hanno emesso
nei confronti dell’ammini-
strazione Eisenhower.
ctravolto » è il termine e-
satto se si pensa che egli, a
differenza del suo antagoni-
sta democratico, non aveva
il grave handicap di appar-
tenere a una religione la cui
potenza politica ed economi-
ca suscita tante preoccupa-
zioni nell'animo degli ame-
ricani.

Intanto, il neo Presidente
è atteso da i alla
prova dei fatti: i governanti
di tutto il mondo nei loro af-
frettati messaggi di congra-
tulazione hanno già cercato
di porre qualche ipoteca sul-
la futura politica statuni-
tense. De Gaulle non riesce
a nascondere la preoccupa-
zione per la piega che po-
trebbe prendere la guerra in
Alger ia, nel caso che gli U!

utassero atteggiamento

Ta. ni, del problema atri







neggia
americana. Mac Millan spera
finalmente di aver trovato in
‘ennedy un valido aiuto per
la sua politica favorevole al-
la distensione e al Mo.
Adenauer, che ha perso in
Nixon un sicuro paladino
dell'oltranzismo tedesco, sì
è trincerato piuttosto goffa-
rente dietro una vacua esal-
tazione della democrazia a-
mericana, augurandosi che
dl cambio della guardia alla
isa Bianca non porti alcun
O AGO De.
«tradizionali rapporti
Micisia e di. reciproca. soll
darietà ».
Ormai abbiamo sentito al-
l'infinito simili comunicati,
e abbiamo imparato a cono



















scere che cosa intendano per
«amicizia e reciproca soli-
darietà » i neonazisti tede-

« Naturalmente — come
nota l’Avanti! in un suo edi-
toriale — per i reazionati di
tutti i colori e di tutti i Pae-
sì, la cosa migliore sarebbe
che tutto restasse come pri-
ma: appena si manifesta non
diciamo il sintomo ma solo
la eventualità che possa muo-
versi qualcosa - nel mondo,
che qualche idea non pere-
grina possa farsi strada, si
comincia a tremare e si met-
tono le mani avanti, si cerca
di frenare la nuova tenden-
za, sì pongono i bastoni fra
je ruote a tutte le iniziative

Sd possiblità di rompere lo
omatico al

quale ci pi è ridotti da alcu-
ni mesi. Adenauer, come
sempre, è
queste forze, e fin qui ha tro-
vato saldi appoggi a Wa-
shington: vi riuscirà anche
stavolta? E' auguranile di





è alimentata

"°D la speranza è

E orcolonialismo
americano

avvenimenti degli ultimi





i Governi completamente

ai gruppi dirigenti
nordamericani, confermano an-
cora una volta che î paesi Lati-
no-americani sono ormai all’or-
dine del giorno da alcuni anni
nella lotta mondizle dei pacsi
coloniali e sottosviluppati. per
una autentica e sostanziale în-
dipendenza.

Vi sono. profonde. differenze
ira i paesi dei Caraibi e quelli
dellAmerica meridionale, e no-
noieuoli differenze anche all'in-
terno dei due gruppi, fra i pae
si che li compongono ma una
cosa li accomunava saldamente
tutti, ed era la totale dipen-

questi paesi nei ri-

guardi dei monopoli e dei grup:
pi dirigenti degli USA; dico
«era » perchè la Bolivia, è molto
più profondamente Cuba, han-
no mostrato la reale possibilità
di modificare le cose alla radice,
de Na naturalmente raffor-
o la lotta dei popoli Latino-
americani per la libertà e l'in-

dipendenza.





dal fatto che Kennedy è cir-

condato dagli uomini più pre.
parati di cui l'America



taries » tra i più csperti di
rigenti new-dealis

Non si pone da un
problema di uomini quanto
il problema, fondamentale
del resto, di saper convoglia-
re questa intelligenza verso
mete ° soluzioni più proere:
dite. situa-
Se quella Statuni
tense, caratterizzata
molteplicità degli faieresati în
giuoco, ricca di contraddi-
zioni e di squilibri, la parti-
ta tra progresso e reazione,
tra il ritorno al NEW DEAL
rooseveltiano interno e in-
sarai e lo scivolamen-
to su posizioni maccartiste,
è sempre aperta,

Dalla vittoria o meno di
queste istanze di rinnova-
mento morale e politico di-
pende in gran parte la pace,
la sicurezza, la prosperità
del mondo intero. Ed è per
questo che oggi il mondo
guarda di nuovo all'America.

ANTONIO CANEPA







Tutti i paesi dell'America la-
tina, in generale, sono caratte

izzati dalla man quasi
totale di un'industria | na-
sede

siste — quasi
e
serie di raffinerie, che apparten-
gono ai monopoli stranieri, co-
me del resto la maggior parte

dei prodotti agricoli 0 industria-
li che in esse vengono trasfor-
mati

Questo porta, în generale, ad



re, tutti i prodotti industriali ne-
cessari nel mondo moderno, da-
10 che nessuno di essi è fab-
bricato sul posto; così i salari,
spesso alli, anche în proporzione
ai salari americani, vengono st-
bito riassorbiti nell'acquisto dei
beni necessari alla vita.

Quanto all'agricoltura, i paesi
latino-americani sono costretti,
sia pure în diver
monoculiura 0 a
Pluzicultra _ (olo succhera
Cuba, mane in Colom-

ea restiamo in
Brasile); e siccome non è pensabi-









(peli potrai porro

Gre dei Loro. prodotti sole
e canto ad
una dilagante denutrizione, lu
necessità di importare, ai prezzi
fissati dagli stranieri,

e la forzata pluricultura ristret.
ta, hanno come risultato la man-
cuta meccanizzazione dell'agri-
coltura, e la sua estrema arre-
iratezza.



Conosciute queste cose, non
può stupire nessuno la denutri-
sione, Panatfabetismo, lo man
canza di case, la disoccupazione,
arr a pop los
mericani; diventa chiaro allora
perchè nel Guatemala si formò
nel 1954 un governo democratico,
quello di lacobo Arbenz, pron-
tamente rovesciato dai latifondi
sti appoggiati dal monopolio che
domina P'agricoltura guatemalte
cus fa Uniled Fruit; perchè in
Bolivia nel 1066, i formò un
governo di i
a, guidato da Estenssoro, che ha

ato la nazionalizzazione del-
dii di stagno e









na agraria è\la ng:
zione delle raffinerie.
In un momento di crisi del
predominio americano nel mon-
do, in una fase di rafforzamento

nautralisti,
latinoamericani a disporre di se
stessi si sono ormai concretamen-
te affermati, e non è più
bile impedire lo sviluppo di que-

Gianfranco Dellacasa





"

Il neo-colonialismo ©

francese

Pochi giorni prima di es-
sere assasinato dagli agenti
della «mano rosse» (orga-
nizzuzione terroristica fran.
ese ql servizio del neo colo-
nialismo) F. R. Moumié, pre-
sidente dell'U.P.O. @unione
cioè delle popolazioni del Ca-
meroun), în un acuto studio
sulla situazione politica del
, così scriveva: « Sotto
I POISNE GRANA fine a
una anarchia che non esiste-
va che nel loro cervello, di
Jan cessare un disordine che
essi provocavano, essi
volevano: Gi fatto seritara
in causa Fiadipendine. Ca
cordata il 30 giugno e met-
tere il Congo ‘sotto lo dire.
zione di un gruppo d’uomini
che rimanesse sotto la loro
stretta dipen
i a Io
retti del Congo; ma il discor-
so valeva e vale anche per îl
suo paese: il Cameroun.
Il motivo dell'unità è al
entro degli interessi del
giovane rioni africano...
dna te egli scrive:
ia





biamo mai ces-
nirante ld mostre lottar



solo l’unità militante e one-
sta di tutte le forze vive
della’ nazione può e deve
sbarrare la strada

com
del 21 febbraio e dell'avvento
al potere delta dittatura gol



acre difesa delli
nità nazionale,
do le frodi elettorali A
zate): «Si vorrebbe arriva-
re alla realizzazione di due
Cameroun, cinico progetto
che nasconde la scandalosa
questione delle « minoranze
etniche ».. Infatti all'infuori
di qualche colono installato
nel Cameroun sarebbe oggi
paradossale trovare delle mi-
noranze etniche in seno a un

i



politicanti, ha dato prova del
suo odio per il tribalismo.
Sono le stesse parole di
Lumumba sul necessario su-
peramento della struttura

tribale in una unità nazio
nale che sia salvaguardia di
indipendenza. Oggi il Came-

e ed ipocrita neo-
colonialismo. IL Cameroun
formalmente è indipendente

il suo governo è asservi-
to agli interessi coloniali
francesi.

Tutte le libertà sono abo-
lite. La ricostituzione del-

lU.P.C. è vietata. Tutta la
opposizione, da
ma

stampa di



tato camerounese della con.
ferenza Hi | popoli africani è
stato sciol

Uno Li sulla repressio=





ne nel Cameroun si deve an-
cora fare ma alcuni esempi
sono significativi. Il Came-
roun oggi è il solo paese al
mondo în cui la legge pre-
veda che: le condanne alla
pena capitale siano eseguite
in luogo pubblico «sur les
lieux du forfait ».

E” così che nel mese di lu-
glio cinque condannati poli-



i per dei fatti
auterioni a Aa sciagura-

fa del 22 maggio sono stati
Giusva in pieno giorno,
in mezzo al villaggio, al mer-
cato di Rafoussen.

Citiamo un altro esempio:
la legge '59 sul mantenimen-
to dell'ordine pubblico.

Essa permette al ministro
dell'Interno în caso di pre-





costituire una minaccia per
l'ordine pubblico di procla-
mare per semplice decreto lo
stato di allarme

stato di allarme permette ai
capi delle regioni (francesì),
per decisione immediatamen
te esecutoria, di procedere
all'arresto di chiunque e:
spina dannoso alla sicu-
a pubblica...

L'assassinio di F. R. Mou-
mié per avvelenamento
mostra ancora una volta, se
ce ne fosse bisogno, che l'im-









Michelangelo - La Pietà



perialismo ricorre ai mezzi
più ignobili, non escluso il
delitto, per difendere gli in-
preminenti dell'op-
pressione e dello sfrutta-
mento.

L’assassinio di FP. R. Mou-
mié è un messaggio sulla
necessità di lotta senza tre-
gua contro l'imperialismo.

RINO VACCARO

teressi



pe





| I FATTI DEL MESE

La crisi algerina

="
"

fine di una civiltà



Sf pie it an
di questi ultimi tempi,

so troppo schematizzati dal
quoti

Joro

diani, meritano, per la
indiscutibile gravità.
n accenno un poco più or
ganico. Dal momento che la
causa fondamentale delle
traversie politiche della na-
zione francese è la questio.
ne algerina ne riassu
mo lo evilubpo e i momenti
più importanti.

Quando nel novembre del
1954 i due principali partiti
politici cai il moderato

Movimento mani
sto aigrivo ci "ehrat Ab:

i Agi,

dero vita al Fronte di Libe-
ione Nazionale le loro
‘hieste erano delle più
Chiedevano una

po

attuazione dello statuto Spe
fe Kale
‘o da

ione di prendere
ni fu dovuta alla tre:
menda delusione



ceri di Algeri e di Parigi, è
stata infranta con la riaf.
fermazione di quel principi
iviltà che hanno reso ca:
4 gli uomini liberi

none deller
Agli intellettuali si sono
aggiunte le altre forze di si-
nisira quale in misura mag-
giore come l'Union Natio-
nale Etudiant de France















munista stesso che si
portano con molta cautela.

com-

A questo riguardo va os-
servato che i comunisti fran-
cesì, 0 per considerazioi di
politica estera a per una na-
turale diffidenza nei riguar-
di del partiti e delle forze

rhesia | progressista,
ri o pata dalle
delusioni subite negli anni
45, 46 quando furono
I dal governo do-
po aver dovuti sopportare
duri sacrifici, non mettono



in gioco tutta la loro forza,
che è notevole, e restano su
posizioni sostanzialmente
‘ambigue.

se pur con con-
trastl”@ pause, l'azione delle
sinistre hay già contribuito
fe) Isegsb_ gli spingere De-
‘Gaule” adrim: eli



berale e alge

i spinta decisiva la sta





ancia, in Europ:



do













s operando naturalmente _il
dobo avor se Sn Governo della
a ‘prima, s’anche per l'efficienza della gli Stati Uniti, e stanno ten- Repubblica Algerina (GP.
docina poi, si vedevano N.A.T.O. tando di assicurarsi l’appog- che dimostra sempre
costantemente negato quan- In Francia se la maggio- gio incondizionato di Pinay Più di essere formato da uo-
ranza per la soluzione gol- procurarsi sul piano în- Mini politici di notevole sta-
lista FIWBA5 algerina, ternazionale quella serietà tura. Essi sono riusciti a Tae
sembra assicurata, perman- di cui mancano. Tuttavia di un conflitto che po

gono tuttora gravi (negii: non sembra postano causa sembrare edi era, agli int
te sulle reazioni dell’Armée sivi pericoli a De- di portata limitata, uno de-
Pronta fai gli «enjeu de la guerre fro-
sli defini Eoverno ata, cercandonettra: ide» come dice flag

una ribellione di fanatici

, il F.LN. richie

A
babile che la futura Repub-
blica Algerina sia uno stato
a prevalenza socialista.
l'irancesì dopo aver par-
lato di «Algerie Francaise»
per tutto questo tempo, so-
no arrivati all’« Algerie Al-
gerienme» nel discorso di
De Gaulle del 4 novembre
scorso. Che vuol dire, fuori
di metafora, riconoscere il
diritto all'indipendenza.

setto del Nord. Africa e for-

verso una serie continua di

Jean Daniel su l'Expre:



nelle alte
cariche dell'esercito, di as-
sicurarsene la fedeltà; ma
l'offensiva lanciata dai vari
Juin, Salan, Guillaume ecc.,
gontro 11 Capo dello Stato,
tacciato di to ai
danni della LEE ascii
sussistere ampi dubbi su ta-
le fedeltà. Gli ultras di Al-
Keri sembrano piuttosto pe
lessi Le manifestazioni
dell'li scorso ad Om
no state sn re
presse dalla Guardia Nazio-
nale e dal C.R.S,, mentre

è mosso.
Trelire” gi Sedi
tropoli, i vari Soustele, B
lault, ecc. ZA RE
ancora decisi ad agi
occupati “delle reazioni de:











non e, ma
alla 2 della gu.
erra, si è ‘invece andata raf-
forzando în questi ultimi
tempi.

LA coraggiosa presa di po
Shine di noli: inicletali
e di una piccola parte dei

2
g
È
E
E
3



preferito la galera piuttosto
di diventare complici di tor-
uratori, ha posto sul tap-
peto in modo drammatico la
rave crisi di coscienza che
fravaglia la parte migliore
cella Pesio;
ncora una volta il pae-
isa Voltaire deve ai suoi
Nomini Gi caltarai ni Berte,
ai Jeanson ecc. se la congiu-
ra del silenzio sui Gg
delitti contro l'umanità
Si sono commessi. nelle care

dui
giuridicamente esso

problema interno francese,
la questione algerina è or-
mai di fatto un problema
internazionale, una delle po-
ste della guerra fredda. Do-
po aver iniziato militarmen-
te con una lotta che
stata finora un grani
tributo di sangue e di sof-
ferenze, essi hanno saputo

în seguito con una intelli-
ente azione diplomatica,
la cia con le



una loro sconfitta è presso-
chè impossibile.
Inoltre, dopo il fallimen-

Mu



lo per colpa francese delle
n, anche la
Tunisia e il Marocco sono
costretti ad accordare, forse
a malincuore, tutto il loro
appoggio alla causa dell’Al-
geria indipendente.

Un popolo che ci era stato
descritto come semibari
ha saputo in sette anni e-
sprimere un esercito eroico
che ha tenuto in ‘scacco



l’Armée francese superiore
di almeno tre volte come uo-
mini e mezzi ed una classe
dirigente di alto livello.
Per coloro, come n
RL
cese, resta una speranza
Che la nascita della nazione
algerina, non significhi l’e-
clissi della Francia del 1789.

Gianni Bafico





Ci prendono in giro :

All’interpellanza dell'on.
Tambroni al Presidente del
Consiglio oi fani, a par
te la polemichetta sollevata
sulla disciplina di partito;
ripropone in termini sempre
più evidenti il problema chia



ve della realtà politica, eco-
nomica a Er del Nostro
Paese: la validità o meno

dell’attuale compagine de-
mocristiana come classe di.
rigente. I fatti di luglio mo-
tivo dell’interpellanza, e la
loro interpretazione, rappre-
sentano un punto di riferi
mento in margine all'esame
dell'affermato problem
‘ambroni (ario
pe Sa
ciale data ai fattivdi luglio
lal suo ex Governo eudalla
D.C.









scontro tra insorti e forze
dello Stato impegnate nella
difesa della libertà »; egli ha
poi ricordato come la sua
azione e quella dei suoi col
laboratori (Ministri, Prefetti
e Polizia) fosse stata compli-
mentata dal Partito di mag-
gioranza. L'on. Fanfani, nel
suo discorso di Arezzo, dà
invece una versione rivedu-
ta degli avvenimenti în pa-
rola, più adatta forse ad ave-
re successo nell’indolente
opinione pubblica italiana;
egli riduce la questione ad
una lotta «tra opposti estre-
misti », cioè tra i soliti co-
munisti ed i fascisti. Le fer-
ze governative sarebbero in-
tervenute per ristabilire l'or-
dine e la coalizione dei par-
titi «democratici» avrebbe
salvata il Paese da un'even-
tuale involuzione. Quanto sia
no inconsistenti e faziose ta-
si può rile-

commenti
che dei fatti di luglio hanno
dato giornali dichiavatamen-
te anticomunisti. « La Stam-
pa » dell’8 luglio scorso por-

storelli che
L'iniziativa an-
Hfascista di Genova, insle-



me colle dimostrazioni di
conse enute special-
ente in alta Italia, va con-
siderata come uno dei pochi

glia vita
ultimi an-





modo e modo
di sciogliere una dimostra-
zione. Qualsiasi sfoggio di
esuberante energia rischian-
te di tradursi brutalità
pura e semplice, deve essere
bandito da qualsiasi polizia,
sotto la responsabilità del
Governo ».

1 «Times» nota che ela
alleanza tra D.C. e MSI

rato profondo risen:

timento nel- Prese, l'e Peo.
nOmistasStriveche













molti italiani è stata una
gradita sorpresa di vedere
come îl Paese reagisca im-

mediatamente alle provoca-
zioni fasciste ». Ma quello
che mi preoccupa soprattut-
to notare, sono I_tece-
denti dei fatti di luglio, duet:
li che determinarono
stato di esasperazione tra So
masse dei lavoratori. Questi
antecedenti ebbero larga
parte nella violenza con cui
esplose la protesta antifasci-
sta (e antigovernativa nella
isura in cui îl Governo si
trovò con le
forze ed i metodi fascisti,
non Mor dimenticarlo).
Per essere breve, mi rife-
rirò alla situazione della sola
Genova, quale esempio dimo-
strativo, anche se forse un
poco particolare. Una nota
del Direttivo Provinciale del-
la Confederazione Italiana
Sindacati Lavoratori del 18
RE ai
programma di lavori pro-
Messi dal Ministro delle Par-
tecipazioni Statali come con-
tropartita dei licenziamenti
aziende geno-
vesi T. è restato tut-
tora lettera morta; che nes-
suna nuova occupazione è
tata offerta ai licenziati ed
ai disoccupati, che, per con-
tro, la crisi di lavoro già da





*
tempo in atto nelle aziende
R.I. va investendo altri iì
portanti settori industriali,
particolarmente le attività







VISTA della Camera di Com.
mercio di Genova, « Le com-
pere di S. Giorgio » del ma
so, rivela 1 risultati

di un'indagine svolta in
aziende con più di 50 ci
denti, della Provincia. In es-
se, al 31-12-1959 rispetto al-
la fine del 1958 si era con-
statata una diminuzione di
occupazione di 1500 unità
Dalla Rassegna dell’Econo-
mia Genovese ill lese di
Febbraio che fa la s ri
vista, rileviamo i 129 licen-
amenti e le riduzioni d
ario di lavoro riguardanti
l'Eridania; anche in vari ri
gli stabilimenti













dell'orario di lavoro e si pro-
spettano generali ridimensio-



namenti nella organizzazio-
ne, ciò che signifi la
mano d'ope pe-



ricolo di nuovi licenziamenti.

Le promesse

non mantenute ni



‘Si l'angiungà, TO oO,
notate i siNdacagi della/C.I,
S. L., pure notoriamente fi
logovernativi, che le pro-
messe 2700 assunzioni tem-
poranee da effettuarsi en-
tro un anno, secondo i piani
resi noti nel maggio 1959 dal
Ministro delle Partecipazio-
ni Statali. «i sono realizzate
per sole 140 unità, e si pre-
Vede che soltanto altre 1000
assunzioni verranno fatte
entro i termini stabiliti.
Questi fatti devono illumi-
nare su quali devono essere
stati i sentimenti dei lavo-
ratori dell'industria genove-













se în quei giorni, e ancor più
devono far pensare a quali
devono essere diventati in
seguito, con l’aggravarsi del-
le prospettive economiche.



La tragedia
dell’ industria
genovese

Le vicende della Bridania
sono giunte alle conseguen-
ze estreme qualche settima-
na fa, e sono di questi giorni
le proteste dei lavoratori per
i continui licenziamenti al-
l’Ansaldo Meccanico,



Questi fatti fanno dubitare
della buona fede di coloro
che inorridiscono guardando
la fotografia, largamente pro-
pagandata, che ritrae un di-
che sventola una

mostrante



. senza dubbio; teniamo pe-
te ciò che scrisse il
1 provocatori, i
soverchiatori, tutti coloro
che, in qualche modo, fenno
torto altrui, sono rei, non
Ren
ma del Desiree
ancora a cui porta



- TT.

pari genfigra)rileviamo,
èoimela. cattiva amminis
Zione economica, le discrimi-
nazioni e la corruzione che
la rendono iniqua, siano stati

causa, la sola causa, dei

disordini nel Paese, e, quello
che più ci nreoccope, dello
stato di disagio in
Sa la parte meno abbiente
della popolazione. Non ci
prenda per il naso svento-
Jando il solito pericolo co-
munista! Esso è
anni la comoda,
consunta, causa di ogni po-
litica fasulla.

GIACOMO TRAVERSO



so






1a



RIEdEia AE)

Sulla libertà della scuola sovietica



Come avevamo annunciato,
pubblichiamo una lettera © ; che
Franco Croce ci ha in-

il Prof.
viato a proposito dell'articolo
li M. S. sulla seuola nell'URSS

apparso sul numero 45 d
‘stro giornale.

‘a Mi



vate

tito sull'argomento avrà un se-

guilo sui prossimi numeri,
‘intervento di alcuni





Signor. Direttore,
suo giornale con
più risentito e



posto di un ‘
vangelo su su fino aÎ corsiymono?



grafici su. un autore gi Cui. gli
studenti paghi delle dispense
fuardano bene dal leggere le

dl





> ta simpatta che mi
sapira inque a, -vor-
rei osservazione
alla buone

° srché. mi pube
Ù hè ci pensino)
a dell'articolo di MS

)



condotto bene,
giocato abilmente com sulle due

rosea "di Basi, quella più
realistica dì Krusci s

per
dalla scuola



esso delle lingue delle
studentesse-guida dell'Intourist

per i suoi rappo
del lavoro)
stra
Nell'articolo che ha
un così suggestivo titolo, a misura

‘om il mondo
qualunquismo, di sini.

dell'uomo,

scuola russa Importante proprio





dell'uomo », più grave
quelle indicate da Kru-
che per questo argomento
preferisco ‘rifarmi alle mie im-
pressioni di Russia,

forse di

ca misu:
sciov: l'a



quel
ta la brevit
con informazioni ch
mo di N
Ne ai fucili spianati, al

n penso
lo spionaggio, alla di
che sono esistite



tutto. l'ottocentismo
getiare via; tante
di molte nol



î
Però sarebbe sciocco” Voler
dere tutto. bello
episodi;
media di Kalinin che
dono 1 Îibri occidentali; non gi
si mandassero però a Kalinin (che











è una città di provincia, ma non
un villaggio), lî si spedissero dai
suoi a Leningrado, Mica perchè

dd essere
malvisto come spirito troppo per-
onale.

o, questo bigottismo dell'e.
ducazione sovietica non può pia
cere ai giovani de i Il Quaranta
cinque », la data della riconquista.
ta libertà!

3

Faccio del solito anticomunismo?
io credo proprio di no.

battaglia
lo intorno al-



la scuola, la

libertà dele
l'insegnante, della © e è

tura, che

l'imprenditore privato di scuo]
cara ai clericali), è un obbiettivo







di pari imporianza che gli altri
si potrà forse, per tattica, dovendo

tratt È democristiani, porre
più l'accento sulla efficienza e sul
a tà si dovrà di

socialità; ma non

menticare quest'altra esigenza fon-

mentale,
to meno farsi un mito di

‘educazione, che l

do piacerebbe così ai gesuiti, l'e:



gotta dei russi
Lei scuserà, signor di

rettore, le
mie lunghe ciarle fatte, il

ripeto, al



Franco Croce

Franco Croce ha perfettamente
scuola russa ha





sdidtiva rapidità e con
si lesmuove 0 n
tn grado di contribuire al proprio
continuo solluppo».

E av to, prima, di va
rie disposizioni formalmente e so.
stanzialmente totalitarie »,

rennavo, forse trop.
po brevemente, alla mancanza di
Libertà, che necessariamente

impli»
ca servilismo e ipocrisia, ma anche
intendevo spiegarla nom giusti



ficarla — cos
berta, i

la mancanza di If
totalitarismo, sono parte
integrante del sistema, cioè appun-



to un potente st
tecnici è di

grado, di. trasformare il puese,
Der trasformarlo in un certo mo:



da un mondo ostile che
‘occasione propizia pei

ato di emergenza

tanti. aspetti _ totalitari

loro sistema, Si può discuter

rio se questo sistema sia, o si
Il più adatto, i



lo scopo e del sistema net suo
complesso non. possiamo dimentt-



Va da sè che non mi auguro ef-

tro e da applicare dovunque e co.

Marco Sonnino

18
*

CLASSI e PARTITI nella crisi

italiana del primo dopoguerra



Il fascismo dittatura terroristica del capitale finanziario - Le ragio



della

contradditoria alleanza colla piccola borghesia - Gli errori del movimento operaio

stro lungo esame si è assai sviluppato nel senso di
tosto definitiva, che cil fi

rin:
vore » (1), sulla base di una ben chiara natura di classe, scopi

di [ario favore ce lo dice il Prof. Steve, in una mono-
grafia pubblicata nel 1947, dalla quale si viene a conoscenza,
che all'inizio della seconda guerra mondiale il gettito com:
Riessivo delle imposte gravanti suila popolazione italiane era

asi il doppio di quello
‘«La gravità di questo aumento di pressione risulta evide;
ddito pro capiti



tin
inetaria di stesso



maggiormente questa doppia pres:
giano Sscale ‘A parità di reddito medio pro capite! Ce lo
tra Îl gettito delle Imposte indirette © gettito delle



dirotto.
Nei 1914 le imposte sui consumi rendevano per il 61% e

quelle sui Fedditi per. ii 30 del totale
i 1989 le smposte gui Consumi rendevano Îl #5



‘ssi popolari, io di punto
lella che caratterie-



za lo siviippa

fudie:

al qualit REI
‘medieval:

A questo punto noi jam certi che nessuno del nostri let-

tori possa conservare del dubbi e dissentire dall’irretutabile

commento che Emesto Rossi dedicò alle cifre fornite da
la più convincente dimostrazione della

ia dal Governo Mussolini ».



di
classe att



Quello che abbiamo dimostrato.

assumendo le cose dette, noi abbiamo giò dato
la verita, dele seguenti tesi (che sono tesì gramsci

1) Lo Stato formatosi sotto la spinta di
‘nuclei capitalisti, elia, settentrionale, che volevano unt



contadini poveri, che gli scritiori. merce
0) marchio di «briganti», e. nel 188, soffocò con m

terroristici i movimenti nei quali la classe operaia per la pri-
sollevò contemporaneamente ai contadini poveri
jardegna..




Ti capitalismo italiano incominciò ad essere reazionario

6
produttive italiane, la borghesia ridusse lo Stato all'ufficio di
un suo diretto agente commerciale; il capitalismo ridusse tutti
gli istituti governativi, esercito
ud

nostra classe dirigente di quel periodo costituiscono il docu:
vergognoso di questa incapacità. Da qui sfociò inevita:

bilmente la guerra.
3) La guerra indebolì politicamente il capitale industriale



d'opposizione costituzionale agli industriali. Lo Stato borghe:
se entrò quindi in una crisi formidabile che poteva farlo anda:

4) Colla guerra la tattica giolittiana delle aristocrazie ope
raie non potè essere ulteriormente efficace, perchè o
Jatilizzate le condizioni oggettive che la rendevano realizza:

. Pertanto il capitalismo andò sempre più rivelandosi im-

potente di fronte all'esplosione delle sue contraddizioni all'in-
terno della società nazi

5) Esiste un'incontutabie dimostrazione che Mussolini fu
portato al potere dalla Confindustria, complici govemo è mor

«.@2 quello che vogliamo dimostrare

Adesso ci resta da sviluppare l'analisi su queste altre test:

1) Quando il capitalismo non riesce più a dominare lo svi-

luppo delle forze produttive diventa reazione armata. Îl fascio

gnoso di questa incapacità,

Soppressione dello libertà pariomentari in Italia si

gnifico che ll capitalismo poteva permettere, in quel
momento, delle concessioni. paternalistiche. Non polev

finanziare la presenza, corruttrice per il movimento operaio, di

ito socialdemoeratici
5) La vittoria del fascismo non sarebbe stata possibile





senza l'alleanza fra in grande borghesia e piccola. borghesi
erchè anzi ne fu determinati oi coniato di rasta
icanza forono 1a Salotti nazionalista e la tabe an
lista, che trasformarono ì i di inferiorità in ragioni di
orgoglio.

4) Gli errori del movimento furono tl frutto di de



pena .
di scarsa. aria: (Coll'entasi tribunizia: es Pal.
tazione verbale sireono fatte sempre e soltanto delle
se non; delle rivoluzioni,



unque .coll'allermiazione the! Kastismo è il
[stem c più Integrale che sia esistito nel paesi a
tin certo grado di sviluppo capitalistico, non per dl grande nu



BUDDA DELL'XI SECOLO |











mero di operaì e contadini ferocemente assassinati dai fascisti

"la totale soppressione sistematica di ogni forma
Enne 4; Tunes EE ale” i e:
on

edi
zione, ben diversi MA OI ea e sig soho e
dono

data verno meno cara, che costa
meno, perche d “caiiatimo deve solo accottasia è stfatietia:

1) Lo spirito ‘i iniziativa è assai più favorito in un regime di

I diritti politici accordati alle masse funzionano come val

gola di sicurezza è prevengono gli unt violenti © i contrae
colpi rivoluzi

Tia a democrazia», cioè le Ibertà parlamentari e la libertà

a

nore di vita, accrescono gli stimoli
tendola al riparo dai catastrofici pericoli di stagnazione e di
contrazione.



si
Solsmo © del suol capi, identificate con quelle che taluni hanno
chiamato « malattia, della violenza».

I rapporti tra fascismo
e socialdemacrazia

In questa particolare necessità, esaminati i rapporti. di
classe, si inserisce una giusta prospettiva per intendere la sop-

pressione. del. parlamento. Politicamente par ndo Lil regime
parlamentare è una forma di organizzazione del potere che ben

Ki adatta ‘al bisogni © alla ideciogia della piccole borghesia. 1
legame tra piccoli e medi borghesi , re
ghesia dall'altra si salda principalmente sul piano della vita
Darlamentore € si concretà su Questo terreno sotto
compromesso politico concluso tra i dirigenti di diversi par
titi. Esaminando 2 fondo questo compromesso si vede che esso
iovuto sia a concessioni economiche, sia a interessi economi

delle cl iù le è difficile governare destreggian:
dosi tra compromessi ‘paziamentar. Ma quanto più 1a crisi del
jagna in profondità tanto più l'



Le del

Per (questo la (democrazia », nel passi capitalistici avai
zati, resta un affare. Ma con ciò non si elimina la radice delle
contraddizioni, bensi soltanto se ne rimanda



È



E lo si vede bene, nei paesi capitalistici più deboli, come l'Ita-
lia, nel momento della crisi. L'Italia del prim Tra era
paese overo; Îl capitalismo, pur aven giunto
uno stadio considerevole di sviluppo ed essendo minato dalle
contraddizioni all’imperialismo, vi aveva una struttura debole,
miser sue lezze massime, oggettive e non oggettive,
furono sempre e soprattutto que
a) la mancanza di mati rime, ci Pioppi ea
rghesla di creare in Italia radice profonda nel
paese, in iesitvamente ‘svilupparsi, assorbendo

grado di pro
0 d'opera esuberante
D da m ‘mancanza tra npeciatt ica ft iena (onora;
a fate devoluzione Capitaizico che corrisponde
eipentaitzione si capitate pmansi razione
Reload indi tp È DOO



guestione qei contadini e

Per questo la strozzatura del dopoguerra rese ancora
profonde le contraddizioni interne del capitalismo italiano,
che si manifestarono con violenti conflitti. Nel momento della

Macerazione, le contraddizioni del differenti radi

di sviluppo,
che avevano vo



a aristocrazia. operai
sistere. Il margine riservato a beneficio. del. capitalisti si re
strinse. La pressione della massa sull'apparato del potere bor
e è su quello della produzione capitalistica si Goneralizzo,
Finto. Ti Processo di stabili doveva quindi por:
‘pressione economica è politica esasperate (più

presto E negli altri paesi europei dove Ja borghesia. più ricca

© biù forte fino più ampia ina

novra nella difeso del propri privilegD) Nel campo colti

ta stabilizzazione si poteva coneretare, Solamente in quela sie
pol Chiimo la egrende

brutale diminuzione dei ‘al



consumi, tassazione feroce del produttori. piccolecboranehi

metrazione del capitale finanziario in Gita 1a rito e
se, per te urre Te contradalzioni i

facevano ostacolo ad un sistema parziale d'equilib

tiza to mava comunque servirsi. dello

Stato. Soltanto altraverso la forza dello Stato si può comple.

re queste razzi si Sostituisce

La liquidazione delle organizzazioni
operaie coincise con la liquidazione
della democrazia

a jo e demoereta liberale On sì presta quasi per mulla
alla realizzazione di un tale disegno. Finchè sussiste la

demo-
crazio, le diverse entegorie sociali bénche abbondantementente
ate e defraudate, hanno purtuttavia qualchi 0 per
difendersi dalla « i libertà di stampa, suf-
io universale, diritti sìndacali etc. Mezzi insufficienti sen-
za dubbio, m ingono delle remore alle esigenze illimitate
del capitale . E' soprattutto la resistenza del prole
tariato organi le rende za difficile il massaci
dei salari. Per questo la liquidazione della democrazia coinci-

teressi comporta necessariamente, la borghesia sollecita uno

te
stenza. di diversi partiti. Che tutti, HE fin dei conti, A

ii dra oro, att che
a un Musso ‘che



£
5
3)
E3

rghe
DIO permettersi. La sola via di salvezza RE
è un'unità politica diretta di tutte le sue
frazioni. Il fascismo italiano scegliendo questa via giunse ra-






onte
del primo de
soprattutto).





tito veg
e Lo



razioni, ci sembra glusto af
iL cascigtso ninepuol estere Hemilio conti
ve,

fa forma Particolare
ir rio a delie
originali del capitalismo Itaitano.

i Sascismo comprendeva elio stesso
tempo molti atri elementi Gs ie rear Maio "N i teo
Goniprendeva, soprattutto. un movimento! sse piccolo.

ine e rurali, Senza le quali Non tvrebbero po:

“temute presedti queste consi
Chesdi

tuto vincere.

La contradditoria alleanza
con la piccola horghesi:



vora.
Fu una lotta politica, seppur condotta in maniera fonda-
Tuentelmente errata, di certi vappresentanti della piccola e me
dia borghesia contro una parte delle antiche classi diri

mi cismo non è spiegabile selamen-
te colla volontà e colle sovvenzioni dei magnati capitalisti. Es-



sa del gapiaie
Smo monopolistico contribuì ad assottiglire sempre di
Diccoli produttori indipendenti. Chi era costretto fa vivend con
redeiti spesso inferiori a quelli del salariati; con spese Di
riori a causa della disperata decision

dia, impediscono a questi ceti di avere

Un piccoloborghese non è mai ciò che crede di esse;

ideologia è ser più o meno, 10 strumento del dominio che
un’altra classe deo che

mento piccolo borghese di rivolta ann
cosa di contradditorio €, se vengono tradotte în pratica, por.

, în maniera soprendente, a conseguenze completamente
diverse da quelle che ci si sarebbe aspettati secondo i principi
fondamentali che esse

contengono,
è questa rivolta non assume un ca-
© dalla borghesia o dai

fascismo




in organizzazioni il cui
fesa dei vecchi privilegi.

Piccola borghesia è lotta di diante

Questo è li fuoco della questione. Occorre la serie
lei motivi per i quali le classi inate € spogliati
frande capitale, Non tesero la mano'al protetaviato ia ciato
rivoluzionaria ed anticapitalista per eccellenza. Perchè insom-

, {ra socialismo © 10, scelsero il fascismo. Vedia=
moli per e

a) Lanicpialiamo della classe operaia è diverso struttural-
mente da quello delle classi medie. Il primo vuole andare

‘autentico scopo era la



vano
Prietà. La borghesia capitalistica che, rispetto a tutto il pas
0, è ù £ Spietata espropriatiice della stria,
superabile solo da un'organi le socialista del potere,
sì professa tuttavia tutrice della «sacrosanta proprietà » ©
pauracchio per le classi. medie il socia-
lo, « negatore della pro]
La piocola. borghesia sente. tina” aaa invincibile per
r la condizione proletaria.
die non tollerano di essere proletarizzate, non perdonano ‘ai
s rimere le classi, vale a dire i suoi
meschini e suor ‘ ‘prive ‘dl'cinsse», niente di briciole
alla tavola del padri
rghesis capitalistica manovra sempre, e spesso con
sonia ‘consumata, per contra
letariato organizzato, sfrutta il fatto she” l'azione sindacal

e
È

e

commerciante contro le cooperative socialiste, 1 1
più bassi; i loro privilegi fiscali, la loro ‘maggiore capacità
concorrenzia]

) Tia nozione di lotta di classe, fondamentale per la classe



> 1
Se E>"E==*SE = "55104

operaia, è incomprensibile e ripugna al piccoloborghese.

coinvolto. Per lui ci sono



di classe sotto
dendo complicità nell'accusa del contrario alla. ciasse ope:
raia organ:

} aziira l'operio he poesia tolo 1a sa Sapacità di lavoro


non he patria», per usare l'espressione di Marx. il piso:
borghese dà Il nome di patria a ciò ch La pro
prietà pi ; mimaceiata nello stesso. eripo' abita
concentrazione capitalistica e dalle rivendicazioni popolari,
può scegliere tra 0 e fascismi vece sceglie ii
azionalismo, cioè ii fascismo mascherato come terza via,
presunta sostituentesi a quell'altra terza via che è la via
democratico-parlamentare. Moni utao €

l'ideologia nazionalista veniva assorbita dal fascismo in a-

scesa Svanivano le contraddltorle istanze anarcoidi del pri
mo fascismo, rinnegate per sempre, come era ovvio ie ‘i



cel
Runciatari € distattsti

La “farsa, di Fiume

lla campagna interventista, prima, e nella creazione del
mito dello vittoria mutate psi, pe memi airone del
erano trovati sem) J



è erand anca fo cori: secondosil Pasto
agltosegiioida WII [Pinedo cea at
goalavi ela Dalmazia Gagli-italiàni; ma, al tavolo della pace,
Wilson fece legittimamente osservare che non esisteva tratta:
tone) quale gli USA: si impernasano ad accondiscendere agli
Accordi di Londra. AliTtalia quindi do
© Trieste, oltre al confine
Da Dalmazio. Soltanto che gli (n chiesero anche Fiume:





mmeticante, nta
fcue apostrofi ‘al boleogo ai, (E
a del € Duce;

lo fece cacciare con îl cannone, Mus-
solini non i ‘appoggiario € anzi voto conte
l'odg. dell'esecutivo fascista di pistone, net toi provvedi








16



mento. Il governo infatti stava ormai patteggiando ed ei

mai iniziata la fase delle alleanze elettorali Libra -fasgioto,

Mentre lo Stato iniziava la sua progressiva resa al sovversi-

vismo mussoliniano, l'appoggio, capitalistico favoriva fadozio:

A A AA AAA
a

Qua
Sostituite quelo Beato Votato. a difesa desi mi
talistici, che il nazionalismo a’

allora apparve inevitabile la fusione, che, infatti, avvenne nel
192

isaminate le diverse classi sociali alla luce del ruolo che
ebbero rispetto al fascismo, ci restano ancora da valutare i par-
ibbiemo ancora espresso un giudizio
i popolari, i socialisti, e 1 comunisti.

dissentire da Guido Dorso

Fosa
inalogo a quello tbera conservato 01

surzo dichiara (8 i popolari appoggiarono
1 gabinetti Nitti e Giolitti 5010. er “mpedlre lo gono

nuovo maggior successo socialista. Più "a marcia

entrarono nel gabinttto Memolini (con
due ministri e quattro sottosegretari). Quando furono cacciati,
e furono cacciati per davvero, nell'agosto 1928, dal governo Mus:
solini, l'on. ani dichiarò: «io ritengo che siano sufficienti
le nostre dichiarazioni e i nostri atti tendenti a collaborare,
Perchè noi vogliamo che I" sento

Popolari formano la
\sse dirigente del fallimento.

su errori e le divisioni dei socialisti

quanto riguarda i socialisti dobbiamo dire
irotmaii dale are glettorali e frastomnati dall nd
luzionaria în Euro) roppo spesso superati dalla dia-
lettica del movimento negli Anni dell'avanzata ©, guidandola

indebolimento e la dispersio-





E,

n inoapaeità fu senza dubbio determinata dalla di
visione in riformisti e massimalisti: remissivi e rinunciatari,
i primi, verbalistici ed estremisti, i secondi. Mentre i primi an:
davano progressivamente sostituendo all'idea delle riforme per

socialismo quellu;telle riforme del capitalismo, 1 secondi at-
tendevano Invece il crollo fatale delle Società borshese 6, mei
trattem dini è ingenuità.

Tin eni
te vol io del
guerra. Gli operai che in realtà occupando le fabbriche
ia

no in una situazione senza via d'u-



ioni conformistiohe è accomodanti del so:



‘Conceme i dilatarsi della degenerazione social»
democratica in seno alla corrente riformistica basterà citarne

3 l che scrisse « Battaglie sindacali» organo
della Confederazione Generale dei Lavoro il 7 novembre 1922
2 commento del colpo di stato fi





*

scriteriati fanfaroni comunisti hanno potuto pensare alla par.
tecipazione delle forze proletarie ad un conflitto che non le
le e nisi



ma quello di un mutamento
radi, Co Situttara dll potere. È Quando comunduo questa
0, GOSÌ come era possibile, cioè dal Tasso
TR i e e
ata

Gli errori e le debolezze
dei comunisti
Infine, 1 pertivo comunista
nel gennaio seguito alla critica dell'orienta:

at
prc eee
fino @ quando non fu sciolto, un elemento di forse © due di de!

s sssere da un jo veramente rivoluzio-
razionale, che respinga quindi da sè così gli alletta
nti riformisti come le posizioni puramente dei mas
simalisti. Elementi di debolezza sono invece: da una parte, le
sue ancora scarse numeriche, in confroni it
cialista e alla massa dei lavoratori nel suo insieme, e, dall'altra,
ra nd isolarsi in una purezza estremistica, coni
na forse inevitabile del le d'intransigen 10es
sariamente assì er costituirsi in partiti comunque ao:



centuata dalla linea direttiva che al partito stesso imprime
Bordiga dando all'intransigenza un carattere formale e setta-
rio, sostanzialmente passivo

Sugli errori dei comunisti Togliatti ha soritto» n

«Anzitutto noi non ci eravamo accorti che sarebbe stato

possible impedire al fascismo di conquistare certi ambienti

di iMecola Bor phatia; pi initamente nol auicmo potuto con-
a Ligddizioni erenti n questo mo:



‘compiendo avevamo negato la possibi
lità Gi un colpo di stato faseista

Alcune conclusioni

Se da tutto questo discorso risulta evidente l'infondatezza
della tesi, difesa dai democratici di sinistra e dai socialdemo-

Possibili{a di formulare un'assoluta identità. di tasciamo
pitalismo., Questa. formula, è inesatta se la si voglia intendere
Rel senso che mevitabilmente il copitatismo diventa per forza,
mpre e definitivamente, fascismo, E' invece giusto se essa
defini e {n quel. periodo avvenne in Ttalla, per carat-
teristiche Rpelete della situazione italiani
ae i aiar qui pie nie

re i miti è sì possono generalizzare ioni de
dotte dall'esperienza del fascismo italiano. E qi sei

mettere in guardia coloro ci entano di schematizzare
(oltre a smentire coloro ch ci a sor:

8
3

condo il corso e te della sua evoluzione, e ap-
plicando il metodo dell'analisi differenziata, che è alla base
di ogni politica marxista.

Luigi Castagnola (*)

(0 Queste. paole. coscituicono uniirire, dimostrazione. perchè
tono scritte da Arnaldo Mussolini il 19 settembre 1 adess
sono alla pagina ottaniacingue di «Panorami di rentizzazioni
i poni 1000
- Il sistema tributario è le sue prospettive - pp. Al € 43,
8 EE e fascismo - pg. 66.





(O) per comettzza ciengo di dover precisare che, nello stendere que
starticolo, mi sono largamente giovato delle a

1) Gramsci e Togliatti per la storia e la struttura del capitalismo
italiano;

* 2) Daniel Guerin per i rapport fra piccola borghesia" € fascismo;
3) Paolo Alatri per i giudizi eu partît.





AT



Mi è difficile confessare tante

cose pubblicamente, Ma mi è sta-
ta assicurata la morte e questo mi
consola. Devo prem

lettere che io



già umanamente, ma solo nella
giusta luce,

Passiamo ai fatti, Ho ucciso M.
F, Non me ne pento perchè vole:





6, cederlo.
M, F. faceva il casellante, come

*7l profio purissimo di una don-
Buttò all'aria agni mia razio«
Al dibattiti prefer passero
giate solitarie, Vedi scoglio



lo lasciava capire e

detti all'invito che M.
nov, Ricordo che quella sera a-
vevo mal di testa e la gola mi





















E i
mo processo.

informazioni preliminari,

scottuadosi con 1 risotto mi chie:

alito

precisione

Mi spie:

ingiu-

cui volen-

il mi

cul

eredevo

anche lontana

infatti mi ine

che la lotta era

ta la moli

avanti durante il vecchio regime,

lo, {DI alfanzai a spiesare; del

tutto inve:
M. F. non comprese assoluta:
mente silla Tanto è vero che al

termine mia prolusione, mi
CARRO



une. Avevo la gola Secca © il



Altri incontri ci
avvicinavo sempre
cisione chiara,

furono e mi
più a una de

la amavo molto e tentavo sem
pre di comunicare alla ragazza la



e di
eontatto com del, Questo. e fl dato

he nprendo i giornale Jesi Ja
di



morte di Zavi, mi dec
RA
tato di attribuimmi anche la re
sponsabilità di questa morte, ma
Zavi morì realmente per un inch
dente stradale, Però mi decisi de-

finltivamente, 1on so dirne

pAnalizal la situazione; Si trat



il capocellula era
gel continuo





Si pi n &

Fi Sullo molto semplice



rici
vo la mia scelta
più turbarmi
lome vedete il mio non è ci
Per molti giorni non mi oceu-
pai più del capocellula, Ho già
s I

Ormai vive
€ nulla poteva



18



| RECENSIONI

Un classico della divulgazione scientifica e
l'ultimo romanzo di Alberto MORAVIA

Uomo e natura» di C.S. Sher-

Sherringion (premio Nobel 1932)
i più grandi fisiologi

conoscenze, dell

te l'evoluzione della ricerca solen-

tifica in questi ultimi quattro se-
mi

lito che «mon vi sono sc



termini fisico-chimiei: scomparse
le cause finali che rimangono sol-
tanto come cun mezzo di clossi-
ficazione », la natura viene puri-
ficata da ogni elemento sopran-
naturale. € Gli — spiriti dll'ani-
ma



sacrificando gli altri, per un altro





eg, Les
La mia calma mi ha fatto passa- Di

Vi
dire che a molti, a tutti, le mie



media assurda e scontata, Ma que-



volta che è ‘gtusto vivere la la
scelta. Questo è tutto. Ho final
nente finto

Andrea Canevaro—

in quanto esseri umani

altro che dividerla l'uno con l'al-
Roberto Bafico

«La noia è, per.me, propriamen-


salvarlo qdalla. not È
n ente dl



ca degli altri, a sopport
re, ad

(are un me-
aiutare l'uomo con

richiesta di nation, tenta,
lendolo {l suicidio: nella quiete del-
ta clinica in cui è ric

tana Cecilia con 1









mi faceva magfiore piacere,



uninalie-

i altro oggetto, come mi



zione, lo stesso sentimento di it
sauribile compiacimento »

iche l'amore si rinnovava e
alla furia del possesso erotico si

sostituisce la comsemplazione e la
rini

Non più quel bisogno, di volta

in volta iu



nunziando a Cecilia,
to di amaria, di p
per lei quel sentime;

Vevo pure chial
corsi che quel genere di
però di un amore nuovo
Quest'amore pote

accompagnarsi con il rai

è ripreso i
di un tempo oppure
vremmo ripresi; ma lo in tutti I
casì, non avre cossatondi

La tematica del romanzo non è



dunque nuova, nè per fl mond

moraviano, nè. per la Jetteratura
dei nbstrivgiorato Anzi la e Nt

si re {ntreccio in

nidi

nfugale n,
"Ambizioni sbagliate» a ela DE
sobbedienza ».

ino non è molto diverso dal Mi-



nostro Dino, è soltanto una furia
inutile che lascia intatte nola e
indifter
‘Solo il suleidio mancato, l'im-
rovvisa e forzata quiete della
convalescenza gli permetteranno
i scoprirne la vacuità, per rag*
lungere una serenità ‘ anch'essa
o:

prima persona, con lo



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la splendida civiltà di un antichissimo eo della Mesopotania rico-

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seguiranno

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via xx settembre 136 r. - teli 55,055





il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIO:

ANNO Il - N. 1 - 1

GENNAIO 1061

Finalmente una

CHIARIFICAZIONE |ellinerno:

nella goliardia genovese |t riore delle

E



CULTURA

16 pagino - L. 60









Come la maggior parte dei
lettori avra appreso dai quo-
tidiani, nella tumultuosa £
semblea dei soci dell’AGU



gruppo di studenti dall'As-

sociazione, per protesta con-

tro gli arbitrii del gruppo
gente. - —

onfronti dei. goliardi
più attivi ca impegnalirTale

suale Consiglio. dell'AGU
che è decano aaun an:
no; poichè da due non si
procede al rinnovo delle ca-
riche statutarie) ha infatti
tentato di procrastinare ul
teriormente _l’ Assemblea,
rendendosi conto. di non
possedere più la maggioran-
za dei consensi,

Tale atto, che veramente
segnava il limite massimo
dell'illegalismo e dell'inco-
scienza, provocava l'imme-
diata reazione della parte
migliore dell’ Associazione,
prima fra gli altri tutti i
maggiori si
dellAGU nell'ORUG di que-
sti ultimi anni, dagli ultimi
due Presidenti di Giunta
goliardi a parecchi ex-





Sostenitore

Benemerito







membri di Giunta e ci
nenti del Gruppo Goliar

In una mozione, essì pro-
pic i
ricreare a Gi
biente goliardico che l'AGU,
così come è, ha cessato di
esprimere, e invitavano tut-
ti i socì a seguirli nella loro
‘azione. ppi







f O danique co)
tito JA fr fo
pit possibile sopportare»oì-
ire una situazione di
carenza ideologica, di asso-
luto nullismo politico, di
pressochè totale inattività
in tutti i campi, persino
quello ricreativo; di conti.
nue discriminazioni. politi-
che, col pretesto di osserva-
re norme statutarie supera-
te dai tempi; di sistematica
denigrazione nei riguardi
dei goliardi che lavorano
nell'Organiemo:- Rappresen:
tativo.











camminando
così, e il <Quarantacinque »
ne prende atto con sodd
sfazione, verso il rinnova-
mento associativo che d
spicavamo in un nostro ar-
ticolo dell’anno scorso. Si








Abbonatevi a
“Il Quarantacinque,,

Abbonamento annuo













atta ora di dissipare una
certa atmosfera pe; che



ma, laica, demoni
perta a studenti di ogni cor-
rente politica, che trovino
i lo spazio e lo stimo.





vamento delle strutture dele
lay Scublemo 481 Paese:

una scaden: mediata în
i goliardi genovesi sa-
ranno messi alla prova, è
la diseu


















nale per la Scuola, con il
palese € scoperto tentativo
governativo di sovvenzio-
nare gli istituti confessio-
nali, è la assoluta assenza
di adeguati stanziamenti
per le nostre Università.
Occorre quindi che tutti
gli studenti che ancora ere-
lono negli ideali di Goliar-
dia e nell'utilità e necessi-
tà delle lotte della Rappre-
sentanza Universitaria, se-
guano con interesse questa
ni dei rappresentan-
ti locali qell'UOL e Il alut
no nel loro coraggioso ten-
tativo di portare la sede
Genova ad un livello di di-
gnità nelle battaglie per i
rinnovamento della scuola.
arte, 1 e Quaran-
tacinque» garantisce i suo
pieno ‘appoggio a quesi
sforzi, come & quelli di tutti
coloro che vogliano recare
un soffio di aria nuova nel
malsano ambiente in cui vi-
vono i nostri Atenei, e si ri-
promette di tenere informa-
i universitari sugli ulte-
ri sviluppi della situazio-















lotte operaie nel
1960








pag. 3
Prima puntata
della storia del




Intervista con
Vasco Pratolini
pag. 7

La questione al-
gerina
pag. 8

Un articolo sul
divorzio...

pag. 10

...e uno sulla
censura
pag. 13

“Un marziano a
Roma, di Flaiano
pag. 15









| TACCUINO UNIVERSITARIO







Una leffera in risposta a “Università,

Gennaio 1961
Sig. Direttore di
‘Il Giornale dell' Università »
Sig. Direttore di
ì Quarantacinque »

Questa mia lettera fa riferi-
sul primo m



mpetente persona >

che ha siglato l'articolo compar-

so sullo stesso periodico; terzo,

perchè sono membro del Grup:
UG.






a) Non sì spiega perchè egli
non voglia esaminare, per ti-
spetto a chi ospita il suo seritto,

attraverso
frasi reticenti e ingarbugliate.
Non si spiega perchè at-
tribuisea a me affermazioni ine-
gatte, come quella che i voti del

1 Fascismo e della Resistenza.

e) Non si spiega perchè af-
fermi che i Goliardi « richie-

cò di evitare ogni contatto col
mio Gruppo, e si inviò a noi solo
un « espresso » ultimativo, in cui
some alternativa fd una capi.





me avrebbero potuto reagire. i
Goliardi, se non con uno «sde-

0. devastando, ia
T'ORUR, © una trattativa rempone
sabile coi Goliardi, che la

punto al fine di avere È
ta responsabile il Regolamento
fu redatto in tal senso dai





Non i
questo Li pigit pe

tanto nel vecchio, tito e ritto
politica so-

‘ome se

lelle mura dell'Ate-

vesse ab-



carlo la lettera del uo Collega
di Gruppo Cino Montobbio, pub-



sità non può esprimersi che at

traverso gli Organismi Rappre-
sentativi), ela nostra attuale li- re ogni



in quelle giornate, ad allontana-
tentazione autoritaria.



Vel PIORAPVI di scusare questo
mio sfogo, che Vi

chio spazio, mi_ con
che la mia lettera





lie
ti ico cata imegralmente è tenza como
fobbio, «Ie opinioni più seguite | mento come quella Late
sono fabbricate da poche migliaia | linché siano \ lettori a giudicare
di persone (i padroni del delle nostre povere

re Sconomico) e ce le suggeri» _‘ Credetemi

scono giorno pet giorno dalle co- ERNESTO AVEGNO
lonne dei quotidiani che, guarda SoN
caso, sono finanziati dai maggio”

nostra. Università vive, ‘gioco. IL QUARANTACINQUE
insegna senza tenere assoluta- mensile universitario

mente conto. del nostro parere, di informazione e culuro

oi che siamo causa e scopo de

piattaforma di lancio

Più interessati alla politica
ito ch ne



scienza antifascista che esplose





Amministrazione:
paso 2 dell Posta Vecchia, n. 2 -










Autorizz. Trib, dî Geneva n. 487
in dota 30-1-1960.



del
it



Bo



ordella Ma-
‘dosso Coi, Guoftminati
Mit, Farai Moi Lotte ‘Ao



‘oz0gna Pietro, Levi Guido,
siro DI Bed Aldo, to
sì Moss Beniamino,
Severino



ul ronti. Ron
TEalalO! Geco Vitara inn
Valesi Aurelio.

Responsabile: Ronzo Farinelli.



CONTO CORRENTE POSTALE
15208

4



ABBONAMENTI:

500
Sostenitore. L: 1,000
Benemerito L. 5,000

Anno L











Coop. Poligr, A. G. - Geneva - Tal. 503.320



FABEO



LIBRI

E DISPENSE NUOVE E USATE





Corso Gastaldi, 39-1 (portone dopo il tabaccaio)

Telef. 360.763
























antifasciste

Quest'anno 1960

che sta vol-





miglioramento
enerale delle ‘condizioni dei la-
ratori, che dei miracoli eco-
ici sono i principali fauto-



Invece, non solo questo non è















E 7 questo quello che
no ha definito 11 tovesciò della

medaglia dell’attuale favorevole
momento economico.

qualen-

Nella primavera scorsa, al
Congresso nazionale del Sinda-
A cato unitario, la CG.LL, già si
noteva questa contraddizioni

fra l'aumento della prodi
€ la stasi dei alari, 6 si notava

e ore




‘migliorament
delle condizioni di vita degli o.
ja delle condizioni

















hè vi fosse, in
fiati n Libera pelle fab
eibiità di or
nissioni inier=
je ed Îl sindacato, insieme con
lo sviluppo del controllo operaio
sulle fabbriche, principale ga-
ranzia applicazione — della

costituzione sui luoghi slessi dei
i produtt
Vennero poi o a



tanti anni di durissime lotte.
combattività degli operai

parte fissa e la parte vai





bile di esso, a seconda dei vari

ma della

MONDO DEL LAVORO





LA RIPRESA OPERA

L'altro volto del

‘“miracolo,, economico - I lavoratori e le lotte
di luglio - Le grandi agitazioni degli operai del nord

Previdenza S

Altri problemi,
per l'uomo
molto importanti per
ati sviluppando di

ita



tamente ‘duri
tazioni, come del x
na



della

gli operai
distria





Totta:

operaia, unica strada per con
sir dello sostanziali Vione

rada,

aandoli. dagli anzioni

Zare la continuità

zione di
jo fa



stra
si



ante le recenti agi

Opal, smi

dei
SA corale "na il'pro!

blema del



iT'Sua

infatti, dovrebbe fare ancora por



cato, fino a qua

iserva di m

‘ando un ipotetico

Rencosere di fonderà anche in

quelle ri

o l'emi-

a

inzione
dh bosco per i e
SEB

quadro
strombazzato

va visto il
« aumento

sibili

incessante». delecommercio



aum he si realizza
tl o pai pei
salari e quindi con Ja produzio-
ne costi, e inoltre con li
contrazione dei commercio în-

Tutti questi nodi sono venuti



legna, scesì in

a
dotta per ottenere più alti



sar

ta per le contrattazioni setto-

Fino ad ora”la contrattazione



di tipo tradizionale, riuniva in-



progresso tecnico. ha differen=
gato al mento queste categorie,



ilo partico!



li elettromec-



di frattaro con | sinda”
fat ult queitiogie del contrat:
ti di sotfore. sr
Ta” Confindustria ron
cedeva, ma anzi. si irrigidiva
sulle. proprie posizioni, rifiuta»
va di trattare, ed impegnava co-
sì a lottare ancora per giorni. €
giomi. GO 000 "elettromeccanici
fines.



ento del sconta pa
mostrato quani
Siete disinteressai





le accuse di «sciopei

0 e politico» lanciati
lettromeccanici_ dagli

stampa. della Confindustria
‘comporta dell

TRI ha inchiodato alle proprie
Fesponeabi la Confindustria,
smentendò nei fatti îl « patriot-



tico» atteggiamento della. me-

ti € decisi vedranno soddisfatte
tutte le loro legittime richie-
le.

Noi famo sinceramente

che ciò avvenga presto, n
lo per la solidarietà
che ci legano agli operai,



diventano pericolosissimi per i
loro autori ed esecuti

Gianfranco Dellacasa

4







TACCUINO UNIVERSITARIO



UNA INIZIATIVA DEGLI STUDENTI CATTOLICI galore di una polemica che ci la Chiesp Cattolica. E. pertanto
fa per altro consenzienti), a{- ritengo sia questione di costume,
formate che. Bidault, leader aio me

l'opuscolo sull'Algeria

,mparso rei giorni scorsi menticare che siamo Cristiani €
tazione perciò ci sentiamo solidali con



te
cioè meno cattolico degli altri
Sappiamo puricoppo che in 0:
molti e forse troppi

i difeso è difendo
politiche iù

re. Tentata di omini nella



diminuire il
i documento







.. L'opuscoto contiene ingiurie, con le nostre guer-
FOMAIASI steglei dicume. docu: MOURARI (cairo divisioni Sie



tuire una parte integrante d Pietro Lazagna



e Sesia Sludenti e professori

muova Algeria ».



Essi costituiscono un dossier 1 compilatori dell’ opuscolo
inoppugnabile e tragico di quan- danno pei un rilievo pasticolare rp: probrbile che sul tema reciproche esigenze sono contra-
to accade în questa «sale guer- alla dichiarazione dell'Episcopa” . studenti-professori» si comin- stanti? No senz'altro. Anzi, la

classe 4 scrivere e a discutere in. soddisfazione delle condizioni ne-



essità di riflutare ed opporsi
quei mezzi i disumeni di condu
la guerra sisssa. (Lorture, esc



mente di fronte queste due cate- Dre più vivaci, Disogna









aristi a‘ch in©danna. Essi affermano; "sulla Der finire, l'auspicio (unico dal: — [ol quettigni ato finiti

ad eminenti persona- scorta di Pio XII: € Nessuna i- fo nuopo questo rispetto di tem- . tamente affrontate e siscità Doc
lità del” cattolicesimo SI 2S€ stanza superiore è idonea a co- pi passati) che un giorno esisti” ve agire. significa: acquistare
come Louis Massignon e l’As- mandare tin atto immorale; non no macchine speciali in grado | consapevolezza di una More
semblea dei Cardinali ed Arci- esiste nessun diritto, nessun di far assorbire senza fatica lo di’ interessi è ‘di ODiettici. da
vescovi di Francia, Bligo, nessun permesso scibile. raggiungere.
I compilatori genovesi del do- piere un atto in Non è esagerato dire come 0,

e gi no sforzo comune e u-
cumento, per re tali {e- anche se comandato, anche se il cusste ossergazioni: nascondano © nitetio ln sol cito One di
stimonianze © prese di posizio- _ rifuo di agire è causa dei di ina mira reazionaria e aretta: | ere l'avvio Der una generale ri-
nes fn Algeria si con- iù le 3 quella di tracciare in realtà una presa in tutti 1 campi della cule
NE Ciaoo cataezl bzloil dl Dino Pene __ quell di race i Fei una | prete fa fui cli dell i
pinta ad sender, SERE otinbre 1909) I momento in cui fingono di Non si tema: chiamare profes,
renti di fronte ad Î0- —L'opuscolo Spianarla. Esse. tacciono infatti _& eta
ne sempre più drammatica. Noi appello ella pace ni ciò che brofondame Tna= " PaItaNIente del lord pISbloA ii
Vogliamo la pace: non si può metta una fine na ssudenti è professori; parlo _ 3 Sobilire, È invece convinsio
iacciare di immobilismo chi si questo dissanguamento colletti- della scuola. ergenze ne. profonda che la SeMoctezii
muove per la pace. Come pos- Yo, appello cl Di SOnO, essc sono altrimenti su nepire Ta che la democrazia
iamo muoverci qui in Italia? Franeia col concorso dell'asso- _ perabili che con un coro di 7e- _ fecipan Li
Cercando di conoscere'e far co- ciazione unitaria degli studen-.‘ luzioni umane. zione di tali loro problemi, Que-
nioscere la verità, richiamando i ti, i < Sonia ore di coscienza quindi
principi: essenziali della giusti- | tele, ocllist, © dei professo= _ sy vattema
zia, formando una più larga o- _ri materna,
na a fronti degl mpo che la scuola,

Dinione in favore della pa Due rilievi cui, accenno sol- Sortimente politica © il cui PO O

Noi ci pronunciamo ferma- tanto potrebbero costituire 10 no è riardare in
mente per la autodeterminazio: spunto per uno studio € un di- _ tegorie la presa di
hattito ‘coi nostri colleghi. Il i problemi dell'una sono i



tudente di ;
; mio parere, è ne mente” (e qui centro. la vevie
vere nell'Algeria pacificata con sponde pienamente. allo spicito de
reciproco rispetto dei loro dirit- dî quanto espresso da Pio XII _ Siro messo nelle condizioni n

ti SO io Dr e poterlo fare. (collegi

Puropei, e perciò in di fare un bombardamento 0 al- universitari; ASA





pa responsabili degli er- uttrezzati;

ori del colonialismo siamo con Sizionex; il professore deve inse- Bisogna incontrarsi e i temi
quella parte, la più nobile, del lare, e anch'egli deve essere su cui dibattere ci sono. Il resto

cia, che fa l'esame di co- messo nelle analoghe condizioni viene da solo. Ripeto, i
sclenza delle proprie colpe ver- (ti iti; istituti. at- la riforma delle facoltà u-
igerini, € che a trezzati che permet Ticer- niversitarie vista nel contesto di
prezzo di umiliazioni © sacrifici, ca: assistenti che lo coadiuvino un rinnovamento 0 svecchiamen-
cerca la difficile strada della per attuare un rapporto perma- to di tuiti gli studi. Il resto, l'i-

nente con l'alunno riziativa comune in tale di

pace.
ÈNon vogliamo sopratutto di- Che se comprendiamo in parte qui bisogna chiedersi: tali ne, verrà di conseguenza.







COME NACQUE IL NAZISMO
IN GERMANIA: riaoubazione

L'attuale situnzione politica e quella successiva alla Grande (grazie al diversi prezzi dei pro- sun programma concreto di go-






iermania occiden- Guerra, e, speriamo, contribui- dotti sul

5
o [La | LA STORIA CHE FACCIAMO \mo |

vento si manifestò perchè coloro
i quali avevano il potere in ma-





sull'avvento del nazismo in quel avvicinarsi l'ora’ della resa Stato Maggiore, alla burocrazia e questo fosse
Paese. L'esigenza di dare un giu- conti con il proletariato; il e ai i Tests nella. prassi rmettere al-
dizio genere sì pone con potere politico veniva sempre più politico. L'ala sinistra, invece, la Germania di adempiere ai pre-
forza tanto maggiore quanto più trandosi nelle mani dei de- riunitosi durante Ta guerra neila 1 per Ja pace
l'evidenza dei fatti dimostra il legati del popolo. May al momen= | "Losa di Sperlaco & conduceva leati esigevano un gover-
carattere apertamente reaziona- to decisivo, in novembre, tra le un'attiva lotta all’interno del ni sabile di fronte ai par
rio € «revanchista» che anima file della classe operaia sbocciò | partito contro il riformismo ed i testo fu dovuta

3
gi

una gravissima crisì, già da lun- revisionismo, smascherando la alla paura del bolscevismo >. Na-
Stati «democratici» occidentali, ghi anni latente, che portò alla guerra come guerra imperialista, | sci











tanto simile a quella tenuta die- divisione del proletariato e alla e quindi estranea, Go cera una repubblica al cui governo g
RSS Ano al itesi da sociaidemocratici
| e del" 1018 ‘guidine | delle due tendenze! Ma questo |
Ove manchi una chiara consa- I! tradimento do la rivoluzione operaia.
pevolezza critica. sul © socialdemoeratico. did piena la di cla

Sulla natura del nazismo,
volge

















DE a
stra del partito, cedeva

gl FICO solovinit
“ella. borghesia imperialista. Ku»
glielmina, allineandosi su posi»
zioni ogni giorno più anti-ope-
zaie, I profitti differenziali che

borghesia tedesca otteneva

del
ala, des



disciolto «Corno degli
Vindali $ È ruppò dell'esca
tospiù sensibile alla volontà de-
gli Junker e del monopoli. Così,
per

ge sì senti gen
di orrore peri GET compro
id è carutteristica delle varie





mi” blasfemi. della «razza»

diale era stato gettato
volutamente soffer-










ati a lungo su come la borghe-
tedesca abbia mantenuto il
potere nel 1918, proprio per po-



campo sociale oltrechè ideologi- burocrazia). Quindi alla, ricca
Insomima, è per noi necessa- rghesia tedesca fu relativa-
fio studiare il fenomeno « dal fe facile mantenere il po-
punto di vista delle condizioni tere mediante la corruzione di
te della classe operaia

Je sia storicamente collegata con vocata da fattori esterni (il crol-






















lo di un esercito) ma sarà una
risi generale di produzione, ed
intuccherà gravemente l’unica
cosa sacra per il capitalista: il
profit

Prima però di passare allo stu-

dio della grande crisi e di cit
che in quelle occasioni sostitui-
sce la social i, il
nazifasclamo, ritoniamo dpportu-=
no un breve esame della strut-
tura economica. te pe-

Fido che va dal 1918 si 1990, per
accorgerei come

ni di
incita dopo avere ieatenato Î
proletari
Hama ose
el problema tedesco vi è un

dei beni di consumo, prioriti
dell incusti il agricoltura,
gonfiumento dei prezzi in rap-

forio al reddito nazionale.



Vede Hitler avrà ben

in Germania furono gli Stati re-
gionali, mentre il potere cent

le era impotente); la prossima
crisi avrebbe distrutto lo stato
posto





‘nubiani, fato ln Ungnerta
Finta. ’deuti epiosizi emigi



giio equipaggiati di
quat ditta 10 Teggeoda
3

agi



e ciò spiega i spes
Scontri tra le avverse fazioni di

Revanscismo
e piani di guerra

liticamente la scena è

prattutto Tri io

itamente
controllata dall'‘adustrla tedesca
del carbone e dell'acciaio, in cui

giore dell'eserieto e per ordine

del governo; si riorganizzò. un
proprio Stato Maggiore

dell'industria, pronto

Farben il 50 per cento dell’indu-
per

a mobili- spensabile per
degli ssplosivi
cent



tedesca end
mani di A società: fetà: Krupp, AR,
Farben, Zeis



Strzere olipopolenico) delli si
derurgia e della chimica; b) li
Fazionalizzazione (4) così ottenu=
ta sorpassava le capacità di as-
sorbimento del mercato tedesco;
<) di conseguenza sì assiste ua
im crescente. Interesse verso È
mercati esteri.

Tutto ciò Agravò lo «quilibrio












Ticonosciuto della Repubblica di

Weimar (8).
Secando le valutazioni ufficiali

tedesche i debiti contratti col










razioni, Col surplus li

nia voterà ingenti bilanci all'E-
sercito e creerà due trusts chi
contribuiranno all'avvento d





poco da

fironica AEG,
fallo assassinare nel ‘2 da Sin:






Ai capitalisti. tedeschi fu gio-
goforza scatenare
Îl caos



due fattori ni
quali Bitter atiizo © attioperà
liberamente: a) una massa
sottoproletariato, formato
tadini e piccoli borghesi ro-

vinati, pronta a gettarsi nelle
braccia di chiunque le promet-

a inflazione chi governò

seman i quali,

cei
preferivano aspetta=
re, razionalizzando l'industria





democri di Baviera, Tu
ingia, Si piuta per
ezzo dell'Esercito e con l'alta

approvazione del
TI periodo seguente. "fzs-90) è

il periodo in cui la Germania
rientra. nel cireuito. economico
internazionale. «Senza voler
cercare un nesso fra democrazia

so fr
economia, bisogna tuttavia

l'economia internazionale; la

storia della grande crisi ne fu
ja logica controprova ».

pi (@) gli alleati, o
rn

perialismo comunista >. Tutto ciò
non deve ingannarei e farei cre-

‘e che i monopoli fossero di-
veniati pacifisti. Tuttaltro, In
stretta alleanza collo Stato Mag-








NOTE E

1 D fenomeno si aggraverà in
seguit

TABELLE

50000000 alla A.BG. © alla

Seaton 8.000.000 25.000.000 alla È Since

1.000.900
250.000

10000.000 alla date Futte









330.000 3.000.000 alla
nei sindacati. nel 000.000 atta ieoener.
me ai vede l'industria tede-
Nel 1900 1a situazione è la 301 degli armamenti fio par:
pes nz 06
RNA 4.716.569 De
Cettoliei 778,868
tuberi. 18178 sy L'autrchia di cul
i zione di petrolio sintetico era
2) 11 piano Dawes fu negozia- -— F9RE di petrolio sintetico era
la feseman e da Sacht della politica di Weimar che il
per la Gi \azismo accettò senza critiche.
crediti ottenuti dai- Almo necettà senza cri
teatro secondo due esperti ia
vi di
19% 1925 1026
Wiggia 1 36 117
Schmidt 37 69



1927 1928 1929



Wiggi 165 219 25
Schmidt 132 201 256
1990 1931 1932
Wigzin 255 28
Schmidt 283" 204 28
L'industria privata fece la
parte del ripartendosi
si
226.500.000 dollari
118 000.00 e Ac



timo tradimento verso la clas-




Nel pubblicare l'intervista che



Yasco Pralolini ha voluto conce-

lere 1 Quarantacingue »

a
che ci ha permes:

parere di uno de-

‘li più qualitenti del

io Jcuni

oltre che sugli

spetti più ‘interessanti della sua

















i giorni dopo la pub-

(e del diario è obbiottivamente
Senti

ikea
tici, mi sembra doveroso | citare
quelli che me le hanno poste;








Emilio Cecchi, grande maestro a
ti devo molto cui

cosa, Carlo Salinari, ar
Pabbretti. A tutti rispondo con
massima cordialità che «Lo

iato > è um libro difficile (mo-

volmente) del quale si continua

@ parlare oggi con maggior di-

siteco che mesi fa, quando ven-
chi

più ampie e profonde. A Carlo
Salunari rispondo che imi dispiae

coi pi
sere” demolita. dalle facezio “di
dubbio gusto che lo stesso mi ri-

D) Parlando dello

« Scialo >
Ninì,



O I
quindi più una fgtia mitica ia
în distruzio ‘une mito. Ninî

vera dénina ttce i
mania di grandezza, sbattuta da

iù magniloquente
dello seritore convertito. Na È,

poi, una parte della borghesia,
tn carattere, un aspetto del fa-



IR e ar TT
| CRONACHE D'ATTUALITA’ |
E EL SMR I ARA

D) Siamo giunti quindi al fa-
scismo. Alcuni personaggi

dei
suoi libri — alludo sopratutto
al Tarbè dello «Scialo» — ci
fanno parte del movimento fa-
sclsta sono visti da un partico»
lare angolo visuale che sembri
assolverli storicamente a diffe-
renza di altri (Il Malesci, il Pi-
sano, Carlino) che sono senzial-
tro condannati



ina pagina del
«Scialo», quella della manife-
stazione interventista, i futuri-
sti acquista posizione di
indubbia superiorità su altri na-
zionalisti

Ritiene tei di pronunciare la
sua assoluzione storica în qi
to questi uomini, pu

lo te,



teggiamento parte da all

re pre-

î) Premetto subito che nessu-
aveva idee
grande

a
sentico personaggio storico), în
FS nelle loro idee confus
Fai
ETRO

si
loro valore Letterario: dl cor
n ta
ridato. contrappongo È stenzio
della cità che mot vuole, che
ia la guerra. Del resto tti asc

una Pica innocente dei suoi

DI 11 ciclo «Una storia italia
na» nel suo primo libro «Me-
tello» è siato Tatto segno ad ti-

i attacchi di critici morxisti













INTERVISTA CON PRATOLINI

‘uole precisarne le ragioni?
R) Metello è lu atoria di un la-
voratore dell'inizio del secolo,

‘on le sue virtù ed i suoi molti
diferti,

Non è nè ida
po popolo. Mi rimproverano di
non aver creato una figura ec:
gezionale, di non essere stato uno
Stendhal moderno in questa età



di essa che guida © con-
diziona tutto il bioeco reaziona=
E' inutile che i democratici cu-
gino ta Serita con i, pomnicelli
caldi del milioncino di voti per-
duti dalla DC: ci fol tro
Telo non. manca i

È oistenga pastamentara ingleve
sullo d distpplicario per rugio»
ni «contingenti» per og



sistere: è i — come
fatto quatemno — di minacci
esili in Francia quando la inn,
mne non desidera altro,

indi conformisti, che l'esilio o ‘ia

ne pensa dell'ultima
qndnta centoria contro la cine-

PRI CII livello ci attuale della ci-

re
i, analogo al codice Ha-
yes americano. Tali disposizioni
anche se ingenue sotto certi
spetti — all'esempio n



prostituta
‘mento delle sue

rovinano il credito acqui-
dall'arte italiana,
erto Garibbo

Stato




















| FATTI DEL MESE

Ancora sangue
ad Algeri

La barbarie usata dat na-
zionalisti francesi nel mese
scorso per mantenere il lo-
ro dominio in Algeria è un
fatto di per sè sufficiente
per dimostrare che in tutti i
sensi il colonialismo è fa-
scismo, è nazismo.

Gli algerini lo hanno ap-
preso da molto tempo, vi-
vendo come bestie' da soma,
soffrendo la fame, i pericoli,
il disprezzo le torture. Dopo
un martirio durato più di
un secolo nel 1945 40.000 di
loro furono massacrati per
paura di una qualsiasi on-
data di rivendicazioni na-
zionali, poi le loro elezioni
continuarono ad essere fal-

braccianti a gua-
30.000 franchi l’ar
le donne ad essere mal





no.
trattate ovunque, doro figli
a nda scuola, E"

îio
tà © anità che + no
nalisti francosi-6i vantano
di aver portato dalla Fran-
cial Per gli algerini tuttavia
non fu difficile vedere 0ì-
tre, e riconoscere nell'esnt-
tore e nel poliziotto il vero
volto dell’oppressore. Dopo
aver chiesto inutilmente di
diventare « francesi integra-
li>, compresero anche che
di fronte alla violenza le pa-
role non servono a nulla, e
che per far trionfare le lo-
ro aspirazioni non esisteva
altra via se non quella di
rispondere con la violenza
alla violenza.

E' così che nacquero dal-
le regioni più povere i com-
battenti per l'indipendenza,
quei valorosi partigiani che
la stampa e la propaganda
borghese ha cercato con o-
gni mezzo di camuffare,
presentandoli come ribell
ostremisti isolati,









capaci di



temente hanno
il contrario: è tutto il po-
polo che li spinge, tutto îl



sto all'avanguardia, il popo-
lo al cato ai
Yalori personali è collettivi







agli ideali di uguaglianza e

i giustizia, all'antifascismo.
Le distinzioni di classe spa-
scono nella lotta partigia-
na. Essì sono andati molto
in là con la prassi della di;
rezione collegiale, e per que-





l'Algeria non sarà totalmen-
te indipendente.

Questo non capiscono 0
non vogliono capire î gran-
di capitalisti francesi che
appoggiano i gruppi fasci-
sti dei coloni ad Algeri, e
neppure De Gaulle.

Elemento rivelatore di
questa loro ottusità è la mi







naccia continua di arresti e
di persecuzioni che il gover-
no gollista ha rivolto e con-



tinua a rivolgere contro la
parte migliore e più avan-
ata intelleitua

esi) qu mi alla test
filosofo JP. Sartre, sosten-
ROOT



dalle moderne a
tra cui proprio la Costitu-
zione della defunta IV Re-
pubblica francese, e ricono-
scono nel popolo algerino
l'avanguardia delle forze
anticolonialiste e antifasci-
ste la forza essenziale con-
tro il loro regime attuale
per restaurare la democra-
zia.

ci drama cui è arrivata
cietà francese tuttavia

ta fatto comprendere al ge-
rale De Gaulle che qual-
Cosa va cambiato in Algeria:
Sotto lo schermo di un'in-
dipendenza fasulla egli na-
sconde Ja disperazione di
chi vuol fare ad ogni costo
«qualcosa» per «salvare»
la vecchia colonia africana
alla Francia e, nello stesso
tempo, per non apparire
complice di una guerra in-
fame. Per parecchi giorni,
infatti, si parlò della sua i-
niziativa rivolta a conserva-
re il controllo sull’Algeria;
l'esito era stato dato quasi
per certo. Ma De Gaulle di-
menticava che avrebbe do-
vuto fare i conti con gli al-
gerini, i quali nella strategia
del suo gioco erano i veri

















Il generale

protagonisti. La loro lotta
eroica delle scorse settima-
ne ha sufficientemente rive-
lato quello che essi deside-
rano: un’indipendenza vera
e non un dominio coloniale
rinnovato nella forma. Il
governo francese sperava
forse che buona parte degli
algerini sarebbe rimasta in
isparte o avrebbe accettato
le sue proposte, così avreb-
be potuto denunciare Lutto
aleiavipenio:dilibemalepe
pera i pote
roci» fellaga, isolati dal re-
sto della popolazione. I fat-
ti invece, hanno dimostra-
to Îl contrario: una miriade
di uomini, di vecchi, di dor
ne e di bambini sì è vista
scendere nelle piazze di Al-
geri e di Orano, levando al-
to il grido di libertà e sven-
tolando la bandiera del F.
LN. Il colonialismo france-
se ha risposto con il massa-
oro e con atrocità simili a
quelle usate=dai n
Polonia.

Questa barbarie non può
non addolorare il mondo ci-
vile; essa costituisce inol-
tre un'offesa alla ti


















umana, agli stessi valori e
alla stessa tradizione di pen-
siero e di civiltà che la

Francia ci ha trasmesso. Per
molti anni si è taciuto sulla
realtà vera degli algerini e
si è lasciato che altri mini-
mizzassero o addirittura
nascondessero le sofferenze,
i pericoli, le torture, la re-
ia
algerini sono stati barbara-
mente uccisi fino ad oggi,
più di due milioni si trova-
no rinchiusi nei lager fran-
© 2 poche ore di distanza
dal massacro algerino es
dichierava brutalmente che





De Gaulle



«l'Italia sarà favorevole a
soluzioni di solidarietà oc-
cidentale ed europea, e re-
spingerà ogni posizione so-
sienuta e caldeggiata dai
circoli estremisti». Questo
significa semplicemente so-
lidarietà con i responsabili
degli eccic Igeri, con îl
colonialismo e il fascismo.
Bisogna dire che ciò non so-
lamente è assurdo €
struoso dal punto di
morale, ma_ che costituisce







tiva. politica, in quanto la
condizione in cui sì trova
l'Italia non presenta nessu-
na ragione e nessun interes-
se per sostenere il colonia-
lismo europeo. E' questo
che occorre portare a cono-
scenza delle masse, degli 0-
perai, degli intellettuali e
soprattutto degli studenti
inche in Italia, perchè la so-
lidarietà con il popolo al-
gerino, possa rappresentare
oggi la bandiera della lotta
contro ogni forma di fasci-
smo. Occorre chiarire di
fronte a tutta l'opinione
pubblica che il colonialismo

negazione della libertà
non del popolo degli oppres-
si solamente, ma anche del
popolo degli oppressori. Di
questo sono consapevoli in
Francia gli intellettuali, gli
studenti, gli operai, che han-
no visto moltiplicarsi per
loro gli arresti e le persecu-
zioni contemporaneamente
al moltiplicarsi degli errori
e delle infamie della guerra
d’Algeria; ne sono consape
voli i giovani di fronte alla
cui coscienza si pone questo
preciso e drammatico di-
torturatore 0 di





Pietro Riccobene





Juhpé disse a Caino: « dov'è il tuo fratello Abele? ». Risp
«Non lo so, sono forse il eustode del mio fratello? ». Ji
disse: «che hai fatto? Senti il sangue di tuo fratello che grida
@ me dal suolo! Ora sii maledetto © scacciato dal suolo fertile
che ha aperto la bi la tua mano il sangue

cca per ricevere dall
di tuo fratello.» (Genesi IV, 9-11),

Non, è né eUreo né greco, né schiavo né uomo libero, né
momo né donna; perchè tutti non fate che uno nel Cristo Gesù
(Galati III, 28)

Hanno attaccato, hanno colpito,

1 manganelli battevano a ritmo cadenzato, mentre le bombe
fumavano come invitati ad una les

Mentre fuggivano gli ultimi Lesa “scova i feriti.

La Celere portava via i fer pauriti, stupiti o ribelli.

RE

Anche i volti si Shiudevano, dolorosi.

E la folla, a piccoli gruppi, si disperdeva, mentre rapida si

da a hanno ucciso un nord-africano

Signore, mi guarda ani

Srna per, sempre. immobile nell'angoscia

dell'ultima domanda: «perchè colpite:

E disteso a terra, gli abiti laceri, ma il capo adorno dell’aureola

di sangue dipinta dalla morte sul marciapiede,





anime volata via Ti contempla, stupita
dell'improvviso viaggi

Signore, è disgustoso,

Si è detto loro: «Siete a casa»,

Li si è lasciati venire verso di noi come verso salvatori





Li sì è impiegati Ià dove nessuno avrebbe voluto servire,
E là, prigionieri dei Igea ezrot,

Alloggiati come besti

Sfrattati, 2 -

Disprezzati,

Umiliati,

«Nelxmomento in cui \yogliono manifestare îl loro scontento €
la loro ribellione,

Li si attende all'angolo ella strada, bastone in mano, come la

raduna per abbattere un cane randagio.
Sine ua la nostra stessa SA gli stessi
lì stessi cosi

Sino vengono da sn DE

li



Non li avrebbe raggiunti Ia Tua Redenzi
Oppure i Tuoi figli non hanno ancora Soon che sono tutti
fratelli



Che tutti sono stati battezzati, immersi in uno stesso sangue,
Il Tuo sangue, îl sangue di un Dio?
Signore, ovungue sono ancora erette barriere, {rontiere;





Ed aleuni Tuoi figli accettano queste barriere,
Come se fosse normale che in una stessa famiglia alcuni bam.
bini mangiassero gli avanzi in cucina, mentre gli altri si
impinzano nella sala,
Come se fosse normale che alcuni fossero serviti ed altri, servi.
Come se fosse normale che alcuni fossero puniti più severa-
te di altri
come. se fosse normale che alcuni si accanissero su altri, li
sassero, li condannassero, li uecidessero,
Signore, Îi Tuo Sangue ci radiati presto in uno stesso amore,
L'amore del nostro unico Padre?
Sapremo far cadere tutti gli ostacoli che ci dividono?
Accetteremo come unica diffornza i doni che Tu ci hai donati,
avere » che abbiamo acquistato?
Figlicio, i ssogue del to tretaro grida verso di Me
Ci vorrà un canto d'amore ben possente per coprire la voce di
un morto ucciso dai suoi fratelli





MICHEL QUOIST

Dal volume «Prières» del prete Michel Quoist, tradotto da
R Uateglio, cd. Marietti, Torino, 1957.











giungono,
yiamo, sempre
notizie dal Belgio: La prima
vittima delle giornate di pa:
sione popolare è caduta sot
to il piombo di uno squadri-
sta, mentre altri cittadini so.
no stati feriti dalle sciabola
te della polizia a cavallo. Ab-
amo da poco visto alla tele-
visione. alcune agini di
Bruxelles, che fino a pochi
giorni fa era descritta come
la felice capitale d
che salutava festinte 1a > gua

mentre

sen
più tragi

E















nuova, pallida regina.
allora, in verità, i tentativi
maggior parte della



di ammantare la vi
cenda di colori di fi
erano riusciti a can
uno spettatore attento l’'im-
pressione che, di là dal fasto-
so ma squallido corteo, sì er.
gesse il freddo murc a





ch
a di soldati ai
de quasi simbo-
leggiava. E dove fosse allora

popolo belga, lo si è capito
meglio vedendo queste nuove





unani.
ta parlecipazione popolare,
che sl esprimeva mel volti se.
ri, nell’at mento di com-
posta ot delle migliaia
di persone, di famiglie sfilan-
ti a braccetto; così diverse
noi,



freddi
nordici, come
i Imprigionara
in pesanti cappotti: eppure
tut siii Hello riesso fato,
dignitoso, per nulla demago.
gico sdegno,
ne cariche di cavalleria, più
lugubri ancora dei « carosel.
li> della nostra ©
chè quasi evocanti
immagini di repressioni di al-
tre epoche e altre civiltà













nno messe
questo giornale uscii
diamo pertanto un'indagine
più approfondita delle vicis.
situdini del Belgio, dalla «loi
unique > di Eyskens la qu
le impone un regime di ca
sterity » che finirebbe per cs
ato ancora e sol-

tanto dal popolo, ai rapporti
na ‘ongolese, al pro-
Îfema religioso ed'etnico che
intreccia con questi contr
buendo ad aggravare la situa.
zione. Quello che
sin d'ora rilevare, è l’aspetto
supernazionale del fenomeno,
che trascende i confini di






















quello Stato e diventa pro-
blema Europeo, Esattamente



‘alcuni giornali hanno
stato al molo dei lavoratori
belgi le ‘Fivetidicazioni ope.



ie così frequenti in questo
riodo nel Nord d'Italia. Si
atta infatti, în entrambi i
casi, di una protesta chè non
nasce in un ambiente depres

estrema indigenza, di
supersfruttamento; nasce nel
clima del «miracolo econo-
mico », dell’ « affluent socie-
ty>, della « stanchezza delle
masse



















»; nasce nella società
dell’operaio con Ja seicento,
la TV e il frigorifero, delle



< human relations » e del neo.
lismo paternalistico. Chi
lla, lo fa non già per
220 di perchè
gli ha ormai inse-
gnato che le sue piccole sod.
disfazioni se le toglie con ore
di duro lavoro oltre gli ora.
normali ,con pesanti rate
mensili © continue preocci-
pazioni, che potrebbe evitare
con una maggior giuizia so
ciale. Perciò la sua ribellione
è maggiormente” corisepevole
e qualificata, ed ha nota
preciso obietlivo, e ciot
gli scialacquatori monopolisti.
son st perilano di esibir.
si in pompa magna alle pri.
me teatrali © cinematogratio
che (magari per esprimere
tutta la loro crassa ignoranza
rendendosela con capolavori















minieri di diamanti,
che non pagano mai il prezzo
di nessuna ausi

Ma per‘ Pale difensori det-
la libertà e della democrazia,

come per î loro sèrvili segui
gi di certa stampa, anche la
protesta belga, come giù i fat-



(lo ha detto lo slessò Eyskenss
come allora Tambroni!) dei

piani or di
smo internazionale.
un paese, dove i comunisti

contano solo a decine di mi
gliaia, potesse essere paraliz.
zato da scioperi e dimostra:
zioni fomentate solo da

Ci si mostra meravigliati che
un partito
lo.” socla/demanzatico








si









0.
pero, e soprattutto che la
gente lo segua; ancora una
volta insomma, l'anticomuni-
smo preconcetto e irriflesso
di IL reteoto: coni Chi sioni
o situazioni altrettanto il.
iberali; è îl moderno 01
‘on cui

li teme che gli
nizi la peste e non s'ac-
corge d’averla già. | E.A,












2









Due se

sul di
hanno

Discussioni, e, polemiche
orzo, specie in passato,
spesso travalfcato 4 limi un
Aero e anticato dilata
creando situazioni i

in cui Ja vecchia mentalit
vorzista delle correnti di

laiche e liberali si scontrava
vitabilmente con l'antidivorzismo
più accanito del cattolicesin
ciale. Dalla constatazione di

guente tentativo di
deve partire, da parte di quanti
si interessano vera



Punto di vista giuridi
co, politico e sociale,
quali termini al può parlare,

tenti, di miseri € clandestini riple
ahi

ori
realtà, non è forse necessario esa-
inare senza preconcetti e pregiu=
diziali dî sorta, quali realizzazioni
sul terreno della politica legisla-
tiva postano ovviare ad una lu
ny inel in

ione di
contestabile, dell'istituto familiare?
Ma pecore su ciò iniraprendere
un discorso chiaro
la mente fa intenti po.
Ici, per feniare con coraggio di
riparare al isti. peggioni
EL
sile sono le uniche nazioni civili
del mondo la cul legislazione non
preveda il divorzio, E ci astenio-
mo da ogni commento elrca l'
del termine e civile riferito alle







li a
risolvere chiaramente e definitiva.
ente parecchi mali... inuaribili,

questo senza sostanziali. obbli-
gazioni da parte cattolica, per cui
jon essendo il problema dello
scio o del matrimonio tna

questione pregiudiziale, ogni



dente si regola secondo coscienza,

celebrando Îl matrimonio religio:
il rito civile, a
è delle leggi lo-

d
3 div

ro correlizionari di tutto jl mon-

lo, Perché «loro» sì e «noi» noi

Forse che il cattolicesimo italia

no è qualitativamente differente
o





sul divorzio

tidivorzisti nostrani, come nota

dè pesserazione nici

i di insigni giuristi
uotala! pollici e di cultura che ad



forza di conzione spirituale. Per






bel È
intimidazioni, in quanto i cattoli-
cl, almeno quelli veri, si affde»
ranno interamente al giudizio del-





“della: Chies
to. 0 per chi pae, ha complu-
to ‘ormale atto dabiura per

ordine sociale che prescinda dagli



Antonio,
landra, portavoce di un settore o



camente conservatore dllo ehi

amento politico italiano z
ae e

tro il progetto di legge sul divor=
zio presentato dal governo Zandi
relli perche temeva che esso fa
vorisse «lo svincolarsi delle don-





er Pioli le l'avvento det. asti:

1 timori del Satanatai famo jar-





pi
DI,
i no nel
la cs nell
classi © nella ribell di
primente conformismo ina
gia ai loro privilegi. economiei
sociali
Non a caso, nel elima di pro.
fondo rinnovamento. seguito alla
caduta del il principio
î





È
quella concordataria potrebbero



piegare gli etti che sono giu:
ridicamente propri a ciascuna di
esse, nel pieno rispetto del stati:

menti religiosi del cattolici, del
tutto liberi di contrarre matrimo-
nio cont e



libertà di li coscienza
pur sancite tite dalla Ci
stituzion
(OTE
Recante il titolo «Casi di



l'uxoricidio in d
0) se favo coni ha abbando
nato ll tetto coniugale
riodo ininterolto non inferiore si
quindici anni o se vi ala sat tra
tati



dell coniuge



RE ae
RR cen È

"A tuilogsi (1000), il srogetto non
posto in diseus-



dirilto delle persone. © della fami
glia, intonio Canepa





C. U, T.

volto a Roma nei giorni
12,13,14,15 dicembre, il Ci

nova e Giulio Marrone di
aliari, E’ stata quindi approvata
una mozione sulla censura, in
cui si auspica un attento esame
del



ita del 14, la seuo-
la di recitazione del CUT di Ro-
ma diretta dal dott. Mazzella, ha

serietà. della pur breve prepas

u

La scuola in Inghilterra

Gran Bretagna le seuole
pubbrie

non dipendono — dallo

necessari sono tratti parte da tri
© parte da contributi

vomplesso edueativo dipe
dente da enti pubblie!, ci sono di
tipi di scuole: quelle organizza-
te interamente dalle autorità lo-







pronta

Educazione primaria,
È rende. asi

1 mumero ‘di questi alumai in
Scozia era di circa 10.

‘Seroii ausilio. Aiche questi
sono a carico degli enti locali:
visite mediche, cure gratuite, pa-
ti a scuola e distribuzione di lat
te. Quest'ultimo è gratuito, le
mense cono 0 gratuite © a prezzi
ridotti, secondo la possibilità dei
genitori. Nelle seuole primarie e



studenti delle scuole
© secondarie nelle regi
Ri dell'Inghilterra e del Gallo se:

mila
© 28 milo femmine): Mentre

Tai uomo!,,

piggor, semi aa a

"Albe Sieinor. (Fol-

trial 2000) 2° Gediegto ag

differenti, agli « apolitici>, a co-

loro 1 quali si rinchiudono nel

proprio egoi: norando quan-
es



me [olografica. L'uno
i descrivono quella che
fu lortivile feattà del compi di
sterminio nazisti,

meno pianificata
ricordare quanto avvenne
ni “campi. di sterminio potrebbe
parire ad alcuni
cilamento” all'odio. Cos risponde
Calet:

lontarie,



made ‘nica. sucsiiate Atala



di Caleffi - Steiner

« Incitamento all'odio? Mio Dio,

biono potuto funzionare; e afin-
chè questo no ‘ripetersi.
Notiamo con , che rinee:

Caler
gnamento è tuttora val
amaro dovento dire, per l'Algeria,
ad esemi

o spazio non consente di pro-
seguire a fondo il discorso sui
vari problemi sollevati da < Pen-
saci, uomo! >: Te numerose folo-
gralo (150 circa) ci fano tocca-
Te do vicino cose che noi giova
È conpsciamo cosa‘ cpessd solo
<per sentito dire».



Wa ricor.

serie, che fra giovani esse non
idono nel









fe le scuole di questo tipo sono,

in Inghilterra e Galles, 178, Co-

me si vede, sono. pochissime,

2) Scuole indipendenti, ci
ivate, N 9, erano 4250, in

Iughilterra e Galles, e 160 in
n sono tulle a paga
into, @ non ricevono aleun con-

tributo da denaro pubì ut

ta nel 1304,
row School, fondata nel 1560 ci
636 studenti; eco.

Educazione media sui
Comprede i vari tipi di istruzio.
ne per giovani al di sopra dei 15

i, ‘ont:



Siate, nei 1090.6
stenine, Quella

di 600 milioni di

ogni. studente

scuola prltoaria 0° secondaria, cir
120,000 Live.

Sniverata.

E

Ce ne sono 16 in In-



che ela sill'aspelto esteriore del
la situazione.

MARCO SONNINO
1 dati riportati sono tratti da; THE

STATEMANS YEAR-BOOK. 1960,
LONDON. MACMILLAN & CO



A

12

DIARIO DI UN UNIVERSITARIO
«IMPEGNATO »

17 ott
Oggi ci siamo rivisti. Solile
facce, Qualcuno abbronzai

il nostro capo spiruuaie € per il
olmeclub ha



samente monopoliiche, È così è
passato. pomeriggio.
20 domer

"i rilorno dal cinema voleva
mo andare in rosticceria e bere



tra.
31

Siccome rivista di ci.
nema è uscito un soggelto ine
ilo di Pavese, Bep)

io» 2 domenicali

ripislo (rancesi che mon sono di
cinema, ma hanno trovato una
loro eleganza anche nel porgere
gli articoli
ettata in scrutinio segreto.
quatto. dite didscalie cora
problema delle abbrevviazioni. R.
Fegista; m. montaggio; sc, sce-
sembravano un
ha detti

s
Ce
Si

Allora
ho proposto di aggiungere la du-
rata del film. Anche questo si
trova nelle riviste.

27

picchiato Mario. Mi ha

telefonato dicendo di avere i bi-












ho detto © mi na risposto che la
Gianna l'ha piantato, Voleva di-
menticare.

Sono stato tutta la sera con la
sorella della piccoletta. Anche lei
na un gran seno e un bel sa

1a promesso di venire al
Teppenionzata:
28



andare da Marisa, è ta

precisando di essere giornalista
{al che tutti hanno riso) hi

steri

Nessuno





‘a di Cronaca di un ami
Molti che l'avevano visto
neclub ma non li
rimasti. sorpres
congrotutati.
ridevano



ni è piaciuto motto, soprat-
tutto per Certo pubblico con vol=
‘anissimi, pali, quasi af-






va vento fredto,
gente correva a casa dopo il 1a-
voro, i negozi si chiudevano: mi
ricordo dell'uomo massa e rido



‘potrà parlarn

di ostelica.

timo fim si
z

Non_ che

Mi sono alzato ©
ho parlato di Zolla. Non na tetto
l'ultimo Mbro. Pecci

Uscendo mi sono. accorto che
quessù a lettere, Îlo guardato gli
orari e c'è qualcosa che mi ini
ressa.

Giornata piena. Al pomeriggio





di
Berso e ci la fatto vedere certe

Sane

Isabella. GI ho pito rom:
tarmeta, è

subito con. storia. pene ade
sventato

Stassera è stata la prima del

cineciub, Fioveva ma è venuta to

mi si è presento FO
gasione © pol il Mim è cominci
io sul

Sono andato al dibaltito sulla



mato: il
tono squisitamente giuridico mi
na gneusiaomato. Poi 4 dibaliio.
izato uno ch vede
e e

dalai
PAOLO
17 assistente

An na



a sociale. (Dalla Ga
Cene
to la mia bambina în bambino; ci
differenza? >. «Il bambino ha biso-
no di latte, ma Jl suo papà non può

glie». «In risposa alla vostra

lettera, ho dato pia iu



, ho
duc bambini, nella busta acclisa..e









La nuova crociata

Nei mesi passati abbiamo vin — vedere soltanto Walt Disney»
sto lo Stato di polizia, lo Stato-








procuratore ge-
nerale presso la! Corte d'Appel-

TU. e dell'art. 126 del Regot. di
lo di Milano, dott. Pietro Trom:

possono ‘intervenire e
dere lo: spettacolo a 1010



bi, è stato il film «Rocco e i riuli, con conseguente prevalen- insindacabile giudizio, in una
Sii fratelli» (accanto ad esso a di elementi governativi o po- _ serie di ‘ipotesi ‘Che i parte rie
sono l'Avventura, Il passaggio litici), e abbia ottenuto il nilla petono quelle previste dalla leg-
del Reno, La giornata balorda). osta della Presidenza del Con- ge sulla censura del 1923 (art. è
Chi scrive questo articolo ha _ siglio. sopra riportato) e in parte le ai

molto fresca limpresone rice; |_Fonti lepalaiva Sondomentali-prazono. —
vuta ‘spettacolo square, o fra gli esempi di

a RIO 3



e profondamente pi
di fronte cd un'onera





sitiv di gi. di PS: dl nulla osta per La Apitogia» di Tattuata, cut-
tale, Livello artisticosed impegno Palloio resentarai
na Duvbiico non più, case tie
pure vi è chi (Il Nuovo Cit- sciato quando si tratti della ri-
tadino) ha il pessimo gusto di produzione (art. 3 RD. 1923
«liquidare» opere del genere scene, fatti @ soggetti
ifcundole «pattumiera» o, offensivi del pudore, della mo-
lendo a prestito l'espres: rale, del buon costume e della
Sione di un fo del pubblica decenza;
film stesso, « sacco di...». Fd il 1) di sceno, fuit © sogpetti
brutto è che proprio questo mal- _ contrari lla reputazione, ©
costume mentale, nella sua vol- aasionale È ‘all'ordine

Sanita feziooa non rimane senza | pubblico, 0vbero. che © possano

feti, ma porta a dello ben pre- | turbare i buoni rapporti inter

cise conse,

Îi Procuratore Trombi ©) di scene, fatti e soggetti
Ricordiamo che il doit. Trom- offensivi del decoro e del pre-





ell i;
offensivi dei privati cittadini e
che costituiseumo ci =
ologia di un fatto che lu legge ra tutto, la speculazione com:
prevede come reato ed incitano merciale Saita ti tal moto
all'odio fra le classi sociali; hè, quando un'opera si
i e rocurita a rin, impegnati ne. lasciare
srl Gi tuene, fatti e SONDE persona minore degli anni di° Gll'utore la più cmoia Uscita
at nai ciorto»i di esprimersi e lasciargli tocca-
RIALTO di ivi veglie Sla impressioni che_ risultano che gli eventuali e panni
menti legislativi che valgano ad tanti; di operazioni chirurgiche 2 tn esume delle disposizioni
Miprenare ciato che valoono gd Tenit, di operazioni GhiMugiehe | giuridiche che. riguardano la noi avessimo qui la possi-
corsa che è Juori della Tibertà e nici e in generule di scene, Jai COnSuTA sono molteplici: molte vii i oraminare fusa 18 ro:
Suagiche e fano i ne nie ci scene, [atti leggi e mal coordinate, una Co- ria della nostra. censura, ve
Saretimo curiosi (o'già ia co- scuola o Gi ficentivo al detto» mene i 0 nn
d ehlara?) di sapere cosa in= © Superato lo scoglio delle Coma | Tî!@ne lettera morta, la Gertee. {o { fimo a contenuto semipor=
rione pubblica più qualificata e sicuro. La legge del 1923 sitbi- ‘95% ca : Ri seno Pon di
più sana, quando le pone accan- lisce che in qualsiasi momento dnque nicssrie ina teg- dogs quell ale. afrontaveno
fo qu

ge che: 1) disciplini în modo problemi e questioni della no-

Celio Spettacolo uo richinmane | SIOONIco @ completo la materia; stra vita quelli che non si ab-



e ui ) muova da una fedele inter- bandonatano ‘al conformismo
Te il film in circolazione e ordi- | pretazione della Curta Costitu- dei seni della maggiorata fisica
Co a i SUE 2; 3) assicuri Tiniipenden: di ma ci mettevano di
‘ommissione d'appel za degli organi di revisione dal fronte alla realtà, più triste che
Inoltre la deliberazione favo- potere esecutito, lieta, di ogni giorno e di ogni
revole delle Commissioni non ambiente.
esclude l'intervento delle vurio Rocco e la censura E Rocco appartiene | a tale
autorità locali di P.S., le quali. Torniamo ora u parlare del gruppo di opere.

Convinto che bisogna andare a în viriù degli arti. BI e 03 del aim di Wizoti P./A.

MR +





Sul melodramma

Una delle manifestazioni d'arte





formazi sì
italianità» del
< spirilo nazionale >.
serie di frasi falle che ormai co-
nosciami

In realtà, a'mio parere, le cose

sono un po' diverse: il melodram-
ma italiano ha avuto una funzio-
formativa a posteriori, ovvero

i era già

quando i Risorgimento si

«ace
Rossini, Dontzettt e Bellini? Non
Spererono durendo i

favori. senza’ nessuna discrimina»
zione,
quanto 0 Bellini e Donizetti,
senso che abbiano avuto



mirato,

campioni
la. Beltintana

sportivi
RESA condi



nell' Ottocento _

la quale seppe realmen:



le entusiasmi patriottici
ogli spellalori. fulta la prodi
zione di questi due arlisii è l@

coin di una nuova [or-

ma operistica che potesse sosti









l'oleografico spirito italico, l'arte
musicale sopporto forse Î peso
imoggior

Tull serie di critici iravi-
1

f
podiici da tut
o di pseudopoe-












| littco-sociale ed assurge
@ paladino della nazionalità.





e. )

Verdi, suo buongrado, ne è le: fronda con la muova cità musi:

F'assot gr

rinmovatore della musica ile
liana. a tutti

Quella che n realià è la deca- Ormai la convinzione che Il lea-
denza de melodramma si accetta tro lirico fosse l'espressione per
cntistancomente come, «Toma cccelenza dell'arte talamo, oltre
lismo » dopo: W provincialismo è Di

‘maniera. cosareosta, piace

la retorica sono la bandiera del- Linzione del resto che faceva co
la nuova arte italica, modo per giustificare la sua scar-
(A questo punto. potrei venire {a ci pusicale.

accusato di

‘antinazionalismo

consacrati delle fotto che ‘aff testualmente
realtà se <Ma in nome del diavolo, se sia-

‘ere in evidenza i lali ino in Itatta, perchè facciamo del»
orchè il grande l'arte tedesco? 12 0 16 anni fa,
porto per questa foT- non ricordo se a Milano o altrove,
fa ripuonare tulta _ mi nomi presidente di und



per « Quai
le> Verdi iniende quella p
nia sinfonica de sel-settecento, la





quale, secondo lui precorre quet-
l'espressione di bel conto che è
l'opera, cd avrebbe, denuto vira

in noi l'amore per la stessa, Me
la reasione. più violenta terso.
glire forme, musicali l'abb



facili) applay.





gue ‘superata n telo:
rica nel contenuto se ta

andato a "ario. presenta 4
gramma di musiche



compresa
blico così male educato? È deri:

tici come si comportarono nei

me tale a considerarlo, ponendolu
(erò accanto a tutta la prima
produzione Verdiana, di conse-



(0 #°lati negativi dell'tore

che più coniribuirono ad sducere

artisticamente le nuove generazio-
i Ari

ramo che non ad lire for-
alt. 1 vari Puccini, To-
i, Giordano ed altri, prov-
montonere. sempre
TI repertorio ai opere
slo ad an pubblico Cral est
Dente soto di sorie patelcodagri:
mevoti: ai nuovi can-
tanti-divi le palestre musicali per
le tor

"Serilio da urcetite di tntettscrat,

ed anch'essi preferiscono corre:
Te giro ai fuochi artificiali di
R. Strauss che

maî uno
Sort di un hartok o di uno
Schomi

rimangono
quasi. sconosciult,
Sant i orte toccò per un lungo



seconda, eventualmente, apre:

RENATO SORRENTI



* 1

| NOTE TEATRALI

Un marziano a Roma



1 marziano non è un messia,
nè un essere ececzionale. E°;
uomo ». Non

e ae
viene per vivere,



«Il mio programma na
le non è interessante he) per
me: conoscere, vi

anche dagli altri: è
perchè gli

cile imparare, altri
non sanno.
Molti spettatori hanno rim-





ll e
gliere, perchè Îl suo volto è or-

ile, senza. lineamenti, liscio
come 'un uovo».

Alla notizia dell'arrivo del

Uomini « sperano +

Sperano che cosa? «Che tutto
gimblerà », Forse è innato nel-
lu che a un
certo punto lutto cambi, ma il
iragico è che nella mentalità di
molti sembra innato



noi, il credere che, così eno
‘così comodamente, un mes-
sia possa ver o pun-

10 a risolvere le nostre faccende.
Di questo si rende conto il



pire chi incontra, ma non come

chi si abbraccia senza vedersi:
«Non vi amo quando mi assalite

nche il marziano sente l'at-
stata di una al

il fondo,
la soluzione migliore».
Sapere di essere ciechi, di ave-
n essere il

Sa

di un peso opprimente e
patetico, che gli fa desiderare

inuncia. « Oh, poter dare im-
portanza alle cose ch ne



quel perfetto
mediocrità, che permet-
Mio. Dio,

hanno, sentirsi in
Stato di n
lutte Je delusioni,



gro © disoccupato »,
Non c'è un vero nà

TE
st teatrale, perchè non ci

sono
mo Siolgeri e FOA it ente a
ne

tato d'animo” a















ento espres-
ne dalle sue parole: «Il
peggio che può capitare ad un

3o scnlpiccio dei piedi
Serio si

chi, andando a vedere la
commedia di Flaiano e Gassman





ma, volutamente limitata si ri. Si aspettava di godersi un bello
nei
So tono?) pegnati di appaudie seen
mente (con applausi cin
mirino = nesto 7 risponde il si sente lo scalpiccio del piedi
pi che si avviano all'uscita»), cer-

Alora partiamo, andiamoce- to è rimasto delusi

0, come erano
ne' dove vuoi». asti delusi | romani dopo aver
‘osa è diversa, è conosciuto il loro marziano.

fa partenza quella che mi
propongo, e che ti
tire, per

Flaiano e Cisti voglio
me, significa ci

esso seniso aveva la rispo-

sta di Marcello. Iì vero affetto
non deve essere quello che limi-
ta, ma quello che apre, e aiuta a

PAOLA CABOARA





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il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE E ©

ANNO IT - N. 9 - 15 FEEBRAIO 1961



L'TURA

16 pagine - L. 60



COSTITUITA
PUnione Goliardica
Genovese

Accennavamo nello scor-
so numero alla situazione di



gruppo
Golpevole di aver privato i
questi ultimi tempi l'Asso:
ciazione di arvenza di
Vita! nociatica. oltre ich
pr pot
turale sul pi iversita.
zio e cittadino.



icevamo del:
sn una Associazio-
ne *’Goliardica, laddove non
ci siano ad un tempo libero
dibattito e libera critica,
senza preclusioni ideologiche
© settarismi di qualsiasi ge-
nere; autonoma elaborazione

[ez
la





l'ambito po TONI senza



zioni democratiche le Re
sistenza, da
Freieleo. a

mento si muovevano inol-
tre all’AGU precise e circo-
itiche, e si

rimmovamento _ g0)
Genova, magari anche alti
terno della vecchia Associa-
zione, se da essa fosse venu-
ta l'accettazione dei princi-
pali punti del documento,



ti in
turali e poltiche che pon-
iardi, come intel-
fettuali, lla. Ieaderehip, del
movimenti giovanili cittadi-

Nei giorni seguenti alla
rottura, i firmatari della mo-
zione di abbandono del-

U demandavano ad un
Comitato Politico il compito
di tracciare le linee diretti-

l ‘rinnovamento asso-
ciativo, che costituiva il fine
unico della loro azione,

che gli studenti genovesi da
troppo tempo attendono.
scopo detto Comi-

A tale



irrinunciabili, alle quali si
può ancora svolgere un la-
voro di Associazione nel

nisca Goliardica e voglia co-
stituire la Sezione Genovese
dell'UGI.

Da parte dell’attuale or-
gano direttivo dell'AGU si
manifestava invece pater:
zione di non accettare mas-
dal Sa ae
vanzate, e di trincerarsi in-
vece dietro vaghe dichiara-
lemocraticità e di

lissime, ma
stare vuote di contenuto, se
non accompagnate da fatti

‘oncreti comprovanti la vo-
lontà di rompere una buo-
na volta col passato.

Così il Comitato Politico
decideva di costituirsi
Unione Goliardica Genovese,
sulla base del documento in
precedenza elaborato, chia-
mando a raccolta tutti i go-













collaboratori
del “45,
sono
convocati
all'assemblea
plenaria
GIOVEDI’ 23
faro
alle ore 21

in via Balbi, 17













| TACCUINO UNIVERSITARIO |

CONVEGNO delle due GENERAZIONI ANTIFASCISTE

Le giornate genovesi di lotta
antifascista e le manifestazioni

Quando si parla di fascismo



tempo combattuto e vinto dalla
State caratterizzate da Resistenza jma sì intende porre
meno nuovi mi con forza l'attenzione — e ci
portanza: la partecipazi anche în maniera ica —
taria, massiccia e att sulla attuale situazione italiana:
gioventù operaia e studentesca. ‘momento
Questi fatti ver fondamentali problemi è sta
rappresentato l'irrompere isolto, che i poteri dello Stato
scena politica di una generazione sono nuovamente nelle mani di
nuova: la generazione successi- un gruppo assai ristretto usati
vi la a suo solo vantaggio ,e che per-
tanto le condizioni dei cittadini
italiani e le possibilità di svilup-
po del nostro paese — nel mon-
do della produzione, nel




ricerca
scientifica, nei rapporti interna-
zionali — si 10 in un vicolo
cieco; conseguenza di un regime

ione da quello
soltanto su un

mentale ad una certa tradizio- Sulla base di queste conside-
ne, ma necessità che scaturisee razioni si è costituito a Genova
dalle condizioni stesse della lo- subito dopo i fatti di luglio,



ro esistenza quotidiana. un Comitato con lo scopo di pre-
Consiglio Federativo della Resistenza
Camera del Lavoro

NPI

Giovani Radici

Movimento. Giovanile del Partito Socialista Italiano

Federazione Giovanile Comunista

Federazione Giovanile del Partito Socialista, Democratico Tialiano
Federazione Giovanile del Partito Repubblicano Italia

© Quaria Generazione»

Scciotà di, Cultura, e-Circolo Giovnile di cullura <P. Gobatti>
Gruppo di Docenti dell'Università di Genova

Centro Giovanile El

Giovani Amici della Resistenza

Jarare un convegno su l’anti-
fascismo delle due generazioni:
una seria ana-



Fis ii
pubblica e nei suoi ordinamenti,
giungesse ad individuare alcuni



local

namento dello Stato oggi in Ita-
lia.

(Genova)

)
(Genova)
Milano)



Seguito dalla prima pagina

liardi che ne condividono la
lettera e lo spirito, perchè zioni politiche si uniscano
ridiano vita finalmente alla attorno all'Unione Goliardi.
Sezione Genovese dell'UGI. cn Genovese e creino quella
Il Quarantacinque si pre- maggioranza sola
sta volentieri, con la sua mo- può consentire all’Organi-
desta voce, a questa inizia smo Rappresentativo di ri
tiva, ‘sperando che essa val- sollevarsi dalla crisi in cui
ga a colmare il vuoto asso- l'ha precipitato la
ciativo che da troppi anni e- dei gruppi Atenei ed
siste nella nostra città, e che. weiss l'anno a ora che
si ricostituisca finalmente l'AGU, ormai politicaminte
quell’ambiente goliardico în evirata, non nè la
cui l’AGU rinacque, il 26 a- forza nè le Ci
prile del 1945, ed in cui gli mutare la situazione.
studenti delle Saia tendo:

ramente al di sopra delle fa-









per

L'assassinio
di Lumumba

nto di

andare in




re dell'Afri

Potremmo dire molte cose,



le
più tragica delle smen-

Trent'anni
di storia
italiana

Anche nella nostra città si
sta svolgendo il cielo di lezioni
a cura dell'Istituto Storico del-
la Resistenza in Liguria e di

Consiglio Federativo della Re-
sistenza. Come già în altre cit-
tà, anche a Genova l'iniziativa
ha riscontrato un enorme sue-





cesso. Vastissimo è stato il con-
corso di pubblico particolar:
mente giovanile. «ll Wuaran-

tacinque» esprime la. propria
soddisfazione per la completa
riuscita dell'iniziativa
promette di parlarne
fusamente în seguito,
sendo possibile farlo, per
genze tipografiche, in questo
numero.

e sì re
più dir
non es
esi



IL QUARANTACINQUE
mensile universitario
di informazione e cultura
Redazione ed Amministrazione:
fia Balbi, n. 17 - Genova.



Autorizz. Trib, di Genova n. 487
1960.



jboratori: _ Andorno
tosto scor,
Accent
sano

colta



fi Dorio,
bo R



Responsabile: Renzo Farinelli.

CONTO CORRENTE POSTALE ©

ABBONAMENTI:
Anno —L 500
Sostenitore L. 7.000
Benemerito L. 5.000







Coop. Paligr. A_G. - Genova « Tel.503.320



trovino spazio
api
ne, cui lî nega la loro appar-
tenenza a gruppi diversi e

FABIO



Jontani.
Per ì giorni 14-17 marzo

LIBRI

E DISPENSE NUOVE E USATE



sono state fissate le elezioni
del XV° Congresso Univer-
sitario: tutti gli studenti ve-





Corso Gastaldi, 39-1 (portone dopo il tabaccaio) -

Telef. 360.763





‘ n A

( TACCUINO UNIVERSITARIO )

Perchè 1 Piano - L’ dei fondi - La cleri-
calizzazione della scuola - Il trucco dell'emendamento Franceschini

















Nel settembre 1958, quando prever inerementi. Si sen- che la mentalità statalistica in regolarmente le scuole paritarie

dia Cee
consapevolezza che la Chiesa è Jormazione professionale

ostacolo all’espandersi del

marxismo)

delle suore (non sarà male ram- La questione centrale posta în

mentare che nel 1958 risultava- discu lalla presentazione
un 27% di scuole materne del piano Fanfani era quella del

genite da enti pubbile, un 31% finenziamento










vidonte e lo Stato non

di,

dipichai ialiui tecnici l'o
versità, è quelli di itorma di

Alcune fac universitarie.



To
odre, Ta concessione i
Thorse di studio e G@riialiri pron
vediment

"Passato l’effetto indubbia

te notevole prodotto dall'effica»





iunale € pareggiata) ma pas:
va Îl principio del finanziamen-
ola materna privata
La gravità di quest'ultimo fatto
risulta chiara, pone cui
hgllettno dan Cat dele
marzo 1956) <la scuole

dare i suoi quattrini ad



sa e spirito di beneficienza,
è liberissimo. E qui è inutile di-



Le solite ragioni di spazio im
pediscono di narrare la storia
del piano decennale dalla appro-
vazione ato in avanti. Ac-

solo all'approvazione






garte ai milioni di giovani infe-

anni, e migliorare lo
stato degli edifici (1 pensi al
60% di aule inadeguate risul-
fanti in una città come Genova
@ al fatto che, nel 1960, ben
915 comuni, sprovvisti di edifi-
ci scolastici, supplivano con 1975



locali adattati» e 545 «di for-
tana»), SÌ notava ancora, ra-
gionando sulle cifre, che, inch Gia e là qualche voce cattolica

misure ecezi si leva a far presente, come ad sono venuti dai soliti. PC]

ssemplo Pesazzi in, Politico, m. IP PSDI © PLIvi soli <conver-






no assenti. Diciamo infine del natizzati non possono non esse-
‘anziamenti previsti dal progei- nale. a da conteappero ll | famigersto emendamento Fran: V7e_con nol, nelo schieramento
to fossero intesi come aggiuntivi celebre on. oe ras presentato:
rispetto ai bilanci normali ed ai le dichiarò alla Camera nel 1959 «Agli. alunni ‘che frequentano 9 di







danno

e la beffa

Se ancora esisle chi si fa iltu-

di questo g0-
,, certo deve aver provato
una streita al cuore dopo gli -

no delle aperture gotta e dele
« convergenge parallele >, col 70:
Tosiderdiore qsite (betta

democraiiche, viene presentato
alla Camera un emendamento a







na le loro capacità. Sono dei ia:
E



mento verrà ritirato. E' probabi-
le. Esso rappresenta la merce di

scambio con cui la dc, forte di

ensa di far passare quel piano
decennale, che prevede equalmen-
imenti alla scuola pri



ire con

Soto la lotta offre prospettive
di successo. Una lolta intrapresa
ad ‘ogni livello fuori e dentro le







Ordine nuovo e criminalità vecchia

Abbiamo potuto vedere, ri-
prodotto în fotografia, sul-
l’ultimo numero di
Critica », un coraggioso gior-
nale di studenti medi e uni
versitari, il testo di un mani
festo che la © Corporazione »
studentesca Ordine
sociazione di
pirazione neonazista,
ha fatto affiggere nei giorni
scorsi a Roma,

Riteniamo che sia nostro
dovere portare integralmente
a conoscenza dei nostri let.
tori il contenuto di quel ma-

ifesto perchè possano anco-
a una volta conos v
lutare

«STUDENTI !

Mentre în Francia l’opinio-
ne pubblica si stringe intor-
no a Lagailtarde, alla Jeune
Nation e agli Ultras, mentre
in Algeria, come ieri în Indo.
cina, la ' migliore gioventù
francese tiene alta la bandie-
ra della civiltà europea bat-
tendosi contro le orde della
« rivoluzione dî colore », le or-
« giovanili »_ s0-

nnifamente ai
senzapatria e agli omosessua.
li dell'internazionale. « ros»
radicalmartista, montano» in
tutta Europa ‘una votgare

my









basse menzo-
Gre [ol fine di colpire alle
spalle quanti în terra d'Afri-

moscovita sta dietro alle ma-

nifestazioni « studentesche >

sile paneonesche prolerie di

un branco di cialtroni sedi:

centi inteleltuali» antifasci.
te



soprattutto
la popolazione gioie, come di
recente a Boufarik ed Orano.
STUDENTI |
Reagile alla
marzista
Respingente il veleno bol-
scenico!
Opponetepi all aspeculazio-



provocazione

che il Sangue
Francese è sangue Europeo !

On. Luzzato, lei ebbe a di.
re che in Algeria i ribelli « si

baltono da setle anni, come
ieri gli «eroi » della resisten.
i metodi è
i». E allora




si sappia che così « combal-
tono » i ribelli
GE

ANDO granate sulla

STUPRANDO donne e ado-
lescenti
MASSACRANDO
innocenti !
LPENDO SEMPRE A
LE SPALLE e nell'oscurità
MUTILANDO oscenamente
i prigionieri
{UELENANDO i pozzi e le
sorgenti
INCENDIANDO, TORTU:
RANDO, DEVASTANDO !
DENTI A VOI
CONCLUSIONI t
I giovani di ORDINE NUO.
Vos saturno ne compaia
li d'Algeri gli affer-
e ce
cana della razza bianca, il
baluardo e la difesa dei valo-
ri occidentali minacciati dal-
l'avanzare della « rivoluzione
Pi

bambini





LE









FRA)
FRICA ALL'E





Ogni commento di fronte
alle menzogne, alle criminali

idiozie, alle volgarità di que-
i
fluo: con gente simile non è
assolutamente 1 caso di por.
tarsi sn piano della discus





sione

iciamo solo come questi
manifesti facciano esattamen-
te îl pato con tanti altri che
abbiamo visto questa estate
appiccicati alle colonne del
l'atrio della nostra Universi-



i iena della grande stam-

pa cosiddetta indipendente
sull'argomento e ancora una
volta i! mancato intervento
delle autorità pubbliche, sem-
pre così pronte a far manga.
nellare gli studenti democra-

« discoleili » neofascisti.

rescindere infatli dai
numerosi reati relativi al con-
tenuto ;il manifesto è stato af-

esempio, ancora recentemente
a Chiavari un Circolo cultu.

nella persona del suo presi-
dente per aver omesso în un
volantino la indicazione del-
la data. VP.

INCOSTITUZIONALITA’
DELLA SERRATA

Le recenti controversie ira da-
a
sentenza della Corte Costituzio-

a e
ne di giuristi e politici sul pro-



chiudere per reagire ad uno scio-
pero di lavoratori.



Mon adr quindi, male pari
fe brevemente di questo probl
ma e esaminarne la config

ne giuridica del nostro ordina-
mento.

ll fascismo aveva considerato
sciopero e serrata come due reati
(arti, 502 © segg. C.P.); il che era

l'ordinamento corporativo





una speciale.
‘on quali conseguenze per © la-
voratori, è noto @ tuiti DI con
tro la Costituzione della Repub-
blica all'art. 40 affermò. solenne
mente il dirilto di sciopero, men-
ire nulla disse relativamente di-

dell'Assemblea Co-
stituente liberali e qualunquisti
cercarono di far riconoscere, ac-
canto al dirilto di sciopero, am-
che il diritlo di serrata, ma sen-
Za successo, perchè tutti gli al
trì partiti si opposero.
Durante questi dodici anni la
questione non si presentò molto
50; le risoluzioni che

in quanto questo articolo sareb-
De stato streltamente dipendente
delirio «eni
mai non più în vig

7° quindi compito del tegistato-

re emanare al più presto norme

reato e quindi vietare la serrata,
proprio în base ai principi chia-
tamente espressi dalla nostra Co-
stiluzione,

E cerchiamo di dimostrare per-
chè.











1 liberatoni con ta tuba dicono.
« Diritto di sciopero e diritto di
Dirac
dizioni di un regime

ia
e ole



ro. Se l'imprenditore non può.
du n
mo nel clima della schiavitù > (1)
l'imprenditore è schiavo det la-







voratore e via di questo passo.
Ora sul piano . fiosofic,

piano dei vatritti inawiduali, se
dictamo che anche l'imprenditore
è un lavoratore come gli altri, il
sosiogemena pesaro
dare, Ma se noi guardiamo alla
dla ione
conitutto il rispelto tivi



gole cora)

loni — non sta in piedi.
Troppo diversi sono i due fe-
nomeni; le cause, i loro
presupposti: da una parle, come
è stato acutamente osservato (2),
abbiamo ta lotta per il profitto,
dall'altra la lotta per evitare la
fame, da una parte un fenomeno
tadivitiole.guilotca n fenome:
colletti
re
mezzo che il lavoratore ha per
richiedere un aumento del pro-
prio salario, la serrata non è che
uno dei tanti mezzi (licenziamei
ti, regolazione della produzione,
modifiche degli orari ecc.) che
nelle su l'imprenditore
premere sul lavoratore, per
propria. volonta;
mo è proprio mez











rali 1a non



solo,





torcere anzi, contro gli stessi la-
oratori l'unica arma di lotta sin
dacale di cui essi dispongono:

l
sciopero (« strumento ricattatorio

della fame» fu definita dal libe-
lemica con gli
rappresentanti, dol proprio



partito in sede di Assemblea Co-
stituente)

Mentre lo sciopero trova i suòi
Hmilt mel faito che esso è assai
oneroso per il lavoratore, che ha





parte "rime, che di
en altri mezzi economici pud di
sporre.

Per questo pare assurdo por-

Fe sullo sesso piano i dee [eno
meni: da questa ion









dir scfop
fe aa
rito 4 serrata

3 imma. delta

‘oratori ‘all'organizzazione

politica, economica € sociale del

Paese >.

E° dunque una effettiva demo-
ima demo

crazia, crazia sostan-

realtà, na
arte più debole contro a par
più forte.

Un ri imento da parte

razione sociale della Costituzione.

Cir. L. Einaudi: «IL Buongo
verno » pag. SI)

(2) Of fra gli alti G. Cono
Giur. i M; Severino fa Rio
giur. dell 1960.

Si ‘assai

interessanti

la deci
del fonale. del
4-5-1960. su giudice,
Tal quali peebloma è die
assai ampiamente.









La morte di

Blaise Cendrars



N vero nome di Blaise Cendrars
era. Frederick-Sauser-lall _(naî
nel 1876 è La Chaur-de-Fonds,
sul lago di Neuchatel nelta Sviz-
DI ’arigi
gno ee

4 81 di questo mese,
mana 7 ricevuto il
înio lelferario della città at Pari

sa, pullulante di piccoli borghest
dedili per la maggior parle al
rologeria, alla pignoleria ed al
‘protestantesimo, si era trasferito
organizzando una calena di cuf-
Je-concerti, una movità in quei
ee
cioè a soli 15 anni,
abbandono Napoli ‘e la. famiglia

ed inoltre poemi, note
s0ggi, criiche © seruli giorn

nie
gravitano tanti altri



Cendrars non era uno

scrittore e di laboratorio > e nep-

pure un grande letterato. 1 suoi
en

Scritti, benchè. colorati, putore-
schi, vivaci, esolici, sono lontani
dal darci delle lezioni di stilo, in-
tendo parlar: si

Mosofia materialistica — indiana,
che conosceva molto bene; con-
siderava l'azione



in spagnoto. 11
ticolarmente orientato

suo gusto era par-
alla tette-



formia) del suo forse più del ro-
manzo,

vi saputo resistere al
richiamo dell'impresvisto; scrive.
re era la cosa più contraria al
suo temperamento e mon se la
sentiva proprio di rimanere chiu-
so fra glio. mura per « noiretr
du papi

Lie O merò ali rensmmeriia»,
come lo definì John Doss Passos
infia ‘molto su Apottinaire; la
poesia francese era entrata nella
fase di rinnovamento che. pre-
cedette la querri



in quel perio-
do frequentava moltissimo l'am-
biente arlistico e musicale della
capitale. Pubblicò una serie di
articoli, sulla più gi

giovani artisti di quell'epoca che
Sncora. oggi non rocessierebbero
del minimo combiament

ris Victorovic, Arkhipenko,

guy
Il 17 genmato 1961 la giuria dei
gran, premio letterario della. ci-
fa” Parigi Taureana 1 poi
Blaise Cendrars, per
della ‘suo opera. i 2I dello stesso
‘neo-laureato moriva.

l'assegnazione, di questo _ premio
e Doo: anpnguere Lio:
Cendrars è una



I cosiddetti ‘



Accade assai spesso di sentii
fare dichiatazioni di apoliicità,
@ dichiarazioni del genere sono
pure molto frequenti nell'am-

dere qualche parola sui così det-
ti < apolitici ».

E il punto del discorso è que-
sto: è sostenibile la posizione di
costoro? Qual'è il suo significato
e quali ne sono 0 po:
sere gli effetti?

u un piano puramente razio-
nale-astratto essa



impegno,
sabilità e di incapi
prendere la complessa realtà rin



sa
si su una critica di tal genere
quanto essa è piuttosto vaga,
portata e incapa:



spire appieno il signi.
ficato della posizione dei sè di-
centi < apolitici ».

L'uomo vive in società con al-



E, pure con diverse e variabili

izioni nel reale contesto 50-
ciale l'uomo vive tuttavia sempre
come parte di.esso, da questo
sondizionato ed inseparabile, Ta



e “qualificava 10
uomo come eanimale politico
per eccellenza ».

i essere-sociale, punto

partenza non astratto, ma
concreto, storicamente verifica-
bile, in quanto apolitico non può,
sul Diano logico, chie essere aso-



Ma vediom n
fondo. ossibile che un
oggetto i







apolitici,,

roblema politico, e quindi un
atteggiamento... politico.

Ma un uomo non si. dichiara





Gi fuori di questo sistema è un
assurdo, dichiarare di
10 dell'ossigeno



at
esercita în lore o minor mi-

modo? È' ciò non porta

un'imlicita accellzione "tiao
cose esisi

Dichigrarel capolitici, signit=

ca in definitiva fi la





qui piano egli elfetti, è equiv

CIO constatabile in mo-

litici »,
giudizio politico, e risulta da
luanto detto sopra ci

sono talvolta fame a meno,



senza
d

Ubri di magia, Goethe in tedesco,
Dostotwiemski im russo, Cervantes

rimaneva disgustato, non percio
fossero dei ricchi,
ano indegni di quelle. richezze.
Non ne era invidioso, la sua sag-
gerra gui impediva di [requento:

ue! e mitieuzo,
roppo. aislante.

Giuseppe Riccardi

iso gli elementi es-
senziali” siano reclmente scom-

infatti se non altro

rilevare che il dichier

Hitici» implica glà di perio una
posizione rispetto



imo è bene ricordare
che se determinati regimi poli-
tici, quelli di tipo fascista per

impio, hanno potuto imporsi,
una grave responsabilità di ciò
ribuire anche a coloro

che, indifferenti, rifiutandosi di
n lche modo, hanno

un cid stesso favorito l'avvento
dei regimi stes PA.







COME NACQUE IL NAZISMO
IN GERMANIA: Hitler al potere

La demagogia nazista - Le classi subalterne davanti al nazismo - La grande crisi e la fine del Parlamento

1l nazismo, come Hitler stesso



ci dice nel « Mein Kampf » nae.
que £ sì formò ennio 1918
71920, negli anni quindi della
disfatta e del caos tedesco. Nac-
que e si sviluppò Javiera,

dove più acuta

all'apparato propagandistico del
partito; questo infatti era il
mezzo per il quale le masse do-



ge stupido, idiota, vigliacco» p.
87-10.

Questa la «concezione del
mondo» hitleriano. Se passit
10 dalla «filosofia » alla politi

ca vediamo come si. attuano





concretamente 1. principi.
Ssposti nel proframma di

penna
=




tici
2-1920 Hi
menti prol
cio
ali, nazionalizzazione
delle imprese anonime (quando
nel 1992, 19 milioni di {tedeschi

joni ai piccoli imprendi-
i riforma dell'agricoltura,



tutto condito con
se di antisemitismo e di nazio-

Come si vede è un program-
ma demagogico destinaio ad er-
ven accetto dalla piccola
Borghesia e dai contadini, ma a
restare solo un programma-ri=

Chi credette in Hitler ti
iii ly

‘ato e i iti fi
nerbo delle (gattuglie di
assalto naziste) e delle

Sal inistero
mo come tina guardia plebea

attorno al capitale monopoli

inni che vanno dal
1920 al 1924 tutti coloro che fu-
fono ro di jone sfo-
garono il loro cieco odio not

letariato. In

all saccheggio
giornalmente _nell'e Osservatore
(organ N.SD.A.
Ce
coloro che vivevano ai margini
della società; e, dopotutto Hitler
era stato ei
a i disoccupa:

essi non sapevano che sarebbe-
ro stati occupati in fabbi
Varmi e in

opere maproduiive

(come autostrade ecc.)
a

cingersi dell’aureola della _ri-

no di distruzione dei grandi

chiamo (ed era stato formulato
in questi termini proprio per a-
emipiero a questo scopo. Por il
di l'unico program
Volontà di Ritter per
Hiller due dei
‘ome è quindi possibile che
e milioni di tedeschi

prebbero dovuto temerli di più:





che, nell



nista Tedesco,
re la socialdemoerazia, attacca-
ire le classi che la soste-

certo momento pure i



mente contrari alla stragrande

popolo tedesco?



per comprendere ja del
on

li indusse a credere proprio in
lui,



ciioh





striali. Inoltre non dobbiamo ‘ 5a delle teorie di Roso Li
sottovalutare l'odio feroce dei burg nell'impostazione ideologi=
piccolo-borghesì contro gli e- ea dei temi politici nel Partito
brei, possessori di banche pri- Gorsunista. Privandosi. dell'a
vate che monopolizzavano il fl poggio o della neutralità | dei
nanziamento contadini inevitabilmente il
Partito Comunista sì vedeva ta-

gliato fuori dalla lotta per il

poteri
— guaimente fruttuosa per il
per

farne

che se ne servono (il
Corpo degli Ufficiali della, Mer

che) ssal- fra i giova
nel sotto- primi

mente. la loro massa “e
vra nei disoccupati,

i tempi si era aecorto cl
proletariato e in coloro che a-

senza l'appoggio 0 almeno la neu

DEUTSCHE

Aliteoezal

es were cine ec a Gn



ig i ci

te
= Ger i Par vebuiie Creme







Il neonazismo



pe RTRT
pEr ran



tralità dell'esercito era impos-

sibile per lui prendere il pote-
‘e. L'azione nazista fu quindi
diretta verso due obiettivi: la

lemoera-
tici e potenzialmente bitleriani,

ma per il momento erispetta»
bili») e dei giovani.
‘A gioventù ra stan

nelle loro coselenze, un vuoto di

e
giovani ancor più tragico) € l'a-
più sensi
bile all'insidiosa propaganda hi-
vistose ri-
que le avesse
tese la mano. Intossicati, abi
gliati, accecati, i giovani todo:
i arruolarono nelle S.
‘nell'ilusoria cone
vinzione cl movimento na-
zionale socialista rappresentasse
la Isalvezza nazio-



© alla volontà dei KI biso-
Java inchinarsi.



non è

Fitl
la tirannide p. 122)
gin quanto ‘il principio della



Infanzia di Bonn



maggioranza rifluta l'autorì
della persona e la sostituisce col

N isse e la loro opera
fra gli operai fu in gran parte
sterile.

>
A questo punto sorge sponta-
nea la domanda: che facevano,
smo serrava le fi-

le per impadronirsi del potere,
gli altri partiti

(d eccezione del (par
tito comunista tedesco) e di
parte della social democrazia,
non facevano ni peggio,
spianavano a Hitler la via del
potere. In effetti i vecchi partiti
non avevano più nulla da offri:
re al popolo la proi
del fatto sta che dall'inizio del-
ia crisi al 19: partiti che
vanzano sono il P, e il
PCT, i che erano al di
fuori dei tradizionali schiera-
menti pi 10 co-



che quando, con

i poiere, nel 1083 sl i
Gecilere di mettere cuori legge
î PT, i Sì fa





verificarono nel biennio 1930-82.

La crisi economica

a aicultura dell'economia

del tempo non portava nel suo

rovocarono lc io della
crisi, la crisi fu sentita in Ger-
esso pas-

sivo, ma la Germania l'aggravò
re età suo proprie:
squilibi i

stria e agricolturi
cità di acquisto ‘lei soleriati, di



occidentale. Qui appare în ma:



niera chiara ed. inequivocabile

on sid altro che una forma di
pirateria economica tra i paesi

pa 0 o an
a che le brutali richie-
Ste naziste mettessero in allar
li uomini politici delle ca-
pitali occidentali
Inoltre la Germi
lutò la sun moneta come fecero
tra il 1981 e îl 1936 tutti i pae-
si limitrofi; da questo mom
fennero a formare nel mon-
do capitalista due politiche nete
lamente distinte © che inevita-
bilmente avrebbero dovuto en-
trare in urto fra di loro. Ma

poichè anche in Germania la
crisi era crisi di s
ne, essa sfociò nel problema di

fare una possibilità di im-

go per le officine inattive da



dare i mercati e naturalmente
senza alzare il tenore di vita
lella popolazione. La sola so-
luzione accettabile era, por i
grandi industriali quella di te-
saurizzare la produzione sotto
forma di riarmo: i primi corag-
giosi ad impegt su quesi

fia di inflazione, di riarmo, di





dei prezzi al
{infero del passe e condere co
Sì sicuri i profitti.
poraneamente alla cri-
si crescevano i disoccupati e di
conseguenza gli iscritti al par-
tto gi Hier: mentre dal 20 al

17,000 a Panfobe ‘nell'estate. del
1929 sono mentre i di-
occupati ascendono 1.320.000,
nell'estate del 1930 il partito ha
250000 iscritti che nell'autunno
ascenderanno

mentre i disoccupati nello stes:



"st. SÌ palesava quindi l'op:

Portunità di cercare una solu-
il con-
trollo capitalistico si avvicinava
allo stato di emergenza nel qua-

le l'unoca soluzione è la ditta
tira militare © l'unica via” per



od inserirli in una politica tibe-
rale, il nazismo verri

cessità il suo posto nello
e nel sistema si

Qualunque commento sarebbe
superfluo.

Quindi una, e la principale,
delle tre premesse per l'avvent

‘stato

per
imi. contri-
biti dai Trusts era il Partito Nas

zionalista Tedesco, il cui presi-
dente Hugemberg, antico funzio-

zioni tedesche. Ma questo era un
partito senza avvenire:

suoi palesi legami col capitali-
smo monopolistico non poteva
certamente sperare di inganna-
re le masse. Ma fino al 1932 i
capitalisti divisero le loro at-
tenzioni fra Hugemberg e Hi-
tler e quest'ultimo seppe appro-
fittare egualmente bene del da-
naro e della poca coesione dei
nazionalisti.

Hugemberg si alleò con Hitler
nel 1929 e l'alleanza fu ribadi-
ta nel 1931 mettendo ufficial-
mente a disposizione del N.SD.
sovvenziona-
Quando
in piena crisi economica gli in-
dustriali cominciarono ad avve-
dersi che i nazionalisti avevano
tutto meno le masse e nazisti



Hugemberg al
suo destino, Una volta al potere

liardi del 1992 ai 15 miliardi del

1989.
Il terzo fattore, e cioè la crisi

della organizzazione politica del-
la classe operaia, è stato «già
chiarito precedentemente trat-
tando dell'incapacità del P.C.T.
di impostare correttamente la
questione della presa del pote

re da parte della classe operaia
con tutte le classi minacciate dal

gare nel 1932 la frattura tra
idacati e i partiti di sini-
stra. Infatti i sindacati, diven-
tati sempre più « apolitiei » non
condividevano la battaglia che
P.C.T, e SPD. stavano condu-
cendo contro i governi auto!
tari; inoltre i dirigenti sindacali
vivevano nella criminale llusio-
ne che Hitler una volta giunto
al potere avrebbe costituito una
«Camera delle Corporazioni
sotto il controllo delle forze ope-
raie, proprio come diceva il pro-
gramma del NSDAP.

Si erano maturate nel
1932 le condizioni che resero i





bre-
vemente come politicamente si
compì il passaggio dalla demo-
crazia borghese alla dittatura
borghese.

Morte del Parlamento

Nel 1930 cade il governo Mul.
ler, l'ultimo dei governi social-
succede



(che în Germania era la massi-
ma autorif soman-
dante in capo dell'esercito) e
dell'esercito. Quando nel
la



n nazio-
ua
i socialdemocratici e i comunisti,



modochè lo stato è rioccupato



da coloro i quali spianeranno la
vita ad Hiller. Ma Hindenburg
non si fida ancora di Hitler e
preferisce affidare il governo a

Papen, Junker prussiano e
cattolico, che forma un gover.
no cal di sopra dei pattiti» stret-
tamente legato ai latifondisti e
ai Trusts (basti pensare che tut-
ti i decasteri chiave erano in

Lente
chè sentiva che il potere era
ad un passo. Caduto in agosto
von Papen e richiamati alle urne
gli elettori i nazisti perdono cir-

Ricominciamo, cemerali!

=
ca 2 milioni di voti e i comuni-
sti ne guadagnano 1 milione; gli
industriali intervengono massie-
tito, Nel



lioni di marchi per sostenere il
partito, Finalmente in gennaio
ee an
dell'e-
sercito, © degli indi attor-
no ad Hitler, ed Hindenburg af-
fida ad Hitler Vinci. di for-

e Vogler per l'acciaio, Schnitzler
e Bosch per la chimica, Funk e
Kirdoff per il carbone, Schacht
er le banche e dice: « Ci tro-
viamo alla soglia delle nuove e-



dierà il Parlamento per gettare
fuori legge il P.C.T.

Padroni della radio e della
totalità delle fonti di propagan-
da i nazisti ottengono 17.277.000
voli, i comunisti (nonostante il
fatto che tutti i dirigenti fossero

ci
28 ‘borghesia tedesca
o dia dio ein
jai da tre anni:
voto contrario del S.
PD. (i comunisti sono fuorileg-
82) e col parlamento occupati
dalle S.S. si vota la abrogazione
delle garanzie costituzionali e di
pieni poteri ad Hitler per quat-
tro anni.
scan
al poter
Mare Dist
er del

gurgiti di nazifascismi
ti governi «difensori della ci-
viltà cristiana ed occidentale»,
possiamo comprendere appieno

‘il significato di quelle parole

















Bibliografia

- Tutte le pagine citate

si riferiscono al libro di Hitler
«La mia vita» ie ita:
liana edita da

Nella mia dui mi sono lar-

LI. Lador-Lederer: Cartelli Te-
deschi e Capitalismo interna-
zionale tra le due Guerre; Ei-
naudi ed

Wheeler-Bonnet: La Nemesi del
Potere; storia dello stato mag-
giore Tedesco tra le due Guer-
re. Feltrinelli ed.

Bullock: Hitler, studio sulla ti-
rannide. Mondado:
tamente la migliore opera di



ed. - Cer-





isch: Il regno dei demoni;
"dio sRuniti. Buono per u-
introduzione.



Vermeil: La Germania contem-
poranea. Laterza ed. Piuttosto
farragginoso e confuso.

SIONI RO

Luknes: La distruzione della
Ragione, Per tuito cib.che-io
guarda la crisi spiritual

10 b

SCRITTORI CONTEMPORANEI! |

VASCO PRATOLIN

ih una recente raccolta « Diario < questo oggi solo

Nell'attuale momento storico | quele è stata nel secoli più Jon-
a cri una città civilissima dove noi possiamo dirti
Sforicamente è frequente la lotta ciò che non siam
ira fazioni, la faida, la rissa, lo ci ‘ogliamo »,
nto sente passato; tro sanguinoso fra uc la storia della gioventù che sì
tendo alture ‘all'epoca bellica e 10. fa aquita nel 1930 6 che, sco
post-bell XI yero protagonista di Prato- i prendo di essere stata tradita
politici ed estetici che in ui ni i dal mondo che la circonda, si
riannoda

a ch pita e stanca so padri.
me ultime pagi-
ne dell'opera la speculazione ©
cllidia borghese tenta di sotto»
care Ii quartiere e di dividere
gli abitand, ma, quasi nessuno
1



Ta realtà sociale italiana nei suoi
ditgrsi aspetti.

rebbe dire che Pratolini
è Îlcoptinuatore delle varie terr
denze che nel rissato, hanno

nestre di una caserma popolata
di soldati così diversi da quelli
che lui stesso vede

da e la sì

prizli simili a reclus

preso il nome di realismo

fare, ma attribuirgli soltanto la

qualifica di continuatore sareb-
le non comprendi

sua opera che è soprattutt

novazione

innanzitutto è figlio del si

voluta ecitamente intitolare uesto periodo nascono al-



mina tutta
piena di entusiasmo e di ardore
Che viene ucelsa dalle

fuoco. meli cori
come

sia tt dini
quindi e alrerte ispirate dele
fe mne sente

: prime opere, decisami
uc
anche annoverare « Gli uomini

della letteratura



alcuni dei suoi
in questo libro drammatico evi

i capi acquistano

Dopo, le + Oronache »,, Prato
lini serive altri due racconti lun=

it
tempo, narrati in
uno stile gelido ed oggettivo,

imento quale è
non riescono 2 convincere per.

quello degli angi che valno dall
1963 al 1050

pere non sono però inutili per.
ché in esse lo stile emotivo pro-
prio del primo Pratolini è su:

la complessa opera’ delle cs
maturità di uo i ica

Roberto Garibbo

re si-
ione artistica Firenze appare Non c'enfra con la... lefteralura pa



I
degli « Ossi di seppia



adomenica
Anoho

Racconto breve di G. ANDORNO

colline sulla schiena del
porto, finallora grigiastre, con
quell’alba tarda ‘mostravano
candore delle nevi.

Ed il vento, che si buttava
nelle fenditure, ne portava il
gelido richiamo.

Nel porto si lavorava.

‘mpo — si trascinavano
appresso code di vago: poi
smistavano în binari diversi.





Ed ansimando, pennacchiava-
no vampate di fumo, che lambi-
vano ‘olgevano ogni cosa,
ell'odore acre del carbone

Sì aspettava l’Astrid, e gli uo-
înini per lo ”



fandosi.
ai bambini impazi
gettavano nelle gambo di fue





nl,
uattro mani, e pertanto dove-
da fitraccare da un momento
alla

sa le ore trascorreViho, ed
i bambini si eccitavano ancor
più.

Intanto, la città si svegliava
quietamente por il giorno di fe-

intocchi delle
ne erano tacitati dai bruschi ur=
li DI rimorchiato;

'u soltanto a fine, mattino che
nai comparve: il primo

lio alla Ditta e guisto vi

me lo spago d'un pacchetto ne-
talizi







tte il vapore, prendeva
a bordeggiare in quei mare agi-
tato, che saltav
ago
gnia a dire che sì sarebbe sca-
ricato nel pomeriggio,
macchine, ‘ancora accese,
squassavano le lamiere di co-
perta con radi singulti.
tone, tuffava la sua
proboscide nella pancia del va-
por



ui trat cadeva del nevischio,
iva le guance, come

FEAR fuga
Sulla banchina, il vento spaz-
zava quella finé brina contro
tronchi, i mucchi

Dai corridoi usciva aria calda.
Ci fu un battibecco, perchè il
erzo di guardia ci vietò l'ac-

“Alia sli searicatori zipara
lett nsorzio.

LAO
i



Smisero di lavorare due 0 tre
volte, incerti

«Il

terra una decina di legni, e



preparato il lavoro per domat-
a, ci avrebbe mandati a



<E perchè non ce l'ha detto?
brèntolò un altro.
I giovani ci davano con mala-



Si soffiavan intor-
pidite, © ‘aualcuno bestemmia=



“Vennero, due gestori, con le
d anche loro' doman-



atenei piovere
11 caporale ciancua math,
‘uomini. tono pai
pri e (pese
mini: < No, no; non
‘chi si diresse verso i
‘cell, chi si diede da fare



e i gestori se ne andaro-
no il caporale incominciò a gri-
dare, sfogando la sua ira: « Bel-
la figura, mi avete tatto fare.
Con me bioveva e con i gestori
no. Siete” delle pecore, ecco >.
vane; dai lineamenti de-
gist. tranquillamente fl
che mandate.
È iii
piovo © non ‘piove. Se dite
the il lavoro va fatto, noi lo
facciamo >.



ispo-.



Il caporale,
allontanò ed sa
aelamò: « Vili» igndo

He
avvicinò il mittente: «Vi
parlo da amico..». in

non convinto, si
a






Se ci foste amico,
terruppe lo stesso
ci avreste già mandati a casa».
Il mittente andò a chiudersi
nell'ufficio del capitano, dando
Segni d'insofferenza.
ei
vr ‘un'acqua
sata che sforzava gli uomi»





ua siva di legni aggancia
a formare co-
dit a rale ilo, Le ue
cacao non erano
state neppure aperte.

Uscì il mittene, guardò quei
visi ostinati © congestionati ©
proruppe con ira: « Ma andate
vene, andatevenei >

A quella voce, chi si pr

pitò verso le motorette e chi

verso il varco, poco distante.

Dei gabbiani, latte sporco, vol

teggiavano su uno zatterone di
or



immondizie, tanava
verso il largo, stridendo
rabbia.

oscurità colava come pect

n
sulle colline lontane: la giornata





GENOVA

la Stazione Marittima del futuro







12



LE GRANDI LOTTE DEGLI OPERAI BELGI



Qualche cosa è successo
nel Belgio! Qualche cosa che
ha fatto passare notti agitate
i governi e agli industriali

MEC, qualche cosa che
iamare « comuni.
n
cratici Delgi

Per la prima volta dopo il
1932 i lavoratori belgi sono
scesi în sciopero generale: e
questo è stato uno sciopero
ben diverso da quelli orga-







gialli. In primo
sciopero è nato

dacali: la
zione generale
Belga, di tendenze socialiste)
anche quando tulto il paese
era in sciopero si è rifiutato
di proclamare ufficialmente
lo sciopero generale; solo le
centrali vallone e brusellesi
hanno appoggiato con tutto il
loro peso le azi i lavora-
tori. La C.S.C. (Confederazio-
ne Sindacale Cristiana) nono-
stante che un forte numero







dei suoi iscritti abbia parte-
cipato attivamente allo scio.

Tifo





iò n
poli



il giorn: re
organo della destra cattolica
chiamava gli scioperanti un
SOFADIA secvi DL Moaai ii
un altro < delinquenti scer-
vellati

In secondo luogo: lo scio-
pero ha fatto perdere agli in-
dustriali più di ciò che si sa-
rebbe risparmiato con la
« legge unica » di cui fra bre.
ve parleremo: a conferma di
ciò 1 « Echo de la Bourse » il
giornale dî una parte dellal
dustria bel-
3 invitò in maniera piutto.
sto violenta il governo a di:
mettersi ed a accantonare la
<legge unica >

Orbene, se il governo de.
mocristiano, come dimostra
la sua stessa composizione —
quasi tutti i dicasteri chiave
sono în mano a stipendiati
della famigerata Società Ge.
nerale — è un gabinetto stret-
tamente legato ai gruppi mo-
nopolistici, perchè non ha ac-
cettato, come î suoi padroni
chiedevano, di dimettersi e di
affossare la «legge unica? >.

Lasciamo che ce lo spieghi
lo stesso Eyskens che, salu-
tando i belgi all'alba del 1961;
chiaramente disse che se il
governo avesse ceduto sareb.



















la fine della « de-
belga e che, saliti
Gai de

be: stata
mocrazia
al potere
Renard, il Belgio si sarebbe
e
ad economia pianificata, una
specie di Iugoslavia, del'O-

as










SEA.
vuole strappare delle decisio.
ni politiche sulla pubblica
strada. Il governo non inten-
le e non può indi

davanti alla violenza ». Paro-
le che sono risprese testual.
mente dal suo collega Tam-
broni.

Tutto ciò ba a farci
una idea dell'importanza e
Deli gtcità ali quantico
» le per la prima volta
non si d'imiosa a chiedere ai
un tozzo di pane,
struttura è,
trattava più di

puramente econo-

di uno sciopero
prettamente politico

Ciqueste prora
scrive sul suo giornale « La
Gauche » del 24-12-1960; « Si,
10 sciopero politico, se lo



2





e









i











lamento di una a che ii
carni l’esesnziale delle rifor.
me di struttura a cui noi dob-
biamo arrivare. Gli ipocriti e
i cinici che affermani
< antidemoeratico » e
re ci dovrebbero spiegare per-
chè questa pressione sarebbe

antidemocratica ed intolle
rabile » allorchè le pressioni
delle holdings, dei gruppi fi-
nanziari, dei grandi capitali.
sti dei banchieri è perfetta
mente democratica e tollera.
bile >)

Vediamo ora il perchè di
questo sciopero, quasi direi
di questa prova di forza tra
operai e capitalisti.

Il Belgio aveva una robu-
gta industria di base (carbo.

ed acciaio) concentrata
AVA Si
va mai provveduto a creare
una industria di trasforma.
ione (chimica, elettromecca-
nica, meccanica). Quindi tut-
to il ricavato si trasformava
in profitti che permisero alla
belga di pagare

lari relativamente alti agli
perai permettendo cos
< socialisti » belgi di dichiara-
re morta la lotta di classe,
ma che condannò a morte la
























economia del paese. Infatti
tutto ciò poteva durare fin.
chè l'industria pesante tede-
sca fosse în fase di riorganiz
zione, ma quando v

1950 ci

a dettar legge in materi
carbone, per l'industria belga
cominciarono i guai, Attual-
ruenta Te minire bi carine
producono solo per
della loro capacità picdate.
va, € sono mantenute în vita
grazie sovvenzionamenti
governativi. Ciò che è grave
è che il governo stesso è sov-
venzionato dall'industria te.
desca e dal cartello interna-
zionale del: petrolio tuttociò

far si che i prezzi

energia rimangano alti
tre il Belgio è sempre stato n
paradiso della libera ini
va privata, e non vi è mai

















stata una politica economica
razionale: basti pensare che

ra i paesi industrializzati il
Belgio è quello che paga me.
no di imposte, e che propor-
zionlamente ha la più alta
percentuale di imposte indi-
rette: l'imposta sui redditi
di circa 2 miliardi, quella sui
consumi, ricade intera-
mente sui lavoratori, è di 5
miliardi.

Giò che è stato detto sopra
illustra il carattere eminente.
mente parassitario della bor-
ghesia belga, che, invece di
investire i profitti nel paese
(il Belgio ha il tasso di in.
cremento degli investimenti
più basso del mondo) preferi-
sce comperare ricche pianta-
gioni nel Congo.

E proprio la erisi congole-

è stato il pretesto che ha
indotto i dirigenti democri.
stiani belgi a far pagare
lavoratori îl peso di diec
ni di economia fallimentare,
Diciamo pretesto perché i sin:

alisti hanno dimostrato,
die alla mano, che la per-
dita del Congo ha causato so-
lo una flessione del 8% del
reddito nazionale, e poi sap-
piamo bene che i belgi nel



















© nel resto del pa
se dettano legge. No, la «leg
ge unica > vuol far cadere în-
teramente sui lavoratori il
peso dell'incapacità, della pi-
grizia, della
nomica, del tradimento della
borghesia
La «legge unica» chi
principalmente: riduzione del
5% del salario reale dei lavo-
ratori e degli impiegati; una
forte decurtazione dei sovven-
zionamenti statali alle perico-
lanti miniere di carbone che
porterebbe un aumento
del già ingente numero di di.
soceupati ine del-
le spese per l'istruzione pub-
blica e per l'assistenza soci;























dustria vherate sotto l'i-





pocrito pretesto di faci!
l'industria nazionale,
queste proposte pretta-
i
e il «Drapeau rouge» chie-
dono a nome di tutti i lavo
ratori le seguenti contropro-
poste: 10 miliardi di riduzio.
ne delle spese militari; ricu-
pero di 10 miliardi di imposte
evase per mezzo di una ri.
forma fiscale immediata
dale ele
di tenza nazionale gra-
tnita del:medlci e del prodot
ti farmaceutici; nazionalizza-

















dell'economia per garantire
11 pieno impiego; costituzione
gi una società nazionale di
mento puramente pub-
Dico (con ui eapitale mme:
to di 5 miliardi.

Come si vede gli operai si
sono eroicamente battuti vi;
cendo l'ostilità e i tentenn
PISdii IA Tnt solaio:
moerati
zazioni sindacali;
d'ordine <gréve au fibish»,
sciopero ad oltranza, ha gal-
vanizzato per diverse settima
e gli operai; aleune grandi
vittorie sono ottenute

















state



proclamando lo sciopero ge-
nerale ad Anversa e a Gand,
città delle Fiandre tradizio.
ER
ti cristiani. Purtroppo allen.
tu popolare non è se-
guito, nel partito Socialdemo-
eratico un simile entusiasmo
nel difendere alla Camera gi
operai, i dirigenti riformisti
della ‘socialdemocrazia sono
scesi a compromesso con E
skens tradendo così l’interes.
lavoratori e rimanen-
do loro stessi beffati. Alla
metà di gennaio seguendo lo
ordine della F.G.T.B. gli ope-
rai hanno ripreso il lavoro
rientrando con la testa alta
nelle loro officine, nelle mi
niere, negli uffici. Renard ha
detto che lo sciopero è finito,
ina che la lotta continua, con
condizioni meno onerose per
i lavoratori (basti pensar
che per un mese gli operai
sono rimasti senza stipendio).



























Rimane ancora una que
ione: quella dell'anima
la Vallonia è sempre
Sata lesroccatORRBi iso
isti al'abietra, SI
1950 in poi allontanarsi sem-
pre di più le industrie verso
le più tranquille Fiandre. Si
comprende così îl significato







«France Observator » del 19-
1-1961 dice: < Noi pensiamo
effettivamente che la federa-
zione permettendo la co:
zione in Vallonia di un gover-
no socialista maggioritario
permetterebbe di sperimenta”
re qui l'applicazione del né

a
struttura, e nello stesso tem-
po di creare în Vallonia una
atmosfera di espansione eco-
nomica che non pot es
sere seguita simpatia da
tutti i lavoratori belgi »













Tuttociò è vero ed interes-
sante, basta però che di ciò
non approfitti il re e i circoli

ultrareazionari della corte per
venire a salvare « l'unità del
paese >



La situazione come si vede
è ancora grave, noi che siamo
passati da Tambroni a Fan-
fani facciamo l'augurio ai la
voratori belgi di prendere al
più presto nelle loro mani i
loro destini senza acconten-
tarsi di compromessi che peg-
giorerebbero sempre più la si.
tuazione.





TOTILA

La situazione

della cultura

a

Genova



Lo sviluppo culturale della città è strettamente collegato allo svi-
luppo industriale - Necessità di una svolta nel governo della città

tempo ci siamo abituati
lerare Genova comi

ziativa in questo campo; tale si-
<a
irrevocabile, quasi

fatto non susceitione. di trastor=

mazioni, da accettare per man=
sonza, di soluzioni, © raramente
si avverte la n

anca del ‘problema,
Dia raramente ancora st cerca di
Spora. ‘un fimedio con ur

ne sistematica,



nova ha vissuto un momento
di vivacità cufurale durante la
fase di sviluppo della borghesia
strialo (a cui è legato
ipio il sorgere liver.
‘popotari), vivacità. estintasi
col crollo di detta classe im se-
fo olia statalizzazione — delle
fnduirie € oll'afermersi ai una
vori rcantile per la sua
Stesso allivilà non legata agli in
i, ma in effetti,



lalmenio, iuese
sembra creato apposta per sofo-



A verano avuto una
certa risonanza sul piano nazio-
dle; ci riferiamo, per fare

Per quanto riguarda poi la vi-
ta arbittica; qu ostacoli da supe:
incora più numerosi €

lenova ha un patri=
io arlistico ira i più ricchi
cato, ‘che resto pressoché sco:



praoe

nosciuto e privo di risonanza per
Pinadeguato propagmnda da por:
l’opera dei
Delle Arti, alta
quale si deve la intelligente siste»
mazione di Palazzo Bianco,

tano tutti i loro sforzi nel ricer-
trove le possibilità di of-
fermazione, rinunciando a_prio-
a crearsi in loco un terreno
iù favorevole. Il problema della
permanente crisi ha
quindi origine ia
Sromaturit dot giovani che, pur
vvertendo la necessità di tom-
an
ipezzare la borriora del provin:
clatismo, ‘arsene
per. creare condoni nuove di
rinascita lu que-
sio. impreparazione: "aumen
ha in ta i de-

fure organizzative della | cultura,

ta grisi dell'ordinamento scolo”
stico, fenomeno di port
CASE

mento msiperalo Gia
ille sta sede appedero Do
(A “sullo crisi della scuole. lo:
, crisi che investe strutture
a principii aiucalio, capelti pi
volle sottolineati mon solo dall'o-
pinione pubblica ma anche attra-
verso la lotta delle categorie în-
leressale; ci basta constatare, per
quanto concerne la nostra città,



{1 super affollamento delle scuote
e le condizioni di disagio ambien-
dai cha 10n0 una doll cameo pr
me della af
fieno a itttati privato "cui
insegnamento non uisce
certo. all'auspicato svecchiomen
cente



che investe e colnvolge nduairi
marine:

luzione
economica, dipe
ra di un lo se

foca de guanto detto trar:
re delle, conelusioni. che per la
detta




















ICI



raccomi DI EITO VITTORINI

Pubblichiamo alcuni passi dello
sorittore Elio Vittorini comparsi su
alcuni periodici. dall del
1939 al marzo del 1 10

i ai giovani universitari,

Nome e lagrime
sa

dino è già era buio:
con le luci accese a
stre

Pissò Il uardiano



— Che parola è? — chiese di
Bene, — dissi io, — E' un no-

'Egli agitò Je sue chiavi

— Mente viva? Niente abbasso?

_ Oh no! — io eselami

È risi anche,

E' un nome di persona, —

dissi

Di una persona che aspettate?
Ji chie



— L'aspetto,
n stordito ‘alora si allontanò,
lo ripresi ‘Scrissi €



incontrai la terra solto la sii
e scaval, e serisi, e la,notte fu più

+4X
Ritorno il svargiano
Ancora Seriveter = dissi



trito n
‘ce Te or

le d'altro, — fo risposi, —
— Niente lo che quella pi



‘altr
nuovo agito
accese la sua lanterna per guar:
dr

Vedo, — disse. — Non è altro
che quel n
Alzo da "anterna e mi guardò in



ù profondo, -



2 at/coait — apt net ei

ito, — Se volete continuare vi dò
zappa.

— Datemela, — risposi

nomi antichi,
Ma dl guardiano tornò ancora una
volta e dissi
Ora dovete andarvene, Qui si
chitude.
CECI

10 sci qalle {ose del nome.
Va spo:

pallio



‘on è venuta, — dissi fo,

: — Chi
alzò la sua lanter-
na a guardarmi în faccia come
prima



La persona che aspettavate, —
qisse,




), — dissl fo, — nor ui
.Ma, di nuovo, suito dopo chie:
sî: — Quale persona?

Diamine! — il guardiano dis



late ancora un poco,
non "ite complimenti
questo che conta, —
zie. mille,





dissi jo. —
*x

Mia on me ne anda. rimasi.

di me, co

sce qualche passo,

ernia În mano, Vere

disse, — siete slcuro

che non sia 18?
To sapevo che non poteva veni-
re, pure trasalii

dissi sottovoce,
il guardiano disse. —



Seduta sulla

panca,
‘glie, n queste parole si mos-
sero; una donna sì alzò e comin
ciò a camminare sulla g
Jo chini gli Gchi perillatioa
"Era venuta, eh?
guardiano

Senza rispondergli 0





zi
vi invero, Non
altro, EA ebbi paura di perderla,

geno al fondo,
ai le E



Tutti mi
sapere,
ja bambina beffarda sì av-
vicinò, veloce su pattini a rotel-
le, e rise
"— Anah! — rise,

rispondevano di non

— Scommetto



ii
tina rispose
di nuovo rise; fece, sui pat-

Ît Vi ro ali dini dell ant
te intorno a me,
e



si Sinni allora dovè. — io le
— ta bambina rise,

me nella sua
te ancora un mi-



nuto,
viale,

stilnò via sullininito



‘E° in un portone, — gridò da
ridendo,
do
Cerano abbicte coppie nei por
lo giunsi ad uno ch'era
ente si

tune!



cominelai a sentir piangere.
È je piange es

alla portinaia.
La vecchia dormiva seduta a me-
tà delle scale, eoi (suoi stracci in



nardò este

Jose: —' Volete









lo non volli, volevo andare si-

no a quel pianto, e continuai a

salire le scale tra le nere finestre
Arrivai infine dov'era

pianto; dierto un uscio bianco,

Entraî € l'ebbi vicino, accesi la

lue

Ma non vidi nella sianza
aul divano, cera un fazzoletto del-
le sue lacrime







I balconi di Venezia

Ogni notte egli saliva sulla
terrazza e stava lì, e si appoggia=
va alla ringhiera, si metteva a fi-
ischiava dapprima co-
‘allegro uccello, poi il suo
fischio iventava lamentoso, e
allora Jei lo 10
— Vado a predere un po’ di

“’Sdliva anche lei, sedeva nella

deserto della notte
mo in fondo
in ascolto.
— Ma chi chiamate? — disse
all'uomo una sera,
— Oh! — l’uomo esclamò. —
chiamo nessuno. Soggiunse:
Fichiaoo ‘un poco.
vero, — disse la donna.
riti
— Di niente, — egli disse.
E restò muto.

“erano, tra le terrazze, molte
stelle ,e il mondo del giorno pus-
sato sotto terra: vivi i morti;
esclusi i vivi,

erchè nom fischiate più?

disse la dom
2° E° come Venezia. —
— Come Venezia? —

con quell'uo-
che chiamava; stava

Togli

chiese.
Cercò il motivo dentro di sè,
voleva supere che cosa fosse sta-

riprese. — Come i balconi su
Venezia, quella città antica.
sono mai stato, —

— Non
egli disse.

— Neanch'io, — disse la don-

na, — vi sono mai stata. Però

soggiunse, — credo che si pos-
pin





iO
satecì.
gli pensò, cercando ancora,
entro di sé il motivo. Che cosa,
0? Di più
een
le nella solitudine’
uovo la donna a par-
lare.
ce ieri Voi chiomate per
molte ore ogni notte. Egli
protestò.
—,E dopo? — chiese la donna.
— Da ormite?
Egli inerme con quella
donna che non vedono
fon mi è possibile, — am-
h DiDo! — la donna disse.
cos. lui tremò, alla suo voce;
e seppe che lei dor:
miva; © fe ritrovò il suo motivo, ne

fu pi

SAS tini ome dtd pome
‘messamente.
ima, ora, piangeva.
), — rispose. — Ogni

e nom so chi sono je non si
venire.
Disse: — Dimmelo tu chi sono.
Ma tui, non visto, già scuote”
va il capo,

(er
ze; durò a lungo, tutte chiuse le

porte, su aeque nere.
— È freddo, — disse infine
fonna disse.
Sarà meglio che mi ritiri

a donna che lo a-
scoliava; e suo simulaero se non
lei.

— fippettate, — le gridò
— Che
fivete purlato dei balconi di
ne
speciale?
"— No, che io sappia. Ho detto
per dire.

Il vestito
dietro la porta

mesi mi inseguiva l'insonnia.
Afrivando agli alvergni, nella
«Prego, datemi un colpo di
ta»)
‘Me lo davano, cadevo, ero por-
quando mi vi



idro)
m È vostra?» ll padrone dis
Consuttò
" Slete ato.



quadro delle cime
camera 31?»
si.

Colt fisse | comi pi è

camera, E'



fo risposi



Convergenze





tornai at sopra, Ma prima di e

trare origliaî alla porta per sen-
tiro come i vestito abitava la mie

«Avete un fiammifero? » mi
chiemò uma voce.

Era un olovane paralitico. che
usciva “dal ‘corridoto. ta une sok
ona di pimini cos manovella €
i

«Oh, buona sera!» io dissi.

E accesi Aammilero per lu

«Ma,» disse lui, «dovreste dar:
mi anche la sigaretta, »

Si,» io gli dissi, certo.»

GU" dedi “lo ‘siadretta e queta

" Grazie!» egli esclamò,

«Grazie!» esclamò di nuovo.

Lanelò alto il suo fumo e con
squillante apostrofe. sogginuse:

‘a Chi mi dareste d'altro?

Non sapevo che cosa offrirgli:
gli offriî il mio dene

Ma lui scosse il ci

€ Non mi dareste la donna che
amate?»

Scossl di capo a mia volta
non me la dareste?»



grido tl giona
“Pensate che lei pure vi amî?
“Allora cominciai ad essere an-

rio dI rivedere quei vito di



‘le mie sigarette
nella ‘camera.
rinchiusi, mi gettaî



9° quel giovone cho si è uccl-
500 pensi
ica
un quarto, un quinto un

ife volte può uccidersi un to

ELIO-VITTORINI







Palla...
»== «Canestro

Il mio amico Carlo Antonio

pregio e la sua de:
Co

di

10 face-
saltava:
gridavano



rÒ per donne aveva s0l0
Jonecano almeno

efono: perchè. tai
fono. Oppure tra quelle che in-
Gondiaca 4 ion, Perchà tut an:
lava a giocare a tn dio.
‘co che i $

Ta Salote + © onche io e 180 pt

dre la suo Tempo îo abbiamo fat
t0>)

Oppure ira quelle, del circolo
professioni è 1 andava
sabato sera, ‘accolto dalla do.
naria simpalia degli amici di pi
DO 1 padri. poi si raccogiievono

carte, în





gior-

nata falicosa ne abbiano ancora

voglia dî fondersi il cervello per
delle ore>)

Stavano seduti su poltrone di

delle mante dei loro pa-

amico Carlo

ni

va trovato Voltaire. Era lì che,
guai

te viole ge enna

fipelisar cir

ni de

ricalis. E diceva che ai



È
Il sabato. pomeriggio c'erano
Sinore e le, signorine
gl gircolo, È llora vallavano. *

Lui però non Di pre-
terenta Mova seduio ni uno del





i che erano ai lali della sa-

fidente. Perchè,
« oseurantismo
«fascismo >
quardavano, però,
cere impacciato.
ignore dicevano « Bravo ra-

medioevale» e
ro

con um. pia-

bella gioventà
Dopo tutte quelle che abbiamo

passato ».
Alludevano alla guerra,
*

Ci convocò al circolo in una
serata di inverno di qualche an
no fa.

Una serata fredda. Ci fece stra.
o prendo iui stesso lo pi
vetri. CI dis
Fiato, non cera più, ormai.
nai al circolo verita solo qual
che vecchione, fanatico delle pol-
irone di pelle. Se volevamo here
qualcosa ci dovevamo servire da



pomeriggio ‘possono sempre
Jungere

Jerso i salo»

= ottocento Borges.
immo una porta. Un raggio
GIA rumore di azz cre
vano a ping-pong. N
accogliemmo ‘intorno ala, “avo:
la verde della nes da gi
ci di i che per
la Tinasolla det noctro paese, &
nelle fenebre del
icalismo

tentica iradizione risorgimenta=
*

Alle ultime elezioni
eletto. E ora

lo hanno



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ANNO IT - N. 3 - 31 MARZO 1961 16 pagine - L. 50

SOMMARIO ——





LA RESISTENZA

! giovani e il 1945 - di Paolo Gobetti... . Moni +80 page) |

Gli ideali della Resistenza - di Leonida Balestreri . . in |
Risorgimento e Resistenza - di Sebi. . De Hb |

LA SOCIETÀ |
Istruzione professionale - di Ezio Beltramini... calli po

TACCUINO UNIVERSITARIO



| RISULTATI DETTAGLIATI DELLE ELEZIONI DEL XV C.U.G. . . 0. 0. pag?
sr corarigate bile elezioni.= di Eenesto Avegno. ..---../ er} i iu a
Minnie © Folitica ed'Università I Lund DSL fu e)
8

9

9



Sono tutti comunisti - di Paolo Boero. n sfini i
| piffari di montagna - di Monaldo di ion ib ai
Commissioni di facoltà - di Paolo Boero pistoia et n
La scuola al 1° round. pi lena Lp rigiro A #9

Le ragazza all'università - di Paola Bertogi . . . Hit e gi

LETTERATURA E TEATRO



Autoanalisi e.tempo in svevo - di G.C.C.. 3 pag. 18
Cronaca teatrale - di Armando Rocella |... 0.0. SERE a)

I POPOLI NUOVI

Momento africano - di Gianfranco Dellacasa . . È 5 pag. 14-15



n



Partecipiamo tutti il

—25 APRILE

alle manifestazioni in onore dei
Caduti nella lotta antifascista









e

Due parole ai nostri lettori



crediamo che «Il
rantacingue» debba Sssolvere



ad una impoi

Esso vuole dare il suo conti

but mell’opera_di

mento della Società che è st:

fa base

alla, quale ‘il nostro. periodico
richi ad un corag-

no, oche. non” deve

orge
fo partiodare' «1 Quaranta»
cinque» si propone di



— combattere di ente l'a-
zione qualunquista della con-
, che si serve



vr sottrarre la peo



cond:

il loro posto în essa, per porta-

xe il loro contributo alla costru:

zio) li

guarda ditettamente, e della cui
riu jo sono €

al ranno "lirottamente responsa»



avotàre' un colloquio tra
fovani dempera
aturare.





n ti
Ara le ruote. testi,

ja questo numero uscito a
2000 ‘conle.
"Tuttavia registriamo degli in
convenienti notevoli che



ncarvi, per evi
diventino "in seguito
PREGIUDIZIALI IN MODO



UN DISCO
di canti partigiani

1’ Esecutivo | provinciale
dell’ Associazione Nazionale
Partigiani d'Italia (AN.P.I.))
di Genova ha raccolto în un
disco L'eanti più popolari che
i nostri partigiani
durante la; lotta di Tibera:
zione

Riteniamo 1 disco. utile







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mentaneame collaborazio.



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‘osa.
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magari scrivendoci, comunican:
doci la quantità ed





llaborazione che possono dar:

La redazione



IL QUARANTACINQUE
mensile universitario
di informazione @ cultura
Redazione ed. Amministrazione:
Via Balbi, n. 17 - Gonova.
Autorizz. Trib. di Genova n. 487
in data 30-1-1960.
Responsabile: Gianni Befico

CONTO CORRENTE POSTALE



ABBONAMENTI:
Anno = L 500
Sostenitore L. 1.000

Benemerito L: 5.000





Coop. Poligr. A.G. - Genova « Tal. 503.320





Per informazioni sulle date ed orari rivolgersi a :

ARMAMDO ROCELLA - FRANCO DELLACASA

ERNESTO AVEGNO
GIACOMO TRAVERSO

Constatata la possibilità e la notevole utilità di allargare le riunioni della reda-
zione ad un sempre maggior numero di persone, si invitano tutti coloro che lo
desiderino, a parieciparvi.

EZIO BELTRAMINI







della scarsa pò
sodono le com:

sè oggi nell'università,
nome teri al eso, como doma

mi nella vita: vedi la cultura
ufficiale accademica e pomposa.
Tale isolarsi delle elites è la

nota caratteristica delle socie
allo

tà chiuse al dibattito,



iscono esse stesse per erigersi
ad elite», è le conseguenze so:
no proprio la loro mancanza di





% Elites (alain

it
ide:
me ani è un male ineren-
fe alla società italiana per vec:
chia Tradizione, ed un male di
i siamo vittine più o meno
tutti quanti.
Il problema fondamentale
della vita universitaria è
Brio quello. di, iovare 1 mode

di zompere l'isolamento. rdesi



sanno una
di tutte Je
osso cultural, politiche, social,
si ratti di problemi di orge:

questioni, —

nizzazione e di rivendicazio-







sposi
ne di quanti vogliono esprit
re le loro idee, dare suggeri:
nenti, impostare problemi
mi resse, Nel caso par
ticolare delle Commissioni di
‘acoltà, se non sì vuole
un assurdo e sospetto seruj
19 di coscienza — collaborare
Ja stampa di co
dirizzo ideologico, si faccia el
modo.

reni
giornale. dell'OR.U.G.

di viva attualità universitaria,
il bollettino dei molti

fallimenti registrati e del. Do:

successi. conseguiti.
mezzi in fondo son

puoi "pusche si sla capito che

la ristrettezza

Mentale delle elites e sì abbia

l'intenzione di farlo, giovando

modo sostanziale alla

vita dell'università © della so:

cietà.

Paolo Boero



FA BIO



LIBRI

E DISPENSE NUOVE E USATE





Gorso Gastaldi 39-1 (portone dopo il tabaccaio) - Telef. 360.763





[LA RESISTENZA |
I sioEani e il 1945

H rich @l «quarantacin- si erano coscienti, ed altri a «ui tà. Gli stessi partiti nuovi, quel- giani di 20 0 22, abbiamo credu-
que» è indubbiamente importano ina gpinoranza sempre crescente li più aperti, che per lo meno
è che sareb- nei programmi, i
lle dizione parevano imp
Res er un rinnovamento davvero to:
tale, sì lasciarono dominare: dal
mal costume pollico «di prima e
durante 1
ia Siplomatiche, 6

macchiavelliche, 4 compromessi,

utile attaccamento a formule
ibride, non del tutto.

















chiarezza, la ta p hi, du
rivolu- te Ìl fascismo, aveva avuto. li

tempo di prepararsi, per lo me-
no con gli studi, per un mondo

Rea tie role poi e la
‘hici si vennero evolven- i








do €, quando queste formazioni o po
seppero continuare © intensificare Suelle cerano Je nostre idee più
la loro attività, Lu perche, a quel care, nate e i sulle
pîimo equivoco molin resi- montagne, mentre. ti
stenza, s€era sostituito una più un colpo contro i tedeschi 0 sì
matura. presa di cosci e fuggiva durante un rastrellamen=
quel primo motivo andava gra- to, abbiamo peccato da un lato di
datamente superando fiitmiema _ (pensando che_cerle
sm di: a individuale, 0 Nelle forze migliori della nesi- Mberià, Fonsero
iroppo personale 0 atenza, inecce, 1 prima iotini mente conquistate; mentre inve
io ce o ibellone al guaina

per un giu
si sui co





res” sto, Alina delia | e possi

fto l'ordine! costituito, Non'_ zione. incominciarono per i par. Dît dana DIA Szione. Abia:

sî Jottiva insomma contro 3l fa- liglani lo delusioni, Je. sconnite, mo fallo con l'accettare Ia socie.
solo i Ta Ci



izfoni, materiali e spirit
Ii, che hanno condotto ? pariig:
ni, di varie
grad







tha
stai eo a
personal, deimente cocente

le. Dopo vent'anni di fasci”





AUtalO 1 più. peste in
Mitra o a in questa Società così diversa da

quella sperata, ed è rimasto un
vano anche saputo acquistare una PO’ al margini, svolgendo unratti»
nuova coscienza — della propria vità che non lo uppussionava
dignità Umana, dei propri doveri Completamente. E chi invece ha

to, qualcosa spesso conquistare la cosa più reziosa | Sociali. sentito ugualmente il. bisogno

da giudicare in base ai progr: perduta con il fascismo: la lil La Sta contro i vari par. inserirsi ha accettato in mo
Soi (e ci ee me gini fn Dertnte pon per le montagne tili e irigenti rischia pe- ancora più osplieto 1 compro:





grammi è la cosa più dilficie rÒ di aiventae € rimanere sti memo, 1 irionto. del essiotm
forse anche la più inutile). le. Gli errori degli altri sono gra smo.
sapeva soprattutto, che contadini e i montanari, che con vi solo perchè siamo noi stessi a Un discorso del genere
renderli possibili. E più ancora
€ Idegli come « socialismo», «Ci N rangiare e a degli sbagli, delle insufficienze
mi 7 dei dirigenti politici durante quei
(nelle loro varie ecce- e qui di tre anni determin:
no dal 1° gennaio 1945 al 31 di-
ica della lotta poliica. Non e combi on
che ion



re, © meglio Ja mancanza di
zione, da parle di tanti partigio:
ni coscienti e preparati. ©

fondo non seppero far sentire la

profondità € in furti sat asset:
di più capîlri © pericolosi,
n_l0

im si sapeva ro voce, non seppero imporre
volesse dire, in quali le proprie opinioni, si arreseri
col n presto all'atmostera di



maggi
(accompagnata da un massimell: | mente di vol stesi. siate cocsine



terreno adatto per una rinascita ricchezza più grande. La chiaror.
del fuscismo nelle sue varie for- zi, magari spietata, la coerenza,
ine i



d'un coman- n ll rifiuto di tutti i compromessi
ra ben preci Passato l'entusiasmo della vit- è di tutti i conformismi. sono la
sclonte. toria, all'indomani del 25 aprile, prima base su cul costruire Ja

c'erano alcuni punti quani abbiamo rimuneiato a sorta rivoluzione,
divise dI UA O E lee E Nol, i ribelli di 18 anni, 1 parti Paolo Gobetti






Gli ideali della Resistenza



Anche. seinalo er indici”
re la lotta dei popoli oppres
si dal Taste — per de-
finire, in preciso feno-
MENO relativo g determinati
paesi in un dato momento
storico — il termine Resi-
stenza ha acquistato in tatla





flesso dell'esigenza più ve-
ra e profonda da cui il fatto
da tale termine passo
risulta esser ques.
fuori di
ione retorica
ente appare di tutte
agente sualuniue: aglio
ra che batta sul quadrante
della loro storia.
do Resistenza
10 stesso nome
definizione, Essa
volontà che rifiuta di sotto-
mettersi perchè la coscienza
che la guida e la sorregge
sente che ciò che le.si pr
tenderebbe imporrerè ingiu-
sto e malvagio. Prima






porta nel
la propria





E

si

biocl, peso di origine
E un «no» che li

Resistenza anzitutto signifi-
Ma non per ss
esaurisi
ne negativa : a trasfigurarla,
imprimendole il più saldo e
possente degli slanci co-
struttivi, sta il perchè di que







diritti della personalità uma-
na, considerata così nella
sua individualità al pari che
nel coordinato ambito della
Vita associata.

ui a e principi,
questi, che — tante o-
gni posse Si tal
volta di una loro più o me-
no totale eclissi — non pos-

me avviene di tutto quanto
è ormai venuto a far parte
te del loto io —

rendersi più nemmeno conto
nè delle une nè degli altri
Ma, quando di queste ideali-
tà e di queusti principi si
tenti — non importa da chi
— di fare tabula rasa, ecco

l'insorgere delle coscienze.
a Resistenza prende forz:
così.



Tale appunto è stato il pro-
cesso attraverso il quale si è
affermata anche la Resisten-
za italiana, il moto popolare
di maggiore estensione e dai
più concreti risultati tra
quanti in Europa hanno avu-
to a contrastare la sangui-
nosa tirannide nazifascista
10 contenuto ideale non
è Gisinito (nè, per quanto
si è detto, poteva esserlo) da
quello degli analoghi movi-
menti quali si sono affermati
in ogni altro paese del nostro
vecchio continente, sicchè —
considerata sotto questo
spetto — la Resistenza vera-
mente ci appare quale un
grande moto europeo, gui.
dato da un'ispirazione unit:
ria 1 suoi motivi basilari
appaiono infatti, nella loro
essenzialità, i medesimi
Simque; perchè lo stesso è
stato) oviinqueVil patrimonio,
dife-











quali si è opposta. Qualsia-
si fosse la loro nazionalità,
gli uomini che si battevano
rele parla-
lenti; era,
appello ai medesimi è
ritorno alla pace
Ai ina
staurazione delle libertà civi-
li, e l'attuazione di una mag-
giore giustizia sociale.

Quanto di siffatto










lin



Gli ideali del Regime

guaggio ha costituito l’ele-
mento nuovo e, insieme, pi
costruttivo è stato l’esser es-
so sorretto dal diffuso con-
v





Vergenza del. valori rappr
sentati dalla pace, dalla li-
bertà e dalla giustizia per
fronteggiare ed eliminare i
mali della guerra, del dispo-
tismo e del privilegio







Poteva questo linguaggio,
noncetante bifto, apparire

cora Groppo vago e gene
rico, e maga certi a-
spetti, ariana patenti
In realtà non fu per nulla co-
sì, chè, diversamente, non ci
si potrebbe dar ragione della
eccezionale presa che esso









zioni, questo linguaggio ba
stava, perchè in pochi con-
cetti tutto esso sapeva raceo-
gliere ed esprimere, dallo

asimo, pertciò che ci era
SEatO FORO. attese aper
cid: che sivv riconqui

pasa





d'italia al pari di quelli di E
gni altro paese d'Europa, non
avevano bisogno di altre pa-

role d'ordine per muovere al
combattimento, ed affronta
re con ferma determinazione
tutte le prove, sino a quella
suprema. Bastava, perchè
froute al regno della morte,
essi si sentivano veramente



2





portatori în armi di un idea-
vita.

fon stupisce perciò —
quanto riguarda il no-
Paese — che nel perio-



per
stro

do aspro della lotta — tra il
finire del 1943 e la primavera
del 1945 — i Comitati di Li-
berazione Nazionale non ab-
biano mai ritenuto di dover
procedere alla formulazione



ati
immediato del-
l'abbattimento del nazifasci-

l'obbiettivo

smo, un programma infatti
vi era quello rappresentato
appunto dall’auspicata tra-
duzione in pratica delle idea-
lità di cui si è detto. Que-
ste costituivano realmente la
piattaforma comune sulla
quale si realizzava la con-
vergenza di tutte le forze so-
ciali e politiche costituenti il
fulcro del movimento di
berazione. Non più che que-
sto era-guanto in quel mo-
Mento doveva tenersi pre

i n
Snia
forze erano







rsa, impostazione
ideologica dissimile, aveva
no cioè, ciascuna, una loro
propria politica. Sui mi



#00, a tal Fine ‘cesendo su
ficiente porre un particolare
accento sull’esigenza unani-
memente sentita di dare alla
società italiana un assetto

politico e sociale nuovo nel-
le strutture e, soprattutto,
nello spirito.

Fu questo che appunto fe-
ce il Comitato Nazionale di
Liberazione dell’Alta Italia,
evitando di fissare entro ri-
gidi schemi un programma
per il de e semplice
mente invece concretando, in
una mozione chiara e conci-



sti termini: «Non vi sarà
posto domani da noi per un
regime di reazione masche-
rato e neppure per una de-
mocrazia zoppa. Il nuovo si-
stema politico sociale ed eco-
nomico non potrà essere che



la democrazia schietta ed ef-
fettiva».

La visione di questo avve-
nire, la fede nel suo avve-
guidò gli

me come lari tra i pil

modest non è retorica
ra
mandarlo alle generazioni
venture stanno le ina
parole di tanti e tani

cipi e în vista di quali ob-
biettivi di rinnovata solida
rietà umana essi andavano
a morire.

«Non chiamatemi povero,
muoio per aver servito una
idea» — proclamava l’uno,

e gli altri ribadivano: «Muo-
io per la patria e per il be-
nessere di tutti», «Ho lotta-
to per la grande e santa cau-
sa della liberazione dell’u-
manità oppressa»,
questo mi

DEE



bi lella Civiltà», «
mondo migliorerà, , siatene

certi».

Queste parole pronunciate
alle soglie della morte dico-
no, con sommessa semplici»
tà, ben più e ben meglio di
ogni più forbia orazione ce-
lebrativa, di quanta forza
Hele R
trita. Traspare da esse infatti
la consapevolezza del sacri-



gni frontiera, al di là di o-

gni differenza di razza, di
religione e di pensiero.

Una grande eredità di
na e di fede quella dun-
que che la Resistenza ci ha
i

Ma l'Italia d'oggi — an-
che se di questa eredità ha

il comandamento dei morti
per la sua libertà:
Leonida Balestreri







5

Risorgimento e Resistenza



Per evitare il facilismo
jpesso interessato e sempre
fastidiosamente demagogico
con cui, anche da parte lai
ca, si lende a collegare

dealmente îl Risorgimento





ti, negli anni dell’immedia-
to dopoguerra, da penna li-

berale e repubblicana), ci
pare che si debba impostare
la problematica circa il ra:

porto Risorgimento - Resi-
stenza come «avvertenza»
da parte della Resistenza dei

«limiti» dell’epopea risor-
gimentale.
Umberto Segre, in un

«fondo» apparso su un fo-
glio milanese recentemente,
con giustezza avvertiva che
nel Risorgimento era da va-
gliare quanto vi fosse. om

o di «capacità di dar vi
ta ad ideologie. e movimen:
ti politici che costituissero
a O

lente, ci sembra,
stanza tdi
coguelfismo e del Par-
tito d’Azione. Ora, se per il
liberalismo cavouriano e per
il giobertismo la disamina è
ro alri
si
ere grotte:
maticità dì un Partito d'A-
zione come rapporto con-
creto con le masse, come e-
ideologico-prati-

mico
è da porsi în
termini precisi

Se noi concepiamo la Re-
sistenza storicamente, ossia
in un certo senso, come reat-
tività allo spirito «ufficiale»
del Risorgimento (quale es-
so è risultato în effetti dalla
distoria, falsa e provinciali
stica interpretazione opera-
ta dal fascismo, il quale ha
sostanzialmente avulso lo
spirito Risorgimentale dal
moto democratico, illumini
sta € romantico della cultu-
ra europea dell'800 (la « vo-
lontà generale» del Rous-
semu, ad esempio), è chiaro
che anche îl Risorgimento
debba essere impostato, co-
me avvertiva il Gramsci, co-
me assenza, carenza di moto
popolare. Gramsci giusta

di SEBI
mente metteva în risalto, al
proposito, come lo stesso
Garbialdi, il «braccio » del

o d'Azione, non an-
dasse esente da incertezze
nella sua azione, sia pure
saltuariamente, a causa del
suo porsi subalterno di fron-
te alla gerarchia sabauda,
cavouriana ea in genere
moderata.

Ed allora?

E legittimo parlare da
un lato del Risorgimento co
me e contemplazione» po:
polare, dando a q er-
mine, naturalmente, un
gnificato storico attravers
le mille traversie di tenta-
tivi, talora convulsi, caotici
ed improvvisati, della Sini-
stra subentrare attiva-

dirigenza nel
processo risorgimentale; ce,
Ce Srna
questo, è valido parlare în-
tese E come
o» definitivo,

la sto?
carattere © la
DICAHONE cel fatti ior?
peramento ottenuto soltanto
attraverso
partiti popolari nela totta
contro il nazismo? (Sarebbe
assui interessante, al propo-
sito, studiare come î Comun-
di partigiani in montagna
risolvevano cin loco», sia
provvisoriamente, %
problemi contadini nei ter-

ritori momentaneamente li
berati nella guerriglia;
a

rapporto
economico = soclate = politi
co).



Ed ancora: è criticamen-
te felice porre il Risorgimen-
come espressione di

trasti profondi nella strut-
tura della Nazione italiana
derivati dal tentativo di da-
re corso alle premesse ri!
Iuzoinarie dei fatti dell’89,
da un lata © dall'altro «i
«contenimento» di queste
azioni qualora la loro «na-
tura» oltrepassasse î limiti
«giuridici » stabilmente po-
sti dallo Statuto Albertino ?
ed ancora: porre, al contra-
rio la Resistenza i
dificazione
dello. strultura. politico.e
nomica del Paese, di cui è
non piccolo risultato la Car-
ta Costituzionale ?







0-





C'è indubbiamente questo
tipo di rapporto: al contra-
sto di libertà, come senso
di autonomia pastone, da
una parte, €
mel iniaidetvo sidel popolo;
dall'altra, contrasto ed oppo-
sizione specifici del Risor;
mento, risponde, ver
so, l'unità tra i dune aspetti
della Resistenza







Ecco Girona i @ nostro pa-
rere, una celebrazione Ri
sorgimentale non può pre-
scindere comunque dalla Re-
sistenza, ed ecco perchè, nel
nostro Paese, in certe sfere,
che si dicono intellettuali
Spesso © volentieri, mon ci

imano in genere certi acco-
Siohentt Si preferiscono di
gran lunga i soliti rituali di
fanfare, sfilate, parate mili-

fari: la «paura» della Re-
sistenza è la «paura» del
Risorgimento. Si è estranei
alla si riticnen e e sì è anche
estranei al Risorgimento;
citare Icosa d









per

mente »;
guiante gene sen sa

Vesdirconicsrioni



Gascola
sa ‘Pttatia ‘su certi 00,
mali « d'informazione ».
a guerra partigiana non
CA moto de-
sunto espressa
da forza », una ri-
valsa popolare all'oppressio-
ne, ma, come sempre accade
nei decisivi pronunciamen-
ti popolari, vi sono contenu-
ti presupposti profondamen-
te vitali lotta è « nazic
le» ome di una
autonomia «nazionale» com-
promessa dal disastro e dal
tradimento di una cricca, ma





vi è implicito il superamen-
to ideale della Nazione in-
col

tesa sciovinisticamente,
presupposto di una equa:
ne storicamente muova, Pa-
tria - Popolo; sula sfondo,
il miraggio di una Europa
o
cretamente comentatasì nel
martirio e nella sofferenza
comuni contro il nazifasci-





Ecco un altro aspetto «ul-



nuazione del « discorso» ri-
sorgimentale.








[TA SOCIETÀ |
Istruzione professionale



Le prospettive e ia situazione

Nel 1975, secondo uno studio
condotto dalla

mativamente del seguente per-
sonale:

si Pelindustzia: cinca 8 mi:

di cui

doo nta rioni sto E

ra tecnici

e personale di coordinamento

(il 24%), 4 milioni di personale

qualificato (il 48%), 1 milione

è mezzo ssonale generico
(il 29%).

— nell agricoltura: circa 4
milioni e 600 mila unità; di cui
100 mila tra dirigenti e perso-

(il 2%), 3 milioni
@ mezzo di qualificati (Il 75%),
1 gnllione circa di personale ge-
nerico {il
crv circa 8 milioni
di'unità: di cui 800 mila dirigen-
ti dl 10%), quasi 3 milioni di
personale tecnico e di coordina-
mento (il 39%), 2 milioni
800 mila qualificati, 1 milione

tra quindici. anni la nostra so-

giotà assciblra, goltento un_20
i personale non qua-

ilcato. Ss ‘gialo delle forze



95 Sttenzono. la licenza di MT
80 Steam” quella di V ele

An
grado (Media, Avviamento
‘Professionale, eec.);

30 assolvono l'obbligo scolasti-

anno di età;

17 sì iscrivono alle scuole di Il
‘ado (ginnasio-liceo, Liceo
rtistico, |

istituto



Matt dell'istratione pid

dit quella. eenico-professionale
in particolare, nel nostro Paese.

ai dati esposti risulta che
VItalia esce ad assicura-

rela sizione cppigtori os
Îl minimo di preparazione
culturale, al 70% di suoi figli
o le qauso di questa mor-
‘on derivino

Canin fonontà Intclietiutie dei

zione Professionale, frequenta:
ta, come noto,

condizione sociale a tipo previ:
lentemente operaio e come tali



con disponibilità economiche al-
quanto si

‘Tafatti la percentuale di ab-
andono durante l'Avviamento

D'altra parte considerando

dia Superiore, risulta evidente
come la « mortalità scolastica »
Snelde per la massima. purte
sui giovani che frequentano il
ramo dell'Istruzione Professio-
nale,

Ti problema della. Istruzione
Profesisonale è quindi oi
DI

5
n
3
>
8a
pa
5
9

57

formazione di quel pi

ze Tavorati





fue esigenze di mano d'ope
Mualigcata - céterminiare
d iiza dell'art



istruzione publica.
La «strozzai
“Analizzando i valori
a
dono. cai
professionale, si
constata che essa



rado superiore (Scuole
Teoniolte e Tstituti Professio-

fTermato che l'abbandono

una quasi ela contra
zione della percentuale di ab-
bandono), è evidente che sus.

rozzatura »
nei pr ito degli studi
{po il conseguimento della Li

di Avviamento Professio-

oetrazo tale. indirizzo

he Te tra l'altro. il fat

che, ad esempio nella Pro-
vincia ‘di Genova, di fronte a
53 scuole di Avvi

fessionale stanno 18 fra. Scuole
Tecniche e Istituti Professio-
li.

L'attuale politica scolastica
tende così a plasmare un nu
mero sempre maggiore di gio-

vani con una comune base tec-
nico-culturale, considerata non
some logico presupposto pe: una
successiva qualificazione tecni
ca e professionale, bensì come

ii
&

Paese decidono di perseguire.
I monopoli
Il padronato sostiene infatti

ca)
individuati <del” Tavore:

idente che secondo



esso “speci
fitatamenté istituiti rispettoral.
larvstruttura. produttiva e
O
al modo 00°
me TSO Rell'Apprendistato

i ee
ma precarietà, legato alle par

ticolari esigenze che sul mei
to del lavoro si presentano per
la pol upazione delle

aziende monopolistiche; bo
ta così su un Apprendistato

tolto vin peso (pesta vaniente

sussidio di
una adeguata base di forma»

zione.
Che fare.



questo un indirizzo
sbagliato.

Non è vero che, la macchina
sostituendo I l'uomo, il di lavoratore





mente sostituendosi quella del
moderno operaio agricolo, e a
Guella della commessa di nego:
la moderna lavorante del
grade magazzino 0 super:mer-

go i
e della meccanizzazione degli
impianti richiede da dei
lavoratori di tutti i gradi non

attività di manovalanza speci
lizzata, mi rtire dai pri
mi gradi cia gerarchia del ia

ro, una somma di nozioni €
soprattutto una apertura men.
tale molto più approfondite di

lì organi scolastici del nostro

attile tendenze ad sdde:
stra

solo la insufficienza delle tec-
niche e degli oriei

gati nel campo della Istru
zione Pro! jale, ma anche so-
Timttutto, da perte della nontra



risoluzione del pro!
acli diazione Professionale pas.
Sa | inevitabilmente attraverso



coordinan
delta ‘scuote im tutti 1 suol gra

empatiani anni
esperienza di vita, eccitatrice

di libertà del cittadino, ma
dello stesso. progresso ISînipo:

Necessita quindi che l'a
zione delle Autorità Seolasti-



ico ggologiea fondata |sulla
gni
astuttamento delluomo sullo:

Ezio Beltramini





ELEZIONI del XV C;

G.





UN COMMENTO

di ERNESTO AVEGNO

Dal quadro dei risultati che
presentiamo qui accanto, l lello"

e potrà far: in'idea sul
l'esito delle recenti elezioni ual-







altma ©



eglio di ogni

parlano le cifre

Il € Quarantacinque > però, pur
‘e strumento di





breve commento ilustrativo.

er la prima volta da



Ce
fslussioni. viene. dallattitenza
Fe entaio
funio. proporzioni. Sccettabii
fasi 1% degli scri).
L'elemento uovo dela «i
e era costato. dall prosen:
15 dla a doltunone ‘la:
dica. Genovese («Lante»), ed
RA al
na 200 ni d "fra gli
ste

nei vialetti di
gente che discuteva €



be dell'attricetta di
l'ultimo tipo
‘a, noi auspicavi

egli ion ser che 1



una di
mefitico ambiente della nostri
Università, per ci

da solo a procu

ne. Ma i risultati ri



la violenta propaganda
contro la lista «Lanterna» (per
cut sè scomodato persino «Or-
dine Civile» con appositi volan-
tini) era basata sull'aceusa di es-
sere Ia lista più o meno ufficiale
del PCI, solo perchè, fondandosi
sul Principio, dell'apertura asso-

ciativa alle più va nti
ideologiche, essa accoglieva an-
‘he studenti comunisti; ma tale
propaganda si è infranta contro
la chierezza di un programma, e
soprattutto la garanzia di
serietà che offrivano agli studen-
ti i candidati dell'U.0.6., che per







avvenuta nelle sue file, scenden-



22,3% al

do da, 9 a 6 seggi e dal



altrettanto presunto « fronti-
smo » dell'U.G.0.

In realtà, tulle le migliori e-
nergie progrossisle dell'Universi-
tà sono dunque ora rappresenta»
te in Congresso dall'Unione Go-





tamenie all'oscuro del problemi
della Scuola, pronto a disertare |

0, salvo a
Senior er cootolee A Cucmmet
ta di «vecchie glo-

rie; squallidi fantasmi di ‘un
(hO Tl gone Ye fr gf
Ta migliore dimostrazione (io



a conquista. delle maggio:
a

pen
speliivo al governo finiti

lare di una <c del Grup-

nfronti dei

dota de'U.0.0. Sotto pre:
fe ua preclusione coni
rremismo (come se

Avegno, che per an-

‘ono in Giunta con

Noi, proprio in nome di questo
innovamento, auspichiamo che
T'AG.U., lo ripetiamo, (se ancora

l'Associazione su su-
per il bene comune me-





te c'è unica
lena; pigrizia costituzionale, esì-

zl litica, e — soprattutto
= scarsa vocazione democratica.



Ecco il quadro completo. e det-
tagliato dei risultatà delle ultime
elezionisper il rindovo del Con-

gresso Universitario, Gengyese:
(Rrisutati fra parentesi Si \aiferi-
Scono alle prededentà elezioni)

I RISULTATI













F Ità

=
toe Lan) A 243 125 ese 380.
sh
sara:
cn
i ice i ae
dina
voti 608-15,3%
(660-22,3%) Si }_109 so gua

} mani
nato n IAT
Totale votanti







Lista «Università Nuo-

L aveva ottenuto l'anno scorso vo-
va>, non presentatasi quest'anno, 5

ti 229, pari al 76%.

I CANDIDATI ELETTI

Ed ecco l'elenco dei membri e-

letti a far parte del XY Con-

gresso Universitario Genovese:

POSTA
seggi):









ezio a ne
Da geo s
dun KE Srppo iene el AS
pedi fogli
Sue nome
Ha fi file
in

ripe catene» fini © DE. cio
otto tt ora

de ui
xo nio Gene DI
Ratto Dellepiane 78
Sonetti iis. Ditta
Sn 488 € Goliardia > dell'A.( 00
Ept A sia
Genovesi 117 107
1 A08 'orrisi 78
gatto me Det Hi
gio i due È



8



*



( TACCUINO UNIVERSITARIO )



Politica ed Università

La Rappresentanza Univer dire che nell'Università si svi-



sitaria, ha sul luppi un dibattito politico che
l' proî Lecessariamente vesti:

le attuali strutture della socie.

tà italiana e che deve porre le

Dremesse per” un. insermento

dei giovani nel futuro del no
stro Di
a quanto si è detto fin

diturisce che soggettiva»
mente, cioè nel loro interesse,
ed cioè

Spinte solo grazie all'unità. del-
le forze democratiche a



le a luglio si ritrovò

problemi che direttamente ii
pui



ui che credono
nala possibilità per gli univer-
ri di dire la loro parola sui

zia non Solamente formale.



SONO TUTTI

COMUNISTI



dalle condizioni di
si dibatte attualmente la strut-
tura dello Stato Itallano, | gio:

crisi in cui



com

tore e ‘iDpAr: Diere "una. ben_ determinata
$© sullo. squallido foglio. € Ate pcelta politica. per poter com:
tal tere e vincere le forze







Un problema dunque sì pone
per tutti gli universitari in pio a Genova, Ateneo © AGU.
ter (che formalmente rappi
i ‘soho, ©. meglio, no intesa © UGI)

quali. dovrebbero essere i rape tui
por ed univers
( Ed è pi ini

Per, non dico. risolvere, ma ehe da ‘teneo hanno
almeno cercare di impostare fatto sfog; 1 più assoluto

ina








mì, gli universitari invece deb- infatti non a caso sempre su
bano attendere che i loro pro «Ateneo» si chi perm
biemi si risolvano da soli. ere te le Università

Ta seconda. constatazione che



potenza insomma, perchè impe-



1
nirsi dello Stato e furono re

Gli studenti — matricole
non — he chiedevano. infor
mazioni sulla lista Lanterna,
ultime lezioni,
entivano rispondere «son tut-
fl comunisti» da esponenti de.
più diverse correnti e la
campagna contro Lai
terna si è proprio sviluppata



7 non



grado di riconoscere che

«tutti» Sì

men
manovrati abilmente dagli
strateghi rossi.
Questo è un aspetto del pro-
blema di fondo degli studenti
i: la mancanza, nei
interessamenti



rappre:
edel-

dee liberamente dibattute
Paolo Boero

LA SCUOLA AL PRIMO ROUNDI :

|Sull’ultimo numero del nostro

Camera, i deputati
fiberati © socialdemocratici dele
si, presentano come le più. gi

uime ‘forse laiche del Paese!)







confessionale,
normali erogazioni

nostro ultime
imava a raccolta
Ne anno a eu:
re la Libertà, l'auton la de



Je rinnova»
mo oggi questinvito, per impe
dire cnuto al



ale!), esistono: ak
Re a a





dJ “piffari” di montagna

Anche noi, nelle combattuta veramente da tu



intense gior.



nate per le elezioni del XV Con: tizione, (che abbia:
‘Universitario Genovese comune, questi
El'Università. degli. Studi, ci inte essa’ sl pre
Siamo trovati a dare il nostro Sertrice della de:
contributo per rialzare si livel l'antifascismo, della necessità di
îo della politica universitaria cerca autonoma degli stu
dalle bassure in cui a nostro la soluzione del Joro
parere sì trovava, € non per problemi, ricerca non di alcuni,
Solpa nostra: contributo. non ma di tubti, nel reciproco rispet
Serterico, ma specifico, dato che to delle loro posizioni.
ine dei cinque redattori dei
ostro giornale militavano nel- . Ma noi abbiamo Il piacere di
la lista della «Lanterna» co- fra gent le non giu-
ine candidati, è gii altri redai: dica le liste elettorali în base
tori collaboratori solidarizza: ai loro programmi, ma in base
vano con essa, che per noi e considerazioni di tipo
Sprimeva duel anuovo» ehe ii Psicologico, quando non colle
le malattie di orig



degli universitari. a non essendo energicamente
urate in tempo, degenerate poi
Lista combattuta, quella del. in di joni mentali: così

la «Lanterna», quant'altre mai: non c'è stato uno solo di que



sfi «critici» della « Lanterna »

‘abbia parlato della riforma

del la Scuola, g\ lle suo pito
oppure dei pro.

blemi delle varie” facoltà. e del

luzioni

dini



soa, gi
composti, con voce tenera e dol
Speriamo bene!)

i «critici»,

erano insi

coloro che manifestamente non



abbiamo avuto ragione.
Come nella storia famosa dei
pifferi di montagna
Monaldo

o Teo voti avete

RRSIonE”Gì Facolta ti don

chu-

studenti, atrivano

alla vi-

ta Universitaria © alle 'elative rec
abit

Je non è colpe-

disinte-

issione è troppo chiu-
sa, raccoglie soltanto i rappresen
tanti di un certo colore politico?
Si risponde ancora che la colpa
è degli studenti: le porte sono a-
verte, venite alle nostre riunio-
Ri colliborale.
Nessuno mette in dubbio la se
rietà di queste
dare atto alla
1

te
cento per gli lu

1 può chiedere: perchè
fe risolve

E

na la Commissione è abbastanza
intelligente per capire tutto ciò,
die:

loro:
i0lro lavoro 10-fncciamo i
Commissione faccia
quello che echede» Il
vere, non c'è dubbio: che facela
quello che «è» il suo dovere,
solo la Commissione a
pensario.
Oli studenti mostrano una apa-
tia eche e volane





Tira ‘of ici Stai
colare, del licei privati





ciale, se esp
di tutto l'amo

messo la. volonta.
biente studentesi
dazio









Il Centro Universitario Tea-

sue fortune alterne. Ma da cir-
ca dieci anni in Università si
fa: vosgholiica teatrale. Db.
bene, si







Teatrale è principalmente un
organismo che vuole svolgere
un ben preciso programma po-
litico. Sia chiaro che si tratta
di una politica teatrale. 11 Cen-
tro Universitario Teatrale, vuo.
le far sì che in Università il
‘Teatro assuma il ruolo che gli



sembre: a è spetta. Per questo combatte
i or raereazione

Teatrase è co Citato di cale È
fuori dell’ tà ERE NEO REIT SPIES REDS
fra gli studenti stessi. Questo biicà di un stadio preciso

perchè al di fuori dellUniver impostato scientfcamente, si
sità si trova qualcuno che leg- va diffondendo la
e il giornale e non gi ac

‘arda i
soltanto; leggendo _il
‘o qualcuno ha
rcare Je notizie
lè possono interessare un in-
tellettuale e spesso, mollo spe
so, è stato così informato del
l'attività nel cento eso
tario Teatrale.
"Tra gli Universitari, questo
non accade che raramente, e
qualcuno, con estremo stupo-





suggerisce mezzo migliore del-
la diffusione delle notizie per
stan Supponendo



to,
Spiegare subito cosa sì vuole
lavorando nel Centro Universi-
io Teatrale. Il Centro Uni-





non è un
« Teatro iù Università», nè
una «compagnia università



ria»; può cade questo.
Ma il Centro Universitario





tro debba essere innanzi tutto
un uomo di studio e, come ta-
le, in possesso di adatta. pre.
parazione. D'altra parte,
Re
co più attento rivolge ad auto-
ri, registi, attori, e critici tea-
trali, sono giuste proprio pe
chè troppo spesso l'uomo di
teatro è semplicemente l’uomo
che ama il teatro come fenome.
no sentimentale, Lo studio se-
attento, attualmente è
un fatto individuale.





1 Centro Universitario Tea-
trale vorrebbe proprio questo
che per tutti ci fosse la possi-
bilità di svolgere una prepa-
razione adeguata al Teatro e
di affrontare un organico pia-
no di studio teatrali

Durante la presente stagione
di studio, il Centro Universita-
rio Teatrale svolge una vasta
Ha scientifica e di collabo-

zione, A seguito dello studio
fatto. nella scorsa stagione, Il
Centro studier n teatro del
primo novecento nelle sue va-





7
Un'organismo universitaria da sostenere | smusinimiii

|

té, espressioni?" dalla” eoitente
crepuscolare agli, autoti :impos-
sibili ad:inquadrare in:un mo-
‘vimento' o corrente, quali, P
randello, Bontempéili, Verga e
‘Rosso di San Secondo. Inoltre
‘è:già iniziata da tempo la col










Ln
doll’Associazione Culturà
Classica. Le letture drammati-

che, geriere în cui il
dato prova di capacità ‘indubi
bie, dele chmeleite di Teri

tentamente da un numeroso
pubblico di Professori
denti

In occasione del Centenario
dell'Unità d'Italia, il Centro
Universitario Teatrale, prepa-
ra uno spettacolo rievocativo e
celebrativo, da portare al Fe
stival Internazionale di Par.

ma. In collaborazione con il
Teatro Stabile « Eleonora Du-





sen, il Centro Universitario
Teatrale prepara brevi studi e
dibattiti sugli autori le cui

opere sono rappresentate. In-
fine, è stato realizzato un inte-
ressante esperimento di studio
scenico teatrale per. l’Istituto
di Francese, metiendo ii
na il € Caligula» di ‘Albert Ca:
imu







4 give eval' valo-
Le Lesto, l'esperimento ba
porianze perchè res

nio iene in ca
borazio!

n parti.
colare corso, Ei En
nuto dal Chiarissimo Professo-
se Petre Clureanu, gu. Albert
Camu:





I futuro del Centro Univer-
sitario Teatrale è legato a mol.
ponenti, mon ultima
quella del ipaiaiamentoi Ges
neralmente il finanziamento,
Vo imeldatgh Sito
ghiozzo ». La cau Ò
‘derivazione. burocrati:
indi non ben precisabi-
fe. MA è Indubblo, che questo
crea momenti di tensione e im-
pedisce un lavoro sereno.
€ numerosi sono i pro-
‘Fondamentale. cemb
quello del locsie, poiohò sttugi:
mente manca un qualsiasi sot-
i rn
teciale con una tenta tranguil
lità. Sono problemi sfoni
ei
iano
e spesso il sacrificio che
tro. Universitario
o SI jono.























n

ii

Le ragazze all’Università



Ì «problema della donna» è
ormai molto vecchio; da quando
la donna sì è inserita nella vita
jomica e sociale, sono
dei problemi particolari, e di or-
idico o, diremo, sit










Inotpendente, vera,
la

spari ad

lol per tutto 10 donne, di tutte Je





classi sociali e d di
educazione. No) imiteremo a
i i
tano l'Università, delle laureate
€ delle future laureate, delle don-
ne fornire dei
quadri alla futura classe diri-
nie.
Noi frequentiamo l'Università,
vi incontriamo nostre colleghe,

ci sembrano molte. Ma se sì esa=
dei dati, le donne ita-
che frequentano l'Univer-
che si laureano non sono
purtoppo | pole





qui. sotto











tutt con ‘alcuni dei piuttosto
Simei, riguar gi st
GnUPPI STUDENTI LAUREATI
M Ù ade
Letterario Sao isoor doni sos nto sore
race Dom nio ‘60 © sos 205
tagogneria gun sn mi ame sa
= mul do tas ne
SY (Ea
ente Sanna isti diso ito nd
nisutino evidenti due i
rio conito, la ‘dona che al si



neppu
intiavinte soi

LE

Abbiamo interrogato professori
cora i
posto. Speravamo di sentire da

to s
problema, quello che e: A
neva più significativo, a_ volte
ampliando il campo di indagine.
‘Abbiamo per primo interrogato





Poi
di cose gi
italiana ©



volgono le attuazioni e gli strali

dei benpensanti; per cui è il caso
i possi.

sto cor pi
sue possibilità qualora il numero
delle laureate aumentasse.

Per cercare di far luce e quin-

1.10 seguo aglre in tutto
neccssario



battito, ‘partecipino. aîmeno
tutte le universitarie

INTERVISTE

profesore Luzaro Marla Do
Bernardis docente di Diritto ea-
nonico nella. nostra Università;
egli ci ha risposi uestà
indubbiamente _esis





le condizioni generali







economiche per cui le
preferiscono studi più brevi
neno costosi di quelli univers
ri, specie se în casa vi sono
dei ‘ragazzi.

‘er quello che

riguarda la
determinate



quello tra
preoecapane
spe



er quel
itità di im-
lonna diciamo che

the riguarda le possi
piego di una



partoniossa dal n



concepisce. che, anche una don-
ssa contribuire al manteni-
menteo qella famiglia. Gli uomi-
poi, losto como-
‘avére una do vivi
per le gioie © le soddisfazioni cel
marito» priva cioè di
personalità. Anche In frequenza
delle donna a determina
penso sia dov





molto

O €
0 domestiche.

ipazioni > mondane
in tralasciare
che molte studino ancora
passatempo in attesa di un mari-
o. Le possibilità di lavoro per
una laureata? Giuridicamente e





toorieimente

Bavaro della don:



parte di noi ragazze >.

Come si vede la collega Pesci
Na Alche accenzateo alle possi
bilità giuridiche della donna,

‘che tutelano diritto ‘al
ira de







da parte della donna,
sa individualità e della
sua indipendenza.
n diviene
verso al lavoro;
il
Lormazione di
gradini

sociale altra
© Îl lavoro de
s nella
lella donna. Il primo
sella Sua maipazione,



pro
te quanto sia’ compatii
cea



gui

solo per

poche ore



E° questo molto importante,

nata lavorativa Di breve per da




meccanizzare e. sve
nto possibile i lavor
si possono svolgere con minore
impegno di t
Da eee ili
‘ad esempio
da alleviare

il lavoro familiare; oltre a que- Queste sono necessità elementa-








sti, gravi golslono pér la ri e improrogabili in una società
donna che vuole lavorare, come in cui la donna lavori. Ma un pran-
i, Slmo ostacolo più difficimen:



{o ellminabile è ancora, costibui-

{o dala mentalità, che è eufemi-

stico htm arretrata, di

Si NErte GGI Itoleni 1 quei are

fermano i le aspirazioni fem-
inili alla al

a della scuola, prima,
è in seguito del lavoro, non si quasi sempre in mala fede, che
può trascurare anche l'attuale or- ct

fianizzazione sociale del Paese». ne, in fondo, non vogliono al-

facciamo se- cuna «parità>, sono felicissime
in'altra donna di fare «le donne di casa» e
universi- vono vivere in il mari:

sto le donne non neppure
La possibilità di inserirsi, con sue-
attività che sono
dominio. assoluto — dell'inieletto
Si Liri





Da moi infatti non







dei seltori, anche la fun-
zione di elementi femminili per
attività, ora quasi assoluto ap-
pannaggio di uomini, diventerà

processo di emancipazione

na donna che Na studiato 1un-
anni (tanti qui





Fo tullo questo? Con una gior:

Han le labz4i©,)

L'Angelo della famiglia!

3
salinghi, con buoni asili infantili,
veramente seri, cuì avere possi
bilità di affidare i fili durante



“quanto. mal
Rea arto



CONCLUSIONI

alla madre, alla donna angelo ».

necessario prima di tutto
dle gara i
le_ Università settentrionali, da
culto che succede in quello me-
ridionali,

Di od
più basso € una. tradizione
che impedisce alla don ai
a ‘università,



La
ia
minile è dovuto innanzitutto ad
una causa economica. Gli studi
e
stimento di un piccolo capitale,
the per una. famiglia media

liana rappi
tevol





lunghi per
blema de
Jmurenta, è
lerò solt

tica





pf
di









Ma purtroppo abbiamo avuto
esperienze piuttosto inequivoca-
Dili a questo proposito © le fra
sì che sbblamo sentito non

no per mollo diverse da questo ©



spesso provenivan persone
colle © inanimamente giudicate
intelligenti. E riamo 1a



ve nel lavoro scientifico, ma diffi.

raggiungere libere docenze e qua-
Jificazioni,



DEI rest
tri impo:
no bisogno della madre ed





cino, essere

la
trice dei n

studi scientifici sminulsca la pro-
pria femminilità, o, fi



ambienti Lradizio popo-
lati da uomini, si senta, prima 0
voi, a disagio. Per quel che ri-
guarda le possibilità di lavoro,
penso che ind



tività, eccettuato. quelle ‘o ric
chledano notevoli ‘disagi “sit

questo punto crediamo di po-
te Siero questa mostro re:



gi
riumo di creare un certo interes



PAOLA RERTOGLI

ii di
bollettini dellIS

2) L'elevato numero di donne
în questo gruppo è dovuto
soprattutto alle facoltà di

Scienze | naturali,

Scienze biologiche, | selenze

matemaliche, Matematica fi-



| LETTERATURA £ SPETTACOWI |

Uomo e superuomo





stagione sterile, il

uno sella







Zioni Dorghesî © la facile morale
Quezto valore attua si sare;
del
Toga "cut
cipa

pubblico così dello, di «ben per
ella, straor

Studenti di parecchie scuole ge-
novesi che, assistendo alla tap-
Presentazione con attenzione ©

stro teatro Stabile ha mostra
di non essere capace o di m
volere prendere una posizione

scarso significato in tut-

periodo come questo in cui ogni
espressione artistica,

festi idee vive e che
di intendimenti "horn

spirito @
SÌ, suscita le dre c

e
fonaca che vorrebbero vedere s0-
lamente un mondo falsamente T0-
sa popolato da persone rassegni
te e con cervelli arrugginiti. Per-

sone che provabilmente îl nostro

di SHAW
autore coltocherebbe neì suo in-
ferno, { regno degli ismi, della
Speranza, della giustizia, det do-
vere, dell'onore, della morale «e
delle rimanenti sette virtù capt-

iali perchè tutte le scelleratezze
e in terra sono
in loro onore» (e ta
Sura è forse qualcosa di più
Per er
le proteste dei « cen.
Cartagine»

ocmpiute
cieca cen-
di

reboero potute
qudaci e l'esigenza di
Lionello aa baltute Iroppo Lunghe
è di difficile interpretazione;
Questa riduzione ha comporta-
to un grave difelto, che è salla-
to sbio agli occhi di quelle per.
sone moscono il festo e
teatro chi SHAW, Cioè ta nen
rigoroso svolgimento
sioni pagine Tesi

no fi suo lavoro €
2 che è una. flosona»). che

ento caso scorre. paratila-
glio svolgimento det



ii
onde facitmeni

terzo atto la risoluzione
della trama © del penziero quvie-
ne pesantemente, malgrado l'ac
cenbiarsî del facili efetti sceni-
ci, per la mancanza di

uti la, realizzazione dell'ope
ala buona © ben accetto al
a
ine di Lio

mer

presentazione la sua impronta

personale, Interessante e lodevo-

sigenze puramente vecniche.
fe è tentativo în buona





rappresentazione la scena dell'in. ra oggi non solo sul piano artisti»
10 che ad esempio è slata &- co il che è indiscusso, ma anch
liminata dal testo da altri registi sui problemi sociali, che affron-
stra ido di mettere în ta con una polemica che può es-
viden volo la bravura ec- sere valida anche e specialmente
Cezionale "di Show nell'imposto» ‘Gi ‘giotm nostri. è volta misira

commedia, che mulilata po-

particolare. società.
trebbe apparire

solamente bril- La realizzazione di questa 0-
pera lascia sperare molto per i
prossimi lavori, che, sono sicuro,
sa nella scelta che nella loro at-
tuazione non deluderanno le no-
stre aspettative.
‘Armando Roccella



li povera! me questo credo

Autoanalisi e oe in svevo

I romanzi così detti
ci e psicanalitici di Svevo furo-



tradizionale, proprio perchè la
intenzione dello serittore



varia, e

razione >
Moselito come «Je Proust ita-

Hof gofreo (ate (urna
gi ‘osatori di

fono Intngnte "o deftalto ciel
filosofia dî Schopenhauer e n

{Do Fifegol per comprenda Ia
rit

di
Ja teonica palconitia di fond
gr SRI intere

lo la sua
‘soprattutto pre
Cia trattazione del CR

In questo rom;
perfetta e risolta. © Rione

de, le ogni momento

on si giustappone soltanto al-

l’altro, ma tutti sono compene-

le può essere, sì, rici trati è vivono in una ritmica
propos ‘an particolare ge- ed eguale v diste tm».

nere di letteratura d'occasione uso di definizioni agostiniane 0

" di categorie bergsoniane, riguar=

ma nel
re superata tegrata

în una giustificazione più com- rebbe forse essere ingiustitica=
a lo, se volessimo abbozzar:
‘allora nel clima lette- 2SÌratta divisione di prosa nar-
mao o itallano gella fine dell'Ot- rativa e prosa analitica; tutta
I
nostro secolo, era nyvertita, se evoluzione di Svevo, esse el per-
Tacco implicito è qua- mettono di definire il suo pas-
Si 'inconsaperole. una distinzio- | S@AEIO da forme di analisi ll
ne fra la tradizionale prosa nar- eare — che sottintendono un
rativa e la prosa analitica, Del empirico, una
Drimo "tipo. non. mancavano | zazione del tempo interiore >, al-
certamente i testi, ma per il men erte parti, © ni
secondo, al , soprattut- quali, sotto l'influsso del ro-

manzo naturalistici

di autoanalisi in profondità, PUP evidente qualche pretese
non ci si poteva riferire ad al far della elette-
ran progenitore ‘lusire, nella Fattta> — a forme sempre più
nostra tradizione. Inoltre, i goneluse ed immediate,

negio della, roma analitica | tonnalisi, profonda della "Co
era, per ‘e talora scienza di Zeni

verso
SbBOStO a quello della narrativa Goo





POPOLI NUOVI
Momento africano: COLONIALISMO





questi due fenomeni che ca-

lioni di vomini. N
< classico » invece, sopravvive nel-

e Colonie Portoghesi © in quelle
Spagnoi







na pri nimare da vi
gino. questi paesi, ""Aobbtemo. esa
tuinare brevemente 1 problemi co-
inni alla maggior parte di essi,
è dalla cul Solugione dipende grari
parte del loro e del nostro fu-
turo.

Problemi dell’Africa

0) Linduatria, le miniere e dl
reato industriale.

1 presi africani non ancora
veri mancano in generale di una
industria nazionale sia
che legge





ste tn mercato africani
dotti industriali
L'industria nazionale scardine-
rebbe la natura del neocglonia-
lismo: infatti i paesi africani
Servono ‘come mertato l' svocco
dei, prodotti. industriali
T magari con_le
prime ‘dell'Africa, che' funge co
‘da | fornitric@ di materiale
flo prima, e di eresip del
‘dotto









ft e e

re che ciò avvenga.

c Sotza industria pesante in 10°
, l'estrazione, mineraria è com

perchè il trasporto del

‘materiale: dall'interno alle. coste,







locale, © colla conseguente crea-
zione’ di un mercato industriale
africano. Ma tuttociò significa li-
deri ed indipendenza.

0) L'agricoltura.

jaesi africani sono ge-



lu coltivazione indigena e le
aziende agricole



dei. bianchi
Lagriccitora indigene, dar
fratissima, legata perlopiù a quel-



onali
nella loro distribuzione.



i paesi neocolonialisti,

"e soggette



ago strani Ger uit gli altri
generi di lar;

Ed aggi aio "i
terre i prodolti di largo consu-
mo allignano fecilmente, i ge-

quelle

RR Ra e





enza europea ne

i

€) Le rajfinerio,
industria delle raffinerie è le-

da ‘tiende agricole cu

siena so faffingndo È Prodotti



Seno
to di progresso e di avanzamen-
to per i popoli africani.

d) 11 eribalismo.





nella maggior par-
te dei paesi africani, non si può
parlare ili vere e proprie classi
sociali, se non in misura ristret-
ta: in realtà, i popoli africani so-
ni divisi in tribù, spesso ostili

‘a loro, divise da rancori per la

tribalismo significa
«nazione» è tali
ta, che l'agricoltura è non solo



grave don
zionamento ti

tre che ecor fi

ders africani sono tutti più o me-
no legati alle

ri e pr

ropri Di
Africa è azar rato, per tam
le dei casi (fan



facile preda d
che ne fa un
petuare il suo dominio.



©) I cotont curopet.

Per la maggior parte

dei colo-
mai, specialmente delle co-
lonie inglesi, l'abbandono dell'A-





frica e il ritorno in patria sono

ffinerie sono bianchi, i
impensabili: questi von ri.

del
ia

nali © vissuti in quelle terre, Si La soluzione apende anche dal-
alti una solida posizione e' organizzazioni. bianche, ovvia:
famigliare, ed hanno gli agi che mente le quali si devono rende:

in patria non avrebbero re conto che non è
ifica pe:

affatto una so-
abbandonare l'Africa de



razziale: fisolvers

che
i padroni delle fattorie

Le colonie

La Spugna, no poeti territori
che le sono rimasti, sparsi sul
eni

reazionario che



sivamente una superficie di 2 mi
di Km



ca ecivilizzati> (su 10 milioni €

mezzo!)

Il concetto di «civilizzato »

stato escogitato dall Portogatio
dare una parvenza di buon-
governo, ma non è che un truo-
co: infatti ecivilizzato > è colui
È cattolico e alfabeta. (le
cattoli-





S

le scuole sono poel



FAngola
zumbico,
ciso





Così la mag-
della Pobpiazione non ha



gallo non è più un paese eolo- © ii mercato mi
nialista! dotti metropolitani, La lotta ini-
Le tre colonie hanno comples- ziata în questi giorni dai patrioti





La conferenza di Tananarive, ovvero:
“Tutti i congolesi sono qui rappresentati









48



[POPOLI NUOVI |
E NEO - COLERIAZIORO

angolani nelle ni del Nord ma dellercica lotta del popclo Dobbiamo zionrdare ce nell'A0B
fion sarà breve né facile: ma la algerino per la sua liberazione, | coloni dopo
loro causa è giusta, e riuseiran- _jl nostro giornale ha già parlato #lcuni ai sono

<a È zioni di ragionevolezza. evidente»







zionale; di attività estate
imitate, imbosta. dal neoco:
travaglio. uno dei più











e pon è 1 caso di tratta: _ MON di ragtotorolea tene n
tino. arie questo meno valida lella Nigeria,
da quest gior: uesto non si può dire invece indipendente (nel quadro del



ad un accor- o



sl affimerie e azionisti | del 1080, Su
te fori Diparti- dò, che noi auspichiamo prossi- nejje' miniere) soli Federazione fina 3h
Hethi della Hopibblica Francese! mi De I pa

Gli interessi
belgi e inglesi

Parlundo degli interessi ingle- gno, rame
si in Afrie © variamente l'importanza
articolati, non si può dimenticare che. dell'atte;
îl Congo, dove il capitale in Pe







sgiungere che il.3
perriaie. ei incl icopitto ci
foreste.

nà .la Ma il governo di Legos, invecé
Soluzione, € pone in forse la re: ‘di ‘atfroniare © risolvere questi
senza futura dei bianchi mede fo com'è da, fede]
simi in quelle regioni: cosa sem-

plice, n non è

Dita dal ice

lenski, che



ciò si comprende
di ‘queste. terre,
amento dela fu:















ingl
Se ne sta beato del potere. nell
capitale, senza neppure aver mos:

di uno dei



ci di paesi gi separazione Da yroblemi del

la Francia, {heid, spal ito “dalla Repub- mie
fio, l'Inghilterra, sono. pre eni IU sa suli A parte la costa, le regioni del
dappertutto i capi on ate cei 1 Nord, soho di fatto
Fram RE RAR gie hO Spice slegate dal potere centrale, e là

cere, nonostante la pena sia già preziose al ferro, dal rame all'a- mperversano i signori, feu
scontata: ma M°boya in questi mianto, dallo zinco all'oro, è te- ‘Quelle terre, gli emiri, che [ann
ciò che vogliono della vita e dei

comi



‘are la situazione, ma questo It

plicherebbe, appunto. quella. poi

tico anticoloniatistica che La-

gos non vuol fare: per ora,

chè non È detto che il’ popo

non lo costringa ben presto d

farla.

La Maggior arie del movi?
pei non sì è

è Hill
a



8





ismo. i
Gianfranco Dellacasà

BIBLIOGRAFIA





et
aperta è può. avere natia svi:
luppi
1 "teri afticani direttamen
Li

Calendario Atlante' De Agostini
- 1961 (per le informazioni geo







‘anni si è legato strettamente al- nuto chto ‘aéle grandi possibi: vA'HI della Conferenza Afroasia

la CISL. internazionale © alle sor lità agricole,del paese, specie del . +. tica, del, Qairo (dicembre 1957
cietà angioamericane che hannò Niassa, la FAC ha delle ottime —1‘g@nnaio 1958)

in mano l'economia del paese, Drospellive di sviluppo: anzi a- —Intervento del delegato Suda
promette vene come futuro col: Srebbe, perchè ll neocoloniai esiinezinioi

laborator





Imtervento \del delegato Egk
PR
s Atti dela Conferenza Africana
La ta ina di Acéra (aprile, 1958):
o]

goiamo present {Sio im. Pesi partecipa.

Trodighin: Nazionalismo nella
ORA ille
Ancora più dele 1 mosimen: fulsio Spano - Risorgimento atricana.
16 nazionale dell'Uganda | dove i endifrebpe ‘già. la situazione. e 3 n
Ica nate (ini fe Gabrieli “ll Risorgimento ard
ani, e l divisioni tribali, ancor più che generi 1
sono diamanti, ae Sta- negli altri due paesi dell’AOB. Rropicati: di assenza di un'indu- Kermoal - Africa aperta.



aiomo "PIÙ isterico.

piano su tale strada, anche se
il Movimento nazionale del Tan:
ganika non è forte come
Kenya.







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il quarantacinque

MENSILE UNIVERSITARIO DI INFORMAZIONE E CULTURA

ANNO II - N. 4 - 80 MAGGIO 1961

xu



DELL’UNIONE GOLIARDICA ITALIANA

12 pagine -



L'U.6.6. RICONOSCIUTA DALL'U.6.I.



po tun acceso, dramm:



coi
lonne di Ca

Italiana, tenutosi in. quella



so portato dal delegati. peri
Numero degli nti (ol
dem tentinaio) questo

‘esso. ha costituito una

1946 sognavano e che deside-
ravano e che

viva realtà: l'unione delle li
bere Associazioni Goliardi-

che di tutta Italia espressio-
igl



pi

tate direttamente dalla base

all’assise dei Goliardi.
Questa va con le

iscente, Giacinto
di Palermo, che
relazione iniziale
ricordava le vittorie polar:
diche fuori e dentro la Rap-
presentanza Universitaria nei
due anni del suo mandato e
poneva le basi programmati.
che dei prossimi mesi di at-
tività.
uccessivamente aveva i-
dibattito generale
in evidenza la



giosa e pertanto inconsisten-
fe «minoranza» che. svol-

Valore del contributo politi-



geva îl suo discorso sul pia-
no puramente protestatario,
non chiarendo il suo disac-
cordo tesi politiche
maggioritaria se non_in ter-
mini moralistici ‘e personali-
stici.

Questa « minoranza » cor
prendeva peraltro solo IU-
Romana





le Associazioni
Università come Camerino,
Macerata, Urbino, Perugia è

vi a
Goliordia u-
te Lucio Cecchini, e ad
uno dei delegati dell'A.G.U.
Carlo: Angelino.

AI contrario, le tesi della
ranza storica» (So

definizione. data
dal Presidente dellU.N.U.

Gerard:

consigliere di

contributo di nuove idee alla
discussione.

In particolare brillavano
rerioriginelità di impostazio-
ne, serietà di impegno e no-
vità di contenuto gli inter:

enti di Mario Isnenghi di
Padova.. Gianni De Miche-
lis di Venezia, Achille Oc-
chetto di Milano, Giuliano
Spazzali di Milano, Jannuz-
zi di Napoli, Recuperati e
Gandolfi di Torino, Petronio
di Parma,
che i più signifi
PURO toeale. © decisivo del
dibattito, si aveva con la
relazione di Andrea Marghe-
ri di Firenze. Il giovane so:

toscano portava con

vigore

ione al Congresso
contributo di
marxista, puntualizzando la
necessità storica di stretti
legami fra sindacati e mo-
vimento universitario, lega-
mi non postulati aprioristi-
camente, ma. nascenti dalla



sta

lore



comune condizione di «alie-



nazione» dello studente e
del lavoratore. Margheri
giungeva a definire I'U.G.I
sul filo di questo ragiona-

mento «Organismo di massa
facente parte del movimen-
“ano
sione, tratta dall’esame di
una realtà concreta, ma e-
nunciata astrattamente, fi

ceva sorgere in molti l’equi-
voco i teorizzasse la
strutturazione sindacale del
movimento

che contem







She mon, credono nell’alie-
azione come fenomeno isti-

tuzionale permane:
queste posizioni

l'ala. non socialista
schieramento di maggioran-
za, che vedeva le accese pre-

di posizione di Giorgio

tonio Paladini di Venezia, e
sopratutto Claudio Simonel-
li di Pavia, oltre a Mombelli;
la frazione comunista si po-
neva intelligentemente su
posizioni. mediatrici.

Questo equivoco vedeva
la «minoranza» di cui par-
lammo prima, cogliere la
palla al balzo per accusare





o
affiancarsi
all’ala dissidente dalla mag-
gioranza per fare fronte co-

questo modo di

mune, e dimostrando così
chiaramente il valore pura-

mente di potere della sua op-
E
belli-Simonelli-La Malfa re-



chiarendo a
l'adesione di Cecchini
& C. alle proprie tesi met-
teva in evidenza il fatto in-
egabile che sulla piatta:

ig
allargata fino alla unanimi-

studentesco, e. mi:
amente si



Inoltre Mombelli in par-
giustificava la pro-
pria presa di posizione, oltre
che col discorso di Marghe-
ri, sopratutto con la scarsità
di indicazioni contenuie, a
avviso, nella relazione

di Militello sulla politica
U.RI, politi

ca di cui egli ed i suoi amici
si sentivano particolarmen-

nia










i Miramare di Ri
candidava alla presi
dell’'U.G.I. Fran



ore dizioni peri lim
Dente, scadenza PU.

CI. dov alfrontare Inte



e
potrebbe credere, ma reale
indicazione scaturita dalla
dialettica interna. Ne è pro-
iiamo, l'elezione di

Consiglio di
unitario,



hetto (Mi
vaio
‘Simonelli
, € che sopratutto ve-
SA non «un



Pupllio (Roma),



prio “pel! PA ridres” Margheri
che ese:



a dato esca ai con-
La «minoranza dava so-
an
ui



fando ‘il dibattito sui sette
casi di doppie delegazioni,
uno dei quali come sapete
era quello di Genova, dove

Sogno © pag.








Due parole ai nostri lettori



Poichè rifiutiamo il nome
e le funzioni del circolo cul
turale è chiaro che conce-
piamo la nostra attività ds

cis



ld renne
la nostra società, la
rottura di determinati equi.
librì politici, di certe situa-
zionì sociali, morali e cul
turali che giudichiamo so
passate e dannose, Si tratta
insomma di dare il nostro
contributo, e di sollecitare



L'UGG riconosciuta dall'UGI



seg

‘O da pag. |
l'Unione Goliardica Geno-
Vese si era costituita per

prendere il posto dell'ormai
svirilizzata A.GU.. Così i
principali esponenti di que-
sta corrente (Vittorio Men-
nesini di Perugia, Fabrizio
Cicchetto di
nico. Barillà oltre
a Cecchini) «bbardonazano
ad un certo punto il C







isazione, una manovra
tempo. concertata.
Nonostante le infondate
accuse di costoro, di setta-
rismo e di unilaterlità 1a
olveva i c:
equanime,





maggioranza
ìn maniera

ac-
creditando fra l’altro i Go-

liardi Autonomi di Roma,
e. quel che a noi più interes:
sa, l'Unione Goliardica Ge-
novese.

In tal modo si è cone
a Venezia, nell'umido locale
della Giudecca, la vicenda
asi a Genova con la
decisa presa di posizione del
16 dicembre 1960 all’Assem-
blea dell'A.G.U. Dopo mesi
di









finalmente
quel posto che le spetta di
sola rappresentante a Geno-
va delle migliori tradizioni
dell’U.G.I. Essa si conferma
a dispetto di tutti i censori.
associazione autonoma ed
unitaria della sinistra goliar-
dica genovese, espressione
indipendente delle migliori





sca del nostro Ai
Ernesto Avegno



carni





quello di tutti i giovani, per
la costruzione di una nuova
civiltà.
Ciò posto, ne deriva l'im-
pegno "di lavorare seriomen.
le ed efficacemente. Non ci
possiamo permettere le inu-
tili verbosità e le azioni su-
perficiali: piuttosto, dobbia-
mo continuamente aumen-
lare la nostra preparazione,
chiarire gli scopi da ra
giungere, ricercarne î mezzi
più efficaci. Sopratutto dob-
biamo evitare le dispersioni
di forze, il siavoro spezsei-
tato e discon
resto Da ci sem-
ci fn
Gulefono ira i. giovand: en:
denze centrifughe, che in-
tralciano qualsiasi loro coe-
rente azione sul piano poli-
tico, sociale e culturale. E”
necessario prenderne atto
con. sincerità: comprende
remo così come le iniziative
giovanili, anche di sinistra,
siano Troppe volte superfi-
ciali, prive di incisività, di
iarezza e perciò, quando
nonyfalliscono in breve tem.
po manchino peraltro di el:
‘acia. Non solo cissono gio
amo; 0 none si



mu esigen- —

za di a si n sa o
eratico, mel qua-
tnquismo: dre della
nostra società 0 corrotti dai
suoi allettamenti: ma anche
tra coloro che si credono più
sensibili esiste molta confu-
sione. Si confonde l'esigenza
di un mutamento radicale
nelle strutture polifiche, sn-
ciali © morali della nostra
società, con gli esibizioni-
smi, gli CARRI pseu-
do ivoluzi zioni logmati-
“Tiformioni,

le tattiche e
spicciolo.
Più che altro non si com-
prende l'importanza dell'o
pera da intraprendere, che
cosa significhi
e Lagoon: da Mot
giovani che sì sentono im-
pegnati danno l'impressione
di recitare una parie che
non sentono, tanto è assur-







do il loro comportamento.
Abbiamo così i «t
cosidetti «puri»,
nelle toro formule, che am
no le discussioni intellettua-
li, dicono di rifiutare ogni
cedimento ideologico, ogni
compromesso, della qual co-
12 accuso olengeri gliol
tri, ma sopratutto non lavo-
rano mai. Questi giovani g0-
no un vero danno per le ini-
ziative di una ceria serietà;
prima ne sembrano i
accesi fautori, poi,
gli all donno lavo alla
cosa, trovai pre il mo
o di assumere Uh abtegpia
mento «intransigente » © di
riftutari

Un caso meno grave ma
più jrequente, è quello dei
giovani che non hanno una
seria Prpcnione nè Ea



ti molto sicuri. Essi si ac-
contentano. di discussioni
iù 0 meno rivoluzionarie,

di progetti sempre futuri, e

partecipano volentieri alle

iniziative culturali. Tra co-

storo possiamo considerare

anche i cosidetti « duri », dai

modi apparente decisi
e la



Tutti.
questi? giavani° spariscono
Ta

un vente
Lo stato di cose conside-

rato "e aa

con ancora
TL decisione, al lavoro:
abbinare la penetra-
zione in nuovi gruppi di gio-
vani, ad una azione ancora
più tenace di miglioramen-
to nostro e dì coloro che via,
via, collaborerunno con noi.
Un altro Lu ema. impor
al fine di
rendere 'ficace la nostra at-
tività, è quello della concen-
trazione delle forze giovani-
ti Non si più = are
le
nelle quali gruppi di gi dior







Tea

S

Ca er
dai
cietà che lì circonda, seono-



IL QUARANTACINGUE
Mensile
di informazione © cultura

universitario

Jo ed Amministrazione:
n. 17 - Genova,



Autorizz. Trib. di Gonova n. 487
in dota 30-1-1960.

Responsobile: Gianni Belico



| CONTO CORRENTE POSTALE
5



IRRSAT









Coop. Polia. A.G. - Genova - Tel. 503.320



seiuti gli uni de altri. Si fà
enti
‘c'è do sup.

gruppetti di menti sveglie
ed inconcludenti,

Bisogna superare È vecchi
schemi, î preconcetti, le in-
frastrulture che impe









l'a Torino: occorre appro-
fondiria € portaria a comoi-
mento. Dobbiamo suscitare
un deciso movimento gio-
vanile che s'imponga per se-
rietà, preparazione, geniali-
tà e costanza. Potremmo an-
che fallire l'impresa, ma
dobbiamo tentarla, perchè
in ogni caso essa segnerà un
deciso passo avanti per la
lolta democratica nel nostro
Paese.

Questa estate
mo dunque un





impostere-
nuovo lavo-
bbiamo già parlato
Vella sultime riunioni di e
dazione, e, la ter-
CU
remo alla sua realizzuzio-
ne. Invitiamo tutti coloro
che desiderassero collàbora-
re con noi a segnalarci il ‘o-
ro nominativo ed indirizzo.
LA REDAZIONE





FABIO



LIBRI

E DISPENSE NUOVE E USATE





Carso Gastaldi 39-1 (portone dopo il tabaccaio) - Telef. 360.763











[ra SOCIETÀ ]
Cuba: rivoluzione e controrivoluzione

Per ben comprendere la nalu- Compagnie dei telefoni dell'e ti commorelgli con Cuba, Sì pub “mezzi da sbarco © di qeet: tut-
le Bui l da




























la portata dell'aggressione | tricità ed infine l Ino veramente dire che questi paesi to questo, con le loro finanze
Si cele

în questi wtimi giorni, case, seuole, ospedali, intensifca —Già da tempo gli Stati Uniti tessero procurare, mentre pote
tuno rifarsi un po’ indietr la cultura dei cereali’ per ovvia- accusavano Fidel Castro di co- vano farlo benissimo i monopoli

tempo: esattamente sino al gen- re il fabbisogno nazionale e per munismo e questo fu un nuovo
nalo ‘59 quando Fidel sfruttare tutte le risorse della motivo, quasi una conferma dei





prese il polere con la rivoluzio- terra ed eliminare gli inconve- loro sospelti, e ne approfittaro- lam
ne. nenti della | monocdltura (ic no por cereuro di scredilare Cu- cho” partì” quella che si. volle
Fin (allora, falla eccezione per chero) fio ad allora pratlcalu. ba presso pli allei paosi dell'A- chiamare. conirorivoluzione, ma
sta e per altri Si ultuarono cioè quelle cose meriea Lulina, pef*T quali teme- _ che in effetti non fu ultro
Jato senza delle quali non avrebbe a- vano che l'esempi



on di misantropica Intran- vato senso
la rivoluzione fidelista voluzione. Ma i,
osteggiata nè all'inter- sto il regie di Fidel Castro ot- la rivoluzione continuava ala
stero: c'erano i favo. poggio incon
i © degli oper
vio una forte re:
na du parte di quel gruppi, | soprattutto p
agrari e capitalisti, che furi





inte Tutto «made



fapporti diplomatici con lui
tipico infatti della police stat



diciamo, le vifime di queste ri- | ti Urgeva cormai stroncare in in USA> tuto sotto la tutela. Il
jo la rivoluzione. Bi- consiglio e l'appoggio del g

prima con il nuovo governo Cu- Cuba prima no di W sstingion.



attendevano che Fidel
iaia tacere pei



Street, bisognava eliminarlo, era | stro di F. Castro e
cià tardi e non si poteva perde- lu rivoluzione, assunse



te altro tempo do autoproclamandosi
uesto fu il problema più dit. governo provy
Questo fu il problema più dit- fOverno. provYisor







ta terra sespropria i grandi pro del monopoli americani. I Cube. | sislano ancora, simili dubbi. di
dove rò che, questo era Impossibile 'ampante | dimostrazi
terra ai contadini e creando dol: | smerelare "1 La perchè essi numericamente insuf- Uontà del regime rivoluzionario
le cooperative. Poi Je varie na-Repubblien Popolare Joi ficlenti, privi di mezzi ed impre Cubano. Non ci sono dubbi or-
zionalizzazioni e confische: îì pe TURSS, la Polonia, l'Ungheria € parati, avevano bisogno di armi, mai. Continuino a pgracchiare in
tralio, le raffinerie della Shell, èe la Jugoslavia allacciarono rappor- di addestramento militare, di USA contro il com

girontre, La soluzione migliore — perenpe oto come. Iberatre
C'E ttcredooe=si tt
uma serie di riforme che sconvol- z do posto ici oro», Li pi i ut cotani E vartita di DE 4 Den la pe
mitando la proprietà privata del do, grave ore scopo di dial: qualora e- ita 7 DO DE dara Te



etari terrieri concedendo la ni trovarono





0 — e quasi a voler dar loro
colmo di bella,

contro chi voleva privarli di que



lì d'una libertà di chissà quale
genere?

Questi stessi Stai Uniti che ap:
polsiano «le Lasciste
del Nicar: i
Guitemala, volevano ripristinare



democrazia e la Jibertà a Cu-
ba. Ma se con questa azione sì
sono seontrati con fuzto il popo
io cubaro,: questo non significa
forse che le democrazia
ela li " non



Ala ora che il primo tentativo è
fallito, Ù,
al Fende per loro abbattere 1a tic
Voluzione.



Cuba finora ha vinto ed è un
io




ire a questa iniziati
Questo si potrei
1). dioeco

)
10» economico totale, 3)
un'allra controrivoluzione meglio
Organizzata 3.
Scartando la terza che
be senz'altro un'aguressione, le
altre due possibilità. mi



si
eliminare Cuba,
può eliminare affatto

1 legami commerciali che Cuba
aveva stretto con alcuni. paesi
soelalisti neutralisti si sono raf-



forati ed intensificati ed hanno

prodotto solidi legami politici.
L'UNSS ha promesso a Guba il

suo aiuto economico

per quali





inoltre





por:
non è effatlo. Silermiiemo. fagli:
stificato.
Posto ai fronte u qusti Inter:
rogalivi, che com rispondora il
lovane Kennedy?

In USA, intanto, ricominciano
le esercilizioni di allarme ato-





Wa



di

Il cosiddetto Piano Decen-
nale della Scuola fu presen-
tato al Senato della Repui
blica nel Settembre del 1958

dal I° Governo Presieduto
dall'On, Fanfani. La presen-
tazione avvenne in un dli-

ER
glio, le agenzie, i giornali
governativi e la RAI TV fi
fono mobilitati per annun-
ciare e ripelere fino alla noia
che finalmente l'Italia dispo-
neva di uno strumento di
progresso quale mai prima
ora
di ideare e proporri

A
amici, giunsero a dire che





riforma avrebbi
la faccia dell’Italia» e che
tutti i cittadini avrebbero Di
ui ia

{= BI agglufideva die
{Op seri n
fragate dallo, stanziamento
vpi pe

il G
non senza abilità, a fare ©
splodere la bomba della pro-
paganda attorno ai problemi
della scuola, Era-la prima
volta infatti che si parlava
Gi nianificare per dieci ari
chi non era addentro
dle aci GARAIINE
della politica questo fatto e
mille e più miliardi fecero

un certo effetto

Che cosa rimane di tutto
ciò a distanza di due anni?
Vediamo ora un po' d
vicino come è articolato il
Piano.

Passati i giorni della festa
del lancio il Piano, dietro Je
critiche provenienti dai set-
tori di sinistra, si rivelò per
quel che era ed è: una pre-
visione di spesa senza una
sicura copertura finanziaria,
1 fondi dovrebbero essere
urati dal «naturale in-
ue delle entrate,» for

mula qua
Pi
te che la suaccennata ipotesi
nen va
prima incongruenza si ri-
scontra laddove si unificano
gli stanziamenti per gli im-
pianti fissi (edilizia) e quelli
per attrezzature, organici ©
borse di studio, le cui ii
economiche sono ben divi











SILVANO BOZZO





i primi richiedono un im-
a finanziario per la edi-

licazion 10 calcolabili



cuzione; i secondi
ziamenti destinati ad aumen-

i na-
{ura è diversa e pertanto non
si vede come possano «fun-
zionare » regolate da un uni-
co_provvedimi

Per quanto concerne il re-
perimento dei fondi per la
edilizia il Pinno autorizza la
Cassa Depositi e Prestiti n
concedere ai i mutui
pri trentacinquennali



‘on que-
sto sistema i piccoli Comuni
continueranno a trovarsi in
gravi difficoltà per la assun-
zione da mutui e il costo
delle opere risulterà molto
oneroso. È stato calcolato da
più parti che aggiungendo al
pagamento degli interessi Je
maggiori spese, derivanti dal
costo dei paid, Pfgirantcai
‘toa U

pura A 60000 000








0.000.000
Che tale sistema. di Mi Finan.

ziamento sia fra i più anti-
sun è dal Mbroscia-
to anche da coloro che hanno
ideato il Piano senza peral-
tro accettare di modifi
Va aggiunto subito però ca

ià in sede



scuole materne che, comé è
noto, sono per 180 % gestite
© dirette da enti religiosi.
Per tale tipo di scuole è pre-
visto un contributo diretto
dello Stato pari al 50 % del
costo delle opere. Ovvero lo
Stato concede ai privati ciò
che nega agli enti pubblici.
‘Anche per quanto riguar-
da gli stanziamenti per la
istituzione, di borse di stu-
Piano pur preveden-
Va
to lascia insoluto il fonda-
mentale problema della to-
tale gratuiticità dell’insegna-
mento e quindi dell'accesso
agli studi di tutti i capaci e
i meritevol
Pero Sesia
piano, infatti, prevede che
dall'attuale percentuale di 1
su 100 assistiti si passi a
quella di 1 su 15. Il passo
può sembrare lungo rispet-



IL PIANO

to alla situazione preceden-
te, ma assolutamente insuffi-
ciente per offrire a tutti gli

«temi

pubblica vantaggio di

quella privata, è sato porta:
alla

della Ca

In quella sede i Commis-
ri democristiani, con il be-
neplacito dei liberali © dei

lemocratici, sono riu-
iti adetenere ie borse d
studio anche agli istituti
privati.

Se consideriamo che le
borse vengono assegnate in
base ai voti
scendo, la

uole confessionali, saremo
facili profeti prevedendo che
migliori» risulteranno
tutti, o quasi, gli allievi delle
scuole private.

Il piano prevede poi, uno
scarso aumento degli orga-
nici : 19.000 nuovi insegnan-
ti elementa: 00. profes-
soi secondari) 10.000. inse:
‘nanti per Je Scuole profe:
sionali, 900
‘prote:











condo le previsi dello
SVIMEZ tra quindici anni
ii fabbisogno di insegnanti
sarà molto superiore : oltre
60.000 per: le scuole elemene

ma el

gittimo chiedersi se non sia-
no addirittura aleatori. Il go-
verno non ha ancora chiari-
to quale sarà Ja dinamica

giungersi quelli del piano.
Vel decennio che va dal

1949 al 1959 si è avuto un

incremento medio © annuo

del bilancio della pubblica
Istruzione di 100 miliardi, i
quali

per

sono stati impiegati
conservare le strutture



stanziamenti di bilancio su-
pererebbero le cifre del pia-

A conforto di questa os-
servazione vengono i calcoti
fatti da studiosi di problemi
scolastici, î quali hanno ipo-
tizzato che senza îl piano al-





DECENNALE della SCUOLA






la fine del decei
tuale tendenza di



ineremen-

to, il bilancio della P.L si
aggirerebbe sui 2200 mi-
liardi di lîre.

D'altra parte, ancora, se-

condo calcoli di esponenti
e

il Piano, anche so-
lo come «previsione di spe-
sa per la sviluppo della
scuola », esiste o non esiste ?
1 1386 miliardi del Piano so-



«normali »
(100 miliardi all'anno) de!
bilancio della P.I? A questa
domanda il feto si è fe
nora rifiutato di rispondere
chiaramente.







Il Piano si presta inoltre
ad un'altra critica di fondo.
Come si può prevedere una
spesa senza sapere a quali
fini? Più chiaramente: co-
me è possibile disancorare i
finanziamenti” dalla gtifor:

Non è pensabile! ciepà-
Te acostoeninii i dotach
inti senza

parsi di rendere i
possibile

rene
to il



dai



bu
almeno a pali
no. Quindi non solo dî a
© attrezzature si tratta, m
di ideali, indirizzi educativi,
vita democratica. Questa
parte che è la più importan-
ici piano la eltde-o meglio,
la esclude.

ui formano ancor più
chiari gli intendimenti con-
servatori e antidemocratici
degli ideatori e propugnatori

&:



n
che l° ‘ultimo, attacco, in ordi-
ne di tempo, alla scuola pub-
blica è stato portato dall’o-
norevole Franceschini e da



presentazione di
igeralo emendamento che
propone di pi

dello stato RO % delle spese
che le scuole private sosten-
gono durante l’anno scolasti-
co. Se questo emendamento
fosse accettato lo Stato do-
vrebbe versare ogni anno a-
gli istituti privati «paritari»
na somma vicina ai 50 mi-
liardi. Oltre a ciò è chiaro
che uuna volta affermato il
principio del finanziamento
diretto nessuno sarebbe m
grado di prevederne la futu-
ra entità dato il moltiplicar-









si delle scuole private
di Commissione
a





ita
Roio
ma l'onorevole Franceschini
si è riservato di ripresentar-
lo in aula; grava
pertanto la minaccia della
affermazione del principio del
finanziamento diretto della
scuola privata con fondi
pubblici, e per sventarla oc:

rrerà l'impegno e la pro
SO
cratici

Da queste annotazioni si
possono trarre alcune. con-
sioni. Îl piano non è uno
strumento per una organica
riforma del sistema educa-
tivo nazionale, ma sempli-
cemente una previsione di
spese per conso le a
vecchie strutture del-
inoltre si propone

per così

la violazione della Carta Co-
stituzionale facendo contem-
legge» il finan-
ento alla scuola privata
inobarba allo articolo 29 del:













Scuole, ma Mr ONERT
PER LO STA
In altre parole il piano

tende a moderare la conser-

nopolistiche, nel loro eselu-
sivo interesse di classe. A ciò
va aggiunto che il Piano as-
seconda il disegno della
Chiesa Cattolica di assurge-
re a guida ideale dell’at-
tuale tipo di Società tentan-
do perciò di conseguire una
sorta di primato nel cam-
pe dell'istruzione,



Non c'è bisogno di dire a
questo punto che ogni de-
mocratico non può che op-
porsi al Piano così com'è
a

fiato nel



bilancio della
P.L e siano discusse e appro-
tate Ie leggi. di riforma
(Scuola media
ra del icel:e degli Istituti
tec ione dei Di-
Slomali (Cold ella Daoo









, riforma delle scuole
Magistrali, finanziamenti e
approntamento di una legge
organica per l'Università)
Per questa piattaforma
democratica e rinnovatrice
l’ADESSPI si è battuta e-
‘egiamente ed ha ottenuto
che i partiti comunista, so-
cialista e radicale si impe-
gnassero a fondo nel Par
mento e nel Paesè; anche i
repubblicani. con ale
lezze, hanno aderito alia
azione dell'ADESSPI. I libe:
lî hanno condiviso e co
dividono certi punti
nostro parere sono
condizionati dall'attuale for-
mula governativa; i
democratici,
perifericamente in
occasione levato la
fesa e per lo
scuola pub-
associazioni della
role, sia pure con sfuma-
ture diverse, si sono opposte
decisamente al Piano e ne è























ossa dal
PUR, dull'UNAU e darne

ISTAT ein fe Li gra {BI fog

Posizioni critiche hanno as-
sunto anche i sindacati dell:









scuola Media ed Elementare.

Vi sono quindi possibilità
concrete per ravvivare la
battaglia e conseguire dei
successi.





Quanto prima il Piano an-
drà in discussione alla Ca-
mera e in quella sede i par-







taglia
parte del
lag



il Paese si intensifichi



zione per far giungere al
governo il senso preciso del-
0] agl ni
le ri-

lifica.



nno svolgere un ruolo
vanguardia come in al-
Secasionii Hanno! dimes
ato di saper svolgere.
mo Che l'intervento
attivo di tutti 1 democratici
@ in primo luogo degli stu-
denti, potrebbe essere deter-
minante per i fini che ci cla.







Il Piano Decennale per una scuola moderna







LA SITUAZIONE FRANCESE

11 recente tentati di colpo, di suorro coloniali e giovani di leva - un'arma clio a seconda delle cir: _ disproxio verso la verità. Il culto
abituati all'inerociarsi delle pro- costanze può essere invincibile 0

pagando più diverse, abbandonati | debolissima: le masse popolari, Da-
id un deatino incompresi di vanti alla minacela di un colpo di
sacrificio ‘scott i











che avrebbe tentato di sterilizzare
it ica del popolo, di
Sao DARI sini eni

mente diminulre insleme

prio salario reale e la buto dell'anti:Storia, del sogni folli
one sind della mistica vazio mas
intellettuale, la grande saerificala sa ha capito, giunto 11



Momento. 61.1 fronte, di serrare

ci,
Non sono certo | giovani delle

niversità o gli operai della

Sio ii a

aule universitarie, come rengir



vano nulla

selenzi

loco. pere!
stretto a implorare
mosso: € Francais aid



oratico e popolare, nelle lotte, ur
del Fronte popolare e della
stenza. nel icordo amaro della
guerra di Spagna e della vergo:
na di Vichy













A questo punto vien però da
Gi mediatomente delle forze organte: | chiedersi: ‘como È possible. che
iiniciato un pericoloso biaccio di _ zate e numerose una Nazione con delle avanenare
ferro alla lunza Siuxante per uNa. Ma le masse si sono mosso, si _ fe così avanzate. ricche di espe
Srancia staneg,\dal rifai 101t: sono yInossg «pre CUNtO,. DEOprlo, ) Menza ali coscionza polti ela
Rbituzia ‘ormal’ a am ene) supertase fotto 0’ petmegso) / (avagliata (da Amnii da crise oli
dare i propri. della refeolare de .Poline»..0 tiche. e. istitutzionali che lasciano
no zione del governo. orea- aperto Ml varco al pericolo. delle
x , “mo clero I le mi: _ preci avventure? Guest è. 1
7 hanno dato torto al lioni di persone, presidiando le domanda che bi i oggi
mio istintivo pessimismo ma cre fabbriche nazionalizzate, Improv- al'ai Id dell'euforta per Ta satverza
do che avrei torto ugualmente se visando comizi: questo’ elemento elle istituzioni. Repubblicane dale
oEzI i iui i coro della Mag. Da contributo a dave ut mo dî la @minacea even Notsano
respiro alle autorità. che nella | può disconoseera Infati, per qua
prima fase del colpo di Stato fa ammirazione e riconoscenza. tb
tentoni. _ bia per De Gaulie © per i dirigenti
Linltro fattore decisivo è stato Il della V_ Repubblica, che nei. tre
coraggioso comportamento della. non del nuovo Resime ll proble
ndissima massa del soldati dî ma algerino ro ancora
ola arte del'ESsrtto | risolto a rvancia è stata dia
meno pollticzzata e faaiosa. più | niata da complotti. tivolte, sets
legnta ‘al sentimenti, reali © mile sioni profonde
tradizioni più vere e. profonde” rio letto recentemente un diver
della Nazione: questo fatto deter. O IO oteva che a
di una scontita sui ol








i è quindi continuità tra
gimo gollista e la quarta re
blica: è la veechta commedi
gli equivoci, delle divisioni

4) ron scosse oe
Îi Mlgtannte feno che sio maia Stio "Teri

Mec fn ezine vie _ Tnt sai cenone MA,
gite Toto dl pa ito i attore ta mora To e Podi do Tonio asa





non commettere pertcolese imprime prima confutazione
lenze, sto argomento era dedi.
i atti semo mertieri om cato vu ne DID profondi

‘pubbl



io



là cen
venimenti, 1 errato credere che
il 19: maggio 1958 abbia.
sentato In Fi
radieaio svolta:



comuni del due regimi: Il distac- tato, In cui

— dI masse, Îl stessa lingua strana e cabalisti-



tutti. parlavano 1a



to, dissanguato n

25 aprile

alla Casa dello Studente

Allorchè sei mesi or si



è, 0 dovrebbe essere, molivo prim-

cipale.

Ove mi illudevo di scoprire una
«fucina> di idee nuove, un co-
raggioso spirito di intraprenden-
za © di anticonformismo, purtrop-
no non tardavo a rinvenire l'op-
posto: un deprimente qualunqui-



ca, Îl linguaggio degli uomini po-

titiei
nè fanta

Le responsabilità, maggiori. di
questo eronico Immobilismo van-

geni, senza. nè coraggio,

no a mio parere. principalmente
alt uomini politici, radicata
isti del. ti Y Mollet, che per

Ta. paura ice



DIÙ al ricatti e pe
rentori della destra moderata ed
si sono lasciati sospin-

in'una strada senzavia di
scia, 1 trad, del i
è dello lo

ivo delle "Teftutioni re



pubblicano. all'interno
lettorale del Fron-
te Repubblicano ottenuta con u

e yieend







la crateri
ridinamenti costituzio.



mollare, qualsiasi prezzo debba c
stase. >.
raccordo, L'importante è
RT nn
in Europa questo il vero compito
della nostra generazione.

GUIDO LEVI



un'acquiescenza | diffusa,

un'abulica. accettazione di. tutto
ciò che scende, 0 sembra scen
dere dall'alto, im poche parole
una mentalità. neltamente antiso-
ciale, che è la. tipica maschera
in egoismo più 0 meno lar
talo golfo vlete espressioni qua.
tunquistie]
Da ‘tondo risiedi alla Cara
sono — rimasti
siotondamente “otpio dal Sion





* È
retaggio ideale che i caduti della

natura, bensì è una faticosa, în-

Resistenza ci hanno lasciati cessanle conquista di ogni giorno.
Vo; imentichi che di fasci: © La slast, 6 peggio la comgorva:
‘mo, tipica espressione dell'anti- zione è NON-VITA : ogni colpo
guiura (come Tha Jelicomente | arresto, ogni ripensamento ci ld
definito il sen. Caleffi nella, sua
prolusione al Carlo Felice) non ga
Di ariani all
Umila ai; pochi nostalgici del M:1y alta libertà ed alle Istituzio»
Sh feno multa morlo: È ni democratiche, ma anche colui
recenti fatti di Algeri ne 30N0 W= Che.si scarica di quel peso gh
voso, e di quel presupposto fndi-
pensabile della dignità umana
ghe la° RESPONSABILITA? 1N-
DIVIDU
PIERO DELMONTE
Medicina - Lo Anno





Kafka

cipato in

Cresciuto alla confuenza di alcun



modo. Io sono












culture: (ceca, tedesca. ed ebrea), ‘una fine o un principio ». Questa
quella ceca ‘esercitò su Kafka è dunque l'nterpretazione della
un'infiuenza decisiva, del sua testimonianza, Iucida cd an-
sto sugli. altri scrittori. della | xosciosa, di una @NiltA Tn crt
scuola di Praga: (Rilke, Werfel, tgli rigetta, contrariamente u
Fogli Merzia quanto afermano quest cli
acattori, gistintivi di | mistciuzanti ogni Impostazione

fe Icologica © Îosolica che preti
Metals du di annullare to rontà “direi
che dà » dell nega
nazione da orifio fn’ una giuetie
anto litteram, considerando



Je come ipocritu
stificatrice, come una vera
© propria « molamorfosi. morbo-



centi ed
quel mondo onirico che gi










da pg lore SO e e.
svegliare dal torpore i miei col- ia > La sua lotta per il positivo,
segni 0, se mon aUtri, coloro ch (i per la, se ii
ce ;

fo. Siam sac |

BI N Gelato die scale 00
e ov rusetention Ii
one
IAA ro era,
50 che GUOlZiO dpitioiona ala
Iaia ga cesena dal
Sestomente dellonue
Guanto di Fender in orinigio di:

meno formale al «tempio dela
Patria redimila © libera> è stata
delusa.

enso, un gruppo di er-



mamo È toro oppositori)
Rpurano gli unici depositari. del



no € helm-
1

la Tetteratura,
accorda una visione indipenden-
e, «incalcolibito, | sioconda, ‘n
me il Neeco, ritiene «il tono scendentes.
allusivo ed enigmatico » capace di
spezzare l'incanto del simbolo
@ talvolla quello dell’arte ».
«Maestro della lingua, maestro
delle forme semplici» lo giudica
thomas Mann.
Molli di questi giudizi sul
siano ore
© sulle inevitabili concessioni che
egli dovette fare all' loni
smo, imporante nell'ambiente ar-
tisico del suo tempo, sono ale»
n parte giustificat

"I tulla Ingcoltaito è.
ce, la posizione di quegli zeta
{teologi © valgano Max Brod ©
ssowski per tutti, che preten:
Ones to I
nuovo profeta venuto ad annun-
ciare il Regno,

isegno
tanti sinfcatt. > Non manca chi

Questo Intobco one; aloe di
to







senza una controp
i gUaiohe Stati Peline















ha sentito cd espresso,
nella sua “ Commedia», L3olo

è è che mò questa i




lestino spirituale
tore. Kafka stesso, rigettant
vanli leltera queste v
mentazioni, confessa



sole
eni pi
mi la testa contro il m ma
colla senza porie e. senza. fine-
stre >.



r. d'anna









| T POPOLI NUOVI |

Momento africano:

Nell'ultimo numero del
giornale, avevo parlato dei
problemi comuni ai paesi
africani, eccettuati i paesi

mediterranei e il Sudafrica,
e gu quella, base avevo esa:
iato la situazione di

guord dominati Vasi
anche formal.



paesi
colonialisti,
te.

La maggior parte del Con-

è formata di
indipendì
differenziano subito in due
grandi gruppi: quelli che so-





Sulla Liberia, ben poco
cè da dire: questo paese « in-
dipendente » dal 1847, conta
poco in Africa, ed.è carat

o da un jratobilismo
esso infattivhon ha
sica nei
rai di eul'sope



ui
risolto.
tema





finisce negli USA, mentre
della parte coltivabile del
suo territorio (535%), il
39% è lasciato incolto per
volontà dei monopoli ameri-
cani, contrari anche all’au-
mento della cultura di caue-



nonosta:
tradizione di Stat
autonomo.

inte la sua

eine enne
formali

Le Republic della Com-
munauté Fran

caise sono na-
usando dell'articolo 7
Costituzione della

Repubblica, che le-
oltà a tutte le
Ei scegliere la
indipendenza, avendo poi la
possibilità di entrare nella
Communauté: tutte meno







Tul este ex: colonie
francesi hanno di fronte i
problemi di cui dicevamo



‘monoeultura,
nessuna industria di fondo,
tribalismo, corruzione,

irette da una classe di-







rigente politica asservita ai
neocolonialisti ea

‘5 di queste Re
pubbliche; una volta inte le
10 po)

rore, come Ahmadou Ahidjo
nel Cameroun, o presentan-
dosi come rivoluzionari,
me Felix Houphouet Boigny
nella Costa d° Léo-
pold Senghor nel Senegal),
honno imbavagliato l’oppo-
sizione; e si sono presentati
per quello che sono, e cioè

ervi della Fran
sio processo. è stato
oggettivamente favorito dal-
la mancanza, in genere delle
.Colonie francesi, di una for-
te colonizzazione bianca sta-
bile come nelle regioni sog-
gette all'Inghilterra, il che
ha evitato quelle forme esa-
speranti di razzismo, che a-
vrebbero ostacolato di più
manovra neocolonialista

ins questi Paesi,
questo fmodoy di Senggai
o per la Francia !





di "pal
Volta dei cercati, CENE
roun di caucciù e cotone, la
Mauritania di ferro e rame,
‘osta d'Avorio di caffè e
cacao, il Toga di olio di pal
ma e cacao, il Niger di be-
stiame: ovini. e beViMo
zione dei proble-





el-Benin formata dalle Re:
pubbliche della Costa d'A-
orio, Dabor
per. al posto della Federa:
rione del Mali, che compren
olta, Se-
negal è Sudan (l'attuale Ma:
fu mandata a bagno
da Parigi e dai suoi amici
fedeli, quando apparv
he il Leader” del Sudari
Kejta, intendeva
muoversi nella direzione di
Sodipenzonza:
ora
per. meglio. tutelare. Ci
interessi della













vaquardati inoltre dall'Unio-
ne

* doganale fra tuti questi
DE a così nella



La rd TO carat-
terizza le Repubbliche del-
Li ei sEgutoriale Pran-

‘ongo ex
TE Repubblica. Ce
rafricana (riunite nell'UR
AC, Union des IL







paesi indipendenti

de l’Afrique Centrale) e il
Gabon, tutte e quattro le-
gate alla Francia da unione
loganale, e rimaste anche
esse riserve
me

e



a Repubblica cene
trafricana, la E mine-
q





domina per conto
cia la triste figura dell'A-
bate Cattolico Fulbert You-
lou, dittatore del Congo ex
francese. a
La penosa situazione di
soggezione neocolonialistica
caratterizza anche la grande
isola del Madagascar, che ha
assunto ufficialmente il no-
me di Repubblica Malgascia
îi 26 giugno 1960, con
dente quel Philibert Teme
nana che già si era presen-
tato. come Jrivlizionario in
transigente, vrebbe
portato la sua Patria allori









Purtroppo questo non è av-
aa
le elezioni che gli hanno da-
io.la vittoria, ed il Madage=
scar è rimasto sostanzial-
mente un: paese soggetto al
la Franci
pass dle
ziali
nor?





sorse poten
di quest'isola sono e-
asta ricordare che i
4/5 della vaniglia mondiale
vengono di là, che questa è
l'isola delle spezie, che tutte
le culture tropicali, da) caf-
fè al cotone, prosperano fa-
cilmente, che vi sono sulla
costa occidentale circa 6 n

lioni di bovini all
ha una forte potenzialità

dreelettrica (sono in fun-
zione 4 centrali): nonostan-
te tutte queste possibilità
potenziali, cui si aggiungono
giacimenti di graîte, pietre
preziose e uranotorianite
(nello atonzioeì, Meda è
senza industria nazionale,
ha una agricoltura ristretta









nno, che





i prodotti tr e resta
lega ii
Todo delle nitee Sc colo»

I paesi liberi

Essi sono profondamente
diversi fra loro, con struttu-
re economiche € regimi po-
litici a volte opposti: Ja Re-

pubblica Sudafricana, l'Im-



malia, per intender-
esi dell’Africa Oc-
cidentae (Guinea, Ghana,

Îa Repubblica Sudafrica
na uscita dal Commonwealth
pur di non recedere dalla
politica di segregazione taz
Fee Gresdiai Siosata
indipendente più reazionario

ntidemocratico del Conti:



nai
niere ingenti dei minerali
più svariati, dai diamanti al
ferro, una agricoltura non
mo estesa come territorio
coltivato (10 milioni di etta-
ri su Le milioni), ma mo-
dernissi Soprattutto
una india nazionale a
vanzati





Questo ultimo atto è mol-
to importante,
#10 è Tui
ad dvere una moderna strui
tura industriale (con stabili=





mici,
automobilisti i),
ga circa 1 milione ci operai
(su una popolazione di
milioni e mezzi di abitanti!)
Tutto farebbe supporre ben
altro che il regime sudaft
a esso si spiega se si
Hone presente che i blanc
ssi le miniere, le
rins» (aziende agricole)
e le fabbriche, e i neg
nc l'immensa maggioranza
dei lavoratori (e della popo:
lazione totale), a cui i
GR
riconoscere alcun diritto.
E' noto che su 249 fra Si
natori e Deputati, i negri
(che sono 11 milioni su 14
e mezzo!) eleggono solo 8
rappresentanti, ‘che. devono
e bianchi, e magari razo
zisti! La lotta
combina qui col enna
to le, inasprendo i
contrasti ed esasperandoli,
non saranno certo Verwoerd
e Swart, col Joro razzismo i-
sterico, a
Lo. Me di que-
sto Paese, in linea con quel-
la interna, è razzista e anti.
progressista oltre ogni dire.
Un altro Paese reaziona-
rio all’interno, ma anticolo-
nialista in politica estera
(anche per amare esperien-
ze dirette), è l'Etiopia, che





























er

ai problemi africani di cui
dicevamo, aggiunge una
struttura economica, sociale
e politica di tipo feudale: la



Questo grande Paese è fa-

dalla sorte, avendo
climatiche differenti
(tropicali, temperate sugli
altipiani, e fredde sulle am-
be), ciò che permette tutti i
tipi di culture agricole e l'al-
levamento, dal caffè e dalle
frumento e al



ste zone incolte (solo il 10%
del è coltivato!),
una estensione enorme dei
17,2% della super-

a di



pascoli. (47,2 %
ficie totale!), la manca
iii
tratezza generale del Paese,
che pure potrebbe avere un
grande sviluppo.
Nuovi Togli
«vivi» del
Continente sono altri, ov)
mente, sono quelli Arabi, €
quelli Occidentali.
Per







biamo ricordare {è dutintli
naturalmente). ciò
che avvenne in Europa nel-
la prima metà del secolo
de quando la Borghesia
otere politico ap-

Tinta sulle. masse, po-
polari; _all'ine della
vittoria, però, I contrasti tra
borghesi e lavoratori esplo-
sero in tutta la loro forza, e
la nuova Casse dominante
instaurò
«Immortali principi Di ti»
avevano solo

Questo è per all'in
circa nei nai Ab Oc-
cidentali, spetto
Fossa galla dotta met nine
dipendenza era
te collegato all'aspetto. "Na
zionale, ma dove



intendiamo, ma piuttosto di
gruppi mercantili ed intel
lettuali, si è
neando una Società più o-
mogenea che ritiene neces-
rai oa

ja di Riforma Agraria e di







Industrializzazione (Guinea,
fali, Ghan:

Tutti questi Stati hanno

nialistica, condizione prima
per non ricadere sotto il
Dominio straniero
Nei Paesi Arabi, una vol-
ta risolto il problema Nazio-
zible, la borghesia Si è adi
ta portando, lentamente o
velocemente a seconda del
minore o maggiore grado di
u posizioni di po-
ina con
la restrizione ed a volte la
eliminazione dell'attività dei
Partiti dei lavoratori e dei





loro sindacati, con la com-
pressione del salari ‘e del
consumi per favorire gli în-

vestimenti industriali (paga-
ti così coi sacrifici dei Javo-
ratori), con la Riforma A-
graria ' condotta lentamente

© lasciata irrealizzata (come
‘SGEHEAE, a. 01 A0p0 UO
tà): anche qui spesso ui
mo una borghesia che ha o-
perato un compromesso con
gli agrari e la Chiesa Mu-
sulmana (come in Marocco
0 in Egitto), ponendo così
un grave ostacolo alla radi-
cale soluzione dei problemi
razionali.



obi vindi quit mimi lin ae o
(unito con la Siria e lo-Ye-

men nella Repubblica Ara-
ba Unita), dove
impianti meccanici, si
ed. elettrotecnici,





reso sempre più forte la pro-

testa operaia, e da qui
rovvedimenti antidemocra
tici che caratterizzano il re-
gime, come del resto avvie-
ne nel Marocco, dove la av-
viata meccanizzazione del-
l'agricoltura si tra c
fatto che poche famiglie
possiedono la maggior parte
della terra, coltivata quasi
esclusivamente ad agrumi,
frutta ed ortaggi scelti, e 0
ivo.

Cosiechè qui, sulle masse
popolari marocchine, grava
non soltanto il peso dellin.
dustrializzazione,
quello delle importazioni. di
beni di consumo di prim:
necessità.

Nella Libia, la moderniz-
zazione della struttura eco-
nomica è molto più diffici
se si tiene a mente che solo
il 14,1 % del territorio è col-







tivato, e solo a frutta ed o-
livo!

Le culture tropicali, sue
ee ae a
malia, imno ancora

permesso alla fo Re
pubblica di darsi una indu-
stria, situazione comune an-
che ad un immenso Paese a-
fricano, la Repubblica Suda-

nese dove, l'enorme produ.
a
quantità di ne canna da

zucchero e bestiame, non
role
nora di passare sa industria:
lizzazione, che

programmi ‘del "Presidente,
Maresciallo Abbud.
Situazione particolare è
uelli nisia, dove
industrializza-

zione è dovuta non solo, co-

o
prietà terriera e al fatto che
solo il 27,3 % del territorio



è coltivato, ma anche e so-
pratutto al fatto che la Re.
pubblica Tunisina si trova
da anni in stato di emergen-
za, legata com'è alle vicende
algerine, ed alla lotta del
popolo algerino contro il
negeolonialismo francese
Africa _ Occidentale,
per le regioni "n eipei
abbiamo.” strutture © sociali
Diù omogenee e regimi più
democratici nel
Guinea/e nel Mali
procede all’el
ani
ana, cotone nel
prodotti tropicali in Gui-
nea), condizione necessaria
pero eyitere le /spese ici
portazione dei beni di con-
de Tara
ce negli investimenti
stria questo
Guinea detiene la massima
produzione di alluminio del
Continente.

Il patto doganale fra i tre
Paesi permetterà di mettere
in comune le loro
per meglio
sviluppo generale dell’eco-
nomia.

Questo avviene perchè i
dirigenti sono legati alle
masse popolati, e hanno ca-
pito olo una politica di













(cacao nel

Mali e









$
î







i indipendenti per
neocoloniali-
non avviene
in tanti altri. Stati,
perchè i loro, dirigenti sono
legati mani e piedi ai colo-
gus. ba que i
da, ed’ essa imboccheranno
anche gli altri popoli africa-
î, perchè l'era delle pro-
messe e delle chiacchiere nai
mogene è finita anche in A-
frica
Gianfranco Dellacasa



ancora





0 @ n

li


=










10

Un uomo nello spazio: Yuri Gagarin



Alle ore 907, tempo di Mo-
dei 12 aprile 1961, 11 pilota

Liche,
nuova, era «del volo umano nel
lo spazio

Alle ore 9,34, tempo di Cape
Canaveral maggio 1961,
il pilota statunitense Alan She
pard, più Gagann
ei meno sicuro di
Poficiadere bene Ia sua ‘arvene







« Snrto
una felice espressione
stra.



Snepara, nei 15, minuti del



E leggi Newtoniane
deila gravitazione universali
troviamo così sin. piena



cera. spaziale n,
delle. conquista’ dello, spazi
ccnl pei



costruite, sperimentata ed msa-
ΰ dagli Stati Uniti; però la
prima centrale elettrica termo
nucleare fu realizzata dall'U-
Sovietica.





si può pretendere
che l'uomo passi tutta la
vita nella culla

Veniamo, dunque, ai due lan:
ci umani: ci si oscurerà se il
Shccedersi. “degli avvenimenti
impone un antipatico confron-

Osserviamo subito che il
lancio spaziale di un ‘uomo,
‘specialmente missilistie:

deve dire assolutamente. nulla
di nuovo. Esso deve esseri

rifico. di mezzi, ampiamente
collaudati, che di
e «entro certi |
riuscita. dell'im









Drlmo ebbe carattere esclusiva:
mente missilistico (15 maggio)



gr
dio del 19 agosto (Belka ©
Strelka), fino all'ultimo, del 25
marzo scorso (Svesdovska). La
orbita descritia dalla Vostok

n
sssero al primo cosmonauta

la certezza del

nei caso più sfort
‘nti Indio” iii





lanciato
cury (1500 Kg.)

a 213 Km

velocità massima 2 Km/sec. (©

involontaria coni



peso iniziale

nellate {un

lorda

®, rintendere; 2). 1 problemi
to dagli scien

o neppure sfiora

s
é



proporzioni,

che la spinta iniziale dura tre

minuti, al lancio di
sneraviglipsa per



uso di razzi di rallentamento,
e non solo di oirentement



direzione ci el caso di She-

pard, con tolleranze molto ri-
stretti

Ognuno sa che l'eatterrag:

gio» di Shepard è stato w

jaraggio "ia capsula, prima

‘andata

se ci

ino; per

sarebbe finita molto








ridicolo!
ciato per aria, descrive
parabola altrettanto perfetta
Invece il ritorno da un'oi



in , II gi
prima dello storico 12 ‘aprile
E° inoltre necessario lo

le.
Truscurando le ragioni; di
dell'uomo una

ra stessa, sia dal punto di vi











x ti



ffafstronomico, che da quello
fisico biologico, sof
i Sulle ragioni «pare

ali voli nelle at
dizioni

rmiamei



in esperimento di



Jenserà subito alle vio
ite eccelerazioni e decelera:
zioni subite da Gagarin ©
Jar
din grave errore. A patti

, questi
re al
i assoluto.
sulla
superficie terrestre con i ben
EL “qui

fee di
metà (67 eg») di



pei na
quelle cui era allenato. me

Shepard è andato al limite di
1112 genze mi

periodo, di asiane el
Invece non è sperim
terra, se non per la du



psicologi.
în volo

le si può
reazioni
un astronaute.



strutturali In modo da ferrero

Haano ln panicoiare, Fappor
to con la gravità: 1) La chico.
lazione dei sai dia
stione 6 {n Specie. l'inge

tiqui

del

pia verticale, forte
da celle cigliate, su cul p

po, varin la direzione e
tensità della pressione eserc
dagli otoliti; queste varia-
zioni, | trasmess organi
centrali, permettono di stabili-
Te la posizione delle testa uello
Spazio. E in assenza di grevità?
E' stato sperimentato infatti,
i reani, che
e di



ti ha
Entriamo così nel campo delle
Fescioni prlciogone nera
nauta, soggetto a stimoli ec
ionali ed assolutamente nu
vi: 1) Assenza di gravità; 2)
Assenza di riferimento call
basso»; 3 ja coscienza di
po una accelerazione eccezio
nale, molto. penosa, di essere
cosmo, affidato com-

iL





Il rovescia della medaglia





20 aprile coprono draftarsi di una com di Gagarin non può elevare la

(ero che la maggior par- qui umanità, perchè quelli che lo

te aelramanttà ha creduto il ono nemici

12 aprile di salire un gi della religione
più in alto, un buon numero di 5

giornalisti italiani dei soliti cosmonauta

«Quotidiani di informazione», ag Sera
usa di questo generale 5




ques
ha inciampato e
faito un ruzzolone per alcune
rampe di scale.

‘tralasciando coloro che pre
vedono imminente il volo di
un Americano nel cosmo,
scambiando per «cosmo» una
parabola alta 200 Sun:

con Maria
latte di Baldovino.

Pia 0 col fratello di Edizione













lung: ere pochi
minuti, ventamo ai commenti
più interessanti. ‘1 « Corriere
Mercantile », che la sa lunga e riceveranno un me!
nou è muovo a pensieri, eleva: fo: comunque gli risponde ch
ti, sentenzia: «Ma romente il « G. 5
sempie la puesta delramore»» Tor Le pre no pie) Ali

a pe chi. Forse un tale volo sarà
So favi. dts AeO x possibile tra qualche decennio,
Tr a III E° quindi falso affermare che
alano E Sotiprenie fclisent: D'eunai Fagorio è di primo astronauta



tervistare un tale chi
me non me ne importa niente»
delle conquiste spaziali. TI o
« Mercantile ci Ta pure sapere | tl © l'appareo

hanno

mpletamente
Cesena
sovietico è giunto nello spazio
almeno
di



a "

zeitino » hanno gil cochiati rat:
‘chio acustico gua

inteso. che nello







che secon ‘ocato Carne
lotti, di Piectoniana memoria, | Spiio cè andato il maggiore
il fatto del 12 aprile è stato un Joe: dra pilota del Mas





“gpicodio dela sfrenata ambi. Sac a
0 ed anche della
dctone gea
sua” stupidità, stupido non. © :
certo favolosi os a e
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il 45

mensile universitario di informazione e cultura

anno III° n. 3 - aprile 1962

IL QUARANTACINQUE
mensile universitario
di informazione e cultura
Redazione ed Amministrazione
Via Balbi, n. 17 - Genova.
Autorizz. Trib, di Genova n. 487
in data 30-1-1960
Responsabile: Gianni Bafico
CONTO CORRENTE POSTALE
N. 4/15208
ABBONAMENTI
Annuo L 700
Sostenitore. L. 1000
Benemerito L. 5000

disegni di G. Sommeriva

Redazione

Giacomo Traverso
Giancarlo Sommariva
Roberto Garibbo
Armando Roccella
Fulvio Jurcotta
Marino Regini

Nando Rotondo

L. 100

TIP. CECCHINELLI

libertà al popolo spagnolo!

Venticinque anni fa, con la difesa di Madrid, le forze migliori del popolo spagnolo e
i volontari internazionali fermavano, innanzi alla città, l'offensiva fascista che minacciava
di travolgere, con il territorio della Repubblica, le ultime istituzioni libere in tutta Euro-
pa. Per quanto partite in condizioni di inferiorità, le forze popolari e repubblicane riu-
scivano a fermare, per oltre due anni, l’eser cito del generale Franco e i corpi di spedizio-
ne di Mussolini e di Hitler .

Anche se, alla fine, gli antifascisti spagnoli dovettero subire la superiorità materiale
degli aggressori stranieri e dei franchisti, si deve nondimeno a loro non soltanto il ritar-
do dell'attacco fascista contro gli altri popoli, ma anche l’indebolimento decisivo di alme-
no uno dei due dittatori, Mussolini, e la diffu sione di quella volontà di resistere con le ar-
mi al fascismo che si doveva esprimere in ogni paese con la Resistenza e la Lotta di Libe-
razione.

Coloro che, nel 1936, furono vicini al po polo spagnolo, non possono dimenticare, al
di sopra di tutte le distinzioni politiche, quel che devono agli eroici difensori di Madrid.
Non possono dimenticare neppure che il po polo spagnolo, dopo aver insegnato la via del:
la libertà agli altri popoli, non gode oggi degli elementari diritti, mentre le sue energie mi-
gliori sono soffocate da un regime militarista e ciecamente conservatore.







un cancro per l’europa

La dittatura di Franco non rappresenta soltanto, per tutti gli uomini liberi, una que-
stione morale; il fascismo spagnolo costituisce un grave e serio problema politico. Nella
Europa di oggi, la Spagna ufficiale è una centrale di sovversione, e le cronache di ogni
giorno ci aiutano a ricordarlo: abbiamo visto i torbidi personaggi dell'estrema destra fran-
cese, i Lagaillarde ed i Salan, i Susini e gli Ortiz, riparare sotto le ali protettrici di Fran-
co, dove già si erano raccolti tanti criminali di guerra italiani e tedeschi. In Spagna hanno
trovato un accogliente asilo, e possibilità di continuare intrighi e complotti, i dittatori fal-
liti come Batista e Peron. Stretti sono i rapporti tra la Falange ed i movimenti neofascisti

i congiure. Il








isti; a Madrid si annodano le file di insidiose, anche se velleitarie,



e neon

clericalismo più retrivo, il conservatorismo più reazionario, il militarismo più cieco, han-

no trovato la loro Mecca nella capitale spagnola: è difficile sconfiggerli altrove, finchè

trionferanno oltre i Pirenei. La democrazia non sarà sicura in Occidente, fino a quando

la penisola iberica vivrà sotto i regimi di Franco e di Salazar.

Aiutare la Resistenza spagnola non è solo un dover
i ogni paese. Al



è un utile calcolo politico per
i democr: i ogni paese. All'internazionale fascista di Madrid, è necessario contrappor-
re il fronte vigile ed attivo degli uomini liberi. Franco non cadrà domani; ma ogni denun-
cia, ogni protesta, ogni gesto di solidarietà con le sue vittime, serve a preparare un av-
venire migliore per la Spagna amica. E quin di a difendere la nostra libertà.



Essi convocano (Roma 13-14 aprile, Genova 15 aprile) un Convegno di quanti
sono interessati alla soluzione del problema spagnolo, per reclamare libertà alla Spagna
e studiare i mezzi più efficaci per esprimere la loro solidarietà.

dal periodico: RESISTENZA





documenti: 1) sz
risulti che il concorra
de risu ne

Un ciondolo che stenta a cadere















Ho appreso l’esistenza di Giamila Bupascià da
un articolo pubblicato dall'Unità del sedici feb-
braio. La giovane partigiana algerina fu torturata
dagli ultras, i quali con raffinati metodi scientifici
le tolsero la verginità; testimoniò su questa fan:
ciulla Simone de Beauvoir in una sua opera recente
la quale, nella singola figura di Giamila, vuole rap- 4
presentare la sorte subìta da numerose ragazze
mussulmane da parte di colonialisti francesi. Gia-
mila pertanto nella sua giovinezza infangata con
metodi scientifici è simbolo dell’Africa oppressa e
della ribellione umana contro la tortura e la scien-
za ad essa asservita.

jamila

I tuoi occhi risplendono
con la luce del grano,
occhi che mai più sapranno
in te non ancora ventenne,
il forte riso.d' infanzi
Da iquando»nel! tuo co7po
s'è abbattuta ‘infernale la mandria
dei torturatori,
ed il vento levò sabbie ogni mattina,
il mare ribolliva sulla rena
nulla mai concellerà, È
Jamila, quell'incubo di morte
le tue urla non hanno coperto.
Noi ti sappiamo
nell’umiliazione di ogni giorno,
ed ora con me tu grida
le corse innocenti,
il tuo corpo di bimba e madre;
tu devi dire, con fermi occhi,
che t'hanno violata
per noi, per la tua genie.
Se l'umiliazione non s' insabbia, dunque,
con gli anni
già ti redime la storia;
Jamila, sorella,
la tua purezza è grano.

CARLO OLIVARI







l'esame di coscienza di piero gobetti

Il pensiero politico, l’opera e la figura di Piero
Gobetti sono in questi ultimi tempi l'oggetto di rin-
novato interesse.

Se ci domandiamo la ragione di questo fervore
di studi, penso che si dovrebbe rispondere breve-
mente în questo modo: ci rendiamo sempre più con-
to che gli anni dal 1919 al 1925 sono stati anni deci-
sivi per la storia del nostro paese, e sono stati deci-
sivi perchè in essi si è consumata ed esaurita la vec-
chia classe dirigente, in parte assimilata, in parte
eliminata dal fascismo, mentre la giovane genera
zione antifascista impostò, nella lotta contro il re-
gime, tutti i problemi di critica e di rinnovamento
dello stato italiano, che sono ancora oggi î nositi
problemi. Ora di questi anni Gobetti è-statouna-del-
le voci più appassionate, uno degli interpreti più
chiaroveggenti, uno degli scrittori attraverso cui
meglio si rivela la lotta tra il vecchio ed il nuovo, la
fine di una classe dirigente, incapace di dominare
gli eventi, e il sorgere di una nuova, che viene allora
sconfitta, ma getta, durante la battaglia, semi così
resistenti che il lungo inverno del regime non riu-
scirà ad uccidere, e germoglieranno nella guerra di
liberazione e nella costituzione di una vita democra-
tica del nostro paese. L'identificazione dell'opera di
Gobetti con la vita italiana di quegli anni è tanto
più completa in quanto nessun altro contempora-
neo ebbe ad iniziare ed a concludere il proprio ciclo
di scrittore. in quell'arco di tempo: ricordiamo che
Gobetti cominciò a scrivere alla fine del "18 e ter-
minò poco prima di morire ,al principio del '26. Non
vi è un Gobetti di prima del '18, e un Gobetti di do-
po il '25. Tutta la sua opera si iscrive in quell'oriz:
zonte di uomini e di eventi, vi aderisce così perfet-



di Noberto Bobbio

tamente ed intimamente da poter essere considera-
ta oggi come uno dei commentari più drammatici e
illuminati di quella storia.

Come dicevo, oggi ci rendiamo sempre più con-
ta che quegli anni hanno rappresentato una svolta
nel corso della nostra storia post-unitaria. Ebbene
l'opera di Gobetti ci appare come un prolungato.
puntiglioso, coraggioso esame di coscienza delle ra-
gioni che hanno determinato quella svolta € insie-
me un messaggio che cerca di decifrare i sintomi
e le linee di una rinascita. Da questovesame di co-
scienza Gobetti apprese a giudicare il fascismo in
modo nuovo e più serio, non come una malattia pas-
seggera, o addirittura come una iniezione di vitalità,
ma; come il'« autobiografia; della nazione », oppure
come « il blocco completo dell'altra Italia, l'unione
confusa di tutte le nostre antitesi, il simbolo di tutte
le malattie ». Mentre alcuni uomini della vecchia ge-
nerazione, che pur furono e sarebbero diventati an-
tifascisti, continuavano a credere che il fascismo sa-
rebbe stato una breve parentesi destinata a non la-
sciar traccia, Gobetti vide chiaro sin dall'iffizio che
il fascismo era la manifestazione virulenta di vec-
chi malanni italiani, e si ricollegava ai recenti mo-
vimenti irrazionalisti in filosofia, decadentistici in
letteratura, imperial-nazionalistici in politica, che
avevano caratterizzato il clima culturale italiano (ed
europeo) dei primi anni del secolo. Tanto per cita-
re una frase incisiva (ma se ne potrebbero scegliere
molte altre):



«Il fascismo ha avuto almeno questo merito:

di offrire la sintesi, spinta alle ultime conseguen-
«ze , delle storiche malattie italiane: retorica, corti-
« gianeria, demagogia, trasformismo. Combattere il

« fascismo vuol dire rifare la nostra formazione spi-
« rituale, lavorare per le nuove élites e per la nuova
« rivoluzione ».

Gobetti era giunto a questa chiarezza di idee
attraverso un esame spregiudicato del Risorgimen-
to, del periodo post-risorgimentale sino alla prima
guerra mondiale e dell'età a lui contemporanea. Ve-
diamo separatamente i tre punti.

Di fronte al Risorgimento Gobetti assunse l'at-
teggiamento critico della storiografia radicale. L'Ita-
lia non aveva mai avuto nel corso della sua storia
una rivoluzione: il Risorgimento avrebbe potuto es-
sere la rivoluzione italiana ma, come rivoluzione, era
fallito. Per essere una rivoluzione, avrebbe dovuto
dar vita ad una classe dirigente completamente nuo-
va 0 profondamente rinnovata. Ma ciò non accadde
La borghesia realizzò l'unità italiana attraverso un
compromesso politico duraturo con le vecchie clas-
si aristocratiche feudali: non seppe creare uno sta-
to nuovo, E le plebi rimasero estranee al moto. Il
Risorgimento fu. più-l'opera, dell'abilità di Cavour
che dell'iniziativa popolare. Per citare anche qui una
frase riassuntiva:



« Ma la nostra crisi rivoluzionaria non ha avuto
« una soluzione integrale e conclusiva. Il problema
« del nostro Risorgimento: costruire una unità che
« fosse unità di popolo, rimane insoluto perchè la



« tanto da diventare vita intima della nazione stes-
«sa, non è stata opera faticosa e autonoma di for-
« mazione attivamente spontanea ».

Anche durante il Risorgimento si era rivelata
una tendenza costante della nostra storia: da un la-
to, la trasformazione di un moto rivoluzionario in
eresia, cioè in moto di minoranze ribelli e destinate
ad essere vinte, dall'altro il rovesciamento della ri-
forma in controriforma, della rivoluzione in contro-
rivoluzione, in una parola, la vittoria dell'altra
Italia.

Fatta l'unità, l’altra Italia aveva tenuto ben sal-
do il potere nel periodo postunitario, e la sua poli-

tica era stata caratterizzata da un cauto riformismo,
più corruttore che risanatore, liberale a parole,
paternalistico nei fatti, che era giunto sino a Gio-
litti: un riformismo o socialismo di stato che
era proprio il contrario di una rivoluzione, perchè
mentre la rivoluzione scatena forze assopite, il ri.
Jormismo addormenta forze in risvegli



« L'opera della Sinistra come riformismo eco-
«nomico era il coronamento logico della nostra im-
« potenza rivoluzionaria... L'ideale del governo è una
« monarchia paterna dispensatrice di privilegi... Il
« trasformismo di Depretis fu l'espressione più evi-
« dente di un'Italia che si pasceva di conciliazioni e
« di umanimità e non riusciva ad affrontare i terri-
« bili doveri della fondazione dello stato ».





In questa palude dello stato burocratico-ammi-
nistrativo era scoppiata violentemente, all'inizio del
ecolo, l'esplosione del nuovo romanticismo, del ri-
veluzionarismo velleitario dei sindacalisti, del belli
cismo dei nazionalisti, una reazione disordinata, ta-
lora brutale, talora soltanto grottesca, alla democra-
zia, che aveva domato le vecchie forze popolari sen-
za suscitarne di nuove: una ribellione alla rovescia,
che invocava violenze non creatrici o riparatrici ma
soltanto eversive, opponeva alla rivoluzione manca-
ta non una nuova rivoluzione, ma la guerra; la vio-
lenza per-la violenza, non il moto per avanzare ma
il moto per muoversi, l'agitazione per agitarsi, la
sovversione per sovvertire. In questa esplosione bi-
sognava andare a cercare i germi del fascismo, Et-
co come Gobetti ritraeva incisivamente i tratti ca-
ratteristici di Marinetti, il precursore:

« Marinetti è il maestro autentico degli italiani.
« Solo in un mondo provinciale, filisteo, allegro co-
«me il nostro poteva nascere un tale patriottico fa
« natico dell’internazionalismo. Solo in un paese di
«improvvisatori poteva formarsi un plagio così
« grossolano, una mistificazione così inebriante ».

A Marinetti bisognava sempre tornare, secondo
Gobetti, per trovare la genesi di alcune classiche fi-





gure del fascismo italiano, e prima di tutti, di Mus-
solini



« C'è solo un altro uomo in Italia che abbia co-
« me lui la compromettente abitudine di pensare in
pubblico. E il pensare in pubblico esclude in que-
« sti casi il pensare in privato ».

La guerra, esasperando le passioni, aveva per
lo meno chiarito le posizioni. Tra la generazione dei
suoi coetanei e quella immediatamente precedente
aveva aperto un solco incolmabile. Quando nella
prefazione di Rivoluzione liberale, Gobetti scrive
che la sua generazione sarebbe stata una generazio-
ne di storici pensava per contrasto alla generazione
di « poligrafi », di « romantici inespressi » che ave-
va caratterizzato la « Voce », e voleva dire che alla
sua generazione sarebbe spettato il compito di pre-
parare, con maggior serietà e distacco, sulla base di
una riflessione più matura sul passato e di una com-
prensione senza pietose giustificazioni del presente,
lo politica di domani: Nella bellissima pagina, con
la quale aprivl'ultima.rivistay «Il Baretti >; dipin:
gendo l'irrequietezza è l'inconcludenza dei suoi pre:
decessori, scrive:

« La generazione che ci precedette combatté al-
« lora l’ultima battaglia della sua passione romanti-
«ca. Cercò la salvezza nelle conversioni, nei pro-
« grammi neo-classici, negli appelli spirituali; con
« giovanile innocenza, come l'aveva cercata prima
«nel futurismo, nell'idealismo attuale, nelle cento
« religioni che venivano dai profeti d'oltralpe, nella
« guerra. Tutte quelle formule erano espedienti, fat-
« ti personali; classicismo senza classici, misticismo
“ senza rinunce, conversioni crepuscolari... Le con-
« fuse aspettazioni e i messianismi di questa gene-
«razione dei programmi... preparavano dunque la
«atmosfera di una nuova invasione di barbari, a
« consacrare la decadenza ».



Sulla situazione presente lo « storico », ch'egli
voleva essere, non poteva farsi alcuna illusione. Il
libro Rivoluzione Liberale è una analisi amara del-



la crisi in cui versano i partiti tradizionali in Italia
dai liberali storici, che non hanno adattato la vec-
chia dottrina ai tempi nuovi ed alle mutate condi
zioni della lotta di classe, ai popolari che non han-
no mai avuto una dottrina originale; dai socialisti
per la loro impotenza rivoluzianaria ai comunisti
per il contrasto tra ideologia libertaria e pratica bu-
rocratica; dai nazionalisti per la loro vuotaggine e
incoerenza dottrinale, ai repubblicani devoti ad un
Mazzini ormai inattuale ed intraducibile in linguag-
gio moderno. Al di sopra delle formule e dei pro-
grammi dei partiti, ormai svuotati dal fascismo
trionfante, egli ribadiva il proprio concetto della
rivoluzione liberale. Che cosa intendeva con questa
espressione? Voleva dire che l'Italia avrebbe dovu-
to passare attraverso un rivolgimento innovatore
per liberarsi definitivamente dalla impotenza dei
partiti tradizionali che l'aveva condotta alla reazii
ne fascista; ma, nello stesso tempo, questo rivolgi-
mento doveva ispirarsi agli ideali perenni della dot-
trina liberale.





Quando Gobetti parlava di liberalismo non in-
tendeva riferirsi ad una determinata teoria dello
stato, a quella teoria dei limiti del potere statale
che era stata elaborata dai costituzionalisti inglesi
e ffancesi, ma ad una concezione globale della vita
e della storia, a quella concezione secondo cui la
storia è il teatro delle lotte tra gli uomini, e solo
nell'antagonismo degli interessi, nell'antit@si delle
forze politiche, nel dibattito delle idee, risiede la
molla della civiltà e del progresso: 7

« La sola volontà collettiva valida si crea dalla
«lotta, dalle forze che nella lotta intervengono e si
« estrinseca non ordinatamente, ma rivoluzionaria-
«mente attraverso feroci intransigenze, integri
« esclusivismi, incorrotte volontà. L’ agitarsi è una
« colpa in un governo teocratico e nella Città del
« sole, ma è la realtà bella e brutale della vita de-
« mocratica moderna. E se ne nascono soprusi e
« violenze si afferma al di sopra di esse il trionfo
« dell'idea, dell'iniziativa, della responsabilità ».

E altrove: /

«Il nostro liberalismo, che chiamammo rivolu-
« zionario per evitare ogni equivoco, s' inspira ad
«una inesorabile passione libertaria, vede nella
« realtà un contrasto di forze, capace di produrre
«sempre nuove aristocrazie dirigenti a patto che
«muove classi popolari ravvivino la lotta con la lo-
«ro disperata volontà di elevazione..... Lo Stato è
« l'equilibrio in cui ogni giorno si compongono que-
« sti liberi contrasti: il compito della classe politi-
«ca consiste nel tradurre le esigenze e gli istinti in
«armonie storiche e giuridiche. Lo stato non è se
«non è lotta ».



In questo senso una rivoluzione non può non
issere liberale, proprio perchè è nella natura di
ogni rivoluzione, a qualunque ideologia si ispiri, il
fare scoppiare conflitti latenti, esasperare gli anta-
gonismi, liberare forze nuove capaci di rinnovare la
lotta politica. Per Gobetti anche la rivoluzione rus:
sa, come è noto, era una rivoluzione liberale. Ogni
rivoluzione è liberale in quanto liberatrice. Una ri.
voluzione non liberale non è rivoluzione, ma reazio-
ne, controriforma; controrivoluzione.

Da questa concezione generale! della storia Go
beiti traeva il suovideale morale che era, ancora una
volta,;un ideale di libertà. Il liberalismo era per lui,
come per Croce, oltre che una concezione della sto-
ria, un ideale morale, Tra i due valori supremi cui
tende la società politica ben ordinata, la libertà e
l'uguaglianza, Gobetti duva la preferenza al primo:
era schiettamente liberale nel senso classi-
<c (e vorrei dire perenne) del liberalismo. Critican-
do la dottrina mazziniana, e con questa ogni forma
di democratismo astratto che pregia sopra ogni co-
sa l'eguaglianza, diceva che « il problema del movi-
mento operaio è problema di libertà e non di egua-
glianza sociale », precisando:



« L'uguaglianza sociale è l'ideale di tutte le pre-

| « parazioni e di tutti î sogni ribelli, è l'aspirazione

< più tragicamente commossa dell'uomo di tutti i
«tempi, ma esaurisce la sua ricchezza nel creare lo
® slancio rivoluzionario : poi solo la differenziazio-
«ne può alimentare una morale sociale e un senso



«« dei limiti e una responsabilità di sacrificio ».

Questa concezione generale della storia e que-
s‘0 ideale morale avrebbero dovuto prender forma
concreta in istituzioni economiche e politiche, ispi-
rate ai principi della responsabilità individuale, del-
la spinta dal' basso, della spontaneità creatrice: in
economia Gobetti non rinunciò mai agli insegna-
menti del liberismo, inteso come dottrina dell’ini-
ziativa economica, che aveva appreso dal suo mae-
stro Einaudi; e in politica riteneva che la forma più
alta di reggimento fosse l’autogoverno, di cui vede-
va una manifestazione nuova per tempi nuovi nei
consigli di fabbrica, tanto da affermare, in contra-
sto coi suoi maestri:

«Di fronte al grandioso movimento dei Consi-
e gli un liberale non può assumere la posizione me-
«ramente negatrice di L. Einaudi o di E. Giretti.
«Il liberale ha dinnanzi uno dei più caratteristici
« fenomeni autonomisti, che siano sorti nell’ Italia
« moderna ».

Se poi volessimo dare un nome a questo afflat-
to di liberilismo perenne che animò le sue opere
e la sua vita. militante, non potremmo trovare
espressionerpiù felice, forse, che le due parole « pas-
« sione libertaria » che gli erano care e aveva ado-
perato per indicare il carattere di uno dei perso-
naggi più vivi della sua galleria di antenati! Vitto-
rio Alfieri. Così si esprimeva:

«Un partito liberale privo di una dominante
« passione libertaria è nulla più che un partito di
« governo, una diplomazia per iniziati, che eserci-
«terà la sua funzione tutoria ingannando i gover-
« nati con le transazioni e con gli artifici della poli-
« tica sociale »,

Animato da questa « passione libertaria » Go-
betti impersonò in quegli anni lo spirito di resisten-
x al fascismo, e ne è diventato un simbolo, E poi
chè il liberalismo di cui si professava seguace, era,
come si è detto, il riconoscimento del valore della
ertà come lievito nella storia umana, il suo inse-
gnamento non è destinato a tramontare.



Ci siamo voluti soffermare sull'esame di co-
scienza che Gobetti compì in quegli anni, perchè
rivela la crisi di un'epoca. Da questo esame di co- |

scienza egli traeva la speranza di una nuova età illu-
ministica, fondata sulla vittoria della ragione con-
tro l'istinto, della civiltà contro le barbarie, della
serietà contro la retorica.

«Avendo assistito alla triste sorte delle spe-
«ranze sproporzionate, delle fiduciose baldanze,
« delle febbri di attivismo, il nostro proposito è di
« conservarci molto parchi in fatto di crisi di co-
« scienza e di formule di salvazione; nè di lasciarci
« sorprendere ad escogitare nuove teorie, dove ba-
« sterà la sapienza quotidiana. Abbiamo deciso di
« mettere tutte le nostre forze per salvare la dignità
« prima che la genialità, per ristabilire un tono de-
«coroso e consolidare una sicurezza di valori e di
« convinzioni. La nostra vita comincia qui, con la
e scontentezza di ciò che sembrava materia di en-

Dipinti in bianco e nero
di Guido Ziveri

« tusiasmo. Perciò, invece di levare grida di allarme
«o voci di raccolta, incominciamo a lavorare con
« semplicità per trovare anche per noi uno stile
« europeo ».

Che poi questa età della ragione sia venuta,
non avremmo davvero il coraggio di affermare. Ma
proprio per questo non possiamo dimenticare il
messaggio gobettiano, dal quale abbiamo appreso
quale sia il valore dell'eresia nella storia.



La Redazione ed i Collaboratori de Il Quaran-
tacinque ringraziano il prof. Bobbio ed il Centro
Siudi « Piero Gobetti » di Torino per aver permes-
so la pubblicazione del presente saggio, già appar-
so sul terzo dei Quaderni del Centro stesso.



la scuola italiana

La scuola italiana è una scuola classista? E’ cioè una
scuola che appare e viene predicata come democratica ma
in realtà è destinata a perpetuare le differenze di classe e
a cristallizzare le attuali forme sociali? La Costituzione ita-
liana lo nega. Ed infatti l'art. 34 dispone che «I capaci e
meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di rag
giungere i più alti gradi degli studi ». E subito dopo pre
a «La Repubblica rende effettivo questo diritto con
borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze ».







La nostra pratica quotidiana di studio e autorevoli te-
stimonianze, provenienti dai più disparati settori della vita
politica e dell'opinione pubblica, smentiscono quanto affer-
ma l'art. 34. L'onorevole Franco Maria Malfatti nel corso
del recente dibattito sul bilancio della Pubblica Istruzione





so i problemi della scuola. Benchè deputato del partito al
governo e dirigente dell'ufficio centrale per le attività cul-
turale della Democrazia_Cristiana, l'onorevole Malfatti ha
coraggiosamente denunciato che Ja composizione sociale
della popolazione \universitaria. italiana’ rivela una strut-
tura tipicamente classista,

E ha precisato il suo pensiero « Quando ho parlato di
struttura di classe dell'Università italiana non ho usato
una frase ad effeto nè ho fatto della demagogia. Ho de
finito sinteticamente un preoccupante fenomeno che è sta
to portato a conoscenza della pubblica opinione dall'inda-
gine sulle università italiane condotta dalla rivista « Il Mu-
lino» ed i cui termini essenziali sono che appena I'll per
cento degli universitari italiani proviene dal mondo agri-
colo, solo il 9 per cento dagli operai, solo il 6 per cento
dal mondo artigiano. (E' chiaro che il rimanente 74 per
cento proviene da ambienti borghesi. N.d.A.). Se parago-
niamo la composizione sociale della popolazione universi-
taria con la composizione sociale del paese, risulta dalla
citata indagine che gli imprenditori e i liberi professioni
sti, dirigenti ed impiegati, i quali nel paese sono pari
all'86 per cento della popolazione maschile, si trovano so-
vrarappresentati nelle università, dove le corrispondenti
due pa 'SE0de costituiscono circa il 60 per cento del totale
degli iscritti. All'opposto, sono fortemente sottorappresen-
tati i lavoratori dipendenti ed i coadiuvanti, nel paese pari
rispettivamente al 38 e all'112 per cento, mentre gli indici





corrispondenti della popolazione universitaria sono intorno
all'Il e allo 0,3 per cento».

Sarebbe un errore credere che gli squilibri nella com-
posizione sociale degli studenti siano una prerogativa del
le università. Essi sono riscontrabili a tutti i livelli scola-
Stici, ma traggono origine da una gravissima strozzatura
che si verifica al momento del passaggio dalla scuola pri-
maria alla scuola secondaria, Un fascicolo statistico pub-
blicato recentemente dal Ministero della P.I ha reso di
ione che 1'80,7 per cento dei ragazzi frequen-
tanti la scuola di avviamento professionale proviene da
famiglie di lavoratori dipendenti, di contadini, di operai.
La scuola d'avviamento, salvo rari ed eccezionali casi, è

una strada chiusa, I ragazzi di modesta origine familiare
sono © i

fannati in partenza, all
vono, o meglio vengono iscritti all'avviamento. La scuola
media, invece, apre la via agli studi superiori e lancia i
ragazzi verso un destino sociale più fortunato perché sa-
ranno essi a formare la classe dirigente di domani.











pubblica ra;











A (questa sselezione nom tutti (partecipano con eguali
possibilità, se pure con gli ‘stessi diritti. All'uscita dalla
scuola elementare obbiettivamente avviene una discrimina-
zione di classe, determinata da una ragione d'ordine econo.
mico e da una ragione d'ordine culturale. Tralasciando
è di iscrizione, d'immatricolazione e
di frequenza, esigue, ma non al punto da non incidere sui
bilanci familiari più modesti, il ragazzo che va alla scuola
media devo effettuare una spesa che si aggira sulle 25.000
lire. Se talora da tale somma può essere defalcato îl prez
zo dei vocabolari e dell’atlante, perché usati precedente
mente da altri studenti della famiglia, questo pur minimo
sollievo non tocca le famiglie più modeste, che più ne
avrebbero bisogno, poiché manca una tradizione di studio
non solo in famiglia ma addirittura nell'ambiente loro.

Si aggiungano le continue e non indifferenti spese
per il decoro esteriore del ragazzo, che non devono essere
intese come effetto di vanità bensì come espressione di
un chiaro atteggiamento psicologico motivato dall'esigen-
za di non trovarsi a disagio in un ambiente ritenuto supe
riore 0 quantomeno diverso.

di considerare le ta









Il ragazzo la cui famiglia ha superato i primi ostacoli
economici si trova adesso davanti ad impedimenti ben
maggiori che sono la causa effettiva della mortalità scola



stica nella scuola media. Questo ragazzo proviene da am-
bienti culturalmente depressi che nessuno aiuto possono
dargli quando sarà alle prese con le difficoltà del latino,
materia che richiede tormentose applicazioni. Il bilancio
familiare già abbondantemente lo non sopporta
ulteriori sforzi per lezioni private, di cui il ragazzo avreb-
be veramente bisogno poichè gli manca un retroterra fa-
miliare e ambientale di cultura.





Il fascicolo ministeriale pubblica altre cifre illuminan-
ti: il latino incide con il 92,6 per cento sulle bocciature e
con il 594 per cento sugli alunni rimandati. Sono cifre
molto eloquenti. Testimoniano l'insostenibilità della situa-
zione e, se ve ne fosse ancora bisogno, l'urgente necessità
di una riforma delle strutture scolastiche che elimini di-
sparità sociali e allinei tutti i ragazzi su una medesima
posizione di partenza e con eguali possibilità di successo.



La scuola dagli 11 ai 14 anni è la base dell'intero
edificio scolastico; dal numero degli alunni che la frequen-
tano si misura il livello sociale e civile del paese. La strut-
turazione odierna della scuola italiana, e in particolare
della scuola media, è in netta contraddizione con l’evolu-
so sociale del paese. Così scriveva Mario Alicata fin

I 1955 «La spinta dinamica degli strati popolari verso
a scuola fa saltarein aria una organizzazione che, dalle
classi elementari fino»a. giungere (all'università, ‘era stata
costruita per l'istruzione di-piccole élites, per la prepara
zione di ristretti gruppi dirigenti, allo stesso modo che lo
sviluppo, per un verso, della coscienza democratica del
paese e, per l'altro verso, della scienza e della cultura
moderna, è entrato in contraddizione con il contenuto e
i metodi dell'insegnamento della scuola, da quella elemen-
tare a quella universitaria ».



Quello che una volta era considerato lo strumento es
senziale per la formazione del cittadino investito di respon-
sabilità politiche, culturali od economiche oggi è un freno
all'espansione della cultura e quindi alla partecipazione
dci singoli a tutti i livelli della vita sociale. Il bivio cui
siamo giunti non offre altre alternati
questa strada significherebbe condannarci a perdere i con-
tatti con l'evoluzione economica e sociale della nostra
epoca.





Molto bene scrive André Philip, della facoltà di Diritto
© di Scienze Economiche di Parigi « L'Occidente non so-
Dravviverà se non arriverà a formare rapidamente un nu-
mero di insegnanti, di ricercatori, di scienziati, di inge
Sneri © di tecnici indispensabili al suo sviluppo economi.
co; e perciò bisogna riguadagnare rapidamente i milioni
di talenti e di geni oggi sprecati, di fanciulli cui la man-





canza di mezzi impedisce di proseguire gli studi; la demo-
cratizzazione dell'insegnamento e l'orientamento di tutte
le scuole verso una formazione corrispondente alle esigen-
ze del paese è una condizione di sopravvivenza », La Svimez
in una inchiesta sui mutamenti della struttura professio
nale e sul ruolo della scuola italiana nel prossimo quindi
cennio ti spodzzalo! DEL il uo un IO nella scuola



neamente dovranno quadruplicarsi gli Fusi medi, rad-
doppiare quelli universitari e aumentare del 120 per cento
i laureati.

Il punto di partenza per la risoluzione del problema
è l'eliminazione della discriminazione che avviene all'atto
della scelta tra scuola media e avviamento, I privilegiati
alla prima, i poveri al secondo. Sono termini crudi ma è
il problema stesso che per la sua crudezza impone di met-
tere da parte ogni indulgente, ma non per questo meno

colpevole, forma di accomodantismo. È

Quanto al problema del latino, esso è in gran parte
economico; infatti, le ripetizioni private di latino rappre
sentano per tanti professori un notevole cespite di guada-
gno che verrebbè a mancare se si sopprimesse lo studio
dell latino mell'intera scuola media. Naturalmene non si
abolire lo studio del Tatino nell'intera scuola ita
ma di farlo studiare a chi deve e può e nella sede
adatta. Il latino in cinque anni di liceo, în classi omo-
genee di studenti interessati alla materia, verrebbe studiato
cor profitto maggiore che in otto anni di stiracchiamenti,
ripetizioni e pappagallesche traduzioni.





Le evidenti contraddizioni esistenti nella composizione
sociale della popolazione scolastica della scuola *fnedia ge
nerano ;squilibri e perturbazioni che si ripercuotono nega-
tivamente — e non potrebbe essere diversamente — nella
scuola media superiore e nell'università. Le cifre portate
ciall'onorevole Malfatti a sostegno delle sue tesi parlano da
Il diritto allo studio, garantito dalla Costituzione, as-
sume il sapore di una beffa duando si pensa che nel 1960
appena l'1.31% della popolazione universitaria ha usufruito
di borse di studio, solo il 2% ha trovato ospitalità nelle
case dello studente, solo il 3% ha frequentato le mense
universitarie. La media delle borse di studio è di 70.000
lire annue mentre l'UNURI ha accertato che una borsa
di studio non dovrebbe scendere sotto le 350.000 lire.
Ben si comprende la crudezza della realtà che si cela
dietro l'aridità di tutte queste cifre. Un'evidenza ancor
maggiore e una caratterizzazione più netta dà al problema







l'inchiesta condotta dall'organismo rappresentativo univer-
sitario bolognese, dalla quale risulta che circa il 16 per
cento degli studenti era costituito da figli di laureati, lau-
reati che — nelle classi di età alle quali appartenevano
presumibilmente i padri degli studenti — costituivano solo
il 2 per cento della popolazione, Questo è un ulteriore
esempio di quello che eufemisticamente viene definito
Scarso ricambio sociale. Obiettivamente si tratta di una
cristallizzazione dei rapporti sociali in rigide strutture clas-
siste nettamente contrastanti con la dinamica della vita
moderna, la democratizzazione degli istituti politici, la lot-
ta di emancipazione e di liberazione di grandi masse dalla
schiavitù del bisogno e dell'ignoranza, la partecipazione di
tutti i ceti al governo e al controllo della cosa pubblica.



In pratica è un monopolio di potere, meglio un oligo-
polio che si trasmette per vie interne e rigidamente prefis
se, e che opera per îl mantenimento di privilegi particola-
ristici e si oppone ad ogni legittima aspirazione di dilata-
zone dell'area în cui si reclutano le forze partecipanti al
l'alternativa del potere e al ricambio delle élites dirigenziali.
Lungi dall’attenuarsi e progressivamente sparire le barrie-
re che separano le varie classi sociali si istituzionalizzano,
si rafforzano emanando il prestigio” dell'istituzione intoc-
cabile e che si giustifica di per/sè, separata ormai, scissa
da quei reali motivi che un giorno, ormai remoto, ne giu-
stificarono storicamente la formazione,

E l'articolo 34 della Costituzione? Come è potuta avve-
nire la svirilizzazione della carta costituzionale? La rispo-
sta va oltre il limite dell'aspetto costituzionale ed investe
il campo dei rapporti storici, politici e sociali. La demo
crazia borghese, dando all'aggettivo un significato voluta:
mente limitativo, concede alcuni diritti ma non la pos
bilità di avvalersene, perchè la sovranità del popolo non
è più assoluta quando i servizi essenziali del paese sono
nelle mani delle potenze del denaro, che possono eserci-
tare la loro pressione sulle Assemblee parlamentari.

NANDO ROTONDO





Por le gratia de diés



i giovani e l’università

Un problema fondamentale della vita universitaria (e
nazionale) è quello di trovare î metodi di rendere viva,
ira noi giovani, l'esigenza di una attiva e responsabile
partecipazione alla vita culturale e politica della nazione,
© questo per ovviare alla deficenza del sistema educativo
è al conformismo dilagante; e per giungere a qualche
risultato concreto è essenziale individuare le ragioni pro-
fonde che determinano la situazione attuale.

Noi giovani siamo accusaji di essere spregiudicati, ri-
belli, iconoclasti di fronte agli ideali di ieri e ciò per for-
tuna è vero: a molti di noi non importa più nulla degli
idoli delle generazioni passate, ci sentiamo istintivamente
nemici di tante convenzioni che un tempo non lontano
erano legge. Eppure in genere non ci possiamo dire degli



anticonformisti nel senso più vero e profondo della pu
rota: abbiamo i mostri tabù, le nostre posizioni attuate
ione éonSapevole, vsiamo ribelli che hanno ac:



senza rifle.
cetiato implicitamente nuove schiavitù èd lin | fondo "non
hanno rotto col passato se è vero, come amano sostener
molti, che di fronte alle prize prove impegnative della
vita reagiamo come hanno reagito coloro che oggi sono
adulti, subendo con il solito rimpianto per i sogni non
i compromessi e le inibizioni della vita bor



Il faito è che la ribellione è solo formale e si man-
tiene tale perchè tutto congiura a non permetterci. di ap-
profondirla, a cominciare dalla famiglia; siamo infatti
spesso vittime di madri e padri che tollerano ogni quto-
nomia, ma non una autonoma formazione etica e politica,
poichè hanno paura per il nostro avvenire e così finiscono
col suggerire il compromesso, l'opporiunismo come mi
gliore via per farsi strada.

La scuola poi, salvo rare eccez
a professori intelligenti e coraggiosi, imbottisce il capo
delle solite nozioni e dei soliti ideali e gli studenti fini
scono con l'assimilare date, nomi, fatti, formule, critiche
estetiche, frasi cifre senza alcuna partecipazione viva e
spontanea

L'università tende infine a fare di noî dei tecnici ca-

foni di cui il merito va





paci dî progettare ponti o di ‘inquadrare correttamente
problemi di mercato, produttori di salumi e di agrumi e
consumatori di programmi televisivi, dî films d'evasione,
di giornali « indipendenti ».

Adeguarsi a questa situazione senza reagire, senza ten-
sare di fare qualcosa significa rendersi complici dei nemici
della civiltà, usi ad approfittare del fatto che altri uomini,
rinunziando più o meno coscientemente alla loro umanità,
pensano che le questioni politiche, etiche, culturali non
siano problemi di loro competenza.

Accettando i pressanti inviti dell'ambiente a trascu-
rare le questioni politiche e culturali. perchè non siamo
degli specialisti e perchè c'è già chi pensa ad esse ed è
ben più qualificato di noî, permettiamo che si instauri la
società vagheggiata dai nemici dell'uomo: sla socletà nella
quali gli artisti producono opere da ammirare, gli intellet
inali verità în cui credere, gli operai automobili colle quali
illudersi divessere felici, le madri î figli che domani sosti
luirinno gli igranaggi vecchi-della/ macchina sociale.

Nell'Università si mostra; netto;vil pericolo che trionfi
una tale società e, strano a dirsi, spesso ne favoriscono
l'avvento proprio quanti si appellano alla spiritualità del
l'uomo: Infatti sentiamo costoro dire’ « non facciamo della
politica» appena la situazione interna ed internazionale



presenta qualche avvenimento su cui sarebbe utile discu-
iere, confroniare opinioni e giudizi.

Vediamo molti rifiutarsi, d'altra parte, di®sostenere
una loro tesì nella presunzione che si tratti di una tesi in-
discutibile è gli uni con l'intolleranza, gli altri con l'indif-
ferenza, non fanno che negare î veri valori dello spirito e
della vita. Per tanti amici. giovani come noi, il problema





di una vita vissuta responsabilmente, minuto per minuto,
l'ideale veramente anticonformista e rivoluzionario di una
tale quionomia neppure si pone, e pensare che spesso si
iratta di giovani apparentemente « moderni » e spregiudi



cati.

Intanto nelle alte sfere della cultura ufficiale, artisti
raffinati creano opere ove, più che l'arte, si dovrebbero
cercare le manifestazioni morbose di fantasie malate: ma
la critica accademica vi scopre suggerimenti metafisici



ed aperture verso il mistero e l'infinito e così i palati più
difficili sono soddisfatti mentre per le nostre coetanee,
scrittrici «rosa» producono a getto continuo romanzi e
novelle di protesta, di tanto în tanto, contro la degenera-
zione del costume... e se ne cercano î responsabili tra
quanti propongono virili prospettive, etiche e sociali, di
vita vissuta spontaneamente, senza complessi, compromes-
si, inibizioni, mentre i veri responsabili, con î loro incita-
menti al conformismo, all'evasione, alla îrresponsabilità
vengono osannati. Panem et circenses è il motto dei veri
corruttori dell'uomi
caso, sedendo ai banchi dell'università per memorizzare
formule e frasi da imparare, domani, a produrre altre
formule e frasi; i circenses che ci propina la società per
farci evadere dalla noia.

1 risultati di una tale situazione?

Siamo soli e ci sentiamo scontenti, anche se c'è la ra-
gazza con cui trscorrere qualche ora, perchè non possiamo
costruire alcun legame di amicizia e di amore su quegli
interessi comuni (svago e studio) che accettiamo dall'am-





: il panem che si acquista, nel nostro



biente senza alcun entusiasmo, tanto per non morire di
noia e non pregiudicare, la nostra carriera. Siamo privati
della gioia g dell'orgoglio»di creare colle nostre manî il
mnondo in cui vivere domani, e quasi neppure (ce ne de:
corgiamo; sapiamo solo di dover studiare per guadagnare
ed essere rispettati e basta, poichè la società non ci sugge-
risce che l'«ideale» borghese della rispettabilità e della
ricchezza. Le stesse manifestazioni tradizionti della goliar-

LIBRI

Corso Gastaldi, 39 -1
(portone dopo il tabaccaio)
Telefono 360.763

dia hanno perso — per giudizio unanime — la carica di
vitalità che avevano un tempo; l'ambiente universitario si
è esteso e contemporaneamente si è imborghesito: quanti
una volta formavano l'università costituivano un'aristocra-
zia che avvertiva la particolarità della sua posizione nella
società; oggi è logico che ciò non sia più; ed è un bene.

C'è il pericolo però che si perda il senso della respon
sabilità che compete a noî în quanto uomini dai quati, per
il fatto di «avere studiato », la società aspetterà suggeri
menti ed iniziative per il comune interesse. Per questo il
nostro problema supera l'ambito universitario e la sua
soluzione è di fondamentale importanza nella vita nazio
nale: una soluzione che dipende soltanto da noi, poichè
la società, almeno quella ufficiale, ci spinge in una dire-
zione ben diversa da quella, unica, che conduce a tempi
migliori,

Tocca a noi imboccare la via del dibattito aperto,
franco, nel quale ciascuno metta al servizio degli altri il
proprio patrimonio di esperienze, riflessioni, idee e dat
quale tutti possano ricavare una giustificazione nuova del
la vita come personale ed autonomo impegno etico verso
la società; tocca a noi evitare la superficialità degli atteg-
giamenti, ripudiare, îl facile ritornello « non mi interesso
di ‘queste cose #70’ quello ancora più facile/<è così e ba-
sta» con cui molti irresponisabilmente (e non per colpa
loro) tentano di sottrarsi al loro dovere ed alla loro dignità
di uomini,



UNA MATRICOLA

REeBIO

E DISPENSE NUOVE E USATE





il teatro a genova

Nelle pagine che seguono si può leggere una serie di
interviste sull'attività del « Teatro Stabile» di Genova con-
cesse al nostro giornale da persone di ogni corrente ideo-
logica legate per professione o per elezione alle sorti del
mondo del teatro.



Il perchè di queste interviste nasce dal fatto che, allo
scadere di dieci anni d'attività del nostro « Stabile», si è
avuto, in verità, il tentativo di abbozzare una storia uffi-
ciale alla quale, per i suoi chiari limiti, negheremmo volen-
tieri il nome di storia, ma non si È raggiunto ancora il
risultato di aprire un dibattito serio ed impegnato
funzioni che tale teatro ha e dovrebbe avere, sui tara
del repertorio e dello stile, dei rapporti con il pubblico,







della libertà d'espressione.

Se vi sono state discussioni tra pubblico, autori, registi,
attori sotto la guida del direttore del nostro teatro citta-
dino del quale non sono certo da negare il gusto per il
dibattito e la forbitezza che ha nel presiedere, esse hanno
incontrato da ‘un ato jl limite formale dell'argomento,
ristretto al giudizio sil ciasetmo dei) lavori rappresentati,
dall'altro quello contenutistico della rarità di interventi
qualificati.





Questa volta, noi abbiamo di proposito sentito le
opinioni dei critici, assenti in quella sede, e, a giudicare
dall'entusiasmo con il quale hanno accolto le nostre do-
mante, dobbiamo affermare che se una serie di interviste
non è ancora l'ampio dibattito che avremmo desiderato,
ne è tuttavia la più efficace introduzione.

E provato, dunque, che l'attività del « Teatro Stabile »,
centro per alcuni degli anni passati di interessi culturali e
di polemiche vastissime sconfinate talvolta anche nel ter-

eno politico, è sempre oggetto di generale attenzione.



Poche cose vorremmo dire per chiarire il nostro pen-
siero su l’attuale attività del teatro cittadino, seguendo la
linea dei quesiti che abbiamo posto agli intervistati.





Per conto nostro, inanzitutto, la funzione di un teatro
Stabile è quella, chiaramente individuata da alcuni dei no-
interlocutori, di svolgere un'azione culturale allo scopo
di far conoscere al pubblico particolari aspetti della pro-
duzione classica e contemporanea.







Questo scopo può essere conseguito solo partendo da

una spregiudicata visione di inquadramento delle opere nel
loro aspetto storico, da un impegno di cultura che orienti
le scelte di contenuto e di stile.

Come intelligentemente ha notato un altro intervistato
che può allegare a prova della sua tesi una pluriennale e
valida esperienza, un teatro stabile non deve essere um
teatro « di tendenza » ma di « tendenze » un punto d'incon-
tro e di dibattito tra concezioni, tra visioni diverse, quindi
un alimento alla discussione.





La concezione delle funzioni del teatro che hanno i di-
rigenti del nostro Stabile» non sembra vicina alla nostra.

Alla pluralità di tendenze, al libero dibattito, al con-
trasto si preferisce una produzione omogenea 'compren-
dente solo un determinato teatro borghese o persborghesi,
lontano dalle inquietudini attuali, dai vèri problemi di
fondo.

La stessa omogeneità presiede alla scelta dei testi clas-
sici, al modo»di ‘interpretarli troppo spesso antistorico.

Alcuni /di noi



‘ordano ancora; per fare un esempio del
teatro che preferiamo, il « Volpone» di Ben Johnson rap-
presentato anni or sono dal nostro « Stabile» allora di-
retto da Giannino Galloni.



f La scelta felice ed anticonformistica del testo volta a
presentare al nostro pubblico un grande elisabettiano im-
meritatamente relegato nelle biblioteche, la regia mossà,
ricca di umori facevano ben comprendere il signfficato sto.
rico della polemica di Johson, la sua formazione dotta, il
suo impegno civile, la ricchezza del suo mondo rioetico.

Duole rilevare — e qui siamo nel campo degli esempi
che abbondano, purtroppo, sotto la direzione attuale — che
il contemporaneo, grande vicino di Johnson, non ha avuto
un'interpretazione così ricca, così completa,





Lo shakespeareano «Misura per misura» diretto da Lui-
gi Squarzina, autore e regista antistorico per eccellenza,
Sì può definire, se vogliamo sforzarei ad inquadrarlo in
uno schema di comodo, non uno spettacolo in costume 0
di costume, ma uno spettacolo di costumi, propriamente,
cioè di sciabole, di daghe, di ricchi pennacchi, di palcosce
nico girevole e via discorrendo, l'ideale dello spettacolo va-
lido, secondo Ivo Chiesa.







Il macchinoso che raramente raggiunge il meraviglioso
le sovrastrutture antistoriche che gravano sul testo, que
sti i difetti principali nelle regie del nostro « Stabile ».

E? ancora recente il ricordo di « Ciascuno a suo modo »:
in un anno nel quale si tenta l'interpretazione distaccata
di Pirandello valutato nel suo e nel nostro tempo (ricor-
diamo le riletture lucide e varie di Strehler, di De Sica, di
Gassman, di Franco Parenti) ecco l'oleografia, il Pirandello
da musco, la brutta statua di cera.

Meglio mille volte allora l'alternativa offerta da Ter-
ron e da Puecher, un « Matrimonio di Figaro » miscuglio
di varii e discordanti stili, ma presentato in una riduzione
rigorosa e viva.

Che dire poi delle scelte degli autori contemporanei?

Non si è avuta sempre la mano felice per quelli itali:
: se Salvato Cappelli ha offerto, aiutato da una >
lente regia, un inquietante « Diavolo Peter » troppo presi
dimenticato e se Enrico Bassano ha espresso con o
la sua protesta di uomo libero contro il terrore atomico,
altri autori si sono dilettati con qualunquistiche macchiet-
te di cittadini di altri pianeti o hanno inintelligentemente
giocato con problemi gravi come quello dell'esodo dei me-
ridionali disoccupati al Settentrione o hanno tentato il me-
tafisico in storie abbondantemente convenzionali di guappi
da canzone sceneggiata.









In quanto agli autori stranieri, Anouilh e Salacrourso:
no preferiti non soloral teatro d'avanguardia, ma persino a
Sartre e a Camus: il fatto che, a distanza di pochi mesi,
Genova abbia ospitato due versioni, eseguite da giovani di
diversa ispirazione, del « Caligola » non ha insegnato nulla
ai dirigenti del nostro Teatro, come nulla aveva insegnato
l'esperienza non tutta valida ma nel complesso positiva
della « Borsa di Arlechino ».



I grandi problemi contemporanei, gli stili nuovi di re-
gia e di recitazione sono tuttora banditi: si respinge il pub
blico più avanzato, non si ospita né l'« Opera da tre soldi »
né l'« Arturo Uvi», si è parchi di scambi con i teatri con-
fratelli, Nemmeno la lezione della proficua collaborazione
di De Bosio con Parenti che ha fatto dello « Stabile» di
Torino uno dei più serii teatri d'Italia è stato oggetto di
molta commozione. Ma il pubblico nuovo si forma con le
scelte valide (quelle che, al loro tempo, seppero fare tanto
Trabucco quanto Galloni), creando un centro di interessi
locali, patrocinando uno scuola di recitazione nel nostro
capoluogo.





Si preferisce, invece, piuttosto di mandare avanti una
scuola genovese, di ricorrere all'aiuto pregevole di un allievo



di Squarzina e di Orazio Costa che ha dichiarato pubblica-
mente di non avere mai veduto una regia teatrale di Luchi
no conti. Per il resto si ricorre alle « human relations »
e alla campagna abbonamenti.





L'unico modo di provocare soluzioni e fermenti nuovi è,
a nostro avviso. quello di una campagna democratica pro-
mossa dai critici più impegnati, dai rappresentanti delle cor-
renti più progressive in seno all'amministrazione dello « St:
bile », della parte più avanzata del pubblico per un teatro
vario nel repertorio e nello stile, in una parola più libero.
ROBERTO GARIBBO, MARINO REGINI, ARMANDO ROC.
CELLA, CARLO SCARDULLA

Gli intervistati:









Ivo Chiesa, direttore del « Teatro stabile della Città di Ge-
nova Eleonora Duse »,

Enrica Basevi, membro del Consiglio di Amministra-
zione del Teatro Stabile, segretaria della « Società di Cul
tura ».



Enrico Bassano, autore drammatico, critico teatrale e
cinematografico del « Nuovo Cittadino ».



Tullio Cicciarellî) critico teatrale, cinematografico
tario! de « Il Lavoro Nuovo»,

e lette.



Giannino Galloni, critico teatrale de « L'Unità ».

Carlo Marcello Rietman, autore drammatico critico tea-
trale, musicale, cinematografico de « Il Secolo XIX ».*



Giorgio Striglia, critico teatrale del « Corriere' Mercan-
tile» hanno risposto alle seguenti domande:

1) Quale è, a suo giudizio, la funzione di un teatro stabile?

2) Quale è effettivamente la funzione del Teatro Stabile di
Genova e quale dovrebbe esse



3) Qual è il suo pensiero sulle attuali scelte di repertorio?

4) Quali possibità vi sono di formare a Genova un pubblico
nuovo?
del



5) Che cosa ne pe a critica teatrale genovese?



IVO CHIESA

1° — Qual'è la funzione di un Teatro Stabile



Premetto che nè a questa, nè alle successive domande,
risponderò in modo completo ed esauriente, Ogni domanda





infatti riguarda una questione di fondo, che non può essere
esaurita nella sede per forza limitata che una intervista of-
fre. Mi limiterò a dire che non si può parlare di «una» fun-
zione dei Teatri Stabili, bensì di molteplici finalità, I Tea-
trì Stabili, anzitutto, costituiscono un modo di passare da
una gestione privata a una gestione pubblica del teatro di
prosa. Da qualche decennio la rete dell'esercizio e dell'im-
presa privata va indebolendosi sempre di più: la crisi si è
verificata prima nelle città di provincia, è passata poi nelle
città maggiori e sta toccando ormai anche le due città, Ro-
ma e Milano, più tradizionalmente « teatrali ». Si parla sem-
pre, a questo proposito, di crisi; sì dovrebbe invece seguire
- favorire quello che non è altro che un naturale trapasso
da un sistema a carattere industriale, speculativo — oggi
non più autosufficiente — a un sistema basato su gestioni
pubbliche. Un secondo obiettivo dell'attività dei Teatri Sta-
bili è da vedere nella sottrazione del teatro di prosa ad una
di semplice divertimento dalla quale le forme meccaniche
di spettacolo lo vanno sempre più eliminando: ma chiarisco
subito che un risultato di divertimento — non inteso però
come unica finalità — si deve sempre raggiungere. Credo
di avere sottolineato così che l'attività di un Teatro Stabile
deve essere un'attività di cultura. Ed ecco un'altra funzione
dei Teatri Stabili: èssi devono a mio avviso puntare ad un
sempre maggior perfezionamento dei propri strumenti:
ganicità e compattezza-delle compagnie, esattezza nella
ibuzione dei ruoli, cura scrupolosa»delle-messinscene, Ho
lasciata per ultima-— ma molte altre ve ne' sarebbero —
quella che a me pare la funzione principale: il rinnova-
‘allargamento del pubblico della propria citt
delle altre città che nel corso delal stagione vengono vi:
tate.



























mento ©





2 — Qual'è effettivamente e quale dovrebbe essere a Ge
nova?

Le funzioni che ho elencato rispondendo alla prima do-
manda sono le stesse che il Teatro Stabile di Genova si
propone. E’ nell'ordine delle cose che ogni risultato non sia
raggiunto al cento per cento: io spero che la percentuale
negativa sia giudicata nel nostro caso d'una misura soppor-
tabile



® — Che cosa ne pensa delle attuali scelte di repertorio?

Noi siamo sostanzialmente soddisfatti del repertorio
presentato questo anno. La stessa cosa non potremmo dire
per tutti i testi presentati negli anni precedenti. Non credo
di potermi addentrare in questioni di dettaglio, indicando
gli spettacoli che nelle stagioni passate hanno rappresen
tato i punti bassi della nostra attività. E' più importante



sottolineare che noi consideriamo la stagione 1961/1962, che
si sta concludendo, come una specie di base dalla quale
procedere senza arresti, 0, peggio, senza passi all'indietro.
In particolare, il Comitato Direttivo e la Direzione del Tea-
tro Stabile di Genova desiderano per il futuro effettuare
delle scelte condizionate da un carattere di « necessità »
degli spettacoli prodotti: si punterà su affermazioni di ta-
lenti contemporanei, preferibilmente italiani, o su interpre-
tazioni critiche di opere più lontane (ma lontane solo nel
tempo, onde tenere fede al carattere di necessità sopra po-
stulato).



4 — Quali possibilità ci sono di formare un nuovo pub-
blico a Genova?

Enormi. Su questo piano, il Teatro Stabile di Genova
ha concrete ragioni di vanto. Si sa infatti che « Uomo e
superuomo » ha raggiunto le 26.000 presenze, e che parecchi
spettacoli di questa o delle passate stagioni hanno ottenuto
frequenze comprese fra i 15.000 e i 18.000 spettatori. Ove
queste cifre non risultassero eloquenti in loro stesse, ricor-
do che fino a pochi anni fa uno spettacolo di prosa poteva
raggiungere a Genova poche migliaia di spettatori, con una
punia record — purtroppo isolatissima — di 12.400, Qual
che altra cifra indicativa: il Teatro Stabile di Genova ha
quest'anno 6.572 abonati. Tale numero di abbonati è infe-
riore soltantova quello offerto dal Piecolo Teatro di Milano;
e talevinferiorità sparisce ove'ci-si-ponga-su un piano pro-
porzionale, ove si confronti cioè il numero degli abitanti
con il numero degli abbonati delle due città. Di questi ri-
sultati, pure ragguardevoli, il Teatro Stabile di Genova non





allargamento ancora maggiore del pubblico teatrale ca
dino: si punterà, ovviamente, sulle categorie impiegatizi:
operaie e sugli studenti delle scuole medie Cinigrvent al
«Duse» nella misura di oltre 10.000 per 3 spettacoli) e del-
l'Universi!





5 — Che cosa ne pensa della critica teatrale genovese?

Penso che în quasi tutti i suoi componenti sia all'altez-
za della critica teatrale offerta dalle maggiori città italiane,
sia per preparazione culturale intesa in senso largo, sia per
competenza teatrale.





ENRICA BASEVI

1) Mi pare che definire la funzione di un teatro stabile
in maniera astratta, prescindendo dal discorso sul «mo-
mento culturale » în cui si opera (inteso nel senso più lato)



e senza tentare di precisare chiaramente di quale teatro si
parli, a chi faccia capo, chi lo vuole, chi ne determina i

rogrammi ecc., finisca col condurci a ragionamenti non
solo sterili o accademici, ma in ultima analisi anche poco
seri.

Un teatro stabile può dunque essere o non essere molte
cose; tuttavia mi sembra vi siano due punti «ovvii» da
premettere al discorso sulle scelte culturali: che un teatro
stabile debba essere veramente una « teatro», cioè un cen-
tro di vita teatrale, di conoscenza, di esperienza, (quindi di
scuola, di discussione vivace nel quadro di un dibattito cul-
turale aperto ecc.); în secondo luogo mi sembra impor-
tante che questo teatro sia effettivamente « stabile » îl che
naturalmente, non impedisce le eventuali tournées) : cioè sia
<inserito » nella città, e domani nella regione, con il pro
gredire delle strutture politico/amministrative stesse del
nostro paese, e sia infine presente e attivo durante tutto
l'anno.



2) Non so bene quale sia stata Ja « funzione » del nostro
Stabile in questi ultimi sette o otto anni, né se si fosse
posto il problema di averne una.

Per quanto si riferisce al futuro, mi pare che questa
domanda vada collegata alla quarta, sulla possibilità di
formare un nuovo pubblico a Genova e poi anche alla terza,
sul repertorio.



Mi sembra evidente che nofi si possa pensare; id' uni
nuovo pubblico senza prevedere anche un « rinnovamento »
del teatro; secondo me questo rinnovamento da un lato
riguarda una più organica scelta dei testi (sia quelli con-
temporanei sia quelli cosidetti classici) ma d'altro lato
coinvolge anche problemi di regia: mi sembra che îl la
voro di ricerca su un testo dovrebbe tendere ad approfon-
dire, a mettere in luce l'esatto significato e le «ragioni»
di quel testo, in modo che appunto queste — le idee pos-
sano giungere al pubblico, interessarlo e divertirlo esclu-
dendo quel tipo di messa in scena oggi di moda in Italia
(e non solo in Italia) che si propone di raggiungere il pub-
blico attraverso un'inutile — e in fondo superficiale anche
se erudita — opulenza di scene, e dettagli scenici accura-
tamente « veristi », î quali poco o nulla contribuiscono alla
comprensione delle opere; mi pare infine che questo sia,
in un certo senso, una prova dell'involuzione della nostra
vita teatrale.



lo credo the questo malinteso sui veri valori del teatro
te



scono col rendere non solo macchinosi gli spettacoli poichè
si parla di milioni, privano uno « stabile » della possil



di fare ogni anno perecchie esperienze (e non solo due 0
tre grossi colpi) con danno del pubblico che non viene edu-
cato e non può servirsi adeguatamente del suo « servizio
(e divertirsi), ma soprattutto con danno degli intellettuali
del teatro: registi, attori, scenografi, ecc.



3) Io credo che a Genova vi siano serie e concrete pos-
sibilità per creare un pubblico nuovo e che per questo fon-
mentale possa essere l'opera dello «Stabile»: natural
mente da un lato è necessario che disponga di strutture or-
ganizzative adeguate, di attività culturali collaterali, che
possa (e voglia) mettere în atto spostamenti în zone peri
feriche e in altre provincie della regione; d'altro Jato è
necessario, mi sembr
blema delle « scelte », intese nel senso sopra accennato.







affrontare coraggiosamente il pro-

4) E passo alla quarta domanda affermando che, secon-
do me, il repertorio di questi ultimi due anni ha segnato
un indubbio passo avanti provato anche dal successo di
publico che, se non sempre fa testo, è tuttavia un indice
valido.

5, Che dire della critica teatrale genovese? Sono per-
plessa, perchè non sempre leggo tutte le critiche, né, d'altra
parte, sono una specialista in questo campo.

Tuttavia imivparè essa rispecchi, salvo poche eccezioni,
il livello culturale della nostra-città, ove spesso conformi
smo e sciatto provincialismo si danno la mano,



ENRICO BASSANO

1) La funzione di un teatro stabile è quella di portare
a conoscenza del pubblico gli spettacoli che le compagnie
regolari rifiutano ostinatamente di ‘ogliere e di far arri-
vare al pubblico, per una parte del repertorio, opere di
giovani autori, mentre în genere si ritiene che i teatri sta-
bili non debbano correre l‘alea delle rappresentazioni speri
mentali. Ritengo che appunto un teatro stabile, s'intende
in una parte del repertorio debba diventare sperimentale,
essendo l'unico teatro che se lo possa permettere, dal mo-
mento che non ha fini industriali ed ha forti basi econo-
miche.





2) E' forse l'unico teatro stabile che abbia saputo ade
guarsi ai principi sopra enunciati. Soprattutto è molto giu
sto che quando ha rappresentato autori nuovi lo abbia
fatto con serietà ed impegno e nella sede ufficiale (mentre,
per esempio, il piccolo teatro di Milano, quando rappresen
ta autori nuovi li manda al Teatro delle Arti).







3) In parte ho già risposto. E' sempre stata fatta con
molta sensibilità ed intelligenza, anche se talvolta (caso
Pistilli) si può sbagliare.





4) Bisogna tener conto di ragioni di ordine economico
e di formazione di repertorio. C'è una grande quantità
di persone che non hanno materialmente la possibilità di
andare a teatro. Un teatro stabile può e deve permettere
con apposite riduzioni di prezzo che il pubblico teatrale
diventi più numeroso, e questo il nostro Teatro Stabile ha
fatto sia con gli abbonamenti a prezzo ridotto, sia con la
bontà degli spettacoli. Una rivista di teatro romana ha
recentemente pubblicato che i teatri stabili di



di Genova,
Trieste, Bolzano, hanno per lo meno il merito di aver of-
ferto al pubblico meno abbiente la possibilità di potersi
avvicinare al teatro. Protesto perchè il nostro teatro stabile
non deve essere messo în una posizione che sia soltanto
di ricerca fabile di pubblico, quando è nota la sua dignità
di ricerca (a questo proposito vorrei ricordare gli inizi eroi
ci, zingareschi del Piccolo Teatro, creato alla bersagliera
dopo la guerra, sotto la guida di Aldo Trabucco, regista an-
che del Circolo di Genova, il primo teatro a pista in Italia).





5) Preferisco non dare giudizi sui miei colleghi, che
peraltro ritengo tutti bravissimi. Per quanto mi riguarda ho
afferto al teatro trenta anni della mia vita.



TULLIO CICCIARELHI.



1) La funzione di un Teatro stabile non dovrebbe con:
stere nella pur lodevole ricerca di un repertorio legato ai
temi della vita contemporanea (non facciamo — sia chia-
ro — una questione di repertorio nazionale in quanto non
ci proponiamo il problema delle frontiere) ma il compito
glio la ragione di quel Teatro dovrebbero mirare attra-
verso una politica colturale concreta e non accademica, a
creare attorno al pubblico uno speciale clima di interesse
ed anche di polemica. In altri termini ed anche per uscire
dal generico, il Direttore di un Teatro stabile prima della
scelta del repertorio e dopo dovrebbe allestire un dibattito
con il pubblico e con la critica anche attraverso la Stampa.









2) Per quanto riguarda la presenza genovese del Teatro
stabile valgono esattamente le considerazioni fatte sopra.

3) L'attuale scelta del repertorio riflette ancora una
situazione non completamente chiara. Cioè i testi rappre
sentati obbediscono ad un criterio utilitaristico nonostante
Îl tentativo di inserire nel quadro del programma opere
(si pensi a « L'arbitro» di Gennaro Pistilli) di una certa
punta avanzata e di un certo linguaggio non convenzionale.



4) Se si vuole davvero formare un pubblico nuovo (gio
vane e non giovane) a Genova è indispensabile lavorare
nella direzione di un repertorio sempre più selezionato ed
attento, ad una rosa di opere che tra l’altro (e per la loro
originalità e per il loro discorso culturale) siano in grade
di giustificare în pieno l'esistenza ed il ruolo di un Teatro
stabile.

5) La critica teatrale genovese è la fotografia quasi esat-
ta di una città che faticosamente cerca un « pubblico » ca-
pace di reagire con i richiami del proprio gusto e della
propria educazione alla realtà del Teatro.



GIANNINO GALLONI

1) Direi innanzi tutto una cosa tanto ovvia da essere
banale e facilmente dimenticata: un teatro stabile non deve
divertire. Dio ci guardi dal farlo diventare un'aula univer-
sitaria, o peggio, un musco. Esso deve principalmente esse
re un servizio, alla stessa stregua della Nettezza Urbana e
della Società dei tram. Un servizio aperto, a tuttè le idee,
a tutti gli spettatori, senza che siano all'entrata messe in
quarantena certe idee, certe tessere.



Un teatro stabile, e cioè comunale o paracomunale, non
deve; è chiatò, essere.un teatro di parte, di tendenza. Ma di
tendenze, sì. E così passo facilmente alla seconda domanda,

2) Il teatro stabile di Genova non ha dietro di sé al
cuna idea, alcuna ideologia. Scettico e mondano, è il teatri:
no d'una corte. Il suo vero ambiente lo si può ammirare
alié «prime». E' la corte degli armatori piccoli e grandi,
degli oratori di Costa o di Fassio, degli operatori di borsa,
degli industriali în proprio e dei grossi personaggi della
Italsider, dell'Ansaldo, ecc. ecc. (Ricordo una sgra, in un
intervallo cinque o sei signori in « fumo di Londra » impe-
gnalissimi a parlare al bar del ridotto per tutto,il tempo
concesso fra un atto e l'altro... dell'autore della commedia
rappresentata, della commedia? no, di certo, degli ultimi
sbalzi in borsa, delle previsioni per il futuro ecc. ecc.).











3) Penso che manchi un piano di lavoro, che nasca da
quelle « idee chiare » che non ci sono. Il mondo del teatro
è oggi terremotato da importanti rivolgimenti, Qui a Ge
nova, in via Bacigalupo, siamo fermi alla vigilia dell'89.
O commedie evasive e formalistiche (ricordate Giraudoux)
o commedie di pura marca parigina, della Parigi degli stan-
chi Anouilh e Salacrou. Roba vecchia, teatro del 1946.

Prendiamo Milano, il Piccolo: qui in una sera si reci-
terà Brecht e Miller in un certo senso i due poli di quella



rivoluzione di cui si è detto. Tutto il resto, il meglio, a
onor del vero, non è che riesumazione, questo sì, museo.

4) Per un pubblico nuovo non farei molto conto sulla
iniziativa del nostro « dispotismo illuminato », sulle rela-
zioni pubbliche. Credo che sia necessario un lavoro auto-
nomo, che parta dalle organizzazioni dei lavoratori stessi.
Un organismo del genere esiste e muove i suoi primi passi
a Genova. Occorre naturalmente che î lavoratori, gli operai
in primo luogo, diano ad esso quella forza, quella energia,
quella spînta ideologica che consentirà un'azione diretta
sulla formazione del repertorio del teatro stesso. Di qui,
da un repertorio nuovo, vivo, attuale, polemico, aperto
all'interesse, alla discussione, muoverà il formarsi d'un pub-
blico nuovo.



Se no, chi vorrebbe un pubblico nuovo per un teatro
vecchio?

5) Preferisco non rispondere alla domanda impertinente
(cioè non pertinente). Lavoro, come meglio posso, imitando
Candide, il mio orto e non guardo al di là del mio cancello.

CARLO MARCELLO; RIETMANN

1) E' una domanda pittosto/ complessa. 1 teatri stabili
sono sorti în tutto il mondo come strumento di cultura per
la divulgazione di quei testi, sia nel campo delle riprese
classiche che nel campo delle novità, che per ragioni di

vario ordine, soprattutto economico, trovano difficoltà ad

essere rappresentate. La linea ideale deve essere nella scel-
ta attentissima delle opere e nella esecuzione il più possi-
bile fedele alla struttura delle opere originali.

2) Praticamnte quella di tutti i teatri stabili (da non
confondersi con i teatri sperimentali) ha svolto anche un
compito informativo di alto livello, per esempio mettendo
in scena per la prima volta l'edizione integrale di « Uomo
e superuomo » di Shaw, e riportando alla luce un testo di-
menticato dalle altre compagnie come « Ciascuno a suo
modo » di Pirandello. Anzi Ja compagnia del nostro Teatro
Stabile è stata invitata a partecipare al Festival delle Na-
zioni a Parigi, proprio con quest'ultimo spettacolo, e que-
sto fatto è una notevole prova del prestigio acquistato. Co-
sicchè possiamo dire che ormai il Teatro Stabile di Genova
si sia piazzato come il secondo în Italia dopo quello di
Milano.

3) Qualche cosa ho già detto. Innanzi tutto ritengo si
debba tener conto di diversi fattori che influiscono moltis-



simo sulla scelta dei testi; intanto la scarsissima materia
del teatro contemporaneo, non solo italiano, poi il fatto
che gli autori più noti danno la preferenza alle compagnie
di grande nome non stabili che hanno la possibilità di dif-
fondere uno spettacolo în molte città. Se a tutto ciò aggiun-
mo la neces: di avere testi non proprio sperimentali,
vediamo quanta difficoltà vi sia a portare sulla scena ope
re degne che nello stesso tempo assolvano la loro funzio
ne di attirare pubblico a teatro.



Comunque, malgrado tutte queste difficoltà, si deve
dire che fino ad oggi le scelte del Teatro Stabile di Genova
sono state nel complesso molto buone pur con qualche
errore.

4) Innanzi tutto quelle forme di abbonamenti a prezzo
ridotto per op‘ tudenti che il Teatro Stabile sta pra
ticando penso siano molto utili per la diffusione del teatro.



ni e



D'altra parte deve essere nell'interesse dei produttori di
spettacolo il preoccuparsi di preparare un numero di gio
vani che, nello stesso tempo, aumenti il numero degli spet-
tatori abituali e ne garantisca la continuazione. Il Teatro
Stabile ha assolto questa funzione e ce lo dimostra il gran-
de numero di abbonati che è riuscito ad avere. D'altra par-
ie vediamo che quando gli spettacoli sono buoni, anche
a Genova gli spettatori, accorrono numerosi.



5)E' una critica che»si è trovata. spesso in difficoltà,
ma che ha sempre assolto il suo compito onestamente ed
iuscita molte volte a strappare il pubblico dall'apatia.
Penso di poter dire, e me lo hanno confermato molti attori,
registi e produttori che Genova abbia una delle migliori
critiche d’Italia che è stimata per la sua onestà ed obietti-
vità. Ad ogni modo sono i lettori che devono giudicarci,
ilmente tenendo conto del compito difficilissimo che

biamo, cioè quello di fungere da interpreti fra lavori
teatrali e pubblico, e del bisogno di adeguarsi a tutto il
larghissimo pubblico dei lettori.







GIORGIO STRIGLIA

1) Le funzioni di un Teatro Stabile dovrebbero essere
quelle chiaramente indicate nello statuto dei Teatri Sta-
bili stessi, vale a dire una funzione culturale, e quella di
valorizzare gli autori italiani. Un Teatro Stabile non deve
assolutamente seguire una linca preordinata, uno schema
fisso, ma deve ispirarsi al massimo eclettismo nella scelta
dei testi.

2) Il Teatro Stabile di Genova ha finora risposto piena-





mente alle esigenze sopra indicate, essendo diretto da Ivo
Chiesa con molta intelligenza. Così ha finora messo in sce
na vari spettavoli al disopra della media: si possono citare
îl «Revisore» di Gogol, «Le Colonne della Società » di
Ibsen, « Ciascuno a suo modo » di Pirandello e « Le Nozze
di Figaro» di Beaumarchais.

3) Ho già detto che la scelta dei testi è stata fatta si-
nora con molta intelligenza, ed ispirandosi ad un lodevole
eclettismo. Se un appunto si può muovere, è quello di non
avere avuto sempre la mano felice nella scelta degli autori
italiani contemporanei. Ma nel giudicare i testi non si può
prescindere dalla regia. Oggi il regista è un coautore e in-
terpreta un testo classico secondo un determinato gusto.
Per questo il direttore deve lasciare al regista una certa
libertà. A questo proposito, io non sono favorevole alla
combinazione fissa direttoreregista (ad esempio Grassi-
Strehler al Piccolo Teatro di Milano), mentre la formula
migliore mi sembra quella di chiamare di volta în volta i
migliori registi d'Italia e dirigere i vari spettacoli.



4) Il pubblico genovese è il pubblico più strano che
a. Fondalmentalmente non ama il teatro, come non
di nessuna delle altre manifestazioni d'arte,
Basterebbe l'esempio del (Carlo Felice à convalidare questa
affermazione. Il' teatro, lirico non-ha' solo-una funzione
decorativa, ma una-vera e propria funzione industriale, e
se a 17 anni dalla fine della guerra non si è ancora rico
struito il nostro Teatro Comunale, ciò è indice di un pro













fondo distacco tra pubblico e teatro. Solo gli spettacoli
dello Stabile, infatti, vanno molto bene anche per affluen:
‘a di pubblico: ma l'interesse di questo pubblico è quasi
‘ampanilistico, simile a quello per le nostre squadre di
calcio. Alle prime di prosa, il pubblico accorre, a patto che
esse siano precedute da grande clamore di rotocalchi (vedi
censura ecc.) 0 che comunque presentino un qualsiasi inte.
resse extra artistico. Altre prime, come «I lupi» di Giova
ninetti, non trovano echi: si vanno a vedere î barocchismi
decadenti di Visconti, e non un autore nostro serio e pre



parato, come Giovaninetti.

Questo pubblico è sensibile a troppi elementi etero.
genei (spettacoli alla T.V., partite di calcio, giornata più
0 meno bella), e quindi Ja sua partecipazione è labile e
fluttuante. Modi efficaci di acquistare e formare un pub-
Dlico nuovo, a Genova, non ne saprei indicare. Delle inizia-
tive del Teatro Stabile presso le fabbriche e le scuole, non





posso prevedere l'esito. Genova ha comunque un vanto: ha
vinto il festival nazionale dei GAD. dell'Enal a Pesaro.

5)La critica teatrale genovese è fatta da giornalisti che
ce la mettono tutta per far bene, In linca generale, Ja cri-
tica teatrale dovrebbe essere svolta esclusivamente da gior-
ralisti, non-anche da autori, 0 da giomnalisti-autori, per
permettere maggiore serenità di giudizio ed obiettività. Qui
a Genova, ci sono due critici-autori, e due critici sono gior-
nalisti. Io, logicamente, preferisco i secondi, pur essendo
amico anche dei primi.

È
;
ì





Poeti spagnoli



Il crescente fervore di studi intorno al teatro
di Brecht, cui si assiste in Italia in questi ultimi
mesi, sta a testimoniare della validità e dell'impor-
tanza della sua lezione poetica.

Pongo subito l'accento su queste due ultime
parole, perchè su di esse si.accentra l'intento di
questo articolo: chiamare l'attenzione’ sul valore
essenzialmente artistico dell’opera di Brecht.

Troppo spesso la critica discute delle concezio-
ni estetiche o delle formulazioni ideologiche brech-
tiane, mettendole in rapporto e spesso in contrasto
con quelle dell'estetica marxista di Lukàcs. Sareb-
be invece auspicabile un esame più approfondito
sul valore poetico dell’opera brechtiana, poichè
questo grande valore l’ha imposta su quelle di mol-
ti altri artisti, forse più rigorosamente, ma tanto
meno appasionatamente marxisti di Brecht.

In una visione d’insieme dell’opera brechtiana,
bisogna certo riconoscere che la sua poetica, comè
complesso di teorie estetiche e di attuazioni prati.
che ,d'innovazioni tecniche confermate dall’ esem-
pio vivo, costituisce l’ineliminabile fondamento del
la sua poesia, tanto che non si può gustare piena-
mente questa senza conoscere e comprendere quel-
la. Tuttavia, si nota spesso un fenomeno forse non
singolare, ma pur sempre interessante. Talvolta
l’arte brechtiana sboccia più alta dove meno è pre:
parata da formulazioni estetiche. Si direbbe che

bertolt brecht

dove si nota qualche forzatura nella teoria, dove
c'è qualche insufficienza logica, qualche oscurità,
spesso l’immagine risulta più vivace, colorita, e la
espressione più intensa e più sapida.

Un altro fattore che induce la critica a trascu-
rare il,valòre puramente. artistico dell’opera di
Brecht, è.la preponderanza-che.in essa hanno l’in-
tento educativo e l'elemento politico. Quanto al pri-
mo, dobbiamo osservare che è sempre presente in
ogni dramma, per lo stesso carattere e le stesse
finalità dell’opera brechtiana, volta non a « sugge-
tionare » lo spettacolo, ma a proporgli un libero
discorso critico, dal quale egli possa imparare qual-
cosa. Talvolta questo intento pedagogico #lomina
addirittura incontrastato, e alla luce di esso l’azio-
ne procede e si risolve: e ne vengon fuori irigenui-
tà, pesantezze, mentre le figure non sono compiuta-
mente realizzate e le situazioni assumono aspetti
paradossali. In questi casi, noi dobbiamo osserva-
re situazioni e persone in riferimento alla teoria
che le ha prodotte, per non smarrirne il significato
e non lasciarle cadere nella banalità. Altre volte,
invece, l'estro artistico è più forte della volontà di
insegnare, o meglio, Brecht dimostra una formida-
bile capacità di sintetizzare l'uno e l’altra, facendo
scaturire l'insegnamento da situazioni drammati-
che realizzate. Anche l' elemento politico diventa
spesso poesi;





Infatti il marxismo non vi è teorizzato come
nell’opera di un filosofo, con un procedimento ra-
zionale, sistematico, ma vi è predicato, sostenuto,
attraverso i dialoghi e l’azione, da una fede sicura,
da una convinzione che dà forza ed efficacia alle
parole. Talvolta la dottrina è ingenua, tal’altra in-
sufficiente, spesso banale, ma non vi è mai la fred-
dezza del teorico, bensì c'è spesso tutto il calore
dell’uomo giusto, e l’ardore del profeta di tempi
nuovi. In realtà, per comprendere pienamente la
personalità di Brecht e la sua poesia, bisogna tener
presente una definizione che di lui ha dato L. Mitt-
ner: « Rigore morale e formale fatto sistema. di
vita».

Essa ci spiega l'apparente aridità di alcuni suoi
drammi, volti unicamente alla dimostrazione della
tesi, în cui ogni abbellimento esteriore è volutamen-
te trascurato per dare rilievo all'idea. Ma questo
rigore non è « la passione dell'intransigenza », co-
me aggiunge il Mittner subito dopo, bensì un carat-
tere della sua personalità e della sua arte, acquista-
to a prezzo di grandi sacrifici e di dolorose rinunce.
Brecht artista doveva spesso fare concessioni al
Brecht uomo, e far tacere la voce impellente della
poesia per trattare problemi più urgenti, più assil
Jonti. Era la condizione di molti grandi artisti mar-
proponimento di Majakovsij:





« Molto è il lavoro,

occorre fare in tempo.

Bisogna dapprima

trasformare la vita

e, trasformata,

si potrà esaltarla »,
una rinuncia consapevole e dolorosa: « Vergare ro-
manze per voi sarebbe stato più lucroso e
cente. Ma io dominavo me stesso, schiacciando la
gola della mia propria canzone ».



Questa condizione era oggetto di particolare
rimpianto per Brecht:
__ « Quale tempo è il nostro! Oggi
parlare di alberi è quasi un delitt





— E' tacere di tanti misfatti
— noi che abbiamo voluto sulla terra
— edificare la gentilezza,

— non potemmo essere gentili ».

Questo rigore morale e formale conquistato a
duro prezzo, è dunque la chiave esplicativa dell’ope-
ra di Brecht. Ci serve a comprendere sia la rigidez-
za dei suoi drammi didattici, sia il gusto del gioco
scenico di altre opere, che ci appaiono come mo-
menti di libero sfogo, di evasione da una realtà du-
ra, ma che prendendo le mosse da essa conservano
sempre il loro sapore amaro. Naturalmente, non c'è
arte soltanto in questo secondo tipo di opere. Anzi,
talvolta, dove s'accentua l’elementarità del discor-
so, dove aumenta l’intento didattico e propagandi
stico, e il dramma rischia di cadere nell’infantili-
smo, in un semplice aggregato di nozioni di comu-
nismo, l’arte di Brecht può improvvisamente mo-
strarsi in una meravigliosa essenzialità. Si veda ad
es. la V scena della « Madre »: formalmente è una
completa realizzazione delle teorie teatrali di
Brecht. Gli attori, anzichè interpretare la scena del-
lo sciopero e della conseguente sparatoria della po-
lizia, la raccontano come già avvenuta, quasi per to-
gliere drammaticità all'azione. Eppure, mai come
in questa scena lo spettatore o il lettore « parteci
pa » del racconto degli operai. Mai come in questa
scena l’azione è viva, presente sotto il nostri occhi
più che se fosse interpretata. E il racconto « impas-
sibile » acquista una progressiva drammaticità, e
ci sembra alto e nobile quanto più procede sempli-
cemente, con sincerità e crudezza. L'eroismo degli
operai, ha grandezza semplice del portabandiera
Smilghin che muore per la causa comune, e della
« Madre » che in quell'istante comprende le ragioni
di una lotta, risultano tanto più puri quanto meno
seno idealizzati, e la scena intera acquista senza
forzature delle proporzioni epiche.











Tuttavia, nel suo complesso, la « Madre » non
è un'opera artisticamente ben riuscita. Essa appar-
tiene ad un periodo (1930-32) fecondo per la pro-
duzione didattica di Brecht, con due brevi drammi
didascalici in primo piano: « La linea di condotta »



e « L'eccezione e la regola ». Se il primo è il più im-
pegnato ideologicamente ,il secondo è senza dubbio
migliore artisticamente. « L'eccezione e la regola »
ci dà la misura di come sia possibile ad un genio
come Brecht fare dell’arte, e della grande arte, par-
tendo unicamente da presupposti pedagogici. Dopo
una tale prova ci riesce più difficile giustificare be-
nevolmente i momenti della sua propaganda poli
ce non sostenuta dall'arte, come concessioni che
l'artista deve fare al politico, per una presunta in-
conciliabilità di questi due aspetti della sua figura
umana. Bisogna invece considerare questi momenti
come periodi di carenza inventiva e poctica, aspetti
negativi della personalità artistica di Brecht. Se
noi esaminiamo che cosa in sostanza manca alla
« Madre » e alla « Linea di condotta » rispetto a
quest'ultimo dramma, potremo indicare un clemen-
to che è costitutivo essenziale dell’arte brechtiana
l'umorismo, nelle sue varie sfumature, ora acre, ora
violento, ora bonario, sempre prodotto da una sola
sorgente: il dolore. Questo umorismo ha la magica
virtù di dare vivacità, e movimento all’azione, veri-
tà all'amarezza ‘che pervadé l’opera. Quando esso
viene a mancare, manca il gusto del gioco scenico,
l'azione sembra ristagnare lenta e pesante, il dolo-
re assume aspetti retorici anzichè poetici, e, insom-
ma, non si realizza l’opera d’arte.





Dopo il periodo dei drammi didattici, viene per
Brecht la grande stagione dei drammi storici e fan
tastici. In questi, l'insegnamento e la dimostrazione
sono finalmente interamente sciolti nelle figure e
nell'azione. In tal modo, queste ultime hanno sem-
pre un rapporto ad un'altra realtà e presentano, in
termini fantastici, determinati problemi, che sono
presenti nella mente dell'autore e ogni tanto tra-
spaiono dall’ azione drammatica. Questi problemi
sono sempre presenti, nell’aderenza delle figure fit-
tizie a quelle reali e nella coincidenza dell’azione
storica con quella scenica. Ma Brecht, lungi dal
creare allegorie e personificazioni, dà alle sue figu-
re una loro vita autonoma e reale, e anzichè sim-
bolizzare l’azione, la fa sviluppare fluida, senza che
mai si avverta il peso di una teoria o di una tesi.





Il tono ironico e amaro delle opere precedenti



ben si accordava con il carattere di critica alla so-
cietà che volontariamente assumeva la sua opera
di marxista, e per la sua natura faceva presumere
un successivo lavoro di ricostruzione sociale. E
mentre si attende la fase positiva, basata logica-
mente su soluzioni marxiste, ecco apparire la « Vita
di Galileo », un capolavoro di sintesi fra storia e
fantasia da u nlato e fra ideologia e arte dall'altro
ma anche il trionfo del pessimismo. Il monologo fi-
nale di Galileo sembra orientare in un modo nuo-
vo, certamente inatteso le tesi brechtiane:

Io credo che la scienza non possa aver al-
tro scopo che di rendere sicura l’esistenza umana;
ma se si apre la strada alla coercizione, la scienza
può rimanere fiaccata per sempre. Ogni nuova mac-
china non sarà che l'incentivo a nuovi triboli per
l'uomo... Peggio ancora, tra voi scienziati @ l’uma-
nità si scaverà un abisso così grande, che ad ogni
vostro eureka risponderà un grido di orrore uni-
versale... ».





E le ultima battute hanno una incisività e una
ferocia inconsuete anche per Brecht.

Galileo — Ho) tradito! la ‘mia’ professione; e
quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua
presenza non può essere tollerata nei ranghi della
scienza.

{ Virginia — Babbo, hai il tuo posto nei ranghi
della fede.

Galileo — Giusto, ora debbo cenare. ,

Qui il sarcasmo raggiunge proporzioni voltai-
riane, unendosi a una profonda, infinita aniarezza.
Questo pessimismo totale è un’altra costante del
mondo brechtiano Je crea alcuni fra î suoi perso-
naggi migliori. Galileo e madre Courage non sono
eroi, sono esseri umani. Non compiono azioni gran-
ni e nobili, non sono mossi da una fede incrollabile
© da una passione travolgente, ma da una umanità
dolorosa. E sono figure vive, immortali: la fervida
fantasia che le ha create aveva a sostegno morale
una visione disincantata e pessimistica della vita
e del mondo. Nell'ultimo periodo della produzione
brechtiana, si accentua il gusto del gioco, la ten-
dei favolistica, e questo gioco diventa spesso sco-





po a sè, trascende la sua funzione di puro strumen-
to, per diventare la vera molla del dramma. Nel
contempo, la satira si allarga verso nuovi temi.

«Il signor Puntila », uomo dalla duplice per-
sonalità, rappresenta il borghese parzialmente in
buona fede: nei momenti migliori è capace di poe-
sia, di bontà, tradizionali « belle cose » del mondo
capitalista. Ma con l'ironia di Brecht cadono anche
questi miti: la bontà e la poesia così intese sono
false, prive di fondamento.

Anche quella tradizionalmente chiamata gran-
de arte è spesso falsa, perchè tende ad esaltare una
natura con determinate bellezze, che sono tali solo
per chi può distorcere gli occhi dalle brutture del
mondo. Bisogna essere un uno stato di ebbrezza
permanente, avulsi dalla realtà quotidiana, come
lo è Puntila, per poter esaltare la bellezza della na-
tura senza vederne l’ ingiusti; mentre chi deve
ogni giorno affrontare gravi problemi, come il ser-
vo Matti, può solo pensare in-:modo realistico e ma-
terialistico. Veramente amara è la chiusa della bel:
fissima scena:





D



Puntila — Oh, terra di Tavasto, sii benedetta!
Sii benedetta col tuo cielo, coi tuoi laghi, col tuo
popolo, coi tuoi boschi! Di la verità, Matti, non
senti che ti si apre il cuore a una vista simile?

Matti — Sì, signor Puntila, vedo i suoi boschi
e sento che mi si apre il cuore!

Con « L'anima buona di Sezuan » e « Il cerchio
di gesso nel Caucaso » si conclude la serie dei dram-

mi migliori. Nella prima il gioco fantastico è anco-
ra più vario, attraente, fantasmagorico: le azioni
si succedono impreviste e scorrono vive, per l’umo-
rismo onnipresente, sostanziato di una visione sem-
pre più amara del mondo e delle persone. Nella se-
conda, l'ironia si dilata nell’antica favola orientale,
densa di avventura e di saggezza, narrata sempre
con uno spirito acuto ma pacato, con un tono quasi
di gentilezza lontana dagli eccessi.

Bertolt Brecht farà difficilmente scuola: la sua
grandezza veramente singolare è un risultato del-
l'acutezza del teorico e della potenza dell'artista, e
soprattutto della felice sintesi di queste sue due
prerogative, che ha dato origine ai suoi capolavori.
Ma proprio per questo, la sua esperienza teatrale
e artistica è irripetibile e resterà probabilmente iso-
lata. Pure, le sue poesie e i suoi drammi sono « le
prime poesie e i primi drammi del terzo millen-
nio », come ha detto P. Chiarini citando Feuchtwan-
ger, e aprono un'era nuova all'arte.

Quando_il marxismo avrà; portato.a termine le
sue battaglie, ela tensione eroica di questo secolo
di lotte per la giustizia sociale si sarà attenuata, la
problematica dei drammi brechtiani perderà certa-
mente il suo valore attuale, e le sue teorie teatrali
saranno sicuramente superate o rinnovate; Ma la
sua esperienza poetica resterà un momento fonda-
mentale nello sviluppo di un'arte nuova, adeguata
a una nuova società: sarà il punto di riferimento
e il centro di ammirazione di ogni artista seriamen-
te impegnato nei problemi del suo tempo.

MARINO REGINI









i giovani e l'emancipazione

l'emancipazione
proletariato

Dobbiamo analizzare come venga concepita la
emancipazione negli ambienti strettamente legati
alle attività industriali ed alla città. Come prima
situazione di riferimento, scegliamo quella proleta-
ria, caratterizzata dalla prestazione d'opera, in ge-
nere scarsamente qualificata, spesso a carattere sal-
tuario (fino al livello della sotto-occupazione e del-
la disoccupazione) presso le grandi aziende, e dal
concentramento di grandi masse lavoratrici legate
alla medesima attività industriale. Per comprendere
la mentalità e glivatteggiamenti del proletariato ita-
liano, occorre tener conto ‘anzitutto della sua origi-
ne; la maggior parte degli operai ioni qualificati, la
quasi totalità del sottoproletariato è costituita da
immigrati di data più o meno recente, poichè la
condizione proletaria rappresenta un passaggio ob-
bligato per quanti oggi (e sono centinaia di migliaia
di persone ogni anno) sfuggono alle condizioni di
miseria delle zone sottosviluppate del paese e cer-
cano fortuna, lavoro, prospettive nuove di vita nel-
le zone fortemente industrializzate.

Di fronte alla vita di città, il primo atteggiamen-
10 degli immigrati è sempre di incertezza: l'esisten-
za vissuta in modo sbrigativo e che non lascia re-
spiro, il lavoro industriale condotto ad un ritmo
massacrante, non possono non sgomentare; d'altra
parte, l'educazione impartita nelle campagne se non
creava gravi problemi nel mondo rurale, legato a
tradizioni secolari nell'ambito delle quali era risol-
to ogni problema, si rivela inadeguata di fronte alla
società cittadina. Talvolta, la reazione alle difficot-
« di ambientamento si manifesta con il costituirsi

e gli ambien

( cont.)



cittadini

di comunità di immigrati che cercano, nella conser-
vazione del dialetto e delle usanze avite, di crearsi
una piattaforma per la conquista di una decente
condizione sociale. Comunque, a parte la tragedia di
quanti vengono travolti dal contatto con la città,
quelli che riescono ad assicurarsi un lavoro stabile
si inseriscono rapidamente nel ritmo di vita delle
masse lavoratrici, mentre le tradizionj ed ipregiu-
dizi della società che li ha visti nascere perdono via
via il loro peso di fronte ai problemi del mondo del
lavoro (questioni sindacali e conseguente solidarie-
tà di classe)» E' facile\comprendere così come l’in-
fluenza della Chiesa cessi appena abbandonato il
paese natale (come risulta dalle stesse proteste del-
le autorità religiose contro la scristianizzazione d:
quanti si trasferiscono nelle città, lontano dalla vi-
gile tutela dei parroci), ed abbiano invece successo
quei movimenti politici e sindacali che, forti di una
loro tradizione di costante difesa degli intesessi del
proletariato, a buon diritto possono presentarsi co-
me interpreti delle aspirazioni delle masse’ lavora-
trici





All'azione delle forze della sinistra nel mondo
del lavoro, oggi come ieri si contrappongono gli
sforzi tenaci dei gruppi conservatori, impegnati nel-
la tutela del potere economico e politico e delle
ideologie che lo giustificano. Naturalmente, si di-
stinguono, nella politica delle forze conservatrici
verso il proletariato, varie tendenze, e spesso vio-
lenti contrasti: questo perchè troppo diversi sono
gh obiettivi che oggi si propongono la destra estre-
ma ed il centro riformista, e soprattutto ben diver-



sa è la sensibilità politica e l'abilità tattica alle
estreme dello schieramento conservatore.

Ad una destra che usa la tattica del bastone
(verso î sovevrsivi) e della carota (per i « fedeli >,
i buoni) per difendere TUTTI i privilegi e TUTTE
le posizioni di potere, si contrappongono i modera-
ti che sanno agire spregiudicatamente fino ad acco-
darsi all'operazione di centro-sinistra, rinunciando
a molti obiettivi ormai superati dalla storia; si con-
trappongono soprattutto i riformisti che, pur se in-
teressati alla conservazione del loro potere politico
ed ideologico, avvertono tuttavia l'esigenza di un
certo rinnovamento nelle strutture economiche (in
senso neocapitalista) per venire incontro alle istan-
ze delle masse lavoratrici (isolando nel contempo
le forze « sovversive » della sinistra). Come risultati
di queste azioni contrastanti, vediamo i sindacati
« liberi » e le organizzazioni cattolico-operaie tipo
A.C.LI., i caroselli della Celere ed il massiccio con-
dizionamento psicologico ad opera della Radio-TV,
con i suoi festival ed î suoi-programmi vuoti ed
insulsi.



Quanto alle forzè della sinistra, la loro azione si
svolge in primo luogo sul piano sindacale, ove il
iretto interesse è lo strumento migliore per scuo-
tere l'indifferenza e l'apatia a rendersi conto dei fat-
ti del mondo e delle possibilità di modificare la pre
sente situazione, ed in secondo luogo sul piano cul
turale e politico, come stimolo all'impegno politico
ed alla lotta per la trasformazione della società.

E' interessante notare come le forze conserva-



i, a proposito di questa linea di condotta poli
ca delle sinistre, siano concordi mell'accusarle di
speculare sulla miseria (in contraddizione con il
« miracolo italiano », poichè non si può speculare
sulla miseria se la miseria non esiste).

E° certo vero che le lotte della sinistra prendo-
no vigore dalle condizioni economiche e sociali di
gran parte del popolo italiano, e ciò perchè esse rap-
presentano gli aspetti più tangibili e disumani di

una ceria struttura economico-sociale; però, al di
là delle accuse fatte con quel tono moralistico che
tutti sanno assumere quando non costa niente e non
impegna a nulla, cosa le forze della conservazione
sanno opporre di idealmente valido alla spinta rin-
movatrice delle sinistre? Si vuole imporre a tutti î
costi l'imborghesimento, non solo come condizione
economica, ma anche e soprattutto come soggezione
alla concezione dell’uomo secondo la scala dei valo-
ri « borghesi »; e questa manovra riesce tra gli ope-
rai specializzati, tra gli impiegati, cui il reddito per-
mette di porsi su un piano sociale superiore; riesce
meno tra i ceti diseredati, per i quali l'ingiustizia
sociale è un fatto tangibile ed uno stimolo bru







ciante.

Ma il concetto di emancipazione come viene
pensato nell'ambiente proletario rivela quanto il pe-
ricolo di imborghesimento deteriore sia oggi vivo e
presente: l'orientamento versa gli ideali medio bor-
ghesi della radio TV, degli spettacoli, della scuola,
provoca un' sensò di inferiorità, che si traduce nel
vederevil «meglio» nella convinzione | medio-bor-
ghese. Così l'avvenire del figlio è visto nella prospet-
iiva medio-borghese di oggi, senza distinguere quan-
to di artificiale, sorpassato, fatuo, spesso immorale



ci sia nell'arrivismo, nella ricerca della « posizione »
a tutti i costi mel qualunquismo del mondo piccolo-
borghese italiano. D'altra parte, un po’ di saggezza.
le attuali ‘condizioni di ingiustizia, le difficoltà eco-
nomiche sempre presenti reclamano, da parte del
figlio, comprensione per gli ideali ed i sentimenti
famigliari di elementare onestà e di solidarietà



umana; donde una specie di compromesso su con-
cetti di rettitudine proletaria (è ribelle il figlio che
non lavora, ha vizi, ecc.) e di ascesa sociale (è ribel-
le chi rifiuta le possibilità che gli sono offerte di
raggiungere con lo studio un titolo ed una profes-
sione sicura). C'è poco senso di inferiorità verso la
cultura, sia perchè non gravi sono le lacune (di edu-
cazione, linguaggio, ecc.; ed in questo giocano un



ruolo importante i giornali di sinistra) sia perchè





si avverte come gran parte della cultura (specie di
quella impartita a scuola) sia una cosa morta, for-
male, un orpello che non può ingannare. Si aspira a
conoscere în concreto, a conseguire specializzazioni
che liberino dalle strettezze economiche, e questo è
vero sia per i giovani che per le giovani.

Nell'ambiente proletario, la donna è libera, e si
su rendere indipendente; per molteplici ragioni (in-
fluenza delle forze tendenzialmente «emancipatrici»
della sinistra, necessità di lavorare, con conseguen- +
te parificazione nella dignità e nella posizione eco-
nomica rispetto ai fratelli ed al marito), la donna si
presenta oggi nel ceto operaio în posizione di avan:
guardia sia rispetto ai ceti contadini che rispetto ai
ceti borghesi (nonostante questi offrano esempi di
atteggiamenti apparentemente più spregiudicati).

Purtroppo però è difficile che la figlia di operai
non subisca l'influsso delle letture e degli spettacoli
deteriori oggi offerti dall'editoria e dal cinema alle
giovani generazioni, specie a quelle più sprovvedute
sul piano culturale; per cui anche da questa direzio:
ne proviene la minaccia (che l'emancipazione rap!
presenti una involuzione sociale, la soggezione ai
miti dei fumetti e delle riviste femminili di « moda
e di attualità ».



CETO MEDIO

Passiamo ora ad analizzare il problema dell’e-
mancipazione per quanto riguarda il ceto medio;
ceto medio che possiamo caratterizzare con il tipo
di attività svolta sotto l'aspetto'di lavoro qualifica.
to che non richieda di « sporcarsi le mani » o di in-
dossare tute, e che in compenso offra qualche sod-
disfazione. Il ceto medio italiano comprende le va-
sie categorie dei tecnici, degli impiegati, dei piccoli
negozianti; si tratta quindi di un ceto eterogeneo,
che raccoglie individui di provenienza sociale spes-
so assai diversa (c'è lex operaio che, come capo re-

parto, è riuscito a raggiungere una certa stabilità
economica e ad abitare in quartieri non proletari, e
c'è l'impiegato che in genere già proviene da un am-
biente medio borghese, e che quindi ha raggiunto
un certo livello di istruzione); tuttavia nonostante
le differenze di origine, ci sono sul piano psicologi-
co e sociale molti caratteri che accomunano gli
esponenti del ceto medio. Abitare in una casa arre-
data con decoro, possedere un televisore, magari de-
gli elettrodomestici e l’utilitaria comprati a rate,
creano nel ceto medio una sorta di mentalità « eli-
taria » nei confronti del ceto operaio. Si tratti di
tecnici o di negozianti, la comunanza di interessi ed
abitudini, cementata dall'abitare in genere negli
stessi quartieri (caseggiati decorosi, ma senza lus-
sì, negozi a buon mercato ma con una certa distin-
zione nella presentazione dei prodotti), dal'manda-
re i figli alla stessa scuola, dall'avere i ntedesimi
svaghi (film sopratutto d’evasione, senza troppa
volgarità, e soprattutto spettacoli televisivi), confe-
risce agli esponenti del ceto medio una patina in-
confondibile. Iceto-mediv) è il-riaturale consuma-
tore-degli spettacoli-della nostra TV$ si appassiona
cile vicende degli eroi dello schermo e dei principi
decaduti, che segue nella vita privata attraverso Ì
rotocalchi e le riviste femminile; è il sostenitore di
tutte le avventure di carattere reazionario compiu-
ie in nome di qualche ideale (specie patriottico,
quasi a voler meglio marcare il suo distaccasdal pro-
letariato internazionalista e materialista), ed insie-
me il\detentore del buon senso nazionale (sotto il
duplice aspetto di qualunquismo — di chi sa come
vanno a finire le vicende del mondo degli stati e dei
partiti — e di vaghe aspirazioni alla giustizia socia-
le, che però non sanno andare oltre la richiesta ver-
bale di provvedimenti giudiziari contro i ricchi e gli
sfruttatori). Si capisce come le forze conservatrici
di ogni gradazione abbiano facile gioco a controlla.
re il ceto medio soddisfacendo il suo desiderio di
crdine e stabilità per godere in pace la posizione
economica e sociale raggiunta, l’utilitaria ed il tele-
visore ,e si comprendono pure le sue aspirazioni so-





crali, che si rispecchiano fedelmente sul concetto di
emancipazione. Per l'incertezza della sua situazione
economica (legata alla fortuna ed alla operosità
personale più che ad un titolo o ad una preparazio
ne professionale che diano la sicurezza di poter con-
servare un impiego ben remunerato) il ceto medio
aspira, con i figli, a raggiungere quella stabilità che
solo una laurea ed una « buona posizione » possono
garantire, al riparo dagli sconvolgimenti economici
e politici



Ma l’ostinazione con cui il padre piccolo impie
gato pretende — spesso a costo di enormi sacrifici
finanziari — che il figlio giunga ad un «titolo » a
tutti i costi, il dramma che ogni bocciatura rappre-
senta per una famiglia, si possono spiegare solo 1
rendo anche conto del faito che il ceto medio pro-
va un vivo senso di inferiorità verso l'educazione, la
cultura, la ricchezza « borghese »: il ceto medio vive
con la precisa sensazione di trovarsi alla soglia di
una sorta di Eden! (Îl mondo dei liberi professioni»
sti e dei funzionari dell’amministrazione statale), e
difende tenacemente la posizione raggiunta; posi-
zione di privilegio rispetto a quanti non sono anco-
ra riusciti ad elevarsi dalla condizione proletaria
per gustare le gioie del televisore e magari dell’uti-
litaria alla porta. Ebbene: l'intelligenza del figlio,
la bellezza della figlia, sono altrettanti mezzi per
tentare l'ultima scalata; e questo desiderio di affer-
mazione sia economica che sociale si rivela proprio
nel pretendere che il figlio coroni, con una laurea,
gli sforzi della famiglia per conquistare un posto

« sotto il sole borghese ». Tutto Stimola to as
o ;



sarde e questa

ce, dai programmi televisivi, inno alla facile conqui-
sta del benessere e del successo, alla scuola (specie
privata), che si riduce spesso ad una sorta di « uffi
cio concessione titoli » imbottendo in modo irrazio-
nale i cervelli di formule (scientifiche e morali). In
sintesi, l'emancipazione del giovane significa, per il
ceto medio, la conquista di una posizione sociale
stabile, cioè di un titolo per ottenere un posto si-

curo e ben remunerato per sposarsi ed avere tanti
figli da portare in gita la doinenica con l'auto.

Naturalmente, le forze conservatrici hanno una
funzione di primo piano nella realizzazione di que-
sti tipici ideali borghesi; da un lato la Chiesa, attra-
verso le sue istituzioni parrocchiali ed i movimenti
tipo Boy Scout, offre ai genitori svaghi sicuri e sa-
ni per i figli (ed i genitori difficilmente sanno resi
stere al sentimento di sicurezza ed all’intima soddi-
sfazione che danno un figlio chierichetto o scout).
All'altro estremo della formazione del giovine, sta
l'azienda che vuole tecnici preparati e cervelli im:
bottiti degli slogans dei giornali « ben pensanti ».

La situazione delle giovani merita un cenno
particolare: per la famiglia-tipo italiana l’emancipa-
zione della figlia non passa mai attraverso un serio
impegno di lavoro indipendente; specie se la figlia
è bella, quello che importa è un buon matrimonio.
ed in vista di un buon matrimonio la figlia studia,
si interessa un-po' di tutto, magari svolge qualche
altivitàva carattere dichobby (lelrivisie! femminili
sono piene di suggerimenti a questo proposito). Se
proprio la famiglia non può mantenerla in attesa
della sistemazione matrimoniale, la figlia si impie-
ga, ed i posti ideali sono naturalmente quelli che
non compromettono le prospettive matrimonial



Per il ceto medio, la ribellione consiste nel sot-
tirarsi a tutti questi clichè, nella ricerca di autono
mia, nei tentativi di sfuggire a quella sorte di fato
che oggi pesa sul giovane italiano figlio di un im-
piegato 0 di un piccolo commerciante. Di qui da un
luto le iù i (spesso aggravate dal diver-
so grado di ora raggiunto), dall'altro le manife
srazioni più violente e spesso tragiche di ribellione
provocate dal desiderio dì sfuggire a tutti i costi,
« con rabbia », senza riflettere, all'asfissiante atmo-
sfera psicologica del ceto medio italiano.

PAOLO BOERO







Elezioni all’ Università di Genova
Risultati 1961
LANTERNA ATENEO F. U. AN. EDELWEIS AZZURRA A.G.U
Triennio 55 125 39 43 17 108
Lettere 82 252 d 4 12 %
Medicina 121 29 % 188 16 108
Biennio 138 3979 78 104 55 199
Commercio 60 258 d 171 28 na
Legge 86 243 6 129 3 de 6n)
Torsli — 542 1486 412 683 161 608
Risultati 1962
LANTERNA ATENEO F.U. A. N. EDELWEIS AZZURRA A GU
4
Triennio tO 4 97 5 70 73
Lettere 78 182 75 95 2 ‘6
Medicina 106 142 75 208 19 78
Biennio 186 359 80 107 84 109
Commercio 44 185 46 114 45 109
Legge 83 142 na 195 73 21
Totali 516 1104 350 718 313 425

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ANCHE a 6-12 - 18 - 24 RATE

Questo è il Il numero di una
nuova serie del quarto anno
che il giornale esce, con tutte quelle
difficoltà che incontrano i giornal
nostro che în modi diversi negli
anni passati ha svolto una battaglia di
opposizione. Tn fongo ua discorso sul:
o nea e




ma ne parley.mo ancora”

Direi che con glisànni sono cresci
te le ambizioni insieme alle difficoltà
e questo numero si rivolge anche fuori
del nostro tradizionale terreno di
battito prima limitato alla nostra cit-
tà. E' la necessità di gollegarsi a chi
è doge di noi. E' la ità
sentiamo di portare a cerca un di-
scorso che altrove esiste ma che da
noi giunge come una eco lontana. E'
anche coscienza di possibilità di poter
dare un contributo nostro a questo di-
battito. Ma quale dibattito?









Quando abbiamo parlato in redazi
ne di questa presentazione pensavamo
di dovere delle spiegazioni. Ai lettori
del "45° e anche a quelli che non lo era-
no e che ne avevano solo sentito par-
lare. Un po’ il « chi siamo e cosa vo
gliamo » e non per fare diga al passa-
to ma per spiegare che certe cose era-
no diverse. Forse era più giusto farlo
capire dal giornale stesso, ma poi
solvemmo tutto quando ripensammo
‘a come erano andate le cose. Ora non

facciamo la storia, solo i
titoli : nel '60 nasce il ’45” come punto
di incontro di studenti di diversa for-
mazione che intendevano proporre agli
universitari i temi del loro dibattito
politico. E' giusto dire che i temi era-
no quelli della sinistra italiana intesa
nel senso più ampio che comprende
anche la sinistra cattolica Mm
to ci fu. Produsse fra l’altro una chia-











È







Aano IV - N. 1-

rificazione nell’ambito della politi
universtitaria: nasceva una nuova as-
sociazione, l'Unione Goliardica Geno-
vese, che a breve distanza veniva ri-
conosciuta come sezione genovese del
l'Unione Goliardica Italiana. Gli anni
RAI OOO

let.

E' veramente poco serio porsi come
sintesi, condizione preliminare d'ogni
dogmatismo. Noi non lo faremo. Dire-
mo soltanto che e dopo » veniamo noi
con questo primo numero del '63. So-
no passati tre anni e il dibattito cul-
turale in corso nel paese si è precisato.
Se non si può dire che il dibattito po-
Didcaferve nell Universttàce per ina
politica per l'Università e per la cul-
Gol RAR
nei modi più vari che individueremo
via via. La differenza delle diverse po-
sizioni politiche non ci impedisce di
lavorare insieme unisce inoltre
qualcosa di l'intento comune
dato dalla volontà di dibattito: siamo
studenti, e aderiamo all'Unione Gol
dica Italiana; vediamo, come momen-
to essenziale al dibattito, la sua veri
fica nella battaglia politica che por
mo avanti con Îa nostra associazione









Ora nello spazio che resta diremo
di quelle cose che ci interessano di
iù, che cercheremo di sviluppare, chia-
rire, modificare anche, via via nel cor-
so dei numeri che verranno.

Il mondo in cui viviamo è contras-
segnato da mutamenti irreversibili. La
conoscenza umana si amplia a dismi-
sura e propone in continuazione nuo-
ve prospettive e movi approfondimen-
ti. Problemi nuovissimi ci vengono im-





— ———_ _ °___

IL QUARANTACINQUE

Mensile universitario di informazione e di cultura
Autorizzazione Tribunale di Genova n. 487 in data 30-1-1960

Direttore Responsabile: GIANI
c/o Società

Conto Corrente Postale: N. 4)

Gennaio 1963





VI BAFICO



Via

15208

di Cultura - D'Annunzio,



Lire cento



Noi e

posti dall’applicazione stessa delle nuo-
ve conoscenze

La parola cultura assume così, pur
nella sua accezione più generica, un
significato. estremamente —« dinami
co»; è in movimento. V'è












aveva la funzione di mantenere ogni
cosa stabile e immutabile, fare uguali
tra loro le epoche e i prodotti intelle

le sue costanti, per le « verità » 0 « va-
lori eterni » che riusciva ad esprime

Oggi non è più così: la finzione
della cultura — e l'indicazione la traia-
modella estivo SRO
ma — è di fornire gli strumenti per un
rapido mutamento.



L'Università nel nostro paese come
altrove ha risentito di questo stato di
cose. Essa è divenuta un momento es-
senziale allo sviluppo economico e so-
ciale del pacse. Le strutture più arcai-
che sono crollate anche se ne restano
incora. Stanno per compiersi scelte
importanti per decisive riforme. Attor-
no ad esse il dibattito esistente indica
oltre la semplice diversità di opinione
due indirizzi di sviluppo sostanzial-
mente opposti, come opposte risultano
le lorze che vengono chiamate a por-
tarli avanti. Il nostro posto è qui in
questo dibattito che investe tutto il
campo dell'istruzione e del vivere.

Oggi le forze economiche e politiche
che dirigono il paese tendono a rea-
lizzare questa riforma e facendo in
modo che la tendenza oggettiva alla
integrazione fra scuola c società, fra
università e produzione si realizzi nei
fatti come totale e incondizionata su-



















bordinazione della cultura, della ricer-
ca, della preparazione tecnica alle esi-

che
o molto lunigo per la vi-
LL'u










2

genze della produzione e, quindi, del
profitto privato. Il grande compito c
ine de
mocratiche Do e fuori l'univers
è non di opporsi al processo sempre
DFEpido ed Evidente (caratteristico
della nostra epoca - n.d.r.) di integra.
zione fra università e cultura e soci
tà e produzione, ma, di condizionare
democraticamente quel processo »












Gli strumenti culturali tradizionali





strumenti songidone dello sviluppo

sociale e uman

(SEA o i
bilire quale funzione essi debbano ave-
re all'i



ata sempre (în
modo dialettico e non certo con l’as-
Servimento bis ratico) Gil csigonze
generali, Îà dove esse democratica.
mente si esprimono (Com ‘ovin-
cie, Regioni, Associazioni "Sindacali e
Professionali, ecc.); esigenze generali
che non hanno mai collimato con quel-
le del profitto privato e delle soci
per azioni

Risolvere questo problema, nel sen-
so di scegliere e portare avanti una
soluzione, è anche definire il ruolo de-
gli intellettuali oggi; questo è possi-
bile guardandore analizzando la loro
situazione - odierfia. Solo icon” questa
resa di cita mon astrar remo» il











cia
ficerca dal nostro posto di studio.
oe delie
per il quale non abbiamo rimpianti,



Direttore: M. Calegari
Redazioni
Rocchi - A. Bafico - Bolognini



Collaboratori
Viganò

Buonacorsi - Boero - Casarino.



lurcotta - Gibelli - Regini - Roccella -

Olivieri - Olivari - Pesce - Sartori -
Rotondo - Brusco - Garibbo - Papone -

staccato dalle volgarità del mondo, pe-
renne viaggiatore di un olimpo offe
togli, anche allora, sulla pelle degli
uomini, va scomparendo. Al suo posto
c'è il direttore (non tutti per fortuna)
dell'istituto di ricerca dell'Università,
i quale accetta di fare del suo istituto

‘uffficio-ricerca della zienda
vata; cè quella dell’ intellettuale
< impegnato » al servizio, diretto o

o (.













lazioni umane » 0 allo studio per un

ano impiego del tempo libero » del-
le maestranze (scopo tutt'altro che
lantropico se il problema di chi lo pa-
ga è solo quello di fare aumentare la
produzione e lo sfruttamento). Esem-

tipici e macroscopici della strumen-
Taliziazione della cultura che s'accorm-
pagnano ad altri di ben più vaste pro-
porzioni. Non si fa una riforma della
scuola, 0 meglio la si fa in modo che
sia necessario il sorgere di private
scuole
{e dello!Stato (ispirate Gi medes
mi principî) forniscano un insegna
mento utile solo a produrre i « pi
tecnici », 0, se volete, i « criticamente
imbecilli» che poi, nella volontà di

è proprio la stessa cosa

EE ri più re-
sponsabili della cultura si sviluppi un
dibattito sulla moderna alienazione,
sulla situazione dell'intellettuale oggi,
sulla necessità di una nuova concezio-
ne_dell’intellettuale e della cultura,
Cultura chesta! Considerata un prodot





















rittura mezzo di i oppressione,
casca A
sto lo diceva Oppenheimer e pensava
alle bombe nucleari.



L'esame del CRE attuale uni-
Joci



ca all'interno di questo problema, coin-
volgono pol altri discorsi
che vanno i
tesco alle nuove fo







enso di modificare
il processo oggi in atto, alle forze chia-
mate a portarli avanti. Il tutto non ci
può far perdere di vista l'ambito più
generale all'interno del quale questi
problemi sorgono e si sviluppano; i
grandi temi che oggi interessano gli
uomini: i temi della pace della coesi-
stenza, della liberazione dei popoli co-
loniali e gli altri ancora.



ben radicata in noi la coscienza
della necessità di
mi





per questo, e în questo senso fa
dell'apertura del giormalealle dra
posizioni ideali un punto del nostro
programma.

Questo è il primo numero; e poichè
esce all'inizio di un nuovo anno fac-
ciamo un augurio per un proficuo

mbio di idee e di collaborazione
n gli amici che vorranno seguirci su
rità

A tutti; po} un:augurio sincero per
nuoti passi favafiti. io la



Bi





Il periodo citato è tratto dall'art

del vice
laudio Petruccioli «Una
l'autonomia = pubblicato sul

dente dell'UGI

le battaglia per



settimanale « Nuova Generazione









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a a a | | le Le a

Politica universitari

iritto allo studio

Il problema del diritto allo

sione complessiva della funzio-
‘uola e dell'Universi-

ndo ed in una so-

ida trasformazione,

ogni sup
porto politico ed ogni giusti
fcazione ideal, che gli consen
tano di superare le imposi

ni assisionziali è demagogiche,
che da qualche parte (vedi Go.
vemo) vengono prospettate od

E' evidente quindi che ci tro-
viamo di fronte ad un proble
ma di squisito carattere poli-
tico che non può essere ridot-
to a più modeste ed innoque
dimensioni corporative a pena
di non snaturame il significa
to. profondamente innovatore
sia in senso oggettivi

fattore di mobilità

‘movimento politico ne

ollocandoli. ‘in una

i0lo for
damentale di tecnici nelle so-

ina he geek n me
fase .*. dallo
tro, în tutti i gangli della vita

sociale, tra le cigenze di cenare
sione produttiva e di acquie-



turale che investa tutto il si-
stema sociale. In altre parole,
non siamo più di fronte ad un
diritto allo studio «tout-court»





golare tipo qualitativo di ist
zione, quello ai
faureati ed gi tecoici di inse



rirsi come elementi coscienti
(e non subalterni) nel proces-

dustriale) sostanzialmente ete-
rogeneo ed inferiore, in quanto
a complessità problematica,
quello attuale. Nella nostra
concezione accettiamo come
vato rreveralbile come por
tato storico progressivo questa
determinata realtà oggettiva:
o (e non mi sembra poco!)
adeguati me combattiamo pero
comporta il | venga subordinata, ed in parte
deformata, dagli interessi © dal:

professionali ed
todi pedagogici,
problema delle gar:

i luppi scientifico-tecni
turale del — blema dell'autonomia ela fl
‘o quin- tura e della
ERE {intesa come difesa del s
chiesta degli studenti di parte
re al Consiglio di Ammi

nuova, ‘intuizione tu:
manistica della cultura in qu
to legata ai TA storici e di
mocratici della trasformazione
del mondo operata dalle forze
più coscienti.

D'altra parte lo stesso inte
resse delle. forze monopalisi

ad un n

impostare, cd attuare una
politica di diritto allo sio,

Gi questo genere è

sario Lera un punto dr ti

a un criterio di

Tu ne dhe e che impeit mdle nelle Sogno, Îa definizione dello stu:

che il ui decada al tivel fenie rana ev oro

È nt fiale






Ecco tutte le implicanze di-
cui era, ed è, pieno il presala-
rio. nella concezione dell'UGI,
€ che ne facevano un fatto nuo!
ta sempre più palesando m:
mano che la scuola e l'Univer-
sità acquisivano un prevalente
ttere di centri formativi
del mercato del lavoro e delle
re altamente qualificate sul
muovo

a.
e non disires
sata © dell'artivit
quando si definisce et
x lavoratore, intellettuale
to di una certa real:

:d economico-
PRES
astrattamente giuridiche,
che tenevano conto, valorizzan-
dolo, di tutto un processo sto-
rico in

Ebbene, è legittimo chieder-
into, se e quale
occo positivo ha avuto la no-






strutturazione e funzione delle
classi dirigenti intellettual

în go, qua-
un contesto sociale (agrario-in-

li cause soggettive ed oggetti

ve ne hanno impedito 0 rinvia-
to una soluzione conforme al
la visione « globale » testé è
nunciata.

“ bene osseriare però, che
se volessimo sceni

tanza
riferimento
alle situazioni ultime che

tezza al tipo di lotta che

proposta al movimento unter:
sitario ed agli stue Una
riprova di ciò è Zoo a

contradiaitorietà ed ade: @
era












ti di enti e di insufficienza da
rapportarsi più direttamente
alle strutture attuali della Rap:
presentanza, non sono riusciti a
greare alliniero dell'Universt
ticolato di

ici Sostanziali
passi in avanti.
Che quindi sì sia giunti ad

che non c

io e dalla Giunta UNUI
ie hanno dimostrato scarsa
capacità di contrat
terno delle proposte avanzate
, del resto, era inevita
le 10 di dcioiton DI
che il problema del diritto al-






te assistenziale © considerato»







4
risolubile con provvedimenti
di « solidarietà » sociale, e non
è ancora sufficientemente
quadrato in una visione gene-
rale che lo colleghi da, una par-
te con lo svi ell'Univer-
e della ent



eran
conomico programmato del

Quindi incapacità dell’ UNU
RI di mobilitare gli studenti
ed incapacità di offrire una
goluzione dell'attuale crisi del-



e manovrare fino in fondo
un'impegnativa battaglia poli-
tica.

In tal modo si è giunti a cer-
ti risultati che noi giudichia-
insoddisfacenti: cioè
iva di



« presalario »,
Nigscono ancora le lince deli:
nitive a pochi mesi dallo scio.
glimento delle Camere, il che,
se non altro, ci induce ad avan:
zare le nostre riserve su prov:



tano così chiaramente demago-
gici ed elettoralistici.

11 carattere paternalistico ed
della proposta
di «Assegno mensile », ne spie
ga del resto i gravi limiti in-





gna inoltre un sostanziale ac-
cantonamento delle altre riven-



jtto=Silo studio»
non_ sarebbe? risoltosic
ir di Nesti

indiretta)
che 7 06000 esere
titilizzaci in funzione comple.
mentare rispetto al presalario
stesso.

La casa dello studente, ed
‘analogamente, i collegi, dovreb-
bero svolgere una loro funzio-
ne di centro d'incontro e di vi.
ta comunitaria, permettendone



© non godono di un ambiente
liare idoneo allo studio.





accade, lasciate ad imprese pri-
vate, dovrebbero prati

prezzo politico inferiore all'at-
tuale, quasi ad un contributo
integrativo dell'Opera Univer-
ditaria, L'assistenza seni

5
3
>
i
&
sd

previdenza, dovrebbe essere co-
ordinata da una Mutua Nazio-
nale, gestita dagl siii
pofine la Coopera
SI

i ad una funzione di





imprenditoriali e le stru
antidemocratiche che spesso ne
frenano l’attività e l'incisività:



mento dell'autogoverno
Comunità Universitarie e come
tale dovrebbe essere resa ca-

Î la pro





Gli studenti chiedono il presalario

duzione culturale dell'Univer-
sità.

Garanzia dell'attuazione di
questa impostazione program:
matica è una dimensione demo-
ciao
delle Opere Universitari



Universitarie di sede che com-
pe

presentanti dei neo-aureati, ol-
freché gli studenti ed i pi
fessori



o in cui lo sviluppo del-

l'Università, condotto attraver.
'Opera Universitaria, si col-

lega e si salda

Régione e degli Enti Locali



0 della Re



saldamente radicati nei proble-
mi locali.




far ciò e per risolvere

no necessarie forme
di collegamento con gli. Enti
ie rappresentano le esigenze
di sviluppo dela cità e della
regione: Comune, Provincia,
Sindacati, Associazioni profes.

sionali
Perciò il consorzio deve es
sere allargato © deve assurge-
re a nuova vita: più complessi
Î intervento, e di



An problema, è

quello di garantire la possibi

lità di controllo democratico €
le condizioni pe



fa pre
stimolante agli effetti del supe:
10 delle grette concezioni
corporative senti.
fn qualche settore della scuola
e dell'Università
E' lungo queste linee che
deve svilupparsi sul piano lo-
le la nostra ricerca e la no-
i io
studio,





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Iniziativa

dell'ORUG
sul diritto
allo studio

Si è svolto nelle aule dell'U-
piverstà_per iniziativa del.
l'Organismo — Rappresentativo
dor ir
ti delle Associazioni Universi.
rarie sul tema: il diritto allo
studio. Erano presenti, oltre a
rappresentanti. dell'Intesa, del-





genovese prof.

Assistenti, l'amico Barabino în
rappresentanza. del: Sindacato
Universi

Hi cdraticte. Corretto) delie
contro, la sua convocazione
quasi improvvisa, îl tono di
novità elitaria che ha assunto,



retratezza di
popolazione studentesca
nova e la povertà di temi del
la maggior parte delle Ass
Gli interventi on hanno qua:
(occaro





condo il vecchio concetto as-
Sri rispetto al quale il
presalario voleva essere un

Qualcuno (Conti, del Gruppc



si sa come della dignità
dello studen

In fine i più parti è stata
auspicata la preparazione di un
nuova incontro sullo stesso te-
ma, meno provvisorio, meno

mocratica di proposte e dî so-
luzio










Quando nell'ottobre scorso,

pre dalla Corte Suprem
sulla integrazione razzi

k nelle scuole statunitensi, a-
rebbe finito per essere appli.
Lia dovunque negli Stati del

Da ghe Ja situazione sareb.
bo cambiata dall'oggi al dome-
ni: si sapeva che i razzisti
rebbero ricorsi a pressioni c ad

nl ivincere
egri a rinunciare
al ti, progetto di iscriversi a
le finora frequentate dai
GU sembrava
robabile che
le autorità Scolastiche di a

la prova di
rimeza oliene de RICT ing

Lg STERE Dico: i,
icenda hanno però

za che si constata come il pri
vilegio razziale, come l'intolle-

(ii li core
Washing \gton. Abral
in DI Rose ‘Si ha,

Lun e

ria degli Stati Uniti

jone che Ja situazione dei ne
ggi sia andata, peggiorando fi
no agli anni prec se
‘onda guerra mondiale e che

a riv
ira sei “gir e di

dignità civile per i negri în que-
gli Stati del sud dove la lenae
ce odiose discriminazioni.

no liberi gli scl



Problemi

Razzismo

avevano Fatto George Washin
mas Jefferson. Anche

questa pianta
schiavi negri che ad essa

versi procurare ogni cosa, dal-
l'abitazione al vitto non gode
vano neppure di quelle cure
si prestano agli strumenti
n i quali ci si proca
guadagno. I bianchi
rifiutavano i contal
gri: ne fanno fede al nord le
Società che
Ati fuggitivi, cd al si
Mero sempre crescente di pic.
coli mulatti che nascev
nelle misere capanne all'ombra
delle ville padronali. Il confl
to razziale non esisteva ancora
€ neppure determinante nel suo
sorgere fu la guerra di seces-
zione, sebbene negli anni ad es
0 le prime

prande crisi agricola che tra-
vagliò il par

riforme a favore
coli più poveri, dopo alcuni
Cc...
icoli dell'ovest e del si

duramente sconfitto in seguito
ner L'ellermata opposizione de:
gli interessi industriali e

ari dell'est e dell'assenteismo

dii
votare come prima,
ne popolare bianca fu violenta
% piena di cientimento, comin.
re la voce che se
avuto il
diritto di voto l'esito della bat
faglia bolitica sarebbe
Perso

re 25 alunne questa, dice
ria con lo scopo di scongiur:
se per sempre. in avvenire, fi
convergere delle masse popola-

ranpresentano una per-
centuale della popolazione che
talvolta tocca il 50%

E' cosa nota che, una volta
incamminatisi sulla strada del-

difficile fermarsi, e così via via
furono introdotti provvedimen-
ti sempre più radicali ed umi-
lianti; la. discriminazione a
iola, sui trasporti pubblici,

nei pubblici locali, ni
Fu sanzionata in duesti casi la
formazione di una categoria di
cittadini di seconda classe, con
gli stessi doveri ma con mini-
mi, dit fu. presto evidente
cuole,
Lidi dei Bianchi erano
rando si
stesse opere pub

che per i negri

re tutto in economia. E questa

discriminazione | ebbe

successo perchè. sorse

elaborate da una piccola dite.
nero, ma furono po-

ve la legge garantisce ugua
fi diritti per tutti
sceiù i casi

isolati che si
polat se qualche Î
esse tmslocato,
lotta
ri hanno intrapreso contro le
discriminazioni, and
lenziosa, ‘scarsa
2a interazione dan
Srinato a modificare l'attuale
Situazione; la parte più
dell'niione Pubblica
americana, ed 0 Fe
Der motivi sin ideali che
tattici, sono d:
Gli studenti neeri
senza distinzione

di
tei ner le strade. pubblicano
ticoli sui giornali studenteschi
e sopratutto hanno inventato
un muovo metodo di lotta;
torpedoni

tolozzi libraio in genova

dai vivaci, color, dalla loro
segregazionisti — dell

nei locali risci
vati ai bianchi, sì siedono e si

che tanta importanza
cio ghe gli altri possono pense:

seriminazione sui trasporti pub:
blici. Per più di un anno i ne
ari andarono ‘a piedi, e le di

mobilistico di
fine la compaeni
ria fu costretta ad abolire la
discriminazione. L'arma
rev. King è la forza esemplare
di una azione decisa € consa-
perole del prendo beot dice
to € sopratutto lenta.
"tti questi. gruppi. comun:
que avrebbero ben poche s
ranze di vedere un qualsiasi ri-
sultato a breve scav
vessero tin. potentissimo ap-
poggio nel Gov derale
che per cr svnati o

te_indipendenze

Di
razzolare male in patri
Inoltre motivi elettoralistici

per una sua prossima riele
zione.

E' con queste prospettive, che

onsentono un effettivo

presenta oggi il problema di
iazzismo in Amei
‘concludere ch Lance
mes Meredith che un gior-
no l'Università. di fl
glori di averlo avuto tra i pro-
pri studenti.

libri rari e d'occasione

| piazza colombo, 4-10 — telef. 35.055










































6 Libri ‘e riviste *
e 1 © Il programma degli Editori Riuniti per il 1963
La cultura nazionale an
: . LEALE E I
dei popoli coloniali #77 essi
i Cl. ragno, Ireneo sopresa
i non, «I dannati della terra» contro un ordinamento socia- dendosi con questo termine i diri va di Ami
(Einaudi 1962), appena uscito i costruito sul razzismo, sul- pic e SEE TRPaaTE granda Dizionario Her
suscitò larghe polemiche fra i la Teme sul di toa n
È













logie note, e schemi fissi. insieme il pericolo dlla «pon
È' il Fanon, negro nativo taneità rivoluzi La Re I
delle Anilio va Dolo paria © Conta di una direzione orge: gralova, Ki
tra, imbevuto di coltura euro. Li L'inrezione di Varsavia
pea, la cui formazione cultu- le Du
rale Ù filosofica deriva dalla De ‘fazionali verso la lite: ra
conoscenza psicanalisi, razione e nell'involuzione neo- e avanzata. sovietica. verto
Te sartriano © coloiaista e la Battaglia di Mosca di
marxismo; appena ‘utto ciò è stato oggetto di
il Fanon si dedico cublto | attento csame è di aesese di leo
alla rivoluzione ‘algerina, la: scussioni, mentre è stata a tor:
ano studi e professione, di-_10 trascurata la pur importan:
Tenendo reddatore d‘ El Mou tssima parte dell'ope
N diabid» (Il Combuttento); E
1960 pubblicò a Parigi (Ed. fondamentale per la compren:
Maspero) «L'An V de la RÉ — sione del libro Intero
volution inne », che L'autore innanzitutto analiz
tava per la prima volta dinan- l ne di una «intel.
zi al pubblico cui leghentia» colonizzata che —
tà nazionale e popolare del mo- e qui il Fanon da delle spie
vimento per l'indipendenza; gazioni di carattere psicoan:
È appena trentasettenne, nel no- _ fitico — si rivolge alla rivens
F vembre 1961, terminava la sua dicazione di. une, coltura mi
ita al servizio di una causa zionale a, da cui nasce
ki che egli idea assoluta: f'esi ict



mente con la di ua cultora nazionale futu-











pi Ae ignstà Il processo in cui l'intellet- 1,°tmr.c" ST Love
dell'elaboragione (e01îga | Com" sigle Sologigato, dita Mi coda it cong
‘piuta dal Fagob, unita alla Shi" d sconerta/ del Inassato,a6l Fial-A Q\grgssa patti american

EEE EE TAO o ie eine Care E
identificazione del: ti*Sue ti Suso. IE
del SELES a di Hanson. L'ereditarietà di Bon- mento
Si nel 1







un tion piuttosto A
un' | che sorelibe mae



tile 10 atri uns Introduzione di Mar
tice Dot.











sio NERO che sl potrebbe nn
A ‘morso De

coloni alismo. LÌ più grande sar iscrivono necessariamente nel

lore della sua opera sta infat- 1a stessa prospettiva del colo

tf nell'essere fiori e contro | nialismo, ©la cultura che

ogni dogma e ogni schema pro ne affermata non

fissato, nel coraggio di affron- se 0 quella



tare tutta una tematica nuova
ed attuale, derivante dai pro-
dell Ci



pretati si fa L.
ziesame le concezioni sino- « negritudine ». Ma questa n

Tobia principale del Fa- | senza dubbio fortemente limi
nor tracciare la lin ten



pics ancora gp. gl omini de pesi dopo se Il lavoro forzato delle donne nell'Angola - Riparazione delle strade
















dal colonialismo, sulla _ coli di esperienze d
sase di alcuni presupposti di- che se simili; e la strada
mostrati da secoli di esperien percorrere, anche se i proble della supremazia economica e to di « negritudine », che al-
3°. Primo di essi la conside + mi ds alfrontare, liberazione, | culturale del colonialismo, che l'Assemblea Generale “dell'ONU
il coloni creazione di un'economia, so- tale nozione razziale ha posto votarono contro il popolo al.
meno in: no gli stessi, non può essere © sostenuto gerino). Ma non è questo il
teramente legato alla forza © la medesima per ogni popolo jon ci sarà cultura negra punto: e il problema è di sa-
alla. viole: CA ne nere il posto che quegli uomi
Hioba dora Cascio mela stop © esistere cultive Mgorosamente | nesson uc polifica pensa dini hign l'intenzione di verve
sa misura, giacchè si tratta di identiche. were la vocazione di far na- loro. popi
i gostiture una specie d'uomo E credere che al possa fare Scere repubbliche me nere. ila
altra specie d'uomo » iii.
zazione delli violenza, _ ca nonsteper, conto del patto r, Presidente aa Repub-
un allo. profondamente che ormai i ri mo blica Senegalese e con Jacques tà. E' questo che conta. Tu
î ldimente |. scomparendo, con la’ Rabemananjara, irinistro del to il resto è letteratura e mi
aa Ie‘82:’ gal, difensori del concet. . stificazione ».



45 Attualità



7

COS'E’ L’U. G. G.



ge- te inserita nel paese come ia

è l'asso
D tore di democrazia

I. che, secondo



le sono espressione le elezioni
annuali del Consiglio di Go-
liardia, organo dirigente, ed il
frequente appello, attraverso
assemblee, alla volontà degli



però che la
nostra associazione sia la sin iscritti.
tesi dei gruppi studenteschi dei Autonomia positiva significa
partiti più © meno di sinistra per noi elaborare autonoma.
su un programma minimo mente la nostra linea
SIA





NOMIA POSITIVA. da
que; accogliamo i nostri iscrit-
ti (assai spesso,

ad alcun partito) senza fare al-
cuna discriminazione, politica

chiun-



contenuti alle aspirazioni degli

studenti ad una nuova Univer-

sità, responsabilizzarli e gui

na nella fotta perché talia
irazioni si realizzimi



Del resto, per comprendere
il ruolo che noi vogliamo ass
mere nella vita dell'Università,

fà di iniziative da portare





Ipo IA VAI he oi
biamo nella nostra associazio-



le facoltà con riferimento ai
problemi sociali è culturali 1e-
i, onde porre una valida "e, nei pi



prospetiva di avvenire demo. © democrazia su cui poggia, nel.

vatico all egli istituti la sua capacità di portare tra

sulle fa. gli studenti un serio discorso

ideale e concrete proposte per

idurlo in pratica; cioè in de-

finitiva la fiducia che noi ab-
i ed biamo in un movimento sl



un convegno sul diritto allo
studio, che faccia il punto sul
la situazione dopo l'accettazio-

parziale da parte del
Governo del progetto per l'isti- in esso,
tuzione del presalario, sostenu- ibpresesletivo pepovate (ON:
10 dall'UGI. all'avanguardia —UG.), gli amici eletti one
del movimento studentesco. Si









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re sì rpi pnerenti alle singole Facol

Montecreto, nell'Emilia, un | th, loro rapporto

Congresso di studio dei quadri Locali, ecc.)

dirigenti dell'Unione Goliardi. Sono state fatte relazioni in-

, con l'intervento di troduttive da De Michelis,

irca duecento studenti rag- sidente dell'UGI, ,

gruppati in delegazioni prove- truccioli, Panella. Il conve,
ienti da tutta Italia. è iorni e ha dato ot-
Il lavoro, di approfondimen | imi risultati specie per il gran

to e studio dei. i

cipali della

ria era al

missioni :

sentative universi.



membri.



Diritto allo Studio,

Taccuino dew0ORUG

Dopo una lunga crisi, carat. dizio positivo di i)
terizzata dalle intemperanze e tive: l'uscita regi un
dalle violenze decoroso «Giornale dell'Unive
ata degli esponenti del E. n° ; il manifesto a proposito
N. miri mollo. delta Moi cosina
di efter glio il Con laboratorio), in attesa che il
Eresso (il « parlamentino ) ha | Congresso csprinta. finalmente
cspresso la fiducta alla giur una maggioranza (e cioè che il
ta. Giacopell sruppo cattolico faccia la sua
dell'Orgariomo scelta tra l'Edelweiss liberale
a ). Continuano î
discorsi vuoti, le sterili mano-
vre di vertice, le accuse e con-
troaccuse spesso sul piano per-
sonale.., e î gruppi responsa
Hit di questo sin
traversano

recerimente nella se
det' gruppo cattolico (clamoro:
sa) è del gruppo liberale.







la che si limita al
la normale amministrazione
(pur se bisogna dare un giu-















8

I) Ing

ti iscnti al primo bien
hîo della Facoltà di Seite

72 incontrano notevoli dif-

ficolta di « ambientamen-

to» (adeguamento ad un

certo ritmo e ad un

to metodo di studio, 600);

quali ritiene Lei ne si

to i motti, sa di ord

con la

45 attualità

QUESTE LE DOMANDE:



ere, ci studen-





ne generale; sia in
rsa
ie



studenti di determinate

responsabilità nei Consi

gli di Facoltà?

Lit) Considera Lei utile,
'idea di sti

Dona

1) Per ovviare all'atua
priî



Universitaria,
spense che di appunti « re
visionati » dai docenti?

sunzione da parte degli



con il

prof. Vallauri prof. Togliatti

1) Il passaggio dal liceo al
l'università determina un bru-
sco cambiamento di ambiente
e di metodo di

Fino al Cogito della



ha più una 0
RR "ificoltà,
sua propri!
controllo. continuo passa
e sa i ice
lo. Da uno schema di studio
seen
jo ed imposto, passa ad una
Did iv liberi roll sel
{a dei libri da seguire, degli
esercizi da fare, delle lezioni
da frequentare. Se tutto ciò è
comune per studenti di qua-
lunque facoltà, determina però
de)













potrebbe essere mitigato o an-

scuola » un maggior senso
responsabilità allo studente,
esortandolo ad affrontare an
che da solo, le difficoltà, ali-

ndogli la curiosità di ri
cercare e risolvere problemi, di
che oltre quanto gli viene
to dalla cattedra o sul libro
di testo; dall'altro lato invece,







avvicinando il docente allo st

le con corsi cipale è
tt





li
gnamenti
sfuggire lo studente non appe- più conoscere
na finita la « coni im
rtita ad un muro uniforme
di volti indistinguil
trollare la
fitto degl

2). Naturalmente, quando
parlo di contatti extra lezione
tra docenti e studenti, non li di essere
intendo solo come delle specie stessi

di lezioni private fornite a que-
gli) studenti } che } ric}
qualEhe spiegarne







due parti interessate alla vita
scolastica universitaria e, con-
seguentemente fonti di discus-
sione dei problemi prospettati
e delle soluzioni proposte.

ito

che si effettuano
nel primo biennio della Facol-
tà di Scienze sono di tipo pro
pedeutico generale. Non riten-





tamente legate a quanto il do-
cente illustra a lezione e al
modo con cui la materia è pre-
sentata, Anzi, all



gli permettano di arricchire ed
ampliare quanto h

nella lezione. Gli sarà
mente utile anche se inizialmen-
te arduo, rimeditare quanto ha







studenti per pubblicare com-
plementi, guide, aggiornamenti
ai testi esistenti, purchè sia
‘sempre evitato il rischio di re-
stringere e schematizzare la
cultura dello studente.



1) A mio avviso la causa prin

tica; con le attuali sco-
laresche pletoriche, non solo i
ventano in

stessi assistenti incontrano di
ficoltà nello svolgimento delle
esercitazioni nè possono con-

ni
fiovani abbiano la sensazione

Vi sono
dano, ) Ma diversa! organizzazionendet
segntarn: a







cetto errato della « libertà »
ione universitaria.

ai meglio che attraverso
ad una partecipazione degli stu-
sufficienti, denti ai consigli di Facoltà per
determinati argom i
Fon irretbe a confal
Ti e radi, ritengo che pi
coltà di Scienze

la_ sovrapi














a
















frequenza ed il pi
| student. In queste



abbandonati a se

inche altre cause




chio | dopetto
0 bene



E
endere bene Ki







Tanica ine
ta).

talvolta un. precon:



Carletto

TESSUTI - CONFEZIONI







INTERNI

DOMANDA: Ritiene che
la facoltà di legge, così co-
corrisponda alle esigenze
fa società moderna?
RISPOSTA: No. La facoltà di
e così come è organizzata
corrisponden







tore
i non hanno alcuna



rciò organizzare i pi
ne
gn
sogna tenere conto del fatto
che solamente circa il 25% dei
laureati della facoltà di lesge
le professio:







la ur ci
ila
ministrazione dello Stato © in
privato o pubblico 0

diverse



Bi Materie, dare i leuree dif-

lt) sd 7}, VIa





45 attualità

possibilmente sepa:

ferenziate,
rare l'indirizzo ammi



tuno che anche in Italia,
nella maggior parte degli ste
ti europei, si addivenisse a

na doppia licenza universita:
ria; la prima ché abilitasse al
l'esercizio della professione
la seconda, cioè il v ‘o
Brio dottorato », al termine
di un corso per Studenti che
Hanno ‘interessi scientifici ©
che si specializzano come stu-
diosi in un determinato
tore,







set

DOMANDA: Si
molto i

de 2



1 di
getto di legge sul pieito
impiego dei docenti uni
versitari. Vuole esporci
brevemente è termini del

e dirci cosa ne

pensa?
RISPOSTA
reve è questa: una
li assistenti, professori



nari
so il Ministero





con il dott.

della Pubblica Istruzione ha e
laborato un progetto
le cui linee e:






versitari

lennità sostitutiva dell'a

professional

drebbero però

ti nei Con n

yinciali, Regionali. od al Par

lamenti esiste

incompaiità, da cet de
dattica e partecipazione alle

funzioni politiche Sopra elenca:
te, I professori ordinari han-



traverso la loro Associ
ripudiato questo pr

ne Nazionale Assistenti Unive

gitari), che appoggia il a

to originale.

questa opinione non sia condi
dh





rt categorie
gite di docenti sniveritari

10 particolarmente’
eee
pratica professionale.e l'attivi





Ii po Rbia 1/0



* 9

Tarello

tà didattica e scientifi
svolge nell'Unive
no convinto chè sia possi
studiare

a che si







dei modi per consentire a
centi l'e di attività pro.
fessionale non come singol
attraverso gli istituti di cui
fanno part

DOMANDA: Per







le ricorrere a frequenti

incontri fra studenti e
RISPOSTA: Ovviamente sì

su questo punto si potrebbe di
re le solite cose
quando questa doma
posta; ormai si tratta di una
interrogazione retorica alla qua:
le nessuno osa rispondere di
no. Comunque si potrebbe di-
quentemente sì fa, c









agli stessi pri
fessori di svolgere bene la lo-

r0 funzione non soltanto didat-
tica ma anche scientifici





Maglierie - Calze - Guanti

VIA LUCCOLI 106. TEL.293532
GENOVA



Lavorazione esclusiva










10



L'ELEZIONE DEL RETTORE

La recente successione del | non avviene con metodi per
prof. Girolamo Orestano al nulla ortodossi, a voler usare

prof. Carlo Cereti nella carica un eufemismo (come. l'anno
IRON E si E O Roo do I oh
rende d'attualità il problema Papi, fra le proteste di mezzo

della indilazionabilità di una corpo insegnante, fu eletto
a i n i ;0 costituire un
sto dalla legge per l'elevazione regolare seogio, ma col sistem
a a dignità accallemica

in generale, anzi, essa la gi ci
rende d'attualità fl più vasto | più piccola larva di discussio.
problema dell'abrogazione del
‘esto Unico delle norme per
P'Istruzione Superiore 318-193
n. 1592, nato, come si com. da parte del Corpo Accademi-

Quindi la designazione diventa
un. fatto personalistico, 0 pes-
cessdrie dopo la caduta del regio di «clan» d'istituto o di
gime. Facoltà, quando dietro le quin-
La sostanza di tale comples- te non
so di disposizioni è rimasta in-
fatti autoritaria, la impostazio-
ne dei rapporti docente-discen-
ie tipicamente paternalistica
(come del resto accade ai
tri livelli distruzione), & me, è — nessuna
suna direttiva gli è stata im-

ta
svincolato







Cn
gli, L'Amministrazione “delle | dara.
ina Insomma si ha attualmente

Le norme riguardanti de ele di delega assoluta




zioni i poteri al Rettore, il quale
che le uniche fupeebbiano Mi) può fare e disfare ciò che cre:
subito 1onclotgg- Winedi dep) ey sl CE III Je

la Liberazione im" | mitazioni.. questa. non «gl

Rappresentanza Universitaria,
che sempre ha prospe

uestî anni gli obbietti
avanzati alle forze democrati:

fessori, la « nomina » dei Ret.
tori da parte del Ministro.
L'aspetata legislazione post.
resistenziale (di
vedeva che la sostan.- © zoo,
za delle strutture scolastiche 3 SE





resentanza è la parte
Saroope n remasta inalterata) più coscierite ed avanzata?
co. quale. organo colfetae | TA Rappresentanza ‘studente

comprendente tutti è professo du -
Pnp amando cd a tale stato di cose sia
ba del Rettore da parte
ri i tutto il corpo insegnante,
compresi gli assistenti, fino che
nom sia matura anche una
partecipazione "di © rapprest.

PO TR a pe ole o lari dagli i sulla base

pare” profondamei di un chiaro pro;

oggi che l'Università si deve pu nella rina
avviare ad essere realmente, di tc RO tutti i no-
come detta la Costituzione Re- di ii al pei
pubblicana, centro autonomo

e democratico di produzione ro una ragione dî contrapposi-

culturale. zione ed anche le forze del-

Anzitutto infatti, il Corpo l'Università estranee al corpi
elettorale (per es.

ti) polrebboro battersi a viso
aperto, e non certo per
ti Interessi. a favore di questo



© quel Rei
senza voler allargare, per ora, In tal n e solo în tal
il discorso agli studenti, i qua-—modo, una carica che ha per-
li, se l'Uni % co ogni contat-





ch
essì contribuire ad cleggere la Sorcbto le
îù alta carica miei che ne garantirebbe sciolta la
Ma soprattutto l'elezione del autonomia da tutti i gruppi di
Rettore, quando ‘addirittura | pressione che soto L'ad na







45 attualità



quistare una diver

le dignità accademica. E' qu
det migliore augurio che ci
sentiamo di di

mici. dell'Università e della



Il Rettore solo în questo mo-
do, ripetiamo, potrebbe smel _ leresse per gli universitari, per.

le loro Associazioni ed i loro
problemi, è doveroso dirlo, la-
giorno dell'Iì gra sciano bene sperare.

II NESTORE



AB:

LIBRI E DISPENSE
NUOVE E USATE

Corso Gastaldi, 39-1
(porione dopo il febaccsio]
Telefono 360.763



IL MORALITÀ

mostre facoltà la speciale con. ta n esame; erché is

Siderazione in cuî sono tenuti |. sa sì finisce, con i crescere del

È ce de niamero degli studenti in tue
tà,



li ultimi anni, il che permet. te le
e Toro un rapporto di stretta
collaborazione con gli assisten —pegnano » ed. hann
ti e frequanti ed uil contatti i



ne vuole che i professori si buone condizioni economiche e
ergo, ia attraverso loro as. _ li alti Oggi vec, pu sed
sistenti, sia attraverso l'elito. | meno soddisfazioni ai docenti,

degli studenti, Uma o sorta d permettere ta I) 006 di
indi di ricerca)
realizza în pratica Sidia a uti gli 1000 che affron-
di vita RECTO che pre
vede appunto, aîtomo ad ogni
« maestro », il formarsi di te
na ristretta comunità di assi-
stenti e studenti che lavorano
Do la sua guida e fanno te-

o dei suo insegnamenti

AE che ovviamente fa a pu
gni con la realtà di un profes-



selusiva (sovente. paternalisti-
) dei « virgulti » più promet-
tenti. Un tale discorso presup-



nizzazione della vita degli isti
Dore Ogni Gino (fit casi. for. tuti ‘(con iniziative dillermpio
tunati) studenti, dei quali del o e

la metà non ha af
fatto intenzione, di
una seri
nostante queste giustificazioni
la discriminazione che si attua i è parti

fettiva collaborazione degli stu-
denti con i docenti nella loro

tra gli studenti nel rapj ), seguentemente
m i docenti (e quindi con rivalutazione del ruolo dello
la ricerca) è un fatto negati- studente, con Pistituzione di

vo sia perché il giudizio sul
le capacità e sull'impegno può
sere falsato dalle condizioni

resalario che pei
quatti lo ‘vogliano. senza. di
cdi

‘on serietà e iran-
vora, od — abitando fuori se. quia nella loro attività.
de — è costretto a viaggiare) P. B.

























Facoltà! sO.

Nelle sue lotte per la riforma della scuola ed, in particolare,
dell'Università I'U.GI. ha bisogno, a livello nazionale come a
livello locale, di schemi che indichino linee di sviluppo delle
situazioni nelle quali via via ci si trova, secondo le finalità
proprie della associazione. Così, questa nostra iniziativa vuole
essere anzitutto una enunciazione di principi ed idee oggi pro.
posti dall'U.G.G. agli studenti ed ai docenti delle singole Facoltà
dell'Università di Genova per l'apertura di un dialogo aperto
e (sì spera) fecondo di concrete realizzazioni. Nei confronti
della politica dell'U.G.I. nelle altre sedi questa iniziativa, nella
misura in cui indica delle prospettive di azione inevitabilmente
legate ad esperienze locali (anche se il materiale consultato:
documenti, libri, riviste, è in genere a carattere nazionale) può
servire di confronto con le idee e le situazioni maturate in
altre università, contribuendo così all'elaborazione di documen-
ti nazionali, facoltà per facoltà.



LA FACOLTA' DI SCIENZE

I fini che in genere si atti
Facolt:

te che motivi ben più forti del
la volontà di rifora





quale senso (cioè nel rispetto
dell'autone della demo.



petenza. Sull'enunciazione
questi fini in fermini così






per pr
dati, o di uomini per la so
cietà) dipende però in non pie
cola misura anche dal compor-

ento di quanti nell'Univer-
sità operano.

Prospettive di riforma.



motivi che la giustificano.



La situazione. oggi.






glio di ogni altra Tenuto conto che una indi-
considerazione] possono rendere me di soluzioni, di i proble
di sca



liane

Medie deli ultini anni. (da no
tare che i ro dei laurea
ti tenda

Iscritti al primo anno: circa
8500



laureati: circa 3500;

personale comunque dedito al-
l'insegnamento nella. Facoltà:
circa
ricambio

italiana, indicando dei punti di
rilermento, poiché è pratica.

possibile enunciare
dettagliatamente. tutte le posi-



npuo nei quadri in-

seananti. delle seuoli esca i o
rie: circa 2000, sere l'evoluzione della situazio:
Previsioni per l'anno 1975 PER



interessata, ogni pa asi

dici dei problemi dell

(I.
idea precisa, un suo piano.

condo un tasso di e RE
del. reddito
delle strutture produttive che
probabilmente <aranno ancora — sua
superati nella realtà):

tecnici richiesti, di preparazio.
ne paragonabile a quella di un
laureato dell'attuale Facoltà di
Scien 5i



La prospettiva neocapitalista.

Almeno fino a qualche anno
fa, le Forze capitalisiche italia:

Favano troppo, ©
rettamente, di problemi gira
li l'organizzazione della ricerca
scientilica 04. Îl ruolo, della




ricambio quadri _ins
scuole secondarie : circa 10000:





di ti
altamente Si



gnanti in grado di impartire le-
zioni di tipo universitario; ed a di progluzione ora an.
accanto ad essi, bisognerebbe cora quella rradizionle, del
provvedere a formare 150000 prodotto progtiato
e discipline scien a

tiliche per le scuole massimo profitto. è fabbricato
E però già evidente per ra- dagli operai secondo le istru








gioni puramente numeriche che _ zioni dei tecnici intermedi. In

tale a di personale qua tal raedo, spesso risultava più
libico Der a produzione e la | comodo alle industrie compe:
scuola potrà essere soddisfat- rare brevetti ed ottenere licen-



ta solo in parte, come è eviden: se di fabbricazione da industrie









Parliamo
della Facoltà

di Scienze

straniere opportunamente at. cui sono state esposte queste
trezzate per la ricerca. Oggi, tesi), sostenuto dalla stampa
miche © economica (24 Ore) ed appos:

di produzione che rivoluzione- giato dai grandi qu uoridiani bor
fhosi (Corriere della Sera) nel

si propone,










zi
elettronueleari) il rapporto tra

ttazione ed esecuzione del
prodotto.

ze della

La prpgettzione non si esa Panziario
risco più el Iboratorio ove la efficienti © mo-
inziato », ma ogni di studio per

Stadio” della. produzione. è ‘n e

660 di seul profe
7 indisina; è er
pio duzion LA
istituzione del diploma
diordopo due o





i pron massa di
nti, una volia appresi dei
metodi per. risolvere un cesto

i problemi, di esere
mente nel pro-

CO prati 7
chi voglia limitarsi a

sfruttare delle « formule »; ©

$55



cesso produttivo o {per poi e

sal effetti della sonquista Ù
ui lesi

un coordinamento dell'attività

di ricerca tra industrie as

te, anche a livello ci









nale, © di delega



E fondamentali; di qui so-
0 la necessità di cre
laboratori © val:
de e nutrite squadre di tecnici
e 55 a N strumentale alla sociologia,
Siino de na le « human relatione n, alla
Co tura classica, alle arti (musica
e pittura) in vista della forma-

dei dirigenti «d il mondo del

sione in profon
piezza delle conoscenze scien.
tifiche, sia con l'accostamento



che tutte le forze
€ materiali siano



ili ces DI liberi e
« responsabili » degli alti
een al
attuali metodi di insegnamen
permettono nem-
meno dopo la laurea una im.



pic



assurdo che la preparazione tu
vrofes-



Sgt 1 ico la dla _ mera dem la eee a i
utilizzazione, ma richieda an —teriale umano preparato, e può
cora lunghi corsi di specializ pure spl I RE la LE
razione. Sao di formare

ol
I...
volte in convegni (famoso quel- sente in questi schemi, pt
lo di Ischia per la brutalità con basta ovviamente la presenza



























12

di un buon numero di tecnici
Si fav e lo

insegnano ai loro allievi, sia
i di preparare dei



Inutile aggiungere che, co-
me altermativa alla realizazio.
ne di questo piano, si fa bale
nare il ricatto, della formazi
di scuole professionali che
esautorino _l' Università nelle
Ste funzioni, magari servendosi
della discriminazione nelle as
sunzioni per vincere la r
i stenza della scuola statale (0
delle facoltà più indipendenti),



La scienza
come pura tecnica.
o nalizzato
ineccepibile nella sua logicità
che
tiva intrapresa. debe
Ba obbedire alla legge del m





È



saria per garantire ed accresce
re tale profit

tta, se vuol



) essere effi

cace e condurre all'unità di tut-
forze positivamente int






in posizione subordinata alle
esigenze del profitto economi
0 rappresenta sia per il fut





ro di che per quello
della società sì fa-
re un discorso sul quale è pos:

sibile raggiungere una larga



ssa tra tut
al di là delle rispeitive posizio.
nni ideologiche, avvertano tutta-

via la necessità di opporsi in-
pericoli.
Abbiamo accennato a mine:
ce per la scienza e la sov
cerchiamo ora





assumere nei confron
della produzi
scienza è sintesi di elabo-
razioni teoriche €
pratiche; nel pi
10 de



— presso ti
Je civiltà, e non solo quelle oe-
cidentali — lunghi periodi di

ismo, la ricer
ca pum è cifettivemente avan

sintesi,
effettuata degli scienziati, di
csi sperienze pratiche,

dal mai

alto
teresse garantiti dal non aver



Facoltà °



opere pubbliche, e con ciò for-
nendo suggerimenti e stimoli

sla Ficerca pura, Oggi sta
srollan





fra
ei e
vello (ricerca pura) e le sint
si eftettnio allatto della rt
cerca applicata, nei laboratori
industriali; € d'altro canto, la
ricerca è ricerca di equipe ed
i laboratori costano decine e
centinaia di milioni, onde di
venta anacronistica’ la figura
dello scienziato che, in lotta
con le opinioni corr
sce gli strumenti. di indagine
a
secondo nu











concepire. la
iso compito
di farne uno strumento di

lasciare un angolino anch
le ricerche « libere»,
prospettiva di utilizzarle a più
Tunga scadenza; vuol dire stru-
lo



Misce la scienza come pura tec-
nica, della ragione, nor come
to, Ssencial: (della cub



‘come

ragione che uom
uo sia con le elaborazio-
ni teoriche che con le esperien-

e



tta a tener
conto delle esigenze della pro-
d dei problemi
concreti; significa in altre pa-
role, caduto proprio con l'evo-
luzione della scienza il mito
positivista, dare una giustifica»
zione della scienza che, senza
sssere troppo impegnativa sul
piano etico







dell'economia di oggi. Una ta-
le concezione della scienza, che
ha avuto fortuna nella prima



ciò che la loro attività di scien-
ziati non aveva un carattere
puramente tecnico, © perciò
neutrale, non coinvolgente re-
morali. Emerge
con ciò la necessità di umaniz-
ve la scienza,

senso tradizionale della sua
squalifica (di solito, di fronte
alla religione ed all'arte): gli
scienziati chiedono oggi di

i ‘del frutti







del proprio lavoro, sottraendo-
li agli interessi dei gruppi icco-
nomici 0 della lotta tra gli sta





medicina, fisica teorica
‘a libertà lasciata ai ri-

cercatori di. tutto i mondo ka

permesso il maturare

tive esperienze in comune di

lavoro per il progresso di tutta

la società.

Di fronte a questa»presa di
coscienza da parte, dell'io
scie: ndiale: appare
dunque ue già superata Îa posti:

che le società di tipo neoca-

resta

o ed allo scienziato come sem:
plici ruote del meccanismo del

ne; del resto un ta-

le ruolo risulta inadeguato ogni











loro utilizzazione come distinti
anche se ciò può costituire for.

e un comodo alibi offerto al
tecnico che lavora nella indu-
stria farmaceutica.

La nostra scelta.

L'alternativa al disegno neo.
capitalistico si può esprimere
l'idea di una scienza
integrata nellassociétà, ove na
‘uralmente ai, due /t
ipporto — sti

za abbiamo esaminato nella
« confindustriale »

dello ‘integrazione della. se

nella società,

quale può gvilupparai la scien

za senza prei

autonomia © per la sua utilità

sociale di







come lotta per il po-
fere sugli altri uomini una





ch solo sotto
I
subordinazione della scienza ad
interessi che non siano q
[ella società, e non si

un prol





nio comune di tuta Fumanità,
non ha più ragi
tutta quella problematica (eu

l'utilità o meno di certi rami

della scenza £ delle loro con
ra



ssa Offre soppiantano
i contenuti e soprattutto i me-

todì delle vecchie culture, ga



rantite nel tà » non
ala verifica sperimentale. 0
dell'analisi storicocritica dei
proble! ma piut
tosto dal dogmatismo o dalle
fumosità dell'intuizione acri-
ica,

corollario di un tale
rapporto ra società £ scienza
seguono il sanarsi della fra
tura tra coltura umanistica e
na e la collpcazione deb
l'insegnante nel di
di ricercatore e RO
‘a ed insegnamento non
vanno più è scapito l'una del
l'altro, ma la prima
condizione per il sccondo, în
alla concezione che, a tut-
1 ii ratica di











€ ogni ricer.

catore può essere « allievo » di
‘atore, o suo mae-

stro, a seconda del prol
delle

roblema
competenze



di
ha purtroppo solo il valore di
idea-guida che
























potersi realizzate, un profondo

mutamento nelle strutture del-
la se

vuol dire trascura
re, in attesa di tale mutamen-
to strutturale, la lotta che oggi
può c vviare il

tamente ai problemi di una
facoltà di scienze, è pericoloso
(anche iche ed



pegni) evitare di battersi te



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L. 1,000







bn







nacemente perchè l'Università

luca non degli esecutori

«alienati » di ordini ma degli

uomini responsabili che avver-

10 la necessità di

ed assumere, delle precise

fronte alla so-

roduttivo,





ne di formule) soggetto al mo-
nopolio privato.
pSbiettivi come quelli ora de



inuri
giunti ©, se raggiunti, incidere
profondamente sulle strutture

la “italia” delle giovani gene:

i, € la scienza avrà assun-
fo un Tuolo determinante nel:
Ja vita della società ed i proces-
si produttivi richiederanno per
lo più operatori aventi
parazione pari a quella del tcc-
nico laureato di oggi.

La prospettiva
moderata-riformista.

Condizione necessaria per



ancora per qualche tempo, un
ob



lo
no gli ambienti cattolici
vi





‘neocapitalistico della socie-
dà, I pe

cessità di porre un freno alla
totale e. dieta subordinazione

dei centri di cultura alle esi-
‘tnine dieci produ:
zione e del profitto. Di



concezione della scuola e sd



intacchi certe garanzie
di « prestigio » del
l'Università, concezione che, no-
nostante gli equivoci su cui
ia ed i pericoli cui dà luo-
go, finisce per essere accettata
corp
Jerchè non lede il prestigio for-
Male. anche da quegli vomini
dostituiscon
coca
accademica, del paese («TI Gior-







te aperte, esclusivamente in ba:
merito); è previsto inol-



tre che la ricerca pura sia ri
servata agli istituti universita-
ri, mentre,

Facoltà: 15
oggi © nell'immediato futuro degli istituti universitari, del-
bisognerà più tener conto è pro. la responsabilità della ricerca
prio, quelle sopra trateagira, | talia. La Jott

contatto con i reali problemi
gi di istruzione,
nelle industrie



mazione degli studenti sono
cepiti con sufficiente moderni-
ta per garantire una certa a
pertura e.

d abbastanza prudenti da non
condurre al dubbio sulla bontà





«fini» e delle responsabilità
sociali appartiene ad
ra diversa (€ comunque si
ta di argomenti non soggetti a
dialogo în un istituto scienti
fico). Naturale che un tale as
setto dell'istruzione superiore
preveda poi il fiorire degli isti
tuti per i tecnici subalterni ad
ogni livello nei vari sett
condo l'idea che il teenico ste
balterno è un puro esecutore di
; e non importa natural-









economico, anzi, per ragioni



spicabile la scuola professiona
le annessa all'industria. Natu-

© vagamente
informativa ed pe
dante Ca





gi TON land RR Ù
li occor.
elica
un corpo insegnante di prepa:
razione universitaria ; per il fu-
turo tecnico bastano invece al:
ino





questa prospettiva prevedi
suddivisione della ‘cultura in
« scientifica » ed « umanistica »
e la subordinazione della pri-
ma alla seconda (o, tradizio
nalmente, secondo l'idea che le
lenze non posi ir nul
Sui fondamentali problemi del-
l'uomo; ovvero, in modo più
raffinato, concependo le scien-
7e come tecniche della « ragio.
ee
a
ci: anzitutto, essa presume di







la cultura di massa di tipo neo-
saptalistico. Inoltre, presume
che la scienza possa organiz-
tarsi anche per. il futuro. in
scienza pura € scienza applica-



ro:

blemi oggi presenti solo in ta-

luni settori d'avanguardia, una
dicotomia non

genso, Nonostante ta

ficienze, la con

scuola © della scienza di cui



€ ciò perchè è quella che neces
ina pos alici
come già accennato, è la «
no peggiore » per molte del
forze interessate; con uno sca










so impegno finanziario dello | versitari siano — come dotazio.
Stato, senza creare gravi pro- ne di uomini e mezzi — alme-

Jemi! di coscienza 0 scontento no all'altezza di quell dell'n-
le baronie universitarie e gl rivata, mentre in altri
Ssponenti della cultura uffici (ce matematica Applicata) TUS

le, essa evita per di met. niversità deve
tere in pericol

ze e del capitalismo italiano
{anzi in molti punti risulta pa:
















1 temi della lotta
Delineato così un quadro del-

cui poggia la tendenza oggi do. munque di eliminare le remo
minante a provvedimenti setto Te © gli impedimenti burocrati
riali inarticolati che, invece di ci che si oppongono ad un:

risolvere aggravano | problemi _ aFammazione autonoma, demo.

dell'Universi
scientifica, bisogna



cerca



niversità, l'associazione degli

assistenti, U.N.A.U, e quella de- rd
ina

gli incaricati, A. » (ed u- tore e responsabile della ricer-

na porzione mon trascurabile ca in Italia,
degli. stes
lo) sor

ma perchè si rea
lizzi tale obiettivo occorre che



La lotta — emerga, in aluni set

tori di tutte le ‘categorie, la
pazione di udire cr colpiti
interessi o privilegi, (asempla:
zione di Solta docen

Sao pen cd i 7
PrO na del « fulli nine ca







i) permette all mo

10 studentesco di ricon
chiarezza quali sono i suoi {1 fut veszione dei rappresentar

alleati e di guardare con fidu- (prevista cla mot renano

dia verso un'azione imitaria tra {0

tutte le vamente in Colt une

teressate all'interno dell'Univer: Souate) te uigiche (un sesto del

sità alla sua riforma. Altrettan-
to n si prospeita però la
cOllaborazione con le dle
all'esterno della Università, og: Mafie pope
gi Grin per "i soluzione de-
ocratica dei suoi problemi
(partiti, sindacati, enti locali),
3 nella fase di elaborazione
di piani di riforma, sia în quel-
ta di lota per vederli enza,
+ per fare un ese
sa ‘come questo ‘avrebbe E



facoltà umanistiche un tale pe-
ischia come
inimo di sperperare quattrini
nella stampa di lussuose mono-
grafie su studi sun inte-
se sociale o culturale).
B) STRUTTURAZIONE DELLA
FACOLTA' DI SCIENZE: le fa-
coltà di scienze dovrebbero la-
vorare, nel settore delle ricer-
i







Specialmente per quanto riguar:
da la soluzione dei problemi
« pratici » che ora via via deli-

\eeremo, secondo piani a lun-
ga scadenza © prospettive di 2°
e immediata.

4) RICERCA, SCIENTIFICA E

STRUTTURAZ)

R.: si tratta fsenialment
dell cit

dell'Università, l'assun: che incaricati, assistenti e stu-

zione ben coordinata, da parie denti partecipino, nei Consigli



pere

14

Facoltà, a direzione de
ris



la situazione di dinamica evo:
luzione della ‘oggi,
A i
di compartimenti stagni, né
nel momento della ricerca né
fa quello della forziazione di
nuovi qua \ecnici e
insegnanti.

E’ opportuno notare a
sto punto che, se



que.
sono indi-





spens azione are
turali, nelle attuali ci

è però già possibile battersi
per realizzare di fatto a

ni gi

quanto riguarda gli istituti po.

licattedra, estendendo e colle-

gando tra loro le esperienze

fatte in molte facoltà di scien-
ian



DEL

oncarizzazioNe
L'INSEGNAMENTO: gli

ta tenu-
to conto dell'evoluzione.stori-
ca delle: vare e lino) ciò
non vuol dire api

to ù



alla ricerca
ente su temi di
guardia © mirante a nu
s Scoperte»; si. può fare del
la ricerca compiend
dio a carattere storico sul sì
gnificato di un certo teoi
magari dimostrato da un se:



certe tendenze oggi diffuse (e
basterà pensare a quanto det-
sito della « prospet-

to a propos



ull

ETTANA
riservare alla specializzazione
professionale un biennio post-
aurea: di pe
fezionamento > per.i futuri ri-
cercatori (almeno: presso tut-
ti

3
#





pito quale esperienza di
profondimento di certi settori
della. ricerca, SE negli isti
tuti con le cquipe dei ricerca.
tori; e come ‘hieona di tto,
cinio per i futuri

retribi controllato dalla a
coltà, sostitutivo dell'attuale e-
same di nine de per
ERI di colle; su ba
si nuove A alle scuo!
ei









Facoltà

camente, tutti gli insegnanti
medi, delle discipline scientifi

io — per qualche mese, ade-
guotamente retribuiti, presso
gli istituti maitai come



collaboratori. alle. ricerche
quindi costretti se non altro
ad aggiornarsi).
FINANZIAMENTO: — perché
abbiano la tranquillità econo.
mica necessaria per dedicarsi
senza preoccupazioni (o rim-
pianti) l loro lavoro, come pi
re per porre i laboratori degli





li un monopo-
Ho privato rea
certa ricerca, pena il formar-
si "A ne



organisi
Cappanto, CNR),
cento ibridi, connubi di priva.
ti 6 di enti statali ta respon



cerca. Il finanziamento deve
serre sia per dotare gli ist
tuti universitari di

attrezzature. (pianificando op.
portunamente le scelte per e-
vitare spese inutili e gravi de-
ficienze) sia per il trattamen-
10 economico adeguato di quan-
ti operano negli istituti univer.



nei laboratori per i laureati
hi 0 con un minimo
fissato di profitto i corsi di

dirne la rapida cattura da par-
te dell'industria. fatto partico.
larmente grave în Italia
data la scarsità di Eta



di
A.U. per il trattamento e-
ico delle categorie do-
centi e quello per l'ampliamen-
to degli organici costituiscono

poveri —
a riconoscimento
della funzione sociale del «la-
voro » che lo studente compie
studiando: è inconcepibile —
eppure accade — che uno str
dente degli ultimi anni della
facoltà di scienze di: Genova



sia soggetto allo sfruttamento
da parte di un
to che gli paga — senza alcun

contratto. Jgalmente _ ricono
sciuto — 600 lire per ogni ora
di lezione (e si tratta di una
tariffa invidiata).

Per raggiungere gli obietti-
vi prima indicati, occorre al
più presto almeno ses







ed esponenti della finanza
conducano una vita da nabab-

e ville principe-
tribuendo _le





dello Stato

lè ill a parte considera
zioni politiche più generali,
Che l'Italia dedichi lo 00,3%
suo reddito alla ricerca ed

il 4% alla difesa, mentre, per

Francia (Mig}ilera, Germania

Occidental ercentuali so-
no rispettivamente ll 2% e
dr a

ordinata, evitando, nel
bilancio della PL, le spese inu





tili o per
no
li alimentare la retoric
Er
RESPONSABIETTA




DEGLI
STUDENTI : lat battaglia sugli
‘ondizioni di
i gresli
suo esito positivo (abbiamo ci
tato già il fatto che alcuni set-
tori della ricerca possono es.
sere facilmente condotti nel-

o per
Ta realizzazione degli «istitati
policattedra »; si potrebbe ay-

nicazioni © sulla produzi
energia, se non
l'aspetto formale, può a sua
volta costituire una sondizione
molto positiva per la ricerci
scientifica connessa con. tali
attività). Glî studenti devono
contribuire attivamente alla so-

mocrazia
condizione perché tale autono-
mia e tale democrazia siano
un fatto reale e duraturo; nel
momento in cui ci si orienta
verso ll" ione degli stu
denti nei Consigli di Facoltà
— pur se con responsabilità
piuttosto limitate —
soprattutto che gli
sappiano rendersi conto delle
possibilità che così si offrono







ta di creare al più presto pos-





è neri di
tudenti.



tutta la Facoltà di Scienze, sî



ice « funzioni » la sola com-
missione degli studenti di
Chimica)

Gli studenti dell'U.G.I. pe
non possone

tare ad ‘spet
tare che nelle alte sfere de
Organismi _ rappresentati
sede si elaborino soddisfacen=
ti strutture per la vita demo-
Siatica deli studiati, me del
ono — quale forza d'avanguar







dini del movimento. studente:
sco (anzi, bnica Forza oggi im
me Genova,

pegnata, in sedi c
ad elaborare concrete prospet-
tive di vita democratica per le
facoltà) — impegnarsi per la

responsabilizzazione dell’am-
biente studentesco e nella col
laborazione con ti suî

re nelle iniziative che possa-



no contri all'istaurazione
li un nuovo costume di vita
nella Facoltà. Col sido
ganizzare un convegno su um

certo problema, della. Facoltà;
© Palricipare ad una azione ri-



na iniziativa, culturale

tica, di un docente se essa
sulta positiva. Ciò corrisponde
delresto al ruolo che [U.GI,





ve
ps slim
re per una società migliore
fici sua cultura, nella sua
organizzazione, nelle sue strut-



‘@ cura di un gruppo di studenti del.
F'U.G.G. della Facolta di Scienze
n



Nei prossimi numeri

seguiranno analoghi
studi sulle Facoltà di
Filosofia, - Giurispru-
denza ecc.







Gino



15

LE PROSPETTIVE DELLA CULTURA ITALIANA



Un saggio di

Nei 7 saggi del volume < Li Cultura 1
taliana tra io Garin ci
offre uno Lie estremamente ricco
er inquadrare în prospettiva storica | pro.
blemi della nostra culture sini
nostre idee © gli stimoli intellettuali del
l'ambiente, cioè vederne le radici e gli svi
luppî, in relazione col contesto storico so-
ciale in cui si sono venuti determinando;
il che è la base di ogni ricerca e approjon:
dimento, l'utico. modo per discernere, nel
mostro quotidiano sforzo di comprensione. e
dî autocoscienza, spunti fecondi di
polemiche. Senza i, sforzo storicizzan-
je © prospettico è impossibile portare un
contributo anche minimo ad un qualsiasi
ad un programma di po-
litica culturale, ad una per il rinno-
vamento delle strutture scolastiche e della



‘orso, politico, filosofico o cultura-
compia innanzitutto Î tentativo
di epproforidire (se passato,

ni critichi
Temi obbligati di questo impegno sul

giano dei problemi cultugli, sono per noi

Croce © il Crociamesimog— todi ciò è sim
10.il p st

non 7
i difaito adi #sc0 31
10 esteso da arrivare dl fimilte della pole:
mica quotidiana. Croce è un punto fermo
della massima importanza, e liquidarlo sul-
la base delle formule, © come' cosa morta
‘spauracchio che nessuno teme più, è



fentamente è seriamente, ben ‘comprenden
do come superare e rinnovare è, come si è
detto, innattcitutto storicizzare

E superare Il Crocianesimo significa pro.
porre una nuova funzione ovo se
5o della cultura, rivedere i rapporti tra
tellettuali e società, tra filosofia e scio
significa abbandonare la pretesa « obietti
vira » del sapere, nel senso di un antistorico
lella imparzialità del-
‘ora interpretare
ememonia crociana în rapporto all'egemonia
fascista e, infine, sradicare la tesi che pre
il fascismo come “grana,
ella che vede il fascismo ©
biemî non risolti dallo Stato! iberale, vlt
fratture non sanate, nelle nelle
responsabilità della vecchia classe dirigente.



"

mlt questa prospettiva lo stesso Croce asi
ime un nuovo volto, e si mostra come ti-

pica manifestazione di trasformismo cultu

rele, di «ipropera di armonizzazione appe-

rente ma di eliminazione reale, per raggiu;
gore di fatto, nella complessa vitalità dt
talia fra 800 900 una continuità senza sco
se, lale da permettere la conservazione di

im ordine, attraverso l'assotbimeno di ogai
elemento rinnovatore ».



Al di sotto della volontà imparziale Cro-
Candia portatore dell'ideologia di
una classe, © di w

nuo)
sociale: ln tendenza di un certo idealismo
a considerarsi come filosofia conclusiva rias-

sorbente în sé è motivi più veri delle altre
filosofie, ha il suo corrispettivo politico nel-
la tendenza ad assorbire e È nestralizzare, ser
soffocarli, i motivi delle altre ideologie
iii propazende del
la storiografia idealistica il socialismo deve
essere assorbito nel liberalismo e mon vice-
versa; il quarto stato non elabora una sua
civiltà e una sua cultura pi ùavanzata de-
stinata ad oltrepassare quella del terz
facendo tesoro delle sue con:
quiste. No! esso deve essere elevato in mo-
do da potersi inserire e risolvere nella cul.
tura di un mondo considerato definitivo ed
in, im questa interpre-
riduttive di una cul
A
vazione, introduce il parallelo CroceGiolitt,
nella crisi di un'età in cui scoppiano i dram-
mi della guerra e del fascismo.







3
Spi

tura e di



Gi testa la cllura idealistca harno
lavorato ci x fistacco » dell'intellettuale; por-
tandolo ella vità reole, al di fa th
Ceo fuori della pi

tica militante,



1 o)
rposi con la terra, con la classe, per la-

sciarlo poi disoriemiato, oscillante, inc
puando la realtà gli si presentava da



brutale, imponendogli delle scelte decisive.
« Le colpe — e quante! — degli intellettua-

illo i

la storia del loro paese, ad una ideologia,
dell cut carattere conservatore non si sato
resi conto con chiarezza ».

Questi. brani chiariscono la. posizione
estremamente decisa del Garin nei confronti
doi limiti di una cultura, delle suo
delle sue precise responsa

imane però, è n dirlo, il rico.
ppscimento di ali pagine nei confronti del.
l'opera culturale del Croce durante il fa
scismo, quel [ronie di resistenza imtellettua:
le che salvò la continuità della vita culturafe
rò i quadri per la rinresa. « Un lim.
guaggio fatto dî un sapere di cui tutti era



®
Ss
di

che
ce fece Teggere agi italiani si formarono co-
Sì Liberali come socialisti è comunisti. così
idealisti come materie noltre il suo
riconoscimento della inellimnabile funzione
della filosofia crociana specie per quanto
riguarda l'approfondimento dello stori





A questo proposito si inserisce il discor-

so sulla Casa Laterza e segnatamente su

Giovanni Laterza, che in siretta collabora-

'roce contribuì non tanto a spro-
la cultura, nel senso che la por

tò ad affacciarsi sui problemi europei,







MR ae
un'opera di elaborazione attiva nettamente
orientata, saldata ad una revisione dei valori
ione Lu



rivedere gli sounti più fe-
li 10 non sufficientemente
Sent in considerazione, ‘come P. Villari €
‘dî una certa cultura posi
stica, sì collega, nel yoltamo del Gar, uno
studio su L. Russo, figura quasi esemplare
di quello sforzo di cosciente superamento





è an

lazioni, i loro smarrimenti, il loro trapassa: coatta
n i PSI dr

sid della cultura, 4 RTS

Garin «La cultura italiana tra ‘800 e '900»

del crocianesimo, di apertura a nuove cor-
renti è forze politiche, che è caratteristico
di quel periodo di cultura nazio:

NEgli ‘ultimi due saggi Garin indica poi
le prospettive della cultura ttaliana del do-
poguerra, mostrando quelle che sembrano
le © Somponenti più feconde di per se stesse,
© più suscettibili di una feconda apertui
nella flocofia italiana in relazione alla filo.

fia mondiale.







Esisienzialismo, materialismo storico, fi-

fia della scienza sembrano le tre linee
fondamemiali per le quali passa il rinnova:
mento della problematica filosofico cultura:
le: linee che sembrano riproporre un clima
filosofico in cui lo sioric

î ricerca, la consapevoli
gli Strumenti logicometodologici usati as
sicurino muova forza all'indogine © un senso
nuoro della funzione della filosofia nel vi
vere storico sociale. Al valore polemico del-
lesistonzialismo, pur coi limiti delle dege-
ne e delle combinazioni astratte, con.



tro la visione superficial misti
lî una realtà garamiita, nella distruzione del-
le fidi

listiche, n

sé uni.

sti

e esitologici.

queste linece si inserisce l'opera di
un Ban © della sud scuola, da Cantoni a
Paci a G. Preti, di un Geymonat, di un Ab-
bagnano e di un Rossi, di un Gram.

die « î problemi sociologiei

in come i punti nodali della nuova pro-
blematica. E da queste rolemiche
no, come temi centrali d

crisi creata dalla incomprensione ideaistica

n solo delle scienze in generale (fisiche e

O n più
fonda ivismo.



ivoca. liquidazione delle ne
della natura è degli studi di logica, che
Italia venne operata dall'idealismo, der
nò una serie di guasti che vennero interes
sando anche le discipline umane, ove lo
la filosofia
ria si disfece con
tà di quanto sembrava aver sir
loccò persino l'in-
vasti Carpi, como quelli dele
sociologiche, antropologiche, psi-





Riassumendo, ci sembra che le indica
zioni di maggior importanza che emergono
dal libro di Garin siano t'esortati



impegno concreto nei problemi
litica è della come. responsabili

zione uiova che tenga desto l'uomo dî fron
te alle scelte storiche, per un effettivo uma-
nesimo, contro le sempre nuove alienazi

A. GIBELLI















n





Idee' e' opinioni



EINSTEIN E LA PACE

Sembra purtroppo che i temi della
pace tengano desta l'attenzione dei po-
poli solo nella imminenza del pericolo,
nell'immediata impressione suscitata
dalle crisi più violente e più minaccio-
se. Allora l'interesse e la preoccupa-
zione divengono psicosi e propaganda

” bene invece che su questo proble-
ma, oggi così pressante, si parli con
insistenza e con continuità. E' bene
che si ascoltino le voci più responsabi-
li, gli uomini come Finstein, B. Russel,
G. Anders, le quali si levano in nome
del vincolo umano e della razionalità :
e non perchè si debba isolare questo
astratto, illuministico richiamo dal
momento strettamente politico e sto-
rico del problema, che vuole imprime
re ad esso una determinata direzione
nella connessione con gli altri tutti e
si impegna ad una ristrutturazione
globale della società umana; quanto
piuttosto perchè sia sempre desta e vi-
va dinanzi agli occhi degli uomini la
differenza qualitativa dei termini in
cui il problema della pace si pone og-
gi rispetto al passato: che sono i ter-
mini di una alternativa radicale tra
sopravvivenza e distruzione. Per que-
sto abbiamo ritenuito attuale ed utile
riportare alcuni bramiSignificativi, del.
la parola di Binsicin,.jche perMlungo
tempo si è levata, insieme è que, i













sponsabilizzare l'umanità.

Oggi più che mai il destino del mon-
do civile dipende dalle energie, morali
che esso saprà sviluppare. Per questo
la missione che incombe al nostro
tempo non è certamente meno grave
di quella delle generazioni che
no preceduto.

Senza dubbio le esigenze dell'uma-
nità in alimenti e generi di consumo
possono oggi essere soddisfatte con un

di lavoro assai più ridotto che
in passato, ma per contro assai più ar-
duo si presenta il problema della di-
stribuzione del lavoro e dei beni pro-
dotti. Tutti noi sentiamo che il libero
gioco delle forze economiche, la sfre-
nata e caotica ricerca della ricchezza
e del potere sono ben lungi dal costi-
tuire una soluzione ragionevole di
quei problemi. Per scongiurare la per-
dita di pi ie produttive,
l’impoverimento e l’abbruttimento di
larghi strati della popolazione, è indi-
spensabile organizzare la produzione,
il lavoro e la distribuzione secondo un
piano preciso.

Ma se il sacro egoismo il itato
conduce a funeste conseguenze nella
vita economica, effetti ancor peggiori
esso produce quando lo si assuma a
criterio regolatore nei rapporti tra le
Nazioni. Se in breve tempo non si sco-
prirà un mezzo per impedire le guerre,
l’attuale impressionante sviluppo dei
mezzi bellici renderà la nostra vita în-



an















tollerabile. L'importanza di questo fi-
ne è solo uguagliata dalla inadeguate:
za degli sforzi che si sono finora mes-
si in opera per raggiungerlo.

Si cerca di diminuire il pericolo
ricorrendo a limitazioni degli arma-
menti e ad accordi particolari sulla
condotta della guerra. Ma la guerra
non è un gioco di società dove i par-
tecipanti si attengono serupolosamen-
te alle regole. Dove la posta in gioco
è rappresentata dalla vita o dalla mor-
te, le regole e gl’impegni perdono ogni
valore. Soltanto il ripudio totale della
guerra può scongiurare il pericolo. La
creazione di una corte arbitrale inter-
nazionale è insufficiente. Si rendono
altresì necessari patti che garantisca-
no l'effettiva applicazione delle deci-
sioni di quella corte, attraverso l'azio
ne coordinata di tutte le nazioni. Sen-
za una tale garanzia mai le nazioni
avranno il coraggio di procedere ad
un serio disarmo

Supponiamo, per esempi













o, che i go-
verni americano, inglese, tedesco

francese richiedano al governo giap-
ponese l'immediata sospensioni delle
‘operazioni militari in Cina, minaccian-
do diversamente l'applicazione di un
completo boicottaggio economico, ere
deter yoîrche' si’ troverebbe {ni Giappo:







così grave rischio il Paese? Perchè al-
lora non agire in quel senso? Perchè
ogni individuo e nazione devono te
mere per la propria esistenza? La ra-
gione si spiega col fatto che ciascuno
bada al proprio meschino interesse
immediato e rifiuta di lasciarsi sotto-
mettere ai vantaggi e al benessere del-
la comunità internazionale.

Per questo ho iniziato il mio discor
so affermando che oggi più che mai
le sorti dell'umanità dipendono dalla
sua forza morale. Ovunque la via che
conduce ad un'esistenza serena e feli-
ce passa per le rinunce e le limitazioni
individuali.

Da dove possono venire le forze per
una tale marcia in avanti? Soltanto
da coloro ai quali è stata offerta la
possibilità di fortificare il proprio spi-
rito attraverso gli studi e di allargare
il proprio orizzonte. Così noi delle vec-
chie generazioni guardiamo a voi e
ururiamo che saprete lottare con tut-
te le vostre forze per raggiungere quel-
le mète che a noi sono state negate.

LE BOMBE ATOMICHE
COSTANO POCO

Siamo usciti da una guerra nel cor-
so della quale fummo costretti ad ac-
cettare il comportamento morale del-
avversario, degradante nella sua bas-
sezza. Ma anzichè sentirci liberi dalla
necessità di riportarci a quel livello
volti a restaurare in libertà la santità
della vita umana e la sicurezza dei




















civili, noi oggi stiamo effettivamente
facendo nostri i bassi criteri impiegati
dal nemico nell'ultima guerra. Così
per nostra scelta ci stiamo avviando



Possiamo misurarne i pericoli dagli
effetti prodotti dall'esplosione delle
tre bombe prima della fine dell'ultima
guerra. Il pubblico può anche rendersi
conto che in rapporto del danno pro-
dotto, le bombe atomiche sono dive-
nute già la forma più economica di
distruzione che possa essere impiega-
ta per scopi offensivi. In una prossima
guerra vi sarà una grande quantità
di bombe e il loro costo sarà relativa
mente basso. Se non ci sì decide a im-
pedirne l'uso (un'idea che oggi è ben
lungi dall'essere condivisa dai dirigen-
ti politici e dai capi militari americani
e da parte dello stesso pubblico), di
verrà difficile evitare la guerra atomi-
ca

LA PACE

Gli uomini veramente superiori

delle passate generazioni riconobbero
‘importanza degli sforzi. per assicura-
re la pacernel mond












la tecnica ha fatto di que
etico una questione di vita 0 di morte
per l'umanità civilizzata e la parteci-
“pazione attiva alla soluzione del pro-
blema della pace si presenta oggi co-
me un dovere morale che nessun uo-
mo responsabile può ignorare.
Occorre rendersi conto che i poten-
ti gruppi industriali interessati alla
fabbricazione delle armi stanno dan-
dosi di n tutti i paesi allo scopo
di impedire una soluzione pacifica del-
le controversie internazionali, e
igenti politici stanno realizzando
questo obiettivo solo Fidando nell'ap-
poggio, energico della maggioranza dei
loro popoli. In un'evo
di regimi democrai
nazioni dinende dai popoli stessi : que-
sto fatto deve essere presente allo spi-

rito di ognuno, în ogni istante.



















Queste parole assumono il tono di
un'accusa estremamente attuale. La
potenza persistente dei trusts dell'ac-

iaio in Germania, la volontà di Ade-
nauer, documentata dalle crescenti ri-
chieste di questi giorni, di ottenere un
autonomo potenziale atomico, gli in-
trallazzi egemonici ira Adenauer e De
Gaulle, sono tutti elementi che non pos-
sono non destare grave preoccupazione
nelle coscienze









Ringraziamo l'editore Schwarz per everci
concesso di pubblicare questi stralci dal
libro, da lui edito, «Idee e opinioni» di A.
Einstein.


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