L'Ansaldino, n. 12, 1956
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 12, 1956
- Tipologia
- Rivista
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), la motonave "Giovanni Ansaldo" subito dopo il varo, avvenuto al Cantiere di Muggiano il 31 maggio
A p. 20 (quarta di copertina), imbarco di uno dei cinque motori diesel, facenti parte dei gruppi elettrogeni della "Gripsholm"
- La motonave "Giovanni Ansaldo" subito dopo il varo, p. 1
- Impostato un transatlantico da ventimila tonnellate, p. 2
- L'"Ansaldo" varata al Muggiano, p. 3
- La pallinatura degli ancoraggi delle palette per turbine, p. 4
- Imminente l'impostazione della turbocisterna da 50mila tonnellate, p. 5
- Grandi dentatrici, p. 6
- Panorama aziendale, p. 8
- Costruzione n. 320, p. 10
- Ansaldini in sedicesimo, p. 12
- Il concorso fotografico, p. 13
- Plausi per la gita a Venezia, p. 14
- Posta in arrivo, p. 15
- Vita di casa, p. 16
- "L'Ansaldino" risponde, p. 17
- La ruota del tempo, p. 18
- Cassetta delle idee, p. 19
- Imbarco di uno dei cinque motori diesel, facenti parte dei gruppi elettrogeni della "Gripsholm", p. 20 - Data testuale
- 1956 giugno 15-30
- Consistenza
- pp. 20
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/47
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
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- Formato
- Periodico quindicinale a stampa
- contenuto
-
x
AMO i tttel! + QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. # SttoaJscteno ini
7
ed ai pensionati
k —__ peso Kee: N
La motonave « Giovanni Ansaldo » subito dopo il varo, avvenuto al Cantiere di Muggiano il 31 maggio:
Impostato un transatlantico
da ventimila è ©
tonnellate. —
ullo scalo lasciato libero
S dalla motonave svedese
« Gripsholm » — che co-
me è noto fu varata 1’8 aprile
scorso in una indimenticabile
giornata di primavera medi-
terranea, piena di luce, di co-
lori e del festoso palpitare di
cento bandiere — è stata im-
postata la mattina del 9 giu-
gno, alle ore 11,30, la chiglia
della turbonave passeggeri di
20.000 tonnellate di stazza lor-
da, ordinata alla nostra Socie-
tà dal « Lloyd Tirrenico » di
Genova, Compagnia di navi.
gazione che fa capo all’arma-
tore Giacomo Costa fu Andrea.
L'impostazione di una nuo-
va nave avviene, quasi sem-
pre, con una semplice cerimo-
nia, come le feste famigliari:
non c’è la gran folla dei vari
e i cancelli del Cantiere ri-
mangono chiusi, gli operai re-
stano fino all'ultimo momento
ai loro posti di lavoro, i mar-
telli pneumatici mitragliano
incessantemente gli altri scafi
in costruzione, gli archi vol-
taici delle saldatrici elettriche
accendono luci abbaglianti
sulle brune lamiere. Ma, ad
un tratto, quando il momento
preciso stabilito dai calcoli
sta per scoccare sui quadranti
dei cronometri, si vedono
oscillare le funi portanti del-
l'impianto funicolare di solle-
vamento e tendersi in uno
sforzo immane. Dall’altra par-
te della copertura ferroviaria
s'innalza allora, stagliata con-
tro lo sfondo del cielo, una
immensa bilancia rovesciata
che sostiene la prima strut-
tura di chiglia, imbandierata
con i colori d’Italia, di Geno-
va, dell’Ansaldo e della Socie-
tà d’armamento. Tutti alzano
il capo, quasi attoniti seppure
adusi a questo spettacolo ma-
gnifico, e d’intorno improv-
viso scende il silenzio. Un bre-
ve volo e poi il paramezzale
scende sullo scalo, guidato
negli ultimi centimetri al suo
assetto preciso da una squadra
di operai. Uno scerosciare di
applausi saluta la nascita della
nuova creatura d’acciaio.
Così è stato per il transa-
tlantico del «Lloyd Tirrenico»,
destinato alla linea del Sud
America,
All’impostazione della chi-
glia, benedetta dal Parroco di
S. Francesco di Sestri don
Gaggero, hanno assistito, in
mezzo ad un folto gruppo di
operai ed impiegati del Can-
tiere, i maggiori esponenti del-
la Compagnia armatrice, dot-
tori Giacomo, Angelo, Federi-
co, Andrea, Giacomino e Ma-
rio Costa con i funzionari in-
gegneri Chiesa, Penco e Rugo.
Per l’Ansaldo erano presenti il
Presidente avv. De Barbieri,
l'Amministratore Delegato ing.
Rosini, il Direttore Generale
ing. Lombardi, il Direttore
Centrale ing. Carnevale, il Di-
rettore del Cantiere di Sestri
ing. Cristofori con i V. Diret-
tori ing. Boero e cav. Da
> i tiche: lunghezza fuori tutto,
Massa ed altri dirigenti. Nota- ca 182; ngn al galleggia-
ta pure la presenza dell’arma- mento, m. 168,50; lunghezza
tore dott, Filippo Cameli,
La nuova turbonave avrà le
seguenti principali caratteri-
fra le perpendicolari, m. 162;
larghezza massima fuori ossa-
tura, m. 24; altezza al ponte di
»
N
motore, Cav./asse. 26.000.
L’apparato motore a tur-
bine sarà costruito completa-
mente dal nostro stabilimento
Meccanico,
D. J.
costruzione, m. 10,75; immer-
sione massima a pieno carico,
m. 8,35; portata lorda corri-
spondente, tonn. 7.700; stazza
lorda prevista, tonn. 20.000;
potenza normale dell’apparato
IL LAVORO
A Roma, col crescere della città e dei suoi abitanti, cre-
scevano naturalmente le botteghe: ve n’erano moltissi-
me, spesso raggruppate per generi affini, tanto che si aveva
praticamente una strada dei calderai, una dei cuoiai, una
dei tintori, ecc. Per farsi pubblicità, a quei tempi, si ricor-
reva a epigrafi incastrate nel muro, coi simboli del mestiere
o anche con efficaci figurazioni, Nella figura scolpita che
presentiamo, attualmente al Museo Arcivescovile di Ur-
dino, si vede appunto uno scultore col proprio aiutante, in-
tento a rifinire una vasca da fontana, con due teste di leone
ai lati. La scultura, derivata inizialmente da modelli greci,
acquistò via via un misurato naturalismo, e diventò dall’epo-
ca augustea in poi l’arte principale.
Nell’altra figura che presentiamo, dipinta sul muro del
negozio di un certo Verecondo, in Via dell'Abbondanza a
Pompei, si vede l’interno di una fullonica: da sinistra a de-
stra, ci sono gli scardassatori seduti al desco, i tintori affac-
cendati presso il fornello e il padrone che mostra il lavoro
finito. La corporazione dei tintori era a Roma antichissima,
anzi secondo la tradizione, una delle prime otto istituite da
Numa Pompilio. La loro arte ebbe grande sviluppo tra le
industrie romane, specie dopo che fu trapiantata in Italia
NTPEE:ST RENE.
PEA ssp di Veg Ric.
DT RTRT
l'industria della porpora. La porpora si otteneva estraendo
il succo di un mollusco mediante un processo che esigeva
grande abilità. Importanti tintorie, oltre a Roma, si trova-
vano nell'epoca augustea ad Ancona, Aquino, Pozzuoli, Ta-
ranto e Siracusa.
3
L’ «ANSALDO” VARATA AL MUGGIANO
G iovedì 31 maggio è scesa
in mare, penultima della
serie « Capitani del lavoro »
la M/n da carico « Giovanni
Ansaldo », costruita dalla no-
stra Società per conto della
Soc. «Carbocoke» di Palermo.
Le caratteristiche di questa
nave che fu impostata sugli
scali dei Cantieri di Muggiano
sei mesi or sono sono identi-
che alle altre quattro che la
hanno preceduta e delle quali
si è già diffusamente parlato
sulle colonne di questo gior-
nale.
Di buon mattino un folto
pubblico è convenuto nel Can-
tiere pavesato a festa e si è
raccolto nelle tribune, mentre
un gruppo di esponenti del-
l'Università Popolare di Firen-
ze e una larga rappresentanza
dei Cantieri di Sestri si dispo-
nevano in uno spiazzo apposi-
tamente preparato. Le tribune
principali riservate alle auto-
rità, agli esponenti della Soc.
armatrice, e agli alti dirigen
ti della Soc. Ansaldo erano
già gremite alle 9,30. Notam-
mo tra i presenti: il Prefetto
di La Spezia dott. Pompeo Go-
rini, la on. Angela Gotelli, il
gen, Almasio in rappresentan-
za dell'amm. Minotti, il dott.
Verde, capo di Gabinetto del
Prefetto, il Questore dott.
Mundo, il Governatore Gene-
rale del Rotary Club avv.
Quaglia e il comm. Ubaldo
Fornelli del Rotary di La Spe-
zia, il Comandante del Porto
col Federici, il col. Mallardi
della M.M,, il V, Sindaco Cau
da, il sindaco di Lerici sig
Isoppo, l’avv. U. M. Failla del
Foro genovese, l'ing. Soldà
del RINA di Genova e l’ing.
Foglia, unitamente e una lar-
ga rappresentanza di ufficiali
di Marina,
Per la Soc. Ansaldo erano
presenti: il Presidente avv. De
Barbieri, l’Amm. Delegato ing.
Giuseppe Rosini e il Diretto
re Generale ing. Lombardi.
Per la Soc. armatrice: il Pre
sidente conte Cao di S. Marco
il comandante Pietro Bibolini
Donna Amelia Bibolini, l’Am-
ministratore Delegato dott.
Lolli Ghetti, l’ing. Telesio,
l'ing. Franco Bibolini, l'ing.
Mulas, Facevano gli onori di
casa il Direttore ing. Bruno
Palenzona, il V. Direttore am
ministrativo rag. Carlo Tra-
versa, e il capo esercizio ing.
Renzo Avanzini, il V. Diret-
tore ing. Mori, Capo della Sa-
la studi di Muggiano.
Addetti alle operazioni di
varo erano gli ingegneri Mar-
ras e Sauda, Alle ore 10, al
comando del Direttore ing.
Palenzona, la gentile madri-
na, signora Ester De Barbie
ri consorte del Presidente
dell’Ansaldo premeva il pul-
sante che mandava la bottiglia
augurale ad infrangersi con-
tro la prua della nave che
scendeva in mare portandosi
con sè il saluto di tutti i pre-
senti e la benedizione impar-
tita da Mons. Bonfiglioli Vi-
cario Generale della Diocesi
della Spezia.
Può accadere che a varo ul-
timato, un cronista, con tan
to di ispirazione, cerchi di
fermare sul suo taccuino an-
che le impressioni che ha ri-
cevuto il giorno precedente il
varo, trovandosi la sera della
vigilia proprio sotto le invasa-
ture della nave.
Cerco di dirvi, come in oc-
ione del varo di questa
me ne sia venuto, quieto
quieto, a fare un giretto at-
torno al maestoso involucro di
ferro d'pinto in rosso e, senza
erne l’intenzione, mi sia poi
anpartato in un cantuccio del
la grande platea che ospita gli
scali a guardare la nave che
Da sinistra: il Direttore Genera!e ing. Lombardi, Donna Amalia Bibolini,
}
la madrina si-
gnora Ester De Barbieri e il nostro Presidente avv. De Barbieri
immobile come una sfinge, ri-
posava accovacciata nel suo
antico alveo di pietra,
Ero certo di scoprire qual-
cosa, ma non sapevo che po-
tesse essere una intuizione
forse che mi suggeriva di rac-
cogliermi per non lasciarmi
sfuggire l’attimo in cui una
nave cessa di essere una for
ma materiale prigioniera del-
lo scalo, e diventa sostanza
immateriale, pronta ad acco-
gliere un’anima. La vedevo in-
fatti non più immobile ma co-
me librata in uno spazio az-
zurro e mi domandavo che
nome dare alla meraviglio-
sa equazione che risolve e
trasforma l’incognita dei va
lori della tecnica nei valori
niù alti dello spirito.
Non su delle semplici la-
miere di ferro veniva a inci-
dersi il nome ma sopra un’o-
pera che sintetizzava un seco-
lo di prodigiosa attività. Ed
ora questa nave riceveva il
battesimo nel Suo nome. Il
nome di un uomo che in un
secolo di miti e di sogni, ave-
va osato pensare e realizzare
in termini industriali.
Ed ora anche questa nave
andrà per i mari, simbolo an-
ch’essa delle nuove conquiste
della tecnica moderna, ma
cuel nome inciso sulla sua
prua affilata vorrà significare
che non c’è opera veramente
degna di questo nome se pri-
ma non c’è la fede necessaria
per portarla a compimento,
Franco Guadagnini
LA PALLINATURA DEGLI ANGORAGGI
DELLE PALETTE PER TURBINE
er la costruzione della
Pauova turbina GECO-An-
saldo da 70.000 KW. per
la Centrale della SIP di Chi-
vasso è stato messo a punto
un nuovo procedimento di la-
vorazione per elevare la resi
stenza a fatica degli ancoraggi
delle palette delle turbine, no
to sotto il nome di « Shot
peening » che possiamo tra-
durre con la parola « Pallina-
tura ».
Si tratta di una tecnica mol-
to moderna che sarebbe lungo
descrivere nei suoi particola-
ri, ma che in complesso con
siste nel « bombardare » con
apposite piccolissime sfere
speciali, molto dure, le zone
superficiali degli organi mec-
canici, dove sì desidera impe-
dire l’inizio di rotture per fa-
tica dei materiali.
Come è noto, le rotture di
fatica avvengono per solleci
tazioni alternate, pulsazioni,
vibrazioni e simili, e partono
dai punti dove si ha la mag-
giore concentrazione degli
sforzi, Mediante lo «Shot
peening » si destano nei punti
interessati delle piccolissime
zone di compressione, una ac-
canto all’altra, che vengono ad
attenuare le condizioni di ten-
sione superficiale del pezzo
in esercizio.
La «pallinatura » si pre-
senta sulla superficie del pez
zo come una scabrosità rego-
lare a forma concava arroton
data (figura in alto al centro).
Per ottenere ciò nella manie-
ra voluta, siccome tale trat
tamento potrebbe essere in
sufficiente o eccessivo, 0 Co
munque non appropriato allo
scopo della applicazione, oc
corre una apparecchiatura ap
posita.
La nostra Società ha acqui-
Particolare deli'ancoraggio di
mento meccanico di
stato appositamente uno spe
ciale apparecchio Invicetus »
per lo « Shot peening » il qua-
le è stato installato pres-
so l’Officina PALE dello Sta-
Apparecchio « Invictus » per la pallinatura installato presso
l’Officina PALE
una paletta dopo il tratta-
pallinatura
bilimento Meccanico, nel Re-
parto finitura palette.
Il Laboratorio di Ricerche
e Controlli nel Settore Spe-
rimentazioni Tecnologiche ri-
Una grossa paletta con anco-
raggio pallinato.
guardanti il trattamento delle
superfici, è dotato di un ap-
parecchio originale americano
Pangborn », per lo studio di
tali trattamenti meccanici del-
le superfici.
La messa a punto del pro-
cesso è stata condotta in due
tempi: in Laboratorio ed in
Officina. Ciò era necessario in
quanto l'esecuzione a regola
comporta la conoscenza di
fattori, come: il metodo di con-
trollo della intensità di pal-
linatura in funzione del tipo
di getto, della velocità dei
pallini, del tempo di espo
sizione del pezzo al get-
to; lo studio dei fattori
che determinano l'intensità di
natura e la loro misura;
il metodo di controllo per
confronto col provino campio-
ne.
Il controllo cella superficie
pallinata è stato eseguito me
diante appropriati esami me-
tallografici (micrografie ed im-
pronte Fax-Film a replica).
In base a queste esperienze
sono stati fissati i dati di la-
vorazione, come: la pressione
dell’aria di esercizio, il dia
metro dell’ugello, il tipo e dia-
metro dei pallini, la portata
dei pallini. Sono stati così ri
dotti tutti i fattori ad una sola
variabile, ossia al tempo di
esposizione. Le ulteriori prove
in tal senso e cioè la determi-
nazione del valore in funzio-
ne della giusta intensità di
pallinatura è risultata, nel no-
stro caso, di qualche decina
di secondi.
A seguito di tali esperimen-
ti, sono state suggerite anche
delle lievi modifiche all’ap
parecchio per ottenere miglio-
ri risultati nella produzione.
Come risultato pratico del-
l’effetto della pallinatura sul-
Apparecchio
pallinate
« Pangborn »
per lo
installato presso il
Particolare ingrandito della su-
perficie pallinata come appare
al controllo con pellicole Fax-
Film
l'acciaio speciale inossidabile
al cromo per palette, le prove
di laboratorio hanno dimostra-
to che la resistenza a fatica
è aumentata del 20-30%.
Per dare un'idea dell’impie
go di tale procedimento in
una costruzione, nella turbi-
na GECO-Ansaldo da 70.000
KW. sono state trattate oltre
3.000 palette, per un com
plesso di 200 ore lavorative.
Lo « Shot peening» da noi
introdotto lo scorso anno sugli
ancoraggi delle palette della
turbina, è ora entrato nel ci-
clo normale di produzione e
viene applicato correntemente
quando la progettazione lo ri-
chiede.
Esso costituisce uno degli
ultimi ritrovati della tecnica
moderna, che la nostra Socie-
tà applica progressivamente
con lo svilupparsi delle nuo-
ve costruzioni, col preciso sco-
po di raggiungere un elevato
rendimento a favore della ve-
locità, della leggerezza e del
la sicurezza degli organi in
movimento.
Aldo Sacconi
studio delle
Laboratorio
superfici
IMMINENT.
ella turbocisterna da 50mila tonn.
Nelle foto: primi elementi pre‘abbricati della chiglia della nuova turbocisterna.
nda decade di
n questa sec
giugno — quasi a comple
mento di un semestre par
ticolarmente laborioso, con le
sue quattro impostazioni e con
i suoi quattro vari — viene
impostata sullo scalo maggio-
re del nostro Cantiere la co
struzione n. 1518 per la «Com-
pagnia Trasporti Petrolii » di
Palermo.
Molti di noi ricordano le
passate glorie di questo scalo
e le maggiori unità che esso
vide erigersi sulle sue grandi
arcate e che da esso presero
l'avvio verso il mare: il «Rex»,
le due corazzate « Italia » ed
« Impero », gli ultimi due
transatlantici «Andrea Doria»
e « Cristoforo Colombo ». Sca-
fi immensi, vari indimentica-
bili che lasciarono poi, ogni
volta, tutto attorno alîo scalo
un così gran vuoto.
E’ ora il turno di questo
nuovo scafo che, son una lun-
ghezza di 250% ‘netri ed una
larghezza di oltre 32 metri,
occuperà per diversi mesi
quasi tutta la zona di ponen
te del nostro Cantiere. E' fin
d’ora possibile rendersi conto
della entità della sua inole fu-
tura: basta osservare di quan.
to si sia dovuto prolungare lo
scalo a monte del cavalcavia
che copre la sede ferroviaria,
e pensare come tutta la parte
poppiera della nave verrà a
trovarsi decisamente a mare
della zona servita dalle tele-
feriche.
iii i
sialila
Questa è la nave che risul-
terà poi essere una delle più
dell'intera flotta I primi elementi della chi-
gia vengono ora portati sullo
avrà un dislo- sono lamieroni
strati sovrapposti che, col lo-
ro spessore di 68,5 millimetri,
pesano ciascuno oltre 10.000
chilogrammi, dimensioni que
ste che vengono per la prima
volta lavorate e che giungono
già quasi al limite delle pos-
sibilità delle nostre macchine
e dei nostri mezzi di solleva
mento. Nel frattempo la no-
stra officina navale continua
giornalmente ad alimentare il
piazzale di prefabbricazione,
affinchè anche la nuova co-
struzione possa procedere col
regolare ritmo che i nostri
programmi hanno da tempo
inquadrato.
Mentre ciò avviene il nostro
pensiero corre velocemente
verso il compimento dell’im-
presa; tonnellata su tonnellata
anche il nuovo scafo si ergerà
e fra un anno ci ritroveremo
tutti nuovamente uniti attor
L'IMPOSTAZIONE
no a questa costruzione n.°
1518, maestosamente pronta al
varo; sarà quello il più impe-
gnativo fra quelli effettuati in
questi ultimi quindici anni,
poichè saranno da affrontare
quei problemi particolarmente
ardui di varo, di invasatura e
di frenamento che sono inevi-
tabilmente congiunti ad una
massa varata di oltre 14.000
tonnellate.
In tale att mentre salu-
tiamo il nascere della nuova
unità e vediamo con intima
gioia posarsi sul grande scalo
i primi suoi elementi, è con
infinita soddisfazione che pos-
mo far finalmente scorrere
lo sguardo lungo i nostri sei
scali, tutti finalmente occupa-
ti con un sicuro e duraturo ca-
rico di lavoro.
FE
6
GRANDI DENTATRICI
Nella vila più che secolare
deli siuvilimento Meccanico si
unrecceuno fatti comuni ed epi-
sodi importanti, alcuni dei
quali ricniamano alla mente
nomi cne nella storia della no-
stra marina specialmente, sia
militare che mercantile, hanno
avula risonanza lunga e projon-
du. Abbiamo. il vanto di dire
che nel Meccanico vi sono an-
cora molle persone e quegli
episodi di lavoro vissero inten-
samente e di cui hanno
il cuore pieno,
Un argomento che è stretta-
mente legato ‘agli apparati mo-
lori marini. e quindi al nome
delle navi costruite dall’Ansal-
do, le quali sulle vie del mondo
portarono e portano tuttora la
bandiera della Patria, è quel-
lo importantissimo del taglio
dei grandi ingranaggi per ri-
duttori marini, Molto, ancora
ggi. fa parlare di sè questo
particolare lavoro, cui l’azien-
di ha profuso notevoli cure.
I fedele tecnico specialista
ingranaggi, Emilio Langer,
si può dire ha dedicato la
infera sua vita di lavoro da
questo argomento e che da ol-
tre quarant'anni dà l’opera sua
bonaria, tenace e appassionata
qui ci racconta, quasi sommes?
samente, fuse per fase, come si
arrivò, partendo da qualche
macchina sparsa e confusa fra
le altre, a costituire l’attuale
officina modernissima delle
grandi dentatrici. Sono ricordi
che è bene siano richiamati al-
la mente di quelli che da molti
e molti anni vivono nello star
bilimento; ma è ancora più uti-
Jo ete siano conoscinti dai nio-
poni perchè sappiono attraverso
sono
ancora
deg
anale e mnanta ftenocia s*
racgiunti gli attuali risultati.
L: Pi
re dell’Officina dentatrici
per riduttori marini, dato
che l’argomento è stato, a più
riprese, illustrato da tecnici
competenti.
Ma qualcosa può ancora ag-
giungere, e sopratutto ricor-
dare, chi ha vissuto quasi l’in-
tera sua vita di lavoro occu-
pandosi del taglio delle grandi
ruote per riduttori, che non a
torto devono considerarsi co-
Ne è compito facile parla-
Macchine dentatrici in una Officina
L'Officina Grandi Dentatrici dello Stabilimento Meccanico come si presenta oggi.
me uno dei più delicati com-
plessi che costituiscono l’appa-
rato motore marino a vapore,
cosicchè ognuno possa sapere
quanto i problemi relativi
siano stati presi a cuore da
tutti coloro che se ne occu-
parono da lontani tempi fino
ad ora.
Oggi l’Officina per il taglio
delle grandi ruote è in piena
efficienza e si può affermare
che essa è tra le migliori d’Eu-
ropa, E’ stato fatto molto, ma
ancora e sempre si deve e si
del Meccanico di
dovrà insistere per affinare il
prodotto e per mantenere sem-
pre il complesso in piena effi-
cienza, allo scopo di fare fron-
te a tutte le esigenze tecniche,
in modo che l’Ansaldo possa
tenersi sempre all’avanguar-
dia.
Risalendo con la mente al
lontano 1923, troviamo in quel
periodo che le dentatrici ner
riduttori marini erano siste-
mate in promiscuità con altre
macchine operatrici di grandi
dimensioni.
trent'anni fa.
Tale sistemazione presenta-
va diversi inconvenienti. Mac-
chine così delicate e destina-
te a funzionare ininterrotta-
mente giorno e notte per pe-
riodi relativamente lunghi,
erano esposte al pericolo che
trucioli staccantisi, nella lavo-
razione, dalle operatrici circo-
stanti, venissero proiettati nei
congegni scoperti delle denta-
trici stesse, compromettendo
l'esecuzione della dentatura.
La polvere sollevata nell'of-
ficina si infiltrava in tutti i
congegni, provocando in breve
tempo consumi forti, che si ri-
percuotevano sulla buona riu-
scita della dentatura, Anche le
vibrazioni prodotte dalle altre
macchine e dalle gru influen-
zavano le dentatrici, le quali
venivano disturbate specie du-
rante il taglio di finitura.
In quell'epoca le dentatrici
erano alimentate direttamente
dalla linea generale a corrente
continua e quindi ad ogni
mancanza d’energia, le denta-
trici si fermavano con la con-
seguenza, specie nella finitura
dei denti, di imperfezioni a
volte di notevole entità.
La differenza di temperatu-
ra tra il giorno la notte si ri-
percuoteva, ovviamente, an-
che sulle dentatrici. Se si pen-
sa che nelle 24 ore si sono a-
vute anche variazioni da 13
a 15 centigradi e tenuto conto
del diametro delle ruote, che
solitamente era di vari metri,
è facile immaginare quale ef-
fetto producesse una simile
ifferenza di temperatura sul
diametro e conseguentemente
sulla dentatura generata.
Frequenti erano allora gli
allagamenti che inondavano le
narti basse delle macchine e
si nuò immaginare quale dele-
teria influenza essi avevano
su una così delicata produzio-
ne.
Questi molteplici inconve
nienti erano ben conosciuti
come tali anche allora, ma le
forti spese richieste per ap-
portare qualche miglioramen-
to non consentivano di risol-
vere il problema. D'altra par
te se i nostri riduttori non era-
no silenziosi, anche quelli dei
nostri concorrenti presentava-
no le stesse manchevolezze!
Un primo miglioramento fu
realizzato separando in modo
definitivo le dentatrici dalle
altre macchine operatrici. Però
le altre lacune rimasero anco-
ra, In quel periodo, nonostan-
te che le condizioni dell’am-
biente in cui si lavorava fosse-
ro così irrazionali, si riuscì ad
imporre il nostro prodotto e
furono tagliate numerosissime
ruote non solo per l’Ansaldo,
ma anche per gli altri Cantieri
italiani.
Ottenuto il raggruppamento
delle dentatrici, si cercò di
eliminare il grave, complesso
inconveniente degli allaga-
menti. L'officina che raccolse
dette macchine fu cintata con
un muretto alto 50 centimetri
e furono bloccati i pluviali
dell’accua piovana. Gli alla-
gamenti furono da allora in
poi meno frequenti, anche in
conseguenza della costruzione
del grande fognone di Sam-
pierdarena,
Col proseguire del tempo la
divisione dell’officina dentatri-
ci dalle altre fu più netta per-
chè fu cintata con un muro
alto circa 3 metri.
Negli anni 1926 e 1927 fu-
rono revisionate, con la colla-
horazione della Ditta «MUTR»
di Manchester. le due grandi
dentatrici verticali. Ad una
di esse la MUIR sostituì il di-
visore, mentre all’altra il di-
visore fu revisionato nello Sta-
bilimento.
Anche le due dentatrici o-
rizzontali per rocchetti furono
revisionate e la MUIR provvi-
de al miglioramento del divi-
sore. Tanto alle macchine ver-
ticali che orizzontali fu sosti-
tuita la vite per l’avanzamen-
to. Le due dentatrici verticali,
una installata nel 1913 e una
seconda nel 1915, erano suffi-
cienti per i riduttori di allora.
Però con l'aumentare delle
potenze e delle velocità, le
ruote crebbero di dimensioni
e le due dentatrici divennero
insufficienti, Nel 1929 fu in-
stallata una nuova dentatrice
MUIR di dimensioni molto
maggiori delle due esistenti.
Tale nuova macchina oltre ad
essere più grande, aveva pure
un grado di precisione miglio-
re. Con la sistemazione di
questa nuova macchina, che
allora era quanto di meglio
offrisse il mercato, l’Ansaldo
Meccanico si portò all’avan-
guardia in quel genere di la-
voro. Si pensi che con la mac-
china in parola si potevano ta-
gliare, con una buona precisio-
ne per quei tempi, ruote di
oltre 5 metri di diametro. La
nuova dentatrice era munita,
come del resto anche le altre
due, di un dispositivo detto
« creeping », sistemato nel di-
visore, che aveva il compito
di distribuire attorno alla
ruota da tagliare, gli errori re-
sidui della ruota madre del di-
visore. Per la presenza di ta-
le congegno il fianco dei den-
ti risultava molto ondulato ed
il contatto del dente durante
il funzionamento avveniva per
piccole zone,
Nonostante gli sforzi fatti e
i miglioramenti apportati, re-
stavano ancora da risolvere i
problemi relativi alle varia-
zioni di temperatura, alla pol.
vere, alle interruzioni di cor-
rente, ecc. D'inverno, come già
abbiamo detto, le differenze di
temperatura erano sensibili e
si cercava di attenuarle accen-
dendo attorno alle dentatrici
delle rudimentali stufe. Quan-
do nevicava l’officina prende-
va un aspetto singolare. In-
fatti, per proteggere le denta-
trici dalla neve che spinta dal
vento si infiltrava nelle giun-
ture delle lamiere del tetto, si
mettevano sopra alle dentatri-
ci stesse dei copertoni.
Installata nel 1929 la nuova
dentatrice, cui si è fatto cen-
no, si sentì maggiormente la
necessità di sistemare un'ap-
parecchiatura automatica atta
ad entrare in funzione nei ca-
si di mancanza di corrente, e
ciò per avere il vantaggio di
non interrompere il funziona-
mento delle dentatrici, specie
durante le passate di finitura.
La prima idea fu quella di
installare una batteria d’accu-
mulatori; però, dato l’elevato
costo, non fu possibile instal-
larla. Si tentò allora un espe-
rimento con un motore ad aria
compressa, che a quell’epoca
esisteva in Stabilimento, Con
tale sistemazione, mancando la
corrente, scattava un disposi-
tivo speciale che liberava un
peso, il quale cadendo apriva
un rubinetto posto tra la con-
duttura dell’aria compressa ed
il motore, facendo così fun-
zionare il motore stesso. Però
l'esperimento dimostrò subito
che il sistema era poco pra-
tico.
Fu tentata ancora una solu-
zione con due piccoli motori
diesel a due tempi che aziona-
vano due dinamo. Però risul-
tarono insufficienti e non sop-
portavano le variazioni di ca-
rico.
Ebbene.
condizioni
nonostante che le
dell’officina non
Anno 1923: intaglio dei denti ad una ruota per riduttori di velocità di turbine «Belluzzo»
fossero certo quelle ideali, fu-
rono dentate centinaia di ruo-
te per riduttori e come si è già
detto non solo per l’Ansaldo,
ma anche per terzi.
Per dare un'idea del lavoro
compiuto in quelle condizioni
enumereremo solo le principa-
li costruzioni per le quali fu-
rono dentati i riduttori e cioè:
Cacciatorpediniere da 36 a
38 nodi, vari esemplari;
Tre esploratori da 37 nodi,
tipo « Giussano » da 5200
tonn.;
Molti esemplari di navi
torpediniere da 600 tonn.;
Quattro avvisi scorta;
— Piroscafo « Roma »;
Nave « Diana »;
Piroscafo « Ausonia »;
Piroscafo « Rex »;
Cacciatorpediniere turchi;
Incrociatore « Bolzano » da
10.000 tonn.;
— Incrociatore « Montecuceco-
li»;
— Incrociatore « Eugenio di
Savoia »;
Corazzate «Duilio» e «Giu-
lio Cesare »;
— Un gruppo per incrocia-
tore tipo « Eugenio di
Savoia » per conto del-
YU.R.S.S.;
— Incrociatori tipo « Attilio
Regolo », vari esemplari;
— Corazzate « Littorio » ed
« Impero =;
Piroscafi da 4.000 tonn., va-
ri esemplari.
Dopo un periodo d’inopero-
sità che seguì gli anni dell’ul-
‘tima guerra e il primo periodo
di pace, si riprese la costru-
zione di nuove navi. Di quella
epoca sono i riduttori per i pi-
roscafi turchi e greci da 4.000
tonn. e per il « Marhoussa »
egiziano.
Ma la tecnica, in fase di ra-
pida evoluzione, richiamò l’at-
tenzione sulle velocità cre-
scenti, sui carichi specifici
sempre maggiori e sulle nuo-
ve esigenze di silenziosità. La
Direzione dell’Ansaldo sentì
di dover affrontare i nuovi
problemi e decise di rimoder-
nare completamente l’officina
basandosi su concetti moderni
e rispondenti in pieno allo
scopo. Furono studiati minu-
tamente tutti i particolari e
mentre si procedeva alla rea-
lizzazione del locale ad aria
termoregolata e a tutti i ser-
vizi relativi, si provvide a far
revisionare da una ditta spe-
cializzata inglese (la David
Brown) la maggiore macchina
verticale e una dentatrice oriz-
zontale, Ad esse furono sosti-
tuiti vari congegni tra cui il
divisore. Con questo primo
passo si dotò l’officina di due
macchine che, se pure ricondi
zionate, davano una buona ga-
ranzia di precisione.
La macchina verticale revi-
sionata fu poi montata su di
un basamento in calcestruzzo
completamente isolato, in mo-
do che le vibrazioni delle al-
tre macchine non si ripercuo-
tessero su tale dentatrice.
L'officina fu completamente
chiusa e fasciata di materia-
le coibente per proteggerla
dalle variazioni esterne della
temperatura e fu illuminata a
giorno con lampade fluore-
scenti.
Il condizionamento è stato
realizzato facendo circolare o
l'aria calda o quella fredda, e
ciò con comandi automatici a
mezzo di termostati, in modo
da avere una variazione mas-
sima di temperatura di circa 1
grado centigrado. Il cambia-
mento dell’aria in officina è ot-
tenuto a mezzo di un disposi-
tivo apposito situato sulla tu-
bazione di circolazione che
aspira aria direttamente dal-
l'esterno.
L'officina è quasi completa-
mente alimentata da corrente
continua, Le interruzioni e-
ventuali di corrente sono sta-
te eliminate sistemando un
raddrizzatore a vapori di mer-
curio ed una batteria di accu-
mulatori che fa da tampone.
Mancando quindi la corrente
al raddrizzatore, interviene
automaticamente la batteria,
la quale fornisce energia e lu-
ce alla intera officina. La bat-
teria però ha un’autonomia re-
lativa; di conseguenza per
eventuali lunghe fermate è
stato sistemato un gruppo die
L Assicurazio
La Direzione Generale del-
’I.N.P.S. ha precisato che non
vi sono variazioni alle nor-
me di legge in vigore per l’i-
serizione all’assicurazione fa-
coltativa, per cui potrà essere
concessa, come per il passato
e previa preventiva informazio-
ne presso î suoi uffici territo-
riali, alle seguenti categorie di
persone:
1) lavoratori soggetti
curazione obbligatoria;
2) coloro che abbiano perduta
la qualità di assicurato obbli-
gatorio;
3) artigiani, coltivatori agrico-
li diretti (proprietari, affittua-
ri, coloni e mezzadri). commer-
cianti, industriali, esercenti
professioni liberali, a condizio-
ne che paghino annualmente
allo Stato, per imposte dirette,
una somma non superiore a
1000 lire;
4) donne maritate che attendo-
no alle cure domestiche ed il
cui marito sia compreso in una
delle precedenti categorie, non-
chè le donne che, con altro
vincolo di parentela. accudisco-
no alle cure domestiche presso
persone comprese nelle prece-
denti categorie, quando risulti
che esse non hanno redditi di
all’assi-
p facoltativa
alcuna specie per i quali pa-
ghino annualmente allo Stato,
per imposte dirette, una som-
ma superiore a 120 lire.
La medesima Direzione Gene-
rale dell’I.N.P.S.,, per evitare
malintesi, precisa che l’assicu-
razione facoltativa è cosa del
tutto diversa dai versamenti
volontari. Infatti l’assicura-
zione facoltativa è una for-
ma di assicurazione autonoma
che dà diritto ad una sua pro-
pria pensione, distinta da quel-
la che possa eventualmente
spettare a carico dell’assicura-
zione obbligatoria, liquidata se-
condo norme e modalità del
tutto diverse da quelle relative
a tale ultima assicurazione. In
particolare va rammentato che
la pensione dell’assicurazione
facoltativa può coesistere. con
altra di assicurazione obbliga-
toria, anche se questa sia co-
stituita mediante versamenti
volontari,
L’assicurazione con versa-
menti volontari, invece, costi-
tuisce la prosecuzione a spese
dell’interessato (assicurato ob-
bligatorio) dell’assicurazione
obbligatoria interrotta per .so-
spensione di attività lavorati-
va o interrotta per altre cause,
7
sel - dinamo - alternatore. Con
tale sistemazione il gruppo
stesso può erogare corrente
continua e alimentare diretta-
mente l’officina, o corrente al-
ternata e alimentare l’officina
attraverso il raddrizzatore,
Mentre si procedeva allo
studio ed alla realizzazione del
locale e dell'impianto, la Di-
rezione programmò di corre-
dare l’officina di dentatrici di
alta classe. Furono approvvi-
gionate così le seguenti nuove
dentatrici:
— 1 Dentatrice verticale
« Gould & Eberhardt» che
serve esclusivamente per ri-
duttori ausiliari;
1 Dentatrice verticale
« David Brown » per pignoni
dei riduttori principali e per
piccole ruote;
— 1 Dentatrice verticale
« David Brown » per ruote fi-
no a metri 2,100;
— 1 Dentatrice verticale
« David Brown » per ruote da
metri 2,100 e fino a oltre 5
metri.
E’ in acquisto una nuova
dentatrice «David Brown », la
MH 100, munita di dispositi-
vo per la rasatura dei denti
delle ruote, fino a circa 3 me-
tri di diametro. Inoltre una
dentatrice orizzontale per pi-
gnoni sarà trasformata in mac-
china atta alla rasatura dei
pignoni.
Tutte queste macchine pog-
giano su basamenti antivi-
branti, in modo che non ri-
sentano delle vibrazioni pro-
dotte da altre macchine o da
gru.
Le dentatrici nuove sopra
elencate sono quanto di me-
glio oggi esista e aggiunte al-
le due già esistenti e ricondi-
zionate formano un potente
complesso che può reggere
bene il confronto dei migliori
oggi esistenti nel mondo.
In questi ultimi anni, ih un
primo tempo con le due denta-
trici revisionate e successiva-
mente con quelle nuove cui
si è accennato, furono dentati
i ruotismi per le seguenti na-
vi:
— Turbonavi « Andrea Do-
ria » e « Cristoforo Colom-
bo »;
— Turbocisterne + Frisco » e
« Punta Spiga »;
— Turbocisterne da 31.500
tonn.: « Giulietti » « Argea
Prima», « Miraflores»,
« Purfina Italia », « Fina
Canadà »;
— Cacciatorpediniere « Indo-
mito »;
— Cacciatorpediniere « Impe-
tuoso » (solo la 2.a ridu-
zione);
Avvisi scorta « Centauro »,
« Cigno », « Canopo »;
Due ruote di grandi dimen-
sioni per l’Olanda;
Sei avvisi scorta venezue-
lani;
Un avviso scorta « Nato »;
Due avvisi scorta indone-
siani;
Una ruota per i « Cantieri
del Tirreno »;
Turbocisterna « Arcturus »;
Turbocisterna per la Sve-
zia,
ed inoltre un gran numero di
riduttori per macchine ausi-
liarie e per navi in riparazio-
ne.
Questa sommaria e rapida
descrizione delle fasi più sa-
lienti attraverso le quali l’Of-
ficina Grandi Dentatrici è
passata in circa quarant'anni
di vita, documenta l’inconte-
stabile progresso compiuto,
specie negli ultimi anni e fra
notevoli difficoltà, dalla no-
stra Azienda in un settore
molto importante e delicato.
Emilio Langer
CO
COLLAUDO
UFFICIALE
di un motore Ansaldo Fiat 757
Il 28 maggio scorso, présso
la sala prove grandi motori
Diesel del Meccanico, ha avu-
to luogo il collaudo ufficiale
del motore destinato alla mo-
tonave « Carlo Canepa» in
costruzione al nostro Cantiere
di Muggiano per la Società
« Carbocoke » di Palermo.
Il motore è del tipo Ansal-
do - Fiat 757 a due tempi,
semplice effetto, 7 cilindri del
diametro di 750 mm. con una
corsa di 1320 mm., rotazione
destra, pompa aria a stantuffi;
la sua potenza normale conti-
nuativa è di 5500 cav. a 122,5
giri al 1’.
La prova è stata eseguita
con le modalità richieste dalla
legge per beneficiare dei con-
tributi ministeriali ed ha avu-
to la durata di 13 ore e mezza,
durante le quali il motore ha
funzionato a tre diverse anda-
ture, onde poter ricavare i da-
ti necessari per tracciare la
curva di potenza. Vi hanno as-
sistito l'ing, Telesio per il com-
mittente, l’ing. Grasselli del
« Lloyd's Register », il sig.
Lemmi dell’« American Bu-
reau », l'ing. Baù e il sig. In-
nocenti del « Registro Italiano
Navale ».
Il funzionamento del moto-
re, che ha sviluppato una po-
tenza massima di 6050 cav., è
stato sempre regolare ed ha
risposto a tutte le esigenze
richieste.
FERROVIARIO
E’ stata recentemente consegnata la prima delle due locomotive
Diesel-idrauliche da manovra costruite dal
conto delle Ferrovie dello Stato e destinate in Sicilia. Le carat-
teristiche principali di queste locomotive sono le seguenti: po-
tenza asse motore, HP 130; peso in servizio, tonn. 20; scarta-
mento, mm. 950; due assi; sforzo massimo di trazione kg. 5300;
motore Diesel Deutr, cambio idraulico Voith
Ferroviario per
CONSEGNE
Il materiale’ più importante
spedito dal 22 maggio al 6
giugno è il seguente:
— Una caldaia per locomo-
tive indiane, completa di par-
ticolari, al nostro stabilimen-
to Ferroviario; collettore di
acqua per caldaia ai «C.R.
D.A.» (Fabbrica Macchine
S. Andrea) di Trieste; tubi di
acciaio sagomati, pannelli per
fasciamento metallico ed altri
particolari per la ricostruzio-
ne della caldaia n. 1 della cen-
trale termoelettrica dell’ « Il
va » di Piombino; soffiatori di
fuliggine, materiale refratta-
rio, cuscinetti per linea d'assi,
generatore di vapore, raffred-
datore di condensa, condensa-
tore in lamiera di acciaio per
gruppo turbine principali per
la turbocisterna « Purfina Ita-
lia » in allestimento, un silen-
ziatore in lamiera d’acciaio
per motore principale per la
motonave « Gripsholm » in al-
lestimento, mattoni refrattari
per caldaie per tre motonavi
di 10.670 T.D.W. in costruzio-
ne e allestimento, al nostro
Cantiere di Sestri.
Una turbina di media
pressione sinistra per un cac-
ciatorpediniere venezuelano in
allestimento, al nostro Can-
tiere di Livorno; quattro pi-
gnoni di 2.a riduzione (giunti
al Mec per il rodaggio), ai
« Cantieri del Tirreno » di Ri-
va Trigoso; una ruota di l.a
riduzione (giunta al Mec per
la dentatura e il bilanciamento
dinamico), ai « C.R.D.A.» di
Trieste.
— Una camicia cilindrqQ per
motore Diesel Ansaldo - Fiat
tipo LS 688 (giunta al Mec
per la riparazione) alla moto-
nave « Città di Tunisi» della
Società di navigazione « Tir-
renia » di Napoli; un albero a
manovelle per motore Diesel
Ansaldo tipo Q 265/7, alla
motonave « Antoniotto Usodi-
mare » della Società di navi-
gazione « Italia» di Genova;
un motore industriale Diesel
Ansaldo tipo Q 376/6, alla
« Ferromin» di Rio Marina
(Isola d’Elba); due motori
Diesel Ansaldo tipo 1620/6
(giunti al Mec per la rimessa
in efficienza), al Cantiere di
Tavernola (Como); asse porta
elica, asse intermedio, elica
ed altri particolari per linea
d’asse, al Cantiere « I.N.M.S. »
per conto della « Navalsicula
S. p. A.» di Genova; un mo-
tore Diesel Ansaldo tipo Q
150/4 da 70 HP., alla moto-
nave « A. Visani» per conto
della Società marittima italia-
na « C. Colombo » di Genova;
un gruppo Diesel - dinamo con
motore Ansaldo tipo Q 265/7
sovralimentato da 475 HP e
dinamo da 320 kW, ai « Can-
tieri Navali Riuniti» di An-
cona per una motonave in co-
struzione per la Società di
navigazione « Tirrenia» di
Napoli.
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 243 tonnellate.
VIS
Ultimamente i nostri Sta-
bilimenti sono stati oggetto di
numerose visite, tra cui se-
gnaliamo le seguenti:
— Nove ufficiali superiori
della Marina, dell’Esercito e
dell’Areonautica hanno visita-
to il Meccanico (Grande Mec-
canica, Sala Prove Motori,
Stazione Raggi, Caldereria e
Laboratorio Materiali), accom-
pagnati dal sig. Ferri della Di-
rezione d’officina.
Un gruppo di studenti
dell’Istituto tecnico industria-
le « P. Hensenberger » di Mon-
za, accompagnati dal Preside
dell'Istituto prof. Antonio De
Majo. Hanno visitato il Mec-
canico, guidati dall’ing. Bom-
baci e dal sig. Ferri.
— Un gruppo di diplomandi
dell'Istituto Tecnico Industria-
le di Forlì, accompagnati dal
prof, Maglia e da altri inse-
gnanti. Hanno visitato la Fon-
deria, ricevuti dal Direttore
sig .Noris e guidati nei vari
reparti dal Capo Fonderia ing.
Zagnoli e dal perito industria-
le Baldini.
— Il sig. Straughan, Capo
dei servizi tecnici della Socie-
tà armatrice =« British Tan-
ker » di Londra. Si è recato
al Meccanico e al Cantiere di
Sestri, ricevuto ed accompa-
gnato nella visita dai Direttori
di stabilimento e intrattenen-
dosi con alcuni tecnici.
— Venti membri della « In-
ternational Electrical Associa-
ILIFE
tion » hanno visitato la Cen-
trale termoelettrica di Chivas-
so, per cui l’Ansaldo ha co-
struito la seconda sezione da
70.000 kW e ne costruirà
un’altra da 140.000 kW.
— Venti studenti dell’Uni-
versità di Roma, accompagna-
ti dal cav. Martigli del Genio
Civile si sono recati al Can-
tiere di Livorno, visitando il
museo navale e il bacino di
carenaggio.
— Un gruppo di
della Aeronautica Militare
(Scuola di Aerocooperazione
di Guidonia), accompagnati
dal sig. Ferri hanno visitato
il Meccanico,
Ottanta studenti della
Scuola di ingegneria navale
dell’Università di Genova, Gli
ospiti hanno visitato il Can-
tiere di Sestri.
— Il sig. R. Richardson, il
prof. L. C. Burril e l'ing. A.
V. Machlig della Società in-
glese « The Manganese Bron-
ze & Brass» produttrice di
eliche di grandi dimensioni in
lega di bronzo e alluminio.
ufficiali
— I sigg. Nicolin e Lied-
blom, rispettivamente Presi-
dente e Direttore Generale
della Società svedese «STAL»,
il prof. Boestad della Società
« INSCO » pure svedese e il
sig. Ahmeen rappresentante
in Italia della « ASEA » han-
no visitato il Meccanico.
Gruppo di studenti dell’Istituto tecnico industriale « P. Hensen-
berger » di Monza, accompagnati dal Preside dell'Istituto prof.
Antonio De Majo, in
visita allo
Stabilimento Meccanico
Il 25 maggio venti laureandi in ingegneria navale dell’Università
di Madrid, accompagnati dal prof. Otero, hanno visitato il Can-
tiere di Sestri, la Fonderia e il Meccanico, | graditi ospiti sono
stati ricevuti dai Direttori degli stabilimenti e si sono vivamente
interessati agli impianti e alle costruzioni in corso
LIVORNO |CAnTiERE
LA CONSEGNA ALLA MARINA DEL VENEZUELA
del cacciatorpediniere « GENERA L FLORES,,
Il Comandante venezuelano passa in rassegna l'equipaggio del « General Flores »
Il 31 maggio al Cantiere
« Luigi Orlando », nel «corso
di una semplice cerimonia
svoltasi in forma privata, è
stato consegnato alla Marina
Militare del Venezuela il cac-
ciatorpediniere « General Flo-
res».
I documenti relativi alla
consegna sono stati firmati
per il Venezuela dal cap. An-
tonio Ferrer, Capo della Com-
missione venezuelana e dal
cap. Miguel Hernandez, e,
per l’Ansaldo dal Direttore
Centrale ing. Giuseppe Carne-
vale e dal Direttore del Can-
tiere ing. Francesco Rovetto.
Al termine della cerimonia
il Comandante Carlos Bacalao
ha assunto il comando della
nave, dando disposizioni per
il primo turno di guardia. Do-
po di ciò è stata ammainata
dal pennone di poppa la ban-
diera italiana e issata quella
della Repubblica Venezuelana.
Alla cerimonia hanno assi-
stito il cap. Leoncio Nava, Co-
mandante del cacciatorpedi-
niere « Almirante Clemente »,
il comandante Arcadipane e il
sig. Magnone della nostra Di-
rezione Generale e i Vice Di-
rettori del Cantiere di Livor-
no ing. Di Pietrantony e Gril-
lo.
MOVIMENTO BACINO
— Dal 27 al 28 aprile ha
sostato la motocisterna « Enri-
ca» di 451 T.S.L., della So-
cietà di navigazione « Patri-
sanda » di Trieste, per care-
naggio.
— Dal 5 all’11 maggio ha
sostato la motonave. « Pola »
di 451 T.S.L., della Società
« Navigazione Toscana» di
Livorno, per lavori varii.
— Dall’11 al 20 maggio ha
sostato lo S/s « Monrovia » di
6674 T.S.L., della Società ar-
matrice «John Livanos & Son»
di Londra, per lavori di ripa-
razione allo scafo ed ai mac-
chinari ausiliari.
— Dal 21 al 22 maggio ha
sostato il piroscafo « Aegi-
lium » di 286 T.S.L., della So-
cietà « Navigazione Toscana »
di Livorno, per carenaggio.
— Dal 9 al 12 giugno ha so-
stato la draga «S. Albano»
di 650 T.S.L., della « Impresa
Ghezzani » di Livorno, per la-
vori di picchettaggio e pittu-
razione carena.
FONDERIA
COMMESSE
Ecco l’elenco delle commes-
se più importanti acquisite
nel mese di maggio:
— Quattro eliche di bronzo
al manganese, del peso di 29
tonn. ciascuna, per i « Cantie-
ri Riuniti dell'Adriatico » di
Trieste.
— Un’elica di bronzo al
manganese, a quattro pale, per
la « F.LA.T.» di Torino.
— Scatole e coperchi di ghi-
sa per la Società «O.T.O. -
Melara » di La Spezia.
— Travi e piastre di ghisa
per la Società « Cornigliano >»
— Punzoni e centro ruota di
ghisa per la « S.LA.C. » di Ge-
nova,
Dette forniture comportano
circa 90.000 ore lavorative.
CONSEGNE
Il materiale più importante
consegnato nel mese di maggio
è il seguente:
Un’elica di bronzo al
manganese a quattro pale, del
diametro di 5000 mm. e del
peso di circa 10 tonn., per mo-
tonave e 254 tonn. di getti di
ghisa e bronzo per motori Die-
sele turbine, al nostro stabi-
limento Meccanico; 32 tonn. di
getti di ghisa e bronzo per co-
struzioni varie, ai nostri sta-
bilimenti Cantiere di Sestri,
Carpenteria, Ferroviario e
Cantiere di Muggiano; 14 tonn.
di getti di ghisa e bronzo per
costruzioni varie all’« Ansal-
do - Fossati », all’« Ansaldo -
S. Giorgio » e al « Delta »; 205
tonn. di lingottiere di ghisa di
vario tipo alle Società « Fiat »
di Torino e « S.LA.C. » di Ge-
nova; 130 tonn. di getti di ghi-
sa meccanica e di bronzo per
costruzioni automobilistiche al-
l’« Alfa Romeo » di Milano;
46 tonn. di ceppi freno di ghi-
sa alla « Compagnia Interna-
zionale delle Carrozze con Let-
ti » di Milano; 83 tonn. di getti
varii di ghisa e bronzo a clien-
ti diversi.
n
Applicazione a spruzzo di
vernice speciale
incolore
lucidatura dei pannelli di legno impiallacciati
'Levigatura meccanica di pannelli con macchine pneumatiche
vibranti per la preparazione alla fase di lucidatura
Preparazione, al Cantiere di Sestri, di una gomena d’ormeggio
del diametro di
Bagnasco, Gaetano Gazzolo,
Telegramma del Papa
all’ing. Franco Cristofori
Al Direttore del nostro Can-
tiere di Sestri, ing. Franco
Cristofori, è pervenuto recen-
temente, tramite la Delegazio-
ne di Genova dell’O.N.A.R.M.
O., il seguente telegramma:
« Paternamente compiacen-
dosi consolanti sviluppi Con-
ferenza aziendale ONARMO
San Vincenzo de Paoli da tem-
220 mm. Da sinistra:
Ernesto Cepollina,
Luigi Fanti, Amedeo
Gildo Alloisio
po istituita nei Cantieri nava-
li Ansaldo di Genova Sestri,
Augusto Pontefice ne auspica
sempre più intensa la benefica
attività e copiosi i buoni frut-
ti, mentre al Direttore del
Cantiere stesso ing. Franco
Cristofori, ai solerti benemeri-
ti visitatori, ai pii contribuen-
ti, invia di cuore, estensibile
ai singoli assistiti, una partico-
lare apostolica benedizione.
DELL'ACQUA Sostituto »
Lili PE
rn
li
*
N
è
È
è
n
*
COSTRUZI
« Impero ». Quanti fra di
noi ricordano i molti gior-
ni trascorsi su di essa?
La sua vita era cominciata
in Cantiere fra grandi mani-
festazioni, la sua permanenza
sullo scalo era stata sufficien-
temente breve, frutto della
esperienza acquisita colla pre-
cedente unità gemella, il suo
varo era avvenuto il 15 no-
vembre 1939 in forma piutto-
sto modesta per sì grande uni-
tà, quando molti fra noi ave-
vano già dovuto partire in
grigio-verde verso le frontie-
re,
L’allestimento di Sampier-
darena l’aveva subito dopo ac-
colta edi lavori erano già ala-
cremente avviati allorchè, al-
la fine del maggio 1940, la
nave venne in tutta fretta ap-
prontata per una traversata di
fortuna e quattro grandi ri-
morchiatori la trassero dal
(impero » n.° 320: nave
porto di Genova e le fecero
iniziare quel lungo periplo
con destinazione Trieste, ove
si riteneva di riprendere i la-
vori in un clima di maggiore
tranquillità.
Il trasferimento però non
potè completarsi ed il preci-
pitare degli eventi internazio-
nali portò ad interrompere la
traversata ed a ricoverare la
nave nel porto di Brindisi, ove
la seguì subito dopo una uni-
tà mercantile con i materiali
più importanti e necessari per
la ripresa dei lavori.
Qualche tempo di indecisio-
ne, poi venne dato alla nostra
Società un laconico ordine:
« Organizzare in Brindisi un
centro di lavoro che rendesse
la nave atta a prendere il ma-
re colle proprie macchine ed
a trasferirsi in altra sede».
Dalla sconnessa banchina di
Brindisi il nostro sguardo si
fissò allora su quello scafo
sul quale erano state a s
tempo imbarcate solamente
caldaie e su cui già sembra
dovesse giungere la gran |
rola dell'abbandono; ed il 1
stro pensiero soppesò imn
diatamente le enormi diffic
tà dell'impresa, in una ra
priva di qualsiasi appogg
industriale e con mezzi di
voro assai scarsi.
Ma la nostra Società n
doveva conoscere difficol
così nacque subito il Repar
staccato di Brindisi, si i
piantarono a terra centrale
lettrica \e ceritrale compr
sori, si organizzò un cent
logistico e si procedette
affittare una nave appoggio,
piroscafo « Principessa Gi
vanna » della Società «Italic
che si affiancò alla corazza
entro la doppia ostruzione s
bacquea.
In tal modo si iniziò w
nuova vita da parte della n
Nell [ | 1) L'accesso a bordo, la centrale elettricae la centrale compressori - 2) Imbarco di uha turbi:
Gi Ioto mento dei pezzi prefabbricati del timone principale - 5) Costruzione delle corazze [di mura
NE
stra maestranza, mentre la
forza del Reparto giunse ad
pltre cinquecento unità; una
vita di lavoro duro, con un
orario di dieci-tredici ore
siornaliere, nella quale non
mancarono certo i molti epi-
sodi del vivere difficile e ra-
ningo; il nostro ricordo ritor-
ia così facilmente al vecchio
‘amoglino — cuoco improvvi-
ato della prima mensa — che
immorbidiva i polpi picchian-
loli violentemente sulle co-
‘azze del castello, al calafato
\estrese che portava a miglio-
‘amento vitto — seppur an-
ora olezzanti di nafta — i
nuggini che avevano durante
a notte abboccato, al marinaio
ogliaschino che nessun cat-
ivo tempo riuscì mai a fer»
nare nel suo traghetto attra-
‘erso la rada, a quel giovane
ngegnere che si trovò improv-
isamente ad essere assieme
bassa pressione =
3) La proradella corazzata,
) Prima accensione delle caldaie - 7) Partenza da Brindisi - 8) In
No
contabile, cassiere e dattilo-
grafo.
I lavori durarono circa quin-
dici mesi, durante i quali ven-
nero realizzate le seguenti
principali sistemazioni:
\- imbarco e resa funzio-
nante delle due motrici pro-
diere, con relativi ausiliari e
lineè d’assi;
resa funzionante delle
sei caldaie prodiere con rela-
tive sistemazioni accessorie;
— adattamento e sistemazio-
ne della corazzatura di mura-
ta e dei due ponti protetti;
— resa efficiente della pro-
tezione subacquea cellulare;
— sistemazione del timone
e della timoneria principale;
imbarco e resa funzio-
nante della stazione diesel di-
namo prodiera;
— sistemazioni diverse: im-
pianto elettrico in galleria ca-
vi; pompe e tubolatura grande
In secondo piano il
#
i
#
$
î
esaurimento; barenatura tor-
rij ecc.
I lavori vennero condotti
con perizia e slancio da parte
di tutta la maestranza; e ciò
anche quando gli eventi belli-
ci giunsero assai vicino e per
diversi mesi squillò sulla na-
ve appoggio, quasi ogni not-
te, quella sirena di allarme
che spingeva tutti a balzare di
cuccetta, ad attraversare ce-
lermente la passerella fra i
due scafi e ad infilarsi nei si-
curi rifugi sotto le corazze
della nostra nave, mentre le
mitragliere di bordo iniziava-
no il loro turno di lavoro al
seguito dei fasci dei proiettori
Ed un bel giorno, dopo un
ultimo periodo di più intensa
preparazione, la nave mollò fi-
nalmente gli ormeggi: era il
22 gennaio 1942; mentre ùna
(segue a pag. 15)
Franco Cristofori
« Principessa Giovanna ». 4) Collega-
navigazione con otto fumaioli provvisori
I
Dieci soggiorni per due. persone
sulle Dolomiti di Andalo
Anche quest’ anno, come l’anno scorso,il nostro periodico offre la possibi-
lità, ad ogni ansaldino, di usufruire di un soggiorno gratuito, per sè e per
un’altra persona a sua scelta, in una piacevole località. Perchè ciò sia
possibile è necessario partecipare al seguente
GRANDE CONCORSO FERIALE
La vignetta rappresenta i reduci della
grande «Indianapolis » ansaldina mentre,
per concedersi un meritato svago dopo la
recente fatica, pescano in uno stagno con-
tenente 20 pesci, ciascuno dei quali porta
un numero corrispondente ad un punteg-
gio ad esso attribuito. | pesci saranno tutti
pescati.
Per partecipare al concorso gli ansaldi-
ni dovranno scegliere uno dei dieci pesca-
tori e i pesci da lui pescati, comunican-
doci quindi la sigla del pescatore e la som-
ma dei punti segnati sui pesci pescati. La
somma totale dei numeri di tutti i pesci
è 1050.
Presso la nostra Redazione sarà quindi
compilata una classifica dei concorrenti, in
base al seguente criterio: in un’urna sa-
ranno messi dieci biglietti, ciascuno con la
sigla di un pescatore, e in un’altra venti
biglietti, ciascuno con il punteggio attri-
buito ad un pesce. Ogni volta che verrà
estratta la sigla di un pescatore verrà
estratto il numero di un pesce da attri-
buire a questo pescatore, ma, mentre i
biglietti con le sigle dei pescatori verranno
di nuovo imbussolati, quelli dei pesci non
lo saranno più, e così fino ad esaurire i
biglietti dei pesci. Si avrà così una gra-
duatoria stabilita dal diverso punteggio di
ogni pescatore e, di conseguenza, una clas-
sifica dei partecipanti al concorso.
Le soluzioni dovranno essere inviate alla
Redazione de «l’Ansaldino », oppure con-
segnate ai nostri corrispondenti di Stabi-
limento, entro il 30 giugno.
PREMI
I premi consistono in dieci soggiorni
gratuiti (viaggio compreso) all'albergo «Do-
lomiti» di Andalo, ciascuno per due per-
sone, per il periodo dal 1° all'8 settembre, |
premi verranno assegnati ai dieci concor-
renti che avranno indovinato il vincitore
delia gara di pesca e il punteggio da que-
sti totalizzato o che più si saranno avvi-
cinati al risultato del sorteggio. Nel caso
che la sorte assegnasse uguale punteggio
massimo a due o più pescatori, i vincitori
del concorso saranno scelti, mediante sor-
teggio, tra coloro che li avranno indicati.
Sarà effettuato un sorteggio fra i parteci-
panti anche nel caso che più di dieci fra
essi abbiano inviato soluzioni uguali.
Licia, figlia di Maria Bruzzone del MEC
Luigi, figlio di Nicola Caviglione
del CAN
Fas
/
| TEA GONCORSO
FOTOGRAFICO
sele
soda LITE
1
Mi.
BERNARDO BONARIA (MEC): « Castello di Molare >»
CARLO CELADA (MEC): «Sotto Corso Italia » LIBERO DALLE DONNE (MUG): «Sotto i ponti di Parigi >»
14
Plausi per la gita a Venezia
1 È
nnumerevoli sono le lettere
di plauso e d’incoraggiamen-
to che ci sono pervenute dop.
la gita a Venezia, Vorrenimo
poterle riprodurre tutte, un po’
a soddisfazione nostra e un po’
di chi le ha scritte, ma lo spa-
zio di cui disponiamo è pur-
troppo molto limitato, Non
possiamo che estrarne alcune
dalla grossa cartella che le con-
tiene e citarne qualche brano
Il signor Francesco Polizzi
del Meccanico scrive: «Sento il
dovere di esprimere alla Dire-
zione e a tutti i collaboratori
dell’Ansaldino i miei più vivi
» a È DI molto migliorata dalle gite pre-
cedenti, Auspichiamo ancora gim
te a prezzi più accessibili in
altre città, onde tar conoscere
l’Italia agli italiani ».
E il signor Leandro Santa-
maria del Cantiere; «Non so
come ringraziarvi per la bella
gita a Venezia. Solo un rim-
provero potrei farvi, che di
queste belle organizzazioni se
ne fanno troppo poche...»,
Il desiderio di veder intensi-
ficato il programma di visite
alle città italiane è una nota
comune a quasi tutte le lettere
che abbiamo ricevuto,
curiamo i nostri lettori
Andrea Gambino: « Canale »
ringraziamenti per l’ottima As
riuscita della gita. Perfetta che faremo tutto quanto sta in Oltre alle lettere, molti par.
organizzazione ed ottimo trat- noi per accontentarli; non di- tecipanti alla gita di Venezia
tamento sono state le caratte mentichino però che l’Ansaldi- ci hanno inviato fotografie da
ristiche principali che, dopo i G. B. Roscelll: « Procuratie nuove > no non sfugge alle forche cau- loro eseguite, spesso siamo
capolavori della Serenissima, ho dine del bilancio aziendale. lieti di riconoscerlo — con vi-
che come me hanno partecipato ci scrive: « Sono incaricato da Per ora, è in vista la bella ero- vo senso d’arte, Anche qui, per
« Era la prima volta - ci alla di rivolgere un sen- un gruppo di amici e loro fa- ciera a bordo della « Colombo ». le stesse ragioni di spazio, dob-
scrive il signor G, B. Sbarbaro tito ringraziamento alla Dire- miglie di ringraziarvi per il Poi... vedremo, Grazie, comun- biamo limitare di molto la scel-
trattamento signorile ricevuto e que, a tutti per i suggerimenti ta. Gli esclusi ci perdonino: si
per la buona organizzazione, e le affettuose sollecitazioni. rifaranno la prossima volta.
# f
fr Ganta un poeta per la “Gripsholm”
Guido Nilsen è un poeta genovese. Potrai così andare
O meglio, è uno scandinavo nato a Ge per gli oceani, splendente
nova, e che ha amato Genova di un approdare ad ogni porto,
amore di figlio. Nilsen ha scritto ma- accostare ogni banchina
gnifiche poesie in dialetto genovese, in e a te verrà la fronte china
parte raccolte nel volume « Da S. Lòen- l’esule piangente,
zo a Portufin». Ha scritto inoltre il creso che ha tutto,
qualche ottima poesia in francese e in che di tutto ha noia
italiano. Recentemente è stato segnala- e cerca nell’andare di scordare
to al Premio Tomaso Grossi di Trevi- il bello per il brutto.
glio. Il varo, ai Cantieri di Sestri, Il disperato, senza più risorse
di una nave destinata ai suoi paesi che fugge un pianto per trovare forse
notato in questa gita
% ; scandinavi, gli ha ispirato la seguente un pianto più amaro,
| è SES poesia, che vede la luce per la prima . l’audace, il saggio, il poeta, il santo
uri i volta sul nostro giornale, l’avaro, il ladro, il bugiardo,
Pietro Massa: « Riva degli schiavoni >» che copre il suo volto con la mano
"IT 7 nl se î E Vibranti suoni di lamiere tentate, per la vergogna d'aver sul labbro
— che partecipavo ad una gita zione dell Ansaldo, a tutti gli squillanti come suoni di campane, il marchio della gogna. i
dell SIRIO, ed da RIMURRIO SRI e al i SE chiarori abbaglianti di saldatrici, É a 3 di . sine
con piacere la perfetta orga- di Villa Nora per la riuscitis- $nhî, i di i mici a madre piena razia e dì dolore,
nizzazione, degna del più vivo sima e simpaticissima gita, Fabrizi Ge vidi agi e dere la fresca e sorridente giovinezza di una
elogio. Per questo sento il do- che a molti di noi ha dato la . . sposa,
possibilità di visitare Venezia, Fra la struttura fitta dei puntelli e tutti, tu, porterai via senza posa,
la più artistica e bella città sull’invasatura, gigante inerte la nave. dall’uno all’altro continente,
del mondo », Oh nave! nave bella! sospinta a fender l’onde
Scrive il signor Luigi Garro- Ora tu sei prigione di mille catene dal tuo gran cuor pulsante:
: « Sentiamo il dovere di rin- ma domani a te verrà una folla la macchina possente,
are il mostro Ansaldino festante, sarai benedetta L’urlo delle tue sirene
per le belle giornate che ci ha battezzata di spumante, sarà voce di male per uno,
fatto trascorrere nella città la- avrai un nume, una bandiera di bene, per- l’altro.
gunare, Un grazie e un plauso e spezzate le gomene con l’accetta Ma tu andrai serena, grave
al sig, Pollastro e collaboratori scivolerai prima lenta, solenne, la tua bandiera al vento,
per tutte le gentilezze ricevute poi veloce, quasi leggera saraî una bella nave, fra le belle
e per il loro continuo interes- audace all’abbraccio e a sera
samento, così da creare nei LL del tuo perenne amante, il mare. t'accenderai di mille stelle. J
cuori della numerosa comitiva
uno spirito di armoniosa fa-
migliarità e fratellanza », ,
Una calorosa e simpatica let- BREVETTI d INVENZIONE
tera ci ha inviato il signor Pri- Marchi di Fabbrica
miero Astarita del Cantiere, il i
quale ci incita ad organizzare Ufficio Internazionale
altre gite «istruttive e ricrea- GENOVA
tive insieme », riconoscendo in VIA MALTA, 4 - Telefono 52. 349
Gino Carboni: « Colombi » tal genere di gite « un fattore
di elevazione spirituale e mo- VISITATE
vere e il desiderio, anche a no- rale della famiglia ansaldina »,
me degli ansaldini del COKE Il signor Michelini del SAU MOBILI
; ; SEMPRE
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SI ACCETTANO IN PAGAMENTO TUTTI I BUONI RATEALI
Francesco Desgaco: « Punta della salute »
I compiti delle aziende IRI
Iracciati
L'on, Aldo Fascetti della
cui nomina a Presidente del-
PI.,R.I, abbiamo dato notizia nel
numero del 1 aprile scorso —
partecipando all'annuale riu-
nione dei dirigenti delle azien-
de del gruppo tenutasi a Mila-
no, ha pronunciato un di-
scorso « volto al fine — ha sot-
tolineato — di dare una positi-
va valutazione alla funzione
passata, presente e futura del-
l’Istituto per la Ricostruzione
Industriale ».
Fatta una rapida scorsa' della
passata attività dell’Istituto, il
cui indice più significativo è il
bilancio del 19 chiusosi in at-
tivo — segno eloquente del ri-
sanamento e del successo otte-
nuto l’on. Aldo Fascetti ha
annunciato d’aver posto allo
studio un « piano quadrienna-
le 1957-1960 di sviluppo per
ogni settore di attività dell'Iri,
nel più ampio quadro dello
schema Vanoni ». « L'impegno
— egli ha aggiunto — deve es-
sere quello d'affrontare per ogni
settore d’attività e per ogni a-
zienda i vari problemi, con ag-
gressività non disgiunta da
ponderatezza, ner adeguare le
attre ure d’alcune aziende
alle richieste del mercato, per
aumentare la dinamica in al-
tre. per trovare mercati a quel-
le che ancora non li hanno »,
« Nelle aziende, le direzioni
generali — ha messo quindi in
rilievo l'on, Fasecetti — devo-
no sentire appieno la responsa-
bilità delle loro specifiche fun-
zioni. I consigli d’amministra-
zione, eventualmente rafforzati
di competenze tecniche e ammi-
nistrative, devono partecipare
attivamente alla vita dell’azien-
da e. attraverso i comitati se-
guirne da vicino la gestione Le
finanziarie devono fare opera
di controllo e di coordinamento
attraverso gli strumenti e le
modalità che nei prossimi gior-
ni saranno insieme studiate e
precisate, senza tosliere auto-
nomia e resnonsahilità alle sin-
sole aziende. Al di sopra di
tutti, VIri. responsabile verso
il Governo e il Paese dell’atti-
vità delle sue aziende la cui
nroduzione e i eni servizi devo-
no semmre più ingnadrarsi nel-
economica e sociale
del Governo,
Nel mondo industriale
derno, le imprese assumono or-
mai tali dimensioni che la fi-
gura tipica dell’imprenditore
la palitiea
mo-
dall’ on.
Fascetti
va scomparendo : sono gruppi
finanziari privati che operano,
e per essi singoli uomini o col-
legi, Le nostre aziende — ha
proseguito l’on, Fascetti — per
la loro struttura giuridica non
si differenziano affatto dalle
grandi aziende, nelle quali la
maggioranza azionaria appar.
liene a gruppi finanziari privati,
Occorre però che anche nelle a-
ziende dell’Iri gli uomini siano
dotati di forte spirito d’inizia-
tiva.
Ci deve differenziare dalle a-
ziende private soltanto il fatto
che, mentre queste tendono al
maggiore profitto, le aziende
‘dell’Iri devono invece tendere
al maggiore successo economi-
co, affinchè, unitamente all’e-
qua remunerazione del capitale,
il lavoro trovi la sua valoriz-
zazione, al fine di creare, nella
sana espansione della nostra
attività produttiva, una sempre
maggiore stabilità e un più ac-
centuato incremento dell’occu-
pazione, Il compito che spetta
all'Iri, chiamato a operare in
tanti e così diversi settori, non
è fneile, ma consapevoli delle
nostre responsabilità, siamo
certi che riusciremo ad affer-
mare la vitalità delle nostre
aziende in competizione con le
altre imprese, sul mercato in-
terno e su quello internaziona-
le: e ciò senza invocare privi-
legi, che l'Iri non ha mai avu-
to, mentre teniamo a ricordare
a chi critica l’istituto con tan-
ta facilità che molte delle sue
aziende gli sono venute proprio
dal fallimento dell’iniziativa
privata ».
L’on Fascetti ha così conclu-
so: «Dobbiamo mobilitare tut-
te le nostre competenze, Senza
ammettere indugi o incertez
dobbiamo procedere, animati
dallo spirito di conquista che
il tempo richiede e che è patri-
monio di coloro che sanno di
compiere una grande impresa,
non per sè ma per il Paese al-
trimenti saremo inesorabilmen-
te tagliati fuori dalla competi-
zione, con grave danno per il
progresso economico e sociale
del popolo italiano, La collabo-
razione che voi tutti avete sem-
pre dato all’Iri, e di cui vi rin-
grazio, io chiedo a tutti oggi
più fervida, affinchè l’opera del-
l’Istituto sia sempre più me-
ritoria per l’incremento econo-
mico e sociale del nostro
Paese ».
POSTA IN ARRIVO |
Windsor, May - 9-1956
Egregio sig. Direttore,
quando, a mezzo di amici,
ricevo « l’Ansaldino », per me
è una giornata di allegria, ma
nello stesso tempo i ricordi so-
no nostalgia per il cuore. Co-
me si fa a rimanere indiffe-
renti osservando i volti cono-
sciuti di amici lavoratori, di
tecnici e di dirigenti fotogra-
fati ai loro posti, intenti scru-
polosamente alle proprie man-
sioni? Come si fa a non rima-
nere entusiasmati intravve-
dendo a volte, anche nei secon-
di piani delle belle fotografie,
siti reconditi ma conosciuti?
Si possono inoltre osservare
nuove attrezzature, moderni
impianti e costruzioni mecca-
niche eccezionali e ci si sente
veramente orgogliosi di appor-
tenere, se non direttamente al-
meno con il sentimento, alla
grande famiglia ansaldina.
Questa mia corrispondenza
mira a far giungere un sem-
plice, ma spero gradito, salu-
to a tutti gli amici ansaldini
ed alle loro famiglie. Ebbi oc-
casione due anni fa di scrive-
re qualcosa del complesso An-
saldo sul « Corriere Canade-
se », settimanale in lingua ita-
. liana che si stampa a Toron-
to (Ontario) e di cui sono cor-
rispondente da Windsor. I let-
tori nostri connazionali
emigrati — si resero conto che
il complesso industriale geno-
vese, con la realizzazione di
superbe navi per la Marina
mercantile, è all'avanguardia
delle moderne costruzioni, Ge-
nova è risorta dopo la guerra
e con essa le sue industrie.
Mandando questo saluto da
oltre oceano sono contento di
abbracciare un fascio di ricor-
di e con essi un buon gruppo
di cari amici,
Fin da quando entrai alla
Officina Affusti di Cornigliano,
dove mi si offerse l'apprendi-
stato, e quando lavorai all’Ar-
tiglieria, poi Ferroviario, di
Fegino, ebbi la percezione
della grande importanza del-
VAnsaldo. Entrato al Meccani-
co nel 1945 ed assistendo più
tardi alla celebrazione del
centenario della nostra Socie-
tà da parte del Direttore di
allora ing. De Vito, capii che
stava per iniziarsi un’èra in-
dustriale nuova.
Attraverso la volontà realiz-
zatrice di lavoro e lo spirito
di comprensione verso tutte
le maestranze e loro famiglie
— onde dar loro un buon te-
nore di vita ner mezzo della
prosperità aziendale — il com-
plesso ansaldino è un fulgido
esempio di perseveranza e di
attività. L’automazione, il su-
percontrollo meccanico, le rea-
lizzazioni scientifiche trovano
riscontro nelle capacità tecni-
che e costruttrici dei lavora:
tori dell’Ansaldo,
Al Presidente della Repub-
blica on. Gronchi, in visita a
Detroit recentemente, porsi il
saluto della comunità italiana
di Windsor ed espressi il de-
siderio di ricordarci a Genova
ed ai genovesi. Oagi. egregio
Direttore, da oltremare si rin-
nova il saluto ed esso è rivol-
to agli ansaldini ed in miodo
particolare agli amici,
Sono uno dei tanti ex ansal-
dini a cui piace ricordare e
rendere omaggio alle glorie
del proprio Paese. La lonta-
nanza non cancella i ricordi e
non è al di là di un oceano che
si trascurano le tradizioni! An-
zi, ci si pasce di un passato
che, seppur non torna, ci ha
donato un presente glorioso
che guarda verso un avvenire
pieno di speranze!
La ringrazio, signor Diret-
tore, e La saluto cordialmente
insieme ai componenti tutti
dell’Azienda, la cui opera è
degnamente illustrata da
« l’Ansaldino », Arrivederci.
ALFREDO MORANDO
2414 Howard Avenue
Windsor (Canadà)
ap
I
Kingston, 8-5-1956
Caro Ansaldino,
queste mie poche righe ti
giungono dal lontano Canadà,
e vorrei con esse porgere un
saluto a tutti gli amici e co-
noscenti dello Stabilimento
Meccanico, che ancora non
hanno dimenticato il mio no-
me.
Sarei molto lieto, se ciò fos-
se possibile, ricevere qualche
copia de «l’Ansaldino », in
quanto in questi giorni la
stampa di qui ha parlato mol-
to favorevolmente del lavoro
COSTRUZIONE N.
(seguito da pag. 11)
gran mareggiata spazzava l'A-
driatico la nave, scortata da
tre cacciatorpediniere (che fu-
rono poi costretti a dirottare)
uscì dalla rada di Brindisi e
puntò verso il nord.
Essa dovette certo apparire
allora come una fra le più ec-
cezionali e stravaganti navi
che abbiano solcato il mare:
un grande scafo di corazzata
senza sovrastrutture, un ponte
di comando costituito da una
baracca di legno sulla barbet-
ta della torre centrale, un ap-
parato motore che si intuiva
solamente dalle otto ciminiere
verticali, un ripetuto zigzagare
nella ricerca della rotta più
sicura contro un’offesa già se-
gnalata e che poteva emergere
ad ogni istante.
Allorchè. il giorno dopo, la
nave giunse felicemente a Ve-
nezia in un clima polare si
chiuse silenziosamente ‘non
ALFREDO MORANDO
dell’Ansaldo in occasione del
varo della « Gripsholm ».
Ancora saluti ed auguri a
tutti gli ansaldini dall'ex fa-
legname del Meccanico.
REMO BRIASCHI
{59 Alfred Street
Kingston (Ontario) Canadà
320
solo la nostra avventura brin-
disina, ma il vero ciclo vitale
della nave, in quanto le sus-
seguenti vicende la portarono
dapprima a sospendere ulte-
riori lavori, poi a subire lun-
ghi cicli sperimentali a bersa-
glio di offese subacquee ed in-
fine alla definitiva demolizio-
ne in Venezia stessa,
Da quel momento sono or-
mai trascorsi quindici anni e
molti fra i cinquecento di al-
lora non sono più qui con noi;
ma tutti quanti — ne sono
certo — serbano ancora in sè
vivi, non solo l’orgoglio del-
l'esemplare impresa compiuta,
ma anche un buon ricordo di
quel periodo in cui ingegneri,
capi ed operai vissero quanto
mai accanto, gli uni agli altri
in reciproca e profonda cono-
scenza, tutti uniti per tenere
alto il grande nome dell’An-
saldo.
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IL TROFEO “MELA D’ORO"
AL NOSTRO MOTO CLUB
Domenica 3 giugno il « Mo-
to Club Cral Ansaldo » ha par-
tecipato al Raduno di Barge
(Cuneo). per il Trofeo « Mela
d’oro »,
Guidati dal capo gruppo sig.
Giovanni Bina, i concorrenti
(29 conduttori e 12 passegge-
ri), partiti alle ore 5, hanno
sostato a Vicoforte per la co-
lazione, proseguendo quindi
per Barge dove sono giunti al-
le 10,30, dopo una sgroppata
di 204 Km.
Dopo la sfilata di tutti i Mo-
to Clubs per le vie cittadine
(68 sodalizi con un totale di
2567 partecipanti) nel pome-
riggio, alle ore 15, si è avuta
la premiazione nel salone del
Municipio, presenti il V. Pre-
sidente della F. M, I. comm.
Bocca, il Sindaco di Barge ed
altre autorità.
Il « Moto Club Cral Ansal-
do » si è classificato primo as-
soluto, aggiudicandosi l’ambi-
to Trofeo « Mela d’oro » e ri
scuotendo calorosi applausi.
Il successo di “Bimbo”
Il 13 maggio è stata rappresentata al Teatro sociale di via
Achille Stennio a Sampierdarena, dalla Sezione spettacolo del
« Cral Ansaldo » diretta da Sergio Bruno Franceschi, la com-
media musicale in due tempi « Bimbo ». Lo spettacolo, inter-
pretato con passione dallo stesso regista e attore Sergio Bruno
Franceschi e da un complesso di giovani ottimamente pre-
parati, ha riscosso l’incondizionato consenso del pubblico, che
non si è stancato di applaudire. La parte di « Bimbo » da cui
il lavoro prende il nome è stata brillantemente sostenuta dal
giovanissimo Vittorino Biagi, una vera rivelazione; gli altri
interpreti (Tino Bertorello, Enzo Conterio, Pino Danielli, Ezio
Ottonello, Bianca Angeloni, Rosa D'Oria, Giorgio Robotti, Vit-
tore Gorini, Euro Santini, Osvaldo Cavalli, Mauro Vittore)
sono stati degni dei maggiori elogi. Apprezzatissima la sceno-
grafia di Enzo Croce. La commedia è stata replicata il 3 giugno.
CINESELEZ
servizio di spionaggio a
Londra. Ma ricevono scacco
matto dal controspionaggio,
Due film sull'ultimo conflitto
S ono sui nostri schermi pa
due films sull'ultimo finiscono per credere nel-
conflitto. Uno, l'americano l’uomo che non era mai esi-
« L'uomo che non è mai esi- stito. 3;
stito». in'«'Colore Ds Luze » Film condotto molto abil-
mente, con serietà, e bene
e « Cinemascope », presen-
tato all'ultimo Festival di
Cannes, narra la storia vera
di un vero, per quanto av-
venturoso e grottesco, epi-
sodio. Gli alleati, per. trarre
interpretato da Clifton Webb
in una insolita veste,
L’altro film, l’italiano
« Continenti in fiamme » di-
retto da Cesare Rivelli, non
è un film a soggetto ma un
in inganno i deschi sul ;
; SENNO tedeschi su documentario, ottenuto col
uogo prescelto parlo sbarco semplice montaggio di vari
nell'Europa me iterraRea, documentari ricavati dagli
abbandonano in mare un archivi delle diverse Forze
cadavere con la divisa e i Armate. Molto interessante
documenti di un certo Mag- il materiale, naturalmente
5 )
giore Martin, mai esistito,
e gli mettono in tasca carte
false. II corpo finisce, come
calcolato, sulle spiagge spa-
gnole, il servizio di infor-
mazioni tedesco riesce a fo-
tografare le carte. I tedeschi
però vogliono veder chiaro
in questo maggiore Martin,
e mettono in azione il loro
e lodevole l'idea di questa
rassegna del recente conflit-
to, che mette lo spettatore
di fronte alle atroci e in-
sensate carneficine che ab-
biamo tulti vissute, ma trop-
po spesso dimenticate, Si
possono però lamentare varie
cose: un commento superfi-
ciale, una inesistente sia pur
Caro Ansaldino,
siamo un gruppo di partecipan-
ti alla Crociera del Tirreno e, tut-
te felici ed entusiaste, siamo però
tutte ignare di ciò che dobbiamo
portare, circa il nostro bagaglio
personale,
Vuoi tu essere tanto gentile ed
istruirci? Dobbiamo portare solo
il fabbisogno per la notte, oppure
anche un abitino elegante per il
ballo?
Insomma, aiutaci ed informaci
sul tuo tanto caro ed interessante
giornale. Credi, non farai piacere
soltanto a nol, ma a tutti i parte-
cipanti alla Crociera, compresi i
signori uomini,
Sentitamente ti ringraziamo in-
viandoti pure tanti auguri per la
tua sempre migliore riuscita, e
con simpatia ti salutiamo.
Un gruppo di Ansaldine
Comprendo il vostro entu-
siasmo e ne sono partecipe,
una così bella occasione non
capita spesso e voi non ve la
siete lasciata sfuggire. Ma un
po’ del vostro entusiasmo,
penso, è anche motivo d’orgo-
glio, poichè alla costruzione
della bella «Cristoforo Colom-
bo» ha contribuito tutta la fa-
miglia ansaldina: voi stesse,
IONE
\
minima spiegazione strategi-
ca dei vari fatti bellici, la
mancanza di una qualsiasi
spiegazione storicistica dei
fatti stessi. Inoltre, delle
imperdonabili lacune, data
l'ambizione del titolo: man-
ca totalmente la guerra nel
Pacifico (si vede Pearl Har- |
bour, e poi la firma dell’ar- |
mistizio sulla « Missouri »),
manca l'offensiva russa,
per cui lo spettatore che era
un minuto prima a Stalin-
grado si ritrova a Budapest,
ete. Si può invocare la man-
canza di materiale, ma allo-
ra bisognava limitare il
campo al continente euro-
peo.
Molto tempo infatti è de-
dicato all'Europa e in parti-
colare all’Italia; ma allora
non comprendiamo proprio |
come si sia dimenticato un |
sia pur fugace accenno al- |
le gloriose gesta dell’Eser- |
cito di Liberazione.
IL PORTOGHESE |
IA
i vostri mariti, i vostri figli, i
vostri fratelli ed i vostri pa-
dri.
Non preoccupatevi
eccessi-
vamente, care amiche, e so-
prattutto ricordate lo spirito
che anima gli organizzatori e
che deve improntare queste
nostre gite sociali: quello cioè
di procurarci piacevoli svaghi
e divertimenti con i nostri
colleghi, con i nostri cari, pro-
prio come si suol dire: festa
in famiglia,
Quindi niente eleganza mon-
dana, ma quella stessa sem-
plice e fine squisitezza di for-
ma che fino ad oggi ha distin-
to gli ansaldini nelle varie
manifestazioni sociali.
Prepariamo quindi il nostro
bagaglio personale. Il pro-
grammino della crociera, che
certamente già conoscete, ser-
virà a guidarci.
Al momento dell’imbarco
andrà benissimo il vostro abi-
tino di cotone o di lino con i
vostri sandali bianchi o, co-
munque, scarpe a tacco non
troppo alto.
Per la prima colazione, se
avete i calzoni lunghi, potre-
te indossarli, oppure mettete
un abitino a un sol pezzo pre-
feribilmente in tinta chiara:
i vostri sandalini andranno
ancora bene.
Per l’ora del pranzo si addi-
ce una gonna e camicetta o
la graziosa princesse o. se ne
siete in possesso, il tailleur
chiaro; in questa occasione po-
trete calzare le vostre scarpi-
ne con tacco alto.
Così pure all’ora del tè e
della cena potrete indossare il
vostro tailleur in seta. o in
e San Gallo » o. se l’avete, lo
abito in organdis bianco,
Ed eccoci arrivati ai tratte-
rimenti serali. Non è prescrit
to, nè consigliabile l’abito da
sera: un abitino un po’ più
scollato. più elegante, come
dite voi, magari quello in piz-
zo o chiffon che vi siete fatte
per recarvi all’invito di una
vostra amica. ecco, quello an-
drà benissimo .
Come vedete, care amiche,
la nostra crociera non dovrà
impegnarvi in ulteriori spese
e sono certa che dal vostro
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al caso vostro.
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“I° ANSALDINO” RISPONDE
Caro Ansaldino,
nel «Reparto rettifiche »
della Sezione utensileria del
MEF non mancano, purtrop-
po, le macchie d'olio sul pa-
vimento, con grave pericolo
per il nostro... equilibrio. Mal-
grado le nostre continue ri-
chieste non siamo ancora riu-
sciti ad avere un pò di sega-
tura e perciò, anche a nome
dei miei compagni ti prego di
interessarti al nostro caso, nel-
la speranza che tu sia più for-
tunato di noi.
RODOLFO MENEGHELLO
(MEF)
La segnalazione è stata
passata alla Direzione del
Ferroviario che Vha trovata
esatta. E’ stato provveduto af-
finchè il « Reparto rettifiche »
disponga sempre di una scor-
ta di segatura da spargere in
terra per assorbire l’olio
proveniente dalla precipita-
zione della nebbia d’olio da
taglio che si forma durante le
operazione di rettifica.
Sono un aiutante tubista del
Cantiere di Sestri, ed avendo
appreso da «l'Ansaldino » che
la nostra Società sta costruen-
do a Sindri, in India, un gran-
dioso impianto chimico, desi-
dererei sapere quanto segue:
1) - Cosa c'è di vero, nelle
voci che circolano, sulla pos-
sibilità che ci si possa recare
laggiù a lavorare?
2) - Nel caso ci fosse questa
possibilità, quali sono i requi-
siti richiesti?
Ringraziando porgo distinti
saluti.
SERGIO FRAPPATORE (CAN)
Abbiamo trasmesso la sua
richiesta alla Direzione, la
quale ci ha fatto presente che
il suo desiderio non può es-
sere accolto.
Infatti i lavori di montaggio
dei vari complessi per lim-
pianto chimico di Sindri sa-
ranno affidati in parte ad im-
prese indiane ed in parte ad
imprese nazionali, le quali
però utilizzeranno esclusiva-
mente manodopera locale li-
mitandosi all'invio dall’Italia
solo del personale con funzio-
ni direttive. Ciò è stato richie-
sto in modo esplicito dal com-
mittente.
e
Vi pregherei di rispondere a
quale categoria di impiegati
appartengono le seguenti man-
sioni:
1) conteggio e distribuzione
paghe operai;
2) ripartizione del totale ore
e relativi importi per singo-
le commesse e sottoconti dai
quali si ottiene la rilevazione
di tutti gli eventuali errori
commessi, errori che compor-
tano pagamenti in più o in
meno;
3) rilevazione lavori nocivi
da accreditare ad ogni singolo
operaio per ogni lavorazione
eseguita.
In attesa di una risposta,
porgo distinti saluti.
VINCENZO MANTERO (CAN)
Le mansioni elencate dal
sig. Mantero sono da inqua-
drare fra quelle previste per
la 3.a categoria degli impie-
gati amministrativi.
Infatti, abbiamo la figura
dell’impiegato di 3.a cat, al-
lorquando nelle mansioni dal-
lo stesso svolte non si riscon-
trano — con continuità — gli
elementi di autonomia, inizia-
tiva e discrezionalità che ca-
ratterizzano la 2.a categoria e
cioè quando le mansioni stes-
se sono essenzialmente e pre-
valentemente di natura ese-
cutiva, riducendosi ad una a-
nalitica attuazione delle di-
sposizioni impartite, secondo
uno schema prestabilito, e se-
condo indicazioni di volta in
volta impartite dal personale
di concetto o da altro perso-
nale di grado superiore.
Passando all'esame delle
mansioni indicate dal sig.
Mantero sì rileva che queste
per quanto complicate
possano essere data l’odierna
complessità nel calcolo delle
retribuzioni non rappre-
sentano che la ripetizione co-
stante e secondo uno schema
prestabilito di determinate o-
perazioni, le quali richiedono
a chi le pone in atto continua
attenzione ed applicazione, ma
in esse non vi è alcunchè di
concettuale,
D'altra parte si pone in evi-
denza che una delle caratte-
ristiche del lavoro impiegati-
zio d'ordine è la minuziosa
attenta e precisa esecuzione 0
di un calcolo o di un procedi-
mento non importante che co-
munque, di regola, non conce-
de a chi lo esplica possibilità
di diversa scelta e di varia-
zioni.
Le mansioni indicate dal
sig. Mantero comportano, evi-
dentemente, un lavoro di na-
tura intellettuale, il quale si
esaurisce però entro i limiti
ben definiti dell’esecuzione.
Caro Ansaldino,
vorrei sottoporre alla Dire-
zione il seguente suggerimen-
to:
Stabilire sulle navi in alle-
stimento ed in Cantiere un col-
legamento telefonico (0 con al-
tro mezzo più opportuno) con
le celle ove sono sistemate le
macchine erogatrici di corren-
te per i saldatori.
Questo collegamento permet-
terebbe all’operaio saldatore di
comunicare tempestivamente
all’addetto macchine le varia-
zioni di corrente che si ren-
dessero necessarie nello svol-
gimento dei lavori.
I vantaggi che, a mio avvi-
so, dovrebbero derivarne, so-
no i seguenti:
1) tempestività delle varia-
zioni di tensione a seconda
delle esigenze di lavoro;
2) esatta interpretazione da
parte dell'addetto macchine
delle variazioni richieste;
3) notevole risparmio dî
tempo (poichè l’operaio non
avrebbe bisogno di abbando-
nare il posto di lavoro);
4) lavorazioni eseguite con
maggiore accuratezza, data la
facilità e rapidità di poter re-
golare l’afflusso di corrente.
Qualora fosse rilevata una
certa utilità pratica del sugge-
rimento su esposto, mi riter-
rei a Vostra disposizione per
ogni eventuale chiarimento.
Con l'occasione porgo rispetto-
si ossequi.
LUIGI FIASCHI (CAN)
L'idea di collegare telefoni-
camente il bordo con i cunico-
li, ove sono sistemate le sal-
datrici, non è nuova. Sono già
stati eseguiti esperimenti del
genere nel 1951 senza succes-
so.
Molti operai saldatori elet-
trici sono del parere opposto
a quello del proponente, in
quanto desiderano essi stessi
regolare la propria macchina.
Le perdite di tempo accen-
nate dal proponente saranno
totalmente eliminate quando
la sostituzione delle macchine
singole con gruppi multipli di
saldatura, corredati di regola-
tori singoli, da sistemarsi a
bordo alla portata dell’opera-
tore, sarà completata, Infatti
il Cantiere Navale sta provve-
dendo in questo senso.
©
Caro Ansaldino,
desidererei chiedere se non
sarebbe il caso di istituire un
corso di guida automobilisti
ca: è presumibile che l'af-
fluenza a detto corso sarà no-
tevole, in quanto moltissimi
hanno il desiderio di conse-
guire la patente.
SAVERIO TURRISI (MEC)
Corsi di guida automobili-
stica sono già stati istituiti, fin
dal 12 dicembre scorso, e du-
rano tutt'ora presso l’« Auto-
scuola Trompetto » di Genova
Sampierdarena, ad iniziativa
del « Cral Ansaldo e consocia-
te » per i suoi soci e loro fa-
migliari.
L’apertura di detti corsi,
che presentano condizioni di
particolare favore, fu a suo
tempo annunciata da «lAn-
saldino ». Per informazioni e
iscrizioni rivolgersi al Cral,
via Achille Stennio 5-1 a Ge-
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Sono nati
12 febbraio: GABRIELLA
MARIA, figlia di Vincenzo
Besazza (Fon) e di Lucia
Guerrini - 28 febbraio: ELVIO,
figlio di Adriano Perasso
(Mec) e di Sabina Meni - 24
marzo: ROSA, figlia di Car-
melo Carlini (Mec) e di Lidia
Profumo - 13 aprile: ROSAN-
NA, figlia di Pasquale Evan-
gelisti (Mec) e di Ermelinda
Rondelli - 18 aprile: MAURO,
figlio di Adelio Durante (Sau)
e di Ines Lengeri - 21 aprile:
AUGUSTA, figlia di Elio
Bartolini (Mec) e di Virginia
AVVISO AI DIPENDENTI
DEL CANTIERE DI SESTRI
Per comodità di quanti
desiderano inviare materia-
le a «l’Ansaldino» (con-
corsi, fotografie, articoli,
piccoli annunci, ecc.), la
Direzione del Cantiere di
Sestri ha fatto mettere cas-
sette di corrispondenza in
ogni portineria. Queste cas-
sette sono dipinte in az-
zurro e portano la scritta:
« l'’Ansaldino ».
Fedele - 30 aprile: GIOVAN-
NA, figlia di krasmo Anselmi
(Mec) e di Saida Truzzi - 2
maggio: GRAZIANO, figlio di
Luigino Morando (Can) e di
Giuseppina Besagno - 3 mag-
gio: LOREDANA, figlia di
Sergio Varsi (Mug) e di Fran-
cesca Bianchi 4 maggio:
MASSIMO, figlio di Luigi Ge-
stro (Mec) e di Angela Bel.
ghesini - 6 maggio: ANDREA,
figlio di Luciano Pronzato
(Mec) e di Rosa Musso - STE-
FANO, figlio di Osvaldo Nana
(Mug) e di Marisa Cavallini
10 maggio: MARCO, figlio
di Giovanni Traverso (Can) e
di Maddalena Oliveri - 13
Premio “ Almanacco
Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di giu-
gno abbinato ad un nume-
ro dell’« Almanacco 1956 »,
consistente in un ombrel-
lone e una sedia a sdraio
per spiaggia.
maggio: GIOVANNI, figlio di
Gerolamo Ficara (Can) e di
Giovanna Barbieri - CINZIA,
figlia di Pietro Gazzini (Mug)
e di Teresa Cattafesta - 14
maggio; MARIA TERESA, fi-
glia di Filippo Fantini (Can)
e di Carla Pareto - 16 mag-
gio: ENRICO, figlio di Anto-
nio Angioni (Can) e di Daria
Puppo - LOREDANA, figlia di
Lorenzo Cabano (Mug) e di
Iana Roberti - 17 maggio:
BRUNO, figlio di Pietro Spiot-
ta (Can) e di Angiolina Ma-
snata - 18 maggio: GIANCAR-
LO, figlio di Giuseppe Corso
(Can) e di Angela Molice -
21 maggio: ROBERTO, figlio
di Nello Barenco (Mug) e di
Giuditta Antenna - 23 maggio:
WILLIAM, figlio di Pierino
Tendola (Mug) e di Wanda
La: crociera sulla Colomba”
Avvertiamo gli interessati
che le prenotazioni dei po-
sti per la crociera sulla
« Cristoforo Colombo» si
chiuderanno improrogabil-
mente il 30 giugno. Rivol-
Jersi ai nostri corrispon-
denti di Stabilimento.
Ruffini - GIUSEPPINA, figlia
di Pasquale Di Lauro (Mug) e
di Gina Bernabò - LORETTA,
figlia di Lorenzo Giuggiola
(Mug) e di Luigina Germi.
A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.
Si sono sposati
7 aprile: ing. Corrado MOT-
TOLA (Mec) con Renata Vac-
caro - 8 aprile: Stefano FER-
RANDO (Fon) con Rosanna
Davi - Giuliano DELFINO
(Dig) con Maria Luisa Car-
retta - Pietro GIORGI (Mug)
con Emma Schianchi - 22 apri-
le: Alfredo CICOGNA (Mec)
con Rita Gatti - 23 aprile:
Emanuele SPICCIO (Mec) con
Barbara Natali - 28 aprile: An-
tonio RISSO (Mec) con Maria
Cresta - Antonio CAUSA
(Fon) con Franca Angela Zor-
zoli - 29 aprile: Luciano BOI-
DI (Mec) con Dorina Bonfan-
ti - 30 aprile: Pietro FILIPPI
(Dig) con Melania Finamore
- 5 maggio: Sandro ALBANI
(Mug) con Rosa Venturini -
12 maggio: Antonio FABBRI
(Mug) con Maria Benedetti -
Avro FLORIO (Fon) con Ma-
ria Guastavino - 19 maggio:
Amleto OTTAVIANI (Can)
con Nelly Tagliavini - 20 mag-
gio: Giorgio ‘PERCIVALE
(Mef) con Adriana Grottin -
24 maggio: Mario SERRA
(Mec) con Anna Bragagnolo
- 3 giugno: Zenilde ALBIERI
(Mef) con Tomaso Guidi Co-
lombi.
Agli sposì i nostri vivissimi
auguri.
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PROPOSTA N. 16813.
Refrigerante acqua da 50
ma. di superficie Dis, M. 47902
- Calotta inferiore pos. 3 e ca-
lotta superiore pos. 4.
Molto spesso durante la
prova idraulica si riscontrano
perdite proprio sui piani di
unione delle due calotte col
corpo del refrigerante. Ciò
causa perdite di tempo perchè
si deve procedere ad una re-
visione.
Propone che sui citati piani
di unione vengano eseguiti i
canalini che garantiscono una
maggior aderenza della guar-
nizione interposta fra i due
piani.
Inoltre nel tentativo di rea-
lizzare la tenuta, i prigionieri
vengono sottoposti ad uno
sforzo rilevante, poichè manca
ad essi il minimo di tiraggio.
Propone quindi che il dise-
gno venga modificato, per ga-
rantire una perfetta tenuta ed
una più rapida e sicura esecu-
zione del lavoro.
Allega uno schizzo.
RISPOSTA.
Riteniamo consigliabile l’e-
secuzione dei canalini proposti
sulla calotta superiore pos. 4
e (benché il proponente non
ne faccia cenno) anche sui
due lati della piastra tubiera
fissa pos, 5, nonchè sulla flan-
gia superiore dell’involucro.
Per quanto riguarda la te-
nuta della calotta inferiore
pos. 3 che secondo il propo-
nente risulta deficiente anche
stringendo fortemente i bullo-
ni di accoppiamento, si fa 0s-
servare che la tenuta dovreb-
be essere assicurata dalla
guarnizione interna ad anel-
lo di diametro 10 pos. 39 e
non può venire migliorata
stringendo i bulloni.
L'eventuale perdita tra le
flange del coperchio inferiore
e dell'involucro rivelerebbe
prontamente la cattiva tenuta
della guarnizione pos. 39 e
pertanto su detta flangia si
dovrebbero, a rigor di logica,
creare dei canalini radiali per
agevolare l’uscita dell’acqua
nell'eventualità di cattiva te-
nuta della guarnizione.
Lasciare il tiraggio sulle
parti interne delle flange, è
un norma da noi seguita nei
casi di coperchi d’acciaio e
pressione elevata, mentre ri-
teniamo che sia poco consi-
gliabile adottarla nei coperchi
in ghisa come nel caso attuale
®
PROPOSTA N. 17565.
Propone che dal ciclo di la-
vorazione Comm. 72626 dis.
098056 Motore Maybach M. D.
215/4 venga annullata l’opera-
zione 8/16.
RISPOSTA.
La proposta è accettata; il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.
PROPOSTA N. 18351.
Propone una modifica al ci-
clo di lavorazione Disegno
26051/a posizione 33 - Comm.
73070 Motore Q. 265 biella mo-
trice fusto biella.
La modifica riguarda l’ope-
razione 7/12 e consiste nell’e-
liminare l’operazione di ma-
schiatura del foro per viti di
fermo, per evitare inconve-
nienti nelle operazioni che se-
guono:
Il lavoro di foratura, lama-
tura e maschiatura potrebbe
essere eseguito su un trapano
a bandiera risparmiando tem-
po.
RISPOSTA.
La proposta è accettata.
Il PRO/TEMP ha già prov-
veduto a modificare il ciclo.
PROPOSTA N. 17997.
Colonna di regolazione -
Rocchetto Dis. T 117420 - Pos.
56 - Bolletta 64790.
Propone che sul ciclo di la-
vorazione venga specificata la
tolleranza alla quale si deve
attenere il tornitore alesando
il foro sgrossato, in modo da
evitare inconvenienti.
RISPOSTA.
La proposta é accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto ad
aggiornare il ciclo,
°
PROPOSTA N. 17143.
Propone che le operazioni
3/10 e 4/10 del ciclo di lavo-
razione attrezzo per radialità
Blocchetto Dis. A/19017/
3514353 - Comm. 35109/
03259 Bolla 81751 T/C. PUR-
FINA e FASSIO siano abbi-
nate.
RISPOSTA.
La proposta è accettata ed
il PRO/TEMP ha già provve-
duto a modificare il ciclo,
PROPOSTA N. 17327.
Al reparto piccolo aggiu-
staggio (Parodi) si adopera
il gas illuminante per scalda-
re ghiere ed eseguire piccole
saldature, servendosi di un
pezzetto di tubo qualunque.
Propone che la dispensa del
MOTU sia fornita di alcuni
scaldini ad aria e gas.
RISPOSTA.
La DAT provvederà.
®
PROPOSTA N. 17771.
Ha riscontrato che le frese
del tipo Autolock sono troppo
lunghe; infatti mentre normal-
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Le inserzioni in questa rubrica
sono riservate ai dipendenti del-
l'Ansaldo e sono gratuite, Rivolger-
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rino «Garelli » tipo « Mosqui-
to » da 38 cc., in piena efficien-
za, a lire 25.000. Rivolgersi al
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del Cantiere di Sestri.
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Longhi, perfette condizioni, a
lire 90.000 trattabili. Telefona-
re al n. 455567.
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zo di 11-12 anni, rimessa com-
pletamente a nuovo, a lire
5.000. Rivolgersi in via Sapel-
lo 73 r., Genova Prà.
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mente la lunghezza inutilizza-
bile della fresa uscente dal
mandrino è di circa 10 mm.,
queste escono mm. 30 causan-
do incovenienti,
Propone che sia provveduto,
RISPOSTA.
La segnalazione è giusta.
L'UTO provvederà a far mo-
dificare le frese fornite da
MEF/UTEN.
®
PROPOSTA N. 17994.
Asta laterale disegno TET
124127/13 Bolletta 40703.
Propone che venga elimina
ta dal ciclo l’operazione di ret-
tifica 3/3 ed ultimare tutti i
diametri con operazione 1/2
aumentando leggermente il
tempo,
RISPOSTA.
La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto
ad aggiornare il ciclo.
®
PROPOSTA N. 17668.
Propone che all’operazione
2/15 del ciclo di lavorazione
Comm. 72725 Dis. 21249-21110
Pos. 135 e 139 Camma fissa e
camma mobile, venga eseguito
l’assestamento in luogo della
stabilizzazione.
RISPOSTA.
La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.
CONTRO LE
MALATTIE
DEL FEGATO
Insufficienza epatica
deficiente secrezione biliare
stitichezza, obesità
NEOSOLEPAR
VITAMINICO
Prescritto dai medici
LABORATORIO FARMACEUTICO
Dott. ENZO GIOVANARDI
GENOVA
isrrnazazezzanazane Aut. A_C.1.S. 808
| MEMENTO |
Luigi FARINELLI
di anni 59, dipendente della
Direzione Generale, deceduto
l'11-5-1956, Era all’Ansaldo dal
1934. Lascia la moglie,
Mario MAZZARELLO
di anni 43, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
30-5-1956. Era all’Ansaldo dal
1943. Lascia la moglie e tre
figli.
Aì famigliari le conimosse
condoglianze de «l’Ansaldino»
CONTINI
PORTICI XX SETTEMBRE, 172 r.
“FRE
\a
di STAGIONE
SCONTO
10
(21,143 IAS
TAGLIANDO
DI QUESTO AVVISO
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL'ANSALDO S.A.
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
LORENZO REBORA
Responsabile
Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825
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Via Lanfranconi, 43 - Genova
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PREVENITE LE MALATTIE INFETTIVE
La pulizia non è sufficiente ad evitare le malattie infettive.
Occorre anche disinfettare e disinfettare efficacemente.
Prima di usare bagni, lavandini, acquai, stoviglie, botti-
glie e bicchieri, biancheria, appena acquistati o entrando
in case d’affitto o avendo un ammalato in casa, è indi-
spensabile disinfettare ogni cosa efficacemente.
La lavature giornaliere alla biancheria, ai locali e oggetti
igienici, alla cucina, e la pulizia alle stalle, ai pollai e
conigliere, evitano il propagarsi di malattie infettive solo
se completate con disinfezioni efficaci.
ANTISAPRIL
disinfetta energicamente;
deodora completamente;
* * % n X *
animali:
*
alimentari.
candeggia la biancheria senza deteriorarla;
conserva sane le persone e gli animali;
bonifica gli ambienti ossigenandoli;
disinfetta i locali in presenza delle persone e degli
disinfetta magazzini e negozi in presenza delle derrate
ANTISAPRIL NON È VELENOSO
MANNITE
DUFOUR
L’ antico purgante e
rinfrescante vegetale
È
;
À
na
x
van
LARE
facenti parte dei gruppi elettrogeni della « Gripsholm »
Imbarco di uno dei cinque motori Diesel Ansaldo tipo Q460/6,
- extracted text
-
x
AMO i tttel! + QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. # SttoaJscteno ini
7
ed ai pensionati
k —__ peso Kee: N
La motonave « Giovanni Ansaldo » subito dopo il varo, avvenuto al Cantiere di Muggiano il 31 maggio:
Impostato un transatlantico
da ventimila è ©
tonnellate. —
ullo scalo lasciato libero
S dalla motonave svedese
« Gripsholm » — che co-
me è noto fu varata 1’8 aprile
scorso in una indimenticabile
giornata di primavera medi-
terranea, piena di luce, di co-
lori e del festoso palpitare di
cento bandiere — è stata im-
postata la mattina del 9 giu-
gno, alle ore 11,30, la chiglia
della turbonave passeggeri di
20.000 tonnellate di stazza lor-
da, ordinata alla nostra Socie-
tà dal « Lloyd Tirrenico » di
Genova, Compagnia di navi.
gazione che fa capo all’arma-
tore Giacomo Costa fu Andrea.
L'impostazione di una nuo-
va nave avviene, quasi sem-
pre, con una semplice cerimo-
nia, come le feste famigliari:
non c’è la gran folla dei vari
e i cancelli del Cantiere ri-
mangono chiusi, gli operai re-
stano fino all'ultimo momento
ai loro posti di lavoro, i mar-
telli pneumatici mitragliano
incessantemente gli altri scafi
in costruzione, gli archi vol-
taici delle saldatrici elettriche
accendono luci abbaglianti
sulle brune lamiere. Ma, ad
un tratto, quando il momento
preciso stabilito dai calcoli
sta per scoccare sui quadranti
dei cronometri, si vedono
oscillare le funi portanti del-
l'impianto funicolare di solle-
vamento e tendersi in uno
sforzo immane. Dall’altra par-
te della copertura ferroviaria
s'innalza allora, stagliata con-
tro lo sfondo del cielo, una
immensa bilancia rovesciata
che sostiene la prima strut-
tura di chiglia, imbandierata
con i colori d’Italia, di Geno-
va, dell’Ansaldo e della Socie-
tà d’armamento. Tutti alzano
il capo, quasi attoniti seppure
adusi a questo spettacolo ma-
gnifico, e d’intorno improv-
viso scende il silenzio. Un bre-
ve volo e poi il paramezzale
scende sullo scalo, guidato
negli ultimi centimetri al suo
assetto preciso da una squadra
di operai. Uno scerosciare di
applausi saluta la nascita della
nuova creatura d’acciaio.
Così è stato per il transa-
tlantico del «Lloyd Tirrenico»,
destinato alla linea del Sud
America,
All’impostazione della chi-
glia, benedetta dal Parroco di
S. Francesco di Sestri don
Gaggero, hanno assistito, in
mezzo ad un folto gruppo di
operai ed impiegati del Can-
tiere, i maggiori esponenti del-
la Compagnia armatrice, dot-
tori Giacomo, Angelo, Federi-
co, Andrea, Giacomino e Ma-
rio Costa con i funzionari in-
gegneri Chiesa, Penco e Rugo.
Per l’Ansaldo erano presenti il
Presidente avv. De Barbieri,
l'Amministratore Delegato ing.
Rosini, il Direttore Generale
ing. Lombardi, il Direttore
Centrale ing. Carnevale, il Di-
rettore del Cantiere di Sestri
ing. Cristofori con i V. Diret-
tori ing. Boero e cav. Da
> i tiche: lunghezza fuori tutto,
Massa ed altri dirigenti. Nota- ca 182; ngn al galleggia-
ta pure la presenza dell’arma- mento, m. 168,50; lunghezza
tore dott, Filippo Cameli,
La nuova turbonave avrà le
seguenti principali caratteri-
fra le perpendicolari, m. 162;
larghezza massima fuori ossa-
tura, m. 24; altezza al ponte di
»
N
motore, Cav./asse. 26.000.
L’apparato motore a tur-
bine sarà costruito completa-
mente dal nostro stabilimento
Meccanico,
D. J.
costruzione, m. 10,75; immer-
sione massima a pieno carico,
m. 8,35; portata lorda corri-
spondente, tonn. 7.700; stazza
lorda prevista, tonn. 20.000;
potenza normale dell’apparato
IL LAVORO
A Roma, col crescere della città e dei suoi abitanti, cre-
scevano naturalmente le botteghe: ve n’erano moltissi-
me, spesso raggruppate per generi affini, tanto che si aveva
praticamente una strada dei calderai, una dei cuoiai, una
dei tintori, ecc. Per farsi pubblicità, a quei tempi, si ricor-
reva a epigrafi incastrate nel muro, coi simboli del mestiere
o anche con efficaci figurazioni, Nella figura scolpita che
presentiamo, attualmente al Museo Arcivescovile di Ur-
dino, si vede appunto uno scultore col proprio aiutante, in-
tento a rifinire una vasca da fontana, con due teste di leone
ai lati. La scultura, derivata inizialmente da modelli greci,
acquistò via via un misurato naturalismo, e diventò dall’epo-
ca augustea in poi l’arte principale.
Nell’altra figura che presentiamo, dipinta sul muro del
negozio di un certo Verecondo, in Via dell'Abbondanza a
Pompei, si vede l’interno di una fullonica: da sinistra a de-
stra, ci sono gli scardassatori seduti al desco, i tintori affac-
cendati presso il fornello e il padrone che mostra il lavoro
finito. La corporazione dei tintori era a Roma antichissima,
anzi secondo la tradizione, una delle prime otto istituite da
Numa Pompilio. La loro arte ebbe grande sviluppo tra le
industrie romane, specie dopo che fu trapiantata in Italia
NTPEE:ST RENE.
PEA ssp di Veg Ric.
DT RTRT
l'industria della porpora. La porpora si otteneva estraendo
il succo di un mollusco mediante un processo che esigeva
grande abilità. Importanti tintorie, oltre a Roma, si trova-
vano nell'epoca augustea ad Ancona, Aquino, Pozzuoli, Ta-
ranto e Siracusa.
3
L’ «ANSALDO” VARATA AL MUGGIANO
G iovedì 31 maggio è scesa
in mare, penultima della
serie « Capitani del lavoro »
la M/n da carico « Giovanni
Ansaldo », costruita dalla no-
stra Società per conto della
Soc. «Carbocoke» di Palermo.
Le caratteristiche di questa
nave che fu impostata sugli
scali dei Cantieri di Muggiano
sei mesi or sono sono identi-
che alle altre quattro che la
hanno preceduta e delle quali
si è già diffusamente parlato
sulle colonne di questo gior-
nale.
Di buon mattino un folto
pubblico è convenuto nel Can-
tiere pavesato a festa e si è
raccolto nelle tribune, mentre
un gruppo di esponenti del-
l'Università Popolare di Firen-
ze e una larga rappresentanza
dei Cantieri di Sestri si dispo-
nevano in uno spiazzo apposi-
tamente preparato. Le tribune
principali riservate alle auto-
rità, agli esponenti della Soc.
armatrice, e agli alti dirigen
ti della Soc. Ansaldo erano
già gremite alle 9,30. Notam-
mo tra i presenti: il Prefetto
di La Spezia dott. Pompeo Go-
rini, la on. Angela Gotelli, il
gen, Almasio in rappresentan-
za dell'amm. Minotti, il dott.
Verde, capo di Gabinetto del
Prefetto, il Questore dott.
Mundo, il Governatore Gene-
rale del Rotary Club avv.
Quaglia e il comm. Ubaldo
Fornelli del Rotary di La Spe-
zia, il Comandante del Porto
col Federici, il col. Mallardi
della M.M,, il V, Sindaco Cau
da, il sindaco di Lerici sig
Isoppo, l’avv. U. M. Failla del
Foro genovese, l'ing. Soldà
del RINA di Genova e l’ing.
Foglia, unitamente e una lar-
ga rappresentanza di ufficiali
di Marina,
Per la Soc. Ansaldo erano
presenti: il Presidente avv. De
Barbieri, l’Amm. Delegato ing.
Giuseppe Rosini e il Diretto
re Generale ing. Lombardi.
Per la Soc. armatrice: il Pre
sidente conte Cao di S. Marco
il comandante Pietro Bibolini
Donna Amelia Bibolini, l’Am-
ministratore Delegato dott.
Lolli Ghetti, l’ing. Telesio,
l'ing. Franco Bibolini, l'ing.
Mulas, Facevano gli onori di
casa il Direttore ing. Bruno
Palenzona, il V. Direttore am
ministrativo rag. Carlo Tra-
versa, e il capo esercizio ing.
Renzo Avanzini, il V. Diret-
tore ing. Mori, Capo della Sa-
la studi di Muggiano.
Addetti alle operazioni di
varo erano gli ingegneri Mar-
ras e Sauda, Alle ore 10, al
comando del Direttore ing.
Palenzona, la gentile madri-
na, signora Ester De Barbie
ri consorte del Presidente
dell’Ansaldo premeva il pul-
sante che mandava la bottiglia
augurale ad infrangersi con-
tro la prua della nave che
scendeva in mare portandosi
con sè il saluto di tutti i pre-
senti e la benedizione impar-
tita da Mons. Bonfiglioli Vi-
cario Generale della Diocesi
della Spezia.
Può accadere che a varo ul-
timato, un cronista, con tan
to di ispirazione, cerchi di
fermare sul suo taccuino an-
che le impressioni che ha ri-
cevuto il giorno precedente il
varo, trovandosi la sera della
vigilia proprio sotto le invasa-
ture della nave.
Cerco di dirvi, come in oc-
ione del varo di questa
me ne sia venuto, quieto
quieto, a fare un giretto at-
torno al maestoso involucro di
ferro d'pinto in rosso e, senza
erne l’intenzione, mi sia poi
anpartato in un cantuccio del
la grande platea che ospita gli
scali a guardare la nave che
Da sinistra: il Direttore Genera!e ing. Lombardi, Donna Amalia Bibolini,
}
la madrina si-
gnora Ester De Barbieri e il nostro Presidente avv. De Barbieri
immobile come una sfinge, ri-
posava accovacciata nel suo
antico alveo di pietra,
Ero certo di scoprire qual-
cosa, ma non sapevo che po-
tesse essere una intuizione
forse che mi suggeriva di rac-
cogliermi per non lasciarmi
sfuggire l’attimo in cui una
nave cessa di essere una for
ma materiale prigioniera del-
lo scalo, e diventa sostanza
immateriale, pronta ad acco-
gliere un’anima. La vedevo in-
fatti non più immobile ma co-
me librata in uno spazio az-
zurro e mi domandavo che
nome dare alla meraviglio-
sa equazione che risolve e
trasforma l’incognita dei va
lori della tecnica nei valori
niù alti dello spirito.
Non su delle semplici la-
miere di ferro veniva a inci-
dersi il nome ma sopra un’o-
pera che sintetizzava un seco-
lo di prodigiosa attività. Ed
ora questa nave riceveva il
battesimo nel Suo nome. Il
nome di un uomo che in un
secolo di miti e di sogni, ave-
va osato pensare e realizzare
in termini industriali.
Ed ora anche questa nave
andrà per i mari, simbolo an-
ch’essa delle nuove conquiste
della tecnica moderna, ma
cuel nome inciso sulla sua
prua affilata vorrà significare
che non c’è opera veramente
degna di questo nome se pri-
ma non c’è la fede necessaria
per portarla a compimento,
Franco Guadagnini
LA PALLINATURA DEGLI ANGORAGGI
DELLE PALETTE PER TURBINE
er la costruzione della
Pauova turbina GECO-An-
saldo da 70.000 KW. per
la Centrale della SIP di Chi-
vasso è stato messo a punto
un nuovo procedimento di la-
vorazione per elevare la resi
stenza a fatica degli ancoraggi
delle palette delle turbine, no
to sotto il nome di « Shot
peening » che possiamo tra-
durre con la parola « Pallina-
tura ».
Si tratta di una tecnica mol-
to moderna che sarebbe lungo
descrivere nei suoi particola-
ri, ma che in complesso con
siste nel « bombardare » con
apposite piccolissime sfere
speciali, molto dure, le zone
superficiali degli organi mec-
canici, dove sì desidera impe-
dire l’inizio di rotture per fa-
tica dei materiali.
Come è noto, le rotture di
fatica avvengono per solleci
tazioni alternate, pulsazioni,
vibrazioni e simili, e partono
dai punti dove si ha la mag-
giore concentrazione degli
sforzi, Mediante lo «Shot
peening » si destano nei punti
interessati delle piccolissime
zone di compressione, una ac-
canto all’altra, che vengono ad
attenuare le condizioni di ten-
sione superficiale del pezzo
in esercizio.
La «pallinatura » si pre-
senta sulla superficie del pez
zo come una scabrosità rego-
lare a forma concava arroton
data (figura in alto al centro).
Per ottenere ciò nella manie-
ra voluta, siccome tale trat
tamento potrebbe essere in
sufficiente o eccessivo, 0 Co
munque non appropriato allo
scopo della applicazione, oc
corre una apparecchiatura ap
posita.
La nostra Società ha acqui-
Particolare deli'ancoraggio di
mento meccanico di
stato appositamente uno spe
ciale apparecchio Invicetus »
per lo « Shot peening » il qua-
le è stato installato pres-
so l’Officina PALE dello Sta-
Apparecchio « Invictus » per la pallinatura installato presso
l’Officina PALE
una paletta dopo il tratta-
pallinatura
bilimento Meccanico, nel Re-
parto finitura palette.
Il Laboratorio di Ricerche
e Controlli nel Settore Spe-
rimentazioni Tecnologiche ri-
Una grossa paletta con anco-
raggio pallinato.
guardanti il trattamento delle
superfici, è dotato di un ap-
parecchio originale americano
Pangborn », per lo studio di
tali trattamenti meccanici del-
le superfici.
La messa a punto del pro-
cesso è stata condotta in due
tempi: in Laboratorio ed in
Officina. Ciò era necessario in
quanto l'esecuzione a regola
comporta la conoscenza di
fattori, come: il metodo di con-
trollo della intensità di pal-
linatura in funzione del tipo
di getto, della velocità dei
pallini, del tempo di espo
sizione del pezzo al get-
to; lo studio dei fattori
che determinano l'intensità di
natura e la loro misura;
il metodo di controllo per
confronto col provino campio-
ne.
Il controllo cella superficie
pallinata è stato eseguito me
diante appropriati esami me-
tallografici (micrografie ed im-
pronte Fax-Film a replica).
In base a queste esperienze
sono stati fissati i dati di la-
vorazione, come: la pressione
dell’aria di esercizio, il dia
metro dell’ugello, il tipo e dia-
metro dei pallini, la portata
dei pallini. Sono stati così ri
dotti tutti i fattori ad una sola
variabile, ossia al tempo di
esposizione. Le ulteriori prove
in tal senso e cioè la determi-
nazione del valore in funzio-
ne della giusta intensità di
pallinatura è risultata, nel no-
stro caso, di qualche decina
di secondi.
A seguito di tali esperimen-
ti, sono state suggerite anche
delle lievi modifiche all’ap
parecchio per ottenere miglio-
ri risultati nella produzione.
Come risultato pratico del-
l’effetto della pallinatura sul-
Apparecchio
pallinate
« Pangborn »
per lo
installato presso il
Particolare ingrandito della su-
perficie pallinata come appare
al controllo con pellicole Fax-
Film
l'acciaio speciale inossidabile
al cromo per palette, le prove
di laboratorio hanno dimostra-
to che la resistenza a fatica
è aumentata del 20-30%.
Per dare un'idea dell’impie
go di tale procedimento in
una costruzione, nella turbi-
na GECO-Ansaldo da 70.000
KW. sono state trattate oltre
3.000 palette, per un com
plesso di 200 ore lavorative.
Lo « Shot peening» da noi
introdotto lo scorso anno sugli
ancoraggi delle palette della
turbina, è ora entrato nel ci-
clo normale di produzione e
viene applicato correntemente
quando la progettazione lo ri-
chiede.
Esso costituisce uno degli
ultimi ritrovati della tecnica
moderna, che la nostra Socie-
tà applica progressivamente
con lo svilupparsi delle nuo-
ve costruzioni, col preciso sco-
po di raggiungere un elevato
rendimento a favore della ve-
locità, della leggerezza e del
la sicurezza degli organi in
movimento.
Aldo Sacconi
studio delle
Laboratorio
superfici
IMMINENT.
ella turbocisterna da 50mila tonn.
Nelle foto: primi elementi pre‘abbricati della chiglia della nuova turbocisterna.
nda decade di
n questa sec
giugno — quasi a comple
mento di un semestre par
ticolarmente laborioso, con le
sue quattro impostazioni e con
i suoi quattro vari — viene
impostata sullo scalo maggio-
re del nostro Cantiere la co
struzione n. 1518 per la «Com-
pagnia Trasporti Petrolii » di
Palermo.
Molti di noi ricordano le
passate glorie di questo scalo
e le maggiori unità che esso
vide erigersi sulle sue grandi
arcate e che da esso presero
l'avvio verso il mare: il «Rex»,
le due corazzate « Italia » ed
« Impero », gli ultimi due
transatlantici «Andrea Doria»
e « Cristoforo Colombo ». Sca-
fi immensi, vari indimentica-
bili che lasciarono poi, ogni
volta, tutto attorno alîo scalo
un così gran vuoto.
E’ ora il turno di questo
nuovo scafo che, son una lun-
ghezza di 250% ‘netri ed una
larghezza di oltre 32 metri,
occuperà per diversi mesi
quasi tutta la zona di ponen
te del nostro Cantiere. E' fin
d’ora possibile rendersi conto
della entità della sua inole fu-
tura: basta osservare di quan.
to si sia dovuto prolungare lo
scalo a monte del cavalcavia
che copre la sede ferroviaria,
e pensare come tutta la parte
poppiera della nave verrà a
trovarsi decisamente a mare
della zona servita dalle tele-
feriche.
iii i
sialila
Questa è la nave che risul-
terà poi essere una delle più
dell'intera flotta I primi elementi della chi-
gia vengono ora portati sullo
avrà un dislo- sono lamieroni
strati sovrapposti che, col lo-
ro spessore di 68,5 millimetri,
pesano ciascuno oltre 10.000
chilogrammi, dimensioni que
ste che vengono per la prima
volta lavorate e che giungono
già quasi al limite delle pos-
sibilità delle nostre macchine
e dei nostri mezzi di solleva
mento. Nel frattempo la no-
stra officina navale continua
giornalmente ad alimentare il
piazzale di prefabbricazione,
affinchè anche la nuova co-
struzione possa procedere col
regolare ritmo che i nostri
programmi hanno da tempo
inquadrato.
Mentre ciò avviene il nostro
pensiero corre velocemente
verso il compimento dell’im-
presa; tonnellata su tonnellata
anche il nuovo scafo si ergerà
e fra un anno ci ritroveremo
tutti nuovamente uniti attor
L'IMPOSTAZIONE
no a questa costruzione n.°
1518, maestosamente pronta al
varo; sarà quello il più impe-
gnativo fra quelli effettuati in
questi ultimi quindici anni,
poichè saranno da affrontare
quei problemi particolarmente
ardui di varo, di invasatura e
di frenamento che sono inevi-
tabilmente congiunti ad una
massa varata di oltre 14.000
tonnellate.
In tale att mentre salu-
tiamo il nascere della nuova
unità e vediamo con intima
gioia posarsi sul grande scalo
i primi suoi elementi, è con
infinita soddisfazione che pos-
mo far finalmente scorrere
lo sguardo lungo i nostri sei
scali, tutti finalmente occupa-
ti con un sicuro e duraturo ca-
rico di lavoro.
FE
6
GRANDI DENTATRICI
Nella vila più che secolare
deli siuvilimento Meccanico si
unrecceuno fatti comuni ed epi-
sodi importanti, alcuni dei
quali ricniamano alla mente
nomi cne nella storia della no-
stra marina specialmente, sia
militare che mercantile, hanno
avula risonanza lunga e projon-
du. Abbiamo. il vanto di dire
che nel Meccanico vi sono an-
cora molle persone e quegli
episodi di lavoro vissero inten-
samente e di cui hanno
il cuore pieno,
Un argomento che è stretta-
mente legato ‘agli apparati mo-
lori marini. e quindi al nome
delle navi costruite dall’Ansal-
do, le quali sulle vie del mondo
portarono e portano tuttora la
bandiera della Patria, è quel-
lo importantissimo del taglio
dei grandi ingranaggi per ri-
duttori marini, Molto, ancora
ggi. fa parlare di sè questo
particolare lavoro, cui l’azien-
di ha profuso notevoli cure.
I fedele tecnico specialista
ingranaggi, Emilio Langer,
si può dire ha dedicato la
infera sua vita di lavoro da
questo argomento e che da ol-
tre quarant'anni dà l’opera sua
bonaria, tenace e appassionata
qui ci racconta, quasi sommes?
samente, fuse per fase, come si
arrivò, partendo da qualche
macchina sparsa e confusa fra
le altre, a costituire l’attuale
officina modernissima delle
grandi dentatrici. Sono ricordi
che è bene siano richiamati al-
la mente di quelli che da molti
e molti anni vivono nello star
bilimento; ma è ancora più uti-
Jo ete siano conoscinti dai nio-
poni perchè sappiono attraverso
sono
ancora
deg
anale e mnanta ftenocia s*
racgiunti gli attuali risultati.
L: Pi
re dell’Officina dentatrici
per riduttori marini, dato
che l’argomento è stato, a più
riprese, illustrato da tecnici
competenti.
Ma qualcosa può ancora ag-
giungere, e sopratutto ricor-
dare, chi ha vissuto quasi l’in-
tera sua vita di lavoro occu-
pandosi del taglio delle grandi
ruote per riduttori, che non a
torto devono considerarsi co-
Ne è compito facile parla-
Macchine dentatrici in una Officina
L'Officina Grandi Dentatrici dello Stabilimento Meccanico come si presenta oggi.
me uno dei più delicati com-
plessi che costituiscono l’appa-
rato motore marino a vapore,
cosicchè ognuno possa sapere
quanto i problemi relativi
siano stati presi a cuore da
tutti coloro che se ne occu-
parono da lontani tempi fino
ad ora.
Oggi l’Officina per il taglio
delle grandi ruote è in piena
efficienza e si può affermare
che essa è tra le migliori d’Eu-
ropa, E’ stato fatto molto, ma
ancora e sempre si deve e si
del Meccanico di
dovrà insistere per affinare il
prodotto e per mantenere sem-
pre il complesso in piena effi-
cienza, allo scopo di fare fron-
te a tutte le esigenze tecniche,
in modo che l’Ansaldo possa
tenersi sempre all’avanguar-
dia.
Risalendo con la mente al
lontano 1923, troviamo in quel
periodo che le dentatrici ner
riduttori marini erano siste-
mate in promiscuità con altre
macchine operatrici di grandi
dimensioni.
trent'anni fa.
Tale sistemazione presenta-
va diversi inconvenienti. Mac-
chine così delicate e destina-
te a funzionare ininterrotta-
mente giorno e notte per pe-
riodi relativamente lunghi,
erano esposte al pericolo che
trucioli staccantisi, nella lavo-
razione, dalle operatrici circo-
stanti, venissero proiettati nei
congegni scoperti delle denta-
trici stesse, compromettendo
l'esecuzione della dentatura.
La polvere sollevata nell'of-
ficina si infiltrava in tutti i
congegni, provocando in breve
tempo consumi forti, che si ri-
percuotevano sulla buona riu-
scita della dentatura, Anche le
vibrazioni prodotte dalle altre
macchine e dalle gru influen-
zavano le dentatrici, le quali
venivano disturbate specie du-
rante il taglio di finitura.
In quell'epoca le dentatrici
erano alimentate direttamente
dalla linea generale a corrente
continua e quindi ad ogni
mancanza d’energia, le denta-
trici si fermavano con la con-
seguenza, specie nella finitura
dei denti, di imperfezioni a
volte di notevole entità.
La differenza di temperatu-
ra tra il giorno la notte si ri-
percuoteva, ovviamente, an-
che sulle dentatrici. Se si pen-
sa che nelle 24 ore si sono a-
vute anche variazioni da 13
a 15 centigradi e tenuto conto
del diametro delle ruote, che
solitamente era di vari metri,
è facile immaginare quale ef-
fetto producesse una simile
ifferenza di temperatura sul
diametro e conseguentemente
sulla dentatura generata.
Frequenti erano allora gli
allagamenti che inondavano le
narti basse delle macchine e
si nuò immaginare quale dele-
teria influenza essi avevano
su una così delicata produzio-
ne.
Questi molteplici inconve
nienti erano ben conosciuti
come tali anche allora, ma le
forti spese richieste per ap-
portare qualche miglioramen-
to non consentivano di risol-
vere il problema. D'altra par
te se i nostri riduttori non era-
no silenziosi, anche quelli dei
nostri concorrenti presentava-
no le stesse manchevolezze!
Un primo miglioramento fu
realizzato separando in modo
definitivo le dentatrici dalle
altre macchine operatrici. Però
le altre lacune rimasero anco-
ra, In quel periodo, nonostan-
te che le condizioni dell’am-
biente in cui si lavorava fosse-
ro così irrazionali, si riuscì ad
imporre il nostro prodotto e
furono tagliate numerosissime
ruote non solo per l’Ansaldo,
ma anche per gli altri Cantieri
italiani.
Ottenuto il raggruppamento
delle dentatrici, si cercò di
eliminare il grave, complesso
inconveniente degli allaga-
menti. L'officina che raccolse
dette macchine fu cintata con
un muretto alto 50 centimetri
e furono bloccati i pluviali
dell’accua piovana. Gli alla-
gamenti furono da allora in
poi meno frequenti, anche in
conseguenza della costruzione
del grande fognone di Sam-
pierdarena,
Col proseguire del tempo la
divisione dell’officina dentatri-
ci dalle altre fu più netta per-
chè fu cintata con un muro
alto circa 3 metri.
Negli anni 1926 e 1927 fu-
rono revisionate, con la colla-
horazione della Ditta «MUTR»
di Manchester. le due grandi
dentatrici verticali. Ad una
di esse la MUIR sostituì il di-
visore, mentre all’altra il di-
visore fu revisionato nello Sta-
bilimento.
Anche le due dentatrici o-
rizzontali per rocchetti furono
revisionate e la MUIR provvi-
de al miglioramento del divi-
sore. Tanto alle macchine ver-
ticali che orizzontali fu sosti-
tuita la vite per l’avanzamen-
to. Le due dentatrici verticali,
una installata nel 1913 e una
seconda nel 1915, erano suffi-
cienti per i riduttori di allora.
Però con l'aumentare delle
potenze e delle velocità, le
ruote crebbero di dimensioni
e le due dentatrici divennero
insufficienti, Nel 1929 fu in-
stallata una nuova dentatrice
MUIR di dimensioni molto
maggiori delle due esistenti.
Tale nuova macchina oltre ad
essere più grande, aveva pure
un grado di precisione miglio-
re. Con la sistemazione di
questa nuova macchina, che
allora era quanto di meglio
offrisse il mercato, l’Ansaldo
Meccanico si portò all’avan-
guardia in quel genere di la-
voro. Si pensi che con la mac-
china in parola si potevano ta-
gliare, con una buona precisio-
ne per quei tempi, ruote di
oltre 5 metri di diametro. La
nuova dentatrice era munita,
come del resto anche le altre
due, di un dispositivo detto
« creeping », sistemato nel di-
visore, che aveva il compito
di distribuire attorno alla
ruota da tagliare, gli errori re-
sidui della ruota madre del di-
visore. Per la presenza di ta-
le congegno il fianco dei den-
ti risultava molto ondulato ed
il contatto del dente durante
il funzionamento avveniva per
piccole zone,
Nonostante gli sforzi fatti e
i miglioramenti apportati, re-
stavano ancora da risolvere i
problemi relativi alle varia-
zioni di temperatura, alla pol.
vere, alle interruzioni di cor-
rente, ecc. D'inverno, come già
abbiamo detto, le differenze di
temperatura erano sensibili e
si cercava di attenuarle accen-
dendo attorno alle dentatrici
delle rudimentali stufe. Quan-
do nevicava l’officina prende-
va un aspetto singolare. In-
fatti, per proteggere le denta-
trici dalla neve che spinta dal
vento si infiltrava nelle giun-
ture delle lamiere del tetto, si
mettevano sopra alle dentatri-
ci stesse dei copertoni.
Installata nel 1929 la nuova
dentatrice, cui si è fatto cen-
no, si sentì maggiormente la
necessità di sistemare un'ap-
parecchiatura automatica atta
ad entrare in funzione nei ca-
si di mancanza di corrente, e
ciò per avere il vantaggio di
non interrompere il funziona-
mento delle dentatrici, specie
durante le passate di finitura.
La prima idea fu quella di
installare una batteria d’accu-
mulatori; però, dato l’elevato
costo, non fu possibile instal-
larla. Si tentò allora un espe-
rimento con un motore ad aria
compressa, che a quell’epoca
esisteva in Stabilimento, Con
tale sistemazione, mancando la
corrente, scattava un disposi-
tivo speciale che liberava un
peso, il quale cadendo apriva
un rubinetto posto tra la con-
duttura dell’aria compressa ed
il motore, facendo così fun-
zionare il motore stesso. Però
l'esperimento dimostrò subito
che il sistema era poco pra-
tico.
Fu tentata ancora una solu-
zione con due piccoli motori
diesel a due tempi che aziona-
vano due dinamo. Però risul-
tarono insufficienti e non sop-
portavano le variazioni di ca-
rico.
Ebbene.
condizioni
nonostante che le
dell’officina non
Anno 1923: intaglio dei denti ad una ruota per riduttori di velocità di turbine «Belluzzo»
fossero certo quelle ideali, fu-
rono dentate centinaia di ruo-
te per riduttori e come si è già
detto non solo per l’Ansaldo,
ma anche per terzi.
Per dare un'idea del lavoro
compiuto in quelle condizioni
enumereremo solo le principa-
li costruzioni per le quali fu-
rono dentati i riduttori e cioè:
Cacciatorpediniere da 36 a
38 nodi, vari esemplari;
Tre esploratori da 37 nodi,
tipo « Giussano » da 5200
tonn.;
Molti esemplari di navi
torpediniere da 600 tonn.;
Quattro avvisi scorta;
— Piroscafo « Roma »;
Nave « Diana »;
Piroscafo « Ausonia »;
Piroscafo « Rex »;
Cacciatorpediniere turchi;
Incrociatore « Bolzano » da
10.000 tonn.;
— Incrociatore « Montecuceco-
li»;
— Incrociatore « Eugenio di
Savoia »;
Corazzate «Duilio» e «Giu-
lio Cesare »;
— Un gruppo per incrocia-
tore tipo « Eugenio di
Savoia » per conto del-
YU.R.S.S.;
— Incrociatori tipo « Attilio
Regolo », vari esemplari;
— Corazzate « Littorio » ed
« Impero =;
Piroscafi da 4.000 tonn., va-
ri esemplari.
Dopo un periodo d’inopero-
sità che seguì gli anni dell’ul-
‘tima guerra e il primo periodo
di pace, si riprese la costru-
zione di nuove navi. Di quella
epoca sono i riduttori per i pi-
roscafi turchi e greci da 4.000
tonn. e per il « Marhoussa »
egiziano.
Ma la tecnica, in fase di ra-
pida evoluzione, richiamò l’at-
tenzione sulle velocità cre-
scenti, sui carichi specifici
sempre maggiori e sulle nuo-
ve esigenze di silenziosità. La
Direzione dell’Ansaldo sentì
di dover affrontare i nuovi
problemi e decise di rimoder-
nare completamente l’officina
basandosi su concetti moderni
e rispondenti in pieno allo
scopo. Furono studiati minu-
tamente tutti i particolari e
mentre si procedeva alla rea-
lizzazione del locale ad aria
termoregolata e a tutti i ser-
vizi relativi, si provvide a far
revisionare da una ditta spe-
cializzata inglese (la David
Brown) la maggiore macchina
verticale e una dentatrice oriz-
zontale, Ad esse furono sosti-
tuiti vari congegni tra cui il
divisore. Con questo primo
passo si dotò l’officina di due
macchine che, se pure ricondi
zionate, davano una buona ga-
ranzia di precisione.
La macchina verticale revi-
sionata fu poi montata su di
un basamento in calcestruzzo
completamente isolato, in mo-
do che le vibrazioni delle al-
tre macchine non si ripercuo-
tessero su tale dentatrice.
L'officina fu completamente
chiusa e fasciata di materia-
le coibente per proteggerla
dalle variazioni esterne della
temperatura e fu illuminata a
giorno con lampade fluore-
scenti.
Il condizionamento è stato
realizzato facendo circolare o
l'aria calda o quella fredda, e
ciò con comandi automatici a
mezzo di termostati, in modo
da avere una variazione mas-
sima di temperatura di circa 1
grado centigrado. Il cambia-
mento dell’aria in officina è ot-
tenuto a mezzo di un disposi-
tivo apposito situato sulla tu-
bazione di circolazione che
aspira aria direttamente dal-
l'esterno.
L'officina è quasi completa-
mente alimentata da corrente
continua, Le interruzioni e-
ventuali di corrente sono sta-
te eliminate sistemando un
raddrizzatore a vapori di mer-
curio ed una batteria di accu-
mulatori che fa da tampone.
Mancando quindi la corrente
al raddrizzatore, interviene
automaticamente la batteria,
la quale fornisce energia e lu-
ce alla intera officina. La bat-
teria però ha un’autonomia re-
lativa; di conseguenza per
eventuali lunghe fermate è
stato sistemato un gruppo die
L Assicurazio
La Direzione Generale del-
’I.N.P.S. ha precisato che non
vi sono variazioni alle nor-
me di legge in vigore per l’i-
serizione all’assicurazione fa-
coltativa, per cui potrà essere
concessa, come per il passato
e previa preventiva informazio-
ne presso î suoi uffici territo-
riali, alle seguenti categorie di
persone:
1) lavoratori soggetti
curazione obbligatoria;
2) coloro che abbiano perduta
la qualità di assicurato obbli-
gatorio;
3) artigiani, coltivatori agrico-
li diretti (proprietari, affittua-
ri, coloni e mezzadri). commer-
cianti, industriali, esercenti
professioni liberali, a condizio-
ne che paghino annualmente
allo Stato, per imposte dirette,
una somma non superiore a
1000 lire;
4) donne maritate che attendo-
no alle cure domestiche ed il
cui marito sia compreso in una
delle precedenti categorie, non-
chè le donne che, con altro
vincolo di parentela. accudisco-
no alle cure domestiche presso
persone comprese nelle prece-
denti categorie, quando risulti
che esse non hanno redditi di
all’assi-
p facoltativa
alcuna specie per i quali pa-
ghino annualmente allo Stato,
per imposte dirette, una som-
ma superiore a 120 lire.
La medesima Direzione Gene-
rale dell’I.N.P.S.,, per evitare
malintesi, precisa che l’assicu-
razione facoltativa è cosa del
tutto diversa dai versamenti
volontari. Infatti l’assicura-
zione facoltativa è una for-
ma di assicurazione autonoma
che dà diritto ad una sua pro-
pria pensione, distinta da quel-
la che possa eventualmente
spettare a carico dell’assicura-
zione obbligatoria, liquidata se-
condo norme e modalità del
tutto diverse da quelle relative
a tale ultima assicurazione. In
particolare va rammentato che
la pensione dell’assicurazione
facoltativa può coesistere. con
altra di assicurazione obbliga-
toria, anche se questa sia co-
stituita mediante versamenti
volontari,
L’assicurazione con versa-
menti volontari, invece, costi-
tuisce la prosecuzione a spese
dell’interessato (assicurato ob-
bligatorio) dell’assicurazione
obbligatoria interrotta per .so-
spensione di attività lavorati-
va o interrotta per altre cause,
7
sel - dinamo - alternatore. Con
tale sistemazione il gruppo
stesso può erogare corrente
continua e alimentare diretta-
mente l’officina, o corrente al-
ternata e alimentare l’officina
attraverso il raddrizzatore,
Mentre si procedeva allo
studio ed alla realizzazione del
locale e dell'impianto, la Di-
rezione programmò di corre-
dare l’officina di dentatrici di
alta classe. Furono approvvi-
gionate così le seguenti nuove
dentatrici:
— 1 Dentatrice verticale
« Gould & Eberhardt» che
serve esclusivamente per ri-
duttori ausiliari;
1 Dentatrice verticale
« David Brown » per pignoni
dei riduttori principali e per
piccole ruote;
— 1 Dentatrice verticale
« David Brown » per ruote fi-
no a metri 2,100;
— 1 Dentatrice verticale
« David Brown » per ruote da
metri 2,100 e fino a oltre 5
metri.
E’ in acquisto una nuova
dentatrice «David Brown », la
MH 100, munita di dispositi-
vo per la rasatura dei denti
delle ruote, fino a circa 3 me-
tri di diametro. Inoltre una
dentatrice orizzontale per pi-
gnoni sarà trasformata in mac-
china atta alla rasatura dei
pignoni.
Tutte queste macchine pog-
giano su basamenti antivi-
branti, in modo che non ri-
sentano delle vibrazioni pro-
dotte da altre macchine o da
gru.
Le dentatrici nuove sopra
elencate sono quanto di me-
glio oggi esista e aggiunte al-
le due già esistenti e ricondi-
zionate formano un potente
complesso che può reggere
bene il confronto dei migliori
oggi esistenti nel mondo.
In questi ultimi anni, ih un
primo tempo con le due denta-
trici revisionate e successiva-
mente con quelle nuove cui
si è accennato, furono dentati
i ruotismi per le seguenti na-
vi:
— Turbonavi « Andrea Do-
ria » e « Cristoforo Colom-
bo »;
— Turbocisterne + Frisco » e
« Punta Spiga »;
— Turbocisterne da 31.500
tonn.: « Giulietti » « Argea
Prima», « Miraflores»,
« Purfina Italia », « Fina
Canadà »;
— Cacciatorpediniere « Indo-
mito »;
— Cacciatorpediniere « Impe-
tuoso » (solo la 2.a ridu-
zione);
Avvisi scorta « Centauro »,
« Cigno », « Canopo »;
Due ruote di grandi dimen-
sioni per l’Olanda;
Sei avvisi scorta venezue-
lani;
Un avviso scorta « Nato »;
Due avvisi scorta indone-
siani;
Una ruota per i « Cantieri
del Tirreno »;
Turbocisterna « Arcturus »;
Turbocisterna per la Sve-
zia,
ed inoltre un gran numero di
riduttori per macchine ausi-
liarie e per navi in riparazio-
ne.
Questa sommaria e rapida
descrizione delle fasi più sa-
lienti attraverso le quali l’Of-
ficina Grandi Dentatrici è
passata in circa quarant'anni
di vita, documenta l’inconte-
stabile progresso compiuto,
specie negli ultimi anni e fra
notevoli difficoltà, dalla no-
stra Azienda in un settore
molto importante e delicato.
Emilio Langer
CO
COLLAUDO
UFFICIALE
di un motore Ansaldo Fiat 757
Il 28 maggio scorso, présso
la sala prove grandi motori
Diesel del Meccanico, ha avu-
to luogo il collaudo ufficiale
del motore destinato alla mo-
tonave « Carlo Canepa» in
costruzione al nostro Cantiere
di Muggiano per la Società
« Carbocoke » di Palermo.
Il motore è del tipo Ansal-
do - Fiat 757 a due tempi,
semplice effetto, 7 cilindri del
diametro di 750 mm. con una
corsa di 1320 mm., rotazione
destra, pompa aria a stantuffi;
la sua potenza normale conti-
nuativa è di 5500 cav. a 122,5
giri al 1’.
La prova è stata eseguita
con le modalità richieste dalla
legge per beneficiare dei con-
tributi ministeriali ed ha avu-
to la durata di 13 ore e mezza,
durante le quali il motore ha
funzionato a tre diverse anda-
ture, onde poter ricavare i da-
ti necessari per tracciare la
curva di potenza. Vi hanno as-
sistito l'ing, Telesio per il com-
mittente, l’ing. Grasselli del
« Lloyd's Register », il sig.
Lemmi dell’« American Bu-
reau », l'ing. Baù e il sig. In-
nocenti del « Registro Italiano
Navale ».
Il funzionamento del moto-
re, che ha sviluppato una po-
tenza massima di 6050 cav., è
stato sempre regolare ed ha
risposto a tutte le esigenze
richieste.
FERROVIARIO
E’ stata recentemente consegnata la prima delle due locomotive
Diesel-idrauliche da manovra costruite dal
conto delle Ferrovie dello Stato e destinate in Sicilia. Le carat-
teristiche principali di queste locomotive sono le seguenti: po-
tenza asse motore, HP 130; peso in servizio, tonn. 20; scarta-
mento, mm. 950; due assi; sforzo massimo di trazione kg. 5300;
motore Diesel Deutr, cambio idraulico Voith
Ferroviario per
CONSEGNE
Il materiale’ più importante
spedito dal 22 maggio al 6
giugno è il seguente:
— Una caldaia per locomo-
tive indiane, completa di par-
ticolari, al nostro stabilimen-
to Ferroviario; collettore di
acqua per caldaia ai «C.R.
D.A.» (Fabbrica Macchine
S. Andrea) di Trieste; tubi di
acciaio sagomati, pannelli per
fasciamento metallico ed altri
particolari per la ricostruzio-
ne della caldaia n. 1 della cen-
trale termoelettrica dell’ « Il
va » di Piombino; soffiatori di
fuliggine, materiale refratta-
rio, cuscinetti per linea d'assi,
generatore di vapore, raffred-
datore di condensa, condensa-
tore in lamiera di acciaio per
gruppo turbine principali per
la turbocisterna « Purfina Ita-
lia » in allestimento, un silen-
ziatore in lamiera d’acciaio
per motore principale per la
motonave « Gripsholm » in al-
lestimento, mattoni refrattari
per caldaie per tre motonavi
di 10.670 T.D.W. in costruzio-
ne e allestimento, al nostro
Cantiere di Sestri.
Una turbina di media
pressione sinistra per un cac-
ciatorpediniere venezuelano in
allestimento, al nostro Can-
tiere di Livorno; quattro pi-
gnoni di 2.a riduzione (giunti
al Mec per il rodaggio), ai
« Cantieri del Tirreno » di Ri-
va Trigoso; una ruota di l.a
riduzione (giunta al Mec per
la dentatura e il bilanciamento
dinamico), ai « C.R.D.A.» di
Trieste.
— Una camicia cilindrqQ per
motore Diesel Ansaldo - Fiat
tipo LS 688 (giunta al Mec
per la riparazione) alla moto-
nave « Città di Tunisi» della
Società di navigazione « Tir-
renia » di Napoli; un albero a
manovelle per motore Diesel
Ansaldo tipo Q 265/7, alla
motonave « Antoniotto Usodi-
mare » della Società di navi-
gazione « Italia» di Genova;
un motore industriale Diesel
Ansaldo tipo Q 376/6, alla
« Ferromin» di Rio Marina
(Isola d’Elba); due motori
Diesel Ansaldo tipo 1620/6
(giunti al Mec per la rimessa
in efficienza), al Cantiere di
Tavernola (Como); asse porta
elica, asse intermedio, elica
ed altri particolari per linea
d’asse, al Cantiere « I.N.M.S. »
per conto della « Navalsicula
S. p. A.» di Genova; un mo-
tore Diesel Ansaldo tipo Q
150/4 da 70 HP., alla moto-
nave « A. Visani» per conto
della Società marittima italia-
na « C. Colombo » di Genova;
un gruppo Diesel - dinamo con
motore Ansaldo tipo Q 265/7
sovralimentato da 475 HP e
dinamo da 320 kW, ai « Can-
tieri Navali Riuniti» di An-
cona per una motonave in co-
struzione per la Società di
navigazione « Tirrenia» di
Napoli.
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 243 tonnellate.
VIS
Ultimamente i nostri Sta-
bilimenti sono stati oggetto di
numerose visite, tra cui se-
gnaliamo le seguenti:
— Nove ufficiali superiori
della Marina, dell’Esercito e
dell’Areonautica hanno visita-
to il Meccanico (Grande Mec-
canica, Sala Prove Motori,
Stazione Raggi, Caldereria e
Laboratorio Materiali), accom-
pagnati dal sig. Ferri della Di-
rezione d’officina.
Un gruppo di studenti
dell’Istituto tecnico industria-
le « P. Hensenberger » di Mon-
za, accompagnati dal Preside
dell'Istituto prof. Antonio De
Majo. Hanno visitato il Mec-
canico, guidati dall’ing. Bom-
baci e dal sig. Ferri.
— Un gruppo di diplomandi
dell'Istituto Tecnico Industria-
le di Forlì, accompagnati dal
prof, Maglia e da altri inse-
gnanti. Hanno visitato la Fon-
deria, ricevuti dal Direttore
sig .Noris e guidati nei vari
reparti dal Capo Fonderia ing.
Zagnoli e dal perito industria-
le Baldini.
— Il sig. Straughan, Capo
dei servizi tecnici della Socie-
tà armatrice =« British Tan-
ker » di Londra. Si è recato
al Meccanico e al Cantiere di
Sestri, ricevuto ed accompa-
gnato nella visita dai Direttori
di stabilimento e intrattenen-
dosi con alcuni tecnici.
— Venti membri della « In-
ternational Electrical Associa-
ILIFE
tion » hanno visitato la Cen-
trale termoelettrica di Chivas-
so, per cui l’Ansaldo ha co-
struito la seconda sezione da
70.000 kW e ne costruirà
un’altra da 140.000 kW.
— Venti studenti dell’Uni-
versità di Roma, accompagna-
ti dal cav. Martigli del Genio
Civile si sono recati al Can-
tiere di Livorno, visitando il
museo navale e il bacino di
carenaggio.
— Un gruppo di
della Aeronautica Militare
(Scuola di Aerocooperazione
di Guidonia), accompagnati
dal sig. Ferri hanno visitato
il Meccanico,
Ottanta studenti della
Scuola di ingegneria navale
dell’Università di Genova, Gli
ospiti hanno visitato il Can-
tiere di Sestri.
— Il sig. R. Richardson, il
prof. L. C. Burril e l'ing. A.
V. Machlig della Società in-
glese « The Manganese Bron-
ze & Brass» produttrice di
eliche di grandi dimensioni in
lega di bronzo e alluminio.
ufficiali
— I sigg. Nicolin e Lied-
blom, rispettivamente Presi-
dente e Direttore Generale
della Società svedese «STAL»,
il prof. Boestad della Società
« INSCO » pure svedese e il
sig. Ahmeen rappresentante
in Italia della « ASEA » han-
no visitato il Meccanico.
Gruppo di studenti dell’Istituto tecnico industriale « P. Hensen-
berger » di Monza, accompagnati dal Preside dell'Istituto prof.
Antonio De Majo, in
visita allo
Stabilimento Meccanico
Il 25 maggio venti laureandi in ingegneria navale dell’Università
di Madrid, accompagnati dal prof. Otero, hanno visitato il Can-
tiere di Sestri, la Fonderia e il Meccanico, | graditi ospiti sono
stati ricevuti dai Direttori degli stabilimenti e si sono vivamente
interessati agli impianti e alle costruzioni in corso
LIVORNO |CAnTiERE
LA CONSEGNA ALLA MARINA DEL VENEZUELA
del cacciatorpediniere « GENERA L FLORES,,
Il Comandante venezuelano passa in rassegna l'equipaggio del « General Flores »
Il 31 maggio al Cantiere
« Luigi Orlando », nel «corso
di una semplice cerimonia
svoltasi in forma privata, è
stato consegnato alla Marina
Militare del Venezuela il cac-
ciatorpediniere « General Flo-
res».
I documenti relativi alla
consegna sono stati firmati
per il Venezuela dal cap. An-
tonio Ferrer, Capo della Com-
missione venezuelana e dal
cap. Miguel Hernandez, e,
per l’Ansaldo dal Direttore
Centrale ing. Giuseppe Carne-
vale e dal Direttore del Can-
tiere ing. Francesco Rovetto.
Al termine della cerimonia
il Comandante Carlos Bacalao
ha assunto il comando della
nave, dando disposizioni per
il primo turno di guardia. Do-
po di ciò è stata ammainata
dal pennone di poppa la ban-
diera italiana e issata quella
della Repubblica Venezuelana.
Alla cerimonia hanno assi-
stito il cap. Leoncio Nava, Co-
mandante del cacciatorpedi-
niere « Almirante Clemente »,
il comandante Arcadipane e il
sig. Magnone della nostra Di-
rezione Generale e i Vice Di-
rettori del Cantiere di Livor-
no ing. Di Pietrantony e Gril-
lo.
MOVIMENTO BACINO
— Dal 27 al 28 aprile ha
sostato la motocisterna « Enri-
ca» di 451 T.S.L., della So-
cietà di navigazione « Patri-
sanda » di Trieste, per care-
naggio.
— Dal 5 all’11 maggio ha
sostato la motonave. « Pola »
di 451 T.S.L., della Società
« Navigazione Toscana» di
Livorno, per lavori varii.
— Dall’11 al 20 maggio ha
sostato lo S/s « Monrovia » di
6674 T.S.L., della Società ar-
matrice «John Livanos & Son»
di Londra, per lavori di ripa-
razione allo scafo ed ai mac-
chinari ausiliari.
— Dal 21 al 22 maggio ha
sostato il piroscafo « Aegi-
lium » di 286 T.S.L., della So-
cietà « Navigazione Toscana »
di Livorno, per carenaggio.
— Dal 9 al 12 giugno ha so-
stato la draga «S. Albano»
di 650 T.S.L., della « Impresa
Ghezzani » di Livorno, per la-
vori di picchettaggio e pittu-
razione carena.
FONDERIA
COMMESSE
Ecco l’elenco delle commes-
se più importanti acquisite
nel mese di maggio:
— Quattro eliche di bronzo
al manganese, del peso di 29
tonn. ciascuna, per i « Cantie-
ri Riuniti dell'Adriatico » di
Trieste.
— Un’elica di bronzo al
manganese, a quattro pale, per
la « F.LA.T.» di Torino.
— Scatole e coperchi di ghi-
sa per la Società «O.T.O. -
Melara » di La Spezia.
— Travi e piastre di ghisa
per la Società « Cornigliano >»
— Punzoni e centro ruota di
ghisa per la « S.LA.C. » di Ge-
nova,
Dette forniture comportano
circa 90.000 ore lavorative.
CONSEGNE
Il materiale più importante
consegnato nel mese di maggio
è il seguente:
Un’elica di bronzo al
manganese a quattro pale, del
diametro di 5000 mm. e del
peso di circa 10 tonn., per mo-
tonave e 254 tonn. di getti di
ghisa e bronzo per motori Die-
sele turbine, al nostro stabi-
limento Meccanico; 32 tonn. di
getti di ghisa e bronzo per co-
struzioni varie, ai nostri sta-
bilimenti Cantiere di Sestri,
Carpenteria, Ferroviario e
Cantiere di Muggiano; 14 tonn.
di getti di ghisa e bronzo per
costruzioni varie all’« Ansal-
do - Fossati », all’« Ansaldo -
S. Giorgio » e al « Delta »; 205
tonn. di lingottiere di ghisa di
vario tipo alle Società « Fiat »
di Torino e « S.LA.C. » di Ge-
nova; 130 tonn. di getti di ghi-
sa meccanica e di bronzo per
costruzioni automobilistiche al-
l’« Alfa Romeo » di Milano;
46 tonn. di ceppi freno di ghi-
sa alla « Compagnia Interna-
zionale delle Carrozze con Let-
ti » di Milano; 83 tonn. di getti
varii di ghisa e bronzo a clien-
ti diversi.
n
Applicazione a spruzzo di
vernice speciale
incolore
lucidatura dei pannelli di legno impiallacciati
'Levigatura meccanica di pannelli con macchine pneumatiche
vibranti per la preparazione alla fase di lucidatura
Preparazione, al Cantiere di Sestri, di una gomena d’ormeggio
del diametro di
Bagnasco, Gaetano Gazzolo,
Telegramma del Papa
all’ing. Franco Cristofori
Al Direttore del nostro Can-
tiere di Sestri, ing. Franco
Cristofori, è pervenuto recen-
temente, tramite la Delegazio-
ne di Genova dell’O.N.A.R.M.
O., il seguente telegramma:
« Paternamente compiacen-
dosi consolanti sviluppi Con-
ferenza aziendale ONARMO
San Vincenzo de Paoli da tem-
220 mm. Da sinistra:
Ernesto Cepollina,
Luigi Fanti, Amedeo
Gildo Alloisio
po istituita nei Cantieri nava-
li Ansaldo di Genova Sestri,
Augusto Pontefice ne auspica
sempre più intensa la benefica
attività e copiosi i buoni frut-
ti, mentre al Direttore del
Cantiere stesso ing. Franco
Cristofori, ai solerti benemeri-
ti visitatori, ai pii contribuen-
ti, invia di cuore, estensibile
ai singoli assistiti, una partico-
lare apostolica benedizione.
DELL'ACQUA Sostituto »
Lili PE
rn
li
*
N
è
È
è
n
*
COSTRUZI
« Impero ». Quanti fra di
noi ricordano i molti gior-
ni trascorsi su di essa?
La sua vita era cominciata
in Cantiere fra grandi mani-
festazioni, la sua permanenza
sullo scalo era stata sufficien-
temente breve, frutto della
esperienza acquisita colla pre-
cedente unità gemella, il suo
varo era avvenuto il 15 no-
vembre 1939 in forma piutto-
sto modesta per sì grande uni-
tà, quando molti fra noi ave-
vano già dovuto partire in
grigio-verde verso le frontie-
re,
L’allestimento di Sampier-
darena l’aveva subito dopo ac-
colta edi lavori erano già ala-
cremente avviati allorchè, al-
la fine del maggio 1940, la
nave venne in tutta fretta ap-
prontata per una traversata di
fortuna e quattro grandi ri-
morchiatori la trassero dal
(impero » n.° 320: nave
porto di Genova e le fecero
iniziare quel lungo periplo
con destinazione Trieste, ove
si riteneva di riprendere i la-
vori in un clima di maggiore
tranquillità.
Il trasferimento però non
potè completarsi ed il preci-
pitare degli eventi internazio-
nali portò ad interrompere la
traversata ed a ricoverare la
nave nel porto di Brindisi, ove
la seguì subito dopo una uni-
tà mercantile con i materiali
più importanti e necessari per
la ripresa dei lavori.
Qualche tempo di indecisio-
ne, poi venne dato alla nostra
Società un laconico ordine:
« Organizzare in Brindisi un
centro di lavoro che rendesse
la nave atta a prendere il ma-
re colle proprie macchine ed
a trasferirsi in altra sede».
Dalla sconnessa banchina di
Brindisi il nostro sguardo si
fissò allora su quello scafo
sul quale erano state a s
tempo imbarcate solamente
caldaie e su cui già sembra
dovesse giungere la gran |
rola dell'abbandono; ed il 1
stro pensiero soppesò imn
diatamente le enormi diffic
tà dell'impresa, in una ra
priva di qualsiasi appogg
industriale e con mezzi di
voro assai scarsi.
Ma la nostra Società n
doveva conoscere difficol
così nacque subito il Repar
staccato di Brindisi, si i
piantarono a terra centrale
lettrica \e ceritrale compr
sori, si organizzò un cent
logistico e si procedette
affittare una nave appoggio,
piroscafo « Principessa Gi
vanna » della Società «Italic
che si affiancò alla corazza
entro la doppia ostruzione s
bacquea.
In tal modo si iniziò w
nuova vita da parte della n
Nell [ | 1) L'accesso a bordo, la centrale elettricae la centrale compressori - 2) Imbarco di uha turbi:
Gi Ioto mento dei pezzi prefabbricati del timone principale - 5) Costruzione delle corazze [di mura
NE
stra maestranza, mentre la
forza del Reparto giunse ad
pltre cinquecento unità; una
vita di lavoro duro, con un
orario di dieci-tredici ore
siornaliere, nella quale non
mancarono certo i molti epi-
sodi del vivere difficile e ra-
ningo; il nostro ricordo ritor-
ia così facilmente al vecchio
‘amoglino — cuoco improvvi-
ato della prima mensa — che
immorbidiva i polpi picchian-
loli violentemente sulle co-
‘azze del castello, al calafato
\estrese che portava a miglio-
‘amento vitto — seppur an-
ora olezzanti di nafta — i
nuggini che avevano durante
a notte abboccato, al marinaio
ogliaschino che nessun cat-
ivo tempo riuscì mai a fer»
nare nel suo traghetto attra-
‘erso la rada, a quel giovane
ngegnere che si trovò improv-
isamente ad essere assieme
bassa pressione =
3) La proradella corazzata,
) Prima accensione delle caldaie - 7) Partenza da Brindisi - 8) In
No
contabile, cassiere e dattilo-
grafo.
I lavori durarono circa quin-
dici mesi, durante i quali ven-
nero realizzate le seguenti
principali sistemazioni:
\- imbarco e resa funzio-
nante delle due motrici pro-
diere, con relativi ausiliari e
lineè d’assi;
resa funzionante delle
sei caldaie prodiere con rela-
tive sistemazioni accessorie;
— adattamento e sistemazio-
ne della corazzatura di mura-
ta e dei due ponti protetti;
— resa efficiente della pro-
tezione subacquea cellulare;
— sistemazione del timone
e della timoneria principale;
imbarco e resa funzio-
nante della stazione diesel di-
namo prodiera;
— sistemazioni diverse: im-
pianto elettrico in galleria ca-
vi; pompe e tubolatura grande
In secondo piano il
#
i
#
$
î
esaurimento; barenatura tor-
rij ecc.
I lavori vennero condotti
con perizia e slancio da parte
di tutta la maestranza; e ciò
anche quando gli eventi belli-
ci giunsero assai vicino e per
diversi mesi squillò sulla na-
ve appoggio, quasi ogni not-
te, quella sirena di allarme
che spingeva tutti a balzare di
cuccetta, ad attraversare ce-
lermente la passerella fra i
due scafi e ad infilarsi nei si-
curi rifugi sotto le corazze
della nostra nave, mentre le
mitragliere di bordo iniziava-
no il loro turno di lavoro al
seguito dei fasci dei proiettori
Ed un bel giorno, dopo un
ultimo periodo di più intensa
preparazione, la nave mollò fi-
nalmente gli ormeggi: era il
22 gennaio 1942; mentre ùna
(segue a pag. 15)
Franco Cristofori
« Principessa Giovanna ». 4) Collega-
navigazione con otto fumaioli provvisori
I
Dieci soggiorni per due. persone
sulle Dolomiti di Andalo
Anche quest’ anno, come l’anno scorso,il nostro periodico offre la possibi-
lità, ad ogni ansaldino, di usufruire di un soggiorno gratuito, per sè e per
un’altra persona a sua scelta, in una piacevole località. Perchè ciò sia
possibile è necessario partecipare al seguente
GRANDE CONCORSO FERIALE
La vignetta rappresenta i reduci della
grande «Indianapolis » ansaldina mentre,
per concedersi un meritato svago dopo la
recente fatica, pescano in uno stagno con-
tenente 20 pesci, ciascuno dei quali porta
un numero corrispondente ad un punteg-
gio ad esso attribuito. | pesci saranno tutti
pescati.
Per partecipare al concorso gli ansaldi-
ni dovranno scegliere uno dei dieci pesca-
tori e i pesci da lui pescati, comunican-
doci quindi la sigla del pescatore e la som-
ma dei punti segnati sui pesci pescati. La
somma totale dei numeri di tutti i pesci
è 1050.
Presso la nostra Redazione sarà quindi
compilata una classifica dei concorrenti, in
base al seguente criterio: in un’urna sa-
ranno messi dieci biglietti, ciascuno con la
sigla di un pescatore, e in un’altra venti
biglietti, ciascuno con il punteggio attri-
buito ad un pesce. Ogni volta che verrà
estratta la sigla di un pescatore verrà
estratto il numero di un pesce da attri-
buire a questo pescatore, ma, mentre i
biglietti con le sigle dei pescatori verranno
di nuovo imbussolati, quelli dei pesci non
lo saranno più, e così fino ad esaurire i
biglietti dei pesci. Si avrà così una gra-
duatoria stabilita dal diverso punteggio di
ogni pescatore e, di conseguenza, una clas-
sifica dei partecipanti al concorso.
Le soluzioni dovranno essere inviate alla
Redazione de «l’Ansaldino », oppure con-
segnate ai nostri corrispondenti di Stabi-
limento, entro il 30 giugno.
PREMI
I premi consistono in dieci soggiorni
gratuiti (viaggio compreso) all'albergo «Do-
lomiti» di Andalo, ciascuno per due per-
sone, per il periodo dal 1° all'8 settembre, |
premi verranno assegnati ai dieci concor-
renti che avranno indovinato il vincitore
delia gara di pesca e il punteggio da que-
sti totalizzato o che più si saranno avvi-
cinati al risultato del sorteggio. Nel caso
che la sorte assegnasse uguale punteggio
massimo a due o più pescatori, i vincitori
del concorso saranno scelti, mediante sor-
teggio, tra coloro che li avranno indicati.
Sarà effettuato un sorteggio fra i parteci-
panti anche nel caso che più di dieci fra
essi abbiano inviato soluzioni uguali.
Licia, figlia di Maria Bruzzone del MEC
Luigi, figlio di Nicola Caviglione
del CAN
Fas
/
| TEA GONCORSO
FOTOGRAFICO
sele
soda LITE
1
Mi.
BERNARDO BONARIA (MEC): « Castello di Molare >»
CARLO CELADA (MEC): «Sotto Corso Italia » LIBERO DALLE DONNE (MUG): «Sotto i ponti di Parigi >»
14
Plausi per la gita a Venezia
1 È
nnumerevoli sono le lettere
di plauso e d’incoraggiamen-
to che ci sono pervenute dop.
la gita a Venezia, Vorrenimo
poterle riprodurre tutte, un po’
a soddisfazione nostra e un po’
di chi le ha scritte, ma lo spa-
zio di cui disponiamo è pur-
troppo molto limitato, Non
possiamo che estrarne alcune
dalla grossa cartella che le con-
tiene e citarne qualche brano
Il signor Francesco Polizzi
del Meccanico scrive: «Sento il
dovere di esprimere alla Dire-
zione e a tutti i collaboratori
dell’Ansaldino i miei più vivi
» a È DI molto migliorata dalle gite pre-
cedenti, Auspichiamo ancora gim
te a prezzi più accessibili in
altre città, onde tar conoscere
l’Italia agli italiani ».
E il signor Leandro Santa-
maria del Cantiere; «Non so
come ringraziarvi per la bella
gita a Venezia. Solo un rim-
provero potrei farvi, che di
queste belle organizzazioni se
ne fanno troppo poche...»,
Il desiderio di veder intensi-
ficato il programma di visite
alle città italiane è una nota
comune a quasi tutte le lettere
che abbiamo ricevuto,
curiamo i nostri lettori
Andrea Gambino: « Canale »
ringraziamenti per l’ottima As
riuscita della gita. Perfetta che faremo tutto quanto sta in Oltre alle lettere, molti par.
organizzazione ed ottimo trat- noi per accontentarli; non di- tecipanti alla gita di Venezia
tamento sono state le caratte mentichino però che l’Ansaldi- ci hanno inviato fotografie da
ristiche principali che, dopo i G. B. Roscelll: « Procuratie nuove > no non sfugge alle forche cau- loro eseguite, spesso siamo
capolavori della Serenissima, ho dine del bilancio aziendale. lieti di riconoscerlo — con vi-
che come me hanno partecipato ci scrive: « Sono incaricato da Per ora, è in vista la bella ero- vo senso d’arte, Anche qui, per
« Era la prima volta - ci alla di rivolgere un sen- un gruppo di amici e loro fa- ciera a bordo della « Colombo ». le stesse ragioni di spazio, dob-
scrive il signor G, B. Sbarbaro tito ringraziamento alla Dire- miglie di ringraziarvi per il Poi... vedremo, Grazie, comun- biamo limitare di molto la scel-
trattamento signorile ricevuto e que, a tutti per i suggerimenti ta. Gli esclusi ci perdonino: si
per la buona organizzazione, e le affettuose sollecitazioni. rifaranno la prossima volta.
# f
fr Ganta un poeta per la “Gripsholm”
Guido Nilsen è un poeta genovese. Potrai così andare
O meglio, è uno scandinavo nato a Ge per gli oceani, splendente
nova, e che ha amato Genova di un approdare ad ogni porto,
amore di figlio. Nilsen ha scritto ma- accostare ogni banchina
gnifiche poesie in dialetto genovese, in e a te verrà la fronte china
parte raccolte nel volume « Da S. Lòen- l’esule piangente,
zo a Portufin». Ha scritto inoltre il creso che ha tutto,
qualche ottima poesia in francese e in che di tutto ha noia
italiano. Recentemente è stato segnala- e cerca nell’andare di scordare
to al Premio Tomaso Grossi di Trevi- il bello per il brutto.
glio. Il varo, ai Cantieri di Sestri, Il disperato, senza più risorse
di una nave destinata ai suoi paesi che fugge un pianto per trovare forse
notato in questa gita
% ; scandinavi, gli ha ispirato la seguente un pianto più amaro,
| è SES poesia, che vede la luce per la prima . l’audace, il saggio, il poeta, il santo
uri i volta sul nostro giornale, l’avaro, il ladro, il bugiardo,
Pietro Massa: « Riva degli schiavoni >» che copre il suo volto con la mano
"IT 7 nl se î E Vibranti suoni di lamiere tentate, per la vergogna d'aver sul labbro
— che partecipavo ad una gita zione dell Ansaldo, a tutti gli squillanti come suoni di campane, il marchio della gogna. i
dell SIRIO, ed da RIMURRIO SRI e al i SE chiarori abbaglianti di saldatrici, É a 3 di . sine
con piacere la perfetta orga- di Villa Nora per la riuscitis- $nhî, i di i mici a madre piena razia e dì dolore,
nizzazione, degna del più vivo sima e simpaticissima gita, Fabrizi Ge vidi agi e dere la fresca e sorridente giovinezza di una
elogio. Per questo sento il do- che a molti di noi ha dato la . . sposa,
possibilità di visitare Venezia, Fra la struttura fitta dei puntelli e tutti, tu, porterai via senza posa,
la più artistica e bella città sull’invasatura, gigante inerte la nave. dall’uno all’altro continente,
del mondo », Oh nave! nave bella! sospinta a fender l’onde
Scrive il signor Luigi Garro- Ora tu sei prigione di mille catene dal tuo gran cuor pulsante:
: « Sentiamo il dovere di rin- ma domani a te verrà una folla la macchina possente,
are il mostro Ansaldino festante, sarai benedetta L’urlo delle tue sirene
per le belle giornate che ci ha battezzata di spumante, sarà voce di male per uno,
fatto trascorrere nella città la- avrai un nume, una bandiera di bene, per- l’altro.
gunare, Un grazie e un plauso e spezzate le gomene con l’accetta Ma tu andrai serena, grave
al sig, Pollastro e collaboratori scivolerai prima lenta, solenne, la tua bandiera al vento,
per tutte le gentilezze ricevute poi veloce, quasi leggera saraî una bella nave, fra le belle
e per il loro continuo interes- audace all’abbraccio e a sera
samento, così da creare nei LL del tuo perenne amante, il mare. t'accenderai di mille stelle. J
cuori della numerosa comitiva
uno spirito di armoniosa fa-
migliarità e fratellanza », ,
Una calorosa e simpatica let- BREVETTI d INVENZIONE
tera ci ha inviato il signor Pri- Marchi di Fabbrica
miero Astarita del Cantiere, il i
quale ci incita ad organizzare Ufficio Internazionale
altre gite «istruttive e ricrea- GENOVA
tive insieme », riconoscendo in VIA MALTA, 4 - Telefono 52. 349
Gino Carboni: « Colombi » tal genere di gite « un fattore
di elevazione spirituale e mo- VISITATE
vere e il desiderio, anche a no- rale della famiglia ansaldina »,
me degli ansaldini del COKE Il signor Michelini del SAU MOBILI
; ; SEMPRE
PRONTI
REIT ADERIRE IAA
GRANDIOSA ESPOSIZIONE MERAVIGLIOSO ASSORTIMENTO
Salita Pollaioli,13-]1 : Genova
ernia ide di | A ES I T I
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UOMO - SIGNORA - GIOVANETTI - BAMBINI
JA PPEZZI SEMPRE PIU’ ECONOMICI
SI ACCETTANO IN PAGAMENTO TUTTI I BUONI RATEALI
Francesco Desgaco: « Punta della salute »
I compiti delle aziende IRI
Iracciati
L'on, Aldo Fascetti della
cui nomina a Presidente del-
PI.,R.I, abbiamo dato notizia nel
numero del 1 aprile scorso —
partecipando all'annuale riu-
nione dei dirigenti delle azien-
de del gruppo tenutasi a Mila-
no, ha pronunciato un di-
scorso « volto al fine — ha sot-
tolineato — di dare una positi-
va valutazione alla funzione
passata, presente e futura del-
l’Istituto per la Ricostruzione
Industriale ».
Fatta una rapida scorsa' della
passata attività dell’Istituto, il
cui indice più significativo è il
bilancio del 19 chiusosi in at-
tivo — segno eloquente del ri-
sanamento e del successo otte-
nuto l’on. Aldo Fascetti ha
annunciato d’aver posto allo
studio un « piano quadrienna-
le 1957-1960 di sviluppo per
ogni settore di attività dell'Iri,
nel più ampio quadro dello
schema Vanoni ». « L'impegno
— egli ha aggiunto — deve es-
sere quello d'affrontare per ogni
settore d’attività e per ogni a-
zienda i vari problemi, con ag-
gressività non disgiunta da
ponderatezza, ner adeguare le
attre ure d’alcune aziende
alle richieste del mercato, per
aumentare la dinamica in al-
tre. per trovare mercati a quel-
le che ancora non li hanno »,
« Nelle aziende, le direzioni
generali — ha messo quindi in
rilievo l'on, Fasecetti — devo-
no sentire appieno la responsa-
bilità delle loro specifiche fun-
zioni. I consigli d’amministra-
zione, eventualmente rafforzati
di competenze tecniche e ammi-
nistrative, devono partecipare
attivamente alla vita dell’azien-
da e. attraverso i comitati se-
guirne da vicino la gestione Le
finanziarie devono fare opera
di controllo e di coordinamento
attraverso gli strumenti e le
modalità che nei prossimi gior-
ni saranno insieme studiate e
precisate, senza tosliere auto-
nomia e resnonsahilità alle sin-
sole aziende. Al di sopra di
tutti, VIri. responsabile verso
il Governo e il Paese dell’atti-
vità delle sue aziende la cui
nroduzione e i eni servizi devo-
no semmre più ingnadrarsi nel-
economica e sociale
del Governo,
Nel mondo industriale
derno, le imprese assumono or-
mai tali dimensioni che la fi-
gura tipica dell’imprenditore
la palitiea
mo-
dall’ on.
Fascetti
va scomparendo : sono gruppi
finanziari privati che operano,
e per essi singoli uomini o col-
legi, Le nostre aziende — ha
proseguito l’on, Fascetti — per
la loro struttura giuridica non
si differenziano affatto dalle
grandi aziende, nelle quali la
maggioranza azionaria appar.
liene a gruppi finanziari privati,
Occorre però che anche nelle a-
ziende dell’Iri gli uomini siano
dotati di forte spirito d’inizia-
tiva.
Ci deve differenziare dalle a-
ziende private soltanto il fatto
che, mentre queste tendono al
maggiore profitto, le aziende
‘dell’Iri devono invece tendere
al maggiore successo economi-
co, affinchè, unitamente all’e-
qua remunerazione del capitale,
il lavoro trovi la sua valoriz-
zazione, al fine di creare, nella
sana espansione della nostra
attività produttiva, una sempre
maggiore stabilità e un più ac-
centuato incremento dell’occu-
pazione, Il compito che spetta
all'Iri, chiamato a operare in
tanti e così diversi settori, non
è fneile, ma consapevoli delle
nostre responsabilità, siamo
certi che riusciremo ad affer-
mare la vitalità delle nostre
aziende in competizione con le
altre imprese, sul mercato in-
terno e su quello internaziona-
le: e ciò senza invocare privi-
legi, che l'Iri non ha mai avu-
to, mentre teniamo a ricordare
a chi critica l’istituto con tan-
ta facilità che molte delle sue
aziende gli sono venute proprio
dal fallimento dell’iniziativa
privata ».
L’on Fascetti ha così conclu-
so: «Dobbiamo mobilitare tut-
te le nostre competenze, Senza
ammettere indugi o incertez
dobbiamo procedere, animati
dallo spirito di conquista che
il tempo richiede e che è patri-
monio di coloro che sanno di
compiere una grande impresa,
non per sè ma per il Paese al-
trimenti saremo inesorabilmen-
te tagliati fuori dalla competi-
zione, con grave danno per il
progresso economico e sociale
del popolo italiano, La collabo-
razione che voi tutti avete sem-
pre dato all’Iri, e di cui vi rin-
grazio, io chiedo a tutti oggi
più fervida, affinchè l’opera del-
l’Istituto sia sempre più me-
ritoria per l’incremento econo-
mico e sociale del nostro
Paese ».
POSTA IN ARRIVO |
Windsor, May - 9-1956
Egregio sig. Direttore,
quando, a mezzo di amici,
ricevo « l’Ansaldino », per me
è una giornata di allegria, ma
nello stesso tempo i ricordi so-
no nostalgia per il cuore. Co-
me si fa a rimanere indiffe-
renti osservando i volti cono-
sciuti di amici lavoratori, di
tecnici e di dirigenti fotogra-
fati ai loro posti, intenti scru-
polosamente alle proprie man-
sioni? Come si fa a non rima-
nere entusiasmati intravve-
dendo a volte, anche nei secon-
di piani delle belle fotografie,
siti reconditi ma conosciuti?
Si possono inoltre osservare
nuove attrezzature, moderni
impianti e costruzioni mecca-
niche eccezionali e ci si sente
veramente orgogliosi di appor-
tenere, se non direttamente al-
meno con il sentimento, alla
grande famiglia ansaldina.
Questa mia corrispondenza
mira a far giungere un sem-
plice, ma spero gradito, salu-
to a tutti gli amici ansaldini
ed alle loro famiglie. Ebbi oc-
casione due anni fa di scrive-
re qualcosa del complesso An-
saldo sul « Corriere Canade-
se », settimanale in lingua ita-
. liana che si stampa a Toron-
to (Ontario) e di cui sono cor-
rispondente da Windsor. I let-
tori nostri connazionali
emigrati — si resero conto che
il complesso industriale geno-
vese, con la realizzazione di
superbe navi per la Marina
mercantile, è all'avanguardia
delle moderne costruzioni, Ge-
nova è risorta dopo la guerra
e con essa le sue industrie.
Mandando questo saluto da
oltre oceano sono contento di
abbracciare un fascio di ricor-
di e con essi un buon gruppo
di cari amici,
Fin da quando entrai alla
Officina Affusti di Cornigliano,
dove mi si offerse l'apprendi-
stato, e quando lavorai all’Ar-
tiglieria, poi Ferroviario, di
Fegino, ebbi la percezione
della grande importanza del-
VAnsaldo. Entrato al Meccani-
co nel 1945 ed assistendo più
tardi alla celebrazione del
centenario della nostra Socie-
tà da parte del Direttore di
allora ing. De Vito, capii che
stava per iniziarsi un’èra in-
dustriale nuova.
Attraverso la volontà realiz-
zatrice di lavoro e lo spirito
di comprensione verso tutte
le maestranze e loro famiglie
— onde dar loro un buon te-
nore di vita ner mezzo della
prosperità aziendale — il com-
plesso ansaldino è un fulgido
esempio di perseveranza e di
attività. L’automazione, il su-
percontrollo meccanico, le rea-
lizzazioni scientifiche trovano
riscontro nelle capacità tecni-
che e costruttrici dei lavora:
tori dell’Ansaldo,
Al Presidente della Repub-
blica on. Gronchi, in visita a
Detroit recentemente, porsi il
saluto della comunità italiana
di Windsor ed espressi il de-
siderio di ricordarci a Genova
ed ai genovesi. Oagi. egregio
Direttore, da oltremare si rin-
nova il saluto ed esso è rivol-
to agli ansaldini ed in miodo
particolare agli amici,
Sono uno dei tanti ex ansal-
dini a cui piace ricordare e
rendere omaggio alle glorie
del proprio Paese. La lonta-
nanza non cancella i ricordi e
non è al di là di un oceano che
si trascurano le tradizioni! An-
zi, ci si pasce di un passato
che, seppur non torna, ci ha
donato un presente glorioso
che guarda verso un avvenire
pieno di speranze!
La ringrazio, signor Diret-
tore, e La saluto cordialmente
insieme ai componenti tutti
dell’Azienda, la cui opera è
degnamente illustrata da
« l’Ansaldino », Arrivederci.
ALFREDO MORANDO
2414 Howard Avenue
Windsor (Canadà)
ap
I
Kingston, 8-5-1956
Caro Ansaldino,
queste mie poche righe ti
giungono dal lontano Canadà,
e vorrei con esse porgere un
saluto a tutti gli amici e co-
noscenti dello Stabilimento
Meccanico, che ancora non
hanno dimenticato il mio no-
me.
Sarei molto lieto, se ciò fos-
se possibile, ricevere qualche
copia de «l’Ansaldino », in
quanto in questi giorni la
stampa di qui ha parlato mol-
to favorevolmente del lavoro
COSTRUZIONE N.
(seguito da pag. 11)
gran mareggiata spazzava l'A-
driatico la nave, scortata da
tre cacciatorpediniere (che fu-
rono poi costretti a dirottare)
uscì dalla rada di Brindisi e
puntò verso il nord.
Essa dovette certo apparire
allora come una fra le più ec-
cezionali e stravaganti navi
che abbiano solcato il mare:
un grande scafo di corazzata
senza sovrastrutture, un ponte
di comando costituito da una
baracca di legno sulla barbet-
ta della torre centrale, un ap-
parato motore che si intuiva
solamente dalle otto ciminiere
verticali, un ripetuto zigzagare
nella ricerca della rotta più
sicura contro un’offesa già se-
gnalata e che poteva emergere
ad ogni istante.
Allorchè. il giorno dopo, la
nave giunse felicemente a Ve-
nezia in un clima polare si
chiuse silenziosamente ‘non
ALFREDO MORANDO
dell’Ansaldo in occasione del
varo della « Gripsholm ».
Ancora saluti ed auguri a
tutti gli ansaldini dall'ex fa-
legname del Meccanico.
REMO BRIASCHI
{59 Alfred Street
Kingston (Ontario) Canadà
320
solo la nostra avventura brin-
disina, ma il vero ciclo vitale
della nave, in quanto le sus-
seguenti vicende la portarono
dapprima a sospendere ulte-
riori lavori, poi a subire lun-
ghi cicli sperimentali a bersa-
glio di offese subacquee ed in-
fine alla definitiva demolizio-
ne in Venezia stessa,
Da quel momento sono or-
mai trascorsi quindici anni e
molti fra i cinquecento di al-
lora non sono più qui con noi;
ma tutti quanti — ne sono
certo — serbano ancora in sè
vivi, non solo l’orgoglio del-
l'esemplare impresa compiuta,
ma anche un buon ricordo di
quel periodo in cui ingegneri,
capi ed operai vissero quanto
mai accanto, gli uni agli altri
in reciproca e profonda cono-
scenza, tutti uniti per tenere
alto il grande nome dell’An-
saldo.
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IL TROFEO “MELA D’ORO"
AL NOSTRO MOTO CLUB
Domenica 3 giugno il « Mo-
to Club Cral Ansaldo » ha par-
tecipato al Raduno di Barge
(Cuneo). per il Trofeo « Mela
d’oro »,
Guidati dal capo gruppo sig.
Giovanni Bina, i concorrenti
(29 conduttori e 12 passegge-
ri), partiti alle ore 5, hanno
sostato a Vicoforte per la co-
lazione, proseguendo quindi
per Barge dove sono giunti al-
le 10,30, dopo una sgroppata
di 204 Km.
Dopo la sfilata di tutti i Mo-
to Clubs per le vie cittadine
(68 sodalizi con un totale di
2567 partecipanti) nel pome-
riggio, alle ore 15, si è avuta
la premiazione nel salone del
Municipio, presenti il V. Pre-
sidente della F. M, I. comm.
Bocca, il Sindaco di Barge ed
altre autorità.
Il « Moto Club Cral Ansal-
do » si è classificato primo as-
soluto, aggiudicandosi l’ambi-
to Trofeo « Mela d’oro » e ri
scuotendo calorosi applausi.
Il successo di “Bimbo”
Il 13 maggio è stata rappresentata al Teatro sociale di via
Achille Stennio a Sampierdarena, dalla Sezione spettacolo del
« Cral Ansaldo » diretta da Sergio Bruno Franceschi, la com-
media musicale in due tempi « Bimbo ». Lo spettacolo, inter-
pretato con passione dallo stesso regista e attore Sergio Bruno
Franceschi e da un complesso di giovani ottimamente pre-
parati, ha riscosso l’incondizionato consenso del pubblico, che
non si è stancato di applaudire. La parte di « Bimbo » da cui
il lavoro prende il nome è stata brillantemente sostenuta dal
giovanissimo Vittorino Biagi, una vera rivelazione; gli altri
interpreti (Tino Bertorello, Enzo Conterio, Pino Danielli, Ezio
Ottonello, Bianca Angeloni, Rosa D'Oria, Giorgio Robotti, Vit-
tore Gorini, Euro Santini, Osvaldo Cavalli, Mauro Vittore)
sono stati degni dei maggiori elogi. Apprezzatissima la sceno-
grafia di Enzo Croce. La commedia è stata replicata il 3 giugno.
CINESELEZ
servizio di spionaggio a
Londra. Ma ricevono scacco
matto dal controspionaggio,
Due film sull'ultimo conflitto
S ono sui nostri schermi pa
due films sull'ultimo finiscono per credere nel-
conflitto. Uno, l'americano l’uomo che non era mai esi-
« L'uomo che non è mai esi- stito. 3;
stito». in'«'Colore Ds Luze » Film condotto molto abil-
mente, con serietà, e bene
e « Cinemascope », presen-
tato all'ultimo Festival di
Cannes, narra la storia vera
di un vero, per quanto av-
venturoso e grottesco, epi-
sodio. Gli alleati, per. trarre
interpretato da Clifton Webb
in una insolita veste,
L’altro film, l’italiano
« Continenti in fiamme » di-
retto da Cesare Rivelli, non
è un film a soggetto ma un
in inganno i deschi sul ;
; SENNO tedeschi su documentario, ottenuto col
uogo prescelto parlo sbarco semplice montaggio di vari
nell'Europa me iterraRea, documentari ricavati dagli
abbandonano in mare un archivi delle diverse Forze
cadavere con la divisa e i Armate. Molto interessante
documenti di un certo Mag- il materiale, naturalmente
5 )
giore Martin, mai esistito,
e gli mettono in tasca carte
false. II corpo finisce, come
calcolato, sulle spiagge spa-
gnole, il servizio di infor-
mazioni tedesco riesce a fo-
tografare le carte. I tedeschi
però vogliono veder chiaro
in questo maggiore Martin,
e mettono in azione il loro
e lodevole l'idea di questa
rassegna del recente conflit-
to, che mette lo spettatore
di fronte alle atroci e in-
sensate carneficine che ab-
biamo tulti vissute, ma trop-
po spesso dimenticate, Si
possono però lamentare varie
cose: un commento superfi-
ciale, una inesistente sia pur
Caro Ansaldino,
siamo un gruppo di partecipan-
ti alla Crociera del Tirreno e, tut-
te felici ed entusiaste, siamo però
tutte ignare di ciò che dobbiamo
portare, circa il nostro bagaglio
personale,
Vuoi tu essere tanto gentile ed
istruirci? Dobbiamo portare solo
il fabbisogno per la notte, oppure
anche un abitino elegante per il
ballo?
Insomma, aiutaci ed informaci
sul tuo tanto caro ed interessante
giornale. Credi, non farai piacere
soltanto a nol, ma a tutti i parte-
cipanti alla Crociera, compresi i
signori uomini,
Sentitamente ti ringraziamo in-
viandoti pure tanti auguri per la
tua sempre migliore riuscita, e
con simpatia ti salutiamo.
Un gruppo di Ansaldine
Comprendo il vostro entu-
siasmo e ne sono partecipe,
una così bella occasione non
capita spesso e voi non ve la
siete lasciata sfuggire. Ma un
po’ del vostro entusiasmo,
penso, è anche motivo d’orgo-
glio, poichè alla costruzione
della bella «Cristoforo Colom-
bo» ha contribuito tutta la fa-
miglia ansaldina: voi stesse,
IONE
\
minima spiegazione strategi-
ca dei vari fatti bellici, la
mancanza di una qualsiasi
spiegazione storicistica dei
fatti stessi. Inoltre, delle
imperdonabili lacune, data
l'ambizione del titolo: man-
ca totalmente la guerra nel
Pacifico (si vede Pearl Har- |
bour, e poi la firma dell’ar- |
mistizio sulla « Missouri »),
manca l'offensiva russa,
per cui lo spettatore che era
un minuto prima a Stalin-
grado si ritrova a Budapest,
ete. Si può invocare la man-
canza di materiale, ma allo-
ra bisognava limitare il
campo al continente euro-
peo.
Molto tempo infatti è de-
dicato all'Europa e in parti-
colare all’Italia; ma allora
non comprendiamo proprio |
come si sia dimenticato un |
sia pur fugace accenno al- |
le gloriose gesta dell’Eser- |
cito di Liberazione.
IL PORTOGHESE |
IA
i vostri mariti, i vostri figli, i
vostri fratelli ed i vostri pa-
dri.
Non preoccupatevi
eccessi-
vamente, care amiche, e so-
prattutto ricordate lo spirito
che anima gli organizzatori e
che deve improntare queste
nostre gite sociali: quello cioè
di procurarci piacevoli svaghi
e divertimenti con i nostri
colleghi, con i nostri cari, pro-
prio come si suol dire: festa
in famiglia,
Quindi niente eleganza mon-
dana, ma quella stessa sem-
plice e fine squisitezza di for-
ma che fino ad oggi ha distin-
to gli ansaldini nelle varie
manifestazioni sociali.
Prepariamo quindi il nostro
bagaglio personale. Il pro-
grammino della crociera, che
certamente già conoscete, ser-
virà a guidarci.
Al momento dell’imbarco
andrà benissimo il vostro abi-
tino di cotone o di lino con i
vostri sandali bianchi o, co-
munque, scarpe a tacco non
troppo alto.
Per la prima colazione, se
avete i calzoni lunghi, potre-
te indossarli, oppure mettete
un abitino a un sol pezzo pre-
feribilmente in tinta chiara:
i vostri sandalini andranno
ancora bene.
Per l’ora del pranzo si addi-
ce una gonna e camicetta o
la graziosa princesse o. se ne
siete in possesso, il tailleur
chiaro; in questa occasione po-
trete calzare le vostre scarpi-
ne con tacco alto.
Così pure all’ora del tè e
della cena potrete indossare il
vostro tailleur in seta. o in
e San Gallo » o. se l’avete, lo
abito in organdis bianco,
Ed eccoci arrivati ai tratte-
rimenti serali. Non è prescrit
to, nè consigliabile l’abito da
sera: un abitino un po’ più
scollato. più elegante, come
dite voi, magari quello in piz-
zo o chiffon che vi siete fatte
per recarvi all’invito di una
vostra amica. ecco, quello an-
drà benissimo .
Come vedete, care amiche,
la nostra crociera non dovrà
impegnarvi in ulteriori spese
e sono certa che dal vostro
guardaroba trarrete ciò che fà
al caso vostro.
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“I° ANSALDINO” RISPONDE
Caro Ansaldino,
nel «Reparto rettifiche »
della Sezione utensileria del
MEF non mancano, purtrop-
po, le macchie d'olio sul pa-
vimento, con grave pericolo
per il nostro... equilibrio. Mal-
grado le nostre continue ri-
chieste non siamo ancora riu-
sciti ad avere un pò di sega-
tura e perciò, anche a nome
dei miei compagni ti prego di
interessarti al nostro caso, nel-
la speranza che tu sia più for-
tunato di noi.
RODOLFO MENEGHELLO
(MEF)
La segnalazione è stata
passata alla Direzione del
Ferroviario che Vha trovata
esatta. E’ stato provveduto af-
finchè il « Reparto rettifiche »
disponga sempre di una scor-
ta di segatura da spargere in
terra per assorbire l’olio
proveniente dalla precipita-
zione della nebbia d’olio da
taglio che si forma durante le
operazione di rettifica.
Sono un aiutante tubista del
Cantiere di Sestri, ed avendo
appreso da «l'Ansaldino » che
la nostra Società sta costruen-
do a Sindri, in India, un gran-
dioso impianto chimico, desi-
dererei sapere quanto segue:
1) - Cosa c'è di vero, nelle
voci che circolano, sulla pos-
sibilità che ci si possa recare
laggiù a lavorare?
2) - Nel caso ci fosse questa
possibilità, quali sono i requi-
siti richiesti?
Ringraziando porgo distinti
saluti.
SERGIO FRAPPATORE (CAN)
Abbiamo trasmesso la sua
richiesta alla Direzione, la
quale ci ha fatto presente che
il suo desiderio non può es-
sere accolto.
Infatti i lavori di montaggio
dei vari complessi per lim-
pianto chimico di Sindri sa-
ranno affidati in parte ad im-
prese indiane ed in parte ad
imprese nazionali, le quali
però utilizzeranno esclusiva-
mente manodopera locale li-
mitandosi all'invio dall’Italia
solo del personale con funzio-
ni direttive. Ciò è stato richie-
sto in modo esplicito dal com-
mittente.
e
Vi pregherei di rispondere a
quale categoria di impiegati
appartengono le seguenti man-
sioni:
1) conteggio e distribuzione
paghe operai;
2) ripartizione del totale ore
e relativi importi per singo-
le commesse e sottoconti dai
quali si ottiene la rilevazione
di tutti gli eventuali errori
commessi, errori che compor-
tano pagamenti in più o in
meno;
3) rilevazione lavori nocivi
da accreditare ad ogni singolo
operaio per ogni lavorazione
eseguita.
In attesa di una risposta,
porgo distinti saluti.
VINCENZO MANTERO (CAN)
Le mansioni elencate dal
sig. Mantero sono da inqua-
drare fra quelle previste per
la 3.a categoria degli impie-
gati amministrativi.
Infatti, abbiamo la figura
dell’impiegato di 3.a cat, al-
lorquando nelle mansioni dal-
lo stesso svolte non si riscon-
trano — con continuità — gli
elementi di autonomia, inizia-
tiva e discrezionalità che ca-
ratterizzano la 2.a categoria e
cioè quando le mansioni stes-
se sono essenzialmente e pre-
valentemente di natura ese-
cutiva, riducendosi ad una a-
nalitica attuazione delle di-
sposizioni impartite, secondo
uno schema prestabilito, e se-
condo indicazioni di volta in
volta impartite dal personale
di concetto o da altro perso-
nale di grado superiore.
Passando all'esame delle
mansioni indicate dal sig.
Mantero sì rileva che queste
per quanto complicate
possano essere data l’odierna
complessità nel calcolo delle
retribuzioni non rappre-
sentano che la ripetizione co-
stante e secondo uno schema
prestabilito di determinate o-
perazioni, le quali richiedono
a chi le pone in atto continua
attenzione ed applicazione, ma
in esse non vi è alcunchè di
concettuale,
D'altra parte si pone in evi-
denza che una delle caratte-
ristiche del lavoro impiegati-
zio d'ordine è la minuziosa
attenta e precisa esecuzione 0
di un calcolo o di un procedi-
mento non importante che co-
munque, di regola, non conce-
de a chi lo esplica possibilità
di diversa scelta e di varia-
zioni.
Le mansioni indicate dal
sig. Mantero comportano, evi-
dentemente, un lavoro di na-
tura intellettuale, il quale si
esaurisce però entro i limiti
ben definiti dell’esecuzione.
Caro Ansaldino,
vorrei sottoporre alla Dire-
zione il seguente suggerimen-
to:
Stabilire sulle navi in alle-
stimento ed in Cantiere un col-
legamento telefonico (0 con al-
tro mezzo più opportuno) con
le celle ove sono sistemate le
macchine erogatrici di corren-
te per i saldatori.
Questo collegamento permet-
terebbe all’operaio saldatore di
comunicare tempestivamente
all’addetto macchine le varia-
zioni di corrente che si ren-
dessero necessarie nello svol-
gimento dei lavori.
I vantaggi che, a mio avvi-
so, dovrebbero derivarne, so-
no i seguenti:
1) tempestività delle varia-
zioni di tensione a seconda
delle esigenze di lavoro;
2) esatta interpretazione da
parte dell'addetto macchine
delle variazioni richieste;
3) notevole risparmio dî
tempo (poichè l’operaio non
avrebbe bisogno di abbando-
nare il posto di lavoro);
4) lavorazioni eseguite con
maggiore accuratezza, data la
facilità e rapidità di poter re-
golare l’afflusso di corrente.
Qualora fosse rilevata una
certa utilità pratica del sugge-
rimento su esposto, mi riter-
rei a Vostra disposizione per
ogni eventuale chiarimento.
Con l'occasione porgo rispetto-
si ossequi.
LUIGI FIASCHI (CAN)
L'idea di collegare telefoni-
camente il bordo con i cunico-
li, ove sono sistemate le sal-
datrici, non è nuova. Sono già
stati eseguiti esperimenti del
genere nel 1951 senza succes-
so.
Molti operai saldatori elet-
trici sono del parere opposto
a quello del proponente, in
quanto desiderano essi stessi
regolare la propria macchina.
Le perdite di tempo accen-
nate dal proponente saranno
totalmente eliminate quando
la sostituzione delle macchine
singole con gruppi multipli di
saldatura, corredati di regola-
tori singoli, da sistemarsi a
bordo alla portata dell’opera-
tore, sarà completata, Infatti
il Cantiere Navale sta provve-
dendo in questo senso.
©
Caro Ansaldino,
desidererei chiedere se non
sarebbe il caso di istituire un
corso di guida automobilisti
ca: è presumibile che l'af-
fluenza a detto corso sarà no-
tevole, in quanto moltissimi
hanno il desiderio di conse-
guire la patente.
SAVERIO TURRISI (MEC)
Corsi di guida automobili-
stica sono già stati istituiti, fin
dal 12 dicembre scorso, e du-
rano tutt'ora presso l’« Auto-
scuola Trompetto » di Genova
Sampierdarena, ad iniziativa
del « Cral Ansaldo e consocia-
te » per i suoi soci e loro fa-
migliari.
L’apertura di detti corsi,
che presentano condizioni di
particolare favore, fu a suo
tempo annunciata da «lAn-
saldino ». Per informazioni e
iscrizioni rivolgersi al Cral,
via Achille Stennio 5-1 a Ge-
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Sono nati
12 febbraio: GABRIELLA
MARIA, figlia di Vincenzo
Besazza (Fon) e di Lucia
Guerrini - 28 febbraio: ELVIO,
figlio di Adriano Perasso
(Mec) e di Sabina Meni - 24
marzo: ROSA, figlia di Car-
melo Carlini (Mec) e di Lidia
Profumo - 13 aprile: ROSAN-
NA, figlia di Pasquale Evan-
gelisti (Mec) e di Ermelinda
Rondelli - 18 aprile: MAURO,
figlio di Adelio Durante (Sau)
e di Ines Lengeri - 21 aprile:
AUGUSTA, figlia di Elio
Bartolini (Mec) e di Virginia
AVVISO AI DIPENDENTI
DEL CANTIERE DI SESTRI
Per comodità di quanti
desiderano inviare materia-
le a «l’Ansaldino» (con-
corsi, fotografie, articoli,
piccoli annunci, ecc.), la
Direzione del Cantiere di
Sestri ha fatto mettere cas-
sette di corrispondenza in
ogni portineria. Queste cas-
sette sono dipinte in az-
zurro e portano la scritta:
« l'’Ansaldino ».
Fedele - 30 aprile: GIOVAN-
NA, figlia di krasmo Anselmi
(Mec) e di Saida Truzzi - 2
maggio: GRAZIANO, figlio di
Luigino Morando (Can) e di
Giuseppina Besagno - 3 mag-
gio: LOREDANA, figlia di
Sergio Varsi (Mug) e di Fran-
cesca Bianchi 4 maggio:
MASSIMO, figlio di Luigi Ge-
stro (Mec) e di Angela Bel.
ghesini - 6 maggio: ANDREA,
figlio di Luciano Pronzato
(Mec) e di Rosa Musso - STE-
FANO, figlio di Osvaldo Nana
(Mug) e di Marisa Cavallini
10 maggio: MARCO, figlio
di Giovanni Traverso (Can) e
di Maddalena Oliveri - 13
Premio “ Almanacco
Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di giu-
gno abbinato ad un nume-
ro dell’« Almanacco 1956 »,
consistente in un ombrel-
lone e una sedia a sdraio
per spiaggia.
maggio: GIOVANNI, figlio di
Gerolamo Ficara (Can) e di
Giovanna Barbieri - CINZIA,
figlia di Pietro Gazzini (Mug)
e di Teresa Cattafesta - 14
maggio; MARIA TERESA, fi-
glia di Filippo Fantini (Can)
e di Carla Pareto - 16 mag-
gio: ENRICO, figlio di Anto-
nio Angioni (Can) e di Daria
Puppo - LOREDANA, figlia di
Lorenzo Cabano (Mug) e di
Iana Roberti - 17 maggio:
BRUNO, figlio di Pietro Spiot-
ta (Can) e di Angiolina Ma-
snata - 18 maggio: GIANCAR-
LO, figlio di Giuseppe Corso
(Can) e di Angela Molice -
21 maggio: ROBERTO, figlio
di Nello Barenco (Mug) e di
Giuditta Antenna - 23 maggio:
WILLIAM, figlio di Pierino
Tendola (Mug) e di Wanda
La: crociera sulla Colomba”
Avvertiamo gli interessati
che le prenotazioni dei po-
sti per la crociera sulla
« Cristoforo Colombo» si
chiuderanno improrogabil-
mente il 30 giugno. Rivol-
Jersi ai nostri corrispon-
denti di Stabilimento.
Ruffini - GIUSEPPINA, figlia
di Pasquale Di Lauro (Mug) e
di Gina Bernabò - LORETTA,
figlia di Lorenzo Giuggiola
(Mug) e di Luigina Germi.
A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.
Si sono sposati
7 aprile: ing. Corrado MOT-
TOLA (Mec) con Renata Vac-
caro - 8 aprile: Stefano FER-
RANDO (Fon) con Rosanna
Davi - Giuliano DELFINO
(Dig) con Maria Luisa Car-
retta - Pietro GIORGI (Mug)
con Emma Schianchi - 22 apri-
le: Alfredo CICOGNA (Mec)
con Rita Gatti - 23 aprile:
Emanuele SPICCIO (Mec) con
Barbara Natali - 28 aprile: An-
tonio RISSO (Mec) con Maria
Cresta - Antonio CAUSA
(Fon) con Franca Angela Zor-
zoli - 29 aprile: Luciano BOI-
DI (Mec) con Dorina Bonfan-
ti - 30 aprile: Pietro FILIPPI
(Dig) con Melania Finamore
- 5 maggio: Sandro ALBANI
(Mug) con Rosa Venturini -
12 maggio: Antonio FABBRI
(Mug) con Maria Benedetti -
Avro FLORIO (Fon) con Ma-
ria Guastavino - 19 maggio:
Amleto OTTAVIANI (Can)
con Nelly Tagliavini - 20 mag-
gio: Giorgio ‘PERCIVALE
(Mef) con Adriana Grottin -
24 maggio: Mario SERRA
(Mec) con Anna Bragagnolo
- 3 giugno: Zenilde ALBIERI
(Mef) con Tomaso Guidi Co-
lombi.
Agli sposì i nostri vivissimi
auguri.
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PROPOSTA N. 16813.
Refrigerante acqua da 50
ma. di superficie Dis, M. 47902
- Calotta inferiore pos. 3 e ca-
lotta superiore pos. 4.
Molto spesso durante la
prova idraulica si riscontrano
perdite proprio sui piani di
unione delle due calotte col
corpo del refrigerante. Ciò
causa perdite di tempo perchè
si deve procedere ad una re-
visione.
Propone che sui citati piani
di unione vengano eseguiti i
canalini che garantiscono una
maggior aderenza della guar-
nizione interposta fra i due
piani.
Inoltre nel tentativo di rea-
lizzare la tenuta, i prigionieri
vengono sottoposti ad uno
sforzo rilevante, poichè manca
ad essi il minimo di tiraggio.
Propone quindi che il dise-
gno venga modificato, per ga-
rantire una perfetta tenuta ed
una più rapida e sicura esecu-
zione del lavoro.
Allega uno schizzo.
RISPOSTA.
Riteniamo consigliabile l’e-
secuzione dei canalini proposti
sulla calotta superiore pos. 4
e (benché il proponente non
ne faccia cenno) anche sui
due lati della piastra tubiera
fissa pos, 5, nonchè sulla flan-
gia superiore dell’involucro.
Per quanto riguarda la te-
nuta della calotta inferiore
pos. 3 che secondo il propo-
nente risulta deficiente anche
stringendo fortemente i bullo-
ni di accoppiamento, si fa 0s-
servare che la tenuta dovreb-
be essere assicurata dalla
guarnizione interna ad anel-
lo di diametro 10 pos. 39 e
non può venire migliorata
stringendo i bulloni.
L'eventuale perdita tra le
flange del coperchio inferiore
e dell'involucro rivelerebbe
prontamente la cattiva tenuta
della guarnizione pos. 39 e
pertanto su detta flangia si
dovrebbero, a rigor di logica,
creare dei canalini radiali per
agevolare l’uscita dell’acqua
nell'eventualità di cattiva te-
nuta della guarnizione.
Lasciare il tiraggio sulle
parti interne delle flange, è
un norma da noi seguita nei
casi di coperchi d’acciaio e
pressione elevata, mentre ri-
teniamo che sia poco consi-
gliabile adottarla nei coperchi
in ghisa come nel caso attuale
®
PROPOSTA N. 17565.
Propone che dal ciclo di la-
vorazione Comm. 72626 dis.
098056 Motore Maybach M. D.
215/4 venga annullata l’opera-
zione 8/16.
RISPOSTA.
La proposta è accettata; il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.
PROPOSTA N. 18351.
Propone una modifica al ci-
clo di lavorazione Disegno
26051/a posizione 33 - Comm.
73070 Motore Q. 265 biella mo-
trice fusto biella.
La modifica riguarda l’ope-
razione 7/12 e consiste nell’e-
liminare l’operazione di ma-
schiatura del foro per viti di
fermo, per evitare inconve-
nienti nelle operazioni che se-
guono:
Il lavoro di foratura, lama-
tura e maschiatura potrebbe
essere eseguito su un trapano
a bandiera risparmiando tem-
po.
RISPOSTA.
La proposta è accettata.
Il PRO/TEMP ha già prov-
veduto a modificare il ciclo.
PROPOSTA N. 17997.
Colonna di regolazione -
Rocchetto Dis. T 117420 - Pos.
56 - Bolletta 64790.
Propone che sul ciclo di la-
vorazione venga specificata la
tolleranza alla quale si deve
attenere il tornitore alesando
il foro sgrossato, in modo da
evitare inconvenienti.
RISPOSTA.
La proposta é accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto ad
aggiornare il ciclo,
°
PROPOSTA N. 17143.
Propone che le operazioni
3/10 e 4/10 del ciclo di lavo-
razione attrezzo per radialità
Blocchetto Dis. A/19017/
3514353 - Comm. 35109/
03259 Bolla 81751 T/C. PUR-
FINA e FASSIO siano abbi-
nate.
RISPOSTA.
La proposta è accettata ed
il PRO/TEMP ha già provve-
duto a modificare il ciclo,
PROPOSTA N. 17327.
Al reparto piccolo aggiu-
staggio (Parodi) si adopera
il gas illuminante per scalda-
re ghiere ed eseguire piccole
saldature, servendosi di un
pezzetto di tubo qualunque.
Propone che la dispensa del
MOTU sia fornita di alcuni
scaldini ad aria e gas.
RISPOSTA.
La DAT provvederà.
®
PROPOSTA N. 17771.
Ha riscontrato che le frese
del tipo Autolock sono troppo
lunghe; infatti mentre normal-
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Le inserzioni in questa rubrica
sono riservate ai dipendenti del-
l'Ansaldo e sono gratuite, Rivolger-
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leggiata, gommatissima, come
nuova, Telefonare al n. 472507.
mente la lunghezza inutilizza-
bile della fresa uscente dal
mandrino è di circa 10 mm.,
queste escono mm. 30 causan-
do incovenienti,
Propone che sia provveduto,
RISPOSTA.
La segnalazione è giusta.
L'UTO provvederà a far mo-
dificare le frese fornite da
MEF/UTEN.
®
PROPOSTA N. 17994.
Asta laterale disegno TET
124127/13 Bolletta 40703.
Propone che venga elimina
ta dal ciclo l’operazione di ret-
tifica 3/3 ed ultimare tutti i
diametri con operazione 1/2
aumentando leggermente il
tempo,
RISPOSTA.
La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto
ad aggiornare il ciclo.
®
PROPOSTA N. 17668.
Propone che all’operazione
2/15 del ciclo di lavorazione
Comm. 72725 Dis. 21249-21110
Pos. 135 e 139 Camma fissa e
camma mobile, venga eseguito
l’assestamento in luogo della
stabilizzazione.
RISPOSTA.
La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.
CONTRO LE
MALATTIE
DEL FEGATO
Insufficienza epatica
deficiente secrezione biliare
stitichezza, obesità
NEOSOLEPAR
VITAMINICO
Prescritto dai medici
LABORATORIO FARMACEUTICO
Dott. ENZO GIOVANARDI
GENOVA
isrrnazazezzanazane Aut. A_C.1.S. 808
| MEMENTO |
Luigi FARINELLI
di anni 59, dipendente della
Direzione Generale, deceduto
l'11-5-1956, Era all’Ansaldo dal
1934. Lascia la moglie,
Mario MAZZARELLO
di anni 43, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
30-5-1956. Era all’Ansaldo dal
1943. Lascia la moglie e tre
figli.
Aì famigliari le conimosse
condoglianze de «l’Ansaldino»
CONTINI
PORTICI XX SETTEMBRE, 172 r.
“FRE
\a
di STAGIONE
SCONTO
10
(21,143 IAS
TAGLIANDO
DI QUESTO AVVISO
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL'ANSALDO S.A.
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
LORENZO REBORA
Responsabile
Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
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PREVENITE LE MALATTIE INFETTIVE
La pulizia non è sufficiente ad evitare le malattie infettive.
Occorre anche disinfettare e disinfettare efficacemente.
Prima di usare bagni, lavandini, acquai, stoviglie, botti-
glie e bicchieri, biancheria, appena acquistati o entrando
in case d’affitto o avendo un ammalato in casa, è indi-
spensabile disinfettare ogni cosa efficacemente.
La lavature giornaliere alla biancheria, ai locali e oggetti
igienici, alla cucina, e la pulizia alle stalle, ai pollai e
conigliere, evitano il propagarsi di malattie infettive solo
se completate con disinfezioni efficaci.
ANTISAPRIL
disinfetta energicamente;
deodora completamente;
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animali:
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alimentari.
candeggia la biancheria senza deteriorarla;
conserva sane le persone e gli animali;
bonifica gli ambienti ossigenandoli;
disinfetta i locali in presenza delle persone e degli
disinfetta magazzini e negozi in presenza delle derrate
ANTISAPRIL NON È VELENOSO
MANNITE
DUFOUR
L’ antico purgante e
rinfrescante vegetale
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facenti parte dei gruppi elettrogeni della « Gripsholm »
Imbarco di uno dei cinque motori Diesel Ansaldo tipo Q460/6,
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