L'Ansaldino, n. 5, 1956

Contenuto

L'Ansaldino, n. 5, 1956
Tipologia
Rivista
Descrizione
A p. 1 (copertina), l'operaio Vincenzo Carta dietro una ruota lenta di ghisa, fusa dalle Fonderie e Acciaierie Ansaldo di Campi, e destinata alla turbocisterna "Arcturus"
A p. 16 (quarta di copertina), foto dall'alto di un cantiere al lavoro per conto dell'Ansaldo in India

- Una ruota lenta di ghisa, fusa dalle Fonderie e Acciaierie Ansaldo, p. 1
- Le prove a mare della "G. Agnelli", p. 2
- Nasce l'impianto di Sindri, p. 3
- Storia del Cantiere di Muggiano: i sommergibili, p. 4
- Panorama aziendale, p. 5
- Storia del timone, p. 8
- Ampio accordo raggiunto su vari problemi sindacali, p. 10
- Elogio dei maestri d'ascia, p. 11
- Vita di casa, p. 12
- "L'Ansaldino" risponde, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- Aspetto dei lavori edili in corso a Sindri, in India, p. 16
Data testuale
1956 marzo 15-31
Consistenza
pp. 16
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/40
Formato
Periodico quindicinale a stampa
contenuto
r DI
ANNO Ill - NUMERO 5

Sonveo gui i, some # QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. » SMI.

N

Spedizione





Ruota lenta di ghisa, di circa 21 tonn., fusa dalla nostra Fonderia per l’O.A.R.N. e destinata alla turbocisterna « Arcturus ».

A sinistra l'operaio Vincenzo Carta.

Le prove a mare

della “G.

e prove a mare della
È M/n. « G. Agnelli » sono

iniziate alle sei del mat-
tino del 28 febbraio. Si trat-
tava di un gruppo di prove da
effettuarsi in una sola gior-
nata: prova a mulinello —
prove progressive per la dura-
ta di tre ore — di evoluzione
per quattro. ore — a tutta for-
za per cinque ore e inoltre
prove di marcia avanti e in-
dietro per due ore — inoltre
prove di girobussola — giro-
pilota — radar — ecometro e
stazione R. T.

La «G. Agnelli» che dopo la
prova odierna verrà consegna-
ta alla Soc. Carbosider, presi-
dente della quale fu il com-
pianto ing. G. B. Bibolini, è
la terza nave della serie « Ca-
pitani del lavoro » che prende
il mare e si inserisce, come
le gemelle, «Oscar Sinigaglia»
e « Guido Donegani » che la
hanno preceduta sulle grandi
linee marittime, tra le navi
più moderne della flotta mer-
cantile nazionale in grazia di
particolari innovazioni tecni-
che che già hanno dato bril-
lanti risultati,

Il Comandante Pastorino
che è al comando della «Oscar
Sinigaglia» ha infatti effettua-
to nei porti di Genova e di
Savona la discarica di 15.000
tonnellate di minerale a tem-
po di record, Questo è stato
possibile per il sistema Mac
Gregor o . autostivante del
quale sono state dotate tutte
e sei le navi di questo gruppo.

Per tornare alla prova o-
dierna diremo che la splendi-
da giornata ed il mare perfet-
to hanno favorito fin dall’ini-
zio l’ottima esecuzione di
tutte le manovre che nel cor-
so di 16 ore di navigazione
hanno permesso alla nave di
superare il severo controllo
delle sue macchine, dei suoi
timoni e di tutto il complesso

Agnelli”

organismo strutturale opera
dei tecnici e delle maestranze
dell’Ansaldo.

A metà mattina vediamo sfi-
lare la flotta francese in rot-
ta verso il porto di La Spezia.
Sono a bordo il direttore del
Cantiere di Muggiano ing.
Bruno Palenzona, e per conto
della Fiat Grandi Motori i
sigg. ing. Filippini Severo, di-
rettore tecnico della Grandi
Motori, e l’ing. Voghera pro-
curatore della Fiat; la nave è
agli ordini del Comandante
Beretta, capitano d’armamento
della Soc. Ansaldo.

L’ing. Voghera ci ha illu-
strate le caratteristiche del-
l'apparato motore che è il
quindicesimo di una serie di
trentacinque in preparazione
fra la Grandi Motori e l’An-
saldo Meccanico.

Si tratta del tipo 757 da
5.500 HP. che sviluppa in na-
vigazione normale 125 giri/1’.

Risaliamo in coperta, dove
salvo gli intervalli tra la ge-
nerosa colazione e la cena
trascorreremo larga parte di
questa interessante giornata,

Possiamo così cogliere al
termine delle prove, dall’e-
spressione soddisfatta dell’ing.
Telesio, Amministratore dele-
gato della Soc. armatrice che
conversa con il nostro diret-
tore ing. Palenzona, la confer-
ma che le prove hanno avuto
un esito brillantissimo.

Ma se le macchine, i consu-
mi, gli argani, gli strumenti di
bordo, i timoni, gli impianti
elettrici hanno funzionato a
dovere, ciò significa che i diri-
genti, i tecnici e le maestran-
ze tutte dell’Ansaldo Muggia-
no hanno ancora una volta
meritato in seno alla nostra
grande Società Ansaldo, il ri-
conoscimento del dovere com-
piuto.

Franco Guadagnini















Collaborazione in atto
tra Meccanico e Ferroviario

bbiamo rilevato, con vi-

vo interesse, che i rap-

porti di lavoro fra lo
Stabilimento Meccanico e lo
Stabilimento Ferroviario sono
andati, da circa un anno ad
oggi, via via intensificandosi
e che si sono gettate le basi
per una ancora più estesa col-
laborazione,

Il carico di lavoro del Mec-
canico, che oltre ad essere no-
tevole fin da otto nove mesi
fa, è da quell’epoca in continua
ascesa, ha fatto considerare
utile la ripresa, presso il MEF
dei lavori che già a suo tem-
po esso eseguiva per il con-
fratello MEC; essi sono: linee
d’alberi, astucci per alberi
portelica, lavorazione di cami-
cie cilindri, costruzione d’in-
vertitori di marcia per motori
Diesel, ecc.

A tali voci se n’è aggiunta
un’altra, molto interessante:
si tratta delle lavorazioni del-
le palette per turbine a vapo-
re. In vista dei possibili favo-
revoli sviluppi futuri, ci sem-
bra sia interessante dare uno
sguardo a quanto si sta fa-
cendo e a quanto si potrà fare.

Palette per turbine a vapo-
re. Dal punto di vista di una
lavorazione in serie, la pro-
duzione delle palette per tur-
bine si presenta come il la-
voro più interessante tra quel-
li ordinati da MEC a MEF;
dato anche il carattere di con-
tinuità che assume questa pro-
duzione, sarebbe interessante
ed utile che MEC concentrasse
su MEF tutto il fabbisogno che
dovrebbe dare in esecuzione a
terzi. MEF potrebbe così or-
ganizzare questa produzione
nel modo più razionale, come
impiego di macchine e come
impiego d’attrezzature con
conseguente riduzione dei co-
sti.

La lavorazione delle palette
per turbine è stata iniziata dal
MEF nel gennaio del 1955, fino
a sviluppare negli ultimi mesi
dalle 3000 alle 3500 ore lavo-
rative mensili. Tale possibi-
lità permane; mentre un ulte-
riore incremento richiede un
opportuno adeguamento del
macchinario. si

Per la collaborazione in at-
to MEC ha messo a disposizio-
ne le sue attrezzature ed ha
fornito l’ausilio della sua lun-
ga esperienza in materia. MEF
ha risposto con molta serietà
e molta assiduità: il rispetto
dei tempi di lavoro, gli scarti
insignificanti, la lavorazione

bene eseguita e la puntualità
nelle consegne ne sono i frut-
ti tangibili.

Le ore lavorative fino ad og-
gi sviluppate ammontano a
circa 20.000.

E’ bene mettere in evidenza
che la lavorazione delle pa-
lette per turbine non è stata
soltanto un compito assegnato
ed eseguito con diligenza; l’of-
ficina del MEF ha preso viva
parte all'impostazione, oltre-
chè alla buona esecuzione di
questo lavoro, adattando le at-
trezzature del Meccanico alle
sue macchine e costruendo
qualche attrezzatura nuova
che ha consentito di accele-
rare e rendere più economica
qualche operazione,

Nel programma di svecchia-
mento delle macchine del
MEF, sono state previste al-
cune nuove fresatrici, che
agevoleranno lo sviluppo della
collaborazione in atto.

Invertitori per motori Die-
sel marini, E’ attualmente in
corso la lavorazione di n. 12
invertitori da 20.000 per moto-
ri Ansaldo Q. 2131/4, lavora-
zione che si riallaccia alle la-
vorazioni già eseguite 5 o 6
anni addietro. Allora i risul-
tati furono soddisfacenti e
non vi sono dubbi che anche
l’attuale commessa, la quale
comporta circa 18.000 ore la-

vorative, dia risultati altret-
tanto buoni.
Le attrezzature impiegate

furono a suo tempo studiate e
costruite dal MEF, che è in
condizione, anche con i suoi
attuali mezzi, di costruire in-
vertitori marini di ogni tipo,
a costi non superiori a quelli
di MEC.

Lavorazione di linee d’al-
beri navali. E° una lavorazio-
ne oltremodo interessante: ad
essa MEF porta il frutto di
una lunga esperienza acquisi-
ta in lavorazioni simili.

Il numero di tali linee lavo-
rate da MEF è andato conti-
nuamente aumentando, I vari
Enti collaudatori possono dare
atto della precisione delle la-
vorazioni e MEC può testimo-
niare sulla puntualità per
quanto riguarda le consegne.

Nel programma di miglio-
ramento macchinario MEF, fi-
gura un nuovo tornio moder-
no, robusto e veloce, che au-
menterà notevolmente le pos-
sibilità dello STA in questo
campo di produzione,

Per ricordare alcune impor-
tanti linee eseguite da due

anni a questa parte, citeremo:
Argea - Miraflores - Pur-
fina - Gripsholm,

Da tempo MEF costruisce,
anche con una certa continui-
tà, grandi astucci per alberi
porta elica, specialmente per
conto della SIAC,

Lavorazione di particolari
vari. Da qualche mese MEC,
per fronteggiare punte di ele-
vato carico di lavoro, commet-
te a MEF la lavorazione di:

— sottobasi di motore Die-
sel;

— sottobasi di turbine a va-
pore;

— alberi per ruote lente di
riduttori navali;
refrigeranti
Diesel e di turbine.

Continui contatti tra i due
Stabilimenti fanno sì che ove
MEC si trovi in difficoltà per
altri impegni e MEF dispon-
ga di attrezzature adatte, par-
ticolari urgenti vengono lavo-
rati e ritornati tempestiva-
mente a MEC, a tutto vantag-
gio del buon esito finale delle
grandi commesse acquisite
dall’Ansaldo,

E’ da tenere conto che nel
programma di miglioramento
del macchinario che è stato
studiato per MEF figurano:
una nuova piallatrice ed una
nuova alesatrice di dimensioni
e robustezza notevolmente su-
periori a quelle delle macchine
di cui lo STA attualmente di-
spone. Queste nuove macchi-
ne base, oltre che migliorare
le possibilità di MEF per le
sue produzioni tipiche (esca-
vatori e ferroviarie), consen-
tiranno a MEF di offrire a
MEC una più ampia collabo-
razione, come per esempio per
le lavorazioni di casse turbine
e casse di riduttori.

Siamo certi che lo sviluppo
di questa collaborazione che
viene data con crescente pas-
sione e senso di responsabili-
tà del personale dei due Sta-
bilimenti, faciliterà la solu-
zione di quei problemi che
presentano carattere di com-
plementarietà, e che consen-
tendo all’ Azienda migliori
possibilità nell’assunzione .e
nello sviluppo di commesse
di particolare interesse, quali
sono quelle tipiche dello Sta-
bilimento Meccanico, evitano
dispersioni di energia nella
esecuzione di eventuali altri
lavori non strettamente carat-
teristici della produzione An-

saldo.
Fabrizio Arnaldi

di motori








suo tempo il nostro gior-

I A pale dette notizia del-
la brillante affermazione

conseguita ‘dall’ Ansaldo, in
collaborazione con la Società
« Montecatini » di Milano, con
l’ assunzione dell’ ordinazione
per la progettazione, costruzio-
ne e messa in esecuzione a
Sindri (India) di un impianto
completo per la produzione di
fertilizzanti azotati, °

A distanza di circa 10 mesi
dall'assunzione di tale ordina-
zione, può essere interessante
fare il punto della situazione,

E’ da ricordare anzitutto
che per seguire e realizzare
questo particolare lavoro è
stata creata un’apposita orga-
nizzazione, sia in Italia con la
costituzione dell’« Ufficio Svi-
luppo Ampliamento Sindri »
(USAS), sia in India con la
avvenuta creazione di un’ap-
posita Società indiana, con se-
de in Calcutta, denominata
« Industrial and Chemical
Plants Ltd. ».

Nel creare tale organizza-
zione, resa necessaria dall’op-
portunità di un più diretto ed
unitario coordinamento di tut-
te le attività connesse con la
realizzazione del lavoro, si
sono dovuti affrontare nume-
rosi problemi, in particolare
per quanto riguarda la scelta
del personale che alla specia-
lizzazione tecnica e professio-
nale specifica doveva unire in
genere anche una sufficiente

conoscenza della lingua in-
glese.
Appena istituito, L’USAS

iniziava il suo lavoro, da un
lato sviluppando, d’intesa con
la «Montecatini», i disegni co-
struttivi e dall’altro lato dan-
do corso, gradualmente a rit-
mo sempre più intenso, al
programma di acquisti dei















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SS

cAL corta



PAKISTAN



I.
P





materiali e macchinari neces-
sari alla realizzazione dell’im-
pianto.

Lo stesso USAS provvedeva
anche naturalmente a passare
ai nostri Stabilimenti gli or-
dini per l’esecuzione dei la-
vori di loro competenza, dan-
do l’avvio così anche al la-
voro vero e proprio di costru-
zione.

Dal canto suo l’« Industrial
and Chemical Plants Ltd.»
provvedeva ad avviare a Cal-
cutta il centro direttivo ed a
Sindri quello esecutivo dei la-
vori da eseguirsi sul posto in
India.

Si tratta di un complesso
notevolissimo di lavori, che
comprende l’esecuzione, affida-
ta a ditte indiane, di tutte le
opere civili dell'impianto e
quindi il montaggio e la mes-
sa in esercizio di tutti i mac-
chinari dell'impianto stesso.

Si è creato così a circa 7.000
km. in linea d’aria da Genova
un centro attivissimo di la-
voro che costituisce per la no-
stra Società una base molto
efficace per la diffusione e
quasi si potrebbe dire familia-
rizzazione del nome Ansaldo
in tutta l'India.

Le cartine che pubblichiamo
danno una chiara idea della
lontananza di questo centro di
lavoro dalla nostra città e del-
la esatta posizione della loca-
lità di Sindri dove dovrà sor-
gere l’impianto e dove quindi
molta nostra gente sarà chia-
mata a prestare la sua opera.

L’abitato di Sindri è sorto
recentemente, in una zona nu-
da e poco abitata dello Stato
di Bihar a circa 300 km. a
nord-ovest di Calcutta, come
centro industriale basato sulla
utilizzazione dei vicini giaci-
menti carboniferi, Vi si trova-

Bengala \

no già in funzione un impian-
to fertilizzanti, del quale il no-
stro costituirà l’estensione, ed
una cokeria; a parte è sorta e
si sta sviluppando una zona
residenziale moderna. Il cli-
ma della regione ha carattere
nettamente tropicale, senza
presentare tuttavia aspetti no-
civi per le persone ad esso
non abituate come gli europei,

Per il momento l’attività
del nostro personale sia a Cal.
cutta che a Sindri ha, si può
dire, soltanto un aspetto di-
rettivo in quanto i lavori, già
in corso, per le opere civili
vengono come già detto ese-
guiti da ditte indiane con per-
sonale locale. Proprio in que-
sti giorni ci è giunta una serie
di fotografie, fra le quali ab-
biamo scelto per voi alcune
delle più significative, che
danno una chiara idea del pie-
no sviluppo dei lavori edili
per la preparazione delle fon-
dazioni e dei servizi e per la
costruzione dei fabbricati del-
l'impianto.

Non è senza una certa emo-
zione che da queste illustra-
zioni si può constatare come
in quella lontana terra, così
diversa da noi per tradizioni,
clima e abitudini, ferva atti-
vamente il lavoro per la rea-
lizzazione di un’opera alla
quale il nome e l’attività An-
saldo sono così strettamente
legati.

Uniti da un invisibile, ma
non per questo meno saldo e
preciso coordinamento, tecni-
ci e maestranze italiani e in-
diani danno quindi attivamen-
te la propria opera per la rea-
lizzazione di un impianto che
sarà vanto della nostra indu-
stria e valida base per l’ulte-
riore sviluppo economico del
Paese amico.

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el 1906, mentre sugli
N scali dei « Cantieri Nava-

li Riuniti » si stava ulti-
mando la serie di quattro gros-
si piroscafi da carico da 8.800
tonnellate per la Società Vene-
ziana, tipo « Orseolo », il Co-
mandante Boselli. ufficiale su-
periore della Marina da guer-




ra e genero dell’industriale
Giovanni Agnelli. e il suo ami-
co ing. are Laurenti, uno
dei tecnici precursori e giu-



stamente famosi per la costru-
zione ci sommergibili, decise
ro di accuistare dai « Cantieri
Riuniti » una zona di terreno
e su di essa impiantarono un









STORIA DEL CANTIERE DI |







I sommergibili

soluta, un esperimento auda-
ce, che avrebbe aperto una
nuova èra della tecnica nava-
le. Così fu costruito e varato,
nel 1907, il « Foca », il primo
sommergibile italiano, che di-
slocava 184 tonnellate, con

Varo del sommergibile « Pacinotti » (1916)

ner la costruzione di
somme ili, i primi in Ita-
lia. La ditta si chiamò dappri-
ma «Fiat Muggiano S.A. per
la costruzione di Autoscafi » e
cominciò col costruire dei mo-
toscafi, e poi, per un accordo
intervenuto con la San Gior-
gio di Sestri Ponente, la ditta
si chiamò « Fiat San Giorgio
- Soc. An. per la costruzione
di Autoscafi, Torpediniere e
Sommergibili ».

I progetti dell'ing. Cesare
Laurenti, ex capitano del Ge-
nio Navale, eran già stati ac-
cettati dalla Marina Italiana
ed avevano attirato l’attenzio
ne delle competenti ‘marine
straniere. Pertanto la « Fiat -
S. Giorgio » ricevette subito
tre ordinazioni, una dalla Ma
rina Italiana, una da quella
svedese e una dalla danese.

Costruire un sommergibile
allora era come oggi una cen-

cantiere






. trale atomica; una novità as-







motore a benzina per la navi-
gazione in superficie. Il som
« Hwa-





mergibile svedese,
len », varato nel 1908, fu par-
ticolarmente ammirato per le
sue cualità marine ecceziona-
li, che dimostrò compiendo
senza scorta e coi propri mez-
zi la traversata di 4.000 mi-
glia da La Spezia a Stoccolma,
affrontando un mare agitatis-
simo nel Golfo di Biscaglia. Il
sommergibile danese, varato
nello stesso anno, fu il « Dy-
keren » di 105 ‘tonnellate.

La perfezione di queste rea-
lizzazioni pionieristiche, l’as-
soluta precisione del lavoro, i
risultati superiori ad ogni
aspettativa valsero al cantiere
una rinomanza mondiale, e
segnarono l’inizio di una cre-
scente richiesta da parte del-
la marina italiana e di quelle
straniere,

Come abbiamo detto, il
Cantiere doveva la sua affer-



Una veduta del Cantiere di

mazione alla perfezione del
lavoro accurato e sicuro in
tutti i particolari e all’eccel-
lenza dei motori, il che indus-
se la Fiat a installare a Tori-
no uno stabilimento per la so-
stituzione dei motori a benzi-
na con quelli a olio pesante
del tipo Diesel, di produzione
italiana. Tale progresso richie-
se costose esperienze, ma die-
de ottimi risultati, tanto che
fino allo scovpio della prima
guerra mondiale la Marina mi-
litare italiana fece costruire
ben otto sommergibili del ti-
po « Medusa » che dislocava
no attorno alle 250 tonnellate,
mentre tre sommergibili furo-
no costruiti ver Marina bra-
siliana, uno per la Russia e
un altro per l'Inghilterra: i
due ultimi, però, passarono poi
alla Marina italiana, coi nomi
di « Argonauta » e « Balilla ».
Neilo stesso tempo, in base al-
la licenza di costruzione «Lau-
renti» furono costruiti altri
sommergibili in cantieri ita-
liani e stranieri: in Svezia, il
«Swardfisken » e il « Tumla-
ren »; negli S.U, e in Inghil-
terra l’« S1 », «S2», «S3», e
il « Swordfish ».

Intanto, sempre su brevetti

Laurenti », il Ca.tiere Or-
lando di Livorno costruì 3
sommergibili da 260 tonnella-
te, Odero di Sestri altri tre si-
milari, il cantiere « Kockums »
in Svezia tre sommergibili da
415 tonnellate, il cantiere di
Kavasaki in Giappone due
sommergibili da 710 e il Can-
tiere Nikolaiev in Russia altri
sette sommergibili da 920 ton-
nellate, noi non terminati per
ragioni interne.

Frattanto il confinante can-
tiere mercantile aveva conti-
nuato a lavorare intensamen-
te, ottenendo alcuni notevoli
successi che vanno segnalati.
Nel 1905 scendeva in mare,



per ia Nav. Gen. Italiana, il
grande piroscafo passeggeri
« Duca di Genova . da 7.798
tonnellate, e nel 1998 si vara-
vano il « Duca degli Abruzzi »
sempre per la N.G.I. e l’«Ocea-
nia» per la soc. « La Veloce ».

















dal Brasile, la « Cearà » di
4.000 tonnellate, inventata e
progettata dall’ing. Laurenti.
La nave veniva chiamata
«nave - canguro » perchè po-
teva portare nella speciale ca-
rena e « mollare » in alto ma-
re un piccolo sommergibile.
La stamva mondiale dell’epo-
ca ne ammirò la concezione,
tanto originale cuanto genia-
le, ma questa particolare nave
consenti anche, in ur'a manie-
niera così insolita, di collauda-
re il nuovo tino di motore,
che diede ottimi risultati du-
rante la navigazione fino al
Brasile.









Nave appoggio sommergibili « Cearà» (1913)

Nel 1903 scendeva in mare il
piroscafo « America » da 9.000
tonnellate, seguito poco dopo
dai seguenti: Firenze, Arman
do, Carlo, Milano, Ciara e
Vesuvio.

Nel 1913 la « Fiat - S. Gior-
gio » rilevò completamente
anche il cantiere mercantile,
acquistando così maggior spa-
zio per la costruzione dei som-
mergibili che tenaevano ad
aumentare di tonnellaggio, e
si attrezzò con più ampiezza
nelle officine desiinate alla
fabbricazione delle strutture e
degli accessori e fu anche in
grado di sviluppare un più
vasto programma,

La prima applicazione di
motore « Diesel - Fiat » su na-
vi di suverficie fu effettuata su
un tipo sneciale di nave ap-
poggio sommergibili ordinata

55

Muggiano nel 1912. Sullo scalo il piroscafo « Carlo ».

L’anno seguente era la vol-
ta di altre due navi di tipo
strano e assolutamente origi-
nale, il « Milazzo =» e il « Vol-
turno » da 10.000 tonnellate,
dalla coperta irta di potenti
elevatori e sveciali congegni.
Si trattava di due navi per il
trasporto del carbone, che
avrebbero potuto effettuare il
rifornimento di altre navi in
alto mare, mediante gli appo-
siti elevatori « Menada ».

Durante la prima guerra
mordiale, naturalmente, il
Cantiere dovette svolgere una
attività febbrile per far fron-
te alle pressanti richieste del-
la Marina Militare: costruì e
varò altri 15 sommergibili del
tipo « Medusa» migliorato
(ela F di 260 tonnellate) e
quattro da 762 tonnellate del
tipo « Barbarigo ».







CANTI

ERICE



LA “ GRIPSHOLM,, SI PREPARA AL VARO



La data stabilita per il varo
della motonave svedese « Grip-
sholm », l’8 di aprile, si avvi-
cina rapidamente. Il 3 marzo è
stata montata l’ultima lamiera
dello slancio di prua e su di
essa è stato posto il simbolico
ramoscello di ulivo, per an-
nunciare gioiosamente, con il
lieve stormire delle sue foglie,
che lo scafo era terminato.

Per concludere questa pri-
ma fase della costruzione sono
occorsi mesi di dura fatica,
ma nè le difficoltà nè i disa-
gi hanno potuto rallentare lo
sviluppo dei lavori.

Gli operai del Cantiere han-
no contemplato per un istante
il ramoscello di ulivo e han-
no ripreso la loro opera soler-
te: per 1’8 di aprile tutto deve
essere pronto e nessun parti-
colare deve essere trascurato.
Ben lo sanno i maestri d’ascia
che preparano i vasi sotto la
nave, i verniciatori che stanno



pitturando di colore argento
la carena e soprattutto i mon-
tatori che sono pressati dai re-
parti d’allestimento per com-
pletare al più presto le rifi-
niture. E’ nella poppa dove
quest’ultima fase di lavoro si
svolge più intensa: si devono
barenare le linee d’asse per
montare poi gli astucci e gli
assi port’elica, si deve barena-
re il dritto per sistemare il
timone. Programmi precisi im-
pongono che le barenature sia-
no terminate al più presto e i
montatori, i ribattitori, i cala-
fati scaldano, aggiustano, scal-
pellano, ribattono le ultime
strutture dei ringrossi; ogni
tanto alzano gli occhi per
guardare la nave che, malgra-
do sia ancora prigioniera dei
ponteggi che l’avvolgono, pa-
re ansiosa di liberarsi e di
raggiungere il mare.

Nel contempo si sta prepa-
rando anche lo scalo a mare,

si















Preparazione dello scalo a mare della « Gripsholm »

che è la parte dello scalo fisso
che si protende nell’acqua fin
dove viene ad innestarsi l’a-
vanscalo. Tale avanzamento
oltre ad essere richiesto da
esigenze di varo serve a ga-
rantire una fondazione solida
al di là del ciglio del mare,

Lo scalo a mare della
« Gripsholm » si avanza per
circa 15 m. e per poterlo co-
struire si è dovuto isolare uno
specchio d’acqua con paratie
in legno rese stagne da sac-
chetti di sabbia e sostenute da
piedritti di profilati di ferro
conficcati nel terreno del fon-
dale. La paratia frontale di
questo recinto deve essere
molto solida in qcuanto deve
sostenere un battente d’acqua
alto circa 3 m.

Isolato lo specchio d’acqua
necessario per i lavori da ese-
guire, esso sarà prosciugato
da due pompe centrifughe del-
la portata complessiva di 7000
litri al l’ per esaurire circa
320 me. d’acqua, dopodichè
gli operai scenderanno nello
spazio libero per sistemare i
blocchi di fondazione in ce-
mento e le longarine di abete
necessarie per sostenere il
piano di scorrimento dello
scalo,

Poi entrerà in opera il pa-
lombaro, che preparerà il trat-
to di fondo marino destinato
ad accogliere l’avanscalo e,
con gli ultimi ritocchi al gran-
de complesso delle sistemazio-
ni di varo, la « Gripsholm »
scenderà nelle miti acque del
golfo ligure in un giorno di
primavera mediterranea, por-
tando con sè, quando solcherà
i freddi mari del nord e sfio-
rerà gli abbaglianti fianchi de-
gli icebergs, un indelebile ri-
cordo.



Due navi

in costruzione viste dal mare







FONDERIA



COMMESSE

Ecco le commesse più im-
portanti acquisite nel mese di
febbraio:

— Lingottiere di ghisa per
la « F.I.A.T.» di Torino.

— Suole di ghisa tipo F.
1120 per la « Compagnie In-
ternationale des Wagons Lits»,
agenzia di Milano.

— Getti varii di ghisa per
la Società « Cornigliano ».

— Boccole di bronzo per
l’« Ansaldo - Fossati ».

— Camicie di ghisa per la
« Nuova San Giorgio »,

— Getti di bronzo per l’«An-
saldo - S, Giorgio».

— Mantelli di bronzo per le
« Officine Poccardi » di Pine-
rolo,

— Getti varii di ghisa mec-
canica per l’« Alfa Romeo » di
Milano.

Dette forniture comportano
circa 70.000 ore lavorative.

CONSEGNE

Le consegne effettuate nel
mese di febbraio sono le se-
guenti:

Un’elica di bronzo al man-
ganese, a quattro pale, del

| FERR





La caldaia di una delle venticinque locomotive indiane, in co-
struzione al Ferroviario, sistemata sul telaio. Dopo un accurato

controllo dell’allineamento verrà eseguito il

peso di circa 22 tonn., desti-
nata ad una turbocisterna di
31.500 T.D.W. e un'elica di
bronzo al manganese, a quat-
tro pale, del peso di circa 10
tonn., destinata alla motonave
« Giacinto Motta» in allesti-
mento al nostro Cantiere di
Muggiano, al nostro Stabili-
mento Meccanico; 232 tonn. di
getti di ghisa e bronzo ai no-
stri stabilimenti Ferroviario,
Carpenteria, Cantiere di Se-
stri e Cantiere di Muggiano,
per costruzioni varie; 16 tonn.
di getti di ghisa e bronzo al
l’*« Ansaldo - S, Giorgio », al
« Delta » e all’« Ansaldo - Fos-
sati »; 240 tonn. di lingottiere
di vario tipo alle Società
« F.LA.T.», « Cornigliano» e
« S.LA.C.»; 18 tonnellate di
ceppi freno di ghisa alla
«Compagnia Vagoni Letto» di
Milano; 48 tonn. di getti di
ghisa e bronzo a clienti varii;
183 tonn. di getti di ghisa mec-
canica all’« Alfa Romeo» di
Milano per costruzioni auto-
mobilistiche.

OVIARIO

treno di moto, già disposto sul binario a fianco.

montaggio sul

VISITE AGLI STABILIMENTI



Nei giorni 7, 8 e 9 febbraio si sono riuniti a Genova i tecnici dei servizi manutenzione
impianti delle Aziende del Gruppo Finmeccanica. I congressisti hanno visitato l’Ansaldo

e la foto

Ultimamente i nostri Stabi
limenti, in particolare il Mec-
canico e il Cantiere di Sestri,
sono stati oggetto di numerose
visite, tra cui segnaliamo le
seguenti:

— L’Ammiraglio Subjakto,
Capo di Stato Maggiore della
Mairina dell’Indonesia, insie-
me con alti ufficiali indone
siani.

— I sigg. Theodorus Endert.
Jacobus Van der Wal e Joan-
nes Christians Van Reenen,

dirigenti della Società olan-
dese « De Rotterdamsche
Droogdok »_

— I sigg. Dietrich e Holli-
ger della « Union Carbide » di
New York, accompagnati dal.
l’ing. Ceraso della « S.LO. + di
Milano.

— I sigg. Grothe ed Eder
della Ditta « Thiele » di Kal-
tap (Germania).

— I sigg. Pedro Garibi e
Luis Iturbe, ufficiali della mo-
tonave spagnola « Monte Ulià »
accompagnati dal sig. Crespi

LIVORNO

MOVIMENTO BACINO

— Dal 14 al 16 febbraio ha
sostato il piroscafo « Genepe-
sca I» di 1650 T.S.L. della
Società armatrice « Genepe-
sca» di Livorno per carenag-
gio e lavori varii da parte di
Ditte esterne.

— Dal 18 al 26 febbraio ha
sostato il piroscafo « Dorso
duro » di 4.570 T.S.L. della
Società armatrice « Lloyd Ve-
neziano » di Venezia per ca-
renaggio e sostituzione del-
l’asse port’elica.

Proiezione di documentari
sui caccia venezuelani

Nel pomeriggio di sabato 25
febbraio è stato proiettato in
una sala dell’« Istituto San
Francesco Saverio » di Livor-
no, un documentario cinema-
tografico sulla costruzione dei
cacciatorpediniere venezuelani
al Cantiere « Luigi Orlando »,

Alla proiezione del film,
commentato in lingua spagno-

li ritrae al nostro Stabilimento Meccanico

della Ditta « Fratelli Cichero »
di Genova.

— Un gruppo’ di. studenti
della facoltà di ingegneria
dell’Università di Porto Ale-

gre (Brasile).

— Un gruppo di trenta stu
denti della Sezione navalmec-
canici dell’Istituto Nautico di
La Spezia (al Cantiere di
Muggiano),

— Il sig. Pedro de Zagola,
della Marina Militare del Ve-
nezuela.

—- I Ministro britannico
presso l'Ambasciata britannica
a Roma sig. Unwin e Signora,
accompagnati dal Console Ge-
nerale britannico a Genova
sig. Balfour, dal Console sig.
Hacon, Addetto Commerciale
britannico a Milano (già pri-
mo segretario presso l’Amba-
sciata britannica a Roma) e
dal Vice Console di Genova
sig. Stenbock.

Al Meccanico sono stati ri-
cevuti dal V. D. G. ing. De Vi-
to, dal Direttore ing. Cominet-
ti, dal V. D. ing. Russo e da
gli altri Dirigenti dello Stabi-
limento. Dopo una breve il-
lustrazione delle produzioni
dell’Ansaldo, sia dei Cantieri
che degli Stabilimenti del Set-
tore Meccanico, dei legami fra
l’Ansaldo e la Finmeccanica,
dei legami esistenti fra l’An-
saldo, l’Ansaldo - San Giorgio,
l’ Ansaldo Fossati, ecc., i
graditi ospiti sono stati accom.
pagnati a visitare le varie of-
ficine (Grande Meccanica, Of-
ficina. Dentatrici, Sala Prove
Motori Diesel, Sala Prove

Turbine) e infine il Labora-
torio; qui l'ing. Rappini ha il-
lustrate in inglese le finalità
e i metodi di lavoro del La-
boratorio stesso e ne ha de-
scritti succintamente gli im-
pianti, che sono stati poi visi-
tati rapidamente.

Successivamente gli
sono stati accompagnati dal
Comandante Arcadipane ad
una rapida visita al Cantiere
di Sestri, dove sono stati rice-
vuti dal Direttore ing. Cristo-
fori. Essi hanno così potuto
ammirare il Cantiere dall’alto
delle teleferiche, esprimendo
il loro apprezzamento per la
imponenza degli impianti ed
interessandosi vivamente alle
costruzioni in corso. Gli ospi-
ti sono stati poi invitati ad
una colazione alla quale han-
no preso parte l’A. D. ing, Ro-
sini, il V, D. G. ing. De Vito e
il D. C. ing. Casaccia, nonchè
il comandante Arcadipane e il
sig. Donati. I Dirigenti del-
l’Ansaldo hanno quindi rice-
vuto dal Console Generale
britannico l’invito ad un cock-
tail nella sua abitazione, in
onore del Ministro Unwin e
della sua gentile Signora.

I visitatori si sono profonda-
mente interessati nelle visite
dei nostri due maggiori Stabi-
limenti e hanno ripetutamen-
te dimostrato il loro apprez-
zamento per l’organizzazione,
per gli impianti, per la disci-
plina del personale e per la
abilità della mano d’opera. Es-
si hanno anche colta ogni oc-
casione per dimostrare una
simpatica cordialità.

ospiti



la e corredato anche di esau-
rienti didascalie del lavoro
italiano, hanno assistito i diri-
genti del Cantiere di Livorno
e numerosi ufficiali e sottuffi-
ciali della Marina del Vene-
zuela.

La visita all’Ansaldo del Ministro britannico presso l'Ambasciata
a Roma, sig. Unwin. Da sinistra: il sig. Donati della Dig; l'ing.
G. Rappini, dirigente del Laboratorio materiali del Mec; it
Console Hacon; la signora Unwin; il Ministro Unwin; il V.D.G.
ing. De Vito; il V. D. del mec ing. Russo; il V. Console Stenbock;
il Direttore del Mec ing. Cominetti; il Console Generale Balfour



Il collaudatore Angelo Cervetti, coadiuvato dall’operaio Pellegrino
Catti, esegue un severo collaudo dimensionale di un blocco
cilindri per locomotive indiane in costruzione al Ferroviario









[MECCANICO È

COMMESSE

Ecco le commesse più im-
portanti acquisite dall’8 gen-
naio al 7 marzo.

— Quattro assortimenti di
collettori per caldaie tipo Fo-
ster Wheeler per apparati mo-
tori in costruzione presso i
« Cantieri Riuniti dell’Adriati-
co» di Trieste.

— Ricambi per la Centrale
termoelettrica di Torrelavega
della « SNIACE » (Spagna).

— Ricambi per turboalter-
natore da 10.000 kW per la
Centrale « SGES » di Catania.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di 165
cav. eff. a 390 giri al 1’, da
sistemare su peschereccio del-
l’armatore Apollinare Lazzari
di Ancona.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav, eff. a 390 giri al 1’,
da sistemare su peschereccio
dell'armatore Nicola Mazzel-
la di Castiglione della Pescaia.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav. eff. a 390 giri al 1,
da sistemare su peschereccio
dell'armatore Gino Colombai
di Livorno.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/6 RS, so-
vralimentato, della potenza di
270 cav. eff. a 430 giri al 1’,
da sistemare su uno scafo del.
la « Brodomaterijal » di Rije
ka (Jugoslavia).

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q. 265/4, della
potenza di 200 cav. eff. a 360
giri al l’, da sistemare su sca-
fo della « Brodomaterijal » di
Rijeka (Jugoslavia).

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav, eff. a 390 giri al 1,
da sistemare su peschereccio
della «Cooperativa Pescatori»
di Scoglitti.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav. eff, a 390 giri al 1’,
da sistemare su peschereccio
di proprietà dei signori Al-
fonso, Vito e Margherita Mar-
chetti di Giulianova Lido.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav, eff. a 390 giri al l’,
da sistemare su peschereccio
di proprietà dei signori Anto-
nio Collini e Anna Bronico di
Pescara.

— Tre gruppi Diesel - di-
namo compressore, dotati
di avviamento elettrico, cia-
scuno formato con motore Die.
sel Ansaldo Q. 81/2 (della po-
tenza di 9 cav. eff. a 1500 gi-
ri al 1’), con dinamo da 4 kW
- 24 Volta e con compressore
da mce/h 12x30 ate, per la
Società « ACNIL » di Venezia.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q. 265/4 S, so-
vralimentato, della potenza di
300 cav. eff. a 360 giri al 1’,
dotato di elica a pale orienta-
bili, da sistemare su pesche-
reccio di proprietà dell’arma-
tore Paolo Pollastrini di An-
zio.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q.265/4S, sovra-
limentato, della potenza di
300 cav, eff. a 360 giri al 1’,
dotato di elica a pale orienta-
bili, da sistemare su pesche-
reccio di proprietà degli ar-
matori F.lli Tontini di Anzio.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q. 265/4 S, so-
vralimentato, della potenza di
300 cav. eff. a 360 giri al 1’,
dotato di accessori normali; da
sistemare su peschereccio di
proprietà della Società «AGO»
di Terracina.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q. 265/4 S, so-
vralimentato, della potenza di
300 cav. eff. a 360 giri al 1,
dotato di accessori normali, da
sistemare su - peschereccio di
proprietà degli armatori An-
gelo e Salvatore Wongher di
Porto S. Stefano.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q, 265/4 S, so-
vralimentato, della potenza di
300 cav. eff. a 360 giri al 1’,
dotato di accessori normali, da
sistemare su peschereccio di
proprietà dell'armatore Fede-
rico Pignali di S, Benedetto
del Tronto.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4, della po-
tenza normale di 110 cav. eff.
a 390 giri al 1’, dotato di ac-
cessori normali, da sistemare
su peschereccio di proprietà
dell'armatore Luigi Recchi di
Termoli.

— Un motore industriale
Diesel Ansaldo tipo 2131/4,
della potenza di 125 cav. eff.
a 450 giri al 1’, completo di ac-
cessori e ricambi, da accop-
piare a macchina elettrica,
della Società « The New Epi-
rotiki Steamship Navigation
Petros Potamianos - Piraeus »
(Grecia).

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 370/6 RS, sovra-
limentato, della potenza di
830 cav. eff. a 275 giri al 1°,
completo di accessori e ricam-
ni e di 3 gruppi ausiliari (co-
stituiti da un’elettropompa di
riserva per la lubrificazione,
un depuratore elettrico per il
combustibile, un depuratore
elettrico per l’olio di lubrifi-
cazione), per la Società «Esta-
leiros Navals de Viana do Ca-
stelo = di Viana do Castelo
(Portogallo).

— Un gruppo Diesel alter-
natore da 150 KVA - 220/127
Volta, formato con motore
Diesel Ansaldo tipo 1620/6
sovralimentato, della potenza
di 185 cav. eff. a 1000 giri al
1’, destinato alla Ditta « De
Micheli » di Firenze,

— Un gruppo Diesel pompe,
con motore Diesel Ansaldo ti-
po Q. 81/2 della potenza di 9
cav, eff. a 1500 giri al 1’, azio-
nante una pompa per acqua
da 29 tonn/h per 25 mt. ed
una pompa per olio di lubri-
ficazione da 5 mc/h, quale
gruppo ausiliario per la moto-
nave « Itaca » (ex Union) del-
l’armatore Paolo Caruso &
C. di Trapani.

Le suddette forniture com-
portano circa 125.000 ore la-
vorative.

\__iÀ

i




Ruote lente per riduttori navali in una Officina del Meccanico

CONSEGNE

Il materiale più importante
spedito dal 22 febbraio al 6
marzo è il seguente:

— Due piattaforme girevoli
ed una fissa (inviate al Mec
per la ricottura), 36 supporti
(inviati al Mec per il control-
lo « Magnaflux ») e una cal-
daia per locomotive indiane
al nostro Stabilimento Ferro-
viario; tubazione di rame (in-
viata al Mec per la ricottura),
due elettropompe centrifughe
per estrazione condensatore
principale, un albero interme-
dio per linea d’asse, al nostro
Cantiere di Sestri per le tur-
bocisterne « Purfina Italia » e
« Fina Canadà » in allestimen
to per la « Compagnia Marit-
tima Palermitana » di Paler-
mo; due tubi astuccio, parti
PR e PP, per linee d'assi al
nostro Cantiere di Sestri per
la motonave « Gripsholm » in
costruzione per conto della
« Svenska Amerika Linien »
di Géoteborg (Svezia); soffia
tori di fuliggine per caldaie
principali e tubi d’acqua, ap-
parecchi per bloccaggio linea
d’asse al nostro Cantiere di
Livorno per il cacciatorpedi-
niere « Indomito » in allesti-
mento per la Marina Militare
Italiana.

— Una turbina di bassa
pressione sinistra, dodici ma-
nicotti dentati per giunti fles-
sibili, due turboalternatori da
280 kW (costituiti da basa-
mento, condensatore, turbina,
riduttore ed alternatore), una
turbina di bassa pressione de-
stra ed un cuscinetto reggi-
spinta principale per gruppo
riduttore destro al nostro Can-
tiere di Livorno per tre cac-
ciatorpediniere venezuelani in
costruzione.

— Un gruppo Diesel dina-
mo, con motore Ansaldo tipo
Q. 265/4 da 200 HP e dinamo
da 125 kW, al nostro Cantiere
di Muggiano per la motonave
« Giacinto Motta» in allesti-
mento; particolari di ricambio
per motori Ansaldo alla « Em-
presa Nacional de Transpor-
tes » di Buenos Aires; una ca-
micia cilindro, supporti e
giunto Zolner (rimessi in effi-

cienza al Mec) alla motonave
«- Ardea »= della «Società di
Navigazione Marittima Napo-
letana » di Napoli, in avaria
nel porto di Venezia; due al-
beri a manovelle e cuscinetti
alla « Gestione governativa di
navigazione sul lago di Como »
per apparati motori di navi
lacuali: tre testate stantuffo

complete di prigionieri per
motore Diesel Ansaldo - Fiat
tipo 688 alla motocisterna
« Fede » della « Flotta Lauro »
di Napoli, in avaria nel porto
di Genova,

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 198 tonnellate.

Gruppi elettrogeni in prova per la ‘ Gripsholm,,

In questi giorni si stanno ef
fettuando con ottimi risultati,
presso la Sala prove del Mec-
canico, le prove ufficiali di colì-
laudo di cindue gruppi elettro-
geni da 875 KVA con motori
Ansaldo tipo 460/6 ed alterna.
tori originali ASEA (Svezia).
I gruppi elettrogeni sono de-
stinati alla centrale elettrica
della motonave « Gripsholm »
in costruzione al nostro Can-
tiere di Sestri per la «Svenska
Amerika Linien» di Goteborg
(Svezia).

Il motore Q. 460 ha un ale
saggio di 460 mm. e una corsa

di 660 mm., è del tipo a quat-
tro tempi, semplice effetto,

con stantuffi raffreddati ad
olio. (Otto motori di questo
tipo, nella soluzione costrut-

tiva a 7 cilindri, sono stati a
suo tempo installati cinque a
bordo dell’« Andrea Doria » e
tre a bordo della « Cristo-
foro Colombo »). La potenza
unitaria per cilindro è di 175
cav. a regime di giri 257 al 1’.
I gruppi generano corrente al.
ternata a 450 V. e a 60 Hz e
sono dota<i di regolatori auto-
matici di tensione del tipo
ASEA originali.



MUGGIANO



Nuovi



gruppi elettrogeni sistemati sulla motonave argentina

« Rio Jachal » al Cantiere di Muggiano.





sab iii



a turbocisterna « Miraflores» — Sopra: il timone, del peso di 35 tonnellate, del transatlantico « Roma >
928 — A destra: tre fasi del montaggio del timone di una turbocisterna da 31,500






tonn, di portata lorda

IA DEL TIMONE

tie a quelle persiane e greche,
1 quelle di Duilio e giù giù fi-
10 a quelle delle prime glo-
"iose repubbliche marinare. Le
navi genovesi di Oberto Doria,
che piombarono con rapido
movimento sulla flotta pisana
alla Meloria, manovravano an-
ora con due timoni. Se il si-
stema dei due timoni non fos-
je stato tanto eccellente, forse
Pisa non sarebbe diventata
: vituperio delle genti ».

Ma le conquiste umane, co-
m'è noto, non si fermano mai,
a nel tardo medioevo qualcuno
pensò che sarebbe stato me-
slio applicare al centro della
poppa un timone girevole da
ciascuna banda: a dirla oggi
sembra una cosa da ridere, ma
allora avrà forse fatto ridere
di compassione e di scherno
dietro al povero inventore,
che avrebbe ben meritato
più di un monumento, ed in-
vece è tuttora sconosciuto.
Doveva essere un navarrese,
tanto è vero che il nuovo ti-
mone fu detto « alla navarre-
sca »,

Il primo mezzo di manovra
fu una semplice barra appli-
cata direttamente sull’asta del
timone: la mano dell’uomo im-
pugnava la barra, i muscoli
del braccio erano padroni del-
ta rotta, la scena diventava
mitica, Da qui tutta la forza
emotiva di un grido come
«Tutta barra a sinistraaaaa!!!»
strascicata con lunga « canti-
lena » pèr vincere il rumore
delle onde tempestose. A pro-
posito;: qualcuno dice che i
genovesi parlano con la « can-
tilena » perchè abituati ad ur-
lare per mare gli ordini al ti-
moniere. Se non fosse per i
timoni, dunque, i genovesi
parlerebbero come i senesi.

Dalla manovra diretta sulla
barra, che richiedeva sforzi
enormi e non si poteva evi-
dentemente applicare a gran-
di imbarcazioni, si passò ad
un comando «a distanza » del
timone: una ruota «<a cavi-

glie », che è la classica ruota
cui pensiamo ogni volta che
sentiamo la parola « timone »,
piazzata sul cassero di poppa
o sul ponte di comando. La
ruota, fatta girare verso de-
stra o verso sinistra, comanda
delle catene che a loro volta
dirigono la pala del timone.

Quello del timoniere fisso
alla « ruota » è la visione più
romantica della marineria: le
mani chiuse a pugno sulle
« caviglie », il cappuccio ince-
rato zuppo d’acqua che scende
sulla cappotta, lo sguardo im-
mobile sulla bussola, e nell’in-
furiare degli elementi il fuoco
acceso nel fornello della inse-
parabile pipa. La visione è
suggestiva e potente, tanto è
vero che certi « condottieri »
di popoli amano farsi definire
« timonieri » ma di solito por-
tano la nave in secca.

Ma ai timonieri veri succe-
de di rado, a meno che non
abbiano perso la bussola, co-
sa che succede più spesso agli
uomini in terraferma.

Già con la marina a vela, coi
pesanti velieri e coi velocissi-
mi « clippers » la manovra del
timone doveva essere enorme-
mente faticosa e difficile, tan-
to è vero che si aggiungeva
spesso a poppa una vela che
aveva il compito di favorire
la manovra, come accadde nei
« brigantini a palo».

Poi, con l'avvento del vapo-
re, si pensò di favorire la ma-
novra servendosi di macchina-
ri a vapore, che poi divennero
elettrici ed elettroidraulici. Il
principio era sempre lo stesso:
la ruota girando comandava la
pala del timone, ma lo sforzo
veniva eseguito da questi mac-
chinari, che furono appunto
chiamati « servomotori ». Così
con un piccolo sforzo si po-
teva far superare al timone
qualunque resistenza, e mano-
vrare, per così dire, il « Rex »
con un « colpo di mano ».

I timoni della nostra epoca
cominciarono con strutture di

lamiera con bracci terminanti
in cardini chiamati agugliotti,
poi si pervenne ad una strut-
tura doppia che ruota attorno
al dritto di noppa, che ne co-
stituisce l’asse di rotazione.
Questo sistema si chiama
« Simplex » ed è adottato per
navi ad una sola elica e co-
munque di scarsa potenza,

Negli altri casi si adopera
il timone « Dertz » il cui fun-
zionamento si ispira al fun-
zionamento aerodinamico del-
le ali degli aerei, è a strut-
tura multipla con un vuoto in-
terno, apposite «chiavette» lo
rendono solidale con il perno
che è di acciaio speciale tor-
nito, la manovra è natural-
mente elettroidraulica,

Il timone è progettato in
base al numero delle eliche e
alla loro posizione: in sala a
tracciare si fa la sagoma, poi
si tracciano le lamiere che so-
no di acciaio da scafo, e quin-
di si monta e si salda, in atte-
sa di montarlo a bordo. Certi
tipi di navi da guerra hanno
due timoni, paralleli oppure
uno a proravia dell’altro, o
anche uno a poppa e uno a
prora, per favorire la rapidità
di evoluzione.

La nave, insomma, questa
enorme città galleggiante che
può dislocare anche quaranta-
mila tonnellate, può manovra-
re solo per mezzo di questo
« pezzo » invisibile che pesa,
sì e no, trenta tonnellate.
Trenta tonnellate, ma essen-
ziali.

Perchè il timone è il « go-
verno » della nave, tanto è ve-
ro che i francesi lo chiamano
« gouvernail ».

Eppure, anche così come es-
so ci appare, non è del tutto
una novità, e c'è davvero da
stupirsi che ci si sia arrivati
solo dopo tanti secoli e tanti
esperimenti. Sarebbe bastato
osservare la coda di un pesce:
essa è un timone, perfetto,
funzionale, bellissimo.

Lucio Bozzano





















10



Ampio accordo raggiunto | CONCORSO FOTOGRAFICO |
su vari problemi sindacali

Ml 6 marzo u. s., presso la Dire-
zione Generale dell’Ansaldo, si so-
no riuniti i rappresentanti della
nostra Società e i rappresentanti
sindacali della CISL - FIM e UIL -
ULIM. Al termine della riunione
è stato redatto e firmato il se-
guente verbale di accordo:

Premesso che nel corso del-
le riunioni intervenute tra la
Direzione dell’Ansaldo e le
Commissioni Interne degli Sta-
bilimenti Sociali di Genova in
merito al problema dell’alion-
tanamento del personale an-
ziano, era stata avanzata dalle
stesse Commissioni Interne la
richiesta di effettuare anche un
esame dei diversi problemi di
ordine sindacale che in atto
interessano il personale degli
stabilimenti della Sovietà Ax-
saldo, e che la Direzione sve-
va risposto di essere disposta
ad effettuare tale esame, suc-
cessivamente alla definizione
del problema dell’allontana-
mento del personale anziano e
semprechè nel frattempo i la-
voratori interessati si astenes-
sero dal continuare ad effettua-
re le agitazioni in corso;

premesso altresì che, essen-
do intervenuta il giorno 29 feb-
braio u. s. la stipulazione tra
la Direzione dell’Ansaldo e le
Organizzazioni Provinciali del-
la CISL - FIM e UIL - UILM di
un accordo per l’allontanamen-
to del personale anziano e la
immissione di un congruo nu-
mero di giovani, le Organizza-
zioni sopracitate, su richiesta
dei loro aderenti, hanno invi-
tato la Direzione dell’Ansaldo
ad effettuare congiuntamente
l’esame sopra accennato;

il giorno 6 marzo 1956, pres-

so la Direzione Generale del-
l’Ansaldo si sono riuniti i si-
gnori:
Dott.
Avv.
sentanza della
Ansaldo;

Ing. Domenico Zirilli «
Alberto Boyer, in rappre-
stessa Società

isignori Luigi Brolpasino, Se-
gretario Provinciale del Sinda-
cato Metalmeccanici CISL di
Genova;

signor Sergio Serena, Segreta-
rio Responsabile . dell’Unione
Sindacale della UIL,

con la. partecipazione dei si-
gnori: Camoirano Franco, Ca-
nepa Aurelio, Gemîgnani Vi-

nicio, Baratucci Edoardo, Magi
Giulio, Bisacchi Giorgio, Pizzèt-
ti Gioacchino, Cresta Giuseppe.
Gasparino Fausto, Cariola
Francesco, Bozzo Luigi, Stac-
chini Mario, Bruzzone Antonio,
Veronese Ezio, Bottino Santo
in rappresentanza dei lavora-
tori della Soc, ANSALDO ade-
renti alla CISL - FIM e alla
UIL - UILM.

Dopo ampia discussione ed
‘approfondito esame della si-
tuazione, le parti si sono date
reciprocamerte atto di quanto
segue;

1) Per quanto concerne la
corresponsione della indennità
sostitutiva di mensa e del va-
lore in natura della mensa sui
diversi istituti contrattuali, i
Rappresentanti sindacali ha1uo
rinnovato alla Direzione del-
l'Ansaldo la richiesta di esten-
sione al personale della Socie-
tà stessa dell’accordo a suo
tempo stipulato dalle Organiz-

zazioni nazionali della CISL -
FIM e UIL - UILM, con la So-
cietà Ilva. La Direzione fa pre-
sente come non sia possibile
iniziare trattative in sede a-
ziendale sull’argomento, in
quanto lo stesso è attualmente
all'esame della propria Orga-
nizzazione Confederale, e chie-
de pertanto che lo stesso venga
accantonato,

I Rappresentanti sindacali
prendono atto di quanto comu-
nicato dalla Direzione e si ri-
servano di riproporre il pro-
blema qualora lo stesso tra
breve termine non abbia tro-
vato soluzione in sede nazio-
nale.

2) Anche per quanto si riferi-
sce al completamento del con-
tratto collettivo di lavoro ed
agli aumenti salariali per l’in-
dustria metalmeccanica, le par-
ti hanno convenuto come .l
problema in questione — es-
sendo in atto trattative in cin
po nazionale tra la Deicgazio-
ne degli Industriali Meca mec-
canici e le Federazion: nazio-
nali dei lavoratori della cate-
goria — non possa essere trai-
tato in sede aziendale.

5) Le Organizzazioni dei 1a-
voratori CISL - FIM e UIL -
UILM, hanno rinnovato la ri-
chiesta alla Direzione della So-
cietà Ansaldo perchè vengano
modificate le norme aziendali
attualmente in atto che bloc-
cano le percentuali di guada-
gno del personale non cott!im'-
sta e venga data definitiva si-
stemazione alla materia come
d’altra parte era previsto al
punto 5) della circolare D. G.
n. 92 del 26 marzo 1953,

La Direzione Generale de'-
l’Ansaldo confermando quanto
già aveva avuto occasione di
comunicare in proposito alle
Organizzazioni Sindacali CISL
- FIM e UIL - UILM, si dichia-
ra disposta ad iniziare le di-
scussioni sul problema relati-
vo alla sistemazione del trat-
tamento del personale non cot-
timista al più presto possibile
e comunque si impegna che
quanto sarà concordato in ma-
teria avrà decorrenza dall’ini-
zio del nuovo esercizio sociale
e cioè con il 1° aprile p. v.

4) Da parte dei Rappresen-
tanti dei lavoratori viene ri-
chiesto di porre in discussio-
ne il problema dèl premio di
produzione al personale impie-
gatizio, in particolare per gl)
stabilimenti Carpenteria e di
Costruzioni Meccaniche e Fer-
roviarie dove in oggi non esi-
ste un vero e proprio sistema
di premio di produzione, an-
che se si dà atto che al perso-
nale impiegato viene corrispo-
sto un mancato premio di en-
tità superiore a quello previ-
sto dal vigente contratto di la-
voro,

La Direzione si impegna a
studiare e mettere in atto un
sistema di premio di produzio-
ne anche per il personale im-
piegato degli stabilimenti Car-
penteria e di Costruzioni Mec-
caniche e Ferroviarie.

Detti studi relativi ai premi
di produzione sopra indicati
saranno portati a conoscenza

delle Organizzazioni Sindacali
firmatarie del presente Accordo,
per le eventuali osservazioni
preventivamente alla loro mes»
sa in attuazione.

Nel frattempo, il mancato in-
centivo attualmente corrisposto
agli impiegati degli Stabilimen-
ti CAR e MEF nella misura del
15% riferito allo stipendio con-
itrattuale di categoria ante -
conglobamento, viene elevato a
decorrere dal 1° aprile 1956 al
18% riferito sempre allo sti-
pendio di cui sopra.

La Direzione dell’Ansaldo si
dichiara inoltre disposta a .ri-
vedere il premio di produzio-
ne del MEG; il premio revisio-
nato andrà in vigore dal 1° a-
prile 1956.

Per quanto riguarda il pre-
mio di produzione del Cantie-
re Navale, la Direzione fa pre-
sente l’opportunità di atten-
dere che lo Stabilimento sia a
pieno ritmo di produzione in

maniera di poter vedere in
concreto l’entità dell’attuale
premio di produzione in un

periodo di piena attività,
Comunque le discussioni in

proposito saranno iniziate col

mese di luglio p. v

Sindacali
atto di

Le Organizzazioni
firmatarie prenfiono
quanto sopra.

5) Da parte delle due Orga-
nizzazioni Sindacali viene ri-
chiesto che sia accelerata pres-
so lo stabilimento Meccanico
la introduzione delle nuove ta-
riffe di cottimo le quali con-
sentono di realizzare una mag-
giore produzione unitaria €
conseguentemente un sensibile
aumento di retribuzione e i-
noltre che la Direzione precisi
îl termine di tempo entro il
quale l’introduzione di tali
nuove tariffe sia completa.

La Direzione dell'’Ansaldo di-
chiara essere sua intenzione ac-
celerare al massimo — compa-
tibifmente con le esigenze tec-
niche —- l’introduzione delle
nuove tariffe, e si riserva di
precisare i termini di tempo
richiesti non appena avrà ul-
timato gli studi attualmente in
corso in argomento.

6) A seguito della richiesta
avanzata dalle Organizzazion.
Sindacali, viene convenuto, che
in relazione all'aumento di *a
luni generi alimentari dovuto
a cause contingenti, per il tri-
mestre marzo - aprile - maggio
756, la Direzione aumenterà lo
ammontare medio complessivo
della spesa giornaliera pro-ca-
pite per i soli generi alimenta-
ri da lire 120 a lire 126 fer-
ma restando la quota attuale
a carico dei lavoratori,

L’aumento di cui sopra varrà
esclusivamente per il trimestre
indicato,

7) In relazione all’esame ge-
nerale sopra effettuato, ed in
particolare a quanto indicato
nei precedenti 6 punti, le par-
ti stipulanti riconoscono con-
cordemente come per i proble
mi sindacali aziendali discussi,
sia stato possibile realizzare
una sostanziale uniformità di
intendimenti ».



TULLIO MAZZANTINI (Liv):



« Vecchio acquedotto »



La nomina del gen.

Bugenio De Vito

a Pres, del Comitato Teenico del RILNA,

Il tenente generale c. a. del
Genio Navale ing. Eugenio De
Vito, consulente tecnico per le
costruzioni navali dell’Ansal-
do e padre del nostro V. Di-
rettore Generale ing. Edgardo
De Vito, è stato recentemente
eletto all’unanimità Presiden-
te del Comitato tecnico del
Registro Italiano Navale, a-
vente il compito di prendere
in esame ed esprimere il suo
parere su tutti i nuovi pro-
blemi tecnici che si presen-
tano alla Direzione Generale
dell’Ente di classificazione.

Già da molti anni il gene-
rale De Vito ne era membro ed
era stato confermato in que-
sto importante incarico nella
seduta del Consiglio di am-
ministrazione del R.I.NA, te-
nutasi a Roma l’8 febbraio
scorso. Il giorno 28 dello stes-
so mese il Comitato tecnico si
riuniva a Genova, presenti:
l’ing. Costanzi, Direttore dei
Cantieri Riuniti dell’Adriati-
co (confermato dal Consiglio
di amministrazione del R.I.
NA.); Ving. Fea, professore
della Facoltà d’ingegneria na-
vale dell’Università di Napoli
(delegato dal Ministero della
Marina Mercantile); l’ing. Spi-
nelli, professore della Facoltà
d'ingegneria navale dell’Uni-
versità di Napoli (designato
dal Consiglio d’amministrazio-
ne del R.I.NA.); l’ing. Soldà,
Direttore Generale del R.I.NA.
(membro di diritto); V ing.
Ruocco, Ispettore Generale
della motorizzazione civile e
dei trasporti in concessione
(confermato dal Ministero dei
Trasporti); lo stesso generale
De Vito.

In questa riunione doveva
essere eletto il Presidente del
Comitato stesso e la scelta
cadeva all’unanimità, come già
accennato, sul generale De
Vito, la cui figura di geniale
studioso e profondissimo cono-
scitore di problemi di tecnica
navale è notissima in Italia e
all’estero.

Si aggiunge così un altro ri-
conoscimento alla brillante at-
tività di un uomo alla cui
competenza tanto deve il pro-

siediti cenni ii

siii tant

gresso delle costruzioni navali
e che continua a dare il meglio
di sè stesso con eccezionale
spirito giovanile.

Nella circostanza della sua
nomina a Presidente del Co-
mitato tecnico del Registro
Italiano Navale, nomina che
onora anche la nostra Società,
« l’Ansaldino » esprime al ge-
nerale De Vito le felicitazioni
più cordiali e i più fervidi voti
augurali.



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Elogio dei maestri d’ ascia

Caro Ansaldino,

ci credi ai miracoli? Se io
penso all'articolo sulla don-
na palombara, se io penso alle
200, dico duecento immersio-
ni, posso pensare di si.

Il giorno che la donna pa-
lombara ha fatto l’immersio-
ne mel bacino del Cantiere
per imbottire l’avanscalo, io
me ne stavo taciturno e pen-
sieroso ad assistere all’affon-
damento del sopraddetto per
il varo della « Purfina ».

Nevicava, quel giorno, e ve-
devo i maestri d’ascia con o
senza cappotta incerata, lavo-
rare inperterriti sotto la neve,
sferzati dal gelido vento di
tramontana. In quel giorno
tutti gli sguardi erano rivolti
alla donna palombara, nessu-
no, neppure gli stessi compa-
gni di lavoro avevano uno
sguardo od un pensiero per
quegli uomini che per il sen-
so del dovere e di responsabi-
lità, lavoravano sotto la ne-
ve, sotto alla pioggia, intiriz-
ziti dal freddo, incuranti an-
che della loro stessa salute.

Il 15 gennaio la « Purfina »
è scesa in mare felicemente
ed il 16 incomincia quello che
io voglio chiamare veramente
un miracolo in senso umano
e quasi soprannaturale della
parola.

Sono passati da allora 35
giorni, ma, dato che una set-
timana è adibita alle cosid-
dette operazioni di varo, i
giorni esatti sono 28 e la gen-
te che ritornerà ancora una
volta a vedere un altro varo,
non si accorgerà forse che su
quello scalo, che aveva lasciato
sporco di grassi e stearina, in-
gombro di centinaia di tacchi
e puntelli buttati là alla rin-
fusa, un’altra unità gemella
ha preso il posto di quella che
35 giorni fa aveva avuto per
la prima volta il battesimo del
mare.

Nessuno ai presenti all’uno
e all’altro varo penserà anche
per un solo istante a questa
autentica e sublime trasfor-
mazione operata dalla tecnica
di esperti ed ingegneri e dalla



meravigliosa opera di oscuri
lavoratori e nessuno penserà
— nemmeno quelli che lo do-
vrebbero — che nel giro di
28 giorni tutto il materiale
che è servito per il primo va-
ro, e cioè centinaia e centi-
naia di tonnellate di legno e
di ferro sono passate da una
parte all’altra del Cantiere,
pulite, smontate, trasportate e
sistemate sotto la nuova unità.
Ed ecco alcuni dati e cifre
raccolti da fonte degna e si-
cura: sono 60 sottovasi del pe-
so complessivo .di oltre 100
tonn., sono 42 vasi di oltre 250
tonnellate, 1 avantiscalo di ol-
tre 250 tonnellate, una invasa-
tura con pesanti selle di ferro,
100 e più tacchi, cunei, ecc.,
tirati su dal fondo del mare,
puliti, trasportati, rimessi an-
cora una volta a posto, pronti
per il nuovo battesimo,

Ma qui mi accorgo io stesso
che le cifre stonano, stonano
perchè sono aride, e qui si
parla di miracoli, qui si par-
la di sentimenti umani, qui si
parla di cuore, di sacrifici, qui
è la vera autentica poesia del
lavoro.

I lavoratori in mare, sotto
la carena di una nave, alle in-
temperie, sotto la neve a 4 -
5 - 6 e più gradi sotto zero,
sferzati dal gelido vento di
tramontana, penso cne com-
piano dei veri miracoli di te-
nacia, di resistenza fisica, di
(lasciatemelo dire) senso del
dovere.

E’ bello per me, per me che
ho vissuto un tempo ormai
tanto lontano, ma sempre no-
stalgicamente vicino a questi
autentici lavoratori, raccon-
tare e rivivere come in un so-
gno i miracoli, che nascono
spontanei dalla tenacia e dalla
loro forza di volontà. Sono
maestri d’ascia discendenti di-
retti e indiretti di quelli che
costruirono le prime navi che
diedero onore e vanto agli an-
tichi condottieri ed alla Ge-
nova Superba e marinara; dei
vecchi maestri d’ascia che fe-
steggiavano S. Giuseppe come
loro Santo Patrono, ed è qui
nel vecchio e primordiale
cantiere dei Cadenaccio, sotto
lo sguardo materno e tutelare
della Madonna del Gazzo, che
si costruirono le prime bar-
che che diedero inizio e vita
al grande complesso cantieri-
stico dell’ Ansaldo, gloria e
vanto della Liguria e della
Marina Italiana.

Oggi purtroppo non esisto-
no quasi più quei famosi mae-
striì d’ascia, che maneggiavano
la piccozza e l’ascia come lo
spadaccino adopera la spada



e il fioretto; nggi purtroppo
sono più modesti ed i buoni
rimangono sempre più pochi,
ma anche se vecchi, anche se
minorati in numero ed in qua-
lità, qualcosa di quell’orgoglio,
di quella tenacia, forse come
per tradizione, forse come de-
stino, ma qualche cosa è ri-
masto; e malgrado i tempi
procellosi, malgrado le mino-
razioni, malgrado tutto, ab-
biamo potuto vedere quello
che ai nostri occhi di nostal-
gici, fin che volete, ma anche
a quelli di competenti o di
profani, hanno saputo com-
piere.

E’ qui, cari amici de « VAn-
saldino », che si dovrebbe fa-
re il punto e ragionare; ragio-
nare da uomini. Io forse mi
sono lasciato prendere la mano
dalla fantasia, forse perchè fi-
glio di vecchi maestri d’ascia,
ed il sangue ha i suoi dirit-
ti, forse perchè entusiasmato
dall’impresa veramente ecce-
zionale nei giorni in cui vi-
viamo, e forse e particolar-

mente per quel senso di umana
giustizia che alberga mell’ani-
mo mio; ma vorrei che questi
oscuri e tenaci lavoratori, cer-
tamente non più celebri e va-
lenti come quelli che costrui-
rono le gloriose navi della Re-
pubblica Genovese e le barche
dei Cadenaccio, ma sempre de-
gni di appartenere alla gran-
de e ormai quasi tramontata’
famiglia dei maestri d’ascia
(e qui parlo di quelli che sono
la maggioranza che matural-
mente lo meritano), vorrei
che fossero citati non soltanto
dagli amici de « l’Ansaldino »
ma, ed in modo tutto partico-
lare, dai dirigenti centrali, ed
additati ad esempio e sprone
a tutti sensa distinzione di gra-
do e categoria, per ricordare
a tutti che senza spirito di sa-
crificio, senza attaccamento al
lavoro, senza un profondo sen-
so del dovere, non c’è rinasci-
ta, non c’è serietà, e non ci può
essere nemmeno giustizia.

Un vecchio ammiratore dei
maestri d’ascia







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12



SEZIONE BOCCE

Gara pasquale

Il giorno di Pasqua, 1° apri-
le, avrà inizio alle ore 8 sui
campi sociali la consueta gara
a terne con formazione a sor-
teggio. Alla gara potranno
partecipare tutti i soci della
Sezione e i dipendenti dell’An-
saldo e consociate in possesso
della tessera E.N.A.L.

Le iscrizioni, accompagnate
dalla quota di lire 100, si ri-
cevono presso la segreteria
della Sezione (Villa Maria,
Genova-Sestri, Tel. 471-564)
fino al 31 marzo alle ore 21.

Sono in palio ricchi premi
ed è consentito l’uso delle boc-
ce metalliche,

SEZIONE SPETTACOLO

Domenica 26 febbraio, alle
ore 21, Sergio Bruno France-
schi ha presentato al Teatro
del CRAL Ansaldo a Sampier-
darena, via Achille Stennio, lo
spettacolo comico musicale in
due tempi « Alla maniera de-
gli antichi ». Lo spettacolo è
andato a beneficio dell'AVIS
(Associazione Volontari Italia-
ni del Sangue) ed ha avuto un
brillante successo di pubblico
e critica.

Gli interpreti principali, ap-
partenenti al « Gruppo delle
danze popolari genovesi » di-
retto da Ezio D'Oria, sono sta-
ti lo stesso Ezio D’Oria e gli
attori dilettanti Lino Pastori-
no, ‘Tino Bertorello, Angelo
Tosca, Rosa D’Oria, Bianca
Angelone, Vittoria Crespi, En-
zo Conterio, Euro Santini, Vit-
torino Biagi, Alberto Accor-
nero, Rosa Pastorino, Sergio
Biagi, Federico Merlo, Liliana
Crespi, Mauro Marconi, Osval-
do Cavalli, Mimmo Ottonello,
Giorgio Robotti e Vittore Go-
rini. Le musiche sono state
eseguite da Mauro Vittori e
Franco Marchese. Scenografie
di Enzo Croce.

Domenica 4 marzo, a grande
richiesta, lo spettacolo è stato
replicato.

Poichè la Sezione spettaco-
lo sta entrando in un periodo
di grande attività, si invitano
gli appassionati a tenersi in
contatto con la Segreteria e
ad intervenire numerosi alle
rappresentazioni, che merita-
no la considerazione più favo-
revole.

GITA A SANREMO

Per il 19 marzo, in occasio-
ne della corsa ciclistica Mila-
no - San Remo, il « Cral An-
saldo e consociate » ha or-
ganizzato una gita in auto-
pullman da gran turismo alla
città dei fiori.

Le quote di partecipazione
sono state fissate in lire. 500
per i soci e famigliari e in li-
re 950 per i non soci.

Le iscrizioni sì ricevono
presso i delegati di stabili-
mento e presso la segreteria
del CRAL (Sampierdarena,
via Achille Stennio, Telefono
41959). Prenotarsi subito!



are amiche, proprio così:
gli uomini pensano che la

donna comprenda la moda
maschile solo per constatare
se l’abito è in ordine, se i pan-
taloni sono ben stirati, se la
camicia è lindissima, se il no-
do alla cravatta è fatto a do-
vere e se le scarpe non sono
opache o sformate.

Essi tollerano a mala pena
che una donna metta il becco
nel loro modo di vestire. In-
vece noi diciamo il contrario.
La donna in questo campo è
osservatrice: coglie subito il
lato debole dell’abbigliamento
maschile e scorge immediata-
mente se la linea risponde ai
requisiti dell’ultima moda, se
vi è armonia di colori tra la
tinta del vestito, della. cra-
vatta e della camicia.

E° per questo, appunto, che
voglio aiutare le mie lettrici
ricordando loro qualche segre-
to di eleganza maschile, affin-
chè possano dare qualche con-
siglio ai loro mariti. ai loro
fratelli, ai loro figli. Natural-
mente gli uomini si mostre-
ranno dapprima indifferenti,
sempre per quel preconcetto
sull’ incompetenza femminile,
ma poi, senza darvi soverchia
importanza, finiranno proprio
per ascoltarvi e seguire i vo-
stri consigli.

Sta di fatto che l’abito ma-
schile oggi è molto semplifi-
cato. Un tempo l’uomo non
poteva fare a meno delle bre-
telle o della cintura; oggi que-
sti accessori sono quasi total-
mente spariti: i pantaloni han-
no la cintura che fa parte in-
tegrante degli stessi ed è chiu-
sa da un semplice bottone, e
i risvolti in fondo sono eli-
minati nell’abito sportivo.

L’abito sportivo, indicato
per il passeggio, per la ricrea-
zione e anche, poichè molti lo
preferiscono, per recarsi al la-
voro e in ufficio, potrà essere
confezionato a doppio-petto o
ad un petto; in quest’ultimo
caso la giacca potrà essere in
tinta vivace con calzoni grigi.
Moderni sono gli spacchi ai
lati della giacca con martin-
gala.

Importanti, poichè sono la
parte essenziale dell’eleganza,
sono i particolari: camicia
bianca o in tinta sabbia con
cravatta che dovrà essere in
tinta chiara, dal grigio al rosa
antico, dall’azzurro ai quadri.
Fazzoletto da taschino bianco,
calzini a tinte vivaci,

L’abito elegante — che potrà
essere indossato per ogni altra



PRENOTAZIONI PER LA PARITA
ITALIA = BRASILE A MILANO

In occasione della partita
internazionale di calcio Ita-
lia-Brasiie, che si svolgerà
a Milano il 25 aprile, il
« CRAL interaziendale An-
saldo e Consociate» orga-
nizza una gita in autopull-
man nella capitale lom-
barda.

Poichè già da ora si pro-
spettano difficoltà per l’ac-
quisto dei biglietti d’in-
gresso alla partita, si pre-
gano gli interessati di pre-
notarsi subito, in quanto gli
elenchi degli iscritti do-
vranno essere inoltrati tem-
pestivamente al Comitato
organizzatore della partita.

Ulteriori particolari sa-
ranno portati quanto prima
a conoscenza dei parteci-
panti alla gita.





occasione — potrà essere con-
fezionato anch’esso a un petto
o a doppio-petto. Il tessuto do-
vrà essere o in tinta unita, o
in quella cosiddetta «sale e
pepe », o a righe molto leg-
gere e molto staccate. Le tinte
predominanti sono: il grigio
— in tutte le sue gradazioni,
dal grigio chiaro per mattino,
al grigio scuro per pomeriggio
e sera — ed il nocciola.

Anche per l’abito elegante
la camicia sarà bianca e la
cravatta preferibilmente chia-
ra.

La linea della vita, come
per la moda femminile, non è
troppo accentuata; le pattine
delle tasche sono leggermente
più piccole, i risvolti piuttosto

LA DONNA

Pranzo pasquale

Lattughe ripiene (specialità ge-
novese), Far rosolare nel burro,
Muagro di vitello (anche arrosto
avauzato), aggiungere animelle ta-
guate a pezzi, Indi cervello già
lauro imbianehire in acqua, sale
e poca scorza di limone, tassare
al tritatutto, Oppure tritare tine-
mente, Aggiungere un poco di pane
grattugiato amnimollito nel brouo,
uova, parmigiano grattugiato, sale
pepe e qualche foglia di maggio-
rana ben tritata. Preparare delle
foglie grandi di lattuga, tagliare un
poco la costa in modo da renderla
più sottile, lavarle, poi farle ap-
pena scottare in acqua bollente,
scolarle, accomodarle su un tova-
gliolo o sul tagliere sovrapponen-
done 2 o 3 in modo che possano
contenere il ripieno, Mettere su es-
se e su ognuna un cucciaio di ri-
pieno ben mescolato, avvolgerlo be.
ne nelle foglie di lattuga preparate,
poi gettarle in un buon brodo bol
lente e lasciarle cuocere pochi
minuti avendo cura che non si sfa-
scino. Mettere in ogni fondina pane
tostato o crostini fritti nel burro.
Per ogni commensale 2 lattughe col
loro brodo, cospargere di parmi-
giano e sopra versarvi un cuc-

‘chiaio di sugo di carne alla ge

novese (v. Ansaldino dell’1-11-55).

Agnello arrosto. Prendere uri co-
sciotto di agnello, steccarlo (facen-
do un'incisione con un coltello a
punta), mettendo nel forellino sale
e foglie di rosmarino, metterlo in
tegame con’ burro, un rametto di
rosmarino e sale, cuocerlo al for-
no oppure in casseruola coperta, a
fuoco basso, Servire con patatine
al burro e insalata di lattuga e uova
sode,

Torta colomba, Questa torta squi-
sita ha lo stesso impasto delle co-
lombe pasquali, 300 gr. farina -
150 gr. burro - 250 gr. zucchero -
4 uova, o meglio, 4 tuorli e 2 al-
bumi, 25 gr. lievito di’ birra, latte
q.-.b, - 50 gr, mandorle dolci -
50 gr. fra cedro candito e scorzette

di arancio candite. Sciogliene jl
lievito in poco latte tiepido, ag-
giungere farina e latte fino ad

avere una tazza di pastella un po’
soda, far lievitare in luogo tie-
pido. Sbattere bene il burro. con lo
zucchero e ridurlo a crema soffi
ce, indi, una alla volta, sempre
sbattendo, aggiungere le uova e
far montare bene, indi aggiungere
il lievito e la rimanente farina, una
presina di sale e mescolare bene,
lavorare molto l'impasto che deve
riuscire morbido: in ultimo aggiun-
gere i canditi tagliati finemente e
infarinati, Mettere a lievitare. Pre-
parare le mandorle sbucciate e ta-
gliate longitudinalmente per metà.
Cospargere la torta di zucchero,
sopra accomodarvi le mezze man-
dorle infarinate e sopra ciascuna
di esse mettere un poco di zuc-
chero. Cuocere a forno dolce
per circa 50 minuti. Cospargerla,
quando sfornata, di zucchero va-
Nigliato.



Proseguono corsi
di guida d'auto

Gli sneciali corsi di qui-
da automobilistica, iniziati
il 12 dicembre scorso pres-
so l’« Autoscuola Trompet-
to» di Sampierdarena, con-
tinuano per gli iscritti al
CRAL e per i loro famiglia-
ri, a condizioni di partico-
lare favore. Rivolgersi al
«CRAL Ansaldo e conso-
ciate >, via A. Stennio a
Sampierdarena tel. 41.959.





stretti e le spalle quasi del
tutto prive di imbottitura. Al-
le maniche i bottoni sono due
e non tre, e debbono avere
occhielli veri. Tutto ciò darà
una figura più snella alla per-
sona.

L’abito a un petto è consi-
gliabile per l’uomo a corpora-
tura normale; l’uomo corpu-
lento si avvantaggerà con la
giacca a doppio-petto.

Gli uomini non vogliono più
saperne del panciotto, benchè
la moda e leleganza dicano
che l’abito non sia completo
senza di esso; sono stati inve-
ce pienamente ammessi e ri-
cercati i pullover a maglia e
i farsetti di lana.

LILIANA

IN CUCINA

Meringhe (ricetta richiesta), O-
gni chiara d'uovo da 40 a 50 gr.
di zucchero a seconda della gros-
sezza dell'uovo. Sbattere a neve
ben ferma gli albumi con un piz-
zico di sale. Quando ben montati
aggiungere lo zucchero poco alla
volta, facendolo cadere a pioggia e.
sempre sbattendo, unirlo tutto, Pre-
parare un tegame o una lastra un.
ta con poco olio e velata da un
leggerissimo strato di farina, Ser-
vendosi di 2 cucchiaini o della ta-
sca di tela, mettere le chiare ben
montate nel tegame un po’ discoste
l’una dall’altra, Polverizzarle con un
poco di zucchero, lasciarle riposa-
re dieci minuti, indi cuocerle al
forno a lievissimo calore per circa
30-40 minuti. Devono appena co-
lorirsi. Non aprire il forno prima
di 30 minuti. Tolte dal forno, nel
levarle dal tegame comprimerle
col pollice un poco nel centro, in-
di farcirle con panna montata, o
con erema a piacere, accoppian-
dole.

NINA



Facilitazioni per ' acquisto

di moto-scooters‘Lambretta”

La Società «Innocenti» di
Milano, produttrice deî motor-
scooters « Lambretta >», è venu-
ta nella determinazione di con-
cedere ai dipendenti dell’An-
saldo uno sconto speciale del
5 per cento sui prezzi delle sue
motorette,

Per gli acquisti gli ansaldjini
potranno rivolgersi presso i se-
guenti commissionari:

Genova - Ditta «<Vinelli &
C. > - Via Dante, 59 r. - Tele
fono 51.773.

La Spezia - « S.L.R.T. >» - Piaz-
za Caduti della Libertà, 13 r. -
Tel. 21.380.

Livorno - « A.I.C.A, > - Piazza
D, Chiesa, 14 . Tel. 24,266.



CONI E EN

GINESELEZIONE

Lo svitato

C arlo Lizzani è un regi-

sta neo-realista, che ha
diretto «Achtung Banditi!»,
«Ai margini della Metro-
poli » e « Cronache di po-
veri amanti », oltre ad
aver scritto una storia
critica del cinema italiano.
Qualcuno, vedendo « Lo
svitato », potrebbe osserva-
re che egli ha abbandonato
o tradito il neo-realismo;
ma sarebbe osservazione
superficiale,

«Lo svitato» è un film
su un piano nuovo, un ten-
tativo di trasportare nel ci-
nema la satira e l’abbozzo,
la critica di costume e
l’humour del cosidetto «tea-
tro da camera ». Infatti il
protagonista è Dario Fo,
un attore di teatro, uno dei
creatori del « Dito nell’oc-
chio » e dei « Sani da le-
gare »,

Il lavoro risente di que-
sto « andazzo » teatrale ,
ma il tentativo di esprime-
re cinematograficamente
certi « sketch » e certe si-
tuazioni è valido, e pieno
di promesse. Il film, natu-
ralmente, non ha una tra-
ma, ma è piuttosto una se-
rie di scene, di abbozzi, di
battute. Che vanno capite
e interpretate, come la sa-
tira di certi ambienti gior-
nalistici a caccia di fatti di
cronaca nera, di certi « bi-
donisti » dalla apparenza
simpatica, di certe ragazze
che dicono «andiamo, dài»,
delle gare di bellezza ecc.

La morale, in fondo, c’è,
ed è che un bravo ragazzo,
non tanto perchè un po’
« svitato », quanto perchè
bravo ragazzo, resta sedu-
to per terra.

Assai indovinata la scena
dell’ inseguimento canino
nel parco di Milano, che
riecheggia le prime comi-
che del muto; divertente
la scena del « manichino »
che è però la meno cinema-
tografica; eloquente e « fel-
liniana » la scena notturna
sotto il palazzo della Ra-
gione; convincente e pre-
cisa la scena della sala da
gioco, con la partita a
« calcio - balilla », Ottima
sempre la fotografia.



IL PORTOGHESE
7





così ogni maggiorazione

mente per i lavoratori.



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| «L’ANSALDINO” RISPONDE





Caro Ansaldino,

spesso girando per i repar-
ti dei vari Stabilimenti azien-
dali per ragioni del mio lavo-
ro, mi capita di incontrare de-
gli uomini che mi riconosco-
no e mi fermano per scambia-
re qualche parola, qualche
impressione, qualche ricordo
del passato. Un passato non
moiîto lontano se vogliamo, an-
zi un passato che è appena
ieri, perchè dieci anni non so-
no molti; però per loro que-
sti dieci anni sono stati lun-
ghissimi e spesso penosi, per-
chè in questi dieci anni sono
maturate e cadute molte delle
loro speranze più belle.

In questi dieci anni loro so-
no divenuti degli uomini, men-
tre quando li ho conosciuti io
erano appena degli apprendi-
sti. Eh sì, perchè è di loro che
vorrei parlare, degli appren-
disti della Scuola di Calcinara.

Oh! molti stanno abbastanza
bene, si sono piazzati, come si
dice: disegnatori, capi repar-
to, operai specializzati; sono
i più intelligenti e i più tenaci
nello studio e nella volontà di
riuscire. Ma gli altri? Quanti
altri? Certo non tutti possono
essere così in gamba. Però
quasi tutti sono elementi buo-
ni e volenterosi ma spesso so-
no ancora inchiodati alla qua-
fifica di aiutante, ed hanno mo-
glie e figli, e ormai conoscono
perfettamente il loro mestiere.
Ma eternamente aiutanti do-
vranno restare questi ragazzi
divenuti uomini? Perchè? Esi-
genze aziendali, va bene, ma
perchè non dare loro una spe-
ranza nell’avvenire? Sono uo-
mini che possono dare molto
e non chiedono di meglio, però
bisogna ridare loro una spe-
ranza e sopratutto la soddisfa-.

zione di appartenere alla no-

stra grande famiglia.

Perchè dunque non si riesa-
mina meglio la loro situazione?
Forse basterebbe solo un poco
più di buona volontà.

PIETRO NOSENGO (MEC)

Segnaliamo alla Direzione
questa lettera accorata e as-
sennata, certi che, nei limiti
del possibile, ne verrà tenuto

conto.
x*

Caro « Ansaldino »,

siamo un gruppo di studen-
ti lavoratori dipendenti del-
l’Ansaldo Meccanico che fre-
quenta il corso serale dell’Isti-
tuto Tecnico per Geometri.

Tramite il manifesto affisso
nello STA siamo venuti a co-
noscenza del provvedimento
preso dalla commissione del-
ASA.

Tale risoluzione si riferisce
all'assistenza scolastica che la
nostra Azienda ha sempre
elargita indistintamente a tut-
ti coloro che si accingevano a
conseguire il diploma di scuo-
la superiore.

Con tale deliberazione la
commissione rende noto che
l'assistenza finanziaria è stata
ristretta a determinate cate-
gorie di studenti.

Gli scriventi, essendo tutti
diplomandi geometri, sono per-
piessi di quel provvedimento
che discrimina, fra le altre,
anche la loro categoria.

Consci che lo sforzo da essi
sostenuto comporta non pochi
sacrifici (intellettuali, finanzia-
ri ecc.), e certi che il loro
studio in ultima analisi, porta
maggior ‘perfezionamento al
loro rispettivo lavoro e quindi
anche maggior utile all’Azien-
da, trovano oltremodo ecces-
sivo quel provvedimento che
sà di punizione.

Ma vi è di più, almeno a no-
stro parere, e cioè:

1) Perchè non si è almeno
avvisato gli «esclusi» prima
dell’inizio dell’anno scolastico,
lasciando tacitamente rinnova-
re le iscrizioni e quindi gli im-
pegni finanziari degli studenti
con gli Istituti?

2) Perchè proprio a metà
dell’anno scolastico si viene a
dire «quest'anno niente aiu-
ti»?

Gradiremmo che questi no-
stri interrogativi avessero una
saggia e logica risposta, e vor-
remmo che tale risposta fosse
anche di smentita a certe vo-
ci che serpeggiano qua e là
insinuando che il provvedi-
mento è stato preso perchè il
geometra (caso nostro) quan-
do diplomato, abbandona l’A-
zienda ed i suoi benefattori.
Molte altre considerazioni po-
trebbero sorgere per avvalo-
rare le nostre argomentazioni
che noi preferiamo omettere
per non sembrare polemici.

Concludiamo con la speran-
za che questa nostra lettera
venga presa in considerazione
e che il nostro caso sia riesa-
minato con più benevolenza.

Approfittiamo per inviarVi
distinti saluti.

(seguono sei firme)

In merito a quanto ci espo-
nete nella vostra lettera, ab-
biamo interessato la Direzio-
ne Generale la quale ci ha
confermato che non è possi-
bile apportare modifiche al
nuovo bando relativo all’assi-
stenza scolastica per ciò che
concerne il futuro. Per quello
che si riferisce all’anno sco-
lastico in corso, tenendo pre-
senti le considerazioni da voi
fatte circa l'impegno già as-
sunto con i diversi Istituti sco-

lastici, la Direzione Generale
ha dato disposizioni perchè,
per l’anno scolastico 1955-56,
anche ai dipendenti che fre-
quentano l’Istituto Tecnico per
geometri sia corrisposta l’assi-
stenza scolastica come è stato
fatto nell’anno precedente.

x*

Caro Ansaldino,

sono un ex allievo del sop-
presso Istituto Tecnico per pe-
riti industriali di Calcinara.
Per cause varie non mi è stato
possibile conseguire il diplo-
ma, dopo sostenuti gli esami
di maturità.

Data la situazione venutasi
a creare nel Cantiere di Sestri,
dove attualmente presto !a mia
attività come operaio, non mi
è stato possibile, per deficien-
ze finanziarie, effettuare una
preparazione e sostenere, co-
me privatista, presso l’Istituto
Tecnico di Savona, gli esami
di diploma.

Mi rivolgo quindi a te, caro
Ansaldino. E cioè: se è possi-
bile, fra i molti sigg. ingegneri
facenti parte della grande fa-
miglia ansaldina, poter cono-
scerne qualcuno disposto ad
aiutarmi nella preparazione.
L'eventuale persona disposta
a rivolgermi le sue attenzioni
in materia d'insegnamento, de-
sidererei fosse di miti pretese.

Sicuro di un tuo interessa-
mento ringrazio.

ANTONIO CONTI (CAN)

Non dubitiamo che fra i no-
stri ingegneri, specialmente
fra i giovani, ve ne sia più di
uno disposto a dare un valido,
cordiale e, magari, gratuito
aiuto all'amico Conti.

Signori ingegneri, chi è il
primo ad alzar la muno? Gra-
zie fin d’ora, di tutto cuore,

RISULTATI DI
«LE QUATTRO OPERE”

I titoli delle quattro opere liri-
che sono: « Madama Butterfly »,
« Otello », « Rigoletto », «I pa-
gliacci >,

Il sorteggio tra i numerosi par-
tecipanti che hanno inviato l’esatta
soluzione ha dato i seguenti risul-
tati: a) premi per gli ansaldini de-
gli stabilimenti genovesi: sono stati
sorteggiati i nominativi dei dipen-

13

DUE CONCORSI

Il sorteggio tra i numerosi par-
tecipanti che hanno inviato l’esatta
soluzione ha favorito i signori: Gia-
como Rossi del CAN (1.0 premio:
un servizio di piatti per sei perso-
ne); Pietro Pavese del SAU (2.0
premio: una penna « Aurorà 88»
cappuccio oro); Albertina Pitto di
LIV (3,0 premio: un servizio da
caffè per sei persone); Giuseppina
Bruzzo del CAN (4.0 premio: una
caffettiera moderna),



I NOSTRI

CONCORSI

L'’ ORA DI NEW YORK

















NEL MEDESIMO

SONO STATE SCATTATE
ISTANTE
IN 4 POSTI DIVERSI
[DEL MONDO SAPRESTI
(DIRMI CHE ORA ERA

liN QUEL MOMENTO A
NEW YORK ? En! EH!





Quattro fotografie sono state

scattate

contemporaneamente cia-

sceuna in una località del mondo. In base agli elementi forniti dalla
vignetta i lettori, per partecipare al concorso, dovranno comunicar-
ci per iscritto (indicando nome, cognome, cartellino e stabilimento
di appartenenza) a quale ora è stata scattata la fotografia di New
York, inviando le soluzioni in Redazione oppure consegnandiole ai
nostri corrispondenti di stabilimento, entro il 31 marzo. Sono in pa-
lio i seguenti premi: 1) un forno casalingo; 2) una caffettiera moder-
na; 3) un orologio da cucina; 4) un ferro elettrico da stiro,



denti ai quali sono andati due bi-
glietti di poltrona ciascuno per il
Piccolo Teatro della Città di Geno-
va <« Eleonora Duse »; b) premi
per gli ansaldini di Muggiano e Li-
vorno: sono stati sorteggiati due li-
bri sulla fisica dell'atomo, che so-
no andati uno ad Alcide Caminati
di MUG e l’altro a Renato Fiori
di LIV.

«LE NOVE MASCHERE ”

Le città rappresentate dalle nove
maschere sono le seguenti: Napoli

La Pasqua de ‘1’ Ansaldino”

A modifica di quanto pub-
blicato nel numero scorso a
proposito della Pasqua de
« l’Ansaldino » a Livorno,
comunichiamo che la mani-
festazione, invece che nel
nuovo edificio aziendale,
avrà luogo al Cinema «Gran

(Pulcinella e Tartaglia); Bergamo E pa ;
(Arlecchino); Bologna (dott. Ba- | Guardia» in via Grande,
lanzon); Torino (Gianduia); Vene- con lo stesso orario.

zia (Pantalone),





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la pulizia non è sufficiente ad evitare le malattie infettive.

Occorre anche disinfettare e e effic

disinf
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Prima di usare bagni, lavandini, acquai, stoviglie, botti-
glie e bicchieri, biancheria, appena acquistati o entrando
in case d'affitto o avendo un ammalato in casa, è indi-
spensabile disinfettare ogni cosa efficacemente.
Le lavature giornaliere alla biancheria, ai locali igienici,
alla cucina, e la pulizia alle stalle, ai pollai e conigliere,
evitano il propagarsi di malattie infettive solo se com-
pletate con disinfezioni efficaci.

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conserva sane le persone e gli animali;

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14



Sono nati

13 novembre: CESARE, fi-
glio di Giorgio Grando (Can)
e di Itala Marentino Antonet-
to - 9 gennaio: ENRICO, fi-
glio di Pietro Pierucci (Car)
e di Rita Di Stefano - 24
gennaio: NORMA, figlia di
Pietro Bellotto (Car) e di Te-
resa Ferrando 3 febbraio:
CORRADO, figlio di Urbano
Gualtieri (Mec) e di Paolina
Infantino - WALTER, figlio di
Elio Morbelli (Mec) e di Ines
Morbelli - MARINA, figlia di
Giancarlo Repetto (Mec) e di
Emma Gina - 7 febbraio: MA-

RIO, figlio di Gino Costa
(Can) e di Anna Ferrando -
MAURO, figlio di Ernesto

Martelli (Mef) e di Anna Ma-
ria Corradino - 12 febbraio:
RAFFAELA, figlia di Antonio
Carlini (Can) e di Maria Pie-
tranera - 16 febbraio: PATRI.
ZIA, figlia di Damiano Galbo
(Mef) e di Giovanna Cerrio -
MYRIA, figlia di Giulio Pe-
nengo (Car) e di Gloria Tan-
ganelli - 18 febbraio: GIUSEP-
PINA, figlia di Tommaso Pa-
storino (Can) e di Maria Ot-
tonello - GIOVANNI, figlio di
Samuele Morbelli (Dig) e di
Maria Luisa Derchi - 21 feb-
braio: CLAUDIO, figlio di Mi-

ANSALOINI IN SEDIGESIMO











Ivo Benzi di Angelo



Bruno Ponzo di Antonio



Premio ‘Almanacco’

Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di
marzo abbinato ad un
numero dell’« Almanacco
1956 ». Il premio consiste
in un quadro del pittore
Rocco Borella.





chele Piga (Can) e di Carla
Poggi.

A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori
i nostri auguri più fervidi,

Si sono sposati

4 febbraio: Edilio GARA-
VANO (Mec) con Giuliana
Moretti - 5 febbraio: Giovan-
ni CALLEGARI (Can) con

Giuseppina Donzelli - 9 feb-
braio: dr. Walter BALBIANO
(Dig) con Maria Luisa Massa
- Ugo BALBI (Mec) con Al
ma De Lorenzi - 12 febbraio:
Giuseppe BRESCIANO (Mec)
con Aurelia Bruguera - 13
febbraio: Giovanni CARNI-
GNANI (Mec) con Angela
Parodi.

Agli sposi î nostri vivissimi
auguri.



CONTRO LE



MALATTIE
DEL FEGATO

‘Insufficienza epatica
deficiente secrezione biliare
stitichezza, obesità

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Rattazzi,

4 bis - Telefono 22.685

VITTI

C///ZZ77//ZZ4ZAZZZ22220Z4































































zione dei cuscinetti dis.
0 pos. 5-6 del Doxford, si
può adoperare anche per la
operazione 5/15 risparmiando
il tempo per la accurata cen-
. tratura del pezzo ed ottenendo
una migliore esecuzione.
Propone quindi di modifica-
re sul ciclo la voce dell’opera-
«zione 5/15 così: « Montando i
due mezzi cuscinetti sul por-
tapezzo Ans. N. 28534, ecc. ».

La proposta è accettata. Il
PRO/TEMPI ha pertanto

PROPOSTA N. 14567.

f Motore Doxford Dis, 28339-
11 - Braccio di collegamento.
P « Dato che questi tubi non
| vengono alesati, avendo il foro
_ di diam. 22 trafilato già di mi-
| sura, propongo che il ciclo
| venga modificato come segue,
| portando il tempo di lavora-
zione a 40°: Tagliare, sfacciare
“da ambo le parti portando in
lunghezza, passare alesatoio
diam. 22 per un tratto di 75
mm. da ambo le parti, per to-
| gliere eventuali deformazio-
».

| RISPOSTA.

L'osservazione è giusta ed il

PRO/TEMPI ha provveduto a
modificare il ciclo relativo.

PROPOSTE N. 16179 - 16463 -
16166.

Propongono micalica ai
cicli di lavorazione dei parti-
colari: Motore 370 - dis. 73131-
A pos. 2 - Motore Doxford 67
LB 6 dis. 78277/d pos. 2 -
Motore 370/6 dis. 40228 pos. 3.
RISPOSTA.

Le proposte sono accettate
ed i cicli verranno modificati
secondo i suggerimenti dei
proponenti,

PROPOSTA N. 16511.

Propone una modifica al-
l’utensile così detto alla fran-
|. cese adoperato per la lavora-
| zione dei tiranti delle caldaie.
Il proponente ha già sperimen-
tato l’utensile così modificato,
| ottenendo soddisfacenti risul-
tati.

_ | RISPOSTA.
Il proponente ha modificato

il tagliente delle punte alla
francese esistenti alla DAT,
ottenendo buoni» risultati.
Successivamente sono state
impiegate anche delle norma-
li punte ad elica con pedino
di guida ed il rendimento è
ulteriormente migliorato.

_ Si lodail proponente per la
sua iniziativa.

PROPOSTA N. 16526.

Propone che venga compila-
per essere portata a cono-
enza dei disegnatori, una
bella con la descrizione dei
ari trattamenti superficiali
materiali come: parkeriz-
zione, brunitura, cadmiatu-
ecc. assieme alle relative
crizioni di indicazioni sui

diversi casi di impiego, e ad
alcuni esempi illustrativi. Ciò

per evitare che sui disegni det-
ti trattamenti vengano pre-
scritti senza una direttiva co-
mune per tutte le costruzioni
e perchè i compilatori dei cicli
di lavorazione possano avere
indicazioni precise su. quanto
devono prescrivere.

RISPOSTA.

La proposta merita conside-
razione.

Si cercherà di compilare una
tabella con la descrizione dei
trattamenti superficiali più
comuni ed indicata qualche
applicazione di carattere ge-
nerale. Non è facile poter da-
re al disegnatore indicazioni
precise per ogni suo caso spe-
cifico, perchè nella scelta di
un procedimento superficiale
occorre tener presente diversi
fatti tecnici del procedimento
stesso in relazione al pezzo da
trattare. Tali fattori, ovvia-
mente, non possono essere de-
scritti in una tabella. I tecnici
addetti ai trattamenti super-
ficiali daranno la loro colla-
borazione a tutti coloro che
la chiederanno, come del resto
finora è sempre stato fatto.

PROPOSTA N. 14474.

Fa notare che sul ciclo di
lavorazione della vite a ma-
nicotto del motore Ansaldo
Maybach 650 (Comm. 28492
Dis. 090399) all’operazione
9/12 viene eseguita la bonifi-
ca con R. 105 + 116 kg/mmq.;
per questo non vi è più biso-
gno di ripetere questa prova
all’operazione 11/12.

RISPOSTA.

La proposta è giusta. Le
due operazioni 9/12 e 11/12
sono state riunite în un’unica
operazione.

PROPOSTA N. 15690.

Mostra con uno schizzo la
modifica da lui apportata al
martello che serve per distac-
care le incrostazioni dai tubi
cromati per turbine; tale mo-
difica consiste nell’applicazio-
ne di un cappuccio di rame
sulla parte battente ed una
molla alla parte opposta. Si
evitano così le appaccature
prodotte dall’attuale martello.

RISPOSTA.

La proposta viene accettata.
La MAN provvederà a far co-
struire un certo numero di
martelli come quello modifi-
cato dal proponente.

PROPOSTA N, 15758.

Pensando che quanto prima
bisognerà rifare il diaframma
del forno a riscaldo sistemato
al MOTO, il proponente sot-
topone all'esame un nuovo si
stema ch» assicura una più
lunga durata del diaframma e
maggiore rendimento.
RISPOSTA.

L’idea è buona. Il Servizio
MAN studierà al più presto
la modifica suggerita, e se
questa sarà attuabile, sarà
senz'altro adottata.

PROPOSTA N. 14013.

Propone che siano ridotte da
5 a 4 le operazioni del ciclo di
lavorazione dei supporti dis.
40158 pos. 13 del motore 370
poichè l'operazione 4/5 (fresa-
tura del piano di base) si può



eseguire benissimo di tornio
con l'operazione 3/5, modifi-
cando la bolla così: « Riferen-
dosi alla tracciatura MIE
il piano base, alesare mozzo,...
tempo 45°.

RISPOSTA.
La proposta è giusta. E’ sta-
to modificato il ciclo di lavo.

razione riducendo le operazio-
ni da 5a 4
°

PROPOSTA N. 14884.

Propone che nella costruzio-
ne di frese a lame riportate
Dis. A. 049226 la rigatura de-
gli alloggi delle lame sia ese-
guita su stozzatrice, anzichè
su fresatrice, perchè si gua-
dagna tempo,

Mostra lo schizzo di due
utensili che potrebbero ese-
guire bene questo lavoro.

RISPOSTA.

Nell’eventualità di costruire
frese grandi a lame riportate,
terremo conto di eseguire me-
diante broccia la rigatura de-
gli alloggi delle lame.

©
PROPOSTA N. 16961.

T. G. tipo 12 - Valvola di si-
curezza - Raccordo - Dis. T,
10390 pos. 1-5-6 - Comm. 34855
Bolla 79861.

L’operazione 9/10 richiede
di eseguire i fori alle due
flange pos. 1-6 e praticare
leggera lamatura per appog-
gio dado. Dato che le flange
sono normalizzate e quindi
tornite con operazione prece-
dente, propone che sia elimi-
nata l'operazione di lamatura.

RISPOSTA.
La proposta è accettata ed
il ciclo sarà modificato.
°
PROPOSTA N. 16886.

Oggetto: valvola D. N. P.
Presa Mare Cavalletto - dis,
T. 45727/2 A. 5105 - 1b Comm,
35122,

Propone una modifica al ci-
clo di lavorazione,

RISPOSTA.

La proposta può essere ac-
cettata in parte.

1) Il PRO/TEMP eli rà

dal ciclo attuale le operazioni
1/9 e 2/9. Da MAG il mate-
riale sarà prelevato a misura
ricavandolo da piatto di 30x8
mm.

2) Non si può invece elimi-
nare l’operazione 3/9, in quan-
to il foro deve essere eseguito
preventivamente, servendo es-
so di riferimento per lo stam-
po piegatore già esistente.

3) Non si può eliminare la
operazione 8/9 di ricottura,
perchè prescritta da collaudi
esterni.

4) Il ciclo non prevede al-
cuna operazione di sabbiatura.



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Le inserzioni in questa rubrica
sono riservate ai dipendenti del-
l'Ansaldo e sono gratuite. Rivol-
gersi ai nostri corrispondenti di
stabilimento.

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so», via Cornigliano 127 r.,
Genova Cornigliano.



QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL'ANSALDO S.A.

*

Edito dall’ Ansaldo S, A.
P. Carignano, 2 - Genova

*
LORENZO REBORA
Responsabile
*

Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

»

P.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825

*
Pubblicità SIRA Conces».
Escl,- Genova - Piazza delle
Vigne, 8 - Telef. 22.342





\a



Ettore CHIELLINI



di anni 86, ex dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 25-2-1956. Era stato assunto
il 9 marzo 1885 in qualità di
fattorino, e in seguito fu uomo
di fiducia della famiglia Or-
lando e ancora addetto al Mu-
seo Navale del Cantiere dopo
la raggiunta pensione, a ot-
tant’anni suonati.

L’anno scorso era stato pro-
posto per la Stella al merito
del lavoro, meritatissima ri-
compensa che gli era stata
consegnata nel corso di una
toccante cerimonia.

Tutti gli operai, gli impie-
gati e i dirigenti del Cantiere
di Livorno hanno appreso con
dolore la notizia della morte
di « Ettorino », una tra le fi-
gure più simpatiche e caratte-
ristiche, che nel corso di tre
generazioni ha dato la sua
opera senza risparmio nel Can-
tiere di Livorno.



Renato SPOSITO

di anni 55, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 23-2-1956, Era stato assunto
nel 1928. Lascia la moglie e
due figlie,



Rosario NISI

di anni 47, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 14-2-1956. Era stato assunto
nel 1954. Lascia la moglie e
un figlio.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».





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TO EE TRE III VITE REI PONI RIOT RIE

si



Un aspetto dei lavori edili in corso a Sindri, in India, per l'impianto completo ordinato all’Ansaldo e destinato a produrre fertilizzanti azotati
extracted text
r DI
ANNO Ill - NUMERO 5

Sonveo gui i, some # QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. » SMI.

N

Spedizione





Ruota lenta di ghisa, di circa 21 tonn., fusa dalla nostra Fonderia per l’O.A.R.N. e destinata alla turbocisterna « Arcturus ».

A sinistra l'operaio Vincenzo Carta.

Le prove a mare

della “G.

e prove a mare della
È M/n. « G. Agnelli » sono

iniziate alle sei del mat-
tino del 28 febbraio. Si trat-
tava di un gruppo di prove da
effettuarsi in una sola gior-
nata: prova a mulinello —
prove progressive per la dura-
ta di tre ore — di evoluzione
per quattro. ore — a tutta for-
za per cinque ore e inoltre
prove di marcia avanti e in-
dietro per due ore — inoltre
prove di girobussola — giro-
pilota — radar — ecometro e
stazione R. T.

La «G. Agnelli» che dopo la
prova odierna verrà consegna-
ta alla Soc. Carbosider, presi-
dente della quale fu il com-
pianto ing. G. B. Bibolini, è
la terza nave della serie « Ca-
pitani del lavoro » che prende
il mare e si inserisce, come
le gemelle, «Oscar Sinigaglia»
e « Guido Donegani » che la
hanno preceduta sulle grandi
linee marittime, tra le navi
più moderne della flotta mer-
cantile nazionale in grazia di
particolari innovazioni tecni-
che che già hanno dato bril-
lanti risultati,

Il Comandante Pastorino
che è al comando della «Oscar
Sinigaglia» ha infatti effettua-
to nei porti di Genova e di
Savona la discarica di 15.000
tonnellate di minerale a tem-
po di record, Questo è stato
possibile per il sistema Mac
Gregor o . autostivante del
quale sono state dotate tutte
e sei le navi di questo gruppo.

Per tornare alla prova o-
dierna diremo che la splendi-
da giornata ed il mare perfet-
to hanno favorito fin dall’ini-
zio l’ottima esecuzione di
tutte le manovre che nel cor-
so di 16 ore di navigazione
hanno permesso alla nave di
superare il severo controllo
delle sue macchine, dei suoi
timoni e di tutto il complesso

Agnelli”

organismo strutturale opera
dei tecnici e delle maestranze
dell’Ansaldo.

A metà mattina vediamo sfi-
lare la flotta francese in rot-
ta verso il porto di La Spezia.
Sono a bordo il direttore del
Cantiere di Muggiano ing.
Bruno Palenzona, e per conto
della Fiat Grandi Motori i
sigg. ing. Filippini Severo, di-
rettore tecnico della Grandi
Motori, e l’ing. Voghera pro-
curatore della Fiat; la nave è
agli ordini del Comandante
Beretta, capitano d’armamento
della Soc. Ansaldo.

L’ing. Voghera ci ha illu-
strate le caratteristiche del-
l'apparato motore che è il
quindicesimo di una serie di
trentacinque in preparazione
fra la Grandi Motori e l’An-
saldo Meccanico.

Si tratta del tipo 757 da
5.500 HP. che sviluppa in na-
vigazione normale 125 giri/1’.

Risaliamo in coperta, dove
salvo gli intervalli tra la ge-
nerosa colazione e la cena
trascorreremo larga parte di
questa interessante giornata,

Possiamo così cogliere al
termine delle prove, dall’e-
spressione soddisfatta dell’ing.
Telesio, Amministratore dele-
gato della Soc. armatrice che
conversa con il nostro diret-
tore ing. Palenzona, la confer-
ma che le prove hanno avuto
un esito brillantissimo.

Ma se le macchine, i consu-
mi, gli argani, gli strumenti di
bordo, i timoni, gli impianti
elettrici hanno funzionato a
dovere, ciò significa che i diri-
genti, i tecnici e le maestran-
ze tutte dell’Ansaldo Muggia-
no hanno ancora una volta
meritato in seno alla nostra
grande Società Ansaldo, il ri-
conoscimento del dovere com-
piuto.

Franco Guadagnini















Collaborazione in atto
tra Meccanico e Ferroviario

bbiamo rilevato, con vi-

vo interesse, che i rap-

porti di lavoro fra lo
Stabilimento Meccanico e lo
Stabilimento Ferroviario sono
andati, da circa un anno ad
oggi, via via intensificandosi
e che si sono gettate le basi
per una ancora più estesa col-
laborazione,

Il carico di lavoro del Mec-
canico, che oltre ad essere no-
tevole fin da otto nove mesi
fa, è da quell’epoca in continua
ascesa, ha fatto considerare
utile la ripresa, presso il MEF
dei lavori che già a suo tem-
po esso eseguiva per il con-
fratello MEC; essi sono: linee
d’alberi, astucci per alberi
portelica, lavorazione di cami-
cie cilindri, costruzione d’in-
vertitori di marcia per motori
Diesel, ecc.

A tali voci se n’è aggiunta
un’altra, molto interessante:
si tratta delle lavorazioni del-
le palette per turbine a vapo-
re. In vista dei possibili favo-
revoli sviluppi futuri, ci sem-
bra sia interessante dare uno
sguardo a quanto si sta fa-
cendo e a quanto si potrà fare.

Palette per turbine a vapo-
re. Dal punto di vista di una
lavorazione in serie, la pro-
duzione delle palette per tur-
bine si presenta come il la-
voro più interessante tra quel-
li ordinati da MEC a MEF;
dato anche il carattere di con-
tinuità che assume questa pro-
duzione, sarebbe interessante
ed utile che MEC concentrasse
su MEF tutto il fabbisogno che
dovrebbe dare in esecuzione a
terzi. MEF potrebbe così or-
ganizzare questa produzione
nel modo più razionale, come
impiego di macchine e come
impiego d’attrezzature con
conseguente riduzione dei co-
sti.

La lavorazione delle palette
per turbine è stata iniziata dal
MEF nel gennaio del 1955, fino
a sviluppare negli ultimi mesi
dalle 3000 alle 3500 ore lavo-
rative mensili. Tale possibi-
lità permane; mentre un ulte-
riore incremento richiede un
opportuno adeguamento del
macchinario. si

Per la collaborazione in at-
to MEC ha messo a disposizio-
ne le sue attrezzature ed ha
fornito l’ausilio della sua lun-
ga esperienza in materia. MEF
ha risposto con molta serietà
e molta assiduità: il rispetto
dei tempi di lavoro, gli scarti
insignificanti, la lavorazione

bene eseguita e la puntualità
nelle consegne ne sono i frut-
ti tangibili.

Le ore lavorative fino ad og-
gi sviluppate ammontano a
circa 20.000.

E’ bene mettere in evidenza
che la lavorazione delle pa-
lette per turbine non è stata
soltanto un compito assegnato
ed eseguito con diligenza; l’of-
ficina del MEF ha preso viva
parte all'impostazione, oltre-
chè alla buona esecuzione di
questo lavoro, adattando le at-
trezzature del Meccanico alle
sue macchine e costruendo
qualche attrezzatura nuova
che ha consentito di accele-
rare e rendere più economica
qualche operazione,

Nel programma di svecchia-
mento delle macchine del
MEF, sono state previste al-
cune nuove fresatrici, che
agevoleranno lo sviluppo della
collaborazione in atto.

Invertitori per motori Die-
sel marini, E’ attualmente in
corso la lavorazione di n. 12
invertitori da 20.000 per moto-
ri Ansaldo Q. 2131/4, lavora-
zione che si riallaccia alle la-
vorazioni già eseguite 5 o 6
anni addietro. Allora i risul-
tati furono soddisfacenti e
non vi sono dubbi che anche
l’attuale commessa, la quale
comporta circa 18.000 ore la-

vorative, dia risultati altret-
tanto buoni.
Le attrezzature impiegate

furono a suo tempo studiate e
costruite dal MEF, che è in
condizione, anche con i suoi
attuali mezzi, di costruire in-
vertitori marini di ogni tipo,
a costi non superiori a quelli
di MEC.

Lavorazione di linee d’al-
beri navali. E° una lavorazio-
ne oltremodo interessante: ad
essa MEF porta il frutto di
una lunga esperienza acquisi-
ta in lavorazioni simili.

Il numero di tali linee lavo-
rate da MEF è andato conti-
nuamente aumentando, I vari
Enti collaudatori possono dare
atto della precisione delle la-
vorazioni e MEC può testimo-
niare sulla puntualità per
quanto riguarda le consegne.

Nel programma di miglio-
ramento macchinario MEF, fi-
gura un nuovo tornio moder-
no, robusto e veloce, che au-
menterà notevolmente le pos-
sibilità dello STA in questo
campo di produzione,

Per ricordare alcune impor-
tanti linee eseguite da due

anni a questa parte, citeremo:
Argea - Miraflores - Pur-
fina - Gripsholm,

Da tempo MEF costruisce,
anche con una certa continui-
tà, grandi astucci per alberi
porta elica, specialmente per
conto della SIAC,

Lavorazione di particolari
vari. Da qualche mese MEC,
per fronteggiare punte di ele-
vato carico di lavoro, commet-
te a MEF la lavorazione di:

— sottobasi di motore Die-
sel;

— sottobasi di turbine a va-
pore;

— alberi per ruote lente di
riduttori navali;
refrigeranti
Diesel e di turbine.

Continui contatti tra i due
Stabilimenti fanno sì che ove
MEC si trovi in difficoltà per
altri impegni e MEF dispon-
ga di attrezzature adatte, par-
ticolari urgenti vengono lavo-
rati e ritornati tempestiva-
mente a MEC, a tutto vantag-
gio del buon esito finale delle
grandi commesse acquisite
dall’Ansaldo,

E’ da tenere conto che nel
programma di miglioramento
del macchinario che è stato
studiato per MEF figurano:
una nuova piallatrice ed una
nuova alesatrice di dimensioni
e robustezza notevolmente su-
periori a quelle delle macchine
di cui lo STA attualmente di-
spone. Queste nuove macchi-
ne base, oltre che migliorare
le possibilità di MEF per le
sue produzioni tipiche (esca-
vatori e ferroviarie), consen-
tiranno a MEF di offrire a
MEC una più ampia collabo-
razione, come per esempio per
le lavorazioni di casse turbine
e casse di riduttori.

Siamo certi che lo sviluppo
di questa collaborazione che
viene data con crescente pas-
sione e senso di responsabili-
tà del personale dei due Sta-
bilimenti, faciliterà la solu-
zione di quei problemi che
presentano carattere di com-
plementarietà, e che consen-
tendo all’ Azienda migliori
possibilità nell’assunzione .e
nello sviluppo di commesse
di particolare interesse, quali
sono quelle tipiche dello Sta-
bilimento Meccanico, evitano
dispersioni di energia nella
esecuzione di eventuali altri
lavori non strettamente carat-
teristici della produzione An-

saldo.
Fabrizio Arnaldi

di motori








suo tempo il nostro gior-

I A pale dette notizia del-
la brillante affermazione

conseguita ‘dall’ Ansaldo, in
collaborazione con la Società
« Montecatini » di Milano, con
l’ assunzione dell’ ordinazione
per la progettazione, costruzio-
ne e messa in esecuzione a
Sindri (India) di un impianto
completo per la produzione di
fertilizzanti azotati, °

A distanza di circa 10 mesi
dall'assunzione di tale ordina-
zione, può essere interessante
fare il punto della situazione,

E’ da ricordare anzitutto
che per seguire e realizzare
questo particolare lavoro è
stata creata un’apposita orga-
nizzazione, sia in Italia con la
costituzione dell’« Ufficio Svi-
luppo Ampliamento Sindri »
(USAS), sia in India con la
avvenuta creazione di un’ap-
posita Società indiana, con se-
de in Calcutta, denominata
« Industrial and Chemical
Plants Ltd. ».

Nel creare tale organizza-
zione, resa necessaria dall’op-
portunità di un più diretto ed
unitario coordinamento di tut-
te le attività connesse con la
realizzazione del lavoro, si
sono dovuti affrontare nume-
rosi problemi, in particolare
per quanto riguarda la scelta
del personale che alla specia-
lizzazione tecnica e professio-
nale specifica doveva unire in
genere anche una sufficiente

conoscenza della lingua in-
glese.
Appena istituito, L’USAS

iniziava il suo lavoro, da un
lato sviluppando, d’intesa con
la «Montecatini», i disegni co-
struttivi e dall’altro lato dan-
do corso, gradualmente a rit-
mo sempre più intenso, al
programma di acquisti dei















s09199*



SS

cAL corta



PAKISTAN



I.
P





materiali e macchinari neces-
sari alla realizzazione dell’im-
pianto.

Lo stesso USAS provvedeva
anche naturalmente a passare
ai nostri Stabilimenti gli or-
dini per l’esecuzione dei la-
vori di loro competenza, dan-
do l’avvio così anche al la-
voro vero e proprio di costru-
zione.

Dal canto suo l’« Industrial
and Chemical Plants Ltd.»
provvedeva ad avviare a Cal-
cutta il centro direttivo ed a
Sindri quello esecutivo dei la-
vori da eseguirsi sul posto in
India.

Si tratta di un complesso
notevolissimo di lavori, che
comprende l’esecuzione, affida-
ta a ditte indiane, di tutte le
opere civili dell'impianto e
quindi il montaggio e la mes-
sa in esercizio di tutti i mac-
chinari dell'impianto stesso.

Si è creato così a circa 7.000
km. in linea d’aria da Genova
un centro attivissimo di la-
voro che costituisce per la no-
stra Società una base molto
efficace per la diffusione e
quasi si potrebbe dire familia-
rizzazione del nome Ansaldo
in tutta l'India.

Le cartine che pubblichiamo
danno una chiara idea della
lontananza di questo centro di
lavoro dalla nostra città e del-
la esatta posizione della loca-
lità di Sindri dove dovrà sor-
gere l’impianto e dove quindi
molta nostra gente sarà chia-
mata a prestare la sua opera.

L’abitato di Sindri è sorto
recentemente, in una zona nu-
da e poco abitata dello Stato
di Bihar a circa 300 km. a
nord-ovest di Calcutta, come
centro industriale basato sulla
utilizzazione dei vicini giaci-
menti carboniferi, Vi si trova-

Bengala \

no già in funzione un impian-
to fertilizzanti, del quale il no-
stro costituirà l’estensione, ed
una cokeria; a parte è sorta e
si sta sviluppando una zona
residenziale moderna. Il cli-
ma della regione ha carattere
nettamente tropicale, senza
presentare tuttavia aspetti no-
civi per le persone ad esso
non abituate come gli europei,

Per il momento l’attività
del nostro personale sia a Cal.
cutta che a Sindri ha, si può
dire, soltanto un aspetto di-
rettivo in quanto i lavori, già
in corso, per le opere civili
vengono come già detto ese-
guiti da ditte indiane con per-
sonale locale. Proprio in que-
sti giorni ci è giunta una serie
di fotografie, fra le quali ab-
biamo scelto per voi alcune
delle più significative, che
danno una chiara idea del pie-
no sviluppo dei lavori edili
per la preparazione delle fon-
dazioni e dei servizi e per la
costruzione dei fabbricati del-
l'impianto.

Non è senza una certa emo-
zione che da queste illustra-
zioni si può constatare come
in quella lontana terra, così
diversa da noi per tradizioni,
clima e abitudini, ferva atti-
vamente il lavoro per la rea-
lizzazione di un’opera alla
quale il nome e l’attività An-
saldo sono così strettamente
legati.

Uniti da un invisibile, ma
non per questo meno saldo e
preciso coordinamento, tecni-
ci e maestranze italiani e in-
diani danno quindi attivamen-
te la propria opera per la rea-
lizzazione di un impianto che
sarà vanto della nostra indu-
stria e valida base per l’ulte-
riore sviluppo economico del
Paese amico.

HET

















i

PT

SE pren





















into















it ZAR



el 1906, mentre sugli
N scali dei « Cantieri Nava-

li Riuniti » si stava ulti-
mando la serie di quattro gros-
si piroscafi da carico da 8.800
tonnellate per la Società Vene-
ziana, tipo « Orseolo », il Co-
mandante Boselli. ufficiale su-
periore della Marina da guer-




ra e genero dell’industriale
Giovanni Agnelli. e il suo ami-
co ing. are Laurenti, uno
dei tecnici precursori e giu-



stamente famosi per la costru-
zione ci sommergibili, decise
ro di accuistare dai « Cantieri
Riuniti » una zona di terreno
e su di essa impiantarono un









STORIA DEL CANTIERE DI |







I sommergibili

soluta, un esperimento auda-
ce, che avrebbe aperto una
nuova èra della tecnica nava-
le. Così fu costruito e varato,
nel 1907, il « Foca », il primo
sommergibile italiano, che di-
slocava 184 tonnellate, con

Varo del sommergibile « Pacinotti » (1916)

ner la costruzione di
somme ili, i primi in Ita-
lia. La ditta si chiamò dappri-
ma «Fiat Muggiano S.A. per
la costruzione di Autoscafi » e
cominciò col costruire dei mo-
toscafi, e poi, per un accordo
intervenuto con la San Gior-
gio di Sestri Ponente, la ditta
si chiamò « Fiat San Giorgio
- Soc. An. per la costruzione
di Autoscafi, Torpediniere e
Sommergibili ».

I progetti dell'ing. Cesare
Laurenti, ex capitano del Ge-
nio Navale, eran già stati ac-
cettati dalla Marina Italiana
ed avevano attirato l’attenzio
ne delle competenti ‘marine
straniere. Pertanto la « Fiat -
S. Giorgio » ricevette subito
tre ordinazioni, una dalla Ma
rina Italiana, una da quella
svedese e una dalla danese.

Costruire un sommergibile
allora era come oggi una cen-

cantiere






. trale atomica; una novità as-







motore a benzina per la navi-
gazione in superficie. Il som
« Hwa-





mergibile svedese,
len », varato nel 1908, fu par-
ticolarmente ammirato per le
sue cualità marine ecceziona-
li, che dimostrò compiendo
senza scorta e coi propri mez-
zi la traversata di 4.000 mi-
glia da La Spezia a Stoccolma,
affrontando un mare agitatis-
simo nel Golfo di Biscaglia. Il
sommergibile danese, varato
nello stesso anno, fu il « Dy-
keren » di 105 ‘tonnellate.

La perfezione di queste rea-
lizzazioni pionieristiche, l’as-
soluta precisione del lavoro, i
risultati superiori ad ogni
aspettativa valsero al cantiere
una rinomanza mondiale, e
segnarono l’inizio di una cre-
scente richiesta da parte del-
la marina italiana e di quelle
straniere,

Come abbiamo detto, il
Cantiere doveva la sua affer-



Una veduta del Cantiere di

mazione alla perfezione del
lavoro accurato e sicuro in
tutti i particolari e all’eccel-
lenza dei motori, il che indus-
se la Fiat a installare a Tori-
no uno stabilimento per la so-
stituzione dei motori a benzi-
na con quelli a olio pesante
del tipo Diesel, di produzione
italiana. Tale progresso richie-
se costose esperienze, ma die-
de ottimi risultati, tanto che
fino allo scovpio della prima
guerra mondiale la Marina mi-
litare italiana fece costruire
ben otto sommergibili del ti-
po « Medusa » che dislocava
no attorno alle 250 tonnellate,
mentre tre sommergibili furo-
no costruiti ver Marina bra-
siliana, uno per la Russia e
un altro per l'Inghilterra: i
due ultimi, però, passarono poi
alla Marina italiana, coi nomi
di « Argonauta » e « Balilla ».
Neilo stesso tempo, in base al-
la licenza di costruzione «Lau-
renti» furono costruiti altri
sommergibili in cantieri ita-
liani e stranieri: in Svezia, il
«Swardfisken » e il « Tumla-
ren »; negli S.U, e in Inghil-
terra l’« S1 », «S2», «S3», e
il « Swordfish ».

Intanto, sempre su brevetti

Laurenti », il Ca.tiere Or-
lando di Livorno costruì 3
sommergibili da 260 tonnella-
te, Odero di Sestri altri tre si-
milari, il cantiere « Kockums »
in Svezia tre sommergibili da
415 tonnellate, il cantiere di
Kavasaki in Giappone due
sommergibili da 710 e il Can-
tiere Nikolaiev in Russia altri
sette sommergibili da 920 ton-
nellate, noi non terminati per
ragioni interne.

Frattanto il confinante can-
tiere mercantile aveva conti-
nuato a lavorare intensamen-
te, ottenendo alcuni notevoli
successi che vanno segnalati.
Nel 1905 scendeva in mare,



per ia Nav. Gen. Italiana, il
grande piroscafo passeggeri
« Duca di Genova . da 7.798
tonnellate, e nel 1998 si vara-
vano il « Duca degli Abruzzi »
sempre per la N.G.I. e l’«Ocea-
nia» per la soc. « La Veloce ».

















dal Brasile, la « Cearà » di
4.000 tonnellate, inventata e
progettata dall’ing. Laurenti.
La nave veniva chiamata
«nave - canguro » perchè po-
teva portare nella speciale ca-
rena e « mollare » in alto ma-
re un piccolo sommergibile.
La stamva mondiale dell’epo-
ca ne ammirò la concezione,
tanto originale cuanto genia-
le, ma questa particolare nave
consenti anche, in ur'a manie-
niera così insolita, di collauda-
re il nuovo tino di motore,
che diede ottimi risultati du-
rante la navigazione fino al
Brasile.









Nave appoggio sommergibili « Cearà» (1913)

Nel 1903 scendeva in mare il
piroscafo « America » da 9.000
tonnellate, seguito poco dopo
dai seguenti: Firenze, Arman
do, Carlo, Milano, Ciara e
Vesuvio.

Nel 1913 la « Fiat - S. Gior-
gio » rilevò completamente
anche il cantiere mercantile,
acquistando così maggior spa-
zio per la costruzione dei som-
mergibili che tenaevano ad
aumentare di tonnellaggio, e
si attrezzò con più ampiezza
nelle officine desiinate alla
fabbricazione delle strutture e
degli accessori e fu anche in
grado di sviluppare un più
vasto programma,

La prima applicazione di
motore « Diesel - Fiat » su na-
vi di suverficie fu effettuata su
un tipo sneciale di nave ap-
poggio sommergibili ordinata

55

Muggiano nel 1912. Sullo scalo il piroscafo « Carlo ».

L’anno seguente era la vol-
ta di altre due navi di tipo
strano e assolutamente origi-
nale, il « Milazzo =» e il « Vol-
turno » da 10.000 tonnellate,
dalla coperta irta di potenti
elevatori e sveciali congegni.
Si trattava di due navi per il
trasporto del carbone, che
avrebbero potuto effettuare il
rifornimento di altre navi in
alto mare, mediante gli appo-
siti elevatori « Menada ».

Durante la prima guerra
mordiale, naturalmente, il
Cantiere dovette svolgere una
attività febbrile per far fron-
te alle pressanti richieste del-
la Marina Militare: costruì e
varò altri 15 sommergibili del
tipo « Medusa» migliorato
(ela F di 260 tonnellate) e
quattro da 762 tonnellate del
tipo « Barbarigo ».







CANTI

ERICE



LA “ GRIPSHOLM,, SI PREPARA AL VARO



La data stabilita per il varo
della motonave svedese « Grip-
sholm », l’8 di aprile, si avvi-
cina rapidamente. Il 3 marzo è
stata montata l’ultima lamiera
dello slancio di prua e su di
essa è stato posto il simbolico
ramoscello di ulivo, per an-
nunciare gioiosamente, con il
lieve stormire delle sue foglie,
che lo scafo era terminato.

Per concludere questa pri-
ma fase della costruzione sono
occorsi mesi di dura fatica,
ma nè le difficoltà nè i disa-
gi hanno potuto rallentare lo
sviluppo dei lavori.

Gli operai del Cantiere han-
no contemplato per un istante
il ramoscello di ulivo e han-
no ripreso la loro opera soler-
te: per 1’8 di aprile tutto deve
essere pronto e nessun parti-
colare deve essere trascurato.
Ben lo sanno i maestri d’ascia
che preparano i vasi sotto la
nave, i verniciatori che stanno



pitturando di colore argento
la carena e soprattutto i mon-
tatori che sono pressati dai re-
parti d’allestimento per com-
pletare al più presto le rifi-
niture. E’ nella poppa dove
quest’ultima fase di lavoro si
svolge più intensa: si devono
barenare le linee d’asse per
montare poi gli astucci e gli
assi port’elica, si deve barena-
re il dritto per sistemare il
timone. Programmi precisi im-
pongono che le barenature sia-
no terminate al più presto e i
montatori, i ribattitori, i cala-
fati scaldano, aggiustano, scal-
pellano, ribattono le ultime
strutture dei ringrossi; ogni
tanto alzano gli occhi per
guardare la nave che, malgra-
do sia ancora prigioniera dei
ponteggi che l’avvolgono, pa-
re ansiosa di liberarsi e di
raggiungere il mare.

Nel contempo si sta prepa-
rando anche lo scalo a mare,

si















Preparazione dello scalo a mare della « Gripsholm »

che è la parte dello scalo fisso
che si protende nell’acqua fin
dove viene ad innestarsi l’a-
vanscalo. Tale avanzamento
oltre ad essere richiesto da
esigenze di varo serve a ga-
rantire una fondazione solida
al di là del ciglio del mare,

Lo scalo a mare della
« Gripsholm » si avanza per
circa 15 m. e per poterlo co-
struire si è dovuto isolare uno
specchio d’acqua con paratie
in legno rese stagne da sac-
chetti di sabbia e sostenute da
piedritti di profilati di ferro
conficcati nel terreno del fon-
dale. La paratia frontale di
questo recinto deve essere
molto solida in qcuanto deve
sostenere un battente d’acqua
alto circa 3 m.

Isolato lo specchio d’acqua
necessario per i lavori da ese-
guire, esso sarà prosciugato
da due pompe centrifughe del-
la portata complessiva di 7000
litri al l’ per esaurire circa
320 me. d’acqua, dopodichè
gli operai scenderanno nello
spazio libero per sistemare i
blocchi di fondazione in ce-
mento e le longarine di abete
necessarie per sostenere il
piano di scorrimento dello
scalo,

Poi entrerà in opera il pa-
lombaro, che preparerà il trat-
to di fondo marino destinato
ad accogliere l’avanscalo e,
con gli ultimi ritocchi al gran-
de complesso delle sistemazio-
ni di varo, la « Gripsholm »
scenderà nelle miti acque del
golfo ligure in un giorno di
primavera mediterranea, por-
tando con sè, quando solcherà
i freddi mari del nord e sfio-
rerà gli abbaglianti fianchi de-
gli icebergs, un indelebile ri-
cordo.



Due navi

in costruzione viste dal mare







FONDERIA



COMMESSE

Ecco le commesse più im-
portanti acquisite nel mese di
febbraio:

— Lingottiere di ghisa per
la « F.I.A.T.» di Torino.

— Suole di ghisa tipo F.
1120 per la « Compagnie In-
ternationale des Wagons Lits»,
agenzia di Milano.

— Getti varii di ghisa per
la Società « Cornigliano ».

— Boccole di bronzo per
l’« Ansaldo - Fossati ».

— Camicie di ghisa per la
« Nuova San Giorgio »,

— Getti di bronzo per l’«An-
saldo - S, Giorgio».

— Mantelli di bronzo per le
« Officine Poccardi » di Pine-
rolo,

— Getti varii di ghisa mec-
canica per l’« Alfa Romeo » di
Milano.

Dette forniture comportano
circa 70.000 ore lavorative.

CONSEGNE

Le consegne effettuate nel
mese di febbraio sono le se-
guenti:

Un’elica di bronzo al man-
ganese, a quattro pale, del

| FERR





La caldaia di una delle venticinque locomotive indiane, in co-
struzione al Ferroviario, sistemata sul telaio. Dopo un accurato

controllo dell’allineamento verrà eseguito il

peso di circa 22 tonn., desti-
nata ad una turbocisterna di
31.500 T.D.W. e un'elica di
bronzo al manganese, a quat-
tro pale, del peso di circa 10
tonn., destinata alla motonave
« Giacinto Motta» in allesti-
mento al nostro Cantiere di
Muggiano, al nostro Stabili-
mento Meccanico; 232 tonn. di
getti di ghisa e bronzo ai no-
stri stabilimenti Ferroviario,
Carpenteria, Cantiere di Se-
stri e Cantiere di Muggiano,
per costruzioni varie; 16 tonn.
di getti di ghisa e bronzo al
l’*« Ansaldo - S, Giorgio », al
« Delta » e all’« Ansaldo - Fos-
sati »; 240 tonn. di lingottiere
di vario tipo alle Società
« F.LA.T.», « Cornigliano» e
« S.LA.C.»; 18 tonnellate di
ceppi freno di ghisa alla
«Compagnia Vagoni Letto» di
Milano; 48 tonn. di getti di
ghisa e bronzo a clienti varii;
183 tonn. di getti di ghisa mec-
canica all’« Alfa Romeo» di
Milano per costruzioni auto-
mobilistiche.

OVIARIO

treno di moto, già disposto sul binario a fianco.

montaggio sul

VISITE AGLI STABILIMENTI



Nei giorni 7, 8 e 9 febbraio si sono riuniti a Genova i tecnici dei servizi manutenzione
impianti delle Aziende del Gruppo Finmeccanica. I congressisti hanno visitato l’Ansaldo

e la foto

Ultimamente i nostri Stabi
limenti, in particolare il Mec-
canico e il Cantiere di Sestri,
sono stati oggetto di numerose
visite, tra cui segnaliamo le
seguenti:

— L’Ammiraglio Subjakto,
Capo di Stato Maggiore della
Mairina dell’Indonesia, insie-
me con alti ufficiali indone
siani.

— I sigg. Theodorus Endert.
Jacobus Van der Wal e Joan-
nes Christians Van Reenen,

dirigenti della Società olan-
dese « De Rotterdamsche
Droogdok »_

— I sigg. Dietrich e Holli-
ger della « Union Carbide » di
New York, accompagnati dal.
l’ing. Ceraso della « S.LO. + di
Milano.

— I sigg. Grothe ed Eder
della Ditta « Thiele » di Kal-
tap (Germania).

— I sigg. Pedro Garibi e
Luis Iturbe, ufficiali della mo-
tonave spagnola « Monte Ulià »
accompagnati dal sig. Crespi

LIVORNO

MOVIMENTO BACINO

— Dal 14 al 16 febbraio ha
sostato il piroscafo « Genepe-
sca I» di 1650 T.S.L. della
Società armatrice « Genepe-
sca» di Livorno per carenag-
gio e lavori varii da parte di
Ditte esterne.

— Dal 18 al 26 febbraio ha
sostato il piroscafo « Dorso
duro » di 4.570 T.S.L. della
Società armatrice « Lloyd Ve-
neziano » di Venezia per ca-
renaggio e sostituzione del-
l’asse port’elica.

Proiezione di documentari
sui caccia venezuelani

Nel pomeriggio di sabato 25
febbraio è stato proiettato in
una sala dell’« Istituto San
Francesco Saverio » di Livor-
no, un documentario cinema-
tografico sulla costruzione dei
cacciatorpediniere venezuelani
al Cantiere « Luigi Orlando »,

Alla proiezione del film,
commentato in lingua spagno-

li ritrae al nostro Stabilimento Meccanico

della Ditta « Fratelli Cichero »
di Genova.

— Un gruppo’ di. studenti
della facoltà di ingegneria
dell’Università di Porto Ale-

gre (Brasile).

— Un gruppo di trenta stu
denti della Sezione navalmec-
canici dell’Istituto Nautico di
La Spezia (al Cantiere di
Muggiano),

— Il sig. Pedro de Zagola,
della Marina Militare del Ve-
nezuela.

—- I Ministro britannico
presso l'Ambasciata britannica
a Roma sig. Unwin e Signora,
accompagnati dal Console Ge-
nerale britannico a Genova
sig. Balfour, dal Console sig.
Hacon, Addetto Commerciale
britannico a Milano (già pri-
mo segretario presso l’Amba-
sciata britannica a Roma) e
dal Vice Console di Genova
sig. Stenbock.

Al Meccanico sono stati ri-
cevuti dal V. D. G. ing. De Vi-
to, dal Direttore ing. Cominet-
ti, dal V. D. ing. Russo e da
gli altri Dirigenti dello Stabi-
limento. Dopo una breve il-
lustrazione delle produzioni
dell’Ansaldo, sia dei Cantieri
che degli Stabilimenti del Set-
tore Meccanico, dei legami fra
l’Ansaldo e la Finmeccanica,
dei legami esistenti fra l’An-
saldo, l’Ansaldo - San Giorgio,
l’ Ansaldo Fossati, ecc., i
graditi ospiti sono stati accom.
pagnati a visitare le varie of-
ficine (Grande Meccanica, Of-
ficina. Dentatrici, Sala Prove
Motori Diesel, Sala Prove

Turbine) e infine il Labora-
torio; qui l'ing. Rappini ha il-
lustrate in inglese le finalità
e i metodi di lavoro del La-
boratorio stesso e ne ha de-
scritti succintamente gli im-
pianti, che sono stati poi visi-
tati rapidamente.

Successivamente gli
sono stati accompagnati dal
Comandante Arcadipane ad
una rapida visita al Cantiere
di Sestri, dove sono stati rice-
vuti dal Direttore ing. Cristo-
fori. Essi hanno così potuto
ammirare il Cantiere dall’alto
delle teleferiche, esprimendo
il loro apprezzamento per la
imponenza degli impianti ed
interessandosi vivamente alle
costruzioni in corso. Gli ospi-
ti sono stati poi invitati ad
una colazione alla quale han-
no preso parte l’A. D. ing, Ro-
sini, il V, D. G. ing. De Vito e
il D. C. ing. Casaccia, nonchè
il comandante Arcadipane e il
sig. Donati. I Dirigenti del-
l’Ansaldo hanno quindi rice-
vuto dal Console Generale
britannico l’invito ad un cock-
tail nella sua abitazione, in
onore del Ministro Unwin e
della sua gentile Signora.

I visitatori si sono profonda-
mente interessati nelle visite
dei nostri due maggiori Stabi-
limenti e hanno ripetutamen-
te dimostrato il loro apprez-
zamento per l’organizzazione,
per gli impianti, per la disci-
plina del personale e per la
abilità della mano d’opera. Es-
si hanno anche colta ogni oc-
casione per dimostrare una
simpatica cordialità.

ospiti



la e corredato anche di esau-
rienti didascalie del lavoro
italiano, hanno assistito i diri-
genti del Cantiere di Livorno
e numerosi ufficiali e sottuffi-
ciali della Marina del Vene-
zuela.

La visita all’Ansaldo del Ministro britannico presso l'Ambasciata
a Roma, sig. Unwin. Da sinistra: il sig. Donati della Dig; l'ing.
G. Rappini, dirigente del Laboratorio materiali del Mec; it
Console Hacon; la signora Unwin; il Ministro Unwin; il V.D.G.
ing. De Vito; il V. D. del mec ing. Russo; il V. Console Stenbock;
il Direttore del Mec ing. Cominetti; il Console Generale Balfour



Il collaudatore Angelo Cervetti, coadiuvato dall’operaio Pellegrino
Catti, esegue un severo collaudo dimensionale di un blocco
cilindri per locomotive indiane in costruzione al Ferroviario









[MECCANICO È

COMMESSE

Ecco le commesse più im-
portanti acquisite dall’8 gen-
naio al 7 marzo.

— Quattro assortimenti di
collettori per caldaie tipo Fo-
ster Wheeler per apparati mo-
tori in costruzione presso i
« Cantieri Riuniti dell’Adriati-
co» di Trieste.

— Ricambi per la Centrale
termoelettrica di Torrelavega
della « SNIACE » (Spagna).

— Ricambi per turboalter-
natore da 10.000 kW per la
Centrale « SGES » di Catania.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di 165
cav. eff. a 390 giri al 1’, da
sistemare su peschereccio del-
l’armatore Apollinare Lazzari
di Ancona.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav, eff. a 390 giri al 1’,
da sistemare su peschereccio
dell'armatore Nicola Mazzel-
la di Castiglione della Pescaia.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav. eff. a 390 giri al 1,
da sistemare su peschereccio
dell'armatore Gino Colombai
di Livorno.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/6 RS, so-
vralimentato, della potenza di
270 cav. eff. a 430 giri al 1’,
da sistemare su uno scafo del.
la « Brodomaterijal » di Rije
ka (Jugoslavia).

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q. 265/4, della
potenza di 200 cav. eff. a 360
giri al l’, da sistemare su sca-
fo della « Brodomaterijal » di
Rijeka (Jugoslavia).

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav, eff. a 390 giri al 1,
da sistemare su peschereccio
della «Cooperativa Pescatori»
di Scoglitti.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav. eff, a 390 giri al 1’,
da sistemare su peschereccio
di proprietà dei signori Al-
fonso, Vito e Margherita Mar-
chetti di Giulianova Lido.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, della potenza di
165 cav, eff. a 390 giri al l’,
da sistemare su peschereccio
di proprietà dei signori Anto-
nio Collini e Anna Bronico di
Pescara.

— Tre gruppi Diesel - di-
namo compressore, dotati
di avviamento elettrico, cia-
scuno formato con motore Die.
sel Ansaldo Q. 81/2 (della po-
tenza di 9 cav. eff. a 1500 gi-
ri al 1’), con dinamo da 4 kW
- 24 Volta e con compressore
da mce/h 12x30 ate, per la
Società « ACNIL » di Venezia.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q. 265/4 S, so-
vralimentato, della potenza di
300 cav. eff. a 360 giri al 1’,
dotato di elica a pale orienta-
bili, da sistemare su pesche-
reccio di proprietà dell’arma-
tore Paolo Pollastrini di An-
zio.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q.265/4S, sovra-
limentato, della potenza di
300 cav, eff. a 360 giri al 1’,
dotato di elica a pale orienta-
bili, da sistemare su pesche-
reccio di proprietà degli ar-
matori F.lli Tontini di Anzio.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q. 265/4 S, so-
vralimentato, della potenza di
300 cav. eff. a 360 giri al 1’,
dotato di accessori normali; da
sistemare su peschereccio di
proprietà della Società «AGO»
di Terracina.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q. 265/4 S, so-
vralimentato, della potenza di
300 cav. eff. a 360 giri al 1,
dotato di accessori normali, da
sistemare su - peschereccio di
proprietà degli armatori An-
gelo e Salvatore Wongher di
Porto S. Stefano.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q, 265/4 S, so-
vralimentato, della potenza di
300 cav. eff. a 360 giri al 1’,
dotato di accessori normali, da
sistemare su peschereccio di
proprietà dell'armatore Fede-
rico Pignali di S, Benedetto
del Tronto.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4, della po-
tenza normale di 110 cav. eff.
a 390 giri al 1’, dotato di ac-
cessori normali, da sistemare
su peschereccio di proprietà
dell'armatore Luigi Recchi di
Termoli.

— Un motore industriale
Diesel Ansaldo tipo 2131/4,
della potenza di 125 cav. eff.
a 450 giri al 1’, completo di ac-
cessori e ricambi, da accop-
piare a macchina elettrica,
della Società « The New Epi-
rotiki Steamship Navigation
Petros Potamianos - Piraeus »
(Grecia).

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 370/6 RS, sovra-
limentato, della potenza di
830 cav. eff. a 275 giri al 1°,
completo di accessori e ricam-
ni e di 3 gruppi ausiliari (co-
stituiti da un’elettropompa di
riserva per la lubrificazione,
un depuratore elettrico per il
combustibile, un depuratore
elettrico per l’olio di lubrifi-
cazione), per la Società «Esta-
leiros Navals de Viana do Ca-
stelo = di Viana do Castelo
(Portogallo).

— Un gruppo Diesel alter-
natore da 150 KVA - 220/127
Volta, formato con motore
Diesel Ansaldo tipo 1620/6
sovralimentato, della potenza
di 185 cav. eff. a 1000 giri al
1’, destinato alla Ditta « De
Micheli » di Firenze,

— Un gruppo Diesel pompe,
con motore Diesel Ansaldo ti-
po Q. 81/2 della potenza di 9
cav, eff. a 1500 giri al 1’, azio-
nante una pompa per acqua
da 29 tonn/h per 25 mt. ed
una pompa per olio di lubri-
ficazione da 5 mc/h, quale
gruppo ausiliario per la moto-
nave « Itaca » (ex Union) del-
l’armatore Paolo Caruso &
C. di Trapani.

Le suddette forniture com-
portano circa 125.000 ore la-
vorative.

\__iÀ

i




Ruote lente per riduttori navali in una Officina del Meccanico

CONSEGNE

Il materiale più importante
spedito dal 22 febbraio al 6
marzo è il seguente:

— Due piattaforme girevoli
ed una fissa (inviate al Mec
per la ricottura), 36 supporti
(inviati al Mec per il control-
lo « Magnaflux ») e una cal-
daia per locomotive indiane
al nostro Stabilimento Ferro-
viario; tubazione di rame (in-
viata al Mec per la ricottura),
due elettropompe centrifughe
per estrazione condensatore
principale, un albero interme-
dio per linea d’asse, al nostro
Cantiere di Sestri per le tur-
bocisterne « Purfina Italia » e
« Fina Canadà » in allestimen
to per la « Compagnia Marit-
tima Palermitana » di Paler-
mo; due tubi astuccio, parti
PR e PP, per linee d'assi al
nostro Cantiere di Sestri per
la motonave « Gripsholm » in
costruzione per conto della
« Svenska Amerika Linien »
di Géoteborg (Svezia); soffia
tori di fuliggine per caldaie
principali e tubi d’acqua, ap-
parecchi per bloccaggio linea
d’asse al nostro Cantiere di
Livorno per il cacciatorpedi-
niere « Indomito » in allesti-
mento per la Marina Militare
Italiana.

— Una turbina di bassa
pressione sinistra, dodici ma-
nicotti dentati per giunti fles-
sibili, due turboalternatori da
280 kW (costituiti da basa-
mento, condensatore, turbina,
riduttore ed alternatore), una
turbina di bassa pressione de-
stra ed un cuscinetto reggi-
spinta principale per gruppo
riduttore destro al nostro Can-
tiere di Livorno per tre cac-
ciatorpediniere venezuelani in
costruzione.

— Un gruppo Diesel dina-
mo, con motore Ansaldo tipo
Q. 265/4 da 200 HP e dinamo
da 125 kW, al nostro Cantiere
di Muggiano per la motonave
« Giacinto Motta» in allesti-
mento; particolari di ricambio
per motori Ansaldo alla « Em-
presa Nacional de Transpor-
tes » di Buenos Aires; una ca-
micia cilindro, supporti e
giunto Zolner (rimessi in effi-

cienza al Mec) alla motonave
«- Ardea »= della «Società di
Navigazione Marittima Napo-
letana » di Napoli, in avaria
nel porto di Venezia; due al-
beri a manovelle e cuscinetti
alla « Gestione governativa di
navigazione sul lago di Como »
per apparati motori di navi
lacuali: tre testate stantuffo

complete di prigionieri per
motore Diesel Ansaldo - Fiat
tipo 688 alla motocisterna
« Fede » della « Flotta Lauro »
di Napoli, in avaria nel porto
di Genova,

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 198 tonnellate.

Gruppi elettrogeni in prova per la ‘ Gripsholm,,

In questi giorni si stanno ef
fettuando con ottimi risultati,
presso la Sala prove del Mec-
canico, le prove ufficiali di colì-
laudo di cindue gruppi elettro-
geni da 875 KVA con motori
Ansaldo tipo 460/6 ed alterna.
tori originali ASEA (Svezia).
I gruppi elettrogeni sono de-
stinati alla centrale elettrica
della motonave « Gripsholm »
in costruzione al nostro Can-
tiere di Sestri per la «Svenska
Amerika Linien» di Goteborg
(Svezia).

Il motore Q. 460 ha un ale
saggio di 460 mm. e una corsa

di 660 mm., è del tipo a quat-
tro tempi, semplice effetto,

con stantuffi raffreddati ad
olio. (Otto motori di questo
tipo, nella soluzione costrut-

tiva a 7 cilindri, sono stati a
suo tempo installati cinque a
bordo dell’« Andrea Doria » e
tre a bordo della « Cristo-
foro Colombo »). La potenza
unitaria per cilindro è di 175
cav. a regime di giri 257 al 1’.
I gruppi generano corrente al.
ternata a 450 V. e a 60 Hz e
sono dota<i di regolatori auto-
matici di tensione del tipo
ASEA originali.



MUGGIANO



Nuovi



gruppi elettrogeni sistemati sulla motonave argentina

« Rio Jachal » al Cantiere di Muggiano.





sab iii



a turbocisterna « Miraflores» — Sopra: il timone, del peso di 35 tonnellate, del transatlantico « Roma >
928 — A destra: tre fasi del montaggio del timone di una turbocisterna da 31,500






tonn, di portata lorda

IA DEL TIMONE

tie a quelle persiane e greche,
1 quelle di Duilio e giù giù fi-
10 a quelle delle prime glo-
"iose repubbliche marinare. Le
navi genovesi di Oberto Doria,
che piombarono con rapido
movimento sulla flotta pisana
alla Meloria, manovravano an-
ora con due timoni. Se il si-
stema dei due timoni non fos-
je stato tanto eccellente, forse
Pisa non sarebbe diventata
: vituperio delle genti ».

Ma le conquiste umane, co-
m'è noto, non si fermano mai,
a nel tardo medioevo qualcuno
pensò che sarebbe stato me-
slio applicare al centro della
poppa un timone girevole da
ciascuna banda: a dirla oggi
sembra una cosa da ridere, ma
allora avrà forse fatto ridere
di compassione e di scherno
dietro al povero inventore,
che avrebbe ben meritato
più di un monumento, ed in-
vece è tuttora sconosciuto.
Doveva essere un navarrese,
tanto è vero che il nuovo ti-
mone fu detto « alla navarre-
sca »,

Il primo mezzo di manovra
fu una semplice barra appli-
cata direttamente sull’asta del
timone: la mano dell’uomo im-
pugnava la barra, i muscoli
del braccio erano padroni del-
ta rotta, la scena diventava
mitica, Da qui tutta la forza
emotiva di un grido come
«Tutta barra a sinistraaaaa!!!»
strascicata con lunga « canti-
lena » pèr vincere il rumore
delle onde tempestose. A pro-
posito;: qualcuno dice che i
genovesi parlano con la « can-
tilena » perchè abituati ad ur-
lare per mare gli ordini al ti-
moniere. Se non fosse per i
timoni, dunque, i genovesi
parlerebbero come i senesi.

Dalla manovra diretta sulla
barra, che richiedeva sforzi
enormi e non si poteva evi-
dentemente applicare a gran-
di imbarcazioni, si passò ad
un comando «a distanza » del
timone: una ruota «<a cavi-

glie », che è la classica ruota
cui pensiamo ogni volta che
sentiamo la parola « timone »,
piazzata sul cassero di poppa
o sul ponte di comando. La
ruota, fatta girare verso de-
stra o verso sinistra, comanda
delle catene che a loro volta
dirigono la pala del timone.

Quello del timoniere fisso
alla « ruota » è la visione più
romantica della marineria: le
mani chiuse a pugno sulle
« caviglie », il cappuccio ince-
rato zuppo d’acqua che scende
sulla cappotta, lo sguardo im-
mobile sulla bussola, e nell’in-
furiare degli elementi il fuoco
acceso nel fornello della inse-
parabile pipa. La visione è
suggestiva e potente, tanto è
vero che certi « condottieri »
di popoli amano farsi definire
« timonieri » ma di solito por-
tano la nave in secca.

Ma ai timonieri veri succe-
de di rado, a meno che non
abbiano perso la bussola, co-
sa che succede più spesso agli
uomini in terraferma.

Già con la marina a vela, coi
pesanti velieri e coi velocissi-
mi « clippers » la manovra del
timone doveva essere enorme-
mente faticosa e difficile, tan-
to è vero che si aggiungeva
spesso a poppa una vela che
aveva il compito di favorire
la manovra, come accadde nei
« brigantini a palo».

Poi, con l'avvento del vapo-
re, si pensò di favorire la ma-
novra servendosi di macchina-
ri a vapore, che poi divennero
elettrici ed elettroidraulici. Il
principio era sempre lo stesso:
la ruota girando comandava la
pala del timone, ma lo sforzo
veniva eseguito da questi mac-
chinari, che furono appunto
chiamati « servomotori ». Così
con un piccolo sforzo si po-
teva far superare al timone
qualunque resistenza, e mano-
vrare, per così dire, il « Rex »
con un « colpo di mano ».

I timoni della nostra epoca
cominciarono con strutture di

lamiera con bracci terminanti
in cardini chiamati agugliotti,
poi si pervenne ad una strut-
tura doppia che ruota attorno
al dritto di noppa, che ne co-
stituisce l’asse di rotazione.
Questo sistema si chiama
« Simplex » ed è adottato per
navi ad una sola elica e co-
munque di scarsa potenza,

Negli altri casi si adopera
il timone « Dertz » il cui fun-
zionamento si ispira al fun-
zionamento aerodinamico del-
le ali degli aerei, è a strut-
tura multipla con un vuoto in-
terno, apposite «chiavette» lo
rendono solidale con il perno
che è di acciaio speciale tor-
nito, la manovra è natural-
mente elettroidraulica,

Il timone è progettato in
base al numero delle eliche e
alla loro posizione: in sala a
tracciare si fa la sagoma, poi
si tracciano le lamiere che so-
no di acciaio da scafo, e quin-
di si monta e si salda, in atte-
sa di montarlo a bordo. Certi
tipi di navi da guerra hanno
due timoni, paralleli oppure
uno a proravia dell’altro, o
anche uno a poppa e uno a
prora, per favorire la rapidità
di evoluzione.

La nave, insomma, questa
enorme città galleggiante che
può dislocare anche quaranta-
mila tonnellate, può manovra-
re solo per mezzo di questo
« pezzo » invisibile che pesa,
sì e no, trenta tonnellate.
Trenta tonnellate, ma essen-
ziali.

Perchè il timone è il « go-
verno » della nave, tanto è ve-
ro che i francesi lo chiamano
« gouvernail ».

Eppure, anche così come es-
so ci appare, non è del tutto
una novità, e c'è davvero da
stupirsi che ci si sia arrivati
solo dopo tanti secoli e tanti
esperimenti. Sarebbe bastato
osservare la coda di un pesce:
essa è un timone, perfetto,
funzionale, bellissimo.

Lucio Bozzano





















10



Ampio accordo raggiunto | CONCORSO FOTOGRAFICO |
su vari problemi sindacali

Ml 6 marzo u. s., presso la Dire-
zione Generale dell’Ansaldo, si so-
no riuniti i rappresentanti della
nostra Società e i rappresentanti
sindacali della CISL - FIM e UIL -
ULIM. Al termine della riunione
è stato redatto e firmato il se-
guente verbale di accordo:

Premesso che nel corso del-
le riunioni intervenute tra la
Direzione dell’Ansaldo e le
Commissioni Interne degli Sta-
bilimenti Sociali di Genova in
merito al problema dell’alion-
tanamento del personale an-
ziano, era stata avanzata dalle
stesse Commissioni Interne la
richiesta di effettuare anche un
esame dei diversi problemi di
ordine sindacale che in atto
interessano il personale degli
stabilimenti della Sovietà Ax-
saldo, e che la Direzione sve-
va risposto di essere disposta
ad effettuare tale esame, suc-
cessivamente alla definizione
del problema dell’allontana-
mento del personale anziano e
semprechè nel frattempo i la-
voratori interessati si astenes-
sero dal continuare ad effettua-
re le agitazioni in corso;

premesso altresì che, essen-
do intervenuta il giorno 29 feb-
braio u. s. la stipulazione tra
la Direzione dell’Ansaldo e le
Organizzazioni Provinciali del-
la CISL - FIM e UIL - UILM di
un accordo per l’allontanamen-
to del personale anziano e la
immissione di un congruo nu-
mero di giovani, le Organizza-
zioni sopracitate, su richiesta
dei loro aderenti, hanno invi-
tato la Direzione dell’Ansaldo
ad effettuare congiuntamente
l’esame sopra accennato;

il giorno 6 marzo 1956, pres-

so la Direzione Generale del-
l’Ansaldo si sono riuniti i si-
gnori:
Dott.
Avv.
sentanza della
Ansaldo;

Ing. Domenico Zirilli «
Alberto Boyer, in rappre-
stessa Società

isignori Luigi Brolpasino, Se-
gretario Provinciale del Sinda-
cato Metalmeccanici CISL di
Genova;

signor Sergio Serena, Segreta-
rio Responsabile . dell’Unione
Sindacale della UIL,

con la. partecipazione dei si-
gnori: Camoirano Franco, Ca-
nepa Aurelio, Gemîgnani Vi-

nicio, Baratucci Edoardo, Magi
Giulio, Bisacchi Giorgio, Pizzèt-
ti Gioacchino, Cresta Giuseppe.
Gasparino Fausto, Cariola
Francesco, Bozzo Luigi, Stac-
chini Mario, Bruzzone Antonio,
Veronese Ezio, Bottino Santo
in rappresentanza dei lavora-
tori della Soc, ANSALDO ade-
renti alla CISL - FIM e alla
UIL - UILM.

Dopo ampia discussione ed
‘approfondito esame della si-
tuazione, le parti si sono date
reciprocamerte atto di quanto
segue;

1) Per quanto concerne la
corresponsione della indennità
sostitutiva di mensa e del va-
lore in natura della mensa sui
diversi istituti contrattuali, i
Rappresentanti sindacali ha1uo
rinnovato alla Direzione del-
l'Ansaldo la richiesta di esten-
sione al personale della Socie-
tà stessa dell’accordo a suo
tempo stipulato dalle Organiz-

zazioni nazionali della CISL -
FIM e UIL - UILM, con la So-
cietà Ilva. La Direzione fa pre-
sente come non sia possibile
iniziare trattative in sede a-
ziendale sull’argomento, in
quanto lo stesso è attualmente
all'esame della propria Orga-
nizzazione Confederale, e chie-
de pertanto che lo stesso venga
accantonato,

I Rappresentanti sindacali
prendono atto di quanto comu-
nicato dalla Direzione e si ri-
servano di riproporre il pro-
blema qualora lo stesso tra
breve termine non abbia tro-
vato soluzione in sede nazio-
nale.

2) Anche per quanto si riferi-
sce al completamento del con-
tratto collettivo di lavoro ed
agli aumenti salariali per l’in-
dustria metalmeccanica, le par-
ti hanno convenuto come .l
problema in questione — es-
sendo in atto trattative in cin
po nazionale tra la Deicgazio-
ne degli Industriali Meca mec-
canici e le Federazion: nazio-
nali dei lavoratori della cate-
goria — non possa essere trai-
tato in sede aziendale.

5) Le Organizzazioni dei 1a-
voratori CISL - FIM e UIL -
UILM, hanno rinnovato la ri-
chiesta alla Direzione della So-
cietà Ansaldo perchè vengano
modificate le norme aziendali
attualmente in atto che bloc-
cano le percentuali di guada-
gno del personale non cott!im'-
sta e venga data definitiva si-
stemazione alla materia come
d’altra parte era previsto al
punto 5) della circolare D. G.
n. 92 del 26 marzo 1953,

La Direzione Generale de'-
l’Ansaldo confermando quanto
già aveva avuto occasione di
comunicare in proposito alle
Organizzazioni Sindacali CISL
- FIM e UIL - UILM, si dichia-
ra disposta ad iniziare le di-
scussioni sul problema relati-
vo alla sistemazione del trat-
tamento del personale non cot-
timista al più presto possibile
e comunque si impegna che
quanto sarà concordato in ma-
teria avrà decorrenza dall’ini-
zio del nuovo esercizio sociale
e cioè con il 1° aprile p. v.

4) Da parte dei Rappresen-
tanti dei lavoratori viene ri-
chiesto di porre in discussio-
ne il problema dèl premio di
produzione al personale impie-
gatizio, in particolare per gl)
stabilimenti Carpenteria e di
Costruzioni Meccaniche e Fer-
roviarie dove in oggi non esi-
ste un vero e proprio sistema
di premio di produzione, an-
che se si dà atto che al perso-
nale impiegato viene corrispo-
sto un mancato premio di en-
tità superiore a quello previ-
sto dal vigente contratto di la-
voro,

La Direzione si impegna a
studiare e mettere in atto un
sistema di premio di produzio-
ne anche per il personale im-
piegato degli stabilimenti Car-
penteria e di Costruzioni Mec-
caniche e Ferroviarie.

Detti studi relativi ai premi
di produzione sopra indicati
saranno portati a conoscenza

delle Organizzazioni Sindacali
firmatarie del presente Accordo,
per le eventuali osservazioni
preventivamente alla loro mes»
sa in attuazione.

Nel frattempo, il mancato in-
centivo attualmente corrisposto
agli impiegati degli Stabilimen-
ti CAR e MEF nella misura del
15% riferito allo stipendio con-
itrattuale di categoria ante -
conglobamento, viene elevato a
decorrere dal 1° aprile 1956 al
18% riferito sempre allo sti-
pendio di cui sopra.

La Direzione dell’Ansaldo si
dichiara inoltre disposta a .ri-
vedere il premio di produzio-
ne del MEG; il premio revisio-
nato andrà in vigore dal 1° a-
prile 1956.

Per quanto riguarda il pre-
mio di produzione del Cantie-
re Navale, la Direzione fa pre-
sente l’opportunità di atten-
dere che lo Stabilimento sia a
pieno ritmo di produzione in

maniera di poter vedere in
concreto l’entità dell’attuale
premio di produzione in un

periodo di piena attività,
Comunque le discussioni in

proposito saranno iniziate col

mese di luglio p. v

Sindacali
atto di

Le Organizzazioni
firmatarie prenfiono
quanto sopra.

5) Da parte delle due Orga-
nizzazioni Sindacali viene ri-
chiesto che sia accelerata pres-
so lo stabilimento Meccanico
la introduzione delle nuove ta-
riffe di cottimo le quali con-
sentono di realizzare una mag-
giore produzione unitaria €
conseguentemente un sensibile
aumento di retribuzione e i-
noltre che la Direzione precisi
îl termine di tempo entro il
quale l’introduzione di tali
nuove tariffe sia completa.

La Direzione dell'’Ansaldo di-
chiara essere sua intenzione ac-
celerare al massimo — compa-
tibifmente con le esigenze tec-
niche —- l’introduzione delle
nuove tariffe, e si riserva di
precisare i termini di tempo
richiesti non appena avrà ul-
timato gli studi attualmente in
corso in argomento.

6) A seguito della richiesta
avanzata dalle Organizzazion.
Sindacali, viene convenuto, che
in relazione all'aumento di *a
luni generi alimentari dovuto
a cause contingenti, per il tri-
mestre marzo - aprile - maggio
756, la Direzione aumenterà lo
ammontare medio complessivo
della spesa giornaliera pro-ca-
pite per i soli generi alimenta-
ri da lire 120 a lire 126 fer-
ma restando la quota attuale
a carico dei lavoratori,

L’aumento di cui sopra varrà
esclusivamente per il trimestre
indicato,

7) In relazione all’esame ge-
nerale sopra effettuato, ed in
particolare a quanto indicato
nei precedenti 6 punti, le par-
ti stipulanti riconoscono con-
cordemente come per i proble
mi sindacali aziendali discussi,
sia stato possibile realizzare
una sostanziale uniformità di
intendimenti ».



TULLIO MAZZANTINI (Liv):



« Vecchio acquedotto »



La nomina del gen.

Bugenio De Vito

a Pres, del Comitato Teenico del RILNA,

Il tenente generale c. a. del
Genio Navale ing. Eugenio De
Vito, consulente tecnico per le
costruzioni navali dell’Ansal-
do e padre del nostro V. Di-
rettore Generale ing. Edgardo
De Vito, è stato recentemente
eletto all’unanimità Presiden-
te del Comitato tecnico del
Registro Italiano Navale, a-
vente il compito di prendere
in esame ed esprimere il suo
parere su tutti i nuovi pro-
blemi tecnici che si presen-
tano alla Direzione Generale
dell’Ente di classificazione.

Già da molti anni il gene-
rale De Vito ne era membro ed
era stato confermato in que-
sto importante incarico nella
seduta del Consiglio di am-
ministrazione del R.I.NA, te-
nutasi a Roma l’8 febbraio
scorso. Il giorno 28 dello stes-
so mese il Comitato tecnico si
riuniva a Genova, presenti:
l’ing. Costanzi, Direttore dei
Cantieri Riuniti dell’Adriati-
co (confermato dal Consiglio
di amministrazione del R.I.
NA.); Ving. Fea, professore
della Facoltà d’ingegneria na-
vale dell’Università di Napoli
(delegato dal Ministero della
Marina Mercantile); l’ing. Spi-
nelli, professore della Facoltà
d'ingegneria navale dell’Uni-
versità di Napoli (designato
dal Consiglio d’amministrazio-
ne del R.I.NA.); l’ing. Soldà,
Direttore Generale del R.I.NA.
(membro di diritto); V ing.
Ruocco, Ispettore Generale
della motorizzazione civile e
dei trasporti in concessione
(confermato dal Ministero dei
Trasporti); lo stesso generale
De Vito.

In questa riunione doveva
essere eletto il Presidente del
Comitato stesso e la scelta
cadeva all’unanimità, come già
accennato, sul generale De
Vito, la cui figura di geniale
studioso e profondissimo cono-
scitore di problemi di tecnica
navale è notissima in Italia e
all’estero.

Si aggiunge così un altro ri-
conoscimento alla brillante at-
tività di un uomo alla cui
competenza tanto deve il pro-

siediti cenni ii

siii tant

gresso delle costruzioni navali
e che continua a dare il meglio
di sè stesso con eccezionale
spirito giovanile.

Nella circostanza della sua
nomina a Presidente del Co-
mitato tecnico del Registro
Italiano Navale, nomina che
onora anche la nostra Società,
« l’Ansaldino » esprime al ge-
nerale De Vito le felicitazioni
più cordiali e i più fervidi voti
augurali.



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Elogio dei maestri d’ ascia

Caro Ansaldino,

ci credi ai miracoli? Se io
penso all'articolo sulla don-
na palombara, se io penso alle
200, dico duecento immersio-
ni, posso pensare di si.

Il giorno che la donna pa-
lombara ha fatto l’immersio-
ne mel bacino del Cantiere
per imbottire l’avanscalo, io
me ne stavo taciturno e pen-
sieroso ad assistere all’affon-
damento del sopraddetto per
il varo della « Purfina ».

Nevicava, quel giorno, e ve-
devo i maestri d’ascia con o
senza cappotta incerata, lavo-
rare inperterriti sotto la neve,
sferzati dal gelido vento di
tramontana. In quel giorno
tutti gli sguardi erano rivolti
alla donna palombara, nessu-
no, neppure gli stessi compa-
gni di lavoro avevano uno
sguardo od un pensiero per
quegli uomini che per il sen-
so del dovere e di responsabi-
lità, lavoravano sotto la ne-
ve, sotto alla pioggia, intiriz-
ziti dal freddo, incuranti an-
che della loro stessa salute.

Il 15 gennaio la « Purfina »
è scesa in mare felicemente
ed il 16 incomincia quello che
io voglio chiamare veramente
un miracolo in senso umano
e quasi soprannaturale della
parola.

Sono passati da allora 35
giorni, ma, dato che una set-
timana è adibita alle cosid-
dette operazioni di varo, i
giorni esatti sono 28 e la gen-
te che ritornerà ancora una
volta a vedere un altro varo,
non si accorgerà forse che su
quello scalo, che aveva lasciato
sporco di grassi e stearina, in-
gombro di centinaia di tacchi
e puntelli buttati là alla rin-
fusa, un’altra unità gemella
ha preso il posto di quella che
35 giorni fa aveva avuto per
la prima volta il battesimo del
mare.

Nessuno ai presenti all’uno
e all’altro varo penserà anche
per un solo istante a questa
autentica e sublime trasfor-
mazione operata dalla tecnica
di esperti ed ingegneri e dalla



meravigliosa opera di oscuri
lavoratori e nessuno penserà
— nemmeno quelli che lo do-
vrebbero — che nel giro di
28 giorni tutto il materiale
che è servito per il primo va-
ro, e cioè centinaia e centi-
naia di tonnellate di legno e
di ferro sono passate da una
parte all’altra del Cantiere,
pulite, smontate, trasportate e
sistemate sotto la nuova unità.
Ed ecco alcuni dati e cifre
raccolti da fonte degna e si-
cura: sono 60 sottovasi del pe-
so complessivo .di oltre 100
tonn., sono 42 vasi di oltre 250
tonnellate, 1 avantiscalo di ol-
tre 250 tonnellate, una invasa-
tura con pesanti selle di ferro,
100 e più tacchi, cunei, ecc.,
tirati su dal fondo del mare,
puliti, trasportati, rimessi an-
cora una volta a posto, pronti
per il nuovo battesimo,

Ma qui mi accorgo io stesso
che le cifre stonano, stonano
perchè sono aride, e qui si
parla di miracoli, qui si par-
la di sentimenti umani, qui si
parla di cuore, di sacrifici, qui
è la vera autentica poesia del
lavoro.

I lavoratori in mare, sotto
la carena di una nave, alle in-
temperie, sotto la neve a 4 -
5 - 6 e più gradi sotto zero,
sferzati dal gelido vento di
tramontana, penso cne com-
piano dei veri miracoli di te-
nacia, di resistenza fisica, di
(lasciatemelo dire) senso del
dovere.

E’ bello per me, per me che
ho vissuto un tempo ormai
tanto lontano, ma sempre no-
stalgicamente vicino a questi
autentici lavoratori, raccon-
tare e rivivere come in un so-
gno i miracoli, che nascono
spontanei dalla tenacia e dalla
loro forza di volontà. Sono
maestri d’ascia discendenti di-
retti e indiretti di quelli che
costruirono le prime navi che
diedero onore e vanto agli an-
tichi condottieri ed alla Ge-
nova Superba e marinara; dei
vecchi maestri d’ascia che fe-
steggiavano S. Giuseppe come
loro Santo Patrono, ed è qui
nel vecchio e primordiale
cantiere dei Cadenaccio, sotto
lo sguardo materno e tutelare
della Madonna del Gazzo, che
si costruirono le prime bar-
che che diedero inizio e vita
al grande complesso cantieri-
stico dell’ Ansaldo, gloria e
vanto della Liguria e della
Marina Italiana.

Oggi purtroppo non esisto-
no quasi più quei famosi mae-
striì d’ascia, che maneggiavano
la piccozza e l’ascia come lo
spadaccino adopera la spada



e il fioretto; nggi purtroppo
sono più modesti ed i buoni
rimangono sempre più pochi,
ma anche se vecchi, anche se
minorati in numero ed in qua-
lità, qualcosa di quell’orgoglio,
di quella tenacia, forse come
per tradizione, forse come de-
stino, ma qualche cosa è ri-
masto; e malgrado i tempi
procellosi, malgrado le mino-
razioni, malgrado tutto, ab-
biamo potuto vedere quello
che ai nostri occhi di nostal-
gici, fin che volete, ma anche
a quelli di competenti o di
profani, hanno saputo com-
piere.

E’ qui, cari amici de « VAn-
saldino », che si dovrebbe fa-
re il punto e ragionare; ragio-
nare da uomini. Io forse mi
sono lasciato prendere la mano
dalla fantasia, forse perchè fi-
glio di vecchi maestri d’ascia,
ed il sangue ha i suoi dirit-
ti, forse perchè entusiasmato
dall’impresa veramente ecce-
zionale nei giorni in cui vi-
viamo, e forse e particolar-

mente per quel senso di umana
giustizia che alberga mell’ani-
mo mio; ma vorrei che questi
oscuri e tenaci lavoratori, cer-
tamente non più celebri e va-
lenti come quelli che costrui-
rono le gloriose navi della Re-
pubblica Genovese e le barche
dei Cadenaccio, ma sempre de-
gni di appartenere alla gran-
de e ormai quasi tramontata’
famiglia dei maestri d’ascia
(e qui parlo di quelli che sono
la maggioranza che matural-
mente lo meritano), vorrei
che fossero citati non soltanto
dagli amici de « l’Ansaldino »
ma, ed in modo tutto partico-
lare, dai dirigenti centrali, ed
additati ad esempio e sprone
a tutti sensa distinzione di gra-
do e categoria, per ricordare
a tutti che senza spirito di sa-
crificio, senza attaccamento al
lavoro, senza un profondo sen-
so del dovere, non c’è rinasci-
ta, non c’è serietà, e non ci può
essere nemmeno giustizia.

Un vecchio ammiratore dei
maestri d’ascia







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12



SEZIONE BOCCE

Gara pasquale

Il giorno di Pasqua, 1° apri-
le, avrà inizio alle ore 8 sui
campi sociali la consueta gara
a terne con formazione a sor-
teggio. Alla gara potranno
partecipare tutti i soci della
Sezione e i dipendenti dell’An-
saldo e consociate in possesso
della tessera E.N.A.L.

Le iscrizioni, accompagnate
dalla quota di lire 100, si ri-
cevono presso la segreteria
della Sezione (Villa Maria,
Genova-Sestri, Tel. 471-564)
fino al 31 marzo alle ore 21.

Sono in palio ricchi premi
ed è consentito l’uso delle boc-
ce metalliche,

SEZIONE SPETTACOLO

Domenica 26 febbraio, alle
ore 21, Sergio Bruno France-
schi ha presentato al Teatro
del CRAL Ansaldo a Sampier-
darena, via Achille Stennio, lo
spettacolo comico musicale in
due tempi « Alla maniera de-
gli antichi ». Lo spettacolo è
andato a beneficio dell'AVIS
(Associazione Volontari Italia-
ni del Sangue) ed ha avuto un
brillante successo di pubblico
e critica.

Gli interpreti principali, ap-
partenenti al « Gruppo delle
danze popolari genovesi » di-
retto da Ezio D'Oria, sono sta-
ti lo stesso Ezio D’Oria e gli
attori dilettanti Lino Pastori-
no, ‘Tino Bertorello, Angelo
Tosca, Rosa D’Oria, Bianca
Angelone, Vittoria Crespi, En-
zo Conterio, Euro Santini, Vit-
torino Biagi, Alberto Accor-
nero, Rosa Pastorino, Sergio
Biagi, Federico Merlo, Liliana
Crespi, Mauro Marconi, Osval-
do Cavalli, Mimmo Ottonello,
Giorgio Robotti e Vittore Go-
rini. Le musiche sono state
eseguite da Mauro Vittori e
Franco Marchese. Scenografie
di Enzo Croce.

Domenica 4 marzo, a grande
richiesta, lo spettacolo è stato
replicato.

Poichè la Sezione spettaco-
lo sta entrando in un periodo
di grande attività, si invitano
gli appassionati a tenersi in
contatto con la Segreteria e
ad intervenire numerosi alle
rappresentazioni, che merita-
no la considerazione più favo-
revole.

GITA A SANREMO

Per il 19 marzo, in occasio-
ne della corsa ciclistica Mila-
no - San Remo, il « Cral An-
saldo e consociate » ha or-
ganizzato una gita in auto-
pullman da gran turismo alla
città dei fiori.

Le quote di partecipazione
sono state fissate in lire. 500
per i soci e famigliari e in li-
re 950 per i non soci.

Le iscrizioni sì ricevono
presso i delegati di stabili-
mento e presso la segreteria
del CRAL (Sampierdarena,
via Achille Stennio, Telefono
41959). Prenotarsi subito!



are amiche, proprio così:
gli uomini pensano che la

donna comprenda la moda
maschile solo per constatare
se l’abito è in ordine, se i pan-
taloni sono ben stirati, se la
camicia è lindissima, se il no-
do alla cravatta è fatto a do-
vere e se le scarpe non sono
opache o sformate.

Essi tollerano a mala pena
che una donna metta il becco
nel loro modo di vestire. In-
vece noi diciamo il contrario.
La donna in questo campo è
osservatrice: coglie subito il
lato debole dell’abbigliamento
maschile e scorge immediata-
mente se la linea risponde ai
requisiti dell’ultima moda, se
vi è armonia di colori tra la
tinta del vestito, della. cra-
vatta e della camicia.

E° per questo, appunto, che
voglio aiutare le mie lettrici
ricordando loro qualche segre-
to di eleganza maschile, affin-
chè possano dare qualche con-
siglio ai loro mariti. ai loro
fratelli, ai loro figli. Natural-
mente gli uomini si mostre-
ranno dapprima indifferenti,
sempre per quel preconcetto
sull’ incompetenza femminile,
ma poi, senza darvi soverchia
importanza, finiranno proprio
per ascoltarvi e seguire i vo-
stri consigli.

Sta di fatto che l’abito ma-
schile oggi è molto semplifi-
cato. Un tempo l’uomo non
poteva fare a meno delle bre-
telle o della cintura; oggi que-
sti accessori sono quasi total-
mente spariti: i pantaloni han-
no la cintura che fa parte in-
tegrante degli stessi ed è chiu-
sa da un semplice bottone, e
i risvolti in fondo sono eli-
minati nell’abito sportivo.

L’abito sportivo, indicato
per il passeggio, per la ricrea-
zione e anche, poichè molti lo
preferiscono, per recarsi al la-
voro e in ufficio, potrà essere
confezionato a doppio-petto o
ad un petto; in quest’ultimo
caso la giacca potrà essere in
tinta vivace con calzoni grigi.
Moderni sono gli spacchi ai
lati della giacca con martin-
gala.

Importanti, poichè sono la
parte essenziale dell’eleganza,
sono i particolari: camicia
bianca o in tinta sabbia con
cravatta che dovrà essere in
tinta chiara, dal grigio al rosa
antico, dall’azzurro ai quadri.
Fazzoletto da taschino bianco,
calzini a tinte vivaci,

L’abito elegante — che potrà
essere indossato per ogni altra



PRENOTAZIONI PER LA PARITA
ITALIA = BRASILE A MILANO

In occasione della partita
internazionale di calcio Ita-
lia-Brasiie, che si svolgerà
a Milano il 25 aprile, il
« CRAL interaziendale An-
saldo e Consociate» orga-
nizza una gita in autopull-
man nella capitale lom-
barda.

Poichè già da ora si pro-
spettano difficoltà per l’ac-
quisto dei biglietti d’in-
gresso alla partita, si pre-
gano gli interessati di pre-
notarsi subito, in quanto gli
elenchi degli iscritti do-
vranno essere inoltrati tem-
pestivamente al Comitato
organizzatore della partita.

Ulteriori particolari sa-
ranno portati quanto prima
a conoscenza dei parteci-
panti alla gita.





occasione — potrà essere con-
fezionato anch’esso a un petto
o a doppio-petto. Il tessuto do-
vrà essere o in tinta unita, o
in quella cosiddetta «sale e
pepe », o a righe molto leg-
gere e molto staccate. Le tinte
predominanti sono: il grigio
— in tutte le sue gradazioni,
dal grigio chiaro per mattino,
al grigio scuro per pomeriggio
e sera — ed il nocciola.

Anche per l’abito elegante
la camicia sarà bianca e la
cravatta preferibilmente chia-
ra.

La linea della vita, come
per la moda femminile, non è
troppo accentuata; le pattine
delle tasche sono leggermente
più piccole, i risvolti piuttosto

LA DONNA

Pranzo pasquale

Lattughe ripiene (specialità ge-
novese), Far rosolare nel burro,
Muagro di vitello (anche arrosto
avauzato), aggiungere animelle ta-
guate a pezzi, Indi cervello già
lauro imbianehire in acqua, sale
e poca scorza di limone, tassare
al tritatutto, Oppure tritare tine-
mente, Aggiungere un poco di pane
grattugiato amnimollito nel brouo,
uova, parmigiano grattugiato, sale
pepe e qualche foglia di maggio-
rana ben tritata. Preparare delle
foglie grandi di lattuga, tagliare un
poco la costa in modo da renderla
più sottile, lavarle, poi farle ap-
pena scottare in acqua bollente,
scolarle, accomodarle su un tova-
gliolo o sul tagliere sovrapponen-
done 2 o 3 in modo che possano
contenere il ripieno, Mettere su es-
se e su ognuna un cucciaio di ri-
pieno ben mescolato, avvolgerlo be.
ne nelle foglie di lattuga preparate,
poi gettarle in un buon brodo bol
lente e lasciarle cuocere pochi
minuti avendo cura che non si sfa-
scino. Mettere in ogni fondina pane
tostato o crostini fritti nel burro.
Per ogni commensale 2 lattughe col
loro brodo, cospargere di parmi-
giano e sopra versarvi un cuc-

‘chiaio di sugo di carne alla ge

novese (v. Ansaldino dell’1-11-55).

Agnello arrosto. Prendere uri co-
sciotto di agnello, steccarlo (facen-
do un'incisione con un coltello a
punta), mettendo nel forellino sale
e foglie di rosmarino, metterlo in
tegame con’ burro, un rametto di
rosmarino e sale, cuocerlo al for-
no oppure in casseruola coperta, a
fuoco basso, Servire con patatine
al burro e insalata di lattuga e uova
sode,

Torta colomba, Questa torta squi-
sita ha lo stesso impasto delle co-
lombe pasquali, 300 gr. farina -
150 gr. burro - 250 gr. zucchero -
4 uova, o meglio, 4 tuorli e 2 al-
bumi, 25 gr. lievito di’ birra, latte
q.-.b, - 50 gr, mandorle dolci -
50 gr. fra cedro candito e scorzette

di arancio candite. Sciogliene jl
lievito in poco latte tiepido, ag-
giungere farina e latte fino ad

avere una tazza di pastella un po’
soda, far lievitare in luogo tie-
pido. Sbattere bene il burro. con lo
zucchero e ridurlo a crema soffi
ce, indi, una alla volta, sempre
sbattendo, aggiungere le uova e
far montare bene, indi aggiungere
il lievito e la rimanente farina, una
presina di sale e mescolare bene,
lavorare molto l'impasto che deve
riuscire morbido: in ultimo aggiun-
gere i canditi tagliati finemente e
infarinati, Mettere a lievitare. Pre-
parare le mandorle sbucciate e ta-
gliate longitudinalmente per metà.
Cospargere la torta di zucchero,
sopra accomodarvi le mezze man-
dorle infarinate e sopra ciascuna
di esse mettere un poco di zuc-
chero. Cuocere a forno dolce
per circa 50 minuti. Cospargerla,
quando sfornata, di zucchero va-
Nigliato.



Proseguono corsi
di guida d'auto

Gli sneciali corsi di qui-
da automobilistica, iniziati
il 12 dicembre scorso pres-
so l’« Autoscuola Trompet-
to» di Sampierdarena, con-
tinuano per gli iscritti al
CRAL e per i loro famiglia-
ri, a condizioni di partico-
lare favore. Rivolgersi al
«CRAL Ansaldo e conso-
ciate >, via A. Stennio a
Sampierdarena tel. 41.959.





stretti e le spalle quasi del
tutto prive di imbottitura. Al-
le maniche i bottoni sono due
e non tre, e debbono avere
occhielli veri. Tutto ciò darà
una figura più snella alla per-
sona.

L’abito a un petto è consi-
gliabile per l’uomo a corpora-
tura normale; l’uomo corpu-
lento si avvantaggerà con la
giacca a doppio-petto.

Gli uomini non vogliono più
saperne del panciotto, benchè
la moda e leleganza dicano
che l’abito non sia completo
senza di esso; sono stati inve-
ce pienamente ammessi e ri-
cercati i pullover a maglia e
i farsetti di lana.

LILIANA

IN CUCINA

Meringhe (ricetta richiesta), O-
gni chiara d'uovo da 40 a 50 gr.
di zucchero a seconda della gros-
sezza dell'uovo. Sbattere a neve
ben ferma gli albumi con un piz-
zico di sale. Quando ben montati
aggiungere lo zucchero poco alla
volta, facendolo cadere a pioggia e.
sempre sbattendo, unirlo tutto, Pre-
parare un tegame o una lastra un.
ta con poco olio e velata da un
leggerissimo strato di farina, Ser-
vendosi di 2 cucchiaini o della ta-
sca di tela, mettere le chiare ben
montate nel tegame un po’ discoste
l’una dall’altra, Polverizzarle con un
poco di zucchero, lasciarle riposa-
re dieci minuti, indi cuocerle al
forno a lievissimo calore per circa
30-40 minuti. Devono appena co-
lorirsi. Non aprire il forno prima
di 30 minuti. Tolte dal forno, nel
levarle dal tegame comprimerle
col pollice un poco nel centro, in-
di farcirle con panna montata, o
con erema a piacere, accoppian-
dole.

NINA



Facilitazioni per ' acquisto

di moto-scooters‘Lambretta”

La Società «Innocenti» di
Milano, produttrice deî motor-
scooters « Lambretta >», è venu-
ta nella determinazione di con-
cedere ai dipendenti dell’An-
saldo uno sconto speciale del
5 per cento sui prezzi delle sue
motorette,

Per gli acquisti gli ansaldjini
potranno rivolgersi presso i se-
guenti commissionari:

Genova - Ditta «<Vinelli &
C. > - Via Dante, 59 r. - Tele
fono 51.773.

La Spezia - « S.L.R.T. >» - Piaz-
za Caduti della Libertà, 13 r. -
Tel. 21.380.

Livorno - « A.I.C.A, > - Piazza
D, Chiesa, 14 . Tel. 24,266.



CONI E EN

GINESELEZIONE

Lo svitato

C arlo Lizzani è un regi-

sta neo-realista, che ha
diretto «Achtung Banditi!»,
«Ai margini della Metro-
poli » e « Cronache di po-
veri amanti », oltre ad
aver scritto una storia
critica del cinema italiano.
Qualcuno, vedendo « Lo
svitato », potrebbe osserva-
re che egli ha abbandonato
o tradito il neo-realismo;
ma sarebbe osservazione
superficiale,

«Lo svitato» è un film
su un piano nuovo, un ten-
tativo di trasportare nel ci-
nema la satira e l’abbozzo,
la critica di costume e
l’humour del cosidetto «tea-
tro da camera ». Infatti il
protagonista è Dario Fo,
un attore di teatro, uno dei
creatori del « Dito nell’oc-
chio » e dei « Sani da le-
gare »,

Il lavoro risente di que-
sto « andazzo » teatrale ,
ma il tentativo di esprime-
re cinematograficamente
certi « sketch » e certe si-
tuazioni è valido, e pieno
di promesse. Il film, natu-
ralmente, non ha una tra-
ma, ma è piuttosto una se-
rie di scene, di abbozzi, di
battute. Che vanno capite
e interpretate, come la sa-
tira di certi ambienti gior-
nalistici a caccia di fatti di
cronaca nera, di certi « bi-
donisti » dalla apparenza
simpatica, di certe ragazze
che dicono «andiamo, dài»,
delle gare di bellezza ecc.

La morale, in fondo, c’è,
ed è che un bravo ragazzo,
non tanto perchè un po’
« svitato », quanto perchè
bravo ragazzo, resta sedu-
to per terra.

Assai indovinata la scena
dell’ inseguimento canino
nel parco di Milano, che
riecheggia le prime comi-
che del muto; divertente
la scena del « manichino »
che è però la meno cinema-
tografica; eloquente e « fel-
liniana » la scena notturna
sotto il palazzo della Ra-
gione; convincente e pre-
cisa la scena della sala da
gioco, con la partita a
« calcio - balilla », Ottima
sempre la fotografia.



IL PORTOGHESE
7





così ogni maggiorazione

mente per i lavoratori.



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| «L’ANSALDINO” RISPONDE





Caro Ansaldino,

spesso girando per i repar-
ti dei vari Stabilimenti azien-
dali per ragioni del mio lavo-
ro, mi capita di incontrare de-
gli uomini che mi riconosco-
no e mi fermano per scambia-
re qualche parola, qualche
impressione, qualche ricordo
del passato. Un passato non
moiîto lontano se vogliamo, an-
zi un passato che è appena
ieri, perchè dieci anni non so-
no molti; però per loro que-
sti dieci anni sono stati lun-
ghissimi e spesso penosi, per-
chè in questi dieci anni sono
maturate e cadute molte delle
loro speranze più belle.

In questi dieci anni loro so-
no divenuti degli uomini, men-
tre quando li ho conosciuti io
erano appena degli apprendi-
sti. Eh sì, perchè è di loro che
vorrei parlare, degli appren-
disti della Scuola di Calcinara.

Oh! molti stanno abbastanza
bene, si sono piazzati, come si
dice: disegnatori, capi repar-
to, operai specializzati; sono
i più intelligenti e i più tenaci
nello studio e nella volontà di
riuscire. Ma gli altri? Quanti
altri? Certo non tutti possono
essere così in gamba. Però
quasi tutti sono elementi buo-
ni e volenterosi ma spesso so-
no ancora inchiodati alla qua-
fifica di aiutante, ed hanno mo-
glie e figli, e ormai conoscono
perfettamente il loro mestiere.
Ma eternamente aiutanti do-
vranno restare questi ragazzi
divenuti uomini? Perchè? Esi-
genze aziendali, va bene, ma
perchè non dare loro una spe-
ranza nell’avvenire? Sono uo-
mini che possono dare molto
e non chiedono di meglio, però
bisogna ridare loro una spe-
ranza e sopratutto la soddisfa-.

zione di appartenere alla no-

stra grande famiglia.

Perchè dunque non si riesa-
mina meglio la loro situazione?
Forse basterebbe solo un poco
più di buona volontà.

PIETRO NOSENGO (MEC)

Segnaliamo alla Direzione
questa lettera accorata e as-
sennata, certi che, nei limiti
del possibile, ne verrà tenuto

conto.
x*

Caro « Ansaldino »,

siamo un gruppo di studen-
ti lavoratori dipendenti del-
l’Ansaldo Meccanico che fre-
quenta il corso serale dell’Isti-
tuto Tecnico per Geometri.

Tramite il manifesto affisso
nello STA siamo venuti a co-
noscenza del provvedimento
preso dalla commissione del-
ASA.

Tale risoluzione si riferisce
all'assistenza scolastica che la
nostra Azienda ha sempre
elargita indistintamente a tut-
ti coloro che si accingevano a
conseguire il diploma di scuo-
la superiore.

Con tale deliberazione la
commissione rende noto che
l'assistenza finanziaria è stata
ristretta a determinate cate-
gorie di studenti.

Gli scriventi, essendo tutti
diplomandi geometri, sono per-
piessi di quel provvedimento
che discrimina, fra le altre,
anche la loro categoria.

Consci che lo sforzo da essi
sostenuto comporta non pochi
sacrifici (intellettuali, finanzia-
ri ecc.), e certi che il loro
studio in ultima analisi, porta
maggior ‘perfezionamento al
loro rispettivo lavoro e quindi
anche maggior utile all’Azien-
da, trovano oltremodo ecces-
sivo quel provvedimento che
sà di punizione.

Ma vi è di più, almeno a no-
stro parere, e cioè:

1) Perchè non si è almeno
avvisato gli «esclusi» prima
dell’inizio dell’anno scolastico,
lasciando tacitamente rinnova-
re le iscrizioni e quindi gli im-
pegni finanziari degli studenti
con gli Istituti?

2) Perchè proprio a metà
dell’anno scolastico si viene a
dire «quest'anno niente aiu-
ti»?

Gradiremmo che questi no-
stri interrogativi avessero una
saggia e logica risposta, e vor-
remmo che tale risposta fosse
anche di smentita a certe vo-
ci che serpeggiano qua e là
insinuando che il provvedi-
mento è stato preso perchè il
geometra (caso nostro) quan-
do diplomato, abbandona l’A-
zienda ed i suoi benefattori.
Molte altre considerazioni po-
trebbero sorgere per avvalo-
rare le nostre argomentazioni
che noi preferiamo omettere
per non sembrare polemici.

Concludiamo con la speran-
za che questa nostra lettera
venga presa in considerazione
e che il nostro caso sia riesa-
minato con più benevolenza.

Approfittiamo per inviarVi
distinti saluti.

(seguono sei firme)

In merito a quanto ci espo-
nete nella vostra lettera, ab-
biamo interessato la Direzio-
ne Generale la quale ci ha
confermato che non è possi-
bile apportare modifiche al
nuovo bando relativo all’assi-
stenza scolastica per ciò che
concerne il futuro. Per quello
che si riferisce all’anno sco-
lastico in corso, tenendo pre-
senti le considerazioni da voi
fatte circa l'impegno già as-
sunto con i diversi Istituti sco-

lastici, la Direzione Generale
ha dato disposizioni perchè,
per l’anno scolastico 1955-56,
anche ai dipendenti che fre-
quentano l’Istituto Tecnico per
geometri sia corrisposta l’assi-
stenza scolastica come è stato
fatto nell’anno precedente.

x*

Caro Ansaldino,

sono un ex allievo del sop-
presso Istituto Tecnico per pe-
riti industriali di Calcinara.
Per cause varie non mi è stato
possibile conseguire il diplo-
ma, dopo sostenuti gli esami
di maturità.

Data la situazione venutasi
a creare nel Cantiere di Sestri,
dove attualmente presto !a mia
attività come operaio, non mi
è stato possibile, per deficien-
ze finanziarie, effettuare una
preparazione e sostenere, co-
me privatista, presso l’Istituto
Tecnico di Savona, gli esami
di diploma.

Mi rivolgo quindi a te, caro
Ansaldino. E cioè: se è possi-
bile, fra i molti sigg. ingegneri
facenti parte della grande fa-
miglia ansaldina, poter cono-
scerne qualcuno disposto ad
aiutarmi nella preparazione.
L'eventuale persona disposta
a rivolgermi le sue attenzioni
in materia d'insegnamento, de-
sidererei fosse di miti pretese.

Sicuro di un tuo interessa-
mento ringrazio.

ANTONIO CONTI (CAN)

Non dubitiamo che fra i no-
stri ingegneri, specialmente
fra i giovani, ve ne sia più di
uno disposto a dare un valido,
cordiale e, magari, gratuito
aiuto all'amico Conti.

Signori ingegneri, chi è il
primo ad alzar la muno? Gra-
zie fin d’ora, di tutto cuore,

RISULTATI DI
«LE QUATTRO OPERE”

I titoli delle quattro opere liri-
che sono: « Madama Butterfly »,
« Otello », « Rigoletto », «I pa-
gliacci >,

Il sorteggio tra i numerosi par-
tecipanti che hanno inviato l’esatta
soluzione ha dato i seguenti risul-
tati: a) premi per gli ansaldini de-
gli stabilimenti genovesi: sono stati
sorteggiati i nominativi dei dipen-

13

DUE CONCORSI

Il sorteggio tra i numerosi par-
tecipanti che hanno inviato l’esatta
soluzione ha favorito i signori: Gia-
como Rossi del CAN (1.0 premio:
un servizio di piatti per sei perso-
ne); Pietro Pavese del SAU (2.0
premio: una penna « Aurorà 88»
cappuccio oro); Albertina Pitto di
LIV (3,0 premio: un servizio da
caffè per sei persone); Giuseppina
Bruzzo del CAN (4.0 premio: una
caffettiera moderna),



I NOSTRI

CONCORSI

L'’ ORA DI NEW YORK

















NEL MEDESIMO

SONO STATE SCATTATE
ISTANTE
IN 4 POSTI DIVERSI
[DEL MONDO SAPRESTI
(DIRMI CHE ORA ERA

liN QUEL MOMENTO A
NEW YORK ? En! EH!





Quattro fotografie sono state

scattate

contemporaneamente cia-

sceuna in una località del mondo. In base agli elementi forniti dalla
vignetta i lettori, per partecipare al concorso, dovranno comunicar-
ci per iscritto (indicando nome, cognome, cartellino e stabilimento
di appartenenza) a quale ora è stata scattata la fotografia di New
York, inviando le soluzioni in Redazione oppure consegnandiole ai
nostri corrispondenti di stabilimento, entro il 31 marzo. Sono in pa-
lio i seguenti premi: 1) un forno casalingo; 2) una caffettiera moder-
na; 3) un orologio da cucina; 4) un ferro elettrico da stiro,



denti ai quali sono andati due bi-
glietti di poltrona ciascuno per il
Piccolo Teatro della Città di Geno-
va <« Eleonora Duse »; b) premi
per gli ansaldini di Muggiano e Li-
vorno: sono stati sorteggiati due li-
bri sulla fisica dell'atomo, che so-
no andati uno ad Alcide Caminati
di MUG e l’altro a Renato Fiori
di LIV.

«LE NOVE MASCHERE ”

Le città rappresentate dalle nove
maschere sono le seguenti: Napoli

La Pasqua de ‘1’ Ansaldino”

A modifica di quanto pub-
blicato nel numero scorso a
proposito della Pasqua de
« l’Ansaldino » a Livorno,
comunichiamo che la mani-
festazione, invece che nel
nuovo edificio aziendale,
avrà luogo al Cinema «Gran

(Pulcinella e Tartaglia); Bergamo E pa ;
(Arlecchino); Bologna (dott. Ba- | Guardia» in via Grande,
lanzon); Torino (Gianduia); Vene- con lo stesso orario.

zia (Pantalone),





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la pulizia non è sufficiente ad evitare le malattie infettive.

Occorre anche disinfettare e e effic

disinf
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Prima di usare bagni, lavandini, acquai, stoviglie, botti-
glie e bicchieri, biancheria, appena acquistati o entrando
in case d'affitto o avendo un ammalato in casa, è indi-
spensabile disinfettare ogni cosa efficacemente.
Le lavature giornaliere alla biancheria, ai locali igienici,
alla cucina, e la pulizia alle stalle, ai pollai e conigliere,
evitano il propagarsi di malattie infettive solo se com-
pletate con disinfezioni efficaci.

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disinfetta energicamente;
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conserva sane le persone e gli animali;

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14



Sono nati

13 novembre: CESARE, fi-
glio di Giorgio Grando (Can)
e di Itala Marentino Antonet-
to - 9 gennaio: ENRICO, fi-
glio di Pietro Pierucci (Car)
e di Rita Di Stefano - 24
gennaio: NORMA, figlia di
Pietro Bellotto (Car) e di Te-
resa Ferrando 3 febbraio:
CORRADO, figlio di Urbano
Gualtieri (Mec) e di Paolina
Infantino - WALTER, figlio di
Elio Morbelli (Mec) e di Ines
Morbelli - MARINA, figlia di
Giancarlo Repetto (Mec) e di
Emma Gina - 7 febbraio: MA-

RIO, figlio di Gino Costa
(Can) e di Anna Ferrando -
MAURO, figlio di Ernesto

Martelli (Mef) e di Anna Ma-
ria Corradino - 12 febbraio:
RAFFAELA, figlia di Antonio
Carlini (Can) e di Maria Pie-
tranera - 16 febbraio: PATRI.
ZIA, figlia di Damiano Galbo
(Mef) e di Giovanna Cerrio -
MYRIA, figlia di Giulio Pe-
nengo (Car) e di Gloria Tan-
ganelli - 18 febbraio: GIUSEP-
PINA, figlia di Tommaso Pa-
storino (Can) e di Maria Ot-
tonello - GIOVANNI, figlio di
Samuele Morbelli (Dig) e di
Maria Luisa Derchi - 21 feb-
braio: CLAUDIO, figlio di Mi-

ANSALOINI IN SEDIGESIMO











Ivo Benzi di Angelo



Bruno Ponzo di Antonio



Premio ‘Almanacco’

Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di
marzo abbinato ad un
numero dell’« Almanacco
1956 ». Il premio consiste
in un quadro del pittore
Rocco Borella.





chele Piga (Can) e di Carla
Poggi.

A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori
i nostri auguri più fervidi,

Si sono sposati

4 febbraio: Edilio GARA-
VANO (Mec) con Giuliana
Moretti - 5 febbraio: Giovan-
ni CALLEGARI (Can) con

Giuseppina Donzelli - 9 feb-
braio: dr. Walter BALBIANO
(Dig) con Maria Luisa Massa
- Ugo BALBI (Mec) con Al
ma De Lorenzi - 12 febbraio:
Giuseppe BRESCIANO (Mec)
con Aurelia Bruguera - 13
febbraio: Giovanni CARNI-
GNANI (Mec) con Angela
Parodi.

Agli sposi î nostri vivissimi
auguri.



CONTRO LE



MALATTIE
DEL FEGATO

‘Insufficienza epatica
deficiente secrezione biliare
stitichezza, obesità

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Rattazzi,

4 bis - Telefono 22.685

VITTI

C///ZZ77//ZZ4ZAZZZ22220Z4































































zione dei cuscinetti dis.
0 pos. 5-6 del Doxford, si
può adoperare anche per la
operazione 5/15 risparmiando
il tempo per la accurata cen-
. tratura del pezzo ed ottenendo
una migliore esecuzione.
Propone quindi di modifica-
re sul ciclo la voce dell’opera-
«zione 5/15 così: « Montando i
due mezzi cuscinetti sul por-
tapezzo Ans. N. 28534, ecc. ».

La proposta è accettata. Il
PRO/TEMPI ha pertanto

PROPOSTA N. 14567.

f Motore Doxford Dis, 28339-
11 - Braccio di collegamento.
P « Dato che questi tubi non
| vengono alesati, avendo il foro
_ di diam. 22 trafilato già di mi-
| sura, propongo che il ciclo
| venga modificato come segue,
| portando il tempo di lavora-
zione a 40°: Tagliare, sfacciare
“da ambo le parti portando in
lunghezza, passare alesatoio
diam. 22 per un tratto di 75
mm. da ambo le parti, per to-
| gliere eventuali deformazio-
».

| RISPOSTA.

L'osservazione è giusta ed il

PRO/TEMPI ha provveduto a
modificare il ciclo relativo.

PROPOSTE N. 16179 - 16463 -
16166.

Propongono micalica ai
cicli di lavorazione dei parti-
colari: Motore 370 - dis. 73131-
A pos. 2 - Motore Doxford 67
LB 6 dis. 78277/d pos. 2 -
Motore 370/6 dis. 40228 pos. 3.
RISPOSTA.

Le proposte sono accettate
ed i cicli verranno modificati
secondo i suggerimenti dei
proponenti,

PROPOSTA N. 16511.

Propone una modifica al-
l’utensile così detto alla fran-
|. cese adoperato per la lavora-
| zione dei tiranti delle caldaie.
Il proponente ha già sperimen-
tato l’utensile così modificato,
| ottenendo soddisfacenti risul-
tati.

_ | RISPOSTA.
Il proponente ha modificato

il tagliente delle punte alla
francese esistenti alla DAT,
ottenendo buoni» risultati.
Successivamente sono state
impiegate anche delle norma-
li punte ad elica con pedino
di guida ed il rendimento è
ulteriormente migliorato.

_ Si lodail proponente per la
sua iniziativa.

PROPOSTA N. 16526.

Propone che venga compila-
per essere portata a cono-
enza dei disegnatori, una
bella con la descrizione dei
ari trattamenti superficiali
materiali come: parkeriz-
zione, brunitura, cadmiatu-
ecc. assieme alle relative
crizioni di indicazioni sui

diversi casi di impiego, e ad
alcuni esempi illustrativi. Ciò

per evitare che sui disegni det-
ti trattamenti vengano pre-
scritti senza una direttiva co-
mune per tutte le costruzioni
e perchè i compilatori dei cicli
di lavorazione possano avere
indicazioni precise su. quanto
devono prescrivere.

RISPOSTA.

La proposta merita conside-
razione.

Si cercherà di compilare una
tabella con la descrizione dei
trattamenti superficiali più
comuni ed indicata qualche
applicazione di carattere ge-
nerale. Non è facile poter da-
re al disegnatore indicazioni
precise per ogni suo caso spe-
cifico, perchè nella scelta di
un procedimento superficiale
occorre tener presente diversi
fatti tecnici del procedimento
stesso in relazione al pezzo da
trattare. Tali fattori, ovvia-
mente, non possono essere de-
scritti in una tabella. I tecnici
addetti ai trattamenti super-
ficiali daranno la loro colla-
borazione a tutti coloro che
la chiederanno, come del resto
finora è sempre stato fatto.

PROPOSTA N. 14474.

Fa notare che sul ciclo di
lavorazione della vite a ma-
nicotto del motore Ansaldo
Maybach 650 (Comm. 28492
Dis. 090399) all’operazione
9/12 viene eseguita la bonifi-
ca con R. 105 + 116 kg/mmq.;
per questo non vi è più biso-
gno di ripetere questa prova
all’operazione 11/12.

RISPOSTA.

La proposta è giusta. Le
due operazioni 9/12 e 11/12
sono state riunite în un’unica
operazione.

PROPOSTA N. 15690.

Mostra con uno schizzo la
modifica da lui apportata al
martello che serve per distac-
care le incrostazioni dai tubi
cromati per turbine; tale mo-
difica consiste nell’applicazio-
ne di un cappuccio di rame
sulla parte battente ed una
molla alla parte opposta. Si
evitano così le appaccature
prodotte dall’attuale martello.

RISPOSTA.

La proposta viene accettata.
La MAN provvederà a far co-
struire un certo numero di
martelli come quello modifi-
cato dal proponente.

PROPOSTA N, 15758.

Pensando che quanto prima
bisognerà rifare il diaframma
del forno a riscaldo sistemato
al MOTO, il proponente sot-
topone all'esame un nuovo si
stema ch» assicura una più
lunga durata del diaframma e
maggiore rendimento.
RISPOSTA.

L’idea è buona. Il Servizio
MAN studierà al più presto
la modifica suggerita, e se
questa sarà attuabile, sarà
senz'altro adottata.

PROPOSTA N. 14013.

Propone che siano ridotte da
5 a 4 le operazioni del ciclo di
lavorazione dei supporti dis.
40158 pos. 13 del motore 370
poichè l'operazione 4/5 (fresa-
tura del piano di base) si può



eseguire benissimo di tornio
con l'operazione 3/5, modifi-
cando la bolla così: « Riferen-
dosi alla tracciatura MIE
il piano base, alesare mozzo,...
tempo 45°.

RISPOSTA.
La proposta è giusta. E’ sta-
to modificato il ciclo di lavo.

razione riducendo le operazio-
ni da 5a 4
°

PROPOSTA N. 14884.

Propone che nella costruzio-
ne di frese a lame riportate
Dis. A. 049226 la rigatura de-
gli alloggi delle lame sia ese-
guita su stozzatrice, anzichè
su fresatrice, perchè si gua-
dagna tempo,

Mostra lo schizzo di due
utensili che potrebbero ese-
guire bene questo lavoro.

RISPOSTA.

Nell’eventualità di costruire
frese grandi a lame riportate,
terremo conto di eseguire me-
diante broccia la rigatura de-
gli alloggi delle lame.

©
PROPOSTA N. 16961.

T. G. tipo 12 - Valvola di si-
curezza - Raccordo - Dis. T,
10390 pos. 1-5-6 - Comm. 34855
Bolla 79861.

L’operazione 9/10 richiede
di eseguire i fori alle due
flange pos. 1-6 e praticare
leggera lamatura per appog-
gio dado. Dato che le flange
sono normalizzate e quindi
tornite con operazione prece-
dente, propone che sia elimi-
nata l'operazione di lamatura.

RISPOSTA.
La proposta è accettata ed
il ciclo sarà modificato.
°
PROPOSTA N. 16886.

Oggetto: valvola D. N. P.
Presa Mare Cavalletto - dis,
T. 45727/2 A. 5105 - 1b Comm,
35122,

Propone una modifica al ci-
clo di lavorazione,

RISPOSTA.

La proposta può essere ac-
cettata in parte.

1) Il PRO/TEMP eli rà

dal ciclo attuale le operazioni
1/9 e 2/9. Da MAG il mate-
riale sarà prelevato a misura
ricavandolo da piatto di 30x8
mm.

2) Non si può invece elimi-
nare l’operazione 3/9, in quan-
to il foro deve essere eseguito
preventivamente, servendo es-
so di riferimento per lo stam-
po piegatore già esistente.

3) Non si può eliminare la
operazione 8/9 di ricottura,
perchè prescritta da collaudi
esterni.

4) Il ciclo non prevede al-
cuna operazione di sabbiatura.



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sono riservate ai dipendenti del-
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QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL'ANSALDO S.A.

*

Edito dall’ Ansaldo S, A.
P. Carignano, 2 - Genova

*
LORENZO REBORA
Responsabile
*

Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

»

P.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825

*
Pubblicità SIRA Conces».
Escl,- Genova - Piazza delle
Vigne, 8 - Telef. 22.342





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Ettore CHIELLINI



di anni 86, ex dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 25-2-1956. Era stato assunto
il 9 marzo 1885 in qualità di
fattorino, e in seguito fu uomo
di fiducia della famiglia Or-
lando e ancora addetto al Mu-
seo Navale del Cantiere dopo
la raggiunta pensione, a ot-
tant’anni suonati.

L’anno scorso era stato pro-
posto per la Stella al merito
del lavoro, meritatissima ri-
compensa che gli era stata
consegnata nel corso di una
toccante cerimonia.

Tutti gli operai, gli impie-
gati e i dirigenti del Cantiere
di Livorno hanno appreso con
dolore la notizia della morte
di « Ettorino », una tra le fi-
gure più simpatiche e caratte-
ristiche, che nel corso di tre
generazioni ha dato la sua
opera senza risparmio nel Can-
tiere di Livorno.



Renato SPOSITO

di anni 55, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 23-2-1956, Era stato assunto
nel 1928. Lascia la moglie e
due figlie,



Rosario NISI

di anni 47, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 14-2-1956. Era stato assunto
nel 1954. Lascia la moglie e
un figlio.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».





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