L'Ansaldino, n. 4, 1956

Contenuto

L'Ansaldino, n. 4, 1956
Tipologia
Rivista
Descrizione
A p. 1 (copertina), flangia per albero di turbina con il tornitore Felice Turno
A p. 16 (quarta di copertina), la "Fina Canadà" pronta per il varo al Cantiere navale di Sestri Ponente

- Flangia per albero di turbina in lavorazione su un tornio, p. 1
- A tutta forza l'"Almirante Clemente", p. 2
- Il varo della "Fina Canadà", p. 3
- La prima locomotiva consegnata alle Ferrovie Indiane, p. 4
- L'immatura scomparsa di Alfonso Bandettini, p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- Il gruppo da 70000 kW è già entrato in esercizio, p. 8
- L'energia nucleare: la natura intima dei gas, p. 10
- La Pasqua de "l'Ansaldino", p. 11
- Vita di casa, p. 12
- Manifestazioni sociali, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- La "Fina Canadà" pronta per il varo al Cantiere navale di Sestri Ponente, p. 16
Data testuale
1956 marzo 1-14
Consistenza
pp. 16
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/39
Formato
Periodico quindicinale a stampa
contenuto

2

A TUTTA FORZA
l << Almirante Clemente”

agli ordini del nostro com.te quanto si è trattato, per la no-

De 7 alle 18 del 15 feb
stra

braio sono state effettuate,
nelle acque del Golfo di Geno-
va, le prove ufficiali a tutta
forza del cacciatorpediniere

Beretta, erano presenti: il Ca-
po delia Commissione Vene-
zuelana com.te Ferrer col V.

industria, di inserirsi in
una competizione molto impe-
gnativa, che è stata tuttavia

« Almirante Clemente », il pri-
mo dei sei che, come è noto,
l’Ansaldo ha costruito e sta
costruendo nel suo Cantiere di
Livorno per conto della Ma-
rina Militare del Venezuela.

Le prove a tutta forza han-
no concluso tutte le prove del-
l'apparato motore, essendo già
state in precedenza eseguite
con ottimo esito quelle pro-
gressive e di consumo.

La nave, uscita dal porto di
Livorno a veloce andatura, ha
fatto rotta sulla consueta base
misurata da Portofino - Casa-
spinola a Punta Chiappa -
Villa Raggio, dove sono stati
fatti i rilievi della velocità,
pienamente rispondenti alle
clausole contrattuali.

Dopo di ciò sono state ese-
guite prove di evoluzione,
prove del timone e di marcia
indietro, sempre con ottimi ri-
sultati. Alle ore 18 l’« Almi-
rante Clemente » lasciava le
acque di Portofino e verso le
21 rientrava nel Porto di Li-
vorno.

A bordo dell’unità, che era



Capo com.te Hernandez, i ca-
pitani Dominguez e Perez -
ed altri ufficiali; il

gen, Pasetti; il ten. Soedarsono

Luciani

della Commissione indonesia-
na; il dr. Pizzarello della Fin-
meccanica e, per l’Ansaldo: il
Direttore Generale ing. Lom-

bardi; il Dir. Centrale ing.
Carnevale; il Direttore del
Cantiere di Livorno ing. Ro-

vetto coi Vice Direttori ingg.
Di Pietrantony e Grillo; il
Condirettore del Meccanico
ing. Zanetti; il sig. Biggi del-
la Direzione Generale; gli
ingg. Borghetti, Bozzo e Con-
ti del Meccanico; gli ingg.
Preve, Predieri e Dolcini del
Cantiere di Livorno.

Per la nostra Azienda que-
ste prime prove sono un bril-
lante risultato in cuanto la co-
struzione dei sei cacciatorpe-
diniere venezuelani poteva es-
sere condotta solo da industrie
dotate di una lunga esperien-
za e dal passato ricco di ot-
time affermazioni nel campo
delle costruzioni navali, in

superata con pieno successo.

Il contratto per i primi tre

caccia era stato firmato a Ca-

racas il 29 marzo 1953 con
opzione per altri tre caccia
identici da esercitarsi dalla

Marina Venezuelana entro un
anno. Prima della scadenza dei
termini veniva esercitato, per
l'esperienza già in atto, il di-
ritto di opzione, confermando
il 26 gennaio 1954 l’ordina-
zione delle altre tre unità.

Le caratteristiche principa-
li di queste belle navi mili-
tari sono le seguenti: disloca-
mento tonn, 1300; potenza del-
l'apparato motore, cav. 24000;
velocità contrattuale alle pro-
ve, nodi 32; lunghezza mas-
sima, m. 97,60; larghezza mas-
sima, m. 10,80; altezza di co-
struzione, m. 5,70; immersio-
ne alle prove, m. 2,60; auto-
nomia a 18 nodi, miglia 2800;
autonomia a 15 nodi, miglia
4000. L'armamento è composto
di due impianti binati navali

e antiaerei da 102 mm., due

impianti binati antiaerei da
40 mm,, quattro mitragliatrici
binate da 20 mm.,, un impian-
to triplo di tubi di lancio da
533 mm., due porcospini an-
tisommergibili, quattro mortai
e una tramoggia per cariche
di profondità.

Lo studio dettagliato del
progetto, tenuto conto della
grande complessità delle siste-
mazioni belliche, ha domanda-
to uno sforzo notevole degli
uffici a ciò predisposti e la col.
laborazione di ditte specializ-
zate. Nonostante ciò le prime
tre navi venivano solenne-
mente impostate il 9 maggio





1954 alla presenza dell’Amba-
sciatore venezuelano a Roma
S. E. Alberto Torrealba e del
Comandante delle Forze Na-

vali del Venezuela com.te
Oscar Gherzy Gomez, oltre ai
rappresentanti della Marina

Italiana, a numerose autorità
ed ai massimi dirigenti del-
l’Ansaldo.

A sette mesi di distanza, il
12 dicembre 1954, si potevano
già varare i primi due caccia
ed impostare gli altri tre, Il
terzo caccia scendeva in mare
il 7 febbraio 1955 e il 4 set-
tembre veniva varato il primo
del seco»do gruppo di caccia.

Il varo dell

1 varo della « Fina Cana-
dà » — avvenuto il 19 feb-
braio — resterà indubbia-



mente nella storia del Cantie-
re di Sestri come uno dei più
singolari e suggestivi. lì Can
tiere coperto di neve ha costi
tuito lo sfondo naturale della
cerimonia, Ma dire il Cantie-
re è dir poco. Le attrezzature,
le navi in costruzione, le te-
leferiche, le colline che si
scorgono alle spalle, tutto è
ammantato di bianco. Uno
spettacolo davvero nuovo,
esca ai fotografi per storiche
inquadrature.

Ma parliamo di questa tur-
bocisterna, quinta unità da
31.500 TPL che scende in ma-
re dagli scali dell’Ansaldo
(tre di queste sono & state
consegnate), gemella della
« Purfina Italia », il cui varo è
avvenuto recentemente, e ge-
mella ancora di un'altra
sterna impostata alcuni giorni
or sono.

Lo scafo, a struttura longi-
tudinale, è suddiviso in 30 ci-
sterne per il carico, aventi un
volume complessivo di circa
42.000 metri cubi; ha la prora
slanciata e la poppa ad incro-
ciatore; albero centrale; cas
sero centrale, poppiero e ca-
stello con sottostante stiva per
carico a secco,

L'apparato motore, situato a
poppa, è costituito da un grup-
po turboriduttore a vapore
tipo « Ansaldo », sviluppante
una potenza di 14.500 cavalli
in navigazione e da due cal-
daie a tubi d’acqua tipo « An-
saldo - Foster Wheeler ». La
stazione di pompaggio com-
prende 4 turbopompe da 850
mc/ora e due pompe « strip-
ping » da 120 metri cubi. La
energia elettrica, a corrente
alternata trifase, è fornita da
due gruppi elettrogeni da 550
kW. e da uno da 159. I 51
uomini dell’ecuipaggio saran
no alloggiati in ampie cabine
munite di tutti i moderni com
forts ed a temperatura condi-
zionata.

L’unità — costruita per la
« Compagnia Marittima Paler-
mitana » sarà fornita dei più
aggiornati sistemi di sicurezza,
come i rilevatori di gas nelle
« tanks », l'impianto di estin
zione e lavaggio a vapore col
sistema « Butterworth » e dei
più perfezionati strumenti
tecnici per la navigazione (gi
robussola e pilota automatico
con ripetitori e registratori di
rotta, scandaglio elettronico
ecc.). L’ultimazione è previ-
sta per la fine del 1956.

Ed ecco le caratteristiche
principali della « Fina Cana-
dà »:

lunghezza fuori tutto m. 200;
lunghezza fra le perpendicola-
ri m. 188,80; larghezza massi
ma fuori ossatura m. 26,20; al-
tezza al ponte di coperta m.
13,90; immersione media alla
portata contrattuale, dalla li























nea di costruzione m. 10,30;
portata

lorda corrispondente
tonn. 31.500; potenza norma!
dell'apparato motore a circa
110 giri al minuto primo C.A.
14.500; potenza massima del-
l'apparato motore a circa 114
giri al minuto primo C.A.
16.000; velocità a pieno ca-
rico nodi 16,4,

Alla sempre suggestiva ce-
rimonia sono intervenuti fra
gli altri, il sig. Berrier, Amba-
sciatore del Belgio; l'On. Pao-
lo Cappa; l'On. Bonfiglio, as-
sessore della Regione Sicilia-
na, anche in rappresentanza
del Presidente, On, Alessi; il









generale Carnino, comandante
del Porto di Genova, in rap-
presentanza del ministro del-
la Marina Mercantile On. Cas-
il prof. De Andrè, in
ntanza del Sindaco di
gli alti esponenti del-
ietà « Petrofina » di Bru-
e quelli della Società
« Purfina Italia », il Cav. del
Lavoro Ernesto Fassio e le più
alte autorità ci e militari.

Per la Società armatrice
abbiamo notato gli ammini-
stratori conte Mario di Ca










robio, il prof. Catinella, il
dott. Emanuele Ortoleva, il
conte Tagliavia, Presidente
della « Purfina italia » e della
Associazione Liberi Arma-
tori ».
Per la nostra Società sono

il






Presidente, avv.

rbieri; il Vice
Gennaro;
inistratore Delegato,
Giuseppe Rosini; il Di-
rettore Generale ing. Federi-
co Lombarci; i direttori Cen-
trali ingegneri Casaccia, Rou-
gier e Carnevale; il Vice Di-
rettore Centrale avv. Alberto

Boyer





Ha diretto le operazioni di
varo il Direttore del Cantiere
di Sestri, ing. Franco Cristo-
fori.

Dopo la benedizione, impar-
tita da S. E. Mons. Secondo
Chioeca, Vescovo Ausiliare,
che rappresenta S. E. il Car-
dinale Siri, la gentile madri-
na, signora Lydia Alessi, dà
il via alla tradizionale botti-
glia di spumante, che s’infran-
ge sulla prora, Le condizioni
atmosferiche non sono delle
migliori, la visibilità è scar-
sa: ma il varo è perfetto. La
« Fina Canadà » scende mae-
stosa e insieme leggera e si-
cura in mare, festosamente sa-
lutata dalle sirene delle più
anziane sorelle. Un’altra bella
affermazione della. maestria
ansaldina: e non v'è, in questi
casi, bisogno di commento.

Subito dopo, l’on. Bonfiglio
ha letto un messaggio dell’on.
Alessi, che riproduciamo inte-
gralmente:

« Con il varo della turboci-
sterna « Fina Canadà» della
Compagnia Marittima Paler-
mitana, una bella nave di gros-
so tonnellaggio si aggiunge. al-
la nostra flotta mercantile. Es.
sa costituisce una importante
realizzazione della attività

‘produttiva dei nostri cantieri

navali, determinata dall’armo-
nico coordinamento di leggi
dello Stato e della Regione Si-
ciliana.

Funzione precipua dell’ or-
dinamento regionale è la in-
tegrazione dell’ ordinamento
statale allo scopo di rendere
sempre più razionale Veserci-
zio dei pubblici poteri in rar
porto a situazioni particola
mente rilevanti nell’ ambito
della Regione, che pure si fon-











dono nell’interesse generale
della Nazione. Sembra che
questa funzione sia stata feli-



cemente esercitata nel settore
armatoriale, ove l’incentivo al
risveglio ed allo s i



gloriose tradizioni
siciliane ha contemporanea-
mente favorito le industrie

nazionali delle costruzioni n
vali e dell’armamento. Da
traggo auspicio per una sem-
pre più stretta collaborazione
tra la Liguria e la Sicilia, per
il raggiungimento dei comuni
ideali di progresso economico
e di giustizia sociale >».

Emiddio Loscalzo







“Fina Canada”











Dall'allo: la «Fina Canadà» nronta ner il varo al Cantiere di Sestri - Altro aspetto della
turbocisterna sullo scalo - Scena siberiana: una fila di operai tra la neve.

4

LA PRIMA LOCOMOTIVA

consegnata alle Ferrovie Indiane

iovedì 23 febbraio il no-
stro Stabilimento di (Co-
struzioni Meccaniche e

Ferroviarie è stato teatro di
una insolita e festosa anima-
zione; alle ore 10,30, infatti,

doveva aver luogo la consegna
ufticiale della prima delle ven-
ticinque potenti locomotive
ordinate dalle Ferrovie Indiane
all’Ansaldo e la cui commessa
fu aperta nei novembre del ’53

La costruzione delle locomu-
tive a vapore, come è noto, fa
parte delle tradizioni più an-
tiche della nostra ultracente-
naria Società. Finora ne sono
state costruite quasi 1500, la
stragrande maggioranza delle
quali per le « Ferrovie dello
Stato » italiane, ma questa
produzione negli ultimi decen-
ni aveva rallentato sensibil-
mente il suo ritmo in seguito
all’elettrificazione delle nostre
strade ferrate. In questi ultimi
anni però la tradizione più ca-
ra ai vecchi ansaldini, a coloro
che entrarono ragazzi nelle no-
stre officine quando c’era an-
cora l'illuminazione a petro-
lio, è risorta a nuovi fastigi e
sotto le ampie, solenni vòlte
delle navate si sono sentiti
ancora i fischi delle possenti
macchine, lo sbuffare del va-
pore sotto pressione, l’ansito
vigoroso e tremendo delle biel-
le degli stantuffi.

I vecchi tipi delle locomoti-

ve, così care ai nostri ricordi,
tanto che i loro modelli oggi
costituiscono un fascino e un

divertimento pieno di una poe-
sia particolare, sono oggi rele-

gati nelle illustrazioni degli
album d'archivio e nelle foto

allineate sulle pareti di qual-
che ufficio. Oggi costruiamo
delle macchine enormi, capaci
di trainare carichi inverosimili,
potenti vaporiere di cui l’ele-
ganza delle linee non è certo
l’ultimo pregio.

Alle dieci grandi,
snelle locomotive per la Gre-
cia, consegnate a suo tempo,
fanno seguito ora le venticin-
que locomotive per l’India, an-
ch’esse dalle caratteristiche ec-
cezionali.

Alla cerimonia della conse-
gna sono intervenuti: l'Amba-
sciatore dell’India a Roma, S.
E. Thivy: il Prefetto di Genova



eleganti,



dott. Vicari; il Magnifico Retto-
re dell’Università di Genova
prof, Cereti; l’Ispettore capo del
materiale rotabile indiano ing.
Kumar, con l’Ispettore ferro-
viario ing. Johri e l’Ispettore
dell’impianto chimico di Sin-
dri ing. Pai, il professore in-
diano Sinha dell’Università di
Genova; il sig. Habib ur Ra-
hman; il Capo Compartimento
di Genova delle F, S. ing. Giob-
be e mumerose altre personali-
tà, Per l’Ansaldo erano pre-
senti: l'Amministratore Dele-
gato ing. Rosini; il Direttore
Generale ing. Lombardi; il V.
Direttore Generale e Capo del
Settore Meccanico ing. De Vito;
il Direttore dello Stabilimento
Ferroviario ing. Arnaldi coi V.
Direttori ingg, Stegagnini e
Benzi, il cav, Filippini, il dr.

sono stati molto soddisfatti nel
vedere, lucida e agile sullo
speciale binario appositamente
costruito a scartamento mag-
giore di quelli italiani, la pri-
ma locomotiva destinata a trai-
nare pesanti convogli di car
ri merci. S, E, Thivy ha poi
pronunciato al microfono del-
la RAI una lusinghiera dichia-
razione per la nostra industria
e per l’Ansaldo, e quindi la
cerimonia ha avuto termine con
un rinfresco.

Le caratteristiche principali
delle locomotive indiane sono
le seguenti: sale accoppiate, n.
4; sale portanti n. 2; scarta-
mento, 1.676 mm.; pressione
massima in caldaia 14,7 Kg./
emq.; n. 2 cilindri esterni a
semplice espansione: diametro
cilindri 555,6 mm.; corsa degli









Le ruote motrici

fra i respingenti esterni della
locomotiva con tender attacca-
to 33.876 mm.; sforzo di tra-

zione con l’85% di pressione in







La prima delle locomotive indiane col tender.

Carfì, il sig. Pellegrino ed altr’
collaboratori: il Direttore del
Meccanico ing. Cominetti, il V.
Direttore della Fonderia dr.
Masperi, l'ing. Slaghek e il sig.
Donati della Direzione Generale
ed altri tecnici ed esperti,

La cerimonia della consegna
è stata particolarmenthe felice
ed improntata alla massima
cordialità; gli ospiti indiani







stantuffi. 711,2
surriscaldato;

mm,;j vapore
diametro delle
ruote motrici 1562,1 mm,; di-
stribuzione sistema «aWal-

schaert»; peso totale in servizio





della locomotiva 103.500 kg.;
peso totale in servizio del ten-
der 72.950 kg.; capacità di ac-



qua del tender 22.750 litri; ca-
pacità di carbone del tender
18,300 kg.;s lunghezza totale



caldaia 17,650 kg.; velocità
massima 72,400 km/h,

La caldaia ha il forno in ac-
ciaio saldato, con camera di
combustione e surriscaldatore
Sehmidt, La griglia è di tipo
oscillante. I cilindri sono in

acciaio fuso con camicie di ghi-
sa riportate nel corpo dei ci-
lindri e nelle camere di distri-
buzione. Il telaio ha le fiancate

della locomotiva

costituite da due lamieroni di
mm. 114 di spessore, La loco-
motiva ha il freno diretto a
vapore. La frenatura del ten-
der e quella del convoglio so-
no del tipo «a vuoto». Il
carrello posteriore e quello an-
teriore della locomotiva sono
del tipo « bissel » con richiamo
a molle elicoidali. Il tender è
a due carrelli, a due assi ciascu-
no. Le fiancate dei carrelli del
tender sono del tipo a cassetta
in lamiére stampate collegate
mediante saldatura. Le caldaie
sono state costruite dalla Cal-
dereria dello Stabilimento Mec-
canico Ansaldo di Sampierdare-
na. Tutto il resto delle loco-
motive, i tender completi e
tutti i montaggi sono stati rea-
lizzatti dallo Stabilimento di
Costruzioni Meccaniche e Fer-
roviarie di Genova-Fegino.

Le locomotive verranno spe-
dite in India completamente
montate, Una speciale attrez-

costituita da carrelli
ferroviari a scartamento nor-
male, è staia allestita per con-
sentire il trasporto, dallo sta-
bilimento alla banchina di im-
barco, di queste locomotive e
tender che, essendo a scarta-
mento largo, non possono di-
rettamente viaggiare sulla no-
stra rete ferròviaria,

L'importante fornitura, per
la quale ha avuto inizio la
consegna ufficiale, ha impegna-
to i tecilici e le maestranze
dell’Ansaldo per alcune centi-
naia di migliaia di ore lavo-
rative,

zatura,





Dante Jannone

Nella foto di sinistra, da sinistra a destra: il Prefetto di Genova dott. Vicari, il V. Direttore Generale dell’Ansaldo ing. De Vito, l'Amministratore Delegato
dell’Ansaldo ing. Rosini, l’Ispettore capo delle Ferrovie Indiane ing. Kumar, l’Ambasciatore dell'India a Roma S. E. Thivy.

a destra e dall'alto in bass

Nella foto di destra, da sinistra

: gli ansaldini Mario Romagnoli, Giuseppe Vallarino, Bernardo Calcagno, Guido Trenti, Bacchico Anfosso, Agostino Visentin,

Vincenzo Valle, Vincenzo Petrignani, Francesco Sergi, Carlo Grasso, Egidio Cavo, Antonio Icardi, Egidio Scaringi, Guido Sgarbi, Aldo Robotti, Giovanni Si-
mononi, Antonio Gaggero, Giuseppe Bisio, Ermete Tagliati, Gino Morgantini, Luigi Ricci.





Ep SIT E



siti rta dini srt

UNA GRAVE PERDITA PER L'ANSALDO



L'immatura scomparsa
di Alfonso Bandettini

. L’ industria

Una spietata malattia
da lui sopportata fino all’ul-
timo giorno con quella sere-
na forza d'animo ch’era uno
dei tratti salienti del suo ca-
rattere — ha stroncato il 28
febbraio l’ancor giovane vita
dell’ ingegnere Alfonso Ban-
dettini di Poggio, nostro Vice
Direttore Generale e Capo del
Settore navale,

Non è per amore del luogo
comune che definiamo « irre-
parabile » la sua perdita, Que-
st'uomo di poche parole e di
animo generoso e gentile, leale
e aperto, ruvido — come ogni
buon ligure — in superficie,
ma dotato d’una singolare ca-
pacità di comprensione uma-
na, semplice fino all’umiltà,
refrattario per istinto e per
intelligenza ad ogni teatrali-
tà di gesto e di tono, lineare
e franco in ogni sua azione,
inflessibile verso sè stesso
nell’adempimento del dovere
assai più che verso gli altri,
equilibrato e giusto, buono
senza debolezze, severo senza
durezze, modesto senza pose,
limpidissimo nel pensiero e
rettilineo nella volontà; que-
st'uomo che univa in sè due
qualità che raramente si tro-
vano accoppiate: la genialità
del creatore e la paziente te-
nacia del realizzatore, lascia
davvero . nell'animo di tutti
quelli che l’hanno conosciuto
da vicino un vuoto incolma-
bile.

L’Ansaldo perde con lui uno
dei suoi dirigenti migliori,
uno dei suoi più fervidi corag-
giosi e intelligenti animatori.
navale italiana,
uno dei tecnici più dotati e ca-
paci.

Era nato nel 1906. Compì gli
studi a Genova e si laureò gio-
vanissimo, a soli ventun anni,
in ingegneria navale. Per bre-
ve tempo, dopo la laurea, pre-
stò la sua opera alla Fiat
Grandi Motori; ma già nel
1930 era all’Ansaldo, in quel
Cantiere di Sestri al quale
egli doveva dedicare, fino al-
la fine, ogni sua attività, ogni
sforzo, ogni momento della sua
vita.

Insieme al compianto ing.
Rimini e sotto la guida di
Achille Piazzai — ‘anch’egli
di recente scomparso — par-
tecipò attivamente alla costru-
zione e al varo del « Rex».
Successivamente il Direttore
ing. Segala gli affidò l’allesti-
mento dell’incrociatore « Bol.

zano », unanimemente ricono-
sciuto come una delle miglio-
ri navi di cui fosse dotata la
Marina italiana.

Ebbe poi una parte impor-
tante nella costruzione della
corazzata « Littorio» — poi
« Italia» — della quale seguì
tutte le vicissitudini, dedican-
dosi con rara e riconosciuta
competenza al suo salvatag-
gio e alla sua riparazione do-
po il siluramento di Taranto.
Quando rientrò in Cantiere
dovette subito affrontare una
situazione difficilissima. Si era
agli ultimi, disastrosi anni
della guerra, l'occupazione te-
desca era in atto, Bandettini
s'impegnò a fondo nello sforzo
di salvare ai lavoratori di Se-



stri e all'Italia quel Cantiere
di cui gli era stata affidata la

responsabilità e la cui vita
era la sua vita.

E venne il dopoguerra. L’at-
tività del Cantiere era para-
lizzata, l'orizzonte era scuro
e deserto. Allora si vide chi
era Bandettini. La sua capaci-
tà, il fervore del suo animo e
del suo ingegno, la sua infles-
sibile volontà emersero con
mirabile evidenza. Egli riuscì
in poco tempo a ricostruire il
Cantiere — del quale nel frat-
tempo era diventato Diretto-
re — nei mezzi e, ciò che più
conta, negli spiriti.

Chi gli era vicino ricorda
bene la repressa ma profonda
commozione con la quale egli

presiedette al primo varo del
dopoguerra: quello dell’« Al-
leanza ». Fu quello il sicuro,
deciso avvio verso le posizioni
di alto prestigio dipoi rag-
giunte dal Cantiere. In quegli
anni difficili, in quell’opera
faticosa, estremamente impe-
gnativa, irta di gravi respon-
sabilità, l'ing. Bandettini det-
te senza risparmio il meglio
di sè stesso. La capacità, le
qualità dell’uomo furono pari
a quelle, eccellenti, del tec-
nico. Non c'è suo collabora-
tore di allora che non ricordi
con intensa ammirazione l’in-
faticabile e geniale operosità
sua e quelle sue singolari do-
ti di sensibilità umana che lo
facevano insieme maestro e
amico d'ogni dipendente.

L’ultimo varo ch'egli dires-
se in Cantiere fu quello del.
l’« Andrea Doria ». Fu per lui
un'impareggiabile soddisfazio-
ne; il Cantiere di Sestri aveva
finalmente ripreso il suo posto
nel quadro dell'industria na-
vale mondiale; la nave che
scendeva in mare rappresen-
tava — come tuttora rappre-
senta — anche in campo inter-
nazionale, un modello di inge-
gneria navale; il suo grande
sogno era dunque felicemente
coronato.

Nel 1949 fu nominato Vice
Direttore Generale e subito
dovette dedicarsi ad un com-
pito di grande responsabilità:
l’organizzazione di tutto il
Settore navale Ansaldo, del
quale proprio allora erano
entrati a far parte i Cantieri
di Livorno e di Muggiano, An-
cora una volta, e più che mai,
non era chiamata in causa sol-
tanto la sua alta competenza
tecnica, ma anche la sua spic-
cata sensibilità, le sue qualità
di carattere. Come sempre,
riuscì pienamente nel suo
compito. Fu un eccellente or-
ganizzatore e un impareggia-
bile animatore di volontà e di
spiriti.

La malattia lo colse nel mo-
mento in cui, compiuta la pri-
ma, essenziale parte dell’ope-
ra sua, si accingeva a perfe-
zionarla e a trarne le feconde
conseguenze. La morte lò ha
sorpreso nel pieno rigoglio
della sua fertile e vigorosa
maturità.

Restano, di lui, opere con-
crete che dureranno a lungo
nel tempo. Resta, immortale,
la vivida luce d’un mirabile
esempio.





ESTREMO
SALUTO

mico Bandettini, fra-

tello mio. Ti ho salu-
tato stamane, silenziosa-
mente, col cuore dolente,
sul tuo letto di morte e le
lacrime ch’io non volevo
piangere m'’oscuravano la
vista.

Ho abbracciati i tuoi fi-
gli con lo stesso sentimen-
to col quale ho sempre ab-
bracciati î miei figli, che
sono soltanto di qualche
anno più grandi dei tuoi.

Ti ho visto stamane più
sereno dell’ultima volta
che ti venni a visitare alla

| clinica Bertani; fu merco-

ledì 25 gennaio. Le tue lun-
ghe sofferenze fisiche sono

| finite, insieme alla tua pe-

na per non poter prendere
viva parte alla nostra fa-
tica, alla nostra ansia di
lavoro!

Nel salutarti con tanto
dolore, al principio di que-
sto tuo definitivo viaggio
che non avrà ritorno, deb-
bo dirti il rimprovero che
più volte mi sono fatto, di
non avere saputo, in que-
sti ultimi mesi ed anni, tro-
vare il modo d’aiutarti.

Non ho di fatto saputo

| far nulla per alleviare le



tue sofferenze; non ho sa-
puto fare abbastanza per

convincerti ad accettare
consigli ed aiuti.
Nel salutarti, Bandetti-

ni, mi si affollano nella
mente tanti cari ricordi di

| fatiche e di ansie comuni,

E sono molti e di così lun-
ghi anni, che ne scelgo a
caso uno che ne riepiloga
tanti altri. Due anni fa, nel
1954, da maggio a luglio,
facemmo insieme le prove
a mare di cinque navi,
a cominciare dalla Mina
D'Amico e a finire alla
Cristoforo Colombo! Quelle
giornate d’intensa fatica,
che culminarono nella pro-
va di tutta forza della Co-
lombo, non le dimenticherò
mai! E con me, molti del-
l’Ansaldo, molti tuoi ami-
ci e collaboratori di tutti
i ranghi, non dimentiche-
ranno la tua figura, il tuo
viso, la tua parola rude. E
fra tante prove di quei
giorni, una domenica wu-
scimmo per il Golfo di Ge-
nova con la Frisco del tuo
amico Chiarella. L'ing. Ro-
sini ha le tue fotografie
ch’egli prese durante quel-
la giornata. Spesso andre-
mo a rivederle, per avere
la povera illusione che tu
sia ancora fra noi, con noi,
col gran cuore di questa
compagine d’uomini e di
volontà, che si riassume, |
come in un emblema, nel
nome dell’Ansaldo.

A questo nome tu hai
dato tanto di te stesso, con
sì ferma e profonda pas-
sione, che non potremo es-
sere noi dell’Ansaldo a di-
menticarti mai!

Amico, fratello mio, non
trovo altre parole per salu-
tarti perchè sono troppo
addolorato e le lacrime di
nuovo m’oscurano la vista;
e troppe cose dovrei ricor-
dare e troppe cose dovrei
dire per ringraziarti di
tutto ciò che ci hai dato di
te stesso in ventisei anni
di lavoro.

Edgardo De Vito









MECCANICO



NUOVA ALESATRICE

per

la lavorazione

dei



Particolare della fresatrice

Una delle particolarità dei
motori Maybach è quella
di avere l’incastellatura che
alloga l'albero a manovella
(sopportato dai cuscinetti a
rulli) in un vero e proprio
tunnel. Questo tunnel è for-
mato da nove supporti con
centrici del diametro di 370
mm, entro sette dei quali ven-
gono alloggiati gli anelli ester-
ni dei cuscinetti a rulli.

E’ ovvio che la lavorazione
di alesatura di questi supporti
deve essere fatta in modo da
ottenere la massima precisio
ne sia di assialità e sia di-
mensionale, con tolleranze di
alcuni centesimi di millime-
tro.

Se questa operazione fosse
eseguita su di una normale

« Heller mod. BS 320/3500 »

alesatrice, date le particolari
difficoltà, ci vorrebbe un tem
po notevole e si avrebbero
dei risultati incerti, che richie-
derebbero costosi adattamenti
ed annullerebbero il concetto
dell’intercambiabilità.

Per questo da alcuni mesi.
nell’officina MAME del Mec-
canico, è entrata in funzione
una nuova alesatrice speciale
monotesta arizzontale « Hel-
ler mod. BS. 320/3500 », che
ha le seguenti caratteristiche:
diametro del mandrino, mm.
200; velocità del mandrino,
giri al 1’ da 16 a 120; corsa
della islitta porta mandrino,
anteriore mm. 3200, posterio
re mm. 300; velocità di avan-
zamento a regolazione pro-
gressiva, mm./1’ da 3 a 125;



Ruote di riduzione per turbocisterne

motori

“ HELLER.,

« Maybach .,

velocità degli spostamenti
rapidi, mm/l’ 2.000; potenza
comando mandrino, kW 25;

potenza comando avanzamen
to, kW 5; dimensioni tavola
porta-pezzo, mm. 3.000x1.200.

Questa modernissima mac-
china è dotata di una partico
lare. attrezzatura - (costruita
dalla Ditta Maybach su nostra
ordinazione) costituita da un
portapezzo speciale per il
piazzamenito delle incastella-
ture, munito di tre supporti
girevoli, entro i auali è allog-
giato uno speciale mandrino
sul quale sono sistemati 52
utensili così suddivisi: 9 uten-
sili fissi per la sgrossatura de
gli alloggi; 9 utensili fissi per
la finitura degli alloggi; 18
utensili mobili rad’almente
per la sfacciatura degli allog
gi; 16 utensili mobili radial-
mente per l'esecuzione degli
smussiì.

Questo mandrino permette
di eseguire in un’unica opera-
zione, e contemporaneamente,
l'’alesatura, la sfacciatura e
gli smussi di tutti i supporti
del tunnel.

Il cielo del lavoro si svolge
nel seguente modo:

a) l’incastellatura viene in
trodotta nel porta-pezzo e per
mezzo di uno speciale dispo
sitivo viene posizionata, spo
stata verticalmente rispetto
all’asse del mandrino, allo sco-
po di permettere l’introduzione
di quest’ultimo con tutti gli
utensili fissi già disposti pre-
cedentemente a calibro per
ottenere le cuote desiderate;

b) viene azionato il coman
do rapido per l’introduzione

da 31.500 T. D. W.

in lavorazione al Meccanico per il Cantiere di Sestri



(sola traslazione) del mandri-
no nell’alloggiamento dei sup-
porti, fino a portare i rispet-
tivi utensili in corrisponden
za degli alloggiamenti da la-
vorare;

c) azionando il dispositivo
accennato al punto a), si ri
porta l’incastellatura in asse
col mandrino e la si blocca
sul porta-pezzo;

d) ha inizio la rotazione del
mandrino e l'avanzamento di
lavoro; tutti gli alloggiamenti
vengono alesati contempora-
neamente, mediante gli uten-
sili preliminari di sgrossatura
e quelli di finitura sistemati in
ordine successivo sul mandri
no stesso;

e) al termine della corsa
assiale del mandrino ha luo
go, automaticamente, l’inser
zione dei dispositivi porta
utensili mobili per sfacciare
e smussarè che, con movimen
ti radiali, operano la sfaccia
tura e gli smussi alle superfi
cie di testa dei rispettivi sup
porti;

f) il ritorno del movimento
a sfacciare e della corsa assia-
le avviene automaticamente
per mezzo degli spostamenti
rapidi, dopodichè la rotazio

*
=

mandrino viene arre-
stata; dopo aver spostato di
nuovo l’asse dell’incastellatu-
ra rispetto all'asse del mandri-
no per permettere il passaggio
degli utensili, ha luogo il ri-
torno della testa porta mandri-
no fino a raggiungere la posi-
zione terminale posteriore; in-
fine si procede allo scarico
dell’incastellatura dal porta-
pezzo.

Lavorando in serie, il tem-
po occorrente per eseguire
questa lavorazione con la
nuova macchina è di 4 ore e
mezza circa per incastellatu-
ra, mentre dovendo eseguire
la stessa lavorazione su una
normale alesatrice, sia pure
con l’ausilio di attrezzature, si
impiegherebbero non meno di
30 ore e, come già detto sopra,
con incerto risultato.

Attualmente sono in corso
di costruzione le attrezzature
per eseguire su cuesta macchi-
na anche le alesature dei sup-
porti dell'albero a manovella
dei basamenti per i nostri
motori dei tipi 2131 e Q 265,
e ciò permetterà di ottenere
un forte risparmio di tempi
anche in qaueste produzioni.

Italo Fantino

ne del

do aper

Hel LER
85 200

tac i



L’operaio Carlo Buffagni alla nuova fresatrice «< Heller »

CONSE

Gr: LR

395 tonnellate di materiale

ll materiale più importante
spedito dal 22 gennaio al 6
febbraio è il seguente:

— Serpentine per surriscal
datore, travi composte in ac-
ciaio ed altri particolari per
modifica di una caldaia da 230
ma. alla « FNET» (Fabbrica
Nazionale Estratti Tannici) di
Moncalieri; calotte di ottone
per entrata acqua ai conden-
satori principali, soffiatori di
fuliggine e macchinari ausi-
liari per circuito di alimenta-
zione caldaie, al nostro Can-
tiere di Livorno per ‘tre cac-
ciatorpediniere venezuelani in
costruzione; due piattaforme
fisse (inviate al Mec per la ri-
cottura) al nostro stabilimento
Ferroviario.

— Refrigeranti olio per la
motonave « Gripsholm » in co-

struzione per la « Svenska
Amerika Linien» di Géte-
borg (Svezia), filtri spinta

nafta e filtri olio per la tur-
bocisterna « Fina Canadà » in
allestimento per la « Compa-
gnia Marittima Palermitana »
di Palermo, al nostro Cantie-
re di Sestri; filtri ed altri
particolari per due avvisi
scorta in costruzione per la
Marina Indonesiana, riduttore
per gruppo destro completo di
particolari per l'avviso scorta

« Centauro » in allestimento
per la Marina Italiana, al no-
stro Cantiere di Livorno; una
turbina di bassa pressione de-
stra, una turbina di media
pressione sinistra, una turbi-
na di alta pressione sinistra,
una turbina di alta pressione
destra (inviate al Meccanico
per revisione, sostituzione di
palette e rimessa in efficien-
za) a bordo della turbonave
« Lucania » in riparazione nel
porto di Genova presso la
O.M.S.A, per conto degli ar-
matori «F.lli Grimaldi» di
Genova; rotore per turbina di
alta pressione (inviato al Mec
per rettifica) a bordo della
turbonave = Sidney » in ripa-
razione nel porto di Genova
presso l’O.M.S.A. per conto
dell'armatore Achille Lauro di
Napoli; guarnimenti per cal-
daie Ansaldo Clarkson a naf-
ta per le due motonavi in co-
struzione per la « Carboko-
ke » di Palermo al nostro Can-
tiere di Muggiano.

— Attrezzi di dotazione e
dispositivo d’allarme per la
motonave « Giacinto Motta »
in allestimento per la « Carbo-
gas» di Palermo, al nostro
Cantiere di Muggiano; un
gruppo Diesel alternatore con
motore Ansaldo Maybach da



1.750 HP tipo MD 650 a 12
cilindri a V, sovralimentato, ed
alternatore trifase da 500 KVA
per il cacciatorpediniere « In-
domito » in allestimento per
la Marina Militare Italiana, al
nostro Cantiere di Livorno;
un gruppo marino con motore
Diesel Ansaldo tipo Q. 370/6
RS da 900 HP per la motona-
ve « Leneo » in costruzione, al
« Cantiere Navale S. Giusto »
di Trieste; gruppo marino con
motore Diesel Ansaldo tipo Q.
265/7 RS da 525 HP per la
motonave « Itaca » in costru-
zione per la Ditta « Paolo Ca
ruso & C.» di Trapari, al
Cantiere dell’I.N.M.M. di Na-
poli; tre gruppi Diesel-alterna-
tore, ciascuno con motore An-
saldo Maybach tipo MD 650 a
12 cilindri a V, sovralimenta
to, da 750 HP ed alternatore
trifase da 500 KVA, per il cac-
ciatorpediniere « Impetuoso »
in costruzione per la Marina
Militare Italiana, ai « Cantieri
del Tirreno » di Riva Trigoso;
due gruppi Diesel-Dinamo -
compressore, ciascuno con mo-
tore Ansaldo tipo Q. 2131/3 da
112,5 HP, dinamo a c.c. da 60
kW e compressore a stantuffo,
per una motonave in costru-
zione, al « Cantiere Navale
Breda » di Venezia-Mestre,

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 245 tonnellate.

Ù *

Il materiale più importan-

te spedito dal 7 al 21 febbraio
è il seguente:
Una piattaforma fissa
(inviata al Mec per la ricot-
tura), due fiancate per loco-
motive indiane (inviate al
Mec per la lavorazione), 34
supporti (inviati al Mec per il
controllo «Magnaflux»), e due
mezze guarniture (inviate al
Mec per la lavorazione), al
nostro stabilimento Ferrovia-
rio; un albero intermedio (in
viato al Mec per la taratura)
ai « Cantieri Navali Riuniti »
di Ancona,

— Kingston per la turboci
sterna « Fina Canadà » in al-
lestimento per la « Compagnia
Marittima Palermitana » di
Palermo e per la motonave
« Gripsholm » in costruzione
per la « Svenska Amerika Li-
nien» di Gébteborg (Svezia),
al nostro Cantiere di Sestri;
una turbina di alta pressione,
una turbina di media pressio-
ne, un complesso riduttore di
giri ad ingranaggi, macchinari

ausiliari per circuito principa-
le d'alimentazione, due turbo-
alternatori da 280 kW (basa-
mento, condensatore, turbina,
riduttore ed alternatore), eiet-
tori d’aria a vapore per con-
densatori dei turboalternatori
raffreddatori acqua dolce, re
golatori termostatici, turbina
di bassa pressione destra, per
tre cacciatorpediniere vene-
zuelani e una turbina di bassa
pressione destra per l’avviso
scorta « Centauro » della Ma-
rina Militare Italiana, al no-
stro Cantiere di Livorno.

— Un gruppo Diesel - alter
natore con motore Ansaldo
Maybach tipo MD 650 a 12 ci-
lindri a V, sovralimentato, da
750 HP ed alternatore trifase
da 500 KVA per il cacciator-
pedinire « Indomito » in alle-
stimento per la Marina Mili-
tare Italiana, al nostro Can-
tiere di Livorno; un motore
marino Diesel Ansaldo ‘tipo
2131/4 da 110 HP per il moto-
peschereccio « Biagio » al sig.
Domenico Castriconi di Porto
S. Stefano; due testate stan
tuffo per motore Ansaldo
Fiat tipo A. 686, alla motona-
ve « Belfri» dell'armatore
Christian Smith di Oslo, in ri-
parazione nel porto di Emden
(Germania); gruppo basamen-
to ed incastéellatura per moto-
re industriale Ansaldo tipo
2131/3 alla motocisterna «Gia-
como Matteotti = della Socie-
tà di Navigazione - Garibal
di + di Genova; una camicia
cilindro per motore Ansaldo
Doxford tivo 67 LB 5 al sig.
Ernesto Andoly di Trieste per
la motonave « S. Lucia » del-
l'armatore Angelo Scinicariel-
lo di Napoli; una biella mo-
trice principale, un cuscinet-
to per testa di biella, due cu-
scinetti di croce per motore
Doxford tipo 67 LB 5 (inviati
al Mec per riparazione) alla
motocisterna « Kongstank » in
riparazione presso l’« O. A.
R.N.», di Genova; otto cami-
cie cilindro per motore mari-
no Diesel Ansaldo tipo Q
370/9 RS alla motonave « Fre-
dianna » della Società di navi-
gazione italo-sudafricana « Pa-
trisanda » di Trieste; gruppo
basamento ed incastellatura,
stantuffo motore e biella mo-
trice per motore marino Die-
sel Ansaldo tipo Q. 2131/4 al
sig. Renato Belemmi di An-
cona.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 150 tonnellate.







Da sinistra: il sig. Johansson, il Console svedese a Genova sig.

Berg, il sig. Segerstedt, il sig. Belfrage segretario generale del
Ministero degli Esteri svedese, l'ing. Anfosso, il dott. Ferroni
del Ministero del Commercio Estero, al Cantiere di Sestri



MUGGIANO |



Terminati

L’11 febbraio, dopo una so
sta di oltre tre mesi, la moto
nave « Rio Jachal» di 11317
T.S.L., appartenente alla «Flo-
ta Mercante del Estado » ar-
gentina, ha lasciato il Cantie-
re di Muggiano diretta a Ge-
nova in attesa di raggiungere
Buenos Aires. La «Rio Jachal»
può trasportare 110 passegge-
ri in ampie e confortevoli ca-
bine ed è la seconda nave
argentina alla quale, in questi
ultimi tempi, sono stati appor-
tati notevoli trasformazioni e
riparazioni al Muggiano; in-
fatti in precedenza analoghi
lavori furono effettuati sulla
«Rio de la Plata», costruita co-
me la « Rio Jachal» al no-
stro Cantiere di Sestri e an-
ch’essa una delle più eleganti
navi di linea argentine.

Durante la permanenza al
Muggiano sulla « Rio Jachal»
è stato revisionato gran parte
dell'impianto di ventilazione
ed è stato modificato il siste-
ma di illuminazione con tubi
fluorescenti nei locali di sog-
giorno. Inoltre è stato provve-
duto alla sistemazione dell’im
pianto frigorifero delle stive.

Il 5 febbraio, concludendosi
ormai i lavori, la nave è usci-
ta dal Golfo della Spezia per
una prova di navigazione del-
la durata di dodici ore, duran-
te la quale ha proceduto alla
media di nodi 19,45 a 155 giri,
dimostrando la perfetta effi-
cienza di tutte le installazioni
curate dal Cantiere di Mug
giano.

LIVORNO

MOVIMENTO BACINO

— Dal 17 al 19 gennaio ha
sostato il piroscafo = Porto
azzurro » di 800 T.S.L. della
Società armatrice « Navigazio-
ne toscana » di Livorno per
carenaggio.

— Dal 23 al 25 gennaio ha
sostato il piroscafo « Merit»
di 7173 T.S.L. degli armatori
F.lli Lo Faro di Genova per
carenaggio e piccoli lavori.

— Dal 31 gennaio al 9 feb-
braio ha sostato il piroscafo
« Nicolaos Michalos » di 7200
T.S.L. della Società armatrice
« Michalinos Maritime e Com-
mercial » del Pireo per care-
naggio e riparazioni allo sca-
fo.

— Dal 9 al 10 febbraio ha

sostato il piroscafo « Porto-
ferraio » di 918 T.S.L. della
Società armatrice « Naviga-

zione toscana » di Livorno per
carenaggio.

— Dal 12 al 13 febbraio ha
sostato il piroscafo « Genepe-
sca II» di 1650 T.S.L, della
Società armatrice « Genepe-
sca » di Livorno per carenag-
gio e lavori varii da parte di
ditte esterne.



i lavori sulla ‘Rio Jachal,,











































i

La motonave argentina « Rio Jachal » della « Flota Mercante del
Estado » argentina, varata al Cantiere di Sestri nc! 1949 e mo-
dificata al Muggiano



Il nuovo impianto frigorifero delle stive sistemato sulla bella
nave dal Cantiere di Muggiano. Sulla « Rio Jachal » è stato pure
revisionato l'impianto di ventilazione e modificata l'illuminazione

| FONDERIA







Ruota lenta di ghisa per riduttore di giri navale ad ingranaggi,
in fase di ramolaggio al nostro stabilimento Fonderia



Puntuali all’appuntamento di Chivasso

IL GRUPPO



da 70.000 kW.
è già entrato
In esercizio

erso la metà dello scorso
V gennaio sono state inizia-

te le prove per la messa
a punto della nuova Sezione
Termoelettrica da 70.000 kW.
della centrale di Chivasso e
da alcune settimane il gruppo
turboalternatore e le caldaie
che lo alimentano sono in re-
golare esercizio, fornendo la
piena potenza.

Nel maggio del 1953, quan-
do l’Ansaldo acquisì l’ordina-
zione, fu stabilito che la Se-
zione doveva fornire corrente
alla rete alla fine di <ennaio
1956.

L'impegno è stato mantenu-
to e la Società Idroelettrica
Piemonte ha visto alla prova
nella sua Centrale i Tecnici
dell’Ansaldo e della consocia-
ta Ansaldo - S. Giorgio, Il
mese di gennaio ha avuto gior-
ni e notti febbrili e ricchi di
insegnamenti per noi. Inse-
gnamenti non solo tecnici, ma
anche umani.

La messa a punto dei due
colossi che sono le caldaie e
la loro sincronizzazione ai nu-
merosi servizi, alle moltissime
macchine ausiliarie che ne
completano il funzionamento

e alle richieste di vapore del
gruppo turboalternatore, è
stata una prova di sicura ma-
turità tecnica del nostro per-
sonale. Ed è stata una prova
ancora più chiara dello spiri-
to e dell’alta coscienza dei do-
vere che anima i nostri uo-
mini.

Dietro a quel pugno di uo-
mini, che a Chivasso hanno
eseguito il montaggio e la mes-
sa a punto, vi era l’anima an-
siosa delle migliaia di dipen-
denti dell’Ansaldo, dell’Ansal-
do - S. Giorgio e delle Acciaie-
rie, che così seriamente han-

no contribuito alla costruzio-
ne,

Le difficoltà sempre note-
voli in un complesso di que-
sto genere, sono state superate
in uno spirito di fiducia, di
entusiasmo e di cameratismo
con i tecnici dell’Ansaldo - S.
Giorgio. Queste prove cemen-
tano fortemente la collabora-
zione in atto fra le due So-
cietà.

E’ la prima volta che si co-
struiscono interamente all’An-
saldo e in Italia le caldaie e
un gruppo turbogeneratore di
tale potenza (comprese le
parti rotanti, cioè il rotore
della turbina e quello dell’al-
ternatore oltre alle palettatu-
re della turbina che sono cer-
tamente fra le parti più im-
pegnative e delicate della co-
struzione).

Le due caldaie hanno una
produzione unitaria di vapore
di 145 tonn. all’cra, alla pres-
sione di 64 atm, e alla tempe-
ratura di 485° C. Sono del
tipo Ansaldo - Babcock, con
regolazione automatica e pos-
sono funzionare, indifferente-
mente, con tre combustibili:
carbone, nafta, metano. Fun-
zionando a carbone sono ali-
mentate da 6 mulini polveriz-
zatori.

Il gruppo turboalternatore
sviluppa una potenza massima
continua di 70.000 KW. a 3000
giri al lV. La turbina è del
tipo ad azione ed è alimentata
da vapore a 61 atm., 482° C. e
il generatore elettrico rigida-
mente accoppiato produce
corrente a 13.800 V. ed è raf
freddato ad idrogeno alla pres-
sione di 1 Kg./cma,

Il ciclo è completato da nu-
merosi altri macchinari ed ap-
parecchiature fra cui 4 preri-
scaldatori d’acqua di alimento.
degasatore, evaporatore e nu-
merose pompe varie.

Il complesso, cioè la sezione
costruita dall’Ansaldo, è in
tutto identica alla prima se-
zione, costruita negli Stati
Uniti, già in funzione dal 1953
nella stessa centrale.

I fucinati e i getti importar-
ti, in acciaio legato, sono stati
‘forniti dalle maggiori indu-
strie siderurgiche italiane.

Per la costruzione dell’intera
sezione nello Stabilimento
Meccanico sono state spese
all'incirca 400 mila ore di
mano d’opera diretta e circa
350 mila ore sono state spese
per i montaggi in centrale.

La costruzione di macchina-
ri così importanti fu affidata
alla nostra Azienda dopo una
scrupolosa indagine tecnica
da parte del cliente, che ebbe
modo di assicurarsi, in numa-
rosi sopraluoghi dei suoi tec-
nici, sulle concrete possibilità
dell’Ansaldo d’impegnarsi nel
compito di affrancare il nostro
Paese da un pesante tributa
verso l’estero.

I risultati tecnici ottenuti,
sia per ciò che riguarda il re-
golare funzionamento della
caldaie, sia per ciò che si rt-
ferisce ai consumi, ed inoltre
per ciò che riguarda la stabi-
lità e il funzionamento di pia-
na tranquillità della turbina 2
dell’ alternatore, hanno con-
fermato che la fiducia riposta
dalla SIP nella nostra Indu-
stria fu a suo tempo ben va-
gliata.

Di fronte al crescente consu-
mo di energia elettrica, consu-
mo che in questi ultimi anni
sta superando ogni aspettativa
in Italia, come in tutte le altre
parti del mondo, la nostra
Azienda, che si è tempestiva-
mente attrezzata e preparata
ad eseguire intere centrali
termoelettriche di grandi pu-
tenze e di modernissime carat-
teristiche, ha delle concrete
prospettive per l’avvenire.

Luigi Palumbo





Alcuni particolari degli in
S.I.P. (Società Idroelettric
alto m. 7,50 e largo m. £.
pressione con i rotori, di



ti e delle macchine costituenti la seconda sezione da 70.000 kW costruita dallo Stabilimento Meccanico dell’Ansaldo per la centrale termoelettrica della
emonte) a Chivasso. Nell’illustrazione sopra il titolo: il gruppo turboalternatore (nella parte alta della foto) e il condensatore delia caldaia, lungo m. 11,
ra, da sinistra: una veduta parziale degli impianti sistemati in opera da nostro personale specializzato; la parte inferiore delle casse turbine di alta e bassa
e il montaggio d'officina al Meccanico, prima dell’accoppiamento con l’alternatore. Sotto: l'aspetto definitivo del gruppo turboalternatore da 70.000 kW.



10

parlando della differenza

esistente fra i tre stati di
aggregazione: il solido, il li-
quido, il gassoso, abbiamo os-
servato che la proprietà carat-
teristica dello stato aeriforme è
quella che un gas non ha un
volume proprio e riempie, dif-
fondendosi, qualsiasi volume
messo a sua disposizione. A ri-
prova di ciò abbiamo osservato
che, se c'è un forellino in una
tubazione che attraversa un
locale chiuso e trasporta gas,
questo sfugge dal foro e, tra-
scorso un tempo sufficiente,
se ne può avvertire la pre-
senza in qualunque punto del
locale, per piccola che sia la
fuga. Dunque le molecole o
gli atomi componenti il gas si
sono spostati per virtù propria
dal foro al punto in cui li av-
vertiamo. E ciò in altre parole
si può esprimere dicendo che
le molecole del gas si trovano
in uno stato di moto. Nasce
così l’idea di associare il mo-
vimento alle miriadi di atomi
o molecole costituenti appun-
to il nostro gas e la cosa è
tanto importante e feconda di
ulteriori conseguenze che vale
la pena di approfondirne
l’esame.

Che cos'è in sostanza un gas?
Come già abbiamo detto esso
è un insieme di sterminati
numeri di atomi o di moleco-
le, in condizioni tali per cui
ciascun atomo e molecola non
esercita forze apprezzabili
sui corpuscoli vicini, a meno
che non giunga in strettissima
prossimità con essi, così come
costruendo il nostro solito mu-
ro di mattoni la calce che li
connette non è canace di eser
citare la sua azione di legante
fino a che non si posa il mat
tone su di essa. L’idea che tra
la calce ed il mattone nascono
delle forze attrattive fino a che
essi non sono a contatto, ma.
ad esempio, la calce nell’im
pastatrice ed i mattoni in de
posito, farebbe sorridere di
incredulità il più inesperto de-
gli apprendisti muratori.

Simile è la situazione delle
molecole di un gas, che sono
praticamente non legate, indi
pendenti l’una dall’altra, tal
chè tra una molecola e le al
tre ci possono essere distanze
diversissime, a differenza di
ciò che succede nei liquidi e
nei solidi, dove tutti gli atomi
e le molecole sono tra loro col-
legati a causa delle forze reci-
proche e mantenuti a distanza
pressochè fisse gli uni dagli al
tri, con la conseguenza che li-
quido e solido hanno, come
sappiamo, un ben definito vo-
lume proprio. Le singole mo-
lecole si trovano in uno stato
di moto, come prova la diffu-
sività dei gas, moto che si
compie, si noti bene, nel vuoto
come quello delle stelle e dei
pianeti nello spazio sidereo, e
avviene precisamente per iner-
zia, ossia per Quella caratte-
ristica proprietà della materia
di perseverare nello stato di
quiete o di moto uniforme,
moto a velocità costante lungo
una retta, auando su di essa
non agiscono forze esterne,

Assimilando ancora gli ato
mi o le molecole alle solite
palline sferiche minuscolissi-
me, tanto basta ora per i no
stri scopi, possiamo immagina
re il gas contenuto in un reci-
piente, a temperatura costan-
te, come l’insieme di queste
innumerevoli sferette di ma-
teria che si trovano in conti-
nuo, inarrestabile moto trasla-
torio per inerzia. Un po’ come
se nonessimo gran numero di
pallini da caccia entro un’urna
di vetro e la agitassimo ener-
gicamente. Il moto dell’urna
si trasmette ai pallini: osser-
vando attraverso il vetro ve-
diamo i pallini spostarsi in
tutte le direzioni, urtare fre-

I n un articolo precedente





( L'ENERGIA NUCLEARE



La natura intima dei gas

quentemente tra loro e le pa-
reti e rimbalzare ad ogni urto.
Dato il grande numero dei
pallini e poichè lo spazio a
loro disposizione è limitato
dalle pareti dell’urna, il moto
di un singolo pallino non po-
trebbe certamente essere ret-
tilineo ed uniforme a tempo
indefinito, non fosse altro per-
chè, ammesso che un pallino
riesca ad attraversare tutta
l’urna senza urtare qualcuno
dei suoi simili, e questo sarà
tanto meno probabile quanto
più numerosi saranno i palli-
ni in quel dato volume, es-
so incontrerà successivamente
una delle pareti, la urterà e
ne verrà riflesso in altra di-
rezione. Lo stesso succede
quando l’incontro avviene con
altri pallini: il pallino che
procedeva di moto uniforme
prima dello scontro. in una
certa direzione e con una data
velocità, riparte dopo l’urto in
altra direzione e con diversa
velocità in genere, ma mante
nendosi in moto uniforme, e
ciò si ripete ad ogni scontro.
Talchè la traiettoria di ogni
singolo pallino sarà una spez-

zata a lati rettilinei di irre-
golare ampiezza ed i vertici
di essa corrisponderanno ai
punti dove avvengono gli
scontri. In genere tali traiet-
torie variano moltissimo da
pallino a pallino, e con esse
le velocità dei diversi pallini
in un dato istante, e le velo-
cità di uno stesso pallino do-
po ogni singolo urto. La situa-
zione è, come vedete, piutto
sto caotica e voler seguire
ogni pallino è come descrive-
re il comportamento di una
persona che faccia parte e
si muova con una folla che
percorre una strada. Tutti
sappiamo quanto siamo impe-
diti nei nostri movimenti in
questi casi, come facilmente
scontriamo coi nostri vicini, e
come possiamo accelerare là
dove la folla è più rada e sia-
mo invece ritardati dove è più
folta. Possiamo senz'altro dire
che gli individui di una folla
hanno tutti velocità diverse e
variabili da istante a istante.
C'è però cualche cosa di co-
mune a tutti i membri della
folla ed è praticamente il mo-
to della folla stessa, che inte-

sa come un tutto unico, si
sposta con una ben definita
velocità: cuella determinata
dal percorso effettuato e dal
tempo speso per compierlo.
Questa è praticamente la ve-
locità che ognuno dei membri
della folla avrebbe dovuto te
nere per effettuare da solo lo
stesso percorso nello stesso
tempo. Nasce così il concetto
della velocità media delle sin-
gole persone, ossia della velo
cità costante che tutti gli in-
dividui di prima dovrebbero
assumere qualora, invece di
camminare disordinatamente,
marciassero inauadrati in una
formazione militare a passo di
parata. In questo caso la ve-
locità media uniforme di ogni
individuo produrrebbe gli
stessi effetti delle velocità di
suniformi di prima e cioè lo
spostamento della folla di un
uguale svazio in uno stesso
tempo. Il concetto di velocità
media ci ha permesso così di
mettere un minimo di ordine
nella confusione di prima e
noi ce ne valiamo in modo si-
mile nel caso dei gas. Anche
qui ci troviamo di fronte alla



la

IL LAVORO NEI TEMPI

J en noti sono ì vasi attici,
raccolti in larga copia

anche nei maggiori musei del-
la nostra penisola, nei quali
le figure a colori vivissimi si
staccano dal fondo nero, in
scene solitamente mitologiche
o epiche.

Per trovare scene di lavoro
abbiamo dovuto risalire ai va-
si di Sparta, o più precisa-
mente di Cirene, e a quelli
ionici, di tipo ceretano, In essi
le figure sono nere (nel nostro
caso: a volte erano anche po-
licrome) su fondo completa-
mente bianco. Sono rappresen-
tazioni assai gradevoli, a volte
vivacemente caratterizzate,
sempre però con una composi-
zione un po’ ingenua, non pri-
va di una punta di umorismo.



Qui vediamo una scena che rappresenta
di altre spiegazioni, e un’altra che rappresenta
si notino appesi alla parete alcuni utensili ancora oggi adoperati, e due forme di scar-
pe, due fogli di cuoio e una borsa di pelle. La donna sul tavolino è una cliente che posa i
piedi su un apposito piano di creta molle, onde lasciare le impronte. Il ragazzo seduto
a destra è evidentemente un aiutante, mentre la figura in piedi potrebbe essere quella di

la raccolta delle ulive, e che non ha bisogno
la bottega di un calzolaio. In quest’ultima

un altro cliente.



USI ISU SI UU







follia tumultuosa di quelle mi-
riadi di sferette, assai più pic-
cole dei pallini di prima, che
sono le molecole, in moto con
tinuo e con velocità diversis
sime da molecola a molecola,
che si urtano elasticamente
tra di loro e contro le pareti
del recipiente che le contiene.
A quest’ultimo effetto si deve
la pressione esercitata dal gas
sulle suddetti pareti, pressio-
ne che in ultima analisi non è
che una gragnola di colpi fit-
tissimi sull’unità di superficie
di esse, nell’unità di tempo.

Se volete un'immagine effi-
cacissima che è anche una
prova della realtà fisica di ciò
che andiamo descrivendo, os
servate il tumultuoso agitarsi
del pulviscolo atmosferico in
una camera, Quale viene rive-
lato da un raggio di sole osser
vato di traverso. E’ un’espe-
rienza facilissima ad ognuno
di noi. Basta disporre di una
giornata di sole e di una sco-
pa con cui sollevare la pol
vere del pavimento.

Ebbene, come ha significato
la velocità media dei singoli
individui di una folla, così si
può considerare la velocità
media delle singole molecole
del gas e sostituire alla confu-
sione di vrima una specie di
gas ideale in cui ogni molecola
si sposta regolarmente, su
traiettorie a spezzata di ugua-
le lato, con la stessa velocità
delle altre. A questo punto voi
vi chiederete: il movimento di
un corpo è una manifestazione
di energia? ora un gas è l’in-
sieme di miriadi di molecole
in continuo movimento, e
quindi dotate di energia; poi-
chè a noi non è consentito di
osservare le singole molecole
(ed il loro movimento) a cau-
sa della loro piccolezza e del-
l'insufficienza dei nostri sensi,
ma soltanto quantità di gas
composte sempre da stermina-
ti numeri di molecole, quale
grandezza fisica di questo gas
ci manifesta, e ne dipende,
l'energia dovuta al moto delle
singole molecole? La risposta
è facile: è quella grandezza
che chiamiamo temperatura:
ad-ogni valore della tempera-
tura di un dato gas corrispon-
de una sola e ben determinata
velocità media delle sue mo
lecole.

Ad esempio gli atomi di ar
gento allo stato gassoso hanno
ad una temperatura di 1200”
C. una velocità media di 586
m/sec,

Ciò che chiamiamo calore e
che sappiamo essere una for
ma di energia non è che la
manifestazione macroscopica,
d’assieme, delle energie di mo-
vimento delle singole mole-
cole dei corpi. E più non ci
stupisce ora pensare che le
molecole o gli atomi di un gas
siano sempre in movimento,
nè ci chiediamo da dove trag-
gono il loro contenuto di ener
gia.

Ogni gas ad una data tem-
peratura ha in sè (come ogni
corpo in tutti gli stati di ag
gregazione), dell’energia e ba-
sta per convincersene consi-
derare il calore che se ne può
estrarre mettendolo a contat-
to con un’altra sostanza a tem
peratura minore. Cedendo ca
lore il gas si raffredda e la sua
temperatura diminuisce, e con
essa la velocità media delle
suè molecole.

Si noti, per inciso, che è
proprio questa velocità che
impedisce alle molecole dei
gas, attratte dalla Terra come
ogni ente materiale, di cadere
e di adagiarsi sulla superficie
terrestre. L’effetto della gra-
vità però è di addensare le
molecole maggiormente verso
il basso, talchè spostandosi

Paolo Ameglio

(continua a pag. 11)




La Pasqua de “I Ansaldino”

Le uova, per antica tradizione, sono il dono che si offre alle persone
care nella lieta ricorrenza della Pasqua. In questa occasione anche ”l'An-
saldino » ha pensato di fare cosa gradita ai suoi amici più piccoli, figli dei
dipendenti della nostra Società, offrendo loro un uovo di cioccolata du-

rante una cordiale riunione.

La nostra festa pasquale si effettuerà il 25 marzo sia a Genova che
alta Spezia e a Livorno e sono invitati a parteciparvi i bambini nati dal
1.0 gennaio 1947 in poi, accompagnati da un famigliare.

Programma

GENOVA. La manifestazione avrà luogo nei seguenti teatri: Splendor”
e Massimo” di Sampierdarena, ”Eden” di Cornigliano e ”Vittoria” di
Sestri Ponente. Sull’invito personale in corso di distribuzione è specifi-
cato, per ogni bambino, il locale assegnato; îl criterio di assegnazione è

relativo alle località di residenza.

LA SPEZIA. La manifestazione avrà luogo al teatro Cozzani” in colla-
borazione col CRAL aziendale.

LIVORNO. La manifestazione avrà luogo nel nuovo edificio aziendale
di Piazza Luigi Orlando.

Doni

Oltre alle uova di cioccolata per i bambini sarà effettuato un sorteg-
gio di doni speciali per i genitori dipendenti dell’Ansaldo e presenti alla
festa. In ogni locale saranno sorteggiati i seguenti oggetti: 1) un servizio
di posate per sei persone; 2) un rasoio elettrico; 3) un ferro elettrico da
stiro; 4) una batteria di alluminio; 5) un plaid di lana; 6) una macchina
impastatrice; 7) un lenzuolo con due federe ricamate; 8) un servizio di

asciugamani per bagno.

Avvertenze generali

Nei teatri Splendor” e Massimo” di Sampierdarena l'ingresso degli
invitati dovrà avvenire dalle 8,30 alle 9; all’«Eden» di Cornigliano e al
«Vittoria» di Sestri Ponente l'ingresso è stabilito dalle 9 alle 9,30; al teatro
"Cozzani” della Spezia e all’edificio aziendale di Livorno dalle 8,30 alle 9.

Un certo numero di uova contiene, oltre alla normale sorpresa, un
buono per il ritiro di un giocattolo che l’uovo non può contenere e che
sarà consegnato in un secondo tempo dai corrispondenti di stabilimento.

La festa sarà allietata, in ogni locale, da uno spettacolo divertente.



la natura intima de gas

(continua da pag. 10)

IL CONCORSO
_ FOTOGRAFICO

lungo la verticale nell’atmo
sfera, troviamo sempre una
maggiore rarefazione dell’aria.
Studiando l'andamento con la
altezza della densità delle mo-
lecole di un gas (molecole
contenute nell’unità di volume
ad una certa altezza sul li-
vello di riferimento) si rica-
va un altro metodo per calco-
lare il Numero di Avogadro.
Siamo così pervenuti a sosti-
tuire all'idea di un gas come
fluido elastico un suo model-
lo ideale, in cui le proprietà
del gas ci appaiono come la
risultante, l’assieme delle pro-
prietà meccaniche delle singo-
le particelle ‘materiali costi-
tuenti, atomi o molecole, e
precisamente:

1) La temperatura come
grandezza univocamente cor-
relata alla velocità media di

















Da sinistra: Miss Lowe, la sig.na Cortese e la dott.ssa Cuni-
berti. Le prime due sono insegnanti alla Scuola superiore

di assistenza sociale; la terza è assistente sociale all’Ansaldo.



2.° corso di aggiornamento
per Assistenti Sociali

Il 20 gennaio ha avuto ini-
zio il secondo corso di aggior-
namento per Assistenti Socia-
li che ha per argomento:
« Principi e metodi fondamen-
tali del servizio sociale - In-
troduzione al ’ Metodo dei
casi” »,

Al corso, che ha luogo pres-
so la Direzione Generale,
partecipano tutte le Assistenti
della Società e alcune Assi-
stenti di altri Enti che ne han-
no fatto richiesta,

La ragione per cui vengono
periodicamente tenuti questi
corsi è quella di tenere aggior-
nato il personale addetto alla
assistenza sociale sui più re-
centi sviluppi e sulle più mo-
derne tecniche adottate anche
all’estero in modo che il ser-
vizio di assistenza presso di
noi abbia una caratteristica
dinamica e aderente ai tempi
attuali.

Quest'anno il corso è tenuto
da Miss Maryan Lowe inse-

gnante presso la Scuoa supe-
riore di servizio sociale di Ge-
nova, già insegnante presso le
Università del Nebraska e del
Connecticut negli Stati Uniti,
la quale si trova ir Italia
quale vincitrice di una borsa
di studio Fullbright.

La Scuola superiore di ser-
vizio sociale di Genova è stata
istituita nel 1953 e diplomerà
a giugno il primo grurpo di
Assistenti Sociali che hanno
frequentato un corso irienna-
le ed hanno avuto una prepa-
razione particolare nelic disci-
pline sociali e psicologiche.

A questa scuola la nostra
Società ha dato il suo appog-
gio inviando la mostre Assi-
stente Sociale dr. Maria Cuni-
berti quale monitrice. Fre-
quentano inoltre la scuola la
dr. Battistina Pero e ia sig.na
Angela Cuniberti, già inqua-
drate nel nostro servizio di as-
sistenza.

traslazione dei corpuscoli com-
ponenti.

2) La pressione come effetto
medio sull’unità di superficie
della parete del recipiente
contenente, degli urti dovuti
alle innumeri molecole che
incontrano ogni secondo tale
superficie nel loro cammino.

In un recipiente di volume
assegnato, maggiore è ìl nu-
mero delle molecole, ossia la
densità del gas, e maggiore è
la loro velocità media, ossia
la temperatura, più elevata ri-
sulterà la pressione.

Chiarite bene le idee sulla
costituzione interna dei gas e
sulla natura fisica dei suoi pa-
rametri caratteristici, tornia-
mo brevemente alla combu-
stione per esaminarne in modo
molto schematico ed appros
simativo, ma in compenso
sufficientemente intuitivo, le
modalità di effettuazione. La
teoria, i cui fondamenti abbia-
mo cercato di illustrare in
questo articolo, si chiama
« Teoria cinetica dei gas », do-
ve la parola cinetica, di ori-
gine greca, sta appunto a si-
gnificare l'associazione di uno
stato di moto alle particelle
ultime costituenti il gas stesso

P. A.



ANGELA SARDANO (Can):

Pi

«Fenesta a Marechiare »



12



ridotti

Abbonamenti
per la stagione lirica

Alla fine di febbraio ha avu-
to inizio, al « Teatro Carlo Fe-
lice », la stagione lirica uffi-
ciale nel cui cartellone figu-
rano le seguenti opere: « Na-
bucco » di Verdi; « Carmen »
di Bizet; « Fedora» di Gior-
dano; « I quattro rusteghi » di
Wolf Ferrari; « Le nozze di
Figaro» di Mozart; « Turan-
dot » di Puccini; « Allamista-
keo », opera nuova in un atto
di Viozzi che sarà abbinata al
« Balletto spagnolo » di Anto-
nio che eseguirà « L'amore
stregone » di De Falla. I diret-
tori d'orchestra sono: Pierre
Dervaux, Alberto Erede, Etto-
re Gracis, Vittorio Gui, Emi-
dio Tieri. L'elenco artistico è
il seguente: Sesto Bruscantini,
Rosanna Carteri, Anna De Ca-
valieri, Franco Calabrese, An-
selmo Colzani, Mario Del Mo-
naco, Cloe Elmo, Ilva Liga-
bue, Melchiorre Luise, Cate-
rina Mancini, Nicola Monti,
Alda Noni, Mirto Picchi, Ama-
lia Pini, Miriam Pirazzini,
David Poleri, Elena Rizzieri,
Giulietta Simionato, Marco
Stefanoni.

Gli abbonamenti ridotti
ENAL danno diritto di assi-
stere ai sette spettacoli in car-
tellone, nella giornata a scel-
ta del possessore, ossia o alla
« prima » o alla seconda o al-
la terza rappresentazione di
ogni opera.

I prezzi sono i seguenti: pol-
trone lire 10.000; poltroncine

e distinti lire 6000; 1° settore .

di galleria lire 3500; 2° settore
di galleria lire 2500.

Il costo è stato notevolmen-
te ridotto sugli stessi abbona-
menti normali.

Gli abbonamenti si ritirano
esclusivamente presso il
CRAL aziendale e la Direzio-
ne provinciale dell’ENAL.

SUCCESSO DI ANSALDINI
ai concorsi per lavoratori

Ai primi di Febbraio, in oc-
casione del « Convegno delle
relazioni umane », sono stati
consegnati, a Roma, i premi
ai vincitori dei numerosi con-
corsi banditi durante il 1955
dalla « Gazzetta per i lavora-
tori ».

Anche in questi concorsi, ai
quali hanno partecipato lavo-
ratori di tutta Italia, gli an-
saldini si sono fatti onore, e
uno di essi ha conseguito un
pieno successo, vincendo il
primo premio (lire 150.000)
del Concorso di pittura. E’,
questo valente ansaldino, Giu-

seppe Cavallini, dipendente
del Cantiere L. Orlando di Li-
vorno, che ha conquistato

l'ambito premio con un qua-
dro intitolato « Case della pe-
riferia ».

Un altro vincitore è Paolo
Mantelli, operaio del Mecca-
nico, il qcuale ha avuto un
premio di diecimila lire per
una frase antinfortunistica.

Sergio Rinaldi, infine, im-
piegato del Meccanico. è stato
ritenuto meritevole di segna-
lazione nel concorso lavorato-
ri alpinisti.

A tutt’e tre le nostre cor-
diali felicitazioni.



î avvicina la primavera,

che è la stagione degli spo-
si. Infatti già in molte fami-
glie si penserà al prossimo ma-
trimonio o della figlia o del
figlio.

Come comportarsi in questa
circostanza? So che molte
mamme, aiutate dalla loro
esperienza, saranno abilissime
nell’organizzare, nello sceglie-
re e nel predisporre quanto è
necessario, ma anch’io che so-
no la vostra amica — permet-
tetemi di dirlo — voglio aiu-
tarvi.

Non mancherò però, pri-
ma, di fare un breve accenno
al fidanzamento, dolce prelu-
dio della... marcia nuziale. In
questa circostanza l’uomo si
recherà dal padre della fidan-
zata a chiederne ufficialmente
la mano, in mancanza del pa-
dre la richiesta si farà alla
madre; in caso di mancanza
dei genitori, e se la ragazza
non è maggiorenne, occorrerà
il consenso del tutore. E’ di
uso comune, in questa occa-
sione, festeggiare l'evento con
un piccolo ricevimento in ca-
sa della fidanzata. I due gio-
vani inviteranno i parenti più
stretti e gli amici più intimi.
Il fidanzato regalerà alla sua
futura sposa l’anello di fidan-

zamento. Una semplice toilet-
te andrà benissimo per la ra-
gazza in questa festicciuola.

Ed ora passiamo al matri-
monio che viene annunciato,
come detto altra volta, ai pa-
renti e agli amici con l’invio
delle partecipazioni, Non è as-
solutame‘ste necessario invi-
tare tutti i parenti e gli amici.

Ed eccovi alcuni suggeri-
menti proprio sul come vesti-
re: per una sposa giovane abi-
to bianco lungo, in raso con
sovrapposto tulle, gonna mol-
to arricciata, corpino intera-
mente in pizzo chantilly piut-
tosto accollato con manica
molto stretta a guanto. Una
piccola acconciatura in testa
dello stesso pizzo o di fiori di
arancio con velo corto o lun-
go.

Per una sposa un po’ meno
giovane, si può consigliare una
redingote in azzurro chiaro 0
avorio a telini svasati che ren-
deranno ampia la gonna. Cap-
pello, guanti e scarpe bianchi.
Lo stesso abito può essere con-
fezionato in raso operato e la
acconciatura potrà essere in
raso bianco e tulle solamente
dietro e molto corto.

Un altro modello, che può
adattarsi a tutte, è Vabito a
guaina, ossia molto aderente



CONCORSO

PASQUALE



RELL' UOVO
IDIOCA BIANCA?
LA soRPRESA|S





NELL'UOVO DI
CICOGNA
AEREOTRA,
ISPORTATO iL
PREMIO E
| ASSICURATO!



















assegnato, a ciascun uovo,

da polso;

del vincitore,



Cinque uccelli diversi hanno deposto un uovo speciale ciascuno, e in
ogni uovo c'è un premio per gli ansaldini. Per partecipare al concorso
i lettori dovranno scegliere un uovo e comunicare per iscritto la loro
scelta alla Redazione de « l'Ansaldino », oppure ai nostri corrispondenti
di stabitimento, entro il 15 marzo. Mediante sorteggio sarà quindi
uno dei seguenti premi:
elettrico; 2) una penna « Aurora 88 » cappuccio oro; 3) un orologio
4) un servizio da frutta;
partecipanti al concorso saranno quindi suddivisi in cinque gruppi
a seconda dell'uovo scelto e per ogni gruppo sarà estratto il nome

1) un rasoio

5) una moderna caffettiera. ]







È

in raso con sovrapposto pizzo
macramè in tinta grigio - az-
zurra; si potrà completare con
un ampio soprabito in raso o
lanaseta in gradazione più
scura, con cappello, guanti e
scarpe uguali alla tinta del-
l'abito.

Per il viaggio: un tailleur
aderente con giacchettone del-



PREMIO “ALMANACCO

Per il premio di febbraio
dell’« Almanacco 1956» è
stato estratto il numero

6137

Il possessore dell’ alma-
nacco contrassegnato con
detto numero ha vinto un
ferro elettrico, automatico
e graduabile da stiro offerto
dalla Ditta « Bertorello Ra-
dio » di Genova - Sampier-
darena. Egli potrà ritirare
il premio in Redazione en-
tro il 31 marzo, presentan-
do l’almanacco completo
della pagina numerata. Non
presentandosi entro tale da-
ta non avrà più diritto al
premio.







lo stesso tessuto in lana legge-
ra o canapa di lana in tinta
pastello, grigio chiaro 0 scoz-
zese in gradazione; oppure un
abitino a quadretti con un
soprabito in tinta foderato del-
lo stesso tessuto del vestitino.
Un elegante abitino in jersì
completerà la vostra toilette.

Lo sposo vestirà un elegan-
te abito grigio ferro o nero a
doppio petto, Un gesto molto
simpatico e suggestivo che vo-
glio ricordarvi è quello del
dono del bouquet da parte del-
lo sposo, all'ingresso della
chiesa o davanti all’altare.

Già che siamo in argomen-
to voglio anche aiutare coloro
che devono fare regali agli
sposi. Innanzitutto non ridu-
cetevi all'ultimo momento: fi-
nireste per comprare male, in-
nervositi dalla fretta. Quanto
prima ci si occuperà della co-
sa tanto più facile sarà la so-
luzione del problema.

La cosa migliore però è ac-
certarsi che cosa manchi nella
casa dei nuovi sposi, poichè
gli oggetti utili sono sempre i
più graditi: tutti i varî servizi
da tavola, macinino elettrico,
anfore portafiori, tappeti, to-
vagliati, abatjours, lampadari,
valigia da viaggio, necessaire
da viaggio, servizio da gioco,
servizio da scrittoio ecc.

A voi resta ora il compito
perchè tutto si avveri secon-
do il vostro desiderio e a me
quello di farvi tanti auguri.
Felicità senza fine e gioia sen-
za tramonto siano l'emblema
della nuova vita che oggi si
schiude alla vostra giovinezza
e al vostro amore.

LILIANA

LA DONNA IN CUCINA

Riso coi broccoli (specialità di
Vicenza). Mettere i fiori dei broc-
coli, divisi a pezzi, a rosolare ]eh-
tamente nel burro con sale e pepe.
Quando cominciano a disseccare
aggiungere un poco di brodo e a
ire quarti di cottura aggiungere
brodo bollente quanto ne occorre,
indi gettare il riso, Volendo, quan-
do il riso è cotto, si può aggiun-
gere un uovo sbattuto con formag-
gio, Condire con parmigiano grat-
tugiato,



Rognoni saltati, Tagliare il ro-
gnone a fette sottili dopo averlo
privato della pelle, metterlo in pa-
della coperta e farlo scaldare a
fuoco basso, Buttare l'acqua che
avrà fatta, indi aggiungere olio,
farlo saltare per qualche minuto a
fuoco vivo, poi salarlo e strizzarvi
sopra sugo di limone, Servire cal-
dissimo.

NINA

{iaia EA
CINESELEZIONE

Casco d’oro
Q uesto film è giunto

sui nostrì schermi con
un ritardo di quattro anni,
ed è stato presentato qua-
si in sordina. Ma il pubbli-
co si accorgerà ugualmen-
te che si tratta di un film
molto importante, che ha
già un suo posto nella sto-
ria della cinematografia
mondiale.

Il regista Jacques Bec-
ker (lo stesso di « Ne tou-
chez pas au grisbi ») ha vo-
luto rievocare la Parigi del
1900, coì suoi « bistrò », coi
bassifondi, coi duelli della
malavita, e anche con le
sue passeggiate domenicali
in periferia, dove si balla
al suono di una fisarmo-
nica.

La storia è semplice: un
giovane falegname incontra
una « gigolette » che si in-
namora pazzamente di lui,
ma da questo amore nasce
per lui un duello, con ucci-
sione dell'avversario, un
susseguente omicidio e, in-
fine, la ghigliottina.

Come si vede una storia
a tinte forti, quali sì usa-
vano ai tempi del natura-
lismo populista, e che oscil-
lavano alla fine del secolo
scorso tra il romanzo posi-
tivista a largo respiro e le
« appendici » dei quoti-
diani.

Ma Jacques Becker ha
animato con la sua arte il
racconto, facendone un for-
midabile affresco dell’epo-
ca, che ci viene incontro vi-
va e toccante coi suoi per-
sonaggi, coi suoi ambienti,
coi suoi problemi, Dal pun-
to di vista della ricostru-
zione di un’epoca il film è
perfetto, persino nelle sfu-
mature. Simone Signoret è
inarrivabile, e Serge Reg-
giani ha dato qui la sua mi-
gliore interpretazione. Il
regista Jacques Becker è
un allievo di Renoir, ma se
Renoir fosse solo quello di
« French Can Can » biso-
gnerebbe dire davvero che
l'allievo ha superato il
maestro. E tutto ciò con
una semplice pellicola in
bianco e nero.

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I |

Avrà inizio prossimamente il programma delle manifestazioni
sociali che “!° Ansaldino” ha elaborato per il 1956.



E stato
fatto il possibile per conciliare le diverse preferenze dei dipen-
denti di tutti gli Stabilimenti, e pertanto siumo certi che i nostri
lettori troveranno di loro pieno gradimento il calendario prepa-
rato, di cui diamo, in linea di massima, la prima parte.

29 aprile - 1.° maggio
Gita a Venezia

per gli ansaldini degli Stabilimenti genovesi

VIAGGIO E VISITA ALLA CITTA’. Avranno la durata complessiva di tre giorni.
29 APRILE: partenza da Genova alle ore 6; alle ore 15 arrivo a Venezia. 30 APRI.
LE: visita libera alla città. 1.0 MAGGI0: partenza da Venezia alle ore 15; alle ore
23,30 arrivo a Genova, Ulteriori precisazioni saranno tempestivamente portate a co-
noscenza degli interessati. Se i partecipanti raggiungeranno il numero di 400 la gita
sarà effettuata in treno speciale; in caso contrario sarà effettuata in pullman.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE. Le prenotazioni devono essere effettuate entro il
3i MARZO presso i corrispondenti di Stabilimento e riguardano il solo viaggio. Dipen-
denti, lire 500; famigliari, lire 2950. Le quote potranno essere trattenute a rate men-
sili sulle competenze.

22 aprile
Gita a Milano

per gli ansaldini del Cantiere di Livorno

La gita a Milano è organizzata da ”l’Ansaldino” in occasione della XXXIV Fiera
Campionaria.

VIAGGIO E VISITA ALLA FIERA. Il viaggio sarà effettuato in treno speciale. Par-
tenza da Livorno, ore 5,30; arrivo a Milano, ore 10; visita alla Fiera; partenza da
Milano, ore 19,30; arrivo a Livorno, ore 24. L’orario è formulato in linea di mas-
sima. Esso sarà confermato od eventualmente modificato dopo gli accordi che saran»
no presi con le FF.SS. ed i partecipanti ne verranno tempestivamente informati.
QUOTE DI PARTECIPAZIONE. Sono cumulative del viaggio e dell’ingresso alla
Fiera. Dipendenti, lire 1000; famigliari, lire 2350. Le quote potranno essere trattenute
a rate mensili sulle competenze. Le prenotazioni dovranno effettuarsi entro il 25
MARZO presso il sig. Farulli dell'Ufficio Personale.

20 maggio
Gita a Firenze

per gli ansaldini del Cantiere di Muggiano

VIAGGIO E GIRO TURISTICO DELLA CITTA’ Il viaggio sarà effettuato in pullman.
Partenza da La Spezia (Piazza Chiodo), ore 6; arrivo a Firenze, ore 10; giro turistico
della città e visita ai principali monumenti; partenza da Firenze, ore 20; arrivo a La
Spezia, ore 23,30. L’orario è formulato in linea di massima. Esso sarà confermate od
eventualmente modificato ed i partecipanti ne verranno tempestivamente informati.
QUOTE DI PARTECIPAZIONE, Sono cumulative del viaggio e del giro turistico
della città. Dipendenti, lire 400; famigliari, lire 1000. Le quote potranno essere trat-
tenute a rate mensili sulle competenze. Le prenotazioni dovranno effettuarsi entro il
5 MAGGIO presso il sig. Guadagnini dell’Ufficio Contabilità.

19 - 20 agosto
Crociera sulla “C. Colombo”

per tutti i dipendenti dell’ Ansaldo

Per il periodo di chiusura degli Stabilimenti per ferie collettive, ’’’Ansaldino” ha or.
ganizzato una crociera sulla turbonave passeggeri ’’Cristoforo Colombo” della Socie-
tà ”Italia”. L'imbarco sarà effettuato a Genova alle ore 9,30 del 19 AGOSTO e lo
sbarco alle 18,30 del GIORNO SUCCESSIVO.

Daremo in uno dei prossimi numeri il programma completo della crociera. Poichè i
posti sono limitati, già da ora i nostri corrispondenti sono autorizzati a ricevere le





prenotazioni.

L’ ACCORDO

13

SINDACALE

PER LO SVECCHIAMENTO DEI QUADRI

Ecco il testo dell’accordo
stipulato fra i rappresentanti
della Soc. p, Az. Ansaldo e i
rappresentanti dei lavoratori
in ordine alla necessità di al-
leggerimento di personale:

« Il giorno 29 febbraio 1956
si sono incontrati presso la
sede dell’ Associazione degli
Industriali della Provincia di
Genova:

— l'Associazione degli In-
dustriali - in persona del dr.
Vincenzo Ciminelli e dr. Gu-
glielmo Ferraris

e

— la Segreteria Provinciale
F.I.M. - in persona del sig.
Luigi Brolpasino

— la Segreteria Provinciale
U.I.L. - in persona dei sigg.
Sergio Serena e Ezio Vero-
nese con la partecipazione del-
la Soc. p. Az. Ansaldo in per-
sona dell’ing. Domenico Zi-
rilli e dell’avv. Alberto Boyer

e

dei signori Cariola Francesco,
Stacchini Mario, Bisacchi
Giorgio, Pizzetti Gioacchino,
Bruzzone Antonio, Boni Augu-
sto, Camoirano Franco, Bara-
tueci Edoardo e Maggi Giulio
- componenti delle C. I, degli
stabilimenti Ansaldo in rap-
presentanza dei lavoratori in-
teressati.

L'incontro è avvenuto ai
sensi ed agli effetti del di-
sposto dell’art. 2 dell'Accordo
Interconfederale 21 aprile 1950
per dar corso alla procedura
di conciliazione in ordine alla
necessità dell’ alleggerimento
di personale preannunciato
dalla Soc. p. Az. Ansaldo con
la sua comunicazione inviata
all’Associazione Industriali in
data 15-2-1956.

Le parti, dopo un ampio
ed esauriente esame del pro-
blema, convengono quanto se-
que:

1) la riduzione di personale
riguarderà esclusivamente il
personale che abbia già supe-
rato i limiti di età, e precisa-
mente i 60 anni se uomini e i

55 se donne, nel corso del 1955
o che li raggiungerà nel 1956;

2) l'allontanamento di tale
personale, che verrà effettua-
to, e comunque non prima del
raggiungimento dei predetti
limiti di età, gradualmente a
decorrere dal mese di Marzo
p. v. interesserà il numero di
450 unità-tra impiegati ed ope-
rai;

3) al personale di cui al
punto 2) verrà corrisposto, in
aggiunta al trattamento di li-
quidazione spettante a termi-
ne di contratto, un particola-
re trattamento di liberalità
nelle seguenti misure:

a) operai ultrasessantenni
Lire 300.000;

b) operaie ultra cinquanta-
cinquenni Lire 225.000;

c) impiegati ultra sessanten-
ni ed impiegate ultra cin-
quantacinquenni, sei mensi-
lità di retribuzione mensile di
fatto, con un minimo rispetti-
vamente di Lire 300.000, per
gli uomini e Lire 225.000 per
le donne,

Le Organizzazioni sindacali
dei datori di lavoro e dei la-
voratori prendono atto del-
l'impegno della Soc. p. Az.
Ansaldo di assumere un con-
gruo numero di personale di-
verso (ragazzi tra 14 e 17 an-
ni, manovali tra 21 e 25 an-
ni, dattilografe, ingegneri e
periti industriali tirocinanti,
ecc.), nel rapporto 1:2 rispetto
ai lavoratori di cui al punto
2) del presente accordo che
abbiano raggiunto i limiti di
età nel 1955 e di 2:3 rispetto
ai lavoratori, sempre di cui
al punto 2), del presente ac-
cordo, che raggiungano i limi-
ti di età nel 1956.

Il presente accordo che ha
validità sino al raggiungimen-
to del limite deì 450 licenzia-
menti di personale anziano in
esso contemplato, comporterà
la corrispondente graduale as-
sunzione di personale da un
minimo di 250 unità ad un
massimo di 270 unità.

Letto, confermato e sotto-
scritto »,



184 ANNI DI FEDELTA AL LAVORO

Quattro medaglie d’oro
e una d’argento a Livorno

olo un mese fa, le pagi-
S ne centrali de « l’Ansal-

dino *» erano occupate da
un articolo sui premiati dalla
Camera di Commercio di Ge-
nova: uomini che avevano
ininterrottamente prestato la
loro attività nella stessa A-
zienda per più di 35 anni; ab-
biamo sotto gli occhi il titolo:
« 240 medaglie d’oro; 103 se-
coli di fedeltà al lavoro ».

A questi vanno aggiunti ora
altri due secoli Quasi, e preci-
samente ancora 184 anni.

Dalla Camera di Commercio
di Livorno sono stati infatti
premiati, fra gli altri, cinque
dipendenti dell’Ansaldo, cin-
que toscani che presentiamo
in ordine di anzianità decre-
scente: Arrigo Palamidessi,
nato nel 1892, assunto come
operaio il 13 maggio del 1919,
passato impiegato nell’aprile
del 1946, premiato con meda-
glia d’oro; Sesto Iacopini, na-
to il 19 agosto del 1893, as-
sunto nel febbraio del 1919.
E’ operaio piallatore di cate-
goria A: medaglia d’oro. Il
terzo è Ferdinando Bonelli,
nato il 23 agosto del 1894, as-
sunto nel settembre del 1919.
E’ un operaio fuochista di cat.
A. Arduino Casali è nato a Li-
vorno il 22 febbraio del 1896.
Oggi è capo reparto calderai

di 2.a categoria. Fu assunto
anch'egli come operaio nel-
l'aprile del 1920 e passato im-
piegato il 1.0 giugno del 1945:
medaglia d’oro. Il « più giova-
ne» della schiera è Cesare
Diotallevi, premiato con me-
daglia d’argento, nato nel
1897. E’ capo reparto bacino di
2.a categoria. Come gli altri,
fu assunto come operaio nel
luglio del 1919 e passato im-
piegato dal 1.0 aprile del 1946.

La consegna delle medaglie
è avvenuta la sera del 16 feb-
braio nella Sala del Consiglio
della Camera di Commercio
alla presenza di tutte le au-
torità.

Il Presidente della Camera
di Commercio, comm. Gino
Graziani, ha aperto la ceri-
monia, sottolineandone l’alto
significato. Quindi il Vescovo
Coadiutore, mons. Andrea
Pangrazio, ha benedetto le me-
daglie. Il Sottosegretario alla
Industria, On, Filippo Miche-
li, prima della consegna ha te-
nuto il discorso ufficiale con-
gratulandosi con i premiati e
con i livornesi tutti per la
meravigliosa rinascita della
loro città.

La cerimonia si è conclusa
colla consegna delle medaglie
e con un rinfresco offerto dal-
la Camera di Commercio,





Sono nati

16 dicembre: GIORGIO, fi-
glio di Mario Bottino (Car) e
di Maria Giovanna Cha - 7
gennaio; MAURIZIO, figlio di
Dino Chesi (Liv) e di Iginia
Barsaglini - 10 gennaio: MAR-
CELLA, figlia di Antonino Co-
sta (Mef) e di Concetta Maz-
zetta - 12 gennaio: CARLO, fi-
glio !di Vincenzo Pellegrino
(Mec) e di Angela Scotti
19 gennaio: MIRELLA, figlia
di Carlo Garobbio (Can) e di
Esterina Visentini 20 gen-
naio: MAURO, figlio di Carlo
Gelli (Mec) e di Delia Zer-
bino - SILVIA, figlia di Um-
berto Guantini (Liv) e di Bru-
na Lucchesi - 23 gennaio: MA-
RIA, figlia di Aimohe Stur-
man (Mef) e di Girolama Ru-
ni - 26 gennaio: ELDA, figlia
di Sandro Contardo (Can) e
di Edelweys Pedemonte -
PAOLA, figlia di Alberto Pun-
toni (Liv) e di Mila Barto-
li - 31 gennaio: MARIA GA-
BRIELLA, figlia di Agostino
Bertuccio (Mef) e di Maria
Rizzo ROBERTO, figlio di
Eugenio De Piaggi (Mec) e
di Luigia Magnanego - 1.0 feb-
braio: ENRICO, figlio di Ro-
mano 'Giagnoni (Mec) e di
Armanda Derchi - 2 febbraio:

MARIA PAOLA, figlia di Lui-
gi Vallarino (Mec) e di Maria
Damiano - 3 febbraio: DAVI-
DE, figlio di Eugenio Merlo
(Can) e di Ugolina Piano -
5 febbraio: MARCO, figlio di
Ruggero Droghetti (Can) e di
Maria Grosso - 7 febbraio:
ADRIANO, figlio di Mario Da-
vite (Mec) e di Nicoletta Bu-
gatto - 12 febbraio: ROSAL-
BA, figlia di Giuseppe Costa
(Dig) e di Emilia Balbi.

A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi,

Si sono sposaii

3 dicembre: Marino FAL-
LENI (Liv) con Petronilla
Culeddu - 26 dicembre: Gino
BELLAVEGLIA (Liv) con
Maria Labbruzzo - 29 dicem-
bre: ing. Dino SALOMONE
(Dig) con Isabella Gugliada
- 28 gennaio: Francesca CANE
(Mec) con Guglielmo Stagnaro
- 1.0 febbraio: Amedeo GALDI
(Can) con Maria Tenutu - 5
febbraio: Martino PICCARDO
(Can) con Maria Canepa - 11
febbraio: Bruno MOLTENI
(Mef) con Silvia Astengo.

Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.



Premi di

MUGGIANO.
Francesco ALABANI . Ser-
gio BARAGLI - Giuseppe

BRONDI - Giuseppe CARGIO-
LI - Leone CARRII - Alberto
CECCHI - Benito COZZANI -
Trento FINI - Arturo FREGO-
SI - Elvi GARFAGNINI - Ma-
rio GRASSI . Filippo GUI.
DOTTI - Aldo MAGGIANI -
Edmondo ORSI Luciano
TARTARINI.

MECCANICO.

Pietro BELMESSIERI - Gia-
como BRUZZONE . Francesco
CANEPA - Mario CAPPELLO
- Carlo CAPPELLOTTI
Abramo CAVICCHIOLI . Gia-
como COGORNO - Pierino
DALMAZI - Alessandro DE-
NARI - Luigi FAGHERAZZI
- Aristide FASCE - Giovanni
FERRUCCIO - Bruno GAT-
TORNO - Armando GHIGGI-
NI Cesare GRONDONA -
Giuseppe IORIO Antonino
MANTIA - Edilio MARCHESE
- Luigi MARTUCCI - Carmelo
MORANDO - Alberto MULA-
RONI - Angelo NASTA - Lui-
gi OTTONELLO Giovanni

° . x
anzianità

PARODI - Mario PARODI
Domizio PIOVANO Enrico
RAZZETTI - Alessandro RE-
PETTO Lino ROCCATA-
GLIATA . Cornelio RUZZA -
Sebastiano UNALI - Camillo
VENTURINO Olga VER-
RANDO - Giovanni VERZU-
RA.

FONDERIA.
Antonio VALLE,
FERROVIARIO.

Filippo ACETI - Carletto
ALESSANDRI - Bacchico AN.
FOSSO - Pietro CAROSSINO
- Giulio CAUSA - Giovanni
ICARDI - Antonietta PERO -
Mario PESCIOLO.

LIVORNO.

Eraldo ANDREOTTI - Ser-
gio BAGLINI - Brunello BA-
GNOLI . Raimondo BENVE-
NUTI - Luigi BIAGIONI - Ni-
vio BOCCINI - Giuseppe BO-
LOGNESI - Giulio BRACCO-
NI - Augusto COSTAGLIOLI
- Spartaco DEL BENE . Bru-
no DI PACO - Giuseppe DUT-
Ti - Franco FILIPPI - Piero

INFLUENZA

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NI - Francesco GIOIA - Ame-
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NELLI - Augusto NESTI -
Piero ORLANDI - Gino PAG-
GINI - Attilio PAGNI . Alfio
PANICHI Dino PANNOC-
CHIA - Enzo PUPILLI - Gio-
vanni QUAGLIERINI - Ferdi-
nando SCOTTO - Silvano
STURLA.

DIREZIONE GENERALE.
Guido FRATINI.

SERVIZI AUSILIARI.
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CANTIERE.

Nicolò ASARO’ - Mario
BIAGI - Luigi CABONA -
Giovanni CARDONE - Annun-
ziato CARUSO - Giacomo
CAUSA - Giovanni CEPOLLI.
NA - Aldo CERVETTI - Ma-
rio CERVINI . Antonio COIA-
NA - Luciano CONTI - Ange-
lo DAGNINO - Carlo DASSE-
RETO - Pietro DE FRANCHI
- F. DELLA VECCHIA - Leo-
poldo DE MICHELIS - Gia-
como FERRETTINO - Carlet-
to GAGGERO - Cecilia GAN-
DOLFO - Ugo GARDENGHI -
Mario GAZZARINI - Gaetano
GAZZOLO - Antonio GOLI.
NELLI Carlo GUANO -
Bruno IUNCA - Pietro LEON-
CINI - Emilia LIBBI - Luigi
LORIA - Giacomo MANTE-
RO - Amalia MARRAS - Pie-
tro MARTINI - Matteo MA-
STRORILLI - Pietro NUGAI
-. Simone OLIVIERI - Angelo
PARODI - G. B. PARODI -
Elio PEDEMONTE -. Giuseppe
PICCARDO - Carlo PIZZOR-
NO - Mario RIGHETTI - Vien-
na RUPALTI - Saverio SCOT-
TI - Vincenzo TIMOSSI -
Francesco TOLA Stefano
TRIPAGLIA Enzo ZERBI.
NATI.

CARPENTERIA.

Mario BOTTINO - Lorenzo
FERRANDO - Giovanni GUI-
DO - Archimede MARAFFA
- Luigi TACCHELLA.

RINGRAZIAMENTO

Vincenzo Tramma, impiega-
to del Cantiere di Sestri, e
sua moglie Lydia esprimono
lo loro perenne riconoscenza
al prof. Giovanni De Toni del-
l'Istituto pediatrico Giannina
Gaslini e ai dottori Buffoni,
Merlini e Barbieri, per il co-
stante interessamento e le
tempestive, energiche cure
prodigate al loro figlio Pino,
ricoverato in condizioni gra-
vissime ed ora completamente
ristabilito.

Ringraziano, inoltre, gli al-
tri medici e le infermiere tut-
te, che con la loro opera vi-
gile e silenziosa contribuirono
efficacemente a restituire alla
vita il loro adorato bambino.

ATTO DI ONESTÀ

La signora Caterina Masso-
ne, dipendente della Fonderia,
rinvenuto nello spogliatoio
delle impiegate un portafogli
contenente una somma di de-
naro, si affrettava a conse-
gnarlo al Servizio Vigilanza
che provvedeva a restituirlo
alla legittima proprietaria.

Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, l'onestà della
signora Massone.



Mirko
Laviosa della DIG

Stefano, figlio di Aurelio Moli- Milena, figlia del rag.

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È



CASSETTA DELLE IDEE

Consuntivo

( Tsi 1° febbraio corrente,
si sono compiuti due an-
ni di funzionamento del-

la « Cassetta delle idee ».

E’ bene fare quindi uf po’
di consuntivo dei risultati ot-
tenuti in cuesti due anni; per-
ciò cito alcuni dati:

Proposte a cui è stato ri-
sposto n, 3636 - Pronoste pre-
miate n. 884 - Importo premi
L. 1.286.050 - Premi supple-
mentari di cumulo a chi ha
avuto premiate cinque o più
proposte n. 91 - Importo di
detti L. 336.000.

Oltre a ciò, a titolo di pre-
mio speciale, sono stati invia-
ti a spese della Ditta a visi-
tare la Fiera di Milano N. 15
collaboratori, scelti fra colo-
ro che hanno presentato mag-
gior numero di proposte pre-
miate, oltre a n. 2 all’esposi-
zione della Tecnica di Tori-
no, perchè l’anno precedente
già erano stati inviati a Mi-
lano.

Da quanto esposto si può
constatare che delle proposte
presentate ben il 24,3% è sta-
to premiato.

Il Reparto che ha fornito
maggiore numero di collabora-
tori è il MAPI.

I premi supplementari di
cumulo sono così suddivisi:

Premi per 5 proposte accet-
tate e premiate n. 45 - Premi
per 10, n, 10 - Per 15, n. 12 -
Per 20, n. 9 - Per 25, n. 4 -
Per 30, n. 1 - Per 35, n. 1 -
Per 40, n, 1.

E’ bene ricordare che il pre
mio maggiore si aggiunge al
premio minore, cosicchè quel
tale che è arrivato al premio
di 40 proposte, ha percepito
tutti i premi precedenti.

Voglio anche accennare agli
argomenti trattati dalle varie
proposte:

Miglioramenti tecnologici,
cicli ecc.: n. 483 - Migliora-

menti servizi generali: n. 221 -



Qualificato

capo operaio, capo officina, ecc., può
diventarlo qualsiasi operaio, manova-
le o apprendista metal-meccanico che
possegga la licenza elementare - al-
meno 16 anni di età - un'oretta di tem-
po libero al giorno - la volontà di riu-
scire. Così poco ti occorre per fare
carriera, con un metodo sicuro,
facile e rapido! Migliaia di tuoi
colleghi hanno provato e sono
riusciti! Anche tu lo puoi! Come devi
fare? Ciò ti sarà spiegato nel volumet
to "LA NUOVA VIA VERSO IL SUC-
CESSO, che ti sarà inviato gratuita-
mente, Basta ritagliare questo an
nuncio e spedirlo, oggi stesso, indi-
cando professione ed indirizzo allo:
ISTITUTO SVIZZ. DI TECNICA - LUINO
Analoghe possi! ‘ fsto

i ra osfst





î di ferac







di due anni

Miglioramenti ambientali: n.
120 - Miglioramenti antinfor-
tunistici: n. 60.

Una cosa che mi ha stupito
è che alcuni premiati non si
sono presentati a ritirare i
premi: tant'è che n. 11 premi,
invero, fra quelli di piccola
entità, sono ormai prescritti,
mentre altri otto sono ancora
giacenti. Mi sono chiesto: per-
chè cuesti proponenti hanno
fatto le loro proposte, e che si
tratti di cose serie lo dimostra
il fatto che sono premiate, e

poi non hanno ritirato il pre- -

mio?

Mi si è voluto dire che ciò
è avvenuto perchè gl’interes-
sati vogliono conservare l’a-
nonimo; ma lo sapevano pure
che quando si ritira del da-
naro si firma una ricevuta e
poi come si può tenere conto
per i premi di cumulo di cui
ho parlato avanti, se non si
sa chi ha assommato le 5-10
o più proposte?

E’ chiara in me l’impressio-
ne che la collaborazione che,
colla istituzione della « Cas-
setta delle idee », si è chiesta
agli appartenenti al MEC, e
specialmente agli operai che
essendo più vicini al lavoro e
vivendo nell'ambiente delle
lavorazioni, sono i più quali-
ficati a vedere le piccole cose
che sfuggono ai capi, non ab-
bia avuto quella estensione
che dovrebbe avere e questo
probabilmente per una falsa
interpretazione del vero scopo
e significato di questa istitu-
zione.

Ma non riesco a capire il
perchè di questa diffidenza
specie se si considera che oltre
migliorare la nostra produzio-
ne, renderla più economica,
migliorare le prevenzioni in-
fortunistiche ed altro, il che
è un vantaggio per tutti, si
può ottenere qualche premio
ed avere anche qualche soddi-
sfazione morale.

La « cassetta delle idee » è
stata istituita col preciso in-
tento di raccogliere la colla-
borazione di tutti e questa col-
laborazione tutti i dirigenti
sollecitano e desiderano.

Mi è stato detto inoltre che
da parte di qualcuno si teme,
facendo qualche proposta, di
toccare la suscettibilità dei ca-
pi. Questo timore non deve
esistere, perchè un capo che se
l’ha a male se un suo dipen-
dente ha qualche buona idea
e ritiene questo fatto una
mancanza di deferenza, non ha
le cualità umane di buon sen-
so e di spirito che un capo de-
ve avere; e con un atteggia-
mento del genere si squalifi-
ca come tale.

Concludo col dire: bando ai
falsi pudori ed agl’inutili ti-
mori: se avete qualche idea
che giudicate buona fatela
presente, vi renderete bene-
meriti verso la vostra Ditta e
ve ne deriverà un utile.

Piero Cominetti

(N.d.R.). L'importo dei premi
non ritirati, aiî quali accenna
l’articolista, sarà devoluto per
disposizione della Direzione al
fondo di assistenza dello Sta-
bilimento Meccanico.

PROPOSTA N. 15834,

Propone che l’operazione
6/8 per l’esecuzione dei fori
per passaggio olio della stella
dell’accoppiatoio a denti per
turbina Dis. TM, 64065 1°, sia
eliminata, poichè detti fori non
servono a lubrificare la parte
dentata, tanto è vero che al
montaggio detti fori vengono
otturati.

Propone inoltre che sia mes-
sa a ciclo l'operazione di ese-
guire li fori inclinati tra vano
del dente e la gola raccogli-
olio.

RISPOSTA.

La proposta è giusta. E’ sta-
to disposto che i pezzi abbia.
no la foratura inclinata ed il
disegno è stato modificato in
tal senso.

©®

PROPOSTA N. 16488.

Propone che alla rettifica
piana matricola 90780 siano
coperte le resistenze ed i due
coltelli dell’interruttore fissa-
to alla colonna posteriore.

Dette resistenze furono si.
stemate a suo tempo per di-
minuire lo scaldarsi eccessivo
del piano magnetico. Nelle
condizioni attuali sono un se-
rio pericolo per chi vi iavora
vicino.

RISPOSTA.

La MAN ha già disposto
per l’applicazione delle prote-
zioni proposte.

®
PROPOSTA N. 16075.

Propone che alle maschere
per saldatori venga apportata
una piccola modifica consi-
stente nell’applicare ad esse
un vetro trasparente fisso e
quello inattinico ribaltabile
in modo da permettere al sal-
datore di asportare agevol-
mente le scorie della saldatu-
ra senza pericolo di infortuni.
RISPOSTA.

La proposta è saggia, ma
non è possibile sostituire o
modificare le maschere in
uso.

Le nuove maschere saranno
però ordinate con vetro inat.

Ma

tinico ribaltabile verso Vin-
terno.
°
PROPOSTA N. 15759.
Le sogiie dei forni sono

eseguite in mattoni refrattari
resistenti al calore, ma poco
adatti a sopportare carichi ed
urti speci» quando i forni so-
no a temperature elevate. Pro-
pone che dette soglie siano
eseguite in getto di « plicasto »
o « plibrico » più adatti a sop-
portare carichi e logorii. Inol-
lire si potrebbero eseguire
prove per aumentare questa
resistenza armando con siste-
ma armonico dette gettate pro-
teggendole poi con silicato,

RISPOSTA.

La proposta è accettata. Il
Servizio MAN ha avuto dispo-
sizioni di attuarla non appena
se ne presenti l’occasione.

°
PROPOSTA N. 13655.

Il trasporto dell’ emulsione
refrigeranie dai depositi alle
macchine avviene con mezzi
vari, persino con una carriola
in lamiera,



3 evitare che durante gli
ondeggiamenti si abbia uno
spreco di emulsione, propone
che vengano costruiti alcuni
semplici recipienti muniti di



coperchio in legno, che gal-
leggiando sul liquido ne impe-
disca la fuoruscita.

RISPOSTA.

Il Servizio MAN ha disposto
per la costruzione di alcuni
secchi muniti di coperchio co.
me indicate dal proponente.
Essi verranno approntati non
appena il carico di lavoro
dell’officina LATT lo consen-
tirà.

e
PROPOSTA N. 15689.
Propone che ai lavoratori
che lavorano sui capannoni

delle officine venga data una
cinghia ed una fune di prote-
zione.

RISPOSTA.

L’ osservazione è giusta.
L’operaio che deve eseguire
lavori sui tetti, suì pali, ecc.
deve richiedere alla MAN la
cinghia di protezione e tutto
quanto può occorrergli per la
sua incolumità.

°
PROPOSTA N. 13880.

Dopo la saldatura dei giun-
ti dei rotanti turbine, il mon-
taggio si presenta difficile per-
chè il tacchetto distanziale sal-
ta via facilmente.

Propone che il suo alloggia-
mento sia eseguito un po’ più
profondo per eliminare l’in-
conveniente.

RISPOSTA.

La proposta è approvata.
L’Ufficio TUM provvederà a
far modificare i cicli di lavo-
razione.

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sono riservate ai dipendenti del-
l'’Ansaldo e sono gratuite, Rivol-
gersi ai nostri corrispondenti di

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Carlo ODONE





di anni 52, dipendente della
Fonderia, deceduto il 22-2-56.
Era all’Ansaldo dal 1926. La-
scia la moglie e tre figli.

I compagni di lavoro, pro-

fondamente colpiti per la
scomparsa del bravo «Carlin»,
si associano reverenti al dolo-
re della famiglia.



Attilio RIVOLTA
di anni 59, dipendente del
Meccanico, deceduto il 4-2-56.
Era all'Ansaldo dal 1922. La-
scia la moglie e cinque figli.



Antonio CENTANARO

di anni 51, dipendente della
Carpenteria, deceduto il 10-1-
1956, Era all’Ansaldo dal 1939.
Lascia la moglie e due figlie.



Luigi GUIDO
di anni 51, dipendente della
Carpenteria, deceduto il 12-2-
1956. Era all’Ansaldo dal 1945.
Lascia la moglie e due figli.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de « ’Ansaldino».

carni |








QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.

*

Edito dall’ Ansaldo S, A,
P. Carignano, 2 - Genova

*
LORENZO REBORA
Responsabile
*

Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

ae

F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
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o. In primo piano: strutture prefabbricate coperte di neve.

La «Fina Canadà» di 31.500 T.D.W. pronta per il varo, avvenuto al Cantiere di Sestri il 19 febbrai
extracted text

2

A TUTTA FORZA
l << Almirante Clemente”

agli ordini del nostro com.te quanto si è trattato, per la no-

De 7 alle 18 del 15 feb
stra

braio sono state effettuate,
nelle acque del Golfo di Geno-
va, le prove ufficiali a tutta
forza del cacciatorpediniere

Beretta, erano presenti: il Ca-
po delia Commissione Vene-
zuelana com.te Ferrer col V.

industria, di inserirsi in
una competizione molto impe-
gnativa, che è stata tuttavia

« Almirante Clemente », il pri-
mo dei sei che, come è noto,
l’Ansaldo ha costruito e sta
costruendo nel suo Cantiere di
Livorno per conto della Ma-
rina Militare del Venezuela.

Le prove a tutta forza han-
no concluso tutte le prove del-
l'apparato motore, essendo già
state in precedenza eseguite
con ottimo esito quelle pro-
gressive e di consumo.

La nave, uscita dal porto di
Livorno a veloce andatura, ha
fatto rotta sulla consueta base
misurata da Portofino - Casa-
spinola a Punta Chiappa -
Villa Raggio, dove sono stati
fatti i rilievi della velocità,
pienamente rispondenti alle
clausole contrattuali.

Dopo di ciò sono state ese-
guite prove di evoluzione,
prove del timone e di marcia
indietro, sempre con ottimi ri-
sultati. Alle ore 18 l’« Almi-
rante Clemente » lasciava le
acque di Portofino e verso le
21 rientrava nel Porto di Li-
vorno.

A bordo dell’unità, che era



Capo com.te Hernandez, i ca-
pitani Dominguez e Perez -
ed altri ufficiali; il

gen, Pasetti; il ten. Soedarsono

Luciani

della Commissione indonesia-
na; il dr. Pizzarello della Fin-
meccanica e, per l’Ansaldo: il
Direttore Generale ing. Lom-

bardi; il Dir. Centrale ing.
Carnevale; il Direttore del
Cantiere di Livorno ing. Ro-

vetto coi Vice Direttori ingg.
Di Pietrantony e Grillo; il
Condirettore del Meccanico
ing. Zanetti; il sig. Biggi del-
la Direzione Generale; gli
ingg. Borghetti, Bozzo e Con-
ti del Meccanico; gli ingg.
Preve, Predieri e Dolcini del
Cantiere di Livorno.

Per la nostra Azienda que-
ste prime prove sono un bril-
lante risultato in cuanto la co-
struzione dei sei cacciatorpe-
diniere venezuelani poteva es-
sere condotta solo da industrie
dotate di una lunga esperien-
za e dal passato ricco di ot-
time affermazioni nel campo
delle costruzioni navali, in

superata con pieno successo.

Il contratto per i primi tre

caccia era stato firmato a Ca-

racas il 29 marzo 1953 con
opzione per altri tre caccia
identici da esercitarsi dalla

Marina Venezuelana entro un
anno. Prima della scadenza dei
termini veniva esercitato, per
l'esperienza già in atto, il di-
ritto di opzione, confermando
il 26 gennaio 1954 l’ordina-
zione delle altre tre unità.

Le caratteristiche principa-
li di queste belle navi mili-
tari sono le seguenti: disloca-
mento tonn, 1300; potenza del-
l'apparato motore, cav. 24000;
velocità contrattuale alle pro-
ve, nodi 32; lunghezza mas-
sima, m. 97,60; larghezza mas-
sima, m. 10,80; altezza di co-
struzione, m. 5,70; immersio-
ne alle prove, m. 2,60; auto-
nomia a 18 nodi, miglia 2800;
autonomia a 15 nodi, miglia
4000. L'armamento è composto
di due impianti binati navali

e antiaerei da 102 mm., due

impianti binati antiaerei da
40 mm,, quattro mitragliatrici
binate da 20 mm.,, un impian-
to triplo di tubi di lancio da
533 mm., due porcospini an-
tisommergibili, quattro mortai
e una tramoggia per cariche
di profondità.

Lo studio dettagliato del
progetto, tenuto conto della
grande complessità delle siste-
mazioni belliche, ha domanda-
to uno sforzo notevole degli
uffici a ciò predisposti e la col.
laborazione di ditte specializ-
zate. Nonostante ciò le prime
tre navi venivano solenne-
mente impostate il 9 maggio





1954 alla presenza dell’Amba-
sciatore venezuelano a Roma
S. E. Alberto Torrealba e del
Comandante delle Forze Na-

vali del Venezuela com.te
Oscar Gherzy Gomez, oltre ai
rappresentanti della Marina

Italiana, a numerose autorità
ed ai massimi dirigenti del-
l’Ansaldo.

A sette mesi di distanza, il
12 dicembre 1954, si potevano
già varare i primi due caccia
ed impostare gli altri tre, Il
terzo caccia scendeva in mare
il 7 febbraio 1955 e il 4 set-
tembre veniva varato il primo
del seco»do gruppo di caccia.

Il varo dell

1 varo della « Fina Cana-
dà » — avvenuto il 19 feb-
braio — resterà indubbia-



mente nella storia del Cantie-
re di Sestri come uno dei più
singolari e suggestivi. lì Can
tiere coperto di neve ha costi
tuito lo sfondo naturale della
cerimonia, Ma dire il Cantie-
re è dir poco. Le attrezzature,
le navi in costruzione, le te-
leferiche, le colline che si
scorgono alle spalle, tutto è
ammantato di bianco. Uno
spettacolo davvero nuovo,
esca ai fotografi per storiche
inquadrature.

Ma parliamo di questa tur-
bocisterna, quinta unità da
31.500 TPL che scende in ma-
re dagli scali dell’Ansaldo
(tre di queste sono & state
consegnate), gemella della
« Purfina Italia », il cui varo è
avvenuto recentemente, e ge-
mella ancora di un'altra
sterna impostata alcuni giorni
or sono.

Lo scafo, a struttura longi-
tudinale, è suddiviso in 30 ci-
sterne per il carico, aventi un
volume complessivo di circa
42.000 metri cubi; ha la prora
slanciata e la poppa ad incro-
ciatore; albero centrale; cas
sero centrale, poppiero e ca-
stello con sottostante stiva per
carico a secco,

L'apparato motore, situato a
poppa, è costituito da un grup-
po turboriduttore a vapore
tipo « Ansaldo », sviluppante
una potenza di 14.500 cavalli
in navigazione e da due cal-
daie a tubi d’acqua tipo « An-
saldo - Foster Wheeler ». La
stazione di pompaggio com-
prende 4 turbopompe da 850
mc/ora e due pompe « strip-
ping » da 120 metri cubi. La
energia elettrica, a corrente
alternata trifase, è fornita da
due gruppi elettrogeni da 550
kW. e da uno da 159. I 51
uomini dell’ecuipaggio saran
no alloggiati in ampie cabine
munite di tutti i moderni com
forts ed a temperatura condi-
zionata.

L’unità — costruita per la
« Compagnia Marittima Paler-
mitana » sarà fornita dei più
aggiornati sistemi di sicurezza,
come i rilevatori di gas nelle
« tanks », l'impianto di estin
zione e lavaggio a vapore col
sistema « Butterworth » e dei
più perfezionati strumenti
tecnici per la navigazione (gi
robussola e pilota automatico
con ripetitori e registratori di
rotta, scandaglio elettronico
ecc.). L’ultimazione è previ-
sta per la fine del 1956.

Ed ecco le caratteristiche
principali della « Fina Cana-
dà »:

lunghezza fuori tutto m. 200;
lunghezza fra le perpendicola-
ri m. 188,80; larghezza massi
ma fuori ossatura m. 26,20; al-
tezza al ponte di coperta m.
13,90; immersione media alla
portata contrattuale, dalla li























nea di costruzione m. 10,30;
portata

lorda corrispondente
tonn. 31.500; potenza norma!
dell'apparato motore a circa
110 giri al minuto primo C.A.
14.500; potenza massima del-
l'apparato motore a circa 114
giri al minuto primo C.A.
16.000; velocità a pieno ca-
rico nodi 16,4,

Alla sempre suggestiva ce-
rimonia sono intervenuti fra
gli altri, il sig. Berrier, Amba-
sciatore del Belgio; l'On. Pao-
lo Cappa; l'On. Bonfiglio, as-
sessore della Regione Sicilia-
na, anche in rappresentanza
del Presidente, On, Alessi; il









generale Carnino, comandante
del Porto di Genova, in rap-
presentanza del ministro del-
la Marina Mercantile On. Cas-
il prof. De Andrè, in
ntanza del Sindaco di
gli alti esponenti del-
ietà « Petrofina » di Bru-
e quelli della Società
« Purfina Italia », il Cav. del
Lavoro Ernesto Fassio e le più
alte autorità ci e militari.

Per la Società armatrice
abbiamo notato gli ammini-
stratori conte Mario di Ca










robio, il prof. Catinella, il
dott. Emanuele Ortoleva, il
conte Tagliavia, Presidente
della « Purfina italia » e della
Associazione Liberi Arma-
tori ».
Per la nostra Società sono

il






Presidente, avv.

rbieri; il Vice
Gennaro;
inistratore Delegato,
Giuseppe Rosini; il Di-
rettore Generale ing. Federi-
co Lombarci; i direttori Cen-
trali ingegneri Casaccia, Rou-
gier e Carnevale; il Vice Di-
rettore Centrale avv. Alberto

Boyer





Ha diretto le operazioni di
varo il Direttore del Cantiere
di Sestri, ing. Franco Cristo-
fori.

Dopo la benedizione, impar-
tita da S. E. Mons. Secondo
Chioeca, Vescovo Ausiliare,
che rappresenta S. E. il Car-
dinale Siri, la gentile madri-
na, signora Lydia Alessi, dà
il via alla tradizionale botti-
glia di spumante, che s’infran-
ge sulla prora, Le condizioni
atmosferiche non sono delle
migliori, la visibilità è scar-
sa: ma il varo è perfetto. La
« Fina Canadà » scende mae-
stosa e insieme leggera e si-
cura in mare, festosamente sa-
lutata dalle sirene delle più
anziane sorelle. Un’altra bella
affermazione della. maestria
ansaldina: e non v'è, in questi
casi, bisogno di commento.

Subito dopo, l’on. Bonfiglio
ha letto un messaggio dell’on.
Alessi, che riproduciamo inte-
gralmente:

« Con il varo della turboci-
sterna « Fina Canadà» della
Compagnia Marittima Paler-
mitana, una bella nave di gros-
so tonnellaggio si aggiunge. al-
la nostra flotta mercantile. Es.
sa costituisce una importante
realizzazione della attività

‘produttiva dei nostri cantieri

navali, determinata dall’armo-
nico coordinamento di leggi
dello Stato e della Regione Si-
ciliana.

Funzione precipua dell’ or-
dinamento regionale è la in-
tegrazione dell’ ordinamento
statale allo scopo di rendere
sempre più razionale Veserci-
zio dei pubblici poteri in rar
porto a situazioni particola
mente rilevanti nell’ ambito
della Regione, che pure si fon-











dono nell’interesse generale
della Nazione. Sembra che
questa funzione sia stata feli-



cemente esercitata nel settore
armatoriale, ove l’incentivo al
risveglio ed allo s i



gloriose tradizioni
siciliane ha contemporanea-
mente favorito le industrie

nazionali delle costruzioni n
vali e dell’armamento. Da
traggo auspicio per una sem-
pre più stretta collaborazione
tra la Liguria e la Sicilia, per
il raggiungimento dei comuni
ideali di progresso economico
e di giustizia sociale >».

Emiddio Loscalzo







“Fina Canada”











Dall'allo: la «Fina Canadà» nronta ner il varo al Cantiere di Sestri - Altro aspetto della
turbocisterna sullo scalo - Scena siberiana: una fila di operai tra la neve.

4

LA PRIMA LOCOMOTIVA

consegnata alle Ferrovie Indiane

iovedì 23 febbraio il no-
stro Stabilimento di (Co-
struzioni Meccaniche e

Ferroviarie è stato teatro di
una insolita e festosa anima-
zione; alle ore 10,30, infatti,

doveva aver luogo la consegna
ufticiale della prima delle ven-
ticinque potenti locomotive
ordinate dalle Ferrovie Indiane
all’Ansaldo e la cui commessa
fu aperta nei novembre del ’53

La costruzione delle locomu-
tive a vapore, come è noto, fa
parte delle tradizioni più an-
tiche della nostra ultracente-
naria Società. Finora ne sono
state costruite quasi 1500, la
stragrande maggioranza delle
quali per le « Ferrovie dello
Stato » italiane, ma questa
produzione negli ultimi decen-
ni aveva rallentato sensibil-
mente il suo ritmo in seguito
all’elettrificazione delle nostre
strade ferrate. In questi ultimi
anni però la tradizione più ca-
ra ai vecchi ansaldini, a coloro
che entrarono ragazzi nelle no-
stre officine quando c’era an-
cora l'illuminazione a petro-
lio, è risorta a nuovi fastigi e
sotto le ampie, solenni vòlte
delle navate si sono sentiti
ancora i fischi delle possenti
macchine, lo sbuffare del va-
pore sotto pressione, l’ansito
vigoroso e tremendo delle biel-
le degli stantuffi.

I vecchi tipi delle locomoti-

ve, così care ai nostri ricordi,
tanto che i loro modelli oggi
costituiscono un fascino e un

divertimento pieno di una poe-
sia particolare, sono oggi rele-

gati nelle illustrazioni degli
album d'archivio e nelle foto

allineate sulle pareti di qual-
che ufficio. Oggi costruiamo
delle macchine enormi, capaci
di trainare carichi inverosimili,
potenti vaporiere di cui l’ele-
ganza delle linee non è certo
l’ultimo pregio.

Alle dieci grandi,
snelle locomotive per la Gre-
cia, consegnate a suo tempo,
fanno seguito ora le venticin-
que locomotive per l’India, an-
ch’esse dalle caratteristiche ec-
cezionali.

Alla cerimonia della conse-
gna sono intervenuti: l'Amba-
sciatore dell’India a Roma, S.
E. Thivy: il Prefetto di Genova



eleganti,



dott. Vicari; il Magnifico Retto-
re dell’Università di Genova
prof, Cereti; l’Ispettore capo del
materiale rotabile indiano ing.
Kumar, con l’Ispettore ferro-
viario ing. Johri e l’Ispettore
dell’impianto chimico di Sin-
dri ing. Pai, il professore in-
diano Sinha dell’Università di
Genova; il sig. Habib ur Ra-
hman; il Capo Compartimento
di Genova delle F, S. ing. Giob-
be e mumerose altre personali-
tà, Per l’Ansaldo erano pre-
senti: l'Amministratore Dele-
gato ing. Rosini; il Direttore
Generale ing. Lombardi; il V.
Direttore Generale e Capo del
Settore Meccanico ing. De Vito;
il Direttore dello Stabilimento
Ferroviario ing. Arnaldi coi V.
Direttori ingg, Stegagnini e
Benzi, il cav, Filippini, il dr.

sono stati molto soddisfatti nel
vedere, lucida e agile sullo
speciale binario appositamente
costruito a scartamento mag-
giore di quelli italiani, la pri-
ma locomotiva destinata a trai-
nare pesanti convogli di car
ri merci. S, E, Thivy ha poi
pronunciato al microfono del-
la RAI una lusinghiera dichia-
razione per la nostra industria
e per l’Ansaldo, e quindi la
cerimonia ha avuto termine con
un rinfresco.

Le caratteristiche principali
delle locomotive indiane sono
le seguenti: sale accoppiate, n.
4; sale portanti n. 2; scarta-
mento, 1.676 mm.; pressione
massima in caldaia 14,7 Kg./
emq.; n. 2 cilindri esterni a
semplice espansione: diametro
cilindri 555,6 mm.; corsa degli









Le ruote motrici

fra i respingenti esterni della
locomotiva con tender attacca-
to 33.876 mm.; sforzo di tra-

zione con l’85% di pressione in







La prima delle locomotive indiane col tender.

Carfì, il sig. Pellegrino ed altr’
collaboratori: il Direttore del
Meccanico ing. Cominetti, il V.
Direttore della Fonderia dr.
Masperi, l'ing. Slaghek e il sig.
Donati della Direzione Generale
ed altri tecnici ed esperti,

La cerimonia della consegna
è stata particolarmenthe felice
ed improntata alla massima
cordialità; gli ospiti indiani







stantuffi. 711,2
surriscaldato;

mm,;j vapore
diametro delle
ruote motrici 1562,1 mm,; di-
stribuzione sistema «aWal-

schaert»; peso totale in servizio





della locomotiva 103.500 kg.;
peso totale in servizio del ten-
der 72.950 kg.; capacità di ac-



qua del tender 22.750 litri; ca-
pacità di carbone del tender
18,300 kg.;s lunghezza totale



caldaia 17,650 kg.; velocità
massima 72,400 km/h,

La caldaia ha il forno in ac-
ciaio saldato, con camera di
combustione e surriscaldatore
Sehmidt, La griglia è di tipo
oscillante. I cilindri sono in

acciaio fuso con camicie di ghi-
sa riportate nel corpo dei ci-
lindri e nelle camere di distri-
buzione. Il telaio ha le fiancate

della locomotiva

costituite da due lamieroni di
mm. 114 di spessore, La loco-
motiva ha il freno diretto a
vapore. La frenatura del ten-
der e quella del convoglio so-
no del tipo «a vuoto». Il
carrello posteriore e quello an-
teriore della locomotiva sono
del tipo « bissel » con richiamo
a molle elicoidali. Il tender è
a due carrelli, a due assi ciascu-
no. Le fiancate dei carrelli del
tender sono del tipo a cassetta
in lamiére stampate collegate
mediante saldatura. Le caldaie
sono state costruite dalla Cal-
dereria dello Stabilimento Mec-
canico Ansaldo di Sampierdare-
na. Tutto il resto delle loco-
motive, i tender completi e
tutti i montaggi sono stati rea-
lizzatti dallo Stabilimento di
Costruzioni Meccaniche e Fer-
roviarie di Genova-Fegino.

Le locomotive verranno spe-
dite in India completamente
montate, Una speciale attrez-

costituita da carrelli
ferroviari a scartamento nor-
male, è staia allestita per con-
sentire il trasporto, dallo sta-
bilimento alla banchina di im-
barco, di queste locomotive e
tender che, essendo a scarta-
mento largo, non possono di-
rettamente viaggiare sulla no-
stra rete ferròviaria,

L'importante fornitura, per
la quale ha avuto inizio la
consegna ufficiale, ha impegna-
to i tecilici e le maestranze
dell’Ansaldo per alcune centi-
naia di migliaia di ore lavo-
rative,

zatura,





Dante Jannone

Nella foto di sinistra, da sinistra a destra: il Prefetto di Genova dott. Vicari, il V. Direttore Generale dell’Ansaldo ing. De Vito, l'Amministratore Delegato
dell’Ansaldo ing. Rosini, l’Ispettore capo delle Ferrovie Indiane ing. Kumar, l’Ambasciatore dell'India a Roma S. E. Thivy.

a destra e dall'alto in bass

Nella foto di destra, da sinistra

: gli ansaldini Mario Romagnoli, Giuseppe Vallarino, Bernardo Calcagno, Guido Trenti, Bacchico Anfosso, Agostino Visentin,

Vincenzo Valle, Vincenzo Petrignani, Francesco Sergi, Carlo Grasso, Egidio Cavo, Antonio Icardi, Egidio Scaringi, Guido Sgarbi, Aldo Robotti, Giovanni Si-
mononi, Antonio Gaggero, Giuseppe Bisio, Ermete Tagliati, Gino Morgantini, Luigi Ricci.





Ep SIT E



siti rta dini srt

UNA GRAVE PERDITA PER L'ANSALDO



L'immatura scomparsa
di Alfonso Bandettini

. L’ industria

Una spietata malattia
da lui sopportata fino all’ul-
timo giorno con quella sere-
na forza d'animo ch’era uno
dei tratti salienti del suo ca-
rattere — ha stroncato il 28
febbraio l’ancor giovane vita
dell’ ingegnere Alfonso Ban-
dettini di Poggio, nostro Vice
Direttore Generale e Capo del
Settore navale,

Non è per amore del luogo
comune che definiamo « irre-
parabile » la sua perdita, Que-
st'uomo di poche parole e di
animo generoso e gentile, leale
e aperto, ruvido — come ogni
buon ligure — in superficie,
ma dotato d’una singolare ca-
pacità di comprensione uma-
na, semplice fino all’umiltà,
refrattario per istinto e per
intelligenza ad ogni teatrali-
tà di gesto e di tono, lineare
e franco in ogni sua azione,
inflessibile verso sè stesso
nell’adempimento del dovere
assai più che verso gli altri,
equilibrato e giusto, buono
senza debolezze, severo senza
durezze, modesto senza pose,
limpidissimo nel pensiero e
rettilineo nella volontà; que-
st'uomo che univa in sè due
qualità che raramente si tro-
vano accoppiate: la genialità
del creatore e la paziente te-
nacia del realizzatore, lascia
davvero . nell'animo di tutti
quelli che l’hanno conosciuto
da vicino un vuoto incolma-
bile.

L’Ansaldo perde con lui uno
dei suoi dirigenti migliori,
uno dei suoi più fervidi corag-
giosi e intelligenti animatori.
navale italiana,
uno dei tecnici più dotati e ca-
paci.

Era nato nel 1906. Compì gli
studi a Genova e si laureò gio-
vanissimo, a soli ventun anni,
in ingegneria navale. Per bre-
ve tempo, dopo la laurea, pre-
stò la sua opera alla Fiat
Grandi Motori; ma già nel
1930 era all’Ansaldo, in quel
Cantiere di Sestri al quale
egli doveva dedicare, fino al-
la fine, ogni sua attività, ogni
sforzo, ogni momento della sua
vita.

Insieme al compianto ing.
Rimini e sotto la guida di
Achille Piazzai — ‘anch’egli
di recente scomparso — par-
tecipò attivamente alla costru-
zione e al varo del « Rex».
Successivamente il Direttore
ing. Segala gli affidò l’allesti-
mento dell’incrociatore « Bol.

zano », unanimemente ricono-
sciuto come una delle miglio-
ri navi di cui fosse dotata la
Marina italiana.

Ebbe poi una parte impor-
tante nella costruzione della
corazzata « Littorio» — poi
« Italia» — della quale seguì
tutte le vicissitudini, dedican-
dosi con rara e riconosciuta
competenza al suo salvatag-
gio e alla sua riparazione do-
po il siluramento di Taranto.
Quando rientrò in Cantiere
dovette subito affrontare una
situazione difficilissima. Si era
agli ultimi, disastrosi anni
della guerra, l'occupazione te-
desca era in atto, Bandettini
s'impegnò a fondo nello sforzo
di salvare ai lavoratori di Se-



stri e all'Italia quel Cantiere
di cui gli era stata affidata la

responsabilità e la cui vita
era la sua vita.

E venne il dopoguerra. L’at-
tività del Cantiere era para-
lizzata, l'orizzonte era scuro
e deserto. Allora si vide chi
era Bandettini. La sua capaci-
tà, il fervore del suo animo e
del suo ingegno, la sua infles-
sibile volontà emersero con
mirabile evidenza. Egli riuscì
in poco tempo a ricostruire il
Cantiere — del quale nel frat-
tempo era diventato Diretto-
re — nei mezzi e, ciò che più
conta, negli spiriti.

Chi gli era vicino ricorda
bene la repressa ma profonda
commozione con la quale egli

presiedette al primo varo del
dopoguerra: quello dell’« Al-
leanza ». Fu quello il sicuro,
deciso avvio verso le posizioni
di alto prestigio dipoi rag-
giunte dal Cantiere. In quegli
anni difficili, in quell’opera
faticosa, estremamente impe-
gnativa, irta di gravi respon-
sabilità, l'ing. Bandettini det-
te senza risparmio il meglio
di sè stesso. La capacità, le
qualità dell’uomo furono pari
a quelle, eccellenti, del tec-
nico. Non c'è suo collabora-
tore di allora che non ricordi
con intensa ammirazione l’in-
faticabile e geniale operosità
sua e quelle sue singolari do-
ti di sensibilità umana che lo
facevano insieme maestro e
amico d'ogni dipendente.

L’ultimo varo ch'egli dires-
se in Cantiere fu quello del.
l’« Andrea Doria ». Fu per lui
un'impareggiabile soddisfazio-
ne; il Cantiere di Sestri aveva
finalmente ripreso il suo posto
nel quadro dell'industria na-
vale mondiale; la nave che
scendeva in mare rappresen-
tava — come tuttora rappre-
senta — anche in campo inter-
nazionale, un modello di inge-
gneria navale; il suo grande
sogno era dunque felicemente
coronato.

Nel 1949 fu nominato Vice
Direttore Generale e subito
dovette dedicarsi ad un com-
pito di grande responsabilità:
l’organizzazione di tutto il
Settore navale Ansaldo, del
quale proprio allora erano
entrati a far parte i Cantieri
di Livorno e di Muggiano, An-
cora una volta, e più che mai,
non era chiamata in causa sol-
tanto la sua alta competenza
tecnica, ma anche la sua spic-
cata sensibilità, le sue qualità
di carattere. Come sempre,
riuscì pienamente nel suo
compito. Fu un eccellente or-
ganizzatore e un impareggia-
bile animatore di volontà e di
spiriti.

La malattia lo colse nel mo-
mento in cui, compiuta la pri-
ma, essenziale parte dell’ope-
ra sua, si accingeva a perfe-
zionarla e a trarne le feconde
conseguenze. La morte lò ha
sorpreso nel pieno rigoglio
della sua fertile e vigorosa
maturità.

Restano, di lui, opere con-
crete che dureranno a lungo
nel tempo. Resta, immortale,
la vivida luce d’un mirabile
esempio.





ESTREMO
SALUTO

mico Bandettini, fra-

tello mio. Ti ho salu-
tato stamane, silenziosa-
mente, col cuore dolente,
sul tuo letto di morte e le
lacrime ch’io non volevo
piangere m'’oscuravano la
vista.

Ho abbracciati i tuoi fi-
gli con lo stesso sentimen-
to col quale ho sempre ab-
bracciati î miei figli, che
sono soltanto di qualche
anno più grandi dei tuoi.

Ti ho visto stamane più
sereno dell’ultima volta
che ti venni a visitare alla

| clinica Bertani; fu merco-

ledì 25 gennaio. Le tue lun-
ghe sofferenze fisiche sono

| finite, insieme alla tua pe-

na per non poter prendere
viva parte alla nostra fa-
tica, alla nostra ansia di
lavoro!

Nel salutarti con tanto
dolore, al principio di que-
sto tuo definitivo viaggio
che non avrà ritorno, deb-
bo dirti il rimprovero che
più volte mi sono fatto, di
non avere saputo, in que-
sti ultimi mesi ed anni, tro-
vare il modo d’aiutarti.

Non ho di fatto saputo

| far nulla per alleviare le



tue sofferenze; non ho sa-
puto fare abbastanza per

convincerti ad accettare
consigli ed aiuti.
Nel salutarti, Bandetti-

ni, mi si affollano nella
mente tanti cari ricordi di

| fatiche e di ansie comuni,

E sono molti e di così lun-
ghi anni, che ne scelgo a
caso uno che ne riepiloga
tanti altri. Due anni fa, nel
1954, da maggio a luglio,
facemmo insieme le prove
a mare di cinque navi,
a cominciare dalla Mina
D'Amico e a finire alla
Cristoforo Colombo! Quelle
giornate d’intensa fatica,
che culminarono nella pro-
va di tutta forza della Co-
lombo, non le dimenticherò
mai! E con me, molti del-
l’Ansaldo, molti tuoi ami-
ci e collaboratori di tutti
i ranghi, non dimentiche-
ranno la tua figura, il tuo
viso, la tua parola rude. E
fra tante prove di quei
giorni, una domenica wu-
scimmo per il Golfo di Ge-
nova con la Frisco del tuo
amico Chiarella. L'ing. Ro-
sini ha le tue fotografie
ch’egli prese durante quel-
la giornata. Spesso andre-
mo a rivederle, per avere
la povera illusione che tu
sia ancora fra noi, con noi,
col gran cuore di questa
compagine d’uomini e di
volontà, che si riassume, |
come in un emblema, nel
nome dell’Ansaldo.

A questo nome tu hai
dato tanto di te stesso, con
sì ferma e profonda pas-
sione, che non potremo es-
sere noi dell’Ansaldo a di-
menticarti mai!

Amico, fratello mio, non
trovo altre parole per salu-
tarti perchè sono troppo
addolorato e le lacrime di
nuovo m’oscurano la vista;
e troppe cose dovrei ricor-
dare e troppe cose dovrei
dire per ringraziarti di
tutto ciò che ci hai dato di
te stesso in ventisei anni
di lavoro.

Edgardo De Vito









MECCANICO



NUOVA ALESATRICE

per

la lavorazione

dei



Particolare della fresatrice

Una delle particolarità dei
motori Maybach è quella
di avere l’incastellatura che
alloga l'albero a manovella
(sopportato dai cuscinetti a
rulli) in un vero e proprio
tunnel. Questo tunnel è for-
mato da nove supporti con
centrici del diametro di 370
mm, entro sette dei quali ven-
gono alloggiati gli anelli ester-
ni dei cuscinetti a rulli.

E’ ovvio che la lavorazione
di alesatura di questi supporti
deve essere fatta in modo da
ottenere la massima precisio
ne sia di assialità e sia di-
mensionale, con tolleranze di
alcuni centesimi di millime-
tro.

Se questa operazione fosse
eseguita su di una normale

« Heller mod. BS 320/3500 »

alesatrice, date le particolari
difficoltà, ci vorrebbe un tem
po notevole e si avrebbero
dei risultati incerti, che richie-
derebbero costosi adattamenti
ed annullerebbero il concetto
dell’intercambiabilità.

Per questo da alcuni mesi.
nell’officina MAME del Mec-
canico, è entrata in funzione
una nuova alesatrice speciale
monotesta arizzontale « Hel-
ler mod. BS. 320/3500 », che
ha le seguenti caratteristiche:
diametro del mandrino, mm.
200; velocità del mandrino,
giri al 1’ da 16 a 120; corsa
della islitta porta mandrino,
anteriore mm. 3200, posterio
re mm. 300; velocità di avan-
zamento a regolazione pro-
gressiva, mm./1’ da 3 a 125;



Ruote di riduzione per turbocisterne

motori

“ HELLER.,

« Maybach .,

velocità degli spostamenti
rapidi, mm/l’ 2.000; potenza
comando mandrino, kW 25;

potenza comando avanzamen
to, kW 5; dimensioni tavola
porta-pezzo, mm. 3.000x1.200.

Questa modernissima mac-
china è dotata di una partico
lare. attrezzatura - (costruita
dalla Ditta Maybach su nostra
ordinazione) costituita da un
portapezzo speciale per il
piazzamenito delle incastella-
ture, munito di tre supporti
girevoli, entro i auali è allog-
giato uno speciale mandrino
sul quale sono sistemati 52
utensili così suddivisi: 9 uten-
sili fissi per la sgrossatura de
gli alloggi; 9 utensili fissi per
la finitura degli alloggi; 18
utensili mobili rad’almente
per la sfacciatura degli allog
gi; 16 utensili mobili radial-
mente per l'esecuzione degli
smussiì.

Questo mandrino permette
di eseguire in un’unica opera-
zione, e contemporaneamente,
l'’alesatura, la sfacciatura e
gli smussi di tutti i supporti
del tunnel.

Il cielo del lavoro si svolge
nel seguente modo:

a) l’incastellatura viene in
trodotta nel porta-pezzo e per
mezzo di uno speciale dispo
sitivo viene posizionata, spo
stata verticalmente rispetto
all’asse del mandrino, allo sco-
po di permettere l’introduzione
di quest’ultimo con tutti gli
utensili fissi già disposti pre-
cedentemente a calibro per
ottenere le cuote desiderate;

b) viene azionato il coman
do rapido per l’introduzione

da 31.500 T. D. W.

in lavorazione al Meccanico per il Cantiere di Sestri



(sola traslazione) del mandri-
no nell’alloggiamento dei sup-
porti, fino a portare i rispet-
tivi utensili in corrisponden
za degli alloggiamenti da la-
vorare;

c) azionando il dispositivo
accennato al punto a), si ri
porta l’incastellatura in asse
col mandrino e la si blocca
sul porta-pezzo;

d) ha inizio la rotazione del
mandrino e l'avanzamento di
lavoro; tutti gli alloggiamenti
vengono alesati contempora-
neamente, mediante gli uten-
sili preliminari di sgrossatura
e quelli di finitura sistemati in
ordine successivo sul mandri
no stesso;

e) al termine della corsa
assiale del mandrino ha luo
go, automaticamente, l’inser
zione dei dispositivi porta
utensili mobili per sfacciare
e smussarè che, con movimen
ti radiali, operano la sfaccia
tura e gli smussi alle superfi
cie di testa dei rispettivi sup
porti;

f) il ritorno del movimento
a sfacciare e della corsa assia-
le avviene automaticamente
per mezzo degli spostamenti
rapidi, dopodichè la rotazio

*
=

mandrino viene arre-
stata; dopo aver spostato di
nuovo l’asse dell’incastellatu-
ra rispetto all'asse del mandri-
no per permettere il passaggio
degli utensili, ha luogo il ri-
torno della testa porta mandri-
no fino a raggiungere la posi-
zione terminale posteriore; in-
fine si procede allo scarico
dell’incastellatura dal porta-
pezzo.

Lavorando in serie, il tem-
po occorrente per eseguire
questa lavorazione con la
nuova macchina è di 4 ore e
mezza circa per incastellatu-
ra, mentre dovendo eseguire
la stessa lavorazione su una
normale alesatrice, sia pure
con l’ausilio di attrezzature, si
impiegherebbero non meno di
30 ore e, come già detto sopra,
con incerto risultato.

Attualmente sono in corso
di costruzione le attrezzature
per eseguire su cuesta macchi-
na anche le alesature dei sup-
porti dell'albero a manovella
dei basamenti per i nostri
motori dei tipi 2131 e Q 265,
e ciò permetterà di ottenere
un forte risparmio di tempi
anche in qaueste produzioni.

Italo Fantino

ne del

do aper

Hel LER
85 200

tac i



L’operaio Carlo Buffagni alla nuova fresatrice «< Heller »

CONSE

Gr: LR

395 tonnellate di materiale

ll materiale più importante
spedito dal 22 gennaio al 6
febbraio è il seguente:

— Serpentine per surriscal
datore, travi composte in ac-
ciaio ed altri particolari per
modifica di una caldaia da 230
ma. alla « FNET» (Fabbrica
Nazionale Estratti Tannici) di
Moncalieri; calotte di ottone
per entrata acqua ai conden-
satori principali, soffiatori di
fuliggine e macchinari ausi-
liari per circuito di alimenta-
zione caldaie, al nostro Can-
tiere di Livorno per ‘tre cac-
ciatorpediniere venezuelani in
costruzione; due piattaforme
fisse (inviate al Mec per la ri-
cottura) al nostro stabilimento
Ferroviario.

— Refrigeranti olio per la
motonave « Gripsholm » in co-

struzione per la « Svenska
Amerika Linien» di Géte-
borg (Svezia), filtri spinta

nafta e filtri olio per la tur-
bocisterna « Fina Canadà » in
allestimento per la « Compa-
gnia Marittima Palermitana »
di Palermo, al nostro Cantie-
re di Sestri; filtri ed altri
particolari per due avvisi
scorta in costruzione per la
Marina Indonesiana, riduttore
per gruppo destro completo di
particolari per l'avviso scorta

« Centauro » in allestimento
per la Marina Italiana, al no-
stro Cantiere di Livorno; una
turbina di bassa pressione de-
stra, una turbina di media
pressione sinistra, una turbi-
na di alta pressione sinistra,
una turbina di alta pressione
destra (inviate al Meccanico
per revisione, sostituzione di
palette e rimessa in efficien-
za) a bordo della turbonave
« Lucania » in riparazione nel
porto di Genova presso la
O.M.S.A, per conto degli ar-
matori «F.lli Grimaldi» di
Genova; rotore per turbina di
alta pressione (inviato al Mec
per rettifica) a bordo della
turbonave = Sidney » in ripa-
razione nel porto di Genova
presso l’O.M.S.A. per conto
dell'armatore Achille Lauro di
Napoli; guarnimenti per cal-
daie Ansaldo Clarkson a naf-
ta per le due motonavi in co-
struzione per la « Carboko-
ke » di Palermo al nostro Can-
tiere di Muggiano.

— Attrezzi di dotazione e
dispositivo d’allarme per la
motonave « Giacinto Motta »
in allestimento per la « Carbo-
gas» di Palermo, al nostro
Cantiere di Muggiano; un
gruppo Diesel alternatore con
motore Ansaldo Maybach da



1.750 HP tipo MD 650 a 12
cilindri a V, sovralimentato, ed
alternatore trifase da 500 KVA
per il cacciatorpediniere « In-
domito » in allestimento per
la Marina Militare Italiana, al
nostro Cantiere di Livorno;
un gruppo marino con motore
Diesel Ansaldo tipo Q. 370/6
RS da 900 HP per la motona-
ve « Leneo » in costruzione, al
« Cantiere Navale S. Giusto »
di Trieste; gruppo marino con
motore Diesel Ansaldo tipo Q.
265/7 RS da 525 HP per la
motonave « Itaca » in costru-
zione per la Ditta « Paolo Ca
ruso & C.» di Trapari, al
Cantiere dell’I.N.M.M. di Na-
poli; tre gruppi Diesel-alterna-
tore, ciascuno con motore An-
saldo Maybach tipo MD 650 a
12 cilindri a V, sovralimenta
to, da 750 HP ed alternatore
trifase da 500 KVA, per il cac-
ciatorpediniere « Impetuoso »
in costruzione per la Marina
Militare Italiana, ai « Cantieri
del Tirreno » di Riva Trigoso;
due gruppi Diesel-Dinamo -
compressore, ciascuno con mo-
tore Ansaldo tipo Q. 2131/3 da
112,5 HP, dinamo a c.c. da 60
kW e compressore a stantuffo,
per una motonave in costru-
zione, al « Cantiere Navale
Breda » di Venezia-Mestre,

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 245 tonnellate.

Ù *

Il materiale più importan-

te spedito dal 7 al 21 febbraio
è il seguente:
Una piattaforma fissa
(inviata al Mec per la ricot-
tura), due fiancate per loco-
motive indiane (inviate al
Mec per la lavorazione), 34
supporti (inviati al Mec per il
controllo «Magnaflux»), e due
mezze guarniture (inviate al
Mec per la lavorazione), al
nostro stabilimento Ferrovia-
rio; un albero intermedio (in
viato al Mec per la taratura)
ai « Cantieri Navali Riuniti »
di Ancona,

— Kingston per la turboci
sterna « Fina Canadà » in al-
lestimento per la « Compagnia
Marittima Palermitana » di
Palermo e per la motonave
« Gripsholm » in costruzione
per la « Svenska Amerika Li-
nien» di Gébteborg (Svezia),
al nostro Cantiere di Sestri;
una turbina di alta pressione,
una turbina di media pressio-
ne, un complesso riduttore di
giri ad ingranaggi, macchinari

ausiliari per circuito principa-
le d'alimentazione, due turbo-
alternatori da 280 kW (basa-
mento, condensatore, turbina,
riduttore ed alternatore), eiet-
tori d’aria a vapore per con-
densatori dei turboalternatori
raffreddatori acqua dolce, re
golatori termostatici, turbina
di bassa pressione destra, per
tre cacciatorpediniere vene-
zuelani e una turbina di bassa
pressione destra per l’avviso
scorta « Centauro » della Ma-
rina Militare Italiana, al no-
stro Cantiere di Livorno.

— Un gruppo Diesel - alter
natore con motore Ansaldo
Maybach tipo MD 650 a 12 ci-
lindri a V, sovralimentato, da
750 HP ed alternatore trifase
da 500 KVA per il cacciator-
pedinire « Indomito » in alle-
stimento per la Marina Mili-
tare Italiana, al nostro Can-
tiere di Livorno; un motore
marino Diesel Ansaldo ‘tipo
2131/4 da 110 HP per il moto-
peschereccio « Biagio » al sig.
Domenico Castriconi di Porto
S. Stefano; due testate stan
tuffo per motore Ansaldo
Fiat tipo A. 686, alla motona-
ve « Belfri» dell'armatore
Christian Smith di Oslo, in ri-
parazione nel porto di Emden
(Germania); gruppo basamen-
to ed incastéellatura per moto-
re industriale Ansaldo tipo
2131/3 alla motocisterna «Gia-
como Matteotti = della Socie-
tà di Navigazione - Garibal
di + di Genova; una camicia
cilindro per motore Ansaldo
Doxford tivo 67 LB 5 al sig.
Ernesto Andoly di Trieste per
la motonave « S. Lucia » del-
l'armatore Angelo Scinicariel-
lo di Napoli; una biella mo-
trice principale, un cuscinet-
to per testa di biella, due cu-
scinetti di croce per motore
Doxford tipo 67 LB 5 (inviati
al Mec per riparazione) alla
motocisterna « Kongstank » in
riparazione presso l’« O. A.
R.N.», di Genova; otto cami-
cie cilindro per motore mari-
no Diesel Ansaldo tipo Q
370/9 RS alla motonave « Fre-
dianna » della Società di navi-
gazione italo-sudafricana « Pa-
trisanda » di Trieste; gruppo
basamento ed incastellatura,
stantuffo motore e biella mo-
trice per motore marino Die-
sel Ansaldo tipo Q. 2131/4 al
sig. Renato Belemmi di An-
cona.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 150 tonnellate.







Da sinistra: il sig. Johansson, il Console svedese a Genova sig.

Berg, il sig. Segerstedt, il sig. Belfrage segretario generale del
Ministero degli Esteri svedese, l'ing. Anfosso, il dott. Ferroni
del Ministero del Commercio Estero, al Cantiere di Sestri



MUGGIANO |



Terminati

L’11 febbraio, dopo una so
sta di oltre tre mesi, la moto
nave « Rio Jachal» di 11317
T.S.L., appartenente alla «Flo-
ta Mercante del Estado » ar-
gentina, ha lasciato il Cantie-
re di Muggiano diretta a Ge-
nova in attesa di raggiungere
Buenos Aires. La «Rio Jachal»
può trasportare 110 passegge-
ri in ampie e confortevoli ca-
bine ed è la seconda nave
argentina alla quale, in questi
ultimi tempi, sono stati appor-
tati notevoli trasformazioni e
riparazioni al Muggiano; in-
fatti in precedenza analoghi
lavori furono effettuati sulla
«Rio de la Plata», costruita co-
me la « Rio Jachal» al no-
stro Cantiere di Sestri e an-
ch’essa una delle più eleganti
navi di linea argentine.

Durante la permanenza al
Muggiano sulla « Rio Jachal»
è stato revisionato gran parte
dell'impianto di ventilazione
ed è stato modificato il siste-
ma di illuminazione con tubi
fluorescenti nei locali di sog-
giorno. Inoltre è stato provve-
duto alla sistemazione dell’im
pianto frigorifero delle stive.

Il 5 febbraio, concludendosi
ormai i lavori, la nave è usci-
ta dal Golfo della Spezia per
una prova di navigazione del-
la durata di dodici ore, duran-
te la quale ha proceduto alla
media di nodi 19,45 a 155 giri,
dimostrando la perfetta effi-
cienza di tutte le installazioni
curate dal Cantiere di Mug
giano.

LIVORNO

MOVIMENTO BACINO

— Dal 17 al 19 gennaio ha
sostato il piroscafo = Porto
azzurro » di 800 T.S.L. della
Società armatrice « Navigazio-
ne toscana » di Livorno per
carenaggio.

— Dal 23 al 25 gennaio ha
sostato il piroscafo « Merit»
di 7173 T.S.L. degli armatori
F.lli Lo Faro di Genova per
carenaggio e piccoli lavori.

— Dal 31 gennaio al 9 feb-
braio ha sostato il piroscafo
« Nicolaos Michalos » di 7200
T.S.L. della Società armatrice
« Michalinos Maritime e Com-
mercial » del Pireo per care-
naggio e riparazioni allo sca-
fo.

— Dal 9 al 10 febbraio ha

sostato il piroscafo « Porto-
ferraio » di 918 T.S.L. della
Società armatrice « Naviga-

zione toscana » di Livorno per
carenaggio.

— Dal 12 al 13 febbraio ha
sostato il piroscafo « Genepe-
sca II» di 1650 T.S.L, della
Società armatrice « Genepe-
sca » di Livorno per carenag-
gio e lavori varii da parte di
ditte esterne.



i lavori sulla ‘Rio Jachal,,











































i

La motonave argentina « Rio Jachal » della « Flota Mercante del
Estado » argentina, varata al Cantiere di Sestri nc! 1949 e mo-
dificata al Muggiano



Il nuovo impianto frigorifero delle stive sistemato sulla bella
nave dal Cantiere di Muggiano. Sulla « Rio Jachal » è stato pure
revisionato l'impianto di ventilazione e modificata l'illuminazione

| FONDERIA







Ruota lenta di ghisa per riduttore di giri navale ad ingranaggi,
in fase di ramolaggio al nostro stabilimento Fonderia



Puntuali all’appuntamento di Chivasso

IL GRUPPO



da 70.000 kW.
è già entrato
In esercizio

erso la metà dello scorso
V gennaio sono state inizia-

te le prove per la messa
a punto della nuova Sezione
Termoelettrica da 70.000 kW.
della centrale di Chivasso e
da alcune settimane il gruppo
turboalternatore e le caldaie
che lo alimentano sono in re-
golare esercizio, fornendo la
piena potenza.

Nel maggio del 1953, quan-
do l’Ansaldo acquisì l’ordina-
zione, fu stabilito che la Se-
zione doveva fornire corrente
alla rete alla fine di <ennaio
1956.

L'impegno è stato mantenu-
to e la Società Idroelettrica
Piemonte ha visto alla prova
nella sua Centrale i Tecnici
dell’Ansaldo e della consocia-
ta Ansaldo - S. Giorgio, Il
mese di gennaio ha avuto gior-
ni e notti febbrili e ricchi di
insegnamenti per noi. Inse-
gnamenti non solo tecnici, ma
anche umani.

La messa a punto dei due
colossi che sono le caldaie e
la loro sincronizzazione ai nu-
merosi servizi, alle moltissime
macchine ausiliarie che ne
completano il funzionamento

e alle richieste di vapore del
gruppo turboalternatore, è
stata una prova di sicura ma-
turità tecnica del nostro per-
sonale. Ed è stata una prova
ancora più chiara dello spiri-
to e dell’alta coscienza dei do-
vere che anima i nostri uo-
mini.

Dietro a quel pugno di uo-
mini, che a Chivasso hanno
eseguito il montaggio e la mes-
sa a punto, vi era l’anima an-
siosa delle migliaia di dipen-
denti dell’Ansaldo, dell’Ansal-
do - S. Giorgio e delle Acciaie-
rie, che così seriamente han-

no contribuito alla costruzio-
ne,

Le difficoltà sempre note-
voli in un complesso di que-
sto genere, sono state superate
in uno spirito di fiducia, di
entusiasmo e di cameratismo
con i tecnici dell’Ansaldo - S.
Giorgio. Queste prove cemen-
tano fortemente la collabora-
zione in atto fra le due So-
cietà.

E’ la prima volta che si co-
struiscono interamente all’An-
saldo e in Italia le caldaie e
un gruppo turbogeneratore di
tale potenza (comprese le
parti rotanti, cioè il rotore
della turbina e quello dell’al-
ternatore oltre alle palettatu-
re della turbina che sono cer-
tamente fra le parti più im-
pegnative e delicate della co-
struzione).

Le due caldaie hanno una
produzione unitaria di vapore
di 145 tonn. all’cra, alla pres-
sione di 64 atm, e alla tempe-
ratura di 485° C. Sono del
tipo Ansaldo - Babcock, con
regolazione automatica e pos-
sono funzionare, indifferente-
mente, con tre combustibili:
carbone, nafta, metano. Fun-
zionando a carbone sono ali-
mentate da 6 mulini polveriz-
zatori.

Il gruppo turboalternatore
sviluppa una potenza massima
continua di 70.000 KW. a 3000
giri al lV. La turbina è del
tipo ad azione ed è alimentata
da vapore a 61 atm., 482° C. e
il generatore elettrico rigida-
mente accoppiato produce
corrente a 13.800 V. ed è raf
freddato ad idrogeno alla pres-
sione di 1 Kg./cma,

Il ciclo è completato da nu-
merosi altri macchinari ed ap-
parecchiature fra cui 4 preri-
scaldatori d’acqua di alimento.
degasatore, evaporatore e nu-
merose pompe varie.

Il complesso, cioè la sezione
costruita dall’Ansaldo, è in
tutto identica alla prima se-
zione, costruita negli Stati
Uniti, già in funzione dal 1953
nella stessa centrale.

I fucinati e i getti importar-
ti, in acciaio legato, sono stati
‘forniti dalle maggiori indu-
strie siderurgiche italiane.

Per la costruzione dell’intera
sezione nello Stabilimento
Meccanico sono state spese
all'incirca 400 mila ore di
mano d’opera diretta e circa
350 mila ore sono state spese
per i montaggi in centrale.

La costruzione di macchina-
ri così importanti fu affidata
alla nostra Azienda dopo una
scrupolosa indagine tecnica
da parte del cliente, che ebbe
modo di assicurarsi, in numa-
rosi sopraluoghi dei suoi tec-
nici, sulle concrete possibilità
dell’Ansaldo d’impegnarsi nel
compito di affrancare il nostro
Paese da un pesante tributa
verso l’estero.

I risultati tecnici ottenuti,
sia per ciò che riguarda il re-
golare funzionamento della
caldaie, sia per ciò che si rt-
ferisce ai consumi, ed inoltre
per ciò che riguarda la stabi-
lità e il funzionamento di pia-
na tranquillità della turbina 2
dell’ alternatore, hanno con-
fermato che la fiducia riposta
dalla SIP nella nostra Indu-
stria fu a suo tempo ben va-
gliata.

Di fronte al crescente consu-
mo di energia elettrica, consu-
mo che in questi ultimi anni
sta superando ogni aspettativa
in Italia, come in tutte le altre
parti del mondo, la nostra
Azienda, che si è tempestiva-
mente attrezzata e preparata
ad eseguire intere centrali
termoelettriche di grandi pu-
tenze e di modernissime carat-
teristiche, ha delle concrete
prospettive per l’avvenire.

Luigi Palumbo





Alcuni particolari degli in
S.I.P. (Società Idroelettric
alto m. 7,50 e largo m. £.
pressione con i rotori, di



ti e delle macchine costituenti la seconda sezione da 70.000 kW costruita dallo Stabilimento Meccanico dell’Ansaldo per la centrale termoelettrica della
emonte) a Chivasso. Nell’illustrazione sopra il titolo: il gruppo turboalternatore (nella parte alta della foto) e il condensatore delia caldaia, lungo m. 11,
ra, da sinistra: una veduta parziale degli impianti sistemati in opera da nostro personale specializzato; la parte inferiore delle casse turbine di alta e bassa
e il montaggio d'officina al Meccanico, prima dell’accoppiamento con l’alternatore. Sotto: l'aspetto definitivo del gruppo turboalternatore da 70.000 kW.



10

parlando della differenza

esistente fra i tre stati di
aggregazione: il solido, il li-
quido, il gassoso, abbiamo os-
servato che la proprietà carat-
teristica dello stato aeriforme è
quella che un gas non ha un
volume proprio e riempie, dif-
fondendosi, qualsiasi volume
messo a sua disposizione. A ri-
prova di ciò abbiamo osservato
che, se c'è un forellino in una
tubazione che attraversa un
locale chiuso e trasporta gas,
questo sfugge dal foro e, tra-
scorso un tempo sufficiente,
se ne può avvertire la pre-
senza in qualunque punto del
locale, per piccola che sia la
fuga. Dunque le molecole o
gli atomi componenti il gas si
sono spostati per virtù propria
dal foro al punto in cui li av-
vertiamo. E ciò in altre parole
si può esprimere dicendo che
le molecole del gas si trovano
in uno stato di moto. Nasce
così l’idea di associare il mo-
vimento alle miriadi di atomi
o molecole costituenti appun-
to il nostro gas e la cosa è
tanto importante e feconda di
ulteriori conseguenze che vale
la pena di approfondirne
l’esame.

Che cos'è in sostanza un gas?
Come già abbiamo detto esso
è un insieme di sterminati
numeri di atomi o di moleco-
le, in condizioni tali per cui
ciascun atomo e molecola non
esercita forze apprezzabili
sui corpuscoli vicini, a meno
che non giunga in strettissima
prossimità con essi, così come
costruendo il nostro solito mu-
ro di mattoni la calce che li
connette non è canace di eser
citare la sua azione di legante
fino a che non si posa il mat
tone su di essa. L’idea che tra
la calce ed il mattone nascono
delle forze attrattive fino a che
essi non sono a contatto, ma.
ad esempio, la calce nell’im
pastatrice ed i mattoni in de
posito, farebbe sorridere di
incredulità il più inesperto de-
gli apprendisti muratori.

Simile è la situazione delle
molecole di un gas, che sono
praticamente non legate, indi
pendenti l’una dall’altra, tal
chè tra una molecola e le al
tre ci possono essere distanze
diversissime, a differenza di
ciò che succede nei liquidi e
nei solidi, dove tutti gli atomi
e le molecole sono tra loro col-
legati a causa delle forze reci-
proche e mantenuti a distanza
pressochè fisse gli uni dagli al
tri, con la conseguenza che li-
quido e solido hanno, come
sappiamo, un ben definito vo-
lume proprio. Le singole mo-
lecole si trovano in uno stato
di moto, come prova la diffu-
sività dei gas, moto che si
compie, si noti bene, nel vuoto
come quello delle stelle e dei
pianeti nello spazio sidereo, e
avviene precisamente per iner-
zia, ossia per Quella caratte-
ristica proprietà della materia
di perseverare nello stato di
quiete o di moto uniforme,
moto a velocità costante lungo
una retta, auando su di essa
non agiscono forze esterne,

Assimilando ancora gli ato
mi o le molecole alle solite
palline sferiche minuscolissi-
me, tanto basta ora per i no
stri scopi, possiamo immagina
re il gas contenuto in un reci-
piente, a temperatura costan-
te, come l’insieme di queste
innumerevoli sferette di ma-
teria che si trovano in conti-
nuo, inarrestabile moto trasla-
torio per inerzia. Un po’ come
se nonessimo gran numero di
pallini da caccia entro un’urna
di vetro e la agitassimo ener-
gicamente. Il moto dell’urna
si trasmette ai pallini: osser-
vando attraverso il vetro ve-
diamo i pallini spostarsi in
tutte le direzioni, urtare fre-

I n un articolo precedente





( L'ENERGIA NUCLEARE



La natura intima dei gas

quentemente tra loro e le pa-
reti e rimbalzare ad ogni urto.
Dato il grande numero dei
pallini e poichè lo spazio a
loro disposizione è limitato
dalle pareti dell’urna, il moto
di un singolo pallino non po-
trebbe certamente essere ret-
tilineo ed uniforme a tempo
indefinito, non fosse altro per-
chè, ammesso che un pallino
riesca ad attraversare tutta
l’urna senza urtare qualcuno
dei suoi simili, e questo sarà
tanto meno probabile quanto
più numerosi saranno i palli-
ni in quel dato volume, es-
so incontrerà successivamente
una delle pareti, la urterà e
ne verrà riflesso in altra di-
rezione. Lo stesso succede
quando l’incontro avviene con
altri pallini: il pallino che
procedeva di moto uniforme
prima dello scontro. in una
certa direzione e con una data
velocità, riparte dopo l’urto in
altra direzione e con diversa
velocità in genere, ma mante
nendosi in moto uniforme, e
ciò si ripete ad ogni scontro.
Talchè la traiettoria di ogni
singolo pallino sarà una spez-

zata a lati rettilinei di irre-
golare ampiezza ed i vertici
di essa corrisponderanno ai
punti dove avvengono gli
scontri. In genere tali traiet-
torie variano moltissimo da
pallino a pallino, e con esse
le velocità dei diversi pallini
in un dato istante, e le velo-
cità di uno stesso pallino do-
po ogni singolo urto. La situa-
zione è, come vedete, piutto
sto caotica e voler seguire
ogni pallino è come descrive-
re il comportamento di una
persona che faccia parte e
si muova con una folla che
percorre una strada. Tutti
sappiamo quanto siamo impe-
diti nei nostri movimenti in
questi casi, come facilmente
scontriamo coi nostri vicini, e
come possiamo accelerare là
dove la folla è più rada e sia-
mo invece ritardati dove è più
folta. Possiamo senz'altro dire
che gli individui di una folla
hanno tutti velocità diverse e
variabili da istante a istante.
C'è però cualche cosa di co-
mune a tutti i membri della
folla ed è praticamente il mo-
to della folla stessa, che inte-

sa come un tutto unico, si
sposta con una ben definita
velocità: cuella determinata
dal percorso effettuato e dal
tempo speso per compierlo.
Questa è praticamente la ve-
locità che ognuno dei membri
della folla avrebbe dovuto te
nere per effettuare da solo lo
stesso percorso nello stesso
tempo. Nasce così il concetto
della velocità media delle sin-
gole persone, ossia della velo
cità costante che tutti gli in-
dividui di prima dovrebbero
assumere qualora, invece di
camminare disordinatamente,
marciassero inauadrati in una
formazione militare a passo di
parata. In questo caso la ve-
locità media uniforme di ogni
individuo produrrebbe gli
stessi effetti delle velocità di
suniformi di prima e cioè lo
spostamento della folla di un
uguale svazio in uno stesso
tempo. Il concetto di velocità
media ci ha permesso così di
mettere un minimo di ordine
nella confusione di prima e
noi ce ne valiamo in modo si-
mile nel caso dei gas. Anche
qui ci troviamo di fronte alla



la

IL LAVORO NEI TEMPI

J en noti sono ì vasi attici,
raccolti in larga copia

anche nei maggiori musei del-
la nostra penisola, nei quali
le figure a colori vivissimi si
staccano dal fondo nero, in
scene solitamente mitologiche
o epiche.

Per trovare scene di lavoro
abbiamo dovuto risalire ai va-
si di Sparta, o più precisa-
mente di Cirene, e a quelli
ionici, di tipo ceretano, In essi
le figure sono nere (nel nostro
caso: a volte erano anche po-
licrome) su fondo completa-
mente bianco. Sono rappresen-
tazioni assai gradevoli, a volte
vivacemente caratterizzate,
sempre però con una composi-
zione un po’ ingenua, non pri-
va di una punta di umorismo.



Qui vediamo una scena che rappresenta
di altre spiegazioni, e un’altra che rappresenta
si notino appesi alla parete alcuni utensili ancora oggi adoperati, e due forme di scar-
pe, due fogli di cuoio e una borsa di pelle. La donna sul tavolino è una cliente che posa i
piedi su un apposito piano di creta molle, onde lasciare le impronte. Il ragazzo seduto
a destra è evidentemente un aiutante, mentre la figura in piedi potrebbe essere quella di

la raccolta delle ulive, e che non ha bisogno
la bottega di un calzolaio. In quest’ultima

un altro cliente.



USI ISU SI UU







follia tumultuosa di quelle mi-
riadi di sferette, assai più pic-
cole dei pallini di prima, che
sono le molecole, in moto con
tinuo e con velocità diversis
sime da molecola a molecola,
che si urtano elasticamente
tra di loro e contro le pareti
del recipiente che le contiene.
A quest’ultimo effetto si deve
la pressione esercitata dal gas
sulle suddetti pareti, pressio-
ne che in ultima analisi non è
che una gragnola di colpi fit-
tissimi sull’unità di superficie
di esse, nell’unità di tempo.

Se volete un'immagine effi-
cacissima che è anche una
prova della realtà fisica di ciò
che andiamo descrivendo, os
servate il tumultuoso agitarsi
del pulviscolo atmosferico in
una camera, Quale viene rive-
lato da un raggio di sole osser
vato di traverso. E’ un’espe-
rienza facilissima ad ognuno
di noi. Basta disporre di una
giornata di sole e di una sco-
pa con cui sollevare la pol
vere del pavimento.

Ebbene, come ha significato
la velocità media dei singoli
individui di una folla, così si
può considerare la velocità
media delle singole molecole
del gas e sostituire alla confu-
sione di vrima una specie di
gas ideale in cui ogni molecola
si sposta regolarmente, su
traiettorie a spezzata di ugua-
le lato, con la stessa velocità
delle altre. A questo punto voi
vi chiederete: il movimento di
un corpo è una manifestazione
di energia? ora un gas è l’in-
sieme di miriadi di molecole
in continuo movimento, e
quindi dotate di energia; poi-
chè a noi non è consentito di
osservare le singole molecole
(ed il loro movimento) a cau-
sa della loro piccolezza e del-
l'insufficienza dei nostri sensi,
ma soltanto quantità di gas
composte sempre da stermina-
ti numeri di molecole, quale
grandezza fisica di questo gas
ci manifesta, e ne dipende,
l'energia dovuta al moto delle
singole molecole? La risposta
è facile: è quella grandezza
che chiamiamo temperatura:
ad-ogni valore della tempera-
tura di un dato gas corrispon-
de una sola e ben determinata
velocità media delle sue mo
lecole.

Ad esempio gli atomi di ar
gento allo stato gassoso hanno
ad una temperatura di 1200”
C. una velocità media di 586
m/sec,

Ciò che chiamiamo calore e
che sappiamo essere una for
ma di energia non è che la
manifestazione macroscopica,
d’assieme, delle energie di mo-
vimento delle singole mole-
cole dei corpi. E più non ci
stupisce ora pensare che le
molecole o gli atomi di un gas
siano sempre in movimento,
nè ci chiediamo da dove trag-
gono il loro contenuto di ener
gia.

Ogni gas ad una data tem-
peratura ha in sè (come ogni
corpo in tutti gli stati di ag
gregazione), dell’energia e ba-
sta per convincersene consi-
derare il calore che se ne può
estrarre mettendolo a contat-
to con un’altra sostanza a tem
peratura minore. Cedendo ca
lore il gas si raffredda e la sua
temperatura diminuisce, e con
essa la velocità media delle
suè molecole.

Si noti, per inciso, che è
proprio questa velocità che
impedisce alle molecole dei
gas, attratte dalla Terra come
ogni ente materiale, di cadere
e di adagiarsi sulla superficie
terrestre. L’effetto della gra-
vità però è di addensare le
molecole maggiormente verso
il basso, talchè spostandosi

Paolo Ameglio

(continua a pag. 11)




La Pasqua de “I Ansaldino”

Le uova, per antica tradizione, sono il dono che si offre alle persone
care nella lieta ricorrenza della Pasqua. In questa occasione anche ”l'An-
saldino » ha pensato di fare cosa gradita ai suoi amici più piccoli, figli dei
dipendenti della nostra Società, offrendo loro un uovo di cioccolata du-

rante una cordiale riunione.

La nostra festa pasquale si effettuerà il 25 marzo sia a Genova che
alta Spezia e a Livorno e sono invitati a parteciparvi i bambini nati dal
1.0 gennaio 1947 in poi, accompagnati da un famigliare.

Programma

GENOVA. La manifestazione avrà luogo nei seguenti teatri: Splendor”
e Massimo” di Sampierdarena, ”Eden” di Cornigliano e ”Vittoria” di
Sestri Ponente. Sull’invito personale in corso di distribuzione è specifi-
cato, per ogni bambino, il locale assegnato; îl criterio di assegnazione è

relativo alle località di residenza.

LA SPEZIA. La manifestazione avrà luogo al teatro Cozzani” in colla-
borazione col CRAL aziendale.

LIVORNO. La manifestazione avrà luogo nel nuovo edificio aziendale
di Piazza Luigi Orlando.

Doni

Oltre alle uova di cioccolata per i bambini sarà effettuato un sorteg-
gio di doni speciali per i genitori dipendenti dell’Ansaldo e presenti alla
festa. In ogni locale saranno sorteggiati i seguenti oggetti: 1) un servizio
di posate per sei persone; 2) un rasoio elettrico; 3) un ferro elettrico da
stiro; 4) una batteria di alluminio; 5) un plaid di lana; 6) una macchina
impastatrice; 7) un lenzuolo con due federe ricamate; 8) un servizio di

asciugamani per bagno.

Avvertenze generali

Nei teatri Splendor” e Massimo” di Sampierdarena l'ingresso degli
invitati dovrà avvenire dalle 8,30 alle 9; all’«Eden» di Cornigliano e al
«Vittoria» di Sestri Ponente l'ingresso è stabilito dalle 9 alle 9,30; al teatro
"Cozzani” della Spezia e all’edificio aziendale di Livorno dalle 8,30 alle 9.

Un certo numero di uova contiene, oltre alla normale sorpresa, un
buono per il ritiro di un giocattolo che l’uovo non può contenere e che
sarà consegnato in un secondo tempo dai corrispondenti di stabilimento.

La festa sarà allietata, in ogni locale, da uno spettacolo divertente.



la natura intima de gas

(continua da pag. 10)

IL CONCORSO
_ FOTOGRAFICO

lungo la verticale nell’atmo
sfera, troviamo sempre una
maggiore rarefazione dell’aria.
Studiando l'andamento con la
altezza della densità delle mo-
lecole di un gas (molecole
contenute nell’unità di volume
ad una certa altezza sul li-
vello di riferimento) si rica-
va un altro metodo per calco-
lare il Numero di Avogadro.
Siamo così pervenuti a sosti-
tuire all'idea di un gas come
fluido elastico un suo model-
lo ideale, in cui le proprietà
del gas ci appaiono come la
risultante, l’assieme delle pro-
prietà meccaniche delle singo-
le particelle ‘materiali costi-
tuenti, atomi o molecole, e
precisamente:

1) La temperatura come
grandezza univocamente cor-
relata alla velocità media di

















Da sinistra: Miss Lowe, la sig.na Cortese e la dott.ssa Cuni-
berti. Le prime due sono insegnanti alla Scuola superiore

di assistenza sociale; la terza è assistente sociale all’Ansaldo.



2.° corso di aggiornamento
per Assistenti Sociali

Il 20 gennaio ha avuto ini-
zio il secondo corso di aggior-
namento per Assistenti Socia-
li che ha per argomento:
« Principi e metodi fondamen-
tali del servizio sociale - In-
troduzione al ’ Metodo dei
casi” »,

Al corso, che ha luogo pres-
so la Direzione Generale,
partecipano tutte le Assistenti
della Società e alcune Assi-
stenti di altri Enti che ne han-
no fatto richiesta,

La ragione per cui vengono
periodicamente tenuti questi
corsi è quella di tenere aggior-
nato il personale addetto alla
assistenza sociale sui più re-
centi sviluppi e sulle più mo-
derne tecniche adottate anche
all’estero in modo che il ser-
vizio di assistenza presso di
noi abbia una caratteristica
dinamica e aderente ai tempi
attuali.

Quest'anno il corso è tenuto
da Miss Maryan Lowe inse-

gnante presso la Scuoa supe-
riore di servizio sociale di Ge-
nova, già insegnante presso le
Università del Nebraska e del
Connecticut negli Stati Uniti,
la quale si trova ir Italia
quale vincitrice di una borsa
di studio Fullbright.

La Scuola superiore di ser-
vizio sociale di Genova è stata
istituita nel 1953 e diplomerà
a giugno il primo grurpo di
Assistenti Sociali che hanno
frequentato un corso irienna-
le ed hanno avuto una prepa-
razione particolare nelic disci-
pline sociali e psicologiche.

A questa scuola la nostra
Società ha dato il suo appog-
gio inviando la mostre Assi-
stente Sociale dr. Maria Cuni-
berti quale monitrice. Fre-
quentano inoltre la scuola la
dr. Battistina Pero e ia sig.na
Angela Cuniberti, già inqua-
drate nel nostro servizio di as-
sistenza.

traslazione dei corpuscoli com-
ponenti.

2) La pressione come effetto
medio sull’unità di superficie
della parete del recipiente
contenente, degli urti dovuti
alle innumeri molecole che
incontrano ogni secondo tale
superficie nel loro cammino.

In un recipiente di volume
assegnato, maggiore è ìl nu-
mero delle molecole, ossia la
densità del gas, e maggiore è
la loro velocità media, ossia
la temperatura, più elevata ri-
sulterà la pressione.

Chiarite bene le idee sulla
costituzione interna dei gas e
sulla natura fisica dei suoi pa-
rametri caratteristici, tornia-
mo brevemente alla combu-
stione per esaminarne in modo
molto schematico ed appros
simativo, ma in compenso
sufficientemente intuitivo, le
modalità di effettuazione. La
teoria, i cui fondamenti abbia-
mo cercato di illustrare in
questo articolo, si chiama
« Teoria cinetica dei gas », do-
ve la parola cinetica, di ori-
gine greca, sta appunto a si-
gnificare l'associazione di uno
stato di moto alle particelle
ultime costituenti il gas stesso

P. A.



ANGELA SARDANO (Can):

Pi

«Fenesta a Marechiare »



12



ridotti

Abbonamenti
per la stagione lirica

Alla fine di febbraio ha avu-
to inizio, al « Teatro Carlo Fe-
lice », la stagione lirica uffi-
ciale nel cui cartellone figu-
rano le seguenti opere: « Na-
bucco » di Verdi; « Carmen »
di Bizet; « Fedora» di Gior-
dano; « I quattro rusteghi » di
Wolf Ferrari; « Le nozze di
Figaro» di Mozart; « Turan-
dot » di Puccini; « Allamista-
keo », opera nuova in un atto
di Viozzi che sarà abbinata al
« Balletto spagnolo » di Anto-
nio che eseguirà « L'amore
stregone » di De Falla. I diret-
tori d'orchestra sono: Pierre
Dervaux, Alberto Erede, Etto-
re Gracis, Vittorio Gui, Emi-
dio Tieri. L'elenco artistico è
il seguente: Sesto Bruscantini,
Rosanna Carteri, Anna De Ca-
valieri, Franco Calabrese, An-
selmo Colzani, Mario Del Mo-
naco, Cloe Elmo, Ilva Liga-
bue, Melchiorre Luise, Cate-
rina Mancini, Nicola Monti,
Alda Noni, Mirto Picchi, Ama-
lia Pini, Miriam Pirazzini,
David Poleri, Elena Rizzieri,
Giulietta Simionato, Marco
Stefanoni.

Gli abbonamenti ridotti
ENAL danno diritto di assi-
stere ai sette spettacoli in car-
tellone, nella giornata a scel-
ta del possessore, ossia o alla
« prima » o alla seconda o al-
la terza rappresentazione di
ogni opera.

I prezzi sono i seguenti: pol-
trone lire 10.000; poltroncine

e distinti lire 6000; 1° settore .

di galleria lire 3500; 2° settore
di galleria lire 2500.

Il costo è stato notevolmen-
te ridotto sugli stessi abbona-
menti normali.

Gli abbonamenti si ritirano
esclusivamente presso il
CRAL aziendale e la Direzio-
ne provinciale dell’ENAL.

SUCCESSO DI ANSALDINI
ai concorsi per lavoratori

Ai primi di Febbraio, in oc-
casione del « Convegno delle
relazioni umane », sono stati
consegnati, a Roma, i premi
ai vincitori dei numerosi con-
corsi banditi durante il 1955
dalla « Gazzetta per i lavora-
tori ».

Anche in questi concorsi, ai
quali hanno partecipato lavo-
ratori di tutta Italia, gli an-
saldini si sono fatti onore, e
uno di essi ha conseguito un
pieno successo, vincendo il
primo premio (lire 150.000)
del Concorso di pittura. E’,
questo valente ansaldino, Giu-

seppe Cavallini, dipendente
del Cantiere L. Orlando di Li-
vorno, che ha conquistato

l'ambito premio con un qua-
dro intitolato « Case della pe-
riferia ».

Un altro vincitore è Paolo
Mantelli, operaio del Mecca-
nico, il qcuale ha avuto un
premio di diecimila lire per
una frase antinfortunistica.

Sergio Rinaldi, infine, im-
piegato del Meccanico. è stato
ritenuto meritevole di segna-
lazione nel concorso lavorato-
ri alpinisti.

A tutt’e tre le nostre cor-
diali felicitazioni.



î avvicina la primavera,

che è la stagione degli spo-
si. Infatti già in molte fami-
glie si penserà al prossimo ma-
trimonio o della figlia o del
figlio.

Come comportarsi in questa
circostanza? So che molte
mamme, aiutate dalla loro
esperienza, saranno abilissime
nell’organizzare, nello sceglie-
re e nel predisporre quanto è
necessario, ma anch’io che so-
no la vostra amica — permet-
tetemi di dirlo — voglio aiu-
tarvi.

Non mancherò però, pri-
ma, di fare un breve accenno
al fidanzamento, dolce prelu-
dio della... marcia nuziale. In
questa circostanza l’uomo si
recherà dal padre della fidan-
zata a chiederne ufficialmente
la mano, in mancanza del pa-
dre la richiesta si farà alla
madre; in caso di mancanza
dei genitori, e se la ragazza
non è maggiorenne, occorrerà
il consenso del tutore. E’ di
uso comune, in questa occa-
sione, festeggiare l'evento con
un piccolo ricevimento in ca-
sa della fidanzata. I due gio-
vani inviteranno i parenti più
stretti e gli amici più intimi.
Il fidanzato regalerà alla sua
futura sposa l’anello di fidan-

zamento. Una semplice toilet-
te andrà benissimo per la ra-
gazza in questa festicciuola.

Ed ora passiamo al matri-
monio che viene annunciato,
come detto altra volta, ai pa-
renti e agli amici con l’invio
delle partecipazioni, Non è as-
solutame‘ste necessario invi-
tare tutti i parenti e gli amici.

Ed eccovi alcuni suggeri-
menti proprio sul come vesti-
re: per una sposa giovane abi-
to bianco lungo, in raso con
sovrapposto tulle, gonna mol-
to arricciata, corpino intera-
mente in pizzo chantilly piut-
tosto accollato con manica
molto stretta a guanto. Una
piccola acconciatura in testa
dello stesso pizzo o di fiori di
arancio con velo corto o lun-
go.

Per una sposa un po’ meno
giovane, si può consigliare una
redingote in azzurro chiaro 0
avorio a telini svasati che ren-
deranno ampia la gonna. Cap-
pello, guanti e scarpe bianchi.
Lo stesso abito può essere con-
fezionato in raso operato e la
acconciatura potrà essere in
raso bianco e tulle solamente
dietro e molto corto.

Un altro modello, che può
adattarsi a tutte, è Vabito a
guaina, ossia molto aderente



CONCORSO

PASQUALE



RELL' UOVO
IDIOCA BIANCA?
LA soRPRESA|S





NELL'UOVO DI
CICOGNA
AEREOTRA,
ISPORTATO iL
PREMIO E
| ASSICURATO!



















assegnato, a ciascun uovo,

da polso;

del vincitore,



Cinque uccelli diversi hanno deposto un uovo speciale ciascuno, e in
ogni uovo c'è un premio per gli ansaldini. Per partecipare al concorso
i lettori dovranno scegliere un uovo e comunicare per iscritto la loro
scelta alla Redazione de « l'Ansaldino », oppure ai nostri corrispondenti
di stabitimento, entro il 15 marzo. Mediante sorteggio sarà quindi
uno dei seguenti premi:
elettrico; 2) una penna « Aurora 88 » cappuccio oro; 3) un orologio
4) un servizio da frutta;
partecipanti al concorso saranno quindi suddivisi in cinque gruppi
a seconda dell'uovo scelto e per ogni gruppo sarà estratto il nome

1) un rasoio

5) una moderna caffettiera. ]







È

in raso con sovrapposto pizzo
macramè in tinta grigio - az-
zurra; si potrà completare con
un ampio soprabito in raso o
lanaseta in gradazione più
scura, con cappello, guanti e
scarpe uguali alla tinta del-
l'abito.

Per il viaggio: un tailleur
aderente con giacchettone del-



PREMIO “ALMANACCO

Per il premio di febbraio
dell’« Almanacco 1956» è
stato estratto il numero

6137

Il possessore dell’ alma-
nacco contrassegnato con
detto numero ha vinto un
ferro elettrico, automatico
e graduabile da stiro offerto
dalla Ditta « Bertorello Ra-
dio » di Genova - Sampier-
darena. Egli potrà ritirare
il premio in Redazione en-
tro il 31 marzo, presentan-
do l’almanacco completo
della pagina numerata. Non
presentandosi entro tale da-
ta non avrà più diritto al
premio.







lo stesso tessuto in lana legge-
ra o canapa di lana in tinta
pastello, grigio chiaro 0 scoz-
zese in gradazione; oppure un
abitino a quadretti con un
soprabito in tinta foderato del-
lo stesso tessuto del vestitino.
Un elegante abitino in jersì
completerà la vostra toilette.

Lo sposo vestirà un elegan-
te abito grigio ferro o nero a
doppio petto, Un gesto molto
simpatico e suggestivo che vo-
glio ricordarvi è quello del
dono del bouquet da parte del-
lo sposo, all'ingresso della
chiesa o davanti all’altare.

Già che siamo in argomen-
to voglio anche aiutare coloro
che devono fare regali agli
sposi. Innanzitutto non ridu-
cetevi all'ultimo momento: fi-
nireste per comprare male, in-
nervositi dalla fretta. Quanto
prima ci si occuperà della co-
sa tanto più facile sarà la so-
luzione del problema.

La cosa migliore però è ac-
certarsi che cosa manchi nella
casa dei nuovi sposi, poichè
gli oggetti utili sono sempre i
più graditi: tutti i varî servizi
da tavola, macinino elettrico,
anfore portafiori, tappeti, to-
vagliati, abatjours, lampadari,
valigia da viaggio, necessaire
da viaggio, servizio da gioco,
servizio da scrittoio ecc.

A voi resta ora il compito
perchè tutto si avveri secon-
do il vostro desiderio e a me
quello di farvi tanti auguri.
Felicità senza fine e gioia sen-
za tramonto siano l'emblema
della nuova vita che oggi si
schiude alla vostra giovinezza
e al vostro amore.

LILIANA

LA DONNA IN CUCINA

Riso coi broccoli (specialità di
Vicenza). Mettere i fiori dei broc-
coli, divisi a pezzi, a rosolare ]eh-
tamente nel burro con sale e pepe.
Quando cominciano a disseccare
aggiungere un poco di brodo e a
ire quarti di cottura aggiungere
brodo bollente quanto ne occorre,
indi gettare il riso, Volendo, quan-
do il riso è cotto, si può aggiun-
gere un uovo sbattuto con formag-
gio, Condire con parmigiano grat-
tugiato,



Rognoni saltati, Tagliare il ro-
gnone a fette sottili dopo averlo
privato della pelle, metterlo in pa-
della coperta e farlo scaldare a
fuoco basso, Buttare l'acqua che
avrà fatta, indi aggiungere olio,
farlo saltare per qualche minuto a
fuoco vivo, poi salarlo e strizzarvi
sopra sugo di limone, Servire cal-
dissimo.

NINA

{iaia EA
CINESELEZIONE

Casco d’oro
Q uesto film è giunto

sui nostrì schermi con
un ritardo di quattro anni,
ed è stato presentato qua-
si in sordina. Ma il pubbli-
co si accorgerà ugualmen-
te che si tratta di un film
molto importante, che ha
già un suo posto nella sto-
ria della cinematografia
mondiale.

Il regista Jacques Bec-
ker (lo stesso di « Ne tou-
chez pas au grisbi ») ha vo-
luto rievocare la Parigi del
1900, coì suoi « bistrò », coi
bassifondi, coi duelli della
malavita, e anche con le
sue passeggiate domenicali
in periferia, dove si balla
al suono di una fisarmo-
nica.

La storia è semplice: un
giovane falegname incontra
una « gigolette » che si in-
namora pazzamente di lui,
ma da questo amore nasce
per lui un duello, con ucci-
sione dell'avversario, un
susseguente omicidio e, in-
fine, la ghigliottina.

Come si vede una storia
a tinte forti, quali sì usa-
vano ai tempi del natura-
lismo populista, e che oscil-
lavano alla fine del secolo
scorso tra il romanzo posi-
tivista a largo respiro e le
« appendici » dei quoti-
diani.

Ma Jacques Becker ha
animato con la sua arte il
racconto, facendone un for-
midabile affresco dell’epo-
ca, che ci viene incontro vi-
va e toccante coi suoi per-
sonaggi, coi suoi ambienti,
coi suoi problemi, Dal pun-
to di vista della ricostru-
zione di un’epoca il film è
perfetto, persino nelle sfu-
mature. Simone Signoret è
inarrivabile, e Serge Reg-
giani ha dato qui la sua mi-
gliore interpretazione. Il
regista Jacques Becker è
un allievo di Renoir, ma se
Renoir fosse solo quello di
« French Can Can » biso-
gnerebbe dire davvero che
l'allievo ha superato il
maestro. E tutto ciò con
una semplice pellicola in
bianco e nero.

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Avrà inizio prossimamente il programma delle manifestazioni
sociali che “!° Ansaldino” ha elaborato per il 1956.



E stato
fatto il possibile per conciliare le diverse preferenze dei dipen-
denti di tutti gli Stabilimenti, e pertanto siumo certi che i nostri
lettori troveranno di loro pieno gradimento il calendario prepa-
rato, di cui diamo, in linea di massima, la prima parte.

29 aprile - 1.° maggio
Gita a Venezia

per gli ansaldini degli Stabilimenti genovesi

VIAGGIO E VISITA ALLA CITTA’. Avranno la durata complessiva di tre giorni.
29 APRILE: partenza da Genova alle ore 6; alle ore 15 arrivo a Venezia. 30 APRI.
LE: visita libera alla città. 1.0 MAGGI0: partenza da Venezia alle ore 15; alle ore
23,30 arrivo a Genova, Ulteriori precisazioni saranno tempestivamente portate a co-
noscenza degli interessati. Se i partecipanti raggiungeranno il numero di 400 la gita
sarà effettuata in treno speciale; in caso contrario sarà effettuata in pullman.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE. Le prenotazioni devono essere effettuate entro il
3i MARZO presso i corrispondenti di Stabilimento e riguardano il solo viaggio. Dipen-
denti, lire 500; famigliari, lire 2950. Le quote potranno essere trattenute a rate men-
sili sulle competenze.

22 aprile
Gita a Milano

per gli ansaldini del Cantiere di Livorno

La gita a Milano è organizzata da ”l’Ansaldino” in occasione della XXXIV Fiera
Campionaria.

VIAGGIO E VISITA ALLA FIERA. Il viaggio sarà effettuato in treno speciale. Par-
tenza da Livorno, ore 5,30; arrivo a Milano, ore 10; visita alla Fiera; partenza da
Milano, ore 19,30; arrivo a Livorno, ore 24. L’orario è formulato in linea di mas-
sima. Esso sarà confermato od eventualmente modificato dopo gli accordi che saran»
no presi con le FF.SS. ed i partecipanti ne verranno tempestivamente informati.
QUOTE DI PARTECIPAZIONE. Sono cumulative del viaggio e dell’ingresso alla
Fiera. Dipendenti, lire 1000; famigliari, lire 2350. Le quote potranno essere trattenute
a rate mensili sulle competenze. Le prenotazioni dovranno effettuarsi entro il 25
MARZO presso il sig. Farulli dell'Ufficio Personale.

20 maggio
Gita a Firenze

per gli ansaldini del Cantiere di Muggiano

VIAGGIO E GIRO TURISTICO DELLA CITTA’ Il viaggio sarà effettuato in pullman.
Partenza da La Spezia (Piazza Chiodo), ore 6; arrivo a Firenze, ore 10; giro turistico
della città e visita ai principali monumenti; partenza da Firenze, ore 20; arrivo a La
Spezia, ore 23,30. L’orario è formulato in linea di massima. Esso sarà confermate od
eventualmente modificato ed i partecipanti ne verranno tempestivamente informati.
QUOTE DI PARTECIPAZIONE, Sono cumulative del viaggio e del giro turistico
della città. Dipendenti, lire 400; famigliari, lire 1000. Le quote potranno essere trat-
tenute a rate mensili sulle competenze. Le prenotazioni dovranno effettuarsi entro il
5 MAGGIO presso il sig. Guadagnini dell’Ufficio Contabilità.

19 - 20 agosto
Crociera sulla “C. Colombo”

per tutti i dipendenti dell’ Ansaldo

Per il periodo di chiusura degli Stabilimenti per ferie collettive, ’’’Ansaldino” ha or.
ganizzato una crociera sulla turbonave passeggeri ’’Cristoforo Colombo” della Socie-
tà ”Italia”. L'imbarco sarà effettuato a Genova alle ore 9,30 del 19 AGOSTO e lo
sbarco alle 18,30 del GIORNO SUCCESSIVO.

Daremo in uno dei prossimi numeri il programma completo della crociera. Poichè i
posti sono limitati, già da ora i nostri corrispondenti sono autorizzati a ricevere le





prenotazioni.

L’ ACCORDO

13

SINDACALE

PER LO SVECCHIAMENTO DEI QUADRI

Ecco il testo dell’accordo
stipulato fra i rappresentanti
della Soc. p, Az. Ansaldo e i
rappresentanti dei lavoratori
in ordine alla necessità di al-
leggerimento di personale:

« Il giorno 29 febbraio 1956
si sono incontrati presso la
sede dell’ Associazione degli
Industriali della Provincia di
Genova:

— l'Associazione degli In-
dustriali - in persona del dr.
Vincenzo Ciminelli e dr. Gu-
glielmo Ferraris

e

— la Segreteria Provinciale
F.I.M. - in persona del sig.
Luigi Brolpasino

— la Segreteria Provinciale
U.I.L. - in persona dei sigg.
Sergio Serena e Ezio Vero-
nese con la partecipazione del-
la Soc. p. Az. Ansaldo in per-
sona dell’ing. Domenico Zi-
rilli e dell’avv. Alberto Boyer

e

dei signori Cariola Francesco,
Stacchini Mario, Bisacchi
Giorgio, Pizzetti Gioacchino,
Bruzzone Antonio, Boni Augu-
sto, Camoirano Franco, Bara-
tueci Edoardo e Maggi Giulio
- componenti delle C. I, degli
stabilimenti Ansaldo in rap-
presentanza dei lavoratori in-
teressati.

L'incontro è avvenuto ai
sensi ed agli effetti del di-
sposto dell’art. 2 dell'Accordo
Interconfederale 21 aprile 1950
per dar corso alla procedura
di conciliazione in ordine alla
necessità dell’ alleggerimento
di personale preannunciato
dalla Soc. p. Az. Ansaldo con
la sua comunicazione inviata
all’Associazione Industriali in
data 15-2-1956.

Le parti, dopo un ampio
ed esauriente esame del pro-
blema, convengono quanto se-
que:

1) la riduzione di personale
riguarderà esclusivamente il
personale che abbia già supe-
rato i limiti di età, e precisa-
mente i 60 anni se uomini e i

55 se donne, nel corso del 1955
o che li raggiungerà nel 1956;

2) l'allontanamento di tale
personale, che verrà effettua-
to, e comunque non prima del
raggiungimento dei predetti
limiti di età, gradualmente a
decorrere dal mese di Marzo
p. v. interesserà il numero di
450 unità-tra impiegati ed ope-
rai;

3) al personale di cui al
punto 2) verrà corrisposto, in
aggiunta al trattamento di li-
quidazione spettante a termi-
ne di contratto, un particola-
re trattamento di liberalità
nelle seguenti misure:

a) operai ultrasessantenni
Lire 300.000;

b) operaie ultra cinquanta-
cinquenni Lire 225.000;

c) impiegati ultra sessanten-
ni ed impiegate ultra cin-
quantacinquenni, sei mensi-
lità di retribuzione mensile di
fatto, con un minimo rispetti-
vamente di Lire 300.000, per
gli uomini e Lire 225.000 per
le donne,

Le Organizzazioni sindacali
dei datori di lavoro e dei la-
voratori prendono atto del-
l'impegno della Soc. p. Az.
Ansaldo di assumere un con-
gruo numero di personale di-
verso (ragazzi tra 14 e 17 an-
ni, manovali tra 21 e 25 an-
ni, dattilografe, ingegneri e
periti industriali tirocinanti,
ecc.), nel rapporto 1:2 rispetto
ai lavoratori di cui al punto
2) del presente accordo che
abbiano raggiunto i limiti di
età nel 1955 e di 2:3 rispetto
ai lavoratori, sempre di cui
al punto 2), del presente ac-
cordo, che raggiungano i limi-
ti di età nel 1956.

Il presente accordo che ha
validità sino al raggiungimen-
to del limite deì 450 licenzia-
menti di personale anziano in
esso contemplato, comporterà
la corrispondente graduale as-
sunzione di personale da un
minimo di 250 unità ad un
massimo di 270 unità.

Letto, confermato e sotto-
scritto »,



184 ANNI DI FEDELTA AL LAVORO

Quattro medaglie d’oro
e una d’argento a Livorno

olo un mese fa, le pagi-
S ne centrali de « l’Ansal-

dino *» erano occupate da
un articolo sui premiati dalla
Camera di Commercio di Ge-
nova: uomini che avevano
ininterrottamente prestato la
loro attività nella stessa A-
zienda per più di 35 anni; ab-
biamo sotto gli occhi il titolo:
« 240 medaglie d’oro; 103 se-
coli di fedeltà al lavoro ».

A questi vanno aggiunti ora
altri due secoli Quasi, e preci-
samente ancora 184 anni.

Dalla Camera di Commercio
di Livorno sono stati infatti
premiati, fra gli altri, cinque
dipendenti dell’Ansaldo, cin-
que toscani che presentiamo
in ordine di anzianità decre-
scente: Arrigo Palamidessi,
nato nel 1892, assunto come
operaio il 13 maggio del 1919,
passato impiegato nell’aprile
del 1946, premiato con meda-
glia d’oro; Sesto Iacopini, na-
to il 19 agosto del 1893, as-
sunto nel febbraio del 1919.
E’ operaio piallatore di cate-
goria A: medaglia d’oro. Il
terzo è Ferdinando Bonelli,
nato il 23 agosto del 1894, as-
sunto nel settembre del 1919.
E’ un operaio fuochista di cat.
A. Arduino Casali è nato a Li-
vorno il 22 febbraio del 1896.
Oggi è capo reparto calderai

di 2.a categoria. Fu assunto
anch'egli come operaio nel-
l'aprile del 1920 e passato im-
piegato il 1.0 giugno del 1945:
medaglia d’oro. Il « più giova-
ne» della schiera è Cesare
Diotallevi, premiato con me-
daglia d’argento, nato nel
1897. E’ capo reparto bacino di
2.a categoria. Come gli altri,
fu assunto come operaio nel
luglio del 1919 e passato im-
piegato dal 1.0 aprile del 1946.

La consegna delle medaglie
è avvenuta la sera del 16 feb-
braio nella Sala del Consiglio
della Camera di Commercio
alla presenza di tutte le au-
torità.

Il Presidente della Camera
di Commercio, comm. Gino
Graziani, ha aperto la ceri-
monia, sottolineandone l’alto
significato. Quindi il Vescovo
Coadiutore, mons. Andrea
Pangrazio, ha benedetto le me-
daglie. Il Sottosegretario alla
Industria, On, Filippo Miche-
li, prima della consegna ha te-
nuto il discorso ufficiale con-
gratulandosi con i premiati e
con i livornesi tutti per la
meravigliosa rinascita della
loro città.

La cerimonia si è conclusa
colla consegna delle medaglie
e con un rinfresco offerto dal-
la Camera di Commercio,





Sono nati

16 dicembre: GIORGIO, fi-
glio di Mario Bottino (Car) e
di Maria Giovanna Cha - 7
gennaio; MAURIZIO, figlio di
Dino Chesi (Liv) e di Iginia
Barsaglini - 10 gennaio: MAR-
CELLA, figlia di Antonino Co-
sta (Mef) e di Concetta Maz-
zetta - 12 gennaio: CARLO, fi-
glio !di Vincenzo Pellegrino
(Mec) e di Angela Scotti
19 gennaio: MIRELLA, figlia
di Carlo Garobbio (Can) e di
Esterina Visentini 20 gen-
naio: MAURO, figlio di Carlo
Gelli (Mec) e di Delia Zer-
bino - SILVIA, figlia di Um-
berto Guantini (Liv) e di Bru-
na Lucchesi - 23 gennaio: MA-
RIA, figlia di Aimohe Stur-
man (Mef) e di Girolama Ru-
ni - 26 gennaio: ELDA, figlia
di Sandro Contardo (Can) e
di Edelweys Pedemonte -
PAOLA, figlia di Alberto Pun-
toni (Liv) e di Mila Barto-
li - 31 gennaio: MARIA GA-
BRIELLA, figlia di Agostino
Bertuccio (Mef) e di Maria
Rizzo ROBERTO, figlio di
Eugenio De Piaggi (Mec) e
di Luigia Magnanego - 1.0 feb-
braio: ENRICO, figlio di Ro-
mano 'Giagnoni (Mec) e di
Armanda Derchi - 2 febbraio:

MARIA PAOLA, figlia di Lui-
gi Vallarino (Mec) e di Maria
Damiano - 3 febbraio: DAVI-
DE, figlio di Eugenio Merlo
(Can) e di Ugolina Piano -
5 febbraio: MARCO, figlio di
Ruggero Droghetti (Can) e di
Maria Grosso - 7 febbraio:
ADRIANO, figlio di Mario Da-
vite (Mec) e di Nicoletta Bu-
gatto - 12 febbraio: ROSAL-
BA, figlia di Giuseppe Costa
(Dig) e di Emilia Balbi.

A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi,

Si sono sposaii

3 dicembre: Marino FAL-
LENI (Liv) con Petronilla
Culeddu - 26 dicembre: Gino
BELLAVEGLIA (Liv) con
Maria Labbruzzo - 29 dicem-
bre: ing. Dino SALOMONE
(Dig) con Isabella Gugliada
- 28 gennaio: Francesca CANE
(Mec) con Guglielmo Stagnaro
- 1.0 febbraio: Amedeo GALDI
(Can) con Maria Tenutu - 5
febbraio: Martino PICCARDO
(Can) con Maria Canepa - 11
febbraio: Bruno MOLTENI
(Mef) con Silvia Astengo.

Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.



Premi di

MUGGIANO.
Francesco ALABANI . Ser-
gio BARAGLI - Giuseppe

BRONDI - Giuseppe CARGIO-
LI - Leone CARRII - Alberto
CECCHI - Benito COZZANI -
Trento FINI - Arturo FREGO-
SI - Elvi GARFAGNINI - Ma-
rio GRASSI . Filippo GUI.
DOTTI - Aldo MAGGIANI -
Edmondo ORSI Luciano
TARTARINI.

MECCANICO.

Pietro BELMESSIERI - Gia-
como BRUZZONE . Francesco
CANEPA - Mario CAPPELLO
- Carlo CAPPELLOTTI
Abramo CAVICCHIOLI . Gia-
como COGORNO - Pierino
DALMAZI - Alessandro DE-
NARI - Luigi FAGHERAZZI
- Aristide FASCE - Giovanni
FERRUCCIO - Bruno GAT-
TORNO - Armando GHIGGI-
NI Cesare GRONDONA -
Giuseppe IORIO Antonino
MANTIA - Edilio MARCHESE
- Luigi MARTUCCI - Carmelo
MORANDO - Alberto MULA-
RONI - Angelo NASTA - Lui-
gi OTTONELLO Giovanni

° . x
anzianità

PARODI - Mario PARODI
Domizio PIOVANO Enrico
RAZZETTI - Alessandro RE-
PETTO Lino ROCCATA-
GLIATA . Cornelio RUZZA -
Sebastiano UNALI - Camillo
VENTURINO Olga VER-
RANDO - Giovanni VERZU-
RA.

FONDERIA.
Antonio VALLE,
FERROVIARIO.

Filippo ACETI - Carletto
ALESSANDRI - Bacchico AN.
FOSSO - Pietro CAROSSINO
- Giulio CAUSA - Giovanni
ICARDI - Antonietta PERO -
Mario PESCIOLO.

LIVORNO.

Eraldo ANDREOTTI - Ser-
gio BAGLINI - Brunello BA-
GNOLI . Raimondo BENVE-
NUTI - Luigi BIAGIONI - Ni-
vio BOCCINI - Giuseppe BO-
LOGNESI - Giulio BRACCO-
NI - Augusto COSTAGLIOLI
- Spartaco DEL BENE . Bru-
no DI PACO - Giuseppe DUT-
Ti - Franco FILIPPI - Piero

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NELLI - Augusto NESTI -
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GINI - Attilio PAGNI . Alfio
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CHIA - Enzo PUPILLI - Gio-
vanni QUAGLIERINI - Ferdi-
nando SCOTTO - Silvano
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BIAGI - Luigi CABONA -
Giovanni CARDONE - Annun-
ziato CARUSO - Giacomo
CAUSA - Giovanni CEPOLLI.
NA - Aldo CERVETTI - Ma-
rio CERVINI . Antonio COIA-
NA - Luciano CONTI - Ange-
lo DAGNINO - Carlo DASSE-
RETO - Pietro DE FRANCHI
- F. DELLA VECCHIA - Leo-
poldo DE MICHELIS - Gia-
como FERRETTINO - Carlet-
to GAGGERO - Cecilia GAN-
DOLFO - Ugo GARDENGHI -
Mario GAZZARINI - Gaetano
GAZZOLO - Antonio GOLI.
NELLI Carlo GUANO -
Bruno IUNCA - Pietro LEON-
CINI - Emilia LIBBI - Luigi
LORIA - Giacomo MANTE-
RO - Amalia MARRAS - Pie-
tro MARTINI - Matteo MA-
STRORILLI - Pietro NUGAI
-. Simone OLIVIERI - Angelo
PARODI - G. B. PARODI -
Elio PEDEMONTE -. Giuseppe
PICCARDO - Carlo PIZZOR-
NO - Mario RIGHETTI - Vien-
na RUPALTI - Saverio SCOT-
TI - Vincenzo TIMOSSI -
Francesco TOLA Stefano
TRIPAGLIA Enzo ZERBI.
NATI.

CARPENTERIA.

Mario BOTTINO - Lorenzo
FERRANDO - Giovanni GUI-
DO - Archimede MARAFFA
- Luigi TACCHELLA.

RINGRAZIAMENTO

Vincenzo Tramma, impiega-
to del Cantiere di Sestri, e
sua moglie Lydia esprimono
lo loro perenne riconoscenza
al prof. Giovanni De Toni del-
l'Istituto pediatrico Giannina
Gaslini e ai dottori Buffoni,
Merlini e Barbieri, per il co-
stante interessamento e le
tempestive, energiche cure
prodigate al loro figlio Pino,
ricoverato in condizioni gra-
vissime ed ora completamente
ristabilito.

Ringraziano, inoltre, gli al-
tri medici e le infermiere tut-
te, che con la loro opera vi-
gile e silenziosa contribuirono
efficacemente a restituire alla
vita il loro adorato bambino.

ATTO DI ONESTÀ

La signora Caterina Masso-
ne, dipendente della Fonderia,
rinvenuto nello spogliatoio
delle impiegate un portafogli
contenente una somma di de-
naro, si affrettava a conse-
gnarlo al Servizio Vigilanza
che provvedeva a restituirlo
alla legittima proprietaria.

Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, l'onestà della
signora Massone.



Mirko
Laviosa della DIG

Stefano, figlio di Aurelio Moli- Milena, figlia del rag.

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CASSETTA DELLE IDEE

Consuntivo

( Tsi 1° febbraio corrente,
si sono compiuti due an-
ni di funzionamento del-

la « Cassetta delle idee ».

E’ bene fare quindi uf po’
di consuntivo dei risultati ot-
tenuti in cuesti due anni; per-
ciò cito alcuni dati:

Proposte a cui è stato ri-
sposto n, 3636 - Pronoste pre-
miate n. 884 - Importo premi
L. 1.286.050 - Premi supple-
mentari di cumulo a chi ha
avuto premiate cinque o più
proposte n. 91 - Importo di
detti L. 336.000.

Oltre a ciò, a titolo di pre-
mio speciale, sono stati invia-
ti a spese della Ditta a visi-
tare la Fiera di Milano N. 15
collaboratori, scelti fra colo-
ro che hanno presentato mag-
gior numero di proposte pre-
miate, oltre a n. 2 all’esposi-
zione della Tecnica di Tori-
no, perchè l’anno precedente
già erano stati inviati a Mi-
lano.

Da quanto esposto si può
constatare che delle proposte
presentate ben il 24,3% è sta-
to premiato.

Il Reparto che ha fornito
maggiore numero di collabora-
tori è il MAPI.

I premi supplementari di
cumulo sono così suddivisi:

Premi per 5 proposte accet-
tate e premiate n. 45 - Premi
per 10, n, 10 - Per 15, n. 12 -
Per 20, n. 9 - Per 25, n. 4 -
Per 30, n. 1 - Per 35, n. 1 -
Per 40, n, 1.

E’ bene ricordare che il pre
mio maggiore si aggiunge al
premio minore, cosicchè quel
tale che è arrivato al premio
di 40 proposte, ha percepito
tutti i premi precedenti.

Voglio anche accennare agli
argomenti trattati dalle varie
proposte:

Miglioramenti tecnologici,
cicli ecc.: n. 483 - Migliora-

menti servizi generali: n. 221 -



Qualificato

capo operaio, capo officina, ecc., può
diventarlo qualsiasi operaio, manova-
le o apprendista metal-meccanico che
possegga la licenza elementare - al-
meno 16 anni di età - un'oretta di tem-
po libero al giorno - la volontà di riu-
scire. Così poco ti occorre per fare
carriera, con un metodo sicuro,
facile e rapido! Migliaia di tuoi
colleghi hanno provato e sono
riusciti! Anche tu lo puoi! Come devi
fare? Ciò ti sarà spiegato nel volumet
to "LA NUOVA VIA VERSO IL SUC-
CESSO, che ti sarà inviato gratuita-
mente, Basta ritagliare questo an
nuncio e spedirlo, oggi stesso, indi-
cando professione ed indirizzo allo:
ISTITUTO SVIZZ. DI TECNICA - LUINO
Analoghe possi! ‘ fsto

i ra osfst





î di ferac







di due anni

Miglioramenti ambientali: n.
120 - Miglioramenti antinfor-
tunistici: n. 60.

Una cosa che mi ha stupito
è che alcuni premiati non si
sono presentati a ritirare i
premi: tant'è che n. 11 premi,
invero, fra quelli di piccola
entità, sono ormai prescritti,
mentre altri otto sono ancora
giacenti. Mi sono chiesto: per-
chè cuesti proponenti hanno
fatto le loro proposte, e che si
tratti di cose serie lo dimostra
il fatto che sono premiate, e

poi non hanno ritirato il pre- -

mio?

Mi si è voluto dire che ciò
è avvenuto perchè gl’interes-
sati vogliono conservare l’a-
nonimo; ma lo sapevano pure
che quando si ritira del da-
naro si firma una ricevuta e
poi come si può tenere conto
per i premi di cumulo di cui
ho parlato avanti, se non si
sa chi ha assommato le 5-10
o più proposte?

E’ chiara in me l’impressio-
ne che la collaborazione che,
colla istituzione della « Cas-
setta delle idee », si è chiesta
agli appartenenti al MEC, e
specialmente agli operai che
essendo più vicini al lavoro e
vivendo nell'ambiente delle
lavorazioni, sono i più quali-
ficati a vedere le piccole cose
che sfuggono ai capi, non ab-
bia avuto quella estensione
che dovrebbe avere e questo
probabilmente per una falsa
interpretazione del vero scopo
e significato di questa istitu-
zione.

Ma non riesco a capire il
perchè di questa diffidenza
specie se si considera che oltre
migliorare la nostra produzio-
ne, renderla più economica,
migliorare le prevenzioni in-
fortunistiche ed altro, il che
è un vantaggio per tutti, si
può ottenere qualche premio
ed avere anche qualche soddi-
sfazione morale.

La « cassetta delle idee » è
stata istituita col preciso in-
tento di raccogliere la colla-
borazione di tutti e questa col-
laborazione tutti i dirigenti
sollecitano e desiderano.

Mi è stato detto inoltre che
da parte di qualcuno si teme,
facendo qualche proposta, di
toccare la suscettibilità dei ca-
pi. Questo timore non deve
esistere, perchè un capo che se
l’ha a male se un suo dipen-
dente ha qualche buona idea
e ritiene questo fatto una
mancanza di deferenza, non ha
le cualità umane di buon sen-
so e di spirito che un capo de-
ve avere; e con un atteggia-
mento del genere si squalifi-
ca come tale.

Concludo col dire: bando ai
falsi pudori ed agl’inutili ti-
mori: se avete qualche idea
che giudicate buona fatela
presente, vi renderete bene-
meriti verso la vostra Ditta e
ve ne deriverà un utile.

Piero Cominetti

(N.d.R.). L'importo dei premi
non ritirati, aiî quali accenna
l’articolista, sarà devoluto per
disposizione della Direzione al
fondo di assistenza dello Sta-
bilimento Meccanico.

PROPOSTA N. 15834,

Propone che l’operazione
6/8 per l’esecuzione dei fori
per passaggio olio della stella
dell’accoppiatoio a denti per
turbina Dis. TM, 64065 1°, sia
eliminata, poichè detti fori non
servono a lubrificare la parte
dentata, tanto è vero che al
montaggio detti fori vengono
otturati.

Propone inoltre che sia mes-
sa a ciclo l'operazione di ese-
guire li fori inclinati tra vano
del dente e la gola raccogli-
olio.

RISPOSTA.

La proposta è giusta. E’ sta-
to disposto che i pezzi abbia.
no la foratura inclinata ed il
disegno è stato modificato in
tal senso.

©®

PROPOSTA N. 16488.

Propone che alla rettifica
piana matricola 90780 siano
coperte le resistenze ed i due
coltelli dell’interruttore fissa-
to alla colonna posteriore.

Dette resistenze furono si.
stemate a suo tempo per di-
minuire lo scaldarsi eccessivo
del piano magnetico. Nelle
condizioni attuali sono un se-
rio pericolo per chi vi iavora
vicino.

RISPOSTA.

La MAN ha già disposto
per l’applicazione delle prote-
zioni proposte.

®
PROPOSTA N. 16075.

Propone che alle maschere
per saldatori venga apportata
una piccola modifica consi-
stente nell’applicare ad esse
un vetro trasparente fisso e
quello inattinico ribaltabile
in modo da permettere al sal-
datore di asportare agevol-
mente le scorie della saldatu-
ra senza pericolo di infortuni.
RISPOSTA.

La proposta è saggia, ma
non è possibile sostituire o
modificare le maschere in
uso.

Le nuove maschere saranno
però ordinate con vetro inat.

Ma

tinico ribaltabile verso Vin-
terno.
°
PROPOSTA N. 15759.
Le sogiie dei forni sono

eseguite in mattoni refrattari
resistenti al calore, ma poco
adatti a sopportare carichi ed
urti speci» quando i forni so-
no a temperature elevate. Pro-
pone che dette soglie siano
eseguite in getto di « plicasto »
o « plibrico » più adatti a sop-
portare carichi e logorii. Inol-
lire si potrebbero eseguire
prove per aumentare questa
resistenza armando con siste-
ma armonico dette gettate pro-
teggendole poi con silicato,

RISPOSTA.

La proposta è accettata. Il
Servizio MAN ha avuto dispo-
sizioni di attuarla non appena
se ne presenti l’occasione.

°
PROPOSTA N. 13655.

Il trasporto dell’ emulsione
refrigeranie dai depositi alle
macchine avviene con mezzi
vari, persino con una carriola
in lamiera,



3 evitare che durante gli
ondeggiamenti si abbia uno
spreco di emulsione, propone
che vengano costruiti alcuni
semplici recipienti muniti di



coperchio in legno, che gal-
leggiando sul liquido ne impe-
disca la fuoruscita.

RISPOSTA.

Il Servizio MAN ha disposto
per la costruzione di alcuni
secchi muniti di coperchio co.
me indicate dal proponente.
Essi verranno approntati non
appena il carico di lavoro
dell’officina LATT lo consen-
tirà.

e
PROPOSTA N. 15689.
Propone che ai lavoratori
che lavorano sui capannoni

delle officine venga data una
cinghia ed una fune di prote-
zione.

RISPOSTA.

L’ osservazione è giusta.
L’operaio che deve eseguire
lavori sui tetti, suì pali, ecc.
deve richiedere alla MAN la
cinghia di protezione e tutto
quanto può occorrergli per la
sua incolumità.

°
PROPOSTA N. 13880.

Dopo la saldatura dei giun-
ti dei rotanti turbine, il mon-
taggio si presenta difficile per-
chè il tacchetto distanziale sal-
ta via facilmente.

Propone che il suo alloggia-
mento sia eseguito un po’ più
profondo per eliminare l’in-
conveniente.

RISPOSTA.

La proposta è approvata.
L’Ufficio TUM provvederà a
far modificare i cicli di lavo-
razione.

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sono riservate ai dipendenti del-
l'’Ansaldo e sono gratuite, Rivol-
gersi ai nostri corrispondenti di

stabilimento.

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di anni 52, dipendente della
Fonderia, deceduto il 22-2-56.
Era all’Ansaldo dal 1926. La-
scia la moglie e tre figli.

I compagni di lavoro, pro-

fondamente colpiti per la
scomparsa del bravo «Carlin»,
si associano reverenti al dolo-
re della famiglia.



Attilio RIVOLTA
di anni 59, dipendente del
Meccanico, deceduto il 4-2-56.
Era all'Ansaldo dal 1922. La-
scia la moglie e cinque figli.



Antonio CENTANARO

di anni 51, dipendente della
Carpenteria, deceduto il 10-1-
1956, Era all’Ansaldo dal 1939.
Lascia la moglie e due figlie.



Luigi GUIDO
di anni 51, dipendente della
Carpenteria, deceduto il 12-2-
1956. Era all’Ansaldo dal 1945.
Lascia la moglie e due figli.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de « ’Ansaldino».

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QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.

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Edito dall’ Ansaldo S, A,
P. Carignano, 2 - Genova

*
LORENZO REBORA
Responsabile
*

Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

ae

F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
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