L'Ansaldino, n. 3, 1956
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 3, 1956
- Tipologia
- Rivista
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), il motorista Eugenio Sterlocchi, l'aggiustatore Emanuele Scotto e l'ingrassatore Giovanni Bottaro al lavoro su una ruota lenta di riduzione per l'apparato motore
A p. 16 (quarta di copertina), escavatore AM 10 costruito allo stabilimento Ferroviario Ansaldo
- Tre operai al lavoro su una ruota lenta di riduzione per l'apparato motore, p. 1
- Attività della Sezione Commerciale Meccanica, p. 2
- Impostata una turbocisterna da 31.500 T.D.W, p. 3
- Seimila ansaldini visitano l'Andrea Doria, p. 4
- Storia del Cantiere di Muggiano: le origini, p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- Le arti a bordo, p. 8
- Giudizi svedesi sul Cantiere di Sestri, p. 10
- Il concorso fotografico, p. 11
- Vita di casa, p. 12
- "L'Ansaldino" risponde, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- Escavatore AM 10 costruito al Ferroviario, p. 16 - Data testuale
- 1956 febbraio 15-28
- Consistenza
- pp. 16
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/38
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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- Periodico quindicinale a stampa
- contenuto
-
7
N
N tI ca MERO 3 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. 3 Selo anno pet
ed ni pensionati Gruppo secondo
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Ruota lenta di riduzione per l'apparato motore di una turbocisterna da 31.500 T.D.W. in attesa d’imbarco al Cantiere di Sestri. Da sinistra: il motorista
Eugenio Sterlocchi, l’aggiustatore Emanuele Scotto, l’ingrassatore Giovanni Bottaro.
Attività della Sezione Commeretale Meccanica
e l’attività produttiva
S costituisce l’ esplicazione
pratica della vita di una
azienaa industriale, l’attività
commerciale ne costituisce la
linfa vitaie; è infatti tramite
l’azione commerciaie che una
azienda può seguire gli orien-
tamenti dei mercato, adeguar-
si alle sue esigenze e raggiun-
gere infine lo scopo essenziale
della sua attivita e cioè la
vendita dei propri prodotti.
Può essere pertanto interes
sante conoscere per sommi ca-
pi l’organizzazione e l’attività
svolta dalla Sezione Commer-
ciale Meccanica della Direzio-
ne Generale, che, delle due
Sezioni Commerciali esistenti
nella nostra Società, è quella
che per genere e varietà di ti-
pi e di dimensioni dei pro-
dotti trattati, si trova a dovere
svolgere un’attività commer-
ciale più rispondente all’idea
che generalmente tutti han-
no dell’attività stessa.
La Sezione Commerciale
Meccanica si articola nei se-
guenti Uffici:
a) Ufficio Vendite Meccani
ca Termica che si occupa del-
le vendite di tutti i prodotti
dello Stabilimento Meccanico
e quindi di un complesso di
vendite veramente imponente,
che comporta un’emissione di
offerte per circa 60-80 miliardi
all'anno.
b) Ufficio Vendite Materia-
le Ferroviario e Carpenteria
che si occupa della vendita
dei prodotti dei due Stabili-
menti MEF e CAR, con la
esclusione della parte impian-
ti industriali, con un ammon-
tare di offerte oscillante sui
20-30 miliardi annui.
c) Ufficio Vendite Impianti
Industriali che segue le trat-
tative relative a forniture di
impianti per l’industria chimi-
ca, del petrolio, del cemento,
siderurgica, ecc., trattative
che rappresentano un ammon
tare d'offerte molto variabile,
valutabile mediamente in
30-50 miliardi annui.
d) Ispettorato Commercio
Estero che ha per compito il
coordinamento dell’attività al
l’estero dei tre Uffici Vendite
mediante studio e prospezio-
ni di mercato, esami di ac-
cordi commerciali e questio-
‘ni doganali, contatti e missio-
ni all’estero.
e) Segreteria con compiti
sia di carattere generale sia
specifico, come rapporti con
uffici staccati ed agenti, sia in
Italia che all’estero, conven-
zioni di licenza e di consulen-
za, brevetti, relazioni con as-
sociazioni e Camere di Com-
mercio, contatti con l’Ufficio
Propaganda, ecc.
Per dare un’idea del lavoro
che viene svolto negli uffici
della Sezione può essere in-
teressante riportare alcuni
dati statistici che risultano as-
sai significativi:
— la corrispondenza svolta
ammonta in un anno a circa
30.000 lettere e 4.000 telegram-
mi con una media quindi di
115 lettere e 15 telegrammi per
giornata lavorativa; circa un
terzo di tale corrispondenza
viene svolta in lingua estera,
mentre molte delle lettere
considerate sono costituite da
10 fino a 100 e talvolta anche
più, pagine (è recente il caso
di un’offerta all’estero per una
centrale termoelettrica il cui
peso complessivo superava i
cinque chili);
— in un anno vengono ef-
fettuate circa 25.000 copie fo-
tografiche di documenti, capi-
tolati, ecc. con una media
quindi di circa 100 per gior-
nata lavorativa;
— l’archivio aumenta, sem-
pre otni anno, di circa 1.090
pratiche;
—— a parte le trattative ed i
contatti che esse comportano,
vengono seguite le pratiche
per circa 40 convenzioni di li
cenza, 60 associazioni e Ca-
mere di Commercio, 89 con-
tratti di agenzia e consulenza
per l’interno e per l’estero.
Dipendono inoltre dalla Se-
zione Commerciale Meccanica,
per quanto riguarda il loro
impiego, i due Uffici esterni
che trattano la vendita per
l’Italia dei cosiddetti prodotti
di serie e cioè l’Ufficio Vendi-
ta Motori Diesel, e l’Ufficio
Vendita Utensileria.
Tali Uffici, che per le par-
ticolari caratteristiche della
loro attività sono stati tenuti
staccati sia dalla Direzione
Generale che dai rispettivi
Stabilimenti, prendono dalla
Sezione le direttive generali
per l’impostazione della loro
politica commerciale.
Naturalmente occorre alla
fine vedere quali siano i ri-
xSultati di questo lavoro, anche
se nell’attività commerciale
non vi è un’esatta ed imme-
diata rispondenza fra l’azione
svolta ed i risultati consegui-
ni ma
L fezione, ed oltre a ciò si diffonde in larghezza. La lotta contro i Persiani aveva messo
a dura prova la virtù ed il valore delle città greche; la vittoria gloriosa accrebbe il senso
della vita e fece apparire l’esistenza doppiamente preziosa e degna di essere allietata e
adornata.
Da qui uno sviluppo florido, in qualità e quantità, di tutte le arti, ed un periodo di
intenso lavoro per architetti, pittori e seultori. Gli stessi Dei dell'Olimpo, come gli eroi
‘delle battaglie omeriche, diventano il simbolo delle lotte contemporanee contro i Persiani.
Sono dunque molte, ad esempio nella statuaria, le raffigurazioni di gruppi di eroi com-
battenti, Una parte importante è riservata alla fusione in bronzo; per influenza pelopon-
nesiaca il bronzo sostituisce il marmo, la figura maschile nuda sostituisce la graziosa don-
na ionica vestita, i guerrieri scacciano le figure di genere, la severità dorica prende il po-
sto della serenità ionica. I vertici di questa produzione statuaria in bronzo portano nomi
famosi, come Antenor, Mirone, Fidia. Ma la produzione era molto diffusa come dicevamo,
anche in laboratori ' artigiani” sparsi ovunque.
Quella che presentiamo è appunto una coppa attica, che svolge in tondo (con un siste-
ma che potremmo chiamare del «fumetto ») una scena di fusione di un gruppo in bronzo.
La scena parte dal forno, che si vede con la bocca aperta, dove con apposite molle sta
frugando l'operaio addetto al fuoco. Egli porta in testa il caratteristico copricapo dei
"fuochisti”, che infatti nella nostra foto precedente si vede in testa al Dio Vulcano, dio
del fuoco. Dietro al forno si vede spuntare un altro operaio, addetto al mantice. In alto
contro la parete ci sono due corna, con appese delle maschere, Chi dice si tratti di amuleti
propiziatori, chi invece sostiene trattarsi di corna per appendervi appunto i modelli di te-
ste e altre parti da gettare, Più avanti, sempre sulla parete, si vedono degli utensili: mar-
telli, seghe, ampolle per l'olio, spatole a uncino. Il gruppo cui si sta lavorando consta di
due guerrieri: uno vinto e l’altro vincitore. La prima figura ci mostra infatti la statua
coricata del guerriero vinto, che ha perduto le armi, e che leva in alto le mani come per
difendersi o per implorare pietà. La testa che veniva messa dopo, si vede posata per terra.
Un operaio sta lavorando col martello alzato. La figura seguente è quella dell'eroe vitto-
rioso, con elmo, scudo e lancia. Essa è rizzata in piedi sotto una specie di tettoia in legno.
Alla trave venivano appoggiate delle scale, mediante le quali gli operai potevano lavorare
sulla statua. Si vedono appunto due operai (a terra, però) che lavorano con quelle spatole
a uncino cui abbiamo già accennato, Pare che l'operaio della figura distesa « sgrossi» col
martello la statua, togliendo il «grezzo» di fusione, e che gli ultimi due invece rifiniscano
la statua con le spatole,
In piedi, in atteggiamento di osservatore, con ricche vesti e sandali, sta un signore, che
potrebbe essere il proprietario del laboratorio, l'artista che ha modellato la statua oppure
U ricco committente.
IL LAVORO NEI TEMPI
arte greca dopo i primi anni del V° sec. a.C. sale rapidamente al massimo della per-
PESTO
ti. Come ognuno può compren-
dere, il lavoro di penetrazio-
ne commerciale, prima del
nome e poi effettiva del pro-
dotto, è lungo e faticoso, ed i
risultati non possono essere
improvvisati da un momento
all’altro. Guardando indietro a
quanto è stato fatto in questi
anni dalla fine della guerra ad
oggi, partendo praticamente
da una modestissima organiz-
zazione, in quanto fino ad al-
lora le ordinazioni statali ave-
vano rappresentato almeno
l'80% degli ordini assunti dal-
la Società, non si può non
compiacersi dei risultati rag-
giunti; molto tuttavia resta da
fare per raggiungere in ogni
campo le posizioni che la con-
correnza, specie straniera, ha
potuto acquisire in decenni 0
addirittura in secoli di tenace
e costante attività,
In ogni modo ogni anno di
lavoro costituisce un nuovo
passo in avanti per l’afferma-
zione dell’Ansaldo, non soltan-
to come Industria navale, ben-
sì anche come industria mec-
canica di valore mondiale;
per riferirci solo all’anno re-
centemente trascorso possia-
mo dire che il 1955 ha costi-
tuito il consolidamento di ta-
le nostra affermazione in tre
settori di primaria importan-
za:
— delle grandi centrali ter-
moelettriche, con l’assunzione
di ordinazioni di un gruppo
turboalternatore da 30.000 kW
per la STES, di una sezione
completa da 125.000 kW per
la Società Termoelettrica Tir-
rena e di una centrale comple-
ta su due sezioni da 60.000
kW per la SME, e con il fa-
vorevole avviamento di altre
importanti trattative sia in
Italia che all’estero;
— degli impianti per la pro-
duzione di fertilizzanti azotati,
con l’assunzione dell’ordina-
zione per la fornitura di un
impianto completo alla Sindri
Chemical and Fertilizers Ltd.
di Sindri (India);
— degli impianti per l’indu-
stria del cemento, con l’assun-
zione, fra l’altro, della forni-
tura di quattro cementeria
complete, di cui una per la
Colombia.
Si tratta di risultati note-
volissimi e che abbiamo citato
in quanto non sono fine a se
stessi, ma costituiscono l’avvîo
per una sempre più proficua
attività in settori che, se sono
tradizionali per l’attività a-
ziendale, stanno però assu-
mendo caratteristiche ed im-
portanza completamente nuo-
ve.
La preparazione di quesil
risultati è cominciata molti
anni fa con l’esame delle ten-
denze di mercato e dei suci
prevedibili futuri orienta
menti; si sono dovuti poi stu-
diare, trattare e stipulare i
necessari accordi di collabora-
zione tecnica per permetterci
di usufruire delle più avanzate
esperienze tecniche al riguar-
do e quindi, mentre gli uffici
tecnici mettevano a profitto
tali esperienze, si è iniziato e
sviluppato il normale lavoro
commerciale che, dopo i primi
saltuari risultati, ha portato
col tempo alle affermazioni
che sopra abbiamo citate.
Il lavoro commerciale oltre
a richiedere estro, iniziativa e
tempestività è dunque anche
un lavoro d’organizzazione,
metodicità e' costanza, un la-
voro difficile che richiede lun-
ga preparazione di mezzi.
Arrigo Angiolini
IMPOSTATA ©
una turbocisterna
da 31.500 T.D.W.
ncora aria di festa al
Cantiere, 1’8 febbraio: il
sole, finalmente ricom-
parso dopo diversi giorni, ci
accoglie abbagliandoci all’ in-
gresso.
Sullo stesso scalo ove, 24
giorni prima, era stata varata
la « Purfina Italia », si imposta
una nave dello stesso tipo, la
turbocisterna n. 1521 da 31.500
TPL da costruirsi per conto
della Società di Navigazione
« Compagnia Internazionale di
Genova ».
A destra dello scalo si erge
la mole possente della « Fina
Canada », ormai quasi pronta
per il varo previsto per il 19
p. v., ed a sinistra ha assunto
già una sua fisionomia la co-
struzione 1511, una delle mo-
tonavi da carico impostate il
1° settembre scorso per la So-
cietà di Navigazione Mercan-
tile « Villain & Fassio ».
Mancano pochi minuti alle
11 quando giungono gli ospi-
ti: il Cav, del Lavoro Ernesto
Fassio con la sua gentile Si-
gnora e i figli, dr. Giorgio e
dr. Alberto; il prof. Tucci e
l'avv. Bianchi, il Com.te Pez-
zolo, l'ing. Donini, il Com.te
Selvatici, Erano ad attenderli
il Presidente dell’ Ansaldo,
avv. Federico De Barbieri; il
Direttore Generale, ing. Fede-
rico Lombardi; il Direttore
Centrale. ing. Amedeo Casac-
cia; il Direttore del Cantiere
di Sestri, ing. Franco Cristo-
fori ed il V. Direttore ing.
Boero.
Subito dopo l’arrivo degli
ospiti, le teleferiche hanno
sollevato il primo paramezza-
le, posandolo sullo scalo: so-
no le 11,07. L'operazione si
ripete ancora due volte, sem-
pre salutata dagli applausi
cordiali dei presenti.
Il Cav. Ernesto Fassio, ad
impostazione appena ultima-
ta, si è congratulato col nostro
Presidente e col Direttore Ge-
nerale, estendendo le sue feli-
citazioni ai tecnici ed agli ope-
rai dell’Ansaldo.
Ecco le caratteristiche prin-
cipali della nave:
lunghezza fuori tutto m. 200;
lunghezza fra ie perpendico-
lari m. 188,80; larghezza mas-
sima fuori ossatura m, 26,20;
immersione a pieno carico m.
10,30; portata lorda corrispon-
dente tonn. 31.500; capacità
delle cisterne da carico al
100% di capienza me. 42 000
ca.; potenza normale dell’ap-
parato motore cav. asse 14.500;
velocità a pieno carico nodi
16,10.
e. L
}
Il corso d’addestramento sulla prevenzione degli infortuni
D a tre mesi è in pieno svol-
gimento nei nostri stabi-
limenti il « Quarto corso di ad-
destramento per capi» che ha
per tema la «sicurezza e pre-
venzione infortuni »,
Nei Cantieri di Livorno a di
Muggiano il ciclo di istruzione
è già stato portato a termine;
al Cantiere di Genova-Sestri,
alla Fonderia e alla Carpente-
ria le riunioni proseguono ogni
giorno; al Meccanico e al Fer-
roviario l'inizio è imminente.
Naturalmente le sedute sono
riservate ai capi del settore
tecnico che hanno un effettivo
ed urgente interesse per i pro-
blemi della sicurezza sul la-
voro, i quali, si può ben dire,
costituiscono la chiave di volta
per una produzione costante in
un ambiente di rapporti umani
sereno ed affiatato,
Le esperienze che si presen-
tano ogni giorno ai nostri ani-
matori ci indicano l’interesse
con cui i capi di ogni livello se-
guono le discussioni e recano ad
esse il contributo della loro ca-
pacità e della loro applicazione
sul lavoro,
Il corso è stato orientato in
modo da dare ad ogni parieci-
pante la possibilità effettiva di
inserirsi in quel dialogo con
i colleghi, talvolta di prepara-
zione e di inquadramento men-
tale diverso, che queste riunio-
ni tendono a sviluppare, a per-
fezionare e a rendere in ulti-
ma analisi, proficuo sia per il
singolo, sia per l'Azienda vista
nel suo concetto e nel suo com-
plesso di comunità.
In particolare i capi sono in-
vitati ad esprimere i problemi
in materia di Sicurezza e di
Prevenzione Infortuni che per
la loro complessità e la loro im-
portanza ritengono possano por-
tare un utile contributo per la
attività di tutti.
Spesso si tratta di questioni
ancora insolute o che sono sta-
te impostate in modo che gli
interessati non ritengono sod-
disfacente ed allora tutto il
gruppo è chiamato a rispondere
e a suggerire la soluzione adat-
ta che scaturisce da un’appro-
fondila discussione a cui ognu-
no reca il contributo della pro-
pria esperienza nel lavoro e
nella conduzione degli uomini.
Gli ottimi risultati di questa
impostazione dei corsi di adde-
stramento, ha suggerito l’idea
di proseguire su questa strada
anche per i prossimi cicli di
riunioni che verranno quindi
studiati nel senso di alternare
una parte tecnica ad una di di-
scussione in modo che i risul-
tati convergano nello scambio
di idee e di opinioni che oggi,
giustamente, è considerato co-
me l'elemento conduttore per
inquadrare nella
moderna
tonificare ed
dinamica economica
Vindustria italiana,
T capi dell’Ansaldo hanno di-
mostrato ampiamente di com-
prendere e condividere questi
postulati ed è ben certo che,
superato il necessario, anche se
lungo, periodo di «rodaggio »
non mancheranno risultati lar-
gamente positivi per la nostra
Azienda e di conseguenza per
tutti coloro che di essa fanno
parte.
Documentari
Il mattino dell’8 corrente ha
avuto luogo, al Cinema Fiam-
metta di Roma, la proiezione
dei cortometraggi: « Alta Mec-
canica »=, «Un milione di
Volts », « L’Ansaldo costruisce
per le Forze Navali Venezue-
lane » (edizione in lingua spa-
gnola).
Erano presenti alla proie-
zione molte personalità fra
cui: il Presidente e il Diret-
tore Generale della Finmecca-
nica, ing. Lojacono e dr. Lu-
raghi, il nostro Amministra-
tore Delegato ing. Rosini,
l’Ambasciatore del Venezuela
presso la Santa Sede prof.
Gonzales Diaz, l’Ambasciato-
re dell’India Thyvi, l’amba-
sciatore dell’Indonesia Rasji-
di, il Ministro ci Costa Rica
Coto Garbanzo, l’Ambasciato-
re d’Haiti Laraque, l’Incarica-
to d'Affari del Venezuela
presso il Quirinale Campbell,
gli Addetti Navali spagnolo e
francese, numerosi Ufficiali
della Marina Militare e Fun-
zionari dei Ministeri degli Af-
fari Esteri, della Marina Mer-
cantile e dell’Industria e Com-
mercio.
All’inizio deila manifesta-
sull’ Ansaldo
zione il Comandante Ventura
Messia de Prado Dirigente del
nostro Ufficio di Roma, ha rin-
graziato, con brevi parole, gli
intervenuti.
I documentari hanno riscos-
so il maggiore interesse da
parte degli illustri spettatori i
quali hanno tenuto a manife-
stare la loro ammirazione per
l’efficienza delle attrezzature e
delle produzioni dell’Ansaldo.
FACILITAZIONI AGLI ANSALDINI
PER L'ACQUISIO DELLA “’VESPA,,
La Soc, Piaggio ha stabilito
di concedere a tutti i dipenden-
ti dell’Ansaldo che acquisteran-
no il motoscooter Vespa 125 ce,
mod 1956 e 150 ce. mod. 1956
uno speciale sconto del 5 per
cento sul prezzo di listino fran-
co fabbrica,
Oltre che per contanti i di-
pendenti dell'Ansaldo potran-
no anche effettuare l'acquisto
ratealmente con condizioni di
pagamento a 6 - 12 - 16 - 20
e 24 mesi,
Gli interessati dovranno ri-
volgersi:
— per Genova: alla S.A,R
P.I. - V.le Brigate Partigiane,
92 r. tel. 580641- 3
— per La Spezia: alla ditta
Dr. F. A, Gabbio . Via Rattaz-
zi, 4 bis. tel, 22685;
—per Livorno: alla ditta U,
Romei - Via L Nievo, 4-6 tel.
22062.
4
SEIMILA ANSALDINI
IP Andrea Doria
® o
visitano
? « Andrea Doria» è per
È gli ansaldini qualcosa di
più che un prodotto del
la quotidiana fatica; per la
squisita cortesia del suo Stato
Maggiore e dell’equipaggio
tutto, ha per noi il valore di
un’amica sincera. E’ la terza
volta, ormai, che saliamo i ca-
paci scalandroni, accolti con
simpatia spontanea, con cor-
dialità viva dall’equipaggio e
dagli ufficiali che salutiamo
adesso come vecchi amici, a-
mici di tanti ansaldini che,
lungi dal lasciarsi sfuggire
l'occasione. sommergono i ta-
voli della nostra redazione di
richieste di visita, ogni qual.
volta la Società «Italia » ci
consente di andarla a vedere,
questa superba unità.
Visita di eccezione quella
del 29 gennaio. D'’eccezione
perchè, tra ansaldini grandi e
piccoli, gli intervenuti erano
oltre 6.000.
Seimila! Un numero che di-
rebbe poco, se non li avessimo
visti sfilare tutti, lungo gli
scalandroni e a bordo. Chi li
ha osservati mentre interroga.
vano, ammiravano, circolava
no per i corridoi, i saloni, i
ponti; chi ha visto i bambini
rincorrersi e scorrazzare feli-
ci, ne avrà senz'altro avuto
un'idea ben difficile a dimen
ticare.
Quante foto sono state scat-
durante tutto l’arco della
ta che, tra mattina e po-
gio, è stato di sei ore?
Impossibile tentare un con-
teggio. Abiamo notato anziani
signori con la « Zeiss» e di
namiche ragazze fornite di
torce elettroniche, telemetri,
esposimetri; intravisto volti
atteggiati a sorpresa e volti
veramente sorpresi dinanzi
all'obiettivo, Un turbinìo con-
tinuo di colori e di voci, so-
prattutto in coperta, malgrado
il grigio del cielo e la tempe-
ratura alquanto bassa,
Gli ansaldini di turno la
mattina hanno potuto assiste-
re alle ultime operazioni di
scarico, seguendo attenti le
evoluzioni della gru dalle pi-
scine di l.a classe. Abbiamo
intanto intervistato la signo-
rina Teresa Napolano, il cui
padre lavora alla Fonderia.
E’ stato molto difficile far
comprendere alla simpatica,
sorridente Teresa che chi do-
veva rivolgere le domande
eravamo noi, non lei. Fina!
mente si è dichiarata sorpre-
sa della bellezza della nave.
« Se fosse mia » ha continua-
to « non sposterei uno spillo.
Vorrei solo viaggiarci, tanto.
Per sei mesi almeno. Magari
lavorando. Ecco, facendo la
fotografa ».
Luigi Gazzano — invece —
ha visto nascere, come per
tante altre unità, le eliche del-
la « Doria ». E’ di queste che
ci parla specialmente, e della
estetica della nave. Le figliuo-
le sono proclivi, piuttosto, a
guardarla dal lato dell’impor-
tanza sociale che essa assume;
vogliono, cioè, dire che è un
mezzo ed un frutto della mo-
derna civiltà, degli attuali
contatti internazionali: poi un
elegante sistema per trascor-
rere le vacanze,
Al pomeriggio una lieta sor-
presa: sulla nave troviamo, in-
tenti a discutere di correnti
ascensionali, due dipendenti
del Cantiere di Livorno, ve-
nuti a Genova solo e proprio
per visitare l’« Andrea Do-
ria ». Si tratta di Emo e Ro-
berto Frasali con le rispettive
consorti. Cediamo subito la
parola a Roberto; « Supera la
mia immaginazione. Mi spia-
ce proprio non poter visitare
la sala macchine. Navi come
questa sono un vanto per
l’Ansaldo. Ho notato con at-
tenzione particolare le rifini-
ture: perfette. La bellezza dei
saloni è... quella che è».
Un ultimo colloquio ci pia-
ce riferire, mentre il sole, or-
mai al tramonto, allunga le
ombre degli ultimi ritardatari.
E’ un operaio del Cantiere di
Sestri che parla alla moglie
ed al figlio del lavoro com-
piuto cuando l’« Andrea Do-
ria» era ancora sugli scali.
Ammirati, essi guardano ri-
spettivamente il marito ed il
padre con negli occhi una
luce nuova, piena insieme di
immaginazione e di rispetto.
Quella luce, il montatore non
l'aveva forse mai vista negli
occhi dei suoi.
Sì, cari amici ansaldini,
questa è proprio una delle ra-
gioni che ci ha spinto ad or-
ganizzare le visite alle navi
da voi costruite, Tutto il mon-
do sa di che cosa siete capac!,
nen c’è chi non vi ammiri, ma
probabilmente proprio i vo-
stri più cari congiunti lo igno-
ravano. Ora sanno. Ora anche
essi hanno visto, notato, am-
mirato il frutto del vostro la
voro. Siatene orgogliosi!
Emiddio Loscalzo
quando si esamina la
storia di qualche realiz-
‘ zazione del secolo scorso, al-
meno nel Nord Italia, ci si im-
batte, ora con semplici intui-
zioni programmatiche, ora con
progetti, ora con concrete ope-
re, nei nomi di Napoleone e di
Cavour.
Ciò vale anche per La Spe-
zia. Napoleone, col suo occhio
abituato a queste cose, l’ave-
va vista subito come base na-
vale ideale: in cuel golfo pro-
fondo e riparato, con tutte
quelle irregolari insenature,
avrebbe potuto preparare una
flotta che al momento buono
l'avrebbe forse liberato dalla
incomoda pressione della flot-
ta inglese. L'Impero cadde pri-
ma del previsto, e quella di
Napoleone restò allo stadio di
intenzione.
Ma Cavour doveva ripren-
derla circa quarant'anni dopo,
per fare veramente della Spe-
zia la capitale dell’armata na-
vale del Re di Sardegna. Nel
1857 il suo governo sottopose
il progetto al Parlamento Su-
balpino, che lo approvò dopo
animatissime discussioni. La
opposizione principale veniva
da Genova, dove allora aveva-
no sede l’arsenale e il dipar-
timento militare che stavano
nel bel mezzo del porto com-
merciale, e ne impedivano la
necessaria espansione e la ne-
cessaria libertà di movimento.
Le ragioni dunque c’erano, per
trasferire il dipartimento mi-
litare alla’ Spezia, ma come
sempre non furono comprese
subito, e a Genova si ebbero
manifestazioni popolari e in-
cidenti, al grido sedizioso di
« Abbasso Cavour! », Del re-
sto le stesse scene sarebbero
avvenute a Torino otto anni
dopo, quando si trasferì la ca-
pitale a Firenze.
Comunque il progetto era
passato e alla Spezia si co-
minciarono i lavori.
Quello che ci interessa ai fi-
ni di questa storia è il cantie-
re di S. Bartolomeo, che sorse
in una zona a ievante della
città, tra un acquitrino allora
esistente, che si chiamava
« Stagnone », e San Terenzo.
Cavour doveva aver pensato
a quanto aveva visto a Tolo-
ne, dove a oriente della città
sorgeva la « Société des forges
et chantiers de la Méditerra-
née » che poteva lavorare per
la marina militare francese e
anche per quelle straniere. Fu
proprio là, del resto, che fu-
rono costruite le nostre prime
corazzate, la « Terribile » e la
« Formidabile », Cavour dun-
que pensava di dare in affitto
il cantiere di S. Bartolomeo a
qualche intraprendente inge-
gnere, magari torestiero come
era nell’uso del tempo, che vi
facesse qualcosa di simile al
« Chantier des Forges ».
Pareva anche che avesse
trovato il suo uomo in un cer-
to William Webb di New
York, che dopo aver ottenuto
la cittadinanza italiana era
stato onorato de! titolo di con-
te e nominato senatore, ma
quando tutto fu concordato e
si stava per iniziare il lavoro
Cavour morì, e Webb tornò in
America.
San Bartolomeo rimase una
appendice dell’Arsenale della
Spezia. Subito a levante sor-
geva una spiaggerella tra due
gole di collina, chiamata Mug-
giano a causa del torrente che
vi scendeva, e la sua prima
destinazione fu quella di bali-
Qua sappiamo tutti che
STORIA DEL CANTIERE DI MUGGIANO
e 0°
pet
Copertina di un
in Mine feto
dos sesta ages de ;
opuscolo stampato in
«Hwalen » dal Muggiang a Stoccolma
FIAT-SAN-GIORGIO |
SPEZIA (ITALIA): |
occasione del viaggio del sommergibile svedese
D
pedio, dove si provarono tra il
1873 e il 1878 i famosi cannoni
da 100 tonnellate, che a quel-
l'epoca fecero davvero... colpo,
Frattanto la città andava
sviluppandosi attorno alla ba-
se navale, che era stata rea-
lizzata — modificando ed am-
pliando il primo progetto del-
l'ing. Randel, venuto espres-
samente dall’ Inghilterra
dal generale Domenico Chio-
do. La Spezia non era più sol-
tanto una base navale d’ap-
poggio e di vettovagliamento,
ma anche un sonante cantiere
di costruzioni e di riparazio-
ni. Il 2 ottobre 1871, infatti,
i cantieri dello Stato vi vara-
vano la corazzata « Palestro »
di 6.274 tonnellate,
Tutto questo fervore era ta-
le da attirare l’attenzione su
questo golfo dal perimetro co-
sì vasto e tranquillo, dove si
sarebbe potuto varare in ac-
que calme e al coperto da o-
gni minaccia nemica, in caso
di guerra. Per un decennio, co-
munque, tutta l’attività indu-
striale fu assorbita dagli Sta-
bilimenti governativi, poi fu
proprio nella località del Mug-
giano che sorse il primo can-
tiere navale privato. Il terre-
no non costò molto, e fu
acquistato dalla Mensa Vesco-
vile di Sarzana: nel 1885 si
vararono i primi due pirosca-
fi da carico, « Maratea» e
« Cornigliano » ordinati dalla
«A. Piaggio », Poi si costruì
un altro piroscafo da carico, il
«P. Boselli» per la ditta
« Sturlese » e quindi nove ve-
lieri, per i quali si incontra-
no tra i committenti i nomi
di Accame, Raggio e Schiaffi-
no.
L’iniziatore fu l’ing. Manai-
ra, che si costituì in società
con l’ing. Hofer. Manaira era
uno degli ingegneri navali al
servizio regio e godeva fama
di maestro; Hofer era persona
importante nellla Società di
Navigazione Italiana. Si for-
mò così la « Hofer Manaira &
Co.» con sottotitolo « Cantie-
re Navale di Muggiano (Per-
tusola) ». Pare anche che non
fosse estraneo un certo appor-
to di capitale piemontese, spe-
cie da parte di Luigi Cappuc-
cio che aveva una società ar-
matrice, per il trasporto del
cotone americano per le na-
scenti fabbriche tessili del Pie-
monte.
Nel 1899 si ebbe il varo del
piroscafo « Giuseppe Accame »
di 3.586 tonnellate, cui segui-
rono il « Sicilia », il « Mongi-
bello » e la « Dinnamare » per
la « Beckers» e per la «P.
Brothers ». Ma il principale
committente è la « Soc. Nav.
Alta Italia » del già citato Lui-
gi Cappuccio, che ordina il
« Piemonte », il « Dora Bal-
tea », il « Superga », il « Mon-
viso », il «Principessa Leti-
zia».
Con l’apporto di capitali cui
si accennò, il cantiere assunse
allora la denominazione socia-
le di « Cantieri Navali Riuni-
ti».
Bisogna ricordare, a questo
punto, che il nostro Cantiere
attuale, così come noi lo cono-
sciamo, ha origine in fondo
dalla fusione di due cantieri.
Uno è il cantiere mercantile
di cui abbiamo parlato finora,
l’altro un cantiere natogli a
fianco per la costruzione di
sommergibili e natanti milita-
ri, di cui parleremo nella pros-
sima puntata.
| FERROVIARIO
COMMESSE
Recentemente sono state ac-
quisite le seguenti principali
commesse:
— Lavorazione di una ruo-
ta lenta, composizione di tre
casse per turccgeneratori e
costruzione di un vibrografo
Escavatore A.M. 102
in costruzione.
e di un torsiografo per il no-
stro stabilimento Meccanico.
Lavorazione meccanica
di dieci supporti per linee
d’asse ner la « F.LA.T. Gran-
di Motori » di Torino.
Lavorazione interna di
due camicie di bronzo per as-
si port’elica per il nostro sta-
Da sinistra: i montatori
Mario Pasini e Pietro Pastorino e il capo reparto Cesare Pietrini
‘ CARPENTERIA
COMMESSE
Recentemente sono state ac-
quisite le seguenti principali
commesse:
— Tredici serbatoi di capa-
cità varia e per usi diversi, per
il nostro stabilimento Ferro-
viario e destinati all'impianto
chimico di Sindri (India).
— Quattordici serbatoi per
aria compressa, dodici della
capacità da 3 a 4,5 mec. ciascu-
no e due della capacità di 10
me. ciascuno, per il nostro
stabilimento Meccanico.
— Un mantello per forno
da cemento, per la « Cemente-
ria Merone » di Merone (Co-
mo).
— Una torre di spruzzatura
detergente per la Società
« Palmolive », Stabilimento di
Anzio (Roma).
— Un gasometro idraulico a
tre levate, della capacità di
30.000 me., per l’Azienda del
gas di Bologna.
— Un mantello per mulino
da cemento per la « Cemen-
teria Rossi » di Piacenza.
— Una gru a ponte, della
portata di 10 tonn., per il no-
stro stabilimento Meccanico.
Dette forniture comportano
circa 250.000 ore lavorative.
Gasometro
idraulico da 7000 me.
opera per lAzienda del gas di Catania
costruito e sistemato in
bilimento Fonderia.
— Due locomotive Diesel
idrauliche da 1600 HP per le
Ferrovie dello Stato.
Inoltre la Società « Basalti »
di Verona ha acquistato un
escavatore AM 10/106 2.a se-
rie munito di motore elettrico
da 51,5 kW - 220 V - 50 Hz.
Le : forniture di cui sopra
comportano circa 100.000 ore
lavorative.
CONSEGNE
Sono stati consegnati recen-
temente i seguenti materiali:
Dodici carrelli tipo 27 A
(del peso complessivo di 65
tonn.), con telaio interamente
saldato, per vetture vassegge-
ri Cz, per le Ferrovie dello
Stato. (Il carrello tipo 27 A è
il viù moderno carrello per
vetture passeggeri realizzato
fino ad oggi, in guanto con-
sente, per la sua struttura, il
massimo smorzamento delle
vibrazioni); una semicabina A
del peso di 12 tonn. costituen-
te la parte meccanica anterio-
re di un locomotore E636 per
le Ferrovie dello Stato, alla
Società «Ansaldo - S. Giorgio»
di Genova per il completa-
mento della parte elettrica;
due guarniture, del peso di 13
tonn., per cilindri di lamina-
zione del treno a caldo e due
coppie di carrelli, del peso di
16 tonn., per carri trasporto
lingottiere, alla Società « Cor-
nigliano »; due vetture letto di
seconda classe tipo P, del peso
di 85 tonn., alla C.LW.L. di
Parigi. (Su una di queste vet-
ture è stata applicata una spe-
ciale apparecchiatura che re-
gola il flusso dell’aria circo-
lante nella caldaia addetta al
riscaldamento, consentendo di
mantenere costante la tempe-
ratura interna della vettura
nonostante le variazioni della
temperatura esterna. Detta ap-
parecchiatura, realizzata dai
tecnici Luigi Repetto e Gior-
gio Bisacchi del Ferroviario,
ha superato, nella corsa di
prova effettuata dalla vettura,
ogni aspettativa con piena
soddisfazione dei funzionari
della C.I.W.L.).
L'opera di soccorso
per uno scoppio
nei pressi dello stabilimento
Nella mattinata di sabato 31
dicembre nelle immediate vi-
cinanze dello stabilimento
Ferroviario si è verificato uno
scoppio che ha danneggiato gli
impianti di una raffineria di
petrolio ed ha causato un in-
cendio. Dense cortine di fumo
nerastro hanno invaso le of-
ficine, costringendo le mae-
stranze ad un esodo in massa,
che si è svolto tuttavia con
encomiabile ordine.
In questa circostanza un
gruppo di animosi operai e
gli addetti al servizio antin-
cendi e alla vigilanza, accor-
tisi che le fiamme minaccia-
vano la linea ad alta tensione
ed il capannone della falegna-
meria, si prodigavano con tut-
ti i mezzi a loro disposizione
per circoscrivere il fuoco e
scongiurare maggiori danni
alle cose. A questi coraggiosi
ansaldini vada l’encomio del
nostro giornale per l’alto sen-
so del dovere dimostrato.
Provata in ollicina
ia 1° locomotiva indiana
Domenica 29 gennaio è sta-
ta effettuata la prova d'officina
della prima locomotiva 2-8-2
« WG» facente parte della
commessa di 25 locomotive di
questo tipo, per conto delle
Ferrovie Indiane.
La prova è avvenuta su un
tratto di binario, appositamen-
te costruito nella VI zona, con
lo scartamento largo, di mm.
1676.
Dato l’esito favorevole delia
prova d'officina, la locomotiva
è stata presentata agli Ispetto-
ri indiani, per le prove finali
ed ufficiali.
La caldaia, come è noto, è
stata costruita dal Meccanico;
le parti meccaniche del movi-
mento e della distribuzione, il
telaio, il rodiggio e tutte le
parti del tender sono state in-
vece costruite dal Ferroviario,
che ha pure eseguito tutti i
montaggi.
FONDERIA
COMMESSE
Ecco le commesse più im-
portanti accuisite nel mese di
gennaio:
— Lingottiere di ghisa, tipo
L 4, ver la Società « Corniglia-
no » di Genova,
— Lingottiere di vario tipo,
di ghisa, per la « F.LA.T.» di
Torino.
Un’elica di bronzo al
manganese per la Società
« Franco Tosi » di Legnano.
Un’elica di bronzo al
manganese per la « F.LA.T.»
di Torino.
Dette forniture comportano
circa 75.000 ore lavorative.
CONSEGNE
Le consegne effettuate nel
mese di gennaio sono le se-
guenti:
Due eliche di bronzo al
manganese a quattro pale, ai
« Cantieri Navali Riuniti » di
Genova, destinate alla costru-
zione 239 del Cantiere di An-
cona; un centro ruota ridutto-
re del peso di 12 tonn., alla
« S.I.A.C.» di Genova; 230
tonn. di setti di ghisa e bron-
zo per motori Diesel e Dox-
ford, al nostro stabilimento
Meccanico; 19 tonn. di getti
di ghisa e bronzo per costru-
zioni varie, ai nostri stabili-
menti Cantiere di Sestri, Car-
penteria e Ferroviario; due
tonn. di getti di ghisa e bron-
zo, all’« Ansaldo - S. Giorgio »
di Genova; 13 tonn. di getti di
bronzo alla Società « Arsa'do
Fossati »; 174 tonn. di lirgnt-
tiere di vario tipo, alle Socie-
tà «S.LA.C.» di Genova,
« F.I.A.T. » di Torino e « Cor-
nigliano » di Genova; 24 tonn.
di cepvi e suole di ghisa, alle
Ferrovie dello Stato e alla
« C.I.W.L. »j 131 tonn. di getti
meccanici di ghisa per costru-
zioni automobilistiche, all’«Al-
fa Romeo» di Milano; 94 tonn.
di getti meccanici di ghisa e
bronzo, a clienti varii. :
Nuova macchina «Sandslinger » recentemente sistemata nella
Officina piccoli pezzi della Fonderia
MECCANICO
NUOVO IMPIANTO CAPTAZIONE POLVERI
| SCHEMA IMPIANTO CAPTAZIONE POLVERI: AL REPARTO DAT
SMERIGLIATRICE
DOPPIA.
CAPPE CAPTATRICI.
SERRANDE DI
REGOLAZIONE.
CUNICOLO.
RETTIFICA.
TUBO FLESSIBILE.
TUBAZIONE
ASPIRANTE.
AEROFILTRO
CAPTATORE.
SCARICATORE
A BILICO.
RECIPIENTE
POLVERI.
ELETTROASPI
RATORE.
TUBAZIONE DI
SCARICO.
Nella nostra Azienda le con-
dizioni igieniche degli ambien-
ti nei cuali si svolge il lavoro
sono sottoposte a particolare
attenzione. Iì senso della pro-
tezione e della difesa dell’or-
ganismo umano dalle insidie
del lavoro nocivo si può dire
che sta trovando sempre piu
comprensione. Riteniamo che
un nemico da tenere sotto as-
siduo controllo e da combat-
tere, sia il pulviscolo che si
sprigiona in certe lavorazioni
nonostante le misure precau-
zionali adottate.
Nello Stabilimento Mecca-
nico, con la collaborazione del
medico di fabbrica, sono stati
studiati minutamente tutti gli
ambienti di lavoro e si è prov-
veduto dovunque si è scorta
la possibilità di qualche disa-
gio.
Da tempo si è tenuto sotto
esame il reparto della dispen-
sa attrezzi centrale dove viene
eseguita l’affilatura degli uten-
sili. Macchine moderne sono
adoperate allo scopo, ma per
sicurezza la Direzione ha rite-
nuto opportuno dotare il re-
parto stesso di un impianto
per l'aspirazione della polvere
impalpabile.
Perciò ad ogni mola affila-
trice è stata applicata una
bocca di aspirazione della pol-
vere, raccordata da un tubo
metallico flessibile, che im-
mette in un collettore di aspi
razione posto sul pavimento e
che convoglia la polvere e
l’aria aspirata ad un adeguato
ciclone aerofiltro avente il
compito di trattenere la poi-
vere, la quale viene, di mano
in mano, scaricata in un sotto-
stante recipiente di raccolta.
Il sistema di trattenuta del-
la polvere è del tipo statico,
cioè senza alcun corpo in mo-
vimento e quindi oltre a non
richiedere alcuna manutenzio:
ne, risulta di lunghissima du-
rata e di pressochè immutata
efficacia di trattenuta,
A valle dell’aerofiltro è po-
sto il gruppo elettroaspirato-
re per lo scarico nell’atmosfe-
ra dell’aria depolverizzata.
L’impianto, che è stato rea
lizzato da una ditta specializ-
zata, è stato definitivamente
messo in esercizio in questi
giorni ed un accurato collau-
do fatto ne ha accertata la re-
golare efficienza.
G. B. GAMONDI
Impianti di riscaldamento
Su questo nostro giornale, a
più riprese, si è parlato e si
parlerà dell’ ammodernamento
e dello sviluppo degli impiar-
ti del Meccanico. E’ logico
che in tale ammodernamento
si sia seguito un piano di gra-
duale evoluzione, passando
dalle cose di estrema urgenza
a quelle anch’esse necessarie
ma che potevano essere, con
minore danno, protratte nel
tempo.
»_ Fra i problemi che la Dire-
zione conosce bene e che sa di
dover risolvere integralmente
come uno dei più importanti,
perchè legato strettamente vi
benessere del personale e al
rendimento della produzione,
è quello del riscaldamento
delle officine.
Già in alcune officine, sia
pure con sistemi diversi, si è
provveduto, ed i risultati sono
stati soddisfacenti.
Considerata la vastità dei
locali e il loro immenso volu-
me sembrava che per la Gran-
de Meccanica e la Sala Prove
non si riuscisse a trovare un
adeguato e ragionevole siste-
ma di riscaldamento. Invece
dopo molti studi, anche. per
queste importanti officine è in
corso, affidato ad una ditta
specializzata, l’esecuzione di
un impianto a pannelli radian-
ti aerei, tipo « Crittal Sunz-
trip », che funzionerà nell’in-
verno 1956-1957 e del quaie
illustreremo, in una prossima
occasione, il funzionamento,
Intanto in questi giorni si è
provveduto al collaudo defin:-
tivo . dell'impianto di riscalda-
mento degli edifici della Dire-
zione, dei Servizi Amministra-
tivi, dei Servizi collaudo e du-
gli Uffici del Magazzino gene-
rale, del Personale e della
Mano d’opera.
Si tratta di un impianto che
è venuto ampliandosi di anno
in anno, a mano a mano che
detti uffici e servizi si sono
sviluppati. Un impianto quin-
di che non ha potuto seguire
preordinati concetti di razio-
nalità e che, ad un dato mo-
mento, si è trovato non più
atto a fare fronte alle neces-
sità della situazione.
Difatti esso non raggiunge-
va più le condizioni che per
un impianto di riscaldamento
sono da considerarsi normali
e cioè il raggiungimento di
una temperatura di 18° C. al-
l'interno dei locali, cuando ai-
l'esterno la temperatura è a
DES
E ciò perchè, mentre i due
gruppi di tre caldaie ciascu-
no, che sono sistemate nell:
rispettive centrali, risultavano
proporzionati al fabbisogno, la
disposizione generale dell’im-
pianto si presentava irrazic-
nale, specie per quanto riguar-
dava la rete di distribuzione,
che aveva un andamento di
sordinato in parte verticale,
in parte orizzontale, con in-
sufficienti sezioni di passaggio
e cuindi con irrazionale di-
stribuzione di calore e con de-
ficienza, in alcuni locali, di su-
perficie riscaldante.
Nella revisione sono stati
conservati tutti i materiali
esistenti, quali caldaie, radia-
tori ed accessori. E’ stata però
adeguatamente aumentata la
superficie dei radiatori in ba-
se ad un preciso calcolo delle
dispersioni, elaborato seconde
l’attuale disposizione dei loca-
li ed è stata anche completa-
mente rifatta la rete di distri-
buzione, in base alla suddetta
verifica.
Per assicurare poi una mi-
gliore circolazione, speciai-
mente nei piani superiori,
particolarmente esposti al
vento, è stata adottata la di-
sposizione a pioggia.
Per gl’ingombri esistenti
non era possibile disporre
l'anello superiore di distribu-
zione delle mandate a cielo
del terzo piano e perciò esso
è stato posto a cielo del se-
condo piano e delle sopraele-
vazioni. Su due collettori del-
le mandate sono stati previsti
sfiati d’aria libera e su tutte
le colonne di discesa, che so-
no in numero di trentaquattro.
sono state disposte le valvo-
line di sfiato, in modo da eli-
minare cualsiasi difetto di
circolazione.
A pavimento del piano ter-
reno sono stati disposti i due
anelli collettori di ritorno in
caldaia.
E’ stata pure completamen-
te rifatta una delle due cen
trali, aumentando adeguata-
mente i diametri dei colletto-
ri e mettendo in opera anche
le saracinesche di diametro
sufficiente, assicurando altresì
il carico e lo sfiato diretto
della centrale al vaso di e-
spansione.
Il lavoro di revisione, ese-
guito da una ditta specializza-
ta, è stato definitivamente col-
laudato.
Pur constatando l’uniformi-
tà di temperatura in tutti gli
ambienti, non si è proceduto
alla lettura della temperatura,
in quanto la temperatura e-
sterna era troppo diversa da
quella di 0° C. prevista nelle
garanzie e la difl'erenza supe-
rava cuella massima ammessa
dalla consuetudine per effet--
tuare i conguagli; si è quindi
avanzata la riserva di ripetere
il collaudo nelle condizioni
volute.
g. b. g.
VISITE
Ultimamente i nostri stabi-
limenti, in particolare il Mec-
canico e il Cantiere, sono stati
oggetto di numerose visite, tra
cui segnaliamo le seguenti:
— ll sig. Leif Belfrage, uno
dei massimi esponenti del Mi-
nistero degli Esteri di Svezia,
accompagnato dal Console di
Svezia a Genova, sig. Berg,
dal dott, Ferroni funzionario
del nostro Ministero del Com
mercio Estero e dal sig. Mor-
belli della Direzione Generale
Ansaldo.
Al Meccanico il sig. Belfra-
ge è stato ricevuto dal Diret-
tore ing. Cominetti e al Can-
tiere dall’ing. Anfosso e dai
membri della Commissione
Svedese. L’ospite ha avuto pa-
role di elogio per la nostra So-
cietà e si è particolarmente
compiaciuto nell’osservare i
lavori di costruzione della mo-
+. tonave « Gripsholm », che sa-
rà la più grande e la più mo-
derna nave passeggeri svedesa.
— Il capitano di corvetta
Parra e il tenente di vascello
Diaz della Marina Militare
Colombiana, accompagnati dai
maggiore Della Costanza della
Marina Militare Italiana.
\
La turbonave « Irpinia » trasformata e rimodernata al Cantiere
@
Va
di Muggiano.
8
decina d’anni in America;
ora è tornato al paese e tut-
ti lo chiamano « l’americano »
ma quando gli chiedono di
parlare delle cose più belle
che ha visto lui parla sempre
del « Duilio » e dei suoi saloni
incantati.
Questo per dire dell’impres-
sione che possono lasciare gli
ambienti di bordo su chi com-
pie un viaggio,
Si sa bene che un viaggio
per mare, una « traversata » è
sempre un avvenimento sug-
gestivo, la zente ci pensa su,
poi cerca di viverlo intensa-
mente, e quindi lo ricorderà
sempre, con una impressione
ben maggiore di quella che
possono lasciare certe città vi-
sitate in fretta per una gior-
nata, percorse rapidamente in
tassì, con quella fuga di case
e di persone che rende simile
tutto il mondo.
Del resto su una nave sono
rappresentati tutti gli ambien-
‘ ti che si ha occasione di visi-
tare in una città: l’albergo, il
ristorante, il bar, la chiesa, la
biblioteca, la sala da gioco, il
cinema, la piscina, la passeg-
giata, la sala concerti e altro
ancora. Ma il ristorante non è
un locale dove si entra ma-
gari una volta sola, ma resta
per tutta la durata del viag-
gio « il nostro ristorante », co-
me la camera o l’appartamen-
tino devono diventare un po’
la nostra « casa provvisoria »
e il bar diventa il «nostro bar»
di tutte le sere, dove sappia-
mo di trovare «Pietro» col suo
« shaker » e la tale stampa
nell’angolo sinistro, sopra la
macchina del caffè.
Insomma il passeggero è pri-
gioniero di un ambiente al
quale non può sfuggire e quin-
di ne subirà interamente l’in-
fluenza, positiva o negativa
che sia. Questo per dire che
una buona architettura inter-
na e una buona decorazione
sono importanti come il buon
funzionamento delle turbine,
o come la buona cucina, per-
chè su una nave che non ha
navigato bene o ha avuto ri-
tardo, come su una nave dove
si mangiava male, come su una
nave dove gli ambienti mette-
vano a disagio, il passeggero
non torna più, E ogni passeg-
gero è un propagandista di
forza incalcolabile. Perchè di
solito si sceglie una nave non
[ o ho uno zio che è stato una
LE ARTI A BORDO
in base ai « depliants » pubbli-
citari ma in base ai consigli
degli amici che ci sono stati.
Perciò se l'architetto o l’ar-
tista che decora gli interni la-
vora male cancella e tradisce
il buon lavoro che noi abbia-
mo fatto in officina, sullo sca-
lo, nell’allestimento e negli
apparati motori.
Se lavora bene non solo dà
un contributo notevole all’af-
fermazione della nave ma con-
tribuisce ad una valida pre-
sentazione della nostra civiltà.
Infatti uno straniero che la-
scia l’Italia su una nave ita-
liana riceverà su di essa le
ultime impressioni della no-
stra terra, e l’ultima cosa che
avrà visto non sarà la torre
di Pisa ma ‘il salone delle fe-
ste della « Colombo ».
Se si tratta poi di uno che
viene in Italia, la nave è una
anticamera del nostro paese,
il preannuncio, la prima im-
pressione che è quella che
conta.
Se lo straniero si serve in
fine di una nave italiana per
recarsi in un altro paese stra-
niero, allora la nave diventa,
coi suoi ambienti,
chio dell’Italia, un
l’Italia stessa.
Perciò io direi che una na-
ve, più che una « città galleg-
giante », sia una civiltà galleg-
giante.
Come si esprime questa ci-
viltà, legata a delle esigenze
prevalentemente decorative e,
comunque, tutt’affatto partico-
lari?
Una volta si emprimeva
in termini inequivocabilmente
nazionali, tanto da essere ad-
dirittura folcloristici e provin-
uno spec-
pezzo del.
ciali. Non si poteva parlare è
arte, ma soprattutto di arre
damento e di decorazione: gl
italiani avevano ambienti um
bertini, con suppellettili del
l'artigianato piemontese, o ve
neziano, o ligure, Gli ameri
cani avevano degli ambient
che sembravano i « saloon:
dei films « western », gli in
glesi riproducevano la rigià
etichetta, sia pure commei
cialmente democratizzata, del
la «City». La Francia er
sempre la Francia, coi su
ambienti civettuoli e « boule
Mn alto, sopra
il titolo: sala di soggiorno dell’« A. Doria ».
Sopra, da sinistra:
sala delle feste del < Rex > - Sala da pranzo del « Duilio » - Sala di sog
rdiers» di quando Parigi
a la capitale del mondo.
Poi si comincia ad avere uno
le più internazionale, e do-
i la prima guerra mondiale
oppia l’orgia del « liber-
». Ogni carattere nazionale
ompare nel cosmopolitismo
questa « follia collettiva »:
n ci sono più difl'evenze tra
ja stazione ferroviaria ame-
vana, una borsa inglese, un
useo di storia naturale olan-
se, un «casinò» francese,
abitazione italiana, un caf-
viennese, un albergo berli-
se, una stazione della metro-
litana moscovita, un alber-
| ungherese e la sede di una
nca di Atene, Nè quindi ci
no più differenze tra un sa-
ne da pranzo e uno delle
ste, su un piroscafo ameri-
no o ‘inglese o francese 0
liano.
La sala da pranzo del « Dui-
sembra un tempio del
acere, con le sue colonne
i capitelli pesanti, le balau-
‘e contorte, le pareti cari-
e, i ciondoli che penzolano:
un ambiente che fa pensare
un principe russo, alle «abat-
ur» velate di blu, alla «don.
-vipera» e al casinò di Mon-
carlo. E' insomma l’ambien-
da grande albergo interna-
nale, l'ambiente che rese
mose l'ospitalità italiana e
incese, l’ambiente che im-
essionò tanto mio zio «l’ame-
ano».
Tutti gli ambienti del « Dui-
)», allora vero « arbiter ele-
ntiarum » sui mari, erano
sì. E così il gemello « Giulio
sare »,
Poi venne l’eclettismo, dove
\a maggiore sobrietà di li-
e doveva comunque sposar-
ancora ad un gusto tradi-
’nale, da « hall» di grande
bergo borghese, con pesanti
ppeti e fioriti tendaggi, an.
e se sono scomparsi i capi-
li corinzi e le balaustre. E’
poca dello stesso « Rex >»,
e fu da tutti ammirato, coi
oi saloni ricchi, «opulenti».
Di arte in senso ristretto
n si poteva parlare, perchè
n vi erano quasi mai affre-
hi, quadri, sculture, cerami-
e: si trattava sempre di ar-
damenti e decorazioni, che
mostravano abbastanza tut-
via come gli ambienti di
rdo resistessero stranamen-
10 dell’« A.
te alla penetrazione delle no-
vità, del « moderno ».
Tra la prora del « Rex» e
quella del « Duilio » c'è molta
più distanza che non tra i ri-
spettivi saloni. L’architettura
navale faceva passi da gigan-
te, tanto da superare la stessa
architettura « edilizia », men-
tre invece l’ambiente di bordo
restava fermo, molto più arre-
itrato di un qualunque am-
biente cittadino.
Con la seconda guerra mon-
diale però l'incantesimo si è
rotto, e a bordo ha fatto il
suo ingresso l’arte nel senso
più specifico, e con espressio-
ni moderne e nazionali.
Prendiamo ad esempio alcu.
ne delle maggiori navi della
Soc. « Italia » che ci collegano
con l'America: su di esse sono
rappresentate almeno in parte
le correnti più vive dell’arte
contemporanea italiana, ed a
questo riguardo le navi sono
veramente « rappresentative »
della nostra civiltà. Dall’archi.
tettura alle pitture alle scul-
ture ai bronzi e alle cerami-
che figurano i nomi più illu-
stri: Gio. Ponti, Zoncada, Da-
neri, Campigli, Sironi, Savi-
nio, Zigaina, Giuseppe Santo-
maso, Mascherini, Melandri,
Gambone, Romano Rui.
Tutte le esperienze lunga-
mente escluse e contenute
hanno fatto irruzione, e sono
degnamente rappresentate: e.
spressionismo, surrealismo, cu-
bismo, post-cubismo, realismo,
astrattismo.
Nei loro colori vivaci e ag-
gressivi, nelle loro linee decise
e tormentate, queste opere
parlano chiaramente della no-
stra epoca, e sono degne dei
potenti rotori che pulsano giù,
nella sala macchine.
Gli argomenti sono i più di-
versi, ma quasi sempre legati
ad un impegno culturale ed
umano: la « leggenda d’Italia »
di Fiume sull’« Andrea Doria »
o il « mito di Giasone » di Ma-
scherini sul « Conte Bianca-
mano »j le « donne dei pesca.
tori » in attesa, di Campigli,
o il «convito » di Alfieri nel-
la sala da pranzo ufficiali del
« Giulio Cesare »; l’ allegoria
del viaggiare o il mito di Or-
feo sul « Conte Grande »; la
partenza delle caravelle co-
lombiane di Schenal o le im-
prese di Marco Polo di Rui
sulla « Colombo », tutto un
mondo mitico o lontano, sto-
rico o leggendario, accompa-
gna il passeggero in quella
che è già di per sè un’avven-
tura un po’ favolosa: il viag.
gio.
E lo introduce nel mondo
artistico del nostro paese, nel-
le sue particolari forme di
espressione, ora con dipinti su
tutta parete, ora con tavole,
ora con sculture o ceramiche
o pannelli in legno intarsiato,
o in rame sbalzato.
Con ciò le nostre navi di
oggi sono più che mai messag-
gere della nosira cultura e
della nostra nobiltà artistica,
sono più che mai « civiltà gal-
leggianti ». E anche a questo
riguardo si può dire davvero
che la « Cristoforo Colombo »
sia la nostra nave più moder-
na.
Pure il fenomeno di artisti
che lavorano per l’industria,
per le comunicazioni, in con-
tatto continuo con il pubblico
attivo, è un fenomeno squisi-
tamente moderno. I loro me-.
cenati sono cambiati, e inve-
ce di Lorenzo il Magnifico o
Leone X si chiamano oggi
« Ansaldo » o « Italia ».
Lucio Bozzano
dritti te inietta iii atti iii ti iti dit
iaia
10
GIUDIZI SVEDESI
sul Cantiere di Sestri
Su un grande quotidiano di
Stoccolma, l’« Aftonbladet », è
recentemente comparsa la se-
guente corrispondenza di Stig
Andersson, che riproduciamo
integralmente:
« La Svenska Amerika Li-
nien riprenderà le crociere
d’anteguerra verso il Capo
Nord e Leningrado quando lu
sua nuova nave ammiraglia
« Gripsholm » entrerà in traf-
fico nel prossimo 1957.
Un centinaio di uomini sta
attualmente lavorando attor-
no alla nuova costruzione nel
grande cantiere « Ansaldo » di
Genova. L’8 aprile prossimo
avrà luogo il varo. La Princi-
pessa Margaretha sarà la ma-
drina della nave. La « Grips-
holm » sarà naturalmente una
creazione con tutti i più mo-
derni comforts. Non è stato
pubblicato il costo, ma lo si
suppone essere una settantina
di milioni di corone svedesi
(circa otto miliardi e mezzo .di
lire italiane), una somma im-
mensa che, se si pensa alla
durata di una nave passegge-
ri, non è tuttavia troppo im-
pressionante. L’accanita con-
correnza esige che le linee
passeggeri atlantiche rinnovi-
no rapidamente le loro flotte.
La « Gripsholm » sarà di cir-
ca 24.500 Tonn.
La nave, che ospiterà oltre
800 passeggeri, sarà munita di
tutte le comodità immagina-
bili. I Signori della SAL non
hanno ancora dato concrete
informazioni circa l’arreda-
mento, perchè si devono pren-
dere tuttora al riguardo le
ultime decisioni ma, comun-
que, in fatto di comforts la
« Gripsholm » non sarà certa-
mente seconda a nessun'altra
nave,
L’arrédamento delle cabine
sarà naturalmente di tipo mo-
derno e di buon gusto se non
propriamente lussuoso. Esse.
in gran parte, sono munite di
bagno, le altre di doccia. Dopo
che il servizio della nave sarà
stato discusso nella prossima
Conferenza dell’Atlantico, la
SAL cercherà di evitare che
il prezzo dei biglietti di viag
gio venga aumentato.
Per quanto concerne la
« Gripsholm » si prevede qua-
si sicuramente che i prezzi re-
lativi non supereranno quelli
attuali della « Kungsholm » e
della « Stockholm» ma che
anzi si avrà un maggior van-
taggio.
Per la decorazione e l’arre-
damento della « Gripsholm »
la SAL ha dato incarico a Sig-
vard Bernadotte, il quale sì è
recato a Genova, accompagna-
to da alcuni dirigenti della
Svenska Amerika Linien, per
vedere la costruenda nave, Si
può fin d’ora annunciare che
l’interno di questa sarà di pu-
ro stile svedese, ed avrà ca-
ratteristiche che la renderan-
no superiore a tutte le altre
navi passeggeri americane e
che, inoltre, le conferiranno
un’impronta tutta particolare.
Nella costruzione di questa
unità si è presa in particolare
considerazione la possibilità
di dare all’equipaggio le mas-
sime comodità possibili. La
« Gripsholm » sarà, per la
maggior parte, destinata al
servizio di crociera. Tali viag-
gi avranno una lunga durata,
in genere da tre a cinque me-
si e quindi, per evitare che la
vita diventi monotona per il
personale di bordo, sono sta-
ti allestiti speciali locali di
trattenimento nonchè una bel-
la piscina sul ponte, per uso
esclusivo dell'equipaggio.
La marcia della « Grips-
holm » dovrà essere perfetta-
mente regolare. Il mal di ma-
re è un orribile tormento per
i passeggeri, ma a bordo di
questa nave sarà installato uno
speciale apparecchio stabiliz-
zatore, che permetterà una
marcia sicura e tranquilla an-
che con mare agitatissimo.
Che sia proprio possibile
debellare del tutto il mal di
mare non è cosa proprio cer-
ta, ma si nutrono, almeno, le
migliori speranze.
La «Gripsholm » è stata
impostata nel Cantiere « An-
saldo » sette mesi fa, e fino ad
ora la costruzione ha raggiun-
to il ponte B ossia la quarta
parte delle strutture, ma altri
sei piani verranno ancora co-
struiti sopra prima che la na-
ve sia ultimata.
Il Cantiere « Ansaldo» è
uno dei più grandi e più mo-
derni cantieri del mondo. Gli
Nellaboratorio delle ricerche
Tutti i materiali ‘vengono collaudati con macchine elettro.
piche — 250 mila prove eseguite in un anno
GENOVA pugno
Quando | Ansaldo” riceve
lorvinazione di una Nave n
o. una centrale elettrica non
può logicamente come se si
Uattasse di unautomon'e
cosuuire uno proioupo' e su
di esso e perimentare nuovi
materiali e nuovi sistemi di
lavorazione fino a ragpunge
ac risultati sodqisfacenti, ma
ni geve basare esclusi mente
sui progetti 0 quil esperienza
Che 1 pingetti sapprese U-
no la teoria 6 che questa il
più delle voite nia diversa dal.
la pratica non occorre dirlo,
e quanto allesperienza , —
che senza dubbio non manca
aD"Ansaldo dopo piu di cel-
tv anni di attività — nov
sempre basia è soccorre por
ché essa purtroppo llene con
fc del passato. mentre nei
cun.po delle lavorazioni mer
cankhe sì dovrebbe poter pie-
vedere addirittura ll futuro,
anto le conquiste a) SUSSEZUO-
no gon un ritmo che sj potreb
be definire quo::dia no
L*Anssldo". poi, per allar
pare le proprie possibilità pro-
duitive ha siretto nei dopo
guerra rapporu di collabora-
vigne tecnica con le più 1m-
portanti società industriali del
mondo con la Fiat la Dos
fard e la Maybach per | me-
tori marini, Ja Lingstrom sve
dese per le turbine leggere. ls
Genera) Elecirio Company è
mericanno per turbine a gian-
de potenza, la Babcock e Wil-
cox Ingiese per le caldaie a
circolazione forzata Queste
collaborazioni hanno permef
nò la costruzione in Sicilla di
Ue impianti termoeleitrici pîr
una polenza di circa trecen
Uemila Kilowatt e Alia Cor-
nigliano di una centrale ter-
misa a tre turbine che posso-
no raggiungere le massi
temperature di fuiziona
Lu finora realizzate in Ita
e cioè 500° C. ma l'Ansaldo”
ni é trovata, proprio per | mo-
tivi detti all'inizio. alle prese
con lo studio di nuove solu»
gioni. In particolare quelle re
Jaive al materiali speciali che
dovevano essere resistenti al
calore e soldabili. «materia!
che essenio la prima volta
che venivano ordinai: in Ia-
Wa furono fabbricati espres-
samecte per l''Ansaldo’». e
all'introduzione di innovazio»
n, senza incorrere in incer
tebbe circa i fisuliati è In-
fatu ovvio che non si pos
suno fare esperienze n rischio
e spese dei cliente
Per otlenere questo adegua
me to alle continue esigenze
del progresso, | Ansaldo‘ ha
a soa diporzione un labo-
ratonio specializza nei mez-
do di niccica e di contralto
Diciamo subito che e da ol
ire codki anni che esso e
tiato imp.aniato, ma é dal
1945 a oz: che sì e sviuppe-
to e attrezzato con 1 più mo
derru macchinari tanto da
poter essere considerato un?
dei piu perfetti esistenti in
Europa Maltissime so0°0 le
missioni estere che vengono
a visitarlo e che restano am.
muate di fionte a questa rea-
liszazione che onoro | indu-
stria e 1] gemo italiano
U libosatorio, che è diret:
to dall'ing Giorgio Rappini,
forse uno degli uomini più
esperti d'Europa per quanto
concerne | controlli e le ri
cerche 1elative alle applica
Zoni dei mareriali e specie
per ia saldatura sorge in un
edificio di recente costruzio»
ne le cui pareti interne sono
dipinte in colori aprosita-
mente studiati per ottenere
il massimo rendimento dal
personale.
e necessaria un'attenta cone
cemrazione sono di un verde
tenero molto riposante altre
In cui è di particolare impor
tanza la Juminosità sono far
gentate. altre a°cora in cui
agiscono determinate mac
chine metailoscopiche — sono
dipinte in un giallo caldo, e
così via Pure le finistre, |
tavoli da livoro. le sedie. gli
scaffali. sono stati realizzati
in base a un vero e proprio
piano psicologico Le pareti
delle stanze non so7o fisse.
così n seconda delle necessi-
tà, si può 'avorare in una
salet'a di modeste dimensio-
mi oppure in un vasto salone
Ni] laboratorio si eseguo-
no prove sulle tensioni le
celormazioni e le vibrazioni,
prove di fatica, di usura, di
corrorione, di luteificazione.
di combustione, sì esseguono
rilevazioni di difetti nella
sf'uttura con apparscchi 3
rage: X a raggi gamma con
gli ultrasuoni, prove magne
tiche e fluoroscopiche. traita.
menti tecnici special. prove
di saltatura Insomma nel la.
boratorio ogni materiale da ,
impiegare
in tutti i modi possibili e
immaginabili #
Quando 1° metallo e anco
ta allo stato di studio Je pro-
ve sono per la massima parte
di*iruttive Campioni dei ma-
tertale venzono Infatti di
sirutti per accertare a fon
do le qualità e le prerogati
ve Ma quando il materiale
ordinato arriva sotto forma
vie'e “provato
Certe sale in cui!
Gio pezzi fusi, jingolti barre
rotaie, lamiere, eccetera, Je
prove logicamente non devo.
#0 piu essere distruttive, ma
servire solo a persuadere che
il formtore si sia attenuto a
tutte le indicazioni dategli,
Questo servizio di collaudo
sche e lu spausacchio = dei
formitori dell''Ansaldo » av-
Viene per la masisma parte
con macchine — glettroniche
Con una di gîse. ad esempio,
detta Magnafiux', attra-
verso il pezzo che si vuole
controlizre viene fatto pas
sare un flusso mag:erico Se
nell interno del ps:zy esisto
no crepe, bolle d'aria o altre
imperfezioni, Î] flusso subirà
in quel punto una deviazio
ne che sarò possibile indivi.
viduare
Altre rilevazioni di difet:i
interm s ciiengono con lap-
parecchio “Sperry rilevato-
fe ultrasonico, oppure son
i raggi X 0 1 raggi ultavio.
letti
Sono più di duecentocin-
quentamila le prove sui ma
teriali che si compiono in un
anno nel laboratorio del
IAfsalco Meccanico ed e
interessante notare come qua»
si tutto 1) personale addetto
4#al laboratorio è il normale
perosnale tecnico doflicina
Sono stati eliminati 1 tecnici
intermediari che. fatte le pro-
ve, avrebbero dovuto retide
fe esotti delle stesse gii al-
tri Il capo-officina 0 ill capo:
fepario che dovrà poi impie-
gare quel determinato tipo di
materiale viene egli stesso
chiamato al laboratono a
compiere tutte le prove in
programma
Grazie @ questo Imporian-
Ussimo settore — l'“Ansalda
può. facenti) tesoro — della
esperienza del passato she
conta pur sempre qualcosa
Operare ul presente e guar
dare al futuro con tranquil:
lità, c dave soprattuto al
cliente la garanzia che dl
prodotto arà rifiuto secon
do 1 canoni della fecnica piu
avanzata: ed é certo per que
sto motivo che le costruziori
‘Ansaldo s; s'anno da anni
PIERI gui mercati mon
grati
MARIO RONCO
Fac-simile di articolo
Buenos Aires
un
sul Laboratorio Materiali del Meccanico
del « Messaggero d’Italia » di
Italiani sono noti ovunque per
leccellenza delle loro costru-
zioni navali, e tali quindi da
darci pieno affidamento circa
l'efficienza e estetica della
nostra nuova nave.
La mano d’opera italiana è
veramente fantastica — ci ha
detto il capo dell’Ufficio SAL
di Genova, l’Ispettore P.O.
Lo stand dell’Ansaldo alla Fiera di Ciudad Trujillo
Wirén. La SAL ha inviato in
Italia 8 dei propri funzionari.
Oltre all’Ispettore Wirén fan-
no parte della Commissione
Svedese: il Direttore di Mac-
china K. G. Johanson, VIng.
Navale Eric Rosén, il Segre-
tario della Commissione sig.
Sven Bark.
Si trova anche sul posto
«Ispettore Evert Segerstedt
della Brostròms Linjeagenturs
dell'Ufficio di New York con
tre Vice Ispettori e cioè i Sigg.
Ake Svensson, F, Stròberg ed
Alf Grònstedt.
Laggiù nella Riviera italia-
na tutti i nostri inviati si tro-
vano benissimo, Le prime dif-
ficoltà di acclimatazione sono
state minime e ben presto su-
perate e di tanto in tanto vi
sono perfino dei frequenti in
contri fra le squadre di calcio
italiane e svedesi.
Il lavoro si svolge assai in-
tensamente, e procede molto
bene anche nei più caldi mesi
estivi.
L’8 aprile prossimo la nave
scenderà in mare.
Le crociere al Capo Nord,
che anteguerra rappresentava-
no il più popolare viaggio di
piacere nei mari del Nord,
stanno trasformandosi in cero-
ciere per il giro del mondo.
Il transatlantico porta, attra-
verso il globo terrestre, gli
emblemi del proprio paese e
gli accresce rinomanza, pro-
piziandogli il favore degli al-
tri popoli. E, certamente, la
« Gripsholm » non tralascerà
nulla per raggiungere tale
scopo =».
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IL CONCORSO |
| FOTOGRAFICO
È Se. vg ]
GIUSEPPE POLI (Can): « Panfilo a Portofino ».
BRUNO FONTANA (Liv): «II ponte del diavolo »
CRAL
Un po’ di letizia offerta
ai ricoverati del S. Raffaele
Domenica 29 gennaio il
« Complesso popolaresco di
canti e balli genovesi » del
CRAL Ansaldo, ciretto da Ezio
D'Oria, ha offerto uno spetta-
colo a beneficio dei ricoverati
dell'Ospedale di S. Raffaele
di Cornigliano ©Cvronata), in
ccllaboraz'one con « l’Ansal-
dino ». Lo spettacolo, viva-
mente applaudito e riuscitis-
sino, è stato presentato da
Sergio Bruno Franceschi e sce-
rografato da Enzo Croce ed è
stato interpretato, oltre che
dal brillante Ezio D'Oria, da-
gli attori dilettanti Franco
Mèerchese, Sergio Biagi, Vit-
torio Biagi, Vittoria Crespi,
Lillana Crespi, Pina De Am-
brosis, Rosa D'Oria, Vittore
Gorini, Federico Merlo, Rosa
Pastorino, Milvia Parmigiani,
Giorgio Robotti, Mimmo Otto-
nello. Erano presenti il diri-
gente della Sezione spettacolo
del CRAL rag. Ottavio Otto-
nello e il sig. Jannone de
« l’Ansaldino », che ha portato
ai vecchi ricoverati il saluto
dell’Ansaldo e del nostro pe-
riodico, distribuendo poi dol-
ciumi, sigari e giornali illu-
strati.
SEZ. SPETTACOLO
Domenica 26 febbraio, alle
ore 21, i gruppi « Arte varia »
e « Danze Popolari » del CRAL
Ansaldo, diretti da Sergio
Bruno Franceschi ed Ezio
D’Oria, rappresenteranno nel
locale sociale di via Achille
Stennio a Sampierdarena, lo
spettacolo comico musicale
« Alla maniera degli antichi ».
Lo spettacolo è a beneficio
dell’AVIS (Associazione Vo-
lontari Italiani del Sangue).
è * x
Domenica 26 febbraio, alle
ore 15, il « Gruppo dialettale
genovese » del CRAL Ansaldo,
diretto da Umberto Vaudo-
gnotto, rappresenterà all’Ospe-
dale di S, Raffaele di Corni-
gliano (Coronata) la comme-
dia « Vogliamo lo scudetto »,
tre atti comico-sportivi in dia-
letto genovese, di Franco Zac-
chèo.
PREMIO ‘ALMANACCO “*
Nei prossimi giorni ver-
rà estratto, presso la no-
stra Redazione, il premio
di febbraio abbinato ad
un numero dell’«Almanacco
1956», consistente in un fer-
ro elettrico. automatico e
graduabile da stiro, offerto
dalla Ditta « Bertorello Ra-
dio» di Sampierdarena.
gni donna, tra le innu-
merevoli cose che deve
conoscere per ben gover-
nare la casa, deve anche sa-
pere come si illumina l’appar-
tamento.
La lampada è un po’ la
compagna fedele di quanti so-
no costretti a farne uso per
molte ore, sia in quelle di la-
voro che di studio e ricordate
che è meglio avere nelle stan-
ze poche lampade di forte in-
tensità che molte deboli.
CINESELEZIONE )
n .
Tempo d' estate
C i duole dover dire che
alcuni critici dei quo-
tidiani non hanno capito
bene questo film. Forse si
sono lasciati distrarre dal-
le affascinanti inquadratu-
re di Venezia, una magnifi-
ca città fotografata magni-
ficamente, che col techni-
color acquista veramente
un volto fiabesco. Ma non
si tratta di ciò. Ciò semmai
non costituisce che la cor-
nice del quadro (ma una
cornice raffinata, ed è ben
merito del regista quello
di aver saputo lavorare con
un materiale così abusato e
pericoloso come Venezia
senza cadere nel cartoline-
sco, anzi!) che è comunque
essenziale e di alta classe.
Solo Visconti ha saputo fo-
tografare Venezia altret-
tanto bene. E David Lean
è riuscito a far parlare i
leoni secenteschi dei rii, le
scalette dei ponti, le deser-
te calli notturne, le fonta-
ne, la lancia dei vigili del
fuoco.
In questa cornice David
Lean ha dipinto il quadro
della vicenda, con arte raf-
finata, dandoci nella più
ampia prospettiva una se-
rie di piccole pennellate
tutte essenziali, tutte illu-
minanti, e disegnando le
figure con la ben nota de-
licatezza psicologica di
«Breve incontro»
Io invito lo spettatore a
fare attenzione ad ogni sfu-
matura, perchè i drammi
più profondi dell’animo
umano (almeno in relazio-
ne al sentimento principe,
che è l’amore) sono qui di
volta in volta accennati da
un batter di ciglia, da un
gesto della mano, dall’an-
golazione della macchina
da presa, da un rumore
fuori campo. Con questi
piccoli tocchi noi viviamo
l'emozione, l’entusiasmo, la
paura, la lotta, la gioia,
l’amore, la rinuncia e il do-
lore della protagonista.
Li viviamo tanto più in
quanto siamo aiutati dalla
interpretazione superba di
Katharine Hepburn, che ha
vissuto il personaggio con
una sicurezza inarrivabile,
e lo ha reso vivo, palpitan-
te, commovente.
Ma è tale la sicurezza
della mano del regista che
anche Rossano Brazzi non
ha qui più nulla di « fumet-
tistico », e diventa inter-
prete convincente, credibi.
le, umano.
Insomma, questo film
conferma la delicata sensi-
bilità e la sicura capacità
del regista di « Breve in-
contro », e resta nel suo ge-
nere un capolavoro,
IL PORTOGHESE |
Per la cucina ne basterà una
di 30 candele. Attualmente
però sono molto in uso i tubi
fiuorescenti, principalmente
indicati per la cucina, î cor-
ridoi e per tutti quei locali
nei quali non è necessario ac-
cendere e spegnere la luce
continuamente.
A titolo indicativo dirò che,
per una cucina normale, oc-
corre un tubo lungo 40 cm. 1
tubi fluorescenti sviluppano
una luce chiara, senza ombre,
ed evitano di disporre, oltre
a quella centrale, altre lam-
pade supplementari. Esistono
in commercio due tipi di lam-
pade fluorescenti (tubolare di-
ritto e circolare) a più colori
(bianco, sole, rosè, ecc.). Il
colore più adatto per la casa
è il bianco.
Il vantaggio di questi tubi
dipende dal futto che essi
emanano una luce di 2/3 più
intensa di quella delle norma-
li lampade ad incandescenza.
La loro durata è calcolata
press’'a poco in 8.000 ore.
Per una sala di media
grandezza sarà necessaria una
lampada da 50 Watt, o due da
25. Per leggere o per scrivere
converrà avere vicino una
lampada portatile da 25 can-
dele. Inoltre potranno essere
disposte abat-jours che, se pic-
cole, rappresenteranno grazio-
si soprammobili, e se grandi,
poste vicino ad una poltrona
o ad un tavolino, concorre-
ranno a formare un piccolo
angolo intimo in cui Villumi-
nazione circoscritta, ma chia-
ra, non richiederà l’accensio-
ne del lampadario centrale.
L’argomento è vasto e se
qualche lettrice ci vorrà sot-
toporre ì suoi problemi, sare-
mo ben lieti di rispondere e
di contribuire a chiarire gli
eventuali dubbi.
Anche i colori delle pareti,
o gli eventuali disegni delle
carte da parato, dovranno es-
sere scelti con particolare ri-
guardo alla funzionalità del-
l’ambiente cui sono destinati.
Per esempio alla camera da
letto si addicono le tinte ri-
posanti, come il verde chiaro
o l'azzurro nelle sue gradazio-
ni; nella sala da pranzo mol-
to moderne sono le tinte neu-
tre, il grigio perla e il grana-
ta damascato.
Per la cucina, sia questa
piastrellata o meno, una buo-
na mano di calce, opportuna-
mente applicata ogni tanto,
sarà sempre la più igienica
soluzione contro il fumo che
annerisce le pareti e la rende-
rà più chiara ed accogliente.
LILIANA
LA DONNA IN CUCINA
Liquore di latte (ricetta richie-
sta), Occorrono un litro di latte,
750 gr, di zucchero, 500 gr. di al-
cool a 90°, un bastoncino di vani-
glia, un limone verde tagliato a
fette, Far bollire per mezz'ora il
latte con lo zucchero, toglierlo dal
fuoco e rimestarlo finchè sia qua-
si raffreddato, affinchè non affiori la
panna, Quando sarà freddo aggiun-
gere l'alcool, il limone e la vani-
glia tagliata a metà nel senso della
lunghezza e poi a pezzetti, Lascia-
re in fusione per 15 giorni, ri-
mestando due volte al giorno, poi
filtrare, Questo liquore migliora in-
vecchiando,
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«L° ANSALDINO” RISPONDE
Siamo un gruppo di Capi
sara mensa dei Cantiere di Se-
stri e desideriamo che per
mezzo dei nostro periodico a-
ziendale venga chiarita la no-
stra posizione.
Ognuno di noi, da diversi
anni, lavora presso Ansaldo
con le mansioni suddette, che
però ci sembrano non corri-
spondere alla qualifica di ope-
raio dataci a suo tempo, an-
che se taluni di noi sono ope-
rai specializzati e di categoria
A, in quanto provenienti da re-
parti in cui lavoravano con
detto trattamento.
Ognuno di noi ha alle sue
dipendenze un gruppo di ad-
dette e addetti mensa, cui è
affidato il compito di pulire,
preparare i tavoli e servire i
piatti. Il nostro lavoro consiste
nell'organizzare © sorvegliare
il servizio, affinchè tutto si
svolga regolarmente, in modo
da non dare adito a lamentele
da parte delle migliaia di com-
mensali che ogni giorno usu-
fruiscono della mensa. Ciò non
è poco perchè è molto difficile
conciliare i diversi gusti e per
far questo andiamo inevitabi!-
mente incontro a continue di-
scussioni che, se anche pacifi-
che, comportano una certa do-
se di pazienza e di « saper fa-
re». Inoltre dobbiamo preleva-
re, da apposite cartelle, i dati
inerenti alla forza giornaliera
per comunicarli al Capo men-
sa, affinchè egli possa avere gli
elementi necessari per far pre-
parare i piatti del giorno.
Quanto sopra esposto è sol-
tanto una parte del lavoro
che noi svolgiamo e crediamo
sia sufficiente per giudicare se
le mansioni da noi svolte sia-
no compatibili con la qualifica
di operaio. A questo proposito
teniamo a precisare che da
parte nostra non vi è alcun
senso di superiorità nei con-
fronti dell'operaio, ma soltan-
to desideriamo porre in evi-
denza che, mentre l'operaio
beneficia della maggiorazione
di cottimo, noi dobbiamo ac-
contentarci di una ben misera
percentuale fissa.
In considerazione di quanto
sopra, e del fatto che ogni la
mensa, per diversi motivi, è
diventata un problema di at-
tualità, chiediamo, per mezzo
de « l’Ansaldino », di essere in-
clusi anche noi nella « catego-
ria speciale », alla quale ap-
partenaono già i Capi turno
della vigilanza e dei pompieri,
i Capi squadra, ecc.
UN GRUPPO DI
CAPI SALA MENSA (CAN)
Le mansioni del Capo sala
mensa non sono tali da dare
diritto, a chi le esplica, al ri-
conoscimento della « catego-
ria speciale » prevista dalla
«Regolamentazione nazionale»
del 4 aprile 1950. La citata
norma contrattuale prevede
infatti che hanno diritto al-
l'inquadramento nella = cate-
goria speciale » quei lavorato.
ri che: a) Esplichino mansioni
superiori a quelle degli ope-
rai classificati nella categoria
massima degli operai stessi.
b)Abbiano mansioni partico-
lari di fiducia e responsabili-
tà che non siano normalmente
attribuite agli operai. c) Gui.
dino e controllino il lavoro di
un gruppo di operai con ap-
porto di competenza tecnico-
pratica.
E’ pertanto fuori dubbio che
nelle mansioni svolte dai Ca.
pi sala dei nostri Stabilimenti
non trovano riscontro quelle
caratteristiche di cui ai punti
a), b), c) dell’art. 1 della «Re-
golamentazione nazionale », le
quali sono elementi determi-
nanti per conseguire il diritto
al riconoscimento della « cate-
goria speciale». Infatti le prin-
cipali e prevalenti attribuzio-
ni dei Capi sala mensa consi-
stono nel guidare e controlla
re il lavoro svolto da un grup-
po di personale salariato il
quale svolge delle mansioni
molto semplici, che al massi-
mo richiedono un brevissimo
periodo di tirocinio, come, ad
esempio, servire piatti in ta-
vola, occuparsi di pulizia, ecc.
In merito poi alla precisa-
zione fatta dai lavoratori in
questione, i quali motivano la
loro richiesta col fatto che
mentre gli operai beneficiano
di una maggiore percentuale
di cottimo, essi debbono ac-
contentarsi di una percentuale
fissa molto limitata, facciamo
osservare che il guadagno del-
l'operaio cottimista è sempre
commisurato alla quantità di
lavoro prodotto, e che quindi
ogni eventuale aumento 0 di.
minuzione della percentuale
di utile è conseguente ad una
maggiore o minore quantità di
lavoro eseguito. Tale condi-
zione non sussiste invece per
il personale della mensa, al
quale, per la natura .del servi
zio cui è addetto, è sempre ri-
chiesta la stessa quantità di
prestazioni.
ISEE
Siamo un gruppo di dattilo-
grafe che viviamo dieci ore al
giorno in un ufficio nel quale
cinquanta uomini fumano una
sigaretta dopo l’altra, qualcu-
no fuma il sigaro e qualche al-
tro la pipa! Ad un certo mo-
mento l’aria è talmente satura
di fumo e talmente pesante
che è faticoso respirare; allo-
ra si aprono le finestre per
cambiare l’aria e così dall’ec-
cessivo caldo si passa all’ec-
cessivo freddo, e si formano
correnti d’aria in abbondanza
che, oltre ad essere poco pia-
cevoli, ci procurano raffred-
dori e bronchiti. Tra le scri-
venti ce n'è una particolar-
mente soggetta a faringite e il
medico della mutua insiste
perchè eviti ambienti dall’aria
malsana. Ma come fare? Ci
siamo rivolte al Capo ufficio
perchè venga incontro alle no-
stre giuste lamentele, ma que-
sti (fuma anche lui)... nicchia.
Siamo lontane dall’illuderci
che la Direzione possa provve-
dere con un «divieto di fu-
mare» (che non durerebbe
neppure un giorno); pensiamo
però che essa possa rimediare
concedendo una pausa al mat-
tino e una al pomeriggio per-
chè i fumatori possano assen-
tarsi per gustare una siga-
retta all'aria aperta.
Vogliate perdonare l’anoni-
mo, del resto ben comprensi-
bile: vogliamo evitarci rappre-
saglie con beffeggiamenti e
dopo tutto non intendiamo at-
taccare persona, ma un siste-
ma dannoso alla salute.
Facciamo pertanto vivo ap-
pello alla Direzione perchè vo-
glia benevolmente esaminare
questa situazione, sicure che
essa saprà certamente trovare
il modo perchè la nostra salu-
te non sia messa giornalmen-
te a repentaglio. Ringraziando
sentitamente.
SETTE DATTILOGRAFE (CAN)
Abbiamo segnalato quanto
scrivono le sette dattilografe
alla Direzione del Cantiere di
Sestri, la quale ci ha reso no-
to che il rimedio per l’incon-
veniente lamentato è già stato
I NOSTRI CONCORSI
MASCHERE
LE NOVE
—— x
ORA LA | SA dn
] sorda | [Questo |
BALANZON ci
IVIENI SU x
|a
\ [con mes RLECCHINO!
FORTE
PULCINELLA]
VENGO )
SUBITO
caRO
TARTAGLIA
STA SICURO
DUIA [+
etici
LA PENTOL
=|S1 STA ,
[omPEXDO.
Durante una festa della pentolaccia si sono ritrovate insieme nove
maschere che, però, non rappresentano ciascuna una città d’Italia,
in quanto qualche città è rappresentata da più di una maschera. Per
partecipare al concorso i lettori dovranno saperci dire quali sono
le città rappresentate, inviando le soluzioni in Redazione, oppure
consegnandole ai nostri corrispondenti di stabilimento, entro il 29
febbraio. Sono in palio, per sorteggio, i seguenti premi: 1) un ser-
vizio di piatti per sei persone; 2) una penna « Aurora 88» cap-
puccio oro; 3) un servizio da caffè per sei persone; 4) un volume
sulla fisica dell'atomo,
messo in atto. Sono stati ac-
quistati subito degli estrattori
e collocati alle finestre dei lo-
cali ai quali erano necessari
e in tal modo confidiamo che
tanto le signorine che i fu-
matori potranno ritenersi sod-
disfatti.
POSTA IN ARRIVO
Caro Ansaldino,
per prima cosa i ringrazia-
menti nostri e dei nostri fami-
gliari e particolarmente quelli
dei figlioli che vedono ritor-
nare a casa il loro papà in
tempo per sottoporgli i loro...
quesiti scolastici.
Il 1° febbraio abbiamo ini-
ziato il nuovo orario. La de-
cisione è stata rapida e favo-
revole, perchè la nostra richie
sta era giusta.
Si trattava indubbiamente
di risolvere e decidere su di
una piccolissima questione, ma.
le piccole cose formano le
grandi e come saremmo più
felici tutti e meno lotte turbe-
rebbero la nostra travagliata
esistenza se i problemi che ci
assillano fossero risolti con
equità.
Ancora grazie « Ansaldino »
e tutta la nostra cordialità.
GLI IMPIEGATI DELL’USAS
13
RINGRAZIAMENTO
A mezzo de «l’Ansaldino »
la piccola Patrizia di tre anni,
figlia dell’impiegato Romolo
Volpicelli del Cantiere di Se-
stri, porge i più vivi ringra-
ziamenti al suo medico dott.
Angelo Robbiano, per le assi-
due e amorevoli cure prodiga-
tele con grande passione in
occasione di una gravissima
malattia.
RISULTATI DI
“fili ospiti della baita”
Le persone entrate nella baita
erano quattro. Il sorteggio tra i
numerosi partecipanti che hanno
inviato l'esatta soluzione ha dato i
seguenti risultati:
a) Biglietti di poltrona (due per
clascuno dei 65 sorteggiati) per il
Piecolo Teatro « Eleonora Duse >,
riservati agli ansaldini degli stahi-
limenti genovesi: Olindo Perboni -
Caterina Rapetti . Cesare Terenzini
- E. Olivieri - Luigina Bolentini -
Tullio Galuppi - G, Malfetti - Ovi-
dia Busanelli - Giacomo Verrardo
- Carolina Torselli - G. Ghione -
Luigi Bronzo - Antonio Guido -
Agostino Rovegno - Maddalena Ca-
nepa - Ettore Rapuzzi + Celestino
Bortoli - Edoardo Mori - Emanuele
Moretto - Rinaldo Rapetti - Alberto
Banchero - Attilio Pizzimbono -
Ireo Conte - Giovanni Ponzetto -
Angelo Delfino - Renato Mularoni -
Angelo Roccatagliata - Giuseppe
Manelli - Aldo Siri - Giuseppe
Sciaccaluga - Renzo Di Paco - Lui-
gina Patrone - Natalina Argenta -
Ilario Barchi - Nello Cavanna -
Francesco Delfino - Ernesto Zuc-
chiatti . Francesco Frau - Angelo
Caviglia - Erminia Agosti - Giu.
seppe Ghiglieri - Emilio Carlevara
- Elio Vallebona - Tomaso Poggi -
Tito Piechioni - Maria Ponzanelli -
Armando Quaglia - Eugenio Soli-
mene - Enrico Bruzzo - Armando
Belboni - Roberto Cagnoni - Aldo
Garassino - Adelmo Daminelli -
Giuseppe Vignati - Roberto Bertoc-
chi - Eraldo Colombo . Antonio
Piccardo - Dante Tesini - Giovanni
Gava - Rosa Caporali - Camillo
Bartoli - R. Minetti - F. Reinero -
Mario Fabbri .- Ettore Montuschi,
b) Premi per gli ansaldini di
tutti gli stabilimenti sociali: Anto-
nietta Cavallero del MEF (1.0 pre-
mio: un orologio da polso); Fran-
cesco Puppo del MEC (2.0 premio:
un portafogli di pelle); Anteo Dodi
della FON (3.0 premio: un libro
sulla fisica dell'atomo).
c) Premi per gli ansaldini dei
Cantieri di Muggiano e Livorno:
DUE CONCORSI
Giulio Rovai del MUG e Agostino
Tinti di LIV (una pentola « Secu-
ritas » ciascuno); Umberto Menchi-
ni del MUG e Luigi Redi di LIV
(un libro sulla fisica dell'atomo cia-
scuno).
“il tiro al galletto”
Dagli elementi forniti dalla vi-
gnetta si poteva dedurre che la
città natale di Carletto è Roma, in
quanto la cassetta contrassegnata
con il nome di questa città era
l'unica per la quale sl poteva tota-
lizzare 27 punti tirando tre pal.
line. I sorteggio tra i numerosi
partecipanti che hanno inviato la
esatta soluzione ha dato i seguenti
risultati:
a) Biglietti di poltrona per il Pic.
colo Teatro « Eleonora Duse » (due
per persona) riservati agli ansal-
dini degli stabilimenti genovesi:
Tosca Carli - Maria Interlizzi - Ezio
Conte - Tullio Bisio - Mirella Biz-
zocoli - Cornelio Brambilla - Gio-
vanni Pastorino - G. Ghione - Gra-
dito Dottesio - Mario Buscariol -
Iolanda Ortona - R. Di Donna - G.
Michelini - E. Santelli - Valeria
Veroggio - Settimio Rossi . G, Man-
giarotti - Angela Motta - S. Bontà
- Emilia Poggi - Umberto Gazzo -
G. B. Zitta - Armando Fossati -
Attilio Carosio - Fortunato Marini
- Liliana Ferrogiaro - Mario Badino
- Dario Bavagnoli - Giuseppe Cavi-
glione - Emma Malatesta - Angelo
Piccardo - Giorgio Grando - Giulia
Canepa - Luigi Bonini - Alberto
Gaggero - Lucia Masini - Luigi Pa-
rodi - Leonardo Pestosa - Maria
Sammartino - Ernesto Cattaneo .-
Mario Lucchesi - Dolores Padovan
- Maria Tarallo - Diva Robotti -
Luigina Lupi - Francesco Loren-
zetti - A. Zuccatosta - R, Pugno -
Luciano Lusvardi - Ezio Cadenasso
= A, Boccaccio . Boero - Sera-
fino Bertolio - Giovanni Cavallero
- Agostino Vercesi - Flbano Bale-
stri - Libero Bozzo - Luigi Oneto
- Antonio Musante . A. Traverso
- Giacinto Nervo.
b) Due libri sulla fisica dell’ato-
mo per gli ansaldini di Muggiano e
Livorno: Cesare Bartolomeoni di
MUG e Ilio Lubrano di LIV.
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Giuseppe PIETRINI (Mug)
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dicembre: Dante GUGLIEL-
MONE (Mug) con Angiolina
Stefanelli - 29 dicembre: Bal-
do BONAMINI (Mug) con Ex-
ra Cappellini - 5 gennaio: Edi-
lio REPETTO (Dig) con Li-
liana Maria Serafino - 12 gen-
naio: Nello BARENCO (Mug)
con Giuditta Antenna - 14
gennaio: Ferruccio ZAMBONI
(Mec) con Paola Riminuceci -
22 gennaio: Umberto CONSA-
VARI (Can) con Santa Grillo
- 29 gennaio: Marino RISSO
(Can) con Francesca Labina
- 31 gennaio: Emanuele MAG-
ANSALDINI IN SEDICESIMO
Laura, figlia di Eugenio Cesa-
rini del Meccanico
Marco, figlio di Renato Pasto-
rino del Meccanico
Patrizia, figlia di Maria Bran-
dino del Ferroviario
GIANI (Mug) con Iva Preti.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
di Valdo Nosei (Mug) e di
Maddalena Fornelli - 8 dicem-
bre: MARCO, figlio di Salva-
tore Mercurio (Mec) e di An-
na Rizziego - 23 dicembre:
DUILIO, figlio di Sirio Cec-
chini (Mug) e di Maria Lui.
gia Fabiano - 24 dicembre:
DIEGO, figlio di Giorgio Pic-
caluga (Can) e di Nella Ze-
Sono nati
29 novembre: ANGELO, fi-
glio di Sergio Zanello (Musg)
e di Bruna Albertelli - 30 no-
vembre: ALESSANDRO, figlio
rega - 29 dicembre: MAURA,
figlia di Teodoro Garrè (Mec)
e di Armanda Mogini - PA-
TRIZIA, figlia di Antonio Ta-
ta (Mec) e di Maria Marani
3 gennaio: MICHELE, figlio di
Enrico Saturno (Mec) e di
Teresa Parodi - FERNANDO
e ROSANNA, figli di Lorenzo
Milanolo (Mec) e di Livia
Favareto - 4 gennaio: IDA, fi-
glia di Giuseppe Esposito
(Can) e di Giuseppina Dona-
ti - 6 gennaio; MASSIMO, fi-
glio di Giovanni Puglisi (Mec)
e di Anna Sergenti - SILVA.
NA, figlia di Dario Belleno
(Mec) e di Violentina Ricci -
8 gennaio: ELDA, figlia di
Candido Giacobbe (Can) e di
Caterina Boccaccio - 9 gen-
naio: ANGELO, figlio di Giu-
seppe Ferrari (Fon) e di Ma-
ria Traverso - 12 gennaio: DA-
NILO, figlio di Lidio Moretti
(Mec) e di Assunta Ferrucci
- 15 gennaio: PAOLO, figlio di
Pietro Belli (Can) e di Maria
Acquarone - 19 gennaio: MI-
RELLA, figlia di Carlo Ga-
robbio (Can) e di Esterina Vi-
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È
DEE =
PROPOSTA N. 15793.
Sul dis. T. 103310 pos. 1
(coperchi per valvole regola-
trici) e sul dis. T. 103305 pos.
1 (coperchi valvole d’emer-
genza) si riscontra che nell’in-
terno di detti coperchi vi è
una camera di diam. 38 per i
primi e diam. 52 per i secon-
di, la quale serve per lo sca-
rico vapore
In corrispondenza di detti
diametri il materiale è grezzo,
perciò le pareti sono ricoper-
te dai residui di fonderia che
provocano gran perdita di
tempo durante il montaggio,
per la necessaria pulitura.
Propone quindi che nella
operazione 2/8 del ciclo di la-
vorazione venga aggiunta una
lavorazione di macchina a pu-
limento di dette superficie, o
almeno si ricorra ad una pu-
litura mediante sabbiatura.
RISPOSTA.
E’ stata aggiunta l’operazio-
ne di sabbiatura per elimina-
re l’inconveniente lamentato
dal proponente.
PROPOSTA N. 14395.
Propone di munire la mac-
china dentatrice Pfauter RS 4
del DEPI di una tastiera di
comando a distanza come
quella di cui sono dotate al-
cune macchine nuove del
DEGR, per evitare perdite di
tempo durante l'operazione di
centratura dei creatori,
RISPOSTA.
La proposta è accettata. La
MAN provvederà al più pre-
sto.
©®
PROPOSTA N. 15303.
Propone che alle stozzatrici
del tipo G. S. Pensotti che
sono le più numerose nello
STA, venga praticato un foro
cl per spina tra il cor-
ideare
progettare
calcolare - disegnare
organizzare - costruire
è riservato al tecnico preparato e
scelto. A lui va conferito lavoro
speciale, responsabilità e fiducia.
Egli può pretendere una posizione
elevata, bene retribuita, stabile,
perchè è sicuro del fatto suo. Co-
me diventare un tecnico prepara-
to e scelto - in poco tempo - con la
massima facilità - con poca spesa
- conservando il tuo attuale guada-
gno + restando a casa tua? Ciò ti
sarà spiegato nel volumetto “LA
NUOVA VIA VERSO IL SUCCES-
SO, che ti sarà inviato gratis, se
ritagli questo annuncio e lo spedi-
sci, oggi stesso, indicando profes»
sione e indirizzo allo:
ISTITUTO SVIZZ. DI TECNICA - LUINO
i come ha
po macchina e la testata porta
slitta del porta utensili in ri-
ferimento alla posizione dello
zero. Tale foro farebbe rispar-
miare tempo quando si hanno
da stozzare facce inclinate e
quindi si deve portare la mac-
china in posizione «zero».
Inoltre esso garantirebbe la
perfetta ortogonalità rispetto
al piano base, perchè attual-
mente nel bloccare i quattro
dadi si provocano sempre dei
piccoli spostamenti, che però
si ripercuotono notevolmente
sulle facce dei pezzi da stoz-
zare.
RISPOSTA.
La proposta è accettata. La
MAN provvederà ad eseguire
la modifica suggerita.
e
PROPOSTA N. 15847.
Propone che sulla bolla di-
segno 090397/2 - Comm. 72626
per costruire un raccordo gi-
revole, venga eliminata l’ope-
razione 2/4 di sabbiatura, per-
chè la barra dev'essere tornita.
Propone pure che sia elimi-
nata l'operazione 3/4 di con-
trollo resistenza materiale a
70-80 kg/mma. perchè già
eseguita all'operazione 1/3 di
bonifica.
RISPOSTA.
La proposta è giusta, Il ci-
clo è stato modificato come
suggerito dal proponente.
PROPOSTA N. 15428.
Oggetto: T/c - AA.SS. Vene-
zuela. Cuscinetto portante
ruota lenta - Dis. T. 103553
pos. 1-2 (Comm, 34047 - Bol-
la 34354).
Propone la seguente modifi-
ca al ciclo di lavorazione: la
lavorazione « fresare passaggi
per olio » compresa con altre
due lavorazioni nell’operazio-
ne 22/25 da eseguirsi con fre-
satrice, sarebbe meglio ese-
i guirla al trapano ed inclusa
° nell'operazione 21/25, perchè
non si tratta altro che di un
foro da 10 che ha l’asse sulla
mezzeria del cuscinetto; quin-
di se esso viene eseguito con
ì fresa l’operazione viene ese-
guita in due tempi, mentre
col trapano ciò non succede
© dato che i due mezzi cuscinetti
verrebbero accoppiati e tenuti
uniti da una morsetta.
RISPOSTA.
Il ciclo è stato modificato
suggerito il propo-
nente.
©
PROPOSTA N. 16505.
Per evitare dl pericolo di
infortunio all’operaio incari-
cato di preparare la emulsione
|. di olio chimico presso l’im:
‘. pianto sistemato sul terrazzo
della 3.a Sezione, propone che
il rudimentale listello di legno
adoperato come sostegno per
l'apertura dei coperchi venga
sostituito da sostegni metal-
lici più razionali.
RISPOSTA.
La proposta viene accettata.
Sono state date disposizioni
alla MAN perchè costruisca i
sostegni come proposto.
®
PROPOSTA N. 16024.
Propone che l’ operazione
9/10 del ciclo di lavorazione
del corpo tenditore dei ma.
neggi per valvola (dis. M.
. 58161) sia eseguita su broccia-
trice con broccia quadra 26 x
26 x 28 n. 480504 esistente alla
DAT, anzichè su stozzatrice.
Illustra i vantaggi che si ot-
terrebbero,
RISPOSTA.
E’ stato modificato il ciclo
come suggerito dal proponen-
te.
©
PROPOSTA N. 15652.
Oggetto: Leva a forcella Mo.
tore Q. 270/6 Dis. 40182-5-6.
Propone che sul ciclo di la-
vorazione l’operazione 10/10
venga inserita nella 7/10, poi-
chè la foratura e la lamatura
si eseguiscono meglio quando
il pezzo è ancora unito; il ta-
glio a metà dovrebbe essere
fatto dopo. Pertanto l’opera-
zione 7/9 (perchè una è stata
abolita) dovrà essere indicata
come segue:
« Con maschera eseguire i
fori d’accoppiamento, lamare
i piani d’appoggio bulloni e
dadi ».
RISPOSTA.
L’operazione 10/10 verrà an-
nullata e la lamatura inclusa
nell'operazione 9/9 e non nel-
Voperazione 7/9; in tal modo
dopo sistemati i treni di frese,
il tempo di lamatura sarà as-
sorbito in tale operazione.
PROPOSTA N. 14464.
Per la costruzione di sagome
di profili di dentature interne,
come ad esempio quelle Kerb,
propone di rilevare la sagoma-
tura per mezzo di pasta ana-
loga a quella adoperata dai
dentisti.
RISPOSTA.
La proposta è interessante
e saranno eseguiti esperimenti
allo scopo di scegliere la pa-
sta più adatta allo scopo.
PROPOSTA N. 16017.
Propone che il mandrino
porta fresa per smerigliare se-
de valvola dis. A. 18917 per
motore Q. 370 sia costruito fin
due pezzi secondo lo schizzo
allegato alla proposta.
In tal modo esso potrà \es-
sere usato per diversi tipi di
sedi da smerigliare con fori di
diametri diversi, cambiando
la parte cilindrica lunga alla
pos. 1. Inoltre si risparmierà
tempo nell’operazione di tor-
nitura, la tornitura stessa ri-
sulterà meno difficoltosa e si
risparmier2 materiale; even.
tualmente si potrebbe e.imina-
re la fuciratura.
RISPOSTA.
Quanto il proponente fa ri-
levare è attuabile in parte.
Sta bene per il mandrino da
costruirsi in due pezzi. Non si
può uniformare il diametro di
centramento delle frese sul
mandrino, in quanto le frese
stesse sono di dimensioni tali
che non permettono la norma-
lizzazione del foro.
Commemorato a Livorno
GIUSEPPE ORLANDO
Nei giorni scorsi al Cantiere
di Livorno ha avuto luogo una
solenne cerimonia in occasio-
ne del trentesimo anniversario
della morte del Gr. Uff. ing.
Giuseppe Orlando, che per
molti anni fu il valente conti-
nuatore del padre ing. Luigi,
fondatore del Cantiere.
La cerimonia è avvenuta al-
la presenza delle maggiori au-
torità cittadine e delle figlie
dello Scomparso, contessa Fri-
da Rocco Orlando e marchesa
Bianca Mansi. Oratore ufficia-
le, presentato dal Direttore
del Cantiere ing. Rovetto, è
istato il rag. Florestano Co-
stella, amico e per lunghi an-
ni collaboratore di Giuseppe
Orlando.
Il rag. Costella ha tratteg-
giato con commosse parole la
figura e la multiforme opera
dello Scomparso, ricordando
le più importanti costruzioni
navali realizzate sotto la Sua
guida e le altre opere nel cam-
po industriale e commerciale,
che fecero di Giuseppe Orlan-
do una delle fisure più rappre-
sentative dell’Italia del suo
tempo. Il discorso del rag. Co-
stella è stato calorosamente
applaudito.
di
Alessandro CAMPAGNOLI
di anni 55, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
2-1-1956. Era stato assunto nel
1942. Lascia la moglie e due
figli.
Virginio MAGNONE
di anni 59, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
23-1-1956. Era stato assunto
nel 1925, Lascia la moglie e
una figlia.
Emanuele PARODI
di anni 57, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
19-1-1956. Era stato assunto
nel 1934. Lascia la moglie e
una figlia,
Giovanni PARODI
di anni 51, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
14-1-1956. Era stato assunto
nel 1938. Lascia la moglie e
due figli.
Cesare SILLANO
anni 55, dipendente del
Meccanico, deceduto il 23-1-56.
Era stato assunto nel 1944. La-
scia la moglie.
le commosse
« l’Ansaldi-
Ai famigliari
de
condoglianze
no >.
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.
*
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
LORENZO REBORA
Responsabile
*
Autorizzazione del Tribunale di
Genova =, 299 . 6 Maggio 1954
Ea
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
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Escavatore AM 10 costruito al Ferroviario ed acquistato dalla Ditta « Combitulit » di Genova Sestri. Questo escavatore è
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N tI ca MERO 3 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. 3 Selo anno pet
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Ruota lenta di riduzione per l'apparato motore di una turbocisterna da 31.500 T.D.W. in attesa d’imbarco al Cantiere di Sestri. Da sinistra: il motorista
Eugenio Sterlocchi, l’aggiustatore Emanuele Scotto, l’ingrassatore Giovanni Bottaro.
Attività della Sezione Commeretale Meccanica
e l’attività produttiva
S costituisce l’ esplicazione
pratica della vita di una
azienaa industriale, l’attività
commerciale ne costituisce la
linfa vitaie; è infatti tramite
l’azione commerciaie che una
azienda può seguire gli orien-
tamenti dei mercato, adeguar-
si alle sue esigenze e raggiun-
gere infine lo scopo essenziale
della sua attivita e cioè la
vendita dei propri prodotti.
Può essere pertanto interes
sante conoscere per sommi ca-
pi l’organizzazione e l’attività
svolta dalla Sezione Commer-
ciale Meccanica della Direzio-
ne Generale, che, delle due
Sezioni Commerciali esistenti
nella nostra Società, è quella
che per genere e varietà di ti-
pi e di dimensioni dei pro-
dotti trattati, si trova a dovere
svolgere un’attività commer-
ciale più rispondente all’idea
che generalmente tutti han-
no dell’attività stessa.
La Sezione Commerciale
Meccanica si articola nei se-
guenti Uffici:
a) Ufficio Vendite Meccani
ca Termica che si occupa del-
le vendite di tutti i prodotti
dello Stabilimento Meccanico
e quindi di un complesso di
vendite veramente imponente,
che comporta un’emissione di
offerte per circa 60-80 miliardi
all'anno.
b) Ufficio Vendite Materia-
le Ferroviario e Carpenteria
che si occupa della vendita
dei prodotti dei due Stabili-
menti MEF e CAR, con la
esclusione della parte impian-
ti industriali, con un ammon-
tare di offerte oscillante sui
20-30 miliardi annui.
c) Ufficio Vendite Impianti
Industriali che segue le trat-
tative relative a forniture di
impianti per l’industria chimi-
ca, del petrolio, del cemento,
siderurgica, ecc., trattative
che rappresentano un ammon
tare d'offerte molto variabile,
valutabile mediamente in
30-50 miliardi annui.
d) Ispettorato Commercio
Estero che ha per compito il
coordinamento dell’attività al
l’estero dei tre Uffici Vendite
mediante studio e prospezio-
ni di mercato, esami di ac-
cordi commerciali e questio-
‘ni doganali, contatti e missio-
ni all’estero.
e) Segreteria con compiti
sia di carattere generale sia
specifico, come rapporti con
uffici staccati ed agenti, sia in
Italia che all’estero, conven-
zioni di licenza e di consulen-
za, brevetti, relazioni con as-
sociazioni e Camere di Com-
mercio, contatti con l’Ufficio
Propaganda, ecc.
Per dare un’idea del lavoro
che viene svolto negli uffici
della Sezione può essere in-
teressante riportare alcuni
dati statistici che risultano as-
sai significativi:
— la corrispondenza svolta
ammonta in un anno a circa
30.000 lettere e 4.000 telegram-
mi con una media quindi di
115 lettere e 15 telegrammi per
giornata lavorativa; circa un
terzo di tale corrispondenza
viene svolta in lingua estera,
mentre molte delle lettere
considerate sono costituite da
10 fino a 100 e talvolta anche
più, pagine (è recente il caso
di un’offerta all’estero per una
centrale termoelettrica il cui
peso complessivo superava i
cinque chili);
— in un anno vengono ef-
fettuate circa 25.000 copie fo-
tografiche di documenti, capi-
tolati, ecc. con una media
quindi di circa 100 per gior-
nata lavorativa;
— l’archivio aumenta, sem-
pre otni anno, di circa 1.090
pratiche;
—— a parte le trattative ed i
contatti che esse comportano,
vengono seguite le pratiche
per circa 40 convenzioni di li
cenza, 60 associazioni e Ca-
mere di Commercio, 89 con-
tratti di agenzia e consulenza
per l’interno e per l’estero.
Dipendono inoltre dalla Se-
zione Commerciale Meccanica,
per quanto riguarda il loro
impiego, i due Uffici esterni
che trattano la vendita per
l’Italia dei cosiddetti prodotti
di serie e cioè l’Ufficio Vendi-
ta Motori Diesel, e l’Ufficio
Vendita Utensileria.
Tali Uffici, che per le par-
ticolari caratteristiche della
loro attività sono stati tenuti
staccati sia dalla Direzione
Generale che dai rispettivi
Stabilimenti, prendono dalla
Sezione le direttive generali
per l’impostazione della loro
politica commerciale.
Naturalmente occorre alla
fine vedere quali siano i ri-
xSultati di questo lavoro, anche
se nell’attività commerciale
non vi è un’esatta ed imme-
diata rispondenza fra l’azione
svolta ed i risultati consegui-
ni ma
L fezione, ed oltre a ciò si diffonde in larghezza. La lotta contro i Persiani aveva messo
a dura prova la virtù ed il valore delle città greche; la vittoria gloriosa accrebbe il senso
della vita e fece apparire l’esistenza doppiamente preziosa e degna di essere allietata e
adornata.
Da qui uno sviluppo florido, in qualità e quantità, di tutte le arti, ed un periodo di
intenso lavoro per architetti, pittori e seultori. Gli stessi Dei dell'Olimpo, come gli eroi
‘delle battaglie omeriche, diventano il simbolo delle lotte contemporanee contro i Persiani.
Sono dunque molte, ad esempio nella statuaria, le raffigurazioni di gruppi di eroi com-
battenti, Una parte importante è riservata alla fusione in bronzo; per influenza pelopon-
nesiaca il bronzo sostituisce il marmo, la figura maschile nuda sostituisce la graziosa don-
na ionica vestita, i guerrieri scacciano le figure di genere, la severità dorica prende il po-
sto della serenità ionica. I vertici di questa produzione statuaria in bronzo portano nomi
famosi, come Antenor, Mirone, Fidia. Ma la produzione era molto diffusa come dicevamo,
anche in laboratori ' artigiani” sparsi ovunque.
Quella che presentiamo è appunto una coppa attica, che svolge in tondo (con un siste-
ma che potremmo chiamare del «fumetto ») una scena di fusione di un gruppo in bronzo.
La scena parte dal forno, che si vede con la bocca aperta, dove con apposite molle sta
frugando l'operaio addetto al fuoco. Egli porta in testa il caratteristico copricapo dei
"fuochisti”, che infatti nella nostra foto precedente si vede in testa al Dio Vulcano, dio
del fuoco. Dietro al forno si vede spuntare un altro operaio, addetto al mantice. In alto
contro la parete ci sono due corna, con appese delle maschere, Chi dice si tratti di amuleti
propiziatori, chi invece sostiene trattarsi di corna per appendervi appunto i modelli di te-
ste e altre parti da gettare, Più avanti, sempre sulla parete, si vedono degli utensili: mar-
telli, seghe, ampolle per l'olio, spatole a uncino. Il gruppo cui si sta lavorando consta di
due guerrieri: uno vinto e l’altro vincitore. La prima figura ci mostra infatti la statua
coricata del guerriero vinto, che ha perduto le armi, e che leva in alto le mani come per
difendersi o per implorare pietà. La testa che veniva messa dopo, si vede posata per terra.
Un operaio sta lavorando col martello alzato. La figura seguente è quella dell'eroe vitto-
rioso, con elmo, scudo e lancia. Essa è rizzata in piedi sotto una specie di tettoia in legno.
Alla trave venivano appoggiate delle scale, mediante le quali gli operai potevano lavorare
sulla statua. Si vedono appunto due operai (a terra, però) che lavorano con quelle spatole
a uncino cui abbiamo già accennato, Pare che l'operaio della figura distesa « sgrossi» col
martello la statua, togliendo il «grezzo» di fusione, e che gli ultimi due invece rifiniscano
la statua con le spatole,
In piedi, in atteggiamento di osservatore, con ricche vesti e sandali, sta un signore, che
potrebbe essere il proprietario del laboratorio, l'artista che ha modellato la statua oppure
U ricco committente.
IL LAVORO NEI TEMPI
arte greca dopo i primi anni del V° sec. a.C. sale rapidamente al massimo della per-
PESTO
ti. Come ognuno può compren-
dere, il lavoro di penetrazio-
ne commerciale, prima del
nome e poi effettiva del pro-
dotto, è lungo e faticoso, ed i
risultati non possono essere
improvvisati da un momento
all’altro. Guardando indietro a
quanto è stato fatto in questi
anni dalla fine della guerra ad
oggi, partendo praticamente
da una modestissima organiz-
zazione, in quanto fino ad al-
lora le ordinazioni statali ave-
vano rappresentato almeno
l'80% degli ordini assunti dal-
la Società, non si può non
compiacersi dei risultati rag-
giunti; molto tuttavia resta da
fare per raggiungere in ogni
campo le posizioni che la con-
correnza, specie straniera, ha
potuto acquisire in decenni 0
addirittura in secoli di tenace
e costante attività,
In ogni modo ogni anno di
lavoro costituisce un nuovo
passo in avanti per l’afferma-
zione dell’Ansaldo, non soltan-
to come Industria navale, ben-
sì anche come industria mec-
canica di valore mondiale;
per riferirci solo all’anno re-
centemente trascorso possia-
mo dire che il 1955 ha costi-
tuito il consolidamento di ta-
le nostra affermazione in tre
settori di primaria importan-
za:
— delle grandi centrali ter-
moelettriche, con l’assunzione
di ordinazioni di un gruppo
turboalternatore da 30.000 kW
per la STES, di una sezione
completa da 125.000 kW per
la Società Termoelettrica Tir-
rena e di una centrale comple-
ta su due sezioni da 60.000
kW per la SME, e con il fa-
vorevole avviamento di altre
importanti trattative sia in
Italia che all’estero;
— degli impianti per la pro-
duzione di fertilizzanti azotati,
con l’assunzione dell’ordina-
zione per la fornitura di un
impianto completo alla Sindri
Chemical and Fertilizers Ltd.
di Sindri (India);
— degli impianti per l’indu-
stria del cemento, con l’assun-
zione, fra l’altro, della forni-
tura di quattro cementeria
complete, di cui una per la
Colombia.
Si tratta di risultati note-
volissimi e che abbiamo citato
in quanto non sono fine a se
stessi, ma costituiscono l’avvîo
per una sempre più proficua
attività in settori che, se sono
tradizionali per l’attività a-
ziendale, stanno però assu-
mendo caratteristiche ed im-
portanza completamente nuo-
ve.
La preparazione di quesil
risultati è cominciata molti
anni fa con l’esame delle ten-
denze di mercato e dei suci
prevedibili futuri orienta
menti; si sono dovuti poi stu-
diare, trattare e stipulare i
necessari accordi di collabora-
zione tecnica per permetterci
di usufruire delle più avanzate
esperienze tecniche al riguar-
do e quindi, mentre gli uffici
tecnici mettevano a profitto
tali esperienze, si è iniziato e
sviluppato il normale lavoro
commerciale che, dopo i primi
saltuari risultati, ha portato
col tempo alle affermazioni
che sopra abbiamo citate.
Il lavoro commerciale oltre
a richiedere estro, iniziativa e
tempestività è dunque anche
un lavoro d’organizzazione,
metodicità e' costanza, un la-
voro difficile che richiede lun-
ga preparazione di mezzi.
Arrigo Angiolini
IMPOSTATA ©
una turbocisterna
da 31.500 T.D.W.
ncora aria di festa al
Cantiere, 1’8 febbraio: il
sole, finalmente ricom-
parso dopo diversi giorni, ci
accoglie abbagliandoci all’ in-
gresso.
Sullo stesso scalo ove, 24
giorni prima, era stata varata
la « Purfina Italia », si imposta
una nave dello stesso tipo, la
turbocisterna n. 1521 da 31.500
TPL da costruirsi per conto
della Società di Navigazione
« Compagnia Internazionale di
Genova ».
A destra dello scalo si erge
la mole possente della « Fina
Canada », ormai quasi pronta
per il varo previsto per il 19
p. v., ed a sinistra ha assunto
già una sua fisionomia la co-
struzione 1511, una delle mo-
tonavi da carico impostate il
1° settembre scorso per la So-
cietà di Navigazione Mercan-
tile « Villain & Fassio ».
Mancano pochi minuti alle
11 quando giungono gli ospi-
ti: il Cav, del Lavoro Ernesto
Fassio con la sua gentile Si-
gnora e i figli, dr. Giorgio e
dr. Alberto; il prof. Tucci e
l'avv. Bianchi, il Com.te Pez-
zolo, l'ing. Donini, il Com.te
Selvatici, Erano ad attenderli
il Presidente dell’ Ansaldo,
avv. Federico De Barbieri; il
Direttore Generale, ing. Fede-
rico Lombardi; il Direttore
Centrale. ing. Amedeo Casac-
cia; il Direttore del Cantiere
di Sestri, ing. Franco Cristo-
fori ed il V. Direttore ing.
Boero.
Subito dopo l’arrivo degli
ospiti, le teleferiche hanno
sollevato il primo paramezza-
le, posandolo sullo scalo: so-
no le 11,07. L'operazione si
ripete ancora due volte, sem-
pre salutata dagli applausi
cordiali dei presenti.
Il Cav. Ernesto Fassio, ad
impostazione appena ultima-
ta, si è congratulato col nostro
Presidente e col Direttore Ge-
nerale, estendendo le sue feli-
citazioni ai tecnici ed agli ope-
rai dell’Ansaldo.
Ecco le caratteristiche prin-
cipali della nave:
lunghezza fuori tutto m. 200;
lunghezza fra ie perpendico-
lari m. 188,80; larghezza mas-
sima fuori ossatura m, 26,20;
immersione a pieno carico m.
10,30; portata lorda corrispon-
dente tonn. 31.500; capacità
delle cisterne da carico al
100% di capienza me. 42 000
ca.; potenza normale dell’ap-
parato motore cav. asse 14.500;
velocità a pieno carico nodi
16,10.
e. L
}
Il corso d’addestramento sulla prevenzione degli infortuni
D a tre mesi è in pieno svol-
gimento nei nostri stabi-
limenti il « Quarto corso di ad-
destramento per capi» che ha
per tema la «sicurezza e pre-
venzione infortuni »,
Nei Cantieri di Livorno a di
Muggiano il ciclo di istruzione
è già stato portato a termine;
al Cantiere di Genova-Sestri,
alla Fonderia e alla Carpente-
ria le riunioni proseguono ogni
giorno; al Meccanico e al Fer-
roviario l'inizio è imminente.
Naturalmente le sedute sono
riservate ai capi del settore
tecnico che hanno un effettivo
ed urgente interesse per i pro-
blemi della sicurezza sul la-
voro, i quali, si può ben dire,
costituiscono la chiave di volta
per una produzione costante in
un ambiente di rapporti umani
sereno ed affiatato,
Le esperienze che si presen-
tano ogni giorno ai nostri ani-
matori ci indicano l’interesse
con cui i capi di ogni livello se-
guono le discussioni e recano ad
esse il contributo della loro ca-
pacità e della loro applicazione
sul lavoro,
Il corso è stato orientato in
modo da dare ad ogni parieci-
pante la possibilità effettiva di
inserirsi in quel dialogo con
i colleghi, talvolta di prepara-
zione e di inquadramento men-
tale diverso, che queste riunio-
ni tendono a sviluppare, a per-
fezionare e a rendere in ulti-
ma analisi, proficuo sia per il
singolo, sia per l'Azienda vista
nel suo concetto e nel suo com-
plesso di comunità.
In particolare i capi sono in-
vitati ad esprimere i problemi
in materia di Sicurezza e di
Prevenzione Infortuni che per
la loro complessità e la loro im-
portanza ritengono possano por-
tare un utile contributo per la
attività di tutti.
Spesso si tratta di questioni
ancora insolute o che sono sta-
te impostate in modo che gli
interessati non ritengono sod-
disfacente ed allora tutto il
gruppo è chiamato a rispondere
e a suggerire la soluzione adat-
ta che scaturisce da un’appro-
fondila discussione a cui ognu-
no reca il contributo della pro-
pria esperienza nel lavoro e
nella conduzione degli uomini.
Gli ottimi risultati di questa
impostazione dei corsi di adde-
stramento, ha suggerito l’idea
di proseguire su questa strada
anche per i prossimi cicli di
riunioni che verranno quindi
studiati nel senso di alternare
una parte tecnica ad una di di-
scussione in modo che i risul-
tati convergano nello scambio
di idee e di opinioni che oggi,
giustamente, è considerato co-
me l'elemento conduttore per
inquadrare nella
moderna
tonificare ed
dinamica economica
Vindustria italiana,
T capi dell’Ansaldo hanno di-
mostrato ampiamente di com-
prendere e condividere questi
postulati ed è ben certo che,
superato il necessario, anche se
lungo, periodo di «rodaggio »
non mancheranno risultati lar-
gamente positivi per la nostra
Azienda e di conseguenza per
tutti coloro che di essa fanno
parte.
Documentari
Il mattino dell’8 corrente ha
avuto luogo, al Cinema Fiam-
metta di Roma, la proiezione
dei cortometraggi: « Alta Mec-
canica »=, «Un milione di
Volts », « L’Ansaldo costruisce
per le Forze Navali Venezue-
lane » (edizione in lingua spa-
gnola).
Erano presenti alla proie-
zione molte personalità fra
cui: il Presidente e il Diret-
tore Generale della Finmecca-
nica, ing. Lojacono e dr. Lu-
raghi, il nostro Amministra-
tore Delegato ing. Rosini,
l’Ambasciatore del Venezuela
presso la Santa Sede prof.
Gonzales Diaz, l’Ambasciato-
re dell’India Thyvi, l’amba-
sciatore dell’Indonesia Rasji-
di, il Ministro ci Costa Rica
Coto Garbanzo, l’Ambasciato-
re d’Haiti Laraque, l’Incarica-
to d'Affari del Venezuela
presso il Quirinale Campbell,
gli Addetti Navali spagnolo e
francese, numerosi Ufficiali
della Marina Militare e Fun-
zionari dei Ministeri degli Af-
fari Esteri, della Marina Mer-
cantile e dell’Industria e Com-
mercio.
All’inizio deila manifesta-
sull’ Ansaldo
zione il Comandante Ventura
Messia de Prado Dirigente del
nostro Ufficio di Roma, ha rin-
graziato, con brevi parole, gli
intervenuti.
I documentari hanno riscos-
so il maggiore interesse da
parte degli illustri spettatori i
quali hanno tenuto a manife-
stare la loro ammirazione per
l’efficienza delle attrezzature e
delle produzioni dell’Ansaldo.
FACILITAZIONI AGLI ANSALDINI
PER L'ACQUISIO DELLA “’VESPA,,
La Soc, Piaggio ha stabilito
di concedere a tutti i dipenden-
ti dell’Ansaldo che acquisteran-
no il motoscooter Vespa 125 ce,
mod 1956 e 150 ce. mod. 1956
uno speciale sconto del 5 per
cento sul prezzo di listino fran-
co fabbrica,
Oltre che per contanti i di-
pendenti dell'Ansaldo potran-
no anche effettuare l'acquisto
ratealmente con condizioni di
pagamento a 6 - 12 - 16 - 20
e 24 mesi,
Gli interessati dovranno ri-
volgersi:
— per Genova: alla S.A,R
P.I. - V.le Brigate Partigiane,
92 r. tel. 580641- 3
— per La Spezia: alla ditta
Dr. F. A, Gabbio . Via Rattaz-
zi, 4 bis. tel, 22685;
—per Livorno: alla ditta U,
Romei - Via L Nievo, 4-6 tel.
22062.
4
SEIMILA ANSALDINI
IP Andrea Doria
® o
visitano
? « Andrea Doria» è per
È gli ansaldini qualcosa di
più che un prodotto del
la quotidiana fatica; per la
squisita cortesia del suo Stato
Maggiore e dell’equipaggio
tutto, ha per noi il valore di
un’amica sincera. E’ la terza
volta, ormai, che saliamo i ca-
paci scalandroni, accolti con
simpatia spontanea, con cor-
dialità viva dall’equipaggio e
dagli ufficiali che salutiamo
adesso come vecchi amici, a-
mici di tanti ansaldini che,
lungi dal lasciarsi sfuggire
l'occasione. sommergono i ta-
voli della nostra redazione di
richieste di visita, ogni qual.
volta la Società «Italia » ci
consente di andarla a vedere,
questa superba unità.
Visita di eccezione quella
del 29 gennaio. D'’eccezione
perchè, tra ansaldini grandi e
piccoli, gli intervenuti erano
oltre 6.000.
Seimila! Un numero che di-
rebbe poco, se non li avessimo
visti sfilare tutti, lungo gli
scalandroni e a bordo. Chi li
ha osservati mentre interroga.
vano, ammiravano, circolava
no per i corridoi, i saloni, i
ponti; chi ha visto i bambini
rincorrersi e scorrazzare feli-
ci, ne avrà senz'altro avuto
un'idea ben difficile a dimen
ticare.
Quante foto sono state scat-
durante tutto l’arco della
ta che, tra mattina e po-
gio, è stato di sei ore?
Impossibile tentare un con-
teggio. Abiamo notato anziani
signori con la « Zeiss» e di
namiche ragazze fornite di
torce elettroniche, telemetri,
esposimetri; intravisto volti
atteggiati a sorpresa e volti
veramente sorpresi dinanzi
all'obiettivo, Un turbinìo con-
tinuo di colori e di voci, so-
prattutto in coperta, malgrado
il grigio del cielo e la tempe-
ratura alquanto bassa,
Gli ansaldini di turno la
mattina hanno potuto assiste-
re alle ultime operazioni di
scarico, seguendo attenti le
evoluzioni della gru dalle pi-
scine di l.a classe. Abbiamo
intanto intervistato la signo-
rina Teresa Napolano, il cui
padre lavora alla Fonderia.
E’ stato molto difficile far
comprendere alla simpatica,
sorridente Teresa che chi do-
veva rivolgere le domande
eravamo noi, non lei. Fina!
mente si è dichiarata sorpre-
sa della bellezza della nave.
« Se fosse mia » ha continua-
to « non sposterei uno spillo.
Vorrei solo viaggiarci, tanto.
Per sei mesi almeno. Magari
lavorando. Ecco, facendo la
fotografa ».
Luigi Gazzano — invece —
ha visto nascere, come per
tante altre unità, le eliche del-
la « Doria ». E’ di queste che
ci parla specialmente, e della
estetica della nave. Le figliuo-
le sono proclivi, piuttosto, a
guardarla dal lato dell’impor-
tanza sociale che essa assume;
vogliono, cioè, dire che è un
mezzo ed un frutto della mo-
derna civiltà, degli attuali
contatti internazionali: poi un
elegante sistema per trascor-
rere le vacanze,
Al pomeriggio una lieta sor-
presa: sulla nave troviamo, in-
tenti a discutere di correnti
ascensionali, due dipendenti
del Cantiere di Livorno, ve-
nuti a Genova solo e proprio
per visitare l’« Andrea Do-
ria ». Si tratta di Emo e Ro-
berto Frasali con le rispettive
consorti. Cediamo subito la
parola a Roberto; « Supera la
mia immaginazione. Mi spia-
ce proprio non poter visitare
la sala macchine. Navi come
questa sono un vanto per
l’Ansaldo. Ho notato con at-
tenzione particolare le rifini-
ture: perfette. La bellezza dei
saloni è... quella che è».
Un ultimo colloquio ci pia-
ce riferire, mentre il sole, or-
mai al tramonto, allunga le
ombre degli ultimi ritardatari.
E’ un operaio del Cantiere di
Sestri che parla alla moglie
ed al figlio del lavoro com-
piuto cuando l’« Andrea Do-
ria» era ancora sugli scali.
Ammirati, essi guardano ri-
spettivamente il marito ed il
padre con negli occhi una
luce nuova, piena insieme di
immaginazione e di rispetto.
Quella luce, il montatore non
l'aveva forse mai vista negli
occhi dei suoi.
Sì, cari amici ansaldini,
questa è proprio una delle ra-
gioni che ci ha spinto ad or-
ganizzare le visite alle navi
da voi costruite, Tutto il mon-
do sa di che cosa siete capac!,
nen c’è chi non vi ammiri, ma
probabilmente proprio i vo-
stri più cari congiunti lo igno-
ravano. Ora sanno. Ora anche
essi hanno visto, notato, am-
mirato il frutto del vostro la
voro. Siatene orgogliosi!
Emiddio Loscalzo
quando si esamina la
storia di qualche realiz-
‘ zazione del secolo scorso, al-
meno nel Nord Italia, ci si im-
batte, ora con semplici intui-
zioni programmatiche, ora con
progetti, ora con concrete ope-
re, nei nomi di Napoleone e di
Cavour.
Ciò vale anche per La Spe-
zia. Napoleone, col suo occhio
abituato a queste cose, l’ave-
va vista subito come base na-
vale ideale: in cuel golfo pro-
fondo e riparato, con tutte
quelle irregolari insenature,
avrebbe potuto preparare una
flotta che al momento buono
l'avrebbe forse liberato dalla
incomoda pressione della flot-
ta inglese. L'Impero cadde pri-
ma del previsto, e quella di
Napoleone restò allo stadio di
intenzione.
Ma Cavour doveva ripren-
derla circa quarant'anni dopo,
per fare veramente della Spe-
zia la capitale dell’armata na-
vale del Re di Sardegna. Nel
1857 il suo governo sottopose
il progetto al Parlamento Su-
balpino, che lo approvò dopo
animatissime discussioni. La
opposizione principale veniva
da Genova, dove allora aveva-
no sede l’arsenale e il dipar-
timento militare che stavano
nel bel mezzo del porto com-
merciale, e ne impedivano la
necessaria espansione e la ne-
cessaria libertà di movimento.
Le ragioni dunque c’erano, per
trasferire il dipartimento mi-
litare alla’ Spezia, ma come
sempre non furono comprese
subito, e a Genova si ebbero
manifestazioni popolari e in-
cidenti, al grido sedizioso di
« Abbasso Cavour! », Del re-
sto le stesse scene sarebbero
avvenute a Torino otto anni
dopo, quando si trasferì la ca-
pitale a Firenze.
Comunque il progetto era
passato e alla Spezia si co-
minciarono i lavori.
Quello che ci interessa ai fi-
ni di questa storia è il cantie-
re di S. Bartolomeo, che sorse
in una zona a ievante della
città, tra un acquitrino allora
esistente, che si chiamava
« Stagnone », e San Terenzo.
Cavour doveva aver pensato
a quanto aveva visto a Tolo-
ne, dove a oriente della città
sorgeva la « Société des forges
et chantiers de la Méditerra-
née » che poteva lavorare per
la marina militare francese e
anche per quelle straniere. Fu
proprio là, del resto, che fu-
rono costruite le nostre prime
corazzate, la « Terribile » e la
« Formidabile », Cavour dun-
que pensava di dare in affitto
il cantiere di S. Bartolomeo a
qualche intraprendente inge-
gnere, magari torestiero come
era nell’uso del tempo, che vi
facesse qualcosa di simile al
« Chantier des Forges ».
Pareva anche che avesse
trovato il suo uomo in un cer-
to William Webb di New
York, che dopo aver ottenuto
la cittadinanza italiana era
stato onorato de! titolo di con-
te e nominato senatore, ma
quando tutto fu concordato e
si stava per iniziare il lavoro
Cavour morì, e Webb tornò in
America.
San Bartolomeo rimase una
appendice dell’Arsenale della
Spezia. Subito a levante sor-
geva una spiaggerella tra due
gole di collina, chiamata Mug-
giano a causa del torrente che
vi scendeva, e la sua prima
destinazione fu quella di bali-
Qua sappiamo tutti che
STORIA DEL CANTIERE DI MUGGIANO
e 0°
pet
Copertina di un
in Mine feto
dos sesta ages de ;
opuscolo stampato in
«Hwalen » dal Muggiang a Stoccolma
FIAT-SAN-GIORGIO |
SPEZIA (ITALIA): |
occasione del viaggio del sommergibile svedese
D
pedio, dove si provarono tra il
1873 e il 1878 i famosi cannoni
da 100 tonnellate, che a quel-
l'epoca fecero davvero... colpo,
Frattanto la città andava
sviluppandosi attorno alla ba-
se navale, che era stata rea-
lizzata — modificando ed am-
pliando il primo progetto del-
l'ing. Randel, venuto espres-
samente dall’ Inghilterra
dal generale Domenico Chio-
do. La Spezia non era più sol-
tanto una base navale d’ap-
poggio e di vettovagliamento,
ma anche un sonante cantiere
di costruzioni e di riparazio-
ni. Il 2 ottobre 1871, infatti,
i cantieri dello Stato vi vara-
vano la corazzata « Palestro »
di 6.274 tonnellate,
Tutto questo fervore era ta-
le da attirare l’attenzione su
questo golfo dal perimetro co-
sì vasto e tranquillo, dove si
sarebbe potuto varare in ac-
que calme e al coperto da o-
gni minaccia nemica, in caso
di guerra. Per un decennio, co-
munque, tutta l’attività indu-
striale fu assorbita dagli Sta-
bilimenti governativi, poi fu
proprio nella località del Mug-
giano che sorse il primo can-
tiere navale privato. Il terre-
no non costò molto, e fu
acquistato dalla Mensa Vesco-
vile di Sarzana: nel 1885 si
vararono i primi due pirosca-
fi da carico, « Maratea» e
« Cornigliano » ordinati dalla
«A. Piaggio », Poi si costruì
un altro piroscafo da carico, il
«P. Boselli» per la ditta
« Sturlese » e quindi nove ve-
lieri, per i quali si incontra-
no tra i committenti i nomi
di Accame, Raggio e Schiaffi-
no.
L’iniziatore fu l’ing. Manai-
ra, che si costituì in società
con l’ing. Hofer. Manaira era
uno degli ingegneri navali al
servizio regio e godeva fama
di maestro; Hofer era persona
importante nellla Società di
Navigazione Italiana. Si for-
mò così la « Hofer Manaira &
Co.» con sottotitolo « Cantie-
re Navale di Muggiano (Per-
tusola) ». Pare anche che non
fosse estraneo un certo appor-
to di capitale piemontese, spe-
cie da parte di Luigi Cappuc-
cio che aveva una società ar-
matrice, per il trasporto del
cotone americano per le na-
scenti fabbriche tessili del Pie-
monte.
Nel 1899 si ebbe il varo del
piroscafo « Giuseppe Accame »
di 3.586 tonnellate, cui segui-
rono il « Sicilia », il « Mongi-
bello » e la « Dinnamare » per
la « Beckers» e per la «P.
Brothers ». Ma il principale
committente è la « Soc. Nav.
Alta Italia » del già citato Lui-
gi Cappuccio, che ordina il
« Piemonte », il « Dora Bal-
tea », il « Superga », il « Mon-
viso », il «Principessa Leti-
zia».
Con l’apporto di capitali cui
si accennò, il cantiere assunse
allora la denominazione socia-
le di « Cantieri Navali Riuni-
ti».
Bisogna ricordare, a questo
punto, che il nostro Cantiere
attuale, così come noi lo cono-
sciamo, ha origine in fondo
dalla fusione di due cantieri.
Uno è il cantiere mercantile
di cui abbiamo parlato finora,
l’altro un cantiere natogli a
fianco per la costruzione di
sommergibili e natanti milita-
ri, di cui parleremo nella pros-
sima puntata.
| FERROVIARIO
COMMESSE
Recentemente sono state ac-
quisite le seguenti principali
commesse:
— Lavorazione di una ruo-
ta lenta, composizione di tre
casse per turccgeneratori e
costruzione di un vibrografo
Escavatore A.M. 102
in costruzione.
e di un torsiografo per il no-
stro stabilimento Meccanico.
Lavorazione meccanica
di dieci supporti per linee
d’asse ner la « F.LA.T. Gran-
di Motori » di Torino.
Lavorazione interna di
due camicie di bronzo per as-
si port’elica per il nostro sta-
Da sinistra: i montatori
Mario Pasini e Pietro Pastorino e il capo reparto Cesare Pietrini
‘ CARPENTERIA
COMMESSE
Recentemente sono state ac-
quisite le seguenti principali
commesse:
— Tredici serbatoi di capa-
cità varia e per usi diversi, per
il nostro stabilimento Ferro-
viario e destinati all'impianto
chimico di Sindri (India).
— Quattordici serbatoi per
aria compressa, dodici della
capacità da 3 a 4,5 mec. ciascu-
no e due della capacità di 10
me. ciascuno, per il nostro
stabilimento Meccanico.
— Un mantello per forno
da cemento, per la « Cemente-
ria Merone » di Merone (Co-
mo).
— Una torre di spruzzatura
detergente per la Società
« Palmolive », Stabilimento di
Anzio (Roma).
— Un gasometro idraulico a
tre levate, della capacità di
30.000 me., per l’Azienda del
gas di Bologna.
— Un mantello per mulino
da cemento per la « Cemen-
teria Rossi » di Piacenza.
— Una gru a ponte, della
portata di 10 tonn., per il no-
stro stabilimento Meccanico.
Dette forniture comportano
circa 250.000 ore lavorative.
Gasometro
idraulico da 7000 me.
opera per lAzienda del gas di Catania
costruito e sistemato in
bilimento Fonderia.
— Due locomotive Diesel
idrauliche da 1600 HP per le
Ferrovie dello Stato.
Inoltre la Società « Basalti »
di Verona ha acquistato un
escavatore AM 10/106 2.a se-
rie munito di motore elettrico
da 51,5 kW - 220 V - 50 Hz.
Le : forniture di cui sopra
comportano circa 100.000 ore
lavorative.
CONSEGNE
Sono stati consegnati recen-
temente i seguenti materiali:
Dodici carrelli tipo 27 A
(del peso complessivo di 65
tonn.), con telaio interamente
saldato, per vetture vassegge-
ri Cz, per le Ferrovie dello
Stato. (Il carrello tipo 27 A è
il viù moderno carrello per
vetture passeggeri realizzato
fino ad oggi, in guanto con-
sente, per la sua struttura, il
massimo smorzamento delle
vibrazioni); una semicabina A
del peso di 12 tonn. costituen-
te la parte meccanica anterio-
re di un locomotore E636 per
le Ferrovie dello Stato, alla
Società «Ansaldo - S. Giorgio»
di Genova per il completa-
mento della parte elettrica;
due guarniture, del peso di 13
tonn., per cilindri di lamina-
zione del treno a caldo e due
coppie di carrelli, del peso di
16 tonn., per carri trasporto
lingottiere, alla Società « Cor-
nigliano »; due vetture letto di
seconda classe tipo P, del peso
di 85 tonn., alla C.LW.L. di
Parigi. (Su una di queste vet-
ture è stata applicata una spe-
ciale apparecchiatura che re-
gola il flusso dell’aria circo-
lante nella caldaia addetta al
riscaldamento, consentendo di
mantenere costante la tempe-
ratura interna della vettura
nonostante le variazioni della
temperatura esterna. Detta ap-
parecchiatura, realizzata dai
tecnici Luigi Repetto e Gior-
gio Bisacchi del Ferroviario,
ha superato, nella corsa di
prova effettuata dalla vettura,
ogni aspettativa con piena
soddisfazione dei funzionari
della C.I.W.L.).
L'opera di soccorso
per uno scoppio
nei pressi dello stabilimento
Nella mattinata di sabato 31
dicembre nelle immediate vi-
cinanze dello stabilimento
Ferroviario si è verificato uno
scoppio che ha danneggiato gli
impianti di una raffineria di
petrolio ed ha causato un in-
cendio. Dense cortine di fumo
nerastro hanno invaso le of-
ficine, costringendo le mae-
stranze ad un esodo in massa,
che si è svolto tuttavia con
encomiabile ordine.
In questa circostanza un
gruppo di animosi operai e
gli addetti al servizio antin-
cendi e alla vigilanza, accor-
tisi che le fiamme minaccia-
vano la linea ad alta tensione
ed il capannone della falegna-
meria, si prodigavano con tut-
ti i mezzi a loro disposizione
per circoscrivere il fuoco e
scongiurare maggiori danni
alle cose. A questi coraggiosi
ansaldini vada l’encomio del
nostro giornale per l’alto sen-
so del dovere dimostrato.
Provata in ollicina
ia 1° locomotiva indiana
Domenica 29 gennaio è sta-
ta effettuata la prova d'officina
della prima locomotiva 2-8-2
« WG» facente parte della
commessa di 25 locomotive di
questo tipo, per conto delle
Ferrovie Indiane.
La prova è avvenuta su un
tratto di binario, appositamen-
te costruito nella VI zona, con
lo scartamento largo, di mm.
1676.
Dato l’esito favorevole delia
prova d'officina, la locomotiva
è stata presentata agli Ispetto-
ri indiani, per le prove finali
ed ufficiali.
La caldaia, come è noto, è
stata costruita dal Meccanico;
le parti meccaniche del movi-
mento e della distribuzione, il
telaio, il rodiggio e tutte le
parti del tender sono state in-
vece costruite dal Ferroviario,
che ha pure eseguito tutti i
montaggi.
FONDERIA
COMMESSE
Ecco le commesse più im-
portanti accuisite nel mese di
gennaio:
— Lingottiere di ghisa, tipo
L 4, ver la Società « Corniglia-
no » di Genova,
— Lingottiere di vario tipo,
di ghisa, per la « F.LA.T.» di
Torino.
Un’elica di bronzo al
manganese per la Società
« Franco Tosi » di Legnano.
Un’elica di bronzo al
manganese per la « F.LA.T.»
di Torino.
Dette forniture comportano
circa 75.000 ore lavorative.
CONSEGNE
Le consegne effettuate nel
mese di gennaio sono le se-
guenti:
Due eliche di bronzo al
manganese a quattro pale, ai
« Cantieri Navali Riuniti » di
Genova, destinate alla costru-
zione 239 del Cantiere di An-
cona; un centro ruota ridutto-
re del peso di 12 tonn., alla
« S.I.A.C.» di Genova; 230
tonn. di setti di ghisa e bron-
zo per motori Diesel e Dox-
ford, al nostro stabilimento
Meccanico; 19 tonn. di getti
di ghisa e bronzo per costru-
zioni varie, ai nostri stabili-
menti Cantiere di Sestri, Car-
penteria e Ferroviario; due
tonn. di getti di ghisa e bron-
zo, all’« Ansaldo - S. Giorgio »
di Genova; 13 tonn. di getti di
bronzo alla Società « Arsa'do
Fossati »; 174 tonn. di lirgnt-
tiere di vario tipo, alle Socie-
tà «S.LA.C.» di Genova,
« F.I.A.T. » di Torino e « Cor-
nigliano » di Genova; 24 tonn.
di cepvi e suole di ghisa, alle
Ferrovie dello Stato e alla
« C.I.W.L. »j 131 tonn. di getti
meccanici di ghisa per costru-
zioni automobilistiche, all’«Al-
fa Romeo» di Milano; 94 tonn.
di getti meccanici di ghisa e
bronzo, a clienti varii. :
Nuova macchina «Sandslinger » recentemente sistemata nella
Officina piccoli pezzi della Fonderia
MECCANICO
NUOVO IMPIANTO CAPTAZIONE POLVERI
| SCHEMA IMPIANTO CAPTAZIONE POLVERI: AL REPARTO DAT
SMERIGLIATRICE
DOPPIA.
CAPPE CAPTATRICI.
SERRANDE DI
REGOLAZIONE.
CUNICOLO.
RETTIFICA.
TUBO FLESSIBILE.
TUBAZIONE
ASPIRANTE.
AEROFILTRO
CAPTATORE.
SCARICATORE
A BILICO.
RECIPIENTE
POLVERI.
ELETTROASPI
RATORE.
TUBAZIONE DI
SCARICO.
Nella nostra Azienda le con-
dizioni igieniche degli ambien-
ti nei cuali si svolge il lavoro
sono sottoposte a particolare
attenzione. Iì senso della pro-
tezione e della difesa dell’or-
ganismo umano dalle insidie
del lavoro nocivo si può dire
che sta trovando sempre piu
comprensione. Riteniamo che
un nemico da tenere sotto as-
siduo controllo e da combat-
tere, sia il pulviscolo che si
sprigiona in certe lavorazioni
nonostante le misure precau-
zionali adottate.
Nello Stabilimento Mecca-
nico, con la collaborazione del
medico di fabbrica, sono stati
studiati minutamente tutti gli
ambienti di lavoro e si è prov-
veduto dovunque si è scorta
la possibilità di qualche disa-
gio.
Da tempo si è tenuto sotto
esame il reparto della dispen-
sa attrezzi centrale dove viene
eseguita l’affilatura degli uten-
sili. Macchine moderne sono
adoperate allo scopo, ma per
sicurezza la Direzione ha rite-
nuto opportuno dotare il re-
parto stesso di un impianto
per l'aspirazione della polvere
impalpabile.
Perciò ad ogni mola affila-
trice è stata applicata una
bocca di aspirazione della pol-
vere, raccordata da un tubo
metallico flessibile, che im-
mette in un collettore di aspi
razione posto sul pavimento e
che convoglia la polvere e
l’aria aspirata ad un adeguato
ciclone aerofiltro avente il
compito di trattenere la poi-
vere, la quale viene, di mano
in mano, scaricata in un sotto-
stante recipiente di raccolta.
Il sistema di trattenuta del-
la polvere è del tipo statico,
cioè senza alcun corpo in mo-
vimento e quindi oltre a non
richiedere alcuna manutenzio:
ne, risulta di lunghissima du-
rata e di pressochè immutata
efficacia di trattenuta,
A valle dell’aerofiltro è po-
sto il gruppo elettroaspirato-
re per lo scarico nell’atmosfe-
ra dell’aria depolverizzata.
L’impianto, che è stato rea
lizzato da una ditta specializ-
zata, è stato definitivamente
messo in esercizio in questi
giorni ed un accurato collau-
do fatto ne ha accertata la re-
golare efficienza.
G. B. GAMONDI
Impianti di riscaldamento
Su questo nostro giornale, a
più riprese, si è parlato e si
parlerà dell’ ammodernamento
e dello sviluppo degli impiar-
ti del Meccanico. E’ logico
che in tale ammodernamento
si sia seguito un piano di gra-
duale evoluzione, passando
dalle cose di estrema urgenza
a quelle anch’esse necessarie
ma che potevano essere, con
minore danno, protratte nel
tempo.
»_ Fra i problemi che la Dire-
zione conosce bene e che sa di
dover risolvere integralmente
come uno dei più importanti,
perchè legato strettamente vi
benessere del personale e al
rendimento della produzione,
è quello del riscaldamento
delle officine.
Già in alcune officine, sia
pure con sistemi diversi, si è
provveduto, ed i risultati sono
stati soddisfacenti.
Considerata la vastità dei
locali e il loro immenso volu-
me sembrava che per la Gran-
de Meccanica e la Sala Prove
non si riuscisse a trovare un
adeguato e ragionevole siste-
ma di riscaldamento. Invece
dopo molti studi, anche. per
queste importanti officine è in
corso, affidato ad una ditta
specializzata, l’esecuzione di
un impianto a pannelli radian-
ti aerei, tipo « Crittal Sunz-
trip », che funzionerà nell’in-
verno 1956-1957 e del quaie
illustreremo, in una prossima
occasione, il funzionamento,
Intanto in questi giorni si è
provveduto al collaudo defin:-
tivo . dell'impianto di riscalda-
mento degli edifici della Dire-
zione, dei Servizi Amministra-
tivi, dei Servizi collaudo e du-
gli Uffici del Magazzino gene-
rale, del Personale e della
Mano d’opera.
Si tratta di un impianto che
è venuto ampliandosi di anno
in anno, a mano a mano che
detti uffici e servizi si sono
sviluppati. Un impianto quin-
di che non ha potuto seguire
preordinati concetti di razio-
nalità e che, ad un dato mo-
mento, si è trovato non più
atto a fare fronte alle neces-
sità della situazione.
Difatti esso non raggiunge-
va più le condizioni che per
un impianto di riscaldamento
sono da considerarsi normali
e cioè il raggiungimento di
una temperatura di 18° C. al-
l'interno dei locali, cuando ai-
l'esterno la temperatura è a
DES
E ciò perchè, mentre i due
gruppi di tre caldaie ciascu-
no, che sono sistemate nell:
rispettive centrali, risultavano
proporzionati al fabbisogno, la
disposizione generale dell’im-
pianto si presentava irrazic-
nale, specie per quanto riguar-
dava la rete di distribuzione,
che aveva un andamento di
sordinato in parte verticale,
in parte orizzontale, con in-
sufficienti sezioni di passaggio
e cuindi con irrazionale di-
stribuzione di calore e con de-
ficienza, in alcuni locali, di su-
perficie riscaldante.
Nella revisione sono stati
conservati tutti i materiali
esistenti, quali caldaie, radia-
tori ed accessori. E’ stata però
adeguatamente aumentata la
superficie dei radiatori in ba-
se ad un preciso calcolo delle
dispersioni, elaborato seconde
l’attuale disposizione dei loca-
li ed è stata anche completa-
mente rifatta la rete di distri-
buzione, in base alla suddetta
verifica.
Per assicurare poi una mi-
gliore circolazione, speciai-
mente nei piani superiori,
particolarmente esposti al
vento, è stata adottata la di-
sposizione a pioggia.
Per gl’ingombri esistenti
non era possibile disporre
l'anello superiore di distribu-
zione delle mandate a cielo
del terzo piano e perciò esso
è stato posto a cielo del se-
condo piano e delle sopraele-
vazioni. Su due collettori del-
le mandate sono stati previsti
sfiati d’aria libera e su tutte
le colonne di discesa, che so-
no in numero di trentaquattro.
sono state disposte le valvo-
line di sfiato, in modo da eli-
minare cualsiasi difetto di
circolazione.
A pavimento del piano ter-
reno sono stati disposti i due
anelli collettori di ritorno in
caldaia.
E’ stata pure completamen-
te rifatta una delle due cen
trali, aumentando adeguata-
mente i diametri dei colletto-
ri e mettendo in opera anche
le saracinesche di diametro
sufficiente, assicurando altresì
il carico e lo sfiato diretto
della centrale al vaso di e-
spansione.
Il lavoro di revisione, ese-
guito da una ditta specializza-
ta, è stato definitivamente col-
laudato.
Pur constatando l’uniformi-
tà di temperatura in tutti gli
ambienti, non si è proceduto
alla lettura della temperatura,
in quanto la temperatura e-
sterna era troppo diversa da
quella di 0° C. prevista nelle
garanzie e la difl'erenza supe-
rava cuella massima ammessa
dalla consuetudine per effet--
tuare i conguagli; si è quindi
avanzata la riserva di ripetere
il collaudo nelle condizioni
volute.
g. b. g.
VISITE
Ultimamente i nostri stabi-
limenti, in particolare il Mec-
canico e il Cantiere, sono stati
oggetto di numerose visite, tra
cui segnaliamo le seguenti:
— ll sig. Leif Belfrage, uno
dei massimi esponenti del Mi-
nistero degli Esteri di Svezia,
accompagnato dal Console di
Svezia a Genova, sig. Berg,
dal dott, Ferroni funzionario
del nostro Ministero del Com
mercio Estero e dal sig. Mor-
belli della Direzione Generale
Ansaldo.
Al Meccanico il sig. Belfra-
ge è stato ricevuto dal Diret-
tore ing. Cominetti e al Can-
tiere dall’ing. Anfosso e dai
membri della Commissione
Svedese. L’ospite ha avuto pa-
role di elogio per la nostra So-
cietà e si è particolarmente
compiaciuto nell’osservare i
lavori di costruzione della mo-
+. tonave « Gripsholm », che sa-
rà la più grande e la più mo-
derna nave passeggeri svedesa.
— Il capitano di corvetta
Parra e il tenente di vascello
Diaz della Marina Militare
Colombiana, accompagnati dai
maggiore Della Costanza della
Marina Militare Italiana.
\
La turbonave « Irpinia » trasformata e rimodernata al Cantiere
@
Va
di Muggiano.
8
decina d’anni in America;
ora è tornato al paese e tut-
ti lo chiamano « l’americano »
ma quando gli chiedono di
parlare delle cose più belle
che ha visto lui parla sempre
del « Duilio » e dei suoi saloni
incantati.
Questo per dire dell’impres-
sione che possono lasciare gli
ambienti di bordo su chi com-
pie un viaggio,
Si sa bene che un viaggio
per mare, una « traversata » è
sempre un avvenimento sug-
gestivo, la zente ci pensa su,
poi cerca di viverlo intensa-
mente, e quindi lo ricorderà
sempre, con una impressione
ben maggiore di quella che
possono lasciare certe città vi-
sitate in fretta per una gior-
nata, percorse rapidamente in
tassì, con quella fuga di case
e di persone che rende simile
tutto il mondo.
Del resto su una nave sono
rappresentati tutti gli ambien-
‘ ti che si ha occasione di visi-
tare in una città: l’albergo, il
ristorante, il bar, la chiesa, la
biblioteca, la sala da gioco, il
cinema, la piscina, la passeg-
giata, la sala concerti e altro
ancora. Ma il ristorante non è
un locale dove si entra ma-
gari una volta sola, ma resta
per tutta la durata del viag-
gio « il nostro ristorante », co-
me la camera o l’appartamen-
tino devono diventare un po’
la nostra « casa provvisoria »
e il bar diventa il «nostro bar»
di tutte le sere, dove sappia-
mo di trovare «Pietro» col suo
« shaker » e la tale stampa
nell’angolo sinistro, sopra la
macchina del caffè.
Insomma il passeggero è pri-
gioniero di un ambiente al
quale non può sfuggire e quin-
di ne subirà interamente l’in-
fluenza, positiva o negativa
che sia. Questo per dire che
una buona architettura inter-
na e una buona decorazione
sono importanti come il buon
funzionamento delle turbine,
o come la buona cucina, per-
chè su una nave che non ha
navigato bene o ha avuto ri-
tardo, come su una nave dove
si mangiava male, come su una
nave dove gli ambienti mette-
vano a disagio, il passeggero
non torna più, E ogni passeg-
gero è un propagandista di
forza incalcolabile. Perchè di
solito si sceglie una nave non
[ o ho uno zio che è stato una
LE ARTI A BORDO
in base ai « depliants » pubbli-
citari ma in base ai consigli
degli amici che ci sono stati.
Perciò se l'architetto o l’ar-
tista che decora gli interni la-
vora male cancella e tradisce
il buon lavoro che noi abbia-
mo fatto in officina, sullo sca-
lo, nell’allestimento e negli
apparati motori.
Se lavora bene non solo dà
un contributo notevole all’af-
fermazione della nave ma con-
tribuisce ad una valida pre-
sentazione della nostra civiltà.
Infatti uno straniero che la-
scia l’Italia su una nave ita-
liana riceverà su di essa le
ultime impressioni della no-
stra terra, e l’ultima cosa che
avrà visto non sarà la torre
di Pisa ma ‘il salone delle fe-
ste della « Colombo ».
Se si tratta poi di uno che
viene in Italia, la nave è una
anticamera del nostro paese,
il preannuncio, la prima im-
pressione che è quella che
conta.
Se lo straniero si serve in
fine di una nave italiana per
recarsi in un altro paese stra-
niero, allora la nave diventa,
coi suoi ambienti,
chio dell’Italia, un
l’Italia stessa.
Perciò io direi che una na-
ve, più che una « città galleg-
giante », sia una civiltà galleg-
giante.
Come si esprime questa ci-
viltà, legata a delle esigenze
prevalentemente decorative e,
comunque, tutt’affatto partico-
lari?
Una volta si emprimeva
in termini inequivocabilmente
nazionali, tanto da essere ad-
dirittura folcloristici e provin-
uno spec-
pezzo del.
ciali. Non si poteva parlare è
arte, ma soprattutto di arre
damento e di decorazione: gl
italiani avevano ambienti um
bertini, con suppellettili del
l'artigianato piemontese, o ve
neziano, o ligure, Gli ameri
cani avevano degli ambient
che sembravano i « saloon:
dei films « western », gli in
glesi riproducevano la rigià
etichetta, sia pure commei
cialmente democratizzata, del
la «City». La Francia er
sempre la Francia, coi su
ambienti civettuoli e « boule
Mn alto, sopra
il titolo: sala di soggiorno dell’« A. Doria ».
Sopra, da sinistra:
sala delle feste del < Rex > - Sala da pranzo del « Duilio » - Sala di sog
rdiers» di quando Parigi
a la capitale del mondo.
Poi si comincia ad avere uno
le più internazionale, e do-
i la prima guerra mondiale
oppia l’orgia del « liber-
». Ogni carattere nazionale
ompare nel cosmopolitismo
questa « follia collettiva »:
n ci sono più difl'evenze tra
ja stazione ferroviaria ame-
vana, una borsa inglese, un
useo di storia naturale olan-
se, un «casinò» francese,
abitazione italiana, un caf-
viennese, un albergo berli-
se, una stazione della metro-
litana moscovita, un alber-
| ungherese e la sede di una
nca di Atene, Nè quindi ci
no più differenze tra un sa-
ne da pranzo e uno delle
ste, su un piroscafo ameri-
no o ‘inglese o francese 0
liano.
La sala da pranzo del « Dui-
sembra un tempio del
acere, con le sue colonne
i capitelli pesanti, le balau-
‘e contorte, le pareti cari-
e, i ciondoli che penzolano:
un ambiente che fa pensare
un principe russo, alle «abat-
ur» velate di blu, alla «don.
-vipera» e al casinò di Mon-
carlo. E' insomma l’ambien-
da grande albergo interna-
nale, l'ambiente che rese
mose l'ospitalità italiana e
incese, l’ambiente che im-
essionò tanto mio zio «l’ame-
ano».
Tutti gli ambienti del « Dui-
)», allora vero « arbiter ele-
ntiarum » sui mari, erano
sì. E così il gemello « Giulio
sare »,
Poi venne l’eclettismo, dove
\a maggiore sobrietà di li-
e doveva comunque sposar-
ancora ad un gusto tradi-
’nale, da « hall» di grande
bergo borghese, con pesanti
ppeti e fioriti tendaggi, an.
e se sono scomparsi i capi-
li corinzi e le balaustre. E’
poca dello stesso « Rex >»,
e fu da tutti ammirato, coi
oi saloni ricchi, «opulenti».
Di arte in senso ristretto
n si poteva parlare, perchè
n vi erano quasi mai affre-
hi, quadri, sculture, cerami-
e: si trattava sempre di ar-
damenti e decorazioni, che
mostravano abbastanza tut-
via come gli ambienti di
rdo resistessero stranamen-
10 dell’« A.
te alla penetrazione delle no-
vità, del « moderno ».
Tra la prora del « Rex» e
quella del « Duilio » c'è molta
più distanza che non tra i ri-
spettivi saloni. L’architettura
navale faceva passi da gigan-
te, tanto da superare la stessa
architettura « edilizia », men-
tre invece l’ambiente di bordo
restava fermo, molto più arre-
itrato di un qualunque am-
biente cittadino.
Con la seconda guerra mon-
diale però l'incantesimo si è
rotto, e a bordo ha fatto il
suo ingresso l’arte nel senso
più specifico, e con espressio-
ni moderne e nazionali.
Prendiamo ad esempio alcu.
ne delle maggiori navi della
Soc. « Italia » che ci collegano
con l'America: su di esse sono
rappresentate almeno in parte
le correnti più vive dell’arte
contemporanea italiana, ed a
questo riguardo le navi sono
veramente « rappresentative »
della nostra civiltà. Dall’archi.
tettura alle pitture alle scul-
ture ai bronzi e alle cerami-
che figurano i nomi più illu-
stri: Gio. Ponti, Zoncada, Da-
neri, Campigli, Sironi, Savi-
nio, Zigaina, Giuseppe Santo-
maso, Mascherini, Melandri,
Gambone, Romano Rui.
Tutte le esperienze lunga-
mente escluse e contenute
hanno fatto irruzione, e sono
degnamente rappresentate: e.
spressionismo, surrealismo, cu-
bismo, post-cubismo, realismo,
astrattismo.
Nei loro colori vivaci e ag-
gressivi, nelle loro linee decise
e tormentate, queste opere
parlano chiaramente della no-
stra epoca, e sono degne dei
potenti rotori che pulsano giù,
nella sala macchine.
Gli argomenti sono i più di-
versi, ma quasi sempre legati
ad un impegno culturale ed
umano: la « leggenda d’Italia »
di Fiume sull’« Andrea Doria »
o il « mito di Giasone » di Ma-
scherini sul « Conte Bianca-
mano »j le « donne dei pesca.
tori » in attesa, di Campigli,
o il «convito » di Alfieri nel-
la sala da pranzo ufficiali del
« Giulio Cesare »; l’ allegoria
del viaggiare o il mito di Or-
feo sul « Conte Grande »; la
partenza delle caravelle co-
lombiane di Schenal o le im-
prese di Marco Polo di Rui
sulla « Colombo », tutto un
mondo mitico o lontano, sto-
rico o leggendario, accompa-
gna il passeggero in quella
che è già di per sè un’avven-
tura un po’ favolosa: il viag.
gio.
E lo introduce nel mondo
artistico del nostro paese, nel-
le sue particolari forme di
espressione, ora con dipinti su
tutta parete, ora con tavole,
ora con sculture o ceramiche
o pannelli in legno intarsiato,
o in rame sbalzato.
Con ciò le nostre navi di
oggi sono più che mai messag-
gere della nosira cultura e
della nostra nobiltà artistica,
sono più che mai « civiltà gal-
leggianti ». E anche a questo
riguardo si può dire davvero
che la « Cristoforo Colombo »
sia la nostra nave più moder-
na.
Pure il fenomeno di artisti
che lavorano per l’industria,
per le comunicazioni, in con-
tatto continuo con il pubblico
attivo, è un fenomeno squisi-
tamente moderno. I loro me-.
cenati sono cambiati, e inve-
ce di Lorenzo il Magnifico o
Leone X si chiamano oggi
« Ansaldo » o « Italia ».
Lucio Bozzano
dritti te inietta iii atti iii ti iti dit
iaia
10
GIUDIZI SVEDESI
sul Cantiere di Sestri
Su un grande quotidiano di
Stoccolma, l’« Aftonbladet », è
recentemente comparsa la se-
guente corrispondenza di Stig
Andersson, che riproduciamo
integralmente:
« La Svenska Amerika Li-
nien riprenderà le crociere
d’anteguerra verso il Capo
Nord e Leningrado quando lu
sua nuova nave ammiraglia
« Gripsholm » entrerà in traf-
fico nel prossimo 1957.
Un centinaio di uomini sta
attualmente lavorando attor-
no alla nuova costruzione nel
grande cantiere « Ansaldo » di
Genova. L’8 aprile prossimo
avrà luogo il varo. La Princi-
pessa Margaretha sarà la ma-
drina della nave. La « Grips-
holm » sarà naturalmente una
creazione con tutti i più mo-
derni comforts. Non è stato
pubblicato il costo, ma lo si
suppone essere una settantina
di milioni di corone svedesi
(circa otto miliardi e mezzo .di
lire italiane), una somma im-
mensa che, se si pensa alla
durata di una nave passegge-
ri, non è tuttavia troppo im-
pressionante. L’accanita con-
correnza esige che le linee
passeggeri atlantiche rinnovi-
no rapidamente le loro flotte.
La « Gripsholm » sarà di cir-
ca 24.500 Tonn.
La nave, che ospiterà oltre
800 passeggeri, sarà munita di
tutte le comodità immagina-
bili. I Signori della SAL non
hanno ancora dato concrete
informazioni circa l’arreda-
mento, perchè si devono pren-
dere tuttora al riguardo le
ultime decisioni ma, comun-
que, in fatto di comforts la
« Gripsholm » non sarà certa-
mente seconda a nessun'altra
nave,
L’arrédamento delle cabine
sarà naturalmente di tipo mo-
derno e di buon gusto se non
propriamente lussuoso. Esse.
in gran parte, sono munite di
bagno, le altre di doccia. Dopo
che il servizio della nave sarà
stato discusso nella prossima
Conferenza dell’Atlantico, la
SAL cercherà di evitare che
il prezzo dei biglietti di viag
gio venga aumentato.
Per quanto concerne la
« Gripsholm » si prevede qua-
si sicuramente che i prezzi re-
lativi non supereranno quelli
attuali della « Kungsholm » e
della « Stockholm» ma che
anzi si avrà un maggior van-
taggio.
Per la decorazione e l’arre-
damento della « Gripsholm »
la SAL ha dato incarico a Sig-
vard Bernadotte, il quale sì è
recato a Genova, accompagna-
to da alcuni dirigenti della
Svenska Amerika Linien, per
vedere la costruenda nave, Si
può fin d’ora annunciare che
l’interno di questa sarà di pu-
ro stile svedese, ed avrà ca-
ratteristiche che la renderan-
no superiore a tutte le altre
navi passeggeri americane e
che, inoltre, le conferiranno
un’impronta tutta particolare.
Nella costruzione di questa
unità si è presa in particolare
considerazione la possibilità
di dare all’equipaggio le mas-
sime comodità possibili. La
« Gripsholm » sarà, per la
maggior parte, destinata al
servizio di crociera. Tali viag-
gi avranno una lunga durata,
in genere da tre a cinque me-
si e quindi, per evitare che la
vita diventi monotona per il
personale di bordo, sono sta-
ti allestiti speciali locali di
trattenimento nonchè una bel-
la piscina sul ponte, per uso
esclusivo dell'equipaggio.
La marcia della « Grips-
holm » dovrà essere perfetta-
mente regolare. Il mal di ma-
re è un orribile tormento per
i passeggeri, ma a bordo di
questa nave sarà installato uno
speciale apparecchio stabiliz-
zatore, che permetterà una
marcia sicura e tranquilla an-
che con mare agitatissimo.
Che sia proprio possibile
debellare del tutto il mal di
mare non è cosa proprio cer-
ta, ma si nutrono, almeno, le
migliori speranze.
La «Gripsholm » è stata
impostata nel Cantiere « An-
saldo » sette mesi fa, e fino ad
ora la costruzione ha raggiun-
to il ponte B ossia la quarta
parte delle strutture, ma altri
sei piani verranno ancora co-
struiti sopra prima che la na-
ve sia ultimata.
Il Cantiere « Ansaldo» è
uno dei più grandi e più mo-
derni cantieri del mondo. Gli
Nellaboratorio delle ricerche
Tutti i materiali ‘vengono collaudati con macchine elettro.
piche — 250 mila prove eseguite in un anno
GENOVA pugno
Quando | Ansaldo” riceve
lorvinazione di una Nave n
o. una centrale elettrica non
può logicamente come se si
Uattasse di unautomon'e
cosuuire uno proioupo' e su
di esso e perimentare nuovi
materiali e nuovi sistemi di
lavorazione fino a ragpunge
ac risultati sodqisfacenti, ma
ni geve basare esclusi mente
sui progetti 0 quil esperienza
Che 1 pingetti sapprese U-
no la teoria 6 che questa il
più delle voite nia diversa dal.
la pratica non occorre dirlo,
e quanto allesperienza , —
che senza dubbio non manca
aD"Ansaldo dopo piu di cel-
tv anni di attività — nov
sempre basia è soccorre por
ché essa purtroppo llene con
fc del passato. mentre nei
cun.po delle lavorazioni mer
cankhe sì dovrebbe poter pie-
vedere addirittura ll futuro,
anto le conquiste a) SUSSEZUO-
no gon un ritmo che sj potreb
be definire quo::dia no
L*Anssldo". poi, per allar
pare le proprie possibilità pro-
duitive ha siretto nei dopo
guerra rapporu di collabora-
vigne tecnica con le più 1m-
portanti società industriali del
mondo con la Fiat la Dos
fard e la Maybach per | me-
tori marini, Ja Lingstrom sve
dese per le turbine leggere. ls
Genera) Elecirio Company è
mericanno per turbine a gian-
de potenza, la Babcock e Wil-
cox Ingiese per le caldaie a
circolazione forzata Queste
collaborazioni hanno permef
nò la costruzione in Sicilla di
Ue impianti termoeleitrici pîr
una polenza di circa trecen
Uemila Kilowatt e Alia Cor-
nigliano di una centrale ter-
misa a tre turbine che posso-
no raggiungere le massi
temperature di fuiziona
Lu finora realizzate in Ita
e cioè 500° C. ma l'Ansaldo”
ni é trovata, proprio per | mo-
tivi detti all'inizio. alle prese
con lo studio di nuove solu»
gioni. In particolare quelle re
Jaive al materiali speciali che
dovevano essere resistenti al
calore e soldabili. «materia!
che essenio la prima volta
che venivano ordinai: in Ia-
Wa furono fabbricati espres-
samecte per l''Ansaldo’». e
all'introduzione di innovazio»
n, senza incorrere in incer
tebbe circa i fisuliati è In-
fatu ovvio che non si pos
suno fare esperienze n rischio
e spese dei cliente
Per otlenere questo adegua
me to alle continue esigenze
del progresso, | Ansaldo‘ ha
a soa diporzione un labo-
ratonio specializza nei mez-
do di niccica e di contralto
Diciamo subito che e da ol
ire codki anni che esso e
tiato imp.aniato, ma é dal
1945 a oz: che sì e sviuppe-
to e attrezzato con 1 più mo
derru macchinari tanto da
poter essere considerato un?
dei piu perfetti esistenti in
Europa Maltissime so0°0 le
missioni estere che vengono
a visitarlo e che restano am.
muate di fionte a questa rea-
liszazione che onoro | indu-
stria e 1] gemo italiano
U libosatorio, che è diret:
to dall'ing Giorgio Rappini,
forse uno degli uomini più
esperti d'Europa per quanto
concerne | controlli e le ri
cerche 1elative alle applica
Zoni dei mareriali e specie
per ia saldatura sorge in un
edificio di recente costruzio»
ne le cui pareti interne sono
dipinte in colori aprosita-
mente studiati per ottenere
il massimo rendimento dal
personale.
e necessaria un'attenta cone
cemrazione sono di un verde
tenero molto riposante altre
In cui è di particolare impor
tanza la Juminosità sono far
gentate. altre a°cora in cui
agiscono determinate mac
chine metailoscopiche — sono
dipinte in un giallo caldo, e
così via Pure le finistre, |
tavoli da livoro. le sedie. gli
scaffali. sono stati realizzati
in base a un vero e proprio
piano psicologico Le pareti
delle stanze non so7o fisse.
così n seconda delle necessi-
tà, si può 'avorare in una
salet'a di modeste dimensio-
mi oppure in un vasto salone
Ni] laboratorio si eseguo-
no prove sulle tensioni le
celormazioni e le vibrazioni,
prove di fatica, di usura, di
corrorione, di luteificazione.
di combustione, sì esseguono
rilevazioni di difetti nella
sf'uttura con apparscchi 3
rage: X a raggi gamma con
gli ultrasuoni, prove magne
tiche e fluoroscopiche. traita.
menti tecnici special. prove
di saltatura Insomma nel la.
boratorio ogni materiale da ,
impiegare
in tutti i modi possibili e
immaginabili #
Quando 1° metallo e anco
ta allo stato di studio Je pro-
ve sono per la massima parte
di*iruttive Campioni dei ma-
tertale venzono Infatti di
sirutti per accertare a fon
do le qualità e le prerogati
ve Ma quando il materiale
ordinato arriva sotto forma
vie'e “provato
Certe sale in cui!
Gio pezzi fusi, jingolti barre
rotaie, lamiere, eccetera, Je
prove logicamente non devo.
#0 piu essere distruttive, ma
servire solo a persuadere che
il formtore si sia attenuto a
tutte le indicazioni dategli,
Questo servizio di collaudo
sche e lu spausacchio = dei
formitori dell''Ansaldo » av-
Viene per la masisma parte
con macchine — glettroniche
Con una di gîse. ad esempio,
detta Magnafiux', attra-
verso il pezzo che si vuole
controlizre viene fatto pas
sare un flusso mag:erico Se
nell interno del ps:zy esisto
no crepe, bolle d'aria o altre
imperfezioni, Î] flusso subirà
in quel punto una deviazio
ne che sarò possibile indivi.
viduare
Altre rilevazioni di difet:i
interm s ciiengono con lap-
parecchio “Sperry rilevato-
fe ultrasonico, oppure son
i raggi X 0 1 raggi ultavio.
letti
Sono più di duecentocin-
quentamila le prove sui ma
teriali che si compiono in un
anno nel laboratorio del
IAfsalco Meccanico ed e
interessante notare come qua»
si tutto 1) personale addetto
4#al laboratorio è il normale
perosnale tecnico doflicina
Sono stati eliminati 1 tecnici
intermediari che. fatte le pro-
ve, avrebbero dovuto retide
fe esotti delle stesse gii al-
tri Il capo-officina 0 ill capo:
fepario che dovrà poi impie-
gare quel determinato tipo di
materiale viene egli stesso
chiamato al laboratono a
compiere tutte le prove in
programma
Grazie @ questo Imporian-
Ussimo settore — l'“Ansalda
può. facenti) tesoro — della
esperienza del passato she
conta pur sempre qualcosa
Operare ul presente e guar
dare al futuro con tranquil:
lità, c dave soprattuto al
cliente la garanzia che dl
prodotto arà rifiuto secon
do 1 canoni della fecnica piu
avanzata: ed é certo per que
sto motivo che le costruziori
‘Ansaldo s; s'anno da anni
PIERI gui mercati mon
grati
MARIO RONCO
Fac-simile di articolo
Buenos Aires
un
sul Laboratorio Materiali del Meccanico
del « Messaggero d’Italia » di
Italiani sono noti ovunque per
leccellenza delle loro costru-
zioni navali, e tali quindi da
darci pieno affidamento circa
l'efficienza e estetica della
nostra nuova nave.
La mano d’opera italiana è
veramente fantastica — ci ha
detto il capo dell’Ufficio SAL
di Genova, l’Ispettore P.O.
Lo stand dell’Ansaldo alla Fiera di Ciudad Trujillo
Wirén. La SAL ha inviato in
Italia 8 dei propri funzionari.
Oltre all’Ispettore Wirén fan-
no parte della Commissione
Svedese: il Direttore di Mac-
china K. G. Johanson, VIng.
Navale Eric Rosén, il Segre-
tario della Commissione sig.
Sven Bark.
Si trova anche sul posto
«Ispettore Evert Segerstedt
della Brostròms Linjeagenturs
dell'Ufficio di New York con
tre Vice Ispettori e cioè i Sigg.
Ake Svensson, F, Stròberg ed
Alf Grònstedt.
Laggiù nella Riviera italia-
na tutti i nostri inviati si tro-
vano benissimo, Le prime dif-
ficoltà di acclimatazione sono
state minime e ben presto su-
perate e di tanto in tanto vi
sono perfino dei frequenti in
contri fra le squadre di calcio
italiane e svedesi.
Il lavoro si svolge assai in-
tensamente, e procede molto
bene anche nei più caldi mesi
estivi.
L’8 aprile prossimo la nave
scenderà in mare.
Le crociere al Capo Nord,
che anteguerra rappresentava-
no il più popolare viaggio di
piacere nei mari del Nord,
stanno trasformandosi in cero-
ciere per il giro del mondo.
Il transatlantico porta, attra-
verso il globo terrestre, gli
emblemi del proprio paese e
gli accresce rinomanza, pro-
piziandogli il favore degli al-
tri popoli. E, certamente, la
« Gripsholm » non tralascerà
nulla per raggiungere tale
scopo =».
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IL CONCORSO |
| FOTOGRAFICO
È Se. vg ]
GIUSEPPE POLI (Can): « Panfilo a Portofino ».
BRUNO FONTANA (Liv): «II ponte del diavolo »
CRAL
Un po’ di letizia offerta
ai ricoverati del S. Raffaele
Domenica 29 gennaio il
« Complesso popolaresco di
canti e balli genovesi » del
CRAL Ansaldo, ciretto da Ezio
D'Oria, ha offerto uno spetta-
colo a beneficio dei ricoverati
dell'Ospedale di S. Raffaele
di Cornigliano ©Cvronata), in
ccllaboraz'one con « l’Ansal-
dino ». Lo spettacolo, viva-
mente applaudito e riuscitis-
sino, è stato presentato da
Sergio Bruno Franceschi e sce-
rografato da Enzo Croce ed è
stato interpretato, oltre che
dal brillante Ezio D'Oria, da-
gli attori dilettanti Franco
Mèerchese, Sergio Biagi, Vit-
torio Biagi, Vittoria Crespi,
Lillana Crespi, Pina De Am-
brosis, Rosa D'Oria, Vittore
Gorini, Federico Merlo, Rosa
Pastorino, Milvia Parmigiani,
Giorgio Robotti, Mimmo Otto-
nello. Erano presenti il diri-
gente della Sezione spettacolo
del CRAL rag. Ottavio Otto-
nello e il sig. Jannone de
« l’Ansaldino », che ha portato
ai vecchi ricoverati il saluto
dell’Ansaldo e del nostro pe-
riodico, distribuendo poi dol-
ciumi, sigari e giornali illu-
strati.
SEZ. SPETTACOLO
Domenica 26 febbraio, alle
ore 21, i gruppi « Arte varia »
e « Danze Popolari » del CRAL
Ansaldo, diretti da Sergio
Bruno Franceschi ed Ezio
D’Oria, rappresenteranno nel
locale sociale di via Achille
Stennio a Sampierdarena, lo
spettacolo comico musicale
« Alla maniera degli antichi ».
Lo spettacolo è a beneficio
dell’AVIS (Associazione Vo-
lontari Italiani del Sangue).
è * x
Domenica 26 febbraio, alle
ore 15, il « Gruppo dialettale
genovese » del CRAL Ansaldo,
diretto da Umberto Vaudo-
gnotto, rappresenterà all’Ospe-
dale di S, Raffaele di Corni-
gliano (Coronata) la comme-
dia « Vogliamo lo scudetto »,
tre atti comico-sportivi in dia-
letto genovese, di Franco Zac-
chèo.
PREMIO ‘ALMANACCO “*
Nei prossimi giorni ver-
rà estratto, presso la no-
stra Redazione, il premio
di febbraio abbinato ad
un numero dell’«Almanacco
1956», consistente in un fer-
ro elettrico. automatico e
graduabile da stiro, offerto
dalla Ditta « Bertorello Ra-
dio» di Sampierdarena.
gni donna, tra le innu-
merevoli cose che deve
conoscere per ben gover-
nare la casa, deve anche sa-
pere come si illumina l’appar-
tamento.
La lampada è un po’ la
compagna fedele di quanti so-
no costretti a farne uso per
molte ore, sia in quelle di la-
voro che di studio e ricordate
che è meglio avere nelle stan-
ze poche lampade di forte in-
tensità che molte deboli.
CINESELEZIONE )
n .
Tempo d' estate
C i duole dover dire che
alcuni critici dei quo-
tidiani non hanno capito
bene questo film. Forse si
sono lasciati distrarre dal-
le affascinanti inquadratu-
re di Venezia, una magnifi-
ca città fotografata magni-
ficamente, che col techni-
color acquista veramente
un volto fiabesco. Ma non
si tratta di ciò. Ciò semmai
non costituisce che la cor-
nice del quadro (ma una
cornice raffinata, ed è ben
merito del regista quello
di aver saputo lavorare con
un materiale così abusato e
pericoloso come Venezia
senza cadere nel cartoline-
sco, anzi!) che è comunque
essenziale e di alta classe.
Solo Visconti ha saputo fo-
tografare Venezia altret-
tanto bene. E David Lean
è riuscito a far parlare i
leoni secenteschi dei rii, le
scalette dei ponti, le deser-
te calli notturne, le fonta-
ne, la lancia dei vigili del
fuoco.
In questa cornice David
Lean ha dipinto il quadro
della vicenda, con arte raf-
finata, dandoci nella più
ampia prospettiva una se-
rie di piccole pennellate
tutte essenziali, tutte illu-
minanti, e disegnando le
figure con la ben nota de-
licatezza psicologica di
«Breve incontro»
Io invito lo spettatore a
fare attenzione ad ogni sfu-
matura, perchè i drammi
più profondi dell’animo
umano (almeno in relazio-
ne al sentimento principe,
che è l’amore) sono qui di
volta in volta accennati da
un batter di ciglia, da un
gesto della mano, dall’an-
golazione della macchina
da presa, da un rumore
fuori campo. Con questi
piccoli tocchi noi viviamo
l'emozione, l’entusiasmo, la
paura, la lotta, la gioia,
l’amore, la rinuncia e il do-
lore della protagonista.
Li viviamo tanto più in
quanto siamo aiutati dalla
interpretazione superba di
Katharine Hepburn, che ha
vissuto il personaggio con
una sicurezza inarrivabile,
e lo ha reso vivo, palpitan-
te, commovente.
Ma è tale la sicurezza
della mano del regista che
anche Rossano Brazzi non
ha qui più nulla di « fumet-
tistico », e diventa inter-
prete convincente, credibi.
le, umano.
Insomma, questo film
conferma la delicata sensi-
bilità e la sicura capacità
del regista di « Breve in-
contro », e resta nel suo ge-
nere un capolavoro,
IL PORTOGHESE |
Per la cucina ne basterà una
di 30 candele. Attualmente
però sono molto in uso i tubi
fiuorescenti, principalmente
indicati per la cucina, î cor-
ridoi e per tutti quei locali
nei quali non è necessario ac-
cendere e spegnere la luce
continuamente.
A titolo indicativo dirò che,
per una cucina normale, oc-
corre un tubo lungo 40 cm. 1
tubi fluorescenti sviluppano
una luce chiara, senza ombre,
ed evitano di disporre, oltre
a quella centrale, altre lam-
pade supplementari. Esistono
in commercio due tipi di lam-
pade fluorescenti (tubolare di-
ritto e circolare) a più colori
(bianco, sole, rosè, ecc.). Il
colore più adatto per la casa
è il bianco.
Il vantaggio di questi tubi
dipende dal futto che essi
emanano una luce di 2/3 più
intensa di quella delle norma-
li lampade ad incandescenza.
La loro durata è calcolata
press’'a poco in 8.000 ore.
Per una sala di media
grandezza sarà necessaria una
lampada da 50 Watt, o due da
25. Per leggere o per scrivere
converrà avere vicino una
lampada portatile da 25 can-
dele. Inoltre potranno essere
disposte abat-jours che, se pic-
cole, rappresenteranno grazio-
si soprammobili, e se grandi,
poste vicino ad una poltrona
o ad un tavolino, concorre-
ranno a formare un piccolo
angolo intimo in cui Villumi-
nazione circoscritta, ma chia-
ra, non richiederà l’accensio-
ne del lampadario centrale.
L’argomento è vasto e se
qualche lettrice ci vorrà sot-
toporre ì suoi problemi, sare-
mo ben lieti di rispondere e
di contribuire a chiarire gli
eventuali dubbi.
Anche i colori delle pareti,
o gli eventuali disegni delle
carte da parato, dovranno es-
sere scelti con particolare ri-
guardo alla funzionalità del-
l’ambiente cui sono destinati.
Per esempio alla camera da
letto si addicono le tinte ri-
posanti, come il verde chiaro
o l'azzurro nelle sue gradazio-
ni; nella sala da pranzo mol-
to moderne sono le tinte neu-
tre, il grigio perla e il grana-
ta damascato.
Per la cucina, sia questa
piastrellata o meno, una buo-
na mano di calce, opportuna-
mente applicata ogni tanto,
sarà sempre la più igienica
soluzione contro il fumo che
annerisce le pareti e la rende-
rà più chiara ed accogliente.
LILIANA
LA DONNA IN CUCINA
Liquore di latte (ricetta richie-
sta), Occorrono un litro di latte,
750 gr, di zucchero, 500 gr. di al-
cool a 90°, un bastoncino di vani-
glia, un limone verde tagliato a
fette, Far bollire per mezz'ora il
latte con lo zucchero, toglierlo dal
fuoco e rimestarlo finchè sia qua-
si raffreddato, affinchè non affiori la
panna, Quando sarà freddo aggiun-
gere l'alcool, il limone e la vani-
glia tagliata a metà nel senso della
lunghezza e poi a pezzetti, Lascia-
re in fusione per 15 giorni, ri-
mestando due volte al giorno, poi
filtrare, Questo liquore migliora in-
vecchiando,
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«L° ANSALDINO” RISPONDE
Siamo un gruppo di Capi
sara mensa dei Cantiere di Se-
stri e desideriamo che per
mezzo dei nostro periodico a-
ziendale venga chiarita la no-
stra posizione.
Ognuno di noi, da diversi
anni, lavora presso Ansaldo
con le mansioni suddette, che
però ci sembrano non corri-
spondere alla qualifica di ope-
raio dataci a suo tempo, an-
che se taluni di noi sono ope-
rai specializzati e di categoria
A, in quanto provenienti da re-
parti in cui lavoravano con
detto trattamento.
Ognuno di noi ha alle sue
dipendenze un gruppo di ad-
dette e addetti mensa, cui è
affidato il compito di pulire,
preparare i tavoli e servire i
piatti. Il nostro lavoro consiste
nell'organizzare © sorvegliare
il servizio, affinchè tutto si
svolga regolarmente, in modo
da non dare adito a lamentele
da parte delle migliaia di com-
mensali che ogni giorno usu-
fruiscono della mensa. Ciò non
è poco perchè è molto difficile
conciliare i diversi gusti e per
far questo andiamo inevitabi!-
mente incontro a continue di-
scussioni che, se anche pacifi-
che, comportano una certa do-
se di pazienza e di « saper fa-
re». Inoltre dobbiamo preleva-
re, da apposite cartelle, i dati
inerenti alla forza giornaliera
per comunicarli al Capo men-
sa, affinchè egli possa avere gli
elementi necessari per far pre-
parare i piatti del giorno.
Quanto sopra esposto è sol-
tanto una parte del lavoro
che noi svolgiamo e crediamo
sia sufficiente per giudicare se
le mansioni da noi svolte sia-
no compatibili con la qualifica
di operaio. A questo proposito
teniamo a precisare che da
parte nostra non vi è alcun
senso di superiorità nei con-
fronti dell'operaio, ma soltan-
to desideriamo porre in evi-
denza che, mentre l'operaio
beneficia della maggiorazione
di cottimo, noi dobbiamo ac-
contentarci di una ben misera
percentuale fissa.
In considerazione di quanto
sopra, e del fatto che ogni la
mensa, per diversi motivi, è
diventata un problema di at-
tualità, chiediamo, per mezzo
de « l’Ansaldino », di essere in-
clusi anche noi nella « catego-
ria speciale », alla quale ap-
partenaono già i Capi turno
della vigilanza e dei pompieri,
i Capi squadra, ecc.
UN GRUPPO DI
CAPI SALA MENSA (CAN)
Le mansioni del Capo sala
mensa non sono tali da dare
diritto, a chi le esplica, al ri-
conoscimento della « catego-
ria speciale » prevista dalla
«Regolamentazione nazionale»
del 4 aprile 1950. La citata
norma contrattuale prevede
infatti che hanno diritto al-
l'inquadramento nella = cate-
goria speciale » quei lavorato.
ri che: a) Esplichino mansioni
superiori a quelle degli ope-
rai classificati nella categoria
massima degli operai stessi.
b)Abbiano mansioni partico-
lari di fiducia e responsabili-
tà che non siano normalmente
attribuite agli operai. c) Gui.
dino e controllino il lavoro di
un gruppo di operai con ap-
porto di competenza tecnico-
pratica.
E’ pertanto fuori dubbio che
nelle mansioni svolte dai Ca.
pi sala dei nostri Stabilimenti
non trovano riscontro quelle
caratteristiche di cui ai punti
a), b), c) dell’art. 1 della «Re-
golamentazione nazionale », le
quali sono elementi determi-
nanti per conseguire il diritto
al riconoscimento della « cate-
goria speciale». Infatti le prin-
cipali e prevalenti attribuzio-
ni dei Capi sala mensa consi-
stono nel guidare e controlla
re il lavoro svolto da un grup-
po di personale salariato il
quale svolge delle mansioni
molto semplici, che al massi-
mo richiedono un brevissimo
periodo di tirocinio, come, ad
esempio, servire piatti in ta-
vola, occuparsi di pulizia, ecc.
In merito poi alla precisa-
zione fatta dai lavoratori in
questione, i quali motivano la
loro richiesta col fatto che
mentre gli operai beneficiano
di una maggiore percentuale
di cottimo, essi debbono ac-
contentarsi di una percentuale
fissa molto limitata, facciamo
osservare che il guadagno del-
l'operaio cottimista è sempre
commisurato alla quantità di
lavoro prodotto, e che quindi
ogni eventuale aumento 0 di.
minuzione della percentuale
di utile è conseguente ad una
maggiore o minore quantità di
lavoro eseguito. Tale condi-
zione non sussiste invece per
il personale della mensa, al
quale, per la natura .del servi
zio cui è addetto, è sempre ri-
chiesta la stessa quantità di
prestazioni.
ISEE
Siamo un gruppo di dattilo-
grafe che viviamo dieci ore al
giorno in un ufficio nel quale
cinquanta uomini fumano una
sigaretta dopo l’altra, qualcu-
no fuma il sigaro e qualche al-
tro la pipa! Ad un certo mo-
mento l’aria è talmente satura
di fumo e talmente pesante
che è faticoso respirare; allo-
ra si aprono le finestre per
cambiare l’aria e così dall’ec-
cessivo caldo si passa all’ec-
cessivo freddo, e si formano
correnti d’aria in abbondanza
che, oltre ad essere poco pia-
cevoli, ci procurano raffred-
dori e bronchiti. Tra le scri-
venti ce n'è una particolar-
mente soggetta a faringite e il
medico della mutua insiste
perchè eviti ambienti dall’aria
malsana. Ma come fare? Ci
siamo rivolte al Capo ufficio
perchè venga incontro alle no-
stre giuste lamentele, ma que-
sti (fuma anche lui)... nicchia.
Siamo lontane dall’illuderci
che la Direzione possa provve-
dere con un «divieto di fu-
mare» (che non durerebbe
neppure un giorno); pensiamo
però che essa possa rimediare
concedendo una pausa al mat-
tino e una al pomeriggio per-
chè i fumatori possano assen-
tarsi per gustare una siga-
retta all'aria aperta.
Vogliate perdonare l’anoni-
mo, del resto ben comprensi-
bile: vogliamo evitarci rappre-
saglie con beffeggiamenti e
dopo tutto non intendiamo at-
taccare persona, ma un siste-
ma dannoso alla salute.
Facciamo pertanto vivo ap-
pello alla Direzione perchè vo-
glia benevolmente esaminare
questa situazione, sicure che
essa saprà certamente trovare
il modo perchè la nostra salu-
te non sia messa giornalmen-
te a repentaglio. Ringraziando
sentitamente.
SETTE DATTILOGRAFE (CAN)
Abbiamo segnalato quanto
scrivono le sette dattilografe
alla Direzione del Cantiere di
Sestri, la quale ci ha reso no-
to che il rimedio per l’incon-
veniente lamentato è già stato
I NOSTRI CONCORSI
MASCHERE
LE NOVE
—— x
ORA LA | SA dn
] sorda | [Questo |
BALANZON ci
IVIENI SU x
|a
\ [con mes RLECCHINO!
FORTE
PULCINELLA]
VENGO )
SUBITO
caRO
TARTAGLIA
STA SICURO
DUIA [+
etici
LA PENTOL
=|S1 STA ,
[omPEXDO.
Durante una festa della pentolaccia si sono ritrovate insieme nove
maschere che, però, non rappresentano ciascuna una città d’Italia,
in quanto qualche città è rappresentata da più di una maschera. Per
partecipare al concorso i lettori dovranno saperci dire quali sono
le città rappresentate, inviando le soluzioni in Redazione, oppure
consegnandole ai nostri corrispondenti di stabilimento, entro il 29
febbraio. Sono in palio, per sorteggio, i seguenti premi: 1) un ser-
vizio di piatti per sei persone; 2) una penna « Aurora 88» cap-
puccio oro; 3) un servizio da caffè per sei persone; 4) un volume
sulla fisica dell'atomo,
messo in atto. Sono stati ac-
quistati subito degli estrattori
e collocati alle finestre dei lo-
cali ai quali erano necessari
e in tal modo confidiamo che
tanto le signorine che i fu-
matori potranno ritenersi sod-
disfatti.
POSTA IN ARRIVO
Caro Ansaldino,
per prima cosa i ringrazia-
menti nostri e dei nostri fami-
gliari e particolarmente quelli
dei figlioli che vedono ritor-
nare a casa il loro papà in
tempo per sottoporgli i loro...
quesiti scolastici.
Il 1° febbraio abbiamo ini-
ziato il nuovo orario. La de-
cisione è stata rapida e favo-
revole, perchè la nostra richie
sta era giusta.
Si trattava indubbiamente
di risolvere e decidere su di
una piccolissima questione, ma.
le piccole cose formano le
grandi e come saremmo più
felici tutti e meno lotte turbe-
rebbero la nostra travagliata
esistenza se i problemi che ci
assillano fossero risolti con
equità.
Ancora grazie « Ansaldino »
e tutta la nostra cordialità.
GLI IMPIEGATI DELL’USAS
13
RINGRAZIAMENTO
A mezzo de «l’Ansaldino »
la piccola Patrizia di tre anni,
figlia dell’impiegato Romolo
Volpicelli del Cantiere di Se-
stri, porge i più vivi ringra-
ziamenti al suo medico dott.
Angelo Robbiano, per le assi-
due e amorevoli cure prodiga-
tele con grande passione in
occasione di una gravissima
malattia.
RISULTATI DI
“fili ospiti della baita”
Le persone entrate nella baita
erano quattro. Il sorteggio tra i
numerosi partecipanti che hanno
inviato l'esatta soluzione ha dato i
seguenti risultati:
a) Biglietti di poltrona (due per
clascuno dei 65 sorteggiati) per il
Piecolo Teatro « Eleonora Duse >,
riservati agli ansaldini degli stahi-
limenti genovesi: Olindo Perboni -
Caterina Rapetti . Cesare Terenzini
- E. Olivieri - Luigina Bolentini -
Tullio Galuppi - G, Malfetti - Ovi-
dia Busanelli - Giacomo Verrardo
- Carolina Torselli - G. Ghione -
Luigi Bronzo - Antonio Guido -
Agostino Rovegno - Maddalena Ca-
nepa - Ettore Rapuzzi + Celestino
Bortoli - Edoardo Mori - Emanuele
Moretto - Rinaldo Rapetti - Alberto
Banchero - Attilio Pizzimbono -
Ireo Conte - Giovanni Ponzetto -
Angelo Delfino - Renato Mularoni -
Angelo Roccatagliata - Giuseppe
Manelli - Aldo Siri - Giuseppe
Sciaccaluga - Renzo Di Paco - Lui-
gina Patrone - Natalina Argenta -
Ilario Barchi - Nello Cavanna -
Francesco Delfino - Ernesto Zuc-
chiatti . Francesco Frau - Angelo
Caviglia - Erminia Agosti - Giu.
seppe Ghiglieri - Emilio Carlevara
- Elio Vallebona - Tomaso Poggi -
Tito Piechioni - Maria Ponzanelli -
Armando Quaglia - Eugenio Soli-
mene - Enrico Bruzzo - Armando
Belboni - Roberto Cagnoni - Aldo
Garassino - Adelmo Daminelli -
Giuseppe Vignati - Roberto Bertoc-
chi - Eraldo Colombo . Antonio
Piccardo - Dante Tesini - Giovanni
Gava - Rosa Caporali - Camillo
Bartoli - R. Minetti - F. Reinero -
Mario Fabbri .- Ettore Montuschi,
b) Premi per gli ansaldini di
tutti gli stabilimenti sociali: Anto-
nietta Cavallero del MEF (1.0 pre-
mio: un orologio da polso); Fran-
cesco Puppo del MEC (2.0 premio:
un portafogli di pelle); Anteo Dodi
della FON (3.0 premio: un libro
sulla fisica dell'atomo).
c) Premi per gli ansaldini dei
Cantieri di Muggiano e Livorno:
DUE CONCORSI
Giulio Rovai del MUG e Agostino
Tinti di LIV (una pentola « Secu-
ritas » ciascuno); Umberto Menchi-
ni del MUG e Luigi Redi di LIV
(un libro sulla fisica dell'atomo cia-
scuno).
“il tiro al galletto”
Dagli elementi forniti dalla vi-
gnetta si poteva dedurre che la
città natale di Carletto è Roma, in
quanto la cassetta contrassegnata
con il nome di questa città era
l'unica per la quale sl poteva tota-
lizzare 27 punti tirando tre pal.
line. I sorteggio tra i numerosi
partecipanti che hanno inviato la
esatta soluzione ha dato i seguenti
risultati:
a) Biglietti di poltrona per il Pic.
colo Teatro « Eleonora Duse » (due
per persona) riservati agli ansal-
dini degli stabilimenti genovesi:
Tosca Carli - Maria Interlizzi - Ezio
Conte - Tullio Bisio - Mirella Biz-
zocoli - Cornelio Brambilla - Gio-
vanni Pastorino - G. Ghione - Gra-
dito Dottesio - Mario Buscariol -
Iolanda Ortona - R. Di Donna - G.
Michelini - E. Santelli - Valeria
Veroggio - Settimio Rossi . G, Man-
giarotti - Angela Motta - S. Bontà
- Emilia Poggi - Umberto Gazzo -
G. B. Zitta - Armando Fossati -
Attilio Carosio - Fortunato Marini
- Liliana Ferrogiaro - Mario Badino
- Dario Bavagnoli - Giuseppe Cavi-
glione - Emma Malatesta - Angelo
Piccardo - Giorgio Grando - Giulia
Canepa - Luigi Bonini - Alberto
Gaggero - Lucia Masini - Luigi Pa-
rodi - Leonardo Pestosa - Maria
Sammartino - Ernesto Cattaneo .-
Mario Lucchesi - Dolores Padovan
- Maria Tarallo - Diva Robotti -
Luigina Lupi - Francesco Loren-
zetti - A. Zuccatosta - R, Pugno -
Luciano Lusvardi - Ezio Cadenasso
= A, Boccaccio . Boero - Sera-
fino Bertolio - Giovanni Cavallero
- Agostino Vercesi - Flbano Bale-
stri - Libero Bozzo - Luigi Oneto
- Antonio Musante . A. Traverso
- Giacinto Nervo.
b) Due libri sulla fisica dell’ato-
mo per gli ansaldini di Muggiano e
Livorno: Cesare Bartolomeoni di
MUG e Ilio Lubrano di LIV.
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vagnino - 26 novembre: Giu-
seppe CARGIOLI (Mug) con
Lina Molinari - 8 dicembre:
Giuseppe PIETRINI (Mug)
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dicembre: Dante GUGLIEL-
MONE (Mug) con Angiolina
Stefanelli - 29 dicembre: Bal-
do BONAMINI (Mug) con Ex-
ra Cappellini - 5 gennaio: Edi-
lio REPETTO (Dig) con Li-
liana Maria Serafino - 12 gen-
naio: Nello BARENCO (Mug)
con Giuditta Antenna - 14
gennaio: Ferruccio ZAMBONI
(Mec) con Paola Riminuceci -
22 gennaio: Umberto CONSA-
VARI (Can) con Santa Grillo
- 29 gennaio: Marino RISSO
(Can) con Francesca Labina
- 31 gennaio: Emanuele MAG-
ANSALDINI IN SEDICESIMO
Laura, figlia di Eugenio Cesa-
rini del Meccanico
Marco, figlio di Renato Pasto-
rino del Meccanico
Patrizia, figlia di Maria Bran-
dino del Ferroviario
GIANI (Mug) con Iva Preti.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
di Valdo Nosei (Mug) e di
Maddalena Fornelli - 8 dicem-
bre: MARCO, figlio di Salva-
tore Mercurio (Mec) e di An-
na Rizziego - 23 dicembre:
DUILIO, figlio di Sirio Cec-
chini (Mug) e di Maria Lui.
gia Fabiano - 24 dicembre:
DIEGO, figlio di Giorgio Pic-
caluga (Can) e di Nella Ze-
Sono nati
29 novembre: ANGELO, fi-
glio di Sergio Zanello (Musg)
e di Bruna Albertelli - 30 no-
vembre: ALESSANDRO, figlio
rega - 29 dicembre: MAURA,
figlia di Teodoro Garrè (Mec)
e di Armanda Mogini - PA-
TRIZIA, figlia di Antonio Ta-
ta (Mec) e di Maria Marani
3 gennaio: MICHELE, figlio di
Enrico Saturno (Mec) e di
Teresa Parodi - FERNANDO
e ROSANNA, figli di Lorenzo
Milanolo (Mec) e di Livia
Favareto - 4 gennaio: IDA, fi-
glia di Giuseppe Esposito
(Can) e di Giuseppina Dona-
ti - 6 gennaio; MASSIMO, fi-
glio di Giovanni Puglisi (Mec)
e di Anna Sergenti - SILVA.
NA, figlia di Dario Belleno
(Mec) e di Violentina Ricci -
8 gennaio: ELDA, figlia di
Candido Giacobbe (Can) e di
Caterina Boccaccio - 9 gen-
naio: ANGELO, figlio di Giu-
seppe Ferrari (Fon) e di Ma-
ria Traverso - 12 gennaio: DA-
NILO, figlio di Lidio Moretti
(Mec) e di Assunta Ferrucci
- 15 gennaio: PAOLO, figlio di
Pietro Belli (Can) e di Maria
Acquarone - 19 gennaio: MI-
RELLA, figlia di Carlo Ga-
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“»° CASSETTA DELL
È
DEE =
PROPOSTA N. 15793.
Sul dis. T. 103310 pos. 1
(coperchi per valvole regola-
trici) e sul dis. T. 103305 pos.
1 (coperchi valvole d’emer-
genza) si riscontra che nell’in-
terno di detti coperchi vi è
una camera di diam. 38 per i
primi e diam. 52 per i secon-
di, la quale serve per lo sca-
rico vapore
In corrispondenza di detti
diametri il materiale è grezzo,
perciò le pareti sono ricoper-
te dai residui di fonderia che
provocano gran perdita di
tempo durante il montaggio,
per la necessaria pulitura.
Propone quindi che nella
operazione 2/8 del ciclo di la-
vorazione venga aggiunta una
lavorazione di macchina a pu-
limento di dette superficie, o
almeno si ricorra ad una pu-
litura mediante sabbiatura.
RISPOSTA.
E’ stata aggiunta l’operazio-
ne di sabbiatura per elimina-
re l’inconveniente lamentato
dal proponente.
PROPOSTA N. 14395.
Propone di munire la mac-
china dentatrice Pfauter RS 4
del DEPI di una tastiera di
comando a distanza come
quella di cui sono dotate al-
cune macchine nuove del
DEGR, per evitare perdite di
tempo durante l'operazione di
centratura dei creatori,
RISPOSTA.
La proposta è accettata. La
MAN provvederà al più pre-
sto.
©®
PROPOSTA N. 15303.
Propone che alle stozzatrici
del tipo G. S. Pensotti che
sono le più numerose nello
STA, venga praticato un foro
cl per spina tra il cor-
ideare
progettare
calcolare - disegnare
organizzare - costruire
è riservato al tecnico preparato e
scelto. A lui va conferito lavoro
speciale, responsabilità e fiducia.
Egli può pretendere una posizione
elevata, bene retribuita, stabile,
perchè è sicuro del fatto suo. Co-
me diventare un tecnico prepara-
to e scelto - in poco tempo - con la
massima facilità - con poca spesa
- conservando il tuo attuale guada-
gno + restando a casa tua? Ciò ti
sarà spiegato nel volumetto “LA
NUOVA VIA VERSO IL SUCCES-
SO, che ti sarà inviato gratis, se
ritagli questo annuncio e lo spedi-
sci, oggi stesso, indicando profes»
sione e indirizzo allo:
ISTITUTO SVIZZ. DI TECNICA - LUINO
i come ha
po macchina e la testata porta
slitta del porta utensili in ri-
ferimento alla posizione dello
zero. Tale foro farebbe rispar-
miare tempo quando si hanno
da stozzare facce inclinate e
quindi si deve portare la mac-
china in posizione «zero».
Inoltre esso garantirebbe la
perfetta ortogonalità rispetto
al piano base, perchè attual-
mente nel bloccare i quattro
dadi si provocano sempre dei
piccoli spostamenti, che però
si ripercuotono notevolmente
sulle facce dei pezzi da stoz-
zare.
RISPOSTA.
La proposta è accettata. La
MAN provvederà ad eseguire
la modifica suggerita.
e
PROPOSTA N. 15847.
Propone che sulla bolla di-
segno 090397/2 - Comm. 72626
per costruire un raccordo gi-
revole, venga eliminata l’ope-
razione 2/4 di sabbiatura, per-
chè la barra dev'essere tornita.
Propone pure che sia elimi-
nata l'operazione 3/4 di con-
trollo resistenza materiale a
70-80 kg/mma. perchè già
eseguita all'operazione 1/3 di
bonifica.
RISPOSTA.
La proposta è giusta, Il ci-
clo è stato modificato come
suggerito dal proponente.
PROPOSTA N. 15428.
Oggetto: T/c - AA.SS. Vene-
zuela. Cuscinetto portante
ruota lenta - Dis. T. 103553
pos. 1-2 (Comm, 34047 - Bol-
la 34354).
Propone la seguente modifi-
ca al ciclo di lavorazione: la
lavorazione « fresare passaggi
per olio » compresa con altre
due lavorazioni nell’operazio-
ne 22/25 da eseguirsi con fre-
satrice, sarebbe meglio ese-
i guirla al trapano ed inclusa
° nell'operazione 21/25, perchè
non si tratta altro che di un
foro da 10 che ha l’asse sulla
mezzeria del cuscinetto; quin-
di se esso viene eseguito con
ì fresa l’operazione viene ese-
guita in due tempi, mentre
col trapano ciò non succede
© dato che i due mezzi cuscinetti
verrebbero accoppiati e tenuti
uniti da una morsetta.
RISPOSTA.
Il ciclo è stato modificato
suggerito il propo-
nente.
©
PROPOSTA N. 16505.
Per evitare dl pericolo di
infortunio all’operaio incari-
cato di preparare la emulsione
|. di olio chimico presso l’im:
‘. pianto sistemato sul terrazzo
della 3.a Sezione, propone che
il rudimentale listello di legno
adoperato come sostegno per
l'apertura dei coperchi venga
sostituito da sostegni metal-
lici più razionali.
RISPOSTA.
La proposta viene accettata.
Sono state date disposizioni
alla MAN perchè costruisca i
sostegni come proposto.
®
PROPOSTA N. 16024.
Propone che l’ operazione
9/10 del ciclo di lavorazione
del corpo tenditore dei ma.
neggi per valvola (dis. M.
. 58161) sia eseguita su broccia-
trice con broccia quadra 26 x
26 x 28 n. 480504 esistente alla
DAT, anzichè su stozzatrice.
Illustra i vantaggi che si ot-
terrebbero,
RISPOSTA.
E’ stato modificato il ciclo
come suggerito dal proponen-
te.
©
PROPOSTA N. 15652.
Oggetto: Leva a forcella Mo.
tore Q. 270/6 Dis. 40182-5-6.
Propone che sul ciclo di la-
vorazione l’operazione 10/10
venga inserita nella 7/10, poi-
chè la foratura e la lamatura
si eseguiscono meglio quando
il pezzo è ancora unito; il ta-
glio a metà dovrebbe essere
fatto dopo. Pertanto l’opera-
zione 7/9 (perchè una è stata
abolita) dovrà essere indicata
come segue:
« Con maschera eseguire i
fori d’accoppiamento, lamare
i piani d’appoggio bulloni e
dadi ».
RISPOSTA.
L’operazione 10/10 verrà an-
nullata e la lamatura inclusa
nell'operazione 9/9 e non nel-
Voperazione 7/9; in tal modo
dopo sistemati i treni di frese,
il tempo di lamatura sarà as-
sorbito in tale operazione.
PROPOSTA N. 14464.
Per la costruzione di sagome
di profili di dentature interne,
come ad esempio quelle Kerb,
propone di rilevare la sagoma-
tura per mezzo di pasta ana-
loga a quella adoperata dai
dentisti.
RISPOSTA.
La proposta è interessante
e saranno eseguiti esperimenti
allo scopo di scegliere la pa-
sta più adatta allo scopo.
PROPOSTA N. 16017.
Propone che il mandrino
porta fresa per smerigliare se-
de valvola dis. A. 18917 per
motore Q. 370 sia costruito fin
due pezzi secondo lo schizzo
allegato alla proposta.
In tal modo esso potrà \es-
sere usato per diversi tipi di
sedi da smerigliare con fori di
diametri diversi, cambiando
la parte cilindrica lunga alla
pos. 1. Inoltre si risparmierà
tempo nell’operazione di tor-
nitura, la tornitura stessa ri-
sulterà meno difficoltosa e si
risparmier2 materiale; even.
tualmente si potrebbe e.imina-
re la fuciratura.
RISPOSTA.
Quanto il proponente fa ri-
levare è attuabile in parte.
Sta bene per il mandrino da
costruirsi in due pezzi. Non si
può uniformare il diametro di
centramento delle frese sul
mandrino, in quanto le frese
stesse sono di dimensioni tali
che non permettono la norma-
lizzazione del foro.
Commemorato a Livorno
GIUSEPPE ORLANDO
Nei giorni scorsi al Cantiere
di Livorno ha avuto luogo una
solenne cerimonia in occasio-
ne del trentesimo anniversario
della morte del Gr. Uff. ing.
Giuseppe Orlando, che per
molti anni fu il valente conti-
nuatore del padre ing. Luigi,
fondatore del Cantiere.
La cerimonia è avvenuta al-
la presenza delle maggiori au-
torità cittadine e delle figlie
dello Scomparso, contessa Fri-
da Rocco Orlando e marchesa
Bianca Mansi. Oratore ufficia-
le, presentato dal Direttore
del Cantiere ing. Rovetto, è
istato il rag. Florestano Co-
stella, amico e per lunghi an-
ni collaboratore di Giuseppe
Orlando.
Il rag. Costella ha tratteg-
giato con commosse parole la
figura e la multiforme opera
dello Scomparso, ricordando
le più importanti costruzioni
navali realizzate sotto la Sua
guida e le altre opere nel cam-
po industriale e commerciale,
che fecero di Giuseppe Orlan-
do una delle fisure più rappre-
sentative dell’Italia del suo
tempo. Il discorso del rag. Co-
stella è stato calorosamente
applaudito.
di
Alessandro CAMPAGNOLI
di anni 55, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
2-1-1956. Era stato assunto nel
1942. Lascia la moglie e due
figli.
Virginio MAGNONE
di anni 59, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
23-1-1956. Era stato assunto
nel 1925, Lascia la moglie e
una figlia.
Emanuele PARODI
di anni 57, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
19-1-1956. Era stato assunto
nel 1934. Lascia la moglie e
una figlia,
Giovanni PARODI
di anni 51, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
14-1-1956. Era stato assunto
nel 1938. Lascia la moglie e
due figli.
Cesare SILLANO
anni 55, dipendente del
Meccanico, deceduto il 23-1-56.
Era stato assunto nel 1944. La-
scia la moglie.
le commosse
« l’Ansaldi-
Ai famigliari
de
condoglianze
no >.
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.
*
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
LORENZO REBORA
Responsabile
*
Autorizzazione del Tribunale di
Genova =, 299 . 6 Maggio 1954
Ea
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
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