L'Ansaldino, n. 4, 1954

Contenuto

L'Ansaldino, n. 4, 1954
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
A p. 1 (copertina), Le navi gemelle "Cristoforo Colombo" e "Andrea Doria"
A p. 12 ( quarta di copertina), Collaudo di una locomotiva

- Le navi gemelle "Cristoforo Colombo" e "Andrea Doria", p. 1
- Punta Spiga "tutto bene", p. 2
- Il pantelegrafo antenato della tv, p. 3
- Panorama aziendale, p. 4
- Montemaggio: i bambini sono contenti, p. 6
- Otto volante, p. 8
- L'Ansaldino risponde, p. 9
- La ruota del tempo, p. 10
- Cassetta delle idee, p. 11
- Collaudo di una locomotiva, p. 12
Data testuale
1954 luglio 15 - 31
Estremi cronologici
15 luglio 1954 – 31 luglio 1954
Consistenza
pp. 12
Stato di conservazione
Ottimo
Identificativo
PER.000205/4
Collocazione
Emeroteca
contenuto
GENOVA, 15 LUGLIO 1954

in abbonamento postale

began soma craieì 3 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. x SSUM QUA.

Abb, gratuito ai dipendenti - Prezzo di
vendita al pubblico L. 30















il viaggio inaugurale. Eccola nel nostro porto accanto alla gemella « Andrea Doria ».

La « Cristoforo Colombo » si accinge a compiere

2

Punta Spiga] E

“tutto bene,,

La prova in mare a pie-
no carico di una nave è
sempre un avvenimento di
grande interesse anche
quando si è sicuri che tut-
to è predisposto in modo
che le cose debbono anda-
re nel migliore dei modì: il
mare, capriccioso per de-
finizione, può sempre ser-
bare delle sorprese.

Poì, a prova conclusa,
quando le cose sono anda-
te per il loro verso, nessu-
no sì ricorda più delle pre-

occupazioni che aveva al
momento della partenza e
sintetizza l’avvenimento
nella frase stereotipa:
«Tutto bene ».

* * *

Così è accaduto anche

per la prova ufficiale della
Turbocisterna « Punta Spi-
ga » di 18.500 tonnellate di



quadro di manometri

p. l. costruita dal Cantiere
di Muggiano per conto del-
la Società Trasporti Tran-
satlantici di Genova. Le

caratteristiche principali
della nave sono: lunghez-
za fuori tutto, mt. 177,77;
lunghezza fra le perpendi-
colari 163,50; larghezza
massima mt. 22,80; veloci-
tà in servizio a pieno cari-
co nodi 15; potenza norma-
le dell’apparato motore
corrisp. cav. asse 9.500;
carico liquido in 19 cister-
ne ca. mc. 24.500.

Durante la giornata del
4 luglio, nell’andirivieni
fra le « basi » fissate a S.
Pietro di Porto Venere e
Punta Chiuppa, è stata
raggiunta la velocità mas-
sima di nodì 17,6 svilup-
pando una potenza di
11.680 C/A, che rappre-
senta la maggiore velocità
registrata fra tutte le na-
vi costruite con i benefici
della Legge Cappa. Con ta-
li brillanti risultati si è
inoltre raggiunto un con-
sumo inferiore a quello
stabilito contrattualmente.

oo

La «Punta Spiga », al
comando del Capitano di
Armamento Alberto Beret-
ta, ha lasciato la boa d’or-
meggio alle 7,15 del 4 lu-
glio ed è rientrata alle
23,30 dopo una giornata
intensa, durante la quale
sono state compiute, oltre



La bianca sagoma della nave nel golfo de La Spezia

V



A tutta

le prove di velocità, anche
quelle del timone, dello
scandaglio ultra sonoro e
delle ancore, attentamente
seguite e controllate dal-
l’Armatore Ravano, dai
rappresentanti dei Registri
e dai tecnici dell’Ansaldo.

A bordo, per l’occasione,
avevano preso imbarco lo
Armatore dott. Piero Ra-
vano con i figli Giuseppe e
Riccardo, il dott. Cesare
Cavalleroni, i dr. Diusep-
pe Cambiaso e Antioco Du-
four, i sigg. Angelo e Ma-
rio Dufour, l’avv. Gallo,
ing. Agostino Mari, sigg.
Franco Ferrari, Carlo Bri-
gnola, Carlo Cugini, cap.
Carlo Bongiovanni, co-
man.te Prospero Zerega,
gli ingg. Panunzio, Foglia,
iBau e il sig. Carpanese
del RINA, l’ing. Grasselli
e il sig. Vigo del « Lloyd
Register », il sig. Lemmi
dell’« American. Bureau »,
il cav. Santini Direttore su-
periore di Dogana. Per
l’Ansaldo. erano presenti
l’ing. De Vito, Vice Diret-
tore generale per il setto-
re meccanico, l’ing. Casac-
cia Direttore Centrale;
l’ing. Du Jardin, l'ing. Cri-
stofori, il rag. Traversa. ri-
svettivamente Direttore,
Vice Direttore e Vice Di-
rettore Amministrativo del
Cantiere di Muggiano e agli
ingg. Mori, De Marchi, Vi-
tale, Bertolotti, Fusi!lo,
Sauda e Borzone e nume-
rosì tecnici.

* * *
Una nota simpatica sì è

avuta nel salone da pranzo
quando alla sera un ope-








Do
N

forza

raio, che fungeva da ca-
meriere, si è presentato di-
nanzi all’Armatore e gli
ha declamato una breve
poesia nella quale rivolge.
va all’ armatore stesso e
alla « Punta Spiga » î più
begli auguri per l’avve-
nire.
* * *

Prima di scendere a ter-
ra il dott. Ravano, richie-
sto di esprimere all’« An°
saldino » le sue impressio-
ni sulla prova della nave,
ha risposto: « Ottima im-
pressione. Sono rimasto
impressionato molto bene
dalla velocità della nave
La giornata è stata molto
piacevole ».

* * *

Cioè, come sì diceva
più sopra: « Tutto bene ».

Aldo Galli



BERLITZ
LINGUE ESTERE

xk

Eccoci, come promesso nel primo
nimero de “l'ANSALDINO”' ad
informare gli appartenenti all'Ansal-
da sugli sseciali sconti loro *oncessi:
per singoli partecipanti ai corsi
sconto 15%,
per partecipanti a lezioni individueli
scento 10%
Ulteriori sconti saranno protica i a
gruppi di 8 10 persone. Detti sconti
sono estesi a tutti i familiari degli
ansaldini.
Sono in preparazione corsi estivi,
con inizio 25 luglio.
>
Per qualsiasi informazione rivolgersi :
Via Roma 6, Berlitz U. |.
Tel. 580.042













3

Il pantelegralo antenato della 1. v.

Un nome quasi ignoto al gran
pubblico e alla storia degli uo-
mini insigni del nostro Paese,
è tornato in questi giorni agli
onori della ribalta. Siena, in-
fatti, ha commemorato il 5 lu-
glio un suo figlio illustre: l’a-
bate Giovanni Caselli, al quale
ha dedicato anche un’effige mar-
morea, scolpita da Federico Pa-
pi, che è stata collocata nel-
l'atrio della « Scuola Commer-
ciale G. Caselli », La cerimonia
ha avuto carattere di solennità
e vi ha partecipato, con tutte
le autorità di Siena, anche un
rappresentante del Ministero
della Pubblica Istruzione.

Chi fu Giovanni Caselli? Nel-
l’epigrafe incisa sotto la sua
immagine i suoi concittadini ne
hanno delineata la personalità
con queste parole: « A _Giovan-
ni Caselli, senese, inventore del
Pantelegrafo nel 1856, precurso-
re della Televisione ». Queste
tre ultime parole possono susci-
tare stupore e, forse, indurre a
credere che i senesi abbiano
esagerato; ma effettivamente,
c'è in quelle tre parole un fon-
damento scientifico di verità,
perchè il Caselli, col suo Pan-
telegrafo, riuscì a scoprire e a
realizzare la possibilità di tra-
smettere le immagini a distan-
za fornendo, indubbiamente, il
primo mezzo e le prime possi-
bilità di studi concreti per quel-
la meravigliosa conquista che
oggi affascina tutto il mondo.

Il Caselli nato a Siena il 25
maggio del 1815 si trasferì gio-
vinetto a Firenze dove si de-
dicò allo studio della fisica, del-
le lettere e della storia, sotto la
guida di Leopoldo Nobili. Ad-
dottoratosi giovanissimo, nel
1836 vestì l’abito ecclesiastico,
dedicandosi all’ insegnamento.
Nominato membro dell’Ateneo
Italiano, nel 1841 si recò a Par-
ma dove curò l'educazione dei
figli del conte Sanvitale; ma nel
1849, avendo votato per l’an-
nessione del Ducato di Parma

al Piemonte, fu espulso e tornò |

a Firenze, dove fondò «La Ri-
creazione », giornale di fisica è
arte. Dedicatosi poi interamente
allo studio della fisica, e in par-
ticolar modo dell’elettricità ce
del magnetismo, egli fece sco-
perte interessantissime e inven-
tò oltre al pantelegrafo uno
strumento per misurare la ve-
locità delle locomotive e un ti-
mone automatico per le navi.

L’invenzione del Pantelegrafo
risale, come è detto nell’epigra-
fe, al 1856, quando cioè .il Ca-
selli aveva 41 anni e quando il
suo alto ingegno era nella pie-
nezza della sua maturità. $u-
scitò la più viva meraviglia ma,
naturalmene, il successo ebbe,
dati i tempi, un successo li-
mitato; e il Caselli dovette emi-
grare.

Recatosi a Parigi nel 1860,
egli perfezionò il suo apparec-
chio: nel 1865 lo installò sulla
linea Parigi-Lione e posterior-
mente lo estese anche alla cor-
rispondenza telegrafica tra Lio-
ne e Marsiglia. Le effigi e gli
scritti venivano riprodotti in
« fac-simile »; primi furono un
disegno, una pianta, un ritrat-
to, alcune note musicali; poi di-
spacci e scritti la cui istanta-
nea e fedele trasmissione ap-
parve meravigliosa.

Da questi esperimenti
piamo, per mezzo di una pub-
blicazione del tempo, come fun-

sap- |

zionava lo straordinario stru-
mento,

«Il funzionamento del Pan-
telegrafo dice la pubblica-
zione — è basato sul seguente
principio: una punta di ferro
attraversata da corrente elet-
trica scorrendo su un foglio di
carta imbevuto di una soluzio-

ne di prussiato giallo di potas-



sio, vi lascia una traccia di blu
di Prussia.

«Lo seritto o il disegno che
si vuole trasmettere viene ri-
prodotto, con inchiostro grasso,
su un foglio di stagno; quindi
si dispone questo foglio su una
tavoletta metallica che riceve un
movimento alternativo di tra-
slazione, combinato con uno



spostamento laterale, in modo
che tutti i punti della sua su-
perficie vengano a passare suc-
cessivamente sotto uno stilo di
platino. Alla stazione ricevente
una punta di ferro scorre, con
movimento concorde e sincrono
col precedente, sulla superficie
di un foglio imbevuto di una
soluzione di prussiato di potas-





Il giorno 4 luglio alle ore 12, ha avuto luogo la cerimonia della consegna della T/n. « Gri-

stoforo Colombo » alla Società di Navigazione «Italia ». Il verbale di consegna è stato firmato
a bordo della nave stessa, ormeggiata nel Porto di Genova. Ha firmato per l’Ansaldo l’Ammi-
nistratore Delegato ing. Rosini e per l’« Italia » il Presidente ing. Linch. Erano inoltre pre-
senti rer l'Ansaldo l'ing. Lombardi, Direttore Generale, l'ing. Carnevale, Direttore dlel Cantie-
re di Sestri costruttore della nave, il V. Direttore Generale ing. De Vito, l'ing. Casaccia, Diret-
tore Commerciale Navale, e per l'« Italia » l'ing. Vernarecci, il comandante Cavallini e il co-
mandante della « Colombo » cap. Pezzuto. L'ing. Linch ha sottolineato la piena soddisfazione
della Società Armatrice per questo transatlantico, gioiello della tecnica navale. Nella foto, da
sinistra: l’ing. Linch. l'ing. Rosini, l'ing. Lombardi.



Il signor Manlio
Barabino, capo ma-
gazziniere del Mecca-
nico, ci ha fornito al-
cuni interessanti da-
ti che ci permettono
di rendere un’idea di
quelle che sono le
funzioni di questo
importante servizio.

I Magazzini. Le
aree coperte e sco-
perte, del deposito
materiali, del Repar-
to Costruzioni Imbal-
laggi e le rimesse per
mezzi di trasporto,
sono complessiva-
mente di mq. 63.780
e potrebbero ospitare,
in piedi, tutta la po-
polazione di Sampier-
darena e Cornigliano.

Lo schedario. Per
controllare l’enorme
massa dei materiali



giacenti, in arrivo ed
în partenza, occorro-
no 51.800 schede, più
9500 per i depositi ri-
cambi motori Diesel.

Tante schede ba-
stano per l’ anagrafe
di una città come Pa-
dova.

Arrivi e partenze.
La media annuale de-
gli arrivi di materiali
raggiunge le 20.000
tonnellate.

Le spedizioni effet-
tuate nel periodo
marzo 1953-febbraio
1954 sono state com-
plessivamente di 24
mila 732 tonnellate.
Tali spedizioni hanno
richiesto 1.670 vago-
ni; che formerebbe-
ro, presso a poco, un
convoglio lungo da
Genova a Voltri.

INTERVISTA - LAMPO

MAGAZZINI

Imbarchi e sbarchi.
Tale servizio che in-
teressa anche gli al-
tri STA, nel periodo
29 ottobre 1953 - 11
giugno 1954 ha regi-
strato negli arrivi e
partenze via mare il
seguente tonnellaggio
imbarchi tonn. 2.643,
sbarchi tonn. 1.189,

I Magazzini del
Meccanico, sono ser-
viti da cinque gru
locomobili a vapore e
quattro gru semoven-
ti con motore Diesel.
I binari ferroviari
dello STA, misurano
oltre 2.000 metrì.

I documenti conta-
bilizzati nell’esercizio
1953-54 sono stati
360.000. Oltre 1.200
al giorno!





sio, disteso su una lastra di ra-
me, Il foglio di stagno è colle-
gato al polo positivo d’una pila
e la lastra di rame della sta-
zione ricevente che porta il fo-
glio di carta è collegata alla
terra; lo stilo di platino della
trasmittente e la punta di ferro
della ricevente sono collegati
attraverso la linea.

« Sinchè la punta di platino
è a contatto con lo stagno, il
cireuito è chiuso e la punta di
ferro, attraversata dalla corren-
te elettrica, lascia sul foglio
una traccia azzurra; quando lo
stilo di platino passa sull’in-
chiostro, il circuito s’interrom-
pe e si interrompe anche il se-
gno azzurro sul foglio ricevito-
re. Al termine della trasmissio-
ne il dispaccio appare come una
traccia bianca su fondo azzurro,

«Il sincronismo perfetto dei
movimenti dei due apparecchi
ricevente e trasmittente è stato
ottenuto dal Caselli articolan-
doli a due pendoli le cui oscil-
lazioni sono rese sinerone da
una elettrocalamita comandata
da un orologio regolatore »,

Dopo aver trascorso alcuni
anni in Francia, il Caselli ri-
tornò a Firenze dove continuò
i suoi studi e dove l’8 ottobre
del 1891 chiuse gli occhi. Aneor
prima di Siena che oggi, con
giusto orgoglio l’onora, Firenze
lo aveva annoverato tra i suoi
concittadini più illustri e gli
aveva intitolato una via nel
«quartiere degli scienziati » ac-
canto ai nomi più luminosi del-
la scienza italiana.



nei francobolli



La collezione viene costan-
temente alimentata sia con
gli scambi, sia con gli acqui-
sti; però è con i primi che si

| ha il maggiore incremento, in

quanto con i secondi si otten-
gono soltanto quegli esempla-
ri che, per il loro alto valore,
non si trovano nei cambi.

Vi sono due tipi di scambio:
quello a mezzo corrisponden-
za e quello mediante riunioni.

Il grande inconveniente del-
lo scambio per lettera è dato
dal fatto che difficilmente si
ricevono i francobolli richie-
sti, poichè ognuno tende ad
inviare i doppioni costituenti
la sua scorta senza incorrere
in acquisti a vantaggio del
corrispondente, acquisti che,
più semplicemente, potrebbe-
ro avvenire a vantaggio della
propria collezione. Lo scam-
bio così basato (e si tratta del
90% degli scambi internazio-
nali) si trascina e si inaridi-
sce in breve tempo, lasciando
spesso una parte in credito ir-
recuperabile.

Gli scambi nelle riunioni
sono invece positivi sia per-
chè più spicci, sia perchè dan-
no agio al collezionista di sce-
gliere e verificare i francobol-
li, bilanciare il suo conto « da-
re e avere» con i vari colle-
zionisti ed infine, ma più im-
portante, portare a casa sol-
tanto quei francobolli che ve-
ramente interessano la sua
collezione.

CERVETTI.

& PANORAMA





ED

Inghilterra — Sl è recen-
temente riunita a Londra la
I. Sezione (settore gru) delia
«Fédération Européenne de la
Manutention », federazione
alla quale anche la nostra
Società aderisce tramite l’As-
sociazione Nazionale Mecca-
nica Varia e Affine (ANIMA)
di Milano. A tale riunione,
per unanime designazione da
parte di tutti i costruttori i-
taliani in una rinunione pre-
liminare avutasi appunto
presso l’ANIMA di Milano, ha
partecipato per l’Italia l’ing.
Lo Varco capo dell'Ufficio
Studi del nostro Stabilimen-
to Carpenteria.

All'ordine del giorno dei
lavori figurava principal-
mente lo studio dell’Unifica-

zione europea delle norme
relative ai calcoli di stabilità
da valere per la progettazio-
ne degi apparecchi di solle-
vamento e trasporto. Il no-
stro delegato ha preso attiva
parte ai lavori, presentando
una memoria che è stata
molto apprezzata dai delegati
stranieri, rappresentanti di
dieci nazioni, e portando il
fattivo contributo italiano in
tutte le fasi dello svolgimen-
to dei lavori stessi.

Francia — Ha visitato il
nostro Stabilimento Mecca-
nico ed il Canitiere Navale di
Sestri un gruppo di allievi
accompagnato dai relativi
professori, dall’« Ecole Natio-
nale des Moteurs a Combus-
tion et à Explosion di Rueil »
(Francia).

L'origine della inclusione
della nostra Società nel pro-
gramma di visite d'istruzione
di questi studenti francesi va
ricercata nella favorevole
impressione circa le nostre
attrezzature e possibilità ri-
portate a suo tempo dal Di-
rettore della Scuola suddetta
sig. P. Burgart in occasione
della visita da lui fattaci co-
me partecipante al Congresso
Internazionale dei Motori a
Combustione Interna tenuto-
si lo scorso anno a Milano.
La visita assume quindi un
particolare rilievo come te-
stimonianza dell’apprezza-
mento che la nostra Società
riscuote anche in paesi di
notevole sviluppo industriale
come la Francia.





Italia — Si è provveduto
ad apportare notevoli perfe-
zionamenti alla nostra orga-
nizzazione di vendita nel
campo dell’utensileria e ciò
sia con l'istituzione di nuove
agenzie in zone ancora sco-
perte, sia provvedendo ad u-
na migliore attribuzione di
zone ad agenti già esistenti.

Fra i nuovi agenti citiamo
la Società Macchine Utensili
Teenici (SMUT) di Udine e
la Ditta Nicola Di Marzo di
Bari, quest'ultima già nostra
agente da molti anni nel cam-
po motori diesel. Con l’occa-
sione si è anche provveduto
ad una revisione delle condi-
zioni contrattuali praticate
agli agenti stessi in modo da
un lato di semplificarne l’ap-
plicazione e dall’altro lato di
mettere gli agenti in grado
di migliorare la propria or-



Di EN

MECCANTCO:



La

Solo alcuni mesi fa la 9.a
navata, che è una delle dodi-
ci che compongono le offici-
ne delle grandi lavorazioni
del Meccanico, era il cuore
della Caldereria dove il Capo
Officina BIFFIGNANDI, il
Sotto Capo Officina BARBE”,
la nuova « Stella al Merito »
PANARIO e molti altri che
ora hanno i capelli grigi, tra-
scorsero la loro vita di lavo-
ro: qualcosa come 40-45 anni
di servizio, finora, E il segui-
to verrà!

Ora la 9.a navata è una del-
le più imponenti della Gran-
de Meccanica e va popolando-
si di macchine di grande im-
portanza. VALSECCHI e
SOAVE le stanno dedicando
molte cure e se la vedono
crescere come una loro crea-
tura. Hanno promesso di farla
diventare la navata modello e
abbiamo l’impressione che vi
stiano riuscendo.

Si deve riconoscere che si
tratta di una pattuglia che
tiene fede ai propositi matu-
rati.

In questi giorni poi vi è
aria di soddisfazione perchè la
nuova Piallatrice S. Eustac-
chio, arrivata recentemente, è
stata montata e sta facendo le
prove per entrare in produ-
zione fra pochi giorni. Si
tratta di una piallatrice che,



ganizzazione di vendita per
nostro conto.

Questi provvedimenti rien-
tirano nel programma di rior-
ganizzazione di questo no-
stro settore produttivo, pro-
gramma iniziato come è noto
nel dieembre 1952 con il tra-
sferimento presso MEF della
Sezione UTEN e la costituzio-
ne dell’Ufficio Vendita Uten-
sileria.



come dimensioni, è la secon-
da dello Stabilimento. Misura
m, 3,50 x 3 x 10. E’ imponente
come un monumento ed ha il

IX navata. Da

Veterari della
Primo Barbè, Avrelio Biffignandi, Giuseppe Panario, Ago-
stino Scave.

COMMESSE

Fra il 1 giugno e il 10 lu-
glio sono state acquisite le se-
guenti commesse:

Due gruppi marini 2131/2
per Gasparroni Claudio (Pe-
scara) e per Palestini & C.
(S. Benedetto del Tronto).

Tre gruppi marini 2131/3
per Romani Federico fu Se-
rafino (S, Benedetto del Tron-
to); Romani Federico di Gio-



nuova piallatrice «S. Eustachio »

linguaggio armonioso e am-
monitore al tempo stesso di
un’opera destinata a vedere
grandi realizzazioni.



sinistra: Elvezio Valsecchi,

vanni (S. Benedetto del Tron-
to) e per Mercurio Agostino
(Termini Imerese);

marino 2131/4

Gioacchino di
Benedetto del

Un gruppo
per Romani
Giovanni (S.
Tronto).

Un gruppo marino 2131/4
per De Gregorio Basso (Ter-
moli).

Un gruppo marino 2131/4S
per Manieri e Reale (Siracu-
sa).

+

Un gruppo marino Q. 265/4S
per la «Palinuro» Società Me-
rid. Pesca (Roma).

Un gruppo marino Q.265/6R
per la Marinarsen (Messina).

Un gruppo marino Q.370/9
RS per Scarpa (Venezia).

Sono state inoltre acquisite
forniture di accessori per im-
pianti termici e lavorazioni
varie.

Corso per calderai

Il 5 luglio ha avuto inizio,
presso la Sezione Calderai del
nostro stabilimento, un corso
di elementi di saldatura per
operai calderai. Scopo del cor-
sc è quello di impartire agli
interessati quelle nozioni pra-
tiche di puntatura sufficienti
per rendere indipendente il
calderaio dal saldatore nella
fase preliminare di assiema-
tura di complessi. Il corso a-
vrà la durata di un mese ed
avrà come istruttori i sigg.
Colli e Bertiati.

MUGGIANO |

NOMINA

In data 3 luglio il Dirigen-
te Amministrativo rag. Carlo
TRAVERSA è stato nominato
V. Direttore Amministrativo
del Cantiere di Muggiano



Movimento di navi

1/6 - Alle ore 11 il P.fo « BEL-
FRI» rientra nel nostro
Porticciolo proveniente dal
bacino.

2/6 - Alle ore 15,15 parte la M.n

« BELFRI» per ultimazio-

ne lavori.

- Alle ore 13 il P.fo « LO-

CARNO » lascia il Cantiere

dopo aver ultimati i lavori.

Verso le 12 il P.fo « RA-

MONA » parte per il bacino

- Alle ore 14 la T.c. « RA-

MONA » esce dal bacino,

- Alle ore 6,30 la T.e, «ELIA

BIBOLINI » esce per le pro-

ve.

In serata parte dalla rada

la T.e, « RAMONA » per ul-

timazione lavori.

- Verso le 12,30 la M.c.
« LINDA GIOVANNA » si
ormeggia in Cantiere per la-
vori di riparazione.

27/6 - Dalle ore 7,30 alle ore
11 prova ufficiale sugli or-
meggi della T.c. « PUNTA
SPIGA ».

28/6 - Alle ore 8 la T.c. « PUN-
TA SPIGA» viene rimor-
chiata in Arsenale per ca-
renamento,

4/6

10/6

1°7 - Alle ore 8 inizio prove
preliminari della T.c. «PUN-
TA SPIGA »,

3/7 - Alle ore 7 inizio prove uf-

ficiali della T.c. « PUNTA
SPIGA »,
197 - La M.n. « SURRIENTO »

della Comp. Lauro entra in
bacino per piccoli lavori.



Xx



AZIENDALE >



CANTIERE | FERROVIARIO

Prove della «Giulietti»

Domenica 11 luglio la T.c.
« Giuseppe Giuleitti » varata
nel Cantiere di Sestri il 20 di-
cembre 1952 ha effettuato le
prove ufficiali,

La velocità raggiunta dalla
bella unità è di noci 16,97 su-
perando la velocità contrat-
tuale.

La « Giuseppe Giulietti » ha
preso il mare alle ore 6, ese-
guendo una serie di prove
progressive e nel pomeriggio
ha effettuato le 6 ore di pro-
va regolamentare superando

brillantemente tutte le previ-
sioni di contratto.

Per la Cooperativa Garibal-
di, armatrice della «Giulietti»,
erano presenti a bordo il V.
Presidente Com.te Giacchetti,
i Consiglieri di Amministra-
zione Com.te Scolari ed il sig.
Remedi, nonchè il capo uffi-
cio tecnico sig. De Martis. Per
l’Ansaldo il V. Direttore Ge-
nerale, Capo del Settore Mec-
canico ing, De Vito e l’ing.
Carnevale direttore del Can-
tiere Navale di Sestri.



LIVORNO



Varo della «Alicudi»

Alle ore 11,30 di domenica
11 luglio, salutata dalle sire-
ne delle navi ormeggiate nel
porto di Livorno, è scesa in
mare dallo scalo del nostro
Cantiere « Luigi Orlando » la
posareti « Alicudi »,

Madrina dell’unità la signo-
ta Montello Visentini vedova
della Medaglia d’oro Ten. di
Vasc. Licio Visentini.

In rappresentanza del Ve-
scovo Mons. Piccioni ha be-
nedetto la « Alicudi» Mons.
Cinquini. Erano presenti il
Prefetto dr. Gaetano Marfisa
e molte altre autorità. La Ma-
rina Militare era rappresen-
tata dal Com.te dell’Accade-
mia Navale Medaglia d’oro

amm. Francesco Mimbelli e
dal Com.te Nello Gazzo del
Navalgenarmi,

Erano pure presenti i De-
legati americani della Shiplo
il cap. Rs. Mac Dowell e Mr.
Thomas Mirabella. Per l’An-
saldo presenziavano il Presi-
dente avv. Federico De Bar-
bieri e tutti i Dirigenti del
Cantiere di Livorno,

Le caratteristiche principali
della nuova unità sono le se-
guenti: Lunghezza fuori tutto
m. 46,28; larghezza massima
m. 10,21; altezza di costruzio-
ne m. 5,03; immersione media
m. 3,20; apparato motore Die-
sel-elettrico da 1200 CV.; ve-
locità circa 12 nodi,



FOND

ERIA |



ORDINAZIONI

Durante il mese di giugno
sono state acquisite ordina-
zioni per complessive circa
150.000 ore lavorative. Fra
queste ordinazioni sono degne
di rilievo quelle di cuffie per
motori elettrici per conto del-
l’Ansaldo-San Giorgio, getti in
ghisa e in bronzo per trattori
dell’Ansaldo-Fossati, lingot-
tiere per la S.I.A.C. di Geno-
va e per la Società Pracchi
di Milano, eliche in bronzo al
manganese medie e grandi per
clienti varii, oltre a getti in
ghisa e bronzo destinati alle
lavorazioni degli altri nostri
stabilimenti sociali.

Conferenze tecniche

Nel ciclo delle conferenze
tecniche che si tengono perio-
dicamente nel nostro Stabili-
mento, il giorno 8 luglio l’ing.
Domenico Mensa, al suo ritor-

no dall’Inghilterra, ha illu-
strato la relazione: « Forma-
tura in sabbia e cemento di
un tamburo avvolgicavo» pre-
sentata al Congresso Meehani-
te di Brighton dal sig. Tim-
mers della fonderia oiandese
Wilton Fijenoord, La relazio-
ne, che presenta molti aspetti
originali che interessano no-
tevolmente la nostra fonderia,
è stata seguita aa lunga e ani-
mata discussione.

PROMOZIONI

Segnaliamo le seguenti pro-
mozioni avvenute in questi
ultimi giorni fra il personale:

Capo Sezione ing. Vincenzo
ZAGNOLI, nominato « Capo
Fonderia »; Imp. Tecnico Bru-
no VECCHI, promosso « Capo
Reparto »; Capo Squadra Lui-
gi PUPPO, promosso « Capo
Reparto »; Imp. Ammin, rag.
Giacomo RICCI, passato alla
2.a categoria.

i

Sezione Scafo

Sala a tracciare. (Costru-
zione 1494). Tracciatura fu-
maiolo: tracciato delle sezio-
ni longitudinale, trasversale,
orizzontale con lo stesso pro-
cedimento che viene seguito
per il piano di costruzione di
uno scafo, data la forma care-
nata del fumaiolo. Rilievo de-
gli elementi per la tracciatu-
ra, sullo scalo, delle immer-
sioni dello scafo, Reparto mo-
dellisti sala: costruzione di
modelli di raccordi di tubola-
ture per fusione pezzi,

(Costruzione 1499). Revisio-
ne degli elementi della co-
struzione 1494 per procedere
alla tracciatura della costru-
zione 1499 per quanto concer-
ne: fondo centrale e laterale
zona cisterne, paratie stagne

Officina navale, Calandratu-
ra di 272 lamiere per carri
serbatoio, commessi dall’Iran
allo stabilimento Ferroviario.

Scafo. Montaggio delle strut-
ture per il completamento
scafo della costruzione 1494,



UTENSILERIA

Alla nuova Sezione Utensi-
leria (UTEN), incorporata
come sezione autonoma nello
Stabilimento Ferroviario « 24
Aprile », è stato affidato il
compito di produrre utensili
normali (punte elicoidali, ale-
satori, maschi, filiere, frese,
creatori per ingranaggi, lime
fresate, lame da sega) allo
scopo di poter realizzare una
produzione di serie di alta
qualità a costi il più possibile
ridotti.

Oggi possiamo dire che, me-
diante il concorde sforzo di
tutti i suoi componenti e con
l’ausilio dei nuovi mezzi di
produzione ultimamente in-
stallati, lVUTEN è riuscita a
raggiungere dal punto di vi-
sta della qualità e del costo,
risultati soddisfacenti.

Ma un prodotto anche otti-
mo, non può affermarsi, spe-
cie in un mercato estrema-
mente disputato come il no-
stro, se non è appoggiato da
una efficace organizzazione
commerciale.

A questo scopo è stato crea-
to l’ufficio vendita utensile-
ria (U.V.U.) il quale, valen-
dosi di una serie di 14 agenti,
con deposito, distribuiti in
tutte le principali zone indu-
striali d’Italia, cura la propa-
ganda e l’introduzione dei no-
stri prodotti.

L’opera di penetrazione ca-
pillare dei nostri agenti è coa-
diuvata da un servizio di as-
sistenza ai clienti svolto da
personale tecnico di provata
esperienza, l’opera del quale
si è rivelata utilissima e mol-
to gradita dalla clientela.

Non è da nascondersi che,
in considerazione della acca-
nita concorrenza esistente nel
nostro campo, l’azione dell’uf-
ficio vendita non è delle più
agevoli, ma si ha motivo di
ritenere che l’azione combi-
nata dell’Utensileria e dell’uf-
ficio vendita, quello per quan-
to riguarda qualità e costi,
questo per quanto concerne la
propaganda e la penetrazione
commerciale, possa, entro un
termine relativamente breve,
raggiungere un buon successo.



CARPENTERIA





Il giorno 6 giugno sono stati inviati al deposito del Meccanico, per essere poi spediti in Bra-
sile, un tronco di forno e un tronco di mulino per cementeria. Il trasporto è stato effettuato
con i mezzi dei nostri servizi ausiliari.

Lavori in corso

Fra le varie lavorazioni in
corse nelle nostre officine, me-
ritano particolare attenzione
quelle che attualmente si svol-
gono nelle campate est ed
ovest del gruppo di tettoie per
la lavorazione della carpen-
teria, Sono infatti in corso di
montaggio e di saldatura,
tronchi di forno e di mulini
per cementerie, torri di la-
vaggio, serbatoi per trasporto
carburante destinati all’Iran e

tamburi rotanti commissiona-
ti da uno stabilimento chimi-
co.

Oltre ai lavori sopra descrit-
ti sono stati di recente co-
struiti serbatoi di notevole
capacità, resistenti a forti
pressioni di esercizio, i quali,
eseguiti parte sotto il control-
lo dell’Associazione Nazionale
per il Controllo della Combu-
stione e parte sotto l’egida
dei Registri Navali di Clas-
sificazione, hanno pienamente
soddisfatto i clienti ai quali
sono stati forniti.

Ordini acquisiti

Durante il mese di giugno
sono stati acquisiti i seguenti
iavori: ricostruzione di un
gasometro a Gorizia; costru-
zione di due serbatoi per naf-
ta da 1500 me. l’uno destinati
ad una cementeria in Vene-
zuela; montaggio di tettoie
presso le ferriere Bruzzo di
GenovaBolzaneto. L’esecuzio-
ne di detti lavori richiede
circa 23.000 ore lavorative.







MONTEMAGGIO





I bambini.

sono contenti.

Abbiamo fatto visita ai
vostri bambini a Monte-
maggio e non vi nascon-
diamo che è stata per noi
una giornata di festa. (Ma
anche per loro, a causa
della distribuzione di ca-
ramelle!).

Con le ultime ciminiere
di Pontedecimo ci siamo
lasciati alle spalle il fumo
ed i rumori della città e
abbiamo davvero «cam-
biato aria », salendo tra il
verde caratteristico di que-
ste colline di Liguria, men-
tre dal finestrino aperto ci
raggiungeva quell’ odore
(quel profumo, volevamo
dire), di terra rivoltata e
ingrassata, col suo potere,
per noi cresciuti sull’asfal-
to tra cubi simmetrici di
cemento armato, di farci
sentire più vivi. Abbiamo
cominciato a capire il vero
senso delle parole del poe-
ta « Chi va alla montagna
va da sua madre», una
madre vivace, feconda,
fresca, che oltre Savigno-
ne ci veniva incontro con
orgogliosa tenerezza, salu-
tandoci coi campanili del-
le sue chiese issati tra il
verde dei campi, con le
sue messi ancora acerbe,
lassù, e con le casette ed i
cascinali cari al romanti-
cismo di tutti i tempi. Ap-
pollaiati su un pendio
roccioso, i resti di un vec-
chio maniero ci guatavano
con occhio di gufo.

La colonia si intravve-
deva lassù, col nitore delle
sue mura bianche appena
punteggiate dalle finestre,
e pareva un dado gettato
sul tappeto verde da qual-
che ciclopico giocatore.
All’arrivo, invece, essa cl
è apparsa in tutta la sua
grandiosità effettiva, dav-
vero insospettabile dalla
valle: una architettura mo
derna, funzionale, ariosa,
coi suoi finestroni che in-
ondano di luce tutti gli in-
terni, con la pensilina dal-
le. caratteristiche colonne
a fungo che ci hanno fatto
pensare a Wright.

Al nostro arrivo due
squadre stavano giocando
a palla a volo, e soltanto

un ragazzo si è curato di
noi per chiederci l’ora.

Le altre squadre stava-

no fuori, «Fuori? Che vuol
dire?». Calma, ora vi spie-
ghiamo tutto, O meglio vi
riferiamo quanto ci ha
gentilmente spiegato la Di-
rettrice dott.ssa Cuniberti.
Dopo essersi alzate alle
7,15 e aver fatto un po’ di
ginnastica, e dopo aver
consumata la prima cola-
zione, le squadre, tranne
qualcuna che, a turno, re-
sta a giocare sul grande
piazzale prospiciente la
facciata, escono per la gi-
ta, condotte per i campi e
per i boschi dalle rispetti-
ve assistenti.
Le squadre si sbizzarrisco-
no a piacere tra i castagni
che contornano la colonia
a monte o scendono la val-
le che degrada verso Ca-
sella. Giochi, canti, tutto
quanto è dato immaginare
in queste quotidiane escur-
sioni; quindi ritorno alle
11,45 (abbiamo potuto con-
statare la cronometrica
puntualità di tutte le squa-
dre) e, dopo breve pre-
ghiera, il pranzo. Poi, ripo-
so fino alle 15,30, ora del-
la sveglia pomeridiana;
quindi passeggiata e gio-
chi come al mattino, per
rientrare alle 18,45. Dopo
la cena, breve ricreazione.
E alle 21 si va a letto.

Noi siamo stati commen-
sali dei vostri bambini a
mezzogiorno, e vi assicu-
riamo che quello che si è
svolto nell’ariosa ed otti-
mamente organizzata men-
sa, allietata da freschi alle
pareti riproducenti perso-
naggi disneyani con estre-
ma vivacità di colori, è
stato veramente uno spet-
tacolo. L’entusiasmo con
cui sono state accolte le
vivande e la rapidità con
cui sono sparite potete fa-
cilmente immaginarli, se
pensate all’effetto di quel-
le passeggiate nei boschi.
Abbiamo pensato: « Chis-
sà se fra questi ragazzi
qualcuno è di quelli che a
casa fanno storie per man-
giare? ». Se qualcuno c’è,
la sua mamma sarà lieta di
sapere che qui il suo ra-
gazzo le storie per mangia-

Un’accanita partita di palla a canestro

re non le fa più. Sarà l’aria
ottima che si respira, sa-
ranno i giochi in libertà,
sarà l'atmosfera collettiva
o gli orari regolari, ma il
fatto è che qui tutti, nes-
suno escluso, mangiano
con ottimo appetito. E, a
quanto ci dicono, la cola-
zione del mattino e la me-
renda delle 16 ricevono
pari accoglienza, come la
cena. Ma ritorniamo al no-
stro pranzo: dopo la frutta
sono arrivate le caramelle
(come pare sia consuetudi-
ne quando arrivano visite
dalla direzione: sarà per
questo che i ragazzi erano
tanto contenti di vederci?
Forse siamo dei pessimisti:
comunque, lo sguardo ma-
lizioso questi ragazzi ce
l'hanno e come!). Le cara-
melle sono state accolte
con battimani furiosi e con
fischi di approvazione
(strano, che questa usanza
americana sia arrivata così
in profondità). Poi ci sia-
mo avvicinati ai ragazzi e
abbiamo parlato con loro.
Ora sappiamo già che
non ci crederete, ma è la
verità pura e ve lo giuria-

mo: quando hanno saputo
che eravamo dell’« Ansal-
dino », ci hanno assalito
per pregarci di fare il loro
nome, perchè «così papà
e mamma ci leggono». Na-
turalmente non possiamo
ricordarne che alcuni: Ni-
no Costa, Giancarlo Bar-
bieri e Renzo Passalacqua
della Spezia; Romeo Reca-
natesi, Angelo Roncagliolo
e Giovanni Baratucci di
Genova figli di lavorato-
ri del Meccanico: tutti di-
cono di aver scritto a casa
ma di non aver ancora ri-
cevuto posta. Tra i più
piccoli abbiamo subito no-
tato dei temperamenti (chi
vuol conoscere l’uomo, stu-
di il bambino): Giorgio
Podestà (7 anni e mezzo,
di Genova) le 4 caramelle
se l’è mangiate subito tut-
te, dicendo che così non ci
pensava più; Mauro Petei
invece (quasi 9 anni, di
Sampierdarena) le ha te-
nute tutte in tasca, per
«dopo ». Con loro era
Edoardo Gargiulo (di 7 an-
ni, di Cornigliano) più si-
lenzioso. Petei è un entu-
siasta e parla a lungo: « Sì,

penso spesso a casa, ma
tanto tra un mese ci torne-
rò. Qui si sta bene, si gioca
tutto il giorno, tranquilli.
Invece per la strada c’è
sempre il caso di finire
sotto una macchina ». Te-

stuale.
Abbiamo notato ad un
tavolo una capigliatura

rossa e ci siamo avvicina-
ti: appartiene a Giuseppe
Cavanna (anni 11, di Ge-
nova, il padre è al Ferro-
viario) molto giudizioso e
assai contento di essere
qui, così come Armando
Frediani (anni 10) il quale
ci ha risposto con fermez-
za che suo padre è all’An-
saldo. « Ma Ansaldo, quale
stabilimento? » - « Ansal-
do, e basta ».

Ed ora che vi abbiamo
parlato dei capelli rossi di
Cavanna, sentiamo il biso-
gno di parlarvi degli occhi





di Mauro Damasco (7 anni, ‘

di Genova): azzurri chiari,
come il mare poco fondo
in una giornata di sole. Un
colore tenue, alla Morandi.

Hanno nostalgia di casa,
i ragazzi? Sì, specie la se-
ra; ma l’assistente è pron-

-



a

ta a consolare, e tosto giun-
ge il sonno. Soltanto Rosi
di Genova, figlio di un
operaio del Meccanico, o-
gni tanto dice che vorreb-
be fare una visitina a casa.
per vedere il fratellino di
pochi giorni. Ma anche lui
si è convinto ad aspettare
a vederlo tra un mese, così
sarà più bello.

Adesso parliamo dei li-
vornesi (sembrerà errato
sottolineare così una divi-
sione che non ha ragione
di essere e che dobbiamo
superare — vero bambini?
— ma se vogliamo essere
cronisti obiettivi, dobbia-
mo dire le cose come stan-
no). Essi hanno la fama di
essere i più vivaci ed i più
monelli, ma se è vero che i
monelli non hanno bisogno
di confini geografici, è pur
vero che i più vivaci lo so-
no sul serio. Ne sa qual-
cosa la signorina Laura
Borsarelli, assistente della
1.a squadra, che deve fare
appello alle tradizioni di
gendarmeria piemontese
che son nel suo sangue per
tenere a freno questi « ter-
remoti ». Ecco un episodio
che non poteva venire che
da oltre Magra: poichè si
era notato che i noccioli
della frutta venivano poi
utilizzati come proietti per
il tiro a bersaglio, è stato
stabilito che essi debbano
restare nel piatto alla fine
del pasto: due pesche, due
noccioli; tre albicocche,
tre noccioli, e così via.
L'altro giorno la resa non
quadrava, e un ragazzo fà:
« Ma una il nocciolo non lo
aveva! ». Vecchia saggez-
za di Bertoldino, cosa fai

in questo ragazzo toscano?

Ma parliamo un po’ con
« loro »: Lionelio Bacci
(anni 12) sottolinea con
orgoglio che il padre è car-
pentiere in ferro, operaio
specializzato. Ha finito le
elementari e spera di con-
tinuare gli studi. Vorreb-
be fare il meccanico den-
tista. Poi Piero Vannucchi,
Bruno Lenzi, Gianfranco
Mazza, Mauro Sardelli,
tutti hanno lo sguardo di

« Gruppi » all’aperto

L'ora solenne

certi quadri di Fattori, e
battute alla Fucini. Carlo
Susini ci mostra la sua rac-
colta di involucri di cara-
melle, tutti lindi, con i co-
lori vivaci di aranci, di pe-
re, di ciliegie.

Del campionato non si
parla, ma lo si sente nel-
l’aria. Già, a giorni si ini-
zierà un campionato di
palla-canestro e palla a vo-
lo, ed i migliori saranno
premiati. Ma le cose non



finiscono qui: oltre ai di-
schi che ingentiliscono l’a-
nimo, quest'anno c’è anche
il cinema, con impianto so-
norizzato a 16 mm.: i ra-
gazzi sono entusiasti ed
impazienti, e nel nostro ra-
pido referendum abbiamo
sentito che gli « western »
battono nettamente Dis-
ney. I genitori possono es-
sere tranquilli, così se ci
sarà qualche giornata di
pioggia (ma speriamo di
no!) i bambini vedranno il
cinema e si divertiranno
lo stesso.

Ai genitori, oltre ai saluti
che ci hanno pregato di
trasmettere, dobbiamo da-
re una assicurazione, una
raccomandazione ed una
notizia. L’assicurazione è
tutti i ragazzi, anche se
non scrivono molto, li pen-
sano sempre e ne parlano
spesso, tanto che una del-
le manifestazioni accolte
con maggior gioia è la di-
stribuzione della posta.
(Qui, come a militare, bi-
sogna registrare qualche
volta la delusa tristezza
degli esclusi). Quindi la
raccomandazione è quella
di scrivere ai ragazzi per-
chè fa loro veramente pia-
cere. La notizia, ottima, è
che l’infermeria è comple-
tamente vuota e che il dr.
Galassi sarebbe completa-
mente disoccupato se non
si dedicasse ad arbitrare le
partite.

Ed ora che vi abbiamo
parlato dei bambini e delle
loro giornate, come era no-
stro dovere, ci accorgiamo
che lo spazio viene a man-



care, e che dobbiamo anco-
ra illustrarvi tutti i ser-
vizi, delicati e complicati,
sui quali tutto questo può

marciare. Pensare che ab-

biamo rubato tanto tempo
a tutti, abbiamo chiesto a
tutti! Ed ora cosa diranno,
il dott. Chellini, cortesis-
simo anfitrione e il sig.
Del Torre, l’economo in-
daffaratissimo, e la diret-
trice dott. Cuniberti, che
abbiamo importunato a
lungo, e la vice-direttrice
che non l’abbiamo lascia-
ta mangiare in pace, e il
dottore, e il cappellano,
che cosa diranno? Abbia-
mo qui tanti appunti, tut-
ti quelli che ci avete for-
nito, ma non abbiamo più
spazio: perdonateci, e la-
sciate che vi ringraziamo
lo stesso.

E voi, signorine vigila-
trici (tutte giovani maestre
che hanno esperienza di
queste cose) vi abbiamo
visto sorridere, anche se
stanche e rauche: ecco sì,
sorridete sempre così. Ai
bambini piace, e anche a
noi.

Poi abbiamo dovute
scendere a valle, tra i cubi
di cemento e le ragnatele
dei fili tranviari. Il cristal-
lo posteriore della macchi-
na ci ha consentito di guar-
dare ancora una volta,
lassù tra il verde, il dado
bianco che adesso, col suo
tetto a unico spiovente, ci
pareva un uccello pronto
a spiccare il volo verso
l'azzurro del cielo, leggero
come un sogno di bimbo.

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LO SPORT





La Germania, ritenuta una
semplice « outsider » tra le
grandi firme internazionali, ha
dunque vinto i mondiali di
calcio. Non vi dice nulia que-
sta vittoria? Ardore, slancio,
preparazione atletica, ma, so-
pratutto, disciplina, perseve-
ranza, tenacia e serietà in tut-
ti gli atti del tumultuoso tor-
neo. Impariamo! Sono piccole
<« facezie » che dimostrano an-
cora una volta di più che lo
sport, palestra di educazione e
di forza, premia alfine del suo
massimo alloro chi, nella mo-
destia e mel coraggio, osa e
combatte.

©

In tema di insegnamenti ve-
diamo un po’ di interpretare
le favorite Brasile e Uruguay
dal punto di vista cerebrale
del loro incontro. E’ stato il
trionfo dell’intelligenza sulla
pura forza fisica. Già! nel giu-
dicare un atleta o una squa-
dra non si tiene quasi mai con-
to dell’intelligenza, come se al
calcio si giocasse solo con i
piedi...

» ®

Abbiamo così imparato tan-
te belle cose a questi mondia-
li. Tra l’altro, che i Tedeschi
valgono molto meno di certa
gente « che noi conosciamo »
quanto a pura abilità tecnica,
ma essi di questo sono co-
scienti e non si smarriscono in
esibizionismi. Mirano allo sco-
po. Sanno tenere per 90 mi-
nuti i nervi carichi. Sentono
la responsabilità di una par-
tita in cui è in palio il nome
del loro Paese. Mentre taluni
(anche se blasonati) han fat-
to pensare in certi momenti
che l’educazione sportiva,
malgrado tutto l'apparato di
bande, vessilli, cerimonie e
banchetti, va ancora a brac-
cetto con «l’uomo delle ca-
verne ».

°

Onore anche ai Magiari che

ci hanno confermato che la

loro squadra, malgrado l’ino-
pinato ostacolo finale, ha la
stoffa del puledro di classe.
Altre squadre si affacciano
baldanzose all’orizzonte, ma il
calcio ungherese resta ancora
uno dei più bei fiori che guar-
niscono il giardino dello sport
europeo.

Per gli italiani suggeriamo...
la cura. Perchè non basta la
critica. Ci sembra, da una sin-
tesi più ampia del foot-ball
« azzurro », che occorra anzi-
tutto una maggiore coscienza
delle nostre possibilità. Siano
esse favorevoli o sfavorevoli
Meglio partire battuti con uo-
mini decisi a vender cara la
pelle, che partire eccessiva-
mente ottimisti con... gente
« bolsa » che delude! Occorre,
pietra su pietra, «creare »
una squadra italiana come si
forgia una squadra di Socie-
tà, senza lasciarci sopraffare
dal concetto spettacolare. Quel
che conta è il concetto sporti-
vo. Essere inesorabili contro
gli eccessi del professionismo,
contenerlo e combatterlo con
qualsiasi mezzo. Primo di tut-
ti: il buon senso!

E infine, noi non chiediamo
per Czeisler la fine del Savo-
narola. Ma, vi siete mai in-
teramente spiegati la necessi-
tà di un trainer straniero? E°
mai possibile che in Italia non
ci sia un competente che sap-
pia formare una squadra mi-
gliore di quella di Losanna?
E in tema di insegnamenti co-
sa mai è stato insegnato di
spettacolare, di estroso, di tec-
nico, di taumaturgico agli az-
zurri? Ne abbiamo visto i ri-
sultati. Una volta, un certo si-
gnor Pozzo ci condusse alla
bella avventura di diventare
noi î Campioni del Mondo. Se
non erriamo era un torinese.
Ma ci sarà certo qualcuno che
si farà premura di dimostrar-



LA COPPA

L’ultima partita in calenda-
rio per il torneo Brezzi oppo-
neva la nostra squadra alla
forte compagine della « Finco-
sit », detentrice della Coppa
Brezzi 1953.

Molti Ansaldini si saranno
chiesti: perchè « Ansaldo-Ma-
renco? », Il secondo nome è
quello della Società con la
quale abbiamo dovuto abbi-
narci per poter partecipare al
Torneo, in quanto chi non ha
svolto attività durante l’anno
non può giocare la Coppa
Brezzi.

La squadra così composta:
Righetti, Ferrando, Incerti,
Turco, Pagni, Verdacchi, To-
nielli, Pagano, Casarino, Gian-
noni, Cassio, è uscita vitto-
riosa per 2-1, dopo un’aspra
e combattuta contesa, nono-
stante l’impegno degli avver-
sari che tendevano ancora al-
la conquista del primo posto.
Con questa vittoria la nostra
squadra si è classificata al
quarto posto, a parità di me-

“BREZZI”

rito col « Prè Gabbai>», la-
sciando il fanalino di coda al
« Grifone Ausonia », organiz=
zatore del torneo. Non è da
escludere che con un po’ più
di fortuna avremmo potuto
classificarei anche meglio.

E’ inutile, a conclusione del
Torneo, discutere dei ma e dei
se, ma la rete fortunosa se-
gnataci dal « Fossati » e il pa-
reggio subito ad opera del
« Grifone », quando il tempo
era già scaduto, stanno a di-
mostrare come ij giovani com-
ponenti la squadra Ansaldina
non siano stati certamente fa-
voriti dalla Dea bendata.

Il torneo è terminato con la
vittoria dell’« Ansaldo Fossa-
ti» e a noi non rimane che
pensare a ricostruire per pren-
derci la rivincita nel prossimo
anno, sempre chè i nostri af-
fezionati collaboratori, a cui
porgiamo sentiti ringrazia-
menti, ci vengano incontro
con la stessa comprensione di-
mostrataci quest'anno,

Anteo Dodi



Otto volante

ci che Pozzo era figlio di una
zia di un australiano.
°
A Roma, altri mondiali, al-
l’Olimpico. Quelli della ginna-
stica, Trionfo dei Russi, I qua-
li al corpo libero, alle sbarre,
agli anelli e in special modo
al volteggio hanno raggiunto
limiti cne rasentano la perfe-
zione. Non ci sono attenuanti
per i battuti, ma differenza di
scuola, potenza, uno spiccato
grado di raffinatezza stilistica
pone in un piano quasi inat-
taccabile i ginnasti domina-
tori di Helsinki.
®
Non stiamo a ripetere i 9,85
di Tocnamire alle parallele o
i 9,80 di Mouratov agli anelli
o i 9,45 di Chaguin June alla
sbarra. Tutti i punti merita-
no un commento. Alcuni gior-

nalisti un po’ distratti che
parlano sempre di «tempi »
hanno scambiato volontieri

questi con il termine base del-
la ginnastica (punti). E così
nella foga e nell’ ammira-
zione di classifiche squillanti
hanno esclamato: « Che tem-
pi! ». Un giudice sulla settan-
tina credendo che si parlasse
di quelle belle biondone russe
agili come gazzelle ha sospira-
to: « Bei tempi davvero! ».

o

E quindi in fila la Germa-
nia, la Svizzera e il Giappo-
ne a ruota hanno compiuto
progressi notevoli come si può
dire degli Italiani che hanno
salito qualche gradino (il 7.0)
mercè iniezioni di giovinezza
nel vivo della formazione. Fi-
gone e Sampieri i nostri ves-
silliferi, non sono ancora tra-
montati; ma attendiamo altri
nomi alla ribalta.

®

Ed ora al Tour. Assenti gli
Italiani per i noti fulmini del.
la nostra Federazione. Il giro
di Francia ha già incomincia-
te le sue pedalate! 23 tappe -
4862 Km. Roba da far drizza-
re i capelli, Le grandi linee
della gigantesca corsa, formu-
le e regolamenti meritano al-
cuni commenti dopo che God-
det ne ha rettificato le lancet-
te cronometriche. Sicchè è am-
messo il gioco di squadra, il
cambio di ruote e di macchi-
ne (peccato che non siamo ar-
rivati al cambio dei corrido-
ri). E’ autorizzato il cambio
del gonfleur (visto che lungo
la strada ci saranno gli im-
mancabili « gonfiati »). Per o-
gni squadra l’organizzazione
offre una vettura attrezzata
con sopra un massimo di tre
biciclette. (Di modo che se
quattro corridori frantumasse-
ro la macchina uno di questi
a sorte si sorbirebbe il giro n
piedi).

Altra novità, I partecipanti
indossano una maglia con il
diritto di apporre il nome del-
la marca dela casa cui appar-
tengono. (Niente da fare quin-
di per quelli che avrebbero
preferito le scritte reclame). E°
proibito agli atleti di scrivere
durante la «durata» della
corsa articoli su giornali o ri-
viste. (Non avremmo mai pen-
sato che pedalando a 28 o 30
chilometri orari si potesse far
tanto). C'è facoltà di confi-

scare i premi qualora la me-
dia della tappa sia inferigre
alla prevista tabella di marcia
(qui ci sembra che ci scappi
qualche sciopero tipo Italy).
Sono stati aboliti gli abbuoni
di tempo sulle montagne, (Era
ora, «poveri passisti»), Vi ab-
biamo così scodellato alcune
formule dell’ingranaggio del
Tour per rendervi più soppor-
tabile la corsa, della quale as-
sieme ai protagonisti avremo
un mese di tempo per parlar-
ne e sollazzarci. Intanto una
pagnotta in saccoccia e via!
Signori non c’è tempo da per-
dere: da Amsterdam a Parigi!
Così!... Due passi!

Giuseppe Ballerino

ATLETI ANSALDINI

L''OLIMPIONICA
LILIA TORRIANI

L’Ansaldo è sempre stata un
vivaio di atleti, molti dei quali
hanno primeggiato in gare na-
zionali e internazionali e nella
più alta competizione sportiva
del mondo: l’Olimpiade.

Fra coloro che più si sono
fatti onore in questo campo, ec-
co una donna — una donna
giovane e gentile: la signora
Lilia Torriani, olimpionica di
ginnastica, che in innumerevo-
li gare ha difeso il buon nome
sportivo del nostro Paese.

Alla signora Torriani, ora
impiegata presso l’Ufficio SES
del Cantiere Navale di Sestri,
abbiamo chiesto un’intervista
di stile telegrafico (lo stile che
ci è imposto dallo scarsissimo
spazio a nostra disposizione) ed
ella ha cortesemente consenti-
to a rispondere alle nostre do-
mande.

D. Quale è l’attività sportiva
alla quale si è dedicata

R, La ginnastica artistica. La
società di cui facevo parte è
« L'Unione Sportiva » di Se-
stri dalla quale sono uscite
«laureate » altre tre Olim-
pioniche.

D. A quale Olimpiade ha parte-
cipato, ed in che anno?

R. Alla XIV Olimpiade di Lon-
dra nel 1948 ed ai Campio-
nati del mondo a Basilea nel
1950, Inoltre ho partecipato
a diversi incontri interna-
nali ed a tutti i concorsi e
campionati italiani.

D. Quale è stato il risultato ot-
tenuto dalla Squadra Italia-
na in quella occasione?

R. Alle Olimpiadi abbiamo ot-
tenuto 1’8.0 posto mentre ai



Campionati del mondo ab-
biamo conseguito il 3.0 po-
sto.

. Quali altri titoli, individuali
e di squadra, ha consequito
nel corso della Sua attività
sportiva?

o

R. Durante la mia « carriera »
sportiva moltissimi sono
stati i primati di squadra e
qualche volta nell’individua-
le ed anche di specialità at-
trezzistica,



D. Che cosa ne pensa della don-
na in funzione di atleta?

R. La donna con l'esercizio del-

lo sport rinforza il fisico e
lo spirito e sarebbe bene che
tutte le giovinette dedicas-

sero qualche ora alla « pa-

lestra » per capire quale be-

neficio potrebbero trarne.
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Nel secondo numero del
l’Ansaldino, abbiamo letto
con piacere il resoconto del-
la inaugurazione di un am-
bulatorio della Cassa Mutua
Aziendale del Muggiano.

Vorremmo sapere se, pres-
so il nostro Cantiere. sia pos-
sibile creare come in altri
Stabilimenti del gruppo, una
Cassa Mutua Aziendale, inte-
sa a sostituire l'attuale assi-
stenza mutualistica fornita
dall'I.N.A.M.

ITALIANO RAFFAELE -
CARLO LUBRANO - Ufficio
MOP - Cantiere di Livorno

In base alle disposizioni
contrattuali e legislative vi-
genti (contratto Interconfede-
rale 3 gennaio 1939 e Legge i
gennaio 1943, art. 38), non è
più possibile istituire Casse
Mutue Aziendali.

A termini del sopra citato
contratto veniva autorizzato il
mantenimento di talune Mu-
tue aziendali già esistenti a
tale data e rispondenti a de-
terminati requisiti,

Con la Legge del ‘1943 che
istituiva l’Istituto Nazionale
Malattie « I.N.A.M.», anche
queste Casse Mutue aziendali
avrebbero dovuto essere as-
sorbite dall’Istituto stesso, e
solo in via di fatto se ne è
consentito il mantenimento
sino ad oggi. Naturalmente
non è però possibile istituire
nuove Casse mutue aziendali,
in quanto l’assistenza di tutti
i lavoratori è stata affidata al-
VI.N.A.M.



Innanzi tutto grazie per
l'« Ansaldino », che oltre ad
essere istruttivo ci fa couc-
scere tante cose a noi scono-
sciute. Ho detto «a noi sco-
nosciute »; ma per essere più
preciso dovrei dire «a me
sconosciute »; infatti, benchè
io sia un anziano dell’Ansal-
do. ero all'oscuro riguardo ai
Cantieri di Livorno e Mua-
giano. Sapevo che esistono dai
vecchi tempi, ma non sapevo
che facessero parte del com-



plesso Ansaldo. Se uno si tra-
sferisse in uno di detti can-
tieri sarebbe sempre un an-
saldino? Le maestranze di Li-
vorno e Muggiano hanno gli
stessi doveri e diritti di quel-
le dell'Ansaldo di Genova?
Un anziano Ansaldino

I Cantieri di Livorno e
Muggiano, già O.T.O., sono
stati incorporati nell’Ansaldo
nel 1949, a seguito della rior-
ganizzazione delle aziende del
gruppo I.R.I. Sono quindi sta-
bilimenti sociali come gli al-
tri esistenti a Genova. ed alle
loro maestranze è riservato lo
stesso identico trattamento di
quelle genovesi,

»

A vag. 9 del terzo numero de
«L’Ansaldino » leggo la ri-
srosta alla mia precedente,
riguardante i corsi T.W.I., ri-
sposta in cui mi fate l’appun-
to di aver usato la parola «di-
rendente» invece di cuellà di
«collaboratore». Ma, strano ca-
so, nella testata del vostro
reriodico si legge a tutte
lettere «Quindicinale dei ”di-
pendenti” dell'Ansaldo S.A.».
E allora come la mettiamo,
siamo dipendenti a pagina uno
e collaboratori a pagina no-
ve? E’ forse per questo che
non ci dite quanto costano i
corsi T.W.I., perchè ai «di-
pendenti » non si danno
conti.

Ing. RENZO JESURUM

Pubblichiamo molto volen-
tieri questa seconda lettera
dell’ing. Renzo Jesurum per
un duplice ordine di ragioni.
La prima perchè potrebbe co-
stituire una prova di come
alcuni dipendenti, a torto, non
si sentano collaboratori. La
seconda perchè potrebbe far
supporre che da parte dello
scrivente vi sia uno stato di
animo precostituito, insensi-
bile a qualsiasi elemento ra-
zionale. L’ing. Jesurum, con
questa sua insistenza. potreb-
be essere considerato fra -co-

loro che «non sono sordi e
pur non vogliono sentire ».
Ad abbondanza aggiungia-
mo che nella nostra preceden-
te risposta, stabilito il princi-
pio che i corsi rientrano nel-
la normale attività di perfe-
zionamento ed addestramento
sul lavoro, era evidente che
la determinazione del costo di
essi, facilmente ragguayliabi-
le alla paga oraria di ogni di-
pendente che vi partecipa,
moltiplicato per il numero
delle. ore di durata, non era
un elemento sostanziale. Co-
munque era importante sta-
bilire il principio che si trat-
ta di una spesa produttivisti-
ca e non di una perdita di
tempo, come, con malcelata
ironia, lasciava trasparire fra
le righe il nostro Josurum.
La distinzione tra dipen-
denti e collaboratori non ci
sembra affatto fuori posto.
Nella Azienda tutti siamo di-
pendenti e per noi è fatto il
giornale. Il nostro scopo, for-
se ambizioso, è vuello di fare
di tutti i dipendenti dei col-
laboratori consamonoli. FA è
perciò che, tra InItro, ci sia-
mo proposti d’informare nbiet-
tivamonte i dinendenti di tut-
to snanto li nosen intorosenre,
Confessiamo che non abbia-
mo capito se lina Josvrum si
senta soltanto dipendente o
anche colleboratore: ed è ap-
punto perciò che — per quan-
to ciò possa apparire super-
fluo — abbiamo risposto a
questa sua seconda lettera,



Perchè il fumaiolo della
Turbonave « Colombo » spun-
ta fuori della ciminiera, men-
tre quello della gemella « An-
drea Doria » no? Vi è quache
motivo tecnico?

OTTAVIO OTTONELLO

Il tubo che nella ciminiera
della « Cristoforo Colombo »
sporge dalla camicia del fu-
maiolo (è il collettore degli



DIAGRAMMA — DEI NUMERI BASE — IN FUNZIONE

1500

1400

1200

1100

DELL'ETÀ




LE TRE CURVE RIPORTATE SI RIFERISCONO









A TRE IMPIEGATI VALUTATI RISPETTIVAMENTE
wo 18/30 - 24/30 .- 30/30
60
al
400
300 PGEZEI RESA TECHE "TRERIGITEI ROTTE TATE "TENERE TEMRTRETITI N TTI RIETI =:
18020 22 2 2% 28 0 32 34 36 38 40 42 d4 46 48 50 52 54 Sb 58 60

ETA" IN ANNI

Nell'intervista del Direttore Generale sulla determinazione degli stipendi (da noi pubblicata nel numero
scorso) era detto che gli stipendi subiscono « un rapido aumento dai 18 ai 30 anni di età, successivamente
decrescente negli intervalli fra i 30 e i 40 arni e dai 40 ai 50, con un forte appiattimento fra i 50 e 1 60
anni », Questa frase è stata da taluni lettori inesattamente interpretata. Per meglio chiarire le idee pubbli-
chiamo questo grafico, il quale dimostra che non sono gli stipendi che decrescono tra i 30 e i 60 anni, bensì
îl loro aumento. Ossia, lo stipendio continua ad aumentare fino ai 60 anni; soltanto che l'aumento è più ra-
pido fra i 18 e i 30 anni e meno rapido fra i 30 e i 60.

scarichi dei motori diesel de-
gli elettrogeneratori.

Esso è più sporgente che
sulla « Andrea Doria » in re-
lazione alla diversa sistema-
zione dei deflettori del fumo
realizzata sulla « Cristoforo
Colombo » con l’intendimento
di renderli più efficaci.

| RISULTATI |
del secondo

CONCORSO

I 24 punti da ricerca-
re nel « Problema...
Ferroviario» da noi pub-
blicato nel secondo nu-
mero del giornale era-
no, nell'ordine: 5, 4, 1,
214, 53,01, 4;5,13;
Sio 400, OA 1002,

Tra i solutori che
hanno inviato la giusta
soluzione è stato sorteg-
giato l’operaio del Mec-
canico Aristide DANO-
VARO, al quale è stata
consegnata la macchina
fotografia in palio,

Tra tutti i partecipan-
ti, sono stati inoltre sor-
teggiati dei premi di
consolazione, che sono
toccati ai seguenti An-
saldini:

Maddalena BORSONI
(MEC); Emilia ASTORI
(DIG) - Giovanni TRA-
VERSO (DIG) - Luigi
TASSARA (CAN) - Ot-
tavio ROSSI (MEC)
- Carlo PESCATORI
(MUG) - Oreste CA-
ROSSIA (MUG) - An-
tonio GALLI (MUG) -
Erminio BISIO (CAN).





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Cantiere, deceduto il 1.0 lu-
glio. Era all’Ansaldo dal 1926.
Lascia una figlia.



Giovanni STOPPINO
di anni 62, dipendente del
Cantiere, deceduto il 22 giu-
gno. Era all’Ansaldo dal 1926.
Lascia un figlio,

Carlo BROGI
di anni 53, dipendente del
Ferroviario, deceduto il 9 giu-
gno. Era all’Ansaldo dal 1930.
lascia la madre.

Nello MUSETTI
di anni 55, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 23 giugno. Era all’Ansaldo
dal 1936. Lascia la moglie e
due figli.

Umberto CARNER
di anni 61, dipendente della
Carpenteria, deceduto il 21
giugno. Era all’Ansaldo dal
1920. Lascia la moglie,
——-
Agostino BRUZZO
di anni 58, dipendente della
Carpenteria, deceduto il 25
giugno. Era all’Ansaldo dal
1920. Lascia una sorella,







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Sono nati

7 maggio: LEONARDO, fi-
glio di Bassignani Umberto
(Mug) - 18 maggio: LORE-
DANA, figlia di Riccardi Giu-
seppe (Mef) - 1.0 giugno: MA-
RIA, figlia di Dassori Gaeta-
no (Can) - 6 giugno: GLO-
RIA, figlia di Reverberi Ma-
rio (Mef) - 8 giugno: PATRI-
ZIA, figiia di Medicina Dioni-
sio (Mec) - 8 giugno: CLAU-
DIO, figlio di Mezzatesta Giu-
seppe (Can) - 9 giugno: IVA-
NA, figlia di Pisasala Carmelo
(Mec) - 10 giugno: ANNA, fi-
glia di Paoletti Mario (Mef)
- 12 giugno: ROBERTO, fi-
glio di Causa Giacomo (Can)
- 12 giugno: ENRICA, figlia di
Lantero Francesco (Mec) - 13
giugno: WALTER, figlio di
Stanchi Luigi (Can) - 15 giu-
gno: IVANA, figlia di Dapino
Aldo (Can) - 15 giugno:
CARLO, figlio di Stramezzi
Giovanni (Can) - 19 giugno:
LORENZO, figlio di Canobbio
Angelo (Can) - 22 giugno.
FABIO, figlio di Altini Ivo
(Liv) - 22 giugno: MARIA,
figlia di Perini Walter (Mef)
- 23 giugno: AGOSTINA, fi-
glia di Macchi Giuseppe
(Mec) - 23 giugno: MIRCO,
figlio di Gambolo Pietro
(Mec) - 26 giugno: ROSSEL-
LA, figlia di Nesi Bruno (Liv)

A tutti i piccolissimi
«ansaldini » e ai loro ge-
nitori i nostri auguri più
fervidi.

Si sono sposati

19 aprile: GIUBERTI Lilia-
no (Mec) con Cordara Emma
- 2 giugno: CAVANNA Tele-
sio (Mef) con Gorgazzi Lui-
sa - 6 giugno: BEZEREDI Ro-
sa (Fon) con Novelli Romual-
do - 20 giugno: RATTO Gio-
vanni (Car) con Grotto Se-
verina - 20 giugno: DONATI
Piero (Liv) con Antonelli
Wanda - 27 giugno: BARTO-
LI Ezio (Can) con Mazzolet-
to Miranda - 27 giugno: PIZ-
ZORNI Stefano (Mec) con
Pizzorni Maria.

Agli sposi i nostri vivis-
simi auguri.



Nozze Jannone - Valpreda

Non abbiatevene a male, cari
amici, se, una volta tanto, dia-
mo particolare risalto ad una
delle notizie nuziali cui per so-
lito — e per necessità — dedi-
chiamo solo pochissime parole.
Stavolta, nei fatali ingranaggi
della Ruota del tempo è stato
preso il nostro Redattore re-
sponsabile, Dante Jannone, che
il 10 luglio si è unito in matri-

monio con la signorina Marisa
Valpreda, a Torre Balfredo di
Ivrea, Egli sta felicemente com-
piendo, in questi giorni, il suo
viaggio di nozze. E noi che lo
sostituiamo al bancone della ti-
pografia, nell’usuale lavoro di
impaginazione del giornale, pen-
siamo a lui e alla sua gentile
signora con un senso di commo-

Ruota
Tempo

zione e
fetto.
La Ruota del Tempo intanto
gira e aspetta al varco gli spo-
si; l’anno prossimo (questo è
il nostro augurio) li riprenderà
nei suoi fatali ingranaggi. E
noi dovremo ripubblicare i loro
nomi; non più in questa, ma
nella precedente rubrica...

di beneaugurante af-







VETERANI





Clotaldo Di Donna

Nel mese di

maggio scorso
sono state consegnate, a Pa-
lazzo Vecchio in Firenze, le
«Stelle al merito del lavo-
ro» a trenta veterani di tut-
ta la Toscana. Fra coloro che
hanno ricevuto l'ambito premio
e — ci piace dirlo — fra co-
loro che più lo meritavano, era
il nostro anziano collega Clo-
taldo Di Donna, il quale ha al
suo attivo, prezioso fardello di
esperienza e operosità, ben cin-
quant’otto anni di ininterrotto
lavoro presso il Cantiere di Li-
vorno.

Clotaldo di Donna, Un lavo-
ratore per antonomasia, un uo-
mo che il giorno successivo al-
la cerimonia di Palazzo Vecchio
vedemmo nuovamente curvo sul
tavolo da disegno, diligente, at-
tivo e operoso come il più so-
lerte dei giovani impiegati, Fu
nel lontano 1926 che conoscem-
mo il Di Donna; un distinto
signore in grigio sulla cui fac-
cia aperta e gioviale faceva spic-
co un paio di baffi all'insù che
davano un certo tono all’allora
Capo dell’ufficio studi allesti-
mento del Cantiere « F.lli Or-
lando & C.». Si era nel pieno
fervore dei lavori per la costru-

zione dell’incrociatore Trento,
nuovo tipo di nave che — come
si diceva — voleva vedere gli

uomini in faccia, con le loro
capacità tecniche, la loro ini-
ziativa, Tutto nuovo, mai pri-
ma di allora studiato, dalla chi-
glia alla formaggetta dell’albe-
ro. Clotaldo Di Donna era l’ani-
matore di buona parte dell’ope-
rosità che ferveva attorno ai no-
stri scali, nelle nostre officine e,
sopratutto, nelle sale disegno
dalle quali uscivano i piani e
i dettagli per la messa in ope-
ra della « Trento ». Ma quante,



prima di allora, erano state le
navi da guerra, mercantili, pas-
seggeri, alla cui costruzione egli
aveva partecipato? Quanti éra-
no i piani generali e di strut-
tura, le sezioni maestre, i pro-
getti che, sulla carta immaco-
lata, erano usciti dalla sua men-
te e dalle sue mani? Non è esa-
gerato dire centinaia e forse,
malgrado possegga sempre una
memoria formidabile, neppur
lui ricorda i nomi di tutti i
bastimenti e i tanti progetti ai
quali ha lavorato, E chi non ha
potuto ammirare la felicissima
mano di Clotaldo, che ancor o0g-
gi lo fa prescegliere quando su
un foglio di carta si vuol ri-
produrre un impareggiabile cor-
sivo per un nome, un titolo,
una dicitura? Ci sono in archi-
vio dei piani generali che do-
vrebbero servire quali esempla-
ri di concetto accoppiato alla
virtù del saper ben presentare.
Delle vere miniature che oggi
ben pochi riuscirebbero ad imi-
tare!

Clotaldo Di Donna è veramen-
te quel che si dice un uomo buo-
no. Se le qualità cui abbiamo
accennato non ce lo facessero
ammirare abbastanza, lo ammi-
reremmo lo stesso per la sua
bontà e onestà, per la sua dirit-
tura morale; ed anche perchè
egli tipicamente rappresenta
quella schiera di vecchi livor-
nesi che sembrano far parte del-
le mura stesse del Cantiere, nati
e cresciuti in esso e per esso.
Schiera che, con sincero rim-
pianto, vediamo sempre più as-
sottigliarsi e della quale Clo-
taldo Di Donna è forse uno de-
gli ultimi rappresentanti.

Clotaldo Di Donna è nato a
Livorno il 7 settembre 1877. En-
trò in Cantiere a 19 anni, nel
1896, ed i diversi passaggi di
proprietà dello stabilimento li-
vornese lo videro sempre pre-
sente, sempre prescelto e ben-
voluto dai colleghi e dai diri-
genti. Egli è disegnatore proget-
tista ed abilissimo tecnico na-
vale, qualità che lo portarono
alla funzione di Capo-sala del-
l'ufficio studi scafo. Come già
detto, egli fu anche Capo del-
Pufficio studi allestimento alla
costituzione di esso nel nostro
Cantiere, Le sue doti di onestà
e capacità lo portarono spesso
a ricoprire cariche di fiducia in
delicati ed importanti organi-
smi quali la « Cassa depositi e
prestiti », della quale è stima-
to presidente da molti anni, e
la « Cooperativa di consumo »
da lui fondata.









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Pubblichiamo quasi per intero
(i « tagli » praticati, per ragioni
tecniche, sul testo sono di tra-
scurabile rilievo) la seguente
« proposta» di un dipendente
del Meccanico, il quale ha speso
tempo ed energia per esamina-
re a fondo tutti i fatti fonda-
mentali che, a suo avviso. sono
dannosi al buon funzionamento
dello Stabilimento, intendendo
con ciò dare un suo personale
serio contributo di idee per un
migliore andamento del lavoro.

E una prova di onestà, di
sincerità e di intelligenza.

Siamo lieti di riprodurre que-
sto scritto che costituisce, per
noi, un chiaro esempio di quel
sano e cosciente spirito di col-
laborazione ch'è condizione ne-
cessaria per il costante progres-
so d'ogni azienda industriale.

PROPOSTA N. 4545

Dopo una breve premessa in cui
lo scrivente chiarisce gli scopi
eminentemente costruttivi — del
resto ben evidenti a chi legge —
delle sne critiche, si passa ad un
dettagliato esame della

SITUAZIONE ATTUALE
DELLO STABILIMENTO

DISCIPLINA.

F' risaputo che la disciplina non
è il forte delle razze latine. Ml tra-
passo da un governo a regime net-
tamente dittatoriale nd nn albore
di democrazia ha confuso un po’
le idse al punto tale da creare un
po' di confusione. Tolleranza quin.
di obbligata, però non al punto
tale di ammetterla, La disciplina è
cardine in tutte le cose e come
tale è necessaria.

Presentemente nello Stabilimen-
tn è doveroso e doloroso ammet-
terlo, non brilla certamente di vi-
vr Ince.

ORDINE.

Nell'Officina è assolutamente as-
sente, L'ordine non è solamente
Indice di ocnlatezza e precisione, e
non è certamente solo stato creato
per avpagare l'occhio; è oltre tut-
to risparmio di tempo nella ri-
ceren delle cose ed è sinonimo di
encanininnca,

TURBANITA”,
E nauturare che 1 modi urbani sono
1 riflessi di educazione personale @
che essi se usati con tatto doveroso
faciliterebbero il legame di affra-
tellamento.

Ebbene, questi modi gentili e
cortesi sono così rari a trovarli
nell'ambito dello Stabilimento, che
lascia attoniti.

PUNTUALITÀ",

La puntualità anch'essa lascia
a desiderare, per quanto in misu-
ra minore; si suppone che certl
principi base vengano male consi-
derati e che non si dia ad essi ln
iniportanza che meriterebbero.

Le lacune di cui sopra sono cer-
tamente originate Innocentemente
ed Inconsapevolmente, perchè se sì
rifettesse un attimo si. converreb-
be che l'operare disciplinatamente,
urbanamente e puntualmente sa-
rebbe di utilità a tutti,

LO SPRECO.

Spreco di energia elettrica; spre-
co d'acqua; spreco di cartone, di
guarnizioni, di cotone, di stracci
Spreco di materiali varii; nel taglio
(troppo margine), nella messa In
opera, nella rifinitura, nello scar-
to, nel montaggio, nella saldatura,
nella stampatura ecc. ecc. Lievi 0
gravi le deficienze di cul sopra, ma
esistenti, quindi dannose per un
buon andamento.

II
TEMPO PERDUTO.

Troppo tempo per il disbrigo di
pratiche semplici, troppo tempo oc-
corrente per il prelievo dei mate-
riali, troppo tempo per la ricerca
materiali o attrezzi occorrenti,
troppo tempo si perde per man.
canza di attrezzature, troppo tem-
po per attendere le gru ecc. ecc.

In tanti casi la colpa è dovuta
a forza maggiore; però in linea di
massima non si ha l'esatta per-
cezione del valore del tempo. E
questo è male, rineresce dirlo, ma
è la verità.

SISTEMI DI LAVORAZIONE.

Attrezzature assolutamente Îna-
deguate, anche se possibili, che
impediscono un migliore rendi-
mento — sl legga: scarsità di at-
trezzi a disposizione o materiale
inadatto alla bisogna — o sparso
ovunque e difficilmente rintraccela-
bile; alcuni operai hanno più at-
trezzi, altri non ne hanno affatto.

Piegature di lamiere a fredilo e
rifiniture a colpi di mazza, lavoro
quest'ultimo che lascia perplessi
Mancata osservanza dei canoni del
precisione nel cosidetti lavori a
serie e conseguenti perdite di tem-
po nella fase finale di montaggio.
Non si vuol parlare di macchinari





2a CASSETTA DELLE IDEE =





antiquati, la sostituzione dei quali
impone spese troppo gravi e quin-
di si comprende il lento rimoder-
namento, E ancora: ordini di co-
struzioni di piccoli lavori con mez-
zi non confacenti, il prezzo dei qua-
li a lavori ultimati è addirittura
elevatissimo.

Si sarebbe risparmiato il 50%
commissionando detti lavori altro-
ve ove l'attrezzatura è consona al-
le lavorazioni in programma,

Molto altro vi sarebbe da aggiun.
gere a quanto sopra, sarebbe trop-
po lungo, di conseguenza si confida
molto nell'acume e intuizione dei
Signori preposti al vaglio,

v
ECONOMIE.

Manca il vero senso dell’econo-
mia nello Stabilimento: ne è pro-
va l'evidente leggerezza con la
quale sl adempiono certi lavori:
per il trasporto di una callaia ma-
rina, che deve essere caricata su
carrello apposito e che deve per.
correre si e no cinquanta metri
su binario piano (caldereria - Mo-
lo) si comandano ceppi di legno,
tavole, chiodi, filo di ferro ed altro
e il tutto sotto gli orchi di. tutto
uno stato maggiore, lo si impie-
ga con cautela e lentezza per detta
manovra,

Manca l'elemento che si assuma
una vera responsabilità, manca
l'elemento veramente cenpace che
oltre il riscuotere il suo lauto men-
sile sappia assumersi quell’onere
quando è necessario e co) più stret-
to giro d'economia possibile.

E' così nei carichi nei vagoni:
chiodi, legname, filo, misure, ca-
richi e poi scarichi e poi carichi

nuovamente. E tempo, soste e al-
tro.

Così si faceva ieri e così si
deve fare oggi. Non si tiene conto
dei tempi attuali dove tutto è im-
perniato sulla velocità e massimo
rendi La prud
sA l'eccessiva lentezza e il timore
assolutamente no.

L'antico ha sempre i! soprav-
vento, Così in molti altri casi il
senso dell'economia lascia molto a
desiderare, Non c'è il padrone di-

retto, quindi tutti lasciano correre
incuranti, basta scaricarsi la re-
sponsabilità.

La conclusione è una ed è che
tutti mancano, perchè non è pro-
prietà loro.

MENTALITÀ",

Capitolo delicato e grave quello
inerente a certe mentalità esistenti
nello Stabilimento, mentalità che st
oppongono ai nuovi sistemi, men-
talità troppo schiave del passato e
dell'antico, mentalità che non rico-
noscono la moderna tecnica anzi
la combattono, mentalità che pen-
seno che senza di loro il lavoro
non può più andare avanti. e se
va bene non hanno visto, nè co-
moscluto altro all'infuori dello st:
bilimento in fatto di metal-mecca-
nica, SI fanno forti con l'affermare
al quattro venti la loro anzianità e
che loro vengono dalla cosidetta
« gavetta », e che a loro non la si
fa e via discorrendo. Sembra im-
p‘ ssibile l'esistenza di tali menta-
Tità, eppure, poche per fortuna, ma
esistono. Recano danno detti ele-
menti. Quando, ad esempio, un
cperaio suggerisce un modo nuovo,
forse appreso ad. una scuola re-
cente, per il buon concretizzarsi di
un dato lavoro, pur sentendosi di-
rw» bene, deve fare come sempre
sl è fatto. Rinsanguamento giova-
nile occorrerebbe in certi casì, e
deve è possibile, debellare gli in-
segnamenti della nonna, non più
confacenti ai tempi attuali. Manca
l'impulso per il buon e anche len-
to graduale trasformismo a sistemi
nuovi ed adeguati ai tempi, sem-
pre dove è possibile.

VII
IMPRODUTTIVI.

Troppa gente che non produce;
dalla produttività reale dell'ope-
raio, si calcola grosso modo, do-
versi detrarre un terzo del valo-
re - produzione - guadagno per
caricarlo agli Improduttivi. Si vuo-
le intendere per improduttivi gli
elementi realmente Iimproduttivi
quali ad esempio: plantoni, fatto-
rini, uscieri, spazzini, cioè che non
suno per nessun modo legati alla
vera produzione, per quanto an-
cl'essi necessari,

Una buona riorganizzazione In
detto campo darebbe | suoi frut-
ti, senza danneggiare alcuno,

VII





COTTIMI.

Anche in questo campo molto vi
sarebbe da dire. F' desiderio del-
ln scrivente, trattare profonda-
mente detto tema quanto prima,
essendo di una complessità tale da
meritare un capitolo a parte. Certo
che l'argomento del cottimi spin-
ge ad un rillevo di carattere ge-
nerale, ed è il seguente: l'Azienda

ottiene veramente quei vantaggi
dalle cosidette lavorazioni a cot-
timo, tenuto presente l'enorme
onere cui è soggetta per il mas-
siccio complesso organizzativo e
sgribativo che impone la lavorazio-
ne a cottimo? Conteggi generali,
conteggi parziali, tempisti, ammini-
strazioni inerenti, uffici appositi,
distribuzioni ecc, ecc, E poi: non
tutta la massa dipendente con-
corre al cottimo, vi saranno si e
no una metà dei dipendenti che
con una certa continuità concorre
al cottimo, mentre l’altra metà vi-
ve 0 con l'attesa lavoro o con espe-
dienti che sono ormai noti. La spe-
sa inerente allo smaltimento or-
ganizzativo vale l’introito ricavato?
Tenendo presente il grande com-
plesso, tenendo presente la poca
precisione dei tempisti nel dare il
tempo ad un dato lavoro (in alcuni
lavori troppo è il margine tempo,
in tali altri troppo schiavismo) te-
nendo presente tutti i fianchi che
offrono discussione, tenendo pre-
sente altresì la mancata continui-
tà del lavoro nello Stabilimento, si
ritiene che una doverosa revisione
sin necessaria a fin di bene e per
l'Azienda e per i dipendenti tutti.

I
PROPOSTE E SUGGERIMENTI

DISCIPLINA,

Siano date disposizioni con tatto
e riguardo, ai dirigenti e capi, af-
finchè si adoperino per un sano e
sereno convincimento presso gli o-
peral affinchè si attengano alle più
comuni norme disciplinari, Si pren-
dano contatti con la C
Titerna, la quale non può e non do-
vrebbe rifiutare la cooperazione,
per un miglioramento che non le-
de nessuno e che è di giovamento
a tutti. Si faccia opera di propa-
genda con comunicati graduali
esposti in visione a tutti. Che il

sia e vellu-
tato onde non urtare le suscetti-
bilità più spinte. SI collochino, do-
ve urge, cartelli richiamanti ai
principi disciplinari, Specialmente
agli sportelli paga e dove maggior-
mente è la ressa, Attraverso gior»
nalini di Stabilimento, apolitici, si
Mustrino i vani una sana
disciplina,
ORDINE.

Non dovrebbe essere difficile ot-
tenere orline e nelle officine e ne-
gli j e nei ini, nei
piazziali, ecc. ecc.

Basta prendere iniziative come
scpra. Disposizioni partite dall’al-
to che raggiungano gli strati bassi.
Se: ad un operaio non si dice mai
nulla, in merito all'ordine, non si sa
bene come va a finire. Devono es-
sere | Capi che, a diretto
cen gli operai, devono far valere
ciò che rientra in un buon anda-
mento di Stabilimento. Si noti ad
esemplo, quale magnifico effetto
presenta l'ordinato materiale dispo-
sto recentemente nel nuovo piaz-
zale, davanti alla Nuova Caldere-
ria. Si acquista con l'ordine, anche
il tempo, perchè semplice diventa
la ricerca di materiale, quindi si
diano quelle disposizioni (talmen-
te semplici) e si otterrà, magari
lentamente, lo scopo sperato.
URBANITA'.

Veramente i modi urbani dipen-
dono dai singoli a d
dell'educazione ricevuta, Però, qual-
che cosa anche qui sl può fare e
ottenere. Presentemente accadono
fatti che influiscono sul morale del-
l'operaio. Si vuole intendere quan-
do al mattino o alla sera si sa-
luta, diMcilmente sl ottiene, spe-
cialmente dal Superiore, 11 riscon»
tro dovuto, chiaro, piacevole e sin-
cero; oppure, se lo si ottiene, è tal-
mente sforzato che lascia male. E*
logico che susseguentemente non si
saluti più e così buonanotte al
secchio.

Troppo distacco vige oggi, maga-
ri senza volerlo, ma esiste. Diffi-
cilmente si assiste ad un gesto cor-
diale, ad una parola d’'incoraggia-
mento al dipendente, e non si sa
quale immenso valore ha un com-
pcrrtamento simile a tutti gli effet-
ti A ciò si può porre rimedio. In-
dire riunioni, palesare le lacune e
fare opera di persuasione affinchè
questo stato di cose venga, se non
eliminato, almeno smussato.
PUNTUALITA".

La mancata puntualità all’entra-
ta nello Stabilimento, al posto di
lavoro e al termine lavoro e ad
altro, è cosa grave e dannosa mol-

to.

SI ritiene cosa saggia prendere
git opportuni provvedimenti per la
eliminazione della lacuna oggi esi-
stente, Si avvisino, magari previo
arcordo con la Commissione Inter-
na. i dipendenti tutti, attraverso co-
municati di avvertenza,

La Commissione Interna, non do-
vrehbe trovare ostacoli essendo la
richiesta della Direzione basata su

ecuo diritto, Nei comunicati affissi
si elenchino i provvedimenti a ca-
rico degli eventuali inadempienti.
Si dia il modo, in principio, di ot-
tenere il risultato senza mezzi coer-
citivi, in seguito si applichino le
conseguenti punizioni che si riten-
gono opportune. Sono pochi i non
puntuali; la massa invece, adusa
alla puntualità, non se ne dorrà,
non avendo nulla da rimproverar-
sl. Si creino orari di spogliatoio
precisi e inderogabili per tutti, si
dia quella tolleranza per dimostra-
re comprensione, si esiga che al
suono dell'inizio lavori, tutti siano
ai loro posto, si conceda prima del
termine lavoro i 10 minuti per
mettere a posto gli attrezzi ed alla
vigilia delle feste il tempo occor-
rente a tutto lo Stabilimento per la
pulizia del macchinario ed altro. Si
dia mandato ai Capi di richiamare
al'ordine gli inadempienti, sempre
con i dovuti modi, ecc. ecc,

I
SPRECO.

Per lo spreco di luce ed acqua
basta comandare una più attenta e
rigorosa osservanza. Per lo spreco
di cartone, guarnizioni, stracci e
cotone basta impartire ordini ai
magazzinieri di non eccedere nelle
consegne, ma nemmeno negare, fa-
re noto agli operai di non spre-
care nel taglio guarnizioni e ri-
portare a magazzino i ritagli che
potrebbero sempre servire, così pu-
re il cartone, allorchè usato, lo sì
ritorni al magazzino, e, se anco-
ra utilizzabile, sarà distribuito an-
cora, Per lo spreco di materiale al
taglio, messa in opera, rifinitura,
m o, tura e -
ra, si seguano più da vicino gli
operai, con più attenzione e riguar-
do, facendo presente quando si ec-
cede, senza paura e senza timore;
i Capi hanno il dovere di richia-
mare per cause tecniche e altro,
certo con i dovuti modi.

Gli operai hanno tema di sba-
gliare e si attengono sempre più
marginali e di conseguenza lo spre-
co.

m
TEMPO PERDUTO.

Il tempo perduto incide anch'es-
so notevolmente sul bilancio del-
l'Azienda, quindi occorrerebbe
semplificare Innanzi tutto il disbri-
go delle pratiche interne per le
quali si perde molto tempo che
molti, per il mumero degli
operai che hanno necessità di re-
carsi agli uffici appositi, significa
palese svantaggio, Per eliminare
ciò e dove è possibile e quando le
pratiche lo consentano, comunicare
dati a mezzo citofono interno agli
uffici appositi i quali, preparati,

i incar i rich
ne curino il recapito a mezzo fat-
torini. In questo modo non si di-
stoglie dal suo lavoro l'operaio che
ha bisogno.

Per il prelievo materiale, il Ca-
pc, prima di passare l'ordine di la-
voro, deve pensare di commissio-
nare al Magazzino il materiale oc-
ccrrente per il lavoro X, cosicchè,
quando vi sl reca l'operaio, tutto
è pronto.

Per la ricerca materiale, basta
l'ordine d'officina. Ed anche per gli
attrezzi, semplificare, nel modo di
dare disposizioni ai magazzinieri di
fare settimanalmente note attrez-
sio I i n
si provveda in tempo.

IV
SISTEMI DI LAVORAZIONE.

Revisionare con calma attrezzi,
stampi, forme ed altro e, dove lo
sì ritiene necessario, compatibil-
mente con la spesa, si sostituisca
con materiale più moderno e più
atto alla bisogna. Ho avuto la for-
tuna di visitare la Fiera di Mila-
no e seppur fuggevolmente ho no-
tato attrezzature indicate per la
eventuale sostituzione di quelle
troppo vecchie invero. Si proceda
ad un inventario annuale di at-
trezzi e si faccia consegnare a m
gazzino il svperfluo. Per la ple-
gatura lamiere a freddo e rifinite
a colpi di mazza, si ritiene mi-
gliore la stampatura con dovuta
precisione, cosicchè si eliminereb-
be la brutta visione, a lavoro ul-
timato e quando c'è la pittura, de-
gli evidentissimi colpi di mazza che
per un complesso quale ANSALNO
S. A. non è indice di vanto.

Stretta vigilanza tecnica, per una
maggior precisione nel lavori a se-
ris ottenendo quella precisione
necessaria per un buon montaggio.
Per i piccoli lavori. per i quali
mancano | mezzi adatti non essen-
do convenienti, si ellminino, com.
missionando all'esterno, sarebbe
tanto di guadagnato, e non è certo
questa lieve misura a privare di
lavoro 1 dipendenti.



ECONOMIE.

Anche per l'economia In genera-
le, valgono gli argomenti già espo-



ti

sti, cioè, disposizioni di attenersi
al senso della misura in tutto. Sia»
no incaricati 1 Capi che tra l'al-
tro osservino e richiamino all'or-
dine quando occorre. Non occorre
vista acuta per osservare le casse
dei rottami nelle quali a volte giac-
cicno pezzi di lamiere ed altro, an-
cera utilizzabili.

Per il carico caldaia-marina non
occorre l’ apparato menzionato.
Essendo « imoragata » al collettore
superiore e come suol dirsi a « ca-
vagnino » basta appoggiarla sul
carrello così come è non avendo
di bisogno lo spazio terreno, base
per il susseguente carico sul pon-
tone.

Si cerchi di far comprendere a
chi ne è investito, il valore della
economia, senza timore,

MENTALITA',

Per detto capitolo, serve il con-
vincimento attraverso riunioni e
conferenze tenute periodicamente
ai tecnici e Capi ed a lento andare
e con il naturale rinsanguimento
giovanile si otterrà anche qui l'esi-
to sperato,

VI
IMPRODUTTIVI.

Si ottenga da questa schiera di
« improduttivi » un migliore ordine,
disciplina e rendimento attraverso
un trattamento più confacente e sf
adibiscano a tali lavori elementi mf»
norati fisicamente che non pussono
rendere altrove. Si faccia una re-
visione dei quadri e si riordini con
equità e senno,

RISPOSTA

L'interessamento che ha spinto
il proponente a studiare e scrivere
la sua voluminosa proposta è lo-
devole.

Egli ha esaminati vari aspetti
del funzionamento delle officine e
dei servizi relativi, dal punto di
Vista della sua personale esperien-
za, com'è logico ed umano

Ogni organizzazione, vista dall'In-
terno, presenta dei difetti e delle
manchevolezze; la difficoltà non è
tanto quella di scoprire | difetti,
quanto, evidentemente, quella di
trovare e di adottare dei provve-
dimenti praticamente efficienti, per
ridurre o eliminare i difetti stessi.

Ora, mentre il proponente è pre
ciso e talvolta tassativo nell’enun-
ciare I difetti (e per qualcheduno
di essi egli esagera un poco) le
sue proposte intese ad eliminarli
sono quasi tutte un po' generiche,
sicchè si può a priori dire ch'esse
non sarebbero sufficienti per rag-
giungere lo scopo.

Si rileva d'altronde che Il propo-
nente non ha voluto limitarsi ad
una serle di rillevi negativi, pessi-
mistici; ma ha voluto in coscienza
cercare ad ognuno un rimedio: ciò
che è lodevole, dato che Il pessi-
mismo (e Il « mugugno >) non so-
no producenti,

D'altronde teniamo a rilevare che
recenti, Importanti costruzioni rea-
lizzate nella nostra Azienda e în
particolare dal nostro Stabilimento
hanno conseguito esito molto favo-
revole ed altamente apprezzato in
tutto il mondo, Ciò che ci consen-
te di guardare all'avvenire con un
certo senso di fiducia e ci per-
mette di guardare al nostri di-
fetti interni con tutta la necessaria
serenità, non per tollerarli. bensì
per agire nel senso di ridurli o di
eliminaril.

Ed è proprio in base a awvesto
nostro sereno desiderio dl erftica
e di miglioramento che abbiamo
tenuto a pubblicare per intero lo
scritto elaborato dal proponente, E
che, data la pratica Impossibilità
di rispondere alle sue proposte
punto per punto, ln invitiamo a
presentarsi al Direttore dello Sta-
bflimento ing. Cominetti, prean-
nuneland: In modo da aver con
Iut nna disenssinne sn! vari argo-
menti, con Îl necessario tempo a

disposizione.





(ANSALDINO

QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.4.!

Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
*

DANTE JANNON
Redattore responsabile
*

Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
*

F.lli PAGANO - TIP.EDIT., S.p.A.
Via Monticelli, II . Genova
Telefono 83.825

*

Pubblicità SIRA Concess.
Escl.- Genvva - Piazza delle
Y Vigne, 6 - Telet. 22.342

€8S8S588S388S8S352







ee





PNE I

cs

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È

In questi giorni è uscita dal Ferroviario l'ottava delle dieci locomotive da 2800 HP commissionate dalla Grecia per la linea Pireo-Salonicco. Ecco una
bella fotografia presa durante il collaudo della prima di tali locomotive. In primo piano Îl Capo Officina collaudo, signor Arturo Colonna.
extracted text
GENOVA, 15 LUGLIO 1954

in abbonamento postale

began soma craieì 3 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. x SSUM QUA.

Abb, gratuito ai dipendenti - Prezzo di
vendita al pubblico L. 30















il viaggio inaugurale. Eccola nel nostro porto accanto alla gemella « Andrea Doria ».

La « Cristoforo Colombo » si accinge a compiere

2

Punta Spiga] E

“tutto bene,,

La prova in mare a pie-
no carico di una nave è
sempre un avvenimento di
grande interesse anche
quando si è sicuri che tut-
to è predisposto in modo
che le cose debbono anda-
re nel migliore dei modì: il
mare, capriccioso per de-
finizione, può sempre ser-
bare delle sorprese.

Poì, a prova conclusa,
quando le cose sono anda-
te per il loro verso, nessu-
no sì ricorda più delle pre-

occupazioni che aveva al
momento della partenza e
sintetizza l’avvenimento
nella frase stereotipa:
«Tutto bene ».

* * *

Così è accaduto anche

per la prova ufficiale della
Turbocisterna « Punta Spi-
ga » di 18.500 tonnellate di



quadro di manometri

p. l. costruita dal Cantiere
di Muggiano per conto del-
la Società Trasporti Tran-
satlantici di Genova. Le

caratteristiche principali
della nave sono: lunghez-
za fuori tutto, mt. 177,77;
lunghezza fra le perpendi-
colari 163,50; larghezza
massima mt. 22,80; veloci-
tà in servizio a pieno cari-
co nodi 15; potenza norma-
le dell’apparato motore
corrisp. cav. asse 9.500;
carico liquido in 19 cister-
ne ca. mc. 24.500.

Durante la giornata del
4 luglio, nell’andirivieni
fra le « basi » fissate a S.
Pietro di Porto Venere e
Punta Chiuppa, è stata
raggiunta la velocità mas-
sima di nodì 17,6 svilup-
pando una potenza di
11.680 C/A, che rappre-
senta la maggiore velocità
registrata fra tutte le na-
vi costruite con i benefici
della Legge Cappa. Con ta-
li brillanti risultati si è
inoltre raggiunto un con-
sumo inferiore a quello
stabilito contrattualmente.

oo

La «Punta Spiga », al
comando del Capitano di
Armamento Alberto Beret-
ta, ha lasciato la boa d’or-
meggio alle 7,15 del 4 lu-
glio ed è rientrata alle
23,30 dopo una giornata
intensa, durante la quale
sono state compiute, oltre



La bianca sagoma della nave nel golfo de La Spezia

V



A tutta

le prove di velocità, anche
quelle del timone, dello
scandaglio ultra sonoro e
delle ancore, attentamente
seguite e controllate dal-
l’Armatore Ravano, dai
rappresentanti dei Registri
e dai tecnici dell’Ansaldo.

A bordo, per l’occasione,
avevano preso imbarco lo
Armatore dott. Piero Ra-
vano con i figli Giuseppe e
Riccardo, il dott. Cesare
Cavalleroni, i dr. Diusep-
pe Cambiaso e Antioco Du-
four, i sigg. Angelo e Ma-
rio Dufour, l’avv. Gallo,
ing. Agostino Mari, sigg.
Franco Ferrari, Carlo Bri-
gnola, Carlo Cugini, cap.
Carlo Bongiovanni, co-
man.te Prospero Zerega,
gli ingg. Panunzio, Foglia,
iBau e il sig. Carpanese
del RINA, l’ing. Grasselli
e il sig. Vigo del « Lloyd
Register », il sig. Lemmi
dell’« American. Bureau »,
il cav. Santini Direttore su-
periore di Dogana. Per
l’Ansaldo. erano presenti
l’ing. De Vito, Vice Diret-
tore generale per il setto-
re meccanico, l’ing. Casac-
cia Direttore Centrale;
l’ing. Du Jardin, l'ing. Cri-
stofori, il rag. Traversa. ri-
svettivamente Direttore,
Vice Direttore e Vice Di-
rettore Amministrativo del
Cantiere di Muggiano e agli
ingg. Mori, De Marchi, Vi-
tale, Bertolotti, Fusi!lo,
Sauda e Borzone e nume-
rosì tecnici.

* * *
Una nota simpatica sì è

avuta nel salone da pranzo
quando alla sera un ope-








Do
N

forza

raio, che fungeva da ca-
meriere, si è presentato di-
nanzi all’Armatore e gli
ha declamato una breve
poesia nella quale rivolge.
va all’ armatore stesso e
alla « Punta Spiga » î più
begli auguri per l’avve-
nire.
* * *

Prima di scendere a ter-
ra il dott. Ravano, richie-
sto di esprimere all’« An°
saldino » le sue impressio-
ni sulla prova della nave,
ha risposto: « Ottima im-
pressione. Sono rimasto
impressionato molto bene
dalla velocità della nave
La giornata è stata molto
piacevole ».

* * *

Cioè, come sì diceva
più sopra: « Tutto bene ».

Aldo Galli



BERLITZ
LINGUE ESTERE

xk

Eccoci, come promesso nel primo
nimero de “l'ANSALDINO”' ad
informare gli appartenenti all'Ansal-
da sugli sseciali sconti loro *oncessi:
per singoli partecipanti ai corsi
sconto 15%,
per partecipanti a lezioni individueli
scento 10%
Ulteriori sconti saranno protica i a
gruppi di 8 10 persone. Detti sconti
sono estesi a tutti i familiari degli
ansaldini.
Sono in preparazione corsi estivi,
con inizio 25 luglio.
>
Per qualsiasi informazione rivolgersi :
Via Roma 6, Berlitz U. |.
Tel. 580.042













3

Il pantelegralo antenato della 1. v.

Un nome quasi ignoto al gran
pubblico e alla storia degli uo-
mini insigni del nostro Paese,
è tornato in questi giorni agli
onori della ribalta. Siena, in-
fatti, ha commemorato il 5 lu-
glio un suo figlio illustre: l’a-
bate Giovanni Caselli, al quale
ha dedicato anche un’effige mar-
morea, scolpita da Federico Pa-
pi, che è stata collocata nel-
l'atrio della « Scuola Commer-
ciale G. Caselli », La cerimonia
ha avuto carattere di solennità
e vi ha partecipato, con tutte
le autorità di Siena, anche un
rappresentante del Ministero
della Pubblica Istruzione.

Chi fu Giovanni Caselli? Nel-
l’epigrafe incisa sotto la sua
immagine i suoi concittadini ne
hanno delineata la personalità
con queste parole: « A _Giovan-
ni Caselli, senese, inventore del
Pantelegrafo nel 1856, precurso-
re della Televisione ». Queste
tre ultime parole possono susci-
tare stupore e, forse, indurre a
credere che i senesi abbiano
esagerato; ma effettivamente,
c'è in quelle tre parole un fon-
damento scientifico di verità,
perchè il Caselli, col suo Pan-
telegrafo, riuscì a scoprire e a
realizzare la possibilità di tra-
smettere le immagini a distan-
za fornendo, indubbiamente, il
primo mezzo e le prime possi-
bilità di studi concreti per quel-
la meravigliosa conquista che
oggi affascina tutto il mondo.

Il Caselli nato a Siena il 25
maggio del 1815 si trasferì gio-
vinetto a Firenze dove si de-
dicò allo studio della fisica, del-
le lettere e della storia, sotto la
guida di Leopoldo Nobili. Ad-
dottoratosi giovanissimo, nel
1836 vestì l’abito ecclesiastico,
dedicandosi all’ insegnamento.
Nominato membro dell’Ateneo
Italiano, nel 1841 si recò a Par-
ma dove curò l'educazione dei
figli del conte Sanvitale; ma nel
1849, avendo votato per l’an-
nessione del Ducato di Parma

al Piemonte, fu espulso e tornò |

a Firenze, dove fondò «La Ri-
creazione », giornale di fisica è
arte. Dedicatosi poi interamente
allo studio della fisica, e in par-
ticolar modo dell’elettricità ce
del magnetismo, egli fece sco-
perte interessantissime e inven-
tò oltre al pantelegrafo uno
strumento per misurare la ve-
locità delle locomotive e un ti-
mone automatico per le navi.

L’invenzione del Pantelegrafo
risale, come è detto nell’epigra-
fe, al 1856, quando cioè .il Ca-
selli aveva 41 anni e quando il
suo alto ingegno era nella pie-
nezza della sua maturità. $u-
scitò la più viva meraviglia ma,
naturalmene, il successo ebbe,
dati i tempi, un successo li-
mitato; e il Caselli dovette emi-
grare.

Recatosi a Parigi nel 1860,
egli perfezionò il suo apparec-
chio: nel 1865 lo installò sulla
linea Parigi-Lione e posterior-
mente lo estese anche alla cor-
rispondenza telegrafica tra Lio-
ne e Marsiglia. Le effigi e gli
scritti venivano riprodotti in
« fac-simile »; primi furono un
disegno, una pianta, un ritrat-
to, alcune note musicali; poi di-
spacci e scritti la cui istanta-
nea e fedele trasmissione ap-
parve meravigliosa.

Da questi esperimenti
piamo, per mezzo di una pub-
blicazione del tempo, come fun-

sap- |

zionava lo straordinario stru-
mento,

«Il funzionamento del Pan-
telegrafo dice la pubblica-
zione — è basato sul seguente
principio: una punta di ferro
attraversata da corrente elet-
trica scorrendo su un foglio di
carta imbevuto di una soluzio-

ne di prussiato giallo di potas-



sio, vi lascia una traccia di blu
di Prussia.

«Lo seritto o il disegno che
si vuole trasmettere viene ri-
prodotto, con inchiostro grasso,
su un foglio di stagno; quindi
si dispone questo foglio su una
tavoletta metallica che riceve un
movimento alternativo di tra-
slazione, combinato con uno



spostamento laterale, in modo
che tutti i punti della sua su-
perficie vengano a passare suc-
cessivamente sotto uno stilo di
platino. Alla stazione ricevente
una punta di ferro scorre, con
movimento concorde e sincrono
col precedente, sulla superficie
di un foglio imbevuto di una
soluzione di prussiato di potas-





Il giorno 4 luglio alle ore 12, ha avuto luogo la cerimonia della consegna della T/n. « Gri-

stoforo Colombo » alla Società di Navigazione «Italia ». Il verbale di consegna è stato firmato
a bordo della nave stessa, ormeggiata nel Porto di Genova. Ha firmato per l’Ansaldo l’Ammi-
nistratore Delegato ing. Rosini e per l’« Italia » il Presidente ing. Linch. Erano inoltre pre-
senti rer l'Ansaldo l'ing. Lombardi, Direttore Generale, l'ing. Carnevale, Direttore dlel Cantie-
re di Sestri costruttore della nave, il V. Direttore Generale ing. De Vito, l'ing. Casaccia, Diret-
tore Commerciale Navale, e per l'« Italia » l'ing. Vernarecci, il comandante Cavallini e il co-
mandante della « Colombo » cap. Pezzuto. L'ing. Linch ha sottolineato la piena soddisfazione
della Società Armatrice per questo transatlantico, gioiello della tecnica navale. Nella foto, da
sinistra: l’ing. Linch. l'ing. Rosini, l'ing. Lombardi.



Il signor Manlio
Barabino, capo ma-
gazziniere del Mecca-
nico, ci ha fornito al-
cuni interessanti da-
ti che ci permettono
di rendere un’idea di
quelle che sono le
funzioni di questo
importante servizio.

I Magazzini. Le
aree coperte e sco-
perte, del deposito
materiali, del Repar-
to Costruzioni Imbal-
laggi e le rimesse per
mezzi di trasporto,
sono complessiva-
mente di mq. 63.780
e potrebbero ospitare,
in piedi, tutta la po-
polazione di Sampier-
darena e Cornigliano.

Lo schedario. Per
controllare l’enorme
massa dei materiali



giacenti, in arrivo ed
în partenza, occorro-
no 51.800 schede, più
9500 per i depositi ri-
cambi motori Diesel.

Tante schede ba-
stano per l’ anagrafe
di una città come Pa-
dova.

Arrivi e partenze.
La media annuale de-
gli arrivi di materiali
raggiunge le 20.000
tonnellate.

Le spedizioni effet-
tuate nel periodo
marzo 1953-febbraio
1954 sono state com-
plessivamente di 24
mila 732 tonnellate.
Tali spedizioni hanno
richiesto 1.670 vago-
ni; che formerebbe-
ro, presso a poco, un
convoglio lungo da
Genova a Voltri.

INTERVISTA - LAMPO

MAGAZZINI

Imbarchi e sbarchi.
Tale servizio che in-
teressa anche gli al-
tri STA, nel periodo
29 ottobre 1953 - 11
giugno 1954 ha regi-
strato negli arrivi e
partenze via mare il
seguente tonnellaggio
imbarchi tonn. 2.643,
sbarchi tonn. 1.189,

I Magazzini del
Meccanico, sono ser-
viti da cinque gru
locomobili a vapore e
quattro gru semoven-
ti con motore Diesel.
I binari ferroviari
dello STA, misurano
oltre 2.000 metrì.

I documenti conta-
bilizzati nell’esercizio
1953-54 sono stati
360.000. Oltre 1.200
al giorno!





sio, disteso su una lastra di ra-
me, Il foglio di stagno è colle-
gato al polo positivo d’una pila
e la lastra di rame della sta-
zione ricevente che porta il fo-
glio di carta è collegata alla
terra; lo stilo di platino della
trasmittente e la punta di ferro
della ricevente sono collegati
attraverso la linea.

« Sinchè la punta di platino
è a contatto con lo stagno, il
cireuito è chiuso e la punta di
ferro, attraversata dalla corren-
te elettrica, lascia sul foglio
una traccia azzurra; quando lo
stilo di platino passa sull’in-
chiostro, il circuito s’interrom-
pe e si interrompe anche il se-
gno azzurro sul foglio ricevito-
re. Al termine della trasmissio-
ne il dispaccio appare come una
traccia bianca su fondo azzurro,

«Il sincronismo perfetto dei
movimenti dei due apparecchi
ricevente e trasmittente è stato
ottenuto dal Caselli articolan-
doli a due pendoli le cui oscil-
lazioni sono rese sinerone da
una elettrocalamita comandata
da un orologio regolatore »,

Dopo aver trascorso alcuni
anni in Francia, il Caselli ri-
tornò a Firenze dove continuò
i suoi studi e dove l’8 ottobre
del 1891 chiuse gli occhi. Aneor
prima di Siena che oggi, con
giusto orgoglio l’onora, Firenze
lo aveva annoverato tra i suoi
concittadini più illustri e gli
aveva intitolato una via nel
«quartiere degli scienziati » ac-
canto ai nomi più luminosi del-
la scienza italiana.



nei francobolli



La collezione viene costan-
temente alimentata sia con
gli scambi, sia con gli acqui-
sti; però è con i primi che si

| ha il maggiore incremento, in

quanto con i secondi si otten-
gono soltanto quegli esempla-
ri che, per il loro alto valore,
non si trovano nei cambi.

Vi sono due tipi di scambio:
quello a mezzo corrisponden-
za e quello mediante riunioni.

Il grande inconveniente del-
lo scambio per lettera è dato
dal fatto che difficilmente si
ricevono i francobolli richie-
sti, poichè ognuno tende ad
inviare i doppioni costituenti
la sua scorta senza incorrere
in acquisti a vantaggio del
corrispondente, acquisti che,
più semplicemente, potrebbe-
ro avvenire a vantaggio della
propria collezione. Lo scam-
bio così basato (e si tratta del
90% degli scambi internazio-
nali) si trascina e si inaridi-
sce in breve tempo, lasciando
spesso una parte in credito ir-
recuperabile.

Gli scambi nelle riunioni
sono invece positivi sia per-
chè più spicci, sia perchè dan-
no agio al collezionista di sce-
gliere e verificare i francobol-
li, bilanciare il suo conto « da-
re e avere» con i vari colle-
zionisti ed infine, ma più im-
portante, portare a casa sol-
tanto quei francobolli che ve-
ramente interessano la sua
collezione.

CERVETTI.

& PANORAMA





ED

Inghilterra — Sl è recen-
temente riunita a Londra la
I. Sezione (settore gru) delia
«Fédération Européenne de la
Manutention », federazione
alla quale anche la nostra
Società aderisce tramite l’As-
sociazione Nazionale Mecca-
nica Varia e Affine (ANIMA)
di Milano. A tale riunione,
per unanime designazione da
parte di tutti i costruttori i-
taliani in una rinunione pre-
liminare avutasi appunto
presso l’ANIMA di Milano, ha
partecipato per l’Italia l’ing.
Lo Varco capo dell'Ufficio
Studi del nostro Stabilimen-
to Carpenteria.

All'ordine del giorno dei
lavori figurava principal-
mente lo studio dell’Unifica-

zione europea delle norme
relative ai calcoli di stabilità
da valere per la progettazio-
ne degi apparecchi di solle-
vamento e trasporto. Il no-
stro delegato ha preso attiva
parte ai lavori, presentando
una memoria che è stata
molto apprezzata dai delegati
stranieri, rappresentanti di
dieci nazioni, e portando il
fattivo contributo italiano in
tutte le fasi dello svolgimen-
to dei lavori stessi.

Francia — Ha visitato il
nostro Stabilimento Mecca-
nico ed il Canitiere Navale di
Sestri un gruppo di allievi
accompagnato dai relativi
professori, dall’« Ecole Natio-
nale des Moteurs a Combus-
tion et à Explosion di Rueil »
(Francia).

L'origine della inclusione
della nostra Società nel pro-
gramma di visite d'istruzione
di questi studenti francesi va
ricercata nella favorevole
impressione circa le nostre
attrezzature e possibilità ri-
portate a suo tempo dal Di-
rettore della Scuola suddetta
sig. P. Burgart in occasione
della visita da lui fattaci co-
me partecipante al Congresso
Internazionale dei Motori a
Combustione Interna tenuto-
si lo scorso anno a Milano.
La visita assume quindi un
particolare rilievo come te-
stimonianza dell’apprezza-
mento che la nostra Società
riscuote anche in paesi di
notevole sviluppo industriale
come la Francia.





Italia — Si è provveduto
ad apportare notevoli perfe-
zionamenti alla nostra orga-
nizzazione di vendita nel
campo dell’utensileria e ciò
sia con l'istituzione di nuove
agenzie in zone ancora sco-
perte, sia provvedendo ad u-
na migliore attribuzione di
zone ad agenti già esistenti.

Fra i nuovi agenti citiamo
la Società Macchine Utensili
Teenici (SMUT) di Udine e
la Ditta Nicola Di Marzo di
Bari, quest'ultima già nostra
agente da molti anni nel cam-
po motori diesel. Con l’occa-
sione si è anche provveduto
ad una revisione delle condi-
zioni contrattuali praticate
agli agenti stessi in modo da
un lato di semplificarne l’ap-
plicazione e dall’altro lato di
mettere gli agenti in grado
di migliorare la propria or-



Di EN

MECCANTCO:



La

Solo alcuni mesi fa la 9.a
navata, che è una delle dodi-
ci che compongono le offici-
ne delle grandi lavorazioni
del Meccanico, era il cuore
della Caldereria dove il Capo
Officina BIFFIGNANDI, il
Sotto Capo Officina BARBE”,
la nuova « Stella al Merito »
PANARIO e molti altri che
ora hanno i capelli grigi, tra-
scorsero la loro vita di lavo-
ro: qualcosa come 40-45 anni
di servizio, finora, E il segui-
to verrà!

Ora la 9.a navata è una del-
le più imponenti della Gran-
de Meccanica e va popolando-
si di macchine di grande im-
portanza. VALSECCHI e
SOAVE le stanno dedicando
molte cure e se la vedono
crescere come una loro crea-
tura. Hanno promesso di farla
diventare la navata modello e
abbiamo l’impressione che vi
stiano riuscendo.

Si deve riconoscere che si
tratta di una pattuglia che
tiene fede ai propositi matu-
rati.

In questi giorni poi vi è
aria di soddisfazione perchè la
nuova Piallatrice S. Eustac-
chio, arrivata recentemente, è
stata montata e sta facendo le
prove per entrare in produ-
zione fra pochi giorni. Si
tratta di una piallatrice che,



ganizzazione di vendita per
nostro conto.

Questi provvedimenti rien-
tirano nel programma di rior-
ganizzazione di questo no-
stro settore produttivo, pro-
gramma iniziato come è noto
nel dieembre 1952 con il tra-
sferimento presso MEF della
Sezione UTEN e la costituzio-
ne dell’Ufficio Vendita Uten-
sileria.



come dimensioni, è la secon-
da dello Stabilimento. Misura
m, 3,50 x 3 x 10. E’ imponente
come un monumento ed ha il

IX navata. Da

Veterari della
Primo Barbè, Avrelio Biffignandi, Giuseppe Panario, Ago-
stino Scave.

COMMESSE

Fra il 1 giugno e il 10 lu-
glio sono state acquisite le se-
guenti commesse:

Due gruppi marini 2131/2
per Gasparroni Claudio (Pe-
scara) e per Palestini & C.
(S. Benedetto del Tronto).

Tre gruppi marini 2131/3
per Romani Federico fu Se-
rafino (S, Benedetto del Tron-
to); Romani Federico di Gio-



nuova piallatrice «S. Eustachio »

linguaggio armonioso e am-
monitore al tempo stesso di
un’opera destinata a vedere
grandi realizzazioni.



sinistra: Elvezio Valsecchi,

vanni (S. Benedetto del Tron-
to) e per Mercurio Agostino
(Termini Imerese);

marino 2131/4

Gioacchino di
Benedetto del

Un gruppo
per Romani
Giovanni (S.
Tronto).

Un gruppo marino 2131/4
per De Gregorio Basso (Ter-
moli).

Un gruppo marino 2131/4S
per Manieri e Reale (Siracu-
sa).

+

Un gruppo marino Q. 265/4S
per la «Palinuro» Società Me-
rid. Pesca (Roma).

Un gruppo marino Q.265/6R
per la Marinarsen (Messina).

Un gruppo marino Q.370/9
RS per Scarpa (Venezia).

Sono state inoltre acquisite
forniture di accessori per im-
pianti termici e lavorazioni
varie.

Corso per calderai

Il 5 luglio ha avuto inizio,
presso la Sezione Calderai del
nostro stabilimento, un corso
di elementi di saldatura per
operai calderai. Scopo del cor-
sc è quello di impartire agli
interessati quelle nozioni pra-
tiche di puntatura sufficienti
per rendere indipendente il
calderaio dal saldatore nella
fase preliminare di assiema-
tura di complessi. Il corso a-
vrà la durata di un mese ed
avrà come istruttori i sigg.
Colli e Bertiati.

MUGGIANO |

NOMINA

In data 3 luglio il Dirigen-
te Amministrativo rag. Carlo
TRAVERSA è stato nominato
V. Direttore Amministrativo
del Cantiere di Muggiano



Movimento di navi

1/6 - Alle ore 11 il P.fo « BEL-
FRI» rientra nel nostro
Porticciolo proveniente dal
bacino.

2/6 - Alle ore 15,15 parte la M.n

« BELFRI» per ultimazio-

ne lavori.

- Alle ore 13 il P.fo « LO-

CARNO » lascia il Cantiere

dopo aver ultimati i lavori.

Verso le 12 il P.fo « RA-

MONA » parte per il bacino

- Alle ore 14 la T.c. « RA-

MONA » esce dal bacino,

- Alle ore 6,30 la T.e, «ELIA

BIBOLINI » esce per le pro-

ve.

In serata parte dalla rada

la T.e, « RAMONA » per ul-

timazione lavori.

- Verso le 12,30 la M.c.
« LINDA GIOVANNA » si
ormeggia in Cantiere per la-
vori di riparazione.

27/6 - Dalle ore 7,30 alle ore
11 prova ufficiale sugli or-
meggi della T.c. « PUNTA
SPIGA ».

28/6 - Alle ore 8 la T.c. « PUN-
TA SPIGA» viene rimor-
chiata in Arsenale per ca-
renamento,

4/6

10/6

1°7 - Alle ore 8 inizio prove
preliminari della T.c. «PUN-
TA SPIGA »,

3/7 - Alle ore 7 inizio prove uf-

ficiali della T.c. « PUNTA
SPIGA »,
197 - La M.n. « SURRIENTO »

della Comp. Lauro entra in
bacino per piccoli lavori.



Xx



AZIENDALE >



CANTIERE | FERROVIARIO

Prove della «Giulietti»

Domenica 11 luglio la T.c.
« Giuseppe Giuleitti » varata
nel Cantiere di Sestri il 20 di-
cembre 1952 ha effettuato le
prove ufficiali,

La velocità raggiunta dalla
bella unità è di noci 16,97 su-
perando la velocità contrat-
tuale.

La « Giuseppe Giulietti » ha
preso il mare alle ore 6, ese-
guendo una serie di prove
progressive e nel pomeriggio
ha effettuato le 6 ore di pro-
va regolamentare superando

brillantemente tutte le previ-
sioni di contratto.

Per la Cooperativa Garibal-
di, armatrice della «Giulietti»,
erano presenti a bordo il V.
Presidente Com.te Giacchetti,
i Consiglieri di Amministra-
zione Com.te Scolari ed il sig.
Remedi, nonchè il capo uffi-
cio tecnico sig. De Martis. Per
l’Ansaldo il V. Direttore Ge-
nerale, Capo del Settore Mec-
canico ing, De Vito e l’ing.
Carnevale direttore del Can-
tiere Navale di Sestri.



LIVORNO



Varo della «Alicudi»

Alle ore 11,30 di domenica
11 luglio, salutata dalle sire-
ne delle navi ormeggiate nel
porto di Livorno, è scesa in
mare dallo scalo del nostro
Cantiere « Luigi Orlando » la
posareti « Alicudi »,

Madrina dell’unità la signo-
ta Montello Visentini vedova
della Medaglia d’oro Ten. di
Vasc. Licio Visentini.

In rappresentanza del Ve-
scovo Mons. Piccioni ha be-
nedetto la « Alicudi» Mons.
Cinquini. Erano presenti il
Prefetto dr. Gaetano Marfisa
e molte altre autorità. La Ma-
rina Militare era rappresen-
tata dal Com.te dell’Accade-
mia Navale Medaglia d’oro

amm. Francesco Mimbelli e
dal Com.te Nello Gazzo del
Navalgenarmi,

Erano pure presenti i De-
legati americani della Shiplo
il cap. Rs. Mac Dowell e Mr.
Thomas Mirabella. Per l’An-
saldo presenziavano il Presi-
dente avv. Federico De Bar-
bieri e tutti i Dirigenti del
Cantiere di Livorno,

Le caratteristiche principali
della nuova unità sono le se-
guenti: Lunghezza fuori tutto
m. 46,28; larghezza massima
m. 10,21; altezza di costruzio-
ne m. 5,03; immersione media
m. 3,20; apparato motore Die-
sel-elettrico da 1200 CV.; ve-
locità circa 12 nodi,



FOND

ERIA |



ORDINAZIONI

Durante il mese di giugno
sono state acquisite ordina-
zioni per complessive circa
150.000 ore lavorative. Fra
queste ordinazioni sono degne
di rilievo quelle di cuffie per
motori elettrici per conto del-
l’Ansaldo-San Giorgio, getti in
ghisa e in bronzo per trattori
dell’Ansaldo-Fossati, lingot-
tiere per la S.I.A.C. di Geno-
va e per la Società Pracchi
di Milano, eliche in bronzo al
manganese medie e grandi per
clienti varii, oltre a getti in
ghisa e bronzo destinati alle
lavorazioni degli altri nostri
stabilimenti sociali.

Conferenze tecniche

Nel ciclo delle conferenze
tecniche che si tengono perio-
dicamente nel nostro Stabili-
mento, il giorno 8 luglio l’ing.
Domenico Mensa, al suo ritor-

no dall’Inghilterra, ha illu-
strato la relazione: « Forma-
tura in sabbia e cemento di
un tamburo avvolgicavo» pre-
sentata al Congresso Meehani-
te di Brighton dal sig. Tim-
mers della fonderia oiandese
Wilton Fijenoord, La relazio-
ne, che presenta molti aspetti
originali che interessano no-
tevolmente la nostra fonderia,
è stata seguita aa lunga e ani-
mata discussione.

PROMOZIONI

Segnaliamo le seguenti pro-
mozioni avvenute in questi
ultimi giorni fra il personale:

Capo Sezione ing. Vincenzo
ZAGNOLI, nominato « Capo
Fonderia »; Imp. Tecnico Bru-
no VECCHI, promosso « Capo
Reparto »; Capo Squadra Lui-
gi PUPPO, promosso « Capo
Reparto »; Imp. Ammin, rag.
Giacomo RICCI, passato alla
2.a categoria.

i

Sezione Scafo

Sala a tracciare. (Costru-
zione 1494). Tracciatura fu-
maiolo: tracciato delle sezio-
ni longitudinale, trasversale,
orizzontale con lo stesso pro-
cedimento che viene seguito
per il piano di costruzione di
uno scafo, data la forma care-
nata del fumaiolo. Rilievo de-
gli elementi per la tracciatu-
ra, sullo scalo, delle immer-
sioni dello scafo, Reparto mo-
dellisti sala: costruzione di
modelli di raccordi di tubola-
ture per fusione pezzi,

(Costruzione 1499). Revisio-
ne degli elementi della co-
struzione 1494 per procedere
alla tracciatura della costru-
zione 1499 per quanto concer-
ne: fondo centrale e laterale
zona cisterne, paratie stagne

Officina navale, Calandratu-
ra di 272 lamiere per carri
serbatoio, commessi dall’Iran
allo stabilimento Ferroviario.

Scafo. Montaggio delle strut-
ture per il completamento
scafo della costruzione 1494,



UTENSILERIA

Alla nuova Sezione Utensi-
leria (UTEN), incorporata
come sezione autonoma nello
Stabilimento Ferroviario « 24
Aprile », è stato affidato il
compito di produrre utensili
normali (punte elicoidali, ale-
satori, maschi, filiere, frese,
creatori per ingranaggi, lime
fresate, lame da sega) allo
scopo di poter realizzare una
produzione di serie di alta
qualità a costi il più possibile
ridotti.

Oggi possiamo dire che, me-
diante il concorde sforzo di
tutti i suoi componenti e con
l’ausilio dei nuovi mezzi di
produzione ultimamente in-
stallati, lVUTEN è riuscita a
raggiungere dal punto di vi-
sta della qualità e del costo,
risultati soddisfacenti.

Ma un prodotto anche otti-
mo, non può affermarsi, spe-
cie in un mercato estrema-
mente disputato come il no-
stro, se non è appoggiato da
una efficace organizzazione
commerciale.

A questo scopo è stato crea-
to l’ufficio vendita utensile-
ria (U.V.U.) il quale, valen-
dosi di una serie di 14 agenti,
con deposito, distribuiti in
tutte le principali zone indu-
striali d’Italia, cura la propa-
ganda e l’introduzione dei no-
stri prodotti.

L’opera di penetrazione ca-
pillare dei nostri agenti è coa-
diuvata da un servizio di as-
sistenza ai clienti svolto da
personale tecnico di provata
esperienza, l’opera del quale
si è rivelata utilissima e mol-
to gradita dalla clientela.

Non è da nascondersi che,
in considerazione della acca-
nita concorrenza esistente nel
nostro campo, l’azione dell’uf-
ficio vendita non è delle più
agevoli, ma si ha motivo di
ritenere che l’azione combi-
nata dell’Utensileria e dell’uf-
ficio vendita, quello per quan-
to riguarda qualità e costi,
questo per quanto concerne la
propaganda e la penetrazione
commerciale, possa, entro un
termine relativamente breve,
raggiungere un buon successo.



CARPENTERIA





Il giorno 6 giugno sono stati inviati al deposito del Meccanico, per essere poi spediti in Bra-
sile, un tronco di forno e un tronco di mulino per cementeria. Il trasporto è stato effettuato
con i mezzi dei nostri servizi ausiliari.

Lavori in corso

Fra le varie lavorazioni in
corse nelle nostre officine, me-
ritano particolare attenzione
quelle che attualmente si svol-
gono nelle campate est ed
ovest del gruppo di tettoie per
la lavorazione della carpen-
teria, Sono infatti in corso di
montaggio e di saldatura,
tronchi di forno e di mulini
per cementerie, torri di la-
vaggio, serbatoi per trasporto
carburante destinati all’Iran e

tamburi rotanti commissiona-
ti da uno stabilimento chimi-
co.

Oltre ai lavori sopra descrit-
ti sono stati di recente co-
struiti serbatoi di notevole
capacità, resistenti a forti
pressioni di esercizio, i quali,
eseguiti parte sotto il control-
lo dell’Associazione Nazionale
per il Controllo della Combu-
stione e parte sotto l’egida
dei Registri Navali di Clas-
sificazione, hanno pienamente
soddisfatto i clienti ai quali
sono stati forniti.

Ordini acquisiti

Durante il mese di giugno
sono stati acquisiti i seguenti
iavori: ricostruzione di un
gasometro a Gorizia; costru-
zione di due serbatoi per naf-
ta da 1500 me. l’uno destinati
ad una cementeria in Vene-
zuela; montaggio di tettoie
presso le ferriere Bruzzo di
GenovaBolzaneto. L’esecuzio-
ne di detti lavori richiede
circa 23.000 ore lavorative.







MONTEMAGGIO





I bambini.

sono contenti.

Abbiamo fatto visita ai
vostri bambini a Monte-
maggio e non vi nascon-
diamo che è stata per noi
una giornata di festa. (Ma
anche per loro, a causa
della distribuzione di ca-
ramelle!).

Con le ultime ciminiere
di Pontedecimo ci siamo
lasciati alle spalle il fumo
ed i rumori della città e
abbiamo davvero «cam-
biato aria », salendo tra il
verde caratteristico di que-
ste colline di Liguria, men-
tre dal finestrino aperto ci
raggiungeva quell’ odore
(quel profumo, volevamo
dire), di terra rivoltata e
ingrassata, col suo potere,
per noi cresciuti sull’asfal-
to tra cubi simmetrici di
cemento armato, di farci
sentire più vivi. Abbiamo
cominciato a capire il vero
senso delle parole del poe-
ta « Chi va alla montagna
va da sua madre», una
madre vivace, feconda,
fresca, che oltre Savigno-
ne ci veniva incontro con
orgogliosa tenerezza, salu-
tandoci coi campanili del-
le sue chiese issati tra il
verde dei campi, con le
sue messi ancora acerbe,
lassù, e con le casette ed i
cascinali cari al romanti-
cismo di tutti i tempi. Ap-
pollaiati su un pendio
roccioso, i resti di un vec-
chio maniero ci guatavano
con occhio di gufo.

La colonia si intravve-
deva lassù, col nitore delle
sue mura bianche appena
punteggiate dalle finestre,
e pareva un dado gettato
sul tappeto verde da qual-
che ciclopico giocatore.
All’arrivo, invece, essa cl
è apparsa in tutta la sua
grandiosità effettiva, dav-
vero insospettabile dalla
valle: una architettura mo
derna, funzionale, ariosa,
coi suoi finestroni che in-
ondano di luce tutti gli in-
terni, con la pensilina dal-
le. caratteristiche colonne
a fungo che ci hanno fatto
pensare a Wright.

Al nostro arrivo due
squadre stavano giocando
a palla a volo, e soltanto

un ragazzo si è curato di
noi per chiederci l’ora.

Le altre squadre stava-

no fuori, «Fuori? Che vuol
dire?». Calma, ora vi spie-
ghiamo tutto, O meglio vi
riferiamo quanto ci ha
gentilmente spiegato la Di-
rettrice dott.ssa Cuniberti.
Dopo essersi alzate alle
7,15 e aver fatto un po’ di
ginnastica, e dopo aver
consumata la prima cola-
zione, le squadre, tranne
qualcuna che, a turno, re-
sta a giocare sul grande
piazzale prospiciente la
facciata, escono per la gi-
ta, condotte per i campi e
per i boschi dalle rispetti-
ve assistenti.
Le squadre si sbizzarrisco-
no a piacere tra i castagni
che contornano la colonia
a monte o scendono la val-
le che degrada verso Ca-
sella. Giochi, canti, tutto
quanto è dato immaginare
in queste quotidiane escur-
sioni; quindi ritorno alle
11,45 (abbiamo potuto con-
statare la cronometrica
puntualità di tutte le squa-
dre) e, dopo breve pre-
ghiera, il pranzo. Poi, ripo-
so fino alle 15,30, ora del-
la sveglia pomeridiana;
quindi passeggiata e gio-
chi come al mattino, per
rientrare alle 18,45. Dopo
la cena, breve ricreazione.
E alle 21 si va a letto.

Noi siamo stati commen-
sali dei vostri bambini a
mezzogiorno, e vi assicu-
riamo che quello che si è
svolto nell’ariosa ed otti-
mamente organizzata men-
sa, allietata da freschi alle
pareti riproducenti perso-
naggi disneyani con estre-
ma vivacità di colori, è
stato veramente uno spet-
tacolo. L’entusiasmo con
cui sono state accolte le
vivande e la rapidità con
cui sono sparite potete fa-
cilmente immaginarli, se
pensate all’effetto di quel-
le passeggiate nei boschi.
Abbiamo pensato: « Chis-
sà se fra questi ragazzi
qualcuno è di quelli che a
casa fanno storie per man-
giare? ». Se qualcuno c’è,
la sua mamma sarà lieta di
sapere che qui il suo ra-
gazzo le storie per mangia-

Un’accanita partita di palla a canestro

re non le fa più. Sarà l’aria
ottima che si respira, sa-
ranno i giochi in libertà,
sarà l'atmosfera collettiva
o gli orari regolari, ma il
fatto è che qui tutti, nes-
suno escluso, mangiano
con ottimo appetito. E, a
quanto ci dicono, la cola-
zione del mattino e la me-
renda delle 16 ricevono
pari accoglienza, come la
cena. Ma ritorniamo al no-
stro pranzo: dopo la frutta
sono arrivate le caramelle
(come pare sia consuetudi-
ne quando arrivano visite
dalla direzione: sarà per
questo che i ragazzi erano
tanto contenti di vederci?
Forse siamo dei pessimisti:
comunque, lo sguardo ma-
lizioso questi ragazzi ce
l'hanno e come!). Le cara-
melle sono state accolte
con battimani furiosi e con
fischi di approvazione
(strano, che questa usanza
americana sia arrivata così
in profondità). Poi ci sia-
mo avvicinati ai ragazzi e
abbiamo parlato con loro.
Ora sappiamo già che
non ci crederete, ma è la
verità pura e ve lo giuria-

mo: quando hanno saputo
che eravamo dell’« Ansal-
dino », ci hanno assalito
per pregarci di fare il loro
nome, perchè «così papà
e mamma ci leggono». Na-
turalmente non possiamo
ricordarne che alcuni: Ni-
no Costa, Giancarlo Bar-
bieri e Renzo Passalacqua
della Spezia; Romeo Reca-
natesi, Angelo Roncagliolo
e Giovanni Baratucci di
Genova figli di lavorato-
ri del Meccanico: tutti di-
cono di aver scritto a casa
ma di non aver ancora ri-
cevuto posta. Tra i più
piccoli abbiamo subito no-
tato dei temperamenti (chi
vuol conoscere l’uomo, stu-
di il bambino): Giorgio
Podestà (7 anni e mezzo,
di Genova) le 4 caramelle
se l’è mangiate subito tut-
te, dicendo che così non ci
pensava più; Mauro Petei
invece (quasi 9 anni, di
Sampierdarena) le ha te-
nute tutte in tasca, per
«dopo ». Con loro era
Edoardo Gargiulo (di 7 an-
ni, di Cornigliano) più si-
lenzioso. Petei è un entu-
siasta e parla a lungo: « Sì,

penso spesso a casa, ma
tanto tra un mese ci torne-
rò. Qui si sta bene, si gioca
tutto il giorno, tranquilli.
Invece per la strada c’è
sempre il caso di finire
sotto una macchina ». Te-

stuale.
Abbiamo notato ad un
tavolo una capigliatura

rossa e ci siamo avvicina-
ti: appartiene a Giuseppe
Cavanna (anni 11, di Ge-
nova, il padre è al Ferro-
viario) molto giudizioso e
assai contento di essere
qui, così come Armando
Frediani (anni 10) il quale
ci ha risposto con fermez-
za che suo padre è all’An-
saldo. « Ma Ansaldo, quale
stabilimento? » - « Ansal-
do, e basta ».

Ed ora che vi abbiamo
parlato dei capelli rossi di
Cavanna, sentiamo il biso-
gno di parlarvi degli occhi





di Mauro Damasco (7 anni, ‘

di Genova): azzurri chiari,
come il mare poco fondo
in una giornata di sole. Un
colore tenue, alla Morandi.

Hanno nostalgia di casa,
i ragazzi? Sì, specie la se-
ra; ma l’assistente è pron-

-



a

ta a consolare, e tosto giun-
ge il sonno. Soltanto Rosi
di Genova, figlio di un
operaio del Meccanico, o-
gni tanto dice che vorreb-
be fare una visitina a casa.
per vedere il fratellino di
pochi giorni. Ma anche lui
si è convinto ad aspettare
a vederlo tra un mese, così
sarà più bello.

Adesso parliamo dei li-
vornesi (sembrerà errato
sottolineare così una divi-
sione che non ha ragione
di essere e che dobbiamo
superare — vero bambini?
— ma se vogliamo essere
cronisti obiettivi, dobbia-
mo dire le cose come stan-
no). Essi hanno la fama di
essere i più vivaci ed i più
monelli, ma se è vero che i
monelli non hanno bisogno
di confini geografici, è pur
vero che i più vivaci lo so-
no sul serio. Ne sa qual-
cosa la signorina Laura
Borsarelli, assistente della
1.a squadra, che deve fare
appello alle tradizioni di
gendarmeria piemontese
che son nel suo sangue per
tenere a freno questi « ter-
remoti ». Ecco un episodio
che non poteva venire che
da oltre Magra: poichè si
era notato che i noccioli
della frutta venivano poi
utilizzati come proietti per
il tiro a bersaglio, è stato
stabilito che essi debbano
restare nel piatto alla fine
del pasto: due pesche, due
noccioli; tre albicocche,
tre noccioli, e così via.
L'altro giorno la resa non
quadrava, e un ragazzo fà:
« Ma una il nocciolo non lo
aveva! ». Vecchia saggez-
za di Bertoldino, cosa fai

in questo ragazzo toscano?

Ma parliamo un po’ con
« loro »: Lionelio Bacci
(anni 12) sottolinea con
orgoglio che il padre è car-
pentiere in ferro, operaio
specializzato. Ha finito le
elementari e spera di con-
tinuare gli studi. Vorreb-
be fare il meccanico den-
tista. Poi Piero Vannucchi,
Bruno Lenzi, Gianfranco
Mazza, Mauro Sardelli,
tutti hanno lo sguardo di

« Gruppi » all’aperto

L'ora solenne

certi quadri di Fattori, e
battute alla Fucini. Carlo
Susini ci mostra la sua rac-
colta di involucri di cara-
melle, tutti lindi, con i co-
lori vivaci di aranci, di pe-
re, di ciliegie.

Del campionato non si
parla, ma lo si sente nel-
l’aria. Già, a giorni si ini-
zierà un campionato di
palla-canestro e palla a vo-
lo, ed i migliori saranno
premiati. Ma le cose non



finiscono qui: oltre ai di-
schi che ingentiliscono l’a-
nimo, quest'anno c’è anche
il cinema, con impianto so-
norizzato a 16 mm.: i ra-
gazzi sono entusiasti ed
impazienti, e nel nostro ra-
pido referendum abbiamo
sentito che gli « western »
battono nettamente Dis-
ney. I genitori possono es-
sere tranquilli, così se ci
sarà qualche giornata di
pioggia (ma speriamo di
no!) i bambini vedranno il
cinema e si divertiranno
lo stesso.

Ai genitori, oltre ai saluti
che ci hanno pregato di
trasmettere, dobbiamo da-
re una assicurazione, una
raccomandazione ed una
notizia. L’assicurazione è
tutti i ragazzi, anche se
non scrivono molto, li pen-
sano sempre e ne parlano
spesso, tanto che una del-
le manifestazioni accolte
con maggior gioia è la di-
stribuzione della posta.
(Qui, come a militare, bi-
sogna registrare qualche
volta la delusa tristezza
degli esclusi). Quindi la
raccomandazione è quella
di scrivere ai ragazzi per-
chè fa loro veramente pia-
cere. La notizia, ottima, è
che l’infermeria è comple-
tamente vuota e che il dr.
Galassi sarebbe completa-
mente disoccupato se non
si dedicasse ad arbitrare le
partite.

Ed ora che vi abbiamo
parlato dei bambini e delle
loro giornate, come era no-
stro dovere, ci accorgiamo
che lo spazio viene a man-



care, e che dobbiamo anco-
ra illustrarvi tutti i ser-
vizi, delicati e complicati,
sui quali tutto questo può

marciare. Pensare che ab-

biamo rubato tanto tempo
a tutti, abbiamo chiesto a
tutti! Ed ora cosa diranno,
il dott. Chellini, cortesis-
simo anfitrione e il sig.
Del Torre, l’economo in-
daffaratissimo, e la diret-
trice dott. Cuniberti, che
abbiamo importunato a
lungo, e la vice-direttrice
che non l’abbiamo lascia-
ta mangiare in pace, e il
dottore, e il cappellano,
che cosa diranno? Abbia-
mo qui tanti appunti, tut-
ti quelli che ci avete for-
nito, ma non abbiamo più
spazio: perdonateci, e la-
sciate che vi ringraziamo
lo stesso.

E voi, signorine vigila-
trici (tutte giovani maestre
che hanno esperienza di
queste cose) vi abbiamo
visto sorridere, anche se
stanche e rauche: ecco sì,
sorridete sempre così. Ai
bambini piace, e anche a
noi.

Poi abbiamo dovute
scendere a valle, tra i cubi
di cemento e le ragnatele
dei fili tranviari. Il cristal-
lo posteriore della macchi-
na ci ha consentito di guar-
dare ancora una volta,
lassù tra il verde, il dado
bianco che adesso, col suo
tetto a unico spiovente, ci
pareva un uccello pronto
a spiccare il volo verso
l'azzurro del cielo, leggero
come un sogno di bimbo.

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LO SPORT





La Germania, ritenuta una
semplice « outsider » tra le
grandi firme internazionali, ha
dunque vinto i mondiali di
calcio. Non vi dice nulia que-
sta vittoria? Ardore, slancio,
preparazione atletica, ma, so-
pratutto, disciplina, perseve-
ranza, tenacia e serietà in tut-
ti gli atti del tumultuoso tor-
neo. Impariamo! Sono piccole
<« facezie » che dimostrano an-
cora una volta di più che lo
sport, palestra di educazione e
di forza, premia alfine del suo
massimo alloro chi, nella mo-
destia e mel coraggio, osa e
combatte.

©

In tema di insegnamenti ve-
diamo un po’ di interpretare
le favorite Brasile e Uruguay
dal punto di vista cerebrale
del loro incontro. E’ stato il
trionfo dell’intelligenza sulla
pura forza fisica. Già! nel giu-
dicare un atleta o una squa-
dra non si tiene quasi mai con-
to dell’intelligenza, come se al
calcio si giocasse solo con i
piedi...

» ®

Abbiamo così imparato tan-
te belle cose a questi mondia-
li. Tra l’altro, che i Tedeschi
valgono molto meno di certa
gente « che noi conosciamo »
quanto a pura abilità tecnica,
ma essi di questo sono co-
scienti e non si smarriscono in
esibizionismi. Mirano allo sco-
po. Sanno tenere per 90 mi-
nuti i nervi carichi. Sentono
la responsabilità di una par-
tita in cui è in palio il nome
del loro Paese. Mentre taluni
(anche se blasonati) han fat-
to pensare in certi momenti
che l’educazione sportiva,
malgrado tutto l'apparato di
bande, vessilli, cerimonie e
banchetti, va ancora a brac-
cetto con «l’uomo delle ca-
verne ».

°

Onore anche ai Magiari che

ci hanno confermato che la

loro squadra, malgrado l’ino-
pinato ostacolo finale, ha la
stoffa del puledro di classe.
Altre squadre si affacciano
baldanzose all’orizzonte, ma il
calcio ungherese resta ancora
uno dei più bei fiori che guar-
niscono il giardino dello sport
europeo.

Per gli italiani suggeriamo...
la cura. Perchè non basta la
critica. Ci sembra, da una sin-
tesi più ampia del foot-ball
« azzurro », che occorra anzi-
tutto una maggiore coscienza
delle nostre possibilità. Siano
esse favorevoli o sfavorevoli
Meglio partire battuti con uo-
mini decisi a vender cara la
pelle, che partire eccessiva-
mente ottimisti con... gente
« bolsa » che delude! Occorre,
pietra su pietra, «creare »
una squadra italiana come si
forgia una squadra di Socie-
tà, senza lasciarci sopraffare
dal concetto spettacolare. Quel
che conta è il concetto sporti-
vo. Essere inesorabili contro
gli eccessi del professionismo,
contenerlo e combatterlo con
qualsiasi mezzo. Primo di tut-
ti: il buon senso!

E infine, noi non chiediamo
per Czeisler la fine del Savo-
narola. Ma, vi siete mai in-
teramente spiegati la necessi-
tà di un trainer straniero? E°
mai possibile che in Italia non
ci sia un competente che sap-
pia formare una squadra mi-
gliore di quella di Losanna?
E in tema di insegnamenti co-
sa mai è stato insegnato di
spettacolare, di estroso, di tec-
nico, di taumaturgico agli az-
zurri? Ne abbiamo visto i ri-
sultati. Una volta, un certo si-
gnor Pozzo ci condusse alla
bella avventura di diventare
noi î Campioni del Mondo. Se
non erriamo era un torinese.
Ma ci sarà certo qualcuno che
si farà premura di dimostrar-



LA COPPA

L’ultima partita in calenda-
rio per il torneo Brezzi oppo-
neva la nostra squadra alla
forte compagine della « Finco-
sit », detentrice della Coppa
Brezzi 1953.

Molti Ansaldini si saranno
chiesti: perchè « Ansaldo-Ma-
renco? », Il secondo nome è
quello della Società con la
quale abbiamo dovuto abbi-
narci per poter partecipare al
Torneo, in quanto chi non ha
svolto attività durante l’anno
non può giocare la Coppa
Brezzi.

La squadra così composta:
Righetti, Ferrando, Incerti,
Turco, Pagni, Verdacchi, To-
nielli, Pagano, Casarino, Gian-
noni, Cassio, è uscita vitto-
riosa per 2-1, dopo un’aspra
e combattuta contesa, nono-
stante l’impegno degli avver-
sari che tendevano ancora al-
la conquista del primo posto.
Con questa vittoria la nostra
squadra si è classificata al
quarto posto, a parità di me-

“BREZZI”

rito col « Prè Gabbai>», la-
sciando il fanalino di coda al
« Grifone Ausonia », organiz=
zatore del torneo. Non è da
escludere che con un po’ più
di fortuna avremmo potuto
classificarei anche meglio.

E’ inutile, a conclusione del
Torneo, discutere dei ma e dei
se, ma la rete fortunosa se-
gnataci dal « Fossati » e il pa-
reggio subito ad opera del
« Grifone », quando il tempo
era già scaduto, stanno a di-
mostrare come ij giovani com-
ponenti la squadra Ansaldina
non siano stati certamente fa-
voriti dalla Dea bendata.

Il torneo è terminato con la
vittoria dell’« Ansaldo Fossa-
ti» e a noi non rimane che
pensare a ricostruire per pren-
derci la rivincita nel prossimo
anno, sempre chè i nostri af-
fezionati collaboratori, a cui
porgiamo sentiti ringrazia-
menti, ci vengano incontro
con la stessa comprensione di-
mostrataci quest'anno,

Anteo Dodi



Otto volante

ci che Pozzo era figlio di una
zia di un australiano.
°
A Roma, altri mondiali, al-
l’Olimpico. Quelli della ginna-
stica, Trionfo dei Russi, I qua-
li al corpo libero, alle sbarre,
agli anelli e in special modo
al volteggio hanno raggiunto
limiti cne rasentano la perfe-
zione. Non ci sono attenuanti
per i battuti, ma differenza di
scuola, potenza, uno spiccato
grado di raffinatezza stilistica
pone in un piano quasi inat-
taccabile i ginnasti domina-
tori di Helsinki.
®
Non stiamo a ripetere i 9,85
di Tocnamire alle parallele o
i 9,80 di Mouratov agli anelli
o i 9,45 di Chaguin June alla
sbarra. Tutti i punti merita-
no un commento. Alcuni gior-

nalisti un po’ distratti che
parlano sempre di «tempi »
hanno scambiato volontieri

questi con il termine base del-
la ginnastica (punti). E così
nella foga e nell’ ammira-
zione di classifiche squillanti
hanno esclamato: « Che tem-
pi! ». Un giudice sulla settan-
tina credendo che si parlasse
di quelle belle biondone russe
agili come gazzelle ha sospira-
to: « Bei tempi davvero! ».

o

E quindi in fila la Germa-
nia, la Svizzera e il Giappo-
ne a ruota hanno compiuto
progressi notevoli come si può
dire degli Italiani che hanno
salito qualche gradino (il 7.0)
mercè iniezioni di giovinezza
nel vivo della formazione. Fi-
gone e Sampieri i nostri ves-
silliferi, non sono ancora tra-
montati; ma attendiamo altri
nomi alla ribalta.

®

Ed ora al Tour. Assenti gli
Italiani per i noti fulmini del.
la nostra Federazione. Il giro
di Francia ha già incomincia-
te le sue pedalate! 23 tappe -
4862 Km. Roba da far drizza-
re i capelli, Le grandi linee
della gigantesca corsa, formu-
le e regolamenti meritano al-
cuni commenti dopo che God-
det ne ha rettificato le lancet-
te cronometriche. Sicchè è am-
messo il gioco di squadra, il
cambio di ruote e di macchi-
ne (peccato che non siamo ar-
rivati al cambio dei corrido-
ri). E’ autorizzato il cambio
del gonfleur (visto che lungo
la strada ci saranno gli im-
mancabili « gonfiati »). Per o-
gni squadra l’organizzazione
offre una vettura attrezzata
con sopra un massimo di tre
biciclette. (Di modo che se
quattro corridori frantumasse-
ro la macchina uno di questi
a sorte si sorbirebbe il giro n
piedi).

Altra novità, I partecipanti
indossano una maglia con il
diritto di apporre il nome del-
la marca dela casa cui appar-
tengono. (Niente da fare quin-
di per quelli che avrebbero
preferito le scritte reclame). E°
proibito agli atleti di scrivere
durante la «durata» della
corsa articoli su giornali o ri-
viste. (Non avremmo mai pen-
sato che pedalando a 28 o 30
chilometri orari si potesse far
tanto). C'è facoltà di confi-

scare i premi qualora la me-
dia della tappa sia inferigre
alla prevista tabella di marcia
(qui ci sembra che ci scappi
qualche sciopero tipo Italy).
Sono stati aboliti gli abbuoni
di tempo sulle montagne, (Era
ora, «poveri passisti»), Vi ab-
biamo così scodellato alcune
formule dell’ingranaggio del
Tour per rendervi più soppor-
tabile la corsa, della quale as-
sieme ai protagonisti avremo
un mese di tempo per parlar-
ne e sollazzarci. Intanto una
pagnotta in saccoccia e via!
Signori non c’è tempo da per-
dere: da Amsterdam a Parigi!
Così!... Due passi!

Giuseppe Ballerino

ATLETI ANSALDINI

L''OLIMPIONICA
LILIA TORRIANI

L’Ansaldo è sempre stata un
vivaio di atleti, molti dei quali
hanno primeggiato in gare na-
zionali e internazionali e nella
più alta competizione sportiva
del mondo: l’Olimpiade.

Fra coloro che più si sono
fatti onore in questo campo, ec-
co una donna — una donna
giovane e gentile: la signora
Lilia Torriani, olimpionica di
ginnastica, che in innumerevo-
li gare ha difeso il buon nome
sportivo del nostro Paese.

Alla signora Torriani, ora
impiegata presso l’Ufficio SES
del Cantiere Navale di Sestri,
abbiamo chiesto un’intervista
di stile telegrafico (lo stile che
ci è imposto dallo scarsissimo
spazio a nostra disposizione) ed
ella ha cortesemente consenti-
to a rispondere alle nostre do-
mande.

D. Quale è l’attività sportiva
alla quale si è dedicata

R, La ginnastica artistica. La
società di cui facevo parte è
« L'Unione Sportiva » di Se-
stri dalla quale sono uscite
«laureate » altre tre Olim-
pioniche.

D. A quale Olimpiade ha parte-
cipato, ed in che anno?

R. Alla XIV Olimpiade di Lon-
dra nel 1948 ed ai Campio-
nati del mondo a Basilea nel
1950, Inoltre ho partecipato
a diversi incontri interna-
nali ed a tutti i concorsi e
campionati italiani.

D. Quale è stato il risultato ot-
tenuto dalla Squadra Italia-
na in quella occasione?

R. Alle Olimpiadi abbiamo ot-
tenuto 1’8.0 posto mentre ai



Campionati del mondo ab-
biamo conseguito il 3.0 po-
sto.

. Quali altri titoli, individuali
e di squadra, ha consequito
nel corso della Sua attività
sportiva?

o

R. Durante la mia « carriera »
sportiva moltissimi sono
stati i primati di squadra e
qualche volta nell’individua-
le ed anche di specialità at-
trezzistica,



D. Che cosa ne pensa della don-
na in funzione di atleta?

R. La donna con l'esercizio del-

lo sport rinforza il fisico e
lo spirito e sarebbe bene che
tutte le giovinette dedicas-

sero qualche ora alla « pa-

lestra » per capire quale be-

neficio potrebbero trarne.
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Nel secondo numero del
l’Ansaldino, abbiamo letto
con piacere il resoconto del-
la inaugurazione di un am-
bulatorio della Cassa Mutua
Aziendale del Muggiano.

Vorremmo sapere se, pres-
so il nostro Cantiere. sia pos-
sibile creare come in altri
Stabilimenti del gruppo, una
Cassa Mutua Aziendale, inte-
sa a sostituire l'attuale assi-
stenza mutualistica fornita
dall'I.N.A.M.

ITALIANO RAFFAELE -
CARLO LUBRANO - Ufficio
MOP - Cantiere di Livorno

In base alle disposizioni
contrattuali e legislative vi-
genti (contratto Interconfede-
rale 3 gennaio 1939 e Legge i
gennaio 1943, art. 38), non è
più possibile istituire Casse
Mutue Aziendali.

A termini del sopra citato
contratto veniva autorizzato il
mantenimento di talune Mu-
tue aziendali già esistenti a
tale data e rispondenti a de-
terminati requisiti,

Con la Legge del ‘1943 che
istituiva l’Istituto Nazionale
Malattie « I.N.A.M.», anche
queste Casse Mutue aziendali
avrebbero dovuto essere as-
sorbite dall’Istituto stesso, e
solo in via di fatto se ne è
consentito il mantenimento
sino ad oggi. Naturalmente
non è però possibile istituire
nuove Casse mutue aziendali,
in quanto l’assistenza di tutti
i lavoratori è stata affidata al-
VI.N.A.M.



Innanzi tutto grazie per
l'« Ansaldino », che oltre ad
essere istruttivo ci fa couc-
scere tante cose a noi scono-
sciute. Ho detto «a noi sco-
nosciute »; ma per essere più
preciso dovrei dire «a me
sconosciute »; infatti, benchè
io sia un anziano dell’Ansal-
do. ero all'oscuro riguardo ai
Cantieri di Livorno e Mua-
giano. Sapevo che esistono dai
vecchi tempi, ma non sapevo
che facessero parte del com-



plesso Ansaldo. Se uno si tra-
sferisse in uno di detti can-
tieri sarebbe sempre un an-
saldino? Le maestranze di Li-
vorno e Muggiano hanno gli
stessi doveri e diritti di quel-
le dell'Ansaldo di Genova?
Un anziano Ansaldino

I Cantieri di Livorno e
Muggiano, già O.T.O., sono
stati incorporati nell’Ansaldo
nel 1949, a seguito della rior-
ganizzazione delle aziende del
gruppo I.R.I. Sono quindi sta-
bilimenti sociali come gli al-
tri esistenti a Genova. ed alle
loro maestranze è riservato lo
stesso identico trattamento di
quelle genovesi,

»

A vag. 9 del terzo numero de
«L’Ansaldino » leggo la ri-
srosta alla mia precedente,
riguardante i corsi T.W.I., ri-
sposta in cui mi fate l’appun-
to di aver usato la parola «di-
rendente» invece di cuellà di
«collaboratore». Ma, strano ca-
so, nella testata del vostro
reriodico si legge a tutte
lettere «Quindicinale dei ”di-
pendenti” dell'Ansaldo S.A.».
E allora come la mettiamo,
siamo dipendenti a pagina uno
e collaboratori a pagina no-
ve? E’ forse per questo che
non ci dite quanto costano i
corsi T.W.I., perchè ai «di-
pendenti » non si danno
conti.

Ing. RENZO JESURUM

Pubblichiamo molto volen-
tieri questa seconda lettera
dell’ing. Renzo Jesurum per
un duplice ordine di ragioni.
La prima perchè potrebbe co-
stituire una prova di come
alcuni dipendenti, a torto, non
si sentano collaboratori. La
seconda perchè potrebbe far
supporre che da parte dello
scrivente vi sia uno stato di
animo precostituito, insensi-
bile a qualsiasi elemento ra-
zionale. L’ing. Jesurum, con
questa sua insistenza. potreb-
be essere considerato fra -co-

loro che «non sono sordi e
pur non vogliono sentire ».
Ad abbondanza aggiungia-
mo che nella nostra preceden-
te risposta, stabilito il princi-
pio che i corsi rientrano nel-
la normale attività di perfe-
zionamento ed addestramento
sul lavoro, era evidente che
la determinazione del costo di
essi, facilmente ragguayliabi-
le alla paga oraria di ogni di-
pendente che vi partecipa,
moltiplicato per il numero
delle. ore di durata, non era
un elemento sostanziale. Co-
munque era importante sta-
bilire il principio che si trat-
ta di una spesa produttivisti-
ca e non di una perdita di
tempo, come, con malcelata
ironia, lasciava trasparire fra
le righe il nostro Josurum.
La distinzione tra dipen-
denti e collaboratori non ci
sembra affatto fuori posto.
Nella Azienda tutti siamo di-
pendenti e per noi è fatto il
giornale. Il nostro scopo, for-
se ambizioso, è vuello di fare
di tutti i dipendenti dei col-
laboratori consamonoli. FA è
perciò che, tra InItro, ci sia-
mo proposti d’informare nbiet-
tivamonte i dinendenti di tut-
to snanto li nosen intorosenre,
Confessiamo che non abbia-
mo capito se lina Josvrum si
senta soltanto dipendente o
anche colleboratore: ed è ap-
punto perciò che — per quan-
to ciò possa apparire super-
fluo — abbiamo risposto a
questa sua seconda lettera,



Perchè il fumaiolo della
Turbonave « Colombo » spun-
ta fuori della ciminiera, men-
tre quello della gemella « An-
drea Doria » no? Vi è quache
motivo tecnico?

OTTAVIO OTTONELLO

Il tubo che nella ciminiera
della « Cristoforo Colombo »
sporge dalla camicia del fu-
maiolo (è il collettore degli



DIAGRAMMA — DEI NUMERI BASE — IN FUNZIONE

1500

1400

1200

1100

DELL'ETÀ




LE TRE CURVE RIPORTATE SI RIFERISCONO









A TRE IMPIEGATI VALUTATI RISPETTIVAMENTE
wo 18/30 - 24/30 .- 30/30
60
al
400
300 PGEZEI RESA TECHE "TRERIGITEI ROTTE TATE "TENERE TEMRTRETITI N TTI RIETI =:
18020 22 2 2% 28 0 32 34 36 38 40 42 d4 46 48 50 52 54 Sb 58 60

ETA" IN ANNI

Nell'intervista del Direttore Generale sulla determinazione degli stipendi (da noi pubblicata nel numero
scorso) era detto che gli stipendi subiscono « un rapido aumento dai 18 ai 30 anni di età, successivamente
decrescente negli intervalli fra i 30 e i 40 arni e dai 40 ai 50, con un forte appiattimento fra i 50 e 1 60
anni », Questa frase è stata da taluni lettori inesattamente interpretata. Per meglio chiarire le idee pubbli-
chiamo questo grafico, il quale dimostra che non sono gli stipendi che decrescono tra i 30 e i 60 anni, bensì
îl loro aumento. Ossia, lo stipendio continua ad aumentare fino ai 60 anni; soltanto che l'aumento è più ra-
pido fra i 18 e i 30 anni e meno rapido fra i 30 e i 60.

scarichi dei motori diesel de-
gli elettrogeneratori.

Esso è più sporgente che
sulla « Andrea Doria » in re-
lazione alla diversa sistema-
zione dei deflettori del fumo
realizzata sulla « Cristoforo
Colombo » con l’intendimento
di renderli più efficaci.

| RISULTATI |
del secondo

CONCORSO

I 24 punti da ricerca-
re nel « Problema...
Ferroviario» da noi pub-
blicato nel secondo nu-
mero del giornale era-
no, nell'ordine: 5, 4, 1,
214, 53,01, 4;5,13;
Sio 400, OA 1002,

Tra i solutori che
hanno inviato la giusta
soluzione è stato sorteg-
giato l’operaio del Mec-
canico Aristide DANO-
VARO, al quale è stata
consegnata la macchina
fotografia in palio,

Tra tutti i partecipan-
ti, sono stati inoltre sor-
teggiati dei premi di
consolazione, che sono
toccati ai seguenti An-
saldini:

Maddalena BORSONI
(MEC); Emilia ASTORI
(DIG) - Giovanni TRA-
VERSO (DIG) - Luigi
TASSARA (CAN) - Ot-
tavio ROSSI (MEC)
- Carlo PESCATORI
(MUG) - Oreste CA-
ROSSIA (MUG) - An-
tonio GALLI (MUG) -
Erminio BISIO (CAN).





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di anni 57, dipendente del
Cantiere, deceduto il 1.0 lu-
glio. Era all’Ansaldo dal 1926.
Lascia una figlia.



Giovanni STOPPINO
di anni 62, dipendente del
Cantiere, deceduto il 22 giu-
gno. Era all’Ansaldo dal 1926.
Lascia un figlio,

Carlo BROGI
di anni 53, dipendente del
Ferroviario, deceduto il 9 giu-
gno. Era all’Ansaldo dal 1930.
lascia la madre.

Nello MUSETTI
di anni 55, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 23 giugno. Era all’Ansaldo
dal 1936. Lascia la moglie e
due figli.

Umberto CARNER
di anni 61, dipendente della
Carpenteria, deceduto il 21
giugno. Era all’Ansaldo dal
1920. Lascia la moglie,
——-
Agostino BRUZZO
di anni 58, dipendente della
Carpenteria, deceduto il 25
giugno. Era all’Ansaldo dal
1920. Lascia una sorella,







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saldino ».

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10



Sono nati

7 maggio: LEONARDO, fi-
glio di Bassignani Umberto
(Mug) - 18 maggio: LORE-
DANA, figlia di Riccardi Giu-
seppe (Mef) - 1.0 giugno: MA-
RIA, figlia di Dassori Gaeta-
no (Can) - 6 giugno: GLO-
RIA, figlia di Reverberi Ma-
rio (Mef) - 8 giugno: PATRI-
ZIA, figiia di Medicina Dioni-
sio (Mec) - 8 giugno: CLAU-
DIO, figlio di Mezzatesta Giu-
seppe (Can) - 9 giugno: IVA-
NA, figlia di Pisasala Carmelo
(Mec) - 10 giugno: ANNA, fi-
glia di Paoletti Mario (Mef)
- 12 giugno: ROBERTO, fi-
glio di Causa Giacomo (Can)
- 12 giugno: ENRICA, figlia di
Lantero Francesco (Mec) - 13
giugno: WALTER, figlio di
Stanchi Luigi (Can) - 15 giu-
gno: IVANA, figlia di Dapino
Aldo (Can) - 15 giugno:
CARLO, figlio di Stramezzi
Giovanni (Can) - 19 giugno:
LORENZO, figlio di Canobbio
Angelo (Can) - 22 giugno.
FABIO, figlio di Altini Ivo
(Liv) - 22 giugno: MARIA,
figlia di Perini Walter (Mef)
- 23 giugno: AGOSTINA, fi-
glia di Macchi Giuseppe
(Mec) - 23 giugno: MIRCO,
figlio di Gambolo Pietro
(Mec) - 26 giugno: ROSSEL-
LA, figlia di Nesi Bruno (Liv)

A tutti i piccolissimi
«ansaldini » e ai loro ge-
nitori i nostri auguri più
fervidi.

Si sono sposati

19 aprile: GIUBERTI Lilia-
no (Mec) con Cordara Emma
- 2 giugno: CAVANNA Tele-
sio (Mef) con Gorgazzi Lui-
sa - 6 giugno: BEZEREDI Ro-
sa (Fon) con Novelli Romual-
do - 20 giugno: RATTO Gio-
vanni (Car) con Grotto Se-
verina - 20 giugno: DONATI
Piero (Liv) con Antonelli
Wanda - 27 giugno: BARTO-
LI Ezio (Can) con Mazzolet-
to Miranda - 27 giugno: PIZ-
ZORNI Stefano (Mec) con
Pizzorni Maria.

Agli sposi i nostri vivis-
simi auguri.



Nozze Jannone - Valpreda

Non abbiatevene a male, cari
amici, se, una volta tanto, dia-
mo particolare risalto ad una
delle notizie nuziali cui per so-
lito — e per necessità — dedi-
chiamo solo pochissime parole.
Stavolta, nei fatali ingranaggi
della Ruota del tempo è stato
preso il nostro Redattore re-
sponsabile, Dante Jannone, che
il 10 luglio si è unito in matri-

monio con la signorina Marisa
Valpreda, a Torre Balfredo di
Ivrea, Egli sta felicemente com-
piendo, in questi giorni, il suo
viaggio di nozze. E noi che lo
sostituiamo al bancone della ti-
pografia, nell’usuale lavoro di
impaginazione del giornale, pen-
siamo a lui e alla sua gentile
signora con un senso di commo-

Ruota
Tempo

zione e
fetto.
La Ruota del Tempo intanto
gira e aspetta al varco gli spo-
si; l’anno prossimo (questo è
il nostro augurio) li riprenderà
nei suoi fatali ingranaggi. E
noi dovremo ripubblicare i loro
nomi; non più in questa, ma
nella precedente rubrica...

di beneaugurante af-







VETERANI





Clotaldo Di Donna

Nel mese di

maggio scorso
sono state consegnate, a Pa-
lazzo Vecchio in Firenze, le
«Stelle al merito del lavo-
ro» a trenta veterani di tut-
ta la Toscana. Fra coloro che
hanno ricevuto l'ambito premio
e — ci piace dirlo — fra co-
loro che più lo meritavano, era
il nostro anziano collega Clo-
taldo Di Donna, il quale ha al
suo attivo, prezioso fardello di
esperienza e operosità, ben cin-
quant’otto anni di ininterrotto
lavoro presso il Cantiere di Li-
vorno.

Clotaldo di Donna, Un lavo-
ratore per antonomasia, un uo-
mo che il giorno successivo al-
la cerimonia di Palazzo Vecchio
vedemmo nuovamente curvo sul
tavolo da disegno, diligente, at-
tivo e operoso come il più so-
lerte dei giovani impiegati, Fu
nel lontano 1926 che conoscem-
mo il Di Donna; un distinto
signore in grigio sulla cui fac-
cia aperta e gioviale faceva spic-
co un paio di baffi all'insù che
davano un certo tono all’allora
Capo dell’ufficio studi allesti-
mento del Cantiere « F.lli Or-
lando & C.». Si era nel pieno
fervore dei lavori per la costru-

zione dell’incrociatore Trento,
nuovo tipo di nave che — come
si diceva — voleva vedere gli

uomini in faccia, con le loro
capacità tecniche, la loro ini-
ziativa, Tutto nuovo, mai pri-
ma di allora studiato, dalla chi-
glia alla formaggetta dell’albe-
ro. Clotaldo Di Donna era l’ani-
matore di buona parte dell’ope-
rosità che ferveva attorno ai no-
stri scali, nelle nostre officine e,
sopratutto, nelle sale disegno
dalle quali uscivano i piani e
i dettagli per la messa in ope-
ra della « Trento ». Ma quante,



prima di allora, erano state le
navi da guerra, mercantili, pas-
seggeri, alla cui costruzione egli
aveva partecipato? Quanti éra-
no i piani generali e di strut-
tura, le sezioni maestre, i pro-
getti che, sulla carta immaco-
lata, erano usciti dalla sua men-
te e dalle sue mani? Non è esa-
gerato dire centinaia e forse,
malgrado possegga sempre una
memoria formidabile, neppur
lui ricorda i nomi di tutti i
bastimenti e i tanti progetti ai
quali ha lavorato, E chi non ha
potuto ammirare la felicissima
mano di Clotaldo, che ancor o0g-
gi lo fa prescegliere quando su
un foglio di carta si vuol ri-
produrre un impareggiabile cor-
sivo per un nome, un titolo,
una dicitura? Ci sono in archi-
vio dei piani generali che do-
vrebbero servire quali esempla-
ri di concetto accoppiato alla
virtù del saper ben presentare.
Delle vere miniature che oggi
ben pochi riuscirebbero ad imi-
tare!

Clotaldo Di Donna è veramen-
te quel che si dice un uomo buo-
no. Se le qualità cui abbiamo
accennato non ce lo facessero
ammirare abbastanza, lo ammi-
reremmo lo stesso per la sua
bontà e onestà, per la sua dirit-
tura morale; ed anche perchè
egli tipicamente rappresenta
quella schiera di vecchi livor-
nesi che sembrano far parte del-
le mura stesse del Cantiere, nati
e cresciuti in esso e per esso.
Schiera che, con sincero rim-
pianto, vediamo sempre più as-
sottigliarsi e della quale Clo-
taldo Di Donna è forse uno de-
gli ultimi rappresentanti.

Clotaldo Di Donna è nato a
Livorno il 7 settembre 1877. En-
trò in Cantiere a 19 anni, nel
1896, ed i diversi passaggi di
proprietà dello stabilimento li-
vornese lo videro sempre pre-
sente, sempre prescelto e ben-
voluto dai colleghi e dai diri-
genti. Egli è disegnatore proget-
tista ed abilissimo tecnico na-
vale, qualità che lo portarono
alla funzione di Capo-sala del-
l'ufficio studi scafo. Come già
detto, egli fu anche Capo del-
Pufficio studi allestimento alla
costituzione di esso nel nostro
Cantiere, Le sue doti di onestà
e capacità lo portarono spesso
a ricoprire cariche di fiducia in
delicati ed importanti organi-
smi quali la « Cassa depositi e
prestiti », della quale è stima-
to presidente da molti anni, e
la « Cooperativa di consumo »
da lui fondata.









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Pubblichiamo quasi per intero
(i « tagli » praticati, per ragioni
tecniche, sul testo sono di tra-
scurabile rilievo) la seguente
« proposta» di un dipendente
del Meccanico, il quale ha speso
tempo ed energia per esamina-
re a fondo tutti i fatti fonda-
mentali che, a suo avviso. sono
dannosi al buon funzionamento
dello Stabilimento, intendendo
con ciò dare un suo personale
serio contributo di idee per un
migliore andamento del lavoro.

E una prova di onestà, di
sincerità e di intelligenza.

Siamo lieti di riprodurre que-
sto scritto che costituisce, per
noi, un chiaro esempio di quel
sano e cosciente spirito di col-
laborazione ch'è condizione ne-
cessaria per il costante progres-
so d'ogni azienda industriale.

PROPOSTA N. 4545

Dopo una breve premessa in cui
lo scrivente chiarisce gli scopi
eminentemente costruttivi — del
resto ben evidenti a chi legge —
delle sne critiche, si passa ad un
dettagliato esame della

SITUAZIONE ATTUALE
DELLO STABILIMENTO

DISCIPLINA.

F' risaputo che la disciplina non
è il forte delle razze latine. Ml tra-
passo da un governo a regime net-
tamente dittatoriale nd nn albore
di democrazia ha confuso un po’
le idse al punto tale da creare un
po' di confusione. Tolleranza quin.
di obbligata, però non al punto
tale di ammetterla, La disciplina è
cardine in tutte le cose e come
tale è necessaria.

Presentemente nello Stabilimen-
tn è doveroso e doloroso ammet-
terlo, non brilla certamente di vi-
vr Ince.

ORDINE.

Nell'Officina è assolutamente as-
sente, L'ordine non è solamente
Indice di ocnlatezza e precisione, e
non è certamente solo stato creato
per avpagare l'occhio; è oltre tut-
to risparmio di tempo nella ri-
ceren delle cose ed è sinonimo di
encanininnca,

TURBANITA”,
E nauturare che 1 modi urbani sono
1 riflessi di educazione personale @
che essi se usati con tatto doveroso
faciliterebbero il legame di affra-
tellamento.

Ebbene, questi modi gentili e
cortesi sono così rari a trovarli
nell'ambito dello Stabilimento, che
lascia attoniti.

PUNTUALITÀ",

La puntualità anch'essa lascia
a desiderare, per quanto in misu-
ra minore; si suppone che certl
principi base vengano male consi-
derati e che non si dia ad essi ln
iniportanza che meriterebbero.

Le lacune di cui sopra sono cer-
tamente originate Innocentemente
ed Inconsapevolmente, perchè se sì
rifettesse un attimo si. converreb-
be che l'operare disciplinatamente,
urbanamente e puntualmente sa-
rebbe di utilità a tutti,

LO SPRECO.

Spreco di energia elettrica; spre-
co d'acqua; spreco di cartone, di
guarnizioni, di cotone, di stracci
Spreco di materiali varii; nel taglio
(troppo margine), nella messa In
opera, nella rifinitura, nello scar-
to, nel montaggio, nella saldatura,
nella stampatura ecc. ecc. Lievi 0
gravi le deficienze di cul sopra, ma
esistenti, quindi dannose per un
buon andamento.

II
TEMPO PERDUTO.

Troppo tempo per il disbrigo di
pratiche semplici, troppo tempo oc-
corrente per il prelievo dei mate-
riali, troppo tempo per la ricerca
materiali o attrezzi occorrenti,
troppo tempo si perde per man.
canza di attrezzature, troppo tem-
po per attendere le gru ecc. ecc.

In tanti casi la colpa è dovuta
a forza maggiore; però in linea di
massima non si ha l'esatta per-
cezione del valore del tempo. E
questo è male, rineresce dirlo, ma
è la verità.

SISTEMI DI LAVORAZIONE.

Attrezzature assolutamente Îna-
deguate, anche se possibili, che
impediscono un migliore rendi-
mento — sl legga: scarsità di at-
trezzi a disposizione o materiale
inadatto alla bisogna — o sparso
ovunque e difficilmente rintraccela-
bile; alcuni operai hanno più at-
trezzi, altri non ne hanno affatto.

Piegature di lamiere a fredilo e
rifiniture a colpi di mazza, lavoro
quest'ultimo che lascia perplessi
Mancata osservanza dei canoni del
precisione nel cosidetti lavori a
serie e conseguenti perdite di tem-
po nella fase finale di montaggio.
Non si vuol parlare di macchinari





2a CASSETTA DELLE IDEE =





antiquati, la sostituzione dei quali
impone spese troppo gravi e quin-
di si comprende il lento rimoder-
namento, E ancora: ordini di co-
struzioni di piccoli lavori con mez-
zi non confacenti, il prezzo dei qua-
li a lavori ultimati è addirittura
elevatissimo.

Si sarebbe risparmiato il 50%
commissionando detti lavori altro-
ve ove l'attrezzatura è consona al-
le lavorazioni in programma,

Molto altro vi sarebbe da aggiun.
gere a quanto sopra, sarebbe trop-
po lungo, di conseguenza si confida
molto nell'acume e intuizione dei
Signori preposti al vaglio,

v
ECONOMIE.

Manca il vero senso dell’econo-
mia nello Stabilimento: ne è pro-
va l'evidente leggerezza con la
quale sl adempiono certi lavori:
per il trasporto di una callaia ma-
rina, che deve essere caricata su
carrello apposito e che deve per.
correre si e no cinquanta metri
su binario piano (caldereria - Mo-
lo) si comandano ceppi di legno,
tavole, chiodi, filo di ferro ed altro
e il tutto sotto gli orchi di. tutto
uno stato maggiore, lo si impie-
ga con cautela e lentezza per detta
manovra,

Manca l'elemento che si assuma
una vera responsabilità, manca
l'elemento veramente cenpace che
oltre il riscuotere il suo lauto men-
sile sappia assumersi quell’onere
quando è necessario e co) più stret-
to giro d'economia possibile.

E' così nei carichi nei vagoni:
chiodi, legname, filo, misure, ca-
richi e poi scarichi e poi carichi

nuovamente. E tempo, soste e al-
tro.

Così si faceva ieri e così si
deve fare oggi. Non si tiene conto
dei tempi attuali dove tutto è im-
perniato sulla velocità e massimo
rendi La prud
sA l'eccessiva lentezza e il timore
assolutamente no.

L'antico ha sempre i! soprav-
vento, Così in molti altri casi il
senso dell'economia lascia molto a
desiderare, Non c'è il padrone di-

retto, quindi tutti lasciano correre
incuranti, basta scaricarsi la re-
sponsabilità.

La conclusione è una ed è che
tutti mancano, perchè non è pro-
prietà loro.

MENTALITÀ",

Capitolo delicato e grave quello
inerente a certe mentalità esistenti
nello Stabilimento, mentalità che st
oppongono ai nuovi sistemi, men-
talità troppo schiave del passato e
dell'antico, mentalità che non rico-
noscono la moderna tecnica anzi
la combattono, mentalità che pen-
seno che senza di loro il lavoro
non può più andare avanti. e se
va bene non hanno visto, nè co-
moscluto altro all'infuori dello st:
bilimento in fatto di metal-mecca-
nica, SI fanno forti con l'affermare
al quattro venti la loro anzianità e
che loro vengono dalla cosidetta
« gavetta », e che a loro non la si
fa e via discorrendo. Sembra im-
p‘ ssibile l'esistenza di tali menta-
Tità, eppure, poche per fortuna, ma
esistono. Recano danno detti ele-
menti. Quando, ad esempio, un
cperaio suggerisce un modo nuovo,
forse appreso ad. una scuola re-
cente, per il buon concretizzarsi di
un dato lavoro, pur sentendosi di-
rw» bene, deve fare come sempre
sl è fatto. Rinsanguamento giova-
nile occorrerebbe in certi casì, e
deve è possibile, debellare gli in-
segnamenti della nonna, non più
confacenti ai tempi attuali. Manca
l'impulso per il buon e anche len-
to graduale trasformismo a sistemi
nuovi ed adeguati ai tempi, sem-
pre dove è possibile.

VII
IMPRODUTTIVI.

Troppa gente che non produce;
dalla produttività reale dell'ope-
raio, si calcola grosso modo, do-
versi detrarre un terzo del valo-
re - produzione - guadagno per
caricarlo agli Improduttivi. Si vuo-
le intendere per improduttivi gli
elementi realmente Iimproduttivi
quali ad esempio: plantoni, fatto-
rini, uscieri, spazzini, cioè che non
suno per nessun modo legati alla
vera produzione, per quanto an-
cl'essi necessari,

Una buona riorganizzazione In
detto campo darebbe | suoi frut-
ti, senza danneggiare alcuno,

VII





COTTIMI.

Anche in questo campo molto vi
sarebbe da dire. F' desiderio del-
ln scrivente, trattare profonda-
mente detto tema quanto prima,
essendo di una complessità tale da
meritare un capitolo a parte. Certo
che l'argomento del cottimi spin-
ge ad un rillevo di carattere ge-
nerale, ed è il seguente: l'Azienda

ottiene veramente quei vantaggi
dalle cosidette lavorazioni a cot-
timo, tenuto presente l'enorme
onere cui è soggetta per il mas-
siccio complesso organizzativo e
sgribativo che impone la lavorazio-
ne a cottimo? Conteggi generali,
conteggi parziali, tempisti, ammini-
strazioni inerenti, uffici appositi,
distribuzioni ecc, ecc, E poi: non
tutta la massa dipendente con-
corre al cottimo, vi saranno si e
no una metà dei dipendenti che
con una certa continuità concorre
al cottimo, mentre l’altra metà vi-
ve 0 con l'attesa lavoro o con espe-
dienti che sono ormai noti. La spe-
sa inerente allo smaltimento or-
ganizzativo vale l’introito ricavato?
Tenendo presente il grande com-
plesso, tenendo presente la poca
precisione dei tempisti nel dare il
tempo ad un dato lavoro (in alcuni
lavori troppo è il margine tempo,
in tali altri troppo schiavismo) te-
nendo presente tutti i fianchi che
offrono discussione, tenendo pre-
sente altresì la mancata continui-
tà del lavoro nello Stabilimento, si
ritiene che una doverosa revisione
sin necessaria a fin di bene e per
l'Azienda e per i dipendenti tutti.

I
PROPOSTE E SUGGERIMENTI

DISCIPLINA,

Siano date disposizioni con tatto
e riguardo, ai dirigenti e capi, af-
finchè si adoperino per un sano e
sereno convincimento presso gli o-
peral affinchè si attengano alle più
comuni norme disciplinari, Si pren-
dano contatti con la C
Titerna, la quale non può e non do-
vrebbe rifiutare la cooperazione,
per un miglioramento che non le-
de nessuno e che è di giovamento
a tutti. Si faccia opera di propa-
genda con comunicati graduali
esposti in visione a tutti. Che il

sia e vellu-
tato onde non urtare le suscetti-
bilità più spinte. SI collochino, do-
ve urge, cartelli richiamanti ai
principi disciplinari, Specialmente
agli sportelli paga e dove maggior-
mente è la ressa, Attraverso gior»
nalini di Stabilimento, apolitici, si
Mustrino i vani una sana
disciplina,
ORDINE.

Non dovrebbe essere difficile ot-
tenere orline e nelle officine e ne-
gli j e nei ini, nei
piazziali, ecc. ecc.

Basta prendere iniziative come
scpra. Disposizioni partite dall’al-
to che raggiungano gli strati bassi.
Se: ad un operaio non si dice mai
nulla, in merito all'ordine, non si sa
bene come va a finire. Devono es-
sere | Capi che, a diretto
cen gli operai, devono far valere
ciò che rientra in un buon anda-
mento di Stabilimento. Si noti ad
esemplo, quale magnifico effetto
presenta l'ordinato materiale dispo-
sto recentemente nel nuovo piaz-
zale, davanti alla Nuova Caldere-
ria. Si acquista con l'ordine, anche
il tempo, perchè semplice diventa
la ricerca di materiale, quindi si
diano quelle disposizioni (talmen-
te semplici) e si otterrà, magari
lentamente, lo scopo sperato.
URBANITA'.

Veramente i modi urbani dipen-
dono dai singoli a d
dell'educazione ricevuta, Però, qual-
che cosa anche qui sl può fare e
ottenere. Presentemente accadono
fatti che influiscono sul morale del-
l'operaio. Si vuole intendere quan-
do al mattino o alla sera si sa-
luta, diMcilmente sl ottiene, spe-
cialmente dal Superiore, 11 riscon»
tro dovuto, chiaro, piacevole e sin-
cero; oppure, se lo si ottiene, è tal-
mente sforzato che lascia male. E*
logico che susseguentemente non si
saluti più e così buonanotte al
secchio.

Troppo distacco vige oggi, maga-
ri senza volerlo, ma esiste. Diffi-
cilmente si assiste ad un gesto cor-
diale, ad una parola d’'incoraggia-
mento al dipendente, e non si sa
quale immenso valore ha un com-
pcrrtamento simile a tutti gli effet-
ti A ciò si può porre rimedio. In-
dire riunioni, palesare le lacune e
fare opera di persuasione affinchè
questo stato di cose venga, se non
eliminato, almeno smussato.
PUNTUALITA".

La mancata puntualità all’entra-
ta nello Stabilimento, al posto di
lavoro e al termine lavoro e ad
altro, è cosa grave e dannosa mol-

to.

SI ritiene cosa saggia prendere
git opportuni provvedimenti per la
eliminazione della lacuna oggi esi-
stente, Si avvisino, magari previo
arcordo con la Commissione Inter-
na. i dipendenti tutti, attraverso co-
municati di avvertenza,

La Commissione Interna, non do-
vrehbe trovare ostacoli essendo la
richiesta della Direzione basata su

ecuo diritto, Nei comunicati affissi
si elenchino i provvedimenti a ca-
rico degli eventuali inadempienti.
Si dia il modo, in principio, di ot-
tenere il risultato senza mezzi coer-
citivi, in seguito si applichino le
conseguenti punizioni che si riten-
gono opportune. Sono pochi i non
puntuali; la massa invece, adusa
alla puntualità, non se ne dorrà,
non avendo nulla da rimproverar-
sl. Si creino orari di spogliatoio
precisi e inderogabili per tutti, si
dia quella tolleranza per dimostra-
re comprensione, si esiga che al
suono dell'inizio lavori, tutti siano
ai loro posto, si conceda prima del
termine lavoro i 10 minuti per
mettere a posto gli attrezzi ed alla
vigilia delle feste il tempo occor-
rente a tutto lo Stabilimento per la
pulizia del macchinario ed altro. Si
dia mandato ai Capi di richiamare
al'ordine gli inadempienti, sempre
con i dovuti modi, ecc. ecc,

I
SPRECO.

Per lo spreco di luce ed acqua
basta comandare una più attenta e
rigorosa osservanza. Per lo spreco
di cartone, guarnizioni, stracci e
cotone basta impartire ordini ai
magazzinieri di non eccedere nelle
consegne, ma nemmeno negare, fa-
re noto agli operai di non spre-
care nel taglio guarnizioni e ri-
portare a magazzino i ritagli che
potrebbero sempre servire, così pu-
re il cartone, allorchè usato, lo sì
ritorni al magazzino, e, se anco-
ra utilizzabile, sarà distribuito an-
cora, Per lo spreco di materiale al
taglio, messa in opera, rifinitura,
m o, tura e -
ra, si seguano più da vicino gli
operai, con più attenzione e riguar-
do, facendo presente quando si ec-
cede, senza paura e senza timore;
i Capi hanno il dovere di richia-
mare per cause tecniche e altro,
certo con i dovuti modi.

Gli operai hanno tema di sba-
gliare e si attengono sempre più
marginali e di conseguenza lo spre-
co.

m
TEMPO PERDUTO.

Il tempo perduto incide anch'es-
so notevolmente sul bilancio del-
l'Azienda, quindi occorrerebbe
semplificare Innanzi tutto il disbri-
go delle pratiche interne per le
quali si perde molto tempo che
molti, per il mumero degli
operai che hanno necessità di re-
carsi agli uffici appositi, significa
palese svantaggio, Per eliminare
ciò e dove è possibile e quando le
pratiche lo consentano, comunicare
dati a mezzo citofono interno agli
uffici appositi i quali, preparati,

i incar i rich
ne curino il recapito a mezzo fat-
torini. In questo modo non si di-
stoglie dal suo lavoro l'operaio che
ha bisogno.

Per il prelievo materiale, il Ca-
pc, prima di passare l'ordine di la-
voro, deve pensare di commissio-
nare al Magazzino il materiale oc-
ccrrente per il lavoro X, cosicchè,
quando vi sl reca l'operaio, tutto
è pronto.

Per la ricerca materiale, basta
l'ordine d'officina. Ed anche per gli
attrezzi, semplificare, nel modo di
dare disposizioni ai magazzinieri di
fare settimanalmente note attrez-
sio I i n
si provveda in tempo.

IV
SISTEMI DI LAVORAZIONE.

Revisionare con calma attrezzi,
stampi, forme ed altro e, dove lo
sì ritiene necessario, compatibil-
mente con la spesa, si sostituisca
con materiale più moderno e più
atto alla bisogna. Ho avuto la for-
tuna di visitare la Fiera di Mila-
no e seppur fuggevolmente ho no-
tato attrezzature indicate per la
eventuale sostituzione di quelle
troppo vecchie invero. Si proceda
ad un inventario annuale di at-
trezzi e si faccia consegnare a m
gazzino il svperfluo. Per la ple-
gatura lamiere a freddo e rifinite
a colpi di mazza, si ritiene mi-
gliore la stampatura con dovuta
precisione, cosicchè si eliminereb-
be la brutta visione, a lavoro ul-
timato e quando c'è la pittura, de-
gli evidentissimi colpi di mazza che
per un complesso quale ANSALNO
S. A. non è indice di vanto.

Stretta vigilanza tecnica, per una
maggior precisione nel lavori a se-
ris ottenendo quella precisione
necessaria per un buon montaggio.
Per i piccoli lavori. per i quali
mancano | mezzi adatti non essen-
do convenienti, si ellminino, com.
missionando all'esterno, sarebbe
tanto di guadagnato, e non è certo
questa lieve misura a privare di
lavoro 1 dipendenti.



ECONOMIE.

Anche per l'economia In genera-
le, valgono gli argomenti già espo-



ti

sti, cioè, disposizioni di attenersi
al senso della misura in tutto. Sia»
no incaricati 1 Capi che tra l'al-
tro osservino e richiamino all'or-
dine quando occorre. Non occorre
vista acuta per osservare le casse
dei rottami nelle quali a volte giac-
cicno pezzi di lamiere ed altro, an-
cera utilizzabili.

Per il carico caldaia-marina non
occorre l’ apparato menzionato.
Essendo « imoragata » al collettore
superiore e come suol dirsi a « ca-
vagnino » basta appoggiarla sul
carrello così come è non avendo
di bisogno lo spazio terreno, base
per il susseguente carico sul pon-
tone.

Si cerchi di far comprendere a
chi ne è investito, il valore della
economia, senza timore,

MENTALITA',

Per detto capitolo, serve il con-
vincimento attraverso riunioni e
conferenze tenute periodicamente
ai tecnici e Capi ed a lento andare
e con il naturale rinsanguimento
giovanile si otterrà anche qui l'esi-
to sperato,

VI
IMPRODUTTIVI.

Si ottenga da questa schiera di
« improduttivi » un migliore ordine,
disciplina e rendimento attraverso
un trattamento più confacente e sf
adibiscano a tali lavori elementi mf»
norati fisicamente che non pussono
rendere altrove. Si faccia una re-
visione dei quadri e si riordini con
equità e senno,

RISPOSTA

L'interessamento che ha spinto
il proponente a studiare e scrivere
la sua voluminosa proposta è lo-
devole.

Egli ha esaminati vari aspetti
del funzionamento delle officine e
dei servizi relativi, dal punto di
Vista della sua personale esperien-
za, com'è logico ed umano

Ogni organizzazione, vista dall'In-
terno, presenta dei difetti e delle
manchevolezze; la difficoltà non è
tanto quella di scoprire | difetti,
quanto, evidentemente, quella di
trovare e di adottare dei provve-
dimenti praticamente efficienti, per
ridurre o eliminare i difetti stessi.

Ora, mentre il proponente è pre
ciso e talvolta tassativo nell’enun-
ciare I difetti (e per qualcheduno
di essi egli esagera un poco) le
sue proposte intese ad eliminarli
sono quasi tutte un po' generiche,
sicchè si può a priori dire ch'esse
non sarebbero sufficienti per rag-
giungere lo scopo.

Si rileva d'altronde che Il propo-
nente non ha voluto limitarsi ad
una serle di rillevi negativi, pessi-
mistici; ma ha voluto in coscienza
cercare ad ognuno un rimedio: ciò
che è lodevole, dato che Il pessi-
mismo (e Il « mugugno >) non so-
no producenti,

D'altronde teniamo a rilevare che
recenti, Importanti costruzioni rea-
lizzate nella nostra Azienda e în
particolare dal nostro Stabilimento
hanno conseguito esito molto favo-
revole ed altamente apprezzato in
tutto il mondo, Ciò che ci consen-
te di guardare all'avvenire con un
certo senso di fiducia e ci per-
mette di guardare al nostri di-
fetti interni con tutta la necessaria
serenità, non per tollerarli. bensì
per agire nel senso di ridurli o di
eliminaril.

Ed è proprio in base a awvesto
nostro sereno desiderio dl erftica
e di miglioramento che abbiamo
tenuto a pubblicare per intero lo
scritto elaborato dal proponente, E
che, data la pratica Impossibilità
di rispondere alle sue proposte
punto per punto, ln invitiamo a
presentarsi al Direttore dello Sta-
bflimento ing. Cominetti, prean-
nuneland: In modo da aver con
Iut nna disenssinne sn! vari argo-
menti, con Îl necessario tempo a

disposizione.





(ANSALDINO

QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.4.!

Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
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DANTE JANNON
Redattore responsabile
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Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
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In questi giorni è uscita dal Ferroviario l'ottava delle dieci locomotive da 2800 HP commissionate dalla Grecia per la linea Pireo-Salonicco. Ecco una
bella fotografia presa durante il collaudo della prima di tali locomotive. In primo piano Îl Capo Officina collaudo, signor Arturo Colonna.

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