L'Ansaldino, n. 3, 1954
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 3, 1954
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina): il motorista Alberto Martini al lavoro attorno a un motore marino sovralimentato costruito allo Stabilimento Meccanico di Sampierdarena
A p. 12 (quarta di copertina): l'operaio Pietro Baffico di fronte a un'elica destrorsa a quattro pale in bronzo al manganese prodotta dalle Fonderie e Acciaierie Ansaldo di Campi
- Motorista al lavoro attorno a un motore meccanico, p. 1
- Album di famiglia, p. 2
- La determinazione degli stipendi, p. 3
- Panorama aziendale, p. 4
- Il "sor Luigi", p. 6
- Dolceamaro elvetico, p. 7
- La saldatura elettrica, p. 8
- Risposte alle domande dei lettori (L' Ansaldino risponde), p. 9
- Vita di casa, p. 10
- Cassetta delle idee, p. 11
- Elica destrorsa a quattro pale, fabbricata alla Fonderia, p. 12 - Data testuale
- 1954 luglio 1 - 14
- Estremi cronologici
- 1 luglio 1954 – 14 luglio 1954
- Consistenza
- pp. 12
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Identificativo
- PER.000205/3
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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- Collocazione
- Emeroteca
- contenuto
-
io postale
LUGLIO 1954
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Spedizione in abi
Gruppo
GENOVA,
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Il motorista Alberto Martini al lavoro intorno ad un motore marino sovralimentato costruito al Meccanico.
- Prezzo di
- NUMERO 3
Abb. gratuito ai dipendenti
vendita al pubblico L, 30
ANNO I
|
{
}
2
La Scarrozzella,,
Ai nostro Direttore Generale è
pervenuta la seguente lettera,
che riproduciamo integralmen-
te:
« Signor Direttore Generale,
ll primo numero de « L'Ansaldi-
no >» è giunto nella mia casa; ed es-
so ha suscitato in me una quantità
di ricordi lieti e tristi ad un tem-
po, che desidero dirLe, Questa vol.
ta, signor Direttore Generale, Ella
dovrà ascoltare una contessione:
una storia vera e dolorosa, vissuta
da un ex-Ansaldino,
Ero un padre felice, pieno di vi-
ta e volontà di lavorare per la mia
numerosa famiglia; non chiedevo,
per ricompensa, che il sorriso dei
miei figli. Ma il destino mi fu av-
verso, Un odio inspiegabile anima-
va gli uomini. La tristamente fa-
mosa legge razziale mi aveva messo
al bando. Figlio di ebreo e di ma-
dre originariamente straniera, pur
essendo io di religione cattolica,
fui considerato appartenente alla
razza ebraica. Su tutti i documenti
anagrafici un marchio: « appartiene
alla razza ebraica ». Impossibile la-
vorare; la fame bussava alla mia
porta. Quando ormai tuto sem.
brava per me finire, fu i'Ansaldo
v tendermi la mano. Dovevo en-
trare all'Allestimento Navi, ma sui
documenti non doveva risultare la
fatale dicitura. Supplicai che mi ve-
nissero rilasciati i documenti senza
quel marchio; ma tutti furono ir-
removibili: « non si puòd!». E qui
comincia la più incredibile vicenda
che sì possa immaginare. Un gior-
no, recatomi in via Vernazza per
avere un certificato di vaccinazio-
ne a nome di uno dei miei figli, fui
attratto dalla curiosità di visitare
il salone dove una volta esisteva
l'ufficio anagrafe, devastato e ri-
dctto ad un cumulo di macerie da
un bombardamento. Ebbene, tra
quei mattoni io trovai la mia sal-
vezza, Erano i moduli in bianco, ma
già firmati, dei documenti che avrel
dovuto presentare per entrare al-
Ansaldo.
Cos} ebbi il lavoro e il pane non
mancò al miei figli. E questo pane
mi costò più della vita!
Era il 29 ottobre 1943; nell'Al-
lestimento di Sampierdarena fer-
veva il lavoro. Ad un tratto, allar-
me aereo; le sirene lacerarono
l'aria. Mai sl era avuto un bom-
bardamento diurno prima d'allora,
e quindi non si pensava a quell'in-
ferno che di lì a poco doveva scop-
piare. Fui colpito dallo spostamen-
to d'aria di una bomba e subii uno
choc traumatico. Da quel giorno le
mie condizioni andarono sempre
più aggravandosi; dovetti lasciare il
lavoro nel marzo del 1950,
Ho rivisto il Cantiere, MI son
fatto accompagnare con la carror-
zella sino ai cancelli; non ho avu-
ta il coraggio di entrare, Avrei vo-
Iuto rivedere i miei compagni di
lavoro. il mio Direttore e salutaril.
La prego, signor Direttore Genera-
le, lo faccia Lei per me a mezzo
del nostro giornale; ne sarò fe-
lice.
F se questa storia avrà il po
tere «di far riflettere sull'opportu-
nità di volersi più bene, In farcia
pure pubblicare sul nostra foglio.
Ta ringrazio e Te porgo il mio
più deferente saluto.
RAFFAELE SACERDOTE
(via Chiaravagna 29-1 - Ge-Sestri)
Poche volte, credetemi, mi è
stato dato di leggere un docu-
mento di così alta levatura e in-
tensità spirituale, di così ge-
nuino e profondo significato
morale. Ho letto tante lettere.
anche sublimi, di gente che sta-
va per morire o perchè condan-
nata dall'odio feroce d'altri vo-
mini o perchè stroncata da ma-
lattie senza rimedio e che tut-
tavia, di fronte alla morte, tro-
vava la forza di lasciare in
eredità ai propri simili un mes-
saggio di misericordi d’inco-
raggiamento, di bontà. Ma do-
vete convenire che, in un certo
senso, è meno difficile pronun-
ciare parole di fede e d'amore
quando si è certi di dover mori-
re tra qualche ora, che non
quando si è inchiodati ad una
« carrozzella », come su una
croce. e la vita continna, ma è
in fin dei conti più dura della
morte perchè ehbbliga ad ogni
istante (e per anni ed anni) a
meditare sulla propria irrepa-
rabile sciagnra. Quest'uomo,
questo « ex-Ansaldino » vive da
anni sulla sua «carrozzelia »;
è stato doppiamente colpito,
nell'anima e nel corpo, dal be-
stiale odio umano e dal male
fisico; non ha tremato e soffer-
to soltanto per la vita sua —
che potrebbe anche esser poco
— ma per quella dei suoi figli,
ch’è tutto. E la sua conclusione
è: « non odiate! » e « vogliatevi
più bene! ».
Credo che, se ci fermiamo a
pensarci su solo per qualche
istante, questa lettera, questo
insegnamento non si cancellerà
tanto presto dal nostro spirito.
Rigli
Lettera del signor
Milone del Cantiere di
(med. 10024):
Nel caso possa servire a qual-
cesa, mi permetto unire alla pre-
sente le fotografie dei mie due fi-
gli: Nannino e Fabio, Il primo, di
anni 18, diplomando dell'Istituto
Nautico San Giorgio di piazza Pa-
Gerardo
Sestri
lermo, Genova (indirizzo capitani);
il secondo, di anni
mosso alla
14, testè pro-
seconda classe dello
Fabio
itesso Istituto, nonchè vincitore dij
una borsa di studio di II classe
assegnatagli dall’Ansaldo e aspiran-
te ad una seconda borsa di studio
In considerazione dei buoni voti ri-
portati anche quest'anno,
Oh modestia, candida e inna-
morata modestia dei papà! ser-
vono ben più che « a qualcosa »
le fotografie di questi due bravi
e bei ragazzi! Servono a darci
Tre overai del Meccanico, benemeriti donatori di sangue:
Bruno Magi, Giuseppe Sicco, Bruno De Gioannis.
Nannino
una precisa idea d’una perfetta
e felice famigliola. Servono a
fare di Lei, signor Milone, un
uomo invidiabile e invidiato.
Servono a far conoscere ed ap-
prezzare da tutti due giovani
studiosi e ammirevoli.
Se Le par poco.
Papà Caprera
La signora Bianca De Medio
Caprera che abita a San Barto-
lomeo (La Spezia) ed è moglie
di un Ansaldino del Muggiano
e madre di due bambini, ci seri-
ve una lunga lettera tutta dedi-
cata al suo «caro vecchio papi».
Sentite;
Dall'età di sedici anni (quaran-
totto anni fa), quand‘era ancora
adolescente, mio padre smise di
studiare e cominciò, con l'accani-
tn passione che man mano aumen-
tava, a lavorare nel nostro caro
Cantiere, E da allora sino ai primi
mesi di quest'anno il Cantiere lo
assorbì tutto, dandogli nel lavoro
la gioia e la soddisfazione che solo
chi ama Îl lavoro onesto sa tro-
vare in esso, Sempre attivo, sem-
pre pieno di volontà e di esempio
verso gli altri, lo vedo, se vado in-
ALBUM DI FAMIGLIA
dietro con il pensiero, non abban-
donare mai il Cantiere neppure un
minuto negli anni della guerra, sot-
to i bombardamenti, a rischio della
sua vita stessa e della deporteziune
in Germania. E lo rivedo una sma
nel letto, con gli occhi bendati, fe-
rito al viso ed alla mano sinistra,
mentre era partito al mattino sa-
no per il suo Cantiere. E così lo
avevano riportato. Aveva fatto un
volo di molti metri, perchè era
scoppiata una caldaia in prova per
una nave e l'amianto che gli aveva
ricoperto gli occhi aveva messo in
grave pericolo, per molto tempo,
la sua vista. Ed ebbi ancora agio in
questa occasione di vedere quan-
to fosse amato Caprera, ormai di-
ventato capotecnico, dai smnoi ope-
rai e dai suoi superiori tutti. Po-
vero e caro papà, quando (io ero
ancora bambina) ci lasciò la cara
mamma, egli trovò un grande sin-
cero conforto nel lavoro e il can-
tiere fu per lui più che la sua
casa; ad ogni varo, lo trovavo con
gli occhi pieni di lagrime; diceva
che era una fimliola che se ne an-
dava dal padre. raffiturato dal Can-
tiere; questo Cantiere che Ini vide
nnscere, quasi si potrebbe dire, ma
che certo conosce come nessun
altro. Ed ora questo Cantiere gli ha
chiuso le braccia, la sirena amica
non è più per lul; il mio panà è
In pensione dai primi mesi dell'an-
no corrente e questo fu vn grande
colno ner Ini che. al contrario di
altri che desiderano ginngere in
pensione per il meritato rinoso, lui
no, lui forse, nel suo grande amo-
acini x rene
re per il Cantiere, non poteva con-
cepire la vita senza di esso. Così
sono qui a chiedere se il nuovo
giorn»ole « T'Ansaldino » può parla-
re una volta un poco del mio caro
papà; e vorrei esser stata jo, sua
figlia, a donargli questa pioia per
mezzo vostro, e nello stesso tempo
vorrei che non sapesse che l’idea
è partita da me,
Signora, s'è fatto quanto era
umanamente possibile fare per
riprodurre la quasi irriprodu-
cibile fotografia del Suo papà,
il capotecnico elettricista Silvio
Caprera, del Muggiano. Ma,
quanto a parlar di lui, chi po-
trebbe farlo con maggior amo-
re e con maggior proprietà di
immagini, con più attenta e
limpida comprensione e con più
giusto tono e misura di quanto
Lei stessa non abbia fatto? E
perchè mai, dunque, vorrebbe
che il Suo papà (il Suo « caro
papà ») non sapesse che « l’idea»
è partita da Lei?
Noi facciamo. nostre le Sue
parole, ma, creda, mai sarem-
mo riusciti a trovarne di più
nobili. di più intensamente sen-
tite, infine di più belle. Papà
Caprera sarà, penso, felice che
« L’Ansaldino » parli di lui con
la voce stessa della sua figlio-
la. La vita del Suo papà, signo-
ra, è una vita buona, bella,
esemplare; è la vita-capolavoro
di chi non soltanto ha impiega-
to nell'opera propria le mani e
il cervello, ma vi ha profuso il
vigore creativo dello spirito, E
certo che tutti gli Ansaldini,
vecchi e giovani, vi riconosce-
ranno il segno d’una singolare
nobiltà, *
LA MEDICAZIONE
NEL PRONTO
SOCCORSO
implicito scopo della me-
dicazione di pronto soccorso
mettere le ferite (tagli, escoria-
zioni, abrasioni, ustioni, ecc.)
nelle migliori condizioni affin-
chè siano evitate le complicazio-
ni (infezioni) e siano avviate a
guarigione nel miglior modo e
nel minor tempo (guarigioni
pronte - minimo segno) sia che
la medicazione debba ritenersi
definitiva come nel caso di, me-
dicazione provvisoria, ossia fat-
ta in attesa dell’intervento del
medico,
Elemento favorevole a che la
medicazione raggiunga questi
risultati è che sia fatta pronta-
mente.
Tuttavia la medicazione anti-
settica viene generalmente ese-
guita, nel pronto soccorso, sen-
za riguardo per le necessità dei
tessuti lesi di non essere ulte-
riormente menomati nella loro
efficenza biologica eenelle loro
attitudini di ripresa e ripara-
zione oltre che di reazione.
E’ infatti tuttora generale
consuetudine medicare ferite
appena prodotte, con alcoo! o
tintura di iodio o altri prodotti
a base di alcool e comunque non
istofili, nonostante sia scienza
acquisita che l'alcool non abbia
potere disinfettante a concen-
trazione inferiore al 50% e non
abbia azione disinfettante alcu-
na verso i microorganismi a-
naeroibi (tetano, cancrena gas-
sosa, carbonchio, ecc.), le cul
spore rimangono vitali anche
per anni in alcool a qualsiasi
concentrazione, e sia infine nota
l’azione non istofila propria
delle medicazioni alcoliche (tut-
te comprese, anche quelle di io-
dio). Basti pensare all’effetto
coagulante sulle proteine, ovvia-
mente dannose in un tessuto
compreso in delicati processi di
riparazione,
Le ferite trattate con sostanze
aventi insufficiente azione di-
sinfettante, prive di azione an-
titossica, non istofile, sono mag-
giormente passibili di compli-
cazioni.
E’ proprio nelle più diverse
condizioni delle medicazioni del
pronto soccorso, pertanto, che si
dimostra vantaggiosa una medi-
cazione che possieda requisiti
istofili. Ossia: che sia atta, ga-
rantendo l’asepsi e l’'antisepsi
ad associare alla efficacia anti-
microbica anche il rispetto per
i requisiti biologici dei tessuti.
Favorendo, anzichè inibire, la
iperemia reattiva, l'aumento del
ricambio, l’esaltazione delle os-
sidazioni e dei processi di ripa-
razione cellulare. Favorendo in
pari tempo i fenomeni catabo-
lici nei tessuli in disfacimento
e quelli anabolici nei tessuti de-
stinati alla ripresa, nei focolai
di lesione,
La medicazione amuchinica
(elorossidante elettrolitico in so-
luzione ipertonica di NaCl) si
distingue, non solo per i requi-
siti propri, intrinseci, dell'azio-
ne clorossidante, ma anche in
quelli propriamente riferibili
all’istofilia. Pertanto essa è at-
ta a esercitare azione detergen-
te e ossidante, oltre che anti-
settica completa nei più diversi
focolai di lesione. Favorisce,
stimolando le naturali capacità
riproduttive degli elementi cel-
lulari, la riparazione piana, la
cicatrizzazione lineare, il ripri-
stino plastico dei focolai di le-
sione, pone cioè le ferite nelle
migliori condizioni per essere
avviate senz'altro alla pronta e
migliore guarigione o per su-
bire successivi interventi del
medico o del chirurgo.
I
Intervista con
w
il Direttore Generale
LI DETERMINAZIONE: DEGLI STIPENDI
no degli argomenti
che più interessano
il personale impiega-
tizio è senza dubbio quello
degli stipendi e dei criteri
secondo i quali questi ul-
timi vengono fissati. In
proposito, abbiamo chie-
sto e ottenuto dal Diretto-
re Generale ing. Lombar-
di una breve intervista,
che varrà a chiarire le
idee sull’importante tema.
— Vuole dirci — abbia-
mo chiesto — quali sono i
criteri per la fissazione de-
gli stipendi degli impiega-
ti?
— La determinazione
degli stipendi da attribui-
re al personale impiegati-
zio — ci ha detto l'ing.
Lombardi costituisce
uno dei problemi più diffi-
cili e delicati che ogni dit-
ta è chiamata frequente-
mente a risolvere ed i cui
riflessi possono avere gra-
vi ripercussioni sia di in-
dole economica che mo-
rale.
Come avviene per qual-
siasi funzione che debba
riflettersi su un rilevante
numero di persone, la de-
terminazione degli stipen-
di dovrebbe ispirarsi pri-
ma di ogni altra cosa a
criteri di perequazione e
di giustizia.
Non è in generale un li-
vello più o meno elevato
degli stipendi quello che
agisce sul morale del per-
sonale dipendente, ma è
piuttosto il senso della spe-
requazione e della ingiu-
ptizia quello che crea il
malcontento ed il disagio
quando un’aliquota di im-
piegati, e non sempre i
meno meritevoli, sia mes-
sa in condizioni di fare do-
lorosi confronti fra la pro-
pria situazione e quella di
altri più favoriti a parità
di funzioni e di meriti.
Per ovviare a questo in-
conveniente, le cui riper-
cussioni sul rendimento
del lavoro sono assai più
gravi e notevoli di quanto
non nossa sembrare a pri-
«ma vista, si è cercato di
| concretare in base ad ele-
belle che, tenendo conto
di fattori fondamentali di
giudizio, consentono di
stabilire per ogni catego-
ria e funzione il corrispon.
dente livello di stipendio.
— Come vengono consi-
derati gli elementi di me-
rito eccezionale che evì-
dentemente non possono
essere inquadrati in un si-
stema di omogeneizzazio-
ne?
— E’ fuori dubbio che
elementi di . eccezionale
merito possano presentarsi
in taluni casi, e che di essi
debba essere tenuto conto
al di fuori di ogni criterio
di omogeneizzazione, ma
non è men vero che la
estensiva anplicazione di
queste tabelle ha servito
ad eliminare gradualmen-
te un grandissimo numero
di sperequazioni involon-
tariamente nascenti in con-
seguenza dell’ ingente nu-
mero dei casi che venivano
esaminati in occasione di
proposte di revisione di sti-
pendi, ciò che è valso, me-
glio di ogni altro provve-
dimento, a rafforzare quel
senso di equità e giustizia
che è fondamentalmente
sentito e desiderato da tut-
ti.
— Praticamente questi
principii come vengono at-
tuati?
— Un primo elemento
fondamentale sul quale
viene basata la determina-
zione degli stipendi è co-
stituito da una tabella di
numeri (tabella dei nume-
ri base medi) che fa riferi-
mento all’età dell’ impie-
gato nell’intervallo fra i 18
e i 60 anni, Si è infatti te-
nuto presente che a parità
di ogni altra condizione
l’età costituisce un indice
di maturità intellettuale e
morale che dà all’individuo
una maggiore stabilità di
idee e di propositi e rap-
presenta per l’ azienda un
fattore di sicurezza.
Questa tabella dei « nu-
meri base medi » è stata
determinata per un ele-
mento di normale capaci-
tà e rendimento. Essa met-
te in evidenza un rapido
aumento dai 18 ai 30 anni
di età, successivamente de-
crescente negli intervalli
tra i 30 e i 40 anni e dai 40
ai 50, con un forte appiat-
timento tra i 50 e i 60 an-
ni, limite massimo consi-
derato dalla tabella.
Un secondo elemento
costituito dalla capacità e
dal rendimento.
o”
L’Amministratore Delegato ing. Rosini a colloquio con i membri della Commissione Interna
Centrale a bordo della « Colombo »
In base al giudizio rias-
suntivo che le competenti
Direzioni debbono dare per
ciascun dipendente, il nu-
mero base medio viene ret-
tificato in più o in meno a
seconda che l'impiegato sia
stato classificato ottimo,
buono, sufficiente o me-
diocre,
Queste rettifiche, che
sono in funzione della ca-
pacità e del rendimento
individuali, possono sposta-
re il numero base, per cui
tra un elemento classifica-
to ottimo e un altro classi-
ficato sufficiente, della stes-
sa categoria e della stessa
età, si può avere un diva-
rio nel numero base del
33%.
Con questi criteri viene
determinato il numero ba-
se effettivo che compete a
ciascun impiegato in fun-
zione dell’età e della valu-
tazione di merito.
— Ma come si tiene con-
to della funzione più o me.
no importante che l’impie-
gato svolge nell’Azienda?
— A questo punto su-
bentra il criterio determi-
nante della funzione che
egli compie nell’Azienda,
per cui a parità di numero
base effettivo la sua retri-
buzione viene commisura-
ta alla natura e importan-
za dell’incarico affidatogli.
Per ciascuna funzione e
incarico è stato infatti pre-
stabilito un « parametro »
numerico che serve ner de-
terminare in funzione de!
numero base lo stipendio
spettante all’impiegato pre-
so in esame.
— E dell’anzianità di
servizio nell’ Azienda Ve
\
sì è tenuto conto? \
— Questa determinazio-
ne prescinde dall’anzianità
di servizio in quanto ad
essà provvedono le dispo-
sizioni contrattuali sugli
scatti di anzianità .che,
com'è noto, funzionano au.
tomaticamente all’ infuori
di ogni valutazione di me-
rito.
e AI A SIRIA
aaa ig i
Ti e
ai
DI) \
COMMESSE
Italia - E' stata assunta la
ordinazione dalla Cementeria
di Monselice di un forno ro-
tante per cemento per un im-
porto di circa 85 milioni di
lire. Tale fornitura rappresen-
terà per lo Stabilimento Car-
penteria un apporto di circa
22.000 ore lavorative.
XY
India - Ha visitato la no-
stra Società Mr. F. C. Badwar
direttore generale delle Fer-
rovie Indiane, il quale, in oc-
casione di un suo viaggio in
Europa, ha desiderato pren-
dere con noi contatto in con-
siderazione delle importanti
forniture in corso di esecu-
zione da parte nostra per le
Ferrovie Indiane stesse.
Si tratta di una visita di
particolare rilievo in relazio-
ne anche alla prossima nostra
partecipazione a nuove im-
portanti gare per materiale
ferroviario in India.
Egitto - Il 12-VI una com-
missione di controllo inviata
dal Governo egiziano in rela-
zione all'appalto di lavori per
l’oleodotto Cairo-Suez, si è re-
cata in visita all’Ansaldo. Ri-
cevuta dai D. C. ingg.
D'Onofrio e Barin, gli ospiti
hanno compiuto una breve vi-
sita al Mec e al Can Presso
la Dig sono stati ricevuti dal
D. G. ing. Lombardi, dal V.D.
G. ing. De Vito e dai D.C.
ingg. Lo Monaco e Casaccia.
La commissione egiziana era
così composta: Dr. Abdul Na-
mid Hosni Metwalli, segreta-
rio al consiglio permanente
della Produzione Nazionale;
Dr. Alì El Bedri, Direttore
delle Raffinerie Governative
di Suez; Dr. Hamed Amer,
Vice Direttore Tecnico della
Raffineria di Suez, Accompa-
gnavano i membri della com-
missione egiziana il sig, Ge-
rardo Spairani, rappresentan-
te della Dalmine al Cairo e il
Dr. G. Lupo Osti, dirigente
commerciale della Dalmine e
incaricato delle trattative del-
l’oleodotto Suez-Cairo.
Argentina - Fra le numero-
se vendite di motori diesel e
gruppi elettrogeni eflettuate
in Italia sono da segnalare in
particolar modo le forniture
di 2 gruppi diesel alternatore
da 500 KVA alla Società Oli-
vetti di Ivrea, 1 gruppo diesel
alternatore da 500 KVA alla
Ditta Giustina di Torino e 2
gruppi diesel alternatore
sempre da 500 kVA valla dit-
ta Ledoga di Milano.
"Tali gruppi per un impor-
to complessivo di circa Lit.
150 milioni, sono infatti de-
stinati da tali ditte alla rie-
sportazione in Argentina al-
l'indirizzo di filiali o conso-
ciate delle stesse: la loro
vendita costituisce quindi,
anche se indirettamente, una
nostra affermazione all’estero
in quanto viene ad arricchire
il patrimonio di nostri motori
esistente all’estero,
FONDERIA |
Una vasca di grande capacità è stata fusa per conto della
Società Solvay di Rosignano. La vasca, in ghisa G. 22, è atta
a resistere all'azione corrosiva di liscive caustiche ad alta
temperatura, presenta un diametro superiore di m. 3, un’al-
tezza quasi uguale al diametro, uno spessore di mm. 55 e pesa,
finita di lavorazione, circa 13 tonn. Sempre per conto della
stessa società è in corso di fusione una seconda vasca della
stessa capacità.
ORDINAZIONI
Dal 6 al 20 giugno isono
state acquisite le seguenti or-
dinazioni: 1
Per la « Siac» di Genova:
100 lingottiere quadre in ghi-
sa ematite (importo L. 10 mi-
lioni - ore di lavoro 1700); per
1°« Ansaldo Fossati » di Geno-
va: getti vari in ghisa G. 22
per trattori agricoli; per i
« Cantieri del Mediterraneo »
di Genova: 2 eliche in bronzo
al manganese a quattro pale
(importo L. 16 milioni - ore
di lavoro 3000); per la « Fiat »
di Torino: 20 alberi fusi in
bronzo.
É
Y
| FERROVIARIO
Una vasta esperienza su
macchine americane di pri-
missimo ordine ed un lungo,
accurato studio del progetto,
hanno permesso la realizzazio-
ne dell’escavatore universale
AM 10, che combina l’eccel-
lente classe del disegno e del-
le prestazioni delle macchine
americane con la realtà della
nostra metallurgia e delle no-
stre concezioni meccaniche. E”
stato così possibile ottenere
una macchina che, mantenen-
do i pregi di manovrabilità e
rendimento delle macchine
americane, offre grande dura-
ta e richiede facile ed econo-
mica manutenzione. L'escava-
tore AM 10 si presenta quindi
come macchina di grandi pos-
sibilità con tutti i migliori re-
quisiti di capacità, potenza,
robustezza, durata. Chi lo im-
piega ne può avere, quali si-
curi vantaggi, massima econo-
mia di esercizio ed assoluta
sicurezza di lavoro. L’escava-
tore funziona con attrezzatura
a cucchiaio diritto, a cucchiaio
rovescio, a benna trainata
(dragline), a gru,
Ed ecco i principali dati tec-
nici approssimativi con attrez-
zatura a cucchiaio diritto: ca-
pacità della benna m.° 1; peso
della macchina in servizio kg.
39.000; superficie di appoggio
em. 44.750; pressione media
sul terreno kg./em. 0,870.
La base cingolata è di sem-
plice concezione e di grande
solidità, con corpo centrale in
acciaio fuso e strutture ac-
cessorie saldate elettricamen-
te, il tutto trattato termica-
MOTORI
E’ entrato recentemente in
servizio nel porto. di Civi-
tavecchia, il rimorchiatore
« Laziale » della Soc. Rimor-
chiatori Laziali di Roma. Il
natante, della stazza lorda di
300 tonn., è azionato da un
motore Diesel- Ansaldo sovra-
limentato tipò Q. 370/6 RS
della potenza di 900 cav.
Si tratta della prima instal-
lazione, su rimorchiatore, di
un motore sovralimentato, per
cui con particolare ‘interesse
sono da attendersi i risultati
di questo. primo periodo di
esercizio. Se, come è da rite-
nersi, tali risultati conferme-
ranno il soddisfacente esito
delle prove di collaudo, po-
tranno aprirsi prospettive per
importanti forniture in questo
campo.
MARINI
Dagli scali del Cantiere Na-
vale giuliano « San Giusto »
di Trieste è scesa felicemente
in mare il 22 maggio la moto-
cisterna « Gemma» costruita
per conto di un gruppo di ar-
matori veneziani. La nave ha
una portata lorda di 2.300 ton-
nellate con un volume delle
cisterne di 2.900 m. c. Verrà
dotata di un gruppo propul-
sore Ansaldo Q. 370/9 R so-
vralimentato della potenza di
1.350 cavalli capace di impri-
mere alla nave, a pieno carico,
la velocità di 11,2 nodi.
Contemporaneamente al va-
ro della « Gemma » aveva luo-
go l'impostazione di una se-
conda motocisterna delle stes-
se . caratteristiche tecniche,
sulla quale verrà installato un
altro nostro gruppo Q. 370/9 R
sovralimentato.
mente, Gli elementi dei cin-
goli sono fusi in acciaio al
manganese, con formatura a
scatola di speciale disegno ed
hanno una lunga durata. In-
oltre sono facilmente inter-
cambiabili.
La base ruotante è costruita.
in modo da permettere mini-
mo attrito, lubrificazione sem-
plice ed economia di eserci-
zio. Su questa base sono mon-
tati i meccanismi e gli orga-
ni operativi essenziali.
Oltre agli escavatori tipo
AM 10 il Ferroviario ha rea-
lizzato il tipo AM 6, con un
cucchiaio di capacità inferiore
rispetto al primo,
Un certo numero di esca-
vatori universali sono attual-
mente in costruzione al Fer-
roviario.
ORDINAZIONI
Abbiamo aperto in questi
giorni la commessa per la for-
nitura di un impianto di Vis-
breaking per il quale la no-
stra Società ha recentemente
firmato il contratto con la
S.A.R.O.M. (Società .Aziona=
ria Raffinazione Olii Minerali
di Milano).
Detto impianto, al quale sa-
rà annessa una unità di sta-
bilizzazione, dovrà essere in-
stallato a Ravenna presso la
Raffineria della predetta So-
cietà. Esso rappresenterà
quanto di più moderno si è
fatto finora in tale campo in
Italia.
VET SITE
Il 5 giugno è stato nostro
ospite l’ing. Gretter, consu-
lente tecnico di una ditta ve-
nezuelana, il quale si è inte
ressato particolarmente degli
escavatori in costruzione e
delle locomotive greche.
i
AZIENDALE >
CAN
TIERE | MECCANICO.
Nei giorni scorsi la T/c « Giuseppe Giulietti » è stata immessa in bacino. La nave, impo-
stata nel dicembre 1952 a Sestri e varata a un anno di distanza, ha le seguenti caratteri-
stiche principali: lunghezza fuori tutto m. 4192 20; larghezza massima m. 25; altezza al
ponte di coperta m. 13,15; portata lorda al bordo libero estivo tonn. 27.400; immersione
corrispondente m. 10,36; velocità a pieno carico nodi
16,70;
potenza corrispondente
Cv/asse 14.000. L'apparato motore è stato costruito all'Ansaldo Meccanico.
CHIUSO IL CORSO
PER MOTORISTI
E’ terminato il 23 corrente
il corso per motoristi navali
iniziatosi il 28 aprile scorso
presso lo Stabilimento Mecca-
nico con la partecipazione di
20 giovani, licenziati dalle
Scuole Professionali Mantti-
me e provenienti da tutte le
capitanerie d’Italia secondo
una selezione effettuata dal
Ministero Marina Mercantile.
Dato l’esito favorevole di
questa prima edizione del
corso si prevede che esso sarà
ripetuto anche nei prossimi
anni.
ISTRUZIONE
PROFESSIONALE
Ciclo di conferenze sulla lu-
brificazione.
E’ stato istituito per inizia-
tiva della Finmeccanica e de-
stinato a specialisti e dirigenti
di aziende del gruppo. Si
tratta di nove conferenze di
cui le prime cinque d’inte-
resse comune per dirigenti e
tecnici e le altre quattro su
problemi pratici di particola-
re interesse per gli addetti ai
servizi manutenzione e lubri-
ficazione. Otto di tali confe-
renze sono tenute dall'ing. Al-
LA NUOVA CABINA DI TRASFORMAZIONE
I nostri tecnici e le nostre
maestranze hanno realizzato
la modernissima cabina di tra-
sformazione a 60/12 kV. dei
ponte di Cornigliano per gli
stabilimenti di Sampierdare-
ma e Ansaldo Coke.
Questa cabina della. potenza
installata di 8500 KVA è stata
progettata dal nostro servizio
elettrotelefonico centrale: c.u.
sig. Mario Guglielmina - prog.
sig. Pietro Peola - disegnato-
re sig. Nunzio Meringolo e co-
struita dalle maestranze dei
Servizi Ausiliari: c.r. sig. Ni-
cola Armao - montatori sigg.
Giuseppe Parodi, Francesco
Desgaco, Antonio Bottino,
Pietro Fornaroli, Edmondo
Gibertoni, Giuseppe Genovesi,
Eugenio Ravera, Giovanni
Olivieri, Isidoro Ferrando.
Il montaggio del macchina-
rio, delle apparecchiature, la
costruzione dei quadri e la
messa in esercizio hanno ri-
chiesto 9600 ore lavorative.
Nella cabina sono stati in-
stallati due trasformatori trif.
in olio della potenza unitaria
di 3500 KVA e uno di 1500
KVA, oltre ai seguenti servizi
ausiliari: un trasformatore
trif. in olio della potenza di
50 KVA, un gruppo converti-
tore da 50 kW e una batteria
di accumulatori a 24 Volt.
Termometri a contatti e re-
lè a gas consentono la segna-
lazione acustica preventiva e
l'eventuale stacco successivo
del trasformatore che presen-
tasse delle anormalità.
In caso di guasto alla terna
aerea a 60 kV in arrivo dalla
centrale della fornitrice è
previsto: a) il sezionamento
del tronco guasto nel giro di
pochi minuti e la inserzione
su altro tronco dato che la
cabina è stata derivata dalla
linea congiungente due cen-
trali (1.a riserva); b) l’esclu-
sione dalla linea esterna a 60
kV e l'inserzione su cavo a 12
kV della centrale di Sampier-
darena (2.a riserva). Ciascu-
na di queste riserve consente
una erogazione pari al 100%
della potenza richiesta dagli
stabilimenti serviti.
Appositi relè e interblocchi
garantiscono la massima sicu-
rezza anche in caso di acci-
dentale errore di manovra
degli interruttori a 60-12 kV.
La cabina è collegata con le
centrali della fornitrice e con
gli stabilimenti interessati da
un adeguato servizio telefoni-
co ed è presidiata a turno nel-
le 24 ore,
berto Trenti della « Socony
Vacuum Italiana » e una dal
dott. G, Guzzi della « Società
per la tecnica e gli impianti
di lubrificazione » di Milano.
Proiezione di films tecnici.
A cominciare dal 23 giugno
tutti i mercoledì e giovedì al-
le ore 17,15 avranno luogo
proiezioni di documentari tec-
nici riguardanti metodi di fab-
bricazione, sistemi di control-
lo e argomenti varii riguar-
danti la produzione meccani-
ca. La proiezione del merco-
ledì è riservata al personale
del Meccanico; quella del gio-
vedì al personale degli stabi-
limenti confratelli.
MUGGIANO
LA “MONTEGUGGOLI,,
Nei giorni scorsi si sono
svolte le prove in mare del-
l’ incrociatore « Raimondo
Montecuccoli » che come è no-
to è stato trasformato in una
perfetta e modernissima nave
scuola per gli allievi dell’Ac-
cademia Navale.
I lavori di trasformazione
sono stati eseguiti, per una
notevole parte, anche dal per-
sonale del Cantiere Ansaldo
di Muggiano, oltre che da
quello dell’Arsenale Militare
Marittimo di La Spezia.
In occasione di una delle
ultime prove, sull'unità, al
comando del Capitano di Va-
scello Alberto Villa, avevano
preso imbarco il Direttore
dell'Arsenale M. M. Generale
del G. N. Italo Battigelli, il
Col. Pasquale Maiocco Vice
Direttore dei Lavori Tecnici
e numerosi altri Ufficiali del-
l’Arsenale stesso, Il personale
dell’Ansaldo era diretto dal-
l’ing. Gino Cuneo e dall’ing.
Tito De Nicola i quali, duran-
te la navigazione a mezza po-
tenza che ha raggiunto la ve-
locità di 24 nodi, hanno con-
trollato il perfetto funziona-
mento di tutte le sistemazioni
e apprestamenti curati dal
Cantiere di Muggiano.
PROMOZIONI
Da operai a impiegati:
sig. Boldrini Tiziano, sig.
Ambrosini Fortunato, sig, Ne-
ri Rino, sig. Ratti Eugenio, sig.
Oppo Mario, sig. Mor Alberto.
Da equiparati a impiegati:
sig. Morasso Guido, sig.
Brusoni Vittorio, sig. Capponi
Olinto.
Da aiutanti a operai qualifi-
cati:
sig. Giuliani Roberto, sig.
Rozzi Paride, sig. Tinfena
Franco, sig. Brusoni Manlio,
sig. Bertella Cesare, sig. Pe-
roni Nando, sig. Destri Anto-
nio, sig. Giudici Pietro, sig.
Tartarini Lucio.
Al personale che ha ben
meritato il passaggio alla ca-
tegoria superiore i nostri mi-
gliori auguri,
6
II “sor Luigi”
Luigi Orlando, amico di Garibal-
di, di Mazzini e di Crispi, di tutti
gli uomini di sinistra del Risorgi-
mento, eternate nel bronzo, sta sul-
la piazza a sorvegliare l’ingresso de-
gli operai al Cantiere che fondò nel
1865. Una bella patina di verdera-
me — effetto dello spolverino sal-
mastro — illumina la barba ed il
volto di questo avventuroso sicilia-
no, impavido ai venti che lamben-
dolo da ogni lato vorrebbero riusci-
re a scomporgli almeno la capiglia-
tura. Quando, durante la guerra, a
Livorno le bombe cadevano a grap-
poli, come grandinasse, ed il Can-
tiere era ridotto ad un colabrodo,
Luigi Orlando, impavido sul suo pie-
distallo, non spostò di un millime-
tro, malgrado i vortici d’aria.
I monumenti, contrariamente ‘alla
comune opinione, non commemora-
‘no inerti le persone cui sono dedica-
ti, ma per un’arcana magìa, connessa
forse con i misteri della scultura,
diventano gli interpreti del caratte-
re, i continuatori della personalità, i
depositari del destino dei « monu-
mentati ».
Luigi Orlando, dopo esser stato
qualche anno direttore dell’Ansaldo
(era succeduto al fondatore Giovan-
ni Ansaldo morto nel ’59), decise di
abbandonare Genova. Non poteva,
quest'uomo, vivere troppo lontano
dalla capitale. E proprio in quegli
anni la sede del Governo era stata
trasportata da Torino a Firenze.
Il sor Luigi, oltre le amicizie di
sinistra, sapeva altrettanto bene col-
tivare quelle di destra. Ed un bel
giorno, recatosi alla capitale prov-
visoria, si munì di un biglietto di
accesso per visitare il semiabban-
donato arsenale di S. Rocco.
Nel 1865 prendeva in affitto tren-
tennale l’area che ancor oggi fa par-
te dello stabilimento e ricominciava
a Livorno, dopo una esperienza in-
dustriale genovese di quindici anni,
l’attività cantieristica,
Si racconta ancora a Livorno che
nel vecchio cantiere c’era una gran-
de quercia, Quivi i fratelli Orlando,
Salvatore, Luigi, Giuseppe e Paolo,
| di cui Luigi era il capo riconosciuto,
come gli antichi druidi, si univano
a consiglio. E gli urli e le litigate
forse erano più possenti di quelle
prime sirene a vapore che essi in-
stallavano nelle loro costruzioni.
Dondè nacque il proverbio « andar
d’accordo come i fratelli Orlando ».
Certo si è che dopo gli strilli e
dopo le cerimonie druidiche sotto la
quercia antica, presa una decisione,
i quattro fratelli, modello esempla-
re di democrazia di famiglia, retta-
mente filavano.
Come filava il « Sicilia », la pri-
ma nave in ferro interamente co-
struita in Italia nel 1855. Era stata
la patente di ardimento e di capacità
tecnica che, nel cantiere della Foce
a Genova, i quattro fratelli si era-
no conquistata.
La « Lepanto », come il « Sicilia »,
fu palestra dell'ingegno degli Or-
lando. Si doveva varare nell’angusta
darsena del cantiere. Giuseppe Or-
lando, figlio di Luigi, attuò un siste-
ma di gomene trasversali successi-
ve, sorrette da una lunga cintura
perimetrale e riuscì perfettamente
all’intento, rischiando, se l’accorgi-
mento non avesse risposto, di vedere
la « Lepanto », dopo un breve tuffo
in mare, urtare o forse risalire sul-
la gettata di rimpetto.
Sempre presente nella famiglia,
Quasi genio tutelare, fu lo spirito di
audacia, calcolato con accortezza si-
ciliana.
Tutte le tradizioni di casa Orlando
si tramandarono nel Cantiere. La
prima fu quella di una familiarità
patriarcale che consentiva avvenis-
sero le cose più strane senza che ciò
rappresentasse un turbamento della
atmosfera di lavoro. Un giorno. per
scherzo, un ciuco fu chiuso nell’uf-
ficio di uno dei tanti Giuseppe Or-
lando, noto come Beppinuzzo. Non
accadde nulla, Si rise. Un'altra vol-
ta, dovendosi allungare lo scalo per
il « Taskent», c’era un albero da
rispettare, uno dei tanti alberi’ di
famiglia, e il progettista, ing. Rou-
ger, fra gli altri innumerevoli pro-%
blemi, ebbe anche quello di model-
lare lo svaso della prora senza urta-
re contro la quercia, rispettata da-
gli uomini, ma non dalle bombe.
Poi venne la sciagurata guerra.
Caddero le bombe, fitte, inesorabili.
Furono ben duecentoquaranta quel.
le rovesciate sul Cantiere. Schianta-
rono, dilaniarono, sventrarono, se-
minarono la rovina e la morte.
Era la paralisi, era lo sfacelo.
Fatica lunga, lenta, operosa, in un
quadriennio riusciva a sanare le fe-
rite ed a rimodernare, negli scaliyi:’
nei mezzi, nei procedimenti ‘di la
voro, il vecchio Stabilimento. Sicchè
oggi Livorno, nel quadro ‘gerierale
dell'industria cantieristica italiana,
ha ripreso, con notevole migliora?’
mento degli impianti, le posizioni
anteguerra. piro
Recentemente una delle più-inte-
ressanti costruzioni mercantili rea-
lizzate è stata una nave mista di
5310 t.s.1. per la marina greca. Bian-
ca come il marmo pario dell’antica
Ellade, questa nave si chiama
« Achillefs ».
L’eroe omerico, oggi, adeguandosi
ai tempi, non può essere che mac-
china. I rapporti fra gli uomini e
gli eroi erano regolati, oltre che da
Giove e dalla Moira, sopratutto da
una comunione mentale,
I rapporti tra l’uomo e la macchi-
na — questa eroina del nostro tem-
po — non sono ancora regolati. Nè
per ora comunione mentale non ve-
do, anche se vi è comunità, e dura
comunità di vita,
E’ il problema del nostro tempo.
Innumeri filosofi, pensatori e poli-
tici han cercato le possibili solu-
zioni, Siamo in fase di ricerca spe-
rimentale. Sulla nostra pelle! Ma
mentre gli uomini studiano e pen-
sano, la macchina, con una inesora-
bilità meccanica, progredisce, con-
quista, si dilata e potrebbe di sor-
presa sottomettere l'uomo.
Ma siamo ottimisti. Aspettiamo fi-
duciosi gli sviluppi della nuova so-
cietà. Però, detto fra noi, questo pe-
riodo di transizione, di assestamen-
to, non è molto comodo! Per il mo-
mento Achille è ancora guidato dal-
l’uomo, ma se domani ci fosse una
civiltà in cui’ gli ‘uomini fossero
schiavi della macchina? Così, come
in altre ere, furono terrorizzati da-
gli animali.
Al Cantiere di Livorno, nel 1881,
mentre si facevano lavori di sterro,
si trovarono frammenti di uno sche-
letro di elefante. Ci fu una grande
discussione tra gli scienziati per sta-
bilire se si trattava o no di elephas
mediterraneus. Perchè, come poi
conclusero inappellabilmente i tec-
nici, se l’elephas era mediterraneo,
il territorio di Livorno, contraria-
mente alla opinione fino allora pre-
valente, apparteneva al terziario
anzichè al quaternario.
Quando l’uomo si liberò del timo-
re degli animali, iniziò quella civiltà
che oggi sembra entrare in crisi,
Quando i nostri pronipoti dissot-
terreranno frammenti di vecchie
macchine, discuteranno anch’ essi
come i paleontologhi di Livorno nel
1881, se si tratta di caldaie a vapore
o di pile atomiche, per stabilire una
era. Allora il problema che oggi ci
assilla sarà risolto. Indipendente-
mente da noi,
Fausto Bima
Il monumento a Luigi Orlando dinanzi all'ingresso del Cantiere di Livorno
RIA
Pi
7
BERIO
L’UOMO DELLA LIMA
Nell’accarezzare con tocchi
leggeri il pezzo fissato tra le
« ganasce » della morsa, l’ope-
raio sorride fra sè: forse, pen-
sa che nella sua officina, lì a
due passi da lui, ci sono frese,
piallatrici, mortase; macchine
perfette che l’uomo con il suo
ingegno e con la sua applica-
zione ha creato per alleviare
la propria fatica e per rende-
re i risultati di questa fatica
estremamente precisi; ma che,
tuttavia, non si può fare a me-
no della lima. Di questo vec-
chio: elementare strumento
che egli fa andare avanti e in-
dietro con un ritmo, una ca-
denza imparati un giorno or-
mai lontano da un vecchio
«maestro » che ora, su una
panchina di giardino pubbli-
co, sta leggendo il giornale,
Egli sorride perchè è certo
che la lima, nonostante tutte
quelle macchine perfette, non
sparirà mai dalle mani del-
l’operaio.
Infatti essa rimane lo stru-
mento fondamentale per im-
parare il mestiere: essa è il
sillabario del meccanico o de!
congegnatore. Quando il gio-
vane operaio si presenta —
ancor oggi — in officina per
sostenere la «prova d’arte »
la prima cosa che deve dimo-
.strare di saper maneggiare è
pur sempre la lima. Il « ca-
polavoro » che il « maestro »
gli sottopone: una squadra di
acciaio, un incastro a coda di
rondine semplice, doppio 0
triplo richiede senz’altro il
suo uso. All’occhio esperto del
« maestro » non sfugge l’altez-
za alla quale viene posto sul-
la morsa il pezzo da lavorare:
se esso non è inferiore all’al-
tezza del gomito dell’aspiran-
te questi dimostra che ha già
imparato ad adoperare lo
strumento senza soverchia fa-
tica; altrimenti il giudizio sa-
rà negativo.
Sì, l’operaio sorride perchè
pensa a tutto questo e sorri-
de. anche perchè ricorda il
vecchio « maestro » che gli ha
insegnato a maneggiare la li-
ma, intercalando ai consigli
paterni scappellotti che dove-
vano — secondo lui — agevo-
lare l’introduzione nella sua
testa, della « scienza mecca-
nica »... ALGA
E Campionato mondiale di calcio
ha già perduto sul suo sentiero
qualche foglia. Sono quelli che han-
no già fatto le valigie del ritorno.
Un breve sogno per queste squa-
dre, fragile come le ali di una far-
falla. I coreani, i turchi, i messica-
ni, questi ultimi con il loro spaval-
do berrettino alla Buffalo Bill, non
si erano certo presentati come pro-
tagonisti, ma covavano nell'animo
qualche imprevisto, qualche sgam-
betto e chi sa mai... La dura legge
dello sport li ha risvegliati presto e
visto che la Svizzera è bella si sono
rassegnati al turismo, unica cosa da
. farsi per digerire la breve durata
dell'avventura europea.
] 1 meccanismo del torneo, dosato in
modo ragionevole nel non elimi-
nare una squadra alla prima scon-
fitta, lascia un po’ perplessi circa
l’antisportiva esclusione a tavolino,
dovuta ad un pareggio oltre i tempi
supplementari. Ma non c’era altra
via. Si correva il rischio di far
Dolceamaro
elvetico
svernare in Svizzera le squadre; con
grande gioia degli albergatori elve-
tici, oppure di precipitare in una
ridda di partite senza respiro. E con
il caldo ch’è venuto fuorì chi resta-
va ancora in piedi alla fine? Il vin-
citore, s'intende! Ma con la borsa di
ghiaccio sulla testa.
Gli scozzesi sono arrivati in 13,
forse per scaramanzia; forse per
risparmiare, forse perchè sapevano
già prima di partire che la passeg-
giata era breve. La Jugoslavia ha
della buona stoffa. Se ne sono ac-
corti i Francesi, molto giù di corda.
La Germania e l’Austria sono solide
e quadrate. Potrebbero essere «l’out-
sider» del torneo... ma brutti gior-
ni all’orizzonte! Ci sono dei tipi!:
Brasile, Uruguay, Inghilterra, Un-
gheria. Questi non vogliono mosche
sul naso. Sono le grandi! E’ inu-
tile tentare la saracinesca. Passano
lo stesso. Mi fanno l’effetto di quel-
la squadra
Abbiamo ricevuto, a suo tempo, la
seguente lettera indirizzata a « l’An-
saldino »:
« Noi della Fonderia, promotori e
organizzatori in seno al CRAL In-
teraziendale dell’edizione dello scor-
so anno, avendo conquistato il se-
condo posto nel torneo 1953, con-
fidiamo nella sportività e nell’inte-
ressamento dei nostri maggiori espo-
nenti, affinchè il nome dell’Ansaldo
possa degnamente figurare anche
quest'anno nell’ambito torneo calci-
stico.
Già fin d’ora pensiamo di poter
contare sulla fattiva collaborazione
dei colleghi del Meccanico e degli
altri Stabilimenti che vorranno pre-
stare la loro opera... canicolare nel-
le assolate domeniche del luglio
prossimo. Noi qui abbiamo tutta
l'attrezzatura che già ci servì nel
campionato 1952-53,
Con un piccolo sforzo iniziale di
25.000 lire per l'iscrizione, si potrà
La squadra dell'Ansaldo: da sinistra a destra in piedi: Pagni, Casarino, Incerti, Biamonti, Arcini, l'allenatore
Barbara, Turco. Da sinistra a destra. in basso: l'accom pagnatore Veneziani, Cassio, (cap.). Verdacchi, Giannoni
Torrielli. Corradi. i
ansaldina al
raggiungere una bella e intima sod-
disfazione morale nel campo calci-
stico per tutta la famiglia ansaldina.
Chi vuol spezzare una prima lan-
cia a favore dell’Associazione Cal-
cio Ansaldo? ».
ANTEO DODI.
La faccenda l’abbiamo sistemata
noi, e invece di una lancia abbiamo
spezzato un arnese meno eroico e
lucente, ma in compenso assai più
utile: il nostro salvadanaio. Dagli
introiti pubblicitari del primo nu-
mero del giornale abbiamo tratto le
25.000 lire necessarie per l’iscri-
zione e le abbiamo offerte alla squa-
dra di calcio ansaldina che ha po-
tuto così partecipare alla « Coppa
Brezzi ».
Al momento di andare in macchi-
na la nostra squadra ha giocato le
prime due partite sul campo di Cor-
nigliano. Nella prima, giocata contro
il « Prè Gabbai » e pareggiata per
la “Brozzi
due a due, i nostri sono scesi in
campo nella seguente formazione:
Biamonti; Corradi, Incerti; Turco,
Arcini, Verdacchi; Torrielli, Casari-
no, Pagni, Giannoni, Cassio. Le reti
della nostra squadra sono state se-
gnate ambedue da Cassio,
Anche la seconda partita, contro
il « Grifone », è stata pareggiata per
due a due. Ecco la formazione: Go-
retti; Arcini, Incerti; Verdacchi,
Turco, Giannoni; Biamonti, Sacco,
Torrielli, Beretta, Cassio.
Ed ora non ci resta che aspettare
il risultato finale. Il tifo per i nostri
ragazzi lo abbiamo fatto e lo fac-
ciamo, Qualunque sarà la classifica
definitiva già da ora stiamo pensan-
do all’anno prossimo, per sostenere
la nostra squadra, Il torneo Brezzi
ha vecchie e nobili tradizioni, radi-
cate nello sport sano e disinteres-
sato. Faremo il possibile affinchè la
squadra dell’Ansaldo vi partecipi
sempre con onore ed entusiasmo.
"7
le mamme troppo severe che distri-
buiscono schiaffoni ai marmocchi
recalcitranti.
n uomo interessante del torneo:
Lorenzi. Ha spesso giocato con
la maglia fuori, ciondoloni, scate-
nato, e con la faccia feroce come se
lo perseguitasse l'agente delle tas-
se. Così « Veleno » per quelli che
non lo conoscevano ha fatto un cer-
to effetto. Ha raccontato anche del-
le fulminanti storielle. Peccato che
non siamo andati ai mondiali delle
barzellette... chissà che non fosse
saltato anche il catenaccio svizzero.
ora lamaro in fondo. Parliamo
dei nostri panni scuciti in fa-
miglia. La Svizzera ci ha firmato il
passaporto del ritorno. Diciamolo
con franchezza. Essa ci ha battuti
senza attenuanti. Abbiamo gridato
al miracolo al primo incontro, ma
quando i Santi i miracoli li ripeto-
no... e allora bisogna credere!
Non eravamo convinti di andar
lontano! Ma eravamo partiti per di-
re all’aristocrazia del calcio mondia-
le che dopo la malasorte di « Su-
perga » qualcosa di buono da dire
l'avevamo ancora. Eravamo partiti
sapendo di essere battuti per strada,
ma perdendo bene, ovvero vendendo
a caro prezzo la pelle. Peccato non
sia stato così!
I motivi della nostra sconfitta? In-
lice scelta della squadra, troppo
sballottata per considerarla la mi-
gliore rappresentativa da mandare
in campo. Mal valutato il valore de-
gli avversari. E per ultimo (lascia-
temelo dire) mancanza di cuore, di
quel cuore alla garibaldina che per
il passato cì distinse in tutte le com-
petizioni internazionali. In ogni
partita di un simile torneo, che può
essere l’ultima, bisogna far scen-
dere in campo la più forte squadra
disponibile... Noi invece ci siamo ri-
sparmiati gli uomini migliori per il
turno successivo... ovvero quello
con cui si tornava a casa.
E la Svizzera (fuori del campo
si capisce) ci ha profuso gentilezze,
riguardi, inchini, sorrisi. Cosa vole-
te di più? Che ci lasciassero anche
vincere?
°
A Lugano, a Losanna, a Basilea
abbiamo trovato mangiatori di
noccioline d'America. Anche noi ci
siamo accaparrati un cartoccio di
arachidi durante il secondo incon-
tro con i rosso-crociati. Ma non sap-
piamo se avevano lo stesso gusto di
quelle che scricchiolavano tra ‘i
denti dei giubilanti svizzeri. Come
non sappiamo ancora adesso se le
lagrime che abbiamo visto scendere
dagli occhi di una paffuta tifosa ita-
liana che smaniava in tribuna con
gli occhiali color di mare, fossero
lagrime di menta...
[LPruouai non ha portato dei gioca-
tori, ma dei giocolieri. Ti sembra
di vedere a teatro quegli speciali-
sti che fan roteare dietro le spalle
e in tutte le direzioni dozzine di
piatti. C’è Schiaffino poi che esa-
gera. Dribbla tre o quattro avver-
sari senza far lavorare il pallone
con le gambe, perchè se lo tiene
equilibrato sulla testa. Un fenome-
no. La palla sembra attaccata sulla
cervice con la colla. E chi ce la fa
con quei maghi, dicono gli unghe-
resi! Però, però, questi olimpionici,
malgrado l’infortunio di Puskas, le
loro magie non le hanno ancora sfo-
derate!
mondiali continuano. Lo sport
non si volta mai indietro a guar.
dare chi cade, offre solo l'alloro a
chi sa rialzarsi. Questo l’auguriamo
di cuore agli azzurri.
GIUSEPPE BALLERINO
SA
A
Nuovi impianti alla Carpenteria
LA SALDATURA ELETTRICA
1 rapido estendersi dell’im-
rise della saldatura elettri-
ca nei collegamenti delle
costruzioni in genere e parti-
colarmente per quelle di car-
penteria metallica, ha impo-
sto alle ditte costruttrici, di
attrezzarsi in modo da essere
in grado di assicurare la mas-
sima rapidità, perfezione e si-
curezza nell’adozione di tale
mezzo,
La prima operazione è quel-
la di una sollecita e razionale
preparazione dei lembi da riu-
nire, operazione che va parti-
colarmente curata, specie per
gli elementi da riunire testa a
ed interne, sia longitudinali
che circonferenziali, su co-
struzioni del peso massimo di
50 tonnellate.
L’impianto del tipo a testa
fissa è corredato di due Ellira
una del tipo VI e una del ti-
po VIII. I corpi cilindrici po-
sati sui carrelli possono roto-
lare e traslare con velocità
variabile a seconda della ve-
locità della saldatura.
L’impianto è stato progetta-
to dall'ing. Marco Oggioni,
con la collaborazione dei sigg.
Zaro, Trunfio, Pesce; e la in-
stallazione è stata particolar-
La macchina a portale per la preparazione dei lembi da riunire
testa, il cui spessore è tale da
richiedere una preventiva
smussatura delle superfici da
collegare.
Per questo lavoro, lo Stabi-
limento Carpenteria ha predi-
sposto un adeguato impianto,
installando una macchina a
portale di costruzione della
Kjllbergeberle di Francofor-
te.
La macchina, corredata di
sei cannelli, suddivisi in due
gruppi di tre ciascuno, ha un
funzionamento ed una regola-
zione perfetta, tali da consen-
tire il taglio degli smussi nel
modo migliore; inoltre la mac-
china è dotata di un dispositi-
vo speciale segui-lamiere, per
mantenere la fiamma alla stes-
sa distanza dalla lamiera du-
rante il taglio, quando si ri-
scontrino delle ondulazioni
sulla lamiera stessa.
Per l'esecuzione della salda-
tura elettrica, oltre ai mezzi
comunemente in uso, lo Stabi-
limento Carpenteria ha stu-
diato e costruito un impianto
per la saldatura automatica ad
arco sommerso di corpi cilin-
drici.
Con detto impianto si posso-
no eseguire saldature esterne
mente curata dai sigg. Maggi
e Martini.
Altra necessità imprescindi-
bile in questo genere di la-
voro era la possibilità di ave-
re a disposizione un forno
Il forno a galleria a suola mobile e porte scorrevoli
normalizzatore, entro al quale
gli elementi saldati potessero,
con un adeguato trattamento
termico, perdere tutte le ten-
sioni interne al materiale, ge-
neratesi durante l'operazione
di saldatura. Per questo è sta-
to costruito un forno a galle-
ria a suola mobile e porte
scorrevoli, capace di contene-
re corpi cilindrici del diame-
tro di metri 3,40 o altre strut-
ture di grandi dimensioni; la
disposizione a galleria con-
sente la normalizzazione di
corpi di notevole lunghezza.
In tale forno il riscaldamen-
to è ottenuto mediante 38 bru-
ciatori a nafta distribuiti sim-
metricamente sulle pareti, in
modo da ottenere una tempe-
ratura uniforme in tutti i pun-
ti del forno, temperatura che
può arrivare ad un massimo
di 1000° C.
Per la regolazione della
temperatura il forno è servito
da sei termocoppie che fanno
capo a un registratore poten-
ziometrico a sei curve, me-
diante il «quale è possibile
avere i diagrammi della tem-
peratura in sei punti diversi
del forno; è corredato pure di
una settima termocoppia-pi-
lota che fa capo ad un indica-
tore autoregolatore di tempe-
ratura, il quale comanda auto-
maticamente le due saracine-
sche per la regolazione della
nafta e dell’aria.
Con l’apprestamento sopra
descritto, e l’ausilio del con-
trollo radiografico delle salda-
ture, eseguito prima che gli
elementi vengano introdotti
nei forno, lo Stabilimento
Carpenteria si è inserito fra il
gruppo di produttori di car-
penteria saldata, meglio at-
trezzati per tale* genere -di
prodotto,
Impianto per la saldatura automatica di corpi cilindrici
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IRLALEDAINDTR ADI
Nei confronti delle lingue
parlate, l'Italiano si può con-
siderare una lingua ricca di
vocaboli?
In particolare nei confron-
ti della lingua Inglese qual'è
fra le due la più ricca?
RENZO GROSSO
Per uno di quegli immanca-
bili errori che accadono in
ogni tipografia, specie quando
si imposta un nuovo giornale,
la composizione con la firma
di Egle Gasparino posta sottc
la domanda sull’origine del
nome del Monte Everest, pub-
blicata sul primo numero, è
stata scambiata con quella del
Rag. Renzo Grosso che ci ave-
va formulato la volta scorsa la
domanda che ora pubblichia-
mo. Non ci resta che, cosparso
il capo di cenere, chieder scu-
sa ai due interroganti e ri-
spondere alla domanda del no-
stro amico.
L’Italiano, anche nel lin-
guaggio, non si può conside-
rare ricco. Ed una spiegazione,
mi sembra, si può trovare nel
fatto che la nostra natura me-
diterranea ci porta a suppli-
re a questa relativa povertà
con i gesti, le inflessioni, la
mimica. Approfondendo que-
sta constatazione si arriva a
delle conclusioni indicative
del nostro carattere: più pro-
penso al generico impulso che
alla precisa determinazione,
La lingua letteraria inglese
è forse più ricca della nostra.
Per contro la lingua popolare
e comune inglese è assai più
sprovveduta di quella italiana.
Pr
il
Ho speranza che mio figlio
consegua la promozione dalla
«scuola secondaria di avvia-
mento professionale. Credete
che, a licenza conseguita, sia
meglio proseguire per l’istitu-
to tecnico industriale o per
l'istituto tecnico nautico?
Quali prospettive vi
nell'uno o nell’altro caso?
RENZO DI DIO
(med. 95015) Cantiere Livorno
Lei ci mette in serio imba-
razzo chiedendoci consigli sul-
l'avvenire del figlio. Al più
possiamo dirLe quello che fa-
remmo noi al Suo posto. Lei
sono
però decida come meglio
crede.
Noi innanzi tutto cerche-
remmo di scoprire qual’è la
vocazione del ragazzo. Tra
studi nautici (capitano di lun-
go corso, oppure macchinista
navale) e studi tecnici indu-
striali c'è una sostanziale dif-
ferenza. In quale campo vi sia
più possibilità di impiego non
si può dire. Nella nostra So-
cietà sarebbe più utile il di-
ploma di perito tecnico indu-
striale o quanto meno quello
di macchinista navale.
Tenga presente che, se Lei
vuole iscrivere il Suo bambi-
no all’Istituto tecnico nautico,
deve fargli conseguire la li-
cenza delle scuole medie in-
feriori, in quanto la licenza di
avviamento professionale che
sta per conseguire non con-
sente l'ammissione all’Istituto
tecnico nautico. Con l’attuale
licenza il suo bambino può
essere iscritto soltanto alla
scuola tecnica (anni 2) e
quindi può presentarsi all’esa-
me di idoneità al 2.0 anno
dell’Istituto tecnico industria-
le (5 anni).
Eventuali altre delucidazio-
ni Lei potrà chiederle presso
il Provveditorato agli Studi di
Livorno.
Abbiamo rivisto ie votazio-
ni che Suo figlio ha riportato
per ottenere la borsa di studio
che gli è stata appunto data.
E’ un ragazzo che promette
veramente bene. Ci congratu-
liamo con Lei, signor Di Dio,
e tanti auguri a Mauro per îl
suo avvenire.
L’Assistente Sociale.
Mi figlia ha conseguito con
la media del 7,2 ia promozione
al 2.0 anno nella Scuola supe-
riore femminile di tecnica
amministrativa per segretarie
d'azienda. Può concorrere al-
la borsa di studio?
LIVIO ORTOLAN
Cantiere Navale, Sestri
Il bando di concorso per le
borse di studio indetto dalla
Società prevede la frequenza
a istituti governativi o pareg-
giati. La scuola frequentata
da Sua figlia non ha le carat-
teristiche accennate, ma è co-
munale. Infatti il diploma che
verrà conseguito dopo cinque
anni di frequenza non è rico-
nosciuto agli effetti giuridici.
Tuttavia i detti corsi ci sem-
bra siano interessanti e utili
all’avvenire di una ragazza
che desidera farsi una posizio-
ne. Tra l’altro ci risulta che
l'Istituto stesso (di cui non
facciamo il nome) offre le più
ampie garanzie di serietà. Se
in avvenire le norme del ban-
do dovessero includere la
scuola che Le interessa, Lei
potrà rilevarlo dal bande
stesso, che ogni anno viene af-
fisso negli Stabilimenti. Co-
munque potrà chiedere delu-
cidazioni alle Assistenti di
Fabbrica del Suo stabilimen-
to, le sigg. Parodi e Lepari.
L'’Assistente Sociale.
Boy
Ho sentito molto parlare
dei corsi T.W.I. ovverosia
«Training Within Industry »
e delle cosidette «relazioni
umane » (ma come... potreb-
bero per caso essere inuma-
ne?). Non sono stato chiama-
to ad ascoltare detti corsi ed
il motivo ufficiale è che ho
un solo dipendente. Tuttavia,
per ragioni inerenti al mio
lavoro, ho frequenti rapporti
con colleghi capi servizio,
ecc. Ogni tanto mi sento dire
che uno è «a scuola » e tutto
si blocca. Ora mi permetto di
fare due domande: a) am-
messo che si debbano svolge-
re, questi corsi non potrebbe-
ro essere tenuti fuori dell'o-
rario di lavoro?; b) compu-
tando le paghe orarie di tut-
ti gli intervenuti e le imman-
cabili spese generali, quanto
costano questi corsi all'Azien-
da?
In attesa di leggere le vo-
stre risposte Vi porgo il mio
saluto.
Ing. RENZO JESURUM.
Non riteniamo esatto par-
lare di costi e di spese gene-
rali a proposito delle riunioni
per capi, Si può eventualmen-
te parlare di impiego di tem-
po, retribuito comunque, ad
un lavoro anzichè ad un al-
tro; chè una riunione di capi,
quando tratta di argomenti
strettamente connessi con la
loro attività, non può essere
considerata altrimenti.
Questa è la ragione per cui
si è ritenuto opportuno tener-
le durante le ore di servizio.
Naturalmente ciò è dipeso an-
che dall’importanza che la Di-
rezione attribuisce all’inizia-
tiva. E° un'opinione che, del
resto, la grande maggioranza
dei capi sembra condividere.
Il fatto poi che per un’as-
senza di due ore di un capo,
sia pure importante, « tutto si
blocchi », come Lei ci segnala,
non è argomento a favore del-
la tesi che Leì sembra voler
sostenere, in quanto ci mostra
come sia necessario fare qual-
cosa al fine di eliminare simi-
li inconvenienti; fare in modo
cioè che il lavoro sia sempre
più un fatto collettivo, frutto
cioè della cooperazione fra il
capo e il dipendente (come lo
chiama Lei) o collaboratore
(come preferiamo considerar-
lo noi).
do
E3d
I fattorini della Direzione
Generale chiedono a l’« An-
saldino » se ritenga sufficien-
te ai bisogni della vita la loro
retribuzione.
L’Ansaldo ha fatto il possi-
bile per venire incontro alla
vostra categoria ed il minimo
contrattuale di L. 147,47 ora-
rie è stato con concessione
aziendale elevato a L. 173,03
di paga globale di fatto. La
retribuzione dei fattorini del-
l’Ansaldo è quindi delle più
elevate fra le aziende consi-
mili genovesi. Che il livello
dei salari e degli stipendi in
Italia non sia elevato è cosa
nota, ma non è comunque tra
i più bassi, ed i fattori che
determinano il livello della
retribuzione sono collegati al-
la situazione economica gene-
rale di un Paese.
Occorre quindi che si de-
termini una situazione di
maggior produttività per po-
ter creare le premesse di un
miglioramento salariale. D’al-
tra parte se si considerano le
paghe anche in altri settori
della produzione o dell’am-
ministrazione dello Stato, si
osserva la stessa compressione
che è la conseguenza della po-
vertà del nostro Paese.
dò
Un gruppo d'impiegati del
Cantiere Navale di Sestri
chiede perchè gl’impiegati
di terza categoria sono esclu-
si dalla gratifica di fine d'an-
no e dal premio di produzio-
ne extra.
La gratifica di fine d’anno
viene corrisposta agli impie-
gati di prima categoria in con-
siderazione della particolare
mansione direttiva. Solamente
in casi eccezionali la gratifica
viene estesa ad impiegati di
seconda categoria.
Per quanto riguarda il pre-
mio di produzione extra è
inesatto che gli impiegati di
terza siano esclusi. Ogni tri-
mestre viene esaminata la po-
sizione di ognuno ed il pre-
mio extra è attribuito agli
impiegati di terza come a
quelli di altre categorie, in
relazione alla valutazione di
rendimento da parte della Di-
rezione di Stabilimento.
fe
fe
Ss
Il signor Stefano MORCHIO
chiede perchè il premio de-
gli infermieri è inferiore ad
altre categorie di discontinuì,
Il guadagno globale mensi-
le degli infermieri dell’An-
saldo in confronto a quegli
dell’ENPI a parità di orario di
lavoro è leggermente superio-
re. Ed è appunto con catego-
rie affini che bisogna confron-
tare le retribuzioni, confronti
che con altre categorie di di-
scontinui non si possono fare.
Il signor Luigi MARCHESI
dichiara di aver trovato di
suo pieno gradimento «l’An-
saldino ». Ritiene che un'al-
tra iniziativa sarebbe neces-
saria: uno spaccio aziendale
che vendesse a prezzi inferio-
ri a quelli dei negozi privati.
Ringraziamo per le espres-
sioni a nostro riguardo. La ri-
chiesta della istituzione di uno
spaccio aziendale non può es-
sere presa in considerazione
in quanto non esistono attual-
mente difficoltà di rifornimen-
to di generi alimentari. D’al-
tra parte l'Azienda non è più
attrezzata per questo genere
di attività, che oggi sarebbe
passiva.
A. G. (Cantiere Navale). E'
un operaio che ha frequenta-
to la scuola apprendisti di
Calcinara e possiede la licen-
za di avviamento industriale.
Chiede se potrà partecipare
ai prossimi corsi per disegna-
tori meccanici.
Dipende dal tipo di corso
che ha frequentato presso la
Scuola apprendisti, perchè la
licenza di avviamento indu-
striale non basta. Verrà fatta
una selezione fra i candidati
per mezzo di un’apposita com-
missione, in base ai titoli e ad
un esame, L’interessato potrà
presentare domarda quando
sarà programmate il prossimo
corso.
MEMENTO
Giuseppe BERNARDINI
di anni 49, dipendente del Fer-
roviario, deceduto il 15 giu-
gno. Era all’Ansaldo dal 1937.
Lascia la moglie e un figlio.
Pasquale MERLO
di anni 49, dipendente del
Meccanico, deceduto il 6 giu-
gno. Era all’Ansaldo dal 1935.
Lascia la moglie e un figlio.
Oreste VOLPE
di anni 51, dipendente del Can-
tiere, deceduto il 6 giugno. Era
all’Ansaldo dal 1939. Lascia la
moglie.
Ai familiari le commos-
se condoglianze de «lAn-
saldino ».
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PREPARAZIONE AGLI
ESAMI AUTUNNALI
Per informazioni ed iscri.
zioni rivolgersi alla Segreteria
dell'Istituto aperta nei gi-rni
feriali dalle 8.30 alle 12,30 e
dalle 15.30 alle 20,30.
iN ABRE
10
La
Sono nati
21 maggio: GIANCARLO, figlio
di Odone Giuseppe (Fon) - PATRI.-
ZIA, figlia di Grigolini Gimi (Mug)
- 26 maggio: MAURO, figlio di Vez-
zoso Francesco (Can) - 27 maggio:
DANIELA, figlia di Tosto Aniello
(Mec) - 28 maggio: MARINO, fi-
glio di Calonico Natale (Mec) -
CARLA, figlia di Canali Michele
(Mug) - 30 maggio: ELIO, figlio di
Dagnino Mario (Fon) - STEFANIA,
figlia di Tremolanti Marino (Mug)
- 2 giugno: MARCO, figlio di Fa-
conti Giorgio (Mug) - 4 giugno:
SANDRA, figlia di Moruzzo Pietro
(Mug) - 5 giugno: ELISABETTA,
figlia di Nana Osvaldo (Mug) - FA-
BRIZIO, figlio di Ossino Luigi
(Mug) - RUGGERO, figlio di Dini
Dino (Liv) - 6 giugno: CLARA, fi-
glia di Cozzani Mario (Mug) - 7
giugno: PASQUA, figlia di Bella-
fronte Dionisio (Fon) - 8 giugno:
ENNIO, figlio di Vallarino Giuseppe
(Mef) - 9 giugno: FABIO, figlio di
Bazzoli Roberto (Mug) - 10 giu-
gno: AILA, figlia di Frilli Ardelio
(Liv).
A tutti i piccolissimi « ansal-
dini » e ai loro genitori i nostri
auguri più fervidi.
La signora A. L. mi ha scritto
una lettera interessante, e soprattut-
to sincera. Dopo aver osservato che
le sue mille incombenze le impedi-
scono di dedicare tempo alle lettu-
re, la signora A. L. dichiara.di tro-
vare scarso interesse nella nostra
« casistica » dei sacrifici femminili,
che essa conosce benissimo e che so-
no quelli appunto che le impedisco-
no di leggere come vorrebbe. e con-
clude che, tutto sommato, preferi-
rebbe davvero un bel romanzo d’a-
more a puntate.
Ho riflettuto a lungo e con estre-
ma serenità sulle osservazioni della
signora A. L. ma non sono riuscita
a convincermi della loro fondatezza.
Il giornale vuol essere il portavoce
dei lavoratori e tende a spiegare, a
valorizzare, a propagandare il lavo-
ro della nostra famiglia; appunto
perciò, io ho cominciato con l’illu-
strare e valorizzare il lavoro di noi
donne, soprattutto laddove maggio-
re si manifesta l’incomprensione al-
trui. Certo la signora A. L. non ha
trovato niente di nuovo, ma è na-
turale, perchè nella rubrica della
donna, « teoricamente » (ed assicu-
ro che non ci vuol essere nessuna
presunzione) era lei che parlava agli
altri, e non viceversa. Si tratta, se-
condo me, nella nostra rubrica, di
parlare di noi e dei nostri problemi,
naturalmente partendo dai più ele-
mentari per giungere ai più com-
plessi, e per questo è necessaria la
collaborazione di voi tutte, lettrici
carissime (e anche della signora
ASSI).
Una rubrica femminile deve esse-
re una rubrica femminile, una sede
di dibattiti e discussioni che inte-
ressano questa « sezione » per chia-
marla così, e credo che in ciò con-
verrà anche la signora A. L.; il pro-
x
&
Ruota
del Tempo
Si sono sposati
2 giugno: MIRAGOLI ing. Ilio
(Car) con Vivalda Maria - CAVI-
GLIO Giuseppe (Fon) con Calcagno
Angela - 3 giugno: MUTTINI G. B.
(Mug) con Viaggi M. Antonietta -
5 giugno: CORBI Aldo (Liv) con
Valcavi Olga - 6 giugno: ROSSI
Ferruccio (Liv) con Jacoponi San-
ta - VALLARINO Antonio (Car)
con Cagliano Elisa - GARBARINO
Mario (Mec) con Romano Piera -
MONTANO Andrea (Mec) con Bu-
cozzi Ester - ARDAU Ermanno
(Mec) con Trovabene Alda - CA-
SANOVA Aldo (Mec) con Picolla
Rina - 8 giugno: CAVALLI Giusep-
pe (Fon) con Ciapellani Rosa - 10
giugno: FORLANI ing. Aldo (Can)
con Amicizia Thea - 12 giugno:
BASSO Aldo (Can) con Arena An-
dreina - 13 giugno: LANDI Arturo
(Mug) con Pasquali Lelia - TESCO-
NI Ettore (Mug) con Terenzoni Eli-
de - CASTELLETTA Enzio (Can)
con Fornaroli Ester - PASTORINO
G. B. (Can) con Patrone Carlotta -
14 giugno: BERTUCCIO Agostino
(Mef) con RIZZO Maria (Mef) -
COSTA Francesco (Can) con Parodi
Pina - 19 giugno: CINQUEGRANE
Alfonso (Can) con Maggiani Giu-
liana - 27 giugno: TRUSSI Mario
(Can) con Pettizziol Ada.
Agli sposi î nostri vivissimi
auguri.
blema che si è posto, semmai, è un
altro e cioè quello delle letture del-
le nostre donne, o più in generale
delle loro « evasioni ».
Intanto bisogna chiarire che cosa
si è inteso per romanzo d’amore,
perchè il termine è vago, nel tem-
po e nella forma. Romanzo d’amore
è il « Filocolo» come «I promessi
sposi », « Margherita Gauthier » co-
me « Madame Bovary »,
Pubblicare dunque a puntate un
« classico » potrebbe anche avere
valore educativo, ma bisogna tener
presente che esso, oltre ad essere
ormai conosciuto dalla grande mag-
gioranza, è reperibile stampato in
edizioni popolarissime.
Ci resterebbero, e sono infatti la
forma tradizionale di appendice, i
romanzi alla Xavier de Montepin o
i fumetti all'americana. Ma questa
non è certo una forma di evasione,
nè di educazione del gusto delle let-
trici.
Io concluderei, quindi, così: per
quanto riguarda le letture, che non
devono essere pseudo evasione a ba-
se di nirvanici fumetti in serie, ma
vera evasione dello spirito, la cosa
migliore è procurarsi qualche buon
romanzo di autore, ricorrendo a
quelle edizioni popolari che non no-
miniamo ma che sono facilmente re-
peribili presso una qualunque li-
breria.
Per quanto riguarda le « evasio-
ni» (che brutto termine, però!) le
condizioni naturali della regione so-
no le più indicate per consentirne
di giovevoli ed assai economiche.
Il verde è a ridosso del mare 2
della città: una giornata ai bagni di
mare o tra il verde delle nostre col-
line costituiscono il miglior riposo
dalle fatiche della settimana.
LILIANA.
MAGAZZINI VITTORIA
GENOVA - VIA BRIGATA LIGURIA, 7 r.
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DELLA PRODUZIONE E DEI PREZZI
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GRADITISSIMI TUTTI I BUONI RATEALI (Enal, Salea, Siac, Tranvieri, Eridania, elc., etc.)
LE COMMISSIONI INTERNE SONO PREGATE DI VISITARCI
PER LA PREVENZIONE CONTRO LE INFEZIONI DI
TIFO-COLERA - INFEZIONI INTESTINALI - DISSENTERIA
ACQUA DA BERE: una o due gocce di | VERDURA CRUDA : lasciarla per 10 mi-
Amuchina ogni litro d'acqua di dubbia | nuti in acqua e Amuchina (un cucchiaio
provenienza 5 minuti prima di berla. | di Amuchina ogni 2 litri di acqual.
RECIPIENTI - CISTERNE - SERBATOI: lavaggio accurato con soluzione di Antisapril 19
{un cucchiaio di Antisapril per ogni litro di acqua]
Amuchina e Antisapril non sono velenosi
Amuchina - Reg. Min, Int. 190.43 - Antisapril - Reg. Min. Int, 99/11 - Prod, Amuchina Genova
PISONIS
LOANO (savona)
PROPOSTE N. 2935 e 4365.
Propongono di sostituire
nell’officina MARB i paranchi
| a mano montati su rotaia con
altri elettrici comandati da
terra, più pratici e veloci.
RISPOSTA.
La proposta merita conside-
razione perchè, oltre a mecca-
nizzare i servizi e quindi ren-
dere meno faticoso il lavoro
dell’operaio, migliora la sicu-
rezza del servizio.
Compatibilmente colla si-
tuazione economica dell’ A-
zienda sarà provveduto gra-
dualmente all’approvvigiona-
mento e sistemazione dei pa-
ranchi elettrici, là dove mag-
giormente sono necessari,
PROPOSTA N. 2784.
Le scale del caseggiato Men-
sa che dal piano terreno sal-
gono al 3.0 piano, sono sprov-
viste di ringhiera; sarebbe op-
portuno applicare una rin-
ghiera fino al 1.0 piano per
consentire agli invalidi, muti-
lati e vecchi di salire più age-
volmente.
RISPOSTA.
L’osservazione è giusta; so-
no state impartite disposizioni
a MAN di preparare e siste-
mare una ringhiera fino al 1.0
piano.
*
‘PROPOSTA N. 01802.
Propone di munire di ma-
nico a tubo di ferro pure le
mazze di piombo da kg. 5, in
modo da usarle totalmente.
RISPOSTA.
La proposta è giusta.
Saranno date opportune di-
sposizioni a DAT affinchè sia
provveduto ad inserire pure
nelle mazze di piombo da 5
kg. il manico di tubo di ferro
anzichè di legno.
Ciò dovrebbe presentare an-
che una notevole sicurezza,
senza peraltro appesantire ec-
cessivamente l’attrezzo.
PROPOSTA N. 2722.
Lamenta che specialmente
intorno alla grandi macchine
vengono depositati ingom-
branti materiali, i quali non
consentono di muoversi age-
volmente nell’esecuzione del
lavoro.
RISPOSTA.
L'osservazione è fondata,
Saranno date disposizioni
agli imbragatori affinchè lasci-
no anche intorno alle macchi-
ne importanti lo spazio indi-
spensnbile ai movimenti.
I Capi devono sorvegliare
perchè gli imbragatori depo-
silino i materinli a convenien-
te distanza dalle macchine.
d*
PROPOSTA N. 2520.
Propone di dotare la DAT
di tabelle indicanti le tolle-
ranze di lavorazione e le filet-
tature dei vari sistemi.
RISPOSTA.
Si accetta la proposta.
E’ stato dato specifico inca-
rico n NOR (Sig. De Lucis)
affinchè provveda in merito.
PROPOSTA N. 00620
Propone una modifica agli
utensili per filettature esterne
allo scopo di giungere con la
filettatura sotto testa; ne for-
nisce lo schizzo,
RISPOSTA
La proposta merita conside-
razione. Un centinaio di uten-
sili sono già in costruzione ed
appena possibile il nuovo di-
segno sarà introdotto nelle ta-
belle normali Ansaldo: a tale
scopo è stato interessato il
Sig. Maestri dell’UTO,
M
PROPOSTA N. 2963.
Propone di far mantenere
nelle navate delle officine e
dove è possibile, lo spazio ne-
cessario per il passaggio delle
carrozzelle.
RISPOSTA.
L’osservazione dimostra spi-
rito di collaborazione. L’ordi-
ne nelle officine è un fattore
‘importante che incide sulla
produzione ed ognuno deve
sentirsi interessato ad otte-
nerlo.
La Direzione fa appello a
tutto il personale affinchè non
“L’ANSALDINO” bandisce un
CONCORSO
PER UN DISEGNO
E’ inteso che si tratta di un disegno artistico; sono escluse perciò le
caricature e le vignette umoristiche. Il tema è libero: i concorrenti po-
tranno dunque scegliere fra paesaggio, figura, ritratto, natura morta,
scena d’ambiente, ecc. Una prima selezione sarà fatta dalla redazione,
che pubblicherà sul giornale i disegni migliori, in numero imprecisato.
A pubblicazione finita, indiremo un «referendum » fra i lettori; così
che saranno gli stessi Ansaldini ad indicarci i due disegni ai quali sa-
ranno assegnati i premi: il primo, che consisterà in un oggetto del valore
di lire diecimila, e il secondo che consisterà in un oggetto del valore di
lire cinquemila.
C’è anche in vista una mostra di disegno e pittura, riservata, natu-
turalmente, agli Ansaldini. Ma di questa vi parleremo un’altra volta.
PORSBI i
CANTIERE
ATMAR Giuseppe; BESA-
GNO Felice; EOFFI Serena;
BOIDO Giovanni; BOTT'NO
Giuseppe; CANNEVA Rena-
to: CARAFFA Mario: CAR-
BONERI Mario; CASTELLO
Stefano; CAZZUL'NI Enrico;
DELLEPIANE Mario; FACCO
Ilario; GENOVESE Libero;
GERLI Lu'gi; GESSI Furio;
G'ORDANO A»nsp'o: GORZI
GLIA Luigi: MARSANO Gio-
vanni; MONTANO G_ B.; N'Z-
ZOLI Armando: OTERI For-
tunato: OTTAVIANI Lucio;
PALAZZI Eliseo: PALCHET-
TI Carlo: PATRONE Dome-
nicoj PATRONE E-mirio;
PIANA Car'o; PIERGENT'LI
Gino; PONTE A»rdrea; RA-
SPI Fugenio: RIGHI Loris:
ROLFUNI Erio: SOL'NAS
Giovanni; TORRE Pasquale;
VAZIO Ezio.
CARPENTERIA
PAGAN Attilio.
LIVORNO
ANDREUCCI Oreste: BAL-
TOLU Giuseppe: BERTINI
Ferdinando; BERTUCCI Fer-
blasi
dinando; CALDELLI Settimo;
CALVI Gino; CARRARESI
G'useppe; CIAPINI Piero;
CIARDI Edoardo; GIORGI
Dino; GIUSTO E. David;
GRANDI Giotto; ISOLANI
Pierino; LAUCCI Piero; LU-
BRANO Gino: MARIANUCCI
Mauro; MASIA Guiseppe; PA-
LANDRI Silva»vo; PETAGNA
Corrafo: SANN'NO Michele;
SECCHIONI Manlio.
FERROVIARIO
GRATTAROLA Elsa; TOR-
RI Egidio.
FONDERIA
CAMPI Riccardo; ODONE
Giuseppe; ROSSI Giuseppe.
MECCANICO
Mese di aprile:
BIANCO Carlo: CHIODI
Vittorio; DELLACHA' Anto-
nio; DERCH: Curzio: DISPA-
RE Francesco; GENOVESI
Carmelo; G'ACOPINELLI
Pierino; LUME Giuseppe;
MANFREDI Pietro: MARTI-
NO Vito: OTTRIA Ettore: PA-
LAZZO Emilio: PIOMBO Bar-
to'omeo; POGGI Mario; SA-
GLIASCHI Carlo; SBARBA
x I
vengano ostruiti i
delle navate.
passaggi
PROPOSTE N. 00545 e 00175
Propongono di applicare
* delle ghiotte sotto i carrelli
delle grue per evitare che le
gocce di olio cadendo provo-
chino danni agli abiti delle
persone.
RISPOSTA
Il suggerimento è bene ac-
cetto e denunzia una effettiva
deficienza alla quale la Manu-
tenzione sta ponendo rimedio.
FAGINTICE
Luigi; TRAVERSO Giuseppe;
ZAVATTARO Mario.
Mese di maggio:
BOSI Ivo; CANALE Adria-
no; CAPRA Aldo; DIANA
Luigi; FERRARI Bruno; GA-
STALDO Luigi; GHIGLIONE
Mario; GHIGLIOTTI France-
sco; LATINI Gino; MAGI
Giulio; M'NETTO Bartolo-
meo; PANTALEONI Vigazio;
PASTORINO Dionisio; PE-
COLLO Luigi; PENNO Rena-
to; PIRLO Raffaele; ROBOT-
TI Carlo; TIMOSSI Angelo;
TURCI Michele; ZULATO
Emilio.
MUGGIANO
BARACCHINI Renzo; BE-
N'NCASA Ferdinando; BOT-
TO Giorgio; BURIASSI Ro-
meo; COSELLI Mauro; IOTTI
Eugenio; LUCETTI Giuseppe;
MAGONI Antonio; MARCHI
Mauro; MUSSO Renzo; PA-
SCOTTO Giulio; PESALORO
Gino; RAFFAELLINI S'gfri-
do: ROSSI Venus; SAMBU-
CETTI Antonio.
SEDE
DOTTO Eugenio; SARTO.
RE Santino.
lt
RISULTATI
dei primi
CONCORSI
GIRO D’ITALIA
Nel nostro concorso sul Gi-
ro ciclistico d’Italia si trat-
tava, come ricorderete, d’in-
dovinare il fempo che il vin-
citore avrebbe impiegato a
compiere l’intero percorso e
i nomi dei corridori che
avrebbero occupato i primi
tre posti nella classifica ge-
nerale. Secondo i dati uffi-
ciali, il tempo impiegato da]
vincitore è stato di ore 129,
13 primi e 07 secondi e i pri-
mi tre classificati sono stati,
nell’ordine, Clerici, Koblet e
Assirelli.
L’operaio del Cantiere
Navale di Sestri ORESTE
OLIVARI si è rivelato,
presso a poco, un mago.
Egli ha pronosticato il tem-
po di 129 ore, 15’, 42”, sba-
gliando di appena due mi-
nuti e trentacinque secondi
su quasi centrotrenta ore!
Egli ha inoltre indovinato
due nomi sui primi tre, to-
talizzando così, complessi-
vamente, 150 punti.
REFERENDUM
Sono stati sorteggiati i
premi per i molti parteci-
panti al Referendum, e la
sorte ha designato:
1.0) ROSNER Gino, del
Cantiere di Livorno, Capo
Reparto (oggetto a scelta
del valore di L. 20.000);
2.0) MALERBA Ferruc-
cio, del Cantiere di Sestri,
operaio (penna e matita);
3.0) MILONE Gerardo,
del Cantiere di Sestri, fat-
torino (una sveglia).
I premi sono già stati
consegnati ai vincitori,
Piccoli annunci
Le inserzioni in questa ru-
brica sono riservate ai dipen-
denti dell’Ansaldo e sono gra-
tuite,
ACQUISTO, se vera occasione,
un trenino elettrico completo.
Cassetta 40/A «Ansaldino »
recapito Ansaldo Genova.
caracità. Dettagliare offerte.
Cassetta 10/A «Ansaldino» re-
capito Ansaldo Genova.
pi ottimo stato.
Tlre Grando - TEC/Cantiere.
(ANSALDIZO
li
QUINDICINALE {(
Ù
SS,
DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.A.
*
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
*
DANTE JANNONE
Redattoro responsabile
*
ss
SSSSSSSE
Autorizzazione del Tribunale di |
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954 È
Via Monticelli, 11 - Genova
*
F.lli PAGANO - TIP.EDIT, S.p.A. i
Telefono 83,825
A a
Pubblicità SIRA Boncess. 9
Escl.- Genova - Piazza delle
Vigne, 6 - Telel. 22.342
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®
dai
î In questi giorni è stata spedita ai Cantieri Breda di Venezia un’elica destrorsa a quattro pale, in bronzo al manganese, fabbricata alla Fonderia
caratteristiche: diametro mm. 5400, passo mm. 4580, peso 12 tonn. In primo piano l'operaio Pietro Baffico.
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LUGLIO 1954
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Il motorista Alberto Martini al lavoro intorno ad un motore marino sovralimentato costruito al Meccanico.
- Prezzo di
- NUMERO 3
Abb. gratuito ai dipendenti
vendita al pubblico L, 30
ANNO I
|
{
}
2
La Scarrozzella,,
Ai nostro Direttore Generale è
pervenuta la seguente lettera,
che riproduciamo integralmen-
te:
« Signor Direttore Generale,
ll primo numero de « L'Ansaldi-
no >» è giunto nella mia casa; ed es-
so ha suscitato in me una quantità
di ricordi lieti e tristi ad un tem-
po, che desidero dirLe, Questa vol.
ta, signor Direttore Generale, Ella
dovrà ascoltare una contessione:
una storia vera e dolorosa, vissuta
da un ex-Ansaldino,
Ero un padre felice, pieno di vi-
ta e volontà di lavorare per la mia
numerosa famiglia; non chiedevo,
per ricompensa, che il sorriso dei
miei figli. Ma il destino mi fu av-
verso, Un odio inspiegabile anima-
va gli uomini. La tristamente fa-
mosa legge razziale mi aveva messo
al bando. Figlio di ebreo e di ma-
dre originariamente straniera, pur
essendo io di religione cattolica,
fui considerato appartenente alla
razza ebraica. Su tutti i documenti
anagrafici un marchio: « appartiene
alla razza ebraica ». Impossibile la-
vorare; la fame bussava alla mia
porta. Quando ormai tuto sem.
brava per me finire, fu i'Ansaldo
v tendermi la mano. Dovevo en-
trare all'Allestimento Navi, ma sui
documenti non doveva risultare la
fatale dicitura. Supplicai che mi ve-
nissero rilasciati i documenti senza
quel marchio; ma tutti furono ir-
removibili: « non si puòd!». E qui
comincia la più incredibile vicenda
che sì possa immaginare. Un gior-
no, recatomi in via Vernazza per
avere un certificato di vaccinazio-
ne a nome di uno dei miei figli, fui
attratto dalla curiosità di visitare
il salone dove una volta esisteva
l'ufficio anagrafe, devastato e ri-
dctto ad un cumulo di macerie da
un bombardamento. Ebbene, tra
quei mattoni io trovai la mia sal-
vezza, Erano i moduli in bianco, ma
già firmati, dei documenti che avrel
dovuto presentare per entrare al-
Ansaldo.
Cos} ebbi il lavoro e il pane non
mancò al miei figli. E questo pane
mi costò più della vita!
Era il 29 ottobre 1943; nell'Al-
lestimento di Sampierdarena fer-
veva il lavoro. Ad un tratto, allar-
me aereo; le sirene lacerarono
l'aria. Mai sl era avuto un bom-
bardamento diurno prima d'allora,
e quindi non si pensava a quell'in-
ferno che di lì a poco doveva scop-
piare. Fui colpito dallo spostamen-
to d'aria di una bomba e subii uno
choc traumatico. Da quel giorno le
mie condizioni andarono sempre
più aggravandosi; dovetti lasciare il
lavoro nel marzo del 1950,
Ho rivisto il Cantiere, MI son
fatto accompagnare con la carror-
zella sino ai cancelli; non ho avu-
ta il coraggio di entrare, Avrei vo-
Iuto rivedere i miei compagni di
lavoro. il mio Direttore e salutaril.
La prego, signor Direttore Genera-
le, lo faccia Lei per me a mezzo
del nostro giornale; ne sarò fe-
lice.
F se questa storia avrà il po
tere «di far riflettere sull'opportu-
nità di volersi più bene, In farcia
pure pubblicare sul nostra foglio.
Ta ringrazio e Te porgo il mio
più deferente saluto.
RAFFAELE SACERDOTE
(via Chiaravagna 29-1 - Ge-Sestri)
Poche volte, credetemi, mi è
stato dato di leggere un docu-
mento di così alta levatura e in-
tensità spirituale, di così ge-
nuino e profondo significato
morale. Ho letto tante lettere.
anche sublimi, di gente che sta-
va per morire o perchè condan-
nata dall'odio feroce d'altri vo-
mini o perchè stroncata da ma-
lattie senza rimedio e che tut-
tavia, di fronte alla morte, tro-
vava la forza di lasciare in
eredità ai propri simili un mes-
saggio di misericordi d’inco-
raggiamento, di bontà. Ma do-
vete convenire che, in un certo
senso, è meno difficile pronun-
ciare parole di fede e d'amore
quando si è certi di dover mori-
re tra qualche ora, che non
quando si è inchiodati ad una
« carrozzella », come su una
croce. e la vita continna, ma è
in fin dei conti più dura della
morte perchè ehbbliga ad ogni
istante (e per anni ed anni) a
meditare sulla propria irrepa-
rabile sciagnra. Quest'uomo,
questo « ex-Ansaldino » vive da
anni sulla sua «carrozzelia »;
è stato doppiamente colpito,
nell'anima e nel corpo, dal be-
stiale odio umano e dal male
fisico; non ha tremato e soffer-
to soltanto per la vita sua —
che potrebbe anche esser poco
— ma per quella dei suoi figli,
ch’è tutto. E la sua conclusione
è: « non odiate! » e « vogliatevi
più bene! ».
Credo che, se ci fermiamo a
pensarci su solo per qualche
istante, questa lettera, questo
insegnamento non si cancellerà
tanto presto dal nostro spirito.
Rigli
Lettera del signor
Milone del Cantiere di
(med. 10024):
Nel caso possa servire a qual-
cesa, mi permetto unire alla pre-
sente le fotografie dei mie due fi-
gli: Nannino e Fabio, Il primo, di
anni 18, diplomando dell'Istituto
Nautico San Giorgio di piazza Pa-
Gerardo
Sestri
lermo, Genova (indirizzo capitani);
il secondo, di anni
mosso alla
14, testè pro-
seconda classe dello
Fabio
itesso Istituto, nonchè vincitore dij
una borsa di studio di II classe
assegnatagli dall’Ansaldo e aspiran-
te ad una seconda borsa di studio
In considerazione dei buoni voti ri-
portati anche quest'anno,
Oh modestia, candida e inna-
morata modestia dei papà! ser-
vono ben più che « a qualcosa »
le fotografie di questi due bravi
e bei ragazzi! Servono a darci
Tre overai del Meccanico, benemeriti donatori di sangue:
Bruno Magi, Giuseppe Sicco, Bruno De Gioannis.
Nannino
una precisa idea d’una perfetta
e felice famigliola. Servono a
fare di Lei, signor Milone, un
uomo invidiabile e invidiato.
Servono a far conoscere ed ap-
prezzare da tutti due giovani
studiosi e ammirevoli.
Se Le par poco.
Papà Caprera
La signora Bianca De Medio
Caprera che abita a San Barto-
lomeo (La Spezia) ed è moglie
di un Ansaldino del Muggiano
e madre di due bambini, ci seri-
ve una lunga lettera tutta dedi-
cata al suo «caro vecchio papi».
Sentite;
Dall'età di sedici anni (quaran-
totto anni fa), quand‘era ancora
adolescente, mio padre smise di
studiare e cominciò, con l'accani-
tn passione che man mano aumen-
tava, a lavorare nel nostro caro
Cantiere, E da allora sino ai primi
mesi di quest'anno il Cantiere lo
assorbì tutto, dandogli nel lavoro
la gioia e la soddisfazione che solo
chi ama Îl lavoro onesto sa tro-
vare in esso, Sempre attivo, sem-
pre pieno di volontà e di esempio
verso gli altri, lo vedo, se vado in-
ALBUM DI FAMIGLIA
dietro con il pensiero, non abban-
donare mai il Cantiere neppure un
minuto negli anni della guerra, sot-
to i bombardamenti, a rischio della
sua vita stessa e della deporteziune
in Germania. E lo rivedo una sma
nel letto, con gli occhi bendati, fe-
rito al viso ed alla mano sinistra,
mentre era partito al mattino sa-
no per il suo Cantiere. E così lo
avevano riportato. Aveva fatto un
volo di molti metri, perchè era
scoppiata una caldaia in prova per
una nave e l'amianto che gli aveva
ricoperto gli occhi aveva messo in
grave pericolo, per molto tempo,
la sua vista. Ed ebbi ancora agio in
questa occasione di vedere quan-
to fosse amato Caprera, ormai di-
ventato capotecnico, dai smnoi ope-
rai e dai suoi superiori tutti. Po-
vero e caro papà, quando (io ero
ancora bambina) ci lasciò la cara
mamma, egli trovò un grande sin-
cero conforto nel lavoro e il can-
tiere fu per lui più che la sua
casa; ad ogni varo, lo trovavo con
gli occhi pieni di lagrime; diceva
che era una fimliola che se ne an-
dava dal padre. raffiturato dal Can-
tiere; questo Cantiere che Ini vide
nnscere, quasi si potrebbe dire, ma
che certo conosce come nessun
altro. Ed ora questo Cantiere gli ha
chiuso le braccia, la sirena amica
non è più per lul; il mio panà è
In pensione dai primi mesi dell'an-
no corrente e questo fu vn grande
colno ner Ini che. al contrario di
altri che desiderano ginngere in
pensione per il meritato rinoso, lui
no, lui forse, nel suo grande amo-
acini x rene
re per il Cantiere, non poteva con-
cepire la vita senza di esso. Così
sono qui a chiedere se il nuovo
giorn»ole « T'Ansaldino » può parla-
re una volta un poco del mio caro
papà; e vorrei esser stata jo, sua
figlia, a donargli questa pioia per
mezzo vostro, e nello stesso tempo
vorrei che non sapesse che l’idea
è partita da me,
Signora, s'è fatto quanto era
umanamente possibile fare per
riprodurre la quasi irriprodu-
cibile fotografia del Suo papà,
il capotecnico elettricista Silvio
Caprera, del Muggiano. Ma,
quanto a parlar di lui, chi po-
trebbe farlo con maggior amo-
re e con maggior proprietà di
immagini, con più attenta e
limpida comprensione e con più
giusto tono e misura di quanto
Lei stessa non abbia fatto? E
perchè mai, dunque, vorrebbe
che il Suo papà (il Suo « caro
papà ») non sapesse che « l’idea»
è partita da Lei?
Noi facciamo. nostre le Sue
parole, ma, creda, mai sarem-
mo riusciti a trovarne di più
nobili. di più intensamente sen-
tite, infine di più belle. Papà
Caprera sarà, penso, felice che
« L’Ansaldino » parli di lui con
la voce stessa della sua figlio-
la. La vita del Suo papà, signo-
ra, è una vita buona, bella,
esemplare; è la vita-capolavoro
di chi non soltanto ha impiega-
to nell'opera propria le mani e
il cervello, ma vi ha profuso il
vigore creativo dello spirito, E
certo che tutti gli Ansaldini,
vecchi e giovani, vi riconosce-
ranno il segno d’una singolare
nobiltà, *
LA MEDICAZIONE
NEL PRONTO
SOCCORSO
implicito scopo della me-
dicazione di pronto soccorso
mettere le ferite (tagli, escoria-
zioni, abrasioni, ustioni, ecc.)
nelle migliori condizioni affin-
chè siano evitate le complicazio-
ni (infezioni) e siano avviate a
guarigione nel miglior modo e
nel minor tempo (guarigioni
pronte - minimo segno) sia che
la medicazione debba ritenersi
definitiva come nel caso di, me-
dicazione provvisoria, ossia fat-
ta in attesa dell’intervento del
medico,
Elemento favorevole a che la
medicazione raggiunga questi
risultati è che sia fatta pronta-
mente.
Tuttavia la medicazione anti-
settica viene generalmente ese-
guita, nel pronto soccorso, sen-
za riguardo per le necessità dei
tessuti lesi di non essere ulte-
riormente menomati nella loro
efficenza biologica eenelle loro
attitudini di ripresa e ripara-
zione oltre che di reazione.
E’ infatti tuttora generale
consuetudine medicare ferite
appena prodotte, con alcoo! o
tintura di iodio o altri prodotti
a base di alcool e comunque non
istofili, nonostante sia scienza
acquisita che l'alcool non abbia
potere disinfettante a concen-
trazione inferiore al 50% e non
abbia azione disinfettante alcu-
na verso i microorganismi a-
naeroibi (tetano, cancrena gas-
sosa, carbonchio, ecc.), le cul
spore rimangono vitali anche
per anni in alcool a qualsiasi
concentrazione, e sia infine nota
l’azione non istofila propria
delle medicazioni alcoliche (tut-
te comprese, anche quelle di io-
dio). Basti pensare all’effetto
coagulante sulle proteine, ovvia-
mente dannose in un tessuto
compreso in delicati processi di
riparazione,
Le ferite trattate con sostanze
aventi insufficiente azione di-
sinfettante, prive di azione an-
titossica, non istofile, sono mag-
giormente passibili di compli-
cazioni.
E’ proprio nelle più diverse
condizioni delle medicazioni del
pronto soccorso, pertanto, che si
dimostra vantaggiosa una medi-
cazione che possieda requisiti
istofili. Ossia: che sia atta, ga-
rantendo l’asepsi e l’'antisepsi
ad associare alla efficacia anti-
microbica anche il rispetto per
i requisiti biologici dei tessuti.
Favorendo, anzichè inibire, la
iperemia reattiva, l'aumento del
ricambio, l’esaltazione delle os-
sidazioni e dei processi di ripa-
razione cellulare. Favorendo in
pari tempo i fenomeni catabo-
lici nei tessuli in disfacimento
e quelli anabolici nei tessuti de-
stinati alla ripresa, nei focolai
di lesione,
La medicazione amuchinica
(elorossidante elettrolitico in so-
luzione ipertonica di NaCl) si
distingue, non solo per i requi-
siti propri, intrinseci, dell'azio-
ne clorossidante, ma anche in
quelli propriamente riferibili
all’istofilia. Pertanto essa è at-
ta a esercitare azione detergen-
te e ossidante, oltre che anti-
settica completa nei più diversi
focolai di lesione. Favorisce,
stimolando le naturali capacità
riproduttive degli elementi cel-
lulari, la riparazione piana, la
cicatrizzazione lineare, il ripri-
stino plastico dei focolai di le-
sione, pone cioè le ferite nelle
migliori condizioni per essere
avviate senz'altro alla pronta e
migliore guarigione o per su-
bire successivi interventi del
medico o del chirurgo.
I
Intervista con
w
il Direttore Generale
LI DETERMINAZIONE: DEGLI STIPENDI
no degli argomenti
che più interessano
il personale impiega-
tizio è senza dubbio quello
degli stipendi e dei criteri
secondo i quali questi ul-
timi vengono fissati. In
proposito, abbiamo chie-
sto e ottenuto dal Diretto-
re Generale ing. Lombar-
di una breve intervista,
che varrà a chiarire le
idee sull’importante tema.
— Vuole dirci — abbia-
mo chiesto — quali sono i
criteri per la fissazione de-
gli stipendi degli impiega-
ti?
— La determinazione
degli stipendi da attribui-
re al personale impiegati-
zio — ci ha detto l'ing.
Lombardi costituisce
uno dei problemi più diffi-
cili e delicati che ogni dit-
ta è chiamata frequente-
mente a risolvere ed i cui
riflessi possono avere gra-
vi ripercussioni sia di in-
dole economica che mo-
rale.
Come avviene per qual-
siasi funzione che debba
riflettersi su un rilevante
numero di persone, la de-
terminazione degli stipen-
di dovrebbe ispirarsi pri-
ma di ogni altra cosa a
criteri di perequazione e
di giustizia.
Non è in generale un li-
vello più o meno elevato
degli stipendi quello che
agisce sul morale del per-
sonale dipendente, ma è
piuttosto il senso della spe-
requazione e della ingiu-
ptizia quello che crea il
malcontento ed il disagio
quando un’aliquota di im-
piegati, e non sempre i
meno meritevoli, sia mes-
sa in condizioni di fare do-
lorosi confronti fra la pro-
pria situazione e quella di
altri più favoriti a parità
di funzioni e di meriti.
Per ovviare a questo in-
conveniente, le cui riper-
cussioni sul rendimento
del lavoro sono assai più
gravi e notevoli di quanto
non nossa sembrare a pri-
«ma vista, si è cercato di
| concretare in base ad ele-
belle che, tenendo conto
di fattori fondamentali di
giudizio, consentono di
stabilire per ogni catego-
ria e funzione il corrispon.
dente livello di stipendio.
— Come vengono consi-
derati gli elementi di me-
rito eccezionale che evì-
dentemente non possono
essere inquadrati in un si-
stema di omogeneizzazio-
ne?
— E’ fuori dubbio che
elementi di . eccezionale
merito possano presentarsi
in taluni casi, e che di essi
debba essere tenuto conto
al di fuori di ogni criterio
di omogeneizzazione, ma
non è men vero che la
estensiva anplicazione di
queste tabelle ha servito
ad eliminare gradualmen-
te un grandissimo numero
di sperequazioni involon-
tariamente nascenti in con-
seguenza dell’ ingente nu-
mero dei casi che venivano
esaminati in occasione di
proposte di revisione di sti-
pendi, ciò che è valso, me-
glio di ogni altro provve-
dimento, a rafforzare quel
senso di equità e giustizia
che è fondamentalmente
sentito e desiderato da tut-
ti.
— Praticamente questi
principii come vengono at-
tuati?
— Un primo elemento
fondamentale sul quale
viene basata la determina-
zione degli stipendi è co-
stituito da una tabella di
numeri (tabella dei nume-
ri base medi) che fa riferi-
mento all’età dell’ impie-
gato nell’intervallo fra i 18
e i 60 anni, Si è infatti te-
nuto presente che a parità
di ogni altra condizione
l’età costituisce un indice
di maturità intellettuale e
morale che dà all’individuo
una maggiore stabilità di
idee e di propositi e rap-
presenta per l’ azienda un
fattore di sicurezza.
Questa tabella dei « nu-
meri base medi » è stata
determinata per un ele-
mento di normale capaci-
tà e rendimento. Essa met-
te in evidenza un rapido
aumento dai 18 ai 30 anni
di età, successivamente de-
crescente negli intervalli
tra i 30 e i 40 anni e dai 40
ai 50, con un forte appiat-
timento tra i 50 e i 60 an-
ni, limite massimo consi-
derato dalla tabella.
Un secondo elemento
costituito dalla capacità e
dal rendimento.
o”
L’Amministratore Delegato ing. Rosini a colloquio con i membri della Commissione Interna
Centrale a bordo della « Colombo »
In base al giudizio rias-
suntivo che le competenti
Direzioni debbono dare per
ciascun dipendente, il nu-
mero base medio viene ret-
tificato in più o in meno a
seconda che l'impiegato sia
stato classificato ottimo,
buono, sufficiente o me-
diocre,
Queste rettifiche, che
sono in funzione della ca-
pacità e del rendimento
individuali, possono sposta-
re il numero base, per cui
tra un elemento classifica-
to ottimo e un altro classi-
ficato sufficiente, della stes-
sa categoria e della stessa
età, si può avere un diva-
rio nel numero base del
33%.
Con questi criteri viene
determinato il numero ba-
se effettivo che compete a
ciascun impiegato in fun-
zione dell’età e della valu-
tazione di merito.
— Ma come si tiene con-
to della funzione più o me.
no importante che l’impie-
gato svolge nell’Azienda?
— A questo punto su-
bentra il criterio determi-
nante della funzione che
egli compie nell’Azienda,
per cui a parità di numero
base effettivo la sua retri-
buzione viene commisura-
ta alla natura e importan-
za dell’incarico affidatogli.
Per ciascuna funzione e
incarico è stato infatti pre-
stabilito un « parametro »
numerico che serve ner de-
terminare in funzione de!
numero base lo stipendio
spettante all’impiegato pre-
so in esame.
— E dell’anzianità di
servizio nell’ Azienda Ve
\
sì è tenuto conto? \
— Questa determinazio-
ne prescinde dall’anzianità
di servizio in quanto ad
essà provvedono le dispo-
sizioni contrattuali sugli
scatti di anzianità .che,
com'è noto, funzionano au.
tomaticamente all’ infuori
di ogni valutazione di me-
rito.
e AI A SIRIA
aaa ig i
Ti e
ai
DI) \
COMMESSE
Italia - E' stata assunta la
ordinazione dalla Cementeria
di Monselice di un forno ro-
tante per cemento per un im-
porto di circa 85 milioni di
lire. Tale fornitura rappresen-
terà per lo Stabilimento Car-
penteria un apporto di circa
22.000 ore lavorative.
XY
India - Ha visitato la no-
stra Società Mr. F. C. Badwar
direttore generale delle Fer-
rovie Indiane, il quale, in oc-
casione di un suo viaggio in
Europa, ha desiderato pren-
dere con noi contatto in con-
siderazione delle importanti
forniture in corso di esecu-
zione da parte nostra per le
Ferrovie Indiane stesse.
Si tratta di una visita di
particolare rilievo in relazio-
ne anche alla prossima nostra
partecipazione a nuove im-
portanti gare per materiale
ferroviario in India.
Egitto - Il 12-VI una com-
missione di controllo inviata
dal Governo egiziano in rela-
zione all'appalto di lavori per
l’oleodotto Cairo-Suez, si è re-
cata in visita all’Ansaldo. Ri-
cevuta dai D. C. ingg.
D'Onofrio e Barin, gli ospiti
hanno compiuto una breve vi-
sita al Mec e al Can Presso
la Dig sono stati ricevuti dal
D. G. ing. Lombardi, dal V.D.
G. ing. De Vito e dai D.C.
ingg. Lo Monaco e Casaccia.
La commissione egiziana era
così composta: Dr. Abdul Na-
mid Hosni Metwalli, segreta-
rio al consiglio permanente
della Produzione Nazionale;
Dr. Alì El Bedri, Direttore
delle Raffinerie Governative
di Suez; Dr. Hamed Amer,
Vice Direttore Tecnico della
Raffineria di Suez, Accompa-
gnavano i membri della com-
missione egiziana il sig, Ge-
rardo Spairani, rappresentan-
te della Dalmine al Cairo e il
Dr. G. Lupo Osti, dirigente
commerciale della Dalmine e
incaricato delle trattative del-
l’oleodotto Suez-Cairo.
Argentina - Fra le numero-
se vendite di motori diesel e
gruppi elettrogeni eflettuate
in Italia sono da segnalare in
particolar modo le forniture
di 2 gruppi diesel alternatore
da 500 KVA alla Società Oli-
vetti di Ivrea, 1 gruppo diesel
alternatore da 500 KVA alla
Ditta Giustina di Torino e 2
gruppi diesel alternatore
sempre da 500 kVA valla dit-
ta Ledoga di Milano.
"Tali gruppi per un impor-
to complessivo di circa Lit.
150 milioni, sono infatti de-
stinati da tali ditte alla rie-
sportazione in Argentina al-
l'indirizzo di filiali o conso-
ciate delle stesse: la loro
vendita costituisce quindi,
anche se indirettamente, una
nostra affermazione all’estero
in quanto viene ad arricchire
il patrimonio di nostri motori
esistente all’estero,
FONDERIA |
Una vasca di grande capacità è stata fusa per conto della
Società Solvay di Rosignano. La vasca, in ghisa G. 22, è atta
a resistere all'azione corrosiva di liscive caustiche ad alta
temperatura, presenta un diametro superiore di m. 3, un’al-
tezza quasi uguale al diametro, uno spessore di mm. 55 e pesa,
finita di lavorazione, circa 13 tonn. Sempre per conto della
stessa società è in corso di fusione una seconda vasca della
stessa capacità.
ORDINAZIONI
Dal 6 al 20 giugno isono
state acquisite le seguenti or-
dinazioni: 1
Per la « Siac» di Genova:
100 lingottiere quadre in ghi-
sa ematite (importo L. 10 mi-
lioni - ore di lavoro 1700); per
1°« Ansaldo Fossati » di Geno-
va: getti vari in ghisa G. 22
per trattori agricoli; per i
« Cantieri del Mediterraneo »
di Genova: 2 eliche in bronzo
al manganese a quattro pale
(importo L. 16 milioni - ore
di lavoro 3000); per la « Fiat »
di Torino: 20 alberi fusi in
bronzo.
É
Y
| FERROVIARIO
Una vasta esperienza su
macchine americane di pri-
missimo ordine ed un lungo,
accurato studio del progetto,
hanno permesso la realizzazio-
ne dell’escavatore universale
AM 10, che combina l’eccel-
lente classe del disegno e del-
le prestazioni delle macchine
americane con la realtà della
nostra metallurgia e delle no-
stre concezioni meccaniche. E”
stato così possibile ottenere
una macchina che, mantenen-
do i pregi di manovrabilità e
rendimento delle macchine
americane, offre grande dura-
ta e richiede facile ed econo-
mica manutenzione. L'escava-
tore AM 10 si presenta quindi
come macchina di grandi pos-
sibilità con tutti i migliori re-
quisiti di capacità, potenza,
robustezza, durata. Chi lo im-
piega ne può avere, quali si-
curi vantaggi, massima econo-
mia di esercizio ed assoluta
sicurezza di lavoro. L’escava-
tore funziona con attrezzatura
a cucchiaio diritto, a cucchiaio
rovescio, a benna trainata
(dragline), a gru,
Ed ecco i principali dati tec-
nici approssimativi con attrez-
zatura a cucchiaio diritto: ca-
pacità della benna m.° 1; peso
della macchina in servizio kg.
39.000; superficie di appoggio
em. 44.750; pressione media
sul terreno kg./em. 0,870.
La base cingolata è di sem-
plice concezione e di grande
solidità, con corpo centrale in
acciaio fuso e strutture ac-
cessorie saldate elettricamen-
te, il tutto trattato termica-
MOTORI
E’ entrato recentemente in
servizio nel porto. di Civi-
tavecchia, il rimorchiatore
« Laziale » della Soc. Rimor-
chiatori Laziali di Roma. Il
natante, della stazza lorda di
300 tonn., è azionato da un
motore Diesel- Ansaldo sovra-
limentato tipò Q. 370/6 RS
della potenza di 900 cav.
Si tratta della prima instal-
lazione, su rimorchiatore, di
un motore sovralimentato, per
cui con particolare ‘interesse
sono da attendersi i risultati
di questo. primo periodo di
esercizio. Se, come è da rite-
nersi, tali risultati conferme-
ranno il soddisfacente esito
delle prove di collaudo, po-
tranno aprirsi prospettive per
importanti forniture in questo
campo.
MARINI
Dagli scali del Cantiere Na-
vale giuliano « San Giusto »
di Trieste è scesa felicemente
in mare il 22 maggio la moto-
cisterna « Gemma» costruita
per conto di un gruppo di ar-
matori veneziani. La nave ha
una portata lorda di 2.300 ton-
nellate con un volume delle
cisterne di 2.900 m. c. Verrà
dotata di un gruppo propul-
sore Ansaldo Q. 370/9 R so-
vralimentato della potenza di
1.350 cavalli capace di impri-
mere alla nave, a pieno carico,
la velocità di 11,2 nodi.
Contemporaneamente al va-
ro della « Gemma » aveva luo-
go l'impostazione di una se-
conda motocisterna delle stes-
se . caratteristiche tecniche,
sulla quale verrà installato un
altro nostro gruppo Q. 370/9 R
sovralimentato.
mente, Gli elementi dei cin-
goli sono fusi in acciaio al
manganese, con formatura a
scatola di speciale disegno ed
hanno una lunga durata. In-
oltre sono facilmente inter-
cambiabili.
La base ruotante è costruita.
in modo da permettere mini-
mo attrito, lubrificazione sem-
plice ed economia di eserci-
zio. Su questa base sono mon-
tati i meccanismi e gli orga-
ni operativi essenziali.
Oltre agli escavatori tipo
AM 10 il Ferroviario ha rea-
lizzato il tipo AM 6, con un
cucchiaio di capacità inferiore
rispetto al primo,
Un certo numero di esca-
vatori universali sono attual-
mente in costruzione al Fer-
roviario.
ORDINAZIONI
Abbiamo aperto in questi
giorni la commessa per la for-
nitura di un impianto di Vis-
breaking per il quale la no-
stra Società ha recentemente
firmato il contratto con la
S.A.R.O.M. (Società .Aziona=
ria Raffinazione Olii Minerali
di Milano).
Detto impianto, al quale sa-
rà annessa una unità di sta-
bilizzazione, dovrà essere in-
stallato a Ravenna presso la
Raffineria della predetta So-
cietà. Esso rappresenterà
quanto di più moderno si è
fatto finora in tale campo in
Italia.
VET SITE
Il 5 giugno è stato nostro
ospite l’ing. Gretter, consu-
lente tecnico di una ditta ve-
nezuelana, il quale si è inte
ressato particolarmente degli
escavatori in costruzione e
delle locomotive greche.
i
AZIENDALE >
CAN
TIERE | MECCANICO.
Nei giorni scorsi la T/c « Giuseppe Giulietti » è stata immessa in bacino. La nave, impo-
stata nel dicembre 1952 a Sestri e varata a un anno di distanza, ha le seguenti caratteri-
stiche principali: lunghezza fuori tutto m. 4192 20; larghezza massima m. 25; altezza al
ponte di coperta m. 13,15; portata lorda al bordo libero estivo tonn. 27.400; immersione
corrispondente m. 10,36; velocità a pieno carico nodi
16,70;
potenza corrispondente
Cv/asse 14.000. L'apparato motore è stato costruito all'Ansaldo Meccanico.
CHIUSO IL CORSO
PER MOTORISTI
E’ terminato il 23 corrente
il corso per motoristi navali
iniziatosi il 28 aprile scorso
presso lo Stabilimento Mecca-
nico con la partecipazione di
20 giovani, licenziati dalle
Scuole Professionali Mantti-
me e provenienti da tutte le
capitanerie d’Italia secondo
una selezione effettuata dal
Ministero Marina Mercantile.
Dato l’esito favorevole di
questa prima edizione del
corso si prevede che esso sarà
ripetuto anche nei prossimi
anni.
ISTRUZIONE
PROFESSIONALE
Ciclo di conferenze sulla lu-
brificazione.
E’ stato istituito per inizia-
tiva della Finmeccanica e de-
stinato a specialisti e dirigenti
di aziende del gruppo. Si
tratta di nove conferenze di
cui le prime cinque d’inte-
resse comune per dirigenti e
tecnici e le altre quattro su
problemi pratici di particola-
re interesse per gli addetti ai
servizi manutenzione e lubri-
ficazione. Otto di tali confe-
renze sono tenute dall'ing. Al-
LA NUOVA CABINA DI TRASFORMAZIONE
I nostri tecnici e le nostre
maestranze hanno realizzato
la modernissima cabina di tra-
sformazione a 60/12 kV. dei
ponte di Cornigliano per gli
stabilimenti di Sampierdare-
ma e Ansaldo Coke.
Questa cabina della. potenza
installata di 8500 KVA è stata
progettata dal nostro servizio
elettrotelefonico centrale: c.u.
sig. Mario Guglielmina - prog.
sig. Pietro Peola - disegnato-
re sig. Nunzio Meringolo e co-
struita dalle maestranze dei
Servizi Ausiliari: c.r. sig. Ni-
cola Armao - montatori sigg.
Giuseppe Parodi, Francesco
Desgaco, Antonio Bottino,
Pietro Fornaroli, Edmondo
Gibertoni, Giuseppe Genovesi,
Eugenio Ravera, Giovanni
Olivieri, Isidoro Ferrando.
Il montaggio del macchina-
rio, delle apparecchiature, la
costruzione dei quadri e la
messa in esercizio hanno ri-
chiesto 9600 ore lavorative.
Nella cabina sono stati in-
stallati due trasformatori trif.
in olio della potenza unitaria
di 3500 KVA e uno di 1500
KVA, oltre ai seguenti servizi
ausiliari: un trasformatore
trif. in olio della potenza di
50 KVA, un gruppo converti-
tore da 50 kW e una batteria
di accumulatori a 24 Volt.
Termometri a contatti e re-
lè a gas consentono la segna-
lazione acustica preventiva e
l'eventuale stacco successivo
del trasformatore che presen-
tasse delle anormalità.
In caso di guasto alla terna
aerea a 60 kV in arrivo dalla
centrale della fornitrice è
previsto: a) il sezionamento
del tronco guasto nel giro di
pochi minuti e la inserzione
su altro tronco dato che la
cabina è stata derivata dalla
linea congiungente due cen-
trali (1.a riserva); b) l’esclu-
sione dalla linea esterna a 60
kV e l'inserzione su cavo a 12
kV della centrale di Sampier-
darena (2.a riserva). Ciascu-
na di queste riserve consente
una erogazione pari al 100%
della potenza richiesta dagli
stabilimenti serviti.
Appositi relè e interblocchi
garantiscono la massima sicu-
rezza anche in caso di acci-
dentale errore di manovra
degli interruttori a 60-12 kV.
La cabina è collegata con le
centrali della fornitrice e con
gli stabilimenti interessati da
un adeguato servizio telefoni-
co ed è presidiata a turno nel-
le 24 ore,
berto Trenti della « Socony
Vacuum Italiana » e una dal
dott. G, Guzzi della « Società
per la tecnica e gli impianti
di lubrificazione » di Milano.
Proiezione di films tecnici.
A cominciare dal 23 giugno
tutti i mercoledì e giovedì al-
le ore 17,15 avranno luogo
proiezioni di documentari tec-
nici riguardanti metodi di fab-
bricazione, sistemi di control-
lo e argomenti varii riguar-
danti la produzione meccani-
ca. La proiezione del merco-
ledì è riservata al personale
del Meccanico; quella del gio-
vedì al personale degli stabi-
limenti confratelli.
MUGGIANO
LA “MONTEGUGGOLI,,
Nei giorni scorsi si sono
svolte le prove in mare del-
l’ incrociatore « Raimondo
Montecuccoli » che come è no-
to è stato trasformato in una
perfetta e modernissima nave
scuola per gli allievi dell’Ac-
cademia Navale.
I lavori di trasformazione
sono stati eseguiti, per una
notevole parte, anche dal per-
sonale del Cantiere Ansaldo
di Muggiano, oltre che da
quello dell’Arsenale Militare
Marittimo di La Spezia.
In occasione di una delle
ultime prove, sull'unità, al
comando del Capitano di Va-
scello Alberto Villa, avevano
preso imbarco il Direttore
dell'Arsenale M. M. Generale
del G. N. Italo Battigelli, il
Col. Pasquale Maiocco Vice
Direttore dei Lavori Tecnici
e numerosi altri Ufficiali del-
l’Arsenale stesso, Il personale
dell’Ansaldo era diretto dal-
l’ing. Gino Cuneo e dall’ing.
Tito De Nicola i quali, duran-
te la navigazione a mezza po-
tenza che ha raggiunto la ve-
locità di 24 nodi, hanno con-
trollato il perfetto funziona-
mento di tutte le sistemazioni
e apprestamenti curati dal
Cantiere di Muggiano.
PROMOZIONI
Da operai a impiegati:
sig. Boldrini Tiziano, sig.
Ambrosini Fortunato, sig, Ne-
ri Rino, sig. Ratti Eugenio, sig.
Oppo Mario, sig. Mor Alberto.
Da equiparati a impiegati:
sig. Morasso Guido, sig.
Brusoni Vittorio, sig. Capponi
Olinto.
Da aiutanti a operai qualifi-
cati:
sig. Giuliani Roberto, sig.
Rozzi Paride, sig. Tinfena
Franco, sig. Brusoni Manlio,
sig. Bertella Cesare, sig. Pe-
roni Nando, sig. Destri Anto-
nio, sig. Giudici Pietro, sig.
Tartarini Lucio.
Al personale che ha ben
meritato il passaggio alla ca-
tegoria superiore i nostri mi-
gliori auguri,
6
II “sor Luigi”
Luigi Orlando, amico di Garibal-
di, di Mazzini e di Crispi, di tutti
gli uomini di sinistra del Risorgi-
mento, eternate nel bronzo, sta sul-
la piazza a sorvegliare l’ingresso de-
gli operai al Cantiere che fondò nel
1865. Una bella patina di verdera-
me — effetto dello spolverino sal-
mastro — illumina la barba ed il
volto di questo avventuroso sicilia-
no, impavido ai venti che lamben-
dolo da ogni lato vorrebbero riusci-
re a scomporgli almeno la capiglia-
tura. Quando, durante la guerra, a
Livorno le bombe cadevano a grap-
poli, come grandinasse, ed il Can-
tiere era ridotto ad un colabrodo,
Luigi Orlando, impavido sul suo pie-
distallo, non spostò di un millime-
tro, malgrado i vortici d’aria.
I monumenti, contrariamente ‘alla
comune opinione, non commemora-
‘no inerti le persone cui sono dedica-
ti, ma per un’arcana magìa, connessa
forse con i misteri della scultura,
diventano gli interpreti del caratte-
re, i continuatori della personalità, i
depositari del destino dei « monu-
mentati ».
Luigi Orlando, dopo esser stato
qualche anno direttore dell’Ansaldo
(era succeduto al fondatore Giovan-
ni Ansaldo morto nel ’59), decise di
abbandonare Genova. Non poteva,
quest'uomo, vivere troppo lontano
dalla capitale. E proprio in quegli
anni la sede del Governo era stata
trasportata da Torino a Firenze.
Il sor Luigi, oltre le amicizie di
sinistra, sapeva altrettanto bene col-
tivare quelle di destra. Ed un bel
giorno, recatosi alla capitale prov-
visoria, si munì di un biglietto di
accesso per visitare il semiabban-
donato arsenale di S. Rocco.
Nel 1865 prendeva in affitto tren-
tennale l’area che ancor oggi fa par-
te dello stabilimento e ricominciava
a Livorno, dopo una esperienza in-
dustriale genovese di quindici anni,
l’attività cantieristica,
Si racconta ancora a Livorno che
nel vecchio cantiere c’era una gran-
de quercia, Quivi i fratelli Orlando,
Salvatore, Luigi, Giuseppe e Paolo,
| di cui Luigi era il capo riconosciuto,
come gli antichi druidi, si univano
a consiglio. E gli urli e le litigate
forse erano più possenti di quelle
prime sirene a vapore che essi in-
stallavano nelle loro costruzioni.
Dondè nacque il proverbio « andar
d’accordo come i fratelli Orlando ».
Certo si è che dopo gli strilli e
dopo le cerimonie druidiche sotto la
quercia antica, presa una decisione,
i quattro fratelli, modello esempla-
re di democrazia di famiglia, retta-
mente filavano.
Come filava il « Sicilia », la pri-
ma nave in ferro interamente co-
struita in Italia nel 1855. Era stata
la patente di ardimento e di capacità
tecnica che, nel cantiere della Foce
a Genova, i quattro fratelli si era-
no conquistata.
La « Lepanto », come il « Sicilia »,
fu palestra dell'ingegno degli Or-
lando. Si doveva varare nell’angusta
darsena del cantiere. Giuseppe Or-
lando, figlio di Luigi, attuò un siste-
ma di gomene trasversali successi-
ve, sorrette da una lunga cintura
perimetrale e riuscì perfettamente
all’intento, rischiando, se l’accorgi-
mento non avesse risposto, di vedere
la « Lepanto », dopo un breve tuffo
in mare, urtare o forse risalire sul-
la gettata di rimpetto.
Sempre presente nella famiglia,
Quasi genio tutelare, fu lo spirito di
audacia, calcolato con accortezza si-
ciliana.
Tutte le tradizioni di casa Orlando
si tramandarono nel Cantiere. La
prima fu quella di una familiarità
patriarcale che consentiva avvenis-
sero le cose più strane senza che ciò
rappresentasse un turbamento della
atmosfera di lavoro. Un giorno. per
scherzo, un ciuco fu chiuso nell’uf-
ficio di uno dei tanti Giuseppe Or-
lando, noto come Beppinuzzo. Non
accadde nulla, Si rise. Un'altra vol-
ta, dovendosi allungare lo scalo per
il « Taskent», c’era un albero da
rispettare, uno dei tanti alberi’ di
famiglia, e il progettista, ing. Rou-
ger, fra gli altri innumerevoli pro-%
blemi, ebbe anche quello di model-
lare lo svaso della prora senza urta-
re contro la quercia, rispettata da-
gli uomini, ma non dalle bombe.
Poi venne la sciagurata guerra.
Caddero le bombe, fitte, inesorabili.
Furono ben duecentoquaranta quel.
le rovesciate sul Cantiere. Schianta-
rono, dilaniarono, sventrarono, se-
minarono la rovina e la morte.
Era la paralisi, era lo sfacelo.
Fatica lunga, lenta, operosa, in un
quadriennio riusciva a sanare le fe-
rite ed a rimodernare, negli scaliyi:’
nei mezzi, nei procedimenti ‘di la
voro, il vecchio Stabilimento. Sicchè
oggi Livorno, nel quadro ‘gerierale
dell'industria cantieristica italiana,
ha ripreso, con notevole migliora?’
mento degli impianti, le posizioni
anteguerra. piro
Recentemente una delle più-inte-
ressanti costruzioni mercantili rea-
lizzate è stata una nave mista di
5310 t.s.1. per la marina greca. Bian-
ca come il marmo pario dell’antica
Ellade, questa nave si chiama
« Achillefs ».
L’eroe omerico, oggi, adeguandosi
ai tempi, non può essere che mac-
china. I rapporti fra gli uomini e
gli eroi erano regolati, oltre che da
Giove e dalla Moira, sopratutto da
una comunione mentale,
I rapporti tra l’uomo e la macchi-
na — questa eroina del nostro tem-
po — non sono ancora regolati. Nè
per ora comunione mentale non ve-
do, anche se vi è comunità, e dura
comunità di vita,
E’ il problema del nostro tempo.
Innumeri filosofi, pensatori e poli-
tici han cercato le possibili solu-
zioni, Siamo in fase di ricerca spe-
rimentale. Sulla nostra pelle! Ma
mentre gli uomini studiano e pen-
sano, la macchina, con una inesora-
bilità meccanica, progredisce, con-
quista, si dilata e potrebbe di sor-
presa sottomettere l'uomo.
Ma siamo ottimisti. Aspettiamo fi-
duciosi gli sviluppi della nuova so-
cietà. Però, detto fra noi, questo pe-
riodo di transizione, di assestamen-
to, non è molto comodo! Per il mo-
mento Achille è ancora guidato dal-
l’uomo, ma se domani ci fosse una
civiltà in cui’ gli ‘uomini fossero
schiavi della macchina? Così, come
in altre ere, furono terrorizzati da-
gli animali.
Al Cantiere di Livorno, nel 1881,
mentre si facevano lavori di sterro,
si trovarono frammenti di uno sche-
letro di elefante. Ci fu una grande
discussione tra gli scienziati per sta-
bilire se si trattava o no di elephas
mediterraneus. Perchè, come poi
conclusero inappellabilmente i tec-
nici, se l’elephas era mediterraneo,
il territorio di Livorno, contraria-
mente alla opinione fino allora pre-
valente, apparteneva al terziario
anzichè al quaternario.
Quando l’uomo si liberò del timo-
re degli animali, iniziò quella civiltà
che oggi sembra entrare in crisi,
Quando i nostri pronipoti dissot-
terreranno frammenti di vecchie
macchine, discuteranno anch’ essi
come i paleontologhi di Livorno nel
1881, se si tratta di caldaie a vapore
o di pile atomiche, per stabilire una
era. Allora il problema che oggi ci
assilla sarà risolto. Indipendente-
mente da noi,
Fausto Bima
Il monumento a Luigi Orlando dinanzi all'ingresso del Cantiere di Livorno
RIA
Pi
7
BERIO
L’UOMO DELLA LIMA
Nell’accarezzare con tocchi
leggeri il pezzo fissato tra le
« ganasce » della morsa, l’ope-
raio sorride fra sè: forse, pen-
sa che nella sua officina, lì a
due passi da lui, ci sono frese,
piallatrici, mortase; macchine
perfette che l’uomo con il suo
ingegno e con la sua applica-
zione ha creato per alleviare
la propria fatica e per rende-
re i risultati di questa fatica
estremamente precisi; ma che,
tuttavia, non si può fare a me-
no della lima. Di questo vec-
chio: elementare strumento
che egli fa andare avanti e in-
dietro con un ritmo, una ca-
denza imparati un giorno or-
mai lontano da un vecchio
«maestro » che ora, su una
panchina di giardino pubbli-
co, sta leggendo il giornale,
Egli sorride perchè è certo
che la lima, nonostante tutte
quelle macchine perfette, non
sparirà mai dalle mani del-
l’operaio.
Infatti essa rimane lo stru-
mento fondamentale per im-
parare il mestiere: essa è il
sillabario del meccanico o de!
congegnatore. Quando il gio-
vane operaio si presenta —
ancor oggi — in officina per
sostenere la «prova d’arte »
la prima cosa che deve dimo-
.strare di saper maneggiare è
pur sempre la lima. Il « ca-
polavoro » che il « maestro »
gli sottopone: una squadra di
acciaio, un incastro a coda di
rondine semplice, doppio 0
triplo richiede senz’altro il
suo uso. All’occhio esperto del
« maestro » non sfugge l’altez-
za alla quale viene posto sul-
la morsa il pezzo da lavorare:
se esso non è inferiore all’al-
tezza del gomito dell’aspiran-
te questi dimostra che ha già
imparato ad adoperare lo
strumento senza soverchia fa-
tica; altrimenti il giudizio sa-
rà negativo.
Sì, l’operaio sorride perchè
pensa a tutto questo e sorri-
de. anche perchè ricorda il
vecchio « maestro » che gli ha
insegnato a maneggiare la li-
ma, intercalando ai consigli
paterni scappellotti che dove-
vano — secondo lui — agevo-
lare l’introduzione nella sua
testa, della « scienza mecca-
nica »... ALGA
E Campionato mondiale di calcio
ha già perduto sul suo sentiero
qualche foglia. Sono quelli che han-
no già fatto le valigie del ritorno.
Un breve sogno per queste squa-
dre, fragile come le ali di una far-
falla. I coreani, i turchi, i messica-
ni, questi ultimi con il loro spaval-
do berrettino alla Buffalo Bill, non
si erano certo presentati come pro-
tagonisti, ma covavano nell'animo
qualche imprevisto, qualche sgam-
betto e chi sa mai... La dura legge
dello sport li ha risvegliati presto e
visto che la Svizzera è bella si sono
rassegnati al turismo, unica cosa da
. farsi per digerire la breve durata
dell'avventura europea.
] 1 meccanismo del torneo, dosato in
modo ragionevole nel non elimi-
nare una squadra alla prima scon-
fitta, lascia un po’ perplessi circa
l’antisportiva esclusione a tavolino,
dovuta ad un pareggio oltre i tempi
supplementari. Ma non c’era altra
via. Si correva il rischio di far
Dolceamaro
elvetico
svernare in Svizzera le squadre; con
grande gioia degli albergatori elve-
tici, oppure di precipitare in una
ridda di partite senza respiro. E con
il caldo ch’è venuto fuorì chi resta-
va ancora in piedi alla fine? Il vin-
citore, s'intende! Ma con la borsa di
ghiaccio sulla testa.
Gli scozzesi sono arrivati in 13,
forse per scaramanzia; forse per
risparmiare, forse perchè sapevano
già prima di partire che la passeg-
giata era breve. La Jugoslavia ha
della buona stoffa. Se ne sono ac-
corti i Francesi, molto giù di corda.
La Germania e l’Austria sono solide
e quadrate. Potrebbero essere «l’out-
sider» del torneo... ma brutti gior-
ni all’orizzonte! Ci sono dei tipi!:
Brasile, Uruguay, Inghilterra, Un-
gheria. Questi non vogliono mosche
sul naso. Sono le grandi! E’ inu-
tile tentare la saracinesca. Passano
lo stesso. Mi fanno l’effetto di quel-
la squadra
Abbiamo ricevuto, a suo tempo, la
seguente lettera indirizzata a « l’An-
saldino »:
« Noi della Fonderia, promotori e
organizzatori in seno al CRAL In-
teraziendale dell’edizione dello scor-
so anno, avendo conquistato il se-
condo posto nel torneo 1953, con-
fidiamo nella sportività e nell’inte-
ressamento dei nostri maggiori espo-
nenti, affinchè il nome dell’Ansaldo
possa degnamente figurare anche
quest'anno nell’ambito torneo calci-
stico.
Già fin d’ora pensiamo di poter
contare sulla fattiva collaborazione
dei colleghi del Meccanico e degli
altri Stabilimenti che vorranno pre-
stare la loro opera... canicolare nel-
le assolate domeniche del luglio
prossimo. Noi qui abbiamo tutta
l'attrezzatura che già ci servì nel
campionato 1952-53,
Con un piccolo sforzo iniziale di
25.000 lire per l'iscrizione, si potrà
La squadra dell'Ansaldo: da sinistra a destra in piedi: Pagni, Casarino, Incerti, Biamonti, Arcini, l'allenatore
Barbara, Turco. Da sinistra a destra. in basso: l'accom pagnatore Veneziani, Cassio, (cap.). Verdacchi, Giannoni
Torrielli. Corradi. i
ansaldina al
raggiungere una bella e intima sod-
disfazione morale nel campo calci-
stico per tutta la famiglia ansaldina.
Chi vuol spezzare una prima lan-
cia a favore dell’Associazione Cal-
cio Ansaldo? ».
ANTEO DODI.
La faccenda l’abbiamo sistemata
noi, e invece di una lancia abbiamo
spezzato un arnese meno eroico e
lucente, ma in compenso assai più
utile: il nostro salvadanaio. Dagli
introiti pubblicitari del primo nu-
mero del giornale abbiamo tratto le
25.000 lire necessarie per l’iscri-
zione e le abbiamo offerte alla squa-
dra di calcio ansaldina che ha po-
tuto così partecipare alla « Coppa
Brezzi ».
Al momento di andare in macchi-
na la nostra squadra ha giocato le
prime due partite sul campo di Cor-
nigliano. Nella prima, giocata contro
il « Prè Gabbai » e pareggiata per
la “Brozzi
due a due, i nostri sono scesi in
campo nella seguente formazione:
Biamonti; Corradi, Incerti; Turco,
Arcini, Verdacchi; Torrielli, Casari-
no, Pagni, Giannoni, Cassio. Le reti
della nostra squadra sono state se-
gnate ambedue da Cassio,
Anche la seconda partita, contro
il « Grifone », è stata pareggiata per
due a due. Ecco la formazione: Go-
retti; Arcini, Incerti; Verdacchi,
Turco, Giannoni; Biamonti, Sacco,
Torrielli, Beretta, Cassio.
Ed ora non ci resta che aspettare
il risultato finale. Il tifo per i nostri
ragazzi lo abbiamo fatto e lo fac-
ciamo, Qualunque sarà la classifica
definitiva già da ora stiamo pensan-
do all’anno prossimo, per sostenere
la nostra squadra, Il torneo Brezzi
ha vecchie e nobili tradizioni, radi-
cate nello sport sano e disinteres-
sato. Faremo il possibile affinchè la
squadra dell’Ansaldo vi partecipi
sempre con onore ed entusiasmo.
"7
le mamme troppo severe che distri-
buiscono schiaffoni ai marmocchi
recalcitranti.
n uomo interessante del torneo:
Lorenzi. Ha spesso giocato con
la maglia fuori, ciondoloni, scate-
nato, e con la faccia feroce come se
lo perseguitasse l'agente delle tas-
se. Così « Veleno » per quelli che
non lo conoscevano ha fatto un cer-
to effetto. Ha raccontato anche del-
le fulminanti storielle. Peccato che
non siamo andati ai mondiali delle
barzellette... chissà che non fosse
saltato anche il catenaccio svizzero.
ora lamaro in fondo. Parliamo
dei nostri panni scuciti in fa-
miglia. La Svizzera ci ha firmato il
passaporto del ritorno. Diciamolo
con franchezza. Essa ci ha battuti
senza attenuanti. Abbiamo gridato
al miracolo al primo incontro, ma
quando i Santi i miracoli li ripeto-
no... e allora bisogna credere!
Non eravamo convinti di andar
lontano! Ma eravamo partiti per di-
re all’aristocrazia del calcio mondia-
le che dopo la malasorte di « Su-
perga » qualcosa di buono da dire
l'avevamo ancora. Eravamo partiti
sapendo di essere battuti per strada,
ma perdendo bene, ovvero vendendo
a caro prezzo la pelle. Peccato non
sia stato così!
I motivi della nostra sconfitta? In-
lice scelta della squadra, troppo
sballottata per considerarla la mi-
gliore rappresentativa da mandare
in campo. Mal valutato il valore de-
gli avversari. E per ultimo (lascia-
temelo dire) mancanza di cuore, di
quel cuore alla garibaldina che per
il passato cì distinse in tutte le com-
petizioni internazionali. In ogni
partita di un simile torneo, che può
essere l’ultima, bisogna far scen-
dere in campo la più forte squadra
disponibile... Noi invece ci siamo ri-
sparmiati gli uomini migliori per il
turno successivo... ovvero quello
con cui si tornava a casa.
E la Svizzera (fuori del campo
si capisce) ci ha profuso gentilezze,
riguardi, inchini, sorrisi. Cosa vole-
te di più? Che ci lasciassero anche
vincere?
°
A Lugano, a Losanna, a Basilea
abbiamo trovato mangiatori di
noccioline d'America. Anche noi ci
siamo accaparrati un cartoccio di
arachidi durante il secondo incon-
tro con i rosso-crociati. Ma non sap-
piamo se avevano lo stesso gusto di
quelle che scricchiolavano tra ‘i
denti dei giubilanti svizzeri. Come
non sappiamo ancora adesso se le
lagrime che abbiamo visto scendere
dagli occhi di una paffuta tifosa ita-
liana che smaniava in tribuna con
gli occhiali color di mare, fossero
lagrime di menta...
[LPruouai non ha portato dei gioca-
tori, ma dei giocolieri. Ti sembra
di vedere a teatro quegli speciali-
sti che fan roteare dietro le spalle
e in tutte le direzioni dozzine di
piatti. C’è Schiaffino poi che esa-
gera. Dribbla tre o quattro avver-
sari senza far lavorare il pallone
con le gambe, perchè se lo tiene
equilibrato sulla testa. Un fenome-
no. La palla sembra attaccata sulla
cervice con la colla. E chi ce la fa
con quei maghi, dicono gli unghe-
resi! Però, però, questi olimpionici,
malgrado l’infortunio di Puskas, le
loro magie non le hanno ancora sfo-
derate!
mondiali continuano. Lo sport
non si volta mai indietro a guar.
dare chi cade, offre solo l'alloro a
chi sa rialzarsi. Questo l’auguriamo
di cuore agli azzurri.
GIUSEPPE BALLERINO
SA
A
Nuovi impianti alla Carpenteria
LA SALDATURA ELETTRICA
1 rapido estendersi dell’im-
rise della saldatura elettri-
ca nei collegamenti delle
costruzioni in genere e parti-
colarmente per quelle di car-
penteria metallica, ha impo-
sto alle ditte costruttrici, di
attrezzarsi in modo da essere
in grado di assicurare la mas-
sima rapidità, perfezione e si-
curezza nell’adozione di tale
mezzo,
La prima operazione è quel-
la di una sollecita e razionale
preparazione dei lembi da riu-
nire, operazione che va parti-
colarmente curata, specie per
gli elementi da riunire testa a
ed interne, sia longitudinali
che circonferenziali, su co-
struzioni del peso massimo di
50 tonnellate.
L’impianto del tipo a testa
fissa è corredato di due Ellira
una del tipo VI e una del ti-
po VIII. I corpi cilindrici po-
sati sui carrelli possono roto-
lare e traslare con velocità
variabile a seconda della ve-
locità della saldatura.
L’impianto è stato progetta-
to dall'ing. Marco Oggioni,
con la collaborazione dei sigg.
Zaro, Trunfio, Pesce; e la in-
stallazione è stata particolar-
La macchina a portale per la preparazione dei lembi da riunire
testa, il cui spessore è tale da
richiedere una preventiva
smussatura delle superfici da
collegare.
Per questo lavoro, lo Stabi-
limento Carpenteria ha predi-
sposto un adeguato impianto,
installando una macchina a
portale di costruzione della
Kjllbergeberle di Francofor-
te.
La macchina, corredata di
sei cannelli, suddivisi in due
gruppi di tre ciascuno, ha un
funzionamento ed una regola-
zione perfetta, tali da consen-
tire il taglio degli smussi nel
modo migliore; inoltre la mac-
china è dotata di un dispositi-
vo speciale segui-lamiere, per
mantenere la fiamma alla stes-
sa distanza dalla lamiera du-
rante il taglio, quando si ri-
scontrino delle ondulazioni
sulla lamiera stessa.
Per l'esecuzione della salda-
tura elettrica, oltre ai mezzi
comunemente in uso, lo Stabi-
limento Carpenteria ha stu-
diato e costruito un impianto
per la saldatura automatica ad
arco sommerso di corpi cilin-
drici.
Con detto impianto si posso-
no eseguire saldature esterne
mente curata dai sigg. Maggi
e Martini.
Altra necessità imprescindi-
bile in questo genere di la-
voro era la possibilità di ave-
re a disposizione un forno
Il forno a galleria a suola mobile e porte scorrevoli
normalizzatore, entro al quale
gli elementi saldati potessero,
con un adeguato trattamento
termico, perdere tutte le ten-
sioni interne al materiale, ge-
neratesi durante l'operazione
di saldatura. Per questo è sta-
to costruito un forno a galle-
ria a suola mobile e porte
scorrevoli, capace di contene-
re corpi cilindrici del diame-
tro di metri 3,40 o altre strut-
ture di grandi dimensioni; la
disposizione a galleria con-
sente la normalizzazione di
corpi di notevole lunghezza.
In tale forno il riscaldamen-
to è ottenuto mediante 38 bru-
ciatori a nafta distribuiti sim-
metricamente sulle pareti, in
modo da ottenere una tempe-
ratura uniforme in tutti i pun-
ti del forno, temperatura che
può arrivare ad un massimo
di 1000° C.
Per la regolazione della
temperatura il forno è servito
da sei termocoppie che fanno
capo a un registratore poten-
ziometrico a sei curve, me-
diante il «quale è possibile
avere i diagrammi della tem-
peratura in sei punti diversi
del forno; è corredato pure di
una settima termocoppia-pi-
lota che fa capo ad un indica-
tore autoregolatore di tempe-
ratura, il quale comanda auto-
maticamente le due saracine-
sche per la regolazione della
nafta e dell’aria.
Con l’apprestamento sopra
descritto, e l’ausilio del con-
trollo radiografico delle salda-
ture, eseguito prima che gli
elementi vengano introdotti
nei forno, lo Stabilimento
Carpenteria si è inserito fra il
gruppo di produttori di car-
penteria saldata, meglio at-
trezzati per tale* genere -di
prodotto,
Impianto per la saldatura automatica di corpi cilindrici
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IRLALEDAINDTR ADI
Nei confronti delle lingue
parlate, l'Italiano si può con-
siderare una lingua ricca di
vocaboli?
In particolare nei confron-
ti della lingua Inglese qual'è
fra le due la più ricca?
RENZO GROSSO
Per uno di quegli immanca-
bili errori che accadono in
ogni tipografia, specie quando
si imposta un nuovo giornale,
la composizione con la firma
di Egle Gasparino posta sottc
la domanda sull’origine del
nome del Monte Everest, pub-
blicata sul primo numero, è
stata scambiata con quella del
Rag. Renzo Grosso che ci ave-
va formulato la volta scorsa la
domanda che ora pubblichia-
mo. Non ci resta che, cosparso
il capo di cenere, chieder scu-
sa ai due interroganti e ri-
spondere alla domanda del no-
stro amico.
L’Italiano, anche nel lin-
guaggio, non si può conside-
rare ricco. Ed una spiegazione,
mi sembra, si può trovare nel
fatto che la nostra natura me-
diterranea ci porta a suppli-
re a questa relativa povertà
con i gesti, le inflessioni, la
mimica. Approfondendo que-
sta constatazione si arriva a
delle conclusioni indicative
del nostro carattere: più pro-
penso al generico impulso che
alla precisa determinazione,
La lingua letteraria inglese
è forse più ricca della nostra.
Per contro la lingua popolare
e comune inglese è assai più
sprovveduta di quella italiana.
Pr
il
Ho speranza che mio figlio
consegua la promozione dalla
«scuola secondaria di avvia-
mento professionale. Credete
che, a licenza conseguita, sia
meglio proseguire per l’istitu-
to tecnico industriale o per
l'istituto tecnico nautico?
Quali prospettive vi
nell'uno o nell’altro caso?
RENZO DI DIO
(med. 95015) Cantiere Livorno
Lei ci mette in serio imba-
razzo chiedendoci consigli sul-
l'avvenire del figlio. Al più
possiamo dirLe quello che fa-
remmo noi al Suo posto. Lei
sono
però decida come meglio
crede.
Noi innanzi tutto cerche-
remmo di scoprire qual’è la
vocazione del ragazzo. Tra
studi nautici (capitano di lun-
go corso, oppure macchinista
navale) e studi tecnici indu-
striali c'è una sostanziale dif-
ferenza. In quale campo vi sia
più possibilità di impiego non
si può dire. Nella nostra So-
cietà sarebbe più utile il di-
ploma di perito tecnico indu-
striale o quanto meno quello
di macchinista navale.
Tenga presente che, se Lei
vuole iscrivere il Suo bambi-
no all’Istituto tecnico nautico,
deve fargli conseguire la li-
cenza delle scuole medie in-
feriori, in quanto la licenza di
avviamento professionale che
sta per conseguire non con-
sente l'ammissione all’Istituto
tecnico nautico. Con l’attuale
licenza il suo bambino può
essere iscritto soltanto alla
scuola tecnica (anni 2) e
quindi può presentarsi all’esa-
me di idoneità al 2.0 anno
dell’Istituto tecnico industria-
le (5 anni).
Eventuali altre delucidazio-
ni Lei potrà chiederle presso
il Provveditorato agli Studi di
Livorno.
Abbiamo rivisto ie votazio-
ni che Suo figlio ha riportato
per ottenere la borsa di studio
che gli è stata appunto data.
E’ un ragazzo che promette
veramente bene. Ci congratu-
liamo con Lei, signor Di Dio,
e tanti auguri a Mauro per îl
suo avvenire.
L’Assistente Sociale.
Mi figlia ha conseguito con
la media del 7,2 ia promozione
al 2.0 anno nella Scuola supe-
riore femminile di tecnica
amministrativa per segretarie
d'azienda. Può concorrere al-
la borsa di studio?
LIVIO ORTOLAN
Cantiere Navale, Sestri
Il bando di concorso per le
borse di studio indetto dalla
Società prevede la frequenza
a istituti governativi o pareg-
giati. La scuola frequentata
da Sua figlia non ha le carat-
teristiche accennate, ma è co-
munale. Infatti il diploma che
verrà conseguito dopo cinque
anni di frequenza non è rico-
nosciuto agli effetti giuridici.
Tuttavia i detti corsi ci sem-
bra siano interessanti e utili
all’avvenire di una ragazza
che desidera farsi una posizio-
ne. Tra l’altro ci risulta che
l'Istituto stesso (di cui non
facciamo il nome) offre le più
ampie garanzie di serietà. Se
in avvenire le norme del ban-
do dovessero includere la
scuola che Le interessa, Lei
potrà rilevarlo dal bande
stesso, che ogni anno viene af-
fisso negli Stabilimenti. Co-
munque potrà chiedere delu-
cidazioni alle Assistenti di
Fabbrica del Suo stabilimen-
to, le sigg. Parodi e Lepari.
L'’Assistente Sociale.
Boy
Ho sentito molto parlare
dei corsi T.W.I. ovverosia
«Training Within Industry »
e delle cosidette «relazioni
umane » (ma come... potreb-
bero per caso essere inuma-
ne?). Non sono stato chiama-
to ad ascoltare detti corsi ed
il motivo ufficiale è che ho
un solo dipendente. Tuttavia,
per ragioni inerenti al mio
lavoro, ho frequenti rapporti
con colleghi capi servizio,
ecc. Ogni tanto mi sento dire
che uno è «a scuola » e tutto
si blocca. Ora mi permetto di
fare due domande: a) am-
messo che si debbano svolge-
re, questi corsi non potrebbe-
ro essere tenuti fuori dell'o-
rario di lavoro?; b) compu-
tando le paghe orarie di tut-
ti gli intervenuti e le imman-
cabili spese generali, quanto
costano questi corsi all'Azien-
da?
In attesa di leggere le vo-
stre risposte Vi porgo il mio
saluto.
Ing. RENZO JESURUM.
Non riteniamo esatto par-
lare di costi e di spese gene-
rali a proposito delle riunioni
per capi, Si può eventualmen-
te parlare di impiego di tem-
po, retribuito comunque, ad
un lavoro anzichè ad un al-
tro; chè una riunione di capi,
quando tratta di argomenti
strettamente connessi con la
loro attività, non può essere
considerata altrimenti.
Questa è la ragione per cui
si è ritenuto opportuno tener-
le durante le ore di servizio.
Naturalmente ciò è dipeso an-
che dall’importanza che la Di-
rezione attribuisce all’inizia-
tiva. E° un'opinione che, del
resto, la grande maggioranza
dei capi sembra condividere.
Il fatto poi che per un’as-
senza di due ore di un capo,
sia pure importante, « tutto si
blocchi », come Lei ci segnala,
non è argomento a favore del-
la tesi che Leì sembra voler
sostenere, in quanto ci mostra
come sia necessario fare qual-
cosa al fine di eliminare simi-
li inconvenienti; fare in modo
cioè che il lavoro sia sempre
più un fatto collettivo, frutto
cioè della cooperazione fra il
capo e il dipendente (come lo
chiama Lei) o collaboratore
(come preferiamo considerar-
lo noi).
do
E3d
I fattorini della Direzione
Generale chiedono a l’« An-
saldino » se ritenga sufficien-
te ai bisogni della vita la loro
retribuzione.
L’Ansaldo ha fatto il possi-
bile per venire incontro alla
vostra categoria ed il minimo
contrattuale di L. 147,47 ora-
rie è stato con concessione
aziendale elevato a L. 173,03
di paga globale di fatto. La
retribuzione dei fattorini del-
l’Ansaldo è quindi delle più
elevate fra le aziende consi-
mili genovesi. Che il livello
dei salari e degli stipendi in
Italia non sia elevato è cosa
nota, ma non è comunque tra
i più bassi, ed i fattori che
determinano il livello della
retribuzione sono collegati al-
la situazione economica gene-
rale di un Paese.
Occorre quindi che si de-
termini una situazione di
maggior produttività per po-
ter creare le premesse di un
miglioramento salariale. D’al-
tra parte se si considerano le
paghe anche in altri settori
della produzione o dell’am-
ministrazione dello Stato, si
osserva la stessa compressione
che è la conseguenza della po-
vertà del nostro Paese.
dò
Un gruppo d'impiegati del
Cantiere Navale di Sestri
chiede perchè gl’impiegati
di terza categoria sono esclu-
si dalla gratifica di fine d'an-
no e dal premio di produzio-
ne extra.
La gratifica di fine d’anno
viene corrisposta agli impie-
gati di prima categoria in con-
siderazione della particolare
mansione direttiva. Solamente
in casi eccezionali la gratifica
viene estesa ad impiegati di
seconda categoria.
Per quanto riguarda il pre-
mio di produzione extra è
inesatto che gli impiegati di
terza siano esclusi. Ogni tri-
mestre viene esaminata la po-
sizione di ognuno ed il pre-
mio extra è attribuito agli
impiegati di terza come a
quelli di altre categorie, in
relazione alla valutazione di
rendimento da parte della Di-
rezione di Stabilimento.
fe
fe
Ss
Il signor Stefano MORCHIO
chiede perchè il premio de-
gli infermieri è inferiore ad
altre categorie di discontinuì,
Il guadagno globale mensi-
le degli infermieri dell’An-
saldo in confronto a quegli
dell’ENPI a parità di orario di
lavoro è leggermente superio-
re. Ed è appunto con catego-
rie affini che bisogna confron-
tare le retribuzioni, confronti
che con altre categorie di di-
scontinui non si possono fare.
Il signor Luigi MARCHESI
dichiara di aver trovato di
suo pieno gradimento «l’An-
saldino ». Ritiene che un'al-
tra iniziativa sarebbe neces-
saria: uno spaccio aziendale
che vendesse a prezzi inferio-
ri a quelli dei negozi privati.
Ringraziamo per le espres-
sioni a nostro riguardo. La ri-
chiesta della istituzione di uno
spaccio aziendale non può es-
sere presa in considerazione
in quanto non esistono attual-
mente difficoltà di rifornimen-
to di generi alimentari. D’al-
tra parte l'Azienda non è più
attrezzata per questo genere
di attività, che oggi sarebbe
passiva.
A. G. (Cantiere Navale). E'
un operaio che ha frequenta-
to la scuola apprendisti di
Calcinara e possiede la licen-
za di avviamento industriale.
Chiede se potrà partecipare
ai prossimi corsi per disegna-
tori meccanici.
Dipende dal tipo di corso
che ha frequentato presso la
Scuola apprendisti, perchè la
licenza di avviamento indu-
striale non basta. Verrà fatta
una selezione fra i candidati
per mezzo di un’apposita com-
missione, in base ai titoli e ad
un esame, L’interessato potrà
presentare domarda quando
sarà programmate il prossimo
corso.
MEMENTO
Giuseppe BERNARDINI
di anni 49, dipendente del Fer-
roviario, deceduto il 15 giu-
gno. Era all’Ansaldo dal 1937.
Lascia la moglie e un figlio.
Pasquale MERLO
di anni 49, dipendente del
Meccanico, deceduto il 6 giu-
gno. Era all’Ansaldo dal 1935.
Lascia la moglie e un figlio.
Oreste VOLPE
di anni 51, dipendente del Can-
tiere, deceduto il 6 giugno. Era
all’Ansaldo dal 1939. Lascia la
moglie.
Ai familiari le commos-
se condoglianze de «lAn-
saldino ».
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PARETO di Sampierdarena
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sono aperte le iscrizioni ai
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PREPARAZIONE AGLI
ESAMI AUTUNNALI
Per informazioni ed iscri.
zioni rivolgersi alla Segreteria
dell'Istituto aperta nei gi-rni
feriali dalle 8.30 alle 12,30 e
dalle 15.30 alle 20,30.
iN ABRE
10
La
Sono nati
21 maggio: GIANCARLO, figlio
di Odone Giuseppe (Fon) - PATRI.-
ZIA, figlia di Grigolini Gimi (Mug)
- 26 maggio: MAURO, figlio di Vez-
zoso Francesco (Can) - 27 maggio:
DANIELA, figlia di Tosto Aniello
(Mec) - 28 maggio: MARINO, fi-
glio di Calonico Natale (Mec) -
CARLA, figlia di Canali Michele
(Mug) - 30 maggio: ELIO, figlio di
Dagnino Mario (Fon) - STEFANIA,
figlia di Tremolanti Marino (Mug)
- 2 giugno: MARCO, figlio di Fa-
conti Giorgio (Mug) - 4 giugno:
SANDRA, figlia di Moruzzo Pietro
(Mug) - 5 giugno: ELISABETTA,
figlia di Nana Osvaldo (Mug) - FA-
BRIZIO, figlio di Ossino Luigi
(Mug) - RUGGERO, figlio di Dini
Dino (Liv) - 6 giugno: CLARA, fi-
glia di Cozzani Mario (Mug) - 7
giugno: PASQUA, figlia di Bella-
fronte Dionisio (Fon) - 8 giugno:
ENNIO, figlio di Vallarino Giuseppe
(Mef) - 9 giugno: FABIO, figlio di
Bazzoli Roberto (Mug) - 10 giu-
gno: AILA, figlia di Frilli Ardelio
(Liv).
A tutti i piccolissimi « ansal-
dini » e ai loro genitori i nostri
auguri più fervidi.
La signora A. L. mi ha scritto
una lettera interessante, e soprattut-
to sincera. Dopo aver osservato che
le sue mille incombenze le impedi-
scono di dedicare tempo alle lettu-
re, la signora A. L. dichiara.di tro-
vare scarso interesse nella nostra
« casistica » dei sacrifici femminili,
che essa conosce benissimo e che so-
no quelli appunto che le impedisco-
no di leggere come vorrebbe. e con-
clude che, tutto sommato, preferi-
rebbe davvero un bel romanzo d’a-
more a puntate.
Ho riflettuto a lungo e con estre-
ma serenità sulle osservazioni della
signora A. L. ma non sono riuscita
a convincermi della loro fondatezza.
Il giornale vuol essere il portavoce
dei lavoratori e tende a spiegare, a
valorizzare, a propagandare il lavo-
ro della nostra famiglia; appunto
perciò, io ho cominciato con l’illu-
strare e valorizzare il lavoro di noi
donne, soprattutto laddove maggio-
re si manifesta l’incomprensione al-
trui. Certo la signora A. L. non ha
trovato niente di nuovo, ma è na-
turale, perchè nella rubrica della
donna, « teoricamente » (ed assicu-
ro che non ci vuol essere nessuna
presunzione) era lei che parlava agli
altri, e non viceversa. Si tratta, se-
condo me, nella nostra rubrica, di
parlare di noi e dei nostri problemi,
naturalmente partendo dai più ele-
mentari per giungere ai più com-
plessi, e per questo è necessaria la
collaborazione di voi tutte, lettrici
carissime (e anche della signora
ASSI).
Una rubrica femminile deve esse-
re una rubrica femminile, una sede
di dibattiti e discussioni che inte-
ressano questa « sezione » per chia-
marla così, e credo che in ciò con-
verrà anche la signora A. L.; il pro-
x
&
Ruota
del Tempo
Si sono sposati
2 giugno: MIRAGOLI ing. Ilio
(Car) con Vivalda Maria - CAVI-
GLIO Giuseppe (Fon) con Calcagno
Angela - 3 giugno: MUTTINI G. B.
(Mug) con Viaggi M. Antonietta -
5 giugno: CORBI Aldo (Liv) con
Valcavi Olga - 6 giugno: ROSSI
Ferruccio (Liv) con Jacoponi San-
ta - VALLARINO Antonio (Car)
con Cagliano Elisa - GARBARINO
Mario (Mec) con Romano Piera -
MONTANO Andrea (Mec) con Bu-
cozzi Ester - ARDAU Ermanno
(Mec) con Trovabene Alda - CA-
SANOVA Aldo (Mec) con Picolla
Rina - 8 giugno: CAVALLI Giusep-
pe (Fon) con Ciapellani Rosa - 10
giugno: FORLANI ing. Aldo (Can)
con Amicizia Thea - 12 giugno:
BASSO Aldo (Can) con Arena An-
dreina - 13 giugno: LANDI Arturo
(Mug) con Pasquali Lelia - TESCO-
NI Ettore (Mug) con Terenzoni Eli-
de - CASTELLETTA Enzio (Can)
con Fornaroli Ester - PASTORINO
G. B. (Can) con Patrone Carlotta -
14 giugno: BERTUCCIO Agostino
(Mef) con RIZZO Maria (Mef) -
COSTA Francesco (Can) con Parodi
Pina - 19 giugno: CINQUEGRANE
Alfonso (Can) con Maggiani Giu-
liana - 27 giugno: TRUSSI Mario
(Can) con Pettizziol Ada.
Agli sposi î nostri vivissimi
auguri.
blema che si è posto, semmai, è un
altro e cioè quello delle letture del-
le nostre donne, o più in generale
delle loro « evasioni ».
Intanto bisogna chiarire che cosa
si è inteso per romanzo d’amore,
perchè il termine è vago, nel tem-
po e nella forma. Romanzo d’amore
è il « Filocolo» come «I promessi
sposi », « Margherita Gauthier » co-
me « Madame Bovary »,
Pubblicare dunque a puntate un
« classico » potrebbe anche avere
valore educativo, ma bisogna tener
presente che esso, oltre ad essere
ormai conosciuto dalla grande mag-
gioranza, è reperibile stampato in
edizioni popolarissime.
Ci resterebbero, e sono infatti la
forma tradizionale di appendice, i
romanzi alla Xavier de Montepin o
i fumetti all'americana. Ma questa
non è certo una forma di evasione,
nè di educazione del gusto delle let-
trici.
Io concluderei, quindi, così: per
quanto riguarda le letture, che non
devono essere pseudo evasione a ba-
se di nirvanici fumetti in serie, ma
vera evasione dello spirito, la cosa
migliore è procurarsi qualche buon
romanzo di autore, ricorrendo a
quelle edizioni popolari che non no-
miniamo ma che sono facilmente re-
peribili presso una qualunque li-
breria.
Per quanto riguarda le « evasio-
ni» (che brutto termine, però!) le
condizioni naturali della regione so-
no le più indicate per consentirne
di giovevoli ed assai economiche.
Il verde è a ridosso del mare 2
della città: una giornata ai bagni di
mare o tra il verde delle nostre col-
line costituiscono il miglior riposo
dalle fatiche della settimana.
LILIANA.
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LOANO (savona)
PROPOSTE N. 2935 e 4365.
Propongono di sostituire
nell’officina MARB i paranchi
| a mano montati su rotaia con
altri elettrici comandati da
terra, più pratici e veloci.
RISPOSTA.
La proposta merita conside-
razione perchè, oltre a mecca-
nizzare i servizi e quindi ren-
dere meno faticoso il lavoro
dell’operaio, migliora la sicu-
rezza del servizio.
Compatibilmente colla si-
tuazione economica dell’ A-
zienda sarà provveduto gra-
dualmente all’approvvigiona-
mento e sistemazione dei pa-
ranchi elettrici, là dove mag-
giormente sono necessari,
PROPOSTA N. 2784.
Le scale del caseggiato Men-
sa che dal piano terreno sal-
gono al 3.0 piano, sono sprov-
viste di ringhiera; sarebbe op-
portuno applicare una rin-
ghiera fino al 1.0 piano per
consentire agli invalidi, muti-
lati e vecchi di salire più age-
volmente.
RISPOSTA.
L’osservazione è giusta; so-
no state impartite disposizioni
a MAN di preparare e siste-
mare una ringhiera fino al 1.0
piano.
*
‘PROPOSTA N. 01802.
Propone di munire di ma-
nico a tubo di ferro pure le
mazze di piombo da kg. 5, in
modo da usarle totalmente.
RISPOSTA.
La proposta è giusta.
Saranno date opportune di-
sposizioni a DAT affinchè sia
provveduto ad inserire pure
nelle mazze di piombo da 5
kg. il manico di tubo di ferro
anzichè di legno.
Ciò dovrebbe presentare an-
che una notevole sicurezza,
senza peraltro appesantire ec-
cessivamente l’attrezzo.
PROPOSTA N. 2722.
Lamenta che specialmente
intorno alla grandi macchine
vengono depositati ingom-
branti materiali, i quali non
consentono di muoversi age-
volmente nell’esecuzione del
lavoro.
RISPOSTA.
L'osservazione è fondata,
Saranno date disposizioni
agli imbragatori affinchè lasci-
no anche intorno alle macchi-
ne importanti lo spazio indi-
spensnbile ai movimenti.
I Capi devono sorvegliare
perchè gli imbragatori depo-
silino i materinli a convenien-
te distanza dalle macchine.
d*
PROPOSTA N. 2520.
Propone di dotare la DAT
di tabelle indicanti le tolle-
ranze di lavorazione e le filet-
tature dei vari sistemi.
RISPOSTA.
Si accetta la proposta.
E’ stato dato specifico inca-
rico n NOR (Sig. De Lucis)
affinchè provveda in merito.
PROPOSTA N. 00620
Propone una modifica agli
utensili per filettature esterne
allo scopo di giungere con la
filettatura sotto testa; ne for-
nisce lo schizzo,
RISPOSTA
La proposta merita conside-
razione. Un centinaio di uten-
sili sono già in costruzione ed
appena possibile il nuovo di-
segno sarà introdotto nelle ta-
belle normali Ansaldo: a tale
scopo è stato interessato il
Sig. Maestri dell’UTO,
M
PROPOSTA N. 2963.
Propone di far mantenere
nelle navate delle officine e
dove è possibile, lo spazio ne-
cessario per il passaggio delle
carrozzelle.
RISPOSTA.
L’osservazione dimostra spi-
rito di collaborazione. L’ordi-
ne nelle officine è un fattore
‘importante che incide sulla
produzione ed ognuno deve
sentirsi interessato ad otte-
nerlo.
La Direzione fa appello a
tutto il personale affinchè non
“L’ANSALDINO” bandisce un
CONCORSO
PER UN DISEGNO
E’ inteso che si tratta di un disegno artistico; sono escluse perciò le
caricature e le vignette umoristiche. Il tema è libero: i concorrenti po-
tranno dunque scegliere fra paesaggio, figura, ritratto, natura morta,
scena d’ambiente, ecc. Una prima selezione sarà fatta dalla redazione,
che pubblicherà sul giornale i disegni migliori, in numero imprecisato.
A pubblicazione finita, indiremo un «referendum » fra i lettori; così
che saranno gli stessi Ansaldini ad indicarci i due disegni ai quali sa-
ranno assegnati i premi: il primo, che consisterà in un oggetto del valore
di lire diecimila, e il secondo che consisterà in un oggetto del valore di
lire cinquemila.
C’è anche in vista una mostra di disegno e pittura, riservata, natu-
turalmente, agli Ansaldini. Ma di questa vi parleremo un’altra volta.
PORSBI i
CANTIERE
ATMAR Giuseppe; BESA-
GNO Felice; EOFFI Serena;
BOIDO Giovanni; BOTT'NO
Giuseppe; CANNEVA Rena-
to: CARAFFA Mario: CAR-
BONERI Mario; CASTELLO
Stefano; CAZZUL'NI Enrico;
DELLEPIANE Mario; FACCO
Ilario; GENOVESE Libero;
GERLI Lu'gi; GESSI Furio;
G'ORDANO A»nsp'o: GORZI
GLIA Luigi: MARSANO Gio-
vanni; MONTANO G_ B.; N'Z-
ZOLI Armando: OTERI For-
tunato: OTTAVIANI Lucio;
PALAZZI Eliseo: PALCHET-
TI Carlo: PATRONE Dome-
nicoj PATRONE E-mirio;
PIANA Car'o; PIERGENT'LI
Gino; PONTE A»rdrea; RA-
SPI Fugenio: RIGHI Loris:
ROLFUNI Erio: SOL'NAS
Giovanni; TORRE Pasquale;
VAZIO Ezio.
CARPENTERIA
PAGAN Attilio.
LIVORNO
ANDREUCCI Oreste: BAL-
TOLU Giuseppe: BERTINI
Ferdinando; BERTUCCI Fer-
blasi
dinando; CALDELLI Settimo;
CALVI Gino; CARRARESI
G'useppe; CIAPINI Piero;
CIARDI Edoardo; GIORGI
Dino; GIUSTO E. David;
GRANDI Giotto; ISOLANI
Pierino; LAUCCI Piero; LU-
BRANO Gino: MARIANUCCI
Mauro; MASIA Guiseppe; PA-
LANDRI Silva»vo; PETAGNA
Corrafo: SANN'NO Michele;
SECCHIONI Manlio.
FERROVIARIO
GRATTAROLA Elsa; TOR-
RI Egidio.
FONDERIA
CAMPI Riccardo; ODONE
Giuseppe; ROSSI Giuseppe.
MECCANICO
Mese di aprile:
BIANCO Carlo: CHIODI
Vittorio; DELLACHA' Anto-
nio; DERCH: Curzio: DISPA-
RE Francesco; GENOVESI
Carmelo; G'ACOPINELLI
Pierino; LUME Giuseppe;
MANFREDI Pietro: MARTI-
NO Vito: OTTRIA Ettore: PA-
LAZZO Emilio: PIOMBO Bar-
to'omeo; POGGI Mario; SA-
GLIASCHI Carlo; SBARBA
x I
vengano ostruiti i
delle navate.
passaggi
PROPOSTE N. 00545 e 00175
Propongono di applicare
* delle ghiotte sotto i carrelli
delle grue per evitare che le
gocce di olio cadendo provo-
chino danni agli abiti delle
persone.
RISPOSTA
Il suggerimento è bene ac-
cetto e denunzia una effettiva
deficienza alla quale la Manu-
tenzione sta ponendo rimedio.
FAGINTICE
Luigi; TRAVERSO Giuseppe;
ZAVATTARO Mario.
Mese di maggio:
BOSI Ivo; CANALE Adria-
no; CAPRA Aldo; DIANA
Luigi; FERRARI Bruno; GA-
STALDO Luigi; GHIGLIONE
Mario; GHIGLIOTTI France-
sco; LATINI Gino; MAGI
Giulio; M'NETTO Bartolo-
meo; PANTALEONI Vigazio;
PASTORINO Dionisio; PE-
COLLO Luigi; PENNO Rena-
to; PIRLO Raffaele; ROBOT-
TI Carlo; TIMOSSI Angelo;
TURCI Michele; ZULATO
Emilio.
MUGGIANO
BARACCHINI Renzo; BE-
N'NCASA Ferdinando; BOT-
TO Giorgio; BURIASSI Ro-
meo; COSELLI Mauro; IOTTI
Eugenio; LUCETTI Giuseppe;
MAGONI Antonio; MARCHI
Mauro; MUSSO Renzo; PA-
SCOTTO Giulio; PESALORO
Gino; RAFFAELLINI S'gfri-
do: ROSSI Venus; SAMBU-
CETTI Antonio.
SEDE
DOTTO Eugenio; SARTO.
RE Santino.
lt
RISULTATI
dei primi
CONCORSI
GIRO D’ITALIA
Nel nostro concorso sul Gi-
ro ciclistico d’Italia si trat-
tava, come ricorderete, d’in-
dovinare il fempo che il vin-
citore avrebbe impiegato a
compiere l’intero percorso e
i nomi dei corridori che
avrebbero occupato i primi
tre posti nella classifica ge-
nerale. Secondo i dati uffi-
ciali, il tempo impiegato da]
vincitore è stato di ore 129,
13 primi e 07 secondi e i pri-
mi tre classificati sono stati,
nell’ordine, Clerici, Koblet e
Assirelli.
L’operaio del Cantiere
Navale di Sestri ORESTE
OLIVARI si è rivelato,
presso a poco, un mago.
Egli ha pronosticato il tem-
po di 129 ore, 15’, 42”, sba-
gliando di appena due mi-
nuti e trentacinque secondi
su quasi centrotrenta ore!
Egli ha inoltre indovinato
due nomi sui primi tre, to-
talizzando così, complessi-
vamente, 150 punti.
REFERENDUM
Sono stati sorteggiati i
premi per i molti parteci-
panti al Referendum, e la
sorte ha designato:
1.0) ROSNER Gino, del
Cantiere di Livorno, Capo
Reparto (oggetto a scelta
del valore di L. 20.000);
2.0) MALERBA Ferruc-
cio, del Cantiere di Sestri,
operaio (penna e matita);
3.0) MILONE Gerardo,
del Cantiere di Sestri, fat-
torino (una sveglia).
I premi sono già stati
consegnati ai vincitori,
Piccoli annunci
Le inserzioni in questa ru-
brica sono riservate ai dipen-
denti dell’Ansaldo e sono gra-
tuite,
ACQUISTO, se vera occasione,
un trenino elettrico completo.
Cassetta 40/A «Ansaldino »
recapito Ansaldo Genova.
caracità. Dettagliare offerte.
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Tlre Grando - TEC/Cantiere.
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Ù
SS,
DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.A.
*
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
*
DANTE JANNONE
Redattoro responsabile
*
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SSSSSSSE
Autorizzazione del Tribunale di |
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954 È
Via Monticelli, 11 - Genova
*
F.lli PAGANO - TIP.EDIT, S.p.A. i
Telefono 83,825
A a
Pubblicità SIRA Boncess. 9
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Vigne, 6 - Telel. 22.342
€ se ;8S868S.
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dai
î In questi giorni è stata spedita ai Cantieri Breda di Venezia un’elica destrorsa a quattro pale, in bronzo al manganese, fabbricata alla Fonderia
caratteristiche: diametro mm. 5400, passo mm. 4580, peso 12 tonn. In primo piano l'operaio Pietro Baffico.
Position: 2623 (35 views)
