L'Ansaldino, n. 2, 1954

Contenuto

L'Ansaldino, n. 2, 1954
Tipologia
Rivista
Descrizione
A p. 1 (copertina), la t/n "Cristoforo Colombo", 1954
a p. 20 (quarta di copertina), La "Colombo" sullo scafo del Cantiere di Sestri poche ore prima del varo, 1954

- 930, p. 1
- Come si comanda, p. 2
- 8 milioni di ore lavorative, p. 3
- "Tutto il meglio della tecnica navale", p. 4
- A tutta forza: nodi 26.386, p. 5
- Giro d'obiettivo sulla "Colombo", p. 6
- Centrale a Chivasso, p. 7
- Al Muggiano il nuovo laboratorio, p. 8
- Corsi e conferenze, p. 8
- La flotta tascabile, p. 9
- Vedute dei lavori della "Cristoforo Colombo", p. 10
- Dattilografe, p. 12
- Fotocronaca, p. 13
- Panorama aziendale, p. 14
- Cral, p. 16
- Domande e risposte ?!?!?!, p. 17
- Intervista con Valente, campione mondiale di marcia, p. 17
- Vita di casa, p. 18
- Lettera ai bambini che andranno a Montemaggio, p. 19
- La "Colombo" sullo scafo del Cantiere di Sestri poche ore prima del varo, p. 20
Data testuale
1954 giugno 15-30
Estremi cronologici
15 giugno 1954 – 30 giugno 1954
Consistenza
pp. 20
Stato di conservazione
Ottimo
Identificativo
PER.000205/2
Collocazione
Emeroteca
contenuto
k ° = È Z fr Pea a — 2

ANNO, I. UMERO 2 x QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. x SRI SS SURI NS.

vendita al pubblico L. 30 Gruppo® Secondo

Neli Pil alte EE Lara Riba RAS O a SR PRE; 219 RALF RIBCVO è 2 SMP VA SN ENINNE

950

{| Novecentotrenta: numero pro-
f| gressivo delle costruzioni dei va-
rii Cantieri Ansaldo attribuito al- i
la « Colombo ». .

Così nell’arida statistica passe-
rà anche questa nave. Ed i
commentatori del secondo cente-
nario chioseranno l’avvenimento
rammentando che al varo parte-
cipò l’allora presidente del Consi-
glio De Gasperi e che per quei
tempi, insieme alla gemella « An-
drea Doria », la « Cristoforo Co-
lombo » fu la nave ideale per i
viaggi turistici degli americani.

Dimenticate saranno le soffe-
renze, gli sforzi, le fatiche, le an-
sie di tutti noi. Forse dimenticate
saranno le stesse navi. Quali i
progressi nel 2053? E si scrive-
ranno ancora monografie? E gli
uomini avranno ancora il tempo e
la voglia di leggere?

Questi ed altri pensieri andava-
mo volgendo nella nostra mente;
ma il dubbio che l’Ansaldo, in
quell’anno di grazia, più non ci
fosse, non ci è neppur balenato.
Ed è giusto e logico che sia così.

Ci sono delle realtà più forti de-
gli avvenimenti e delle mutazio-
ni di tempi. Ed una di queste è il
lavoro che tende sempre più a di-
ventare, malgrado gli uomini e
per merito delle macchine, sem-
pre meno una biblica condanna,
per trasformarsi in una esplica-
zione del talento e dell’abilità
manuale dei singoli, uniti in una
solidarietà che il carattere ciclico
della moderna produzione indu-
striale rende — e più renderà —
necessaria e strettissima.

Gli spiriti più vigili sentono que-
sta trasformazione, ancora lonta-
îna, nell'aria, nella muta evoluzio-
ne delle cose prima che delle dot-
trine, delle teorie scientifiche pri-
ma che di quelle etico-sociali.
Questo, secondo noi, è il senso
profondo del costante rinnovellar-
i del nostro lavoro, verso il pro-
resso, verso un avvenire migliore.










srerca

2

Come si

’è chi pensa che la capa-

cità di trattare le altre

persone sia sopratutto una
questione di furbizia. Costoro
parlano di « comandare » come
se si trattasse di manipolare
marionette. Il loro unico inte-
resse nei programmi di Relazio-
ni Umane è quello di imparare
tutti i «trucchi » per far fare
agli altri ciò che loro vorrebbe-
ro venisse fatto. Coloro che as-
sumono questo atteggiamento
commettono un grave errore.
Nel trattare le altre persone, la
furbizia è un surrogato assai mi-
sero di ciò che dovrebbe essere
la regola migliore: sincerità e
buona intenzione.

Non si possono costruire delle
buone relazioni umane basan-
doci sul desiderio di usare le al-
tre persone ai propri fini. Quei
capi che ottengono il massimo
dai loro collaboratori, sono in
genere coloro che danno anche
il massimo. La loro buona inten-
zione e la loro buona volontà
tornano sempre a loro beneficio
e credito.

Le buone relazioni umane co-
minciano da un sincero deside-
rio di trattare gli altri giusta-
mente, onestamente e con con-
siderazione. Chi ha questo de-
siderio ha anche infinite possi-
bilità di ottenere buoni risultati.

Alle prove della « Frisco »



Chi invece non è sincero perde
completamente il suo tempo sia
interessandosi delle reiazioni
umane sia addirittura mettendo
in pratica qualche principio,
poichè è come se egli ripetesse
movimenti visti fare senza com-
prenderne però l’importanza e
la portata. Può darsi che egli
riesca a tirare avanti bene per
un po’ di tempo; l’insincerità
però ha un odore molto forte e
prima o poi qualcuno finisce col
sentirlo.

Nel trattare le persone, ia sin-
cerità e la franchezza sono le



Insincerità, incoerenza
e imprevidenza sono
pericolosi germi con-
tro i quali ogni capo
deve immunizzarsi.



armi più preziose. Se qualche
idea sul come trattare le perso-
ne che viene suggerita non pia-
ce o non sembra giusta, non si
deve usarla. Non bisogna fare
mai niente che non si possa fare
sinceramente.

Il risultato, altrimenti, per
quanto buono possa essere sul

il nostro fotoreporter ha colto il Vice-Direttore
del Muggiano ing. Cristofori a colloquio con l’autore dell’articolo, dott. To-
‘masi. Parlano forse delle relazioni con il personale?

comanda

momento, condurrà poi fatal-
mente ad una diminuzione del
prestigio e della integrità di chi
comanda. Occorre soprattutto
evitare di fare i furbi come si
eviterebbe la peste. Gli uomini
non hanno fiducia di coloro che
fanno i furbi.

Non evitare mai le domande
nè nascondere fatti o cercare di
aggirare le questioni con strat-
tagemmi. Occorre essere fran-
chi, affinchè non si generi l’im-
pressione che si vuole prendere
in giro qualcuno. Occorre met-
tere le carte in tavola e tenerle
tutte bene in vista. Come capi,
la migliore impressione che si
possa dare è quella di essere sin-
ceri e franchi e che onestamen-
te si cerca di fare sia l’interesse
della Società che quello dei col-
laboratori. Il modo migliore per
far sì che le altre persone pen-
sino questo di noi è assicurarsi
che la nostra sincerità e fran-
chezza sia un fatto reale. Colui
che crede di poter prendere in
giro gli altri all’infinito, prende
in giro soltanto sè stesso.

Il problema visto dal collabo-
ratore inoltre, porta a definire
come una delle migliori qualità
di un capo la coerenza. Le per-
sone coerenti sono le persone
con cui più facilmente si va
d’accordo. Esse sono inoltre i
migliori capi, poichè dopo un
po’ di tempo che si è con loro si
sa esattamente che cosa si aspet-
tano da noi in ogni occasione e
cosa occorre fare. Il capo che
non è coerente, colui che fa una
cosa oggi ed esattamente l’oppo-
sto domani, è un vero pericolo
per il sistema nervoso di chiun-
que. Qualcosa che era soddisfa-
cente ieri può divenire inaccet-
tabile oggi. Ciò mantiene sem-
pre una situazione fluida nella
quale le persone hanno una sen-
sazione di insicurezza e di insta-
bilità veramente contro-produ-
centi. La scarsa coerenza da
parte di un capo, non solo è irri-
tante e crea confusioni, ma può
inoltre produrre false impressio-
ni di favoritismo e discrimina-
zione. Quel capo che tratta un
collaboratore in un certo modo
oggi e poi cambia completamen-
te atteggiamento domani nel
trattare l’altro collaboratore, è
senza dubbio in cerca di guai.
Egli sicuramente creerà del ri-
sentimento.

Se invece si pensa e si agisce
in modo da essere sempre coe-
renti ed esserlo nel giusto modo,
la migliore cosa da fare è preoc-
cuparsi prima di tutto di arriva-
re a buone decisioni non affret-
tate, Occorre guardare il pro-
blema da tutti i punti di vista,
raccogliere tutti gli elementi di
fatto e considerare bene i rap-
porti che tra loro esistono. Se
siamo nel giusto alla prima de-

ERRATI
CRITICHE
ED ELOGI

Il primo numero de « L’An-
saldino » ha suscitato molti
elogi e molte critiche. Dicia-
mo subito che le seconde ci
han fatto più piacere dei pri-
mi perchè — tranne pochis-
sime, ispirate da apriorismi
settari — sono espressioni di
un sincero giudizio e di un
vivo interesse.

Desideriamo assicurare i
lettori che terremo conto del-
le loro osservazioni, dei loro
suggerimenti, dei loro deside-
ri. E li esortiamo a continua-
re a scriverci, a telefonarci,
a visitarci, li esortiamo a te-
nere quei contatti con noi, in-
dispensabili a migliorare, nu-
mero per numero, questo fo-
glio che, avendo fin d’ora una
sua caratteristica, non man-
cherà di accentuarla nel fu-
turo.

Necessariamente il primo
numero risentiva di quella ti-
pica soggezione che è propria
dei primi incontri.

Il tempo lavora con noi e
per noi,

Gli Ansaldini si rafforze-
ranno nella convinzione che il
giornale è esclusivamente l’in-
terprete schietto e obiettivo
della loro vita aziendale e dei
loro valori umani. E che lo
sia sempre più dipende esclu-
sivamente da loro.

Ogni forma di collaborazio-
ne è valida per realizzare il
programma con cui siamo
partiti: « L’Ansaldino » è vo-
stro!

a i DI,





cisione, non c’è bisogno di cam-
biare. Per fare ciò occorre pe-
rò, prima di prendere una deci-
sione, guardare al domani. Non
basta costruire una strada per
la necessità di oggi, occorre co-
struirla per la necessità di do-
mani.

La nostra decisione sarà al-
trettanto buona domani, o la
settimana ventura, o il prossimo
mese? Se si dà a qualcuno un
privilegio speciale oggi, come si
comporterà in futuro nei casi
analoghi? Guardare il futuro e
usare un po’ di cervello può sal-
vare da molti errori imbaraz-
zanti.

Se noi mettiamo queste cose
assieme vediamo come già si
delinei un programma per mi-
gliorare le relazioni umane.
Franchezza e coerenza, guarda-
re il problema da tutti i punti di
vista e considerare tutti i fatti.
Guardare al futuro e considera-
re l’effetto delle nostre deci-
sioni.

Alberto Tomasi





3

8$S MILIONI

di ore lavorative

Impostata al Cantiere di Genova-Sestri il 19 gennaio
1952 e varata il 10 maggio 1953, la « Cristoforo Colombo »
misura metri 213,60 in lunghezza massima fuori tutto, metri
191 in lunghezza fra le perpendicolari, metri 27,40 di lar-
ghezza massima fuori ossatura; metri 15,25 di altezza al
ponte di coperta, Stazza lorda circa 29.100° tonnellate, dislo-
camento a pieno carico tonn. 29.950 con immersione media
di metri 9,15, Il volume globale interno di tutti gli spazi
chiusi è di circa 98.580 metri cubi. La costruzione della nave
ha richiesto 8 milioni di ore lavorative.

La potenza complessiva delle due motrici in ordinaria
navigazione a 23 nodi è di circa 35.000 cavalli asse, mentre a
pieno carico l'apparato motore svilupperà circa 50 mila ca-
valli-asse per mantenere la velocità contrattuale di nodi 25,3

Altre caratteristiche:

Centrale del fuoco: 33 zone antincendio con 130 porte
tagliafuoco con 5 chilometri di tubazioni per la pioggia d’ac-
qua a pressione. Tra gli impianti di sicurezza sono da anno-
verare 16 grosse barche in lega leggera d’alluminio mano-
vrate da 8 verricelli, della capacità massima di 2.000 persone
(sulle 1.248 che la nave può ospitare).

Elettricità: Può provvedere al fabbisogno di una città di
100.000 abitanti. Potenza dei generatori: 8.010 KVA. La cen-
trale di emergenza è fornita anche di una batteria da 80
Kw/h di pronto intervento. Complessivamente una rete di
600 Km. di conduttori distribuiti su circa 190 Km, di cavo.

Ospedale: 4 sale due delle quali per malattie infettive,
farmacia, due ambulatori, camera operatoria, gabinetto per
le analisi e per le radioscopie. Può ospitare 60 persone.

Popolazione: Al completo la « Cristoforo Colombo » può
ospitare 1,248 passeggeri divisi in 225 di prima, 320 di classe
cabina e 703 di turistica, oltre i 580 d’equipaggio.

Nelle due foto: prime fasi dell’allestimento











La gioia degli « Ansaldini » al momento del varo



La «Colombo» in bacino

“Tutto il meglio

della tecnica navale,,

Tecnici e maestranze erano impegnati nella prova a «tutta forza» di
giovedì 10 corrente, esattamente un anno e un mese dal varo, mentre la gran
folla di invitati ammirava nei saloni, nelle passeggiate e nei corridoi le più
moderne attrezzature della tecnica navale, seguendo fin dov’era possibile il la-
voro degli ingegneri, degli specializzati, dei falegnami. Non capita spesso tro-
varsi in un cantiere galleggiante con tanta gente sfaccendata curiosa di sapere,
di conoscere il perchè di quello e il per come di quell’altro. Ma erano invitatà
d’eccezione, per quel giorno ospiti dell’Ansaldo, di quella grande famiglia an-
saldina che è ora orgogliosa della nuova creatura pulsante uscita dai suoi Can-
tieri. Ospiti che hanno ricevuto festosamente il saluto del Presidente avv. Fe-
derico De Barbieri bene auspicante alle fortune del grande complesso indu-
striale e della Colombo e del Presidente della Società di Navigazione Italia
ing. Linck per la quale la turbonave è stata costruita.

Ma non soltanto i due Presidenti hanno lodato le attrezzature della neve
can brevi dichiarazioni che hanno voluto sopra tutto suonare elogio a chi per
la nave ha lavorato; abbiamo anche raccolto in lampo-interviste il pensiero di
quanti a bordo hanno una responsabilità, dalla coperta alle macchine, ai servizi
di sala e di cucina, pensiero che di alcuni riportiamo, il più succintamente
possibile. Prendiamo a caso, dalla lunga lista, alcuni nomi:

Capitano ALBERTO BERETTA, comandante d’armamento dell’ANSALDO.
spezzino, di 54 anni. Da 16 anni in servizio con l’Ansaldo. Ha comandato tutte
le navi costruite da allora nei cantieri di Sestri.

Impressioni: Tutto ciò che vi è di meglio nella tecnica navale è su questa
nave, alla quale auguro le migliori fortune,

Ing. LEONARDO PRIANO, coordiinatore dei lavori a bordo, genovese, di
34 anni. Da otto anni all’Allestimento Navi.

Impressioni: Abbiamo battuto un primato: il lavoro è stato compiuto in 13
mesi dal varo. Siamo arrivati a tanto perchè tutti i lavoratori sone amalgamati
e non esiste più confusione tra reparti.

LORENZO CONTI, capo reparto turbine Ansaldo Meccanico, genovese. Ha
69 anni, In servizio all’Ansaldo da 54 anni. Ha cominciato l’apprendistato a 14
anni con la Gio Ansaldo & C. quando c’erano i lumi ad olio

Impressioni: E’ migliore dell’Andrea Doria. Su 50 cuscinetti nessuno si
è surriscaldato,

ANTONIO BAIOCCHI, operaio dell’Ansaldo Allestimento. Ha 51 annî
ed è genovese.

Impressioni: Da 12 anni in qua le migliori navi che ho visto creare qui
a Sestri sono l’Andrea Doria e la Colombo; quest’ultima, secondo me è di
molto superiore.

Cap. COSTANTINO CAORSI, capo sezione Apparati motori al Cantiere
Ansaldo. 46 anni, sampierdarenese. 5

Impressioni: Dopo tanti studi e discussioni costruttive, chi come me ha
lavorato soffrendo per questa creatura che nasceva, non può che rimanerne
affezionato, La Colombo ci dà grande soddisfazione come in questo momen-
to che dalla plancia ci comunicano la velocità sul miglio di 26,386...

Cap. RINO POGGI, direttore di macehina. Anni 57, nato a Montemar-
cello di Spezia. Naviga dal 1916; prima della guerra era in servizio sul Rex
e sul Conte di Savoia. Dopo la guerra sul Biancamano e sull’Andrea Doria;
dal settembre del ’53 all’Allestimento per la Colombo.

Impressioni: In linea di massima l’apparato motore è soddisfacente sal-
vo qualche lieve modifica da apportare. Ottima l’attrezzatura elettrica. Que-
sta prima a « tutta forza » è pienamente riuscita per non essersi presentati
quegli inconvenienti che spesso avvengono, Con la Cristoforo Colombo fe-
sieggio anche il mio 38° anno di servizio nella marina mercantile.

Ing. LUIGI BOZZO dell’Ansaldo e consulente della Soc. Italia, Ha pro-
vato 40-45 navi, quattro nell'ultimo mese e mezzo per un totale di 6-7 mi-
lioni di cavalli.

Impressioni: La Cristoforo Colombo sembra leggermente migliore del-
l’Andrea Doria anche per le modifiche apportate rispetto alla gemella.

BARTOLOMEO STAGNARO, nostromo. di 57 anni, da Riva Trigoso.
Quest'uomo che naviga dall’età di 9 anni è entusiasta della nave.

Impressioni: Meglio di così, non si poteva desiderare. Le scialuppe sono
bellissime e le gru perfette, funzionano ch’è un piacere. I miei dipendenti,
40 marinai, 4 giovinotti di prima, 4 di seconda e tre mozzi sono felici
come me,

EDOARDO RIBATTO, maestro di casa, torinese.

Impressioni: E’ questo il terzo piroscafo che dirigo nella parte a me ri-
servata: Saturnia, Biancamano e Colombo, Le ripostiglierie sono molto con-
fortevoli. Bisognerà ancora sistemare i tavoli nel salone e le tavole di ser-
vizio con criterio più razionale, Le cucine sono quanto di meglio si poteva
desiderare. Cinquanta persone sono alle mie dipendenze nel salone supe—
riore, nel salone da pranzo, ecc. sempre di prima classe. Provengo dai diri-
genti d’albergo.

PRIMO BINI, cuoco, da San Terenzo di Lerici, 58 anni. Ha cominciato
nel 1910 come garzone di cucina sul Ravenna. Proviene dal Biancamano e
dall’Andrea Doria. 3

Impressioni: Con le mie 56 persone lavoro con le migliori cucine oggi
esistenti. Con l’Andrea Doria ho vinto a New York una grande coppa per la
mia ultima creazione: le «tagliatelle all’Andrea Doria ».

— Ci date la ricetta?

Fossi matto! E’ un segreto che ormai appartiene alla nave gemella che
ho lasciato per questa, Sto studiando altre creazioni per la Colombo.

a









29 maggio 1954: La « Cristoforo Colombo » esce per la prima volta in mare aperto per raggiungere il bacino delle Grazie.

ERA TRU NARA ERE RAPPRE PORTOFINO

A TUTTA FORZA: NODI 26,386

Partenza cronometrica. Al-
le 7 meno un minuto, quando
giungiamo trefelati all’imboc-
co della Calata Zingari, ci
rintrona nelle orecchie la vo-
ce tonante del megafono che
ordina: « Togliete lo scalan-
drone! ». Una corsa, il cuore
‘in gola, le gambe che trema-
no: arriviamo appena appena
in tempo. Una breve sosta, un
po’ di respiro. Sono le 7. Si
parte.

A bordo ci sono circa cin-
quecento invitati. La nave si
stacca; il momento è emozio-
nante. Lo sciaquio dei rimor-
chiatori che la condurranno
fuori del porto, dà la prima

. pulsante sensazione di vita al
colosso che si muove lenta-
mente.

Anche per i veterani, anche
per coloro che hanno viag-
giato in lungo e in largo per
i mari, è questo un momento
gonfio di emozione, Una pro-
va è un po’ sempre un’'avven-
tura e un battesimo. La
Cristoforo Colombo farà oggi
le prove a « tutta forza ». Una
nave italiana, un’altra gran-
de nave che, dovrà fornire

al mondo le alte virtù del no-

stro lavoro sì presenta alla ri-
. balta. La prova può essere
una grande vittoria, ma anche
una delusione.
Si parte ormai per il mare
«aperto. I rimorchiatori si so-
‘no staccati e le loro sirene si-
bilano; saluto affettuoso e au-
gurale,
;. 1 35 mila cavalli dei due co-
lossali motori si sono scate-
‘hati e premono vorticosamen-
e sulle 32 tonnellate di bron-
zo delle due gigantesche eli-
che. La Cristoforo Colombo



inizia la sua grande galoppata
iniziale e punta verso l’infi-
nito azzurro del mare quasi
tranquillo sotto il cielo cor-
rucciato di questa bizzarra
primavera. Lo scafo trema ap-
pena e impercettibilmente.
Genova, gremita di case fitte
salienti verso le alture ci sfi-
la davanti come un grande
bizzarro scenario. Bella anche
nel mattino lampeagiante di
sole, di azzurro e di nubi im-
pregnate di luce; commowven-
te sempre per chi narte e per
chi arriva.

Siamo ormai in alto mure.
Una gigantesca onda ribollen-
te segna l’orma del nostro
cammino nell’inifinita distesa
del mare, Lì, sotto il monte, si
stende Camogli; più in alto
San Salvatore, Il grande mu-
so di Portofino sprofonda nel
mare e ha d’intorno i baffi
bianchi delle onde. Ci viene
incontro con raccapricciante
celerità e sembra un mostro
spaventoso,

Il gigante marino cede, ora,
docilissimo, all’azione del ti-
mone; il mostro di Portofino si
scosta. L’altoparlante annun-
cia dalla macchina alla coper-
ta che ì motori pulsano a pie-
no regime. Il funzionamento è
perfetto. Tutto procede nella
più assoluta regolarità.

Sessantamila cavalli impri-
mono ora la loro ciclopica
energia alle assi delle due eli-
che. La nave ha raggiunto il
limite delia sua poderosa for-
za. Ancora un messaggio dal-
la macchina al Comando an-
nuncia che la velocità misu-
rata sulla base Punta Chiap-
pa - Portofino è di nodi 26,386.





n.

Poco dopo sapremo che una
registrazione ha stabilito la
velocità di 27,8.

La Cristoforo Colombo ha
così raggiunto il suo massimo
rendimento. Si è presentata
sulla ribalta del mondo e ha
vinto. E° un’altra grande vit-
toria del lavoro italiano, Gli
«ansaldini » ne possono esse-
re fieri. *

La radio di bordo parla,
frattanto, con tutto il mondo
e lancia un saluto gioioso al-
l’Andrea Doria, la grande ge-
mella che sta uscendo, men-
tre noi incrociamo davanti a
Genova, dal porto di New
York.

GLI OSPITI

Tra gli intervenuti con il
Presidente dell’ Ansaldo avv.
Federico De Barbieri, il vice-
presidente comm. Gennaro,
l'amministraiore delegato ing
Rosini, il direttore generale
ing. Lombardi e i due vicedi-
rettori generali ing. Bandet-
tini e ing. De Vito, c’erano
l'ammiraglio De Pace, coman-
dante del Dipartimento Ma-
rittimo dell'Alto Tirreno, il
Presidente della Società di

Navigazione « Italia » ing.
Linck, il vicepresidente ing.
Rapetti e il capo dei ser-

vizi stampa e propaganda dott.
Bruno Astori; il Console ge-
nerale del Venezuela signor
Roo, il Direttore generale del
Consorzio del Porto sig. De

Negri, l’ing. Soldà direttore
del Registro Navale, mister
Lean direttore dell'American
Bureau of Shipping, mister
Mavor direttore del Lloyd Re-
gister, l’ing. Boyer direttore
del Compartimento ferrovia-
rio, gli armatori Scerni, D’A-
mico e Maresca, due ufficiali
della Missione Venezuelana,

La « Colombo » ha interessato

De Chirico durante una visita alla nave





G

A

"N

È

l'ing. Pizzarello vicedirettore
«él

generale della Finmeccanica,
il dott. Ottolenghi condiretto-
re centrale dell’IRI, il dott. Si-
nisgalli dirigente l’ufficio stam-
pa Finmeccanica, l’avv. Pe-
scia per la Provincia, giorna-
listi dei più importanti quoti-
diani d’Italia e dei grandi set-
timanali.

CU LOTTPPA




anche gli artisti: ecco il pittore










Giro d’obiettivo sulla “Colombo,,

A sinistra, dall’alto in basso: Il ponte lance — un asse porta-
elica — particolare della Cappella.

Sopra: Il Vice Diretore Generale e Capo del Settore Navale,
ing. Alfonso Bandettini, a bordo della nave alla sua prima
uscita dal Cantiere.

Sotto: quattro operai a bordo, Da sinistra: Bernardo Di
Mattei, Giovanni Botta (campione nazionale di pattinaggio
artistico), Giusto Mingozzi e Fernando Saitta.








ra non molto quel comignolo della centrale
di Chivasso, che oggi fuma per opera della
«Geco » americana, fumerà anche per opera

Dalla piallatura la cassa turbina è passata al tornio
verticale per essere alesata e sfacciata. Î due ope-
rai Giuseppe Savio e Felice Turno con i due aiu-
tanti Giacomo Giua e Gino Stefani al momento
dello scambio di consegne fra un turno e l’altro.

di costruzione la seconda sezione da 60.000 kW.
Le nostre maestranze, che costruiscono la mag-
gior parte della centrale, si assicurano così una
nuova fonte di lavoro.

Assicurandosi l’alta tecnica della progettazio-
ne americana si è realizzato già da tempo un
piano di collaborazione i cui frutti cominciano a
maturare. La turbina, del tipo ad azione, costi-
tuita dall’A. P. e dalla B. P. con 21 stadi di espan-
sione, riceve vapore alla temperatura di 482° C e
pressione di 60 Kg/cmq, con ammissione su am-
bedue le mezze casse, inferiore e superiore. Dati
gli elevati livelli di temperatura e pressione del
vapore, la cassa di A.P. è un getto di acciaio le-
gato al cromo-molibdeno, allo. scopo di ottenere
stabilità dimensionale a caldo; la cassa di B.P.

due rotori di A. P. e B.P. sono di acciaio legato
al nickel-cromo-vanadio, uniti fra loro mediante
un accoppiatoio del tipo permanente, Essi appog-
giano su tre cuscinetti a sede sferica, situati il
primo sulla cassa di regolazione ed il secondo e
terzo sulla cassa di B.P.. Il secondo cuscinetto si
trova avvolto nel vapore ed è isolato da opportune
tenute ad acqua. I diaframmi della turbina sono
| del tipo saldato fino al decimo stadio e dall’undi-
E cesimo al ventunesimo stadio sono fusi. Le palette
| mobili vengono ricavate tutte da barre rettan-
(° golari.

Le parti più importanti della centrale sono
in lavorazione. La cassa turbina di alta pressione
è proprio in questi giorni su un importante tornio
E verticale della « Grande meccanica » per le prime
‘operazioni di sgrossatura. Gli operai Giuseppe Sa-
‘vio, Felice Turno, Giacomo Giua, Gino Stefani
— che, anche se giovani, tante prove di abilità









































invece, a doppio flusso, è in struttura saldata. I

hanno già dato — sono stati prescelti ad eseguire
un così importante lavoro. .Nel giorno in cui nella
« Sala prove turbine » potranno assistere alla mes-
sa in marcia del più importante gruppo turboal-
ternatore d’Italia, saranno certamente soddisfatti

I mezzi ausiliari che sono richiesti nella la-
vorazione di turbine così importanti sono eccezio-
nalmente rigorosi e il Meccanico, che pure ha in
tutti i tempi risposto alle più moderne esigenze,
non era finora attrezzato per far fronte ad essi.

Nelle turbine Ansaldo-Geco sono particolar-
mente importanti i rotori che, muniti di palette,
sotto l’azione del vapore girano a velocità verti-
ginose. Sono organi pericolosi e sulla cui integrità
ed efficienza bisogna avere una assoluta sicurezza.
Si tratta di pezzi fucinati, intorno ad un metro di



La nuova attrezzatura del
Meccanico per la lavorazione
delle turbine è la più moderna
e la più efficiente oggi in
uso nell’ industria italiana.



diametro, che compiono circa 3.000 giri al minuto
primo. Durante la loro produzione nelle acciaie-
rie vengono sottoposti ad accurati trattamenti ter-
mici che migliorano la qualità dell’acciaio legato
di cui sono composti. Ma ciò non basta. Occorre
essere sicuri che sotto l’azione del vapore a qua-
si 500° C durante il funzionamento della turbina
non subiscano alcuna sia pure piccolissima defor-
mazione. Se ciò avvenisse si verificherebbe uno
sbilanciamento del rotore con eccessive vibrazio-

7

ENTRRALE A CHIVASSO

ni che potrebbero provocare seri inconvenienti.
Per misurare se si deforma (e di quanto eventual-
mente si deforma) il rotore nelle reali condizioni
di funzionamento sotto l’azione del calore, è stato
costruito recentemente un apposito moderno forno
elettrico combinato con un tornio che sorregge
sulle due estremità il rotore stesso e lo fa girare
lentamente nel forno. Quest'ultimo è dotato di
numerosi strumenti di precisione per la misura-
zione delle temperature e celle eventuali defor-
mazioni che il rotore potrebbe presentare.
Nessuna azienda italiana possiede ancora un
forno così moderno ed una attrezzatura così raf-
finata e questo è un altro primato del Meccanico.



Diaframma del secondo stadio di espansione di tur-
bina da 60.000 kW. del tipo saldato con ponti ra-
diali di collegamento. L’operaio Ippolito Marenghi
esegue il taglio di fiamma delle aperture ingresso
vapore. La scelta e la messa a punto di questo mo-
derno sistema di lavorazione, rispetto alla fresatura
come prima si praticava, ha fatto risparmiare molte
giernate rendendo così molto più economica la la-
vorazione



Dentro a questo forno, appositamente costruito e combinato con un tornio, si fa lentamente girare il rotore

per controllare e misurare le deformazioni che esso eventualmente subisca sotto l’azione del calore. Il forno

è dotato di numerosi strumenti di misurazione. Quando il rotore abbia superato questa « prova del fuoco »,
si può essere certi del suo perfetto funzionamento.



ùm.

ie i



È



AL MUGGIANO

Sta sorgendo, in località Ruffino, a
spese della Cassa Mutua dell’« An-
saldo » Muggiano, un ambulatorio
per la prevenzione e cura Gi even-
tuali malattie del personale dipen-
dente del Cantiere navale.

La costruzione, a un piano, men-
tre parte sarà utilizzata a giardino e

a ingresso, la restante verrà occupa-
ta dall'opera che avrà tutti i requi-
siti per un perfetto isolamento: ter-
mico, acustico, igroscopico, grazie a
un materiale edilizio composto da
pomice e cemento,

L’ambulatorio sarà dotato di un
seriografo, per le radiografie in se-
rie; di uno schermografo per l’esame
a vista del corpo umano; di un au-
diometro, per il controllo della ca-
pacità dell’udito; e di una poltrona
odontoiatrica, completa di speciale
supporto radioscopico per la radio-
grafia della cavità orale.

Si potranno disimpegnare dalle
duecento alle duecentocinquanta vi-

‘ site giornaliere con la scrupolosità

che è premessa dall’ottima prepara-
zione del personale medico.

Le sale d’attesa avranno, per l’ap-
punto, annessi due spogliatoi che
consentiranno, nel corso della gior-
nata, un notevole risparmio di tem-
po al medico e al paziente.

Le tre sale d’attesa del piano ter-
reno, faranno capo alle sale di: me-
dicina generale, radiografia e radio-
scopia, oculistica, che, con i tre lo-
cali adibiti a direzione e ammini-
strazione, completeranno il primo
blocco dei nove vani. Al piano supe-
riore si affaccia un’ampia terrazza;
internamente, due sale d’attesa, una
intervallata tra le specialità di te-
rapia fisica ripartita in: aereosol te-
rapia, forni Bajer, marconiterapia,
e la specialità di otorinolaringoia-
tria; l’altra, sarà la sala di attesa
per il reparto di odontoiatria; i va-
ni suddetti, .con i tre (più due dei
servizi) destinati al guardiano, com-
pleteranno il secondo blocco dei die-
ci vani. Un totale di ventun vani,
modernamente attrezzati di stru-
menti tra i più perfetti nel campo
della elettrodiagnostica, consenti-
ranno un sollecito e sicuro metodo
di cura preventiva, di cui anche il
servizio mutualistico della Provin-
cia si avvantaggerà, decentrando
verso questo nuovo centro di assi-
stenza anche i familiari dei dipen-
denti.

Un cenno al moderno apparecchio,
di cui sarà dotata la sala di radio-
grafia dell’ambulatorio, servirà a
mettere in rilievo la utilità di que-
sto « Medio D 500 » che, accoppiato

Il nuovo ambulatorio

al seriografo « Explorator », per-
metterà l'esame semestrale di tutti i
duemilasettecento dipendenti.

Lo stanziamento di 50 milioni co-
me preventivo di spesa è garanzia di
un buon lavoro,

Vogliamo ricordare, nelle specifi-
che attribuzioni e competenze di cia-



seuno, i nomi del rag, Carlo Traver-
sa, presidente della Cassa mutua a-
ziendale dei cantieri Ansaldo Mug-
giano e Dirigente Amministrativo:
Vittorio Zangani, amministratore
delegato della Mutua aziendale e îl
geometra Nereo Rognini, i quali
hanno dato vita a questa ope:a uma-
nitaria.

CORSI E CONFERENZE

el quadro delle direttive e dei
{programmi della nostra Società

una grande importanza hanno le
iniziative intese a migliorare e ad
integrare le conoscenze sia profes-
sionali che generali di tutto il per-
sonale. Queste iniziative possono es-
sere classificate in due categorie:
corsi di istruzione professionale e
corsi di conferenze di cultura e di
aggiornamento,

Per quanto riguarda la prima il
quadro dell’attuale attività si pre-
senta come segue:

Corso per disegnatori meccanici.

Presso lo Stabilimento Meccanico
tale corso si sta svolgendo per la
terza volta. Gli allievi sono stati
scelti fra gli operai di tutti gli sta-
bilimenti sociali in possesso di ti-
tolo di studio di scuola media supe-
riore. Dai precedenti due corsi sono
usciti ventiquattro disegnatori par-
ticolaristi ben istruiti ed addestra-
ti, i quali, promossi impiegati, sono
stati immessi negli uffici studi.

Corso per operatori montatori ester-
ni di motori Diesel.

Se ne sono già avute due sessioni
presso il Meccanico ed è in prepa-
razione una terza per ispettori ai
montaggi esterni di motori Diesel.
Il corso ha lo scopo di insegnare (e
rammentare) ai montatori esterni
molte nozioni riguardanti la costru-
zione navale, le sistemazioni, gli ac-
cessori ed ausiliari di bordo, le nor-
me per le prove a mare, la manu-
tenzione dei motori e l’assistenza
tecnica ai clienti.

Corso per operai montatori di tur-
bine a vapore.

Si è avuta già una sessione di
questo corso presso il Meccanico,
con lo scopo di insegnare pratica-
mente le norme di un montaggio di
particolari caratteristiche, che ri-
chiede una notevole varietà di ac-
corgimenti. Un secondo corso sarà
iniziato entro il corrente anno.



1

Il Cav. Elvio Filippini,
Capo dell'Ufficio Studi del
MEF, da noì intervistato
sul numero di locomotive e

locomotori costruiti dal-
l’Ansaldo, così cì ha rispo-
sto:

« Dal 1854, dalla ormai
famosa « Sampierdarena »
alle attuali modernissime
locomotive a vapore for-
nite alla Grecia, l’Ansaldo
ha costruito 1.587 tra lo-
comotive a vapore e lo-
comotori elettrici. Di que-
sti ultimi 158 a corrente
continua e 70 a corrente
alternata.

Ed ecco in breve alcuni
interessanti dati indicati-
vi:

Potenza - La somma del-
le potenze normali di tut-
te le locomotive in HP è
di 1.600.000 che corrispon-





INTERVISTE - LAMPO |

LOCOMOTIVE E LOCOMOTORI

de a quella di 32 transa-
tlantici del tipo della gran-
de turbonave Cristoforo
Colombo.

Peso - Il peso a vuoto
complessivo ammonta a
ben 101.200 tonn. corri-
spondenti al totale disloca-
mento a pieno carico di
tutti i seì piroscafi del tipo
Marco Polo, in servizio di
linea delle due Americhe.

Tubature - I tubì bolli-
torì che sono stati montati
sulle caldaie, posti in fila,
andrebbero da Genova a
"faranto.

Se tutti ì locomotori e
le locomotive da noi co-
struite formassero un con-
voglio questo occuperebbe
il binario da Genova ad
Arenzano, cioè circa 23
Km. ».





Corso per preventivisti di
tecnico-commerciale.

ufficio

Sempre presso lo Stabilimento
Meccanico si sta svolgendo un corso
per preventivisti. Gli allievi, operai
ed impiegati, posseggono determina-
ti titoli di studio, ed i più idonei
sono stati scelti da una commissione
esaminatrice. Poichè la funzione del
preventivista è molto delicata gli al-
lievi vengono istruiti con partico-
lare cura.



*

La seconda categoria di corsi ri-
guarda:

Corsì dì lingua inglese.

Hanno lo scopo di migliorare le
conoscenze del personale in un cam-
po in cui si riscontrano dannose de-
ficienze e che invece, dato lo svilup-
po dei nostri contatti con l’estero,
richiede una particolare attenzione.
I corsi di inglese sono stati istituiti
verso la fine dell’anno scorso, a cu-
ra e spese dell’Ansaldo, Vi è stato
ammesso, a richiesta, il personale
che ha attitudini e mansioni tali da
giustificare una sua maggiore istru-
zione in merito. I corsi, divisi in tre
gradi con un totale di quaranta
partecipanti, hanno avuto inizio il
1° dicembre dello scorso anno e ter-
minano con il prossimo mese di lu-
glio, Le lezioni sono tenute dal prof.
B. Sinha, dell’Università di Genova.

Conferenze per ingegneri.

Sono attualmente in corso ed han-
no lo scopo di integrare le nozioni
tecnico-professionali con argomenti
indispensabili per una più completa
visione dell'azienda nel suo com-
plesso. Ogni ciclo comprende nove
conferenze così suddivise: quattro
sulla contabilità industriale, tenute
dal Vice Direttore Centrale Dr. Ra-
va; quattro sulle modalità di retri-
buzione della mano d’opera, la mi-
sura del lavoro, le tariffe di cottimo,
l’organizzazione scientifica del lavo-
ro, tenute dall’ing. De Thierry; una
sui problemi sindacali e della con-



trattazione collettiva, tenuta dal Di- :

rettore Centrale Ing. Zirilli.

Le conferenze per ingegneri, oltre |

alla loro importanza specifica, han-
no dato modo ai partecipanti di.co-
noscere personalmente il Direttore
Generale, di conoscersi fra loro e
conoscere i relatori, con vantaggio
per le relazioni che intercorrono tra
i vari uffici degli stabilimenti e tra
questi e la Direzione Generale.

I corsi hanno dimostrato che il
personale ha forte desiderio di im-
parare e di avvalersi di adatte pub-
blicazioni, ed hanno ottenuto anche
lo scopo di suscitare l'emulazione e
il desiderio di migliorare la propria
condizione morale ed economica.



BERLITZ
L'ENSGIUSESBESSITIE RUE

Xx

Eccoci. come promesso nel primo numero
de “|'ANSALDINO”' ad informare gli
appartenenti all’ Ansaldo sugli speciali sconti
loro zoncessi
per singoli partecipanti ai corsi
sconto 15°),
per partecipanti a lezioni individuali
scento 109),
Ulteriori sconti saranno praticati a gruppi di
8.10 persone. Detti sconti sono estesi a tutti
i familiari degli ansaldini.
Sono in preparazione corsi estivi, con
inizio 25 luglio.

Attività turistica 1954
Viaggio e permanenza a Londra (complessivamente 10 |.
giorni) a scopo didattico. Quota di partecipazione
L. 42.000. Iscrizioni entro il 2 luglio. Facilitazioni
rateali agli ansaldini e famiglie. h
Per qualsiasi informazione rivolgersi:
Via Roma 6, Berlitz U. |. - Tel. 580.042 |















































































o avevamo cercato a casa ma ci hanno detto
di andare nella sua officina di modelli, e là
i lo abbiamo trovato al lavoro intorno ad uno
scafo di legno in miniatura. Non dimostra dav-
“vero i suoi 73 anni Erasmo Patrone, col suo in-
credere sicuro e lo sguardo fermo ed attento, mal-
“grado porti sulle spalle una vita di tenace lavo-
‘ro iniziata all’età di undici anni.

Eravamo infatti nel 1892 quando egli entrò
© come «garzonetto » ai Cantieri Ansaldo di Sestri;
quei Cantieri che per
tanta parte avevano
già toccato la vita
della sua famiglia e
dovevano in seguito
così da vicino segui-
re Ja sua. sia diretta-
‘ mente sia indiretta-
— mente. Abbiamo co-
© minciato a parlare
‘ del padre, Giacomo,
che lavorava al Can-
liere di Sestri come
calafato e all'occor-
renza prestava la sua
opera di pompiere, e
dello zio Sig. Cosso
pure dipendente del
Cantiere in qualità.
di capo-calafato, e
su questa traccia
molti ricordi inte.
ressanti sono venuti alla luce, a cominciare
dall'epoca di Mastro Lorenzo Bianchi che ne fu
il proprietario prima dei Cadenaccio.

Mastro Bianchi veniva dai Cantieri della Fo-
ce dove aveva imparato la più perfetta tecnica
in falto di costruzioni navali in legno, tanto da
diventare grazie anche alia straordinaria abilità
personale, uno dei più rinomati costruttori « abi-
litati con Regie Patenti». Chissà quali ragioni lo
indussero a cedere il cantiere ai Cadenaccio (pro-
venienti da Loano) dato che proprio in quegli
anni il passaggio della Ferrovia da Genova a Vol-
tri aveva di molto facilitato l’approvvigionamen-
to del legname! E° indubbiamente merito di Ma-
stro Bianchi, che continuò a dare in un primo
tempo, la sua collaborazione tecnica ai Cadenac-
cio, se questi poterono impegnarsi nella difficile
costruzione del «Cosmos, la meraviglia del 1865.
Questo veliero, era l’ultimo grido in fatto di co-
struzioni navali: tutto in rovere e quercia imper-
niato e inchiodato di rame rosso con finimenti di
teak. con un’alberatura che, essendo fornita di
‘ manovre in ferro, segnava un decisivo passo avanti
sui sistemi dell’epoca. Armatori del « Cosmos» (se
ne parlava allora ogni giorno, in famiglia) furono
‘i F.lli Frassinetti che poterono affrontare l'enorme
spesa in grazia dei proventi della vecchia e famo-
sa «Sciamada » (forno di torte e farinate). I Ca-
denaccio furono creati cavalieri proprio per i!
successo del «Cosmos ».!

Preso lo slancio e grazie al fluire delle ordi-
nazioni, il cantiere assunse una incredibile altivi-
tà tanto da varare anche 40 bastimenti in un anno!
Epoca d’oro, in cui tutti lavoravano per « Cade-
naccio », come si diceva nel ponente, e che s'avviò
al declino solo verso il 1878-79 quando fu tentata
una parziale trasformazione dal legno al ferro: oc-
correrebbe ricordare che i Cadenaccio costruirono
una nave tutta in ferro, il rimorchiatore « Sestri ».
A questo proposito Erasmo Patrone ci dice
di aver letto con stupore l’affermazione di un tec-
nico inglese secondo cui gli artieri in legno non
furono mai utilizzati nelle costruzioni in ferro: a
Sestri ciò non accadde! Le vecchie maestranze
dei cantieri di Sestri furono tutte ottimamente ufi-
lizzate nelle nuove costruzioni: la lavorazione delle
ordinate si conosceva già dal tempo in cui furono
costruite da Westermann le navi composite, cioè
con ordinate in ferro e fasciame in legno. Così la
iegatura delle lamiere. I tracciatori, nerbo della
avorazione in ferro, furono tratti dalle sale a trac_
ciare dei vari cantieri, mentre per la ribaditura
e il calafataggio furono utilizzati i vecchi chioda-
tori e calafati in legno.

Tra i ricordi più vivi dei primi anni del can-
tiere Ansaldo, ci è venuto incontro quello.d un asi-
nello che suppliva alla mancanza di qualsiasi at-
trezzatura meccanica per il trasporto di travi 0
lamiere. Il paziente animale, che apparteneva ad
i un villico di Borzoli, era preso in affitto a gior-
. nata e lavorava nel cantiere chiamato ora dall’uno
è ora dall’altro per trainare, con un carretto i vari
carichi. Pare anche che, al suono della sirena di
‘ mezzogiorno, si avviasse sicuro alla sua mangia-
‘toia nel solito angolo, mentre la sera se ne tornava
col padrone in quel di Borzoli. Dopo di lui venne
«un verricello azionato da una caldaia mobile su
“rotaie e fu quello l’unico mezzo di spostamento e
sollevamento del materiale per le navi in costru-





zione, per molti anni, e con esso si costruì quella
che, a parere del Patrone, fu la prima nave in ferro
costruita dall’Ansaldo il cui varo precedette quel-
lo dela Salvatore Ciampa »: la « Caterina Accame »
varata nel 1890. Il Patrone allora sui nove amni,
ricorda di essere salito a bordo e d’aver assistito
al fervore del lavoro per il varo. Assieme alla
«Caterina Accame» stava sullo scalo il pontone
«Polcevera » sul quale si sviluppò un incendio che
fu domato appunto dall'intervento del calafato-
pompiere Giacomo Patrone.

Ma i ricordi di quegli anni in cui il cantiere
confinava col vecchio cimitero (per la precisione,



Erasmo Patrone, il modellista
che ha riprodotto in’ miniatura
tutte le navi costruite dall’ An-
saldo, ricorda i tempi in cui
il Cantiere di Sestri confinava
con il cimitero dei colerosi.



la poppa delle navi in costruzione gettava la sua
ombra sulle tombe dei colerosi) sono molti, troppi,
e noi cerchiamo nel loro fluire di fermare i più
significativi.

Negli anni intorno al 1892 furono varate due
golette a gabbiola ordinate da un certo Negrotto
che, in seguito a certi dissesti, non ne ritirò che
una: la seconda fu poi venduta nel Sud-Americu
e munita di apparato motore. Una delle macchine,
mentre veniva issata a bordo, cadde sulla sabbia
ma restò indenne.

Nel 1899 Ferdinando Maria Perrone riuscì con
una sua missione nella capitale ottomana, a scal-
zare l’inamovibile monopolio inglese ed a farsi
affidare il rimodernamento di due navi da guerra
nel porto di Istambul. Furono moltissimi gli operai
ed i tecnici che parteciparono a questi lavori du-
rati ‘alcuni anni, e tra gli altri si ricorda il Baffi.
go e il Gamba.

A FLOTTA TASCABILE

Lasciati i cantieri dopo pochi anni, il Pa-
trone si trasferì all’Odero e si mise a studiare
seralmente, fino a diplomarsi macchinista nava-
le nel 1905; ritornato all’Ansaldo nel 1907 ci re-
stò fino al 1924.

I ricordi di quest’ultimo periodo sono anch'es-
si foltissimi seppur meno suggestivi.

Nel 1813 missione, in qualità di capo-montato_
re, a Castellammare di Stabia per i lavori di com-
pletamento della corazzata « Duilfo» lavori assai
complessi per gli assi delle eliche, le caldaie e le
853 prese d’acqua, tanto da meritare l'apprezzamen-
to di tutti i tecnici.

Poi venne il transatlantico dello stesso nome
che, varato nel 1916, fu usato negli anni della prima
guerra mondiale come magazzino galleggiante, fin-
chè fu approntato nel 1923 per la N.G.I. Patrone fu
alle prove di macchina di quello che era allora un
vero gioiello della produzione navale e rimase a
bordo come macchinista di garanzia: vivo è il ri-
cordo degli entusiastici elogi di tutti per quella
superba realizzazione.

Ma la vita di Frasmo Patrone non doveva scin-
dersi da quella dell’Ansaldo neanche dopo il suo
ritiro dalla stessa nel 1924, per dedicarsi alla pro-
pria ditta di modelli navali, che iniziò la sua atti-
vità nel 1919 con il modello del piroscafo « Orazio »
costruito dall'Ansaldo per la N.G.I.

Mentre i moderni ribattitori e calafati in ferro
ponevano sullo scalo le lamiere delle barche più
diverse, questo vecchio «garzonetto » figlio di ca-
lafati in legno continuava a lavorare i modellini
di quelle stesse navi riprodotte in scala minore.
Intorno al 1936 egli fornì all'Ansaldo quello che ei
piacerebbe definire « l’album di famiglia ». Si trat-
tava dei modelli in scala di tutte le navi, dal pon-
tone al «Rex», costruite dai cantieri Ansaldo in
tutta la loro attività: una formidabile flotta sfi-
lava davanti agli occhi in uno spettacolo contem_
poraneamente grazioso, convincente e toccanfe.
Questo «album vivente» esiste ancora, anche se
menomato di qualche pezzo, al Cantiere di Sestri.

Ma a questo punto ci siamo ricordati che lo
spazio a nostra disposizione è molto limitato e che
il direttore ci aveva raccomandato: «tre cartelle
non di più!»; e abbiamo lasciato Erasmo Patrone
con una forte stretta di mano. Lo abbiamo lasciato
al suo lavoro attorno allo scafo, guarda caso!, del-
la « Cristoforo Colombo ».

L. B.























= ai aa a È È 7
DA UN VEGGRIO ALBUM |

1 E

1 '

5 E

9 Un veliero in costruzione a Sestri nel 1890

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I







MINI
©&3 alcune vedute dello stato dei lavori

durante la fase di allestimento & suggestiva

immagine del castello di prora & la turbo-

nave entra in bacino di carenaggio alle Grazie

6 la “Cristoforo Colombo” sullo scalo

del Cantiere Navale di Sestri, prima del varo.



















i
i
È







«macchina per scrivere.

Il primo modello della macchi-
na per scrivere « Remington »

Wa « Lexicon » alla bruna,
una « Olivetti » alla bionda,
una « Remington » alla rossa,
e alle otto în punto il via. Un
mondo di tasti sventaglianti,
e di carta carbone, e di veli-
ne; e lo squillo del carrello
al termine della corsa per ri-
destare i sogni, i vostri, datti-
lografe, fragili e leggeri come
cuori di carta, nel vento del
mattino.

La storia che vi riguarda
comincia per l’appunto in un
mattino, un lontano mattino
del 1874,

Voglio raccontarvela, Un di-
stinto signore, americano di
nascita, bussa alla porta dei
fratelli Remington, moti ar-
maioli della città. Ha un ap-
puntamento per via d’un cer-
to modello di sua invenzione.
Lui si chiama Cristopher Sho-
les, e lei, «l'invenzione »,
Può
sembrare strano che degli ar-
maioli potessero prendere in
considerazione un oggetto così
innocente, eppure furono pro-
prio i Remington, quelli delle
carabine falciatrici di pelliros-
se, per intenderci, che davanti

al modello di Sholes si gratta-

rono il mento interessati. Non
che l’aggeggio avesse una li-
nea particolare, moderna e
aerodinamica, tutt'altro, non
ispirava proprio niente dalle
forme esteriori che ricordava-

Dattilografe

no quelle della vecchia mac-
china da cucire. Pensate che
un curiosissimo pedale per-
metteva, azionandolo, il ri-
torno del carrello, I tasti, non
ne parliamo, durissimi alla
pressione richiedevano una
notevole forza fisica dall’ope-
ratrice, che poveretta, dopo
qualche mese di quell’eserci-
zio, si doveva trovare sotto
pelle certi muscoli di dubbia
grazia muliebre.

I Remington capirono che
la macchina avrebbe avuto un
avvenire, e rimandarono il si-
gnor Sholes pieno di speranze.
E mantennero la promessa;
non era passato neppure un
anno che un certo numero di
macchine da scrivere era già
pronto ad essere immesso nel
commercio. E con esse, al-
trettante dattilografe, robuste
e allenate alla perfezione,
pronte a vincere l’armato scet-
ticismo dell’opinione pubblica.

Perchè uomini d’affari, im-
piegati, commercianti ostaco-
lassero il battesimo della mac-
china da scrivere sì spiega. I
primi ne facevano una que-
stione di prezzo. La macchi-
na costava 125 dollari, men-
tre il pennino d’acciaio costa-
va coltanto un cents, Il mondo
letterario, commerciale, epi-
stolare dell’800 ruotava sulla
punta d’acciaio dell'economico
pennino che l’avvento della
macchina da scrivere doveva
far scomparire.

La classe impiegatizia e in
genere tutti coloro che si gua-
dagnavano il pane, trascriven-
do e ricopiando dei testi alla
velocità di 15 parole al mi-
nuto - come gli indimenticabi-
li Bouvard e Pécuchet dell’o-
monimo romanzo di Flaubert
- erano contro la macchi-
na perchè temevano di perde-
re il posto, Anche persone in-
telligenti e argute come lo
scrittore Mark Twain si ver-
gognavano di confessare di
possedere una macchina da
scrivere, che adoperavano in
gran segreto. Sembra che la
prima opera letteraria datti-
loscritta sia stata « Life on the
Missisipi », del citato Mark
Twain, il quale chiese all’edi-
tore di non divulgare la no-



La signorina Marisa Giorgi

tizia che certamente avrebbe
suscitato uno scandalo.

Nei primi sette anni si ven-
dettero appena 1200 macchi-
ne, e altrettante dattilografe
trovarono lavoro senza che,
come si temeva, altrettanti
impiegati amanuensi perdesse-
ro iîl loro. Voglio invece rac-
contarvi, come esempio, il be-
ne che la macchina fece a

Frank Mc Gurrin, suo giurato
nemico.

Il signor Mc Gurrin lavo-
rava in un ufficio legale. Il
suo principale,

che amava

To passò all’azione e da que-

sta al successo. In capo a
poco tempo — come un vir-
tuoso pianista — il nostro

Frank era capace di far scor-
rere le sue dieci dita sulla
macchina guardundo fuori
dalla finestra. In breve con
quel sistema raggiunse la no-
tevole velocità di 90 parole
il minuto, considerando che
le tastiere d’allora erano pe-
santi e rigide alla pressione!
Un record e un brevetto.

Il principale di Frank fece
brevettare il sistema, noto



La signorina Amalia Rispoli

scherzare e conosceva il suo

pollo, si divertiva spesso a
toccarlo nel suo punto debo-

le. Il signor Frank, infatti,
non poteva sopportare l’idea
che una donna potesse supe-
rarlo in qualche cosa, il suo
orgoglio : di maschio ne wve-
niva acerbamente scosso tan-
to da mandarlo in bestia. Il
suo principale un giorno lo
chiama e gli dice: « Ho visto
l’altro giorno una dattilografa
capace di scrivere a macchina
guardando fuori della fine-
stra ». Poi accese un sigaro e
guardò dritto. negli occhi il
suo dipendente. Frank diventò
rosso, poi viola, infine grigio
come un topo. Premetto che
anche nell’ufficio di Frank, le
macchine da scrivere erano
già state introdotte dal disin-
volto principale, il quale ave-
va concesso un aumento di
stipendio al nominato Frank
per premiarlo di avere ab-
bracciata la causa della mac-
china da scrivere con tanto
puntiglioso zelo da essere in
breve il miglior dattilografo
dell’ufficio.

Scherzava il principale e
voleva far infuriare il dipen-
dente, Ma il nostro giovanot-
to quella volta non sbottò. Se
ne andò via mogio mogio, ri-
muginando un’idea ancora in-
certa. Ma pensa e ripensa la
cosa si andava sempre più
chiarendo nella sua mente.
Infatti — rifletteva — come
un pianista è capace di suona-
re il suo strumento senza
guardare la tastiera, perchè la
conosce a memoria, altrettan-
to deve essere possibile farlo
con la tastiera della macchi-
na da scrivere. E dal pensie-

nel mondo come « Metodo del-
le dieci dita o Mc Gurrin » dal
nome del giovanotto che non
ammetteva di farsi superare
in nulla dalle donne.

La breve avveniura della
macchina da scrivere è finita.
Resta ancora una piccola 0s-
servazione da fare. Grazie ad
essa, la donna è entrata nella
vita del lavoro organizzato a
fianco dell’uomo e vi ha con-
quistato jl suo diritto all’in-
dipendenza economica.

Franco Guadagnini








il mondo




Y Sd
&

( ag


nei francobolli





Quanto abbiamo detto nel
primo numero risvegliato
molte persone e tutte hanno ti-
midamente, come in confessio-
ne, press’a poco detto così: Io
da ragazzo avevo... ma poi l’ho
abbandonata. A chi vuol ritor-
nare, perciò, è dedicato questo
scritto,
Raccogliere

ha

francobolli di

tutto il mondo non significa
fare una collezione mondiale.
Scegliete uno, due, tre Stati

(quelli europei sono consiglia-
bili perchè più facilmente si
possono avere i francobolli) e
trattenetene tutti gli esempla-
ri, mentre i pezzi degli Stati che
non interessano potranno ser-
vire per i cambi onde aumen-
tare la vostra collezione.

I cambi tra collezionisti ven-
gono effettuati sulla base del
catalogo che quota francobolli
‘allo stato nuovo ed usati. Il ca-
talogo maggiormente consulta-



to in Europa è l’« Yvert e
Tellier » francese, facilmente
ottenibile dai negozianti di

francobolli ed un esemplare del
quale è a disposizione di tutti
‘alla Sezione Filatelica del no-
stro CRAL.

La collezione deve essere si-

stemata in ordine cronologico
di emissione delle serie, indica-
te dal catalogo, su appositi
albums, Esistono molti tipi di
albums, tuttavia la soluzione
più vantaggiosa, sia dal lato
economico che dal lato presen-
tazione, è quella dei fogli qua-
drettati oppure dei fogli con le
varie iscrizioni ed i quadrati-
ini già stampati pronti a rice-
vere il francobollo, La collezio-
ne può essere composta di fran-
cobolli nuovi e di francobolli
usati: nel secondo caso è più
facile perchè i pezzi usati cir-
colano, nei cambi, più spesso
che non i nuovi.
Il francobollo va applicato al-
l’album con apposite linguelle,
senza usare taschine o altro ma-
teriale che imprigioni il franco-
bollo il quale, al pari di noi
mortali, ha bisogno di respi-
rare per mantenere la sua fre-
schezza e non di essere soffo-
cato.



CERVETTI.
ì A



La signorina Maria Avilia





Il Presidente del Consiglio visita lo «stand» dell'Ansaldo all'Esposizione
Intern. della Navigazione a Napoli, ricevuto dal V.Direttore centrale dr. Bima

a Ì

Il 20 maggio si sono brillantemente concluse le prove della turbocisterna |

«FRISCO » di 18.500 T.D.W., costruita nel Cantiere del Muggiano per la « Pe- |

troltankers » di Genova. La nave ha raggiunto, a pieno carico. la velocità di |
Na 7

416,6 miglia all'ora. Nella foto, un ardito scorcio di scale nel locale macchine...

La Chimofilm di Genova ha girato un documentario a colori alla Stazione Raggi del Meccanico. Ecco la macchina da presa puntata sul « Maxitron »





FITONE ARRIAT

TRITO TISANA ATI RI RENT

PANORAMA



ORDINAZIONI
VACQUISITE
Ecco alcune ordinazioni ac-
quisite dal 21 maggio al 5
giugno:

Per la « Motomeccanica » di
Milano: 300 tamburi freno in
ghisa; 180 distanziali per mo-

tori; 300 supporti per motori

(importo L. I. 250.000 - ore
lavorative 1.200). Per la « Sol-
vay» di Rosignano: 6 corpi
centrali di pistone in bronzo
_ (importo L. 2.009.000 - ore la-
vorative 300). Per la « Fiat »
di Torino: 45 Jlingottiere in
&hisa ematite ,(importo L.
18.000.000. - ore lavorative
2.000). Per le « Officine Mec-
caniche della Melara » di La
Spezia: 200 carters in ghisa G.
26 (importo L. 6.000.000 - ore
lavorative 2.600). Per la
« Franco Tosi » di Legnano: 4
eliche monoblocco a quattro
| pale in bronzo al manganese
(importo L. 12.009.000 - ore
lavorative 2.800).

‘Queste ordinazioni sono
particclarmente significative
per l’importanza delle ditte
committenti, più che per la
loro entità.

CON SE

Nel mese di o sono
stati spediti e consegnati ai
clienti i seguenti prodotti fi-
niti:

Due locomotive tino 2-10-2,
che sono andate a raggiunge-
| re le precedenti già in prova
con nostro personale sull’im-
pegnativo percorso Atene-Pi-
reo; una betoniera della ca-
pacità di 3 me.; 500 tamburi
per freno di automezzi per la
« Fergat » di Torino; 24 ca-
| micie in ghisa ner motori ma-
rini per la « Fiat»; 10 guar-
niture per cilindri di appog-
gio per treno di laminazione
per la « Cornigliano» (peso
complessivo 65 tonn.).

EGNE

































La saldatura

dell'acciaio inossidabile
Sono stati accuistati, e so-
no già in funzione presso il
Ferroviario, quattro gruppi
di macchine della. « Soudure
. ‘Electrique Tanmueninti per
la saldatura delle quindici
carozze letto in acciaio inos-
sidabile, di prossima costru-
ziorie.

La saldatura a punti del-
l'acciaio inossidabile 18 cro-
mo 8 nichel, deve essere ef-
fettuata in tempi molto brevi,
per evitare la precipitazione
dei carburi di cromo e quindi
‘la perdita dell’inossidabilità.
La precipitazione dei carburi
di cromo può essere attenua-
ta quando esistano nel mate-
riale percentuali di titanio o
di niobio, perchè tali metalli
si combinano con il carbonio
più facilmente del cromo e
quindi si formano prima car-
buri di titanio o di niobio. Si
. hanno così gli acciai stabi-
lizzati al Ti e al Nb, Ciò no-
_ nostante la necessità di tem-
pi brevi nella saldatura a
punti è importante anche per
gli acciai comuni, perchè oc-
| corre una determinata quan-

22 FERROVIA

tità di calore che formi la fu-
sione della zona messa a con

catto, senza surriscalaare fi
materiale, I fattori pringipa-
li di tali fusioni sono: pres-
sione sugli elettrodi, intensi-
tà di corrente e temro di pas-
saggio della corrente.

Le moderne macc ac-
Quistate sono dotate di inter-
ruttori elettronici e rerdono
possibile il passagcio di cor-
rente in tempo breve e sem-





ine





pre del medesimo valore. Si
pesseno ottenera tempi da
1/50 fino a 1/100 gi ser ondo,
e ciò non potrebbe ver arsi
con i teleruttori norm Vi

è un tiratrone (triodo £
so) riscaldando il filamento
del cuale si ottiene un passag-
gio di corrente che viene re-
solato dalla griglia e utilizza-
to per riscaldare l’igniter di
uno sveciale raddrizzatore a
mercurio (ignitrone). Gli i-
gnitroni sono inseriti sul pri-
mario del trasformatore e al-









lorchè vi è passaggio di cor-
rente i! secondario del tra-
sformatore fornisce la corren-
te saldante, che può raggiun-
gere cdiecine di migliaia di
Amp, con bassissime tensioni,
a seconda della potenza del
irasformatore.

ANTONIO PRATI



Corso di istruzione
per giovani

A seguito di alcune sosti-
Suzioni effcatuate nell’inter-
no dello Stabilimento, una
ventina di giovani solto i 20
anni, che avrebbero volentie-
ri esercitato un mestiere qua-
lificato, si sono trovati privi
della preparazione per ap-
prenderlo. La Direzione dello
Stabilimento ha istituito per
icro un corso di istruzione ed
addestramento. Lincarico del-
l'insegnamento delle nozioni
teoriche è affidato agli ingg.
Damini e Noto dell'Ufficio
Studi .e Francalanci dell’Of-
ficina, che. svo'*ono argomen-
ti di tecnologia, disegno di
macchire, aritmetica e geo-
etria.

A MECCMNII



La nuova gru da

150 tonnellate - per il

sollevamento delle

caldaie ultimate.

Nuova macchina
dentatrice

Il giorno 4 di questo mese

è giunta una nuova macchina
di alta precisione (M.H. 80



Gli istruttori del Corso per motoristi. Da sinistra :
Ottavio Tarabuso, Giulio Bartolini, [rcole Rcssi e
Luigi Pallotti.

della «David Brown» di Man-
chester) che completerà la
gamma delle grandi dentatri-
ci per riduttori marini, gam-
ma che va da un diametro di
70 mr, fino a un massimo di
5.500 mm. La macchina in
questione serve per la denta-
tura di ingranaggi da 150 a
2.000 mm. di diametro.

Visite

I giorni 25 e 25 maggio sono
stati in visita a Genova alcu-
ni membri dell'Istituto Inter-
razionale della saldatura, re-
duci dal Congresso Annuale
che ha avuto luogo a Firenze
dal 18 al 22 maggio con l’in-
tervento di 600 congressisti,
di cui 450 stranieri. Persona-
lità tecniche, scientifiche ed
industriali del Belgio, Fran-
cia, Inghilterra, Germania,
Giappone, Norvegia, Svezia,
Svizzera e Italia sono state in
visita allo Stabilimento Mec-
canico.

25 I FONI



Iì 5 giugno

NDERIA

è stuta fusa una elica destrorsa a quattro pale

in bronzo al manganese per una turbocisterna da 31.500 Ton,

della Società di Navigazione
L’elica, finita di lavorazione,
6.300, con un passo

« Argea »
presenterà un
variabile da m.

dell’Armatore Cameli.
diametro di m.
4.330 a m.5.335 e peserà

22 tonn. Sarà quindi fra le più grosse fabbricate dall’Ansaldo.
Per la fusione si è reso necessario impiegare contemporanea-

mente tre forni e colare circa trenta Tonn,

di bronzo. La pro-

gettazione dell’elica è stata fatta presso l’ufficio studi della

nostra società.







Attività del Reparto Meccanico:

costruzione di dieci presse
doppie per vulcanizzazione.








È
È
È







AZIENDALE >

SO )
I,

COMMESSE

EGITTO. - E’ stata affida-
‘a al gruppo italiano forma-
to dalle Soc. Dalmine e Na-
zionale Metanodotti (SNAM)
la fornitura di tutti gli im-
pianti e macchinari per la
installazione di un oleodotto
fra Suez e Il Cairo. Per ace-
cordi precedentemente inter-
corsi con le suddelte Socie-
tà, l’Ansaldo risulta cooforni-
trice delle stesse, restando ad
essa attribuita ‘la fornitura
di: sei serbatoi cilindrici da
10.000 me.; uma torre di rea-
zione per impianto Visbrea-
ker; diciotto scambiatori di



Lam

SO
(SS

DI

calore; dodici motori Diesel
per le stazioni di pompaggio.
Per l’Ansaldo l'importo della
fornitura è di circa 600 mi-
lioni di lire, per un totale di
255.000 ore lavorative (180
mila per la parte carpente-
ria e 75 mila per i motori
Diesel).

ITALIA. - E’ stata passata
in questi giorni all’Ansaldo
l'ordinazione per la fornitu-
ra di macchinari pe una ce-
menteria da 100 tonnellate al
giorno — via secca — per
la Società Federcementi di
Galatina (Lecce). L'importo
della fornitura è di 260 mi-
lioni di lire.

PENTERIA



E’ stata cottaudata in questi giorni la nuova travata co-
‘ siruita per la sistemazione definitiva del ponte sulla Dora
Baltea esistente al Km. 88,785 della linea ferroviaria Chivasso-
Aosta. La travata ha le seguenti dimensioni: lunghezza mas-
sima m. 52,06; larghezza m. 5,65; altezza m. 7,10. La realizza-
zione di detto lavoro, affidato alla Carpenteria dalle F.S., ri-
chiede inoltre le seguenti operazioni: varamento trasversale
contemporaneo del tronco della vecchia ‘travata, della trava-
tina provvisoria e della nuova travata, in modo da portare
quest’ultima nella sua definitiva posizione; demolizione del

tronco della vecchia travata e smontaggio della

provvisoria.

CONSEGNE

Entro il mese di maggio è

‘. stata ultimata una importan-

te fornitura eseguita per

travatina

conto della « Costruzioni Im-
pianti » di Milano, Essa con-
sisteva nei seguenti macchi-
nari per una cementeria bra-
siliana: un forno rotante di m.

3,20x90, con relativo raffred-
datore di mt. 2,70x31 (300
tonn. di produzione al gior-
no); un forno rotante di mt.
2,25 x 85 (120 tonn. di pro-
duzione al giorno); sette mu-
lini combinati a tre camere
per macinazione cemento (15
tonn, di produzione ogni ora);
un raffreddatore di mt, 2,30
x 30; tre gru elettriche a pon-
‘te (portata tonn. 6,5 cad.);
tubazioni, camino, condotte
d’acqua a bassa ed alta pres-
sione, congegni per mulini
ecc.

Trattative in corso

Sono in corso le trattative
per la fornitura di ponti per
ferrovia secondaria, serbatoi e
accumulatori, gru di vario
tipo, macchinari per cemente-
rie e strutture varie, per un
totale di circa 150.000 ore la-
vorative.

IE POENZTSE,
SULL’ADIGE
A LEGNAGO

Con la ultimazione dello
smontaggio accurato di una
travata militare;-avvenuto in
questi giorni sul fiume « Adi-
ge » in prossimità di Legnago,
si è conclusa un’importante
fornitura affidataci dall’Am-
ministrazione delle Ferrovie
dello Stato, riguardante la si-
stemazione definitiva del
ponte ferroviario a tre luci,
attraversante il fiume « Adi-
ge» al Km, 1364458 della
linea Mantova-Monselice,

Come tanti altri ponti, an-
che il ponte sopradetto, ven-
ne distrutto durante il perio-
do bellico, A

L’ amministrazione delle
Ferrovie dello Stato riattivò
subito la linea, facendo get-
tare provvisoriamente, attra-
verso quel corso d’acqua, una
travata militare, riservandosi
di ‘fare ricostruire nuova-
mente il ponte in forma de-
finitiva nel corso del pro-
gramma delle ricostruzioni
delle opere d’arte distrutte
dalla guerra.

Il nuovo ponte costruito
dallo Stabilimento Carpente-
ria e posto in opera, per con-
to dello stesso dall’ impresa
Pietro Moglia di Pegli è en-
trato in esercizio nella se-
conda quindicina del mese di
febbraio scorso, ed il com-
pletamento dello smontaggio
della travata militare, lavoro
questo sempre eseguito per
conto dello Stabilimento Car-
penteria, dalla Impresa sopra-
citata, venne concluso, come
sopra detto in questi giorni.



Mulino ventilaio costruito alla Carpenteria

22% IUGGIANI

TEÒaCOMIETAO
DI SICUREZZA

E’ stato ‘costituito un Co-
mitato di Sicurezza contro
gli infortuni. Poichè la pre-
venzione degli infortuni sul
lavoro presenta un particola-
re interesse, sia agli effetti
della tutela dell’integrità fisi-
ca dei lavoratori, sia da un
punto di vista tecnico-pro-
duttivo, il Comitato avrà ii
delicato compito di studiare
e di attuare quegli accorgi-
menti tecnici che possono mi-
gliorare le previste misure di
sicurezza.

Il suddetto Comitato risul-
ta così composto: dott. ing.
Renato Marras (Presidente);
dott. ing. Alberto Praga; dott.

ing. Rocco Vitale; dott. ing.
Aldo Sauda; dott. ing. Gio-
vanni Annaloro; dott. ing.

Carlo Borzone; dott. ing. Re-
migio De Marchi; sig. Onilio
Calzolari; Giovanni Boni; Vi-
nicio Ceragioli; Nicolò Fer-
bel; Nello Del Soldato; Aldo
Arnavas; Giovanni Righetti;
Amedeo Querci; Giuseppe
Averame; dott. Gino Cerri.
Il 14 maggio il Comitato di
Sicurezza si è riunito pre-
sente il sig. Stallo, capo del-
l'Ufficio Assicurazioni della
Direzione Generale, il sig. Pic-
chio e il dott. Bonura, Erano
inoltre presenti l’ing. Marras,
Ipresidente del comitato, gli
ingg. Praga, Annaloro, Sauda,
Borzone, il dott. Cerri e i sigg
Ceragioli, Del Soldato, Ri-
ghetti, Querci, Averame. Il
sig. Stallo ha illustrato gli
scopi del comitato e il metodo
da seguirsi. Durante la discus-
sione generale l’ing. Annaloro
ha messo in rilievo la neces-
sità di studiare un sistema
per impedire che gli operai
montatori vengano a risentire
delle radiazioni dell’arco vol-
taico che li investono agli oc-
chi quando lavorano in colla-
borazione con i saldatori elet-
trici. Molti dei convenuti han-
no formulato proposte varie,
tra cui quella di dotare i
montatori di speciali occhiali
che consentano loro di svol-

gere il proprio lavoro, La Di-
rezione Generale ha interes-
sato varie ditte per la costru-
zione di detti occhiali, che non
esistono in commercio, Il sig.
Ceragioli ha proposto che gli
ossigenisti siano dotati di due
paia di guanti, anzichè uno, e
di una manica di pelle; la pro-
posta è stata accettata. Il dott.
Bonura infine ha raccoman-
dato che a tutti i feriti da cor-
pi rugginosi o polverosi ven-
ga praticata l’iniezione anti-
tetanica e che sia fatta sotto-
scrivere una dichiarazione a
coloro che non volessero sot-
toporvisi.

Concluso il corso
per saldatori

\
Si è concluso
qualificazione

il corso di
per saldatori

I risultati, molto soddisfacen-
ti, hanno dimostrato la buona
preparazione tecnica dei par-
tecipanti. Si è particolarmen-
te distinto l’operaio Giuseppe
Strozzi, il quale ha consegui-
to il brevetto di prima classe
del Registro Italiano Navale.
I seguenti operai hanno con-
seguito il brevetto di seconda
classe:

Alberto Madinelli, Carlo
Ratti, Espedito Schiano, Luigi
Nardi, Adolfo Pellegri, Ennio
Caleo, Mirio Corradini, Giu-
liano Bellazzini, Ennio Loco-
ri, Rossano Gandolfi, Orlandi-
no Cerchi, Ciro De Angelis,
Walter Polo Riva, Giovanni
‘Righetti, Giuseppe Brondi, Li-
no Botto, Mario Tedeschi.

Inizio dei corsi sulle
relazioni umane

Hanno avuto inizio i corsi
sulle relazioni umane, che
vedono i capi dei vari setto-
ri tecnici e amministrativi
partecipare giornalmente, a
turni di otto per convegno, a
libere discussioni sui vari te-
mi nel campo del lavoro che
riflettono la responsabilità dei
capi nell’esercizio delle pro-
prie mansioni direttive.

I






RECZZCLEIO






=




__

ceo



Sono nati

2 maggio: FRANCO, figlio di Da-
ri Gianfranco (Liv) - DONATELLA,
figlia di Cecconi Aldo (Liv) - 10
maggio: MAURO, figlio di Carpi Pie-
tro (Can) - 11 maggio: NICOLETTA,
figlia di Gambino Gerolamo (Fon)
- 14 maggio: MARIA CLARA,, figlia
di Carosio Giacomo (Mef) - 15 mag-
gio: FABRIZIO, figlio di Del Greco
Mario (Liv) - CARLO, figlio di
Bruzzone Giuseppe (Can) - 17 mag-
gio: MARIA, figlia di Cerrato Gio-
vanni (Dig) - MANOLA, figlia di
Lelli Luciano (Liv) - 18 maggio:
LAURA, figlia di Anelli Eugenio
(Can) - DANILO, figlio di Luccoli
Silvio (Can) - 21 maggio: GIAN-
CARLO, figlio di Odone Giuseppe
(Fon) - 24 maggio: ELEONORA, fi-
glia di Demi Mario (Liv) - 27 mag-
gio: MARIA GRAZIA, figlia di Bi-
sacchi Giorgio (Mef) - BRUNA, fi-
glia di Scarso Dario (Can) - 28 mag-
gio: GIAN PAOLO, figlio di Rizzo

Giovanni (Dig).

Si sono sposati

15 aprile: GIACCHERO Silvio
(Mef) con De Stefano Aurelia - 19
aprile: ROBBIANO Giancarlo (Dig)
con Pastorino Maria Teresa - 24 a-
prile: FERRANDO Angelo (Dig) con
Fossati Evelina - DURANTE Adelio
(Dig) con Blengeri Ines - 25 aprile:
FORNARO Alessandro (Dig) con
Cavaggino Vincenza - 29 aprile: PA-
LAGI Ginevro (Mug) con Pivieri
Rosetta - 2 maggio: PARODI San-

CRAL,

Forse non tutti gli Ansaldini
conoscono la vita del C.R.A.L.
Perché? Difficile è la risposta,
ma ritengo che le cause princi-
pali debbano ricercarsi in due
motivi: la battuta di arresto, se-
guita al trasferimento della Se-
de a Villa Maria, riguardo l’or-
ganizzazione di manifestazioni
di carattere popolare e l’indiffe-
reenza con cui, iscritti e non,
considerano quanto riguarda la
vita dell'Ente.

E° possibile ovviare a tali in-
convenienti? Come?

Indubbiamente i C.R.A.L., ed
il nostro in particolare, posso-
no rivestire un'importanza non
indifferente sia nel campo ri-
creativo che assistenziale e cul-
turale, ma per arrivare a ciò è
necessaria una piena collabora-
zione fra gli organi direttivi del
C.R.A.L. ed i lavoratori, i primi
intensificando |’ organizzazione
di manifestazioni particolarmen-
te sentite come, ad esempio:
il turismo, i soggiorni in monta-
gna, i corsi di disegno, di lingue
e di stenodattilografia, le prote-
zioni cinematografiche e gli spet-
tacoli teatrali, le munifestazioni
di carattere culturale e quelle
agonistiche prettamente dopola-
voristiche, nonchè approfonden-
do la propaganda in seno agli





del Tempo

tino (Can) con Piccardo Caterina -
GENOVESI Carlo (Mug) con Vena-
fra Fulvia - 8 maggio: DURANTE
Guido (Mec) con Marini Odette -
FAZZI Amedeo (Mug) con Tinfena
Sara - 9 maggio: MINGOZZI Mario
(Can) con Avena Nunziata - 10 mag-
gio: SOBRERO Silvio (Can) con
Massa Virginia - 15 maggio: POZ-
ZUOLO Attilio (Can) con Carpane-
to Maria - TAMAGNO Mario (Can)
con. Agosti Concezione - 16 maggio:
BONTEMPI Giuliano (Can) con
Torre Giovanna - STERLOCCHI Gu-
glielmo (Can) con Franchi Bruna -
23 maggio: LUCARELLI Ottorino
(Mec) con. Cardellina Tecla - 29
maggio: SAMUELI Giovanni (Mug)
con Beattini Alba - 30 maggio: PIC-
CARDO G. B. (Mec) con Cavanna
Maria - VALDARCHI Giuseppe
(Mec) con Rossi Andreina - BASSI.
GNANI Enrico (Can) con Morgavi
Maria - 3 giugno: DE MARTINO
Luigi (Mec) con Montuori Antoniet-
ta - PASTORINO Giovanni (Mec)
con Latanzi Silvana - 6 giugno: PI-
RELLO Leonardo (Can) con Con-
tratto Rosa- - COLTRI Virginio
(Can) con (Calcagno Settimia -
DALL’ORTO Mario (Can) con Ca-
viglia Giulia Rosa - TONELLI Gio-
vanni' (Mug) con Berardini Cleo-
nilde.



MEMENTO

20 maggio: MAZZONI Mario (Liv)
- 21 maggio: DE STEFANIS Gio-
vanni (Can) - 22 maggio: MINIUSSI
Giuseppe (Dig).

stabilimenti; i secondi dando la

propria adesione al Circolo, non .

solo iscrivendosi all'Ente, ma vl-
vendo la vita del C.R.A.L. stesso
frequentandone le sedi e parte-
cipando alle varie attività.

Tutti gli iscritti possono usu-
fruire delle facilitazioni conces-
se; assicurazione extra-lavoro.
riduzioni sportive e cinemato-
grafiche, gite, soggiorni, biblio-
teca, attività delle sezioni ri-
creative.

I lavoratori che non sono
iscritti al loro Circolo Azienda-
le hanno torto. Aderirvi signifi-
ca potenziarlo e potenziandolo
vorrebbe dire farlo assurgere. a
quel posto di preminenza nazio-
nale che, per l'importanza del
complesso Ansaldo, gli compete.

P. ALLEGRA
SOGGIORNI ALPINI
In collaborazione con l’ENAL

Provinciale verrà organizzato il
settimo soggiorno alpino a Fondo
(Mendola) nell’alta Valle di Non
- mt, 1.000, I turni sono settimana-
li, dal 27 giugno al 12 settembre,
con alloggio presso l’Alberzo Po-
sta. Le iscrizioni si chiuderanno im-
prorogabilmente il 20 giugno.

La spesa per ogni turno settima-
nale è di lire 12.000, pagabili con
buoni Enal; pagando in contanti si
usufruisce di uno sconto del 12%.

A cura dell’Ente Nazionale — Se-
de in Roma — verranno inoltre or-
ganizzati soggiorni in Austria e pre-
cisamente a Lech Am Arlberg
(m. 1.400) e a Oberlech (m. 1.650).
Vi spno quattro turni di 14 giorni
dal 10 luglio al 4 settembre. La spe-
sa per ogni turno è di L, 27.500, pa-
gabili con buoni Enal.

Per le iscrizioni ed informazioni
rivolgersi alla segreteria del CRAL.





PER LA PREVENZIONE CONTRO LE INFEZIONI DI

TIFO-COLERA - INFEZIONI INTESTINALI - DISSENTERIA

ACQUA DA BERE: una o due gocce di | VERDURA CRUDA : lasciarla per 10 mi-

Amuchina ogni litro d'acqua di dubbia | nuti in acqua e Amuchina (un cucchiaio

provenienza 5 minuti prima di berla. | di Amuchina ogni 2 litri di acqua).

RECIPIENTI - CISTERNE . SERBATOl: Lavaggio accurato con soluzione di Antisapril 1%
{un cucchiaio di Antisapril per ogni litro di acqua)

Amuchina e Antisapril non sono velenosi

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w

GRADITISSIMI TUTTI I BUONI RATEALI (Enal, Salea, Siac, Tranvieri, Eridania, etc., etc.)
LE. COMMISSIONI INTERNE SONO PREGATE DI VISITARCI









CONSIDERAZIONI CRITICHE ALL'USO TRRAPRUTICO DELLE
SOLUZIONI DI CLORO ATTIVO NELLA PICCOLA IMFORTUNISTICA

Il complesso delle osservazioni da noi fatte riguarda, per i varii capitoli, 716
casi, trattati esclusivamente con l’amuchina. La buona azione disinfettante e de-
tergente dell’amuchina fu sempre costatabile in ogni caso. Quest’azione, parti-
colarmente efficace nelle ustioni profonde cagionate da spruzzi di ghisa liquida,
si è in questi casi associata a un’azione stimolatrice della riparazione dei tesu-
ti. Non c’è bisogno di insistere sulla particolare importanza di una tale azione,
nei riguardi terapeutici, e specialmente nei riflessi pratici (assicurativi, ecc.) della
questione. Dall’esperienza, ormai vasta da me fatta in questo campo, ho tratto
la convinzione dell’evidente utilità di questo metodo di cura. In particolare va
segnalato il fatto della mancanza, nei casi di queste ustioni medicate con amu-
china, di infezioni secondarie, Come è noto e come io ho avuto ampio agio di
poter osservare in precedenza, le ustioni da spruzzo di ghisa liquida si compli-
cano spesso con infezioni secondarie piogeniche, atte a prolungare di molto il
decorso della lesione, Complicanza ulteriore è ‘inoltre l’insorgenza di processi di
riparazione lenta con scarsa tendenza alla granulazione del focolaio. Mediante
il trattamento con amuchina queste complicanze sono state di solito evitate: il
processo di riparazione ha assunto un precoce decorso riparativo, e in partico-
lare senza le noiose e prolungate secrezioni siero purulente, quali si osservano
di abitudine in questi focolai resi torpidi dall’ustione.

Osservazioni che si prestano a considerazioni non meno interessanti ho
avuto agio di compiere nei numerosi casi di ferite sottoposte a medicazione me-
diante amuchina. Il fenomeno più interessante a osservarsi in questi casi è una
cicatrizzazione a decorso più rapido di quanto non si osservi con i comuni me-
todi di trattamento. Molto evidente è l’azione disinfettante e riparatrice del-
l’amuchina in tutte le abrasioni. Anche quì è da segnalare l’assenza di casi di
abrasioni complicate con ìnfezioni secondarie: casi che in passato si verificavano
con una certa frequenza, in modo da costringere l’operaio a lasciare il lavoro
per un periodo di tempo (8 o più giorni) del tutto sproporzionato all’entità della
lesione. E’ indubbio che l’insorgenza di infezioni piogeniche della pelle lesa è
influenzata in modo molto efficace dalle medicazioni con amuchina,

Giova rilevare che l’uso dell'’amuchina nelle centinaia di casi da me seguiti
non ha dato luogo ad inconvenienti, Le medicazioni sono state sempre ben tolle-
rate, e in prosieguo di tempo bene accette dagli operai infortunati. Solo talvolta
ho avuto agio di constatare, specialmente nelle ustioni, qualche fenomeno di
secchezza del focolaio, e soggettivamente senso di bruciore della parte medicata.

In conclusione ho ritratto dai miei studii la certezza che l’amuchina, usata
nelle lesioni sopraccennate nell’infortunistica industriale, agisce favorevolmente
sul decorso dei fatti morbosi, ed è atta ad abbreviare il periodo di inabilità al
lavoro degli operai infortunati, con particolare evidenza nelle «ustioni profonde
e nelle abrasioni.

Dott. ERNESTO PAOLINA



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Cosa ne pensa l’Ansaldino del fat-
to che in Italia, contrariamente a
quanto succede in tutti gli altri Pae-
si industrializzati da lunga data 0
meno, non riesca a formarsi una
mentalità industriale non dico in
larghi strati della popolazione ma
nemmeno nelle classi dirigenti?

A. ANGIOLINI

Quando Lei va a Napoli e ordina
un piatto di spaghetti, si sente do-
mandare se li vuole « speciali », A
parte il fatto che, se li vuole « spe-
ciali », li paga di più, l'esempio che
le ho dato serve a dimostrare come
l’Italia sia ancora il Paese delle spe-
cialità anzichè delle specializzazioni.

Quello che lei domanda rientra in
un più vasto quadre che si può sin-
tetizzare: « speciali » condizioni men-
tali del nostro Paese.

L'esame delle cause e dei rimedi
ci porterebbe troppo lontano ed en-
treremmo necessariamente nel cam-
po dell’opinabile.

Riteniamo Comunque che, con Ti
tardo, arriveremo a questa nuova
formazione di mentalità ed il nostro
periodico, nel limitato ambito dellu
sua diffusione, cerca di contribuirvi.

ISESESÌ

Desidererei che l’Ansaldino mi
facesse conoscere il proprio pun-
to di vista sul seguente argomento
che indubbiamente interessa mol-
ti di noi.

Per quale ragione agli effetti
della denuncia dei redditi gli in-
quilini a fitto libero sono consi-
derati alla stessa stregua degli in-
quilini a fitto bloccato? Penso che
la legge per rispettare i fonda-

INTERVISTA CON

campione mondiale

Per gli amatori dell’atletica
pubblichiamo una intervista
con l’olimpionico di marcia e
recordman mondiale comm. Ar-
mando Valente, impiegato pres-
so l’Ufficio MOP del nostro
Cantiere Navale di Sesttri.

D. Qual’è l’attività sportiva
alla quale si è maggiormente
dedicato?

R. La marcia.

D. A quali Olimpiadi ha par-
tecipato? i

R. Parigi 1924.

D. Quali sono i records da Lei
battuti?

R. Mondiali: 20 Km. 25 Km.
15 miglia - 2 ore.

Italiani: da 16 Km. a 25 Km.
- 2 ore - da 9 miglia a 15 miglia.

D. Quali sono statì battuti
dopo di Lei e da chi?

R. I mondiali dal lettone Da-
lin.

D. Quali records detiene an-
cora e da quando?

R. Tutti i records italiani;
dal 1926.

D. Alle Olimpiadi a cuì Lei
ha partecipato quali atleti ri-
corda in modo particolare.

R. Ugo Frigerio, lo svizzero
Swab, il sudafricano Mac Me-
ster.

D. Quali riconoscimenti ha
avuto per la sua attività spor-
tiva?

R. Medaglia al valore atle-

mentali principi di equità ai qua.
li deve sempre ispirarsi, dovrebbe
provvedere a favore degli inquili-
ni che sono costretti a pagare af-
fitti mensili elevati con adeguate







Piccoli annunci

Iniziamo in questo numero la
pubblicazione di una rubrica che,
pensiamo, potrà essere utile a tut-
ti: i «piccoli annunci». Le inser-
zioni sono riservate ai dipendenti
dell'Ansaldo e sono gratuite.

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riduzioni nella denuncia dei redditi.

D'altra parte, e questo è il lato
veramente ingiusto della questio-
ne. mentre la legge non prevede
alcuna riduzione nella dichiara-
zione dei redditi per la categoria
digli inquilini a fitto libero, la
cui spesa avviene in un certo sen-
so a fondo perduto, consente a co-
loro che usufruiscono delle varie
iniziative edilizie (Piano Tupini,
ecc.) e quindi ai futuri padroni di
casa, di detrarre dalla dichiara-
zione dei redditi gli interessi pas-

VALENTE
di

marcia



Armando Valente a fianco di Benia-
mino Gigli durante un ricevimento

tico e molti ordini cavallere-
schi.

D. Che cosa pensa degli at-
tuali marciatori?

R. Indubbiamente il campio-
ne olimpionico Pino Dordoni è
il nostro migliore marciatore
del momento. Non bisogna di-
menticare i fratelli Panich e il
finanziere romano Corsaro, e-
lementi di grande valore e spe-
ranze del domani.

Orte

sivi (912% del mutuo) da corri-
spondere all'Ente mutuante. E' il
caso di concludere, salvo dimo-
strazione contraria, con un inno di
gloria alle disposizioni che rego-
lano tale materia e con tanti com-
plimenti agli eredi del diritto ro.
mano che :peccano evidentemente
di coerenza.

Sarò grato all’Ansaldino di un
parere e se potrà far arrivare que-
sta segnalazione a chi di compe-
tenza.

R. G.

Le vigenti disposizioni di legge
riguardanti l’imposta complementa-
re progressiva sul reddito, per la
quale ogni anno entro il 31 marzo
deve essere prodotta la dichiarazio-
ne, chiamata Vanoni, stabiliscono
tassativamente quali sono le detra-
zioni ammesse per giungere al red-
dito imponibile e tra queste non è
naturalmente considerato il maggior
onere che deriva ai cittadini che
corrispondono al proprio padrone di
casa un fitto libero. Nè, d’altra par-
te, la legge poteva prevedere tale
circostanza anche perchè essa rap-
presenta un fenomeno contingente,
sia pure di durata impreveduta-
mente considerevole, in quanto ne-
gli anni scorsi si riteneva che nella
generalità l’allineamento dei vecchi
canoni di affitto ai valori correnti
avrebbe avuto un processo più spe-
dito e costante.

Le agevolazioni adottate dal no-
stro Governo a favore dei futuri
padroni di casa con il riconosci-
mento della detrazione dai redditi
degli interessi passivi corrisposti
agli Istituti di finanziamento per i
mutui ipotecari accesi sugli immobi-
li, sono naturalmente in funzione
della politica diretta a sviluppare
l'industria edilizia e nello stesso
tempo a favorire i cittadini per
avere una casa.

Una proposta di agevolazione nel
caso considerato potrebbe essere
avanzata al competente Ministero
ma abbiamo forti dubbi che possa
essere presa in considerazione.

SS

Vorrei sapere se rispondete an-
che alla piccola posta, come fanno
famose scrittrici su settimanali e
su « Stampa Sera ».

TERESA.

Sì, signora o signorina Teresa.
Rispondiamo! E se le domande fos-
sero di carattere così particolare da
interessare solo chi ci scrive e non
gli altri lettori, se avremo l’indiriz-
zo, cosa che lei non ci ha fornito,
risponderemo direttamente. E le as-
sicuriamo che la nostra esperienza
della vita e del mondo potrà essere
prodiga di saggi e ponderati consi-
gli. Le diremo di più: abbiamo una
specialista per i problemi della don-
na che non aspetta altro che poter
esplicare le sue capacità.



Per mancanza di spazio riman-
diamo al prossimo numero la pub-
blicazione di altre lettere e relative
risposte.

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AVETE VISTO
“Cronache di poveri amanti’?

Ecco un film che onora la cinema-
tografia italiana, un film che continua
sulla strada giusta le esperienze più
luminose del cinema nell'immediato
dopoguerra, un film che segna l’inizio
del superamento della fase del docu-
mentarismo, del verismo, dell’oggetti-
vismo, di quello che fu chiamato ci-
nema « neo-realista » per avviarsi al
« realismo critico ».

Il film è tratto dal romanzo omo-
nimo di Vasco Pratolini, che ci dava
con la consueta freschezza un quadro
della vita di un vicolo fiorentino (Via
del Corno) con la sua umanità in lot-
ta quotidiana per la vita, nelle afose
giornate del 1925, durante le ultime
violenze del fascismo fiorentino.

Lizzani ha trasportato la vicenda
sullo schermo con la consueta serietà
critica (è il regista di « Achtung, ban-



Antonella Lualdi

diti! ») e con maggiori risultati arti-
stici, tanto che la « poesia » ciel film
non ne cancella «l’arte », In primo
piano abbiamo la triste vicenda d'a-
more di Milena (Antonella Lualdi nel-
la più umana delle sue interpretazio-
ni) e di Mario (Gabriele Tinti) svolta
sullo sfondo di Via del Corno, con i
suoi abitanti, tutti ben caratterizzati,
a partire da Maciste (Adolfo Conso-
lini), una specie di gigante buono, one-
sto lavoratore pieno di buon senso e
di coraggio, che finisce ucciso dagli
squadristi, fino a Ugo (Marcello Ma-
stroianni), un giovane irruento e sca-
pestrato che acquista la coscienza
delle sue responsabilità di fronte aila
cruda eloquenza dei fatti, alla vecchia
usuraia che è la « autorità nascosta »
di questo vicolo, all’indimenticabile
ciabattino-filosofo, al ragionier Carli-
no, il fascista del posto, ottimamente
rappresentato da Bruno Berellini.

Lo spettatore è invitato così a giu-
dicare ed a riflettere su fatti di casa
nostra, esposti senza alcuna tenden-
ziosità, e tanto meno retorica, così co-
me si sono svolti: un gruppo di po-
vera gente che affronta la vita senza
falsità ed ipocrisie, qualche borghese
perennemente « ritirato » dietro le
persiane in una neutralità soltanto ap-
parente, Un quadro, reso con innega-
bile poesia, sul quale il cinema chia
ma a riflettere,

IL PORTOGHESE.



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ISTITUTO V. PARETO

Presso l'Istituto VILFREDO PARETO
di Sampierdarena (Via N. D' Aste
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volgersi alla Segreteria dell' Istituto
aperta nei giorni feriali dalle 8,30
alle 12,30 e dalle 15.30 alle 20,30.













Rino





18

———_—_——_—__

CONTABILITÀ

* La sposina guardò con occhi teneri
il marito e disse: « Rico, avrei biso-
gno di cinquemila lire, ma damme-
ne soltanto la metà ».

« Certo » rispose il marito « ma
perchè devo dartene solo la metà? ».

« Perchè così tu mi devi 2500 lire,
io te ne devo 2500 e siamo pari ».



IL CAPO

=:
mi

î
visto dol superiore

-







i

Wttr

ll



Visto dalla moolia

AMORE

Annuncio economico: « Agricolto-
re trentottenne desidera conoscere
donna trentenne che possieda trat-
tore. Pregasi accludere fotografia del
trattore ».







buontempo —

Ce COMNNECIOTRIS OA PREEBMETRO

Problema .....

ferroviario






A [8
lee.



La locomotiva deve invertire l’ordine dei vagoncini A-B (B-A).

Trascrivere nel tagliando, i numeri dei punti toccati dalla locomotiva per ese-
guire la manovra; tenendo presente che non può attraversare il punto X, al con-
trario dei vagoncini, che invece possono farlo.

Per facilitare il compito dei solutori, avvertiamo che i numeri da ricercare sono
complessivamente 24, compreso il punto di partenza (5).

Esempio: 5=4=2=]=4=3=2=1=2=3=5=4=3=2=1=2=4=5=3=4=5=2=]=2=

Ritagliare e spedire a}: «il° ANSALDINO », recapito : Ansaldo - Genova



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NINO MEM coso.

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TELEVISIONE figo s0t4i









Spedire entro il

28 Giugno 1954



II°

CONCORSO A PREMIO

La locomotiva ha toccato i punti :







Spedisce :



Fiagga:

Città





Tra i solutori, verrà sorteggiata
una macchina fotografica ugua-

le a questa che riproduciamo.







® WITA DI CASA è

scritto a proposito della prima

puntata di « Vita di casa » osser-
vando che, se è vero quanto io ho
detto a proposito delle fatiche del-
le casalinghe, ben maggiori sono le
difficoltà delle donne che, oltre a do-
ver provvedere ai lavori di casa, de-
vono pure lavorare in officina o in
ufficio. Non posso non darle ragione;
ma io intendevo sfatare una leggen-
da, combattere un pregiudizio e per-
ciò avevo cominciato con le casalin-
ghe « pure », poichè sono esse le mi-
sconosciute. Non è giusto?

Parliamo ora, in questa puntata,
delle casalinghe-lavoratrici,

Tutta quell’attività casalinga di
cui si è parlato nella puntata pre-
cedente vale indubbiamente anche
per loro, con la differenza che, in-
vece di essere svolta durante la
giornata, essa deve essere compiuta
nei ritagli di tempo, dopo otto ore
di fatiche nello stabilimento. Nessu-
no, ad esempio, può immaginare in
che cosa si trasforma la cucina di
casa nelle ore serali, quando occor-
re riassettare dopo la cena, mettere
in ordine ogni cosa e far tacere il
ragazzino che gioca con la sedia. In-
tanto sui fornelli il cibo per l’indo-

[io casalinga-lavoratrice mi ha

mani, perchè bisogna prepararlo la
sera, no? Qui la minestra e la frit-
tata per î due ragazzi, con le mille
raccomandazioni al più alto di chiu-
dere bene il gas, dopo aver fatto ri-
scaldare il tutto; là quella per il
marito e qui infine quella per sè,

BleBEBBBERI eee tale a a0104/01R)

E

»
si

IBt81e:

Le donne lettrici de
« L'Ansaldino » ci hanno fat-
to pervenire una protesta
fondata. Osservano che esse,
fra mogli e impiegate, sono
la maggioranza e che, per
contro, la materia del gior-
nale è di interesse eminen-
temente maschile.

Desideriamo assicurare
le nostre lettrici che nel bre-
ve volger di pochi numeri
provvederemo ragionevolmen.
te ad accontentarle. Frattan-
to le preghiamo di farci co-
noscere ( scrivendoci o tele-
fonandoci), quali sono gli ar-
gomienti di loro gradimento
che vorrebbero veder tratta-
ti su « L'Ansaldino ». i

12180;
3

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FIDI)

SE

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0)

SISSI ala)
IE 016801a,

100

SES

messa nel portavivande e posta sul
davanzale al fresco. Dopodichè si
dovrebbe andare a letto, ma prima
bisogna attaccare un bottone alla
giacca del marito e togliere la mac-
chia di catrame dai pantaloncini del
piccolo.

L’indomani mattina si comincia
col preparare il caffelatte, vestire il
piccino, affidarlo al grande; quindi
la delizia del viaggio in tram (dove
da anni ormai nessuno lascia più il
posto ad una donna). Quando si ar-
riva a timbrare il cartellino dovreb-
be cominciare la giornata di lavo-
ro (ironia delle parole!) in attesa
del pasto frugale e quindi della si-
rena di uscita che dovrebbe segnare
la fine della giornata lavorativa
(altra ironia!).

A casa bisogna preparare la ce-
na: e, dopo, il ciclo ricomincia.

Capito? Ora, vorrei aggiungere io,
se qualche volta queste donne si
muovono con una certa stanchezza
fin dal mattino; se qualche volta so-
no eccessivamente irascibili e scat-
tano come molle, sforzatevi di ca-
pirle e di ricordarvi che la loro
giornata non è quella che risulta
formalmente dal libro paga.

LILIANA.

E. BRANDOLINI

L’OTTICO DI FIDUCIA
GENOVA-SESTRI - Telefono 40.414





{Interessa le donne e le ‘giovani mamme]

(i ' ‘ , , ' '
Evitiamo i piccoli dispiaceri

Molti dispiaceri ed ansie della
vita derivano da piccole cause.

Il sudore per sua natura innoc-
quo e inodoro, si decompone facil-
mente provocando irritazioni e cat-
tivo odore quando viene attaccato
dai microrganismi che normal.
mente prolificano sulla nostra epi-
dermide,

Le mamme sanno delle prime
sofferenze che impetigini, arrossa-
menti e screpolature della pelle
portano ai loro neonati, nonostan-
te le attente e scrupolose cure.

Chi pratica gli sport, il ballo, chi
viaggia o lavora sa del leggero sen-
so di disagio che dà il pensiero di
non essere perfettamente a posto
dopo una sudata,

Il DEORTALCO, composto di fi-
ne talco al quale è stato aggiunto
uno dei più importanti ritrovati
nel campo dell’igiene: il G. 11, con
la sua azione sterilizzante impedi-
sce lo sviluppo dei bacteri elimi-
nandone immediatamente le con-
seguenze.

Con esso l'epidermide resta sem-
pre fresca e profumata.

E’ un prodotto della « Farmaceu-
tici BRUCO ».

Provatelo chiedendo un baratto-
lo o una bustina di DEORTALCO
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Bambini cari,

abbiamo, anche quest’anno, cerca-
to di fare del nostro meglio perchè
il vostro soggiorno sia confortevole
al massimo. Oltre ai prodotti ali-
mentari, come al solito di prima
qualità, di cui stiamo trattando l’ac-
quisto, abbiamo quest'anno organiz-
zato la distribuzione, all’atto della
visita medica, di una parte della di-
visa in modo che tutti partirete ve-
stiti allo stesso modo. Pregate la vo-
stra mamma di cucire, come ha fat-
to gli anni scorsi, il numero che di-
rà l'Assistente di Stabilimento su
tutti i capi di corredo, sia quelli che
indossate, sia quelli che mettete in
borsa, sia sulla divisa che vi viene
consegnata, Questo per evitare lo
scambio della biancheria vostra con
quella degli altri bambini, Non c’è
altro modo di evitare questi scambi,
se non quello che ognuno di voi ab-
bia il suo corredo contrassegnato in
ogni sua parte.

Inoltre pregate la vostra mamma
di darvi alcune cartoline postali con
l'indirizzo di casa già scritto. In tal
modo la vostra mamma sarà più si-
«cura di ricevere la posta. Voi però
non dovrete dimenticare di scrivere;
d’altra parte la vostra « vigilatrice »
ve lo ricorderà.

Per quel che riguarda l’acqua,
speriamo che quest'anno si possa
stare tranquilli con tutta la pioggia
che è venuta. E’ un problema grave
questo e si estende a tutto il geno-
vesato. Lo scorso anno anche in
città restarono senz'acqua. Noi fum-
mo più colpiti degli anni scorsi per
il fatto che i lavori in muratura,

eseguiti prima dell'inizio della co-
lonia, consumarono tutte le riserve.
D'altra parte questi lavori erano in-
dispensabili e noi riuscimmo ad ot-
tenere la colonia per cinque anni

appunto promettendo di eseguirii.

Furono spesi molti milioni, ma gra-
zie a questi lavori la colonia fu
completamente restaurata e rimessa
in efficienza in tutti i servizi. Inol-
tre la colonia fu riportata alla stes-

Lettera ai bambini

che andranno a Montemaggio

sa capienza di quando era stata co-
struita nuova e furono perciò re-
cuperati altri cinquanta posti. Noi
avevamo comperato l’acqua di una
fontana, l’unica fontana esistente
presso la nostra che va nei nostri
serbatoi, ma poi l'Ufficio provincia-
le d’igiene la dichiarò non potabile
e così non potemmo adoperarla.
Avevamo inoltre anche studiato
la possibilità di costruire una gran-



Il refettorio della Colonia



-» CASSETTA DELLE IDEE =



PROPOSTA N. 2388

Propone che le stufe esistenti, en-
trando nella buona stagione, venga-
no ritirate allo scopo di evitare che
esse siano messe a rottame e che al
principio del prossimo inverno se ne
debbano costruire delle altre.

RISPOSTA

Il suggerimento è opportuno e an-
che apprezzato. Già da tempo è sta-
ta data tassativa disposizione che
tutte le stufe elettriche, a gas, a car-
bone, vengano ritirate e raccolte in
apposito magazzino. Al momento
opportuno saranno revisionate dalla
MAN per essere rimesse in funzione
nel prossimo novembre.










>

de

"A

di

PROPOSTE N. 01974 e 2424

Propongono che il personale ad-
‘detto alla pulizia venga dotato di
‘apposita calamita per ricuperare i
materiali ferrosi presenti nellà spaz-
zatura,

RISPOSTA

. Il suggerimento può avere qualche
teresse. Se è tecnicamente possibi-
(ed allo scopo si faranno le do-
te ricerche per l’acquisto di ap-

parecchi adatti), riteniamo che il ri-
cupero debba essere fatto nei punti
di raccolta.



PROPOSTA N. 2215

Propone che, per evitare dannose
confusioni nei materiali, un collau-
datore per ogni officina abbia in
dotazione una boccetta di acido mu-
riatico per distinguere i materiali
inossidabili da quelli comuni.

RISPOSTA

La proposta è apprezzabile, però
per evitare spiacevoli incidenti sa-
rebbe più opportuno che un accura-
to e sicuro controllo fosse fatto al
Magazzino al momento in cui viene
prelevato il materiale.

Comunque una boccetta, da riti-
rarsi presso il Laboratorio materiali,
può essere tenuta al Collaudo di cia-
scuna officina per eventuali ulteriori
controlli in casi dubbi.

BE
at
PROPOSTA N. 2188

Propone che sul motore « Dox-
ford », al posto degli stauffer, ven-

ga applicata una pompetta Bosch,
a più mandate, regolabile a secon-
da delle necessità di lubrificazione.

RISPOSTA

Il motore Doxford è costruito
su disegni originali della Doxford,
quindi qualunque modifica, per ra-
gioni di responsabilità e di corret-
tezza, deve essere approvata dalla
Doxford.

L’idea è giusta benchè porti un
lieve aumento di costo e sarà al mo-
mento opportuno sottoposta al giu-
dizio della Doxford.



PROPOSTA N. 00914

Propone una apposita macchina,
di cui fornisce lo schizzo, per il ta-
glio e la sagomatura dei mattoni
refrattari che la Manutenzione ado-
pera nei vari forni dello Stabili-
mento, ottenendo così di diminuire
gli scarti dovuti alla lavorazione a
mano.

RISPOSTA

Il suggerimento è accettato.
L’ Ufficio UTO è incaricato di
provvedere alla progettazione.

19

de cisterna, ma oltre alla spesa che
è gravosissima vi si oppone un’al-
tra difficoltà che è costituita dal fat-
to che l’acqua a lungo stagnante può
diventare insalubre. Si potrebbe
adoperare soltanto per la pulizia,
voi dite, ma occorre allora tutto un
nuovo e separato impianto di tuba-
zione. E poi chi ci può garantire
che qualche volta, mentre siete in
doccia o altrove, non la beviate? E’
un problema molto serio sul quale
studiamo da tanto tempo, cari bam-
bini. Le cose che vi riguardano noi
le vogliamo studiare a fondo. C’è
sempre stata l’acqua negli anni scor-
si e certo ci sarà anche quest’an-
no. D'altra parte i vostri sanitari,
che risiedono permanentemente in
colonia, sarebbero i primi a dire, di
sospendere il turno se l’acqua man-
casse oltre misura? In fondo sono
loro, i medici, gli unici in grado di

giudicare se la restrizione può esse-'

re nociva. Non vi pare? Economiz-
zare l’acqua, evitare sprechi, è cosa
che d'estate si fa in tutta Genova;
noi in colonia l'abbiamo faito sol-
tanto lo scorso anno. State di buon
animo, perciò, e ricordate che noi
non pensiamo che al vostro benes-
sere. A proposito lo sapete che
. quest'anno troverete in colonia dei
potenti altoparlanti che vi trasmet-
teranno allegre canzoni? E lo sa-
pete che abbiamo installato sul
piazzale giochi di pallacanestro e
palla al volo? Faremo i campionati
e vinceranno i migliori. x

Dite ai vostri genitori di non ve-
nirvi a trovare. Non è questo un ca-
priccio, bambini, ma è un ordine
della Prefettura la quale giustamen-
te si è preoccupata di evitare conta-
gi. Voi infatti partirete visitati dal
medico, non affetti da malattie spe-
cifiche, siete vaccinati contro il ti-
fo, vi è stata praticata la profilas-
si antidifterica, ecc. ecc. I vostri
genitori, se vi venissero a far vi-
sita, potrebbero, senza saperlo, pro-
venire da centri dove appunto vi so-
no casi di malattia e potrebbero di-
ventare portatori di germi, e perciò
di malattia. Ma i vostri genitori, che
vi amano, non vogliono farvi del
male, anzi cercano come sempre di
darvi tutto il bene possibile.

In questo caso per farvi del bene
non debbono venire in colonia a vi-
sitarvi,

Ed ora bambini cari, non abbiamo
altro da dirvi. Altre cose ce le di-

remo quando saremo in colonia, A
presto cari.

L'ASSISTENTE DI FABBRICA.



TRE E ENVISCICOTNIE
RADIO CANEPA
Via Sestri, 69 r. - SESTRI P. - Tel. 40.640





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QUINDICINALE DEI DIPENDENTI O

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DELL’ANSALDO S.A.
) ) *
i EDITO DALL’ ANSALDO S, A,

Ù Piazza Carignano, 2 - Genova
*

DANTE JANNONE

Redattore responsabile
*

Autorizzazione del Tribunale di Genova {
n. 299 - 6 Maggio 1954

» 9
F.LLI PAGANO - TIP. EDITORI S. p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova - Tel. 83,825
*
i Pubblicità SIRA Concessionaria
Esclusiva - Genova - Piazza delle
Vigne, 6 - Telefono 22,342



\ ES
=) del 5),

La "Colombo, sullo scalo del Cantiere di Sestri poche ore prima .del varo


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ANNO, I. UMERO 2 x QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. x SRI SS SURI NS.

vendita al pubblico L. 30 Gruppo® Secondo

Neli Pil alte EE Lara Riba RAS O a SR PRE; 219 RALF RIBCVO è 2 SMP VA SN ENINNE

950

{| Novecentotrenta: numero pro-
f| gressivo delle costruzioni dei va-
rii Cantieri Ansaldo attribuito al- i
la « Colombo ». .

Così nell’arida statistica passe-
rà anche questa nave. Ed i
commentatori del secondo cente-
nario chioseranno l’avvenimento
rammentando che al varo parte-
cipò l’allora presidente del Consi-
glio De Gasperi e che per quei
tempi, insieme alla gemella « An-
drea Doria », la « Cristoforo Co-
lombo » fu la nave ideale per i
viaggi turistici degli americani.

Dimenticate saranno le soffe-
renze, gli sforzi, le fatiche, le an-
sie di tutti noi. Forse dimenticate
saranno le stesse navi. Quali i
progressi nel 2053? E si scrive-
ranno ancora monografie? E gli
uomini avranno ancora il tempo e
la voglia di leggere?

Questi ed altri pensieri andava-
mo volgendo nella nostra mente;
ma il dubbio che l’Ansaldo, in
quell’anno di grazia, più non ci
fosse, non ci è neppur balenato.
Ed è giusto e logico che sia così.

Ci sono delle realtà più forti de-
gli avvenimenti e delle mutazio-
ni di tempi. Ed una di queste è il
lavoro che tende sempre più a di-
ventare, malgrado gli uomini e
per merito delle macchine, sem-
pre meno una biblica condanna,
per trasformarsi in una esplica-
zione del talento e dell’abilità
manuale dei singoli, uniti in una
solidarietà che il carattere ciclico
della moderna produzione indu-
striale rende — e più renderà —
necessaria e strettissima.

Gli spiriti più vigili sentono que-
sta trasformazione, ancora lonta-
îna, nell'aria, nella muta evoluzio-
ne delle cose prima che delle dot-
trine, delle teorie scientifiche pri-
ma che di quelle etico-sociali.
Questo, secondo noi, è il senso
profondo del costante rinnovellar-
i del nostro lavoro, verso il pro-
resso, verso un avvenire migliore.










srerca

2

Come si

’è chi pensa che la capa-

cità di trattare le altre

persone sia sopratutto una
questione di furbizia. Costoro
parlano di « comandare » come
se si trattasse di manipolare
marionette. Il loro unico inte-
resse nei programmi di Relazio-
ni Umane è quello di imparare
tutti i «trucchi » per far fare
agli altri ciò che loro vorrebbe-
ro venisse fatto. Coloro che as-
sumono questo atteggiamento
commettono un grave errore.
Nel trattare le altre persone, la
furbizia è un surrogato assai mi-
sero di ciò che dovrebbe essere
la regola migliore: sincerità e
buona intenzione.

Non si possono costruire delle
buone relazioni umane basan-
doci sul desiderio di usare le al-
tre persone ai propri fini. Quei
capi che ottengono il massimo
dai loro collaboratori, sono in
genere coloro che danno anche
il massimo. La loro buona inten-
zione e la loro buona volontà
tornano sempre a loro beneficio
e credito.

Le buone relazioni umane co-
minciano da un sincero deside-
rio di trattare gli altri giusta-
mente, onestamente e con con-
siderazione. Chi ha questo de-
siderio ha anche infinite possi-
bilità di ottenere buoni risultati.

Alle prove della « Frisco »



Chi invece non è sincero perde
completamente il suo tempo sia
interessandosi delle reiazioni
umane sia addirittura mettendo
in pratica qualche principio,
poichè è come se egli ripetesse
movimenti visti fare senza com-
prenderne però l’importanza e
la portata. Può darsi che egli
riesca a tirare avanti bene per
un po’ di tempo; l’insincerità
però ha un odore molto forte e
prima o poi qualcuno finisce col
sentirlo.

Nel trattare le persone, ia sin-
cerità e la franchezza sono le



Insincerità, incoerenza
e imprevidenza sono
pericolosi germi con-
tro i quali ogni capo
deve immunizzarsi.



armi più preziose. Se qualche
idea sul come trattare le perso-
ne che viene suggerita non pia-
ce o non sembra giusta, non si
deve usarla. Non bisogna fare
mai niente che non si possa fare
sinceramente.

Il risultato, altrimenti, per
quanto buono possa essere sul

il nostro fotoreporter ha colto il Vice-Direttore
del Muggiano ing. Cristofori a colloquio con l’autore dell’articolo, dott. To-
‘masi. Parlano forse delle relazioni con il personale?

comanda

momento, condurrà poi fatal-
mente ad una diminuzione del
prestigio e della integrità di chi
comanda. Occorre soprattutto
evitare di fare i furbi come si
eviterebbe la peste. Gli uomini
non hanno fiducia di coloro che
fanno i furbi.

Non evitare mai le domande
nè nascondere fatti o cercare di
aggirare le questioni con strat-
tagemmi. Occorre essere fran-
chi, affinchè non si generi l’im-
pressione che si vuole prendere
in giro qualcuno. Occorre met-
tere le carte in tavola e tenerle
tutte bene in vista. Come capi,
la migliore impressione che si
possa dare è quella di essere sin-
ceri e franchi e che onestamen-
te si cerca di fare sia l’interesse
della Società che quello dei col-
laboratori. Il modo migliore per
far sì che le altre persone pen-
sino questo di noi è assicurarsi
che la nostra sincerità e fran-
chezza sia un fatto reale. Colui
che crede di poter prendere in
giro gli altri all’infinito, prende
in giro soltanto sè stesso.

Il problema visto dal collabo-
ratore inoltre, porta a definire
come una delle migliori qualità
di un capo la coerenza. Le per-
sone coerenti sono le persone
con cui più facilmente si va
d’accordo. Esse sono inoltre i
migliori capi, poichè dopo un
po’ di tempo che si è con loro si
sa esattamente che cosa si aspet-
tano da noi in ogni occasione e
cosa occorre fare. Il capo che
non è coerente, colui che fa una
cosa oggi ed esattamente l’oppo-
sto domani, è un vero pericolo
per il sistema nervoso di chiun-
que. Qualcosa che era soddisfa-
cente ieri può divenire inaccet-
tabile oggi. Ciò mantiene sem-
pre una situazione fluida nella
quale le persone hanno una sen-
sazione di insicurezza e di insta-
bilità veramente contro-produ-
centi. La scarsa coerenza da
parte di un capo, non solo è irri-
tante e crea confusioni, ma può
inoltre produrre false impressio-
ni di favoritismo e discrimina-
zione. Quel capo che tratta un
collaboratore in un certo modo
oggi e poi cambia completamen-
te atteggiamento domani nel
trattare l’altro collaboratore, è
senza dubbio in cerca di guai.
Egli sicuramente creerà del ri-
sentimento.

Se invece si pensa e si agisce
in modo da essere sempre coe-
renti ed esserlo nel giusto modo,
la migliore cosa da fare è preoc-
cuparsi prima di tutto di arriva-
re a buone decisioni non affret-
tate, Occorre guardare il pro-
blema da tutti i punti di vista,
raccogliere tutti gli elementi di
fatto e considerare bene i rap-
porti che tra loro esistono. Se
siamo nel giusto alla prima de-

ERRATI
CRITICHE
ED ELOGI

Il primo numero de « L’An-
saldino » ha suscitato molti
elogi e molte critiche. Dicia-
mo subito che le seconde ci
han fatto più piacere dei pri-
mi perchè — tranne pochis-
sime, ispirate da apriorismi
settari — sono espressioni di
un sincero giudizio e di un
vivo interesse.

Desideriamo assicurare i
lettori che terremo conto del-
le loro osservazioni, dei loro
suggerimenti, dei loro deside-
ri. E li esortiamo a continua-
re a scriverci, a telefonarci,
a visitarci, li esortiamo a te-
nere quei contatti con noi, in-
dispensabili a migliorare, nu-
mero per numero, questo fo-
glio che, avendo fin d’ora una
sua caratteristica, non man-
cherà di accentuarla nel fu-
turo.

Necessariamente il primo
numero risentiva di quella ti-
pica soggezione che è propria
dei primi incontri.

Il tempo lavora con noi e
per noi,

Gli Ansaldini si rafforze-
ranno nella convinzione che il
giornale è esclusivamente l’in-
terprete schietto e obiettivo
della loro vita aziendale e dei
loro valori umani. E che lo
sia sempre più dipende esclu-
sivamente da loro.

Ogni forma di collaborazio-
ne è valida per realizzare il
programma con cui siamo
partiti: « L’Ansaldino » è vo-
stro!

a i DI,





cisione, non c’è bisogno di cam-
biare. Per fare ciò occorre pe-
rò, prima di prendere una deci-
sione, guardare al domani. Non
basta costruire una strada per
la necessità di oggi, occorre co-
struirla per la necessità di do-
mani.

La nostra decisione sarà al-
trettanto buona domani, o la
settimana ventura, o il prossimo
mese? Se si dà a qualcuno un
privilegio speciale oggi, come si
comporterà in futuro nei casi
analoghi? Guardare il futuro e
usare un po’ di cervello può sal-
vare da molti errori imbaraz-
zanti.

Se noi mettiamo queste cose
assieme vediamo come già si
delinei un programma per mi-
gliorare le relazioni umane.
Franchezza e coerenza, guarda-
re il problema da tutti i punti di
vista e considerare tutti i fatti.
Guardare al futuro e considera-
re l’effetto delle nostre deci-
sioni.

Alberto Tomasi





3

8$S MILIONI

di ore lavorative

Impostata al Cantiere di Genova-Sestri il 19 gennaio
1952 e varata il 10 maggio 1953, la « Cristoforo Colombo »
misura metri 213,60 in lunghezza massima fuori tutto, metri
191 in lunghezza fra le perpendicolari, metri 27,40 di lar-
ghezza massima fuori ossatura; metri 15,25 di altezza al
ponte di coperta, Stazza lorda circa 29.100° tonnellate, dislo-
camento a pieno carico tonn. 29.950 con immersione media
di metri 9,15, Il volume globale interno di tutti gli spazi
chiusi è di circa 98.580 metri cubi. La costruzione della nave
ha richiesto 8 milioni di ore lavorative.

La potenza complessiva delle due motrici in ordinaria
navigazione a 23 nodi è di circa 35.000 cavalli asse, mentre a
pieno carico l'apparato motore svilupperà circa 50 mila ca-
valli-asse per mantenere la velocità contrattuale di nodi 25,3

Altre caratteristiche:

Centrale del fuoco: 33 zone antincendio con 130 porte
tagliafuoco con 5 chilometri di tubazioni per la pioggia d’ac-
qua a pressione. Tra gli impianti di sicurezza sono da anno-
verare 16 grosse barche in lega leggera d’alluminio mano-
vrate da 8 verricelli, della capacità massima di 2.000 persone
(sulle 1.248 che la nave può ospitare).

Elettricità: Può provvedere al fabbisogno di una città di
100.000 abitanti. Potenza dei generatori: 8.010 KVA. La cen-
trale di emergenza è fornita anche di una batteria da 80
Kw/h di pronto intervento. Complessivamente una rete di
600 Km. di conduttori distribuiti su circa 190 Km, di cavo.

Ospedale: 4 sale due delle quali per malattie infettive,
farmacia, due ambulatori, camera operatoria, gabinetto per
le analisi e per le radioscopie. Può ospitare 60 persone.

Popolazione: Al completo la « Cristoforo Colombo » può
ospitare 1,248 passeggeri divisi in 225 di prima, 320 di classe
cabina e 703 di turistica, oltre i 580 d’equipaggio.

Nelle due foto: prime fasi dell’allestimento











La gioia degli « Ansaldini » al momento del varo



La «Colombo» in bacino

“Tutto il meglio

della tecnica navale,,

Tecnici e maestranze erano impegnati nella prova a «tutta forza» di
giovedì 10 corrente, esattamente un anno e un mese dal varo, mentre la gran
folla di invitati ammirava nei saloni, nelle passeggiate e nei corridoi le più
moderne attrezzature della tecnica navale, seguendo fin dov’era possibile il la-
voro degli ingegneri, degli specializzati, dei falegnami. Non capita spesso tro-
varsi in un cantiere galleggiante con tanta gente sfaccendata curiosa di sapere,
di conoscere il perchè di quello e il per come di quell’altro. Ma erano invitatà
d’eccezione, per quel giorno ospiti dell’Ansaldo, di quella grande famiglia an-
saldina che è ora orgogliosa della nuova creatura pulsante uscita dai suoi Can-
tieri. Ospiti che hanno ricevuto festosamente il saluto del Presidente avv. Fe-
derico De Barbieri bene auspicante alle fortune del grande complesso indu-
striale e della Colombo e del Presidente della Società di Navigazione Italia
ing. Linck per la quale la turbonave è stata costruita.

Ma non soltanto i due Presidenti hanno lodato le attrezzature della neve
can brevi dichiarazioni che hanno voluto sopra tutto suonare elogio a chi per
la nave ha lavorato; abbiamo anche raccolto in lampo-interviste il pensiero di
quanti a bordo hanno una responsabilità, dalla coperta alle macchine, ai servizi
di sala e di cucina, pensiero che di alcuni riportiamo, il più succintamente
possibile. Prendiamo a caso, dalla lunga lista, alcuni nomi:

Capitano ALBERTO BERETTA, comandante d’armamento dell’ANSALDO.
spezzino, di 54 anni. Da 16 anni in servizio con l’Ansaldo. Ha comandato tutte
le navi costruite da allora nei cantieri di Sestri.

Impressioni: Tutto ciò che vi è di meglio nella tecnica navale è su questa
nave, alla quale auguro le migliori fortune,

Ing. LEONARDO PRIANO, coordiinatore dei lavori a bordo, genovese, di
34 anni. Da otto anni all’Allestimento Navi.

Impressioni: Abbiamo battuto un primato: il lavoro è stato compiuto in 13
mesi dal varo. Siamo arrivati a tanto perchè tutti i lavoratori sone amalgamati
e non esiste più confusione tra reparti.

LORENZO CONTI, capo reparto turbine Ansaldo Meccanico, genovese. Ha
69 anni, In servizio all’Ansaldo da 54 anni. Ha cominciato l’apprendistato a 14
anni con la Gio Ansaldo & C. quando c’erano i lumi ad olio

Impressioni: E’ migliore dell’Andrea Doria. Su 50 cuscinetti nessuno si
è surriscaldato,

ANTONIO BAIOCCHI, operaio dell’Ansaldo Allestimento. Ha 51 annî
ed è genovese.

Impressioni: Da 12 anni in qua le migliori navi che ho visto creare qui
a Sestri sono l’Andrea Doria e la Colombo; quest’ultima, secondo me è di
molto superiore.

Cap. COSTANTINO CAORSI, capo sezione Apparati motori al Cantiere
Ansaldo. 46 anni, sampierdarenese. 5

Impressioni: Dopo tanti studi e discussioni costruttive, chi come me ha
lavorato soffrendo per questa creatura che nasceva, non può che rimanerne
affezionato, La Colombo ci dà grande soddisfazione come in questo momen-
to che dalla plancia ci comunicano la velocità sul miglio di 26,386...

Cap. RINO POGGI, direttore di macehina. Anni 57, nato a Montemar-
cello di Spezia. Naviga dal 1916; prima della guerra era in servizio sul Rex
e sul Conte di Savoia. Dopo la guerra sul Biancamano e sull’Andrea Doria;
dal settembre del ’53 all’Allestimento per la Colombo.

Impressioni: In linea di massima l’apparato motore è soddisfacente sal-
vo qualche lieve modifica da apportare. Ottima l’attrezzatura elettrica. Que-
sta prima a « tutta forza » è pienamente riuscita per non essersi presentati
quegli inconvenienti che spesso avvengono, Con la Cristoforo Colombo fe-
sieggio anche il mio 38° anno di servizio nella marina mercantile.

Ing. LUIGI BOZZO dell’Ansaldo e consulente della Soc. Italia, Ha pro-
vato 40-45 navi, quattro nell'ultimo mese e mezzo per un totale di 6-7 mi-
lioni di cavalli.

Impressioni: La Cristoforo Colombo sembra leggermente migliore del-
l’Andrea Doria anche per le modifiche apportate rispetto alla gemella.

BARTOLOMEO STAGNARO, nostromo. di 57 anni, da Riva Trigoso.
Quest'uomo che naviga dall’età di 9 anni è entusiasta della nave.

Impressioni: Meglio di così, non si poteva desiderare. Le scialuppe sono
bellissime e le gru perfette, funzionano ch’è un piacere. I miei dipendenti,
40 marinai, 4 giovinotti di prima, 4 di seconda e tre mozzi sono felici
come me,

EDOARDO RIBATTO, maestro di casa, torinese.

Impressioni: E’ questo il terzo piroscafo che dirigo nella parte a me ri-
servata: Saturnia, Biancamano e Colombo, Le ripostiglierie sono molto con-
fortevoli. Bisognerà ancora sistemare i tavoli nel salone e le tavole di ser-
vizio con criterio più razionale, Le cucine sono quanto di meglio si poteva
desiderare. Cinquanta persone sono alle mie dipendenze nel salone supe—
riore, nel salone da pranzo, ecc. sempre di prima classe. Provengo dai diri-
genti d’albergo.

PRIMO BINI, cuoco, da San Terenzo di Lerici, 58 anni. Ha cominciato
nel 1910 come garzone di cucina sul Ravenna. Proviene dal Biancamano e
dall’Andrea Doria. 3

Impressioni: Con le mie 56 persone lavoro con le migliori cucine oggi
esistenti. Con l’Andrea Doria ho vinto a New York una grande coppa per la
mia ultima creazione: le «tagliatelle all’Andrea Doria ».

— Ci date la ricetta?

Fossi matto! E’ un segreto che ormai appartiene alla nave gemella che
ho lasciato per questa, Sto studiando altre creazioni per la Colombo.

a









29 maggio 1954: La « Cristoforo Colombo » esce per la prima volta in mare aperto per raggiungere il bacino delle Grazie.

ERA TRU NARA ERE RAPPRE PORTOFINO

A TUTTA FORZA: NODI 26,386

Partenza cronometrica. Al-
le 7 meno un minuto, quando
giungiamo trefelati all’imboc-
co della Calata Zingari, ci
rintrona nelle orecchie la vo-
ce tonante del megafono che
ordina: « Togliete lo scalan-
drone! ». Una corsa, il cuore
‘in gola, le gambe che trema-
no: arriviamo appena appena
in tempo. Una breve sosta, un
po’ di respiro. Sono le 7. Si
parte.

A bordo ci sono circa cin-
quecento invitati. La nave si
stacca; il momento è emozio-
nante. Lo sciaquio dei rimor-
chiatori che la condurranno
fuori del porto, dà la prima

. pulsante sensazione di vita al
colosso che si muove lenta-
mente.

Anche per i veterani, anche
per coloro che hanno viag-
giato in lungo e in largo per
i mari, è questo un momento
gonfio di emozione, Una pro-
va è un po’ sempre un’'avven-
tura e un battesimo. La
Cristoforo Colombo farà oggi
le prove a « tutta forza ». Una
nave italiana, un’altra gran-
de nave che, dovrà fornire

al mondo le alte virtù del no-

stro lavoro sì presenta alla ri-
. balta. La prova può essere
una grande vittoria, ma anche
una delusione.
Si parte ormai per il mare
«aperto. I rimorchiatori si so-
‘no staccati e le loro sirene si-
bilano; saluto affettuoso e au-
gurale,
;. 1 35 mila cavalli dei due co-
lossali motori si sono scate-
‘hati e premono vorticosamen-
e sulle 32 tonnellate di bron-
zo delle due gigantesche eli-
che. La Cristoforo Colombo



inizia la sua grande galoppata
iniziale e punta verso l’infi-
nito azzurro del mare quasi
tranquillo sotto il cielo cor-
rucciato di questa bizzarra
primavera. Lo scafo trema ap-
pena e impercettibilmente.
Genova, gremita di case fitte
salienti verso le alture ci sfi-
la davanti come un grande
bizzarro scenario. Bella anche
nel mattino lampeagiante di
sole, di azzurro e di nubi im-
pregnate di luce; commowven-
te sempre per chi narte e per
chi arriva.

Siamo ormai in alto mure.
Una gigantesca onda ribollen-
te segna l’orma del nostro
cammino nell’inifinita distesa
del mare, Lì, sotto il monte, si
stende Camogli; più in alto
San Salvatore, Il grande mu-
so di Portofino sprofonda nel
mare e ha d’intorno i baffi
bianchi delle onde. Ci viene
incontro con raccapricciante
celerità e sembra un mostro
spaventoso,

Il gigante marino cede, ora,
docilissimo, all’azione del ti-
mone; il mostro di Portofino si
scosta. L’altoparlante annun-
cia dalla macchina alla coper-
ta che ì motori pulsano a pie-
no regime. Il funzionamento è
perfetto. Tutto procede nella
più assoluta regolarità.

Sessantamila cavalli impri-
mono ora la loro ciclopica
energia alle assi delle due eli-
che. La nave ha raggiunto il
limite delia sua poderosa for-
za. Ancora un messaggio dal-
la macchina al Comando an-
nuncia che la velocità misu-
rata sulla base Punta Chiap-
pa - Portofino è di nodi 26,386.





n.

Poco dopo sapremo che una
registrazione ha stabilito la
velocità di 27,8.

La Cristoforo Colombo ha
così raggiunto il suo massimo
rendimento. Si è presentata
sulla ribalta del mondo e ha
vinto. E° un’altra grande vit-
toria del lavoro italiano, Gli
«ansaldini » ne possono esse-
re fieri. *

La radio di bordo parla,
frattanto, con tutto il mondo
e lancia un saluto gioioso al-
l’Andrea Doria, la grande ge-
mella che sta uscendo, men-
tre noi incrociamo davanti a
Genova, dal porto di New
York.

GLI OSPITI

Tra gli intervenuti con il
Presidente dell’ Ansaldo avv.
Federico De Barbieri, il vice-
presidente comm. Gennaro,
l'amministraiore delegato ing
Rosini, il direttore generale
ing. Lombardi e i due vicedi-
rettori generali ing. Bandet-
tini e ing. De Vito, c’erano
l'ammiraglio De Pace, coman-
dante del Dipartimento Ma-
rittimo dell'Alto Tirreno, il
Presidente della Società di

Navigazione « Italia » ing.
Linck, il vicepresidente ing.
Rapetti e il capo dei ser-

vizi stampa e propaganda dott.
Bruno Astori; il Console ge-
nerale del Venezuela signor
Roo, il Direttore generale del
Consorzio del Porto sig. De

Negri, l’ing. Soldà direttore
del Registro Navale, mister
Lean direttore dell'American
Bureau of Shipping, mister
Mavor direttore del Lloyd Re-
gister, l’ing. Boyer direttore
del Compartimento ferrovia-
rio, gli armatori Scerni, D’A-
mico e Maresca, due ufficiali
della Missione Venezuelana,

La « Colombo » ha interessato

De Chirico durante una visita alla nave





G

A

"N

È

l'ing. Pizzarello vicedirettore
«él

generale della Finmeccanica,
il dott. Ottolenghi condiretto-
re centrale dell’IRI, il dott. Si-
nisgalli dirigente l’ufficio stam-
pa Finmeccanica, l’avv. Pe-
scia per la Provincia, giorna-
listi dei più importanti quoti-
diani d’Italia e dei grandi set-
timanali.

CU LOTTPPA




anche gli artisti: ecco il pittore










Giro d’obiettivo sulla “Colombo,,

A sinistra, dall’alto in basso: Il ponte lance — un asse porta-
elica — particolare della Cappella.

Sopra: Il Vice Diretore Generale e Capo del Settore Navale,
ing. Alfonso Bandettini, a bordo della nave alla sua prima
uscita dal Cantiere.

Sotto: quattro operai a bordo, Da sinistra: Bernardo Di
Mattei, Giovanni Botta (campione nazionale di pattinaggio
artistico), Giusto Mingozzi e Fernando Saitta.








ra non molto quel comignolo della centrale
di Chivasso, che oggi fuma per opera della
«Geco » americana, fumerà anche per opera

Dalla piallatura la cassa turbina è passata al tornio
verticale per essere alesata e sfacciata. Î due ope-
rai Giuseppe Savio e Felice Turno con i due aiu-
tanti Giacomo Giua e Gino Stefani al momento
dello scambio di consegne fra un turno e l’altro.

di costruzione la seconda sezione da 60.000 kW.
Le nostre maestranze, che costruiscono la mag-
gior parte della centrale, si assicurano così una
nuova fonte di lavoro.

Assicurandosi l’alta tecnica della progettazio-
ne americana si è realizzato già da tempo un
piano di collaborazione i cui frutti cominciano a
maturare. La turbina, del tipo ad azione, costi-
tuita dall’A. P. e dalla B. P. con 21 stadi di espan-
sione, riceve vapore alla temperatura di 482° C e
pressione di 60 Kg/cmq, con ammissione su am-
bedue le mezze casse, inferiore e superiore. Dati
gli elevati livelli di temperatura e pressione del
vapore, la cassa di A.P. è un getto di acciaio le-
gato al cromo-molibdeno, allo. scopo di ottenere
stabilità dimensionale a caldo; la cassa di B.P.

due rotori di A. P. e B.P. sono di acciaio legato
al nickel-cromo-vanadio, uniti fra loro mediante
un accoppiatoio del tipo permanente, Essi appog-
giano su tre cuscinetti a sede sferica, situati il
primo sulla cassa di regolazione ed il secondo e
terzo sulla cassa di B.P.. Il secondo cuscinetto si
trova avvolto nel vapore ed è isolato da opportune
tenute ad acqua. I diaframmi della turbina sono
| del tipo saldato fino al decimo stadio e dall’undi-
E cesimo al ventunesimo stadio sono fusi. Le palette
| mobili vengono ricavate tutte da barre rettan-
(° golari.

Le parti più importanti della centrale sono
in lavorazione. La cassa turbina di alta pressione
è proprio in questi giorni su un importante tornio
E verticale della « Grande meccanica » per le prime
‘operazioni di sgrossatura. Gli operai Giuseppe Sa-
‘vio, Felice Turno, Giacomo Giua, Gino Stefani
— che, anche se giovani, tante prove di abilità









































invece, a doppio flusso, è in struttura saldata. I

hanno già dato — sono stati prescelti ad eseguire
un così importante lavoro. .Nel giorno in cui nella
« Sala prove turbine » potranno assistere alla mes-
sa in marcia del più importante gruppo turboal-
ternatore d’Italia, saranno certamente soddisfatti

I mezzi ausiliari che sono richiesti nella la-
vorazione di turbine così importanti sono eccezio-
nalmente rigorosi e il Meccanico, che pure ha in
tutti i tempi risposto alle più moderne esigenze,
non era finora attrezzato per far fronte ad essi.

Nelle turbine Ansaldo-Geco sono particolar-
mente importanti i rotori che, muniti di palette,
sotto l’azione del vapore girano a velocità verti-
ginose. Sono organi pericolosi e sulla cui integrità
ed efficienza bisogna avere una assoluta sicurezza.
Si tratta di pezzi fucinati, intorno ad un metro di



La nuova attrezzatura del
Meccanico per la lavorazione
delle turbine è la più moderna
e la più efficiente oggi in
uso nell’ industria italiana.



diametro, che compiono circa 3.000 giri al minuto
primo. Durante la loro produzione nelle acciaie-
rie vengono sottoposti ad accurati trattamenti ter-
mici che migliorano la qualità dell’acciaio legato
di cui sono composti. Ma ciò non basta. Occorre
essere sicuri che sotto l’azione del vapore a qua-
si 500° C durante il funzionamento della turbina
non subiscano alcuna sia pure piccolissima defor-
mazione. Se ciò avvenisse si verificherebbe uno
sbilanciamento del rotore con eccessive vibrazio-

7

ENTRRALE A CHIVASSO

ni che potrebbero provocare seri inconvenienti.
Per misurare se si deforma (e di quanto eventual-
mente si deforma) il rotore nelle reali condizioni
di funzionamento sotto l’azione del calore, è stato
costruito recentemente un apposito moderno forno
elettrico combinato con un tornio che sorregge
sulle due estremità il rotore stesso e lo fa girare
lentamente nel forno. Quest'ultimo è dotato di
numerosi strumenti di precisione per la misura-
zione delle temperature e celle eventuali defor-
mazioni che il rotore potrebbe presentare.
Nessuna azienda italiana possiede ancora un
forno così moderno ed una attrezzatura così raf-
finata e questo è un altro primato del Meccanico.



Diaframma del secondo stadio di espansione di tur-
bina da 60.000 kW. del tipo saldato con ponti ra-
diali di collegamento. L’operaio Ippolito Marenghi
esegue il taglio di fiamma delle aperture ingresso
vapore. La scelta e la messa a punto di questo mo-
derno sistema di lavorazione, rispetto alla fresatura
come prima si praticava, ha fatto risparmiare molte
giernate rendendo così molto più economica la la-
vorazione



Dentro a questo forno, appositamente costruito e combinato con un tornio, si fa lentamente girare il rotore

per controllare e misurare le deformazioni che esso eventualmente subisca sotto l’azione del calore. Il forno

è dotato di numerosi strumenti di misurazione. Quando il rotore abbia superato questa « prova del fuoco »,
si può essere certi del suo perfetto funzionamento.



ùm.

ie i



È



AL MUGGIANO

Sta sorgendo, in località Ruffino, a
spese della Cassa Mutua dell’« An-
saldo » Muggiano, un ambulatorio
per la prevenzione e cura Gi even-
tuali malattie del personale dipen-
dente del Cantiere navale.

La costruzione, a un piano, men-
tre parte sarà utilizzata a giardino e

a ingresso, la restante verrà occupa-
ta dall'opera che avrà tutti i requi-
siti per un perfetto isolamento: ter-
mico, acustico, igroscopico, grazie a
un materiale edilizio composto da
pomice e cemento,

L’ambulatorio sarà dotato di un
seriografo, per le radiografie in se-
rie; di uno schermografo per l’esame
a vista del corpo umano; di un au-
diometro, per il controllo della ca-
pacità dell’udito; e di una poltrona
odontoiatrica, completa di speciale
supporto radioscopico per la radio-
grafia della cavità orale.

Si potranno disimpegnare dalle
duecento alle duecentocinquanta vi-

‘ site giornaliere con la scrupolosità

che è premessa dall’ottima prepara-
zione del personale medico.

Le sale d’attesa avranno, per l’ap-
punto, annessi due spogliatoi che
consentiranno, nel corso della gior-
nata, un notevole risparmio di tem-
po al medico e al paziente.

Le tre sale d’attesa del piano ter-
reno, faranno capo alle sale di: me-
dicina generale, radiografia e radio-
scopia, oculistica, che, con i tre lo-
cali adibiti a direzione e ammini-
strazione, completeranno il primo
blocco dei nove vani. Al piano supe-
riore si affaccia un’ampia terrazza;
internamente, due sale d’attesa, una
intervallata tra le specialità di te-
rapia fisica ripartita in: aereosol te-
rapia, forni Bajer, marconiterapia,
e la specialità di otorinolaringoia-
tria; l’altra, sarà la sala di attesa
per il reparto di odontoiatria; i va-
ni suddetti, .con i tre (più due dei
servizi) destinati al guardiano, com-
pleteranno il secondo blocco dei die-
ci vani. Un totale di ventun vani,
modernamente attrezzati di stru-
menti tra i più perfetti nel campo
della elettrodiagnostica, consenti-
ranno un sollecito e sicuro metodo
di cura preventiva, di cui anche il
servizio mutualistico della Provin-
cia si avvantaggerà, decentrando
verso questo nuovo centro di assi-
stenza anche i familiari dei dipen-
denti.

Un cenno al moderno apparecchio,
di cui sarà dotata la sala di radio-
grafia dell’ambulatorio, servirà a
mettere in rilievo la utilità di que-
sto « Medio D 500 » che, accoppiato

Il nuovo ambulatorio

al seriografo « Explorator », per-
metterà l'esame semestrale di tutti i
duemilasettecento dipendenti.

Lo stanziamento di 50 milioni co-
me preventivo di spesa è garanzia di
un buon lavoro,

Vogliamo ricordare, nelle specifi-
che attribuzioni e competenze di cia-



seuno, i nomi del rag, Carlo Traver-
sa, presidente della Cassa mutua a-
ziendale dei cantieri Ansaldo Mug-
giano e Dirigente Amministrativo:
Vittorio Zangani, amministratore
delegato della Mutua aziendale e îl
geometra Nereo Rognini, i quali
hanno dato vita a questa ope:a uma-
nitaria.

CORSI E CONFERENZE

el quadro delle direttive e dei
{programmi della nostra Società

una grande importanza hanno le
iniziative intese a migliorare e ad
integrare le conoscenze sia profes-
sionali che generali di tutto il per-
sonale. Queste iniziative possono es-
sere classificate in due categorie:
corsi di istruzione professionale e
corsi di conferenze di cultura e di
aggiornamento,

Per quanto riguarda la prima il
quadro dell’attuale attività si pre-
senta come segue:

Corso per disegnatori meccanici.

Presso lo Stabilimento Meccanico
tale corso si sta svolgendo per la
terza volta. Gli allievi sono stati
scelti fra gli operai di tutti gli sta-
bilimenti sociali in possesso di ti-
tolo di studio di scuola media supe-
riore. Dai precedenti due corsi sono
usciti ventiquattro disegnatori par-
ticolaristi ben istruiti ed addestra-
ti, i quali, promossi impiegati, sono
stati immessi negli uffici studi.

Corso per operatori montatori ester-
ni di motori Diesel.

Se ne sono già avute due sessioni
presso il Meccanico ed è in prepa-
razione una terza per ispettori ai
montaggi esterni di motori Diesel.
Il corso ha lo scopo di insegnare (e
rammentare) ai montatori esterni
molte nozioni riguardanti la costru-
zione navale, le sistemazioni, gli ac-
cessori ed ausiliari di bordo, le nor-
me per le prove a mare, la manu-
tenzione dei motori e l’assistenza
tecnica ai clienti.

Corso per operai montatori di tur-
bine a vapore.

Si è avuta già una sessione di
questo corso presso il Meccanico,
con lo scopo di insegnare pratica-
mente le norme di un montaggio di
particolari caratteristiche, che ri-
chiede una notevole varietà di ac-
corgimenti. Un secondo corso sarà
iniziato entro il corrente anno.



1

Il Cav. Elvio Filippini,
Capo dell'Ufficio Studi del
MEF, da noì intervistato
sul numero di locomotive e

locomotori costruiti dal-
l’Ansaldo, così cì ha rispo-
sto:

« Dal 1854, dalla ormai
famosa « Sampierdarena »
alle attuali modernissime
locomotive a vapore for-
nite alla Grecia, l’Ansaldo
ha costruito 1.587 tra lo-
comotive a vapore e lo-
comotori elettrici. Di que-
sti ultimi 158 a corrente
continua e 70 a corrente
alternata.

Ed ecco in breve alcuni
interessanti dati indicati-
vi:

Potenza - La somma del-
le potenze normali di tut-
te le locomotive in HP è
di 1.600.000 che corrispon-





INTERVISTE - LAMPO |

LOCOMOTIVE E LOCOMOTORI

de a quella di 32 transa-
tlantici del tipo della gran-
de turbonave Cristoforo
Colombo.

Peso - Il peso a vuoto
complessivo ammonta a
ben 101.200 tonn. corri-
spondenti al totale disloca-
mento a pieno carico di
tutti i seì piroscafi del tipo
Marco Polo, in servizio di
linea delle due Americhe.

Tubature - I tubì bolli-
torì che sono stati montati
sulle caldaie, posti in fila,
andrebbero da Genova a
"faranto.

Se tutti ì locomotori e
le locomotive da noi co-
struite formassero un con-
voglio questo occuperebbe
il binario da Genova ad
Arenzano, cioè circa 23
Km. ».





Corso per preventivisti di
tecnico-commerciale.

ufficio

Sempre presso lo Stabilimento
Meccanico si sta svolgendo un corso
per preventivisti. Gli allievi, operai
ed impiegati, posseggono determina-
ti titoli di studio, ed i più idonei
sono stati scelti da una commissione
esaminatrice. Poichè la funzione del
preventivista è molto delicata gli al-
lievi vengono istruiti con partico-
lare cura.



*

La seconda categoria di corsi ri-
guarda:

Corsì dì lingua inglese.

Hanno lo scopo di migliorare le
conoscenze del personale in un cam-
po in cui si riscontrano dannose de-
ficienze e che invece, dato lo svilup-
po dei nostri contatti con l’estero,
richiede una particolare attenzione.
I corsi di inglese sono stati istituiti
verso la fine dell’anno scorso, a cu-
ra e spese dell’Ansaldo, Vi è stato
ammesso, a richiesta, il personale
che ha attitudini e mansioni tali da
giustificare una sua maggiore istru-
zione in merito. I corsi, divisi in tre
gradi con un totale di quaranta
partecipanti, hanno avuto inizio il
1° dicembre dello scorso anno e ter-
minano con il prossimo mese di lu-
glio, Le lezioni sono tenute dal prof.
B. Sinha, dell’Università di Genova.

Conferenze per ingegneri.

Sono attualmente in corso ed han-
no lo scopo di integrare le nozioni
tecnico-professionali con argomenti
indispensabili per una più completa
visione dell'azienda nel suo com-
plesso. Ogni ciclo comprende nove
conferenze così suddivise: quattro
sulla contabilità industriale, tenute
dal Vice Direttore Centrale Dr. Ra-
va; quattro sulle modalità di retri-
buzione della mano d’opera, la mi-
sura del lavoro, le tariffe di cottimo,
l’organizzazione scientifica del lavo-
ro, tenute dall’ing. De Thierry; una
sui problemi sindacali e della con-



trattazione collettiva, tenuta dal Di- :

rettore Centrale Ing. Zirilli.

Le conferenze per ingegneri, oltre |

alla loro importanza specifica, han-
no dato modo ai partecipanti di.co-
noscere personalmente il Direttore
Generale, di conoscersi fra loro e
conoscere i relatori, con vantaggio
per le relazioni che intercorrono tra
i vari uffici degli stabilimenti e tra
questi e la Direzione Generale.

I corsi hanno dimostrato che il
personale ha forte desiderio di im-
parare e di avvalersi di adatte pub-
blicazioni, ed hanno ottenuto anche
lo scopo di suscitare l'emulazione e
il desiderio di migliorare la propria
condizione morale ed economica.



BERLITZ
L'ENSGIUSESBESSITIE RUE

Xx

Eccoci. come promesso nel primo numero
de “|'ANSALDINO”' ad informare gli
appartenenti all’ Ansaldo sugli speciali sconti
loro zoncessi
per singoli partecipanti ai corsi
sconto 15°),
per partecipanti a lezioni individuali
scento 109),
Ulteriori sconti saranno praticati a gruppi di
8.10 persone. Detti sconti sono estesi a tutti
i familiari degli ansaldini.
Sono in preparazione corsi estivi, con
inizio 25 luglio.

Attività turistica 1954
Viaggio e permanenza a Londra (complessivamente 10 |.
giorni) a scopo didattico. Quota di partecipazione
L. 42.000. Iscrizioni entro il 2 luglio. Facilitazioni
rateali agli ansaldini e famiglie. h
Per qualsiasi informazione rivolgersi:
Via Roma 6, Berlitz U. |. - Tel. 580.042 |















































































o avevamo cercato a casa ma ci hanno detto
di andare nella sua officina di modelli, e là
i lo abbiamo trovato al lavoro intorno ad uno
scafo di legno in miniatura. Non dimostra dav-
“vero i suoi 73 anni Erasmo Patrone, col suo in-
credere sicuro e lo sguardo fermo ed attento, mal-
“grado porti sulle spalle una vita di tenace lavo-
‘ro iniziata all’età di undici anni.

Eravamo infatti nel 1892 quando egli entrò
© come «garzonetto » ai Cantieri Ansaldo di Sestri;
quei Cantieri che per
tanta parte avevano
già toccato la vita
della sua famiglia e
dovevano in seguito
così da vicino segui-
re Ja sua. sia diretta-
‘ mente sia indiretta-
— mente. Abbiamo co-
© minciato a parlare
‘ del padre, Giacomo,
che lavorava al Can-
liere di Sestri come
calafato e all'occor-
renza prestava la sua
opera di pompiere, e
dello zio Sig. Cosso
pure dipendente del
Cantiere in qualità.
di capo-calafato, e
su questa traccia
molti ricordi inte.
ressanti sono venuti alla luce, a cominciare
dall'epoca di Mastro Lorenzo Bianchi che ne fu
il proprietario prima dei Cadenaccio.

Mastro Bianchi veniva dai Cantieri della Fo-
ce dove aveva imparato la più perfetta tecnica
in falto di costruzioni navali in legno, tanto da
diventare grazie anche alia straordinaria abilità
personale, uno dei più rinomati costruttori « abi-
litati con Regie Patenti». Chissà quali ragioni lo
indussero a cedere il cantiere ai Cadenaccio (pro-
venienti da Loano) dato che proprio in quegli
anni il passaggio della Ferrovia da Genova a Vol-
tri aveva di molto facilitato l’approvvigionamen-
to del legname! E° indubbiamente merito di Ma-
stro Bianchi, che continuò a dare in un primo
tempo, la sua collaborazione tecnica ai Cadenac-
cio, se questi poterono impegnarsi nella difficile
costruzione del «Cosmos, la meraviglia del 1865.
Questo veliero, era l’ultimo grido in fatto di co-
struzioni navali: tutto in rovere e quercia imper-
niato e inchiodato di rame rosso con finimenti di
teak. con un’alberatura che, essendo fornita di
‘ manovre in ferro, segnava un decisivo passo avanti
sui sistemi dell’epoca. Armatori del « Cosmos» (se
ne parlava allora ogni giorno, in famiglia) furono
‘i F.lli Frassinetti che poterono affrontare l'enorme
spesa in grazia dei proventi della vecchia e famo-
sa «Sciamada » (forno di torte e farinate). I Ca-
denaccio furono creati cavalieri proprio per i!
successo del «Cosmos ».!

Preso lo slancio e grazie al fluire delle ordi-
nazioni, il cantiere assunse una incredibile altivi-
tà tanto da varare anche 40 bastimenti in un anno!
Epoca d’oro, in cui tutti lavoravano per « Cade-
naccio », come si diceva nel ponente, e che s'avviò
al declino solo verso il 1878-79 quando fu tentata
una parziale trasformazione dal legno al ferro: oc-
correrebbe ricordare che i Cadenaccio costruirono
una nave tutta in ferro, il rimorchiatore « Sestri ».
A questo proposito Erasmo Patrone ci dice
di aver letto con stupore l’affermazione di un tec-
nico inglese secondo cui gli artieri in legno non
furono mai utilizzati nelle costruzioni in ferro: a
Sestri ciò non accadde! Le vecchie maestranze
dei cantieri di Sestri furono tutte ottimamente ufi-
lizzate nelle nuove costruzioni: la lavorazione delle
ordinate si conosceva già dal tempo in cui furono
costruite da Westermann le navi composite, cioè
con ordinate in ferro e fasciame in legno. Così la
iegatura delle lamiere. I tracciatori, nerbo della
avorazione in ferro, furono tratti dalle sale a trac_
ciare dei vari cantieri, mentre per la ribaditura
e il calafataggio furono utilizzati i vecchi chioda-
tori e calafati in legno.

Tra i ricordi più vivi dei primi anni del can-
tiere Ansaldo, ci è venuto incontro quello.d un asi-
nello che suppliva alla mancanza di qualsiasi at-
trezzatura meccanica per il trasporto di travi 0
lamiere. Il paziente animale, che apparteneva ad
i un villico di Borzoli, era preso in affitto a gior-
. nata e lavorava nel cantiere chiamato ora dall’uno
è ora dall’altro per trainare, con un carretto i vari
carichi. Pare anche che, al suono della sirena di
‘ mezzogiorno, si avviasse sicuro alla sua mangia-
‘toia nel solito angolo, mentre la sera se ne tornava
col padrone in quel di Borzoli. Dopo di lui venne
«un verricello azionato da una caldaia mobile su
“rotaie e fu quello l’unico mezzo di spostamento e
sollevamento del materiale per le navi in costru-





zione, per molti anni, e con esso si costruì quella
che, a parere del Patrone, fu la prima nave in ferro
costruita dall’Ansaldo il cui varo precedette quel-
lo dela Salvatore Ciampa »: la « Caterina Accame »
varata nel 1890. Il Patrone allora sui nove amni,
ricorda di essere salito a bordo e d’aver assistito
al fervore del lavoro per il varo. Assieme alla
«Caterina Accame» stava sullo scalo il pontone
«Polcevera » sul quale si sviluppò un incendio che
fu domato appunto dall'intervento del calafato-
pompiere Giacomo Patrone.

Ma i ricordi di quegli anni in cui il cantiere
confinava col vecchio cimitero (per la precisione,



Erasmo Patrone, il modellista
che ha riprodotto in’ miniatura
tutte le navi costruite dall’ An-
saldo, ricorda i tempi in cui
il Cantiere di Sestri confinava
con il cimitero dei colerosi.



la poppa delle navi in costruzione gettava la sua
ombra sulle tombe dei colerosi) sono molti, troppi,
e noi cerchiamo nel loro fluire di fermare i più
significativi.

Negli anni intorno al 1892 furono varate due
golette a gabbiola ordinate da un certo Negrotto
che, in seguito a certi dissesti, non ne ritirò che
una: la seconda fu poi venduta nel Sud-Americu
e munita di apparato motore. Una delle macchine,
mentre veniva issata a bordo, cadde sulla sabbia
ma restò indenne.

Nel 1899 Ferdinando Maria Perrone riuscì con
una sua missione nella capitale ottomana, a scal-
zare l’inamovibile monopolio inglese ed a farsi
affidare il rimodernamento di due navi da guerra
nel porto di Istambul. Furono moltissimi gli operai
ed i tecnici che parteciparono a questi lavori du-
rati ‘alcuni anni, e tra gli altri si ricorda il Baffi.
go e il Gamba.

A FLOTTA TASCABILE

Lasciati i cantieri dopo pochi anni, il Pa-
trone si trasferì all’Odero e si mise a studiare
seralmente, fino a diplomarsi macchinista nava-
le nel 1905; ritornato all’Ansaldo nel 1907 ci re-
stò fino al 1924.

I ricordi di quest’ultimo periodo sono anch'es-
si foltissimi seppur meno suggestivi.

Nel 1813 missione, in qualità di capo-montato_
re, a Castellammare di Stabia per i lavori di com-
pletamento della corazzata « Duilfo» lavori assai
complessi per gli assi delle eliche, le caldaie e le
853 prese d’acqua, tanto da meritare l'apprezzamen-
to di tutti i tecnici.

Poi venne il transatlantico dello stesso nome
che, varato nel 1916, fu usato negli anni della prima
guerra mondiale come magazzino galleggiante, fin-
chè fu approntato nel 1923 per la N.G.I. Patrone fu
alle prove di macchina di quello che era allora un
vero gioiello della produzione navale e rimase a
bordo come macchinista di garanzia: vivo è il ri-
cordo degli entusiastici elogi di tutti per quella
superba realizzazione.

Ma la vita di Frasmo Patrone non doveva scin-
dersi da quella dell’Ansaldo neanche dopo il suo
ritiro dalla stessa nel 1924, per dedicarsi alla pro-
pria ditta di modelli navali, che iniziò la sua atti-
vità nel 1919 con il modello del piroscafo « Orazio »
costruito dall'Ansaldo per la N.G.I.

Mentre i moderni ribattitori e calafati in ferro
ponevano sullo scalo le lamiere delle barche più
diverse, questo vecchio «garzonetto » figlio di ca-
lafati in legno continuava a lavorare i modellini
di quelle stesse navi riprodotte in scala minore.
Intorno al 1936 egli fornì all'Ansaldo quello che ei
piacerebbe definire « l’album di famiglia ». Si trat-
tava dei modelli in scala di tutte le navi, dal pon-
tone al «Rex», costruite dai cantieri Ansaldo in
tutta la loro attività: una formidabile flotta sfi-
lava davanti agli occhi in uno spettacolo contem_
poraneamente grazioso, convincente e toccanfe.
Questo «album vivente» esiste ancora, anche se
menomato di qualche pezzo, al Cantiere di Sestri.

Ma a questo punto ci siamo ricordati che lo
spazio a nostra disposizione è molto limitato e che
il direttore ci aveva raccomandato: «tre cartelle
non di più!»; e abbiamo lasciato Erasmo Patrone
con una forte stretta di mano. Lo abbiamo lasciato
al suo lavoro attorno allo scafo, guarda caso!, del-
la « Cristoforo Colombo ».

L. B.























= ai aa a È È 7
DA UN VEGGRIO ALBUM |

1 E

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5 E

9 Un veliero in costruzione a Sestri nel 1890

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I







MINI
©&3 alcune vedute dello stato dei lavori

durante la fase di allestimento & suggestiva

immagine del castello di prora & la turbo-

nave entra in bacino di carenaggio alle Grazie

6 la “Cristoforo Colombo” sullo scalo

del Cantiere Navale di Sestri, prima del varo.



















i
i
È







«macchina per scrivere.

Il primo modello della macchi-
na per scrivere « Remington »

Wa « Lexicon » alla bruna,
una « Olivetti » alla bionda,
una « Remington » alla rossa,
e alle otto în punto il via. Un
mondo di tasti sventaglianti,
e di carta carbone, e di veli-
ne; e lo squillo del carrello
al termine della corsa per ri-
destare i sogni, i vostri, datti-
lografe, fragili e leggeri come
cuori di carta, nel vento del
mattino.

La storia che vi riguarda
comincia per l’appunto in un
mattino, un lontano mattino
del 1874,

Voglio raccontarvela, Un di-
stinto signore, americano di
nascita, bussa alla porta dei
fratelli Remington, moti ar-
maioli della città. Ha un ap-
puntamento per via d’un cer-
to modello di sua invenzione.
Lui si chiama Cristopher Sho-
les, e lei, «l'invenzione »,
Può
sembrare strano che degli ar-
maioli potessero prendere in
considerazione un oggetto così
innocente, eppure furono pro-
prio i Remington, quelli delle
carabine falciatrici di pelliros-
se, per intenderci, che davanti

al modello di Sholes si gratta-

rono il mento interessati. Non
che l’aggeggio avesse una li-
nea particolare, moderna e
aerodinamica, tutt'altro, non
ispirava proprio niente dalle
forme esteriori che ricordava-

Dattilografe

no quelle della vecchia mac-
china da cucire. Pensate che
un curiosissimo pedale per-
metteva, azionandolo, il ri-
torno del carrello, I tasti, non
ne parliamo, durissimi alla
pressione richiedevano una
notevole forza fisica dall’ope-
ratrice, che poveretta, dopo
qualche mese di quell’eserci-
zio, si doveva trovare sotto
pelle certi muscoli di dubbia
grazia muliebre.

I Remington capirono che
la macchina avrebbe avuto un
avvenire, e rimandarono il si-
gnor Sholes pieno di speranze.
E mantennero la promessa;
non era passato neppure un
anno che un certo numero di
macchine da scrivere era già
pronto ad essere immesso nel
commercio. E con esse, al-
trettante dattilografe, robuste
e allenate alla perfezione,
pronte a vincere l’armato scet-
ticismo dell’opinione pubblica.

Perchè uomini d’affari, im-
piegati, commercianti ostaco-
lassero il battesimo della mac-
china da scrivere sì spiega. I
primi ne facevano una que-
stione di prezzo. La macchi-
na costava 125 dollari, men-
tre il pennino d’acciaio costa-
va coltanto un cents, Il mondo
letterario, commerciale, epi-
stolare dell’800 ruotava sulla
punta d’acciaio dell'economico
pennino che l’avvento della
macchina da scrivere doveva
far scomparire.

La classe impiegatizia e in
genere tutti coloro che si gua-
dagnavano il pane, trascriven-
do e ricopiando dei testi alla
velocità di 15 parole al mi-
nuto - come gli indimenticabi-
li Bouvard e Pécuchet dell’o-
monimo romanzo di Flaubert
- erano contro la macchi-
na perchè temevano di perde-
re il posto, Anche persone in-
telligenti e argute come lo
scrittore Mark Twain si ver-
gognavano di confessare di
possedere una macchina da
scrivere, che adoperavano in
gran segreto. Sembra che la
prima opera letteraria datti-
loscritta sia stata « Life on the
Missisipi », del citato Mark
Twain, il quale chiese all’edi-
tore di non divulgare la no-



La signorina Marisa Giorgi

tizia che certamente avrebbe
suscitato uno scandalo.

Nei primi sette anni si ven-
dettero appena 1200 macchi-
ne, e altrettante dattilografe
trovarono lavoro senza che,
come si temeva, altrettanti
impiegati amanuensi perdesse-
ro iîl loro. Voglio invece rac-
contarvi, come esempio, il be-
ne che la macchina fece a

Frank Mc Gurrin, suo giurato
nemico.

Il signor Mc Gurrin lavo-
rava in un ufficio legale. Il
suo principale,

che amava

To passò all’azione e da que-

sta al successo. In capo a
poco tempo — come un vir-
tuoso pianista — il nostro

Frank era capace di far scor-
rere le sue dieci dita sulla
macchina guardundo fuori
dalla finestra. In breve con
quel sistema raggiunse la no-
tevole velocità di 90 parole
il minuto, considerando che
le tastiere d’allora erano pe-
santi e rigide alla pressione!
Un record e un brevetto.

Il principale di Frank fece
brevettare il sistema, noto



La signorina Amalia Rispoli

scherzare e conosceva il suo

pollo, si divertiva spesso a
toccarlo nel suo punto debo-

le. Il signor Frank, infatti,
non poteva sopportare l’idea
che una donna potesse supe-
rarlo in qualche cosa, il suo
orgoglio : di maschio ne wve-
niva acerbamente scosso tan-
to da mandarlo in bestia. Il
suo principale un giorno lo
chiama e gli dice: « Ho visto
l’altro giorno una dattilografa
capace di scrivere a macchina
guardando fuori della fine-
stra ». Poi accese un sigaro e
guardò dritto. negli occhi il
suo dipendente. Frank diventò
rosso, poi viola, infine grigio
come un topo. Premetto che
anche nell’ufficio di Frank, le
macchine da scrivere erano
già state introdotte dal disin-
volto principale, il quale ave-
va concesso un aumento di
stipendio al nominato Frank
per premiarlo di avere ab-
bracciata la causa della mac-
china da scrivere con tanto
puntiglioso zelo da essere in
breve il miglior dattilografo
dell’ufficio.

Scherzava il principale e
voleva far infuriare il dipen-
dente, Ma il nostro giovanot-
to quella volta non sbottò. Se
ne andò via mogio mogio, ri-
muginando un’idea ancora in-
certa. Ma pensa e ripensa la
cosa si andava sempre più
chiarendo nella sua mente.
Infatti — rifletteva — come
un pianista è capace di suona-
re il suo strumento senza
guardare la tastiera, perchè la
conosce a memoria, altrettan-
to deve essere possibile farlo
con la tastiera della macchi-
na da scrivere. E dal pensie-

nel mondo come « Metodo del-
le dieci dita o Mc Gurrin » dal
nome del giovanotto che non
ammetteva di farsi superare
in nulla dalle donne.

La breve avveniura della
macchina da scrivere è finita.
Resta ancora una piccola 0s-
servazione da fare. Grazie ad
essa, la donna è entrata nella
vita del lavoro organizzato a
fianco dell’uomo e vi ha con-
quistato jl suo diritto all’in-
dipendenza economica.

Franco Guadagnini








il mondo




Y Sd
&

( ag


nei francobolli





Quanto abbiamo detto nel
primo numero risvegliato
molte persone e tutte hanno ti-
midamente, come in confessio-
ne, press’a poco detto così: Io
da ragazzo avevo... ma poi l’ho
abbandonata. A chi vuol ritor-
nare, perciò, è dedicato questo
scritto,
Raccogliere

ha

francobolli di

tutto il mondo non significa
fare una collezione mondiale.
Scegliete uno, due, tre Stati

(quelli europei sono consiglia-
bili perchè più facilmente si
possono avere i francobolli) e
trattenetene tutti gli esempla-
ri, mentre i pezzi degli Stati che
non interessano potranno ser-
vire per i cambi onde aumen-
tare la vostra collezione.

I cambi tra collezionisti ven-
gono effettuati sulla base del
catalogo che quota francobolli
‘allo stato nuovo ed usati. Il ca-
talogo maggiormente consulta-



to in Europa è l’« Yvert e
Tellier » francese, facilmente
ottenibile dai negozianti di

francobolli ed un esemplare del
quale è a disposizione di tutti
‘alla Sezione Filatelica del no-
stro CRAL.

La collezione deve essere si-

stemata in ordine cronologico
di emissione delle serie, indica-
te dal catalogo, su appositi
albums, Esistono molti tipi di
albums, tuttavia la soluzione
più vantaggiosa, sia dal lato
economico che dal lato presen-
tazione, è quella dei fogli qua-
drettati oppure dei fogli con le
varie iscrizioni ed i quadrati-
ini già stampati pronti a rice-
vere il francobollo, La collezio-
ne può essere composta di fran-
cobolli nuovi e di francobolli
usati: nel secondo caso è più
facile perchè i pezzi usati cir-
colano, nei cambi, più spesso
che non i nuovi.
Il francobollo va applicato al-
l’album con apposite linguelle,
senza usare taschine o altro ma-
teriale che imprigioni il franco-
bollo il quale, al pari di noi
mortali, ha bisogno di respi-
rare per mantenere la sua fre-
schezza e non di essere soffo-
cato.



CERVETTI.
ì A



La signorina Maria Avilia





Il Presidente del Consiglio visita lo «stand» dell'Ansaldo all'Esposizione
Intern. della Navigazione a Napoli, ricevuto dal V.Direttore centrale dr. Bima

a Ì

Il 20 maggio si sono brillantemente concluse le prove della turbocisterna |

«FRISCO » di 18.500 T.D.W., costruita nel Cantiere del Muggiano per la « Pe- |

troltankers » di Genova. La nave ha raggiunto, a pieno carico. la velocità di |
Na 7

416,6 miglia all'ora. Nella foto, un ardito scorcio di scale nel locale macchine...

La Chimofilm di Genova ha girato un documentario a colori alla Stazione Raggi del Meccanico. Ecco la macchina da presa puntata sul « Maxitron »





FITONE ARRIAT

TRITO TISANA ATI RI RENT

PANORAMA



ORDINAZIONI
VACQUISITE
Ecco alcune ordinazioni ac-
quisite dal 21 maggio al 5
giugno:

Per la « Motomeccanica » di
Milano: 300 tamburi freno in
ghisa; 180 distanziali per mo-

tori; 300 supporti per motori

(importo L. I. 250.000 - ore
lavorative 1.200). Per la « Sol-
vay» di Rosignano: 6 corpi
centrali di pistone in bronzo
_ (importo L. 2.009.000 - ore la-
vorative 300). Per la « Fiat »
di Torino: 45 Jlingottiere in
&hisa ematite ,(importo L.
18.000.000. - ore lavorative
2.000). Per le « Officine Mec-
caniche della Melara » di La
Spezia: 200 carters in ghisa G.
26 (importo L. 6.000.000 - ore
lavorative 2.600). Per la
« Franco Tosi » di Legnano: 4
eliche monoblocco a quattro
| pale in bronzo al manganese
(importo L. 12.009.000 - ore
lavorative 2.800).

‘Queste ordinazioni sono
particclarmente significative
per l’importanza delle ditte
committenti, più che per la
loro entità.

CON SE

Nel mese di o sono
stati spediti e consegnati ai
clienti i seguenti prodotti fi-
niti:

Due locomotive tino 2-10-2,
che sono andate a raggiunge-
| re le precedenti già in prova
con nostro personale sull’im-
pegnativo percorso Atene-Pi-
reo; una betoniera della ca-
pacità di 3 me.; 500 tamburi
per freno di automezzi per la
« Fergat » di Torino; 24 ca-
| micie in ghisa ner motori ma-
rini per la « Fiat»; 10 guar-
niture per cilindri di appog-
gio per treno di laminazione
per la « Cornigliano» (peso
complessivo 65 tonn.).

EGNE

































La saldatura

dell'acciaio inossidabile
Sono stati accuistati, e so-
no già in funzione presso il
Ferroviario, quattro gruppi
di macchine della. « Soudure
. ‘Electrique Tanmueninti per
la saldatura delle quindici
carozze letto in acciaio inos-
sidabile, di prossima costru-
ziorie.

La saldatura a punti del-
l'acciaio inossidabile 18 cro-
mo 8 nichel, deve essere ef-
fettuata in tempi molto brevi,
per evitare la precipitazione
dei carburi di cromo e quindi
‘la perdita dell’inossidabilità.
La precipitazione dei carburi
di cromo può essere attenua-
ta quando esistano nel mate-
riale percentuali di titanio o
di niobio, perchè tali metalli
si combinano con il carbonio
più facilmente del cromo e
quindi si formano prima car-
buri di titanio o di niobio. Si
. hanno così gli acciai stabi-
lizzati al Ti e al Nb, Ciò no-
_ nostante la necessità di tem-
pi brevi nella saldatura a
punti è importante anche per
gli acciai comuni, perchè oc-
| corre una determinata quan-

22 FERROVIA

tità di calore che formi la fu-
sione della zona messa a con

catto, senza surriscalaare fi
materiale, I fattori pringipa-
li di tali fusioni sono: pres-
sione sugli elettrodi, intensi-
tà di corrente e temro di pas-
saggio della corrente.

Le moderne macc ac-
Quistate sono dotate di inter-
ruttori elettronici e rerdono
possibile il passagcio di cor-
rente in tempo breve e sem-





ine





pre del medesimo valore. Si
pesseno ottenera tempi da
1/50 fino a 1/100 gi ser ondo,
e ciò non potrebbe ver arsi
con i teleruttori norm Vi

è un tiratrone (triodo £
so) riscaldando il filamento
del cuale si ottiene un passag-
gio di corrente che viene re-
solato dalla griglia e utilizza-
to per riscaldare l’igniter di
uno sveciale raddrizzatore a
mercurio (ignitrone). Gli i-
gnitroni sono inseriti sul pri-
mario del trasformatore e al-









lorchè vi è passaggio di cor-
rente i! secondario del tra-
sformatore fornisce la corren-
te saldante, che può raggiun-
gere cdiecine di migliaia di
Amp, con bassissime tensioni,
a seconda della potenza del
irasformatore.

ANTONIO PRATI



Corso di istruzione
per giovani

A seguito di alcune sosti-
Suzioni effcatuate nell’inter-
no dello Stabilimento, una
ventina di giovani solto i 20
anni, che avrebbero volentie-
ri esercitato un mestiere qua-
lificato, si sono trovati privi
della preparazione per ap-
prenderlo. La Direzione dello
Stabilimento ha istituito per
icro un corso di istruzione ed
addestramento. Lincarico del-
l'insegnamento delle nozioni
teoriche è affidato agli ingg.
Damini e Noto dell'Ufficio
Studi .e Francalanci dell’Of-
ficina, che. svo'*ono argomen-
ti di tecnologia, disegno di
macchire, aritmetica e geo-
etria.

A MECCMNII



La nuova gru da

150 tonnellate - per il

sollevamento delle

caldaie ultimate.

Nuova macchina
dentatrice

Il giorno 4 di questo mese

è giunta una nuova macchina
di alta precisione (M.H. 80



Gli istruttori del Corso per motoristi. Da sinistra :
Ottavio Tarabuso, Giulio Bartolini, [rcole Rcssi e
Luigi Pallotti.

della «David Brown» di Man-
chester) che completerà la
gamma delle grandi dentatri-
ci per riduttori marini, gam-
ma che va da un diametro di
70 mr, fino a un massimo di
5.500 mm. La macchina in
questione serve per la denta-
tura di ingranaggi da 150 a
2.000 mm. di diametro.

Visite

I giorni 25 e 25 maggio sono
stati in visita a Genova alcu-
ni membri dell'Istituto Inter-
razionale della saldatura, re-
duci dal Congresso Annuale
che ha avuto luogo a Firenze
dal 18 al 22 maggio con l’in-
tervento di 600 congressisti,
di cui 450 stranieri. Persona-
lità tecniche, scientifiche ed
industriali del Belgio, Fran-
cia, Inghilterra, Germania,
Giappone, Norvegia, Svezia,
Svizzera e Italia sono state in
visita allo Stabilimento Mec-
canico.

25 I FONI



Iì 5 giugno

NDERIA

è stuta fusa una elica destrorsa a quattro pale

in bronzo al manganese per una turbocisterna da 31.500 Ton,

della Società di Navigazione
L’elica, finita di lavorazione,
6.300, con un passo

« Argea »
presenterà un
variabile da m.

dell’Armatore Cameli.
diametro di m.
4.330 a m.5.335 e peserà

22 tonn. Sarà quindi fra le più grosse fabbricate dall’Ansaldo.
Per la fusione si è reso necessario impiegare contemporanea-

mente tre forni e colare circa trenta Tonn,

di bronzo. La pro-

gettazione dell’elica è stata fatta presso l’ufficio studi della

nostra società.







Attività del Reparto Meccanico:

costruzione di dieci presse
doppie per vulcanizzazione.








È
È
È







AZIENDALE >

SO )
I,

COMMESSE

EGITTO. - E’ stata affida-
‘a al gruppo italiano forma-
to dalle Soc. Dalmine e Na-
zionale Metanodotti (SNAM)
la fornitura di tutti gli im-
pianti e macchinari per la
installazione di un oleodotto
fra Suez e Il Cairo. Per ace-
cordi precedentemente inter-
corsi con le suddelte Socie-
tà, l’Ansaldo risulta cooforni-
trice delle stesse, restando ad
essa attribuita ‘la fornitura
di: sei serbatoi cilindrici da
10.000 me.; uma torre di rea-
zione per impianto Visbrea-
ker; diciotto scambiatori di



Lam

SO
(SS

DI

calore; dodici motori Diesel
per le stazioni di pompaggio.
Per l’Ansaldo l'importo della
fornitura è di circa 600 mi-
lioni di lire, per un totale di
255.000 ore lavorative (180
mila per la parte carpente-
ria e 75 mila per i motori
Diesel).

ITALIA. - E’ stata passata
in questi giorni all’Ansaldo
l'ordinazione per la fornitu-
ra di macchinari pe una ce-
menteria da 100 tonnellate al
giorno — via secca — per
la Società Federcementi di
Galatina (Lecce). L'importo
della fornitura è di 260 mi-
lioni di lire.

PENTERIA



E’ stata cottaudata in questi giorni la nuova travata co-
‘ siruita per la sistemazione definitiva del ponte sulla Dora
Baltea esistente al Km. 88,785 della linea ferroviaria Chivasso-
Aosta. La travata ha le seguenti dimensioni: lunghezza mas-
sima m. 52,06; larghezza m. 5,65; altezza m. 7,10. La realizza-
zione di detto lavoro, affidato alla Carpenteria dalle F.S., ri-
chiede inoltre le seguenti operazioni: varamento trasversale
contemporaneo del tronco della vecchia ‘travata, della trava-
tina provvisoria e della nuova travata, in modo da portare
quest’ultima nella sua definitiva posizione; demolizione del

tronco della vecchia travata e smontaggio della

provvisoria.

CONSEGNE

Entro il mese di maggio è

‘. stata ultimata una importan-

te fornitura eseguita per

travatina

conto della « Costruzioni Im-
pianti » di Milano, Essa con-
sisteva nei seguenti macchi-
nari per una cementeria bra-
siliana: un forno rotante di m.

3,20x90, con relativo raffred-
datore di mt. 2,70x31 (300
tonn. di produzione al gior-
no); un forno rotante di mt.
2,25 x 85 (120 tonn. di pro-
duzione al giorno); sette mu-
lini combinati a tre camere
per macinazione cemento (15
tonn, di produzione ogni ora);
un raffreddatore di mt, 2,30
x 30; tre gru elettriche a pon-
‘te (portata tonn. 6,5 cad.);
tubazioni, camino, condotte
d’acqua a bassa ed alta pres-
sione, congegni per mulini
ecc.

Trattative in corso

Sono in corso le trattative
per la fornitura di ponti per
ferrovia secondaria, serbatoi e
accumulatori, gru di vario
tipo, macchinari per cemente-
rie e strutture varie, per un
totale di circa 150.000 ore la-
vorative.

IE POENZTSE,
SULL’ADIGE
A LEGNAGO

Con la ultimazione dello
smontaggio accurato di una
travata militare;-avvenuto in
questi giorni sul fiume « Adi-
ge » in prossimità di Legnago,
si è conclusa un’importante
fornitura affidataci dall’Am-
ministrazione delle Ferrovie
dello Stato, riguardante la si-
stemazione definitiva del
ponte ferroviario a tre luci,
attraversante il fiume « Adi-
ge» al Km, 1364458 della
linea Mantova-Monselice,

Come tanti altri ponti, an-
che il ponte sopradetto, ven-
ne distrutto durante il perio-
do bellico, A

L’ amministrazione delle
Ferrovie dello Stato riattivò
subito la linea, facendo get-
tare provvisoriamente, attra-
verso quel corso d’acqua, una
travata militare, riservandosi
di ‘fare ricostruire nuova-
mente il ponte in forma de-
finitiva nel corso del pro-
gramma delle ricostruzioni
delle opere d’arte distrutte
dalla guerra.

Il nuovo ponte costruito
dallo Stabilimento Carpente-
ria e posto in opera, per con-
to dello stesso dall’ impresa
Pietro Moglia di Pegli è en-
trato in esercizio nella se-
conda quindicina del mese di
febbraio scorso, ed il com-
pletamento dello smontaggio
della travata militare, lavoro
questo sempre eseguito per
conto dello Stabilimento Car-
penteria, dalla Impresa sopra-
citata, venne concluso, come
sopra detto in questi giorni.



Mulino ventilaio costruito alla Carpenteria

22% IUGGIANI

TEÒaCOMIETAO
DI SICUREZZA

E’ stato ‘costituito un Co-
mitato di Sicurezza contro
gli infortuni. Poichè la pre-
venzione degli infortuni sul
lavoro presenta un particola-
re interesse, sia agli effetti
della tutela dell’integrità fisi-
ca dei lavoratori, sia da un
punto di vista tecnico-pro-
duttivo, il Comitato avrà ii
delicato compito di studiare
e di attuare quegli accorgi-
menti tecnici che possono mi-
gliorare le previste misure di
sicurezza.

Il suddetto Comitato risul-
ta così composto: dott. ing.
Renato Marras (Presidente);
dott. ing. Alberto Praga; dott.

ing. Rocco Vitale; dott. ing.
Aldo Sauda; dott. ing. Gio-
vanni Annaloro; dott. ing.

Carlo Borzone; dott. ing. Re-
migio De Marchi; sig. Onilio
Calzolari; Giovanni Boni; Vi-
nicio Ceragioli; Nicolò Fer-
bel; Nello Del Soldato; Aldo
Arnavas; Giovanni Righetti;
Amedeo Querci; Giuseppe
Averame; dott. Gino Cerri.
Il 14 maggio il Comitato di
Sicurezza si è riunito pre-
sente il sig. Stallo, capo del-
l'Ufficio Assicurazioni della
Direzione Generale, il sig. Pic-
chio e il dott. Bonura, Erano
inoltre presenti l’ing. Marras,
Ipresidente del comitato, gli
ingg. Praga, Annaloro, Sauda,
Borzone, il dott. Cerri e i sigg
Ceragioli, Del Soldato, Ri-
ghetti, Querci, Averame. Il
sig. Stallo ha illustrato gli
scopi del comitato e il metodo
da seguirsi. Durante la discus-
sione generale l’ing. Annaloro
ha messo in rilievo la neces-
sità di studiare un sistema
per impedire che gli operai
montatori vengano a risentire
delle radiazioni dell’arco vol-
taico che li investono agli oc-
chi quando lavorano in colla-
borazione con i saldatori elet-
trici. Molti dei convenuti han-
no formulato proposte varie,
tra cui quella di dotare i
montatori di speciali occhiali
che consentano loro di svol-

gere il proprio lavoro, La Di-
rezione Generale ha interes-
sato varie ditte per la costru-
zione di detti occhiali, che non
esistono in commercio, Il sig.
Ceragioli ha proposto che gli
ossigenisti siano dotati di due
paia di guanti, anzichè uno, e
di una manica di pelle; la pro-
posta è stata accettata. Il dott.
Bonura infine ha raccoman-
dato che a tutti i feriti da cor-
pi rugginosi o polverosi ven-
ga praticata l’iniezione anti-
tetanica e che sia fatta sotto-
scrivere una dichiarazione a
coloro che non volessero sot-
toporvisi.

Concluso il corso
per saldatori

\
Si è concluso
qualificazione

il corso di
per saldatori

I risultati, molto soddisfacen-
ti, hanno dimostrato la buona
preparazione tecnica dei par-
tecipanti. Si è particolarmen-
te distinto l’operaio Giuseppe
Strozzi, il quale ha consegui-
to il brevetto di prima classe
del Registro Italiano Navale.
I seguenti operai hanno con-
seguito il brevetto di seconda
classe:

Alberto Madinelli, Carlo
Ratti, Espedito Schiano, Luigi
Nardi, Adolfo Pellegri, Ennio
Caleo, Mirio Corradini, Giu-
liano Bellazzini, Ennio Loco-
ri, Rossano Gandolfi, Orlandi-
no Cerchi, Ciro De Angelis,
Walter Polo Riva, Giovanni
‘Righetti, Giuseppe Brondi, Li-
no Botto, Mario Tedeschi.

Inizio dei corsi sulle
relazioni umane

Hanno avuto inizio i corsi
sulle relazioni umane, che
vedono i capi dei vari setto-
ri tecnici e amministrativi
partecipare giornalmente, a
turni di otto per convegno, a
libere discussioni sui vari te-
mi nel campo del lavoro che
riflettono la responsabilità dei
capi nell’esercizio delle pro-
prie mansioni direttive.

I






RECZZCLEIO






=




__

ceo



Sono nati

2 maggio: FRANCO, figlio di Da-
ri Gianfranco (Liv) - DONATELLA,
figlia di Cecconi Aldo (Liv) - 10
maggio: MAURO, figlio di Carpi Pie-
tro (Can) - 11 maggio: NICOLETTA,
figlia di Gambino Gerolamo (Fon)
- 14 maggio: MARIA CLARA,, figlia
di Carosio Giacomo (Mef) - 15 mag-
gio: FABRIZIO, figlio di Del Greco
Mario (Liv) - CARLO, figlio di
Bruzzone Giuseppe (Can) - 17 mag-
gio: MARIA, figlia di Cerrato Gio-
vanni (Dig) - MANOLA, figlia di
Lelli Luciano (Liv) - 18 maggio:
LAURA, figlia di Anelli Eugenio
(Can) - DANILO, figlio di Luccoli
Silvio (Can) - 21 maggio: GIAN-
CARLO, figlio di Odone Giuseppe
(Fon) - 24 maggio: ELEONORA, fi-
glia di Demi Mario (Liv) - 27 mag-
gio: MARIA GRAZIA, figlia di Bi-
sacchi Giorgio (Mef) - BRUNA, fi-
glia di Scarso Dario (Can) - 28 mag-
gio: GIAN PAOLO, figlio di Rizzo

Giovanni (Dig).

Si sono sposati

15 aprile: GIACCHERO Silvio
(Mef) con De Stefano Aurelia - 19
aprile: ROBBIANO Giancarlo (Dig)
con Pastorino Maria Teresa - 24 a-
prile: FERRANDO Angelo (Dig) con
Fossati Evelina - DURANTE Adelio
(Dig) con Blengeri Ines - 25 aprile:
FORNARO Alessandro (Dig) con
Cavaggino Vincenza - 29 aprile: PA-
LAGI Ginevro (Mug) con Pivieri
Rosetta - 2 maggio: PARODI San-

CRAL,

Forse non tutti gli Ansaldini
conoscono la vita del C.R.A.L.
Perché? Difficile è la risposta,
ma ritengo che le cause princi-
pali debbano ricercarsi in due
motivi: la battuta di arresto, se-
guita al trasferimento della Se-
de a Villa Maria, riguardo l’or-
ganizzazione di manifestazioni
di carattere popolare e l’indiffe-
reenza con cui, iscritti e non,
considerano quanto riguarda la
vita dell'Ente.

E° possibile ovviare a tali in-
convenienti? Come?

Indubbiamente i C.R.A.L., ed
il nostro in particolare, posso-
no rivestire un'importanza non
indifferente sia nel campo ri-
creativo che assistenziale e cul-
turale, ma per arrivare a ciò è
necessaria una piena collabora-
zione fra gli organi direttivi del
C.R.A.L. ed i lavoratori, i primi
intensificando |’ organizzazione
di manifestazioni particolarmen-
te sentite come, ad esempio:
il turismo, i soggiorni in monta-
gna, i corsi di disegno, di lingue
e di stenodattilografia, le prote-
zioni cinematografiche e gli spet-
tacoli teatrali, le munifestazioni
di carattere culturale e quelle
agonistiche prettamente dopola-
voristiche, nonchè approfonden-
do la propaganda in seno agli





del Tempo

tino (Can) con Piccardo Caterina -
GENOVESI Carlo (Mug) con Vena-
fra Fulvia - 8 maggio: DURANTE
Guido (Mec) con Marini Odette -
FAZZI Amedeo (Mug) con Tinfena
Sara - 9 maggio: MINGOZZI Mario
(Can) con Avena Nunziata - 10 mag-
gio: SOBRERO Silvio (Can) con
Massa Virginia - 15 maggio: POZ-
ZUOLO Attilio (Can) con Carpane-
to Maria - TAMAGNO Mario (Can)
con. Agosti Concezione - 16 maggio:
BONTEMPI Giuliano (Can) con
Torre Giovanna - STERLOCCHI Gu-
glielmo (Can) con Franchi Bruna -
23 maggio: LUCARELLI Ottorino
(Mec) con. Cardellina Tecla - 29
maggio: SAMUELI Giovanni (Mug)
con Beattini Alba - 30 maggio: PIC-
CARDO G. B. (Mec) con Cavanna
Maria - VALDARCHI Giuseppe
(Mec) con Rossi Andreina - BASSI.
GNANI Enrico (Can) con Morgavi
Maria - 3 giugno: DE MARTINO
Luigi (Mec) con Montuori Antoniet-
ta - PASTORINO Giovanni (Mec)
con Latanzi Silvana - 6 giugno: PI-
RELLO Leonardo (Can) con Con-
tratto Rosa- - COLTRI Virginio
(Can) con (Calcagno Settimia -
DALL’ORTO Mario (Can) con Ca-
viglia Giulia Rosa - TONELLI Gio-
vanni' (Mug) con Berardini Cleo-
nilde.



MEMENTO

20 maggio: MAZZONI Mario (Liv)
- 21 maggio: DE STEFANIS Gio-
vanni (Can) - 22 maggio: MINIUSSI
Giuseppe (Dig).

stabilimenti; i secondi dando la

propria adesione al Circolo, non .

solo iscrivendosi all'Ente, ma vl-
vendo la vita del C.R.A.L. stesso
frequentandone le sedi e parte-
cipando alle varie attività.

Tutti gli iscritti possono usu-
fruire delle facilitazioni conces-
se; assicurazione extra-lavoro.
riduzioni sportive e cinemato-
grafiche, gite, soggiorni, biblio-
teca, attività delle sezioni ri-
creative.

I lavoratori che non sono
iscritti al loro Circolo Azienda-
le hanno torto. Aderirvi signifi-
ca potenziarlo e potenziandolo
vorrebbe dire farlo assurgere. a
quel posto di preminenza nazio-
nale che, per l'importanza del
complesso Ansaldo, gli compete.

P. ALLEGRA
SOGGIORNI ALPINI
In collaborazione con l’ENAL

Provinciale verrà organizzato il
settimo soggiorno alpino a Fondo
(Mendola) nell’alta Valle di Non
- mt, 1.000, I turni sono settimana-
li, dal 27 giugno al 12 settembre,
con alloggio presso l’Alberzo Po-
sta. Le iscrizioni si chiuderanno im-
prorogabilmente il 20 giugno.

La spesa per ogni turno settima-
nale è di lire 12.000, pagabili con
buoni Enal; pagando in contanti si
usufruisce di uno sconto del 12%.

A cura dell’Ente Nazionale — Se-
de in Roma — verranno inoltre or-
ganizzati soggiorni in Austria e pre-
cisamente a Lech Am Arlberg
(m. 1.400) e a Oberlech (m. 1.650).
Vi spno quattro turni di 14 giorni
dal 10 luglio al 4 settembre. La spe-
sa per ogni turno è di L, 27.500, pa-
gabili con buoni Enal.

Per le iscrizioni ed informazioni
rivolgersi alla segreteria del CRAL.





PER LA PREVENZIONE CONTRO LE INFEZIONI DI

TIFO-COLERA - INFEZIONI INTESTINALI - DISSENTERIA

ACQUA DA BERE: una o due gocce di | VERDURA CRUDA : lasciarla per 10 mi-

Amuchina ogni litro d'acqua di dubbia | nuti in acqua e Amuchina (un cucchiaio

provenienza 5 minuti prima di berla. | di Amuchina ogni 2 litri di acqua).

RECIPIENTI - CISTERNE . SERBATOl: Lavaggio accurato con soluzione di Antisapril 1%
{un cucchiaio di Antisapril per ogni litro di acqua)

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w

GRADITISSIMI TUTTI I BUONI RATEALI (Enal, Salea, Siac, Tranvieri, Eridania, etc., etc.)
LE. COMMISSIONI INTERNE SONO PREGATE DI VISITARCI









CONSIDERAZIONI CRITICHE ALL'USO TRRAPRUTICO DELLE
SOLUZIONI DI CLORO ATTIVO NELLA PICCOLA IMFORTUNISTICA

Il complesso delle osservazioni da noi fatte riguarda, per i varii capitoli, 716
casi, trattati esclusivamente con l’amuchina. La buona azione disinfettante e de-
tergente dell’amuchina fu sempre costatabile in ogni caso. Quest’azione, parti-
colarmente efficace nelle ustioni profonde cagionate da spruzzi di ghisa liquida,
si è in questi casi associata a un’azione stimolatrice della riparazione dei tesu-
ti. Non c’è bisogno di insistere sulla particolare importanza di una tale azione,
nei riguardi terapeutici, e specialmente nei riflessi pratici (assicurativi, ecc.) della
questione. Dall’esperienza, ormai vasta da me fatta in questo campo, ho tratto
la convinzione dell’evidente utilità di questo metodo di cura. In particolare va
segnalato il fatto della mancanza, nei casi di queste ustioni medicate con amu-
china, di infezioni secondarie, Come è noto e come io ho avuto ampio agio di
poter osservare in precedenza, le ustioni da spruzzo di ghisa liquida si compli-
cano spesso con infezioni secondarie piogeniche, atte a prolungare di molto il
decorso della lesione, Complicanza ulteriore è ‘inoltre l’insorgenza di processi di
riparazione lenta con scarsa tendenza alla granulazione del focolaio. Mediante
il trattamento con amuchina queste complicanze sono state di solito evitate: il
processo di riparazione ha assunto un precoce decorso riparativo, e in partico-
lare senza le noiose e prolungate secrezioni siero purulente, quali si osservano
di abitudine in questi focolai resi torpidi dall’ustione.

Osservazioni che si prestano a considerazioni non meno interessanti ho
avuto agio di compiere nei numerosi casi di ferite sottoposte a medicazione me-
diante amuchina. Il fenomeno più interessante a osservarsi in questi casi è una
cicatrizzazione a decorso più rapido di quanto non si osservi con i comuni me-
todi di trattamento. Molto evidente è l’azione disinfettante e riparatrice del-
l’amuchina in tutte le abrasioni. Anche quì è da segnalare l’assenza di casi di
abrasioni complicate con ìnfezioni secondarie: casi che in passato si verificavano
con una certa frequenza, in modo da costringere l’operaio a lasciare il lavoro
per un periodo di tempo (8 o più giorni) del tutto sproporzionato all’entità della
lesione. E’ indubbio che l’insorgenza di infezioni piogeniche della pelle lesa è
influenzata in modo molto efficace dalle medicazioni con amuchina,

Giova rilevare che l’uso dell'’amuchina nelle centinaia di casi da me seguiti
non ha dato luogo ad inconvenienti, Le medicazioni sono state sempre ben tolle-
rate, e in prosieguo di tempo bene accette dagli operai infortunati. Solo talvolta
ho avuto agio di constatare, specialmente nelle ustioni, qualche fenomeno di
secchezza del focolaio, e soggettivamente senso di bruciore della parte medicata.

In conclusione ho ritratto dai miei studii la certezza che l’amuchina, usata
nelle lesioni sopraccennate nell’infortunistica industriale, agisce favorevolmente
sul decorso dei fatti morbosi, ed è atta ad abbreviare il periodo di inabilità al
lavoro degli operai infortunati, con particolare evidenza nelle «ustioni profonde
e nelle abrasioni.

Dott. ERNESTO PAOLINA



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Cosa ne pensa l’Ansaldino del fat-
to che in Italia, contrariamente a
quanto succede in tutti gli altri Pae-
si industrializzati da lunga data 0
meno, non riesca a formarsi una
mentalità industriale non dico in
larghi strati della popolazione ma
nemmeno nelle classi dirigenti?

A. ANGIOLINI

Quando Lei va a Napoli e ordina
un piatto di spaghetti, si sente do-
mandare se li vuole « speciali », A
parte il fatto che, se li vuole « spe-
ciali », li paga di più, l'esempio che
le ho dato serve a dimostrare come
l’Italia sia ancora il Paese delle spe-
cialità anzichè delle specializzazioni.

Quello che lei domanda rientra in
un più vasto quadre che si può sin-
tetizzare: « speciali » condizioni men-
tali del nostro Paese.

L'esame delle cause e dei rimedi
ci porterebbe troppo lontano ed en-
treremmo necessariamente nel cam-
po dell’opinabile.

Riteniamo Comunque che, con Ti
tardo, arriveremo a questa nuova
formazione di mentalità ed il nostro
periodico, nel limitato ambito dellu
sua diffusione, cerca di contribuirvi.

ISESESÌ

Desidererei che l’Ansaldino mi
facesse conoscere il proprio pun-
to di vista sul seguente argomento
che indubbiamente interessa mol-
ti di noi.

Per quale ragione agli effetti
della denuncia dei redditi gli in-
quilini a fitto libero sono consi-
derati alla stessa stregua degli in-
quilini a fitto bloccato? Penso che
la legge per rispettare i fonda-

INTERVISTA CON

campione mondiale

Per gli amatori dell’atletica
pubblichiamo una intervista
con l’olimpionico di marcia e
recordman mondiale comm. Ar-
mando Valente, impiegato pres-
so l’Ufficio MOP del nostro
Cantiere Navale di Sesttri.

D. Qual’è l’attività sportiva
alla quale si è maggiormente
dedicato?

R. La marcia.

D. A quali Olimpiadi ha par-
tecipato? i

R. Parigi 1924.

D. Quali sono i records da Lei
battuti?

R. Mondiali: 20 Km. 25 Km.
15 miglia - 2 ore.

Italiani: da 16 Km. a 25 Km.
- 2 ore - da 9 miglia a 15 miglia.

D. Quali sono statì battuti
dopo di Lei e da chi?

R. I mondiali dal lettone Da-
lin.

D. Quali records detiene an-
cora e da quando?

R. Tutti i records italiani;
dal 1926.

D. Alle Olimpiadi a cuì Lei
ha partecipato quali atleti ri-
corda in modo particolare.

R. Ugo Frigerio, lo svizzero
Swab, il sudafricano Mac Me-
ster.

D. Quali riconoscimenti ha
avuto per la sua attività spor-
tiva?

R. Medaglia al valore atle-

mentali principi di equità ai qua.
li deve sempre ispirarsi, dovrebbe
provvedere a favore degli inquili-
ni che sono costretti a pagare af-
fitti mensili elevati con adeguate







Piccoli annunci

Iniziamo in questo numero la
pubblicazione di una rubrica che,
pensiamo, potrà essere utile a tut-
ti: i «piccoli annunci». Le inser-
zioni sono riservate ai dipendenti
dell'Ansaldo e sono gratuite.

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riduzioni nella denuncia dei redditi.

D'altra parte, e questo è il lato
veramente ingiusto della questio-
ne. mentre la legge non prevede
alcuna riduzione nella dichiara-
zione dei redditi per la categoria
digli inquilini a fitto libero, la
cui spesa avviene in un certo sen-
so a fondo perduto, consente a co-
loro che usufruiscono delle varie
iniziative edilizie (Piano Tupini,
ecc.) e quindi ai futuri padroni di
casa, di detrarre dalla dichiara-
zione dei redditi gli interessi pas-

VALENTE
di

marcia



Armando Valente a fianco di Benia-
mino Gigli durante un ricevimento

tico e molti ordini cavallere-
schi.

D. Che cosa pensa degli at-
tuali marciatori?

R. Indubbiamente il campio-
ne olimpionico Pino Dordoni è
il nostro migliore marciatore
del momento. Non bisogna di-
menticare i fratelli Panich e il
finanziere romano Corsaro, e-
lementi di grande valore e spe-
ranze del domani.

Orte

sivi (912% del mutuo) da corri-
spondere all'Ente mutuante. E' il
caso di concludere, salvo dimo-
strazione contraria, con un inno di
gloria alle disposizioni che rego-
lano tale materia e con tanti com-
plimenti agli eredi del diritto ro.
mano che :peccano evidentemente
di coerenza.

Sarò grato all’Ansaldino di un
parere e se potrà far arrivare que-
sta segnalazione a chi di compe-
tenza.

R. G.

Le vigenti disposizioni di legge
riguardanti l’imposta complementa-
re progressiva sul reddito, per la
quale ogni anno entro il 31 marzo
deve essere prodotta la dichiarazio-
ne, chiamata Vanoni, stabiliscono
tassativamente quali sono le detra-
zioni ammesse per giungere al red-
dito imponibile e tra queste non è
naturalmente considerato il maggior
onere che deriva ai cittadini che
corrispondono al proprio padrone di
casa un fitto libero. Nè, d’altra par-
te, la legge poteva prevedere tale
circostanza anche perchè essa rap-
presenta un fenomeno contingente,
sia pure di durata impreveduta-
mente considerevole, in quanto ne-
gli anni scorsi si riteneva che nella
generalità l’allineamento dei vecchi
canoni di affitto ai valori correnti
avrebbe avuto un processo più spe-
dito e costante.

Le agevolazioni adottate dal no-
stro Governo a favore dei futuri
padroni di casa con il riconosci-
mento della detrazione dai redditi
degli interessi passivi corrisposti
agli Istituti di finanziamento per i
mutui ipotecari accesi sugli immobi-
li, sono naturalmente in funzione
della politica diretta a sviluppare
l'industria edilizia e nello stesso
tempo a favorire i cittadini per
avere una casa.

Una proposta di agevolazione nel
caso considerato potrebbe essere
avanzata al competente Ministero
ma abbiamo forti dubbi che possa
essere presa in considerazione.

SS

Vorrei sapere se rispondete an-
che alla piccola posta, come fanno
famose scrittrici su settimanali e
su « Stampa Sera ».

TERESA.

Sì, signora o signorina Teresa.
Rispondiamo! E se le domande fos-
sero di carattere così particolare da
interessare solo chi ci scrive e non
gli altri lettori, se avremo l’indiriz-
zo, cosa che lei non ci ha fornito,
risponderemo direttamente. E le as-
sicuriamo che la nostra esperienza
della vita e del mondo potrà essere
prodiga di saggi e ponderati consi-
gli. Le diremo di più: abbiamo una
specialista per i problemi della don-
na che non aspetta altro che poter
esplicare le sue capacità.



Per mancanza di spazio riman-
diamo al prossimo numero la pub-
blicazione di altre lettere e relative
risposte.

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vasti locali interni

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AVETE VISTO
“Cronache di poveri amanti’?

Ecco un film che onora la cinema-
tografia italiana, un film che continua
sulla strada giusta le esperienze più
luminose del cinema nell'immediato
dopoguerra, un film che segna l’inizio
del superamento della fase del docu-
mentarismo, del verismo, dell’oggetti-
vismo, di quello che fu chiamato ci-
nema « neo-realista » per avviarsi al
« realismo critico ».

Il film è tratto dal romanzo omo-
nimo di Vasco Pratolini, che ci dava
con la consueta freschezza un quadro
della vita di un vicolo fiorentino (Via
del Corno) con la sua umanità in lot-
ta quotidiana per la vita, nelle afose
giornate del 1925, durante le ultime
violenze del fascismo fiorentino.

Lizzani ha trasportato la vicenda
sullo schermo con la consueta serietà
critica (è il regista di « Achtung, ban-



Antonella Lualdi

diti! ») e con maggiori risultati arti-
stici, tanto che la « poesia » ciel film
non ne cancella «l’arte », In primo
piano abbiamo la triste vicenda d'a-
more di Milena (Antonella Lualdi nel-
la più umana delle sue interpretazio-
ni) e di Mario (Gabriele Tinti) svolta
sullo sfondo di Via del Corno, con i
suoi abitanti, tutti ben caratterizzati,
a partire da Maciste (Adolfo Conso-
lini), una specie di gigante buono, one-
sto lavoratore pieno di buon senso e
di coraggio, che finisce ucciso dagli
squadristi, fino a Ugo (Marcello Ma-
stroianni), un giovane irruento e sca-
pestrato che acquista la coscienza
delle sue responsabilità di fronte aila
cruda eloquenza dei fatti, alla vecchia
usuraia che è la « autorità nascosta »
di questo vicolo, all’indimenticabile
ciabattino-filosofo, al ragionier Carli-
no, il fascista del posto, ottimamente
rappresentato da Bruno Berellini.

Lo spettatore è invitato così a giu-
dicare ed a riflettere su fatti di casa
nostra, esposti senza alcuna tenden-
ziosità, e tanto meno retorica, così co-
me si sono svolti: un gruppo di po-
vera gente che affronta la vita senza
falsità ed ipocrisie, qualche borghese
perennemente « ritirato » dietro le
persiane in una neutralità soltanto ap-
parente, Un quadro, reso con innega-
bile poesia, sul quale il cinema chia
ma a riflettere,

IL PORTOGHESE.



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Presso l'Istituto VILFREDO PARETO
di Sampierdarena (Via N. D' Aste
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volgersi alla Segreteria dell' Istituto
aperta nei giorni feriali dalle 8,30
alle 12,30 e dalle 15.30 alle 20,30.













Rino





18

———_—_——_—__

CONTABILITÀ

* La sposina guardò con occhi teneri
il marito e disse: « Rico, avrei biso-
gno di cinquemila lire, ma damme-
ne soltanto la metà ».

« Certo » rispose il marito « ma
perchè devo dartene solo la metà? ».

« Perchè così tu mi devi 2500 lire,
io te ne devo 2500 e siamo pari ».



IL CAPO

=:
mi

î
visto dol superiore

-







i

Wttr

ll



Visto dalla moolia

AMORE

Annuncio economico: « Agricolto-
re trentottenne desidera conoscere
donna trentenne che possieda trat-
tore. Pregasi accludere fotografia del
trattore ».







buontempo —

Ce COMNNECIOTRIS OA PREEBMETRO

Problema .....

ferroviario






A [8
lee.



La locomotiva deve invertire l’ordine dei vagoncini A-B (B-A).

Trascrivere nel tagliando, i numeri dei punti toccati dalla locomotiva per ese-
guire la manovra; tenendo presente che non può attraversare il punto X, al con-
trario dei vagoncini, che invece possono farlo.

Per facilitare il compito dei solutori, avvertiamo che i numeri da ricercare sono
complessivamente 24, compreso il punto di partenza (5).

Esempio: 5=4=2=]=4=3=2=1=2=3=5=4=3=2=1=2=4=5=3=4=5=2=]=2=

Ritagliare e spedire a}: «il° ANSALDINO », recapito : Ansaldo - Genova



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NINO MEM coso.

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TELEVISIONE figo s0t4i









Spedire entro il

28 Giugno 1954



II°

CONCORSO A PREMIO

La locomotiva ha toccato i punti :







Spedisce :



Fiagga:

Città





Tra i solutori, verrà sorteggiata
una macchina fotografica ugua-

le a questa che riproduciamo.







® WITA DI CASA è

scritto a proposito della prima

puntata di « Vita di casa » osser-
vando che, se è vero quanto io ho
detto a proposito delle fatiche del-
le casalinghe, ben maggiori sono le
difficoltà delle donne che, oltre a do-
ver provvedere ai lavori di casa, de-
vono pure lavorare in officina o in
ufficio. Non posso non darle ragione;
ma io intendevo sfatare una leggen-
da, combattere un pregiudizio e per-
ciò avevo cominciato con le casalin-
ghe « pure », poichè sono esse le mi-
sconosciute. Non è giusto?

Parliamo ora, in questa puntata,
delle casalinghe-lavoratrici,

Tutta quell’attività casalinga di
cui si è parlato nella puntata pre-
cedente vale indubbiamente anche
per loro, con la differenza che, in-
vece di essere svolta durante la
giornata, essa deve essere compiuta
nei ritagli di tempo, dopo otto ore
di fatiche nello stabilimento. Nessu-
no, ad esempio, può immaginare in
che cosa si trasforma la cucina di
casa nelle ore serali, quando occor-
re riassettare dopo la cena, mettere
in ordine ogni cosa e far tacere il
ragazzino che gioca con la sedia. In-
tanto sui fornelli il cibo per l’indo-

[io casalinga-lavoratrice mi ha

mani, perchè bisogna prepararlo la
sera, no? Qui la minestra e la frit-
tata per î due ragazzi, con le mille
raccomandazioni al più alto di chiu-
dere bene il gas, dopo aver fatto ri-
scaldare il tutto; là quella per il
marito e qui infine quella per sè,

BleBEBBBERI eee tale a a0104/01R)

E

»
si

IBt81e:

Le donne lettrici de
« L'Ansaldino » ci hanno fat-
to pervenire una protesta
fondata. Osservano che esse,
fra mogli e impiegate, sono
la maggioranza e che, per
contro, la materia del gior-
nale è di interesse eminen-
temente maschile.

Desideriamo assicurare
le nostre lettrici che nel bre-
ve volger di pochi numeri
provvederemo ragionevolmen.
te ad accontentarle. Frattan-
to le preghiamo di farci co-
noscere ( scrivendoci o tele-
fonandoci), quali sono gli ar-
gomienti di loro gradimento
che vorrebbero veder tratta-
ti su « L'Ansaldino ». i

12180;
3

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FIDI)

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IE 016801a,

100

SES

messa nel portavivande e posta sul
davanzale al fresco. Dopodichè si
dovrebbe andare a letto, ma prima
bisogna attaccare un bottone alla
giacca del marito e togliere la mac-
chia di catrame dai pantaloncini del
piccolo.

L’indomani mattina si comincia
col preparare il caffelatte, vestire il
piccino, affidarlo al grande; quindi
la delizia del viaggio in tram (dove
da anni ormai nessuno lascia più il
posto ad una donna). Quando si ar-
riva a timbrare il cartellino dovreb-
be cominciare la giornata di lavo-
ro (ironia delle parole!) in attesa
del pasto frugale e quindi della si-
rena di uscita che dovrebbe segnare
la fine della giornata lavorativa
(altra ironia!).

A casa bisogna preparare la ce-
na: e, dopo, il ciclo ricomincia.

Capito? Ora, vorrei aggiungere io,
se qualche volta queste donne si
muovono con una certa stanchezza
fin dal mattino; se qualche volta so-
no eccessivamente irascibili e scat-
tano come molle, sforzatevi di ca-
pirle e di ricordarvi che la loro
giornata non è quella che risulta
formalmente dal libro paga.

LILIANA.

E. BRANDOLINI

L’OTTICO DI FIDUCIA
GENOVA-SESTRI - Telefono 40.414





{Interessa le donne e le ‘giovani mamme]

(i ' ‘ , , ' '
Evitiamo i piccoli dispiaceri

Molti dispiaceri ed ansie della
vita derivano da piccole cause.

Il sudore per sua natura innoc-
quo e inodoro, si decompone facil-
mente provocando irritazioni e cat-
tivo odore quando viene attaccato
dai microrganismi che normal.
mente prolificano sulla nostra epi-
dermide,

Le mamme sanno delle prime
sofferenze che impetigini, arrossa-
menti e screpolature della pelle
portano ai loro neonati, nonostan-
te le attente e scrupolose cure.

Chi pratica gli sport, il ballo, chi
viaggia o lavora sa del leggero sen-
so di disagio che dà il pensiero di
non essere perfettamente a posto
dopo una sudata,

Il DEORTALCO, composto di fi-
ne talco al quale è stato aggiunto
uno dei più importanti ritrovati
nel campo dell’igiene: il G. 11, con
la sua azione sterilizzante impedi-
sce lo sviluppo dei bacteri elimi-
nandone immediatamente le con-
seguenze.

Con esso l'epidermide resta sem-
pre fresca e profumata.

E’ un prodotto della « Farmaceu-
tici BRUCO ».

Provatelo chiedendo un baratto-
lo o una bustina di DEORTALCO
al G. 4 al Vostro farmacista.



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Bambini cari,

abbiamo, anche quest’anno, cerca-
to di fare del nostro meglio perchè
il vostro soggiorno sia confortevole
al massimo. Oltre ai prodotti ali-
mentari, come al solito di prima
qualità, di cui stiamo trattando l’ac-
quisto, abbiamo quest'anno organiz-
zato la distribuzione, all’atto della
visita medica, di una parte della di-
visa in modo che tutti partirete ve-
stiti allo stesso modo. Pregate la vo-
stra mamma di cucire, come ha fat-
to gli anni scorsi, il numero che di-
rà l'Assistente di Stabilimento su
tutti i capi di corredo, sia quelli che
indossate, sia quelli che mettete in
borsa, sia sulla divisa che vi viene
consegnata, Questo per evitare lo
scambio della biancheria vostra con
quella degli altri bambini, Non c’è
altro modo di evitare questi scambi,
se non quello che ognuno di voi ab-
bia il suo corredo contrassegnato in
ogni sua parte.

Inoltre pregate la vostra mamma
di darvi alcune cartoline postali con
l'indirizzo di casa già scritto. In tal
modo la vostra mamma sarà più si-
«cura di ricevere la posta. Voi però
non dovrete dimenticare di scrivere;
d’altra parte la vostra « vigilatrice »
ve lo ricorderà.

Per quel che riguarda l’acqua,
speriamo che quest'anno si possa
stare tranquilli con tutta la pioggia
che è venuta. E’ un problema grave
questo e si estende a tutto il geno-
vesato. Lo scorso anno anche in
città restarono senz'acqua. Noi fum-
mo più colpiti degli anni scorsi per
il fatto che i lavori in muratura,

eseguiti prima dell'inizio della co-
lonia, consumarono tutte le riserve.
D'altra parte questi lavori erano in-
dispensabili e noi riuscimmo ad ot-
tenere la colonia per cinque anni

appunto promettendo di eseguirii.

Furono spesi molti milioni, ma gra-
zie a questi lavori la colonia fu
completamente restaurata e rimessa
in efficienza in tutti i servizi. Inol-
tre la colonia fu riportata alla stes-

Lettera ai bambini

che andranno a Montemaggio

sa capienza di quando era stata co-
struita nuova e furono perciò re-
cuperati altri cinquanta posti. Noi
avevamo comperato l’acqua di una
fontana, l’unica fontana esistente
presso la nostra che va nei nostri
serbatoi, ma poi l'Ufficio provincia-
le d’igiene la dichiarò non potabile
e così non potemmo adoperarla.
Avevamo inoltre anche studiato
la possibilità di costruire una gran-



Il refettorio della Colonia



-» CASSETTA DELLE IDEE =



PROPOSTA N. 2388

Propone che le stufe esistenti, en-
trando nella buona stagione, venga-
no ritirate allo scopo di evitare che
esse siano messe a rottame e che al
principio del prossimo inverno se ne
debbano costruire delle altre.

RISPOSTA

Il suggerimento è opportuno e an-
che apprezzato. Già da tempo è sta-
ta data tassativa disposizione che
tutte le stufe elettriche, a gas, a car-
bone, vengano ritirate e raccolte in
apposito magazzino. Al momento
opportuno saranno revisionate dalla
MAN per essere rimesse in funzione
nel prossimo novembre.










>

de

"A

di

PROPOSTE N. 01974 e 2424

Propongono che il personale ad-
‘detto alla pulizia venga dotato di
‘apposita calamita per ricuperare i
materiali ferrosi presenti nellà spaz-
zatura,

RISPOSTA

. Il suggerimento può avere qualche
teresse. Se è tecnicamente possibi-
(ed allo scopo si faranno le do-
te ricerche per l’acquisto di ap-

parecchi adatti), riteniamo che il ri-
cupero debba essere fatto nei punti
di raccolta.



PROPOSTA N. 2215

Propone che, per evitare dannose
confusioni nei materiali, un collau-
datore per ogni officina abbia in
dotazione una boccetta di acido mu-
riatico per distinguere i materiali
inossidabili da quelli comuni.

RISPOSTA

La proposta è apprezzabile, però
per evitare spiacevoli incidenti sa-
rebbe più opportuno che un accura-
to e sicuro controllo fosse fatto al
Magazzino al momento in cui viene
prelevato il materiale.

Comunque una boccetta, da riti-
rarsi presso il Laboratorio materiali,
può essere tenuta al Collaudo di cia-
scuna officina per eventuali ulteriori
controlli in casi dubbi.

BE
at
PROPOSTA N. 2188

Propone che sul motore « Dox-
ford », al posto degli stauffer, ven-

ga applicata una pompetta Bosch,
a più mandate, regolabile a secon-
da delle necessità di lubrificazione.

RISPOSTA

Il motore Doxford è costruito
su disegni originali della Doxford,
quindi qualunque modifica, per ra-
gioni di responsabilità e di corret-
tezza, deve essere approvata dalla
Doxford.

L’idea è giusta benchè porti un
lieve aumento di costo e sarà al mo-
mento opportuno sottoposta al giu-
dizio della Doxford.



PROPOSTA N. 00914

Propone una apposita macchina,
di cui fornisce lo schizzo, per il ta-
glio e la sagomatura dei mattoni
refrattari che la Manutenzione ado-
pera nei vari forni dello Stabili-
mento, ottenendo così di diminuire
gli scarti dovuti alla lavorazione a
mano.

RISPOSTA

Il suggerimento è accettato.
L’ Ufficio UTO è incaricato di
provvedere alla progettazione.

19

de cisterna, ma oltre alla spesa che
è gravosissima vi si oppone un’al-
tra difficoltà che è costituita dal fat-
to che l’acqua a lungo stagnante può
diventare insalubre. Si potrebbe
adoperare soltanto per la pulizia,
voi dite, ma occorre allora tutto un
nuovo e separato impianto di tuba-
zione. E poi chi ci può garantire
che qualche volta, mentre siete in
doccia o altrove, non la beviate? E’
un problema molto serio sul quale
studiamo da tanto tempo, cari bam-
bini. Le cose che vi riguardano noi
le vogliamo studiare a fondo. C’è
sempre stata l’acqua negli anni scor-
si e certo ci sarà anche quest’an-
no. D'altra parte i vostri sanitari,
che risiedono permanentemente in
colonia, sarebbero i primi a dire, di
sospendere il turno se l’acqua man-
casse oltre misura? In fondo sono
loro, i medici, gli unici in grado di

giudicare se la restrizione può esse-'

re nociva. Non vi pare? Economiz-
zare l’acqua, evitare sprechi, è cosa
che d'estate si fa in tutta Genova;
noi in colonia l'abbiamo faito sol-
tanto lo scorso anno. State di buon
animo, perciò, e ricordate che noi
non pensiamo che al vostro benes-
sere. A proposito lo sapete che
. quest'anno troverete in colonia dei
potenti altoparlanti che vi trasmet-
teranno allegre canzoni? E lo sa-
pete che abbiamo installato sul
piazzale giochi di pallacanestro e
palla al volo? Faremo i campionati
e vinceranno i migliori. x

Dite ai vostri genitori di non ve-
nirvi a trovare. Non è questo un ca-
priccio, bambini, ma è un ordine
della Prefettura la quale giustamen-
te si è preoccupata di evitare conta-
gi. Voi infatti partirete visitati dal
medico, non affetti da malattie spe-
cifiche, siete vaccinati contro il ti-
fo, vi è stata praticata la profilas-
si antidifterica, ecc. ecc. I vostri
genitori, se vi venissero a far vi-
sita, potrebbero, senza saperlo, pro-
venire da centri dove appunto vi so-
no casi di malattia e potrebbero di-
ventare portatori di germi, e perciò
di malattia. Ma i vostri genitori, che
vi amano, non vogliono farvi del
male, anzi cercano come sempre di
darvi tutto il bene possibile.

In questo caso per farvi del bene
non debbono venire in colonia a vi-
sitarvi,

Ed ora bambini cari, non abbiamo
altro da dirvi. Altre cose ce le di-

remo quando saremo in colonia, A
presto cari.

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=) del 5),

La "Colombo, sullo scalo del Cantiere di Sestri poche ore prima .del varo


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