Notiziario "C", n. 3-4, 1972

Contenuto

Notiziario "C", n. 3-4, 1972
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
-L'equilibrio che manca alla vita di ogni giorno, p. 1
-Una vita sul mare in pace e in guerra, p. 2
-Uno sguardo al vino attraverso i tempi, p. 3
-Giornale di bordo, p. 4
Data testuale
1972 maggio-agosto
Estremi cronologici
maggio 1972 – agosto 1972
Consistenza
pp. 4
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/57
Collocazione
Emeroteca
contenuto
NOTIZIARIO







NITTI

Anno XII - Numero 3-4 + Maggio-Agosto 1972

L'equilibrio
che manca
alla vita
di

ogni giorno

MR tI

Genova

Perlodico bimestrale

La vita si complica sem-
pre di più, anche se le ore di
lavoro sono diminuite. E'
una constatazione di ogni
giorno. Il progresso è dove.
roso e utile, ma l'uomo de-





dalla propria famiglia. Fret-
ta, preoccupazioni, contrasti,
ansie, insoddisfazioni: ecco

diffuse, specie fra gli abitan-
ti delle nazioni più industria-
lizzate.

Nel settore dei servizi ma-
rittimi per passeggeri, i ri-
Flessi di questo stato d'ani-
mo si riscontrano drastica.
mente sui viaggi di linca:
mentre il numero globale di
coloro che comunque viag:
giano è in grande aumento,
il numero di coloro i quali
usano Ja nave, specie per
viaggi transoceanici, è in
continua e rapida diminuzio-
ne. La decisa preferenza al
l'aereo è dovuta principal
mente alla rapidità del viag-
gio, eppure la nave avrebbe
ben diritto di preferenza
sotto altri aspetti: un viag-
gio in mare è assai più ripo-
sante, confortevole, istrutti
vo, senza considerare i van.
taggi turistici resi possibili
dagli scali durante il per
corso.



Sono proprio questi i mo-
tivi che spiegano, invece, lo
sviluppo dei servizi di cro-
For un viaggio che offre

la possibilità di un periodo
di vero riposo, di una espe-
rienza di vita di bordo, al
insegna di un clima di sana



Spedizione în Abbonamento Postale - Gruppo IV



fraternità, di una conoscen-
ersi.



che — anche se sottosvilup-
pati — portano sempre alla
scoperta di valori spirituali
e di nuovi insegnamenti.

Vogliamo fare un esem-
pio? Durante la Crociera di
Capodanno — dell’ « Eugenio
C », i partecipanti hanno par-
ticolarmente ammirato la
bontà, la semplicità, la gioio-
sità, la dignità (pur nella lo-
ro miseria) delle popolazio-
ni di piccoli villaggi senega-
lesi. I passeggeri, nella loro
eleganza, si sono quasi ve-
nuti a trovare in una posi-
zione di inferiorità, un gior-
r0 festivo, di fronte a donne
popolane, con abiti a vivaci
colori, turbanti, semplici
ma valorizzati da un gesto
e da un portamento vera-
mente e genuinamente no-
bili.

In epoca recente, un mo-
naco intento a rovistare
nelle anticaglie della soffit-
ta di un monastero di Roma
ha trovato una di
della Saptiarime Vergine, re-
cante in calce la a:
« Madonna ei equilibrio,
prega per noi ».

La notizia, in molti am-
bienti, ha suscitato non po-
chi commenti: il guaio di og-
gi sta propri
za di equilibrio. Che squil
brio nella vita familiare, nel
mondo del lavoro, nella scuo-
là mella vita politica, nei rap-
porti internazionali. Quel
monaco si sta ora impegnan-
do affinché si preghi la Ma-
donna dell'Equilibrio. Occor-
re dargli ragione e ringra-
ziarlo .






<=

ccà

TESE



Una vita sul mare in pace ein querra



Mudu ha da scorso una i

sul mare, in pace e în

iche volta ha visto I

morto in faccia, è stato protagoni
sta di eventi luttu



avi è stato imbarca.
Ho Nuti MRI Previa ci

carlo. Ha cominciato con l'Enrico C.
fingo tenta pesto pei





fino al 30/5/1972, 9 anni ironia
fecnico.
Noi diro TOA





'augi
meritato "pot rds
blics





e

Nel 1922, per la precisione il
22 febbraio: Sonsegui il brevetto
internazionale di telegraji.
rignano è da allora ini
sii la mia aività în mare che
mi Gccupò per quasi me
lo. 1 mici primi contatti con la
società armatrice « Dita Gioco:
mo Costa ju Andrea
Zio il 59-1954 quando parli da
Genova dreo Plymouth, per
imbarco sul piroscajo En.
Tico Costa che era siato desinato
ad un viaggio di carbone p
l'Ialia: poi passò alla rotta Îta
lia » Danubio, trasportando grano.



Intanto î mesi passavano ed io
continuavo a seguire le sorti del-
l'Enrico Costa, noleggiato dalla

NOTIZIARIO ”



pagina due

Società Italia © destinato a viag
gi regolari per il Sud America per
il trasporio di mi

va requisita dalle Ferrovie dello
adibita al trasporio di

carbone dal Nord Europa în Ialia.
Continuammo ancora questi
viuggi anche dopo l'entrata in
querra della Germania con lIn-

attuali) alle ricerca di stazioni
non sempre funzionanti e Îl più
delle volte dislocate su postazioni
mobili, di conseguenza inuti

bili per chi non conoscesse l'esat
{a ubicazione che del resto quasi
quotidianamente variava.



Il primo siluro
arrivò presto

Poi una volta puseati net Mar

sussisteva il problema
delle mine vaganti a purirop-
n vano. conoscere le

bandiere dei Paesi neutrali. Così
la vita dell’Enrico Costa, e dî con
eguenza la mia, diventava sem:
Privo
Il 106-1940, giorno dell'entra:
linda aiar Fiorio
Costa si frovasa in navigazione
nei pressi di Malage
durante la notte,
sato lo stretto di Gibilterra. Dal
centro Coltano Radio, ricevetti
l'ordine di proseguire per Caglia
e vamente il contror
dine di divigere su Civitavecchia.
qui, scaricato îl carbone, ci
tali in Adriatico ed il
,, provenienti da Vene-
So, rai





gronia veni
mo colpiti da un siluro sul fian-
co sinistro; l'Enrico Costa sban
iò fortemente sul fianco sinistro
ma continuava a tener duro e
ju necessario un secondo siluro.
centrato nel locale macchina, per
mettere fine alla sua esistenza.

La nave cominciò ad affonda
re rapidamente, ma avemmo tut
io il tempo necessario per met.
tere a mare due lance dalle qua-
lî, alle 13,05, vedemmo sparire
inesorabilmente l'Enrico Costa.
Così ebbe fine îl mio primo
barco con la società dopo ben
85 mesi e 22 giorni.

Con le lance prendemmo terra

a Marina di Caronia e, în treno,
faggiungemmo Messina per Jori
na con tutto l'equipaggio al com:

leso. Da qui, dopo l'inchiesta
da parte della Capitaneria di Por-
to, ognuno si recò presso le ri-
spettive famiglie

famiglia, la
per imbarcarmi questa volta sul
l'Eugenio Cc questo imbar-

fù relativamente più breve, so-
lo 52 mesi e 24 giorni, periodo
che oggi giorno potrebbe sembra:
re pazzesco; anche questa volta
fo sbarco non fu per mia richie
sla ma per desidero degli inglesi
che. ci bombardarono.

I jatti. Il 2-8-1941 presi imbar
co a Roma Su due aerei militari,
insieme ad una parte dell'eq
paggio destinato all'Eugenio Co-
sta, per raggiungere Barcellona:





rifugiatavisi al momento della
cHiarazione di guerra, poiché in
Quel momento, SÌ trovava a navi
in Guascogna proveniente
dall'Inghilterra e diretta in Italia
con un carico
Per un periodo di 8 mesi circa
facemmo viaggi tra Bilbao €
dequx trasportando minerale di

ferro. Successivamente venimmo
trasjeriti in Germania ad Ambur-
ione fum-



sivamente attaccati da tu

mazione di motosiluranti inglesi

e guest'attuco durò, per fortuna

senza esito, per ben 6

munque, malgrado "iu; alle 6

del mattino riuscimmo a

re a Dunkerque. Durante la not-
dopo svariati at

tacchi riuscimmo a giungere în

denni ad Amburgo ove ci adibi

rono al trasporio dî carbone

IE fiordo di Oslo e da qui a cela

losa per la Germania.

Con i tedeschi
in Carelia

Dopo circa un anno di questi
viaggi, la nave veniva adibita dl

sporto di materiale per cono
ESO dell'esercito. fees
Sion è navigare dalla Germazia
gi Mor di Bonera circummavigan
do Ca; per rifornire le
truppe tedesche dislocate in Care:
lia. Al rientro si caricava minera-
le nei porti di Kirkines @ Nor.
edi crei

Dopo
Costa perdeva la e
na, essendo stata dichiarata preda

ra, ed a poppa veniva issa:

ta la bandiera germanica. Noi del-





l'equipaggio, dopo circa 10 gior-
ni di prigionia, fummo riporlati

a bordo, degradati ed obbligati a



CoD, PEugnio: Cos continuò
a viaggiare ma ancora
ed io Fo stato promosso sil cam
po ad ingrassatore e cercavo di
fare del io meglio, enche se por
era la mia professione. Poi il
2641944, quando guevamo da po-
“apo Nord. venimimo
ile



tudecati da unta Jorma
se di cacciabombardiei, per
terza 22, cd il nostro i
mposto di 7 navi colò a picco

5 o di 18 mina

L'Eugenio Costa veniva colpito
al centro © nell’esplosione si spes-
va in due, inabissandosi quasi
all'istante.



Per due ore
la morte in faccia

elle 52 persone di equipaggio
riuscimmo @ salvarci solo in 5,
tra i quali anche il Comte Cat-
iarini,
Io rimasi în acqua per più di

lue ore, con una temperatura al
di sotio dello zero e, quando or
maî le forze stavano per. ven
meno e lo siato di congelamento
ormai avanzava, fui tratto în
salvo da una delle motosiluranti
della scorta tedesca

lire un mese a mezzo
di pescherecci, con i pochi su
pa pe Ore

re ferrovia Oslo. Da qui
Cont un asporto militare, la De
nimarca ed infine in treno Am
burgo. Dopo cir
permanenza in Germania riuscim





più futto ritorno dal ©
tanche perché le mie condizioni [i
siche dopo tanti travagli, erano
ietose; basti pensare che mi ero
fidotto a 52 kg. Così dopo 8 me-
Si di cura © permanenza a casa,
mi ero ripreso a sulficienza e di
conseguenza mi ero nuovamente
rivolto alla Società per poter ri-
tornare a lavorare. Purtroppo la
situazione delle navi era ormai
quella che era © pertanto venni
assunto quale capo officina allo
stabilimento di Sampierdarena i
restai a lavorare fi-
no al 15547 por 29 mesi © quin
dici giorni

Uno sguardo al vino attraverso i tempi

Mn tutto {1 mondo si assiste è
vino:



tanto con certi cibi
Anche il vino, come ogni alta
osa, ha a sua storia.
ria remota, che si perde Tonino
nel tempo. Persino l'etimologia
della parola è sconosciuta, men
e pare che i primi consumatori
dell'antica bevanda siano stati i
Sumeri, un popolo orientale emi







nire usato come monci
it e
trasse, per secoli, anche presso
ir, Macedoni, Greci, Roman.
etesi e Ciprioti.
"appositamente attrezzate
portavano il vino contenuto
nelle apposite anfore di terracotta
la una sponda all'altra del Me









Di quell'epoca rimani
molti reperti archeologici che fan
no rivivere per noi l'arte di pre-

fare, conservare e bere del
ion vino.





Crateri: vasi in coi «i prep
rava il vino da servire al c
Jireioe Rknon, Stohor
‘he © giare di origine greca.
niaros: vaso cretese di for-
Imi soella, con piece ed an
ipo, Clamnnos: coppe di va







ria forma, uste dagli antichi po
poli medite
Pater tici bacili del



PEISSAIO avanti Cita
Simpula: calici. adoperati so
prattutto per brindare.
trini, Colat enti
di Provenienza cipriota, etrusca,
attica, apula e r



ici Sesto
del brindisi > che, etimologica
mente, sembra risalire alle voci
assoni «bring» e «dir's» che
significano «io porgo a le». ci
al tempo dei Romani era în v
questa forma di augurio che aio
ra si svolgeva secondo un ceri
nale piuttosto complicato. Îl per
drone di casa, infatti, beveva
roppe di vino,
«poculae », quante erano le
tere del nome dell'ospite, escla-
o: « Salve vobis, bene nobis,
bene tibi ». L'invitato, dal canto
no tibi »













Romani esi

che oggi siamo soliti chiamare



tone
sore vietava alle donne romane di
re vino)





















Infatti la zona Compresa. tn "






nel 1500, quando raggiungevano

intitudine giunse a
sdegno di Luigi XI
E'ettrmino l'entrata in vigore di
una si egse contro gli osti
disonesti; a ciascuno di ess

iti, «doveva venire immesso
nello stomaco il detto vino annac
quato o alterato fino a che il m
dico o un barbiere dica chi

non è più in grado di inghiottirne
aliro

fa cui imp















Lo proposito è senz'altro
interessante stabilire quanto vino
iò bere una persona adulta sen

ta 2 senime deo st]
cola che sona, in normali
endizioni di "salute, possa inge
rire giornalmente un grammo di
vino, di media gradazione, per









di ‘un dato generico; in
consimo dipende dle condizioni
di salute

chiaro che chi
manuale, pesante, può assimilare
vino in maggior quantità di un al
tto che si Hedica è lavori non
chiedenti un eccessivo dispendio
di cnergie. Ognuno, in sostanza,
deve sapersi autocontrollare, sen
za lasciarsi andare ad eccessi dan-
nosi per l'organismo.

Fa bene 0 male il vino? 1 pi
reri sono discordi, in realtà
problema è appunto quello di non
abusarne. Molti. sostengono la

à el









lità e assolutamente genuino.
tra i molti benefici che possono
venire all'uomo da un uso modi
rato del vino, vengono indicati i









seguenti: aiuia il cuore
razione: favorisce la secrezione
endocrina © gastrica; possiede
re battericida e antibiori
nazione di co-
rina nel sangue; ha notevoli
valori nutritivi, igienici fisolo
gici; con del
i o
Si intende che tutte queste pre-
rogative, per essere apprezzate in
giusta misura, debbono essere
saltate da precisi
e di colore che












re raggruppate nelle seguenti de
finizioni di uso 3
secco, abboccato, amabile, arom-
tico, dolce, vellutato, mandorlato,
60; quanto al colore, le grade:
zioni vanno dal bianco al rosso
cupo secondo la seguente scala
: Bianco carta, bianco
io », giallo pag
FIDI o, giallo saran
chiaretto, cerasuolo, rosato, rosso
inciato, rosso mattone, rosso
violaceo, rosso porporino, rosso
granata, rosso rubino.
Questi reguiii fondamentali
del gusto e del c iper
or "che possono
essere così ripartiti:















to alle pratiche colturali
antiparassitarie; per il 20 per

to all'andamento stagionale ©
al clima; per il 20 per cento al
processo fermentativo; per il 15
per cento allo stato della cantina
e alla cura per la buona conser
vazione del prodotto



NOTIZIARIO ”"G,,: pagina tre





« GIORNALE DI BORDO.







ARTE

in
CASA



Ante în cass: è la volia di
Francesco Viotti, impiegato del-
l'ufficio tecnico navale, artista or-
mai affermato € che recentemert-
te ha fornito un saggio delle sue
capacità con un mostra persona-
le a Genova. L'esposizione — ospì.
tata dalla Galleria darte «Il
di pia mbo — si
e
Picasso o siccso di pu
Giornali @ riviste
feno ‘parlato dell'arte di Viotti
termini interessanti. bl
chiamo genio. hanno ap
cuni critici d'a
« L'incontro con Viotii sugge-
risco. alcune zioni. In











considera:
tanto, Viotti, non proviene dalla
pics capa
stîcl ie di isolato
he, cominciano a nm de

vole in jamiglia si è
Ri
mente ad elaborare spazio e colo:
per invenzioni, Appunto, Viot-
ti, presenta una lunga ed organi-
a dedicata alla liber-









ve esperienze. Questo significa
che, Viotti, part la un'occa-
sione familiare (la favola casa-
linga) è o a trasierire sull
fela una vicenda quasi teatrale

dove i movimenti dei personaggi,

NOTIZIARIO "G,,: pagina quattro

loro rapporti di espressione, il
tono ed ‘il timbro cromatico di-

mostran m eloquente
quanto l'autore ami trovare nel
margine della libertà le propri

iniziative poetiche. Il Viotti, quin
di, è artista che raccoglie dalle
fonti di una favolistica antica i
messi di irasmissione capaci, di
sensibilizzare la memoria dell’os-
serpatore odierno che capta dalla







stessa esperienza dell'artista in-
centivi ed immaginazione per ca-
pire ed interpretare questo sin

golare ” o dal Viotti, que
sti cavi le figure, questi
strepitosi colori che hanno fa fr.
ma di un pittore coinvolto nei
nostri sogni e nei mostri fantasmi

però che fantasmi e sogni
abbiano un sicuro supplemento
di realtà è di finita concretezza.

teatrino”





Tullio Cicciarelli »

La prima impressione è che
Viotti ci voglia accompagnare nel
candido e innocuo regno della fa
vola. Vi contribuiscono sonni,
i, 'ominiscenz.

azione "Jugoce, Le Jigure non
o die a la
deformato da tonaità grottesche.
Non siamo lontani, per parlar di
musica, da certe cupe irrisioni di
Mahler. Ne nasce un'inquietudine
acre, sottile, presente e invisibi-

le come nebbia notturna.
Plinio Guidoni »



Francesco Viotti

Il critico d'arte del « Secolo
XIX », Sergio Paglieri, ha avuto
oltremodo lusinghiere per
iotti che presentava
le sue opere insieme ad altri i
artisti. Ha seritto testualmente:

« IL più inieressante è senza dub-
bio Francesco Viotti, le cui pic
cole tempere sono equilibrate €
gustose



LUTTO

io lutto ha colpito il

icchinista. Sergio
ceduto a Molfetta
c iagio 1972-3 padre Marino
Alla! l'E mig tai) pil Fe» condo
glianze.



MATRIMONI

3 Yi ANGIONE con la signo

ingela RUSCINO. Chiesa

parce di San Gennaro, Mob
, 8 gem



Gaetano ESPOSITO con la si
gnorina Luisa ERCOLANO. Chi
sa dei Padri Cappuccini, Sant’:
gnello, 26 febbraio 1972
‘idbardo SCHIVO con a signo
raziella RODRIGUEZ. 8





Chiesa dei Padri C: Lricanri Ta

v'Agnello, 19 aprile 1972.

fono
a Gil







fanna - BERTUCCIO
Eniosa parrocchiale di San Nico
; Ganzirri. (Messina), 20 mag:

gio 1972.
® Stefano PERAGALLO con la
orina Marina BRUNO. San-
iuario della Madonna di Campa:
(Lesa), 3 giugno 1972
® Marcelo GENOVESE con la
signorina Maria Teresa ANGEI
Cos parodia di Nostra
RE n
Sampierdarena, 16 luglio 1972
Agli sposi le più vive felicita-







si le
zioni e gli auguri del nostro Gior.
nale.

NASCITE

® Simona TACCHINO, figlia del
nostro secondo, macchinista Mar
enova, 3 gen-
naio 1972.
e Laura SANCILIO, figlia del
nostro garzone di camera e di
Marisa. Bisceglie, 5 marzo 1972.
® Alessandra DASSO, figlia del
nostro terzo commissario Loren-
zo. Lavagna, 22 giugno 1972.
ffettuoso benvenuto ai pic-
coli; congratulazioni ai genitori.

PRIME COMUNIONI

Daniela e Massimo ARMATO,



11 maggio 1972.





ITIZIARIO «C+
prio podi, Vipera
mo RIN 34 posto 1972





Pubblica Inferiore al 10%



soi Gg Vi D'Annunzio 2 Tp. XX)
Tae E di dere Di Ri BONI Cie Me ri

FLAVIO MAGNARIN

Casella postate

Genova






extracted text
NOTIZIARIO







NITTI

Anno XII - Numero 3-4 + Maggio-Agosto 1972

L'equilibrio
che manca
alla vita
di

ogni giorno

MR tI

Genova

Perlodico bimestrale

La vita si complica sem-
pre di più, anche se le ore di
lavoro sono diminuite. E'
una constatazione di ogni
giorno. Il progresso è dove.
roso e utile, ma l'uomo de-





dalla propria famiglia. Fret-
ta, preoccupazioni, contrasti,
ansie, insoddisfazioni: ecco

diffuse, specie fra gli abitan-
ti delle nazioni più industria-
lizzate.

Nel settore dei servizi ma-
rittimi per passeggeri, i ri-
Flessi di questo stato d'ani-
mo si riscontrano drastica.
mente sui viaggi di linca:
mentre il numero globale di
coloro che comunque viag:
giano è in grande aumento,
il numero di coloro i quali
usano Ja nave, specie per
viaggi transoceanici, è in
continua e rapida diminuzio-
ne. La decisa preferenza al
l'aereo è dovuta principal
mente alla rapidità del viag-
gio, eppure la nave avrebbe
ben diritto di preferenza
sotto altri aspetti: un viag-
gio in mare è assai più ripo-
sante, confortevole, istrutti
vo, senza considerare i van.
taggi turistici resi possibili
dagli scali durante il per
corso.



Sono proprio questi i mo-
tivi che spiegano, invece, lo
sviluppo dei servizi di cro-
For un viaggio che offre

la possibilità di un periodo
di vero riposo, di una espe-
rienza di vita di bordo, al
insegna di un clima di sana



Spedizione în Abbonamento Postale - Gruppo IV



fraternità, di una conoscen-
ersi.



che — anche se sottosvilup-
pati — portano sempre alla
scoperta di valori spirituali
e di nuovi insegnamenti.

Vogliamo fare un esem-
pio? Durante la Crociera di
Capodanno — dell’ « Eugenio
C », i partecipanti hanno par-
ticolarmente ammirato la
bontà, la semplicità, la gioio-
sità, la dignità (pur nella lo-
ro miseria) delle popolazio-
ni di piccoli villaggi senega-
lesi. I passeggeri, nella loro
eleganza, si sono quasi ve-
nuti a trovare in una posi-
zione di inferiorità, un gior-
r0 festivo, di fronte a donne
popolane, con abiti a vivaci
colori, turbanti, semplici
ma valorizzati da un gesto
e da un portamento vera-
mente e genuinamente no-
bili.

In epoca recente, un mo-
naco intento a rovistare
nelle anticaglie della soffit-
ta di un monastero di Roma
ha trovato una di
della Saptiarime Vergine, re-
cante in calce la a:
« Madonna ei equilibrio,
prega per noi ».

La notizia, in molti am-
bienti, ha suscitato non po-
chi commenti: il guaio di og-
gi sta propri
za di equilibrio. Che squil
brio nella vita familiare, nel
mondo del lavoro, nella scuo-
là mella vita politica, nei rap-
porti internazionali. Quel
monaco si sta ora impegnan-
do affinché si preghi la Ma-
donna dell'Equilibrio. Occor-
re dargli ragione e ringra-
ziarlo .






<=

ccà

TESE



Una vita sul mare in pace ein querra



Mudu ha da scorso una i

sul mare, in pace e în

iche volta ha visto I

morto in faccia, è stato protagoni
sta di eventi luttu



avi è stato imbarca.
Ho Nuti MRI Previa ci

carlo. Ha cominciato con l'Enrico C.
fingo tenta pesto pei





fino al 30/5/1972, 9 anni ironia
fecnico.
Noi diro TOA





'augi
meritato "pot rds
blics





e

Nel 1922, per la precisione il
22 febbraio: Sonsegui il brevetto
internazionale di telegraji.
rignano è da allora ini
sii la mia aività în mare che
mi Gccupò per quasi me
lo. 1 mici primi contatti con la
società armatrice « Dita Gioco:
mo Costa ju Andrea
Zio il 59-1954 quando parli da
Genova dreo Plymouth, per
imbarco sul piroscajo En.
Tico Costa che era siato desinato
ad un viaggio di carbone p
l'Ialia: poi passò alla rotta Îta
lia » Danubio, trasportando grano.



Intanto î mesi passavano ed io
continuavo a seguire le sorti del-
l'Enrico Costa, noleggiato dalla

NOTIZIARIO ”



pagina due

Società Italia © destinato a viag
gi regolari per il Sud America per
il trasporio di mi

va requisita dalle Ferrovie dello
adibita al trasporio di

carbone dal Nord Europa în Ialia.
Continuammo ancora questi
viuggi anche dopo l'entrata in
querra della Germania con lIn-

attuali) alle ricerca di stazioni
non sempre funzionanti e Îl più
delle volte dislocate su postazioni
mobili, di conseguenza inuti

bili per chi non conoscesse l'esat
{a ubicazione che del resto quasi
quotidianamente variava.



Il primo siluro
arrivò presto

Poi una volta puseati net Mar

sussisteva il problema
delle mine vaganti a purirop-
n vano. conoscere le

bandiere dei Paesi neutrali. Così
la vita dell’Enrico Costa, e dî con
eguenza la mia, diventava sem:
Privo
Il 106-1940, giorno dell'entra:
linda aiar Fiorio
Costa si frovasa in navigazione
nei pressi di Malage
durante la notte,
sato lo stretto di Gibilterra. Dal
centro Coltano Radio, ricevetti
l'ordine di proseguire per Caglia
e vamente il contror
dine di divigere su Civitavecchia.
qui, scaricato îl carbone, ci
tali in Adriatico ed il
,, provenienti da Vene-
So, rai





gronia veni
mo colpiti da un siluro sul fian-
co sinistro; l'Enrico Costa sban
iò fortemente sul fianco sinistro
ma continuava a tener duro e
ju necessario un secondo siluro.
centrato nel locale macchina, per
mettere fine alla sua esistenza.

La nave cominciò ad affonda
re rapidamente, ma avemmo tut
io il tempo necessario per met.
tere a mare due lance dalle qua-
lî, alle 13,05, vedemmo sparire
inesorabilmente l'Enrico Costa.
Così ebbe fine îl mio primo
barco con la società dopo ben
85 mesi e 22 giorni.

Con le lance prendemmo terra

a Marina di Caronia e, în treno,
faggiungemmo Messina per Jori
na con tutto l'equipaggio al com:

leso. Da qui, dopo l'inchiesta
da parte della Capitaneria di Por-
to, ognuno si recò presso le ri-
spettive famiglie

famiglia, la
per imbarcarmi questa volta sul
l'Eugenio Cc questo imbar-

fù relativamente più breve, so-
lo 52 mesi e 24 giorni, periodo
che oggi giorno potrebbe sembra:
re pazzesco; anche questa volta
fo sbarco non fu per mia richie
sla ma per desidero degli inglesi
che. ci bombardarono.

I jatti. Il 2-8-1941 presi imbar
co a Roma Su due aerei militari,
insieme ad una parte dell'eq
paggio destinato all'Eugenio Co-
sta, per raggiungere Barcellona:





rifugiatavisi al momento della
cHiarazione di guerra, poiché in
Quel momento, SÌ trovava a navi
in Guascogna proveniente
dall'Inghilterra e diretta in Italia
con un carico
Per un periodo di 8 mesi circa
facemmo viaggi tra Bilbao €
dequx trasportando minerale di

ferro. Successivamente venimmo
trasjeriti in Germania ad Ambur-
ione fum-



sivamente attaccati da tu

mazione di motosiluranti inglesi

e guest'attuco durò, per fortuna

senza esito, per ben 6

munque, malgrado "iu; alle 6

del mattino riuscimmo a

re a Dunkerque. Durante la not-
dopo svariati at

tacchi riuscimmo a giungere în

denni ad Amburgo ove ci adibi

rono al trasporio dî carbone

IE fiordo di Oslo e da qui a cela

losa per la Germania.

Con i tedeschi
in Carelia

Dopo circa un anno di questi
viaggi, la nave veniva adibita dl

sporto di materiale per cono
ESO dell'esercito. fees
Sion è navigare dalla Germazia
gi Mor di Bonera circummavigan
do Ca; per rifornire le
truppe tedesche dislocate in Care:
lia. Al rientro si caricava minera-
le nei porti di Kirkines @ Nor.
edi crei

Dopo
Costa perdeva la e
na, essendo stata dichiarata preda

ra, ed a poppa veniva issa:

ta la bandiera germanica. Noi del-





l'equipaggio, dopo circa 10 gior-
ni di prigionia, fummo riporlati

a bordo, degradati ed obbligati a



CoD, PEugnio: Cos continuò
a viaggiare ma ancora
ed io Fo stato promosso sil cam
po ad ingrassatore e cercavo di
fare del io meglio, enche se por
era la mia professione. Poi il
2641944, quando guevamo da po-
“apo Nord. venimimo
ile



tudecati da unta Jorma
se di cacciabombardiei, per
terza 22, cd il nostro i
mposto di 7 navi colò a picco

5 o di 18 mina

L'Eugenio Costa veniva colpito
al centro © nell’esplosione si spes-
va in due, inabissandosi quasi
all'istante.



Per due ore
la morte in faccia

elle 52 persone di equipaggio
riuscimmo @ salvarci solo in 5,
tra i quali anche il Comte Cat-
iarini,
Io rimasi în acqua per più di

lue ore, con una temperatura al
di sotio dello zero e, quando or
maî le forze stavano per. ven
meno e lo siato di congelamento
ormai avanzava, fui tratto în
salvo da una delle motosiluranti
della scorta tedesca

lire un mese a mezzo
di pescherecci, con i pochi su
pa pe Ore

re ferrovia Oslo. Da qui
Cont un asporto militare, la De
nimarca ed infine in treno Am
burgo. Dopo cir
permanenza in Germania riuscim





più futto ritorno dal ©
tanche perché le mie condizioni [i
siche dopo tanti travagli, erano
ietose; basti pensare che mi ero
fidotto a 52 kg. Così dopo 8 me-
Si di cura © permanenza a casa,
mi ero ripreso a sulficienza e di
conseguenza mi ero nuovamente
rivolto alla Società per poter ri-
tornare a lavorare. Purtroppo la
situazione delle navi era ormai
quella che era © pertanto venni
assunto quale capo officina allo
stabilimento di Sampierdarena i
restai a lavorare fi-
no al 15547 por 29 mesi © quin
dici giorni

Uno sguardo al vino attraverso i tempi

Mn tutto {1 mondo si assiste è
vino:



tanto con certi cibi
Anche il vino, come ogni alta
osa, ha a sua storia.
ria remota, che si perde Tonino
nel tempo. Persino l'etimologia
della parola è sconosciuta, men
e pare che i primi consumatori
dell'antica bevanda siano stati i
Sumeri, un popolo orientale emi







nire usato come monci
it e
trasse, per secoli, anche presso
ir, Macedoni, Greci, Roman.
etesi e Ciprioti.
"appositamente attrezzate
portavano il vino contenuto
nelle apposite anfore di terracotta
la una sponda all'altra del Me









Di quell'epoca rimani
molti reperti archeologici che fan
no rivivere per noi l'arte di pre-

fare, conservare e bere del
ion vino.





Crateri: vasi in coi «i prep
rava il vino da servire al c
Jireioe Rknon, Stohor
‘he © giare di origine greca.
niaros: vaso cretese di for-
Imi soella, con piece ed an
ipo, Clamnnos: coppe di va







ria forma, uste dagli antichi po
poli medite
Pater tici bacili del



PEISSAIO avanti Cita
Simpula: calici. adoperati so
prattutto per brindare.
trini, Colat enti
di Provenienza cipriota, etrusca,
attica, apula e r



ici Sesto
del brindisi > che, etimologica
mente, sembra risalire alle voci
assoni «bring» e «dir's» che
significano «io porgo a le». ci
al tempo dei Romani era în v
questa forma di augurio che aio
ra si svolgeva secondo un ceri
nale piuttosto complicato. Îl per
drone di casa, infatti, beveva
roppe di vino,
«poculae », quante erano le
tere del nome dell'ospite, escla-
o: « Salve vobis, bene nobis,
bene tibi ». L'invitato, dal canto
no tibi »













Romani esi

che oggi siamo soliti chiamare



tone
sore vietava alle donne romane di
re vino)





















Infatti la zona Compresa. tn "






nel 1500, quando raggiungevano

intitudine giunse a
sdegno di Luigi XI
E'ettrmino l'entrata in vigore di
una si egse contro gli osti
disonesti; a ciascuno di ess

iti, «doveva venire immesso
nello stomaco il detto vino annac
quato o alterato fino a che il m
dico o un barbiere dica chi

non è più in grado di inghiottirne
aliro

fa cui imp















Lo proposito è senz'altro
interessante stabilire quanto vino
iò bere una persona adulta sen

ta 2 senime deo st]
cola che sona, in normali
endizioni di "salute, possa inge
rire giornalmente un grammo di
vino, di media gradazione, per









di ‘un dato generico; in
consimo dipende dle condizioni
di salute

chiaro che chi
manuale, pesante, può assimilare
vino in maggior quantità di un al
tto che si Hedica è lavori non
chiedenti un eccessivo dispendio
di cnergie. Ognuno, in sostanza,
deve sapersi autocontrollare, sen
za lasciarsi andare ad eccessi dan-
nosi per l'organismo.

Fa bene 0 male il vino? 1 pi
reri sono discordi, in realtà
problema è appunto quello di non
abusarne. Molti. sostengono la

à el









lità e assolutamente genuino.
tra i molti benefici che possono
venire all'uomo da un uso modi
rato del vino, vengono indicati i









seguenti: aiuia il cuore
razione: favorisce la secrezione
endocrina © gastrica; possiede
re battericida e antibiori
nazione di co-
rina nel sangue; ha notevoli
valori nutritivi, igienici fisolo
gici; con del
i o
Si intende che tutte queste pre-
rogative, per essere apprezzate in
giusta misura, debbono essere
saltate da precisi
e di colore che












re raggruppate nelle seguenti de
finizioni di uso 3
secco, abboccato, amabile, arom-
tico, dolce, vellutato, mandorlato,
60; quanto al colore, le grade:
zioni vanno dal bianco al rosso
cupo secondo la seguente scala
: Bianco carta, bianco
io », giallo pag
FIDI o, giallo saran
chiaretto, cerasuolo, rosato, rosso
inciato, rosso mattone, rosso
violaceo, rosso porporino, rosso
granata, rosso rubino.
Questi reguiii fondamentali
del gusto e del c iper
or "che possono
essere così ripartiti:















to alle pratiche colturali
antiparassitarie; per il 20 per

to all'andamento stagionale ©
al clima; per il 20 per cento al
processo fermentativo; per il 15
per cento allo stato della cantina
e alla cura per la buona conser
vazione del prodotto



NOTIZIARIO ”"G,,: pagina tre





« GIORNALE DI BORDO.







ARTE

in
CASA



Ante în cass: è la volia di
Francesco Viotti, impiegato del-
l'ufficio tecnico navale, artista or-
mai affermato € che recentemert-
te ha fornito un saggio delle sue
capacità con un mostra persona-
le a Genova. L'esposizione — ospì.
tata dalla Galleria darte «Il
di pia mbo — si
e
Picasso o siccso di pu
Giornali @ riviste
feno ‘parlato dell'arte di Viotti
termini interessanti. bl
chiamo genio. hanno ap
cuni critici d'a
« L'incontro con Viotii sugge-
risco. alcune zioni. In











considera:
tanto, Viotti, non proviene dalla
pics capa
stîcl ie di isolato
he, cominciano a nm de

vole in jamiglia si è
Ri
mente ad elaborare spazio e colo:
per invenzioni, Appunto, Viot-
ti, presenta una lunga ed organi-
a dedicata alla liber-









ve esperienze. Questo significa
che, Viotti, part la un'occa-
sione familiare (la favola casa-
linga) è o a trasierire sull
fela una vicenda quasi teatrale

dove i movimenti dei personaggi,

NOTIZIARIO "G,,: pagina quattro

loro rapporti di espressione, il
tono ed ‘il timbro cromatico di-

mostran m eloquente
quanto l'autore ami trovare nel
margine della libertà le propri

iniziative poetiche. Il Viotti, quin
di, è artista che raccoglie dalle
fonti di una favolistica antica i
messi di irasmissione capaci, di
sensibilizzare la memoria dell’os-
serpatore odierno che capta dalla







stessa esperienza dell'artista in-
centivi ed immaginazione per ca-
pire ed interpretare questo sin

golare ” o dal Viotti, que
sti cavi le figure, questi
strepitosi colori che hanno fa fr.
ma di un pittore coinvolto nei
nostri sogni e nei mostri fantasmi

però che fantasmi e sogni
abbiano un sicuro supplemento
di realtà è di finita concretezza.

teatrino”





Tullio Cicciarelli »

La prima impressione è che
Viotti ci voglia accompagnare nel
candido e innocuo regno della fa
vola. Vi contribuiscono sonni,
i, 'ominiscenz.

azione "Jugoce, Le Jigure non
o die a la
deformato da tonaità grottesche.
Non siamo lontani, per parlar di
musica, da certe cupe irrisioni di
Mahler. Ne nasce un'inquietudine
acre, sottile, presente e invisibi-

le come nebbia notturna.
Plinio Guidoni »



Francesco Viotti

Il critico d'arte del « Secolo
XIX », Sergio Paglieri, ha avuto
oltremodo lusinghiere per
iotti che presentava
le sue opere insieme ad altri i
artisti. Ha seritto testualmente:

« IL più inieressante è senza dub-
bio Francesco Viotti, le cui pic
cole tempere sono equilibrate €
gustose



LUTTO

io lutto ha colpito il

icchinista. Sergio
ceduto a Molfetta
c iagio 1972-3 padre Marino
Alla! l'E mig tai) pil Fe» condo
glianze.



MATRIMONI

3 Yi ANGIONE con la signo

ingela RUSCINO. Chiesa

parce di San Gennaro, Mob
, 8 gem



Gaetano ESPOSITO con la si
gnorina Luisa ERCOLANO. Chi
sa dei Padri Cappuccini, Sant’:
gnello, 26 febbraio 1972
‘idbardo SCHIVO con a signo
raziella RODRIGUEZ. 8





Chiesa dei Padri C: Lricanri Ta

v'Agnello, 19 aprile 1972.

fono
a Gil







fanna - BERTUCCIO
Eniosa parrocchiale di San Nico
; Ganzirri. (Messina), 20 mag:

gio 1972.
® Stefano PERAGALLO con la
orina Marina BRUNO. San-
iuario della Madonna di Campa:
(Lesa), 3 giugno 1972
® Marcelo GENOVESE con la
signorina Maria Teresa ANGEI
Cos parodia di Nostra
RE n
Sampierdarena, 16 luglio 1972
Agli sposi le più vive felicita-







si le
zioni e gli auguri del nostro Gior.
nale.

NASCITE

® Simona TACCHINO, figlia del
nostro secondo, macchinista Mar
enova, 3 gen-
naio 1972.
e Laura SANCILIO, figlia del
nostro garzone di camera e di
Marisa. Bisceglie, 5 marzo 1972.
® Alessandra DASSO, figlia del
nostro terzo commissario Loren-
zo. Lavagna, 22 giugno 1972.
ffettuoso benvenuto ai pic-
coli; congratulazioni ai genitori.

PRIME COMUNIONI

Daniela e Massimo ARMATO,



11 maggio 1972.





ITIZIARIO «C+
prio podi, Vipera
mo RIN 34 posto 1972





Pubblica Inferiore al 10%



soi Gg Vi D'Annunzio 2 Tp. XX)
Tae E di dere Di Ri BONI Cie Me ri

FLAVIO MAGNARIN

Casella postate

Genova






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